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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:35 DI MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018

ALLE 03:21 DI VENERDì 14 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Matera 2019: la diretta Rai con Proietti
Presidente fondazione conferma anche mostra oggetti turisti

Mostre: sguardo su visitatori museiGli scatti di Pacifico esposti a Firenze dal 9 gennaio 2019

Fashion week celebra uomo ‘spendaccione’Capasa, under 35 spendono 60% in più rispetto a maschi adulti

Il settore ha con Cina rapporti ottimi

Sarnelli canta “Tu sì meglio ‘e me”Nuovo inedito e minitour solidale per la cantante napoletana

I sei finalisti del Premio WondyGiuria presieduta da Mario Calabresi, premiazione 18 marzo 2019

Docu-film su Netflix dedicata a ChanelNella routine di Karl Lagerfeld nella settimana delle sfilate SS

Musica: torna ‘Il viaggio di Roberto’A Ravenna, Ferrara e Parma nella nuova versione per orchestra

A Uffizi disegno preparatorio van WittelGalleria ha quadro ‘Veduta del convento di San Paolo ad Albano’

Elisabetta Franchi celebra 20 anni brandCapsule celebrativa anniversario in rosso lacca, colore-icona

Moda: Bonisoli, valorizzare patrimonioDobbiamo rendere fruibili beni e archivi, anche con un museo

Marinella lancia collezione sciarpeMaison, puntiamo su colore, calore e stile

Torna il libro su mosaico ‘Ara Pacis’Presentata al Museo la riedizione del volume

Miglior libro 2018 Berta Isla di MariasPer Classifica Qualità ‘La lettura’, miglior traduzione a Flabbi

Musica: addio Angelo Conti, frontman ‘Banda Bassotti’Aveva 62 anni, lo annuncia gruppo su pagina ufficiale social

David: si cambia, cinema vota il cinemaNasce premio dedicato a spettatore, apertura a Netflix

Finale X Factor con pensiero a CorinaldoUltimo live con Muse, Mengoni, The Giornalisti e Ghali

Annibale in Italia dopo duemila anni’Un mito mediterraneo’ dal 16/12 a Palazzo Farnese di Piacenza

Rock e fantascienza, binomio inossidabileNel saggio ‘Fantarock’ Gazzola e Assante esplorano gli intrecci

‘I colori dei sentimenti’ nel calcioUna storia d’amore nel calcio e per il calcio

Fabrizio Moro, live palasport nel 2019A ottobre. E in primavera un nuovo album di inediti

A teatro, Pirandello per Battiston-DiniLodovini tra Rame e Fo. Andò dirige Bardo. Monti è Miss Marple

Bonisoli, più vigilanza armata per Colosseo e ForiIl ministro, sono tempi difficili, preferisco prevenire

Scamarcio e Leone, è thriller tra le AlpiIn sala dal 13 Il testimone invisibile

King Crimson, 3 date a luglio in ItaliaAll’Arena di Verona, a Stupinigi Sonic Park e a Umbria Jazz

Civita-imprese per Gallerie Arte AnticaDa catalogo a biglietti, 12 progetti, valore 500 mila euro

Alaimo omaggia Rossini con nuovo CdDisco in occasione dei 150 anni dalla morte compositore pesarese

Redford con la pistola nell’ultimo filmIn sala The Old Man & The Gun, tra malinconia e sorriso

Le maestranze negli Rai negli spot dei concerti di Natale – VIDEOTelecamere, luci e droni per promuovere stagione tv e radio

Suburra la serie 2, donne determinantiDal 22 febbraio, confermato cast da Borghi a Gerini e new entry

Dopo Materadio, 40 nuovi alberi a MateraUna “compensazione ambientale”, accordo Legambiente-Fondazione

Wine to Love, la Muti tra amore e affariIn sala come evento l’opera prima di Domenico Fortunato

Bulgari punta sulla Cina, mercato in crescita e sofisticato A Pechino la nuova collezione dedicata all’Antica Roma

Enrique Iglesias, tour per 20/o carrieraAll the hits live sarà in Italia data unica il 5 maggio a Roma

Macchine mortali, futuro steampunkEsce il 13 dicembre. Da saga bestseller, produce Peter Jackson

A Berlino galleria firmata ChipperfieldSu 4600 metri quadrati la “James Simon Galerie” su Isola Musei

Classico Pop, arte di imitare capolavoriA Roma, dal Grand Tour a oggi la passione per copie e souvenir

Al Mann i misteri dell’antica CinaArrivano in Europa ‘I tesori del Sichuan’, fino all’11 marzo

Leonardo, campagna eventi in PiemontePartendo dall’Autoritratto e giocando sull’idea del selfie

Elisa e Calcutta, singolo insiemeSe piovesse il tuo nome in una nuova veste prodotta da entrambi

Campagna Guess Jeans e Infinite ArchivesNegli scatti di Rayscorruptedmind, nuova star del rap Sheck Wes

Alla Galleria Sabauda l’abate RamelliMibac acquista capolavoro del pittore francese Subleyras

A Natale Uj porta la musica in carcereCon Fondazione Cassa risparmio, anche in Basilica Perugia

Morandini consiglia 5 film con graffitiNelle strade di Torino e Milano

X Factor 2018, vince AnastasioA Milano show con Muse, Mengoni, Thegiornalisti e Ghali

Museo Cinema, in mostra charme MarilynAlla Mole Antonelliana fino al 28 gennaio scarpe star e non solo

Detassis, ai David si cambiaNasce premio dedicato a spettatore, apertura a Netflix

Gyllenhaal, Lontano da qui ed Elena FerranteIn sala dal 13/12 e lavora a adattamento de La figlia oscura

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L’ARTICOLO

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POTENZA

– Sarà Gigi Proietti a guidare la diretta televisiva della Rai – che durerà quasi un’ora – durante la quale, il 19 gennaio 2019, Matera inaugurerà l’anno da Capitale europea della Cultura: lo ha annunciato a Tito (Potenza) – partecipando ad un’iniziativa promossa dall’Eni – il presidente della fondazione Matera-Basilicata 2019, Salvatore Adduce. Confermando anche la presenza a Matera, il 19 gennaio, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Adduce ha ricordato alcune delle iniziative programmate per il 2019. E’ compresa la mostra degli oggetti che ciascuno dei turisti potrà portare e lasciare a Matera.

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FIRENZE

– Da visitatori a oggetto di sguardo attraverso l’obiettivo di Massimo Pacifico. E’ ‘Effetto museo – Intrusioni istantanee nei luoghi dell’arte’, mostra ospitata dal 9 gennaio al 25 febbraio al Museo Marino Marini di Firenze, che raccoglie 40 scatti per offrire una visione che ‘guarda chi guarda’ le opere d’arte, il visitatore che ‘abita’ il museo.
L’esposizione, tra le iniziative con le quale il Marini ufficialmente riapre al pubblico dopo un restauro durato alcuni mesi, avrà oggi un’anteprima in occasione di ‘Visito ergo sum – Il pubblico nei musei’, conversazione, ospitata al museo alle 17.30, con Filippo Cavazzoni, direttore dell’istituto Bruno Leoni, il giornalista e critico Angelo Crespi, Mauro Felicori, già direttore della Reggia di Caserta, Ludovico Solima, docente all’Università della Campania e Patrizia Asproni, presidente del Marini.
La mostra di Pacifico, a cura di Claudio Di Benedetto, vuole offrire un’istantanea del rapporto tra i musei e il loro pubblico, consentendo di guardare indisturbati le emozioni che attraversano le persone che visitano i musei: la risata e la commozione, la gioia, espressa talora con passi di danza, o la la noia e anche il torpore, passando dal Victoria & Albert Museum di Londra allo Städelsches Kunstinstitut di Francoforte o la Neue Pinakothek di Monaco, dal Rijksmuseum di Amsterdam al Metropolitan Museum di New York o al Prince of Wales Museum di Mumbai, permettendo una ‘visita’ museale completamente originale e coinvolgente.
– Sarà la sfilata di Ermenegildo Zegna ad aprire, la sera di venerdì 11 gennaio, Milano Moda Uomo. Chiudere la porta spetterà invece a Gucci, con una serata speciale al Gucci Hub, ‘Motus presenta MDLSX con Silvia Calderoni’, per la regia di Daniela Nicolò e Enrico Casagrande.
L’edizione 2019 della moda maschile autunno-inverno avrà in calendario 27 sfilate, con cui la moda italiana celebra un settore che, pur con volumi inferiori di quella femminile, ha crescite più marcate. “Registriamo un trend costante dal 2013 del +2%, che ci aspettiamo continui” ha detto Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda. La crescita della Moda uomo “è dovuto anche ad un cambio generazionale nei nuovi consumatori. Gli under 35 spendono, rispetto al maschio più adulto, in media il 60% in più in abbigliamento. C’è una grande attenzione tra i giovani uomini al vestir bene”.
– Il web “a volte sfugge alle nostre intenzioni” e “Dolce & Gabbana sono un brand importante, con un fatturato importante, che impiega oltre 3.000 persone. Sono grandi ambasciatori dell’Italia”. E’ il commento del presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, alla querelle che ha coinvolto il marchio italiano in Cina. “C’è stato uno scivolone, ma hanno chiesto scusa e sono sicuro che si stanno riprendendo, in tempi rapidi, anche con la Cina che per loro è un mercato importante”.
Tutto il settore Moda Italia ha con il paese asiatico “rapporti ottimi” ha aggiunto Capasa, ricordando il +16,9% nelle esportazioni verso la Cina tra gennaio e agosto 2018. “Credo che anche per Dolce e Gabbana i rapporti si normalizzeranno per il buon lavoro che stanno facendo”.

– NAPOLI

– Esce “Tu sì meglio ‘e me”, il nuovo singolo di Monica Sarnelli, anticipazione del prossimo album di inediti dell’artista napoletana, annunciato per la primavera 2019.
“Un brano che parla di amore e di dolore- sottolinea l’artista – con un testo di Bruno Lanza che nasce dalla condivisione di esperienze ed impressioni e che evidenzia come ad una necessità smisurata di tenerezza, di unione, di contatto, non sempre corrisponda una reale volontà di espressione sincera e disarmata di questi sentimenti, soprattutto tra gli adolescenti, capaci di indossare corazze tanto imponenti quanto fragili per nascondersi agli altri”.
La musica è di Sally Monetti e Federico Spagnoli, mastering a cura di Bob Fix, la produzione artistica è firmata da Gigi De Rienzo per l’etichetta Lazzara Felice. “Una canzone – aggiunge la Sarnelli – che parla di amore a partire dal riconoscere errori e mancanze e che incita ad affidare la ricerca del bene alla consapevolezza dei propri limiti”.
– ‘Una donna può tutto’ (Ponte alle Grazie) di Ritanna Armeni, ‘Resto qui’ (Einaudi) di Marco Balzano, ‘La manutenzione dei sensi’ (Fazi) di Franco Faggiani, ‘La casa degli sguardi’ (Mondadori) di Daniele Mencarelli, ‘Le assaggiatrici’ (Feltrinelli) della Premio Campiello 2018 Rossella Postorino e ‘Le stanze dell’addio’ (Bompiani) di Yari Selvetella. Sono i sei finalisti della seconda edizione del ‘Premio Wondy’ per la letteratura resiliente. La cerimonia di premiazione sarà il 18 marzo 2019 al teatro Manzoni di Milano.
La giuria è presieduta quest’anno dal direttore de La Repubblica, Mario Calabresi ed è composta da una rosa di giornalisti, accademici, scrittori: Diamante D’Alessio, Luca Dini, Chiara Fenoglio, Selvaggia Lucarelli, Michela Marzano, Marco Missiroli, Emanuele Nenna, Alessandra Sarchi, Gianni Turchetta e Andrea Vitali.
La seconda edizione del premio – promosso dall’Associazione ‘Wondy Sono Io’ in memoria di Francesca Del Rosso, giornalista e scrittrice scomparsa nel 2016, diventata nota con il nome di Wondy dopo la pubblicazione del libro ‘Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro'(Rizzoli) – è rivolta alle opere, scritte in italiano e pubblicate fra il primo settembre del 2017 e il 31 agosto del 2018, che raccontano come fare fronte in modo positivo agli ostacoli della vita.
Le sei opere sono state scelte tra i 42 volumi inviati. I lavori saranno poi esaminati dalla giuria tecnica e da una giuria popolare. Al vincitore, scelto dalla giuria tecnica, andrà un premio di 5000 euro e un’opera su tela dell’artista Luca Tridente. Allo scrittore più votato dalla giuria popolare, che si esprimerà sulla pagina Facebook dell’associazione WondySonoIo, andrà un premio di 2000 euro.

– E’ in arrivo su Netflix la nuova docu-serie ad alto tasso di stile dedicata a Chanel.
Diretta da Andrew Rossi e disponibile a partire dal 21 dicembre, 7 Days Out, introduce alla scintillante e stacanovista routine di Karl Lagerfeld nella settimana precedente alla sfilata di Haute Couture Spring-Summer 2018. Un tour dove il “Kaiser” della moda svela i backstage del Chanel Métiers d’Art, la linea tutta artigianale, in un viaggio virtuale tra gli uffici stile e i laboratori sartoriali del colosso francese, dove nascono le pregiate creazioni del brand all’insegna dell’alta artigianalità. La docu-serie non si occuperà, però, solo di moda ma seguirà anche sette giorni nella vita di personaggi di altri settori come food, intrattenimento e sport.
– RAVENNA

– Sul palcoscenico che l’ha vista nascere nel 2014 e nella città che ha saputo trasformare il percorso della memoria in un tributo della collettività, la produzione originale di teatro musicale ‘Il viaggio di Roberto, un treno verso Auschwitz’ torna in scena nella nuova versione rivista per orchestra dall’autore delle musiche Paolo Marzocchi.
Prodotto dal Teatro Alighieri nel 2014, testo di Guido Barbieri e regia di Alessio Pizzech, lo spettacolo torna ora a Ravenna il 16 dicembre (ore 15.30), seguito da due matinées per le scuole (17 e 18 dicembre), prima delle repliche al Teatro di Ferrara (21 dicembre) e al Regio di Parma (27 e 28 gennaio) in occasione della Giornata della Memoria.
“Riportare in scena un lavoro come questo è necessario – sottolinea Pizzech – Siamo in un tempo di perdita di qualsiasi elemento di memoria. Siamo proiettati nel presente, viviamo nell’istante. ‘Il viaggio di Roberto’ pone invece la memoria come valore: l’arte diventa un monito, capace di andare oltre il tempo”.

– FIRENZE

– E’ stato acquistato dal ministero per i Beni culturali e affidato alle Gallerie degli Uffizi il disegno preparatorio per la ‘Veduta del convento di San Paolo ad Albano’, opera realizzata dal pittore olandese Gaspare van Wittel e già conservata alla galleria Palatina di Palazzo Pitti.
Il disegno, di proprietà di un privato, è stato comprato per 25 mila euro dal ministero per evitarne la ‘partenza’ per un Paese estero. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, in occasione della presentazione dell’opera, ha ricordato che “agli Uffizi abbiamo la collezione più grande di disegni preparatori”.
“Per questo motivo – ha aggiunto – è un’ottima occasione per avere un quadro insieme al suo disegno preparatorio”. Il dipinto era stato commissionato a van Wittel per commemorare il ricevimento offerto dal cardinal Ottoboni a Clemente XI Albani nell’estate del 1710: il Papa è raffigurato affacciato al balcone del convento. L’opera appena acquisita non sarà visibile in esposizione permanente perché “il disegno – ha spiegato il direttore Schmidt – deve stare al buio la maggior parte del tempo”. “Abbiamo istituito – ha aggiunto – le conferenze del mercoledì pomeriggio alle quali portiamo opere dai depositi e dal gabinetto disegni e stampe. Queste conferenze continueranno anche durante il nuovo anno e ora che abbiamo ricevuto questo importante acquisto organizzeremo un incontro dedicato al disegno e al quadro”.
– Una capsule di dieci capi nel colore preferito, rosso lacca, celebra i 20 anni del marchio Elisabetta Franchi. Sono abiti nel colore del Natale, della passione, dell’amore per il lavoro e per gli animali che la stilista di Bologna profonde nella sua attività da due decenni. La cura per i dettagli si esprime nella capsule attraverso elementi ironici e identificativi: la fodera interna è stampata all-over e raffigura la stilista con la sua amata Cherie, circondata dai suoi collaboratori, in testa ha una torta-cappello, i bottoni riproducono il numero 20. Completano la capsule una T-shirt con l’immagine della designer e l’anniversary bag in naplack. La Betty Blue Spa, azienda che oggi si chiama Elisabetta Franchi, è nata nel ’98. Il nome ripreso da Betty Doll, la bambola su cui la stilista faceva i primi esperimenti di moda da bambina e che oggi viene riprodotta e venduta. La designer ha creato una moda per “tutte le donne” impegnandosi a favore degli animali, non utilizzando più pellicce e piuma d’oca.
– “La moda italiana ha archivi pazzeschi, dai modelli meravigliosi di alta moda al pret a porter e in questo momento non c’è un vero monitoraggio. Per questo oggi ho istituito una commissione apposita per capire come valorizzare questo patrimonio”. Lo dice il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli

. “Dobbiamo vedere di mappare questi beni, metterli in sicurezza e proporre delle forme di fruizione. Sia che diventi un museo unico sullo stile di Victoria and Albert oppure diffuso o anche virtuale” aggiunge.
– Marinella, lo storico marchio napoletano celebre per le sue cravatte, lancia un nuovo prodotto must have che arricchisce la propria proposta di accessori: un’elegante collezione di sciarpe, disponibili nella linea uomo e donna, realizzate in tessuti di pregio e caratterizzate dalle inconfondibili fantasie che rendono unico il brand.
I colori e i tessuti continuano a essere gli elementi di distinzione – viene sottolineato dalla maison – creando uno stile che da oltre cento anni è sinonimo di eccellenza Made in Italy. Ogni modello di sciarpa è declinato in un’ampia gamma di nuance e in diverse dimensioni, dal taglio classico a quello maxi. Le sciarpe raccontano, attraverso i tessuti utilizzati, tre grandi mondi: la lana, il cashmere e l’immancabile seta.
“Gli accessori maschili sono da sempre il nostro mondo – spiega Maurizio Marinella -. Oggi la cravatta è certamente l’oggetto che più ci rappresenta, ma riteniamo giusto non dimenticare gli altri dettagli: sciarpe ricche di colore, calore, stile”.
– Dodici anni dopo la sua posa, il mosaico ‘Ara Pacis’ di Palladino – istallato presso l’altare della pax augustea nella struttura di vetro e acciaio dell’architetto Richard Meier – torna ad essere celebrato ed ammirato anche attraverso il libro a lui dedicato. La ristampa del volume ‘Ara Pacis – un mosaico di Mimmo Palladino’ è stata presentata presso il Museo dell’Ara.
A promuoverla Consulbrokers, società di brokeraggio di livello internazionale, in occasione dei suoi 30 anni di attivita’. “Paladino si impegnò molto per trasmettere tutta l’anima dell’Ara Pacis nel suo mosaico, andando addirittura ad usare solo tessere usate anche in epoca romana. Vedere, quindi, questo mosaico riportato alla sua importanza, mi inorgoglisce”, ha detto il critico d’arte Ludovico Pratesi. “Il Museo dell’Ara Pacis, anche grazie al mosaico del Paladino, rimane tra i più importanti di Roma”, le parole di Orietta Rossini, della sovrintendenza capitolina ai beni culturali.

– E’ ‘Berta Isla’ (Einaudi) di Javier Marías il miglior libro del 2018. A metterlo al vertice è la Classifica di Qualità de ‘la Lettura’, arrivata alla sua settima edizione. Secondo classificato è il romanzo di Paolo Giordano Divorare il cielo (Einaudi), in terza posizione ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) di Antonio Scurati. Assegnato anche il premio per la migliore traduzione, alla sua seconda edizione, che va a Lorenzo Flabbi per ‘Una donna’ di Annie Ernaux (L’orma). Marías e Flabbi riceveranno un’opera dell’artista Velasco Vitali (Bellano, Lecco, 1960) realizzata nell’antica Fonderia Battaglia di Milano.
In ‘Berta Isla’, Marías racconta la storia del matrimonio tra Berta Isla e Tomás, in cui si annida uno sconvolgente segreto.
Un libro che si addentra nelle pieghe di un amore imperfetto e nel mistero che ogni cuore nasconde, anche a chi crede di conoscerlo a fondo. Il romanzo di Marias compare anche al secondo posto della Classifica della Traduzione, che vede premiato il traduttore Maria Nicola. Al terzo a pari merito Luca Briasco per The Outsider di Stephen King (Sperling & Kupfer) e Vincenzo Vega per La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker (La nave di Teseo).
La giuria della Classifica di Qualità, presieduta da Marzio Breda (segretario Severino Colombo), è quest’anno composta da 311 membri, redattori, collaboratori e amici de ‘la Lettura’ e traduttori. Ciascun partecipante è stato chiamato a esprimere un massimo di tre preferenze tra tutti i libri usciti in Italia nel 2018, spaziando liberamente tra narrativa italiana e straniera, saggistica, varia, libri per ragazzi, poesia, graphic novel. I libri votati in questa edizione sono stati in totale 475. La stessa giuria aveva anche la possibilità di esprimersi per la migliore traduzione.
La top ten e tutti i libri votati sono pubblicati sul numero #368 de ‘la Lettura’.

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Angelo Conti, detto ‘Sigaro’, chitarrista e frontman della banda Bassotti, è morto dopo una breve malattia. Aveva 62 anni ed era originario di Roma dove era nato nel 1952 e dove si è spento. I suoi compagni, per ricordarlo, hanno postato un’immagine sul profilo Facebook del gruppo: “Chi lotta non sarà mai schiavo. Ciao Sigaro”.
Domani dalle 8 alle 11 sarà allestita la camera Ardente al Gemelli. Poi alle ore 12:30 l’ultimo saluto al Tempio Egizio al Cimitero Monumentale al Verano.
La Banda Bassotti è stata una delle storiche formazioni di combat rock romane. Angelo Conti alla chitarra, con il cantante Gianpaolo ‘Picchio’ Picchiami e David Cacchione sono stati i due fondatori, avevano creato il gruppo durante la pause di lavoro in cantiere, dove i membri della futura band facevano i manovali. Ad accomunarli ulteriormente la militanza politica. Il loro sound era ruvido e contaminato, come si usava in quegli anni, con un mix di influenze che andava dai Clash al reggae, al 2 tone ska britannico.
Sarebbe diventata una vera e propria band qualche anno più tardi, nel 1987, quando il curioso miscuglio di operai decide di ufficializzare quello che prima era solo una passione.
In modo particolare, le loro canzoni sposeranno le cause di popoli come quello palestinese o di paesi dell’America Centrale come El Salvador o il Nicaragua e, quando scoppia la guerra in Ucraina, sostengono i ribelli insorti contro Kiev. Il debutto avviene nel 1991 con Balla e difendi, poi c’è Figli della stessa rabbia, nel 1992 e una serie di titoli coerenti con ciò che la banda ha sempre voluto essere: Avanzo de cantiere, Siamo guerriglia e l’ultimo, del 2014, Banditi senza tempo.
Ai David si cambia e il cinema vota davvero il cinema. E questo in vista della 64a edizione dei Premi David di Donatello, che si terrà il prossimo 27 marzo in diretta su Raiuno. È quello che ha annunciato stamani il presidente e direttore artistico, Piera Detassis, spiegando come abbia messo mano insieme al Consiglio Direttivo dell’Accademia del Cinema Italiano, a quella giuria troppo ‘allargata’ che aveva creato non poche polemiche negli anni scorsi. Una sorta di ‘bonifica’ e di ridefinizione con criteri più attenti alla professionalità dei votanti che passano da 2148 a 1559.Tra le novità anche un nuovo premio dedicato a Il David de lo spettatore per il film uscito entro il 31 dicembre, che avrà totalizzato il maggiornumero di spettatori e presenzecalcolate entro la fine di febbraio e anche un’apertura alle piattaforme di downloading come Amazon e Netflix, almeno per quelle opere uscite nelle sale cinematografiche di almenocinque città, con una tenitura minima di7 giorni (cosa che potrebbe far rientrare anche Sulla mia pelle di Alessio Cremonini). A partire dal 2020 poi con il nuovo decreto, la tenitura minima potrebbe essere ridotta a tre giorni “in caso di film programmati da sale con carattere di evento, in giorni diversi dal venerdì, sabato, domenica e giorni festivi”.E questo nel segno di un David che spiega la Detassis intende “respirare allo stesso ritmo del cinema rappresentandolo con precisione e rigore anche negli eventuali sviluppi futuri e garantendo apertura al cambiamento”. Intanto la giuria. Sarà composta da1559membri, di cui11saranno i membri del Consiglio Direttivo, 1165saranno poi i candidati e vincitori delle passate edizioni e383faranno parte della nuova giuria ‘Cultura e Società’ (a fronte dei983delle ex-componenti “Spettacolo, Cultura e Società”). Quest’ultima (che rappresenta il 20% contro l’80% di quella dei candidati e vincitori), la cui lista sarà pubblicata a giorni, comprende “quelle professionalità determinanti”: si va dai direttori di festival e di cineteche a organizzatori culturali, da direttori di teatri gallerie e musei a firme del giornalismo e della critica, dagli agenti agli uffici stampa, dagli esercenti ai distributori. Cambiamenti anche per il David giovani che sarà scelto e votato da una giuria nazionale di3.000studenti degli ultimi due anni dellescuole secondarie di II grado.Per la prima volta, i film in concorso verranno infatti visionati non solo nelle sale ma anche tramite una piattaforma David di Donatello dedicata alle scuole partecipanti. Dall’edizione 2019, una commissione formata da sette esperti, in carica per due anni, avrà poi il compito di preselezionare i15documentari da sottoporre al voto della giuria per poi arrivare alla cinquina. Infine Ficarra e Picone, che avevano polemizzato più volte con i criteri del premio tanto da non iscrivere più i loro film ai David, sono tornati sui loro passi. Dice con soddisfazione Piera Detassis:”Mi hanno chiamato dicendomi che sono fiduciosi nel cambiamento che abbiamo portato avanti”.

“Ci sentiamo responsabili dei messaggi che trasmettiamo al nostro pubblico più giovane e proprio per questo durante la nostra finale ci sarà spazio anche per una riflessione sui fatti di Corinaldo”. Le parole sono di Nils Hartmann, responsabile dei contenuti originali di Sky, che ha annunciato oggi un momento dedicato alla tragedia della discoteca Lanterna Azzurra, dove hanno perso la vita cinque giovanissimi e una mamma, inserito nel programma della finale della dodicesima edizione italiana di X Factor, questa sera al Mediolanum Forum di Milano. L’ultimo atto della gara a suon di canzoni, vedrà sfidarsi sul palco del palazzetto dei grandi eventi musicali, i quattro finalisti che quest’anno rispondono ai nomi di Luna, Naomi, Anastasio e Bowland.Una sostanziale parità, quindi, per i giudici Manuel Agnelli, Fedez, Mara Maionchi e Lodo Guenzi che arrivano alla finale di stagione con un concorrente a testa. Dopo l’annuncio a sorpresa e in diretta tv da parte di Agnelli a proposito del suo imminente addio ad X Factor, oltre che alla pausa annunciata da Fedez, quella che si apre per la prossima edizione del talent, è un possibile rimescolamento completo delle carte, visto anche il dubbio sulle riconferme di Mara Maionchi e Guenzi.”L’annuncio di Manuel ci ha un po’ stupiti – ha commentato Hartmann – ma non abbiamo ancora pensato al futuro. In gara gli animi si scaldano e si possono dire tante cose. Di natura ci piace scompaginare le cose ma di giudici e futuro cominceremo a parlarne con l’anno nuovo”.Oltre ai quattro impegnati a contendersi il titolo di talento dell’anno, secondo Sky e secondo il pubblico votante da casa, in scena passeranno anche quattro ospiti dai nomi più che noti. Se Marco Mengoni si presenterà per duettare assieme ai concorrenti, al Forum ci saranno anche i super ospiti internazionali Muse, così come i TheGiornalisti e Ghali. Sul fronte dei numeri, quelli diffusi da Sky parlano di qualcosa come 3 milioni e quattrocento mila spettatori medi per l’intera stagione, ma soprattutto di un record di voti pari a 47 milioni, con una crescita del 49 per cento rispetto all’anno passato. Annunciata come super tecnologica, la finale che sarà affidata sempre alla direzione artistica di Simone Ferrari, sarà in onda alle 21,15 su Sky Uno è in chiaro anche su TV8, anticipata alle 20,25 dallo speciale Ante Factor, sempre su Sky Uno.

– PIACENZA

– Dopo duemila anni Annibale torna in Italia per una mostra, a Palazzo Farnese di Piacenza dal 16 dicembre al 17 marzo, che ripercorre l’epopea del grande condottiero cartaginese.
‘Annibale un mito mediterraneo’, curata dall’accademico Giovanni Brizzi, è un viaggio nella storia del Mediterraneo all’epoca delle Guerre puniche, attraverso la vicenda dell’uomo che osò sfidare Roma, e affianca all’esposizione dei reperti (ceramiche, armi, dipinti), provenienti da collezioni italiane e straniere, un apparato tecnologico che movimenta l’allestimento con teche olografiche, videoinstallazioni, videowall e proiezioni, attraverso le quali la figura di Annibale incrocerà quella di due grandi icone classiche come Alessandro Magno ed Eracle.
La mostra offre anche un approfondimento storico sugli aspetti strategici, militari e politici della seconda guerra punica, verso lo spettacolare scontro tra Cartagine e Roma, e si chiude con la sconfitta di Annibale, il rientro a Cartagine, l’esilio e i suoi ultimi giorni.
– FANTAROCK. STRANEZZE SPAZIALI E SUONI DA MONDI FANTASTICI DI MARIO GAZZOLA ED ERNESTO ASSANTE (Arcana Edizioni, pagg. 460, euro 26,50). C’è un filo sottile che lega i Kraftwerk e David Bowie, Alan Parson e i Pink Floyd ad Isaac Asimov, Ray Bradbury, Philip K. Dick e James Ballard. Dagli anni Cinquanta, periodo in cui inizia la conquista dello Spazio, ad oggi la storia del rock è stata spesso suggestionata dalla fantascienza e da mondi lisergici e nuovi. Canzoni, videoclip e copertine di dischi si sono ispirate a letteratura, cinema e fumetti del genere fantastico. Concept album e opere rock come Diamond Dogs e I Robot, colonne sonore per i film come Metropolis di Giorgio Moroder o 1984 degli Eurythmics, fino ai più recenti Matrix e Strange Days sono progetti che chiaramente mostrano questa influenza. E l’esplosione più recente dei videogiochi e delle serie tv stanno offrendo nuovi spunti.
A tracciare la storia di questa interazione è il saggio di Mario Gazzola ed Ernesto Assante. Gazzola è uno scrittore, giornalista e blogger milanese, cofondatore e direttore del sito http://www.posthuman.it. Assante è un giornalista e critico musicale, storica firma de La Repubblica, che ha scritto diversi libri in tandem col collega Gino Castaldo. FantaRock si articola in capitoli cronologici supportati da una serie di appendici, storie trasversali che approfondiscono tematiche specifiche e cross-temporali. Ci sono i suoni sperimentali nel cinema e nella narrativa di fantascienza; la carriera di David Bowie, poliedrico musicista e attore che ha creato la figura dell’astronauta Major Tom, che lo ha accompagno fino all’ultimo disco Blackstar; l’influenza di William Burroughs sul rock e l’incompiuto film da Wild Boys coi Duran Duran; i musicisti che hanno recitato o addirittura diretto film del fantastico e scritto libri o fumetti (Mick Jagger, ancora David Bowie, Sting, Roger Daltrey, Alice Cooper, Gene Simmons, Iggy Pop, Sun Ra, Wayne Coyne, Rob Zombie). Tra i capitoli del libro anche il fertile rapporto fra rock, fumetti e copertine di dischi. E, appunto, l’impatto che la recente esplosione dei videogiochi e delle serie tv sta esercitando sull’immaginario del fantastico, diventando nuovo terreno d’interazione.
FantaRock contiene anche i contributi di un corposo gruppo di autori, interviste inedite a musicisti come Eugenio Finardi che col suo Extraterrestre portò l’intreccio rock-fantascienza anche in Italia. E testimonianze di scrittori come Bruce Sterling, che con i suoi racconti ha contribuito a definire il filone cyberpunk. Nel saggio c’è pure una prefazione di Giancarlo De Cataldo e una postfazione di Gabriele Salvatores. “Da un certo momento in avanti rock e costruzione di universi procedettero affiancati, come in una parata che ambiva a catturare lo zeitgeist, lo spirito del tempo”, racconta lo scrittore e magistrato. Per il regista di Mediterraneo e Nirvana, tra rock e fantascienza c’è più di un punto di contatto, “in entrambi c’è la ricerca intrinseca di dimensioni diverse, la necessità di guardare quello che c’è dietro il muro, dietro l’ovvio, la voglia di scoprire il dark side non solo nella luna ma anche nella vita”.

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Sarebbe facile avere come idolo calcistico Cristiano Ronaldo e Messi, o, tornando indietro nel tempo, Maradona e Platini. O, da tifoso laziale, mostri sacri come Bruno Giordano e Alessandro Nesta. Ma a volte è molto meglio farsi trasportare dai sentimenti e scegliere col cuore: è quello che ha fatto Fabrizio Sapia che, ammette nell’introduzione, è riuscito a scrivere a quattro mani la biografia “del mio idolo sportivo”.
Angelo Adamo Gregucci, di professione stopper, ha vissuto sulla sua pelle il passaggio dal calcio fatto di marcature a uomo a quello della zona, la stessa che ha iniziato a insegnare diventando allenatore a fine carriera, ora nel team della nazionale. Il racconto della vita di Gregucci è quella di un calciatore nato negli anni ’60, cresciuto sui campetti improvvisati in cemento sotto casa a San Giorgio Jonico e diventato protagonista del settennato che portò la Lazio da un campionato di serie B con nove punti di penalizzazione al ritorno in Europa dopo sedici anni di assenza. E’ un racconto intenso, una lunga storia d’amore, destinata agli innamorati del calcio fatto di sentimenti.

– Reduce da un 2018 che lo ha consacrato come uno dei protagonisti dell’anno, Fabrizio Moro, attualmente al lavoro sul nuovo album di inediti in uscita in primavera, tornerà a esibirsi live nel 2019 con 4 appuntamenti nei palasport. Queste le date di ‘Palasport 2019: il 12 ottobre al Pal’Art Hotel di Acireale (CT), il 18 e 19 ottobre al Palazzo Dello Sport di Roma, il 26 ottobre al Mediolanum Forum di Milano. Sul palco insieme a Fabrizio Moro ci sarà la sua storica band: Claudio Junior Bielli (Pianoforte, Tastiere e Programmazioni), Roberto Maccaroni (chitarra e cori), Danilo Molinari (chitarra), Alessandro Inolti (batteria), Andrea Ra (basso e cori).
– Il ‘Così è (Se vi pare)’ di Luigi Pirandello con Giuseppe Battiston, Maria Paiato e Filippo Dini a Torino e l”Ivan’ (Karamazov) di Dostoevskij per Fausto Russo Alesi e Serena Sinigaglia a Milano; Valentina Lodovini in ‘Tutta casa, letto e chiesa’ di Franca Rame e Dario Fo e Maria Amelia Monti in ‘Miss Marple – Giochi di prestigio’ da Agatha Christie per Pierpaolo Sepe, entrambe a Roma. E ancora, ‘La tempesta’ di Shakespeare che Roberto Andò dirige con Prospero-Renato Carpentieri, accanto a Calibano-Vincenzo Pirrotta, Ferdinando-Paolo Briguglia, Gonzalo-Fabrizio Falco, a Palermo; ‘La tragedia del vendicatore’ di Thomas Middleton nella riscrittura de Stefano Massini per Declan Donnellan a Firenze; fino alla ‘Salomè’ che Luca De Fusco ha tratto da Oscar Wilde con Eros Pagni, Gaia Aprea e Anita Bartolucci, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
– “Meglio prevenire che curare”. A pochi giorni dall’attentato che ha sconvolto il centro storico di Strasburgo e riportato la paura del terrorismo in Europa, arriva dal ministro della cultura Bonisoli l’annuncio del giro di vite sulla sicurezza del Colosseo, il più iconico tra i monumenti italiani, meta turistica sempre affollata, con oltre 7 milioni di biglietti staccati ogni anno. Inserito già dal 2016 come tutta l’area archeologica centrale di Roma nella lista degli obiettivi sensibili da super proteggere, l’Anfiteatro Flavio è del resto già oggi presidiato da militari armati, così come la passeggiata dei Fori imperiali protetta dai blindati dell’esercito. E anche quest’anno come sempre a Natale, sottolinea il prefetto di Roma Paola Basilone, la vigilanza verrà ulteriormente rafforzata nei giorni delle feste. Da oggi comunque si farà di più, con una presenza più forte di militari armati non solo all’esterno, ma anche all’interno dei monumenti, per offrire ulteriore sicurezza alle persone e ai monumenti patrimonio dell’umanità: “Potrà pure essere esagerato, ma se c’è un posto dove essere più realisti del re è proprio questo” allarga le braccia Bonisoli, che sottolinea il rapporto di proficua collaborazione con il Comune di Roma. “Magari non sarà necessario farlo in maniera continuata, magari si possono scegliere alcuni momenti topici dell’anno, per esempio ad agosto quando il sito archeologico è preso d’assalto dai turisti, ma vedere qualcuno in divisa è importante”. L’idea, precisa il ministro presentando insieme con il direttore del Parco Archeologico Alfonsina Russo il piano per l’implementazione dei sistemi di sicurezza del sito, è quella di ricorrere a poliziotti e carabinieri liberati “dai servizi di scorta al quale in molti abbiamo rinunciato. Lavoratori delle forze dell’ordine che vanno usati dove c’è più bisogno. Certo si tratta sempre di forze limitate – puntualizza – ma che possono diventare un piccolo elemento aggiuntivo per la sicurezza”. Intanto, mentre il Comune di Roma con ilvice sindaco Luca Bergamo annuncia la partenza di una sorta di piano antitruffe, con nuova segnaletica plurilingue (anche in cinese) e servizi per assistere i turisti e proteggerli da bagarini, taccheggiatori e truffatori di vario genere, la direzione del parco archeologico lancia un piano per la protezione dei monumenti che raddoppierà telecamere e sensori, costruendo una rete di controllo “intelligente” e super tecnologica attorno a Colosseo, Fori, Palatino, Domus Aurea. Un progetto da “7 milioni di euro che andrà in gara entro i primi mesi del 2019 e dovrebbe essere completato entro un anno circa dalla partenza dei lavori” assicura Alfonsina Russo. E che fa parte del più generale progetto sicurezza lanciato da Mibac, con 109 milioni di euro per 313 siti della cultura per la messa a norma di impianti e la protezione di lavoratori e visitatori. Il solo Colosseo, dove oggi ci sono 50 telecamere, ne avrà alla fine 100 che si aggiungeranno ad un sistema di sorveglianza sperimentale. “L’obiettivo è proteggere i monumenti ma anche innalzare il livello di sicurezza generale per consentire la riapertura di monumenti oggi chiusi”, spiega la direttrice Russo. E Roma, conclude il ministro, “può fare da modello”.

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Un thriller classico, pieno di sliding doors, è quello che propone ‘Il testimone invisibile’ di Stefano Mordini, che approda in sala dal 13 dicembre con Warner Bros.
Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato, questo il cast principale, per raccontare una vicenda ambientata principalmente tra le montagne del Trentino.
Questa la storia senza spoiler. Adriano Doria (Scamarcio), giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo, chiusa dall’interno, accanto al corpo senza vita della sua amante, la nota fotografa Laura Vitale (Leone).
Tutto è contro il manager che così viene accusato di omicidio pur dichiarandosi innocente.
Come sono arrivati questi due amanti in quella stanza d’albergo? Attraverso un lungo flash back si scopre che Adriano e Laura su una strada di montagna hanno avuto un brutto incidente d’auto causato dal passaggio improvviso di un cervo.
Un incidente che ha coinvolto anche un altro giovane automobilista che sembra morto nella sua auto. Che fare? Chiamare la polizia e rischiare che la loro storia clandestina finisca sulle prime pagine dei giornali? Si decide di non farlo.
Da qui la coppia si ritrova nell’albergo con Laura morta e Adriano accusato.
Per difendersi, il manager incarica la penalista Virginia Ferrara (Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. Nel frattempo l’emergere di un testimone ‘invisibile’, che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della difesa.
Tre ore serrate di interrogatorio in cui colpevoli ed innocenti si confondono in un caos accusatorio.
“Mi sono ispirato al noir classico americano – spiega oggi Mordini – con uno sguardo ad Hitchcock, per un thriller in cui ogni protagonista doveva interpretare se stesso e anche un’altra persona diversa da sé”.
Solo alla fine il regista riconosce che il film è il remake del film spagnolo ‘Contrattempo’ di Oriol Paulo: “Abbiamo tratto da quel film gli elementi centrali, ma poi lo abbiamo adattato e ambientato in Italia”. “Ho portato avanti questo personaggio rispettando i meccanismi del thriller classico – spiega Scamarcio -. Adriano è un uomo all’apice della sua carriera, ma alcuni scheletri nell’armadio tornano a galla per riportarlo ‘dove non c’è salvezza senza sofferenza’ (una delle frasi tormentone del film, ndr)”.
– Un tour mondiale che toccherà tre continenti e “l’abbraccio” del pubblico dei maggiori festival ed arene estive. I King Crimson festeggeranno così nel 2019 il 50/o anniversario del gruppo. La leggendaria band capitanata da Robert Fripp sarà in Italia con tre date a luglio e precisamente l’8 all’Arena di Verona, il 10 alla Palazzina di Caccia Stupinigi Sonic Park a Nichelino (Torino) e il 18 all’Arena Santa Giuliana di Perugia nell’ambito di Umbria Jazz.
I concerti di tre ore serrate della band includono materiale proveniente da dodici dei loro tredici album in studio, tra cui molte canzoni dal loro capolavoro del 1969, “In The Court Of The Crimson King”. La nuova line-up di otto membri suona molti pezzi storici che i Crimson non hanno mai suonato dal vivo, così come nuovi arrangiamenti di classici dei Crimson. Ci sono anche nuovi brani strumentali e nuove canzoni, così come le composizioni dei tre batteristi, Pat Mastelotto, Gavin Harrison e Jeremy Stacey, uno dei momenti salienti dei concerti.
– Un nuovo catalogo digitale, sicurezza e risparmio energetico, pagamento dei biglietti via smartphone, digitalizzazione completa della volta di Pietro da Cortona. A un anno dalla firma, l’Associazione Civita e le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini presentano i risultati del progetto WeACT – La Tecnologia per Arte, Cultura, Turismo, Territorio, partnership pubblico-privato che ha coinvolto 12 imprese in un piano di valorizzazione e fruizione delle Gallerie. “Un esempio di come la collaborazione tra pubblico e privato può portare risultati interessanti e trasferibili anche ad altre realtà”, sottolinea il ministro Bonisoli. Da Civita ad Avvenia, Consorzio Glossa, DM Cultura, ENEA, Ericsson, Gruppo DAB, Logotel, Mastercard, Oracle, Vodafone e Wind Tre, le imprese protagoniste “nel primo caso di sponsorizzazione tecnica”, dice Giovanna Castelli, direttrice di Civita. Oltre 100 professionisti e 20 specializzazioni coinvolte, per un valore complessivo degli interventi di oltre 500 mila euro.
– BOLOGNA

– Agli omaggi a Gioachino Rossini in occasione del 150/o dalla morte si aggiunge ora quello del baritono Nicola Alaimo, artista di riferimento nel panorama nazionale ed internazionale proprio, ma non solo, nel repertorio del compositore pesarese: l’editore bolognese Bongiovanni ha pubblicato il cd ‘Largo al factotum’ nel quale il cantante interpreta alcune delle arie tratte da Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, L’italiana in Algeri e Il viaggio a Reims.
Il disco è il risultato di un concerto al Teatro della Fortuna di Fano del 7 febbraio con l’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro e sarà presentato il 17 al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Il cantante è ospite abituale da oltre un decennio al Rossini Opera Festival di Pesaro. Al momento impegnato nel Simon Boccanegra all’Opéra de Paris, Alaimo il prossimo anno sarà protagonista in Falstaff a Montecarlo e a Madrid, La Cenerentola alla Scala di Milano e a Amsterdam, Rigoletto a Marsiglia, Adriana Lecouvreur al Festival di Salisburgo.
-Tra malinconia e sorriso arriva in sala il 20 dicembre con la Bim, dopo essere passato alla 13/a edizione della Festa di Roma, l’ultimo atteso film di Robert Redford: ‘The Old Man & The Gun’. Almeno sulla carta il canto del cigno di questo attore due volte premio Oscar che ha deciso di dire addio alle scene. La storia, che sembra scritta dal più coraggioso degli sceneggiatori ubriachi, è invece incredibilmente vera. Si tratta delle straordinarie vicende umane e criminali di Forrest Tucker (Redford), un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. E solo su quest’ultimo fronte aveva all’attivo, al momento della cattura, ben 16 fughe tra cui quella temeraria e rocambolesca dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni. Non solo, Forrest Tucker aveva disorientato per lungo tempo le autorità di polizia per la sua capacità di rendersi introvabile come per la sua incredibile gentilezza verso i rapinati. Una cosa che non poteva che, alla fine, conquistare l’opinione pubblica americana, innamorata della sua banda composta da altri due vecchietti con pistola (interpretati da Danny Glover e Tom Waits). Sulle sue tracce, nel 1993, si mise l’amletico investigatore John Hunt (il premio Oscar Casey Affleck), che gli diede la caccia anche perché sempre più affascinato dalla figura di Tucker. Nel frattempo il ladro gentiluomo aveva stretto una romantica relazione con una vedova, Jewel (Sissy Spacek) incontrata in una delle sue tante fughe, che lo amava nonostante non avesse davvero chiara la sua vera professione. Nel film un Robert Redford segnato dal tempo, ma ancora pieno di fascino, si barcamena in questa storia con sicuro divertimento, proprio come voleva fosse il suo ultimo film. “Mai dire mai, però ho praticamente deciso che sarebbe stato il mio ultimo ruolo – ha detto l’attore in una intervista a EW (Entertainment Weekly), specificando di tener fede a quanto aveva già sostenuto nel 2016 – . Ho voglia ora di avviarmi alla pensione, perché faccio questo lavoro ormai da troppo tempo, da quando avevo 21 anni”. Redford ha anche aggiunto nell’intervista di essere abbastanza soddisfatto di questo suo ultimo ruolo da cui esce positivo e ottimista: “L’unica mia condizione era che fosse un personaggio divertente. E Forrest è proprio così, un personaggio meraviglioso e complesso, pieno di vita e amante del rischio, ma anche deciso a divertirsi”.

– Per la prima volta saranno gli operatori, i fonici, i tecnici e gli scenografi i protagonisti dello spot che annuncia la serie dei concerti della Rai per il Natale. E’ un modo per celebrare le professionalità delle maestranze, donne e uomini della Rai che saranno davanti le telecamere in qualità di testimonial della campagna che promuove la musica classica natalizia in tv e alla radio. Nel promo si vede una singolare orchestra che esegue – con gli strumenti che sono propri di questi insoliti “musicisti”, telecamere, luci, microfoni e droni – lo spartito delle immagini e dei suoni per far “ascoltare” la musica con gli occhi.Lo spot, ideato e realizzato internamente dalla Direzione Creativa, in collaborazione con il centro di produzione di Torino, è stato girato all’Auditorium Rai di Torino, sede naturale della prestigiosa Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. I concerti di Natale andranno in onda dal 14 dicembre al 6 gennaio. Ad aprire la programmazione due eventi istituzionali: venerdì 14 dicembre alle 18.15 su Rai2 dall’Aula di Montecitorio con la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia e domenica 16 dicembre alle 12.20 su Rai1, in diretta dal Senato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal maestro Fabio Luisi e con il soprano Ekaterina Bakanova. Sarà ancora l’Orchestra della Rai protagonista, con “Lo Schiaccianoci” del concerto diretto da James Conlon dall’Auditorium Rai di Torino trasmesso venerdì 21 dicembre alle 20.30 in diretta su Radio3.E ancora martedì 25 dicembre su Rai1 alle 12.30 il Concerto di Natale nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, con José Carreras. Non mancheranno i classici del 1 gennaio: alle 12.20 su Rai1 con il Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia e alle 13.30 su Rai2 con la tradizionale Philharmonic Orchestra di Vienna. Ricca la programmazione concertistica di Rai5, che si chiuderà giovedì 3 gennaio con il concerto dall’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma e che vedrà protagonisti Antonio Pappano, Martha Argherich e Mischa Maisky.
– Nella nuova stagione le donne della serie acquisiranno ruoli spietati e determinanti nello sviluppo della storia: debutta il prossimo 22 febbraio il secondo capitolo di Suburra, la serie, il primo crime thriller italiano originale Netflix prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. La seconda stagione è ambientata nei quindici giorni che precedono le elezioni del nuovo sindaco di Roma, a tre mesi dalla fine della prima. La battaglia tra criminalità organizzata, politici corrotti e la Chiesa si fa ancora più intensa e i personaggi diventano sempre più affamati di potere. Tornano i protagonisti della prima stagione a cui si aggiungeranno nuovi personaggi. Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Lele (Eduardo Valdarnini), Sara Monaschi (Claudia Gerini), ambiziosa consulente finanziaria legata alla Chiesa, il politico Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) e lo spietato boss Samurai (Francesco Acquaroli).
– MATERA

– Per “rendere meno impattante, sotto il profilo ambientale”, la festa di Rai Radio3 “Materadio” – svoltasi nel settembre scorso a Matera – sabato prossimo, 15 dicembre, 40 nuovi alberi saranno piantati nella città Capitale europea della cultura nel 2019. Lo ha annunciato la Fondazione Matera-Basilicata 2019, spiegando che l’iniziativa è il frutto di un accordo con Legambiente.

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L’attore Domenico Fortunato firma la sua prima regia con ‘Wine to love’, commedia romantica ambientata nel Vulture, in Lucania, tra masserie e vigneti, della quale è protagonista insieme a Ornella Muti. Una produzione Altre Storie con Rai Cinema, che sarà in sala come evento speciale il 18 e il 19 dicembre.
Siamo in Basilicata, alle pendici del Monte Vulture dove si trova il vigneto dell’azienda vinicola capitanata dall’introverso Enotrio Favuzzi (Fortunato) che cura personalmente le viti e produce l’Aglianico, pregiato vino rosso. Grazie al World Wine Award, il suo vino ha ormai travalicato i confini nazionali. Così, non a caso, la potente Laura Rush (Jane Alexander), direttrice di un’enoteca di lusso di New York, che da tempo ha avviato una campagna d’acquisto di aziende vinicole italiane, ha deciso di mettere le mani anche sul vino di Enotrio. L’asso nella manica della Rush è il giovane e ambizioso Nico (Alessandro Intini), il suo uomo più fidato, che spedisce in Italia.
– PECHINO

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La Cina “è un mercato cresciuto e sofisticato: presentare altrove le collezioni e non qui è ormai impensabile”. Il numero uno di Bulgari, Jean-Christophe Babin, non ci pensa due volte sulla priorità che il Dragone ha nelle strategie del gruppo, sulla spinta del fattore demografico e di un Pil che cresce al ritmo del 6-7% annuo. E’ pari per volumi al Giappone, ma diventa il primo assoluto su scala globale se si include Hong Kong nella formazione della cosiddetta Grande Cina, osserva Babin che, in un’intervista spiega come negli ultimi anni sia cambiato anche il modo cinese di fare shopping. “L’acquisto all’estero – rileva – non funziona più come in passato, perché la differenza tra prezzi in Cina e quelli esteri non è tanto diversa. Può magari convenire per il fattore cambio, ma sia il potere d’acquisto, aumentato anche per le politiche fiscali del governo, sia la percezione dell’autenticità del brand sul mercato locale hanno reso più favorevole e facile l’acquisto in patria”. C’è, in altri termini, “sempre più conoscenza dei marchi, più fiducia sull’autenticità e la richiesta di servizi di altissima qualità. La presentazione di novità deve essere fatta in Cina allo stesso momento di Roma”. La crescita di Bulgari è a due cifre quest’anno e si tratta di una “cifra che dobbiamo ai gioielli”, con punte ancora più alte in Cina, assicura Babin nell’atmosfera “dall’anima italiana in termini di lusso, di sofisticazione dei materiali e di servizio”, che offre l’hotel Bulgari di Pechino, quarto per apertura poco più di un anno fa a livello globale. Si trova sul fiume Liangma, nella parte alta del quadrilatero delle ambasciate di Sanlitun. E’ l’atmosfera scelta per la presentazione al pubblico cinese di Fiorever, la nuova collezione di gioielli che è un omaggio ai temi ricorrenti in statue, dipinti e manufatti dell’Antica Roma. Si ispira ai quattro petali, ma nella novità dei diamanti rispetto alle tradizionali gemme colorate che caratterizzano la produzione della storica maison, tutta italiana tra Roma e il Piemonte, sottolinea il numero uno del gruppo. “Una scelta voluta sia il fiore ‘romano’, un simbolo, sia il diamante e la prevalenza del ‘bianco’ a completamento di un’offerta mirata ad ampliare i motivi floreali che facciamo” e a raggiungere anche una clientela non solo di alta disponibilità economica. “All’interno di ogni petalo ce n’è uno piccolo e quindi sarebbero 8, un numero che ad esempio qui in Cina è considerato particolarmente propizio”, nota Babin. La roadmap negli alberghi, invece, procede secondo la tabella pianificata. Dopo Pechino, Shanghai e Dubai, la settima struttura sarà nel 2020 a Parigi (“i lavori sono in fase molto avanzata”), poi Mosca nel 2021 e Tokyo nel 2022. Saranno alla fine del programma “15, forse anche 18, ma mai 50”. Lo scopo è tutelare l’esclusività del servizio. “Al massimo – assicura – potremo salire a poco più di mille camere in tutto il pianeta”.

– Personaggio iconico, tra i cantanti più influenti del pop contemporaneo, Enrique Iglesias festeggia i numerosi successi degli ultimi 20 anni di carriera con il grande show “All the hits live”, che approderà in Italia il 5 maggio a Roma, al Palazzo Dello Sport – Roma Eur, unica data italiana. La star arriverà in Italia con il suo undicesimo tour mondiale con il quale sovvertirà nuovamente le regole con uno show pieno di effetti pirotecnici, tecniche laser e uno schermo led gigante lungo 40 metri. Con 100 milioni di singoli e album venduti, 197 premi, tra cui Grammy, Billboard Awards e World Music Awards, Enrique Iglesias è uno degli artisti di maggior successo nel mondo. Brani come “Bailamos”, “Rhythm Divine” “Hero” o “Be With You” e gli ultimi successi tra i quali “Duele El Corazon”, “Subeme La Radio”, “El Bao”, “Move To Miami” o il recente “I Don’t Dance (Without You)” sono sempre tra i più popolari in tutto il mondo.
– Megalopoli predatrici in movimento e piccole città mobili (tutte chiamate ‘trazioniste’), in un mondo, tra conquiste e deportazioni, sempre più spogliato di risorse; società classiste nelle quali i reperti ‘archeologici’, dai vecchi smartphone ai Minions, sono nei musei ma acquistano valore solo quelli che permettono di costruire nuove armi. E’ il futuro steampunk (basato su un mix in costumi e ambientazioni, di tecnologia futuristica e elementi del passato), del 3718, raccontato da Macchine mortali di Cristian Rivers, in sala dal 13 dicembre con Universal. E’ l’adattamento del primo libro, uscito nel 2001, della saga letteraria young adult bestseller (in quattro romanzi, più altri, quattro scritti in seguito come prequel) di Philip Reeve. Motore del progetto è Peter Jackson (di cui Rivers è stato a lungo collaboratore) che ha acquistato i diritti del libro nel 2009 e dopo aver pensato a lungo di dirigere il film si è ritagliato i ruoli di cosceneggiatore e coproduttore. La storia riecheggia molti capisaldi fantasy e della fantascienza, da Frankenstein a Star Wars, tra padri indegni, figlie ribelli e potentissime armi da distruggere, da Blade Runner a Terminator, passando per Mad Max. Nel cast il duo di giovani protagonisti, Hera Hilmar e Robert Sheehan con Hugo Weaving, la rivelazione Jihae, Leila George, Ronan Raftery e Stephen Lang. Questa storia post-apocalittica, ambientata oltre 1600 anni dopo la guerra globale (detta ‘dei 30 minuti’) che ha annientato l’umanità e sconvolto la geografia dei continenti, è stata scritta nel 2001, ben lontana da ogni idea di Brexit, ma ha una premessa che suona oggi molto ironica: la potentissima Londra, con tutti i propri simboli in bella mostra, dai leoni di Nelson alle cabine telefoniche rosse, ha lasciato la Gran Bretagna per trasferirsi in un’Europa sempre più spoglia dove le città mobili da arpionare ‘ingurgitare’ e spogliare di ogni risorsa, sono sempre meno. Dopo una nuova caccia riuscita, durante la ‘deportazione’ a bordo dei ‘conquistati’, una misteriosa ragazza, Hester Shaw (Hilmar), nella confusione della folla, tenta di uccidere, in cerca di una vendetta molto personale, uno dei leader, Thaddeus Valentine (Weaving). Gli salva la vita il giovane storico/archeologo, ex aspirante aviatore, Tom (Sheehan), che però, si ritroverà in fuga con Hester e impegnato con i combattenti della Lega Anti- Trazionista guidati da Anna Fang (la cantante e artista visuale sudcoreana Jihae) a combattere Valentine e i suoi spietati piani per distruggere e conquistare, la stanziale Shan-Guo, centro di comando degli Anti-Trazionisti. Un bailamme che sul grande schermo colpisce, e a tratti, avvince, a livello visivo ma soffre per una narrazione confusa dove non mancano gli stereotipi, pur regalando alcuni personaggi forti, come Anna e Shrike (un bravissimo Stephen Lang), ultimo implacabile e solitario cyborg ‘Rinato’, creato per distruggere, che colleziona pezzi di bambole e conserva in sé i sentimenti paterni della vita umana passata. I richiami all’oggi nella storia non mancano, ma Jackson ne ha fatto aggiungere uno ulteriore solo poche settimane fa, introducendo fra le istruzioni audio impartite ai profughi deportati a bordo di Londra, l’annuncio ‘I bambini potrebbero essere momentaneamente separati dai genitori’, per evocare ciò che sta succedendo negli Usa per la guerra di Trump all’immigrazione clandestina: “Stavamo lavorando al mixing audio e arrivavano quelle notizie orribili su quanto succedeva al confine (Usa-Messico), così abbiamo pensato di aggiungere quel voiceover – ha spiegato Jackson a Uproxx -. Eravamo molto molto arrabbiati e in questo modo volevano dare il nostro commento”. Mondadori, che ha pubblicato il primo volume della saga nel 2004, ne ha fatta uscire una nuova edizione a cui farà seguire nel corso del 2019 gli altri tre volumi.

– BERLINO

– È stata inaugurata a Berlino la “James Simon Galerie”, opera dell’archistar David Chipperfield e nuovo pezzo forte della cosiddetta Isola dei Musei. Si tratta di una struttura di ingresso per i cinque più celebri musei della capitale. Su una superficie di 4600 metri quadrati, la galleria ha alle spalle un lungo sfortunato cantiere e oggi è stata salutata dalle istituzioni berlinesi come “suggestivo entree” per l’isola e “regalo del cielo”. I lavori alla struttura erano iniziati nel 2009 e la tabella di marcia iniziale prevedeva l’inaugurazione entro il 2013. Ma il sottosuolo berlinese – sabbioso e ricco d’acqua – ha comportato diverse sfide tecniche, che hanno fatto tardare a lungo le consegne. Dell’Isola dei Musei fanno parte il celeberrimo Pergamon, che custodisce l’altare di Pergamo, il Bode Museum, l’Alte Nationalgalerie, l’Altes Museum e il Neues Museum. La nuova galleria accoglierà i servizi di tutto il complesso museale da gennaio. Dell’isola farà parte anche l’Humboldt Forum.
– La passione per l’arte greca e romana nell’epoca del Grand Tour contagiò sovrani, aristocratici e viaggiatori illustri e favorì il fiorire di laboratori e botteghe di maestri specializzati nella riproduzione seriale di capolavori del mondo classico. Si sviluppò allora la fabbrica di souvenir destinati ad arricchire collezioni e dimore, con le repliche ispirate – o copiate di sana pianta – alle icone dell’ antichità. Di questo capitolo particolare della storia dell’ arte si occupa la mostra “Il Classico si fa Pop. Di scavi, copie e altri pasticci”, fino al 7 aprile, che il Museo Nazionale Romano ha suddiviso in due delle sue sedi, Palazzo Massimo e Crypta Balbi. Tutto parte dalla scoperta dieci anni fa nel rione Monti durante scavi archeologici dell’atelier di Giovanni Trevisan, il Volpato, artista e incisore della metà del Settecento che tra i committenti contava il Re Gustavo III di Svezia e l’ imperatrice Caterina II di Russia e che realizzò prodotti raffinati per una cerchia ristretta di clienti interessati agli originali di epoca romana o alle repliche di dimensioni più piccole. E’ una mostra dall’ allestimento suggestivo, che fa un uso ampio e coinvolgente di videografica e effetti di luce per proiettare il tema in un ambito molto moderno. La sfida, nelle intenzioni dei curatori – Mirella Serlorenzi, l’ ideatrice, Marcello Barbanera e Antonio Pinelli – è ribaltare l’ impostazione classica dell’ esposizione museale cercando di ricreare il contesto e le modalità il cui l’ opera è stata creata. Per spingersi fino ad oggi e riflettere sulla serialità dell’opera d’arte celebrata da Warhol ma “ribadendo che l’ arte classica non era caratterizzata da capolavori unici e irripetibili”. A Palazzo Massimo si racconta la storia delle grandi copie cominciata dal mondo antico. In una sala buia una luce bianca scorre lentamente sull’Ermafrodito dormiente, da un originale del II secolo, poi un fascio di luce più gialla prosegue sulla Ninfa dormiente di Antonio Canova, del 1820-22, che gli è accanto. Sulle pareti si illuminano le immagini dei dipinti della Venere di Canova, e la coppia di foto speculari di La Nuova Dolce Vita (2009), di Francesco Vezzoli, con Paolina Borghese e l’ attrice Eva Mendes, in un gioco molto efficace di rimandi. Di grande impatto la sala con le cinque statue di varie epoche e provenienze (tra le circa venti in circolazione) ispirate al disperso discobolo di Mirone a cui si contrappone la grande foto del 1985 di Robert Mapllethorpe del modello nudo nella posa del discobolo. Effetti mirabolanti crea la grande scatola a specchi con le statue dei due Tirannicidi nella quale il visitatore può entrare e su cui si riversa una continua cascata di immagini multicolori in videografica. La Crypta Balbi, invece, documenta lo scavo con i 12 mila pezzi trovati nella Bottega di Volpato e, tra le maggiori attrazioni, presenta il maestoso Dessert di Bacco e Arianna, centrotavola formato in origine da 98 pezzi proveniente da Bassano del Grappa, un'”opera di arte neoclassica pura”. “E’ una mostra molto colta e raffinata – ha detto Daniela Porro, direttrice del Museo Nazionale Romano – che per il suo allestimento pop curato da giovani architetti piacerà anche ai giovani, ai quali guardiamo in modo particolare”. Mirella Serlorenzi ha insistito sul valore scientifico della esposizione che nasce da una ricerca sul campo. “Volpato – ha spiegato – è un personaggio poliedrico eccezionale che oggi potremmo definire il ‘manipolatore dell’ antico’. Raccontando la produzione di una bottega si può capire il collegamento tra archeologia e storia dell’ arte”. “Qui si vuole raccontare che le opere, dalla creazione al rinnovamento, hanno avuto molte vite – spiega Marcello Barbanera -. Due copie del discobolo ne sono la prova: una trovata negli Horti imperiali, l’altra in una casa modesta. Dal passato a oggi l’arte è un po’ tutto un rimescolamento di carte”. La “febbre” per l’ arte antica fu scandita nel Settecento anche da interventi spregiudicati sulle opere classiche, restauri azzardati, falsificazioni vere e proprie, assemblaggi di pezzi provenienti da sculture e architetture diverse a formare pastiche affascinanti. “Di fronte a questa straordinaria domanda – osserva Pinelli – si pose un formidabile esercito di artisti che si rifecero a tecniche e materiali del passato o se ne inventarono di nuovi. La ripresa dell’ antico ha avuto una ricaduta fino a noi. Sono gli antenati illustri delle statuine della torre di Pisa o del David di Donatello che troviamo sulle bancarelle. Ma la discesa verso la plastica è stata riscattata anche attraverso l’ ironia warholiana della Pop art”.

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NAPOLI

-Un popolo misterioso dedito al culto del sole e a riti sciamanici visse 4000 anni fa nelle valli del Fiume azzurro. La scoperta della sua civiltà, nel secolo scorso, ha riscritto la storia della Cina antica portando alla luce capolavori intrisi di spiritualità. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) ospita, per la prima volta in Europa, nella mostra ‘Mortali Immortali, i tesori del Sichuan nell’antica Cina’ (14 dicembre – 11 marzo 219) ben 130 testimonianze della cultura Shu. Nel’immenso salone della Meridiana, opere in bronzo, oro, giada e terracotta, dal secondo millennio a.C. fino all’epoca Han (II secolo d.C.) raccontano il percorso di un popolo destinato a sparire e l’enigma delle maschere di bronzo più sofisticate dell’archeologia di tutti i tempi. “Questa importante esposizione, che chiude idealmente l’anno del turismo Europa-Cina e rientra tra le attività promosse nell’ambito del Forum Culturale Italia-Cina del Mibac – spiega il direttore del Mann Paolo Giulierini, che domani inaugurerà la mostra insieme a una delegazione cinese – conferma il sempre più solido legame tra il museo e il paese del Dragone per la promozione del patrimonio culturale italiano ma anche di quello cinese in Italia. Ricordiamo che le mostre del Mann su Pompei, nei maggiori musei cinesi fino al luglio 2019, contano già oltre due milioni di visitatori”. Gli oggetti esposti a Napoli includono grandi statue e vasi rituali di bronzo, elementi decorativi in oro, preziosi reperti in giada, le celebri maschere con gli occhi sporgenti e ingigantiti, statuette in terracotta e delicati recipienti di lacca. Dalla terra dell’abbondanza, così come era chiamata la fertile regione cinese, alla ‘Campania felix’ delle città vesuviane sepolte: ed è così che il cavallo di Sanxingdui, il sole di Jinsha, l’immagine del più grande albero di bronzo della storia dell’archeologia, dialogano in insoliti e suggestivi accostamenti, con la meridiana, la statua in bronzo di Apollo ed il cavallo di Ercolano. La mostra realizzata sotto la guida dell’Ufficio provinciale della Cultura del Sichuan, raccoglie pezzi dai principali musei databili dal 1600 a.C. (Dinastia Shang) al 220 d.C. (Dinastia Han). L’allestimento, con suggestivi effetti riflesso, è curato dagli architetti Gaetano Di Gesu e Susanna Ferrini di “n!studio Asia”. Ricostruzioni digitali, foto, video dello scavo aiutano il pubblico a comprendere il contesto di rinvenimento dei reperti e lo sviluppo di questa antica civiltà cinese così lontana dalla cultura della Cina ‘classica’. “I morti dovrebbero essere serviti come i vivi” è l’espressione più antica ritrovata sul tema dell’aldilà ed è proprio l’armoniosa convivenza tra uomo e natura il segno esemplare di un popolo che rappresenta un mistero profondo dell’archeologia della Cina e del mondo intero.

– TORINO

– Parte a gennaio la campagna di comunicazione ‘Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro’ creata dal Teatro Stabile di Torino intorno all’idea del ‘selfie’…che si farebbe oggi Leonardo, per celebrare il ricco calendario di iniziative a Torino e in Piemonte per celebrare i 500 anni dalla scomparsa del Maestro. Un calendario di eventi che riprende il titolo dalla grande mostra che si apre il 15 aprile ai Musei Reali e che espone, tra l’altro, 13 disegni autografi di Leonardo, il ‘Codice sul volo degli uccelli’ e il famosissimo ‘Ritratto da vecchio’ noto come l’Autoritratto.
In programma appuntamenti calendarizzati, come le mostre all’Accademia Albertina, al Castello di Rivoli, al Giardino Botanico Rea di Trana, al Museo del Cinema, e altri in via di definizione. “Siamo partiti un po’ in ritardo – dice la direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella – ma offriamo un prodotto particolare, coeso, capace di attirare italiani e turisti, inserito ovviamente nel programma iniziative per Leonardo del Mibact”.
– Dopo aver dominato le classifiche radiofoniche per settimane e registrato milioni di views su YouTube, conquistando la certificazione del Disco d’Oro, “Se piovesse il tuo nome”, il primo singolo estratto dal nuovo album di Elisa “Diari Aperti” (Island Records), arriva in radio e digitale in una nuova versione cantata in duetto da Elisa insieme a Calcutta, autore della canzone con Dario Faini e Vanni Casagrande. I due artisti, tra messaggi whatsapp e incontri in studio, hanno deciso di regalare al pubblico una versione speciale che anche musicalmente vive in una nuova veste prodotta da entrambi.
– Nuova collaborazione tra Guess Jeans Usa con Infinite Archives per lanciare una capsule e una nuova campagna. Il marchio americano attinge dal suo passato per la collaborazione con il brand fondato nel 2015 dal direttore creativo di Chicago Easy Otabor, che ha l’obiettivo d’immortalare i momenti chiave del passato nel mondo dell’arte, della moda, dello sport, della musica e della cultura pop.
Volto della campagna è Sheck Wes, nuovo fenomeno del rap prodotto dall’etichetta Cactus Jack Records, immortalato dal celebre fotografo Rayscorruptedmind con i capi della capsule collection in stile anni Novanta. Il direttore creativo di Infinite Archives, Easy Otabor, ha collaborato con il team di Guess per selezionare i modelli iconici del brand più vicini alla visione di Infinite Archives. La capsule include infatti giacche e pantaloni stile worker in denim, canapa e velluto a coste, accanto alle T-shirt girocollo a righe con logo in un ampio ventaglio di colori.
– TORINO

– La collezione della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino si arricchisce di un nuovo capolavoro, acquistato dal Mibact, il ritratto de L’abate miniatore Felice Ramelli, eseguito intorno al 1735 dal pittore francese Pierre Subleyras, formatosi nella Roma internazionale del primo ‘700 e celebrato autore di ritratti e pale d’altare per il clero romano e per gli ordini religiosi della penisola.
La tela, di alta qualità stilistica, raffigura l’abate lateranense Giovanni Felice Ramelli, di origine piemontese, nominato da papa Clemente XI Albani custode dei codici miniati della Biblioteca Apostolica Vaticana, ed egli stesso miniaturista. La luce nel tratto e il brano di natura morta sul tavolino conferiscono un senso di verità e naturalezza che ne fanno uno dei più bei ritratti del ‘700. Tanto da fare da spunto per una preziosa miniatura su porcellana, probabilmente opera dello stesso Ramelli, custodita a Palazzo Reale. I due dipinti, ora riuniti, si possono rispecchiare l’uno nell’altro.

– PERUGIA

– Dare un messaggio culturale e sociale al Natale di Perugia: con questo obiettivo le Fondazioni Cassa di Risparmio di Perugia e Umbria Jazz organizzano due concerti per portare gli auguri alla città con le voci del New Direction Tennesse State Gospel Choir.
Il 23 dicembre l’evento è in programma alla Basilica di San Pietro, mentre la vigilia di Natale si terrà all’interno del carcere di Capanne.
In occasione delle festività natalizie le due Fondazioni, quindi, hanno organizzato concerti in luoghi simbolo, seppur per motivi diversi, della città, come è stato annunciato a palazzo Graziani da Giampiero Rasimelli, direttore generale di Umbria Jazz, Giampiero Bianconi e Fabrizio Stazi, presidente e segretario generale della Fondazione Caripg.
Protagonista degli eventi quello che è considerato uno dei migliori gruppi gospel in circolazione.
– TORINO

– Riparte da Torino e Milano, la celebre campagna di comunicazione Zanichelli #laculturasifastrada con un invito innovativo ad andare in sala e a riscoprire il cinema d’autore. Il Dizionario dei film e delle serie televisive consiglia i suoi 5 ‘Imperdibili’, scelti tra i migliori film italiani del 2018 (Cremonini, Garrone, Golino, Mastandrea e Moretti), e li propone in forma di graffiti urbani nelle vie di Torino e Milano. Due film sono tratti dalla nuova edizione dell’opera, appena uscita, Il Morandini 2019, pellicole scelte tra le migliori della stagione cinematografica 2018; tre sono film in sala proprio in questi giorni.
Due dei cinque film scelti, ‘Santiago, Italia’ di Nanni Moretti, e ‘Ride’ di Valerio Mastrandrea sono stati presentati all’ultimo Torino Film Festival. Gli altri tre sono ‘Euforia’ di Valeria Golino, ‘Dogman’ di Mattero Garrone e ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini.

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lungo percorso che dai quarantamila aspiranti concorrenti di X Factor che si sono presentati alle selezioni, ha portato alla finale a quattro andata in scena questa sera e che ha incoronato Anastasio. Ad aggiudicarsi la corona di talento della musica italiana, secondo il talent di Sky e secondo il pubblico votante da casa, il rapper che puntata dopo puntata ha messo d’accordo giudici e pubblico. All’ultimo atto della dodicesima edizione italiana di X Factor le squadre dei quattro giudici, Manuel Agnelli, Fedez, Mara Maionchi e Lodo Guenzi, si sono presentate in una situazione di parità, con un concorrente a testa, Luna, Naomi, Anastasio e i Bowland.
Ad inaugurare il palcoscenico della finalissima, i quattro si sono presentati in scena sulle note riviste di una ben augurante Heroes di David Bowie, accompagnati sul finale anche da, Alessandro Cattelan, mattatore e presentatore confermato anche per la prossima edizione dell’X Factor italiano. Nemmeno il tempo di far terminare il brano d’apertura, che il pubblico del Forum ha potuto cominciare ad applaudire il primo ospite della sera, quel Marco Mengoni, tornato da super ospite sul palco che lo aveva visto vincitore quasi dieci anni fa, con il brano ‘Voglio’. Semplice il regolamento della serata: due manche con un eliminato ciascuno, oltre ad uno scontro finale a due. La prima manche è quella dei duetti di tutti i concorrenti con Marco Mengoni, alle prese con quattro titoli di successo della voce di Ronciglione. Ad aprire la lista di duetti è stata la piccola del gruppo, Luna, che con Mengoni si è confrontata sulle note di ‘Ti ho voluto bene veramente’. Per il rapper Anastasio, la scelta è ricaduta invece su ‘Guerriero’, così come ai Bowland è toccata ‘Io ti aspetto’ e a Naomi ‘L’essenziale’. Mentre il pubblico da casa votava per la prima decisiva eliminazione della serata, Cattelan ha dato il benvenuto sul palco milanese ai secondi ospiti della finalissima, Thegiornalisti, reduci dal successo degli ultimi live e dell’album ‘Love’, record di streaming, hanno portato sul palco di Sky un medley di tre dei loro brani tra i più cantati ed ascoltati in radio e in rete: ‘New york’, ‘Qnscda’ e ‘Felicità puttana’. Il verdetto del televoto ha deciso che i primi a dover abbandonare il palco del forum sarebbero stati i Bowland, formazione iraniana e fiorentina d’adozione. ”
Vi giuro che sarò il primo ad acquistare il vostro disco – ha detto Cattelan agli eliminati – e non vedo l’ora che esca”. Per la seconda manche, i tre rimasti in gara si sono presentati con un ‘best of’ di tre brani a testa, a cominciare dal rapper-cantautore Anastasio, studente ventunenne di Meta di Sorrento, con la sua versione di ‘Se piovesse il tuo nome’ di Elisa, ‘Generale’ di De Gregori e ‘The wall’ dei Pink Floyd che nelle fasi precedente del programma tanto era piaciuta a Mara Maionchi. Luna, sedicenne sarda, ha invece puntato su una terzina di brani composta da ‘Mica Van Gogh’ di Caparezza, ‘God is a woman’ di Ariana Grande e ‘Blue jeans’ di Lana Del Rey. Tutt’altre note quelle scelte invece da Naomi, studi lirici alle spalle e scopertasi talentuosa del rap proprio ad x Factor, che per il suo best of ha scelto ‘Bang Bang’, ‘Look at me now’ e ‘Never enough’. “Volenti o nolenti -ha detto Fedez- la sfida finale di quest’anno è fra 3 concorrenti che hanno a che vedere col rap”.
Dopo l’esibizione di Ghali, altro ospite della serata, e televoto alla mano, Cattelan ha annunciato il nome del secondo concorrente eliminato della finale: Luna, terza classificata sul podio di X Factor 12. Attesissimi dal pubblico, sul palco di X Factor, poco prima dell’ultimo scontro della stagione tra concorrenti, sono sbarcati anche i Muse, band da venti milioni di album venduti in tutto il mondo e vincitrice di due Grammy Awards. Per l’occasione, Matt Bellamy e soci hanno presentato per la prima volta in Italia ‘Pressure’, il nuovo singolo tratto dal nuovo e ottavo album ‘Simulation Theory’, oltre a ‘Starlight’. A questo punto, a giocarsela all’ultima nota si sono trovati Anastasio e Naomi, questa volta con i rispettivi brani inediti: ‘La fine del mondo’ per il primo dei due e ‘Like the rain’ per Naomi . Tra i due è stato il rapper della squadra di Mara Maionchi ad avere la meglio, conquistando il pubblico, un contratto discografico e la possibilità di cominciare una carriera nel mondo della musica italiana.

– TORINO

– “Io non so chi abbia inventato i tacchi alti ma tutte le donne gli devono molto”. In questa frase della ‘stella più brillante del firmamento di Hollywood’ è racchiuso ‘Merry Marilyn’, l’omaggio che il Museo del Cinema di Torino rende a Marilyn Monroe con un allestimento scenografico di alcuni degli oggetti iconici della diva a cominciare dalle scarpe.
Fino al 28 gennaio, nell’aula del Tempio, si possono ammirare 16 paia di scarpe, indossate dalla star nella vita e sui set.
Provengono dal Museo Salvatore Ferragamo; accanto un’installazione con 60 paia delle décolleté tacco 11 in vernice rossa dello stilista. Dall’Academy di Los Angeles arrivano invece i figurini per costumi dell’attrice, mentre il Museo del Cinema propone un nuovo allestimento degli oggetti di Marilyn che fanno parte della collezione del museo.
Per la prima volta è inoltre esposto il beauty case usato nel cult movie A qualcuno piace caldo. “Un regalo di Natale per la città”, dicono le curatrici Nicoletta Pacini e Tamara Sillo.
– Ai David si cambia e il cinema vota davvero il cinema. E questo in vista della 64/a edizione dei Premi David di Donatello, che si terrà il 27 marzo in diretta su Rai1. Lo ha annunciato il presidente e direttore artistico, Piera Detassis, spiegando come abbia messo mano insieme al Consiglio Direttivo dell’Accademia del Cinema Italiano, a quella giuria troppo ‘allargata’ che aveva creato non poche polemiche negli anni scorsi. Una sorta di ‘bonifica’ e di ridefinizione con criteri più attenti alla professionalità dei votanti che passano da 2148 a 1559. Tra le novità anche un nuovo premio dedicato a Il David de lo spettatore per il film uscito entro il 31 dicembre, che avrà totalizzato il maggior numero di spettatori e presenze calcolate entro la fine di febbraio e anche un’apertura alle piattaforme di downloading come Amazon e Netflix, almeno per quelle opere uscite nelle sale cinematografiche di almeno cinque città, con una tenitura minima di 7 giorni (cosa che potrebbe far rientrare anche Sulla mia pelle).
“La poesia è il diario di un animale marino che vive sulla terra, desideroso di volare via”. E’ una frase del poeta Carl Sandburg, che secondo la cineasta italo americana Sara Colangelo, racchiude l’anima della protagonista del suo film, Lontano da qui, con Maggie Gyllenhaal. Remake, in chiave personale, dell’israeliano Haganenet, di Nadav Lapid, è un viaggio emotivo tra dramma, thriller psicologico e un tocco di commedia nera, che al Sundance al vinto il premio per la migliore regia, in arrivo dal 13 dicembre con Officine Ubu. Tutto ruota intorno a Lisa, maestra d’asilo di Staten Island, moglie e madre di due figli adolescenti, che scopre in uno dei suoi piccoli allievi, Jimmy di cinque anni, il talento di uno straordinario quanto inconsapevole poeta in erba. Per lei, schiacciata da una vita sicura e ripetitiva, proteggere e aiutare Jimmy diventa un’ossessione.Un ruolo sul filo fra ombra e luce, bene e male, vestito alla perfezione da Maggie Gyllenhaal, che sta anche lavorando alla preparazione della sua prima regia: l’adattamento di La figlia oscura di Elena Ferrante. Lontano da qui, che ha nel cast, anche l’esordiente e bravissimo Parker Sevak nel ruolo del baby poeta, insieme, fra gli altri a Gael García Bernal, Rosa Salazar e Michael Chernus, costruisce su temi abitualmente più legati ai drammi, atmosfere da thriller e compie una profonda riflessione su quanto nel mondo sempre più ipertecnologico, veloce e violento di oggi, lo spazio per il pensiero libero, il talento e l’arte possano venire schiacciati senza accorgercene. Lisa, appassionata di poesia che ha rinunciato ai suoi sogni per la famiglia, invece ne è consapevole e non vuole vedere Jimmy, trascurato dai genitori, perdere quel raro dono. Per questo è pronta a tutto, anche a scelte estreme. Lontano da qui “parla del desiderio irrealizzato di essere un poeta, del talento, della mediocrità, dello sforzo di vedere il mondo in modo diverso: parla della ricerca della bellezza in luoghi insoliti” spiega Sara Colangelo nelle note di produzione.”Mi ha colpito il modo in cui Sara nella sceneggiatura poneva una domanda pertinente, cosa significa essere una donna oggi? Qui entriamo – ha commentato l’attrice a The Playlist – nella mente di una donna che è ‘affamata’ e soffre in questa cultura”. Per Maggie Gyllenhaal, protagonista anche sul piccolo schermo con la serie sul mondo del porno tra anni ’70 e ’80, The Deuce (in onda in Italia su Sky Atlantic), ora si avvicina una delle più importanti sfide della sua carriera, la prima regia, con l’adattamento per il grande schermo de ‘La figlia, oscura’, il romanzo di Elena Ferrante, della quale l’attrice è un’appassionata fan. “Le ho scritto per chiederle i diritti – ha raccontato al New Yorker Festival – e lei mi ha risposto che me li avrebbe dati solo a condizione che il film l’avessi diretto io. Io non avevo pensato alla regia, ero piena di dubbi, ma la sua convinzione mi ha commosso. Una persona che ammiro mi stava dicendo ‘Ce la puoi fare”.       [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 01:17 DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

ALLE 10:35 DI MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Michael Dobbs, mostro pericoli politica
Autore, ‘Il giorno dei Lord’ ha aiutato a cambiare sicurezza

Elvira con Servillo, dal palco al docufilmEsce Il teatro al lavoro. Attore poi in film di Igort e Martone

Leonardo: centinaia di eventi in FranciaLe Drian: ‘Passato luminoso può aiutarci ad affrontare presente’

A Lucca unica data italiana ScorpionsIl 27 luglio band ospite al Summer festival

“Ora riscoprire la Matera sotterranea”Nel 1993 l’iscrizione dei rioni Sassi nel Patrimonio dell’Unesco

‘Io sono una poesia’, parole e artiGli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia

Simon Boccanegra, silenzio per CorinaldoMattarella assente in segno di lutto per la tragedia anconetana

Da Hendrix a Winehouse, il ‘Club 27’ in mostra a BolognaDa Hendrix a Winehouse

Renga e Baby K per Capodanno a FirenzeA piazzale Michelangelo, ingresso libero

Piccioli Designer dell’anno a LondraPremiato ai Fashion Awards con Prada e Gucci. Meghan ruba scena

Wildside prepara serie su Audrey HepburnDa un soggetto del figlio Luca Dotti con Spinola. Ciak nel 2020

Binoche presidente di giuria BerlinaleL’annuncio di Kosslick. La 69/a edizione dal 7 al 17 febbraio

Sogno di un valzer, Trieste sogna recordIl 15/12 in piazza Unità la danza più grande del mondo

Sereno Variabile, 40 anni con Bevilacqua è Guinness WorldIl 12 dicembre maratona notturna su Rai2 per festeggiare

Alla Scala Schiaccianoci di BalanchinePer la prima volta in Italia, scene e costumi nuovi

Moschino uomo e pre-donna sfilano a RomaOmaggio a Fellini l’8 gennaio da brand disegnato da Jeremy Scott

In visita agli scavi di Pompei? Attenti ai divietiVietato circolare in bikini e niente selfie sulle colonne

Ramazzotti, 14 nuovi date in EuropaTre show all’Arena di Verona e tre al Teatro Antico di Taormina

Da Parigi a Bologna con Liszt e RossiniUna mostra e una rassegna celebrano i due compositori

Prada, dobbiamo difendere diritti umaniLa stilista a Londra per premi British Fashion Council

Le Vibrazioni, a marzo al Forum AssagoSerata evento per celebrare i 20 anni di carriera della band

La stilista Yiging Yin lascia PoiretMaison fondata nel 1903 dal sarto che liberò le donne dal busto

Reperti etruschi in mostra a PompeiEsposti oggetti provenienti da tombe, santuari e centri abitati

In mostra Milano e gli etruschiImminente apertura museo etrusco fondazione Luigi Rovati

Paolo Conte, cerco la Bologna magraIl sindaco Merola consegna il riconoscimento al musicista

Lillo e Greg, l’umorismo è il nostro superpotereDa 18/12 a Roma, novità e cult in Gagmen – I fantastici sketch

Torino ricorda Fadini e Cabaret VoltaireCon il film Manfred del suo grande amico e sodale Carmelo Bene

Bouchet apre Spoleto film festivalDedicato al tena “Primo piano: pianeta donna”

Museo Torino acquista abito Sofia LorenIdeato da Ettore Scola per il film ‘Una giornata particolare’

Martone, in Capri-Revolution c’è anche l’oggiNel futuro del regista ‘Qui rido io’ su Scarpetta –

Nganang, l’Europa liberata da africani
Scrittore camerunense, social media potenti nel mio esilio

Boldi e De Sica tornano insieme per il cinepanettoneOltre 500 copie con Medusa per ‘Amici come prima’

Un Pirandello per Battiston e DiniLodovini tra Rame e Fo. Andò dirige Bardo, Monti è Miss Marple

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L’ARTICOLO

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MICHAEL DOBBS, ‘IL GIORNO DEI LORD’ (FAZI EDITORE) Maestro dell’intrigo politico, dal 2010 membro della Camera dei Lord, Michael Dobbs, l’autore della serie cult ‘House of Cards’ ci porta nel cuore della violenza, del terrorismo, dei rapporti familiari con la nuova serie di thriller di Harry Jones.
“La politica è una cosa molto seria, ma anche molto pericolosa. Quello che cerco di fare con i miei libri è cercare di far aprire gli occhi alla gente su quali sono i pericoli della politica. Gli uomini hanno sempre vissuto nella paura, basta pensare ai nostri nonni, bisnonni, antenati. Ma, oggi la paura è diversa dal passato perchè la minaccia non viene più, come un tempo, dai nostri vicini ma da posti molto lontani, spesso dall’altra parte del mondo. E quindi, se fossi un politico mi chiederei innanzitutto perchè questo sta avvenendo, cosa abbiamo fatto per cercare di risolvere il problema e se quel tentativo è stato un successo. Il nostro primo ministro, ormai diversi anni fa, ci portò alla guerra in Iraq sostenendo che lo faceva per rendere le strade di Londra più sicure, in realtà quello che è successo in questi anni è che sono diventate più insicure”, dice

Dobbs, un vero Lord inglese con un grande senso dell’ironia.
Oggi, aggiunge, “possiamo dire con una certezza sicurezza che ridurre in macerie paesi come l’Iran, l’Afghanistan, la Libia e la Siria è stata veramente una pessima idea”. E non fa sconti all’Unione Europea: “è diventata artritica, lenta, iper burocratica ed estremamente inefficiente. E dato che non può essere assolutamente riformata è meglio uscirne. Detto questo il Regno Unito rimarrà sempre un alleato dell’Unione Europea ma non sarà più sottoposto ai diktat di Bruxelles”.
Ne ‘Il giorno dei Lord’, Dobbs ci porta alla solenne cerimonia annuale di apertura del Parlamento, al giorno in cui si riuniscono le persone più importanti dell’Inghilterra: la Regina Elisabetta, il Principe Carlo, il primo ministro, giudici, leder spirituali. Quattrocento anni prima in quell’occasione Guy Fawkes aveva cercato di far saltare in aria tutti, ma aveva fallito. Oggi cosa accadrebbe in quella stessa situazione è quello che ci viene raccontato nel libro. “Il piano di Fawkes era molto serio ma ha fallito e lui ha fatto una fine orribile. Mi interessava prendere questa cosa e aggiornarla ai tempi moderni. La storia si ripete sempre e noi commettiamo sempre gli stessi errori” racconta Dobbs, classe 1948. “Pensando ad un attacco di questo tipo oggi sono arrivato a delle conclusioni abbastanza inquietanti: sarebbe stato facile per qualcuno commettere un attentato del genere e quindi questa storia volevo che fosse anche un avvertimento alle nostre autorità affinchè non prendessero per scontata la gestione della sicurezza del Parlamento. Questo libro ha aiutato a cambiare le regole sulla sicurezza che oggi abbiamo a Westminster”.
Dobbs si è divertito molto a scrivere i cinque libri della saga di Harry Jones, parlamentare ed ex militare pluridecorato – di cui in Italia è uscito questo primo capitolo, nella traduzione di Stefano Tummolini – “perchè è diverso da tutti gli altri politici. Innanzitutto è ricco, mentre la maggior parte di quelli che troviamo in romanzi o film, sono poveri, si sono fatti da soli. Harry si è ritrovato un’eredità milionaria alla morte del padre. Da un lato si chiede se si merita tutta questa fortuna e dall’altro questo lo rende estremamente indipendente, nessuno può minacciarlo perchè lui ha tutti i mezzi per potersela cavare da solo. Mi piace perchè è sempre alla ricerca di soluzioni originali, indipendenti e ha anche il coraggio di accettare i rischi che questo comporta” spiega lo scrittore lord. E dell’importanza dei rapporti famigliari sottolinea: “Non puoi capire un politico, ma neppure un re o una regina, o una persona senza conoscere il suo background, senza conoscere la sua famiglia”.
E la serie di Harry Jones non si fermerà a cinque libri: “ho intenzione di scriverne altri. Una volta che la Brexit sarà alle nostre spalle spero di avere un po’ più di tempo per far conoscere meglio Harry, anche perchè devo ancora trovargli una donna”. Grande anche l’interesse per farne una trasposizione cinematografica o una serie tv. “Io preferirei la tv perchè il personaggio di Harry è molto particolare e sfaccettato”. Anche House of Cards potrebbe riservare sorprese: “Mai dire mai” dice ridendo lo scrittore.

– Martedì 11 dicembre al cinema Mexico di Milano, il 16 dicembre al cinema Massimo di Torino, il 17 al Cinema del carbone di Mantova poi nel nuovo anno a Napoli, Firenze, Bologna, Roma seguendo le tappe della tournée teatrale. Sono fra le prossime date d’uscita di ‘Il teatro al lavoro’ documentario di Massimiliano Pacifico dedicato alla ‘costruzione’ di ‘Elvira’ di Brigitte Jacques, lo spettacolo, tratto dalle lezioni tenute dal grande attore Louis Jouvet nel 1940, con il quale Toni Servillo (che per il debutto milanese del film non fiction sarà in sala insieme al cast per un incontro con il pubblico) sta riempiendo i teatri nelle ultime stagioni, in Italia e all’estero. Il documentario, distribuito da Kio Films insieme al corto L’unica lezione di Peter Marcias, dedicato ad Abbas Kiarostami, con cui ha debuttato ‘abbinato’ anche alle Giornate degli Autori dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Il teatro “nella sua dimensione di officina, nella sua capacità di lavorare sulla coscienza di una persona, dell’attore, invitandolo a considerare il personaggio come un paesaggio misterioso da attraversare, dal quale ritornare rinnovato, cambiato” ha spiegato l’attore al Lido. Fra le lezioni che traiamo da Jouvet c’è “ad esempio la necessità di ritrovare un tensione pedagogica, dove il pedagogo non mantiene la visione di adulto ma celebra nei ragazzi lo stupore dell’infanzia”. Oggi”non è facile trovare un dialogo con i ragazzi, più abituati a mezzi di comunicazione superficiali e elementari, ma chi si avvicina al teatro sa che deve affrontare la complessità”. Il cinema italiano non si avvicina spesso al racconto del teatro, “però c’è grande curiosità soprattutto dai registi delle ultime generazioni nei confronti degli attori di teatro”. Servillo, tornato in scena con Elvira al Piccolo Teatro Grassi, dove sarà fino al 22 dicembre, sarà al cinema nel 2019 con ‘5 è il numero perfetto’, debutto alla regia di un maestro del fumetto, Igort, con Valeria Golino, affresco napoletano dell’Italia degli anni ’70. Inoltre lo vedremo protagonista del prossimo film di Mario Martone, Qui rido io, ritratto di Eduardo Scarpetta.
– PARIGI

– “Un passato luminoso può servirci da trampolino per affrontare il presente”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, presentando a Parigi l’anno di celebrazioni in Francia per i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci. Intitolata ‘Viva Leonardo da Vinci! 2019′ – 500 ans de Renaissance(s)’, la rassegna si terrà nella regione del Centre-Val de Loire, dove il genio toscano si trasferì nell’ultima parte della sua vita, invitato dal Re di Francia Francesco I/o, e che sarà segnata da oltre 500 eventi culturali con grandi tematiche: patrimonio, arte contemporanea, arte e letteratura, musica, giardini, scienza e rivoluzioni tecnologiche, architettura, artigianato o gastronomia. “La storia del Rinascimento – ha aggiunto Le Drian – è anche la storia del posto della Francia in Europa. La storia di un formidabile turbinio che porterà a successi eclatanti”. “Lunga vita al Rinascimento”, ha concluso il capo della diplomazia francese esprimendosi dinanzi ai rappresentanti dei territori della Loira, la seconda zona piu visitata di Francia dopo Parigi. Alla presentazione, nei saloni del Quai d’Orsay, era presente anche l’Ambasciatore di ‘Viva Leonardo Da Vinci!’ nonché star della divulgazione tv, Stéphane Bérn. “Ma quale ambasciatore – ha ironizzato lui con modestia – è Leonardo il migliore ambasciatore di sé stesso…”. Quindi l’elogio del Rinascimento, “un momento unico della nostra storia, quando, improvvisamente, scoprimmo che l’essere umano doveva tornare al centro della società”. La programmazione è disponibile sul sito ‘vivadavinci2019.fr’

– LUCCA

– Sarà a Lucca, per il Summer festival, l’unica data italiana degli Scorpions: la band sarà in piazza napoleone il 27 luglio.
Tra i gruppi più influenti della storia del rock, gli Scorpions i sono formati ad Hannover nel 1965 ed hanno venduto più di 100 milioni di dischi nel mondo. Ancora oggi, sono considerati tra i massimi esponenti del genere hard & heavy. Il maggiore successo l’hanno ottenuto negli anni Ottanta, con brani passati alla storia, come Still Loving You, Rock You Like a Hurricane, No One Like You e Wind of Change.
– MATERA

– Recupero delle funzioni e del valore della Matera sotterranea, poco conosciuta dai turisti, delle buone pratiche di restauro per estendere l’esperienza della Città dei Sassi e Capitale europea della cultura 2019 ad altre realtà del comprensorio rupestre e dell’area mediterranea.
E’ quanto ha auspicato si possa fare “con una programmazione adeguata” l’architetto Pietro Laureano, protagonista 25 anni fa, il 9 dicembre 1993, a Cartagena (Colombia), dell’iscrizione dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre tra i beni tutelati dall’Unesco.
– MODENA

– Uno spaccato inedito del clima artistico e culturale che ha caratterizzato Modena e Reggio Emilia in una stagione cruciale della storia contemporanea: è l’obiettivo della mostra ‘Io sono una poesia. Parole sui muri e le arti negli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia’, in programma dal 16 dicembre al 5 maggio ai Musei Civici di Modena.
Un’ampia selezione di opere, in collaborazione con Fondazione Modena Arti Visive e Musei Civici di Reggio Emilia, offre uno spaccato del vivace clima artistico e culturale di quegli anni con uno sguardo interdisciplinare che prosegue la precedente esperienza espositiva ‘Incubi e sogni di provincia’, dedicata agli anni Cinquanta.
Il fenomeno sperimentale è evidente nella pittura, nel teatro, nella musica, nella poesia, nel design, nell’architettura, nella grafica, nella fotografia e culmina nel 1967-68 a Fiumalbo con l’evento ‘Parole sui muri’, dove un centinaio di artisti d’avanguardia di tutto il mondo rivestono di creatività e arte l’intero paese dell’Alto Appennino.

– RIMINI

– Si è aperta con un momento di raccoglimento sulle note di Saint-Saens in ricordo delle vittime di Corinaldo la serata riminese dedicata al “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, terzo evento inaugurale del Teatro Galli da poco riaperto alla città. Alla prima avrebbe dovuto partecipare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha poi rinunciato in segno di lutto per la tragedia della discoteca in provincia di Ancona. Pur in un clima non proprio festaiolo, l’opera verdiana targata “Mariinsky” è piaciuta ed è stata accolta dal pubblico con larghi consensi. E non tanto per la raffinata orchestrazione del direttore Valery Gergiev, quanto per l’autorevolezza delle voci maschili, vera e propria sorpresa dello spettacolo. È difficile per un’opera così complessa mettere assieme una compagnia omogenea capace di rendere al meglio le continue sottigliezze espressive che Verdi ha scritto in partitura. Eppure il raffinato lavoro di Gergiev ha prodotto una linea di canto di grande coerenza.

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‘Il Club 27: Hendrix, Cobain, Morrison, Joplin, Winehouse, Jones’: è il titolo di una mostra che si apre il 13 dicembre alla galleria ONO arte di Bologna.
Attraverso il mito del cosiddetto “Club dei 27” vuole celebrare alcuni tra i più importanti artisti della storia della musica deceduti alla stessa età, 27 anni, spesso a causa di abuso di droga e alcol, di omicidio o suicidio.
Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison morirono infatti tutti a quell’età, tra il 1969 e il 1971 appunto.
All’epoca la coincidenza suscitò qualche commento, ma fu solo con la morte di Kurt Cobain, nel 1994, che l’idea di un “Club 27” ha cominciato a prendere piede nella percezione pubblica, trasformandosi in un mito alimentato dai media.
Nel 2011, diciassette anni dopo la morte di Cobain, Amy Winehouse morì all’età di 27 anni, spingendo ancora una volta a rinnovare l’attenzione nei confronti del ’27 Club’. Solo tre anni prima, la cantautrice aveva espresso il timore di morire a quell’età.
In molti di questi casi rimane aperta la domanda su cosa avrebbero fatto negli anni a seguire. Sia Hendrix che Cobain e Basquiat, infatti, avevano infatti progetti a breve e lungo termine e un’idea concreta di come si sarebbe sviluppata la loro arte e, di conseguenza, possiamo immaginare come questa avrebbe influito sulla cultura popolare.
La mostra, che si concluderà il 24 febbraio, è un pretesto per indagare alcune tra le grandi icone della musica che hanno influenzato la cultura popolare fino ai giorni nostri, ed è composta da 40 opere, alcune esposte in esclusiva italiana, di Jill Furmanovsky, Michael Lavine, Charles Peterson, Jan Persson, Terry O’Neill, Baron Wolman, Lee Jaffe, James Fortune, Guy Webster

– FIRENZE

– Francesco Renga e Baby K saranno i protagonisti della lunga notte di Capodanno a piazzale Michelangelo di Firenze, organizzata da Comune di Firenze e Radio Bruno. La serata sarà presentata e animata dai dj di Radio Bruno, che trasmetterà l’evento in diretta radio e tv. Ingresso libero dalle 21. Il programma completo del Capodanno a Firenze 2019 sarà reso noto nei prossimi giorni.
– LONDRA

– Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, è il Designer dell’anno a Londra. Lo stilista romano ha ricevuto il prestigioso Designer of the Year Award ai British Fashion Awards, gli Oscar britannici della Moda, nel corso di una cerimonia alla Royal Albert Hall che ha visto la partecipazione di un parterre stellare di celebrità, fra cui una radiosa Meghan Markle. Se Piccioli è stato insignito del riconoscimento (consegnatogli da Brooke Shields) come stilista internazionale più influente nella definizione delle tendenze della moda globale, il premio di migliore designer di abbigliamento Donna dell’anno invece è andato a Clare Waight Keller di Givenchy, chiamata sul palco proprio dalla neo duchessa di Sussex.
Fra gli altri premiati, Miuccia Prada con l’Outstanding Achievement Award alla carriera e Marco Bizzarri, Ceo di Gucci – a suo volta nominato marchio dell’anno – riconosciuto come migliore business leader nell’industria della moda.
– La Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli sta sviluppando una serie sulla vita di Audrey Hepburn, tratta da un soggetto del figlio di Audrey, Luca Dotti con Luigi Spinola.
Nello scrivere il bestseller del New York Times Audrey At Home, Luca e Luigi hanno esplorato la reale personalità di Audrey e hanno scoperto che dietro alla musa, alla madre e alla figura dedita alle cause umanitarie c’è sempre stata semplicemente una ragazza che non ha mai smesso di essere stupita dal dono della vita. Per sviluppare la serie, Luca intraprenderà un’ampia ricerca storica sugli anni formativi di sua madre.
L’inizio della produzione è previsto per il 2020.

– BERLINO

– L’attrice francese Juliette Binoche sarà presidente della giuria del 69/o festival internazionale del cinema di Berlino (7-17 febbraio 2019). Lo ha reso noto il direttore del festival Dieter Kosslick.
– TRIESTE

– Trieste punta a entrare nel Guinness dei Primati con il ‘valzer più grande del mondo’, ovvero il più alto numero di coppie danzanti in contemporanea.
L’appuntamento è per il 15 dicembre, alle 18, nel luogo simbolo dell’elegante capoluogo giuliano, Piazza Unità d’Italia. A presentare l’ambizioso obiettivo per questa seconda edizione di ‘Sogno di un valzer’, l’assessore comunale al Turismo, Maurizio Bucci, che ha invitato danzatori – professionisti e non – da tutta Italia a contribuire alla realizzazione di questo record. “Servono 1.511 coppie – ha spiegato Bucci – per battere il record detenuto dal 2010 da Tuzla, in Bosnia-Erzegovina, dove ballarono 1.510 coppie”. Solo “5 minuti di ballo per segnare un record mondiale”. L’idea “è quella di lanciare un format e un messaggio: quello del binomio Trieste-Vienna e dell’eleganza, che contraddistingue questa città”. Le coppie possono essere composte da un uomo e una donna, due uomini, o due donne.
“L’importante è partecipare”.

Ben 4.234 puntate, per un totale di 1.965 ore di trasmissione. Queste cifre riassumono Sereno Variabile, il programma condotto e ideato da Osvaldo Bevilacqua, che spegne 40 candeline. Grazie a questo traguardo, ha ottenuto il riconoscimento mondiale del Guinness World Records come programma tv di viaggi di più lunga durata, di tutti i tempi, con lo stesso conduttore. Il record in questione è stato riconosciuto e certificato dalla prestigiosa organizzazione internazionale. Per festeggiare questo nuovo primato mondiale, su Rai2 andrà in onda una maratona televisiva di Sereno variabile nella notte del 12 dicembre, a partire dalle 00.30. La consegna del nuovo Guinness World Record è avvenuta nella sede Rai di Viale Mazzini, alla presenza del presidente Marcello Foa e di Amadeus.Bevilacqua ha ricevuto il certificato da Lorenzo Veltri, giudice ufficiale del Guinness World Record. Veltri: “Bevilacqua è un recordman”. Ma per lui anche un’altra sorpresa: una grande torta con 40 candeline con tanto di brindisi finale. Trasmesso un filmato contenente videomessaggi di congratulazioni al conduttore, alcuni molto affettuosi, di Al Bano, Piero e Alberto Angela (ognuno il suo personale), Maurizio Costanzo, Benedetta Rinaldi e Franco Di Mare, Michele Guardì, Giancarlo Magalli e Roberto Morise, Rita Pavone, Tiberio Timperi, Adriana Volpe e tanti altri.
Prima un lungo filmato aveva riassunto i 40 anni di Sereno Variabile che vide la luce sulla seconda rete della Rai (allora era un quindicinale di turismo e tempo libero) il 24 novembre 1978. Padrino della puntata fu il colonnello Edmondo Bernacca, il famoso e amatissimo meteorologo della tv di quegli anni, nello studio una giovanissima Enrica Bonaccorti, la prima di una lunga serie di conduttrici che si sono avvicendate nelle successive edizioni di Sereno Variabile. Alcuni nomi? Da Maria Giovanna Elmi, a Maria Teresa Ruta, Silvia Verdone, Mita Medici, Paola Saluzzi (“ha debuttato con me e ne sono orgoglioso” dice della rossa giornalista), Patrizia Pellegrino, all’attuale Maria Teresa Giarratano.
Marcello Foa ha ricordato i dettagli del primo Guinness World Record ricevuto da Bevilacqua, interrottamente autore e conduttore del programma, nel 2015: sarebbe potuto andare 44 volte sulla Luna e avrebbe fatto 421 volte il giro del mondo, oggi 3 anni dopo, con tanti altri chilometri sulle spalle, Sereno Variabile festeggia i 40 anni e un nuovo guinness. “Bevilacqua – ha evidenziato Foa – è il simbolo dell’italiano che ama viaggiare, ha aperto un filone. E’ rimasto una persona autentica e semplice che ama scoprire posti meravigliosi con freschezza”. E aggiunto il presidente Rai: “Bevilacqua è una sorta di James Bond viaggiatore che non incute timore ma solo simpatia”. “Non so nemmeno se esistano due persone che hanno ottenuto due record mondiali di fila. Ti invito ad andare avanti e a mantenere il sorriso che ti contraddistingue”.Bevilacqua non si aspettava forse tanti complimenti e sincero ha replicato: “La presenza di tanti amici, di tutti i direttori che ho avuto, le tante istituzioni che in realtà sono amici, a citarli tutti farei notte,.. Tutto questo equivale ad un record. Queste presenze fanno un grande piacere”. E ancora: “Ringrazio il pubblico che mi è stato fedele. È un riconoscimento che mi fa dimenticare tutta la fatica di questi anni. Non mi aspettavo tutto questo affetto. Anche il paragone con 007… Avevo questa tendenza e non lo sapevo!. Dal 1978 a oggi abbiamo percorso circa 18 milioni di chilometri. Per un lungo periodo sono stato continuamente in viaggio. Partivo, andavo in posto sperduto del mondo, tornavo a casa e il giorno dopo ero di nuovo su un aereo.
Ora ci concentriamo sull’Italia è più lieve”. Nel corso delle varie edizioni Bevilacqua ha incontrato personaggi famosi dello star system internazionale da Federico Fellini a Sylvester Stallone (“era preparatissimo sull’arte e la cultura italiana, mi soprese moltissimo”), a Robert Redford, Kevin Costner, ai tenori Josè Carreras e Lucia Pavarotti. Tra gli incontri di grande spessore quello con il principe Filippo di Edimburgo, consorte della regina di Inghilterra, per parlare di un tema a lui caro come il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, con lo scritture Wilbur Smith o con Isaac Asimov, considerato uno dei padri della fantascienza. Ma ha ricordato con commozione anche i suoi incontri con due pontefici papa Giovanni paolo II quando ancora non parlava bene l’italiano, e ultimamente Papa Francesco.  La maratona di Sereno Variabile andrà in onda nella notte del 12 dicembre: “Cominceremo – conclude Bevilacqua – con uno speciale che abbiamo realizzato in questi giorni. Poi, tutta la notte, staremo insieme in compagnia”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Con un allestimento mai messo in scena in Italia dello Schiaccianoci di Ciaikovskij si apre domenica 16 dicembre la Stagione del Balletto del Teatro alla Scala. È la proposta del capolavoro a firma George Balanchine che lo produsse negli anni ’50 in Usa. Sul palcoscenico oltre 130 artisti. Nel ruolo della fata Confetto Nicoletta Manni.
Direttore Michail Jurowski. “La fondazione Balanchine non lascia molti spazi nel cambiare la produzione originale – ha detto il sovrintendente del Teatro Alexander Pereira – E questo spettacolo segue assolutamente le regole coreografiche con tutto il suo fascino”. Sono nuovi però scene e costumi creati da Margherita Palli. “Mi sono chiesta cosa avrebbe fatto Balanchine se avesse avuto a disposizione i laboratori della Scala – ha detto – e l’ho realizzato”.
“Finalmente possiamo mettere in scena questo spettacolo, è sempre stato un sogno”, ha aggiunto il direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala Frederic Olivieri.
– Moschino sfilerà per la prima volta a Roma. Il direttore creativo Jeremy Scott ha scelto la capitale italiana per portare in passerella la collezione Moschino Uomo e la pre-collezione Moschino Donna Autunno/Inverno 2019.
La scelta di sfilare a Roma appare naturale per Jeremy Scott, che spiega: “Ho deciso di presentare la collezione Uomo e la pre-collezione Donna A/I 2019 negli storici studi di Cinecittà a Roma, poiché lo show sarà un omaggio al grande Federico Fellini che ha girato proprio lì alcuni suoi capolavori cinematografici.
Ho preso ispirazione dal suo lavoro e dai magnifici personaggi protagonisti di film quali Roma, La Dolce Vita, Satyricon, 8 1/2, Casanova solo per citarne alcuni”. La sfilata si terrà martedì 8 gennaio 2019.
Anche Karl Lagerfeld scelto gli studi di Cinecittà per una sfilata di Chanel Métiers d’Art nel 2015.
– POMPEI (NAPOLI)

– Basta mangiare panini seduti sui banchi di quelle che era antiche locande e basta anche scattare selfie in piedi sulle colonne. Non è più possibile lasciare scorrazzare cani e bambini come se si trovassero in un parco pubblico e sono aboliti gli ombrelli, che solitamente le guide sollevano per farsi seguire dai gruppi di visitatori, a meno che non piova. Così pure è assolutamente vietato andare in giro a dorso nudo o circolare in reggiseno, abbigliamento che uomini e donne, soprattutto stranieri, adottano nelle giornate più calde d’estate. Sono alcuni dei 22 divieti e consigli comportamentali che scattano per i visitatori degli Scavi di Pompei.
Alcuni erano già adottati e si potevano leggere all’ingresso degli Scavi, altri sono nuovo del tutto. La ragione? Determinare uno stop alle scene ritenute scandalose nella città antica tra le più famose al mondo.
– Dopo l’annuncio di 60 show e delle date in Nord e Sud America con cui Eros Ramazzotti toccherà città come New York, Los Angeles, Miami, Chicago, Toronto, Mexico City, Buenos Aires, Rio De Janeiro, San Paolo, Santiago del Cile e molte altre, si aggiungono 14 nuovi appuntamenti in Europa per il Vita ce n’è World Tour che ha già registrato vendite per oltre 200 mila biglietti sui primi concerti europei e il sold out della data di debutto a Monaco di Baviera del 17 febbraio che è raddoppiata. A seguito di un primo assaggio nel continente all’inizio del 2019 e dopo la parentesi di concerti nelle Americhe, il tour mondiale dell’artista italiano tornerà in Europa nei mesi di luglio e agosto con altre date in Francia, Italia, Spagna, Austria e Croazia per arrivare l’11, il 12 e il 14 settembre all’Arena di Verona e il 3, 4, 6 agosto al Teatro Antico di Taormina con tre speciali appuntamenti.
– BOLOGNA

– A Liszt e Rossini, e alle rotte dei loro percorsi che si intrecciano sotto le due Torri, sono dedicate la mostra e la rassegna di incontri e concerti ‘Da Parigi a Bologna, in viaggio con Liszt e Rossini’, dal 12 dicembre al 31 gennaio alla Biblioteca d’arte di San Giorgio in Poggiale. La mostra è promossa dalla Fondazione Istituto Liszt e nasce in collaborazione con Genus Bononiae-Musei nella Città.
Il percorso propone documenti d’archivio come due lettere autografe dei compositori e 25 pannelli che raccontano i viaggi di Liszt che, giovanissimo, parte da Vienna, passando per Parigi fino al suo arrivo in Italia: il focus è incentrato sul soggiorno bolognese del 1838 e sul rapporto di amicizia con Rossini, di cui si celebra quest’anno il 150/o anniversario della scomparsa. Previsti anche diversi eventi dove musica, arte e cultura si intrecciano, tra cui un approfondimento su Marie d’Agoult, la compagna di Liszt che lo seguì nel viaggio italiano, e concerti e conferenze su pianoforti storici.
– MILANO

– “Penso che tutti noi che lavoriamo nella moda dobbiamo assumerci la responsabilità di difendere la libertà e i diritti umani, che in questo momento sono in pericolo”. Lo ha detto Miuccia Prada alla Royal Albert Hall di Londra, dove ieri sera ha ricevuto l’Outstanding Achievement Award, presentato da British Fashion Council, per il suo contributo all’industria mondiale della moda.
Miuccia Prada ha ricevuto il premio dall’attrice Uma Thurman e dal regista Steve McQueen. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, è stato invece premiato come Designer dell’anno.
– L’appuntamento è per il 26 marzo 2019: Le Vibrazioni si esibiranno per la prima volta al Mediolanum Forum di Assago per celebrare i 20 anni di carriera.
Sarà una festa della musica rock, prodotta da 432 srl, che vedrà la presenza sul palco di tanti amici artisti che hanno condiviso con Le Vibrazioni il loro lungo percorso. Nell’attesa del debutto sul palco del Forum, a febbraio la band si esibirà in alcuni dei più prestigiosi club internazionali nel Così Sbagliato – European Tour. Queste tutte le date del tour europeo: 5 febbraio – Madrid @ Cafè Berlin; 6 febbraio – Barcellona @ Razzmatazz; 8 febbraio – Parigi @ La Boule Noire; 9 febbraio – Bruxelles @ VK; 10 febbraio – Liverpool @ Invisible Wind Factory; 11 febbraio – Dublino @ Whelan’s; 12 febbraio – Londra @ 02 Academy Islington; 14 febbraio – Amsterdam @Q-Factory; 16 febbraio – Berlino @ Cassiopea.
– Poiret annuncia, dopo appena sei mesi di collaborazione, la fine del suo rapporto con la sua direttrice creativa, la designer cinese Yiqing Yin. La maison che appartiene al gruppo Shinsegae e l’amministratore delegato Anne Chapelle ringraziano in uno scarno comunicato la stilista per il suo apporto al rilancio della storica maison, tornata a sfilare a Parigi solo nel marzo 2018, appena sei mesi fa.
Ma in verità tutti attendono di apprendere se e da chi la designer sarà sostituita, dal momento che è in ballo la sorte non di una griffe qualsiasi, ma della maison fondata nel 1903 a Parigi da Paul Poiret, il sarto che liberò le donne dalla costrizione del busto, facendo sognare tutta la Belle Époque.
Il marchio Poiret era tornato sotto i riflettori dopo quasi un secolo d’inattività. Nel 2015 era stato rilevato dal gruppo sud-coreano Shinsengae International. La businesswoman belga Anna Chapelle (già a capo di Haider Hackemann) ricopre il ruolo di ad, mentre Yiqing Yin si occupava dell’ufficio stile.
– POMPEI (NAPOLI)

– Una città etrusca dal nome ignoto sorgeva 600 anni prima di Cristo dove in epoca romana sarebbe stata fondata Pompei e nella Palestra grande degli Scavi si può visitare dall’11/12 la nuova mostra di circa 800 reperti provenienti da musei italiani e europei per un excursus sulle prime influenze etrusche in Campania. “Pompei e gli Etruschi” è il titolo dell’allestimento: materiali in bronzo, argento, terrecotte, ceramiche, da tombe, santuari e da abitati, consentono di analizzare e mettere a confronto più elementi per affrontare il tema.
I primi secoli della storia di Pompei sono poco noti perché gli strati più antichi della città sono stati ricoperti e in gran parte distrutti dalla città sannita dei secoli III e II a.C. e da quella romana sepolta nel 79 d.C. Oggi si ritiene unanimemente che quella prima città, il cui nome è ignoto, sia stata fondata intorno al 600 a.C. da alcuni Etruschi giunti dall’Etruria interna, la regione situata a nord di Roma, tra la costa tirrenica, Tevere e Arno.
– Il rapporto tra Milano e gli Etruschi è al centro della mostra Il viaggio della chimera”, che apre il 12/12 al Civico Museo Archeologico, che l’ha concepita e realizzata insieme alla Fondazione Luigi Rovati, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano.
Il progetto mette in luce il legame fra Milano e la civiltà degli Etruschi nato dalla metà dell’Ottocento con la costituzione del nucleo più antico delle Raccolte Archeologiche milanesi e rinsaldato nel dopoguerra, quando Palazzo Reale ospitò una grande mostra nel 1955. Questa data segna l’avvio di una feconda stagione per l’etruscologia a Milano: dalla Fondazione Lerici del Politecnico di Milano alle campagne condotte dall’Università degli Studi di Milano a Tarquinia e nell’Etruria padana al Forcello di Bagnolo S. Vito. Un legame continuato con i recenti scavi condotti a Populonia e che proseguirà con l’imminente apertura al pubblico del Museo Etrusco della Fondazione Luigi Rovati.
– BOLOGNA

– “Mi ha sempre molto incuriosito questa città, perché fin dai primi tempi sono andato a caccia della Bologna magra, in antitesi con il cliché della grassa Bologna, e questa mia ricerca non si è ancora conclusa. Sono partito dai passatelli in brodo, dal pittore Giorgio Morandi e da Guglielmo Marconi. E avevo ragione, c’è una Bologna magra, pieno di spirito raffinato e sensibilità”. Sorride e gioca con le parole Paolo Conte, come del resto ha sempre fatto nel corso di una carriera lunga più di 50 anni, scandita da grandi successi in Italia, in Francia e negli Stati Uniti. Oggi però il cantautore, polistrumentista e pittore piemontese è riuscito a “fermarsi un attimo” come ha detto il sindaco Virginio Merola, per ricevere la Turrita d’Argento, onorificenza cittadina, “in segno di profonda ammirazione e gratitudine di Bologna città creativa della Musica Unesco”.
Proprio in questi giorni Paolo Conte sta ‘vivendo’ Bologna, per due concerti di “Cinquant’anni di Azzurro”, al Teatro EuropAuditorium.
ROMA – Uno è il micidiale Uomo elastico. Nel senso che ha gran talento a lanciare gli elastici. L’altro è l’Uomo bradipo, con tutto quel che ne consegue. E poi ecco l’irresistibile Telepentothal, cui non si riesce a nascondere la verità. O l’Uomo saetta, superveloce e superintelligente, “pur con qualche problema di fiatone ancora da risolvere”. Dopo il successo de L’uomo che non capiva troppo, tornano così al Teatro Olimpico di Roma Lillo & Greg, alias Claudio Greg Gregori e Pasquale Lillo Petrolo, protagonisti di Gagmen – I Fantastici sketch, produzione LSD Edizioni in scena dal 18 dicembre al 6 gennaio.”Uno spettacolo particolarissimo, perfetto per le feste”, dice il direttore artistico del teatro Lucia Bocca Montefoschi, mentre, tutina aderente e sguardo minaccioso, i due sfilano insieme al cast, con Valeria Della Bidia, Attilio Di Giovanni e Marco Fiorini. “Nel mondo dei supereroi siamo stimatissimi e accreditati”, assicurano. Con la coregia di Claudio Piccolotto, per loro una galleria di nuovi personaggi e storici cult, tratti dal repertorio teatrale ma anche di radio e tv, come la rubrica Che, l’hai visto? e Normal man. In programma, anche uno speciale Capodanno con spettacolo, concerto della storica band Latte e i suoi derivati e “pensiamo a un mio streep tease”, dice Lillo, che a febbraio sarà al cinema nel nuovo film di Fausto Brizzi, Modalità aereo. “E’ dal ’95 che ogni anno alterniamo una commedia a uno spettacolo di sketch – racconta Greg – Siamo cresciuti nell’epoca d’oro degli sketch, tra Franca Valeri, Selce e Luttazzi, Bice Valori e Paolo Panelli, Cochi e Renato. In questo spettacolo, alcuni sono più surreali e grotteschi, ma in comune c’è la disamina dell’essere umano che si arrampica sugli specchi per arrivare a mete irraggiungibili”. “Il 70% sono nuovi – prosegue Lillo – Ben tre dedicati ai supereroi, che sono un po’ gli Achille ed Ettore dei nostri tempi: è una passione nobile. E siccome la Marvel non ci avrebbe mai chiamato, ne abbiamo creato alcuni noi. Anche con poteri inutili, anzi, inficianti”. In fondo, riflettono, “l’umorismo, far ridere la gente, è già un superpotere. Soprattutto dopo un passato da nerd come il nostro, in cui nella conta non ci volevano mai in squadra a calcio. Oggi invece spesso le persone ci dicono che grazie a noi hanno dimenticato per qualche ora pene importanti”.Potendo scegliere? “A me piacerebbe l’invisibilità – risponde subito Lillo – Non da usare contro la criminalità, ma per togliermi alcune soddisfazioni personali. Non lo direi neanche in giro”. “Io vorrei essere molto forte – riflette Greg – per andare in giro a ‘corcare’ di botte la gente”. E a guardare indietro nel tempo si arriva fino al ’91, quando incaricati da una casa editrice di pensare una rivista di fumetti umoristici, i due si presentarono e la trovarono chiusa. “Erano falliti e non ci avevano neanche avvisato – ricordano – Sembrava una tragedia, ma si rivelò una fortuna. Avevamo un po’ di canzoni in repertorio e mettemmo su Latte e i suoi derivati. Prendevamo 50 mila lire a sera nei localini, fino a quando un giorno trovammo una fila che girava intorno al palazzo. All’inizio ci siamo chiesti ‘ma dove vanno?’ – ammette Lillo – Poi abbiamo capito che era partito un passaparola importante”. Ma dopo tanti anni di risate, un film drammatico? “Volentieri – risponde Greg – La difficoltà è trovare un umorismo nelle nostre corde. Un film drammatico ci permetterebbe di scandagliare quanto maturato a teatro”.

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TORINO

– Torino omaggia Edoardo Fadini, fondatore del Cabaret Voltaire protagonista della vita intellettuale torinese per decenni, amico e sodale per 30 anni di Carmelo Bene.
A 5 anni dalla scomparsa dell’organizzatore teatrale e critico, il Teatro Piemonte Europa diretto da Valter Malosti gli dedica la stagione e, il 16 dicembre al Teatro Astra, la proiezione del film Manfred di Carmelo Bene, realizzato dalla Rai nel 1978 e trasmesso nel 1983 su Rai2. Attorno alla proiezione, una conversazione con la figlia Susanna Fadini e gli storici Leonardo Mancini, Armando Petrini, Franco Prono e il presidente della Casa del Teatro Ragazzi Alberto Vanelli.
Fadini iniziò come critico teatrale all’Unità e a Rinascita.
Diresse l’Unione Culturale di Torino fondata da Franco Antonicelli, fondò le riviste Teatro (con Giuseppe Bartolucci e Capriolo) e Fuoricampo, e nel 1967 il Manifesto del Nuovo Teatro con Franco Quadri e Giuseppe Bartolucci, insegnò al Dams di Torino e portò il Living Theatre in Italia.

– SPOLETO (PERUGIA)

– È stata Barbara Bouchet, madrina della manifestazione, ad aprire lo “Spoleto film festival. Primo piano: pianeta donna”, la rassegna cinematografica competitiva che si tiene a Spoleto e in altre località umbre dal 10 al 15 dicembre.
Il via ufficiale alla manifestazione è stato dato con l’inaugurazione della mostra fotografica su Anna Magnani.
Il Festival competitivo vede in concorso diverse opere prime e non, di lungometraggio e di cortometraggio, firmate da autrici italiane con particolare riguardo agli esordi. Il festival vivrà i suoi momenti clou a Spoleto, ma sarà ospitato in diverse realtà umbre con proiezioni ed eventi speciali. A giudicare le opere in concorso un gruppo di esperti, che assegnerà i premi per la migliore regia, migliore sceneggiatrice, migliore attrice, migliore produttrice e migliore cortometraggio. Verrà inoltre assegnato un premio speciale ad un’attrice icona del cinema italiano nel mondo.
– TORINO

– Il Museo del Cinema di Torino si è aggiudicato all’asta di Minerva Auctions Gruppo Finarte il costume di scena di Sofia Loren in Una giornata particolare di Ettore Scola. “Abbiamo fatto il possibile per far entrare la ‘vestaglietta’ di Sofia Loren nella nostra collezione – dice la conservatrice Donata Pesenti Campagnoni – perché si tratta di un’icona che travalica i confini del cinema, simbolo dell’identità italiana”. L’investimento è stato di 22.500 euro, diritti inclusi.
Accanto all’abito il Museo ha anche acquisito il disegno originale di Ettore Scola, “che consentirà ai visitatori – spiega Sergio Toffetti, presidente del Museo – di ripercorrere l’intero percorso creativo: dalla prima intuizione al costume come oggetto museale alla scena immortalata sullo schermo”.
Soddisfatte anche Paola e Silvia Scola: “Siamo felici che il Museo del Cinema, amato da cinefili e studiosi, si sia aggiudicato la vestaglia di Sofia Loren e il bozzetto, riunificando così in un solo spazio il lavoro di nostro padre”.
– Non solo un viaggio in un pezzo di storia nella Capri del 1914, ma anche “un film sul passato che racconta anche molto il presente”. Così Mario Martone all’incontro stampa di ‘Capri-Revolution’, già in concorso al Festival di Venezia 2018 e ora in sala dal 20 dicembre con 01 in 150 copie. “Il fatto è – ha spiegato Martone – che il presente oggi è appiattito su conflitti, schematismi rigidi, muri, a cui però manca profondità, una cosa che il passato può invece ricreare. Il mondo è oggi – continua – più che mai complesso e, per fare solo un esempio, ha un bel dire Trump che quello che sta succedendo alla natura non ci riguarda, ci riguarda eccome”.In Capri-Revolution, Martone, pronto a tornare sul set nel 2019 con ‘Qui rido io’ su Eduardo Scarpetta – rinnova invece la sua voglia di rileggere la storia a modo suo e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso delle prima guerra mondiale. Qui una comune di giovani nordeuropei trova il luogo ideale per la propria ricerca esistenziale e artistica. Il film narra così l’incontro tra Lucia, giovane e semplice capraia (Marianna Fontana), la raffinata comune proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto). Tre realtà che verranno trasformate entrando in contatto tra loro. “L’arte è un processo collettivo che ci riguarda tutti – continua il regista parlando di questo film che chiude la trilogia sull’Italia del passato dopo ‘Noi credevamo’ (2010) e ‘Il giovane favoloso’ (2014) -. Cosa sarebbe la nostra vita senza canzoni e musica? Ogni volta che qualcuno legge un libro c’è qualcosa che si muove, succede qualcosa. Oggi invece tutto si è irrigidito”.E ancora sul presente e sull’immediato futuro dice il regista napoletano: “Le pietre d’inciampo divelte a Roma tra le tante cose agghiaccianti che accadono, è una cosa che spinge alle lacrime e ci dice molto su cosa stiamo diventando”. Mentre sul fronte del vegetarianismo, sottolinea: “Io non sono vegetariano, ma il vegetarianismo sarà una nuova frontiera politica del futuro, una cosa che andrebbe capita al più presto”. Nel futuro di Martone ancora Napoli: “Tornerò sul set con ‘Qui rido io’, un film ambientato proprio negli stessi anni di Capri-Revolution ma dedicato alla figura del celebre attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Il titolo del film è solo la frase che campeggia sulla villa di Scarpetta (La Santarella). Questo lavoro sarà poi anche un modo per tornare a lavorare con Toni Servillo”. Le riprese di ‘Qui rido io’, prodotto da Indigo e Publispei con Rai Cinema, inizieranno nel 2019. –

PATRICE NGANANG, LA STAGIONE DELLE PRUGNE (66THAND2ND, PP 349, EURO 18). Gli africani che combattono per liberare l’Europa. E’ quello che ci racconta lo scrittore e poeta camerunense Patrice Nganang, 48 anni, nel romanzo ‘La stagione delle prugne’, secondo capitolo di una trilogia sul Novecento, in cui la fine della seconda guerra mondiale è vista dall’Africa, dagli africani partiti per combattere.
“Le storie che parlano dell’Africa sono sempre raccontate dal punto di vista occidentale. Volevo sovvertire questa abitudine e raccontare l’Africa, il mio paese, il Camerun, dal punto di vista degli africani” dice Nganang, che si è opposto al regime di Paul Biya, nel 2017 è stato incarcerato nel suo paese d’origine dove non può più tornare perchè è stato privato dei diritti civili. In questi giorni a Roma, dove ha partecipato all’ultima edizione della fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, Nganang, che insegna Letterature comparate alla Stony Brook University, da 18 annivive negli Stati Uniti e con i suoi libri ha vinto premi come il Marguerite Yourcenar e il Grand prix litteraire d’Afrique noir. La stagione delle prugne, pubblicato in Italia da 66thand2nd, con la traduzione dal francese di Marco Lapenna, si apre con l’immagine del deserto. “Un’immagine forte insieme a alla traversata del Mar Mediterraneo. Sicuramente è un viaggio che ricorda quello fatto dai migranti oggi. Però di solito, come viene raccontato dai media occidentali, è un viaggio connesso a storie di povertà e di fuga. Mentre, nel mio caso, la rotta rimane la stessa ma c’è una differenza sostanziale, qui i soldati africani viaggiano per liberare l’Europa e quindi entreranno a Parigi da conquistatori” spiega Nganang che indossa un abito tradizionale, blu con ricami dorati. “L’esilio non è una condizione che mi fa piangere addosso, anzi mi spinge ad agire ancora di più” dice lo scrittore che considera una salvezza, nella sua condizione, i social media.
“Oggi i social media sono quello che poteva essere il teatro negli anni ’40 o il cinema negli anni ’60 per gli scrittori africani e neri. Ovvero, un modo molto potente per raggiungere il maggior numero di persone possibili. Io non li utilizzo per promuovermi, ma per aver un dialogo quotidiano, anche più forte che in passato, con le tantissime persone con cui sono in contatto in Camerun e per continuare a gestire le mie attività culturali e politiche a distanza” spiega lo scrittore che dal 1993 vive all’estero però era solito tornare, due tre volte all’anno, in Camerun, dove ha casa e famiglia, una fondazione di scrittori e attività politiche.
“Adesso che non posso più tornarci, sono aumentati i miei rapporti con gli africani camerunensi che non vivono in Camerun.
Continuo a coltivare una rete di persone molto forte, anche qui a Roma” racconta. E annuncia che il prossimo obiettivo è creare “un canale tv che andrà sul satellite. La base sarà in America, però raggiungerà i camerunensi in tutto il mondo. Nell’ultimo mese sono riuscito a raggiungere, attraverso i social media, migliaia di camerunensi che vivono fuori dal Camerun e gli ho convinti a donare un totale di 10 mila euro al mese per questo nuovo progetto. Sarà una rete tv per tutti loro”. Romanzo corale, sulle imprese degli eroi del Camerun, tanti inghiottiti dalle sabbie del Sahara, ‘La stagione delle prugne’ ci porta, raccontando la guerra, anche nel cuore della scrittura, del cenacolo poetico di Pouka. “Questo romanzo è il secondo capitolo di una trilogia che ho voluto fosse attraversata da una domanda, ovvero qual è il ruolo dello scrittore in periodi storici turbolenti, di guerra. Qual è la responsabilità dello scrittore? E cosa può fare per il proprio paese?” afferma Nganang. “La cosa bella della letteratura, della poesia è che unisce le persone, le fa incontrare. Nel mio libro – racconta – c’è un club di autori e poeti che si incontrano per scrivere e da questa situazione si troveranno catapultati in una esperienza di guerra. Il loro bagaglio di parole, di poesie arriverà fino a Parigi. Questo è un simbolo di come la letteratura possa viaggiare anche verso tutti i Pesi e continenti”.
– Passano gli anni, ma il cinepanettone, quello doc con Massimo Boldi e Christian De Sica, non muore. E così i due attori, dopo 12 anni e 23 cinepanettoni all’attivo, tornano insieme in ‘Amici come prima’ diretto dallo stesso Christian De Sica (con l’aiuto alla regia del figlio Brando) in sala con Medusa dal 19 dicembre in più di 500 copie.
Invecchiati, senza più amanti nell’armadio, Boldi e De Sica mettono mano al loro repertorio per un cinepanettone doc con qualche parolaccia, tanti ammiccamenti, ma anche con qualche inevitabile malinconia vista la storia con due protagonisti al tramonto.
“E’ una commedia più slapstick rispetto ai cinepanettoni tradizionali – dice De Sica – io allora facevo lo sciupafemmine, qui invece sono un disperato. Questa è un storia a tutto tondo dove ci sono anche melanconia e tenerezze” conclude l’attore che più volte ci tiene a dire che con Boldi non c’è mai stato un vero litigio.
“Siamo stati lontani professionalmente 12 anni, ma siamo sempre rimasti amici – replica Boldi -. Christian ha fatto i suoi film e io altri, ma non abbiamo mai litigato. Rincontrarci è stata una grande gioia: è come se ci fossimo lasciati ieri.
Con i cinepanettoni abbiamo raccontato l’Italia – dice con orgoglio Boldi – e con questo film spero possa iniziare un nuovo ciclo”. Ma cosa racconta questo neo-cinepanettone? La storia di Cesare (Christian De Sica) stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso di Milano, sempre affabile e 11 lingue parlate all’attivo, ma con l’arrivo di nuovi soci cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto, Luciana(Regina Orioli), efficiente ed algida figlia di Massimo Colombo (Boldi), storico proprietario dell’hotel, licenzia per primo proprio il direttore. Rimasto senza lavoro, scopre che Luciana sta cercando per suo padre, un vecchio in carrozzella (ma solo per pigrizia) e che si circonda di giovani escort, una badante, ed è disposta a spendere 5000 euro al mese.
Cesare non ci pensa due volte e si candida grazie anche all’aiuto del suo amico Marco (Maurizio Casagrande). Si traveste da donna e si trasforma in Lisa che conquista Massimo al primo incontro. Cesare haperò un problema non da poco: non ha il coraggio di svelare la verità alla moglie Carla (Lunetta Savino) e al figlio Matteo (Francesco Bruni), aspirante cantante, che continuano a crederlo benestante direttore d’hotel. Da qui, ovviamente, mille situazioni tra un Boldi anziano e sex-addicted e un De Sica, in versione Tootsie, alle prese con parrucche e seni posticci.

– Il Così è (Se vi pare) di Pirandello con Giuseppe Battiston, Maria Paiato e Filippo Dini a Torino e l’Ivan’ da Dostoeskij con Fausto Russo Alesi a Milano; Valentina Lodovini in Tutta casa, letto e chiesa di Franca Rame e Dario Fo e Maria Amelia Monti in Miss Marple – Giochi di prestigio, entrambe a Roma; La tempesta di Shakespaere per Roberto Andò, a Palermo, e La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton per Declan Donnellan a Firenze; fino alla Salomè di Wilde con Eros Pagni, ancora a Roma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end. Giuseppe Battiston, Maria Paiato e Filippo Dini, che firma anche la regia è il Così è (Se vi pare) di Luigi Pirandello prodotto dallo Stabile di Torino, in prima fino al 6 gennaio al Carignano. Dai Fratelli Karamazov di Dostoeskij, Serena Sinigaglia dirige Fausto Russo Alesi in Ivan, al Teatro Studio Melato del Piccolo, Milano, fino al 16 dicembre. A Roma Tutta casa, letto e chiesa, di Franca Rame diretta da Sandro Mabellini, alla Sala Umberto.

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 11:06 DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

ALLE 01:17 DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Castello Sammezzano, esposto per degrado
Presentato alla procura di Firenze da Save Sammezzano

Una mostra sugli artisti morti a 27 anniA Bologna 40 opere su icone come Hendrix, Jim Morrison e Cobain

Riparte 1M Next, il contest del 1 MaggioI 3 vincitori sul palco di piazza San Giovanni a Roma nel 2019

Mostre, 100mila visitatori per AbramovicPanoramica su artista con 100 opere e riesecuzione performance

Carreras a concerto Natale frati AssisiSarà trasmesso il 25 dicembre in Eurovisione su Rai1

Premio Solinas Experimenta, 7 finalistiIl concorso è realizzato collaborazione con Rai Fiction

Saccomanni presidente Filarmonica ScalaInaugura nuova tradizione del ‘Concerto d’inverno’

Bocelli porta il coro di Haiti a NYAl Madison Square Garden il 12 e 13 dicembre

Da Cosimo I al femminismo, il 2019 agli Uffizi15 esposizioni, anche il barocco e l’arte contemporanea

Opera ‘Lo Schiavo’ in prima a Cagliari8 opere, un balletto e 15 concerti per cartellone 2019

Famiglia Rino Gaetano, no a uso politicoDopo episodio manifestazione Lega, “lui ne’ destra ne’ sinistra”

Giorgio Armani ‘coed’ a febbraioEmporio Armani invece tornerà in calendario con uomo e donna

Arbore, faccio lezione di musica ai millennialSu Rai2 il 12 e 19 dicembre con ‘Guarda… stupisci’

Riapre chiesa San Gregorio Armeno AnconaChiusa dal 1972, mostra paesaggi sisma e ritorno Pala Siciolante

Boldi-De Sica, di nuovo insieme nel cinepanettoneOltre 500 copie con Medusa per ‘Amici come prima’

Traviata di Brockhaus-Svoboda a TorinoCelebre allestimento noto come ‘La traviata degli specchi’

Museo archeologico sotto Teatro RiminiTra reperti, mosaici, resti architettonici e multimedialità

A Treviso Poetic Boom BoomPoesia visiva in progetto “Imago Mundi” L.Benetton

Mostre, a Casa Buonarroti ‘Vasimania’Dalle ‘Explicationes di Filippo Buonarroti al vaso Medici’

Bohème con Rebeka e PolenzaniAl Teatro Massimo. Regia di Pontiggia, sul podio il maestro Oren

Verona Minor Hierusalem, nuovi itinerariProgetto promosso da Diocesi e da Comune

Laura Pausini, a Milano evento specialeLa popstar prepara una sorpresa per incontro del 15 dicembre

Hit parade, Mengoni subito in vettaPoi Mina che canta Battisti. Sfera Ebbasta in testa ai singoli

In sala e poi su Netflix, caso Cuaron cambia regolePer Oscar e non solo, colosso streaming con ‘Roma’ sperimenta

L’Amica geniale candidata ai Critics ChoiceTra migliori dramma tv. Cerimonia premi del 13 gennaio

La Favorita, 14 nomination ai Critics

Poi Black Panther con 12 e First Man con 10

A Ludovico Martelli i saponi ValobraAzienda fiorentina acquisisce marchio genovese

Da 40 griffe Carta per moda sostenibileDa Stella McCartney a Adidas impegno a vertice Nazioni Unite

Arriva il fenomeno tv CarcereirosPrison drama girato interamente dentro un vero penitenziario

Firenze, formelle ‘commesso’ a OpificioEsposizione dedicata a concorso indetto nel 1953

Bohemian Rhapsody ancora al top incassiStabili sul podio Il Grinch e Se son rose. Segue new entry Alpha

Kirk Douglas festeggia 102 anniIl mito di Hollywood è il più anziano premio Oscar vivente

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TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

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FIRENZE

– Esposto alla procura della Repubblica di Firenze per la situazione di degrado in cui versa il Castello di Sammezzano a Reggello (Firenze), il parco circostante ed i vari annessi. A presentarlo, la settimana scorsa, Francesco Esposito, fondatore e portavoce del movimento civico Save Sammezzano.
Nell’esposto, spiega una nota, si evidenzia come il Castello, raro esempio di architettura orientalista dell’800 per iniziativa di Ferdinando Panciatichi Ximenes, versi in una “situazione di deterioramento e semiabbandono” nonostante sia “assoggettato al ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’ che ne impone la protezione e la conservazione” e viene chiesto alla magistratura “di intervenire proprio affinché sia assicurato il rispetto” dello stesso codice e “sia quindi garantito lo stato di tutela che la legge prescrive a favore di Sammezzano”.
Il movimento ricorda che il Castello è stato al centro di una “campagna di sensibilizzazione prima nel suo genere, intrapresa da Save Sammezzano”, che ha fatto del complesso di Sammezzano “uno dei beni culturali nostrani più amati e discussi a livello nazionale: vincitore dell’8/o censimento ‘I luoghi del cuore’ promosso da Fai e Intesa Sanpaolo, unico sito italiano iscritto nella lista dei 12 beni culturali europei più in pericolo secondo Europa nostra, argomento di 10 interrogazioni parlamentari e di una mozione regionale, fenomeno mediatico con all’attivo oltre 450 servizi giornalistici e radiotelevisivi ad esso inerenti e oggetto dell’attenzione di centinaia di migliaia di cittadini che ne sostengono il recupero tramite i social network e mediante le petizioni ad esso dedicate. A discapito di quanto fatto fino ad oggi” la situazione “strutturale di Sammezzano è continuata a peggiorare di giorno in giorno.
Rivolgersi alla Procura della Repubblica è stato dunque un passo obbligato affinché venga finalmente garantita la salvaguardia di Sammezzano e sia quindi assicurata l’applicazione della legge che lo tutela”.
– BOLOGNA

– ‘Il Club 27: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse, Brian Jones, Jean-Michel Basquiat’ è il tema di una mostra collettiva, dal 13 dicembre al 24 febbraio alla galleria Ono Arte contemporanea di Bologna, che attraverso il mito del cosiddetto ‘Club dei 27’ vuole celebrare alcuni tra i più importanti artisti della storia della musica deceduti alla stessa età, 27 anni, per le ragioni più diverse, come abuso di droga, alcol, omicidio o suicidio. La morte di celebri musicisti ventisettenni tra il 1969 e il 1971 ha portato alla convinzione che i decessi siano più comuni a questa età e che ci sia una sorta di ‘picco statistico’ tra gli artisti all’età di 27 anni.
La mostra è un pretesto per indagare alcune tra le grandi icone della musica che hanno influenzato la cultura popolare fino ai giorni nostri ed è composta da 40 opere, alcune in esclusiva italiana, di Jill Furmanovsky, Michael Lavine, Charles Peterson, Terry O’Neill, Baron Wolman, Lee Jaffe, James Fortune, Guy Webster.
– Riparte 1M NEXT, il contest ideato e prodotto da iCompany, società organizzatrice del concerto del Primo Maggio di Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil. Obiettivo, selezionare 3 artisti emergenti da far esibire in diretta tv durante il concertone 2019. Vincitori delle precedenti quattro edizioni di 1M NEXT sono stati i La Rua (2015), Il Geometra Mangoni (2016), Incomprensibile FC (2017), La Municipàl (2018).
Per iscriversi è sufficiente compilare il form online disponibile su http://www.1mnext.it, da lunedì 10 dicembre e fino alla mezzanotte di venerdì 22 febbraio 2019. Possono partecipare tutti gli artisti che non abbiano già sottoscritto contratti di management in esclusiva con primarie agenzie di settore. Sono ammessi tutti i generi musicali, ma non sono ammesse ‘cover’.
L’iscrizione è completamente gratuita.
1M NEXT è sostenuto da Siae e Nuovo Imaie e realizzato con la partnership di Rockol e Doc Live.
– FIRENZE

– Ha superato i 100 mila visitatori ‘The Cleaner’, la retrospettiva su Marina Abramovic in corso fino al 20 gennaio a Palazzo Strozzi a Firenze. La mostra, ricorda una nota, riunisce oltre 100 opere dell’artista, offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance da parte di un gruppo di performer specificatamente selezionati e formati in occasione della mostra. La mostra trova infatti una sua fondamentale caratteristica nelle ‘re-performance’, che si alterneranno ogni giorno all’interno dell’esposizione. La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi.

– ASSISI (PERUGIA)

– Il tenore Josè Carreras sarà protagonista del tradizionale concerto di Natale del Sacro Convento di Assisi, nella Basilica Superiore di San Francesco.
Verrà registrato il 15 dicembre alle 11 e trasmesso in Eurovisione il 25 dicembre su Rai1 dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.
Il concerto sarà diretto dal maestro David Giménez e ad accompagnare il tenore spagnolo, che interpreterà canti della tradizione natalizia, ci sarà l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, il coro di voci bianche “I piccoli musici” diretto dal maestro Mario Mora e quello maschile “Coenobium Vocale” diretto da Maria Dal Bianco. Lo ha reso noto il direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, sottolineando “la gratitudine verso la Rai e l’importanza del messaggio spirituale che ogni anno parte da Assisi per raggiungere le case di milioni di italiani”.

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CAGLIARI

– Sono sette i finalisti della 2/a edizione del Premio Solinas Experimenta Serie. Realizzato in collaborazione con Rai Fiction il concorso con percorso di Alta Formazione intende selezionare e sviluppare progetti innovativi di racconto seriale della durata di 25′ e realizzarne il pilota di serie con un budget massimo di euro 120.000. Cinquantuno i progetti presentati e sottoposti all’attenzione della giuria.
L’hanno spuntata: 9 Mesi E Mezzo (titolo originale #Voxdonne) di Michela Fiaschi; Autogol (titolo originale Ultima categoria) di Ivan Pavlovic; Cleaning Your Shit (titolo originale Ama Il Prossimo Tuo) di Alice Torriani; Il Meccanismo Di Kozai (titolo originale Le Notti Di Lucio) di Emanuele Sana; Open_Minded (titolo originale OM) di Francesco Toto; Rewind (titolo originale La Bottega dei Giorni Imperfetti) di Angela Giammatteo; Timelapse (titolo originale Controtempo) di Mattia Conti.
La giuria è composta da Isabella Aguilar, Emanuele Cotumaccio, Salvatore De Mola, Leonardo Ferrara, Monica Rametta, Monica Ricci, Valerio Vestoso, Monica Zapelli.
Ora i sette finalisti accedono all’ultima fase del concorso e concorrono all’assegnazione dei diversi Premi: 3 borse di sviluppo di 2.000 euro ciascuna finanziate da Rai Fiction con un percorso di alta formazione e sviluppo a cura del Premio Solinas.
– MILANO

– Al prossimo cda, il presidente di Unicredit, Fabrizio Saccomanni, diventerà presidente della Filarmonica della Scala. Lo ha annunciato lui stesso alla presentazione del ‘Concerto d’inverno’, che gli strumentisti dell’ensemble terranno il 17 dicembre all’Auditorium Testori nella sede della Regione Lombardia. E che vuole diventare una nuova tradizione dell’ensemble (come è già il concerto in piazza Duomo di giugno) per allargare il proprio pubblico.
Saccomanni sostituirà Jean Pierre Mustier, ad di Unicredit.
Non si tratta di un cambio che prelude a un disimpegno dell’istituto bancario nei confronti della Filarmonica di cui è main partner dal 2003. Anzi, la convenzione in scadenza nel 2019 sta per essere rinnovata in anticipo sui tempi. Il concerto, presentato con il presidente della Lombardia Attilio Fontana, sarà a ingresso gratuito previa registrazione e fino all’esaurimento dei posti disponibili. Si potrà vedere ed ascoltare grazie a un maxischermo però anche in piazza Città di Lombardia.
Sarà un Natale speciale per i coristi di ‘Voices of Haiti’ a New York: i talentuosi giovani haitiani, protagonisti del progetto musicale ideato da Andrea Bocelli Foundation e da Fondation St Luc Haiti, canteranno accanto al tenore al Madison Square Garden il 12 e 13 dicembre. E’ passato un anno dall’ultimo viaggio fuori dal loro Paese e in questo periodo hanno continuato a lavorare duramente. Ogni sabato si sono ritrovati nella sala prove, condividendo nuovi obiettivi come la partecipazione al nuovo cd ‘Sì’ di Bocelli. Le ‘voci di Haiti’, dirette dal maestro Malcolm J.
Merriweather, hanno già all’attivo alcune importanti esibizioni internazionali, dalle Nazioni Unite al Teatro del Silenzio, dal Lincoln Center Global Exchange all’udienza generale con Papa Francesco. Il coro è composto da 60 bambini haitiani tra i 9 e i 15 anni, provenienti dalle aree più vulnerabili di Port-au-Prince. Tra loro, molti vivono in Cité Soleil, la baraccopoli più grande della capitale.
FIRENZE – Un trittico di mostre per omaggiare il Medici che fece costruire gli Uffizi, il granduca Cosimo I, a 500 anni dalla nascita. Ma anche esposizioni dedicate alle donne e al femminismo, alla moda e ai tessuti, alla scultura, da quella in bronzo tardo barocca a quella contemporanea di Tony Cragg. Sono alcune delle 15 mostre in programma per il 2019 alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, presentate dal direttore Eike Schmidt che ha spiegato: “Tradizione e innovazione devono andare a braccetto e il programma che gli Uffizi propongono per l’anno prossimo, si dirige a tutti: dal bambino allo scienziato, fino allo storico dell’arte dal palato più sofisticato”.Il mezzo secolo dalla nascita di Cosimo I sarà festeggiato con ‘I cento lanzi del principe’, sulla storica guardia medicea, ‘Una biografia tessuta. Gli arazzi in onore di Cosimo I’ e ‘Il villano e la sua botticella. Divertimenti nel nuovo giardino’. A marzo poi le donne saranno protagoniste con ‘Lessico femminile’ e la personale di Kiki Smith, figura di spicco della cultura femminista. Ma ad aprire il cartellone 2019 sarà la moda con ‘Animalia fashion’, riflessione sul rapporto tra animali e grandi marchi, a cui seguirà, a giugno, una mostra a sorpresa in occasione di Pitti Uomo.Ancora ‘Il carro d’oro’ di Johann Paul Schor, dipinto acquistato dagli Uffizi nel 2017 sarà al centro di un’esposizione su feste e carnevali barocchi. L’arte contemporanea vedrà nell’Aula Magliabechiana agli Uffizi dodici opere di Antony Gormley, mentre il Giardino di Boboli metterà in mostra la scultura di Tony Cragg. Sempre Boboli ospiterà anche la mostra ‘Costruire un capolavoro: la Colonna traiana’, un omaggio alla sapienza tecnologica e costruttiva del mondo romano. Inoltre, a giugno si aprirà la mostra ‘Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi e stoffe dall’antica Gerusalemme al pret-à-porter moderno’ che indagherà i vari aspetti del rapporto tra mondo ebraico e i tessuti. Sempre gli Uffizi ospiteranno poi ‘I cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento’ mentre sarà Pitti ad accogliere ‘Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici’.Il calendario 2019, infine, si chiuderà con l’evento dedicato a ‘Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento’ con un centinaio di dipinti, sculture, arazzi e miniature. Proprio nel 2019 scadrà il primo mandato come direttore degli Uffizi per Schmidt che, rispondendo ai giornalisti sul suo futuro, ha detto: “C’è ancora tanto da fare anche quest’anno e non abbiamo nemmeno coperto tutti i soggetti possibili per le mostre”. Stima a Schmidt che “secondo me dovrebbe rimanere a Firenze”, è stata espressa intanto dall’ex ministro e già direttore degli Uffizi Antonio Paolucci, che ha partecipato alla presentazione del programma delle mostre 2019. “Auguro a Schmidt quello che auguro a me stesso e alla città di Firenze”, ovvero un secondo mandato, le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella.

– CAGLIARI

– Otto opere più un balletto, undici concerti sinfonici e quattro cameristici. Sono i numeri della nuova stagione del Teatro Lirico di Cagliari presentata il 10 dicembre dal sovrintendente Claudio Orazi e dal direttore artistico Mauro Meli, presente il presidente della Fondazione Giuseppe Andreozzi. Su il sipario dall’11 gennaio per la sinfonica e dal 22 febbraio per la lirica. “Un’edizione, quella del 2019, che parte con il 22% di incremento dei fondi Fus del Mibac – ha sottolineato Orazi – sei nuove produzioni nazionali e internazionali, un turno in più di abbonamento, il turno L il giovedì alle 19, e oltre 8.500 abbonati, numero destinato a crescere. E a questo si aggiunge un bilancio preconsuntivo del 2018 che presenta un utile significativo”.
Titoli di grande tradizione per la lirica, ma anche di sporadica esecuzione e inediti. Riflettori accesi in apertura per la prima nazionale di un’opera rarissima, “Lo Schiavo”, del brasiliano Antonio Carlos Gomez, tra i più grandi compositori del Sud America

– ”Siamo stufi: le canzoni di Rino Gaetano non vengano più utilizzate dalla politica”. A dirlo

sono Anna Gaetano e suo figlio Alessandro, sorella e nipote del cantautore, all’indomani della manifestazione Lega che sabato scorso in Piazza del Popolo a Roma ha usato il brano ”Ma il cielo è sempre più blu”. E questa volta, per la prima volta, la famiglia ha telefonato alla Sony Music, con cui detiene i diritti dei brani, ”per sapere se lo possono fare, se possono usare le sue canzoni così”. Nessuna azione nei confronti di nessuno, precisano. ”Non ce l’abbiamo ne’ con la Lega ne’ con Matteo Salvini – dice Alessandro – E’ solo stato l’ennesimo episodio che ci viene segnalato in questi anni e di cui siamo stufi. Rino non è di destra ne’ di sinistra, non ha colori politici. Perché devono farsi forza usando lui e la sua musica?”.
– Dopo l’evento Emporio Armani Boarding, Giorgio Armani decide di sperimentare il formato sfilata uomo-donna con la collezione Giorgio Armani di febbraio, mentre Emporio Armani tornerà a sfilare in Calendario con la sola linea femminile.
Lo annuncia la maison, spiegando che la settimana della moda maschile di gennaio vedrà protagoniste la sfilata Emporio Armani Uomo autunno/inverno 2019/20 e l’inaugurazione di un’importante mostra presso l’Armani/Silos.

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Il titolo è tratto dal ritornello di una delle canzoni più famose, ed elegantemente piene di doppi sensi, della musicalità napoletana, ‘Agata’ . ‘Guarda… stupisci’ si chiama infatti il programma che riporta in televisione Renzo Arbore, 81 anni, il 12 e 19 dicembre su Raidue. “Arbore è il dna di Rai2, è il suo canone artistico e questo programma è l’esempio di cosa deve essere la buona tv – ha detto il direttore della rete Carlo Freccero, presentando le due serate a Milano insieme al suo predecessore Andrea Fabiano sotto la cui gestione è nata l’idea del programma – Gli ho già chiesto di rendere un omaggio dissacrante anche a Gianni Boncompagni, mio carissimo amico”.
Il sottotitolo ‘Modesta e scombiccherata lezione sulla canzone umoristica napoletana’ delinea la natura dello spettacolo che, come era già accaduto per ‘Indietro tutta 30 e lode’ si ispira ad un’aula universitaria, intitolata a Totò. In una scenografia ricca di dettagli che ricordano il capoluogo campano, con rulli in movimento che richiamano il mare, colonne, limoni, una nicchia in foglie d’oro con la statua di San Gennaro Arbore dà lezioni ai giovani sulla musica napoletana con vari ospiti. Accanto a lui Nino Frassica che canta anche la sigla a cui si ispira il titolo ‘Agata’. “Mi piace pensare di essere il terzo Nino a farlo – ha scherzato – dopo Taranto e Ferrer”.
Realizzato nel centro di produzione Rai di Napoli, il programma, per la regia di Luca Nannini, rientra nella mission che si riproposto Arbore da anni: l’educational show per insegnare divertendo. “Credo che il compito di quelli della mia età sia raccontare ai millenials cose che non hanno potuto vedere ed è un compito che il rap non può fare – ha detto Arbore – Si sono persi una stagione meravigliosa ed è giusto che la conoscano per poi andare avanti”. Per il pubblico sono state svolte vere e proprie selezioni tra i giovani che frequentano scuole di spettacolo o aspiranti artisti. Perché, come già accadeva per ‘Quelli della notte’ e ‘Indietro tutta’, due dei grandi successi televisivi di Arbore, gli spettatori in sala diventano anche protagonisti. Accanto a Arbore e Frassica, Andrea Delogu e con loro gli ospiti che si alterneranno, da Gigi Proietti a Lino Banfi, fino a Marisa Laurito, Teo Teocoli, Tullio de Piscopo.
Arbore spiegherà i meccanismi comici (doppio senso, sceneggiata, tic,imitazione, macchietta) della canzone napoletana, ‘che poi sono sempre gli stessi a cui hanno approdato artisti come Jannacci o Elio. “Io ho avuto la fortuna di vivere la Napoli bella, quella di quando non c’era ancora la camorra ma forse solo il contrabbando – ha aggiunto l’artista che è di origini pugliesi – E nel programma c’e’ proprio quella Napoli, quella che si aspettano fino a Bergamo, la città del sole, della musica, delle ceramiche, delle cartoline, giro spesso per la città e la trovo piena di turisti arrivati dal Nord, gente entusiasta che se la sta godendo la città, finalmente come se l’aspettava”.

– ANCONA

– La chiesa di San Gregorio Armeno ad Ancona riapre dopo 46 anni, dalla chiusura per il terremoto del 1972, grazie agli interventi di restauro e ripristino curati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con il Segretariato Regionale dei Beni e delle attività culturali delle Marche. Il Comune di Ancona ha seguito il percorso che porta, venerdì 14 dicembre, alla riapertura, segnata da due grandi eventi: una mostra dei fotografi Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp dedicata i territori marchigiani colpiti dal sisma e, in primavera, il ritorno della pala di Siciolante da Sermoneta (metà del XVI sec.) nella sua collocazione originaria, in accordo con la Pinacoteca di Brera. Eretta come chiesa di San Bartolomeo intorno al 1520, subì importanti modifiche nel Settecento ad opera dell’architetto Ciaraffoni e dello scultore Gioacchino Varlè. Nel 1847, a seguito dell’acquisto della chiesa da parte delle monache benedettine armene, assunse la denominazione di San Gregorio Illuminatore.
– Passano gli anni, ma il cinepanettone, quello doc con Massimo Boldi e Christian De Sica, non muore. E così i due attori, dopo 12 anni e 23 cinepanettoni all’attivo, tornano insieme in ‘Amici come prima’ diretto dallo stesso Christian De Sica (con l’aiuto alla regia del figlio Brando) in sala con Medusa dal 19 dicembre in più di 500 copie.Invecchiati, senza più amanti nell’armadio, Boldi e De Sica mettono mano al loro repertorio per un cinepanettone doc con qualche parolaccia, tanti ammiccamenti, ma anche con qualche inevitabile malinconia vista la storia con due protagonisti al tramonto. “E’ una commedia più slapstick rispetto ai cinepanettoni tradizionali – dice oggi a Roma De Sica – io allora facevo lo sciupa femmine qui invece sono un disperato. Questa è un storia a tutto tondo dove ci sono anche melanconia e tenerezze” conclude De Sica che più volte ci tiene a dire che con Boldi non c’è mai stato un vero litigio.”Siamo stati lontani professionalmente 12 anni, ma siamo sempre rimasti amici – replica Boldi -. Christian ha fatto i suoi film e io altri, ma non abbiamo mai litigato. Rincontrarci è stata una grande gioia: è come se ci fossimo lasciati ieri. Con i cinepanettoni abbiamo raccontato l’Italia – dice con orgoglio Boldi – e con questo film spero possa iniziare un nuovo ciclo”. Ma cosa racconta questo neo-cinepanettone? La storia di Cesare (Christian De Sica) stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso di Milano, sempre affabile e 11 lingue parlate all’attivo, ma con l’arrivo di nuovi soci cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto, Luciana (Regina Orioli), efficiente ed algida figlia di Massimo Colombo (Boldi), storico proprietario dell’hotel, licenzia per primo proprio il direttore. Rimasto senza lavoro, scopre che Luciana sta cercando per suo padre, un vecchio in carrozzella (ma solo per pigrizia) e che si circonda di giovani escort, una badante, ed è disposta a spendere 5000 euro al mese.Cesare non ci pensa due volte e si candida grazie anche all’aiuto del suo amico Marco (Maurizio Casagrande). Si traveste da donna e si trasforma in Lisa che conquista Massimo al primo incontro. Cesare ha però un problema non da poco: non ha il coraggio di svelare la verità alla moglie Carla (Lunetta Savino)e al figlio Matteo (Francesco Bruni),aspirante cantante, che continuano a crederlo benestante direttore d’hotel. Da qui, ovviamente, mille situazioni tra un Boldi anziano e sex-addicted e un De Sica, in versione Tootsie, alle prese con parrucche e seni posticci.

– TORINO

– Arriva sul palco del Teatro Regio di Torino, dal 14 al 22 dicembre, il leggendario allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi firmata Henning Brockhaus e con le scene di Josef Svoboda, proveniente dallo Sferisterio di Macerata e dalla Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi. Nota anche come La traviata degli specchi, lo spettacolo, che ha ricevuto il Premio Abbiati nel 1993, indaga il sottile confine tra la natura intima e delicata di Violetta e la sua immagine pubblica, sottolineata da un enorme specchio inclinato che moltiplica, da tutti i possibili punti di vista, l’oggetto del desiderio all’occhio del voyeur.
Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio il maestro Donato Renzetti.
La produzione in cartellone si avvale della partnership di Iren, Socio fondatore del Teatro. La ‘prima’ del 14 dicembre viene trasmessa in diretta su Rai Radio 3.
– BOLOGNA

– Un museo archeologico e multimediale sotto la platea del Teatro ‘Galli’ di Rimini, tornato a nuova vita a 75 anni dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che devastarono la città e la sala disegnata dall’architetto modenese Luigi Poletti alla metà dell’800.
La struttura che apre oggi – in concomitanza con il ritorno della grande opera con il ‘Simon Boccanegra’ di Giuseppe Verdi diretto da Valery Gergiev – svela un’area archeologica ricca di reperti e mosaici e resti architettonici rinvenuti durante i lavori nel complesso del Teatro Galli, impreziosita da un percorso multimediale che ripercorre la nascita e la storia di Rimini fino ad arrivare all’Ottocento, alla la storia del teatro all’italiana, all’architettura del teatro di Rimini e alla vita e alle musiche di Giuseppe Verdi cui è dedicata una sala immersiva in cui ascoltare le sue melodie più famose. Sotto la buca del ‘Galli’, infine, l’area archeologica vera e propria con un’ampia pedana da cui ammirare la superficie dello scavo.

– TREVISO

– In un’epoca dominata dal digitale, la mostra “Poetic Boom Boom”, legata al progetto “Imago Mundi-Luciano Benetton Collection”, in programma a Treviso dal 13 dicembre al 7 aprile prossimo, invita a seguire il percorso sovversivo della poesia visiva che, nelle parole di Sarenco, è “anarchica e rivoluzionaria”.
Curata da Mattia Solari, l’esposizione, alle Gallerie delle Prigioni, è strettamente legata alla collezione Imago Mundi Visual Poetry in Europe, composta da 210 lavori.
La mostra presenta una selezione di 44 opere realizzate tra gli anni Sessanta e i giorni nostri con tecniche come stampa, fotografia, scultura, installazioni, video e performance.
– FIRENZE

– Si intitola ‘Vasimania, dalle Explicationes di Filippo Buonarroti al vaso Medici’, la mostra in programma a ‘Casa Buonarroti’ a Firenze dal 12 dicembre al 28 febbraio. L’esposizione, a cura di Maria Grazia Marzi e Clara Gambaro, permette di ammirare anche il vaso di Eufronio, proveniente dal museo archeologico di Arezzo. Per comprendere il senso dell’iniziativa bisogna guardare al 1726, quando usciva a Firenze il ‘De Etruria regali’, opera dello storico scozzese Thomas Dempster, con l’aggiunta delle ‘Explicationes et conjecturae’ di Filippo Buonarroti, che aveva corredato lo studio con un apparato grafico di reperti archeologici. La mostra intende analizzare l’interesse per una classe di materiali che da quel momento in poi entra nel panorama antiquario e collezionistico: la ceramica. I reperti si alternano a preziose pubblicazioni, fra queste le ‘Explicationes’ del Buonarroti. In mostra anche disegni di eccezionale valore, come quello dedicato al ‘Vaso Medici’ ritrovato tra le carte del Buonarroti.
– PALERMO

– Marina Rebeka e Matthew Polenzani, due star della lirica, debuttano giovedì sera al Teatro Massimo di Palermo per il ritorno in scena di “Bohéme”, capolavoro di Puccini che ogni italiano sa canticchiare. La Rebeka è il soprano lettone che canta nella parte della fioraia Mimì, la protagonista, ruolo che pochi mesi fa ha sostenuto alla Staatsoper di Vienna; bellissima voce e ottima capacità interpretativa. Rodolfo è lo statunitense Polenzani, star del Metropolitan di New York. La regia è di Mario Pontiggia, scene e costumi di Francesco Zito, che alludono non a Parigi, dove l’opera si svolge, ma ad una eleganza preziosa, in una Palermo Liberty, con le cancellate della Fonderia Oretea e i saloni di Villa Igea. Ma nei tre cast previsti dal teatro ci sono anche due palermitane: Jessica Nuccio e Roberta Mantegna. Sul podio Daniel Oren, amatissimo dal pubblico palermitano, che torna in città dopo il successo che ebbe lo scorso anno con “Adriana Lecouvreur”. Si replica fino al 23 dicembre.

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VERONA

– Non solo turisti tra le strade di Verona, ma anche pellegrini alla scoperta delle chiese e della storia scaligera. E oltre mille volontari già formati. Dopo aver registrato 163 mila visitatori in 2 anni, il progetto “Verona Minor Hierusalem. Una città da valorizzare assieme”, lancia due nuovi itinerari.
L’occasione per dare il via ai nuovi percorsi sarà il convegno che si terrà sabato 15 dicembre al Palazzo della Gran Guardia, “Verona tra cammini europei e pellegrinaggi urbani”.
Il primo percorso permetterà di visitare cripte e sacelli, a testimonianza di una fede antica e radicata sul territorio, ma anche palazzi e monumenti storici. Il secondo invece, mirato alla valorizzazione e alla scoperta del quartiere di Veronetta, passerà da San Tomaso, per la visita all’organo legato a Mozart, e da Santa Maria al Paradiso, che ha uno dei reliquiari più grandi d’Europa. Ma si visiteranno anche San Nazaro, San Paolo e Santa Toscana. Il progetto è promosso dalla Diocesi di Verona in collaborazione con il Comune.

– Non un semplice firmacopie, ma un evento unico e irripetibile. Questa è la promessa di Laura Pausini per l’incontro con i fan in programma sabato 15 dicembre al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano. Per festeggiare la vittoria del quarto Latin Grammy Award con l’album ‘Fatti sentire’, l’annuncio del tour negli stadi con Biagio Antonacci e l’uscita della special edition ‘Fatti sentire ancora’, la popstar romagnola ha in programma qualcosa di speciale, un momento ricco di sorprese che coinvolgerà migliaia di fan.
L’evento nel centro di Milano avrà inizio alle ore 16, e il firma è previsto dalle 17 fino alle 20.
Atlantico, il nuovo album di Marco Mengoni uscito contemporaneamente in tutta Europa il 30 novembre per Sony Music, debutta direttamente al primo posto della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana. Alle sue spalle un’altra new entry, con il formidabile binomio Mina-Lucio Battisti: è Paradiso, in cui la signora della canzone italiana rende omaggio al cantautore a 20 anni dalla scomparsa, una raccolta delle canzoni di Battisti-Mogol già cantate da Mina, più due brani mai interpretati, Vento nel vento e Il tempo di morire.Scivola in terza posizione Salmo con il suo Playlist, che precede Eros Ramazzotti, quarto con il nuovo album Vita ce n’è, e i Maneskin con Il ballo della vita. In sesta posizione un altro debutto: Alt in tour di Renato Zero, il cofanetto che ripropone il live del 7 gennaio 2017 al Forum di Assago – Milano. Risale sul settimo gradino della classifica (era 32/o) Capo Plaza con 20, mentre perde tre posizioni ed è ottava Giorgia con Pop Heart. Chiudono la top ten ancora due new entry: Punk di Gazzelle e Notti brave (After) di Carl Brave. Da segnalare anche l’11/o posto di Ogni volta che è Natale, il grande ritorno di Raffaella Carrà.In testa alla top ten dei singoli troviamo Happy Birthday di Sfera Ebbasta, lanciato in classifica prima della tragedia di Corinaldo. Completamente stravolta la classifica dei vinili, con cinque new entry nelle prime cinque posizioni: Mengoni, Mina, Raffaella Carrà, Salmo e Gazzelle.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 30 novembre al 6 dicembre:1) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)2) PARADISO (LUCIO BATTISTI SONGBOOK), MINA (WM ITALY-WMI)3) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)4) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)5) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)6) ALT IN TOUR, RENATO ZERO (TATTICA-INDIPENDENTE MENTE)7) 20, CAPO PLAZA (MACISTE DISCHI/ARTIST FIRST-ARTIST FIRST)8) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL- SONY)9) PUNK, GAZZELLE (MACISTE DISCHI/ARTIST FIRST-ARTIST FIRST)10)NOTTI BRAVE (AFTER), CARL BRAVE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)Ecco la classifica dei singoli:1) HAPPY BIRTHDAY, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNI)2) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SME)3) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT.NSTASIA (EPIC-SME)5) CHEROFOBIA, MARTINA ATTILI (RCA RECORDS LABEL-SME)Ecco la classifica dei vinili:1) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY2) PARADISO (LUCIO BATTISTI SONGBOOK), MINA (WM ITALY-WMI)3) OGNI VOLTA CHE E’ NATALE, RAFFAELLA CARRA’ (RECA RECORDS LABEL-SONY)4) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)5) PUNK, GAZZELLE (MACISTE DISCHI/ARTIST FIRST-ARTIST FIRST).

Nel cinetel del weekend, tra gli incassi, il capolavoro di Alfonso Cuaron ‘Roma’ non è compreso, eppure il film che ha vinto il Leone d’oro a Venezia 2018, un premio storico perché il primo assegnato ad un film prodotto dal colosso dello streaming Netflix, dopo l’uscita evento del 3-4-5 dicembre continua a richiesta degli stessi esercenti resta in sala, presente attualmente in circa 30 sale con teniture record come al Farnese a Roma, al Messico a Milano, Lumiere a Bologna.
E nel mondo sono arrivate a 600 in 40 paesi, di cui 100 solo negli Stati Uniti – fonte Variety – le platee dove ammirare il film ambientato nella Città del Messico degli anni ’70 e girato con tutta la potenza evocativa del bianco e nero. Non ci sarebbe niente di strano se non fosse appunto un film Netflix, il grande protagonista della fruizione cinematografica (e televisiva) extra sala, il colosso del braccio di ferro con il festival di Cannes no sala no gara, l’antagonista degli esercenti. E che il 14 dicembre in contemporanea mondiale rilascerà il film sulla piattaforma.
Alla Cineteca di Bologna, che distribuisce ‘Roma’, è stata fatta esplicita richiesta da Netflix di non divulgare alcuna cifra di incassi. Nell’epoca storica del cambiamento di modalità di fruizione dei contenuti – vale per l’editoria della carta stampata come per il cinema in sala – è in corso, con Roma di Cuaron case history, una fase di avvicinamento post bellico: Netflix, finora arroccato sulla sua posizione di attore del cambiamento, dopo l’uscita date-on date del film sul caso Cucchi Sulla mia pelle a settembre (stesso giorno in sala e sul web), si è orientato sull’uscita in sala prima di quella sul web, con l’unica accortezza di non dare pubblicità agli eventuali incassi.
Con alcuni risultati: con le uscite in sala in America può concorrere agli Oscar. Il film di Cuaron sulla carta è meritoriamente tra i favoriti alle statuette ed è appena stato premiato come il migliore dell’anno sia dalla critica di New York che di Los Angeles. E nel mondo, specie in Europa, ha riallacciato i rapporti con il settore tradizionale del cinema, degli esercenti soprattutto, che lo aveva visto come un super nemico. Proseguendo con questo cambio di strategia, ad esempio a maggio a Cannes in gara ci potrebbero essere film Netflix, visto che il colosso dello streaming non è più rigido sulle uscite in sala prima che sul web. Ma non solo: anche con i talent il caso Cuaron ha nei fatti cambiato prospettiva, perché per quanto interessati ad essere finanziati a prescindere e lusingati dalla giovanile platea web, i registi, gli attori e gli autori sono anche molto affezionati alla magia del grande schermo. In una guerra di posizioni tra vecchio e nuovo le trincee si sono spostate, forse avvicinate con il caso del film ‘Roma’, l’affresco epico di due mondi apparentemente distanti della famiglia borghese e di quella umile dei servitori ispirata alla vera storia di Alfonso Cuaron.
“L’Amica Geniale” (“My Brilliant Friend” e’ tra i finalisti per il miglior dramma in tv dei Critics Choice Awards che saranno assegnati il 13 gennaio sul canale CW. Le nominations dei premi della Broadcast Film Critics and Television Journalists Associations per il 2019 sono state annunciate oggi.
Concorrono nella categoria Best Drama con l’adattamento televisivo della saga di Elena Ferrante firmato Saverio Costanzo anche “The Americans”, “Better Call Saul”, “The Good Fight”, “Homecoming”, “Killing Eve”, “Pose” e “Succession”.
– NEW YORK

– I premi della critica sono considerati spesso un precursore degli Oscar: l’anno scorso quello per il miglior film andò a “La Forma dell’Acqua” come miglior film e miglior regista con altri premi a Frances McDormand, Gary Oldman, Allison Janney e Sam Rockwell. Per il cinema ha fatto man bassa di nomination “La Favorita”, mentre “The Americans,” “Escape at Dannemora” e “L’assassinio di Gianni Versace: American Crime Story”, sono risultati i programmi televisivi più candidati.
“La Favorita” di Yorgos Lanthimos ha ricevuto ben 14 nomination, compreso il miglior film e le candidature di Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, miglior regista e sceneggiatura. Segue a ruota Black Panther con 12 nominations e poi “First Man” (10) e “Mary Poppins Returns,” “A Star Is Born” e “Vice” ciascuno con nove candidature.
– FIRENZE

– Lo storico marchio genovese di saponi Valobra entra nel portfolio di brand della fiorentina Ludovico Martelli srl, antica impresa di prodotti per la rasatura, guidata dalla stessa famiglia dal 1908. Famosa per i suoi saponi finissimi da toeletta realizzati con l’artigianale metodo in caldaia a cielo aperto, Valobra, fondata nel 1903 da Virgilio Valobra, è rimasta di proprietà dell’omonima famiglia per più di un secolo: ora si affiancherà a marchi come Proraso, Kaloderma e Marvis. “Siamo onorati di raccogliere il testimone di quello che consideriamo un’eccellenza italiana, – spiega Stefania Martelli, responsabile marketing dell’azienda di famiglia -. Con oltre un secolo di storia, i saponi Valobra sono stati parte della vita quotidiana degli italiani” ed è “nostro desiderio che questo patrimonio non vada disperso ma che anzi possa essere preservato e valorizzato come merita”.
-Dal mondo della moda arriva una iniziativa pro ambiente: la firma della Carta per la Moda Sostenibile da parte di 40 marchi. Mentre è in corso il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Katowice, in Polonia, l’industria mondiale della moda ha ribadito l’intenzione di affrontare le questioni legate ai cambiamenti climatici lanciando un documento impegnativo, che per prima cosa prevede come obiettivo iniziale, la riduzione delle emissioni aggregate di gas serra del 30% entro il 2030, oltre a stilare misure concrete, come l’eliminazione graduale delle caldaie a carbone o di altre fonti di riscaldamento e produzione di energia a base di carbone presso i propri stabilimenti e quelli dei fornitori diretti a partire dal 2025.
Sotto l’egida delle Nazioni Unite, hanno deciso di unire le forze per ridurre l’impatto esercitato dall’intera filiera della moda sull’ambiente, 40 marchi tra cui figurano: Adidas, Burberry, Esprit, Guess e Gap, Stella McCartney, H&M Group, Kering Group

“Moderna, innovativa: molto più di un crudo thriller televisivo”, l’ha definito Variety. Dall’11 dicembre arriva su Sky Atlantic il nuovo fenomeno televisivo brasiliano Carcereiros – Dietro le sbarre, un prison-drama in 15 puntate prodotte da Globo (già dietro al successo di Under Pressure – Pronto Soccorso) sulla dura realtà delle carceri brasiliane e le difficoltà quotidiane che rischiano di distruggere le vite, non solo dei detenuti, ma anche delle guardie carcerarie. Carcereiros – Dietro le sbarre, dall’11 dicembre su Sky Atlantic alle 22.15, sarà disponibile anche su Sky On Demand. Vincitore del Grand Jury’s Full Episodes Prize ai MIP Drama Screenings 2017 di Cannes, e già confermato per una seconda stagione, il prison-drama è stato interamente girato all’interno di un vero penitenziario – il Votorantim Women’s Penitentiary, nei mesi precedenti alla sua inaugurazione – e testimonia le drammatiche storie personali delle guardie carcerarie.Carcereiros – Dietro le sbarre, dall’11 dicembre su Sky Atlantic alle 22.15, sarà disponibile anche su Sky On Demand. Vincitore del Grand Jury’s Full Episodes Prize ai MIP Drama Screenings 2017 di Cannes, e già confermato per una seconda stagione, il prison-drama è stato interamente girato all’interno di un vero penitenziario – il Votorantim Women’s Penitentiary, nei mesi precedenti alla sua inaugurazione – e testimonia le drammatiche storie personali delle guardie carcerarie. Adriano – Rodrigo Lombardi – è un uomo che ha scelto di lavorare come secondino per seguire le orme del padre. Nella sua vita ha avuto una formazione che influenza nettamente tutti i suoi comportamenti: dottore in Storia e – al contrario di molti colleghi – contrario all’uso della violenza, cerca di gestire le minacce e i conflitti con i detenuti utilizzando il dialogo come unica arma. Le difficoltà della sua vita quotidiana, però, non si fermano usciti dai cancelli del carcere. Trovare un equilibrio – quello che prova ogni giorno a mantenere con i detenuti – è complicato anche nei suoi rapporti con la famiglia, passata attraverso vicende burrascose e profondamente insoddisfatta della sua scelta professionale. Suo padre Tiberio – Othon Bastos, – che mostra i primi segni di demenza senile, rifiuta con rabbia l’aiuto del figlio. La figlia Livia – Giovanna Rispoli – è un’adolescente tormentata dal ricordo di sua madre, scomparsa misteriosamente quindici anni prima. Janaína – Mariana Nunes – la seconda moglie di Adriano, è ossessionata dalla maternità e costantemente in ansia per i pericoli insiti nel lavoro del marito. Questa fragile stabilità familiare crollerà come un castello di carte quando le vicende carcerarie entreranno nella loro vita, non senza preavviso, per dimostrare che anche chi vive fuori dal carcere può ritrovarsi privo della sua libertà. La serie, liberamente ispirata al romanzo Carcereiros di Dráuzio Varella, è creata da Maral Aquino, Fernando Bonassi e Dennison Ramalho e prodotta da Globo, in collaborazione con Gullane Filmes.

– FIRENZE

– E’ composta da tre disegni con relativi lucidi, quattro bozzetti a colori e 16 formelle in pietre dure e tenere realizzate con la tecnica fiorentina del ‘commesso’, anche noto come ‘mosaico fiorentino’, la mostra ‘Il Novecento per il museo dell’Opificio delle pietre dure’ in programma fino al 4 maggio nella sede del Museo dell’Opificio a Firenze.
Curata da Sandra Rossi e Annalisa Innocenti, l’esposizione espone i risultati di un concorso per formelle e bozzetti bandito nel 1953. Allora l’obiettivo era rinnovare in chiave contemporanea l’antica tradizione della manifattura, nata nel 1588 con Ferdinando I de’ Medici, arricchendo di nuove opere la collezione del museo, che, dopo la guerra, aveva riaperto solo nel 1952, con il nuovo allestimento del direttore Lando Bartoli.
Tra le opere esposte c’è anche la formella il cui bozzetto di Alvaro Monnini, vinse il primo premio del concorso.

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ancora Bohemian Rhapsody, biopic sull’ascesa dei Queen dal 1970 fino al mitico concerto Live Aid dell’85, a detenere per la seconda settimana la prima posizione nella classifica Fimi/Gfk degli incassi dei cinema nell’ultimo week end, con 4.177.457 euro, totale 11.722.046. Stabili sul podio al secondo e terzo posto, Il Grinch, nuovo adattamento di Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto scritto nel 1957 dal Dr.Seuss, con il cattivo verde che odia il Natale, che ottiene 1.373.737 euro (3.513.475), seguito da Se son rose di e con Leonardo Pieraccioni, con 1.141.723 euro (3.164.387). Sul quarto gradino debutta Alpha – Un’amicizia forte come la vita, di Albert Hughes storia dell’amicizia tra un lupetto e un ragazzo primitivo, con 595.703 euro. Passa dal quarto al quinto posto il sequel di Animali fantastici, I crimini di Grindelwald, 452.115 euro e in quattro settimane 12.424.671. Box office totale a quota 9.807.778, -19% rispetto alla scorsa settimana (12.107.312) +1,85% rispetto al 2017 (9.630.012).
Kirk Douglas, il più longevo premio Oscar vivente, ha festeggiato il 9 dicembre il suo 102 compleanno. La nuora Catherine Zeta-Jones ha postato un video su Instagram con un tributo al mito di Hollywood: l’attrice e moglie di Michael Douglas ha scritto: “Buon 102 mo compleanno all’uomo più bello, ti amiamo Kirk”. Il video mostra le foto di Douglas durante la sua carriera cinematografica e con i familiari. Oscar onorario nel 1996, tra le decine di film il ruolo più noto forse è in Spartacus di Stanley Kubrick del 1960.      [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:01 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018 ALLE 11:25 DI SABATO 08 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Nadia Murad, il coraggio contro la barbarie
In sala docu su ragazza yazida Premio Nobel per la pace 2018

Lansdale, rapporti sale della scritturaEsce ritratto dello scrittore, arriva nuovo capitolo Hap e Leo

Trovato in soffitta palazzo Presepe ‘700Attribuibili alla scuola del Maragliano, sono in legno

Fresu suona al Mercatino di BolzanoDomani si esibisce come artista di strada in piazza Walther

Nasce il MoRA, museo d’arte del ricicloA Roma, a San Lorenzo, ideato da Mariaceleste de Martino

Mostra foto ‘La persistenza della luce’A Ravenna dal 9 dicembre con la tecnica del ‘foro stenopeico’

Istituito il parco di Villa del CasaleIstituzione apre nuovi scenari per valorizzazione patrimonio

Con Augias alla scoperta di Parigi, Londra, RomaTre serate evento dall’8 dicembre su Rai3

Discendenti Cherubini,sì spoglie S.CroceAppello lanciato da Muti ha raggiunto già oltre 35 mila firme

Scala: centinaia in fila per loggione140 posti per Attila, che inaugura la stagione lirica

Altre due date per il Lucca SummerNew Order, Elbow il 12 luglio,The Good The Bad & The Queen il 20

X Factor, fuori dai giochi Martina e Leo Ospiti Licitra e Salmo. In finale Bowland, Naomi, Anastasio e Luna

Grammy, Kendrick Lamar guida nominationPoi Drake, Lady Gaga e Cardi B. C’è anche il film di Guadagnino

Omaggio a Bertolucci tra digitale e commozioneE ora piattaforma su serata con video-lettere integrali

Debutto boom al Sacher per film MorettiOttima media copia, la seconda dell’intero box office Italia

Massimo Sestini, il mondo alla giusta distanzaA Roma L’aria del tempo, 40 scatti dall’alto allo spazio WeGil

Michael Dobbs, Ue è lenta e inefficienteAutore di House of Cards, ‘ottimista sul futuro del Regno Unito’

Scala, 5 minuti applausi per Capo StatoBattimani anche nel carcere di San Vittore prima proiezione

Scala: Sergio Mattarella vede artistiDelegazione orchestrali, coristi e sindacalisti, ‘onorati’

Frasi omofobe, Hart non condurrà OscarLe scuse alla comunità Lgbt, ‘parole fanno parte del passato’

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TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

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Nadia Murad “è un essere umano di grande carisma, senti quanto sia speciale ogni volta che sei nella stanza con lei. Trasmette una straordinaria forza e capacità di resilienza”. Così Alexandria Bombach descrive la 25enne yazida, che riceverà lunedì 10 dicembre il premio Nobel per la Pace 2018, della quale ha firmato un coinvolgente e potente ritratto in ‘Sulle sue spalle’, vincitore del premio per la migliore regia di un documentario al Sundance Film Festival di quest’anno. Il film non fiction è in sala come evento speciale dal 6 al 12 dicembre con I Wonder Stories, in collaborazione con Sky Arte, che manderà in onda anche 10 minuti in esclusiva del film proprio nei giorni della consegna del premio a Nadia. Nadia Murad viene premiata insieme al medico e attivista congolese Denis Mukwege per l’impegno volto a denunciare e porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra. Un obiettivo al quale la giovane yazida, sostenuta anche da Amal Clooney, ha dedicato la sua vita, dopo essere fuggita dall’Isis, che l’aveva catturata ventenne nell’estate 2014 durante un raid nel nord dell’Iraq che aveva come obiettivo sterminare la minoranza religiosa yazida, da secoli vittima di genocidi. I terroristi islamici hanno ucciso in quelle poche settimane oltre 5000 persone e catturato fatto e fatto prigionieri circa 7.000 donne e bambini per farli diventare schiave sessuali e bambini soldato. Nadia (che ha perso 18 membri della sua famiglia, tra cui la madre e sei fratelli), ripetutamente torturata e violentata è riuscita a scappare dopo tre mesi, trovando rifugio prima in un campo profughi poi in Germania. Da allora, pur sapendo di rischiare la vita (riceve costantemente minacce), ha deciso di raccontare la sua storia, per mobilitare la politica e l’opinione pubblica internazionale contro le violenze perpetrate dall’Isis e per la difesa del suo popolo e delle donne che hanno subito il suo stesso calvario. Prima che tutto succedesse “tra i miei sogni c’era aprire un salone di bellezza, perché volevo che le donne e le ragazze si vedessero speciali – spiega Nadia, occhi grandi, volto scolpito nel dolore, che a volte si apre a disarmanti sorrisi -. Questo mi è stato tolto in un modo per il quale non credo sia possibile tornare indietro”. Alexandria Bombach, già autrice di due pluripremiati documentari sull’Afghanistan, data con ‘Sulle sue spalle’ tra i favoriti agli Oscar, ha fatto “la scelta cosciente di non chiedere a Nadia del suo periodo da prigioniera. Una parte del film voleva anche infatti parlare del modo in cui spesso si preferisce spettacolarizzare le notizie, traumi come quello subito da Nadia, invece di cercare realmente di comprenderli, di impegnarci per cambiare le cose” dice la regista, che è stata affianco alla giovane yazida per alcune settimane nel 2016, fino al suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu. Giornate fatte di aerei e impegni pubblici, continui spostamenti tra Europa e America e interviste con i media, nelle quali la ragazza si trova a dover rispondere a ogni genere di domande, anche le più intime. “Da donna non vorrei dover dire che tutto questo è successo a me – spiega Nadia durante il film -. Preferirei che le persone mi conoscessero come un’eccellente sarta, o atleta, o studentessa, o truccatrice, o contadina”, ma “sentivo che la gente non si sarebbe tappata le orecchie, che non sarebbe rimasta indifferente vedendo una vittima di fronte a loro”. Nell’incontro con Nadia, “quello che mi ha colpito di più è quanto, dopo tutto quello che ha passato, sia incredibilmente paziente e piena di grazia nel rapportarsi a persone che non sanno come reagire di fronte alla drammaticità di ciò che ha vissuto”. Trova tutta la sua forza “nel desiderio di aiutare le donne che come lei sono state prigioniere e le persone che ancora soffrono nei campi profughi. Lei non può fermarsi, vuole andare avanti, vuole fare tutto quello che può”.

– SEBA PEZZANI, ‘JOE LANSDALE. IN FONDO E’ UNA PALUDE'(PERRONE EDITORE, PP 246, EURO 15) Autore di oltre quaranta romanzi e centinaia di racconti, tra cui la fortunata serie di Hap e Leonard, di cui uscirà nel 2019 una nuova avventura più thriller, Joe Lansdale, lo “Stephen King del Texas Orientale”, è adesso anche il protagonista di un ritratto speciale, frutto delle conversazioni con un amico e traduttore, Seba Pezzani.
“I libri e le biblioteche mi piacciono, però se resti chiuso nella torre d’avorio finisci per perdere di vista i rapporti umani che sono il sale della scrittura. Mi piace sottolineare che sono un lavoratore, non un pontificatore” dice Lansdale, a ‘Più libri più liberi’ per l’attesa presentazione di ‘Joe Lansdale. In fondo è una palude’ pubblicato da Perrone editore con la prefazione di Luca Crovi.
“Sono nato contadino e resto contadino” dice lo scrittore, 67 anni, che ha mantenuto una forte relazione con l’ambiente da cui proviene e per il quale la cosa più importante “è non prendersi troppo sul serio e non dimenticarsi del passato. Io vengo da un ambiente umile, ma non basta dire che si è lavorato duramente per giustificare il successo raggiunto. Ci vuole sempre un po’ di fortuna per fare le cose. Le persone della mia infanzia sono quelle con cui mi identifico nei miei libri” racconta Lansdale che è originario di Gladewater, dove è nato nel 1951.
In questo viaggio nella sua terra e nella sua storia che affonda le radici non tanto nel vicino West quanto nel più prossimo Sud, Lansdale si definisce un liberal (“ci sono molte più persone liberal di quanto si pensi in Texas”), afferma che “Trump fa rimpiangere Nixon” e non esita a dichiarare di non essere riuscito a finire di leggere ‘La ragazza del treno’ di Paula Hawkins. “Semplicemente non è stato uno dei miei libri preferiti, soprattutto perché ho colto dove volesse andare a parare fin dall’inizio. E’ venuto a mancare l’elemento intrigante della storia. La cosa invece positiva è la creazione del personaggio femminile protagonista del romanzo” spiega Lansdale che ha una lista di autori preferiti lunghissima tra cui figurano da Harper Lee a Flannery O’Connor, da Mark Twain a Ray Bradbury e tra gli italiani Niccolò Ammaniti e Massimo Carlotto. Le nuove avventure degli improbabili detective Hap e Leo, anticipa, saranno “una grande sorpresa” come suggerisce il titolo del libro. “Si chiama ‘The elephant of surprise’ che in inglese è un gioco di parole con ‘The element of surprise’ e significa quindi una grande sorpresa, grossa come un elefante.
Non so quale sarà il titolo in italiano e dovrebbe uscire in Italia nel 2019, come sempre per Einaudi. E’ un romanzo di Hap e Leonard e ha le caratteristiche tipiche di quella serie, però, nello stesso tempo, è molto diverso dai precedenti capitoli perché si occupa in maniera meno diretta di tematiche sociali e culturali. E’ un thriller in senso più classico, basato sulla suspense. Credo di esserci riuscito”.
Pezzani per scrivere questo ritratto è andato invece nella casa in cui vive Lansdale in mezzo alla foresta, nel Texas orientale. “Avrei potuto scriverlo anche da casa, ma ho preferito andare lì perché mi sembrava più bello toccare con mano questo posto al confine con la Louisiana e credo di aver messo più anima in quello che ho scritto” spiega Pezzani che ha anche un band e ha suonato insieme alla figlia di Lansdale al quale anche “in America stanno dedicando un libro simile”. Lo scrittore ha appena finito un romanzo on the road, ‘Jane goes north’ (Jane va al nord), in cui “gli elementi thriller sono quelli che nascono nelle avventure lungo la strada. E’ la storia del rapporto fra due donne che si spostano dal Sud per andare al Nord” racconta. Da gennaio 2019 è in arrivo una collana di Giulio Perrone diretta da Lansdale, con libri scelti dallo scrittore. “Romanzi americani – spiega – che considero importanti ma non hanno avuto, soprattutto in Italia, l’attenzione che meritavano. Usciranno con la mia prefazione.
Tra i primi titoli sono un romanzo di Neal Barrett Jr, ‘La banda dell’altro mondo’ e poi ci sarà un libro di Lewis Shiner”.

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GENOVA

– E’ un piccolo tesoro d’arte settecentesca quello ritrovato dalle suore Marcelline di Genova nella soffitta dello splendido palazzo Brignole Sale che ospita la scuola e le classi di danza: si tratta di un presepe attribuibile alla scuola del Maragliano, probabilmente di Domenico Pittaluga che ha firmato alcune statuine. Completo di tutte le figure – Natività, pastori, re Magi – è composto da oltre 30 statuine di legno scolpito gessato policromato. Gli abiti sono confezionati con tessuti antichi originali. Le statuine versavano in pessimo stato ma hanno ricevuto un primo restauro pro bono. L’istituto è alla ricerca di fondi per iniziare un’opera di restauro conservativo vero e proprio: per questo ha promosso un piccolo concerto in contemporanea con la prima esposizione del Presepe martedì 18 dicembre.
– BOLZANO

– Tre musicisti di strada d’eccezione si esibiranno domani al Mercatino di Natale. Tra le 11.30 e le 13.00 il trombettista Paolo Fresu effettuerà, assieme alla sua band composta da Dino Rubino e Marco Bardoscia, alcune incursioni musicali in piazza Walther tre le bancarella del Mercatino.
Il simpatico fuoriprogramma nasce da un forte legame del jazzista con la città di Bolzano. Attualmente si trova in Trentino Alto Adige per lo spettacolo che fonde musica e parole, jazz e teatro intitolato “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker”, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. Dopo il debutto inizio novembre nel capoluogo altoatesino, Fresu torna in regione per esibirsi il 9 dicembre al Teatro Sociale di Trento.
Una colonna sonora originale interpretata dal vivo che dialoga con il testo di Leo Muscato e Laura Perini e gli otto attori in scena per rievocare Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento. Una tournée nazionale appena iniziata con numerosi sold out.
– Nasce a Roma, nel quartiere San Lorenzo, il MoRA, Museum of Recycled Art, il primo spazio espositivo dedicato all’arte del riciclo, che sceglie una piccola palazzina a ringhiera della zona ‘bohémien’ della capitale per mostrare il primo nucleo di oggetti, accessori e capi di abbigliamento, ottenuti con materiali di scarto di ogni genere. L’inaugurazione è prevista l’8 dicembre. Lo spazio, dove sono esposte opere di diversi artisti del “riuso-riciclo” creativo, è stato ideato dalla giornalista Rai Mariaceleste de Martino, attiva nel campo dell’ambiente.
“La corrente artistica che rappresento ha voglia di ripulire il nostro pianeta evitando ogni spreco. Al MoRA sono esposti oggetti che rappresentano questo desiderio: il gilet fatto con zip colorate, la lampada nata da una bottiglia di vetro, la collana composta dai blister dei medicinali, quella fatta da rondelle della ferramenta. E ancora la borsa ottenuta da un cavo elettrico e le scarpe decorate con mattoncini Lego”.
– RAVENNA

– Appuntamento con la fotografia d’autore a Ravenna: dal 9 dicembre al 6 gennaio lo spazio espositivo PR2 ospita la mostra ‘La persistenza della luce’, dedicata all’artista romagnolo Mario Beltrambini e curata dal giornalista e critico Denis Curti. Realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna e dall’associazione Savignano Immagini, promotrice del ‘Si Fest’, l’evento racconta, attraverso visioni quasi oniriche perché prive di riferimenti geografici, i paesaggi della pianura padana romagnola.
Beltrambini, nato nel ’53 a Santarcangelo (Rimini) e attivo nel mondo della fotografia da oltre trent’anni, usa un mezzo tecnico apparentemente desueto come il foro stenopeico che, per la tecnica utilizzata, si pone agli esordi della fotografia moderna. Oggi, nel mondo della ‘fast photography’, l’autore presenta un lavoro ‘slow’ protratto per oltre un ventennio: si compone di 22 foto di grande e medio formato, la cui realizzazione ha richiesto in fase di scatto dei lunghi tempi di posa.

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PALERMO

– E’ stato istituito il parco archeologico della Villa romana del Casale. Lo annuncia Legambiente che esprime soddisfazione e auspica “che la firma del decreto possa veramente far decollare il sito Unesco e con esso l’eccezionale patrimonio storico artistico della città di Piazza Armerina, a partire dal tanto atteso museo di palazzo Trigona”. “Il decreto firmato dall’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa – prosegue la nota di Legambiente – arriva a 21 anni di distanza dall’iscrizione della Villa Romana del Casale nel patrimonio Unesco e a 18 anni di distanza dalla legge regionale che prevedeva il sistema dei parchi archeologici di Sicilia”. “L’istituzione tanto attesa del parco archeologico – dice Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina – apre scenari ed opportunità nuove per la Villa, ma anche per la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio architettonico ed artistico della città”.
Quali segreti custodiva Mata Hari? Perché i terroristi hanno colpito al cuore Parigi? Cosa si nasconde nelle interminabili catacombe della città? E perché Amedeo Modigliani è venuto qui alla ricerca della sua ispirazione? Parigi, la Ville Lumière, la capitale delle grandi rivoluzioni, dove si è fatta la storia e la storia dell’arte, è un centro di potere, di grandi idee e altrettanti sogni, capace di cambiare per sempre la vita di chi ci arriva. Cominciano da Parigi le tre serate evento ‘Città segrete’, condotte da Corrado Augias da sabato 8 dicembre in prima serata su Rai3, alla scoperta di piazze, monumenti, opere d’arte, palazzi, misteri di tre grandi capitali europee: dopo Parigi, sarà la volta di Londra e Roma. Il racconto si snoderà attraverso le biografie (oltre 10 a puntata) di personaggi celebri legati nelle diverse epoche storiche a quei luoghi e ricostruite storicamente attraverso vere e proprie docu-fiction, sia internazionali sia di produzione Rai. Nella prima puntata Augias accompagnerà il pubblico per le strade, i passages e i monumenti di Parigi alla scoperta delle storie e dei segreti che raccontano. Dalla rivoluzione francese alla belle epoque, passando per gli impressionisti, fino all’amore tragico tra Maria Callas e Aristotele Onassis. Un viaggio dentro i misteri della città, dagli intrighi del potere nascosti nelle sue viscere alla vite maledette dalla miseria e benedette dall’arte dei grandi pittori.
A Londra (il 15 dicembre) si viaggerà da Hampton Court con la storia di Anna Bolena e della corona inglese, fino al Cabinet War Rooms di Churchill, per arrivare al Ponte dei Frati Neri col giallo del caso Calvi. Per Roma infine (il 22 dicembre), si passerà dalla Porta San Sebastiano con la misteriosa fine di Ettore Muti, al monumento di Campo de’ Fiori e la condanna di Giordano Bruno; da Castel Sant’Angelo con la decapitazione di Beatrice Cenci al quartiere Pinciano con il delitto Casati Stampa. Fino a giungere alle periferie romane celebrate da Pasolini.
– FIRENZE

– Anche le ultime discendenti di Luigi Cherubini hanno firmato l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il rimpatrio delle spoglie del compositore fiorentino custodite a Parigi (dove morì nel 1842).
Rilanciato da Riccardo Muti al Maggio musicale Fiorentino, l’appello, che chiede di portale le spoglie di Cherubini nella Basilica di Santa Croce a Firenze, ha già raccolto oltre 35 mila firme.
Patrizia Ottolini e Monica Ricci, nipoti del paroliere e musicista Bixio Cherubini, a sua volta pronipote di Luigi, hanno visitato il cenotafio dell’antenato in Santa Croce e si sono dette “entusiaste dell’iniziativa alla quale hanno aderito con emozione e orgoglio”. L’appello è stato firmato, tra gli altri, dal direttore del Maggio, Fabio Luisi, del sindaco Dario Nardella e del sovrintendente del Maggio, Cristiano Chiarot che si è detto “molto contento che le discendenti del compositore abbiano aderito all’iniziativa” perché “rappresentano per la causa due delle firme più importanti”.
– MILANO

– Alle 16 di ieri erano già un centinaio le persone in fila per acquistare i 140 posti di loggione che Attila che questa sera inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Anche per essere inseriti nella lista, gli aspiranti spettatori hanno dovuto seguire le procedure ‘antibagarini’ del teatro, ovvero registrare i propri dati ai totem presenti in biglietteria o sul sito http://www.logscala.org e mostrare la carta di identità.
E’ poi necessario essere presente agli appelli (alle 16 ieri e alle 13.30 oggi) con il documento d’identità. Al momento dell’appello ogni spettatore può ritirare la contromarca, necessaria all’acquisto, per sé e al massimo un’altra persona segnalata in lista, esibendone il documento.
Sono invece 18 i normali biglietti della prima rimasti invenduti con costi che vanno dai 1.800 ai 3.000 euro.
– FIRENZE

– Annunciate altre due date, con tre gruppi in esclusiva nazionale, per la 22/a edizione del Lucca summer festival, la rassegna musicale in programma nel mese di luglio 2019. Venerdì 12 luglio saliranno sul palco i New Order, gruppo musicale inglese degli anni ’80 nato in seguito allo scioglimento dei Joy Division, e gli Elbow con il cantante e leader Guy Garvey che nel 2018 ha vinto due premi per il suo contributo alla musica inglese.
Sabato 20 luglio poi sarà la volta dei The Good, The Bad & The Queen, band di alternative rock formato da Damon Albarn, frontman dei Gorillaz e dei Blur, l’ex chitarrista dei Verve, Simon Tong, il bassista Paul Simonon dei leggendari Clash e il batterista nigeriano Tony Allen che ha suonato per anni con Fela Kuti, icona dell’afrobeat.

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Dedicata al tema ‘Un mare da salvare’, questa sera sul palco della X Factor Arena è andata in scena la semifinale del talent targato Sky, che la prossima settimana eleggerà il suo nuovo talento. Ad aprire la serata live di X Factor, in pieno tema con l’argomento portante scelto per la puntata live, l’esibizione di Lorenzo Licitra, vincitore dello scorso anno e che per l’occasione si è esibito insieme ai sei concorrenti rimasti in gara, Anastasio, Bowland, Leo Gassmann, Luna, Martina Attili e Naomi, sulle note del capolavoro di Bob Dylan “A Hard Rain’s A-Gonna Fall” e su un palcoscenico inondato d’acqua. Il meccanismo della competizione scelto per oggi è quello della doppia eliminazione, che porterà sotto i riflettori della finalissima al Mediolanum Forum quattro concorrenti. Sul fronte giudici, ad inizio serata le squadre sono equilibrate, con Manuel Agnelli e Mara Maionchi a quota due concorrenti in gara, rispettivamente con le Under Donne e gli Under Uomini, e Fedez e Lodo Guenzi con un solo concorrente ciascuno per gli Over e i Gruppi. Due le manche previste per questa puntata: nella prima, ‘My Song’, i concorrenti hanno presentato brani scelti da loro stessi, mentre nella seconda ciascuno ha proposto il brano scelto dal proprio giudice. Annunciata come la semifinale più dura di sempre, il live di questa sera si è aperto con la voce di Naomi, che per la sua prima esibizione di oggi ha scelto ‘Problem’ di Ariana Grande. A seguire, Leo Gasmann ha provato a convincere il pubblico del televoto con ‘Dead in the water’ firmato dall’ex Oasis Noel Gallagher e in versione voce e chitarra, mentre Luna (“la concorrente più attuale” secondo Manuel Agnelli) se l’è vista con un’intensa ‘Mica Van Gogh’ di Caparezza. Attesissimi dal pubblico anche questa sera, i Bowland (“grazie per continuare a dimostrare che il futuro è nella contaminazione” a detto il giudice Guenzi rivolto alla band) hanno deciso di confrontarsi con un brano del calibro di ‘Iron’ di Woodkid, mentre Martina Attili ha scelto per la sua prima manche ‘The Climb’ di Miley Cyrus. Ultimo del gruppo, Anastasio, che ha puntato tutto sulle rime di una commovente ‘La porta dello spavento supremo’, canzone di Franco Battiato.
Al termine delle esibizioni di tutti e sei i concorrenti, il televoto ha decretato che il concorrente meno apprezzato da casa è risultato essere Martina, costretta ad abbandonare la gara ad un passo dalla finalissima. La palla, per la scelta dei brani della seconda manche, è passata invece ai giudici. Se Manuel Agnelli ha affidato a Luna ‘Can’t hold us’ di Macklemore e Ryan Lewis, e a Martina Attili ‘Clown’ di Emeli Sandè, Mara Maionchi ha scelto il classico ‘Com’è profondo il mare’ di Lucio Dalla per Leo Gassmann e ‘Clint Eastwood’ dei Gorillaz per Anastasio. Tutt’altra musica, invece, quella che Fedez ha selezionato per la sua Naomi, messa a confronto con un mix tra ‘Rap God’ di Eminem e ‘Beautiful’ di Cristina Aguilera. Lodo Guenzi, alle prese con la scelta del brano per i Bowland, ha invece puntato sul l’italiano di ‘Amandoti’, firmato in originale dai CCCP, ma nella versione di Gianna Nannini. A giochi fatti e prima del televoto finale, sul palco della X Factor Arena è arrivato anche Salmo, nelle vesti di super ospite della serata è alle prese con con i suoi ’90 min’ e ‘Il cielo nella stanza’, entrambi brani tratti dal suo nuovo album ‘Playlist’, già certificato Disco di Platino. Busta alla mano, Alessandro Cattelan, che settimana prossima dirigerà i giochi anche per la finalissima, ha annunciato i primi tre finalisti, i Bowland, Anastasio e Naomi. Leo Gasmann e Luna si sono dovuti invece scontrare nuovamente a suon di note per il ballottaggio, con un brano cavallo di battaglia per convincere i giudici. Agnelli, che a fine serata ha annunciato il suo addio ad X Factor, Guenzi, Maionchi e Fedez non sono però stati in grado di scegliere, optando ancora una volta al tilt e rimandando la scelta al pubblico. Da casa si è quindi decretato che il quarto finalista sarà Luna.

Kendrick Lamar guida la lista delle nomination alla 61/a edizione dei Grammy Awards, in programma il 10 febbraio 2019, con otto candidature, seguito da Drake con sette, Brandi Carlile e Cardi B con sei e Lady Gaga con cinque. Oltre alla colonna sonora del film Marvel “Black Panther: The Album, Music From and Inspired By”, in lizza per il premio miglior album, il cinema conquista spazio con È nata una stella di Bradley Cooper, che ha battuto cassa con quattro candidature, dopo gli annunci di ieri per le nomination dei Golden Globe: Shallow potrà vincere come canzone dell’anno, record of the year, best song written for visual media e best pop duo/group performance coi due protagonisti Lady Gaga e Bradley Cooper. Quest’ultimo conquista così la sua prima candidatura ai Grammy Awards, mentre Miss Germanotta porta a casa una quinta nomination extra cinematografica per Joanne (Where do you think you’re Goin’) nella categoria best solo performance. Impossibile non notare l’aumento della presenza femminile in una delle categorie principali, quella di miglior album, dove le finaliste sono cinque su otto. Questi gli album in gara: Invasion Of Privacy (Cardi B), By The Way, I Forgive You (Brandi Carlile), Scorpion (Drake), H.E.R. (H.E.R.), Beerbongs & Bentleys (Post Malone), Dirty Computer (Janelle Monáe), Golden Hour (Kacey Musgraves), Black Panther: The Album, Music From (artisti vari tra cui Kendrick Lamar).Quest’anno, infatti, la National Academy of Recording Arts and Sciences, ha deciso di aumentare il numero di candidati per le categorie più prestigiose: album dell’anno, record of the year, canzone dell’anno e best new artist. Da cinque, i nominati sono passati a otto, una decisione arrivata con l’obiettivo di rappresentare al meglio la diversità culturale e musicale del presente. La misura è stata presa dopo le critiche dello scorso anno, quando molti degli artisti hip-hop – nonostante il gran numero di nomination ottenute – furono snobbati in sede di assegnazione dei premi e molte donne ebbero a disposizione meno tempo per le esibizioni sul palco rispetto ai colleghi maschi. Sul piano del gender gap, la differenza sembra essersi sentita. Nelle 84 categorie dei Grammy c’è anche un po’ di Italia con il film Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino, in lizza per il premio best compilation soundtrack for visual media insieme a Deadpool 2, The Greatest Showman, Lady Bird e Stranger Things. Michael Giacchino, invece, nato negli Stati Uniti da una famiglia di origini italiane, è in gara per best score soundtrack for visual media con Coco.Nella categoria best new artist potrebbero aggiudicarsi il premio Chloe x Halle, Luke Combs, Greta Van Fleet, H.E.R. (in gara anche per miglior album R&B), Dua Lipa, Margo Price, Bebe Rexha e Jorja Smith. Da segnalare le nomination a Chris Cornell, morto suicida il 18 maggio 2017, in gara per la miglior performance rock di When Bad Does Good, e a Mac Miller, morto il 7 settembre 2018 per overdose e in lizza per il miglior album rap con Swimming. Le nomination sono state annunciate in ritardo di una settimana, posticipate per rispettare il lutto della morte del Presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush avvenuta il 30 novembre. A leggere i finalisti sono stati Alessia Cara, Zane Lowe, Shawn Mendes e Janelle Monáe, questi ultimi due nominati a loro volta, durante il programma tv Cbs This Morning. La cerimonia di premiazione si terrà il 10 febbraio 2019 allo Staples Center di Los Angeles.

La tecnologia ha un’anima buona se la si sa vedere. Quello che è successo il 6 dicembre al Teatro Argentina di Roma nella serata ricordo dedicata a Bernardo Bertolucci è qualcosa di eccezionale: una concentrazione di star internazionali e italiane, di persona e in video, che nessun festival al mondo potrebbe mai mettere insieme. Stiamo parlando di quindici messaggi video (da Martin Scorsese a Roberto Benigni) e di diciannove presenze sul palcoscenico (da Richard Gere e Sharon Stone). Un omaggio impensabile solo pochi anni fa per celebrare, oltre all’autore di ‘Novecento’ e de ‘L’ultimo tango a Parigi’, il cinema in generale tra ricordo e commozione.
Un evento che, a breve, diventerà una piattaforma per accedere a questa serata unica e vedere cosa è accaduto su quel palco.
In questa serata-evento aperta al pubblico e organizzata dalla moglie di Bertolucci, Clare Peploe, e dagli amici Francesco Siciliano, Jacopo Quadri e Giovanni Mastrangelo sono saliti sul palco del teatro: Richard Gere, Jim Jarmush, Sharon Stone, Ennio Morricone, Wim Wenders, Volker Schlöndorff, Amos Gitai, Stefania Sandrelli, Liliana Cavani, Valeria Bruni Tedeschi, Tea Falco, Laura Morante, Niccolò Ammanniti e Patrizia Cavalli.
Mentre messaggi video sono arrivati da Stephen Frears, a J.
McBride, da Martin Scorsese a Jim Jarmush, da Pablo Almodovar a Bob Rappellino, da Benigni, Gilberto Jil, Caetano Veloso a Liv Tyler e Paolo Sorrentino.
Tanta commozione da parte di Ennio Morricone che fa un intervento pieno di pause: “è stata una grande persona – dice con voce fievole – e non c’è stato tra noi mai un attimo in cui non siamo andati d’accordo. In questo momento Bernardo e più sereno di noi”. Sorrentino mostra la sua ammirazione a modo suo: “Mi sono ritrovato in un albergo vicino Londra con tanta voglia di fumare e una finestra che si apriva a metà e ho pensato: se c’era Bernardo qui con me l’avrebbe aperta”.
Pedro Almodovar in collegamento esordisce con: “Bernardo era un seduttore nato”, mentre Malkovich, sempre in video, racconta come condivideva con Bertolucci l’ipocondria: “solo che lui stava davvero male”.
Scorsese racconta poi l’impatto con il film ‘Prima della rivoluzione’ visto a Venezia: “mi rendevo conto di essere di fronte a un’opera travolgente, provai un’emozione fortissima”, mentre Richard Gere racconta, con ritmo e simpatia, il rapporto particolare e ‘sano’ che Bertolucci aveva con il buddismo.
Per Benigni: “Ci ha lasciato il principe di Parma. C’era tutto tutto nelle sue opere: la danza, l’amore, tutto. Lui parlava la lingua della macchina cinematografica, lui ci ha insegnato a guardare”.
Ma la vera emozione arriva con la Sandrelli: “Avrei voluto fare tutti i suoi film – dice – mi mancherà, mi mancherà il suo sguardo su di me…”. Quindi l’attrice fa una pausa lunghissima, per poi aggiungere: “è stato bellissimo recitare per lui…”. E arrivano per lei gli applausi più lunghi.

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Ottima partenza per il nuovo film di Nanni Moretti, Santiago, Italia, che il 6 dicembre, nel giorno dell’uscita in sala, ha ottenuto una strepitosa media copia, la seconda dell’intero box office italiano (572 euro per oltre 14.000 euro d’incasso). Eccezionale il risultato del cinema Nuovo Sacher di Roma in cui il film, nella sola giornata d’esordio, ha incassato ben 5.247 euro (735 presenze). La monosala romana storicamente dedicata al cinema di qualità batte così la concorrenza dei grandi multiplex, vincendo nettamente la palma per il maggior incasso sul territorio nazionale.
Alessandro Giacobbe, managing director di Academy Two, la distribuzione italiana del film, commenta: “L’ottimo risultato di Santiago, Italia nel suo primo giorno di programmazione, con una media copia seconda solo al blockbuster Bohemian Rhapsody, dimostra come il pubblico sia attento e trovi ancora la sua ideale collocazione nelle sale di città, fondamentale luogo di aggregazione sociale in presenza di un cinema di qualità”.
La Costa Concordia incagliata che sembra ancora navigare, il silenzio dell’area di Capaci con le macerie sparse ovunque il giorno dopo la strage, la mucillagine nell’Adriatico come una distesa di neve, Lampedusa divenuta cimitero di barconi e i resti della Fenice dopo l’incendio. E poi tanti corpi, immortalati in attimi significativi, di braccianti che raccolgono i pomodori, di atleti che fanno sport o ancora di vacanzieri che sopportano ammassati sulla spiaggia il sole di ferragosto o di disperati che invece sfidano le insidie del mare per guadagnarsi un futuro scappando dalla propria terra. Il mondo che si rivela agli occhi da un altro punto di vista e con la giusta distanza per poterlo comprendere è la preziosa opportunità che offre Massimo Sestini con le sue immagini nella personale “L’aria del tempo”, dall’8 dicembre al 10 marzo negli spazi WeGil di Roma.Fotogiornalista di razza, Sestini propone 40 scatti di medio e grande formato realizzati con una ripresa perpendicolare da un aereo o da un elicottero che documentano 30 anni carriera, trascorsi sempre alla ricerca della foto ‘diversa’, quella capace di dire di più e di rivelare dettagli e significati non immediatamente percepibili. In ogni fotografia, che si tratti di cronaca o avvenimenti politici, catastrofi naturali, tragedie o consuetudini popolari, Sestini con la visione zenitale propone una nuova percezione della realtà che ci circonda, ribaltando cielo e terra: una realtà che molto spesso i media ci restituiscono standardizzata, e che invece il fotoreporter ritrae con l’obiettivo di penetrarla e viverla. Promossa dalla Regione Lazio, organizzata da Contrasto in collaborazione con LazioCrea con la curatela di Alessandra Mauro, la mostra festeggia idealmente il primo anno di vita del WeGil di Trastevere, riconsegnato alla città dopo quasi 40 anni di chiusura e divenuto un hub culturale. Uno spazio aperto e polivalente che la Regione Lazio ha recuperato (i lavori definitivi di ristrutturazione termineranno nel 2020) e che ora ospita una programmazione stabile per grandi e piccoli con mostre, spettacoli, appuntamenti enogastronomici, incontri, concerti, djset: per il momento il calendario degli eventi (selezionati periodicamente con bando pubblico) è stato stabilito fino al 10 marzo (venerdì e sabato), ma nei prossimi giorni sarà pubblicato un secondo avviso pubblico per selezionare proposte artistico culturali da svolgersi dal lunedì al giovedì con l’uso gratuito delle sale.”Il WeGil è una scommessa vinta, senza scaricare le spese sulle generazioni future. Non volevamo un museo tematico o un luogo elitario, ma uno spazio policentrico legato alla creatività”, dice Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, intervenendo all’inaugurazione della mostra. “Quando ho imparato a fare il fotoreporter ho capito che bisognava stare dentro le cose e a contatto con i soggetti coinvolti. Poi cercando la foto diversa ho deciso di salire in alto: quello che ci fa vedere il cielo non è quello che è la realtà, lo dimostra anche Google Earth”, spiega Sestini, “cerco, non vedendolo, quello che con l’esperienza so di trovare: non bisogna mai fermarsi a ciò che si vede subito”. Dopo quella di Sestini, il WeGil accoglierà nelle sue sale altre grandi esposizioni, tra cui “Resi orgogliosi dall’amicizia. Poeti a Roma tra gli anni ’50 e ’70” e “Gli anni del Male – 1978/1982”, dedicata alla storia del più famoso settimanale satirico italiano della seconda metà del Novecento.

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“La verità è che l’Unione Europea è diventata artritica, lenta, iper burocratica ed estremamente inefficiente. E dato che non può essere assolutamente riformata è meglio uscirne. Detto questo il Regno Unito rimarrà sempre un alleato dell’Unione Europea, camminerà sempre a fianco ma non sarà più dentro alla Ue o all’Europa più in generale e non sarà più sottoposto ai diktat di Bruxelles”. Lo ha detto Michael Dobbs, membro della Camera dei Lord dal 2010, a ‘Più libri più liberi’, dove è il protagonista di uno dei più attesi incontri con il primo capitolo di una nuova serie di thriller politici, ‘Il giorno dei Lord'(Fazi editore).
“Sono molto ottimista sul futuro. L’Unione Europea ha spaccato il Paese, lo ha diviso e quindi uscendo dalle Ue il primo beneficio sarà quello di superare queste divisioni e di metterle alle nostre spalle” ha spiegato Dobbs parlando della situazione del suo Paese. “Con la Brexit non si tratta di voltare le spalle all’Europa ma, al contrario, di aprirci al resto del mondo”.
– MILANO

– Il pubblico della Prima della Scala ha accolto con un applauso caloroso e lungo oltre cinque minuti l’ingresso nel palco d’onore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con la sala buia gli spettatori, in piedi, avevano atteso per alcuni minuti l’ingresso del Capo dello Stato. Alla fine il pubblico, sempre in piedi, si è girato verso il palcoscenico, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, per ascoltare l’inno di Mameli diretto dal maestro Riccardo Chailly.
Gli applausi sono iniziati appena Mattarella si è affacciato dal palco reale. Un lungo applauso al presidente c’è stato anche nella rotonda del carcere di San Vittore, gremita di personalità e detenuti, nei pochi istanti prima dell’inizio della proiezione della Prima.
– Ha ricevuto un grazie dagli orchestrali e dagli artisti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua presenza alla prima della Scala questa sera per la prima di Attila. Durante l’intervallo il Capo dello Stato è andato a salutare il maestro Riccardo Chailly gli artisti, una delegazione di orchestrali, coristi e sindacalisti.
Ad accompagnare Mattarella, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Regione Attilio Fontana e, ovviamente, il sovrintendente Alexander Pereira. “Il presidente ci ha ringraziato – hanno detto – e noi abbiamo ringraziato lui. Siamo onorati”.
– A due giorni dall’annuncio che avrebbe condotto la cerimonia degli Oscar 2019, Kevin Hart rinuncia dopo le proteste legate ad alcune sue frasi omofobe, scritte tra il 2009 e il 2011. Lo ha annunciato lo stesso attore comico su Twitter: “Mi ritiro dalla presentazione degli Academy Awards – ha spiegato – perché non voglio essere una distrazione in una serata dedicata al meglio del cinema mondiale. Mi scuso sinceramente con la comunità Lgbt per le parole insensibili che fanno parte del mio passato”. “Mi dispiace di aver ferito qualcuno, mi sto evolvendo e voglio continuare a farlo. Il mio scopo nella vita è quello di unire le persone e non dividerle”, ha aggiunto.
Nel mirino, in particolare, un suo tweet – poi cancellato – del 2011: “Se mio figlio arriva a casa e gioca con una bambola della sorellina – aveva scritto Hart – potrei prendere la bambola e rompergliela in testa e poi urlargli: “Questo non si fa! È da gay!”.      [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 08:38 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

ALLE 10:01 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

Colette, la protesta 100 anni prima di #metoo
Dopo anteprima al TFF film di Westmoreland in sala da 6 dicembre

Reuveni, romanzo sull’alba di IsraelePaura e confusione a Gerusalemme ai tempi della Grande guerra

Eredi Mercadante donano suo pianoforteAl Conservatorio di Napoli. Cerimonia poi il concerto 11/12

Gatti, niente Rigoletto, motivi saluteStop per problema aritmia cardiaca, torna sul podio il 9/12

Jovanotti annuncia il ‘Jova Beach Party”Voglio celebrare lo sbarco su luna e Woodstock’

Daniele Silvestri, primo tour palasport25 anni di carriera e un nuovo progetto discografico per il 2019

Una mostra su ‘Guareschi contro tutti’Dal 9 dicembre a Reggio Emilia a 110 anni dalla nascita

Capodanno con la Pfm in piazza ParmaLa musica della storica band saluterà il nuovo anno

Golden Globe, Vice guida le nominationPoi La Favorita, Green book ed È nata una stella

Vivienne Westwood veste museo scienzaAlcoholic jacket blue navy per staff accoglienza

Arte e proteste, la Strada invade Maxxi200 opere e 140 artisti. Melandri, è un progetto politico

Lansdale, rapporti umani sale scritturaEsce ritratto scrittore che auspica ‘Michelle for president’

Natale all’Auditorium da Argerich a PiovaniDecine di appuntamenti. Dosal, fabbrichiamo cultura artigianale

Muratore, la Valle del Belice a LondraIn sede consolato la sua attività di scultore e architetto

Emis Killa in tour dal 9/12 con 5 tappeTra guest Achille Lauro e Boss Doms, Jake la Furia, Gemitaiz

Niente biglietto, il Pantheon resta gratisL’annuncio di Bonisoli. La sindaca Raggi, no alle barriere

In mostra i 50 anni delle StrumtruppenA Bologna tutti i personaggi creati dal disegnatore

Piero della Francesca superstar all’ErmitagePrima monografica in Russia. Mai insieme tanti suoi capolavori

Locatelli, l’ossessione della formaPersonale a Roma con 10 dipinti dell’artista

Scala: torna politica, attesi pochi vipMattarella, Casellati, 4 ministri e molte ‘sciure’

Rosso corallo accende il guardaroba 2019Pantone suggerisce Living coral. Le griffe sono già pronte

Stones, 50 anni Sympathy for the DevilStampa Gb rende omaggio al brano ricordandone l’aura lugubre

Da Firenze via a tour Vandelli-ShapiroPer la prima volta insieme i ‘ragazzi-rivali’ degli anni ’60

A Terni mostra Grandi maestri ‘300-‘500Da Perugino e Pinturicchio a Gozzoli e Barocci

Proposta di matrimonio in Casa di SilviaPrenota tutti i biglietti del turno di visita, poi chiede mano

Golden Globe, Vice guida le nominationPoi La Favorita, Green book ed È nata una stella

Scamarcio e Leone, è thriller tra le AlpiIn sala dal 13 Il testimone invisibile di Stefano Mordini

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TORINO

– E’ un film ben riuscito, che non lascia indifferenti, un biopic in perfetto stile di commedia inglese, destinato a piacere alle donne, ‘Colette’, che dopo l’anteprima al Torino Film Festival è in sala dal 6 dicembre, distribuito da Vision.
L’ultimo lavoro dell’inglese Wash Westmoreland, che ne scrisse la sceneggiatura già nel 2001, presentato al Sundance Festival, racconta della rivolta femminile alla cultura dominante vista da parte di una donna riconosciuta come una delle più famose scrittrice francesi, Gabrielle Colette, oltre cento anni prima di #metoo.
Colette, interpretata da una diafana ma potente Keira Knightley (molti giornali inglesi e americani l’hanno ritenuta assolutamente candidabile all’Oscar), divenne famosa nella storia della letteratura francese ed europea per il suo personaggio Claudine, di fatto il suo alter ego di donna ribelle, spregiudicata, provocatrice, bisessuale e coraggiosa. Il film, ricco di un’ottima fotografia e di una felice sceneggiatura, forse talvolta un po’ troppo plastica, immerge lo spettatore nelle atmosfere della Franca inizio ‘900, puritana nelle campagne, ma libertina a Parigi, tra feste aristocratiche senza freni, spettacoli al Moulin Rouge e imprenditoria editoriale senza scrupoli. Colette, sposata a Willy, interpretato dal convincente Dominic West, scrittore fallito se non fosse per la moglie che scrive per lui sotto falso nome, pur se innamorata del marito, alla fine si ribella e grida alla Francia intera di essere lei l’autrice di tutti i libri della serie di Claudine.
Tutto cominciò per scherzo, alla scrivania della sua casetta di campagna, quando ancora lei e Willy si amavano di amore ingenuo e appassionato. Lui le chiese di scrivere qualcosa per cercare di fare un po’ di soldi e lei inizio così: “Mi chiamo Claudine, abito a Montigny, dove sono nata e dove probabilmente non morirò…”.

– AHARON REUVENI, ‘IN PRINCIPIO, CONFUSIONE E PAURA’ (EINAUDI, pp. 198 – 18,50 euro – Traduzione di Luca Colombo) A chi nel 2014, allo scoppio della prima guerra mondiale, afferma con foga in Palestina, allora provincia di un impero Ottomano agli sgoccioli, che “tutta la politica dell’insediamento in terra d’Israele è stata una follia figlia di menti esaltate…. I turchi ci possono spazzar via dalla faccia della terra con un sol colpo della mano…. e non rimarrà nemmeno il ricordo di questo nostro fragile insediamento”, replica con un pacato ragionamento Ghivoni (sotto il cui nome nel romanzo di Reuveni si nasconde un non ancora trentenne Ben Gurion, futuro primo ministro di Israele) concludendo: “Abbiamo bisogno di una Turchia forte perché solo all’interno di un grande impero Ottomano, che comprende molti popoli, tribù, etnie, c’è posto anche per noi e il nostro futuro”.
Basta uno scambio di battute come questo per capire che ci troviamo davanti a un romanzo storico e politico, un romanzo d’avventure intellettuali che, non a caso, si svolge quasi tutto nella redazione e tipografia di una rivista socialista-sionista, ‘La strada’ (e Elena Loewenthal in una sua nota introduttiva ci ricorda come in realtà si chiamasse ‘Ha-Derech’) in cui il futuro personale e degli ebrei arrivati in Palestina è il centro di ogni discussione. Naturalmente attorno ci sono le vite quotidiane, le simpatie, le insofferenze e anche gli amori dei vari personaggi, a cominciare da quello del protagonista, Aharon Tziprovitch, contabile del periodico, innamorato di Menia, un’infermiera che, al contrario di lui, inetto e pronto a farsi da parte ma osservatore ironico e malinconico, ha un carattere deciso e non gli risparmia critiche, visto che non appare certo accecata dall’amore.
Il romanzo, uscito nel 1919 e primo di una trilogia intitolata ‘Verso Gerusalemme’, esprime proprio, sin dal titolo, quell’atmosfera di “confusione e paura” negli anni inquieti e caldi della Grande guerra che vissero i primi coloni, fuggiti dalla Russia zarista che, persa la guerra col Giappone, conobbe nel 1905 un’ondata rivoluzionaria e di repressioni. A Gerusalemme “continuavano a fare discorsi, scrivere articoli, indire commissioni, tutto come erano soliti fare a Vilnius o Kiev 10 anni prima”. Lo scrittore stesso è di origine ucraina, dove nacque nel 1886, deportato in Siberia da dove riuscì a fuggire, girò per anni il mondo, prima di approdare in Palestina e lavorare al periodico di cui si parla in questo libro, quindi scrivere romanzi prima in yiddish e poi in ebraico. Impegnato politicamente nel partito dei lavoratori socialista e poi in polemica con esso e con la sinistra, è considerato uno dei padri fondatori di Israele, assieme al fratello Ben Zevi che ne sarà il secondo presidente della repubblica.
Il romanzo, considerato un classico nel suo paese, si rivela comunque subito alla lettura opera di respiro e di bella scrittura nella capacità da gran romanzo (si avvertono echi di una certa narrativa russa) di restituirci un’atmosfera umana e ideologica, un vivace momento storico in quel crogiuolo di avvenimenti e incontro di persone che da sempre è Gerusalemme.
Assieme al povero Tziprovitch con la sua vita sempre un po’ fuori della mischia, evitando di schierarsi, e che gli costerà un finale di conseguenza, sono molte le figure che restano nella memoria anche del lettore non israeliano, che scopre un periodo storico e una situazione che non conosceva, attraverso ritratti umani diversi e ben articolati, dalla vivace dialettica e ricchi di chiaroscuri, di alte spinte ideali e di piccoli egoismi, di buoni sentimenti e momenti meschini o di vigliaccheria, tra il desiderio di alcuni di andarsene anche per paura del futuro e quello di altri di restare e impegnarsi senza sapere, in un momento di tanta confusione, cosa si riuscirà a fare, cosa accadrà.

– NAPOLI

– Gli eredi di Saverio Mercadante doneranno il pianoforte da camera restaurato del maestro al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Si tratta dello strumento che il Maestro usava a volte di notte, preso dall’ impeto del suo genio, per correggere alcune partiture, e anche per suonare i nuovi brani al cospetto della sua amata Sofia.
Alla cerimonia, in programma alle 10, durante la quale verrà presentato lo strumento, prenderanno parte, Carmine Santaniello (direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella), Francesco Emilio Borrelli (consigliere regionale e membro della commissione cultura), Pasquale Scialò (compositore e musicologo, insegna Pedagogia della Musica presso il Conservatorio ‘G.
Martucci’ di Salerno), Carlo Mormile (pianista e compositore.
Maestro presso il conservatorio di San Pietro a Majella) e Francesco Rodriguez (erede Saverio Mercadante). L’11 dicembre, infine, è in programma un concerto nell’ambito di una giornata dedicata al Maestro Mercadante.

– A causa di un problema di aritmia cardiaca verificatosi nella notte fra il 4 e il 5 dicembre, il maestro Daniele Gatti è costretto a rinunciare alla recita di Rigoletto in programma stasera, giovedì 6 dicembre. La recita sarà diretta dal maestro Stefano Ranzani. Lo comunica il Teatro dell’ Opera di Roma.
”Le condizioni di salute del maestro Gatti sono già in fase di miglioramento, ma gli sono necessari alcuni giorni di riposo.
Tornerà sul podio dell’Opera di Roma a partire da domenica 9 dicembre, per dirigere le restanti recite di Rigoletto in cartellone”.
– “Il primo ricordo cosciente della mia vita è la sera che guardai la tv quasi 50 anni fa lo sbarco sulla luna, avevo 3 anni e il mio primo ricordo è la luna, la luna è la spiaggia dell’universo “. Così Jovanotti ha aperto la conferenza stampa durante la quale ha annunciato la sua nuova avventura per il 2019, il Jova Beach Party, un tour sulle spiagge italiane, “più di un concerto, più di una festa un format completamente nuovo, una giornata intera totalmente diversa ogni volta”. “E un mese dopo lo sbarco sulla luna un altro importante evento da ricordare, Woodstock, un nuovo modo di stare al mondo – ha aggiunto – ecco, io il prossimo anno voglio celebrare questi due eventi straordinari”.
– “Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione”. Con un post sulle sue pagine social, Daniele Silvestri annuncia così la sua nuova avventura: il ritorno nel 2019 con una lunga tournée nei palasport, che scandisce i 25 anni di carriera, e un nuovo progetto discografico ricco di suoni da “grandi spazi”. Le date già in calendario sono: 19 ottobre 2019 Foligno (Pala Paternesi), 25 ottobre 2019 Roma (Palazzo dello Sport), 8 novembre 2019 Padova (Kioene Arena), 9 novembre 2019 Rimini (RDS Stadium), 15 novembre 2019 Bari (Palaflorio), 16 novembre 2019 Napoli (Palapartenope), 22 novembre 2019 Milano (Mediolanum Forum), 23 novembre 2019 Torino (Pala Alpitour).
– REGGIO EMILIA

– Luoghi e personaggi di Giovannino Guareschi tra illustrazione, cinema e vignette rivivono dal 9 dicembre al 13 gennaio allo Spazio Gerra di Reggio Emilia nella mostra ‘Guareschi contro tutti’, a 110 anni dalla nascita e 50 anni dalla morte, e a 70 anni dall’uscita del primo libro della saga del ‘Mondo piccolo’.
Saranno esposti esempi della sua attività di vignettista politico (principalmente per Bertoldo 1936-1943 e Candido 1945-1957), del suo Mondo Piccolo visto sia attraverso manifesti e fotobuste cinematografiche, tratte dai film con Fernandel e Gino Cervi, sia attraverso tavole a fumetti dei graphic novel dedicati. In mostra anche 25 disegni originali creati da alcuni autori italiani di fumetto, tra cui Manara, Silver, Cavazzano, Giardino e Palumbo. Una sezione è poi dedicata ai luoghi di Guareschi che rivivono nello slideshow fotografico ‘Mondo piccolo’ di Paolo Simonazzi e nell’omonimo docufilm di Alessandro Scillitani, viaggio in un microcosmo tra la riva destra del Po e la via Emilia.

– PARMA

– Sarà la storica band della Pfm a celebrare il passaggio al nuovo anno nel tradizionale concerto gratuito del 31 dicembre in Piazza Garibaldi a Parma.
La Pfm-Premiata Formerai Marconi porterà sul palco uno speciale concerto “Il Suono del Tempo” suonando i brani più celebri del suo vastissimo repertorio e alcuni pezzi tratti dal nuovo album “Emotional Tattoos”.
L’appuntamento della notte di San Silvestro è organizzato dal Comune di Parma e ha il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
La band salirà sul palco alle 23.00 e, dopo aver festeggiato la mezzanotte con il pubblico della piazza, proseguirà il concerto sino all’una. Al termine del live, la musica continuerà ad animare la piazza sino alle 2.30.
– LOS ANGELES

– Sono state annunciate le nomination alla 76esima edizione dei Golden Globe, che si terrà a Los Angeles il 6 gennaio. Vice, L’uomo nell’ombra, film che racconta l’ascesa del vicepresidente americano Dick Cheney interpretato da Christian Bale, guida la lista dei più nominati con sei candidature, seguito, con cinque nomination, da La Favorita, Green book ed È nata una stella, con Bradley Cooper e Lady Gaga, che festeggiano il loro debutto (alla regia per il primo, e al cinema per la seconda) facendo il pieno di nomination: miglior film, regia, migliori attore e attrice e miglior canzone originale per Shallow. Sul fronte delle miniserie ad avere la meglio è stata American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, con quattro nomination. Nella categoria drammatica si contenderanno il premio Homecoming, Killing Eve, Pose, The Americans e Bodyguard, mentre nella sezione dedicata alla commedia sono in lizza The Good Place, The Marvelous Mrs. Maisel, Kidding, Barry, e The Kominsky Method.
– Sono firmate da Vivienne Westwood le nuove divise dello staff del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Lo staff di accoglienza indossa i classici tailleur Westwood nella variante colore blue navy. Per le donne l’iconica Alcoholic Jacket è abbinata a pantaloni o gonna tubino. Per gli uomini, completo classico giacca e pantalone da alternare a pull in maglia cammello. Anche i responsabili dei laboratori e gli animatori scientifici del Museo vestono Westwood. Per loro t-shirt in cotone biologico ecosostenibile con felpa color malva e i Tapered Jeans della collezione Anglomania. “Insieme alla città – dice Giorgio Ravasio, country manager Italia di Vivienne Westwood – con questa capsule collection celebriamo anche Leonardo da Vinci, creativo visionario e inarrivabile modello di riferimento, con la convinzione che creare abiti per chi opera nella diffusione della cultura sia un segnale forte a favore della consapevolezza e contro la superficialità dilagante”.
– “La Strada. Dove si crea il mondo” è la grande mostra che invade il Maxxi dal 7 dicembre al 28 aprile, portando una suggestiva mescolanza di lingue, culture, convivenze possibili e impossibili, stimoli, confronti e tante domande negli spazi del museo romano. Un progetto ambizioso per dimensioni e significato, curato da Hou Hanru e dallo staff curatoriale e di ricerca del Maxxi, che la presidente Giovanna Melandri non ha esitato questa mattina a definire “politico, nel senso più alto e sacro del termine, perché ci chiede di riflettere sulla polis: la strada è teatro di relazioni e conflitti in ogni latitudine, e noi oggi abbiamo difficoltà a ripensare questo luogo fisico come luogo di connessioni”. Ma ‘attraversare’ questa strada non è impresa da poco: sono infatti oltre 200 le opere (installazioni, video, foto, manifesti) firmate da più di 140 artisti presenti in un percorso lungo e suggestivo, che abbraccia il visitatore e ne sollecita continuamente sensi e intelletto.
– Autore di oltre quaranta romanzi e centinaia di racconti, tra cui la fortunata serie di Hap e Leonard, di cui uscirà nel 2019 una nuova avventura più thriller, Joe Lansdale, lo “Stephen King del Texas Orientale”, è adesso anche il protagonista di un ritratto speciale, frutto delle conversazioni con un amico e traduttore, Seba Pezzani.
“I libri e le biblioteche mi piacciono, però se resti chiuso nella torre d’avorio finisci per perdere di vista i rapporti umani che sono il sale della scrittura” dice Lansdale, oggi a ‘Più libri più liberi’ per l’attesa presentazione di ‘Joe Lansdale. In fondo è una palude’ pubblicato da Perrone editore con la prefazione di Luca Crovi.
“Sono nato contadino e resto contadino” dice lo scrittore, 67 anni, che ha mantenuto una forte relazione con l’ambiente da cui proviene. In questo viaggio nella sua terra e nella sua storia afferma che “Trump fa rimpiangere Nixon” e per il futuro degli Stati Uniti vorrebbe “Michelle for President”.
– Il racconto tra palcoscenico e vita di Lina Sastri, Appunti di viaggio; il concerto di Martha Argerich con Mischa Maisky e Antonio Pappano; il ‘Rendez Vous with Marlene’ di Ute Lemper; I Cavalli di Battaglia di Gigi Proietti, Roma e la romanità protagonisti con Tosca (in uno spettacolo dedicato a Gabriella Ferri) e Luca Barbarossa, che proporrà diversi eventi anche nel cartellone 2019. E ancora, fra gli altri, Max Gazzè con La favola di Adamo ed Eva – 20/o anniversario, Sergio Cammariere, Irene Grandi, Giovanni Allevi, il festival e la mostra dedicati al Gospel, Richard Galliano, il viaggio fra le canzoni di Mogol e Battisti, Lisa Gerrard, Ambrogio Sparagna e La Chiarastella, Mario Biondi.Sono solo alcuni delle decine di appuntamenti per Natale Auditorium 2018, all’Auditorium Parco della Musica di Roma dall’8 dicembre al 6 gennaio, cui si aggiungono gli eventi di Natale alla Casa del jazz, 16 concerti dal 6 dicembre al 5 gennaio. “La nostra è una fabbrica di cultura artigianale. In ogni prodotto mettiamo anima, vita e cuore. L’Auditorium Parco della Musica è uno spazio per la famiglia e in queste giornate vogliamo rifletta gioia e un vero feeling natalizio” dice José R. Dosal, amministratore delegato di Musica per Roma. Uno ‘spirito’ arricchito dall’allestimento negli spazi fuori dall’Auditorium (ora gestiti direttamente da Musica per Roma) del mercatino di Natale e della pista di pattinaggio su ghiaccio. Un insieme di eventi che contribuisce a rendere la struttura sempre più popolare e aperta alla città: “L’Auditorium Parco della Musica di Roma anche nel primo semestre del 2018 regala numeri in crescita, con +3% di presenze e +13% di incassi” sottolinea il presidente della Fondazione Musica Per Roma, Aurelio Regina. Tra i debuttanti all’Auditorium c’è Lina Sastri, che definisce Appunti di viaggio (11 dicembre) come “uno spettacolo senza copione, un modo libero attraverso musica, parola e danza di raccontare e provare a condividere con la gente l’unica cosa che conta, oggi più che mai, l’emozione e la bellezza che noi artisti abbiamo avuto la fortuna di avere in dono”.Luca Barbarossa riprende il filo del suo ultimo album e tour ‘Roma è de tutti’ con due concerti evento (22 e 23 dicembre), ricchi di ospiti. Saranno i primi due appuntamenti ideati dal cantautore nell’ambito della ‘Carta bianca’ ricevuta da Dosal per un programma di eventi che continuerà nel 2019, da incontri/concerti insieme a grandi colleghi sui capolavori della canzone a La notte dei miracoli, racconto degli artisti romani di nascita, ma anche d’adozione, come Fellini e Lucio Dalla. “L’obiettivo – dice Barbarossa – è cercare di trasmettere una romanità un po’ diversa da quelle di Mafia capitale e Romanzo criminale, quella basata sul talento, sulla voglia di esprimersi”. Un tema al centro anche del viaggio di Tosca, sul palco il 31 dicembre, con ‘Romana, il concerto’, dedicato a Gabriella Ferri, “l’artista grazie a cui faccio questo mestiere. L’ho vista in teatro da bambina e mi ha folgorato”.Ambrogio Sparagna propone La Chiarastella (4 e 5 gennaio), l’orchestra di musica popolare, formata, aderendo al progetto della Caritas Come in cielo, così in strada, con musicisti, cantori provenienti da varie parti del mondo, che caratterizzano la vita ‘di strada’ della capitale. “Si valorizza la musica nella sua capacità di mettere ponti e togliere muri – dice Sparagna – mi piacerebbe chiudere il percorso dell’orchestra con un concerto a Betlemme”. Il fisarmonicista porterà l’atmosfera natalizia anche all’Aeroporto Leonardo da Vinci, esibendosi il 10 dicembre con zampognari e suonatori di ciaramelle che vengono da Amatrice. Dosal anticipa anche qualche nome dei protagonisti dell’estate 2019: Skunk, Anansie, Tears for Fears, Diana Krall e Toto.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LONDRA

– Come è cambiata la Valle del Belice a 50 anni dal devastante terremoto che l’ha colpita: questo il tema al centro della mostra ‘Synthesis’ sull’intensa attività del giovane artista siciliano Vincenzo Muratore, inaugurata dal console generale d’Italia a Londra, Marco Villani, nella sede del consolato. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 23 gennaio, è una riflessione personale, estetica e antropologica sul concetto di ricostruzione, stratificazione e trasformazione dei luoghi e delle comunità attraverso una serie di opere scultoree, create nella capitale britannica, e architettoniche realizzate dall’artista sul territorio del Belice presso la Comunità Trinità della Pace di Contessa Entellina (Pa) negli ultimi 10 anni. La mostra inoltre accoglie una sezione fotografica dedicata a otto cittadine siciliane – Sambuca di Sicilia, Menfi, Sciacca, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belice, Montevago e Poggioreale – che testimonia il passaggio degli eventi storici e naturali su questi territori.
– Da domenica 9 dicembre Emis Killa torna dal vivo in cinque date nei club più importanti d’Italia.
Il rapper multiplatino torna sul palco dopo le due anteprime live di Roma e Milano, due spettacoli sold out dove il pubblico ha potuto ascoltare per la prima volta i brani di “Supereroe” (Carosello Records), l’ultimo album di Emis Killa certificato disco d’oro. Il tour, presentato da Vivo Concerti, toccherà la seguenti tappe: 9 dicembre (Milano Fabrique); 12 dicembre (Roma Atlantico); 13 dicembre (Firenze Viper); 14 dicembre (Bologna Estragon); 16 dicembre (Torino Hiroshima – SOLD OUT-). Special guest delle date di Milano e Roma amici e colleghi di Emis Killa: a Milano Achille Lauro e Boss Doms, Jake La Furia e Vegas Jones, a Roma Gemitaiz, Carl Brave, Achille Lauro e Boss Doms e Vegas Jones.
– “Il Pantheon resterà gratuito. Al contrario di quanto era stato stabilito dal mio predecessore nel 2017, non sarà introdotto alcun biglietto. Un provvedimento del genere avrebbe limitato la tradizionale libertà di accesso nelle chiese di culto della capitale e creato, inoltre, una cesura tra il monumento e la piazza, da sempre percepiti, dai romani e non solo, come un armonioso insieme unico, da fruire senza barriere”. Lo annuncia su FB il ministro della Cultura Alberto Bonisoli. A dirsi subito contrario ad un ticket per il Pantheon era stato il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, che ora plaude alla “scelta forte e importante sia per chi vive a Roma che per chi visita la nostra città. Più di un anno fa presi posizione contro l’idea di far pagare il biglietto in questo luogo di culto: oggi festeggiamo questa felice conclusione”. Soddisfatta anche la sindaca Virginia Raggi: “Per Roma è importante mantenere libero accesso ai luoghi di culto e cultura senza creare barriere tra la piazza e il monumento”.
– BOLOGNA

– Nel 1968 uscì la prima striscia di ‘Sturmtruppen’, l’improbabile esercito sgangherato i cui protagonisti parlano il ‘tedeschese’, creato dal talento di Bonvi (Franco Bonvicini), fumettista e artista, scomparso nel 1995 a soli 54 anni. ‘Sturmtruppen 50 anni’ è la mostra che, dal 7 dicembre al 7 aprile, lo celebra a Bologna, a Palazzo Fava, a pochi metri da dove l’artista ebbe il proprio studio. Oltre 250 le opere, molte inedite (scelte tra 6000), che ne ripercorrono la carriera, con anche le altre creazioni da Nick Carter a Cattivik a ‘Storie dello spazio profondo’ create con Francesco Guccini. Curata dalla figlia Sofia e da Claudio Varetto, la mostra evidenzia l’antimilitarismo in cui Bonvi caratterizzava i propri ‘soldaten’, grotteschi e divertenti, fumetto corale con una ridda di personaggi. Bonvi non è stato un semplice cartoonist che anticipò la graphic novel, ma un artista apprezzato anche da Umberto Eco e Oreste del Buono, oltre che ideatore di personaggi per la pubblicità e sceneggiatore.
SAN PIETROBURGO – Piero della Francesca come non lo si era mai visto è all’Ermitage. Il prestigioso museo di San Pietroburgo, fondato 254 anni fa da Caterina II, festeggia in questi giorni il suo compleanno con la prima, grandiosa, mostra in terra di Russia dedicata al maestro italiano del Rinascimento con una serie pirotecnica di capolavori, alcuni usciti esclusivamente per questo evento dai siti che li custodiscono. Undici dipinti e quattro manoscritti autografi: nessuna mostra temporanea era riuscita in passato a riunire numero così alto di opere del genio di Sansepolcro. Il massimo, con sei, si era toccato anni fa in Inghilterra.”Il monarca della pittura”, curata da Tatiana Kustodieva, presenta fino al 10 marzo dipinti e affreschi provenienti da sei musei italiani e cinque stranieri, e quattro testi originali che documentano il Piero matematico, impegnato a definire le regole scientifiche della pittura. Nella piccola, suggestiva Sala del Picchetto dove domina il bianco, spicca l'”Annunciazione”, dal Polittico di S. Antonio, con quella straordinaria fuga di colonne dall’effetto tridimensionale al centro della scena, una lezione magistrale di prospettiva di cui l’artista fu tra i primi scoprire le regole. L’opera, mai prestata prima, appartiene alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia. Da Urbino arriva la “Madonna di Senigallia”, da Venezia il “San Girolamo e un devoto”. Dal museo civico di Sansepolcro “San Ludovico” “San Giuliano”, due affreschi staccati da Palazzo Pretorio e dalla Chiesa di s. Agostino. Ecco poi il “S. Nicola da Tolentino” del Museo Poldi Pezzoli di Milano.Quanto ai prestiti dall’estero, la National Gallery di Londra ha concesso “San Michele”, il Louvre di Parigi il Ritratto di Sigismondo Malatesta”, il museo Thyssen-Bornemisza di Madrid il “Ritratto di giovane”, il Museo di arte antica di Lisbona il “S. Agostino”, e la Alana Collection di Newark (Usa) la “Madonna con bambino” (in arrivo nei prossimi giorni). Mancano, ovviamente, alcune opere e affreschi considerati inamovibili, conservati in Italia in musei nazionali o in siti in Umbria tra Perugia, Monterchi, Arezzo e San Sepolcro.Dalla rassegna – organizzata dalla magnifica sede espositiva statale di San Pietroburgo in collaborazione con Fondazione Ermitage Italia e Villaggio Globale International – emerge la grandezza dell’arte del genio umbro che, ha scritto lo storico dell’arte russo Michail Alpatov, “si è voluta paragonare alla musica di Mozart, ma la sua capacità di abbracciare il mondo con uno sguardo può essere raffronta anche al talento di Tolstoj”. Un “titano tra i titani” che tra i geni rinascimentali italiani “occupa un posto ben superiore, se possibile, rispetto agli altri”, osserva il direttore dell’Ermitage Mikhail Piotrovsky. “I quadri di Piero sono gioielli rari che è difficile prestare anche temporaneamente – spiega -. È un evento eccezionale nella vita del Museo, nella nostra conoscenza dell’Italia, nella nostra concezione della cultura italiana. Ogni opera di Piero è un trionfo dello spirito ma è anche figlia della scienza, come dimostrano i trattati presenti in mostra”. Tra i testi, appunto, occupa un posto particolare la versione autografata nel testo e nei disegni di “De prospettiva pingendi”, prestito della Biblioteca Palatina del Complesso monumentale della Pilotata di Parma. Un’opera fondamentale per generazioni di pittori che gettò le basi di “quello che sarebbe divenuto il linguaggio comune e condiviso dell’arte occidentale per i quattro secoli successivi”.Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli – nel suo messaggio di saluto riportato in catalogo – mette in risalto i vincoli dell’Ermitage con l’Italia “evidenti non solo nelle architetture e nelle ricchissime collezioni di arte italiana ma che si nutrono di una rinnovata vitalità grazie alle molteplici iniziative che vi vengono organizzate”. Tra le più recenti i Longobardi e l’Arte Povera, in arrivo l’Astrattismo di Achille Perilli e Umberto Mariani. Il clou sarà nella prossima primavera con la grande mostra su Pompei. “È una esposizione d’élite, non per tutti, per chi già conosce l’arte e la pittura” ha detto la curatrice. Il direttore Piotrovsky ne parla come della “mostra del secolo, organizzata come solo l’Ermitage sa fare'”. L’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano ha rimarcato: “Abbiamo cercato di fare la nostra parte per un evento di portata mondiale che entrerà nella storia della museografia”, ricordando “i rapporti eccellenti e le affinità elettive” tra Italia e Russia confermati dai 7 milioni di persone registrati nel 2018 negli eventi bilaterali organizzati dai due paesi”. Con Piero della Francesca tornano ad accendersi accendono i riflettori sull’arte italiana, di cui l’Ermitage conserva una collezione sterminata. Nelle sale che affacciano sul fiume Neva ghiacciato, scorrono Leonardo da Vinci, Tiziano, Botticelli, Tintoretto, Giorgione, Della Robbia, Canova con centinaia di altri capolavori di prim’ordine dal XIII al XVIII secolo.

– L’intensità del rosso che si unisce all’uso equilibrato del bianco, del blu e del giallo per creare simboli e analogie. E poi, accanto all’espressività del colore, l’ossessione per le forme, concluse e definite, oppure spezzate da schizzi e tratti verticali o diagonali, in un alternarsi di elementi conici, ovoidali, cubici, per un continuo rimando alla pittura del passato. E’ un infinito e affascinante mondo di segni tutto da scoprire e interpretare la personale di Lorenzo Locatelli intitolata “Emotions Vibrations”, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar, in programma a Roma dal 6 al 22 dicembre alla Virus Art Gallery. La mostra presenta al pubblico 10 opere che raccontano l’intero percorso dell’artista romano, partendo dagli anni ispirati al futurismo (Locatelli è stato allievo a Roma di Sante Monachesi) fino a proseguire con l’evoluzione della sua ricerca.
Le opere sembrano lasciare allo spettatore delle tracce da seguire per poter conoscere il suo mondo e penetrare il suo universo pittorico.
– MILANO

– Torna la politica alla prima della Scala, che il 7 dicembre inaugura la stagione lirica con Attila nella regia di Davide Livermore e sul podio Riccardo Chailly, ma si conferma poca mondanità all’apertura. Per la prima volta da quando è stato eletto presidente della Repubblica, sarà infatti presente all’apertura Sergio Mattarella (finora aveva solo assistito, infatti, al concerto per i 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini). Oltre al Capo dello Stato nel palco reale – insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al presidente della Lombardia Attilio Fontana – siederanno il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Presenti anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e quello dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, molte signore milanesi come Elsa Monti, Luciana Saccomanni, Claudia Buccellati, Daniela Javarone e ovviamente Roberto Bolle.
– Living Coral, rosso corallo, vivo, quel particolare tono di rosso vibrante di luce e di sfumature dal fuoco all’arancione che infiamma i fondali marini, è il colore suggerito da Pantone (numero 16-1546) per poter rinnovare il guardaroba estivo 2019. Living Coral è una cromia adatta a bionde e more, esaltando sia i capelli chiari e l’incarnato delicato, sia le pelli ambrate con chiome brune. “Il rosso corallo è una tonalità piena di vitalità, con un accenno dorato che infonde energia e ravviva con delicatezza” spiega il marchio americano che detta le tendenze-colore da cui attingono la moda e il design. Ecco perché il rosso corallo piace tanto alle griffe. Living coral può rendere più elegante qualsiasi capo, sia il tailleur più sportivo sia l’abito da red carpet.
“Socievole e vivace il Living Coral è un colore rassicurante al centro dell’ecosistema cromatico naturale. Living coral ha già colorato le grandi passerelle della nuova moda da Armani a Prada, da Valentino a Chanel fino a Michael Kors.
– LONDRA

– Sympathy for the Devil, la hit più macabra dei Rolling Stones, compie 50 anni e la stampa britannica le rende omaggio, ricordandone l’aura negativa e gli eventi lugubri che negli anni le sono stati attribuiti, inclusi un omicidio ed un incendio.
Secondo il Daily Mail, Mick Jagger era stato ispirato a scrivere il mefistofelico brano dalla sua compagna di allora, Marianne Faithfull, che l’aveva convinto a leggere il romanzo di Mikhail Bulgakov ‘Il Maestro e Margherita’ nel quale il protagonista è il diavolo. L’incisione del singolo fu immortalata dalla cinepresa del regista francese Jean-Luc Godard, che rubò il titolo Sympathy for the Devil per un documentario sui venti rivoluzionari del 68. Tuttavia durante le riprese, nello studio discografico divampò un incendio che distrusse tutto tranne le registrazioni della canzone. Quando la band suonava il pezzo in concerti dal vivo, scoppiavano spesso tafferugli ed una volta, al Festival di Altamont in California, vi fu persino un omicidio.
– FIRENZE

– Partirà lunedì 10 dicembre dal teatro Verdi di Firenze il ‘Love and Peace tour’ con un duo inedito, Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, storici leader rispettivamente delle band dei The Rokes e dell’Equipe 84. Per anni rivali e in continua competizione, i due ‘ragazzi’ degli anni ’60 si sono ritrovati dopo una carriera lunga oltre 50 anni per tornare a sfidarsi con ironia ed energia nei più prestigiosi teatri Italiani. Dopo Firenze Shapiro e Vandelli saranno l’11 dicembre a Roma (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli), e successivamente a Torino (13 dicembre, Teatro Colosseo), Bologna (15 dicembre, Teatro Manzoni), Montecatini (18 gennaio, Teatro Verdi), La Spezia (19 gennaio, Teatro Civico), Brescia (25 gennaio, Dis_Play Brixia Forum), Milano (29 gennaio, Teatro Ciak), Trento (31 gennaio, Auditorium Santa Chiara) e Schio-Vicenza (1 febbraio, Teatro Astra). “L’emozione è tanta” hanno detto, messe via le armi, ci divertiamo e ogni tanto ci sorridiamo anche”.
– TERNI

– Celebrare la presenza nell’Umbria meridionale di artisti di spicco che, a servizio di importanti committenti dell’epoca, hanno lavorato nel solco tracciato dai grandi autori; partecipare alla ricorrenza del centenario del museo per “eccellenza” della regione: è con questo duplice obiettivo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha allestito nella propria sede di palazzo Montani Leoni – con la collaborazione della Galleria nazionale dell’Umbria – la mostra dal titolo ‘Presenze artistiche in Umbria. I grandi Maestri attivi tra il 300 e il 500 e la Galleria di Carta’.
Il Perugino e il Pinturicchio, Benozzo Gozzoli e il Maestro della Dormitio Virginis, ma anche Federico Barocci, Mattia Preti e Jean Baptiste Wicar sono solo alcuni dei nomi che spiccano nell’elenco degli autori delle opere esposte (alcune per la prima volta in assoluto) in un doppio allestimento che sarà visitabile al pubblico dal 7 dicembre al 24 febbraio 2019, ogni venerdì, sabato e domenica.
– RECANATI (MACERATA)

– Chiede la mano della fidanzata nella Casa di Silvia, gli ambienti sopra le antiche scuderie di Palazzo Leopardi dove visse Teresa Fattorini, la “Silvia” del celebre canto di Giacomo Leopardi. Protagonista della richiesta di matrimonio Enrico Astuti, originario di Loreto e residente a Milano, che prima ha prenotato tutti i biglietti dell’ultimo turno di visita alla Casa di Silvia. Poi una volta solo con la fidanzata Francesca Righi di Milano le ha chiesto di sposarlo. “La richiesta di Enrico ci ha emozionati e siamo stati felici di aprire a questi innamorati le porte della casa di Silvia per un momento così importante – ha detto la contessa Olimpia Leopardi -. E’ stato il nostro regalo di nozze! Silvia custodisce il sogno dell’amore. La sua casa è il luogo in cui esprimere desideri, promettersi reciprocamente felicità e coltivare le proprie speranze e sogni”.

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LOS ANGELES

– Sono state annunciate le nomination alla 76esima edizione dei Golden Globe, che si terrà a Los Angeles il 6 gennaio. Vice, L’uomo nell’ombra, film che racconta l’ascesa del vicepresidente americano Dick Cheney interpretato da Christian Bale, guida la lista dei più nominati con sei candidature, seguito, con cinque nomination, da La Favorita, Green book ed È nata una stella, con Bradley Cooper e Lady Gaga, che festeggiano il loro debutto (alla regia per il primo, e al cinema per la seconda) facendo il pieno di nomination: miglior film, regia, migliori attore e attrice e miglior canzone originale per Shallow. Sul fronte delle miniserie ad avere la meglio è stata American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, con quattro nomination. Nella categoria drammatica si contenderanno il premio Homecoming, Killing Eve, Pose, The Americans e Bodyguard, mentre nella sezione dedicata alla commedia sono in lizza The Good Place, The Marvelous Mrs. Maisel, Kidding, Barry, e The Kominsky Method.
Un thriller classico, pieno di sliding doors, è quello che propone ‘Il testimone invisibile’ di Stefano Mordini, che approda in sala dal 13 dicembre con Warner Bros. Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato, questo il cast principale, per raccontare una vicenda ambientata principalmente tra le montagne del Trentino.Questa la storia senza spoiler. Adriano Doria (Scamarcio), giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo, chiusa dall’interno, accanto al corpo senza vita della sua amante, la nota fotografa Laura Vitale (Leone). Tutto è contro il manager che così viene accusato di omicidio pur dichiarandosi innocente. Come sono arrivati questi due amanti in quella stanza d’albergo? Attraverso un lungo flash back si scopre che Adriano e Laura su una strada di montagna hanno avuto un brutto incidente d’auto causato dal passaggio improvviso di un cervo. Un incidente che ha coinvolto anche un altro giovane automobilista che sembra morto nella sua auto. Che fare? Chiamare la polizia e rischiare che la loro storia clandestina finisca sulle prime pagine dei giornali? Si decide di non farlo.Da qui la coppia si ritrova nell’albergo con Laura morta e Adriano accusato. Per difendersi, il manager incarica la penalista Virginia Ferrara (Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. Nel frattempo l’emergere di un testimone ‘invisibile’, che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della difesa. Tre ore serrate di interrogatorio in cui colpevoli ed innocenti si confondono in un caos accusatorio.”Mi sono ispirato l noir classico americano – spiega oggi Mordini – con uno sguardo ad Hitchcock, per un thriller in cui ogni protagonista doveva interpretare se stesso e anche un’altra persona diversa da sé”. Solo alla fine il regista riconosce che il film è il remake del film spagnolo ‘Contrattempo’ di Oriol Paulo: “Abbiamo tratto da quel film gli elementi centrali, ma poi lo abbiamo adattato e ambientato in Italia”. “Ho portato avanti questo personaggio rispettando i meccanismi del thriller classico – spiega Scamarcio -. Adriano è un uomo all’apice della sua carriera, ma alcuni scheletri nell’armadio tornano a galla per riportarlo ‘dove non c’è salvezza senza sofferenza’ (una delle frasi tormentone del film, ndr)”.      [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 04:54 DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

ALLE 08:38 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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FiuggiStoria a saggio Avagliano-Palmieri
Per il volume “1948. Gli italiani nell’anno della svolta”

A Spoleto festival cinema Pianeta donnaRassegna ‘competitiva’ anche in altre località dell’Umbria

Mostra ‘Trinity’ Vesna Pavan a ParigiEsposte 25 opere del ciclo Skin, figura femminile ‘liquida’

Teatro Bellini, Capinera di Bella-MogolIl 9/12 prima a Catania, spettacolo tratto da romanzo di Verga

Nuovo boom per l’Amica geniale, 7 milioni e 30.1%Tratta dal bestseller di Elena Ferrante e diretta da Costanzo

Antonella Biscardi fra passato-presenteViaggio fra ricordi per rimettere assieme pezzi di vita

A teatro Maglietta, Lojodice, De SioVenturiello in Misura per Misura. Musicanti cantano Pino Daniele

Francesco Cuomo, alla ricerca della serenitàIl nuovo progetto dell’artista campano in anteprima a Eboli

Hallelujah Toscana, foto di Marco PaoliMostra alla Gamc di Viareggio da libro con poesie di Alba Donati

‘Musicanti’ con brani di Pino DanieleIl musical prodotto da Ingenius srl in scena dal 7 dicembre

The Cal 2019, le donne nell’era #metooCopeland, siamo importanti e abbiamo cose importanti da dire

T-Rex Stan in Stazione Centrale a MilanoPer promuovere ‘Dinosaurs’ nelle sale dal 10 al 12 dicembre

A Napoli ‘Rubens, Van Dyck, Ribera’A Palazzo Zevallos Stigliano tornano opere da musei d’Europa

Al Carignano Pirandello guarda a BunuelDebutta produzione Stabile Torino con Battiston e Maria Pajato

A Caserta Bufaland, storie migrantiDai barconi al palco per sei attori non professionisti

In mostra presepi genovesi del ‘700A Bologna dal 7 dicembre al 20 gennaio al Museo Davia Bargellini

Boom iscrizioni a Raffaello in MinecraftCento scuole e 2.000 ragazzi per storia partecipata su pittore

Telethon-Rai, da Clerici ad Amadeus rispondono #presenteAl via la 29/a maratona no-stop dal 15 al 22 dicembre

26 anni per Umbria Jazz WinterA Orvieto dal 28 dicembre, anche due progetti legati al cinema

Avvocati Cbs, Moonves distrusse proveDipendente “reperibile” per sesso. Ora a rischio buonuscita

Più libri apre con Crimi e punta a superare il record 2017455 editori, 650 eventi dal 5 al 9 dicembre alla Nuvola

Schmidt, Uffizi 2018 oltre i 4 mlnPer la 1/a volta. Boom ex reggia medicea Pitti, +25%

San Michele e la lotta tra bene e maleEvento a Napoli il 7/12 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore

Adrian in onda a gennaio su Canale 5Mediaset, la data sarà comunicata a breve

Polunin come Warhol, voglio una mia factoryA Milano con ‘Sacré’ ispirato a Nijinsky,sui social tatoo Putin

Gerini è Federica Angeli sul setFine riprese per il film di Bonivento da libro della giornalista

Kevin Hart condurrà gli Oscar 2019L’Academy spera nella rimonta dopo debacle ascolti del 2018

Due registi on the road dentro la fisicaConversazioni Atomiche, dal 13 in sala e poi nelle scuole

Identificato il vero Rick di CasablancaDietro personaggio “Bogey” un impresario night club di New York

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L’ARTICOLO

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Mario Avagliano e Marco Palmieri con il libro “1948. Gli italiani nell’anno della svolta” (Il Mulino, pp. 435 con ill., € 25,00, 2018) sono i vincitori della nona edizione del Premio FiuggiStoria per la saggistica. I riconoscimenti sono stati consegnati in una cerimonia presso la Biblioteca Militare Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito di Via XX Settembre a Roma. Il Premio è promosso dalla Fondazione “Giuseppe Levi-Pelloni” in collaborazione con il Comune di Fiuggi e con i patrocini del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati e Presidenza della Regione Lazio. Questa edizione del Premio è stata dedicata allo storico Giuseppe Galasso, ricordato da Alfredo Arpaia, presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo.
1948. Gli italiani nell’anno della svolta (il Mulino pp. 435 con ill. € 25,00) è un viaggio nel cuore di un anno decisivo della storia italiana.
Avagliano è giornalista e storico. Tra i suoi libri: “Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945” (Einaudi, 2006) e “Il partigiano Montezemolo” (Baldini & Castoldi, 2012). Collabora alle pagine culturali del Messaggero e del Mattino. Marco Palmieri, giornalista e storico, è autore di “L’ora solenne. Gli italiani e la guerra d’Etiopia” (Baldini & Castoldi, 2015). Insieme hanno pubblicato “Gli internati militari italiani” (2009), “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia” (2010), “Voci dal lager” (2012), tutti editi da Einaudi, oltre a “Di pura razza italiana. L’Italia ‘ariana’ di fronte alle leggi razziali” (Baldini & Castoldi, 2013) e, per il Mulino, “Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte” (2014) e “L’Italia di Salò” (2016).
– SPOLETO (PERUGIA)

– Si intitola “Spoleto film festival. Primo piano: pianeta donna. Dalle donne della storia alle donne nella storia del cinema”, la rassegna cinematografica ‘competitiva’ che si terrà a Spoleto e in altri centri umbri dal 10 al 15 dicembre. Lo ha annunciato il direttore artistico Franco Mariotti.
“Pianeta donna” è organizzato dall’associazione culturale AmaRcorD in collaborazione con assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto, Centro sperimentale di cinematografia e Cineteca nazionale, Centro studi cinematografici e con il contributo del Ministero per le Attività culturali.
Il Festival competitivo vedrà in concorso diverse opere prime e non, firmate da autrici italiane con particolare riguardo agli esordi cinematografici e sarà inaugurato il 10 dicembre (alle 21.30) al cinema sala Frau con il film Saremo giovani e bellissimi, alla presenza della regista Letizia Lamartire e della protagonista Barbora Bobulova.
– La pittrice Vesna Pavan, approda in Francia per la ‘First International Exhibition in Paris’, che avrà luogo all’Espace Thorigny, a pochi passi dal Musée Picasso.
L’artista, 42 anni, friulana e milanese d’adozione, presenterà ‘Trinity’ un’installazione composta da 25 opere appartenenti al ciclo Skin, creato nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali. Opere analoghe sono state esposte a Milano lo scorso 26 ottobre in un luogo unico: lo studio Zecchillo, un tempo atelier di Piero Manzoni, che in passato ha visto le opere dei più grandi maestri dell’arte contemporanea.
I lavori Skin – viene spiegato dagli organizzatori – sono la messa in scena della figura femminile come materia liquida, che può essere vissuta e toccata. È colore colato, libero da qualsiasi supporto, elaborato e cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. La mostra si svolge dal 15 al 20 dicembre.
La sperimentazione tecnico-pittorica inventata dall’artista in Skin è stata paragonata, da alcuni critici italiani alle avanguardie degli anni Cinquanta: dalle tele cauterizzate di Alberto Burri al dripping di Pollock, fino all’espressionismo astratto degli squarci cromatici di Clyfford Still, a cui si aggiunge quel côté più pop, esclusivamente americano, di Claes Oldenburg o Robert Rauschenberg. Le opere realizzate con gli smalti plastici prendono forma e trasmettono un senso di equilibrio attraverso l’alternanza di pieni e vuoti.

– CATANIA

– Debutta a Catania ‘La Capinera’, melodramma ‘moderno in due atti che firmato da Gianni Bella per la musica, Mogol per le liriche, Giuseppe Fulcheri per il libretto tratto da Verga e Geoff Westley per l’orchestrazione.
La produzione è del Teatro Bellini di Catania, dove lo spettacolo farà il suo debutto il 9 dicembre e sarà in replica fino al 18. Regia, scene e costumi sono del tre volte premio Oscar Dante Ferretti. Orchestra e coro del Teatro: direttore Leonardo Catalanotto, maestro del coro Luigi Petrozziello. Il soggetto s’ispira liberamente al romanzo epistolare di Giovanni Verga “Storia di una capinera” che narra del conflitto interiore di una giovane cui è stata imposta di diventare suora. Di questo capolavoro, pubblicato nel 1871, sono state realizzate diverse riduzioni cinematografiche, la più famosa è di Franco Zeffirelli, e risale al 1993. Al bestseller ottocentesco si schiude ora la scena lirica, come accadde a suo tempo a ‘Cavalleria rusticana’, col libretto musicato da Pietro Mascagni.

L’Amica Geniale conferma il suo successo: il secondo appuntamento con la serie evento tratta dal bestseller di Elena Ferrante e diretta da Saverio Costanzo, in onda ieri sera su Rai1, ha conquistato 7 milioni 45 mila spettatori con il 30.1% di share (un punto più della scorsa settimana) vincendo il prime time.
In particolare il primo episodio ha fatto registrare 7 milioni 302 mila spettatori con il 28.5% e il successivo 6 milioni 725 mila con il 32.5%. Si tratta – sottolinea la Rai – per la seconda settimana di seguito del record di programma più visto in tv della stagione autunnale, escluso lo sport. Gli spettatori unici raggiunti complessivamente sono stati 12 milioni 368 mila, oltre il 21%, con un picco di ascolti del 36.8%.
– “Ogni racconto è un pezzo di vita vissuta in prima persona, da qualcuno accanto a me o creato dalla fantasia…”. Comincia con questa riflessione il viaggio introspettivo di Antonella Biscardi in PEZZI DI NOI (Morrone editore, pp. 156 PAGINE, 16 euro) fatto di episodi, personaggi, fantasie (poco) vissute. E’ vera una cosa: quello che siamo è il frutto di quello che siamo stati, ma è anche la conseguenza di quanto abbiamo seminato. “Ogni racconto è un pezzo di vita vissuta in prima persona da qualcuno accanto a me o creato dalla fantasia”, scrive la Biscardi, che rende ‘Pezzi di noi’ un viaggio nelle emozioni personali e professionali. Il libro è un invito a fare un grande respiro, a rallentare, in modo da assaporare il vero gusto della vita, nel tentativo di carpirle il meglio, come fare una passeggiata in bicicletta, magari in una bella giornata di sole, guardando il mondo che ci gira intorno. Il libro è anche un viaggio a ritroso nelle tradizioni e nelle passioni italiane, ma propone altresì un grande tuffo nel futuro prossimo della nostra reale essenza. I racconti si susseguono in ordine sparso e ciascuno di essi contiene un pezzo di vita vissuta in prima persona o da qualcuno accanto all’autrice. Il filo conduttore è affidato al lettore, che può benissimo raggruppare i ‘pezzi’, dando loro una logica consequenziale. Il gioco consiste nel raffigurare la stessa storia in momenti e tempi diversi, in modo da creare nuove emozioni. Ogni racconto è preceduto da un aforisma e si conclude con una poesia. Brevi ma intense storie che fanno riflettere.
“Se riesco a trasmettere almeno un’emozione ho già venduto un milione di copie”, ammette Antonella Biscardi, commentando la sua seconda opera letteraria che trasmette un messaggio a chi non conosce la propria storia e dunque – come diceva Montanelli – non può avere, né avrà mai, un futuro.
– Gli ”Amati enigmi” di Licia Maglietta e Clotilde Marghieri e il trio Umberto Orsini-Massimo Popolizio-Giuliana Lojodice in ”Copenaghen” di Michael Frayn, tutti a Roma; Massimo Venturiello in ”Misura per Misura” da Shakespeare a Firenze e il ”donchisci@tte” di Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi a Torino; ”Musicanti”, il musical sulle note di Pino Daniele, e ”Le signorine” Isa Danieli e Giuliana De Sio, tutti a Napoli: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
EBOLI (SA) – “La serenità non mi appartiene e sai il perché? Io so vivere solo così, per la sola voglia di incontrarti”. La poesia, ancora una volta, e poi il colore come ricerca, tensione ideale, voglia di trovare la bellezza, dono del cuore. Francesco Cuomo parte dai suoi versi, dall’arte che va “vissuta, indossata, raccontata”, per immortalare ‘la serenità’, tema del suo nuovo progetto artistico: 24 acquerelli, volti di donna impressi su carta in un’esplosione di vivacità e di colori, con dettagli che rimandano alla territorialità, al centro della mostra al via venerdì 7 dicembre alle 18, nello showroom di Eboli (Salerno), in corso Garibaldi.L’artista campano presenterà anche quattro tele dipinte in acrilico e un elegante cofanetto contenente dodici acquerelli riprodotti su carta pregiata, accompagnati dalla poesia ispiratrice del lavoro (in edizione limitata). Spazio ancora alle sue ultime sculture in ceramica, “gli steli della follia” che hanno contribuito a diffondere la sua fama di colorista nel panorama internazionale.La mostra è un’anteprima della presentazione ufficiale prevista in primavera in occasione della terza edizione del “Sorrento loves Art”, organizzato da Rossella Savarese, curatrice della galleria SyART, a villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento. Confermato per l’evento lo spettacolo “Contemporay art in motion”, un mapping in 3D a cura del regista Enrico Agresta, in cui le opere dell’artista si animano e prendono forma.L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a lunedì 7 gennaio 2019. Partner del progetto la società “Zonalab” di Davide Balzano che ha collaborato alla realizzazione dell’evento.

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FIRENZE

– Trenta immagini in bianco e nero per raccontare una Toscana misconosciuta, antica e contemporanea, suggestiva e romantica ma anche dolorosa e misteriosa, fatta di contraddizioni e bellezze fuori dall’iconografia classica conosciuta in tutto il mondo. E’ Hallelujah Toscana, mostra che dà corpo all’omonimo libro del fotografo Marco Paoli edito da Contrasto, con poesie di Alba Donati e una introduzione dello scrittore premio Pulitzer Michael Cunningham, ospitata fino al 6 gennaio alla Gamc, Galleria d’arte moderna e contemporanea ‘Lorenzo Viani’ a Viareggio (Lucca).
Negli scatti di Paoli ci sono le atmosfere spettrali di alcune ville e dei loro giardini, come Villa Schifanoia a Firenze, Villa Corsini a San Casciano, Villa Garzoni a Collodi, Villa Mansi a Lucca, abitate da silenti sculture rivestite di muschio. Ci sono il parco di Celle con le sue opere contemporanee, il marmo vivido delle cave di Carrara, la Fonte delle Fate a Poggibonsi dove galleggiano i coccodrilli e i corpi rannicchiati di Mimmo Paladino, ma anche il Padule di Fucecchio, il carcere di Pianosa, il mistero di ex ospedali psichiatrici come quello di Volterra, dove ancora rimangono tracce dei graffiti di NOF4 (così si firmava Oreste Fernando Nannetti, che li realizzava con la fibbia della sua divisa, paziente del manicomio dal 1959 al 1973), di isole, cimiteri, statue. “In questo viaggio ho ritrovato la meraviglia, lo splendore nascosto ai più; ma ho visto e sofferto anche l’abbandono in tutta la sua potenza” racconta Paoli che sul titolo commenta: “E’ importante, un gioco di equilibrio tra il sacro e il profano, come nel testo di Leonard Cohen. Hallelujah è un inno, una semplice esclamazione. Talvolta è sarcastica, magari polemica”.

– NAPOLI

– Manca poco al debutto di ‘Musicanti’, il musical con le canzoni di Pino Daniele. Il debutto nazionale è in programma, a Napoli, il prossimo weekend: si inizia venerdì 7 dicembre alle 21 cui seguono gli appuntamenti di sabato 8 dicembre, sempre alle 21 e domenica 9 alle 18, nel Teatro Palapartenope. Dal patrimonio delle canzoni dell’artista partenopeo, scomparso nel gennaio 2015, sono state scelte, tra le altre, le storiche “Na Tazzulella ‘e cafè”, “A me me piace ‘o blues”, “I say I sto ‘ccà”,” Napule è”, “Viento”, “Yes I know my way”, “Je so pazzo”, “Cammina cammina”, “Lazzari felici”, “Musica musica”, “Tutta n’ata storia”, “Quanno chiove” e alcune canzoni tratte dal repertorio successivo, come “Che soddisfazione” e “Anima”.
Le canzoni si mescolano con la drammaturgia e la tradizione partenopea: gli attori e i danzatori si muoveranno all’interno di una scenografia sviluppata su quattro piani e con movimenti coreografici studiati per accompagnare il racconto e la musica.
– Nell’anno del #metoo e della forte presa di posizione contro la violenza sulle donne il Calendario Pirelli, The Cal 2019, non ritrae solo i corpi ma le vite di quattro donne. Partendo dal tema del “sogno come riflessione su quello che sarò e farò domani”, spiega il fotografo Albert Watson, “l’obiettivo era esplorare le donne e creare una situazione che proponesse una visione positiva delle donne di oggi”. “C’è un messaggio simbolico: le donne si fanno sentire, siamo importanti e abbiamo cose da dire importanti – sottolinea Misty Copeland, una delle modelle -. E abbiamo uomini accanto che ci sostengono in questo”.
Le attrici Laetitia Casta, Gigi Hadid e Julia Garner e la ballerina Misty Copeland diventano dunque interpreti di sogni e ambizioni e come nella quotidianità hanno accanto a loro degli uomini che sono fidanzati o amici, che sostengono e condividono con loro impegno, delusioni e sfide. “Albert ha cercato di catturare qualcosa dalle nostre anime più che dai nostri corpi” conclude Casta.
– E’ apparso a Milano, nell’atrio ex-biglietteria della Stazione Centrale, il Tyrannosaurus Rex più grande al mondo, in occasione dell’uscita del documentario Dinosaurs, secondo appuntamento della stagione de “L’Arte al Cinema” distribuita nei migliori cinema italiani da Magnitudo con Chili dal 10 al 12 dicembre.
Il dinosauro Stan – spiegano gli organizzatori – accoglierà i viaggiatori in partenza e in arrivo alla Stazione Centrale e tutti i milanesi che potranno scattare foto e fare selfie, ammirando l’incredibile scheletro e lasciandosi trasportare in un vero e proprio viaggio nella preistoria. Stan infatti è l’esemplare più grande e completo di Tyrannosaurus Rex maschio adulto esistente al mondo: alto quasi cinque metri e lungo 12, per un peso, in vita, di sei tonnellate.
– NAPOLI

– Capolavori provenienti da musei nazionali e internazionali ritornano a Napoli: l’occasione è la mostra “Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe”, visitabile dal 6 dicembre al 7 aprile a Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, a Napoli. Dipinti ricollocati negli ambienti del piano nobile dove originariamente trovavano posto. Perché i 36 capolavori in esposizione appartengono alle raccolte della famiglia Vandeneynden e di Gaspar de Roomer, mercanti e finanzieri fiamminghi attivi a Napoli per gran parte del Seicento. Da un rinnovato interesse sull’argomento, dovuto soprattutto alla presenza delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo nell’antica residenza di Jan e Ferdinando Vandeneynden, il palazzo oggi noto come Zevallos Stigliano, nasce questa mostra che offre l’occasione di riportare nel luogo dove a lungo furono custoditi molti dipinti che a loro appartennero.
– TORINO

– Un Pirandello che guarda a Buñuel, in cui i veri pazzi sono i borghesi pettegoli del paese che indagano gli altri con una curiosità morbosa che diventa violenta, come nel mondo di oggi fra realtà e social. È il Così è (Se vi pare) che Filippo Dini mette in scena e interpreta, insieme a Giuseppe Battiston e Maria Paiato, nella nuova produzione del Teatro Stabile di Torino (Tst) in prima nazionale al Carignano dall’11 dicembre al 6 gennaio.
“Per la prima volta – ricorda il direttore del Tst Filippo Fonsatti – lo Stabile programma una propria produzione al Carignano per 4 settimane. Abbiamo deciso di farlo come accade nelle grandi capitali teatrali europee, convinti dalla bontà dello spettacolo, da una compagnia stellare e dalla regia. Una partita che inizia già vinta perché quest’anno abbiamo già superato il record di pubblico dell’anno scorso”.
In questo Pirandello, spiega il regista, “i temi trattati hanno un’enorme attinenza col presente, con la ricerca spasmodica ma vana della verità”.

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NAPOLI

– Storie di sfruttamento, povertà e precarietà, racconti di lavoro e di ricerca di integrazione.
E’ ‘Bufaland’, lo spettacolo che vedrà protagonisti, venerdì 7 dicembre al teatro Civico di Caserta, sei attori non professionisti provenienti dall’Africa Occidentale, e che qui vivono e lavorano.
“Un’occasione irripetibile – sottolineano i promoter della Cultural Video Production – per questa insolita compagine per poter gridare la loro voglia di essere considerati persone con cui dialogare e non come numeri con cui fare conti. Una risorsa da mettere a frutto e non un problema da risolvere”.
“I migranti in scena – tengono a spiegare gli organizzatori – afferiscono tutti allo SPRAR, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cioè quella stessa agenzia che il decreto sicurezza del governo depotenzia e riduce notevolmente nelle sue funzioni.
– BOLOGNA

– I ‘Presepi genovesi del Settecento dal Museo Giannettino Luxoro sono protagonisti di una mostra allestita dal 7 dicembre al 20 gennaio al Museo civico d’Arte industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna.
Inaugurazione giovedì, ore 18.30, con l’arcivescovo Matteo Zuppi e l’assessore comunale alla cultura Matteo Lepore.
Da oltre dieci anni, nell’imminenza del Natale, i Musei civici d’Arte antica, in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare di Bologna, realizzano al Museo Davia Bargellini un appuntamento espositivo in cui, accanto agli esemplari conservati nella collezione permanente – la più ampia raccolta, numerica e qualitativa, di statuine del presepio bolognese del XVIII e XIX secolo presente in città – vengono presentati importanti gruppi presepiali che documentano la fortuna di questo specifico tipo di produzione artistica in aree regionali diverse.
Per le festività 2018-2019 l’esposizione, organizzata insieme ai Musei Civici di Genova, offre al pubblico l’opportunità di ammirare due presepi provenienti dal Museo Giannettino Luxoro, databili fra la seconda metà e la fine del XVIII secolo, che consentono al visitatore di porre a confronto tradizioni artistiche diverse – bolognese e genovese – entrambe molto significative nella produzione di questo particolare tipo di scultura, generalmente di destinazione domestica, di ridotte dimensioni, ma di grande pregio.

– URBINO

– Boom di iscrizioni per Raffaello in Minecraft, l’iniziativa per le scuole primarie e secondarie di primo grado promossa dalla Galleria Nazionale delle Marche in collaborazione con Microsoft e con il supporto organizzativo di Maker Camp srls e AppTripper srl. Sono 100 le scuole iscritte al contesta e oltre 2.000 i partecipanti di tutta Italia. Il progetto, ispirato alla vita del giovane Raffaello Sanzio nella sua città natale, Urbino, rappresenta un caso di narrazione “partecipata”, unico nel suo genere. Partendo dalla riproduzione verosimile della città di Urbino, realizzata sfruttando i ‘mattoncini’ digitali del videogioco Minecraft i partecipanti verranno coinvolti in sfide per permettere loro di contribuire alla narrazione della storia di Raffaello attraverso uno storytelling originale e “gamificato”. Al via la prima sfida del concorso, dal tema “Raffaello nella bottega Santi”. Dal 21 gennaio 2019 la seconda sfida: “Raffaello nella città di Urbino” e dal 4 marzo “Raffaello a Palazzo Ducale”.
Gli elaborati che gli studenti iscritti al contest saranno chiamati a produrre (modelli 3D, immagini JPG oppure video ripresi dall’interno dell’ambiente Minecraft) ruoteranno intorno allo strumento didattico del videogioco Minecraft e verranno giudicati da una giuria composta da membri della Galleria Nazionale delle Marche ed esperti del videogioco Minecraft.
Entusiasta il direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Peter Aufreiter del successo riscosso dall’iniziativa che permetterà di avvicinare il mondo dei più piccoli all’arte, all’architettura e alla storia e consentirà di far conoscere alle nuove generazioni il personaggio Raffaello e la sua città, Urbino.
– Fino al 31 dicembre sarà possibile donare chiamando da rete fissa o inviando un sms al numero solidale 45510. Sono ormai ventinove gli anni di collaborazione che uniscono Telethon e la Rai, impegno condiviso per sostenere e finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare. Quest’anno la maratona vedrà l’assenza di un importante testimionial. Fabrizio Frizzi, scomparso lo scorso marzo. Nell’edizione 2017 sono stati raccolti 31 milioni di euro per la ricerca e il sostegno quotidiano dei malati e dei loro cari. “Anche quest’anno il servizio pubblico risponde all’appello della Fondazione intitolato: ‘E tu come sarai #presente?’, dimostrando ancora una volta di essere parte integrante di una catena di solidarietà composta da volontari, ricercatori, donatori, aziende e soprattutto dalle tantissime persone pronte ad aiutare chi lotta contro patologie spesso sconosciute e trascurate dai finanziamenti pubblici e privati.Si inizierà il 15 dicembre con Antonella Clerici che condurrà in prima serata su Rai1 “Festa di Natale” in cui si alterneranno momenti musicali ad altri dedicati alle storie di pazienti e ricercatori: si racconterà la storia di Adam e Ayan, due gemelli affetti dalla Sindrome di Wiskott Aldirch; quella di Laura, una mamma affetta dalla malattia di Charcot Marie Tooth, passando per la storia di Valerio, affetto dalla sindrome di down, nominato Alfiere da Sergio Mattarella. Tra gli ospiti Luca Zingaretti, Gigi D’Alessio, Flavio Insinna, Vincenzo Salemme. I principali conduttori Rai saranno coinvolti nella lettura delle Buone notizie: Marco Liorni, Mara Venier, Milly Carlucci, Amadeus. Nella seconda serata, invece, il timone della conduzione passerà a Gigi e Ross. A chiudere la maratona tv il 22 dicembre, invece, sarà Amadeus con una puntata dei Soliti ignoti – Speciale Telethon, dove si metteranno in gioco tanti personaggi dello spettacolo.L’ad Rai Fabrizio Salini ha evidenziato che “il lavoro di Telethon è reso possibile grazie ad una grande squadra. In questa collaborazione tra Rai e Telethon ritrovo un elemento fondante del servizio pubblico, ovvero quello di portare la ricerca scientifica nelle case degli italiani. Il prossimo anno arriveremo alla 30/a edizione. In questi anni si è costruito un senso di consapevolezza nella catena di solidarietà”. Clerici, in collegamento via Skype, ha lanciato un appello: “Speriamo di raccogliere tanti fondi affinché le malattie siano sempre più curabili. E’ un impegno che sento molto, perché ognuno di noi deve fare la propria parte sia per le famiglie, sia per i ricercatori. Non mancheranno i ricordi dedicati a Fabrizio Frizzi che ha fatto tanto per Telethon”.Amadeus si sente orgoglioso di far parte di questa squadra: “Essendo genitore ho molta sensibilità sulle malattie dei bambini. La ricerca, per fortuna, ha fatto passi da gigante e noi che lavoriamo nella comunicazione abbiamo il compito di spingere la gente a donare. La puntata speciale dei Soliti ignoti sarà segnata dal divertimento, ma non dimenticheremo di lasciare spazio alle storie. Dobbiamo metterci la stessa passione che ci ha messo Fabrizio, che sentiva Telethon come casa sua”. Il testimonial di quest’anno è Luca Zingaretti: “Nello spot che abbiamo realizzato – ha fatto notare Francesca Pasinelli, direttore generale Telethon – c’è un bambino davvero affetto da una malattia rara. Zingaretti è voluto andare sul posto per accertarsi di persona della situazione e ha scritto di suo pugno il testo. La Rai ci ha permesso di dare voce a queste malattie. Grazie a Telethon sono state eseguite ben 95 sperimentazioni sui bambini. Un numero altissimo se pensiamo alla ridotta dimensione della Fondazione. Telethon ha portato risultati tangibili. Attraverso un meccanismo apparentemente sempre uguale, mettiamo un flusso di denaro per finanziare ogni anno qualcosa di nuovo. La ricerca scientifica ha successo solo se è di lunga durata: nonostante ci possano essere dei fallimenti, l’importante è ripartire da zero e portare nuovi risultati. Per la maratona annuale Gabriele Muccino ha realizzato un cortometraggio animato intitolato ‘Vasco e Viola’, due bambini. Il filmato è accompagnato dalle musiche di Nicola Piovani che rende poesia il racconto”. Marcello Ciannamea, direttore del Palinsesto Rai, ha ricordato che “la maratona coinvolgerà anche quasi tutti i programmi radiofonici, tg e avrà spazi dedicati”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Umbria Jazz Winter compie 26 anni e propone un cartellone che ruota attorno ad alcuni dei migliori musicisti italiani e a uno dei grandi vecchi del jazz, Barry Harris (89 anni), pianista che ha suonato con Charlie Parker.
Presentata a Roma dal sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e da Carlo Pagnotta, storico direttore artistico, la manifestazione si terrà a Orvieto dal 28 dicembre al 1 gennaio. Harris sarà accompagnato da Ben Street al contrabbasso e da Lewis Nash alla batteria, la stessa ritmica che sarà usata da Ethan Iverson, 45 pianista e intellettuale per il suo progetto inedito dedicato a Bud Powell, il pianista che, con Thelonious Monk, ha contribuito alla nascita del Be Bop. In prima assoluta anche “Viva/De André”, spettacolo di musica e parole ideato da Luigi Viva, giornalista e scrittore che, con la partecipazione di un gruppo guidato da Francesco Bearzatti, attraverso musica, parole e immagini, ricorderà Fabrizio De André a 20 anni dalla morte. Spazio anche a due progetti legati al cinema.
– NEW YORK

– Per salvare la faccia e una liquidazione da 120 milioni di dollari, l’ex capo della Cbs Les Moonves distrusse prove e mise fuori pista gli investigatori che indagavano sulle sue malefatte sessuali. Queste le conclusioni di una commissione di avvocati assunti dalla rete secondo cui l’azienda ha tutte le giustificazioni per non pagare. Il rapporto dei legali – 59 pagine ottenute dal New York Times – contiene nuove rivelazioni in aggiunta a quanto emerso a settembre e che ha costretto alle dimissioni da amministratore delegato uno dei più acclamati executive di Hollywood. Si scopre così che una dipendente della rete doveva essere “sempre reperibile” per il sesso orale con il capo. “Altri dipendenti lo sapevano ed erano convinti che per questa mansione la donna fosse protetta da sanzioni disciplinari o licenziamenti”, si legge. Alla guida della Cbs da 15 anni e, dopo la caduta di Weinstein, forse la vittima più illustre del movimento #metoo, Moonves ha plasmato la tv americana per oltre 30 anni.
– “Un evento di rilievo per la cultura italiana”, come ne ha parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio inviato oggi all’apertura di ‘Più libri più liberi’, la fiera della piccola e media editoria – inaugurata dal sottosegretario all’Editoria Vito Crimi – punta a superare il record del 2017 nel suo secondo anno alla Nuvola di Fuksas, all’Eur di Roma.”L’anno scorso abbiamo raddoppiato i visitatori (arrivati a più di 102.179), ma non ci piace considerarlo un punto di arrivo e stiamo studiando soluzioni per aumentare gli eventi e creare altre sorprese nel 2019″ ha annunciato la presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, all’inaugurazione a cui erano presenti, fra gli altri, il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi, il vicesindaco con delega alla crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, e il vicepresidente e assessore Formazione, Università e Ricerca, Attuazione del Programma della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Tra gli ospiti più attesi Abraham Yehoshua, protagonista dell’incontro di chiusura della prima giornata della fiera. “Bisogna educare alla lettura anche i nativi digitali. Io l’ho fatto con mio figlio fin da piccolo. Oggi stiamo perdendo la memoria. La tecnologia aiuta, ma ci sono cose insostituibili. I libri lo sono nella loro persistenza. E non c’è una cosa più bella di una libreria in una casa, perché è un ricordo della propria vita” ha detto Crimi, appassionato lettore, annunciando che tornerà alla fiera nei prossimi giorni ‘in borghese’ per girare tra gli stand. Mentre il presidente Levi ha parlato della fiera come di una “grande festa che mostra come l’AIE sia da 150 anni la casa dell’editoria italiana, del libro e dei piccoli e medi editori”.Nei cinque giorni della fiera, che si concluderà il 9 dicembre, 455 gli editori, 60 in più dell’anno scorso, su una superficie di 4.270 metri quadri dedicati esclusivamente alle case editrici (nel 2017 erano 3.800), 650 incontri e 1.600 ospiti. “Trenta gli editori stranieri, 15 in più del 2017, ma il dato più significativo sono i 13 mila studenti che saranno presenti nei giorni della fiera. Significa che il fitto lavoro fatto con le scuole ha generato un grande entusiasmo” ha spiegato la Malato. Questo anche grazie al raddoppio del contributo della Regione Lazio che ha messo a disposizione 100 mila euro destinati a buoni libri, da 10 euro ciascuno, per gli studenti delle scuole primarie e secondarie. “Sperimentiamo questa nuova cosa e ragioniamo fin d’ora su come implementare questo impegno. La Regione c’è e c’è sempre stata e sostenere questo evento è una scelta politica” ha spiegato Smeriglio. I buoni sono stati “tutti assegnati con entusiasmo dei docenti e dei ragazzi” ha spiegato la Malato che ha poi sottolineato, guardando l’amministratore delegato Mondadori Libri Trade, Enrico Selva Coddè, seduto in prima fila, che “la piccola e media editoria copre oltre il 40% del mercato, cioè un libro su due di quello che esce ogni anno in Italia”. Montroni ha lanciato un appello: “La politica da noi non ha mai pensato che la lettura sia un grande valore. Spero che la diffusione della lettura trovi il sostegno della politica e dobbiamo partire dalle scuole elementari, dalle basi”. Il vicesindaco Bergamo ha spiegato come ‘Più libri più liberi’ sia “la prima e più importante fiera a Roma per il valore economico che rappresenta, per le sue dimensioni, perché parla al mondo intero, è internazionale. Mi piacerebbe che chi fa impresa imparasse che dall’editoria si può fare profitto anche con merci in cui il valore d’uso supera il valore di scambio”.

– “Nel 2018 le Gallerie degli Uffizi superano, per la prima volta, i 4 milioni complessivi di visitatori”. Lo ha detto il direttore del museo Eike Schmidt durante un incontro nella sede dell’Associazione Stampa Estera a Roma. “Vorrei sottolineare in particolare l’ottimo risultato del giardino di Boboli, quest’anno ben oltre il milione di visitatori – ha aggiunto – e soprattutto, per Palazzo Pitti l’aumento più rilevante, più del 25% di visitatori rispetto al 2017. Abbiamo alzato la media di Palazzo Pitti dai circa 400 mila visitatori di qualche anno fa ad oltre 700 mila. E questo perché abbiamo cercato di accendere l’interesse organizzandovi mostre e concerti inclusi nel biglietto, valorizzandone le gallerie, penso al museo della moda e del costume, riaprendone spazi chiusi da decenni. E’ stato un lavoro doveroso, perché Palazzo Pitti trabocca di tesori: non solo i suoi celebri Raffaello, ma tantissima arte di tanti paesi diversi e una gamma quasi infinita di sculture e oggetti preziosi”.
NAPOLI – L’eterna lotta tra il bene e il male, interpretata da Luca Marconi nel ruolo del Principe delle milizie celesti, San Michele Arcangelo, e da Luca Gaudiano nel tronfio ritratto dell’Angelo ribelle, Lucifero, è il tema centrale della ‘prima’ dell’opera musicale ‘San Michele, l’Angelo dell’Apocalisse’, prodotta da Arilu di Aristotele Aebli, in scena a Napoli, con scopo di beneficenza per ‘In nome di Concetta’ onlus’, venerdì 7 dicembre, alle 20:30 nella scenografia della Basilica di San Lorenzo Maggiore in Piazza San Gaetano.L’opera trae ispirazione dal Libro dell’Apocalisse “e la narrazione adotta un linguaggio concreto e moderno in un format spettacolare in grado di stuzzicare i più sensibili, soddisfare i credenti ed incuriosire gli incerti” afferma il produttore Aebli. Lo spettacolo, sottolinea ancora, “è approvato dalle istituzioni e contribuisce a promuovere anche verso i turisti i nostri patrimoni culturali, artistici e performativi”. Lo spettacolo è realizzato con la regia di Andrea Palotto, musiche composte dal maestro Simone Martino, libretto e testi di Simone Martino e Lorenzo Cioce, guida spirituale di padre Gaetano Saracino ed arricchito dall’interpretazione di performers del mondo del musical italiano. Sul palco si avvicenderà un cast “interessante e talentuoso che conferirà spessore e tratti suggestivi al profilo di ciascun personaggio biblico” come Giosuè Tortorelli (Dio), Giovanni De Filippi (San Giovanni), Renato Crudo (San Gabriele), Martina Cenere (la Vergine Maria), Sharon Alessandri (Lamia), Michelangelo Nari (l’Arcangelo Raffaele), Danilo Giannini (Leviathan). Sottofondo ed interludio sono affidati ad un coro di 20 elementi e di un ensemble di voci bianche.I costumi di scena sono creati da Rita Pagano con la collaborazione di Fabrizio Del Prete. “Ogni personaggio incarna un sentimento profondamente attuale. Lucifero vive il dramma della superbia e dell’invidia nei confronti del Bene che viene inviato sulla Terra nella persona del Cristo, espressione totale della parola del Padre. Dio, che nella rappresentazione ha volto e sembianze umane, pone Lucifero di fronte ad una scelta. L’angelo ribelle sceglie e sprofonda creando l’impero del Male. San Giovanni è il narratore, lo Storico. Maria è madre forte e umile. Lamia è simbolo della corruzione, Leviathan è cinico e superbo”, spiega il compositore Simone Martino. Spiega padre Angelo Palumbo, guardiano e responsabile del Complesso Monumentale di San Lorenzo: “L’opera che sarà rappresentata si inserisce in un filone, quello della solidarietà, che ci vede impegnati, senza fini di lucro, con diverse iniziative nel corso dell’anno, principalmente con raccolta fondi per la ricerca contro il tumore”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cresce l’attesa per Adrian, il graphic novel animato di Adriano Celentano di cui si parla da tempo. La serie evento andrà in onda a gennaio su Canale 5, annuncia Mediaset, senza però ufficializzare una data precisa.
“Adrian, la serie evento di #Adriano Celentano, sarà in onda a gennaio su #Canale5. La data di messa in onda sarà comunicata a breve. #AdrianoCelentano”, si legge in un tweet di Mediaset.
Disegnato da Milo Manara e scritto da Celentano, Adrian sarà il cuore di uno show in onda in diretta dal teatro Camploy di Verona per sei o otto serate. I primi teaser erano andati in onda, a sorpresa, lo scorso luglio prima delle dirette dei match dei Mondiali. “Non è con la violenza che si mettono a posto le cose del mondo”, recitava la voce dello stesso Celentano. Poi, tra tuoni e fulmini, ecco campeggiare la scritta Adrian, sullo sfondo di una metropoli. E ancora lui: “Finché mi cercano vuol dire che non mi hanno trovato. Prossimamente su Canale 5”.
MILANO – Una factory stile Warhol o una compagnia come quella di Djagilev, il fondatore dei Ballets Russes: è quello che sogna di creare il 29enne ballerino ucraino Sergei Polunin, a Milano per il suo spettacolo ‘Sacré’, in scena il 10 dicembre al teatro degli Arcimboldi.Quando era primo ballerino del Royal Ballet di Londra, a soli 19 anni, tra droghe e tatuaggi si era guadagnato la fama di ‘bad boy’ finché, all’apice del successo, aveva abbandonato il corpo di ballo. La seconda parte della sua vita è iniziata nel 2013, con il video di ‘Take Me to Church’ dell’irlandese Hozier, diretto da David La Chapelle. Milioni di visualizzazioni dopo, ha dato il via al suo Project Polunin. “La mia idea – racconta incontrando la stampa – è di avere 9-10 produzioni da portare in tour insieme, nell’arco di cinque anni, mettendo insieme diversi artisti, come fece Djagilev, che però non ha creato un sistema, così come non l’ha fatto Warhol, mentre io voglio creare una piattaforma con coreografi e un board che vada avanti anche in mia assenza, anche per dare ai ballerini la possibilità di fare qualcosa di diverso rispetto al lavoro quotidiano, che può essere un po’ ripetitivo”.A Milano, Polunin porta un solo, creato con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi, dove reinterpreta la figura del leggendario ballerino Vaslav Nijinsky. “La sagra della primavera” di Igor Stravinsky è al centro del balletto, che ripercorre la vita del ballerino, a partire dalla sua follia. “Lo spettacolo è stato creato in Svizzera, dove fu internato in clinica psichiatrica. Prima di ballare non mi sentivo particolarmente legato alla sua figura, ma poi interpretandolo – rivela il ballerino, tutto di nero vestito – mi sono sentito lui e ho sentito che tra 50 anni ci sarà un altro ballerino al mio posto, è stata come una lezione sul tempo appresa ballando”. Su un sottotesto “molto cupo”, Polunin ha lavorato sull’accessibilità: “Volevo che l’intrattenimento fosse preponderante e che il messaggio, seppure profondo, fosse accessibile anche a chi solitamente non va a teatro, per questo ho messo in secondo piano la parte più classica e seria, non volevo che fosse come quando ascolti la radio classica e ci sono quegli speaker con una voce così noiosa che ti vien voglia di spegnere”. Anche per questo, ha preferito non far ricerche su Nijinski per lavorare più sull’istinto e solo ora, dopo averlo sentito come parte di sé, si è convinto che “non era per niente pazzo, aveva solo trovato una sorta di Dio, se lo avessero ascoltato di più non lo avrebbero internato”.Lui, di suo, ha imparato a mettere da parte l’ego (“è il tuo migliore amico e lo devi accettare, ma anche saperlo mettere a tacere”) e a lavorare sull’istinto: “Ho imparato ad andare avanti senza farmi troppe domande, poi da cosa nasce sempre cosa e si aprono nuove porte”. L’ultima è quella del calendario Pirelli, presentato oggi a Milano, dove appare nudo a letto al fianco di Laetitia Casta: “un’esperienza strana ma interessante”, come lo è il cinema, dove tornerà a gennaio con un nuovo film di cui non vuole anticipare nulla. Intanto fa discutere la sua presa di posizione a favore di Vladimir Putin, di cui sui social tesse le lodi, mostrando il tatuaggio sul petto dedicato al presidente russo e i due passaporti, della Russia e dell’Ucraina, che sogna di vedere unite.

– Si sono concluse il 4 dicembre, a Roma, le riprese di A mano disarmata, il film di Claudio Bonivento con Claudia Gerini tratto dall’omonimo libro autobiografico di Federica Angeli, la giornalista di Repubblica che dal 2013 vive sotto scorta a causa delle minacce mafiose ricevute per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Ostia.
Il film – in sala dal 4 aprile 2019 con Eagle Pictures – racconta le tappe della sua sfida alla malavita, senza mai dimenticare la sua dimensione di donna, madre e moglie: il coraggio e la paura, la solitudine e la solidarietà, la disperazione e l’entusiasmo per una battaglia combattuta a viso aperto.
“Sono orgogliosa di interpretare Federica Angeli – spiega Claudia Gerini -. Racconteremo la sua battaglia per la legalità, le vicende di una cronista coraggiosa, ma anche la storia di una donna dall’umanità travolgente, di una compagna e di una madre tenera, di una ‘guerriera dei nostri tempi’. Non possiamo che essere al fianco di Federica. Sempre”.
– NEW YORK

– Kevin Hart sarà il presentatore della prossima edizione degli Oscar. Lo ha annunciato la stessa Academy. Hart, 39 anni, è un comico e attore afro-americano noto per film, tra gli altri, come ‘Capitan Mutanda’, ‘The Upside’, ‘Jumanji – Benvenuti nella giungla’, ‘La scuola serale’.
“Sono così felice che finalmente è arrivato per me il giorno di presentare gli Oscar”, ha scritto l’attore su Twitter. Con la scelta di un presentatore di colore, l’Academy spera di scrollarsi di dosso le accuse di ‘OscarsSoWhite’ (Oscar troppo bianchi) e anche di rifarsi dopo il calo degli ascolti dell’ultima edizione, seguita da poco più di 26 milioni di spettatori contro i 32 milioni del 2017. La 91/a edizione degli Oscar si terrà il 24 febbraio a Los Angeles.
– “Il più bel complimento l’ho avuto da una ragazza che mi ha detto che si sarebbe iscritta a fisica all’università se avesse visto prima il mio film”. A parlare così, e con ragione, alla Casa del cinema di Roma è Felice Farina, regista e cosceneggiatore insieme a Nicholas Di Valerio del film-documentario ‘Conversazioni atomiche’, un bel viaggio nel mondo della fisica portato avanti dagli stessi autori nei panni di due divertiti e divertenti profani alle prese con i misteri del mondo.I temi di cui si parla in questo viaggio – in sala dal 13 dicembre con l’Istituto Luce e poi nelle scuole – sono infatti difficili e pieni di mistero, come gravità, buchi neri, cultura quantistica, teoria della relatività e galassie, ma quasi non ce se ne accorge, visto che Felice Farina è una sorta di Virgilio che guida un riluttante Nicholas, curioso sì di neutrini e altro, ma anche preoccupato per il suo stipendio.Farina e il suo giovane scudiero/operatore di ripresa Nicholas si intrufolano nella quotidianità di chi non smette mai di farsi domande e passano dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio nazionale del Gran Sasso, dall’interferometro Virgo fino all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore. Da qui interviste a Giovanni Amelino Camelia, professore di fisica teorica a Napoli, al fisico Alberto Giazotto e alla ricercatrice Catalina Oana Curceanu, per citarne solo alcuni. Collante di questo film, gli straordinari filmati dell’archivio Luce. “È vero – dice oggi a Roma Farina – per fare questo film mi sono ispirato a Ugo Gregoretti che aveva fatto un programma simile su Rai2, ma io che ho diretto tante commedie mi sono avvicinato a questo argomento per la mia antica passione per la scienza. L’idea di ‘Conversazioni Atomiche’, comunque, era quella di far passare ostinatamente dei concetti, come la cultura quantistica o il mistero della gravità, in un paese in cui prevale un’educazione umanistica”.Mentre il fisico Camelia racconta divertito: “Farina e Di Valerio si sono intrufolati nel laboratorio e nelle nostre vite, con loro avrò parlato più di trenta ore”. Per il fisico, nonostante il mistero che quotidianamente affronta, nel suo lavoro “non c’è nulla di mistico, ma solo passione, l’amore che ho sempre avuto per i numeri. Il grigio di quello che non si sa e si vuole scoprire è una cosa che ancora mi abbaglia”.

NEW YORK – Il Rick Blaine di Casablanca è veramente esistito: il protagonista del leggendario film con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman è basato sulla vita di Billy Rose, un leggendario impresario teatrale e proprietario di night a New York prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale la cui ruvidezza esteriore era accompagnata da una profonda preoccupazione per i profughi ebrei in fuga dal nazismo.”Rose è stato il vero Rick Blaine. Il suo Casa Manana fu il vero Cafè Americain”, scrive sulla rivista ebraica “Forward” Mark Cohen, il suo biografo e l’autore di “Not Bad for Delancey Street: The Rise of Billy Rose”. Che Casablanca fosse ispirata a fatti storici – la città del Marocco fu porto di transito di profughi, molti dei quali ebrei, in fuga dall’Europa minacciata da Hitler – è noto da tempo. Fino ad oggi, però, nessuno aveva mai dato un nome al vero Rick. Secondo Cohen, Rose (il cui vero nome era Samuel Wolf Rosenberg, figlio di poveri immigrati ebrei nel Lower East Side di Manhattan) era nella testa di Murray Burnett e Joan Alison quando scrissero “Everybody Comes to Rick’s”, la piece teatrale del 1940 mai andata in scena che i due autori riuscirono però a piazzare a Hollywood. Il film è di meno di un anno dopo.Cohen si è chiesto chi potesse essere il “cinico proprietario di night” nella New York della fine degli Anni Trenta con le caratteristiche descritte nel copione. Rose, come Rick in Casablanca, non beveva mai con i clienti: infatti, non beveva mai. In un profilo del 1939, il New York Times lo descrive come un uomo “dalle palpebre pesanti. In riposo appare quasi letargico, ma di solito è intensamente vigile”. Le direzioni di scena di Burnett e Alison chiedono a Rick di “annuire quasi impercettibilmente” quando da l’ok a Sam di suonare la Marsigliese. “Sono in un racket. Non mi si chiede di avere amici”: sembrano messe in bocca a Rick le citazioni di Billy riprese dai giornali dell’epoca. “Duro come i chiodi quando fa gli affari, nel cuore è un sentimentale. Una vecchia canzone gli fa venire un groppo alla gola”, aveva scritto dell’impresario il New York Times: proprio come Rick si commuove pensando a Ilsa mentre Sam canta “As Time Goes By”.Quanto al finale in cui Rick fa in modo che Lazlo e Ilsa sfuggano ai nazisti, ci sarebbe un parallelismo anche qui: nel 1939, mentre i 900 profughi ebrei del transatlantico St. Louis venivano respinti dalle autorità Usa, l’impresario salvò un ebreo austriaco pagando per il visto che permise al fuggiasco di entrare a Cuba.      [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:57 DI MARTEDì 04 DICEMBRE 2018

ALLE 04:54 DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Anna Foglietta madre folle
Un giorno all’improvviso di D’Emilio, già ad Orizzonti a Venezia

Arriva la App di Emons AudiolibriDisponibile dal 6/12 sarà festeggiata alla fiera alla Nuvola

Più Libri, apre Crimi e arriva YehoshuaAlla fiera anche ministro Bonisoli, da 5-9 dicembre alla Nuvola

I Manetti Bros girano ‘Diabolik’L’annuncio alle Giornate Professionali di Sorrento

Al via ‘Una montagna libri’ a CortinaDal 7/12 al 21/4, tra ospiti Lahiri, Cameron, Altan e Vanzina

Opera Roma, Gatti nuovo direttore musicaleIncarico per tre anni. Il maestro “onorato e commosso”

Lisippo, no Cassazione a ricorso GettyPm Pesaro, deve tornare da noi, ultima parola giustizia italiana

Icarus Falls, esce nuovo album di ZaynIl 14 dicembre in digitale e il 21 in fisico, comprende 27 brani

Paola Iezzi canta Natale in ‘A merry little Christmas’Dopo la versione digitale, l’album anche in cd e vinile

Chanel rinuncia alle pelli esoticheAnnuncio della maison, non corrispondono a nostri standard etici

Eddie Murphy padre per la decima voltaAttore e fidanzata Paige Butcher hanno avuto un maschietto

25 anni senza Frank Zappa, eventi per ricordare il genio di Baltimora Marco Pacassoni Group live a Bologna, Milano e Roma. Petra Magoni special guest

Hbo-Rai, L’amica geniale avrà un sequelTratto dal secondo libro della quadrilogia di Elena Ferrante

I nostri figli, orfani dei femminicidiSu Rai1 il 6/12 film tv da storia vera con Pasotti e Incontrada

Yehoshua, il mio tunnel oltre i muriScrittore israeliano a Più libri, da Trump non mi aspetto nulla

Tv: maestro Vessicchio, divento mostro per i bimbiSu DeAKids nuova serie, buoni risultati canali De Agostini

Spotify, hip hop domina classifiche 2018Drake più ascoltato nel mondo, Sfera Ebbasta in Italia

Natale a 5 stelle, la politica in farsaFirmato da Vanzina e Risi, è il primo cinepanettone Netflix

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L’ARTICOLO

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Una madre bambina e folle, un diciassettenne promessa del calcio che è dovuto crescere in fretta e l’hinterland napoletano. Questo lo scenario di ‘Un giorno all’improvviso’, opera prima del talentuoso regista Ciro D’Emilio, già passato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti e ora in sala con No.Mad Entertainment.
Girato in napoletano stretto, il film racconta con grande realismo e poesia la storia di una madre ingombrante e psicolabile, Miriam (Anna Foglietta), lasciata dal marito Marco e sotto tutela psichiatrica.
Per fortuna questa donna, che vive di espedienti e al supermercato compra più dolci che beni di prima necessità, ha un figlio, Antonio (il bravissimo Giampiero De Concilio), responsabile e affettuoso. Il ragazzo, oltre a darsi da fare con mille lavoretti è anche un talento del calcio. Un giorno all’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita (Massimo De Matteo), sta cercando giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.
Antonio è pronto a tutto per realizzare il suo sogno anche alla tenera storia d’amore con Sara (Alessia Quaratino). Il traguardo è vicino e lui non vede l’ora di portare via la madre lontana dal paese e da suo padre a cui Miriam è ancora legata.Ma un fatto inatteso e tragico metterà il ragazzo e i suoi diciassette anni ancora alla prova più difficile.
“Nel film – spiega il regista – non volevo stereotipare gli elementi dell’hinterland napoletano. Ho scelto così di non dare un’identificazione precisa di dove si svolga la storia. Volevo però essere verosimile: così ad esempio la squadra dove gioca Antonio è una vera squadra di calcio giovanile (la San Sebastiano Mazzeo) dove hanno recitato, per la prima volta, gli stessi calciatori”.
Dice Anna Foglietta: “La mia è una figura materna che fagocita il figlio, una donna profondamente malata. La mia fortuna è stata di aver subito creato un’alchimia con Massimo De Matteo, un attore e una persona con la quale mi sono trovata subito a mio agio”.
Spiega, infine, De Concilio, classe 1999 e attore di cinema e teatro (attualmente lavora al Nuovo Teatro Sanità): “I personaggi di questo film non sono mai piatti, ma complessi, tridimensionali e questo fa la vera differenza”.
Tra i premi ricevuti da questo film: il Premio di Critica Sociale – Sorriso Diverso a Venezia 2018; Il NuovoImaie a Giampiero De Concilio; Il FICE – Attrice dell’Anno a Anna Foglietta; il Prix CICAE – Annecy Cinema Italien, Quinzaine du Cinema Italien de Chambery.

– Portarsi in giro Fabrizio Gifuni che ci legge il Pasticciaccio. Bruciare di rabbia mentre Alba Rohrwacher legge proprio quella pagina de Il buio oltre la siepe. Morire dal ridere con Bisio e il ‘suo’ Pennac. Tutto questo ora sarà più facile perché è arrivata la APP di Emons Audiolibri. Indipendente, gratuita e semplice da usare, sarà disponibile dal 6 dicembre su Google Play e Apple Store e il suo arrivo sarà festeggiato l’8 dicembre a Più Libri Più Liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria che si inaugura il 5 dicembre alla Nuvola all’Eur, a Roma. Basterà cercare Emons Audiolibri e scaricare l’App sul telefonino. Gli audiolibri Emons restano disponibili anche in download su http://www.emonsedizioni.it. Ma Emons diventa App per non abbandonarci mai con “audiolibri quando vuoi, dove vuoi, e soprattutto per sempre”. Come? Basterà scaricare gratuitamente l’App Emons Audiolibri, e scegliere un titolo: acquistando una volta, l’audiolibro sarà nostro per sempre.
– S’inaugura con Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri, più liberi’ che dal 5 al 9 dicembre torna per il secondo anno alla Nuvola all’Eur. In chiusura l’atteso incontro, il 5 dicembre, con il grande scrittore israeliano Abraham Yehoshua, in dialogo con Leonetta Bentivoglio, e il suo ‘Il tunnel’ (Einaudi). E nel pomeriggio è prevista anche la presenza del ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, protagonista di un incontro con Paolo Conti sul tema ‘Lettura: primo motore della cultura’.
Dedicata a ‘Per un nuovo umanesimo. Una risposta agli egoismi del nostro tempo’, la fiera vedrà gli interventi dei presidenti Annamaria Malato, di Più libri più liberi, Ricardo Franco Levi, di Associazione Italiana Editori-AIE e di Luca Bergamo, vicesindaco con delega alla crescita culturale di Roma Capitale e Massimiliano Smeriglio, vicepresidente e assessore formazione Regione Lazio.
Con oltre 650 appuntamenti in 5 cinque giorni e 545 espositori, la fiera nel giorno d’apertura avrà tra gli ospiti Ilaria Cucchi che insieme a Carlo Bonini, presenterà il graphic novel ‘Il Buio. La lunga notte di Stefano Cucchi’ (Round Robin) di Emanuele Bissattini, Floriana Bulfon, Domenico Esposito, Fabio Anselmo e Claudia Giuliani, e il direttore del Corriere della sera Luciano Fontana in dialogo con il capo della Polizia Franco Gabrielli, in un incontro su ‘L’etica della responsabilità’, in collaborazione con Poliziamoderna.
– SORRENTO (NAPOLI)

– Sarà ‘Diabolik’ il prossimo film dei Manetti Bros, adattamento del celebre fumetto italiano creato dalle sorelle Giussani negli anni ’60.
L’annuncio è stato dato alle Giornate professionali del cinema di Sorrento da Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, nel corso della presentazione del listino 2019 di 01 Distribution.
“E’ un progetto al quale i Manetti stanno lavorando da due anni – ha detto Del Brocco alla platea degli esercenti presentando un brevissimo contributo sullo schermo con il titolo del film – e non diremo altro per molto tempo”. I registi romani di ‘Ammore e malavita’ e dell’Ispettore Coliandro per la televisione sono dei grandi appassionati di fumetti.

– VENEZIA

– ‘#Immagina’ sarà, insieme a ‘InvernoACortina’, la parola d’ordine della XIX edizione di ‘Una montagna di libri’, la festa internazionale della lettura che torna a Cortina d’Ampezzo dal 7 dicembre al 21 aprile. Tra le novità, l’incontro con grandi scrittori del mondo, come Jhumpa Lahiri, autrice di ‘Dove mi trovo’ e vincitrice del premio Pulitzer, Peter Cameron, Jessica Fellowes, ma anche gli italiani Mauro Corona, Riccardo Gazzaniga e Francesco Vidotto. Previste sezioni dedicate all’arte, il cinema e lo spettacolo (presenti, tra gli altri, Altan ed Enrico Vanzina), la scienza e la cultura e il giornalismo.

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Il maestro Daniele Gatti è il nuovo direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma. La nomina è stata decisa dal sovrintendente Carlo Fuortes e illustrata insieme con la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Sono onorato e commosso” ha detto Gatti, il cui incarico durerà tre anni.
La Cassazione ha respinto integralmente il ricorso presentato dai legali del museo Getty contro la decisione del gip di Pesaro di confiscare il bronzo risalente al IV sec. a.C, conteso da anni tra Italia e museo Usa. “Il Lisippo deve ritornare in Italia, è l’ultima parola della giustizia italiana” dice

il pm di Pesaro Silvia Cecchi che ha seguito la lunga battaglia giudiziaria. La decisione dei giudici della Cassazione rende definitiva la confisca immediatamente esecutiva della statua “ovunque si trovi” disposta dal gip pesarese Giacomo Gasparini lo scorso giugno. “Abbiamo buone speranze – aggiunge il pm Cecchi – stiamo preparando la rogatoria internazionale”. Per il Museo Getty di Malibu, dove l’Atleta vittorioso è esposto, potrebbe aprirsi la strada di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Silvia Cecchi parla di un procedimento “estremamente complesso” per riportare in Italia la statua ripescata da un peschereccio di Fano nel 1964 al largo di Pedaso.
– Dopo aver pubblicato il singolo “No Candle No Light” feat. Nicki Minaj, Zayn annuncia l’uscita del suo nuovo album per Rca Records, “Icarus Falls”, per il 14 dicembre in digitale e per il 21 dicembre in fisico (già disponibile il pre-order).
“Icarus Falls” contiene 27 brani, tra cui “Let Me”, “Entertainer” e “Sour Diesel” lanciati nel corso dell’estate nonché i più recenti “Fingers” e “Rainberry” e ovviamente l’attuale singolo “No Candle No Light” feat. Nicki Minaj.
“Icarus Falls” è il seguito di “Mind of Mine” del 2016 che, accolto con grande favore dalla critica, è salito al #1 della classifica di vendita degli album sia in UK che in US nella prima settimana di uscita. Il singolo “Pillowtalk”, doppio platino in Italia, aveva raggiunto il #1 della chart in ben 68 Paesi: Zayn è diventato così il primo artista maschile inglese a raggiungere il #1 nel Regno Unito e negli Stati Uniti con un singolo d’esordio, motivo in più per considerare uno degli artisti più importanti della sua generazione.
Dopo il successo di ‘A merry little Christmas’, uscito lo scorso Natale solo in versione digitale, Paola Iezzi pubblica una nuova versione dell’album in formato cd e vinile. Il disco si arricchisce di ulteriori tre brani della tradizione natalizia reinterpretati dall’artista. Le nuove tracce sono ‘All I want for Christmas is you’, ‘The Christmas Song’ e ‘ Come on home’ che si uniscono ai grandi classici come ‘Last Christmas’, ‘Silent Night’, ‘White Christmas’.

‘A merry little Christmas’ esce un mese e mezzo dopo la pubblicazione dell’ep ‘Ridi’, che contiene l’omonimo singolo inedito scritto e prodotto da Paola iezzi con Michele Monestiroli in arte Cat Paradox. L’ep contiene anche la versione spagnola del brano dal titolo ‘Rìes’ e una versione chitarra e voce di un successo del duo Paola&Chiara, che si è sciolto nel 2013, dal titolo ‘Amoremidai’.VIDEO

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Chanel rinuncia alle pelli esotiche.
Lo annuncia la stessa maison in una nota diffusa a poche ore dalla sfilata al Met di NY della collezione Metiers d’Art.
“Stiamo rivedendo le nostre catene di approvvigionamento – si legge nella nota – per garantire che soddisfino le nostre aspettative d’integrità e tracciabilità. In questo contesto sta diventando sempre più difficile procurarsi pelli esotiche che corrispondano ai nostri standard etici. Così abbiamo deciso di modificare il nostro approccio e di non utilizzare più le pelli esotiche nelle nostre creazioni future”. “Questa è una decisione – prosegue la nota di Chanel – che offre l’opportunità di creare una nuova generazione di prodotti di alta gamma che rispettino i nostri fondamenti: l’eccezionale creatività del nostro studio creativo, la nostra competenza, i nostri standard di eccellenza, materiali nobili e innovativi e finiture eccezionali”. Nella nota viene precisato che i pellami a cui la maison rinuncia sono coccodrillo, lucertola, pitone, galuchat.
– NEW YORK

– Eddie Murphy e’ diventato padre per la decima volta. Il comico e la fidanzata Paige Butcher hanno avuto un maschietto e hanno deciso di chiamarlo Max Charles Murphy. Secondo quanto scrive il New York Post, il secondo nome Charles e’ in onore del fratello di Murphy, morto di leucemia nel 2017 a 57 anni. Il comico, 57 anni, e la Butcher, 39 anni, hanno iniziato la loro relazione nel 2012 e hanno già una figlia, Izzy Oona, di quasi due anni. Murphy ha avuto gli altri figli da precedenti relazioni.
Marco Pacassoni torna con tre concerti per i 25 anni dalla scomparsa di Frank Zappa, avvenuta il 4 dicembre 1993.
Sul palco è accompagnato da due compagni della sua storica formazione, Enzo Bocciero al pianoforte e alle tastiere e Lorenzo De Angeli al basso elettrico, e da tre ospiti di rilievo: il virtuoso chitarrista Alberto Lombardi, che si è anche occupato della produzione artistica, la funambolica vocalist Petra Magoni e il batterista statunitense Gregory Hutchinson. Il live è un sentito omaggio al genio di Baltimora e a Ruth Underwood, virtuosa del vibrafono e della marimba il cui nome è legato indissolubilmente alla musica di Zappa. I tre lconcerti sono in programma il 4 dicembre al Bravo Caffè a Bologna, il 5 dicembre al Blue Note di Milano e il 6 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.”Frank & Ruth” è il nuovo progetto discografico del vibrafonista e percussionista Marco Pacassoni. L’album, prodotto dalla Esordisco, è stato pubblicato il 9 giugno 2018, esattamente trent’anni dopo l’ultimo concerto che Frank di Zappa tenne in Italia.

Hbo e Rai confermano la seconda stagione dell’Amica geniale. Lo annunciano Casey Bloys, presidente di Hbo Programming e Fabrizio Salini, ad della Rai. La prima stagione della serie da otto episodi è stata tratta dall’omonimo bestseller di Elena Ferrante, primo volume della saga in quattro parti pubblicata negli Stati Uniti da Europa Editions e in Italia da Edizioni e/o. La seconda stagione sarà basata su “Storia del nuovo cognome”, il secondo libro della quadrilogia della Ferrante.”Siamo entusiasti che la storia epica di Elena Ferrante abbia avuto un’eco così potente tra il pubblico e la critica e non vediamo l’ora di continuare il viaggio di Elena e Lila”, afferma Bloys. “Lo straordinario successo dell’Amica geniale rappresenta per la Rai motivo di profondo orgoglio. E’ un traguardo importante che conferma la scelta di puntare su coproduzioni internazionali valorizzando al tempo stesso il talento italiano”, commenta Salini.Lorenzo Mieli, ceo di Wildside e produttore esecutivo della serie, insieme a Mario Gianani e Domenico Procacci, aggiunge: “Siamo profondamente orgogliosi che questa storia continuerà a catturare il pubblico di tutto il mondo. E ancora più orgogliosi che questo risultato sia stato raggiunto grazie alla creatività, alla visionarietà, alla passione e al talento di uno straordinario gruppo di professionisti italiani, guidati da Saverio Costanzo”. Girata in italiano, la prima stagione di otto episodi dell’Amica geniale ha visto, per la prima volta sullo schermo, Elisa Del Genio e Ludovica Nasti nelle vesti di Elena e Lila da bambine. Mentre Elena e Lila adolescenti sono interpretate, rispettivamente, da Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Tutti gli episodi sono diretti da Saverio Costanzo. La serie Hbo, Rai Fiction e Timvision ha debuttato negli Usa domenica 18 novembre, seguita dalla seconda puntata lunedì 19 novembre, con gli altri episodi andati in onda la domenica e i lunedì successivi, fino al finale di stagione che andrà in onda il 10 dicembre.Per il Time la serie è “tutto ciò che l’adattamento di un grande libro dovrebbe essere”, mentre Rolling Stone ha osservato come la serie “racconti la storia con bellezza e grazia”, aggiungendo, che “è una grande serie con un cuore enorme”. La Cnn ha elogiato L’amica geniale per il racconto di “un mondo a volte doloroso, a volte commovente, ma comunque sempre bellissimo”, il Wall Street Journal ha definito la serie “un risultato sorprendente”. L’amica geniale – prima stagione è una serie Hbo-Rai Fiction e Timvision, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction, Timvision e Hbo Entertainment, in co-produzione con Umedia. Tutti gli episodi sono diretti da Saverio Costanzo. Tratto dal bestseller L’amica geniale, il primo libro della quadrilogia di Elena Ferrante edito in Italia da Edizioni E/O. Il soggetto e le sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle è il distributore internazionale in collaborazione con Rai Com.

– “Sono decisioni che prendi d’istinto. Ho pensato anche ai miei figli, a cosa sarebbe potuto succedere loro se la vittima fossi stata io. Sentivo di dover salvare quei bambini”. Lo dice serenamente Paola Giulianelli, che nel 2007 con il marito Carmelo Calì, accetta, pur avendo già due figli, di prendere prima in affidamento e poi di adottare i tre bambini (allora di 3, 5 e 6 anni) di una cugina dell’uomo, Marianna Manduca, barbaramente uccisa (nonostante avesse lanciato l’allarme con ben 12 denunce per violenze contro il coniuge) a coltellate per strada dal marito Saverio Nolfo, a Palagonia (Catania).La nuova vita, pur tra mille difficoltà, data ai bambini da Paola e Carmelo nella città dove ancora vivono, Senigallia, ha liberamente ispirato il racconto de I nostri figli, il film tv di Andrea Porporati con Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada, in onda il 6 dicembre su Rai1 in prima serata. “Si parte da un dolore, ma si racconta anche come ricucire la ferita, guarirla – dice Andrea Porporati -. Quei bambini non sono solo i figli della famiglia Calì ma sono di tutti noi”. In Italia, dal 2000 ad oggi, si ricorda, gli orfani dei femminicidi maturati fra le mura domestiche sono oltre 1600, rimasti, fino all’approvazione di una legge nel dicembre 2017, senza tutele. “Persone come Carmelo e Paola sono i veri supereroi di ogni giorno da ammirare – commenta Giorgio Pasotti – hanno fatto qualcosa di incredibile con una naturalezza disarmante. Mi hanno insegnato molto”. Vanessa Incontrada non sa se avrebbe avuto lo stesso coraggio: “Sono situazioni in cui bisogna trovarsi, per sapere. Sul set proprio i racconti che ci hanno fatto sulla loro nuova famiglia Paola e Carmelo ci hanno portato spesso a improvvisare, erano cose troppo importanti, non si potevano non dire”.Carmelo Calì (che l’hanno scorso ha vinto una battaglia legale contro lo Stato colpevole di non avere protetto Marianna, nonostante le denunce della donna), conferma che quella sua e dalla moglie “è stata una scelta istintiva, anche perché non si poteva aspettare, abbiamo deciso in 4 ore di portare da noi i ragazzi. Poi ci siamo resi conto di tutte le difficoltà, anche economiche, ma la forza, la tenacia e l’amore in casa nostra ci hanno portato avanti. Io rifarei tutto”. L’intensità emotiva del film tv, in cui i nomi dei personaggi sono stati cambiati, a partire dai protagonisti che nel racconto si chiamano Roberto (Pasotti) e Anna (Incontrada), è data anche dalla bravura dei piccoli protagonisti: fra gli altri, Francesco Chinnici (Luca), Gabriele Provenzano (Giovanni) e Francesco Tiburzi (Diego).All’anteprima stampa in Rai un applauso scrosciante è andato anche ai veri giovani componenti della famiglia Calì: “E’ un film molto bello – dice il maggiore, figlio naturale di Carmelo e Paola -. Mi ci sono ritrovato molto. Sono molto felice di quello che hanno fatto miei genitori. All’inizio ero molto geloso, come si vede nella storia, ma oggi sono molto contento di avere dei fratelli come loro”. Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction spiega che “I nostri figli, insieme a Lea (su Lea Garofalo) e Io ci sono (su Lucia Annibali) trasmessi nelle passate stagioni, fa parte di un’ideale trilogia di tv movie sul tema della violenza contro le donne”, un argomento che si è deciso di affrontare con storie vere “che non raccontassero solo la tragedia, la perdita, ma contenessero anche un elemento di speranza, di resistenza, di possibile riscatto”. Contro il femminicidio, però, c’è ancora molto da fare, sottolinea Vanessa Incontrada: “La società dovrebbe tutelare le donne molto di più, offrire molte più forme di protezione, più attenzione. Viviamo ancora in un mondo molto maschilista, dove resistono certi stereotipi sulle donne. Sarà difficile scardinarli, ma noi continuiamo a lottare”.

– Il caos mentale che si riflette in quello geopolitico. E come antidoto la propria anima che combatte contro il proprio cervello, colpito dalla demenza senile. Il grande scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua ci mostra quanto sia necessario trovare “nuove forme di identità” nel suo nuovo romanzo ‘Il tunnel’, tra gli appuntamenti più attesi all’inaugurazione della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si apre il 5 dicembre alla Nuvola dell’Eur, a Roma.
Pubblicato da Einaudi nella traduzione di Alessandra Shomroni, è la storia dell’ingegnere israeliano in pensione Zvi Luria, al quale viene diagnosticato un inizio di demenza senile, che si occuperà, con il suo successore Assael Maimoni, del progetto di un tunnel segreto. “Dobbiamo cercare di distruggere la politica dell’identità attraverso la comprensione, l’empatia, attraverso il tunnel che collega un’identità all’altra” spiega Yehoshua, 82 anni. E di Trump dice: “Non mi aspetto niente da questo presidente”.
Una nuova serie dedicata a quello che appassiona di più i bambini, i mostri. La nuova stagione di ‘New school’ per fratelli e sorelle più grandi. Un programma per gli appassionati pescatori sulla pesca sportiva. I canali kids (DeAKids, DeAJunior e Super) e Alpha, rivolto al pubblico maschile, del gruppo De Agostini Editore festeggiano la fine del 2018 con buoni risultati di audience e commerciali regalando al loro pubblico le proposte natalizie. Tra le più interessanti quella di DeAKids (Sky 601) che ospita il debutto nelle vesti di attore di uno dei più noti personaggi della musica italiana, il maestro Beppe Vessicchio. Sarà il protagonista di una serie in collaborazione con l’Antoniano di Bologna dal titolo ‘Monstershop’, comedy a tema horror ambientata in una bottega per mostri.”Quando me lo hanno proposto mi è sorto spontaneo un sorriso – ha raccontato oggi il maestro 62enne durante la presentazione dei programmi natalizi – Ma il sorriso è sempre un buon segno, significa positività e ottimismo, poi ho letto il copione e l’ho trovato così dettagliato e completo che sono rimasto davvero sorpreso in un momento in cui sembra prevalere l’improvvisazione a tutti i livelli”. Ed eccolo catapultato nel negozio che sta aperto solo di notte, vende articoli misteriosi a clienti con prerogative e problemi di ogni genere. Prodotta da DeAKids in collaborazione con l’Antoniano, l’istituzione bolognese fondata nel 1953, nota per lo Zecchino d’oro e tante altre iniziative di solidarietà e per i ragazzi, andrà in onda dal 15 dicembre alle 17,45. Il canale il 3 dicembre ha varato anche la nuova stagione di ‘New school’. Per i primi giorni del 2019 partirà il popup channel ‘Barbie channel’.”È stato un anno impegnativo per l’affollamento del mercato, quindi molto competitivo – ha detto Pierfrancesco Gherardi, managing director digitale De Agostini – Per noi comunque i segnali sono positivi, è stata premiata l’attività del team e i risultati si son visti”. Super, il canale in joint venture tra la De Agostini e Viacom International Media Network, ha confermato la sua leadership commerciale dall’inizio dell’anno registrando un ascolto medio sopra i 53.000 AMR (Average minute rating) sul target 4-14 anni con uno share del 6,59%. “E’ il riconoscimento al nostro modo di fare televisione per i bambini – ha detto il direttore dei canali Tv della De Agostini, Massimo Bruno – Senza considerarli piccoli adulti e trattarli solo da potenziali clienti: noi vogliamo soprattutto cogliere il bello dell’essere bambini e creare stimoli per la loro crescita serena e felice”. Ma anche Alpha il canale per un pubblico maschile e più adulto, lanciato solo un anno fa sta dando buoni riscontri. Nel secondo trimestre di quest’anno ha registrato ascolti del 15% in più rispetto ai 6 mesi precedenti. Su Alpha andrà in onda un’altra delle nuove produzioni originali ‘Destinazione Pesca’, affidata all’esperto Roberto Ripamonti. “Vogliamo far conoscere gli aspetti più belli della pesca sportiva – ha detto – senza violenza, nel rispetto dell’ambiente, con grande attenzione anche al territorio”.
– L’hip hop domina le classifiche Spotify del 2018 con Drake, artista più ascoltato nel mondo, e Sfera Ebbasta in Italia.
Come nel 2015 e nel 2016, infatti, il rapper canadese ha conquistato la corona. Con 7,9 miliardi di riproduzioni nel 2018, è ora l’artista più ascoltato in streaming di tutti i tempi. L’album “Scorpion” e il brano “God’s Plan” hanno occupato il primo posto nelle classifiche dedicate alle due categorie – con God’s Plan che ha totalizzato più di un miliardo di streaming.
Oltre 48 milioni di ascoltatori mensili hanno portato Ariana Grande a guadagnare il titolo di artista femminile più ascoltata in streaming, seguendo le orme di Rihanna, vincitrice per ben tre volte. In Italia nel 2018 rap e trap nostrani regnano incontrastati: Sfera Ebbasta, Capo Plaza e Gemitaiz dominano le top chart dedicate ad artisti, brani e album. Nella classifica dedicata ad artisti e album è Sfera Ebbasta a trionfare, registrando il maggior numero di streaming in assoluto come artista e con Rockstar.
– Arriva il 7 dicembre, non in sala ma solo su Netflix (questa è la vera novità), ‘Natale a 5 stelle’ il primo cinepanettone che potranno vedere i circa 160 paesi utenti della piattaforma streaming. Un film, il primo dei Vanzina senza Carlo, firmato da Marco Risi e totalmente contaminato dalla politica italiana di oggi. E questo con tanto di nomi (si sentono quelli di Renzi, Salvini e Di Maio) e dove due dei protagonisti principali non nascondono troppo di essere Giuseppe Conte e Maria Elena Boschi. Non solo: non è neppure un caso, anche se siamo in piena farsa, che questi politici siano poi rappresentati abbastanza imbranati e dilettanti e con curricula impresentabili.Questa la storia. Alla vigilia di Natale una delegazione politica italiana, con alla testa il premier italiano, Franco Rispoli (Massimo Ghini), va in visita ufficiale in Ungheria con l’addetto stampa tuttofare Walter Bianchini (Ricky Memphis), eletto a Guidonia con solo 127 voti digitali. Ora, oltre ai suoi molti incontri politici ufficiali, il primo ministro italiano intende passare, di nascosto, un weekend d’amore e sesso con Giulia Rossi (Martina Stella) in viaggio con la delegazione, e deputata del Pd di area Renzi: bellissima e giovane politica con evidente accento toscano. Ma quando nella suite imperiale del Grand Hotel sono già pronte ostriche e champagne per la coppia d’amanti in odor di neo-patto del Nazareno tra Cinquestelle e Pd, i due si ritrovano con un misterioso cadavere nella stanza. Per sbarazzarsene e non finire in uno scandalo, i due amanti vengono aiutati dal portaborse di Rispoli che però dovrà vedersela anche con le inaspettate avance della moglie del premier (Paola Minaccioni) arrivata all’improvviso a Budapest.Da qui tutta una serie di incalzanti colpi di scena tra cui quello con protagonista Rocco Siffredi (che compare in un cameo), l’italiano più famoso di sempre, almeno in Ungheria. “Mi sembra incredibile che seduto vicino a me non ci sia Carlo – dice con vera commozione Enrico Vanzina all’incontro stampa -. Proprio con lui quando ci è stato proposto il film liberamente ispirato alla commedia ‘Out of Order’ di Ray Cooney, avevamo pensato di mettere qualcosa della nuova politica italiana di oggi, fare un film di Natale con una forte connotazione politica”. Per lo sceneggiatore nessuna malinconia della sala: “Anche a me – dice – piaceva scrivere e ricevere delle lettere, ma tutto cambia. Quando arrivò la tv mio padre una volta disse a tavola, ora dovrò cambiare lavoro, ma non è stato così”. Dello stesso parere Marco Risi: “Il fatto che non esca in sala un po’ mi spiace, ma è anche vero che oggi le sale sono vuote”.Ingerenze di Netflix sul film? “Nessuna, non ci ha detto di cambiare nulla, ma di rispettare solo una certa correttezza formale. Natale a 5 stelle è insomma un film squisitamente italiano”.     [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:59 ALLE 23:33

DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Petra Magoni ospite tributi Frank Zappa
Dal 4 al 6/12 a Bologna, Milano e Roma a 25 anni dalla scomparsa

Pausini-Antonacci, due ‘fratelli’ in giro per 10 stadiDa Bari a Cagliari, i cantanti dividono il palco senza inediti

All’asta la “Lettera su Dio” di EinsteinStima oltre 1 mln dollari; invenduta da Sotheby’s la sua Bibbia

Prima pietra, in sala il Natale politicamente scorrettoNel film di Ravello, Guzzanti, Smutniak, Yilmax e Forte

A dicembre il Bellaria film festMoni Ovadia presidente giuria, premio a Lina Wertmuller

L’addio del cinema a FantastichiniL’abbraccio del figlio Lorenzo con Amendola.L’omaggio di Bergamo

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L’ARTICOLO

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BOLOGNA

– Petra Magoni sarà ospite di tre concerti-tributo a Frank Zappa, a 25 anni dalla scomparsa, e alla sua percussionista Ruth Underwood. Durante i live – dal 4 al 6 dicembre a Bologna (Bravo Caffè), Milano (Blue Note) e Roma (Auditorium Parco della Musica) – saranno presentati i brani raccolti in ‘Frank & Ruth’, disco del vibrafonista, marimbista e compositore Marco Pacassoni, uscito lo scorso giugno per l’etichetta italo-francese Esordisco di Pierre Ruiz, cui Petra Magoni ha preso parte nel brano ‘Planet of the Baritone Women’.
A Petra Magoni, che in queste date sarà la voce del gruppo, e a Marco Pacassoni (vibrafono e marimba) si uniranno Enzo Bocciero (pianoforte e tastiere), Alberto Lombardi (chitarre), Lorenzo De Angeli (basso) e Gregory Hutchinson (batteria).
Nel periodo più ispirato della sua produzione musicale (1967-1977), Zappa trovò il suo alter ego alle percussioni in Ruth Underwood, virtuosa di questi strumenti e moglie di Ian Underwood, il musicista della svolta di ‘Hot Rats’.
– Dieci stadi per cementare un rapporto di amicizia e di lavoro che risale negli anni e si è recentemente rinsaldato con il singolo ‘Il coraggio di andare’.
Laura Pausini e Biagio Antonacci uniscono le forze per un tour estivo nelle più grandi arene all’aperto d’Italia, a partire dal San Nicola di Bari il 26 giugno per finire il 1 agosto alla Fiera di Cagliari. I due artisti l’hanno annunciato oggi a Milano, presentando le tappe che li porteranno anche a Roma (29/6), Milano (4/7), Firenze (8/7), Bologna (12/7), Torino (17/7), Padova (20/7), Pescara (23/7) e Messina (27/7).
“Manca la Campania – nota Pausini, presentando il tour, oggi a Milano, con l’amico e collega – Lanciamo un appello: fateci andare al San Paolo di Napoli o al limite a Salerno, ci crediamo ancora”. Il tour non nasce da un bisogno commerciale: “Quando si ha una storia alle spalle, non si teme la concorrenza – dice Antonacci – E’ normale che nel pop ci sia del ricambio generazionale, anche noi siamo stati parte di un ricambio. Ma oggi facciamo cose più grandi di prima, e ci permettiamo un tour negli stadi senza un disco di inediti”. “Non c’è stato niente di marketing – ribadisce Pausini – E’ un desiderio di tornare alle origini, quasi ai pianobar: siamo due amici che vanno a cantare insieme per le persone che ci hanno portato qua sopra”.
Un’amicizia che risale al Festival di Sanremo del 1993, il primo da ‘big’ di Antonacci e il primo, trionfale, da ‘nuova proposta’ per Pausini: “Le mandai un telegramma per dirle che era la migliore”, ricorda Antonacci. “Tra di noi c’è un’unione quasi fraterna – aggiunge Pausini – Non abbiamo bisogno di spiegarci, lui c’è quando vinco o quando perdo, e questa cosa mi fa sentire protetta”. Il senso di intesa dovrebbe vedersi anche sul palco, che i due divideranno per tutta la durata degli show e sul quale si scambieranno repertori, tra brani scritti da uno per l’altra, come ‘Tra te e il mare’, ‘Vivimi’ o ‘Lato destro del cuore’, e chicche di Antonacci adorate dalla romagnola come ‘Sei’, ‘Se tornerai’ o ‘L’amore comporta’. “Sarà uno spettacolo pieno di gioia e di vita – dice Antonacci – Restituire sarà la parola d’ordine”.
Il tour, nelle speranze degli artisti, potrebbe avere anche un’espansione in America Latina, dove Pausini è una star, reduce com’è dal suo quarto Latin Grammy: “Quando hanno detto il mio nome mi sono sentita la bandiera tricolore addosso: in questi ultimi anni sono diventata più fragile, sento bisogno di protezione e carezze, e ne ricevo molte dal pubblico, non sempre da chi lavora intorno a me”.
Il 7 dicembre Laura Pausini pubblicherà inoltre l’edizione speciale del suo ultimo disco ‘Fatti sentire ancora’, contenente il duetto con Antonacci, il DVD del concerto di luglio al Circo Massimo e un libro-magazine di 100 pagine scritto dalla cantante con immagini dietro le quinte in studio e in tour: “Quando avevo iniziato a scrivere il disco avevo già chiesto una rivista, perché a Miami ne avevo visto una simile fatta da una collega.
Non racconta la parte tecnica ma cosa è successo mentre scrivevo e realizzavo le canzoni, mentre le portavo in giro: un racconto, insomma”.

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NEW YORK

– “La parola Dio per me non significa altro che l’espressione il prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di venerabili ma ancora piuttosto primitive leggende”, scriveva nel 1954 Albert Einstein in una lettera famosissima che domani Christie’s metterà all’asta. Previsioni di vendita, da uno a 1,5 milioni di dollari, nonostante che solo la scorsa settimana una Bibbia appartenuta al padre della relatività sia andata invenduta dalla rivale Sotheby’s.
La “Lettera su Dio” di Einstein – una pagina e mezza autografa e in tedesco – ha acquistato questo nome nonostante la parola Dio sia usata solo una volta durante tutto il messaggio.
Fu inviata un anno prima di morire al filosofo tedesco Eric Gutkind, autore di un libro (“Scegli la Vita: la chiamata biblica alla rivolta”) che apparentemente a Einstein non era piaciuto. Il premio Nobel per la fisica aveva scritto decine di lettere in cui affrontava il tema di Dio e dell’ebraismo, la religione in cui era nato e cresciuto. Secondo Walter Isaacson, autore di una biografia del 2008, “nessuno dovrebbe basarsi solo su una lettera per risolvere i dubbi sull’idea di Einstein sull’esistenza di un essere supremo”. Sempre secondo Isaacson, Einstein non era un ateo: “Ma non credeva in un Dio che andava in giro scegliendo le sue squadre sportive o le sue persone preferite”. Non e’ la prima volta che il messaggio, riemerso nel 2008 dopo esser rimasto fino ad allora nelle mani della famiglia Gutkind, viene proposto all’asta: nel maggio di quell’anno a Londra un compratore rimasto anonimo batte’ il celebre ateo britannico Richard Dawkins pagando l’equivalente di 404 mila dollari per il documento. La lettera era stata poi offerta sei anni fa su eBay per tre milioni di dollari ma l’operazione apparentemente non ando’ in porto. Altre lettere di Einstein sono state battute per cifre da capogiro: nel 2002 un suo messaggio al presidente Franklin Delano Roosevelt il cui il padre della fisica moderna metteva in guardia dai pericoli insiti nella “costruzione di bombe estremamente potenti” come gli ordigni atomici totalizzo’ da Christie’s 2,1 milioni di dollari.

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La tolleranza inter-religiosa porta alla rissa. Così se in una scuola elementare, togli il presepe, togli il crocefisso dalla parete, fai una recita natalizia dove si mescolano islam, induismo e cristianesimo, non basta. È quello che succede ne ‘La prima pietra’ di Rolando Ravello, in sala con la Warner da giovedì in oltre 300 copie, commedia divertente quanto politicamente scorretta ambientata in una scuola elementare alla vigilia delle vacanze di Natale. Nel cast, tutto di ottimo livello, uno straordinario Corrado Guzzanti nel ruolo di un preside che si propone come ultra-inclusivo, ma che alla fine le sbaglia tutte.
La prima pietra, tratto da un testo teatrale di Stefano Massini, inizia con un bambino nel cortile della sua scuola che a un certo punto lancia una pietra, rompe una finestra e ferisce lievemente il bidello (Valerio Aprea) e sua moglie (Iaia Forte). Sono cose che succedono, ma tutto si complica quando si scopre che il bambino, Samir, è di religione musulmana. Da qui la convocazione della madre (Kasia Smutniak) accompagnata dalla suocera (Serra YÕlmaz), due donne molto scostanti e, tra l’altro, proprietarie di una ditta di pulizie che dà lavoro a una quarantina di italiani.
In questa riunione ‘Carnage’, dove tutto monta lentamente verso la violenza e l’intolleranza, presenti anche la maestra del bambino (Lucia Mascino) progressista, vegana e sempre ispirata dai più rarefatti ideali new age e, ovviamente, il bidello e la moglie. Chi pagherà i danni? Questo è il vero punto della questione. E mentre nessuno mette le mani al portafoglio, il bravo preside, ossessionato solo dalle recita scolastica di cui è il regista, deve anche mettersi sulla cattedra, davanti a tutti, a fare il verso al bue (una scena esilarante).
Il fatto è che ha affidato questo ruolo a un altro bambino mussulmano e ora deve nobilitarlo a tutti i costi perché non ci tiene proprio a passare per razzista.
“È un film di Natale 2.0 – spiega oggi a Roma il regista-attore Rolando Ravello -, un film di Natale sicuramente cattivo”.
Una commedia sul razzismo? “Ognuno ci può leggere quello che vuole, non c’era una tesi predefinita. Il fatto è che noi tutti ci muoviamo in un Paese che ha paura. Solo bambini invece non ne hanno, sono contenti dell’integrazione al contrario degli adulti. Credo comunque che sia un film – conclude – più che sull’integrazione sulla condivisione”.
“Il mio preside apparentemente è l’anima di una scuola culturale che vuole che tutti si rispettino, ma dei bambini in realtà si interessa poco. È un frustrato tremendo che ha un’unica passione: fare la recita natalizia – dice invece Guzzanti – . Il fatto è che pensa di cavarsela con piccoli compromessi”.
E il bue? “Penso veramente sia un animale sottovalutato” conclude l’attore con la sua solita ironia.

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BOLOGNA

– Diciotto documentari in concorso sul tema dell’articolo 9 della Costituzione (‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura’), con una giuria presieduta da Moni Ovadia che premierà quello con durata massima di 90′ e quello degli under 30. E’ il ‘Bellaria film festival’, dedicato al cinema indipendente, dal 27 al 30 dicembre a Bellaria-Igea Marina (Rimini). Previsti anche un premio alla carriera a Lina Wertmuller, un omaggio al premio Oscar Luis Bacalov (tra cui un concerto con Vittorio De Scalzi dei New Trolls), incontri e forum. “Questa edizione, con le nuove date nel periodo invernale – ha detto l’assessore alla cultura dell’Emilia-Romagna Massimo Mezzetti – rappresenta una sfida. Il festival appare con un taglio interessante poiché viene rafforzato il cinema d’autore.
Anche la scelta del tema è positiva: abbiamo bisogno di ribadire, di scoprire e anche rileggere quelli che sono i principi fondamentali della convivenza civile in questo Paese”.

– A dare l’ultimo saluto a Ennio Fantastichini, il popolare attore scomparso il 1 dicembre, tanti gli amici, i parenti, gli appassionati e i normali spettatori riuniti alla Casa del Cinema a Roma che ospita la camera ardente. Il figlio di Fantastichini, Lorenzo, ha abbracciato commosso Claudio Amendola. Sono arrivati Stefania Rocca, Giovanni Veronesi, Valerio Mastandrea, Alessandro Haber, Leo Gullotta, Mario Martone, Sergio Rubini, Roberto Herlitzka, Emilio Solfrizzi, Pierfrancesco Favino con la moglie Anna Ferzetti e Luca Zingaretti con la moglie Luisa Ranieri.
Alla camera ardente che chiuderà alle 19.30, dopo un ricordo pubblico alle 18.00, anche il vicensindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo.      [print-me title=”STAMPA”]

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 03:20 ALLE 17:59

DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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De Chirico, il suo genio e Nietzsche
In libreria per La nave di Teseo il saggio di Riccardo Dottori

Santiago Italia di Nanni MorettiDocumentario di impanto classico, tre anni dopo Mia madre

Incassi cinema, primo Bohemian RhapsodySeguono le new entry, Il Grinch e Se son rose. Bene incassi +63%

Imagine Dragons, tappa unica a FirenzeE’ uscito a novembre il quarto album, Origins

Trieste Film Festival, celebra 30 anniManifesto firmato da francese Issermann con foto

Matera 2019: visita del Ministro LezziHa presieduto una riunione in prefettura sullo stato dei lavori

Avvenire 50 anni, arriva una nuova graficaDal 4 al 6 dicembre tre edizioni speciali

Torna Brignano con ‘Innamorato Perso’Parte il 21/12 da Foligno, poi a Roma dal 28/12 a Capodanno

The street, La strada. Dove si crea il mondo. Al MAXXI

Scala mostra narra storia e futura torrePereira, poi anche rinnovamento palchi per migliorare acustica

Gigli diploma Accademia Belle Arti BreraA stilista riconoscimento honoris causa e titolo socio onorario

Un tv movie su femminicidioCon Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti, basato su storia vera

Mostre, Apoteosi tatuaggio al VittorianoIn scena i tattoo ornamentali del maestro Marco Manzo, 6-16/12

Lehtimäki ‘clona’ performance AbramovicA Palazzo Strozzi per 12 giorni ‘The house with the ocean view’

De Chirico, il suo genio e Nietzsche
In libreria per La nave di Teseo il saggio di Riccardo Dottori

Santiago Italia di Nanni MorettiDocumentario di impanto classico, tre anni dopo Mia madre

Incassi cinema, primo Bohemian RhapsodySeguono le new entry, Il Grinch e Se son rose. Bene incassi +63%

Imagine Dragons, tappa unica a FirenzeE’ uscito a novembre il quarto album, Origins

Trieste Film Festival, celebra 30 anniManifesto firmato da francese Issermann con foto

Matera 2019: visita del Ministro LezziHa presieduto una riunione in prefettura sullo stato dei lavori

Avvenire 50 anni, arriva una nuova graficaDal 4 al 6 dicembre tre edizioni speciali

Torna Brignano con ‘Innamorato Perso’Parte il 21/12 da Foligno, poi a Roma dal 28/12 a Capodanno

The street, La strada. Dove si crea il mondo. Al MAXXI

Scala mostra narra storia e futura torrePereira, poi anche rinnovamento palchi per migliorare acustica

Gigli diploma Accademia Belle Arti BreraA stilista riconoscimento honoris causa e titolo socio onorario

Un tv movie su femminicidioCon Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti, basato su storia vera

Mostre, Apoteosi tatuaggio al VittorianoIn scena i tattoo ornamentali del maestro Marco Manzo, 6-16/12

Lehtimäki ‘clona’ performance AbramovicA Palazzo Strozzi per 12 giorni ‘The house with the ocean view’

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L’ARTICOLO

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RICCARDO DOTTORI, GIORGIO DE CHIRICO.
IMMAGINI METAFISICHE (LA NAVE DI TESEO, PP 558, EURO 30).
Misteriosi, enigmatici, malinconici. Sono sempre stati difficili da interpretare i quadri di Giorgio de Chirico. Quei manichini, quelle piazze vuote, quelle statue con le teste mozzate, soggetti per eccellenza delle opere dell’artista, ci appaiono ora, nella nuova lettura di Riccardo Dottori, docente di ermeneutica a Tubinga, in una luce diversa, che ci mostra come il loro fascino venga innanzitutto dal riprodurre in pittura l’unità di filosofia e poesia insegnata da Nietzsche. Il volume ‘Giorgio de Chirico. Immagini metafisiche’, che arriva in libreria per La Nave di Teseo a quarant’anni dalla morte del grande pittore della Metafisica, accompagnato da alcune immagini delle sue opere, è un’approfondita esplorazione di oltre 550 pagine, della poetica e del mondo dell’artista, compreso il ritorno al classico. “I suoi quadri sono enigmi, come vengono appunto chiamati dallo stesso pittore” ci ricorda Dottori che sottolinea come l’immagine del nulla cosmico stenda “su tutto un velo inquietante di angosciosa malinconia, così che le immagini enigmatiche divengono immagini metafisiche”.
Per capire la pittura di de Chirico, i messaggi filosofici di matrice schopenhaueriana e nietzschiana all’interno della sua opera, Dottori parte dalle esperienze della vita dell’artista: essere nato nel 1888 da genitori italiani in Grecia, culla dello spirito classico e mediterraneo, studiare a Monaco, vivere a Parigi tornando in diverse riprese in Italia.
E, il “saper guardare” a cui invita il libro “non deriva dal sapere dell’esperto o dalla conoscenza dello storico dell’arte, ma dalla nostra volontà di andare al fondo dell’opera, o di dialogare con essa, nel senso di poter rispondere alle domande che essa ci pone o di far sì che essa risponda alle domande che noi le poniamo”. Un compito non facile, neppure questo, ma affascinante.
Realizzato in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, il volume offre una minuziosa indagine semiotica dei quadri e una approfondita ricostruzione storica delle fonti filosofiche del pittore, che sono prima Schopenhauer e poi fondamentalmente Nietzsche. “Questo libro fornisce irrefutabilmente un contributo scientifico che servirà da ulteriore strumento di analisi delle opere artistiche ma anche letterarie del Maestro” sottolinea nella prefazione Paolo Picozza, presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico che sottolinea come “per quanti siano stati gli autori che hanno provato a interpretare le sue opere ben pochi ci sono riusciti”.
In questo viaggio, corredato da un ricco apparato di note, pieno di sorprese e rivelazioni – tra cui il ritrovamento di un documento che conferma la lettura de ‘La nascita della tragedia’ di Nietzsche, oltre che di ‘Così parlò Zarathustra’, che si considera all’origine della sua grande arte – emerge soprattutto come con De Chirico ci si renda conto “di quanto legati e vicini siano l’opera d’arte e il pensare”.
– ‘Santiago, Italia’ il nuovo film di Nanni Moretti sul Cile passato al Torino film festival, tre anni dopo ‘Mia madre’, è un documentario dall’impianto classico, ma con una chiaro intento morale e la precisa volontà di fare un inevitabile confronto di “come eravamo” negli anni Settanta e di come siamo diventati. Dedicato al colpo di stato dell’11 settembre 1973 di Pinochet che pose fine al governo socialista di Salvador Allende in Cile, ‘Santiago, Italia’ che chiude la 36/a edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 dicembre con Academy Two, è una lunga serie di interviste e materiali di repertorio sulla fine del governo socialista di Allende e sul ruolo dall’ambasciata italiana a Santiago.
Un’ambasciata che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime (circa 600), consentendo poi loro di raggiungere l’Italia, unico paese in Europa che, tra l’altro, non aveva riconosciuto il governo Pinochet. Insomma cileni migranti che approdarono in un Italia diversa, quella degli anni di piombo e ideologizzata, un Paese che li accolse e li integrò con grande accoglienza. Scorrono sullo schermo in ‘Santiago, Italia’, tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l’allora ambasciatore italiano a Santiago. C’è poi l’avvocato Carmen Hertz che ricorda il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nel golpe di Pinochet; chi ricorda le torture del regime e chi il lancio di bambini oltre il muro dell’ambasciata italiana (un modo estremo per dar loro salvezza).
E ancora la testimonianza del diplomatico Piero De Masi che, di fronte all’invasione della sede italiana, dice:”pur non avendo risposte ufficiali dall’Italia decisi alla fine di tenerli tutti”. Tra immagini di repertorio del docu quelle dello stadio-lager allestito da Pinochet subito dopo il golpe e quelle dei caccia che bombardarono la Moneda, il loro stesso palazzo presidenziale con dentro Allende poi trovato morto (per suicidio o assassinato?) Moretti, di cui si sente la sola voce durante le interviste, mette la sua faccia, e si vede, solo una volta quando intervistando un ex ufficiale di Pinochet in prigione (fine pena 2038), il generale Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, replica alle sue ragioni di militare fedele al regime e al suo desiderio di un’intervista meno faziosa con uno scandito:”io non sono imparziale”.
Ma la morale del film è tutta nell’intervento finale di Erik Merino, ex esule dal Cile negli anni Settanta e ora imprenditore in Italia: “Sono arrivato in un paese che aveva fatta la guerra partigiana e che aveva difeso lo statuto dei lavoratori. Oggi viaggio per l’Italia e che somiglia sempre di più al Cile, alle cose peggiori del Cile. Un consumismo terribile, quello che si vede, dove la persona che hai al tuo fianco se può ti calpesta.
C’è ormai solo individualismo”.

– Bohemian Rhapsody, il film biopic sull’ascesa al successo dei Queen dal 1970 allo storico concerto ‘Live Aid’ nel 1985, dopo aver conquistato i cinema in nord America, si posiziona in vetta alla classifica delle sale italiane registrando un incasso di 5.413.562 euro. Segue la new entry Il Grinch nuovo adattamento firmato da Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto per bambini scritto nel 1957 dal Dr.Seuss con il cattivo verde che odia il Natale: 1.805.844.
Altra new entry sul terzo gradino, Se son rose di e con Leonardo Pieraccioni, con 1.658 464 euro. Scende dalla vetta fino al quarto posto I crimini di Grindelwald, sequel di Animali fantastici che ottiene 961.328, 11.752.119 totali. Segue l’altro blockbuster Usa Robin Hood- l’origine della leggenda di Otto Bathurst con 492.880 (1.530.046). Totale incassi del week end, 11.924.198, +63% rispetto al precedente fine settimana (7.322.782) +33,01 rispetto al 2017 (8.964.780), 11.131.225 per la top ten, +49,71% rispetto all’anno precedente (7.435.319).

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Imagine Dragons hanno scelto l’Italia come unica tappa europea del loro tour. La band americana si esibirà, infatti, a Firenze il prossimo 2 giugno alla Visarno Arena (Parco delle Cascine) con un grande concerto.
I biglietti per la data saranno disponibili per l’acquisto in anteprima per gli iscritti a MyLiveNation su http://www.livenation.it a partire dalle ore 10.00 di mercoledì 5 dicembre 2018 (per 24 ore). La messa in vendita generale partirà successivamente a partire dalle ore 11.00 di giovedì 6 dicembre su http://www.ticketmaster.it, http://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
E’ uscito lo scorso 9 novembre su etichetta Universal Music il quarto album degli Imagine Dragons, intitolato “ORIGINS”. La band, che ha conquistato certificazioni multi-Platino e vinto un Grammy Award, ha pubblicato come anticipazione del disco i singoli Natural (certificato Oro in Italia), Zero (colonna sonora del film Disney “Ralph Spacca Internet” e tra i brani più trasmessi dalle radio italiane) e Machine.
– TRIESTE

– Doppio compleanno per il Trieste Film Festival, che festeggia la 30/a edizione celebrando i 30 anni del crollo del Muro di Berlino. Lo fa con una foto della fotografa francese Dominique Issermann scattata in una pausa di lavorazione di ‘Possession’, film di Andrzej Żuławski girato a Berlino nell’ estate 1980. La foto ritrae la protagonista, Isabelle Adjani, che salta la corda, proprio accanto al Muro.
Adjani l’anno successivo avrebbe vinto la Palma per la migliore attrice a Cannes. In programma dal 18 al 25 gennaio prossimi, il Trieste Film Festival 2019 è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. L’anniversario del crollo del Muro sarà al centro di una retrospettiva di 4 titoli: “Uno, due, tre!” di Billy Wilder (1961); “Totò e Peppino divisi a Berlino” di Giorgio Bianchi (1962); il documentario “Rabbit à la Berlin” di Bartosz Konopka (2009); “Possession” di Andrzej Żuławski (1981).

– MATERA

– “Se qualcosa non sarà pronto ce ne faremo una ragione”: lo ha detto oggi a Matera, parlando con i giornalisti, il ministro del Sud, Barbara Lezzi, dopo aver presieduto una riunione sullo stato dei lavori in vista del 2019, quando la città dei Sassi sarà capitale europea della cultura. Ai cronisti che le chiedevano un “bilancio” degli ultimi mesi di preparazione, Lezzi ha risposto: “Meno male che sono venuta”, parole che hanno ricordato i suoi giudizi degli scorsi mesi di parziale insoddisfazione sulla velocità con la quale procedevano alcuni lavori. “Io credo – ha spiegato – che sarà una bella manifestazione per Matera, bella di suo”.
Il 4 dicembre 1968 faceva il suo esordio in edicola Avvenire: dopo mezzo secolo esatto, il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica si propone in una veste grafica rinnovata, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua fondazione e nel pieno spirito di una testata che da sempre guarda avanti.Dal 4 al 6 dicembre, inoltre, sarà possibile conoscere e far conoscere il nuovo Avvenire a soli 50 centesimi, in tre edizioni speciali: un’ampia parte centrale a colori sarà dedicata ai grandi temi di attualità al centro del dibattito sociale, politico ed etico del nostro tempo, analizzati e commentati per fornire al lettore uno sguardo al futuro. “Celebriamo un anniversario importante, confermando lo stile informativo che contraddistingue Avvenire: porre al centro il dialogo costante con il lettore con il quale interagiamo sia sugli argomenti che ogni giorno affrontiamo nei nostri articoli di cronaca e negli approfondimenti, sia sul modo con il quale li proponiamo”, afferma il direttore Marco Tarquinio.
– Enrico Brignano torna in scena con ‘Innamorato Perso’, il suo nuovo show, prodotto da Max Produzioni in collaborazione con Vivo Concerti, che toccherà le principali città italiane, a partire da Foligno, il 21 dicembre al Pala Paternesi. Poi omaggio all’amata Roma dove festeggerà anche il Capodanno, con quattro date al Palazzo dello Sport dal 28 al 31 dicembre. E, tra le prime date: Milano, al Forum di Assago il 17 gennaio; Torino, al Pala Alpitour il 23 gennaio; Firenze, al Nelson Mandela Forum il 28 gennaio e Bologna- Casalecchio di Reno, alla Unipol Arena il 2 febbraio.
C’è qualcosa di più bello di essere innamorato? Di sentire quell’emozione crescere dentro di sé?. Brignano nel suo one-man-show è in preda a un folle innamoramento a 360 gradi: innamorato della sua bambina, dell’esistenza, del lavoro, della sua donna, del mondo, di tutto e di più. E parlare d’amore in tempi di haters, di odio social,di baruffe politiche e disastri ambientali, è davvero rivoluzionario.
Innamorato perso, con la testa tra le nuvole, ma i piedi per terra, Brignano trascorre oltre due ore insieme al suo pubblico, con un corpo di ballo scatenato al ritmo di musiche originali, circondato da scene fatte di schermi su cui luci e immagini prendono forma. I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
Scritto da Enrico Brignano, Mario Scaletta, Riccardo Cassini, Manuela D’Angelo e Luciano Federico, lo spettacolo ha le musiche di Andrea Perrozzi, le coreografie di Marco Bebbu, i costumi di Valentina Davoli, le scene di Marco Calzavara, la fotografia di Marco Lucarelli, l’audio di Federico Farina e le luci di Christian Andreazzoli.
Sono scesi in strada con invasioni, sorprese, disturbi, irruzioni, ribellioni; hanno coinvolto le persone, le comunità, hanno offerto nuovi punti di vista. Sono stati gli artisti, a partire dagli Anni Sessanta, a credere che la strada fosse il nuovo campo di battaglia intellettuale, sociale e politico.
Dal 7 dicembre 2018 al 28 aprile 2019 il MAXXI dedica a tutti loro, ma anche ad architetti, urbanisti, designer, LA STRADA. Dove si crea il mondo la mostra a cura di Hou Hanru insieme allo staff curatoriale e di ricerca del museo, capace di trasformare il MAXXI in una intensa e a tratti caotica scena cittadina.

Oltre 200 opere di più di 140 artisti per descrivere uno spazio che non è soltanto una infrastruttura fondamentale costruita dall’uomo, ma un luogo attraversato da molteplici significati, a volte vittima di bombardamenti visivi e fisici – insegne, pubblicità, telecamere di sorveglianza, immondizia – territorio di sperimentazione di pratiche di sharing e nuove tecnologie, vetrina di progetti nati dalle esigenze delle comunità che la vivono.
Il main partner è Enel, primo socio privato della Fondazione MAXXI, che ha scelto di sostenere questa mostra per il suo alto valore culturale e di ricerca, offrendo l’ingresso gratuito a un programma di incontri con architetti, giornalisti, filosofi, artisti.

Con LA STRADA il MAXXI diventa una strada-museo, capace di coniugare opere, azioni, eventi e ricerche artistiche, architettoniche, urbanistiche e tecnologiche, concepite da una comunità creativa internazionale, ampliando la ricerca condotta già nel 2017 per la Bi-City Biennale of Urbanism/Architecture di Shenzhen con la quale il museo ha collaborato, sulle esperienze artistiche più iconiche che hanno reinterpretato le funzioni e le identità della strada negli ultimi vent’anni. In questo modo il museo si fa portavoce di una riflessione sul futuro della vita urbana e della società civile, e sulla funzione delle istituzioni artistiche e culturali.Progetti site-specific, performance ed eventi transdisciplinari sono parte di un percorso organizzato per temi – le azioni pubbliche, la vita quotidiana, la politica, la comunità, l’innovazione, il ruolo dell’istituzione – fondamentali per comprendere le nuove funzioni e identità della strada contemporanea.
Partendo dalla convinzione che questo spazio sia il luogo in cui si crea il mondo, esso viene analizzato come manifesto della vita contemporanea, scenario e punto di vista privilegiato dell’esperienza del quotidiano, un paesaggio in cui la comunità creativa e quella cittadina danno vita a una nuova comunità e a un nuovo mondo di creatività urbana.

– MILANO

– Nel futuro della Scala c’è una torre ‘medievale’, un nuovo progetto di Mario Botta che, salvo imprevisti, entro il 2022 realizzerà, in quella che era una palazzina adiacente al teatro in via Verdi, un edificio di sei piani interrati e 11 fuori terra.
Per avere un’idea del nuovo spazio – che permetterà al palcoscenico di raggiungere una profondità di 70 metri e ospiterà fra l’altro una sala prove e incisione con un soffitto alto 14 metri per l’orchestra- con una spesa stimata di 17 milioni di euro, basterà visitare la mostra ‘La magnifica fabbrica 240 anni del Teatro alla Scala dal Piermarini a Botta’, aperta fino al 30 aprile al museo del teatro. Dall’apertura nel “Possiamo essere molto fieri di rappresentare la Scala dal 1778 al futuro – ha commentato alla presentazione il sovrintendente Alexander Pereira -. Con Botta abbiamo un grande progetto in via Verdi e un altro progetto importante è il rinnovamento dei palchi” per migliorarne l’acustica.

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Lo stilista Romeo Gigli riceverà il 12 dicembre prossimo il diploma accademico honoris causa in Comunicazione e Didattica dell’Arte e il titolo di “Socio Onorario” dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
A consegnare i due titoli sarà il professor Giovanni Iovane, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il prestigioso riconoscimento che gli viene attribuito “riverbera – spiega una nota dello stilista che riporta la motivazione dei titoli conferiti della direzione e dal collegio docenti dell’Accademia – il contributo reso da Romeo Gigli come designer di alta moda, ma la sua capacità di utilizzare l’attività spirituale creatrice dei miti, che già Platone considerava più particolarmente propria dei poeti, distinguendola dall’attività più specificamente teoretica, generatrice di verità e di conoscenza, propria dei filosofi. Gigli crea una visione mitologica di una realtà con cui ci si può identificare”.
– SENIGALLIA (ANCONA)

– Nell’ambito delle iniziative promosse per la Giornata Internazione per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Senigallia ricorda che giovedì 6 dicembre, alle 21, Rai Uno metterà in onda “I nostri figli”, film girato la scorsa primavera a Senigallia, che vede protagonisti Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti. Il tv movie è ispirato alla vera storia di Marianna Manduca, uccisa a coltellate nell’ottobre 2007 dal marito Saverio Nolfo. Il cugino della Manduca, Carmelo Calì, e sua moglie Paola, interpretati nel film rispettivamente da Pasotti e dalla Incontrada, vivono tutt’oggi a Senigallia. Dopo la morte violenta di Marianna riuscirono a ottenere in adozione i figli della donna.
– L’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano porta in scena la mostra di Marco Manzo, maestro tatuatore del genere ornamentale, scultore, incisore e designer, che espone la sua intera produzione artistica, dal 6 al 16 dicembre.
“Apoteosi del Tatuaggio” è il titolo della esposizione che celebra l’artista a Roma, nel museo che ospita in concomitanza le mostre dedicate a Warhol, Pollock e i grandi rappresentanti della Scuola di New York.
Il percorso dell’esposizione racconta l’excursus artistico di Manzo attraverso tatuaggi, sculture tatuate in bronzo, alluminio, ceramica, marmo, arte digitale e video, lastre e foto, installazioni interattive e performance, durante le quali il pubblico potrà interagire con le opere. Una mostra vivente, live performance, opere e installazioni concesse da vari Musei di Arte Contemporanea come il Museo Limen di Vibo Valentia, il Samac di Benevento, oltre a suoi lavori provenienti dalla 16/a Mostra di Architettura Biennale Venezia.
– FIRENZE

– Dodici giorni di isolamento, silenzio e digiuno sotto gli occhi del pubblico di Palazzo Strozzi. Inizia martedì 4 dicembre la performance ‘The house with the ocean view’ nell’ambito della mostra ‘Marina Abramović.
The cleaner’ a Firenze fino al 20 gennaio. La performer 30enne di origine finlandese, Tiina Pauliina Lehtimäki, replicherà per la prima volta in Italia la performance proposta nel 2002 da Marina Abramović alla Sean Kelly Gallery di New York. Fino al 16 dicembre, l’artista, che ogni giorno indosserà un vestito di colore diverso, vivrà all’interno di tre ambienti sopraelevati collegati a terra tramite scale i cui pioli sono sostituiti da coltelli con lame rivolte verso l’alto. Il pubblico potrà vederla dormire, meditare, fare tre docce al giorno e usare il bagno. “E’ una cosa nuova – ha commentato Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra – non solo per Palazzo Strozzi, ma anche per Firenze e per l’Italia”.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 12:48 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

ALLE 03:20 DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

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Addio Ennio Fantastichini a Casa Cinena
Camera ardente dalle ore 15 alle 19.30 poi alle 20 Mine Vaganti

Il 1933 secondo premio Goncourt VuillardPiccoli passi e gesti ridicoli che consegnarono Europa a Hitler

Torna Eleonora Danco con le sue donneUn trittico di monologhi forti e veri all’India – Teatro di Roma

Ozzy Osbourne 70 anni, da Black Sabbath a tvVita sregolata, traumi ed eccessi. Per infezione l’ultimo stop.

Box office Usa, domina Ralph SpaccaSegue Il Grinch versione animata poi Creed II

‘Vice’ apre Capri-Hollywood27 dicembre protagonista Christian Bale, produttore Brad Pitt

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L’ARTICOLO

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La Casa del Cinema a Roma ospiterà domani, lunedì 3 dicembre, il saluto di amici, parenti, appassionati e normali spettatori a Ennio Fantastichini, il popolare attore scomparso ieri. La camera ardente sarà aperta dalle ore 15 fino alle 19.30 e un ricordo pubblico è previsto intorno alle ore 18. Alle ore 20 in sala Kodak verrà proiettato “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek con cui Ennio Fantastichini ha vinto nel 2010 il David di Donatello e il Nastro d’argento. “La casa del cinema – dice il direttore Giorgio Gosetti – è da sempre il luogo in cui si ritrova chi il cinema lo fa e di chi lo ama. Insieme a Angelo Barbagallo, Pietro Valsecchi, la famiglia e tanti amici che con lui hanno lavorato nei film, in televisione, a teatro, abbiamo voluto che fosse domani, una volta ancora, la casa di Ennio. Non per un momento soltanto di raccoglimento e di tristezza ma per un saluto caldo, affettuoso e vitale proprio come Ennio e’ sempre stato e come resterà nella nostra memoria”.
ERIC VUILLARD, ”L’ORDINE DEL GIORNO” (ED E/O, pp. 138 – 14,00 euro – Traduzione di Alberto Bracci Testasecca).
Una cronaca, questa con cui Vuillard ha vinto lo scorso anno il Premio Goncourt, che ci affascina nella sua impietosa visione delle cose, raccontate, ricostruite, immaginate con ipotetica fedeltà nei piccoli gesti, gli atteggiamenti, le sensazioni, i discorsi, una sorta d’imparzialità che lascia parlare i fatti, da cui comunque al fondo affiora una certa aria sprezzante per le persone, individui e popolazioni, e il loro comportarsi e operare. Un romanzo dunque che si sofferma sui particolari, le piccole cose e avvenimenti che hanno portato per inettitudine, senza rendersene conto, all’ascesa della Germania nazista e al disastro europeo della seconda guerra mondiale e dell’olocausto.
Sembra tutto irreale e incredibile, oggi a posteriori, quel che invece ha una sua inesorabile, assurda quotidianità e abitudine, come quella dei 24 maggiori industriali tedeschi, da Krupp a Opel, da Flick a Siemens, convocati nelle stanze del potere e ricevuti dal Presidente del Reichstag Hermann Goering per parlare delle vicine elezioni e per presentar loro un Hitler ”sorridente e rilassato, niente affatto come lo immaginavano”, che illustra loro la necessità di spazzar via un regime debole e allontanare la minaccia comunista e dei sindacati, dopodiché quel 20 febbraio 1933 ognuno darà, come ha sempre fatto, un proprio ”banale” contributo alla campagna elettorale. Sono gli stessi industriali che, durante la guerra usufruiranno di manodopera a costo zero, uomini e donne alla loro morte sostituiti da altri praticamente schiavi selezionati tra i prigionieri nei lagher, e dopo la guerra opporranno Ostacoli e cercheranno, riuscendoci, di non pagare o pagare il meno possibile risarcimenti alle loro vittime, in un cerchio economico di investimento e sfruttamento ad alto reddito.
Ovvero, Auschwitz, Mauthausen, Dachau, Buchenwald e gli altri campi di concentramento hanno fatto prosperare la Bayer, la Daimler, la Krupp-Thyssen e altre industrie tedesche che sono marchi ancor oggi tranquillamente sul mercato internazionale.
L’altro momento di questo avvincente e stupefacente racconto, nella sua apparente normalità, gira attorno all’invasione-annessione dell’Austria il 12 marzo 1938, con la descrizione del pranzo a Londra nella residenza del premier Neville Chamberlain con la partecipazione di Winston Churchill e l’ambasciatore tedesco Ribbentrop, appena nominato da Hitler ministro degli esteri, che parla di tennis e si approfitta con spregiudicatezza dell’eccesso formale di educazione dell’ospite, aspettando che questi riceva durante il pranzo la notizia che i panzer tedeschi hanno passato il confine dell’Austria. In precedenza Vuillard ci aveva illustrato, con la solita, neutra meticolosità, anche il surreale e imbarazzante viaggio del premier austriaco Schuschnigg vestito da sciatore per incontrare Hitler e cercar di salvare il proprio paese, ma del quale comunque subisce la soggezione annaspando nelle risposte sino al ridicolo e abdicando totalmente alla propria dignità, senza ottenere alcun risultato reale. Lo dimostra il seguente anschluss, con la catena di suicidi in Austria, specie tra gli ebrei, da subito umiliati e sbeffeggiati. Tutto questo sottolineando anche beffardamente in altre lucide pagine di naturale, nera ironia, come la grande macchina da guerra tedesca fosse del tutto impreparata e i mezzi corazzati, mal progettati e peggio costruiti, finissero in panne ben prima di arrivare a Vienna, dove per la parata nazista si sarà costretti a portarli caricati su un treno. Lo scrittore francese costruisce momenti significativi nei piccoli dettagli rivelatori, restando sempre fedele alla verità storica con la coscienza che ”le più grandi catastrofi si annunciano spesso a piccoli passi” e sottolineando come ”la letteratura consenta tutto” e potrebbe raccontare conclusioni diverse, magari ricreando un po’ di grandezza dove manca totalmente, persino nel male. Invece registra solo un assurdo scivolare, non per destino ma con assoluta incoscienza e sino al tragicomico, nelle braccia di Hitler, che seduce persino i lontani americani, se nei magazzini di costumi di Hollywood già allora si trovano tante uniformi naziste con le loro croci uncinate.

– Le foto che Eleonora Danco posta su Instagram, in cui lei, distesa è schiantata, a terra in un supermercato o per strada, sulla banchina di una stazione o su una spiaggia, sono la sintesi di una poetica, di una disperata solitudine e bisogno d’amore, d’attenzione da parte di un mondo dalla violenta indifferenza. E’ ciò che ritroviamo nel suo film ”N-CAPACE” premiato al Torino Film Festival del 2014 come nel monologo teatrale ”Nessuno ci guarda” che quel film ha ispirato e ora ripropone in accoppiata con ”Donna n. 4” da martedì a domenica al Teatro India, dove è andato in scena nei giorni scorsi anche ”dEVERSIVO”, tre riproposte di produzioni del Teatro di Roma che vanno a formare una ”TrilogiaDanco”. I testi teatrali, sostenuti e ritmati dalle incisive musiche scelte da Marco Tecce, da lei scritti, interpretati e messi in scena con l’assistenza di Maria Stella Cassella, nascono ispirandosi ogni volta a un artista Robert Rauschenberg, Jackson Pollock, Francis Bacon.
L’ultima che gli è capitata, pochi giorni fa, è una gravissima infezione, che lo ha costretto a un ricovero in ospedale, causata da una seduta di manicure. Ora c’è da chiedersi se domani festeggerà a modo suo il 70mo compleanno e supererà anche questa prova. John Michael “Ozzy” Osbourne è dunque arrivato a un traguardo che, per come è andata la sua vita, è un autentico miracolo. Oggi di lui, della sua moglie-manager Sharon (si conoscono fin dagli anni ’60) e perfino dei figli, ovviamente disfunzionali a dir poco, si sa tutto grazie ai reality dedicati alla vita di una famiglia che più che agli Addams fa pensare agli incubi creati da Lovecraft. Una vita cominciata in una famiglia povera di Birmingham: il bullismo subito a scuola a causa della sua dislessia, il carcere minorile, gli studi lasciati a 15 anni, il lavoro in fabbrica sono le tappe formative della sua adolescenza prima che, grazie alla passione per i Beatles, decida di dedicarsi al rock’n’roll. Così già nel 1970, quando esce il primo album dei Black Sabbath, Ozzy, un soprannome che lo accompagna fin dai tempi della scuola, si ritrova a fare la storia. “Paranoid” è uno dei brani manifesto dell’heavy metal: suoni oscuri e taglienti, testi ispirati ai libri di Ailester Crowley, l’occultista più amato dai rocker. E’ la nuova formula che fa dei Black Sabbath una band seminale, che ha un ruolo decisivo nello sviluppo della musica heavy e un successo mondiale da decine di milioni di copie vendute. L’anno scorso, sfruttando il trend delle reunion, i Black Sabbath sono tornati insieme per un tour mondiale, superando antiche tensioni e antipatie. Risultato: Ozzy ha dichiarato: “non mi piace suonare con i Black Sabbath: nella band sono solo un cantante, da solo faccio quello che mi pare”. E in fondo lui da solo c’è andato abbastanza presto, dopo poco meno di dieci anni i Black Sabbath: era famoso e già totalmente fuori di testa, a causa degli eccessi con droghe e alcool. La sua vita e la sua carriera sono segnate da una data: il 19 marzo 1982. In quel giorno muore, in un modo assurdo, Randy Rhoads, suo amico fraterno e genio della chitarra. Con Randy, Ozzy aveva trovato il feeling perfetto, aveva messo a punto la formula che lo ha fatto diventare un “God of Metal”. Mentre erano in tour negli Usa, in una sosta, Randy lasciò i suoi amici sul tour bus, e decise di fare un giro su un aereo turistico. Tutti, compreso il pilota, erano strafatti. L’aereo toccò un capannone e si schiantò prendendo fuoco a pochi metri dal tour bus. In un documentario verità, Ozzy confessa di non avere mai superato quel trauma. Nonostante quell’episodio terribile, e nonostante una devastante tendenza all’autodistruzione, Ozzy Osbourne è diventato una leggenda, una figura quasi mitologica per il mondo del Metal ma non solo. In fondo c’è una corrispondenza tra la sua identità di sopravvissuto e i personaggi e le storie che animano i suoi testi. Nel bene e nel male, Osbourne ha alle spalle una carriera straordinaria celebrata dall’Ozzfest (altra intuizione di sua moglie) un festival dedicato all’Heavy Metal, organizzato per la prima volta nel 1996 e tornato in attività dopo qualche anno di interruzione. Soprattutto è venerato da milioni di fan e musicisti che vedono in lui l’indiscusso “padrino” del Metal. Oggi ha una faccia disegnata dalla chirurgia plastica e una serie di malanni che costringerebbero chiunque altro a una vita in ospedale. Lui invece continua a fare concerti e tour, a regalare materiale per i giornali di gossip a causa delle sue avventure extra coniugali, ad alimentare la sua leggenda. Come se non ci fosse davvero alcuna distinzione tra palco e realtà: in fondo il suo album più famoso non si intitola “Diary of a Madman?”

– Ralph Spaccatutto, ovvero il sequel Ralph Spacca internet ambientato tra videogiochi e web, sei anni dopo il primo, spacca anche il box office Usa con il secondo capitolo dei film Disney e nel fine settimana dopo il record del Ringraziamento mantiene ancora il primo posto e guadagna al box office 25.8 milioni di dollari. Al secondo posto “Il Grinch”, in versione animata, con 17.7 milioni in biglietti venduti nelle sale Usa e Canada. Segue un altro sequel, quello di Rocky, ovvero Creed II. Il dramma dedicato alla box della MGM incassa 16.8 milioni, raggiungendo un totale di 81.2 milioni. Infine l’horror della Sony “The Possession of Hannah Grace” esordisce in modo molto modesto incassando solo 6.5 milioni.

– NAPOLI

– L’anteprima europea di ‘Vice-L’uomo nell’ombra’ di Adam McKay con un Christian Bale da Oscar nel ruolo del potentissimo vicepresidente americano Dick Cheney, prodotto da Brad Pitt, aprirà il 27 dicembre la 23esima edizione di Capri,Hollywood-The International Film Festival. Lo annuncia Lina Wertmuller, presidente onorario dell’Istituto Capri nel mondo che organizza il festival prodotto da Pascal Vicedomini.
Il biopic, che uscirà negli Usa il 25 dicembre, sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures e Leone Film Group, dal 3 gennaio.
‘Vice’ ripercorre la storia e l’ascesa politica di Dick Cheney, vero numero uno della Casa Bianca nel corso della presidenza di George W. Bush, un politico che ha esercitato un immenso potere rimodellando il suo Paese e il mondo con influenze che si avvertono ancora oggi, basti pensare alla crisi dell’11 settembre. Nel cast Amy Adams che è Lynne Cheney, Steve Carell (il segretario alla Difesa, Rumsfeld), Sam Rockwell (Bush).      [print-me title=”STAMPA”]