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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 06:19 DI LUNEDì 28 GENNAIO 2019

ALLE 03:46 DI MARTEDì 29 GENNAIO 2019

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Incassi: Creed in testa, La Favorita 3/a
Slitta seconda Mia e il leone bianco, Compromessi sposi 6/o

28 gennaio 2019 06:19

Creed II debutta balzando in testa alla classifica dei film più visti al botteghino italiano con 3 milioni 691 mila euro di incassi nel week end (3 milioni 734 mila in 4 giorni) e la media di 7046 euro su 524 sale. Cala del 18% e perde una posizione la favola africana di Mia e il leone bianco: l’incasso è 1 milione 594 mila euro e la media di 2842 euro su 561 schermi per un totale di 3 milioni 867 mila in 15 giorni.
Esordisce terzo La favorita, pellicola di Yorgos Lanthimos con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz che racconta la storia della turbolenta corte della regina Anna. Mette a segno 1 milione 62 mila euro in 4 giorni con una media di 3484 su 305 schermi.
Slitta dalla seconda alla quarta piazza Glass. Gli altri debuttanti della top ten sono Ricomincio da me (Second Act) al quinto posto e Compromessi sposi al sesto. Da segnalare il ritorno al cinema in occasione dei 25 anni dall’uscita e del giorno della memoria di Schindler’s List: l’incasso è stato di 43 mila euro in 4 giorni.

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Sanremo: Arisa, sono cambiata e “Mi sento bene”L’8 febbraio esce l’album “Una nuova Rosalba in città”

28 gennaio 201910:31

“Una nuova Rosalba in città” è il titolo del nuovo album di Arisa, in uscita l’8 febbraio per Sugar. Un titolo programmatico, un titolo che rende subito l’idea. Sì, perché Rosalba (nome all’anagrafe di Arisa) si è davvero rinnovata, “perché il cambiamento, passa prima dalla persona e poi dal personaggio”, dice. E lo farà sentire già dal brano sanremese, Mi sento bene (altro titolo che non lascia dubbi), tra atmosfere disneyane e sonorità da musical. “Mi sento bene – spiega la cantante – è la giusta via di mezzo, il giusto mezzo di trasporto, il Caronte che trasporta l’Arisa di prima all’Arisa del futuro. Non so quale sarà esattamente. Io ho molta fiducia nella vita, perché la vita sa già in che direzione andare, e dunque sarò quello che mi è dato essere”.    Il brano è un tuffo nella musica fine anni ’70 inizi ’80, c’è Raffaella Carrà, c’è Giuni Russo e ci sono anche gli Abba. “E i Blondie. Quel mondo mi appartiene”. Non per caso accanto sul palco, nella serata dei duetti ci sarà Tony Hadley, ex Spandau Ballet. “E’ un’icona di quel periodo. Saremo immersi nella magica atmosfera creata dai Kataklò: la loro danza acrobatica mi ha sempre affascinata e mi piace molto il loro impegno nel portare avanti progetti e attività per i giovanissimi. Vi faremo ballare”, promette Arisa che vede nell’indie italiano di oggi la stessa freschezza di allora: “Gente come Calcutta, Ex Otago, Zen Circus hanno svecchiato la tradizione italiana, che sembrava essersi fermata. Ora il pop è più uptempo”.    Al suo di rinnovamento, invece, Arisa ha lavorato più di un anno e mezzo, passando in Sugar e facendosi affiancare da un gruppo di lavoro che fosse capace di raccontarla: in campo 6 producer e ben 17 autori (tra i tanti Niccolò Agliardi e Cristiano Malgioglio). “E’ stato interessante vedere come mi hanno interpretato. Mi hanno aiutato a capire me stessa, a vedere da vicino certi miei comportamenti. E’ stata una sorta di terapia”. Due brani portano anche la sua firma, “ma è poca roba, io scrivo cose molto diverse, sono malinconica e non voglio per forza fare una cazzata solo perché è mia”. Superati anche i momenti di sconforto che in passato l’avevano fatta dire che avrebbe smesso con la musica. “L’ho detto e mi succede ancora di pensarlo: almeno due volte al giorno. Ma a chi non capita di avere momenti di cedimento? La forza è rialzarsi e continuare. Nascondere le proprie fragilità è disumano”.    Dunque si riparte da Sanremo, dove giusto 10 anni fa vinceva tra le Nuove Proposte con Sincerità, per poi trionfare tra i Big nel 2014. Si è anche tolta lo sfizio di essere al fianco di Carlo Conti come co-conduttrice nel 2015. “Ma non si può dire che il festival mi ha dato tutto, per dire di avermi dato tutto dovrebbe darmi la direzione artistica, dovrebbe invitarmi come ospite. E poi mi manca vincere l’Eurofestival”. Ma per andare all’Eurofestival bisogna vincere il festival. “Mah…”, sospira, lasciando intendere che forse un pensierino ce lo ha fatto.    A dieci anni di distanza, comunque, l’emozione di quella prima volta è ancora sempre viva: “Il ricordo di Sanremo è legato a Paolo Bonolis e a quando, a Sanremo Lab, gli vennero gli occhi lucidi quando mi ha sentito cantare. Penso a come ero io, a come vedevo le mie scarpe salire sulle scale”, e la voce tradisce l’emozione della nuova Rosalba.

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Museo Egizio Cairo, rinascita a ItaliaEgizio Torino capofila progetto dell’Unione Europea

TORINO28 gennaio 201912:24

– Il Museo Egizio del Cairo si affida all’Italia per delineare il proprio sviluppo futuro e realizzare nuove aree espositive. L’Egizio di Torino è infatti capofila di un progetto triennale dell’Unione Europea – in collaborazione con alcuni tra i più importanti musei del mondo – che si propone di avviare una riflessione condivisa sulle modalità espositive della collezione. E di supportare la predisposizione della candidatura del museo a Patrimonio Unesco.
“Nel Cinquecento – ricorda la presidente del Museo Egizio di Torino, Evelina Christillin – ai Savoia lo storico di corte attribuì un’antica discendenza egizia per accreditarsi nel modo migliore agli occhi dell’intera Europa. Siamo orgogliosi di tornare, con Torino e col nostro Museo, nel cuore dell’Egitto per vivere un’esperienza di collaborazione scientifica e professionale nel Paese che ci ha consentito di essere quello che siamo: un centro di ricerca e di saperi legati sempre di più alla splendida civiltà fiorita sull’altra sponda del Mediterraneo”.

Colla fa la Bella addormentata in araboRitorna lo spettacolo della compagnia marionettistica milanese

28 gennaio 201912:28

– La storica compagnia marionettistica Carlo Colla & figli di Milano ripropone nel proprio Atelier di via Mantegari dal 3 febbraio al 10 marzo lo spettacolo La bella addormentata, quest’anno anche con una rappresentazione (il 9 febbraio) in arabo.
La compagnia ha infatti iniziato una collaborazione con il Royal Opera House di Muscat, ed è anche andata in più occasioni in Oman dove è andata in scena la versione araba.
“E’ la prima volta che uno spettacolo nato in Italia viene tradotto e rappresentato in arabo – sottolineano da Colla & Figli -, una finestra aperta su un’importante comunità straniera in città e una nuova prova per la Compagnia la cui presenza all’estero è sempre più frequente”.
Lo spettacolo, creato nel 2001, che porta in scena 150 marionette, ha anche una versione in inglese che è stata creata per i teatri americani e alcune delle rappresentazioni per le scuole saranno fatte in inglese.

Tabarri in mostra al Teatro La FeniceFino al 3 febbraio nella Sala Sinopoli

VENEZIA28 gennaio 201912:38

– Una mostra dedicata al tabarro veneziano sarà ospitata, da martedì 29 gennaio fino a domenica 3 febbraio 2019, all’interno della Sala Sinopoli del Teatro La Fenice di Venezia. L’esposizione sarà parte del percorso di visita con audioguida e sarà pertanto visitabile ogni giorno secondo i consueti orari e modalità di accesso al teatro.
L’uso del termine tabarro è particolarmente diffuso nel Veneto, risentendo della diretta influenza veneziana, spesso anche come sinonimo di cappa. Il tabarro è una tipologia di antico mantello, ampio, rotondo, a ruota, in tessuto pesante spesso reso impermeabile, veniva portato lungo fino al polpaccio o corto per andare a cavallo e poi in bicicletta. Di colore scuro, con bavero, ha un solo punto di allacciatura sotto il mento, un’unica cucitura sulla schiena e viene tenuto chiuso portando un’estremità sopra la spalla opposta in modo da avvolgerlo intorno al corpo.

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Sanremo, premio carriera a Pino DanieleFigura di spicco canzone autore, tradizione e sguardo sul mondo

28 gennaio 201912:52

– Il Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, ha deciso di attribuire a Pino Daniele il Premio alla carriera Città di Sanremo a quattro anni dalla tragica e prematura scomparsa dell’artista napoletano. “In quarant’anni di incisioni discografiche e di esibizioni dal vivo – si legge nella motivazione – ha saputo imporsi come figura di spicco e completa nel panorama della canzone d’autore italiana, mantenendo un legame fortissimo con la tradizione napoletana e guardando sempre con coraggio artistico e curiosità alle musiche del mondo”. Il riconoscimento sarà consegnato durante una delle serate della 69/a edizione del festival (5-9 febbraio).

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Mostre, 2.400 visitatori per la SkoglundGrande successo primo week end mostra fotografie a Camera

TORINO28 gennaio 201912:56NE

– Sono stati oltre 2.300 i visitatori che, nei primi giorni di mostra, hanno scoperto e apprezzato i mondi surreali costruiti e fotografati da Sandy Skoglund a Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
Pesci rossi che volano in una stanza da letto azzurra, gatti ‘radioattivi’ verde acido che animano una grigia cucina, cani viola che si rilassano in un appartamento borghese: sono alcuni dei set ideati, realizzati e fotografati da Sandy Skoglund che fanno emergere la tensione tra autentico e costruito, tra realtà e sogno delle sue opere.
In tutto sono in mostra oltre cento lavori, quasi tutti di grande formato, compreso l’atteso inedito ‘Winter’ costato anni di lavoro. L’antologica torinese, aperta fino al 24 marzo, di una delle artiste della fotografia più note in tutto il mondo, è curata da Germano Celant.

Il Giorno racconta storia del commercioIn foto fino al 28/2 le nuove imprese e le botteghe storiche

28 gennaio 201913:17

– Un racconto per immagini del commercio a Milano, dalle botteghe storiche alle nuove attività espressione dello spirito di innovazione e contaminazione. È stata inaugurata nel centro di Milano, in via Dante, la mostra ‘en plein air’ dal titolo ‘Antichi mestieri e nuovi modelli del commercio a Milano’ nata dalla collaborazione tra il Comune e il quotidiano Il Giorno, che da tempo dedicata spazi fissi tra le proprie pagine alle realtà del commercio e in particolare alle botteghe storiche.
La mostra, visibile fino al 28 febbraio, curata da Alberto Oliva e con scatti del fotografo Roberto Bettolini, racconta su grandi pannelli 14 botteghe storiche della città e altrettante attività di nuova generazione. “Il mondo delle imprese artigiane è ricco di storie virtuose e per noi è sempre un’emozione andarle a raccontare – ha commentato Sandro Neri, direttore del quotidiano -. Questa mostra è un piccolo omaggio senza retoriche ma sincero, da parte di tutta la redazione del Giorno”.

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Prima a Bologna per ‘MasNada’Collaborazione fra Orchestra Senzaspine e il MagdaClan

BOLOGNA28 gennaio 201914:57

– La collaborazione tra l’Orchestra Senzaspine di Bologna e il MagdaClan Circo di Torino ha dato vita allo spettacolo ‘MasNada’, una sinfonia circense funambolica che mette assieme musica classica e circo contemporaneo, alle prove finali proprio in questi giorni.
Scritta da Tommaso Ussardi, per la parte musicale, e da Alessandro Maida, per quella visiva, ‘Masnada’ debutterà in prima assoluta il 5 e 6 febbraio alle 20,30 al Teatro Duse di Bologna. “Lo scopo dell’unione dei due generi – ha spiegato Ussardi, anche direttore dello spettacolo – è quello di far rivivere il teatro contemporaneo. Elevare l’arte circense e dare spazio alla musica in tutte le sue forme, comprese quella jazz e rock, per parlare a un pubblico più vasto”. “Una novità nel modo di fare circo – secondo Maida – che unisce la magia degli strumenti musicali classici e l’armonia dei volteggi degli acrobati”.

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Nigiotti, ho vinto su chi mi dava per spacciato”Torno al festival da Big con Nonno Hollywood ma senza chitarra”

28 gennaio 201920:31

Non ha mai smesso di provarci. Dieci anni fa entrava nella scuola di Amici (abbandonata poi prima del tempo), nel 2015 è salito sul palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte (arrivando terzo), nel 2017 si è rimboccato le maniche ed è ripartito di nuovo da X Factor (di nuovo terzo). Ora Enrico Nigiotti, livornese classe ’87, dopo un 2018 che ha segnato importanti collaborazioni come autore con artisti come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, è in gara al festival di Sanremo tra i big con il brano Nonno Hollywood.”Non ho mai vinto niente, ma ho vinto contro chi mi dava per spacciato. E ora sono di nuovo a Sanremo: e non è importante la categoria, è importante esserci”, dice il 32enne toscano, anche se non nasconde di aver pensato in passato di lasciare la musica. “Prima di X Factor, ho pensato di trasferirmi alle Canarie, di fare il barista lì e magari scrivere a tempo perso. Insomma, stavo per arrendermi. Invece ora è un anno e mezzo che faccio seriamente questo mestiere. Del resto, c’è sempre tempo per fare un lavoro che non ti piace”. Più consapevole, più sereno, si è dato anche delle regole: “non fare più cazzate, fare meno il livornese, contare fino a 10 prima di parlare, svegliarmi presto, avere sempre la chitarra in mano. Insomma… sto invecchiando”, chiosa scherzando. Il brano sanremese, che sarà contenuto nella riedizione di “Cenerentola e altre storie…”, in uscita il 15 febbraio (Sony Music), è dedicato al nonno con cui andava a lavorare in campagna, svegliandosi la mattina alle 5.30. “Una canzone nata di getto la sera d’agosto in cui è morto. Avevo già presentato la mia candidatura a Sanremo con un altro brano, l’ho cambiato in corsa. Avrei preferito non scriverlo, ma è un regalo esserci proprio con questo brano. Sono felice ed orgoglioso”.Un brano piano e voce, intimo e autobiografico, che nella sera dei duetti vedrà la partecipazione di Paolo Jannacci. “Volevo un musicista, non volevo fare un duetto su un brano così personale. E lui è un pianista della madonna. Sarà una collaborazione molto musicale, piano, voce e orchestra”, spiega Nigiotti che per la prima volta salirà sul palco senza la sua fedele chitarra. “E’ quella la vera novità, il mio nuovo vecchio stile”. Dal festival non si aspetta di vincere (“se non ho mai vinto niente, perché dovrei farlo ora?”), ma lo considera un’opportunità per far conoscere la sua musica, “per far entrare qualcuno di più nel mio mondo, in una edizione variegata, con generi diversi per tutti i gusti”. Nella riedizione dell’album uscito lo scorso anno, oltre a Nonno Hollywood, c’è anche un altro inedito: “La ragazza che raccoglieva il vento”, dedicata alla poetessa Alda Merini, che per anni visse in ospedali psichiatrici. “L’ho scoperta 10 anni fa – racconta -, con la sua storia personale assurda. Raccontava in modo dolce fatti atroci che aveva vissuto. Mi arrivava il suo malessere romantico: la mia è più una dedica alla sua anima che alla sua persona”. Da aprile Enrico Nigiotti sarà in tour nei teatri, “dove anche i silenzi hanno rumori”.

Noa, amore per Bach e pietà per migrantiIl 29 gennaio a Palermo la prima europea del suo nuovo album

PALERMO28 gennaio 201915:05

– Noa canta Bach e inaugura la stagione serale degli Amici della Musica, il 29 gennaio alle 20,45 al Politeama Garibaldi di Palermo: “Letters to Bach” è il titolo del concerto e del nuovo album, prodotto da Quincy Jones, che uscirà a marzo, presentato in prima europea nel capoluogo siciliano. In Sicilia Noa ha iniziato la sua carriera 27 anni fa. “E’ un progetto molto diverso dalle mie solite strade – spiega – ma ho deciso di inchinarmi a Bach, un genio che è un Everest, e qui il punto non è scalare la montagna, ma scalare la montagna di se stessi. Bach è assolutamente moderno, e io ero ossessionata dalla sua musica”.
Sui migranti Noa osserva: “La paura è il fondamento per i regimi, per la repressione delle libertà, quando diventa strumento per odiare l’altro cosa possiamo fare? Non cedere alla paura, non è così che si fermeranno i fenomeni migratori”. Noa ha chiamato il suo secondo figlio Enea, non conosce Virgilio, ma sa che Enea era un migrante e che è padre di tutti gli italiani.

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Mostra Mao Torino onora Anno del Maiale
Decorazioni beneauguranti e apotropaiche spiegate al pubblico

TORINO28 gennaio 201915:31

– In occasione del Chunjie, la Festa di Primavera nota in Occidente come Capodanno Cinese, il Mao Museo d’Arte Orientale di Torino inaugura il 30 gennaio, fino al 17 marzo, la mostra ‘Ricami di carta’ curata dall’Istituto Confucio dell’Università di Torino insieme con East China Normal University di Shanghai.
Il Museo saluta così il nuovo anno, l’Anno del Maiale, con l’esposizione delle ‘carte’, elementi essenziali della tradizione decorativa che accompagna questa festa, che racchiudono un numero infinito di implicazioni e di funzioni beneauguranti e apotropaiche. La Mostra è mirata anche a spiegare al pubblico i significati di queste opere artigianali all’apparenza naif, ma in realtà raffinatissime, frutto di una pratica antica inserita nel 2006 tra le forme di arte popolare diventate patrimonio immateriale dell’umanità.
Al Mao sono esposti i lavori di due figure significative della attuale tradizione delle carte ritagliate, le ‘maestre di intaglio su carta’ Xi Xiaoqin e Chu Chunzhi.
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Miss Italia: tribunale, ‘illegittimo nome Futura Miss Italia’
Patrizia Mirigliani: ‘Contrasteremo sempre i concorsi cloni del nostro’

28 gennaio 201916:13

Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 28 gennaio 2019, si è pronunciato sancendo l’illegittimità del concorso di bellezza denominato ‘Futura Miss Italia’, organizzato dall’Accademia della Moda Maria Antonietta S.r.l.
organizzato quest’estate nella tenuta pugliese del cantante Al Bano Carrisi a Cellino San Marco. A darne notizia è lo storico concorso ‘Miss Italia’ di Patrizia Mirigliani che ha rivendicato la titolarità esclusiva del suo marchio.
Il Tribunale ha affermato che il suddetto concorso di bellezza si pone in concorrenza sleale con il più noto concorso di bellezza Miss Italia organizzato dalle società di Patrizia Mirigliani assistite dai legali Pieremilio Sammarco e Vincenzo Annibale Larocca che hanno spiegato che è stata inibita l’organizzazione del concorso ‘Futura Miss Italia’ sulla base “dell’identità delle attività poste in essere e dell’uso non autorizzato del marchio Miss Italia, vietando anche l’uso del nome a dominio http://www.futuramissitalia.com. E’ stata anche fissata una penale di 300 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento”.
Patrizia Mirigliani si è dichiarata molto soddisfatta della decisione del Tribunale di Roma che ha messo la parola fine al contenzioso giudiziario ed ha aggiunto: “Contrasteremo sempre con fermezza e decisione il fenomeno della clonazione del nostro concorso Miss Italia e ciò a tutela dei nostri sacrifici e per la giusta tutela delle ragazze”.
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Bubeníček, la mia Carmen indomabile
Prima mondiale. Coreografo, le donne dovrebbero essere come lei

28 gennaio 201920:34

“La mia Carmen è una femme fatale, ma dentro di sé ha soprattutto un elemento di indomabilità. Nessuno riesce a farle fare ciò che vuole. La sua è una storia attuale: tutte le donne dovrebbero tendere alla libertà dello spirito”. Descrive così la sua eroina Jií Bubeníek, coreografo ceco che presenta in prima mondiale al Teatro dell’Opera di Roma l’ultima creazione, il balletto Carmen, in scena dal 2 al 10 febbraio. Un nuovo allestimento a cura della Fondazione del Teatro dell’Opera (le scene sono di Gianni Carluccio e i costumi di Anna Biagiotti), che non mancherà di stupire il pubblico del Costanzi, non solo per il linguaggio molto personale del coreografo, abituato a unire armonosamente il classico al contemporaneo, ma perché questa versione affonda le proprie radici nelle origini letterarie dell’opera, la novella di Prosper Mérimée.Cambiano infatti nella storia alcuni personaggi: non ci saranno Micaela ed Escamillo, sostituito da Lucas, ed entrerà nella storia Garcia, il marito di Carmen. “In questo lavoro la Carmen che si incontra è quella del testo letterario, è una gitana”, afferma il coreografo nato in Polonia ma di nazionalità ceca, che ha una strabiliante carriera di ballerino alle spalle (nella compagnia di John Neumeier insieme al gemello Otto), “io sono cresciuto in una famiglia di artisti circensi, i miei genitori erano acrobati e nei nostri vari spostamenti abbiamo incontrato tanti nomadi. Le ho sempre viste come persone libere e indomabili, che dicono quello che pensano, che amano la vita e sono piene di istinto, come gli animali. Anche la mia Carmen è così”.”Il mio metodo è questo: torno alle fonti letterarie per conoscere la storia e poi rifarla a modo mio. Come coreografo mi definisco variopinto, perché cambio spesso colore. Il nucleo del mio lavoro è comunque la narrazione, c’è sempre una storia da raccontare anche in un balletto più astratto”, prosegue, sottolineando la sua ‘mania’ di “unire il classico al contemporaneo per combinare insieme diversi generi, stili e tradizioni. Uso un linguaggio del corpo che cambia a seconda dei ruoli: in Carmen ci sono personaggi eleganti ed altri che provengono dalla strada. Amo cucire i ruoli sui danzatori, per far sì che possano esprimersi al meglio”. Un’attitudine al racconto la sua che ha imparato fin da piccolo e ha coltivato negli anni: “vengo da Praga e quando sotto il regime comunista ci era proibito vedere i film americani, mio padre in qualche modo riusciva comunque a reperirli e portarli a casa. Credo di aver visto il Dottor Zivago almeno 50 volte”, dice. Diviso in due atti, il balletto di Bubeníek si caratterizza anche per la musica, eseguita dal vivo dall’Orchestra capitolina guidata dal Maestro Louis Lohraseb, al suo debutto come direttore: il coreografo ha infatti voluto accompagnare la celebre partitura di George Bizet con alcune composizioni di Manuel de Falla, Isaac Albéniz, Mario Castelnuovo-Tedesco e del maestro compositore Gabriele Bonolis.”So leggere la musica ma non ho una formazione da musicista: è stato importante lavorare alla struttura musicale con Bonolis, che è rimasto a Dresda con me per due mesi. Per la prima volta saranno suonate insieme nella Carmen diverse fonti musicali”. In scena il pubblico vedrà danzare l’étoile dell’Opera di Roma Rebecca Bianchi, con i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo diretti da Eleonora Abbagnato, e l’artista ospite Amar Ramasar, già principal dancer del New York City Ballet.
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Accademia Maiani e il barocco romano
Contaminazioni con la vegetazione tropicale per tuniche e pepli

28 gennaio 201916:35

– E’ il barocco romano, contaminato con un tocco di follia creativa chissà perché alla flora tropicale, ad animare le proposte del final work degli studenti dell’Accademia Maiani, che ha sfilato al Pratibus District ieri, 27 gennaio, in chiusura delle manifestazioni di moda di Altaroma. Dalle opere neoclassiche di grandi artisti come Bernini, Borromini, Carracci, i talenti in erba della accademia hanno tratto ispirazione per tuniche e pepli in seta cruda, raso, broccato, lino, canapa e juta, decorati con ricami d’oro e argento. Utilizzati anche spugna e sughero. Foglie esotiche dorate arricchiscono il punto vita oppure costruiscono strutture in lamina d’acciaio, che impreziosiscono lunghe vesti dai colori tenui o intensi: bianco orchidea, peonia, violetto, iris, blu notte. Piccoli corpetti nude sono celati da cappe dal colletto di tulle plissettato. Corsetti rigidi si allungano in velati cappucci che calati dalla testa possono trasformarsi in scollature.

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Ligabue superospite al festival
All’Ariston debuttò nel 2014. Poi nuovo album e tour

28 gennaio 201916:41

– E’ ufficiale: Luciano Ligabue sarà tra i superospiti della 69/a edizione di Sanremo. A quanto si apprende, il rocker è appena entrato all’Ariston per le prove, ma non è ancora chiaro in quale serata terrà la sua performance.
La partecipazione al festival – dove emozionò nel 2014, alla sua prima volta in assoluto all’Ariston – lancia il 2019 come l’anno del grande ritorno di Liga: l’8 marzo esce il nuovo album Start, il dodicesimo disco di inediti del rocker di Correggio, anticipato dal singolo Luci d’America, poi il 14 giugno parte da Bari lo Start Tour che porterà l’artista negli stadi di tutta Italia.

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Montalbano torna a febbraio
Negli episodi della fiction anche un omaggio al dottor Pasquano

RAGUSA28 gennaio 201917:12

– Andranno in onda l’11 e il 18 febbraio su Rai1 i due nuovi episodi della fiction tv ‘Il Commissario Montalbano’, girati la scorsa primavera nel Ragusano dal regista Alberto Sironi. Le due nuove puntate di Montalbano, prodotte dalla Palomar, saranno incentrate sul tema dei migranti. “Una storia del ’43’ e L’altro capo del filo” daranno vita alla tredicesima stagione e saranno anche le due produzioni celebrative dei vent’anni di vita televisiva del Commissario. Questi nuovi episodi, di cui uno sarà ambientato fuori dalla Sicilia, addirittura in Friuli, saranno l’occasione per rendere omaggio all’attore Marcello Perracchio, venuto a mancare a 79 anni dopo una lenta malattia, che ha impersonato nella fiction la figura del medico legale, dottor Pasquano. Il Commissario Montalbano omaggerà la scomparsa del medico legale, l’uomo che non voleva che gli rompessero “i cabbasisi”, che sarà raccontata e sceneggiata.
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Anteprima Wildlife Photographer a Bard
Da 2 febbraio al 2 giugno i migliori scatti naturalistici

BARD (AOSTA)28 gennaio 201917:21

– Torna al Forte di Bard (Aosta), dal 2 febbraio al 2 giugno, l’anteprima italiana della 54/a edizione Wildlife Photographer of the Year, il concorso internazionale delle migliori immagini naturalistiche. In mostra oltre 100 foto che testimoniano la bellezza e la fragilità della vita sulla terra. L’immagine vincitrice del concorso internazionale è del fotografo olandese Marsel Van Oosten con lo scatto ‘The Golden Couple’ che ritrae due scimmie dal naso dorato nella foresta temperata delle montagne cinesi di Qinling, l’unico habitat per queste specie a rischio di estinzione. Le opere esposte a Bard sono le vincitrici nelle 19 categorie del premio, selezionate tra 45.000 scatti provenienti da 95 paesi del mondo, valutati da una giuria internazionale di esperti e fotografi naturalisti.
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Subsonica, dal 9/2 tour nei palasport
In scaletta i brani dall’ultimo album “8”, ospite Willie Peyote

28 gennaio 201917:43

– Dopo aver attraversato i club d’Europa con l'”European reBoot 2018″, i Subsonica arrivano in Italia dove saranno protagonisti di “8 TOUR”, la nuova tournée in partenza il 9 febbraio nei palazzetti di otto città italiane: Ancona, Bologna, Padova, Torino (con una doppia data), Genova, Milano (doppia data), Roma e Firenze.
In scaletta i brani tratti dall’ultimo album “8”, uscito ad ottobre scorso per Sony Music, insieme ai pezzi classici della loro ventennale carriera. Ospite speciale del tour sarà il rapper Willie Peyote, che ha collaborato con la band torinese alla realizzazione del singolo “L’incubo”, unico featuring di “8”.
Queste le date: 9 febbraio Ancona, l’11 a Bologna, il 12 a Padova, il 14 e 15 a Torino, il 16 a Genova, il 18 e 19 a Milano, il 21 a Roma, il 23 a Firenze.
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Nespolo, solo la cultura salva l’arte
Lectio dell’artista piemontese sull’etica del contemporaneo

TORINO28 gennaio 201918:29

– “Solo la cultura può salvare l’arte. L’artista oggi più che ieri, deve essere un intellettuale, cioè un uomo del suo tempo, del tutto consapevole del momento che sta vivendo e delle sue dinamiche economiche e sociali. In caso contrario è una foglia nel vento del mercato e non può lasciare il segno”. Ugo Nespolo, pittore e pubblicitario fondatore della scuola Patafisico, anticipa la lectio magistralis con la quale domani gli verrà conferita dall’Università di Torino la laurea honoris in Filosofia.
“Bisogna dirlo a gran voce – aggiunge l’artista – l’arte deve ritrovare il suo senso profondo, che è provocare e ricercare la bellezza, l’arte non può essere un bene rifugio del mercato, roba da ricchi in mano ad una una cinquina di gallerie del pianeta”. La laurea in Filosofia verrà conferita a Nespolo “per aver svolto un’attività artistica che, sull’arco di mezzo secolo, si è appoggiata a una robusta riflessione teorica da cui ha tratto ispirazione, varietà e nutrimento”.
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Altaroma, glamour nomade da MRZ
Mix di tessuti e di stili diversi da Simona Marziali

28 gennaio 201918:44

– Glamour nomade, la strada, atelier a cielo aperto per trovare uno stile personale da Simona Marziali, finalista della passata edizione del concorso Who’s on next? e titolare del marchio MRZ che ieri, 27 gennaio, ha presentato la sua collezione SS 2019 con Altaroma nel Pratibus District in chiusura della manifestazione.
L’obiettivo della giovane designer è quello di creare un guardaroba composto e ricomposto creativamente attraverso l’accostamento di capi classici, trasformati in forme nuove.
Lo sportswear viene dunque mischiato con gli elementi tipici del tailoring, creando accostamenti formali ma chic e abbinamenti cromatici inediti. La silhouette punta sulla morbidezza, su proporzioni over, per bomber voluminosi, gonne sovrapposte e pantaloni decisamente larghi e a vita alta. La collezione è frutto di un lavoro di ricerca e di studi dei dettagli. Lo stile nomade viene ripensato nell’ottica del lusso con il maglione di cachemire che riporta le scritte dei cartoni da imballaggio.

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Accademia del Lusso tra cigni e bondage
In pedana 10 capsule di sei allievi sede Roma, due da Belgrado

28 gennaio 201919:26

– I nuovi talenti dell’Accademia del Lusso hanno debuttato il 27 gennaio, nel calendario di Altaroma, con una sfilata collettiva che si è tenuta nel Pratibus District in chiusura della manifestazione, titolo Innovation Catwalk. In pedana le proposte di sei allievi dell’accademia che hanno presento altrettante capsule di 10 abiti ciascuna. Quattro studenti provengono dalla nuova sede di Roma e sono Viviana Rosati, Lorenzo Papi, Mariadele Roia, Anna Voronkova.
Due vengono della sede di Belgrado, Kristina Marovic e Maja Milosevic. Viviana Rosati, laureata in psicologia, si è ispirata alle piume degli uccelli puntando a uno stile tribale. Lorenzo Papi ha preso spunto dal bondage utilizzando pelle, latex e georgette. Mariadele Roia, modellista e sarta, sperimenta nuove tecniche di lavorazione pensando a una donna viaggiatrice. Anna Voronkova, master in Ingegneria negli Usa e in Business Administration alla London Business School, si è ispirata agli Incas, ai Maya e ai Sumeri.
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Sanremo: Peppino di Capri, deluso per mancato premio carriera
“Pino Daniele è una buona scelta, ma ovviamente un po’ di delusione c’è”

28 gennaio 201919:32

“Pino Daniele è una buona scelta, ma ovviamente un po’ di delusione c’è”: Peppino di Capri non nasconde di esserci rimasto male per l’assegnazione del premio alla carriera Città di Sanremo all’illustre collega, scomparso quattro anni fa, per il quale, aggiunge, “sarebbe stato più corretto un premio alla memoria e magari anche prima di quest’anno”.La scelta da parte del Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, “è ricaduta su Pino Daniele che al Festival è stato solo una volta da ospite, mentre io ci sono andato 15 volte in gara”, dice.Il tono di Peppino di Capri è amareggiato, non polemico. “Mi ero preparato psicologicamente al premio, ma va bene così”, aggiunge, ringraziando tutti gli ammiratori che si erano mobilitati anche sul web per sostenere la sua candidatura e i tanti personaggi che si erano esposti per lui, a partire da Maurizio Costanzo, Renzo Arbore e Carlo Verdone. Non crede che possano avere influito sulla decisione le sue dichiarazioni sui migranti semplificate in alcuni titoli giornalistici con una sintesi del tipo: “Sto con Salvini più che con Baglioni” poiché “questo non c’entra con la musica”.Quel premio alla carriera tanto desiderato potrebbe, chissà, arrivare in futuro. Lui non smette di sperarci e conclude: “Mai dire mai”.
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Dea Hedonè di Giada Curti veste couture
Ventisei abiti per una donna divina che ama il glamour e il mito

28 gennaio 201919:53

– La donna è una dea per Giada Curti la giovane couturier romana tornata a sfilare con Altaroma nel PratiBus District.
Sono 26 le creazioni sartoriali in pedana, realizzate dalle sapienti mani delle première dell’atelier Curti di Pontecorvo. Una collezione dedicata ad “Hedonè”, divinità di straordinaria bellezza figlia di Eros e Psiche, dove la donna viene trasformata in una dea che ama le carezze della seta sulla pelle ed esalta la sua silhouette attraverso tagli sapienti, scollature e ricami dove servono ad esaltare la sua femminilità.
Mitologia e cosmologia, rivivono in segni astratti su abiti che diventano mosaici di ricordi, trionfano colori pastello dalle vibrazioni intense, che rispecchiano luminosità oniriche e rinascimentali. “La couture deve abitare il territorio del mito – dice la stilista – un mito moderno, vitale ed emozionante, dove l’istinto governa la fantasia e l’immaginazione vive in un spazio senza tempo, interiore e segreto. L’alta moda è speciale perché è fuori dal tempo”.
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Ai Sag vincono Rami Malek e Glenn Close
A premi Sindacato attori miglior film a sorpresa Black Panther

LOS ANGELES28 gennaio 201912:42

– Rami Malek e Glenn Close hanno fatto un passo importantissimo verso la conquista del premio Oscar, portandosi a casa lo Screen Actor Guild Awards come miglior attore e miglior attrice protagonista. Il premio al miglior cast in un lungometraggio, l’equivalente al miglior film per i premi organizzati dal sindacato degli attori che giudicano solo le performance attorniati, è invece andato a sorpresa a Black Panther. E’ la prima volta per un film ispirato alle strisce di un fumetto. Il protagonista del biopic sulla vita di Freddy Mercury ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza composta da Christian Bale, grande favorito per la sua interpretazione di Dick Cheney in Vice – L’uomo nell’ombra, Bradley Cooper protagonista di A Star is Born, Viggo Mortensen per Green Book e John David Washington per BlacKkKlansman. Glenn Close, protagonista di The Wife, ha battuto Emily Blunt Mary Poppins Return) Olivia Colman (La Favorita), Lady Gaga e Melissa McCarthy.
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A Filming Italy Cardinale e Lollobrigida
29-31 gennaio quarta edizione del festival

28 gennaio 201914:52

– Saranno due dive leggendarie come Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida le protagoniste della edizione 2019 di Filming Italy, – Los Angeles, che si terrà dal 29 al 31 gennaio 2019 all’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles e all’Harmony Gold Theater. La Cardinale sarà la madrina di questa quarta edizione del festival mentre, ad un anno dalla posa della Stella sulla Walk Of Fame, la Lollobrigida tornerà a Los Angeles come Presidente Onorario del Festival e per iniziare le riprese di “The Last Diva”, documentario curato dal regista Giulio Base, che ripercorre la sua straordinaria carriera. Creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, Filming Italy – Los Angeles promuove l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana.

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Joe Dante ‘star’ del Lucca Film Festival
Il regista americano riceverà il premio alla carriera

FIRENZE28 gennaio 201917:02

– Sarà Joe Dante, regista americano autore di film cult come Gremlins e Pirana, il protagonista del Lucca film festival e Europa cinema 2019, in programma dal 13 al 21 aprile a Lucca e Viareggio, dove sarà insignito del ‘Premio alla carriera’. Dante sarà omaggiato da una serie di eventi: sarà proiettata una selezione dei suoi film più rappresentativi, terrà una masterclass sulla sua carriera curata dal giornalista e critico cinematografico Paolo Zelati e presenterà in anteprima nazionale Nightmare Cinema, lavoro collettivo e antologia horror realizzato in collaborazione con altri registi. “Joe Dante – hanno spiegato Stefano Giorgi e Paolo Zelati, curatori della sezione – è uno di quei registi di genere che ha saputo, più di ogni altro, interpretare l’horror dissacrante sul grande schermo con ironia e con stile anticonformista e irriverente”. Sarà presente al festival anche Mick Garris, regista famoso anche per aver ideato la serie televisiva ‘Masters of horror’.
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Bo Peep torna in Toy Story 4
Nuovo film Diseny Pixar in sala dal 27 giugno

28 gennaio 201918:50

– Quarta avventura e reunion per Toy Story. Il nuovo film Disney Pixar Toy Story 4 sarà nelle sale italiane dal 27 giugno e vedrà il ritorno di Bo Peep, l’amica di Woody, Buzz e della banda di giocattoli. Diretto da Josh Cooley, prodotto da Jonas Rivera e Mark Nielsen, Toy Story 4 vedrà Woody e Buzz alle prese con un viaggio in compagnia di vecchi e nuovi amici. “Bo ha preso il controllo del proprio destino”, spiega il regista Josh Cooley. “Mentre Woody guardava Andy crescere, Bo era su uno scaffale a prendere polvere finché non ha deciso di avventurarsi nel mondo esterno. E quando arriva Woody, i due non riescono a credere di essersi ritrovati”.
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Rocco Siffredi vince a 54 anni tre Oscar del cinema porno
L’attore: “La passione è l’arma vincente, anche sui trucchi che usano oggi”

gennaio 201918:36

Rocco Siffredi, ha vinto sabato a Las Vegas tre diversi AVN Awards: il premio, equivalente dell’Oscar, conferito ogni anno dall’industria americana per adulti, per celebrare le eccellenze mondiali del settore. La premiazione è avvenuta durante una serata di gala a Las Vegas, in occasione dell’esposizione internazionale che ogni anno raccoglie in Nevada l’intero comparto produttivo mondiale. Il 54enne originario di Ortona (Chieti) in oltre 30 anni di carriera ha ricevuto più di una quarantina di AVN Awards diversi ed è annoverato nella “hall of fame” delle personalità che hanno contribuito alla crescita dell’intrattenimento per adulti.Sabato Rocco Siffredi ha ritirato nuovamente l’ambita statuetta come “miglior attore straniero” ed è stato anche premiato, sempre nel suo ruolo di interprete, per una scena a due insieme a una collega statunitense. “La passione è l’arma vincente. Vince sempre, anche sui trucchi che la chimica consente agli attori di oggi – ha detto Siffredi commentando i tre “Oscar del Porno 2019” -. Forse io devo lottare un po’ di più, ma alla fine i risultati sono la dimostrazione che… non conta il quanto, ma il come. Quanta è la passione che ci metti”.
Il regista e produttore italiano, nella sua carriera, ha vinto oltre una decina di statuette in Usa come miglior interprete maschile, di cui la prima all’età di 29 anni nel lontano 1993. “Ho pensato più volte di non andare oltre i 55 anni. Ma, se continuano a premiarmi come miglior performer, devo per forza allungare la mia presenza di fronte alle telecamere. Dovrò spostare l’asticella verso… quota 60” ha aggiunto ironicamente l’attore.
Il 2019 è anche l’anno in cui Rocco Siffredi ha visto ulteriormente acclamato oltreoceano il proprio lavoro di regia: sabato 26 ha fatto bis vincendo anche l’AVN Award riservato al “miglior regista straniero”, titolo per cui già era stato premiato a Los Angeles il 18 di gennaio scorso.

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Cinema: Sag Awards a Rami Malek, Glenn Close e Black Panther
Il protagonista del biopic sulla vita di Freddy Mercury ha sbaragliato la concorrenza

LOS ANGELES28 gennaio 201919:33

Rami Malek e Glenn Close hanno fatto un passo importantissimo verso la conquista del premio Oscar, portandosi a casa lo Screen Actor Guild Awards come miglior attore e miglior attrice protagonista. Il premio al miglior cast in un lungometraggio, l’equivalente al miglior film per i premi organizzati dal sindacato degli attori che giudicano solo le performance attorniati, è invece andato a sorpresa a Black Panther. E’ la prima volta per un film ispirato alle strisce di un fumetto.Il protagonista del biopic sulla vita di Freddy Mercury ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza composta da Christian Bale, grande favorito per la sua interpretazione di Dick Cheney in Vice – L’uomo nell’ombra, Bradley Cooper protagonista di A Star is Born, Viggo Mortensen per Green Boo e John David Washington per BlacKkKlansman. Glen Close, protagonista di The Wife, ha battuto Emily Blunt Mary Poppins Return) Olivia Colman (La Favorita), Lady Gaga e Melissa McCarthy.A Mahershala Ali, grazie a Green Book, è andato il premio come migliore attore non protagonista mentre Emily Blunt ha vinto il The Actor come migliore attrice non protagonista per A Quiet Place.Per quanto riguarda i premi alle serie televisive, i migliori attori drammatici sono risultati Jason Bateman e Sandra Oh, mentre La Fantastica Mrs. Maisel si è portata a casa ben tre premi, miglior cast, migliore attrice e attore brillanti Rachel Bresnahan e Tony Shalhoub.
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Un nuovo caso e il mondo di Schiavone
Nuovo romanzo della serie di Manzini, specchio Italia di oggi

28 gennaio 201911:07

– ANTONIO MANZINI, ‘RIEN NE VA PLUS’ (SELLERIO EDITORE. PAG. 310, EURO 14,00) – Rieccolo tra di noi il vicequestore Rocco Schiavone, con il suo nuovo caso così intricato e denso di fili connessi con la realtà della sua nuova destinazione montana raggiunta nel romanzo d’esordio, quella Pista nera (2013) in cui tutto ebbe inizio.

Il romano della Garbatella dalle immancabili Clark oramai distrutte, fa avanti e indietro nel tempo e nello spazio anche questa volta, tra il freddo della neve delle montagne di Aosta e l’aria tiepida di Roma che per lui diventa sempre più bollente quando riporta alla luce i poco chiari trascorsi del suo passato.    Chi oramai ha una consolidata conoscenza con l’uomo delle forze dell’ordine più indolente della letteratura italiana contemporanea, non tornerà a scandalizzarsi del suo metodi sempre molto poco ortodossi, della sua condotta di vita sempre al limite dell’illegalità, della sua tragedia umana sempre sul filo dell’innocenza. Rocco è la personificazione dell’umanità di oggi, così poco lineare, così priva di valori ideologici e nello stesso tempo capace di sentimenti forti, di amori che prevaricano la morte come quello del vicequestore per sua moglie Marina. Con la sua capacità di accoglienza e di amicizia oltremodo esemplari Schiavone torna in questo nuova vicenda e nuovo caso, a rimanere avvinghiato in quella palude di sentimenti che gli è propria e che inevitabilmente conquista il lettore.Siamo dentro ad un caso che avvolge il Casinò di Saint Vincent, dopo il furto di un furgone portavalori, specchio di un’Italia insospettabile e corrotta, quasi barbara a volte nella sua infingarda capacità di arraffare per interessi privati dimentica troppo spesso di quelli pubblici. Lui è uomo di specchiata moralità a modo suo, tra una canna rollata in solitudine, amici piccoli ladruncoli di periferia e un omicidio che lo tormenta dal passato e sempre di più lo avvolge in una nube di incertezza e di mistero. Qui nulla si risolve ovviamente a parte il caso del giorno, e quindi restiamo ad attendere cosa uscirà dalla penna sempre più esperta di Antonio Manzini che oramai ha rotto ogni timidezza e che dopo l’assoluta prova da grande autore di ‘7-7-2007’ (2016) può permettersi anche di giocare con la versione televisiva del suo personaggio che sul piccolo schermo ha preso le sembianze del sempre bravo Marco Giallini.
Manara: Adrian? Inesattezze sul mio coinvolgimento
‘Non mi sono assolutamente occupato della lunga produzione’

28 gennaio 201920:51

“In merito alle inesattezze che, da diversi giorni, stanno circolando a seguito della messa in onda della serie Adrian – per la quale sento parlare di ‘Disegni di Milo Manara’ (o addirittura di ‘graphic novel di Milo Manara’…) – credo di dover fare alcune precisazioni”. E’ quanto scrive il disegnatore Milano Manara sul suo profilo Facebook in merito al cartoon, nato da un progetto con Adriano Celentano, in onda su Canale 5.

“Nel lontano 2009 – prosegue Manara -, accettai di partecipare al progetto di serie animata, con lo specifico ruolo di character design, in compagnia di autori del calibro di Nicola Piovani, Vincenzo Cerami, Enzo D’Alò, oltre ovviamente ad Adriano Celentano. Per quell’incarico ho realizzato, quindi, una serie di studi di personaggi, di sfondi e di ambientazioni insieme ad alcuni storyboard delle principali scene della serie”.

“Come sanno tutti quelli che si occupano di cinema di animazione, questi disegni sarebbero dovuti essere utilizzati come riferimento per la realizzazione delle animazioni vere e proprie – sottolinea il disegnatore -. Una volta consegnati i disegni, dunque, non mi sono assolutamente occupato, in nessuna fase della lunga e travagliata produzione, della realizzazione delle animazioni, essendo io un disegnatore e non un animatore. Mi rendo conto che il fatto che alcuni disegni dei miei storyboard siano stati inseriti anche nell’animazione finale, nonostante non fossero stati realizzati per questo scopo, abbia creato ulteriore confusione. Purtroppo la decisione di utilizzarli non è stata mia, e a suo tempo non ho potuto che far presente la mia forte perplessità in merito”.

“Sono di ritorno dal Festival di Angoulème – conclude Manara -, dove sono stati celebrati i 50 anni della mia carriera con l’omaggio di una bella e grande mostra che mi ha impegnato molto, ed ora sono in viaggio in Francia. Tuttavia, per la stima verso i tanti artisti italiani coinvolti e verso i miei lettori, ci tenevo a cercare di fare un po’ di chiarezza in merito a una produzione di cui, mentre ero all’estero, in Italia si è molto parlato, forse, senza la dovuta informazione sul mio coinvolgimento. Grazie a tutti per l’attenzione”.
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Fabio De Luigi ‘mammo’ in commedia
In sala dal 7 febbraio con Medusa ’10 giorni senza mamma’

28 gennaio 201920:30

Non poteva che essere Fabio De Luigi il protagonista di “10 giorni senza mamma”, la nuova family comedy di Alessandro Genovesi in sala dal 7 febbraio in 400 copie con Medusa. Gigante buono pieno di impacci e tempi comici giusti, De Luigi è davvero perfetto per questa commedia in cui è Carlo, un uomo sposato felicemente con Giulia (Valentina Lodovini) e con tre figli a carico.Capo delle risorse umane in una ditta di supermercati, Carlo si ritrova all’improvviso ad affrontare una sfida non da poco: quella di dover gestire i tre figli quando la moglie, avvocato che ha rinunciato alla carriera per la famiglia, decide di prendersi una vacanza a Cuba insieme alla sorella. Ce la farà Carlo ad affrontare la tredicenne Camilla (Angelica Elli) in piena crisi ormonale, Tito (Matteo Castellucci), sette anni e la passione per i videogiochi violenti e la piccola Bianca (Bianca Usai), due anni alle prese con le prime parole? Ma i problemi di Carlo non finiscono qui. Anche sul lavoro le cose non vanno troppo bene, deve infatti vedersela con un collega più giovane che vuole fargli le scarpe e con un capo (Antonio Catania) troppo entusiasta della sua azienda. Dalla sua parte il prezioso aiuto in famiglia di una inedita Mary Poppins (Diana Del Bufalo).”Ho cercato in questo film di cancellare il più possibile la retorica e di mettere in piedi la storia semplice e lineare di una famiglia normale, e non in crisi, che deve affrontare questa piccola emergenza” spiega oggi a Roma il regista. Spiega invece Fabio De Luigi: “Sono molto lontano nella vita reale dal personaggio di Carlo, nel senso che sono abbastanza collaborativo con i miei figli”. Difficoltà a lavorare con i ragazzi? “Non troppe – risponde l’attore con ironia – sono stati tutti molto professionali”. Alla domanda se la sua carriera sia ormai legata a personaggi fotocopia, uomini impacciati e un po’ inetti, “il fatto è che ci sono cose che funzionano sul mercato e così si tende a non uscire mai dal seminato – spiega De Luigi -. Quando l’ho fatto con un certo coraggio, a volte sono stato criticato proprio da quelli che mi avevano spinto ad osare. Comunque ci ho provato e ci proverò”.
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Quel Sordi segreto che voleva interpretare il Duce
Numero speciale ‘Bianco e nero’, i ricordi da Verdone a Veltroni

28 gennaio 201920:27

C’è la folla delle grandi occasioni ad attendere Carlo Verdone, Walter Veltroni, Felice Laudadio e lo storico del cinema Alberto Anile alla Casa del Cinema per la presentazione di un volume che è un tesoro di sorprese, inediti e “spaccati” intimi sulla vita e il lavoro di Alberto Sordi. L’occasione è l’uscita del numero 592 della più antica rivista di cinema italiana, “Bianco e Nero”, da sempre edito dal Centro Sperimentale di Cinematografia che per l’occasione dedica una monografia speciale (edita con le Edizioni Sabinae) dedicata al “Sordi segreto”.Gli strumenti per questo fantastico viaggio nel cuore di uno dei giganti dello spettacolo italiano stanno nel tesoro che l’Albertone nazionale ha messo a disposizione del Centro Sperimentale grazie alla Fondazione Sordi che ha Walter Veltroni per presidente onorario: sono 20.000 oggetti, film, copioni, appunti di lavoro, lettere, materiali filmati e sonori che Alberto Sordi raccolse meticolosamente nel corso della sua carriera tanto da – come ricorda il presidente del CSC, Felice Laudadio – mettere in contratto coi suoi produttori l’obbligo della donazione al suo archivio privato di una copia di ogni film diretto o interpretato. Così emergono inediti e sorprese anche spiazzanti: come i progetti mai portati in porto per realizzare un “Trombettiere del Generale Custer”, una mimetica reinterpretazione di Harry Kissinger, una rilettura del “Don Chisciotte” in cui ritagliarsi il ruolo di Sancho Panza a fianco di Vittorio Gassman e perfino un impossibile ritratto “da vicino” di Benito Mussolini.”Non ha senso – ricorda adesso Carlo Verdone – rivolgermi la domanda di sempre circa il fatto che io sia il suo erede: Sordi è stato un protagonista gigantesco, una maschera irrinunciabile degli italiani e come tutte le grandi maschere nella storia dello spettacolo è unico e immortale. Ci siamo frequentati e visti da vicino per più di 15 anni e di lui conservo il regalo di una straordinaria generosità, il desiderio sincero di aiutare un giovane a cui voleva fare spazio, la sobrietà quasi monacale nella vita privata, una dimensione umana che era il contrario dell’irruenza allegra e contagiosa che esibiva in pubblico. Del resto il Sordi della prima parte della carriera – continua Verdone – è stato uno straordinario avanguardista, un rivoluzionario che sovvertiva ogni regola del mestiere, che usava la sua cattiveria esibita nei personaggi per far crescere il suo pubblico, fino a bistrattarlo per generosità appunto. Poi, è vero, con gli anni ha virato verso un conservatorismo più amaro e distaccato, come tutti i grandi che, con l’età, non riescono più a capire il nuovo mondo che li circonda. Una sorte che ha condiviso con tanti altri grandi, da Fellini che mi chiamava al mattino presto per lamentarsi di nuove generazioni che non capiva, o come Balla, il grande futurista che alla fine si ripiegò nella pittura più convenzionale. Ma a uno come Sordi possiamo rimproverare questa straziante tristezza degli ultimi anni? Basta ricordare quell’attore pazzo, inventivo e unico che tanto ha dato al nostro cinema e al nostro essere italiani”.A Veltroni spetta invece il ricordo di quando, da sindaco di Roma, aprì le porte al funerale di Albertone: un caso di partecipazione popolare senza precedenti (oltre 250.000 persone a salutarlo) che testimoniano anche oggi quanto sia stato amato e quanti abbiano potuto riconoscersi nella sua maschera senza tempo. “Del resto – osserva Felice Laudadio – molte altre sorprese sono contenute nel numero di ‘Bianco e Nero’ come ad esempio il suo amore ‘impossibile’ per l’amica e compagna di lavoro Silvana Mangano – e per questo la Cineteca Nazionale prepara iniziative mirate e importanti nel suo nome per l’anniversario della nascita, nel 2020.         [print-me title=”STAMPA”]

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ALLE 06:19 DILUNEDì 28 GENNAIO 2019

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Di chi è Anna Frank? secondo la Ozyck
Una messa in discussione sull’uso del ricordo oggi della shoah

27 gennaio 2019 13:16

– CYNTHIA OZICK, ”DI CHI E’ ANNE FRANK?” (LA NAVE DI TESEO, pp. 80, euro 7,00 – traduzione di Chiara Spaziani).
Il ”Diario” di Anna Frank è certamente oggi un punto di riferimento per quel che riguarda la memoria della Shoah, il libro diventato simbolo della persecuzione degli ebrei grazie alla naturalezza e la semplicità della forza comunicativa della scrittura della giovane autrice allora tredicenne, col suo sguardo intelligentemente indagatore e con un filo di ironia che rivela la sostanza intima delle cose e aiuta a dar loro un valore universale, pur scrivendo chiusa in un nascondiglio segreto con la sua famiglia, fino al giorno in cui una delazione li fa arrestare e finire ad Aushwitz e Bergen Belsen, dove lei muore nel marzo del ’45. Nel 2019 Anna avrebbe compiuto 90 anni e quindi sarebbe facile dedicarle questa Giornata della memoria, ma bisogna essere molto prudenti secondo una scrittrice ebrea americana di riconosciuta e pluripremiata levatura come Cynthia Ozick, coeva di Anna avendo fatto 90 anni l’anno appena passato, autrice di molti libri sofferti tra cui ”Lo scialle” (proprio dedicato al tema dell’Olocausto) e ”Eredi di un mondo lucente” (su una famiglia ebrea fuggita in America poco dopo l’avvento di Hitler al potere), la quale sostiene che tutta l’attenzione che nel tempo è andata al ”Diario” ne ha stravolto la forza e la nettezza della implicita denuncia storica. Così in questo suo saggio del 1997 oggi riproposto in italiano mette in guardia dalla lettura ”astrattamente buonista” di Anna Frank (affidandosi a una sua unica frase: ”Nonostante tutto, tuttavia credo nell’intima bontà dell’uomo”) accusando poi principalmente la visione consolatoria che esce dall’adattamento teatrale del Diario e soprattutto dal seguente film di George Stevens ”superficiale e ottimistica lettura che generalizza le radici dell’odio”, quasi mettendo da parte l’atroce fine della ragazza nei lager tedeschi, ”tradotta, ridotta…. resa infantile, americana, uniforme, sentimentale…. falsificata, volgarizzata e di fatto spudoratamente negata” nel suo dolore, nella sua paura costante del nulla che può ingoiarla da un momento all’altro, come avverrà, per metterne invece in risalto una discutibile, fiduciosa forza d’animo.
La depravazione e la perversione dei nazisti, il male che consuma la protagonista sono attenuati e superati dall’ammirazione verso la forza inarrestabile del suo spirito umano, a dimostrare in modo evidente come ci sia una volontà di non voler vedere quello che la Shoah realmente è stata: ”Credere che il Diario sia ‘una canzone per la vita’ significa crogiolarsi in una mostruosa innocenza”. E la Ozik costruisce il suo discorso in un ustionante crescendo di affermazioni sempre più drastiche incitando a non trasformare un omicidio di massa nel mero sfondo di vicissitudini e speranze di un’adolescente, soprattutto per non cadere in una forma di revisionismo non meno pericolosa della stessa negazione della Shoah. Un discorso che ha le sue ragioni, umane, storiche, legate anche una società che sempre di più consuma velocemente e riduce a merce, triturando tutto sino a fargli perdere ogni carattere e identità, in un mondo in cui l’antisemitismo sta rimontando pericolosamente, magari sovrapponendolo all’antisionismo, ma allo stesso tempo discutibile oggi, quando ogni memoria va rivalutata e salvaguardata mentre vengono meno gli ultimi testimoni diretti, quando la denunzia di quegli orrori non va identificata solo con la sofferenza ebraica, ma deve essere rivendicata da tutti, a prescindere da razze e religioni.
Altrimenti si finisce per dire, come hanno titolato i giornali, ”indignazione della comunità ebraica”, davanti a profanazioni razziste come il furto a Roma di alcune pietre di inciampo, che dovrebbero sollevare e per fortuna sollevano l’indignazione di chiunque spera una certa storia si riesca a non farla mai più ripetere in nome della dignità dell’essere umano.

The Passage, vampire drama prodotto da Ridley ScottDal 28 gennaio su Fox. Protagonista una straordinaria bambina.

27 gennaio 201918:54

The Passage, la nuova serie prodotta da Ridley Scott, è si un vampire drama ma di quelli che puntano a conquistare un pubblico diverso, i vampiri ci sono ma si vedono poco, più forte è il lato umano la tensione tra il bene e il male, il conflitto tra quello che è giusto e quello che è sbagliato. Temi etici insomma, a cui la questione vampiri qui fa da sfondo e in qualche modo sostiene. Il tema della ricerca medica senza confini, quello della pena di morte, il valore dell’amicizia, il dolore della paternità mancata, i rapporti donna-uomo, il senso della comunità e della famiglia. Con una fotografia scolorita e rarefatta The Passage è insomma uno spaccato sociale prima che l’ennesima serie sui vampiri anche se l’azione è centrale nella trama incentrata fondamentalmente su una rocambolesca fuga.
The Passage – i primi due episodi in prima visione assoluta dal 28 gennaio, e poi uno alla volta sempre il lunedì alle 21.00 su Fox (112, Sky) per un totale di 10 – è tratto dall’omonima trilogia fanta-horror di Justin Cronin. La serie è firmata da Elizabeth Heldens (Friday Night Lights, Mercy) e prodotta da Ridley Scott (Il Gladiatore, Alien: Covenant, The Martian) con Matt Reeves (Dawn of the Planet of the Apes, Cloverfield).
La storia ruota intorno a Project Noah, una struttura medica segreta che sperimenta un pericoloso virus che vorrebbe essere la cura per ogni malattia ma che non si riesce a stabilizzare e quindi ha il potenziale potere di cancellare l’intera razza umana se non si arriva ad una soluzione. E’ cercando questa soluzione che inizia la caccia ad una bambina, una straordinaria Amy Bellafonte (Saniyya Sidney, Fences, Hidden Figures), che viene scelta come cavia perchè non ha più una famiglia. Sulla sua strada capiterà per fortuna l’agente federale Brad Wolgast (Mark-Paul Gosselaar, Bayside School, NYPD, Commander in Chief, C.S.I., Pitch) che in teoria dovrebbe scortare la piccola nella struttura dove vengono fatti gli esperimenti ma che invece deciderà di salvarla e con lei si darà appunto alla fuga. Brad e Amy si confronteranno con gli scienziati del progetto Noah, il maggiore Nichole Sykes (l’attrice nigeriana-britannica Caroline Chikezie, Footballers’ Wives) il dottor Jonas Lear (l’attore scozzese-peruviano Henry Ian Cusick, Lost), e l’ex agente della Marina Clark Richards (Vincent Piazza, Boardwalk Empire, Rescue Me). Nel susseguirsi degli esperimenti Amy e Brad avranno a che fare con una pericolosa nuova razza forse non più umana confinata all’interno del Progetto Noah, composta da l’ex scienziato Tim Fanning (Jamie McShane, Bosch, Bloodline, Sons of Anarchy) e dai detenuti del braccio della morte Shauna Babcock (Brianne Howey, The Exorcist) e Anthony Carter (McKinley Belcher III, Ozark, Mercy Street). Brad si rivolgerà alla sua ex moglie, la dottoressa Lila Kyle (Emmanuelle Chriqui, Entourage, Murder in the First), per chiedere aiuto. In occasione della prima puntata di The Passage, FOX (Sky, 112) cambia veste grafica.

Quando è l’uomo solo con i figliDa Cannes e Torino in sala ‘Le nostre battaglie’

27 gennaio 201915:26

– Che ne è di un uomo solo abbandonato dalla moglie? Di un quarantenne che si ritrova, da un momento all’altro, a dover gestire sia un nuovo se stesso che dei figli adolescenti che a malapena conosce? È quello che racconta ‘Le nostre battaglie’, già Evento speciale alla Semaine de la Critique a Cannes e vincitore poi del Premio del Pubblico e del Cipputi all’ultimo Torino Film Festival. Il film, opera seconda del regista belga Guillaume Senez e ora in sala con Parthénos dal 7 febbraio, racconta appunto la storia di Oliver ( Romain Duris), sindacalista tutto di un pezzo sempre pronto a difendere i diritti dei suoi compagni che, da un giorno all’altro, viene lasciato dalla moglie Laura (Lucie Debay) senza neppure un biglietto, una spiegazione.
“Volevo innanzitutto mostrare la libertà di una donna di abbandonare i propri figli – spiega il regista -. Laura non è né morta, né in prigione. Se ne è semplicemente andata e di lei non sapremo nulla di più. Non volevo fornire spiegazioni né condannarla”.
90 anni Tullio Gregory, filosofo gourmetUna vita in nome della ragione, si dedica a problemi traduzione

27 gennaio 201918:55

Si sta occupando dei problemi della traduzione, ”che vuol dire tradurre, trasportare, trasmettere, perché traducendo si trasmettono i valori e i modelli culturali”, spiega Tullio Gregory che lunedì 28 gennaio compie 90 anni e ha pubblicato il saggio ”Translatio linguarum” e continua a lavorare tutti i giorni. ”Noi viviamo di passato che di volta in volta interpretiamo traducendolo al presente e magari forziamo in un senso o un altro”, spiega

, aggiungendo per esempio che ”anche i fenomeni migratori sono traduzioni: trasportano e traducono valori in modo dinamico favorendo interazioni e elaborazioni tra culture, religioni, tradizioni. Per questo un aspetto fondamentale della traduzione dei valori e di questo incontro diventa la tolleranza, il rispetto verso il diverso”. Storico della filosofia, nato il 28 gennaio 1929, docente di storia della filosofia medievale e di storia della filosofia presso l’università La Sapienza e attratto da sempre dei momenti storici in cui si sono verificate grandi svolte culturali che hanno portato a un cambiamento della vita degli uomini, delle società: prima lo studio e la passione per il Medioevo e in particolare il XII secolo con la sua rinascita grazie alla scoperta del pensiero greco e arabo, poi il Seicento con la caduta della metafisica tradizionale e la nascita della nuova scienza e di quello che viene chiamato illuminismo, da cui gli deriva quella ”fiducia nella ragione, che va sempre difesa perché se si perde si perde la sostanza del nostro essere uomini. Ma sapendo che impegnarsi nell’uso duro e demitizzante della ragione va fatto alla luce del dubbio. Chi è sicuro di sé può diventare un tiranno”.
Quindi uno studioso ma che proprio in collegamento con i suoi interessi principali, si è trovato a farsi parte attiva nel mondo, a criticare, denunciare, proporre soluzioni e spesso a agire in prima persona, in tante commissioni ministeriali legate a problemi universitari o di beni culturali, alla Treccani, al Cnr, e persino alla Rai, dove fece parte nel 1993 del Cda cosiddetto dei professori: ”Chi invita alla ragione, chi pretende venga messa al centro dei problemi e le riflessioni – chiosa – dovrebbe sentirsi poi in dovere di impegnarsi usandola nei confronti degli altri e con gli altri”. Socio nazionale dal 1987 dell’Accademia dei Lincei, Gregory ha promosso nel 1964 ed è sempre stato direttore del gruppo di ricerca CNR e poi Istituto del Lessico Intellettuale Europeo. È stato directeur d’études all’École pratique des hautes études di Parigi (1975-77, 1985-86) e professore alla Sorbona (1986-87) che gli ha conferito la laurea honoris causa nel 1996. Entrato alla Treccani nel 1951, ha diretto la sezione di storia della filosofia e del cristianesimo e ha poi collaborato e guidato e ideato molte delle opere e linee di sviluppo dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dove ancora oggi cura un progetto sulle parole chiave del XXI secolo.
Così il suo impegno morale in una vita che potremmo definire per molti aspetti ascetica ha poi risvolti invece di partecipazione e godimento della materialità dell’esistenza, tanto che a un certo punto è diventato un noto gourmet, un difensore della tradizione e della grande cucina che ”è un fatto culturale”, di cui ha scritto in più occasioni (anche una storia e lode del pomodoro per l’inaugurazione vicino Parma di un ”Museo del pomodoro”), specie a ogni apertura del Festival della filosofia di Modena, di cui è uno dei fondatori e membro del comitato scientifico e per il quale cura i ”menù filosofici”, convinto che ”ognuno deve impegnarsi a fare al meglio quel che fa, anche un piatto di spaghetti alla matriciana” e spiegando che ”a tavola forse troviamo davvero quella verità intera, piacevole, morbida, profumata che possiamo non solo contemplare ma gustare, come volevano i mistici medievali”.
Non si può non citare poi almeno alcuni dei titoli della vasta bibliografia di Tullio Gregory, tutta ispirata a quell’idea di filosofia come ”modo di riflettere sulle condizioni umane storiche e culturali, strumento che aiuta nel tempo a crearsi una metodologia e dà suggerimenti per intendere meglio la realtà in cui ci si muove”. I titoli vanno da ”Platonismo medievale. Studi e ricerche del 1958 a ”Studio su Gassendi” (1961), ”Etica e religione nella critica libertina” (1986), ”Mundana sapientia. Forme di conoscenza nella cultura medievale” (1992), ”Origini della terminologia filosofica moderna. Linee di ricerca” (2006), ”Principe di questo mondo.
Il diavolo in Occidente”, sino all’ultimo ”Michel de Montaigne o della modernità” (2016) su cui ha fissato la propria attenzione perché fu ”il primo a intuire gli effetti della scoperta del nuovo mondo. Quando dice che tutto crolla intorno a lui, intende non solo che il mondo è finito, ma che uno nuovo si approssima. Le conquiste del moderno servono a Montaigne per negare la possibilità di soluzioni definitive”. Alla vigilia dei festeggiamenti, che ha voluto solo famigliari, di questi 90 anni dice di aver ”avuto molto dalla vita ma continuo a vivere di progetti” e aggiunge di essere ”felice” del bel rapporto che ha con le due figlie. Alla fine ripete certe sue convinzioni da uomo che non ha rapporti con la fede religiosa: ”il problema è che fede è sostanza di cose sperate. Voglio dire che il comportamento sul nostro futuro solo in parte è dettato dalla ragione, di cui dobbiamo accettare durezza e limiti per non rischiare manie di onnipotenza”.

McKay e Rovere ‘Filmakers’ a LA Italia Festival21 febbraio premi ad autore di ‘Vice’ e de ‘Il Primo Re’

LOS ANGELES27 gennaio 201918:53

LOS ANGELES  – Il regista americano Adam McKay artefice del film ”Vice” (8 nomination agli Oscar) e il romano Matteo Rovere, in sala dal 31 gennaio con “Il primo re”, riceveranno il premio ‘Filmmaker Award dell’anno’ assegnato dal Los Angeles, Italia festival e dalla Siae. I due autori si troveranno sullo stesso palco del Chinese Theatre di Hollywood, giovedi 21 febbraio, a poche ore dal gale degli Academy Awards.
Un’occasione unica per confrontarsi sulle reciproche esperienze che li accomunano sulla scrittura, la reggia e la produzione di storie. Passato da attore teatrale comico, classe ’68, Adam Mckay è esploso nel 2016 con “La grande scommessa” co-prodotto da Brad Pitt che raccoglie consensi globali e diverse candidature agli Oscar (incluso miglior film e miglior regia). Esperienza entusiasmante che Brad Pitt ha voluto ripetere con l’amico Adam anche per il film pluri-candidato di quest’anno ”Vice” sull’ex vicepresidente USA Dick Cheney con Christian Bale in odore di premio dell’Academy. Romano, classe 1982, apprezzatissimo regista e produttore, Matteo Rovere dopo varie esperienze in cortometraggi, e in film da festival (Un Gioco da Ragazze e Gli sfiorati), conosce il grande successo con ‘Veloce come il vento’ (2016) interpretato da Stefano Accorsi. E come produttore insieme a Domenico Procaccio realizzando ”Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia. Attualmente è in sala col film in costume su Roma antica “Il primo re” (con Alessio Lapice nel ruolo di Romolo e Alessandro Borghi nella veste di Remo), Rovere porterà a ‘LA ITALIA Festival’ anche la sua ultima produzione ”Croce e delizia” di Simome Godano (con Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio e Jasmine Trinca).
LA ITALIA 2019 verrà inaugurato domenica 17 febbraio dal film “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi dal romanzo di Roberto Saviano e sarà dedicato al leggendario autore italoamericano Francis Ford Coppola (80 anni il prossimo aprile) e alla sua terra d’origine nell’anno di Matera, capitale europea della cultura. La manifestazione sara’ presieduta da Hayma Washington, già presidente degli Emmys , Igino Straffi ‘re’ dell’animazione italiana e da Maria Grazia Cucinotta. Una produzione dall’Istituto Capri nel mondo con sostegno del MIBAC, il patrocinio del MAECI, la partecipazione di SIAE e dell’ICE insieme a Intesa Sanpaolo, Ambi Media Group, Tatatu, Rainbow Group, Rai Com, Medusa ed Isaia.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:48 DI SABATO 26 GENNAIO 2019

ALLE 13:16 DI DOMENICA 27 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: morto il compositore Michel Legrand
Il premio Oscar aveva 86 anni

26 gennaio 201909:48

Il compositore francese Premio Oscar Michel Legrand è morto a Parigi all’età di 86 anni: lo ha reso noto il suo portavoce, secondo quanto riportano i media internazionali.
Ravenna Festival compie trent’anniAl via il 5 giugno con concerto Riccardo Muti e Maurizio Pollini

VENNA26 gennaio 201912:25

– Città d’acqua adriatica e mediterranea, anticamente affacciata sul mare, Ravenna ha mantenuto la vocazione di crocevia di popoli e culture. E nello spirito di Ulisse – come Dante lo immagina nel canto XXVI dell’Inferno, pronto a rimettersi “per l’alto mare aperto” – il Festival non ha mai perso l’appetito per la grande avventura della musica e delle arti.
La 30/a edizione si apre il 5 giugno con l’incontro fra Riccardo Muti e Maurizio Pollini e salpa per il Mediterraneo e raggiunge Atene sulle Vie dell’Amicizia con la guida di Muti.
Tra i protagonisti, fino al 16 luglio, anche Leonidas Kavakos e Emmanuelle Krivine. Mentre Hamburg Ballett, Martha Graham Dance Company e il gala Les Étoiles contribuiscono a un’affascinante sezione danza, il ritmo è fissato dai leggendari batteristi Stewart Copeland dei Police e Nick Mason dei Pink Floyd.
Il viaggio continua nelle basiliche con i Tallis Scholars, con sette concerti in un giorno, e attraverso il Purgatorio di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari.
Film su archivio segreto ghetto VarsaviaProdotto da sorella Spielberg, 27/1 contemporanea nel mondo

gennaio 201912:38

– “Oggi non c’è solo un ritorno in tutto il mondo del nazionalismo, ma si dà sempre più spazio anche alle menzogne dimenticando la verità. Le persone che racconto invece erano pronte a morire pur di far sapere la verità”, dice la regista del documentario Chi scriverà la nostra storia Roberta Grossman. Il film, prodotto da Nancy Spielberg è tratto dall’omonimo libro dello storico Samuel Kassov sull’archivio segreto del ghetto di Varsavia, evento alla Festa del Cinema di Roma, uscirà il 27 gennaio per la Giornata della Memoria distribuito da Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema in tutto il mondo in 15 lingue con 300 proiezioni in contemporanea.
Il film non fiction ricostruisce una storia straordinaria poco raccontata: il lavoro clandestino compiuto da un gruppo di giornalisti, ricercatori e capi della comunità ebraica, chiamato in codice Oyneg Shabes, per testimoniare, con racconti scritti le atrocità naziste e le condizioni inumane in cui furono costretti a vivere nel Ghetto di Varsavia, 450 mila ebrei

Nonino, Applebaum ‘Ue ricordi valori’Alla saggista Usa premio ‘Maestro nostro tempo’

PERCOTO (UDINE)26 gennaio 201913:30

– “Credo che la ripresa dei populismi e dei sovranismi in Europa si verifichi perché ci siamo dimenticati che l’assenza di guerra e di dittatura non è una condizione permanente o normale, ma casomai una condizione molto recente che abbiamo faticosamente conquistato. Dovremmo, invece, ricordarcene sempre”. Lo ha detto a Ronchi di Percoto (Udine) la storica e giornalista statunitense e naturalizzata polacca Anne Applebaum, Premio Nonino 2019 a ‘un Maestro del nostro tempo’.
“Sicuramente una parte importante nella ripresa dei populismi la gioca l’informazione – ha continuato – perché la rivoluzione tecnologica avvenuta nel modo di acquisire le informazioni influenza moltissimo la politica e la percezione della realtà”.
Sul futuro dell’Ue, Applebaum ha detto di essere “ottimista, a lungo termine”. “Penso tuttavia – ha aggiunto la studiosa – che i politici europei abbiano una grande responsabilità: quella di trovare il modo di fare sentire la gente meno spaventata, più sicura nei propri Paesi”.
Sanremo: ospite Alessandra AmorosoSi aggiunge ai Bocelli, Giorgia, Elisa e Antonello Venditti

26 gennaio 201913:42

– A Sanremo ci sarà anche Alessandra Amoroso. La giovane stella del pop italiano si aggiunge alla pattuglia degli ospiti già annunciati per la 69/a edizione del festival (5-9 febbraio): Andrea Bocelli e suo figlio Matteo, Giorgia, Elisa e Antonello Venditti.
Infected Mushroom a Milano il 16/2Gruppo di psychedelic trance su palco da 23 a 4 del mattino

26 gennaio 201913:44

– Unica tappa in Italia per gli Infected Mushroom al Fabrique di Milano il 16 febbraio, nell’ ambito di un tour mondiale al momento in Stati Uniti, Canada e Sudafrica per presentare il loro ultimo album: ‘Head of NASA and the 2 Amish Boys’, uscito lo scorso 12 dicembre.
Organizzato da Nautilus Event, lo spettacolo live è dunque l’ occasione per ritrovarsi sotto al palco a ballare i più celebri brani di Erez Eisen (I.Zen) e Amit Duvdevani (Duvdev), i creatori vent’anni fa di quello che a oggi viene considerato uno dei più famosi gruppi psychedelic trance (sottogenere della musica elettronica) al mondo.
Il loro sodalizio è nato nel 1996, nel nordest di Israele, e da quel momento è stata una continua escalation. Vantano circa 120 spettacoli all’anno che si vanno ad aggiungere ai dieci album all’attivo e alle due apparizioni nella Top ten di Dj Magazine, la più importante classifica mondiale nel panorama dance.
Donnelan legge Middelton dramma borgheseIn scena l’elisabettiana e sanguinosa ‘Tragedia del vendicatore’

26 gennaio 201913:52

– E’ un ”sabba di morte” dai cupi toni elisabettiani, come si dice all’inizio, ”La tragedia del vendicatore” allestita con attori italiani dal regista shakespeariano Declan Donnelan, produzione del Piccolo di Milano che si replica sino al 3 febbraio all’Argentina, per lungo tempo creduta di Cyril Tourneur e ora definitivamente attribuita a Thomas Middleton, l’autore de ‘I lunatici’ amato da Ronconi che non a caso allestì a suo tempo e a suo modo anche questo testo. Middelton costruisce una storia di sangue e un susseguirsi di assassinii improntata a quella grande scritta, ”Vendetta”, che Donnellan fa comparire all’inizio e alla fine sulla rossa barriera di legno che chiude la scena, tutto legato a quel teschio in mano al protagonista, che ricorda inevitabilmente quello del buffone Yorick di Amleto dal valore molto simbolico, mentre qui è solo quello di una ”dama d’ossa”, di Gloriana, sua promessa sposa violentata e uccisa dal Duca.
Boomdabash, portiamo il reggae a SanremoAll’Ariston con il brano Per un milione. “Saremo quel che siamo”

ROMA26 gennaio 201919:01

Un’energia a tempo di reggae è pronta a scuotere l’Ariston. A portarla sarà la band salentina dei Boomdabash con il brano Per un milione, arrivata al festival di Sanremo sull’onda del successo travolgente della pluripremiata hit Non ti dico no (il singolo più trasmesso in radio nel 2018). “Sicuramente l’anno pazzesco che abbiamo vissuto ci ha dato una grande esposizione mediatica che ci ha aiutato e ci ha reso più forti – ammette la band che con la nuova canzone già ipoteca un altro posto da tormentone primaverile -. Ma un grazie va anche a Claudio Baglioni e alla sua voglia di dar vita a un festival molto trasversale, in cui mondi musicali apparentemente diversi creano un sistema armonico. Una scelta coraggiosa che fa bene alla musica”. Loro, del resto, di piegarsi alle logiche del faccio-un-brano-per-Sanremo non ci hanno pensato minimamente e rivendicano con forza la loro identità: “Non saremo niente di diverso da quello che siamo e che abbiamo sempre fatto”. E allora via libera al reggae (che nelle scorse settimane è diventato patrimonio immateriale dell’Unesco, in una ritrovata vitalità), “ma senza rinunciare alle contaminazioni”. “Come genere musicale il reggae ha vissuto un periodo buio – sottolinea la band -, molti artisti hanno lavorato con l’intenzione di ghettizzarlo e dunque a farlo spegnere. I Boomdabash, invece, sono andati nella direzione opposta: portarlo anche alle orecchie di chi non lo aveva mai ascoltato, senza chiudersi dietro barriere stilistiche. Soprattutto considerando che Bob Marley, il padre del reggae, era profondamente mainstream, senza però che la purezza e la forza del suo messaggio subissero variazioni. Non ci si vende perché un pezzo bello passa in radio”. Di loro parlano in terza persona, come se Boomdabash fosse un’entità estranea. “In parte lo è. Ci ha salvato la vita ed è come se fosse una divinità. E una bandiera, un esempio per i ragazzi che come noi arrivano da realtà difficili: non vi fate mai dire che non ce la potete fare. Andate dritti per la vostra strada, noi ce l’abbiamo fatta”. Una strada che per ora li ha portati a Sanremo. “E’ il coronamento di un piccolo sogno e, dopo 15 anni di carriera, il riconoscimento professionale e soprattutto umano, per noi che siamo partiti da un piccolo paese della Puglia. Ma anche un punto di arrivo da cui ripartire. Vedremo quello che verrà dopo”. All’Ariston ritroveranno anche Loredana Bertè con cui hanno condiviso il successo di Non ti dico no. “Ci siamo incontrati per le foto di rito e abbiamo parlato di tutto tranne che di musica, siamo diventati davvero amici e il nostro è un rapporto che ormai prescinde da quello professionale”. Il brano sanremese sarà incluso in Barracuda – Predator Edition 2019, riedizione dell’ultimo album, in uscita l’8 febbraio (al quale faranno seguito tre singoli nei prossimi mesi), mentre il 9 maggio all’Alcatraz di Milano è in programma il live per i 15 anni di carriera. “Un live gigantesco, con tanti artisti con cui abbiamo collaborato nel tempo. Ci saranno J-Ax, Clementino, Rocco Hunt, Sergio Silvestre e altri che annunceremo. Boomdabash & Friends sarà una vera festa”.

Bach is in the Air con Rea e BahramiGrande concerto di solidarietà organizzato da Rotary Club

26 gennaio 201914:47

Sarà il Teatro Sistina a ospitare lunedì 28 gennaio (20.30) la serata-evento “Bach is in the Air” organizzata dal Rotary Club Roma Sud, che vedrà insieme sul palco Danilo Rea e il celebre musicista iraniano Ramin Bahrami per un grande concerto a quattro mani dedicato alla solidarietà sociale e all’integrazione, introdotto da un intervento della scrittrice Simonetta Agnello Hornby. Due pianoforti e una voce (Simonetta Agnello Hornby ha da poco pubblicato “Nessuno può volare” in cui insieme al figlio George, colpito dalla Sla, affronta il tema della disabilità) per uno spettacolo finalizzato a raccogliere fondi principalmente per i progetti Happy Camp e (nell’ambito del più ampio progetto Sinergie per la pace) Rondine – Cittadella della Pace. Due esempi di integrazione, tra disabili e normo dotati e tra i popoli, fortemente sostenuti dal presidente del Rotary Club Roma Sud Gianni Vivona all’interno del programma rotariano 2018/19.    “Con Sinergie per la pace e Happy Camp vogliamo fornire un contributo culturale alla società di oggi attraverso due esempi reali di integrazione,” ha detto Gianni Vivona. “Il Rotary deve tornare a ricoprire un ruolo di interprete del presente e incidervi con messaggi forti e dall’ottica lungimirante trasmessi con garbo e intelligenza. Bisogna tornare a tirarsi su le maniche e fornire ispirazione con l’esempio”.
Avati, mio compito lavorare coi giovaniIl regista inizia nuova master class per attori a Torino

TORINO26 gennaio 201916:04

– “E’ compito di uno come me, che ha fatto 50 film tra belli e meno belli, tra film di successo e flop, che comunque il cinema lo conosce da dentro, parlare con i giovani, lavorare con loro perché sfidino se stessi e trovino la strada, ecco perché mi piace fare master class. E poi non è colpa mia se ho 80 anni, non me ne si faccia una colpa. Io non ho età, è il mio corpo che ce l’ha e non risponde ai comandi come vorrei”. Lo ha detto il regista Pupi Avati, oggi a Torino al suo primo incontro con i 24 attori della master class promossa da Distretto Cinema, divisa in tre sessioni.
“Tutte le gioventù si assomigliano – ha aggiunto – i ragazzi chiedono di essere risarciti dalla vita e di poter sognare”.
Il corso terminerà in aprile con la realizzazione di un cortometraggio. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Avati, racconta di una piccola tv privata di una grande città, che cambia padrone. Il nuovo proprietario invita i dipendenti a una cena, ma poi, alla fine li licenzia tutti.
Trovati 2 quadri del ‘600 rubati a PratoRestituiti a Fondazione S.Niccolò da Cc Nucleo tutela patrimonio

PRATO26 gennaio 201916:16

– Due dipinti del Seicento, trafugati nel febbraio dell’anno scorso al Conservatorio San Niccolò – un complesso monumentale sede di una scuola nel cuore del centro storico di Prato – sono stati trovati dai carabinieri del Nucleo di tutela patrimonio culturale. Stamane i militari li hanno riconsegnati alla Fondazione S.Niccolò. Le immagini delle telecamere erano riuscite a individuare l’autore del furto dei due dipinti su tela, un fiorentino di 63 anni già noto per lo stesso genere di reati. I quadri – ‘Ecce Homo con Santa Monaca’ e ‘la Sacra Famiglia’ – fanno parte dello scrigno delle opere delle monache domenicane del Conservatorio.
“E’ un giorno speciale per la nostra scuola perché far tornare due dipinti sottratti alla collettività – spiega Guido Giovannelli, presidente della Fondazione di San Niccolò – è davvero straordinario”. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco Matteo Biffoni, che ha ringraziato i militari dell’Arma per il lavoro svolto.

Altaroma, Angelia Ami pensa a icone NYMusa ispiratrice stile Carolyn Bessette moglie John John Kennedy

26 gennaio 201916:51

– New York e le sue icone femminili, una per tutte, Carolyn Bessette, moglie di John John Kennedy, affascinante figlio del presidente John Fitzgerald, ucciso nel 1963 a Dallas. Assieme la coppia più in vista del periodo, belli, ricchi e innamorati, personificazione dell’American dream, morti nel 1999 assieme alla sorella di lei Lauren Bessette in un tragico incidente aereo.
Carolyn Bessette, ecco la musa di “90 Riverside Drive”, nuova collezione di Angelia Ami, classe 1993, cresciuta a Monza, ma subito volata a Milano per diplomarsi in Fashion Design all’Istituto Marangoni, dove ha aperto la sua attività nel 2016.
La giovane stilista sente però di essere una cittadina del mondo, e stavolta, complice un viaggio il suo stile è newyorkese, anche se lei ama il Giappone al punto che il nome Ami che ha scelto per il marchio, in giapponese significa “la bellezza esiste”. Da qui l’amore per le linee essenziali e la ricerca sui materiali, fil rouge del suo stile minimale, pensato proprio per uno chic urbano.
A Bologna le voci dei registiInstallazione a Bologna al cantiere del Cinema Modernissimo

SABOLOGNA26 gennaio 201916:

– Le voci di grandi registi, da Antonioni a Pasolini, fino a Fellini, Bertolucci, Rosi e Vittorio Taviani, in un ‘loop’ continuo, nella sala spoglia del cantiere del cinema Modernissimo, a Bologna. E’ ‘Again anew. Before the film’, installazione site-specific realizzata da Michele Spangaro e a cura di Riccardo Costantini di Cinemazero di Pordenone, aperta dal 27 gennaio al 3 febbraio, promossa dalla Cineteca per Art City. Le voci sono trasmesse da sette piccoli altoparlanti a forma di microfoni, con anche quella di Gideon Bachmann (1927-2016), che le registrò spesso fuori dal set, per oltre cinquant’anni documentarista e fotografo, il cui straordinario archivio è stato acquisito da Cinemazero. Si tratta di brevi frasi (“Sono sicuro che nell’avvenire verrà trovato il modo di mettere una macchina da presa in mano a chiunque” dice ad esempio Antonioni) ascoltabili avvicinandosi ai ‘microfoni’. Il Modernissimo, sala di inizio Novecento, dovrebbe essere completato nel 2020.
La paranza dei bambini apre LA, Italia17 febbraio a Hollywood dopo Berlinale e sale italiane

26 gennaio 201917:09

– Il film ”La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi aprirà ufficialmente la 14esima edizione del ‘Los Angeles Italia Film Festival’ in programma al Teatro Cinese di Hollywood dal 17 al 23 febbraio. L’opera tratta dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, e prodotta da Palomar e Vision Distribution sarà precedentemente in concorso al Festival di Berlino ed uscirà nelle sale italiane il 13 febbraio. La storia sceneggiata dagli stessi Giovannesi e Saviano racconta la cruda e violenta ascesa di un gruppo di giovanissimi criminali.
Adolescenti nel famigerato quartiere di Forcella a Napoli, guaglioni che spacciano per il capozona di una famiglia camorrista, per fare i soldi e ostentarli, per conquistare il lusso ed essere invidiati dagli uomini della città.
Tra gli altri protagonisti della kermesse che precede la notte degli Oscar, gli attori Alessandro Preziosi e le sorelle Angela e Marianna Fontana che riceveranno l’Italian Excellence Award.
Talents 2019 Accademia Costume & ModaVincono il premio Pitti Tutorship Reward, Alice Paris e Luca Rao

gennaio 201917:32

– Grande ricerca sui materiali che alternano tessuti classici al neoprene, studio di silhouette minimali e attente al comfort, accessori progettati in modelli pratici e urbani ma il linee nuove e sofisticate. Sono le caratteristiche che contraddistinguono le proposte di Alice Paris per gli accessori e Luca Rao per la moda, i due studenti dell’Accademia di Costume & Moda di Roma che hanno vinto il premio il Pitti Tutorship Reward 2019, istituito da Pitti Immagine con l’Accademia che si occupa del supporto e della valorizzazione dei fashion designer. La selezione dei due giovani stilisti è avvenuta tra 22 designer della prestigiosa scuola di moda. Il premio, istituito nel 2017, dà al designer vincitore la possibilità di effettuare tre incontri formativi con Luca Rizzi, direttore del progetto. In pedana al Pratibus District per Talents, i 22 stilisti in erba, 16 per la moda, 12 womenswear, 2 menswear, 6 per gli accessori, che hanno potuto collaborare con 41 aziende per la realizzazione di 6 capi ciascuno.
Altaroma, Sylvio Giardina e sua VertigoPerformance-installazione al Mattatoio di abiti in chiaroscuro

26 gennaio 201918:11

– Sono cinque i capi che cercano di trasmettere creatività ed emozioni nella performance -installazione di Sylvio Giardina intitolata Vertigo, che lo stilista-artista siciliano ma nato a Parigi presenta al Mattatoio nell’ambito di Altaroma.
L’installazione che sarà visibile al pubblico dal 27 gennaio al 28 febbraio è un progetto promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale e Azienda Speciale Palaexpo.
Vertigo coniuga la capacità sartoriale del bravo stilista che per 12 anni ha lavorato in coppia con Antonio Grimaldi e subito dopo ha dedicato al sua attenzione anche all’arte contemporanea mettendosi in proprio. Per Sylvio Giardina l’arte è l’ispirazione, la moda lo strumento. I due ambiti sono, nel suo immaginario, complementari e reciproci e si contaminano di continuo senza confini.
Governo Germania, Vaso fiori è di Uffizi’Ma ogni decisione è degli enti di giustizia dei Lander’

26 gennaio 201919:04

– Per il Governo della Germania “è molto chiaro”: l’opera Vaso di fiori del pittore Jan van Huysum “appartiene agli Uffizi” di Firenze e nell’ambito delle sue competenze “il governo federale sostiene il raggiungimento di questo obiettivo”. Questa la risposta del ministro per gli Affari esteri Michael Roth a un’interrogazione del membro del Bundestag Fabio De Masi (Linke) sulla restituzione agli Uffizi dell’opera trafugata da truppe tedesche in ritirata nel 1944 e poi finita nel possesso di un ex caporale. “Il ministero degli Esteri – è stato anche risposto – ha più volte consigliato di restituire volontariamente l’opera agli Uffizi” ma “la verifica dell’ammissibilità di un sequestro su richiesta di un ente di giustizia di un altro stato membro in un procedimento penale condotto sul posto è di competenza degli enti giudiziari dei Lander. Il governo federale non può dare alcun parere né può influenzare la decisione”.
Il sequestro era stato chiesto dall’autorità giudiziaria italiana.

Coco, Elsa, Anna, eccentriche GattinoniCollezione “Upcycling” e dame a Venezia domani al Macro Asilo

26 gennaio 201919:41

– Eccentrica, curiosa, ribelle, irriverente. Ecco la nuova lady di Gattinoni protagonista della collezione della Primavera/Estate che il direttore creativo della maison, Guillermo Mariotto, ha scolpito plasmandola sulla haute couture colta dello storico atelier, rielaborandone i canoni, rifondandoli, affinché possano essere investiti di nuova luce e di nuova bellezza. Upcycling è il titolo della nuova collezione che sfilerà domani 27 gennaio nella capitale, in chiusura della quattro giorni di Altaroma, negli spazi del Macro Asilo, nuovo progetto di Giorgio de Finis che ha trasformato il museo di arte contemporanea in un organismo vivente e ospitale.
In Upcycling ovvero il sapere delle mani unito alla disciplina della couture, ma anche il riuso creativo Mariotto ha immaginato Venezia, città della civiltà, degli scambi commerciali e culturali, la Serenissima crocevia di uomini e donne, di stili e tendenze, amata da Coco Chanel, Peggy Guggenheim, che abitò Palazzo Venier dei Leoni, da Elsa Maxwell e Anna Piaggi.
Petruzzelli, al via con Simon BoccanegraIl 27/1 con un nuovo allestimento

RI26 gennaio 201919:55

– Con ‘Simon Boccanegra’ di Verdi, un nuovo allestimento del Teatro Petruzzelli realizzato in coproduzione con Opéra de Lausanne e Narodno Gledališče Maribor, si inaugura domani la stagione lirica 2019 del Teatro Petruzzelli. Dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro Jordi Bernàcer, mentre Arnaud Bernard curerà la regia dell’opera che torna sulle scene baresi dopo circa 30 anni. Si tratta di una delle opera ‘più belle’ di Verdi con una storia complessa e riscoperta solo abbastanza di recente – ha ricordato il critico Giovanni Cavazzeni alcuni giorni fa in una Conversazione sull’opera. Debuttò, con scarso successo, nel 1857 con un libretto di Francesco Maria Piave che fu poi ripresa e modificata da Arrigo Boito e l’opera fu poi presentata questa volta con successo nel 1880, in una Italia con una situazione politica differente.
Altaroma, sfila International CoutureSono Daniela Danesi, Thaher Baguer, Kartikeya, Tahani Alotaibi

ROMA26 gennaio 201920:21

– Collettiva di quattro stilisti stranieri a International Couturel seconda edizione della sfilata organizzata dall’Istituto di cultura libanese nell’ambito di Altaroma che si svolgerà domani 27 gennaio al Pratibus District. A sfilare saranno le creazioni dalla stilista italiana Daniela Danesi, di Kartikeya dall’India, di Thaher Baquer e Tahani Alotaibi dal Kuwait. In pedana i capolavori di sartoria selezionati dal consigliere Icil Maria Christina Rigano in collaborazione con Ramez Basmaji di “Fabusse”. Kartikeya da New Delhi presenta la collezione intitolata “Heroine of the Opera – City of Stars” dove 15 abiti da gran sera raccontano la storia di Juliette e del sul suo viaggio a Eroina dell’Opera. La “Private Collection” di Thaher Baqer sono 15 abiti couture ispirati agli anni Venti. Sempre dal Kuwait, Tahani Al-Otaibi specializzata in soprabiti chiamati “Abayas” presenta “Abayas Sunset”. Daniela Danesi presenta sedici capi nella collezione Elegance in bloom che racconta l’alta moda degli anni ’50 a oggi.
Altaroma da Lettieri couture con fiocchiBlack & white, giallo, blu e rosa in abiti fluttuanti

26 gennaio 201920:35

– Fiocchi, fiocchi e ancora fiocchi per la nuova collezione di Nino Lettieri che si diverte a mescolare, oltre al classico black and white, colori forti come giallo, fucsia, verde, glicine, blu, rosa per i tailleur dal taglio sartoriale e abiti da gran sera dalle linee fluttuanti.
L’organza, il satin, il mikado, il taffettà, lo chiffon sono stampati su disegno dello stilista, che ripete fiocchi e righe, giganti o piccole, sparpagliandole su fondo bianco o nero.
Lettieri stavolta sceglie volumi ampi per le gonne di taffetà da ballo, ma anche i tailleur composti da giacca e pantaloni line tight presentano nuove ampiezze. Sempre i fiocchi tornano protagonisti perfino nei ricami di cristalli e paillettes, diventando anche grandi e preziose spille. I fiocchi tornano a posarsi ossessivamente anche sulle giacche di taffetà e mikado, sugli abiti di rete trasparenti e sulle camice di taffettà decorate con piume di struzzo.          [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 06:01 DI VENERDì 25 GENNAIO 2019

ALLE 04:00 DI SABATO 26 GENNAIO 2019

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Rainbow MagicLand si rinnova con 40 mln e punta a famiglie
Pillarstone unico azionista, nuove attrazioni e restyling

25 gennaio 2019 06:01

I tradizionali Gattobaleno, le Winx, lo spinning coaster Cagliostro ma anche nuovissimi spazi con verde lussureggiante e piante esotiche, un impressionante vulcano e tante nuove attrazioni. E soprattutto un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. Rainbow MagicLand, grande parco divertimenti alle porte di Roma, inaugura il 2019 con un nuovo piano di investimenti da 40 milioni su 5 anni e con l’obiettivo di toccare nel corso di questo periodo la quota di 1.2 milioni di presenze. A raccontare le novità è Gaudenzio Bonaldo Gregori, Country Manager di Pillarstone Italy, piattaforma fondata nel 2015 da KKR diventata unico azionista della società di gestione del Parco. “Abbiamo lavorato analizzando il parco per molti mesi e cominciamo con un nuovo amministratore delegato Guido Zucchi, che è un vero esperto di queste strutture di divertimento in Europa e nel mondo. Ci siamo impegnati per identificare e capire cosa mancava a Rainbow e quale era il tipo di clientela a cui dovevamo rivolgerci. Stava andando molto male, non riusciva più a fare investimenti e innovazioni e a fine 2018 ha raggiunto il picco minimo di visitatori (al di sotto dei 500 mila)”.
“Ora invece dal 6 aprile quando riapriremo – continua il country manager – i visitatori avranno una prima esperienza totalmente coinvolgente e diversa: tante nuove attrazioni di zecca, tante attrazioni rinnovate e soprattutto aree piene di vegetazione, ombra e piante in cui è piacevole e divertente passare le ore con la famiglia. E per il futuro prossimo stiamo pensando anche ad attrazioni legate all’acqua, ci stiamo lavorando”. Importante anche la ricaduta sull’indotto per tutto il territorio. “Abbiamo novità – spiega – anche sul fronte dell’occupazione, ora abbiamo un incontro con tutti i dipendenti stabili e con gli stagionali che hanno lavorato con noi negli anni scorsi, è un parco fatto per le persone e c’è bisogno del contributo delle persone”.
Andando nel dettaglio la nuova area, Tonga, da sempre pensata per la famiglia, avrà infatti luogo nello spazio ora occupato dal “Regno dei Piccoli” e sarà completamente ridisegnata con una connotazione Giungla. I giovani esploratori impareranno a guidare divertentissimi fuoristrada con Motor Giungla, si alleneranno nel campo di addestramento Jungle Camp e, con l’arrivo della bella stagione, potranno rinfrescarsi nel nuovo e incredibile flume ride Nui Lua. Previste aree relax per i genitori, spettacoli live, nuovi punti di ristoro (fra cui un attesissimo chiosco di panini con salsiccia cotti su brace naturale). Ci sarà anche un nuovo Haunted Hotel: rimpiazzerà l’attrazione Demonia che verrà smantellata e potrà contare su un considerevole numero di attori che condurranno il pubblico durante il terrificante tragitto.

Vasco verso tour,la scaletta è una bombaRivisitazione in chiave punk rock delle ‘chicche’ del passato

BOLOGNA25 gennaio 201911:01

– “C.S.D.B ci siamo di brutto. Dopo un confronto VIVACE con Vince Pastano e Floriano Fini durato sei mesi… La scaletta è fatta. Il dado è tratto. Chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori. Stiamo lavorando alla successione dei pezzi e alla rivisitazione in chiave punk rock delle ‘chicche’ del passato remoto! Le ballate saranno altre da quelle dello scorso anno. La scaletta è perfetta! A giugno sentirete che bomba”. Lo annuncia su Facebook Vasco Rossi, anticipando i primi dettagli del tour ‘Non Stop Live 2019′ che lo porterà a Milano, con sei date a San Siro tra l’1 e il 12 giugno, poi alla Fiera di Cagliari il 18 e 19 giugno.
L’artista ha incontrato pochi giorni fa alcune decine di rappresentanti del Blasco Fan Club, che – come sottolinea lo stesso Komandante sul social – “con i suoi 33.000 iscritti è il primo fan club d’Italia!!”. “Sono gli incontri ravvicinati con voi che mi trasmettono il senso di quello che faccio – scrive – Oggi ho capito molto. Vi ringrazio per l’affetto e l’entusiasmo”.
Gelosie a corte, La Favorita sedotta da due donneDal 24/1 il triangolo lesbico con Olivia Colman e cast da Oscar

25 gennaio 201912:36

– Intrighi, vendette, colpi bassi, gelosie nella corte della regina Anna, nel triangolo lesbico di La Favorita di Yorgo Lanthimos, in sala con Fox dal 24 gennaio, proiettato verso la notte degli Oscar con ben dieci nomination dopo gli applausi a Venezia e al Golden Globe vinto dalla fantastica protagonista Olivia Colman. Oltre ad altri riconoscimenti tra cui il Critics’ Choice Awards ad Olivia Colman e al Miglior Cast e 12 nomination ai Bafta.
Lanthimos (suoi i potenti e controversi The Lobster e Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Emma Stone) e Sarah Churchill (Rachel Weisz), per diventare unica, potente favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno d’Inghilterra, depressa, instabile, ‘bambina’, interpretata da Olivia Colman.
Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra-Francia che dominò tutto quel periodo storico.
Tre donne protagoniste in un film è piuttosto raro, per questo il regista greco, che ci ha messo nove anni a fare il film, ha osservato: “Spero si possa considerare un piccolo contributo al tempo del #metoo. I registi sono uomini, lo sguardo maschile nella gran parte dei casi le vede fidanzate, oggetto di desiderio, questa è una eccezione: al centro di La Favorita ci sono tre donne, fantastiche e orrende come ogni essere umano”.
Per un caso la carriera di Olivia Colman incrocia due volte la Corona: oltre alla viziata Anna è nella terza attesa stagione della serie Netflix The Crown la regina Elisabetta II negli anni ’60, al posto di Claire Foy, il cui debutto nel 2019 non ha ancora data d’esordio. “Le due regine non hanno nulla in comune”, ha detto la Colman tenuta al riserbo.
“E’ stato bellissimo recitare questa regina bambinesca, che non ha fiducia in se stessa, che la cerca negli altri, che non sa se è davvero amata da queste dame o usata, una donna che ha troppo potere e troppo tempo per usarlo”, dice l’attrice, classe 1974, una capacità interpretativa incredibile, degna della migliore tradizione inglese. Le scene di sesso lesbo? “Non abbiamo inventato niente, da tempo si fa così”, hanno scherzato le attrici. “Siamo stati insieme tutti noi prima di girare in quelle fantastiche location – che Lanthimos inquadra di grandangolo contribuendo ad una prospettiva particolarmente suggestiva di questa misconosciuta storia – per tre settimane, abbiamo imparato a conoscerci, a fare amicizia, così il sesso ci è venuto facile”, ha detto Emma Stone, sottolineando, se mai ce ne fosse bisogno, che è tutto finto. Nel film è Abigail, una dama caduta in disgrazia, vittima di violenza, venduta dal padre, “ma è una donna che ha deciso di sopravvivere e puntare su se stessa e alla fine ce la farà”.
“Le donne sono complicate, straordinarie: una storia come questa le esalta”, ha chiosato Lanthimos.
Insegnare l’Arte, si può?Tra musei e Accademie, Evola firma La funzione moderna dell’Arte

25 gennaio 201920:38

– DARIO EVOLA, LA FUNZIONE MODERNA DELL’ARTE (MIMESIS, pp.256, 26,00 EURO). Qual’è il senso dell’arte oggi? Quale il suo ruolo e le sue possibilità, una volta esaurite le grandi spinte della rivoluzione dell’età moderna? E soprattutto, l’arte si può insegnare? Sono alcuni dei temi cui cerca di rispondere Dario Evola, insegnante di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Roma e membro della Società Italiana d’Estetica, nel suo ultimo lavoro: ”La funzione moderna dell’arte”, che Mimesis pubblica nella collana Forme del possibile.
Correndo lungo il doppio binario del rapporto arte-vita e arte-formazione, il volume si interroga a partire dalla nascita, nel XVIII secolo, di tre istituzioni che segnarono una svolta nella storia del pensiero occidentale: il Museo moderno, l’Accademia di Belle Arti e l’Estetica. ”In particolare – racconta l’autore presentando il volume alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma – l’avvento del museo moderno, inteso come museo-laboratorio, lo dobbiamo alla Roma dei Papi, che non solo aprirono i Capitolini, ma favorirono l”esperienza’, fornendo matite e carta per disegnare o promuovendo la vendita di cataloghi. Inizia così l’idea del Grand Tour. Ci sono poi le Accademie, completamente ripensate, in cui l’artista non è più solo l’esecutore di bottega ma un intellettuale, consapevole della sua funzione progettuale e del suo ruolo sociale. Penso all’Accademia di Firenze del Vasari e la San Luca di Roma”. L’estetica infine ridefinisce la teoria del bello sensibile come azione intellettuale critica, giudizio, gusto. I salons di Diderot, le mostre, il mercato, aprono un nuovo sguardo da Winckelmann a Canova, Kant e l’Encyclopédie.
L’arte diventa ”scienza dell’arte”, mezzo di conoscenza e identità. Il XIX secolo con la rivoluzione industriale, la macchina, la fotografia e il cinema, apre una nuova fase, che si sviluppa nel Novecento all’insegna della riproducibilità tecnica, della perdita dell’aura e della consapevolezza del disagio sociale nella metropoli. Il museo diventa luogo produttore di un nuovo immaginario che come l’arte non riproduce ma riconfigura sguardi e narrazioni ”out of the joint”, per citare l’esposizione permanente della collezione della Gnam.
”Il tempo fuori dai suoi cardini – prosegue Evola – è l’unica risposta possibile in questo spaventoso processo di omologazione e mancanza di orizzonti che le strutture sociali, politiche ed estetiche hanno costruito. Che si tratti di un pittore o un attore, l’essenza del lavoro artistico si gioca su tre istanze: imparare, praticare, produrre. Oggi invece siamo davanti non solo alla banalizzazione del pensiero unico, ma viviamo l’assenza del tragico, la mancanza di consapevolezza. E l’arte è entrata nella sfera della comunicazione, si è appiattita su questo processo, tornando nuovamente al ruolo di servitù”. E allora il grande tema diventa, si può insegnare l’Arte? ”Due paradigmi vanno rovesciati – continua Evola, sollevando anche l’annoso problema dell’equiparazione del titolo di studio tra Accademie d’arte e Università – Ovvero che con la cultura non si campa, frase molto grave se detta in Italia, per di più in una sede istituzionale; e lo stress dei beni culturali. I musei – spiega – non dovrebbero produrre economia, come si vuole oggi, ma pensiero, ricerca. Su questo dobbiamo lavorare molto, metterci insieme, Accademie e Musei. Intendiamoci – sottolinea allontanando l’idea di una cultura d’elite – non è una questione di quantità ma di qualità. Le grandi Esposizioni universali si caratterizzarono proprio sulla possibilità inedita di attirare grandissime masse di spettatori, creando nuovi sguardi ed esperienze estetiche. Da lì, ad esempio, è nato il cinema. Il problema è come si caratterizza l’esperienza. Se non è accompagnata da strumenti, dall’educazione alla ricerca o alla ricezione, è solo spettacolo. Il problema quindi non sono le cene a lume di candela in un museo, ma in quale tipo di esperienza si traduce la visita. Per questo è fondamentale la mediazione culturale e la formazione. Due compiti cui lo Stato in Italia sta venendo meno”.

Apre HoMi edizione 11 con tante novitàLegno e pietra temi forti, moda influenza architettura

RHO25 gennaio 201913:21

– E’ ripartito con HoMi, alla Fiera di Milano a Rho, il racconto di come si evolvono nel mondo gli stili di vita per la casa e la persona. L’edizione numero 11 della manifestazione resterà aperta fino al 28 gennaio con 1.150 espositori (il 27% dei quali stranieri) da 38 Paesi che mettono in vetrina in anteprima le loro nuove proposte sui modi dell’abitare e degli accessori.
“Continuità ed evoluzione nei concetti di HoMi – ha spiegato il direttore della manifestazione Cristian Preiata – e tante novità in questa edizione a partire dalla collaborazione tra Politecnico di Milano, Poli.Design e Wgsn, che insieme a HoMi ha definito le tendenze su colori e materiali dei prodotti del futuro e una mostra interessante, Hybrid Lounge, su come le tendenze della moda, applicate al mondo della casa e della persona, influenzano l’architettura e i materiali”.
Temi forti di HoMi 2019 sono infatti la riscoperta dei materiali naturali, legno e pietra, con innovazione tecnologica nelle lavorazioni.
The Big Bang Theory, la stagione finalela sitcom più premiata su Joi (Mediaset) dal 28/1 in prime time

25 gennaio 201913:21

– “The Big Bang Theory”, la sitcom più popolare e premiata dell’ultimo decennio, torna su Joi (Mediaset) con episodi inediti, dal 28 gennaio, ogni lunedì alle ore 21.15, per 24 appuntamenti. Si tratta della XII stagione, quella dell’addio alle scene. Le storie di Penny (Kaley Cuoco) ed i super-nerd Sheldon Cooper (Jim Parson), Amy Farrah Fowler (Mayim Bialik), Leonard Hofstadter (Johnny Galecki), Howard Wolowitz (Simon Helberg), Bernadette Rostenkowski (Melissa Rauch) e Raj Koothrappali (Kunal Nayyar), si concludono con sviluppi impensabili agli esordi (risale al 24 settembre 2007, il debutto su CBS, negli USA). Oggi i geeky di casa tra Pasadena e Caltech, sono alle prese con il post-matrimonio di Sheldon e Amy, officiato Mark Hamill, il leggendario Luke Skywalker di Star Wars. A Leonard e Penny tocca badare al padre della sposa Larry Fowler (interpretato dall’eclettico illusionista Teller), terrorizzato da Mrs. Fowler (impersonata dall’attrice Premio Oscar Kathy Bates). Raj, invece, trova tempo per polemizzare con l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, via Twitter. E DeGrasse, per niente intimidito, chiama in aiuto l’ingegnere meccanico Bill Nye.
Tra le guest star della season finale, anche Keith Carradine, Kal Penn, Jerry O’Connel (il fratello maggiore di Sheldon), Joshua Malina (il Rettore Siebert), Bob Newhart (il dottor Proton), Christine Baranski (la mamma di Leonard), Ian Armitage (Sheldon bambino), John Ross Bowie (Kripke) e, in voce, Pamela Adlon (dal 2016 voce della mamma di Howard, la mitica signora Wolowitz). “TBBT”, fiore all’occhiello della coppia di autori Chuck Lorre (vincitore di un Golden Globe nella categoria Miglior serie comica con The Kominsky Method) & Bill Prady, ha vinto 56 premi e ricevuto 216 nominations.

Teatro Regio Torino, via piano rilancioInvestimenti per 14 mln, obiettivo produttività a 45,5 mln

TORINO25 gennaio 201920:55

TORINO  Il Teatro Regio di Torino è pronto a lasciarsi alle spalle la pesante crisi in cui era sprofondato, con il deficit di 5 milioni di euro e a ripartire con un programma di investimenti di 14 milioni di euro. Il Piano Industriale e di Sviluppo è stato illustrato dal professor Guido Guerzoni al consiglio di indirizzo, presieduto dalla sindaca Chiara Appendino, che ha recepito favorevolmente le linee guida. L’ultima parola spetterà all’assemblea dei soci il 19 febbraio. L’obiettivo – ha spiegato Guerzoni che ha lavorato con il sovrintendente William Graziosi alla stesura del piano – è raggiungere, entro due o tre anni, lo status di Forma Organizzativa Speciale, riconosciuto solo alla Fondazione Teatro alla Scala e alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, posizione che comporterebbe vantaggi gestionali. Il Piano, illustrato nel pomeriggio a sindacati e rsu, indica tra gli obiettivi un incremento della produttività dell’8% su base annua con un arricchimento dell’offerta per riportare il Regio al numero di spettacoli, spettatori e valori della produzione raggiunti in passato. Nel 2023 si punta a un livello della produzione di 45,5 milioni, stessa cifra del 2008. Gli obiettivi saranno raggiunti incrementando i proventi della biglietteria e con i contributi di privati, mentre dovrebbero restare stabili i contributi pubblici, a eccezione di quelli comunitari, di cui si prevede la crescita dal 2020. Il consiglio di indirizzo ha apprezzato il percorso metodologico seguito nella redazione del piano: sono stati ascoltati più di 300 dipendenti in quattro incontri collegiali e 77 colloqui individuali e sono state effettuate comunicazioni periodiche agli stakeholder del teatro. Gli investimenti serviranno “a ripristinare le condizioni tecniche per il recupero della produttività e l’incremento della redditività e a introdurre le più recenti innovazioni tecnologiche in tutti gli ambiti dell’attività teatrale”. Sono previsti l’istituzione e il potenziamento di una direzione Marketing, vendite, fundraising e business development, il rilancio della programmazione artistica, la valorizzazione delle risorse umane. Per verificare la corretta attuazione del Piano verrà istituita una cabina di monitoraggio. Il piano sarà presentato ora agli stakeholder pubblici e privati, al Mibac, agli assessorati alla Cultura della Regione Piemonte e del Comune di Torino, per concludere celermente l’iter di redazione. “La prima impressione è positiva per le idee di sviluppo e di rilancio, entreremo nel merito delle questioni nei prossimi incontri”, commenta Pietro Gabriele, segretario generale della Slc Cgil.

Musica Flogging Molly il 28/1 a BolognaLa band Irish punk è nata a Los Angeles nel 1997

BOLOGNA25 gennaio 201913:50

– Nuova data in Italia, unica all’interno del tour europeo, per i Flogging Molly, band Irish punk che lo scorso agosto aveva già fatto tappa a Segrate (Milano): il 28 gennaio saranno all’Estragon di Bologna, con gli inglesi Buster Shuffle come supporto.
La band porta lo spirito irlandese nel mondo da più di vent’anni grazie a un mix di cornamuse, uilleann pipes, fisarmoniche e intensi riff punk rock, e le loro esibizioni sono feste divertenti e spensierate in cui l’aria si satura di buonumore e di spirito di unione e fratellanza.
Nati a Los Angeles nel ’97, i Flogging Molly hanno sempre sfidato ogni categorizzazione di genere: l’originalità delle loro canzoni è un tratto distintivo che evidenzia la creatività della band. Con il susseguirsi degli anni i dischi sono cambiati, passando per ‘Drunken Lullabies’ e ‘Float’, fino all’ultimo album ‘Life Is Good’ uscito nel 2017 per Vanguard Records, ma non è cambiata l’energia vitale che la band mette in ogni canzone e in ogni show.
G.Perkins Marsh, ambasciatore foresteIn volume Paolo Ciampi la storia di un ecologista ante litteram

FIRENZE25 gennaio 201913:54

– Tra le foreste americane, le Alpi e l’Appennino italiano una storia di amore per gli alberi e le montagne. Con ‘L’ambasciatore delle foreste’ (arkadia/Senza rotta 3, 160 pagine, 14 euro) Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, riscopre la figura di George Perkins Marsh (Woodstock, 15 marzo 1801 – Vallombrosa, 23 luglio 1882), primo ambasciatore degli Stati Uniti nell’Italia unita nominato da Abramo Lincoln, padre dei grandi parchi americani ed ecologista ante litteram.
Imbattutosi casualmente nella figura di George Perkins Marsh, Ciampi riporta alla luce la storia di un uomo che nel secolo del progresso e dell’industria, prima ancora che la stessa parola ‘ecologia’ abbia fatto la sua comparsa, capisce cosa sta succedendo al mondo. Un diplomatico che è anche ambasciatore delle foreste nel mondo, da quelle del New England a quelle del nostro Appennino, passando per i deserti dell’Africa, che regala un nuovo sguardo sugli alberi, sulle montagne, sulla stessa nostra civiltà. Un personaggio stravagante, che frequenta a malincuore la corte dei Savoia, si appassiona alle saghe di Islanda, coltiva l’idea di portare i cammelli nelle praterie degli Stati Uniti, e che, un secolo prima dei forum internazionali e delle conferenze sul clima e sull’ambiente, parla di foreste da salvare, di cambiamenti climatici e ci allerta sulla nostra stessa possibilità di sopravvivenza.
Altaroma Federica Tosi e il rock anni 80Sfilata debutto per la stilista che porta in pedana baby modella

ROMA25 gennaio 201914:07

– Piglio rock e mood anni Ottanta per la collezione di Federica Tosi marchio disegnato dall’omonima stilista, che sfila per la prima volta con Altaroma nel Pratibus District portando in passerella anche una bay modella, Olimpia Caprino, 14 anni, 1,78 di altezza, occhi azzurro-grigio e capelli castano cenere. Federica Tosi, in continuo equilibrio tra sperimentazione stilistica ed evoluzione dei suoi codici estetici, alterna capi dai tagli decisi ad ampi volumi, mantenendo le linee pulite e l’appeal sofisticato. Bagliori lucenti dialogano su pesi diversi, merito dei contrasti dei tessuti, volti ora alle morbidezze della seta e dello chiffon, ora alla matericità della pelle.
Nuance accese come rosso giallo e petrolio si abbinano a cromie neutre come nero e beige.
La designer definisce un nuovo vocabolario dedicato all’ urban chic del vestire femminile, votato alla vestibilità e alla portabilità, proiettata su un discorso armonioso che unisce sapientemente design eclettico e attitude sofisticato.
Da Trenitalia book su 33 siti UnescoDa Cefalù a fortezza di Palmanova per turismo green

25 gennaio 201914:29

– Dalla cattedrale di Cefalù alla basilica di San Salvatore a Spoleto, dalla fortezza di Palmanova ai Palazzi dei Rolli di Genova, dal Delta del Po a Tivoli e Villa d’Este. Le bellezze del Patrimonio Mondiale dell’Umanità a portata di treno sono raccontate in un travelbook di Trenitalia presentato oggi a Roma a Palazzo Firenze.
Dei 54 siti Unesco presenti nel territorio nazionale 33 possono infatti essere raggiunti anche grazie agli oltre 5 mila collegamenti giornalieri del trasporto regionale e dei 280 servizi quotidiani effettuati con le Frecce Trenitalia.
I formati sfogliabili di questo e degli altri travel book Trenitalia – già usciti Borghi, Spiagge e Grandi Giardini Italiani – sono disponibili in versione digitale su trenitalia.com e saranno distribuiti alle agenzie di viaggi.
“Trenitalia si sta occupando di tradurre i testi anche in altre lingue (in primis inglese e cinese) e sta riflettendo su altri tipi di diffusione (in allegato a giornali e riviste o altro)” ha annunciato Maria Annunziata Giaconia, direttore Divisione passeggeri regionali.
“Siamo la nazione con più siti Unesco al mondo, seguiti dalla Cina che però è 30 volte più grande di noi e 20 volte più popolosa” ha spiegato Serafino Lo Piano, responsabile Sales Long Haul Trenitalia. “Proprio con la Cina – ha aggiunto Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione italiana per l’Unesco – l’Italia sta lavorando a un gemellaggio dei siti Unesco, è incredibile come ai nostri tempi civiltà così antiche e così lontane si possano incontrare come se fossero l’una accanto all’altra”.
Bar Refaeli presenterà Eurovision SongA Tel Aviv insieme all’attore Erez Tal

TEL AVIV25 gennaio 201919:43

– La supermodella Bar Refaeli e l’attore Erez Tal saranno i presentatori dell’edizione Eurovision Song Contest 2019 in programma a maggio prossimo a Tel Aviv. La manifestazione si svolge in Israele, visto che l’edizione dell’anno scorso è stata vinta dalla cantante Netta Barzilai.
Mariah Carey primo concerto in ArabiaIl 31 gennaio durante torneo internazionale di golf

BEIRUT25 gennaio 201919:47

– La cantante pop americana Mariah Carey si esibirà in concerto per la prima volta in Arabia Saudita la settimana prossima. Lo riferiscono oggi i media sauditi. I media precisano che Carey apparirà in pubblico nella “Città economica” dedicata a Re Abdallah a nord di Gedda, sul Mar Rosso, il prossimo 31 gennaio. Il concerto si terrà in occasione del primo torneo internazionale di golf che si svolgerà in Arabia Saudita. Il regno arabo ha avviato negli ultimi tempi una serie di aperture a eventi culturali e sportivi ospitati principalmente nella regione di Gedda, considerata la zona meno conservatrice del paese dominato da una versione rigorista dell’Islam.

L’arte emergenze in mostra a SetUpVenticinque gallerie a Palazzo Pallavicini dal 31/1 al 3/2

BOLOGNA25 gennaio 201919:55

– Venticinque gallerie parteciperanno a ‘SetUp contemporary art fair’, a Bologna a Palazzo Pallavicini, dal 31 gennaio al 3 febbraio, la fiera contemporanea d’arte emergente che ha per protagonisti tre figure chiave (artista, curatore e gallerista), con gli espositori che proporranno un massimo di tre artisti, sul tema di Itaca, l’isola di Ulisse, “primo migrante della storia”. Un comitato scientifico, presieduto dalla critica Silvia Evangelisti, assegnerà i premi SetUp all’artista (mille euro) e al testo curatoriale (500); il premio Tiziano Campolmi per la fotografia (2.500), e l”At cross contemporay per l’arte’ per i disegni. Tra i progetti collaterali ‘Islanders’, video di cinque giovani artisti residenti nelle isole; il progetto fotografico di Luca Maria Castelli; la scultura polimateria di Caterina Morigi; l’installazione video di Barbara Baroncini; il percorso tra materia e luce di Francesco Bartoli e Massimiliano Moro; la performance ‘I'(m)isola’ di Marina Visentini ed Elena Copelli.
Bonisoli, +15 mln a spettacolo dal vivoOltre 10 per interventi sulle fondazioni lirico-sinfoniche

25 gennaio 201920:07

– “Per lo spettacolo dal vivo questo è l’anno dove spenderemo di più”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli chiarendo che ci saranno “circa una quindicina di milioni di euro in più rispetto allo scorso anno, di cui cinque dedicati all’aumento del Fondo Unico per lo Spettacolo e oltre dieci che ho messo da parte per fare alcuni interventi strutturali per le fondazioni lirico sinfoniche”.
“Le fondazioni sinfoniche vanno benissimo e l’opera in Italia va sostenuta, vanno fatte probabilmente alcune modifiche all’assetto strutturale delle fondazioni, per permettergli di essere più autonome e meno dipendenti dal sostegno occasionale che viene in alcuni casi richiesto da parte degli enti locali”, ha aggiunto il ministro.
“L’intervento statale si deve focalizzare nell’ottica di assicurare una sufficiente varietà e diversità dell’offerta culturale”, ha spiegato. “Preferisco che lo Stato non si occupi di tutto perché appena lo stato arriva comincia ad influenzare”, ha poi concluso.
Hit parade, Salmo si conferma in vettaTerzo e 4/o posto per i Queen sull’onda del successo al cinema

25 gennaio 201920:25

– Salmo con Playlist si conferma in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni di Fimi/Gfk. Al secondo posto Ultimo con Peter Pan, uscito quasi un anno fa, che dopo la vittoria tra le Nuove Proposte dell’ultimo Festival di Sanremo è atteso alla prova tra i big e da un tour nei palasport già tutto sold out (e piazza anche Pianeti in decima posizione). I Queen, sull’onda del fortunato film su Freddie Mercury, opzionano il terzo gradino del podio con Bohemian Rhapsody (colonna sonora dell’omonimo film) e il quarto con Platinum Collection. Scivola dalla seconda alla quinta posizione Atlantico di Marco Mengoni, mentre è stabile in sesta Sfera Ebbasta con Rockstar (Popstar edition). Segue l’unica nuova entrata della settimana: è Fruit Joint + Gusto del rapper Dani Faiv. I Maneskin con Il Ballo della Vita sono ottavi, davanti a Capo Plaza con 20.
Tra i vinili, ottiene la prima posizione Guilty di Noyz Narcos, mentre tra i singoli è in vetta Stamm Fort di Luché in duetto con Sfera Ebbasta.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 18 al 24 gennaio 2019:1) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)2) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)3) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) PLATINUM COLLECTION, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)5) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)6) ROCKSTAR (POPSTAR EDITION), SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) FRUIT JOINT + GUSTO, DANI FAIV (EPIC-SONY)8) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)9) 20, CAPO PLAZA (PLAZA MUSIC/STO RECORDS/ATLANTIC-WMI)10) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)   Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) STAMM FORT, LUCHÈ FEAT. SFERA EBBASTA (ISLAND-UNI)2) È SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)3) CALMA (REMIX), PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT. NSTASIA (EPIC-SME)5) RINGS, ARIANA GRANDE (REPUBLIC RECORDS-UNI)   Infine, la classifica dei vinili: 1) GUILTY, NOYZ NARCOS (PROPAGANDA AGENGY-UNIVERSAL MUSIC)2) PECCATI DI GIOVENTU’, FABRIZIO DE ANDRE’ (UNIVERSAL MUSIC-UNIVERSAL MUSIC)3) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) ADVERSUS, COLLE DER FOMENTO (TAK PRODUCTION-SELF)

Altaroma, Morfosis elogia l’imperfezioneAlessandra Cappiello sfila con la sua demi-couture concettuale

25 gennaio 201920:42

– Elogio dell’imperfezione nella sfilata del marchio Morfosis, disegnato da Alessandra Cappiello designer romana tra le finaliste nel 2008 della quarta edizione di “Who’s On Next?”, con il marchio che lei aveva già fondato nel 2004. Mossa dagli studi classici e influenzata dall’arte, in particolar modo dalla nonna pittrice Anna Grauso, la stilista concepisce l’abito come forma di sintesi tra ispirazione e portabilità. La collezione in passerella al Pratibus District in realtà tende alla perfezione. “La mia è una demi-couture concettuale destinata a donne speciali, a una nicchia – spiega Alessandra – composta da capi dalle linee sinuose, dai dettagli ricercati e preziosi, realizzata con materiali di qualità, sete, lane pregiate, pellami veri, perché l’eco-pelle è petrolio addosso, lavorazioni artigianali curate nei particolari, come il polsino rigido di questa camicia in seta che è doppio strato cucito a mano”.
Kosslick alla sua ultima Berlinale, felice dei 18 anni’La paranza’ “impressionante, quei ragazzi non hanno chance”

BERLINO25 gennaio 201920:47

BERLINO – “Tanti mi dicono che ho levato loro l’ansia da tappeto rosso…”. Bando ai sentimentalismi e alla malinconia, è piuttosto un bilancio positivo quello che arriva dopo 18 anni alla direzione della Berlinale, dove sono stati promossi “tanti giovani talenti”: Dieter Kosslick ha presentato oggi la sua ultima edizione del festival cinematografico dell’Orso d’oro alla stampa straniera di Berlino, dicendo di essere “in forma e pronto per il divertimento”. Nonostante le molte polemiche che lo hanno investito, il volto del festival delle ultime due decadi, ha ostentato orgoglio per i risultati raggiunti: “Sono molto felice di aver potuto essere direttore per 18 anni di questo meraviglioso festival. E la cosa che mi soddisfa di più è che il nostro pubblico sia rimasto fedele, e sia quadruplicato”. In concorso quest’anno c’è il film di Claudio Giovannesi, “la Paranza dei bambini”: “il cinema italiano non ha certo da lamentarsi con la Berlinale..”, ha ironizzato alludendo alle recenti vittorie. E anche la paranza dei bambini “è un film molto molto buono”, per il direttore artistico. Una pellicola “impressionante”, la definisce parlando

a margine, “dal punto di vista della recitazione, ma anche politicamente: perché questi ragazzi non hanno chance”. Si tratta degli adolescenti immortalati da un libro di Roberto Saviano, e questo – spiega fra l’altro – è la garanzia che quel che viene raccontato sia “vero”. “Siamo rimasti molto impressionati quando abbiamo visto che questi quattordicenni vanno dai boss della mafia e chiedono un posto di lavoro. Non dicono, ‘vogliamo diventare criminali’, dicono che vogliono lavorare. Ma il lavoro non c’è, e l’unica attività possibile è per l’organizzazione criminale. E il film tocca proprio il cardine del problema. Quando non ci sono alternative all’emergenza economica la mafia fiorisce. E alternative non ce ne sono da anni e decenni, e su questo bisognerebbe riflettere”. Il Festival sarà come sempre occasione per affrontare temi controversi e duri: “il privato è altamente politico”, ha detto a un certo punto Kosslick, citando uno slogan del femminismo tedesco delle origini, valido in qualche modo anche per la situazione di oggi. Ad aprire l’edizione 2019 sarà il film del francese Francois Ozon, “Grace a Dieu”, sui casi di pedofilia nella chiesa di Lione. Mentre il brasiliano “Marighella”, fuori concorso, mostrerà la caduta di un presidente eletto, e l’arrivo della dittatura. In “Mr jones”, produzione polacca-ucraina-britannica, si rappresenta in modo drammatico come 3 milioni di persone siano morte in Ucraina sotto Stalin. “Non lo si guarda volentieri, ma è importante”, il commento di Kosslick. “La Berlinale di quest’anno sarà anche un po’ francese”, ha poi tenuto a dire, ricordando che presidente di giuria è Juliette Binoche. “L’ho incontrata ieri a Parigi, col suo charme, mi è parsa molto concentrata e ordinata come sarebbe un tedesco. O forse farei bene a dire come sarebbero stati tedeschi di una volta…”, ha ironizzato.

Oscar: Anne Hathaway, a volte è meglio senza un presentatoreAttrice interviene su scelta Academy dopo rinuncia Kevin Hart

NEW YORK25 gennaio 201920:49

NEW YORK – Gli Oscar senza un presentatore? A volte è meglio. Lo sostiene Anne Hathaway durante un’intervista nella quale le è stata chiesta la sua opinione sul fatto che la prossima cerimonia di consegna delle statuine potrebbe non avere un presentatore dopo la rinuncia di Kevin Hart. “A volte è meglio non avere un presentatore – ha commentato – piuttosto che forzare la mano su qualcosa che non funziona”. Academy aveva annunciato l’anno scorso che Hart avrebbe presentato la cerimonia che si terrà il prossimo 24 febbraio.
Tuttavia il comico è stato costretto a rinunciare qualche settimana dopo in seguito alla polemica scoppiata per alcuni tweet omofobi di anni fa. Salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, ad introdurre nomination e vincitori quest’anno ci saranno una serie di celebrity.

Restauro per Putto del VerrocchioPromosso nell’ambito mostra dedicata a maestro di Leonardo

FIRENZE25 gennaio 201920:55

– Restauro del Putto con delfino, bronzo con funzione di fontana realizzato da Andrea del Verrocchio su commissione di Lorenzo De’ Medici prima per la villa di Careggi e poi per Palazzo Vecchio dove ancora oggi è esposto. L’opera sarà uno dei capolavori dell’artista in mostra per la rassegna ‘Verrocchio, maestro di Leonardo’, al via dal 9 marzo a Palazzo Strozzi. Stamani la presentazione dell’intervento, sostenuto dalla Fondazione Friends of Florence, e visibile al pubblico all’interno del percorso museale di Palazzo Vecchio. Dismessa dalla sua funzione di fontana l’opera fu musealizzata alcuni decenni fa venendo poi trasferita nel terrazzo di Giunone di Palazzo Vecchio.
Le guerre horrende, favola nera di umano doloreIn sala il film surreale di Luca Immesi e Giulia Brazzale

25 gennaio 201920:59

‘Le guerre horrende’, secondo lungometraggio di Luca Immesi e Giulia Brazzale – dopo l’esordio di Ritual – Una storia psicomagica, nel cui cast figurava il regista e scrittore cileno Alejandro Jodorowsky- è una favola nera, surreale di forte ispirazione teatrale tratta dall’omonima piece di Pino Costalunga.
Il titolo del film, ora in sala con mOOviOOle, prende spunto da una frase di Machiavelli che per “horrende” intendeva grandi e straordinarie cose. Nel caso di ‘Le guerre horrende’ si tratta delle vicende grottesche del Capitano (Livio Pacella), dello Scudiero (Desiree Giorgetti) e del Soldato (Dario Leone) sullo sfondo della Prima e della Seconda Guerra mondiale, le piu cruente che l’umanità abbia finora vissuto.
Una piccola grande storia di umano dolore, di quelle che solo la guerra sa generare al di la della volontà dei suoi protagonisti e che vuole dipingere l’orrore di tutte le guerre attraverso un ingannevole candore.
“Nell’anniversario dei cento anni dalla fine della Grande Guerra – dichiarano gli autori – ci sembrava doverosa una riflessione sul conflitto, specialmente in questo momento storico pieno di violenza, caos e atmosfera da fine del mondo.
La comunità scientifica, non a caso, accosta quest’epoca presente ai momenti più bui della Guerra Fredda. Il Bulletin of atomic scientists, dal 1947, a seconda della situazione mondiale, posiziona una simbolica lancetta più o meno vicino alla mezzanotte, metafora dell’Apocalisse. Ebbene nel 2018 – continuano i registi – questa lancetta è arrivata a due minuti allo scoccare della mezzanotte. Non accadeva dal 1953, quando si credeva inevitabile un olocausto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica”.
Tornando ai personaggi del film, il Capitano, ragazzo del ’99, eccentrico reduce della Grande Guerra e del secondo conflitto mondiale si è ritirato a vivere in un misterioso bosco con il suo vecchio carrozzone da circo, insieme ad un giovane e strambo scudiero. I due trascorrono tutto il tempo a narrare ed inscenare epiche battaglie, avendo per pubblico animali ed insetti immaginari. Le storie raccontano ora di comici lamenti funebri, ora di stravaganti guerre tra formiche e mosche. In questa atmosfera fiabesca, l’arrivo di un giovane paracadutista ferito e privo di memoria, spezza il legame tra il Capitano e lo Scudiero, in un crescendo di conflitti, tensioni e colpi di scena.
Il film e stato selezionato in vari festival internazionali fra i quali: Copenhagen Pix, Pifan South Korea, Fantasia Montreal, Dallas video fest, Festival Cinematografico de Uruguay, Oporto underground film festival, London underground film festival, Alcances Atlantic filmfestival, Inventa un Film, SugarCon e attualmente e stato venduto in Giappone, Australia, Taiwan, Germania, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Italia.
Altaroma Cini tra Romagna e moda agenderIl tubino è anche per lui ma in maglia arancione evidenziatore

25 gennaio 201921:27

– La premessa è quella del racconto di una storia d’amore tra Laura e Marco, ragazzi di una città di provincia negli anni Novanta. Ma sulle note di “Romagna mia”, Federico Cini ha portato sulla passerella di Altaroma una collezione talmente moderna da superare i confini di genere e di stagione. Gonne per lui, portate con calosce di gomma, pantaloni larghissimi per entrambe, tubini di maglia di nuovo per lui, cappottoni in lana spessa, camicie plissè per tutti, trench, grembiuli di cotone in tessuti camicia, veli colorati da sposa a coprire modelli e modelle. Tutto nero, bianco, ecru, glicine e arancio evidenziatore. “Ho raccontato la storia d’amore dei miei genitori. Ho rifatto i tailleur di mia madre e i cappotti di mio padre, ho arricchito le silhouette con i drappeggi delle rappresentazioni di Plauto, commediografo romano nato a Sarsina, dove sono nato e vivo.
Infine, i miei viaggi all’estero e la decisione di tornare citati dalla canzone Romagna, Romagna mia lontan da te non si può star!.

Johnny Depp in Serbia per set MinimataInterpreta ruolo del fotografo di guerra Eugene Smith

BELGRADO25 gennaio 201920:15

– L’attore americano Johnny Depp e’ giunto a Belgrado, dove per un certo periodo sara’ impegnato nelle riprese di ‘Minamata’, film diretto da Andrew Levitas nel quale interpreta il ruolo del fotografo di guerra Eugene Smith.
Nel darne notizia, i media locali affermano che le riprese in Serbia, dopo quelle gia’ effettuate in Giappone, sono previste per sette settimane. Johnny Depp visito’ Belgrado per la prima volta nel 1992, e successivamente nel 2010, quando fu ospite al Kustendorf, il Festival dedicato ai giovani registi e studenti di cinematografia ideato e diretto da Emir Kusturica a Drvengrad, il villaggio interamente in legno sulle montagne dell’ovest della Serbia.
Kate Hudson, mia figlia ‘genderless’Attrice e compagno non sanno come sarà identificata

NEW YORK

25 gennaio 201920:21

– Kate Hudson e il compagno Danny Fujikawa cresceranno la loro figlia Rani Rose, nata lo scorso ottobre, come ‘genderless’. Lo ha detto la stessa attrice durante un’intervista e sottolineando che non sa con che sesso la piccola si identificherà. “Al momento – ha aggiunto – sembra incredibilmente femminile in fatto di energia, dei suoi suoni e modi”.
L’attrice ha già due figli maschi, di 17 e 14 anni, da due diverse precedenti relazioni. Le sue affermazioni vengono in un momento in cui alcuni stati americani, tra cui California, Washington e Oregon hanno annunciato leggi che danno la possibilità a chi non vuole identificarsi come maschio o femmina di scegliere una terza categoria sul certificato di nascita. La città di New York offre l’opzione X per chi non si identifica in un particolare sesso.         [print-me title=”STAMPA”]

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AGGIORNAMENTO DELLE 06:01

DI VENERDì 25 GENNAIO 2019

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Altaroma Edithmarcel tra sport e couture
Tessuti tecnici, tagli sartoriali, dettagli dell’activewear

La nuova collezione del marchio Edithmarcel, disegnata dai due stilisti provenienti dal concorso Who is on next? Gianluca Ferracin e Andrea Masato, che ha sfilato con Altaroma nel Pratibus District, prosegue la ricerca rivolta al dinamico panorama del mondo active. Un tema che il marchio nato nel 2015 riprende approfondendo ulteriormente le molteplici possibilità e risorse offerte dal settore, sperimentandole e applicandole anche nel guardaroba invernale.
Quella dell’abbigliamento active è una tendenza che si sta imponendo sempre più nel modo di vestire quotidiano attraverso la contaminazione di attitudini prettamente fashion e urban. La nuova collezione assorbe le suggestioni dei tratti caratteristici dell’active, le metabolizza e le offre rinnovate e mixate, riadattate attraverso l’ottica distintiva del dna del brand: design, materiali e dettagli in contrasto, linee genderless e allure ricercata.
Venditti superospite a SanremoL’annuncio al Tg1. Ufficializzati anche altri duetti

– Ci sarà anche Antonello Venditti tra i superospiti del festival di Sanremo (5-9 febbraio), accanto ai già annunciato Andrea Bocelli, Giorgia ed Elisa. La conferma arriva stasera dal servizio del Tg1 firmato da Vincenzo Mollica.
Ufficializzati anche altri duetti per la serata del venerdì: i Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci, gli Ex Otago con Jack Savoretti, Irama con Noemi e Caterina Guzzanti, Patty Pravo e Briga duetto con Giovanni Caccamo, Motta con Nada, Arisa con Tony Hadley (con le coreografia dei Kataklò).         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 06:37 ALLE 20:14 DI GIOVEDì 24 GENNAIO 2019

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Altaroma al via con Showcase n.3
Progetto per nuovi brand con ministero Sviluppo Economico e Ice

24 gennaio 2019 06:37

– Altaroma al via con la terza edizione del progetto Showcase, prodotto con il supporto del ministero per lo Sviluppo Economico e di Ice, che vede coinvolti numerosi brand emergenti, di abbigliamento e accessori, che si alternano nel corso delle quattro giornate della manifestazione di moda nella capitale, esponendo le ultime collezioni nel nuova sede delle sfilate il PratiBus District, ex deposito Atac.
Con Showcase Altaroma sottolinea la volontà di guardare al futuro e di dar seguito al suo percorso di sostegno del made in Italy, con l’intento di guidare i nuovi brand della moda italiana verso l’internazionalità.
Tanti i marchi che partecipano a questa edizione, tra oggi 24 gennaio spetta ai cappelli di Adrianhats, A-Lab Milano, Cordien, Dream Yourself, Gaetano Pollice, Gaiofatto, Giulia Boccafogli, La Debraillée, Lucilla Paci, My Golden Cage, Roi du Lac, Yojiro Kake.
Musei, raro manoscritto donato al Meis’Bibbia di Mosè da Castellazzo’ riprodotta in pochi esemplari

FERRARA24 gennaio 201912:13

– Il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah (Meis), che ha sede a Ferrara, ha acquisito grazie a una donazione privata un raro manoscritto del periodo rinascimentale, noto agli esperti come la ‘Bibbia di Mosè da Castellazzo’. Il donatore è l’ambasciatore Giulio Prigioni, che ha voluto contribuire alla collezione del Meis e alla preparazione della mostra ‘Il Rinascimento parla ebraico’, in allestimento per il 2019.
La Bibbia di Mosè da Castellazzo è un codice illustrato, eseguito probabilmente a Venezia negli anni Venti del ‘500. Il manoscritto, ritrovato alla fine della Seconda guerra mondiale negli scantinati del comando della Gestapo di Varsavia e poi conservato all’Istituto di Storia ebraica della capitale polacca, fu inviato nel 1980 a uno studio fotografico per essere riprodotto. Ma non tornò più alla biblioteca e ad oggi risulta smarrito o rubato. La riproduzione donata al Museo è stata curata da Kurt e Ursula Schubert e pubblicata in pochissimi esemplari. Si tratta di un documento importante della cultura artistica ebraica nell’Italia del primo Cinquecento, con illustrazioni che ampliano il dettato biblico attraverso aggiunte tratte dai ‘midrashim’, ovvero dai commenti dei maestri ebraici agli scritti biblici. L’ambasciatore, grazie all’aiuto dell’ebraista Giulio Busi, curatore della mostra sul Rinascimento in programma al Meis, è riuscito a trovare la rara riproduzione in un paesino della Svizzera.
“La mostra sul Rinascimento – anticipa il direttore del Meis, Simonetta Della Seta – tratterà un periodo aureo del dialogo tra cristianesimo ed ebraismo nel Paese. Un fenomeno sul quale desideriamo mettere un particolare accento, avendo il Meis la missione di far comprendere come la lunga vicenda degli ebrei d’Italia possa servire da parabola, da esempio di dialogo tra culture. Anche il ministero dei Beni Culturali sta valorizzando il Meis come progetto culturale nazionale che promuove il valore del dialogo e della convivenza tra i popoli e le etnie nel nostro Paese e in Europa”.
Satira e finzione in mostra a PalermoRitratti in modo irriguardoso Donald Trump e Kim Jong-un

PALERMO24 gennaio 201912:14

– Eccoli quei due leader che il 12 giugno 2018 firmarono uno storico incontro, da cui dipendono le sorti del pianeta, ritratti in modo irriguardoso: Donald Trump al centro di una tavola vuota da Ultima cena di Leonardo e di fronte a lui Kim Jong-un che emerge come la Venere di Botticelli con ai lati giocatori di basket. Sono solo due delle 19 enormi stampe a colori di Max Papeschi nella mostra “Pyongyang Rhapsody, The Summit of Love”, allestita al padiglione Zac dei Cantieri culturali alla Zisa che si inaugura il 24 gennaio e proseguirà da oggi fino al 24 marzo. Insieme alle stampe, c’è la Pop art di Max Ferrigno (originario di Casale Monferrato) che espone: 70 bandiere e due grandi tele. “Un carosello d’immagini mostruosamente iconiche e farsesche. – affermano i promotori – Al rimpallo delle immagini dei due leader fanno da contraltare le bandiere della Nord Corea, rivisitate da Ferrigno, nelle quali il simbolo del paese asiatico è tradotto in chiave pop-erotica”.
Aie, libro italiano 1/a industria Paese4/a in Europa ma -0.4% fatturato. “La politica lo sostenga”

24 gennaio 201912:59NE

– Nel 2018 il libro italiano si conferma la 1/a industria culturale del Paese e la 4/a editoria in Europa. Nel quadro di un generale rallentamento dell’economia nazionale fa segnare però un -0,4% di fatturato, dopo il +5,8% del 2017, nei canali trade (librerie, grande distribuzione organizzata-Gdo, store online compresa la stima di Amazon a cura dell’Associazione italiana editori). Sono circa 1,442 miliardi di euro a prezzo di copertina. Sono i dati dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Aie sul mercato trade del libro in Italia e in Europa, che viene presentata il 25 gennaio a Venezia, nella giornata conclusiva del XXXVI seminario di perfezionamento della Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri.
“Il libro italiano è bello, forte e solido e tiene le proprie posizioni anche in un quadro di generale rallentamento dell’economia”, dice il presidente Aie Ricardo Franco Levi, sottolineando peraltro “la necessità di un intervento di forti politiche di sostegno alla domanda e di promozione della lettura”.
Germania ospite agli Incontri Sorrento10-14 aprile, omaggio a Marlene Dietrich per immagine ufficiale

NAPOLI24 gennaio 201913:00

– E’ un omaggio a Marlene Dietrich l’immagine ufficiale della 41/a edizione 2018 degli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento, che si terrà dal 10 al 14 aprile e sarà dedicata alla Germania e alla sua cinematografia.
La manifestazione, organizzata da Cineventi con la direzione artistica di Remigio Truocchio, è promossa dal Comune di Sorrento, guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo, con il coordinamento del dirigente del Settore Cultura, Antonino Giammarino, il sostegno della Regione Campania, del Mibac e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.
Con il tradizionale confronto tra il cinema italiano e quello di un Paese ospite, si riconferma la formula che da sempre contraddistingue gli incontri: 5 giornate di lavori vedranno l’alternarsi di proiezioni, anteprime, retrospettive, tavole rotonde e incontri, alla presenza di ospiti, italiani ed internazionali, del mondo del cinema e della televisione.
Pietas e carità, a Ferrara la pittura degli affettiTra Cinque e Settecento l’arte sacra per i poveri e gli esclusi

tiFERRARA24 gennaio 201918:

Ferrara non è solo Ariosto e Giorgio Bassani. C’ è una storia meno nota della città ma ugualmente importante che evoca tematiche attuali, come la solidarietà e l’ impegno verso gli emarginati. Per due secoli, dalla fine del Cinquecento al Settecento, la capitale del Ducato degli Estensi fu centro artistico tra i più vivaci in cui governanti e mecenati erano animati dall’ attenzione per gli esclusi. Molte opere d’arte sacra furono perciò commissionate per ornare altari, cappelle, istituti religiosi che mettevano al centro della loro ‘mission’ orfani, indigenti, bisognosi, mendicanti o donne in difficoltà. Le pagine di questo racconto si possono scorrere nell’ Ala Sud e nei Camerini del Principe del Castello Estense tra le 54 opere della mostra “Dipingere gli affetti”, dal 26 gennaio al 26 dicembre. Tele e dipinti di pregio di proprietà del Centro Servizi alla Persona di Ferrara, rimasti per lungo tempo nei depositi e mai mostrati al pubblico vengono ora esposti per descrivere – spiega il curatore Giovanni Sassu – Ferrara come “città della carità”.”E’ una collezione piccola ma significativa – dice lo storico dell’ arte – con cui si cerca di raccontare un’ altra storia, seguendo una piccola geografia della solidarietà”. Nell’ era dei principi e dei duchi il potere sapeva che intervenire a favore dei poveri sotto la spinta dello spirito religioso aveva anche un risvolto pratico, allentava i contrasti sociali, contribuiva al benessere collettivo. In questa attività si distinsero le dame degli Este ed esponenti della nobiltà. Barbara d’ Austria, seconda moglie di Alfonso II, ultimo duca di Ferrara (dopo di lui, che morì nel 1598 senza figli, Ferrara tornò allo Stato della Chiesa), fondò nel 1572 il Conservatorio di Santa Barbara per le giovani orfane e le prostitute “in via di redenzione”. Il duca sposò poi, Margherita Gonzaga, donna molto pia votata alla beneficienza, che istituì nel 1594 il conservatorio di Santa Margherita, assai caro alla città. Questi luoghi furono decorati da molti artisti: a Santa Barbara lasciò il segno Giuseppe Mazzuoli, il Bastarolo, “pittore straordinario”; a Santa Margherita Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino, e Carlo Bonomi. L’ esposizione – che rientra nel circuito di visita compreso nel biglietto di ingresso al Castello – descrive poi Gaspare Venturini, pittore molto attivo per i duchi e per committenti religiosi, e Giuseppe Caletti, figura curiosa ed enigmatica di ‘artista maledetto’ della prima metà del Seicento.La seconda metà del XVII secolo è caratterizzata dall’ universo figurativo di Giuseppe Avanzi, “pittore di mediazione che schiuderà il sipario al Settecento dove si imporranno le singolari personalità di Giacomo Parolini e Giuseppe Zola”.
“Sono orgoglioso del lavoro svolto per questa esposizione – dice Sassu -. Ben 34 opere sono state restaurate grazie al sostegno e alla collaborazione di enti, istituti e fondazioni.
Si è seguito un percorso ‘all’ antica’ come avveniva anni fa: le opere prima si studiano, poi si restaurano e infine si mostrano”. Tra i “pezzi” di maggior pregio, la pala d’ altare di Santa Margherita dipinta da Scarsellino nel 1611: “E’ un’ opera che mostra già i dispositivi scenici della nascente cultura barocca – osserva Sassu – . Opere come questa annunciano che i tempi stanno cambiando, Dalla controriforma cupa si passa a un’arte più aperta e coinvolgente, con forme e movimenti di figure”. Un’ altra tela particolare è la Decollazione di S. Giovanni Battista del Bastarolo. “E’ rimasta nascosta nei depositi per 30 anni e aveva problemi di conservazione seri. La procedura di restauro l’ ha fatta rinascere. Vogliamo rimetterla al centro della storia dell’ arte di Ferrara nel Cinquecento. E’ uno dei pochi capolavori del Manierismo emiliano, inteso non in senso negativo ma per l’ eleganza come elemento centrale dell’ opera”.

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Tatangelo, racconto gli amori di tutti
Al Festival con Le nostre anime di notte, “ogni volta è diverso”

MA24 gennaio 201913:02

– “Sono cambiata, è cambiato tutto intorno a me. E mi sono rimessa in gioco. Ringrazio tutto quello che mi è successo, da quando, ragazzina, mio padre mi spediva a vendere le ciambelle fino a oggi. Gioie e dolori”. Anna Tatangelo non è più l’adolescente incosciente che a 15 anni salì per la prima volta sul palco dell’Ariston vincendo tra le Nuove Proposte: a 32 anni fa i conti con una vita passata sotto i riflettori, con un amore – quello con Gigi D’Alessio, tra alti e bassi – analizzato al microscopio. Ora si ripresenta al Festival, per l’ottava volta, con Le nostre anime di notte, un brano che sembra raccontare una ritrovata serenità e una ritrovata pace familiare. “E’ la storia di una coppia che dopo incomprensioni e frasi non dette si ritrova. Non è nata dal mio momento personale, io sono solo interprete, ma di certo l’ho sentita fin da subito molto vicina”. Anche l’album che la conterrà, La fortuna sia con me (in uscita l’8 febbraio per GGD Srl/Sony Music), è il racconto delle tante sfumature dell’amore.
Mostra su Trbuljak a Villa delle RoseL’esposizione è tra i ‘main project’ di Art City Bologna 2019

BOLOGNA24 gennaio 201913:03

– Un’ampia retrospettiva dell’artista croato Goran Trbuljak, curata da Lorenzo Balbi e Andrea Bellini, è in programma dal 26 gennaio al 24 marzo a Villa delle Rose. L’esposizione è tra i ‘main project’ di Art City Bologna 2019.
Trbuljak, 70 anni, vive a Zagabria ed è attivo da fine anni ’60 nell’ambito dell’arte concettuale e della cosiddetta New Art Practice, ricercando mezzi alternativi di produzione e rappresentazione dell’opera d’arte, interrogando e mettendo radicalmente in discussione il sistema dell’arte, le pratiche museali e le dinamiche del mercato. La mostra, che arriva dal Centre d’Art Contemporain Genève in una versione rivista per gli spazi di Villa delle Rose, propone opere degli ultimi 50 anni: dipinti, frottage, monocromi, fotografie, film, libri e documentazioni delle sue arti performative. La sua vena ironica lo rende diverso dagli altri artisti che, tra gli anni ’60 e ’70, hanno lavorato sulla dematerializzazione dell’opera d’arte con pratiche legate alla parola e alla performance.

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Filarmonica Scala, auditorium per Abbado
‘Una sala per il repertorio sinfonico degna della città’

MADRID24 gennaio 201913:08

– “Milano ha bisogno di una sala da concerto per il repertorio sinfonico degna della città”. A lanciare la proposta di costruirlo è la Filarmonica della Scala, che avrebbe già a chi intitolarla, ovvero Claudio Abbado, che ha fondato l’ensemble con i musicisti della Scala nel 1982. La proposta arriva dopo il successo con cui si è aperta la tournée europea all’Auditorio National de musica di Madrid, sala da 2.300 posti con un’acustica che ha permesso di apprezzare appieno l’esecuzione del Concerto per orchestra di Bartok, con cui la Filarmonica ha aperto la sua stagione alla Scala lo scorso 12 novembre. “Milano è un centro culturale e musicale importante, merita un luogo per la musica sinfonica pari a quelli delle città che ci ospitano e che aggiunga anche un nuovo tassello al grande rinnovamento urbanistico che la città vive in questi anni” hanno spiegato Renato Duca e Damiano Cottalasso, rispettivamente vicepresidente e coordinatore artistico.
Nuove format live a Music Inside RiminiA maggio salone tecnologie per concerti e show entertainment

RIMINI24 gennaio 201913:08

– La nuova edizione di ‘Music Inside Rimini’, in programma dal 5 al 7 maggio alla Fiera di Rimini e dedicata al mondo delle tecnologie per eventi, concerti e show entertainment, presenterà il nuovo format ‘Live You Play’. La formula prevede due padiglioni ‘rock’ dedicati agli eventi musicali live, un padiglione ‘Teatro’ per le performance artistiche in palcoscenico, un padiglione ‘Djing’ per il mondo delle console. In programma tra l’altro esibizioni di balletto e musical, la partecipazione di artisti del panorama del dj set come dj Aladin, un ‘virtual show’ per la dimostrazione del funzionamento di attrezzature luci, video ed effetti speciali.
Obiettivo del salone, organizzato da Italian Exhibition Group, è quello di presentare le novità tecniche e professionali del settore con un approccio pragmatico e immersivo, toccando con mano le soluzioni proposte dal mercato. Un contenitore ‘live’ con otto palchi punta ad offrire un’esperienza ancora più ricca e coinvolgente per addetti ai lavori e appassionati.
Ligabue, al via il 14/6 da Bari tourL’8 marzo esce il nuovo album di inediti “Start”

24 gennaio 201913:28

– Parte il 14 giugno, dallo stadio di Bari, lo Start Tour 2019, il nuovo live di Ligabue.
Queste le date: 14 giugno Stadio San Nicola di Bari; 17 giugno Stadio San Filippo di Messina; 21 giugno Stadio Adriatico di Pescara; 25 giugno Stadio Artemio Franchi di Firenze; 28 giugno Stadio San Siro di Milano; 2 luglio Stadio Olimpico di Torino; 6 luglio Stadio Dall’Ara di Bologna; 9 luglio Stadio Euganeo di Padova; 12 luglio Stadio Olimpico di Roma.
Biglietti disponibili da sabato 26 gennaio per gli iscritti al fanclub. Dal 28 gennaio su TicketOne.it e dal 4 febbraio nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
“Start”, dodicesimo disco d’inediti di Ligabue (Zoo Aperto/F&P Music Hub/Warner Music) uscirà l’8 marzo. E’ stato anticipato dal singolo “Luci D’America” che, nella prima settimana di programmazione, è entrato direttamente al vertice della classifica radiofonica.
Jennifer Lopez nella giungla di ManhattanRicomincio da me, dal 24 gennaio la nuova commedia

24 gennaio 201913:46

– Maya ha 40 anni, vive nel Queens e lavora da 15 anni in un grande centro commerciale. È in gamba e piena di intuizioni, ma quando si profila la possibilità di una promozione, le viene preferito un uomo: un manager privo di esperienza sul campo ma con molti titoli di studio. E’ la commedia Ricomincio da me che riporta al cinema la cantante, ballerina e attrice Jennifer Lopez. Esce in sala il 24 gennaio da Lucky Red. La Lopez interpreta una tenace donna che non si dà facilmente per vinta: del resto a Manhattan non è mai troppo tardi per ricominciare da capo. Nel cast del film di Peter Segal anche Milo Ventimiglia, Vanessa Hudgens e Leah Remini.
Ricomincio da me è scritto dallo sceneggiatore Justin Zackham (Non è mai troppo tardi) e da Elaine Goldsmith-Thomas. Racconta quest’ultima: “Volevo raccontare una storia di reinvenzione, parlare di tutte le persone che si sentono costrette a vivere una vita che non desiderano e passano il tempo a sognare quella che invece vorrebbero, salvo poi scoprire che avevano sempre avuto la facoltà di cambiare le cose”.
Dice il regista Segal: “Ricomincio da me è proprio il genere di film che adoro: mi ha ricordato Una donna in carriera, Tootsie e Il segreto del mio successo, tutti film in cui i desideri si avverano e i protagonisti ottengono una seconda opportunità e una sorta di maschera narrativa che li porta a diventare persone diverse. E poi ovviamente devono gestire lo smascheramento delle loro bugie mentre cercano di raggiungere il proprio obiettivo. Il pubblico sa che si va verso il baratro: si gode il film, ma intanto trema per ciò che sta per succedere”.
Segal ha apprezzato anche il lato emotivo della storia. “Maya rappresenta davvero tutti noi” spiega il regista.
All’inizio di Ricomincio da me, Maya Vargas, nata e cresciuta nel Queens, è in una fase in cui si chiede se davvero la vita non abbia in serbo nient’altro per lei. Nelle parole della Goldsmith-Thomas, “Maya è delusa quando la conosciamo, ma poi ha l’occasione di attraversare il ponte!” E così diventa la Maya di Manhattan. Il passaggio dal Queens a Manhattan è un percorso familiare per la Lopez, che è cresciuta nel Bronx e ci ha vissuto fino ai 25 anni.
“Ricordo quando prendevo quel treno per andare in città, all’inizio della mia carriera da ballerina, e l’impatto profondo del lasciare il Bronx” racconta la Lopez. “È come andare su un altro pianeta, ti cambia dentro. Ti sembra di avercela fatta.
Come dice la canzone “New York, New York,”‘se ce la faccio qui, posso farcela ovunque'”.
Durante le riprese di Ricomincio da me si è parlato molto dell’avere una seconda chance, della possibilità di reinventarsi e della determinazione a non mollare. Delle donne in grado di dare potere a se stesse e alle altre. Dell’impedire che un particolare evento influenzi tutta la propria vita e della voglia di seguire i propri sogni, indipendentemente dall’età, dal background o dal quartiere di residenza. “Maya capisce che non deve sentirsi bloccata per l’eternità” dice la Lopez. “Ci si può sempre reinventare. Si può sempre cambiare e si può sempre crescere, e per me questo messaggio è molto importante per tutti, ma specialmente per le donne”. Conclude JLo: “Il mantra di Ricomincio da me è che l’unica cosa che ti può bloccare sei tu stesso. Non devi nasconderti, puoi semplicemente lasciare uscire tutte quelle emozioni”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Milano Pinocchio parla dialetto
Traduzione di Tranquillo Salvatori, al Gerolamo con Mario Sala

MILANO24 gennaio 201913:58

– A Milano Pinocchio parla dialetto.
Lombardo, per la precisione. E’ questa l’ultima proposta teatrale di Sabina Negri. Prendendo il testo dell’opera di Collodi tradotta in lumbard da Tranquillo Salvatori, l’autrice ne ha fatto un adattamento drammaturgico, in scena l’1-2-3 febbraio al teatro Gerolamo di piazza Beccaria. Nei panni di Pinocchio, Mario Sala, che ripercorre in dialetto le avventure del burattino. “L’idea – spiega Sabina Negri, che cura la regia con Lorenzo Loris – è stata quella di dare a Pinocchio 55 anni, e fargli rivivere l’infanzia. Sul palco Pinocchio, El Pinocc, incontra i vari personaggi della sua vita da burattino, Geppetto, il Gatto e la Volpe, Lucignolo, la Fata Turchina. Ed è a loro che racconta la sua storia. Solo che loro parlano in italiano. Lui, che l’italiano lo ha imparato a scuola, a 55 anni preferisce farlo in dialetto”. In scena anche i Duperdu (Marta Marangoni e Fabio Wolf), che curano anche le musiche, mentre le maschere e i disegni sono di Giovanni Franzi.
Salone Libro, Mibac rinuncia a marchioBonisoli ha telefonato a Viale. ‘Ora ci armiamo e partiamo

24 gennaio 201915:45

A quanto si apprende da fonti Mibac – il ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, ha telefonato questa mattina a Silvio Viale, presidente dell’Associazione culturale “Torino, La Città del Libro” che si è aggiudicata la vendita del Compendio archivistico di proprietà della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, per comunicargli la rinuncia della Direzione Generale Archivi del Ministero per i beni e le Attività Culturali ad esercitare il diritto di prelazione.
“Ora ci armiamo e partiamo. Incontreremo tutti gli attori della cabina di regia, poi vedremo Gl. Ci vorrà una decina giorni per condividere le progettualità, ci daremo degli step.
E’ un progetto complesso, ma finalmente siamo operativi”, conferma Silvio Viale, presidente dell’Associazione Culturale ‘Torino, la città del libro’, che si è aggiudicata il marchio.

Lucarelli e le Vite all’ombra dei geniDal 29/1. Da amica di Freddie Mercury a moglie di Hitchcock

gennaio 201916:45

– ‘Inseparabili. Vite all’ombra dei geni’ è la serie scritta e condotta da Carlo Lucarelli in onda dal 29 gennaio al 12 marzo, ogni martedì alle 21.15 su Sky Arte, che racconta le vite di personaggi all’ombra di grandi artisti: Dino Valdi, controfigura di Totò, Mary Austin, unica compagna e fedele amica di Freddie Mercury, Alma Reville, moglie di Alfred Hitchcock e altri ancora. Ideata e realizzata da Bottega Finzioni in esclusiva per Sky Arte, è dedicata alle personalità che hanno ricoperto un ruolo fondamentale per le carriere di scrittori, attori o artisti, pur rimanendo molto spesso nell’ombra; ogni genio ha infatti accanto a sé qualcuno che lo sostiene e che, per un breve o lungo periodo, diventa la sua spalla, il consigliere fedele. Tra i protagonisti anche il batterista e produttore discografico Butch Vig, l’uomo che fece grandi i Nirvana; il maestro di recitazione di Marilyn Monroe, Lee Strasberg; il poeta Guillaume Apollinaire per Pablo Picasso, la moglie di Tolstoj o il manager dei Beatles.
Ariana Grande, 8/2 esce “Thank U, Next”E’ stato anticipato dal singolo omonimo e da “7 rings”

24 gennaio 201916:51

– Ariana Grande ha annunciato un nuovo album dal titolo “Thank U, Next”, in uscita l’8 febbraio soltanto 6 mesi dopo “Sweetener”, il disco che ha che ha avuto 10 singoli contemporaneamente nella Billboard Hot 100. “Thank U, Next” è stato anticipato dal singolo omonimo che ha superato i 473 milioni di streaming su Spotify e più i 270 milioni di views su YouTube. “7 rings”, il secondo brano estratto che sarà in radio dal 25 gennaio, ha raggiunto la #1 su iTunes Italia e su Spotify Global ed è stabile in Top 10 su Spotify Italia dal giorno della sua pubblicazione e ha ottenuto il record mondiale per il maggior numero di streaming su Spotify nel primo giorno di uscita, con 14.966.544 ascolti.
Premi, torna il PontedilegnoPoesiaE’ alla sua decima edizione

24 gennaio 201916:52

– Torna anche per il 2019 il premio PontedilegnoPoesia: si terrà per questa decima edizione dal 2 al 4 agosto, in apertura del calendario delle manifestazioni di Pontedilegno-MirellaCultura. Approvato dal Comitato organizzatore, è stato pubblicato il bando 2019 del premio (scaricabile insieme alla scheda di adesione dal sito http://www.mirellacultura.it). Il bando prevede che possano concorrere opere pubblicate fra il primo gennaio 2017 e il 30 aprile 2019 e che non siano già state presentate in precedenti edizioni. La data limite per far pervenire i libri di poesia in concorso è il 6 maggio. Entro il 25 giugno la Giuria designerà i sei poeti finalisti, che dovranno presentare personalmente la loro opera al pubblico nelle serate del 2 e 3 agosto, a Ponte di Legno.
Nella mattinata di domenica 4 agosto ci sarà la proclamazione dei vincitori con cerimonia di premiazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Per Gallerie Uffizi un 2018 record, incassi su del 50%
Schmidt, fase crescita esponenziale fa bene a Firenze e Toscana

SAFIRENZE24 gennaio 201918:

Record di visitatori e incassi per il 2018 delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, complesso che raccoglie anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Secondo i dati diffusi dal museo, lo scorso anno i visitatori hanno superato la soglia dei 4 milioni (4.153.101) con un aumento del 6% rispetto al 2017.Sul fronte economico, le Gallerie hanno chiuso il 2018 con 34 milioni di incassi, grazie ad una crescita del 50,5% rispetto al 2017. Risultato ottenuto, secondo il direttore Eike Schmidt, “grazie al nuovo biglietto stagionale” (il sistema tariffario delle Gallerie è cambiato l’anno scorso: rispetto ai precedenti 8 euro o 12,50 in caso di mostra adesso c’è un ticket a 12 euro da novembre a febbraio e di 20 euro da marzo a ottobre). “I numeri, ha aggiunto Schmidt, certificano che il complesso museale degli Uffizi è in una fase di crescita esponenziale, che riguarda tutti gli ambiti delle sue attività, con un impatto positivo per Firenze e l’intera Toscana”. Nel dettaglio, i visitatori entrati nel 2018 ai soli Uffizi sono stati 2,2 milioni (-0,2% sul 2017), a Palazzo Pitti oltre 735mila (+25%) e ai Giardini di Boboli quasi 1,2 milioni (+9%).
“Si iniziano a vedere i primi frutti della nostra operazione di destagionalizzazione dei flussi turistici – ha detto Schmidt – con una serie di misure mirate, abbiamo raggiunto l’obiettivo di alleggerire gli Uffizi attirando più visitatori a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli”.Per quanto riguarda le attività culturali, il direttore ha rivendicato i nuovi allestimenti, e l’inaugurazione di ambienti come le sale di Caravaggio e del ‘600, di Michelangelo e Raffaello, e l’acquisizione di 64 nuove opere. “Grande risultato anche per le nostre pubblicazioni scientifiche – ha sottolineato Schmidt – oltre 5mila pagine di pubblicazioni e con questo siamo veramente il numero uno in Italia”. Inoltre “abbiamo aumentato le attività didattiche: oltre 880 attività per i giovani, più 173 attività di accessibilità e mediazione culturale più 1.200 studenti delle scuole che hanno partecipato all’alternanza qui agli Uffizi”. Numeri in crescita anche per l’occupazione.”Grazie alla società in huose del ministero, Ales, – ha spiegato Schmidt – abbiamo creato 94 posti di lavoro, non soltanto custodi che ci permettono di aprire sale che da anni erano chiuse” ma anche “personale specializzato”. Chiuso un 2018 da record, Gallerie già nel vivo dell’attività 2019, anno dei 250 anni dall’apertura al pubblico degli Uffizi. “Senz’altro – ha anticipato Schmidt – prevediamo delle celebrazioni su questo”.

Operai ‘acrobati’ per Duomo FirenzeTre settimane controlli con gru all’interno della Cattedrale

FIRENZE24 gennaio 201916:59

– Al via il monitoraggio delle pareti interne del Duomo di Firenze e per la prima volta i controlli sul Tamburo della Cupola saranno eseguiti dagli operai dell’Opera di Santa Maria del Fiore specializzati in edilizia acrobatica.
Gli accertamenti andranno avanti per tre settimane, tutto al fine di verificare lo stato di conservazione delle pareti interne: durante questo periodo saranno utilizzate, alternativamente, due gru, una dal braccio di 56 metri e l’altra di 36. Nella settimana dal 4 all’8 febbraio saranno eseguiti in particolare i controlli sul Tamburo della Cupola, non raggiungibile con le gru, grazie agli operai e ai restauratori dell’Opera che per la prima volta, dopo essersi specializzati nell’ultimo anno in edilizia acrobatica, si caleranno da un’altezza di 60 metri, come dei veri e propri ‘alpinisti’.
L’intervento fa parte del programma di monitoraggio che l’Opera di Santa Maria del Fiore esegue una volta all’anno all’interno della Cattedrale e due volte sulle superfici marmoree esterne dei suoi monumenti: Duomo, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero. I prossimi monitoraggi sulle pareti esterne dei monumenti della Cattedrale di Firenze sono previsti dal 6 al 31 maggio e dal 7 al 31 ottobre 2019.

Padova Urbs Picta candidata Unesco 2020Nel dossier Cappella Scrovegni Giotto e cicli pittorici Trecento

PADOVA24 gennaio 201917:00

– Sarà il progetto “Padova Urbs Picta” a rappresentare l’Italia nel 2020 per entrare nel Patrimonio Mondiale Unesco. Lo ha deciso oggi la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, presieduta da Franco Bernabè, che ora invierà a Parigi il dossier di oltre 500 pagine (con più di 100 immagini) e il piano di gestione in lingua inglese.
Il progetto, presentato dal Comune di Padova e condiviso con altri attori come Accademia Galileiana, Basilica di Sant’Antonio e Diocesi di Padova, comprende la Cappella degli Scrovegni di Giotto e i cicli pittorici padovani del Trecento. Il percorso di valutazione inizierà a febbraio, con l’analisi della documentazione da parte di trenta esperti internazionali e il sopralluogo di un valutatore in città. La decisione verrà presa nel luglio 2020.

Documenti Verdi di pubblica utilità”Sono frammenti di storia”. Decreto servirà per esproprio

24 gennaio 201917:53

– La Direzione generale Archivi del ministero per i Beni e le attività culturali ha adottato il decreto di dichiarazione di pubblica utilità, ai fini dell’espropriazione, del compendio archivistico costituito dall’Epistolario Giuseppe Verdi, dall’Album Clarina Maffei e dagli Abbozzi musicali inediti di Giuseppe Verdi. Lo rende noto il ministro Alberto Bonisoli. “Beni culturali preziosi come questi – sottolinea il ministro – meritano di essere valutati non sulla base del mero valore merceologico, ma come oggetti unici e necessari del nostro patrimonio culturale. Il genio italiano di Giuseppe Verdi e le sue opere non possono avere un valore quantificabile, sono frammenti importanti della storia del nostro Paese e come tali vanno trattati. E noi abbiamo il dovere di tutelare questi oggetti, di garantirne la conservazione e la corretta fruizione”.
Mostre: Vasari, a Roma un capolavoro ritrovatoRiapparso in un’asta, il Cristo portacroce fu dipinto nel 1553

24 gennaio 201918:28

L’espressione sognante del volto bellissimo di Gesù, con la mano che stringe la corona di spine, la spugna e la corda e il braccio che forte sorregge il peso della croce, nella rappresentazione simbolica della passione e della redenzione. E’ la storia di un ritrovamento eccezionale quella del “Cristo portacroce”, capolavoro dipinto da Giorgio Vasari nel 1553, che dal 25 gennaio al 30 giugno sarà esposto per la prima volta al pubblico dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Galleria Corsini a Roma. Il quadro, che l’artista aretino realizzò per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti mentre era a Roma al servizio di papa Giulio III, viene dunque restituito alla collettività dopo esser stato considerato a lungo ormai irrimediabilmente perduto.    Della sua storia nel corso dei secoli si sa poco: acquistato dai Savoia, nel ‘600 molto probabilmente finì in Francia e poi se ne sono perse le tracce. Fino ai nostri giorni, con la fortunata scoperta durante un’asta di provincia, svoltasi ad Hartford (Usa), e l’identificazione avvenuta grazie all’intuizione di Carlo Falciani, esperto studioso di pittura vasariana.    Osservando una foto, Falciani ha infatti riconosciuto il “Cristo portacroce” identificandolo nel quadro registrato da Vasari nel proprio libro delle Ricordanze. Il pittore così ne scriveva: “Ricordo come a dì XX di maggio 1553 Messer Bindo Altoviti ebbe un quadro di braccia uno e mezzo drentovi una figura dal mezzo in su grande, un Cristo che portava la Croce che valeva scudi quindici d’oro”. Il collezionista americano che l’ha acquistato all’asta (la cifra non è stata resa nota) ha permesso che il quadro arrivasse in Italia per essere esposto a Roma, città dove venne realizzato da Vasari poco prima di partire per Firenze. Oltre alla sua bellezza indiscutibile, il “Cristo portacroce” testimonia un momento importante dell’attività romana di Vasari nonché il suo fertile rapporto con Altoviti, prototipo dell’uomo rinascimentale, dedito alle arti e agli affari, che gli commissionò vari lavori. Vasari fu ospite di Altoviti che lo incaricò di eseguire il Cristo portacroce nel 1553 e nella residenza romana del banchiere l’artista affrescò anche la loggia con il “Trionfo di Cerere” (unica decorazione sopravvissuta all’incendio del palazzo nel 1888 e poi ricollocata a Palazzo Venezia nel 1929). Poco dopo Vasari partì per Firenze, al servizio di Cosimo I de’ Medici, nemico acerrimo di Bindo Altoviti.”Quando ho visto la foto del quadro mi è venuta in mente la citazione delle Ricordanze”, spiega oggi Carlo Falciani, “spesso le opere d’arte restano al buio e se non si comprendono perdono significato. Anche la comprensione delle opere è una forma di tutela”. “Nell’immaginario collettivo Vasari è un pittore farraginoso e noioso, che ha un approccio retorico nella costruzione del discorso pittorico”, prosegue, “ma questo è un capolavoro dal gusto curiosamente retrò, perché qui Vasari guarda a Sebastiano del Piombo. Lo si vede nel volto sognante di Cristo. La sua figura è portatrice della redenzione, in un quadro che è simbolico e non narrativo”. “Questo dipinto rapisce per la sua bellezza ma ci permette anche di proseguire nel lavoro di mettere in luce tanti aspetti del collezionismo. La scoperta, il mercato e la ricerca sono al centro della nostra programmazione”, spiega la direttrice delle Gallerie Nazionali Flaminia Gennari Sartori, sottolineando il pregio di un “allestimento intimo, che gode anche della nuova illuminazione della Galleria”.

Mostre: Paolo Grassi, un poeta dell’organizzazioneA Milano foto e documenti dell’ex presidente della Rai

MILANO24 gennaio 201918:30NE

Apre a Milano il 26 gennaio la mostra “Paolo Grassi… senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione” curata da Fabio Francione. Così, a 100 anni dalla nascita di Paolo Grassi, il Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Paolo Grassi-La voce della cultura, presieduta da Davide Rampello e coordinata da Francesca Grassi, figlia di Paolo, hanno voluto celebrare il centenario organizzando varie attività tra cui questa rassegna allestita a Palazzo Reale.
A Paolo Grassi, impresario teatrale, va ascritto il merito di aver diretto il primo teatro pubblico in Italia (il Piccolo Teatro di Milano), seguito dal 1947 al 1967 in codirezione con Giorgio Strehler e poi in direzione unica fino al 1972, lasciato per sovrintendere dal ’72 al ’77 il Teatro alla Scala, aperto ad innovazioni che hanno fatto scuola. Un esempio è la prima diretta televisiva in mondovisione il 7 dicembre 1976 di un’opera lirica, l’Otello di Verdi con la regia di Zeffirelli. Anche durante gli anni di presidenza della Rai, Grassi fu un innovatore: la “terza rete” divenne di fatto il canale culturale pubblico. Grassi implementò la produzione di film e sceneggiati televisivi, tra cui spiccano ‘L’albero degli zoccoli’ di Olmi, ‘Padre padrone’ dei Taviani, ‘Molière’ di Ariane Mnouchkine e ‘Gesù di Nazareth’ di Zeffirelli).
La mostra è suddivisa in cinque sezioni, un percorso attraverso foto, documenti, ritratti di Paolo Grassi e di alcuni capitoli della sua vita privata.

Mancevski, non capisco successo oggiIl regista premiato al Trieste Film Festival

TRIESTE24 gennaio 201918:35

l film ha avuto un incredibile successo per me è stato uno choc, bello ma anche brutto e io ancora non so come mai il film abbia tanto successo ancora oggi”. Lo confessa, dal palco dove è appena terminata la proiezione proprio di quel film, il regista macedone Milco Mancevski. Il film in questione è “Prima della pioggia”, vincitore del Leone d’oro nel 1994, candidato all’Oscar per il miglior film in lingua straniera alla 67/a edizione degli Academy Awards e incluso dal New York Times, poco tempo dopo la sua uscita nelle sale di tutto il mondo, nella lista dei migliori 1000 film mai realizzati.
Mancevski è a Trieste per ritirare un premio che gli è stato conferito nell’ambito del Trieste Film Festival.
Don Giovanni apre stagione lirica ArenaAl Filarmonico opera torna dopo 13 anni, regia Enrico Stinchelli

VERONA24 gennaio 201918:38

– Il 27 gennaio, al Teatro Filarmonico, Don Giovanni inaugura ufficialmente la stagione lirica 2019 della Fondazione Arena di Verona.
Il capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart torna in scena nella città scaligera dopo 13 anni. Il nuovo allestimento di Fondazione Arena viene proposto per quattro date, con la regia e le scene di Enrico Stinchelli, i costumi di Maurizio Millenotti, il visual design di Ezio Antonelli e il lighting design di Paolo Mazzon. Sul podio alla guida dell’orchestra dell’Arena e del coro, preparato da Vito Lombardi, debutta a Verona Renato Balsadonna, impegnato per la prima volta con questa partitura.
Le repliche sono in cartellone il 29 e 31 gennaio e domenica 3 febbraio. Protagonisti nei panni di Don Giovanni, Andrea Mastroni, al suo debutto nel ruolo, e Pier Luigi Dilengite, mentre George Andguladze sosterrà il ruolo del Commendatore per tutte le recite.
Riviera 2, tra glamour e segreti su SkyIn Costa Azzurra ancora più intrighi per Giorgina e famiglia

24 gennaio 201918:50

– Ricchezza e potere, glamour e feste da sogno. Ma anche inganni, tradimenti e omicidi, sullo sfondo di un vero e proprio parco divertimenti per super ricchi. Gli assolati e lussureggianti paesaggi della Costa Azzurra tornano ad essere lo scenario perfetto per le storie e gli intrighi dei protagonisti di Riviera, la produzione originale Sky che dopo il successo della prima stagione torna coi nuovi episodi su Sky Atlantic in estate.
Al suo debutto, Rivera è stata fra i maggiori successi tra le produzioni europee di Sky. La seconda stagione riprende esattamente da dove finiva la prima. All’indomani dello scioccante omicidio finale, Georgina (Julia Stiles) prova a farla franca, mentre dovrà continuare a combattere per mantenere il potere all’interno della famiglia Clios, nonché la sua posizione in cima al mondo dell’arte. Una battaglia per il controllo che affronterà contro gli antagonisti di sempre: Irina Clios (Lena Olin) e i figli Christos (Dimitri Leonidas) e Adriana (Roxanne Duran).
Ma in questa stagione Georgina dovrà combattere anche contro gli Eltham, aristocratica famiglia inglese che naviga nelle acque della Costa Azzurra con i suoi inconfessabili segreti.
Juliet Stevenson (Mona Lisa Smile, Sognando Beckham, Triage) è Lady Cassandra Eltham, la madre dell’elegantissima Daphne (Poppy Delevingne, Kingsman – Il cerchio d’oro, Genius) e del riflessivo Nico (Jack Fox, Johnny English 3, Genius), che insieme al marito di Daphne Raafi (Alex Lanipekun, Homeland) la raggiungono in Riviera.
Nel frattempo, Georgina si ricongiungerà con il carismatico zio Jeff (Will Arnett, 30 Rock, Una Serie di Sfortunati Eventi, Le Tartarughe Ninja) e si capirà qualcosa in più sul difficile passato che la donna si è lasciata alle spalle negli Stati Uniti. La protagonista dovrà anche fare i conti con l’affascinante e misterioso Noah (Grégory Fitoussi, Le Bureau – Sotto Copertura).
Riviera è una produzione originale Sky in associazione con Altice Studios. Prodotto da Archery Pictures, Primo Productions e Sky, i produttori esecutivi sono Kris Thykier, Paul McGuinness e Cameron Roach per Sky. La distribuzione internazionale è affidata a Sky Vision.

‘Il primo re’, ecco il mito di RomaIn sala il film di Rovere con Borghi e Lapice

ROMA24 gennaio 201919:45

– ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, originale rivisitazione dall’anima filologica del mito della fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo, porta il pubblico con vero coraggio nella notte della storia dove gli uomini avevano tanto freddo e paura. Siamo sulle sponde del Tevere nel 753 a.C. per questa rivisitazione “emotiva e realistica” (così la vede il regista) del mito di Romolo e Remo, interpretati rispettivamente da Alessio Lapice e Alessandro Borghi, due fratelli pastori legati da un grande amore e alle prese con un mondo ostile.Girato in proto-latino (cosa che provoca nello spettatore lo stesso sperdimento dell’aramaico usato ne ‘La passione di Cristo’ di Mel Gibson), atmosfere alla Terrence Malick e utilizzo della sola luce naturale e in formato anamorfico da parte di Daniele Ciprì, rendono ‘Il primo re’, in sala in 300 copie con 01 dal 31 gennaio, un film del tutto originale nel panorama cinematografico italiano. Scene d’azione del film, belle ed efficaci, girate con l’utilizzo di effetti speciali molto realistici, e, come per il precedente film di Rovere ‘Veloce come il vento’, processo di post produzione durato oltre un anno (esattamente 14 mesi).Le riprese principali del film si sono tenute interamente nel Lazio. Tra le location utilizzate: il Bosco del Foglino e i comuni di Nettuno, Orvieto, Viterbo e Manziana. Infine, il budget del film, che ha ha avuto una produzione internazionale, è di circa nove milioni di euro. “Mi interessava molto fare un film su questo periodo storico mai trattato prima e che è poi la base della nostra civiltà e della stessa fondazione dell’Occidente – spiega il regista a Roma -. È comunque un lavoro sulla fratellanza, sull’amore di due fratelli, ma nel finale ci sono temi come la nascita dell’imperialismo e della stessa politica”.Ci tiene poi a dire Matteo Rovere: “Ne ‘Il primo re’ la cosa a cui tenevo di più è il realismo, sorprendere lo spettatore anche grazie a questo mondo di persone senza barba fatta, sporche e infreddolite anche attraverso la più realistica violenza”. Dice infine Alessandro Borghi: “Per me questo film è soprattutto una storia d’amore tra due fratelli pecorai. Mentre una cosa è certa al di là della preparazione che tu puoi fare per un film del genere subentra poi la tua personale natura. Tu puoi prevedere tutto e prepararti a tutto, ma, nonostante questo – continua l’attore – , non puoi immaginare che quel giorno pioverà e che le dita della tua mano non ce la fanno proprio a stringere la spada”.

Giudice di ‘Forum’ incontra indagato, sospeso dal programmaNon è coinvolto nell’inchiesta. Lui: “Parlavo di un processo”

CATANIA24 gennaio 201919:31

Non indagato in un’inchiesta su bancarotta della Procura di Catania, ma intercettato con un indagato sulla creazione di società in Croazia e quindi sospeso. E’ la decisione della società Corima, che cura la produzione esecutiva di ‘Forum’, in onda sulle reti Mediaset, che ha sospeso “temporaneamente e in via precauzionale” il rapporto di collaborazione con uno dei ‘giudici’ del programma, l’avvocato Francesco Foti.Ne dà notizia Mediaset in una nota spiegando che “recenti indiscrezioni di stampa relativa a un’inchiesta condotta dalla Procura di Catania menzionano, tra gli altri, anche l’avvocato Foti” e che la decisione di Corima è stata presa “in attesa che venga chiarita la sua posizione”. Foti si dichiara completamente estraneo alla vicenda e annuncia che chiederà di “essere interrogato e di leggere per intero le intercettazioni, non quello che hanno ritenuto ed estrapolato” Il ‘giudice’ Francesco Foti, uno dei volti noti e amati dal pubblico di Forum, non è indagato nell’inchiesta della Procura di Catania “London windows” su bancarotte, riciclaggio e auto riciclaggio sfociata la settimana scorsa con l’arresto dell’avvocato civilista Mariolino Leonardi. Il suo nome è citato nell’ordinanza del Gip Anna Maria Cristaldi nel riportare un’intercettazione telefonica captata dalla Guardia di Finanza mentre l’indagato e un altro legale sono a pranzo a Roma “in un ristorante assieme anche al giudice arbitro di Forum, Foti” sulla “costituzione di una società all’estero”. Mariolino, riporta il Gip, parlava di “spostare eventuali beni, mobili ed immobili in una società croata, al solo fine di evitare di pagare le tasse in Italia o per evitare che i detti beni potessero essere ‘aggrediti'”. In Croazia, sottolineava il terzo interlocutore, “era pure possibile creare società anonime completamente sconosciute oppure con un codice fiscale croato” per “evitare che in Italia si risultasse proprietari di beni di lusso su cui pagare le tasse”. “Foti dal canto suo – argomenta ancora il Gip – diceva che lo avrebbe messo in contatto con un suo cliente che faceva transazioni e finanziamenti su fatturati di società francesi” Foti contesta la ricostruzione che emerge dalle intercettazioni spiegando di “avere raccontato di un processo di cui mi stavo occupando, per parlare di qualcosa, visto che non avevo nulla da dire a questo personaggio, che ho incontrato una sola volta nella mia vita, né più, né meno…”.

Altaroma e la via del cachemire con MaloNuova proprietà per iconico maglificio e debutto in passerella

24 gennaio 201920:08

– Un viaggio ideale sulla via del cachemire, dal Nepal alle Ande, è il tema ispiratore della nuova collezione uomo e donna di Malo, il marchio specializzato in maglieria di cachemire, rilevato da ottobre 2018 da una nuova proprietà che ha scelto di presentare nella capitale con Altaroma il nuovo piano di rilancio dell’azienda e la nuova collezione F/W 2019 con una sfilata, la prima per l’azienda di maglieria. In pedana al Pratibus Distric, nuovo quartier generale degli eventi di Altaroma, si snoda attraverso i capi della nuova collezione un viaggio che parte dalle terre del cachemire, facendo tappa tra i Limbu del Nepal, accarezza i colorati “Dhaka” caratterizzati da bellissimi pattern geometrici, e poi ancora in estremo oriente, alla ricerca della lana di cammello, per finire sulle Ande ad imparare i segreti delle preziose fibre di vigogna e alpaca, che gli Inca destinavano esclusivamente agli indumenti dei Re. Un lungo e suggestivo viaggio, quindi, e un ritorno.           [print-me title=”STAMPA”]

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THE LEGO MOVIE 2: IN ARIVO NON SOLO IL FILM

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THE LEGO MOVIE 2: IN ARRIVO NON SOLO IL FILM

AGGIORNAMENTO DI “SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA”

DELLE 06:37 DI GIOVEDì 24 GENNAIO 2019

THE LEGO MOVIE 2: IN ARRIVO NON SOLO IL FILM

Manca meno di un mese all’arrivo nelle sale italiane di “The LEGO Movie 2” e la casa del mattoncino ha distribuito sedici set di costruzioni dedicati al film.
Al grido “Insieme è ancora più meraviglioso”, tormentone del trailer, i fan potranno “incontrare” i loro eroi in una serie di iniziative nazionali che si svolgeranno in alcuni centri commerciali per giocare con Emmet e Lucy, Batman e con i nuovi personaggi come la Regina Wello Ke Wuoglio. Matthew James Ashton, vice presidente del design del gruppo Lego, ha ricordato che il suo team ‘ha collaborato con i film-maker per immaginare nuovi personaggi, veicoli, modelli e scene che mostrano il potere della creatività e dell’immaginazione attraverso il film’.

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DALLE 11:55 DI MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

ALLE 03:05 DI GIOVEDì 24 GENNAIO 2019

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Il Premio Bagutta 2019 a Marco Balzano
Riconoscimento all’opera prima per Amerighi con ‘Le ore contate’

23 gennaio 201911:55

– Il Premio Bagutta compie 92 anni e festeggia assegnando il riconoscimento per il 2019 a un autore della leva giovane, il quarantenne Marco Balzano, autore del romanzo ‘Resto qui’, pubblicato da Einaudi. Così ha deciso la giuria – presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti – inaugurando come di consueto la stagione dei premi letterari.
Decisione quasi unanime per il premio all’opera prima, che è andato al romanzo d’esordio di Marco Amerighi, Le ore contate (Mondadori). Un libro di un trentacinquenne ambientato nella provincia toscana, dove presente e passato si intrecciano con una capacità di racconto e una sicurezza di scrittura che hanno convinto la giuria, sempre molto sensibile alla qualità dello stile.
S.Cecilia, Pappano e MozartSul podio per il Requiem. Poi il violino di Shaham per Berg

23 gennaio 201912:01

– Antonio Pappano e l’ ultimo Mozart per la stagione sinfonica di Santa Cecilia. Il maestro anglo-italiano sarà sul podio dell’ Auditorium Parco della Musica per dirigere l’ Orchestra e Coro dell’ Accademia Nazionale nel Requiem, l’ ultima e più nota composizione del genio di Salisburgo, giovedì 24 gennaio alle 19:30 (repliche sabato 26 e domenica 27 alle 18). La Messa da Requiem in Re minore K626 fu composta da Mozart nel 1791 e restò in compiuta per la morte dell’ autore, nel dicembre di quell’ anno. Nel programma delle tre serate è previsto anche il Concerto per violino ‘alla memoria di un angelo’ che Alban Berg scrisse nel 1935 negli ultimi mesi di vita su commissione del violinista americano Luois Krasner e dedicò e a Manon Gropius, morta a 18 anni, figlia di Alma Mahler e del suo secondo marito, l’architetto Walter Gropius, ai quali la famiglia Berg era molto legata. A interpretare il brano il violinista statunitense Gil Shaham che torna ad esibirsi a Santa Cecilia dopo due anni di assenza.
A teatro, Bulgakov tra Pierobon-RiondinoIn scena anche Boni-Don Chisciotte e Branciaroli ne I miserabili

23 gennaio 201912:11

– Bulgakov star tra ”Cuore di cane” con Sandro Lombardi e Paolo Pierobon a Milano e ”Il Maestro e Margherita” con Michele Riondino a Roma; e poi ”La tragedia del vendicatore” di Thoman Middleton per Declan Donnellan e gli inediti del Roma Fringe Festival, ancora nella capitale; ”I miserabili” di Victor Hugo con Franco Branciaroli e la tragedia delle deportazioni con Maddalena Crippa in ”Matilde e il tram per San Vittore”, tutti a Torino; fino ad Alessio Boni e Serra Yilmaz nel ”Don Chisciotte” di Cervantes tra Verbania, Correggio (RE) e Aosta: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Holden Academy, 1/a Università scritturaLaurea triennale equivalente al Dams, sette le discipline

TORINO23 gennaio 201912:30

– Nasce la Holden Academy, prima Università della Scrittura. A lanciare la sfida è la Scuola Holden, fondata e diretta da Alessandro Baricco, che diventa l’unico posto in Europa (considerando la Brexit) dove si può conseguire una laurea triennale in scrittura, equipollente a quella in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo.
Sette le discipline da padroneggiare: Armonia, Design della mente, Figure, Instabilità, Intensità, Linguaggi e Sequenze. Si studieranno greco antico, musica, programmazione informatica e l’inglese di Shakespeare.
Per frequentare la Holden Academy bisogna avere tra 18 e 30 anni e si deve partecipare allo Scouting 2019, la campagna iscrizioni che andrà avanti fino al 30 settembre, con dieci giornate di test tra marzo e settembre. La frequenza è obbligatoria. Per la prima volta alla Holden ci saranno voti ed esami: durano una settimana a luglio e per proseguire gli studi è obbligatorio superarli.
C.Pitti,l’artefice del ghetto di Firenze’Nessuno sa di lui’, Morgese svela personaggio chiave per Medici

FIRENZE23 gennaio 201913:26

– La storia del vero artefice del ghetto ebraico di Firenze (1571) raccontata dall’archivista e paleografa Ippolita Morgese. E’ ‘Nessuno sa di lui’ (Le Lettere, 158 pagine, 14,50 euro), libro che ripercorre la vita privata e pubblica di Carlo Pitti. Grazie al ritrovamento del suo archivio privato, l’autrice compone un ritratto fino a oggi sconosciuto sul ruolo determinante di Pitti, che fu uno dei membri del Magistrato supremo, organo giudiziario per eccellenza dello Stato Mediceo, e ricostruisce cause e ragioni della creazione del ghetto.
Il volume – che sarà presentato il 24 gennaio a Firenze, alla Scuola

Fenysia, con Amedeo Spagnoletto, rabbino capo della comunità ebraica fiorentina mentre il 27 gennaio, Giorno della memoria, reading al Museo del 900 a cura di Sergio Risaliti – racconta un mondo di intrighi e destini basandosi sui diari manoscritti originali di Carlo Pitti, e anche il milieu dell’epoca, con la descrizione di abitudini, tradizioni familiari e usanze di vita nel secondo ‘500. Ripercorrendo l’intera storia del ghetto di Firenze – voluto da Cosimo I dei Medici che, per ottenere il titolo di granduca, muta all’improvviso la sua politica di accoglienza verso gli ebrei -, evidenzia il ruolo di Pitti che opera dietro le quinte, firma e produce rapporti, inchieste, richieste e memoriali: è lui a investigare sui banchieri ebrei che operano in Toscana, a ordinare il censimento di quelli che vivono nello Stato Mediceo, a stilare la bozza del decreto di espulsione. I suoi dossier porteranno Cosimo I a compiere il verdetto definitivo: la chiusura dei banchi ebraici, l’espulsione degli israeliti, l’istituzione del ghetto. Un fedele cortigiano e un astuto mediatore, per Morgese, il quale, operando nell’ombra ha navigato i corridoi del potere fino a ricoprire quasi tutti i settori della vita pubblica.

Nel 2019 Mater(i)a si fa P(i)etraUn ‘viaggio’ dalla Capitale europea della Cultura alla Giordania

MATERA23 gennaio 201913:44

– Nel 2019 – anno da Capitale europea della Cultura – nella Città dei Sassi si potrà fare un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, partendo da Matera e arrivando, attraverso gli scatti di Carlos Solito, fino a Petra, in Giordania: due città, patrimonio dell’Umanità, scolpite nella roccia dove le storie degli uomini si intrecciano con quelle dei luoghi. La mostra “Mater(i)a P(i)etra” è stata allestita nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi e sarà visitabile fino al prossimo 17 marzo.
Sono 80 le fotografie – divise in 40 coppie – che il fotografo, regista e scrittore spagnolo ha scattato lo scorso anno, creando così l’accostamento tra due città millenarie. Ma non solo. Solito si è “spinto” anche in altre zone del Materano: dal Metapontino all’area dei Calanchi, dalle rovine del castello di Uggiano di Ferrandina a quelle di Craco, “il paese fantasma”.
Green Book, l’amicizia antirazzistaEsce il 31/1 film con Mortensen e Mahershala Ali, 5 candidature

23 gennaio 201920:06

Con cinque candidature ‘pesanti’ tra cui Miglior film, Miglior attore (Viggo Mortensen) e Miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) Green Book di Peter Farrely, in sala dal 31 gennaio con Eagle Pictures, già vincitore di tre Golden Globe e del premio del pubblico a Toronto, è certamente tra i film dell’anno e tra i favoriti alla Notte degli Oscar il 24 febbraio. Per la storia e per quello che rappresenta, in tema di inclusione razziale e diversità.E’ la storia della vera storia dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato. “Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – ha detto Viggo Mortensen, notoriamente poliglotta, in un ottimo italiano, che gli ha anche consentito di interpretare al meglio la lingua ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -. Secondo me è un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni. Non è una lezione forzata, è una bella storia condivisa del passato che può aiutarci a capire il presente”.L’attore newyorchese di origini danesi, che aveva presentato il film alla Festa di Roma 2018, pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di più chi è diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perché si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione. Mi spavento soprattutto quando vedo che persone di potere, dai politici ai sindacalisti, sono ignoranti nella stessa maniera o fingano di esserlo, per arrivare o rimanere al potere. D’altronde il percorso dell’umanità non è diretto, ma pieno di deviazioni e a volte si fanno dei passi indietro, come sta succedendo in tante parti del mondo, Italia compresa”.Il progresso dell’umanità “viene anche dai piccoli gesti quotidiani, come chiedere scusa se urti qualcuno per strada”. Green Book è basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy. Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse. Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno.Tra i due uomini, però nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza. Mortensen, che per il ruolo è ingrassato una quindicina di chili (“quello è stato piacevole e facile, basta mangiare, ma ci è voluto un po’ per perdere quel peso”) ha definito la sceneggiatura di Green Book (nomination all’oscar) come “una delle più belle e meglio scritte che abbia mai letto – ha detto -. Ho trovato la storia incredibile, mi ha fatto ridere e piangere. Ero un po’ teso perché non sono italiano e sentivo molto la responsabilità di rendere al meglio, senza trasformarlo in una caricatura, questo personaggio. Mi ha molto aiutato la famiglia di Tony, con cui ci siamo capiti subito, a tavola, mangiando insieme per cinque ore. Quando poi li ho visti commuoversi sul set, ho capito che era andata”. E’ stata molto importante anche l’alchimia con il premio Oscar Mahershala Ali, che Mortensen stima molto: “E’ una persona di grandissima generosità”.

Gerini conduce Amori e altri rimediSu FoxLife dall’11 marzo, coppie in crisi si mettono alla prova

23 gennaio 201914:18

– Claudia Gerini torna in tv in un nuovo programma di cui sarà conduttrice assoluta, dall’11 marzo, in prima visione su FoxLife (canale 114 di Sky): ‘Amore e altri Rimedi’, che mette al centro le coppie in crisi e i loro problemi.
L’attrice torna su FoxLife dopo il successo personale nel talent show Dance Dance Dance. Tutti prima o poi affrontiamo un momento difficile nella vita di coppia e spesso serve un confronto esterno per risolvere i problemi relazionali. Grazie al contributo di due psicoterapeuti (Gianluca Franciosi e Laura Duranti), ‘Amore e altri Rimedi’ offre aiuto e sostegno reale alle coppie che vivono un momento di crisi. Guidati da Claudia Gerini seguiremo il percorso che le coppie faranno per analizzare la loro relazione nella speranza di risolvere i loro problemi. Le coppie dovranno mettersi alla prova in un esperimento che porterà alla luce dubbi, paure e cose che non hanno mai avuto il coraggio di confessarsi. Per decidere se dare un’altra chance alla relazione o dirsi addio.
Laurea honoris causa a Rosita Missoni”Con Ottavio mai rinunciato al nostro stile, ne vado fiera”

NAPOLI23 gennaio 201915:31

– “Mi ritengo una persona fortunata, sia per le mie radici che il lavoro che ho fatto in una vita.
Con Ottavio non abbiamo mai rinunciato al nostro modo di intendere la moda, e di ciò vado fiera”. Così Rosita Missoni Jelmini nel corso della cerimonia di consegna della laurea honoris causa conferitale al complesso borbonico del Belvedere di San Leucio dal rettore Massimo Paolisso dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Una scelta non casuale quella dell’ateneo, presa per dare prestigio alla neonata Officina Vanvitelli, la nuova sede per la formazione post-laurea a disposizione degli studenti del Dipartimento di Architettura e Design Industriale di Aversa, inaugurata proprio con l’arrivo della Missoni e del ministro Bussetti.
Skoglung, a Torino prima mondiale WinterA Camera cento opere dell’artista contemporanea americana

TORINO23 gennaio 201915:53

– Sandy Skoglund, tra le artiste contemporanee più note al mondo per le sue opere a colori dedicate alla vita quotidiana, spesso di grandi dimensioni, espone dal 24 gennaio al 24 marzo a Torino. Si intitola ‘Visioni ibride’ la mostra allestita a Camera, il Centro italiano per la fotografia che nel 2018 è stato visitato da 53 mila persone.
Curata dal celebre Germano Celant, si compone di 100 opere, compresa l’inedita ‘Winter’, alla quale l’artista ha lavorato per 10 anni. In mostra opere icone dell’arte negli anni ’80-’90 come ‘Radioactive cats’ (1980) e ‘Revenge of the goldfish’ (1981), ‘Fox games’ (1989) e ‘The Green House’ (1990). Lavori che riportano scene di vita vera abitate da essere fantastici e animali colorati. “Skoglund lavora sulla serialità e sull’emozione, lavorare con lei è un privilegio”, dice Celant. “L’idea di Winter – spiega l’artista – è nata dall’emozione che da sempre suscitano in me l’inverno e i fiocchi di neve, come quelli che cadono oggi a Torino”.

Una targa per il Signor G su casa nataleMilano continua a ricordarlo, anche con intitolazione del Lirico

MILANO23 gennaio 201916:07

– Una targa sulla facciata della casa di via Londonio, a Milano, in ricordo degli ottant’anni della nascita del Signor G. Sarà posta venerdì 25 gennaio, alle 18.00.
In quella casa, il 25 gennaio del 1939, nasceva Giorgio Gaber, proprio a pochi passi dalla sede milanese della Rai che, solo vent’anni dopo, giovanissimo, l’avrebbe reso popolare a livello nazionale come interprete di Rock’n’Roll assieme a Mina e Celentano con la trasmissione “Il Musichiere”. Gaber, allora Gaberscik, ha vissuto in via Londonio con il padre Guido, la madre Carla e il fratello Marcello fino al 1963.
L’iniziativa, nata da una proposta del condominio, ha subito incontrato l’entusiastico favore della Fondazione Gaber – è scritto in una nota – che si è immediatamente adoperata per la realizzazione e la posa della targa il cui testo è: “Qui nacque nel 1939 GIORGIO GABER. Inventore del Teatro – Canzone. La sua opera accompagna vecchie e nuove generazioni sulla strada della libertà di pensiero e dell’onestà intellettuale”.
3 mila spettatori per Festival FlamencoSeconda edizione all’Auditorium Parco della Musica a Roma

23 gennaio 201916:14

– Chiude con oltre 3000 spettatori il Festival di Danza Spagnola e Flamenco in programma dal 10 al 20 gennaio all’Auditorium Parco della Musica. Tra i protagonisti di questa edizione Emilio Ochando Y Compânía, Mayte Martín & Belén Maya, Antonia Jiménez, El Yiyo, Ballet Flamenco Jesús Carmona, Camerata Flamenco Project. La programmazione dedicata alla danza contemporanea della Fondazione Musica per Roma prosegue dal 10 febbraio con “Equilibrio Festival 2019 Aurora Boreale a Roma”, dedicato ai Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia).
Pacifico, 8/3 esce Bastasse il cieloNuovo disco di inediti, al via lo stesso giorno il tour

23 gennaio 201916:17

– Pacifico è pronto a tornare con “Bastasse il cielo” (etichetta Ponderosa Music Records/distribuzione Artist First), il nuovo album di inediti in uscita l’8 marzo. E sempre dall’8 marzo il cantautore sarà impegnato con “Bastasse il cielo tour”, per presentare i brani estratti dal suo nuovo progetto discografico e i suoi vecchi successi. Queste le prime date di “Bastasse il cielo Tour”: 8 marzo a Piove di Sacco (Padova), 21 marzo a Bologna, 22 marzo a Torino, 30 marzo a Firenze, 5 aprile a Milano, 17 maggio a Bari, 18 maggio a Roma.
Alla Gam le Donne nell’arteA Roma 100 opere raccontano un secolo di immagini femminili

23 gennaio 201920:14

Sono angeli da contemplare o crudeli seduttrici, fonti di ogni peccato o muse ispiratrici, dive irraggiungibili o corpi nudi da ammirare; sono mogli e madri, non sempre felici, a volte inquiete e distanti; sono creature dubbiose e segnate dalla solitudine esistenziale, ma anche tenaci rivoluzionarie che riflettono sulla propria identità, con la determinazione a emanciparsi da una società patriarcale. Raccontano l’arte e la cultura del loro tempo le tante, affascinanti figure femminili che la Galleria d’Arte Moderna di Roma presenta nella mostra “Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione”, allestita dal 24 gennaio al 13 ottobre.A cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, la mostra si focalizza sulla rappresentazione della donna e sulla sua evoluzione tra correnti artistiche e contesti culturali, in un percorso di circa 100 opere (dipinti, sculture, grafica, fotografie e video) che dalla fine dell’800 conduce fino ai giorni nostri. Dall’immagine femminile nell’amor sacro e nell’amor profano con “Le vergini savie e le vergini stolte” di Giulio Aristide Sartorio e “La sultana” di Camillo Innocenti, ai corpi nudi rappresentati da Felice Carena, Mario Ceroli e Fausto Pirandello (a quest’ultimo è dedicato un focus a parte, in una sorta di piccola mostra nella mostra); dall’indagine introspettiva resa sulla tela con i ritratti (un lungo corridoio in cui brilla per intensità e bellezza l’omaggio che Balla fa alla moglie Elisa ne “Il dubbio”) alla raffigurazione della maternità, tra Antonietta Raphael e Pino Pascali, e dell’inquietudine, con la “Susanna” di Felice Casorati, si arriva alla decostruzione e ricostruzione dell’identità femminile a partire dagli anni ’60, di cui diviene emblema “L’altra ego” di Giosetta Fioroni e Marco Delogu. Un’ultima sala infine, più politica, approfondisce le relazioni tra arte, lotte femministe ed emancipazione femminile, con materiale documentario proveniente da Archivia – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne. Per secoli oggetti prediletti della creatività, ma drammaticamente poco considerate e quasi invisibili nel mondo dell’arte, le donne sono rappresentate in questo progetto espositivo nella complessità e nelle contraddizioni di un percorso storico che, tra cambiamenti sociali e politici e crisi dei valori tradizionali, le ha viste prima subire passivamente il predominio del maschio e poi lottare per conquistare diritti e opportunità.Con uno sguardo femminile e femminista, la mostra ha il pregio non scontato di valorizzare le collezioni d’arte contemporanea capitoline (con opere mai esposte o non esposte da lungo tempo), ma soprattutto di offrire al pubblico tante letture, da quella più propriamente artistica a quella sociale fino a quella politica. Anche per questo, a corredo dell’esposizione, è previsto un fitto calendario di attività, fra aprile e ottobre, nel segno dell’interdisciplinarietà (letture, proiezioni, performance, incontri) con l’obiettivo di riflettere sulla questione femminile in chiave attuale. In primavera poi anche un contest, #donneGAM, attraverso il quale la Galleria inviterà il pubblico a condividere sui social network fotografie di donne protagoniste della propria storia. “Questo tema non è affatto scontato, soprattutto per i ragazzi, se pensiamo che il diritto di voto per le donne è arrivato solo nel 1946 o che durante il fascismo molti mestieri erano preclusi alle lavoratrici. Alcune conquiste sono recenti e questa consapevolezza deve uscire dalla mostra”, spiega oggi Federica Pirani, “raccontiamo l’immagine femminile dai primi del ‘900 a oggi e con un apporto interdisciplinare anche la storia dell’emancipazione. Bisogna continuare a restare vigili e provare a sensibilizzare il pubblico”.

Weitzman, poker top e foto Inez-VinoodhKendall Jenner, Yang Mi, Willow Smith, Jean Campbell

23 gennaio 201916:45

Poker di top model in posa sotto i flash di Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, nella nuova campagna di Stuart Weitzman per la collezione Primavera/Estate.
Kendall Jenner, Yang Mi, Willow Smith e Jean Campbell sono le testimonial scelte per rappresentare #SWWomen nel primo dei quattro episodi previsti per la campagna. Le immagini evocano – attraverso una palette di colori nude, il ritorno del marchio ai valori di sempre, ovvero creare modelli capaci di coniugare moda, funzionalità e comodità, che permettano alle donne di sentirsi belle. Le immagini rivelano la complicità tra le quattro modelle, che mostrano di sentirsi forti e indipendente, a proprio agio. I modelli-icona presentati nella campagna sono i sandali stiletto Nudist, i sandali kitten heel Nunakedstraight e le décolleté Any. Accanto i nuovi modelli: Nudistdisco, una variazione con plateau del best-seller Nudist, il sandalo Surray e l’ankle boot Landry.
Il Maestro e Margherita rivive in scenaRiondino grande Woland per Bulgakov di Baracco e Russo

23 gennaio 201918:26

– ‘Il Maestro e Margherita’, capolavoro di Michail Bulgakov, viene portato in scena da Andrea Baracco, nel mirabile adattamento di Letizia Russo, al Teatro Eliseo di Roma fino al 3 febbraio, produzione dello Stabile dell’Umbria, poi a Correggio (RE) il 5 e 6 febbraio e ancora in tournee.
Il romanzo fu scritto negli anni ’30 del ‘900 (ma fu pubblicato solo postumo fuori della Russia nel 1966) quale profonda critica al sistema sovietico, con la forza della poesia che fa interagire i piani del realismo e del fantastico. Tre vicende assai diverse si intrecciano: l’amore dall’ambiguo lieto fine tra Margherita e il Maestro, lo scrittore non allineato rifiutato dall’editore di stato e spedito in manicomio; il mondo di Ponzio Pilato col suo resoconto pieno di dubbi politici e morali sul processo e la condanna di Jeoshua, che sono la storia del libro cui il Maestro lavora da anni; e infine l’arrivo del Diavolo sotto le sembianze di Woland (Michele Riondino), artista esperto in magia nera.
Principessa, skeaners decorate per bimbeSono di Lelli Kelly, nei colori della primavera

23 gennaio 201918:38

– Lelli Kelly lancia le nuove sneakers per bambine modello Principessa, caratterizzata dai ricami di perline multicolori sulla tomaia, che danno vita ad allegri disegni floreali.
I colori delle nuove calzature sono quelli della bella stagione: bianco, argento, rosa e l’immancabile fucsia Lelli Kelly. I materiali utilizzati sono ultraresistenti, le cuciture extra-strong e le allacciature danno la possibilità di scegliere tra lo strappo con lacci elastici e i lacci classici. Inoltre la soletta interna, estraibile, è rigorosamente in pelle in modo da garantire al piede il contatto con materiali naturali e la suola, realizzata in un materiale extra-light d’avanguardia, ha il battistrada antiscivolo per assicurare alla bambina una camminata in sicurezza.
Le nuove sneakers arriveranno sul mercato italiano in primavera.
Netflix entra nella lobby di HollywoodE’ la prima volta nella storia per un big del web

NEW YORK23 gennaio 201919:54

Netflix come Disney, Fox, Paramount, Sony, Universal e Warner Bros, ossia i più grandi studi cinematografici al mondo. Fresco di dieci candidature agli Oscar per ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, Netflix ha avuto un altro riconoscimento, entrare a far parte della Motion Picture Association of America (Mpaa). Una decisione senza precedenti e che per la prima volta fa sì che nei quasi cento anni di storia dell’Associazione, che promuove gli interessi degli studi cinematografici, si aprano le porte per un big del web. “Da parte della Mpaa e dei suoi membri – ha spiegato il presidente e ceo Charles Rivkin – sono onorato di dare il benvenuto a Netflix come partner. Tutti i nostri soci sono impegnati nella promozione dell’industria cinematografica e televisiva e l’aggiunta di Netflix ci consentirà di sostenere in modo ancora più effettivo la comunità globale dei creativi. Non vedo l’ora di testare ciò che potremmo raggiungere assieme”. L’ingresso di Netflix nella Mpaa è stato sostenuto incondizionatamente da tutti gli attuali membri. “Essere soci della Motion Picture Association – ha detto da parte sua Ted Sarandos, chief content officer di Netflix – esemplifica ulteriormente il nostro impegno a sostenere la vivacità di queste industrie creative e delle persone di talento che ci lavorano in tutto il mondo”. Netflix e Mpaa non sono nuove a collaborazioni. E’ già accaduto in materia di protezione dei copyright. In particolare, l’attenzione di Netflix sull’antipirateria ben si è sposata con quella degli studios e anche con Amazon hanno presentato azioni legali appunto per la difesa dei diritti d’autore. Tuttavia, secondo quanto scrive Hollywood Reporter, la mossa di Mpaa di accogliere Netflix potrebbe irritare i proprietari di sale cinematografiche, molte delle quali hanno deciso di non mettere in programmazione i film del servizio di streaming online perché non rispettano la finestra di uscita tra quella del cinema e altre piattaforme. Inoltre, sempre secondo Hollywood Reporter, Mpaa starebbe corteggiando anche Amazon, perché la fusione tra Disney e Fox ha ridotto il numero dei membri, da sei a cinque, il che ha significato una perdita tra i 10 e i 12 milioni di quote perse all’anno

Cesar, ecco le nominationHannah di Pallaoro candidato film straniero. Redford a carriera

23 gennaio 201919:52

L’affido (Jusqu’à la Garde) di Xavier Legrand (già Leone d’Argento a Venezia 74) e 7 uomini a mollo (Le Grand Bain) di Gilles Lellouche, ciascuno con 10 nomination, dominano le candidature ai Cesar, gli oscar del cinema francese annunciate il 23 gennaio. L’italiano Hannah di Andrea Pallaoro (già premiato a Venezia con la Coppa Volpi a Charlotte Rampling) è candidato per il miglior film straniero. A Robert Redford, che si è appena ritirato dal cinema, andrà il Cesar alla carriera.
La cerimonia si terrà il 22 febbraio a Parigi. Spiccano poi con 9 candidature I fratelli Sisters, il western di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix, John C. Reilly e Jake Gyllenhaal ed En liberté!, la commedia drammatica di Pierre Salvadori. La douleur di Emmanuel Finkiel, attualmente in sala in Italia, ispirata all’omonimo romanzo di Marguerite Duras interpretata da Melanie Thierry ha avuto 8 candidature nelle principali categorie.

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 10:23 DI MARTEDì 22 GENNAIO 2019

ALLE 03:42 DI MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Adrian, 6 mln e il 21.9% per 1/a parte
Con il breve blitz del Molleggiato. 4,5 mln e il 19% per cartoon

VERONA22 gennaio 201910:23

– Sono stati quasi 6 milioni (5 milioni 997 mila), pari al 21.9% di share, i telespettatori che hanno seguito il 21 gennaio su Canale 5 Aspettando Adrian, la prima parte del nuovo show di Adriano Celentano che ha visto il Molleggiato in scena, nel teatro Camploy di Verona, per un blitz di pochissimi minuti. A seguire Adrian, il cartoon ideato e diretto dallo stesso Celentano e disegnato da Milo Manara, ha raccolto 4 milioni 544 mila spettatori e il 19.08% di share.

 

La versione di Candida,storia matrimonio
Racconto autobiografico di Ivanna Rosi

FIRENZE22 gennaio 201910:45

– Una storia autobiografica, di un matrimonio durato cinquant’anni, un legame forte attraversato da crisi e sbandamenti, ostacolato dal peso del silenzio. E’ ‘La versione di Candida’ (Le Lettere, pp.238, 14 euro), di Ivanna Rosi, racconto personale che si legge come un romanzo per la forza drammatica di sofferenze comuni, narrate con verità e crudezza, rifuggendo da abbellimenti o ipocrisia.
L’autrice, un passato di insegnante di francese nelle università di Firenze, Macerata e Pisa, prende spunto dalla scoperta, quando è rimasta vedova, di una lettera che il marito aveva scritto a un amico parlandogli del profondo sentimento d’amore che lo aveva legato a un’altra donna. Il libro è così un’inchiesta intima, un viaggio nella storia della coppia, per dare risposta ad assillanti quesiti che spesso restano sospesi, e insieme un’analisi lucida che ricostruisce il passato dall’esterno, attraverso ricordi personali, testimonianze di amici e conoscenti, lettere, poesie. La vicenda che il libro narra può essere letta anche come emblematica per tutta una generazione: quella che si è sposata intorno al Sessantotto credendo ancora nel matrimonio ed è stata investita dalle passioni politiche, dall’onda contestataria degli anni Settanta e dalla repentina trasformazione del costume di cui è al tempo stesso protagonista e vittima.

A Matera la festa delle bande marciantiDalla Cava del Sole ai rioni della città Capitale della Cultura

MATERA22 gennaio 201912:02

– Matera e musica: un binomio inscindibile e coinvolgente che ha segnato l’avvio ufficiale del 2019 da Capitale europea della cultura. E sono stati proprio 2019 i musicisti delle 39 bande marcianti, di cui 20 lucane e 19 provenienti da tutta Europa, che nella giornata inaugurale si sono esibite prima nella Cava del Sole e poi nel resto della città.
All’inizio hanno suonato singolarmente, alla fine invece in un concerto bandistico corale, primo esperimento al mondo, intonando l’Inno alla gioia di Ludwig Van Beethoven, segno distintivo musicale del Vecchio Continente. Gli onori di casa li ha fatti la banda della città di Matera, l’associazione bandistica “Francesco Paolicelli”.
Uffizi,con Leonardo più 8.000 visitatoriDurante mostra su Codice Leicester ospitata nella Galleria

FIRENZE22 gennaio 201912:31

– Effetto ‘Leonardo’ agli Uffizi. La mostra ‘L’acqua microscopio della natura. Il codice Leicester di Leonardo da Vinci’, ospitata dal 29 ottobre al 20 gennaio scorsi nell’Aula Magliabechiana della Galleria, lungo il percorso espositivo del museo, si è chiusa con risultato definito “grande”: durante il suo periodo di esposizione gli Uffizi sono stati visitati da 383.987 persone, quasi 8000 in più rispetto alle presenze nello stesso periodo dell’anno precedente.
La rassegna, curata dal direttore del Museo Galileo di Firenze Paolo Galluzzi e sostenuta dal contributo della Fondazione Cr di Firenze, ha riportato in Italia a distanza di decenni il preziosissimo codice di Leonardo prestato eccezionalmente agli Uffizi da Bill gates, suo attuale proprietario: protagoniste ne sono state le 72 pagine del manoscritto, dedicato all’acqua nello studio dei suoi molteplici aspetti di elemento naturale, che il genio di Vinci vergò tra il 1504 e il 1508. Il Codex non tornava a Firenze dal 1982, quando fu protagonista di una grande mostra gratuita in Palazzo Vecchio.
“Gli Uffizi hanno riportato in Italia un tesoro di valore inestimabile che non vi tornava da svariati decenni – commenta il direttore delle Gallerie Eike Schmidt – Di fatto, l’esposizione del Codex a Firenze ha aperto come primo grande evento a livello globale le celebrazioni per i 500 anni dalla morte del Genio di Vinci, che si tengono in tutto il mondo” ques’anno. Galluzzi ha poi sottolineato “l’impressionante attenzione riservata dai media di ogni angolo del mondo a questo evento”. Soddisfazione è stata espressa anche da Umberto Tombar, presidente della Fondazione Cr Firenze.

S. Cecilia: Lemper racconta MarleneRecital a Roma regina del cabaret dedicato alla diva tedesca

22 gennaio 201912:59

– Ute Lemper racconta Marlene. Un viaggio in musica, con le canzoni memorabili che hanno scandito il percorso di una tra le star immortali della storia del cinema. “Rendez-vous con Marlene” è il recital che la regina del cabaret porta in scena al Parco della Musica di Roma lunedì 4 febbraio alle 21 per la stagione da Camera di Santa Cecilia. Il titolo rimanda a una telefonata nel 1988 a Parigi tra Marlene Dietrich e la giovanissima Ute Lemper. Nella capitale francese, dove la grande attrice viveva dal 1979, Ute aveva appena ricevuto il Premio Molière. Proprio in quel periodo la stampa aveva cominciato a paragonare la cantante tedesca alla mitica Marlene e nella telefonata l’attrice aveva parlato della sua lunga vita e del suo lavoro alla giovane artista agli inizi della professione. Nello spettacolo all’Auditorium, realizzato in collaborazione con Musica per Roma, Ute Lemper ripercorre la storia della diva, dagli anni del Cabaret Berlinese alle collaborazioni con Burt Bacharach.
Musica: Mecozzi debutta con ‘Awakening’Collaboratore Einaudi, a Sanremo dirigerà orchestra per Nigiotti

RIMINI22 gennaio 201913:02

– Esce il 25 gennaio ‘Awakening’, album d’esordio del violinista e polistrumentista Federico Mecozzi, da nove anni al fianco di Ludovico Einaudi in studio e tournée. Anticipato due mesi fa dal singolo ‘Birthday’, l’album (Warner Music Italy) sarà presentato il 26 e 27 gennaio al teatro Galli di Rimini, la sua città, con due concerti già sold out. In programma poi date a Torino (2 marzo), Milano (4), Bologna (5) e Roma (6). ‘Awakening’ intreccia sonorità pop, etniche, classiche ed elettroniche: “è anche un po’ la mia soggettiva concezione di musica – spiega – priva di confini, categorie, etichette”. Federico Mecozzi – che ha lavorato in studio con artisti come Pacifico, Angelo Branduardi, Andrea Mingardi, Filippo Graziani, Remo Anzovino e Blonde Redhead – sarà anche il più giovane direttore d’orchestra della prossima edizione del Festival di Sanremo: dirigerà sul palco dell’Ariston l’esecuzione del brano ‘Nonno Hollywood’ del cantautore Enrico Nigiotti.
Matera 2019, “bilancio fantastico”Oltre 60 mila persone per le iniziative del 19 gennaio

MATERA22 gennaio 201914:04

– “E’ straordinariamente fantastico” il bilancio che la Fondazione Matera-Basilicata 2019 ha fatto della giornata inaugurale, lo scorso 19 gennaio, dell’anno da Capitale europea della Cultura. Lo ha detto, in una conferenza stampa, il presidente della stessa Fondazione, Salvatore Adduce: in totale, nella Città dei Sassi – secondo quanto calcolato dalle forze dell’ordine e delle istituzioni – le diverse iniziative della giornata inaugurale, che è stata “policentrica”, hanno visto la partecipazione di circa 60-70 mila persone.
Koons licenzia assistenti e assume robotTrasloca lo studio a Hudson Yards, nuova mecca dell’arte di NY

NEW YORK22 gennaio 201920:16

– Quale artista ha bisogno di assistenti in carne ed ossa quando può usare un robot? Jeff Koons, una delle firme piu’ pagate del mercato dell’arte che aveva messo in piedi negli ultimi anni una vera e propria azienda con oltre un centinaio tra pittori e scultori nei libri paga, la scorsa settimana ha drasticamente ridimensionato la forza lavoro alle sue dipendenze. L’ex marito dell’ex pornostar e ex parlamentare radicale Ilona Staller ha tagliato il numero di assistenti in parallelo alla decisione di lasciare l’enorme studio occupato per quasi vent’anni a Chelsea per traslocare in una nuova sede “considerevolmente piu piccola” negli Hudson Yards, la nuova mecca dell’arte di New York all’estremo nord dell’High Line. Koons non e’ il solo grande dell’arte contemporanea che affida la realizzazione delle sue idee – vuoi i Balloon Dogs o i mazzi di tulipani giganti – ad assistenti, e nel corso egli anni e’ arrivato ad averne 130 simultaneamente. Ma adesso sono arrivati i robot e con i robot i licenziamenti. In questi giorni i dipendenti di Koons si stanno avvicinando ad appena una ventina. Dieci anni fa Koons aveva teorizzato il bisogno di aver bisogno di un vasto numero di assistenti: “Prima facevo da me tutte le mie sculture, tutti i miei dipinti, ma se lo facessi ancora oggi la cosa limiterebbe di molto il numero di progetti in cui potrei essere coinvolto. Se non facessi così sarebbe una perdita di energie”. L’artista non e’ l’unico ad aver creato una vera e propria azienda per realizzare le proprie opere e poi a licenziare una volta concluso un progetto: lo stesso ha fatto Damien Hirst. L’ultima ondata di downsizing e’ stata attribuita a nuovi metodi di lavoro e mentre cambia l’approccio del mercato all’arte prodotta da intelligenza artificiale: da Christie’s qualche mese fa un “ritratto” realizzato da un algoritmo e’ stato battuto per quasi mezzo milione di dollari. Koons ha aperto di recente una sede high tech per il taglio della pietra a Morrisville, in Pennsylvania, in cui gli assistenti sono affiancati da due robot e 12 macchine computerizzate per il taglio della pietra. In gioco anche un calo delle vendite, particolarmente tiepide per “Glazing Ball”, la serie in cui Koons e’ intervenuto sui grandi capolavori del passato (riprodotti dai suoi assistenti) inserendo all’interno di essi una sfera azzurra di vetro blu.

A Perugia mostra su Warhol e pop artProposte 120 tra grafiche storiche, litografie e offset

PERUGIA22 gennaio 201917:43

– Il mito di Marilyn Monroe, il fascino di Liz Taylor e Liza Minnelli, il carisma di Mao Zedong e Che Guevara, ma anche le storiche bottiglie di Coca Cola, le leggendarie lattine di zuppa Campbell’s, i Flowers e tante altre installazioni grafiche ideate dal padre della pop art: tutto questo potrà essere ammirato dal 26 gennaio al 17 marzo a Perugia con la mostra antologica dedicata ad Andy Warhol.
“Andy Warhol in the City”, il titolo dell’esposizione presentata alla Galleria del Barton park di Perugia (una delle sedi espositive), prevede oltre 120 tra grafiche storiche, litografie, serigrafie e offset. Si tratta di un ritorno (a distanza di 10 anni dalla prima proprio a Perugia) e di “un nuovo punto di partenza”, come hanno commentato gli organizzatori dell’agenzia Pubbliwork eventi e dell’associazione nazionale New factory art, che raccoglie l’adesione di numerosi collezionisti italiani di Warhol e sul tema pop art.
L’evento – ha spiegato Angelo Ciliani di Pubbliwork – vuole infatti legare ancora il capoluogo umbro al pittore, scultore, fotografo e regista statunitense scomparso a New York nel 1987 a 59 anni. Dopo l’esposizione perugina nel 2009, “la mostra itinerante ha infatti toccato numerose città italiane ed europee staccando in tutto otto milioni di biglietti”.
Con “Andy Warhol in the City” sarà soprattutto proposto – ha commentato Gino Capitò di New Factory Art – un excursus delle radici europee di Warhol sia attraverso quelle estrose creazioni che negli anni hanno saputo raggiungere una notorietà che sfiora il mito sia con opere poco conosciute ma molto importanti, come gli Space fruits o il Gold book, realizzato da Warhol in occasione della sua prima mostra personale nella Bodley Gallery di New York.

Oscar, ‘in gara’ disegnatrice Spider-ManIl film è tra i 5 candidati per miglior film d’animazione

LOS ANGELES22 gennaio 201918:08

C’è anche un po’ di Italia in questa edizione numero 91 degli Oscar. Sara Pichelli, disegnatrice di fumetti di Porto Sant’elpidio, classe 1983, è fra i disegnatori di Spider-man into the Spider-verse, tradotto in Italia con il titolo di Spider-Man: Un Nuovo Universo e uscito lo scorso Natale.Il film è fra i cinque candidati nella categoria miglior film d’animazione e per realizzarlo è stata creata una nuova tecnica che unisce le tecnologie di Sony Pictures Animation con lo stile dei disegnatori di fumetti impegnati nel progetto, fra questi Sara Pichelli appunto. “Abbiamo fatto in modo che lo spettatore possa vivere la sensazione di entrare in un comic book tridimensionale, si tratta di una cosa mai vista prima su uno schermo”, aveva detto della nuova tecnica il produttore Christopher Miller in occasione dell’uscita del film. Chissà che questo escamotage non porti il film alla vittoria. Sarebbe una piccola rivincita per un anno davvero povero di premi per l’Italia.
Riparte dall’Honduras l’Isola dei FamosiIn prima serata su Canale 5, Parietti e D’Eusanio opinioniste

22 gennaio 201920:02

Riparte dall’Honduras la nuova edizione dell’Isola dei Famosi, da giovedì sera in prima serata su Canale 5, con Alessia Marcuzzi più che confermata padrona di casa. La quinta stagione targata Mediaset del reality, prodotto in collaborazione con Magnolia, vedrà tornare Alvin nei panni di inviato, invece di Filippo Nardi che nelle puntate antecedenti la partenza dei ‘naufraghi’ si è finto inviato, per consentire invece ad Alvin di ‘spiare’ sotto mentite spoglie i concorrenti nella casa in cui hanno vissuto assieme nell’ultimo periodo. Con la Marcuzzi, in studio, per questa edizione ci saranno anche due opinionisti d’eccezione come Alba Parietti e Alda D’Eusanio. “La televisione – ha detto la Parietti – è un luogo in cui le donne ‘grandi’ hanno ancora un peso specifico”. Sul fronte dei concorrenti, alcuni sono più conosciuti dal pubblico e altri meno. Nella lista ci sono Paolo Brosio, Kaspar Capparoni, Riccardo Fogli, Demetra Hampton e Jo Squillo, così come anche Sara Altobello, Grecia Colmenares, Yuma Diakite, Abdelkader Ghezzal, Marina La Rosa, Marco Maddaloni, Taylor Mega, Viktorija e Virginia Mihajloví, Aaron Nielsen e Luca Vismara. “Tra i nostri obiettivi – ha detto Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5 – c’è quello di rinnovarci anche con prodotti che hanno già una lunga storia alle spalle. Con un programma forte come l’Isola dei Famosi mi piacerebbe anche controprogrammare con il Festival di Sanremo, ma ci stiamo ancora pensando”. Ai concorrenti che partiranno per l’isola dell’Honduras, se ne aggiungeranno poi altri, scelti dal pubblico tra i finalisti di #Sarannoisolani, ovvero Alice Fabbrica, Giorgia Venturini, Yuri Rambaldi e John Vitale. “I reality hanno quasi un patto con il loro pubblico – ha commentato Paolo Bassetti, CEO di Magnolia – che attraverso sempre più piattaforme aiuta anche la televisione generalista. Oggi il linguaggio dei reality è cambiato ed è diventato più naturale, tanto per chi li guarda che per chi li produce”. Confermata, per la nuova edizione del programma, anche la presenza della Gialappa’s Band, al secolo Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, che durante le dirette commenteranno al solito modo tagliente le gesta dei concorrenti isolani. “Il nostro – ha detto Alessia Marcuzzi – è un reality che non mi stanca mai, perché è costruito con le storie dei concorrenti che si mettono in gioco”. –

Tv: su Rai2 al via povera patria con Salvini e di MaioFreccero, “E’ il nuovo trend di informazione della nostra rete”

22 gennaio 201919:39

“Povera Patria è un titolo dolente. C’è fatica nel vivere la globalizzazione. Siamo diventati piccoli, contiamo molto poco in questo contesto. Abbiamo vissuto da ubriachi questa globalizzazione, ci è sembrato tutto bello. Ora ne siamo usciti un po’ storditi. Invece di dire ‘poveri noi’, ho preferito mettere la parola “patria””.
Carlo Freccero direttore di Rai2 spiega cosi’ nel corso della presentazione a Viale Mazzini il titolo del nuovo programma che ha mandato in soffitta i vecchio Night Tablod, ma che mantiene alla conduzione Annalisa Bruchi, con la partecipazione di Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli, per gli editoriali, con ‘l’agenda’ di Alessandro Poggi, in onda a partire da venerdì 25 gennaio 2019 in seconda serata.
La sigla della trasmissione di approfondimento giornalistico, economico e non solo sarà affidata all’omonima della bellissima e struggente canzone di Franco Battiato. Da febbraio, inoltre, una ‘copertina’ affidata a un volto comico femminile, Liliana Fiorelli. In Povera Patria, inoltre, non mancheranno anche dibattiti con esperti in studio, inchieste e fact-checking.
Il programma è nato da 16 domande scritte dallo stesso Freccero, di carattere economico riguardanti l’Europa. “I politici dovranno interagire dinanzi a queste domande cercando di rispondere. Povera patria fa parte del nuovo trend di informazione che sarà seguito da questa rete”. Tra gli ospiti della annuncia Bruchi,: “anche una veloce intervista a Luigi Di Maio, all’interno dell’agenda di Poggi, e nella prima puntata al vicepremier Matteo Salvini e Savona. Una al cardinale Bassetti intervistato quest’ultimo da Aldo Cazzullo. Per quanto riguarda l’informazione a Rai 2, insiste Freccero “ci sarà un programma condotto da Sortino e un programma riguardante il web. Povera Patria è un programma importante perché vuole riportare la seconda serata in tv. Partiremo entro le ore 23. A Rai 1, ci sarà la presenza regale di Bruno Vespa, noi ci teniamo stretta questo spazio un po’ limitato”. E’ stato trasmesso un frammento dell'”agenda” di Alessandro Poggi. E’ stato trasmesso parte di un filmato di Filippo Barone dedicato al Franco CFA.”Ogni filmato verrà commentato con ospiti in studio. In ogni puntata, ci sarà un editoriale firmato da Alessandro Giuli che da parte sua aggiunge: “per la prima puntata, ci sarà una copertina dedicata al signoraggio bancario. Nella prima puntata ospiti i ministri Matteo Salvini e Paolo Savona, mentre Aldo Cazzullo intervista il cardinale Gualtiero Bassetti.
Nell’economia del programma uno spazio importante verrà riservato alle linee di frattura economiche e culturali su cui si giocherà la sfida delle prossime elezioni europee. L’obiettivo sarà così concentrato sui rapporti tra Stati e organismi internazionali, tra popolo e élite, tra sovranità e poteri. Il dibattito in studio; la realizzazione di schede; le interviste esclusive;  il confronto con esperti; le inchieste degli inviati: saranno gli strumenti principali per cercare risposte intorno ad alcuni degli interrogativi più urgenti.
Illustrerò le ragioni per le quali l’Italia non è proprietaria della propria moneta e della propria banca centrale. Quando questo argomento viene affrontato, c’è sempre un po’ di complottismo. Io non assumerò un punto di vista definitivo. Non ci sarà alcun retro pensiero complottista. In studio, ci sarà una sana contesa di idee”. A chi gli chiede che programmazione trasmetterà durante la settimana di Sanremo, Freccero replica: “film d’autore che amo io, non certo pellicole tamarre. Io volevo mandare in onda lo stesso anche Povera Patria il venerdì della settimana del Festival, ma giustamente mi hanno detto ‘Sanremo è Sanremo’”.
Poi il direttore ricorda che stasera la rete nell’ambito della ricorrenza della settimana della memoria trasmetterà la pellicola ‘The Eichmann Show’ introdotta da Enrico Mentana.
“Allungamento del Tg2? Ci stiamo lavorando. Abbiamo fatto una riunione. Confermo che ci sarà”. La prima fase, dice Freccero, “è quella di mettere al centro questa rete che è stata un po’ laterale nel dibattito culturale e televisivo. E’ un’operazione difficilissima. Potevo puntare tutto sull’autunno ma sarebbe stato scorretto nei riguardi dell’azienda, del pubblico e di me stesso. Ho voluto subito sporcarmi le mani. Ho affrontato il lunedì, ho inventato un format in cui ci sarà anche Grillo. A maggio, spero di avere un palinsesto più definito. In questa fase, ritengo che Povera Patria riporti la rete ad essere al centro dell’informazione, un tema fondamentale. L’informazione è la Rai”. L’audience è importante, aggiunge, “ma ci sono anche audience di qualità come quella di ieri sera che è piccola ma che ha un peso specifico molto alto. Ieri, con Ultimo tango a Parigi, abbiamo toccato qualcosa. Ho stropicciato la rete. La seconda fase sarà consolidare il palinsesto. La terza fase sarà in autunno”.A chi chiede di The Voice replica velocemente  Tengo molto a Simona Ventura” “Ci sarà una riunione sul programma perché bisogna cominciare a parlare della giuria”. A proposito di The Voice, Freccero ha già detto che lo fa “per andare incontro alle esigenze di Rai Pubblicità che nel 2018 ha accusato un vistoso segno meno nella raccolta di Rai2.   Infine a margine della conferenza stampa annuncia mantenendo il mistero: “A marzo ci sarà un programma nuovo con Lucci che andrà in prime time, una follia pura, una bomba, una scommessa nuova dove io mi gioco tutto, anche la faccia”.

Fedez, un disco terapeutico oltre le paure Rapper, io a Sanremo? Ci andrei ma me la faccio sotto

22 gennaio 201919:59

– Anni di sovraesposizione professionale e mediatica, una vita sempre in diretta sui social e arriva il momento dell’autoanalisi. Una necessità che Fedez trasforma in un disco, “terapeutico” lo definisce appunto, per superare incubi e paure.
Federico Leonardo Lucia ha presentato oggi il suo quarto album, ‘Paranoia Airlines’ in uscita il 25 gennaio, nell’area partenze dell’aeroporto di Linate, nel piazzale un aereo con la livrea del titolo. “Il filo conduttore è l’ansia di sviscerare tante paure e paranoie e ho capito come affrontare e lasciarmi alle spalle i miei incubi – spiega – ma c’è forse più coerenza che nelle altre produzioni, in ogni caso stavolta non ho pensato a logiche di mercato”.
Sedici i brani, alcuni dei quali circolavano già da singoli da un paio di mesi. Come ‘Prima di ogni cosa’ dedicato al figlio Leone, avuto dalla moglie Chiara Ferragni (“la nascita di un figlio è anche un’opportunità, ma io questo brano l’ho scritto per me e lui, non volevo andasse bene per tutti”). “Può sembrare un disco cupo ma in realtà è introspettivo, sicuramente è poco pop – aggiunge – e fossi un mio fan non è quello che mi sarei aspettato”. “Soprattutto è diverso dagli altri, anche perché è difficile ripetersi, e non potevo dire le stesse cose di 4 anni fa, è cambiato anche il panorama politico – continua – Adesso c’e’ un governo legittimo, votato dalla maggioranza degli elettori. Finalmente si parla di politica parlando di quello che fa la politica, di sicuro è stato abbattuto il sistema clientelare”. Nel disco ci sono diverse collaborazioni, come quelle con Annalisa, Emis Killa, Zara Larsson. E ci sono riferimenti a eventi del passato come in ‘Così’ (‘in una notte del 2008 con le costole ed il naso rotto..’) ma anche a episodi più recenti, come ‘Kim & Kanye’, in coppia con Emis Killa, inserito tra gli ultimi con accenni alla coppia di stilisti Dolce e Gabbana dopo quanto accaduto loro in Cina.
Ma Fedez non rinuncia a tirare quello che pare un bilancio: ‘il mondo mi ha cambiato e io volevo cambiarlo, metà della vita a capire come si fa – canta in Buongiornissimo -, per poi l’altra metà capire come non farlo,..da giovane vorresti cambiare il futuro, da vecchio vuoi cambiare solo il tuo passato’. Farà invece sicuramente storcere più di un naso l’ultima del disco ‘Tvtb’ con la Dark Polo Gang, una serie di provocazioni a sfondo sessuale. “Lo so che pioveranno critiche – dice Fedez – ma è talmente maschilista da essere macchiettista, difficile quindi da prendere sul serio”. A marzo partirà il suo tour nei palazzetti. L’8 aprile (+ RPT 8 aprile) è la data di Milano, città in cui il 25 gennaio Fedez sarà ospite di Rtl 102,5 in diretta da Piazza Duomo, è già sold out. Per quanto riguarda i suoi progetti futuri ha l’obiettivo di ridurre l’ esposizione legata alla sua professione. “Ho voglia di vivere di più il presente, godermi la vita personale senza avere l’assillo del futuro – dice il rapper, 30 anni ad ottobre – In questo Chiara è bravissima, lei è quella che riesce a farmi vedere mezzo pieno il bicchiere che io vedo sempre mezzo vuoto”. E su una sua partecipazione da concorrente al festival di Sanremo risponde: “Ci andrei, ma me la faccio sotto”.
Lucio Fontana, a Ny la prima retrospettiva in 40 anniIl Met Breuer ripercorre la carriera dell’artista italo-argentino

NEW YORK22 gennaio 201920:07

La principale produzione artistica di Lucio Fontana arriva a New York con la prima retrospettiva a lui dedicata negli Stati Uniti in oltre 40 anni.
‘Lucio Fontana: On the Threshold’ (Lucio Fontana: dall’inizio) apre al The Met Breuer, il museo di arte moderna e contemporanea su Madison Avenue, il 23 gennaio e resterà allestita fino al 14 aprile del 2019. La mostra, organizzata dal The Metropolitan Museum of Art in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, e curata da Iria Candela, Estrellita B. Brodsky curatrice di arte Latino-Americana al The Met, con la collaborazione di Aimé Iglesias Lukin, del dipartimento di arte Moderna e COntempranea, esplora l’eredità dell’artista italo-argentino, uno delle figure chiave del Secondo dopoguerra, nonché fondatore del movimento spazialità, passando in rassegna le sue sculture, ceramiche, dipinti, disegni e quelli che lui chiamo’ ‘Ambienti Spaziali’ realizzati tra il 1931 ed il 1968.
Della mostra fanno parte anche i famosi ‘Buchi’ e ‘Tagli’, le serie realizzate infrangendo la tela con appunto buchi e tagli per la rompere la distinzione tradizionale tra pittura e scultura. Ma ampio spazio è dedicato anche ai suoi inizi da scultore e al suo lavoro innovativo con le ambientazioni. Le prime opere realizzate tra gli anni ’30 e ’40 comprendono sculture di donne, guerrieri e una serie di ceramiche ospitate dall’immaginario sottomarino “Fontana – ha spiegato Max Hollein, direttore di The Met – ha portato il piano della pittura in una terza dimensione. Il suo approccio rivoluzionario rappresenta un momento sismico per l’arte del 20mo secolo, trasformando i dipinti, le sculture e gli oggetti in nuovi concetti di spazio ed ambienti sperimentali. La mostra si estende su due piani del museo newyorkese, il terzo e il quinto. Il quinto piano è quasi interamente occupato dalla ‘Struttura a Neon’, un arabesco luminoso di oltre 100 metri di tubi al neon realizzata per la IX Triennale di Milano del 1951.
In concomitanza con Lucio Fontana: On the Threshold’, El Museo del Barrio sempre a New York presentera’ l’ultima ambientazione di Fontana, ‘Spatial Environment at Documenta 4, in Kassel (1968)’. Mentre all’Istituto Italiano di Cultura di New York il 23 gennaio aprirà ‘Spacial Explorations’, curata da Francesco Tedeschi, con una serie di opere dalla collezione di Intesa Sanpaolo.
Dopo il The Met, la mostra su Fontana si sposterà in Brasile e aprirà il prossimo 17 maggio al Guggenheim Museum di Bilbao.

Storia di B, unico italiano al SundanceDebutto regia di Beniamino Barrese su vita Benedetta Barzini

22 gennaio 201913:06

– Storia di B. – La scomparsa di mia madre (The Disappearance of My Mother) per la regia di Beniamino Barrese sarà l’unico film italiano al Sundance Film Festival.
Storia di B. sarà presentato in anteprima mondiale il 25 gennaio, in Concorso tra i Lungometraggi Documentari.
Si tratta del film di debutto di Barrese e ha come protagonista sua madre, Benedetta Barzini, top model negli anni 60, musa di fotografi e artisti, da Irving Penn a Richard Avedon, da Andy Warhol a Salvador Dalì. Benedetta Barzini, modella, femminista, scrittrice e docente universitaria, ha oggi 75 anni ed è decisa a scomparire; si trova però a dover fare i conti con la determinazione del figlio di fare un film su di lei. L’incontro tra i due diventa scontro e conflitto, ma anche confronto e collaborazione, davanti allo sguardo impassibile della telecamera.
Il film è una produzione Nanof con Rai Cinema (Italia), in associazione con Ryot Films (USA), prodotto da Filippo Macelloni.
Oscar 2019: 10 nomination a La Favorita e RomaOtto le pellicole in corsa come miglior film

LOS ANGELES22 gennaio 201916:19

Oscar 2019: sono otto i film nominati nella categoria più importante agli Oscar il prossimo 24 febbraio.Miglior film sarà uno fra: Black Panther, BlackkKlansman, Bohemian Rhapsody, La Favorita, Green book, Roma, A star is born e Vice. La Favorita e Roma hanno ottenuto il maggior numero di nomination, dieci. Otto alla storia di Dick Cheney, Vice a pari merito con a A star is born e Black Panther, cinque a Bohemian Rhapsody.Christian Bale per Vice, Bradley Cooper per A star is born, Willeim Dafoe per Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, Rami Malek, per Bohemian Rapsody, e Viggo Mortensen per Green book sono i cinque migliori attori protagonisti.Fra le donne nominate Yaliztia Aparicio per Roma, Glenn Close per The Wife, Olivia Colman per La Favorita Lady Gaga per A star is born e Melissa McCarthy per Can You Ever Forgive Me? I registi che si contenderanno l’Oscar sono Spike Lee per BlackkKlansman, Pawel Pawlikowski per Cold War, Yorgos Lanthimos per La Favorita, Alfonso Cuaron Roma e Adam McKay per Vice.LE NOMINATION

Otto i film nominati nella categoria più importante agli Oscar il prossimo 24 febbraio. Miglior film sarà uno fra: Black Panther, BlackkKlansman, Bohemian Rhapsody, La Favorita, Green book, Roma, A star is born e Vice.

Congratulations to the Best Picture nominees #OscarNoms

La Favorita di Yorgos Lanthimos e Roma di Alfonso Cuaron hanno ottenuto il maggior numero di nomination, dieci.Otto alla storia di Dick Cheney, Vice, l’uomo nell’ombra a pari merito con a A star is born e Black Panther, cinque a Bohemian Rhapsody.Christian Bale per Vice, Bradley Cooper per A star is born, Willeim Dafoe per la storia di Vincent Van Gogh Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, Rami Malek, che interpreta Freddie Mercury in Bohemian Rapsody, e Viggo Mortensen per Green book sono i cinque migliori attori protagonisti.

Congratulations to the Leading Actor nominees! #OscarNoms

Fra le donne sono state nominate Yaliztia Aparicio per Roma, Glenn Close per The Wife, Olivia Colman per La Favorita, Lady Gaga per A star is born e Melissa McCarthy per Can You Ever Forgive Me?.

Congratulations to the Leading Actress nominees #OscarNoms

I registi che si contenderanno l’Oscar sono Spike Lee per BlackkKlansman, Pawel Pawlikowski per Cold War, il greco Yorgos Lanthimos per La Favorita, il messicano Alfonso Cuaron Roma e Adam McKay per Vice.Mahershala Ali per Green Book e Sam Rockwell per Vice hanno ottenuto una candidatura come migliore attore non protagonista, così come, fra le donne, Amy Adams (Vice), Rachel Weisz e Emma Stone entrambe per La favorita.Libano, Polonia, Germania Messico e Giappone si contenderanno l’Oscar per il miglior film straniero con Roma di Alfonso Cuaron e Cold War ad aver ricevuto varie nomination in altre categorie.         [print-me title=”STAMPA”]

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Maria regina di Scozia, quando il potere è donna
Saoirse Ronan e Margot Robbie monarche a confronto

21 gennaio 201909:31

–  Due giovani monarche, cugine brillanti e coraggiose, in rivalità tra loro ma soprattutto impegnate a difendersi costantemente da corti dominate da uomini che non accettano e temono il potere in mano ad una donna. Sono i tratti che emergono dai ritratti di Maria Stuarda (Saoirse Ronan), e Elisabetta I (Margot Robbie) in Maria Regina di Scozia, nuovo racconto del rapporto sulle due regnanti, già fonte d’ispirazione, fra gli altri, per Schiller, Donizetti e diversi film, come Maria Stuarda di John Ford con Katharine Hepburn (1936). In questa nuova versione, nelle sale italiane dal 17 gennaio con Universal, si è affidata la sceneggiatura a un esperto nel raccontare gli intrighi del potere come Beau Willimon (autore dell’adattamento americano della serie House of Cards), che ha usato per il film, come fonte principale, la biografia di Maria Stuarda scritta da John Guy.
Spicca il confronto fra le due protagoniste, Saoirse Ronan, nei panni della cattolica Maria Stuarda (1542 – 1587) , che dopo la morte del marito Re di Francia, torna 18enne in Scozia, nel 1561 per riprendersi la corona, e la grande Elisabetta I (1533 – 1603), figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, tanto potente quanto consapevole di non potersi fidare di nessuno intorno a lei.
Nell’ottimo cast, fra gli altri, anche Guy Pearce, David Tennant, Adrian Lester e Jack Lowden.
Nel racconto, da una parte c’è l’irrefrenabile Maria, convinta di essere per rango l’erede naturale anche del trono d’Inghilterra, e poco disposta a venire a compromessi nelle sue scelte, per quanto Lord Darnley (Lowden), che decide di sposare e con cui ha un erede, le riserva qualche sgradevole sorpresa.
Una ‘pretesa’ di libertà che la rende facile bersaglio dei cortigiani e della feroce opposizione di John Knox (Tennant), guida del fronte protestante in Scozia, convinto che avere alla guida del Paese una donna sia peggio di una pestilenza.
Dall’altra parte invece Elisabetta I, che soffre il confronto, anche fisico, con la bellissima cugina, e ne invidia l’essere diventata madre, è molto più consapevole di tutte le responsabilità che il suo potere comporta. La regina d’Inghilterra sarà pronta ad aiutare e offrire rifugio a Maria quando in Scozia la ribellione contro di lei ne mette a rischio l’incolumità ma l’avere la rivale in patria, per quanto sotto stretta sorveglianza, diventa politicamente, con gli anni, una decisione insostenibile.
Il film sa far emergere con sapienza i temi sempre attuali della storia, come la difficile accettazione di una donna in un ruolo di potere. Tuttavia sulla produzione non sono mancate le critiche, ad esempio, per il glamour giudicato da alcuni poco realistico della ricostruzione e per l’aver messo in scena l’incontro fra le regine (già immaginato anche, fra gli altri, da Schiller e Donizetti) che secondo gli storici non ci sarebbe mai stato, per quanto le due avessero avuto un rapporto epistolare molto intenso.
Un incontro che per Josie Rourke, già pluripremiata regista teatrale, era fondamentale mostrare: “Quando ho cominciato a parlare con i miei collaboratori, ho fatto riferimento al film di Michael Mann, Heat – spiega nelle note di produzione -. In qualche modo, il nostro film richiama quelle dinamiche”. Per lei “anche se si muovono in maniera molto differente, queste due donne rappresentano due facce della stessa moneta. Il film è chiaramente molto focalizzato su Maria, ma come Batman ha un suo Joker e Sherlock Holmes si batte con Moriarty, Elisabetta è una controparte psicologica molto stimolante. Sono stata entusiasta di poter costruire una storia di questo tipo”.

Kalowski e la ‘Scuola dei Giusti’Libro su amicizia tra ragazzina ebrea e figlia gerarca fascista

21 gennaio 201909:34

MARCELLO KALOWSKI, ‘La scuola del giusti nascosti’ (BESA; PP.145; 15 EURO) Il racconto di Kalowski sull’amicizia di due adolescenti – una figlia di un gerarca fascista, l’altra figlia del Ghetto di Roma – è una storia di resistenza. E della sua irresistibile capacità di saper mettere il fatale granello di sabbia nella macchina, anche quella più organizzata, dell’intolleranza e della persecuzione. Con un’ avvertenza però: il libro di Kalowski (quasi senza dialoghi) non è un’astratta metafora dell’eterna lotta tra il Bene e il Male. Né un accorato – per quanto valido – richiamo a valori morali universali. Al contrario – in vista del Giorno della Memoria – le vicende di Michela (la figlia del gerarca), di Sara (ragazzina del Ghetto dal destino segnato) e Angelo (il bidello di scuola) sono saldamente ancorate nella storia italiana, ed europea, di 80 anni fa: nella violenza antisemita e nella Shoah. Sono queste ‘circostanze’ a dare i contorni esatti della figura del Male, delle sue radici morali, intellettuali, ideologiche e statali. Nella scomposizione e nella disarticolazione di queste ‘circostanze’ risiede la forza dei tre protagonisti – raccontati con grande scrittura dall’autore – e la loro capacità di infrangere il quadro di assieme con il fatale granello. A sorpresa – almeno a giudizio di chi scrive – Kalowski sceglie la scuola come fonte dell’inciampo della macchina antisemita e del suo consenso. Michela e Sara nutrono un amore senza se e senza ma nei confronti del luogo che le ha fatte incontrare e dove esercitano il loro apprendistato di vita. Ancora più sorprendente se oggi si immagina – magari anche generalizzando – la scuola elementare e media del ventennio fascista: la sua maniera di educare, il suo quasi naturale conformismo ad un’ideologia assolutista, schematica e priva di critica. Eppure in quella scuola della Roma fascista dai fasti imperiali dove i ragazzi sono considerati puri numeri da indottrinare per il maggior destino della Patria, la macchina inciampa. Certamente non fermerà la sua progressione, non indietreggerà dal compiere il suo misfatto: il Ghetto di Roma sarà spazzato via il 16 ottobre del 1943, i suoi ebrei saranno deportati nel quasi silenzio del Papa e Sara non tornerà più.
Michela e Angelo (l’altro imprevedibile granello che ricorda nella sua semplicità la casalinga del film di Scola ‘Una giornata particolare’) non riusciranno a proteggere la loro amica. La Storia non si altera e questo fu il suo svolgersi. Ma Michela e Angelo saranno i testimoni di Sara, la sua voce nel ‘treno della memoria’. Il talmud babilonese recita che “tutto l’universo si regge su un pilastro solo, chiamato Tsaddik il Giusto”. La figlia del gerarca fascista, Angelo il bidello, la scuola, sono tra quei 36 Giusti che la tradizione assegna ad ogni generazione. Forse inconsapevoli ma straordinariamente umani: il nostro riscatto.

Ovazione per Bosso a ricordo AbbadoIn scena arie di Rossini, Prokofiev e Beethoven

BOLOGNA21 gennaio 201910:45

– Una lunga interminabile standing ovation ha salutato a Bologna il concerto ‘Grazie Claudio!’ nel giorno del quinto anniversario della scomparsa di Claudio Abbado: a scatenarla, ieri all’Auditorium Manzoni, sono stati il carisma e la musicalità innata di Ezio Bosso, direttore d’orchestra, pianista e compositore, chiamato alla guida di un complesso sinfonico senza nome composto da strumentisti provenienti dalle tante orchestre fondate e dirette dal Maestro milanese. Teatro stipato e tutti in piedi al termine di un concerto trascinante che ha indotto il pubblico a non voler proprio smettere di applaudire né, tantomeno, di andare via, come forse non era mai successo neanche nelle pur trionfali serate abbadiane che quel teatro ha tante volte ospitato, seppure in un clima assolutamente differente, dal 2004 al 2013. In programma alcuni dei compositori prediletti dall’ex direttore della Scala e dei Berliner come Gioachino Rossini, Sergej Prokofiev e Ludwig van Beethoven.
Bruno Sialelli nuovo stilista di LanvinIl gruppo Fosun proprietario maison sostituisce Olivier Lapidus

21 gennaio 201910:55

Bruno Sialelli è il nuovo direttore artistico della maison Lanvin. Lo annuncia una nota della storica casa di moda parigina fondata 130 anni fa, nel 1889 da Jeanne Lanvin, acquisito lo scorso febbraio dal Fosun Fashion Group di Hong Kong, e di cui fanno parte anche i marchi St John Knits, Caruso, Wolford e Tom Tailor. Sialelli, che segue a Olivier Lapidus (in carica dal luglio 2017) “si è distinto – viene spiegato nella nota – per la sua visione moderna e per il suo approccio dinamico e dettagliato agli elementi integranti del dna di Lanvin, assieme alla sua eccitante visione del futuro”. “Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Bruno come nuovo direttore creativo di Lanvin – afferma Jean-Philippe Hecquet, chief executive officer di Lanvin – “La sua visione singolare e molto personale, la sua audacia, cultura, energia e la capacità di costruire un team creativo forte ci hanno definitivamente convinto. Non vedo l’ora di scoprire le prime collezioni di Bruno che porteranno a nuova vita alla maison”.
Mia e il leone bianco re incassi cinemaSeguono Glass, campione in Usa e Non ci resta che il crimine

21 gennaio 201911:49

– E’ la favola moderna della Eagle Pictures, Mia e il leone bianco, di Gilles de Maistre, family movie francese sull’amicizia che nasce in Sudafrica tra un leone e una bambina, a conquistare la vetta degli incassi nelle sale italiane in questo ultimo weekend, dove debutta con 1.929.892 euro. Segue un’altra new entry, Glass, nuovo film di supereroi M. Night Shyamalan con Bruce Willis, Samuel L. Jackson e James McAvoy, che ha debuttato in vetta al box office Usa con 40,6 milioni di dollari e in Italia registra 1.843.531 euro.
Scivola dalla vetta in terza posizione la commedia italiana con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Non ci resta che il crimine, che ottiene 1.241.943 euro, 3.654.643 in due weekend. Stabile al quarto posto Bohemian Rhapsody che segna 964.847, ben 26.426.241 in 8 settimane.
Quinto gradino per L’agenzia dei bugiardi che debutta con 893.223. Totale box office 11.464.900,-3% rispetto all’ ultimo weekend (11.875.471),-1,63% rispetto al 2018 (11.655.093).
Ivan, la leggenda del pianista sul lagoGiovane compositore gira video diventato in pochi giorni virale

PALERMO21 gennaio 201912:26

– In pochi giorni il suo video girato sul Lago Arancio in Sicilia è diventato virale, con migliaia di visualizzazioni su You tube. Ivan Sparacino, 28 anni, giovane talento musicale, è sulla cresta dell’onda grazie al suo EP intitolato “Components”, dal 15 gennaio su tutte le piattaforme di treaming come Spotify, iTunes, Amazon. Laureatosi in Musica Elettronica, indirizzo Sound Design, al Conservatorio “Giovanni Battista Martini” di Bologna, Sparacino è riuscito a coniugare la sua passione per la musica e la natura suonando con il suo pianoforte sulla diga del Lago Arancio a Sambuca di Sicilia. Un video intenso ed emozionante, girato anche con l’ausilio di un drone, che incornicia con immagini di grande impatto emotivo la proposta sonora del giovane artista. “Gli effetti spettacolari della natura – spiega il musicista – supportati dal suono morbido del pianoforte e dei suoni ambientali, caratterizzano scene naturali; la musica, espressione dell’animo come strumento di valorizzazione del territorio”.
Arte: ad Armento torna ‘San Leonardo’Il quadro recuperato dai Carabinieri dopo 44 anni e restaurato

ARMENTO (POTENZA)21 gennaio 201912:49

– Una “preziosissima tavola in legno, dipinta a tempera, raffigurante San Leonardo” – risalente, secondo l’ipotesi che appare più accreditata, al 15/o secolo – tornerà il 25 gennaio prossimo nella chiesa di San Luca Abate, ad Armento (Potenza).
L’immagine venne trafugata nella notte fra il 23 e il 24 gennaio 1972 insieme ad un altro oggetto sacro, provocando uno shock nella comunità di Armento, che prova una “forte devozione nei confronti del Santo delle catene”.
Concerto di Ferragosto a Limone PiemonteIl tradizionale appuntamento con la musica in diretta Rai

CUNEO21 gennaio 201912:51

– Sarà Limone Piemonte ad ospitare la 39/a edizione del Concerto di Ferragosto. Lo ha deciso la cabina di regia convocata in Provincia.
“Quest’anno sarà la Valle Vermenagna, un’occasione straordinaria per il nostro territorio anche in virtù della candidatura dell’area del Parco a patrimonio Unesco”, commentano i partecipanti al tavolo. “Sarà un’edizione rivolta verso la Francia, raggiungibile anche dal vallone di Tenda e da Casterino, oltreché da Limonetto e dalle valli vicine in un anfiteatro naturale molto bello”.
L’evento, trasmesso in diretta dalla Rai, si svolgerà in località Prati del vallone di San Lorenzo, sotto il forte di Tenda. Al tavolo sono intervenuti l’assessore regionale alla Montagna Alberto Valmaggia, il presidente della Provincia Federico Borgna, il presidente della Camera di Commercio Ferruccio Dardanello, il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta, il presidente dell’Atl Valli di Cuneo Mauro Bernardi e Angelo Fruttero, sindaco del Comune di Limone Piemonte.
Thom Yorke, 5 concerti in estateDal 16 al 21 luglio, a Barolo, Codroipo, Ferrara, Perugia, Roma

21 gennaio 201913:55

– Thom Yorke torna in Italia per cinque concerti estivi con il tour Tomorrow’s Modern Boxes. Il via il 16 luglio da Barolo al Collisioni Festival, poi il 17 a Codroipo (Udine) per Villa Manin Estate, il 18 a Ferrara per Ferrara sotto le stelle, il 20 a Umbria Jazz a Perugia, il 21 al Roma Summer Fest all’Auditorium Parco della Musica. Thom Yorke, storico frontman dei Radiohead, eseguirà brani dalle sue opere da solista The Eraser (2006), Tomorrow’s Modern Boxes (2014) e Atoms For Peace’s Amok (2013) con il produttore/collaboratore di lunga data Nigel Godrich e il visual artist Tarik Barri.
Yorke è candidato agli OScar per la Miglior Canzone originale con Suspirium, commissionato per il remake del film Suspiria di Luca Guadagnino e presentato al Festival del Cinema di Venezia.
Il brano è stato premiato come miglior canzone originale ai Soundtrack Stars Awards 2018.
Sanremo: Motta, dal disincanto il mio grido per l’ItaliaIl cantautore al Festival tra migranti e un Paese senza umanità

21 gennaio 201920:45

“Dov’è l’Italia, amore mio? Mi sono perso anch’io”. E’ un grido di dolore quello lanciato da Motta, nel brano Dov’è l’Italia, in gara al prossimo festival di Sanremo (5-9 febbraio). “C’è il riferimento ai migranti, ma non è l’unico livello di lettura della canzone – spiega il cantautore 32enne, reduce da un 2018 pieno di soddisfazioni con tanto di Targa Tenco per il Miglior album in assoluto con Vivere o Morire, la seconda dopo la prima vinta nel 2016 per la Migliore Opera Prima -, c’è soprattutto il disincanto verso un Paese che amo e che nonostante tutto continuo ad amare e di cui sono innamorato, ma che manca di umanità e di educazione, e che vive la paura della diversità e del mettersi in gioco”. Il brano è nato, rivela ancora Motta (toscano, trapiantato da qualche anno a Roma), “da una chiacchierata con Enzo, il capitano di un caicco a Lampedusa. Ma quello che ci siamo detti rimane un segreto tra me e lui”. Troppo facile chiedergli da che parte sta nello strappo – sembra ormai ricucito – tra il direttore artistico Claudio Baglioni, che ha definito una farsa le politiche sull’immigrazione di questo governo come di quelli precedenti, e il ministro degli Interni Matteo Salvini. “Baglioni non ha detto niente di grave, ha usato parole da essere umano. Io la penso come lui. Dovremmo imparare dalla diversità, non averne paura”. Per questo, anche, si è messo in viaggio, uscendo dalla sua comfort zone. “Per crescere, per cambiare. Per aprire la mente e accogliere nuove melodie. Sono stato a New York, ed è stato come arrivare a casa e per questo mi sono ripromesso di tornarci almeno una volta all’anno; poi in Messico, dove sono rimasto stupito da come la musica faccia parte del quotidiano delle persone. Semplicemente lì il concetto è che la musica fa bene. Chissà, forse da noi mancano gli insegnanti che si divertono a fare il loro lavoro…”. In Messico, racconta ancora, “la gente sorride mentre suona perché è felice. Io non lo faccio, ma questo è un altro discorso”, e stavolta un sorriso gli scappa comunque. Il festival non sarà l’occasione per presentare un nuovo disco o stampare una ripubblicazione: “Dov’è l’Italia è il primo tassello del mio nuovo lavoro. Non aveva senso fare un repack di Vivere o morire, il disco aveva concluso il suo percorso”. Sanremo è piuttosto la ciliegina sulla torta dopo tre anni vissuti intensamente e iniziati nel 2016 con l’esordio solista nel 2016 con il disco La fine dei Vent’anni (è l’unico artista a vincere due targhe Tenco con i primi due album). “Sento una grande responsabilità e voglio sentirne sempre di più. Sul palco dell’Ariston ci sono già salito per il Tenco ma… cavolo se sarà diverso”. Paura no, non ne ha, quello che cerca è “l’emozione, soprattutto. L’esigenza di presentarmi al festival è nata da me: sentivo di avere una canzone molto mia. Mi sento al posto giusto, non so se al momento giusto. Ma forse sì, perché niente succede per caso”.

Scavi, via distacco mosaico Casa AlbergoRestauratori all’opera nell’antica Herculaneum

ERCOLANO (NAPOLI)21 gennaio 201915:45

– Ha preso il via, questa mattina, l’intervento di distacco del mosaico nella Casa dell’Albergo al Parco archeologico di Ercolano, un’ulteriore tappa dei lavori di manutenzione straordinaria avviati dal sito dalla scorsa estate e che si concluderanno alla fine del 2019.
Un gruppo di tecnici e restauratori ha delineato le parti del mosaico, di circa 20 metri quadrati a fondo bianco con fascia di bordo perimetrale nera, ritagliandole con una lama per poi posizionarle su dieci pannelli componibili. Dopo l’operazione di distacco del mosaico si procederà al risanamento del sottofondo e alla pulitura delle tessere presso un piccolo laboratorio allestito all’interno del Parco, presso la Casa di Argo sul III Cardo Inferiore, fino alla ricollocazione in situ così come era in origine.
La Casa dell’Albergo era un luogo di svago affacciata sull’antica spiaggia e si compone di due ambienti che danno sul peristilio. ”I due pavimenti a mosaico erano stati scavati e già restaurati una prima volta alla fine degli anni Novanta purtroppo con materiali non del tutto idonei” ha spiegato Paolo Mighetto, architetto della segreteria tecnica del Parco archeologico di Ercolano. ”C’è un problema di umidità di risalita che nel tempo ha fatto sollevare alcune tessere e dunque c’è stata la necessità di intervenire di nuovo a staccare la superficie di mosaico e risanarne i sottofondi come sta avvenendo in questo momento. Ci sarà un successivo intervento a ‘mosaico liberato’ sulla parte sottostante che è già un fondo ‘moderno’ che dovrà essere sostituito con un fondo molto più sano per permettere poi la ricollocazione dei mosaici in situ”.
E questa mattina agli interventi di distacco del mosaico hanno potuto partecipare anche turisti in visita al sito archeologico.
Cinema, a Torino 5a edizione Seeyousound90 proiezioni e 30 anteprime dal 25 gennaio al 3 febbraio

TORINO21 gennaio 201915:49

– Celebra il trentennale della caduta del Muro di Berlino, e guarda alla musica elettronica, sperimentale proveniente da tutta Europa, la 5/a edizione di Seeyousound, l’innovativo festival cinematografico di Torino dedicato alla musica nel cinema e al cinema sulla musica, dal 25 gennaio al 3 febbraio al Cinema Massimo.
Un’edizione, quella di quest’anno, con un numero più alto di proiezioni, oltre 90, una trentina di anteprime, concerti e serate. Anche il budget è aumentato, grazie agli sponsor, in primis la Fondazione Crt. Per le assessore alla Cultura della Città di Torino e della Regione Piemonte, Francesca Leon e Antonella Parigi, Seeyousound è uno dei festival cinematografici più innovativi, vicino alla cultura giovanile e destinato a diventare sempre più centrale nel sistema cinema piemontese.
Apre la rassegna, diretta da Carlo Griseri, il tedesco ‘Symphony of Now’ di Johannes Schaff, preceduto da un set live sulle tracce musicali del film.
Giorno memoria, Figli Destino, storia 4 bambini per non dimenticare su Rai1 il 23/1 Segre, Foa, Levi, Cava, e le loro città

21 gennaio 201920:48

A Napoli, Tullio Foa e sua madre vengono aiutati da un Commissario di Polizia. A Roma, Lia Levi e sua madre ospitate in un convento; uno dei tanti istituti religiosi che durante la guerra diedero rifugio agli ebrei. A Pisa, il piccolo Guido Cava, nascosto in campagna insieme al padre e colpito dalla polmonite, viene salvato da un medico fascista che, pur sapendo la famiglia ebra, rischia la propria vita per curarlo. A Milano per Liliana Segre il destino è più crudele. Lei e suo padre, arrestati mentre cercano di fuggire in Svizzera, vengono deportati.
Separata dal genitore, Liliana riesce a sopravvivere da sola nel campo di concentramento di Auschwitz e alla “marcia della morte”. Figli del Destino è la docu-fiction- in onda mercoledì 23 gennaio alle ore 21.25 nella settimana del Giorno della Memoria (27 gennaio) – che ricostruisce le storie di quattro bambini italiani ebrei vittime dell’orrore e della vergogna delle leggi razziali. Un racconto, che si mescola con le toccanti interviste dei quattro protagonisti oggi, con la regia di Francesco Miccichè e Marco Spagnoli. La voce narrante che intreccia le storie è di Neri Marcorè attraverso il quale si snodano gli eventi più significativi che hanno portato l’Italia dentro una vergognosa pagina di storia. Le immagini storiche sono fornite dal CDEC (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), dall’Istituto Luce – Cinecittà, da Rai Teche e dal United States Holocaust Memorial Museum. Un soggetto dello stesso Spagnoli che ha scritto la sceneggiatura insieme a Luca Rossi. Con Massimo Poggio, Patrizio Rispo, Chiara Bono, Giulia Roberto. Catello Alfonso Di Vuolo, Lorenzo Ciamei e con Massimiliano Gallo e con la partecipazione di Valentina Lodovini.
“La memoria è il fondamento identitario del nostro Paese” dice Tinni Andreatta, direttrice di RaiFiction, che ha prodotto il lavoro con RedFilm.
Il regista Spagnoli spiega che il punto di vista è quello dei bambini, non a caso “le macchine da presa sono state abbassate un po’”. Poi aggiunge che importante è stato raccontare il dopo delle persecuzioni. È la storia di quattro bambini tutti italiani, alcuni di loro neanche sapevano di essere ebrei”. In un video messaggio la senatrice Liliana Segre ha evidenziato: “prima di vedere la docufiction pensavo che mi sarei turbata e molto di più di quanto mi aspettassi, invece dovevo arrivare alla mia veneranda età per capire che il lato importante è la gioia dei tre ragazzi salvati da belle persone, anche se io ho avuto un destino diverso da loro”. Tullio Foà ricorda come a Napoli, all’epoca aveva solo 5 anni, grazie al preside, che lo fa ammettere in una classe speciale (formata da dieci alunni ebrei), dichiarando che ne aveva 6, continua a frequentare. “Andavo a scuola coi miei fratelli più grandi, qualcosa non mi tornava. Tutti i bimbi entravano dal cancello principale solo noi da quello secondario, un quarto d’ora prima degli altri. A quel punto era chiaro che gli anormali eravamo noi”. “E’ importante continuare a portare la nostra testimonianza ancora oggi, aggiunge Foà nelle scuole a distanza di tanti anni. Una delle domande che mi fanno nelle scuole è se mi sono mai voluto vendicare. Io rispondo che la vendetta non mi appartiene. Quello che occorre ricordare è che le leggi razziali non erano leggi all’acqua di rose, ma precise e decise. Lo scopo era dividere le famiglie”. “Guardando la docufiction – spiega Lia Levi – mi identifico nei genitori. I miei all’inizio mentirono non dicendomi la verità pensando di farmi del bene, facendomi, invece, del male” Massimo Poggio interpreta il papà di Liliana Segre, Alberto: “A volte si ha la tentazione di chiedersi ‘ma è possibile che sia accaduto tutto questo?. È fondamentale che le persone che hanno vissuto direttamente questa vicenda lo raccontino. La paura è di non dare una ricostruzione fedele e di mancare di rispetto. Mi sono avvicinato al lavoro in modo molto cauto; non ho avuto modo di interagire con Liliana Segre”. Massimiliano Gallo: “La Rai è servizio pubblico, questo tipo di lavori dovrebbe fare, non soltanto intrattenimento”. “Stiamo attenti, la storia dovrebbe insegnarci a non rifare gli errori fatti. L’intolleranza è pericolosa” conclude.

Jovanotti doppia date Lignano-ViareggioAnnuncio su Fb. ‘Anche per arginare fenomeno secondary ticket’

TRIESTE21 gennaio 201916:59

– Lorenzo Cherubini raddoppia le date di Lignano e Viareggio del suo ‘Jova Beach Party’. Lo ha annunciato lo stesso cantante attraverso il bollettino creato per il tour e pubblicato sulla sua pagina Facebook. Dopo la tappa già fissata per il 6 luglio, nella spiaggia Bell’Italia, già sold out, Jovanotti sarà di nuovo a Lignano il 28 agosto. A Viareggio, dopo il concerto del 30 luglio, bisserà invece il 31 agosto. “Le richieste di partecipare sono senza precedenti – scrive il cantante – quindi abbiamo deciso di tornare a Lignano e a Viareggio a fine agosto per il gran finale di ‘Jova Beach’.
Io chiaramente sono contentissimo – conclude – ed è anche un modo per arginare il fenomeno illegale di chi spaccia biglietti a prezzi assurdi attraverso il ‘secondary ticket’ (bagarinaggio online) che è una vera truffa ai danni soprattutto del pubblico e di conseguenza di tutti quelli che lavorano”.

Bologna, Trovatore apre stagione liricaRegia di Robert Wilson, direzione musicale di Pinchas Steinberg

BOLOGNA21 gennaio 201917:02

– “Il trovatore” di Giuseppe Verdi nella recente messinscena di Robert Wilson, già vista all’ultimo Festival Verdi di Parma nella versione parigina, inaugura il 22 gennaio la stagione lirica 2019 del Teatro Comunale di Bologna.
Sul podio dell’Orchestra del Comunale ci sarà il maestro israeliano Pinchas Steinberg, al suo debutto bolognese nella lirica, ma già ascoltato nelle stagioni sinfoniche. Regista e direttore si sono trovati concordi nell’affermare che uno spettacolo “è difficile da spiegare, bisogna vederlo e ascoltarlo”.
Wilson, che sta personalmente riadattando l’allestimento per il palcoscenico del Bibiena, dove verrà presentata la più tradizionale versione italiana e dunque senza i ballabili, ha poi parlato del Trovatore come di “un’opera assai difficile da realizzare, poiché si tratta di un’opera notturna dove l’elemento chiave diventa la luce. Ciò che si vedrà rappresenta una sorta di prisma del pensiero in uno spazio chiuso con tante porte e finestre che si aprono e si chiudono”.
Hollberg, 470mila euro per antica palaDa 22 gennaio a Galleria Accademia Nuove acquisizioni 2016-2018

FIRENZE21 gennaio 201917:06

“È una mostra piccola, ma preziosa perché il lavoro che c’è dietro è molto importante e fa vedere i risultati di una ricerca scientifica seria e le varie modalità di acquisizione di opere di un museo”. Lo ha detto Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze presentando la mostra Nuove acquisizioni 2016-2018 che apre domani 22 gennaio fino al 5 maggio con opere di varia provenienza. Lei, intanto, è “molto orgogliosa” per la ricomposizione della pala d’altare di Mariotto di Nardo smembrata in 2 tavole e due semilunette (in tutto 4 frammenti).
“Siamo riusciti a ricomporre due frammenti di due laterali di un altare tagliati in due pezzi per venderle meglio. Li abbiamo trovati da due antiquari: costavano in tutto 470mila euro”.
Altre 4 opere provengono dalla Certosa di Firenze e “assegnate alla Galleria per motivi naturali, storici perché abbiamo la collezione più importante di fondi oro”. Confiscati in Svizzera 2 dipinti recuperati dal Nucleo tutela patrimonio culturale di Roma Infine, fa parte della mostra un busto di Lorenzo Bartolini che, ha raccontato Hollberg, “è stato scoperto per caso alla biennale dell’antiquariato e siamo riusciti ad averlo grazie ad una donazione dell’associazione Amici della Galleria dell’Accademia. Oltre alle opere, la direttrice ha evidenziato anche le ‘acquisizioni’ di personale. “Sono molto contenta – ha detto – perché siamo riusciti ad avere due nuovi funzionari, un architetto e una restauratrice che ha cominciato il 28 dicembre, alla fine dell’anno, e meno male perché chissà se nel 2019 ci sarebbe ancora stata la possibilità di darle un incarico statale”.
Jeans estensibili si allungano a piacereNovità della collezione EllemenTi disegnata da Lisa Tigano

21 gennaio 201917:13

– I jeans estensibili si allungano (e si accorciano) a piacere con un solo gesto: spostando un bottone nella lunghezza nell’asola che si vuole. Li ha inventati la stilista Lisa Tigano che disegna il marchio EllemenTi e fanno parte della nuova collezione intitolata “Nascondiglio trasparentemente ramato”. Il nome del brand nasce dall’unione delle iniziali della stilista, Elle e Ti e della parola “mente” per sottolineare il fatto che tutte le sue creazioni hanno origine da uno studio delle diverse caratteristiche del corpo femminile. La designer ha scoperto che tutte le donne tendono a nascondere i difetti del proprio corpo attraverso la scelta di abiti utilizzati come rifugio, come correttore. Da qui l’obiettivo di creare collezioni a base di capi ricercati ma che possano nascondere le parti del corpo che più si vogliono coprire facendo emergere quelle che più si vogliono mostrare: “portando fuori quello che c’è dentro” dice la stilista.
Alla Gnam Joint is out of timeAlla Gnam le opere di 7 artisti rinnovano l’attuale allestimento

21 gennaio 201918:02

– Continua a cambiare pelle e a mettere in mostra la propria trasformazione la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma – Gnam con un nuovo progetto espositivo che sottolinea la volontà di vivere il tempo presente accogliendo riflessioni, indagini e suggestioni degli artisti di oggi: l’istituzione diretta da Cristiana Collu presenta dal 22 gennaio al 2 giugno “Joint is Out of Time”, a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa, che rinnova l’attuale allestimento delle collezioni del museo. La mostra rappresenta la naturale evoluzione di “Time is Out of Joint” e ne ridefinisce gli intenti con i lavori di 7 artisti, Elena Damiani, Fernanda Fragateiro, Francesco Gennari, Roni Horn, Giulio Paolini, Davide Rivalta e Jan Vercruysse. Tra affinità e diversità, l’idea è quella di disorientare in un flusso ininterrotto di opere. I visitatori potranno distinguere i due “momenti” di questo processo creativo con una mappa e con l’aiuto di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti.
HoMi, creatività detta gli stili di casa1150 espositori da 38 Paesi alla rassegna di FieraMilano

21 gennaio 201918:05

E’ in programma dal 25 al 28 gennaio, a Fiera Milano, la nuova edizione di HoMi, il Salone internazionale degli Stili di Vita: 1.150 espositori (il 27% dei quali stranieri) da 38 Paesi racconteranno il design e la creatività per la casa e la persona. Nei padiglioni di Rho sono attesi buyer internazionali provenienti da tutto il mondo, profilati grazie anche alla collaborazione con Ice. Tra gli altri Paesi selezionati figurano Francia, Germania, Russia, Cina e Emirati Arabi.
Nei padiglioni spazio al coraggio di innovare con presenza di start-up e giovani designers a Creazioni e Sperimenta, area che raccoglie lavorazioni di materiali all’avanguardia. Pensata come un luogo dove si guarda a scenari futuri anche la HoMi Hybrid Lounge, in collaborazione con POLI.Design, eccellenza del Politecnico di Milano, e Wgsn, istituto internazionale per la ricerca dei nuovi trend di consumo.
Accademia, stop ticket mostre temporaneeSi potrà visitare tutto il museo con solo biglietto ingresso

FIRENZE21 gennaio 201918:22

– Da ora in poi, alla Galleria dell’Accademia di Firenze non sarà necessario pagare il sovrapprezzo del biglietto per le mostre temporanee perché sarà sufficiente pagare il ticket di ingresso per visitare l’intero museo. Lo ha annunciato la direttrice Cecilie Hollberg, presentando la mostra sulle nuove acquisizioni della Galleria che si aprirà domani con questa nuova modalità di ingresso. “A mio parere, questo museo non offre la possibilità di dare un accesso esclusivo per le mostre temporanee perché abbiamo un solo ingresso e una sola uscita – ha spiegato Hollberg -, quindi mi sembrava più che giusto nei confronti dei visitatori dare la possibilità di vedere tutto quello che c’è nel museo con il biglietto che si compra per entrare”. “E’ una cosa – ha aggiunto la direttrice – che ho sempre voluto fare e nel 2019, visto che abbiamo anche aumentato il costo del biglietto dell’Accademia, ho pensato di fare questa agevolazione che è una cosa giusta e corretta”.
Skunk Anansie, dopo 25 anni restiamo una band liveEsce ’25live@25′. Skin: ‘Brani sul razzismo ancora attuali’

21 gennaio 201920:44

Per celebrare 25 anni di una storia nata su un palco, gli Skunk Anansie non potevano che pubblicare un disco live, il primo della loro carriera, ’25LIVE@25′. Della raccolta in uscita il 25 gennaio e del loro quarto di secolo elettrico hanno parlato la frontwoman Skin e il chitarrista Ace, incontrando la stampa oggi a Milano: “Abbiamo pensato che nel clima attuale, in cui il rock non passa in radio o in tv, questi 25 anni fossero da celebrare come un successo. Anche perché siamo una band nata dal vivo: non distribuivamo demo, dicevamo di venirci a sentire in concerto”.
In 25 tracce il doppio album raccoglie hit come ‘Charlie Big Potato’ e ‘Hedonism’, brani graffianti come ‘Little Baby Swastikkka’ e ‘Intellectualise My Blackness’, registrati dal vivo dal 2007 a oggi, comprese tre canzoni incise a Milano, Taormina e Rimini. L’idea è catturare lo spirito di una band che vive ancora sulla strada: “La gente viene a sentire noi che cantiamo e suoniamo, non cose finte – spiega Skin, che anticipa anche parte del nuovo show -. Non ci saranno solo hit, ma anche canzoni inedite e canzoni vecchie mai suonate dal vivo”. La band passerà dall’Italia a luglio: il 4 alla Palazzina di Stupinigi a Nichelino (Torino), il 5 all’Arena Parco Nord di Bologna, il 7 al Rugby Sound di Legnano (Milano) e l’8 all’Auditorium Parco della Musica per Rock in Roma.
L’anniversario permette alla band di riflettere sul proprio percorso (“Abbiamo sempre sperimentato, a costo di sbagliare, ma ora siamo più maturi”, dice Skin) e sul panorama sociale e musicale: “Oggi il rock e la musica con messaggi radicali non sono scomparsi – dice Ace – Bisogna cercare più a fondo gruppi come Sleaford Mods e Idles: la nostra fortuna è stata aver raggiunto il mainstream con simili messaggi”. “La musica inglese è sempre più borghese, all’establishment non piace la musica politica, infatti non piacevamo neanche noi – aggiunge Skin – Oggi mi fa tristezza pensare che brani come ‘Yes It’s Fucking Political’ e ‘Selling Jesus’ siano ancora rilevanti, o addirittura più di prima, anche qui in Italia: siamo in un periodo preoccupante per l’ascesa dell’estrema destra razzista, mi disgusta. Quanto all’Inghilterra, Brexit ci farà tornare indietro, e la cosa peggiore è che si fonda su un sentimento di razzismo. Spero in un secondo referendum, perché il primo è stato fatto sulla base di menzogne”.

Moda: Pitti Bimbo, oltre 6.400 buyer2.450 arrivano dall’estero, gli italiani in calo

FIRENZE21 gennaio 201920:05

L’edizione 88 di Pitti Bimbo si è chiusa il 19 gennaio superando 6.400 compratori intervenuti e quasi 10.000 visitatori complessivi. Sono quasi 2.450 i buyer arrivati dall’estero, in linea con i valori raggiunti un anno fa, mentre per l’Italia i dati d’affluenza hanno fatto registrare -9%. Guardando ai risultati dei primi 8 mercati di Pitti Bimbo: la Spagna, al primo posto per compratori, fa registrare presenze in crescita (+7%), così come lo sono quelle dei buyer dalla Grecia (+20%). Francia e Regno Unito confermano gli stessi alti livelli raggiunti all’ultima edizione invernale. La stessa cosa per la Turchia mentre si registra lieve flessione per la Germania.
Erano attesi cali più consistenti nei numeri da Russia (-14% nel numero negozi) e Ucraina (-9% come buyer). Andando oltre in classifica: Cina, Giappone e Stati Uniti hanno numeri in tenuta sui valori dei punti vendita raggiunti, mentre si registrano aumenti di altri mercati di rilievo come Belgio (+20%), Polonia (+5%) e Arabia Saudita.
‘Adrian’, il kolossal di Celentano a VeronaLo show animato, ideato, scritto e diretto dal ‘Molleggiato’

21 gennaio 201921:28

Al via ‘Adrian’, lo show che avrà come fulcro il kolossal animato ideato, scritto e diretto da Adriano Celentano, al debutto lunedì 21 e martedì 22 gennaio in prima serata su Canale 5. La scenografia del teatro Camploy di Verona.

Tv: debutta ‘Adrian’, Celentano 3 minuti in scenaPoche battute nell’anteprima. Poi cartoon tra erotismo e utopia

VERONA21 gennaio 201923:41

Standing ovation del pubblico, lampi e tuoni ad accompagnarne l’ingresso in scena. Ma dura meno di tre minuti la performance di Adriano Celentano sul palco di Adrian, lo show evento ideato, scritto e diretto dallo stesso Molleggiato, al debutto questa sera su Canale 5 in diretta dal teatro Camploy di Verona. Pantaloni e pile scuri, scarpe beige, Celentano si comporta come il regista dello spettacolo: “C’è qualcosa da cambiare qui”, dice correggendo l’aiuto regista per un’inquadratura. Bacchetta Natalino Balasso, che lo ha preceduto sul palco (“Celentano sembra che non ci sia, ma quando c’è rompe i coglioni”), per l’uso della parolaccia. Il tempo di bere un po’ d’acqua ed esce di scena, lasciando un po’ tutti a bocca asciutta.
Alimentata dal mistero che fino all’ultimo ha avvolto l’ambizioso progetto, dalla gestazione ultradecennale, l’attesa era altissima. L’idea centrale si conferma l’utopia di un mondo diverso: sullo sfondo, il mare, un’enorme arca di legno, un pontile che spunta dietro uno scoglio. Entrano Nino Frassica e Francesco Scali, in saio da frati: “Siamo qui per decidere chi può salire sull’arca e contribuire a costruire un futuro migliore grazie alla bellezza di cui è portatore”, spiega Scali, prima di iniziare le ‘audizioni’ a coloro che aspirano a salire sull’arca. Gli ‘eletti’ varcano un grosso portone che, schiudendosi, lascia intravedere una luce accecante. Poi arriva Balasso, vestito da clochard, e ironizza sulla mania dei reality, sul pubblico pagato per fare da claque, sullo stesso show. Dopo mezz’ora di anteprima, debutta l”alter ego’ Adrian, il cartoon ideato da Celentano e disegnato da Milo Manara, che porta il pubblico in un futuro distopico: l’orologiaio supereroe, distratto dalle continue avances della procace Gilda (che ha le fattezze di una giovane Claudia Mori), combatte la sua battaglia contro il potere corrotto in una metropoli dai colori lividi, in cui le forze speciali controllano l’ordine pubblico. Molto evidente, fin dalle prime scene, il rapporto ad alto tasso erotico tra i due protagonisti.
Con un parterre di firme stellari – da Manara (iconografie e disegni), al premio Oscar Nicola Piovani, (musiche originali), la supervisione ai testi di Vincenzo Cerami (scomparso nel 2013) oltre ad alcuni giovani sceneggiatori della scuola Holden di Baricco – il progetto si articolerà in nove serate. Top secret i costi (si parla di un budget top per il prime time di Canale 5, tra 1 milione e mezzo e 2 milioni a serata) per un kolossal che ha visto al lavoro più di 1000 animatori, un’equipe di centinaia di tecnici, professionisti della scrittura, del disegno, del suono, della musica e della recitazione.
La colonna sonora della serie, con la musica composta da Piovani – un doppio cd e triplo vinile limitato numerato – sarà disponibile dal 25 gennaio (prodotto da Clan Celentano con distribuzione Universal Music Italia). Il progetto discografico contiene molte canzoni del repertorio di Celentano e il remix di Benny Benassi di alcuni brani storici. Nel cofanetto anche due booklet con le tavole disegnate da Manara: alcuni disegni promettono anche per le prossime puntate scene ‘hard’, che raccontano la passione della coppia protagonista, in particolare la sequenza in cui Gilda in sottoveste rossa e slip neri si spoglia(strizzando l’occhio a Sofia Loren in Ieri, oggi e domani) prima di lanciarsi sul letto dove la aspetta il suo Adrian nudo che legge il giornale.

Santamaria ‘voce’ di Batman in Lego 2In sala il 21 febbraio il sequel dell’avventura animata

21 gennaio 201914:07

– Claudio Santamaria torna a prestare la voce al mitico Batman in The Lego Movie 2: Una nuova avventura, il sequel del film campione di incassi in uscita nelle sale italiane il 21 febbraio 2019 distribuito da Warner Bros. Pictures, dopo la saga dei tre film live-action diretti da Christopher Nolan e i precedenti “The Lego Movie” e “Lego Batman – Il Film”.
“The Lego Movie 2: Una nuova avventura” riunisce gli eroi di Bricksburg in una nuova avventura d’azione per salvare la loro amata città. Dopo cinque anni di vita meravigliosa, ora gli abitanti della cittadina devono affrontare una nuova e gigantesca minaccia: i Lego Duplo, degli invasori venuti dallo spazio, che distruggono tutto più velocemente di quanto si possa ricostruire. La battaglia per sconfiggerli e riportare l’armonia nell’universo LEGO condurrà Emmet, Lucy, Batman e i loro amici in mondi lontani e inesplorati, tra cui una strana galassia in cui tutto è un musical.
Trump candidato peggior attore ai RazziePer ruolo di se stesso in Fahrenheit 11/9 e in Death of a Nation

NEW YORK21 gennaio 201916:32

– Donald Trump ha avuto la nomination come peggior attore alle candidature per i Razzie Award. Il presidente è stato candidato per il ruolo di se stesso in ‘Fahrenheit 11/9’ di Michael Moore e in ‘Death of a Nation’, il documentario pro-Trump di Dinesh d’Souza. I Golden Raspberry Awards, letteralmente Premi Lamponi Dorati, detti anche Razzie Awards da ‘to razz’, spernacchiare, sono premi, assegnati in una cerimonia annuale che si tiene a Los Angeles il giorno prima di quella degli Oscar, per mettere in luce gli attori, gli sceneggiatori, i registi, i film e le canzoni peggiori della stagione cinematografica precedente.
A far compagnia a Trump ci sono anche John Travolta per il suo ruolo in ‘Gotti – Il primo padrino’, che si è beccato una nomination anche come peggior film, e Johnny Depp in ‘Sherlock Gnomes’. Invece della famosa statuina, i vincitori riceveranno un lampone appoggiato su un nastro Super8 dipinto in oro del valore di neanche 5 dollari.
Sex Tape vince 4/o Fish & Chips FestivalAmbientato tra i teenager immigrati di seconda generazione

TORINO21 gennaio 201918:20

– ‘Sex Tape’, film francese di Antoine Desrosières, commedia anticonvenzionale sullo slut shaming (l’atto di far sentire una donna colpevole dei suoi comportamenti sessuali), già presentato a Cannes 2018, ha vinto il 4/o Fish & Chips Film Festival di Torino, dedicato al cinema a sfondo erotico.
“Un film – si legge nella motivazione del Premio – che riesce a combinare un tema forte ed esplicito con uno stile di grande leggerezza, sostenuto da un gruppo di attrici e attori sorprendenti. Senza abusare di grafismi, parla del tema del sesso tra i teenager immigrati di seconda generazione facendoci scoprire un mondo con ironica critica sociale e di genere”.
Fish & Chips, si conferma, secondo l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, “un festival innovativo, amato dal pubblico giovanile, mirato ad ampliare l’offerta cinematografica della città”. Tra gli appuntamenti collaterali anche il Wet Party, la festa ufficiale del festival di sabato notte, con 1.300 persone.
Salemme-Abatantuono consuoceri ‘contro’In ‘Compromessi sposi’ di Miccichè come Totò e Aldo Fabrizi

21 gennaio 201920:46

rd e Sud ‘contro’ interpretati da due futuri consuoceri molto bellicosi, ovvero Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono. Tutto qui ‘Compromessi sposi’ di Francesco Miccichè, in sala dal 24 gennaio con Vision Distribution, che ricalca la commedia italiana più classica guardando soprattutto, come ammette lo stesso regista, a ‘Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi’ capolavoro di Mario Mattoli del 1960. Il film di Vision Distribution e Camaleo con TimVision e Sky Cinema girato tra Gaeta e Formia, racconta di un colpo di fulmine, quello tra Ilenia (Grace Ambrose), giovane e sboccacciata fashion blogger di Gaeta, e Riccardo (Lorenzo Zurzolo), ragazzo bergamasco che aspira a fare il cantautore.
Basta una notte e i due ragazzi vogliono già sposarsi, ma i loro rispettivi padri non sono affatto d’accordo. Diego (Abatantuono), padre del ragazzo, è infatti un ricco imprenditore del Nord dall’anima berlusconiana, mentre Gaetano (Salemme), padre di Ilenia, un più che corretto sindaco del Sud di fede grillina. Per i due consuoceri, e rispettive famiglie, c’è una sola mission: ‘il matrimonio non s’ha da fare’.
In questa commedia con Dino Abbrescia, Rosita Celentano, Elda Alvigini e con la partecipazione di Valeria Bilello e con Susy Laude, Sergio Friscia e Carolina Rey, ritmo frenetico, qualche parolaccia di troppo e le inevitabili gag tra la cultura del nord e quella del sud d’Italia che hanno alimentato tanto cinema di ogni parte del mondo.
“Il mio personaggio – spiega Salemme oggi a Roma – è quello di un sindaco pieno di fragilità mascherate da rigida osservanza alle regole. Ma in questo film così, nonostante sia del sud, ricordo più Fabrizi che Totò, un ruolo che invece adotta Abatantuono”. “Sono due consuoceri contrapposti nel carattere – spiega invece Abatantuono -. Sono quello del nord è vero, ma sono anche quello che si arrangia. Insomma un berlusconiano convinto”. Ammette infine il regista: “Sì nel film c’è solo un pizzico di politica, ma è un tema solo sfiorato. In realtà Compromessi sposi è più la storia di due famiglie che si scontrano e dove alla fine i giovani sono, alla fine, quelli più maturi”. Una curiosità, per la prima volta nel product placement del film approda un marchio di marijuana legale (Free Joint). Frase cult del film, infine, quella di Diego Abatantuono che con disprezzo dice al consuocero Salemme: “siete voi meridionali con i vostri ragù i veri responsabili del buco nell’ozono”.
A Berlino ancora due film italiani, Normal e Il Corpo della sposaA Panorama i film di Adele Tulli e Michela Occhipinti

21 gennaio 201920:43

Approdano altri due film italiani nella sezione Panorama del Festival di Berlino (7-17 febbraio) ed entrambi nel segno del femminile. Si tratta di NORMAL di Adele Tulli e IL CORPO DELLA SPOSA (FLESH OUT) esordio al lungometraggio di Michela Occhipinti (Lettere dal deserto). NORMAL il nuovo film documentario di Adele Tulli (classe 1982) è un viaggio nelle norme, negli stereotipi e nelle convenzioni di genere nell’Italia di oggi. Un cammino lungo quei confini che chiamiamo maschile e femminile. Prodotto da FilmAffair, in coproduzione con due storiche realtà della memoria e dello sguardo collettivo come AAMOD e Istituto Luce Cinecittà, e con Intramovies, il film, realizzato in collaborazione con Rai Cinema e Ginestra Film, verrà distribuito nelle sale italiane da Istituto Luce Cinecittà mentre la distribuzione estera è affidata a Slingshot Films.
Quali sono i rituali, i desideri, i comportamenti legati al genere e alla sessualità? I gesti e i ruoli che spesso senza accorgercene condizionano le nostre identità? NORMAL è un viaggio tra queste dinamiche di genere nell’Italia di oggi,raccontate attraverso un mosaico di scene di vita quotidiana dal forte impatto visivo,dall’infanzia all’età adulta. Un caleidoscopio di situazioni di volta in volta curiose, tenere, grottesche, misteriose, legate dal racconto di quella che siamo soliti chiamare normalità, mostrata però da angoli e visuali spiazzanti.
“Nei miei film precedenti – spiega Adele Tulli – ho lavorato su temi relativi al genere e alla sessualità sempre scegliendo protagonisti che riflettessero il punto di vista di chi si colloca ai margini delle convenzioni sociali dominanti. In questo lavoro volevo sperimentare un cambio di prospettiva, concentrandomi proprio su ciò che viene considerato convenzionale, normativo, normale. L’idea è di creare degli accostamenti che riescano a provocare un senso di straniamento e di sorpresa davanti allo spettacolo della ‘normalissima’ realtà di tutti i giorni. NORMAL intende suscitare una riflessione sulle complesse dinamiche sociali attraverso cui costruiamo e abitiamo le nostre identità di genere”.
Sempre nella sezione Panorama arriva poi un film sulla trasformazione del corpo femminile, ovvero IL CORPO DELLA SPOSA.
Prodotto da Vivo film con Rai Cinema, in associazione con Films Boutique, con il contributo di MIBAC – Direzione Generale Cinema, con il supporto di Regione Lazio, sviluppato con il supporto di Europa Creativa – Programma MEDIA dell’Unione Europea, il film racconta la storia di una donna nella Mauritania di oggi, Verida, a cui la cultura locale impone di aumentare di peso per rendersi più desiderabile agli occhi degli uomini. Per fare questo la tradizione impone alle donne in cerca di marito di mangiare eccessivamente, anche a costo di adottare tecniche di alimentazione forzata come il gavage, l’alimentazione tramite sondino gastrico usata per nutrire le oche nella produzione del foie gras. Mentre il matrimonio si avvicina a grandi passi, pasto dopo pasto, Verida mette in discussione tutto ciò che ha sempre dato per scontato: i suoi cari, il suo modo di vivere e – non ultimo – il suo stesso corpo.

A Rebibbia in mostra quadri detenuti alta sicurezza

“I colori dolenti” allestita nella sala teatro “Cinotti” del penitenziario romano

21 gennaio 201919:15

Francesco, Vincenzo, Luca 1 e Luca 2, Giuseppe, Ivano, Luigi, Santo e Mario: sono i nove detenuti oggi artisti e pittori della sezione alta sicurezza del nuovo complesso del carcere di Rebibbia protagonisti della mostra “I colori dolenti”. Insieme, questa mattina, hanno per la prima volta presenziato all’esposizione dei loro lavori nella sala teatro del penitenziario romano. I nove animano il laboratorio artistico di Rebibbia nato nel 2015 su richiesta di alcuni degli stessi detenuti.”Agli inizi – racconta Francesco – non avevamo materiali e mancavano le tele. Disegnavamo su quello che ci capitava come i pacchetti di sigarette”.”Qui ho toccato i pennelli per la prima volta – aggiunge Vincenzo -. Con noi c’era un compagno di cella che sapeva dipingere. Poi è tornato in libertà. Gli abbiamo di fatto rubato il mestiere. Quello che oggi abbiamo esposto è frutto soprattutto dei nostri sbagli, non solo in senso metaforico. La pittura ci permette di raccontare quello che non riusciamo a esprimere con le parole”.Ma perché “Colori dolenti?” È proprio Vincenzo, in carcere da 17 anni, a spiegare: “L’idea è nata dopo lo spettacolo teatrale che abbiamo messo in scena nel 2009. Era l’Inferno di Dante e ci colpirono i passaggi in cui il Sommo Poeta scrive “Per me si va nella città dolente” e “lasciate ogni speranza oh voi che entrate!” Noi non siamo stati d’accordo: qui a Rebibbia la speranza non ce la toglie nessuno. I “colori dolenti” sono le nostre esperienze personali, certo, ma non per questo perdiamo la speranza di vita”.Dei quadri esposti questa mattina a Rebibbia, il critico d’arte Claudio Strinati ha scritto in una lettera letta in teatro: “Chi è in una condizione carceraria anche così dura non può non avere una prospettiva, come ogni altro essere vivente. Questa prospettiva è presente nelle opere che vediamo oggi nella mostra”. “La crescita artistica dei detenuti – spiega Alessandro Reale, direttore del laboratorio artistico -, è sempre stata costante e lo testimoniano i tanti lavori eseguiti che segnalano oltre alla perseveranza nel frequentare il corso”.Le tele nate nel laboratorio sono state tutte realizzate con la tecnica ad olio. La mostra è stata introdotta da un video, realizzato dal sostituto commissario di polizia penitenziaria Luigi Giannelli, che entra nelle celle di alta sicurezza e fa parlare i protagonisti. Presenti all’iniziativa, la direttrice del carcere, Rossella Santoro, la senatrice Valeria Fedeli, Luigi Ardini commissario capo comandante, Angela Salvio, magistrato di sorveglianza, Antonella Rasola, direttrice sezione alta sicurezza, e Paolo Masini, presidente BPA – Mamma Roma e i suoi figli migliori, che ha consegnato un premio ai detenuti.

Cassazione: ‘sciacquetta’ in tv vuol dire ‘sprovveduta’Motivi assoluzione Rosita Celentano denunciata da Sara Varone

21 gennaio 201918:50

Il vocabolo ‘sciacquetta’ “perde la sua carica offensiva” se viene pronunciato, come concetto “malamente espresso”, dopo la parola “sprovveduta”, nell’ambito di trasmissioni televisive di intrattenimento dedicate ad aspiranti alla notorietà come i ‘tronisti’ e seguite da un pubblico che interpreta il significato delle parole non in base al dizionario ma al contesto nel quale vengono pronunciate. Per questo motivo la Cassazione ha assolto “perchè il fatto non sussiste” Rosita Celentano, la figlia del ‘molleggiato’ che si cimenta nella conduzione tv e radiofonica, per aver dato nel 2009 della ‘sciacquetta’, appunto, alla show girl Sara Varone durante la trasmissione ‘Domenica5’ dedicata a ‘Matteo Guerra e le sue donne’ tema che gli ‘ermellini’ definiscono “già di per sé eloquente”.Il verdetto dei supremi giudici ripercorre i fatti ricordando che la Celentano chiese al tronista Guerra cosa volesse fare da grande e alla risposta che voleva fare l’attore gli disse che allora – sintetizza e traduce la Cassazione – “era inutile farsi riprendere in compagnia di ragazze sempre diverse”. Esattamente però, la figlia di ‘Adrian’ espresse il concetto esplicitato dagli ‘ermellini’ dicendo a Guerra “dove sei tu, queste quattro sciacquette. Che questa cosa riesce solamente con le ragazzine più sprovvedute e veramente quattro sciacquette”. Una delle “ragazzine”, ricorda la Cassazione, era Sara Varone che si sentì diffamata e chiamò in trasmissione per ottenere delle scuse che non ebbe: denunciò Rosita che fu condannata in primo e secondo grado, anche a risarcirla.Con il verdetto 2682 depositato dalla Quinta sezione penale e relativo all’udienza svoltasi lo scorso dieci dicembre, la Suprema Corte spiega che “dalla valutazione della condotta, emerge in maniera chiara come l’imputata muovesse una critica all’ospite presente, Matteo Guerra, al quale addebitava di cercare notorietà accompagnandosi a giovani donne, delle quali, in sostanza si approfittava, perchè sprovvedute”. Ad avviso della Suprema Corte, “in quel contesto il termine sciacquetta acquista, anche nella percezione del pubblico di quella trasmissione televisiva, un senso diverso rispetto alla definizione che ne dà il dizionario della lingua italiana (lavapiatti, sguattera, donna di facili costumi, sgualdrinella) per riferirsi piuttosto al concetto, malamente espresso, di giovane donna inesperta, incauta, ‘sprovveduta’, appunto, termine che nella frase precede, connotandolo, quello improprio di ‘sciacquetta’”. Meno incline ad avvalorare questa interpretazione lessicale e’ stata la Procura generale della Cassazione rappresentata da Elisabetta Cesqui che aveva chiesto la inammissibilità del ricorso per l’evidente offensività del termine rivolto alla Varone e alle altre “ragazzine”.

A Vinci 50 eventi per 500/mo LeonardoAnche esposizione ‘Paesaggio’, 1/o quadro a lui attribuito

21 gennaio 201919:10

– Un calendario di oltre 50 eventi per celebrare il 500mo anniversario dalla morte di Leonardo, con al centro l’esposizione del quadro ‘Paesaggio’, il primo disegno attribuito all’opera del Genio, in prestito dalle Gallerie degli Uffizi. A organizzarli il comune di Vinci (Firenze), terra natale di Leonardo, nell’arco del 2019. Si tratta solo di una parte del complesso delle celebrazioni: la prossima settimana verranno svelati gli eventi dell’associazionismo locale. Quello principale sarà il 15 aprile, giorno della nascita di Leonardo, con il ‘Paesaggio’ a Vinci fino al 15 ottobre. Nel corso del 2019 sono programmate una serie di conferenze curate dai massimi esperti come Paolo Galluzzi, Marzia Faietti, Pietro Cesare Marani e Maria Teresa Fiorio. A Carlo Vecce, il 13 aprile, il compito di occuparsi della Lettura Vinciana con una conferenza sul tema ‘Leonardo e il tempo’. Tre volumi saranno pubblicati dalla Biblioteca Leonardiana. Previsto il passaggio delle Mille Miglia e del Giro d’Italia.
A Torino 60 ore non stop con musica di MozartMaratona con 400 musicisti a 150 appuntamenti

TORINO21 gennaio 201919:11

E’ arrivata alla sua undicesima edizione la maratona musicale Mozart Nacht und Tag che dal 2009 l’Associazione Baretti di Torino, con il coordinamento artistico di Corrado Rollin e Giorgio Griva, dedica al compositore nato a Salisburgo il 27 gennaio 1756. Anche quest’anno partecipano ai 150 appuntamenti, a titolo del tutto gratuito oltre 400 musicisti provenienti dai Conservatori piemontesi e italiani affiancati da professionisti che in modo convinto hanno deciso di partecipare a questa iniziativa mirata alla pura divulgazione culturale. La non-stop di 60 ore comincia la mattina di sabato 26 gennaio per concludersi con il tradizionale concerto in Conservatorio alle 21 di domenica 27. La no-stop, seguita ogni anno da migliaia di spettatori, si tiene in giro per la città tra cui il Cineteatro Baretti, l’Auditorium della Biblioteca Nazionale Universitaria, il Circolo dei Lettori, il Salone degli Svizzeri di palazzo reale, il Tempio Valdese, l’Oratorio San Filippo.

Professore della Unibz primo su Google ScholarMarco Gobbetti, ordinario di microbiologia agraria

BOLZANO21 gennaio 201915:11

Marco Gobbetti, ordinario di microbiologia agraria alla facoltà di Scienze e tecnologia della Libera università di Bolzano è stato classificato da “Google Scholar” al numero uno per citazioni dei suoi articoli scientifici nel settore “Food Microbiology”.Il giudizio del motore di ricerca di Google dedicato al mondo accademico e della ricerca si basa sulle 20.113 citazioni ottenute da Gobbetti, che supera di misura Nagendra P.Shah, docente dell’Università di Hong Kong.Tra i maggiori esperti italiani di microbiologia degli alimenti, originario di Perugia, prima di approdare alla Lub nel 2017, Gobbetti è stato professore ordinario all’Università degli Studi di Bari dal 2000 al 2016.Al parco tecnologico “Noi”, il professor Gobbetti dirige, assieme alla professoressa Raffaella Di Cagno (14ma a livello mondiale su Google Scholar) il laboratorio “Food Microbiology Lab” dell’università ed un team di dieci ricercatori.         [print-me title=”STAMPA”]