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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:38 DI LUNEDì 24 DICEMBRE 2018

ALLE 00:40 DI MARTEDì 25 DICEMBRE 2018

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Torna Mary Poppins e vola, segue Amici
Scende al terzo posto ma resiste Bohemian Rapsody.

24 dicembre 2018 10:38

– Torna Mary Poppins e la tata più celebre della storia del cinema con l’atteso remake conquista il cuore degli spettatori e la vetta del Cinetel di questa settimana, con 2 milioni 674 mila euro di incasso nelle sale italiane. New entry anche al secondo posto, ma questa volta da casa nostra, con Amici come prima con Massimo Boldi e Christian De Sica che tornano a lavorare insieme dopo 13 anni, con la regia dello stesso De Sica. Incassano un milione 531 mila euro.
Scende al terzo posto il fenomeno Bohemian Rapsody, storia del leader dei Queen che resiste al top da quattro settimane: 1 milione 384 mila euro. Tra le nuove entrate troviamo Ben is back con Julia Roberts al nono posto e Old man and the gun al decimo.
La storia del lago di Resia in un filmDocumentario sui due paesi che dovettero fare spazio alla diga

BOLZANO24 dicembre 201811:01

– Nel 1950 gli abitanti di Curon, in alta val Venosta, dovettero lasciare le loro case per fare spazio alla diga di Resia. Il campanile del vecchio paese di Curon Venosta emerge dal Lago di Resia: testimone visibile della tragedia che si abbatté su Curon e Resia nel 1950 quando, a causa della costruzione della diga, i due villaggi furono sommersi dalle acque assieme al paesaggio naturale e culturale unico che li circondava.
“Il paese sommerso” (Das versunkene Dorf) è un documentario di Georg Lembergh e Hansjörg Stecher (Albolina Film-Raetia) che racconta questi drammatici fatti. Il film, disponibile in dvd, raccoglie le voci degli ultimi testimoni, di chi ha deciso di rimanere e di chi è emigrato, di seguire il corso dei loro destini. Il film non si sofferma però nel passato: si estende in uno spazio che comprende ieri e oggi nella stessa misura.
Salone libro, marchio ai fornitoriAggiudicato all’asta per 600 mila euro a associazione no profit

TORINO24 dicembre 201813:32

– Il Salone del Libro resta a Torino.
Il marchio della kermesse è andato a ‘Torino, la città del libro’, associazione dei fornitori della manifestazione che se l’è aggiudicato all’asta per 600 mila euro. “Il Salone vive e continua a rimanere a Torino”, commentano i rappresentanti dell’associazione, Silvio Viale e Lorenzo Loreti, nello studio del notaio Bima, dove è stata aperta la busta. La loro era l’unica offerta.
A finanziare l’asta sono la Fondazione Crt, con 200 mila euro, e la Compagnia di San Paolo, con 400 mila euro. Con l’acquisizione del marchio, viene a configurarsi una organizzazione del Salone in capo ai privati, mentre la parte culturale resterebbe prerogativa della parte pubblica. “Alla luce della situazione che si era creata – proseguono i rappresentanti della associazione – potrebbe essere la soluzione migliore”. Il tempo stringe – la buchmesse è già fissata dal 9 al 13 maggio – ma per l’aggiudicazione definitiva servono ancora tre mesi. E’ andata deserta, invece, l’asta per le sale.

Reggia Venaria, è tregua in assembleaPer risolvere querelle tra direttore e cda atteso parere Mibac

TORINO24 dicembre 201814:00

– Si è concluso con un nulla di fatto l’Assemblea dei soci del Consorzio delle Residenze reali sabaude, riunitosi oggi nel tentativo di dirimere la controversia tra il direttore della Reggia di Venaria Mario Turetta, da una parte, e la presidente Paola Zini e alcuni consiglieri dall’altra. Al centro della querelle le presunte mancanze nella gestione della residenza sabauda da parte di Turetta, che non condividerebbe le sue scelte con gli altri organismi del Consorzio, e la parcella per una consulenza legale.
“L’Assemblea dei Consorziati del Consorzio delle Residenze reali sabaude ha preso atto oggi del parere dell’avvocatura della Regione Piemonte e, come richiesto dal MiBAC, ha rimandato l’assunzione di atti formali e decisioni in attesa dell’invio della relazione da parte del Ministero stesso”, spiega l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi. Qualunque decisione viene dunque rimandata all’anno nuovo. “Come Regione Piemonte auspichiamo che si ritrovi presto una piena collaborazione tra Cda e Direttore – conclude la Parigi – e che si continui a lavorare per questa importante istituzione, tutelando gli obiettivi raggiunti in questi anni”.

Anastasio, dopo X Factor al via i liveDal 22 marzo 14 date

nei club per “La fine del mondo tour”

24 dicembre 201815:34

Dopo la vittoria ad X Factor, Anastasio è pronto per sbarcare nei club italiani con la sua prima tournée “La fine del mondo tour 2019”. Il via il 22 marzo da Milano. Poi il 24 a Bologna, il 28 a Firenze, il 29 a Torino, il 3 aprile a Roma, il 5 a Brescia, l’11 a Parma, il 12 a Nonantola (Modena), il 13 a Livorno, il 17 a Pozzuoli (Napoli), il 19 a Modugno (Bari), il 24 a Senigallia (Ancona), il 26 a Perugia e il 27 a Padova.
Il suo primo singolo “La fine del mondo”, prodotto da Don Joe e pubblicato nell’ep omonimo, ha già conquistato il Disco D’oro, debuttato al 1/o posto su iTunes, Apple Music e Spotify e al 1/o posto della classifica Fimi/Gfk. Nel disco anche i brani “Ho lasciato le chiavi”, “Generale”, “Un adolescente”, “Autunno (feat. Bowland)” e “Costellazioni di Kekab”.      [print-me title=”STAMPA”]

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AGGIORNAMENTO DELLE 10:37 E 10:38

DI LUNEDì 24 DICEMBRE 2018

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Mengoni festa 30 anni e primo in top ten
Atlantico, ultimo album cantante nato il 25/12 risale hit parade

24 dicembre 201810:37

– Atlantico, il nuovo album di Marco Mengoni uscito il 30 novembre è tornato in vetta alla classifica Fimi, l’ultima prima di Natale. L’artista, che compie 30 anni proprio il 25 dicembre ,si regala così la riconquista della prima posizione, davanti all’esordio di Springsteen on Broadway di Bruce Springsteen e di Playlist di Salmo. L’album di Mengoni contiene anche importanti collaborazioni e feat. Internazionali, ha debuttato al primo posto della classifica e in soli 7 giorni dalla data d’uscita è stato certificato disco d’oro per le oltre 25mila copie vendute; inoltre, ha raggiunto oltre 10 milioni di stream su Spotify.
Atlantico è anche un tour, prodotto e distribuito da Live Nation, che partirà per la prima volta dall’Europa con cinque straordinarie anteprime (Berlino – 8 aprile, Zurigo – 10 aprile, Monaco – 12 aprile, Parigi – 14 aprile e Madrid -17 aprile) che anticiperanno il tour europeo previsto per fine 2019.
Baglioni, nuove date per tour Al centro5/o show a Milano, raddoppio a Livorno, Reggio Calabria, Treviso

24 dicembre 201810:38

– Dopo una prima parte trionfale, con oltre 250.000 spettatori in 31 show, a grande richiesta il tour ‘Al centro’ di Claudio Baglioni si arricchisce di nuovi appuntamenti: una quinta imperdibile data a Milano (13 aprile al Mediolanum Forum), mentre raddoppiano gli appuntamenti di Livorno, (15 marzo al Modigliani Forum), Reggio Calabria (27 marzo al Palasport) e Treviso (16 aprile al Pala Verde), portando così a oltre 50 il numero dei live.
‘Al centro’ – prodotto e organizzato da F&P Group – non celebra solo i 50 anni del rapporto tra Baglioni e la musica, ma anche il rapporto tra la musica di Baglioni e il linguaggio, il costume e la cultura del nostro Paese.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:43 DI DOMENICA 23 DICEMBRE 2018

ALLE 00:05 DI LUNEDì 24 DICEMBRE 2018

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Angela Finocchiaro, ora conquisto Minotauro
A teatro attrice è eroina anticonvenzionale in Ho perso il filo

23 dicembre 2018 03:43

L’armatura da cavaliere e lei che brandisce una spada degna di Excalibur. Grida al Minotauro, circondata da giovani virgulti. Poi eccola, elmo in testa, che si illumina, con quella risata inconfondibile. Angela Finocchiaro, così, forse, non l’avevamo ancora mai vista, mentre diretta da Cristina Pezzoli conquista la scena in ”Ho perso il filo”, spettacolo scritto con Walter Fontana, che la vedrà protagonista dal 26 dicembre e per tutte le feste all’Ambra Jovinelli di Roma (per poi proseguire in tournée con tappe anche a Novara, Torino, Pisa, Ferrara, Siena, Mestre, Lecce, Taranto Messina). ”Avevamo voglia di scrivere qualcosa di personale. Pensavamo ad uno stand up. Poi il materiale è cresciuto ed è nata l’idea di far ‘affrontare’ il Minotauro a un’eroina pasticciona e anticonvenzionale”, racconta l’attrice, che tra una replica e l’altra è anche sul set della fiction di Rai1 ”Volevo essere una rockstar”, per la regia di Matteo Lotto, e ad aprile sarà nel nuovo film di Giuliana Gamba sul burraco (ancora senza titolo) con Claudia Gerini protagonista.
A teatro, invece, indossa i panni di ”un’attricetta di mezza età, stufa dei soliti ruoli e di chi la critica di non saper cambiare”. Così per un giorno decide di interpretare Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il Minotauro. Ma non immaginate nuove riletture alla ”Eracle” al femminile di Emma Dante. Perché una volta entrata nel Labirinto niente va come previsto e Angela si ritrova accolta da strane creature. Un misto tra acrobati e spiriti dispettosi (in realtà sono i danzatori delle coreografie tra brack dance, capoeira e arti marziali di Hervé Koubi), che la circondano, la disarmano, la ”frullano come un frappè” e, soprattutto, tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno, costringendola a trabocchetti e prove di coraggio. ”Si parla dell’oggi – prosegue la Finocchiaro – della superficialità che dilaga, i figli, gli egoismi, i problemi di coppia, la religione. L’attrice in scena? Beh, in qualche cosa mi somiglia.
E’ una donna dalla vita confusa, smarrita, insufficiente, ma con una sua cifra umoristica. Tra i temi affronta spesso la morte: mi piace che si rida anche di cose che hanno gambe tragiche. Fa bene. Teseo, però, finisce che non riesco a interpretarlo mai”.
Piuttosto se ne sentirà l’ira mentre scende di corsa dalle vette del Mito, indignato perché alla sua interprete mancano le necessarie qualità eroiche. ”Si, forse, come dicono i miei figli, alla fine faccio davvero sempre le stesse cose – riflette divertita lei in un cortocircuito tra interprete e personaggio – Anche se in questo spettacolo mi lascio andare come non mai, tra le prodezze dei ragazzi di Koubi. Alcuni potrebbero essere miei nipoti, non solo figli – riflette con la sua proverbiale autoironia – Avevo voglia di uno spettacolo che non fosse solo di parole. E anche se quando mi alzano ho un braccio che scricchiola come una vecchia credenza, mi fanno fare cose incredibili. Fumavo poco, ma ho dovuto smettere per stargli dietro”. Che sia l’apertura verso una fase nuova della sua carriera, magari in pista, chissà, concorrente di un talent alla ”Ballando con le stelle”? ”Mai dire mai nella vita – risponde lei con una fragorosa risata – Come dico in scena: sono una donna con le ginocchia, pensavo di non averle più

A Pompei il sauro bardato del generale

Osanna,”ritrovamento raro, apriremo la villa”

23 dicembre 201814:31

– Alto, di gran razza e bardato di tutto punto con la sella e i finimenti riccamente decorati in bronzo. E’ lo splendido cavallo di un altissimo magistrato militare, forse preparato per consentire al suo padrone di correre in soccorso alla cittadinanza nelle ore più buie dell’eruzione, l’ultima scoperta di Pompei. “Un ritrovamento di grande rarità legato ad una tenuta suburbana ricca come la villa dei Misteri-spiega il direttore Osanna- e che ora verrà indagata e restituita al pubblico”. Lo scavo che ha riportato alla luce la stalla con i resti dei cavalli, la sella e i ricchi finimenti del sauro non fa parte del Grande Progetto avviato con i fondi europei. La grande tenuta alla quale apparteneva la stalla, residenza appunto di quello che si immagina essere stato un generale o comunque un altissimo magistrato militare, si trova nella zona suburbana di Civita Giuliana a Nord della cittadina campana.
Alcuni ambienti vennero scavati agli inizi del Novecento e poi riseppelliti.
Spider-man, uno di noiUn nuovo universo animato a Natale con l’Uomo Ragno

23 dicembre 201816:44

Chiunque può essere, a suo modo, Spider-man: un timido adolescente afroamericano/latino, un 40enne con la pancetta, un eroe in bianco e nero alla Humphrey Bogart, una ragazza coraggiosa, una bimba in stile anime con robot personale e persino un maiale.
Sono solo alcune delle incarnazioni del supereroe che hanno arricchito per anni sui fumetti Marvel tra dimensioni parallele e variazioni narrative, l’universo Spider-verse. Una molteplicità al centro del primo lungometraggio animato per il cinema sul personaggio, ‘Spider-man: un nuovo universo’ di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, in Italia dal 25 dicembre con Warner Bros. Un nuovo debutto per l’Uomo Ragno della gestione ‘Sony/Marvel’ parallelo al reboot live action affidato con successo a Tom Holland, capace di entusiasmare i critici e gli spettatori delle anteprime (debutterà negli Usa a metà dicembre), portando al cinema con un’animazione mozzafiato che mescola cgi e 2d anche disegnato a mano (un lavoro che ha richiesto una settimana di lavoro per ogni secondo di film), l’energia i colori, il ritmo, i suoni, lo stile grafico, le tante sfumature di ironia e la complessità dei fumetti. Una rilettura con al centro Spider-Man/Miles Morales, adolescente di papà poliziotto afroamericano e mamma infermiera portoricana, nato nel 2011 (in omaggio a Obama) sui comics creati da Brian Michael Bendis (testi) e l’italiana Sara Pichelli (disegni).
Il timido e intelligente Miles, newyorchese di Brooklyn si sente un outsider nel liceo esclusivo che frequenta e preferisce passare il tempo a fare graffiti con lo zio ‘ribelle’ Aaron. Da una nuova avventura insieme, e il classico morso di un ragno radioattivo, Miles si ritrova con i poteri di Spider-man senza sapere come gestirli. Un pericoloso incrociarsi di dimensioni parallele voluto dal ‘cattivo’ Kingpin, portano il teenager a dover imparare, suo malgrado e in fretta, come si fa il supereroe. Un percorso innescato dagli incontri con due Peter Parker, uno brillante ventenne e uno quarantenne un po’ stropicciato e imbolsito, che diventa mentore del neo-Uomo Ragno; la coraggiosa coetanea (o quasi) Spider-Woman (nata sui fumetti nel 2014 con Jason Latour Robbi Rodriguez); Spiderman noir (creato nel 2009 da David Hine, Fabrice Sapolsky e il teramano Carmine Di Giandomenico) personaggio in bianco e nero che nel suo mondo anni ’30 dà la caccia ai nazisti; Peni Parker (creata nel 2014 da Gerard Way e Jake Wyatt), bimba metà asiatica che combatte i cattivi con il suo robot ‘ospite’ del regno radioattivo, e il buffo ma implacabile maiale in costume da supereroe Peter Porker alias Spider-Ham (ideato nel 1983 da Tom DeFalco e Mark Armstrong). Un apparente delirio, capace di celebrare l’essenza, tra humour e action, del personaggio, che regala nella versione originale doppiatori d’eccezione, come, fra gli altri, Chris Pine per il Peter Parker ventenne; Hailee Stanfield per Gwen Stacy/Spider-Woman; Lily Tomlin per una combattiva Zia May; Mahershala Ali per zio Aaron e Nicolas Cage per Spider-Man Noir ispirandosi, a suo dire, a James Cagney e Humphrey Bogart. La Sony ha coinvolto in questo riavvio animato il duo ipercreativo e irriverente formato da Chris Miller e Phil Lord (The lego movie): “La cosa esaltante di Spidey è che puoi vedere questo supereroe indossare una maschera, volare in giro e pensare ‘Hey potrei esserci io sotto quella maschera – spiega nelle note di produzione Lord, che con Miller coproduce, ma firma anche, da solo, il soggetto e come coautore, la sceneggiatura -. Uno dei temi principali del film è che tutti noi abbiamo dei poteri e dobbiamo affrontare le nostre responsabilità indipendentemente da chi siamo o dove siamo nati”.
Natale in tv tra tanta musica, film e speciali. Cosa vedere.Al via domani, tra speciali e maratone cult

23 dicembre 201816:53

Tanta musica, grandi maratone cinematografiche e speciali dal passato. Ecco il Natale che vedremo in tv.
RAI1 – Feste tutte in note per la prima rete, che già la mattina del 24 propone il Concerto di Natale dalla Scala di Milano. In prima serata, la Santa Messa celebrata da Papa Francesco in 4k, seguita dagli speciali di A sua immagine e di Viaggio nella Chiesa di Francesco, da Aleppo a Gerusalemme, passando per il bellunese sconvolto dal maltempo. Il 25 si apre con Lo Zecchino di Natale e, subito dopo la benedizione Urbi et Orbi, è la volta del Concerto di Natale dalla Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, con l’Orchestra Sinfonica della Rai diretta da David Gimenez e tenore José Carreras. Prima serata con un classico come Biancaneve e i sette nani di Walt Disney e poi ancora musica con Il Volo in Voci di Natale, Libano 2018. A mezzanotte, i valori dello sport con i campioni paraolimpici di I limiti non esistono. Bis di cartoni il 26, con Cenerentola e Anna dai capelli rossi.
RAI2 – E’ con la regina dei ghiacci di Frozen la sera della vigilia di Rai2. Scorpacciata Disney tra Paperino e Topolino la mattina del 25. In prima serata, speciale Unici sulla storica Non stop, seguito da un cult come Troppo Forte di Carlo Verdone.
RAI3 – Alla vigilia si rinnova l’appuntamento con il 42/o Festival del circo di Montecarlo, con i migliori talenti al mondo in gara per il Clown d’Oro e d’Argento. Doppietta di Una notte al museo 1 e 2 le sere del 25 e 26.
RAI5 – Per gli amanti del fantasy, la sera della vigilia, da non perdere il documentario sul papà de Il signore degli anelli, Tolkien. Il professore, l’anello e il tesoro CANALE 5 – Vigilia in note anche per l’ammiraglia Mediaset con il Concerto in Vaticano, Gerry Scotti e star come Anastacia, José Feliciano, Dee Dee Bridgewater, Alvaro Soler, Raphael Gualazzi, Ermal Meta, Alessandra Amoroso, Edoardo Bennato, Fabrizio Bosso e Giovanni Caccamo. Il 25, alle 16.30, torna Opera on ice, con la magia del pattinaggio sulle arie d’Opera, con Alfonso Signorini da Piazza degli Scacchi di Marostica.
Santo Stefano all’insegna di Piccole donne nella miniserie BBC con Angela Lansbury.
ITALIA 1 – Non sarebbe vigilia senza Una poltrona per due, il film con Dan Aykroyd ed Eddie Murphy che da 21 anni arricchisce la sera del 24. Per il 25, emozioni a teatro con Up&Down con il Paolo Ruffini e sei attori speciali: quattro giovani con la Sindrome di Down, un ragazzo autistico e uno in sedia a rotelle.
RETE 4 – Sera della Vigilia con John Ford a La conquista del West, mentre a Natale tornano amori e tormenti de Il segreto e Una vita. Piero Chiambretti mattatore a Santo Stefano con CR4 – La repubblica delle donne.
LA7e LA7D – Gande cinema per La7, che alla vigilia rispolvera Pomi d’ottone e manici di scopa e un Warren Beatty d’annata con Il paradiso può attendere; l’animazione di Asterix contro Cesare e Asterix e la pozione magico per il 25; e doppio omaggio ad Audrey Hepburn con Vacanze romane e Sabrina il 26. Serata di Natale d’amore per La7D, con Bruce Willis e Michelle Pfeiffer in Storia di noi due e con Chris O’Donnell e Renée Zellweger ne Lo scapolo d’oro.
SKY – Natale delle meraviglie per Sky Uno che dedica la vigilia a O: The Acquatic, lo show del Cirque du Soleil da Las Vegas. Il pomeriggio del 25 si vola a Parigi per Christmas At Disneyland. Su Sky Cinema Uno debutto la sera di Natale per Filippo Timi e la prima delle due nuove indagini de I delitti del Barlume. Dal 22 dicembre al 19 gennaio nasce Fox Life Grey’s, canale tutto per la serie di Shonda Rhimes. Dal 25, su Fox la seconda stagione del reboot Macgyver. Il Deserto del Gobi in Mongolia è invece lo scenario de Il cacciatore di dinosauri su National Geographic (25). Su MTV la sera di Natale è #Riccanza, mentre per Comedy la vigilia è con Maurizio Battista e i suoi spettacoli. Sera di Natale con Lo Schiaccianoci di Chajkovskij e la Royal Concertgebouw di Amsterdam su Classica Hd, mentre Sky Arte il 26 rende omaggio a Pino Daniele e il suo Terra Mia nell’appuntamento di 33 Giri Italian Masters.
Christmas Day NBA per Sky Sport e serie A di calcio per Santo Stefano. NETFLIX – On demand si può scegliere tra il cinepanettone Natale a 5 stelle, produzione originale con Massimo Ghini, Ricky Memphis e Martina Stella, e il family Qualcuno salvi il Natale, con Kurt Russel. La Notte di Natale è Super Monsters: la Stella dei desideri, ma anche unconventional Christmas con l’episodio natalizio de Le Terrificanti Avventure di Sabrina: A Midwinter’s Tale. Fino al cooking show a tema Nailed it! Natale.
IRIS, FOCUS, LA5 – Su Iris parte il 24 la rassegna Natale da Diego, che fino al 26 propone 11 film interpretati da Diego Abatantuono, da Il tango della gelosia ad Attila flagello di Dio. Su La5 è settimana Magic Night con Christmas in wonderland, Equivoci d’amore e Quattro fantasmi. Dark Christams invece per 20, con tre notti da brivido tra Krampus e La bambola assassina.
E ancora, Saga Mad Max per Italia2 dal 26 al 28. Risate con Checco Zalone e il suo Resto umile world show il 28. Su Premium Cinema, pomeriggio di Natale con Cartoon Christmas e maratona Extra Christmas per Extra che il 25 dalle 9.30 propone cult come Casa Vianello e Bum Bum Bam. Focus rende omaggio a Genova con il docufilm Acquario, emozioni a Genova, in prima serata il 23. DISCOVERY ITALIA – Real Time tutti i venerdì di dicembre impasta con Bake off stelle di Natale. Su Nove tutti i sabato segreti e ricette di Natale in cucina e Fatto in casa per voi a Natale. Su K2, fino al 6 gennaio, torna il Grande cinema di Natale con i film d’animazione, mentre su Frisbee nuovi speciali per Ranger Rob e Curioso come George (24) e di Manny Tuttofare (25). Natale spaziale per Discovery Channel che dedica la giornata alla scoperta dell’Universo.

Lugano, non solo banche nella patria del MerlotProdotti di nicchia, produttori appassionati e un legame stretto con l’Italia

23 dicembre 201817:33

Parlare di enogastronomia, di cultura alimentare e di territorio, in Ticino – che non a caso si chiama Svizzera Italiana – significa parlare di una nicchia che si è conservata, in Europa, tra l’influenza della robusta cucina continentale da una parte, quella del suo Nord, e la variegata creatività della Penisola italiana a Sud. Una cosa è certa: se prenderete per un’oretta l’auto o il treno decisi a provare la tavola svizzera e a scoprire le storie che la compongono, non rimarrete delusi. Erbe, uve, carni, dolci e tradizioni che potrete trovare vanno molto oltre la comune idea di cene luxury che una certa presenza turistica business dovuta alle banche ha rimandato indietro. Una influenza così consolidata che persino uno dei più decantati hotel del luogo, lo ‘Splendide Royale’ di Lugano, ha un ristorante che è stato denominato ‘I due Sud’ per accostare la gastronomia del Sud Italia, appunto, e quello della ‘Svizzera del sud’ – come spiega lo chef Domenico Ruberto, calabrese di origine, svizzero di adozione – Noi facciamo ancora arrivare le spezie, come ad esempio il finocchietto, e le verdure tipiche della mia terra direttamente, creando accostamenti come il classico risotto del nord ma con la ‘nduja, o il tradizionale maialino del Monte S.Giorgio, qui vicino, con il purè al Bergamotto (ma ‘quello vero’, ci tiene a precisare da calabrese doc, ndR). Non si immaginerebbe mai, ma nel Ticino c’è perfino un’associazione di un unico piccolo paese della Calabria con 5mila iscritti, e nel paesino invece sono rimasti in 5mila!”.Parlare di Ticino significa comunque introdursi nel paradiso del Merlot, ripassato in legno o vinificato in bianco (nel qual caso mantiene una decisa mineralità) e in “una realtà fatta di pochi produttori di dimensione industriale e centinaia di piccoli agronomi – spiega Simone Ragusa, miglior sommelier svizzero 2014 – che vinificano nell’ordine delle migliaia di bottiglie e non dei milioni, come normalmente avviene a livello internazionale”. Uno dei luoghi del vino più noti è la Fattoria Moncucchetto, una cantina parecchio speciale, a 425 metri sul livello del mare, sopra Lugano, della cui realizzazione si è occupato Mario Botta nel 2009. “I produttori storici del Luganese e del Mendrisiotto, come Gialdi, che ha vinto la medaglia d’oro 2018 per il miglior Merlot, sono una dozzina”, spiega Andrea Conconi, di ‘Ticinowine’, la realtà associativa (e la rivista) attorno alla quale ruota la promozione del nettare rosso nel Cantone – 250 produttori e 3.500 viticoltori – ospite di Simone Ragusa, che annovera nella sua cantina, il ‘Forziere del vino’, 130 etichette regionali sulle 600 presenti, a testimonianza che anche il luxury ha ampiamente riscoperto la tradizione.A fianco di nomi e realtà consolidate, però, pullulano produzioni piccole e innovative, da poche centinaia di bottiglie, come quelle a cui guarda con interesse e passione un ex restauratore, oggi produttore e innovatore nel wine&food ticinese, Nicola Pagnamenta, proprietario del ‘Grotto urbano’ a Lugano e ideatore delle ‘Cantine Lucchini’, dove si può trovare la quasi totalità delle etichette ticinesi. O di Valentina Tamborini, la giovanissima produttrice che sta innovando la cantina di importatori e produttori di famiglia con nuove linee e nuovi concetti. La grande sfida intorno al Ceresio si consumerà infatti tra l’esigenza di conservare la grande genuinità delle materie prime riuscendo però al contempo a smarcarsi sulle idee e a fare sistema per affrontare un mondo vinicolo francese e italiano estremamente competitivi dove la massa critica non conta meno della tradizione.

Storia e misteri su nascita presepiobella narrazione antropologico culturale di Maurizio Bettini

23 dicembre 201817:39

– MAURIZIO BETTINI, ”IL PRESEPIO” (EINAUDI, pp. 180 con illustrazioni – 19,00 euro).
Nelle case, specie quelle dove ci sono bambini, in questi giorni si è costruito il presepe, magari facendo una puntata a Napoli in via San Gregorio Armeno per vedere le ultime novità e comprare oggetti di scena o personaggi. Il Presepe è infatti un teatro, una scena di teatro di figura che rappresenta la natività in un divenire che va dalla comparsa della stella cometa all’arrivo dei re Magi e come tutte le sacre rappresentazioni è frutto di una lunga evoluzione, di riscritture successive che portano al senso e alla comunicazione culturale che conosciamo oggi e che ha valore fondativo per tutta la comunità cristiana.
Maurizio Bettini, docente di Filologia classica all’università di Siena e studioso di miti e tradizioni nell’ottica dell’antropologia culturale, ricostruisce il percorso e la nascita attraverso i secoli del nostro presepe, quello che conosciamo oggi, individuando l’origine di tanti aspetti, se, per esempio, né di capanna né di grotta e tanto meno del bue e l’asinello si parla nei vangeli di Luca, che cita solo una mangiatoia e i pastori, e Matteo, che anzi parla di nascita in una casa. E’ San Gerolamo che cita la grotta, quasi a riempire una lacuna di Luca, e ricorda che si trattava della stessa grotta dove un tempo di venerava Adone, amante di Venere.
I miti classici, la letteratura specie latina, servono a capire il percorso che porta a Greccio dove si dice che San Francesco per farne una nuova Betlemme costruì il primo presepe nel 1223. Prudenzio, il grande poeta cristiano antico del IV secolo dopo Cristo, racconta della nascita di Gesù in un paesaggio in cui ”i rigidi massi, sconfitti, hanno rivestito di erba le loro selci” e ”già la quercia, dal suo arido tronco, stilla gocce di amomo, già la tamerice trasuda balsamo” e arrivano ad adorarlo ”i bruti animali… e i quadrupedi si avvicinano alla mangiatoia”, affermazioni che pur nella loro genericità oggi ci piace leggere come prime allusioni alla presenza del bue e dell’asinello, che del resto a quell’epoca si trovano rappresentati accanto al bambinello in decorazioni scolpite di sarcofaghi. Bettini si chiede perché si parli, a cominciare da vangeli apocrifi, di queste bestie e proprio sempre di un bue e un asino che finiscono ormai già da soli a simboleggiare la scena della nascita, del natale. Le due figure prendono corpo a seguito di colte dispute teologiche, hanno un valore chiaramente simbolico che aiuta a capire anche il senso della mangiatoia, che è il luogo in cui nasce il verbo affinché, come scrive Isaia ”il bue riconosca il suo possessore e l’asino la mangiatoia del suo padrone”: il bue è colui che è sotto il giogo della legge, quindi il giudeo, mentre l’asino, animale che porta pesi, colui che è gravato dal peccato d’idolatria. E così messi assieme a mangiare nella simbolica mangiatoia della conoscenza, per San Paolo prendono ”la forma di un sol uomo nuovo”, con il primo che appunto libera dal giogo della legge e l’altro che sgravia dal fardello dell’idolatria. Senza nulla togliere alla magia semplice dei bambini che il presepe lo fanno ogni anno, ne manovrano i personaggi, aggiungono il bambinello o fanno avanzare i Magi, c’è poi naturalmente da capire la differenza di ruoli tra spettatori e attori all’interno della rappresentazione. Da una parte abbiamo l’importanza dei pastori, col loro stupore e forza di testimonianza del prodigio che si compie davanti ai loro occhi; dall’altra c’è per esempio da indagare chi fossero e cosa rappresentino i Magi che arrivano con i loro tre doni, oro, incenso e mirra. Ma non vogliamo svelare tutto qui, che la lettura del colto saggio storico antropologico di Bettini, per chi fosse interessato, è ben scritto e quindi avvincente come ogni lento svelamento di un mistero, quello di questa ricorrente ricostruzione della scena, che si manifesta e ha valore solo in quel momento, in quei giorni: ”un presepio sottratto al calendario, sopravvissuto al suo tempo, non è più vivo, è imbalsamato”, non è più una recita, ma una fotografia, ricordo testimonianza di quel che è stato al momento giusto.

Salone Libro, 24/12 il marchio all’astaFornitori al momento gli unici interessati

TORINO23 dicembre 201817:40

L’appuntamento è il 24 dicembre alle 9, nello studio torinese del notaio Caterina Bima. Solo allora si saprà se l’Associazione Città del Libro sarà l’unica in corsa per il marchio del Salone del Libro, o se nelle ultime ore si è fatto sotto qualcun’altro. Mezzo milione di euro è il prezzo fissato dal liquidatore della Fondazione per il Libro, Maurizio Gili, per partecipare all’asta, dalla quale si sono sfilati uno dopo l’altro gli enti pubblici, le fondazioni bancarie e l’Aie. Non ci sarà neppure Pazzi per Torino, il comitato che per salvare il Salone stava raccogliendo contributi.
Città del Libro è una associazione no profit, ne fanno parte i fornitori storici della kermesse. A finanziare l’asta sono la Fondazione Crt, con 200 mila euro, e la Compagnia di San Paolo (400 mila euro). Con l’acquisizione del marchio, e degli asset collegati, verrebbe a configurarsi una organizzazione del Salone in capo ai privati, mentre la parte culturale resterebbe prerogativa della parte pubblica.

‘La ligne de vie’, Magritte intimo e giocoso al Lac di LuganoL’autore racconta se stesso: periodi e influenze meno noti e filmati famigliari

23 dicembre 201819:59

Una vita creativa e giocosa, ma a tratti anche buia, passata a riflettere sulla realtà ma coinvolgendo amici e famigliari in un connubio di genio e semplicità, sperimentazione e confronto con i diffidenti pittori suoi contemporanei. E’ questo il Magritte intimo che nasce dal racconto che il genio belga fece di se stesso e della sua arte, e che emerge da ‘La ligne de vie’, in mostra fino al 6 gennaio nel polo culturale del Masi-Lac di Lugano.Nella città lacustre di appena 70mila abitanti, raggiungibile in un’ora di treno da Milano, il Lac rappresenta esso stesso un’opera d’arte, con la cosiddetta “grande L” che guarda il lago scomponendosi tra museo, teatro, piazza pubblica e la chiesa di S.Maria degli Angeli, in cui si può osservare la gigantesca ‘Passione di Cristo’ del Luini. La rassegna di opere del geniale maestro, uno dei pittori più amati dal grande pubblico, prende spunto dalla “fondamentale” conferenza tenuta dall’artista nel 1938 al Musée Royal des beaux-arts di Anversa, dove Magritte illustrò l’evoluzione della propria poetica e le tecniche che sceglieva per rendere gli oggetti “grandiosi e sconvolgenti”, per usare le sue parole. Da quegli spunti si snoda la trama dell’allestimento di 70 opere che restituisce dell’uomo e della sua forza creativa un punto di vista profondo e particolare. Ad esempio scavando in alcuni dei suoi periodi artistici meno noti, come il ‘Vache’, e il “Renoir” (quello del tratto impressionistico durante il quale si espose alle critiche dei colleghi metafisici e surrealisti). Nella mostra c’è anche una originale sezione dedicata alle affiches pubblicitarie e politiche che fece a cavallo degli Anni ’30. Ma non mancano ovviamente opere di primissimo piano come ‘La Grande guerra’, del ’64 (Collezione Eather Greather, Basilea), o ‘La ricerca dell’assoluto’, del ’66 (collezione privata, Lugano), grazie alla collaborazione con la Fondazione Magritte di Bruxelles che ha aperto archivi e prestato pezzi rari’.”Un’allestimento non facile – spiega Guido Comis, curatore del nuovo Museo d’Arte della Svizzera Italiana – anche perché il Lac non aveva una sua collezione Magritte e ha dovuto avvalersi di molti prestiti. Tra gli artisti che lo hanno influenzato, e che gli abbiamo accostato, ci sono i futuristi italiani. Un momento che lo aveva entusiasmato spingendolo ad affermare la frase ‘ho dipinto tutta una serie di tele futuriste in un vero e proprio stato di ebbrezza’. Magritte vi vedeva ‘un’aria sovversiva’ e tra gli autori che lo influenzeranno di più si annovera De Chirico, oltre a Max Ernst” entrambi, anche se diversamente, esponenti della ‘pittura metafisica’. “Nel 1957 Magritte si comprò una cinepresa – riprende il curatore – e iniziò così un viaggio nel mondo del cinema usando come protagonisti egli stesso, la moglie e gli amici di famiglia in cui alternò momenti di sperimentazione a divertissement”. Tra le opere pienamente sviscerate nella loro profondità anche ‘Fantomas’, l’uomo mascherato di cui l’autore divorava i fumetti “antesignano degli eroi negativi, ma nella cui effigie il pittore sostituisce il pugnale con una rosa”; ‘Il Nottambulo’, opera ombrosa “in cui Magritte probabilmente mette in gioco il suo trauma giovanile, quando la madre si suicidò in un fiume con una camicia da notte avvolta sulla testa, onde per cui la casa non era sentita come un luogo positivo” (molti ricorderanno l’opera ‘Gli Amanti’ del 1928 in cui i due soggetti si baciano con le teste avvolte in un drappo bianco); o ancora ‘Il lume filosofico’, dove il filosofo è “un pensatore i cui pensieri non smettono mai di circolare”. Una sensazione che certamente il genio belga conosceva bene.Incardinati nel complesso del Masi-Lac (dove dal 10 febbraio sarà in esposizione il surrealismo svizzero) vi sono il teatro cittadino, il convento dei francescani e la chiesa di S.Maria degli Angeli, con il suo straordinario affresco di 110 metri quadrati con oltre 150 personaggi. La particolarità della grande opera è dovuta anche al fatto che la sua raffigurazione non è partita nello spazio, ma unica, e che nella medesima chiesa rinascimentale, a navata unica, potrete trovare altri due affreschi di Bernardino Luini, pittore di scuola leonardesca (che aveva con il suo maestro una forte rivalità): l’Ultima cena, originariamente nel refettorio del convento francescano adiacente, e una lunetta con la Madonna e Gesù Bambino. Il polo del Lac – le cui linee moderne contrastano ma al contempo si fondono con i monumenti antichi circostanti – è organizzato come un luogo pubblico, dato che il suo spazio interno fu concepito dal suo architetto, Ivano Gianola, come una vera e propria piazza della città dove, con ingresso gratuito, vengono organizzati eventi musicali e artistici e dall’interno tramite le enormi vetrate lo sguardo passa la struttura da parte a parte. Proprio nei pressi, inoltre, sorge la galleria più ‘open’ della città, il ‘Garage Morel’, dove viene dato spazio soprattutto agli artisti emergenti. E sempre lì di fronte c’è anche lo ‘Spazio -1’ dalla bellissima collezione privata ‘Olgiati’.   Ma la Lugano dell’arte non comincia e finisce al Lac. L’ingresso nella insospettabile zona degli appassionati di pittura e design comincia in Riva Caccia, dominata dalla grande facciata dell’Hotel Spendide Royal, essenziale punto di riferimento del centro cittadino, e si dipana in una serie di itinerari che seguono le vie e i vicoli compresi tra il lungolago, dove i cigni scorrazzano liberi e nelle aiuole si trovano sculture e installazioni diffuse, e il tracciato che porta alla stazione ferroviaria. Un quadrilatero delimitato dalla parte opposta, a Est, dal Parco Ciardi, il polmone verde che porta il turista lontano dai palazzi verso la natura della foce del fiume Cassarate, e getta lo sguardo sulle zone montagnose circostanti, paradiso dei residenti più altolocati (e della speculazione edilizia). Poco più verso l’interno della città troviamo invece la ‘Sonnestube’, che dal 2013 rappresenta la gallery più poliedrica e sperimentale per l’arte e la musica. Il Museo Cantonale d’Arte inoltre espone opere di Klee, Jawlensky, Renoir e Degas, tanto per citarne alcuni.   Ritornando verso il lungolago, invece, e scendendo verso Ovest, via Nassa vi sembrerà la Montenapoleone di Milano formato elvetico, con i grandi brand e le maison della moda. Ma a un’occhiata più attenta troverete angoli storici che si contrappongono fieramente alle vetrine con gli orologi di lusso esenti Iva. Potrete ad esempio vedere il palazzo dove una volta si trovava la più antica pasticceria ticinese, Vanini – da quelle parti una istituzione – di cui oggi rimane il nome sul pavimento mosaicato dei portici. L’angolo preferito da Botta, che amava sedersi ai ai tavolini e trovarsi tra la facciata della piccola chiesa di S.Carlo, e una pasticceria di tipico taglio ‘lombardo’ che si contrapponeva all’affollatissimo e ‘continentale’ negozio dei Bretzel Konig, i più famosi della Svizzera (che partono ogni giorno per tutte le destinazioni dalla medesima fabbrica, a Lucerna). Da lì cominciano a snodarsi i mercatini di Natale (fino al 24 dicembre, ma le iniziative gastronomiche e i concerti proseguiranno fino al 6 gennaio, con il concerto dell’Orchestra della Svizzera italiana). Quindi si prosegue in via Cattedrale, cuore della Lugano underground che pulsa, ad esempio, nella piccola ma suggestiva galleria d’arte Daniele Agostini, proprietà di un giovanissimo ma determinato gallerista, il cui piano superiore confina con un misterioso cortile da cui si accede al ‘circolo per l’emancipazione culturale’ Turba. Un luogo di socialità e creatività che ha però destato un po’ di scompiglio nella tradizionalista città ticinese, tanto che “dopo tre anni di intensa attività notturna e 1.500 soci tra i quali si mescolano avvocati e studenti – spiega Carlotta Zarattini, una dei quattro fondatori – ora il progetto è quello di riaprire con l’anno nuovo ma solo in occasione di eventi, magari concatenati a cavallo dei fine settimana”. Ebbene sì: il Turba ha un po’ sconvolto – nemmeno fossero tornati i bevitori di assenzio – la tranquillità di un centro i cui residenti “sono ancora per così dire tarati sulla realtà del business e del luxury che ha fatto grande la Lugano dei decenni passati – racconta Emanuele Di Pasquale, dello Splendide Royale – ma che invece ora sta riscoprendo le sue radici, i suoi amori, come l’arte, e quindi anche un po’ di disordine creativo”. “D’altra parte – spiega una residente di fronte alla passerella di Botta, che di notte si illumina di molti colori e si trova al centro di una vivace polemica politica per il suo spostamento – quando abbiamo smesso di credere tutto d’un fiato che le banche ci avrebbero assicurato il benessere per sempre ci siamo guardati indietro e non abbiamo trovato più molte delle cose che erano tipiche, e adesso da più parti si sta cercando di riscoprirle. E’ stata una reazione naturale, che per il futuro ci orienterà sempre più verso la cultura e la riscoperta delle tradizioni”. Come nell’incantevole villaggio di Brè, che unisce il tipico carattere tradizionale ticinese e l’arte moderna: il suo nucleo infatti è caratterizzato da un ‘arredo artistico’ fatto di opere d’arte moderna di 22 artisti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. Insomma prepariamoci a una Lugano diversa da quella del nostro immaginario collettivo, che nei prossimi anni si renderà ancor più fruibile per gli italiani.      [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:42 DI SABATO 22 DICEMBRE 2018

ALLE 03:43 DI DOMENICA 23 DICEMBRE 2018

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fruit Exhibition premia progetto inedito
‘Humor’ tema della prima edizione, iscrizioni fino al 15 marzo

BOLOGNA22 dicembre 201810:42

– Un premio per il miglior progetto editoriale a tema ‘humor’: lo lancia Fruit Exhibition, festival dell’editoria d’arte indipendente (a Bologna dal primo al 3 febbraio) in collaborazione con la cartiera Favini. Il premio ‘Fip-Fruit Indie Publishing’ è rivolto ai migliori prototipi di libro artistico, progetti editoriali indipendenti e zine: entro il 15 marzo artisti ed editori potranno presentare un progetto inedito che indaghi lo humor e che si distingua per la ricerca tecnica e formale in relazione ai contenuti.
Lo ‘humor’ – spiegano i promotori – sarà il tema guida della prossima edizione di Fruit Exhibition ed è “l’arte di far sorridere, di far vedere le cose da un punto di vista insolito e spiazzante, con intelligenza, originalità e al contempo con leggerezza”. Scopo del concorso è far emergere “la diversità e la vivacità espressiva del settore editoriale indipendente, per incoraggiare e omaggiare tutti gli artisti e creativi che hanno scelto il libro o la rivista come forma d’espressione”.

‘La ligne de vie’, Magritte a LuganoEsposte 70 opere. In città molte gallerie e gli edifici di Botta

22 dicembre 201813:16

– Una mostra su Magritte dal taglio intimo e profondo, quella visitabile ancora per pochi giorni, fino al 6 gennaio prossimo, al Masi-Lac di Lugano, il grande polo museale della città elvetica, raggiungibile in un’ora di treno da Milano. Un’incursione nella sua vita creativa, ma anche giocosa, passata a riflettere sulla realtà ma coinvolgendo amici e famigliari in un connubio di genio e semplicità, sperimentazione e confronto con i diffidenti suoi colleghi contemporanei. Una settantina di opere del geniale maestro belga, uno dei pittori più amati dal grande pubblico, per un allestimento che prende spunto dalla “fondamentale” conferenza tenuta dall’artista nel 1938 al Musée Royal des beaux-arts di Anversa, dove Magritte illustrò l’evoluzione della propria poetica e le tecniche che sceglieva per rendere gli oggetti “grandiosi e sconvolgenti”. Un’occasione per visitare il capoluogo ticinese, ricco di arte diffusa e di gallerie, senza dimenticare i numerosi edifici dell’architetto svizzero Mario Botta.
A Noa il premio Pellegrino di pace”Incoraggiamento a lavoro costante sulla pace” dice la cantante

ASSISI (PERUGIA)22 dicembre 201813:26

– “Questo premio è importante soprattutto in tale momento storico che è un periodo buio. È un incoraggiamento a un lavoro costante sulla pace”: lo ha detto la cantante israeliana Noa in occasione della cerimonia, che si è tenuta al Santuario della Spogliazione, durante la quale le è stato consegnato il premio “Pellegrino di Pace” istituito dal Centro internazionale per la pace fra i popoli di Assisi.
“Mi piace molto il nome di Pellegrino di pace – ha aggiunto – perché il pellegrino è qualcuno che è sempre in viaggio. Per me viaggiare portando questo messaggio è una missione, non è né una moda né una destinazione. Io amo molto San Francesco – ha concluso – per me è un simbolo di vera umiltà”.
Il premio – spiega una nota della diocesi – è stato consegnato dal direttivo e dalla presidente del Centro pace, Caterina Costa, insieme al vescovo Domenico Sorrentino, al sindaco Stefania Proietti, alla presidente del Consiglio comunale Donatella Casciarri e al prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia.
Nicola Pepe vince Hell’s Kitchen Italia22 anni, batte nel talent condotto da Cracco ha battuto Ginevra

22 dicembre 201815:31

– E’ Nicola Pepe il vincitore della quinta edizione di Hell’s Kitchen Italia. Sarà lui il nuovo il nuovo Executive Chef di uno dei ristoranti del J.W. Marriott sull’Isola delle Rose di Venezia. Con il suo menù, tra forme e colori del menù “Attraverso gli occhi di un bambino”, Nicola si è imposto su Ginevra, trionfando nella finale della quinta edizione di Hell’s Kitchen Italia, la gara fra cuochi professionisti prodotta da Dry Media e condotta da Chef Carlo Cracco, in onda ieri sera su Sky Uno (e che è possibile rivedere – come tutte le puntate del programma – su Sky On Demand e su Now Tv). A Hell’s Kitchen, Nicola Pepe, 22 anni, era l’unico uomo ad essere arrivato in finale, battendosi con l’aretina Ginevra, che aveva provato a stupire Cracco e gli Chef ospiti Yannick Alléno e Andreas Caminada con un menù a base di mandarino. Fuori dal podio Mayla, mentre sul gradino più basso Michela. Nicola lavora come sous chef a Nizza. Fin dalle prime puntate ha colpito Cracco e i giudici ospiti di ciascuna puntata per la sua positività, la sua capacità di trascinare e insieme unire le brigate in cui, di volta in volta, ha saputo spiccare per l’entusiasmo con cui ha costruito la narrazione dei suoi piatti e della sua idea di cucina “emozionale”. Hell’s Kitchen Italia è un programma di Paola Papa, Romina Ronchi, Luca Danesi, Ilaria Brosi, Jacopo Ghirardelli, Valentina Monti, Sergio Carfora, Vincenzo Maiorana, Mariachiara Salvi, Veronica Pennacchio, per la regia di Umberto Spinazzola.
‘Vice’, Dick Cheney il potere nell’ombraBiopic di McKay con un camaleontico Christian Bale

22 dicembre 201815:52

– Il vero potere? Quello che sta nell’ombra, non compare, non si espone. Questa verità tanto decantata, per fare solo un esempio, da Baltasar Gracián ne ‘L’elogio della prudenza’, sta tutta In ‘Vice – L’uomo nell’ombra’, il nuovo biopic del registaAdam McKay in sala dal 3 gennaio con Eagle Pictures e Leone Film Group. Un film, candidato a ben otto Golden Globe, in cui c’è aria di Michael Moore e dei suoi documentari di denuncia, ma questa volta declinati al passato. Cast straordinario – si va da un camaleontico Christian Bale ad Amy Adams, da Steve Carell a Sam Rockwell -, il tutto per raccontare con ritmo e ironia, Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, considerato da molti e a ragione, il “vero numero uno” della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush. In ‘Vice. L’uomo nell’ombra’, che vede di nuovo insieme Balee il regista McKay a due anni dal campione d’incassi ‘La grande scommessa’, tanti poi i sotto temi. Oltre l’ascesa dell’uomo “nell’ombra”, c’è quello della redenzione di chi parte male e quello dell’importanza della donna dietro la fortuna di molti uomini.
Si parte, attraversando mezzo secolo, con un giovane Cheney ubriaco nel rurale Wyoming fermato nella sua auto dalla polizia (venne arrestato due volte per lo stesso reato). Insomma una partenza da cattivo ragazzo quella del troppo silenzioso Cheney che poi da stagista del Congresso approda, passo dopo passo, alla carica di vice-presidente degli Stati Uniti, ma in realtà co-presidente vista la chiara incapacità del titolare George W.
Bush (Rockwell) di ricoprire la sua delicata funzione.
E questo in anni cruciali, quello che vanno dal 2001 al 2009, partendo proprio dall’attacco delle Torri gemelle, la madre di tutte le tragedie americane, che in realtà venne gestita dal solo Cheney.
Accompagnato da plurimi infarti, il politico responsabile dell’attacco all’Iraq, di Guantanamo con le sue singolari torture, di disinformazione e bugie e di tanti altre operazioni non troppo politicamente corrette ha avuto però sempre dalla sua, come si vede nel film, un amorevole quanto ambiziosa moglie, Lynne (Amy Adams) e un mentore machiavellico e spavaldo come Donald Rumsfeld (Steve Carell).
“Senza dubbio è stata la natura ambiziosa di Lynne a trasformare Dick – spiega il regista – . Quelli che la conoscevano dicevano che chiunque l’avesse sposata avrebbe fatto molta strada. In caso contrario, Dick sarebbe finito a vivere una vita tranquilla nel Wyoming come i suoi fratelli”.
Infine sullo straordinario ruolo da Oscar di Bale dice sempre Adam McKay: “Bale voleva sapere tutto su Cheney e assorbire tutto di lui. Ha anche incontrato un nutrizionista per prendere peso in modo salutare. Aveva poi un coach vocale, uno per i movimenti. Tutto ciò che poteva aiutarlo a trasformarsi in Cheney: il modo in cui camminava, il modo in cui parlava e si muoveva. Poi il giorno in cui abbiamo iniziato a girare – conclude il regista – è diventato quel personaggio. Abbiamo pensato che Cheney fosse lì davanti a noi”.

Nick Nolte ‘leggenda’ a Capri, HollywoodCon Scacchi e la Richardson tante star, 90 film dal 26 dicembre

NAPOLI22 dicembre 201819:41

( Nick Nolte, Joely Richardson, Greta Scacchi, Marcello Fonte, assieme a Jonathan Pryce, Terry Gilliam, Eli Roth, Amos Gitai, Matteo Garrone e Mario Martone, sono tra i protagonisti del 23/o Capri, Hollywood – The International Film Festival (film dal 26 dicembre, apertura il 27, fino al 2 gennaio) la festa del cinema internazionale che, nel cuore dell’inverno, porta le star del grande schermo e della musica sull’Isola azzurra con 90 proiezioni gratuite, incontri, mostre.
Presieduto dal regista Usa Lee Daniels e dall’israeliana Noa, il festival fondato e prodotto da Pascal Vicedomini con l’Istituto Capri nel mondo inaugura la stagione delle premiazioni globali, con molti attesi titoli nelle sale di Capri e Anacapri, a cominciare da ‘Vice’ di Adam McKay con Christian Bale (anteprima europea 27 dicembre) già candidato a 6 Golden Globes e tra i grandi favoriti all’Oscar 2019. In apertura consegna del ‘Master of Cinematic Art Award’ a Martone (Capri-Revolution). Con lui anche la sceneggiatrice Ippolita Di Majo, gli attori Marianna Fontana e Antonio Folletto (Breakout Actors del 2018), lo scenografo Giancarlo Muselli e il fotografo Mario Spada che presenta una galleria di 30 scatti esposti alla Certosa di San Giacomo. La famiglia Fantastichini ritirerà un riconoscimento alla memoria di Ennio voluto dal Nuovo Imaie.
I Legend Award vanno all’inglese Pryce (‘The Wife’) e all’ americano Nick Nolte. Il tedesco Til Schweiger è film-maker Europeo del 2018; European Movie 2018 è ‘Dogman’ di Garrone, con premio a Marcello Fonte. ‘Producer Award’ all’americano Bradley Fischer artefice del ‘Suspiria’ di Luca Guadagnino e del “Il Mistero Della Casa Del Tempo” di Eli Roth (‘Master Of Fantasy’).
Premi alla Carriera a Gitai, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Ivano Marescotti e Monica Guerritore. Andrea Purgatori e la Richardson riceveranno il ‘Person of the Year Award’ Paolo Ruffini l”Humanitarian Award’, il ‘Peace Award’ va alla Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che aprirà il festival in piazzetta con il presidente onorario Tony Renis. Tra i giovani alla ribalta gli inglesi Frederick Schmidt (Mission Impossible Fallout) e Lashana Lynch, Euridice Axen. ‘Rivelazioni’ sono Damiano e Fabio d’Innocenzo (‘La Terra dell’abbastanza’) il ‘Working Artist Award’ va a Andrea De Sica per la Serie Netflix ‘Baby’ e a Pina Turco (‘Il vizio della speranza’, Cult Award al regista Edoardo De Angelis).
Premio Patroni Griffi all’ inglese Murray Lachlan Young e a Roberto Ando’. ‘Script Award’ alla Di Majo e a Massimo Gaudioso, premi anche a Antonio Catania e Nunzia Schiano, Gianni Zanasi Matilda Lutz. Serie Tv dell’anno è ‘L’Amica Geniale’, documentario dell’anno ‘Sono Gassman. Vittorio re della commedia’ di Fabrizio Corallo. Tra i film anteprime italiane di ‘Eight Grade’ di Bo Burnham, ‘White Boy Rick’ di Yann Demange, ‘Le Jeu’ di Fred Cavayé, ‘Her Smell’ di Alex Ross Perry, ‘Welcome Home’ di George Ratliff, ‘The Bouncer’ di Julien Leclercq, ‘Head Full Of Honey’ di Til Schweiger, ‘Capharnaum’ di Nadine Labaki. Proiezioni speciali di ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, ‘Suspiria’ di Guadagnino, ‘The Aspern Papers’ Julien Landais, ‘City Of Lies’ di Brad Furman, ‘Green Book’ di Peter Farrelly, ‘The Front Runner’ di Jason Reitman, ‘Boy Erased’ di Joel Edgerton, ‘Beautiful Boy’ di Felix Van Groeningen, ‘Can You Ever Forgive Me’ di Marielle Heller, ‘Destroyer0 di Karyn Kusama e ‘The Hate U Give’ di George Tillman Jr, ‘All You Ever Wished For’ di Barry Morrow.
Per ‘Capri Kids Global Icons anteprime di ‘REMI’ e ‘Ralph spacca Internet’, omaggio a ’44 Gatti’ (Premio a Rainbow Group per la miglior Tv Series d’animazione) I Simposi Capresi al Centro Ignazio Cerio completano il programma del festival organizzata con il sostegno del Mibac(D.G Cinema), Regione Campania, Comune di Anacapri e della Città di Capri, in collaborazione con Ambi Tatatu, Iris mediaset, Radio”Rai, Nuovo Imaie, caremar, Svan e Sippic.
Sul Tram di Natale l’umanità disperata di CalaciuraPasseggeri senza destinazione in una città notturna e crudele

PALERMO22 dicembre 201815:58

– GIOSUE’ CALACIURA, “IL TRAM DI NATALE (Sellerio, 107 pp., 10 euro).
Il tempo si è fatto storia da quando Giosuè Calaciura raccontò di una giovane nera arrivata su “una nave di ruggine”, chiusa in una stiva dove “il buio della sua pelle si confondeva col buio delle altre pelli”. Da “Sgobbo”, il suo secondo romanzo pubblicato nel 2002, al recentissimo “Il tram di Natale” (passando per altri sei romanzi e numerosi racconti) lo scrittore consiglia all’opulento e sordo Occidente di svegliarsi dal torpore e smettere di giocare con la sofferenza degli altri.
Il tempo si è fatto storia, ma nulla è cambiato, se non in peggio.
Questo povero Natale – che appende all’albero redditi di cittadinanza, decreti sicurezza e s’illumina di spread – l’umanità di Calaciura lo trascorre sul tram 14 di una metropoli notturna, dove a ogni fermata sale un passeggero senza destinazione, a cominciare da un neonato che “odorava d’arancia”, portato su da qualcuno e lasciato vicino alla cabina del conducente che lungo il tragitto s’interroga sulla “manodopera della povertà” che trasporta da un capolinea all’altro, e immagina di “spezzare le catene del percorso obbligato, la condanna dei binari”.
Sul tram ci sono un cameriere dai piedi dolenti, un venditore d’ombrelli che scruta il cielo in cerca di nuvole che non arrivano, un migrante fuggito dalla guerra, un anziano ambulante, una prostituta nera che s’accompagna a un vedovo ignaro di sé, quasi una statua di cera, ed “è priva di qualsiasi sogno se non quello di saziarsi”.
Poi arrivano due “Volontari della patria” che fanno la ronda ai fantasmi del fascismo, così minacciati da quest’esercito di disperati che ha pietà di un coniglio bianco, “sicuramente straniero”. Anche stavolta un animale fa ingresso nelle pagine di Calaciura. Il coniglio, con cui il migrante William divide ogni giorno la sua unica carota, ricevendo in cambio affetto e fiducia, finirà arrosto per opera d’altri affamati.
A differenza di Dickens (in esergo è richiamato un brano del “Canto di Natale”), Calaciura non ha nessuno Scrooge da redimere né missioni da compiere, se non quella di fornirci, con un linguaggio preciso, la misura della nostra informata inconsapevolezza davanti agli orrori del mondo.
Arte, Maino dall’Hermitage a Torino’Regalo’ di Intesa Sanpaolo che lo espone gratis al grattacielo

TORINO22 dicembre 201816:39

– L’Adorazione dei Pastori di Juan Bautista Maino approda a Torino per le feste di Natale. A portarla dall’Hermitage di San Pietroburgo è Intesa Sanpaolo, con la Fondazione Torino Musei, che lo espone allo Spazio Trentacinque del suo grattacielo. L’opera del ‘caravaggista freddo’ non è l’unico regalo della banca al capoluogo piemontese: allo studio, per il 2019, c’è una grande mostra a Palazzo Madama.
Quella con l’Adorazione dei Pastori, che può essere ammirato fino al 6 gennaio gratis previa prenotazione, è l’ottava edizione de L’Ospite illustre, che propone un capolavoro in prestito da prestigiosi musei italiani e stranieri. “Salutiamo un anno importante – commenta Michele Coppola, della Direzione Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo – con l’intenzione di continuare nel 2019 con la stessa determinazione”. Sotto l’albero di Natale, per l’anno prossimo, c’è “una grande mostra – annuncia la sindaca Appendino – a dimostrazione di quanto importante sia il rapporto pubblico-privato”.

Campagna Ferretti firmata da David SimsNegli scatti a Londra la modella Rebecca Leigh Longendyke

22 dicembre 201816:46

– La nuova campagna Alberta Ferretti per la collezione Primavera/Estate 2019 è stata scattata dal fotografo britannico David Sims. Intensi fasci di luce illuminano i dieci scatti iconici che ritraggono una giovane donna dalla femminilità contemporanea, interpretata dalla aristocratica modella Rebecca Leigh Longendyke che in un’atmosfera sofisticata e atemporale indossa abiti eterei e romantici.
La campagna è stata scattata a Londra e sarà pubblicata a partire dal mese di gennaio 2019.
Tris top model in foto Versace di MeiselSOno Bella Hadid, Shalom Harlow e Irina Shayk

22 dicembre 201817:34

– Tris di supermodelle nella nuova campagna Versace per la collezione Primavera/Estate 2019. Bella Hadid, Shalom Harlow e Irina Shayk posano per Steven Meisel nelle mise più colorate ed esplosive degli ultimi anni per la maison della Medusa. Le immagini sono esempi del forte legame che unisce tutti i membri della famiglia Versace.
L’influenza di Donatella è presente in ogni scatto, un’impronta indelebile che ricorda come lo stile di Versace sia eterno e scritto nel dna. Ma l’influenza dello stilo colorato e colto della famiglia Versace appare soprattutto negli abiti dai tagli sensuali e cromaticamente riconoscibili a prima vista nel mix & match di stampati che uniscono nuovi e vecchi temi in una meravigliosa convivenza.
Ferzan Ozpetek cittadino onorario di NapoliSindaco, benvenuto Maestro. Regista: ‘Posso dire sono esaltato?’

NAPOLI22 dicembre 201819:38

Il regista turco Ferzan Ozpetek è cittadino onorario di Napoli: lo ha deciso il sindaco Luigi de Magistris, accogliendo anche le sollecitazioni di un gruppo di intellettuali. La cerimonia di conferimento ufficiale si svolgerà nei primi mesi del 2019. “Benvenuto Maestro, anche se con il cuore e la tua anima sei sempre stato uno di noi, un vero napoletano” dice de Magistris. E l’autore di ‘Napoli velata’ risponde: “Che sia onorato è dire poco. Posso dire esaltato? In realtà ho soltanto condiviso i miei sentimenti con la comunità napoletana che li esprime: l’amore e il fascino seducente della sua immensa cultura, il calore delle persone con il loro pensiero e i modi nobili”.
Nella delibera proposta dal sindaco e approvata dall’intera Giunta si ripercorre la carriera del regista che incontra Napoli già nei suoi primi importanti impegni cinematografici, in particolare quando collabora con Massimo Troisi, nel film “Scusate il ritardo”. Negli anni successivi tanti successi al cinema ma anche in teatro, con le regie al San Carlo e con periodi di assidua frequentazione della città.
“Di Napoli – dice il regista – mi ha stregato tutto ciò che tocca i sensi e trasforma i sentimenti, quella luce unica, quei suoni magici che si fondono alle voci e al rumore, mentre invece sotto le strade ti viene incontro il silenzio, ti avvolge il mistero delle catacombe e della città sotterranea in cui ho provato allo stesso momento smarrimento ed euforia. E’ lo stupore affettuoso che ti riserva questa città”.
“Questo intenso rapporto – sottolinea de Magistris – lo ha condotto alla progettazione e alla realizzazione del film ‘Napoli velata’, nel quale Ozpetek racconta la Napoli dei mille misteri, delle grandi contraddizioni, una città che come ha affermato lo stesso Ozpetek è ‘un’ossessione in cui mi sono sentito a casa’. Una Napoli opulenta, con una grande e spiccata vitalità, ma anche cupa, pagana, cristiana, di una bellezza stupefacente, condita dalla grande sensualità e dall’ immensa umanità. Una umanità che mi ha arricchito”. Ozpetek, proprio con Napoli velata ha offerto – si legge nella delibera di conferimento della cittadinanza onoraria – “uno sguardo attento, profondo, con grande amore, senza sotterfugi o stereotipi che accompagnano la nostra città. Ha svelato, anche attraverso la musica che accompagna il film – in particolare con il brano ‘Vasame’ di Enzo Gragnaniello – le vere caratteristiche di una città unica, ardente, anche se ferita, e viva come nessun altra”.

Scenari lucani per i Moschettieri del ReLe riprese anche in Basilicata che si conferma “terra di cinema”

POTENZA22 dicembre 201812:19

– Tanti castelli, i calanchi di Pisticci e l’abbazia di Montescaglioso (Matera) sono alcuni dei luoghi che saranno a loro modo protagonisti del film “I moschettieri del Re. La penultima missione”, regia di Giovanni Veronesi, Pierfranc esco Favino nel ruolo di D’Artagna, che sarà nelle sale dal 27 dicembre. Lo ha detto la Lucana Film Commission, secondo la quale l’opera “fortifica ancora una volta quel motto entrato nell’immaginario collettivo che recita ‘Basilicata terra di cinema’”. Nel film saranno visibili “i castelli di Matera, Grottole, Pietrapertosa, Melfi, le masserie, l’area della riserva naturale di San Giuliano, la Piana del Lago di Marsicovetere, il Rifugio dei Pastori a Viggiano, gli scenografici calanchi di Pisticci, il Parco di Gallipoli Cognato, l’abbazia di Montescaglioso, la meravigliosa località Sanzanella posta tra Venosa e Rapolla”.      [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 06:47 DI GIOVEDì 20 DICEMBRE 2018

ALLE 01:26 DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Shriver, racconto finanza impazzita
Esce I Mandible. Autrice, Regno Unito può far meglio fuori da Ue

20 dicembre 2018 06:47

– LIONEL SHRIVER, I MANDIBLE. UNA FAMIGLIA, 2029-2047′ (66THAND2ND, PP 486, EURO 20). Siamo nel 2029 e gli Stati Uniti sono in ginocchio. Il dollaro è diventato carta straccia e tutti lottano per sopravvivere, anche la facoltosa famiglia Mandible. E’ la distopia finanziaria che la scrittrice americana Lionel Shiver prospetta nel suo nuovo romanzo ‘I Mandible’, pubblicato dalla casa editrice 66thand2nd nella traduzione di Emilia Benghi. “Non so se accadrà però è possibile che si presenti uno scenario così. E’ una delle conseguenze dei problemi del nostro presente. Sono interessata profondamente ai problemi veri e non ho inventato nulla, ho portato alle estreme conseguenze delle questioni che già esistono. Nel 2015 il mondo intero era indebitato di 158 triliardi di dollari e penso che questi soldi non verranno mai veramente pagati. Nel 2018 questi numeri si sono ingranditi ancora di più” dice la scrittrice, originaria del North Carolina, che vive la maggior parte dell’anno a Londra ed è sempre stata favorevole alla Brexit. “Ero a favore della Brexit, ho supportato l’uscita dall’Europa. Penso che il Regno Unito possa fare meglio, dal punto di vista economico, se fuori dalla Ue. Però non penso che i poteri forti, sia in Europa che nel Regno Unito, lasceranno che questo accada. Non lasceranno che l’Inghilterra esca dall’Europa realmente” sottolinea la Shriver. “In generale tutto il quadro della società inglese degli ultimi due anni è molto deprimente. Uno può pensarla in qualsiasi modo, ma il fatto che ci sia stato un referendum, che sia stata votata la Brexit e non venga permesso poi di uscire dall’Europa è un fallimento della democrazia” afferma la scrittrice che recentemente è stata in Italia ospite della fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi.    In fondo i Mandible, che vedono polverizzarsi in una notte una fortuna economica accumulata da generazioni, a causa del crollo dei mercati, è un libro che “parla anche dell’Italia dove la situazione del debito è sempre più drammatica. E il vostro nuovo governo dice di voler aumentare il tasso di deficit. Tutto questo crea tensione con la Ue. Questo tipo di dinamiche economiche sono la base del mio romanzo ma io ho provato a farne una materia che diventasse divertente da leggere anche se mi rendo conto che a parlarne così non sembrano cose su cui riderci sopra” racconta Lionel Shriver che in realtà si chiama Margaret Ann Shriver. Ma ha cambiato nome a quindici anni per tenersi alla larga dallo stereotipo della “ragazza con il nastro rosa tra i capelli che sposa il fidanzatino di scuola e diventa una casalinga con i pomelli rossi come due mele”.    Vincitrice dell’Orange Prize for Fiction con ‘Dobbiamo parlare di Kevin’, diventato un film di successo con Tilda Swinton, e finalista al National Book Award nel 2010 con ‘Tutta un’altra vita’, pubblicato in Italia da Piemme, la Shiver non si è ispirata ad alcuno modello o a film e libri per creare i personaggi della famiglia Mandible, dal trisavolo Elliot all’oculato bisnonno Douglas, agente letterario newyorchese, a sua nipote Florence. “Ho deciso di raccontare la storia attraverso il punto di vista di una famiglia perché questioni come il debito pubblico, la finanza impazzita e l’idea che la moneta nazionale possa perdere completamente valore portando con se i risparmi delle persone è un problema che riguarda la gente comune, quindi le famiglie. Era fondamentale raccontare questa storia dal punto di vista delle persone ordinarie” dice l’autrice che “odia avere ragione” ma “quello che sta succedendo – aggiunge – è esattamente quello che avevo previsto sarebbe accaduto nel mio romanzo”.    Opzionato per una serie tv che “sarebbe la trasposizione ideale”, ‘I Mandible’ potrebbe arrivare sul piccolo schermo. Però, “visto che la tv contemporanea è molto competitiva, anche avendo venduto i diritti questo non vuol dire che la serie verrà veramente fatta. Finché non la vedo in tv non ci credo” afferma.    E per il futuro la Shriver crede “che il problema principale sarà la crescita demografica. E’ qualcosa che mi ossessiona veramente. La crescita demografica è strettamente connessa con la migrazione perché nel 2050 la popolazione africana arriverà a 2 miliardi e mezzo e sarà di 4 miliardi nel 2100. Dove potranno riversarsi?” si chiede la Shriver.
Martone, in Capri Revolution c’è anche l’oggiNel futuro del regista ‘Qui rido io’ su Scarpetta

20 dicembre 201810:54

Non solo un viaggio in un pezzo di storia nella Capri del 1914, ma anche “un film sul passato che racconta anche molto il presente”. Così Mario Martone parla di ‘Capri-Revolution’, già in concorso al Festival di Venezia 2018 e ora in sala dal 20 dicembre con 01 in 150 copie.    “Il fatto è – spiega Martone – che il presente oggi è appiattito su conflitti, schematismi rigidi, muri, a cui però manca profondità, una cosa che il passato può invece ricreare. Il mondo è oggi – continua – più che mai complesso e, per fare solo un esempio, ha un bel dire Trump che quello che sta succedendo alla natura non ci riguarda, ci riguarda eccome”.    In Capri-Revolution, Martone, pronto a tornare sul set nel 2019 con ‘Qui rido io’ su Eduardo Scarpetta – rinnova invece la sua voglia di rileggere la storia a modo suo e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso delle prima guerra mondiale. Qui una comune di giovani nordeuropei trova il luogo ideale per la propria ricerca esistenziale e artistica. Il film narra così l’incontro tra Lucia, giovane e semplice capraia (Marianna Fontana), la raffinata comune proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto). Tre realtà che verranno trasformate entrando in contatto tra loro.    “L’arte è un processo collettivo che ci riguarda tutti – continua il regista parlando di questo film che chiude la trilogia sull’Italia del passato dopo ‘Noi credevamo’ (2010) e ‘Il giovane favoloso’ (2014) -. Cosa sarebbe la nostra vita senza canzoni e musica? Ogni volta che qualcuno legge un libro c’è qualcosa che si muove, succede qualcosa. Oggi invece tutto si è irrigidito”.    E ancora sul presente e sull’immediato futuro dice il regista napoletano: “Le pietre d’inciampo divelte a Roma tra le tante cose agghiaccianti che accadono, è una cosa che spinge alle lacrime e ci dice molto su cosa stiamo diventando”. Mentre sul fronte del vegetarianismo, sottolinea: “Io non sono vegetariano, ma il vegetarianismo sarà una nuova frontiera politica del futuro, una cosa che andrebbe capita al più presto”.    Nel futuro di Martone ancora Napoli: “Tornerò sul set con ‘Qui rido io’, un film ambientato proprio negli stessi anni di Capri-Revolution ma dedicato alla figura del celebre attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Il titolo del film è solo la frase che campeggia sulla villa di Scarpetta (La Santarella).
Questo lavoro sarà poi anche un modo per tornare a lavorare con Toni Servillo”. Le riprese di ‘Qui rido io’, prodotto da Indigo e Publispei con Rai Cinema, inizieranno nel 2019.
Catch-22, prime foto set serie ClooneyNel cast anche Hugh Laurie e Giancarlo Giannini, in onda su Sky

20 dicembre 201811:54

George Clooney, nelle vesti dell’ambizioso e sadico comandante Scheisskopf, Hugh Laurie (il famoso Dr. House) nel ruolo del Maggiore de Coverley, Christopher Abbott (The Sinner e Girls) nei panni del giovane soldato americano John Yossarian, Kyle Chandler (Friday Night Lights, Manchester by the Sea, Argo) che farà il colonnello Cathcart. Sono state diffuse le prime immagini di Catch-22, la nuova produzione originale Sky co-prodotta con Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Pictures e attesa al debutto su Sky Atlantic nella primavera 2019.Una miniserie evento in sei parti da un classico della letteratura americana del XX secolo – l’omonimo romanzo antimilitarista del 1961 scritto da Joseph Heller (noto in Italia con il titolo di Comma 22) – prodotta, diretta e interpretata da George Clooney. Girata tra Lazio e Sardegna, la miniserie vedrà nel cast anche Giancarlo Giannini. Catch-22 è ambientata in Italia durante la seconda guerra mondiale e racconta la storia del giovane aviatore John Yossarian.Il suo vero problema, più ancora che i nemici, sono i suoi stessi superiori, che continuano ad aumentare il numero di missioni in volo da completare prima di poter ottenere il congedo e tornare a casa. Un modo per evitare di dover combattere ancora ci sarebbe e Yossarian vorrebbe provarci. Per riuscirci, però, il giovane finirebbe per incappare nel paradossale Comma-22, che stabilisce che chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma nel momento stesso in cui fa tale richiesta, dimostra automaticamente di non essere pazzo, perché solo un pazzo vorrebbe continuare a volare quelle missioni.    La miniserie è diretta da Clooney con Grant Heslov e Ellen Kuras, registi di due episodi ciascuno. La sceneggiatura dei sei episodi è firmata da Luke Davies e David Michôd. I due sono anche produttori esecutivi insieme a Richard Brown e Steve Golin per Anonymous Content, e ai già citati Clooney e Heslov per la loro Smokehouse Pictures.
La Traviata chiude stagione PetruzzelliProduzione fondazione lirica ispirata a De Nittis, regia de Ana

BARI20 dicembre 201812:41

– Un evento eccezionale, uno spettacolo sontuoso ed elegante ispirato al pittore De Nittis, ha chiuso ieri sera la stagione lirica 2018 del Teatro Petruzzelli con la prima de ‘La traviata’, una nuova produzione della Fondazione lirica barese per la regia di Hugo de Ana, autore anche delle scene e dei costumi, l’Orchestra del Teatro diretta dal maestro Carlo Goldstein, e il coro dal Maestro del Coro del Teatro Fabrizio Cassi. Tra gli interpreti Lana Kos (Violetta Valéry), Anastasia Pirogova (Flora Bervoix), Sylvia Lee (Annina), Luciano Ganci (Alfredo Germont), Vitaliy Bilyy (Giorgio Germont ). Si replica fino al 30 dicembre. Da una occasionale conversazione tra il regista de Ana e il sovrintendente Biscardi, è nata tempo fa l’idea di realizzare la messa in scena collegandola alla Parigi dipinta da Giuseppe De Nittis, un pugliese emigrato in Francia. “De Nittis e Verdi sono quasi contemporanei – ha sottolineato de Ana – ed entrambi hanno rappresentato l’Italia nel mondo”.
Ecco i baby Ciprix, un musical under 14Due date per Natale a Roma, in scena ‘Biancaneve e i sette nani’

20 dicembre 201813:12

– Un cast Under 14 per la rivisitazione-show di Biancaneve e i sette nani. Il Natale 2018 riporta in scena i Ciprix, il gruppo di giovanissimi artisti, che il 29 e il 30 dicembre si esibiranno al Teatro Italia di Roma con il rock musical ispirato all’omonima fiaba dei fratelli Grimm. Dopo il successo di Monster Allergy, Francesca Cipriani, ideatrice della scuola “Musical Weekend” e fondatrice de I Ciprix, la prima compagnia di musical composta da bambini ‘professionisti’, propone una lettura della favola in chiave moderna. La sceneggiatura è stata scritta da Katia Centomo e da Francesco Artibani, già sceneggiatore Disney Italia su Topolino, PKNA, MMMM e W.I.T.C.H. Per dare un’inedita atmosfera musicale alla fiaba è stato coinvolto Giovanni Cera, compositore tra le altre della sigla della fortunata serie Wìnx Club. “Abbiamo pensato di utilizzare un colore rock/pop per rendere la storia più attuale e moderna” spiega Cera. La direzione musicale e la messinscena dello spettacolo sono stati affidati a Cinzia Pennesi.
Il Volo, speciale con militari in LibanoGirato nella base Unifil di Tiro, il 25 dicembre alle 23 su Rai1

20 dicembre 201813:38

– Dopo aver conquistato le platee di tutto il mondo, Il Volo sarà protagonista di uno speciale music movie girato durante il viaggio dei tre artisti nella base Unifil di Tiro, in Libano, per sostenere le truppe italiane in missione di pace. Un’esperienza artistica, ma soprattutto umana, che ha portato Piero, Ignazio e Gianluca a vivere qualche giorno con i militari della base, condividendo storie, testimonianze ed emozioni raccolte per l’occasione in un music movie che andrà in onda il 25 dicembre alle 23 su Rai1.
‘Voci di Natale – Libano 2018’ racconterà attraverso storie, suoni, incontri, momenti di vita quotidiana e classici del repertorio natalizio internazionale, l’attività di una missione che vede le nostre forze armate da 40 anni in Libano. Nel corso dello speciale anche un messaggio di auguri del ministro della Difesa Elisabetta Trenta che, collegata dalla base italiana in Afghanistan, ringrazia a nome del governo e augura buone feste a tutti i militari italiani impegnati nelle missioni di pace.
L’uomo senza gravità con Germano e CesconCiak dal 14 gennaio in Alto Adige per Marco Bonfanti. Nel cast anche Elena Cotta

20 dicembre 201818:56

In una notte tempestosa, nell’ospedale di un piccolo paese viene alla luce un bambino, dotato di un inconcepibile potere: il piccolo resiste alla forza di gravità. Fluttua in aria, si libra nella stanza più leggero di un palloncino, di fronte allo sguardo incredulo della madre.
La mamma e la nonna fuggono con il neonato, e decidono di tenerlo nascosto agli occhi del mondo per molti, molti anni.
Fino a quando il mondo si accorge dell’Uomo senza gravità È la trama di “L’uomo senza gravità”, il primo film di finzione di Marco Bonfanti (già autore dei fortunati e premiati documentari “L’ultimo pastore” e “Bozzetto non troppo”), con protagonisti Elio Germano, Michela Cescon ed Elena Cotta. Completano il cast Silvia D’Amico e Vincent Scarito. Le riprese inizieranno il 14 gennaio e si girerà tra Alto Adige, Milano, Belgio e infine a Roma presso gli Studi di Cinecittà.
Raf e Tozzi, tour insieme nei palasportDal 30 aprile tra ricordi ed emozioni. I successi in cofanetto

20 dicembre 201814:14

– Due artisti che hanno fatto un pezzo di storia della musica italiana: Raf e Umberto Tozzi. Due repertori per la prima volta racchiusi, in versione rimasterizzata, nello speciale cofanetto ‘Raf Tozzi’ e presentati dal vivo nel tour che li vedrà protagonisti nel 2019 dei principali palasport italiani. Dal 30 aprile 2019 Raf e Tozzi saranno in tournée per la prima volta insieme e faranno cantare e ballare il pubblico sulle note dei loro successi.
Queste le date ad oggi confermate del tour (prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Colorsound): 30 aprile RIMINI – RDS STADIUM; 3 maggio REGGIO CALABRIA – PALASPORT; 4 maggio ACIREALE – PAL’ART HOTEL; 6 maggio BARI – PALA FLORIO; 7 maggio EBOLI – PALASELE; 9 maggio ANCONA – PALA PROMETEO; 13 maggio MILANO – MEDIOLANUM FORUM; 16 maggio FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM; 18 maggio ROMA – PALALOTTOMATICA; 21 maggio BOLOGNA – UNIPOL ARENA; 23 maggio TREVISO – PALA VERDE; 24 maggio BRESCIA – BRIXIA FORUM; 25 maggio TORINO – PALA ALPITOUR.
Kendall Jenner posa in campagna CavalliTop più pagata del 2018 nelle foto di Mert Alas & Marcus Piggott

20 dicembre 201814:23

– Kendall Jenner la modella più ricca del mondo secondo la classifica Forbes, con un guadagno nel 2018 di 22,5 milioni di dollari, è la protagonista della nuova campagna di Roberto Cavalli per la collezione Primavera/Estate 2019. Kendall posa nelle immagini scattate da Mert Alas & Marcus Piggott, dove la supermodella americana è immersa in un ambiente naturale dominato da un senso di esotismo nomade. Arbusti bruciati dal sole e sabbia offrono il background ideale per le immagini in cui Kendall Jenner, accanto al modello Luka Isaac, è immortalata in pose dinamiche, energetiche e potenti che comunicano una forte sensualità.
I toni caldi delle immagini e il loro feeling materico esaltano la collezione Cavalli disegnata dal direttore creativo del marchio Paul Surridge. Stampe, texture e preziosi ornamenti, che appaiono sui completi maschili e sulla maglieria ricamata, pongono l’attenzione sull’artigianalità da sempre tratto distintivo del marchio.
Fitch e Trecartin alla Fondazione PradaInstallazione come mappa ‘stregata’ da aprile ad agosto

20 dicembre 201814:28

– Una nuova terra promessa è il tema dell’installazione multimediale di grandi dimensioni concepita da Lizzie Fitch e Ryan Trecartin per Fondazione Prada, che la ospiterà dal 6 aprile all’agosto 2019. I due trentasettenni americani lavorano insieme dal 2006: Trecartin si dedica alla produzione di video, presentati all’interno di complessi set scultorei auto-portanti realizzati assieme all’amica e collega Fitch. Per questo nuovo lavoro, hanno trasferito le loro attività nella campagna dell’Ohio, dove hanno concepito la struttura di un nuovo film come una mappa “stregata”, con una costellazione di costruzioni come un vasto edificio rurale, un fiume artificiale definito “lazy river” e una torre di guardia in mezzo a un bosco, occupati da un cast di personaggi. Concepita per il Podium, il Deposito e gli spazi esterni della sede di Milano della Fondazione Prada, la mostra si presenta come un intervento immersivo in cui i visitatori sono liberi di muoversi tra echi sonori e visivi.
A Pompei un teatro già nel IV sec. a C.Osanna, “E’ ipotesi, è appena emersa una cavea naturale”

20 dicembre 201818:28

– Un teatro a Pompei già nel IV secolo a.C.. E’ una delle ipotesi che arrivano dai nuovi scavi in corso nel sito archeologico, che hanno rivelato la presenza alle spalle del teatro ancora oggi esistente (costruito nel II secolo a C. e quindi per questo già molto antico) di una sorta di cavea naturale. “Sono novità emerse proprio ieri in un sopralluogo e che andranno verificate e studiate”, precisa il direttore del parco archeologico Osanna intervenendo alla presentazione della rassegna Pompeii Theatrum Mundi che si terrà nel sito archeologico dal 20 giugno al 13 luglio 2019.Alle spalle dell’attuale Teatro Grande, spiega Osanna, i geologi “indicavano la presenza di un antico cratere. Scavando è emersa la presenza di un vallone naturale, “che ha la forma di una sorta di cavea e che nel II secolo avanti Cristo, quando a Pompei si fece una campagna di ristrutturazione della città e contestualmente si eresse l’attuale teatro, fu poi riempito con materiali ‘sacri’ provenienti dal vicino tempio di Atena, creando così il piazzale che ancora oggi è visibile”.Tra i  primi frutti dello scavo, anticipa il direttore, una serie di frammenti e di sculture sacre, tra cui due antefisse, che “forse provengono dal primitivo tempio di Atena poi ricostruito probabilmente proprio nel II secolo avanti  Cristo”.I lavori,  sottolinea comunque il direttore, “sono ancora in corso: le prime cose sono emerse proprio ieri e quindi al momento non posso scendere in dettagli,  si può parlare solo ipotesi. Ci vorrà il tempo necessario per approfondire e studiare”. E’ chiaro però, conclude, “che i nuovi ritrovamenti sono estremamente importanti. E se questa è la storia , sempre di più ci convinciamo che dobbiamo offrire un futuro a Pompei e che l’esperienza dei nostri visitatori deve essere una esperienza culturale completa, che si deve riflettere  il più possibile anche sul territorio e sui cittadini. Per questo abbiamo deciso di ospitare Pompeii Theatrum Mundi: è una rassegna che fa rivivere Pompei con un teatro di altissima qualità”.

Uffizi, mostra online di 8 NativitàGià visibili sul sito del museo per celebrare il Natale

FIRENZE20 dicembre 201816:02

– Una mostra virtuale per celebrare il Natale attraverso una raccolta di quadri della Natività scelti tra i capolavori custoditi dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. L’esposizione ‘Oggi è nato per voi un Salvatore’, sul sito degli Uffizi, mette in mostra 8 opere (in alta definizione), con schede in italiano e in inglese. L’iniziativa ripercorre tre secoli di raffigurazione della Natività: dall”Adorazione dei Magi’ di Gentile da Fabriano del 1423, passando per quella recentemente restaurata di Leonardo da Vinci e quelle di Hugo van Der Goes, Amico Aspertini, Albrecht Dürer, Gherardo delle Notti e Livio Mehus, fino alla versione tardo seicentesca di Luca Giordano. La mostra digitale rappresenta “una visita più speciale del solito”, ha detto Eike Schmidt, per fermarsi “su una immagine conosciutissima in tutto il mondo, un’icona che ci stimola a riflettere in ultima analisi sul senso più profondo dell’uomo, al di là della sua condizione sociale, della provenienza o del colore della sua pelle”.
Weinstein, ok giudice NY al processoContro la richiesta della difesa che voleva archiviazione caso

NEW YORK20 dicembre 201816:17

– Il processo per molestie sessuali contro Harvey Weinstein può andare avanti: il giudice della Corte Suprema Statale di New York James Burke ha dato alla procura luce verde per portare davanti alla giustizia l’ex boss di Miramax per cinque capi di imputazione che includono lo stupro. I legali di Weinstein avevano ottenuto settimane fa la derubricazione di un capo di accusa e speravano ora di ottenere l’archiviazione totale del caso.
2000 anni, il Colosseo si raccontaColonne rosa, reperti e segreti nella prima mostra permanente

ROMA20 dicembre 201816:23

– La rarissima colonna in marmo rosa, che doveva essere sui palchi più importanti. I graffiti che rivelano la vita della plebe, che qui veniva anche con i bambini a mostrar loro cosa poteva accadere a chi non rispettava la legge. Ritratti dei grandi, mosaici, reperti, ma anche modellini ispirati nei secoli, la città-fortezza del Medioevo, l’oblio dopo il terremoto del 1349 e la riscoperta, per la quale si deve dire grazie ai Papi e, in parte, anche a Napoleone. Per la prima volta ‘Il Colosseo si racconta’, come recita il titolo della mostra permanente che dal 20/12 svelerà storia e segreti del monumento simbolo di Roma ai 7,5 milioni di visitatori che ogni anno varcano i cancelli dell’Anfiteatro Flavio. Realizzata dal Parco Archeologico con l’Istituto Archeologico Germanico di Roma e l’Università di Roma Tre, la mostra corre lungo 12 arcate del II livello (in italiano, inglese e cinese) e con oltre 400 opere ripercorre le vicende del Colosseo, da quando era luogo di battaglie sanguinose fino al ‘900.
Eros di B.zarro a Casa Carraresi TrevisoIn 49 opere la reinterpretazione di nudi famosi

VENEZIA20 dicembre 201817:20

– Le donne e l’Eros sono il fulcro della mostra dell’artista neo-espressionista “B.zarro”, inaugurata il 20 dicembre a Ca’ dei Carraresi di Treviso.
Nelle 49 opere esposte l’artista reinterpreta foto, dipinti e istantanee già note, di firme autorevoli, dal Rinascimento fino ai più recenti. Un excursus in cui B.zarro non fa differenza alcuna fra donne e modelle.
Le donne e l’Eros sono stati, tuttavia, la fonte di ispirazione maggiore delle sue opere: l’artista matura una nostalgia crudele nei confronti del mondo femminile; la donna è il suo perduto Eden, è il paradiso terrestre dell’affetto e dei sensi. Non c’è differenza, per lui, tra Arte ed Eros. Ogni disegno o Polaroid propria o rielaborata, è un laboratorio sperimentale in cui diverse componenti prendono forma. B.zarro lascia che siano il gesto e il colore a dare sensazioni.
Costanzo, a marzo L’amica geniale torna sul setRegista lancia seconda stagione con sostegno Regione Campania

NAPOLI20 dicembre 201819:50

– “A marzo riprenderanno le riprese, che dureranno sei mesi. C’è un rione nuovo, ma quello vecchio resta il cuore del racconto, mentre a Ischia ambienteremo due episodi e una scena piccola ma importante sarà girata a San Giovanni a Teduccio”. Così il regista Saverio Costanzo ha lanciato le prime anticipazioni sulla seconda stagione de “L’amica geniale”, la serie tv tratta dalla tetralogia di romanzi di Elena Ferrante, realizzata da Lorenzo Mieli e da Marco Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision.Costanzo ha fatto il punto sulla serie a Napoli, a Villa Pignatelli, sottolineando che “lo spirito della città è nel romanzo e nel dialetto. Io sono un cinefilo e naturalmente ho pensato al neorealismo, ma non volevo replicare un’immagine di Napoli costruita attraverso il cinema. Ho preferito piuttosto uno sguardo nordeuropeo. Quella giusta distanza che ha permesso alla serie di arrivare vicinissimo allo stereotipo senza però mai finirci dentro”. Il regista ha commentato anche i tagli di alcune scene di nudo voluti dalla Rai: “Non li avrei fatti – ha detto – certe scene aiutavano a capire di più. Ma non me la sento di giudicare la Rai, che ha fatto tanto per L’amica geniale. Hanno il diritto di tutelare il loro pubblico come meglio credono. Del resto, le scene tagliate si possono vedere su altre piattaforme”.Molti attori del cast tra cui le giovanissime interpreti – Elisa Del Genio e Ludovica Nasti – erano presenti all’incontro che si è svolto dopo una visita alla scoperta del Rione Luzzatti degli anni ’50, ricostruito a Caserta con 20 mila metri quadrati di costruzioni, 14 palazzine, 5 set di interni, una chiesa e un tunnel. Con gli artisti, anche Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, che ha sostenuto la serie sin dall’inizio: “Ho visto l’anteprima a Venezia – ha detto – e ci siamo commossi. Un’onda di emozione che non registravo da qualche decennio. Grazie alla legge regionale sul cinema abbiamo messo in campo 5 milioni di euro, ai quali si aggiungono progetti speciali come questo. Siamo una Regione del Sud, non abbiamo grandi risorse, ma senza sviluppo culturale sarà difficile governare queste comunità. Per questo siamo impegnati con investimenti importanti che nel caso de L’amica geniale ci vedono impegnati fino alla fine della produzione”. E la Film Commission campana, che progetta gli studios in una ex caserma a San Giorgio a Cremano, la città di Massimo Troisi, intensifica il suo lavoro come sottolinea la presidente Titta Fiore: “Il passaggio da 14 a 130 produzioni in pochi anni – spiega – testimonia del buon lavoro che ha fatto negli ultimi anni un team piccolo ma agguerrito”.

E’ morto lo scrittore Andrea Pinketts57 anni, da tempo era malato

20 dicembre 201822:08

– “Pinketts non era uno scrittore di noir, era il noir”. Lo definisce così un suo vecchio amico, compagno delle mille notti sregolate in cui l’autore di ‘L’Assenza dell’Assenzio’ (Mondadori), ‘Il senso della frase’ (Feltrinelli) e ‘Lazzaro vieni fuori’ (Feltrinelli) mescolava anarchia, prosa, giallo, fumo e alcol. “E nebbia – aggiunge – Una volta, quando c’era, ovviamente”. Andrea G. Pinketts, pseudonimo di Andrea Giovanni Pinchetti, scrittore e giornalista, è morto oggi all’hospice dell’ospedale Niguarda di Milano in un modo molto diverso da come probabilmente avrebbe desiderato; lui, dall’ego ipertrofico, che sembrava il Buscaglione della letteratura e che avrebbe probabilmente preferito una fine scenica, spavalda, come amava essere accreditandosi del “segno distintivo”. Una cosa particolarissima: si diceva infatti che prendendo in mano un suo libro, e leggendo due frasi a caso, si capiva subito che erano state scritte da lui. Il segno distintivo, appunto. Che pochi altri autori, anche molto più grandi, potrebbero vantare di avere nonostante i bestseller. Nel 1993 aveva fondato la ‘Scuola dei duri’, una sorta di movimento che riuniva intorno a sé giallisti e aveva dato un certo impulso al noir. Pinketts aveva 57 anni: era nato il 12 agosto del 1961 nel capoluogo lombardo, nel quartiere periferico del Lorenteggio, dove aveva sempre vissuto, con la mamma. Da quanto si è appreso, aveva scoperto di essere malato di tumore da circa un anno, e le sue condizioni si erano aggravate da una settimana. Era rimasto attivo e graffiante fino all’ultimo, tanto che il 18 novembre scorso, già in carrozzina, aveva organizzato un “flash-mob letterario urbano” dall’ospedale di Niguarda. La vita di Pinketts potrebbe realmente essere una vita – paradossalmente – inventata, dove l’uomo e l’autore sono stati protagonisti di mille e mille avventure, di carta e di carne. “Scriveva solo nei locali – racconta l’ex direttore di un night milanese – anzi, solo al Trottoir, dove, non si sa come, nonostante i drink trangugiati, la penna con cui scriveva in prima stesura i suoi romanzi scorreva attenta e veloce, tanto da essere divenuto famoso per uno stile che giocava continuamente con le parole”. Al piano superiore del locale che frequentava da quando era stato chiuso il vecchio Trottoir di corso Garibaldi, c’è una sala che porta il suo nome, dove l’odore del ‘toscano’ – sua grande passione insieme alle donne – è talmente denso da sembrare aggrappato ai muri. “Donne? Una serie infinita – racconta ancora l’amico – Tutte bellissime, dannazione: l’avessi mai visto con una racchia”. Andrea G. Pinketts era stato un giornalista d’inchiesta: si ricorda la sua ‘settimana da clochard’ per Esquire, o quando si era infiltrato nella setta dei ‘Bambini di satana’. O ancora quando aveva indagato sul Mostro di Foligno. Il suo ultimo libro, nel 2016, era ‘La capanna dello zio Rom’ (Mondadori), l’ultima avventura che vedeva protagonista la sua creatura investigativa, Lazzaro Santandrea. Recentemente, invece, era appena stato ripubblicato da Oscar Mondadori ‘Il conto dell’Ultima cena’. “Senza Andrea – dice un dj che preferisce rimanere anonimo – ciò che restava della Milano bohemienne scompare del tutto”.

Diritti insegna a diventare registiAperte le iscrizioni al corso della Fondazione di Bellocchio

PIACENZA20 dicembre 201818:35

– Un corso di alta formazione di sceneggiatura e regia cinematografica con un direttore d’eccezione, Giorgio Diritti, che nella sua lunga carriera è stato, e continua ad essere, sceneggiatore, regista e montatore.
‘Dalla scrittura al set’ è il nome del progetto, ideato dalla Fondazione Fare Cinema presieduta da Marco Bellocchio e attuato da Ecipar, presentato nella sede della Cna di Piacenza. Il corso si terrà a Bobbio (Piacenza) da febbraio a dicembre 2019 e concentrerà la propria mission formativa sulla figura dello sceneggiatore-regista. I partecipanti realizzeranno un corto diretto proprio da Diritti e avranno l’occasione di seguire e partecipare alla scrittura, preparazione e riprese di un piccolo film, acquisendo conoscenze e competenze cinematografiche ‘sul campo’. Il corso, co-finanziato dal Fondo sociale europeo, è gratuito e a numero chiuso (12 partecipanti). L’iscrizione dovrà avvenire non oltre il 27 gennaio 2019: per informazioni l’indirizzo email è cinema@eciparpc.it.
Leopardi, Olimpia a mostra InfinitoRicordo fascicolo vergato con chiara, semplice scrittura Giacomo

RECANATI (MACERATA)20 dicembre 201818:41

– “Nel 1995 il manoscritto de L’Infinito fu esposto a Casa Leopardi, tra le mura che ne videro la nascita. E’ un ricordo per me indelebile perché, nonostante sia piuttosto abituata a maneggiare carte leopardiane, tenere in mano quel fascicolo vergato con semplice e chiarissima scrittura di Giacomo, mi ha commossa. Oggi come allora, la forza evocativa di questi quindici versi che hanno tanto influenzato il nostro modo di vedere il mondo, mi affascina e mi rapisce. La meraviglia, lo stupore e le grandi emozioni sono il dono che il Poeta ci fa ogni giorno portandoci per mano alla scoperta di noi stessi”. Lo ha detto la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta, durante l’inaugurazione della mostra dedicata ai manoscritti leopardiani di Visso a Villa Colloredo Mels a Recanati.
Galleria Borghese, +53% incassi in 2018Coliva, “risultato straordinario raggiunto con tante iniziative”

20 dicembre 201819:16

– ROMA

– Incassi in forte crescita per la Galleria Borghese a Roma, dove il 2018 si chiude con un incremento del 53,20%. Lo annuncia la direttrice Anna Coliva, che sottolinea l’eccezionalità del risultato per “un museo che, per motivi di sicurezza, deve rispettare il numero massimo di visitatori consentiti contemporaneamente al suo interno ed è stato possibile grazie allo studio dei flussi e dei tempi di permanenza dei visitatori all’interno e all’apertura prolungata del giovedì sera”. Lo straordinario successo della mostra di Bernini, sottolineano dalla Galleria, “ha portato inoltre alle aperture serali nei fine settimana per consentire di fare fronte, per quanto possibile, alle richieste”. Un risultato, dice Coliva, che è stato possibile raggiungere “grazie a diverse iniziative convergenti alla migliore fruizione del Museo, dalle aperture serali straordinarie all’accurata rimodulazione delle fasce orarie di accesso, con diversificazione delle tariffe e anche alla rivoluzionaria formula del last minute”

A Pompei torna Theatrum MundiTerza edizione al via dal 20 giugno al 13 luglio

20 dicembre 201820:04

-La Tempesta di Shakespeare con l’adattamento e la regia di Luca De Fusco e il grande Eros Pagni nel ruolo “ricucito” su di lui di Prospero. Ma anche L’Edipo a Colono nella riscrittura di Ruggero Cappuccio con Rimas Tuminas che ha preso il testimone da Eimuntas Nekrosius, il grande regista lituano morto un mese fa. E poi ancora il Satyricon nella versione di Francesco Piccolo, la danza dei Vertigo Dance Company, ne Il Paradiso Perduto. A Pompei torna dal 20 giugno al 13 luglio Theatrum Mundi, il festival di drammaturgia antica promosso dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale e dal Parco Archeologico, con quattro spettacoli di grande spessore, opere in prima assoluta che puntano a replicare il successo della stagione 2018, quando si raccolsero 12.800 spettatori e il Teatro Grande segnò il tutto esaurito per nove serate su 13. Un cartellone d’eccezione, sottolineano gli organizzatori, che nasce dalla collaborazione di tanti enti diversi, dalla Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia alla Fondazione Matera Basilicata 2019, dal Teatro di Roma – Teatro Nazionale al Teatro Nazionale di Genova. Un’iniziativa, che “conferma la vocazione del teatro stabile di fare una offerta plurale”, sottolinea il presidente Filippo Patroni Griffi. In scena, sul palco trasudante di storia di uno dei teatri più antichi della romanità (il Teatro grande è del II secolo a.C., “costruito alla greca, più antico anche di quelli romani”, ricorda il direttore del parco archeologico Osanna anticipando la scoperta delle ultime ore, una cavea naturale, che è emersa alle spalle dell’attuale teatro e che potrebbe aver ospitato un teatro già nella Pompei del IV secolo a.C.) ci saranno tutti testi della drammaturgia classica, accomunati però da una rilettura moderna. “Non abbiamo intenzione di fare la copia di Siracusa”, assicura De Fusco nei panni di direttore del Teatro Stabile di Napoli, “abbiamo trovato un soprintendente che ama le sperimentazioni, fino a quando il pubblico ci segue faremo così”. Ecco allora che anche un testo super classico come la Tempesta di Shakespeare, anticipa De Fusco, avrà qui un’ambientazione desueta e particolare. “Dimenticatevi l’isola, penso ad un luogo chiuso, perché no una biblioteca – anticipa il regista – nella mia Tempesta tutto avviene in questo luogo chiuso, anzi nella testa di Prospero”, forse anche con Prospero immaginato “come un uomo del Novecento con i nemici che sono i Millennial, perché ho nostalgia dei libri, del cinema delle cose del secolo scorso che oggi sembrano non valere più”. Particolare anche l’Edipo a Colono riscritto da Ruggero Cappuccio: “è un testo che ho scritto molti anni fa, ambientato in un tempo sospeso che risente del Novecento e della psicoanalisi”, spiega l’autore, “comunque vedremo. Nekrosius si interessò al mio testo, se lo fece tradurre in lituano, poi purtroppo è andata come è andata. Io non sono interessato ad accademismi e lui lo era ancora meno di me. L’importante è che ci sia una lingua che suoni e su questo lavorerà Tuminas”, dice. Per tutti però la carta più importante è proprio il palco di Pompei: “Mi appassiona per il simbolo di cui è carico”, sottolinea Cappuccio, un luogo “che evoca la dimensione onirica”. Accanto a lui il direttore del parco sorride, convinto di incassare un nuovo successo, dopo la riapertura del teatro seguita ai giorni più bui delle vicende giudiziarie. Anche per il sito questo festival di teatro è importante: “Pompei non può essere offerta in maniera passiva ai suoi visitatori, deve essere un’esperienza culturale che arricchisce”. L’apertura al teatro va in questa direzione.

Inaugurati affreschi Palazzo FerrettiLavori su 160 mq volta con dipinti e grottesche bottega Zuccari

ANCONA20 dicembre 201821:26

– Riaperto al pubblico il Salone delle Feste di Palazzo Ferretti di Ancona, sede del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, dopo un restauro di due anni che ha riportato gli affreschi della volta attribuiti alla bottega dei fratelli Taddeo e Federico Zuccari, fortemente ritoccati negli anni, al loro cinquecentesco aspetto originario.
Dipinti presumibilmente tra il 1577 e il 1585, raffigurano grottesche e vedute di città, scenette di genere e animali reali e immaginari, immagini mitologiche, rovine, monumenti de cariatidi. Riferimenti simbolici, amorosi e beneauguranti, fanno inoltre pensare che gli affreschi siano stati realizzati per un matrimonio. Nell’occasione, è stato liberato dalle vetrine dei reperti archeologici, anche lo splendido salone di 120mq che ospita gli affreschi, consentendo al pubblico di ammirare il prezioso pavimento in legno intarsiato e di avere una visione della stanza come se fosse ancora abitata dai suoi proprietari, la nobile famiglia Ferretti.
Tatangelo e Bertè tra i Big di SanremoL’annuncio in diretta su Rai1

SANREMO20 dicembre 201822:39

– Anna Tatangelo (con il brano Le nostre anime di notte), Loredana Bertè (Cosa ti aspetti da me): sono altri due nomi dei Big in gara al Festival di Sanremo, annunciati in diretta durante il programma Sanremo Giovani, condotto da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi su Rai1.
Da Turci a Bertè tra i Big di SanremoI primi nomi dei Campioni in gara annunciati in diretta su Rai1

SANREMO21 dicembre 201800:20

– Paola Turci (con il brano Con l’ultimo ostacolo), Simone Cristicchi (Abbi cura di me), Zen Circus (L’amore è una dittatura): sono i primi tre nomi dei Big in gara al Festival di Sanremo, annunciati in diretta durante il programma Sanremo Giovani su Rai1.I conduttori Pippo Baudo e Fabio Rovazzi snocciolano via via gli altri nomi: nella pattuglia dei Campioni anche Anna Tatangelo (Le nostre anime di notte) e Loredana Bertè (Cosa ti aspetti da me). E ancora Irama (La ragazza col cuore di latta), Ultimo (I tuoi particolari), Nek (Mi farò trovare pronto), Motta (Dov’è l’Italia), il Volo (Musica che resta) e Ghemon (Rose viola). A loro si aggiunge Einar, che arriva direttamente da Sanremo Giovani.Rocco Papaleo condurrà il Dopofestival.

Torna Houellebecq, in ‘Serotonina’ la rabbia dei gilet gialliRomanzo cupo, contro globalizzazione e Ue. In Italia il 10/1/19

PARIGI20 dicembre 201822:44

– Il libro evento dell’anno – l’ultima opera di Michel Houellebecq – esce in Francia già ai primi di gennaio e si chiama “Serotonina”. Quattro anni dopo il polemico ‘Sottomissione’, in cui il protagonista finiva per convertirsi all’islam per sopravvivere, stavolta nel mirino di Houellebecq finiscono la globalizzazione, il libero scambio, gli stranieri che “invadono” la Francia.Dopo l’islam invasore, stavolta – nell’ottica del libro – a rovinare le campagne, le tradizioni, il livello della vita quotidiana e l’identità francese sono il mondo disumanizzato dal dominio del denaro e l’ultraliberalismo. Facile ritrovare in molte pagine del romanzo idee e battaglie dei gilet gialli.L’avvio di ‘Serotonina’ è folgorante: in primo piano, la pastiglia con l’ormone detto ‘della felicità’ con la quale il protagonista, Florent-Claude Lambrouste, 46 anni, si sveglia ogni mattina per vivere la sua infelicità di scapolo, infelice e “sconfitto”. In poche pagine, questo 7/o romanzo porta il lettore in piena “Houellebecqlandia”, stavolta con accenti più cupi e a tratti disperati. Di sé, il protagonista narrante sembra non amare nulla, a cominciare dal nome di battesimo fino alla compagna che non ama, la giapponese Yuzo. L’autore non lesina sulla sua abituale dose di humour, ormai quasi completamente “noir”. E comincia proprio con il Captorix, il farmaco antidepressivo a base di Serotonina con il quale comincia tutte le sue giornate: “Gli effetti secondari indesiderabili del Captorix riscontrati più spesso – scrive – erano la nausea, la scomparsa della libido, l’impotenza. Io non avevo mai sofferto di nausea”.Nelle 350 pagine di “Serotonina”, Florent-Claude arriva anche ad avere in mano un fucile, a cullare un progetto folle al culmine della sua depressione ma non sarà mai capace di realizzarlo. Ma il suo capolavoro, di fronte all’insostenibilità del mondo, è organizzare la propria scomparsa: via dall’appartamento noto a tutti e trasferimento in un hotel del XIII arrondissement, dove abita nella realtà lo scrittore.Florent-Claude fugge dalle donne – con le quali ha un rapporto almeno ambiguo, spesso sessista – dalla realtà e dalla nemica Europa. Un suo ex compagno d’università, che si mette alla testa di una sorta di manipolo di gilet gialli armati fino ai denti, e diventa il suo alter-ego, solare almeno quanto il protagonista è triste e lunare, ma a lui accomunato dal destino della sconfitta. Fra i temi del romanzo, destinato a far discutere almeno quanto “Sottomissione”, spicca quello degli “stranieri”, del cedimento della Francia alla mondializzazione, al punto da spingere Florent-Claude a scegliere di mangiare ogni giorno nell’unico ristorante che inalbera il cartello “Heures heureuses” invece di “happy hours”. Una svolta verso il sovranismo? Anche qui la discussione viene arricchita da un paio d’interviste, le uniche, concesse da Houellebecq negli ultimi mesi: al periodico di estrema destra Valeurs Actuelles, in cui critica violentemente l’Europa e invoca una “Frexit”; e all’americano Harper’s, al quale confida che “Donald Trump è uno dei migliori presidenti americani” che lui, Michel Houellebecq, abbia mai visto.
Irama e Ultimo tra Big SanremoContinuano gli annunci su Rai1

SANREMO20 dicembre 201823:00

– Irama (con il brano La ragazza col cuore di latta) e Ultimo (I tuoi particolari): sono altri due nomi dei Big in gara al Festival di Sanremo, annunciati in diretta durante il programma Sanremo Giovani su Rai1.
Papaleo, condurrò il DopofestivalL’annuncio dell’attore su Rai1 durante Sanremo Giovani

SANREMO20 dicembre 201823:15

– “Sarò il conduttore del Dopofestival”. Lo ha annunciato l’attore Rocco Papaleo, ospite di Sanremo Giovani in diretta su Rai1.
Nek e Motta tra i Big di SanremoSi va componendo il cast, gli annunci in diretta su Rai1

SANREMO20 dicembre 201823:33

– Nek (con il brano Mi farò trovare pronto) e Motta (Dov’è l’Italia): sono altri due nomi dei Big in gara al Festival di Sanremo, annunciati in diretta durante il programma Sanremo Giovani su Rai1.
Il Volo e Ghemon tra i Big di SanremoAnnunciati i primi 11 Campioni durante diretta Sanremo Giovani

SANREMO21 dicembre 201800:09

– Il Volo (con il brano Musica che resta) e Ghemon (Rose viola): sono gli ultimi due nomi per ora dei Big in gara al Festival di Sanremo, annunciati in diretta durante il programma Sanremo Giovani su Rai1.
1/a serata Sanremo Giovani, vince EinarSarà in gara tra i Big. “NOn ci credo”

SANREMO21 dicembre 201800:24

– Einar vince la prima serata di Sanremo Giovani e accede di diritto al Festival di Sanremo, a febbraio. “Non ci credo”, ha detto all’annuncio. Sul podio anche Federica Abbate e Deschema. Questo il resto della classifica: Andrea Biagioni, Giulia Mutti, Ros, Marte Marasco, Fosco17, Wepro, Fedrix&Flow, Diego Conti, Symo.
Aperta gara ‘Libro dei Sogni’ di FelliniDiario su cui dal 1960 al 1990 il regista illustrò i suoi sogni

BOLOGNA20 dicembre 201815:12

– Aperta la gara, da parte del Comune di Rimini, per la nuova edizione del ‘Libro dei sogni’ di Federico Fellini in vista del centenario della nascita del Maestro del cinema romagnolo. Il testo è un diario in cui il regista su consiglio di Ernst Bernhard, fondatore del movimento junghiano in Italia, ha trascritto e illustrato quasi quotidianamente, dal 1960 al 1990, i suoi sogni, anticipando figure e motivi di molti suoi film.
Nei prossimi giorni gli editori che hanno risposto all’avviso di interesse pubblicato dal Comune di Rimini nei mesi scorsi riceveranno l’invito a presentare, entro il 31 gennaio 2019, il progetto che intendono realizzare e sul quale saranno giudicati da una commissione appositamente costituita.
Risulteranno decisivi ai fini dell’aggiudicazione l’autorevolezza della curatela e dei contributi critici, l’impegno a pubblicare l’opera in più edizioni, ad assicurarne una adeguata tiratura e distribuzione nonché a promuoverla nei principali festival del cinema e fiere dell’editoria.
Tintoretto, al cinema docu di Sky ArteIn sala il 25, 26 e 27 febbraio, Accorsi voce narrante

20 dicembre 201817:15

– Per i 500 anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, un nuovo esclusivo docu-film firmato da Sky Arte dedicato alla figura di un pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato. Ideato e scritto da Melania G.
Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film sarà narrato dalla voce di Stefano Accorsi e arriverà al cinema solo per tre giorni, il 25, 26, 27 febbraio 2019, distribuito da Nexo Digital nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema (elenco sale a breve su nexodigital.it).
Ad accompagnare il pubblico attraverso le vicende di Tintoretto, gli storici dell’arte Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, i co-curatori della mostra Tintoretto 1519-2019 di Palazzo Ducale, Frederick Ilchman e Tom Nichols, le scrittrici Melania G.
Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie.
Roma di Cuaron, premio a Capri,HollywoodMiglior Film dell’Anno in Lingua Straniera

20 dicembre 201817:27

– ‘Roma’ di Alfonso Cuaròn è il “Miglior Film dell’Anno in Lingua Straniera” alla 23/a edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’. Ad annunciarlo è la regista Lina Wertmuller, presidente onorario dell’Istituto Capri nel Mondo che promuove la manifestazione con il sostegno della DG Cinema del Mibac e della Regione Campania.
“Una scelta condivisa da tutti – dichiara la regista romana – perché racconta una storia bellissima ed emozionante, con una perfezione formale di rara intensità che ci ha conquistati. Un film pieno di amore e dignità, quasi un ‘Amarcord’ messicano”.
“Siamo onorati di poter mostrare a Capri, Hollywood un film così ispirato e potente, che resterà nella storia del cinema” aggiunge Pascal Vicedomini, fondatore del Festival, annunciando una serata tributo il 29 dicembre con la proiezione speciale di ‘Roma’ sul grande schermo del Cinema Paradiso di Anacapri.       [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 05:04 DI MERCOLEDì 19 DICEMBRE 2018

ALLE 06:47 DI GIOVEDì 20 DICEMBRE 2018

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bowienext, il Bowie ritrovato e vitale
Rocca e Donadio hanno raccolto testimonianze di fan e musicisti 19 DICEMBRE 2018 05:04

– BOWIENEXT DI RITA ROCCA E FRANCESCO DONADIO (Arcana Edizioni, pagg. 255, euro 29). “David Bowie è stato l’artista più significativo e interessante con cui io abbia mai lavorato in tanti anni di Rca e Bmg. L’uomo era completamente diverso da come appariva sul palco. In fin dei conti era, come si dice a Roma, un pezzo di pane”. E’ la testimonianza affettuosa e verace di Carlo Basile, storico manager italiano di Bowie. E’ una delle tante, preziose voci del libro BowieNext, il tributo all’artista inglese messo insieme da Rita Rocca, giornalista Rai e film maker, e Francesco Donadio, scrittore e critico musicale. Raccoglie come in un ‘cut up’ – tecnica letteraria resa celebre dallo scrittore William Burroughs e usata dallo stesso Bowie per scrivere canzoni – le testimonianze di musicisti e fan che lo hanno seguito per anni.
E che ne sono stati ispirati.
BowieNext è la trasposizione su pagina del documentario omonimo andato in onda su Rai5. Un film corale che racconta la galassia David Bowie a quasi tre anni dalla scomparsa e a 31 anni dal suo arrivo in Italia ‘live’ per la prima volta con il Glass Spider Tour. Nel documento video, come nel libro, ci sono tanti tributi artistici ispirati al Duca Bianco e inviati dai fan da tutto il mondo. Animazioni, disegni, testimonianze, spettacoli teatrali, performance, brani originali. “L’idea era non copiarlo, non prendere dei pezzi di repertorio, ma creare qualcosa di originale ispirato a lui”, ha spiegato Rita Rocca.
Imperdibili le testimonianze raccolte dai due autori, dei musicisti che hanno lavorato con Bowie per tanti anni come Mike Garson, Gail Ann Dorsey, Woody Woodmansey, Mark Plati, Rick Wakeman, Earl Slick, Reevs Gabriel, Sterling Campbell. E c’è anche quella di Lindsay Camp, l’artista che ha insegnato a Bowie la gestualità e lo stare sul palco, anche lui morto pochi mesi fa in Toscana, dove aveva scelto di vivere. E di giornalisti stranieri e italiani che lo hanno studiato o incontrato come Paul Trynka o Simon Reynolds e Mariam Fecchi e Barbara Condorelli, solo per citarne alcuni. Tra i contributi italiani spicca quello di Dario Argento, che incontrò Bowie a metà degli anni ’90 (“potevi parlarci per giorni e poi ti rendevi conto che di lui non avevi capito ancora nulla”) e di Sidney Rome che lo ha conosciuto a fine anni ’70 nel periodo berlinese (“ne serberò sempre un bellissimo ricordo per quei giorni sereni e spensierati”).
Il libro racconta in un ordine cronologico ed emotivo l’artista David Bowie e l’uomo David Jones dai primi anni di carriera e fino all’ultimo disco Blackstar. “Un’opera musicale meravigliosa – spiega Mike Garson, suo pianista dai tempi di Ziggy Sturdust – ho sempre saputo che era speciale. Fra trecento anni ci ricorderemo di lui. È il nostro Beethoven, lo Chopin di questo secolo. Troveremo sempre la sua musica”.

Cold War, i sentimenti attraverso la storiaDa giovedì il film di Pawlikowski miglior film europeo 2018

19 dicembre 201809:16

– Viva il bianco e nero quando racconta così bene i sentimenti come è in ‘Cold War’ di Pawel Pawlikowski, cerchio d’amore melo’ che parte dalla Polonia, tra le macerie della seconda Guerra mondiale, e lì ritorna alla fine degli anni Sessanta. E questo attraversando Parigi, Berlino e la Jugoslavia in un film pieno di musica, da quella folkloristica polacca fino al jazz. “Il film punta sulle emozioni che attraversano la storia” ha detto il regista polacco, già premio Oscar per ‘Ida’, agli EFA (gli Oscar europei) di Siviglia dove con ‘Cold War’, dopo aver vinto a Cannes il premio della regia, ha sbancato portandosi a casa cinque statuette: miglior film, regia, sceneggiatura, attrice europea (Joanna Kulig) e montaggio. Candidato polacco agli Oscar, entrato nella short list per il film straniero, il film, in sala in Italia dal 20 dicembre con Lucky Red, inizia nella Polonia del ’46 con minimaliste riprese di un gruppo musicale e danze popolari: i Mazowsze. Da qui l’idea dell’allora partito comunista di rinnovare questo gruppo tramite un casting. Un modo per formare una nuova realtà artistica che fosse un biglietto da visita per la Polonia fedele ai valori comunisti. Qui si incontrano per la prima volta That Wiktor (Tomas Kot), musicista selezionatore del cast insieme a Irena (Agata Kulesza), e la bella popolana Zula (Joanna Kulig), il tutto, ovviamente, sotto la supervisione di un fedelissimo del partito: Kaczmarek (Borys Szcy).
Per Wiktor è colpo di fulmine e Zula, tra opportunismo e vera fascinazione, ricambia. Questo è solo l’inizio di una storia d’amore impossibile e piena di ostacoli. Tra Varsavia, Parigi e la Jugoslavia, i due si perdono, hanno altre storie, ma sono sempre come in un lungo inseguimento l’uno dell’altro. Lui si ritrova a un certo punto in galera per raggiungerla, mentre lei è ormai diventata una nota cantante. Ma, come accade nelle piu’ belle storie d’amore, alla fine Wiktor e Zula si ritroveranno ancora insieme, in Polonia, dove tutto era cominciato.
‘Cold War’, girato come ‘Ida’ nel canonico formato 1:1.37, è dedicato ai genitori del regista entrambi scomparsi – i due protagonisti del film condividono così, non a caso, il loro nome di battesimo (Wiktor e Zula) ed evocano la loro storia d’amore, bella e complicata.
“Mi sono ispirato a loro perché la loro storia è stata tempestosa. Si sono lasciati e ripresi mille volte e questo attraversando paesi e città. Erano fatti così”. Sull’uso del bianco e nero il regista polacco è abbastanza diretto: “Quando si fa un’opera la cosa più importante è trovare la forma e in questo caso era il bianco e nero”. Una cosa che deve aver pensato anche Cuaron per il suo ‘Roma’.
Quartetto Werther alla FeniceSchumann e Faurè giovedì nelle sale Apollinee. Stasera a Verona

19 dicembre 201809:28

– Vivere il suono come energia che non si distrugge mai, ma che si trasforma ed è sempre in evoluzione.
E’ l’impegno che il Quartetto Werther, una formazione emergente di piano quartet composta da quattro giovani professionisti, porta al concerto che si terrà giovedì 20 dicembre, alle 18, nelle Sale Apollinee della Fenice di Venezia.
Due quartetti di Schumann e Fauré saranno sui leggii dei quattro musicisti – Misia Iannoni Sebastianini violino, Martina Santarone viola, Simone Chiominto violoncello e Antonino Fiumara, pianoforte – che con Venezia chiudono un semestre nel quale hanno affrontato molti palchi: dalla Moscow International House of Music al Teatro Vittoria dell’Unione Musicale di Torino, viaggiando da Udine a Roma, da Monopoli a Firenze.
L’appuntamento veneziano nasce dalla collaborazione tra il teatro veneziano e l’associazione non profit Musica con le Ali, guidata da Carlo Hruby, che punta a supportare nella crescita professionale un gruppo di giovani impegnati nella musica classica,

Rovazzi fermato al Casinò, ma è sketchPer il lancio di Sanremo Giovani

SANREMO (IMPERIA)19 dicembre 201810:53

– Il conduttore di “Sanremo Giovani 2018”, Fabio Rovazzi, è stato fermato all’ingresso del Casinò di Sanremo da due bodyguard che non lo volevano fare entrare, ma per fortuna con lui c’era Pippo Baudo, co-conduttore di Sanremo Giovani, che intervenendo ha messo le cose a posto. “Lasciatelo andare, è sotto la mia protezione – ha detto Baudo -. Che figura mi fate fare”. La scena è il contenuto di uno sketch che andrà in onda in apertura delle due serate di Sanremo Giovani, in diretta su Rai Uno, dal Casinò di Sanremo giovedì 20 e venerdì 21 dicembre. Le riprese sono avvenute, davanti a un ristretto pubblico di spettatori. Nella scena, ripetuta più volte, si vedono Baudo e Rovazzi, che salgono per la scalinata principale del Casinò. Baudo viene riconosciuto dalla sicurezza ed entra subito. Rovazzi, invece, viene sollevato da terra dalle due guardie, che lo bloccano all’entrata. E’ a quel punto che Baudo si gira, chiedendo di far entrare il giovane conduttore.
Occhiali Hublot, lusso e design italianoAccordo con Italia Independent, che firma la nuova collezione

TORINO19 dicembre 201811:09

– Debutta la prima collezione Hublot Eyewear by Italia Independent. Annunciato lo scorso aprile, l’azienda di lusso svizzera e il marchio di moda fondato da Lapo Elkann hanno firmato l’accordo per la creazione di una collezione eyewear. Pensata in prevalenza per un pubblico maschile, coniuga elementi classici e contemporanei, con l’iconico H Logo che customizza lenti, naselli, aste e viti.
Anche le finiture e i materiali utilizzati negli orologi svizzeri ricorrono nei nuovi occhiali.
“Questo accordo di licenza corona una sinergia costruita negli anni, consentendo a Italia Independent di entrare in un segmento dell’occhialeria di altissima gamma. Una collezione capace di fondere le anime creative dei due brand, da sempre proiettate verso la ricerca e l’innovazione e in cui la fusione di diversi materiali e design è la chiave per entrambe”.
La collezione si compone di quattro famiglie di prodotto, sei modelli da sole e sei modelli da vista in diverse varianti di colore.
Hiromi e Benson protagonisti Umbria jazz’Grandi nomi’ si aggiungono a King Crimson, Krall e Conte

PERUGIA19 dicembre 201811:36

– Dopo i già annunciati King Crimson, Diana Krall e Paolo Conte altri grandi nomi si vanno ad aggiungere al programma di Umbria Jazz 2019 all’Arena Santa Giuliana. Il 15 luglio è in programma un doppio set con Hiromi e George Benson.
Hiromi torna a Umbria Jazz nella formula del piano solo, dopo che, due edizioni fa, aveva suonato in duo con l’arpista colombiano Edmar Castaneda. Nella solo performance pianistica – sottolinea Umbria jazz – riesce a esprimere nel modo migliore la multiforme vena creativa, supportata da una tecnica “straordinaria”. Le influenze rock, progressive, jazz, fusion l’hanno resa un’artista originale che ottiene grandi riconoscimenti e premi per tutti i suoi dischi.
Chitarrista jazz considerato tra i più grandi di sempre, cantante di r&b, crooner, songwriter dalla vena soul, pop star George Benson è artista dal multiforme talento. Vincitore di dieci Grammy (con venticinque nominations) ha saputo compiere una sintesi virtuosa tra le anime della Black Music.
Anteprima in sala fiction Mia MartiniUscita evento al cinema 14, 15 e 16 gennaio, a febbraio su Rai1

19 dicembre 201811:57

– Un evento dedicato a un’artista dalla voce unica, con un’esperienza umana scandita da grandi successi e un privato denso di emozioni, sempre in bilico tra crisi esistenziali e traguardi professionali, una personalità sincera e autentica, che ha saputo tenere testa a pregiudizi emarginanti, che non ha voluto scendere a compromessi, pagando a duro prezzo le proprie scelte artistiche e personali. Il film tv Io sono Mia, prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, diretto da Riccardo Donna, scritto da Monica Rametta e interpretato da Serena Rossi, arriverà nelle sale italiane solo per tre giorni, il 14, 15 e 16 gennaio, distribuito da Nexo Digital (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it), per andare poi in onda a febbraio su Rai1 e online su RaiPlay.
Io sono Mia si apre a Sanremo, nel 1989, quando un’esile figura femminile percorre i corridoi che portano al palco del teatro Ariston. È Mia Martini al suo rientro sulle scene dopo anni di abbandono: “Sai, la gente è strana prima si odia poi si ama” è la prima strofa della sua nuova canzone, della sua nuova vita. Mimì, in una serrata intervista con Sandra (Lucia Mascino), una giornalista che in realtà a Sanremo vorrebbe incontrare Ray Charles e che considera Mia Martini solo un ripiego, ripercorre la sua vita: gli inizi difficili da bohémienne; il rapporto complesso col padre che, pur amandola, la ostacola fino a farle male; una storia d’amore contrastata che la travolge segnando il suo destino sentimentale; il marchio infamante che le si attacca addosso come la peste condizionando la sua carriera con alti e bassi vertiginosi; il buio, fino alla nuova dimensione di vita più pacificata.

Natale a teatro tra Rugantino e MarxGleijeses in Così parlò Bellavista, Dapporto come Sordi

19 dicembre 201812:06

– Enrico Montesano e Serena Autieri in ‘Rugantino’ di Garinei e Giovannini, sulle note del Maestro Armando Trovajoli, e le risate di ‘Questi fantasmi!’ di Eduardo De Filippo con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi diretti da Marco Tullio Giordana, tutti a Roma; il doppio appuntamento con Emma Dante, ancora a Roma con la sua personale rilettura delle ‘Baccanti’ di Euripide e a Torino con ‘La scortecata’ da Basile.
E poi Geppy Gleijeses e Maurisa Laurito nella prima volta a teatro per ‘Così parlò Bellavista’ di Luciano De Crescenzo, a Napoli; l’esilarante ‘Natale in casa Marx’ diretto da Enzo Iacchetti, a Milano; fino a Massimo Dapporto nei panni che al cinema furono di Alberto Sordi in ‘Un borghese piccolo piccolo’ di Vincenzo Cerami, a Genova: sono alcuni degli spettacoli teatrali in cartellone nel prossimo week end, aspettando il Natale.
Filippo de Pisis, La poesia dell’attimoPer ripercorrere le fasi salienti della sua parabola creativa

FERRARA19 dicembre 201812:16

– Una rassegna organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea intende restituire al pubblico le opere di Filippo De Pisis, in concomitanza con i lavori di riqualificazione architettonica di Palazzo Massari e la chiusura dei musei ospitati: negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea, dal 22 dicembre al 2 giugno, è esposto un ricco corpus di opere del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea ‘Filippo de Pisis’, per ripercorrere le fasi salienti della parabola creativa dell’artista. La mostra – ‘La poesia dell’attimo’ – presenta tra l’altro una selezione di lettere, cartoline e testi autografi che dagli anni Venti ai ’50 De Pisis inviò a un amico fraterno, lo scrittore e critico bolognese Giuseppe Raimondi. Una documentazione privata che offre un contesto inedito alla ricostruzione cronologica della carriera del pittore.
Sarkis per la Biennale Architettura 2020Nominato da Cda presieduto da Paolo Baratta

VENEZIA19 dicembre 201812:18

– Il Cda della Biennale di Venezia, su proposta del presidente Paolo Baratta, ha deliberato di nominare Hashim Sarkis direttore del Settore Architettura, con lo specifico incarico di curare la 17/a Mostra Internazionale di Architettura del 2020. L’architetto Sarkis, titolare di Hashim Sarkis Studios (Hss), fondato nel 1998 e con sedi a Boston e Beirut, dal 2015 è Preside della School of Architecture and Planning al Massachussetts Institute of Technology (Mit). È stato membro della giuria internazionale della Biennale Architettura 2016 e ha partecipato con il suo studio al Padiglione Stati Uniti (Biennale Architettura 2014) e Albania (Biennale Architettura 2010). Sarkis ha una laurea in Architettura e una in Belle Arti conseguite alla Rhode Island School of Design, oltre che un master e un dottorato in Architettura ottenuti alla Harvard University. Ha curato e scritto vari libri e articoli sulla storia e la teoria dell’architettura moderna.
Masterchef, Locatelli nuovo giudice rock’n’rollOttava edizione italiana per Masterchef, al via con la sfida All Stars

19 dicembre 201819:46

– Una nuova sfida tra fornelli e padelle, cucina italiana e contaminazioni internazionali, per la nuova edizione italiana di Masterchef pronta a partire. Il talent show culinario di Sky e prodotto da Endemol Shine Italy, che dal suo arrivo sui piccoli schermi italiani ha in qualche modo cambiato la percezione della cucina e delle sue tante interpretazioni, quest’anno prende il via già il 20 dicembre, dalla sfida di Masterchef All Stars, ovvero una battaglia a suon di ricette tra alcuni dei più amati aspiranti chef delle passate edizioni, alcuni dei quali hanno mancato per un soffio il primo posto del podio nella cucina di Sky e adesso potranno giocarsi la loro rivincita sugli avversarsi di un tempo. Alla ‘sfida definitiva’ si rivedranno personaggi che avevano già lasciato il loro segno nel pubblico del talent, vuoi per simpatia, antipatia o particolari doti ai fornelli, come Almo Bibolotti, Daiana Cecconi, Maradona Youssef, Alberto Menino, Rubina Rovini e diversi altri, per un totale di sedici concorrenti che le proveranno tutte per primeggiare tra primi piatti, secondi e dolci.A giudicare gli sfidanti, saranno gli chef Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo, già soprannominati i “Jack Lemmon e Walter Matthau della cucina televisiva italiana”. I due saranno anche tra i giudici dell’ottava edizione italiana di Masterchef Italia, in partenza invece il 17 gennaio, quando sugli sgabelli della giuria si siederanno anche l’ormai veterano di lungo corso Joe Bastianich e il nuovo arrivato, lo stellato Giorgio Locatelli che da Londra è tornato a lavorare in Italia dopo tanti anni proprio per Masterchef. “E’ il mio debutto – ha detto Locatelli, con una carriera costruita all’estero dove ha cominciato a muoversi vent’anni fino ad ad arrivare al suo ristorante londinese e di fama mondiale, la Locanda Locatelli – perché fino ad oggi in televisione avevo lavorato per i documentari della BBC, ma mai per un programma come questo”. Locatelli è una celebrità nel mondo della cucina internazionale e a Masterchef porta la sua esperienza di chef stellato tra la capitale britannica, Parigi e Dubai, con partenza dalla cucina del suo Lago Maggiore. “E’ stato difficile trovare un quarto moschettiere sapendo di averne già tre veterani – ha detto Nils Hartmann, responsabile dei contenuti originali di Sky, durante la presentazione al Castello di Grinzate Cavour, che è anche la location di una prova in esterna del programma – e siamo andati a prenderlo fino a Londra perché sappiamo che è un cuoco rock’n’roll”. A Locatelli sarà anche dedicato il racconto di Masterchef Calling, in prima tv domani, giovedì 20, alle 12,45 e poi ancora il 4 gennaio alle 19,40, su Sky Uno.Tra Mistery Box, Pressure Test e Invention Test, per le nuove puntate di Masterchef Italia sono attesi anche numerosi ospiti. Tra questi c’è anche il più che celebre Marco Pierre White, ovvero il primo enfant terrible dell’alta cucina, vera e propria rockstar della ristorazione internazionale e personaggio che ha aperto la strada a molti cuochi celebri di oggi. Oltre a White, ci saranno poi anche Iginio Massari, non solo in veste di pasticcere ma anche di giudice ‘salato’, oltre ad Heinz Beck, cuoco tedesco premiato in carriera con tre stelle Michelin e Antonia Klugmann. “Masterchef è entrato nei Guinnes World Records come format tv culinario più di successo al mondo – ha commentato Leonardo Pasquinelli, AD di Endemol Shine Italia – con un numero di paesi in cui è stato adattato in continua crescita e che quest’anno ha toccato quota sessanta”. Anche per l’ottava edizione del talent culinario che ha scelto anche di essere ‘plastic free’, ci sarà poi la striscia quotidiana di Masterchef Magazine, in onda dal 25 gennaio, alle 19,55, sempre su Sky Uno.

Baglioni, Sanremo è Colosseo musicaIl messaggio ai 24 ragazzi che si sfidano a Sanremo Giovani

19 dicembre 201812:45

– “Sanremo è il Colosseo della musica, ma non solo nel senso dell’arena degli spettacoli e delle sfide.
Non c’è manifestazione più conosciuta e seguita in Italia. E lo stesso vale in tante altre parti del mondo”. E’ il messaggio inviato da Claudio Baglioni ai 24 ragazzi che sono in procinto di sfidarsi a Sanremo Giovani, per conquistare due pass per l’Ariston. Sei di loro, i primi 3 di ogni serata, avranno la possibilità di esibirsi in un tour che toccherà Tunisi, Tokyo, Sydney, Buenos Aires, Toronto, Barcellona e Bruxelles, negli istituti di cultura e nelle rappresentanze diplomatiche italiane.
“Quasi 50 anni fa, all’inizio della mia carriera – dice Baglioni -, mi trovai a fare un giro di concerti in Polonia e Cecoslovacchia. Suonavo e cantavo con cinque musicisti miei coetanei. Qui non ci conosceva nessuno. Là ottenemmo un grande successo. Ci chiamavano i Sanremo Six. I Sei di Sanremo. E sei saranno i partecipanti a Sanremo Giovani Mondo. Fate buon viaggio, ragazzi. Che la musica sia con voi”.
Muti-Pollini e Hamburg Ballett a RavennaSabato 22 al via prevendite per tre eventi della 30/a edizione

RAVENNA19 dicembre 201813:13

– La reunion Muti-Pollini (ultimo concerto assieme alla Scala nel 2004), le uniche date italiane dell’Hamburg Ballett di John Neumeier, l’apertura a Ravenna del tour di Ben Harper: sono i tre appuntamenti di Ravenna Festival 2019, edizione del trentennale, anticipati dagli organizzatori.
Prevendite al via sabato 22 dicembre.
A Riccardo Muti, che dirigerà la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, con Maurizio Pollini al pianoforte, sarà affidato il concerto di apertura, il 5 giugno al PalaDeAndré.
L’Hamburg Ballett ha scelto Ravenna come sola tappa italiana e il 5 e 6 luglio al teatro Alighieri presenterà tre coreografie firmate dal suo direttore artistico John Neumeier, che nel 2019 festeggerà 80 anni: Beethoven Fragments, Birthday Dances su musiche di Bernstein e Ruckert-Lieder su musiche di Mahler. Ben Harper, autore capace di trascendere generi e temi, sarà sul palco del PalaDeAndré il 9 luglio. La presentazione del programma completo della 30/a edizione è prevista il 26 gennaio.
Giacobbo, riparto all’insegna di FreedomDebutto su Rete4 20/12 con un nuovo “programma fatto di domande”

19 dicembre 201819:43

– Esiste davvero un quattordicesimo obelisco egizio sepolto nel cuore di Roma? ”Secondo un antico libro degli eredi del Bernini, all’epoca degli scavi della Fontana dei Fiumi, si. Dovrebbe trovarsi in quell’aerea oggi sotto Palazzo del Senato”. Parte subito con un’indagine tutta da scoprire, la nuova avventura di Roberto Giacobbo, dal 20 dicembre alla guida di ”Freedom – Oltre il confine”, nuovo programma in onda per otto appuntamenti in prima serata su Rete4.Una nuova sfida, con quel titolo che richiama la parola ”libertà”, ma anche ”il nome della stazione spaziale progettata dalla NASA e voluta da Reagan. O la sonda spaziale che nel film Armageddon riesce a rientrare sulla Terra”. Ma anche una nuova svolta personale, dopo 15 anni di servizio in Rai con Voyager. ”Come dice Checco Zalone, ho rinunciato al posto fisso – racconta lui – Per tutti questi anni, oltre che conduttore e autore, avevo anche tutta una parte di lavoro dirigenziale. Felice del lavoro fatto, ma come nella vita si cambia città, ho deciso di tornare freelance e dedicare la mia energia e passione solo al racconto e alla scrittura. Perché, in verità, io sono un autore prestato alla conduzione”.E allora, messa insieme ”una squadra di 32 persone, con tutti i professionisti incontrati in questi anni e con cui ci eravamo detti quanto sarebbe stato bello lavorare insieme”, Freedom parte all’insegna delle domande per le quali ancora non esiste ancora risposta. ”Voglio raccontare quello che una persona non si aspetta”, spiega Giacobbo, al quale i dati negli anni riconoscono un foltissimo pubblico di under 40. ”Ho costruito un programma di domande non di risposte – dice – Non sono un professore, ma un narratore, un ‘traduttore’ di informazioni”. Con il suo stile senza quarta parete, in cui scoprire anche la vita vera del set, solo nella prima puntata, oltre al mistero dell’obelisco scomparso, volerà in Messico per le nuove scoperte degli archeologi tra la Piramide del Sole e la Piramide della Luna. Scenderà nel cuore della terra a rendere omaggio ai minatori dell’isola d’Elba, ”veri eroi italiani”. Indagherà il significato del Natale con il Cardinal Angelo Comastri, mostrando, in esclusiva mondiale, il collaudo della nuova illuminazione della Basilica di San Pietro. E ancora, un primato mondiale, con le telecamere di Freedom prime al mondo ad entrare in una tomba aperta e inaugurata a Saqqara, tra spettacolari geroglifici che mostrano un Egitto tutto nuovo. ”Nella prima foto ufficiale – sorride Giacobbo – è divertente, ma tra le autorità si vede un nostro operatore con il giubotto di Freedom”.Nelle prossime settimane, sarà poi a Venezia, immerso nelle gelide acque della Laguna alla ricerca dei mattoni del campanile crollato a inizio ‘900; in Messico nella più grande piramide al mondo; ancora in Egitto (”manco da 12 anni e nel frattempo sono avvenute tantissime scoperte”) in un sotterraneo dove esperti di tutto il mondo lavorano al restauro di 5.398 capolavori, realizzati per il faraone Tutankhamon. Il tutto con le migliori tecnologie di ripresa sul mercato, realtà aumentata, macchine da presa cinematografiche e la più ampia gamma di sfumature del reale possibili. Novità assoluta, ogni grafica userà il font EasyReading, carattere nato per facilitare la lettura ai dislessici. ”Un problema che conosco: una delle mie figlie è dislessica – spiega – Ma questi caratteri sono più facili da leggere per tutti, anche, ad esempio, per chi non vede bene. E la divulgazione deve essere per tutti”. Intanto, nel cassetto, già pronta un’altra lista di domande. ”Se tutto va bene, per 12 nuove puntate”.

Madame Reali,grandeur da Parigi a TorinoDipinti oggetti d’arte e di vita quotidiana a Palazzo Madama

TORINO19 dicembre 201814:06

– Oltre 120 opere provenienti da una decina di musei e da collezioni private per raccontare due donne che hanno fatto la storia accomunate da una città, Torino.
‘Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino’ è la mostra che dal 20 dicembre al 6 maggio Palazzo Madama dedica alle figure di Cristina di Francia e Giovanna Battista di Savoia Nemorus, “le due dame – dice il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario – che hanno portato la grandeur sulle rive del Po”.
Suddivisa in 10 ambienti e allestita nella Sala del Senato, presenta dipinti, oggetti d’arte, tessuti, gioielli, ceramiche, raccontando la vita delle due Madame Reali e del loro secolo.
La mostra, osserva l’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon, “è la più importante dell’anno per dimensioni e contenuti e per le relazioni che ha portato con sé, consolidandole”. Le opere prestiti provengono da musei come il Prado, gli Uffizi e Versailles oltre che dalla collezione di Intesa Sanpaolo, partner della mostra.

Kendall Jenner top più ricca del 2018Forbes, precede Karlie Kloss, Teigen e Huntington-Whiteley

19 dicembre 201814:35

– Per il secondo anno consecutivo è Kendall Jenner la modella più pagata del mondo, secondo la classifica di Forbes del 2018. La top model, che già nel 2017 aveva rubato lo scettro di superricca a Gisele Bundchen, stavolta risulta essere la più pagata per aver incassato 22,5 milioni di dollari. A seguirla, in seconda posizione, c’è Karlie Kloss che ha guadagnato 13 milioni di dollari. Terze, a pari merito, Chrissy Teigen, moglie del cantante John Legend, e la top model britannica Rosie Huntington-Whiteley, entrambe con un fatturato di 11,5 milioni di dollari. Kendall Jenner è la regina della classifica delle modelle più ricche perché ha sfilato per marchi prestigiosi come Versace e Victoria’s Secret, ma soprattutto perché ha firmato contratti milionari come testimonial con Calvin Klein, Adidas ed Esteé Lauder. Gisele Bundchen, modella più pagata del 2015 e 2016, scivola in quarta posizione pari merito con Cara Delevingne, con 10 milioni di dollari.
I Supereroi in mostra al Museo PiaggioI fumetti di Giovanni Timpano, dal 21 dicembre al 31 gennaio

PONTEDERA (PISA)19 dicembre 201814:48

– Sarà inaugurata il 20 dicembre, la mostra ‘Supereroi al Museo Piaggio. I fumetti di Giovanni Timpano’, in programma da venerdì fino al 31 gennaio 2019. La mostra, a ingresso gratuito, presenta al pubblico l’opera del disegnatore Giovanni Timpano, calabrese di nascita ma toscano d’adozione, che da qualche anno lavora con successo per il mercato americano del fumetto, prestando la sua matita alla realizzazione di storie di alcuni dei più celebri personaggi del genere, da Batman a The Shadow, da Lone Ranger a Doc Savage, da Green Hornet a The Avenger. In esposizione ci saranno più di 50 tra tavole e copertine realizzate da Timpano per le maggiori major americane. Non mancherà una sezione dedicata a illustrare il processo di creazione delle tavole finali, dalle bozze iniziali alla chinatura fino alla coloratura finale, opera del colorista. La mostra è accompagnata dall’esposizione di due Vespa artistiche della collezione del Museo Piaggio, dipinte a mano dall’artista Germana Triani.
Vessicchio è Ambasciatore dell’Antoniano’Per condivisione profonda valori di fratellanza e accoglienza’

BOLOGNA19 dicembre 201815:08

– Peppe Vessicchio è stato nominato Ambasciatore di Antoniano “per la condivisione profonda dei valori di fratellanza, accoglienza e dignità umana. Per tutte le persone, i bambini e le famiglie che insieme abbiamo aiutato e insieme aiuteremo”, come riporta la motivazione resa nota dal direttore, Fra Giampaolo Cavalli. Al maestro, direttore musicale delle iniziative promosse da Antoniano e della compilation del 61/o Zecchino d’Oro, è dedicata una pergamena che gli sarà consegnata durante lo speciale natalizio ‘Lo Zecchino di Natale’, in onda il 25 dicembre alle 9.35 su Rai1 dallo Studio Tv dell’Antoniano.
‘Operazione Pane’ è la campagna di raccolta fondi promossa all’interno dello Zecchino d’Oro per sostenere le mense francescane in tutta Italia. Vessicchio per l’occasione ha visitato in prima persona alcune delle 14 realtà coinvolte nel progetto. Nella 61/a edizione dello Zecchino d’Oro, che si è conclusa l’1 dicembre, grazie alla Campagna Operazione Pane sono stati donati più di 150.000 pasti.
Spielberg rilancia Schindler e la Fondazione ShoahDa Ruanda a Rohingya, lotta contro “nuovi volti dell’odio”

NEW YORK19 dicembre 201819:39

– Convinto che nel mondo e nell’America “la presenza dell’odio oggi sia data per scontata” e che “non si faccia abbastanza per contrastarla”, Steven Spielberg riporta nelle sale “Schindler’s List” e ridisegna la missione della sua Shoah Foundation creata nel 1994 per raccontare i genocidi della storia mondiale recente. Il regista ha allargato gli spazi della Fondazione presso la University of Southern California.Nuove tecnologie consentono adesso ai visitatori di “conversare” con 16 sopravvissuti a genocidi sulla base di specifici schemi verbali e una lista programmata di duemila domande. Lo scorso 7 dicembre la testimonianza di uno di loro, l’ebreo polacco Pinchas Gutter, è stata presentata alle Nazioni Unite nel quadro delle manifestazioni organizzate per il 70/o anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. La Fondazione continuerà ad archiviare i ricordi di vittime dell’antisemitismo, ma ha cominciato a collezionare “testimonianze viventi” di persone le cui vite sono state travolte da altri genocidi moderni.”L’Olocausto non è stato l’unico”, ha detto al New York Times il regista che da bambino ha imparato a contare sul numero tatuato sul braccio di un sopravvissuto a Auschwitz a cui la nonna insegnava l’inglese: “Abbiamo mandato videografi in Ruanda, Cambogia, Armenia. Stiamo studiando il Centrafrica, il Guatemala, il Massacro di Nanchino. Ci stiamo occupando della violenza contro i Rohingya nel Myanmar e il ritorno dell’antisemitismo in Europa. Allarghiamo il nostro obiettivo per contrastare i molti volti dell’odio”.La Fondazione è nata sulla scia dell’uscita di Schindler’s List nelle sale: Spielberg mandò in giro per l’Europa un esercito di videografi a catturare la memoria dei sopravvissuti ai campi di sterminio. I nastri in Betamax delle interviste – oltre 51 mila registrazioni per un totale di 115 mila ore di ascolto – rimasero chiusi nei magazzini degli studi Amblin Entertainment fino al 2006. La nuova sede, parte ufficio e parte media lab, è stata inaugurata in novembre: ospita adesso testimonianze da 65 Paesi in 43 lingue.La Fondazione ha prodotto anche film tra cui il documentario “The Girl and the Picture” diretta da Vanessa Roth sulla 88enne Xi Shuqin che vide la sua famiglia sterminata nel massacro di Nanchino del 1937. David Korins, lo scenografo di “Hamilton” è stato incaricato di portare la collezione di video nei musei d’America e del mondo. L’espansione della Fondazione coincide con i 25 anni di “Schindler’s List”. Il film è stato riportato in mille sale a metà dicembre e distribuito gratis nelle scuole e nei college in versione rimasterizzata in risoluzione 4K, mentre l’originale è in streaming su Netflix. “L’idea – ha spiegato il regista – è di aprire un dialogo sul fatto che il genocidio può accadere ovunque quando una società ordinaria imbocca la strada sbagliata”.

2019 nel segno di Peggy GuggenheimOmaggio all'”ultima dogaressa” a 40 anni morte

VENEZIA19 dicembre 201816:37

– E’ sotto il segno di Peggy Guggenheim, a 40 anni dalla morte, l’attività espositiva per il 2019 della Collezione dedicata alla collezionista-mecenate statunitense trasferitasi a Venezia nel 1948.
“Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa”, a cura di Karole Vail, con Grazina Subelyte, dal 21 settembre al 27 gennaio 2020, celebra la vita veneziana della collezionista, rivelando come abbia continuato ad accrescere con opere d’arte la propria raccolta dopo la partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia. In mostra, dipinti, sculture e opere su carta selezionate tra quelle acquisite tra la fine degli anni quaranta e il 1979, anno della scomparsa di Peggy. In evidenza anche le mostre e gli eventi da lei organizzati o ai quali partecipa.
Mostre: reperti su civiltà MediterraneoA Cagliari le scoperte archeologiche dall’Ermitage al Bardo

CAGLIARI19 dicembre 201816:45

– Un grande evento espositivo per esprimere un concetto inequivocabile: la centralità della Sardegna come punto di osservazione verso l’esterno, avamposto delle connessioni tra le varie culture che si sono sviluppate nel Mediterraneo. Si intitola non a caso “Le Civiltà e il Mediterraneo” la mostra che sarà aperta dal 31 gennaio 2019 nelle sedi del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e di Palazzo di Città. L’esposizione è il primo frutto della collaborazione pluriennale siglata dall’assessorato regionale al Turismo con il Museo Ermitage di San Pietroburgo e sottoscritta da Mibac, Polo museale sardo, Comune di Cagliari, Fondazione Sardegna. I dettagli sono stati illustrati oggi dalla direttrice del Polo museale, Giovanna Damiani, il direttore del Museo Archeologico, Roberto Concas, alla presenza del governatore Francesco Pigliaru e dell’assessora al Turismo Barbara Argiolas.
Fulcro della mostra curata, tra gli altri, da Yuri Piotrovsky del Museo statale Ermitage e Manfred Nawroth del Pre and Early History-National di Berlino, è un complesso di 550 reperti: il nucleo centrale (120 opere) è dedicato all’archeologia preistorica sarda, mentre gli altri rappresentano le diverse civiltà del Mediterraneo e provengono da diversi musei: l’Archeologico Nazionale di Napoli, il Bardo di Tunisi, l’Archeologico di Salonicco, il Museo di Berlino e, appunto, l’Ermitage di San Pietroburgo. L’allestimento porta la firma di Angelo Figus. “Quest’anno – spiega – più che mai il Mediterraneo è stato agitato da correnti culturali e politiche che avranno tante ripercussioni socio-economiche su scala globale. La mostra rappresenta la fluidità dello scambio, il Mediterraneo come via e argine, come possibilità e limite allo stesso tempo”.
Vasco, troppe menzogne, verità difficileRocker in visita ai pazienti di oncologia del Rizzoli di Bologna

BOLOGNA19 dicembre 201817:37

– “La verità è difficile in questo periodo da trovare perché ci sono troppe verità false, troppe menzogne raccontate come verità, ci sono le fake news. Insomma, è un periodo veramente molto confuso, quindi la verità é sempre più difficile da individuare”. Lo ha detto Vasco Rossi, nel pomeriggio a Bologna, prima di iniziare la visita ai reparti di chemioterapia, ortopedia pediatrica e ortopedia oncologica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. Come in passato, il rocker di Zocca ha partecipato all’iniziativa ‘Star-therapy’ dell’Associazione Ansabbio per portare conforto in particolare ai bambini in cura a pochi giorni dal Natale. Appena entrato nel reparto di chemioterapia è stato accolto dai pazienti che hanno intonato ‘Albachiara’. “Qui si trova la verità della sofferenza – ha aggiunto Vasco – che è quella che fa riflettere e pensare che, in fondo, tutti i problemi che poi abbiamo tutti i giorni sono sciocchezze in confronto a quelli che sono i problemi e le sofferenze soprattutto di questi bambini”.
Firenze, al Novecento cinque mostreDopo 100 anni torna in città monografica su Medardo Rosso

FIRENZE19 dicembre 201818:00

– Cinque mostre e una nuova sala espositiva per il museo Novecento di Firenze: le rassegne apriranno tutte insieme domani, 20 dicembre, fino al 28 marzo.
Dopo cento anni dall’ultima mostra dedicata all’artista, torna a Firenze Medardo Rosso che sarà il protagonista del progetto monografico ‘Solo’. Dopo Emilio Vedova e Piero Manzoni ora il museo fiorentino propone una selezione di lavori dell’artista torinese considerato il più grande scultore italiano della modernità. Fresca di inaugurazione, la nuova sala ‘Room’ è dedicata a Maria Lai e ai suoi presepi in terracotta, pietre, stoffa, legno. La terza tappa del progetto culturale poi, mette in mostra undici 11 protagonisti de ‘Il disegno del disegno’. Torna anche per il 2019 ‘Paradigma. Il tavolo dell’architetto’, che questa volta racconta Leonardo Ricci, allievo di Giovanni Michelucci e noto per la ricostruzione della Firenze post-bellica. La quinta e ultima rassegna è ‘The wall’ di Matteo Coluccia, una mostra verticale di 12 metri ispirata al 1968.
Torna Miseria e nobiltà con Lello ArenaModerna rilettura di Melchionna di questo classico all’Eliseo

19 dicembre 201818:09

– Torna ‘Miseria e nobiltà’ di Eduardo Scarpetta, commedia considerata un po’ il Vangelo del teatro napoletano, resa celebre da un film con Totò, ora nell’adattamento di Luciano Melchionna, che ne firma la regia, e di Lello Arena, che ne è il protagonista nei panni di Sciosciammocca, nuova produzione, con l’Ente Teatro Cronaca e la Tunnel, del Teatro Eliseo, dove resterà dal 27 dicembre al 20 gennaio. Questa nuova messinscena, “pur restando una farsa col suo sottofondo drammatico, cerca di restituire un sapore moderno e far udire i lontani echi dell’attualità, senza creare aggiornamenti pretestuosi o usare novità tecniche o video”, come sottolinea il regista, aggiungendo che siccome “Scarpetta non lavora sull’evoluzione psicologica dei personaggi, con gli attori ne hanno scavato il carattere sino a evitare che risultassero macchiette piatte, per dargli una tridimensionalità coinvolgente”.
Ficarra e Picone,sul palco e in cattedraScoppiettante incontro con universitari Lettere a Chieti

CHIETI19 dicembre 201818:44

– “Il pericolo era che tanti venissero al Teatro greco di Siracusa per vedere Ficarra e Picone, non una commedia di Aristofane. Quando abbiamo visto tanti giovanissimi che ridevano, pur non avendo ancora gli strumenti per leggere lo spettacolo nella sua veste originaria, abbiamo capito che avevamo reso comprensibile quel testo”. Agli studenti dell’Università d’Annunzio di Chieti, accorsi nell’Aula magna di Lettere, Salvatore Ficarra spiega l’esperienza con le ‘Rane’, in scena ieri e stasera al teatro Massimo di Pescara. “Uno spettacolo ‘pop’ lo abbiamo definito” aggiunge Valentino Picone, ricordando che il regista Giorgio Barberio Corsetti ha “combinato musica, marionette, semplicità”. E uno spettacolo serio-comico sono stati gli oltre 60 minuti di dialogo con gli universitari. “Quando abbiamo letto il testo – interviene Ficarra – ci siamo detti ‘ma all’epoca di Aristofane succedevano cose veramente orribili: politici corrotti, politici buffoni.
Non come oggi, oggi ci siamo evoluti!”.”Avete trovato differenze tra la comicità di Aristofane e quella di oggi?” inizia il botta e risposta tra il giovane Francesco e Salvo Ficarra che, mantenendo fede al suo personaggio, risponde un deciso ‘No’.
“Insomma, gli uomini dicono sempre le stesse cose?” incalza lo studente con l’inarrestabile Salvo che replica “Sì!” tra il divertimento generale. “È tragico pensare che si dicano ancora le cose di 2500 anni fa” prosegue Ficarra accennando alla politica dei tweet. “Aristofane se la prende con i politici che assecondano la volontà del popolo – aggiunge Picone – tanto che poi se la prende anche con la democrazia”. A volte basterebbe sostituire i nomi per capire la forza di Aristofane. Anche quando si riferisce a Eschilo ed Euripide: “Magari la disputa immaginata fra i due – aggiungono – oggi potrebbe essere tra Baglioni e Vasco Rossi, che discutono di maglietta fina e fegato spappolato!”.
“Non ho mai visto tutta questa folla alle mie lezioni – dice Carmine Catenacci, direttore del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali (Dilass) che ha invitato i comici a Chieti – ogni mattina i giornali dopo due ore sono già vecchi. I classici, dopo 2500 anni, no”.

Volterra, Medici e simboli del potereA Palazzo dei Pretori rassegna ricostruisce rapporti antichi

VOLTERRA (PISA)19 dicembre 201819:05

– Nell’ottica di proseguire il percorso di riflessione sul rapporto tra la famiglia dei Medici e la città di Volterra, il 20 dicembre, alle 18, sarà inaugurata in Palazzo dei Priori, la mostra ‘Volterra e i Medici. I simboli e i volti del potere’. La mostra, promossa e realizzata dal Comune di Volterra, vuole illustrare i complessi rapporti intercorsi tra la città e la famiglia fiorentina attraverso i simboli del potere e i volti dei protagonisti anche sulla scia della serie tv che per due anni ha visto il set pure a Volterra. Per ricostruire le vicende di una narrazione che parte dai primi rapporti con la Repubblica Fiorentina e i Medici, all’ascesa al potere della casata dei Medici e al coinvolgimento delle famiglie volterrane nelle lotte tra fazioni, verranno esposti opere e oggetti provenienti dalle collezioni del Comune. Monete, dipinti, testimonianze archivistiche e un apparato didascalico accurato saranno alcuni degli elementi messi in campo. La mostra si concluderà il 28 febbraio 2019.
Ralph spacca Internet, anteprima a Capri30 dicembre ad Anacapri il nuovo film d’animazione Disney Pixar

NAPOLI19 dicembre 201813:04

– Sarà ‘Ralph spacca Internet’ il nuovo film d’animazione Disney Pixar, campione d’incassi al box office Usa, l’evento clou del ‘Capri Kids Global Icons Fest’ sezione dedicata ai bambini della 23/a edizione di ‘Capri, Hollywood’ (30 dicembre). La manifestazione promossa con il sostegno del Mibac (Dg Cinema) e della Regione Campania, fino al 2 gennaio, proporrà sull’Isola azzurra un cartellone riccho di anteprime internazionali e proiezioni speciali dei migliori film italiani dell’anno.
Acclamato dalla stampa internazionale e candidato al Golden Globe (Miglior Film D’Animazione), ‘Ralph spacca internet’ ha già incassato 154.5 milioni di dollari negli Usa e oltre 285 nel mondo e arriverà nelle sale italiane martedì 1 gennaio. I doppiatori italiani del film, diretto da Phil Johnston e Rich Moore (entrambi già artefici di ‘Zootopia’ e di ‘Ralph spaccatutto’), sono Serena Rossi, Nicoletta Romanoff, Mélusine Ruspoli, Serena Autieri e Fabio Rovazzi.
Cortellesi, io Befana contro Babbo NataleIn sala dal 27 dicembre La Befana vien di notte di Soavi

19 dicembre 201819:37

– “A Babbo Natale fanno fare la pubblicità e alla Befana niente. D’altronde cosa possono proporle, una crema per rughe? È vero: l’odio della Befana verso Babbo Natale è un mio personale contributo alla sceneggiatura”. Così Paola Cortellesi, regina del box office italiano, all’incontro stampa per ‘La Befana vien di notte’ di Michele Soavi, fantasy per ragazzini che sarà in sala dal 27 dicembre distribuito in 450 copie da Universal Pictures e Lucky Red. Insomma una piccola zampata da parte dell’attrice che interpreta con coraggio, con tanto di scopa e mega-trucco, l’anziana signora attesa da tutti i bambini il 6 gennaio.E ancora l’attrice: “Babbo Natale è forse più protagonista perché maschio, a lui non lo hanno fatto brutto, sarebbe stato male accolto, mentre non è stato così per la Befana”. Il film, con protagonisti sei ragazzini, ci porta in Alto Adige, da Castelrotto all’Alpe di Siusi, dove Paola (Cortellesi) e una maestra di scuola elementare dalla doppia vita. Di giorno è una brava insegnante, mentre di notte si trasforma nella leggendaria Befana. Ma un certo punto la donna viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli, Mr. Johnny (Stefano Fresi) che ha un antico conto da saldare con lei e ha una sola mission: sostituirla nel suo lavoro. Per farlo, in questo film-favola che guarda a E.T., Tim Burton e Terry Gilliam, Mr. Johnny farà di tutto per togliere lo scettro alla Befana che però troverà aiuto in sei alunni della sua classe che, a bordo delle loro biciclette, le daranno tutto il loro aiuto. La Befana super-eroina? “Tutte le donne lo sono, fanno cose incredibili durante tutto il giorno. Ma in questo film – sottolinea l’attrice – sono protagonisti soprattutto i bambini. Sono loro al centro della storia e sono sempre loro che, proprio con questa storia, imparano a convivere e a capire che da soli non si va lontano”.La Cortellesi, comunque, non ha paura che la figlia di cinque anni, Laura, possa finire confusa da questo film sull’esistenza della Befana: “Lei è stata sul set e sa che faccio l’attrice. Dunque non c’è niente di male se interpreto un personaggio che esiste davvero”. Eguagliare il successo al box office di ‘Come un gatto in tangenziale? “Lo spero – dice la Cortellesi -, ma ancora di più che diventi un classico per l’infanzia, un film che diventa un appuntamento ad ogni Natale”. “Il mio percorso come regista – dice Soavi – trae origine dal cinema di genere italiano, con un amore particolare per il fantasy e l’horror . Per molti anni, il ‘genere’ e stato bandito e il cinema italiano si e isolato e ha censurato così la sua creatività”. “L’idea iniziale era quella di fare un film per tutta la famiglia – dice infine Nicola Guaglianone che ha curato soggetto e sceneggiatura – e di far incontrare due mondi e immaginari completamente diversi: il cinema teen anni ’80 e la tradizione popolare italiana. E chi meglio della Befana? E se poi ci metti anche sei ragazzini in bicicletta, il cinecarbone è servito”.      [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 01:36 DI MARTEDì 18 DICEMBRE 2018

ALLE 05:04 DI MERCOLEDì 19 DICEMBRE 2018

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Oscar: Dogman fuori, l’Italia spera nei premi ‘minori’
Suspiria in shortlist per canzone originale e trucco-acconciature

18 dicembre 2018 01:36

L’annuncio della shortlist è arrivato a spegnere le speranze di vivere da protagonisti la Notte degli Oscar il 24 febbraio 2019: tra i 9 film, scelti tra 87, che si contenderanno l’ingresso in cinquina per la statuetta come miglior film straniero, Dogman di Matteo Garrone non c’è. Un percorso di premi, tra cui la Palma d’oro a Cannes al protagonista Marcello Fonte, con il bis del 15 dicembre agli Efa a Siviglia dove riconoscimenti sono andati anche per costumi, acconciature e make up, che aveva fatto ben sperare, forse anche illudere che la strada verso il Dolby Theatre di Los Angeles fosse percorribile. L’Italia va avanti, come tante volte in questi anni, con le categorie tecniche: Suspiria di Luca Guadagnino (in sala dal 1 gennaio) è nelle shortlist di trucco e acconciature (Fernanda Perez) e in miglior canzone originale (Thom Yorke dei Radiohead).Tra i 9 in gara per la cinquina, sei sono stati scelti dai membri dell’Academy e tre da un comitato esecutivo ristretto: dentro ci sono titoli di grande bellezza come il polacco Cold War (in sala dal 20 dicembre) di Pawel Paliwkosky, il messicano Roma di Alfonso Cuaron (Leone d’oro a Venezia 2018), il tedesco Opera senza nome di Florian Henckel von Donnersmarck, tre film che possono contare sulla forza distributiva (e di marketing) rispettivamente di Amazon, Netflix e Sony.”Ci dispiace ovviamente – dice

Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema che ha prodotto con Archimede e Le Pacte e distribuito Dogman – ma siamo comunque a fianco di un genio del cinema che ora è immerso nella preparazione di Pinocchio. Dogman ha avuto tanti riconoscimenti a cominciare dal palcoscenico di Cannes e ne siamo ben orgogliosi. Sapevamo che era un anno difficile, con competitor di grande valore, ma tra quei nove potevamo starci”.La campagna per entrare nella shortlist “è stata fatta, per quanto con i budget di cui disponiamo, non certo gli stessi di Netflix o Amazon, abbiamo organizzato a New York e a Los Angeles le proiezioni e anche Marcello Fonte è andato in America a promuovere il film”. Garrone, che nei primi mesi del 2019 comincerà le riprese di Pinocchio tra Lazio, Toscana e Puglia, è in piena preparazione e non si è concesso di andare in America né nello scorso weekend agli Efa a Siviglia dove pure era atteso. Il casting del film dal capolavoro di Carlo Collodi è in fieri: dopo il coinvolgimento di Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e la smentita di Alba Rohrwacher Fata Turchina, si vocifera di Marcello Fonte come Grillo parlante, mentre nel cast tecnico Garrone si affiderà al due volte premio Oscar Mark Coulier per il trucco e a Rachael Penfold alla supervisione degli effetti speciali.

Il pudore, tra censura e libertàBoneschi racconta l’Italia bigotta e le spinte all’emancipazione

18 dicembre 201811:32

– MARTA BONESCHI, IL COMUNE SENSO DEL PUDORE (il Mulino, pp.208, 15 Euro). La doppia morale del Fascismo, con la virilità sbandierata di un duce che ‘tutto può’ e il resto della popolazione imbrigliato nelle regole della pubblica ‘pudicizia’. La battaglia nei primi anni del secolo scorso di Margherita Sarfatti per sdoganare l’educazione sessuale, soprattutto per le classi più disagiate, accanto all’invito di Matilde Serao rivolto alle donne di preservarsi e non mostrarsi agli sguardi maschili, senza lasciare scoperta neppure la caviglia. Le maglie della censura strette tante volte attorno a Pier Paolo Pasolini e ai suoi film, il sequestro di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci con la controversa ‘scena del burro’ interpretata da Marlon Brando e Maria Schneider, la pubblica gogna per Mina madre di un figlio avuto da un uomo sposato. E poi la distanza siderale tra un sesso che per gran parte del ‘900 era ritenuto lecito solo nel talamo nuziale, almeno ufficialmente, e l’approccio esibizionista alla sessualità dei nostri tempi, con la sfera dell’intimità che diventa “un mercato di massa a buon prezzo”. “Il comune senso del pudore” è il titolo dell’interessante saggio di Marta Boneschi, edito da il Mulino, nel quale la giornalista e storica ripercorre con brio e rigore scientifico la storia del ‘900 dal punto di vista di ciò che attiene al sesso, alla moralità e all’indecenza. Che cosa è il pudore, chi ne decide i limiti e con quale diritto? Quando si può parlare di indecenza e quando ancora di libertà? Sono alcune delle domande a cui Boneschi tenta di rispondere offrendo al lettore una riflessione di ampio respiro, che inizia proprio dall’analisi del concetto di pudore e delle sue implicazioni nella vita collettiva e del singolo. Di certo il pudore è insieme “un sentimento e un comportamento”, qualcosa di sfaccettato e difficilmente definibile, che muta al mutare della società e delle epoche ma anche in base alla soggettività.
Partendo dalla fine dell’800, quando una morale condivisa ha faticato a emergere per via di cambiamenti sociali, politici, economici e culturali che hanno modificato radicalmente il contesto e aperto la strada a moralisti e predicatori, l’autrice arriva ai nostri giorni, in cui si vive un analogo momento di confusione e di transizione, nel vortice frenetico della società della comunicazione globale. Tanti gli aneddoti e i personaggi, le sentenze e i processi eclatanti, i fatti culturali e storici che si affollano nel libro (basti pensare alle molteplici battaglie nate attorno al corpo delle donne), per dare un quadro che racconta tanto del carattere della nostra Italia: un Paese spesso e volentieri bigotto, in cui alle spinte modernizzatrici si sono opposte fazioni di censori e moralisti pronti a combattere con ogni mezzo (dal richiamo al cattolicesimo alla denuncia in tribunale alla condanna di fronte all’opinione pubblica) la ‘corruzione dei costumi’. Peccato perché dalla storia già vissuta in tema di pudore, scandali, buone maniere e morale condivisa non abbiamo forse tratto grandi insegnamenti: basta guardare la situazione attuale, con una libertà sfacciata (o finta?) che sdogana ogni forma di esibizione del sé, del sesso, del nudo e del turpiloquio. Sembra che il comune senso del pudore ormai sia caduto sotto i colpi di un’umanità narcisista e voyeur, in un quadro morale indefinito che lascia prevalere il ‘fai da te’: “occorre prendere atto che non se n’è andato soltanto il pudore biblico, protezione del corpo e tutela di sé, se ne sono andati anche il pudore delle buone maniere, il rispetto di sé e della sensibilità altrui”, scrive Boneschi. Per ritrovare un nuovo senso del pudore, secondo l’autrice, sarà utile aspettare che il tempo passi e che l’orizzonte si rischiari, arginando la deleteria azione di chi si indigna e punta il dito senza indicare soluzioni condivise.

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7 Uomini a mollo, fragilità si riscatta in piscinaIn sala la commedia divertente di Gilles Lellouche

18 dicembre 201809:42

Una commedia divertente, intelligente, profonda e originale: è 7 Uomini a mollo di Gilles Lellouche (dal 20 dicembre distribuito da Eagle Pictures e Leone Film Group). Dentro ci sono alcuni dei maggiori interpreti del cinema francese al servizio di una storia deliziosa, una commedia sociale, quasi un nuovo Full Monty.
Eccola: dopo aver perso il lavoro Bertrand (Mathieu Amalric) e’ in piena depressione, si sente inutile con i figli e con la moglie (Marina Fois) che lo mantiene. Nella piscina dove va ad ingannare il tempo legge l’annuncio: si cercano nuotatori per dare vita ad un team di nuoto sincronizzato maschile. Perche’ no? Gli altri compagni sono tutti perdenti come lui, ciascuno perso nei propri drammi, tutti gravi. C’e’ un dirigente operaio benestante (Guillaume Canet), con il figlio autistico, una moglie che non lo comprende piu’ e una madre che lo riconosce solo a tratti. C’e’ un rocker anziano che vive in una roulotte, si veste come negli anni ’70 e ancora sogna di diventare una star dei concerti dal vivo mentre la figlia lo compatisce. C’e’ un piccolo commerciante di piscine, Marcus (Benoit Poelvoorde), praticamente in bancarotta e poi ancora un bambinone che non ha superato i traumi infantili, un immigrato asiatico senza famiglia… E anche le allenatrici non sono da meno: due ex campionesse di nuoto diventate nemiche dopo un incidente, una finita sulla sedia a rotelle, incattivita dalla vita (Leila Bekhti), l’altra alcolista (Virginie Efira).
La piscina e’ un modo per nuotare in un altro ambiente, dimenticare la vita fuori. Ma poi ecco l’idea: partecipare in Norvegia al primo campionato di nuoto sincronizzato maschile, rappresentare la Francia, riscattarsi, avere di nuovo fiducia in se stessi. Le loro forme fisiche sono ridicole, l’allenamento che devono fare e’ al di sopra delle loro possibilita’. Si ride di questi adulti pingui e depressi, ma il riscatto e’ sempre possibile.
“I miei protagonisti – ha detto Gilles Lellouche – sono uomini fragili, marginali, complessanti, sottovalorizzati, sono il contrario del macho, ma hanno una bellissima storia di solidarieta’ maschile e umana da raccontare”. Gli attori, cosi’ come si vede nel film, hanno fatto un allenamento degno di Rocky: “Ci alzavamo alle 4 di mattina e subito giu’ in acqua – racconta uno dei belli del cinema francese, Guillaume Canet, ex marito di Diane Kruger, da anni compagno di Marion Cotillard, con cui ha avuto due figli, Marcel e la piccola Louise nata un anno fa – concentratissimi, un impegno che non riesco a definire meglio che con la parola coraggio”.
Un film con uomini ‘post Weinstein’, si e’ scherzato oggi in conferenza stampa, “diciamo soprattutto un film con interpreti in stato di grazia al servizio di una storia che non rinuncia a raccontare le fragilita’ maschili”, risponde Lellouche. Amalric, protagonista in un film corale, parla di “sceneggiatura capolavoro che racconta come l’unico antidoto al senso di fallimento e profonda solitudine che spesso sentiamo siano solo l’amore e l’amicizia”.
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Occhiali Victoria’s Secret con MarcolinAlleanza con il gruppo di occhialeria di Longarone fino al 2023

18 dicembre 201811:21

– L’accordo di licenza siglato tra Marcolin Group e L Brands (Victoria’s Secret e Victoria’s Secret Pink) dà vita a un nuovo modello di digital business nel mondo dell’eyewear. Il gruppo di Longarone (BL) e L Brands hanno deciso d’introdurre un approccio digitale al mondo dell’occhialeria, strada per crescere in un mercato in contrazione. La prima collezione eyewear nata dalla partnership con L Brands, in realtà è stata indossata durante il fashion show di Victoria’s Secret a novembre. Le top models hanno sfilato sul catwalk sfoggiando montature Victoria’s Secret e Victoria’s Secret Pink disegnate e prodotte da Marcolin Group. L’accordo di licenza, su base WW, sarà valido sino a fine 2023. La distribuzione nel canale ottico worldwide verrà aperta nel 2019.
Shapes moderne e fascinose per le montature Victoria’s Secret, impreziosite da dettagli glamour, pietre ed elementi iconici propri del brand, tra i quali la trama a righe e il color oro.
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Sesso negato a disabili in film di CodaMark’s Diary, storia di due ragazzi diretta dal regista sardo

CAGLIARI18 dicembre 201812:32

– Mark e Andrew sono due ragazzi colpiti da una grave disabilità. Quando si incontrano esplode tra loro un’attrazione e un amore reciproco tanto profondo quanto impossibile da realizzare. Perché non si possono praticamente muovere ed entrare in una qualsiasi forma di intimità. La soluzione? Emozioni e sentimenti affidati a due personaggi di fantasia. Con l’amore che diventa virtuale- visionario- onirico. Ma non è una sconfitta: è un punto di partenza. Il rapporto tra amore e disabilità è il tema di fondo di Mark’s Diary, il nuovo film del regista sardo Giovanni Coda. Una coproduzione italo-inglese con l’Università di Derby che si affianca all’associazione Labor. L’opera sarà presentata ad Amsterdam in anteprima internazionale nell’ambito del New Renaissance Film Festival: nel pre festival si è già aggiudicata la sezione “Film of the week” mentre a Napoli ha conquistato il premio per il miglior film all’Omovies Film Festival.
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Torna miniserie Capitano Ultimo con Bova”Caccia ai Narcos”, 19 e 20 dicembre in prima serata su Canale 5

18 dicembre 201813:05

– Ultimo, il colonnello dei carabinieri artefice di clamorose operazioni investigative a partire dalla cattura del boss Totò Riina, come sempre interpretato da Raoul Bova, torna con una nuova miniserie dal titolo “Ultimo – Caccia ai Narcos”, il 19 e il 20 dicembre in prima serata su Canale 5.
Prodotto da Taodue Film per Mediaset, in questo nuovo capitolo Ultimo sarà alle prese con i due gruppi criminali più potenti e feroci del mondo uniti nel business del traffico di cocaina proveniente dal Sudamerica. Ultimo ripercorre il percorso che porta la droga di origine colombiana nei porti italiani ad opera dei cartelli messicani che sono in affari con la ‘ndrangheta calabrese, ormai da tempo la più potente organizzazione criminale attiva a livello europeo nello spaccio di cocaina. Una storia che mostra attraverso gli occhi di Ultimo, chiamato a una missione rischiosa sotto copertura, la dimensione globalizzata del crimine e la violenza con cui le organizzazioni si spartiscono gli enormi ricavi dello spaccio.
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Cantata dei Pastori torna con P. BarraAl Politeama dal 20 dicembre. Verso candidatura come bene Unesco

NAPOLI18 dicembre 201813:25

– Da oltre tre secoli a Napoli non c’è Natale senza ‘Cantata dei Pastori’ e da oltre 40 anni non c’è ‘Cantata’ senza Peppe Barra: e mentre si è messo in moto l’iter per la candidatura della rappresentazione come bene immateriale Unesco (sostenuto dalla Regione) lo spettacolo liberamente ispirato all’opera teatrale sacra di Andrea Perrucci torna in scena al Teatro Politeama di Napoli, da giovedì 20 dicembre fino a domenica 6 gennaio, firmato da Barra e Paolo Memoli.
“La cantata ha segnato le feste natalizie dei napoletani – racconra Barra – La prima volta che ho interpretato Razzullo è stato nel 1974 e da allora ho sempre voluto fortemente portare in scena questo spettacolo, una sacra rappresentazione che non è altro che il presepe in movimento”. Testo di teatro gesuitico, scritto per contrastare la ‘diabolica’ Commedia dell’Arte, ‘La Cantata dei Pastori’ è, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, una storia che racconta le traversie di Giuseppe e Maria.
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Colosseo: più visitatori,7,4 mln in 2018Direttore parco archeologico, più 5,7 per cento rispetto al 2017

18 dicembre 201813:48

il Colosseo ha avuto 7,4 milioni di visitatori, il 5,7% in più del 2017″. Lo ha annunciato il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, in occasione della presentazione del nuovo logo e del nuovo sito del Parco archeologico.
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TripAdvisor, Colosseo più prenotatoNella top ten mondiale con Musei Vaticani e Canal Grande

18 dicembre 201814:02

– Buone notizie per l’Italia dalla classifica delle “esperienze” su TripAdvisor: il Colosseo è l’attrazione più popolare al mondo nel 2018 in base alle prenotazioni ricevute sul sito. Se si considera anche il secondo gradino del podio mondiale occupato dai Musei Vaticani (che tecnicamente si trovano nella Città del Vaticano) e il decimo con il Canal Grande di Venezia, l’Italia occupa ben 3 attrazioni tra le 10 più prenotate al mondo, primato che condivide solo con la Francia (che è presente con Museo del Louvre 4/o, Torre Eiffel 5/o e Reggia di Versailles 9/o). Le attrazioni italiane dimostrano quindi di essere tra le preferite dei viaggiatori globali quest’anno, superando icone internazionali come la Statua della Libertà (3/a), la Sagrada Familia (6/a), il Golden Gate (7/o) e Stonehenge (8/o).
LE 10 ATTRAZIONI PIÙ PRENOTATE DEL MONDO NEL 2018 1. Colosseo, Roma, Italia 2. Musei Vaticani, Roma, Italia 3. Statua della Libertà, New York City, Stati Uniti 4. Museo del Louvre, Parigi, Francia 5. Torre Eiffel, Parigi, Francia 6. Sagrada Familia, Barcellona, Spagna 7. Golden Gate, San Francisco, Stati Uniti 8. Stonehenge, Amesbury, Regno Unito 9. Reggia di Versailles, Versailles, Francia 10. Canal Grande, Venezia, Italia LE 10 ATTRAZIONI PIÙ PRENOTATE IN ITALIA NEL 2018 1. Colosseo, Roma 2. Musei Vaticani, Roma 3. Canal Grande, Venezia 4. Pompeii – Parco Archeologico, Pompei 5. Galleria dell’Accademia, Firenze 6. Galleria degli Uffizi, Firenze 7. Cattedrale di Siena, Siena 8. Torre di Pisa, Pisa 9. Basilica di San Marco, Venezia 10. Il Cenacolo, Milano

Bolle danza a Capodanno, anche con un robotSu Rai1 evento il 1 gennaio. La direttrice De Santis, un’operazione pop

18 dicembre 201819:29

– Tra i partner di Roberto Bolle per ‘Danza con me’, evento del primo dell’anno su Rai1, anche un robot, una macchina da una tonnellata e mezzo di peso, al cui braccio meccanico l’étoile si esibirà in un insolito passo a due. E’ l’ultima frontiera di un’arte antica, e anche uno dei momenti più curiosi, commoventi, ma pure rischiosi (prima di sincronizzare i movimenti il ballerino ha subito un piccolo incidente), dello show che la rete diretta da Teresa De Santis regala ai suoi telespettatori per il secondo anno consecutivo. Tra le altre performance annunciate oggi in conferenza stampa, il duetto con Cesare Cremonini e un ballo con Alessandra Ferri, 55 anni, étoile della Scala fino al 2007. “E’ la prima volta che balliamo insieme da allora”, ha detto il ballerino.”Lo scorso anno lo spettacolo ha avuto quasi 5 milioni di telespettatori – ha spiegato il direttore – Questo appuntamento ha un valore duplice: illumina la rete con la bellezza e contribuisce a superare gli steccati di un’idea polverosa della danza”. “Il merito è soprattutto di Bolle che l’ha fatta vivere in luoghi insoliti – ha aggiunto – E Rai1 ha allargato i ponti per una grande manifestazione di perizia e talento che si potrebbe anche definire un’operazione pop”. “Questo è il miglior tipo di servizio pubblico possibile: portare la danza in prima serata, per me una grande soddisfazione – ha detto Roberto Bolle – Rispetto allo scorso anno abbiamo migliorato alcuni piccoli punti per rendere lo spettacolo più adatto al pubblico televisivo, perché la danza in televisione ha bisogno di un linguaggio diverso rispetto a quando viene messa in scena in teatro”. Prodotto in collaborazione con la Ballandi Multimedia (è stata una delle ultime produzioni con la firma del fondatore Bibi Ballandi morto a febbraio) e Artedanza, il format ruota attorno alla figura di Roberto Bolle che accoglie, intrattiene, e si esibisce con i suoi ospiti. “Questa volta canterò pure, cioè farò ridere cantando – ha scherzato Roberto – Di sicuro ci sarà molta più attenzione ai testi e anche più momenti corali, come le scene di can can”. A tenere le fila dello show, unico nel suo genere, Pif, affiancato da Valeria Solarino.Tra gli ospiti, oltre Ferri e Cremonini, Stefano Accorsi, Luca e Paolo, Fabio De Luigi, Rocco Papaleo. Bolle danzerà, tra le altre, con Polina Semionova, prima ballerina del Teatro di Berlino, Melissa Hamilton, prima solista del Royal Ballet di Londra e, ovviamente con la prima ballerina della Scala Nicoletta Manni. Omaggio anche alla città di Genova, con un tributo a Niccolo Paganini. Per lo spettacolo, che quest’anno ha vinto il premio Rose D’Or, come miglior format di intrattenimento europeo, è stata scelta la location negli spazi ex fieristici del Portello a Milano, dove è stato creato uno studio di 1200 mq con un palco principale di 300 mq. Uno dei luoghi simbolo della città, è al centro della riqualificazione annunciata dalla Rai e, ha detto il direttore del centro di produzione di Milano, vuole diventare il punto di riferimento multimediale del futuro. Allo show si sta lavorando da mesi con un grande dispiego di forze sia da parte della Rai (che dal 27 dicembre manderà in onda gli sport per il programma in onda alle 21,25 di martedì 1 gennaio) sia da parte dell’Accademia della Scala. E soprattutto con l’impegno dell’instancabile Roberto Bolle, che oggi ha annunciato anche la seconda edizione di ‘On dance’ a Milano e una quasi certa partecipazione al Festival di Sanremo.

A Palazzo Pitti Firenze opere di UrgessaFino al 3/2, c’è anche autoritratto artista donato agli Uffizi

FIRENZE18 dicembre 201815:42

– Sono 40 le opere in mostra a Firenze, a Palazzo Pitti, per la prima monografica in Italia di Tesfaye Urgessa, artista 35enne con origini etiopi e tedesche: inaugurata nell’andito degli Angioini, la mostra ‘Oltre’ si chiuderà il 3 febbraio. Nato ad Addis Abeba nel 1983, l’artista si è poi trasferito nel 2009 a Stoccarda dove oggi insegna e lavora. Le figure magnetiche che popolano le sue tele, raffigurate in solitudine o più spesso in composizioni di corpi aggrovigliati, sono una proiezione personale. “Se qualcuno si riconosce nelle mie figure così come io mi riconosco in loro, allora necessariamente si riconoscerà in me” ha detto Urgessa per spiegare il dialogo tra i dipinti e i visitatori, mediato da un repertorio di volti, maschere, corpi e oggetti familiari. Urgessa si confronta in chiave di contaminazione e superamento con la cultura visiva dell’arte del Novecento.
Russia, Studio Fuksas progetta aeroportoCollega Gelendzhik su Mar Nero a 11 mete interne tra cui Mosca

18 dicembre 201815:56

– Porterà la firma italiana il nuovo aeroporto di Gelendzhik, terza località turistica del Mar Nero in Russia meridionale. Lo Studio Fuksas infatti ha vinto il concorso per la progettazione dello scalo a Gelendzhik che diventerà, per dimensioni ed importanza, il nuovo punto di riferimento della città. L’aeroporto collega la città a 11 destinazioni interne tra cui Mosca, San Pietroburgo, Kazan e Yekaterinburg.
Il progetto trae ispirazione dal volo degli uccelli: “Non volevamo semplicemente rappresentare staticamente il volo di un uccello, abbiamo voluto cogliere il momento in cui l’uccello cambia improvvisamente direzione di volo, disegnando così un movimento dinamico e poetico” spiega una nota dello Studio. Oltre all’architettura, nel progetto viene data grande importanza anche al paesaggio circostante e all’imponente uso di tipici alberi locali. Lo Studio Fuksas ha anche progettato il sistema di viabilità della zona aeroportuale: un raccordo anulare a senza unico, che distribuisce il flusso delle auto e degli autobus attraverso le entrate dei parcheggi a corto e lungo termine; le aree dedicate al drop-off dei passeggeri si trovano di fronte all’entrata principale e all’area di parcheggio degli autobus. Il sistema logistico è orientato verso il lato occidentale del terminal, lontano dalla vista dei passeggeri. I parcheggi sono stati progettati non solo come spazi di servizio ma anche come aree verdi.
Montesano-Autieri, noi come Rugantino-Rosetta40 anni dopo, attore torna a commedia Garinei-Giovannini a Roma

18 dicembre 201819:48

– ”Siamo una coppia gajarda e tosta, come si dice a Roma”. Si guardando e ridono Enrico Montesano e Serena Autieri. Per la prima volta sono in palcoscenico insieme (”ma ci siamo rincorsi a lungo”), nel ruolo della vita di lui e in quello ”che per tutta la vita ho atteso”, dice lei. Lo spettacolo è ”Rugantino”, la commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Luigi Magni con le musiche, eterne come Roma nun fa la stupida ‘stasera, di Armando Trovajoli. A quarant’anni esatti da quando Montesano, poco più che trentenne, la portò in scena (era il 18 dicembre 1978, con Nino Manfredi primo storico interprete seduto in platea), la favola amara di Rugantino, della Roma papalina del 1830 e del suo amore che non teme ghigliottina per Rosetta, torna in scena proprio al Sistina di Roma, dal 21 dicembre al 27 gennaio.Messa in scena da Massimo Romeo Piparo, rigorosamente seguendo la regia storica di Garinei, con 30 cambi, scene e costumi originali di Giulio Coltellacci. Un omaggio a un classico della storia del teatro, che oggi risuona anche come una rilettura di Roma e un inno alla femminilità. ”Rugantino è una maschera senza maschera”, racconta Montesano, che completa così un’ideale trilogia teatrale romana dopo il Marchese del Grillo e Il conte Tacchia. ”Va a viso scoperto – dice – non si vergogna. Da tradizione, è impunito, vuole avere sempre lui l’ultima parola. Con Garinei e Giovannini, però, diventa uomo. Gli costa caro, la vita, ma forse questo lo riscatta”. ”Rosetta, invece, è Roma – dice la Autieri – Lei la vera donna romana, tosta, che tanto ha da dire, ma con quell’eleganza trasteverina del tempo. Non svende la sua femminilità, ha una fierezza che forse noi donne dovremmo recuperare un po’. L’aspettavo questo ruolo, sono sincera. E’ come Filumena Marturano a Napoli”, dice l’attrice che proprio da Garinei e Trovajoli fu scelta per portare a teatro ‘Vacanze romane’ e quest’inverno farà il suo debutto anche nella fiction di Rai1 ”Un passo dal cielo”. ”Con il Maestro Trovajoli – dice – tante volte avevamo cantato fra noi le canzoni meravigliose di Rugantino, da Roma nun fa la stupida a Tira a campa’, Ciumachella, ‘Na botta e via. Ma prima non sarei stata pronta. E’ ora il momento giusto”.Se i confronti inevitabilmente sono forti (Rosetta ha soprattutto due volti: Alida Chelli e Sabrina Ferilli), con lei e Montesano in scena saliranno anche Antonello Fassari nei panni del boia Mastro Titta (che fu di uno strepitoso Aldo Fabrizi) ed Edy Angelillo in quelli di Eusebia. ”Si riscoprirà una Roma di botteghe e artigiani, a passo d’uomo – dice Montesano – Rugantino oggi? Farebbe il tranviere – sorride – Direbbe che non ci sono tante differenze: al tempo c’erano Papi e cardinali, oggi politici e amministratori. Le strade erano bucate, le fogne non funzionavano, l’immondizia già c’era…. Ma Roma non l’hanno distrutto ne’ i barbari ne’ i Barberini, non ci riusciranno neanche ora con qualche incendio. La verità – prosegue – è che da molto tempo le cose non funzionano, però è anche vero che si sta tentando di intaccare un sistema incancrenito. A volte penso: ‘aridatece Petroselli!’ – ride citando lo storico sindaco comunista degli anni ’70 – La colpa è anche dei romani. Roma è come una bella donna: va amata e rispettata. E non sempre lo facciamo”. Ma Rugantino potrebbe mai approdare in tv? ”Non credo la tv di oggi sia interessata – conclude – Oggi vogliono fiction e film per la Tv, fatti troppo in fretta e si vede. Anche se Rugantino, secondo me, si venderebbe benissimo all’estero”.

Palazzo Madama set video MengoniIl 18 dicembre l’anteprima su Youtube

TORINO18 dicembre 201816:31

– Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, situato nel cuore della città della quale è uno dei simboli, è protagonista del nuovo video ufficiale Hola di Marco Mengoni, in anteprima il 18 dicembre alle 21 su YouTube. Lo rende noto la Fondazione Torino Musei sottolineando come Mengoni, “uno dei cantautori italiani più interessanti”, sia il primo artista scelto a rappresentare l’Italia in un progetto video musicale realizzato in partnership con YouTube Music e diretto da La Blogothèque in luoghi simbolo del patrimonio artistico e culturale partner di Google Arts & Culture.
Il video è girato tra le maestose sale di Palazzo Madama, scelto come location da Blogothèque, team creativo che ha rivoluzionato il concetto di videoclip musicale, collaborando tra gli altri anche con Justin Timberlake, Alicia Keys, Phoenix e Bon Iver. Hola è il nuovo singolo che ha dato il via al progetto di Atlantico, il nuovo album uscito contemporaneamente in tutta Europa il 30 novembre per Sony Music.
A nuovo gli affreschi Vittorie a RomaPorzioni restaurate nella Casa Madre Mutilati e Invalidi Guerra

18 dicembre 201817:18

– La celebrazione delle Vittorie della Grande Guerra sui campi di battaglia in cui avevano combattuto in prima persona e il ritorno alla più alta tradizione italiana rinascimentale e barocca dell’affresco. Questo raccontano le scene dipinte a Roma tra il 1936 e il 1938 nella Corte della Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra negli anni Trenta da Antonio Giuseppe Santagata e Cipriano Efisio Oppo. Dopo otto mesi di lavori tornano a nuova vita quasi cento dei circa cinquecento metri quadrati di pareti affrescate dai due grandi artisti nel porticato del suggestivo edificio progettato da Marcello Piacentini, l’architetto del Duce. E’ la prima tappa di un lavoro reso possibile grazie a un bando della presidenza del Consiglio dei Ministri per le iniziative pensate per il centenario della fine della Grande Guerra ed eseguito con la supervisione della Soprintendenza Speciale di Roma. A curarlo Lucia Morganti e Valentina White.
Arriva il cine-moschettiere di NataleFavino/Papaleo/Rubini/Mastandrea in Moschettieri del Re

18 dicembre 201819:45

– Arriva a Natale ‘Moschettieri del re. La penultima missione’ di Giovanni Veronesi, in sala dal 27 dicembre con Vision Distribution in 500 copie. Una sorta di simil Armata Brancaleone 2.0 che rimette in campo quattro Moschettieri ormai dismessi. Ovvero: uno straordinario Pierfrancesco Favino nei panni di un D’Artagnan sincopato dal suo precario italo-francese e ormai puzzolente allevatore di maiali; Porthos (Valerio Mastandrea) perso nei fumi di una sua personale droga autoprodotta; Athos (Rocco Papaleo) castellano lussurioso e dalla sessualità bipolare e Aramis (Sergio Rubini), frate ma solo per sfuggire ai creditori.Per loro è reunion, sempre nel segno di ‘uno per tutti, tutti per uno’, richiamati all’avventura dall’avvinazzata regina Anna (Margherita Buy) per salvare la Francia dalle trame ordite dal perfido cardinale Mazzarino (Alessandro Haber), con la sua complice Milady (Giulia Bevilacqua). Non solo. Al loro fianco ci sono anche l’invulnerabile Servo muto (Lele Vannoli) e l’entusiasta Ancella (Matilde Gioli). Per i quattro supereroi in costume l’impegno è quello di garantire la libertà dei perseguitati Ugonotti e salvare il giovanissimo, pustoloso e dissoluto Luigi XIV (Marco Todisco).”Che cos’è questo film? Un family, il mio sogno da bambino e anche una cosa che avevo nel cassetto da tanto tempo – dice oggi a Roma Veronesi – Non avevo il coraggio di farlo. Lo proposi a Nuti e pensavo a una squadra ideale composta, oltre che da lui, da Benigni, Troisi e Verdone”. E ancora il regista toscano: “È vero, ho pensato al Brancaleone di Monicelli, ma solo il paragone mi fa paura. I tempi poi oggi sono molto diversi, chissà come reagiranno i ragazzi oggi, mi sono detto”.Una curiosità di Moschettieri del Re, girato tutto in Basilicata e prodotto da Indiana con Vision Distribution, è il co-sceneggiatore, Nicola Baldoni, uno storico, ma del tutto un esordiente nel campo: “Mi divertiva quello che scriveva su Twitter e così l’ho contattato e coinvolto nel progetto”. Il film di Natale che teme di più? “Sicuramente Il ritorno di Mary Poppins. Gli italiani li temo meno, anche se so come andrà: Mary Poppins farà sfracelli e a noi toccherà quello che resta”. Nel film anche la partecipazione di Valeria Solarino, Roberta Procida e Luis Molteni, mentre le musiche sono di Gratis Dinner. Chiude il film una canzone del grande Paolo Conte: ‘Moschettieri al chiar di luna’.

Mannoia, nuovo album e tour nei teatriL’annuncio sui social, ‘Personale’ è titolo del nuovo progetto

18 dicembre 201817:49

– “Si riparte. ‘Personale’ è il titolo del nuovo progetto, nuovo album e nuovo tour. Da maggio ci si rivede nei teatri. Avrò modo più avanti di raccontarvi cosa sta dietro a questa parola: ‘Personale’. A presto”. Fiorella Mannoia annuncia così, sui suoi profili social, il nuovo progetto che prenderà corpo nel 2019.
In queste settimane l’artista sta lavorando alle canzoni che andranno a comporre la tracklist dell’album, in uscita l’anno prossimo, che si intitolerà appunto ‘Personale’. A tre anni dal disco di platino ‘Combattente’, un nuovo lavoro discografico, ma non solo, ricco di sorprese.
Il 2019 sarà anche un anno all’insegna del live per Fiorella, dopo i 101 concerti della stagione 2016-2017. A maggio il ‘Personale Tour’, prodotto e organizzato da Friends & Partners, farà tappa in 12 teatri d’Italia.
Casa Teatro Ragazzi cerca direttoreVanelli, figura importante per ragionare sul teatro per giovani

TORINO18 dicembre 201817:53

– La Fondazione Teatro Ragazzi di Torino sta cercando un nuovo Direttore Artistico. La procedura è stata avviata, come da statuto, in seguito al completamento del mandato dell’attuale Direttore, Graziano Melano. L’avviso per la selezione, aperta fino all’8 febbraio, è sul sito.
I candidati saranno valutati sulla base del loro curriculum professionale e del loro progetto artistico e culturale.
L’incarico dura tre anni, eventualmente rinnovabili.
Le aspettative del Consiglio di Amministrazione della Fondazione sono molto alte. “L’arrivo del nuovo direttore – dice il presidente Alberto Vanelli – sarà l’occasione per un’ulteriore crescita della Fondazione e della sua sede, la Casa del Teatro, sul piano nazionale e internazionale, e consentirà di avviare una riflessione profonda sul ruolo, sulle prospettive e le forme del teatro dedicato alle nuove generazioni, anche alla luce dei grandi processi che investono il mondo attuale nel campo della comunicazione culturale e dello spettacolo”.
Rockin’1000 sbarca in Francia nel 2019IL 29 giugno mille musicisti suoneranno allo Stade de France

BOLOGNA18 dicembre 201818:00

– ‘Rockin’1000’, il progetto musicale noto per il video che ha portato i Foo Fighters a Cesena, con il format ‘That’s Live’ arriva in Francia per portare in concerto 1.000 musicisti che suonano simultaneamente i più grandi titoli della storia del rock. L’appuntamento è nel 2019, sabato 29 giugno, nello stadio più grande della Francia, lo ‘Stade De France’. “Siamo orgogliosi di questo nuovo traguardo – commentano gli ideatori – la prima esibizione all’estero dei mille musicisti sarà in Francia e sarà un evento storico, in uno stadio ancora più grande dei precedenti, all’interno di una potente programmazione, tra il concerto dei Metallica e quello dei Muse”. Per i musicisti, candidature sul sito http://www.stadefrance.com e http://www.rockin1000.com: il reclutamento è aperto a tutti gli iscritti alla piattaforma e ai nuovi musicisti che arriveranno dal territorio francese. Chitarristi, bassisti, batteristi e cantanti, sopra i 15 anni possono partecipare per suonare davanti al grande pubblico parigino.
Noyz Narcos raddoppia a RomaSold out live del 12 gennaio all’Atlantico, nuova data l’11

18 dicembre 201818:03

– Noyz Narcos raddoppia a Roma: dopo aver registrato il tutto esaurito per la data di sabato 12 gennaio all’Atlantico prevista nell’ambito del suo ‘Enemy winter tour’, annuncia un ulteriore show dal vivo per venerdì 11 gennaio.
Maestro d’ispirazione per molti giovani della nuova generazione hip hop, Noyz Narcos, al secolo Emanuele Frasca, dopo anni di assenza è tornato sulle scene musicali con il suo ultimo lavoro, Enemy (Thaurus/Island Records), che si avvale del contributo dei migliori producers, da Night Skinny a Sine, da Parix a David Ice, Boss Doms e st Luca Spanish.
Durante l’Enemy winter tour l’artista proporrà dal vivo tutti i brani tratti dal nuovo album di inediti, senza dimenticare i successi che lo hanno consacrato tra i nomi più apprezzati del rap.
Allevi, due inediti live per NataleDomani al Dal Verme, il 26 all’Auditorium parco della Musica

18 dicembre 201818:31

– “Nello spirito del Natale non potevo che fare un regalo a mio modo: presentare al pubblico due mie nuove composizioni scritte in questi ultimi mesi, indipendentemente dalle uscite discografiche. Un segno di riconoscenza per il travolgente affetto ricevuto durante l’Equilibrium Tour”. Così Giovanni Allevi presenta il concerto di domani a Milano al Teatro Dal Verme e quello del 26 dicembre a Roma nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, durante i quali verranno eseguite in prima assoluta due composizioni inedite.
“Mi piace pensare a queste mie creazioni come ad una gioia da condividere, anche con i più piccoli fan – afferma il compositore – Ma non voglio svelare la sorpresa perché anche per me saranno momenti di grande emozione”. Dal vivo anche l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie del Natale, in una rilettura per pianoforte e orchestra sinfonica, realizzata dallo stesso Giovanni Allevi per l’occasione.
Salmo a Rock in Roma, anticipo tourIl 12 luglio. Nel 2019 la prima tournée nei palazzetti

18 dicembre 201818:32

– Dopo il sold out dei concerti nei palazzetti a dicembre 2018, Salmo annuncia la sua partecipazione a Rock in Roma, venerdì 12 luglio 2019 all’Ippodromo delle Capannelle, per un live che anticipa il prossimo tour estivo.
Salmo ha di recente dato il via al tour che segue l’uscita del suo nuovo album Playlist ed è pronto ad attraversare l’Italia con il Playlist Tour 2019, la sua prima tournée nei palazzetti italiani.
Già certificato disco di platino, l’album ha registrato su Spotify (Italia) il maggior numero di stream in 24h (9.956.884) nel giorno dell’uscita e il maggior numero di stream in una settimana (43.882.595). Inoltre è la prima volta che un artista italiano si colloca nella Global Chart di Spotify con 8 brani.
Trionfo anche nelle classifiche Fimi-Gfk dove Playlist è entrato direttamente al primo posto degli album più venduti e ha conquistato totalmente il podio dei singoli più venduti.
Yann Tiersen in tour in Italia a marzoGià sold out a Milano, aggiunta nuova data

18 dicembre 201818:33

– E’ già sold out la data al Conservatorio di Milano del 14 marzo di Yann Tiersen, e gli organizzatori ne hanno aggiunto una seconda, il giorno dopo. Il polistrumentista e compositore francese, che il 15 febbraio pubblicherà il suo decimo album, ‘All’, sarà poi in concerto a Roma, Bologna e Torino.
Il primo singolo estratto dal disco si intitola ‘Tempelhof’, ed ha il sapore di quello che ci si aspetta da Tiersen, che ha registrato il suo ultimo lavoro nel nuovo studio ‘The Eskal Project’, costruito in una discoteca abbandonata sull’isola di Ushant, situata tra il mare della Britannia e la Cornovaglia, la sua casa negli ultimi 10 anni. Il disco, mixato da Gareth Jones, riprende i temi legati all’ambiente e la connessione con la natura già esplorati nell’album precedente, ‘Eusa’, aggiungendo registrazioni di suoni presi anche da altre parti del mondo oltre alla Britannia, come le Redwood Forests della California o le registrazioni dei campi dell’aeroporto di Tempelhof a Berlino.
Berlino: a Panorama gli italiani Bondi ePorteranno Dafne e Selfie. Annunciato docu su Letizia Battaglia

18 dicembre 201818:36

– In una edizione del Festival di Berlino 2019 (7-17 febbraio) in cui sono assenti Shooting Star del nostro Paese, arrivano però i primi titoli italiani. Tra i 22 film annunciati oggi di Panorama, sezione parallela al concorso, troviamo infatti: DAFNE di Federico Bondi con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini, prodotto da Vivo Film, storia di una ragazza, affetta dalla sindrome di Down, che si trova, dopo la morte della mamma, a dover accudire il padre ed elaborare il lutto.
Ci sarà poi SELFIE (Ho sognato che Davide era vivo) di Agostino Ferrente, documentario in coproduzione tra Italia e Francia che sarà distribuito da Istituto Luce Cinecittà, in cui si affrontano temi come violenza e mafia. Sempre a Panorama il film americano SHOOTING THE MAFIA di Kim Longinotto che è un ritratto della fotografa Letizia Battaglia. Infine, il nuovo progetto di lungometraggio di Irene Dionisio LA VOCE DI ARTURO, co-sceneggiato con Valia Santella, è stato selezionato per la Berlinale Talents.
Manoscritto Infinito da Visso a RecanatiIn mostra per celebrare 200 anni testo poetico

RECANATI (MACERATA)18 dicembre 201818:50

– Il manoscritto di Visso de L’Infinito di Leopardi è tornato a Recanati dopo 120 anni. I due manoscritti di uno dei testi poetici più famosi della lingua italiana, quello di Napoli e quello di Visso, per un vincolo conservativo non possono essere mai nello stesso luogo allo stesso momento. “Un’occasione imperdibile quella di ammirare l’elegante e ferma calligrafia di Giacomo Leopardi che hanno reso immortali e sempre vivi questi versi” il commento di Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati. L’arrivo dei manoscritti vissani dà il via alle celebrazioni per i 200 anni del canto leopardiano, che cadono del 2019: nell’ambito del progetto Infinito Leopardi saranno in mostra dal 20 dicembre a Villa Colloredo Mels. Oltre a varie eventi, il 2019 segnerà anche l’inizio dei lavori di consolidamento del Colle dell’Infinito, che ispirò il poeta.
Gli Avati, ‘alleati’ per 50 anni di filmA loro Nastri d’argento speciali. Ritorno con Il signor diavolo

18 dicembre 201819:35

– Una ‘santa alleanza’ in piedi da cinque decenni tra grande e piccolo schermo “che ha come segreto, fidarsi ciecamente uno dell’altro, non invadere i campi reciproci quando non è il caso, ma farlo violentemente quando c’è bisogno e di conseguenza di litigare tutti i giorni”. Così Antonio Avati, produttore, soggettista e sceneggiatore, spiega sorridendo i punti di forza del sodalizio artistico che lo lega al fratello, regista e sceneggiatore, Pupi. Un legame celebrato ieri dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici con la consegna di due Nastri d’argento speciali per 50 anni di cinema. Un percorso che li riporterà a fine primavera in sala con un ritorno al genere più frequentato agli esordi, l’horror, ne Il signor diavolo, distribuito da 01.La serata evento organizzata con CSC-Cineteca Nazionale e Luce Cinecittà e la partecipazione di Anica, ha regalato alla platea piena della Casa del Cinema tanti esilaranti aneddoti raccontati dal regista (che ha compiuto il 3 novembre 80 anni), come quello sul suo primo giorno sul set da regista dell’opera prima, Balsamus, l’uomo di Satana (1968). “Ero rimasto sveglio tutta la notte a preparare il mio discorso in inglese di ringraziamento per l’Oscar e alla prima scena invece di dire ‘motore’ ho urlato ‘ciak!’, mostrando tutta la mia inesperienza alla troupe di grandi professionisti che avevamo fatto arrivare da Roma – ha ricordato Pupi Avati -. Ho sentito le gambe cedere ma mi hanno preso al volo l’operatore di macchina e il direttore della fotografia Franco Delli Colli che mi hanno detto “Nun te preoccupà, il film te lo famo noi”.Dolce anche il ricordo del primo incontro con Mariangela Melato: “Per il mio secondo film, Thomas e gli indemoniati (1970), avevo scelto nei provini a Milano, una ragazza che ricordava Grace Kelly. Il giorno delle riprese, ne vedo arrivare un’altra, dai capelli scuri, più piccolina, che sembrava più Irene Papas. Mi disse che l’amica non era potuta venire e che lei era pronta a sostituirla. Io mi arrabbiai e la cacciai ma lei restò fuori al freddo, tutto il giorno. Una cosa che mi convinse a prenderla, anche se pensavo mi avrebbe rovinato il film. Il giorno dopo, però, al primo ciak, appena aprì bocca, mi resi conto di come fosse in grado di rendere bellissimo quello che avevo scritto. Non recitava, tutto diventava verità con lei. Alla fine della scene ci fu un applauso per Mariangela di tutta la troupe”. La decisione di lavorare insieme, per i fratelli Avati, spiega Antonio, “50 anni fa è stata un po’ anomala e imprevedibile. Io non pensavo minimamente di diventare soggettista, sceneggiatore e produttore ma ero talmente narcisista e vanitoso dal voler fare l’attore. Ma la mia carriera davanti alla macchina da presa ha iniziato presto a naufragare, perché gli incontri con gli aiuto registi e gli addetti ai casting di quegli anni, erano traumatici per un ragazzo perbene, borghese, timido, educato come ero io all’epoca. Mio fratello mi vedeva tornare dai casting sempre più depresso e allora mi suggerì di formare questa ‘santa alleanza’ che va avanti tuttora”.Esplorare i generi, “è stata una regola per noi. Volevamo dimostrare che non esiste in Italia solo un modo di fare cinema, quello che viene definito autoriale, anche se mio fratello può dichiararsi in maniera assoluta e non contestabile un autore”. Un viaggio dal dramma, alla commedia agrodolce, dall’horror al racconto epico, che li ha portati a lanciare decine di talenti e a lavorare con molti protagonisti del cinema italiano, e non solo, da Ugo Tognazzi a Sharon Stone, come ha ricordato ieri un filmato con oltre 240 volti di interpreti nei loro film e fiction. Ora è la volta de Il signor diavolo, con Gianni Cavina, Alessandro Haber e Chiara Caselli: “un film ambientato negli anni ’50 – spiega Antonio Avati – molto molto gotico, horror, avatiano, di quell’Avati che spesso viene evocato da una certa critica e un certo pubblico dopo i successi cult di La casa dalle finestre che ridono, Zeder o L’arcano incantatore”.

In mostra abiti di Rosanna SchiaffinoA Palazzo Morando il guardaroba haute couture dell’attrice

18 dicembre 201820:18

– Dai vestiti che mettevano in risalto la sua figura da maggiorata, alla scelta dello stilista Federico Forquet, allievo di Balenciaga, che realizzò anche l’abito delle sue prime nozze, gli ‘Abiti da star’ di Rosanna Schiaffino sono in mostra dal 20 dicembre a Palazzo Morando, in una mostra a cura di Enrica Morini e Ilaria De Palma.
Il guardaroba della Schiaffino è stato acquisito nel 2018 da Palazzo Morando, che ha così accresciuto la sua collezione di abiti con firme quali Gianfranco Ferré, Germana Marucelli e Federico Forquet. Gli abiti dell’attrice testimoniano i suoi cambiamenti di stile dettati non solo dall’epoca, ma anche dalla carriera e dalla vita privata. Fin dagli esordi come attrice, infatti, fondamentali furono le scelte degli abiti che ne caratterizzarono l’immagine. Nel corso del tempo al guardaroba si aggiunsero nomi come Yves Saint Laurent, Valentino e Gianfranco Ferré, nelle declinazioni di Alta moda e pret-à-porter, scelti dall’attrice per il suo ruolo di signora borghese.
Morta Penny Marshall, interpretò LaverneFu la prima donna a incassare più di 100 mln dlr al botteghino

LOS ANGELES18 dicembre 201820:39

– Lutto nel mondo della televisione. Penny Marshall meglio conosciuta in Italia come Laverne De Fazio della serie Laverne & Shirley, è morta nella sua casa sulla colline di Beverly Hills per complicazioni dovute al diabete di cui soffriva da anni. L’attrice e regista aveva 75 anni e la notizia della scomparsa è stata data dall’agente dell’artista.
La carriera da regista di Penny Marshall fece registrare un record. Con Big, che vedeva protagonista Tom Hanks nei panni di un bambino che si ritrova improvvisamente adulto, fu la prima donna a incassare più di 100 milioni di dollari al botteghino.       [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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ALLE 01:36 DI MARTEDì 18 DICEMBRE 2018

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Incassi, ancora primo Bohemian Rapsody
Entrano ‘Il Grinch’, ‘Macchine mortali’ e ‘Un piccolo favore’

17 dicembre 2018 10:29

– E’ ancora Bohemian Rhapsody il re del box office italiano dell’ultimo week end, con 2.403.746 euro. Il biopic sull’ascesa dei Queen, dal 1970 fino al mitico concerto Live Aid dell’85, in tre settimane ha totalizzato 15.293.263 euro di incassi. Al secondo posto sempre ‘Il Grinch’, nuovo adattamento di Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto scritto nel 1957 dal Dr.Seuss, che ottiene 791.281 euro.
Tripletta di nuovi ingressi nelle posizioni successive: al terzo posto entra ‘Macchine mortali’ di Cristian Rivers, adattamento del primo libro della saga young adult bestseller di Philip Reeve, tra tecnologia futuristica ed elementi del passato, che incassa 747.681 euro. Al quarto ‘Un piccolo favore’, la black comedy di Paul Feig che vede Stephanie mobilitare con il suo blog una legione di ascoltatori per cercare la sua amica improvvisamente scomparsa, 730.153 euro di incasso. E in quinta posizione ‘Il testimone invisibile’, un thriller classico, pieno di sliding doors, di Stefano Mordini.
Consegnati premi Spoleto film festivalRassegna interamente dedicata alla figura femminile

SPOLETO (PERUGIA)17 dicembre 201812:14

– Con la consegna dei riconoscimenti si è conclusa la prima edizione dello Spoleto film festival quest’anno interamente dedicato alla figura femminile nel cinema e nella storia.
Nel corso della serata di gala, presentata da Chiara Del Gaudio e dalla ‘iena’ Pietro Pulcini, sul red carpet dell’hotel Albornoz sono sfilati i rappresentanti delle produzioni premiate dalla giuria. Migliore attrice è stata decretata Barbora Bobulova, miglior film e migliore sceneggiatura Nico di Susanna Nicchiarelli, migliore regia Anne Riitta Ciccone per I’m infinita come lo spazio, migliore produzione Karin Proia (C’è Produzione) per Una gita a Roma, migliori costumi Francesca e Roberta Vecchi per Nico, migliore cortometraggio Pornoscrivendo di Alba Maria Calicchio, menzione speciale Silvia Cannarozzi per Farta, Maria Rosaria Omaggio per Hey You! Letizia Lamartire per Saremo giovani e bellissimi, premi speciali a Donatella Finocchiaro, Vanessa Gravina, Sandra Milo e al film Mamá di Philippe van Hissenhoven.
Scala nel 2019 Traviata ‘salva’ bilancioPassano da 5 a 12 le recite dell’opera che fa tutto esaurito

MILANO17 dicembre 201812:32

– Il bilancio 2018 della Scala si chiude in pareggio, con un budget di circa 126 milioni, in linea quindi con quello del 2017 che era di 126,5 milioni di euro.
Oggi è arrivata l’approvazione definitiva da parte di assemblea dei soci e Cda. Il contributo del Comune, che lo scorso anno era stato ridotto a 5 milioni ‘risale’ a 5,8. Rispetto al passato si è verificata una diminuzione dei ricavi da biglietteria dovuta soprattutto al nuovo sistema antibagarini e ad alcuni titoli in cartellone poco conosciuti dal grande pubblico come Die Fledermaus o Fin de Partie. A questa riduzione ha però fatto da contrappeso una riduzione dei costi e un aumento dei contributi privati. La previsione per il 2019 è di un bilancio in pareggio, che resta intorno ai 126 milioni, con un miglioramento delle vendite di biglietti grazie a 10 alzate di sipario in più e a un cartellone più ‘popolare’. Passano ad esempio da 5 a 12 le recite di Traviata, che alla Scala tradizionalmente fa sempre il tutto esaurito.
Barcelò e Picasso al Mic di FaenzaAntologica a fine maggio, 60 pezzi da Parigi a partire dall’1/11

FAENZA (RAVENNA)17 dicembre 201813:45

– Miquel Barcelò in primavera, Pablo Picasso a novembre: sono le due mostre di punta del 2019 al Museo internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Sarà inaugurata a fine maggio (data esatta ancora in via di definizione) la prima antologica dedicata alla produzione in ceramica dell’artista spagnolo Barcelò: la mostra, anticipano i promotori, sarà un progetto unico pensato per il museo faentino dove le opere dialogheranno con la collezione permanente, in particolare con la sezione dedicata alla ceramica faentina.
Aprirà invece al pubblico l’1 novembre la mostra ‘Picasso. La sfida della ceramica’, che prevede il prestito di 60 pezzi unici dal Musée Picasso di Parigi e fa parte del progetto ‘Picasso Mediterranée’, che in due anni ha portato in Europa la realizzazione di oltre 40 eventi e oltre 100 istituzioni coinvolte. Il Mic possiede già diverse opere donate da Picasso per contribuire alla ricostruzione della collezione contemporanea distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Natale da fiaba con Il lago dei cigniNuova coreografia shakespeariana di Pech apre stagione balletto

17 dicembre 201815:35

– Un grande classico rivisitato in chiave shakespeariana che conserva intatto l’incanto di una fiaba romantica sulle note di ?ajkovskij: sarà “Il lago dei cigni” nella rilettura del giovane coreografo Benjamin Pech lo spettacolo delle festività natalizie al Teatro dell’Opera di Roma, in scena dal 28 dicembre al 6 gennaio e con la direzione dell’orchestra di Nir Kabaretti. La stagione del balletto al Costanzi si apre dunque con un titolo famosissimo scelto dalla direttrice Abbagnato (prossima alla scadenza del suo mandato, il 31 dicembre, ma probabilmente riconfermata, con il sovrintendente Fuortes che si dice “molto soddisfatto dei risultati ottenuti” e “pronto a dare buone notizie a breve”) proprio nella convinzione che saprà ammaliare e stupire il pubblico. Pech ha rielaborato la drammaturgia eliminando il ruolo del mago Von Rothbart e immaginando una storia incentrata sul rapporto tra il principe Siegfried e il suo amico Benno, che lo manipola e lo tradisce perché avido di potere.
Su Rai1 la serie La compagnia del cignoAndreatta, ‘racconto di formazione epico’ girato a Milano

Ci sono maestri che non ti danno pacche sulle spalle e non ti dicono ‘poverino’ anche se vieni da Amatrice e hai perso tutto: Luca Marioni – che ha l’intenso volto di Alessio Boni – è uno così, che aiuta i suoi ragazzi a coltivare il loro talento con dedizione e sacrificio. Ed è lui – il direttore d’orchestra del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano – il fulcro del racconto di formazione corale ‘La compagnia del cigno’, la nuova fiction di Rai Uno in onda per sei serate dal 7 gennaio. “La compagnia del cigno racconta che da soli non si è nessuno – dice Ivan Cotroneo, che ha scritto e diretto la serie – che soltanto con la condivisione, la partecipazione e l’amicizia si possono superare le difficoltà e i drammi della vita”. Ognuno dei giovanissimi protagonisti, sette veri musicisti, ha una ferita aperta: c’è Matteo, che viene da Amatrice, dove ha visto crollare il suo mondo, ma anche Barbara che deve portare avanti liceo classico e conservatorio per non deludere la mamma, Sofia che deve fare pace con i suoi chili di troppo, Robbo che ha visto la madre baciare un altro e si rifugia sotto le coperte con la sorellina per fuggire dalla crisi dei suoi, Rosario che ha la mamma tossica ed è in affido temporaneo, Sara che è ipovedente ed è l’unica felice. E poi c’è lui, il maestro, con i suoi metodi intransigenti e un filino dispotici, con i quali cerca di preparare i giovanissimi allievi alla sfida della vita.”Mi ricordo che mia nonna mi diceva che nel paese – racconta Boni – si andava a selezionare il maestro più spietato, che insegnava nel microcosmo della scuola quello che sarebbe diventato il macrocosmo della vita. Niente pacca sulla spalla, perché fuori la vita è mille volte più spietata”. Da parte sua, “raramente mi sento così contagiato in progetti e personaggi: la musica, la dedizione e il talento sono una cosa rara e non è vero che i giovani non hanno voglia, se tenuti nelle mani di un grande maestro tengono duro, non mollano, ti contagiano con la loro energia”. Con i giovanissimi colleghi “mi sono trovato benissimo, si sono dati anima e corpo, loro sono l’anima del quadro sono le tinte del quadro, io sono solo la cornice”. E a loro, Boni dice: “Amate l’arte perché è tra le menzogne quella che mente di meno”. ‘La compagnia del cigno’ – sottolinea il direttore di Rai fiction Eleonora Andreatta – “è un racconto di formazione epico, una serie nel solco dei valori della fiction di servizio pubblico: un’esplorazione del passaggio difficile dell’adolescenza che segna la crescita, con i rischi, le paure e i sogni che lo accompagnano; un racconto sul senso della responsabilità che porta con sé il talento e la necessità della disciplina che permette di valorizzarlo; una storia sul valore dello spirito di squadra, un tema che riguarda la forza dell’amicizia, ma si riferisce anche alla fatica di imparare a suonare insieme in un’orchestra”. La serie è anche un inno a Milano, tanto che il sindaco Sala è voluto essere presente all’anteprima della serie, proprio nel giorno in cui la città è salita in vetta alla classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita. Ed è un inno alla musica, che coinvolge l’orchestra della Rai, il Conservatorio e la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, insieme a Mika che ha scritto un pezzo inedito che fa da sigla. Dalla fiction nasceranno anche sette volumi, dedicati alle storie dei protagonisti prima del loro arrivo al Conservatorio, “un vero e proprio prequel della serie Tv, che – dice Flavio Mucciante, direttore editoriale di Rai Libri – va a integrare il racconto principale”.

Torna premio Fai viaggiare la tua storiaPer aspiranti autori narrativa. Candidatura opere fino 31/3/2019

17 dicembre 201815:57

– Torna ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato al talento e alla passione per la scrittura.
Il concorso – promosso da Autogrill e Libromania, la società nata dalla partnership tra DeA Planeta Libri e Newton Compton Editori – è rivolto agli aspiranti autori di narrativa che hanno un romanzo inedito nel cassetto e sono alla ricerca di un’opportunità per farsi notare da un editore.
Per partecipare alla terza edizione occorre registrarsi su http://autogrill.libromania.net. Si può candidare la propria opera fino al 31 marzo 2019. Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione sarà curata da Libromania con una giuria di esperti, composta da scrittori, editor ed editori, tra cui Raffaello Avanzini di Newton Compton e Daniel Cladera di DeA Planeta Libri, che selezioneranno le opere finaliste, decideranno quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individueranno i dieci titoli da pubblicare in digitale.
Quest’anno faranno parte della giuria anche Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia e i vincitori della prima e della seconda edizione del Premio, Irma Cantoni e Alessandro Marchi.
I finalisti e il vincitore saranno comunicati a maggio 2019 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2019 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie. Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2019.
L’iniziativa, con le sue prime due edizioni, ha coinvolto circa 1.600 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 28 libri in digitale, tutti con servizio di print on demand. “Auspichiamo che il numero dei partecipanti continui ad aumentare e sempre più potenziali autori possano credere in questa iniziativa per realizzare il loro sogno e farsi conoscere al grande pubblico, come accaduto negli ultimi due anni a Irma Cantoni e Alessandro Marchi” dice Stefano Bordigoni, amministrato delegato Libromania.
Ritrovato manoscritto di Rossini rubatoScoperto su sito aste, consegnato al Comune di Bologna

BOLOGNA17 dicembre 201816:22

– Una lettera firmata dal compositore Gioacchino Rossini, rubata dopo il 1942 dal Conservatorio di Bologna, è stata ritrovata e riconsegnata dai Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale all’Istituzione Bologna Musei e al sindaco Virginio Merola. La ricerca è partita dalla segnalazione dei responsabili del polo museale che hanno scoperto il prezioso documento, datato 28 aprile 1839 e indirizzato al Senatore della città di Bologna, su un sito di aste in Lombardia. Nella descrizione la lettera, in cui Rossini comunicava di accettare la nomina di consulente onorario perpetuo del Liceo Musicale, aveva una base d’asta tra i 4-5mila euro e il valore dello scritto poteva oscillare tra 10 e 20mila euro. Su disposizione della Procura di Milano sono state avviate le indagini, che proseguono anche ora per ricettazione: il documento non era nella banca dati dei Carabinieri del Nucleo Tpc, ma ne è stata trovata una trascrizione integrale del 1902.
Manuel Agnelli in tour dopo X Factor’An evening with Manuel Agnelli’ è nuovo progetto live

17 dicembre 201820:33

Un tour teatrale per conto proprio per Manuel Agnelli che, dopo X Factor, parte con un nuovo progetto live. S’intitola ‘An Evening with Manuel Agnelli’ lo spettacolo con il quale la voce degli Afterhours girerà i teatri italiani, accompagnato da Rodrigo D’Erasmo, violinista e polistrumentista, suo compagno di avventure musicali e progetti da tanti anni, per una serie di date che proporranno per la prima volta il repertorio della band capitanata da Agnelli, oltre a qualche cover, in una versione più intima. “Dopo anni di televisione e grossi eventi con gli Afterhours, come quello di qualche tempo fa al Mediolanum Forum – ha detto Agnelli – avevo bisogno di un progetto in totale libertà e con il quale suonare solo per il gusto di farlo, con leggerezza. Negli ultimi tre anni sono stato impegnato con progetti stimolanti, ma allo stesso tempo totalizzanti”. Il nuovo progetto dal vivo per Agnelli arriva durante un periodo di pausa della sua band e in attesa di nuovi progetti con il gruppo.”Gli Afterhours sono solamente in pausa – ha commentato la voce di ‘Bianca’ , ‘Voglio una pelle splendida’ e molti altri titoli fondamentali del rock d’autore italiano – e prima di tornare al lavoro con la band è il momento giusto per un progetto live di questo tipo. Oltre alla libertà artistica mi sono preso anche quella progettuale, nel senso che di progetti non ne voglio proprio fare. Questo tour potrebbe essere l’inizio di qualcosa, così come potrebbe essere un evento unico e destinato a essere solo un bell’esperimento”. Di libertà, Agnelli se ne prenderà anche sul palco, cambiando anche alcuni suoi modi di fare e di rapportarsi con il pubblico. “Durante tutta la mia carriera non ho quasi mai parlato ai concerti – ha raccontato Agnelli – tranne qualche grazie e magari qualche ‘vaffa’ ogni tanto. Ho sempre preferito far parlare solamente le canzoni. A questo giro, invece, ci sarà spazio anche per lo storytelling. Racconterò magari anche la storia delle canzoni che suoneremo”. Gli spazi del tour, che prenderà il via il 3 marzo da Assisi per terminare poi il 19 aprile a Genova, sarà quello raccolto dei teatri, ma il set non sarà solamente acustico.”L’idea è quella di presentare le canzoni con arrangiamenti diversi – ha spiegato l’ex giudice televisivo – che saranno per forza minimali, essendo solamente in due sul palco, ma non per forza solo in chiave acustica. Potremo usare anche l’elettronica. Io invece suonerò la chitarra ma anche il pianoforte, strumento a cui mi sono riavvicinato di recente”. Un live, quello della prossima primavera, che riporterà Manuel Agnelli alla sola dimensione musicale, dopo tre anni di X Factor. “E’ stata un’esperienza che mi ha insegnato molto – ha detto il diretto interessato – soprattutto come persona, perché mi ha aiutato a liberarmi di tanti limiti che avevo. Qualcuno ha detto che mi sono imborghesito, ma la realtà è che ho vissuto un’esperienza che mi ha permesso di stare in un posto ad alta professionalità, rimanendo comunque me stesso”.

Dallo Studio 54 al Piper, la Night Fever50 anni storia delle più note ‘disco’ tra musica, arte e design

BRUXELLES17 dicembre 201817:15

– Musica, moda e design. Le magiche atmosfere del Piper, discoteca alla moda negli anni Sessanta a Roma, rivivono a Bruxelles in una mostra dal titolo ‘Night Fever’, organizzata al museo del design della capitale belga ai piedi dell’Atomium fino al 5 maggio.
Cinquant’anni di storia che hanno cambiato il modo di ballare e di concepire il divertimento notturno, diventato oramai un fenomeno di massa, partendo proprio dal locale che rese famosa Patty Pravo, non dimenticando le discoteche della riviera romagnola, attraversando anche l’Atlantico per approdare al mitico Studio 54 che ospitò le più famose pop-star dell’epoca, come Andy Warhol. Luci soffuse, sfere specchiate, neon, stroboscopi, accolgono il visitatore in un universo pieno di sonorità e luci colorate dove riecheggiano le notti mistiche e rivoluzionarie, mettendo in risalto tutti quegli elementi caratteristici che hanno creato l’identità dei vari club e dove il design e soprattutto i dj hanno giocato un ruolo centrale.
Cold War, sentimenti attraverso storiaDa giovedì il film di Pawlikowski miglior film europeo 2018

17 dicembre 201820:30

Viva il bianco e nero quando racconta così bene i sentimenti come è in ‘Cold War’ di Pawel Pawlikowski, cerchio d’amore melo’ che parte dalla Polonia, tra le macerie della seconda Guerra mondiale, e lì ritorna alla fine degli anni Sessanta. E questo attraversando Parigi, Berlino e la Jugoslavia in un film pieno di musica, da quella folkloristica polacca fino al jazz. “Il film punta sulle emozioni che attraversano la storia” ha detto il regista polacco, già premio Oscar per ‘Ida’, agli EFA (gli Oscar europei) di Siviglia dove con ‘Cold War’, dopo aver vinto a Cannes il premio della regia, ha sbancato portandosi a casa cinque statuette: miglior film, regia, sceneggiatura, attrice europea (Joanna Kulig) e montaggio. Candidato agli Oscar il film, in sala in Italia dal 20 dicembre con Lucky Red, inizia nella Polonia del ’46 con minimaliste riprese di un gruppo musicale e danze popolari: i Mazowsze. Da qui l’idea dell’allora partito comunista di rinnovare questo gruppo tramite un casting. Un modo per formare una nuova realtà artistica che fosse un biglietto da visita per la Polonia fedele ai valori comunisti. Qui si incontrano per la prima volta That Wiktor (Tomas Kot), musicista selezionatore del cast insieme a Irena (Agata Kulesza), e la bella popolana Zula (Joanna Kulig), il tutto, ovviamente, sotto la supervisione di un fedelissimo del partito: Kaczmarek (Borys Szcy).Per Wiktor è colpo di fulmine e Zula, tra opportunismo e vera fascinazione, ricambia. Questo è solo l’inizio di una storia d’amore impossibile e piena di ostacoli. Tra Varsavia, Parigi e la Jugoslavia, i due si perdono, hanno altre storie, ma sono sempre come in un lungo inseguimento l’uno dell’altro. Lui si ritrova a un certo punto in galera per raggiungerla, mentre lei è ormai diventata una nota cantante. Ma, come accade nelle piu’ belle storie d’amore, alla fine Wiktor e Zula si ritroveranno ancora insieme, in Polonia, dove tutto era cominciato. ‘Cold War’, girato come ‘Ida’ nel canonico formato 1:1.37, è dedicato ai genitori del regista entrambi scomparsi – i due protagonisti del film condividono così, non a caso, il loro nome di battesimo (Wiktor e Zula) ed evocano la loro storia d’amore, bella e complicata. “Mi sono ispirato a loro perché la loro storia è stata tempestosa. Si sono lasciati e ripresi mille volte e questo attraversando paesi e città. Erano fatti così”. Sull’uso del bianco e nero il regista polacco è abbastanza diretto: “Quando si fa un’opera la cosa più importante è trovare la forma e in questo caso era il bianco e nero”. Una cosa che deve aver pensato anche Cuaron per il suo ‘Roma’.

Per le feste prendiamola a ridereDagli ‘uomini a mollo’ ai Moschettieri tante commedie in arrivo

17 dicembre 201817:38

– I tempi sono quelli che sono e allora a Natale al cinema prendiamola a ridere. La sala si riappropria della funzione ludica proponendo ad una platea in cerca di distrazioni tante commedie divertenti. Siamo oltre il format del cinepanettone classico (che pure resiste sotto forma di reunion Boldi De Sica tornati Amici come prima), si sbanda nel fantasy, nell’umorismo sulla coppia e sui temi sociali, nella farsa in costume e persino in un caso in una storia vera da inchiesta giornalistica trasformata in commedia. In sala stanno arrivando tra gli altri 7 Uomini a mollo, Il gioco delle coppie, Moschettieri del re, La Befana vien di notte, Non ci resta che il crimine e Vice -L’uomo nell’ombra

Gassmann, Napoli è esempio nazionaleAll’attore de Magistris consegna cittadinanza onoraria

NAPOLI17 dicembre 201818:03

– ”In un Paese che ha così tante difficoltà ad aprirsi credo che Napoli possa insegnare tanto. E’ giunto il momento di assumerla ad esempio nazionale per il suo atteggiamento pur nelle tante difficoltà che vive. Napoli è il posto giusto in cui stare in questo momento storico”. Lo ha detto Alessandro Gassmann in occasione della cerimonia che si è svolta a Palazzo San Giacomo durante la quale gli è stata conferita dal sindaco, Luigi de Magistris, la cittadinanza onoraria. L’attore, che ha dato il volto all’ispettore Lojacono nella serie ‘I Bastardi di Pizzofalcone’ tratta dagli omonimi romanzi di Maurizio De Giovanni, ha sottolineato che ”Napoli è città dove tutto è vitale, umano, in cui tutto trasuda intimità.
Voi napoletani – ha aggiunto – non avete alcuna forma di privacy e temevo di non poter avere qui i miei momenti di pausa, i miei silenzi e invece qui ho assorbito energia perché voi non siete mai stanchi e passate questa energia a chi vi frequenta, che vi deriva dalla vostra straordinaria cultura”.
Cirque du Soleil in autunno con CorteoA Torino (26-29/9), Bologna (10-13/10), Pesaro (17-20/10)

17 dicembre 201818:44

– Arriva in Italia, il prossimo autunno, una nuova produzione del Cirque du Soleil: Corteo, tra le produzioni più amate e coinvolgenti del circo canadese.
Il tour sbarcherà al Pala Alpitour di Torino dal 26 al 29 settembre, poi sarà all’Unipol Arena di Bologna dal 10 al 13 ottobre e alla Vitrifrigo Arena di Pesaro dal 17 al 20 ottobre. Lo show è una produzione unica e ammaliante diretta da Daniele Finzi Pasca, che ha avuto la sua première a Montreal sotto al Big Top nell’aprile 2005. Da allora lo spettacolo si è rivelato un grandissimo successo in grado di stupire e meravigliare oltre 8 milioni di persone in 19 Paesi e in quattro diversi continenti. La messa in vendita generale partirà giovedì 20 dicembre.
Lo storia racconta di un clown che immagina il suo funerale, che ha luogo in un’atmosfera carnevalesca sotto gli occhi di angeli custodi. Contrapponendo il piccolo al grande, il ridicolo al tragico, la magia della perfezione al fascino dell’imperfezione, lo spettacolo sottolinea la forza e la fragilità del protagonista, così come la sua saggezza e gentilezza, al fine di mostrare un lato dell’umanità che risiede in tutti noi. La musica gioiosa di Corteo trascina gli spettatori in una grande celebrazione in cui l’illusione sfida la realtà.

Cosmo, unico live 2019 ad Assago il 2/2Musica in consolle dalle 18 per trasformare Forum in grande club

17 dicembre 201819:41

– Il 2 febbraio al Mediolanum Forum di Assago (Milano), Cosmo, fresco di disco d’oro per Quando ho incontrato te, sarà protagonista di uno show completamente rinnovato nell’estetica e nella scaletta, che sarà anche l’unico live del 2019. Al cartellone si aggiungono, dopo M¾SS Keta, anche Foresta (Fabio Fabio), Splendore ed Enea Pascal di Ivreatronic, il collettivo di dj e producer fondato dallo stesso Cosmo. Attesi anche special guest. Splendore, Foresta ed Enea Pascal si alterneranno in consolle fin dall’apertura dei cancelli (alle 18). L’idea è trasformare il Forum nel più grande club italiano.
Tv: su Rai 1 a gennaio la serie ‘La compagnia del cigno’Andreatta, ‘racconto di formazione epico’ girato a Milano

– “Un racconto di formazione epico”: sono le parole scelte dal direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta per presentare la serie tv ‘La compagnia del cigno’, in onda su Rai 1 in sei serate a partire dal 7 gennaio.
La serie, scritta e diretta da Ivan Cotroneo, “racconta di un gruppo di ragazzi, fra i 15 e i 18 anni, nel transito che – continua Andreatta – li prepara al futuro di fronte a due sfide: mettere alla prova il talento e imparare che si vince insieme”.
Girata a Milano, la fiction vede protagonisti sette giovanissimi, tutti veri musicisti, impegnati al Conservatorio e guidati dal maestro Marioni, interpretato da Alessio Boni. Il progetto coinvolge l’orchestra della Rai, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, insieme a Mika che per la serie ha scritto un pezzo inedito che fa da sigla.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 12:45 DI DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

ALLE 10:29 DI LUNEDì 17 DICEMBRE 2018

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Con Leosini ‘nel cuore ferito della strage di Erba’
Su Rai3 speciale Storie maledette, con Pietro e Beppe Castagna

16 dicembre 201812:45

Una grande narrazione che va al di là dell’iter del delitto, per cercare il senso e il significato profondo nella natura dei personaggi”: Franca Leosini riprende il filo del racconto di Storie maledette con una puntata straordinaria, in onda stasera alle 21.15 su Rai3, che promette di portare il pubblico nel “cuore ferito della strage di Erba”. A parlare, “per la prima volta, Pietro e Beppe Castagna, unici due sopravvissuti” al delitto, avvenuto l’11 dicembre 2006.
Malgrado tre sentenze abbiano stabilito in via definitiva che i responsabili del massacro di Raffaella Castagna, di suo figlio Yussef di soli due anni, di sua madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini siano i vicini di casa Rosa Bazzi e Olindo Romano, sulla famiglia Castagna “continua a infuriare, violento, atroce, il vento dei sospetti”, sottolinea la giornalista. E proprio oggi sul Corriere della Sera c’è la notizia dell’ispezione ministeriale sull’inchiesta sulla strage: il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha chiesto alla procura di Como gli atti su quanto avvenuto.
La Leosini da sempre si muove ‘in verticale’, andando a fondo nei retroscena delle vicende più efferate, con la precisione scientifica con cui studia i casi per mesi e insieme con la sua prosa ricercata che l’hanno resa un idolo anche sul web.
“Sarà una puntata anomala – spiega – una circumnavigazione attorno alla storia: al di là del merito della vicenda delittuosa, mi soffermerò sui personaggi, racconterò tutto quello che non si sa, come si sono conosciuti Azouz Marzouk e Raffaella, come i genitori di Raffaella abbiano vissuto l’innamoramento della figlia per questo giovane tunisino che arrivava da un altro ‘pianeta’, nel senso più ampio del termine, e ancora cosa fa Azouz adesso. Cercherò di spiegare come si sono svolte le vite di Olindo e Rosa, la ‘coppia quadrupede’, come li definì il pm per sottolinearne la fusione patologica.
Soprattutto mi confronterò con i fratelli di Raffaella, in particolare con Pietro, indicato come l’autore di una strage familiare dettata da motivi di interesse da chi sostiene l’innocenza di Olindo e Rosa. E lo stesso Azouz ha ribadito più volte di non credere alla verità processuale”, ricorda Leosini.
“Spero che il racconto possa avere riscontro, interessare al pubblico”, sottolinea la giornalista, che si concede pochissime apparizioni televisive: “Ai colleghi, anche quelli della mia rete, che mi invitano, dico sempre ‘no grazie’: è una scelta di rigore, di rispetto per una materia così delicata”. Dopo lo speciale su Erba, Storie maledette tornerà in onda in primavera su Rai3 con un nuovo ciclo di puntate.
Efa, vince Cold War.Fonte miglior attorePremio del pubblico Chiamami col tuo nome di Guadagnino

16 dicembre 201813:53

– Marcello Fonte migliore attore europeo agli European Film Awards 2018 a Siviglia per Dogman di Matteo Garrone. Premio del pubblico assegnato a “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino. Ma il film che ha sbancato è stato COLD WAR del regista polacco Pawel Pawlikowski, cerchio d’amore melò bianco e nero che parte dalla Polonia tra le macerie della seconda Guerra mondiale, che si porta a casa ben 5 premi , ovvero film, regia, sceneggiatura e attrice europea (Joanna Kulig) e montaggio. Uscirà in sala con Lucky Red dal 20 dicembre. Non è andata a premio invece l’opera di Alice Rohrwacher LAZZARO FELICE, candidata a quattro riconoscimenti.
Marcello Fonte, nel ricevere il premio (il secondo importante dopo la Palma d’oro a Cannes) con la sua solita semplicità dice facendo riferimento ai suoi concorrenti :”Ma erano tutti più belli di me? Questo premio non me lo aspettavo proprio, lo dedico comunque a tutti quelli che lavorano”.
Jonathan Pryce ‘Legend’ a Capri, Hollywood30 dicembre premio ad attore inglese volto di Papa Francesco

NAPOLI16 dicembre 201818:39

L’attore inglese Jonathan Pryce, che sarà il volto di Papa Francesco in ‘The Pope’ di Fernando Meirelles, attualmente in corsa per tutti i premi internazionali per l’ interpretazione in ‘The Wife’ di Bjorn Runge, riceverà il ‘Capri Legend Award’ il 30 dicembre nel corso del gran gala di Capri Hollywood – The International Film Festival al Cinema Paradiso di Anacapri. Massimo riconoscimento della kermesse presieduta quest’anno dal regista USA Lee Daniels e dall’artista israeliana Noa, il premio è stato attribuito in passato a Omar Sharif, Ben Kingsley, Samuel L. Jackson, Faye Dunaway, Vanessa Redgrave, Helen Mirren e Terry Gilliam. E sarà proprio il celebre regista inglese a premiare l’amico Pryce che ha lavorato con lui nei cult movies ‘Brazil’, ‘Le avventure del barone di Münchausen’, ‘I fratelli Grimm e l’incantevole strega’, sino al recente ‘Don Quixote’. Settantuno anni, settanta film (l’ultimo ‘The Wife’ al fianco di Glenn Close, favorita alle vittoria del’Oscar 2019).
Da Giosetta Fioroni un calendario dell’AvventoA Legnano i 24 dipinti sulla parete di un palazzo alto 30 metri

Una grande favola magica raccontata dalle pennellate suggestive di Giosetta Fioroni sta prendendo forma nel centro di Legnano. Sulla parete di un palazzo di cinque piani in piazza San Magno ogni giorno viene svelata una delle 24 tessere del Calendario dell’ Avvento ‘en plein air’ che quest’ anno porta la firma dell’ artista. Nel fine settimana, dal venerdi alla domenica, l’ appuntamento si svolge con un procedura ad effetto che richiama schiere di bambini e genitori: alle 18 due scalatori del Club Alpino Italiano vestiti da Babbo Natale si calano dalla sommità dell’ edificio alto 30 metri per aprire la nuova finestra tra la meraviglia e gli applausi dei piccoli spettatori. A operazione conclusa i rocciatori scendono a terra e distribuiscono caramelle e sorrisi. Negli altri giorni l’ apertura è fissata la mattina alle 10.
“Posso raccontare una favola ai bambini?” ha risposto Giosetta Fioroni accogliendo la proposta degli organizzatori.
L’ artista romana ha così realizzato 24 acquarelli 30 centimetri per 20, ognuno dei quali è stato riprodotto nel formato di tre metri per due. Protagonisti del racconto sono gli animali, resi con tocco leggero e immaginifico dalla pittrice e scultrice, tra i protagonisti dell’ arte nella seconda metà del secolo scorso.
Giosetta Fioroni ha colto spunti e stimoli fra i suoi autori preferiti, da Kafka a Plath, da Coetzee e Maupassant all’ amica Anna Maria Ortese. I disegni sono stati collocati sulla struttura in ponteggi e microfilato blu a coprire i 388 metri quadrati della parete che resta illuminata tutta la notte. L’ ultima casella sarà svelata il 24 dicembre, che coincide proprio con il compleanno della pittrice, di cui lo scorso settembre si è chiusa al Museo del Novecento di Milano la grande mostra antologica. L’idea è di Flavio Arensi, direttore artistico iniziative culturali comune di Legnano. “Volevamo uscire dai musei – spiega – e portare l’arte fuori pensando ai bambini legati al calendario dell’ Avvento che regala un cioccolatino ad ogni apertura mentre si avvicina il Natale. Facciamolo in grande, ci siamo detti”. Già la prima edizione 2017, con le opere dell’artista lombardo Velasco Vitali, aveva registrato successo.

A Noa premio Pellegrino di Pace AssisiPer “messaggio di pace che cerca di veicolare”

ASSISI (PERUGIA)16 dicembre 201816:35

– La cantante israeliana Noa riceverà il premio “Pellegrino di Pace” istituito dal Centro internazionale per la pace di Assisi “per il suo impegno per il Medio oriente e per il messaggio di pace che cerca di veicolare attraverso la musica”. La cerimonia è in programma il 21 dicembre al santuario della Spogliazione.
A Noa – spiega la diocesi di Assisi in una nota – sarà consegnato un bronzo di Norberto dal presidente del Centro pace, Caterina Costa, alla presenza dal vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, e del sindaco, Stefania Proietti. Seguirà il concerto per la pace con Andrea Ceccomori e l’ensemble Assisi Suono sacro.
Da quando è stato istituito, nel 1988, il premio è stato consegnato a importanti personaggi della politica, dell’economia, della musica ed associazioni che si occupano di sociale: da Michail Gorbaciov a Madre Teresa, da Bill Gates al generale Rolando Mosca Moschini, da Ernesto Olivero ad Andrea Bocelli, dalla Nazionale italiana cantanti alla comunità di Lampedusa.
Butterfly, Max vuole essere MaxineSu FoxLife miniserie su tema trasngender da Tony Marchant

16 dicembre 201818:43

Un bambino che vuole diventare bambina. Una bambina che fin da piccola si sente intrappolata in un corpo maschile. La serie, che ha fatto il boom di spettatori in Inghilterra, racconta con delicatezza la storia di un bambino di undici anni in lotta con sé stesso e con la propria natura sessuale. Delicata e commovente Butterfly è la miniserie che mostra ai telespettatori senza retorica o immagini morbose cosa si prova ad avere un figlio transgender. Creata e firmata dal premio Bafta Tony Marchant, Butterfly, in onda in prima visione assoluta da stasera dalle 21.00 su FoxLife (Sky, 114), è tra i drama più attesi della stagione e racconta la complessa relazione che vive una coppia di genitori separati, Vicky, il premio Emmy Anna Friel (Limitless e Goal!) e Stephen, interpretato da Emmett J. Scanlan (Hollyoaks, The Fall), nell’affrontare la richiesta di cambio di sesso da parte del figlio minore Max (Callum Booth-Ford). Il conflitto centrale tra i due genitori è caratterizzato dal fatto che entrambi vogliono proteggere Maxine, ma hanno idee completamente diverse sul come farlo. Stephen, il padre, continua ad aggrapparsi all’idea che, quella del figlio, sia ancora una fase passeggera, mentre per Vicky è importante solo che Maxine stia bene fisicamente e mentalmente al di là di tutti i problemi. Fin da piccolissimo Max si è sempre sentito una bambina imprigionata in un corpo maschile e il suo desiderio di diventare Maxine è qualcosa davanti a cui i suoi genitori non possono più far finta di niente. I due si troveranno dunque a dover far fronte ad una situazione sempre più delicata, che li condurrà ad imbattersi in tutte le conseguenze di una scelta che necessita un’accettazione prima in casa e poi da parte della società. La serie abbraccia il pensiero di una famiglia trigenerazionale con diversi punti di vista e diverse sensibilità. Ad esempio la nonna di Maxine, Barbara interpretata da Alison Steadman (Dolce è la vita, Orgoglio e pregiudizio) è legata ai principi delle identità del genere sessuale e incarna lo stupore e lo scetticismo della vecchia generazione davanti ai cambiamenti come se fossero “assurdità moderne”. Il regista Anthony Byrne (Peaky Blinders) in Butterfly racconta in modo potente e realistico il tema con delicatezza, mettendo in scena una famiglia credibile e amorevole nonostante le difficoltà, facendoci immedesimare nei personaggi e facendoci chiedere come avremmo reagito se una cosa simile fosse successa a noi. La colonna sonora di Butterfly è stata scritta dal duo che ha composto la colonna sonora di Stranger Things: Kyle Dixon e Michael Stein

Storia mirabile della Rocca SassocorvaroDurante occupazione nazista fu riparo segreto capolavori d’arte

SASSOCORVARO (URBINO)16 dicembre 201816:48

– Appare subito possente nella sua massa di pietre e mattoni, al centro di un grande spiazzo, all’inizio dello sperone su cui è costruito il paese vecchio di Sassocorvaro tra gli spettacolari colli marchigiani del Montefeltro, questa Rocca castello dalle curiose forme tutte tondeggianti e dalla pianta a immagine di tartaruga, realizzata negli anni attorno al 1475 dal grande architetto senese Francesco di Giorgio Martini (1439 – 1502), lo stesso del Palazzo Ducale di Urbino, di quello di Urbania e di quello di Gubbio, e con una storia ricca che arriva ancor viva sino agli anni ’40, durante la seconda guerra mondiale.
Voluta da Federico da Montefeltro, capolavoro dell’architettura militare dell’epoca, durante la Seconda guerra mondiale custodì oltre 10.000 capolavori d’arte (tra cui la Tempesta del Giorgione, opere di Piero della Francesca, Raffaello, Lorenzo Lotto, Tiziano e Mantegna) per evitare che subissero danni e poi dopo il 15 aprile ’43, venissero trafugate dai nazisti

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Strenne tra libri cult e memoir
Conversazione Morricone-Tornatore e Stephen King per Natale 2018

16 dicembre 201818:37

Gli imperdibili che non si è riusciti a leggere, come ‘Berta Isla’ di Javier Marias. I maestri, che riservano sempre delle sorprese, come ‘The Outsider’ di Stephen King. Le conversazioni tra big come quella tra Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore in ‘Ennio, un maestro’ (HarperCollins) e il memoir dell’ex first lady degli Stati Uniti, Michelle Obama. C’e’ un mondo da scoprire tra i libri strenna, classici, nuovi o da recuperare, da mettere sotto l’albero di Natale 2018. Per i fan e non solo di ‘House of cards’, c’è ‘Il giorno dei Lord’ (Fazi) di Michael Dobbs, primo capitolo della nuova serie di thriller dedicata a Harry Jones e chi ha amato la trilogia di Kent Haruf non può perdere ‘Vincoli’ (NN), il romanzo d’esordio, alle origini della città di Holt. Ecco una scelta di titoli.- ‘BERTA ISLA’ (EINAUDI) DI JAVIER MARIAS, premiato come il miglior libro dell’anno nella Classifica di Qualità de La Lettura. E’ la storia di un amore che deve convivere con un segreto. Un romanzo sulle zone d’ombra e sull’impossibilita’ di conoscere anche le persone più vicine, che non è del tutto negativo perchè “se si svela tutto non si riesce piu’ a sorprendere l’Altro” come ha detto lo scrittore. – THE OUTSIDER (SPERLING&KUPFER) DI STEPHEN KING. E’ una nuova versione di IT per l’era Trump. Nel romanzo, che ha esordito al primo posto del New York Times, King ci fa compiere un viaggio nelle nostre paure di oggi. – DA MOLTO LONTANO (MARSILIO) DI ROBERTO COSTANTINI. Premio Scerbanenco per la migliore opera noir degli anni 2000, Roberto Costantini ci regala in questi giorni un nuovo titolo della sua serie gialla sulla storia recente italiana, ‘Da molto lontano’, ambientato tra gli anni di Tangentopoli e oggi, con un commissario Balistreri in pensione, richiamato a lavorare su un caso di cui si era occupato negli anni ’90. – ‘BECOMING. LA MIA STORIA’ (GARZANTI) DI MICHELLE OBAMA, il memoir dell’ex first lady degli Stati Uniti è un inedito ritratto intimo di una donna che ha costantemente sfidato le aspettative e la cui storia ci ispira a fare altrettanto. – IL PONTE D’ARGILLA (FRASSINELLI) DI MARKUS ZUSAK. Per chi ama l’autore di ‘Storia di una ladra di libri’ è arrivato, tredici anni dopo quel successo, ‘Il ponte d’argilla’, storia dei cinque fratelli Dunbar che se la devono cavare da soli, dopo la morte della madre e l’abbandono del padre. Un ritratto familiare sui nostri destini incrociati. – IL TUNNEL (EINAUDI) DI ABRAHAM B. YEHOSHUA. Il grande scrittore israeliano ci mostra quanto sia necessario trovare “nuove forme di identità” in questo nuovo romanzo che vede protagonista l’ingegnere israeliano in pensione, Zvi Luria, al quale, a poco più di settant’anni, viene diagnosticato un inizio di demenza senile. – L’ABISSO DI EROS (PONTE ALLE GRAZIE) DI MATTEO NUCCI. Un po’ saggio e un po’ racconto, il libro esplora la potenza invincibile di Eros, il dio oscuro delle origini, maschile e femminile, in un viaggio attraverso Omero, Saffo, Platone, Socrate e Tucidide. – MATRIGNA (SOLFERINO) DI TERESA CIABATTI. L’autrice de ‘La più amata’ (Mondadori), finalista al Premio Strega 2017 riflette con taglio incisivo su cosa significhi essere genitori, figli, fratelli e sorelle. Un ritratto familiare che smonta ogni aspirazione alla perfezione. – NEBBIA A TANGERI (DEA PLANETA) DI CRISTINA LOPEZ BARRIO. Finalista al premio Planeta 2017, la scrittrice madrilena fa coincidere le emozioni dei personaggi con il luogo in cui si muovono, Tangeri, in un mirabile intreccio che vede Flora, in fuga dal suo matrimonio fallito, trasformarsi in una detective letteraria. L’uomo con cui ha passato una notte d’amore è anche il protagonista di un romanzo. Il mistero si fa fitto. – TEMPORARY ROAD (UNA) VITA DI FRANCO BATTIATO (LA NAVE DI TESEO), cofanetto con libro e dvd del film documentario di Giuseppe Pollicelli e Mario Tani in cui Battiato rivive la sua carriera e le sue rivoluzioni.

‘Libertà’ 40 anni dopo, il nuovo video di Sergio Caputo – ANTEPRIMA ESCLUSIVAIl cantautore rivisita una sua vecchia canzone contenuta nell’ultimo album ‘Oggetti smarriti’

16 dicembre 201818:40

Era il 1978 quando Sergio Caputo pubblicava il suo primo 45 giri ‘Libertà dove sei’ (titolo che poi diventò ‘Libertà’).
“Scritto in anni turbolenti della storia italiana (1977-1978), potrebbe sembrare un brano dal significato politico. Non è così. In realtà, Libertà non ha nulla a che fare con la politica, bensì ha a che fare con la ricerca della libertà individualmente e spiritualmente”, spiega Caputo, che oggi ricanta questa canzone e ne pubblica un nuovo VIDEO

, girato con tecniche diverse con una telecamera e uno smartphone.Secondo l’autore “non si può associare il concetto di libertà ad un ordinamento politico-sociale di qualunque tipo, perchè nel momento stesso in cui deleghi qualcun altro, sia lo Stato sia una religione, a stabilire le regole della tua libertà, da quell’istante non sei più libero. La ricerca della libertà viene da dentro di noi e regola le nostre azioni e il nostro modo di essere”.”Libertà” è uno dei brani contenuti nell’ultimo album di Sergio Caputo, ‘Oggetti smarriti’, un disco ‘unplugged’ (fatta eccezione per il singolo ‘Scrivimi scrivimi’).
L’album contiene brani ‘smarriti’, ovvero brani che a suo tempo non furono prescelti come singolo-radio, ma che il pubblico del cantautore ama e richiede nei concerti.”Oggi, per quanto mi riguarda, il video – spiega Caputo – non ha più la funzione di stupire il pubblico con riprese dai droni e coreografie sexy, tantomeno di far sembrare il pezzo qualcosa di più di una semplice canzone. Il video per me sostituisce la defunta, o rarissima, apparizione televisiva, quella che consentiva al pubblico di associare un brano all’artista, alla sua faccia, alla sua personalità. YouTube è piena di video di miei pezzi, realizzati dai fans, che mostrano la sola copertina per tutto il tempo della canzone, e questi video registrano centinaia di migliaia di views. Ho voluto dare qualcosa in più, dare me stesso mettendoci la faccia, così che chi mi conosce già mi ritroverà come sono, e chi non mi conosce avrà occasione di farlo. In tempi di selfie, credo che questo incarni molto bene lo spirito della rete”.

I dieci comandamenti, la casa come dirittoDalla provincia di Bologna alla periferia di Foggia, passando per Forlì, storie di disagio abitativo

16 dicembre 201819:08

Dalla provincia di Bologna alla periferia di Foggia, passando per Forlì, Domenico Iannacone racconta la casa come diritto per ogni essere umano in Fuori piove, quinto appuntamento della nuova stagione de I dieci comandamenti, in onda su Rai3 domenica 16 dicembre, alle 20.10.
Si va dalla caduta verticale di un padre bolognese, che dopo la separazione è costretto a vivere in macchina, a quella collettiva di una comunità alle porte di Foggia, dove 50 famiglie italiane da anni vivono in container di pochi metri quadrati. Alloggi sovraffollati, povertà, isolamento, difficoltà economiche raccontati all’interno delle mura domestiche.
Ma vicino a tante storie di disagio abitativo, c’è anche la speranza con un progetto virtuoso di co-housing sociale alle porte di Forlì. Attraverso un finanziamento pubblico e un progetto di eco-edilizia, 18 famiglie hanno abbracciato l’idea di vivere in un modo diverso gli spazi comuni, il risparmio energetico e la solidarietà tra chi ci abita. Un tentativo di rendere la casa il luogo ideale per un esperimento di coesione sociale.

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Incassi Usa, Spider-man animato è al top
Per la 13/ma volta guida gli incassi un film da Marvel Comics

16 dicembre 201819:38

‘Spider-man: un nuovo universo’ di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, in Italia dal 25 dicembre con Warner Bros, domina il box office americano del weekend, con un record: il più grande esordio per un film animato nel mese di dicembre. Sono 35 milioni 400 mila dollari stimati di incasso e per la 13/ma volta quest’anno al numero uno del box office Usa c’è un film adattato dalla Marvel Comics. Al secondo posto, a netta distanza con 17 milioni 210 mila dollari, un altro film Warner: The Mule di e con Clint Eastwood, con anche Bradley Cooper. Il terzo posto è per un altro film animato, The Grinch che mette ulteriori 11 milioni di dollari nel già ricchissimo bottino d’incasso: 239 milioni 288 mila dollari

Gli schizzi antistress di Orson WellesProdotto da Michael Moore in sala il documentario di Cousins

17 dicembre 201809:52

Arriva in sala, come film evento dal 16 al 19 dicembre, Lo Sguardo di Orson Welles, un film documentario diretto da Mark Cousins e distribuito da I Wonder Picturese e Unipol Biografilm Collection nell’ambito delle I Wonder Stories che si concentra sull’universo grafico del grande regista e drammaturgo. Grazie all’accesso esclusivo al materiale privato di Orson Welles, Mark Cousins indaga una leggenda: attraverso i suoi occhi, disegnato con le sue mani, dipinto con i suoi pennelli. Il lungometraggio, prodotto da Michael Moore, si allontana dalle tecniche dei convenzionali documentari per la televisione e non si concentra esclusivamente sul lavoro di Welles dietro la cinepresa. Dice Cousins: “Ci sono molti documentari su Welles e decine di libri. È un regista canonico.
Nel mio lavoro ho cercato di guardare più al cinema africano o indiano rispetto ai film americani. Ma poi ho sentito che esistevano ancora molti disegni e dipinti di Welles. Ero incuriosito. Mi piace il concetto del ‘tempo libero’ dedicato agli schizzi, al prendersi del tempo sbarazzandosi dello stress concentrandosi su altro. Gran parte del mio lavoro negli ultimi anni si è occupato dello sguardo. Forse queste opere di Welles potrebbero aiutarmi a capire come lui guardava?”.
Basandosi su questa premessa il regista presenta nuove scansioni digitali delle opere d’arte e animazioni realizzate appositamente, che danno vita in maniera limpida alla magia del mondo grafico di Welles. Le animazioni sono opera del grafico Danny Carr, intervallate da clip tratte dai film di Welles, registrazioni di programmi radiofonici e interviste televisive di Welles e incontri con Beatrice Welles, che raccontano le storie dietro alle immagini. Una colonna sonora originale del giovane compositore nordirlandese Matt Regan dà al film emozione ed espressività.
Web, social, etica, come proteggersiGiornalisti, psicologi e avvocati spiegano valore della privacy

17 dicembre 201810:04

– Se con gli smartphone siamo ormai abilissimi, tanto da condividere lo storytelling della nostra vita in tempo reale, e conosciamo tutta la comodità della Rete, dal fare acquisti con un click al comunicare senza difficoltà e a costo zero da ogni angolo del mondo, non siamo però ancora così smaliziati da proteggere noi stessi (e i nostri dati personali) dalle insidie del mondo digitale. Un aiuto potrebbe arrivare dal libro “Web, social ed etica” (Edizioni Ets, pp.132, 15 Euro) a cura di Eugenia Romanelli, che mette in primo piano il tema della necessità, non più procrastinabile, di diffondere una cultura della riservatezza come strumento di difesa. Con la prefazione di Massimo Bray e attraverso i saggi di undici esperti (Davide Mula, Marco Lagazzi, Giovanni Camerini, Maria Chiara Parmiggiani, Silvia Spanò, Adriana Mazzucchelli, Roberto Mazzoni, Mario Morcellini, Rory Cappelli, Vincenzo Vita, Riccardo Acciai), il volume affronta la questione della sicurezza sul web e sui social network dal punto di vista giornalistico, giuridico e psicologico per offrire un quadro chiaro ed esaustivo del contesto attuale al lettore, spesso ignaro dei pericoli che corre mentre naviga su Internet. Proprio perché siamo sempre ‘connessi’, spesso pensiamo infatti di padroneggiare il web, di comprenderne ogni aspetto, senza sapere che in realtà il 94% della Rete è un mondo ancora completamente sconosciuto: per questo non bisogna mai abbassare la guardia, perché non c’è totale consapevolezza delle azioni che compiamo online e delle conseguenze che esse hanno. Il problema nasce dal fatto che mentre navighiamo ognuno di noi lascia traccia di sé: considerando che – come hanno dimostrato recentemente lo scandalo Wikileaks e il caso di Cambridge Analytica con il furto dei dati degli utenti di Facebook – le informazioni personali rappresentano merce preziosissima per chi usa lo spazio web per fare profitto o peggio per compiere crimini, è quanto mai necessario fare attenzione e responsabilizzarsi. Una cattiva web reputation può portare danni patrimoniali ma anche all’esistenza stessa della persona, e purtroppo il diritto all’oblio, di cui tanto si discute, è ancora difficile da raggiungere: per questo, soprattutto in assenza di una normativa chiara che regolamenti ogni aspetto di Internet, dobbiamo essere noi stessi in prima persona a difenderci, non solo conoscendo come la legge ci può aiutare ma correggendo i nostri comportamenti verso una autotutela della nostra privacy. “Navigatori senza bussola in un cielo senza stelle”: così Eugenia Romanelli, presentando oggi il libro a Roma, definisce gli utenti di una Rete che è “strumento democratico e rivoluzionario”, ma anche qualcosa che contiene pericoli “a livello macroscopico e microscopico”. “E’ cambiato il paradigma identitario: oggi non possiamo più fare a meno di rappresentarci”, prosegue, “a livello macroscopico i dati personali sono il nuovo petrolio, mentre a livello microscopico siamo di fronte alla piaga sociale del cyberbullismo, del sexting, della dipendenza da social, dei giochi che istigano al suicidio, dell’odio virale. Il libro nasce dal fatto che sono madre: noi adulti abbiamo il dovere di responsabilizzare i nostri figli e di far acquisire loro la patente della consapevolezza dei propri comportamenti sul web”.
La carica degli Spider-man a NataleIl supereroe si moltiplica nello spettacolare film animato

16 dicembre 201818:38

Chiunque può essere, a suo modo, Spider-man: un timido adolescente afroamericano/latino, un 40enne con la pancetta, un eroe in bianco e nero alla Humphrey Bogart, una ragazza coraggiosa, una bimba in stile anime con robot personale e persino un maiale. Sono solo alcune delle incarnazioni del supereroe che hanno arricchito per anni sui fumetti Marvel tra dimensioni parallele e variazioni narrative, l’universo Spider-verse. Una molteplicità al centro del primo lungometraggio animato per il cinema sul personaggio, ‘Spider-man: un nuovo universo’ di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, in Italia dal 25 dicembre con Warner Bros. Un nuovo debutto per l’Uomo Ragno della gestione ‘Sony/Marvel’ parallelo al reboot live action affidato con successo a Tom Holland, capace di entusiasmare i critici e gli spettatori delle anteprime (debutterà negli Usa a metà dicembre), portando al cinema con un’animazione mozzafiato che mescola cgi e 2d anche disegnato a mano (un lavoro che ha richiesto una settimana di lavoro per ogni secondo di film), l’energia i colori, il ritmo, i suoni, lo stile grafico, le tante sfumature di ironia e la complessità dei fumetti. Una rilettura con al centro Spider-Man/Miles Morales, adolescente di papà poliziotto afroamericano e mamma infermiera portoricana, nato nel 2011 (in omaggio a Obama) sui comics creati da Brian Michael Bendis (testi) e l’italiana Sara Pichelli (disegni).Il timido e intelligente Miles, newyorchese di Brooklyn si sente un outsider nel liceo esclusivo che frequenta e preferisce passare il tempo a fare graffiti con lo zio ‘ribelle’ Aaron. Da una nuova avventura insieme, e il classico morso di un ragno radioattivo, Miles si ritrova con i poteri di Spider-man senza sapere come gestirli. Un pericoloso incrociarsi di dimensioni parallele voluto dal ‘cattivo’ Kingpin, portano il teenager a dover imparare, suo malgrado e in fretta, come si fa il supereroe. Un percorso innescato dagli incontri con due Peter Parker, uno brillante ventenne e uno quarantenne un po’ stropicciato e imbolsito, che diventa mentore del neo-Uomo Ragno; la coraggiosa coetanea (o quasi) Spider-Woman (nata sui fumetti nel 2014 con Jason Latour Robbi Rodriguez); Spiderman noir (creato nel 2009 da David Hine, Fabrice Sapolsky e il teramano Carmine Di Giandomenico) personaggio in bianco e nero che nel suo mondo anni ’30 dà la caccia ai nazisti; Peni Parker (creata nel 2014 da Gerard Way e Jake Wyatt), bimba metà asiatica che combatte i cattivi con il suo robot ‘ospite’ del regno radioattivo, e il buffo ma implacabile maiale in costume da supereroe Peter Porker alias Spider-Ham (ideato nel 1983 da Tom DeFalco e Mark Armstrong). Un apparente delirio, capace di celebrare l’essenza, tra humour e action, del personaggio, che regala nella versione originale doppiatori d’eccezione, come, fra gli altri, Chris Pine per il Peter Parker ventenne; Hailee Stanfield per Gwen Stacy/Spider-Woman; Lily Tomlin per una combattiva Zia May; Mahershala Ali per zio Aaron e Nicolas Cage per Spider-Man Noir ispirandosi, a suo dire, a James Cagney e Humphrey Bogart. La Sony ha coinvolto in questo riavvio animato il duo ipercreativo e irriverente formato da Chris Miller e Phil Lord (The lego movie): “La cosa esaltante di Spidey è che puoi vedere questo supereroe indossare una maschera, volare in giro e pensare ‘Hey potrei esserci io sotto quella maschera – spiega nelle note di produzione Lord, che con Miller coproduce, ma firma anche, da solo, il soggetto e come coautore, la sceneggiatura -. Uno dei temi principali del film è che tutti noi abbiamo dei poteri e dobbiamo affrontare le nostre responsabilità indipendentemente da chi siamo o dove siamo nati”.      [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTIDALLE 03:21 DI VENERDì 14 DICEMBRE 2018

ALLE 12:45 DI DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

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A Siena la Collezione Spannocchi
Tra opere 2 pannelli Altdorfer che tornano città dopo 100 anni

SIENA14 dicembre 2018 03:21

– SIENA

– Ritorno a ‘casa’, a Siena, dopo più di 100 anni per due pannelli di Albrecht Altdorfer raffiguranti le Storie di San Floriano, in prestito dagli Uffizi. Accade per la mostra ‘Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi a Siena’, allestita al Santa Maria della Scala dal 14 dicembre al 5 maggio. L’esposizione è una tappa del processo di riunificazione dei dipinti della collezione, donati al Comune nel 1835 e conservati in larga parte nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Civico di Siena.
In mostra una selezione delle opere fiamminghe e nordiche della Collezione Spannocchi, definita la più rilevante raccolta senese. Oltre ai due pannelli di Altdorfer, agli Uffizi dal 1914 ma già facenti parte della Collezione, esposti il San Girolamo di Albrecht Dürer, la Lucrezia di pittore legato alla cerchia di Lucas Cranach, La decapitazione del Battista, attribuita ad un artista tedesco collaboratore di Altdorfer e la Torre di Babele.
La mostra, curata da Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pitteri, vuole cogliere lo spirito collezionistico che interessò dapprima i Gonzaga a Mantova (da cui proviene parte della collezione) e, successivamente, le famiglie Piccolomini e Spannocchi a Siena.

Treccani, il nuovo vocabolario per tuttiAnche volume su neologismi, da libridine a dronista

14 dicembre 201809:39

– IL NUOVO TRECCANI (ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA). Un vocabolario “amichevole”, che pensa alle nuove generazioni, che rende “ogni definizione autonoma” e dal quale sono state eliminate le abbreviazioni. E’ il nuovo Treccani in cui sono raccolte 100 mila parole, al quale hanno lavorato per diversi anni Valeria Della Valle e Giuseppe Patota,con la redazione, che esce insieme a un volume dedicato ai neologismi, a cura sempre di Della Valle con Giovanni Adamo e al ‘Thesaurus’ in cui per la prima volta viene fatta una mappatura delle parole, a cura di Patota.
Tre volumi che arrivano per Natale cambiando il nostro approccio con la lingua. Ecco allora ‘dronista’, cioè chi è capace di pilotare un drone. ‘Libridine’, il desiderio smodato per la lettura e il possesso dei libri. ‘Boerata pazzesca’ che allude al presidente dell’Inps e tra le tendenze “cattogrillismo”. Tutti neologismi che troviamo nel volume a cura di Giovanni Adamo che si può leggere come un libro della storia recente. “Le fonti sono i giornali, sia i tre principali quotidiani nazionali che quelli di sinistra, di destra e legati al territorio, perché rendono conto di tutto. Arriva al lettore la lingua che si usa ogni giorno, a proposito di tutti gli argomenti” spiega Adamo che con la Della Valle ha lavorato dieci anni a questa opera. “Abbiamo tenuto conto, finché c’era, dell’Unità, di Liberazione, de Il manifesto, ma anche de Il Giornale e Libero” spiega il curatore.
Con il vocabolario in un unico volume “che ha una veste tipografica antica che sfida il tempo”, come ha sottolineato il linguista Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, “abbiamo voluto accostare un pubblico diverso da quello Treccani, che è molto colto” ha spiegato la Della Valle.
“Abbiamo cercato di rendere – ha continuato – ogni definizione autonoma. Se cerco una determinata parola all’interno devo trovare tutte le spiegazioni, senza essere obbligata ad andare a cercare altrove il significato di un termine che non so. Come per ‘Tavola’ dove nei vocabolari si nomina il ‘polittico’ e un giovane non deve per forza sapere di cosa si tratta. Noi glielo spieghiamo e usiamo il ‘cioè’ una pala d’altare. Un modo amichevole, finora considerato alla buona” spiega la Della Valle. “Abbiamo eliminato anche tutta una serie di parole che per inerzia, dal Seicento a oggi, continuavano a rimanere all’interno dei vocabolari. Sono parole che non sono state mai usate. Per esempio ‘Tattera’, che significa una cosa da niente.
E’ una parola di un antico testo toscano che compare in un codice, in un manoscritto che nessuno ha mai avuto il coraggio di togliere. Non volevamo continuare a fare quello che si fa da secoli, abbiamo voluto rischiare, abbiamo pensato alle nuove generazioni che di fronte ai vocabolari di vecchio stile, in cinque volumi, densissimi, sono spaesati” dice Della Valle.
“Un’altra cosa che abbiamo eliminato sono le abbreviazioni di cui sono pieni i vocabolari. Abbiamo tolto tutte le interferenze di quello che chiamiamo il ‘vocabolariese’, oramai un linguaggio iniziatico per addetti ai lavori. Certo, chi già sa, lì si trova bene. Ma noi dobbiamo pensare a chi non sa. Abbiamo ricontrollato parola per parola”.
Sono 3505 i neologismi, “ma ne abbiamo molti di più” spiega Della Valle. Mentre sono 800 le voci del Thesaurus, a cura di Patota, utilissimo per chi insegna e studia e dove per la prima volta le parole vengono messe in relazione fra loro: “Non è un vocabolario ma un modo per rendersi conto, anche visivamente, delle connessioni che legano le varie parole. C’è una parola al centro e poi una specie di raggiera che costituisce la mappa e in basso tutti i modi di dire. Non si danno definizioni, ma si crea una grande famiglia legata a una parola” spiegano i curatori.
Macchine mortali, futuro steampunk e attualeIn sala il film tratto dalla saga bestseller, produce Peter Jackson

14 dicembre 201809:44

– Megalopoli predatrici in movimento e piccole città mobili (tutte chiamate ‘trazioniste’), in un mondo, tra conquiste e deportazioni, sempre più spogliato di risorse; società classiste nelle quali i reperti ‘archeologici’, dai vecchi smartphone ai Minions, sono nei musei ma acquistano valore solo quelli che permettono di costruire nuove armi. E’ il futuro steampunk (basato su un mix in costumi e ambientazioni, di tecnologia futuristica e elementi del passato), del 3718, raccontato da Macchine mortali di Cristian Rivers, in sala dal 13 dicembre con Universal. E’ l’adattamento del primo libro, uscito nel 2001, della saga letteraria young adult bestseller (in quattro romanzi, più altri, quattro scritti in seguito come prequel) di Philip Reeve. Motore del progetto è Peter Jackson (di cui Rivers è stato a lungo collaboratore) che ha acquistato i diritti del libro nel 2009 e dopo aver pensato a lungo di dirigere il film si è ritagliato i ruoli di cosceneggiatore e coproduttore. La storia riecheggia molti capisaldi fantasy e della fantascienza, da Frankenstein a Star Wars, tra padri indegni, figlie ribelli e potentissime armi da distruggere, da Blade Runner a Terminator, passando per Mad Max. Nel cast il duo di giovani protagonisti, Hera Hilmar e Robert Sheehan con Hugo Weaving, la rivelazione Jihae, Leila George, Ronan Raftery e Stephen Lang. Questa storia post-apocalittica, ambientata oltre 1600 anni dopo la guerra globale (detta ‘dei 30 minuti’) che ha annientato l’umanità e sconvolto la geografia dei continenti, è stata scritta nel 2001, ben lontana da ogni idea di Brexit, ma ha una premessa che suona oggi molto ironica: la potentissima Londra, con tutti i propri simboli in bella mostra, dai leoni di Nelson alle cabine telefoniche rosse, ha lasciato la Gran Bretagna per trasferirsi in un’Europa sempre più spoglia dove le città mobili da arpionare ‘ingurgitare’ e spogliare di ogni risorsa, sono sempre meno. Dopo una nuova caccia riuscita, durante la ‘deportazione’ a bordo dei ‘conquistati’, una misteriosa ragazza, Hester Shaw (Hilmar), nella confusione della folla, tenta di uccidere, in cerca di una vendetta molto personale, uno dei leader, Thaddeus Valentine (Weaving). Gli salva la vita il giovane storico/archeologo, ex aspirante aviatore, Tom (Sheehan), che però, si ritroverà in fuga con Hester e impegnato con i combattenti della Lega Anti- Trazionista guidati da Anna Fang (la cantante e artista visuale sudcoreana Jihae) a combattere Valentine e i suoi spietati piani per distruggere e conquistare, la stanziale Shan-Guo, centro di comando degli Anti-Trazionisti. Un bailamme che sul grande schermo colpisce, e a tratti, avvince, a livello visivo ma soffre per una narrazione confusa dove non mancano gli stereotipi, pur regalando alcuni personaggi forti, come Anna e Shrike (un bravissimo Stephen Lang), ultimo implacabile e solitario cyborg ‘Rinato’, creato per distruggere, che colleziona pezzi di bambole e conserva in sé i sentimenti paterni della vita umana passata. I richiami all’oggi nella storia non mancano, ma Jackson ne ha fatto aggiungere uno ulteriore solo poche settimane fa, introducendo fra le istruzioni audio impartite ai profughi deportati a bordo di Londra, l’annuncio ‘I bambini potrebbero essere momentaneamente separati dai genitori’, per evocare ciò che sta succedendo negli Usa per la guerra di Trump all’immigrazione clandestina: “Stavamo lavorando al mixing audio e arrivavano quelle notizie orribili su quanto succedeva al confine (Usa-Messico), così abbiamo pensato di aggiungere quel voiceover – ha spiegato Jackson a Uproxx -. Eravamo molto molto arrabbiati e in questo modo volevano dare il nostro commento”.
Mondadori, che ha pubblicato il primo volume della saga nel 2004, ne ha fatta uscire una nuova edizione a cui farà seguire nel corso del 2019 gli altri tre volumi.
XFactor, su Sky è la finale più vistaRecord anche per i voti, oltre 48 milioni

14 dicembre 201811:05

– La finale di X Factor 2018 è stata vista ieri sera nel complesso da 2 milioni 824 mila spettatori medi, in leggera crescita rispetto allo scorso anno con uno share complessivo del 13%. È la finale più vista di sempre per X Factor su Sky. Record anche per i voti: è stata l’edizione più votata di sempre con oltre 48 milioni di voti per l’intera edizione.

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Concerti addio Morricone a Verona e Roma
Il 18 e 19/5 all’Arena, il 15, 16, 21 e 22/6 a Caracalla

14 dicembre 201812:29

– Ennio Morricone dirigerà a Verona e Roma i ‘final concerts’. Il maestro, 90 anni appena compiuti, sarà il 18 e 19 maggio all’Arena di Verona e poi il 15 e 16 giugno e il 21 e 22 giugno alle Terme di Caracalla a Roma.
I concerti sono parte del suo “60 Years of Music” World Tour, che celebra il 60/o anniversario della carriera del compositore e direttore d’orchestra e finora ha visto svolgersi più di 50 concerti in 35 città europee. Oltre 650.000 appassionati hanno assistito ai concerti del tour dal 2016 ad oggi per vedere il maestro dirigere personalmente un’orchestra e un coro che portano più di 200 persone sul palco. Una delle particolarità di questi nuovi concerti sono le scalette differenti nelle varie serate.
Mosè di Michelangelo oltre il visibileA S. Pietro in Vincoli, percorso tattile per tomba Giulio II

14 dicembre 201813:59

– Mai le mani avevano osato tanto.
Toccare la barba di folta di Mose’, salendo su verso il naso, gli zigomi, il sopracciglio incurvato. In quella perfezione così realistica che, dice leggenda, lasciò sgomento lo stesso Maestro. Michelangelo da oggi è per tutti, con il percorso visivo-tattile che la Soprintendenza Speciale di Roma, nell’ambito dell’Anno del Patrimonio Culturale Europeo 2018, dedica alla monumentale Tomba di Giulio II, all’interno della Basilica di San Pietro in Vincoli. Tre i plastici e modelli in 3D (con la testa di Mosè 1:1), frutto di un lavoro di oltre 1.500 fotografie, accompagnati da pannelli esplicativi e un codice QR per contenuti audio. Realizzato con il Museo Statale Tattile Omero di Ancona e La Sapienza di Roma, budget ”23-25 mila euro” il progetto, dice il Soprintendente Francesco Prosperetti, ”forse per la prima volta a Roma trasferisce a monumenti moderni l’esperienza di allargamento dell’accessibilità alla conoscenza del patrimonio. Ma con sorpresa per tutti”

A Edizioni Erickson Premio Speciale DosiPer video tratto dal libro ‘Mia nonna era un pesce’

14 dicembre 201814:20

– Le Edizioni Erickson si sono aggiudicate il Premio Speciale Giancarlo Dosi per la divulgazione scientifica rivolta ai ragazzi con il video ‘Da dove veniamo?’ tratto dal libro illustrato ‘Mia nonna era un pesce’ di Jonathan Tweet. Rivolto ai bambini dai 4 anni, il video spiega in maniera divertente l’evoluzione.
‘Da dove veniamo?’ si è imposto nella categoria ‘Scienze, matematiche, fisiche, chimiche e della terra’. Stimolando immaginazione e curiosità, il libro e il video portano i piccoli e i grandi dentro l’affascinante storia della vita sul nostro pianeta, spiegando come siamo connessi a tutti gli altri organismi viventi.
“Da sempre Erickson è impegnata nell’aiutare bambini e ragazzi ad avvicinarsi alla scienza seriamente ma con allegria.
Mai come oggi, in un momento storico che troppo spesso vede il metodo scientifico messo nell’angolo, sentiamo il peso di questo impegno. Questo premio ci dona ulteriore energia” afferma Fabio Di Pietro, direttore editoriale della Erickson.
Lo speciale riconoscimento è stato consegnato il 13 dicembre a Roma nel corso della cerimonia organizzata alla sala convegni del CNR dall’Associazione Italiana del Libro, che ha riconosciuto a Erickson “l’efficacia della comunicazione in ambito scientifico rivolta a un target giovanile”.
Anastasio, sono un libero pensatoreSalvini e Renzi possono dire cose giuste. Mio voto scheda bianca

14 dicembre 201814:40

– “Non sono comunista né fascista, ancora parliamo di questo? Io mi tengo informato, metto like e vedo cosa dicono le persone”. Lo ha detto Marco Anastasio, il vincitore della 12/a edizione di X Factor, rispondendo a una domanda sulle polemiche nate intorno ai like a CasaPound e Salvini. “Io ho la mia opinione su fatti di cronaca, a volte sono da un lato e a volte dall’altro. Mi etichetto come un libero pensatore. Può dire una cosa giusta anche Salvini, così come Renzi. Guardo alla cosa che si dice, non alla persona che la dice”, ha aggiunto il rapper ventunenne.
Queste polemiche “mi fanno sorridere, hanno fatto il classico gioco del titolone sulla base di non so bene cosa. Io sono un libero pensatore e ho posizioni per nulla additabili di fascismo”, ha spiegato Nasta.
“Alle ultime elezioni – ha concluso – ho votato scheda bianca”.

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Mostre: a Siena ‘Una città ideale’
Dürer, Aldorfer e i maestri nordici della Collezione Spannocchi

SIENA14 dicembre 201816:25

– SIENA

– Il Santa Maria della Scala di Siena, ospita dal 14 dicembre la mostra ‘Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi di Siena’ curata da Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pittèri. L’esposizione, promossa dal Comune di Siena e dal Polo Museale della Toscana, si configura come una tappa del processo di riunificazione dei dipinti della Collezione Spannocchi, donati al Comune nel 1835 e conservati in larga parte nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Civico di Siena, presso il Santa Maria della Scala. La mostra intende proporre una significativa selezione delle opere fiamminghe e ‘nordiche’ della collezione Spannocchi, esposte in un percorso tematico ed organizzate cronologicamente. L’occasione è data dalla possibilità di ottenere in prestito i due straordinari pannelli di Albrecht Altdorfer raffiguranti Storie di san Floriano, alla Galleria degli Uffizi dal 1914, ma già parte della collezione.
Canzone per royal baby,lettera da LondraRecapitata ad autore musiche,il catanzarese Maurizio Scicchitano

CATANZARO14 dicembre 201816:28

– CATANZARO

– In occasione della nascita del figlio terzogenito del Duca e della Duchessa di Cambridge, Louis Arthur Charles, aveva composto le musiche di una canzone dal titolo “With all my heart”, con testo di Giovanni Nicotera, affidata alla voce di Mirella Schisano. Ora, a distanza di qualche mese dall’evento, a Maurizio Scicchitano, compositore catanzarese, è giunta da Kesington Palace una lettera di ringraziamento a firma della portavoce della coppia reale, miss Claudia Spens.
Il brano propone una “romantica melodia” e, come si legge nel testo della lettera recapitata in Calabria da Londra, “il Duca e la Duchessa hanno apprezzato moltissimo il pensiero incredibilmente gentile, rimanendo molto commossi del fatto che ci si sia preso cura di mandare un dono”.
L’autore calabrese, che già in passato ha omaggiato i reali inglesi di canzoni a loro dedicate, è, tra l’altro, l’ideatore di “Come puoi”, primo brano ufficialmente dedicato a Papa Francesco ed inciso da Massimo Ranieri.
All’Archeologico Firenze 432 gemmeSelezionate da 2.300 esemplari della collezione del museo

FIRENZE14 dicembre 201816:39

– FIRENZE

– Dopo due anni di studio, il museo archeologico nazionale di Firenze inaugura il riallestimento della sezione museale dedicata alla collezione di gemme dei Medici e dei Lorena, che mette in mostra 432 esemplari tra cui, sigilli, cammei, intagli e anelli, dall’epoca Carolingia al Rinascimento. Delle 2.300 gemme custodite dal museo fiorentino, la più grande collezione al mondo, è stata fatta una selezione delle più rappresentative, ora esposte all’interno del museo archeologico fiorentino, nel corridoio di Maria Maddalena de’ Medici. “Scegliere – ha detto Riccardo Gennaioli, il ricercatore che ha selezionato le gemme – non è stato facile perché questa è una collezione di grandissimi capolavori”. Per Stefano Casciu, direttore del polo museale della Toscana, l’iniziativa, realizzata con il sostegno finanziario della fondazione ‘Friends of Florence’, rinnova “il paradigma della buona collaborazione tra pubblico e privato, a tutto vantaggio della tutela del patrimonio culturale dei nostri musei”.
Torna Mary Poppins, tra omaggio e magiaEmily Blunt nel ruolo iconico di Julie Andrews. In sala da 20/12

15 dicembre 201817:28

– C’è un altro Mr Banks che ha bisogno di essere salvato e non può che pensarci la tata magica più amata da piccoli e grandi. E’ il punto di partenza de Il ritorno di Mary Poppins, sequel di Rob Marshall con Emily Blunt per il ruolo reso iconico da Julie Andrews nel capolavoro del 1964 tratto dalla serie letteraria di P.L. Travers. In sala dal 20 dicembre con Disney, questo seguito, ripropone temi universali, come l’infanzia a confronto con le durezze del mondo adulto e il rapporto padre – figli, filtrati da magia, canzoni corali, coreografie e un tocco di animazione 2d, rendendo un omaggio rispettoso nelle virgole ma vitale al film di Robert Stevenson.Insieme a Emily Blunt (doppiata in italiano da Domitilla D’Amico, e per le canzoni da Serena Rossi) ci sono, fra gli altri, il nuovo re di Broadway, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters, Colin Firth. Senza dimenticare i cameo di Meryl Streep, nei panni della bizzarra cugina di Mary Poppins, Topsy (che canta anche uno dei brani più riusciti della colonna sonora, ‘Sopra Sotto’), Angela Lansbury e il sempre straordinario, oggi 93enne, Dick Van Dyke a fianco di Julie Andrews nel 1964. Con la trama originale scritta da David Magee, che ha tratto spunto dagli elementi principali nei libri di P.L Travers, si viene trasportati nella Londra degli anni ’30, alle prese con le conseguenze della Grande Depressione, 25 anni dopo la prima avventura. Michel Banks (Whishaw) ora è adulto, sempre legatissimo alla sorella Jane (Mortimer), e padre di tre bambini, Annabel (Pixie Davies), John (Nathanael Saleh) e Georgie (Joel Dawson). Per loro è un periodo molto difficile: stanno affrontando il lutto per la recente morte della madre dei piccoli e la prospettiva di perdere, a causa di un debito, la casa di famiglia. Una situazione che impone il ritorno della tata ‘praticamente perfetta’ e dalle mille risorse, sempre giovane, Mary Poppins.Ad aiutarla a guidare i Banks fuori dal tunnel, ci sono il lampionaio Jack (Miranda, che partecipa anche a una delle coreografie più belle del film, un numero di lampionai ballerini/biker), e le incursioni in mondi paralleli 2d, dal mare esplorato con una vasca da bagno a Vasellamia, all’interno di un vaso rotto. L’empatia istintiva e la solarità di Julie Andrews (oggi 83enne, che ha rifiutato di apparire in un cameo, proprio per lasciare libera la nuova protagonista, ndr) sono inimitabili, ma Emily Blunt saggiamente prende una strada diversa. La sua Mary Poppins, apparentemente più riservata, conquista i bambini e il pubblico con charme, dolcezza e uno humour molto personale.”Quando mi hanno offerto di interpretare Mary Poppins sono stata contemporaneamente elettrizzata all’idea ma anche terrorizzata perché è un personaggio così iconico e amato dal pubblico – ha spiegato l’attrice a Entertainment Weekly -. Mi sono chiesta cosa potessi portare di mio al ruolo e in questo mi ha aiutato molto Rob Marshall che è riuscito a rendere il film intimo pur essendo una grande sfida per tutti”. A confrontarsi con le indimenticabili canzoni dai fratelli Sherman nel primo film sono Marc Shaiman (autore di tutte le musiche) e Scott Wittman (testi) che evocano le atmosfere di brani come ‘Supercalifragilistichespiralidoso’ e ‘Un poco di Zucchero’, senza però ritrovare la stessa immediatezza. Regalano comunque alcune canzoni emozionanti, come la ninna nanna “Il Posto Dove si Nasconde” e “L’Abito Non Fa il Monaco”. Molti critici Usa pur apprezzando generalmente il sequel e l’interpretazione di Emily Blunt, rimproverano al regista di essere rimasto troppo legato all’originale, ma per Marshall “questo è probabilmente il film più personale che io abbia mai realizzato, principalmente perché è incentrato sull’idea di trovare il bambino che si nasconde dentro di noi e mantenere viva la speranza in tempi oscuri. È un tema che mi sembra davvero attuale, considerando lo stato in cui il mondo si trova al momento”.

Musei Reali, riapre Gabinetto ManeggioCapolavoro Settecentesco restaurato con investimento Consulta

TORINO14 dicembre 201818:29

– TORINO

– Riapre al pubblico il Gabinetto del Segreto Maneggio degli Affari di Stato di Palazzo Reale, a Torino, ambiente tra i più affascinanti della residenza sabauda, restaurato grazie a un intervento della Consulta per la Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino, di 100.000 euro.
Realizzato tra il 1730 e il 1740 su commissione del re Vittorio Amedeo II e poi Carlo Emanuele III, il piccolo ambiente reca la firma dei più celebri artisti attivi a Torino a quell’epoca, Juvarra e poi Alfieri; le boiseries e gli arredi lignei sono di Luigi Prunotto e Pietro Piffetti, la volta è affrescata da Claudio Francesco Beaumont sul tema de Le virtù di un monarca, mentre le Storie della Gerusalemme liberata si devono a Carle van Loo.
Re Vittorio Amedeo volle quello scrigno perché si fidava poco di tutti, per nascondere importanti documenti e fare incontri segreti. Quando il re cambiò la disposizione del palazzo, la zona passò alla regina che ne fece la sua toeletta.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema da record incassi in Usa nel 2018
Registrato oltre +10% al botteghino rispetto a 2017

NEW YORK14 dicembre 201819:31

Il 2018 si è rivelato un anno d’oro per il cinema americano. Secondo quanto scrive Hollywood Reporter gli incassi al botteghino entro la fine dell’anno raggiungeranno quasi i 12 miliardi di dollari, pari ad un oltre 10% in più rispetto al 2017.
Il boom si è registrato nonostante l’anno si chiuda per la prima volta in quattro anni senza un film di Guerre Stellari, in sala, invece, per il periodo natalizio ci saranno invece Spider-Man – Un nuovo universo , Il ritorno di Mary Poppins, Aquaman e Bumblebee.
Il film che ha registrato i maggiori incassi nel 2018 e’ stato Black Panther, con 700 milioni di dollari solo negli Stati Uniti. Al secondo e terzo posto ci sono ancora film della Disney, Avengers: Infinity War, con quasi 680 milioni di dollari e Gli incredibles 2, con poco oltre 608 milioni di dollari.
Borse Hibourama puntano a mercati esteriManager 30enni investono nel marchio che apre 400 mq a Roma

ROMA14 dicembre 201817:51

– Grazie all’ingresso di un gruppo di giovani soci investitori, tutti trentenni, il marchio di borse di lusso Hibourama avvia un programma di crescita nei mercati interno ed estero. Nato nel 2011 grazie alle designer Rachele Mancini e Maila Ferlisi, ex studentesse della Koefia, Hibourama comincia il programma di rilancio aprendo una sede-atelier di 400 mq a Roma, che comprende i laboratori di stile e design, ricamo, ricerca e sviluppo, parte della produzione e un dipartimento dedicato a comunicazione e innovazione. Inoltre, tra i progetti c’è anche l’avvio di un’Academy dedicata ai nuovi talenti del design di borse, attraverso la collaborazione con le principali scuole di moda. Intanto, con l’ingresso nella società dei giovani manager Massimo Di Amato, Daniele Provenziani, Luigi Izzo, Vittoriomaria Alfonsi, l’azienda punta ad espandersi nel biennio ,negli Emirati Arabi, negli Stati Uniti e in Cina, per raggiungere un incremento stimato del business nello stesso periodo del 2017, del 150%.
A Palermo 15 opere Antonello da MessinaA Palazzo Abatellis. Villa, eccezionalità unica

PALERMO14 dicembre 201817:59

– PALERMO

– Inaugurata a Palermo la mostra dedicata ad Antonello da Messina, a Palazzo Abatellis (che già ospita l'”Annunciata” del pittore del Quattrocento), curata da Giovanni Carlo Federico Villa che parla di “eccezionalità unica”, con l’arrivo dall’Italia e dall’estero di 15 opere: dagli Uffizi è giunto il trittico della “Madonna con Bambino”, il “San Giovanni Battista” e il “San Benedetto”, opera che la Regione Lombardia acquistò nel ’95 e oggi in deposito nel museo fiorentino. Dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia è arrivato “Il ritratto di giovane gentiluomo”.
La mostra – organizzata dalla Regione insieme a MondoMostre e che chiude le iniziative di Palermo Capitale italiana della cultura 2018 – si può visitare fino al 10 febbraio.

The First, Sean Penn su MarteAnteprima al cinema il 18, dal 19 dicembre su Timvision

14 dicembre 201818:29

– Ambientata in un prossimo futuro, racconta la prima missione su Marte, seguendo gli astronauti e le loro avventure verso e sul Pianeta Rosso. E’ The First, che vede il due volte premio oscar Sean Penn nel ruolo del protagonista assoluto: Tom Hagerty, l’astronauta scelto per guidare il manipolo di cinque astronauti della missione, fondata da Laz Ingram, interpretata da Natashca McElhone (conosciuta per i film The Truman Show, Ronin, Solaris e Californication) visionaria imprenditrice aerospaziale. La serie evento arriva in Italia, dopoil grande successo di pubblico e critica internazionale in esclusiva dal 19 dicembre su Timvision. Ma per gli appassionati del genere i primi due episodi di “The First”, prodotto da Westword Productions verranno proiettati in anteprima assoluta martedì 18 dicembre dalle 20 in 30 cinema italiani in collaborazione con Nexo Digital. L’ideatore di The First è Beau Willimon, la mente dietro House of Cards, che ha scritto e prodotto la miniserie di 8 puntate con Jordan Tappis

Divise Turkish Airlines Best UniformLo stilista ha firmato anche quelle per Alitalia nel 2016

14 dicembre 201818:53

– Le divise della Turkish Airlines, disegnate da Ettore Bilotta si sono aggiudicate il premio assegnato da Design Air per la categoria Best New Uniform 2018.
Lo stilista (ha firmato anche le divise Alitalia nel 2016) che ha partecipato alla gara d’appalto per la creazione del nuovo look della compagnia di bandiera nel 2016, vincendola nel 2017, era stato prescelto “per la sua abilità nel coniugare praticità e glamour, ricerca e tradizione esprimendo un nuovo concetto di divisa che interpreta al meglio un paese con una ricca storia e con culture diverse, punto d’incontro tra oriente e occidente”.
Bilotta ha tratto spunto da un tratto grafico tipico dell’antica scrittura turca, a dimostrazione che la creatività si coniuga con semplicità e cultura che esprime una civiltà millenaria.
Le nuove divise sono l’espressione di un paese unico dove tradizione e modernità coesistono rendendo Istanbul una moderna metropoli cosmopolita.
Pelosi star, Max Mara rifa’ suo cappotto”nonna Nancy” fa tendenza dopo il match in tv con Trump

NEW YORK14 dicembre 201819:07

– NEW YORK

– Nancy Pelosi superstar tiene testa a Donald Trump nello studio ovale e il cappotto rosso arancio con cui esce dal match con il presidente americano fa immediatamente tendenza. Tanto tendenza che Max Mara, che nel 2013 aveva smesso di distribuire il modello “Glamis” indossato dalla futura Speaker della Camera, ha annunciato che lo riportera’ nei negozi il prossimo anno in un varieta’ di colori.
Non capita di frequente nel mondo della moda che un capo di abbigliamento venga ripescato dagli archivi di una griffe e il fatto che la 78enne “Nonna Nancy” abbia generato quello che la Cnn ha definito un “fashion event” la dice lunga, sia sul sul potere dell’immagine di una donna da quasi quattro decenni in politica sia sulla rapidità con cui i trend si diffondono sui social media. “Il cappotto ha trasformato la Pelosi da simbolo apparentemente stanco dell’establishment a simbolo elegante di rivolta”, ha scritto la “fashion editor” del New York Times Vanessa Friedman.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Prato il Genio di Leonardo e i tessuti
Ricerche su meccanizzazione tessile nella ‘capitale dei telai’

FIRENZE14 dicembre 201819:41

– FIRENZE

– Arriva a Prato una mostra multimediale per illustrare ricerche, studi e sperimentazioni che Leonardo da Vinci elaborò sul tema della meccanizzazione della produzione dei filati e dei tessuti. La rassegna, dal 16 dicembre al 26 maggio 2019, è intitolata ‘Leonardo da Vinci, l’ingegno, il tessuto’ ed è organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e il Museo Leonardiano di Vinci, con il patrocinio e il contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni.
Un percorso espositivo molto articolato che si apre con le riproduzioni in grande scala di alcuni dipinti di Leonardo, con una speciale istallazione sonora creata da Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore della Minus&Plus. Poi uno scenografico allestimento evoca i meccanismi delle ruote dentate e gli studi sui dispositivi e sulle macchine. Il visitatore potrà apprezzare i dispositivi per la ritorcitura e binatura del filato di seta.
Janet Jackson nell’Olimpo della musicaCome il fratello Michael. Con lei anche Radiohead e i Cure

NEW YORK14 dicembre 201819:42

– NEW YORK

– Un altro membro della famiglia Jackson viene consacrato nell’olimpo della musica. Dopo Michael Jackson e i Jackson 5, anche Janet entra nella Rock and Roll Hall of Fame. La popstar americana è stata ammessa dopo essere stata nominata tre volte. Il suo nome era elegie sin dal 2007, ma è stata nominata solo nel 2016. Possono essere proposti per l’ammissione alla Hall of Fame singoli artisti o gruppi solamente dopo che siano trascorsi 25 anni dalla loro prima incisione.
Oltre alla Jackson sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame anche, tra gli altri, Stevie Knicks, Def Leppard, Radiohead, i Cure e Roxy Music. La cerimonia di induzione si terrà il 29 marzo al Barclays Center a Brooklyn. Sarà la 34/a edizione.
Legali Bill Cosby chiedono appelloDopo condanna violenze sessuali aggravate

NEW YORK14 dicembre 201819:43

– NEW YORK

– I legali di Bill Cosby fanno richiesta di appello dopo la condanna a violenze sessuali aggravate con una pena da tre a dieci anni di carcere sostenendo che il giudice ha commesso lui stesso 11 pasticci legali. Lo riferisce il New York Post. Secondo gli avvocati del comico, nella lista degli errori commessi, tra gli altri, c’e’ il fatto che il giudice ha acconsentito alla testimonianza di altre cinque accusatrici durante il secondo processo mentre durante il primo processo era stato acconsentito solo ad una in più. Il pubblico ministero ha ora 30 giorni di tempo per rispondere alla richiesta di appello dopo di che la Corte Suprema stabilirà se esaminare o meno il caso.
Keith Richards, addio ai superalcolici’Ho staccato la spina’, solo ‘un bicchiere di vino ogni tanto’

NEW YORK14 dicembre 201819:44

– Keith Richards ha detto addio ai superalcolici. La star dei Rolling Stone non ha mai fatto mistero della sua passione per droghe e alcol, ma ora ha spiegato che da un anno circa ha quasi smesso di bere e rinunciato completamente ai superalcolici. “Ho staccato la spina, mi sono stufato”, ha fatto sapere il chitarrista 74enne, affermando tuttavia che non e’ diventato del tutto astemio, ma si concede ancora “un bicchiere di vino ogni tanto, o una birra”. “Era ora di smettere”, ha affermato Richards: “Proprio come tutte le altre cose”. E il collega Ronnie Wood, 71 anni, che e’ sobrio dal 2010, ha detto di aver notato la differenza: “E’ un piacere lavorare con lui – ha spiegato ai media – E’ molto più tranquillo, e aperto a diverse idee”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre: stile colto di Urgessa a Pitti
Artista etiope-tedesco esporrà 40 opere, curatore è Schmidt

FIRENZE14 dicembre 201820:28

– FIRENZE

– Sarà l’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti, a Firenze, ad accogliere la prima mostra monografica in Italia di Tesfaye Urgessa, il 35enne artista con origini etiopi e tedesche. La mostra, curata dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt insieme a Chiara Toti, espone una quarantina di opere, quasi tutte dipinte dall’artista nel corso degli ultimi due anni. L’esposizione mette in evidenza la pittura colta di Urgessa che propone uno stile e un linguaggio personali nei quali si possono rintracciare i riferimenti ai suoi ‘padri’, ma anche l’originalità delle sue elaborazioni contemporanee. La mostra si aprirà il prossimo 18 dicembre, fino al 3 febbraio 2019.
Musica: Raf e Tozzi insieme in concerto13 date dal 30 aprile a Rimini,16/5 a Firenze, chiuderà a Torino

14 dicembre 201820:29

– FIRENZE

– Raf e Umberto Tozzi, per la prima volta insieme: la tournee partirà il 30 aprile 2019 da Rimini per terminare a Torino, città di Tozzi, dopo 13 spettacoli in tutta Italia. Approderà il 16 maggio al Mandela Forum di Firenze. Dopo essersi frequentati negli anni ’80 e ’90 grazie alla comune collaborazione col produttore fiorentino Giancarlo Bigazzi, lo scorso anno si sono nuovamente incontrati in occasione dello spettacolo-evento di Tozzi all’Arena di Verona, ’40 Anni che ti amo’ e lì è di nuovo scoccata la scintilla.
Maestranze Regio Torino, enti a rischioComunicato sindacale prima del debutto della Traviata

TORINO15 dicembre 201811:00

“E’ in atto uno scellerato processo di precarizzazione che porterà alla perdita della qualità e dell’eccellenza che contraddistinguono le Fondazioni Lirico Sinfoniche”. E’ l’allarme lanciato dai lavoratori del Teatro Regio di Torino dal palco della Traviata, in scena da questa sera con la direzione di Donato Renzetti e la regia di Henning Brockhaus.
Prima dello spettacolo, un orchestrale ha preso la parola per ricordare che “la stabilità delle masse artistiche, dei tecnici e della componente organizzativa e amministrativa, l’alta e unica capacità del loro lavoro particolare e specializzato, sono la vera essenza di uno spettacolo lirico”.
I lavoratori del Teatro Regio di Torino, ha concluso il rappresentante delle maestranze, “parteciperanno a tutte le possibili battaglie in difesa del proprio teatro ma anche di tutte le Fondazioni, esprimendo intanto la propria solidarietà ai lavoratori dell’Arena di Verona”, i cui lavoratori sono in sciopero e occupano da tre mesi la sede della Fondazione”.
Al Mic ceramiche periodo tedesco VietriDal 18 dicembre a Faenza le opere della collezione Camponi

FAENZA (RAVENNA)15 dicembre 201811:16

FAENZA (RAVENNA)

– Nuova mostra nella Project Room del Mic, il Museo internazionale delle ceramiche, a Faenza: dal 18 dicembre al 17 febbraio sono esposte 24 opere della collezione donata da Enrico Camponi. Si tratta di una selezione di ceramiche realizzate a Vietri sul Mare (Salerno) durante il cosiddetto ‘periodo tedesco’, tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, da Gunther Stüdemann, Richard Dölker, Leo Anzengruber, Elsie Dölker e Guido Gambone.
A Vietri sul Mare nel periodo tra le due guerre si fermarono moltissimi artisti mitteleuropei che cominciarono a lavorare nelle fabbriche di ceramica della cittadina costiera, introducendo innovazioni nello stile grazie anche alle influenze delle avanguardie storiche del primo Novecento. Il ceramista tedesco Richard Dolker, attivo a Vietri sul Mare dal 1923, fu in particolare tra gli artefici della rinascita della ceramica vietrese del primo dopoguerra.

Cagliari, convince il moderno RigolettoApplausi alla prima del nuovo allestimento del Teatro Lirico

CAGLIARI15 dicembre 201811:46

– CAGLIARI

– L’amore del buffone Rigoletto per la bella figlia Gilda. E i capricci del duca di Mantova che muovono quasi inconsapevolmente la trama e scatenano rapimenti e delitti. Dalla leggerezza della celeberrima aria ‘La donna è mobile’, al pianto disperato di un padre che torna a casa e non trova più la persona che ama più di ogni altra cosa, uno dei momenti più commoventi e apprezzati in sala. La prima del Rigoletto a Cagliari con il nuovo allestimento del Teatro Lirico ha fatto breccia tra il pubblico e ha scatenato gli applausi degli appassionati. Chiudendo così una serata cominciata in salita: a causa di un’agitazione sindacale alcune parti della prima scena sono state rimaneggiate. Anche se comunque, pur in versione riveduta e corretta, l’avvio è stato di grande impatto.
Con la rappresentazione della festa nel Palazzo ducale come una vera e propria orgia con tanto di figuranti a seno nudo. Gli spettatori delle prossime recite potranno apprezzare anche le scene proiettate sulle pareti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dall’Islanda una pasionaria per l’ambiente
In sala La donna elettrica di Benedikt Erlingsson

15 dicembre 201811:50

In un paese quasi incontaminato come l’Islanda c’è tanta sensibilità verso l’ambiente. Si vede ne ‘La donna elettrica’ (Woman at War) di Benedikt Erlingsson, già al Festival di Cannes e a Torino e ora in sala con Teodora. Protagonista assoluta di questa commedia-ecologica Halla (Halldóra GeirharÐsdóttir), una donna qualsiasi direttrice di coro, ma dal cuore new age e pacifista (nella sua casa tante immagini di Gandhi e Mandela).
Ma Halla ha una seconda vita. Spesso si trasforma in una sorta di Robin Hood ecologico e con il suo arco mette in corto circuito i piloni elettrici creando enormi danni all’industria siderurgica del paese.
È diventata una leggenda per molti, ma per i più è solo una terrorista. Le sue spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, sono ormai una vera ossessione della polizia che ormai è sulle sue tracce.
Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina ucraina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida piùgrande. Ad aiutarla sarà un lontano parente e una sorella buddhista che sembra la sua copia (interpretata sempre dalla GeirharÐsdóttir).
“I ‘diritti della Natura’ dovrebbero essere di fatto considerati allo stesso livello di quelli umani e protetti con forza in ogni costituzione e difesi da leggi internazionali – spiega la regista -. Tutti noi dobbiamo capire che la natura incontaminata ha un diritto intrinseco a esistere, una necessità che va al di là dei bisogni dell’uomo e del nostro sistema economico. A volte succede invece che lo stesso Stato, che nei paesi democratici si dà per scontato che sia uno strumento creato dal popolo per il popolo, possa essere facilmente manipolato da interessi particolari contro il bene comune”. E ancora Benedikt Erlingsson, già autrice di ‘Storie di cavalli e di uomini’: “Ne ‘La donna elettrica’ questo tema diventa terreno fertile per una commedia, ma nella realtà, in alcuni paesi, è piuttosto l’argomento per una tragedia. Vorrei citare a proposito due donne che considero delle eroine: Berta Cáceres in Honduras e Yolanda Maturana in Colombia. Entrambe attiviste per l’ambiente, sono state assassinate da chi aveva grandi interessi nelle terre che esse provavano e difendere”.

Lia Migale e le battaglie delle donneEsce ‘Incontri all’angolo di un mattino

15 dicembre 201811:51

LIA MIGALE, INCONTRI ALL’ANGOLO DI UN MATTINO (LA LEPRE, PP 155, EURO 16,00). Gli anni Settanta, il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale, le lotte per i diritti, il femminismo vengono raccontati da chi li ha vissuti in ‘Incontri all’angolo di un mattino’ di cui l’autrice, Lia Migale, parla come di un “pensiero-racconto”.
“Noi abbiamo lottato perchè il codice Rocco fosse cambiato e lo stupro non fosse più considerato un atto contro la morale, ma contro la persona. Oggi le ragazze si trovano a combattere contro i femminicidi. E la violenza contro la vita è una cosa ben più pesante” dice la Migale, scrittrice, economista, che fa parte della direzione della Casa Internazionale delle donne di Roma. Il movimento #MeToo “è una cosa estremamente positiva soprattutto perchè focalizza le discriminazioni nel campo del lavoro, che ci sono tutt’ora. Non sono così palesi come le ho vissute io, però sono ancora fortissime, per esempio sul piano salariale. Lo considero un movimento molto importante soprattutto perchè si muove sul piano internazionale, mondiale, come il movimento Non Una di Meno” sottolinea la Migale.
Sul lavoro, come racconta nel libro, “siamo state discriminatissime in quanto donne, però il lavoro lo abbiamo sempre avuto. Oggi i giovani combattono contro la mancanza di un’occupazione” e aggiunge: “noi abbiamo assistito al formarsi dell’Europa, al pensiero di una cittadinanza collettiva, si sperava di avere il passaporto europeo, oggi ci si trova in una situazione in cui ci si chiede: dov’è l’Europa?, Che cosa sta succedendo? Come si rimette in piedi un percorso?”.
Femminista che ha combattuto tante battaglie, la Migale guarda nel suo libro soprattutto alle persone di quegli anni che per lei sono state come “stelle comete”. E anche se oggi “non credo di avere più dentro di me gli elementi che possono portare qualcosa di nuovo questo non vuol dire non esserci, non fare.
Noi non possiamo più essere innovatori, ma di innovazione ce ne è ancora bisogno moltissimo” sottolinea la scrittrice che apre il libro con il ritrovamento di una lettera scritta dalla sua amica Gioia nel 1968 e lo chiude con David Bowie, suo mito di sempre che è morto mentre lei stava finendo di scrivere ‘Incontri all’angolo di un mattino’.
“Per me David Bowie è sempre stato rappresentativo del concetto di libertà individuale, la libertà di mutare, di poter essere quello che si vuole. E questo è un fatto politico, non soltanto musicale” dice la Migale che vive a Roma e racconta anche il suo essersi sentita un’emigrata quando da Teramo, sua città di origine, si è trasferita a Torino. “Sono stata un’emigrante interna. Il mio primo lavoro lo ho fatto a Torino e nessuno mi filava, se non gli operai perchè eravamo tutti immigrati. Oggi l’immigrazione è una cosa completamente diversa: l’etiope che arriva in Italia non trova nemmeno la solidarietà degli operai. Anzi, oggi vediamo che la classe operaia è schierata con Matteo Salvini. Cosa per noi incomprensibile, eppure così è”. Nella frattura che si è creata con le nuove generazioni, la Migale vede anche l'”ingresso dei social media, ma c’è sempre il bisogno di staccarsi dalle generazioni precedenti per andare avanti” afferma. E non nasconde che nel suo pensiero-racconto c’è anche la nostalgia delle relazioni di quegli anni. “Le persone di cui parlo mi sono state molto care e non ci sono più.
Non ho nostalgia di dover rifare le cose che facevo, ma delle persone sì. Quello che fa la letteratura e non un libro di storia è che mette al centro le persone che hanno fatto quella storia” sottolinea e “ogni persona rappresenta una passione e una battaglia”. E c’e’ anche suo padre che rappresenta il rapporto con la politica. “Lui scriveva per Il Popolo aveva questa missione della libertà alla Moro” spiega l’autrice che ora è impegnata a salvare la Casa Internazionale delle Donne a cui è stata revocata la convenzione per debiti. Nell’intricata vicenda “abbiamo lanciato anche una grande campagna di raccolta fondi, a cui stanno rispondendo tante donne e molte artiste si sono impegnate a lavorare con noi”. Il primo appuntamento è il 17 dicembre con il meglio del jazz italiano in una serata al teatro San Raffaele, nella zona Trullo di Roma, con fra gli artisti sul palco Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Noemi, Chiara Civello, Susanna Stivali e Nicky Nicolai.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

L’Umbria porta il Perugino a Milano
I capolavori del maestro prendono vita grazie ad attori

15 dicembre 201813:07

– L’Umbria in occasione del Natale porta l’arte del Perugino e la tradizione del presepe a Milano.
Dal 1 dicembre al 19 gennaio 2019 nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune, si può ammirare la magnificenza dell’Adorazione dei Magi, la pala d’altare dipinta da Pietro Vannucci e arrivata nel capoluogo lombardo attraverso un prestito della Galleria Nazionale dell’Umbria. Nel cortile dello stesso Palazzo a fare da padrona è la tradizione del presepe umbro, affidato all’Associazione ‘Amici del Presepe’ di Città di Castello con il gruppo presepistico di Monte Porzio Catone. Ma l’arte del Perugino a Milano si potrà ammirare anche ‘live’ grazie ai tableaux vivant: nel centro di Milano, a due passi dal Duomo in Galleria del Corso, i capolavori del Perugino prenderanno vita grazie a una compagnia di attori che li interpreterà, il 15 e 16 dicembre, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. ‘Il Perugino in Tableaux Vivants’ è curato dalla Compagnia Ludovica Rambelli Teatro con la direzione di Dora De Maio.
Oro e argento per brillare nelle festeAccostamenti con altri colori evitano l’effetto cioccolatino

15 dicembre 201813:22

– Oro, argento ecco i colori magici per brillare nei giorni delle feste. Abiti in tessuti laminati, giochi di luce creati da cristalli e paillettes in argento oppure oro, sandali scintillanti di pietre. Anche se, con i laminati metallici bisogna stare molto attente, dal momento che l’esagerazione crea l’odioso effetto cioccolatino. Invece, quando oro e argento vengono dosati oppure abbinati ad altri colori e agli accessori giusti, diventano colori sofisticati e molto eleganti.
L’argento è un colore sfavillante e siderale che ben si adatta a bionde e more. Se accostato ad altri colori diventa meno lunare, come mostra Karl Lagerfeld per Chanel che mette lo spolverino argentato sulla minigonna nera. Armani abbina l’argento di tessuti eterei al tenero rosa opaco e mat, mentre Maria Grazia Chiuri per Christian Dior utilizza tessuti argentati cangiati nelle sfumature del rosa pallido. Argento + oro, uguale platino, come insegna Alberta Ferretti con il suo look laminato scintillante come una stella di Natale.
Carreras per il concerto di Natale su RaRegistrato in Basilica Assisi sarà trasmesso il 25 dicembre

ASSISI (PERUGIA)15 dicembre 201813:23

– ASSISI (PERUGIA)

– Il tenore José Carreras è stato protagonista del 33/o Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco d’Assisi. Sarà trasmesso il 25 dicembre, alle 12,30, su Rai1 dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.
Il concerto – alla presenza del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani – è stato diretto dal maestro David Giménez. Ad accompagnare Carreras l’orchestra sinfonica nazionale della Rai, il coro di voci bianche de “I piccoli musici” diretto dal Maestro Mario Mora, e il coro maschile “Coenobium Vocale” diretto da Maria Dal Bianco.
Nella Basilica hanno preso posto anche le presidenti della Regione, Catiuscia Marini, e dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi, nonché il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani.
Prima dell’inizio, il custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, ha ricordato “quanti hanno perso la vita nei tragici eventi di Strasburgo”. “In particolare – ha aggiunto – il nostro connazionale Antonio Megalizzi”.
“Matera sia anche Capitale del Rupestre”Un convegno con l’architetto autore dossier per l’Unesco

MATERA15 dicembre 201814:45

– MATERA

– Matera da Capitale europea della cultura 2019 a Capitale mondiale del Rupestre, quale esempio di “buone pratiche” di recupero e di valorizzazione dell’economia circolare in linea con il programma con l’Agenda 2030 dell’Onu sulla sostenibilità. Lo ha annunciato l’architetto Pietro Laureano a conclusione del convegno organizzato dal Consiglio internazionale dei Monumenti e dei Siti Unesco (Icomos) sui 25 anni di iscrizione dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre tra i beni patrimonio dell’Umanità.
“L’Icomos – ha detto Laureano, autore del dossier di candidatura presentato a Cartagena (Colombia) il 9 dicembre del 1993 – lavorerà nel corso del 2019, con attività di promozione e sensibilizzazione, sulle esperienze di buone pratiche per fare di Matera la Capitale mondiale del Rupestre”.
Giornalismo, torna premio Dig AwardsGiuria internazionale presieduta dalla scrittrice Naomi Klein

BOLOGNA15 dicembre 201814:47

– BOLOGNA

– Torna ‘Dig Awards’, concorso dedicato al video-giornalismo d’inchiesta. Il bando per l’edizione 2019 – che andrà in scena a Riccione alla quinta edizione del Dig Festival in programma dal 31 maggio al 2 giugno – è stato presentato a Milano durante la ‘winter edition’ di Dig Festival.
Sette le categorie della competizione: la principale è ‘Dig Pitch’, aperta ai progetti d’inchiesta in fase iniziale o di pre-produzione che mette in palio 15.000 euro di contributo per lo sviluppo e la possibilità per vincitori e finalisti di entrare in contatto con importanti produttori internazionali.
A valutare le opere, una giuria presieduta da Naomi Klein, giornalista e scrittrice divenuta celebre con il libro ‘No Logo’ e attualmente corrispondente per ‘The Intercept’ e collaboratrice di ‘New York Times’, ‘New Yorker’, ‘The Guardian’ e ‘Le Monde’. I vincitori dei Dig Awards saranno proclamati sabato 1 giugno. Il termine per l’iscrizione delle opere è il 15 febbraio, per la sezione Dig Pitch il 15 marzo.

Su Sky Arte giornata Freddie MercuryProgrammazione dedicata si chiude con documentario esclusivo

Leosini nel cuore della strage di ErbaSu Rai3 speciale Storie maledette, con Pietro e Beppe Castagna

15 dicembre 201816:25

– “Una grande narrazione che va al di là dell’iter del delitto, per cercare il senso e il significato profondo nella natura dei personaggi”: Franca Leosini riprende il filo del racconto di Storie maledette con una puntata straordinaria, in onda domenica alle 21.15 su Rai3, che promette di portare il pubblico nel “cuore ferito della strage di Erba”.
A parlare, “per la prima volta, Pietro e Beppe Castagna, unici due sopravvissuti” al delitto, avvenuto l’11 dicembre 2006.
Malgrado 3 sentenze abbiano stabilito in via definitiva che i responsabili del massacro di Raffaella Castagna, del figlio Yussef, della madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini siano i vicini di casa Rosa Bazzi e Olindo Romano, sulla famiglia Castagna “continua a infuriare, violento, atroce, il vento dei sospetti” spiega la giornalista. Proprio oggi sul Corriere della Sera c’è la notizia dell’ispezione ministeriale sull’inchiesta sulla strage: il ministro Alfonso Bonafede ha chiesto alla procura di Como gli atti su quanto avvenuto.

Miss Italia: 3 presidenti giuria di sangue blu per Miss 365Mirigliani: ‘Oscurantista chi non vuole più giurati uomini’

15 dicembre 201817:32

Saranno i principi Guglielmo Giovanelli Marconi, ex ufficiale di Cavalleria, nipote dell’inventore della radio, e il principe Fabrizio Caracciolo Duca di Brienza, insieme al conte Gerardo Gaetani d’Aragona di Laurenzana dell’Aquila, a presiedere la giuria che mercoledì 19 dicembre a Roma sceglierà le tre miss vincitrici del casting nazionale di Miss Italia, la prima delle quali sarà Miss 365.
I tre personaggi saranno affiancati da Fabiana Sera, conduttrice radiofonica e rappresentante del mondo curvy e da Chiara Natalucci, Casting Director delle serie e dei film della Lux Vide.”La prima miss degli 80 anni di Miss Italia – ha dichiarato Patrizia Mirigliani – avrà l’onore di essere designata da una giuria con tre presidenti straordinari. Le vincitrici saranno premiate in un modo elegante e regale. Guardando questa nostra storia, che appartiene a tutti, rendiamo omaggio anche alle miss appartenenti al mondo dell’alta aristocrazia, da Isabella Valdettaro, Miss Italia del 1951, a Michela Rocco di Torrepadula (Miss del 1987), alla contessina Giada De Blanck e ad altre che in questi decenni hanno preso parte al concorso. Inoltre – ha concluso la patron – in controtendenza con quanto sta avvenendo in altri concorsi internazionali di bellezza, offriamo posti d’onore nelle nostre giurie alle figure maschili. Non ci appartiene l’ondata solidale che strumentalmente si lega al movimento #Metoo, ma che rischia di catapultarci in una nuova deriva oscurantista”.La Prima Miss dell’Anno (VIDEO ESCLUSIVA – IL PRIMO PROVINO DI MIRIAM LEONE, PRIMA MISS DELL’ANNO E POI MISS ITALIA 10 ANNI FA), appuntamento tradizionale di Miss Italia, è un casting aperto a tutte le candidate di età da 18 a 30 anni, atlete, mogli e mamme, ragazze senza distinzioni o discriminazioni di taglie e di misure.

Gli Animals di McCurry al Mudec PhotoFino al 31 marzo sessanta scatti, tra foto celebri e inedite

15 dicembre 201818:36

– L’occhio attento all’umanità di Steve McCurry si posa sul mondo animale in ‘Animals’, la mostra che fino al 31 marzo inaugura Mudec Photo, il nuovo spazio espositivo del Museo delle culture di Milano.
Dagli storici servizi nel mezzo della Guerra del Golfo al volume ‘Monsoon’, tra scatti celeberrimi e foto inedite, i 60 ritratti in esposizione ritraggono il rapporto tra l’uomo e gli animali, una relazione ora affettuosa ora violenta, ora utilitaristica ora simbiotica.
“Ho notato che negli ultimi 30 anni tante mie fotografie contenevano animali, feroci o addomesticati, ritratti in ruoli e momenti diversi, più o meno condivisi con l’uomo: mi interessava vedere la correlazione – ha detto il fotografo americano presentando la mostra curata da Biba Giacchetti, oggi a Milano – Spesso questi animali si trovano in situazioni difficili, lottano con il dolore e la sofferenza, proprio come noi: questa analogia mi ha interessato”.
Egitto, scoperta tomba di 4.400 anni faEra di un sacerdote reale della V dinastia ed è ben conservata

IL CAIRO15 dicembre 201820:09

tomba di un sacerdote faraonico risalente al periodo della V dinastia, quindi a oltre 4.400 anni fa ma molto ben conservata, è stata scoperta nella necropoli di Saqqara, a sud del Cairo. Lo riferisce l’agenzia Mena citando il ministro delle Antichità egiziano, Khaled el Anany.
La tomba apparteneva a un sacerdote reale chiamato “Wahty” vissuto sotto Neferirkare Kakai, terzo sovrano della dinastia, ed è “eccezionalmente ben conservata” riferisce l’agenzia egiziana.
Nel sepolcro di dieci metri di lunghezza per tre di altezza sono venute alla luce anche pitture e i lavori di scavo proseguono. La scoperta, fatta da una missione archeologica egiziana, è stata definita dal ministro come l’ultima del 2018.
Nella tomba sono state rinvenute anche molte statue di diversi dimensioni e colori, riferisce l’agenzia Ap ricordando che l’Egitto sta dando risalto a molte scoperte archeologiche nella dichiarata speranza di contribuire al rilancio del turismo.
Folla per Laura Pausini in piazza DuomoIncontro con i fan al Mondadori Megastore, cantati 3 brani live

MILANO15 dicembre 201820:06

Bagno di folla per Laura Pausini, accolta oggi da migliaia di fan in piazza Duomo, a Milano. Dal terrazzino del Mondadori Megastore, dove si è affacciata intorno alle 16.15 dopo il red carpet, la cantante ha ringraziato l’Italia e ha augurato commossa Buon Natale. Poi, a sorpresa, si è esibita presentando live 3 brani in acustico, accompagnata da Paolo Carta e Nicola Oliva: “Non è detto”, “Frasi a metà” e “Il coraggio di andare”. La Pausini infine ha poi incontrato i fan e firmato le copie di “Fatti sentire ancora – The Magazine”. L’evento segna un record di presenza per gli eventi del Mondadori Megastore di Piazza Duomo: i fan, secondo gli organizzatori, erano circa 25 mila.
Museo immaginario Pizzi Cannella a UdineArabi/Romani presenta 6 inediti, ‘grafica essenziale come haiku’

UDINE15 dicembre 201819:57

– UDINE

– Gioielli e cattedrali immaginarie, abiti femminili sospesi nel vuoto, lampadari dei saloni da musica: sono alcuni soggetti delle 20 opere, tra cui 6 inedite, esposte nella mostra di Piero Pizzi Cannella, noto artista contemporaneo e tra i fondatori della nuova scuola romana, allestita nella stamperia d’arte Albicocco di Udine e aperta fino al 15 febbraio 2019. La vernice della personale “Arabi/Romani”, il cui suggestivo titolo rimanda al sistema di numerazione delle calcografie, si è tenuta oggi. I curatori dell’esposizione sono Gianluca Albicocco e Nicola Galvan. “La prima collaborazione di Pizzi Cannella con la nostra stamperia risale al 2002 – ha spiegato Albicocco – ed è proseguita fino a oggi, con la realizzazione di un elevato numero di opere fatte per noi. Per quanto riguarda le opere calcografiche, siamo gli unici stampatori dell’artista e dunque questo sodalizio ha per noi un grande valore e significato”. In mostra a Udine 20 pezzi, tra cui 10 grandi opere grafiche e alcune piccole incisioni.
A Trieste il valzer più grande del mondoCon 1.598 coppie di danzatori città mette a segno primato

TRIESTE15 dicembre 201820:30

– TRIESTE

– Trieste centra l’obiettivo ed entra nel Guinness dei primati per il ‘valzer più grande del mondo’. Con 1.598 coppie danzanti, composte da ballerini esperti e non, questa sera in piazza dell’Unità d’Italia è stato messo a segno il record mondiale per il più alto numero di persone che ballano contemporaneamente, per 5 minuti, il valzer viennese.
Battuto dunque il primato di Tuzla, in Bosnia Erzegovina, dove il 7 maggio 2010 ballarono 1.510 coppie. E’ il secondo anno consecutivo che Trieste tenta di entrare nel libro dei Guinness.
L’anno scorso la missione era fallita: all’appuntamento si erano presentate 1.292 coppie. L’evento è stato organizzato dal Comune di Trieste ed è stato anticipato da un tam tam virale. C’è chi ha ballato con un amico o un’amica, chi con il proprio compagno.
Altri anche con il figlio di pochi mesi, in una piazza gremita che si è cominciata a riempire già da metà pomeriggio.
Sanremo Giovani, Ciriaco esclusaTra i 24 in gara entra Federico Angelucci

15 dicembre 201821:02

L’Organizzazione del Festival-Direzione di Rai1, sentito il parere dell’ufficio Legale aziendale e dopo un’accurata perizia dei propri settori tecnici e musicali, ha provveduto all’esclusione del brano di Laura Ciriaco, “L’Inizio”, in quanto presenta importanti analogie e similitudini con il brano “I won’t give up”, dell’artista statunitense Jason Mraz, tali da escluderne il fondamentale requisito di novità (brano inedito) ai fini del regolamento della manifestazione. Al posto di Ciriaco entra tra i 24 finalisti di Sanremo Giovani, su decisione del Direttore Artistico Claudio Baglioni e della Commissione musicale, Federico Angelucci con il brano “L’uomo che verrà”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Efa, Italia punta su Garrone-Rohrwacher
Per Dogman e Lazzaro Felice quattro nomination a testa

SIVIGLIA 14 DIC14 dicembre 201815:24

– SIVIGLIA

– Per il cinema italiano è doppietta per le nomination agli European Film Awards 2018 (gli Oscar europei) in programma il 15 sera a Siviglia. Dogman di Matteo Garrone e Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher si aggiudicano quattro nomination ciascuno per le categorie film europeo 2018; regista; attrice (Alba Rohrwacher); attore (Marcello Fonte) e, infine, sceneggiatore: Matteo Garrone, Ugo Chiti & Massimo Gaudioso per Dogman e Alice Rohrwacher per Lazzaro Felice.
In corsa per miglior film Europeo 2018 contro i due italiani solo tre film: Border di Ali Abbasi; Cold War di Paweł Pawlikowski e Girl di Lukas Dhont. Quest’anno la Cerimonia degli EFA sarà condotta da sei attrici e attori che si alterneranno nel corso della serata: Rossy de Palma (Spagna), Ashraf Barhom (Israele), Amira Casar (Francia), Anamaria Marinca (Romania), Ivan Shvedoff (Russia) e Tom Wlaschiha (Germania). Rai Movie li seguirà in diretta web dalle 19.30 su Raimovie.rai.it.
Rohrwacher e Fonte, l’Italia agli EfaAttore Dogman, mi sento in un acquario. Alice, Europa è valore

SIVIGLIA15 dicembre 201818:33

– SIVIGLIA

– Alice ed Alba Rohrwacher e Marcello Fonte, tre candidati italiani agli Efa rispettivamente con Lazzaro Felice e Dogman di Matteo Garrone (quattro candidature ognuno), a Siviglia si raccontano a poche ore dalla serata finale che indicherà i vincitori degli Oscar Europei arrivati alla 31/a edizione. Per Alice Rohrwacher il grande valore della cultura europea è fatta “non solo di librerie, ma soprattutto di libri”, una cultura “fragile” ma forte allo stesso tempo, da Fonte (che forse sarà il Grillo parlante ne Il Pinocchio che prepara Garrone) arriva a Siviglia la sua filosofia di vita “basata sul fare”. L’attore così indicando una bottiglia sul tavolo dell’incontro stampa dice ai giornalisti con la sua particolare voce stridula: “Non bisogna parlare della bottiglia, bisogna alzarla e spostarla da un’altra parte (e lo fa). Bisogna parlare di meno ed agire di più”.
Efa, Marcello Fonte miglior attorePer Dogman di Matteo Garrone

SIVIGLIA16 dicembre 201809:56

Marcello Fonte ha ricevuto il premio come miglior attore alla 31/ma edizione degli Efa che si è tenuta stasera a Siviglia. Per la sua interpretazione in Dogman di Matteo Garrone aveva già vinto a maggio la Palma d’oro come migliore attore al festival di Cannes 2018.

Agli Efa l’Italia vince con Marcello Fonte, trionfa Cold War4 premi a Pawlikowski, pubblico a Guadagnino

SIVIGLIA16 dicembre 201812:33

Per il cinema italiano c’è Marcello Fonte agli European Film Awards 2018 che ieri sera a Siviglia al Teatro de la Maestranza nel segno del flamenco e delle preoccupazioni per l’Europa e anche il premio del pubblico assegnato a “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino. Il film che ha sbancato è stato COLD WAR del regista polacco Paweł Pawlikowski, cerchio d’amore melò bianco e nero che parte dalla Polonia tra le macerie della seconda Guerra mondiale, che si porta a casa ben 5 premi , ovvero film, regia, sceneggiatura e attrice europea (Joanna Kulig) e montaggio. Uscirà in sala con Lucky Red dal 20 dicembre. Non è andata a premio invece l’opera di Alice Rohrwacher LAZZARO FELICE, candidata a quattro riconoscimenti.Marcello Fonte, abito scuro con fantasie di brillantini, nel ricevere il premio con la sua solita semplicità dice facendo riferimento ai suoi concorrenti :”Ma erano tutti più belli di me? Ce n’era uno che non si capiva neppure bene se fosse maschio e femmina”, dice facendo riferimento al protagonista di GIRL, Victor Polster, che nel film interpreta un ragazzo che vuole diventare ballerina. Non solo, quando il protagonista di DOGMAN irrompe all’improvviso con la statuetta in mano in sala stampa e gli si spiega la storia di GIRL aggiunge :”È stato scelto bene quell’attore sembra proprio una femmina”. E ancora da Fonte :”questo premio non me lo aspettavo proprio, lo dedico comunque a tutti quelli che lavorano”. Tra gli altri riconoscimenti, l’European – Prix Fipresci va a GIRL di Lukas Dhont, mentre il miglior film animato europeo è risultato ANOTHER DAY OF LIFE di von Raul de la Fuente & Damian Nenow.
Non mancano durante la cerimonia degli Efa, da sempre molto sensibili alla realtà sociale, momenti squisitamente politici.
Si fa un appello per il regista russo anti-Putin, Kirill Serebrennikov, autore di SUMMER, mentre Wim Wenders dice chiaramente al mondo del cinema: “Ora più che mai usate il potere dell’arte”. Infine, commozione e lunga standing ovation per la grande Carmen Maura che ha ricevuto il premio alla carriera proprio dalle mani dello stesso Wenders. Da lei tante confuse parole, tra inglese e spagnolo, e poi il suo personale appello questa volta alle colleghe: “Non temete per il vostro corpo, non dovete esserne ossessionati”.
Ed è standing ovation anche per Ralph Fiennes, che ha ricevuto il premio alla carriera. Da lui la preoccupazione del dibattito che divide la sua Inghilterra dall’Europa e il desiderio che il mondo del cinema abbia la sua voce politica.       [print-me title=”STAMPA”]