Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 13 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:08 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

ALLE 12:48 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Inglesorum , il latino di ritorno
il Dizionarietto di latino mappa la rete comune d’Europa

Petruzzelli celebra 10anni ricostruzioneIl 6/12 omaggio a maestranze che hanno lavorato dopo il rogo

A Bari presepe dedicato a Siani e stampaIniziativa di Pinuccio Fazio, papà del 16enne ucciso per errore

Paola Pitagora e gli artisti anni ’60’Fiato d’artista’, spettacoli, incontri, ricordi, film

Das Boot, l’occupazione nazista diventa serie tvSerie ambientata su sottomarino tedesco presentata al Tff

Gestione Il Volo, indagini su TorpedineIl Gip ordina altri accertamenti per appropriazione indebita

Strenne natalizie tra Mina, Eros, CarràSotto l’albero anche edizioni speciali di Jova, Vasco, Coldplay

Raggi all’Opera, abito disegnato per leiSindaca per Rigoletto indossa gonna e corpino di Camillo Bona

Orchestra Mozart Festival in aprileIl complesso fondato da Abbado sarà diretto da Bernard Haintink

Chat a due piazze, bigamia in era socialIl capolavoro di Ray Cooney, con regia di Fabio Ferrari, a Roma

M9, apre a Mestre Museo Novecento tra passato e hi-techInvestimento di 110 mln euro per progetto rigenerazione urbana

Wildlife vince la 36esima edizione TffE si pensa già al 2019. Toffetti, festival è in buona salute

Napoli, morto attore Ennio FantastichiniPer complicanze leucemia acuta. Fatali danni al cervello

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

PAOLO CESARETTI – EDI MINGUZZI ‘IL DIZIONARIETTO DI LATINO’ (ED. SCHOLE’ PP 347 E. 19,50) – Da studenti abbiamo pensato che era una materia magari anche interessante ma complicata da studiare, colpevole di averci tolto il sonno per una versione fatta bene, da grandi l’abbiamo certamente rivalutata come radice culturale e persino sfoggiata come lingua d’uso per rimarcare gli studi (nel linguaggio corrente come A priori, Par Condicio, Super, Ictus, il modaiolo Rip ma anche con i detti forbiti usati più o meno a proposito ‘Apertis Verbis’, ‘Divide et impera’, ‘Per aspera ad astra’).
Ora è tempo di ‘inglesorum’, il latino di ritorno che usiamo correntemente.
A darne consapevolezza sono Paolo Cesaretti e Edi Minguzzi che dopo il Dizionarietto di greco si sono dedicati a mappare la rete comune d’Europa con il Dizionarietto di Latino. Radici etimologiche, storia della ‘fortuna’ del vocabolo, brevi citazioni, contestualizzazioni di 300 voci scelte in un arco cronologico che va dal VI sec a.C. L’idea del recupero del passato diventa in realtà tramite per comprendere il presente in un modo più ampio, meno banale.
Dopo aver analizzato 900 parole, gli autori della “lingua sovrana immensa onnipotente” come la descriveva Leopardi, spiegano che il latino è nella sostanza la grande lingua delle infrastrutture europee intese come strade certo ma anche come rete tra gli uomini. Il latino è ancora oggi la lingua che sottintende diritto, religione, economia, politica. “Il latino – dicono Cesaretti e Minguzzi dimostrandolo voce per voce nel Dizionarietto – è il veicolo linguistico privilegiato per la definizione dei rapporti, specie quelli che legano tra loro gli uomini”.
“Ho digitato la demo al computer durante il transfer dal campus al terminal: ma il tutor teme che lo sponsor non mi accrediti il bonus perchè il video o l’audio sono pessimi.
Proverò con un’altra app”: sono fantastiche queste quattro righe di anglo-latinismi, ossia i termini latini che l’inglese ha preso in prestito per creare neologismi. Si potrebbe andare avanti con fan, detective story, fiction cult, trans, relaz, sequel, summit, focus, market, city, snob, persino status simbol.
Il latino è global e dalla sua culla in Italia torna ad irradiarsi come un tempo in tutto il mondo. Ci sentiamo inferiori all’estero per non dominare l’inglese? Sentire pronunciare plas il plus effettivamente ci mette a disagio, così come l’antico sine die letto sain dai. E’ chiaro che non ci suona! Così inorgogliamoci invece a sapere che app deriva da ‘applicatio’ (applicazione), computer da computo (calcolare), trans da trans – oltre e genus – genere e quindi discrepanza tra sesso biologico e genere sessuale, user da utor usare e dunque utente e mouse da mus top, solo per citare pochissimi vocaboli d’uso corrente che le nuove generazioni pensano di aver inventato loro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

BARI

– Per ricordare i dieci anni dalla ricostruzione del Teatro Petruzzelli che il 6 dicembre del 2008 fu riportato al suo originale splendore dopo il rogo che lo distrusse il 27 ottobre del 1991, il 6 dicembre prossimo il sindaco di Bari e presidente della Fondazione Petruzzelli, Antonio Decaro, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, festeggeranno con un evento aperto alla città: un grande concerto dedicato all’arte, alla bellezza e al sapiente lavoro delle maestranze alle quali sarà consegnata una pergamena. “Dieci anni fa la sera del 6 dicembre 2008 all’interno del Teatro Petruzzelli totalmente ricostruito in poco di più di un anno dall’inizio dei lavori – scrive Emiliano su Fb – abbracciavo uno per uno gli operai che riuscirono in questa memorabile impresa. Quella sera avremmo dovuto inaugurare il Teatro ma non fu possibile. La gioia per avere mantenuto la mia promessa e la delusione per non avere avuto i permessi di apertura, si fondevano nella commozione dell’abbraccio con gli operai”.
Lavorando incessantemente con competenza e professionalità, si evidenzia in una nota del comune, 180 donne e uomini, in 579 giorni, hanno ridato vita alle strutture, ai fregi e ai decori di uno dei più importanti politeama d’Europa. Per rendere omaggio al loro lavoro, il prossimo 6 dicembre si esibirà la Petruzzelli Swing Orchestra, con i maestri dell’Orchestra del Teatro accompagnati nella sezione ritmica di musicisti jazz. La serata sarà aperta da un contributo video realizzato dall’Accademia del Cinema dei Ragazzi.

– BARI

– È stato inaugurato a Bari vecchia il presepe “dedicato al cronista Giancarlo Siani e a tutta la stampa”, a cura dell’associazione intitolata a ‘Michele Fazio’, il 16enne ucciso per errore in un agguato mafioso il 12 luglio del 2001. Il padre di Michele, Pinuccio, ha voluto dedicare quest’anno il presepe al giornalista napoletano ucciso il 23 settembre 1985 dalla Camorra, e a tutti i giornalisti “perché senza di voi non avremmo voce, le nostre storie sarebbero sconosciute”, ha detto. “Spesso venite attaccati – ha aggiunto Fazio – ma non si comprende che il vostro è un lavoro rischioso, che richiede tanto impegno e dal grande valore sociale”.
All’inaugurazione ha partecipato anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, Piero Ricci. “La scelta di Pinuccio Fazio di dedicare il presepe ai giornalisti ci riempie di orgoglio – ha commentato Ricci – perché da una vittima della criminalità organizzata viene il sostegno alla stampa, in un’epoca di odio nei confronti dei giornalisti”. “Siani – ha aggiunto – è un simbolo anche perché era un precario, e questo la dice lunga sulle minacce che i giornalisti subiscono ogni giorno anche rischiando la vita”. L’iniziativa è patrocinata dalle associazioni Arci Bari, Libera e La Giusta Causa. Il presepe, realizzato dagli artisti Emanuele Dell’Aglio e Giuseppe Catacchio, sarà visitabile in strada Zeuli 15, nella città vecchia, tutti i giorni fino al 2 febbraio 2019 con ingresso gratuito. Pinuccio Fazio ha iniziato la tradizione del presepe fin dal 2004. Il primo fu dedicato a suo figlio Michele e poi negli anni successivi alle mamme, alle forze dell’Ordine, alla magistratura e a tutte le vittime innocenti di mafia e delle guerre.

– Erano un gruppo di artisti ventenni e si chiamavano Claudio Cintoli, Franco Angeli, Alighiero Boetti, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Nimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi e Renato Mambor.
Quest’ultimo era fidanzato con una ragazza molto bella che voleva fare l’attrice e sarebbe divenuta nota come Paola Pitagora, che un giorno avrebbe raccontato in un romanzo-memoire quegli anni Sessanta del Novecento, passati a Piazza del Popolo attorno al bar Rosati, cercando di attirare l’attenzione di due galleristi, Plinio De Martiis con La Tartaruga e Fabio Sargentini con L’Attico, e del mondo di scrittori e cineasti che frequentavano il bar di fronte, Canova.
Oggi quel libro, ”Fiato d’artista” (Sellerio editore) è diventato uno spettacolo che si replica sino a domenica 9 dicembre) e una manifestazione con lo stesso titolo negli spazi del Vascello diretto con vivacità e ostinazione da Manuela Kustermann. Sono dieci giorni di seminari e incontri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La presentazione della nuova serie dal 4 gennaio su Sky Atlantic in Italia, Das Boot, ambientata in un sottomarino tedesco, il famoso U-612, durante l’occupazione nazista in Francia, è stata l’occasione oggi al Torino Film Festival per fare il punto sulla produzione delle serie tv in Europa. “E’ finito il tempo in cui erano solo gli Stati Uniti a sfornare serie tv di successo – ha spiegato il regista della serie tedesca in 8 puntate, Andreas Prochaska – ormai in Europa si producono serie molto amate dal pubblico come le tedesche Babylon Berlin e questa, già venduta in 100 Paesi tra cui la stessa America. Si è formato uno stile, un genere ben preciso, molto richiesto sul mercato che sta interessando tutti i Paesi”.
Das Boot è in onda in Germania da una settimana e già si parla di uno dei prodotti di maggior successo di Sky di quest’anno. “Forse perché il tema dell’occupazione nazista in Europa é ancora forte, non solo per i tedeschi, ma per tutti. O anche per le atmosfere del film ad episodi, quasi tutti ambientati nell’angusto e claustrofobico sommergibile U-612, vissuto dalla Germania di allora, nel 1942, come un perfetto prodotto dell’alta ingegneria tedesca”.
La serie descrive, attraverso gli occhi dei soldati tedeschi, il fanatismo cieco che spinge i giovani a una guerra senza senso, un tema ancora oggi di attualità. Prochaska ha spiegato di essersi ispirato all’omonimo romanzo di Lothar-Gunther Buchleim, nonché al famoso film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen. “Ho studiato con attenzione quel capolavoro – spiega – perché non ci sono molti documenti su come i soldati vivessero in quell’ambiente claustrofobico e miniaturizzato”. Il film é attualmente in fase di traduzione in diverse lingue “cosa non facile – aggiunge il regista – perché i protagonisti parlano tedesco, francese e inglese. Un elemento questo, il multilinguismo, importante anche sotto un profilo contenutistico in quanto si racconta il rapporto di quei giorni tra la cultura militare tedesca e la resistenza del paese oppresso, in questo caso la Francia. La miglior cosa forse sarebbe poterlo vedere in lingua originale con i sottotitoli”.
Il cast è stellare, si va da Lizzy Caplan (Master of Sex) a Vicky Krieps (Il filo nascosto), da Rick Okon (Tatort) a Tom Wlaschiha (Il trono di spade), a Vincent Kartheiser (Mad Men), August Wittgenstein (The Crown), Rainer Bock (Bastardi senza gloria), Leonard Scheider (Finsterworld).

– BOLOGNA

– Elio Cesari, in arte Tony Renis, accusa Michele Torpedine, produttore musicale di artisti del calibro di Lucio Dalla e Zucchero, di avergli sottratto denaro quando i due condividevano la società di management che gestiva in esclusiva i guadagni de ‘Il Volo’, il trio di giovani cantanti che vinse il Festival di Sanremo nel 2015. Dalla denuncia di Renis, presentata nel 2015, è nato un fascicolo penale che ora prenderà nuova linfa dopo la decisione del Gip di Bologna Rossella Materia che ha disposto ulteriori indagini a carico di Torpedine, accusato di appropriazione indebita aggravata. Il giudice, dopo l’udienza del 29 ottobre, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Antonello Gustapane e, accogliendo l’opposizione dei difensori di Renis, gli avvocati Antonio Cappuccio e Stefania Zambelli, ha dato alla Procura due mesi di tempo per fare accertamenti e nuove acquisizioni.
Natale, tempo di regali, di strenne e di cofanetti musicali. Il periodo più prolifico dell’anno per nuove uscite discografiche e repack anche stavolta non è da meno del solito. E non c’è che l’imbarazzo della scelta per cosa mettere sotto l’albero. A partire dai progetti nuovi, appena pubblicati, come Vita ce n’è, il nuovo disco di Eros Ramazzotti, come sempre nel segno dell’amore, o Atlantico di Marco Mengoni, risultato di oltre due anni passati in giro per il mondo. Natale è anche il periodo preferito di Mina, che torna – solo in voce, ovviamente – con Paradiso (Lucio Battisti Songbook), in cui raccoglie tutti i brani di Battisti che lei ha già interpretato in passato, più due canzoni mai cantate prima. Amore è la parola d’ordine quest’anno anche di Michael Bublè, che ha rinunciato alle atmosfere natalizie cui ci aveva abituato per dare alle stampe Love, un album di “storie d’amore” ripercorrendo come di consueto i classici del repertorio americano. Cuore fa rima con amore , nche per Giorgia, che in Pop Heart reinterpreta brani di Jovanotti, Ramazzotti, Zucchero, Tiziano Ferro, Whitney Houston. Proprio a ridosso delle feste (il 14 dicembre) arriva anche Bruce Springsteen, con il doppio cd Springsteen on Broadway, le registrazioni uniche solo voce, chitarra e piano di brani ormai leggendari introdotti dallo stesso artista. Tra le novità anche Down the road wherever di Mark Knopfler, What is Love dei Clean Bandit e Heart to Mouth dell’italo-americana LP. Quasi un classico, ormai, anche i duetti di Cristina D’Avena sulle note delle sigle dei cartoni animati in Duets Forever. Tra i giovani, Salmo macina record con Playlist e Shade si fa valere con Truman. A metà tra un disco nuovo e una riedizione è il lavoro annunciato a sorpresa di Cesare Cremonini: “Possibili Scenari per pianoforte e voce”. Ad un anno di distanza dall’uscita di “Possibili Scenari”, il cantautore bolognese consegna ai suoi fan la versione sofisticata e intima piano e voce. Chi invece punta tutto sulle atmosfere natalizie è Raffaella Carrà, che dopo cinque anni di assenza dalle scene musicali, torna con “Ogni volta che è Natale”, disco da cantare e da ballare. Uscito già da qualche settimana il primo holiday album di Eric Clapton, Happy Xmas, con i classici natalizi rivisti da slowhand. Lungo, lunghissimo l’elenco dei cofanetti ripubblicati o in versione live: c’è Jovanotti con Oh, live!, un box che oltre a Oh, vita!, l’album prodotto da Rick Rubin uscito un anno fa, anche il dvd del concerto. E c’è anche Vasco Rossi, che continua a festeggiare anniversari, e così festeggia i 40 anni del primo album …Ma cosa vuoi che sia una canzone…. La ristampa inaugura anche la serie R>PLAY di Sony Music, per i quarantennali. I Coldplay celebrano il tour di A Head Full Of Dreams (che ha infranto ogni record di presenze) con la pubblicazione di Live In Buenos Aires / Live In São Paulo / A Head Full Of Dreams (Film). Laura Pausini, dopo il trionfo ai Latin Grammy Awards, ha preparato una special edition dell’ultimo lavoro, pubblicando Fatti sentire ancora, con cd e dvd (del concerto sold out al Circo Massimo di Roma nel luglio scorso) e nella versione deluxe anche libro. Versione live (quella al Forum di Assago del 7 gennaio 2017) anche per Renato Zero con Alt in tour. Un vero e proprio magazine per Emma con il suo Essere Qui – Boom Edition. Non sono da meno i rapper, con Sfera Ebbasta che propone “Sfera Ebbasta Rockstar – Popstar Edition”, doppio cd contenente Rockstar, uscito a inizio anno con in più quattro versioni remix, e Popstar, con 3 nuovi inediti, 3 nuove versioni remix e il tormentone estivo Pablo. Non mancano nemmeno quelli che ormai hanno dato l’addio alle scene (almeno come gruppo): l’ultimo live a Bologna dei Pooh, di due anni fa, è racchiuso in Pooh 50 – L’ultimo abbraccio, 52 brani che ripercorrono la storia di una delle band più longeve. Ripercorrono la loro carriera ma insieme anche Raf e Umberto Tozzi, in una collaborazione sfociata in Raf Tozzi, cofanetto con i successi rimasterizzati dei due artisti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Lunga gonna nera in radzmire dalla linea a sirena indossata su un corpino bianco con ampio scollo a V lavorato con centinaia di budellini di organza che modellano perfettamente il corpo per poi cadere liberi sulle spalle.
E’ l’abito che indosserà la sindaca di Roma Virginia Raggi domani domenica 2 dicembre in occasione dell’apertura della stagione lirica presso il Teatro dell’Opera di Roma. E’ stato ideato e realizzato appositamente per lei dallo stilista Camillo Bona. Il tutto è completato da una cappa di velluto nero doppiata di seta bianca e da lunghi guanti di raso nero.
Orecchini di perla e collarino anch’esso di perle sono stati realizzati da Aniello Galderisi per Camillo Bona.
”Una mise da sera moderna ma estremamente elegante e raffinata pensata proprio per esaltare la bellezza e la personalità di Virginia Raggi”, che assisterà al Rigoletto di Giuseppe Verdi diretto dal maestro Daniele Gatti e con la regia di Daniele Abbado.
– BOLOGNA

– Dal 26 al 28 aprile torna a Bologna la seconda edizione dell’Orchestra Mozart Festival, il complesso sinfonico fondato da Claudio Abbado che ora è in residenza a Lugano. Dopo la morte del maestro, nel 2014, il testimone alla guida dell’Orchestra Mozart è passato al direttore olandese Bernad Haintink che sarà ai concerti in programma prima nella città svizzera (dal 21 al 24 aprile) e poi nel capoluogo emiliano-romagnolo, dove il complesso è nato nel 2004. I programmi, negli spazi dell’Auditorium Manzoni, prevedono per la prima serata la Sinfonia concertante per oboe, fagotto, violino, violoncello e orchestra di Haydn e l’Eroica, la terza, di Beethoven, mentre il 28 verranno eseguiti l’Ouverture da Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 22 di Mozart (solista Martin Helmchen) e la Sinfonia N. 4 di Schubert. Anche in questa occasione ci sarà un concerto dei Solisti dell’Orchestra, il 27, dedicato a musiche di Mozart e Beethoven.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La bigamia può essere un sogno o un incubo, dipende dai punti di vista. I rischi crescono nell’era dei social che trasformano il mestiere del bigamo in una fatica di Sisifo. Al tassista Mario Rossi di punti di vista ne rimangono pochi quando si rende conto che la sua doppia vita, condotta con successo per vent’anni – grazie all’escamotage del turno giorno-notte – sta per naufragare. I suoi due figli si sono conosciuti sul web e decidono di incontrarsi. È la fine! Le sue due mogli saranno mortificate, i due figli amareggiati e lui…arrestato. Questo incontro non s’ha da fare, decide Mario.
E scatena, nelle due ore dello spettacolo, una girandola di bugie che vanno ingrossandosi come uno tsunami. Chat a due piazze è un testo capolavoro di Ray Cooney. Un meccanismo comico perfetto a cui questa scintillante edizione da’ un ulteriore giro di vite. In scena Antonio Pisu e Gianluca Ramazzotti. La regia è di Fabio Ferrari. Si replica dal 4 dicembre al 6 gennaio (a capodanno due spettacoli) al teatro Roma.
Una nuova officina del sapere, tecnologica e interattiva, un’opportunità per confrontarsi, studiare e interrogarsi sulla contemporaneità, ma allo stesso tempo uno spazio storico restituito alla cittadinanza e reintegrato nel tessuto urbano del centro di Mestre. Questo è M9, il Museo del Novecento, unico in Italia, inaugurato oggi alla presenza del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.
Il progetto, voluto dalla Fondazione di Venezia con un investimento di 110 milioni di euro e 950 ore di lavoro, ha voluto restituire alla terraferma lagunare, figlia ‘povera’ del centro storico, un luogo multimediale che racconti l’identità dei cittadini con un nuovo respiro internazionale. L’intervento, firmato dalla studio berlinese Sauerbruch Hutton, ha previsto la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta per complessivi 10 mila metri quadri. Così M9 è riuscito a creare un dialogo con il passato, restituendo a Mestre un’area non del tutto valorizzata e spesso sfiorata dal degrado e dall’incuria. L’idea è stata quella di dare vita ad un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo. Una finestra culturale con un ‘cuore’ che guarda al secolo scorso ed una ‘testa’ tecnologicamente avanzata come testimonia l’apparato innovativo della struttura: a partire dai 276 pannelli fotovoltaici che garantiscono 86.000 kwh di energia solare per finire, visivamente, con i 20 mila elementi in ceramica di 13 colori che rivestono le facciate. Il risultato è un centro multifunzione (con auditorium, spazi per esposizioni permanenti e temporanee, aree per i servizi e l’intrattenimento) che va oltre un tradizionale museo, ispirato alle esperienze internazionali di rigenerazione urbana, proponendo un format innovativo, una sorta di piccola Smart City al servizio dei cittadini. Un’autocelebrazione che sa cogliere anche l’autoironia: la sezione 8 del museo si chiama “Per farci riconoscere. Cosa ci fa sentire italiani” ed è dedicata al genio italico, a quelle particolarità che ci hanno reso ogni giorno amati nel mondo per letteratura, arte, musica e cinema.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO

– Il film americano di Paul Dano Wildlife, reduce dai successi di Cannes e Toronto nonché del Sundace, vince il 36esimo Torino Film Festival. Ispirato al romanzo Incendi di Richard Ford, racconta un matrimonio che si sgretola; sullo sfondo l’America anni ’60 vista con gli occhi di un ragazzo. Il titolo del film fa riferimento ad un incendio boschivo della zona – siamo nel Montana – ma anche agli incendi emotivi dei due protagonisti, interpretati da Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan.
“Il festival gode di ottima salute – sottolinea Toffetti – le sale erano piene. Abbiamo anche risparmiato il 2% del budget, a riprova che con una buona e oculata gestione si possono fare grande cose”. Soddisfatta anche Emanuela Martini, il cui mandato di direttore scade con la prossima edizione. “Martini è una grande risorsa per questo festival – dice Toffetti – Se mai non fosse più direttore, sarebbe bene rimanesse tra i suoi responsabili”.
– NAPOLI

– É morto a Napoli il popolare attore Ennio Fantastichini. Era ricoverato da più di due settimane nel Reparto di Rianimazione del Policlinico della Federico II, diretto da Giuseppe Servillo, per le complicanze di una leucemia acuta promielocitica. Per Fantastichini, 63 anni, fatali sono state le complicanze emorragiche della neoplasia ematologica di cui era affetto. In particolare a stroncarlo sono state le emorragie cerebrali che hanno fatto seguito a complicanze polmonari ed intestinali.      [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 24 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:20 DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

ALLE 10:08 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Workshop per imparare arte della parola
A Milano incontro gratuito aperto a professionisti e amatori

Tff dedica giornata extra a BertolucciCon i film Novecento, Il conformista e Io ballo da sola

L’affresco di Moretti, il nostro Paese è come il CileSantiago-Italia da ponte solidale anni ’70 a individualismo oggi

Torino factory cerca talenti under 30Proiettati 8 cortometraggi girati nelle 8 circoscrizioni

In mostra la ‘Follia di guerra’ 1915-18A Imola per centenario fine conflitto e 40 anni legge Basaglia

Cremonini chiude la tre giorni a BolognaAlla Unipol Arena omaggi a Baggio e al bassista diventato papà

Morto Bruno Cagli, storico presidente Santa CeciliaMusicologo, docente universitario, direttore di festival

E’ morto Sandro MayerDirettore ‘DiPiù’ e ‘Gente’. Opinionista Ballando con le stelle

Gomorra da Napoli a Londra, il nuovo volto del maleSul set della quarta stagione in onda a marzo. Si lavora alla quinta

Firenze 1a percentuale affittuari AirbnbFondazione Michelucci, alloggi offerti pari all’1% dei cittadini

Giornate Sorrento, anteprima con Ruffini2 dicembre al Tasso, poi tanti ospiti da De Sica a Verdone

Esce Amarsi è possibile, il nuovo singolo degli Audio2Un album dal titolo ‘432 hz’ nel 2019

La Scala apre con Attila, un Verdi più attuale di FacebookDiretta su Rai1, tolto il crollo del ponte per rispetto Genova

World Summit, Ikon tra migliori progettiE’ la ‘Grande Guerra’ in realtà virtuale per Fondazione Carigo

Remake Pinocchio, Hanks forse GeppettoAttore in trattativa per riadattamento film Disney 1940

Mary Poppins torna e punta agli OscarEmily Blunt e Lin-Manuel Miranda sfidano altri blockbuster

Amici, De Filippi forma la classeNella scuola anche il tenore Alberto e la ballerina Anna Maria

Scala, Comune rinuncia a biglietti primaContributo sale a 5,5 milioni. Non ci sarà vendita solidale

A Enia premio letterario SuperMondelloDue riconoscimenti sono andati al suo “Appunti per un naufragio

Venezia a S.Rocco la luce per TintorettoLe tele riprendono potenza espressiva

Marcello Fonte, ho una Ferrari dentroAttore Palma d’oro protagonista di Sembravano applausi

Eros spodesta Salmo e guida la hit paradeAl terzo posto Cristina D’Avena. Sesti i Pooh

Frida Kahlo a NY con contenuti Casa AzulDa febbraio al Brooklyn Museum, “ponte culturale Usa-Messico”

Auditorium Roma e Atene, opere di PianoRealizzate da Salini Impregilo “opere pubbliche terzo millennio”

Film restaurato, esce ‘L’appartamento’Cineteca Bologna lo porta nelle sale dal 3 dicembre

Parole incrociate, storia dell’inventoreFu un impiegato di Lecco ma la notorietà andò a un americano

Carl Brave torna con Notti Brave (After)Sette brani e duetti con Max Gazzè, Guè Pequeno e Luché

A Matteo Garrone Premio Langhe RoeroDamilano, premio coniuga il grande cinema e la cultura del vino

Asta record per banconota 1000 lire 1899Bolaffi, top lot numismatica moneta del 1864, oltre 225mila euro

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un workshop gratuito per imparare ‘L’arte della parola’, un’anatomia del provino “dove ogni battuta, ogni sguardo e ogni respiro, devono essere funzionali al racconto del personaggio”. E’ l’opportunità che verrà offerta, domani, dall’Ica (International Cinema Academy) di Milano, la “prima scuola in Italia dedicata alle esigenze di formazione attoriale, per la recitazione cinetelevisiva e le arti sceniche in generale, con pratica sul set, orientamento finale e reali contatti con il mondo del lavoro”. Il workshop, i cui posti sono limitati, è rivolto a professionisti o persone comuni che vogliono migliorare la capacità di parlare in pubblico. “Il docente, Roberto Graziosi – spiegano gli organizzatori – è uno dei più importanti casting director diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, assistente di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano”.
Interverranno ospiti del mondo dello spettacolo, tra cui Lorenzo Beccati autore di ‘Striscia la notizia’.
– TORINO

– Il Torino Film Festival omaggia Bernardo Bertolucci con una giornata di proiezione domenica 2 dicembre, il giorno dopo la fine del festival, al Cinema Massimo.
“Un modo per celebrare uno dei grandi autori del cinema italiano, appena scomparso, attraverso una selezione di tre dei suoi film più significativi”, spiega il Tff. Si tratta DI ‘Novecento’, del 1976, con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, ‘Il conformista’ del 1970,c on Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin, e ‘Io ballo da sola’, del 1996, con Liv Tyler, Jeremy Irons, Sinéad Cusack, Rachel Weisz. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione della Cineteca di Bologna, di Minerva Raro Video e del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
TORINO – ‘Santiago, Italia’ il nuovo film di Nanni Moretti sul Cile passato oggi al Torino film festival, tre anni dopo ‘Mia madre’, è un documentario dall’impianto classico, ma con una chiaro intento morale e la precisa volontà di fare un inevitabile confronto di “come eravamo” negli anni Settanta e di come siamo diventati. Dedicato al colpo di stato dell’11 settembre 1973 di Pinochet che pose fine al governo socialista di Salvador Allende in Cile, ‘Santiago, Italia’ che chiude la 36/a edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 dicembre con Academy Two, è una lunga serie di interviste e materiali di repertorio sulla fine del governo socialista di Allende e sul ruolo dall’ambasciata italiana a Santiago.Un’ambasciata che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime (circa 600), consentendo poi loro di raggiungere l’Italia, unico paese in Europa che, tra l’altro, non aveva riconosciuto il governo Pinochet. Insomma cileni migranti che approdarono in un Italia diversa, quella degli anni di piombo e ideologizzata, un Paese che li accolse e li integrò con grande accoglienza. Scorrono sullo schermo in ‘Santiago, Italia’, tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l’allora ambasciatore italiano a Santiago. C’è poi l’avvocato Carmen Hertz che ricorda il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nel golpe di Pinochet; chi ricorda le torture del regime e chi il lancio di bambini oltre il muro dell’ambasciata italiana (un modo estremo per dar loro salvezza).E ancora la testimonianza del diplomatico Piero De Masi che, di fronte all’invasione della sede italiana, dice:”pur non avendo risposte ufficiali dall’Italia decisi alla fine di tenerli tutti”. Tra immagini di repertorio del docu quelle dello stadio-lager allestito da Pinochet subito dopo il golpe e quelle dei caccia che bombardarono la Moneda, il loro stesso palazzo presidenziale con dentro Allende poi trovato morto (per suicidio o assassinato?) Moretti, di cui si sente la sola voce durante le interviste, mette la sua faccia, e si vede, solo una volta quando intervistando un ex ufficiale di Pinochet in prigione (fine pena 2038), il generale Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, replica alle sue ragioni di militare fedele al regime e al suo desiderio di un’intervista meno faziosa con uno scandito:”io non sono imparziale”.Ma la morale del film è tutta nell’intervento finale di Erik Merino, ex esule dal Cile negli anni Settanta e ora imprenditore in Italia: “Sono arrivato in un paese che aveva fatta la guerra partigiana e che aveva difeso lo statuto dei lavoratori. Oggi viaggio per l’Italia e che somiglia sempre di più al Cile, alle cose peggiori del Cile. Un consumismo terribile, quello che si vede, dove la persona che hai al tuo fianco se può ti calpesta. C’è ormai solo individualismo”.

– TORINO

– Con il nuovo progetto Torino Factory, presentato al Torino Film Festival, la città si candida come set cinematografico in tutta la sua reale estensione fisica, nelle sue 8 circoscrizioni. Con l’intento, spiegano il presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Manera e il direttore artistico del progetto, Daniele Gaglianione, “di ancorare il cinema al territorio”.
“Da un lato – dice l’assessora alla Cultura della Città, Francesca Leon – si alimenta la vocazione della città a fucina di cinema avvicinando i giovani talenti locali ai diversi settori dell’industria cinematografica, dall’altro si mette al centro la vita dei cittadini attraverso la creatività”.
Il format è dedicato a cortometraggi realizzati da under 30.
Alla prima edizione hanno partecipato 43 progetti tra i quali ne sono stati scelti 8, uno per circoscrizione, tutti proiettati oggi al Tff. “Sono 8 lavori tra loro diversi – dice Gaglianone – si va dall’horror al film realista, dal visionario al film di denuncia.
– IMOLA (BOLOGNA)

– A Imola tra il 1915 e il 1918 furono oltre seicento i militari ricoverati nel Manicomio di Santa Maria della Scaletta (Osservanza) e nel Manicomio provinciale di Bologna in Imola. In una mostra documentaria, ‘Follia di guerra’, allestita alla Biblioteca comunale e visitabile dal primo dicembre al 2 febbraio, l’esperienza di guerra e la degenza in manicomio sono narrate attraverso le storie racchiuse nei documenti sanitari e nella corrispondenza.
Le cartelle cliniche dei soldati parlano di danni morali e fisici, ma anche di vergogna, paura, senso d’abbandono: dei traumi e delle emozioni dei soldati provenienti dal fronte e originari di ogni parte d’Italia.
La mostra, promossa dalla Biblioteca e dall’Archivio storico comunale, è organizzata in occasione del centenario della fine della Grande guerra (1918-2018) e del quarantennale della legge Basaglia (1978-2018), che ha riorganizzato l’assistenza psichiatrica con la chiusura dei manicomi. L’analisi delle cartelle cliniche è stata possibile anche grazie al riordino fatto sulla base del progetto elaborato dall’Archivio storico comunale e finanziato dall’Ausl, proprietaria della documentazione. L’inventario è stato realizzato con la piattaforma messa a disposizione dall’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna.

– BOLOGNA

– Quasi due ore e mezza di musica, ventiquattro canzoni che hanno ripercorso una carriera ormai ventennale: dalla più recente ‘Possibili scenari’, senza dimenticare gli inizi, ovvero i Luna Pop, con il tormentone ’50 Special’ oppure ‘Marmellata #25’. Cesare Cremonini ha chiuso ieri il suo ‘tour nel tour’ bolognese, con la terza serata consecutiva alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno.
“Mi ricordo quando camminavo sotto i portici di questa città, mai avrei pensato all’epoca di poter costruire qualcosa di così grande”, le parole dell’artista nato proprio a Bologna, che nel corso del concerto ha dialogato più volte con il pubblico.
Cremonini ha dedicato la canzone ‘Vorrei’ al bassista Nicola ‘Ballo’ Balestri, diventato papà in questi giorni e presente il 29 novembre sul palco di Casalecchio. Immancabile la maglia del Bologna calcio indossata da Roberto Baggio, che il cantautore ha mostrato al pubblico prima di raccogliere una sciarpa dei tifosi rossoblù. “Sono stati tre giorni meravigliosi”, ha detto.
Fu secondo solo al Conte di San Martino che fu a capo dell’Accademia per 52 anni. Santa Cecilia, una delle più importanti istituzioni musicali italiane, perde il suo ultimo principe: a 76 anni è scomparso Bruno Cagli, presidente onorario ma già presidente dell’Accademia dal 1990 al 1999 e poi nuovamente dal 2003 al 2015. Musicologo e saggista, è stato docente universitario a Urbino e Napoli, era nato a Narni il 2 giugno 1942. Un lungo incarico alla guida dell’istituzione che Cagli ha portato avanti per 21 anni, traghettando l’Accademia verso riconoscimenti internazionali grazie anche a scelte che hanno operato profondi cambiamenti. Il musicologo negli anni si è distinto anche come come autore di testi e sceneggiature teatrali e radiofoniche.
Infaticabile promotore di progetti culturali,  negli anni ’70 ha legato il suo nome alla Fondazione Rossini di Pesaro di cui è stato direttore artistico. Sono anni in cui gli incarichi artistici si susseguono a ritmo incalzante: all’Accademia Filarmonica (dal 1978 al 1981 e dal 1986 al 1988), al Teatro dell’Opera di Roma (1987-1990), al Festival Verdi (1999-2001), al ROF nel 1981, fino ad approdare nel 1990 alla guida dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Tra le iniziative che hanno visto il suo impegno ci sono numerosi Festival, come il Festival Barocco di Viterbo e il Festival verdiano di Parma, in occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Giuseppe Verdi. Autore di numerosi testi pubblicati su riviste specializzate e rappresentati a teatro, Cagli ha scritto quattro libretti d’opera, e nel 2014 con l’editore Bulzoni ha pubblicato il volume Teatro, che raccoglie una selezione della vasta produzione di Cagli per il teatro di prosa. La sua professionalità si è espressa anche per la radio, la televisione e il cinema dove ha lavorato come sceneggiatore e autore nel film Rossini, Rossini di Mario Monicelli. Nel 1981 ha vinto il Prix Italia con il melodramma radiofonico Una vendetta in musica, del quale ha scritto testo e musica. Oltre che dell’Accademia di Santa Cecilia Bruno Cagli è stato membro dell’Arcadia, dell’Accademia di San Luca, dell’Istituto di Studi Romani, dell’Accademia Filarmonica Romana, dell’Accademia Raffaello di Urbino. È stato insignito della medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.
– È morto a Roma il giornalista Sandro Mayer, direttore del settimanale ‘DiPiù’ e opinionista a ‘Ballando con le stelle, il programma di Milly Carlucci su Rai1.
Mayer era nato a Piacenza nel 1940 e il prossimo 21 dicembre avrebbe compiuto 78 anni. Laureato in scienze politiche, è stato per vent’anni direttore del settimanale ‘Gente’ e dal 2004 dirigeva alcune testate di Cairo Editore.
NAPOLI – Esterno notte, ha appena smesso di piovere nella realtà e nella finzione Napoli vista dal Vomero brilla come una pietra preziosa: Genny e Azzurra insieme, solidali come mai, girano una delle ultime scene della dodicesima e ultima puntata della quarta serie di Gomorra, si scambiano baci appassionati e promesse e la notizia è che sono ancora vivi. Niente sangue, niente violenza – qualcuno dietro le quinte chiede ‘ma ora la butta di sotto?’ – solo amore: ”Come sei bella’, dice lui in vena di confessioni (”quello che ero prima bussa per uscire fuori, è una continua battaglia”), per poi chiosare ”la battaglia è finita”.Ma a quale costo la pace? E quale pace? Nell’incontro con il cast al gran completo, nell’elegante ristorante che ospita la scena sul set agli sgoccioli per la serie che andrà in onda a marzo 2019 su Sky Atlantic, non si è saputo molto della trama della quarta stagione ma si è saputo comunque che non sarà l’ultima: ”stiamo già lavorando alla quinta, perchè, finita questa, abbiamo capito che c’erano ancora i margini per andare avanti”, dicono in coro Riccardo Tozzi di Cattleya (che la produce con Sky e Fandango in collaborazione con Beta Film) e Nils Hartmann responsabile delle produzioni originali di Sky.”Questa sarà la stagione degli spaesamenti – spiega Tozzi – perchè i protagonisti non si troveranno più nei loro luoghi abituali e vivranno esperienze di grande intensità emotiva”. Genny eccolo qui, sopravvissuto alla morte dell’amico e fratello Ciro ”si deve adeguare ad un nuovo modello di male”, spiega Salvatore Esposito che è diventato grande insieme al suo personaggio. ”Insieme alla moglie Azzurra – dice Ivana Lotito che le dà il volto – iniziano ad intraprendere un nuovo business, si spostano su un terreno professionale diverso”. Li incontreremo quindi a Londra, ”che è la scelta ideale per spostare l’attenzione sul futuro del business europeo e mondiale. Una situazione in cui i personaggi si troveranno immersi nel male e nella consapevolezza che il male è ovunque. Poca violenza? Scuramente qui ci sarà anche una violenza diversa, fatta da personaggi che magari non uccidono direttamente ma portano le persone a suicidarsi”.”Napoli comunque rimane protagonista assoluta – continua Salvatore – ora siamo al Vomero ma il cuore della serie rimane nella periferia, nelle stesse location degli anni passati abbiamo girato tanto anche lì. Ma Genny, appunto, sarà anche altrove”. Ancorato al territorio, come spiega Cristiana Dell’Anna, è invece il suo personaggio, Patrizia: ”che ama profondamente e in modo viscerale la sua terra e in questa serie più che mai”.Chi è veramente altrove è Marco D’Amore che, morto il suo personaggio, Ciro, alla fine della terza stagione, ora è uscito di scena ma ha trovato una nuova collocazione dietro la macchina da presa nel nuovo ruolo di regista insieme a Francesca Comencini (che cura anche la supervisione artistica), Claudio Cupellini, Enrico Rosati e Ciro Visco. ”Io vivo questa serie – dice D’Amore – con grande sacralità, ogni scena, ogni momento deve avere una sua profondità. Ho rincorso e perseguito un elevato livello di epicità”. ”Con questa quarta serie – aggiunge Hartmann – Gomorra che negli ultimi 10 anni è nata ed ha vissuto della contaminazione e dell’evoluzione del gruppo, arriva alla sua maturità”.

– FIRENZE

– Firenze è al primo posto tra le città italiane per la percentuale di affittuari Airbnb rispetto alla popolazione: gli 8mila alloggi offerti sulla piattaforma sono pari all’1% dei cittadini, calcolati in 800.000 sommando ai residenti chi vive nel capoluogo toscano. Il dato emerge dalla ricerca ‘Percorsi abitativi per l’emancipazione’ della Fondazione Giovanni Michelucci presentata al convegno ‘Fai la casa giusta’ promosso dalla Fondazione Cr Firenze. “Il problema di questo genere di attività è che ha drogato il mercato – ha commentato Massimo Colombo della Fondazione Michelucci -, ha tolto la possibilità di avere affitti a lungo termine, molti residenti che avevano alloggi li hanno destinati a questa attività, trasferendosi in periferia e svuotando il centro città”. Questa tendenza, ha aggiunto Colombo, “ha portato a diminuire le opportunità abitative e anche ad aumentare il costo degli affitti in centro e anche in periferia”.
– NAPOLI

– Inizia a Sorrento con Paolo Ruffini, presente in sala alla proiezione di ‘Up & Down-Un film normale’ il 2 dicembre al Cinema Tasso (ore 21) la settimana dedicata al grande cinema. La serata è una anteprima aperta alla città delle Giornate Professionali di Cinema, principale momento d’incontro dell’industria cinematografica italiana (fino a sabato 8 dicembre). Tra i tanti protagonisti del cinema italiano attesi a Sorrento, Serena Rossi, Luca Argentero, Massimo Boldi, Christian De Sica, Fausto Brizzi, Aldo Baglio, Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio, Claudia Gerini, Andrea Occhipinti, Gabriele Muccino, Matilda De Angelis, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Antonio Albanese, Riccardo Milani, Giovanni Veronesi, Matilde Gioli, Carlo Verdone, Luigi e Aurelio De Laurentiis. La 41/a edizione è promossa dal Comune di Sorrento e dall’Anec, l’associazione nazionale degli esercenti di cinema che le produce e organizza, con il sostegno del Mibac e della Regione Campania.
Da domani sarà trasmesso nelle radio “Amarsi è possibile”, nuovo singolo degli Audio2, una produzione Clodio Music. Per l’occasione il gruppo campano annuncia ufficialmente il titolo del nuovo album 432 hz, in uscita nel 2019.
“Amarsi è possibile”, brano firmato dagli stessi Gianni Donzelli e Enzo Leomporro, con arrangiamenti di Luigi Pignalosa, è una canzone d’amore raffinata e ricca d’immaginazione che si muove in equilibrio fra il piano del racconto e quello della metafora, per definire i tratti di un “un sentimento sincero, poi schiude le ali, come un frutto maturo”.
In attesa della tracklist completa gli Audio2 escono, in tutte le piattaforme digitali e negozi online (e su YouTube con il video); il videoclip del singolo, firmato da Michele Vitiello, guarda a mondi immaginati e si affida a suggestive riprese aeree, in cui la musica riconquista un ruolo centrale, da autentica protagonista, in equilibrio fra dimensioni interiori e terrestri.IL VIDEO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

MILANO – La “serata d’opera più importante del mondo” (copyright del sovrintendente della Scala Alexander Pereira) il prossimo 7 dicembre si aprirà con Attila, con Riccardo Chailly sul podio e la regia di Davide Livermore. Come sempre, chi non sarà in teatro (praticamente sold out i biglietti che hanno prezzi fino a tremila euro) potrà seguirla in diretta su Rai1, al cinema in Italia e all’estero, e in una trentina di punti di Milano, dall’Ottagono della Galleria al carcere di San Vittore al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.
Una prima diffusa, insomma, per “coinvolgere il grande pubblico e rendere contagiosa la passione dell’opera” come ha spiegato l’ad della Rai, Fabrizio Salini, confermando che la prima sarà sulla rete ammiraglia anche nei prossimi anni (nel 2019 toccherà a Tosca). D’altronde, secondo Livermore, “Verdi è l’autore più attuale che ci possa essere. Neanche un rapper del Bronx è attuale quanto lui”, che nella sua vita di compositore “non ha mai cavalcato i like, è stato una spina nel fianco della società” di cui ha messo in luce “ipocrisie e lato oscuro”. Per dimostrarne l’attualità, il regista (grazie anche alle scenografie di Gio Forma, ai costumi di Gianluca Falaschi e ai Video di D-Wok) ha ambientato la vicenda del re degli Unni in un Novecento distopico, dicendo addio a “corna e pelli di montone” ma senza dare una connotazione precisa del tempo. L’obiettivo è essere “al servizio di Verdi” senza distogliere l’attenzione dall’opera. Anche per questo, Livermore ha deciso di evitare la caduta del ponte su cui si trovano per un faccia a faccia Attila e il generale romano Ezio. Il ponte si dividerà, ma non sarà distrutto “per rispetto dei morti e della sofferenza” di chi ha vissuto il crollo del ponte di Genova.
“Non ci interessa fare effetti teatrali a scapito della sensibilità delle persone”, ha aggiunto, liquidando anche le polemiche per eventuali scene blasfeme, contro cui si è scagliato un sindaco della provincia di Bergamo che al riguardo ha scritto anche al sovrintendente. “E’ giusto che ci siano stati un’evoluzione, dei cambiamenti, delle riduzioni di cose e quello che abbiamo tolto – ha tuonato Chailly – è affar nostro”. Comunque tutto, ha assicurato il direttore musicale della Scala, è stato fatto “in funzione della musica”. Qui Attila (dopo Giovanna d’Arco seconda opera della trilogia giovanile di Verdi, che Chailly vuole mettere in scena e che si concluderà con Macbeth) viene eseguito nell’edizione critica Ricordi del 2012. In più, il maestro ha voluto aggiungere prima del trio del terzo atto cinque battute composte da Rossini e l’aria del tenore che Verdi aveva scritto per la Scala e che dai suoi anni non è più stata cantata qui.
“Per me è stato come tornare a scuola ancora”, ha spiegato il tenore Fabio Sirtori, che interpreta Fortunato, mentre Ildar Abdrazakov (Attila) ha parlato di un “sogno che diventa realtà”. Alla presentazione hanno partecipato anche alcuni degli sponsor della prima: da Edison, che illuminerà il 7 dicembre con energia che arriva da fonti rinnovabili, a Bmw a Jti fino a Rolex che ha annunciato anche un grande concerto per il 23 giugno alla Scala con i Wiener Philharmoniker e i suoi ‘ambasciatori’ da Placido Domingo a Jonas Kaufmann e Gustav Dudamel. Ma per ora i riflettori sono sul 7 dicembre, quando sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Questa è anche una grande serata dell’Italia – ha concluso il sovrintendente Pereira – che deve concentrarsi sulle sue forze. Una di queste sono i valori culturali e l’opera lirica”.

– TRIESTE

– La Grande Guerra raccontata dall’azienda Ikon attraverso la Realtà Virtuale è uno dei 40 migliori progetti digitali al mondo, e l’unico per l’Italia, premiato dall’Onu e dall’Unesco con il World Summit Award, che premia l’innovazione digitale.
Si tratta dell’allestimento virtuale del Museo della Grande Guerra sul Monte San Michele, teatro delle pagine più tragiche della Prima Guerra Mondiale: un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia realizzato con Intesa Sanpaolo e il sostegno di Onorcaduti e del Comune di Sagrado. E’ stato riconosciuto a livello mondiale (180 i Paesi selezionati) per qualità del prodotto, innovazione e capacità di unire cultura, turismo e digitale. A un secolo dalla conclusione del conflitto il progetto multimediale ha contenuti sorprendenti e si visitare in chiave ‘immersiva’ il Museo del San Michele, facendo uso di realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni in 3D.

– NEW YORK

– Tom Hanks potrebbe essere Geppetto nel nuovo film ‘Pinocchio’. Hollywood Reporter scrive che l’attore è in trattative per il ruolo nel remake live action della pellicola animata della Disney del 1940. Il progetto, la cui regia sarà affidata a Paul King, fa parte della strategia della casa cinematografica americana di riadattare parte dei suoi film animati più di successo. Una strategia che sembra funzionare visto che il trailer del remake del ‘Re leone’, in uscita la prossima estate, è stato il secondo più visto in assoluto.
‘Pinocchio’ del 1940, basato sul libro di Carlo Collodi, fu il secondo film animato della Disney dopo ‘Biancaneve e i sette nani’ del 1937. Sempre secondo Hollywood Reporter l’unico ostacolo al ruolo per Hanks è un conflitto con il suo prossimo film di fantascienza ‘Bios’. La produzione vorrebbe infatti iniziare le riprese a febbraio: in quel caso non sarebbe compatibile con Pinocchio che dovrebbe andare sul set a maggio.
NEW YORK – Mary Poppins ritorna con la valigia di tappeto e l’ombrello dal manico con il pappagallo, ed e’ gia’ profumo di Oscar ancor prima del debutto nelle sale. Per citare l’opinione che la magica bambinaia dei libri di P.L. Travers aveva di se, il verdetto dei pochi eletti ammessi alla prima red carpet del film a Los Angeles e’ stato unanime: “Praticamente perfetto sotto ogni punto di vista”.Il sequel con Emily Blunt e Lin-Manuel Miranda del leggendario film del 1964 che aveva avuto protagonisti Julie Andrews e Dick Van Dyke uscira’ nelle sale Usa il 19 dicembre, in tempo per Natale, ma anche per piazzarsi tra i grandi contendenti agli Oscar 2019 con altri blockbuster come “Black Panther”, “A Star is Born” e “A Quiet Place”: una novità, secondo The Hollywood Reporter, rispetto ad anni recenti quando i giurati dell’Academy avevano puntato su film indipendenti e di nicchia. Le previsioni di incassi per “Mary Poppins Ritorna” sono di oltre 65 milioni di dollari nella prima settimana nelle sale e solo negli Stati Uniti.E certamente si parla già dell’ambita statuetta della migliore attrice protagonista per la Blunt, che torna a sollevare gli spiriti della famiglia di Michael Banks, che era bambino al tempo del primo film: sono passati 20 anni dalle avventure del primo film che fece della Andrews una star. Michael e’ in lutto per la morte improvvida della moglie e i suoi tre figli hanno estrema necessita’ di quel “poco di zucchero” che solo la signorina arrivata con il vento dell’Est sa come amministrare.Il ritorno di Mary Poppins contiene quel mix di elementi capaci di proiettare un film al successo sia di cassetta che di critica: oltre alla Blunt e al creatore del rap “Hamilton” Lin Miranda che per l’occasione sfoggia un perfetto accento “british”, recitano Colin Firth, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters e Meryl Streep nella parte di Topsy, la cugina anziana di Mary, mentre il 92enne Van Dyke ha avuto un piccolo ruolo cammeo di un banchiere che balla il tip-tap. Tra la 35enne Emily e la 69enne Meryl c’e’ un forte feeling cinematografico: hanno recitato assieme nel 2006 in “Il Diavolo Veste Prada”, poi in “Into the Woods”, ed e’ nata una amicizia fatta di rispetto reciproco.Il regista Rob Marshall offre ulteriore valore aggiunto avendo visto l’Oscar per il miglior film nel 20o2 con Chicago e avendo diretto musical come “Nine” e “Into the Woods”: “Il mondo di oggi e’ un luogo fragile e c’e’ bisogno di un po’ di magia. Lo sento personalmente e so che l’intero cast la pensa come me”, ha detto spiegando sul red carpet perché ha accettato di girare il film.

– Nella puntata di sabato 1 dicembre, Maria De Filippi forma la classe di questa 18/a edizione. Erano previsti 12 banchi ma, a sorpresa, sono diventati 14: si sono infatti aggiudicati direttamente l’ingresso nella scuola di “Amici” Alberto Urso tenore e Anna Maria Ciccarelli ballerina.
Ne fanno parte tra i Ballerini: Miguel Chavez, Arianna Forte, Marco Alimenti, Mowgli, Giusy Romaldi e Anna Maria Ciccarelli. Cantanti: Giordana, Mameli, Tish, Daniel Piccirillo, Alessandro Casillo, Giacomo Eva, Jefeo, e Alberto Urso. In chiusura di puntata Amici ricorda con affetto il direttore e amico Sandro Mayer. Il programma prodotto da Fascino P.g.t.
per Mediaset è ideato e condotto da Maria De Filippi e scritto con Mauro Monaco, Fabio Pastrello e Luca Zanforlin. A cura di Eliana Guerra. Produttore esecutivo Claudia Ciaramella. Regia Andrea Vicario.
– Il contributo del Comune di Milano alla Scala per il 2018 è di 5,5 milioni di euro. Meno quindi dei 6,4 milioni del 2016 ma più dei cinque versati lo scorso anno. Il sindaco Giuseppe Sala, che è anche presidente del teatro, lo ha spiegato uscendo dalla riunione fiume del cda, spiegando che il Comune rinuncerà ai biglietti della prima del 7 dicembre, che così il teatro può mettere normalmente in vendita (prezzo massimo tremila euro l’uno). Palazzo Marino ha sempre tradizionalmente avuto un pacchetto cospicuo di biglietti che venivano distribuiti ai consiglieri comunali. L’ex sindaco Giuliano Pisapia decise di mettere in vendita i biglietti e utilizzare il ricavato per progetti di solidarietà. “La vendita solidale non ci sarà – ha spiegato Sala – perché abbiamo l’obiettivo di tenere i conti” in ordine.
La Scala, ha assicurato, chiuderà in pareggio il 2018 anche se c’è stata una flessione dei ricavi della biglietteria.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

PALERMO

– Davide Enia, attore e scrittore, è il vincitore del premio SuperMondello e del Mondello Giovani 2018. I due riconoscimenti sono andati al suo “Appunti per un naufragio” edito da Sellerio. Dal libro è stata tratta la rappresentazione teatrale “Abisso”, che in questi giorni è andata in scena a Palermo, interpretata dallo stesso Enia.
La cerimonia per l’assegnazione del premio si è svolta presso la Società Siciliana per la Storia Patria, nell’ambito della XLIV edizione del premio letterario internazionale Mondello promosso dalla Fondazione Sicilia. Per la sezione “opera italiana” con Enia sono stati selezionati e premiati Michele Mari con “Leggenda privata” (Einaudi), Laura Pariani con “Di ferro e d’acciaio” (NNE). Ad Alberto Casadei con “Biologia della letteratura” (il Saggiatore) è andato il premio per la sezione Mondello critica. I quattro autori sono stati designati dal comitato di selezione presieduto da Giovanni Puglisi.

– VENEZIA

– In occasione delle celebrazioni del Cinquecentenario della nascita del Tintoretto, i celebri teleri della Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia tornano a splendere sotto una nuova luce, grazie al nuovo sistema di lighting design. Il progetto, messo a punto da Studio Pasetti Lighting, realizzato su commissione della Confraternita della Scuola Grande di San Rocco e realizzato grazie alla collaborazione tecnica dell’Azienda iGuzzini, rappresenta un traguardo nel settore museale verso un nuovo concept nell’uso della luce, in grado di valorizzare il ricco ed articolato patrimonio artistico della Sala Capitolare. In particolare, pubblico potrà ora apprezzare appieno la tecnica compositiva delle maestose tele del Tintoretto, la costruzione delle figure, realizzate con pennellate di puro colore e luce, i particolari sullo sfondo, le particolarità simboliche, elementi che contraddistinguono l’opera del celebre pittore veneziano e che appaiono con tutta la loro potenza espressiva.
TORINO

– Incontrare Marcello Fonte, Palma d’Oro a Cannes per Dogman di Matteo Garrone è sempre un’esperienza unica perché il suo autentico candore prima ti spiazza e poi ti conquista. Protagonista del documentario ‘Sembravano applausi’ di Maria Tilli, ‘fuori programma’ al Torino Film Festival, ritrae l’attore prima, durante e dopo, le riprese del film di Garrone, candidato per l’Italia alle nomination per l’Oscar straniero. Una sorta di backstage del film in cui si assiste anche al modo di lavorare del regista romano a Castel Volturno e poi tante scene dello scantinato in cui ha vissuto a Roma, della baracca in Calabria dove ancora volutamente vive la madre con il nuovo compagno e quattro galline fino alle immagini di lui sulla Croisette, a ricevere la Palma come miglior attore protagonista.
Una vita la sua, che sembra la favola di Cenerentola al maschile: “Quando sono stato ad Hollywood mi hanno portato a vedere le case delle grandi star, ma non mi hanno colpito più di tanto. Io la Ferrari ce l’ho dentro”.
– Vita ce n’è, il nuovo album di Eros Ramazzotti uscito una settimana fa in 100 Paesi del mondo in italiano e spagnolo, debutta direttamente in vetta alla classifica Fimi-Gfk dei dischi più venduti della settimana, spodestando Salmo e il suo Playlist, che scivola in seconda posizione.Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, Duets Forever – Tutti cantano Cristina, in cui Cristina D’Avena ha coinvolto sedici colleghi, da Patty Pravo a Malika Ayane, da Nek al Volo, invitandoli a cimentarsi in altrettante sigle storiche di cartoni animati. In quarta posizione si confermano i Maneskin con Il ballo della vita, davanti a Giorgia, quinta con Pop Heart.In una top ten che alterna rap e grandi classici, entra al sesto posto Pooh 50 – L’ultimo abbraccio: la raccolta dei 52 brani dell’ultimo live della band, che due anni fa a Bologna ne ha segnato l’addio alle scene. Torna nella top ten Ultimo, settimo con Peter Pan; a seguire Michael Bublé con Love, Elisa con Diari aperti (questa settimana guadagna quattro posizioni ed è nona) e Roberto Vecchioni con L’infinito. Tra i singoli spopolano le voci di X Factor: in testa c’è Anastasio con La fine del mondo, poi Martina Attili con Cherofobia. Seguono i Maneskin con Torna a casa e Salmo, che piazza Il cielo nella stanza (feat. Nstasia e Sfera Ebbasta). Tra i vinili, dominano Cristina D’Avena e i Pooh.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 23 al 29 novembre:1) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)3) DUETS FOREVER – TUTTI CANTANO CRISTINA, CRISTINA D’AVENA (WARNER BROS-WMI)4) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL- SONY)6) POOH 50 – L’ULTIMO ABBRACCIO, POOH (FRIENDS & PARTNERS SRL-SONY)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICE)8) LOVE, MICHAEL BUBLE’ (WARNER BROS-WMI)9) DIARI APERTI, ELISA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)10)L’INFINITO, ROBERTO VECCHIONI (DM PRODUZIONI-ARTIST FIRST)Ecco la classifica dei singoli:1) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SME)2) CHEROFOBIA, MARTINA ATTILI (RCA RECORDS LABEL-SME)3) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT.NSTASIA (EPIC-SME)5) CABRIOLET, SALMO FEAT. SFERA EBBASTA (EPIC-SME)Ecco la classifica dei vinili:1) DUETS FOREVER – TUTTI CANTANO CRISTINA, CRISTINA D’AVENA (WARNER BROS-WMI)2) POOH 50 – L’ULTIMO ABBRACCIO, POOH (FRIENDS & PARTNERS SRL-SONY)3) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)4) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM-UNIVERSAL MUSIC)5) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)

NEW YORK – Frida Kahlo arriva a New York con, per la prima volta i contenuti della sua leggendaria Casa Azul. La mostra ‘Appearances Can Be Deceiving’ (le apparenze ingannano, dal titolo di un disegno dell’artista che la raffigura con un vestito trasparente e sotto tutti i segni delle sue infermita’) aprirà i battenti l’8 febbraio al Brooklyn Museum.”Siamo felici di ospitare a New York l’omaggio a una figura iconica e internazionalmente famosa”, ha detto Anna Pasternak, la direttrice del museo, sottolineando l’importanza dell’iniziativa “nel particolare momento storico che stiamo vivendo, quando è assolutamente necessario costruire ponti culturali tra Stati Uniti e Messico”. La mostra, che arriva dopo i successi delle rassegne dedicate a David Bowie e a Georgia O’Keefe, e’ la più completa negli Usa in un decennio e, come per Bowie, raccoglie il testimone dalla retrospettiva organizzata sulla Kahlo al Victoria and Albert Museum di Londra dove per la prima volta gli oggetti della Casa Azzurra avevano viaggiato fuori dal Messico.Al Brooklyn Museum il focus sarà su come politica, identità di genere, abiti e disabilita’ ebbero un ruolo nel definire l’opera e la vita dell’artista. La storia di Frida sarà narrata attraverso i suoi “effetti personali” tra cui gli iconici abito Tehuana, gioielli mesoamericani e alcuni dei corsetti e delle protesi dipinte a mano: tutti provenienti dalla casa dove furono riscoperti e inventariati nel 2004 dopo esser stati messi sotto chiave nel 1954, alla morte dell’artista. Rivera aveva posto la condizione che non avrebbero potuto essere rivelati prima di 15 anni dalla sua propria scomparsa. I cimeli di Frida sono esposti assieme a importanti dipinti, disegni e fotografie della Collezione Jacques and Natasha Gelman.Sullo sfondo dell’arte c’e’ sempre la vita: nel caso di Frida, malattia, incidenti, aborti e i tradimenti di Rivera. La Kahlo viene vista oggi come una potente figura di donna che rifiutando le costrizioni del genere, della sessualità’ o della disabilita’, creo’ attorno a se’ un mito decenni prima di Madonna o Lady Gaga. La mostra sara’ ordinata cronologicamente: tra i quadri ci sara’ il celebre “Autoritratto con Collana” del 1933, l'”Autoritratto con treccia” del 1941 e l'”Autoritratto come una Tehuana con Diego nella mente” che la raffigura con una figurina del pittore in miniatura posizionata sopra le celebri sopracciglia. Accanto, le cose che la circondavano nell’esistenza quotidiana. Un centinaio di oggetti: arte e vita diventano un’unica cosa.Aspettando un’affluenza di pubblico paragonabile a quella di ‘David Bowie is’ (275 mila biglietti venduti, un record), il Brooklyn Museum fara’ pagare l’ingresso a parte, da 20 a 25 dollari, a seconda del giorno della settimana. Usualmente e’ chiuso lunedì’ e martedì, il museo per l’occasione restera’ aperto sette giorni su sette.

– Due opere progettate da Renzo Piano e realizzate da Salini Impregilo, il Centro Culturale Stavros Niarcos Foundation ad Atene, con Opera House e biblioteca, e l’Auditorium Parco della Musica di Roma, sono al centro dell’incontro organizzato a Roma da Salini Impregilo e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
L’incontro, dal titolo “l’Auditorium di Roma e l’Auditorium di Atene: due opere pubbliche del terzo millennio”, si terrà il 4 dicembre dalle ore 18.00 a Roma, presso il Foyer della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica e vedrà la partecipazione del Maestro Greco Leonidas Kavakos, di Pietro Salini, Michele dall’Ongaro, Presidente e Soprintendente dell’Accademia di Santa Cecilia e Aurelio Regina, Presidente Fondazione Musica per Roma.
L’evento sarà l’occasione per presentare il libro “The Last Agorà”, pubblicazione fotografica realizzata da Salini Impregilo con Electa, sulla costruzione del Centro Culturale della Fondazione Stavros Niarchos ad Atene, e per inaugurare la mostra fotografica allestita all’Auditorium Parco della Musica dal 4 dicembre al 7 gennaio, per accompagnare il visitatore alla scoperta dei due prestigiosi progetti culturali realizzati dal gruppo Salini Impregilo a Roma e ad Atene.
– BOLOGNA

– La Cineteca di Bologna porta nelle sale, dal 3 dicembre, in versione restaurata in 4K, il film ‘L’appartamento’ (1960), cult di Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLaine.
‘L’appartamento’ vinse cinque Oscar, tra cui quello per il miglior film, la miglior regia, la migliore scenografia e il miglior soggetto originale. “Le sequenze di Natale e Capodanno – come scrisse il giornalista e critico Hellmuth Karasek – sono da annoverare tra il meglio del cinema degli anni Sessanta”.
Dopo l’anteprima della scorsa estate alla 32/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’, il film esce grazie al progetto della Cineteca per la distribuzione dei classici restaurati.
– LECCO

– Giuseppe Airoldi fu il primo a proporre le ‘Parole incrociate’. Airoldi era un impiegato del Comune di Lecco. Era il 14 settembre del 1890, una domenica, e il nuovo gioco – presentato proprio con quel nome e con definizioni numerate verticali e orizzontali – uscì senza firma sul ‘Secolo Illustrato’ di Milano. La sua storia è nel libro ‘L’uomo delle parole incrociate’, autore Giorgio Spreafico, scrittore e giornalista di Lecco. Il romanzo, pubblicato da Teka Edizioni di Lecco, è un’approfondita ricerca storica.
Solo 23 anni dopo il giornalista Arthur Wynne, un inglese trapiantato in America, propose sul ‘Fun’ (supplemento del New York World) il Word-Cross Puzzle che lo rese famoso come padre del passatempo enigmistico più amato e diffuso nel mondo. Un titolo usurpato? In molti in Italia non ebbero dubbi quando nel 1960 si scoprì finalmente l’identità del precursore di fine Ottocento, tuttavia la fiammata di notorietà non bastò a ribaltare la situazione in favore di Airoldi che morì a 53 anni, nel 1914.
– “Due anni fa non mi facevano entrare nei locali, ora si aprono le file per me. Pazzesco”.
Carl Brave, il fenomeno dell’indie pop che arriva da Roma, ricorda quando era solo Carlo Luigi Coraggio, ex giocatore di basket con la passione per la musica e poche visualizzazioni su YouTube. Poi il boom con “Polaroid”, l’album d’esordio col socio Franco126, e la caduta libera verso il successo del disco da solista “Notti Brave”. A due anni dai giorni in cui era solo uno spettatore, Brave presenta l’atteso “Notti Brave (After)” prodotto da Universal. Sette brani, duetti con Max Gazzè, Guè Pequeno, Luché e Ugo Borghetti, immagini come quadri raccontati in un italiano sporcato dal romanesco, atmosfere familiari ma più luminose del passato. “Questo disco è nato mentre realizzavo ‘Polaroid’, non ho avuto il trauma da lavorazione – ha raccontato – La verità è che mi piace davvero quello che faccio, se non fosse il mio lavoro lo farei comunque nel tempo libero”.

– TORINO

– Matteo Garrone, il regista di Gomorra, Reality, Dogman, film candidato italiano alla selezione dell’Oscar per il film straniero, ha ricevuto stasera a Torino, alla Nuvola Lavazza, il premio Langhe Roero e Monferrato, nato nel 2017 da un’idea del presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Damilano, con lo scopo di promuovere il patrimonio culturale del piemontese, associando l’eccellenza dell’enogastronomia locale all’eccellenza del cinema italiano. A Garrone sono state consegnate, nel corso di una cena di gala stellata il cui provento viene devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, 100 bottiglie di vino come campione della migliore produzione piemontese messe a disposizione dai Consorzi vinicoli del Roero, dell’Asti Docg, del Barbera d’Asti e del Barolo. “Tengo molto a questo premio – ha detto Damilano – perchè fa incontrare due eccellenze, il cinema italiano e la cultura del vino”. Garrone ha visitato l’Ircc di Candiolo insieme alla presidente Allegra Agnelli

– TORINO

– Tre milioni di euro, diritti inclusi, e oltre il 70% dei lotti venduti per la due giorni dedicata a “monete, banconote e medaglie”, in Sala Bolaffi a Torino il 29 e il 30 novembre per il dipartimento di numismatica di Aste Bolaffi. Protagoniste della vendita le grandi rarità dei Savoia: top lot dell’asta la moneta da 50 Lire 1864 di Vittorio Emanuele II salita fino a 225.700 euro, il 100 Lire 1880 della Zecca di Roma aggiudicato a 83.000 euro.
Nel capitolo delle banconote, straordinario realizzo per l’unico esemplare conosciuto del biglietto di banca da 1.000 Lire “Grande M-Matrice” con decreto del 9.12.1899, volato fino a 73.200 euro, dieci volte la base d’asta, dopo decine di rilanci fra collezionisti in sala e collegati al telefono. Si tratta – spiega Aste Bolaffi – di un vero record di aggiudicazione per una banconota in una vendita pubblica.      [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 21 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 07:54 DI GIOVEDì 29 NOVEMBRE 2018

ALLE 09:20 DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

All’asta in GB la pistola del primo Bond
Arma di Sean Connery in ‘Licenza di uccidere’, vale 90.000 euro

Parco Appia è SOS fondi, 5 mln solo per l’AcquedottoL’addio triste della dg Paris. Bonisoli “metteremo mano a fondi”

Pieraccioni, saluto le commedie romanticheFra ex fidanzate e prole In Se son rose, in sala dal 29/11

The complete Beatles songsGli aneddoti dietro ogni canzone scritta dai Fab Four

Musica: reggae diventa patrimonio dell’Unesco A motivare il riconoscimento, “il suo contributo al dibattito internazionale su questioni di ingiustizia, resistenza, amore e umanità”

21 mln l’anno atti di pirateria su sportFenomeno coinvolge 4,6 milioni di persone. Al top calcio, poi F1

Mengoni, il mio viaggio tra suoni ed emozioniRitmi caraibici e pop in Atlantico. E spunta cameo di Celentano

Nei Sassi gli ‘opposti’ di Salvador DalìDal 2 dicembre la mostra con 200 opere in due chiese rupestri

Nek in piazza per il Capodanno a RiminiIl calendario di San Silvestro dal 1 dicembre fino all’Epifania

Erri De Luca per biblioteca CasalePrimo scrittore a rispondere alla ‘Chiamata alle Arti’

Parma 2020, si selezionano proposteIl Comune invita il territorio a esprimere progetti culturali

Regina del sud, Bova sul set in ColombiaMaxi serie targata Telemundo-Netflix con del Castillo

Beverly Pepper e Todi, amore di una vitaNel 2019 città celebra artista con eventi e parco con sue opere

Urbino celebra il padre di RaffaelloFigura poliedrica: poeta, imprenditore, pittore

E’ morto il musicologo Bruno CagliPresidente onorario dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia

Cristina Comencini, donne e sesso in 35 anni di tvNel documentario Sex Story presentato al Torino Film Festival

Quentin Tarantino ha detto sìCerimonia intima a Los Angeles per regista e Daniella Pick

Bernardo Bertolucci, le immagini di quando era bambino – VIDEO Dagli archivi di Home Movies – Archivio Nazionale dei film di famiglia

Restaurata ‘La resurrezione’ di MantegnaAttribuita a maggio, presentata al pubblico, poi in tour

Foto di mafia in famiglia, ecco Il traditoreDa Bellocchio a Garrone per Rai Cinema. Del Brocco, siamo al 12%

Spielberg girerà remake West Side StoryRiprese nel 2019. Nuovo personaggio creato per Rita Moreno

Miss Italia, il calendario 2019 per gli 80 anni del Concorso Le prime tre classificate Carlotta, Fiorenza e Chiara protagoniste delle foto di Gianmarco Chieregato

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LONDRA

– Va all’asta in Gran Bretagna la pistola brandita da Sean Connery nei panni di James Bond nel primo film della serie sulla più celebre spia del grande schermo. Si stima che potrebbe spuntare fino a 80.000 sterline (circa 90.000 euro).
La Walther PPK, utilizzata in una delle scene di apertura di ‘Agente 007 – Licenza di uccidere’, nella pellicola viene consegnata a Bond da ‘M’, interpretato da Bernard Lee, in sostituzione della sua Beretta. L’arma da fuoco, nella realtà, apparteneva per davvero a Lee, che l’aveva data in prestito per le riprese perché la pistola di scena non era disponibile. “E’ risaputo che la pistola utilizzata nel film fosse una Walther PP, anche se viene citata come una PPK. Si tratta di un superlativo pezzo di storia del cinema britannico”, ha spiegato al Times Jonathan Humbert della casa d’aste Humbert & Ellis di Whittlebury, che batterà il cimelio giovedì 6 dicembre.
L’oggetto sarà accompagnato da una lettera firmata di suo pugno da Lee contenente aneddoti sul film.
Mancano meno di 48 ore alla fine del suo incarico alla guida del Parco dell’Appia Antica, ma il direttore generale Rita Paris non si risparmia dal fare un ultimo appello perché siano assegnati i fondi necessari per la sopravvivenza di questa eccezionale meraviglia archeologica e naturalistica a cielo aperto. E il ministro Alberto Bonisoli in un videomessaggio promette che nel 2019 affronterà la situazione: “Le dotazioni finanziarie del Parco – spiega – non sono sufficienti. Questo è un parco che non si può autosostenere e deve rimanere aperto, gratuito e disponibile a tutta la cittadinanza”.    “Abbiamo – spiega la Paris – un piano triennale per cui se vogliamo soltanto mantenere, abbiamo bisogno di almeno 2 milioni di euro l’anno. Ci sono poi da mettere urgentemente le mani sull’Acquedotto Claudio che è in condizioni precarie e su cui siamo intervenuti con interventi di somma urgenza. Sta perdendo pezzi e sta messo male: abbiamo chiesto 5 milioni solo per la sua messa in sicurezza”.    La Paris fa il punto anche sulle acquisizioni: “Dopo che abbiamo perso il Colombario dei Liberti di Augusto, per Sant’Urbano il ministro Franceschini mi ha dato mandato per procedere con la trattativa privata, che ben conoscevo perché l’abbiamo seguita per l’acquisizione di Santa Maria Nova. Siamo partiti con una cifra incredibile e siamo arrivati a 491 mila euro che sono stati accreditati recentemente dal ministero e sono sul nostro conto”.A chi le chiede se le ruspe così attive sulle ville dei Casamonica possano essere usate anche nel Parco risponde battagliera: “Lì è stato fatto anche perché c’era una situazione legata alla criminalità ma va fatto anche semplicemente perché certe costruzioni in certi luoghi non ci possono stare. Dobbiamo tutti pretendere di riprenderci questi monumenti e pezzi di territorio consumati abusivamente quando invece la legge è molto chiara”. E aggiunge: “Non è possibile lasciare al futuro una situazione del genere, ci sono monumenti che soltanto i professori conoscono e che non riescono neanche a vedere. E i cittadini? Ci sono monumenti che sono rimasti intrappolati per caso tra muri e villini. Potrebbero stare vicino ad altri monumenti e potrebbero diventare dei bellissimi complessi da recuperare e ricucire”.    E sulla fine del suo incarico la Paris non nasconde la sua amarezza (“Ho vinto un concorso fino a marzo del 2021 ma mi ritrovo in pensione da venerdì, non credevo…”) e i tanti studiosi, colleghi e normali cittadini riuniti all’Accademia di San Luca per la presentazione del Piano per il Parco le tributano un lungo e commosso applauso di commiato. “Voglio cogliere l’occasione per ringraziare questi miei compagni di viaggio, seppure breve, che spero porteranno avanti questo compito” conclude.
Un’immersione nei rapporti di coppia scoppiati e nelle dinamiche padre – figlia, molto legata al suo vissuto (“racconto un 50enne che non ce la fa a correre la maratona dell’amore”), ma anche “il primo film della seconda serie nella mia carriera”, “probabilmente la mia ultima commedia romantica, un genere che ormai sento di aver declinato in ogni maniera”. Sono fra le anime che Leonardo Pieraccioni esplora da regista e protagonista, in Se son rose, nelle sale dal 29 novembre in 500 copie con Medusa.
Il cast molto rosa comprende Michela Andreozzi, Elena Cucci, Caterina Murino, Claudia Pandolfi, Gabriella Pession, Antonia Truppo, Nunzia Schiano, e la webstar Mariasole Pollio, che interpreta la figlia quindicenne del protagonista. Debutta in cameo anche la vera figlia di Pieraccioni, Martina, 7 anni. “Un macchinista dopo le scene con lei, mi ha detto ‘E’ più brava di te” – racconta fiero il regista, che ha scritto il film con Filippo Bologna -. Avevo anche chiesto anche alla mia ex compagna Laura Torrisi di recitare la mia ex moglie. Lei mi ha risposto che già si era già abbastanza stancata a ripetermi certe cose nella vita, per ricominciare in un film” dice sorridendo.
La storia ruota intorno a giornalista web impigrito anche nei sentimenti, Leonardo, e a un’email con una riga di testo: “Sono cambiato. Riproviamoci?” inviata dalla figlia Yolanda, a tutte le ex fidanzate del padre, per scuoterlo dalla sua routine, fatta di involtini primavera surgelati e e incontri saltuari con l’amica/amante Ginora detta 48 (Cucci). Così riappaiono nella vita del protagonista Benedetta ( Murino) diventata una sorta di suora laica; Elettra (Pession), irritabilissima docente di filosofia; la prima fidanzatina, Angelica, poco fedele (Andreozzi); Fioretta (Truppo), nel pieno del percorso per diventare uomo. Senza dimenticare l’ex moglie, ora consigliera, Fabiola (Pandolfi). Il protagonista “prende coscienza che è meglio andare verso lidi nuovi che provare zuppe riscaldate e che l’unico amore infinito è quello per i figli” dice Pieraccioni. Come il Leonardo cinematografico “anch’io credo di aver annoiato mortalmente alcune mie ex, di essere stato superficiale e non aver saputo perdonare un tradimento”. Con il cast tutto, o quasi al femminile, “mi sono trovato benissimo sul set perché ho recitato con loro singolarmente. Ma quando si sono riunite per la foto del manifesto ho avuto paura, volevo scappare, sono delle psicopatiche” scherza.
Le ‘sue’ attrici rispondono solo con lodi e complimenti: “Leonardo spiega con estrema chiarezza quello che vuole e tu ti abbandoni – dice Michela Andreozzi -. Come il mio personaggio anch’io ho rincontrato e mi sono rimessa per un nanosecondo con il mio fidanzatino delle medie. E’ stato strano, ma divertente”.
Claudia Pandolfi non crede nelle “minestre riscaldate” ma ha piena fiducia in Pieraccioni regista: “E’ sfacciatamente gentile, trasparente, mette in condizione tutti di essere efficienti, gentili e professionali”. Gabriella Pession, che ha debuttato al cinema proprio in un film di Pieraccioni, Fuochi d’artificio (1997) ed era fra gli interpreti de Il pesce innamorato (1999) ha accettato Se son rose “senza nemmeno leggere La sceneggiatura. Reciterei sempre con Leonardo”. C’è anche un cameo di Vincenzo Salemme: “E un grande vero – dice Pieraccioni – Mi auguro di poter fare al più presto un film con lui e l’occasione potrebbe arrivare presto, sto scrivendo una storia tutta al maschile… restando sempre in terreno di commedia”.
Oggi “per molti la sala sta diventando una finestra da bypassare, ed è anche colpa nostra – sottolinea -. Servono più qualità e attenzione nelle storie, bisogna creare nelle persone quel passaparola che le porti a non voler aspettare il passaggio tv”.

– THE COMPLETE BEATLES SONGS – Gli aneddoti dietro ogni canzone scritta dai Fab Four, Steve Turner (EDEL ITALY, 352 PP, 40 euro). E’ di Ringo Starr la paternità della battuta che ha dato il titolo a A Hard Day’s Night nel 1964, mentre John Lennon la scrisse sul retro di un bigliettino d’auguri in un piccolo appartamento dietro Cromwell Road a Londra; Lucy in the sky with diamonds era ispirata a una bimba di 4 anni compagna di asilo di Julian, il figlio di John, mentre Eleanor Rigby è un nome inventato, ma che probabilmente apparteneva all’inconscio di Paul McCartney che da ragazzo potrebbe aver visto la sua lapide nel cimitero della St. Peter’s Parish Church a Woolton; Happiness is a warm gun, invece, è il frutto dell’unione di tre canzoni iniziate da Lennon. E ancora, chi aveva “solo diciassette anni” e fece “esplodere” il cuore di Paul? Chi era “Lady Madonna”? Perché Paul era il “Walrus” e cosa ha ispirato il testo di “Octopus’s Garden” di Ringo? In “The Complete Beatles Songs – Gli aneddoti dietro ogni canzone scritta dai Fab Four”, il giornalista musicale ed esperto dei Beatles, Steve Turner, analizza tutte le 207 canzoni originali dei Beatles dai Fab Four e i rispettivi testi, compreso il materiale da Live At The BBC e Anthology I-III, con un’ampia galleria fotografica e molte foto inedite. Il libro è pubblicato per la prima volta in Italia in un’edizione completamente rivista e aggiornata di questo classico sui Beatles, la cui prima stampa è del 1994 (con il titolo “A Hard Day’s Write”).
“A quasi 50 anni dallo scioglimento della band, quelle canzoni significano ancora qualcosa per noi. Sono come vecchi amici che abbiamo incontrato in gioventù e che hanno reso la vita un po’ più emozionante e facile da affrontare. Proviamo per loro un grande affetto per tutto ciò che hanno fatto per noi. Ed è proprio perché proviamo così tanto affetto per loro che ha senso scoprire da dove provengono”, spiega l’autore anche se poi avverte che “conoscere cosa ha ispirato le canzoni non le rende migliori o peggiori. Le canzoni esistono come creazioni a sé stanti, esaltate dai ricordi legati al momento in cui le abbiamo ascoltate per la prima volta”. Steve Turner, nella sua analisi minuziosa, distrugge alcuni miti ben consolidati e aggiunge una nuova dimensione all’eredità dei Fab Four: ogni brano è discusso e analizzato, a partire dalla fonte d’ispirazione, per passare al momento storico vissuto dalla band, ai rapporti tra i quattro componenti, alla loro evoluzione artistica e creativa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il reggae diventa patrimonio dell’Unesco. La musica giamaicana, famosa in tutto il mondo grazie ad artisti come Bob Marley, è stata iscritta oggi nella lista dei Beni Immateriali dell’umanità.
A motivare il riconoscimento, “il suo contributo al dibattito internazionale su questioni di ingiustizia, resistenza, amore e umanità”.
IL VIDEO DI GET UP STAND UP DI MARLEY

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Si stimano circa 4,6 milioni di persone oltre i 15 anni che guardano illegalmente eventi sportivi live, per circa 21 milioni di atti di pirateria l’anno.
Il 23% del totale dei pirati di sport live, cioè poco più di un milione di persone, ha fatto ricorso a Iptv. Sono fra i dati della ricerca Fapav/Ipsos presentato al Convegno ‘La galassia delle Iptv illegali. Sport, eventi live e contenuti audiovisivi’ in corso alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia a Roma.
Gli sport più seguiti online illegalmente sono il calcio (da 3 pirati su 4), poi la Formula 1, seguono a pari merito Moto GP e tennis, poi basket e sci. “Negli anni nel mio ruolo ho avuto modo di conoscere il fenomeno della pirateria online e so quanto sia devastante il suo impatto sul settore”, ha detto Gennaro Vecchione, generale di divisione della Guardia di Finanza, e nominato proprio in questi giorni direttore del Dis.
Atlantico, come l’oceano che ha sorvolato tanto in questi due anni; e Atlantico, come il mare in cui confluiscono, da est a ovest, tante culture diverse. Ha intitolato così, Marco Mengoni, il suo nuovo disco di inediti, in uscita il 30 novembre per Sony Music (e per l’occasione il cantautore ha organizzato anche Atlantico Fest – Attraversa la musica, tre giorni di eventi fino al 1 dicembre a Milano). Quindici tracce in cui i ritmi caraibici e salseri pieni di allegria, assorbiti viaggiando zaino in spalla, trovano la giusta quadra con il pop cantautorale dell’artista che tra meno di un mese festeggia 30 anni (e 10 di carriera).”Sono fortunato, perché essendo nato a Natale non festeggio mai. Quindi la cifra tonda non fa tanta differenza rispetto ad altri compleanni – ammette -. Ma sono soddisfatto delle esperienze fatte finora. Nel 2019 sono anche 10 anni di carriera (da quando vinse X Factor). Ecco, chi l’avrebbe detto?”. Atlantico arriva a tre anni di distanza da “Le cose che non ho” ed è frutto del viaggio, fisico ma anche interiore, che Mengoni ha intrapreso tra Portogallo, Marocco, Arabia Saudita, Tanzania, New York (“la metropoli che ti può far sentire incredibilmente solo e piccolo in mezzo a milioni di persone”). “Sono stati due anni in cui ho sentito il bisogno di vivere a fondo le emozioni. Tutte. La gioia come il dolore. Perché servono entrambe, altrimenti non avremmo il contrasto – si racconta Mengoni -. Ho raccolto appunti, tanti, che poi ho portato a Fabio Ilacqua con il quale ho scritto i pezzi. Non è stato facile tradurre tutte le sensazioni che avevo messo in valigia, andando alla ricerca di me stesso e trovando riflesso nello specchio il mio peggior nemico”.Il risultato è un viaggio di influenze musicali, ma anche di collaborazioni, come quella con Tom Walker in Hola (I Say), il primo duetto in un disco di inediti di Mengoni (“finora avevo una sorta di timore a confrontarmi con altri, anche se cantare con Lucio Dalla vince su tutto”, nel 2011 nel brano Meri Luis) e Vanessa Da Mata (nel brano Amalia, dedicato alla regina del fado Amalia Rodriguez). A sorpresa spunta anche un cameo di Adriano Celentano nella dolcissima La Casa Azul, ritratto di Frida Kahlo: “la sua era la voce giusta per racchiudere l’esperienza umana della pittrice”.Tra i protagonisti evocati anche la figura di Cassius Clay in Siamo Tutti Muhammad Alì. “Sia Frida che Alì sono personaggi da cui dovremmo imparare molto: hanno lottato e sono andati contro se stessi”. Il filo conduttore di Atlantico – spiega – potrebbero essere tre parole: “bellezza, lentezza, contrasto. Quelle che hanno un po’ guidato la mia ricerca e che sono presenti in tutti i brani, anche a livello musicale”. Il suo nome circola con forza anche nella lista degli ospiti al festival di Sanremo (che vinse nel 2013 con L’essenziale). “Io porto un’idea, poi vediamo. Per la gara basta, ho dato. E ormai sono vecchio e lascio spazio ai giovani”, scherza. Ad aprile, intanto, di sicuro c’è il tour nei palasport. “Avevamo pensato anche agli stadi – ammette Mengoni -, ma è un’ipotesi che è tramontata: preferisco avere ancora un contatto più da vicino con il pubblico. Quella della corsa allo stadio a tutti i costi è un’esigenza che non sento. E poi se faccio ora San Siro e l’Olimpico a 30 anni e con 10 di carriera, fra altri 10 anni cosa faccio?”. Il via da Torino il 27, a seguire tre date al Forum di Assago (1, 2, 4 maggio), due a Roma (8 e 10 maggio) e poi Bari, Caserta, Eboli, Firenze, tre date all’Arena di Verona, Rimini, fino a chiudere a Bologna il 30 maggio. Il 2 dicembre Mengoni sarà poi special guest a Milano dell’ultima giornata del Fox Circus, l’evento dedicato alle serie tv. Atlantico, oltre che in versione standard, sarà disponibile anche in 5 special edition con 5 copertine e un sottotitolo diversi una dall’altra.

– MATERA

– Il tempo millenario e fugace, l’involucro duro e il contenuto molle, la dialettica tra religione e scienza, la metamorfosi della realtà in surrealtà: sono le dicotomie che caratterizzano la mostra “La persistenza degli opposti” dell’eclettico e poliedrico artista spagnolo Salvador Dalì, allestita a Matera nelle chiese rupestri di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù. La mostra, che sarà inaugurata il 2 dicembre, sarà visitabile fino al 30 novembre 2019.
Il percorso espositivo annovera 200 opere “autentiche e certificate”, di diverse dimensioni e fattura, rappresentative di un percorso tematico che indaga all’interno della psicologia e della ispirazione artistica di Dalì.
Tre sculture monumentali, in bronzo, sono state collocate già alcuni giorni fa nei rioni Sassi e nel centro cittadino. Le altre sono state collocate nelle chiese rupestri. Il percorso espositivo è integrato da ologrammi, realtà virtuali, proiezioni 3D, video mapping per una esperienza “immersiva” dell’arte di Dalì.
– RIMINI

– Centocinquanta eventi fino all’Epifania, il concerto di Nek e il dj set di Marco Rissa, chitarrista e cofondatore di Thegiornalisti sono gli appuntamenti clou della notte di San Silvestro per l’edizione 2019 del “Capodanno più lungo del mondo” presentato a Rimini. “Sono felice di poter passare la fine dell’anno nella mia Regione e sarà ancora più bello farlo sul palco di Rimini. Ci vediamo lì”, ha scritto Nek sul suo profilo Facebook. Dalle 22 della notte di Capodanno in piazzale Fellini, Nek accompagnerà il pubblico attraverso un viaggio musicale da “Laura non c’è” attraverso i 15 album pubblicati. A dare il via al concerto, Anna Pettinelli, e alla mezzanotte il grande spettacolo di fuochi d’artificio tra il Grand Hotel e la spiaggia. Il ricco programma di iniziative per il ‘Capodanno più lungo del mondo’ comincia sabato 1 dicembre.
– CASERTA

– Primo scrittore a rispondere alla ‘Chiamata alle Arti’ per la prima Biblioteca di Casal di Principe, lo scrittore Erri De Luca sarà il 30 novembre nella cittadina del Casertano – al Teatro della Legalità alle 17 – una volta roccaforte di potenti clan camorristici, oggi quasi una “città laboratorio” dove si sta provando a chiudere definitivamente con il passato, anche sotto il profilo culturale, tra riutilizzo delle ville in pieno centro confiscate ai boss e iniziative come quella della biblioteca creata in Comune su esplicita richiesta di una bambina di 13 anni. Il “Grillo parlante”, è questo il nome della biblioteca inaugurata nell’aprile scorso, che sta avendo enorme successo.
Già prima dell’inaugurazione, il comune di Solesino (Padova) inviò 1300 libri, poi negli ultimi mesi tanti privati cittadini hanno donato testi permettendo a Maria, la bimba di 13 anni la cui lettera diede una spinta all’apertura della biblioteca, e a tanti altri adolescenti di avere un posto in cui leggere e confrontarsi.
– BOLOGNA

– Il Comune di Parma ha indetto un avviso pubblico per selezionare progetti culturali da promuovere attraverso il Programma del 2020, anno in cui la città sarà Capitale Italiana della Cultura. Obiettivo dell’avviso è stimolare il territorio ad esprimere progettualità coerenti con principi, finalità e temi del dossier di candidatura, promuovendo contestualmente la progettazione culturale integrata.
Le proposte possono essere presentate dagli enti del terzo settore, dagli enti no profit pubblici e privati e dai soggetti privati che, per notorietà e struttura sociale posseduta, possano dare garanzia di correttezza e validità dell’iniziativa realizzata. Non saranno considerate ammissibili le proposte presentate da persone fisiche, né quelle presentate come capofila dai soggetti che hanno già progetti nel dossier. Il modulo sarà online dal 17 dicembre, per le domande c’è tempo fino al 31 marzo. Tutte le informazioni sono sul sito ParmaCapitaleCultura2020.it.

Una sorta di Narcos in rosa, un racconto di formazione, una lotta per il predominio dello spaccio di droga. La Regina del Sud, torna Teresa Mendoza, ma questa volta con la sua protagonista originale Kate del Castillo. Non è tutto, nel cast tra i protagonisti c’è Raoul Bova che da sei mesi è in Colombia a girare la serie, una co-produzione tra Telemundo Global Studios e Netflix. L’attore italiano lo abbiamo visto di recente in tv, su Rai1 nella serie I Medici – Lorenzo Il Magnifico, ma da tempo di lui si erano perse le tracce (si è saputo della nascita della sua quarta figlia Alma, la seconda avuta da Rocio Munoz Morales). Telemundo ha annunciato il cast completo di La Regina del Sud, il tanto atteso ritorno della serie di maggior successo della rete nella sua storia. La star internazionale del cinema e della televisione Kate del Castillo riprenderà il suo ruolo iconico di Teresa Mendoza in questa continuazione del dramma seriale come regina del narcotraffico.   Se il nome di Del Castillo in Italia è poco noto in Sudamerica è famosissimo, considerata da un ventennio la regina delle telenovelas, ma anche salita anni fa agli onori della cronaca per avere un fan dal nome pesante: Sean Penn intervisto’ il boss del narcotraffico El Chapo durante la latitanza, mandando su tutte le furie la Casa Bianca. Il narcotrafficante in sguito arrestato, voleva realizzare un film autobiografico.
Fondamentale, si disse, per l’incontro l’intermediazione dell’attrice del Castillo. Lei ha sempre affermato di essere vittima di falsità e manipolazioni.
Ad affiancare ne La regina del Sud, De Castillo un cast internazionale che include l’attore italiano Bova, nel ruolo di di Francesco Belmondo (Lupo), Isabella Sierra, Humberto Zurita, Kika Edgar; Mark Tacher; Flavio Medina; Paola Nuñez; Manuela; Eric Roberts; Tiago Correa; Patricia Reyes Spíndola, Luisa Gavasa; Eduardo Santamarina; Eduardo Yánez. “Il ritorno di Kate del Castillo e” La Regina del sud” è “un evento”, ha dichiarato Marcos Santana, Presidente di Telemundo Global Studios. “Nei nove anni trascorsi dal suo debutto, l’impatto di questo film drammatico si fa sentire ancora oggi. Girato in sette paesi, “La Reina del Sur” è ambientato otto anni dopo che la potente trafficante di droga Teresa Mendoza è scomparsa dal programma di protezione dei testimoni degli Stati Uniti dopo la sconfitta del candidato presidenziale messicano Epifanio Vargas.
La sua è ora una vita di totale anonimato in Italia trascorre le sue giornate serenamente insieme alla figlia Sofia nel borgo toscano di Massa Marittima. Tuttavia la sua vita prende una svolta inaspettata e lei farà l’impossibile per reclamare il suo “trono”. “Ciò che ha reso” La Regina del sud “un successo è la trama”, ha detto Del Castillo. Una bella storia di una donna che è un’anti-eroina che combatte per la sua vita. Questa è una nuova “Teresa”. È il suo amore per sua figlia quello che è l’aspetto più forte della sua continua storia. Ora sta affrontando tutte queste persone per riportare indietro sua figlia. Sono stupita di ciò che abbiamo fatto con la nuova stagione. I fan di tutto il mondo saranno spazzati via. Questo è ‘La Reina del Sur’ ricaricato! ”
Basato sul bestseller internazionale di Arturo Pérez-Reverte, è stato presentato per la prima volta nel 2011 come un successo immediato con il pubblico al di fuori del mercato di lingua spagnola. Resta la serie più quotata nella storia di Telemundo, il suo successo ha lanciato la serie Super Series ™ della rete.
Uno dei drammi televisivi più influenti del suo genere, la serie ha ispirato la famosa versione in lingua inglese “Queen of the South”, in anteprima per la sua quarta stagione sulla rete USA nel 2019.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una mostra monografica, il ‘ritorno a casa’ delle Todi Columns a 40 anni dalla loro prima installazione e un parco artistico, il primo in Umbria, nel quale far interagire le sculture con la natura e le persone.
Sarà un anno formidabile il 2019 per Beverly Pepper, la grande scultrice americana che riceverà da Todi, la città che l’ha accolta nel 1970 e in cui lei ha scelto di vivere e lavorare, un doveroso omaggio alla sua lunga e fortunata carriera. Nata a New York nel 1922, Beverly Pepper proprio a Todi ha trovato la sua dimensione d’artista, realizzando le sue opere più celebri e sperimentando materiali e forme per le sculture e i suoi progetti di Land Art. Le celebrazioni inizieranno l’8 dicembre con la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo”, fino al 5 maggio a Palazzo del Popolo; dal 6 aprile al 5 maggio saranno riallestite a Piazza del Popolo le Todi Columns e il 14 settembre aprirà il Parco di Beverly Pepper, con 20 sculture in un percorso naturalistico-urbano.
– URBINO

– “Da poi…me dette alla mirabil arte de pictura” è il titolo della mostra dedicata a Giovanni Santi, padre di Raffaello, che rimarrà aperta al Palazzo Ducale di Urbino dal 30 novembre al 17 marzo 2019, con l’intento di restituire il giusto ruolo a questo artista nel contesto urbinate fondamentale per la formazione del più noto figlio. In esposizione, oltre ai quadri già nella Galleria Nazionale delle Marche e quelli dal territorio, il manoscritto originale di Giovanni Santi “La cronaca rimata” e il San Girolamo in trono, provenienti dal Vaticano; opere dalla National Gallery di Londra e dal Museo Pushkin di Mosca; otto tavole, che rappresentano le Muse ed una Apollo, da Palazzo Corsini di Firenze. Inoltre altri capolavori di altri autori come Annunciazione del Perugino da Fano, Angelo suonatore di liuto di Melozzo da Forlì dal Vaticano, Madonna col bambino di Domenico Rosselli da Jesi, un banco inginocchiatoio intarsiato dalla cappella Oliva del convento di Montefiorentino.
– Musicologo e saggista italiano, a 81 anni è morto Bruno Cagli, presidente onorario e già presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1990 al 1999 e poi nuovamente dal 2003 al 2015. Lo rende noto la stessa Accademia.
Un lungo incarico alla guida dell’istituzione che Cagli ha portato avanti per 21 anni, secondo solo al Conte di San Martino che fu a capo dell’Accademia per 52 anni. Era nato a Narni il 2 giugno 1942.
TORINO – La domanda più frequente rivolta a Cristina Comencini e Roberto Moroni, registi di ‘Sex Story’, documentario passato oggi al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile, è stata: “Ma queste cose sono davvero passate in tv?”. Una domanda legittima perché questo film, prodotto da Aurora Tv con Rai Cinema e Rai Teche e che attraversa 35 anni di televisione del nostro Paese tratteggiando la storia della visione del sesso sul piccolo schermo, suscita su tutto meraviglia.Di scena: la ‘problematica’ minigonna di Sabina Ciuffini sottolineata da Mike Bongiorno (“oggi la porti più corta vero Sabina?”); Mario Riva che, rivolgendosi alla sua valletta, la definisce “la mia assistente non parlante”; il trasgressivo ombelico di Raffaella Carrà; Ilona Staller definita, per la sua voce sussurrante, “la Callas del sesso” e, infine, le iconiche ‘cosce’ (parola proibita) delle Kessler. Il ‘come eravamo’ è poi anche più forte se si guarda ai servizi di inchiesta: il ragazzo Gennaro che, con ostinazione, dice rivolgendosi con sospetto alla sua ragazza in tv “per me la verginità è tutto. Essere il primo per me è tutto” o un servizio straordinario sul “pappagallo recidivo”. Ovvero le immagini di un uomo che molesta ogni donna che incontra per strada, una cosa che non fa a caso, ma assecondando la sua filosofia, “una donna – dice intervistato – non esce mai sola di casa, deve essere sempre accompagnata”.”Dalla visione di centinaia e centinaia di ore di trasmesso, rubriche, spettacoli, caroselli, talk show, quiz, telegiornali, inchieste – dicono i registi al Tff – abbiamo infine ricavato una fotografia composita e multicolore dei costumi sessuali dell’Italia nell’arco dei primi 35 anni di storia televisiva. Un Paese in cui la televisione entra, spesso con violenza, vi ci si rispecchia e ne esce irreversibilmente mutata, attraverso un processo, integrativo, vorace, quasi osmotico. L’immagine che risulta della dialettica uomo-donna, della visione del sesso, dell’amore, della fascinazione e della seduzione e a tratti contraddittoria, ma pur costellata di stop and go com’è, rimarrà sempre fedele a un vettore, quello del balzo in avanti”. E ancora gli autori: “Si passa dalle ingenuità della paleo-televisione ingessata dal Codice Guala, talmente parossistiche da venir sbeffeggiate dalla stessa tv di qualche anno dopo, ai tempi che cambiano, ma che tengono sempre ben ferma la subalternità del ruolo femminile rispetto a quello maschile”. E ora che ne è di donne e tv? “La tv non racconta più queste cose, nel prossimo archivio ci saranno solo show politici – spiega stamani la Comencini -, le cose ora sono cambiate anche perché non riusciamo più a raccontarci come faceva, con una certa incoscienza e leggerezza, Gregoretti nei suoi servizi”. In ‘Sex Story’ scorrono comunque sessanta piacevoli minuti di ‘immagini-nostalgia’ della tv: dal rivoluzionario Stryz a Milleluci, da Canzonissima a Lascia o raddoppia; dal Mattatore a Controfagotto passando ovviamente per L’altra domenica.

– NEW YORK

– Quentin Tarantino ha pronunciato il fatidico sì. Lo scrive il settimanale People. Il regista di ‘Pulp Fiction’, 55 anni, ha sposato la modella e cantante israeliana Daniella Pick, 35 anni, durante una cerimonia intima a Los Angeles. Una foto mostra la coppia, lui in abito nero, lei in bianco con velo, in posa davanti ad un grande muro di fiori bianchi.
I due si erano conosciuti nel 2009 durante la promozione del film ‘Inglorious Basterds’ mentre il fidanzamento è avvenuto solo nel 2017 con un party a New York con tra gli ospiti Bruce Willis, Samuel L. Jackson e Uma Thurman. Per Tarantino si tratta del primo matrimonio. In passato in un’intervista aveva detto che il lavoro monopolizzava tutto il suo tempo.
Bernardo Bertolucci bambino insieme al padre Attilio ripreso da Antonio Marchi a Casarola (Parma), durante la guerra (anno 1943-44). Sono le immagini in 16 mm provenienti dall’archivio filmico e cartaceo di Antonio Marchi, fondo acquisito da Home Movies – Archivio Nazionale del FIlm di Famiglia di Bologna, che dal 2002 raccoglie, cataloga, cura e valorizza la memoria in pellicola dei film privati – 9,5mm, Pathé Baby, 16mm, 8mm, Super8 – custodi di un inconsapevole quanto prezioso valore documentaristico e storico.Secondo Bertolucci fu proprio Marchi, importante esponente del neorealismo poi dimenticato, ad avvicinarlo al cinema e a prestargli la prima cinepresa. La sequenza è incorporata in Come un canto. Appunti e immagini di un regista dimenticato, prodotto da Home Movies e Kinè per la regia di Claudio Giapponesi, Mirco Grassi e Paolo Simoni, frutto della rielaborazione creativa del materiale d’archivio di Marchi, che svela un personaggio inedito del cinema italiano.Ogni anno Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia organizza a Bologna Archivio Aperto, manifestazione diffusa che per due mesi attraverso proiezioni, incontri, convegni, performance mostra al pubblico il lavoro di valorizzazione del patrimonio filmico privato realizzato dall’associazione: l’ultimo appuntamento di questa 12ma edizione è dal 30 novembre al 3 dicembre con “Almost 68/Quasi un 68”, una “rassegna nella rassegna” che mostra alcune rare pellicole sperimentali e di artista prodotte in Italia nel decennio 1966-1976 da alcuni tra i più significativi artisti e filmmaker in quegli anni di rivolgimenti che trovano il loro culmine nel 68 evocato dal titolo. Tra gli autori dei film in pellicola (Super 8) Arnaldo Pomodoro, Tonino De Bernardi, Massimo Bacigalupo, Franco Vaccari, Gianni Castagnoli, Valentina Berardinone e altri.

– L’Accademia Carrara di Bergamo presenta il 30 novembre al pubblico, al termine del restauro, ‘La Resurrezione di Cristo’ di Andrea Mantegna, protagonista dell’attribuzione dello scorso maggio. L’apertura straordinaria del museo – dalle 17.30 alle 22 a ingresso ridotto – avvia il tour europeo che vedrà l’opera, nei prossimi mesi, all’interno della mostra Mantegna and Bellini ora alla National Gallery e, dopo Londra, presso la Gemäldegalerie di Berlino.
Questo tour permetterà anche di realizzare il ricongiungimento con la parte inferiore della tavola, che avverrà a Londra. Il Mantegna di Bergamo sarà infatti affiancato, dopo secoli, alla ‘Discesa al Limbo’, non solo parte dell’opera originaria ma anche conferma della paternità, grazie alla corrispondenza di una piccola croce divisa tra entrambe le parti.
TORINO – Solo poche immagini, ma davvero forti e affascinanti, dell’atteso film IL TRADITORE di Marco Bellocchio (in odor di Cannes) con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Tommaso Buscetta, sono tra le sorprese di questo ‘anticipo’ del Listino Rai Cinema 2018 presentato da Paolo Del Brocco a margine del Torino Film Festival. Una mafia, prima della scissione, quella che si vede nel TRADITORE, che fa una mega foto di famiglia in occasione della Festa di Santa Rosalia tra festeggiamenti e inni di devozione alla protettrice di Palermo.Ma altrettanto sorprendenti sono le sequenze de IL PRIMO RE di Matteo Rovere con Alessandro Borghi, ambientato nel 750 a.C. e girato in protolatino, che racconterà la storia-mito di Romolo e Remo prima della fondazione di Roma. Dall’amministratore delegato di Rai Cinema qualche numero positivo: “Quest’anno abbiamo una quota di mercato superiore al 12%” (pari a circa 12 milioni di biglietti) “e la volontà di sconfinare sempre di più in nuovi territori, ma sempre nel rispetto dell’identità del cinema italiano in un mercato dominato dai grandi distributori internazionali”. Per quanto riguarda i grandi maestri in listino, oltre a Bellocchio con II TRADITORE, troviamo Gianni Amelio con HAMMAMET, sulla vicenda di Bettino Craxi, e Il PINOCCHIO di Matteo Garrone.Di scena poi “commedie non classiche”, così le definisce Del Brocco, come il film di Fausto Brizzi MODALITÀ AEREO tra commedia e family; NON CI RESTA CHE IL CRIMINE, “commedia girata con i toni di un gangster movie”; GLI UOMINI D’ORO di Vincenzo Alfieri, noir metropolitano; “IL CAMPIONE” di Leonardo D’Agostini e DOLCEROMA di Fabio Resinaro, un giallo puro. C’è poi il ritorno di Gabriele Muccino con I MIGLIORI ANNI; Francesca Archibugi con VIVERE e Gabriele Salvatores, di nuovo on the road con SE TI ABBRACCIO NON AVERE PAURA, ma per raccontare la storia di un padre e un figlio toccando temi come il disagio e l’handicap. Tra le immagini viste in anteprima oggi a Torino quelle de Il CAMPIONE con Andrea Carpenzano, calciatore di talento, e Accorsi suo professore e guida; quelle di MOMENTI DI TRASCURABILE. FELICITÀ di Daniele Lucchetti e, infine, quelle molto promettenti di 5 È IL NUMERO PERFETTO di Igort con Toni Servillo, Valeria Golino e Carlo Buccirosso.

– NEW YORK

– Dopo quasi 60 anni Steven Spielberg tenta l’impresa del remake di un film considerato uno dei capolavori di tutti i tempi, West Side Story. Le riprese inizieranno l’anno prossimo, ma il regista americano ha già annunciato parte del cast. Nel ruolo di Tony, ex-componente pentito della banda dei Jets, ci sarà il 24enne attore americano Ansel Elgort, mentre non c’è ancora un nome per il personaggio di Maria, sorella del capo-banda dei portoricani Sharks (rivali dei Jets). Come due novelli Romeo e Giulietta, Maria e Tony si incontrano durante un ballo e si innamorano a prima vista.
Spielberg ha annunciato anche che nel cast ci sarà Rita Moreno, 86 anni, che nel film adattamento al musical del 1961 aveva il ruolo di Anita. All’epoca la parte le valse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Per lei il regista ha creato un ruolo originale.
Il Calendario 2019 di Miss Italia vede protagoniste le prime tre classificate della finale dell’ultima edizione del concorso: la detentrice del titolo, la marchigiana Carlotta Maggiorana, 26 anni, prima Miss Italia sposata; Fiorenza D’Antonio, 21 anni, di Napoli, eletta Miss Italia Social; Chiara Bordi, 18 anni, di Tarquinia, la cui presenza tra le miss con una protesi ad una gamba ha suscitato l’interesse della stampa internazionale.Il calendario (GUARDA LE FOTO DEL BACKSTAGE), ideato da Patrizia Mirigliani e realizzato dal fotografo Gianmarco Chieregato, introduce le iniziative per celebrare gli 80 anni del concorso, raccontando la bellezza, il talento, il coraggio, la libertà e la forza delle donne.Le tre ragazze, con la loro storia così diversa, sono le testimonial dell’universo femminile dove la famiglia, il mondo della comunicazione virtuale e la voglia di rinascere, nonostante i problemi che la vita ci pone davanti, sono le espressioni salienti.Curato dalla stylist Francesca Capaccioli, il calendario si immerge negli 80 anni riportando

una selezione di immagini scelte tra i milioni di volti di partecipanti che hanno sfilato su questa passerella, da Isabella Verney a Carlotta Maggiorana. E’ un lungo percorso attraverso il quale tante ragazze hanno trovato il successo dimostrando che Miss Italia è un grande osservatorio sul mondo femminile ed il più fervido vivaio di futuri talenti.    [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 36 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:54 DI MARTEDì 27 NOVEMBRE 2018

ALLE 23:00 DI MERCOLEDì 28 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I 24 finalisti di Sanremo Giovani
Il 20 e il 21 dicembre si sfideranno per due posti all’Ariston

Gli Editors il 29 novembre a BolognaLa band inglese ha venduto oltre due milioni di dischi

Gazzelle, a modo mio inseguo l’eternitàEsce secondo album ‘Punk’. A marzo due palasport: ‘Sarà intimo’

‘Pozzati day’, 4.000 volumi al MAMboL’1/12 anche incontro in Accademia e inaugurazione retrospettiva

Robin Hood affascina ancora oggiRilettura dell’eroe della foresta di Sherwood

Elisa regala concerto a ‘casa’Live set per amici. ‘Gavetta in locali serve, agevolare gestori’

Dal caso dei Parioli a alla fiction, su Netflix arriva BabySerie corale di Andrea De Sica-Anna Negri, dal 30 novembre

Nominato a Rimini comitato Museo FelliniAffiancherà Comune nel valutare sviluppo progettazione opera

La Gialappa’s, giochiamo difficile per far ridereSu Italia 1 torna ‘Mai dire talk’, conduce Mago Forest

‘Ride’ tra morti bianche, ironia e doloreMastandrea, difficile essere in contatto con le emozioni

Morandi, brano e video girato da lui’Che meraviglia sei’, scritto da Sangiorgi e dedicato alle donne

L’Archivio Storico Ricordi in un libroPubblicato da Corraini Edizioni, esce il 29 novembre

Bertolucci, omaggio alla camera ardenteDa Tornatore a Storaro. E il 6 dicembre cerimonia commemorazione

Remake Usa da Il capitale Umano di VirzìRegia di Marc Meyers, nel cast Marisa Tomei e Liev Schreiber

Coldplay cambiano nome, ma solo per Nelson Mandela A sorpresa E-Lo dei ‘nuovi’ Los Unidades con Pharell Williams

Moda Fognini e Pennetta per EA7Testimonial Emporio Armani ed Emporio Armani Underwear

Malkovich, Poirot senza accento franceseL’attore Usa rivoluziona il personaggio in nuovo film per la Bbc

E’ morto il papà di SpongebobIl creatore della fortunata serie aveva 57 anni

Maria Callas, una tragedia femminileEsce per Feltrinelli Comics graphic novel di Vanna Vinci

Anime perdute on the roadOvunque proteggimi di Bonifacio Angius è storia ai margini

‘Leonardo Ricci architetto’ in mostraAllo Csac di Parma in occasione del centenario della nascita

Visibile cartella clinica di LigabueScaduti termini privacy, due incontri sui dati psichiatrici

A talent Conservatori in finale il NordAmadeus Factory al teatro Dal Verme di Milano il primo dicembre

Tash Sultana a Ferrara Sotto le StelleUnica data italiana per giovane australiana regina di Youtube

A teatro tra Ficarra, Picone e TimiPession-Guanciale in After Miss Julie. Malosti è Il misantropo

L’incontro Matera 2019-La Valletta 2018Iniziativa partirà sabato 1 dicembre nella capitale maltese

Esce Tutte le volte, nuovo singolo Eman”Un racconto ‘dolcemente crudo’ su una storia d’amore finita”

Israele, maschera in pietra di 9000 anniConservata alla perfezione, forse usata per riti religiosi

A Bologna la Creatività EuropeaIl 7 e l’8 dicembre al teatro comunale

LP, 7 dicembre esce album Heart to MouthDallo stesso giorno in radio il singolo Recovery

Siberia sotto contratto con SugarBand toscana ha già all’attivo due dischi

Amica Geniale, col bus nei suoi luoghiDall’8/12 tutti i sabati il city sightseeing si trasforma

Esce Sfera Ebbasta Rockstar-Popstar Ed.Anticipato dal singolo “Happy Birthday”, disponibile dal 30/11

Arriva sequel ‘Il racconto dell’Ancella’Si chiamerà ‘The Testaments’, “ispirato a mondo in cui viviamo”

Canova, nuovo album e tour30/11 brano Domenicamara che anticipa disco in uscita inizio ’19

Balla a Villa BorgheseAl Museo Bilotti le opere prefuturiste dipinte nel parco romano

Statua Sant’Oronzo spostata per restauroLa decisione della Giunta comunale

In un libro collezione d’arte dello SciàFarah Diba racconta, ‘è tenuta nascosta e vale 3 mld di dollari’

La ricetta della mamma, Faletti ineditoDal racconto il corto prodotto da Roberta Ballesini Faletti

Netflix porta Roald Dahl in tvDa colosso streaming 1 mld di dollari agli eredi dello scrittore

A Bari una Traviata ispirata a De NittisIn scena dal 19 al 30 dicembre.Regia di De Ana, dirige Goldstein

Ancona celebra De DominicisPinacoteca comunale ospiterà copia unico libro artista

Colette, la protesta 100 anni prima del #metooAnteprima a Torino, in sala dal 6 dicembre. Con Keira Knightley

Paolo Sorrentino, ogni film di Bertolucci per me una lezione di cinemaRegista, modernità, curiosità e visione, per me è stato un mito

In sala il 21 febbraio il nuovo film di Fausto Brizzi ‘Modalità aereo’Nel cast Lillo, Ruffini, Violante Placido e Caterina Guzzanti

Segre, gli ultrà un gruppo paramilitareIl regista, la Juventus non mi ha aiutato

D’Amore e Marchioni on the roadProtagonisti di Drive me Home di Catania, al Tff

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tanti i nomi già conosciuti (soprattutto per la partecipazione ai talent) tra i 24 finalisti selezionati per Sanremo Giovani, che il 20 e 21 dicembre si giocheranno la possibilità di aggiudicarsi i due posti disponibili al Festival 2019 (5-9 febbraio). Ad annunciarli è il direttore artistico Claudio Baglioni, in diretta a Radio2 Social Club. Sono (in ordine alfabetico): Federica Abbate (già autrice affermata che ora tenta la strada da cantautrice), Andrea Biagioni (X Factor 2016), Cannella, Laura Ciriaco (The Voice 2018), Diego Conti (X Factor 2016), Cordio, Deschema, Fedrix & Flow, Fosco 17, La Rua (prima Amici poi Sarà Sanremo nel 2016), La Zero, Le Ore, Mahmood (X Factor, Area Sanremo 2015, Sarà Sanremo), Marte Marasco, Mescalina, Francesca Miola, Giulia Mutti, Nyvinne (Sarà Sanremo 2018), Einar Ortiz (X Factor 2017 e poi Amici), i Ros (X Factor 2017), Roberto Saita, Sisma, Symo, Wepro.
– BOLOGNA

– Unica data italiana, il 29 novembre al Paladozza di Bologna, per gli Editors, una delle realtà più acclamate del panorama britannico, con oltre due milioni di dischi venduti nel mondo. L’ultimo album è ‘Violence’, pubblicato a marzo, anticipato da ‘Magazine’ e dal singolo ‘Hallelujah (So Low)’.
Il leader Tom Smith (chitarra e voce), Ed Lay (batteria), Chris Urbanowicz (chitarra) e Russell Leetch (basso) si conoscono all’università di Stafford e danno vita al gruppo nel 2003; un anno dopo firmano il primo contratto con l’etichetta indipendente Kitchenware Records e nel 2005 esce il primo album ‘The back room’, seguito da ‘An end has a start’. Nel 2009 arriva ‘In this light and on this evening’, che segna la svolta verso suoni più elettronici, come dimostra ‘Papillon’, che ha totalizzato oltre 90 milioni di streaming. Seguono ‘The weight of your love’, con la nuova line up, e nel 2015 il deciso ritorno verso i sentieri new wave con ‘In Dream’.
– Dall’indie ai palasport con un suono che guarda al passato e un linguaggio del presente: il romano Gazzelle torna il 30 novembre con il suo secondo album ‘Punk’, dal titolo volutamente paradossale. “Per Punk intendo un retrogusto, non nel suono ma nell’attitudine – racconta l’artista, al secolo Flavio Pardini – Perché è un disco libero, fatto come pareva a me senza inseguire nessun tipo di velleità di mercato”.
Tra Oasis e Radiohead, Gazzelle cita tante influenze inglesi: “Volevo andare a cercare questi suoni a mio avviso eterni, che non seguono una tendenza: non volevo fare un disco attuale, ma che fosse per sempre. A modo mio, inseguo l’eternità. A me piace scrivere di cose minuscole, trovo superbo parlare di società o di politica”. Gazzelle sarà il primo marzo al Mediolanum Forum di Assago (Milano) e il 3 marzo al Palazzo dello Sport di Roma: “Mi aspetto due giorni memorabili per la mia storia: non voglio fare cose sopra le righe, deve essere comunque intimo, come se fossimo in 30”.
– BOLOGNA

– A poco più di un anno dalla scomparsa (1 agosto 2017), tre istituzioni culturali bolognesi dedicano iniziative a Concetto Pozzati sabato 1 dicembre, quando il pittore avrebbe compiuto 83 anni: l’inaugurazione del fondo librario donato dai figli alla biblioteca del MAMbo-Museo d’Arte moderna, un incontro all’Accademia di Belle Arti e la proiezione di un video (‘Via Zamboni 57′) realizzato da Maurizio Finotto nello studio di Pozzati, l’inaugurazione di una retrospettiva alla Galleria de’ Foscherari.
La nuova sezione della Biblioteca Emeroteca accoglie e rende consultabile l’ampia parte riferita all’arte moderna e contemporanea degli oltre 4.000 volumi e riviste donati da Jacopo e Maura Pozzati. La varietà delle pubblicazioni (monografie, cataloghi di mostre collettive, saggi e testi critici, riviste specializzate) riflette la natura eclettica degli interessi di Pozzati artista e docente, con particolare riferimento all’arte italiana tra gli anni ’50 e ’70.
Robin Hood è tornato. L’avventura dell’eroe che ruba ai ricchi per ridare ai poveri affascina da sempre, personaggio tra storia e leggenda. Oltre alle ballate inglesi e ai racconti anche il cinema lo ha reso popolare nel mondo. Ora una nuova rilettura cinematografica, in sala in questi giorni si propone di andare, almeno sulla carta, all’Origine della Leggenda. Otto Bathurst invece si prende tutte le libertà della fantasia in barba alla storia. Poco male perché il nuovo eroe della foresta di Sherwood è atletico, simpatico, beffardo e intrepido come si conviene. In più arruola per l’occasione anche un “mentore”, guerriero di mille battaglie, che lo affianca nella sfida allo sceriffo di Nottingham e alla corona inglese dell’usurpatore Giovanni. Solo gli anziani proveranno un pizzico di nostalgia per “Robin e Marian” con Sean Connery. Gli altri usciranno più che soddisfatti. Il protagonista è Taron Egerton con Jamie Foxx, Jamie Dornan, Paul Anderson, Ben Mendelsohn, Eve Hewson, Tim Minchin, Ulle Bjorn Bengtsson, Declan Hannigan, Roderick Hill, Josh Herdman, Yasen Atour. Al cinema la sua prima apparizione fu nel film muto Robin Hood and His Merry Men (1908). Una delle più famose è La leggenda di Robin Hood del 1938 con Errol Flynn. Del 1976 è invece Robin e Marian, con Sean Connery nel ruolo di Robin Hood e Audrey Hepburn nel ruolo di Marian. Più recenti sono Robin Hood – Principe dei ladri (1991), interpretato da Kevin Costner e Mary Elizabeth Mastrantonio e, sempre del 1991, Robin Hood – La leggenda (“Robin Hood” 1991) interpretato da Patrick Bergin e Uma Thurman. Non mancano neppure rivisitazioni in chiave comica come Robin Hood: un uomo in calzamaglia (Robin Hood: Men in Tights, 1993), per la regia di Mel Brooks interpretato da Cary Elwes. Nel Robin Hood della Walt Disney del 1973, i personaggi sono animali, tipici della produzione Disney. Nel 2010 infine è uscito Robin Hood per la regia di Ridley Scott.
– TRIESTE

– Si può essere “cittadini del mondo”, ma casa è sempre casa. E le radici, quelle “importanti”, non si recidono. Per Elisa è così. Dopo 22 anni di successi nazionali e internazionali, il porto sicuro rimane sempre la sua Monfalcone (Gorizia) dove sono nati “i tramonti a Nord est” che le hanno valso la vittoria a Sanremo nel 2001 con “Luce” e ai quali torna appena è possibile.
Ed è proprio a quella “casa”, che la cantante ha “regalato” un live set. Un “evento raro”, confessa, visti agenda e impegni. “L’ultima volta che ho cantato per gli amici in piazza è stato diversi anni fa”. Jeans e giubbotto mimetico, ha incantato 5 mila “amici” per 45 minuti a Ronchi dei Legionari (Gorizia), inaugurando il torneo di “curling bisiac”, must della tradizione sportiva locale. Un rewind con il pubblico degli esordi, un rapporto che oggi “è sempre più difficile costruire, perché per i locali ospitare la musica live di chi deve fare gavetta è costoso e difficile. Ci dovrebbero essere agevolazioni per i gestori”.
“Se hai 16 anni e vivi nel quartiere più bello di Roma sei fortunato. Il nostro è il migliore dei mondi possibili, ma per quanto sia tutto così perfetto, per sopravvivere abbiamo bisogno di una vita segreta”. Si apre così, con una delle protagoniste, Benedetta Porcaroli nei panni della bionda sedicenne Chiara che si sveglia per andare a scuola, una delle serie più attese e discusse della stagione: dal 30 novembre arriva su Netflix ‘Baby’, che si ispira a un caso di cronaca clamoroso nella capitale, quello che nell’autunno 2013 ha visto delle minorenni del quartiere Parioli coinvolte in un giro di prostituzione, per poi prenderne le distanze e raccontare il mondo segreto degli adolescenti. La nuova serie originale italiana del colosso streaming (attivo in 190 paesi), prodotta da Fabula Pictures, debutterà in 6 puntate tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.
Diretta da Andrea De Sica (figlio di Manuel) e Anna Negri, vede nel cast anche Alice Pagani, Riccardo Mandolini, Brando Pacitto, Chabeli Sastre Gonzales, Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Galatea Ranzi, Massimo Poggio, Tommaso Ragno. Bella la fotografia firmata da Stefano Falivene. Tra le musiche della colonna sonora anche la ballata dei Maneskin ‘Torna a casa’, certificata disco di platino.
Baby segue le vicende di un gruppo di adolescenti del quartiere Parioli che sfidano la società ricercando la propria identità e indipendenza, sullo sfondo di amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi. Quanto accaduto a Roma alcuni anni fa è solo la cornice di questa storia. Va detto che nei primi due episodi non se ne fa cenno, ma forse si intuisce che che le due ragazze possono prendere una piega pericolosa intrattenendosi in un locale frequentato da adulti. Baby, spiega De Sica, “parla di adolescenti che hanno un disperato bisogno d’amore. E’ soprattutto una storia di ricerca di identità, romantica e dark allo stesso tempo. Noi vogliamo cercare di scoprire il lato oscuro dei loro caratteri, fornire una visione dell’adolescenza, senza dare giudizi, un’età in cui forse si affrontano le sfide più importanti della vita. L’aspetto della prostituzione c’è, ma non solo e non immediato, non sarà nulla di sensazionalistico. Nello sviluppo della serie assistiamo a un ribaltamento di ruoli tra giovani e adulti”.
Sottolinea Anna Negri: “Io ho avuto il compito di portare lo sguardo femminile nella serie. Baby è un racconto empatico: siamo riusciti ad avere uno sguardo corale, evidenziando il disagio di tutti i protagonisti”. Ma, proprio come il collettivo che l’ha creata – il Grams, costituito da 5 giovanissimi autori ciascuno dei quali non supera i 30 anni – Baby è anche una storia di giovani. Benedetta Porcaroli è Chiara: “E’ come se lei avesse vissuto tutta la sua vita in base alle aspettative delle altre persone. In realtà, lei non è così. Quindi, ci sarà un grandissimo cambiamento che rivelerà il suo carattere reale. La vedremo quando per la prima volta farà le scelte autonomamente”.
Alice Pagani (vista in Loro di Sorrentino, era Stella ndr) fa notare: “Ludovica è molto fragile, è luce e buio, al contrario di Chiara. Ed è probabilmente questo il motivo che le fa avvicinare. Ludovica cerca rapporti autentici, cerca amore e sicurezza”. Isabella Ferrari è “una donna ingenua, fragile, incapace di prendere in mano le cose pratiche della vita. E’ una madre ragazzina e sciamannata! Però è buona anche quando sbaglia”. Claudia Pandolfi: “Monica non si svela, la devi interpretare. E’ apparentemente una donna concreta, un’ex atleta che si ritrova a fare l’insegnate di ginnastica e la moglie di un ambasciatore. Ha un rapporto col marito intorpidito, è chiusa in una gabbia dorata. Stimolata dalla disinibizione dei suoi ragazzi, Monica avrà movimenti emotivi sorprendenti e interessanti”.
Brando Pacitto racconta: “Anche Fabio ha questo gigantesco senso di oppressione. Suo padre (Tommaso Ragno) è il preside della scuola che tutto controlla, pure i chilometri che il figlio percorre con il motorino. Questa oppressione sfocia in una vita segreta di Fabio”. Damiano (Riccardo Mandolini), nato e cresciuto nella periferia di Roma, si trasferisce dopo la morte della madre ai Parioli con il padre Mehedi Nebbou Kalid.
Le feste in ville lussuose sono un must dell’adolescenza ai Parioli. Saverio (Paolo Calabresi), proprietario di un locale notturno, e il suo braccio destro Fiore (Giuseppe Maggio) hanno spesso un modo di fare paternalista con Chiara e Ludovica. Le lusingano con i complimenti e dicono di sapere cosa è bene per loro, instaurando così un rapporto ambivalente di fiducia e paura. Nel cast anche Galatea Ranzi e Massimo Poggio (genitori di Chiara, anche loro con un segreto).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

BOLOGNA

– Costituito a Rimini il comitato tecnico-scientifico che aiuterà l’Amministrazione comunale nel valutare lo sviluppo della progettazione del Museo Fellini, dalla fase preliminare fino all’elaborazione e alla stesura, entro la primavera prossima, del progetto esecutivo.
A comporre il consesso, il semiologo Paolo Fabbri, già direttore della Fondazione Fellini; i critici e storici dell’arte contemporanea Luca Beatrice e Vincenzo Trione; l’architetto Stefano Della Torre, professore di restauro architettonico al Politecnico di Milano; il critico cinematografico Mario Sesti; le giornaliste Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma e Francesca Fabbri Fellini, nipote del Maestro e Sergio Metalli, tra i maggiori esperti al mondo di scenografie digitali.
Il talk che non c’era, l’unico che manderà a quel paese la volgarità, così lo definisce il Mago Forest, usando però un’espressione più potente, sta per inserirsi tra i tanti del panorama televisivo. Da giovedì 29 novembre, la Gialappa’s Band, il trio comico che si formò a metà anni ’80, torna con il nuovo ‘Mai dire talk’, per la prima volta in prima serata su Italia 1. Quattro puntate, irriverenti e comiche, facendo il verso ai veri talk.”Fingiamo di essere un talk, ma in realtà non saremo una parodia di quelli veri – ha spiegato Marco Santin, una delle voci della Gialappa’s -. Siamo un programma completo, con i nostri comici, notizie e fake, quelle che una volta si chiamavano puttanate. Ne abbiamo già pronta una per la prima puntata e hanno abboccato in molti”. La band negli ultimi anni ha fatto diverse incursioni televisive, ma da tempo non aveva un programma suo. “Sicuramente abbiamo scelto la strada più difficile – ha aggiunto Santin – Dobbiamo far ridere”. Ci proveranno Francesco Marioni e Michela Giraud con la versione di ’10 anni dopo’ della coppia Fedez-Ferragni. O Liliana Fiorelli che imita Giorgia Meloni e Elisa Isoardi, mentre Francesca Manzini si cala nel ruolo di Asia Argento. Il duo ‘Le coliche’ vestirà i panni di Piero e Alberto Angela.Cronaca attualità, sport, politica gossip saranno trattati con il solito schema comico e irriverente, con il commento delle voci di Santin, Giorgio Gheraducci e Carlo Taranto. In studio il Mago Forest, affiancato da colei, che tra i volti dell’informazione Mediaset, vincerà una sfida nella prima serata: Greta Mauro e Stefania Scordio. Nel cast restano due capisaldi dei programmi prodotti dalla Band, Marcello Macchia alias Maccio Capatonda, con le inchieste di Jerry Polemica, e Marcello Cesena, che nelle vesti del baronetto Jeal Cluade rifà ‘Sensualità a corte’ e un nuovo personaggio. “La Gialappa’s è un pezzo di storia importantissima di Italia 1, da maneggiare con cura – ha detto il direttore della rete Laura Casarotto -. L’evento, in prima serata, sarà ricco e divertente e capace di raccontare qualcosa del nostro tempo, loro non smettono di cercare talenti”. Insieme alle conferme ci sono infatti nuovi comici, come Stefano Rapone, Francesco Frascà, Alfredo Colina.Tra gli opinionisti Yuri Chechi, Barbara De Rossi, Marina La Rosa e Aurora Ramazzotti. Come ogni talk non mancherà la rubrica culturale. Nella prima puntata i due autori che presenteranno i loro libri cercheranno anche di suscitare interesse nella lettura a Giulia De Lellis, l’influencer che tempo fa aveva ammesso di non aver mai letto un libro in via sua. Regia di Duccio Forzano, il programma si avvale di 17 autori. “Non è un numero anomalo, ma il minimo per supportare un prodotto che faccia ridere e dura oltre le due ore”, ha spiegato la Gialappa’s.

‘Ride’, opera prima di Valerio Mastandrea e unico film italiano in concorso in questa 36/ma edizione del Torino Film Festival, è un film con tanti registri narrativi, dal surreale al drammatico, e con al centro una storia divisa tra morti bianche, ironia e dolore. Il film, che sarà in sala da giovedì 29 novembre con 01 in oltre cento copie, racconta infatti della vigilia di un funerale e di una vedova di un operaio morto sul lavoro che non riesce proprio a piangere.”Oggi – spiega a Torino Mastandrea – è difficile entrare in contatto con le proprie emozioni a causa di un sistema che dimentica presto. Non bisogna mai permettere di diventare passivi, di perdere il senso dell’umanità. I media stanno addosso a queste cose, ma solo per poco tempo per passare poi a una nuova notizia più fresca”. Siamo in una domenica di maggio sul litorale laziale, a Nettuno, a casa di Carolina (Chiara Martegiani), fresca vedova di un operaio morto sul lavoro, Mauro Secondari. È l’ennesima ‘morte bianca’ nella fabbrica che ha mobilitato ancora una volta i media e che accade poi in una famiglia di operai da tre generazioni. E così, a ventiquattro ore dalla cerimonia, si seguono le vicende del padre operaio a riposo di Mauro, Cesare (Renato Carpentieri), di suo fratello Nicola (Stefano Dionisi) ‘pecora nera’ della famiglia e, infine, del figlio adolescente della vittima che si prepara con una amico, alla probabile intervista che gli farà il tg l’indomani sulla morte del padre. Ma Carolina non piange, non ce la fa.”Bisognerebbe vivere queste cose in maniera sana, ormai alla morte sul lavoro ci siamo abituati come se la ‘morte bianca’ sia normale – dice l’attore-regista -. C’è una società che non vede, non vuole vedere e in questo c’è solo grande ipocrisia”. Sui vari registri del film, spiega ancora Mastandrea che aveva già dedicato al tema delle morti sul lavoro nel 2005 il suo unico corto Trevirgolaottantasette (la media delle persone che ogni giorno in Italia muoiono per un incidente sul lavoro): “In sceneggiatura, va detto, non ci siamo posti il problema dei vari registri narrativi, questi sono venuti un po’ da soli come ad esempio il monologo del ragazzino che si prepara ad affrontare un’intervista”. Non ci sono registi poi a cui si è ispirato, almeno consapevolmente, ma alla fine un nome lo fa: Claudio Caligari “Mi manca molto – dice – avrei tanto voluto confrontarmi con lui per questo film”. Passare alla regia potrebbe essere per Mastandrea non un unico episodio: “Per me potrebbe diventare un secondo lavoro, perché no”, dice. Mentre lavorare con la sua compagna, Chiara Martegiani, non è stato difficile: “È stato un po’ come unire le nostre vite in modo profondo, qualcosa di simile a fare un figlio, ma una volta abbiamo litigato sul set davanti a un operatore che non sapeva più dove guardare”.

– Dopo il successo della fiction ‘L’isola di Pietro’, Gianni Morandi torna alla musica con ‘Che meraviglia sei’, una canzone scritta per lui da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Le immagini del video che accompagna il brano sono state girate e montate dallo stesso Morandi solo con il suo cellulare e raccontano il mondo femminile attraverso i volti di donne sorprese in momenti ‘normali’ della vita quotidiana.
Nel video, girato tra Bologna, Roma, Carloforte e Milano, sono presenti 70 donne che ho incontrato negli ultimi mesi e possono rappresentare per me la meraviglia dell’universo femminile che ho sempre amato e cantato”, spiega Morandi. “Mi sono soffermato sulle facce che mi hanno colpito, da quelle giovanissime a quelle che raccontano una storia grazie ai segni del tempo e ho avuto il desiderio di raccoglierle. Una sorta di omaggio che, con le mie semplici capacità tecnologiche, ho girato e montato da solo con una applicazione che ho imparato ad usare anche grazie al mio rapporto con i social”.
– L’Archivio Storico Ricordi, che è il più grande archivio musicale privato d’Italia, si mostra in tutto il suo valore nel libro ‘Una cattedrale della musica’, in uscita il 29 novembre per Corraini Edizioni.
Raccolta di inestimabile valore per la storia della musica italiana ed europea, in particolare per l’opera otto-novecentesca, ma anche per il mondo del teatro, della moda e della grafica d’arte, l’archivio è stato definito da Luciano Berio “una cattedrale della musica, un’opera unica al mondo”.
Il volume di autori vari, diviso in tre parti, alterna racconto e immagini. Si apre con la storia della casa editrice Ricordi di cui vengono ripercorse le tappe principali scoprendo le personalità che l’hanno guidata nel corso degli anni, dalla fondazione nel 1808 all’affermazione come punto di riferimento internazionale per l’editoria musicale. La seconda parte è invece dedicata proprio all’Archivio e ai suoi documenti: migliaia di partiture, fotografie, stampe, disegni, manifesti e lettere. Materiale che costituisce nel suo insieme una testimonianza per comprendere il genere operistico come fenomeno estetico e socio-culturale.
Nell’Appendice, infine, una panoramica delle raccolte dell’Archivio e un indice dei nomi per facilitare la consultazione.
– Da Giuseppe Tornatore a Vittorio Storaro, da Paolo Taviani a Stefania Sandrelli, da Citto Maselli a Dario Argento, il mondo del cinema ha reso omaggio a Bernardo Bertolucci, il grande maestro scomparso ieri a Roma, nella camera ardente allestita nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
“Avevo parlato con Bernardo per telefono pochi mesi fa e lui mi aveva detto che era desideroso di fare un nuovo film, da girare in tre stanze. Voleva fosse un film gioioso. Non gli è stato concesso di farlo, ma credo sarebbe felice di vedere come non solo l’Italia ma il mondo intero stiano parlando di lui e del suo grande cinema”, ha detto Taviani. Tornatore possibile regista? “Non so, non credo di essere all’altezza di cogliere la sua specialità stilistica”, ha risposto il cineasta premio Oscar.
Il 6 dicembre al Teatro Argentina alle 20,30 si terrà la cerimonia di commemorazione per Bertolucci.
– Al via il remake americano del film ‘Il capitale umano’, tratto dal film di Paolo Virzì del 2014 scritto da Francesco Piccolo, Paolo Virzì, Francesco Bruni e Stephen Amidon, vincitore di 7 David di Donatello. Indiana Production, che aveva prodotto il film originale con Rai Cinema, fa parte del team di produzione del remake insieme ai produttori Trudie Styler e Celine Rattray di Maven Pictures, Oren Moverman di Sight Unseen Pictures e Liev Schreiber e Matthew Stillman di Illuminated Content. Il cast del film comprende Liev Schreiber (Ray Donovan, Spotlight, X-Men), Marisa Tomei (nominata agli Academy Awards come miglior attrice per The Wrestler), Alex Wolff (Hereditary, Jumanji), Peter Sarsgaard (Garden State, An Education), Maya Hawke (Stranger Things), Paul Sparks (House of Cards) e Betty Gabriel (Get Out). Le riprese avranno luogo a New York. L’adattamento è stato scritto da Oren Moverman, nominato agli Academy Awards per Oltre Le Regole nel 2009, e sarà diretto da Marc Meyers (My Friend Dahmer)

Coldplay cambiano nome, ma solo per Nelson Mandela. Un tocco di pop “colorato”, mescolato a un ritmo tribale coinvolgente. Ha qualcosa di familiare E-Lo, il singolo rilasciato a sorpresa, che porta la firma di un nuovo fantomatico gruppo dal nome Los Unidades, insieme al produttore e musicista dal tocco magico Pharrell Williams e con il featuring di Jozzy. I Los Unidades, in realtà, non sono altro che i Coldplay sotto mentite spoglie e il loro marchio di fabbrica si riconosce anche in questo nuovo progetto a favore del Global Citizen Festival: Mandela 100, a Johannesburg il 2 dicembre per ricordare il centenario della nascita del leader sudafricano. Il festival è curato proprio da Chris Martin, anima del gruppo inglese (il 7 dicembre uscirà un nuovo album dal vivo).Il singolo anticipa “Global Citizen EP 1”, un ep di 4 canzoni in uscita il 30 novembre per Parlophone Records. Nel disco compaiono, oltre ai Los Unidades (in tre brani) anche Stormzy, David Guetta, Stargate, Cassper Nyovest, Wizkid, Tiwa Savage, Jess Kent e Danny Ocean.

– Da gennaio 2019 Fabio Fognini sarà il nuovo testimonial per la linea sportiva EA7 Emporio Armani e volto per Emporio Armani Underwear nel mondo. Anche l’ex tennista Flavia Pennetta, unica italiana ad aver vinto gli US Open, e moglie di Fabio Fognini, comparirà in alcuni scatti delle campagne pubblicitarie.
Fognini, che con gli otto titoli conquistati è al secondo posto per numero di tornei ATP vinti dai tennisti italiani nell’era Open, indosserà in campo capi tecnici EA7 Emporio Armani, a partire dall’appuntamento del 7 gennaio, prima data del torneo di Auckland. Gli scatti di Serge Guerand per le campagne di Emporio Armani Underwear e di EA7 Emporio Armani, ritraggono Fabio Fognini e Flavia Pennetta su fondo bianco, neutro, e mettono in risalto la fisicità e il gesto atletico.
– LONDRA

– Niente più accento francese o baffetti neri impomatati per Hercule Poirot. Il celebre detective belga nato dalla penna di Agatha Christie perde per la prima volta alcuni dei tradizionali tratti distintivi nell’interpretazione di John Malkovich, che ne veste i panni nel film per la Tv The ABC Murders, in programma a Natale su BBC 1 in un Regno Unito avviato tumultuosamente verso la Brexit.
“Nella nostra versione, Poirot ha vissuto in Inghilterra per 20 anni e ha fatto un lungo e laborioso sforzo per non sembrare straniero e parlare al contrario come un vero inglese”, ha detto Malkovich alla rivista Radio Times. L’attore americano 64/enne – la cui scelta per il ruolo appartenuto fra gli altri ad Albert Finney, Peter Ustinov e, più di recente, a Kenneth Branagh è stata piuttosto dibattuta – ha confessato d’avere trasformato il personaggio abbastanza radicalmente. Su richiesta dei produttori, evidentemente, che lo hanno voluto “differente quasi a 180 gradi rispetto alle versioni precedenti”.
E’ morto a 57 anni Stephen Hillenburg il creatore di Spongebob. Lo annuncia con un tweet Nickelodeon: “Abbiamo osservato un minuto di silenzio in onore della sua vita e del suo lavoro”, si sottolinea nell’annuncio. Biologo marino e ricercatore, Hillenburg era malato di Sla dal marzo del 2017. L’idea per il personaggio a forma di spugna gli era arrivata da un fumetto che aveva realizzato con intenti didattici quando insegnava biologia marina all’Orange County Marine Institute. La serie è andata in onda con Nickelodeon dal 1999 ed ha avuto un grandissimo successo. Per il suo cartone animato Hillenburg ha ricevuto due Emmy. Dalla serie sono stati tratti anche due film per il cinema: SpongeBob – Il Film e il suo seguito SpongeBob – Fuori dall’acqua. Era in programma anche un terzo film.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

VANNA VINCI, ‘IO SONO MARIA CALLAS’ (FELTRINELLI COMICS, PP. 176, EURO 22) – La storia di un’icona, la tragedia di una donna, il mistero di un’identità: questo è ‘Io sono Maria Callas’, graphic novel di Vanna Vinci recentemente pubblicato da Feltrinelli Comics.
Dopo Frida Kahlo, Vinci si concentra su un’altra icona femminile: “Non sapevo molto di lei, ma mi colpì un’intervista a Carlo Maria Giulini – racconta l’autrice – Diceva di conoscere Maria Callas come cantante, ma si chiedeva se lei stessa sapesse chi era nella solitudine di casa sua”.
Da qui è partita una ricerca non tanto nel canto sovrumano, quanto nella vita del personaggio, per sondarne il carattere e il ruolo di donna: “Parliamo senz’altro di moltissimi anni fa, ma la sua storia resta esemplare: ci troviamo di fronte a una persona con volontà e talento incredibili ma priva di struttura interna, che ha sempre dubitato di se stessa, che si è appoggiata a una madre terrificante, a un marito che era padre-impresario-segretario e quest’uomo terribile che è stato Onassis”.
Le fragilità di Callas sono sempre al centro del racconto, a partire dall’insicurezza per il suo aspetto fisico che la portò a sottoporsi a interventi rischiosi per dimagrire. Le fasi, i traumi ma anche le vittorie sono narrate con uno schema preso direttamente dalla tragedia greca, con episodi divisi dagli stasimi, dove un coro di personaggi intervengono e commentano gli episodi. “Nella sua storia c’erano tutti gli elementi della tragedia greca: lei dichiarava di essere fatalista. Inoltre le voci dissonanti e talvolta fuori luogo del coro, come Sarah Bernhardt o David Bowie, danno l’impressione di un personaggio cangiante e imprendibile”. In particolare, la sovrapposizione con Medea tiene insieme lo spunto drammatico e il discorso femminile, specie nel capitolo che utilizzando l’estetica della pittura vascolare greca racconta la degenerazione della sua vita sentimentale: “Non ci saranno state bastonate, ma si parla di una violenza comunque: è una donna che si è relegata a essere accompagnatrice di lusso, la storia stessa di Medea, perché per colpa del suo uomo ha perso il potere. Raccontare il suo rapporto con Onassis era molto difficile: ho iniziato dalle parole di Euripide, che pareva aver capito già tutto, e mi sono riletta alcuni testi fondanti del femminismo, tra cui ‘Il secondo sesso’ e ‘Sputiamo su Hegel’ per trattare al meglio quel passaggio”.
Dal punto di vista iconografico, Vinci parte da immagini celebri della Callas per creare grandi pagine che fondono i linguaggi del fumetto e del libro illustrato: “Imparare a disegnare la faccia non è stato facile: il suo viso, bellissimo, ha molte stranezze nelle proporzioni. D’altra parte il potere di questo personaggio si vede non solo nelle immagini fashion, ma già nelle foto sgranate delle rappresentazioni alla Scala. Più ancora che nel libro su Frida l’interno delle tavole è come esploso, come se a un certo punto fosse venuta fuori dal foglio”.

TORINO – Un breve viaggio on the road nella luce della Sardegna (Sassari) con la storia di due persone ai margini, ma piene di cuore. E’ ‘Ovunque proteggimi’ di Bonifacio Angius che dopo il Torino Film Festival arriva in sala dal 29 novembre con Ascent Film.
Di scena la storia di Alessandro (Alessandro Gazale), cinquantenne ingenuo, romantico e artista a modo suo (vive alla meglio cantando per i paesini musica folk) ormai alla deriva. Ha fiducia ormai solo nella sua camicia da palcoscenico e nell’alcool.
Ricoverato in un Tso, dopo l’ennesima sbronza, incontra in una corsia d’ospedale Francesca (Francesca Niedda), grandi occhi verdi pieni di infantilità e pazzia. A lei i servizi sociali tolgono la bambina, sua unica ancora nella realtà e lui Alessandro, innamorato e fragile, sente di avere ormai un’unica mission: aiutarla.
Così in un torrido agosto di una Sardegna piena di campagne dorate, cemento rovente, e mare in lontananza, Alessandro e Francesca si mettono in viaggio alla ricerca di quella che potrebbe essere la loro ultima occasione. Spiega Bonifacio Angius, classe 1982, già regista di Perfidia (2014) film in concorso alla 67/ma edizione di Locarno: “Metto in scena i miei sentimenti le mie esperienze la mia rabbia e le mie paure più profonde estremizzate e portate sullo schermo.
Quasi un modo per allontanarle trasformarle da negative a positive, da veleno ad antidoto. Le voglio mostrare attraverso il cinema col tentativo di renderle più cristalline e comprensibili possibile, come fossero messe in scena in un film di Chaplin o in un cartone animato giapponese degli anni 80. In ‘Ovunque proteggimi’ – conclude il regista – c’è la volontà di espandere il cuore pulsante di Alessandro e Francesca e di mostrarlo all’unanimità intera, quella stessa umanità che non si accorge della loro esistenza e voglia di vivere ma anche quell’umanità di cui loro e noi stessi facciamo parte. Una battaglia persa in partenza che però può darci solo per un attimo la sensazione di sentirmi e di sentirci un po’ meno soli”.
– PARMA

– Apre sabato 1 dicembre allo Csac di Parma la mostra ‘Leonardo Ricci architetto. I linguaggi della rappresentazione’, visitabile fino al 7 aprile. Leonardo Ricci (1918-1994), architetto, pittore, scenografo, urbanista, docente, è stato un esponente della scuola fiorentina guidata da Giovanni Michelucci. Il suo fare progettuale è legato ad una concezione ‘esistenziale’ dell’architettura, conferendo allo spazio – dinamico, continuo, asimmetrico – il primato assoluto.
Lo spazio viene modellato dagli ‘atti di vita’ di chi lo abita e solo in ultimo si concretizza in forma: da qui il rifiuto dell’architetto di forme prestabilite e dettate da un particolare ‘stile’.
Lo Csac (Centro studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, con sede all’Abbazia di Valserena) conserva l’archivio di Ricci, 923 materiali progettuali, tra cui 173 schizzi e 609 lucidi: la mostra, nel centenario della nascita, vuole essere un’occasione per indagare i differenti linguaggi di rappresentazione usati dall’architetto e le invarianti progettuali, attraversando le principali fasi della sua ricerca in un arco temporale tra la fine degli anni Quaranta e gli inizi dei Settanta, passando dalle influenze organicistiche di matrice wrightiana negli anni Cinquanta a quelle di natura espressionista degli anni Sessanta.
L’occasione del centenario si propone di promuovere la figura dell’architetto “come ultimo umanista, alla ricerca della definizione di spazi in grado di ampliare gli orizzonti di vita dell’uomo comune”.

– REGGIO EMILIA

– Il pittore Antonio Ligabue venne ricoverato per tre volte all’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, ma la sua cartella clinica non era consultabile a causa della normativa sulla protezione dei dati personali. Il 6 novembre scorso sono scaduti i 70 anni dalla sua terza ed ultima dimissione e ora è quindi possibile visionare i dati a fini storici.
La Ausl di Reggio Emilia – in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani, Comune di Gualtieri, Centro di storia della psichiatria e Fondazione Museo Antonio Ligabue – ha promosso due incontri per presentare la cartella clinica e fornire una lettura del testo, grazie agli interventi di esperti che hanno studiato i diversi ambiti della vita e dell’opera del pittore (1899-1965).
Domenica 2 dicembre a Palazzo Magnani si parlerà dell’attività del San Lazzaro e della straordinaria ricchezza del patrimonio grafico di “artisti irregolari”, come Ligabue, che vi sono conservati. A seguire visita guidata a cura di Giorgio Bedoni, psichiatra e docente dell’Accademia di Brera, curatore della sezione sull’art brut esposta nell’ambito della mostra ‘Jean Dubuffet. L’arte in gioco’. La seconda giornata si terrà a Gualtieri, patria adottiva di Ligabue, il 9 dicembre e sarà incentrata sulla figura, artistica ma soprattutto umana, di Antonio Ligabue, con una lettura approfondita di quanto può emergere dalla sua cartella clinica, dove fu registrato con il cognome Laccabue, quello del patrigno Bonfiglio.

– Vengono dal Piemonte e dalla Lombardia – più precisamente dai Conservatori di Torino, Alessandria e Milano – i quattro finalisti di Amadeus Factory, talent dedicato alla Classica.
Il Trio Chagall (violino, violoncello e pianoforte) e il pianista David Irimescu (studenti del Verdi di Torino, la violinista jazz Anais Drago (Alessandria) e il soprano Barbara Massaro (Milano) si sfideranno il primo dicembre sul palco del Teatro Dal Verme in una serata presentata da Elio.
A decidere il vincitore saranno per il 20% i voti del pubblico, per il 50% dalla giuria artistica (presieduta da Ottavio Dantone) e per il 30% della giuria critica.
L’evento sarà al centro di uno speciale documentario coprodotto da Bel Vivere e Classica HD, in onda su Classica HD, Sky canale 136, sabato 6 dicembre alle 20.30, a conclusione di una serie 25 puntate dedicate al talent dall’emittente, on air per tutto il mese di novembre.
– FERRARA

– Per la sua unica data italiana Tash Sultana ha scelto Ferrara. La cantautrice australiana si esibirà il 22 luglio 2019 in piazza Castello nell’ambito del festival Ferrara Sotto le Stelle. L’artista, nonostante la giovane età (ha 23 anni) si è fatta conoscere suonando per le strade di Melbourne e realizzando video homemade che sono diventati presto virali raggiungendo milioni di visualizzazioni. Tash Sultana arriva in Italia con il suo album di debutto “Flow state”, pubblicato il 31 agosto via Sony Music e contenente il singolo “Salvation”. Dal momento in cui ha messo le mani su una chitarra all’età di tre anni, l’artista ha sviluppato velocemente uno stile unico che ha subito affascinato il pubblico.
– Ficarra e Picone diretti da Giorgio Barberio Corsetti ne ‘Le rane’ di Aristofane e Filippo Timi cavaliere alla rincorsa del drago in ‘Un cuore di vetro in inverno’, a Roma; Gabriella Pession e Lino Guanciale nel sensuale ‘After Miss Julie’ di Patrick Marber, per Giampiero Solari a Firenze, e ‘Il misantropo’ di Moliere secondo Valter Malosti a Torino; Toni Servillo che torna a Milano nei panni di Jouvet in ‘Elvira’ e Pino Strabioli con Sabrina Knaflitz nel ’68 di ‘Carta straccia’, ancora nella capitale; fino a Cesare Bocci con Tiziana Foschi nell’autobiografico ‘Pesce d’aprile’, tra Cagli (PU) e Macerata: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
– MATERA

– Cultura, arte, gastronomia, musica, teatro, moda, cinema, design, architettura e riscoperta di luoghi e itinerari vissuti dall’antico ordine dei “Cavalieri di Malta” caratterizzano il progetto “Malta meets Matera Matera meets Malta”, il Festival dell’incontro che legherà l’isola mediterranea, con La Valletta capitale europea della cultura 2018, a Matera, capitale europea della cultura 2019.
L’iniziativa, che prenderà il via sabato 1 dicembre a Malta con la inaugurazione delle mostra fotografica sui luoghi di Matera e La Valletta, realizzata dal fotografo d’arte Maurizio Urso, è stata illustrata nella “Città dei Sassi” dalla ideatrice del progetto, Mariangela Petruzzelli, e da referenti delle diverse sezioni del programma.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

CATANZARO

– Uscirà il 4 dicembre “Tutte le volte” (Jackie & Juliet / Artist First), il nuovo singolo del cantautore Eman, all’anagrafe Emanuele Aceto. Il brano sarà disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming.
“Tutte le volte”, scritto e composto dallo stesso Eman, prodotto e arrangiato da Mattia “Skg” Masciari e Rosario “Tano” Critelli e mixato da Andrea Debernardi, parla di una storia d’amore finita raccontata però in maniera “dolcemente cruda”, con toni introspettivi e personali, ponendo al centro le individualità.
“Mi piace definire ‘Tutte le volte’ – afferma Eman – una ‘ballad’ terapeutica. Perché terapeutica? Per il suo carattere non didascalico: la storia è finita forse a causa della quotidianità o forse per consunzione, insomma motivazioni ineluttabili”.
– TEL AVIV

– Il Dipartimento israeliano per le antichità ha annunciato il ritrovamento di una maschera di pietra di 9.000 anni. E’ un esemplare molto raro, perché finora si aveva notizia di sole altre 15 maschere di quell’epoca in tutto il mondo. Il 29/11 sarà esposta al pubblico al Museo Israel di Gerusalemme, in un convegno di archeologia.
La scoperta risale a mesi fa, quando funzionari del Dipartimento hanno appreso dell’esistenza della maschera, trovata a Pnei Hever (presso Hebron, Cisgiordania), e sono riusciti a venirne in possesso. In questi mesi nei laboratori del Dipartimento è stata verificata la sua autenticità ed è stato stabilito il periodo a cui essa risale, il neolitico. La maschera, perfettamente simmetrica, rappresenta un volto umano con lineamenti raffinati. Presenta fori per gli occhi e la bocca, mentre la dentatura è stata incisa in dettaglio con uno scalpello. Secondo i ricercatori poteva essere applicata su un volto umano oppure essere appesa a un palo, possibilmente per riti propiziatori.
– BOLOGNA

– Arriva a Bologna ‘Europavox’, festival che dal 2006 a Clermont-Ferrand, in Francia, promuove e celebra la creatività musicale europea. Il 7 e l’8 dicembre sarà, come lo scorso anno, il teatro Comunale ad ospitare le migliori band selezionate dal circuito Europavox, progetto co-finanziato dal programma ‘Europa Creativa’ dell’Unione europea, nato per mostrare le diversità musicali in Europa e sostenere i giovani artisti del nostro continente.
Dall’Italia arrivano Clap! Clap! alias Cristiano Crisci, produttore e performer; Zyklus, progetto che si muove dalla musica elettronica ad atmosfere ambient e classiche; i bolognesi Altre di B, che hanno portato il loro punk in festival internazionali; Giò Sada, noto per la vittoria a ‘X Factor’ 2015. In cartellone anche Malik Djoudi (Francia), Douglas Dare e Indian Queens (Inghilterra), il dj set di Kiasmos (Islanda), Zen (Croazia), Garbanotas (Lituania), Shortparis (Russia), Lydmor (Danimarca) e Stella (Grecia). Il festival è organizzato da Estragon Club.
– Esce il 7 dicembre il nuovo album di LP, dal titolo Heart to Mouth, su etichetta X Energy Distribuzione Believe Digital (digitale)/Sony Music (fisico).
Anche il singolo “Recovery” sarà in radio dal 7 dicembre. Con alle spalle 4 dischi di platino per il precedente lavoro Lost on you, oltre 500 milioni di streaming, 280 milioni di view degli ultimi quattro videoclip in un anno e un tour mondiale sold out, annunciando il nuovo disco l’artista statunitense di origine italiana afferma: “Credo che le canzoni valgano più di tante parole”.
In Heart To Mouth (lavorato con il collaboratore e produttore di Lost On You Mike Del Rio -Eminem, X Ambasciatori, Skylar Gray- e l’autrice Nathaniel Campany) non c’è un solo genere: pop/rock e folk del nuovo Millennio, mentre nelle canzoni si affrontano temi come amore, sogno, abbandono, lussuria, insicurezza, infedeltà, rimpianto e redenzione.
– I Siberia entrano a fare parte del roster di Sugar. L’etichetta ha firmato in esclusiva un accordo discografico ed editoriale con una delle band della nuova scena musicale italiana. L’accordo prevede inoltre la condivisione strategica e imprenditoriale di Maciste Dischi, etichetta discografica e management.
I Siberia nascono nel 2010 a Livorno e prendono il nome dall’immaginario evocato dal libro di Nicolai Lilin “Educazione siberiana”. Nell’autunno 2015 partecipano alle selezioni di “Sanremo Giovani” giungendo sino alla fase finale. La band ha all’attivo due album: “In un sogno è la mia patria” (2016) e “Si vuole scappare” (2018), prodotto da Federico Nardelli. I Siberia sono: Eugenio Sournia (voce e chitarra), Luca Pascual Mele (batteria), Cristiano Sbolci Tortoli (basso) e Matteo D’Angelo (chitarra).
– In bus nei luoghi di Lenù e di Lila, con a disposizione i libri di Elena Ferrante e una guida letteraria bilingue per un tour tra le due città, quella dei quartieri degradati e periferici e l’altra splendente abitata da sole e mare. Sull’onda del successo della quadrilogia e della fiction tv in onda da ieri sera su Rai1, il bus rosso del cityseeing napoletano si riconverte in bibliobus ospitando ogni sabato, a partire dall’8 dicembre, un tour dedicato al successo dell’Amica Geniale. E l’iniziativa, lanciata per la prima volta e organizzata insieme con una libreria della città, la Iocisto, promette di avere un seguito con sempre nuovi tour dedicati via via ad altri romanzi come quelli di Maurizio de Giovanni o di Raffaele La Capria.
“Il nostro obiettivo è promuovere le bellezze del nostro territorio facendo vivere ai turisti esperienze uniche e suggestive anche diverse da quelle del turismo convenzionale – spiega Antonietta Sannino, ad di City Sightseeing Napoli -. Con il bibliobus molte altre Napoli, segrete o manifeste, potranno in seguito essere visitate inoltrandosi nei meandri di altri romanzi in nuovi tour progettati dalla libreria”, aggiunge la giornalista Titti Marrone, socia della Iocisto. I tour di Napoli Geniale, precisano gli organizzatori, partono da Piazza Castello, ogni sabato dalle 1030 alle 13.00.
– Esce il 7 dicembre “Sfera Ebbasta Rockstar – Popstar Edition”, nuova versione dell’album “Rockstar” disponibile in doppio cd e lp del rapper dei record Sfera Ebbasta. Il cofanetto sarà anticipato dall’uscita di “Happy Birthday”, nuovo singolo che sarà disponibile dal 30 novembre. “Sfera Ebbasta Rockstar – Popstar edition” si compone di due cd: Rockstar e Popstar. Il primo contiene le 11 tracce dell’omonimo album uscito a inizio anno e include quattro versioni remix (Uber Rmx feat. Miami Yacine, Bancomat Rmx feat.
Tinie Tempah, 20 collane Rmx feat. Rich The kid e Tran tran Rmx feat. Lary over). Il secondo contiene invece 7 tracce tra cui 3 nuovi inediti (Popstar, Happy Birthday e Uh Ah Hey) e 3 nuove versioni remix (Cupido feat. Khea, Duki, Quavo, Elettra Lamborghini, Xnx feat. Guè Pequeno e Serpenti a sonagli feat.
Lacrim). Popstar include inoltre Pablo, hit dell’estate. Ad aprile il rapper sarà di nuovo live. Il 17 al Palalottomatica di Roma, il 19 al Palapartenope di Napoli e il 27 al Forum di Assago.
– Margaret Atwood sta scrivendo il sequel del suo bestseller del 1985, il romanzo distopico ‘Il racconto dell’Ancella’ (The Handmaid’s Tale) pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie, che ha ispirato la fortunatissima serie tv omonima con con Elizabeth Moss. Il seguito si chiamerà ‘The Testaments’ e sarà pubblicato a settembre 2019 negli Stati Uniti. Lo ha annunciato l’editore Nan A. Talese di Doubleday. Il sequel “è stato ispirato dalle domande dei lettori su Gilead e dal mondo in cui viviamo” ha detto la scrittrice canadese. ‘The Testaments’ è ambientato 15 anni dopo la scena finale de ‘Il racconto dell’Ancella’ che quando uscì fu subito un best seller ed è tornato in classifica dopo l’elezione di Donald Trump nel 2016.
– Esce il 30 novembre “Domenicamara”, il primo singolo estratto dal nuovo progetto discografico, il secondo, dei Canova che verrà pubblicato a inizio 2019 da Maciste Dischi/Artist First. Il video, diretto da Zavvo Nicolosi per Ground’s Oranges, esce oggi su youtube: protagonisti del nuovo scanzonato e ironico video, in cui i Canova fanno solo un cammeo, sono un killer sanguinario e la sua affezionata cagnetta Milù. “Domenicamara è una canzone ritmata, con tonalità in maggiore e quindi apparentemente allegra. Con il testo però, cambia vestito e sapore, appunto, diventando amara – racconta la band milanese -. È una brano sul senso di emarginazione e abbandono, che avendolo vissuto è diventato il motore stesso di questo sfogo”. I Canova torneranno poi dal vivo con un nuovo tour al via il 20 marzo da Milano. Poi le prime date confermate: il 22 Venaria Reale (TO), il 26 a Padova, il 28 a Roma, il 29 a Napoli, il 30 a Modugno (BA). Ad aprile il 3 a Firenze, il 5 aprile a Bologna.
– Cercare la verità nella natura, trovarla nelle foglie degli alberi, nel rivolo d’acqua che cade nella vasca di una fontana, nelle ombre dei tronchi che fanno da quinta al bagliore della luce e dei colori del cielo e dei prati. Mirava a questo Giacomo Balla fissando sulla tela e sulla carta gli scorci di Villa Borghese che gli si offrivano dal balcone della casa in cui era andato a vivere nel 1904 con la moglie Elisa o che sceglieva nelle sue passeggiate. Il grande artista torinese era arrivato nella capitale del 1895 e, dopo aver abitato in via Piemonte, aveva ottenuto l’ alloggio a ridosso del grande polmone verde grazie al sindaco Ernesto Nathan. Al rapporto tra il grande maestro e il parco romano è dedicata la mostra allestita fino al 17 febbraio 2019 al museo Carlo Bilotti, nel cuore della Villa, per la cura di Elena Gigli, storica dell’ arte da tempo impegnata nella catalogazione dell’ opera di Balla.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LECCE

– La statua di Sant’Oronzo, collocata su una colonna alta circa 29 metri, in piazza Sant’Oronzo, a Lecce, fra una settimana sarà spostata nell’androne della sede del Comune per dare la possibilità agli addetti ai lavori di proseguire il restauro che si è dimostrato più complicato di quanto si pensasse. L’autorizzazione allo spostamento è stata deliberata dalla Giunta Comunale. La colonna venne eretta in segno di gratitudine a sant’Oronzo, a cui la città attribuì la sua preservazione dalla peste diffusasi nel 1656 nel Regno di Napoli. Il monumento venne realizzato utilizzando i rocchi crollati dello stelo marmoreo di una delle due colonne romane che erano poste al termine della Via Appia a Brindisi. I lavori, iniziati nel 1666 furono ben presto sospesi a causa della mancanza di fondi. Ripresi nel 1681 furono ultimati cinque anni dopo. E furono guidati dall’architetto leccese Giuseppe Zimbalo.
Il restauro interessa sia la colonna che la statua. A seguito della relazione relativa alle indagini diagnostiche propedeutiche al restauro della statua (relazione trasmessa dalla ditta Colaci Emilio Impianti e Restauri srls, a firma del Prof. Alfredo Castellano nel Laboratorio di Archeometria e Fisica dell’Ambiente dell’Università del Salento) è emersa una situazione di precarietà statica del manufatto. La struttura lignea portante posta all’interno della statua infatti non è più in grado di garantire la consistenza e la staticità della statua stessa e necessita di lavori di consolidamento dell’ossatura interna che richiedono lo spostamento dalla sommità della colonna in un sito adeguato. L’amministrazione comunale ha quindi indicato come possibile sito il Palazzo di Città ottenendo, lo scorso 23 novembre, l’autorizzazione da parte della Sovrintendenza.”Siamo felici – afferma il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Delli Noci -di poter accogliere la statua del Santo patrono nella casa comunale, fatto questo che permetterà un coinvolgimento dei cittadini che potranno ammirarla e seguire da vicino le operazioni di restauro”.
– LONDRA

– La vedova dell’ultimo Scià di Persia rivela i retroscena di una delle più preziose collezioni di arte moderna e contemporanee al mondo, un tempo appartenuta a lei e al defunto consorte e da circa 40 anni stipata in uno scantinato di Teheran. A cominciare dal valore, iperbolico.
Lo fa in un libro presentato a Londra, ‘Iran Modern: The Empress of Art’, stampato in edizione lusso. Il volume, del costo di circa 750 euro, è edito da Assouline. E mostra immagini di una collezione che comprende opere di Picasso, Van Gogh, Rothko, Pollock – per citare solo alcuni degli artisti – ammassata da Farah Diba col marito prima dell’esilio nel 1979 a seguito della rivoluzione.
L’ex sovrana consorte dello scomparso Reza Pahlavi, oggi 80enne, aveva contribuito a crearla negli anni ’70, aprendola al pubblico nel 1976 in quello che oggi è il Museo di Arte Contemporanea di Teheran. La collezione, il cui valore è stimato in circa 3 miliardi di dollari, includeva il preziosissimo ‘Mural on Indian Red Ground’ di Pollock.
– Scritto a metà degli anni 2000 e mai apparso in libreria, esce il 6 dicembre per La Nave di Teseo ‘La ricetta della mamma’ (pp 64, euro 6) di Giorgio Faletti, morto nel 2014. E’ un piccolo gioiello noir tra ironia, tensione e peccati di gola, con un testo di Roberta Bellesini Faletti.
Dal racconto è stato tratto l’omonimo cortometraggio diretto da Dario Piana e prodotto da Roberta Bellesini Faletti.
Uno spietato e imbattibile sicario si introduce nella casa di un manager donnaiolo, spesso fuori per lavoro. La finestra dell’appartamento si trova esattamente di fronte al tribunale dove il giorno seguente si celebra un importante processo con un testimone chiave, le cui rivelazioni minacciano personaggi molto in vista. Il sicario deve uccidere il testimone e sparire. Un lavoro pulito come sempre, ma non ha calcolato la ricetta della mamma.
Attore, compositore, cantante e comico, Faletti ha esordito nella narrativa con Baldini&Castoldi con ‘Io uccido’ che in Italia ha venduto oltre cinque milioni di copie. Uno straordinario successo, tradotto in 32 paesi, cui sono seguiti ‘Niente di vero tranne gli occhi’, ‘Fuori da un evidente destino’, ‘Io sono Dio’, ‘Appunti di un venditore di donne’, ‘Pochi inutili nascondigli’, ‘Tre atti e due tempi’, ‘Da quando a ora’, ‘La piuma’ e ‘L’ultimo giorno di sole’.
– NEW YORK

– “Matilde”, “Il grande ascensore di cristallo”, “La fabbrica del cioccolato”, “La magica medicina”: queste e altre fiabe di Roald Dahl stanno per arrivare sul piccolo schermo grazie a un accordo tra gli eredi dello scrittore britannico e il colosso dello streaming Netflix.
Una cifra da capogiro, un miliardo di dollari secondo The Hollywood Reporter, ha permesso di chiudere l’intesa per i diritti d’autore su sedici opere: tra queste anche “Il GGG”, “Gli sporcelli” e “Il coccodrillo enorme”. Secondo l’Hollywood Reporter, si tratta di uno degli investimenti più consistenti in vista della creazione di programmi per l’infanzia.
“La nostra missione e’ di avvicinarci a quanti più bambini nel mondo. Roald sarebbe al settimo cielo”, ha commentato Felicity Dahl, la vedova dello scrittore. E’ tuttavia un paradosso, perché lo stesso Dahl, che e’ morto a Oxford nel 1990 in odore di antisemitismo, aveva spesso avvertito i genitori sui rischi di mettere i figli davanti alla televisione.
– BARI

– Sono ispirati alla tele di Giuseppe De Nittis (Barletta, 25 febbraio 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 21 agosto 1884) la regia e i costumi della nuova produzione della Fondazione lirica Petruzzelli ‘Traviata’ di Verdi che andrà in scena dal 19 al 30 dicembre con una recita speciale il 25, con la direzione orchestrale di Carlo Goldstein e la regia di Hugo de Ana. I dettagli del progetto ed il “ponte ideale che unirà le città di Bari e Barletta” sono stati presentati nel foyer del Petruzzelli dal sindaco di Bari e presidente della Fondazione Teatro Petruzzelli Antonio Decaro, dal sindaco di Barletta Cosimo Cannito, dal regista de Ana e dal sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli, Massimo Biscardi. In occasione delle rappresentazioni, nel foyer, per concessione del Museo De Nittis di Barletta (Palazzo della Narra), saranno in mostra tre quadri di De Nittis: ‘Figura di donna’, ‘Il salotto della principessa Matilde’ e ‘Giornata d’inverno’.
– ANCONA

– Il 29 novembre 1998 moriva Gino De Dominicis, uno dei più grandi artisti del XX secolo, nato e cresciuto ad Ancona, in un palazzo in piazza Cavour sul quale oggi campeggia una targa in sua memoria. E il Comune si appresta rendergli omaggio nella primavera del 2019 con l’allestimento di uno spazio dedicato all’interno della Pinacoteca Comunale, che ospiterà una copia del solo libro d’artista realizzato da De Dominicis, Sicinimod Ed, legato all’ultima esposizione, tenutasi presso la Galleria Mazzoli nel 1998. Il volume, acquistato dal Comune, sarà esposto e consultabile dai visitatori attraverso appositi strumenti e preparerà il terreno alla presenza dell’autore di Calamita cosmica in una grande collettiva nell’autunno 2019. Il rapporto dell’artista con le celebrazioni appare quanto mai ambiguo, si legge in una notam, ma al Comune di Ancona spetta il compito di rendergli merito comunque, pur rispettandone l’intenzione e l’indirizzo artistico.
– TORINO

-E’ un film ben riuscito, che non lascia indifferenti, un biopic in perfetto stile di commedia inglese, destinato a piacere alle donne, ‘Colette’ domani in anteprima al Torino Film Festival e nelle sale italiane dal 6 dicembre, distribuito da Vision. L’ultimo lavoro dell’inglese Wash Westmoreland, che ne scrisse la sceneggiatura già nel 2001, presentato al Sundance Festival, racconta della rivolta femminile alla cultura dominante vista da parte di una donna riconosciuta come una delle più famose scrittrice francesi, Gabrielle Colette, oltre cento anni prima di #metoo. Colette, interpretata da una diafana ma potente Keira Knightley (molti giornali inglesi e americani l’hanno ritenuta assolutamente candidabile all’Oscar), divenne famosa nella storia della letteratura francese ed europea per il suo personaggio Claudine, di fatto il suo alter ego di donna ribelle, spregiudicata, provocatrice, bisessuale e coraggiosa. Il film, ricco di un’ottima fotografia e di una felice sceneggiatura, forse talvolta un po’ troppo plastica, immerge lo spettatore nelle atmosfere della Franca inizio ‘900, puritana nelle campagne, ma libertina a Parigi, tra feste aristocratiche senza freni, spettacoli al Moulin Rouge e imprenditoria editoriale senza scrupoli. Colette, sposata a Willy, interpretato dal convincente Dominic West, scrittore fallito se non fosse per la moglie che scrive per lui sotto falso nome, pur se innamorata del marito, alla fine si ribella e grida alla Francia intera di essere lei l’autrice di tutti i libri della serie di Claudine. Tutto cominciò per scherzo, alla scrivania della sua casetta di campagna, quando ancora lei e Willy si amavano di amore ingenuo e appassionato. Lui le chiese di scrivere qualcosa per cercare di fare un po’ di soldi e lei inizio così: “Mi chiamo Claudine, abito a Montigny, dove sono nata e dove probabilmente non morirò…”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Non avendo fatto una scuola di cinema ogni inquadratura dei suoi film è stata e resterà per me una lezione”, dice Paolo Sorrentino dopo una lunga giornata di set della seconda stagione di The Young Pope.
“Per me c’è una linea diretta Fellini-Bertolucci e nient’altro. Bernardo, per me giovane autore, ha rappresentato qualcosa di mitico. Mi ricordo quando a 25 anni e senza aver fatto neanche un film fui invitato per un dopo cena a casa sua, fu un evento che mi ha segnato per sempre”, racconta l’autore.
Secondo Sorrentino, “Bernardo Bertolucci è stato un regista di una modernità assoluta, anche i suoi film più vecchi, penso ad esempio al Conformista, sono di una totale modernità, non c’è alcuna distanza tra ieri e oggi. Per me il suo modo di girare è stato qualcosa di immenso, lui la regia l’ha fatta meglio di tutti noi messi insieme, una maestria incomparabile. E poi penso ad un’altra sua qualità eccezionale: la curiosità, inesauribile”.
Sorrentino racconta nell’intervista che Bertolucci è stato un grande visionario: “Mi ricordo quando qualche anno fa ci intratteneva sulla potenza, l’importanza e il futuro delle serie tv, adorava True Detective. E ne parlava quando nessuno di noi pensava di girarle”. Ad unirli, prosegue nel racconto il regista premio Oscar de La Grande Bellezza, una passione di chiacchierate leggere “all’insegna del pettegolezzo. Lo facevo divertire e ho scoperto un lato che non conoscevo, oltre all’intelligenza c’era anche tanto umorismo”.
Sorrentino rivela anche di un progetto insieme al regista scomparso oggi a 77 anni: “Poi non se ne fece più niente, ma in verità non mi sono mai sentito all’altezza di quel progetto”.
Sorrentino, infine, aggiunge di amare l’intera filmografia di Bertolucci, di essere legato ai film degli anni ’70, ma anche al periodo kolossal del regista, “amo Il tè nel deserto e L’ultimo imperatore”, ma anche i suoi ultimi, The Dreamers e Io e te.

Uscirà nelle sale il 21 febbraio 2019 Modalità aereo, il nuovo film di Fausto Brizzi, prodotto da Eliseo Cinema con Rai Cinema che verrà distribuito da 01 Distribution. Nel cast Lillo, Paolo Ruffini e Violante Placido con Dino Abbrescia e Caterina Guzzanti.
La commedia, scritta dallo stesso Brizzi con Paolo Ruffini e Herbert Simone Paragnani, racconta la storia di Diego (Ruffini), imprenditore bello, ricco, famoso, che dopo un viaggio aereo dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano (Lillo) che pulisce i bagni dell’aeroporto lo trova… ma non lo restituisce. Ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse.
– TORINO

– Piacerà ‘Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo’ alla Juventus? “Non lo so, ma di fatto i bianconeri, insieme alla Lega Calcio, non mi hanno permesso di filmare la tifoseria ordinaria, né gli ultrà nello stadio, ma non ne abbiamo fatto una tragedia”. Così il regista Daniele Segre parla del suo documentario dedicato agli ultrà della squadra bianconera passato alla 36/ma edizione del Torino Film Festival. Il film, prodotto da I Cammelli con Rai Cinema in associazione con 13 production e presentato nella sezione Festa mobile, per Segre dimostra soprattutto una cosa: “Dopo quarant’anni è cambiato molto. Allora c’era ancora una poetica, oggi gli ultrà sono più che altro un’organizzazione paramilitare. Comunque – in un documentario pieno zeppo di testimonianze – ho lavorato con gli ultrà grazie alla reciproca fiducia per i miei trascorsi, i drughi (il termine deriva dal quartetto di balordi di Arancia meccanica) insomma mi hanno dato fiducia e non ho mai avuto problemi”.
TORINO – Un viaggio on the road attraverso l’Europa per tornare poi a casa, nell’amata Sicilia. A compiere questo viaggio in ‘Drive me home’ di Simone Catania, passato alla 36/ma edizione del Torino Film Festival, due attori che vengono da Gomorra e da Romanzo criminale, un inedito Marco D’Amore, vistosa parrucca bionda e tendenze omosessuali, e Vinicio Marchioni cameriere a Londra pur di sfuggire alla noia del suo paesino.Prodotto da Inthelfim, Indyca con Rai Cinema nel film che sarà in sala con Europictures in primavera, due i principali protagonisti: Antonio, detto Tino (Marchioni), e Agostino (D’Amore). I due sono cresciuti insieme in un piccolo paesino siciliano con tanta voglia di fuggire. Oggi trentenni, entrambi vivono all’estero, ma non si vedono né si sentono da ben 15 anni. Quando Antonio scopre che la sua amata casa natia, abbandonata da tempo, sta per essere venduta all’asta, decide ancora con più forza di ritrovare il suo amico d’infanzia. E lo troverà su un enorme camion in giro per l’Europa, fa l’autotrasportatore, e passerà con lui alcuni giorni nel segno di un’amicizia forte unica e di una nostalgia, altrettanto forte e unica, per la terra che hanno abbandonato.Spiega Marco D’Amore: “È stato un viaggio complicato. Sono partito dalla solitudine che governa questi due uomini e dalla rottura del loro rapporto nell’infanzia. Per quanto riguarda il mio aspetto, parrucca con meche e altro -aggiunge- , ci siamo divertiti a stravolgere la mia immagine iconografica. È importante capire – conclude – quanto le maschere aiutino un attore”. Per Vinicio Marchioni che in una sequenza scopre l’omosessualità di Tino quando lo vede baciarsi con passione con un altro uomo, Drive me home “È una storia d’amore maschile, amicale, ma comunque una storia d’amore. Ed è anche -aggiunge – un viaggio metaforico alla ricerca di identità per riempire il vuoto che questi due personaggi hanno dentro”.Infine, Simone Catania, nato a Cantù nel 1980, alla sua opera prima: “Il film racconta la storia di due amici per la pelle che si ritrovano dopo anni di silenzio. Sono giovani emigranti, insoddisfatti del posto in cui sono nati e cresciuti, e che per questo hanno scelto di vivere “altrove”. Rispetto all’emigrazione alla quale assistiamo oggi relativa ai paesi extra europei, i miei protagonisti Antonio e Agostino sono italiani, profondamente soli e, come tanti, hanno l’inevitabile desiderio di appartenere a una cultura diversa dalla propria. Sono – conclude – anime perse alla ricerca di un’ancora di salvezza, di un valore che la nostra generazione fa fatica a riconoscere: quello delle proprie origini”.     [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 22 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 11:32 DI LUNEDì 26 NOVEMBRE 2018

ALLE 09:54 DI MARTEDì 27 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

Bennato porta Pinocchio agli Arcimboldi
Il rocker con band e quartetto d’archi domani sera a Milano

Bertolucci: da Zeffirelli alla Cavani, l’addio commosso dal mondo del cinemaSandrelli: ‘Addio mio ultimo imperatore’. Piccolo America: ‘Continueremo a proiettarti ancora e ancora’

Omaggio Tff a Bernardo BertolucciBreve montaggio sarà proiettato prima di ogni film

Animali fantastici 2 sempre al topCinque novità nella top. Secondo Robin Hood

Michon e il gran pittore inesistenteper parlare di rivoluzione, terrore, arte, potere crea Corentin

Da Novecento a Piccolo Buddha i cult di BertolucciCominciò con Pasolini, con Ultimo imperatore record di Oscar

Phil Collins, a Milano il 17 giugnoUnica data italiana del “Still not dead yet live European tour”

Ad Accademia Firenze 2 tavole confiscateSono tavole ‘300-400 recuperate in Svizzera da carabinieri Ntpc

All’Opera Roma apre Rigoletto ‘politico’Nuovo allestimento a 4 mani, dirige Gatti, alla regia Abbado

Domus, arriva Winy Maas, nuovo direttoreFocus su città del futuro, dialogo e contaminazione discipline

Tears for Fears, due date 9 e 10 luglioDopo tappe a febbraio a Milano e Padova, annunciate Roma e Lucca

Bertolucci e Ultimo Tango, una storia infinitaFilm salvato da rogo, polemiche e pentimenti per scena del burro

Carrà a Natale, un disco così solo io’Per le feste il mio augurio è la fine dei litigi’

Claudio Baglioni, 250 mila spettatoriBilancio della 1a parte di “Al Centro tour”, ripresa da 16 marzo

Scotti, ritorno con IL mio quiz del cuoreCanale 5 festeggia i 20 anni Milionario con 4 puntate

Card 15 euro per un anno al MannSlogan campagna ‘Che bellezza!’

Mostre: a casa Buonarroti ‘Vasimania’Dalle Explicationes di Filippo Buonarroti al Vaso Medici

Bertolucci con Sandrelli rapporto unicoPer lui ‘bambina da proteggere’, per lei ‘ultimo imperatore’

Cavani,”Bertolucci dolce e coraggioso”Regista, cresciuti insieme, ci ha uniti sogno di una generazione

Benigni, “Bertolucci era il più grande”Regista e Nicoletta Braschi, suo cinema tra meraviglie XX secolo

Roma di Cuaron, bene il test nelle sale in UsaNetflix, migliora chance Oscar dopo successo a NY e LA

Pieraccioni, sarà la mia ultima commedia romanticaFra ex fidanzate e prole In Se son rose, in sala dal 29/11

Bernardo Bertolucci, oggi la camera ardente in Campidoglio per l’ultimo saluto al maestroIeri la scomparsa del grande regista autore di capolavori come ‘Novecento’ e ‘Piccolo Buddha’ e premio Oscar per ‘L’ultimo imperatore’

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

MILANO

– Il tour ‘Pinocchio & Co.’ di Edoardo Bennato approda a Milano: domani sera, il cantautore e musicista napoletano sarà al Teatro degli Arcimboldi per la tappa milanese del suo tour che porta avanti le celebrazioni dei quarant’anni di ‘Burattino senza fili’. Il viaggio di Bennato nel mondo di buoni e cattivi dove i potenti vengono sbeffeggiati parte dall’ultimo singolo, ‘Mastro Geppetto’, per ripercorrere personaggi e storie ritratti nei suoi brani più famosi. Ad accompagnarlo una band di cinque elementi e gli archi del Quartetto Flegreo. Dopo Milano, il tour proseguirà a Roma (Auditorium Parco della Musica, 29/11), Firenze (Teatro Verdi, 2/12), Catania (Teatro Metropolitan, 6/12), Bari (Teatro Team, 8/12), Assisi (Teatro Lyrick, 10/12) e Cremona (Teatro Ponchielli, 11/12).
Da Zeffirelli a Liliana Cavani, il mondo del cinema, ma anche quello della politica della cultura in generale saluta commosso Bernardo Bertolucci, il grande maestro del Novecento scomparso a Roma.

Sorrentino, mai smesso andare lezione da lui  – “Non avendo fatto una scuola di cinema ogni inquadratura dei suoi film è stata e resterà per me una lezione”, dice

Paolo Sorrentino. “Per me c’è una linea diretta Fellini-Bertolucci e nient’altro. Bernardo, per me giovane autore, ha rappresentato qualcosa di mitico. Poi da grande ho avuto il piacere di conoscerlo e confermare tutta la mia stima. E’ stato un immenso regista”, ha aggiunto. Sandrelli, addio mio ultimo imperatore – “Se ne è andato il mio “ultimo imperatore”. Che si sentiva come un “topo nel formaggio”. Per lui significava stare come in un bozzolo, al caldo e al riparo. Me lo disse gioiosamente dopo una estate di sofferenza e di passione. “Adesso sto bene, sai? Sto come un topo nel formaggio”. Grazie per essere stato cosìspeciale. Per il tuo cinema cosìspeciale. Spero di incontrarti ancora e di fare un altro film insieme. Un lungo bacio”. Questo il ricordo commosso, in forma di lettera, di Stefania Sandrelli dedicato a Bernardo Bertolucci.Gilliam, è stato fonte di ispirazione costante – “Che colpo! Solo un mese fa, io e lui stavamo discutendo del suo prossimo film, era pieno di vita ed entusiasmo. Per me – dice

il regista Terry Gilliam – è stato un’ispirazione permanente. Un creatore di grande bellezza e idee audaci. Una grande perdita”.Benigni, se ne è andato il più grande di tutti – “E’ un dolore immenso la morte di Bernardo Bertolucci. Se ne è andato il più grande di tutti, l’ultimo imperatore del cinema italiano. Un pezzo della nostra famiglia, un amico fraterno, amoroso, intelligente, pieno di genio, imprevedibile, rigorosissimo ed implacabile nel dirci sempre la verità. Il suo cinema rimarrà tra le meraviglie del ventesimo secolo”, dicono Nicoletta Braschi e Roberto Benigni.Zeffirelli, addio caro amico – “E’ molto triste dire addio a un carissimo amico e a un regista di grande talento come Bernardo Bertolucci, che con il suo lavoro è riuscito a trasportarci in dimensioni artistiche uniche”. Queste le parole di Franco Zeffirelli per la scomparsa di Bernardo Bertolucci.Cavani, un regista fondamentale che sognava in grande – “Un grandissimo regista, fondamentale per il cinema italiano che sognava in grande, e un ancora più grande amico”, dice emozionata

la regista Liliana Cavani apprendendo così la scomparsa di Bernardo Bertolucci. “Ci sentivamo spesso – aggiunge – ci vedevamo di frequente e mi colpiva sempre il suo coraggio anche nella malattia e il suo essere, nonostante età e condizioni, sempre nel mondo di oggi, sempre circondato da giovani, sempre disponibile. Mi voleva sui suoi set, diceva che gli portavo fortuna e ci siamo voluti tantissimo bene”.Piccolo America, ti proietteremo ancora e ancora – “Ciao Bernardo, grazie di tutto. Continueremo a imparare il cinema costruendo sale dove goderlo, nelle nostre caverne di Platone ‘dove nascono idee’ ti proietteremo ancora e ancora. Una pellicola dopo l’altra”. E’ il saluto commosso dei ragazzi del cinema romano Piccolo America che Bertolucci aveva sostenuto nella loro battagliaZingaretti, immenso protagonista italiano – “Ho amato il cinema di Bernardo Bertolucci, come intere generazioni. Oggi diciamo addio a un grande maestro, un immenso protagonista italiano. Ci lascia un’opera grandiosa. Ciao Bernardo”. Lo scrive su Twitter il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.SIAE, i suoi film hanno reso grande la cinematografia

del Paese – “La scomparsa di Bernardo Bertolucci lascia un grande vuoto nel mondo del cinema italiano. I suoi film, da ‘Novecento’ a ‘Ultimo tango a Parigi’, da ‘L’ultimo imperatore’ a ‘Il tè nel deserto’, hanno reso grande la cinematografia del nostro Paese nel mondo intero”. Il direttore generale di SIAE Gaetano Blandini commenta così la morte del grande regista, sceneggiatore e produttore. “La sua inesauribile creatività lo ha portato a realizzare capolavori ricchi di vera poesia, nati spesso da scelte coraggiose”.Mattarella, grande maestro nella storia del cinema – “Nel giorno della scomparsa di Bernardo Bertolucci, un grande maestro entrato nella storia del cinema, desidero esprimere il cordoglio profondo ai familiari, agli amici, a tutti coloro che hanno tratto insegnamento dalla sua sensibilità intellettuale e artistica”. Lo scrive in un messaggio di cordoglio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Bonisoli, un doloroso giorno per la cultura italiana – “Ci ha lasciati #BernardoBertolucci, uno dei registi italiani più amati e conosciuti, vincitore dell’Oscar per la regia de L’ultimo Imperatore. Con i suoi capolavori ha segnato la storia del cinema. Sono vicino alla famiglia in questo doloroso giorno per la #cultura italiana”. E’ il tweet del ministro della cultura Alberto Bonisoli.Raggi, Italia intera gli rende omaggio – “Addio al grande maestro Bernardo Bertolucci, con le sue opere e i suoi capolavori ha segnato per sempre la storia del cinema mondiale. L’Italia intera gli rende omaggio”. Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.Franceschini, un gigante del Novecento – “Un giorno triste per la cultura, se n’è andato Bernardo Bertolucci uno dei grandissimi maestri del cinema italiano, un gigante del Novecento”. Così l’ex ministro della Cultura, Dario Franceschini. “Ho avuto modo di incontrarlo nel corso del mio incarico di governo quando, con la generosità e il grande impegno civile che lo hanno contraddistinto per tutta la vita, ha voluto dare il proprio contributo per portare in porto la nuova legge cinema. Le sue opere – conclude Franceschini – hanno emozionato e fatto discutere intere generazioni e reso grande nel mondo il cinema italiano”.Meloni, ciao maestro riposa in pace – “Ciao, maestro. Riposa in pace”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, commentando la scomparsa del regista Bernardo Bertolucci.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO

– “Un visionario, un intellettuale, soprattutto un sognatore. Bernardo Bertolucci, dopo la rivoluzione, ha fatto il cinema come non immaginavamo più di farlo: più grande della vita, e per questo capace di restituirci tutta la vita, e la Storia, e la memoria, e il futuro, nella loro profondità”. Così Emanuela Martini, direttrice del Torino Film Festival, ricorda Bernardo Bertolucci. In omaggio al regista sarà proiettato prima dei film in programmazione un breve montaggio e gli sarà dedicata la giornata di domenica.
Bertolucci, prosegue Martini, ha raccontato “tragedie di ideali che si frantumano, di uomini e donne che si perdono in rapporti impossibili, affreschi magnifici del nostro passato recente e bruciante, di imperatori e Buddha e ragazzi e ragazze in cerca di identità. Ragazzi e ragazze che sognano, a Parigi come altrove, la loro vita, un’altra vita, migliore. Meno di venti film in quasi cinquant’anni di carriera sono troppo pochi per uno dei più grandi registi del mondo”.
Alla seconda settimana di programmazione, è ancora I crimini di Grindelwald, il sequel di Animali fantastici il re del box office italiano, con un incasso questa settimana ancora alto di 2 milioni 609 mila euro che porta il totale a oltre 10,2 milioni. Sul secondo gradino del podio, ma a buona distanza, si piazza il blockbuster americano Robin Hood- l’origine della leggenda di Otto Bathurst. In quattro giorni di distribuzione, diffuso su 370 schermi (Animali fantastici ne ha ancora 799) ha incassato 849 mila euro, scalzando lo Schiaccianoci di Disney che alla quarta settimana si avvicina ad un incasso di 9 milioni. Nel complesso la top ten stilata da Cinetel, che monitorizza circa l’85% delle sale, vede questa settimana altre quattro novità: al quarto posto Troppa grazia di Gianni Zanasi la commedia con Alba Rohrwacher e Elio Germano applaudita al Festival di Cannes, al sesto Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi, al settimo Conta su di me e in decima posizione A private war

PIERRE MICHON, ”GLI UNDICI” (ADELPHI, pp. 134 – 16,00 euro – Traduzione di Giuseppe Grimonti Greco).
”Il punto è che il ‘Marat’ di David è solamente un uomo morto, un residuo della Storia, forse il suo cadavere. E invece gli ‘Undici’ uomini vivi di Corentin sono la Storia in atto, al culmine dell’atto di terrore e di gloria che fonda la Storia: la presenza reale della Storia”. E’ questa la conclusione e il senso di questo affascinante e letterario racconto di Michon ai tempi della Rivoluzione francese sulla vita del pittore Francois-Elie Corentin, allievo del Tiepolo e nato nel 1730 a Combleux, prelevato da un drappello di sanculotti nel gennaio 1794 perché ritragga segretamente gli undici membri del Comitato di salute pubblica come un’assemblea di eroi e fratelli quale non sono più, ormai lacerati da feroci rivalità e detentori di un potere tirannico assoluto nel nome mistificante del popolo.
Se non avesse creato questo grande quadro, Corentin sarebbe rimasto un pittore anonimo di secondo piano, mentre ora occupa uno dei posti centrali al Louvre.
Naturalmente il tutto, a cominciare dal protagonista, è una pura invenzione di Michon che qui crea in grande una delle sue affascinanti ”Vite minuscole” (come si intitola il libro che gli ha dato notorietà) prigioniere del proprio destino e che solo nella verità e qualità della scrittura, della letteratura trovano la propria verità e magari illuminano appunto la Storia.
Così il romanzo vive non solo della vicenda del quadro, che ne è la maggior parte, ma anche dell’inizio, della famiglia di Corentin che vive sulle rive della Loira e i suoi canali, con i limosini che scavano nel fango per tenerli puliti, quindi dei suoi lavori di decorazioni di case e palazzi nobili.
Con Robespierre, gli undici sono Barère. Billaud, Carnot, Collot, Couthon, Lidet, Prieur, Prieur, Sait-Just e Saint-André che, tra tutti, era l’unico a non avere ambizioni letterarie, così che l’io narrante, affabulatore che è come raccontasse la vicenda a Michon, il cui padre anche era un letterato, spiega del quadro: ”mi piace credere che Corentin vi abbia messo suo padre undici volte…. e naturalmente undici volte anche la rivalsa reale del padre, la sconfitta irreale del padre, in piedi”.
Al tempo in cui dipinge non si sa cosa sarebbe accaduto, se l’apoteosi o la condanna di Robespierre, per questo occorreva che l’opera facesse apparire tutti, allo stesso tempo, ”come magnanimi rappresentanti del popolo o tigri assetate di sangue, a seconda della lettura che gli eventi avrebbero richiesto”.
Michon quindi indaga, attraverso questa sua invenzione, il rapporto tra arte e potere, ma soprattutto alla fine ci offre un romanzo che inquisisce il trasformarsi degli uomini e la violenza inutile della Storia. E lo fa con una narrazione virtuosistica, con una scrittura molto articolata, di gran finezza in quel voler sembrare parlato ipnotico e nel confondere invenzione e realtà per meglio avvicinarci a quegli anni della Rivoluzione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bernardo Bertolucci ha solo 15 anni e vive in campagna vicino a Parma quando con una telecamera da 16 mm. realizza il suo primo cortometraggio, intitolato LA TELEFERICA, storia di tre bambini che si perdono nella foresta a cui segue MORTE DI UN MAIALE, girato in un’unica ripresa, che racconta della tradizionale uccisione del maiale nel mattatoio del paese. Al cinema vero e proprio arriva nel ’62, come assistente di Pier Paolo Pasolini che in quell’anno girava Accattone. Il suo vero debutto è nel 1963, con LA COMMARE SECCA, da un soggetto ancora una volta di Pasolini. Nel 1964 il suo secondo film, PRIMA DELLA RIVOLUZIONE, poi collabora con Sergio Leone alla sceneggiatura di C’era una volta il West.
Dopo PARTNER (1968) gira un episodio di AMORE E RABBIA (Agonia, del 1969). Nel 1970 con LA STRATEGIA DEL RAGNO inizia la collaborazione con il grande Vittorio Storaro, che sarà il direttore della fotografia dei suoi film più celebrati. Dello stesso anno è IL CONFORMISTA che gli vale il successo internazionale nonché la prima nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura.
Nel 1972 è la volta di ULTIMO TANGO A PARIGI e del grande scandalo, con la censura e il ritiro dalle sale cinematografiche. Vennero conservate solo alcune copie, una salvata per essere depositata in Cineteca Nazionale. Lo stesso Bertolucci viene condannato a due mesi di prigione e privato del diritto di voto per cinque anni. Ma il film, che verrà riabilitato nel 1987, avrà un successo straordinario con oltre 14 milioni di spettatori. Del 1976, è NOVECENTO, grandioso colossal in due parti con Robert De Niro, Gerard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli e Dominique Sanda, che ripercorre i primi quarantacinque anni del secolo attraverso il rapporto tra due ragazzi di differenti classi sociali.
Seguono LA LUNA (1979) E LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO (1981) che non incontrano grande favore di pubblico e di critica, ma nel 1987 arriva L’ULTIMO IMPERATORE, il suo più clamoroso successo, premiato da 9 premi Oscar (regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, musica, scenografia, costumi e sonoro) 9 David di Donatello e 4 Nastri d’Argento, nonché in Francia il César per il miglior film straniero. Nel 1990 un altro grande successo, IL TE NEL DESERTO amara vicenda che racconta l’agonia di un amore e poi PICCOLO BUDDHA (1997) viaggio nel profondo Tibet e nel cuore di una delle più affascinanti religioni orientali. Nel 1996, torna a girare in Italia con IO BALLO DA SOLA. Del 1988 è L’ASSEDIO, che la critica definisce un inno al cinema. Seguirà nel 2003 THE DREAMERS – I sognatori, rivisitazione del maggio francese del ’68, presentato con grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia. L’ultimo lavoro, IO E TE, è del 2012 tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti.
e un’unica data italiana il 17 giugno 2019 al Mediolanum Forum di Assago (Milano) (biglietti in vendita sul circuito Vivaticket dal 30 novembre).
Con oltre 100 milioni di dischi venduti, album al primo posto nelle classifiche mondiali e canzoni che hanno fatto da colonna sonora a milioni di persone, Phil Collins continua a raccogliere apprezzamenti. “Pensavo che mi sarei ritirato dalle scene in punta di piedi, ma grazie ai fan, alla mia famiglia e al sostegno di alcuni artisti straordinari ho riscoperto la mia passione per la musica e per l’arte di stare su un palcoscenico.
Ora è tempo di riprendere a farlo e sono davvero emozionato.
Sembra davvero la giusta cosa da fare in questo momento”, racconta Collins.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

FIRENZE

– Esportate illecitamente nel 2003, recuperate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale nel 2009 e, dopo la confisca, ora affidate alla Galleria dell’Accademia di Firenze: il museo custodisce la più vasta raccolta di opere a fondo oro. Si tratta di due tavole del’300-400, appartenute a una collezione privata fiorentina, una attribuibile a Niccolò di Pietro Gerini, tra i massimi esponenti del cosiddetto Neogiottismo, raffigurante i santi Girolamo e Giuliano, l’altra, una Madonna dell’Umiltà celeste, ascrivibile al maestro della Cappella Bracciolini, ignoto pittore, tipico rappresentante della pittura tardogotica toscana. I dipinti, presentati oggi alla stampa, saranno visibili al pubblico dal 14 gennaio 2019 nella mostra temporanea all’Accademia ‘Nuove acquisizioni tra 2016 e 2018’.
“Sono due opere fantastiche, di una qualità eccezionale” il commento di Cecilie Hollberg, direttrice dell’Accademia, esprimendo soddisfazione per il lavoro dei carabinieri del Ntpc che, sotto il coordinamento della procura di Roma, “sono riusciti a riportare a casa queste opere”. Le due tavole sono state recuperate in Svizzera, a Chiasso, dove erano state nascoste in un caveau privato. Le indagini avrebbero svelato l’esistenza di un’associazione a delinquere composta da professionisti italiani e da un antiquario londinese, coinvolti nell’esportazione illecita di beni culturali. “Il procedimento penale ha poi fatto il suo corso e si è riusciti ad ottenere la confisca delle due opere che oggi sono tornate a casa a Firenze, alla Galleria dell’Accademia”, ha spiegato il colonnello Nicola Candido, comandante del reparto operativo dell’Ntpc di Roma.

– Sarà un Rigoletto ‘politico’, ambientato nella Repubblica di Salò, e dalle inquietudini moderne ad aprire la nuova stagione dell’Opera di Roma il 2 dicembre al Teatro Costanzi. Il nuovo allestimento, in scena fino al 18 dicembre, è stato concepito a 4 mani da Daniele Gatti, alla direzione dell’orchestra, e dal regista Daniele Abbado, che insieme hanno riletto in profondità il capolavoro di Verdi per proporne al pubblico una versione inaspettata, sia dal punto di vista musicale che drammaturgico: un’opera dunque rinnovata che, discostandosi dalla tradizione esecutiva, darà maggiore attenzione alla parola ed esalterà la psicologia dei personaggi per essere capace di rappresentare la doppia faccia di tragedia e commedia di Rigoletto. “Il nostro Rigoletto non sarà un inanellamento di pagine famose, ma un tentativo di restare vicino al pensiero di Verdi”, dice Gatti, che il 1 dicembre al Costanzi spiegherà l’allestimento insieme ad Abbado in un incontro aperto al pubblico.
– Sarà l’architetto olandese Winy Maas a dirigere la rivista Domus per tutto il 2019. Si tratta di un passaggio di testimone: infatti lo scorso anno la rivista di architettura è stata diretta da Michele De Lucchi, nell’ambito del progetto Domus 10x10x10 che vedrà ogni anno, per 10 anni, un architetto di fama mondiale avvicendarsi alla guida della rivista, fino al compimento dei suoi 100 anni di vita. Domus è stata fondata da Gio Ponti nel 1928. Winy Maas, cofondatore dello studio Mvrdv con sede a Rotterdam e a Shanghai, porterà a Domus la sua idea di città del futuro cioè quella che nasce dal dialogo e la contaminazione di varie discipline. Ma tutti coloro che vivono la città, dai bambini agli adulti, potranno dare il loro contributo sulla loro idea di città del futuro. “Il 2019 sarà l’anno dell’urbanismo sexy per Domus – ha spiegato Maas – ma ci sarà un punto di partenza di cui questa rivista non potrà fare a meno cioè la ricerca della bellezza”.
– Dopo il tour invernale, che toccherà l’Italia a febbraio (il 23 a Milano, il 24 a Padova), i Tears for Fears annunciano due date estive per il loro “Rule the world”: il 9 luglio alla Cavea Auditorium Parco della Musica di Roma (dove tornano a più di 20 anni dall’ultima volta) e il 10 luglio a Piazza Napoleone al Lucca Summer Festival. Un ritorno del duo inglese atteso da più di un decennio. I Tears for Fears hanno conquistato l’Italia con hits storiche come “Shout”, “Sowing The Seeds of Love” and “Everybody Wants to Rule The World”. Ed è proprio “Rule The World” il titolo sia del Greatest Hits, che segna il ritorno discografico dei Tears For Fears dopo 13 anni, che del tour che riporterà sul palco Roland Orzabal (voce, chitarra, tastiera) e Curt Smith (voce, basso e tastiera).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

E’ un film maledetto e per questo stesso di culto Ultimo tango a Parigi che Bernardo Bertolucci, scomparso oggi a 77 anni, cominciò a pensare nel ’71 dopo Il conformista mettendo su una sceneggiatura una sua fantasia sessuale (l’amore con una sconosciuta incontrata per strada). Dopo il rifiuto del soggetto dalla Paramount, fu il produttore di Sergio Leone, Alberto Grimaldi a dare fiducia al regista parmigiano. Proprio l’alto tasso erotico fu la causa di tanti rifiuti – Dominique Sanda e Jean Louis Trintignant, Alain Delon e Jean Paul Belmondo (“pornografia”). Alla fine la storia cupa dei due solitari amanti casuali in un pied-a-terre di Parigi trovò i due protagonisti: Marlon Brando, 48 anni nel ’72 e la francese Maria Schneider, appena maggiorenne. Il film scandaloso, con un grande successo di pubblico, fu unico caso italiano condannato al rogo nel ’76 (furono salvate alcune copie che oggi sono conservate presso la Cineteca Nazionale), poi riabilitato dalla censura nel 1987, con incassi stratosferici e riuscito in versione restaurata 4k nel 2018 a cura della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e presentato alla presenza del regista al Bifest di Bari.
Ma è la scena cult della pellicola, quella del rapporto anale tra Paul (Brando) e Jeanne (Schneider), passata alla storia come la ‘scena del burro’ ad avere avuto per quasi 50 anni una vita propria con pesanti strascichi anche personali. Bertolucci ne ha parlato tante volte perche’ sin da subito comincio’ la leggenda di quelle sequenze. Quando nel 2011 mori’ a 58 anni Maria Schneider, il regista affermò: ”La sua morte e’ arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa”.
Bertolucci ricordava: ”Maria mi accusava di averle rubato la sua giovinezza. In realta’ era troppo giovane per poter sostenere l’impatto con l’imprevedibile e brutale successo del film”. La Schneider ne fu travolta e in un’intervista racconto’ che la scena del burro non era in copione ma che fu un’idea di Marlon Brando. Bertolucci alla Cinematheque francese confermò: “di avere deciso insieme a Marlon Brando, di non informare Maria che avremmo usato del burro. Volevamo la sua reazione spontanea a quell’uso improprio. L’equivoco nasce qui. Qualcuno ha pensato, e pensa, che Maria non fosse stata informata della violenza su di lei ma Maria sapeva tutto perche’ aveva letto la sceneggiatura, dove era tutto descritto”. Prigioniera della Jeanne di Ultimo tango, la Schneider scomparsa nel 2011, per tutta la vita ha portato rancore al suo regista: ”Quella scena non volevo farla e mi sono sentita quasi violentata”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un Natale glitter, latino e pieno di armonia: questo è il clima di ‘Ogni volta che è Natale’, il ritorno discografico di Raffaella Carrà dopo cinque anni. Un ritorno accompagnato da un auspicio: “Vorrei fare un augurio per Natale, che si buttasse nel cestino il verbo litigare: la lite va a finire nella violenza, e a pagare nella maggioranza dei casi siamo noi donne”, dice presentando il disco, oggi a Milano. “Non avevo nessuna intenzione di cantare – ammette candidamente parlando del disco che arriva in 4 versioni – Se non che la Sony ha cominciato a dire, ‘Ma come, tutti gli artisti hanno un album di Natale e tu no?’. Così ho chiesto un inedito e per il resto mi sono divertita a fare quello che volevo”. Il brano inedito è il singolo ‘Chi l’ha detto’, scritto da Daniele Magro, del quale è stato diffuso un video diretto da Gianluca Montesano: “Ho chiesto io di avere anche una famiglia omosessuale, perché è nel tempo, è nelle cose”. Nella tracklist, Carrà si sbizzarrisce tra gli arrangiamenti di Valeriano Chiaravalle su standard come ‘White Christmas’ e ‘Happy Xmas (War Is Over)’ e brani che svelano la sua impronta. Come l’amore per la Spagna, nel caso de ‘La Marimorena’: “E’ un pezzo popolare spagnolo che parte dall’Andalusia e arriva alla rumba catalana: secondo me quando lo metti, devi ballare per forza”. Fuori dal canone natalizio è anche ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen: “Ho chiesto a Valeriano di farne una versione lirica, con una grande orchestra e un coro straordinario e due giovani soprano straordinari, Erica Realino e Vittoriana De Amicis”.
Alcune scelte non sono andate in porto, come ‘Feliz Navidad’ in versione reggaeton: “Non è giusto che sia l’unica a non aver fatto un reggaeton, è un ritmo che ho dentro, avevo anche chiamato un rapper americano per l’introduzione. Poi non hanno voluto mettere una canzone filippina molto carina che avevo cantato con una ragazzina di 12-13 anni, Angelica”. E se nessun piano è stato predisposto per una versione in concerto (“Un live? Io ho un’età, ragazzi!”), Carrà tornerà in tv, sebbene in vesti di ospite, a ‘Che Tempo Che Fa’ e da Carlo Conti per lo speciale natalizio dello Zecchino d’Oro del 5 dicembre.
Se il sogno personale della Carrà è riempire l’ultimo spazio del suo muro non occupato da dischi d’oro e di platino, l’artista è consapevole del peso sociale della sua carriera: “Sia in Spagna che in Italia oggi mi riconoscono una rivoluzione per le donne: per me era normale, non vivo di sovrastrutture. In me c’è una parola, che mi ha fatto pagare certe volte: ‘libertà’. Mi sono sempre presentata per quello che ero e ho avuto la fortuna di trovare uomini che credevano in me”. Per non parlare del suo status da icona gay: “Ho cominciato a capire il mondo gay dalla prima Canzonissima: ricevevo lettere da ragazzi che si volevano fare del male”. E se la Spagna ha riconosciuto pubblicamente il suo contributo (di recente è stata nominata Dama al Orden del Mérito Civil), in Italia queste onorificenze tardano ad arrivare: “Per me il premio più importante è che la gente mi voglia bene anche se non mi vede in tv. Per me è uguale se non mi danno il Cavalierato del lavoro, non voglio raccomandazioni: se non si sono accorti che merito dopo tanti anni di tv, è uguale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Si è conclusa il 24 novembre al Pala Alpitour di Torino, con un bilancio di oltre 250 mila spettatori in 31 date, la prima parte di “Al Centro”, il tour che celebra i 50 anni di carriera di Claudio Baglioni.
Grazie al palco al centro, il pubblico – disposto a 360 gradi – ha rivissuto con Baglioni mezzo secolo di musica, con in scaletta tutti i più grandi successi di Baglioni, per la prima volta, in ordine cronologico. Il tour riprenderà a marzo con la seconda parte: 16 marzo Livorno; 19 e 20 marzo Caserta; 22 e 23 marzo Acireale (CT); 26 marzo Reggio Calabria; 29 e 30 marzo Roma; 2 aprile a Trieste; 5 aprile Bruxelles; 7 aprile Zurigo; 9 e 10 aprile Genova; 12 aprile Milano; 15 aprile Treviso; 18 aprile Pesaro; 24 aprile Firenze.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Per il momento saranno solo 4 serate speciali, ma non è escluso che ‘Chi vuol essere milionario?’, quiz cult della televisione, torni stabilmente nei palinsesti di Canale 5. La rete Mediaset ha deciso di festeggiare i 20 anni del telequiz, in onda per la prima volta nel 1998 sulla britannica ITV e in Italia due anni dopo, con quattro puntate presentate ovviamente da Gerry Scotti, dal 7 dicembre in prima serata.
“Era il modo giusto di celebrare un programma che ha cambiato il modo di fare il quiz in televisione”, ha detto Scotti che con il programma è entrato nel Guinness dei primati per maggior numero di puntate condotte nel mondo (1593 dal 2000 al 2011). Un format esportato in 120 Paesi e parecchie delle sue frasi come ‘E’ la tua risposta definitiva? o ‘L’accendiamo?’ sono entrate nel gergo comune.
“Il milionario è entrato nella storia del costume , è il regalo di Mediaset per Natale”, ha aggiunto spiegando che non sarà solo un’operazione nostalgia: i concorrenti saranno tutti nuovi e non ci saranno vip. Rispetto al format originale salterà anche la famosa telefonata a casa per avere un aiuto per rispondere ad una domanda: troppo facile avendo a disposizione internet. Ma gli ‘aiuti’ non diminuiranno anzi aumenteranno di 1: oltre ai classici ’50 e 50′, ci saranno ‘Chiedilo al pubblico’, ‘Chiedilo al tuo esperto in studio’ e ‘Chiedilo a Gerry’.
“Il milionario rivoluzionò i palinsesti nel modo di fare i telequiz – ha detto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri – Purtroppo è molto difficile ora trovare qualcosa di innovativo nel panorama televisivo e non solo italiano”. Le 4 puntate sono state interamente girate, per questione di tempo e organizzative, a Varsavia. “Quando mi chiedono quale programma rifarei io rispondo sempre questo – ha ammesso Scotti – Adesso sono solo delle puntate speciali, ma aspettiamo il gradimento del pubblico, poi vedremo..”. Gerry intanto porta avanti i suoi altri preserali (‘Caduta libera’ e The wall’) anche se tra i suoi sogni ci sarebbe quello di tornare a recitare in una fiction. “Noi ne saremmo contenti ma bisogna capire dove troverebbe il tempo”, rispondono da Mediaset, alla quale Scotti è ‘fedelmente’, così dice, legato da oltre 30 anni non ha intenzione di mollare, né in genere di cambiare lavoro. “Sono fake news che girano ogni tanto – ha assicurato – Certo vorrei tornare a recitare e so anche chi vorrei interpretare, un noto commissario, ma non dico chi”.

– NAPOLI

– Lo slogan è ‘Che bellezza!’, le immagini scelte quelle dei corpi perfetti delle statue classiche, la cifra invitante: 15 euro per visitare il Museo Archeologico Nazionale di Napoli tutto l’anno, mostre comprese.
Si chiama OpenMANN, disponibile dal 1 dicembre a un ‘prezzo lancio’, la card nominativa è una nuova scommessa del direttore Paolo Giulierini ”per consentire ai cittadini ed ai turisti di vivere il Museo quotidianamente”.
Il Mann, custode delle meraviglie pompeiane e farnesi, nell’ultimo triennio ha raddoppiato il numero dei visitatori e sono già oltre 550 mila gli ingressi nel 2018, cifra che segna un record assoluto (il 2017 si era chiuso a quota 529mila). Ma aumentare il pubblico probabilmente ancora si può, anche al di là delle venti domeniche gratuite che verranno. Dal 7 gennaio la card ordinaria avrà il costo di 25 euro; la versione young ‘under 25’ da 10 passerà a 13 euro; la family da 30 a 40 euro.
– FIRENZE

– ‘Vasimania, dalle Explicationes di Filippo Buonarroti al vaso Medici’ è il titolo della mostra a cura di Maria Grazia Marzi e Clara Gambaro, che sarà allestita a ‘Casa Buonarroti’ a Firenze dal 12 dicembre al 28 febbraio 2019.
Per comprendere il senso dell’iniziativa, bisogna guardare al 1726, quando usciva a Firenze il ‘De etruria regali’, l’opera che lo storico scozzese Thomas Dempster scrisse tra il 1615 e il 1620, con l’aggiunta delle ‘Explicationes et conjecturae’ di Filippo Buonarroti, il quale aveva corredato lo studio con un ricco apparato grafico di reperti archeologici. Partendo da questa pubblicazione che ha nella sostanza dato il via all’etruscologia, la mostra intende analizzare l’interesse per una classe di materiali che da quel momento in poi entra nel panorama antiquario e collezionistico: la ceramica. La mostra è suddivisa in tre sezioni: ‘La forza dell’immagine’, ‘Un nuovo collezionismo’, e ‘Il Vaso Medici’.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Alfonso Cuaron fa il pieno al box office di New York e Los Angeles, due citta’ apripista per la conquista dell’Oscar: “Roma”, il film che Netflix distribuira’ in streaming a partire da meta’ di dicembre, ha riempito un cinema di West L.A. e due sale di Manhattan, il Landmark at 57 West e l’IFC center, per tutto il lungo ponte di Thanksgiving. Le proiezioni fanno parte di una controversa strategia pre-Oscar che il colosso globale della televisione ha adottato per migliorare le chance di Cuaron di vincere l’ambita statuetta del miglior film agli Academy Awards il 24 febbraio.
Netflix non riporta incassi ma secondo l’Hollywood Reporter “Roma” avrebbe venduto da 90 mila a 120 mila dollari di biglietti nell’arco del lungo week-end del Ringraziamento, il secondo miglior risultato per sala del fine settimana dietro a “The Favourite” di Fox Searchlight che ha ottenuto una media di 105.500 dollari in quattro multiplex a New York e Los Angeles, a sua volta il secondo miglior risultato dopo “La La Land” di quasi due anni fa con oltre 176 mila dollari. Hollywood sta seguendo da vicino la performance di “Roma”, una saga in spagnolo girata in bianco e nero e ispirata all’infanzia del regista a Citta’ del Messico. La storia e’ quella di Cleo (l’esordiente Yalitza Aparicio) che va a lavorare per una famiglia della buona borghesia che abita nel quartiere di “Roma” che da’ il titolo al film.
Non impegnandosi a tenere le sue pellicole nelle sale per i tre mesi canonici, Netflix non puo’ piazzarli nella maggior parte dei circuiti: anche nel caso delle tre sale di questo week-end e’ stato costretto a affittarle, una tattica paragonata al “self-publishing”, usata in passato per i film che il servizio in streaming giudicava meritevole di premi. “Roma” e’ il primo film di Cuaron dopo “Gravity” che nel 2013 gli ha fatto vincere l’Oscar come miglior regista. Finanziato fuori dal sistema degli studi di Hollywood, oltre a New York e Los Angeles, ha aperto in cinema d’essai in Messico il 21 novembre e il 6 dicembre sara’ presentato a Londra e in altri mercati tra cui l’Italia fino a coprire 30 paesi prima dell’uscita su Netflix il 14 dicembre. Se “Roma”, che a detta della critica e’ uno dei migliori film dell’anno e il vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia, dovesse ottenere una nomination per miglior film, sarebbe la prima volta nella storia di Hollywood che una candidatura viene assegnata a un film distribuito in questo modo.

Un’immersione nei rapporti di coppia scoppiati e nelle dinamiche padre – figlia, molto legata al suo vissuto (“racconto un 50enne che non ce la fa a correre la maratona dell’amore”), ma anche “il primo film della seconda serie nella mia carriera”, “probabilmente la mia ultima commedia romantica, un genere che ormai sento di aver declinato in ogni maniera”. Sono fra le anime che Leonardo Pieraccioni esplora da regista e protagonista, in Se son rose, nelle sale dal 29 novembre in 500 copie con Medusa.
Il cast molto rosa comprende Michela Andreozzi, Elena Cucci, Caterina Murino, Claudia Pandolfi, Gabriella Pession, Antonia Truppo, Nunzia Schiano, e la webstar Mariasole Pollio, che interpreta la figlia quindicenne del protagonista. Debutta in cameo anche la vera figlia di Pieraccioni, Martina, 7 anni. “Un macchinista dopo le scene con lei, mi ha detto ‘E’ più brava di te” – racconta fiero il regista, che ha scritto il film con Filippo Bologna -. Avevo anche chiesto anche alla mia ex compagna Laura Torrisi di recitare la mia ex moglie. Lei mi ha risposto che già si era già abbastanza stancata a ripetermi certe cose nella vita, per ricominciare in un film” dice sorridendo.
La storia ruota intorno a giornalista web impigrito anche nei sentimenti, Leonardo, e a un’email con una riga di testo: “Sono cambiato. Riproviamoci?” inviata dalla figlia Yolanda, a tutte le ex fidanzate del padre, per scuoterlo dalla sua routine, fatta di involtini primavera surgelati e e incontri saltuari con l’amica/amante Ginora detta 48 (Cucci). Così riappaiono nella vita del protagonista Benedetta ( Murino) diventata una sorta di suora laica; Elettra (Pession), irritabilissima docente di filosofia; la prima fidanzatina, Angelica, poco fedele (Andreozzi); Fioretta (Truppo), nel pieno del percorso per diventare uomo. Senza dimenticare l’ex moglie, ora consigliera, Fabiola (Pandolfi). Il protagonista “prende coscienza che è meglio andare verso lidi nuovi che provare zuppe riscaldate e che l’unico amore infinito è quello per i figli” dice Pieraccioni. Come il Leonardo cinematografico “anch’io credo di aver annoiato mortalmente alcune mie ex, di essere stato superficiale e non aver saputo perdonare un tradimento”. Con il cast tutto, o quasi al femminile, “mi sono trovato benissimo sul set perché ho recitato con loro singolarmente. Ma quando si sono riunite per la foto del manifesto ho avuto paura, volevo scappare, sono delle psicopatiche” scherza. Le ‘sue’ attrici rispondono solo con lodi e complimenti: “Leonardo spiega con estrema chiarezza quello che vuole e tu ti abbandoni – dice Michela Andreozzi -. Come il mio personaggio anch’io ho rincontrato e mi sono rimessa per un nanosecondo con il mio fidanzatino delle medie. E’ stato strano, ma divertente”. Claudia Pandolfi non crede nelle “minestre riscaldate” ma ha piena fiducia in Pieraccioni regista: “E’ sfacciatamente gentile, trasparente, mette in condizione tutti di essere efficienti, gentili e professionali”. Gabriella Pession, che ha debuttato al cinema proprio in un film di Pieraccioni, Fuochi d’artificio (1997) ed era fra gli interpreti de Il pesce innamorato (1999) ha accettato Se son rose “senza nemmeno leggere La sceneggiatura. Reciterei sempre con Leonardo”. C’è anche un cameo di Vincenzo Salemme: “E un grande vero – dice Pieraccioni – Mi auguro di poter fare al più presto un film con lui e l’occasione potrebbe arrivare presto, sto scrivendo una storia tutta al maschile… restando sempre in terreno di commedia”. Oggi “per molti la sala sta diventando una finestra da bypassare, ed è anche colpa nostra – sottolinea -.
Servono più qualità e attenzione nelle storie, bisogna creare nelle persone quel passaparola che le porti a non voler aspettare il passaggio tv”. E non dimentica un omaggio a Bernardo Bertolucci: ” Maestri come lui con le loro opere ci fanno carezze al cuore”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camera ardente in Campidoglio per l’ultimo saluto al maestro del cinema Bernardo Bertolucci scomparso all’età di 77 anni nella sua casa di Trastevere a Roma. E’ stata allestita e resterà aperta dalle 10 alle 19 in Campidoglio alla sala della Protomoteca.

Alla famiglia il cordoglio di tutto il mondo del cinema. Bertolucci, autore di capolavori come ‘Novecento’, ‘Piccolo Buddha’ o ‘Un té nel deserto’ vinse l’Oscar con ‘L’ultimo imperatore’

Destò scandalo con la perllicola ‘Ultimo tango a Parigi’ che fu addirittura messa al rogo.   [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 7 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 15:06 DI SABATO 24 NOVEMBRE 2018

ALLE 11:54 DI DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Riscoperta necropoli nascosta da arbusti
E’ complesso dei Niccolini, con catacombe vicino a Marsala

8 talent XFactor nella hit SpotifychartsPrimo in TOP 200 La fine del mondo di Anastasio, Martina sesta

Elisabetta Sgarbi scava nella memoriaIn anteprima mondiale al TFF il suo film I nomi del signor Sulcic

La Vardera ecco politica da Salvini a PDVideo con leader ripresi di nascosto nel docu ‘Il sindaco’

TFF, frontiera tra pellerossa e bianchiA Festa Mobile, ‘Land’ di Jalali in sala a inizio 2019

Black Friday anche a Teatro Regio TorinoSovrintendente Graziosi, importante parlare linguaggi nuovi

Madiba chiude Moncalieri Jazz FestivalUgo Viola, ‘edizione record, forse perché dedicata ai diritti’

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

MARSALA (TRAPANI)

– Nascosta alla vista, da lungo tempo, da alti arbusti ed erbacce, se ne era quasi persa la memoria. Adesso, però, i lavori di pulizia delle diverse aree archeologiche di Marsala hanno consentito la “riscoperta” del “complesso dei Niccolini”, una vasta area archeologica con arcosoli e catacombe cristiane accanto al cimitero di Marsala.
Lo rende noto il Museo archeologico regionale di Lilibeo (era questo il nome di Marsala). L’assenza di pulizia – scrive il dirigente regionale del museo, Anna Maria Parrinello – per molti anni aveva prodotto lo sviluppo incontrollato di rovi e di piante di Alianthus altissima (alte fino a 15 metri)”. “E la fitta vegetazione – continua – aveva impedito l’accesso al sito, compromettendo lo stato di conservazione degli arcosoli cristiani, decorati con pitture ad affresco, e del pregevole pavimento musivo”. A breve, l’area dei Niccolini potrebbe essere aperta al pubblico per far conoscere testimonianze dell’arte funeraria cristiana”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gli 8 concorrenti di XFactor hanno conquistato la classifica di Spotifycharts Italia con gli inediti presentati nell’ultima puntata del talent. Al primo posto nelle TOP 200 si è classificato Anastasio con La fine del mondo (532.042 streams). Sesta Martina Attili con Cherofobia (330.088). In posizione n.13 troviamo Los Angeles di Luna con (234.972). Gradino n.21 per Don’t Stop Me by dei BowLand (169.891). Al n.25 ecco Piume di Leo Gassmann (152.592). In posizione 57 troviamo di nuovo Anastasio con Another Brick in the Wall PT2 – Live (94.124). Al n.60 Non ti avevo ma ti ho perso di Sherol Dos Santos (92.676). Sul gradino n.69 Cielo inglese di Renza Castelli (80.193). Subito dopo Like the Rain (Unpredictable) di Naomi (79.275). Posizione n. 116 di nuovo per Anastasio con Se piovesse il tuo nome – Live (52.942) che torna sul gradino 125 con Mio fratello è figlio unico – Live (50.745), e al 167 con C’è tempo – Live (41.169).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO – Un viaggio intimo nella memoria di due persone, un uomo e una donna, che si conoscono ‘per caso’ scoprendo di non essere chi credevano. S’intitola ‘I nomi del signor Sulcis’ l’ultimo film di Elisabetta Sgarbi, editrice, scrittrice, donna di cultura eclettica e di profonda poesia, che debutta in anteprima mondiale al 36esimo Torino Film Festival. Racconta di una donna slovena, Irena Ruppel, che scopre insieme all’amica Ivana, ricercatrice universitaria, segreti e misteri che la portano a fare un viaggio tra Italia e Slovenia e ad incontrare un valligiano che vive vicino al Delta del Po, Gabriele. Un incontro intenso, ma pieno di ombre e di vuoti che i due cercano di riempire facendo un viaggio a ritroso nella memoria e nella storia collettiva, “quella con la S maiuscola dice la Sgarbi”, tra spie naziste, fascisti, milizie di Tito, identità vere e identità false, padri, figli, veri o presunti. Teatro della storia sono le campagne e le valli tra l’Italia e la Slovenia, zone di confine, piene di storia, di nebbia e di paesaggi incantati, nonché le città di Trieste e Lubiana. Zone care alla Sgarbi che già le aveva raccontate nel suo film ‘L’altrove più vicino’ presentato l’anno scorso sempre al Tff. “Quello era il racconto di un mio personale viaggio in Slovenia – spiega la regista – questo è una storia di fantasia ambientata ancora in Slovenia. Terre che mi hanno sempre ispirato. Trieste è una capitale della cultura europea, crocevia storico fondamentale per capire chi siamo, non è una città, ma uno spazio culturale ampio che comprende Austria, Slovenia, Croazia, Italia”. Il film musicato da Franco Battiato e scritto con Eugenio Lio, già sodale della Sgarbi nella fondazione della casa editrice La nave di Teseo di cui la regista è presidente, vanta una fotografia coinvolgente, tra primi piani e paesaggi, curata da Andres Arce Maldonado. “Il film è un percorso di coscienza, di svelamento – spiega ancora la presidente della Milanesiana – che parte da una donna e arriva all’altro coprotagonista. Come l’andamento di un sogno doppio, forse triplo. Un’avventura che fa incontrare la vita dei singoli con la Grande Storia”. La scelta di presentare il film al festival torinese non è casuale. “Lo seguo fin dalle sue prime edizioni – ha confessato – fin dai tempi del mio esordio con ‘Rue de Varenne’. Tornarci è sempre un po’ tornare piccola. Sensazioni bellissime”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Nella mia campagna da candidato sindaco ho fatto scelte sbagliate, ma almeno posso mostrare come funziona la politica in questo Paese”. Lo dice Ismaele La Vardera, inviato delle Iene, alla fine del documentario Il sindaco – Italian Politics 4 dummies, in sala con un’uscita evento il 26 e 27 novembre con Medusa. Il film non fiction documenta la campagna elettorale che ha portato avanti, da 23enne, nella sua città, Palermo, alle Comunali 2017. Cuore del racconto, che ha come registi il ‘papà’ de Le Iene, Davide Parenti e Claudio Canepari, sono i video ripresi di nascosto da La Vardera, dei suoi incontri con i leader politici che hanno deciso di supportarlo, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni e delle offerte arrivategli sia da sinistra che da destra; con, fra gli altri, l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta (Pd), pronto ad aiutarlo, soprattutto per fare fare uno sgarbo a Renzi; Gianfranco Micciché (Forza Italia) e Totò Cuffaro, che nonostante la condanna per favoreggiamento a Cosa Nostra, sembra continuare ad essere per parte del mondo politico siciliano un punto di riferimento. Non manca la mafia, con il boss Antonino Abbate, che si offre di vendere i voti di 300 famiglie al giovane candidato, il quale è andato subito dopo l’incontro a denunciare il fatto alla Squadra Mobile. Proprio a causa della denuncia nei confronti del boss, l’autore è sotto vigilanza dinamica, una misura intensificata in vista dell’uscita del film. La Vardera, dopo l’anteprima romana, sottolinea che la sua partecipazione alla Comunali di Palermo, nelle quali è stato confermato sindaco Orlando con una vittoria al primo turno (l’inviato delle Iene è arrivato quarto, con il 2,3% di voti) non è stata, come molti credono, solo una finzione per poter girare il documentario. “Ho fatto di tutto per diventare sindaco di Palermo – spiega -. Ho messo manifesti, ho proposto idee per la città. Palermo non mi ha votato ma anche se fossi stato eletto, avrei lo stesso realizzato il documentario, una cosa non esclude l’altra”. Nella corsa La Vardera si apparenta alle formazioni di centrodestra “perché mi rivedo in quelle idee, ma chiaramente serviva anche ad allargare la mia coalizione che era fatta tutta di liste civiche”. Qualche momento di paura mentre registrava? “Quando passavo al metal detector della Camera con il borsello nel quale nascondevo la telecamera e naturalmente quando ho incontrato il boss. Mi ha colpito entrare in uno sgabuzzino a La Kalsa (quartiere storico di Palermo) e vedere che ancora oggi i voti si comprano senza nessun filtro”. Nel film si vede anche quando la Vardera, a Comunali concluse, svela ai politici di aver registrato i loro incontri e gli chiede la liberatoria per le immagini. Un finale in cui manca Salvini (che è anche il politico preferito della mamma di Ismaele, una forza della natura rimasta accanto al figlio per tutta la campagna, ndr): “lui non mi ha più risposto al telefono, era passato il messaggio che mi fossi candidato solo per girare il film, mentre io ho fatto tutto sul serio e ho ancora oggi debiti da pagare per la campagna – spiega il giornalista -. Il film è nato perché vorrei la politica diventasse una scatola trasparente. Per primo mi sono a messo a nudo io, con i miei limiti. Ora però preferisco tornare a fare il buffone alle Iene”. A prendere la scoperta del documentario peggio di tutti è stato, con tanto di istanza di far ritirare il film, l’attore palermitano Francesco Benigno (Mery per sempre, L’ora legale), che si era candidato nella lista di La Vardera. “Dopo questa esperienza “dal centrosinistra mi hanno anche proposto di candidarmi alle ultime elezioni nazionali – aggiunge Ismaele – ma anche se la politica resta una delle mie grandi passioni, ho capito che è bene starne alla larga in questo momento storico… Comunque la corsa a sindaco resta forse una delle più belle esperienze della mia vita”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO

– In ‘Land’, scritto e diretto dal regista iraniano Babak Jalali, ci troviamo in una delle tante frontiere senza giustizia che dividono ricchezza e povertà: la riserva indiana di Prairie Wolf. Qui vive la famiglia dei Denetclaw, protagonista della storia. Da una parte una cultura, quella dei nativi americani, relegata ai margini e dall’altra quella di chi ha vinto. Esattamente nel mezzo, un chiosco-bar dove gli indiani attingono a quell’alcol che li stordisce e che è proibito portare dentro la riserva. Questo il film che passa oggi a Festa Mobile del Torino Film Festival, una co-produzione Italia (Asmara Films e Rai Cinema), Francia, Olanda e Messico in sala con Asmara Films a inizio 2019.
Quando nella riserva la famiglia dei Denetclaw riceve la notizia della morte del figlio minore Floyd, in un combattimento in Afghanistan, parte la lunga attesa del corpo del ragazzo che deve essere riportato a casa per la sepoltura. Wesley (James Coleman) il più giovane dei figli ancora in vita è un alcolista da tempo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO

– Il Teatro Regio di Torino sperimenta per la prima volta il Black Friday e, in un solo giorno, vende quasi 2.500 biglietti. “Un successo che dimostra quanto sia importante parlare linguaggi nuovi per intercettare e agevolare il pubblico – commenta il sovrintendente William Graziosi – L’obiettivo è quello di diffondere sempre più la nostra offerta e coinvolgere maggiormente anche i giovani”.
“Il risultato premia la nostra idea e costituisce un valido indicatore sulla predisposizione agli acquisti anche nel settore culturale – aggiunge Graziosi -. Chi ha acquistato i biglietti Black Friday avrà l’opportunità di apprezzare titoli ormai entrati nel mito e nella storia, a un prezzo irripetibile. Parlo di capolavori come Madama Butterfly di Puccini, diretto da Daniel Oren, o Rigoletto di Verdi in un nuovo allestimento firmato da John Turturro. E, ancora, Agnese di Ferdinando Par, Romeo e Giulietta di Prokof’ev, L’italiana in Algeri di Rossini, Cavalleria rusticana di Mascagni, Porgy and Bess di Gershwin”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO

– La prima assoluta dell’opera ‘Madiba’ diretta da Stefano Fonzi e dedicata al premio Nobel per la pace Nelson Mandela, nel centenario della sua nascita, chiude il 21/o Moncalieri Jazz Festival dedicato quest’anno ai diritti umani. La kermesse è l’unico evento musicale italiano nel calendario delle celebrazioni ufficiali del Centenario.
Il Moncalieri Jazz Festival chiude nel migliore dei modi “un’edizione tra le più seguite e apprezzate di sempre, con moltissime serate sold out – spiegano il sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna, e il direttore del festival, Ugo Viola – forse proprio per il tema scelto quest’anno, i diritti”.
Tutti esauriti i concerti dei grandi del jazz internazionale, come Terence Blanchard, Antonio Sanchez e Cinzia Tedesco. Quasi sold out anche la serata di domani all’Auditorium Rai con l’Orchestra Sinfonia Nazionale Rai e tre grandi artisti, Fabrizio Bosso alla tromba, Rosario Giuliani al sax e la cantante sudafricana Simphive Dana, leader della lotta anti apartheid.   [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 23 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:25 DI GIOVEDì 22 NOVEMBRE 2018

ALLE 08:59 DI VENERDì 23 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marie Colvin, guerra, cronaca e coraggio
A Private War con Pike sull’inviata uccisa in Siria nel 2012

Barbujani, una storia quasi noirL’impossibilità di cambiar vita, tra Padova e la Slovenia

Monet e le ninfee, un’ossessione amorosaEsce film che racconta la storia del padre dell’Impressionismo

Dolce & Gabbana “non è caso diplomatico”Ministero Esteri cinese, su vicenda ‘chiedere alla gente comune’

Dedica 2019 a Gioconda Belli (Nicaragua)L’autrice di “Donna abitata” in Italia per 8 giorni

Uffizi museo più seguito su InstagramIn Italia, ha superato il Peggy Guggenheim di Venezia

Da Leee John colonna sonora ‘riders’Docufilm racconta viaggi per itinerari sconosciuti

Convince debutto in regia di MarrasSold out per “Mio cuore” in anteprima al Massimo di Cagliari

Diana Krall a luglio in ItaliaL’8 a Gardone Riviera e il 14 a Roma

New Italian Dance Platform a Reggio E.Tempo fino al 28/2 per partecipare alla selezione

Diana Krall e Paolo Conte a UJ 2019Annunciato il primo

week end della edizione estiva 2019

Amleto con Lavia in discoteca Firenze’AmletOHamlet!’ il 26/11 al Tenax, con regia di Cauteruccio

Ranieri e Zingaretti indagano l’amoreLui regista lei protagonista di un bel testo di Terence Rattigan

X Factor: Asia Argento, Lodo Guenzi non segue i miei consigli

L’attrice a Radio2: “E’ sparito, gli ho tolto il follow”

Rita Ora, 23/11 esce album PhoenixLa popstar in concerto a Milano il 30 aprile

Baglioni, nomi Giovani rivelati a Radio2Martedì 27 novembre in diretta a Social Club

L’arte veneta del ‘700 del Museo PuskinA Vicenza 57 opere tra Russia e collezioni locali

Carlo Felice, Aida con scene virtualiLa tecnologia al servizio di Verdi

Macbeth di Verdi apre stagione La FeniceSul podio maestro Chung, smania potere radicata nell’uomo

Un giorno all’improvviso, Foglietta madre folleIn sala opera prima di Ciro D’Emilio già ad Orizzonti a Venezia

Maggio apre pubblico per 90/o orchestraIl 9/12 visite guidate in spazi dove nascono gli spettacoli

Arriva in tv L’Amica geniale, per Lila e Lenù “il sogno di attrici”Parlano protagoniste serie evento tratta da bestseller Ferrante

Inquinamento dell’Acna diventa film’Bormida’ di due studenti Politecnico il 24/11 al Cinema Massimo

Dante di Sermonti, cofanetto audiolibriA due anni dalla sua morte evento al Maxxi. Pubblicato da Emons

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Non è importante quale esercito compia l’attacco, quello che conta è il costo umano delle persone”. Era una delle convinzioni di Marie Colvin, grande inviata di guerra del Sunday Times, che a 56 anni è rimasta uccisa da un attacco a Homs in Siria, voluto probabilmente da Assad, di cui la giornalista aveva appena rivelato il bombardamento indiscriminato sulla popolazione civile. Rosamund Pike si cala in modo straordinario nei panni della reporter in A Private War, esordio nel cinema di fiction del documentarista nominato all’Oscar Matthew Heineman, con un cast che comprende Jamie Dornan, Stanley Tucci e Greg Wise. Il film, passato in anteprima alla Festa del cinema di Roma, arriva in sala il 22 novembre con Notorious.
Heineman, che nel suo ultimo documentario City of Ghosts, aveva dato voce proprio a un gruppo di giornalisti di guerra che esponevano gli orrori dell’Isis, riesce ad unire il ritratto tra pubblico e privato di Marie Colvin a un racconto estremamente efficace tanto a livello visivo, che emotivo delle zone di guerra. Dallo Sri Lanka, dove nel 2002, la giornalista, colpita dalla scheggia di un razzo, perde l’uso dell’occhio sinistro, che copre da allora con una benda nera, all’Iraq, dall’Afghanistan alla Siria.
La donna che conosciamo attraverso il film è coraggiosa al limite dell’incoscienza, con un profondo senso etico, generosa, spiritosa, fortemente empatica verso gli altri, ma anche tormentata, perseguitata dagli incubi che cerca di dimenticare con l’alcool, vittima del disturbo post traumatico da stress. Un carico di dolore che avrebbe portato molti altri a rinunciare alla prima linea, non lei.
Rosamund Pike si presta al ruolo con un’immedesimazione al limite del mimetismo (le loro voci sono praticamente uguali). “Non assomiglio molto a Marie. Sono più giovane di lei, non sono americana – spiega l’attrice nelle note di produzione -. C’erano molte cose che mi remavano contro. Ma lo volevo davvero fare. entrata nella mia anima in qualche modo”. Pur non avendo la sua stessa passione o “il suo coraggio – aggiunge – so cosa vuol dire avere una vocazione che ti porta fuori dalla vita reale”. Per Heineman, Marie Colvin “era unica nel suo genere – talentuosa, coraggiosa, forte, divertente – ma ha anche combattuto contro i suoi demoni, come tutti noi”. Il regista non voleva “mostrarla come una santa né come un’eroina. Volevo mostrare il lavoro incredibile che ha fatto, ma anche gli effetti che questo ha avuto su di lei”.
– GUIDO BARBUJANI, ‘TUTTO IL RESTO E’ PROVVISORIO’ (BOMPIANI, pp. 218 – 16,00 euro) – L’antiquario padovano di origini triestine Gianni Schuft perde la testa perché si innamora di una affascinante donna più giovane o perde la testa perché scopre una vita libera e piena e si illude lucidamente di poter cambiare tutto nella sua esistenza? Non sa ancora come in verità “siamo in bilico, un po’ di qua e un po’ di là. E nello stesso momento in cui nell’occhio si forma una lacrima, sulle dita ci spuntano gli artigli con cui potremmo fare a pezzi un nostro simile”. Quando la bella Ilirjana Mehmeti, violoncellista kosovara che per sopravvivere in Italia fa la commessa e la dama di compagnia di un’anziana signora che le dà alloggio, entra nella sua vita, con i suoi tratti mobili e mutevoli, con i suoi sentimenti e le sue difese che nascono di chi ha patito una brutta guerra, Gianni vive da commerciante benestante di provincia un giorno dopo l’altro sempre eguali, cercando di scendere a patti con la camorra che gli chiede il pizzo e passando serate passate “a guardare nel vuoto, facendo finta di lavorare e intanto pensando, immaginando” viaggi, fughe e cambiamenti, accanto a una moglie che ogni tanto tradisce e si scoprirà poi quanto in realtà lo ami.    Barbujani è genetista di vaglia internazionale, allievo di Cavalli Sforza negli Usa, autore di saggi scientifici e altri divulgativi in cui cerca di farci capire, dati alla mano, che alla lontana siamo tutti parenti a prescindere da razze e colori, ma anche scrittore fine e ironico come dimostra il suo ‘Lascia stare i santi’, coinvolgente reportage romanzesco di una curiosa esperienza professionale. In queste pagine narrative mostra una sensibilità e un’arte particolari a cominciare proprio dalla scrittura e dalla scelta di un tono sobriamente affabulatorio che risulta così insinuante e tende pian piano a coinvolgere, grazie anche a una trama che andrà prendendo sfumature noir. Gianni racconta dalla cella di un carcere in cui è rinchiuso, e scopriremo come e perché ci è finito solo andando avanti con la sua storia. Il suo negozio vive dei rifornimenti che gli procurano due suoi fidi scagnozzi, Panciera e Frigo, che girano la provincia e i monti cercando e acquistando per lui oggetti e mobili che un suo restauratore di fiducia, Biasin, porta a nuova vita. Ma è sempre più difficile trovare qualcosa, così i due propongono di andare oltre confine, in Slovenia, e il padrone si fa convincere, iniziando senza saperlo la sua ascesa verso un periodo di cambiamenti vissuto con positivo entusiasmo anche con la scoperta di un nuovo amore e poi di discesa verso disillusioni, colpi di testa e patimenti di chi comincia vivere solo al passato.    Il fatto è che Ilirjana i suoi due agenti la coinvolgono per far loro da interprete e rompere il ghiaccio con le persone che contattano oltre confine nei paesi, ma sarà Gianni a essere conquistato pian piano da lei, mentre si troverà coinvolto pure in un colpo che pensa possa aiutarlo a cambiare vita (comprare in blocco tutti gli arredi di un castello sul lago di Bled).    Ilirjana è una che non vuole sentirsi obbligata, perché questo “porta inevitabilmente con sé falsità e poi desolazione”. Lui invece vuole molto di più, tanto che un giorno si troverà a dire di non soffrire per il carcere, ma per l’abbandono di lei, con cui continua a parlare giorno e notte come un pazzo. In fondo sostiene che non abbiamo scelta, le storie ci accadono e si entra “spensieratamente in una turbina accesa”. Sarebbe ingiusto raccontare molto di più di questo romanzo che, diciamolo, non racconta un femminicidio ed è fatto di colpi di scena, di fughe on the road, di passioni, dolori e tenerezze di un uomo, ma anche di tutti gli altri personaggi che entrano nella sua vita, da Perko a Irina, che l’autore riesce sempre a far vivere disegnandoceli con tratti precisi che ne rivelano la psicologia.
L’occhio prodigioso per catturare ogni forma e ogni sfumatura di colore, la mano instancabile per trasferire sulla tela la delicata maestosità della natura, tra acqua e luce, fiori e cielo: il talento del padre dell’Impressionismo è al centro del film “Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce”, diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Ballandi Arts e da Nexo Digital, nelle sale dal 26 al 28 novembre in collaborazione con Timvision Production.Attraverso la narratrice Elisa Lasowski e gli interventi dello scrittore Ross King, della fotografa Sanne De Wilde e della giardiniera della Fondation Monet Claire Hélène Marron, il film mescola fiction e immagini di repertorio per ricostruire la parabola artistica e umana dell’artista francese: la pittura come vita, la nascita dell’Impressionismo, la famiglia e il dolore per i lutti, l’amicizia con il primo ministro francese George Clemenceau che lo protesse e ne comprese la genialità, la malattia agli occhi, la sofferenza per la tragedia della prima guerra mondiale che prende corpo nei dipinti. In particolare nel racconto emerge l’elemento che maggiormente caratterizzò la vita di Monet: la passione per il paesaggio circostante ben presto si trasformò nell’ossessione di rappresentare su ogni tela l’impalpabile bellezza dell’acqua, della luce e dell’aria. Monet dipingeva senza mai smettere, riproponendo soggetti ricorrenti, alberi, acqua, fiori e soprattutto ninfee. Per l’artista, che concepiva la natura non solo come soggetto privilegiato dei suoi quadri ma anche come strumento per dare voce al suo paesaggio interiore, questa sorta di sfida continua alla sua capacità di pittore divenne un tormento e una perenne forma di inquietudine.Come in un viaggio, accompagnato dalla musica di Remo Anzovino, il film conduce lo spettatore attraverso i luoghi dell’artista: da Le Havre, che Monet lasciò a 19 anni portandosi dietro il suo mare, le scogliere e i paesaggi resi evanescenti dalla foschia (qui dipinse “Impression, soleil levant” da cui deriva il nome del movimento impressionista) a Giverny, la cittadina lungo la Senna dove poi creò il suo piccolo mondo di fiori e acqua da dipingere incessantemente, con il celebre stagno delle ninfee, fino a Parigi, nelle stanze dei musei che gli rendono onore (Musée Marmottan, Musée de l’Orangerie, Musée d’Orsay). Mentre si succedono sullo schermo tanti dei capolavori dell’artista, il film infine si sofferma sulla sua ultima opera, la Grand Décoration. Dopo aver superato la depressione che lo aveva spinto a lasciare la pittura, Monet, ormai quasi cieco, riprese i pennelli per realizzare la sua impresa più colossale: pannelli enormi raffiguranti il suo stagno di ninfee, da destinare (disposti da est a ovest per seguire la luce) alle sale ovali del Musée de l’Orangerie, da lui stesso disegnate. L’opera venne mostrata nel maggio del 1927, all’inaugurazione del museo, ma non ebbe successo: Monet non lo seppe mai, perché morì cinque mesi prima.

– PECHINO

– “Non è una domanda diplomatica e non lascerò che diventi una domanda diplomatica”: è la replica del portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, a un commento alle polemiche contro Dolce & Gabbana per campagna pubblicitaria e commenti ritenuti offensivi dagli internauti del Dragone. “Dovreste chiedere alle persone comuni come si pongono rispetto a questa domanda”, ha aggiunto in conferenza stampa. La griffe italiana, il cui mega-evento di ieri a Shanghai è saltato, è stata esclusa dalle piattaforme di e-commerce.
– PORDENONE

– È Gioconda Belli, nicaraguense, poetessa, giornalista e scrittrice di fama internazionale, autrice del bestseller “La donna abitata” che racconta gli anni del suo impegno civile e politico, tradotto in 14 lingue e con un milione di copie vendute, la protagonista del 25/a Dedica, in programma a Pordenone dal 9 al 16 marzo 2019, organizzato dall’associazione culturale Thesis. Dopo 11 anni, il festival mette sotto i riflettori di nuovo una donna, l’ultima fu il premio Nobel Nadine Gordimer, nel 2008. Per il direttore artistico Claudio Cattaruzza – Belli porterà all’attenzione del pubblico i tanti temi di cui si nutre il suo universo narrativo e poetico: l’impegno politico per una società più libera e giusta, la causa dell’emancipazione della donna, l’universo degli affetti, l’amore per il proprio paese attraverso i rimandi delle suggestioni mistiche dell’America precolombiana”.
La Belli presenterà il suo ultimo libro “Le febbri della memoria” (Feltrinelli), in uscita nei primi giorni del festival.
– FIRENZE

– Gli Uffizi sono il museo italiano più seguito su Instagram: ha raggiunto quota 204.148 follower (441 in più in media al giorno) e superato il Peggy Guggenheim Museum di Venezia, fino a ieri primo. Tra i musei statali e di arte antica in Italia gli Uffizi erano già primi da più di un anno. Lo rende noto la stessa Galleria. Nel mondo gli Uffizi sono al 27/o posto. Tra i paesi che seguono di più il museo fiorentino su Instagram dopo l’Italia ci sono Usa, Spagna, Brasile e Gb.
Su Instagram gli Uffizi al primo posto anche in base al parametro dell’engagement, e al 13/o posto su scala mondiale, superando, tra gli altri, Louvre (20/o), Prado (35/o) e Metropolitan di New York (77/o). Il numero di account unici che hanno visto un post degli Uffizi in una settimana è di 94.502 con un incremento del 9,3% ogni sette giorni. Tra i post più apprezzati la Venere di Botticelli (14.213 interazioni), la Medusa di Caravaggio (10.336), Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi (10.125). A seguire ci sono la Maddalena del Perugino, il Laocoonte di Baccio Bandinelli, l’Angelo musicante del Rosso Fiorentino, il Bacco di Caravaggio. Ci sono anche alcune meno famose come la statua di Teseo ed Elena di Vincenzo de’ Rossi all’interno della Grotta del Buontalenti (16/o posto) e l’ottocentesco Odoardo Borrani con l’Estasi di Santa Teresa (19/o). Tra i brevi video postati la performance di fuochi d’artificiali diurni al piazzale Michelangelo – anticipo della mostra Flora Commedia di Cai Guo Quiang, in programma fino al 17 febbraio agli Uffizi – ha avuto quasi 20mila visualizzazioni.
“I social network sono uno strumento fondamentale per promuovere la conoscenza dell’arte e dei beni culturali a livello planetario – commenta il direttore delle Gallerie Eike Schmidt – ci stiamo impegnando molto per rafforzare la presenza delle Gallerie su queste piattaforme digitali, corredando anche le immagini dei nostri tesori con testi e approfondimenti sia in italiano che in inglese”.

– Torna in ‘pista’ Leee John, leader degli Imagination, e lo fa per un docufilm ispirato dalla passione dei riders su due ruote. Il brano ‘Highway to Hell’, tratto dall’album ‘Retropia’, sarà la colonna sonora del trailer del prossimo ‘Story Riders’. L’artista inglese, con alle spalle vendite record di oltre 30 milioni di copie con gli Imagination, partecipa al progetto di docureality ideato da Riccardo La Cognata, con una produzione di Saturnia Pictures – Corum Ipnotica Produzioni, in collaborazione con Mastrangelo Cinematografica e Roswellfilm. I riders protagonisti sono semplici appassionati in viaggio per itinerari sconosciuti al turismo di massa, con una storia da raccontare. Il primo episodio, diretto da Daniele Malavolta, si svolge in Sardegna: da Olbia, un gruppo composto tra gli altri da La Cognata e Raffaele Chiulli, neopresidente dell’associazione delle federazioni mondiali sportive, ha percorso 1800 km. La prima stagione di Story Riders sarà composta da 5 episodi ed andrà in onda dal 2019.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

CAGLIARI

– Un cuore palpitante e straziato per uno spettacolo intenso, bello e crudele. Antonio Marras si racconta e mette in scena “Mio cuore io sto soffrendo. Cosa posso fare per te?” in anteprima nazionale da ieri fino al 25 novembre al Teatro Massimo di Cagliari per la Stagione del Cedac. La pièce raffinata e suggestiva, prodotta da Valeria Orani per 369gradi, tra atmosfere oniriche e momenti ludici e grotteschi che segnano le diverse età della vita, approderà il 27 novembre al Teatro Civico di Alghero, la città di Marras.
Un esordio tra gli applausi, per il celebre stilista, alla sua prima volta in veste di regista teatrale. Sold out al botteghino e un pubblico da grandi eventi, in sala tra gli altri Geppi Cucciari. “Mio cuore” è un’opera visionaria, destinata a far discutere. Affronta con fanciullesca innocenza, o matura spregiudicatezza, temi complessi e fondamentali: famiglia e educazione, amicizia e amore, l’inesorabile scorrere del tempo, traducendo in immagini sogni e paure, inquietudini e emozioni.
Marras racconta gli inganni e le lacerazioni del cuore attraverso una serie di quadri che nascono e si dissolvono come in un set cinematografico, o dietro le quinte di una sfilata, nell’attimo di pausa in cui uno specchio riflette la nostalgia di un’eterna giovinezza a fronte della metamorfosi e del tradimento del corpo. L’artista mescola le carte, si muove tra differenti mondi e linguaggi, intreccia moda, danza e teatro, letteratura, musica e poesia, su un palcoscenico vuoto che si popola di fantasmi, tra ricordi di scuola e regali sbagliati, la scoperta dell’intimità e il gelo dell’incomprensione. Graffi sull’anima, fratture mai rimarginate, in un’amara cognizione del dolore: tormento e umiliazione, separazione, assenza, rassegnazione e disincanto diventano quasi riti di passaggio, momenti di crescita, sul sentiero di una, vana, ricerca della felicità. Un gioco di rimandi e citazioni, da Buzzati a Calvino, da Leopardi a Palazzeschi, Carducci, Gozzano e Shakespeare, tra un inno religioso e i canti tradizionali della Sardegna interpretati da Elena Ledda, nodi di corpi e guerre di parole affidati a un cast spettacolare.

– Diana Krall, cantante e pianista jazz vincitrice di numerosi Grammy, ha annunciato le date del suo prossimo tour europeo che in Italia la vedranno protagonista l’8 luglio al Teatro del Vittoriale di Gardone Riviera nel Bresciano e il 14 luglio alla Cavea Auditorium Parco della musica di Roma.
Diana Krall è l’unica cantante jazz ad aver avuto otto album in cima alla classifica Billboard Jazz Albums al debutto.
Ad oggi, i suoi album hanno raccolto cinque Grammy Awards, otto Juno Awards e nove dischi d’oro, tre dischi di platino e sette multi-platino.
– REGGIO EMILIA

– Reggio Emilia sarà sede della quinta edizione di Nid-New Italian Dance Platform, la piattaforma della danza italiana che presenta il meglio della produzione coreutica nazionale, in programma dal 10 al 13 ottobre 2019. Organizzata da Ater, Fondazione nazionale della danza e Fondazione I Teatri, presenterà tra l’altro gli ‘Open Studios’, una nuova sezione che intende offrire a compagnie affermate e ad artisti emergenti un’ulteriore opportunità di partecipare alla piattaforma con progetti coreografici in via di sviluppo e che non abbiano ancora debuttato.
Un altro elemento innovativo sarà la presenza dei quattro Centri di produzione della danza – Compagnia Virgilio Sieni, Dancehaus Più e Scenario Pubblico-Compagnia Zappalà Danza, oltre alla Fondazione nazionale della danza/Aterballetto – che presenteranno alcune proposte rappresentative della propria identità artistica. È già online la call per partecipare alla selezione: aperta fino al 28 febbraio, è disponibile sul sito http://www.nidplatform.it.

– PERUGIA

– Diana Krall sarà a Umbria Jazz 19 il prossimo 13 luglio, ore 21 Arena Santa Giuliana. La serata seguente, 14 luglio, stessa ora e location, sarà la volta di Paolo Conte.
Umbria Jazz annuncia oggi il primo week end della edizione estiva 2019 (Perugia, 12-21 luglio) che sarà quindi all’insegna della canzone: il grande songbook americano che da sempre impreziosisce il repertorio della bionda star canadese, e la canzone d’autore che fa dell’Avvocato astigiano uno dei più amati storyteller italiani.
Sono soltanto le prime anticipazioni di un cartellone “che si annuncia stellare – sottolinea una nota di UJ – sia per il programma dell’arena, che ospita i grandi eventi, sia per le proposte più di nicchia riservate agli spazi al chiuso come il teatro Morlacchi e la Galleria nazionale dell’Umbria”.
– FIRENZE

– Si intitola ‘AmletOHamlet!’ lo spettacolo ‘immersivo’ che vedrà l’attore e regista Gabriele Lavia, diretto per la prima volta da Giancarlo Cauteruccio, interpretare Amleto al centro della pista da ballo della discoteca fiorentina Tenax trasformata per l’occasione in un set teatrale. Lo spettacolo, nell’ambito del progetto ‘Tenax Theatre’, si terrà il 26 novembre. “Shakespeare è un autore fondamentale per me – dice Lavia -. Amleto è un’opera complessa che appartiene a quella poetica del Bardo che asserisce al problema dell’essenza. La figura dell’uomo, così come quella del cosmo, vengono messi in discussione per la prima volta nella storia dell’umanità”. “L’idea è portare Gabriele Lavia, uno dei massimi interpreti del teatro di tradizione in un luogo estremo qual è la discoteca – spiega Cauteruccio -, che sembrerebbe la negazione della sacralità del luogo scenico”. Giovani performer del laboratorio Tenax Theatre interagiranno con Lavia guidati da musiche elettroniche e scenografie visuali.
L’amore è bisogno dell’altro, egoismo e lotta alla solitudine, ricerca di conferme egoistiche o è amare l’altro sino a saper fare scelte per il suo bene anche dolorose? Risponde in fondo a questo interrogativo, cui nella pratica non è mai facile dare una soluzione, questo ‘The Deep Blue See’, intenso testo di Terence Rattigan, molto ben costruito anche sul piano delle psicologie dei personaggi, e non solo i principali, coproduzione tra il Teatro di Roma e il Teatro della Toscana che si replica all’Argentina sino al 2 dicembre con l’ottima regia di Luca Zingaretti e una Luisa Ranieri di grande maturità, protagonista con Giovanni Anzaldo.I legami malati, come ci rivela la psicanalisi, sono sempre più forti di quelli sani, ed è fatto di ganci sentimentali storti, di egoismi, di bisogni personali, di sensualità quello tra Hester Collier e il suo compagno Fred Page, un ex eroico pilota della Raf e poi apprezzato e ricercato pilota collaudatore sino al giorno di un grave incidente in Canada che gli ha stroncato la carriera, anche perché dovuto alla sua propensione all’alcol. Così oggi in una Londra moralista di qualche decennio fa si trascina senza una lira e senza fare i conti con i propri sensi di colpa tra un campo da golf e un pub sempre sul limite dell’ubriachezza, mentre c’è l’affitto da pagare e lei, che poteva diventare una brava pittrice e abbandonato un marito e una vita molto agiata per lui, lo aspetta in casa sempre preoccupata e depressa, sino alla sera del suo compleanno, in cui, sentendosi abbandonata e non vedendolo rincasare, tenta il suicidio, forse più per un inconscio ricatto dei sentimenti che per farla finita. La salva la portiera che sente odore di gas e il signor Miller, un vicino medico radiato anni prima dall’ordine per qualche grave colpa. Coinquilini sono anche i due coniugi Welch, che arrivano in casa di Hester con la portiera e nel loro un po’ ottuso e timoroso perbenismo, cercando di darsi da fare, decidono di avvisare dell’accaduto l’ex marito della donna, il giudice Sir Collier, che si precipita sul luogo. Hester ha paura di farsi vedere nello stato in cui vive da lui e cerca di evitarlo, ma quando se lo troverà davanti avranno subito un rapporto civile e partecipe in cui il cercare di capirsi riesce comunque difficile, visto quanto lei è cambiata col tempo, rendendosi conto che con quell’uomo non ha ormai nulla a che spartire.La figura chiave è però il dottore, fatalista, tollerante, partecipe e al quale la vita ha insegnato molte cose, che riuscirà a dare controvoglia consigli a Fred e Hester mettendoli come per caso davanti alle loro responsabilità. Lui davanti al suicido di lei è scioccato, ma incapace di reagire e di far chiarezza tra i fumi dell’alcol e lei ha paura, dopo aver mandato all’aria la sua vita precedente, di restar sola. Tra una discussione, un confronto, una presa di coscienza che solo volendo bene a se stessi si può voler davvero bene anche agli altri, all’altro, arriveranno a decisioni dolorose e difficili ma, appunto, ispirate da un vero amore e solidarietà di fondo. Un bel testo coinvolgente cui Zingaretti ha dato un linguaggio più moderno e un buon ritmo ma anche molta attenzione alla recitazione se, come altrimenti sarebbe facilissimo, nessuno va mai sopra le righe, dalla portiera colorita di Alessia Giuliani ai coniugi Welsh, Fulvio Furno e Maddalena Amorini, sino al per forza compassato Sir Collier, poi il medico di Aldo Ottobrino col suo sottilissimo filo d’ironia e naturalmente il Fred di Giovanni Anzaldo col suo far l’ubriaco senza mai perdere davvero coscienza, mentre Luisa Ranieri nei panni di Hester compie il proprio difficile percorso di crescita cercando di interiorizzarlo, di esprimerlo con il variare di toni e intensità drammatica, con cedimenti e poi una dolorosa determinazione in un’alta prova d’attrice.

“Ho tolto il follow a Lodo Guenzi”: Asia Argento, ospite di Giovani Veronesi e Max Cervelli a ‘Non è un paese per giovani’ su Radio2, parla del suo sostituto ad X Factor.”Gli hanno già eliminato due band che avrebbero meritato di andare avanti. Avrebbe dovuto consultarmi, io gli ho scritto in privato – racconta l’attrice – per confrontarmi con lui su queste band, sul perchè le avevo scelte, quale percorso e brani avevo pensato per loro. Lui si è solo lamentato della gente che lo stava trattando male sui social e poi è sparito. E allora gli ho tolto il follow”.Sulla band rimasta “io – conclude Asia – a questo punto non consiglio nulla, vediamo se ci arriva da solo!”. VIDEO:

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Esce il 23 novembre “Phoenix”, il secondo album di Rita Ora, la popstar con all’attivo 14 milioni di singoli venduti, 1,3 miliardi di streaming solo per gli ultimi 5 singoli (la hit Your Song, scritta con Ed Sheeran da sola ha superato i 352 milioni di stream), oltre 1,1 miliardi di visualizzazioni su YouTube di cui oltre 58 milioni per il suo ultimo singolo “Let you love me”.
“Uno dei sentimenti più liberatori per me è suonare e creare musica. Questo album è un vero album d’amore ed è stato importante per me farlo a modo mio. Apprezzo molto l’amore e il sostegno di coloro che hanno lavorato con me nel disco e mi hanno permesso di creare qualcosa di cui sono davvero orgogliosa. Mi hanno dato lo spazio e la libertà di creare qualcosa che nascesse dal mio cuore. Sono davvero orgogliosa e grata per il viaggio che la realizzazione di Phoenix mi ha portato”, ha dichiarato Rita Ora sul nuovo progetto. Il 30 aprile sarà live a Milano.
– Con una puntata speciale di ‘Radio2 Social Club’, in diretta dalla Sala B di Via Asiago a Roma, martedì 27 novembre alle 10.30, verranno ufficializzati i nomi dei 24 finalisti di Sanremo Giovani.
Sarà Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival per il secondo anno consecutivo, a fare incursione all’interno del programma condotto da Luca Barbarossa e Andrea Perroni per annunciare, in esclusiva, i 24 finalisti che prenderanno parte a “Sanremo Giovani”, in programma dal 17 al 20 dicembre con 4 appuntamenti preserali e il 20 e il 21 dicembre, in prima serata in diretta su Rai1 e Rai Radio2 dal Teatro del Casinò di Sanremo.
L’edizione 2018 di Sanremo Giovani si presenta con una importante novità: saranno due i vincitori, uno per sera, che prenderanno parte direttamente alla gara di febbraio, quindi con la possibilità di giocarsi fino in fondo anche la vittoria del Festival di Sanremo (5-9 febbraio).
– VICENZA

– I capolavori della grande stagione settecentesca dell’arte veneta, patrimonio del Museo Pushkin di Mosca, tornano in Italia per essere ammirati nella mostra “Il Trionfo del Colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi. Vicenza e i Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca”, aperta al pubblico da domani e sino al 10 marzo 2019. L’esposizione avrà luogo a Palazzo Chiericati, sede del museo civico e alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza dove sarà esposta la Madonna con i santi Ludovico di Tolosa, Antonio di Padova e Francesco di Assisi di Giambattista Tiepolo, incorniciata dalla collezione di dipinti del Settecento veneto conservata nel Palazzo vicentino. La mostra con la quale la città del Palladio torna ad ospitare una grande rassegna pittorica internazionale, consta di 57 opere realizzate da oltre 20 autori diversi.
– GENOVA

– Sarà una festa organizzata da Regione e Comune a far da cornice il 2 dicembre prossimo alla inaugurazione ufficiale della stagione lirica del Carlo Felice, festa annunciata dall’assessore regionale Ilaria Cavo. Una grande apertura perché ‘Aida’ di Verdi è sì opera popolare e amata ma non così frequente su questo palcoscenico. “Avevamo da tempo in mente di metterla in scena – ha detto il direttore artistico Giuseppe Acquaviva – Ma c’erano difficoltà tecniche oltre che finanziarie. A farci decidere è stato il progetto che ci ha presentato il regista Alfonso Antoniozzi”. L’opera rinuncerà alle scene tradizionali a favore di una videoscenografia ideata da Monica Manganelli “con la quale – ha detto Antoniozzi – avevamo adottato una soluzione del genere, in maniera ancora parziale, in una nostra lettura del ‘Turco in Italia’. Qui abbiamo riletto l’intera opera. Siamo sicuri che il pubblico rimarrà ugualmente sorpreso dalla nuova soluzione. Sarà un Egitto di fantasia, ma assolutamente rispettoso di Verdi”.
– VENEZIA

– “Macbeth” di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Myung-Whun Chung, aprirà il 23 novembre la Stagione Lirica e Balletto 2018-2019 della Fondazione Teatro La Fenice. Il melodramma verdiano composto su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei, dal dramma di William Shakespeare, sarà presentato in un nuovo allestimento con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Fabio Barettin e i movimenti coreografici di Chiara Vecchi. Macbeth è la decima opera composta da Verdi, la prima del suo catalogo ispirata da un dramma di Shakespeare, e debuttò al Teatro della Pergola di Firenze il 14 marzo 1847.
Una madre bambina e folle, un diciassettenne promessa del calcio che è dovuto crescere in fretta e l’hinterland napoletano. Questo lo scenario di ‘Un giorno all’improvviso’, opera prima del talentuoso regista Ciro D’Emilio, già passato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti e in sala dal 29 novembre con No.Mad Entertainment.Girato in napoletano stretto, il film racconta con grande realismo e poesia la storia di una madre ingombrante e psicolabile, Miriam (Anna Foglietta), lasciata dal marito Marco e sotto tutela psichiatrica. Per fortuna questa donna, che vive di espedienti e al supermercato compra più dolci che beni di prima necessità, ha un figlio, Antonio (il bravissimo Giampiero De Concilio), responsabile e affettuoso. Il ragazzo, oltre a darsi da fare con mille lavoretti è anche un talento del calcio. Un giorno all’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita (Massimo De Matteo), sta cercando giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.Antonio è pronto a tutto per realizzare il suo sogno anche alla tenera storia d’amore con Sara (Alessia Quaratino). Il traguardo è vicino e lui non vede l’ora di portare via la madre lontana dal paese e da suo padre a cui Miriam è ancora legata.Ma un fatto inatteso e tragico metterà il ragazzo e i suoi diciassette anni ancora alla prova più difficile.”Nel film – spiega il regista – non volevo stereotipare gli elementi dell’hinterland napoletano. Ho scelto così di non dare un’identificazione precisa di dove si svolga la storia. Volevo però essere verosimile: così ad esempio la squadra dove gioca Antonio è una vera squadra di calcio giovanile (la San Sebastiano Mazzeo) dove hanno recitato, per la prima volta, gli stessi calciatori”. Dice Anna Foglietta: “La mia è una figura materna che fagocita il figlio, una donna profondamente malata. La mia fortuna è stata di aver subito creato un’alchimia con Massimo De Matteo, un attore e una persona con la quale mi sono trovata subito a mio agio”.Spiega, infine, De Concilio, classe 1999 e attore di cinema e teatro (attualmente lavora al Nuovo Teatro Sanità): “I personaggi di questo film non sono mai piatti, ma complessi, tridimensionali e questo fa la vera differenza”. Tra i premi ricevuti da questo film: il Premio di Critica Sociale – Sorriso Diverso a Venezia 2018; Il NuovoImaie a Giampiero De Concilio; Il FICE – Attrice dell’Anno a Anna Foglietta; il Prix CICAE – Annecy Cinema Italien, Quinzaine du Cinema Italien de Chambery.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

FIRENZE

– Per celebrare i novanta anni dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino il 9 dicembre il Teatro del Maggio aprirà le porte alla città di Firenze per una serie di visite guidate nei luoghi dove nascono gli spettacoli: dal palcoscenico alla sartoria, dai camerini degli artisti alle sale prove dell’Orchestra e del Coro fino agli ampi foyer, la sala grande e la cavea all’aperto. A conclusione della giornata andrà in scena, alle 15:30, l’ultima recita della ripresa autunnale de La Traviata di Giuseppe Verdi diretta da Enrico Calesso con la regia e il progetto drammaturgico della ‘trilogia popolare’ di Francesco Micheli. La recita verrà offerta al pubblico ad un prezzo speciale.
Tutte e quattro hanno letto il libro di Elena Ferrante, le più piccoline con dedizione, le più grandicelle con consapevolezza, ma tutte loro hanno capito una cosa, di essere “fortunate a poter studiare”, giovanissime donne “libere di andare a scuola”. Ma queste piccole guerriere hanno anche un sogno comune nel cassetto: “E’ la prima volta che siamo state su un set, ma ci siamo impegnate, appassionate, abbiamo seguito i consigli del regista, le lezioni del coach per parlare il napoletano stretto, e ci piacerebbe in futuro continuare a fare le attrici”. Magnetiche, magiche, tenere. Diverse, e uniche nella bellezza senza fronzoli, immediate e intelligentissime. Due bionde e due more, poche manciate di anni a dividerle. Sono le quattro attrici scelte dal regista Saverio Costanzo per interpretare le protagoniste de L’amica geniale, serie evento tratta dal bestseller di Elena Ferrante: sono Elisa del Genio e Ludovica Nasti nei panni di Elena e Lila da bambine, mentre per interpretare le due amiche adolescenti sono state prese Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Il libro solo in Italia ha venduto più di un milione e mezzo di copie, è stato venduto in 40 paesi ed è diventato un caso editoriale anche grazie al mistero che per anni ha circondato l’identità dell’autrice. Il 27 novembre finalmente va in onda in prima visione in su Rai1 in prima serata su Rai Play e in contemporanea su Timvision in formato 4K, 8 puntate per un totale di quattro prime serate. Una maxi produzione tv prodotta da Lorenzo Mieli e da Marco Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision. La presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia e in America, dove il primo episodio è stato trasmesso in anteprima il 18 novembre, hanno già decretato il successo della trasposizione televisiva della storia: la prima puntata, trasmessa in italiano/napoletano sottotitolato in inglese, ha conquistato 242 mila spettatori. La miniserie, come già il libro, è il racconto dell’amicizia tra due donne, Elena e Lila, dall’infanzia all’età adulta. Le due amiche della Napoli anni Cinquanta, cresciute in un rione a colpi di violenza, rancori e ripicche che, in modo diversissimo – talvolta conflittuale e talvolta complementare – offrono due visioni della femminilità.
Per il regista l’incontro con le quattro giovani interpreti (tutte esordienti come chiesto da Elena Ferrante) è stato come “una sorta di rivelazione”. Il racconto copre oltre sessant’anni di vita – delle due ragazze ma anche dell’Italia intera – portando in scena 150 attori e 5mila comparse riunite attorno alle vere protagoniste.
Le piccoline parlano di quanto si siano appassionate a vedere allestire un intero quartiere sul set, dei costumi, delle prove.
Poi il colpo di scena: alla domanda “ma voi che idea vi siete fatta della misteriosa Elena Ferrante e sulla sua identità?”, spiazza la replica della piccola Elisa del Genio (Elena). “Io in verità un’idea me la sono fatta”. In che senso? Saverio Costanzo ha detto chi è solo a te? Ci stai regalando lo scoop? (gomitata dalla collega più grande ndr.). Quindi precisa: “Veramente è una mia idea personale. A nessuno di noi è stato svelato niente neanche Saverio lo sa!”. Sul suo personaggio aggiunge: “Mi ritrovo molto in Elena, nel suo carattere: sembra debole ma dentro ha una grande forza”.
Ludovica Nasti: “Quest’esperienza mi ha dato molto, mi ha fatto capire che fare l’attrice è il mio sogno. Ma soprattutto mi ha dato molte emozioni, scoprire il set e lavorare con Saverio”.
Margherita Mazzucco: “Non mi sono identificata da subito con Elena, ci ho messo del tempo. Poi ho capito che siamo più simili di quanto pensassi. Quando ho iniziato non sapevo nulla di cinema ed è stata una grande esperienza”. Nel terzo episodio presentato oggi in anteprima mondiale a Viale Mazzini, ‘La metamorfosi’, la serie compie un salto. Ci sono sempre Lenù e Lila, ma sono cresciute, sono diventate adolescenti di 13/14 anni. “Gli otto episodi – spiega Costanzo – vogliono essere parte di un unico racconto, eppure la divisione tematica li differenzia per forma filmica e struttura narrativa, ispirandosi ogni volta ai mutamenti del corpo e agli stati d’animo delle protagoniste. L’immagine, la messa in scena, i colori della serie evolvono così e si modificano con l’avanzare della Storia”.

– TORINO

– La lunga storia dell’inquinamento causato dall’Acna di Cengio (Savona), delle morti ad esso connesse e delle mobilitazioni dei cittadini, arriva al 36/o Torino Film Festival. Il 24 novembre al Cinema Massimo viene proiettato infatti il documentario ‘Bormida’ di Alberto Momo e Laura Cantarella, due studenti del Politecnico di Torino che dal 2013 si sono messi a lavorare intorno al progetto sostenuto da Compagnia San Paolo, Fondazioni Crc e Crt e Regione Piemonte.
Il film, musicato da Alessandro Sciaraffa e dedicato a Marina Garbarino, la presidente dell’associazione ‘Valle Bormida pulita’, morta a 56 anni nel 2016, ripercorre l’intera vicenda Acna raccontando storie dei residenti.
“Un modo per non dimenticare questa pagina di storia – dicono Momo e Cantarella – spalmata su un’area di 1.550 Kmq, abitata da 206.000 persone a cavallo tra Liguria e Piemonte, dichiarata nel 1987 dal Consiglio dei ministri, zona ad alto rischio di crisi ambientale”.
– A due anni dalla scomparsa di Vittorio Sermonti, che portò Dante tra la gente – ai microfoni della radio prima, nelle piazze, teatri e chiese poi, per un totale di oltre cinquecento letture pubbliche – arriva un prezioso cofanetto di audiolibri, che comprende anche contenuti inediti, fin qui mai ascoltati. È ‘La commedia di Dante.
Raccontata e letta da Vittorio Sermonti’ che raccoglie i canti di Inferno, Purgatorio e Paradiso in un’unica pubblicazione di Emons Edizioni (euro 49,90) disponibile dal 22 novembre in tutte le librerie italiane e nelle varie librerie online, oltre che sul sito della casa editrice http://www.emonsedizioni.it. L’opera sarà presentata il 23 novembre, proprio nel giorno della morte di Sermonti, al Maxxi di Roma da Antonio Gnoli, Marino Sinibaldi e Walter Veltroni. Previsto l’intervento del ministro plenario Roberto Vellano, direttore centrale per la promozione della cultura e della lingua italiane della Farnesina, che presenterà in anteprima l’iniziativa ‘Dante nel mondo attraverso la voce di Vittorio Sermonti’. Con il contributo di Luana Di Dio e Jacopo Parodi, due studenti diciannovenni appassionati della parola di Dante illuminata dalla voce di Vittorio, che stanno portando “nel mondo” tramite l’hashtag #tempodiDante – una terzina al giorno per cento giorni fino al 31 dicembre 2018 – a testimonianza che “Dante è semplicemente contemporaneo”.
Le letture commentate, di valore inestimabile e di alta qualità audio, sono state registrate in studio da Sermonti, sotto la cura e la regia di Ludovica Ripa di Meana, negli anni prima che ci lasciasse, tra l’ottobre del 2009 e l’aprile del 2010.   [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 16 minuti

DALLE 15:08 DI VENERDì 07 SETTEMBRE 2018

ALLE 15:30 DI SABATO 08 SETTEMBRE 2018 SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

SOMMARIO

 

Lilli Gruber, l’Europa va riparata ma difesaLa giornalista al Festivaletteratura con il nuovo libro

X Factor: 1,1 milioni spettatori per la prima puntata audizioniSui social è stato il programma tv più commentato

Caparezza, credo ancora nella politica ma pochi fanno i politiciEscono live di Prisoner 709 e ristampa del libro Saghe Mentali

Ernia, “Il rap impegnato può essere cool”Esce il 7 settmbre ’68’: ‘Il mio tragitto dalla periferia al centro’

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

(continua)

Roiter, retrospettiva a Palazzo DucaleOltre 150 scatti di uno deigrandi maestri del XX secolo

Il Paradiso delle Signore riapre le porte, è daily180 puntate dal lunedì al venerdì su Rai1 dal 10 settembre

“Leoncino d’Oro” a Opera senza autoreSegnalazione Cinema For Unicef al documentario di Minervini

La Visitazione di Pontormo alla MorganPala d’altare del maestro del manierismo dopo NY andrà al Getty

Bonisoli, piano assunzioni in manovraIl ministro a Mantova, ci sarà concorso per migliaia di posti

Morto per overdose il rapper Mac MillerAveva 26 anni. Trovato da un amico nella sua casa in California

La Visitazione di Pontormo alla MorganPala d’altare del maestro del manierismo dopo NY andrà al Getty

Fausto Pirandello torna ad AnticoliOmaggio nel paese delle modelle dove visse e trovò moglie

A Bologna la mostra ‘Lodi per ogni ora’Cicli liturgici fra XIII e XV secolo per basilica San Francesco

The National, irruenza e poesia a MilanoIn 15 mila a Expo per gli americani e per i Franz Ferdinand

Opera Roma, al via tournée in GiapponeCon La Traviata e Manon Lescaut. Fuortes, simboli di eccellenza

Loznitsa, su Sentsov politici sordiRegista ucraino al Lido, rinnovo appello per la sua liberazione

Schoeller al Lido, Un Pueple et son RoiFuori concorso il film con Garrel, Ulliel, Lafitte e Lavant

Gassmann, viviamo in una società cialtrona Nel cast della commedia gialla ‘Una storia senza nome’ di Andò

11/9, Moore accosta Trump a Hitler ma critica anche ObamaIl regista, il tycoon è già sul sentiero del nazismo

Parla Adua, prima moglie di Pavarotti
“Non è stata vita facile. Arte e rigore eredità di Luciano”

Homo Faber, creatività umana in 16 tappeDal 14/9 a Venezia, 400 maestri per Michelangelo Foundation

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

L’ARTICOLO

“Le prossime elezioni europee, a giugno 2019, saranno sicuramente cruciali. Verranno trasformate dai partiti politici di tutti i paesi dell’Unione in una specie di referendum pro o contro questa Europa, pro o contro l’euro per i paesi che stanno dentro l’euro”. Lo ha detto Lilli Gruber, al Festivaletteratura di Mantova con ‘Inganno’ (Rizzoli), terzo volume sulla storia della sua terra d’origine, il Sudtirolo, dedicato questa volta al terrorismo. Una folla di lettori e appassionati ha lungamente applaudito la giornalista a Palazzo Ducale, nell’evento che l’ha vista protagonista con Beppe Severgnini.
La strategia della tensione potrebbe tornare? le chiede Severgnini. “In una delle interviste finali di ‘Inganno’, “il professor Cacciari dice che se la crisi economica dovesse aggravarsi, se dovesse crollare l’euro, il rischio di fortissime tensioni sociali c’è e quindi di instabilità del nostro paese. Io per esperienza, per le letture che ho fatto e per quello che mi ha insegnato la storia, so che quando le nostre democrazie si infragiliscono e diventano meno trasparenti, la possibilità per il potere di manipolare la realtà, le paure ed emozioni dell’opinione pubblica è altissimo” dice la Gruber. “Quindi – continua – anche quando sentiamo fare tutti questi discorsi un po’ autoritari, dalla politica italiana e non solo, dobbiamo sempre ricordarci che le democrazie per costruirle ci abbiamo messo molto e ci è costato tanta fatica. Per abbatterle ci vuole un minuto. E’ però l’unico baluardo che abbiamo per conservare quello che di buono abbiamo imparato, fatto e costruito dopo la seconda guerra mondiale. Dobbiamo proteggerlo, l’Europa non va bene così come è. Di sicuro ci sono tantissime riparazioni da fare, ma da lì a distruggerla sarei molto cauta”.
Nella lunga riflessione sugli scenari futuri dell’Europa, la giornalista ricorda che “viviamo sicuramente in un’epoca di forte rinascita di nazionalismi in tutti i paesi europei, che poi sono nazionalismi misti a populismo, demagogia ed è molto difficile differenziare per il singolo cittadino”. E poi si sofferma su Salvini: “E’ il vero presidente del Consiglio: ha incontrato Tony Blair, il premier ungherese Viktor Orban. Di Maio e i 5 Stelle sono molto agitati da questo super attivismo della Lega e di Salvini. Ma qual è l’interesse che l’Italia ha oggi a stare con uno come Orban, visto che sul fronte dell’immigrazione è un nostro nemico. L’interesse, che hanno entrambi, è di indebolire questa Europa, infatti parlano di riformarla e di arrivare a una mini Europa dove c’è un mercato comune di cui non possiamo fare a meno, e il resto ridotto tutto ai minimi termini”. Ma l’Europa “è stata costruita – sottolinea – anche per difendere i diritti umani, i diritti delle donne, una serie di garanzie di convivenza civile e di pacificazione del nostro continente che non possiamo buttare a mare e prima di farlo dobbiamo pensarci molto bene” dice tra gli applausi.

La prima puntata di audizioni della nuova edizione di X Factor è stata vista ieri da 1 milione 153 mila spettatori medi e 1 milione 697 mila spettatori unici su Sky Uno (canale 108), disponibile anche su digitale terrestre al canale 311 o 11, oltre che su Sky On Demand. Nella fascia del programma – segnala Sky – Sky Uno è stato il sesto canale nazionale con il 4,14% di share e il quarto canale nazionale tra il pubblico 15-54 anni con il 6,94% di share.Le selezioni del talent show di Sky, prodotto da FremantleMedia Italia, condotto da Alessandro Cattelan con i giudici Fedez, Mara Maionchi, Manuel Agnelli e Asia Argento (che non sarà poi ai live, dopo il caso Jimmy Bennett) hanno visto la partecipazione di oltre 40.000 talenti che si sono presentati ai casting.Sui social X Factor è stato ieri il programma tv più commentato della serata con 278.500 interazioni complessive, di cui il 63% generate su Instagram. Su Twitter l’hashtag ufficiale #XF12 è entrato nella classifica dei trending topic italiani e vi è rimasto per tutta la durata della puntata.
Dieci anni fa immaginava già un partito nato dal web che avrebbe vinto le elezioni (un anno prima che il Movimento 5 Stelle fosse fondato), ipotizzava uno spazioporto in Puglia per viaggi turistici nel cosmo (progetto poi approvato a Grottaglie), cantava “espelli il negron” e di un fantomatico “migrante lunare” prefigurando la caccia al diverso dei giorni nostri. Caparezza come l’oracolo di Delfi? “Io mi chiamo Michele Salvemini non Michele De Nostredame, mica scrivo quartine incomprensibili con nomi e date a casaccio, rivelando eventi che non si sono mai realizzati se non nella testa di qualche invasato cospirazionista. Io ho semplicemente pubblicato un racconto fantasy che il tempo ha trasformato in un romanzo verità à la Truman Capote”, scrive lui, nella prefazione alla ristampa a 10 anni di distanza di Saghe Mentali (Rizzoli), il suo onirico, fiabesco, allucinante diario personale.Eppure qualche dote divinatoria, Caparezza sembra averla. “Oggi ci vuole poco a essere lungimiranti – racconta all’ANSA l’artista dai riccioli ribelli, che quasi in contemporanea al libro pubblica oggi anche il live del fortunato disco uscito un anno fa Prisoner 709 (Universal) al quale ha fatto seguito un tour nei palasport da tutto esaurito che si è appena concluso -, basta pensare al peggio. La storia si ripete continuamente e tutto è molto prevedibile, anche perché ci piace stare nella nostra comfort zone e fare stare sul pulpito”. Forse anche per questo in Prisoner 709 per la prima volta ha abbandonato i temi sociali per concentrarsi più su stesso. “Stavolta avevo bisogno di spogliarmi di quegli abiti e di indossarne altri. C’è un’età per tutto: a 60 anni non avrò certo la stessa credibilità nel cantare Fuori dal tunnel”. E’ arrivato il tempo della maturità anche per chi invitava ad andare “a ballare in Puglia”?.”Quando mi parlano di maturità, penso sempre ai 18 anni e al liceo”, scherza la “testa riccia” della musica italiana che ha sempre rifuggito le definizioni, preferendo definirsi ed essere definito un artista cross-over: “è più facile così”. Il disincanto con cui guarda al fuori da sé, non lo ha però allontanato dalla politica. “Ci ho sempre creduto e ci credo ancora. E non ho perso il vizio di votare. A sinistra, quando abbia un senso usare questa parola – spiega serio Caparezza -. E a chi mi dice che il mio è un voto buttato chiedo: parliamo di politica o di fantacalcio? Il problema però è che oggi in giro vedo poche persone che fanno il politico, con un imbarbarimento del linguaggio che dovrebbe far riflettere. Spesso siamo di fronte a considerazioni da chat. Quello del politico è un mestiere che non va lasciato all’improvvisazione: serve preparazione e formazione”, afferma, lanciando evidenti frecciatine all’attuale classe politica al governo. Live e ristampa, dunque, prima di scomparire alla vista dei più per “decomprimermi dopo un anno intenso e pensare al prossimo disco che non ho idea in quale direzione andrà”.”Dite che non avevo voglia di fare niente di nuovo? – e ride -. In realtà volevo fissare questo momento, mai vissuto prima in tanti anni di carriera: un disco certificato oro dopo una sola settimana e diventato poi doppio disco di platino, un tour sold out nei palasport e un libro che ancora la gente mi chiedeva. Mi sono concesso un po’ di autocelebrazione. Certo, non sono più quello di 10 anni fa che dava alle stampe Saghe Mentali, ma con quel Caparezza ho in comune i colori, la schizofrenia, l’approccio fanciullesco al quale non rinuncio”. Prisoner 709 Live, sintesi della “prigionia” dell’artista, raccoglie un dvd documentario (“Trip709”), il cd originale e un cd con le canzoni di “Prisoner 709” suonate dal vivo durante il tour. Tre le versioni disponibili: standard, deluxe con in più un libro fotografico e una special artist edition in collaborazione con Rolling Stone Italia.

Il quartiere di periferia e il tragitto metaforico dell’autobus che lo collega al centro: questo, per Ernia, è ’68’, il suo primo LP in uscita il 7 settembre dopo il disco d’oro del precedente progetto ‘Come uccidere un usignolo/67′. “Da una parte citare la ’68’ dimostra l’attaccamento al mio quartiere, dall’altra il percorso di quell’autobus è stato un po’ quello del mio ultimo anno, dalla periferia al centro, da emergente a uno dei giovani meglio considerati: poi vedremo se dovrò tornarmene a casa o restare in centro!”, dice l’artista milanese, al secolo Matteo Professione, presentando il disco oggi a Milano. La traiettoria cronologica della tracklist, invece, è capovolta: dall’ultimo brano, ‘La paura’, sullo stato d’animo all’inizio della lavorazione, si arriva alla spavalderia della prima traccia, ‘King QT’ (un’allusione a ‘King Kunta’ di Kendrick Lamar); lo stesso vale per ‘La tosse’ e ‘Le sigarette’, rispettivamente sulla fine e l’inizio di una relazione.
Nelle 12 tracce spunti melodici e flow duri si abbinano alle strumentali old school prodotte da Marz, Zef, Luke Giordano e Shablo, che campionano jazz, R&B e funk, come nella title track: “Se dovessi presentarmi con una canzone, sarebbe ’68’: ha qualcosa di g-funk romano, alla Flaminio Maphia, ma con un giro originale di Pino D’Angiò”. L’intenzione è distinguersi dalle mode trap e guardare anche oltre confine: “In Italia il rap conscious, quello impegnato, è considerato sfigato: Kendrick Lamar e J Cole in America e Damso in Belgio lo hanno reso cool.
Vorrei fare lo stesso anche qui da noi”. Un esempio in questo senso è ‘No Pussy’, brano spensierato che però si addentra nella politica e nella società con il verso “gli stessi che hanno votato Lega sui social hanno pianto Stephen Hawking”: “Mettere quella frase in un contenitore divertente fa arrivare il messaggio a chi non ascolterebbe mai un pezzo politico, addolcisce la pillola. Il divertimento è una parte importante dell’hip-hop – spiega – A me ad esempio piace la trap, ma quando il trend finirà solo Sfera e pochi altri resteranno”. Dal Re dell’Epiro ad Alessandro Magno, Ernia spazia ancora nei riferimenti aulici, ma al posto di Baudelaire cita De André: “Sia come musicalità, sia nel titolo ‘Un pazzo’ fa riferimento a lui, anche se la storia è inventata da me, una storia street”.
Unico featuring è quello di Tedua in ‘Bro’: “Ho iniziato a fare rap a 12 anni con Mario: prima che si trasferisse a Genova viveva in affido nella casa davanti alla mia. Si faceva freestyle e sfottò, non potevo non invitarlo”. Domani, con due tappe a Varese e Milano, Ernia partirà con un tour in-store che lo porterà in tutta Italia, ma la mente va già ai live invernali: “Solo sul palco si vede se vali qualcosa: puoi fare tutte le views che vuoi, ma è nel mondo reale che ti realizzi. Sarò da solo, senza band: per me il rap è un one man show”.
– GENOVA

– Palazzo Ducale di Genova si prepara a aprire l’8 settembre una delle più interessanti mostre del calendario 2018-2019. Inaugura infatti ‘Fulvio Roiter – fotografie 1948-2017’, la retrospettiva dedicata a uno dei più grandi fotografi italiani. La mostra, che comprende 150 foto per la maggior parte vintage divise in 9 sezioni, prevede non solo i grandi scatti in bianco-nero che hanno fatto di Roiter il miglior esegeta della purezza dell’immagine ma anche quelle immagini a colori che costituiscono, una dopo l’altra, eccezionali coup de theatre, istanti che diventano perenni e che regalano emozioni diverse e inaspettate. Le sezioni della mostra sono espressioni di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter di modo che il percorso espositivo scandisce le tappe di una vita dedicata alla fotografia. La mostra, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la cultura, è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con Tre Oci. Resterà aperta nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale fino al 24 febbraio.
Stanno per riaprire le porte del grande magazzino ‘Il paradiso delle signore’. E sarà tutto nuovo. Il racconto inizia nel settembre ’59 e i telespettatori seguiranno le vicende fino alla primavera del ’60. Ben 180 puntate in versione daily su Rai1 dal 10 settembre alle 15.30, dal lunedì al venerdì (le riprese proseguono negli studios a Roma, è un work in progress senza sosta), per un viaggio al femminile, con tante nuove storie e un appuntamento che diventa quotidiano di circa quaranta minuti a puntata. Dopo due stagioni composte da 20 episodi ciascuna, andate in onda in prima serata, Il paradiso delle signore – una coproduzione Rai Fiction-Aurora Tv prodotta da Giannandrea Pecorelli, si trasformerà in una sorta di soap opera e andrà in onda quotidianamente. Dei vecchi protagonisti ritroveremo solo Vittorio Conti (Alessandro Tersigni) e la fidanzata Andreina Mandelli (Alice Torriani). La storia riparte tre anni dopo la tragica morte di Pietro Mori (Giuseppe Zeno), migliore amico di Vittorio e proprietario dei grandi magazzini. Ci ritroviamo quindi a Milano nel settembre del 1959. Vittorio ha abbandonato il sogno di fare il pubblicitario e sta per riaprire il Paradiso grazie ai capitali dei Guarnieri (Roberto Farnesi), senza sapere di essersi alleato con il suo peggior nemico. Anche sul fronte sentimentale la situazione è complicata. Andreina, condannata per aver cercato di proteggere la madre accusata di essere la mandante dell’omicidio Mori, è costretta a scappare. La relazione tra i due procede clandestinamente finché nella vita di Vittorio entra Marta (Gloria Radulescu), figlia ribelle dei Guarnieri: tra di loro saranno subito scintille, e il loro amore sarà osteggiato da papà Umberto (Farnesi) e  Adelaide (Vanessa Gravina). Ma s’intrecciano anche le storie di altre famiglie, i Cattaneo e gli Amato, e delle ‘Veneri’, le commesse Clelia (Enrica Pintore), Tina (Neva Leoni), Nicoletta (Federica Girardello), Roberta (Federica De Benedittis) e Gabriella (Ilaria Rossi). La regia è firmata da Isabella Leoni, Marco Maccaferri, Riccardo Mosca e Francesco Pavolini.
Le riprese principali della serie si svolgono negli studi Videa della capitale dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno, all’interno dei quali sono state montate le scenografie degli ambienti ricorrenti. Un teatro è occupato quasi esclusivamente dal Grande Magazzino, dagli uffici e dallo spogliatoio delle commesse, mentre nell’altro studio sono state costruite le case dei protagonisti e il Circolo esclusivo che sarà molto importante nello sviluppo delle storie. Sempre negli studi romani, su una superficie di oltre 1.000 mq, è allestito l’esterno e l’ingresso del Paradiso, con la strada e le entrate di altri edifici, con l’aggiunta, per questa serie, di un caffè elegante, luogo di ritrovo delle commesse e della città. Sono state adattate in chiave di ambientazione milanese anche altre costruzioni esterne preesistenti. Molti episodi prevedono scene ambientate in alcuni luoghi identificabili di Milano, tanto che alcuni ciak sono iniziate in Galleria in Piazza Duomo.
“La suddivisione delle scenografie nei teatri – ha spiegato Pecorelli – è fondamentale per la scrittura e le riprese che sono equamente divise tra gli ambienti presenti nei due studi e in esterno. Qui si lavora tutto il giorno. Abbiamo due troupe complete, 4 registi, e anche una terza troupe che gira in esterna, come a Milano, ad esempio. Stiamo mantenendo il racconto che abbiamo fatto in prima serata. Per noi questo è un grande romanzo popolare”. Per il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, “Il paradiso delle signore aveva un folto pubblico femminile. Rai1, però, è una rete generalista. Questo progetto può essere traversale. Raccontiamo anche la giovinezza.
Abbiamo utilizzato il passato come specchio del presente. Ci saranno temi di grande spessore, dall’immigrazione all’affermazione nel lavoro delle donne, ma anche quello della violenza”. Il direttore di Rai1, Angelo Teodoli, è convinto che “questa soap e il programma di Caterina Balivo saranno due programmi positivi”.
– VENEZIA

– Il Premio Leoncino d’Oro Agiscuola 2018 assegnato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia va al film tedesco ‘Opera senza autore’ (‘Werk ohne Autor’) di Florian Henckel von Donnersmarck. Il riconoscimento è assegnato da una giuria di giovani studenti e studentesse rappresentanti di tutte le regioni d’Italia, accomunati dalla grande passione per il cinema.
I giovani giurati del “Leoncino d’oro” – in seguito ad un accordo siglato con il Comitato Italiano per l’Unicef – assegnano inoltre la Segnalazione Cinema For Unicef, che quest’anno va a “What You Gonna Do When The World’s On Fire?” di Roberto Minervini.
– NEW YORK

– Uno dei più importanti dipinti del manierismo italiano, la Visitazione di Jacopo Pontormo della Pieve dei Santi Michele e Francesco a Carmignano, è arrivato negli Usa. Organizzata in collaborazione con gli Uffizi e il J.Paul Getty Museum in Los Angeles, la mostra “Pontormo: Miraculous Encounters” ha aperto il 7 settembre alla Morgan Library di New York ponendo fino al 6 gennaio la pala d’altare nel contesto di altre opere di Maestro Jacopo, dell’iconografia della Visitazione, le sue origini, l’interpretazione e il mecenatismo. Alta più di due metri, la Pala ritrae l'”incontro miracoloso” tra Maria e Elisabetta, ambientando la scena biblica nelle strade della città dove Maria era andata a trovare la cugina. Il pittore si concentrò sull’abbraccio delle due donne affiancate dalle rispettive ancelle. Sullo sfondo, attività quotidiane di vita cittadina, due commercianti che chiacchierano, una donna che stende i panni dalla finestra di un palazzo, un asinello che fa capolino da dietro un angolo.
– MANTOVA

– “All’interno della finanziaria, davanti a tutto, abbiamo messo un piano di assunzioni straordinario che includerà qualcosa come qualche migliaio di assunzioni nei prossimi due o tre anni”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, a Mantova per inaugurare la mostra per i 150 anni dell’Archivio di Stato e portare un saluto al Festivaletteratura. “E deve esserci un nuovo concorso – ha precisato – chi entra nello Stato deve farlo per concorso, è una questione di meritocrazia e di credibilità”.
– WASHINGTON

– Il rapper Mac Miller è stato trovato morto nella sua camera da letto, nella casa dell’artista nella San Fernando Valley, in California. Lo ha reso noto il sito Tmz. Secondo le prime indiscrezioni il cantante sarebbe rimasto ucciso da un’overdose. Ad avvertire la polizia un amico.
Miller, 26 anni, ex fidanzato di Ariana Grande, da tempo combatteva con problemi legati al consumo di stupefacenti.
Ultimamente era stato più volte arrestato per guida sotto l’effetto di droghe e per essere scappato dopo un incidente.
NEW YORK –   Uno dei più importanti dipinti del manierismo italiano, la Visitazione di Jacopo Pontormo della Pieve dei Santi Michele e Francesco a Carmignano, è arrivato negli Usa. Organizzata in collaborazione con gli Uffizi di Firenze e il J.Paul Getty Museum in Los Angeles, la mostra “Pontormo: Miraculous Encounters” ha aperto oggi alla Morgan Library di New York ponendo fino al 6 gennaio la pala d’altare nel contesto di altre opere di Maestro Jacopo, dell’iconografia della Visitazione, le sue origini, l’interpretazione e il mecenatismo. Alta più di due metri, la Pala ritrae l'”incontro miracoloso” tra Maria e Elisabetta, ambientando la scena biblica nelle strade della città dove Maria era andata a trovare la cugina. Eliminati tutti gli aspetti della narrazione, il pittore si concentrò sull’abbraccio delle due donne affiancate dalle rispettive ancelle. Sullo sfondo, attività quotidiane di vita cittadina, due commercianti che chiacchierano, una donna che stende i panni dalla finestra di un palazzo, un asinello che fa capolino da dietro un angolo: “Tutti dettagli emersi con chiarezza nel restauro di Daniele Rossi”, spiega all’ANSA Bruce Edelstein, professore della New York University a a Firenze e co-curatore della mostra. Rossi, lo stesso restauratore che è tornato a far brillare Pontormo nella Cappella Capponi di Santa Felicita a Firenze, ha riportato in luce elementi spirituali e materiali di un incontro che si staglia sullo sfondo di un paesaggio metafisico ante litteram: secondo gli esperti della Morgan, ricorda opere ben più contemporanee, da de Chirico a Bill Viola nel video The Greeting (1995). Tranne una puntata a Firenze per le mostre medicee del 1980, la Visitazione non era finora mai uscita dalla Pieve per cui era stata commissionata dalla famiglia Pinadori, oppositori dei Medici. Ha viaggiato negli Usa grazie al fatto che è stato necessario restaurarla. Con la grande tavola, sono in mostra da oggi a New York l’unico disegno preparatorio conosciuto e il “Ritratto di Giovane con il Cappello Rosso” riscoperto nel 2008 in una collezione privata londinese. La Visitazione resterà negli Usa fino alla primavera avanzata: sarà esposta al Getty di Los Angeles dal 5 febbraio al 28 aprile. E intanto ieri, proprio dalla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, è partito un crowdfunding, per aiutare i carmignanesi a riabilitare l’intero complesso della Pieve, creando un polo Pontormo fuori da Firenze.

– Due quadri di un paesaggio, uno figurativo del 1937, l’ altro quasi del tutto astratto del 1955; tra loro, sulla piccola parete bianca, una finestra aperta che incornicia monti e alberi reali in lontananza. Il colpo d’occhio riassume gli estremi del percorso artistico di Fausto Pirandello, che dagli anni Venti del secolo scorso decise di restare lontano da gruppi e correnti pur essendo accomunato agli esponenti della Scuola Romana. La scelta di accostare due visioni diverse dello stesso tema nel confronto con la natura è una delle chiavi più stimolanti per leggere la mostra allestita fino al 9 dicembre nel Museo Civico di Arte Moderna di Anticoli Corrado, il paese in provincia di Roma noto per essere stato per oltre un secolo e mezzo cenacolo di pittori e scultori attratti dalla bellezza dei luoghi e delle donne che divennero per loro muse e, spesso, mogli.
Fausto Pirandello (Roma1899-1975) frequentò Anticoli intorno al 1920 per seguire le lezioni del suo maestro Felice Carena.
– BOLOGNA

– Il Museo Civico Medievale di Bologna propone, in occasione della 10/a edizione del Festival francescano, l’esposizione ‘Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco’.
La mostra, in programma dal 16 settembre (inaugurazione il 15, ore 17.30) al 17 marzo, presenta una nutrita selezione dei vari cicli liturgici, realizzati tra il XIII e il XV secolo per la basilica bolognese di San Francesco, che attualmente fanno parte della ricca collezione di codici miniati del Museo Civico Medievale di Bologna.
Tra questi la serie di preziosi graduali francescani riccamente miniati dal cosiddetto Maestro della Bibbia di Gerona, protagonista assoluto della decorazione libraria bolognese della fine del Duecento. Prossimi a questa anche la serie poco più tarda degli antifonari, anch’essi ampiamente decorati, ispirandosi in parte alle più antiche esperienze del Giotto assisiate, evidentemente filtrate in città attraverso lo stesso ordine dei frati minori. A queste prime serie di corali ne seguirono altre nel corso del Quattrocento, quando i frati minori si affidarono a vari miniatori coordinati dal bolognese Giovanni di Antonio, per decorare intorno al 1440-50 alcuni dei loro libri liturgici, anch’essi presentati in occasione della mostra.

– Con un’ora e mezza di musica appassionata, lacerante e poetica, gli americani The National hanno chiuso il 7 settembre in Area Expo Experience la seconda giornata di Milano Rocks di fronte a circa 15 mila persone (dato degli organizzatori). A precederli gli scozzesi Franz Ferdinand, che dopo Mèsa e Stella Maris hanno portato un’atmosfera di indie rock anni Zero. Sul grande palco sono quindi saliti i The National, di ritorno in Italia dopo due anni. La band originaria dell’Ohio ma di base a Brooklyn ha aperto con l’ultimo LP, ‘Sleep Well Beast’. Un apparato visuale minimale riprende la frammentazione psicologica e di affetti che Matt Berninger intona con un baritono da subito strappato e irruento. Le geometrie irregolari delle tastiere e chitarre dei gemelli Dessner e la sezione ritmica palpitante dei fratelli Devendorf sono rimpolpate da una tromba e un trombone, che arricchiscono anche i brani del passato come ‘Don’t Swallow the Cap’, la cui sussurrata melodia viene sostenuta dagli ottoni.
– Domenica 9 settembre alle 15.00 ora locale (le 9.00 in Italia) va in scena a Tokyo, al Teatro Bunka Kaikan, La traviata di Giuseppe Verdi. Si apre così la tournée con cui il Teatro dell’Opera di Roma presenterà due sue recenti produzioni che, fin dal loro primo allestimento, hanno riscosso grande successo. Dopo La traviata sarà la volta, domenica 16 settembre alla Kanagawa Kenmin Hall di Yokohama, di Manon Lescaut di Giacomo Puccini.
La tournée coinvolge circa 300 persone per le due produzioni.
“Porteremo l’arte, la cultura, la musica e la bellezza dell’Italia in Giappone: La traviata con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino e la Manon Lescaut tenuta a battesimo dal maestro Riccardo Muti con la regia di Chiara Muti – spiega il sovrintendente Carlo Fuortes -. Abbiamo scelto due tra i titoli più rappresentativi dell’eccellenza del nostro teatro per un pubblico, come quello giapponese, profondo conoscitore dell’opera italiana e grande amante della nostra cultura”.
– PESARO

– Essere la moglie di un tenore famoso, una superstar come Luciano Pavarotti è stato “un lavoro a tempo pieno, non una vita facile”, soprattutto se agli impegni familiari si aggiunge quello di essere agente del divo e di altri cantanti. Parola di Adua Veroni, prima moglie di Pavarotti, che ricorda Big Luciano a 11 anni dalla morte, avvenuta il 6 settembre 2007: a Pesaro, città dove il cantante modenese aveva una villa e a cui era legatissimo, un convegno della Wunderkammer Orchestra ne studia le ragioni del successo, le caratteristiche vocali e momenti più personali. Veroni è tra i relatori con un intervento dal titolo emblematico: “Da una vita normale allo star system: essere moglie e agente di Luciano Pavarotti”. E oggi ricorda “una vita in giro per il mondo, senza privacy” accanto all’esperienza positiva di seguire e aiutare giovani cantanti. “Luciano voleva essere ricordato come un cantante lirico, non un’icona pop, La sua eredità? Grande voce, ma anche rigore nello studio e nella preparazione.
– Oltre 400 artigiani e designer europei, 85 mestieri, 300 abilità uniche. E poi 900 oggetti, 91 maestri all’opera sotto gli occhi del pubblico, realtà virtuale e 4 mila metri quadrati di esposizione. La creatività si racconta in Homo Faber. Crafting a more human future, grande mostra evento sui mestieri d’arte di tutta Europa, organizzata dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, dal 14 al 30/9 alla Fondazione Cini a Venezia. Un viaggio che 13 designer, architetti e curatori, tra cui India Mahdavi, Michele De Lucchi, Stefano Boeri, Judith Clark e Jean Blanchaert, hanno immaginato in 16 tappe a tema sulle diverse anime dell’artigianato artistico. Si va dalle 8 opere di Designer e Maestri, come il One minute vase di Marcel Wanders, al Best of Europe che esplora il Dna dei luoghi nelle creazioni di 150 artigiani. E poi Nelle trame della moda tra Capucci e Dolce & Gabbana, la poesia del legno e il tema del restauro, tra Van Dick e lo storico yacht Eilean recuperato da Officine Panerai.   [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 32 minuti

DALLE 12:34 DI GIOVEDì 06 SETTEMBRE 2018

ALLE 15:08 DI VENERDì 07 SETTEMBRE 2018 SOMMARIO

Burberry dice basta a roghi di invenduto
Pratica anti-contraffazioni aveva destato polemica ambientalisti

Morto maestro Claudio ScimoneZaia, tutto il Veneto piange scomparsa grande maestro

Miss Italia, “family foto” per le prefinaliste divise per regione La vincitrice sarà eletta lunedì 17 settembre in diretta su La7

Andrea Camilleri compie 93 anniL’augurio di scrivere ancora “cento libri”

Una cesta di girasoli su tomba PavarottiIl sindaco di Modena al momento commemorativo al cimitero

Scoperto villaggio età del FerroNel Livornese emerge villaggio specializzato in produzione sale

Opere Carboni in mostra a Pietrasanta’Forme del reale e immagini perdute’ alla Galleria Poggiali

Entro Natale rosa nomi sovrintende ScalaSala, nuova figura senza poteri esecutivi ma farà proposte

Dolores O’Riordan morta per intossicazione da alcol Affogata nella vasca da bagno, secondo conclusioni inchiesta

Lucio Battisti, Pensieri e parole tra Mogol e PanellaIl 9 settembre di 20 anni fa è scomparso uno dei più grandi cantautori italiani

Barrett, Europa dialoghi con l’AfricaScrittore nigeriano protagonista affollato incontro festival Mantova – STAI LEGGENDO: SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE –

Bernabei, mia evoluzione nella normalità’Senza filtri’ è nuovo album del cantante in uscita domani

Milano Donna,90 miliardi+ 165 collezioniSostenibilità e giovani, Green Carpet, debutti e sfilate coed

Per Leonardo attività didattica UrbinoLezioni, percorsi, laboratori e giochi per 500 anni morte

Notte Taranta alla Burgerfest di BerlinoL’8/9 per festa cittadini. Manera, cultura salentina nel mondo

Apre ‘Ercole e Anteo’ del GuercinoAccesso in piccoli gruppi a palazzo Talon-Sampieri a Bologna

Leee John per la prima volta in ItaliaIl leader degli Imagination a Roma il 16 settembre a Studio Uno

‘Ride’, action thriller tra acrobrazie e goproDiretto da Jacopo Rondinelli, protagonisti due riders

Collaborazione De Gregori-PaladinoInsieme per un’edizione d’arte del progetto “Anema e core”

Al Pecci in mostra collezione GrassiEsposta selezione opere, da Boetti ad Andy Wharhol – STAI LEGGENDO: SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE –

Venezia celebra il Tintoretto130 opere in due mostre a P.Ducale e Gallerie Accademia

Paradiso, all’odio si risponde amoreIntervista a Rolling Stone tra miti, politica, filosofia

Varoufakis, nel 2019 candidato in GreciaEx ministro a Mantova, crisi gestita in modo catastrofico

Mantova:

: Barrett, Europa dialoghi di più con AfricaScrittore nigeriano protagonista affollato incontro festival

Flanagan, salviamo privacy da socialScrittore Man Booker Prize parla di ‘Prima persona’

Matt Haig, come Shakespeare scrivo per tuttiScrittore inglese, mi piacerebbe sequel ‘Come fermare il tempo’

Emporio Armani sfila all’hangar LinateContest per accedere all’evento da 2300 invitati

Beatles, maxicover ‘Hey Jude’ su YouTubeRealizzata in teatro Imola con 120 coristi reclutati via social

Toto-Leone, su tutti Cuaron, Lanthimos, AudiardIn corsa anche Assayas e Reygadas, speranze Italia da Martone

Ritrovate a Como 300 monete d’oro romane”Zona ritrovamento ospitava abitazioni patronali di nobili”

Miss Italia: Lopez e Solenghi presidentiPer la prima volta finale da studios La7 a Milano

Lichtenstein e la Pop Art in 80 opereDall’8 settembre al 9 dicembre alla Fondazione Magnani-Rocca

Forfait Argerich, concerto diventa festaA MiTo orchestra giovanile Bahia finisce ballando fra applausi

Radio3 fa festa con Matera 2019Dal 21 al 23/9, approfondimento su relazione globale/locale

Annunciati i 6 finalisti Premio DessìIl 23 settembre la proclamazione dei vincitori a Villacidro

Venezia, Capri-Revolution tra mito, storia, misticaIl film di Martone ultimo dei tre italiani in corsa a Venezia

Iniziate riprese nuovo film Brizzicon Lillo, Paolo Ruffini, Violante Placido, Caterina Guzzanti

Venezia, Cronenberg, lunga vita a verità e arteAl regista il Leone d’oro alla carriera. Del Toro, è il mio Dio

Martone, Il futuro è donnaPassata in concorso ultima parte della trilogia su Italia

Mattel lancia una divisione filmLa società delle Barbie guarda a Hollywood per il rilancio

Restaurato balcone degli sposi a Bologna
Di nuovo agibile l’affaccio alla piazza da Sala Rossa Comune

Milano Rocks apre con Imagine DragonsPioggia non li ferma, sul palco anche i Maneskin e The VaccinesKilling, se la katana è un ornamento
Al Lido l’ultimo film in concorso, del giapponese Tsukamoto

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE:

LONDRA

– Burberry annuncia ufficialmente la fine della pratica di bruciare i prodotti invenduti: pratica finita al centro di recente di rinnovate polemiche di media ed ecologisti, sopratutto per ragioni d’impatto ambientale.
La decisione ha effetto immediato, riferisce l’azienda a ridosso delle sfilate della London Fashion Week, passerella principe per la maison britannica dei quadrettini. Ad aprile il Times aveva denunciato che ‘avanzi di magazzino’ firmati Burberry erano stati distrutti e ridotti in cenere nel 2017 per un valore di 34 mln di euro, non senza perplessità anche da parte di alcuni azionisti. La pratica di bruciare ciò che non si vende non è nuova nel mondo dei grandi brand del fashion (senza contare che pure la catena svedese H&M ha ammesso di recente di fare lo stesso) pur di tutelare “la proprietà intellettuale” delle creazioni e difendersi dal timore di furti contraffazioni o vendite sottocosto. Ma le proteste non mancano per lo spreco che ciò presuppone e per le conseguenze sull’ambiente.
– VENEZIA

– E’ morto a Padova la notte scorsa il maestro Claudio Scimone, fondatore e direttore dei Solisti Veneti dal 1959. Le condizioni del maestro, che avrebbe compiuto 84 anni il 23 dicembre, si erano improvvisamente aggravate nelle ultime ore. “Tutto il Veneto piange la scomparsa di un grande maestro della musica, che con i suoi Solisti veneti ha contribuito in maniera determinante alla conoscenza e alla diffusione nel mondo del miglior repertorio della musica veneta, da Albinoni a Vivaldi, da Galuppi a Benedetto Marcello, da Salieri a Boccherini” commenta il governatore del Veneto, Luca Zaia.
– PALERMO

– Andrea Camilleri compie oggi 93 anni e dalla terra di Pirandello e Sciascia, di Russello, Rosso di San Secondo e tanti altri autori della “Strada degli Scrittori” arriva all’autore del commissario Montalbano, nel giorno del suo compleanno, l’augurio di scrivere ancora “cento libri per rischiarare con tenace concetto i chiaroscuri di un’epoca incerta che ha bisogno di un giovanissimo grande vecchio come lui”. Da Caltanissetta ad Agrigento, fino alla “vera Vigata” di Porto Empedocle, l’abbraccio di Felice Cavallaro e dello staff della “Strada degli Scrittori”.
– MODENA

– Una cesta di girasoli per la tomba di Luciano Pavarotti. Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena, ha deposto fiori per il Maestro al cimitero di Montale, dove c’erano Cristina, la figlia del tenore, e il sindaco di Castelnuovo Rangone, Massimo Paradisi.
L’omaggio al grande tenore avviene nell’undicesimo anniversario della morte, il 6 settembre 2007. Muzzarelli ha deposto, a nome della città di Modena, una cesta di girasoli, fiori amati da Pavarotti, ai piedi della tomba custodita nella cappella di famiglia. Al momento commemorativo erano presenti anche Massimo Paradisi, sindaco del Comune di Castelnuovo Rangone, Cristina, figlia del maestro. Prima di andare al cimitero di Montale, il sindaco ha partecipato alla messa celebrata per il tenore alla Chiesa del Monastero di Baggiovara.
– PISA

– Un villaggio specializzato nella produzione del sale risalente all’età del Ferro (IX-VIII sec.
a.C.) è emerso in una campagna di scavi condotta questa estate dall’Università di Pisa a Vada (Livorno). Lo ha reso noto l’Ateneo sottolineando che “i giovani archeologi allievi dei corsi di laurea in beni culturali e archeologia hanno trovato, estremamente frammentati, numerosi grandi contenitori e sostegni per focolari che servivano per bollire l’acqua salmastra e produrre il sale”.
“La scoperta – spiega la docente Simonetta Menchelli – rivela che le dune costiere su cui poi vennero costruiti gli edifici romani erano in precedenza occupate da un insediamento dove si produceva sale, a conferma della lunga storia della vocazione produttiva del territorio. Quando Rutilio Namaziano nel 417 d.C.
visitò Vada documentò proprio la presenza di saline in piena funzione e la produzione continuò anche in età medievale, menzionata in più documenti d’archivio”.
– PIETRASANTA (LUCCA)

– S’intitola ‘Forme del reale e immagini perdute’ la mostra dell’artista pesarese Luigi Carboni negli spazi della Galleria Poggiali di Pietrasanta (Lucca), in programma dall’8 settembre al 21 ottobre.
Attraverso la pittura e, più recentemente, la scultura, spiega una nota, Carboni porta avanti una ricerca artistica caratterizzata dalla ‘polifonia visiva’ nella quale convivono, in un equilibrio di accordi, astrazione e figurazione, realtà e artificio, materialità e concetto, minimalismo e decorazione. Il progetto ‘Forme del reale e immagini perdute’ si concentrerà su una grande tela di oltre due metri in cui si giustappongono sensorialità di natura astratta e dimensioni legate alla figurazione, lasciando alla pittura la visionarietà di una tecnica basata sull’alternanza di cerchi e stratificazioni parallele e curvilinee. Il gioco coinvolge lo spettatore chiamato ad individuare elementi riconoscibili pronti ad emergere o sapientemente laterali alla costruzione dell’immagine.
-MILANO

– Il teatro alla Scala di Milano avrà un sovrintendente designato e “la rosa di nomi sarà sottoposta da una società di head hunter al cda del teatro entro Natale”, ha spiegato il sindaco di Milano e presidente del cda del teatro, Giuseppe Sala al termine della riunione. Si arriverà poi in seguito alla decisione di chi sarà il prossimo sovrintendente del teatro, la carica di Alexander Pereira scade infatti a inizio 2020. La novità deriva da una modifica dello statuto approvata questa mattina dal cda del teatro.
“Nella programmazione artistica della Scala si fanno contratti con grandi direttori e cantanti che vanno a due o tre anni -ha detto Sala- quindi il rischio che si corre è che il nuovo sovrintendente quando arriva si trovi ad avere la programmazione già fatta a due o tre anni”. I grandi teatri internazionali per questo hanno la figura del sovrintendente designato, “che con anticipo si affianca al sovrintendente, senza avere poteri esecutivi ma solo di proposta. Ovviamente poi c’è il Cda che decide”.
E’ stata un’intossicazione da alcolici, con il conseguente annegamento nella vasca da bagno, a causare nel gennaio scorso la morte a Londra di Dolores O’Riordan, cantante della band irlandese dei Cranberries. Lo si è appreso di fronte alla Westminster Court, dove il coroner incaricato di condurre gli accertamenti di medicina legale sul caso ha presentato i risultati della sua indagine. Si tratta dunque di una morte accidentale non di un suicidio come si era ipotizzato.O’Riordan, 46 anni, fu trovata senza vita il 18 gennaio nella stanza che occupava in un hotel della capitale britannica.La sua morte, dopo un’esistenza segnata dal grande successo dei Cranberries fin dai primi anni ’90, ma anche da problemi di salute psichica e da delusioni sentimentali, aveva suscitato forte emozione e dolore da parte dei suoi compagni d’avventura, nel mondo della musica in generale e fra i numerosi fan del gruppo irlandese, sparsi in tutto il mondo.

“Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati/
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti …” (da “I giardini di marzo”).A Mogol il merito dei testi, ma solo Lucio Battisti era in grado di interpretarli così. Con la voce esile e roca, le note straordinarie della chitarra. Piccoli miracoli che si ripetevano. E per magia una sua canzone riusciva a catturare le emozioni, ad accompagnare le avventure: da brividi sulla pelle.

“Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi/
le tue calzette rosse/
e l’innocenza sulle gote tue/
due arance ancor più rosse…” (da “La canzone del sole”).E’ questa forse una delle canzoni più suonate sulla chitarra, nelle gite in pullman o nelle feste tra amici. Battisti per facilità espressiva, istinto e ispirazione è stato uno dei più grandi musicisti italiani, che conquista ancora oggi nuovi fan senza distinzioni di età, gusti e ceto.

“Ma che colore ha una giornata uggiosa?/
Ma che sapore ha una vita mal spesa?…” (da “Una giornata uggiosa”).In quasi 30 anni di carriera Lucio Battisti ha inciso 19 album, oltre a numerose raccolte. Il sodalizio con Mogol si è chiuso dopo 12 ellepì. Poi una piccola parentesi con Grazia Letizia Veronese, in arte Velezia (la moglie), con “E già”.
Infine, 5 cd con Pasquale Panella come paroliere: il cosiddetto periodo ermetico, enigmatico, volutamente senza legami con il passato.

“In nessun luogo andai/
per niente ti pensai/
e nulla ti mandai/per mio ricordo…” (da “Le cose che pensano”).

E’ tuttora aspro il dibattito sulla discografia post Mogol. Qualcuno è arrivato a dire che con Panella Battisti abbia rinnegato la sua stessa essenza, stravolto la struttura compositiva, annientato ogni tentativo di pathos. Ma il genio c’è sempre. Canzoni senza refrain, cascate di parole, non casuali, immerse in suoni e atmosfere misteriose. Il tutto ostico all’ascolto. Ma solo al primo, preconcetto, e superficiale ascolto…

“Straziante d’estri tristi annegherà/
la più assetata arsura nel frullio/
Un ingordo gorgo umido è l’addio/
Dopo di noi: non spioverà/
Dopo di noi: il diluvio…” (da “Il diluvio”).

– MANTOVA

– A.IGONI BARRETT, L’AMORE E’ POTERE O GLI SOMIGLIA MOLTO (66THAND2ND) PP. 256, EURO 16.00″Non capisco perché i paesi europei continuino a parlare tra loro invece di dialogare di più con i paesi africani. E’ così che si risolverebbe il problema dei migranti”. Lo dice all’ANSA lo scrittore nigeriano A. Igoni Barrett, che si è imposto sulla scena della letteratura del suo paese con Teju Cole e Ngozi Adichie, protagonista di un incontro affollatissimo, ieri, nel giorno d’apertura del Festivaletteratura di Mantova dove è arrivato con il suo nuovo libro ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ (66thand2nd).
“Il problema dei migranti è principalmente politico. Esiste in Italia ma anche in Nigeria. Tutto è creato da una cattiva politica: nel vostro Paese quella dei respingimenti, in Nigeria dalla mala gestione economica e culturale che ha portato i giovani a lasciare il loro paese per trovare di cosa vivere” sottolinea Igoni Barrett che si è fatto conoscere in Italia con il suo primo romanzo ‘Culo nero’, pubblicato sempre da 66thand2nd.
“Aver pubblicato i miei libri in Italia ha cambiato profondamente il mio modo di vedere questo paese. Prima l’idea che avevo era di governi che non funzionano mai e di razzismo nei confronti dei migranti. Invece ho trovato un paese diverso, che ha altre cose. E’ importante andare oltre gli stereotipi.
Spero che attraverso il mio libro i lettori italiani possano fare un viaggio in Nigeria senza andarci e cambiare idea su questo paese” spiega Igoni Barrett. Ne ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ il punto di vista è quello della famiglia nei suoi diversi aspetti. “Anche quelli – dice lo scrittore – di controllo e proibizione. Le mie storie sono ambientate in Nigeria ma valgono anche al di fuori del mio paese”.
– S’ intitola ‘Senza filtri’ il nuovo album firmato da Alessio Bernabei e in uscita domani. Il secondo capitolo discografico dell’ex Dear Jack è stato anticipato dal singolo ‘Ti ricordi di me?’ e arriva ad un anno di distanza dal precedente album da solista, ‘Noi siamo infinito’.
“Ho sempre cercato di mostrarmi per quello che sono – ha spiegato Bernabei – ben consapevole del fatto che questo possa rappresentare un vantaggio ma anche uno svantaggio. Oggi mi sento in evoluzione nella mia normalità e non mi infastidisce quando ancora mi chiamano Caro Jack”.
– Un fatturato di 90 miliardi di euro, come 10 anni fa: con questi numeri la moda italiana si presenta all’appuntamento di Milano Moda Donna, “la settimana della moda che fa il giro d’affari – sottolinea il presidente di Camera Moda Carlo Capasa – più grande al mondo”, con 165 collezioni, 60 sfilate, 80 presentazioni e 44 eventi in calendario, tutti tra il 18 e il 24 settembre. Clou della manifestazione, i Green carpet Fashion Awards, il 23 settembre alla Scala. La sostenibilità rimane uno dei temi portanti insieme all’attenzione ai giovani, con il debutto in passerella di Tiziano Guardini, Act N1, Ultrachic e Chika Kisada. Per la prima volta in calendario anche Agnona, Fila, A.F. Vandervost. Non sfila Gucci, che questa stagione ha scelto Parigi, ma a Milano la sera del 19 ospita una serata con il coreografo britannico Michael Clark. Per la prima volta Emporio Armani si proporrà in versione Co-ed, così come Marras, Nakashima, Byblos, Fila, Gcds, Missoni, Moncler, Ferragamo, Tiziano Guardini e Tod’s.
– URBINO

– “Vedere, mesurare et bene extimare”: questi i compiti affidati a Leonardo dal Duca Valentino nel giugno 1502 quando occupò alcune città del Montefeltro e volle fare una stima degli edifici e delle fortificazioni, tra cui il Palazzo Ducale di Urbino e la Fortezza Albornoz. Stima che Leonardo riportò in un taccuino ora custodito in Francia. In occasione del quinto centenario della morte (che cade nel 2019), la Galleria Nazionale delle Marche ha dedicato a Leonardo l’attività didattica 2018-2019, presentata oggi: ben 18 percorsi educativi, in parte gratuiti e in parte a basso costo (da 1 a 3,50 euro a studente), della durata di circa due ore ciascuno, che comprendono lezioni, percorsi in galleria, attività ludiche e di laboratorio, prenotabili dalle scuole di ogni ordine e grado, consultando il sito http://www.gallerianazionalemarche.it. “I ragazzi delle scuole – ha detto il direttore Peter Aufreiter – rappresentano circa un terzo dei nostri 200 mila visitatori all’anno”. “A loro sono rivolte tante nostre attività – ha aggiunto – come questi Percorsi educativi, dedicati quest’anno a Leonardo, poi a Raffaello e quindi a Dante, per trasmettere ai giovani l’insieme di arte, scienza e letteratura”. “Abbiamo allargato – ha spiegato la coordinatrice del settore Claudia Bernardini – la nostra offerta didattica a tutti gli istituti formativi italiani, inviando l’invito alle scuole del Centro Italia.
Abbiamo preparato Percorsi più generali sul Rinascimento e altri sulle particolarità del Palazzo (i sotterranei, il museo archeologico, il giardino pensile) che è fonte inesauribile di argomenti. Un po’ per tutte le età, come il Percorso ‘Un Duca per Papà’ in cui Giovanna Feltria bambina racconta la vita della famiglia dei Montefeltro”.
– BARI

– La Notte della Taranta sarà protagonista della Burgerfest di Berlino, la festa dei cittadini voluta dal presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, per ringraziare i volontari che ogni giorno affrontano le sfide sociali in Germania. Lo annuncia una nota in cui si precisa che nel giardino di Schloss Bellevue l’Orchestra Popolare si esibirà sabato 8 settembre, dalle 13.30 alle 17.30. Ad accogliere i musicisti e i ballerini saranno il presidente Steinmeier e la moglie Elke Budenbender. Dopo le Olimpiadi invernali in Corea e il Gran Ballo dell’Osce a Vienna, per l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta quello di Berlino è il terzo appuntamento del tour internazionale 2018, in qualità di ambasciatrice della cultura italiana nel mondo. L’Ambasciata d’Italia a Berlino, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e con l’Enit promuoveranno le eccellenze italiane lungo Viale Italia, un boulevard tutto tricolore, allestito nella cornice del parco dello Schloss.
– BOLOGNA

– Grazie alla collaborazione fra le associazioni ‘Amici del Guercino’ e ‘Succede solo a Bologna’, diventa per la prima volta disponibile continuativamente la visione del capolavoro del Guercino ‘Ercole e Anteo’ in palazzo Talon Sampieri. Un percorso guidato che non si limita all’opera del grande pittore, ma comprende la storia del Palazzo di Strada Maggiore 24, abitato dalla famiglia Sampieri sin dal 1542, prosegue con il giardino interno per arrivare infine alla sala, nel cui soffitto il Guercino realizzò nel 1631 il suo capolavoro, giunto intatto fino a noi senza mai avere subito restauri. La visita è particolare si articola all’interno della residenza attuale della famiglia Talon Sampieri. I visitatori, in numero massimo di 20, accompagnati dal proprietario di casa, potranno ammirare il dipinto ascoltando l’illustrazione dell’opera, del palazzo e la storia della famiglia, che si intreccia con quella di Bologna, da quando i Talon giunsero dalla Francia, nel XIV secolo.

– ROMA

– A volte ritornano e lo fanno all’insegna di grandi hit e intramontabili performance musicali.
E’ la volta questa di Leee John, cantante leader degli Imagination, che il prossimo 16 settembre sarà per la prima volta in Italia, a Roma, nelle sale di Studio Uno, dove si terrà un Workshop/Master Class. Con 36 anni di carriera alle spalle e vendite record di oltre 30 milioni di copie, ha lanciato negli anni 80′ delle intramontabili hit Soul/Dance come “Body Talk”, “Just an Illusion”, “Flashback”, “Music and Lights”, “Changes” e molti altri, veri e propri classici che hanno influenzato le future generazioni di Pop Star in tutto il mondo. Cantante, cantautore, live performer, produttore e regista, Leee John continua a sfidare la propria forza creativa nei suoi confini infiniti. Ad accompagnarlo musicisti del calibro di Paolo Costa, Francesco Mendolia, Lello Panico ed Emiliano Pari, mentre la Master Class sarà interattiva, con numerose performance live.
– L’estetica dei videogame e quella dei video di sport estremi che si trovano online, le telecamere che diventano protagoniste e una provocazione sull’abuso delle tecnologie: c’è tutto questo nell’action thriller ‘Ride’, diretto da Jacopo Rondinelli, scritto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro insieme a Marco Sani. Il film, prodotto da Lucky Red, Mercurious con Timvision e con il contributo di Trentino Film Commission, esce nelle sale il 6 settembre.
I protagonisti sono Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes), due riders acrobatici che condividono online ogni loro esibizione e che un giorno vengono invitati a partecipare a una misteriosa gara di downhill, la corsa in bici giù dalle montagne, con in palio 250.000 dollari. Quella che affronteranno – e lo scopriranno via via e con loro gli spettatori, con cui condividono lo sguardo in soggettiva delle gopro montate sui caschi e sui corpi degli attori – non è una normale gara, ma una corsa estrema per la sopravvivenza, diretta da una sorta di Grande Fratello.
“Ride è un thriller d’azione girato quasi solo con droni e go pro – racconta Rondinelli, al suo primo lungometraggio dopo una lunga esperienza nei video musicali e nei documentari – l’idea era quella di trasferire l’estetica dei filmati di sport estremi che si trovano su internet in una storia, in un esperimento che nessuno aveva mai fatto prima e che è risultato abbastanza delirante dal punto vista tecnico”. ‘Ride’, le cui riprese si sono svolte in Trentino la scorsa estate, infatti “è un film sperimentale girato con microcamere che non sono fatte per film veri e propri, così – spiega ancora il 45enne cineasta milanese – abbiamo fatto mille esperimenti, anche con gli attori, che avevano le telecamere fissate sui loro corpi”. Se da una parte la visione in soggettiva fa sentire lo spettatore parte del videogioco, dall’altra il fatto che le telecamere facciano parte della narrazione rimanda al genere inaugurato da ‘The Blair Witch Project’. Su questo si innesta una regia pensata come una sorta di diretta televisiva, che contribuisce a sottolineare la provocazione sul rapporto malato con le tecnologie che caratterizza i protagonisti e il pubblico stesso.
Max e Kyle, che hanno messo la loro vita online, scoprono che i loro device gli si possono ritorcere contro. Non a caso i monoliti che trovano nel bosco dove si svolge la gara, delle sorte di check point dove ritirare bonus a seconda del risultato raggiunto, hanno la forma di uno smartphone. “In questo senso lo spunto viene da una serie come ‘Black Mirror’ ma noi abbiamo voluto portare tutto all’eccesso – dice Rondinelli – immaginando una misteriosa corporation stile Grande Fratello”.
L’estetica strong e innovativa del film è già piaciuta a un distributore cinese, che “si è comprato il film solo vedendo alcune scene” e sarà ampliata da un fumetto e da un romanzo che usciranno praticamente insieme al film. “Sono spin off con personaggi secondari grazie ai quali si scoprono dei retroscena, l’idea – spiega Rondinelli – è quella di creare un universo, perché c’è una fame di nuovi contenuti pazzesca, il pubblico è stanco dei soliti cliché del cinema italiano”.
– L’arte incontra la musica e viceversa.
Mimmo Paladino e Francesco De Gregori hanno lavorato insieme per offrire un’edizione a tiratura limitata del nuovo progetto del cantautore romano, “Anema e Core”, in uscita il 26 ottobre.
De Gregori si tuffa per la prima volta insieme a Chicca, la sua sposa, nelle meraviglie della lingua napoletana per raccontare il respiro d’amore. Mimmo Paladino li rappresenta sulla copertina di questo vinile come due semplici profili che si fronteggiano, complici ed antagonisti, in una xilografia firmata e numerata in 99 copie e realizzata nei laboratori dei Fratelli Bulla di Roma.
“Ci piace definire questa opera una “edizione d’arte” – ha detto De Gregori – anche perché la parola arte riguarda tutti e due, seppure in modo diverso. Il vinile è materia, come materia sono i colori, la carta, il linoleum. Così come un pezzo di vinile può girare su se stesso e raccontare qualcosa del mondo così i colori possono vibrare di volta in volta in ogni diversa e inedita partitura”.
– Opere di pittura e fotografia basate su valori espressivi ed emozionali veicolati principalmente attraverso l’uso del colore. E’ ‘Codice colore’, mostra, in programma da oggi al 2 dicembre, che il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica alla collezione di Alessandro Grassi, imprenditore nato a Prato nel 1942, affermatosi a Milano con un’azienda di inchiostri tipografici e scomparso nel 2009.
Tra le opere esposte, una selezione di quelle oggi in comodato al Pecci con anche prestiti dal Mart di Rovereto e da privati, un grande arazzo realizzato a quattro mani da Alighiero Boetti e Mimmo Paladino, Mario Schifano, insieme a una celebre Jacqueline Kennedy di Andy Warhol. Sempre di Warhol, un portfolio di 12 fotografie in bianco e nero introduce alla parte fotografica, che comprende opere di William Eggleston, Stephen Shore, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, David Fischli & Peter Weiss, oltre a una grande composizione fotografica di Gilbert & George.
Considerato fra i più significativi collezionisti italiani, a partire dagli anni Ottanta, Grassi è stato uno dei primi sostenitori della Transavanguardia e un convinto fautore della pittura postmoderna e della fotografia contemporanea. La mostra, curata da Stefano Pezzato, propone alcuni fra i maggiori nuclei della raccolta, rispecchiando interessi e criteri del collezionista, e soprattutto evidenziandone la predilezione per il colore declinato attraverso l’uso della pittura e della fotografia.

– VENEZIA

– Una stesura del colore che pare in certi tratti “frettolosa”, ma il regista e scenografo Pier Luigi Pizzi, davanti a ‘La messa in salvo del corpo di san Marco’ non ha dubbi: “nei quadri di Jacopo Tintoretto c’è una grande lezione di pittura e di teatro. C’è sintesi, c’è tutto quello che è importante”. L’appuntamento dell’omaggio di Venezia per i 500 anni dalla nascita di Tintoretto, all’unico tra i grandi della pittura veneziana del ‘500 nato in laguna (Tiziano è cadorino, di Bassano o Pordenone è chiara la provenienza) e che ha fatto della luce, del colore che diventa forma, della voglia di sperimentare e della bramosia di dipingere, non importa se il committente era l’aristocrazia lagunare, qualche chiesa o una Confraternita, i suoi punti di forza, è a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia (dal 7 settembre fino al 6 gennaio).
– Love, il prossimo disco dei Thegiornalisti, esce il 21 settembre. E Tommaso Paradiso, 35 anni, frontman della band, è stato scelto da Rolling Stone per la copertina di questa settimana. E nell’intervista si parla di musica, ma anche di politica, filosofia e miti: come Vasco, che Paradiso dichiara di non volere incontrare. “È bello così che rimanga solo nel mio immaginario di cose stupende”.
Del nuovo disco, racconta che ha voluto cambiare tipologia di approccio al testo e alla canzone. “Ho voluto parlare di altri temi, scriverli in maniera diversa. Il disco si chiama Love.
Questa parola per me rappresenta la risposta a tutto: all’odio, ai tempi in cui viviamo, la risposta al veleno, a quello che passa sui social network. Prima mi incazzavo. Poi, come reazione l’unica risposta sensata che mi viene da dare è davvero quella dell’amore, alla Bud Spencer & Terence Hill, “Porgi l’altra guancia”.
– MANTOVA

– Atteso a Mantova come una star, protagonista di un incontro sold out a Palazzo Ducale, l’ex ministro delle finanze della Grecia Yanis Varoufakis, dice che “il populismo non è che il risultato di una crisi che è stata gestita in modo ridicolo, catastrofico”. Una crisi, in particolare, “del sistema monetario all’interno dell’Unione Europea che ha portato a una nuova ondata di fascismo”. Insomma, “nel 2015 l’Unione Europea ha fatto una scelta autoritaria che ha avuto come risultato quello di aumentare l’ondata antieuropea” sottolinea l’ex ministro greco, annunciando che nel 2019 correrà per le elezioni nel suo paese con il programma “Primavera europea”. Varoufakis è arrivato al Festivaletteratura con il memoir ‘Adulti nella stanza. La mia battaglia contro l’establishment dell’Europa’ (La Nave di Teseo) in cui racconta in 880 pagine il suo scontro con le forze economiche e politiche più potenti del pianeta, Varoufakis invita a concentrarsi su quello che ora possiamo fare per evitare il peggio.
– MANTOVA

– “Non capisco perchè i paesi europei continuino a parlare tra loro invece di dialogare di più con i paesi africani. E’ così che si risolverebbe il problema dei migranti”. Lo dice all’ANSA lo scrittore nigeriano A. Igoni Barrett, che si è imposto sulla scena della letteratura del suo paese con Teju Cole e Ngozi Adichie, protagonista di un incontro affollatissimo nel giorno d’apertura del Festivaletteratura di Mantova dove è venuto con il suo nuovo libro ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ (66thand2nd).
“Il problema dei migranti è principalmente politico. Esiste in Italia ma anche in Nigeria. Tutto è creato da una cattiva politica: nel vostro Paese quella dei respingimenti, in Nigeria dalla mala gestione economica e culturale che ha portato i giovani a lasciare il loro paese per trovare di cosa vivere” sottolinea Igoni Barrett che si è fatto conoscere in Italia con il suo primo romanzo ‘Culo nero’, pubblicato sempre da 66thand2nd.
“Aver pubblicato i miei libri in Italia ha cambiato profondamente il mio modo di vedere questo paese. Prima l’idea che avevo era di governi che non funzionano mai e di razzismo nei confronti dei migranti. Invece ho trovato un paese diverso, che ha altre cose. E’ importante andare oltre gli stereotipi.
Spero che attraverso il mio libro i lettori italiani possano fare un viaggio in Nigeria senza andarci e cambiare idea su questo paese” spiega Igoni Barrett. Ne ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ il punto di vista è quello della famiglia nei suoi diversi aspetti. “Anche quelli – dice lo scrittore – di controllo e proibizione. Le mie storie sono ambientate in Nigeria ma valgono anche al di fuori del mio paese”.
Il confine tra vero e falso, il nostro presente di fake news e dominio dei social media. Richard Flanagan, vincitore del Man Booker Prize nel 2014, è tornato al Festivaletteratura di Mantova con ‘Prima persona’, un romanzo che si ispira a una storia vera, accaduta proprio allo scrittore. E diventata quella del più celebre truffatore d’Australia che alla vigilia del processo che segnerà il suo destino vede una casa editrice commissionare la sua autobiografia a un ghostwriter che ha sei settimane di tempo per scriverla. Ma il farabutto non rivela molto di sè, è evasivo nelle risposte e il risultato è il ritratto di un uomo che forse non è mai esistito. “Prima persona parte da qui, dall’idea di uno scrittore che fa da fantasma a una persona vivente che diventa fantasma. Questo truffatore è un uomo che vive un vero e proprio delirio di successo e vuole imporre la sua visione del mondo senza far vedere ad altri la verità dei fatti” dice all’ANSA Flanagan che sabato 8 settembre sarà protagonista di uno degli eventi più attesi del Festivaletteratura , all’Officina del Gas, con il giornalista Stefano Salis.
E’ un romanzo in cui si ride ma che scava nel confine tra verità e menzogna e fa riflettere sul potere della scrittura. “I politici mentono dalla notte dei tempi, ma la cosa grave che sta accadendo oggi non è tanto il loro mentire ma il mettere in discussione l’idea stessa di verità. Non esiste più una verità ma tante opinioni. E quali sono quelle che prevalgono? Quelle dei ricchi e potenti” spiega Flanagan, che vive in Tasmania dove è nato e ha un approccio pieno di humor nei confronti della vita.
“Dove non esiste una verità – continua lo scrittore – viene meno la libertà di tutti. Un attacco alla nostra libertà è il fatto che la nostra vita privata viene azzerata in ogni modo possibile dai social media. Come dice Mark Zuckerberg la privacy è un concetto desueto nell’era dei social media”. E qui viene il punto cruciale attorno al quale si sviluppa il discorso di Flanagan: “ciascuno di noi ha una vita costruita da varie vite, pubblica, privata e segreta. Questo è quello che ci rende umani.
Distruggere la vita privata e segreta rende infelici. Neppure ce ne rendiamo conto che a dominare ormai è lo slancio verso se stessi e che diventa sempre più importante essere protagonisti di una storia su Facebook , Instagram”.
Flanagan è tornato in ‘Prima persona’ a questo vicenda da ghostwriter accaduta più di vent’anni fa perchè “mi era rimasta in mente, ne sentivo la presenza con il passare degli anni. Però non volevo cadere nel tranello di scrivere un memoir, un genere che va tanto nella letteratura anglosassone. Ho voluto fare l’opposto di questa tendenza: scrivere l’apologia del romanzo perchè le storie per quanto inventate possono essere liberatorie, farci capire cose che prima non comprendevamo”. E alla fine Flanagan ha scritto “un romanzo su un uomo che scrive un memoir inventando molte cose. C’e una base di verità ma in realtà questa storia non è poi così vera” dice ridendo lo scrittore che ha una vena ironica incontenibile. Un film dal libro? “Qualche contatto c’è stato, forse perchè costerebbe poco realizzarlo. Nel cast due uomini seduti in una stanza che parlano. L’ultima arma che ci resta – dice – è il sorriso”.

Tom ha più di 400 anni ma ne dimostra 40. Ha vissuto tante vite, attraversato l’Inghilterra elisabettiana, la Parigi dell’età del jazz e oggi insegna storia a Londra. Ha cambiato tante volte identità per proteggere il suo segreto, una sindrome rara che lo fa invecchiare lentamente, ma non può innamorarsi. Il peso del passato e l’ansia del futuro sono la sua condizione e diventano una gigantesca metafora di come viviamo tutti noi nel nuovo romanzo dello scrittore inglese Matt Haig, al Festivaletteratura con ‘Come fermare il tempo’ (Edizioni E/O), uno degli incontri più attesi a Mantova. Ai vertici dei bestseller in Gran Bretagna dove ha venduto finora oltre 350 mila copie e in Italia, il libro, a neppure una settimana dall’uscita nella traduzione di Silvia Castoldi, ha già superato le 1000 copie vendute.
“La lotta di Tom è quella che dobbiamo fare ogni giorno per vivere il presente. Ognuno di noi si presenta con un proprio bagaglio fatto di relazioni passate, non solo fisiche anche psicologiche. Siamo spinti in una sfida nel vivere il momento presente, in un modo quasi animale” dice all’ANSA Haig, 43 anni, che ha vissuto a 20 anni la depressione raccontata nel libro ‘Ragioni per continuare a vivere’. “Se pensiamo a quando frequentavamo la scuola eravamo sempre proiettati nel futuro.
Avevamo un test, una verifica da passare, gli esami. Lo stesso all’ Università quando ci chiedevamo chi saremmo diventati. In un certo qual modo erano ansie collegate al futuro, ansie che caratterizzano la nostra vita e che portano a queste narrazioni.
Narrazioni non solamente dell’individuo ma che diventano della società che pensa ad un progresso, al futuro” spiega Haig che con questo libro, in cui cita spesso Shakespeare, chiude un cerchio e pensa anche a un seguito.
“Shakespeare fa parte del mio background di vita e ha caratterizzato l’ambiente dove sono cresciuto. Possiamo dire che in Inghilterra ormai Shakespeare è un’astrazione culturale. Nel senso che non si pensa più che è esistito, che era un uomo che ha vissuto nel proprio tempo. Ho cercato di dare vita nuovamente a Shakespeare per presentarlo per come era, per il suo spirito bohemien. Ma quello che più mi ha colpito del Bardo è che ha scritto per tutti, per la Regina ma anche per le persone che non avevano nessun tipo di cultura. Non ha mai fatto compromessi perchè pensava che l’arte dovesse essere accessibile a tutti, mentre ora la situazione in Europa è completamente diversa. Ci sono due livelli di arte e di teatro, quello più letterario e quello più commerciale. Mentre io ho un approccio come Shakespeare, l’arte deve essere per tutti. Senza distinzioni” racconta Haig.
“Sono ossessionato dal tempo e questo libro è un mio modo di fare i conti con il mio passato. Nella narrativa è più facile mettere al microscopio sentimenti, preoccupazioni, ansie” sottolinea Haig che considera la scrittura una terapia. ‘Come fermare il tempo’ diventerà un film: “i diritti sono stati venduti e si stanno occupando della sceneggiatura. Questo libro ha tutte le caratteristiche per diventare un lungometraggio, ma non sono mai troppo ottimista perchè anche per altri miei libri erano stati venduti i diritti per la trasposizione cinematografica e poi non sono mai stati realizzati” dice. Una cosa è certa, che Haig non saraà coinvolto in nessun modo nel film. “Preferisco – spiega – concentrarmi sui prossimi libri: ho appena terminato un saggio su come la tecnologia e il bombardamento di notizie ci faccia impazzire e poi sto lavorando a un nuovo romanzo” in cui non sappiamo se salirà ancora sulla sua macchina del tempo. “Quello che posso dire è che mi piacerebbe scrivere un sequel di ‘Come fermare il tempo concentrando la mia attenzione sul Rinascimento italiano, ma il protagonista non sarà Tom bensì una delle protagoniste femminili del romanzo. Sto scrivendo anche un libro per ragazzi.
In fondo gli adulti sono bambini cresciuti”.
– Sfileranno all’hangar dell’aeroporto di Linate il 20 settembre le collezioni Emporio Armani uomo e donna per la prossima primavera-estate. “L’aeroporto – dice Giorgio Armani – è un luogo dal grande potere simbolico: senza barriere, rappresenta l’apertura verso l’esterno, verso il mondo. È il luogo di partenza per conoscere e scoprire, e al quale si torna dopo aver vissuto innumerevoli avventure. Mi piaceva l’idea di organizzare l’evento proprio nello stesso hangar sul quale dal 1996 campeggia la scritta Emporio Armani, sormontata dall’inconfondibile logo dell’aquila: un’immagine iconica che accompagna e accoglie le migliaia di viaggiatori in partenza o in arrivo in città”. Tra i 2300 invitati all”Emporio Armani Boarding’, anche i vincitori di un contest speciale che si svolgerà come un gioco in tutta la città. L’evento è accompagnato da una capsule collection Emporio Armani Boarding: felpe, T-shirt e accessori a tema, in vendita dal 13 settembre.
– BOLOGNA

– Arriva l’8 settembre sul canale ‘imcarrying’ di YouTube il video remake della cover più imponente di sempre dedicata a ‘Hey Jude’ dei Beatles, realizzata nell’ottobre 2017 al teatro comunale Ebe Stignani di Imola con una band e 120 coristi ‘reclutati’ via social network.
Il tutto coordinato da Galeazzo Frudua, liutaio, appassionato musicista e profondo conoscitore dei Beatles, proprietario del canale YouTube dove insegna a vocalizzare le canzoni dei Fab Four.
La data scelta per la pubblicazione del video non è casuale: proprio l’8 settembre di cinquant’anni fa i Beatles presentarono in Inghilterra il loro singolo appena uscito, ‘Hey Jude’, al David Frost Show. A quell’appuntamento si richiama la cover-remake, per la quale sono stati ricreati l’ambientazione originale e tutti gli strumenti. I musicisti che con Frudua hanno contribuito alla realizzazione sono Davide Canazza alla chitarra, Giovanni Maria Delogu al basso e Francesco Nicoletti alla batteria.
In un’edizione, la 75/ma, del Festival di Venezia di alta qualità sono tanti i film che possono aspirare al Palmares dei premi maggiori, anche troppi, ma su tutti spicca ROMA di Alfonso Cuaron che vola alto nel giudizio di tutti. E questo al di là del possibile conflitto di interesse che potrebbe crearsi in una giuria diretta dal messicano Guillermo Del Toro che proprio su questo tema si è già espresso dicendo: ”Non ho certo un tipo di giuria a cui poter imporre le mie scelte”. A contendergli il Leone d’oro o il premio della giuria a ROMA ci sono almeno altri tre film: THE FAVOURITE, THE SISTER BROTHERS e DOUBLE VIES.E gli italiani? Sorprese potrebbero venire da CAPRI-HOLLYWOOD e, solo in seconda battuta, da SUSPIRIA sul fronte attori. Fuori dal coro, infine, da un altro film messicano, ovvero da NUESTRO TIEMPO di Carlos Reygadas.Intanto ROMA di Cuaron. A cinque anni da GRAVITY, il regista torna al Lido con un film prodotto da Netflix (sarebbe la prima volta di un Leone a Netflix) che racconta la vita di una famiglia borghese, la sua, in una Città del Messico bianco e nero inizi anni Settanta. Ricostruzione maniacale degli ambienti, sentimenti, tragedie grandi e piccole in questa famiglia con sullo sfondo un evento storico, il massacro del Corpus Christi, ovvero la violenta repressione, con tanto di morti, di una protesta studentesca da parte di un corpo d’élite dell’esercito messicano avvenuta nel 1971.THE FAVOURITE del morboso regista greco Yorgos Lanthimos si ispira a fatti realmente accaduti alla corte della regina Anna (Olivia Colman) nell’Inghilterra a inizi 700. Al centro di tutto la rivalità e la perfidia femminile alla potenza tra due cortigiane: Sarah Churchill, Duchessa di Marlborough (Rachel Weisz) e Abigail (Emma Stone).THE SISTERS BROTHERS è la rilettura ironica del western in salsa francese a firma di Jacques Audiard. Un western-noir basato sull’omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt in cui i cow-boy hanno sentimenti e si lavano i denti. Siamo in Oregon, 1850: un cercatore d’oro, Hermann Kermit Warm, è inseguito da un famigerato duo di assassini, i Sisters: Eli e Charlie Sisters (Joaquin Phoenix). Un cercatore, Morris (Jake Gyllenhaal), si unirà ai due sicari nell’inseguimento.DOUBLES VIES (NON FICTION) di Olivier Assayas è invece una commedia brillante piena di digitale. Alain (Guillaume Canet), editore parigino lotta per adattarsi alla rivoluzione tecnologica. Ha grossi dubbi sul nuovo manoscritto di Léonard, uno dei suoi autori di punta, ma in questo non c’entra affatto la sua voglia di modernità. Fitti dialoghi sui social, sul web, sugli e-book, sul linguaggio dei cellulari.Con NUESTRO TIEMPO di Carlos Reygadas, interpretato dal regista e sua moglie, racconta la storia di una coppia ‘aperta’, dove l’uomo, lo stesso regista, deve a un certo punto affrontare il fatto che la moglie si è innamorata di un altro. E questo in Messico in un allevamento di tori da combattimento tra paesaggi fantastici, lunghi piani sequenza su qualsiasi cosa: alberi, stagni, bambini che giocano, tori che si scontrano, riprese sotto il cofano di un motore d’auto in azione. Ma centrale nel film: l’amore, il sesso hard, la gelosia, lo scambismo, la morbosita il voyerismo insieme alla poesia.CAPRI-REVOLUTION ci porta a Capri nel 1914, a ridosso della prima guerra mondiale. Qui si mescolano le culture di giovani nordeuropei proto-hippie alle prese con una terapia di danza, quelle dell’Italia rurale e arcaica di Lucia, giovane capraia e quella positiviste del giovane medico del paese. Vera protagonista del film l’impassibile ”isola delle sirene”. Manca solo un film all’appello: KILLING del giapponese Shinya Tsukamoto.
– COMO

– E’ un ‘tesoro’ di 300 monete d’oro d’epoca romana in un’anfora, perfettamente conservate, probabilmente del IV secolo d.C. o di prima epoca bizantina, quello venuto alla luce mercoledì pomeriggio a Como, a circa un metro di profondità, durante lo scavo sull’area di un ex cinema e, prima, ex convento, per la realizzazione di una palazzina in via Diaz, in pieno centro storico.
Della vicenda si sta occupando la Sopraintendenza ai Beni archeologici di Milano, che ha fermato i lavori nel cantiere nel punto del ritrovamento, del potenziale valore di milioni di euro. “Como è stata fondata dai romani ed è naturale trovare reperti, ma questo potrebbe essere uno dei tesoretti romani più importanti mai ritrovati” ha spiegato al quotidiano il presidente della società Archeologica di Como Giancarlo Frigerio. “La zona del ritrovamento ospitava le abitazioni private dei nobili romani, l’anfora potrebbe essere stata nascosta nei muri della casa per evitare furti, probabilmente all’epoca delle invasioni”.
– Massimo Lopez e Tullio Solenghi saranno i presidenti della giuria di Miss Italia 2018, affiancati dallo chef e conduttore TV Alessandro Borghese, dal giornalista Andrea Scanzi, dal cantautore Pupo, dall’attrice Maria Grazia Cucinotta (classificata terza a Miss Italia 1987) e dal pilota Andrea Iannone. La finale, condotta da Francesco Facchinetti e Diletta Leotta, andrà in onda in diretta il 17 settembre in prima serata su La7 dagli Infront Studios di Milano, che per la prima volta ospita il concorso di bellezza.
Sarà Alice Rachele Arlanch, Miss Italia in carica, a cedere la corona alla nuova reginetta. Il 16 settembre dalle 20.30 su La7, invece, la conduttrice televisiva e radiofonica Carolina Di Domenico presenterà la Semifinale da Jesolo dove, tra fine agosto e inizio settembre, sono state scelte le 33 Miss per la finale.
– PARMA

– Una retrospettiva dedicata a Roy Lichtenstein, genio della Pop Art americana che ha influenzato grafici, designer, pubblicitari e altri artisti contemporanei: la presenta dall’8 settembre al 9 dicembre la Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma). Allestita alla Villa dei Capolavori, riunisce oltre 80 opere dell’artista (New York 1923-1997) e di altri protagonisti della Pop Art: Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana.
Il caratteristico stile di Lichtenstein mutuato dal retino tipografico, il suo utilizzo del fumetto in ambito pittorico, le sue rivisitazioni pop dell’arte del passato lontano e recente sono entrate non solo nella storia dell’arte del Novecento, ma nell’immaginario collettivo anche delle nuove generazioni, stampate all’infinito su poster e oggetti di consumo. La mostra permette di apprezzarlo nella sua interezza, passando dalla figura all’astrazione e affrontando tutte le stagioni e tutti i temi della sua arte.

– MILANO

– Una superstar della musica che dà forfait a poche ore dall’inizio di un concerto soldout è l’incubo di ogni organizzatore di un festival. Però ‘l’emergenza’ a MiTo, il festival che unisce Milano e Torino, con la pianista Martha Argerich che ha dovuto rinunciare ad esibirsi in un concerto soldout con la Neojiba orchestra per una caduta, si è trasformata in una festa con tanto di ballo finale.
Il direttore dell’orchestra Ricardo Castro coraggiosamente l’ha sostituita al piano nel concerto in la minore per pianoforte e orchestra di Schumann. E poi i ragazzi dell’orchestra, punta di diamante di un programma per avvicinare i giovani alla musica, hanno eseguito l’ouverture di West Side Story di Leonard Berstein, i Sonhos Percutidos del brasiliano Wellington Gomes, brano mai eseguito prima in Italia, e poi Danzon n. 2 per orchestra di Arturo Marquez. Bis con Tiko Tiko, uno dei samba più famosi al mondo che l’orchestra non solo ha suonato ma anche ballato, andandose poi dal palco a passo di danza.
– Dal 21 al 23 settembre tornerà nella Capitale Europea della Cultura l’appuntamento con Materadio, la festa di Radio3 coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, “che quest’anno – spiega un comunicato – giunge alla sua ottava edizione dedicando un approfondimento alla relazione globale/locale”. Il palinsesto “prevede programmi in diretta, concerti musicali, spettacoli teatrali e altri appuntamenti speciali frutto di inedite coproduzioni, con ospiti d’eccezione fra scrittori, scienziati, artisti. L’edizione 2018 renderà omaggio a due personaggi della cultura recentemente scomparsi, che al tema della connessione fra locale e globale hanno dedicato gran parte del loro lavoro: Antonio Infantino e Alessandro Leogrande”.
– CAGLIARI

– Maria Pia Ammirati, Giuseppe Marcenaro, Sandra Petrignani, per la narrativa; Alberto Bertoni, Paolo Fabrizio Iacuzzi e Vincenzo Mascolo per la poesia. Sono i sei finalisti del 33/o concorso letterario intitolato allo scrittore sardo Giuseppe Dessì (1909-1977), autore di “Paese d’Ombre”. La rosa dei nomi, selezionati dalla giuria presieduta da Anna Dolfi, è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte la sindaca di Villacidro Marta Cabriolu, il presidente della Fondazione Dessì Paolo Lusci e Duilio Caocci in rappresentanza della giuria del Premio di cui fanno parte anche Mario Baudino, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Massimo Onofri, Stefano Salis, Gigliola Sulis e Paolo Lusci.
La cerimonia di proclamazione e premiazione dei due vincitori, uno per ciascuna sezione, si terrà il 29 settembre a Villacidro, paese dove Giuseppe Dessì aveva le sue radici, a una cinquantina di chilometri da Cagliari.Per il Premio speciale della Giuria la scelta è caduta su Ernesto Ferrero, scrittore e critico letterario. Il Premio Speciale Fondazione di Sardegna è invece andato allo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli e al giornalista Ferruccio de Bortoli. Questi i titoli dei libri: Maria Pia Ammirati, “Due mogli. 2 agosto 1980” (Mondadori); Giuseppe Marcenaro, “Dissipazioni. Di carte, corpi e memorie” (Il Saggiatore); Sandra Petrignani, “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza); Alberto Bertoni, “Poesie 1980-2014” (Nino Aragno); Paolo Fabrizio Iacuzzi, “Folla delle vene. Il museo che di me affiora” (Corsiero Editore); Vincenzo Mascolo, “Q. e l’allodola” (Mursia).
In ‘Capri – Revolution’ di Mario Martone convivono mito, storia e mistica con il volano della cosiddetta “isola delle sirene” che resta la protagonista di questo film in concorso per l’Italia nella 75/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Terzo film della trilogia di Martone sull’Italia del passato, da ‘Noi credevamo’ (2010) sul Risorgimento, a ‘Il giovane favoloso’ (2014) su Leopardi, Capri-Revolution ci porta a ridosso della Prima guerra mondiale, nell’estate del 1914. Tutto parte con le immagini di una pastorella di capre piena di curiosità che sembra far parte dell’isola da sempre. Lucia (Marianna Fontana), questo il nome della ragazza, spia un gruppo di nudisti che sulla scogliera guarda il sole tramontare. Sono una comunità di intellettuali nord-europei proto-hippie lontani da lei mille miglia, ma solo apparentemente. Una comunità quella di Monte Verità, che vive nella libertà più assoluta, tra yoga, arte, sesso libero, danza che fa pensare a Gurdjeff.

– Sono iniziate le riprese del nuovo film di Fausto Brizzi dal titolo Modalità aereo. Protagonisti Lillo, Paolo Ruffini e Violante Placido e con Dino Abbrescia, Caterina Guzzanti, Veronica Logan e Luca Vecchi.
Diego è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano pulisce i bagni dell’aeroporto, non è bello, non è ricco, non è famoso.
Possiede un telefonino del 1994 di cui va molto fiero.
Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sidney (della durata di 24 ore), Diego dimentica il cellulare nella toilette vicino al gate. Ivano lo trova…ma non lo restituisce. Ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse. Scritto da Brizzi, Ruffini e Herbert Simone Paragnani, il film è una produzione Eliseo Cinema con Rai Cinema, prodotto da Luca Barbareschi e distribuito da 01 Distribution.

David Cronenberg ha il dono di saper raccontare la bellezza e il valore dei ‘mostri’, intesi come creature diverse e osteggiate. E nel ricevere il Leone d’oro alla carriera in Sala Grande porta subito anche il riconoscimento della Mostra del Cinema di Venezia nel suo mondo, rendendolo un simbolo: “Anche questo Leone è un mostro, perché è la combinazione di diverse creature. E’ fiero, forte, può volare, sa librarsi oltre i confini della terra. Rappresenta per me il mostro della verità e dell’arte di cui ora abbiamo bisogno più che mai. Gli auguro lunga vita, che possa conquistare i suoi molti nemici” dice il cineasta dopo aver ricevuto il riconoscimento da Paolo baratta, presidente della Biennale,con il pubblico in standing ovation.Sul palco in Sala Grande, è salito anche un fan d’eccezione del regista di Videodrome, Guillermo Del Toro, presidente di Venezia 75, che ha condiviso tutta l’ammirazione per il collega: “sono troppo emozionato, lui è il mio Dio”.
”Con ‘Capri Revolution’ si chiude la mia trilogia con una donna che vediamo di spalle e che guarda verso un futuro ignoto. Gli altri due film, ‘Noi credevamo’ e ‘Il giovane favoloso’ avevano figure potentemente maschili, ma questa volta si chiude, non a caso, al femminile. Siamo in viaggio, questo il senso vero di questi tre film si va verso qualcosa senza pensare di trovare delle soluzioni”. Così oggi al Lido Mario Martone parla del suo film passato oggi in concorso alla 75/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e che sarà in sala con 01 dal 13 dicembre. E ancora il regista napoletano:”C’è un filo nella mia trilogia: i protagonisti sono sempre ribelli e sono giovani. E’ un modo questo per raccontare una Italia non doma ed è anche un modo di rapportarsi con il mondo di cui l’isola di Capri è solo una metafora. Il confronto nell’isola è inevitabile in un tempo come oggi in cui ci sono tanto odio e paura a fare da collante”. Il film ci porta a Capri nel 1914, a ridosso della prima guerra mondiale. Qui, in quest’isola dove il mito sembra essere di casa, troviamo una comune di giovani nordeuropei proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) pittore-mistico alle prese con una terapia di danza salvifica che ricorda tanto i quadri di Matisse. Ma a Capri vive anche l’Italia rurale di Lucia, giovane capraia (Marianna Fontana, una delle gemelle di Indivisibili) piena di curiosità, e quella positivista, lontana da ogni fantasia, del giovane medico del paese (Antonio Folletto). L’idea del film spiega il regista nasce ”quando ho visto le opere del pittore Karl Wilhelm Diefenbach e ho scoperto che la sua comune, omeopata, vegetariana e anti-militarista anticipava esperienze degli anni Sessanta. Poi con un corto circuito sono passato all’artista Joseph Beuys e alla sua opera Capri-Batterie. L’arte – ci tiene a dire Martone oggi al Lido – non è una questione solo estetica, attraverso di lei ci si mette in relazione con le persone anche in senso politico”. Sulla figura femminile della protagonista Lucia dice ancora:”Il finale del film è legato al personaggio di Lucia, alla sua parabola esistenziale e soprattutto al fatto che lentamente supera tutti i modelli maschili che attraversa. Lei viene da una famiglia patriarcale, a cui si ribella, ma in Lucia resta sempre l’amore. Il fatto è che le donne hanno oggi una centralità maggiore visto che gli schemi maschili non riescono più a rinnovarsi”. Da Martone comunque una trilogia tradizionalmente tutta in costume: ”Il passato può essere un mezzo per analizzare meglio il presente. Il cinema è in fondo una macchina del tempo per guardare le cose da un’altra angolazione. Anche quando vai in analisi in fondo – conclude – sei riportato verso il tuo passato’.

– NEW YORK

Mattel guarda a Hollywood a caccia del rilancio. La societa’ che produce le Barbie lancia la sua divisione per la realizzazione di film nel tentativo di imitare il successo delle rivali che si sono riposizionate come gruppi per l’intrattenimento.
Un obiettivo che punta a centrare con l’assunzione di Robbie Brenner, la produttrice di film nominata all’Oscar.
”Generazioni di bambini nel mondo sono cresciuti con con un profondo legame con i marchi e i personaggi di Mattel. Ci sono molte storie da raccontare e immaginazioni da catturare” afferma Brenner.
La decisione di Mattel e’ l’ultimo segnale di come i produttori di giocattoli cercano di adattarsi all’era digitale dopo che le vendite online ne hanno mandato in crisi il modello di business.
– BOLOGNA

– Il celebre balcone degli sposi di Palazzo d’Accursio a Bologna è da oggi, 7 settembre, di nuovo visibile e accessibile alle coppie che dopo il ‘sì’ vorranno affacciarsi dalla ‘Sala Rossa’ per una foto ricordo sullo sfondo di piazza Maggiore, come prevede la tradizione.
Le operazioni di restauro, di consolidamento e di recupero cromatico volute dal Comune, cominciate a metà luglio, hanno interessato non solo il balcone, ma anche l’ampio finestrone cinquecentesco posto al di sotto e le due aquile in marmo rosso di Verona che lo decorano. I lavori di restauro di Palazzo continuano lunedì 10 settembre con l’allestimento del ponteggio per il restauro e il consolidamento del portale monumentale – per questo durante la mattinata l’accesso al Cortile d’Onore sarà possibile solo dall’entrata laterale sotto il portico della farmacia, mentre continuano gli interventi che interessano parte del coperto e del sottotetto di Palazzo e alcune sale delle Collezioni Comunali d’Arte.

– RHO-PERO (MILANO)

– La pioggia non ferma il Milano Rocks, il nuovo festival che fino a domenica si svolgerà nell’area Expo Experience. Ad aprire la tre giorni sono stati gli Imagine Dragons, nella loro unica tappa italiana.
Ad accogliere la band c’erano 60 mila persone (dati degli organizzatori) e Dan Reynolds non li ha delusi. Esce sul palco a torso nudo nonostante la pioggia battente e intonando ‘Radioactive’ porta la folla nel magico mondo della band. “We love you Italy!” è il primo saluto al quale rispondono gli applausi dei fan. “Benvenuto l’amore, addio politica” e intona ‘It’s Time’. A introdurre la serata, su quello stesso palco, sono passati i Maneskin, la band romana rivelazione dell’ultimo anno, e tanti adolescenti non negano di essere qui sopratutto per loro. E prima di loro, nel pomeriggio, dopo l’apertura dei cancelli, mentre la gente arriva alla spicciolata, si erano invece esibiti The Vaccines, uno dei più adorati gruppi britannici della nuova generazione.

– VENEZIA

– Tecnica e coraggio non sempre vanno d’accordo, specie nelle arti marziali. Così è per il protagonista di Killing del giapponese Shinya Tsukamoto, ultimo film in concorso alla Mostra di Venezia che si chiude l’8/9. E che ci sia un problema in Mokunoshin Tsuzuki (Sosuke Ikematsu), giovane ronin (samurai senza padrone), lo si capisce subito: bravissimo nel combattere compulsivamente con il suo amico contadino con il suo bokken di ciliegio (spada d’allenamento), ma con la katana, quella vera, quella che dà la morte, è un’altra cosa. Ci troviamo alla periferia di Edo (la vecchia Tokyo) e nello stesso villaggio del giovane Tsuzuki c’è una contadina (Yu Aoi) alla quale è sentimentalmente legato. Ma quando nello sperduto paesino arriva un gruppo nutrito di balordi pieni di armi, il ragazzo ha problemi nel difendere la sua ragazza e il suo onore di guerriero. Nel frattempo nel villaggio arriva un vero esperto samurai che vuole assoldarlo, ma solo dopo aver misurato il coraggio di uno Tsuzuki in crisi.   [print-me title=”STAMPA”]