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DALLE 11:09 ALLE 23:58

DI MERCOLEDì 02 GENNAIO 2019

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Firenze rievoca Cavalcata dei Magi
Il 6 gennaio corteo fino al Duomo di decine di figuranti

FIRENZE02 gennaio 201911:09

– Firenze, da tradizione, rievoca domenica 6 gennaio, per l’Epifania, la Cavalcata dei Magi, solenne corteo con decine di figuranti. La manifestazione, alla sua XXIII edizione dell’epoca moderna, è organizzata dall’Opera di Santa Maria del Fiore e si rifà a un’antica tradizione fiorentina del XV secolo, quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, di cui fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici, organizzava un fastoso corteo, la ‘Festa de’ Magi’. Dal 1997, in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni della fondazione della Cattedrale, l’Opera del Duomo ha voluto riprenderla.
Il corteo di figuranti con in testa i Re Magi a cavallo, in sontuosi abiti di seta ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli, partirà da piazza Pitti intorno alle 14, snodandosi poi lungo le strade del centro storico. Alle 15 l’arrivo in piazza Duomo dove i Magi offriranno i loro doni a Gesù bambino nel presepe vivente. Ci sarà poi l’intervento di Luca Bagnoli, presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, seguirà la lettura del Vangelo e il saluto del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che parlerà del significato dell’Epifania, accogliendo una rappresentanza dei bambini delle parrocchie della Diocesi fiorentina.
Bolle, 4,5 mln in tv e boom sui socialAl top trending topic. 439 mila interazioni solo su Instagram

02 gennaio 201912:01

– Grande successo per Roberto Bolle e Danza con me: lo show, un inno all’arte dell’etoile dei due mondi e alla bellezza, tra performance di balletto e grandi ospiti, ha incollato nella sera di Capodanno a Rai1 una media di 4 milioni 451 mila telespettatori pari al 21.3%, stravincendo la serata.
Il picco in valori assoluti, con 5 milioni 439 mila spettatori, è stato registrato alle 21.54, quando in scena con Bolle c’era Fabio De Luigi; il punto più alto in share, il 23.7%, è stato raggiunto alle 23.29, durante l’assolo di Bolle dedicato al Ritratto di Dorian Gray.
Boom per Danza con me anche sui social: lo show è stato il programma più commentato dell’intera giornata, al top dei trending topic, con quasi mezzo milione di interazioni di cui 439 mila solo su Instagram. Inoltre 45 mila spettatori medi lo hanno seguito solo su RaiPlay.
Aslico da 70 anni lancia star dell’operaAl suo concorso Carlo Bergonzi, Mirella Freni e pure Ricciarelli

02 gennaio 201912:50

– Si leggono nomi di leggende della musica come Carlo Bergonzi, Mirella Freni, Piero Cappuccilli e Katia Ricciarelli ripercorrendo i primi settant’anni di Aslico, l’associazione lirica concertistica italiana fondata nel 1949 da Giovanni Treccani (che con Giovanni Gentile diede anche vita all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana) per lanciare giovani artisti europei nel mondo della lirica.
E come l’associazione compie 70 anni anche il concorso ad essa legato. Due le sezioni: una per i ruoli delle opere che saranno allestite nella Stagione Lirica Tradizionale 2019/20, di OperaLombardia e del progetto Opera domani; e una per voci emergenti. Nel primo caso i concorrenti devono avere meno di 32 anni, nel secondo devono essere under 28.
La finale assoluta sarà il 6 gennaio alle 15,30 in un concerto gratuito al teatro Sociale di Como, che dal 2001 è la ‘casa’ di Aslico che ne gestisce l’attività artistica.
Epifania a teatro tra Oblivion e clownAggiungi un posto a tavola canta ancora con Gianluca Guidi

02 gennaio 201913:11

– ‘Aggiungi un posto a tavola’ di Garinei, Giovannini e Iaia Fiastri, con Gianluca Guidi a costruire la celebre Arca sulle note di Armando Trovajoli, e ‘La Bibbia riveduta e corretta’ dagli Olblivion, tutti a Roma. E ancora, ‘Cous Cous Klan’, ‘Animali da Bar’ e ‘Thanks for Vaselina’, ovvero la trilogia dedicata alla compagnia Carrozzeria Orfeo, sempre nella capitale, e la magia della neve a teatro con i clown dello ‘Slava’s Snowshow’ a Milano; il musical ‘West Side Story’ diretto da Federico Bellone, con l’Orchestra del Carlo Felice a Genova, e Valentina Lodovini ‘Tutta casa, letto e chiesa’ nello storico testo di Franca Rame e Dario Fo, a Torino: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel week end dell’Epifania.
Canaletto e Venezia a Palazzo DucaleDal 23 febbraio grande rassegna su secolo dei Lumi in Laguna

VENEZIA02 gennaio 201913:16

– Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoderà lungo le sale di Palazzo Ducale, nella mostra che, dal 23 febbraio al 9 giugno, racconterà di un secolo straordinario e del suo protagonista, Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, è a cura di Alberto Craievich, con la collaborazione di RMN-Grand Palais di Parigi.
Una stagione artistica di grande complessità e valore, di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative. Fin dal suo inizio il ‘700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell’arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale.
Luca Carlevarijs pone le basi del vedutismo veneziano, Rosalba Carrera rinnova l’arte del ritratto. Due giovani coetanei dipingono opere in cui la luce acquista valenza fondante, costitutiva: Giambattista Tiepolo con pennellate aggressive in composizioni dinamiche, Canaletto nella pittura di vedute; lo stile di entrambi si farà poi più controllato e nitido.

‘Vice’, Pryce e Fonte trionfano a CapriPremi anche a ‘Roma’ e a Lady Gaga

CAPRI (NAPOLI)02 gennaio 201915:20

– Alla vigilia delle nomination per gli Oscar© (7 gennaio) e della cerimonia dei Golden Globes© (6 gennaio) arrivano i riconoscimenti della 23/a edizione di Capri,Hollywood the International film fest che si chiude oggi sull’isola azzurra. “Vice”, film d’apertura della kermesse, in anteprima europea, diretto da Adam McKay, ha ricevuto quattro premi, tra cui quello per il miglior film; successo per i due attori ospiti del festival, Marcello Fonte (miglior attore per ‘Dogman’ di Matteo Garrone) e l’inglese Jonathan Pryce (miglior attore non protagonista, per “The Wife”), che ha ricevuto anche il ‘Legend Award’, massimo riconoscimento del festival.I premi sono stati annunciati da Lina Wertmuller, presidente onorario dell’Istituto Capri in the World e dal produttore del festival Pascal Vicedomini. “È stato un anno straordinario per la qualità degli artisti che hanno partecipato e la varietà di opere presentate a Capri, Hollywood – hanno dichiarato -. Siamo convinti che la maggior parte dei nostri vincitori saranno protagonisti ai Golden Globe e agli Oscar. Siamo già al lavoro per una grande edizione di LA, Italia Film, Fashion & Art Fest, dal 17-23 febbraio”. “Vice” vince anche grazie a Amy Adams, miglior attrice non protagonista oltre che per le categorie Best Film Editing e Best Makeup and Hairstyling. I film “A Star Is Born”, diretto da Bradley Cooper, e “Roma”, hanno ottenuto tre riconoscimenti. Oltre al miglior regista Alfonso Cuaròn , “Roma” è il miglior film straniero, ed è premiato anche per la migliore scenografia (Eugenio Caballero e Barbara Enriquez). Al film “A Star Is Born” vanno i premi per il miglior montaggio audio, il miglior mixaggio del suono e la migliore canzone originale.Due premi sono andati a “The Wife” (migliore attrice, Glenn Close e miglior attore non protagonista, Jonathan Pryce) e a “First Man”, per i migliori effetti visivi e il miglior punteggio originale. I premi per la sceneggiatira sono andati a “The Green Book” e “Blackkklansman”. Tra i premi consegnati durante la kermesse, il ‘Legend award’ a Nick Nolte, il ‘Master of fantasy’ a Eli Roth, il master of Cinematic’ a Mario Martone, Matteo Garrone è stato premiato per ‘Dogman’ film europeo dell’anno. ‘Breackout Actor’ sono Lashana Linch e Frederick Schmidt e gli italiani Antonio Folletto e Marianna Fontana. La 23esima edizione di Capri, Hollywood – The International Film Fest presieduta dal regista americano Lee Daniels e dall’artista israeliana Noa, è stata organizzata col sostegno MIBAC (D.G Cinema), della Regione Campania in collaborazione con Nuovo Imaie.

A Riccione l’Mc Hip Hop ContestDal 3 al 6 gennaio con 134 crew di ballerini e 34 coreografi

RICCIONE (RIMINI)02 gennaio 201913:39

– In arrivo a Riccione il popolo della urban dance: 134 crew di ballerini (record della manifestazione) e 34 coreografi internazionali partecipano dal 3 al 6 gennaio al Palacongressi alla 24/a edizione dell’Mc Hip Hop Contest, evento dedicato alla danza e alla cultura hip hop con una non-stop di stage, workshop, battle, contest, one-nights e spettacoli.
Quest’anno l’iniziativa è dedicata all’Africa e racconterà la storia dei Masaka Kids, giovani ballerini ugandesi che attraverso danza e musica sanno reagire alle tragedie del loro paese e diffondere nel mondo un messaggio di speranza. Giovedì appuntamento con la ‘Ball Vogue Night’: come nei club newyorkesi, ci si sfida con gli stili più ‘cool’ dell’hip hop.
Venerdì scendono in pista gli street dancers freestyle e si eleggono i migliori ballerini di ogni specialità, sabato è in programma l’elezione di ‘The crew of the year’, domenica finali del crew contest e assegnazione dei Cruisin’ Award, con montepremi complessivi di circa 15mila euro.
Schnabel, Dafoe e i tormenti di van GoghIn sala dal 3 gennaio il film valso all’attore la Coppa Volpi

02 gennaio 201915:08

– “Volevo solo essere uno di loro”: la ricerca della normalità, che ha tormentato tutta la vita di Vincent van Gogh sempre ai confini con la follia, è al centro dell’interpretazione di Willem Dafoe, che dà il volto all’artista nel film di Julian Schnabel ‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, in sala dal 3 gennaio con Lucky Red in associazione con 3 Marys Entertainment, dopo la presentazione in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Un ruolo che è valso a Dafoe la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e la candidatura ai Golden Globe 2019 come miglior attore in un film drammatico.
Schnabel, in questo caso in qualità di pittore prima ancora che di regista, ha firmato un’opera-sfida che pone una domanda: si può raccontare davvero un genio assoluto, un mito dell’arte? “Tutto quello che volevo dire sulla pittura, l’ho detto in questo film e molte cose le ho dette per voce di Van Gogh – ha spiegato a Venezia – tenendo conto che ognuno di noi ha la sua personale visione di quest’artista”.
Fondazione Bocelli avrà sede a FirenzeNegli stessi ambienti anche la Fondazione Zeffirelli

FIRENZE02 gennaio 201916:09

– La Fondazione Bocelli avrà sede a Firenze, negli ambienti del palazzo San Firenze dove un tempo sorgeva il tribunale e che già ospita la Fondazione Zeffirelli.
Lo ha annunciato il sindaco di Firenze Dario Nardella, durante la presentazione del nuovo masterplan degli spazi culturali nel centro storico.
“Siamo orgogliosi del fatto che Firenze darà una casa definitiva alla Fondazione Bocelli in uno dei luoghi più prestigiosi della città – ha detto Nardella -. Il Comune darà alcuni spazi importanti del palazzo San Firenze alle attività della Fondazione Bocelli e, da parte sua, la Fondazione si impegnerà a realizzare un progetto culturale a favore dei giovani e della città di Firenze, e si farà carico dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Per Nardella, “con la Fondazione Zeffirelli e la Fondazione Bocelli nella stessa struttura creiamo un vero e proprio palazzo delle arti e dello spettacolo, una cosa unica nell’Italia e nel mondo”.
Barry Harris ricoverato in ospedaleCondizioni “buone”, aveva annullato concerti Umbria jazz winter

TERNI02 gennaio 201916:30

– Sta meglio ma è ancora ricoverato in ospedale il pianista Barry Harris, che nei giorni scorsi aveva dovuto annullare i concerti in programma per Umbria jazz winter 2018 a causa di un malore. Lo riferisce l’Azienda ospedaliera di Terni.
Il musicista statunitense era stato trattato in urgenza presso l’ospedale di Orvieto per essere poi trasferito in quello di Terni il 29 dicembre. Attualmente – si legge in una nota dell’Azienda ospedaliera – è ricoverato nel reparto di cardiologia di Terni, in attesa di ulteriori accertamenti per definire le cause del malore. Le condizioni generali sono buone e stabili.

Schmidt, più tutela area loggiato UffiziDopo feste Capodanno. In video lanterna cinese incastrata volta

FIRENZE02 gennaio 201916:31

– Maggior tutela per l’area del piazzale degli Uffizi a Firenze in occasioni quali i festeggiamenti di Capodanno e anche il 24 giugno, festa del patrono della città, San Giovanni, che richiamano tante persone in strada. Questo il senso della lettera che il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha scritto al prefetto di Firenze Laura Lega dopo un servizio della Tgr Rai della Toscana sulla notte di San Silvestro in città in cui si vede una lanterna cinese fatta volare nel piazzale degli Uffizi e che ha poi sfiorato la facciata del museo, rimanendo bloccata sotto la volta del loggiato degli Uffizi.
A Milano il musical ‘Peter Pan Forever’Agli Arcimboldi dall’8 al 13 gennaio con le musiche di Bennato

MILANO02 gennaio 201916:37

– Torna al Teatro degli Arcimboldi di Milano il musical ‘Peter Pan Forever’ con le musiche di Edoardo Bennato e la regia di Maurizio Colombi. Lo spettacolo, prodotto da Show Bees e NewStep, andrà in scena dall’8 all’11 gennaio alle ore 21, mentre due sono gli appunti previsti per sabato 12 (ore 17 e 21) e domenica 13 (ore 11 e 17). Il musical – un successo lungo 12 anni con all’attivo più di 800 mila spettatori – riunisce nei suoi 160 minuti i personaggi nati dalla mente di James Matthew Barrie che con ‘Peter e Wendy’, romanzo del 1911 ambientato nei giardini di Kensington, ha creato un mito ancora oggi attualissimo. Le canzoni di Bennato sono quelle del suo album più famoso, ‘Sono solo canzonette’, tra cui ‘Il rock di Capitan Uncino’ e ‘L’isola che non c’è’. In scena Giorgio Camandona, che interpreta Peter Pan, Martha Rossi (Wendy) ed Emiliano Geppetti (Capitan Uncino).
I 50 anni di Woodstock, ad agosto 2 festivalTre giorni di pace e musica, ancora segrete le “line up”

NEW YORK02 gennaio 201919:52

NEW YORK – “Spero di morire prima di diventare vecchio”. Nel terzo giorno di Woodstock, il 17 agosto di 50 anni fa, Pete Townshend degli Who cantò lo spirito della sua generazione a chiusura del “concerto del secolo” sul prato della fattoria di Max Yasgur a Bethel nello stato di New York. Townshend, che nel 2012 è tornato sul palco in chiusura dei giochi di Londra e due anni fa con Billy Idol ha partecipato a un breve tour coast to coast negli Usa, potrebbe essere tra le star di uno dei due nuovi maxi eventi messi di recente in programma per celebrare l’anniversario.Questa settimana Live Nations e il Bethel Woods Center for the Arts hanno annunciato una nuova edizione dal 16 al 18 agosto 2019 per celebrare i 50 anni: la tre giorni di “pace e musica” si svolgerà a Bethel Woods, una struttura creata sul terreno della fattoria che dal 15 al 17 agosto 1969 ospitò la prima Woodstock. Ma c’è anche Michael Lang in pista: l’impresario che fu uno degli organizzatori di allora e che dieci anni fa per mancanza di fondi aveva dovuto rinunciare al quarantesimo anniversario, ha annunciato di avere in programma la sua Woodstock 2.0. Data e luogo ancora indefiniti, così come le line-up dei rispettivi appuntamenti costruiti per far leva sulla nostalgia della generazione che 50 anni fa si ribellò all’establishment e oggi, con i capelli grigi, ha imboccato la via della pensione.Molti si sono già organizzati: motel, bed and breakfast e Airbnb della Sullivan County danno per i giorni dell’anniversario il tutto esaurito. 50 anni fa la generazione di Woodstock non si fece di questi problemi: i ragazzi del ’69 dormirono sul prato sotto il palco improvvisato dove si esibirono per tre giorni 32 artisti, tra i quali Joe Cocker, Jimi Hendrix, Joan Baez e Carlos Santana, richiamando oltre mezzo milione di persone e lanciando al mondo il messaggio di pace e fratellanza che assurse a simbolo di una generazione. Sarà all’altezza l’edizione “d’oro”, tra “performance dal vivo di artisti importanti ed emergenti in rappresentanza di molteplici generi e decenni e conferenze in stile TED di esperti di futuro e retro-tech”, come annunciato dai promoter di Bethel? Molto dipenderà chi salirà sul palco. Non Richie Havens che aprì nel 1969 ed è morto nel 2013 o gli altri grandi che hanno listato a lutto il mondo della musica: Ravi Shankar, Tim Hardin, Joe Cocker, Janis Joplin e Jimi Hendrix.Ma Crosby, Stills, Nash & Young sono ancora sulla breccia, così come Melanie, Arlo Guthrie e Santana. E poi Joan Baez, che ha fatto uscire nel marzo 2018 il suo ultimo album “Whistle Down the Wind” e lo ha promosso nel Farewell Tour: sarebbe un gesto simbolico se Woodstock 50 fosse il vero, ultimo canto del cigno della star di “Farewell Angelina”.

Wine to Love, Ornella Muti torna su Rai1Il film e con Domenico Fortunato, in prima visione il 4 gennaio

02 gennaio 201919:48

– Una ‘romantic comedy’ in cui storie familiari e sentimentali si immergono nell’incantevole scenario lucano del Vulture, raccontando la comunità di questa terra, la sua storia, le masserie, i vigneti e il suo vino pregiato: l’aglianico. Storie animate dalla passione per le proprie origini, per la persona amata, per la famiglia, che diventano un viaggio sentimentale nel cuore dell’uomo. Arriva in prima visione su Rai1 Wine to love – I Colori dell’Amore (una produzione Altre Storie – Rai Cinema, prodotto da Cesare Fragnelli in collaborazione con regione Basilicata), il film che vede il debutto del regista lucano Domenico Fortunato e che andrà in onda venerdì 4 gennaio alle 21.25.Un progetto che rappresenta il ritorno sul piccolo schermo dell’attrice Ornella Muti (nel ruolo di una delle protagoniste Anna), in una commedia romantica ambientata alle pendici del Monte Vulture, in Basilicata. Oltre a lei e al regista Domenico Fortunato, nel cast Michele Venitucci (Luca), Alessandro Intini (Nico), Giulia Ramires (Lucy), Caterina Shulha (Katia), Maria Popova, Teodosio Barresi, Jane Alexander (Laura Rusch), Gianni Ciardo e Alessandro Tersigni (Riccardo). In questa location si staglia l’immenso vigneto dell’azienda vinicola Favuzzi. Storie familiari, sentimenti e vigneti costituiranno la cornice del progetto, immerso nell’incantevole scenario lucano del Vulture, che racconterà la storia del vino pregiato di questa terra: l’aglianico. Dopo il riconoscimento al World Wine Award, il vino dell’azienda diventa uno dei prodotti più richiesti anche al di fuori del territorio italiano. Un successo che supera i confini nazionali arrivando anche a New York dove Laura Rush, direttrice di un’enoteca di lusso, è pronta a tutto pur di acquistare anche l’azienda Favuzzi. Per questo motivo la donna manda Nico, il suo braccio destro, in Italia: il suo compito è quello di conquistare la fiducia di Enotrio per cercare di convincerlo a vendere il suo vino. In realtà a puntare gli occhi anche sulla produzione di aglianico è anche Luca, il fratello di Enotrio, che sommerso dai debiti vorrebbe vedere i terreni per poi investirli nella costruzione di un resort di lusso. Nonostante le mille richieste, Enotrio non cambia idea. Le cose sono però destinate a complicare con l’arrivo di Anna Monti (Muti) e della figlia. Anna è una ex modella per cui Enotrio aveva perso la testa così come il fratello Luca.Il regista e protagonista Domenico Fortunato (interpreta Enotrio) dice: “Wine to love è la storia di uomini di una piccola realtà che si apre al mondo intero globalizzato con stupore e meraviglia, ma con l’orgoglio del senso di appartenenza alla propria terra e con la consapevolezza di saper fare qualcosa di buono e di pregiato da proteggere, da donare al mondo con le modalità e il rispetto che si devono ai pezzi di grande artigianato. Da un altro è la storia di uomini che abitano il mondo globalizzato, che lo vivono secondo altri rituali, senza gli scrupoli di chi è legato ad un piccolo mondo di provenienza, oppure dimenticandolo, e rispettando solo il dogma del ‘Dio Denaro’. I personaggi del mondo globalizzato, però, nei loro cambiamenti, recuperano l’amore per il piccolo mondo arcaico del vino, in questo caso del Vulture e dell’aglianico, comprendendo l’importanza delle radici e della fortuna di poterle piantare di nuovo”.

Skin di Guy Nattiv da aprile in salaIn prima europea al Festival Berlino la storia di Bryon Widner

02 gennaio 201916:33

– Verrà distribuito da Sun Film Group ad aprile nelle sale cinematografiche italiane, Skin di Guy Nattiv, che avrà la sua prima europea nella sezione Panorama al prossimo Festival di Berlino. Il film è la vera storia di Bryon Widner, fanatico suprematista bianco redento, interpretato da Jamie Bell e già presentato al Toronto International Film Festival dove si è aggiudicato il Premio Fipresci della Critica. Nel cast Danielle Macdonald e la candidata agli Oscar Vera Farmiga, affiancati da Mike Colter e Bill Camp. Bryon è un giovane naziskin appartenente ad una feroce “famiglia” di skinheads. Un vita fatta di alcool, droga, violente scorribande razziste e omicidi. Bryon non conosce un altro modo di vivere e sembra apparentemente accettare questa “normalità” fino a quando incontra Julie, una giovane donna madre di tre figlie. Per lei farà la scelta difficile e coraggiosa di voler cambiare la sua vita. Ma la sua “famiglia” non può permettere di essere abbandonata da un proprio figlio e tornerà a riprenderselo.
Il delitto Mattarella, set con sicilianiRegia di Aurelio Grimaldi, inizio riprese previsto da febbraio

02 gennaio 201916:36

– Un vero e proprio tributo alla memoria di Piersanti Mattarella da parte degli attori siciliani coinvolti nel progetto. Inizierà il 4 febbraio a Palermo la pre-produzione del film “Il delitto Mattarella” per la regia di Aurelio Grimaldi, co-prodotto da Cine 1 Italia e Arancia Cinema; con la partecipazione in qualità d’investitore esterno della società Edilizia Acrobatica Spa. Le riprese avranno inizio il 25 febbraio, con un cast siciliano composto da: Leo Gullotta, Nino Frassica, Tuccio Musumeci, Pino Caruso, Pippo Pattavina, Toni Sperandeo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo e Guia Jelo. Grimaldi da anni raccoglie materiali sul caso Mattarella. Tra i personaggi Sergio Mattarella e Pietro Grasso, che quel 6 gennaio 1980 era un giovane pm di turno e quindi titolare di inizio indagini sull’omicidio. Circondati da politici poi pluricondannati (Ciancimino), uccisi dalla mafia per non aver rispettato suicidi per sensi di colpa (Nicoletti) e mafiosi come Stefano Bontade e poi Totò Riina.      [print-me title=”STAMPA”]

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DI MERCOLEDì 02 GENNAIO 2019

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Resoconto, viaggio nelle emozioni
Cusk sovverte regole romanzo e riflette su uomo e letteratura

02 gennaio 201910:41

– RACHEL CUSK, RESOCONTO (Einaudi, pp.
192, 17 euro, traduzione di Anna Nadotti) Un esercizio stilistico di grande eleganza, una riflessione sulla scrittura e sulle finalità della letteratura, ma anche il racconto di una storia che, intrecciandone mille altre, non smette di sorprendere: sembra sovvertire ogni regola del romanzo il “Resoconto” di Rachel Tusk, primo volume di una trilogia che la scrittrice canadese pubblicherà in Italia con Einaudi.
Difficile parlare della trama di un libro in cui poche cose accadono: una scrittrice inglese si reca ad Atene per insegnare in una scuola di scrittura e, con l’animo disposto all’ascolto, farà molti incontri nel caldo bruciante dell’estate greca. La protagonista, già durante il viaggio e poi nel corso della permanenza in Grecia, si troverà coinvolta in lunghe conversazioni: occasioni che le permetteranno di mettere alla prova la sua capacità di ascoltare e che la faranno riflettere sulle vite degli altri. Il bello di questa lettura sta nello scoprire dettagli sulla protagonista, sempre sfuggente, anche grazie ai racconti delle persone che a mano a mano incontra: di lei non sappiamo molto, la immaginiamo mentre prova a dare un senso al suo quotidiano e a quello degli sconosciuti in cui si imbatte, eppure già quel poco ci basta per iniziare a comprenderne l’anima e le fragilità. Al centro della narrazione di Cusk ci sono temi reali come il vissuto femminile, tra maternità e divorzio, e poi il lavoro e la ricchezza, il mestiere di scrittore, ma anche i ruoli che uomini e donne ricoprono nella società. Sebbene non ci sia una trama convenzionale, tuttavia la densità di significati e suggestioni della scrittura di Cusk è innegabile: questa indagine sulla memoria e sul modo che ognuno ha di raccontare la propria, questa analisi sulla pazienza di ascoltare e sulla distanza o al contrario l’empatia tra le persone scava con intelligenza nella mente e nel cuore di chi legge. Nel libro la naturalezza della prosa e il passaggio fluido (eppure studiatissimo) da una storia all’altra hanno la forza della verità, grazie anche al talento che la scrittrice ha di delineare senza fronzoli e con grande acume ogni personaggio: non c’è soluzione di continuità, la narrazione è un flusso ininterrotto di idee e soprattutto di bagagli emotivi differenti. La protagonista è il centro di questo piccolo grande mondo di conversazioni, lei riceve ogni storia (dagli aneddoti quotidiani alle vicende più complesse) e la rielabora, facendosi notare con discrezione ma in modo persistente nel racconto.
L’autrice ha il merito di presentare un affresco di umanità credibile per spingere il lettore a cercare (e forse) trovare qualcosa di sé nelle storie e nei caratteri del libro: un invito che si rinnova in ogni pagina, tanto accattivante da essere difficile da rifiutare.

Il gioco delle coppie ai tempi di WhatsappDal 3 gennaio il film di Assayas che ha divertito Venezia

02 gennaio 201910:42

– Una commedia divertente piena di cose: sentimenti, editoria, mass media, nevrosi, new economy, tradimenti e, soprattutto il mondo digitale che avanza inesorabilmente e cambia tutto, anche i sentimenti: è Il gioco delle coppie, il nuovo film di Olivier Assayas, una sorta di risposta francese ai Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, che dopo applausi e risate alla 75/a Mostra del cinema di Venezia arriva in sala con I Wonder Pictures dal 3 gennaio. Racconta di due coppie, una composta da Alain (Guillaume Canet), editore di successo sposato con Selena (Juliette Binoche), attrice disincantata di serie tv, e l’altra formata da due loro amici: lo scrittore Leonard (Vincent Macaigne), specializzato in storie sentimentali anche troppo personali e riconoscibili, e Valerie (Nora Hamzawi) che fa finta di non vedere troppo, ma è molto attiva sui social e quindi qualcosa sa. Quando nella vita di queste due coppie entra in scena l’addetta allo sviluppo digitale, tutto si complica e sorgono tante domande nei protagonisti. Dove va l’editoria? Si devono usare i software che facilitano la scrittura? Ha senso il libro digitale? Bisogna puntare sugli audiolibri? Da qui un dibattito serrato tra tutti i protagonisti. E i sentimenti? Quelli ci sono sempre, al di là del digitale. Lo si capisce da una semplice cosa: Selena convincerà il marito a pubblicare il romanzo del suo amico Leonard, scartato da Alain, ma non per la bassa qualità.
Assayas racconta con brio queste trasformazioni dei tempi moderni in una commedia raffinata che indaga le relazioni e i giochi di coppia di un gruppo di uomini e donne sull’orlo di una crisi di valori e certezze. Una fotografia dei nostri tempi, spesso esilarante, sulla transizione tecnologica. Il gioco delle coppie è stato designato film della critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI).
“E’ un film sulla scrittura e sull’oralità – ha detto il regista francese al Lido -. Ho iniziato non sapendo bene dove stavo andando a parare. A un certo punto ho pensato che stavo scrivendo un’opera teatrale, ma poi è diventata una commedia”.
Per quanto riguarda l’amore, secondo Assayas “c’è qualcosa di eterno nelle relazioni umane, solo che ora con il digitale si può comunicare, ma alla fine non cambia molto. La digitalizzazione del nostro mondo e la sua riduzione ad algoritmi è il segno di un cambiamento che ci confonde. Il gioco delle coppie non consiste nell’analizzare il funzionamento della new economy. Il suo intento più modesto è quello di osservare, a volte in modo divertente, le domande che assillano ciascuno di noi”.       [print-me title=”STAMPA”]

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Torna Suspiria, tra donne, estetica e sabba
In sala dal 1 gennaio il remake di Argento, a firma Guadagnino

01 gennaio 201911:30

– Certo in quanto a cura estetica e approfondimento dei personaggi e temi, ‘Suspiria’ di Luca Guadagnino, che arriva in sala il 1 gennaio con Videa, non fa certo rimpiangere l’originale di Dario Argento. Le streghe raccontate dal premio Oscar sono in una Berlino dove c’è chi va ad ascoltare le lezioni di Lacan, dove si parla di persone affette da “costruzioni mitologiche” e dove irrompe, anche con il suo femminismo nascente, la banda Rote Armee Fraktion, la RAF più conosciuta come Banda Baader-Meinhof. Quello che resta all’incirca uguale tra originale e remake è l’ossatura della storia e la consapevolezza che, se nel film di Argento le ballerine-streghe erano forse solo un pretesto per dare dei personaggi a un horror, anche se con il sostegno del testo di Thomas De Quincey, in quello di Guadagnino la componente femminile è centrale, ingombrante, totale, sostenuta e voluta.”In Suspiria ho messo in scena donne potenti, non vittime, una caratteristica tutto il mio cinema dove c’è sempre complicità e piacere nell’indagare l’universo femminile”, ha detto Guadagnino alla Mostra del cinema di Venezia dove il film era concorso per l’Italia. A confrontarsi in questo nuovo Suspiria sono, infatti, solo donne: streghe dichiarate, streghe inconsapevoli o solo in essere. E a prevalere nel remake è il culto della madre terra nella triplice versione demoniaca di Quincey che nel libro ‘Suspiria De Profundis’, a cui si è ispirato Argento, dice di aver sognato la dea latina Levana, che lo avrebbe introdotto alle Nostre Signore del Dolore: Mater Lacrimarum, Nostra Signora delle Lacrime; Mater Suspiriorum, Nostra Signora dei Sospiri e Mater Tenebrarum, Nostra Signora delle Tenebre.”Suspiria – ha spiegato ancora il regista – ha segnato il mio immaginario da sempre. Avevo sei anni quando è uscito il film e mi ricordo un po’ quell’atmosfera politica che si avverte chiaramente nel film di Argento, fatti come il rapimento di Moro e soprattutto la violenza che c’era nell’aria”. Differenze con l’originale? “Il cinema è il figlio di chi lo fa – ha precisato Guadagnino -. Quello di Dario brulicava di una tensione che era propria di quel periodo, noi abbiamo avuto la fortuna di farlo in un modo più controllato, che rispettasse maggiormente i nostri tempi”.La storia ha luogo nella Germania degli anni ’70, in un’accademia di danza, la Tanz Akademie, alla quale una ballerina americana Susie Bannon (Dakota Johnson), piena di entusiasmo e talento, decide di iscriversi. A capo della compagnia, la Markos Tanz Company, l’algida e luciferina coreografa Madame Blanc (Tilda Swinton) che sembra tanto Pina Bausch. Ma la scomparsa di alcune ragazze, e i tanti misteri che lentamente si rivelano nella scuola, ci portano in maniera diretta dentro il più tradizionale dei sabba, dove la danza è possessione (“è come fare sesso con un animale” dice a un certo punto Susie) e dove le streghe hanno un vantaggio sugli umani: “ci vedono come parte del mondo reale”, dice una di loro con disprezzo.Nel cast del remake dell’omonimo classico horror diretto da Dario Argento nel 1977 anche Mia Goth, Chlo Grace Moretz e Jessica Harper, già protagonista dell’originale. La colonna sonora è curata da Tom York, frontman dei Radiohead.Frase cult del film, quella che la Swinton dice alla sua allieva Susie come indicazione estetica per una danza-sabba perfetta: “Bisogna rompere il naso a tutto ciò che è bello”.
A mezzanotte 8,6 mln per brindisi Rai1Per L’anno che verrà con Amadeus una media di 5,5 mln e del 35%

01 gennaio 201912:01

– Oltre otto milioni e mezzo di telespettatori hanno brindato al 2019 con Rai1: a mezzanotte davanti alla rete ammiraglia Rai, sintonizzate con lo show L’anno che verrà, c’erano 8 milioni 599 mila persone, pari al 54.4% di share.
L’evento dedicato al Capodanno, condotto da Amadeus in diretta (anche radiofonica su Radio1) da Matera, è stato scelto in media da 5 milioni 552 mila telespettatori, con uno share di 35.1%.
Edizione di successo Umbria jazz winterA Orvieto cento concerti con 170 artisti impegnati

ORVIETO (TERNI)01 gennaio 201913:30

– Ancora un’edizione di successo per Umbria jazz winter a Orvieto che ha unito la musica, l’ospitalità, l’arte, la storia, la buona cucina.
Richiamando anche quest’anno numerosi visitatori, con un incremento di oltre il 15% di presenze e incasso.
Nei cinque giorni in cui si è svolto il Festival – ricordano gli organizzatori – gli appuntamenti in cartellone, 100 concerti con 170 artisti impegnati, hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al Teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito. Con oltre 200 mila euro di incasso e oltre 8 mila biglietti venduti, confermando in particolare il momento di grazia del jazz italiano.
“Notevoli” anche i numeri del Palazzo dei Sette e dei ristoranti del festival, con più di 6.000 presenze complessive.
A conferma del successo della manifestazione anche gli alberghi del territorio – ricorda Uj – hanno registrato il tutto esaurito.
Direttore Uffizi, Germania renda opera trafugata da nazistiE’ dipinto di van Huysum, famiglia tedesca non lo rende a Italia

FIRENZE01 gennaio 201914:59

– “Un appello alla Germania: ci auguriamo che nel corso del 2019 possa esser finalmente reso alle Gallerie degli Uffizi il ‘Vaso di Fiori’ di Jan van Huysum, rubato da soldati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e, attualmente, nella disponibilità di una famiglia tedesca che dopo tutto questo tempo non l’ha ancora reso al museo nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano”. Così l’appello, diffuso anche via Internet del direttore tedesco degli Uffizi, Eike Schmidt. Il dipinto è di Jan van Huysum (1682-1749), un olio su tela appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824. Nel 1940 per motivi bellici fu trasferito in ville del contado e nel 1943 militari tedeschi in ritirata lo portarono via. Schmidt ha fatto collocare una stampa in bianco e nero del ‘Vaso di Fiori’ – da una foto Alinari -, nella stessa sala dei Putti di Palazzo Pitti, dove il quadro si trovava, corredata da cartelli con scritto ‘rubato’ in tre lingue e una didascalia ricorda la vicenda.
Morto Don Lusk, storico animatore DisneyTra i suoi capolavori, Pinocchio, Cenerentola, La carica dei 101

01 gennaio 201915:09

Addio a Don Lusk, leggenda dell’animazione Disney. Ha contribuito al successo di capolavori animati come Pinocchio, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, La carica dei 101.Don Lusk è morto il 30 dicembre in una casa di riposo di San Clemente, in California, a 105 anni. Lo annuncia Variety.  In 60 anni di carriera, Lusk ha lavorato per i grandi classici della Disney, dove fu assunto nel 1933. Tra i titoli, Ferdinando e il toro (1938), Bambi (1942), Cenerentola (1950), Lilli e il vagabondo (1955), La bella addormentata nel bosco (1959), La carica dei 101 (1961). Tra le sue opere memorabili anche Cleo, Pinocchio, la danza dello Schiaccianoci in Fantasia.    Dopo aver lasciato la Disney nel 1960, ha lavorato per un decennio per film a episodi delle strisce dei Peanuts e di Charlie Brown (per la Lee Mendelson Film Productions) e ha collaborato con con il regista e animatore Bill Melendez e con lo studio del regista Walter Lantz. Nel 1970 il passaggio alla Hanna-Barbera, dove ha curato diversi episodi di Scooby-Doo, dei Flintstones e di Tom e Jerry.
Musiche Piovani per ‘Gente d’Aspromonte’Capri, prime immagini del film di Calopresti con Marcello Fonte

CAPRI (NAPOLI)01 gennaio 201914:32

– Sarà il premio Oscar Nicola Piovani a comporre le musiche per ‘Gente d’Aspromonte’ di Mimmo Calopresti: lo hanno annunciato il regista e il produttore Fulvio Lucisano presentando a Capri,Hollywood le prime immagini del film che vuole essere “un manifesto della nostra Calabria, un sogno che Lucisano aveva da tempo”, come racconta il regista di Polistena, in questi giorni al lavoro con il montatore Marco Spoletini. “Vogliamo che questo film faccia conoscere meglio la Calabria, la sua identità, e sono molto felice perché ho lavorato, tra Africo vecchio e Ferruzzano, con attori calabresi tra i quali alcuni straordinari giovanissimi, ad eccezione di Valeria Bruno Tedeschi e Sergio Rubini”. E nelle immagini viste in anteprima, insieme al ‘poeta’ Marcello Fonte (attore dell’anno a Capri per ‘Dogman’), la Bruni Tedeschi nei panni di una maestra settentrionale, un cattivissimo Rubini che imbraccia il fucile, c’è anche Elisabetta Gregoraci, “bel volto tipicamente calabrese” dice Calopresti.
Amore e infanzia al Concerto alla FeniceDirettore Myung-Whun Chung, dedica all’Unicef e al suo lavoro

VENEZIA01 gennaio 201919:32

– Amore e infanzia sono stati i temi portanti del 16/o Concerto di Capodanno svoltosi al Teatro La Fenice di Venezia, appuntamento ormai tradizionale e di grande attrazione televisiva, trasmesso in diretta da Rai1.
Al concerto 2019 ha assistito la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Particolarmente apprezzato il programma musicale, grazie ai solisti, i soprani Nadine Sierra – in forma e voce smagliante – e Serena Gamberoni, i tenori Francesco Meli e Matteo Lippi, e l’Orchestra e Coro della Fenice, diretti da Myung-Whun Chung. In apertura sul palco le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, istruiti da Diana D’Alessio, e una ventina di bambini dell’istituto Grimani-Visentini di Marghera ha partecipato alla sigla di apertura, girata a Burano.
“L’anno scorso – ha ricordato Myung-Whun Chung – nel mio primo concerto avevo detto che siamo molto fortunati ma avverto che quest’anno è ancora più bello, per i bambini”.
Molestie, Spacey in aula il 7 gennaioA Nantucket. Il giudice gli nega la richiesta di esonero

NEW YORK01 gennaio 201915:57

– Kevin Spacey dovrà comparire in tribunale a Nantucket il 7 gennaio per rispondere alle accuse di aver molestato un adolescente nel 2016. Il giudice della District Court, Thomas Barrett, ha respinto la richiesta dell’ex star di House of Cards di evitare di comparire, motivata dall’attore perché la sua presenza “avrebbe amplificato la pubblicità negativa già generata in relazione al caso”.
Attraverso i suoi legali Spacey ha anticipato che il 7 gennaio si dichiarerà non colpevole delle accuse di “aggressione indecente e molestie”. Il premio Oscar per American Beauty è stato denunciato nel novembre 2017 da una ex anchor della tv di Boston, Heather Unruh, per aver molestato il figlio diciottenne durante un incontro casuale in un affollato bar di Nantucket.
Da quando è finito al centro del versante gay dello scandalo delle molestie sessuali a Hollywood, Spacey è praticamente scomparso dalla circolazione.
E’ romana la ‘prima miss dell’anno’Susanna Giovanardi, 19 anni, gioca tennis agonistico

ROMA01 gennaio 201916:37

Susanna Giovanardi, 19 anni, romana, è la ‘prima miss dell’anno’ del concorso di Miss Italia che nel 2019 compie 80 anni. Scelta in un casting nazionale, sarà ammessa alle selezioni finali.
Diplomata, facoltà di Scienze Motorie all’università telematica Uni Pegaso, tifosa della Roma, Susanna gioca tennis agonistico per il circolo ‘Ferratella’ della sua città.
“E’ la nuova Loren, assomiglia alla nostra grande attrice, sembra di rivedere la donna anni ’50”, commenta la patron del concorso, Patrizia Mirigliani. “Ha le caratteristiche, la fisicità di Sofia: l’altezza, le forme, le gambe sono quelle”. E soprattutto “racchiude i concetti sui quali si basa Miss Italia, diciamo la nostra filosofia. Crede nelle sfide, va diretta verso i suoi obiettivi, è impegnata nello studio e nello sport”.
“L’amore per il tennis – spiega la stessa Susanna – è costantemente cresciuto fino a diventare una delle parti più importanti della mia vita. Mi piace lo sport individuale. Sono una ragazza molto determinata e sui campi di gara voglio espormi da sola. Il pensiero di perdere una partita non per mio demerito mi fa star male”. La sua aspirazione è “diventare sempre più brava fino ad entrare nelle prime cento del mondo e giocare uno Slam. Ma in primo piano c’è anche lo studio, sia per la mia formazione, sia perché, se non otterrò grandi risultati nel tennis, cercherò un lavoro, forse nel campo della moda, che amo”, afferma.
A Orvieto nuovo anno su note Umbria jazzIn tanti ai cenoni organizzati per l’edizione invernale rassegna

ORVIETO (TERNI)01 gennaio 201916:23

– Il Capodanno a Orvieto lo si è festeggiato sulle note di Umbria jazz winter.
I cenoni allestiti in vari palazzi della città del Duomo hanno fatto registrare il tutto esaurito, accogliendo ai tavoli centinaia di persone che hanno atteso il 2019 degustando le specialità locali e ascoltando jazz.
Per le vie del centro storico migliaia di turisti che da giorni hanno scelto la Rupe per trascorrere i giorni a ridosso della festa di San Silvestro. Tra le location più affollate quelle del Palazzo del Capitano del Popolo, dove nelle sale Expo e dei 400 si sono esibiti tra gli altri anche Tommaso Gatto, Danilo Rea e i Funk Off con l’on stage.
Netflix, debutta serie ‘guru riordino’Marie Kondo aiuta famiglie Usa nei buoni propositi per il 2019

NEW YORK01 gennaio 201916:51

– Capodanno è il giorno dei buoni propositi e con perfetto tempismo Marie Kondo approda su Netflix. La prima stagione del reality che ha come protagonista la “guru del riordino” ha debuttato il 1 gennaio sul servizio di tv in streaming, protagonista la 34enne maestra giapponese della guerra quotidiana contro l’accumulo portato nelle case del mondo occidentale in anni di shopping incontrollato.
L’autrice di “Il Magico Potere del Riordino” entra per otto puntate nelle abitazioni di altrettante famiglie nell’area di Los Angeles. Fare ordine in casa, secondo Marie, significa riprendere il controllo sulla propria vita: “La mia missione – spiega nel trailer – è di accendere la gioia nel mondo attraverso l’ordine in casa”.
Come ha fatto per anni di consulenze a domicilio, Marie invita le famiglie ad applicare il “Metodo KonMari”, importato nel 2014 negli Usa con un libro diventato bestseller: buttare, ringraziandolo per i suoi servizi, tutto quello che non provoca “una scintilla di gioia”.
Netflix, a luglio Stranger Things 3Dal 4/7 nuove avventure per il cast e i fratelli Duffer

01 gennaio 201919:40

– La terza stagione di Stranger Things, la fortunata serie fantascientifica originale Netflix, creata dai fratelli Duffer, debutterà il 4 luglio in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. Lo annuncia la piattaforma streaming, rilasciando anche un nuovo video che allude a “qualcosa di strano” che accadrà nel 1985: le immagini partono con il countdown che precede l’arrivo del nuovo anno e si concludono con l’inquietante “un’estate può cambiare tutto”.
Accanto ai vecchi amici della prime due stagioni – Millie Bobbie Brown, Finn Wolfhard, Caleb McLaughlin, Sadie Sink, Gaten Matarazzo, Noah Schnapp, Dacre Montgomery, Charlie Heaton, Natalia Dyer, Joe Keery, Cara Buono, Winona Ryder e David Harbour – si sono aggiunti Maya Hawke, Jake Busey e Cary Elwes.
I fratelli Duffer, insieme all’intero cast, sono di nuovo all’opera per raccontare una nuova avventura. Stranger Things è la serie tv originale Netflix creata dai Duffer Brothers. La produzione esecutiva è curata dai Duffer Brothers, Shawn Levy, Dan Cohen di 21 Laps e Iain Paterson. Ha debuttato su Netflix nel 2016.
Ambientata negli anni ’80, nella città immaginaria di Hawkins (in Indiana), la serie ha raccontato nella prima stagione la scomparsa di un ragazzino, Will Byers, e la successiva indagine, che ha rivelato una serie di eventi soprannaturali accaduti nella cittadina. La seconda stagione, invece, si è occupata delle conseguenze di questi eventi, rivelando retroscena sul passato di alcuni personaggi principali ma anche tessendo nuove simpatie e amicizie.
50 anni fa l’uomo sulla Luna, Woodstock e piazza FontanaDieci eventi del 1969 che hanno segnato la storia

01 gennaio 201918:24

I Beatles si esibiscono per l’ultima volta dal vivo, nella leggendaria performance sul tetto della Apple Records, al numero 3 di Saville Road, a Londra. I Rolling Stones perdono tragicamente Brian Jones. Neil Armstrong e Buzz Aldrin passeggiano sulla superficie lunare. Tre giorni di ‘pace e musica’ travolgono Woodstock. Muammar Gheddafi prende il potere in Libia. Esce al cinema Easy Rider. Milioni di lavoratori in lotta animano l”autunno caldo’ dello scontro di classe. La strage di piazza Fontana segna l’inizio del terrorismo politico nel nostro Paese.Nel gioco di rimandi e anniversari che caratterizza l’inizio del nuovo anno, un posto speciale spetta al 1969: 12 mesi che hanno rappresentato una svolta nella società, nel costume, nella musica, nel cinema. Ecco una selezione (necessariamente parziale) di 10 eventi di 50 anni fa.30 MAGGIO, NASCE IN ITALIA LA PENSIONE SOCIALE – La riforma Brodolini introduce la pensione Inps per gli over 65 con un reddito insufficiente.14 LUGLIO, IN SALA ARRIVA EASY RIDER – Dennis Hopper e Peter Fonda attraversano l’America a cavallo di un chopper. Il film dello stesso Hopper, road movie per antonomasia, è uno dei simboli del sogno hippie di cambiare vita, immaginare un modo libero dagli schemi e senza guerre proprio mentre a migliaia di chilometri si consuma la tragedia del Vietnam.20 LUGLIO, LO SBARCO SULLA LUNA – E’ la missione statunitense Apollo 11 a compiere l’impresa. Il modulo Lem tocca il suolo lunare alle 20.18. Sei ore dopo scende Neil Armstrong: “Un piccolo passo per l’uomo, un balzo gigantesco per tutta l’umanità”, sentenzia. Subito dopo tocca a Buzz Aldrin, mentre l’altro astronauta Michael Collins resta in orbita. Quella passeggiata è anche il primo evento televisivo mondiale: tra il 20 e il 21 luglio solo la Rai realizza 25 ore di diretta. Quinta missione con equipaggio del programma Apollo della Nasa, l’Apollo 11, partita il 16 luglio, terminerà il 24 luglio.9 AGOSTO, LA STRAGE DI BEL AIR – Nella villa di Los Angeles di Roman Polanski, Charles Manson, con alcuni affiliati alla sua setta, compie un massacro: muore anche la moglie del regista, l’attrice Sharon Tate, 26 anni, all’ottavo mese di gravidanza.15 AGOSTO, IL CONCERTO DEL SECOLO – Su un prato di 2,4 chilometri quadrati alle porte di Bethel, città rurale a 70 chilometri da Woodstock, nello Stato di New York, su un palco improvvisato si esibiscono per tre giorni 32 artisti, tra i quali Joe Cocker, Jimi Hendrix, Carlos Santana, Still, Nash & Young, richiamando oltre mezzo milione di persone e lanciando al mondo un messaggio di pace e fratellanza che assurge a simbolo di una generazione. Cinquant’anni dopo, Michael Lang, uno degli organizzatori, sogna di realizzare un nuovo festival.15 OTTOBRE, TUTTI IN MARCIA CONTRO LA GUERRA – Con il Moratorium day milioni di persone, soprattutto giovani, sfilano nelle principali città degli Stati Uniti per chiedere di fermare la guerra in Vietnam (1955-75). E’ la prima grande manifestazione per la pace nella storia: spettacolare il corteo a Manhattan, dove vengono liberati in cielo migliaia di palloncini neri con i nomi dei caduti nel conflitto.29 OTTOBRE, NASCE ARPANET – Viene realizzato il primo collegamento tra i computer dell’Università della California Los Angeles (Ucla) e lo Stanford Research Institute di Palo Alto. E’ l’embrione di Internet.SETTEMBRE, L’AUTUNNO CALDO – L’Italia è attraversata da un’ondata di proteste e lotte sindacali favorita dal clima politico del ’68. A far scattare la mobilitazione, la scadenza dei contratti di lavoro, in particolare dei metalmeccanici. Accanto agli operai delle grandi fabbriche scendono in piazza gli studenti, per reclamare il diritto allo studio per tutti le classi sociali. A coniare il fortunato ossimoro ‘autunno caldo’ è il leader socialista Francesco De Martino.11 DICEMBRE, L’UNIVERSITA’ ‘DI MASSA’ – La legge liberalizza l’accesso a tutti gli studenti delle scuole superiori e non solo a chi ha frequentato il liceo.12 DICEMBRE, PIAZZA FONTANA – Alle 16.37 una bomba esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano, uccidendo 16 persone e ferendone 85. Nel giro di un’ora, atri ordini esplodono anche a Roma, all’entrata della Banca Nazionale del Lavoro, all’Altare della Patria e all’ingresso del Museo centrale del Risorgimento. A Milano una seconda bomba inesplosa viene trovata nella sede della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, e viene fatta brillare. Le indagini su piazza Fontana puntano all’inizio sulla pista anarchica, con l’arresto di Pietro Valpreda, poi nel corso dell’inchiesta emerge la matrice nera. Dopo 11 processi in oltre 35 anni, nel 2005 la Cassazione conferma le assoluzioni decise in appello nel 2004 per i tre neofascisti – Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni – condannati in primo grado all’ergastolo e fa calare, senza risposte, il sipario su una delle pagine più nere della storia dell’Italia repubblicana.

Da X Men a Pinocchio, 2019 tra sequel e remakeTornano Men in Black e Toy Story, atteso nuovo Dumbo di Burton

01 gennaio 201919:25

– Le parole chiave per orientarsi nelle strenne, nelle offerte speciali e nel discount cinematografico del 2019 sono quattro: remake, sequel, prequel e spin-off. Certo, si può dire che anche Shakespeare vestiva di panni nuovi gli architravi della tragedia classica, ma quando la stessa, logora struttura narrativa viene rimessa a nuovo senza un soffio di originalità per più e più volte, si rischia di scoprire che, soprattutto a Hollywood, di questi tempi il re è nudo.A cavallo delle feste per la verità, la partita tra Europa e America si annuncia quasi in parità grazie agli italiani Giovanni Veronesi e Luca Guadagnino che con il picaresco MOSCHETTIERI DEL RE (ennesima rivisitazione in chiave stracciona e ironica dei capolavori di Alexandre Dumas) e con SUSPIRIA (terrificante ritorno alle atmosfere di uno de capolavori di Dario Argento) rispondono alla carica dei replicanti a stelle e strisce in passerella con il nuovo SPIDER-MAN (versione a cartoon dell’eroe Marvel), AQUAMAN (all’esordio sul grande schermo, ma ultimo nato della sfortunata sequenza dei DC-Comics rivisti in casa Warner) e soprattutto il fortunato RALPH SPACCA INTERNET che al secondo stadio evolutivo si conferma una sicurezza per la Disney.Nei mesi successivi, però, l’armata americana dei sequel rischia di diventare una vera e propria ondata che funzionerà finché anche le nuove generazioni di spettatori non scopriranno l’inganno accorgendosi che quasi sempre nulla vale gli originali. Non è detto che la regola valga per il nuovo tentativo di tornare grande firmato da M. Night Shyamalan con GLASS (in uscita a gennaio) che incrocia e sviluppa i temi di un “classico” come “Unbreakable”. Ma la regola rischia invece conferme da CREED 2 con Sly Stallone, DRAGON TRAINER (arrivato al terzo capitolo), CAPTAIN MARVEL (atteso per marzo in onore dell’inarrivabile Stan Lee), AVENGERS MOVIE (ancora rifacendosi alla saga Marvel), il terzo JOHN WICK con Keanu Reeves impegnato ormai a emulare Tom Cruise in materia di longevità atletica, fino agli X MEN guidati da Michael Fassbender, ai MEN IN BLACK rivisitati, al quarto episodio di TOY STORY che, tra tutti, promette la maggiore originalità grazie al costante genio innovativo della banda Pixar.Si arriva fino all’estate con un ulteriore X MEN con Antonio Banderas, uno spin-off di “Fast and Furious” intitolato HOBBS AND SHOW e una nuova avventura di SPIDER-MAN garantita da comprimari di peso come Michael Keaton, Samuel L.Jackson, Jake Gyllenhaal.Alla categoria dei remake dovrebbe essere iscritto anche il DUMBO di Tim Burton, ma in questo caso ci si aspetta che il genio d’autore porti nuova linfa alla fiaba Disney. Perché anche il feuilleton ottocentesco usava sempre gli stessi personaggi e allungava da un romanzo all’altro le gesta dei suoi eroi, ma non per questo si appiattiva sull’idea della copia conforme. Non c’è al cinema una legge non scritta che impedisca a Guillermo Del Toro e a Matteo Garrone di accanirsi quasi in contemporanea su un canovaccio ben noto come PINOCCHIO, ma dovrebbe essere vietato copiare senza genio o almeno passione.Da quando è nato, il cinema guarda a se stesso come poche arti prima; ama citarsi, rimanda eroi e miti che sono nati ben prima di lui, ma ha saputo creare una mitologia e un’epica di cui adesso rischia di abusare guardandosi solo l’ombelico. Questa è allora la vera scommessa del 2019: uscire dalla palude del già visto e trovare autori, storie, personaggi che restituiscano al pubblico la meraviglia autentica. Che non è fatta solo di un effetto speciale in più, di una realtà aumentata, di un altro trucco da baraccone. Ma che sa invece creare ancora, nello spettatore, lo stupore della prima volta.

Joely Richardson, sul set con mamma VanessaCon The Aspern Papers l’attrice inglese premiata a Capri

CAPRI01 gennaio 201919:40

CAPRI – Tanti anni fa quel ruolo fu di sua madre, in palcoscenico: come sognante ‘Miss Tina’ Joely Richardson ha incantato ‘Capri, Hollywood’ in ‘The Aspern Papers’ di Julien Landais dal racconto di Henry James, al fianco di Vanessa Redgrave. L’attrice inglese, classe 1965, carisma ed eleganza di famiglia, ha accompagnato sull’isola azzurra il suo film e ritirato il premio ‘Capri Person of the Year’.”Come è stato recitare con mia madre? – ha raccontato la figlia della grande attrice già ‘Legend Award’ a Capri,Hollywood e del regista Tony Richardson, nonché mamma a sua volta della giovane Daisy Bevan – me lo chiedono spesso. E’ già successo quattro volte, ma è un’emozione speciale. C’è sempre un po’ di tensione iniziale, ma poi sul set siamo solo due attrici e lavoriamo al servizio del film”. Nel progetto al fianco del protagonista Jonathan Rhys Meyers, Joely era entrata prima della Redgrave, che amava da sempre questa romantica storia, ed ha quindi poi accettato con gioia il ruolo della anziana musa.L’uscita del film è fissata per l’11 gennaio negli Stati Uniti. The Aspern Papers è una storia ambientata a Venezia alla fine dell’ 800: Morton Vint (Jonathan Rhys Meyers) è un critico affascinato dal poeta romantico Jeffrey Aspern (Jon Kortajarena) e vorrebbe impossessarsi delle lettere che Aspern scrisse alla sua amata, Juliana Bordereau (Vanessa Redgrave). La donna vive in un palazzo veneziano con sua nipote Tina (Joely Richardson), un personaggio puro ed ingenuo. Il regista francese Julien Landais, che è anche attore e modello, è al suo debutto nel lungometraggio. Tra cinema e televisione (è stata recentemente sugli schermi britannici con ‘Surviving Christmas with the Relatives’) la Richardson (già in Nick/Tuck) sarà una delle star della serie inglese The Rock in lavorazione nel 2019. Proprio come sua madre ama l’Italia e la sua cultura. E lo ha voluto sottolineare ritirando il premio e ricordando il suo bel legame con il ‘patrigno’ Franco Nero, “che mi ha insegnato tanto sui grandi autori italiani e sulla musica”.

Terry Gilliam visita Villa CampolietoIl regista Usa ammira presepe ed esedra: ‘Teatro perfetto’

NAPOLI01 gennaio 201919:29

– Affascinato a Napoli e dai suoi presepi, a cui dedicò il corto ‘The Wholly family’, il regista statunitense Terry Gilliam, ospite del festival Capri,Hollywood, ha visitato Villa Campolieto a Ercolano, dove ha ammirato il presepe artigianale che fa parte della collezione permanente.
Residenza nobiliare del ‘Miglio d’oro’ e sede della Fondazione Ente Ville Vesuviane, il sito ha colpito molto Gilliam, accompagnato dalla moglie Maggie. Accolto dal presidente della Fondazione Gianluca Del Mastro, il regista è stato guidato nei diversi ambienti e dopo aver ammirato il piano nobile, i saloni affrescati, le scuderie, la sala detta ‘dell’Incannucciata’ e la collezione di presepi, Gilliam ha immortalato il panorama del Golfo di Napoli dall’esedra che ha definito “un perfetto teatro all’aperto”, elogiando la scelta della Fondazione di realizzare da oltre trent’anni un festival in questo spazio e in altre Ville Vesuviane. “Valorizzazione dei beni culturali ed eventi vanno di pari passo”, ha detto il regista.       [print-me title=”STAMPA”]

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DI LUNEDì 31 DICEMBRE 2018

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Mary Poppins al top incassi, poi la Cortellesi
3/o Bohemian Rhapsody. Quinti i Moschettieri, sesto Spider-man

31 dicembre 201811:01

– Il ritorno di Mary Poppins domina gli incassi anche nel week end di Natale: la storica tata, interpretata nel remake da Emily Blunt, rastrella 3,2 milioni di euro e sfiora in totale i 9,3 milioni. Debutto in seconda posizione per un’altra figura amata da grandi e piccoli: la Befana, nella rilettura ironica di Paola Cortellesi, con 2,7 milioni di euro in 4 giorni. Chiude il podio Bohemian Rhapsody, opera rock sulla vita di Freddie Mercury e film più visto dell’anno, con 1,9 milioni nel fine settimana (quasi 21 in totale sul mercato monitorato da Cinetel). Scivola al quarto posto Amici come prima, il cinepanettone che ha ricomposto la coppia Boldi-De Sica, e precede Moschettieri del re – La penultima missione, la commedia di Giovanni Veronesi con Favino-Papaleo-Rubini-Mastandrea, che debutta con circa 1,7 milioni. Sesta un’altra new entry, Spider-man: Un nuovo universo, con 1 milione nel week end (1,8 milioni in 6 giorni). Complici le feste, il box office totale vola a 15 milioni 956 mila euro

Nannini protagonista di Unici su Rai2Il 2 gennaio “L’inarrestabile Gianna” ripercorre la sua carriera

31 dicembre 201817:00

– “L’inarrestabile Gianna” è il titolo della puntata di Unici che andrà in onda il 2 gennaio alle 22.55 su Rai2, dedicata all’unica rockstar al femminile italiana.
Giorgio Verdelli, autore e regista del programma, intervista Gianna Nannini, in un percorso intenso che ha un filo conduttore rappresentato dai preziosi filmati delle Teche Rai e dal personale archivio di Gianna Nannini fatto di foto esclusive e immagini dei grandi concerti: dall’ultimo tour italiano alle date in Germania, tra cui ovviamente Berlino, in cui la rocker conferma l’amore per il pubblico tedesco.
Un ritratto musicale nel quale non mancheranno i brani più famosi: “America”, “Fotoromanza”, “Bello e impossibile”, “Ogni tanto”, “Fenomenale” e tutti gli altri che l’hanno resa celebre.
E ancora i duetti con Carmen Consoli, Laura Pausini, Elisa, Emma, Fiorella Mannoia, che non sono solo collaborazioni artistiche, ma anche storie di vera amicizia.
Bellaria Film Festival premia WertmullerLa regista novantenne, per il buon cinema ci vogliono capitali

BELLARIA (RIMINI)31 dicembre 201812:33

– Premio alla carriera a Lina Wertmuller alla 36/a edizione del Bellaria Film Festival, con la nuova direzione di Marcello Corvino, soddisfatto per il rilancio, con 18 film in gara sul tema costituzionale di tutela della cultura (art.9).
Per fare del ‘buon cinema’ ci vogliono i ‘capitali’, ha sottolineato la regista, 90 anni, ricevendo il premio: “Il mio invito – ha detto – è mettere a disposizione più risorse economiche. Questo è quello che conta”.
Tra i vincitori, il concorso Bei Doc per documentari da 90 minuti (3.000 euro) se l’è aggiudicato “Tutto è scritto” di Marco Pavan di Treviso, per aver “mostrato aspetti fondamentali e sottaciuti del pensiero islamico come la cultura, la bellezza” e “la grande eredità del sapere”. Il Bei Young Doc under30 (1.000 euro) è andato a “Riski” di Otto Reuschel di Trieste. Il Doc con la miglior colonna sonora, scelto dal pubblico (Premio Bacalov da 500 euro), è “Beo” di Francesca Pirano e Stefano Viali. Unanime la giuria presieduta da Moni Ovadia.
Inno di Luisi apre programmazione Radio1Eseguito dall’Orchestra Rai il 16 dicembre al Senato

31 dicembre 201812:58

– Dal primo gennaio 2019 Radio1 manderà in onda l’Inno italiano in apertura e chiusura di canale (alle 4:58 e alle 23:58) nella versione diretta dal maestro Fabio Luisi ed eseguita dall’Orchestra sinfonica nazionale della Rai.
L’esecuzione è avvenuta domenica 16 dicembre 2018, in apertura del XXII Concerto di Natale nell’Aula del Senato, su iniziativa del presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il nuovo Inno sostituirà quello diretto dal maestro Claudio Abbado con la Berliner Philharmoniker di Berlino. “Abbiamo voluto valorizzare e promuovere un Inno nazionale interpretato in modo splendido e con autentico trasporto nell’emiciclo di una delle due Camere – dichiara il presidente della Rai, Marcello Foa -. Una decisione che è al tempo stesso un riconoscimento del valore della nostra orchestra e un segno tangibile di rispetto e vicinanza verso le massime istituzioni del Paese”.
Concerto Capodanno in Reggia PorticiIl 1 gennaio alle 11.30 il duo Casucci e Ruotolo

PORTICI (NAPOLI)31 dicembre 201813:16

– Un concerto per dare il benvenuto al nuovo anno è in programma martedì primo gennaio alle 11.30 nella Reggia di Portici (Napoli). Ad esibirsi nella Sala Cinese, espressione del gusto settecentesco per le atmosfere orientali, sarà in esclusiva il duo composto dal soprano Romina Casucci e dal pianista Luciano Ruotolo. I due musicisti svolgono da anni una carriera caratterizzata da concerti in prestigiose sedi internazionali e affiancano alle esibizioni l’ideazione di festival e percorsi di alta formazione. Il programma prevede Sonata in re minore L.366 di Scarlatti, I tempo sonata KV 570 di Mozart, andante spianato e grande polacca brillante op.22 di Chopin, ‘Me voglio fa na casa’ di Donizetti, Amour Amour di Tosti, Casta Diva dalla Norma di Bellini, O mio babbino caro da Gianni Schicchi di Puccini, Mi chiamano Mimì da La Bohème di Puccini, Musica Proibita di Gastaldon.
Renga, live evento a Verona e TaorminaIl 2019 tra Sanremo, nuovo disco di inediti e tour

31 dicembre 201813:23

– Alla vigilia del nuovo anno Francesco Renga annuncia il ritorno live in primavera con Verona e Taormina Live 2019, due concerti unici all’Arena di Verona (27 maggio) e al Teatro Antico di Taormina (13 giugno – in attesa di autorizzazione dalla Regione Siciliana), anteprime del tour che il prossimo inverno toccherà tutta Italia. “Come ormai avrete capito il 2019 sarà pieno di sorprese, a partire dal mio nuovo disco di inediti in primavera… per questo voglio iniziare il nuovo anno condividendo con tutti voi anche questa cosa meravigliosa – spiega Renga – Sono davvero felice di tornare a esibirmi in due luoghi così magici e prestigiosi per la musica italiana come l’Arena di Verona e il Teatro Antico di Taormina. Sarà fantastico farlo ancora una volta insieme! Buon 2019 a tutti”.
Dopo l’esperienza in trio con Max Pezzali e Nek, reduci da un tour di grande successo, Renga si prepara, tra l’altro, a tornare in gara al Festival di Sanremo con il brano Aspetto che torni.
A Tel Aviv l’ultimo addio ad Amos OzSarà sepolto nel suo kibbutz. Cordoglio anche da Abu Mazen

31 dicembre 201814:15

– Centinaia di israeliani fra cui esponenti del mondo della politica e della cultura si sono raccolti in un teatro di Tel Aviv per porgere un estremo saluto allo scrittore Amos Oz, morto il 28 dicembre a 79 anni per un tumore. Fra quanti hanno pronunciato elogi funebri il capo dello stato Reuven Rivlin, che era non solo un suo estimatore ma anche un amico di infanzia, la figlia Fania Oz-Salberger ed i nipoti.
Da Ramallah il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato un messaggio di cordoglio. “Oz era uno scrittore ed un pensatore di spicco – ha scritto -. Ha difeso la causa dei diritti e della giustizia, ha lanciato appelli per la pace e per una vita in dignità”. Oz sarà sepolto in giornata nel kibbutz Hulda, nel sud di Israele, dove ha vissuto a lungo.

Antonella Ruggiero, esce inedito ‘Senza’Brano non incluso nell’ultimo lavoro ‘Quando facevo la cantante’

31 dicembre 201815:15

– Esce il 31 dicembre ‘Senza’, il nuovo inedito di Antonella Ruggiero che ha appena pubblicato l’opera ‘Quando facevo la cantante’ (Libera/distr. Artist First): in sei dischi e 180 pagine di approfondimento musicale e sperimentazione fotografica il meglio delle registrazioni live dal 1996 ad oggi, insieme a brani registrati sia in concerto che in studio, mai pubblicati prima. Un lungo viaggio nella carriera solista della cantante genovese, che ha scelto di non includere ‘Senza’ nell’ultimo lavoro: “Ho voluto tenere ‘Senza’ fuori dalla raccolta dei 115 brani di ‘Quando facevo la cantante’, per un’occasione speciale – commenta l’artista – E questa è quella giusta. Questo brano rappresenta ciò che penso da sempre, e cioè che le cose importanti sono davvero poche e tutto il resto non è che un inutile orpello che condiziona la vita. A chi l’ascolterà e vorrà farla ascoltare ai più giovani, dico grazie”.
L’autrice di ‘Senza’ è Yel Bosco, l’arrangiamento e la produzione sono a cura di Roberto Colombo.
Restaurato altare in Cattedrale di SienaLavori conclusi anche per tela Madonna di Fontana e Vanni

SIENA31 dicembre 201815:32

– Concluso il restauro dell’Altare dei Santi Pietro e Paolo della Cattedrale di Siena. L’altare, opera del senese Antonio di Carlo Fancelli, risale alla metà del XVII secolo. I lavori, iniziati a giugno e finiti nei giorni scorsi, sono stati diretti da Claudio Pistolozzi, capo dell’area tecnica dell’Opera della Metropolitana e dal direttore scientifico Alessandro Bagnoli, funzionario della Soprintendenza, che si sono avvalsi della consulenza dell’Università degli Studi di Siena. Il restauro ha riguardato il materiale lapideo, i consolidamenti delle strutture lignee, la tela che rappresenta la Vergine Maria Assunta in cielo con i Santi Pietro e Paolo, con sullo sfondo la scena di un miracolo compiuto da Pietro in Antiochia. Il dipinto fu realizzato dal pittore veneziano Salvatore di Pietro Fontana, ma, a causa di una diatriba sorta tra il Camarlengo della Congregazione di S.Pietro e l’artista, questi non lo completò e dopo qualche anno venne chiamato Raffaello Vanni per terminarlo.
Arbore, jazz italiano secondo al mondo”Umbria jazz winter è eccellenza” dice presidente Fondazione

ORVIETO (TERNI)31 dicembre 201815:35

– “Umbria jazz winter è un’eccellenza mondiale. Il jazz italiano è il secondo al mondo e con alcuni artisti diventa il primo, come nel caso di Paolo Fresu”: a dirlo è stato Renzo Arbore, presidente della Fondazione Uj, a Orvieto dove si svolge la rassegna.
Nel ricordare l’importanza dell’evento e sottolineando la bellezza della città del Duomo, Arbore si è rivolto all’attuale ministro della Cultura, Alberto Bonisoli. “Spero – ha detto – che possa dare un contributo importante al jazz italiano come ha fatto il suo predecessore Franceschini che ci ha dato l’eccellenza e ha contribuito al nostro successo”.
Intanto a Orvieto sono arrivati migliaia di appassionati di jazz e turisti da ogni parte d’Italia e del mondo. La 26/a edizione di Ujw si concluderà nella giornata del 1 gennaio, ma ha fatto registrare il tutto esaurito fin dalle primissime battute.
Zucchero: una notte a Venezia, su Rai2Bluesman si racconta, dopo doppio live evento piazza San Marco

31 dicembre 201815:49

– Un concerto, un documentario musicale, ma non solo: nella magica atmosfera di Venezia, Zucchero si confessa parlando anche delle sue origini, degli amici, degli affetti, dei sogni, delle paure. Delle vittorie e di qualche sconfitta. Della politica e della religione, del diavolo e dell’acqua santa, tra sacro e profano. E’ ‘Zucchero: una notte a Venezia’, in onda il 1 gennaio dalle 19.40 su Rai2.
Zucchero e Venezia, uno speciale legame reso ancora più forte da ‘The Best Live’, due concerti unici realizzati in Piazza San Marco: dopo 7 anni di assenza, il 3 e 4 luglio 2018, con Zucchero la grande musica rock-blues è tornata ad incantare una delle piazze più belle d’Italia, davanti a un pubblico proveniente da ogni parte del mondo.
100 anni Salinger e Il giovane HoldenLo scrittore nacque a New York il primo gennaio 1919

31 dicembre 2018

– J.D. SALINGER, IL GIOVANE HOLDEN (EINAUDI, PP. 238, EURO 18,00) Einaudi, l’editore italiano dei libri di J.D. Salinger, a quasi 70 anni dalla prima edizione americana del 1951 e a 60 da quella italiana, ha fatto ritradurre a Matteo Colombo ‘Il giovane Holden’ nel 2014, per svecchiarlo e renderlo più leggibile per un giovane d’oggi che, davanti alla versione di Adriana Motti, non si riconosceva e si trovava in difficoltà. Il libro, che in America è un classico fatto leggere nelle scuole, racconta un week end, dopo che il sedicenne Holden è stato cacciato dall’ennesimo college, nella Manhattan della beat generation, tra ubriacature, locali in cui si suona, prostitute, confronti deludenti con i professori e i vecchi amici, senza alcuna voglia di tornare a casa, tranne che per rivedere la piccola sorellina Phoebe. Un week end di passaggio, tra l’adolescenza e la vita adulta che lo attende, al termine del quale finisce malato in ospedale e frequenta uno psicanalista: non lo alletta l’idea di tornare a scuola e quando gli chiedono cosa pensi di tutto ciò che ha raccontato non sa “che accidente rispondere…. Se proprio volete la verità, io non so cosa ne penso” e confessa che un po’ gli mancano tutti quelli di cui ha parlato sia bene, sia male.
Oggi, a cento anni dalla nascita dello scrittore, avvenuta a New York il primo gennaio 1919, nonostante questa nuova veste, non è facile capire quanto i giovani digitali, di cultura e vita tanto diversa, possano ancora non dico identificarsi, ma trovare qualcosa che li coinvolga in quelle pagine e nelle vicende di Holden Caulfield. Tanto più che certi condizionamenti e regole cui questi era insofferente sono ormai stati vinti dalle generazioni precedenti, ancor più dai nonni che dai genitori di quella attuale che quel libro hanno molto amato, quale anticipatore delle insofferenze del ’68. Bisogna che chi lo affronta oggi sia un buon lettore, visto che la sostanza del libro è in gran parte nella lingua in cui è raccontato in prima persona, più che nelle vicende del protagonista, e quindi sappia vedere nel complesso la metafora del passaggio, della crescita.
Salinger, in quelle pagine, racconta infatti della ribellione e dell’impossibilità a essere adulti, come ha fatto tanta letteratura americana da ‘Tom Sawyer’ di Mark Twain a ‘Mr.
Vertigo’ di Paul Auster, quasi fosse il paese a non poter diventare adulto, orfano e lacerato tra la libertà personale e la necessità di una comunità di appartenenza, tra l’essere amato e il bisogno di indipendenza. Quella lacerazione che forse visse lo stesso Jerome David Salinger, figlio di un commerciante ebreo di origini polacche, che, raggiunta la fama, la maledice e si ritira a vivere isolato nel New Hampshire diventando induista.
Prima di pubblicare ‘Il giovane Holden’, finito il college si era imbarcato su una nave da crociera entrando poi nell’impresa del padre, che lo mandò alla filiale di Vienna della società, da dove fuggì giusto un mese prima dell’Anschluss nazista. Tornato in patria, frequentò il corso di scrittura della Columbia, dove il suo insegnante gli pubblicò il primo racconto nel 1940.
Scoppiata la guerra, vi prese parte in Europa a partire dal 1942. Partecipò allo sbarco in Normandia e alle battaglie successive, quindi, assegnato al controspionaggio, fu tra i primi a entrare nel lager di Dachau liberato, il cui drammatico ricordo, come si può capire, pare non l’abbia mai abbandonato.
Anche in guerra non smise mai di scrivere e, al ritorno, quando mandò al New Yorker ‘Un giorno ideale per i pescibanana’, ebbe un contratto di prelazione per tutti i suoi futuri lavori.
Prima di partire soldato aveva scritto un racconto con protagonista proprio Holden Caulfield. Era una figura che riteneva avrebbe meritato un romanzo e quando questo uscì fece scandalo per le stesse ragioni che gli diedero il successo: per il punto di vista contestatario, per il linguaggio forte e disinibito, per il modo dissacratorio con cui affrontava temi quali la religione e il rapporto con i genitori.
Due anni dopo mandò in libreria i ‘Nove racconti’, nel 1953, e da quella data le notizie su di lui diventano sempre più rare e difficili da controllare. Si sa che si sposò nel 1955 con una studentessa, Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt, e dalla quale fu lasciato nel 1966. Pubblicò ancora nel 1961 ‘Franny e Zoooey’ e nel ’63 ‘Alzate l’architrave, carpentieri’, saga della famiglia Glass. La curiosità su di lui è continua: escono foto scattate di nascosto nel paese in cui si è ritirato, si pubblicano libri biografici su di lui, che cerca di farli ritirare rivolgendosi al tribunale. All’inizio degli anni ’70 ebbe un’amante, che, finita la relazione, disse che Salinger scriveva regolarmente, aggiungendo che aveva completato almeno due romanzi. C’e chi dichiarò di avergli sentito dire di avere messo la parola fine a “un romanzo romantico, ambientato negli anni della guerra”. Nel 1997 fu annunciata l’uscita di un suo vecchio, breve racconto mai edito in volume, ‘Hapworth 16, 1924’, più volte rimandata e poi sospesa. Insomma, le notizie sono tutte frammentarie e di seconda o terza mano ancora oggi, a quasi nove anni dalla sua scomparsa, il 27 gennaio 2010, mentre del suo archivio non si riesce a sapere praticamente nulla.
Cortellesi, io Befana che odia Babbo NataleIn sala dal 27 dicembre La Befana vien di notte di Soavi

31 dicembre 2018

– “A Babbo Natale fanno fare la pubblicità e alla Befana niente. D’altronde cosa possono proporle, una crema per rughe? È vero: l’odio della Befana verso Babbo Natale è un mio personale contributo alla sceneggiatura”.
Così Paola Cortellesi, regina del box office italiano, parla del film ‘La Befana vien di notte’ di Michele Soavi, fantasy per ragazzini in sala dal 27 dicembre in 450 copie da Universal Pictures e Lucky Red. L’attrice, che interpreta con coraggio, con tanto di scopa e mega-trucco, l’anziana signora attesa da tutti i bambini il 6 gennaio, è convinta che Babbo Natale sia “forse più protagonista perché maschio, a lui non lo hanno fatto brutto, sarebbe stato male accolto, mentre non è stato così per la Befana”.
Il film, con protagonisti sei ragazzini, ci porta in Alto Adige, da Castelrotto all’Alpe di Siusi, dove Paola (Cortellesi) è una maestra di scuola elementare dalla doppia vita. Di giorno è una brava insegnante, mentre di notte si trasforma nella leggendaria Befana. Ma un certo punto la donna viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli, Mr. Johnny (Stefano Fresi) che ha un antico conto da saldare con lei e ha una sola mission: sostituirla nel suo lavoro. Per farlo, in questo film-favola che guarda a E.T., Tim Burton e Terry Gilliam, Mr.
Johnny farà di tutto per togliere lo scettro alla Befana che però troverà aiuto in sei alunni della sua classe che, a bordo delle loro biciclette, le daranno tutto il loro aiuto.
La Befana super-eroina? “Tutte le donne lo sono, fanno cose incredibili durante tutto il giorno. Ma in questo film – sottolinea l’attrice – sono protagonisti soprattutto i bambini.
Sono loro al centro della storia e sono sempre loro che, proprio con questa storia, imparano a convivere e a capire che da soli non si va lontano”. La Cortellesi, comunque, non ha paura che la figlia di cinque anni, Laura, possa finire confusa da questo film sull’esistenza della Befana: “Lei è stata sul set e sa che faccio l’attrice. Dunque non c’è niente di male se interpreto un personaggio che esiste davvero”.
Eguagliare il successo al box office di ‘Come un gatto in tangenziale? “Lo spero – dice la Cortellesi -, ma ancora di più che diventi un classico per l’infanzia, un film che diventa un appuntamento ad ogni Natale”.
“Il mio percorso come regista – spiega Soavi – trae origine dal cinema di genere italiano, con un amore particolare per il fantasy e l’horror . Per molti anni, il ‘genere’ e stato bandito e il cinema italiano si e isolato e ha censurato così la sua creatività”.
“L’idea iniziale era quella di fare un film per tutta la famiglia – dice infine Nicola Guaglianone che ha curato soggetto e sceneggiatura – e di far incontrare due mondi e immaginari completamente diversi: il cinema teen anni ’80 e la tradizione popolare italiana. E chi meglio della Befana? E se poi ci metti anche sei ragazzini in bicicletta, il cinecarbone è servito”.       [print-me title=”STAMPA”]

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Il gioco delle coppie nel’era di Whatsapp
Dal 3 gennaio il film di Assayas che ha divertito Venezia

30 dicembre 2018 04:44

– Una commedia divertente piena di cose: sentimenti, editoria, mass media, nevrosi, new economy, tradimenti e, soprattutto il mondo digitale che avanza inesorabilmente e cambia tutto, anche i sentimenti: è Il gioco delle coppie, il nuovo film di Olivier Assayas, una sorta di risposta francese ai Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, che dopo applausi e risate alla 75/a Mostra del cinema di Venezia arriva in sala con I Wonder Pictures dal 3 gennaio.Racconta di due coppie, una composta da Alain (Guillaume Canet), editore di successo sposato con Selena (Juliette Binoche), attrice disincantata di serie tv, e l’altra formata da due loro amici: lo scrittore Leonard (Vincent Macaigne), specializzato in storie sentimentali anche troppo personali e riconoscibili, e Valerie (Nora Hamzawi) che fa finta di non vedere troppo, ma è molto attiva sui social e quindi qualcosa sa. Quando nella vita di queste due coppie entra in scena l’addetta allo sviluppo digitale, tutto si complica e sorgono tante domande nei protagonisti. Dove va l’editoria? Si devono usare i software che facilitano la scrittura? Ha senso il libro digitale? Bisogna puntare sugli audiolibri? Da qui un dibattito serrato tra tutti i protagonisti. E i sentimenti? Quelli ci sono sempre, al di là del digitale. Lo si capisce da una semplice cosa: Selena convincerà il marito a pubblicare il romanzo del suo amico Leonard, scartato da Alain, ma non per la bassa qualità.Assayas racconta con brio queste trasformazioni dei tempi moderni in una commedia raffinata che indaga le relazioni e i giochi di coppia di un gruppo di uomini e donne sull’orlo di una crisi di valori e certezze. Una fotografia dei nostri tempi, spesso esilarante, sulla transizione tecnologica. Il gioco delle coppie è stato designato film della critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI). “E’ un film sulla scrittura e sull’oralità – ha detto il regista francese al Lido -. Ho iniziato non sapendo bene dove stavo andando a parare. A un certo punto ho pensato che stavo scrivendo un’opera teatrale, ma poi è diventata una commedia”. Per quanto riguarda l’amore, secondo Assayas “c’è qualcosa di eterno nelle relazioni umane, solo che ora con il digitale si può comunicare, ma alla fine non cambia molto. La digitalizzazione del nostro mondo e la sua riduzione ad algoritmi è il segno di un cambiamento che ci confonde. Il gioco delle coppie non consiste nell’analizzare il funzionamento della new economy. Il suo intento più modesto è quello di osservare, a volte in modo divertente, le domande che assillano ciascuno di noi”.

Ancora un giorno, tra le vite in guerraFilm animato premiato agli Efa da libro di Kapuscinski su Angola

30 dicembre 201814:10

– “Se un uomo crede di aver visto tutto, qualcosa di molto prezioso è morto dentro di lui, il piacere di vivere”. Era una delle convinzioni del grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski (1932-2007), che in 47 anni di viaggi ha seguito una serie di guerre e colpi di Stato, dall’Asia all’Africa, al Sudamerica. Una delle sue testimonianze memorabili, quella sulla guerra civile in Angola, rivive in un coinvolgente mix di animazione e live action, con filmati d’archivio e interviste ai protagonisti nel Paese di oggi, in ‘Ancora un giorno’ di Raul de la Fuente e Damian Nenow. Premiato come miglior film d’animazione agli European Film Awards 2018, sarà in sala dal 31 gennaio con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
Tratto dall’omonimo libro di Kapuscinski, il film, che unisce racconto di vita e di morte a grandi eventi, ripercorre il caos (o ‘confucao’, come lo chiamavano gli angolani), nel quale precipita il Paese nel 1975 con l’addio dei portoghesi alle colonie africane e la guerra civile.
100 anni Salinger e Il giovane HoldenLo scrittore nacque a New York il primo gennaio 1919

30 dicembre 201814:31

– Einaudi, l’editore italiano dei libri di J.D. Salinger, a quasi 70 anni dalla prima edizione americana del 1951 e a 60 da quella italiana, ha fatto ritradurre a Matteo Colombo ‘Il giovane Holden’ nel 2014, per renderlo più leggibile per un giovane d’oggi. Il libro, negli Usa un classico fatto leggere nelle scuole, racconta un week end, dopo che il sedicenne Holden è stato cacciato dall’ennesimo college, nella Manhattan della beat generation, tra ubriacature, locali, prostitute, confronti deludenti con i professori e i vecchi amici, senza alcuna voglia di tornare a casa, tranne che per rivedere la piccola sorellina Phoebe. Un week end di passaggio tra l’adolescenza e la vita adulta che lo attende.
Oggi, a 100 anni dalla nascita dello scrittore, avvenuta a New York il 1 gennaio 1919, on è facile capire quanto i giovani digitali possano trovare qualcosa che li coinvolga nelle vicende di Holden Caulfield. Bisogna che chi lo affronta sappia vedere nel complesso la metafora del passaggio, della crescita.
Das Boot, la guerra in fondo al mareSerie tedesca ispirata a film Petersen apre 2019 su Sky Atlantic

30 dicembre 201819:40

– La brutale realtà della vita durante la seconda guerra mondiale, tra scelte, sopravvivenza, tormenti emotivi: dopo il successo di Babylon Berlin, Sky Atlantic inaugura il 2019 con Das Boot, seconda produzione originale di Sky Deutschland, otto episodi in onda dal 4 gennaio in prima serata. Siamo nell’autunno del 1942 nella Francia occupata: il sommergibile U-612 è pronto per il suo viaggio inaugurale e si prepara ad affrontare il conflitto con i giovani membri dell’equipaggio, incluso il nuovo comandante, Klaus Hoffmann (Rick Okon).I 40 uomini intraprendono così la loro prima missione, lottando con le condizioni anguste e claustrofobiche della vita sott’acqua. Le loro personalità sono spinte al limite, mentre le tensioni aumentano e i legami di lealtà iniziano a frantumarsi. Nel frattempo, al porto di La Rochelle, il mondo di Simone Strasser (Vicky Krieps) sfugge al suo controllo: travolta da una pericolosa liaison, un amore proibito, è combattuta tra la sua lealtà per la Germania e la Resistenza e si trova a mettere in discussione tutto.”E’ finito il tempo in cui erano solo gli Stati Uniti a sfornare serie tv di successo – ha sottolineato il regista, Andreas Prochaska, all’anteprima di Das Boot al Torino Film Festival -: ormai in Europa si producono serie molto amate dal pubblico come le tedesche Babylon Berlin e questa, già venduta in 100 Paesi tra cui la stessa America. Si è formato uno stile, un genere ben preciso, molto richiesto sul mercato che sta interessando tutti i Paesi”. In Germania la serie è stata un grande successo: “Forse perché il tema dell’occupazione nazista in Europa è ancora forte, non solo per i tedeschi, ma per tutti. O anche per le atmosfere del film ad episodi, quasi tutti ambientati nell’angusto e claustrofobico sommergibile U-612, vissuto dalla Germania di allora, nel 1942, come un perfetto prodotto dell’alta ingegneria tedesca”.Prochaska ha spiegato di essersi ispirato all’omonimo romanzo di Lothar-Gunther Buchleim, nonché al celebre film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen, che ottenne sei nomination all’Oscar nel 1983. “Ho studiato con attenzione quel capolavoro – ha sottolineato – perché non ci sono molti documenti su come i soldati vivessero in quell’ambiente claustrofobico e miniaturizzato”. Il film è in fase di traduzione in diverse lingue, “cosa non facile – ha detto ancora il regista – perché i protagonisti parlano tedesco, francese e inglese. Un elemento, il multilinguismo, importante anche sotto un profilo contenutistico, in quanto si racconta il rapporto di quei giorni tra la cultura militare tedesca e la resistenza del paese oppresso, in questo caso la Francia. La miglior cosa forse sarebbe poterlo vedere in lingua originale con i sottotitoli”.Il cast è stellare, si va da Lizzy Caplan (Master of Sex) a Vicky Krieps (Il filo nascosto), da Rick Okon (Tatort) a Tom Wlaschiha (Il trono di spade), a Vincent Kartheiser (Mad Men), August Wittgenstein (The Crown), Rainer Bock (Bastardi senza gloria), Leonard Scheider (Finsterworld).

Capodanno, Mole Torino color ‘bollicine’Monumento si veste da festa per brindisi mezzanotte

TORINO30 dicembre 201815:23

– La Mole Antonelliana si veste da festa per salutare con tutti gli onori il 2019. Allo scoccare della mezzanotte, che segna l’arrivo del nuovo anno, il monumento simbolo di Torino si tingerà di un inedito color ‘bollicine’. “La nuova luce accompagnerà la notte dei festeggiamenti e, in un metaforico cin-cin, augurerà a ognuno di noi e alla nostra città dei gioiosi mesi insieme”, annuncia su Facebook la sindaca Chiara Appendino.
Prosegue dunque lo spettacolo di colori, realizzato con la collaborazione del Gruppo Iren, che regala ai torinesi e ai turisti in città per le feste di fine anno una Mole come non si era mai vista prima. Il colore ‘bollicine’ arriva dopo il rosso di Natale e il blu di inizio dicembre, grazie alle 2.500 lampade stroboscopiche a led disposte su tutta la guglia e sulla cupola del monumento.
Marghera, rigenerazione d’arte e culturaStudi in un’area periferica tra fabbriche e palazzi dismessi

VENEZIA30 dicembre 201815:32

– Studi d’artisti e architetti, “cellule” di rigenerazione culturale e produttiva, di possibile aiuto a una rinascita sociale tra spazi periferici post industriali di Porto Marghera, che continuano a tenere la posizione, a offrire la speranza che, a margine di un’area punteggiata dalle ciminiere, si realizzi il sogno di un “distretto delle arti”.
“Pila 40” è uno di questi esempi che fanno storia. In tre grandi edifici di cemento e vetro, attorno a un cortile, negli anni ’20 adibiti a stalla per cavalli da trasporto e poi trasformati in rimessa per macchine per uso civile e industriale, negli anni hanno trovato posto studi di artisti, di curatori, di architetti. Un cambio di destinazione d’uso agevolato dalla proprietà, i fratelli Pasqualetto, che hanno riconvertito gli spazi, aprendo la strada alla formazione di quello che, tra gli addetti ai lavori, viene considerato un contenitore di creatività.
Noseda dirige Adriana Lecouvreur al MetAnna Netrebko debutta a New York nel ruolo principale

WASHINGTON30 dicembre 201816:34

– C’è anche una vigilia di Capodanno con tocco italiano a New York, dove il maestro Gianandrea Noseda dirigerà il 31 dicembre al Metropolitan Opera una nuova produzione dell’opera Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, con Anna Netrebko al suo debutto a Ny nel ruolo principale in cui hanno brillato in passato Renata Tebaldi, Montserrat Caballé e Renata Scotto. Le repliche dello spettacolo, allestito dal regista scozzese David McVicar, proseguiranno sino al 26 gennaio.
Noseda, direttore artistico della National Symphony Orchestra (Nso) di Washington Dc, direttore ospite principale della London Symphony Orchestra e dal 2021 direttore generale musicale della Zurich Opera, torna al Met un anno dopo aver condotto la nuova produzione di Romeo e Giulietta di Bartlett Sher, con Diana Damrau e Vittorio Grigolo. L’evento riunisce inoltre Noseda a Netrebko al Met per la prima volta dopo il loro debutto nel 2002.
Nuova vita per i giganti del ‘900, scade il copyrightDa Mann a Agatha Christie, a Capodanno opere di pubblico dominio

NEW YORK30 dicembre 201820:36

– Nuova vita nel 2019 per molti giganti della creatività del Novecento: il prossimo Capodanno i libri di celebri autori, da Thomas Mann a Marcel Proust, Agatha Christie e D.H. Lawrence, ma anche “I Dieci Comandamenti” di Cecil B. DeMille, “Il Pellegrino” di Charlie Chaplin e le composizioni di Bela Bartok, entreranno nel pubblico dominio.Migliaia di opere perderanno le protezioni legali che finora le avevano agganciate a case editrici ed eredi a colpi di royalties da diritti di autore e controllo creativo: un terremoto dalle profonde conseguenze per il mondo dell’editoria, perché permetterà, tra l’altro, di creare nuove opere basate sui classici senza che i nuovi autori diventino bersaglio di cause legali per violazione del copyright. Tutto questo accadrà perché il prossimo primo gennaio scade una proroga ventennale del copyright approvata nel 1998 dal Congresso.La legge, battezzata dagli scettici “il Mickey Mouse Protection Act” perché adottata dietro la lobbying della Disney per tenere sotto diritti di autore fino al 2024 “Steamboat Willie”, il primo film di Topolino, aveva allungato i termini del copyright per le opere pubblicate tra 1923 a 1977 da 75 a 95 anni dalla pubblicazione, congelandone di fatto la proprietà. Da Capodanno le cose cominceranno a cambiare: ogni primo gennaio un nuovo gruppo di classici diventerà patrimonio culturale comune, rendendo nell’arco di pochi anni largamente disponibili i frutti della creatività di autori come F. Scott Fitzgerald, William Faulkner, Ernest Hemingway e Virginia Woolf. Una volta entrato nel pubblico dominio, un libro potrà essere riprodotto, stampato, prodotto in audiolibro o in edizione digitale su Amazon, perfino modificato come accadde nel 2002 con il bestseller “Orgoglio e Pregiudizio e Zombie” o adattato per il teatro o il cinema senza problemi di diritti di autore.All’inizio del prossimo anno Google Books, che aveva cominciato a scannerizzarle da anni, pubblicherà edizioni complete digitali di opere uscite nel 1923 tra cui “Tarzan e il Leone d’Oro” di Edgar Rice Burroughs e “Un Figlio al Fronte” di Edith Wharton. Altri scrittori coinvolti nell’alluvione di titoli includono Willa Cather, Joseph Conrad, P.G. Woodhouse, Rudyard Kipling e Robert Frost. Nel 1923 oltre 130 mila opere creative vennero registrate per il copyright, tra queste “Il Grande Romanzo Americano” di William Carlos Williams, ma per la maggior parte dei casi – ha detto al New York Times John Ockerbloom, esperto di diritti digitali alla University of Pennsylvania – i diritti d’autore non furono rinnovati dopo la prima volta.

Incassi Usa, Aquaman batte Mary PoppinsTerza piazza per Bumblebee. Vice debutta in sesta posizione

30 dicembre 201822:27

Il supereroe acquatico batte l’eroina d’altri tempi: Aquaman, il film Warner con Jason Momoa, Amber Heard, Willem Dafoe, domina il box office Usa post-natalizio e resta in vetta con 51,5 milioni di dollari (189 milioni in totale), precedendo Il ritorno di Mary Poppins. Il live action Disney rastrella poco più di 28 milioni nel fine settimana, raggiungendo quota 99 milioni. Terza piazza ancora per Bumblebee, spin off della saga dei Transformers diretto da Travis Knight, con 20,5 milioni di dollari (66,7 milioni in totale).In quarta posizione si conferma Spider-man: un nuovo universo, con 18,3 milioni di dollari di incasso nel week end (oltre 103 milioni in totale), davanti a un altro film Warner: The Mule di e con Clint Eastwood e con Bradley Cooper (11,7 milioni, per complessivi 60,7 milioni). Debutto al sesto posto per Vice – L’uomo nell’ombra, biopic di Adam McKay con un sorprendente Christian Bale nei panni di Dick Cheney, che deve accontentarsi di 18 milioni di dollari in 6 giorni, 7,7 nel week end.
Capodanno in tv tra show, musica e filmAmadeus da Matera, Panicucci a Bari. E il 2019 parte con Bolle

30 dicembre 201822:46

ROMA – 3, 2, 1…. Buon anno! Che siate per un film, grandi concerti o anche solo per il countdown in diretta, sarà la tv a scandire l’arrivo del 2019 nelle case degli italiani. A partire dai due grandi show in piazza, su Rai1 Amadeus con ‘L’anno che verrà’ in diretta da Matera e su Canale 5 Federica Panicucci per un ‘Capodanno in musica’ da Bari con Annalisa, Benji & Fede, Luca Carboni, Elodie, Riccardo Fogli e Roby Facchinetti, Irama, Junior Cally, Elettra Lamborghini, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Gue Pequeno, Ron, Fabio Rovazzi, Tiromancino.Rai2 punta invece su cinema e animazione, tra ‘Hotel Transylvania 2’ e il gigante buono di ‘Ralph Spaccatutto’ (bis la sera dell’1 con Amy Adams e Patrick Dempsey in ‘Come d’incanto’ e la ‘Pocahontas’ Disney). Mentre su Rai3 torna la gioia del Festival Internazionale del Circo di Montecarlo con Melissa Greta Marchetto, amori e passioni per l’ultima notte dell’anno di Rete4 con ‘La grande storia di Pepa’. Su Sky Uno debutta proprio il 31 la nuova stagione di Alessandro Borghese 4 ristoranti, con prima puntata da Milano dedicata al cenone di Capodanno tra sapori, cibi e tradizioni di Cina, Eritrea, Russia e Cuba. Si prosegue verso la mezzanotte tra le bellezze del Victoria’s Secret Fashion Show, Le cirque du soleil in O: The Acquatic e Michael Bublé Live Show at BBC.Ancora musica su Sky Arte tra i Gipsy Kings ‘King of the world’ e Freddie Mercury ‘The Great Pretender’. Amanti del grande cinema, per voi il 31 c’è solo l’imbarazzo della scelta: tra thriller e fantascienza la Maratona Time di Italia 1, notte Hitchcock per La7, doppietta tra ‘L’ultima vacanza’ e ‘Quando l’amore brucia l’anima’ su Paramount, Maratona Edwige (Fenech) su Iris, Capodanno da Idioti su 20, Maratona Omini verdi su Focus, ‘Il grande cinema di Natale’ su K2 e Super Capodanno al via con ‘L’uomo d’acciaio’ per Premium Cinema. Per i serial addicted, su Sky Cinema debutta il 31 la nuova indagine di Filippo Timi ne ‘I delitti del Barlume’, su Giallo indagini natalizie per ‘L’ispettore Barnaby’ e su Mtv maratona di episodi natalizi per ‘Nick Jr’. Per i bimbi che vanno a letto presto, Capodanno si festeggia il pomeriggio, il 31 e l’1, con ‘Le strenne dello Zecchino d’Oro’ di Rai1, tra canzoni storiche interpretate da big come Pavarotti, Mina e Andrea Bocelli e i duetti storici di Topo Gigio.Il 2019 Arriva subito con un carico di big e show, sin dall’1 gennaio: su Rai1 Roberto Bolle e il suo ‘Danza con me’, su Rai2 ‘Zucchero – una notte a Venezia’, su Italia 1 il pattinaggio di ‘Hit on ice’ da Courmayeur e su Mediaset Extra il ‘Checco Zalone Show’. Tra i film da non perdere, ‘Indipendence Day’ su Italia 1 e due cult della risata come ‘L’aereo più pazzo del mondo’ e ‘L’aereo più pazzo del mondo sempre più pazzo’ su Comedy Central. Su Focus, in prima tv, speciale ‘Fidel Castro – L’uomo oltre il mito’.

Nick Nolte, iribelle ambientalista che ama l’Italia’A head full of honey’ a Capri, ‘così racconto l’Alzheimer’

NAPOLI30 dicembre 201819:45

CAPRI – Nick Nolte, il grande ribelle del cinema americano, oggi è un santone gentile che ama l’Italia (“qui c’è ancora spazio per l’umanità e le sue storie, e per l’umorismo”) ma anche un ambientalista convinto che non fa sconti a Trump. “E’ un presidente che non crede a nulla, solo a se stesso”, dice con l’inconfondibile voce roca. Nolte affida ai suoi ultimi film messaggi forti: contro il cambiamento climatico (‘The last word’, sul set) e al fianco delle famiglie con malati di Alzheimer (‘A Head full of honey’ di Til Schweiger) e ne parla con convinzione.Lunga barba bianca, cappello a larghe falde che nasconde gli occhi di giaccio, felpa grigia logata ‘Capri, Hollywood’, il 77enne attore è sull’isola azzurra per ritirare il ‘Legend award’ che gli ha assegnato il festival prodotto da Pascal Vicedomini dove ha presentato il remake di un film tedesco. Il suo ruolo è quello di un anziano malato ed è diretto dallo stesso Schweiger che nel 2014 firmò il primo film, grandissimo successo in Germania. E proprio per poter veicolare un messaggio positivo sul tema in tutto il mondo, spiega Schweiger, è stato girato un remake in lingua inglese, con un super cast di cui fa parte anche Matt Dillon. “E’ un film che parla di come possiamo rapportarci noi sani con le persone malate, con Til abbiamo voluto parlare del problema senza pesantezze, con ironia. E’ stata una nostra scelta e può essere anche criticata, ma siamo sicuri che questo film potrà aiutare le famiglie. Si tratta di una condizione che è molto diffusa tra le persone anziane – racconta -. Ricordo che da bambino mi rapportavo allegramente con mia nonna malata. Nel film c’è anche mia figlia Sophie Lane Nolte. Farà l’attrice? Til l’ha scelta, io la lascio libera, non voglio certo influenzarla”.Da un anno circa frequenta il nostro Paese per preparare ‘Last Words’ di Jonathan Nossiter, alcune scene sono state girate recentemente ai templi di Paestum. “Siamo stati alla cineteca di Bologna – racconta Nolte – perché ci sarà anche un film nel film, e a Venezia. Ma il nome del mio personaggio, Shakespeare, è stato un’idea di un abitante di Paestum, che vedendomi mi chiamò cosi. La storia (tratta dal romanzo Mes derniers mots di Santiago Amigoreno, ndr) è ambientata nel 2086, io ho più di 100 anni. L’uomo è ormai vicino all’estinzione a causa del riscaldamento globale, siamo rimasti solo io e Kal, un giovane africano. Purtroppo sono tutte cose che gli scienziati hanno previsto da tempo. Un argomento certo scioccante, ma se la politica globale non troverà alternative, la fine dell’uomo è segnata”.       [print-me title=”STAMPA”]

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Il 2019 tra il nuovo Houellebecq e ‘Fedeltà’ di Missiroli
Anche maestri come Murakami e italiani da Gamberale ad Albinati

28 dicembre 2018 10:28

– L’atteso ritorno del provocatorio e visionario anticipatore dei mali del nostro tempo Michel Houellebecq con ‘Serotonina’, l’arrivo in Italia di ‘In bocca al lupo’, miglior giallo dell’anno per la BBC e ‘The Times’, del “nuovo John le Carrè” Mick Herron e la ‘Fedeltà’ in tutte le sue luci e ombre raccontata da Marco Missiroli. Il 2019 in libreria si apre tra grandi maestri, da Murakami Haruki alla Pulitzer Jennifer Egan e tra molte novità di autori italiani come Chiara Gamberale ed Edoardo Albinati.Ecco alcuni titoli di punta: La Nave di Teseo parte alla grande con l’uscita il 10 gennaio di ‘Serotonina’, in cui Houellebecq ci racconta la solitudine di un ingegnere agronomo che chiude con tutto: il lavoro, la fidanzata, le amicizie e sopravvive grazie a un antidepressivo. Come era successo con ‘Sottomissione’, uscito nel giorno dell’attentato a Charlie Hebdo, nel nuovo romanzo, dove il sesso ha come sempre un ruolo centrale, lo scrittore sembra anticipare le proteste dei gilet gialli.In tutt’altre atmosfere ci porta ‘In bocca al lupo’ (Feltrinelli), il nuovo capitolo della serie di Jackson Lamb, in cui Herron mette in scena la perfetta occasione di riscatto per ‘i Brocchi’, un branco di agenti segreti allontanati dall’Intelligence, ma ancora in azione. Tutti gli eventi inspiegabili e le apparizioni trovate nel primo volume de ‘L’assassinio del Commendatore’ di Murakami, più volte candidato al Nobel, trovano imprevedibili soluzioni nel secondo volume ‘Metafore che si trasformano’ (Einaudi) in cui ci confrontiamo con le paure che ci divorano. Dopo il successo di ‘Parlarne tra amici’ torna Sally Rooney con ‘Persone normali’ (Einaudi) in cui reinventa il modo di raccontare l’amore. Esce per HarperCollins il nuovo capitolo della saga dei Courtney di Wilbur Smith con David Churchill che ci porta nel cuore del secondo conflitto mondiale ne ‘La guerra dei Courtney’. Undici racconti della Premio Pulitzer Jennifer Egan, raccolti in ‘Emerald City’ (Mondadori) vedono protagoniste modelle e casalinghe, banchieri e studentesse alla ricerca di se stessi. E’ un giallo originale tra realtà e finzione ‘La grande esposizione’ (Guanda) della svedese Marie Hermanson, ispirato a un vero episodio della vita di Albert Einstein.Arriva anche il political thriller ‘Codice Kingfisher’ (Longanesi), tra i titoli più contesi alla Fiera di Francoforte 2018, che getta una nuova luce sui legami politici ed economici tra Stati Uniti e Russia, firmato da uno scrittore e giornalista americano che ha deciso di mantenere l’anonimato per proteggere la sua fonte. E’ ispirato a una storia vera ‘Stella’ (Feltrinelli), il romanzo d’amore ossessivo nella Berlino del 1942, di Takis Wurger, giornalista d’inchiesta per il Der Spiegel. E Matt Haig in ‘Vita su un pianeta nervoso’ (e/o) ci spinge a chiederci come possiamo restare umani in un mondo sempre più tecnologico. Per Fazi esce ‘Nel cuore della notte’, secondo atteso volume della trilogia di Rebecca West. Resistere a una tentazione siamo sicuri che non significhi tradire la nostra indole più profonda? Va al cuore di questo dilemma Marco Missiroli in ‘Fedeltà’ (Einaudi). Tra gli italiani di punta: Chiara Gamberale che ne ‘L’isola dell’abbandono’ (Feltrinelli) da voce alla paura di perdere il controllo della nostra esistenza. Mentre Michela Marzano in ‘Idda’ (Einaudi) indaga sull’identità, la famiglia e l’amore attraverso la storia di due donne di diverse età che si rispecchiano tra passato e presente.In arrivo anche ‘Cuori fanatici’ (Rizzoli), il nuovo romanzo del Premio Strega 2016 Edoardo Albinati che ci porta nel 1981, sullo sfondo di una città bella e disincantata dove la posta in gioco è la profondità oscura della vita. Giuseppe Culicchia ne ‘Il cuore e la tenebra’ (Mondadori) ricostruisce la vita del padre scomparso e Alberto Schiavone in ‘Dolcissima abitudine’ (Guanda) attraverso la voce di Piera, che per la maggior parte della sua vita è stata la prostituta Rosa ci racconta le trasformazioni di Torino e dell’Italia, dagli anni Cinquanta a oggi. Un toro semina invece il terrore a Bellano nel nuovo romanzo ‘Certe fortune’ (Garzanti) di Andrea Vitali. Tra Cormac McCarhty e Quentin Tarantino, arriva anche ‘Il fuoco e la polvere’ (Frassinelli), il nuovo romanzo di Mauro Garofalo, l’autore di ‘Alla fine di ogni cosa’, che ci porta in Maremma.
Torna Mary Poppins, tra omaggio e magiaEmily Blunt nel ruolo iconico che fu di Julie Andrews

29 dicembre 201810:54

– C’è un altro Mr Banks che ha bisogno di essere salvato e non può che pensarci la tata magica più amata da piccoli e grandi. E’ il punto di partenza de Il ritorno di Mary Poppins, sequel di Rob Marshall con Emily Blunt per il ruolo reso iconico da Julie Andrews nel capolavoro del 1964 tratto dalla serie letteraria di P.L. Travers. In sala dal 20 dicembre con Disney, questo seguito, ripropone temi universali, come l’infanzia a confronto con le durezze del mondo adulto e il rapporto padre – figli, filtrati da magia, canzoni corali, coreografie e un tocco di animazione 2d, rendendo un omaggio rispettoso nelle virgole ma vitale al film di Robert Stevenson. Insieme a Emily Blunt (doppiata in italiano da Domitilla D’Amico, e per le canzoni da Serena Rossi) ci sono, fra gli altri, il nuovo re di Broadway, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters, Colin Firth. Senza dimenticare i cameo di Meryl Streep, nei panni della bizzarra cugina di Mary Poppins, Topsy (che canta anche uno dei brani più riusciti della colonna sonora, ‘Sopra Sotto’), Angela Lansbury e il sempre straordinario, oggi 93enne, Dick Van Dyke a fianco di Julie Andrews nel 1964.Con la trama originale scritta da David Magee, che ha tratto spunto dagli elementi principali nei libri di P.L Travers, si viene trasportati nella Londra degli anni ’30, alle prese con le conseguenze della Grande Depressione, 25 anni dopo la prima avventura. Michel Banks (Whishaw) ora è adulto, sempre legatissimo alla sorella Jane (Mortimer), e padre di tre bambini, Annabel (Pixie Davies), John (Nathanael Saleh) e Georgie (Joel Dawson). Per loro è un periodo molto difficile: stanno affrontando il lutto per la recente morte della madre dei piccoli e la prospettiva di perdere, a causa di un debito, la casa di famiglia. Una situazione che impone il ritorno della tata ‘praticamente perfetta’ e dalle mille risorse, sempre giovane, Mary Poppins. Ad aiutarla a guidare i Banks fuori dal tunnel, ci sono il lampionaio Jack (Miranda, che partecipa anche a una delle coreografie più belle del film, un numero di lampionai ballerini/biker), e le incursioni in mondi paralleli 2d, dal mare esplorato con una vasca da bagno a Vasellamia, all’interno di un vaso rotto.L’empatia istintiva e la solarità di Julie Andrews (oggi 83enne, che ha rifiutato di apparire in un cameo, proprio per lasciare libera la nuova protagonista, ndr) sono inimitabili, ma Emily Blunt saggiamente prende una strada diversa. La sua Mary Poppins, apparentemente più riservata, conquista i bambini e il pubblico con charme, dolcezza e uno humour molto personale.”Quando mi hanno offerto di interpretare Mary Poppins sono stata contemporaneamente elettrizzata all’idea ma anche terrorizzata perché è un personaggio così iconico e amato dal pubblico – ha spiegato l’attrice a Entertainment Weekly -. Mi sono chiesta cosa potessi portare di mio al ruolo e in questo mi ha aiutato molto Rob Marshall che è riuscito a rendere il film intimo pur essendo una grande sfida per tutti”. A confrontarsi con le indimenticabili canzoni dei fratelli Sherman nel primo film, sono Marc Shaiman (autore di tutte le musiche) e Scott Wittman (testi) che evocano le atmosfere di brani come ‘Supercalifragilistichespiralidoso’ e ‘Un poco di zucchero’, senza però ritrovare la stessa immediatezza. Regalano comunque alcune canzoni emozionanti, come la ninna nanna “Il Posto Dove si Nasconde” e “L’Abito Non Fa il Monaco”.Molti critici Usa pur apprezzando generalmente il sequel e l’interpretazione di Emily Blunt, rimproverano al regista di essere rimasto troppo legato all’originale, ma per Marshall “questo è probabilmente il film più personale che io abbia mai realizzato, principalmente perché è incentrato sull’idea di trovare il bambino che si nasconde dentro di noi e mantenere viva la speranza in tempi oscuri. un tema che mi sembra davvero attuale, considerando lo stato in cui il mondo si trova al momento”.

Castelli, ville e manicomi, l’Italia abbandonataViaggio fotografico tra luoghi splendidi piombati nell’incuria

29 dicembre 201810:56

– ROBIN BRINAERT, “ITALIA ABBANDONATA” (JONGLEZ, PP. 288, 39,95 EURO) Cinema in disuso, ex manicomi, impianti industriali, antiche ville nobiliari dai panorami mozzafiato ma travolte da un oblìo che appare inesorabile, e persino vecchi ospedali e castelli da fiaba. Il volume fotografico “Italia Abbandonata” di Robin Brinaert, edito da Jonglez, conduce in uno spettacolare viaggio tra i luoghi dimenticati sparsi lungo lo Stivale. Brinaert è riuscito a restituire luce a luoghi sui quali da anni è calato il buio dell’incuria e, talvolta, della negligenza. Sfogliando il volume sarà possibile imbattersi, per esempio, in un’imponente torre industriale con pareti punteggiate di finestre: è il caso dell’ex distilleria “Oculus” in Toscana, fondata nel 1889 e poi caduta in disuso una quindicina di anni fa. Rimanendo nella stessa regione, si possono immaginare le grandiose serate danzanti organizzate in una grande discoteca che occupava gli ambienti di un finto castello medievale che ospitò personaggi di fama mondiale come Alain Delon. Rimasta attiva solo quattro anni, da tempo i cancelli sono chiusi e l’intero edificio è in totale disuso.
Inerpicandosi in un piccolo villaggio umbro si potrà scorgere, attraverso alcune finestre, cosa rimane del set cinematografico del film “Pinocchio” girato da Roberto Benigni.
Il “Castello di R” in Piemonte colpisce per i suoi affreschi da sogno e le raffinate torrette medievali: panorami e scenografie che non potranno non richiamare alla mente storie e suggestioni tipiche dei luoghi misteriosi e segreti, consumati dal tempo e dall’oblìo.
Un trionfo di Art Nouveau caratterizza invece la splendida Villa Camilla in Lombardia, che fu offerta come regalo di nozze alla moglie dal ricco imprenditore che la fece costruire. Non mancano, tra gli oltre 50 luoghi fotografati, una ex fabbrica di tessuti nelle Marche, dove decine di macchine da cucire sembrano rimuginare sul loro arresto forzato, e un grandioso esempio di architettura tardo-barocca nel Lazio.
Robin Brinaert, fotografo ed esploratore urbano, ha viaggiato in giro per l’Italia per oltre otto anni alla ricerca di luoghi abbandonati, proibiti e dimenticati.”Non si tocca nulla, non si deteriora nulla, si fa solo qualche scatto. E poi si va. Il mondo è un teatro e io ho scelto di guardare anche dietro le quinte”, scrive nella prefazione del volume. Classe 1988, vive nella provincia dell’Hainaut, in Belgio. Da alcuni anni percorre, con la sua macchina fotografica, le strade del suo Paese e di quelli limitrofi alla ricerca dell’insolito e del bizzarro, per stimolare una riflessione sulla necessità di una più incisiva azione di salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale.
I live accendono Capodanno in SardegnaNotte di San Silvestro in musica, dj set d’eccezione ad Alghero

CAGLIARI29 dicembre 201812:57

– Nannini, Subsonica, Màneskin, Mannarino, la Fura dels Baus. Un ventaglio di proposte tra musica e performance per accendere il Capodanno in Sardegna. Gianna Nannini è l’attesissima star dell’ultimo dell’anno a Castelsardo, l’antico Borgo dei Doria, per una notte dall’anima rock. 40 anni di successi racchiusi nel tour “fenomenale”. A Cagliari dove come a Castelsardo le misure di sicurezza impongono anche lo stop allo spray urticante, arrivano i Subsonica, reduci dal tour europeo e attesi da febbraio sui palchi italiani. Oltre ai loro successi presenteranno nel capoluogo sardo anche alcuni brani dell’album ‘8’ uscito a ottobre. Riflettori puntati a Olbia sui Màneskin, band rivelazione dell’anno, arrivata al secondo posto a X Factor nel 2017, mentre a salutare il Capodanno a San Teodoro sarà il cantautore Mannarino, premio De Andrè 2018.
Conto alla rovescia ad Alghero con i big della consolle Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso.
E’ morta Iaia Fiastri, regina della commedia musicaleFirmò con Garinei e Giovannini le più celebri commedie musicali

29 dicembre 201815:40

– E’ morta il 28 dicembre, nella sua casa di Roma, all’età di 84 anni, dopo una lunga malattia, Iaia Fiastri, commediografa e sceneggiatrice. Ne dà notizia il figlio Iacopo. Nata a Roma nel 1934, Iaia Fiastri ha iniziato la sua carriera scrivendo per il cinema, collaborando con Pasquale Festa Campanile e Dino Risi. Ma è soprattutto nel teatro che ha lasciato il segno, nel trentennale sodalizio con Garinei e Giovannini, con cui ha firmato alcune tra le più celebri commedie musicali, da Aggiungi un posto a tavola ad Alleluja brava gente, a Taxi a due piazze.
Lotto…e dintorni, a Monte San GiustoUna drammatica ‘Crocifissione’ e un gioiello rinascimentale

MONTE SAN GIUSTO (MACERATA)29 dicembre 201813:03

– Non ci sono solo le splendide sale di Palazzo Buonaccorsi a Macerata per la mostra “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche”. Le opere dell’artista veneto si possono ammirare in otto città lottesche, che rappresentano un vero e proprio museo diffuso sul territorio marchigiano. Centri grandi e piccoli come Monte San Giusto (Macerata), dove si trova Palazzo Bonafede, una delle maggiori architetture del Rinascimento nelle Marche, insieme al Palazzo Ducale di Urbino. Di fronte c’è la chiesa di Santa Maria in Telusiano, dove è custodita la “Crocifissione” (1529-1530), capolavoro di Lotto, ancora inserita nella sua cornice originale, un’eccellenza dell’ebanistica rinascimentale. Secondo Berenson, è “la più bella e intensa rappresentazione del Golgota del Rinascimento”: il committente, il vescovo di Chiusi Niccolò Bonafede compare in basso inginocchiato: caso eccezionale di raffigurazione del committente dal vivo. La pala venne realizzata in gran parte a Venezia e conclusa a Monte San Giusto.
Merisana, un’app per leggenda dolomiticaLa storia della regina raccontata con 400 animazioni

BOLZANO29 dicembre 201813:32

– Una nuova app per bambini racconta Merisana, la più celebre leggenda delle Dolomiti sulla felicità, in una maniera nuova. Le illustrazioni di Licia Zuppardi celano innumerevoli elementi interattivi. L’app della casa editrice bolzanina Larixpress, la terza dopo Re Laurino e Ötzi dedicata a storia e leggende altoatesine, contiene oltre 400 animazioni.
Un tempo nel cuore delle Dolomiti viveva la bellissima regina delle ondine Merisana. Nonostante avesse tutto ciò che una regina potesse desiderare, era molto preoccupata. Sentiva la tristezza delle altre creature e avrebbe voluto donare loro la felicità. Un giorno il re dei Raggi, passando dal suo regno, si innamorò perdutamente della regina dal gran cuore. Riuscirà il re a realizzare il sogno di Merisana e a renderla sposa felice? L’app è disponibile in italiano, inglese, tedesco, – visto che si tratta di una leggenda delle Dolomiti – ladino (Badiot e Gherdëina), oltre alla voce di speaker professionali anche i genitori possono registrare il testo.
Da Matera il Capodanno di Rai1 con AmadeusDal 19 gennaio il presentatore con ‘Ora o mai più’

MATERA29 dicembre 201819:50

MATERA – Nella sera di San Silvestro, da Matera, Capitale europea della Cultura 2019, Rai1 trasmetterà “L’Anno che verrà”, uno show di Capodanno “cantabile, con le canzoni che piacciono a tutti, grandi e piccini”. Sarà quindi “un Capodanno per la famiglia, come nella migliore tradizione di Rai1”. Così lo hanno pensato gli autori e così lo vuole il presentatore, Amadeus, che dal 19 gennaio sarà invece alla guida della seconda edizione del talent “Ora o mai più”, sempre sulla rete ammiraglia, sei puntate il sabato sera, le prime tre prima di Sanremo e le altre dopo il tradizionale appuntamento con il Festival della canzone italiana.”E’ un gran bel progetto e – ha detto Amadeus – sono molto contento di rifarlo e di averlo potuto anticipare da giugno a gennaio”. Per il Capodanno, la Rai ha scelto un cast “fortissimo” – ha sottolineato il presentatore nella conferenza stampa che si è tenuta nella Casa Cava, affascinante location nel Sassi – con tanti ospiti, con nomi noti e meno noti. Da Massimo Ranieri, Malika Ayane, Il Volo, Fausto Leali, Red Canzian, Gianni Togni, Michele Zarrillo, Ivana Spagna, Alan Sorrenti, Donatella Rettore, Formerly of Chic, Massimo Di Cataldo, Lisa, I Jalisse, Ice Mc, Edoardo Vianello, l’Orchestraccia, i Los Locos per finire con Maggie & Bianca per i più piccoli. Dopo il messaggio a reti unificate del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su Rai1 da Matera saranno trasmesse nelle case degli italiani “canzoni che conoscono tutti e che – ha sottolineato Amadeus, il quale dovrà fare i conti con le incursioni del comico Sergio Friscia – fanno parte del nostro repertorio. Fino all’1 di notte vogliamo far cantare le famiglie italiane”. Sul mega palco di piazza Vittorio Veneto – 500 metri quadrati, regia di Maurizio Pagnussat che utilizzerà tecnologie innovative e a risparmio energetico, orchestra diretta dal maestro Stefano Palatresi – ci saranno anche tre gruppi lucani (I Tarantolati di Tricarico, Officine lucane e Renanera). E durante lo show saranno trasmesse cinque clip con Samanta Togni che promuoverà la Basilicata, la terra che per il quarto anno consecutivo, grazie a un accordo tra la Regione e la Rai, ospiterà il Capodanno di Rai1.A Matera – dove, per motivi di sicurezza, nei pressi del palco ci potranno essere 7.500 persone, 13 mila invece quelli che potranno accedere al centro storico – si torna dopo l’edizione del Capodanno 2016, nel 2017 e nel 2018 era toccato a Potenza e Maratea. “Tre anni dopo – ha ammesso Amadeus – ho trovato una città ancora più viva, più ospitale e con negli occhi della gente l’orgoglio dell’appartenenza”. Una città che con il Capodanno di Rai1 farà le prove generali per la cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale europea della Cultura prevista per il 19 gennaio. E, anche in quell’occasione, ci saranno le telecamere di Rai1, che trasmetterà la fase più importante della giornata, quella con il discorso di Mattarella.

Incidenti librari in mostra a MilanoEsposti al Castello Sforzesco volumi dal 700 al 1700

29 dicembre 201814:22

– Serve a mostrare come non si tiene un libro l’esposizione gratuita allestita nella sala del tesoro della Biblioteca Trivulziana, all’interno del castello Sforzesco di Milano, fino al 14 aprile.
Un modo per mostrare alcuni tesori delle raccolte civiche, con volumi dall’VIII secolo fino al XVIII, con una particolarità. Si tratta infatti di volumi (manoscritti, pergamene, cartacei e libri a stampa) che hanno avuto degli ‘incidenti’.
Non a caso il titolo della mostra è preso a prestito da Gaetano Volpi che nel 1756 pubblicò un dizionario per mettere in guardia contro la cattiva conservazione, la sciatta rilegatura e stampa dei volumi: ‘Avvertenze necessarie e profittevoli a’ Bibliotecarj, e agli Amatori de’ buoni Libri’. Così in un percorso con supporti multimediali e didattici (e anche una ‘versione’ divulgativa per i ragazzi) si trovano volumi ‘gonfiati’ dall’acqua, rovinati dal fuoco e persino la pergamena superstite di un’antica Bibbia in ebraico posta a protezione di un testo in latino.
I curatori (Isabella Fiorentini, con Loredana Minenna e Stefano Dalla Via) saranno presenti per una serie di incontri, a cui si aggiungeranno anche laboratori e persino visite animate.

Gazzè, La favola di Adamo ed Eva 20 anni dopoAl via da Roma il tour per lo storico album del ’98

29 dicembre 201819:48

– Gli scherzi del tempo, che trasformano anche una ghost truck (ricordate, la traccia nascosta quando c’erano ancora i Cd?) nella canzone di apertura di un tour. Un ventennio dopo. Così Max Gazzè è con il brano Etereo che ha aperto ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma il primo dei tre concerti-evento de La favola di Adamo ed Eva Tour, grande festa per i 20 anni esatti di quell’album che nel ’98 segnò una svolta per la sua carriera, con uno dei lavori pop più amati e sperimentali di questi anni, tra testi ironici, surreali e poetici e suoni a tratti avveniristici.Il 29 e 30 dicembre si fa il bis a Roma, poi il tour, targato OTR Live, prosegue a Torino (3-5 gennaio al Teatro Concordia Venaria Reale) e poi Reggio Emilia, Roncade (TV), Livorno e Teramo. “Sono passati 20 anni e sono accadute molte cose – racconta Gazzè dal palco al pubblico dell’Auditorium – Sono molto soddisfatto del mio percorso dal ’98 a oggi. Questo è stato un album importante, che mi ha dato la possibilità di farne altri. E’ stato anche l’inizio della collaborazione con mio fratello Francesco sull’idea di scrivere canzoni con una certa assonanza e ironia. E allora ho deciso di farvelo riascoltare tutto – sorride – Anche i brani che non abbiamo mai suonato dal vivo. Chissà perché…”. Una dopo l’altra ecco le 15 tracce dell’album, tra le animazioni di sirene e onde di Filippo Rossi che accompagnano Vento d’estate e poi Come si conviene con il “futuro che fa le fusa”, Autoironia (quasi uno stile di vita per il cantautore), i versi poetici de L’amore pensato e Comunque vada, le canzoni più sperimentali come Nel verde, L’origine del mondo, Colloquium Vitae. O il “dadaista” (come lui stesso lo definisce ridendo) Due apparecchi cosmici, “storia di un coltello che salva un granello di zucchero dalla terribile macchina per lo zucchero filato”.Due ore tutte di musica e poche chiacchiere, con Gazzè, reduce anche dal tour europeo, che sprizza voglia di suonare e dopo i concerti sinfonici di Alchemaya Tour della scorsa estate riprende in mano il basso, accompagnato dalla sua band storica (Clemente Ferrari a tastiere e sintetizzatori, Cristiano Micalizi alla batteria e Adriano Viterbini alla chitarra elettrica, Max ‘Dedo’ De Domenico ai fiati). Colto e popolare, come è nella sua cifra, si mixano fino ai ritornelli più amati, con La favola di Adamo ed Eva che dà il titolo all’album e Cara Valentina sul quale, anche 20 anni dopo, tra Madonne su draghi alati, il pubblico gli scandisce il tempo nell’inesauribile coro “Valentina/Non è vero/Che poi mi dilungo spesso/Su un solo argomento”. “Sono 20 anni che va avanti questa storia”, sorride sornione lui. Vent’anni, ma i brani non sembrano soffrirli. “Quando lo suonavamo questo era un album molto rock, ‘cazzuto’ – racconta ancora dal palco – Ora mi adatto a suonare con le cuffiette. Capitemi, io suono il basso. Il Sol dovrei sentirlo nelle palle. Ora lo sento nelle cuffiette – ride incredulo – Domani mi porto un Woofer da Ritorno al futuro”. Poi via agli assoli sulle note de La musica può fare, che lo portò a Sanremo Giovani nel ’99 (e che venne poi inserita ne La favola di Adamo ed Eva). Seconda parte, con alcuni dei successi venuti dopo quell’album, da L’uomo più furbo a Il solito sesso (altro Sanremo nel 2008), Ti sembra normale, L’amore non esiste, la circense La vita com’è. Chiude Sotto casa, con tutto il pubblico della blasonata sala Santa Cecilia in piedi sotto il palco.

Suspiria tra donne, estetica e sabbaIn sala dal 1 gennaio il remake di Argento, a firma Guadagnino

9 dicembre 201819:35

– Certo in quanto a cura estetica e approfondimento dei personaggi e temi, ‘Suspiria’ di Luca Guadagnino, che arriva in sala dal 1 gennaio con Videa, non fa certo rimpiangere l’originale di Dario Argento. Le streghe raccontate dal premio Oscar sono in una Berlino dove c’è chi va ad ascoltare le lezioni di Lacan, dove si parla di persone affette da “costruzioni mitologiche” e dove irrompe, anche con il suo femminismo nascente, la banda Rote Armee Fraktion, la RAF più conosciuta come Banda Baader-Meinhof.Quello che resta all’incirca uguale tra originale e remake è l’ossatura della storia e la consapevolezza che, se nel film di Argento le ballerine-streghe erano forse solo un pretesto per dare dei personaggi a un horror, anche se con il sostegno del testo di Thomas De Quincey, in quello di Guadagnino la componente femminile è centrale, ingombrante, totale, sostenuta e voluta. “In Suspiria ho messo in scena donne potenti, non vittime, una caratteristica tutto il mio cinema dove c’è sempre complicità e piacere nell’indagare l’universo femminile”, ha detto Guadagnino alla Mostra del cinema di Venezia dove il film era concorso per l’Italia.A confrontarsi in questo nuovo Suspiria sono, infatti, solo donne: streghe dichiarate, streghe inconsapevoli o solo in essere. E a prevalere nel remake è il culto della madre terra nella triplice versione demoniaca di Quincey che nel libro ‘Suspiria De Profundis’, a cui si è ispirato Argento, dice di aver sognato la dea latina Levana, che lo avrebbe introdotto alle Nostre Signore del Dolore: Mater Lacrimarum, Nostra Signora delle Lacrime; Mater Suspiriorum, Nostra Signora dei Sospiri e Mater Tenebrarum, Nostra Signora delle Tenebre. “Suspiria – ha spiegato ancora il regista – ha segnato il mio immaginario da sempre. Avevo sei anni quando è uscito il film e mi ricordo un po’ quell’atmosfera politica che si avverte chiaramente nel film di Argento, fatti come il rapimento di Moro e soprattutto la violenza che c’era nell’aria”.Differenze con l’originale? “Il cinema è il figlio di chi lo fa – ha precisato Guadagnino -. Quello di Dario brulicava di una tensione che era propria di quel periodo, noi abbiamo avuto la fortuna di farlo in un modo più controllato, che rispettasse maggiormente i nostri tempi”. La storia ha luogo nella Germania degli anni ’70, in un’accademia di danza, la Tanz Akademie, alla quale una ballerina americana Susie Bannon (Dakota Johnson), piena di entusiasmo e talento, decide di iscriversi. A capo della compagnia, la Markos Tanz Company, l’algida e luciferina coreografa Madame Blanc (Tilda Swinton) che sembra tanto Pina Bausch. Ma la scomparsa di alcune ragazze, e i tanti misteri che lentamente si rivelano nella scuola, ci portano in maniera diretta dentro il più tradizionale dei sabba, dove la danza è possessione (“è come fare sesso con un animale” dice a un certo punto Susie) e dove le streghe hanno un vantaggio sugli umani: “ci vedono come parte del mondo reale”, dice una di loro con disprezzo.Nel cast del remake dell’omonimo classico horror diretto da Dario Argento nel 1977 anche Mia Goth, Chlo Grace Moretz e Jessica Harper, già protagonista dell’originale. La colonna sonora è curata da Tom York, frontman dei Radiohead. Frase cult del film, quella che la Swinton dice alla sua allieva Susie come indicazione estetica per una danza-sabba perfetta: “Bisogna rompere il naso a tutto ciò che è bello”.

Addio Gimbel, creò sigla Happy DaysAutore e paroliere vinse Oscar e Grammy, aveva 91 anni

29 dicembre 201816:25

La mitica sigla di Happy Days ma anche la famosissima Killing Me Softly o la versione inglese della canzone della bossa nova brasiliana The Girl from Ipanema.
Il mondo della musica piange Norman Gimbel, autore e paroliere americano morto a 91 anni in California, consacrato nella Hall of Fame degli autori musicali e premiato con tantissimi riconoscimenti tra cui Oscar e Grammy. La notizia della morte è stata data dal figlio Tony all’Hollywood Reporter.   Assieme al compositore Charles Fox, Gimbel creò Killing Me Softly (cantata da Roberta Flack nel ’73 e poi ripresa dai Fugees nel ’96) con cui vinse un Grammy. Tre anni dopo fu la volta della canzone iniziale della serie tv con Fonzie protagonista, divenuta famosissima anche in Italia.    Di Gimbel-Fox anche I Got a Name di Jim Croce, pubblicata dopo la tragica morte del cantante in un incidente aereo nel 1973.    Nel 1997 arrivò la consacrazione dell’Oscar, vinto con David Shire per la miglior canzone originale con It Goes Like It Goes nel film Norma Rae. Gimbel con Fox aveva ottenuto la nomination anche per Richard’s Window cantata da Olivia Newton-John nel film Una finestra sul cielo e Ready to Take a Chance Again interpretata da Barry Manilow nel film Gioco sleale.
Nella loro trentennale collaborazione Gimbel e Fox hanno composto più di 150 canzoni e hanno scritto anche temi per Laverne & Shirley, Paper Chase, Lifestyles of the Rich and Famous e Wonder Woman.

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Harris cancella concerti Uj winter
A causa di un’indisposizione, modificato programma rassegna

ORVIETO (TERNI)29 dicembre 201816:43

– Barry Harris ha cancellato, a causa di una indisposizione, i suoi concerti previsti a Umbria Jazz Winter#26 in programma a Orvieto fino al 31 dicembre. Lo hanno reso noto gli organizzatori.
Il programma delle serate al Teatro Mancinelli prevede quindi il 29 dicembre Ethan Iverson feat. Ben Street & Lewis Nash “Bud Powell in the 21 century”, il 30 e 31 dicembre Dado Moroni feat. Ben Street & Lewis Nash.
Umbria jazz ha reso noto che tutti i possessori del biglietto per le tre date modificate avranno la possibilità di richiedere il rimborso tramite il canale attraverso il quale hanno fatto l’acquisto.

Black Mirror, su Netflix la tv interattivaLe scelte degli spettatori portano a cinque diversi finali

NEW YORK29 dicembre 201819:45

– Ogni decisione, anche quella apparentemente più futile, ha le sue conseguenze. “Black Mirror” è tornato su Netflix con una puntata interattiva che fin dall’inizio dello show testa lo spettatore imponendogli di scegliere per il protagonista lo svolgimento successivo del film. Si intitola “Bandersnatch”, dal nome dell’animale fantastico di “Alice nel Paese delle Meraviglie” ma anche da quello di un videogioco mai realizzato degli anni Ottanta di Imagine Software, l’unico episodio della saga di fantarealtà creata da Charlie Brooker uscito a sorpresa in vista del lungo ponte di fine anno.”Bandersnatch” è più di una singola puntata: dietro la trama ambientata nel 1984 del teenager programmatore di videogiochi Steven Butler (Fionn Whitehead di “Dunkirk”) ci sono 312 minuti di contenuti complessivi, un percorso in media di 90 minuti per ogni trama (ma si va da un minimo di 40 a un massimo di due ore e mezza) ed è possibile guardarlo più volte per valutare la portata delle scelte nelle sue possibili varianti. I numeri ufficiali indicano cinque diversi finali, ciascuno con multiple variazioni a cui si arriva sulla base di 250 segmenti e mille miliardi di possibili permutazioni uniche influenzate dalle scelte dello spettatore.Il primo “bivio” arriva all’inizio dello show, ed è apparentemente irrilevante: il padre di Steven chiede al figlio, impegnato nella creazione di un videogame basato su un romanzo di Jerome F. Davies lasciato dalla madre morta in un deragliamento ferroviario, quali cereali preferisce per la colazione. Il pulsante a due opzioni che appare sulla banda alla base dello schermo è solo il primo nell’arco dello show che rappresenta una “prima storica” per la tv in streaming. Netflix aveva già testato il modello dell’interattività con due programmi per bambini (“Il gatto con gli stivali – Intrappolato in una storia epica” e “Buddy Thunderstruck”), ma stavolta è una prima assoluta per un pubblico di adulti. Contrastato il giudizio della critica: per il Guardian “Bandestnatch” è “un capolavoro di sofisticazione”, mentre “Variety” è convinto che lo show abbia imboccato la strada sbagliata”. Polemiche anche per alcuni limiti posti agli spettatori: il nuovo “Black Mirror” non si può vedere su Apple TV, Chromecast e su “qualche modello più anziano di smart tv”.

Verdi e Puccini per il Capodanno alla FeniceCon l’Unicef raccolta fondi per i bimbi, in diretta su Rai1

VENEZIA29 dicembre 201819:43

– C’è una marcia da Carmen di Georges Bizet, con un coro di bambini, o “Una furtiva lacrima” da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, ma la parte dedicata al melodramma del Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice di Venezia, diretto dal maestro Myung-Whun Chung, ha le “voci” di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini con arie dalle loro opere più celebri: da Traviata, Nabucco o Rigoletto per il ‘cigno di Bussetto’, a Tosca o Turandot per il maestro toscano. Verdi e Puccini, nella seconda parte del concerto, in diretta su Rai1 il primo gennaio, dopo l’apertura orchestrale con la Sinfonia n.7 di Beethoven, si spartiranno idealmente anche i brindisi di augurio per il nuovo anno.Se il tradizionale “Libiam ne’ lieti calici” verdiano chiuderà, un’altra alzata di bicchieri ci sarà a metà concerto con “Bevo al tuo fresco sorriso” da “La rondine” pucciniana. Giunto alla sedicesima edizione, forte dei risultati d’ascolto maturati in questi anni, il Concerto di Capodanno alla Fenice”, in coproduzione con Rai Cultura, con i solisti Nadine Sierra e Francesco Meli, insieme all’Orchestra e Coro del Teatro, presenta una serie di novità. Sul piano della scaletta, nella parte finale restano due capisaldi del patrimonio musicale italiano – il coro de “Va’ pensiero” e il brindisi da Traviata – intervallati stavolta dal finale della Turandot con i versi “Padre augusto, conosco il nome dello straniero! il suo nome è amor”.Versi che si rifanno a un fatto personale tra la principessa cinese e Calaf, ma che in sede di conferenza stampa hanno stuzzicato qualche domanda su una loro possibile attualizzazione temporale. “La grande musica – ha risposto il sovrintendente Fortunato Ortombina – è una esortazione al cuore dell’uomo, ci deve dare un grande messaggio di speranza”, ha detto, sottolineando che i grandi musicisti, come Verdi, Puccini, Donizetti, quelli che hanno scritto “la nostra letteratura”, non erano solo compositori, “ma anche profeti. Hanno saputo cogliere il cuore dell’uomo. Hanno saputo mettere sulla carta per sempre delle musiche con messaggi all’umanità, che trascendono ogni limite di spazio e tempo”. Un messaggio di solidarietà arriva dalla collaborazione con Unicef, con un tavolo nel foyer del Teatro per la raccolta fondi a favore dei bambini in tutto il mondo. Una collaborazione fortemente voluta dal maestro Chung, che da anni è Unicef Goodwill Ambassador, e da lui è partito un caldo invito a sostenere l’attività dell’organizzazione. Chung ha ricordato che si è recato in varie parti del mondo per vedere come lavora Unicef. “Posso dire con sicurezza – ha aggiunto – che vale la pena avere fiducia”.La musica del Concerto di Capodanno in diretta su Rai1, ma anche in vari Paesi europei e in Corea – trasmesso poi in differita in Cina, Giappone e negli Emirati Arabi – sarà punteggiata da momenti danzanti, con la compagnia Abbondanza Bertoni. Nei contributi video protagonisti anche gli alunni di una scuola multietnica (21 nazionalità) di Porto Marghera, proprio a sottolineare l’impegno di Unicef a favorire la nascita di una società interculturale dove le diverse tradizioni e culture dialoghino tra loro e lavorino per l’integrazione.

Jonathan Pryce, che commozione essere Papa FrancescoL’attore inglese a Capri parla di ‘The Pope’ di Meirelles

CAPRI (NAPOLI)29 dicembre 201819:54

CAPRI (NAPOLI) – “Non sono cattolico ma interpretare papa Bergoglio mi ha lasciato qualche cosa dentro. Rivedere la scena in cui lo impersono a Lampedusa mi ha commosso”. Da Don Quixote a Francesco: chi è più ‘leggenda’ di Jonathan Pryce? Il settantunenne attore inglese si gode Capri, Hollywood con l’amico Terry Gilliam (che ne ha fatto il suo ‘feticcio’ sin dal cult ‘Brazil’) in attesa di ritirare il 30 dicembre il ‘Legend award’, massimo riconoscimento della manifestazione prodotta da Pascal Vicedomini. E per la prima volta parla diffusamente del suo ruolo in ‘The Pope’ di Fernando Meirelles, film Netflix attualmente in post produzione, con Anthony Hopkins nel ruolo di Ratzinger ed alcune scene girate alla Reggia di Caserta.”Da non religioso sono entrato come in un mondo alieno – racconta -. Sappiamo che Bergoglio non è un santo, ma un uomo che ha avuto dei problemi per la sua vita passata, nel suo paese, l’Argentina, una storia che ha generato anche delle controversie di cui il film parla. Non è un biopic, ma spero che possa essere un’opera apprezzata da tutti perché il regista ha fatto davvero un grande lavoro. Anche se si basa sulle conversazioni immaginarie di due anziani uomini è un film pieno di energia. I due Papi si dicono però cose realmente dichiarate da entrambi. E sono due Papi gallesi!”, nota ironico il grande attore. “Per entrare nella parte di Francesco mi sono rasato e ho messo su qualche chilo, per il resto ho seguito la sceneggiatura come faccio sempre, senza compiere ulteriori ricerche”. La forza di Bergoglio, però, lo ha colpito. “La colpa di nessuno è la colpa di tutti”, ripete Pryce rinnovando la sua emozione nel girare la scena del discorso di Lampedusa ai migranti, quando il Papa parlò di perdita della responsabilità collettiva dinanzi alla tragedia.Settantuno anni, settanta film (l’ultimo The Wife al fianco di Glenn Close, favorita alle vittoria dell’Oscar 2019) e quarantasei titoli televisivi all’attivo tra cui ‘Il trono di Spade’ (era l’Alto Passero), Jonathan Pryce è stato anche Elliot Carver nel film ‘007 – Il domani non muore mai’, il perfido magnate che vuol scatenare una guerra tra Cina e Regno Unito. Ma chi sarebbe oggi un cattivo per antonomasia? Pryce non ha dubbi. “Qualcuno che ha a che fare con twitter, con i social e che manipola le persone per stravolgere la realtà”.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:49 DI VENERDì 28 DICEMBRE 2018

ALLE 01:28 DI SABATO 29 DICEMBRE 2018

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Nella setta, Viaggio nell’incubo
Inchiesta Piccinni-Gazzanni, sono 4 milioni italiani vittime

28 dicembre 201810:49

– FLAVIA PICCINNI e CARMINE GAZZANNI, ”NELLA SETTA” (Fandango, pp.368 – euro 18,50). Quattro milioni di italiani. Un numero incredibile a pensarci. Eppure sono tanti coloro che nel nostro paese ogni mattina si alzano con un segreto: sono membri di un’organizzazione settaria. Può essere l’edicolante all’angolo, il vicino di casa, la ragazza che prepara il cappuccino al bar. ”Tutti, poco importa che la loro decisione sia condivisa con il mondo o tenuta nascosta a famiglie e amici, si sentono iniziati, missionari confusi nella folla, miracolati. Almeno fino a un certo momento”.
Parte da qui il viaggio di Flavia Piccinni (già autrice di Bellissime, Premio Croce miglior saggio 2018, Premio Enea per la saggistica 2018 e Premio Essere Donna 2018) e del giornalista Carmine Gazzanni per ”Nella setta”, inchiesta sull’occulto italiano e quel sottile confine che divide l’adesione a un culto e la manipolazione mentale, in libreria per Fandango (pp.368 – euro 18,50). Un mondo costruito sulla pelle di chi vive un momento di difficoltà e che i due hanno attraversato fingendosi aspiranti adepti, incontrando ex membri ed esperti, ricostruendo gangli politici ed economici che rendono queste organizzazioni così potenti e aggressive. Si va da ”celebri” realtà internazionali come Scientology, la comunità fondata da Ron Hubbard che conta divi di Hollywood come Tom Cruise o John Travolta e che in Italia ha la sua cattedrale in cemento e vetri alla periferia di Milano. A comunità fisiche come Damanhur, città stato nei boschi piemontesi, con proprio credo, moneta, lingua e usanze (come il matrimonio a tempo). Costruita intorno al culto di Horus e del suo capo Oberto Airaudi alias Falco, è assurta alla cronaca per il Tempio dell’Umanità, il più grande ipogeo al mondo, scavato nella roccia della montagna. E poi ancora, i centri UPM di Mario Piranesi (Un Punto Macrobiotico), nel mirino di una delle più sconvolgenti inchieste giudiziarie che hanno mostrato all’Italia abusi economici e psicologici, corpi martoriati da diete estenuanti, persone ridotte sul lastrico. Per non parlare dei bambini inspiegabilmente dati in affido al Forteto, comunità fondata da Rodolfo Fiesoli, Il profeta, nel Mugello, che ancora oggi non trovano giustizia.
L’indagine ripercorre le vie del denaro dei Testimoni di Geova o della Soka Gakkai, dal 2016 riconosciuta come regione dal Governo italiano (con diritto, quindi, all’8 per Mille). Fino all’Archeosofia dell”’esoterista eclettico” Tommaso Palamidessi, i cui ”rituali sono pressocchè copiati da quelli della massoneria: si viene legati, incappucciati e spintonati in un tempio”. Più un intero capitolo dedicato a organizzazioni settarie mai venute fuori (le cosiddette sette di provincia).
Ne emerge un quadro sconvolgente e inaspettato, tra tecniche di love bombing, dossieraggi, continue richieste di denaro, prove che minano il corpo e maratone di disistima e alienazione. In cui la donna è quasi sempre meno di un oggetto.
”Un’Italia che esiste ma non si vede”, dicono gli autori, cui la politica in cerca di consensi ha spesso, più o meno consapevolmente, strizzato l’occhio. Senza contare i 155 mila maghi, cartomanti, astrologi, veggenti (dati Codacons 2016), cui si rivolgono altri 13 milioni di italiani per un business da 8 miliardi di euro (il caso più eclatante, Wanna Marchi e il mago Do Nascimento). Dati e storie, che dovrebbero far riflettere.
Sui perché. Ma soprattutto sul ”come”: come aiutare queste persone a liberarsi dall’incubo. La squadra antisette della Polizia Firenze, si racconta nel libro, così come la magistratura hanno spesso le mani legate, perché in Italia una legge sulla manipolazione mentale in grado di inquadrare gli abusi non esiste. L’unico procedimento per plagio risale al controverso caso Braibanti del ’64. E intanto il numero delle vittime delle sette cresce.
”Questo libro è anche e soprattutto – concludono gli autori – per le tante persone che abbiamo incontrato. Per tutte le donne e gli uomini che non hanno voluto parlare. Per tutti quelli che nascondono il trauma subito e cercano di dimenticare. Ora per timore delle ripercussioni, ora per vergogna. Ecco: la vergogna non è la loro”.
Restauro Codice Biblioteca MalatestianaNell’ambito del progetto di Coop Alleanza 3.0 ‘Opera Tua’

CESENA28 dicembre 201811:53

– Al via il restauro del Codice della Biblioteca Malatestiana di Cesena, che tornerà al suo antico splendore entro i primi mesi del 2019 grazie al progetto di Coop Alleanza 3.0 ‘Opera tua’. L’iniziativa unisce la valorizzazione delle specialità locali con il recupero di opere d’arte da salvare in collaborazione con Fondaco Italia, società attiva nella valorizzazione dei beni culturali, e nel 2018 si è articolata con 150mila euro di fondi. Il restauro avviene con la collaborazione tra la direzione della Biblioteca, il Comune di Cesena e la Soprintendenza.
Il Codice Malatestiano, scritto da un unico copista in minuscola greca e databile alla seconda metà del XIV secolo, contiene le orazioni dell’oratore greco Aristide, vissuto nel secondo secolo dopo Cristo.
Sky Cinema, tornano Delitti del BarLumeDai romanzi di Malvaldi. Nel cast anche Fresi e Corrado Guzzanti

28 dicembre 201814:35

– Dopo Il Battesimo di Ampelio, arriva a Capodanno il secondo appuntamento con I delitti del BarLume, la serie di gialli a tinte comedy, produzione originale Sky realizzata con Palomar, ispirata ai romanzi di Marco Malvaldi (Sellerio). ‘Hasta pronto Viviani’, in onda martedì 1 gennaio alle 21.15 su Sky Cinema Uno (anche in 4K HDR per i clienti Sky Q), sarà ambientato per la prima volta lontano dalle strade di Pineta, in un’avventura tra le pampas argentine, dove i vecchini voleranno in soccorso dell’amico di sempre Viviani, che è in estremo pericolo. Il film sarà inoltre disponibile anche su Sky On Demand.
Fra sparizioni, partite a carte, risate e quegli elementi da poliziesco sui generis che ne hanno decretato il successo, torna Pineta con i suoi toscanacci, dal Viviani interpretato da Filippo Timi al commissario Fusco di Lucia Mascino. Tornano anche i ‘bimbi’, i vecchini detective del ‘quartetto uretra’, interpretati da Alessandro Benvenuti, Atos Davini, Marcello Marziali e Massimo Paganelli. Torna ovviamente anche la Tizi interpretata da Enrica Guidi così come, dopo il loro esordio nel cast delle ultime due storie, ritornano Stefano Fresi e Corrado Guzzanti, nei panni rispettivamente del buffo Beppe Battaglia e di Paolo Pasquali, logorroico e truffaldino assicuratore di origini venete. La regia è di Roan Johnson.
Anche nei due nuovi film tv, I delitti del BarLume continua il suo originale percorso nel solco della grande commedia all’italiana. Tra crimini e toni comici, seguendo la struttura del romanzo giallo, la serie coinvolge per la sua irresistibile combinazione di suspense e humour, attingendo a piene mani dalla quella apprezzata tradizione regionale toscana – che vanta alfieri come Benigni, Virzì, Nuti, Pieraccioni e Veronesi – che ha contribuito in maniera determinante al successo della commedia italiana negli ultimi vent’anni.
Al Museo M9 l’Italia dei fotografiA Mestre 230 immagini per raccontare a più voci il Secolo breve

VENEZIA28 dicembre 201814:45

– Un racconto di storie d’autore dell’Italia del secolo scorso. Una narrazione, quella proposta dalla mostra “L’Italia dei fotografi”, all’M9-Museo del Novecento, a Mestre, fino al 16 giugno, fatta di 230 immagini, ora di forte impronta sociale, come gli omicidi di mafia di Letizia Battaglia o “I travestiti” di Lisetta Carmi, ora di suggestive istantanee, percezioni di paesaggi, come per Luigi Ghirri, ora di realtà-finzione, come per gli scatti di Tazio Secchiaroli sul set di “Amacord” dove il vero protagonista è Federico Fellini più che gli attori.
L’esposizione curata da Denis Curti, la prima mostra “temporanea” promossa dal Museo multimediale dedicato al “secolo breve” inaugurato da poco, si muove lungo una narrazione a più voci, 24 “storie d’autore”, chiamate ad offrire più spunti, più letture di un Paese che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ha visto la fotografia assurgere, anche sulle riviste o sui quotidiani, a una funzione di testimonianza di una volontà collettiva di riscossa.
E’ morto lo scrittore israeliano Amos OzEra malato di cancro. Aveva 79 anni

28 dicembre 201815:30

– Amos Oz, uno degli scrittori israeliani più celebri e tradotti in tutto il mondo, è morto a 79 anni. Era malato di cancro. “Il mio amato padre è spirato a causa di un tumore, poco fa, dopo un rapido deterioramento, nel sonno ed in pace, circondato dalle persone che lo amavano”, ha scritto su Twitter la figlia dello scrittore, Fania. “Rispettate la nostra privacy. Non potrò rispondervi. Grazie a tutti quanti lo hanno amato”.

Capodanno E-R in musica da Nek a CasadeiMa anche Pfm, Silvestri, Belli. A Bologna rogo del ‘Vecchione’

BOLOGNA28 dicembre 201816:01

– Conto alla rovescia verso la mezzanotte di Capodanno anche in Emilia-Romagna, con feste di piazza organizzate in ogni città tra forti misure di sicurezza, spray al peperoncino proibiti e anche il contingentamento degli accessi (10.000 a Bologna).
Nel capoluogo, in piazza Maggiore brucerà il ‘Vecchione’, costruito da Cantieri Meticci con i partecipanti ai laboratori organizzati dal MAMbo, accompagnato dalla musica selezionata da storici dj riuniti nel Collettivo Musicalista Petroniano. A Rimini concerto di Nek in piazzale Fellini e dj set di Marco Rissa (TheGiornalisti) con Cosmo e Ivreatronic in piazza Malatesta. A Modena, in piazza Roma, si ballerà con la band di Mirko Casadei.
Capodanno con musica d’autore anche in altre città: la Pfm-Premiata Forneria Marconi a Parma, Paolo Belli a Cesena, Daniele Silvestri a Reggio Emilia. A Piacenza spazio a Michele Tomatis ‘Live Las Vegas’, a Forlì spettacolo di danza aerea, a Ravenna il gospel di Cheryl Porter, a Ferrara ‘l’incendio del Castello Estense’.
Per l’Opera di Roma un 2018 da recordTeatro, incassi cresciuti dell’86,3% in cinque anni

ROMA28 dicembre 201816:41

– Quasi 3 milioni di euro in più di incassi dalla biglietteria, +26,2%. Il 2018 è stato “un anno da record” per il Teatro dell’Opera di Roma. Lo sottolinea il teatro lirico romano, precisando che gli incassi da bigliettazione nell’anno sono stati di 13.940.000 euro contro gli 11.047.885 del 2017, +2.892.115. “È un dato molto importante perché si somma a quelli molto positivi degli ultimi anni”, fanno notare dal Costanzi ricordando che nel 2013 gli incassi ammontavano a 7.482.664 euro, con un aumento dell’86,3% in soli 5 anni. E a crescere è anche il numero degli spettatori “che passa dai 232.700 dello scorso anno ai 246.700 del 2018, con un incremento di 14.000 persone”.
Il teatro ricorda poi il Premio Abbiati della critica italiana che ha incoronato la Damnation de Faust diretta da Daniele Gatti con la regia di Damiano Michieletto il miglior spettacolo dell’anno e il premio come migliore nuova produzione agli International Awards attribuito a Londra al Billy Budd con la regia di Deborah Warner.
Liskova, Basta un paio di baffi e divento uomoIl 2 gennaio su Rai1 per Purché finisca bene. Poi Incontrada-Memphis

28 dicembre 201819:33

– Capello corto, seno fasciato, voce profonda. “Guarda che sono proprio un bel maschietto. Sul set mi paragonavano a Brad Pitt”. Così è accaduto che Antonia Liskova, femminilissima bellezza, è diventata Andrea, uomo e aspirante chef, per ‘Basta un paio di baffi’, la prima delle nuove commedie sentimentali del ciclo di Rai1 ‘Purché finisca bene’. Un viaggio attraverso l’Italia, tra quotidianità, nuove sfide e sentimenti, prodotto da Pepito e Rai Fiction, al via tra cuori e fornelli il 2 gennaio in prima serata proprio con il tv movie che vede la Liskova accanto a Sergio Assisi, Marco Bonini ed Euridice Axen. Si proseguirà poi con Vanessa Incontrada e Ricky Memphis nelle nuove famiglie ‘scoppiate’ di ‘L’amore, il sole e le altre stelle’ (9 gennaio) e Carolina Crescentini ipocondriaca ed Edoardo Pesce guardia del corpo in ‘Non ho niente da perdere’ (15 gennaio), tutti con la regia di Fabrizio Costa.”Da bambina ero l’unica femmina e la più piccola di dieci cugini: ho imparato a difendermi, ma ogni Natale chiedevo a Gesù di diventare maschio”, racconta

la Liskova, che nei prossimi mesi sarà anche nella nuova stagione de ‘La porta rossa’ e, al cinema, nel primo film da regista di Marco Bocci, ‘Erre11’. “Venticinque anni dopo sono stata accontentata: un triplice salto mortale – dice – perché dovevo recitare una donna, che finge di essere uomo, con tanto di parrucca, fasce sul seno, gomma piuma, postura mascolina e i 40 gradi di Bari d’estate dove abbiamo girato. Ogni tanto qualche pezzo scivolava via”. Nella storia interpreta infatti Sara, che nella vita sogna di diventare chef, ma non sa farsi valere e finisce per perdere il lavoro. Dall’altra parte, c’è Luca (Sergio Assisi), il proprietario del suo ristorante preferito che cerca una sostituzione per la chef Giada Del Re (Euridice Axen), con cui doveva sposarsi e che invece ha mollato lui e cucina. Sara prova a proporsi, ma lui è irremovibile: assumerà solo un uomo. E così con l’aiuto di un paio di baffi e del suo miglior amico Sergio (Marco Bonini), un gay vulcanico, proverà l’impensabile: travestirsi da uomo e diventare Andrea. Con inevitabili intrecci, perché al cuor non si comanda.”Per prepararmi sono andata al Gambero Rosso a imparare come si lavora in cucina”, prosegue la Liskova. Il pensiero corre subito a Julie Andrews che in ‘Victor, Victoria’ si fingeva uomo (e travestito) per ottenere una parte al cabaret. “In verità, per farmi coraggio, io ho pensato a Robin Williams in Miss Doubtfire – risponde l’attrice – Il risultato è una commedia leggera, divertente, ma che fa riflettere su come viviamo oggi, sull’ansia da prestazione di cui siamo vittime, del voler sempre essere all’altezza. E poi, sempre con delicatezza e con il sorriso, c’è il tema della donna, dei pregiudizi che ancora subiamo. Di strada ne abbiamo fatta, ma c’è così tanto da fare. Il mio ex marito, che è medico, mi racconta di donne in sala operatoria perplesse se vedono un’anestesista donna. Perché? Da mamma di una ragazzina di 13 anni dico che dobbiamo essere noi le prime a rompere certi schemi. Ricordo ancora quando Liliana, piccolina, mi chiese: ‘Mamma, ma perché nei 10 comandamenti si dice di non rubare la donna d’altri? E l’uomo?’. Per fortuna vedo che questa nuova generazione ha tante marce in più. Oggi – ammette – però so quanto è meglio nascere donna. Essere un bell’uomo è faticoso, l’ho visto anche lavorando a fianco di Marco Bocci – ride – Noi donne possiamo diventare molto fastidiose”.

I Wiener fondano la propria accademiaOrkesterakademie partirà da settembre 2019 e durerà due anni

BERLINO28 dicembre 201817:08

– La Wiener Philarmoniker fonderà a partire dal primo settembre 2019 una propria accademia, l’Orkesterakademie: lo ha annunciato il direttore Michael Bladerer, a margine della conferenza stampa per il concerto del primo dell’anno a Vienna. “Vorremmo tirar su da noi le nostre giovani leve” ha dichiarato il presidente della Filarmonica viennese, Daniel Froschauer. La formazione di 12 musicisti, con lezioni individuali, durerà due anni al termine dei quali l’ingresso nella Wiener Philarmoniker non sarà automatico, ma verrà preceduto da un esame. L’obiettivo è di avvicinare i musicisti, uno per ogni gruppo strumentale, alla specifica cultura del suono dei Philarmoniker.
Venditti raddoppia a Roma, 8 e 9 marzoPer festeggiare i 40 anni di Sotto il segno dei pesci

ROMA28 dicembre 201817:41

– Dopo il doppio sold-out a Roma il 21 e 22 dicembre, si aggiunge una nuova data ai live di Antonello Venditti che arriverà per la quarta volta a Roma: dopo il consueto appuntamento dell’8 marzo, giorno del suo 70/o compleanno, bissa il 9 marzo sempre al PalaLottomatica.
Il nuovo appuntamento si aggiunge alla serie di eventi per celebrare i 40 anni di “Sotto il segno dei pesci”, album che ha segnato la storia della musica italiana. Venditti sarà accompagnato dalla sua band storica. Le altre date del viaggio di “Sotto il segno dei pesci” sono: il 2 marzo a Bologna, il 16 marzo sarà a Napoli, il 22 marzo a Torino, il 29 marzo a Milano, il 6 aprile a Firenze, il 13 aprile a Bari, il 18 maggio a Genova e il 25 maggio a Perugia.
Hit parade, Marco Mengoni re di NataleResta in vetta alla classifica, sul podio anche Salmo e Maneskin

28 dicembre 201818:28

– Marco Mengoni è il re di Natale. Il suo Atlantico si conferma ancora in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana più “golosa” dell’anno, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Una classifica che, a parte il settimo posto della colonna sonora di Bohemian Rhapsody dei Queen, parla italiano. Sul podio, dietro Mengoni, si piazzano Salmo (che è primo nei singoli con Il Cielo nella stanza cantata insieme a Nstasia) con Playlist e il gruppo rivelazione del 2018, i Maneskin con Il Ballo della Vita. Al quarto posto non delude la tradizione delle feste: l’album di Mina, quest’anno dedicato ai successi di Lucio Battisti ricantati dalla grande artista in Paradiso. Eros Ramazzotti risale dal nono al quinto posto con Vita ce n’è, mentre Giorgia con le cover di Pop Heart è stabile al sesto. L’altra signora della canzone italiana, Laura Pausini, occupa l’ottava posizione con la ristampa di Fatti sentire ancora.
Chiudono il giovane rapper vincitore dell’ultima edizione di X Factor, Anastasio con La Fine del mondo e Cesare Cremonini con la versione Piano e voce di Possibili Scenari.
Tra i vinili, non tramonta la passione per i Pink Floyd, primi con il classico The Dark Side of The Moon, secondi con The Wall e quarti con Wish you were here.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 21 al 27 dicembre 2018:1) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)2) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)3) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)4) PARADISO (LUCIO BATTISTI SONGBOOK), MINA (WM ITALY-WMI)5) VITA CE N’È, EROS RAMAZZOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)6) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA S.R.L.-SONY)7) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)8) FATTI SENTIRE ANCORA, LAURA PAUSINI (GENTE ED.MUS./ATLANTIC-WMI)9) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SONY)10) POSSIBILI SCENARI PER PIANOFORTE E VOCE, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)   Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT. NSTASIA (EPIC-SME)2) ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU, MARIAH CAREY (COLUMBIA-SME)3) TORNA A CASA, MÅNESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)4) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SME)5) HOLA, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SME)   Infine, la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM-UNIVERSAL MUSIC)4) WISH YOU WERE HERE, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) GUILTY, NOYZ NARCOS (PROPAGANDA AGENGY-UNIVERSAL MUSIC).
Grande Guerra, arriva film Al disertoreStoria omonimo del regista, fuggito da prima linea e fucilato

VERONA28 dicembre 201814:29

– La storia di una vittima della Grande Guerra, la storia – che diventa film – di un disertore riabilitato conclude a Velo Veronese il percorso di spettacoli, concerti e iniziative per i cento anni dal primo conflitto mondiale promosso dalla compagnia ‘Le Falìe’, che dal 1990 coinvolge gli abitanti del paese nel racconto a teatro del loro passato. Il regista Alessandro Anderloni presenta il film ‘Al disertore’, tratto da uno spettacolo teatrale del 2009 e girato interamente sul palcoscenico del Teatro Orlandi di Velo, costruito nel 1948 per ricordare i caduti delle due guerre, come testimonia la lapide con le foto degli abitanti del paese morti nei due conflitti. Non c’è però la foto di Alessandro Anderloni (omonimo del regista) nato nel 1881, mandato a fare la guerra come fante, fuggito dalla prima linea sull’Ortigara e ucciso dai carabinieri il 7 marzo 1917. Una storia che si intreccia alle molte altre di un conflitto dimenticato, e alla quale il film dell’autore veronese restituisce dignità.
Gli uccelli di Hitchcock restauratoClassico del brivido dal 7 gennaio dopo lavoro Cineteca Bologna

BOLOGNA28 dicembre 201816:30

– Il 2019, al cinema, inizia nel segno del brivido. Gli uccelli (The Birds), 50/o film di Alfred Hitchock, è il nuovo classico restaurato e distribuito dalla Cineteca di Bologna nelle sale italiane a partire dal 7 gennaio, grazie al progetto il Cinema Ritrovato. Al cinema. “Fantasia apocalittica”, come l’ha definita il critico americano Jonathan Rosenbaum, diretta nel 1963, Gli uccelli segna l’esordio (se non consideriamo il musical del 1950 The pretty girl) di Tippi Hedren, che Hitchcock vorrà anche nel suo film successivo, Marnie, nel ruolo della protagonista. “Gli uccelli è il prototipo di un nuovo genere, il film catastrofico (disaster film), che porterà fiumi di dollari nelle casse della Universal negli anni Settanta”, ha scritto Bill Krohn. “Divenuto egli stesso una star, Hitchcock aveva ragione di pensare che avrebbe potuto fare a meno di attori importanti e di dare spiegazioni in merito agli attacchi degli uccelli”.
Eli Roth, così sono diventato buonoIl regista annuncia a Capri il sequel de ‘Il Mistero della casa del tempo’

CAPRI28 dicembre 201819:38

CAPRI – Un sequel del ‘Mistero della casa del tempo’, il suo primo film ‘per famiglie’ che ha sbancato ai botteghini di tutto il mondo, e un sogno: “Venire a vivere in Italia”. Per Eli Roth si chiude a ‘Capri, Hollywood’, che lo incorona ‘Master of Fantasy’, un anno di successi e forse inizia una nuova vita artistica.”Sono diventato buono? Lo sono sempre stato – scherza il regista di Hostel e tanti altri horror cult, anche attore e produttore – sicuramente con questo genere di film più fantasy anche i miei parenti e i miei amici che hanno bambini potranno finalmente venire al cinema e conoscere il mio lavoro. Il successo del ‘Mistero’ ci ha fatto mettere subito in cantiere il sequel e ne siamo tutti felicissimi. Stiamo cercando ancora uno sceneggiatore, ma Cate Blanchett e Jack Black sono già confermati e abbiamo la loro disponibilità per il prossimo autunno, quando credo andremo sul set”. Tra i produttori ci sarà ancora la Amblin di Steven Spielberg. A Capri il regista e attore americano è legatissimo: “E’ il primo posto dove sono sono stato nel vostro paese, grazie all’invito che mi fece Pascal Vicedomini a questo festival, dove torno con gioia: qui mi sono innamorato dell’Italia, ormai torno da queste parti anche per le vacanze. Quella all’Ischia Global fest è stata poi una delle esperienze più divertenti della mia vita. Con l’Italia ho un autentico feeling, con gli italiani condivido il senso dell’umorismo, adoro quelli che voi chiamate b-movie e come tutti sanno ho una passione per Bombolo. Sono stato felice di conoscere un regista come Luca Guadagnino, che tempo fa mi fece tante domande su Hostel, e di incontrare miti come Dario Argento. Vorrei dedicare una serie televisiva ai vostri maestri del cinema horror così come ho fatto per i grandi americani”.Tra i sogni realizzati quest’anno da Eli Roth c’è infatti anche una docu-serie prodotta dalla importante rete americana AMC, ‘History of Horror’. “Una vera storia dell’horror, il genere che credo sostenga il mercato cinematografico oggi. Avrei sempre voluto scrivere un’enciclopedia sul tema e intervistare i più grandi, prima che i vecchi maestri e le loro storie scomparissero. Ho avuto così la possibilità di incontrare registi, autori e attori, come Stephen King, una delle interviste che naturalmente mi ha emozionato di più, il mio amico Tarantino, Linda Blair e tanti altri”. E a proposito di Tarantino (che lo volle tra gli Inglorious Basterds), Eli racconta: “Sono stato casualmente sul suo set per accompagnare la mia ex moglie Lorenza Izzo che interpreta una italiana. Ed ho visto lavorare Brad Pitt e DiCaprio… ne sono certo, ‘Once upon a time in Hollywood’ sarà un vero capolavoro”.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 14:39 DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

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Berengo Gardin, Venezia tra me e Aretino
Esce ‘La più gioconda veduta del mondo’

27 dicembre 2018 14:39

– GIANNI BERENGO GARDIN, LA PIU’ GIOCONDA VEDUTA DEL MONDO-VENEZIA DA UNA FINESTRA (CONTRASTO, PP 119, EURO). Dalla stessa finestra da cui, nel Cinquecento, Pietro Aretino si affacciava sul Canal Grande, Gianni Berengo Gardin ha fotografato il mondo dei veneziani di oggi. Un lavoro inedito, un racconto per immagini in bianco e nero raccolte nel libro ‘La più gioconda veduta del mondo’ (Contrasto) come aveva definito Aretino quell’affaccio.
“Le architetture sono rimaste uguali, fatta eccezione per il Ponte di Rialto che all’epoca era di legno, non in pietra.
Aretino scriveva delle barche, del mercato, delle mille attività che si svolgevano sotto i suoi occhi. Io ho fotografato i motoscafi, le gondole, la Regata storica, la Pescheria, il Fontego dei Turchi, i matrimoni. La vita di oggi rispetto a quella di ieri. Certo, nel Cinquecento c’era un altro tipo di traffico di barche su Canal Grande” dice Berengo Gardin che a 88 anni ha ancora il suo sguardo appassionato ed elegante sulle cose.
Mannoia e Turci per Casa delle DonneSerata il 26/1 a Roma, anche Noemi, Emma, Barbarossa, Sangiorgi

27 dicembre 201816:01

– Continua la chiamata alle Arti a sostegno della campagna di raccolta fondi in favore del progetto Casa Internazionale delle donne, che in oltre 30 anni ha accolto oltre 500 mila donne ed ora è a rischio sfratto dalla sede di Trastevere a Roma.
Il 26 gennaio la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita una serata di musica, duetti inediti e racconti. Ad aderire Fiorella Mannoia, Paola Turci, Giuliano Sangiorgi, Noemi, Emma, Nicky Nicolai, Stefano Di Battista, Luca Barbarossa accompagnati dalla Social Band. Durante la serata, che non è solo un concerto, si alternano sul palco anche le attrici Vittoria Puccini, Laura Morante ed Eugenia Costantini che raccontano l’impegno di chi ha creduto in questo luogo.
“Roma non può rassegnarsi a perdere la storica Casa delle Donne di via della Lungara. Sarebbe un fallimento per la città e per tutti noi. Abbiamo deciso di impegnarci perché questo non avvenga e speriamo con tutto il cuore che il nostro appello venga ascoltato”, afferma Mannoia.
Flic mescola circo, tv e musicaA Torino quattro serate all’insegna degli anni ’50 e ’60

TORINO27 dicembre 201818:04

– Dopo Moonlight Swing, spettacolo di circo contemporaneo ambientato negli anni ’20 in scena lo scorso gennaio, dal 3 al 6 gennaio FLIC Scuola di Circo festeggia il 2019 trasformando il suo Spazio FLIC in un vecchio studio tv degli anni ’50/’60 e proponendo ‘DA LOLA. Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile’, nuova produzione con un cast internazionale composto da 13 artisti.
Per quattro serate il pubblico potrà vivere un emozionante viaggio negli anni ’50 e ’60, tra la storia dei primi anni della televisione italiana e la sognante musica dell’epoca, assistendo ad un originale spettacolo di circo contemporaneo e ballando sino a tarda notte insieme al cast.
La regia è di Stevie Boyd, con l’aiuto di Francesco Giorda e Giulio Lanzafame; i costumi sono a cura di Agostino Porchietto e la scenografia di Roberta Scamuzzi, con l’aiuto di Roberto Bianchi. Nel cast anche Priscilia Le Foll, cantante francese tra i protagonisti a Torino dello spettacolo Toruk messo in scena dal Cirque du Soleil.

Anastasio raddoppia a Roma e MilanoSold out anche a Torino,Brescia e Livorno per vincitore X Factor

27 dicembre 201819:12

– Raddoppiano le date per Milano e Roma, e molti club hanno già dichiarato il sold out: cresce l’attesa per la prima tournée di Anastasio, il vincitore dell’ultima edizione di X Factor.
“La fine del mondo tour 2019” partirà il 22 marzo da Milano, per poi spostarsi nei club italiani fino a fine aprile. Queste tutte le date: 22 marzo Milano, 24 marzo Bologna, 26 marzo Milano, 28 marzo Firenze, 29 marzo Torino, 3 e 4 aprile Roma, 5 aprile Brescia, 11 aprile Parma, 12 aprile Modena, 13 aprile Livorno, 17 aprile Napoli, 19 aprile Bari, 24 aprile Ancona, 26 aprile Perugia, 27 aprile Padova.
Verso 10mila presenze per mostra LottoBoom visitatori a Macerata, successo per città lottesche

ACERATA27 dicembre 201819:14

– A due mesi dall’apertura, la mostra “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche” sta per toccare quota 10mila presenze. Sono infatti 8.718 le persone che dal 19 ottobre hanno potuto ammirare i capolavori del pittore veneziano, allestiti a Palazzo Buonaccorsi a Macerata. A questi ingressi possono essere sommati i circa 2.500 prenotati, che nei prossimi 50 giorni saranno a Macerata per vedere l’esposizione, tra gruppi organizzati e scuole. Positivi gli effetti turistici che la mostra sta generando: nel mese di dicembre numerosi gruppi hanno soggiornato in città per poi dirigersi verso un’altra destinazione lottesca tra gli otto Comuni – Ancona, Monte San Giusto, Jesi, Mogliano, Cingoli, Recanati, Urbino e Loreto – dove sono conservate le opere di Lorenzo Lotto. Anche durante le feste natalizie sono previsti dei viaggi organizzati a Macerata. “La destagionalizzazione è stata una scelta coraggiosa – dice l’assessore regionale alla Cultura Moreno Pieroni – e si sta rivelando vincente”.
Vacanze a Cortona per Shakira e PiquèIn visita a museo etrusco, poi foto con i fan

ORTONA (AREZZO)27 dicembre 201820:46

– Vacanza cortonese per la cantante Shakira e la star del calcio spagnolo Gerard Piqué. La coppia è stata riconosciuta da alcuni turisti mentre passeggiava per le vie del centro storico di Cortona (Arezzo). La Toscana, in realtà è una meta ricorrente: i due già nei mesi scorsi avevano fatto capolino nel Chianti. Una volta riconosciuti, la pop star e il difensore del Barcellona, non si sono sottratti ai fan, scattando foto ricordo, per poi ripartire e godersi il resto della vacanza destinazione sconosciuta. La coppia, come sottolineato sulla pagina facebook del comune di Cortona, ha visitato il Maec, il museo etrusco, e alcuni dei luoghi più suggestivi della città della Valdichiana.

Da Noa premio Capri ai Vigili del FuocoCon la banda si apre festival nel segno della solidarietà

CAPRI (NAPOLI)27 dicembre 201817:46

– Con Noa e la Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in concerto, Capri, Hollywood apre nel segno della solidarietà e dell’impegno.
E’ stata l’artista israeliana simbolo di pace e dialogo tra i popoli, presidente dell’edizione 2018 (insieme al regista americano Lee Daniels), a consegnare il ‘Capri Peace Award’ alla compagine musicale che ha aperto in una atmosfera di festa la 23esima edizione della manifestazione esibendosi sulla scalinata della celebre piazzetta invasa dal sole. Alla cerimonia di apertura ‘Welcome to Capri’ hanno partecipato il sindaco di Capri Gianni di Martino, Tony Renis, Noa e il produttore della kermesse, che fa da ponte tra il cinema italiano e quello americano, Pascal Vicedomini.
Non solo glamour, quindi, nel cartellone del festival, che con 90 proiezioni, anteprime e incontri aperti al pubblico, porterà fino al 2 gennaio tante star internazionali sull’Isola azzurra, da Nick Nolte a Jonathan Pryce.       [print-me title=”STAMPA”]

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Reggia Venaria, stasera ad un euro
Iniziativa speciale per visitare tutte le esposizioni in corso

TORINO27 dicembre 201810:53

– Ingresso ad un euro alla Reggia di Venaria. L’iniziativa speciale questa sera, giovedì 27 gennaio, dalle 19 alle 23. Con un biglietto unico è possibile visitare la residenza sabauda e tutte le mostre in corso. La Venaria Reale resterà aperta anche martedì primo gennaio, dalle ore 11, e domenica 6 gennaio. Le aperture continueranno anche nei mesi di gennaio e febbraio, senza la consueta pausa invernale.

‘Sala del prodigio’ a Museo Rossini LugoPrimo di cinque spazi che formeranno il percorso museale

LUGO (RAVENNA)27 dicembre 201812:17

– LUGO (RAVENNA)

– Inaugura venerdì a Lugo la ‘Sala del prodigio’, primo di cinque spazi (quattro stanze e un corridoio) che formeranno il percorso del Museo Rossini, allestito all’interno di Casa Rossini. La prima stanza è incentrata sul periodo lughese del compositore, in particolare sulle sei sonate a quattro che scrisse nel 1804 in soli tre giorni, all’età di 12 anni. “Ho preso il primo movimento della prima sonata – spiega Claudio Ballestracci, che ha curato l’allestimento della sala – e ho fatto suonare a ciascuno dei quattro archi la propria parte, ho quindi separato quattro strumenti che solitamente vengono interpretati come uno strumento unico. Questo consente all’ascoltatore di capire meglio come ragionasse Rossini, quasi come a svelare il mistero del funzionamento di una composizione”.
Il Museo è stato ideato nell’ambito delle celebrazioni lughesi del 150/o anniversario della morte di Gioacchino Rossini. Le altre sale saranno realizzate entro il 2019: il progetto è stato cofinanziato dalla Regione.
Musica: Sting al Lucca Summer FestivalIl 29 luglio 2019 sarà accompagnato dalla sua band

FIRENZE27 dicembre 201812:48

– Il tour europeo di Sting, My Songs, che partirà la prossima estate con show e concerti in festival prestigiosi, farà tappa in Italia il 29 luglio al Lucca Summer Festival.
My Songs sarà un tour dinamico e divertente che si concentrerà sulle canzoni più amate scritte dall’artista durante la sua prolifica carriera come solista e frontman dei Police, costellata di successi e premi tra cui 16 Grammy Awards, si legge in una nota. I fan avranno modo di sentire hit come ‘Englishman in New York’, ‘Fields of Gold’, ‘Shape of My Heart’, ‘Every Breath You Take’, ‘Roxanne’, ‘Message in a bottle’ e tante altre. Sting suonerà come sempre accompagnato dalla sua band.
Alessandro Borghese, torna 4 RistorantiCapodanno prima puntata a Milano tra Cina, Cuba, Russia, Eritrea

27 dicembre 201813:41

– “Sono sicuro che questa edizione del mio programma sarà speciale, bella, con concorrenti affiatati e agguerriti. Comincerò a Capodanno con una puntata multietnica dedicata al cenone del 31 dicembre, girata a Milano in quattro ristoranti di diverse culture culinarie che vanno dalla Cina alla Russia, da Cuba all’Eritrea. Poi abbiamo girato nel Delta del Po dove ci sono palafitte sul mare e pesce meraviglioso, capesante e anguille. E ancora siamo andati in Sardegna a Cagliari e nel centro dell’isola. Abbiamo fatto tappa nelle vecchie fiaschetterie dei Castelli romani, nel Ponente ligure sulla Riviera dei Fiori e a Cremona. Insomma ne abbiamo per tutti”. Parola di chef Alessandro Borghese che rivela i dettagli della nuova edizione del suo programma “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, sette puntate in onda dal 1 gennaio 2019 ogni martedì, alle ore 21.15, su Sky Uno (canale 108) sul digitale terrestre canale 311 o 11, su Sky on demand.
Aquaman, supereroe tra abissi e muscoliIn sala con la Warner il film di James Wan con Jason Momoa

27 dicembre 201814:03

– ‘Aquaman’, il supereroe acquatico che dà il nome al film omonimo di James Wan, in sala dal 1 gennaio con Warner Bros, viene da molto lontano, ha tanti muscoli e un pizzico di disincantata ironia. Il personaggio ideato nel 1941 esordì sulla testata More Fun Comics dove venne pubblicato fino al 1946 realizzato da sceneggiatori come Manly Wade Wellmann e Otto Binder e da disegnatori come Louis Cazeneuve e John Daly, passando poi sulla testata Adventure Comics dove venne pubblicato fino al 1961. Ora, il supereroe della DC Comics dopo Justice League, film del 2017, torna sempre nei panni di Arthur Curry (Jason Momoa) alla scoperta delle sue origini. Per lui non solo l’accettazione dell’esistenza della misteriosa Atlantide, ma anche il fatto che il suo vero destino è di diventarne il re.
Nel film ad alto tasso di azione e ambientato nel vasto mondo sottomarino dei sette mari, protagonista anche Amber Heard nel ruolo di Mera, guerriera alleata di Aquaman; Willem Dafoe è Vulko, consigliere al trono di Atlantide.
Galligani, Il futuro finisce prestoAtmosfere pulp, horror e cyberpunk nel romanzo del giornalista

27 dicembre 201814:10

– TOMMASO GALLIGANI, IL FUTURO FINISCE PRESTO (Edizioni Jolly Roger, pp.224, 15 Euro). Un misto di suggestioni pulp, horror e cyberpunk, un accattivante insieme di storie e personaggi sgangherati ma efficacissimi, una penna dallo stile godibile che invita alla lettura: “Il futuro finisce presto” è il titolo dell’ultimo romanzo del giornalista toscano Tommaso Galligani, nelle librerie dal 17 dicembre con le Edizioni Jolly Roger. L’autore trasporta il lettore nel 2024 in un pianeta Terra dilaniato da irrequietezza, paure, guerre e tecnologie che tengono in pugno l’uomo, in un’atmosfera da apocalisse. Di certo non ci si annoia se è il caos a regolare il destino di tutti gli abitanti del globo terrestre, un luogo in cui avvengono fatti strani: in varie parti del mondo sono apparsi giganti sculture dalla forma di diti medi alzati verso il cielo, di cui nessuno conosce autore, provenienza e significato; non ne sanno nulla neppure i sedicenti ‘esperti’ ospitati da Sante Cosca nel suo Trash Pop, il talk show internazionale seguito da milioni di videodipendenti. E poi perché Ezio non riesce a farsi cancellare dalla testa i ricordi che non vuole più avere, e ancora, quanti altri racconti riuscirà ancora a distribuire F.r.a.n.c.o., l’ultimo distributore automatico di storie non ancora ritirato dal mercato e abbandonato a se stesso di fronte alla fermata del bus 37 tris in località Ponte al Pantano, provincia di Pistoia? Il libro costituisce il terzo capitolo di una saga iniziata nel 2013 con “Ricordami che devo ammazzarti” e proseguita tre anni dopo con “Sporcizia, stupore e una pioggia di morte”, e che si completerà il prossimo anno con un quarto romanzo a cui Galligani sta già lavorando. Cinismo, disincanto e una massiccia dose di ironia affollano ogni pagina di un romanzo spiazzante e dolceamaro, in cui l’uomo è solo uno dei protagonisti, accanto a creature aliene, robot intelligenti, droni e diavolerie tecnologiche. Eppure questo sconcertante e immaginifico futuro, che la fantasia di Galligani ha delineato fin nei minimi dettagli, ha un sapore incredibilmente realistico. Le micro storie raccontate, in cui la specie umana sembra far di tutto per autoestinguersi e per lasciarsi andare a un inarrestabile declino morale, si uniscono in un’unica grande narrazione capace di materializzare incubi che hanno la loro matrice nel presente che viviamo. Un presente in cui sembriamo fagocitati dalla voglia di apparire più che di essere, dalle disuguaglianze, dalla paura della diversità e dal totale disinteresse nei confronti del destino del nostro pianeta. Ed è proprio questo sottofondo di realtà che stringe a sé il lettore, tra inquietudini, amarezze e quel distacco sarcastico e un po’ menefreghista che ci fa dire che, se davvero il futuro finirà presto come suggerisce l’autore, in fondo non farà troppo male assistere alla sua dissoluzione.
Torna Ralph Spaccatutto sul webIl sequel Disney ambientato sul web in sala dal primo gennaio

27 dicembre 201814:12

– Una spettacolare reunion di 14 principesse Disney, da Cenerentola a Elsa e Anna di Frozen, da Biancaneve a Vaiana, in veste di giovani donne forti e contemporanee. la scena già cult grazie al trailer del film, di Ralph Spacca internet, diretto da Rich Moore e Phil Johnston, nelle sale italiane dal 1 gennaio. E’ il sequel prodotto dalla Disney Animation delle avventure dei due personaggi di videogiochi, il possente ma vulnerabile ‘distruttore’ Ralph e l’intraprendente piccola pilota Vanellope, conosciuti in Ralph spaccatutto (2012). Stavolta i due protagonisti si avventurano al di fuori del mondo arcade, nel web, di cui esplorano le bellezze ma anche i rischi, dagli haters/cyberbulli ai virus.
“In Zootropolis avevamo toccato anche un tema come il razzismo, qui parlando di internet non potevamo limitarci a mostrare quanto fossero carini i video di arcobaleni e gattini – dice a Roma Johnston, che dopo anni come sceneggiatore, debutta stavolta anche come regista -. Visto che bambini passano sempre più tempo online ci sembrava irresponsabile non parlare degli aspetti più negativi. Volevamo fossero meglio equipaggiati ad affrontare questo mondo. Come i personaggi del film, devono capire chi gli vuole davvero bene e come difendersi da certi commenti. Internet nel film divide i due amici ma diventa anche elemento di salvezza. Volevamo farne vedere anche il grigio, non c’è solo bianco e nero”.
La storia riparte da Ralph e Vanellope, amici del cuore, che passano le loro giornate tra un videogame e l’altro, anche se la bambina avrebbe voglia di qualche novità. L’opportunità arriva quando la ‘casa’ di Vanellope, il gioco Sugar Rush, rischia di venire dismesso per sempre dalla sala di videogame. I due protagonisti per cercare di evitare la catastrofe si avventurano nel grande mondo del web, dove tra aste online, video virali, risposte a tutte le domande, commenti di haters, e pop-up, Vanellope scopre nuove affascinanti realtà. Fra queste un videogame di corse urbane, Slaughter Race, dove domina l’imbattibile Skank (doppiata in originale da Gal ‘Wonder woman’ Gadot). La bambina ha voglia di esplorare e crescere, Ralph però, spaventato dai cambiamenti, perde la testa…
“Abbiamo pensato al film per fasi, come un dolce – dice Rich moore -. La torta ha al centro la storia d’amicizia, mostrata come raramente si fa nei family movie, anche in un momento di crisi mentre il racconto del web è la sua glassa”. L’incontro fra Vanellope “che tecnicamente è una principessa Disney” ricordano i due registi, con le sue iconiche colleghe, era un’idea presente dall’inizio. “Abbiamo pensato che in internet può succedere qualunque cosa, anche riunire le principesse come protagoniste in un quiz online sulla personalità. Da lì ci siamo chiesti cosa significasse oggi essere una principessa moderna e abbiamo reso anche le ‘classiche’ più contemporanee”. Per interpretarle “abbiamo avuto 11 delle 14 attrici originali – dice Moore -. E’ stato molto emozionante, ci hanno aiutato a capire più a fondo l’anima di questi personaggi”. Le principesse ‘power girls’ sono parte di un messaggio di ‘female empowerment’ che torna nel film, dice Johnston: “Vanellope diventa una giovane donna e Ralph, che all’inizio oppone molte resistenze, alla fine diventa una sorta di femminista”. In conferenza stampa ci sono anche alcune delle voci italiane, fra le quali Serena Rossi (Anna), Nicoletta Romanoff (Aurora), Mélusine Ruspoli (Jasmine), Salvatore Aranzulla (Pop-Up), gli youtuber LaSabri e Favij (Tiffany e Jimmy) e Francesca Michielin interprete di “Il mio posto a Slaughter Race”, versione italiana del brano “In This Place”. “E’ un film importante anche per il suo messaggio contro il cyberbullismo” spiega LaSabri. “Gli hater vanno ignorati – aggiunge Serena Rossi – sono solo persone in cerca di attenzione”.

Capri Patroni Griffi Award ad AndòPremiato anche poeta inglese Murray Lachlan Young il 29 dicembre

CAPRI (NAPOLI)27 dicembre 201812:03

– Il regista e scrittore Roberto Andò e il poeta inglese Murray Lachlan Young sono i vincitori del Premio Patroni Griffi assegnato dalla 23esima edizione di Capri, Hollywood – The International Film fest (in corso sull’isola fino al 2 gennaio). I riconoscimenti saranno consegnati sabato 29 dicembre al cinema Paradiso di Anacapri. ”Un doppio omaggio che quest’anno fa incontrare sull’isola due forti e diverse personalità della cultura contemporanea” annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo.
Roberto Andò dopo aver portato a Venezia il film ‘Una storia senza nome’ e firmato la regia delle ‘Conversazioni su Tiresia’ con Camilleri, grande successo dal teatro al cinema, ha da poco debuttato al Biondo di Palermo con un inedito adattamento della ‘La tempesta’ di William Shakespeare.       [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:24 DI MERCOLEDì 26 DICEMBRE 2018

ALLE 02:10 DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Capodanno a teatro tra brindisi e risate
Da Finocchiaro a Brignano, Insinna, Solfrizzi e Lello Arena

26 dicembre 201810:24

Da un classico come ”Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta con Lello Arena alle risate di Angela Finocchiaro in ”Ho perso il filo” e poi di Gigi Proietti, Flavio Insinna, Enrico Brignano ”Innamorato perso”, Lillo e Greg, tutti a Roma. Il debutto di Iva Zanicchi stile ”Il diavolo veste Prada” in ”Men in Italy”, Vincenzo Salemme ”Con tutto il cuore e le note degli Abba per ”Mamma mia!”, a Milano. E ancora, il Commissario Ricciardi dei romanzi di Maurizio De Giovanni, questa volta in carne ed ossa con Claudio Di Palma, e la comicità di Carlo Buccirosso nella sua ultima commedia ”Colpo di scena”, tutti a Napoli. Firenze tra il ritorno in show di Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni o Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni in ”A testa in giù” di Florian Zeller. Fino al travolgente ”Priscilla, la Regina del deserto”, a Bologna: è la lunga notte di Capodanno, tra brindisi e applausi, da festeggiare sin dal week end anche a teatro.
Nelle tue mani, il ragazzo ribelle che sogna la musicaLa magia del pianoforte tra realtà e favola

26 dicembre 201812:37

– Non si era mai visto al cinema un ladro, sorpreso dalla polizia in un appartamento, non fuggire perché troppo impegnato a suonare sul pianoforte un pezzo di Rachmaninov. E’ quello che accade in ‘Nelle tue mani’, film tra realtà e favola, diretto da Ludovic Bernard, in sala dal 27 dicembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis.
Segue la storia di Mathieu (Jules Benchetrit) e si apre proprio con questo ragazzo che, nella confusione della stazione ferroviaria di Parigi, inizia a suonare un pianoforte a disposizione del pubblico con la stessa passione e bravura di Glenn Gould.
Mathieu non è uno che strimpella, ha talento da vendere, tanto da stupire il direttore del Conservatorio Pierre Geithner (Lambert Wilson) che lo ascolta tra la folla.
Quando Pierre gli propone di andare al conservatorio, il ragazzo non accetta, preferisce vivere di furti, messi a segno con due suoi amici.
Un colpo andato male con relativo arresto cambia però le cose. Il direttore del conservatorio propone uno scambio: gli eviterà la prigione in cambio di qualche ora di lavoro, ma il suo vero scopo è prepararlo a un concorso nazionale di pianoforte. E questo sotto la guida della severa e intransigente “Contessa” (Kristin Scott Thomas). Mathieu affronta una sfida che non riguarda soltanto lui, ma il futuro stesso del conservatorio che si ritrova appunto ‘nelle sue mani’.
“L’idea – ha detto il regista Bernard – mi è venuta in modo molto semplice: mentre mi trovavo alla stazione di Bercy e mi accingevo a prendere un treno, ho sentito un giovane suonare il pianoforte. Era un ragazzo che, a prima vista, non possedeva assolutamente i codici della musica classica, ma che interpretava divinamente un valzer di Chopin. stato un momento magico: attorno a me c’erano poche persone. Sono salito sul treno – continua – e mi sono messo a immaginare e a scrivere il passato e il futuro di quel giovane, chiedendomi come avesse potuto imparare a suonare così bene. E questo è stato il punto di partenza della mia storia che in seguito ho ambientato nella stazione ferroviaria parigina Gare du Nord”.
La plebe e la lingua di Roma del BelliEsce definitiva edizione critica in oltre 5000 pagine

26 dicembre 201812:37

– GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI, ”I SONETTI” (EINAUDI, 4 vol per complessive pp. 5.038, euro 240,00).
Lo scrittore Antonio Baldini parlò per primo di ”Commedione”, alludendo in particolare al poema dantesco ma anche alla Commedia umana di Balzac, a proposito dell’insieme dei sonetti romaneschi di Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863), mentre un linguista e studioso come Muzio Mazzocchi Alemanni non esitò a definire il poeta romano ”un creatore linguistico come Joyce, un artista della parola per la parola come Mallarme”, questo per ricordarne il valore senza nulla levare alla fruibilità immediata che hanno sempre avuto i suoi versi, molto popolari.
Oggi, a venti anni esatti dall’uscita dell’ultima edizione critica dei sonetti, quella in due volumi a cura di Marcello Teodonio (Ed. Newton Compton), ne manda in libreria Einaudi una definitiva in quattro monumentali volumi, ricca di introduzioni, dati, note e commenti saggistici a ognuno dei 2.279 sonetti, varianti, versi incompiuti, indici, a cura di Lucio Felici, Edoardo Ripari e Pietro Gibellini, il quale intitola la sua introduzione generale ”Belli moderno Dante”. Alla ”Divina Commedia” di Dante aveva alluso il poeta Giorgio Vigolo per primo, visto che i sonetti vanno a formare un corpus unico, un poema e soprattutto vivono di una commistione tra sacro e profano, poi finiscono implicitamente per giudicare e denunciare (specie figure e aspetti del potere temporale papalino), cantando assieme le gioie spicciole, quotidiane del sapersi godere la vita, infine perché, costruisce anche Belli un vivace ritratto di un mondo al tramonto, che rende il meglio quando dalla lingua passa al suo volgare, il romanesco, con cui, tra aristocrazia dei prelati e plebe romana, racconta vizi e caratteri umani profondi, che si fanno esemplari e eterni.
Belli, per Gibellini, ”riesce nel miracolo di trattare una materia da ‘Comédie humaine’ in un mega canzoniere, di conciliare Balzac e Leopardi, di creare con i suoi monologhi una poesia-teatro”.
Ancor oggi, nonostante questo, a livello accademico è un autore poco considerato e patisce dell’essere stato visto poeta solo dialettale e per di più licenzioso, senza comprenderne la forza critica e eversiva che era altrove rispetto ai versi più libertini. La prima edizione ”purgatissima” di parte dell’opera in romanesco del Belli apparve postuma a cura del figlio Ciro cui aveva chiesto di bruciarla. Seguirono altre raccolte, ma la lettura critica e filologica piu’ importante, anche per gli studi e le pubblicazioni successive più significative a cura di Maria Teresa Lanza, di Bruno Cagli e di Roberto Vighi, arrivo’ solo nel 1952 con l’edizione a cura di Vigolo. Tutta la produzione romanesca iniziò per Belli, che era comunque già fecondo poeta in italiano, con un sonetto per i ”lustrissimi” partecipanti a un banchetto e che oggi apre la raccolta, e fu come la vena più popolare che era in lui, non ancora quarantenne, desse luogo a un’ondata di piena che produrrà nell’arco di dieci anni, tra il 1827 e il 1837, la maggior parte delle centinaia di suoi sonetti, umano teatro di un’epoca e un luogo, ma capace di farsi emblematica di un sentire esistenziale e della capacità di sorridere davanti alla drammatica, contraddittoria bolgia dell’inferno della vita. La sua non era maniera o folclore, ma espressione ”di un grande poeta che, con ”un’immersione realistica nel fango della vita e della lingua… si fa popolano per diventare protagonista” della gente di Roma, cui fa dire quel che pensano, sanno e fanno, come ribadisce sempre Gibellini, ricordando anche come alcuni papi fossero divenuti suo bersaglio, mentre ”una luce costantemente sinistra investe i cardinali”. In vita, pur essendo cosciente, come scrisse, di aver costruito ”un monumento di quello che è oggi la plebe di Roma”, lui non pensò mai di pubblicarli, arrivando perfino a desiderare che fossero distrutti dopo la sua morte, perché intrisi di ”pensieri e parole riprovevoli”, allo stesso modo rinnegando la paternità di alcune copie che circolavano clandestine. Forse anche per questi suoi timori, smise di scrivere nel 1849, con Pio IX Papa e negli anni della repubblica romana del Mazzini, per il timore che le sue poesie venissero scambiate per testi sovversivi, e ha una svolta reazionaria sempre dichiarandosi devoto alla Chiesa e conducendo una vita solitaria e malinconica fino alla morte, idea e tema che torna sempre nei suoi versi: ”Er tempo fija, è ppeggio d’una lima / Rosica sordo sordo e tt’assottijja / Che ggnisun giorno sei quella de prima”.
Bollani-Valdes, 22/7 a Terme CaracallaNovanta minuti d’improvvisazione per una prima Europea unica

26 dicembre 201812:28

– I pianisti e compositori Stefano Bollani e Chucho Valdés si incontreranno per suonare insieme in un nuovo progetto senza precedenti. Il 22 luglio, alle Terme di Caracalla a Roma, i due artisti daranno il via a un tour che proseguirà poi in tutto il mondo.
Dopo una prima partecipazione di Valdés come ospite al programma televisivo di Bollani “L’importante è avere un piano” su Rai 1, i due hanno poi eseguito il loro primo concerto al Gran Teatro dell’Avana nel giugno del 2018. Da qui è scoccata la scintilla che ha portato alla volontà di intraprendere un nuovo progetto basato sull’incontro ed il forte legame musicale che li unisce. L’influenza afro-cubana e il ritmo latino di Valdés, mescolati all’estro musicale e alla fantasia versatile di Bollani, per uno spettacolo musicale di impatto.
Novanta minuti di pura improvvisazione, in cui i due ci faranno viaggiare da un genere a un altro, da Cuba a Roma, toccando svariati stili.
Dal 28 dicembre Umbria Jazz Winter#26A Orvieto i più bei nomi del jazz italiano e personaggi di culto

ORVIETO (TERNI)26 dicembre 201814:38

Dopo i concerti di Natale del New Direction Tennessee State Gospel Choir del 23 e 24 dicembre al via il 28, fino al primo gennaio, Umbria Jazz Winter#26 a Orvieto.
Nel cartellone – spiega l’ufficio stampa – scorrono i più bei nomi del jazz italiano (da notare la partecipazione dei quattro più importanti trombettisti: Rava, Fresu, Bosso, Boltro) e personaggi di culto del jazz americano, esponenti di generazioni diverse come Ethan Iverson e Barry Harris. È una edizione che si segnala per un grande numero di proposte interessanti dal punto di vista progettuale, con alcune esclusive. Molti artisti presenti hanno voluto approfondire aspetti particolari di quell’universo variegato che oggi è il jazz oppure della sua storia, dalle musiche del cinema italiano all’arte di Bud Powell e al bebop, dall’omaggio alla leggenda di New Orleans, la città culla del jazz, al ricordo di Fabrizio De André a vent’anni dalla morte con uno spettacolo tra jazz e canzone, ma anche letture e documenti originali. Il programma conferma l’identità di una manifestazione “colta” (ma non elitaria) che privilegia un rapporto profondo e motivato con la musica. Ci sono comunque, in linea con la filosofia di Umbria Jazz, anche proposte più “popolari”, nel senso di generi musicali che vanno incontro ai gusti dei non addetti ai lavori o non specialisti, ma che rispondono ai requisiti di qualità che da sempre per Umbria Jazz sono imprescindibili. Quasi tutti gli artisti sono residenti e si potranno ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.
Immutata la formula della manifestazione, anche perché ormai collaudata da anni e premiata dal gradimento del pubblico. I luoghi della musica sono il teatro Mancinelli, il museo Emilio Greco, le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tutti nel cuore dell’acropoli orvietana. Musica non stop al Palazzo dei Sette e Jazz lunch e Jazz dinner al “Malandrino” e al “San Francesco”. Qui jazz ed enogastronomia, un’altra eccellenza dell’Umbria, trovano una accattivante simbiosi. Come sempre, ci saranno i Funk Off a sfilare per le vie del centro della Città della Rupe. La street band toscana con il suo festoso e spettacolare mix di funky e tradizioni musicali di New Orleans (ma in chiave moderna) è ormai la colonna sonora ufficiale di Umbria Jazz. E per chi vorrà far tardi, niente di meglio delle jam session che sono uno dei riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Si comincia a mezzanotte con la resident band (Piero Odorici e Daniele Scannapieco ai sax, Andrea Pozza al piano, Aldo Zunino al contrabbasso e Antony Pinciotti alla batteria) e si prosegue finché si ha voglia.
Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival. Il primo è il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno nel Duomo (quest’anno il New Direction Gospel Choir del Tennessee). Il secondo momento è la notte che saluta l’arrivo del nuovo anno con tre grandi veglioni in altrettanti locali e con concerti prima e dopo la mezzanotte.
Umbria Jazz, infine, offre anche quest’anno una vetrina di prestigio a due giovani formazioni: la vincitrice del Conad Jazz Contest 2018 ed il Berklee/Umbria Jazz Clinics 2018 Award Group, ovvero gli studenti più promettenti tra quelli che hanno frequentato i corsi estivi del College di Boston. Forse tra loro ci sono le star di domani. O addirittura di oggi.

Bellaria Film Festival apre con BacalovDiciotto documentari in gara sull’articolo 9 della Costituzione

BELLARIA (RIMINI)26 dicembre 201812:31

– L’omaggio al Premio Oscar Luis Bacalov, scomparso un anno fa, e alla musica nel cinema è tra i momenti principali della prima giornata del Bellaria Film Festival (27-30 dicembre), che per la 36/a edizione si rinnova con la direzione artistica di Marcello Corvino. Il premio ‘Una vita da film’ sarà ritirato, a nome della famiglia, dal regista Carlo Branca; gli Anema eseguiranno dal vivo, assieme al fondatore dei New Trolls Vittorio De Scalzi, alcune colonne sonore che hanno segnato la carriera del compositore.
In programma anche i primi dei 18 documentari in concorso nelle categorie Bei Doc e Bei Young Doc, dedicata ai registi under 30: saranno valutati in base alla capacità di focalizzare l’art.9 della Costituzione (‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’).
Presidente di giuria è Moni Ovadia. Ospite d’eccezione quest’anno Lina Wertmuller, che ritirerà il Premio alla Carriera.
Kevin Spacey torna e si difendebizzarro video replica a imminente incriminazione

NEW YORK26 dicembre 201815:53

– “Non e’ finita”. Mentre i media americani annunciano un imminente rinvio a giudizio in Massachusetts per uno dei casi di molestie sessuali di cui e’ accusato, Kevin Spacey rompe il silenzio postando un bizzarro video sul web intitolato “Let Me Be Frank” in cui, giocando sul nome del suo ruolo in “House of Cards” (il presidente Frank Underwood, ma “frank” significa sincero in inglese), sembra difendersi dallo stigma della pedofilia che oltre un anno fa ha travolto la sua carriera. Apparentemente ai fornelli a cucinare il cenone, l’attore americano riprende il ruolo di Underwood da cui e’ stato licenziato quando, nell’ottobre 2017, sono emerse le prime accuse di molestie gay su giovani aspiranti attori. “Possono aver cercato di separarci ma quello che abbiamo in comune e’ troppo forte. Abbiamo condiviso tutto, voi e io. Vi ho detto i miei segreti piu’ profondi, piu’ oscuri. So cosa volete. Mi volete indietro”, dice l’attore, mischiando fatti e fiction.       [print-me title=”STAMPA”]