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Bonisoli, Leonardo? “Con la Francia troveremo l’accordo”
Ma Schmidt ribadisce “dipinti inamovibili, al Louvre i disegni”
10 Gennaio 2019 20:00

– Leonardo? “Ci stiamo lavorando, con la Francia si troverà un accordo”. Completo grigio e cravatta azzurra, “vi dirò, anche un filo emozionato”, Alberto Bonisoli sorride ai giornalisti stranieri e getta acqua sul fuoco delle polemiche per il ventilato e poi negato prestito al Louvre dei capolavori custoditi agli Uffizi. Anche se da Firenze, in serata, Eike Schmidt ribadisce: “I dipinti di Leonardo sono inamovibili”Microfono alla mano, il rappresentante dell’agenzia di stampa tedesca va giù diretto: “Ci spiega perché il governo italiano ha cambiato idea?”. Il ministro della cultura non si scompone: “Il governo non presta, sono i musei che decidono”. Poi rivela che l’accordo con i due paesi in realtà non aveva nulla di operativo: “A Lione, nel settembre del 2017, Francia e Italia decisero sostanzialmente di darsi una mano, ma le clausole non sono mai state messe nero su bianco”. Nel frattempo, “i musei hanno avuto contatti…”, accenna, quello che alla fine conta però “è la diplomazia culturale”. Insomma, niente di già deciso, la questione del prestito dei Leonardo al Louvre per i 500 anni dalla morte è di fatto ancora “un cantiere” in discussione, assicura Bonisoli. “Abbiamo un buon rapporto, faremo un ragionamento per trovare un accordo che sia soddisfacente per tutti”.Poche ore e dal museo toscano arriva la precisazione: “L’inamovibilità dei dipinti di Leonardo che abbiamo agli Uffizi è legata a esigenze di tutela: per la loro stessa salvaguardia queste opere non possono lasciare il museo”, scrive il direttore tedesco, che apre invece all’ipotesi di prestare alcuni disegni.
Tant’è, dopo aver parlato dei monumenti italiani presi d’assalto dai visitatori (“Dal Colosseo a Pompei agli Uffizi bisogna ragionare sui flussi”) l’attenzione si accende sugli Uffizi, ma è per parlare del quadro rubato dai nazisti, richiesto a gran voce da Schmidt. La questione è complessa, le legislazioni sono diverse, ammette Bonisoli, ma il nuovo Comitato per le restituzioni è al lavoro per ottenere il rimpatrio della tela con il vaso di fiori. E il quadro del fiammingo Jan van Huysum, così come il Lisippo del Getty non saranno le sole opere ad essere reclamate dall’Italia: “Ho voluto un elenco delle opere più rilevanti che dovrebbero esserci restituite”, informa il ministro pentastellato.Intanto, dopo mesi di polemiche, accuse incrociate, petizioni dall’una e dall’altra sponda, il ministero, annuncia Bonisoli, metterà le mani sulla riforma del Mibac, comprese quindi le soprintendenze. Questo per risolvere “le evidenti criticità”, sottolinea il ministro, che dopo un anno di incontri, dai soprintendenti ai direttori di museo, sta valutando il da farsi insieme con il segretariato generale e ad altri esponenti del Collegio Romano: “Abbiamo un elenco di cose che non funzionano e che dobbiamo mettere a posto, troveremo una sintesi, decideremo entro qualche settimana” assicura, mentre ribadisce che il ministero fondato nel 1975 da Spadolini, tra i più vessati nel tempo da tagli al budget e blocco del turn over, potrà contare dal 2019 “su mille assunzioni autorizzate dalla finanziaria” e altre rese possibili dal dl sicurezza.Qualcuno si preoccupa dei direttori manager in scadenza, e delle sedi guidate al momento dagli interim, dalla Reggia di Caserta a Pompei, “Schmidt agli Uffizi lo riconfermate?” Bonisoli allarga le braccia, precisa che chi è andato in pensione non potrà essere richiamato, e chi come il direttore di Pompei Osanna a suo tempo non fece il concorso (fu chiamato dall’allora ministro, Bray ndr) ora dovrà farlo. Per tutti gli altri “ci sarà una valutazione, il loro è di fatto un contratto quattro più quattro”.Due ore di botta e risposta, che si chiudono sul tema dei soldi, da dove si era cominciato. “Nella cultura bisogna investire, lo Stato deve farlo”, ribadisce il ministro. Non è questione di finanziaria, le risorse, sostiene, ci sono (“nel portafoglio di investimenti del Mibac ho trovato quasi 2 miliardi”), un tesoretto che ora si cercherà di convogliare sui settori che ne hanno più bisogno, a partire da “archivi e biblioteche”. Il Pd, con Anna Ascani, lo attacca: “Nella finanziaria i tagli per la cultura ci sono, da Bonisoli solo annunci e menzogne”. Lui intanto rivendica gli investimenti per lo spettacolo: rispetto al 2018, assicura, “una crescita di 15 milioni”.

Sanremo: Mogol, Baglioni sui migranti? io non avrei risposto’Ho progetto per risolvere il problema, il governo mi incontri’

“Al posto di Baglioni non avrei risposto alla domanda sui migranti nel corso della conferenza stampa del Festival di Sanremo”: lo dice

Mogol, presidente della Siae, rispondendo ad una domanda, prima di aggiungere: “Penso che gli artisti possano fare quello che vogliono, dipende dalle persone. Io non avrei risposto, ma avrei colto l’occasione per parlare di un mio progetto che potrebbe risolvere il problema dei migranti a beneficio di tutti”.Poi aggiunge: “Non era certo mia intenzione censurare il maestro Baglioni, che è certamente libero di esprimere il suo pensiero sulla vicenda migranti”. Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha già avuto modo di illustrare a Bruxelles la sua idea, nel novembre 2017, su invito del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, in occasione di una conferenza per il rilancio dei rapporti tra Ue e Africa.  L’artista propone di utilizzare milioni di ettari nei Paesi africani per trasformarli in orti e frutteti biologici.Dopo aver portato il suo progetto anche in Vaticano, all’attenzione del segretario di Stato Pietro Parolin e di padre Georg Gaenswein, (“entrambi mi hanno incoraggiato ad andare avanti”, racconta) e dopo averlo proposto al governo Renzi, senza seguito, Mogol è pronto a raccontare la sua idea anche all’attuale Esecutivo. “Non è utopia, ma un progetto che richiede un grande impegno come la realizzazione di tutte le grandi idee”, spiega ancora il paroliere che, oltre ad aver scritto alcune delle canzoni italiane più belle insieme a Lucio Battisti, ha fondato circa 30 anni fa il CET (Centro Europeo di Toscolano), che ha fatto diplomare oltre 2500 giovani tra autori, compositori e interpreti ed è oggi riconosciuto come eccellenza nel mondo.IL PROGETTO DI MOGOL SUI MIGRANTI – La prima fase del progetto consiste nella creazione di una SPA (Società per Azioni) definita A2 (African Agricolture) finanziata dall’Unione Europea che deterrà la maggioranza delle azioni (51%) e dalle grandi società agricole europee, (selezionate attraverso un bando) proprietarie del restante 49%. Il finanziamento dell’Unione Europea non sarà a fondo perduto ma si tratterà di un vero investimento produttivo come quello da parte delle aziende agricole Europee. Al secondo punto si parla di un contratto tra l’Unione Europea e i Paesi africani interessati, i quali godranno del 30% dei guadagni della vendita della produzione agricola ritirata dalla A2. Il 70% invece spetterà al migrante al quale sarà garantita anche una casa prefabbricata in legno. Un’assistenza quotidiana – nell’idea di Mogol – provvederà ad arare terreni e a fornire il Know how per la coltivazione biologica ai migranti da parte di giovani europei. Il reperimento dell’acqua, laddove fosse necessario, sarebbe affidato ad aziende europee specializzate in questo campo. Il progetto prevede inoltre la creazione di allevamenti bovini sempre ad opera dei migranti istruiti da esperti per la fornitura di concime biologico.I Paesi Africani che stipuleranno l’accordo con l’Unione Europea si impegneranno a) a rispettare la durata del contratto che permetterà all’Unione Europea di recuperare i soldi investiti b) ad impedire qualsiasi imbarco diretto in Europa c) a trattare i migranti provvedendo alla loro sicurezza come fossero cittadini del loro Paese, d) a provvedere all’istruzione dei bambini e all’eventuale assistenza sanitaria.”Il migrante che avrà trovato una casa, un lavoro, per se stesso e per la propria famiglia diventerà la migliore garanzia contro ogni infiltrazione eversiva tesa a sovvertire la sua vita”, è la conclusione del progetto.
Pitti, sostenibile leggerezza anni ’80Stile sempre più personalizzato con attitudini sportive e green

FIRENZE10 gennaio 201920:06

– Richiami ai volumi e alla leggerezza degli anni Ottanta, contaminati dal desiderio d’indossare un abbigliamento comodo, rilassato, connotato dalla scelta di materiali di qualità, rispettosi dell’ambiente, green.
E’ questo l’abbigliamento ideale dell’uomo disegnato dalle aziende che partecipano a questa edizione di Pitti Uomo. Gli anni Ottanta vengono rivisitati attraverso modelli d’archivio, capi iconici traccia di un heritage glorioso. Cominciando dal cappotto in velluto a coste giganti bluette di Tagliatore.
Paoloni scopre il morbido della maglieria e nel segno del suo codice stilistico d’eleganza oltre agli immancabili tessuti maschili, anche per i pantaloni, i velluti, sempre con un touch tailored, amplia la gamma abbracciando il mondo dei filati.
Il mood streetwear anni ’80 rimanda a felpe basic alternate a polo minimali o college. Ma la camicia in flanella a quadri (Manuel Ritz) ha cuciture termonastrate. Il piumino anni ’80 è over imbottito di materiali da riciclo come quello di Esemplare.
Pitti Aldo Maria Camillo e suoi anni ’90Ospite salone sfila a Stazione Leopolda pensando a Vincent Gallo

FIRENZE10 gennaio 201920:14

– “Negli anni mi sono interrogato sul come poter esprimere l’ideale di moda che immaginavo insieme all’esigenza di raccontarmi. Un universo nel quale l’abito sia il fulcro di un’immagine che lo rispecchi e lo valorizzi dalla creazione fino alla sua comunicazione. Oggi a Pitti presento il mio stile personalizzato. In pedana si vedranno infatti tanti personaggi anche comuni, ma forse quello a cui ho sempre guardato di più è noto, è Vincent Gallo. Lo stile invece è anni Novanta, periodo in cui sono cresciuto”. A raccontare la sua collezione maschile, che sfila negli spazi della ex Stazione Leopolda, è Aldo Maria Camillo, il designer, che dopo le esperienze da Valentino, Zegna, Cerruti e Berluti, lancia sfilando a Pitti Uomo, il qualità di ospite d’onore, la sua etichetta eponima, Aldomariacamillo. “Per me la moda non ha stagionalità – incalza lo stilista che questa sera mostrerà 26 completi, di cui sei da donna -. Credo che l’abito sia uno strumento di seduzione, di comunicazione non verbale”.
‘Io sono Mia’, il riscatto di Mia Martini in un filmBiopic nelle sale a gennaio per 3 giorni, poi in onda su Rai1

10 gennaio 201920:17

– Si esce con gli occhi lucidi dalla visione di ‘Io sono Mia’, il biopic su Mia Martini che sarà nelle sale cinematografiche per tre giorni, il 14-15-16 gennaio prima di andare in onda su Rai1, dopo il festival di Sanremo. E il motivo lo spiega l’attrice che ha dato volto e voce all’indimenticabile Mimì, che “si è presa la sua rivincita – dice Serena Rossi – contro le cattiverie, dando un grande esempio di dignità e integrità”.Questo film, prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction e diretto da Riccardo Donna, arriva diretto come “un colpo al cuore”, come sottolinea Loredana Bertè, che ha collaborato con la produzione raccontando aneddoti e dettagli della vita e del carattere della sorella, scomparsa nel 1995.Non hanno voluto partecipare, invece, il grande amore di Mimì, Ivano Fossati, e l’amico di sempre Renato Zero. “Mi dispiace molto, ma non ha tolto nulla” commenta Loredana, che invece non lesina critiche a chi contribuì a creare una cappa di isolamento intorno a Mia, che per questo fu costretta a stare lontana dalle scene: “Alcuni sono ancora vivi, io non faccio le loro trasmissioni, continuo a rifiutarle e quando li vedo – sottolinea – bastano gli occhi”. Per far capire a che punto arrivò quella terribile voce secondo la quale l’artista portava sfortuna, la Bertè racconta che ci fu un Sanremo in cui chi organizzò il festival strinse una sorta di accordo segreto con una persona vicina a sua sorella: la paura che crollasse il teatro era tanta che ci voleva un garante che sedesse in prima fila durante la sua esibizione. Il teatro, ovviamente, non crollò: “chiunque sia grande viene eliminato dicendo che porta jella e Mimì – dice la sorella – era troppo grande”.E questo film “è solo un piccolo modo per chiederle scusa, tutti noi del mondo dello spettacolo non abbiamo fatto abbastanza – ammette Riccardo Donna – per combattere ciò che le stava accadendo”. Un ostracismo che il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta non esita a chiamare con il suo nome: “un’esclusione che chiamerei violenza su una donna, cui questo film restituisce memoria e onore”. Anche per Luca Barbareschi “una delle cose peggiori di questi anni è la maldicenza, cadere in basso è la cosa più facile al mondo e questa donna è stata distrutta dalla maldicenza”. Eppure ha trovato il modo di riemergere, come racconta il film, che “restituisce l’anima di Mia Martini” come spiega la sceneggiatrice Monica Rametta. “Ha sempre deciso di testa sua, a un certo punto – ricorda Serena Rossi – ha deciso che era meglio essere reclusa piuttosto che umiliata, ma poi quando le è arrivato il provino di ‘Almeno tu nell’universo’ la musica ha vinto”. Anche se Serena non ha voluto imitare l’artista, ma darne una sua interpretazione, “ha preso – nota Loredana – delle cose esclusive di Mimì: come si muoveva, la malinconia, il dolore che si portava dentro e che non mostrava. Già dalla prima scena ho visto che era lei, che era una pazza scatenata. Pensavano tutti che delle due la matta fossi io, invece era lei ed era coraggiosissima, si faceva strada tra le maldicenze”.Lei che, annientata dalla cattiveria, “è andata in Calabria a ricucire le reti dei pescatori e a pescare con le lampare per 10 anni”, ma che poi si è presa la sua rivincita con ‘Almeno tu nell’universo’, brano con cui vinse quel premio della critica che oggi porta il suo nome.
Pitti, camicie superlight e Obama collarFinamore utilizza solo cotoni setosi, Eton rivisita i dettagli

FIRENZE10 gennaio 201920:28

– La nuova camicia maschile nasce all’insegna della leggerezza, grazie all’utilizzo di cotoni egiziani finissimi, come il Giza 45 utilizzato dall’azienda partenopea specializzata in camiceria Finamore. “Vorrei che i miei clienti si abituassero alla sensazione di una carezza sulla pelle, che solo usando questi cotoni raffinati come seta è possibile ottenere” scherza Simone Finamore, uno dei tre fratelli che da altrettante generazioni guidano l’azienda partenopea che pur realizzando solo camicie artigianali fattura 7 milioni di euro. Oppure, la nuova camicia che vedremo dalle prossime stagioni, potrà giocare con il colletto, che sarà prevalentemente il classico collo francese, molto piccolo, oppure quello più appuntito proposto dalla Eton, che lancia l’Obama collar più sharp, ma più adatto al vestito e alla cravatta. Eton è un’azienda fondata nel 1928 in Svezia, che pur rimanendo a conduzione famigliare conta oggi su un fatturato di oltre 140 milioni di euro e produce 1 milione e 200 mila camice all’anno.
Massimo Di Cataldo incide ‘Con il nastro rosa’ sotto l’ala di Mogol – Video girato al Cet

Il celebre paroliere promuove la nuova versione del pezzo scritto con Battisti

10 gennaio 201921:16

Massimo Di Cataldo incide una nuova versione di uno dei capolavori nati dal sodalizio artistico tra Lucio Battisti e Mogol, ‘Con il nastro rosa’, e incassa i complimenti del celebre paroliere e presidente della Siae che gli mette a disposizione il CET per girare il videoclip

giudicando “ottima l’esecuzione” da parte del cantautore che considera “un buon artista, credibile quando interpreta le canzoni”, anche quelle non scritte da lui.Di Cataldo ha scelto ‘Con il nastro rosa’ perché è da sempre un grande appassionato di Mogol e Battisti. “Ero bambino – racconta – quando, ascoltando per la prima volta questa canzone, me ne innamorai sognando di realizzarne un giorno una cover”. Il sogno si avvera con una versione messa a punto durante i concerti e realizzata in studio con la stessa band che accompagna Di Cataldo dal vivo.”E’ stata una grande emozione girare nella sala dedicata a Battisti, dove il suo lavoro insieme a Mogol è documentato da una serie di fotografie in bianco e nero di Ferruccio D’Apice”, racconta Di Cataldo. “Per me – aggiunge – Mogol è un punto di riferimento storico della musica e della cultura italiana. I suoi testi sono poesie vibranti. E’ stato un grande onore ottenere la sua approvazione dopo essere stato ospite suo e di sua moglie Daniela al CET, un posto bellissimo di grande ispirazione”.Pubblicata nell’album ‘Una giornata uggiosa’ del 1980, ‘Con il nastro rosa’ “parla di una storia vera”, racconta Mogol, citando i versi “una frase sciocca, un volgare doppio senso, mi hanno allarmato, non è come io la penso, ma il sentimento era già un po’ troppo denso, e son restato”. E spiega che quelle parole sono la fotografia di una situazione che fa parte della sua vita, “il momento in cui stai con una persona, ma poi di colpo succede qualcosa che non ti aspettavi”. Molti suoi testi sono ispirati da situazioni reali e cita, ad esempio, ‘Pensieri e parole’ e ‘I giardini di marzo’. ‘Innocenti evasioni’ invece “era inventata, un piccolo film divertente”, racconta Mogol.’Con il nastro rosa’ arriva dopo gli ultimi tre inediti (‘Prendimi l’anima’, ‘Domani chissà’, ‘Ci credi ancora all’amore’) incisi da Massimo Di Cataldo e dopo la sua partecipazione agli show di Rai1 ‘Ora o mai più’ e ‘Tale e quale show’. In primavera è previsto il nuovo album di inediti.        [print-me title=”STAMPA”]

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DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

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Un cast all star per un ritorno alla Banda della Magliana
Da Gassman a Giallini per ‘Non ci resta che il crimine’

10 gennaio 201909:42

– Ispirato nel titolo e nello spirito al film del 1984 di e con Benigni e Troisi, Non ci resta che piangere, è in sala dal 10 gennaio con 400 copie distribuite da 01, l’ultimo lavoro di Massimiliano Bruno: Non ci resta che il crimine con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli. Un vero super-cast per raccontare la storia di tre amici di lungo corso (Tognazzi, Gassmann e Giallini) che nella Roma attuale pensano di sbarcare il lunario organizzando un tour sui luoghi della Banda della Magliana. Tutto sta per partire, ma ci si mette di mezzo una porta spazio-temporale che conduce i tre negli anni ’80, proprio nei giorni dei Mondiali di Spagna. Non solo, questo viaggio li porterà a ritrovarsi, faccia a faccia, con alcuni membri della Banda compreso il famoso Renatino (Leo) legato a una esuberante amante molto naif (interpretata da un’inedita Pastorelli in versione erotica). Da qui una commedia dai risvolti fantasy che è anche un’evidente operazione nostalgia: si va dai jeans a zampa d’elefante ai giubbotti di pelle e camicie strizzate, dagli stivaletti alla Beatles ai Ray-Ban specchiati, dalle moto Honda 350 Four all’insuperabile fascino delle Alfa Gt coupé. “Certo questo film, anche nel titolo, è allo stesso tempo un omaggio a Benigni e Troisi e un richiamo ai viaggi nel tempo – spiega a Roma Massimiliano Bruno che nel film interpreta anche il ruolo di Gianfranco, un amico del terzetto che ce l’ha fatta – , ma quello che volevo fare davvero era un genere nuovo, tra ritorno al futuro e romanzo criminale, con uno stile da poliziottesco anni 70”.
“Di scemi ne ho fatti tanti – dice invece Gassmann parlando del suo personaggio di Sebastiano, molto politically correct -.
Ma credo che questo film possa divertire proprio perché ha molte anime. Basti pensare al Renatino interpretato da Leo che, nonostante sia una commedia, sembra un cattivo vero”. “Interpretare il boss della Banda della Magliana? Ho fatto un lavoro sulla gelosia del personaggio e sulla sua violenza e le ho moltiplicate per mille. Insomma è stato molto facile”, risponde, infine, Edoardo Leo.

Musica, Barry Harris dimesso da ospedaleEra ricoverato per una indisposizione. Artista ringrazia medici

TERNI10 gennaio 201911:28

– Barry Harris è stato dimesso dall’ospedale di Terni ed è in viaggio per rientrare negli Sati Uniti. Lo riferisce una nota di Umbria Jazz.
Ricoverato prima a Orvieto e poi a Terni, Harris era stato colpito da una indisposizione che non gli aveva permesso di partecipare all’edizione numero 26 di Umbria Jazz Winter di Orvieto. Il pianista ha voluto ringraziare dottori e staff degli ospedali per la gentilezza e professionalità con le quali è stato seguito e spera di ritornare on stage al più presto. La Fondazione Umbria Jazz “si associa ai ringraziamenti del musicista e in particolare ringrazia per la massima disponibilità dimostrata in questa particolare occasione il prof. Marcello Dominici, dell’unità di Cardiologia dell’ospedale Santa Maria di Terni. Ci auguriamo – conclude la nota – in futuro di poter avere Barry Harris nuovamente in programma al festival”.
Nadia Toffa cittadina onoraria di TarantoIl 14 gennaio la cerimonia. E da domenica 20 alle Iene

10 gennaio 201913:54

Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto. L’inviata e co-conduttrice delle Iene, che più volte si è occupata dell’Ilva e dei problemi ambientali della città ed è stata madrina della campagna di vendita delle magliette ‘Ie Jesche Pacce Pe Te’ per raccogliere fondi per l’oncologia pediatrica, riceverà l’onorificenza il 14 gennaio, alle 9.30, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città. La motivazione, spiega il provvedimento del Consiglio comunale, “il grande impegno solidaristico ed altruistico e la fondamentale attività svolta dalla inviata e co-conduttrice del programma Le Iene a sostegno del reparto di pediatria oncologica dell’Ospedale SS. Annunziata”. Il 15 gennaio alle 15 Toffa incontrerà il pubblico a Taranto, in occasione dell’uscita del suo libro Fiorire d’inverno (Mondadori), nella sala teatro della parrocchia Gesù Divin Lavoratore.
Dal 20 gennaio tornerà poi alla guida delle Iene (sempre affiancata, a rotazione, da Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani) in prime time su Italia 1.
La tigre del lager di BolzanoDi Sante ‘Criminali del campo di concentramento di Bolzano’

BOLZANO10 gennaio 201912:40

– COSTANTINO DI SANTE, ‘CRIMINALI DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI BOLZANO” (EDITION RAETIA, PP 322 PAGINE, EURO 24). Gli internati del lager di Bolzano chiamavano Hilde Lächert “la tigre”. Le brutalità a cui sottoponeva soprattutto le detenute ebree non avevano limiti. Finita la guerra, dopo appena 8 anni carcere, Lächert tornò a Berlino e divenne una spia della Cia. Ora, a oltre 70 anni di distanza, grazie alla scoperta di una nuova documentazione, proveniente soprattutto dal National Archives di Washington, lo storico Costantino di Sante ricostruisce per la prima volta la storia del campo di concentramento dalla sua istituzione, nell’aprile del 1944, fino all’immediato dopoguerra.
Il suo libro “Criminali del campo di concentramento di Bolzano’, pubblicato dalle Edition Raetia, è corredato da foto inedite dei criminali, documenti e disegni originali della tipografia del campo, in cui furono internate circa 9.500 persone e da dove 3.802 internati vennero deportati verso i lager Oltrebrennero. Un libro che fa luce su aspetti inediti di uno dei principali campi di detenzione nazista nell’Italia occupata.
Lächert è nata a Berlino il 19 marzo 1920. Dopo essere stata impegnata in vari lager nazisti, tra cui Ravensbrück, Majdanek, Auschwitz e nei suoi sottocampi, nel gennaio del 1945 viene distacca presso il Polizei- und Durchgangslager Bozen per occuparsi del blocco femminile. Nel campo di concentramento di Bolzano instaura un clima di terrore. È responsabile della morte di almeno quattro di esse: Giulia Bianchini, Augusta Voghera, Maria Foà e Giulia Leone. Arrestata dagli alleati nel marzo del 1946 viene processata a Cracovia. Condannata a quindici anni di carcere, per i crimini di guerra commessi ad Auschwitz, viene scarcerata dopo soli otto anni. Ritornata a Berlino, la Cia l’assolda come spia. Muore nel 1995 all’età di 75 anni. Nel 1996, in seguito alle indagini condotte dalla Procura militare di Verona sugli aguzzini di Bolzano, il nome della “Tigre” riemerge dall’oblio. Ma oramai è tardi per chiedere giustizia per i crimini che ha commesso nel lager altoatesino.
Oltre alle biografie degli aguzzini, per la prima volta vengono alla luce i volti dei principali torturatori di via Resia. Tra questi, anche coloro che uccisero il capo della Resistenza bolzanina Manlio Longon.
Zalone, non sarò a Sanremo”Non ho il coraggio di andare all’Ariston, palco difficilissimo”

10 gennaio 201912:59

– “Sto per partire per il Kenya, girerò lì il mio prossimo film. Se non mi rapiscono. Il film sarà molto impegnativo. Anche per questo motivo nelle ultime notti fatico a dormire. Non sarò al Festival di Sanremo. Io superospite? Sono balle. Non ho il coraggio di andare all’Ariston, è un palco difficilissimo. E poi sarò in Kenya, come faccio a tornare?”. Lo ha detto Checco Zalone a ‘I Lunatici’, la trasmissione notturna di Radio 2. Poi ha parlato di se stesso: “Sono timido, restio a rilasciare interviste, non perché sia snob ma perché penso che il pubblico meriti delle risposte interessanti. Spesso pensano che la mia sia una strategia, che non rilascio mai dichiarazioni o interviste perché sono uno snob, ma non è così. Se non ho cose interessanti da dire, che parlo a fare?”. E poi racconta: “Su facebook una bufala mi voleva morto, mia madre mi chiamava ogni 2 ore per chiedermi se fossi sicuro di essere vivo”.
Ligabue, arriva il nuovo singoloA marzo il nuovo disco di inediti, d’estate il tour negli stadi

10 gennaio 201913:03

– Il 2019 si apre con il grande ritorno di Luciano Ligabue. Da venerdì 11 gennaio sarà in radio e disponibile in digitale il nuovo brano ‘Luci d’America’, primo singolo estratto dal dodicesimo disco d’inediti dell’artista in uscita a marzo (Zoo Aperto/F&P Music Hub/Warner Music). Lunedì 14 gennaio il video del brano, girato in California, sarà disponibile online. ‘Luci d’America’ è stato prodotto da Federico Nardelli. In estate Ligabue sarà poi in concerto nei principali stadi d’Italia.
La maschera Don Giovanni di BinascoIl lavoro di Molière nell’allestimento in scena all’Argentina

10 gennaio 201913:47

– Uno spettacolo che piace al pubblico, divertente, di buon ritmo questo ‘Don Giovanni’ di Molière con Gianluca Gobbi e Sergio Romano, ma che si riduce a farsa nera e maschere senza chiaroscuri nell’allestimento firmato da Valerio Binasco per lo Stabile di Torino e che ha debuttato ora a Roma, dove si replica fino al 20 gennaio all’Argentina. Don Giovanni è un libertino ateo che va per la sua strada verso il nulla e la morte come punizione divina, come può essere l’uomo che invece sfida Dio e i suoi limiti con una presunzione di onnipotenza che appunto sarà fermata dal castigo divino, così che la lettura di questo personaggio parodistico e drammatico in cui convivono gli opposti, che è gran truffatore e vittima assieme, è risultata sempre molto complessa e forse affrontabile principalmente, come è stato fatto, con gli strumenti della psicanalisi.
201mila visitatori Palazzo Ducale UrbinoDirettore Aufreiter, si può ancora crescere su stranieri

URBINO10 gennaio 201914:59

– Boom di visitatori e incassi al Palazzo Ducale di Urbino. Gli ingressi sono aumentati da 169 mila nel 2017 (anno influenzato negativamente dalle notizie sul terremoto) a 201 mila nel 2018, gli incassi sono saliti da 561 mila euro a 745 mila. “Sono tornate le scuole – ha commentato il direttore Peter Aufreiter – con 60 mila ragazzi in primavera, ma soprattutto sono aumentati i paganti. L’80% provenienti dall’Italia e solo il 20% dall’estero, quindi con un potenziale ulteriore aumento degli stranieri”. Soddisfatto anche il sindaco Maurizio Gambini per la crescita del 25% dei pernottamenti negli ultimi due anni. Nel 2019 sono già in programma una mostra su San Francesco nell’arte degli ultimi secoli; altre esposizioni sulle “Sculture come gioielli”, sulle Ceramiche Ducali e su “Raffaello e gli amici di Urbino”; lavori per il recupero di spazi espositivi con nuove sale e riapertura dei Torricini. “Sempre che – ha concluso Aufreiter – arrivino i finanziamenti statali di cui ancora non abbiamo la certezza”.
Eco-sessualità al Festival Fish & ChipsA Torino la rassegna dell’erotico, 50 film dal 17 al 30 gennaio

TORINO10 gennaio 201915:05

– Eco-sessualità, un approccio al sesso rispettoso dell’ambiente e che da esso ne trae piacere per riconnettersi alla Terra e rispettarla. È uno dei temi della 4/a edizione di Fish & Chips, Festival Internazionale del Cinema Erotico e del Sessuale in programma a Torino dal 17 al 30 gennaio. In concorso 50 film; 14 lungometraggi, di cui 13 in anteprima nazionale, e 36 corti, dalla fiction al documentario, soft o hard, per offrire una visione artistica, libera e innovativa della sessualità.
A inaugurare il Festival, organizzato in collaborazione col Museo Nazionale del Cinema, il film Orso D’oro alla Berlinale Touch me not di Adina Pintille, mentre alla serata di chiusura saranno presentati 4 video della serie educativa Sex School.
Omaggi a Joe D’Amato, a Lyda Lunch, ai 20 anni di Guardami di Davide Ferrario, giurato del concorso, e ai 40 di Beneath the Valley of Ultra-Vixens, capolavoro del cinema erotico di Russ Meyer. Fra gli eventi collaterali la mostra sui manifesti dei film hard anni ’70 e’ 80.
Torna Italia’s Got TalentSu TV8 con Bisio, Matano e le new entry Maionchi e Pellegrini

10 gennaio 201915:49

– Una nuova edizione italiana al via per Italia’s Got Talent che torna in scena su TV8.
L’appuntamento con la prima puntata del talent prodotto da Fremantle è per l’11 gennaio alle 21.15 e per i successivi dieci venerdì, prima con le sette puntate dedicate alle selezioni e poi con le due semifinali e la finale live.
In giuria ci saranno i confermatissimi Claudio Bisio e Frank Matano, mentre le nuove entrate sono la nuotatrice Federica Pellegrini e Mara Maionchi. Alla conduzione, confermata Lodovica Comello. “Questo è il più spontaneo dei talent – hanno detto i responsabili del programma – perché i concorrenti sono persone comuni”.
‘Ovunque proteggimi’ a festival UsaAngius unico italiano in concorso al Santa Barbara Festival

CAGLIARI10 gennaio 201916:19

– Dalla Sardegna alla California, con destinazione uno dei più prestigiosi festival americani di cinema. Dopo il grande successo di critica e pubblico, Ovunque proteggimi del regista sassarese Bonifacio Angius – attualmente in programmazione nelle sale dell’isola e della penisola – è l’unico film italiano in concorso alla 34/a edizione del Santa Barbara International Film Festival, in programma nella cittadina della California dal 29 gennaio al 9 febbraio.
Angius e gli attori protagonisti del film – Francesca Niedda, Alessandro Gazale e il piccolo Antonio Angius, al suo primo ruolo sul grande schermo – saranno presenti in sala per la proiezione e vivranno da vicino l’atmosfera elettrizzante del festival che tutti gli anni dal 1986 richiama migliaia di cinefili, attratti dalle decine di film che arrivano da tutto il mondo e dalla presenza di star internazionali. E’ inoltre considerato, per i film americani, l’anticamera degli Academy Awards.
A Stra ‘Mondo Nuovo’ di Sabrina NotturnoDipinti, disegni e installazione in vetro tra realtà e visione

10 gennaio 201916:47

– Un paradiso perduto impresso su vetro. Chi si reca a Villa Pisani di Stra, oggi museo nazionale, può visitare oltre allo splendido edificio con il suo parco, la mostra “Nuovo Mondo” che riunisce opere di Sabrina Notturno e culmina nell’installazione “Ice Memory”, realizzata nella Coffee House, piccola architettura un tempo sala da tè. Silhouette del ‘700, animali, vapori, creano un paesaggio fantastico sulla colonna di vetro al centro della costruzione, situata su una collina artificiale cava dove si conservava il ghiaccio.
L’illuminazione violacea al calare del sole e l’esalazione di fumo che ricrea il vapore del ghiaccio fanno il resto. Allieva di Emilio Vedova, Notturno “aveva già lavorato il vetro -spiega il curatore Stefano Annibaletto – ma qui, in questa ‘macchina del tempo’, in questo ‘teatro d’ombre’, raggiunge un equilibrio raro”. La mostra proseguirà fino al 17 marzo.
Bohemian Rhapsody in versione sing alongDall’11 gennaio a cominciare da Stati Uniti e Canada

NEW YORK10 gennaio 2019

– Bohemian Rhapsody sarà in sala anche in versione ‘sing along’. Lo ha annunciato la produzione del film che ripercorre i primi quindici anni del gruppo rock dei Queen, dalla nascita della band nel 1970 fino al concerto Live Aid del 1985. Dall’11 gennaio a partire da 750 cinema tra Stati Uniti e Canada il pubblico potrà cantare, mentre sullo schermo vanno in scena sequenze musicali con i maggiori successi della band inglese.
Il film, fresco di due Golden Globe (miglior film drammatico e miglior attore in un film drammatico a Rami Malek), è diventato il biopic musicale di maggior successo nella storia del cinema. Ad oggi ha incassato 750 milioni di dollari in tutto il mondo e in Italia è al momento il quarto più grande successo degli ultimi dieci anni.
Berté, biopic? ‘E’ un omaggio a Mimì’Regista, ‘Io sono Mia’ è un ‘piccolo modo per chiederle scusa’

10 gennaio 201917:01

“Questo sì che è un omaggio a Mimì” dice Loredana Berté di ‘Io sono Mia’, il biopic di Rai Fiction dedicato a sua sorella, Mia Martini, che sarà in quasi 300 sale cinematografiche il 14-15-16 gennaio, prima di andare in onda su Rai1, dopo il festival di Sanremo.
Al centro del film diretto da Riccardo Donna e interpretato da Serena Rossi, che canta anche le canzoni più belle dell’artista, la vita dell’interprete, segnata dalle terribili maldicenze sul fatto che portasse sfortuna. “Questo film – dice il regista – è solo un piccolo modo per chiederle scusa, tutti noi del mondo dello spettacolo non abbiamo fatto abbastanza per impedire ciò che le stava accadendo”.
Concorso Voci Verdiane a Busseto 11-16/6Kermesse internazionale giunta alla 57/a edizione

10 gennaio 201917:23

– Il 57/o Concorso internazionale Voci Verdiane città di Busseto, in memoria del celebre tenore Carlo Bergonzi, si svolgerà dall’11 al 16 giugno prossimi. Si rivolge a cantanti fra i 18 e i 35 anni che avranno tempo fino al 18 aprile per inviare, esclusivamente via mail all’indirizzo vociverdiane@teatroregioparma.it, la domanda di partecipazione. Come negli anni passati, l’organizzazione del concorso è affidata al Teatro Regio di Parma. Il Concorso assegnerà il primo premio ‘Carlo Bergonzi’ di 5.000 euro, un secondo di 3.000 e un terzo di 1.500. Alla miglior voce femminile sarà inoltre assegnato un premio speciale di 1.000 euro.
Ai vincitori, ai finalisti e ai semifinalisti potranno essere inoltre affidati i ruoli dell’opera Aida di Giuseppe Verdi, che nell’ambito del Festival Verdi 2019 sarà in scena al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto.
La giuria del concorso sarà presieduta dal Direttore generale del Teatro Regio di Parma, Anna Maria Meo.
Berlino, in gara La paranza dei bambiniIl film è tratto dal libro di Roberto Saviano

10 gennaio 201917:30

– ‘La paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi sarà in concorso alla 69/a edizione del Festival di Berlino (7-17 febbraio). Il film è tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano (edito da Feltrinelli) ed è stato girato a Napoli la scorsa estate.
Warhol a Rivoli da Collezione CeruttiEsposte due famose opere, Helene Rochas e The Poet and His Muse

TORINO10 gennaio 201917:33

– Sono in mostra al Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea, dal 22 gennaio al 22 aprile due opere di Andy Warhol provenienti dalla Collezione Cerutti, che aprirà al pubblico il 29 aprile. Una collezione ricchissima, composta di 600 pezzi, tra cui 300 dipinti, mobili e libri antichi, ritenuta dal New York Times una delle più grandi collezioni private al mondo venute alla luce negli ultimi anni. Le due opere di Andy Warhol si intitolano la prima ‘Helene Rochas’, ed è uno dei quattro ritratti che l’artista dedicò all’ex modella francese già direttrice dell’omonima azienda di profumeria, nota per la sua intraprendenza ed eleganza, l’altro ‘The Poet and His Muse’ dedicato a Giorgio de Chirico.
La collezione Cerutti, creata da Francesco Federico Cerutti, morto a Torino nel 2015, conta opere di autori come Bonaventura, Bernardo Daddi, Pontormo, Renoir, Modigliani, Kandinsky, Klee, Boccioni, Balla e Magritte, Bacon, Burri, Warhol, Paolini, e 300 pezzi tra mobili, libri, disegni.
In un libro i testi rap postumi di Edema’Verso estro su quaderno a quadretti’ pubblicato da Pendragon

BOLOGNA10 gennaio 201917:43

– Noto ai rapper come Edema, i testi di Amedeo Granelli (morto 22enne anni nel 2016 in un’esperienza di volontariato in Colombia) sono stati recuperati dal quadernone da cui non si separava mai dai genitori, e formano ‘Verso estro sul quaderno a quadretti’, pubblicato da Pendragon.
Sarà presentato l’11 gennaio alla libreria Ambasciatori a Bologna, alle 18, con tra gli altri Manuel Simoncini (il rapper Kyodo), il docente Maurizio Ascari e il padre Stefano. Si pensava ad una raccolta per gli amici, ma dopo un lavoro di ‘decifrazione’ dei testi (scritti a mano) ed ai consigli di Alberto Casiraghi, stampatore di libri ‘minimi’ di scrittori e poeti, si è deciso di pubblicarli. Amedeo ha sempre lavorato sulle parole, apprezzato anche da rapper come Inoki Ness e Kiave, che lo celebrano ogni anno all”Ameday’. Il libro, 160 pagine, si aggiunge alle iniziative della famiglia tra cui una borsa di studio alla Cattolica di Milano, dove il ragazzo frequentava la magistrale di Cooperazione internazionale.

Ferrara, 3 appuntamenti ricordano AbbadoConcerto con Gatti, prove Bosso e mostra su ‘Il viaggio a Reims’

FERRARA10 gennaio 201918:19

– Tre iniziative a Ferrara per ricordare Claudio Abbado nel quinto anniversario della scomparsa (20 gennaio 2014) sono state promosse dalla Fondazione Teatro Comunale e dall’Associazione Ferrara Musica.
Il 15 gennaio Daniele Gatti dirigerà la Mahler Chamber Orchestra nelle Sinfonie n.2 e n.4 di Schumann, mentre il secondo appuntamento è la serie di prove aperte del concerto ‘Grazie Claudio!’ che si svolgerà domenica 20 gennaio al Teatro Manzoni di Bologna con una formazione orchestrale di 50 musicisti provenienti da tutta Europa diretta da Ezio Bosso, cui si aggiungerà la partecipazione di Silvio Orlando: le prove aperte al Comunale di Ferrara, rivolte in particolare ai giovani, si terranno il 17 e 18 gennaio. Ed ancora, dal 18 gennaio al 26 marzo il Ridotto del Comunale ospiterà la mostra ‘Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo’, selezione di immagini realizzate in occasione dell’allestimento rossiniano presentato a Ferrara nel ’92 con la direzione di Claudio Abbado e la regia di Luca Ronconi.
Carrara a Fondazione Pergolesi-Spontini’Teatro che immagino parla a tutti con linguaggio qualità’

JESI (ANCONA)10 gennaio 201919:22

– “Il teatro che immagino parla a tutti nel linguaggio della qualità, è una scatola dei sogni capace di creare momenti indimenticabili. Il mio impegno sarà connettere il teatro ai cittadini, aprirlo ad ogni pubblico anche portando l’esperienza artistica in spazi diversi. Perché il teatro è di tutti, una casa abitabile capace di portare emozioni e occasioni di crescita”. Parole del compositore Cristian Carrara, al Teatro Pergolesi di Jesi per il suo primo incontro con la stampa come nuovo direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini. Con lui il sindaco e presidente della Fondazione Massimo Bacci, l’assessore alla cultura Luca Butini, Lucia Chiatti, ad della Fondazione. Nato a Pordenone nel 1977, considerato tra i compositori più brillanti della sua generazione, Carrara resterà in carica per il biennio 2019-2020.
E’ il primo compositore alla guida del Pergolesi, sede di attività lirica ininterrotta dal 1798, Teatro di Tradizione dal 1968 e sede di un festival internazionale.        [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 01:36 DI MERCOLEDì 09 GENNAIO 2019

ALLE 03:45 DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

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Bambole salvatrici in Benvenuti a Marwen
Zemeckis racconta artista ‘sopravvissuto’ Hogancamp

09 gennaio 2019 01:36

Un Paese abbandonato, in Belgio durante, la II Guerra Mondiale, Marwen (diventerà Marwencol), enclave di fashion dolls e action figures, interpreti di coraggiose guerriere in squadra con il capitano Hogie (pilota di guerra con una passione per le scarpe femminili) contro i nazisti e la letale Deja Thoris. E’ il mondo creato da Mark Hogancamp, dopo essere stato vittima nel 2000 di un brutale pestaggio che l’ha ridotto in fin di vita e in coma per nove giorni. L’artista, da oltre 15 anni, dà forma a incubi e rinascite, fotografando le avventure (diventate installazioni visive) dei suoi eroi e cattivi di plastica. Robert Zemeckis lo racconta unendo performance capture e live action in Benvenuti a Marwen, con Steve Carell mattatore in sala dal 10 gennaio distribuito da Universal.    Molti critici hanno accusato il regista di aver troppo edulcorato, con il tono da favola moderna, il complesso percorso di Hogancamp, che anche prima dell’aggressione aveva problemi con l’alcool e viveva in condizioni precarie. Lo aveva raccontato con maggior realismo il pluripremiato documentario Marwencol di Jeff Malmberg (2010), che ha fatto scoprire a Zemeckis l’artista, oggi 56enne. Hogancamp era stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di ragazzi (poi processati e condannati), dopo aver parlato con loro, da ubriaco in un bar, del suo amore per gli abiti femminili, soprattutto le scarpe (che spesso, come il capitano Hogie, ama indossare). Dopo il pestaggio ha perso gran parte della sua memoria da adulto e la capacità di disegnare, con cui prima guadagnava qualche soldo.    Da lì, pian piano, è arrivato a un ritorno all’arte attraverso altre forme. “Ho amato che quella di Hogancamp fosse una storia di speranza – ha detto Zemeckis a Screen Rant – sul trionfo dello spirito umano e il potere curativo dell’arte”. Il regista ha risolto grazie all’animazione in performance capture (che ‘cattura’ espressioni facciali e movimenti degli attori per applicarli a caratteri in 3D), già utilizzata in A Christmas Carol e La leggenda di Beowulf, la sfida di dare vita alle foto di Hogancamp, dove ogni bambola/personaggio corrisponde a una persona reale. L’artista è Hogie (Carell); gli amori e le altre donne importanti della sua vita, come l’amica Roberta (Merritt Wever), la fisioterapista e la ‘badante’ che l’hanno aiutato (Janelle Monáe e Gwendoline Christie), la cameriera con cui lavora in un bar (Eiza Gonzalez) o la sua pornostar preferita(Leslie Zemeckis) sono trasformate nelle guerriere sexy della sua pattuglia; i suoi aggressori sono diventati i nemici nazisti mentre le sue paure prendono forma nella maga possessiva e vendicativa Deja Thoris (Diane Kruger). Proprio un’avventura delle bambole in guerra apre il film, con Hogie salvato dalle sue donne proprio poco prima di essere ucciso dai nazisti.Intanto, nella vita reale, l’arrivo di una nuova vicina di casa la dolce Nicol (Leslie Mann), subito ‘arruolata’ da Mark anche nel suo mondo in miniatura, contribuisce a sconvolgere la vita metodica dell’artista, che sta anche per rivedere in tribunale, suoi aggressori. Incubi e fantasmi ritornano, rendendo il confine tra realtà e fantasia sempre più labile. Zemeckis, a tratti, fatica a far arrivare la ricchezza emotiva e le contraddizioni del mondo dell’artista e il pubblico, almeno negli Usa, non ha ripagato la sfida del film. Steve Carell ha voluto interpretare Hogancamp (le cui opere sono sempre più richieste dalle grandi gallerie d’arte in Usa), principalmente, “per il suo coraggio. Contro ogni aspettativa – spiega l’attore nelle note di produzione – lui ha creato un proprio metodo di guarigione. E’ incredibile ciò che è stato in grado di raggiungere, la sua integrità come essere umano risplende. Volevo che queste qualità fossero evidenti nel mio ritratto”.
Matera 2019, in fila per avere i passDavanti alla prefettura in vista della cerimonia del 19 gennaio

MATERA09 gennaio 201911:27

– Decine e decine di persone sono in fila stamani davanti alla prefettura di Matera – sotto la pioggia – per ritirare il pass individuale per assistere alla fase finale della cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale europea della Cultura, in programma nella serata di sabato 19 gennaio. Ci sono stati anche momenti di tensione, ma successivamente, la situazione è migliorata.

Moda: romanità e Dolce Vita, Moschino sfila a CinecittàJeremy Scott sceglie Roma per prima volta per uomo e pre-donna

09 gennaio 201911:40

“Ho deciso di presentare la collezione Uomo e la pre-collezione Donna A/I 19 di Moschino, negli storici studi di Cinecittà a Roma, perché il mio fashion show-vuol essere un omaggio al grande Federico Fellini, che ha girato proprio qui alcune delle sue pellicole più iconiche. Infatti per le mie nuove proposte ho preso ispirazione dal suo lavoro e dai magnifici personaggi protagonisti di film come Roma, La Dolce Vita, Satyricon, 8 1/2, Casanova solo per citarne alcuni”.
Parola di Jeremy Scott, lo stilista americano che dal 2011 è il direttore creativo di Moschino, la maison italiana del gruppo Aeffe, fondata dall’irriverente Franco Moschino, che riusciva attraverso la sua moda ironica ad esprimere le sue acute critiche alla società. Dopo aver ridisegnato l’intera collezione e aver riletto le gag più famose di Franco Moschino (borse della spazzatura, slogan spiritosi, reggiseni-tazze) e attraverso gli occhi di un americano (borse McDonald’s, abiti popcorn, vestiti da ballo con etichetta nutrizionale, pellicce SpongeBob SquarePants) Scott vuole cimentarsi con la romanità e con il cinema di Fellini, il mito di una città e un regista per cui nutre ammirazione profonda. Ecco perché ha scelto per la prima volta di sfilare nella capitale, a Cinecittà, tra le rovine delle Terme di Caracalla dello studio 10, trasformate in sala da ballo del film La Dolce Vita. Qui sfilano modelli e modelle truccati da Gelsomina e Giulietta degli Spiriti, da Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, insomma in tutti quei personaggi indimenticabili dei capolavori cinematografici del grande regista italiano. Perfino l’invito, ha la forma di una spada tardo medievale con manico d’oro e pietre. E tra il pubblico della sfilata, oltre a Elisabetta Canalis e Claudia Gerini, non poteva mancare una delle star preferite di Fellini, la sempre effervescente Sandra Milo. La sfilata comincia. I modelli indossano cappotti in tweed spigato, ricamati con lettere latine e definiti da fasce di raso rosso e giallo oro, che ricordano antiche tavole cesellate.
Fasce da smoking e fiocchi di raso conferiscono ai capi del guardaroba maschile l’eleganza e il dramma dei vestiti couture.
C’è la Roma Imperiale e quella della Dolce Vita. I personaggi della sfilata strizzano l’occhio agli archetipi ritratti in diversi film felliniani: creature mitologiche romane e iscrizioni latine rivivono in stampe-foulard rosse e blu dalle proporzioni regali. L’armatura da centurione è reinventata e mixata con l’eveningwear per la donna e con lo sportswear per l’uomo. Gli opulenti abiti da corte della nobiltà romana sono accorciati, tagliati e sezionati per trasformarli in corpetti indossati su gonne dalla forma di gabbia, che rimandano ancora una volta all’immaginario di Fellini, al suo Circo. Le tute sono ingioiellate e ornate con ricami d’oro, a creare il disegno di “scheletri” preziosi, che mostrano costole e femori. Cappotti, parka e bomber mostrati da modelle-showgirl “fuori servizio”, sono destrutturati e bordati con pavé di baguettes. Sono imbottiti e trapuntati, rivisitati con un tocco militare per dargli un’aria più glamour e far convivere epoche diverse, il sogno di Fellini e la vivace creatività di Scott.

Gallagher in Italia, sarà a CollisioniIl 4 luglio al festival agrirock sulle colline delle Langhe

TORINO09 gennaio 201911:44

– Dopo Macklemore e Thirty Seconds to Mars Collisioni, il Festival agrirock di letteratura e musica sulle colline di Barolo, annuncia il ritorno in Italia per un’unica data di Liam Gallagher. Lo storico frontman degli Oasis si esibirà il 4 luglio nel cuore delle Langhe. Biglietti in vendita su ticketmaster e ticketone da venerdì 11 gennaio.
Dopo la parentesi con i Beady Eye, che si sono sciolti nel 2014, Gallagher ha pubblicato il disco ‘As You Were’, al primo posto nella classifica inglese degli album più venduti. L’album include il singolo ‘Wall of Glass’, il primo come artista solista), in cui Liam dà sfoggio di tutta la sua abilità vocale.
La registrazione del disco è avvenuta in due location e con due produttori: a Los Angeles assieme a Greg Kurstin e a Londra con Dan Grech-Marguerat. Il disco riprende, e rivisita allo stesso tempo, certe influenze musicali anni ’60.
Sanremo, Baglioni e il tema dei migranti: “Una farsa lo stop a 40-50 persone”Il direttore artistico: “Edizione ricorda ying e yang. Al momento nessun ospite internazionale. Nessuna censura sulle canzoni escluse”

09 gennaio 201915:18

“Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa”. Rispondendo alle domande dei cronisti nella conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo, che andrà in onda su Rai1 dal 5 al 9 febbraio, Claudio Baglioni prende posizione sul tema migranti. “Non credo che un dirigente politico di oggi abbia la capacità di risolvere il problema, ma almeno serve la verità di dire: è un grave problema, dobbiamo tutti metterci nella condizione di risolverlo”.”Credo che le misure prese dall’attuale governo, come da quelli precedenti, non siano assolutamente all’altezza della situazione. Ormai è una grana grossa: se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto. Il Paese è terribilmente disarmonico, confuso, cieco quasi nella direzione da prendere”, sottolinea Baglioni, per dieci anni anima di O’Scià, la manifestazione di arti e musica leggera svoltasi a Lampedusa per sensibilizzare sui temi della migrazione.”Già 25 anni fa – ricorda – sull’isola si avvertiva quello che sarebbe diventato il fenomeno degli sbarchi, degli arrivi per mare. L’intenzione della mia manifestazione e degli oltre 300 artisti che hanno partecipato era quella di dire: noi siamo preoccupati per il fatto che ci siano viaggi per mare irregolari. Ci auguravamo appunto che il movimento non cadesse in mano all’illegalità, allo sfruttamento, alla non gestione”.E invece “la classe politica e forse anche l’opinione pubblica hanno mancato: è stato un disastro culturale e gestionale con ripercussioni gravissime: oggi il nostro Paese è incattivito, rancoroso, nei confronti di qualsiasi ‘altro’, visto come un essere pericoloso. Ormai guardiamo con sospetto anche la nostra ombra”. Quest’anno, sottolinea ancora Baglioni, ricorre anche ilo 30/o anniversario della caduta del muro di Berlino: “In quel momento il mondo ha pensato di essere felice insieme, ora invece stiamo ricostruendo i muri, non li abbiamo mai abbattuti. E non credo che questo faccia la felicità degli esseri umani”. In questo contesto al festival di Sanremo, promette il direttore artistico, “ci attaccheremo all’idea del divertimento, della leggerezza e del correrci incontro, come fanno tutti gli eserciti di buona volontà. I fanti sono altri, quelli che tutti i giorni si dedicano al prossimo. Gli artisti possono essere almeno i trombettieri di qualche buona battaglia”.COME SARA’ IL FESTIVAL DI SANREMO 2019 – Virginia Raffaele e Claudio Bisio formeranno con Claudio Baglioni il terzetto dei conduttori. Andrea Bocelli con il figlio, Giorgia ed Elisa saranno ospiti del Festival, conferma Claudio Baglioni. “Con altri stiamo valutando la performance, comunque ci saranno almeno due ospiti cantanti a serata”. “Dopo Sanremo Giovani, ci saranno anche Pippo Baudo e Fabio Rovazzi. Ho proposto di fare con loro Pippo, Pluto e Paperino, ma non so se andrà in porto. Comici? Avendone già due non vorrei che Bisio e Raffaele si arrabbiassero”.Inoltre il festival corteggia Checco Zalone. “Ci saranno anche ospiti non canori, non possiamo fare i nomi, ma i cognomi… Zalone”, dice Claudio Bisio in conferenza stampa. “Sta girando in Kenya, vediamo se torna in tempo”, afferma il comico. E Baglioni aggiunge: “siamo un trio, potremmo diventare un quartetto. Come il Quartetto Cetra. Con forme di spettacolo sempre integrabile al concorso”.”La prossima sarà l’edizione 69 del festival di Sanremo. Il 69 richiama anche lo ying e lo yang, l’avvicinamento degli opposti, che insieme formano l’accordo”, ha aggiunto il direttore artistico.Baglioni li ha ribattezzati “fratello Sole e sorella Luna”: Claudio Bisio e Virginia Raffaele sono pronti alla loro prima volta insieme sul palco dell’Ariston. “Non abbiamo mai lavorato insieme, non vedevo l’ora”, spiega Bisio in conferenza stampa, in un continuo scambio di battute con l’attrice. “Avremmo dovuto fare Zelig insieme, ma non è successo. Temevo che fosse un po’ arrabbiata, non era vero. Ci siamo conosciuti un giorno a casa sua, era afona: pensate per un uomo una serata con una donna afona, è un sogno”, scherza. Gli fa eco Virginia: “Lo stimo da sempre, ero piccola e lui già lavorava… E’ un mostro. La cosa positiva – dice sorridendo – è che quest’anno devo imparare un nome solo, Claudio”. Poi ringrazia Baglioni “per avermi richiamata anche quest’anno, nonostante l’anno scorso lo abbia fatto passare per anziano, e l’anno scorso non lo era… Siamo solo all’inizio, cominceremo ora a lavorare, a scrivere simpaticissime situazioni. Speriamo di colorare il festival, ma saremo rispettosi verso la gara””Al momento non ci sono ospiti internazionali”, ha ribadito Baglioni. “Già l’anno scorso la regola d’ingaggio al festival era che anche l’ospite arriva e porta qualcosa e non prende soltanto. Io sto aspettando ancora proposte, ma al momento non ce ne sono. Il festival è internazionale per se stesso e non ha bisogno di ‘figurine'”.”Da parte nostra non c’è stata nessuna censura sulle canzoni presentate”, ha detto Baglioni, rispondendo a una domanda sull’esclusione del brano sulla pedofilia di Pier Davide Carone, che ha mobilitato i social. “Mi dispiace per la polemica che si è creata intorno all’esclusione di Carone insieme ai Dear Jack. Quella che abbiamo stilato è sicuramente una graduatoria opinabile, ma del resto l’infallibilità non esiste. Mi è costato dire di no”.

A teatro Foglietta, Riondino, MayBinasco dirige Don Giovanni, Bob Wilson firma il suo Oedipus

09 gennaio 201912:02

– Il ‘Don Giovanni’ secondo Valerio Binasco e Anna Foglietta con Paolo Calabresi in ‘Bella figura’ di Yasmine Reza, tutti a Roma; ‘Oedipus the King’ che Robert Wilson ha tratto da Sofocle a Napoli e Michele Riondino ne ‘Il Maestro e Margherita’ di Bulgakov riscritto da Letizia Russo a Barletta; il progetto internazionale de ‘La Balla di Johnny e Gill’ per Fausto Paravidino e Fiona May e Luisa Cattaneo in corsa con la ‘Maratona di New York’ di Edoardo Erba, tutti a Torino; fino a Edoardo Siravo con Monica Bonomi e Stefania Barca in ‘Amore, Ingenuità, Poesia, Sogno (Sillabari)’, dagli scritti di Goffredo Parise, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
‘Sold out’ in Cina per il Piccolo CoroPer il quarto anno, otto concerti tra Shanghai e Nanchino

BOLOGNA09 gennaio 201912:33

– Il nuovo anno del Piccolo Coro ‘Mariele Ventre’ dell’Antoniano e della direttrice Sabrina Simoni si è aperto per il quarto anno con una tournee in Cina – 30/a trasferta all’estero nella storia del gruppo – che ha fatto il ‘sold out’ in tutte le tappe. Otto gli spettacoli in due teatri, fra il 30 dicembre e il 5 gennaio: il Children’s Art Theatre di Shanghai – con cui l’Antoniano ha uno scambio culturale tutto l’anno – ha ospitato sei concerti, altri due il Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino, dove per la prima volta si è esibito un gruppo corale italiano.
Protagonisti i brani dello Zecchino d’Oro, da hit intramontabili come ‘Il coccodrillo come fa’ e ’44 gatti’ a successi più recenti come ‘La rosa il bambino’ e ‘Prendi un’emozione’. Non sono mancati tocchi di italianità, con una nuova versione di ‘Funiculì Funiculà’, e omaggi musicali in cinese, oltre alla cover di ‘Una vita in vacanza’, successo dello Stato Sociale con cui il Piccolo Coro ha duettato un anno fa al Festival di Sanremo.
Torna Christian De Sica e si raccontaDue date evento a Roma e Milano e poi Bologna, Torino, Ancona

09 gennaio 201919:46

Parole e canzoni allo specchio, accompagnato da uno spumeggiante sestetto musicale con cui si racconta al pubblico: Christian De Sica torna a teatro dal 30 marzo con il suo nuovo spettacolo “Christian racconta Christian De Sica”.Lo spettacolo farà tappa a Roma (30 marzo), Bologna (5-6 aprile), Milano (14 aprile), Torino (18 aprile), Ancona (26 aprile). Le tappe di Roma e Milano vedranno sul palco anche l’Orchestra Sinfonica diretta dal maestro Marco Tisio per due date evento tra musica e teatro.De Sica rivivrà gli incontri della sua vita e gli aneddoti della sua grande carriera, accanto a lui sul palco Pino Stabioli, brillante interprete d’eccezione e cerimoniere dello show, che dialogherò con De Sica. “Christian racconta Christian De Sica” contiene monologhi irresistibili e storie commoventi che riguardano il grande papà Vittorio, l’infanzia e il cinema di Natale che ha accompagnato la storia italiana negli ultimi 30 anni.Christian De Sica passa dall’incontro con un’attempata e fantasiosa Wanda Osiris al ricordo del liceo con Carlo Verdone, dai pezzi swing italiani e stranieri alle intramontabili note di Sinatra. Insieme alla sua band e al pianoforte del maestro Biseo, Christian racconta De Sica cantando ed entusiasmando.”Christian racconta Christian De Sica”, prodotto da Niccolò Petitto e distribuito da Berti Live in collaborazione con Concerto Music, è scritto da Christian De Sica insieme a Raffaello Fusaro. Ecco le date: 30 marzo ROMA, Auditorium Parco della Musica 5-6 aprile BOLOGNA, Teatro Celebrazioni 14 aprile MILANO, Teatro degli Arcimboldi 18 aprile TORINO, Teatro Colosseo 26 aprile ANCONA, Teatro delle Muse.

A Prenz,Applebaum,Podversi Premio NoninoLa consegna dei riconoscimenti il 26 gennaio a Ronchi di Percoto

UDINE09 gennaio 201913:43

– Sono lo scrittore argentino di origine istro-croata Juan Octavio Prenz, il produttore vitivinicolo friulano di minoranza slovena, Damijan Podversic, e la storica e giornalista statunitense naturalizzata polacca Anne Applebaum i vincitori della 44/a edizione del Premio Nonino, ideato e organizzato dal 1975 dalla celebre famiglia di distillatori friulani. A Damijan Podversic e alla Ribolla Gialla viene assegnato il Premio Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’Oro “per aver dato appassionato impulso alla coltivazione della Ribolla gialla, antico vitigno autoctono della regione”. Il Premio Internazionale Nonino va a Juan Octavio Prenz, “che unisce in un’opera inconfondibile la fantasia epica della grande letteratura latinoamericana e l’ombra misteriosa in cui si dissimulano i personaggi della grande letteratura mitteleuropea”. Il premio Premio Nonino a ‘un Maestro del nostro tempo’ va ad Anne Applebaum, “una delle più grandi testimoni morali del nostro tempo”. La consegna si terrà il 26 gennaio.
Omicidio di Ruggero Pascoli in dialetto’La s-ciuptèda’ (La fucilata) di Miro Gori in un libro e un cd

CESENA09 gennaio 201913:46

– L’omicidio di Ruggero Pascoli, padre del poeta, raccontato in un libro e in un cd. ‘La s-ciuptèda (La fucilata)’ è il titolo del cofanetto, basato su un testo in dialetto scritto da Miro Gori, fondatore del ‘Processo’ storico di ogni 10 agosto a San Mauro Pascoli. Il cd mette sotto forma di spettacolo il testo, con la voce di Elena Bucci, regia del suono di Luigi Ceccarelli, i clarinetti (e non solo) di Paolo Ravaglia.
Al centro del lavoro c’è uno dei delitti impuniti più celebri della storia d’Italia. Il 10 agosto 1867 Ruggero Pascoli veniva ucciso in un’imboscata mentre tornava a casa in calesse. Il delitto segnò per sempre la vita del poeta, tanto da risuonare nelle celebri poesie ‘X agosto’ e ‘La cavalla storna’. “I monologhi di La s-ciuptèda sono in parte frutto d’invenzione e in parte si basano su documenti scritti e racconti orali – dice Gori – Sono stati composti nel dialetto romagnolo di San Mauro Pascoli, la lingua nella quale sono accaduti e della quale hanno bisogno per essere rievocati”.
Pitti Uomo, l’outdoor contamina il lussoI capi classici cedono all’hi-tech, tra ricerca e sartoria

FIRENZE09 gennaio 201914:02

– Tra ricerca e sartoria, l’outdoor contamina il guardaroba maschile d’alta gamma presentato a Pitti Uomo, i capi e gli accessori connotati da materiali di qualità.
Dal layering alle silhouette, appare un nuovo concetto di guardaroba dell’uomo contemporaneo, in cui forme design convivono con soluzioni tecno-sportive, e dove i materiali hi-tech si presentano come la risposta più adeguata alle esigenze di comfort e vestibilità. Accadrà dunque che il prossimo inverno si vedrà il maschio in questione fare shopping in outfit da esploratore, lasciate da parte le sneakers, optando invece per comodi scarponcini da montagna, mentre i jeans saranno sostituiti da caldi pantaloni di velluto con pinces.
Insomma un’escursione in Scozia e un ideale viaggio tra le montagne ispirano un viaggio futuristico in alta quota che esalta capi tecnici, progettati con materiali leggeri e innovativi per proteggersi dal freddo e dalle condizioni di meteo estreme.
Capsule impermeabili Allegri CottweilerCollaborazione del marchio italiano con il duo Cottrell Dainty

FIRENZE09 gennaio 201914:03

Il duo di designer Ben Cottrell e Matthew Dainty, noti come Cottweiler, sono designer speciali che rispondono istintivamente all’ambiente. Con una visione del design moderna e una particolare attenzione alla fabbricazione e alla vestibilità, i Cottweiler creano nuove modalità per il guardaroba contemporaneo. Allegri presenta a Pitti Uomo N. 95 una nuova capsule creata in collaborazione con Cottweiler dove heritage e design diventano la sintesi di una nuova estetica che combina eleganza con funzionalità e stile, applicati ad una capsule grintosa di dieci impermeabili.
La collezione è ispirata al mondo marino e acquatico, dove elementi legati all’abbigliamento sportivo della pesca subacquea e dell’apnea, vengono incorporati all’interno dei tradizionali capi Allegri. Layer termici removibili sono combinati con tessuti speciali che esplicitano l’eccellente know-how italiano e le nuove tecnologie avveniristiche, portando il mood sportivo nell’abbigliamento formale quotidiano.
Weinstein a processo il 6 maggio5 capi di imputazione per incontri non consensuali con due donne

NEW YORK09 gennaio 201914:43

– Il processo per molestie sessuali contro Harvey Weinstein e’ stato fissato il 6 maggio. Lo hanno indicato gli avvocati del ex produttore in documenti presentati in tribunale. La data del processo segue di due settimane la decisione del giudice James Burke di non archiviare le accuse.
Weinstein deve rispondere di cinque capi di imputazione per incontri sessuali non consensuali con due donne. Un’udienza preliminare in vista del processo e’ stata fissata da Burke il 7 marzo. La data del 6 maggio e’ emersa in documenti che gli avvocati di Weinstein hanno presentato in relazione a una serie di cause civili contro il produttore. Weinstein chiede che queste azioni legali siano sospese fino alla conclusione del processo penale per evitare che emergano informazioni potenzialmente dannose nei suoi confronti.
Un ballo in maschera di Verdi a ParmaLo spettacolo aprirà la stagione lirica il 12 gennaio

PARMA09 gennaio 201914:55

– “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi aprirà il 12 gennaio alle 20 la stagione lirica del Teatro Regio di Parma (repliche 16, 17, 18, 19, 20 gennaio).
Nell’occasione verrà ripreso lo storico allestimento realizzato da Giuseppe Carmignani in occasione del Centenario verdiano del 1913, le cui scene dipinte su carta tornano a rivivere dopo il ripristino curato da Rinaldo Rinaldi.
A firmare la regia dello spettacolo, coprodotto con Auditorio de Tenerife e Royal Opera House Muscat, sarà Marina Bianchi, mentre sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana, dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia e del Coro del Regio salirà Sebastiano Rolli. Nei ruoli principali ci saranno Saimir Pirgu (Riccardo), Leon Kim (Renato), Irina Churilova (Amelia), Silvia Beltrami (Ulrica), Laura Giordano (Oscar). L’opera, nel centenario della morte del direttore parmigiano Cleofonte Campanini, ideatore e finanziatore delle celebrazioni verdiane del 1913, è dedicata a Marcello Conati, musicologo recentemente scomparso.
Torna Retape con la musica romanaIl via l’11 gennaio all’Auditorium con i Kutso

09 gennaio 201915:19

– Ritorna Retape, la rassegna prodotta da Musica per Roma e dedicata alla musica della capitale che da festival di due giorni è diventata nel tempo una doppia rassegna di concerti, Retape Lab all’Auditorium Parco della Musica e Retape Off nei migliori locali romani, con un gran finale a giugno, Retape Festival, per due giorni nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Retape Lab prenderà vita dall’11 gennaio al Teatro Studio dell’Auditorium, presentando nove appuntamenti, fino a maggio, con alcune delle più interessanti realtà della musica della Capitale, Kutso, Emilio Stella, Le Sigarette, Bartolini, Barberini, Filo Vals, Veeblefetzer, Deca e Iva Collister. La seconda rassegna, Retape Off, prenderà il via il 29 gennaio, ed è un modo per collegare l’attività dell’Auditorium con quella dei club romani, presentando quattro appuntamenti in altrettanti locali, ‘Na Cosetta, Riverside, Route 66 e Wishlist. A esibirsi, in questi appuntamenti, saranno Cecilia, i Santi Bevitori, Sonix e Il Grido.
Maxxi: 2018 in crescita, biglietti +11%Arrivano biglietto “Mini” per studenti e “Last Hour”

09 gennaio 201915:35

– Un anno che si è appena chiuso in crescita e tante nuove iniziative in serbo per il 2019: il Maxxi festeggia grazie ai 204 mila visitatori delle sue mostre del 2018, provenienti da tutto il mondo, con un +11,26% di biglietti venduti e +21% di incassi rispetto all’anno precedente.
Tra le novità per il 2019 il biglietto “Mini” per gli studenti (ogni mercoledì a partire dalle 14,00) e quello “Last Hour” a partire dalle 17.30 e, il sabato, dalle 20.30, entrambi a 5 euro. Resterà la gratuità della Collezione permanente dal martedì al giovedì e, nei mesi estivi, torneranno le domeniche gratuite.
Tornando al 2018 boom durante le feste di Natale con oltre 1.000 visitatori al giorno. Nel solo mese di dicembre, i visitatori sono aumentati del 18% rispetto all’anno precedente e i ricavi di biglietteria del 50%. L’acquisto delle card myMAXXI, l’abbonamento che consente l’ingresso illimitato alle mostre, alla biblioteca e agli eventi culturali del museo per un anno, triplica rispetto al 2017: nel 2018 ne sono state vendute 3.000, di cui 550 solo nel mese di dicembre. In 430.000 hanno animato gli spazi interni ed esterni del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, compresi i fruitori della ricca e varia offerta culturale che comprende tra l’altro, oltre le mostre, lecture, incontri, proiezioni, performance, corsi di alta formazione (290 partecipanti), un progetto di alternanza scuola lavoro (660 studenti), attività educative (cui hanno partecipato oltre 23.000 persone tra studenti, insegnanti, famiglie) e che fanno del MAXXI sempre di più un luogo aperto alla città e al mondo, spazio di dialogo e confronto, laboratorio di idee e di futuro.
I fruitori della biblioteca, studenti e studiosi, sono stati oltre 13.000 e diverse centinaia quelli del Centro Archivi di Architettura e Arte.
Led Zeppelin, 50 anni fa il loro primo albumParadigma hard rock fu registrato in 36 ore con 2000 sterline

09 gennaio 201915:43

Le fiamme divorano lo Zeppelin LZ129 Hindenburg mentre tenta di attraccare al pilone di ormeggio della Stazione Aeronavale di Lakehurst nel New Jersey. La copertina del primo album dei Led Zeppelin, uscito negli Stati Uniti il 12 gennaio del 1969, non lascia spazio ad equivoci sul suo contenuto: il dirigibile di piombo sprizza fuoco e fiamme. Pubblicato da Atlantic Records è il primo lavoro in studio dei Led Zeppelin. Schizzò al decimo posto della classifica Billboard, arrivando a luglio a conquistare il disco d’oro. Per confezionarlo Page, insieme a Robert Plant alla voce, John Paul Jones al basso e John Bonham alla batteria, si era chiuso per trentasei ore negli Olympic Studios di Londra. Una corsa contro il tempo e contro il budget irrisorio: meno di duemila sterline, copertina compresa. Una scelta obbligata per riuscire a mettere sul nastro esattamente quello che Page voleva, senza subire alcun tipo di influenza da una compagnia discografica.  Led Zeppelin, così si chiamava l’album, schizzò subito al decimo posto della classifica Billboard, arrivando a luglio a conquistare il disco d’oroASCOLTA I LED ZEPPELIN DA YOUTUBE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via il progetto Kantoratelier
Anteprima il 14 gennaio a Milano, dal giorno dopo a Firenze

09 gennaio 201917:15

– Con il concerto “Convivium”, anticipato al Conservatorio Verdi di Milano il 14 Gennaio, aprirà ufficialmente il 15 gennaio il progetto fiorentino Kantoratelier: una famiglia d’arte e d’affetti, insieme sul palco e nella vita, composta dal Alexander Lonquich, celebre pianista e direttore d’orchestra, reduce dal trionfo internazionale di “Schubert 1828”, la moglie pianista e drammaterapeuta Cristina Barbuti, Tommaso Lonquich, clarinettista in brillante carriera mondiale, Irena Kavcic flautista di solida fama.
Con un programma che spazia da Stravinsky alla Techno Parade di Connesson, da Debussy a Jolivet e Martin, lo spirito stravagante, irrituale e aperto di Kantoratelier sarà subito chiaro sia sul tradizionale palco milanese sia nella sede inusuale di Firenze, al contempo vera casa della famiglia Lonquich e luogo pubblico, salotto di famiglia e palco aperto alla città e a chiunque voglia partecipare al fitto calendario di concerti, seminari, letture ed eventi trasversali che lo animerà per tutto il 2019.
A Roma il festival danza spagnolaSette appuntamenti dal 10 al 20 gennaio al Parco della Musica

09 gennaio 201916:28

– Sette appuntamenti in scena nella capitale dal 10 al 20 gennaio: ritorna all’Auditorium Parco della Musica il Festival di danza spagnola e flamenco che da quest’anno avrà cadenza annuale e porterà sulla scienza romana le migliori tendenze della danza spagnola e della sua massima espressione. Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Roger Salas e la consulenza di David Lopez, è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura spagnolo e dell’Ambasciata di Spagna a Roma. A partire da questa edizione il festival gode del supporto della Comunità autonoma d’Andalusia l’ente amministrativo che è il massimo promotore mondiale di tutte le forme d’arte legate al flamenco “Con l’edizione del 2019 prende il via anche l’ambizioso progetto di dedicare una serata ai giovani talenti (coreografe e coreografi, ballerine e musicisti under 34) che infondono sangue nuovo nel corpo di questa grande forma d’arte”, spiega il direttore artistico Roger Salas. “A Roma – continua Salas – andrà inoltre in scena la prima assoluta della nuova avventura condivisa di due straordinarie figure del mondo flamenco: la bailaora e coreografa sivigliana Belén Maya e la cantaora catalana Mayte Martín; la chitarrista Antonia Jiménez e il suo ensemble offriranno un concerto unico, mentre un ciclo di titoli storici e moderni del cinema spagnolo presenterà una panoramica del balletto flamenco e della sua evoluzione e costituirà l’occasione di vedere sullo schermo miti quali Antonio Ruiz Soler (El gran Antonio), Carmen Amaya e Antonio Gades. Due giovani ballerini dal futuro promettente, El Yiyo ed El Tete, daranno un saggio della potenza del nuovo flamenco maschile; la compagnia di Jesús Carmona approderà a Roma dopo i successi riportati in America e in Asia; Emilio Ochando mostrerà con il suo gruppo di ballerini un’altra faccia delle nuove tendenze del flamenco e della danza tradizionale spagnola. Infine Falla 3.0, il concerto del Camerata Flamenco Project, attualizzerà con grande rispetto e creatività le sonorità della musica eterna e ispirata di Manuel de Falla”.
Turandot, confronto tra Asia e EuropaA Bolzano prima europea dopo debutto a Pechino

BOLZANO09 gennaio 201916:33

– Turandot è un confronto teatrale tra Asia e Europa: una coproduzione internazionale tra China National Peking Opera Company, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Metastasio di Prato che dopo il debutto in prima assoluta a Pechino le scorso dicembre, sta trascorrendo una settimana di residenza artistica a Bolzano per essere presentata in prima europea dal 10 al 13 gennaio al Teatro Comunale nell’ambito della stagione dello Stabile.
Favola per antonomasia dell’esotismo orientale, ricca di colpi di scena, agnizioni e promesse ferali, Turandot è divenuta nel tempo (da Gozzi a Puccini) l’emblema del nostro immaginario verso la grande Cina. Per la prima volta il regista italiano Marco Plini, artista che spazia sapientemente tra repertorio contemporaneo a classico, si confronta con la tradizione dell’Opera di Pechino per l’occasione diretta da Xu Mengke, proprio a partire dalla novella del principe Calaf e della principessa Turandot, nell’adattamento di due drammaturghi cinesi Wu Jiang e Wu Yuejia.
La Favorita domina ai Bafta, nomination per Dogman 12 candidature per film Lanthimos con Olivia Colman

09 gennaio 201918:59

Dogman di Matteo Garrone è tra i candidati agli inglesi Bafta per il miglior film straniero. Le nomination degli ‘oscar’ uk sono state annunciate il 9 gennaio. La Favorita ha ottenuto 12 candidature: il film di Yorgos Lanthimos è in lizza per la regia e in gara ci sono anche la protagonista Olivia Colman Queen Anne (fresca di Golden Globe), Rachel Weisz e Emma Stone.Bohemian Rhapsody, Il primo Uomo – First Man, Roma e A Star Is Born hanno avuto ciascuno sette nomination. Seguono Vice – L’uomo nell’ombra con sei, BlacKkKlansman con cinque, Cold War e Green Book ne hanno quattro ciascuno. Can You Ever Forgive Me?, Il ritorno di Mary Poppins, Maria regina di Scozia e Stanlio & Ollio tre candidature.Il film di Garrone con Marcello Fonte compete con Roma di Alfonso Cuaron, Cold War di Pawlikowski, Cafarnao di Nadine Labaki e Shoplifters di Hirokazu Kore-eda.

Kinney, nuovo diario con amico della SchiappaIn Italia per Il Castoro a maggio 2019 in 100 mila copie

09 gennaio 201917:00

– Le storie di Greg Heffley raccontate attraverso gli occhi di un narratore d’eccezione, Rowley Jefferson, il suo migliore amico. Arriva ‘Diario di un amico fantastico. Il giornale di bordo di Rowley Jefferson’, il primo libro dell’autore best seller Jeff Kinney scritto al di fuori della sua serie dei record ‘Diario di una Schiappa’ che lo ha portato a essere inserito tra le 100 personalità più influenti al mondo da Time Magazine. Il nuovo libro a fumetti di Kinney, con oltre 350 illustrazioni in bianco e nero, sarà nelle librerie italiane a maggio 2019 per Il Castoro, con una tiratura di 100 mila copie, e sarà disponibile anche in ebook, sempre nella traduzione di Rossella Bernascone, come per tutta la serie Diario di una Schiappa di cui a novembre 2019 esce nel nostro Paese il tredicesimo volume.
L’uscita italiana sarà preceduta da quella negli Stati Uniti e in Canada dove Diary of an Awesome Friendly Kid:Rowley Jefferson’s Journal arriverà il 9 aprile 2019 con una tiratura prevista di 3 milioni di copie. A seguire uscirà in oltre 18 paesi in tutto il mondo nel corso dell’anno.
In ‘Diario di un amico fantastico’ l’intrepido e allegro Rowley accetta di assumere il ruolo di biografo, raccontando la storia del suo grande amico Greg. Ovviamente dalla sua personalissima prospettiva e con qualche sorpresa. Si scopre infatti, fin dalle prime pagine, che Rowley forse non è stato la scelta migliore per questo incarico. La sua “biografia di Greg” racconterà più di se stesso che del suo migliore amico con grande disappunto di Greg! ‘Diario di un amico fantastico’ sarà dunque un’occasione per vedere il mondo di Diario di una Schiappa da una prospettiva completamente nuova e inedita e con esiti esilaranti.
Jude Law e John Malkovich, prima foto The New PopeI due protagonisti insieme nella serie Sky di Sorrentino

09 gennaio 201917:16

Diffusa oggi la prima immagine ufficiale di The New Pope, la nuova produzione originale Sky, HBO e CANAL+, con protagonisti i due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich.Li si vede insieme entrambi vestiti con il tradizionale abito bianco assoluto papale, con la la croce dorata al collo e lo zucchetto sulla testa, in primo piano il più giovane, attaccato alle spalle che sorride il secondo, sono in una stanza arredata, sullo sfondo quadri e cornici in oro. Tutti gli otto episodi sono diretti dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, regista, tra gli altri, de “La grande bellezza” e di “The Young Pope”. Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Massimo Ghini, Maurizio Lombardi. The New pope, la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises.L’attore 64enne, Malkovich è davvero l’erede del Lenny Belardo interpretato da Jude Law? La prima stagione, come sappiamo, si era chiusa con un interrogativo sul destino del primo papa americano della storia della Chiesa, appeso a un filo fra la vita e la morte. Law si sapeva e la foto è la conferma ufficiale, in The New Pope tornerà e, trattandosi del mondo di Sorrentino, potremmo anche pensare che lo scatto altro non siano che un un sogno dai contorni incerti.The New pope, è una serie originale Sky-HBO-CANAL + prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e co-prodotta da Haut et Court TV e Mediapro. Il distributore internazionale è Fremantle.

Leonardo, il disegno tra arte e scienzaAi Musei Reali di Torino oltre 50 opere, tra cui l’Autoritratto

TORINO09 gennaio 201917:54

– C’è anche il celeberrimo Ritratto di vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo, tra le oltre 50 opere che compongono “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro”, la mostra che i Musei Reali di Torino dedicano al grande genio toscano in occasione del 500° anniversario della sua morte.
Allestita dal 15 aprile al 14 luglio, l’esposizione indaga le ricerche tra arte e scienza svolte attraverso la tecnica del disegno dall’artista nel corso della sua vita, dalla giovinezza alla maturità. Il percorso ruota sul nucleo di autografi di Leonardo conservati alla Biblioteca Reale di Torino, che comprende tredici disegni acquistati dal re Carlo Alberto nel 1840, e il celebre Codice sul volo degli uccelli, donato nel 1893 da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I. Nelle diverse sezioni della mostra, i disegni di Leonardo vengono messi in relazione con alcuni importanti lavori di altri grandi artisti, dai fiorentini Andrea del Verrocchio e Pollaiolo, dai lombardi Bramante e Boltraffio, fino a Michelangelo e a Raffaello.
Musica, 11 inediti di Gianmaria TestaI brani raccolti dalla moglie Paola Farinetti

TORINO09 gennaio 201918:03

– Esce il 18 gennaio ‘Prezioso’, album postumo di Gianmaria Testa, scomparso nel 2016. In tutto sono 11 le tracce raccolte da Paola Farinetti, moglie del cantautore, amatissimo in Francia e ‘scoperto’ dopo in Italia, e Roberto Barillari, ingegnere del suono. Un lavoro di grande poesia destinato a suscitare emozione tra gli estimatori di Testa.
Autore, compositore, cantante, profondamente radicato alle sue Langhe, ma con lo sguardo sempre verso l’altro e l’altrove, Testa avrebbe compiuto 60 il 17 ottobre. ‘Prezioso’ è il nono album (cd e vinile); il primo, ‘Montgolfières’, uscì in Francia nel 1995 e solo dopo in Italia, quando Oltralpe era già diventato famoso. Vi sono contenute 11 ‘tracce’ pensate fra le mura della casa di Castiglione Falletto o di Alba per album futuri o per altri artisti che spesso chiedevano la sua collaborazione. Il primo brano si intitola ‘Povero tempo nostro’.
Pitti Uomo, mostra su 50 anni Moon BootNella ex Stazione Leopolda “si ricorda lo “sbarco sulla Luna”

FIRENZE09 gennaio 201918:07

Moon Boot l’iconico marchio di doposci ideato da un’intuizione di Giancarlo Zanatta, fondatore del brand nel 1969, compie 50 anni, celebrando un viaggio straordinario nella moda, nel design e nel costume, che parte dal guizzo creativo avuto di Zanatta, ispirato appunto allo sbarco dell’uomo sulla Luna proprio di quel periodo e al fascino dell’impresa, fino a toccare il futuro del marchio che si avvia a firmare nuove licenze.
Per celebrare mezzo secolo di vita Moon Boot, ospite di Pitti Uomo a Firenze, l’azienda si è concessa una mostra celebrativa nella ex Stazione Leopolda, dove un percorso storico attraverso l’esposizione di 50 diversi modelli d’archivio, quanti sono gli anni festeggiati dal marchio, prelude alla scrittura del futuro del brand, un futuro che già oggi prende corpo con una prima licenza siglata con Swarovski per la realizzazione di una collezione luxury di Moon Boot, a tiratura limitata di soli 500 pezzi, cosparsi dai preziosi cristalli.
Tv: Sara e Marti,sorelle Disney cresconoDal 21/1 seconda stagione su Disney Channel e dal 14/3 film

09 gennaio 201918:08

– Le sorelle Sara e Marti tornano con le loro avventure quotidiane, nuove amicizie e la voglia di crescere. Dal 21 gennaio la serie prodotta da Stand By Me riprende con la seconda stagione, dal lunedì al venerdì alle 20.30 su Disney Channel (Sky 613) e su Sky On Demand. Le due sorelle (Aurora Moroni e Chiara Del Francia), dopo essersi adattate a Bevagna, in provincia di Perugia, sono alle prese con l’inizio delle scuole superiori.
“Abbiamo voluto affrontare il momento della crescita, quando si smette di essere bambini”, ha raccontato Simona Ercolani, ceo di Stand By Me, presentando la serie a Milano. Crescita vuol dire anche problemi di cuore, causati dall’arrivo di nuovi personaggi come lo spagnolo Manuel (Ivan Lapadula) e Gloria (Ginevra Francesconi), che diventerà la migliore amica di Marti.
Tra i nuovi personaggi, anche Odette (Odette Adado), che diventerà quasi una sorellina per le protagoniste. Il 14 marzo uscirà un episodio speciale al cinema.
Bambole salvatrici in Benvenuti a MarwenZemeckis racconta artista ‘sopravvissuto’ Hogancamp

09 gennaio 201918:51

– Un Paese abbandonato in Belgio durante la II Guerra Mondiale, Marwen (diventerà Marwencol), enclave di fashion dolls e action figures, interpreti di coraggiose guerriere in squadra con il capitano Hogie (pilota di guerra con una passione per le scarpe femminili) contro i nazisti e la letale Deja Thoris. E’ il mondo creato da Mark Hogancamp, dopo essere stato vittima nel 2000 di un brutale pestaggio che l’ha ridotto in fin di vita. L’artista, da oltre 15 anni, dà forma a incubi e rinascite, fotografando le avventure (diventate installazioni visive) dei suoi eroi e cattivi di plastica. Robert Zemeckis lo racconta unendo performance capture e live action in Benvenuti a Marwen, con Steve Carell mattatore in sala dal 10 gennaio distribuito da Universal.
Per il regista la vicenda di Hogancamp rappresenta “il trionfo dello spirito umano – ha detto a Screen Rant – e del potere curativo dell’arte”. Molti critici però hanno accusato Zemeckis di aver troppo edulcorato la storia.
Addio a Paoloni, megadirettore FantozziAveva 89 anni, 40 pellicole da Monicelli e Fellini a Verdone

09 gennaio 201919:00

È morto a 89 anni Paolo Paoloni, attore noto per aver interpretato il “megadirettore galattico” nella saga cinematografica di Fantozzi, il famosissimo personaggio ideato e interpretato da Paolo Villaggio. Paoloni aveva recitato in cinque film della saga: il primo Fantozzi del 1975, Il secondo tragico Fantozzi del 1976, Fantozzi in paradiso del 1993, Fantozzi – Il ritorno del 1996 e Fantozzi 2000 – La clonazione del 1999. Originario di Ancona, ma nato a Bodio in Svizzera, venne scoperto da Luciano Salce con cui esordì nel 1968 nel film La pecora nera.Non solo Fantozzi però nella lunga carriera dell’attore, che è apparso in più di 40 pellicole ha lavorato in oltre quaranta film, diretto anche da Dino Risi (In Nome del Popolo Italiano), Mario Monicelli (Il Marchese del Grillo), Fellini (E La Nave Va) e Carlo Verdone (Stasera a Casa di Alice-Benedetta Follia), Alessandro Siani (Si Accettano Miracoli).

Stile pop up Y/Project sfila Pitti UomoFit trasformabile di Glenn Martens nel chiostro S. Maria Novella

FIRENZE09 gennaio 201919:11

Uno stile “pop up”, ovvero trasformabile, ma nel fit nella misura, nelle proporzioni che in una parola rende il capo in oggetto “personalizzabile”.
E’ questo lo spirito sperimentale della collezione di Glenn Martens, direttor creativo di Y/Pproject, il marchio ospite di questa edizione di Pitti Uomo, che ha scelto Firenze ed il suggestivo scenario del Chiostro di Santa Maria Novella, per presentare le sue proposte per l’uomo.
Noto per la sua interpretazione giocosa di riferimenti storici, il designer del marchio francese, ha sviluppato un concept per il suo show a Firenze che punta a trasportare gli ospiti da qualche altra parte, fuori dal tempo e dallo spazio.
Intanto, la sfilata avviene la sera e il chiostro è immerso nell’oscurità: gli abiti della sfilata sono visibili soltanto se illuminati dalle torce distribuite agli ospiti all’ingresso dello spettacolo. Martens voleva che la sua moda fosse presentata in un’atmosfera surreale e la trovata delle luci è di aiuto.
Lin-Miranda star Broadway libraioSalva Drama Book Shop, gioiello in pericolo Times Square

NEW YORK09 gennaio 201919:29

– Ispirato dal leggendario film di Frank Capra “La vita e’ una cosa meravigliosa”, Manuel Lin-Miranda, che il pubblico cinematografico ha conosciuto Nel Ritorno di Mary Poppins, diventa libraio. Il poliedrico compositore, attore e autore di “Hamilton” e’ entrato in partnership con tre collaboratori per salvare il Drama Book Shop, una secolare libreria specializzata in testi teatrali che stava per chiedere i battenti a causa del caro-affitti a Manhattan.
La mossa a sorpresa segna uno sforzo per tenere in vita il negozio, un gioiello dell’area di Broadway, tanto che nel 2011 e’ stato insignito di un premio Tony, l’equivalente degli Oscar per il teatro. Vittima delle leggi spietate del mercato immobiliare, la libreria di recente aveva ricevuto lo sfratto.
Il team di “Hamilton” e la citta’ di New York stanno adesso cercando nuovi spazi piu’ a buon mercato a poca distanza nell’area di Midtown.
“Drama Book Shop e’ una gemma e un’istituzione culturale per New York. Vogliamo salvarla a tutti i costi”

Salemme scrivo gialli perché sorprendono’La bomba di Maradona’, storia dell’uccisione di un magistrato

TORINO09 gennaio 201920:24

– “Amo i gialli perché creano l’attesa, perché sorprendono il lettore giocando con lui, forse è per questo che piacciono a me e tanti lettori, sono consapevole che è un genere oggi particolarmente amato”. Lo ha detto il popolare regista e attore napoletano Vincenzo Salemme presentando al Circolo dei Lettori di Torino il suo primo romanzo ‘La bomba di Maradona’ (Baldini & Castoldi).
Il romanzo racconta l’uccisione di un magistrato integerrimo, in guerra con la malavita e la morte, dai contorni misteriosi, della moglie, subito dopo aver dato alla luce un figlio.
Un romanzo veloce, dalle molte facce, con i personaggi disegnati come in una sceneggiatura e tra loro intrecciati.
“L’ho scritto di getto, certo mi piacerebbe farne un film – ha spiegato Salemme – ma non è facile. La gente da me si aspetta film e storie da ridere e qui è diverso, capisco che non sia così facile trovare un produttore. Forse ci vorrebbe un regista diverso da me. I personaggi assomigliano a persone che ho conosciuto nella vita”.

Docufilm riscopre regista MattoliRegia di Franco Longobardi. Il 27/1 al Mic di Milano

MILANO09 gennaio 201915:19

– Con un’opera certosina di memoria perduta, la figura del regista Mario Mattoli – un grande del cinema ma forse poco ricordato – viene recuperata e disvelata.
Ci ha pensato Franco Longobardi, attore e regista a sua volta, con Lorenzo Bassi, a realizzare il docufilm ‘MATTOLISSIMO Il Cinema Sono io!’. La pellicola sarà proiettata domenica 27 gennaio al Mic, la Fondazione cineteca italiana), a Milano. In 84 minuti il lavoro di Mattoli (Il pirata sono io!, Miseria e nobiltà, Signori si nasce) viene ripercorso non solo come uno dei principali artefici del mito intramontabile di Totò, avendolo diretto più volte di chiunque altro, ma come padre del moderno cinema comico. Divi come Sordi, Sophia Loren, Tognazzi, De Sica, Fabrizi, Franchi e Ingrassia, Anna Magnani e appunto Totò, nonché autori come Federico Fellini, Steno, Garinei e Giovannini, devono a lui l’esordio o la prima opportunità di successo.
Oscar senza presentatoreRivelazione Variety,nessun candidato. Escluso ritorno Kevin Hart

NEW YORK09 gennaio 201919:10

– Per la prima volta in quasi 30 anni la prossima cerimonia degli Oscar sarà senza un presentatore. Lo rivela Variety dopo il no secco di Kevin Hart ad un suo possibile ritorno e all’orizzonte nessun candidato idoneo per la notte più importante del cinema.
Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, con una star che decide di presentare la cerimonia, la produzione della 91ma edizione degli Oscar che si terrà a Los Angeles il prossimo 24 febbraio sta pensando di selezionare diverse celebrità per introdurre i vari segmenti invece di un singolo nome di richiamo che da’ il via alla cerimonia con un monologo pieno di battute su Trump.
Mujica e Tupamaros, gli anni bui UruguayIn sala il film di Brechner su torture della dittatura militare

09 gennaio 201919:38

‘Una notte di 12 anni’, scritto e diretto da Alvaro Brechner (Bad Day To Go Fishing, Mr. Kaplan), ti fa apprezzare anche il più piccolo piacere, anche la semplice bellezza della fiamma di un fiammifero. Il fatto è che il film, in sala da domani con la Warner, racconta senza alcuna concessione, l’orrore di una tortura e di una prigionia durata appunto 12 anni. Siamo nel settembre del 1973. L’Uruguay è da un anno sotto il controllo di una dittatura militare che ha represso il movimento di guerriglia dei Tupamaros.In una notte d’autunno, come si vede a inizio film, nove prigionieri Tupamaros vengono portati via dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta che durerà ben dodici anni. Un’operazione in cui i tre Tupamaros seguiti nel film (esattamente Jose “Pepe” Mujica poi diventato amatissimo Presidente della nazione, Mauricio Rosencof, scrittore e poeta di fama, ed Eleuterio Fernandez Huidobro, ex Ministro della difesa di cui il regista ha raccolto le testimonianze), verranno spostati in diverse caserme, umiliati con ogni forma di tortura e assoggettati, come in un macabro demoniaco esperimento, a una nuova forma di operazione esistenziale per minare ogni loro resistenza psicologica. L’intento dell’esercito d’altronde era chiaro: “Visto che non possiamo ammazzarli, li condurremo alla pazzia.”Incappucciati, legati, in silenzio, privati delle necessità fondamentali, denutriti, i tre uomini saranno ridotti così ai minimi termini fino alla loro finale liberazione. “Che cosa resta di un uomo dopo che e stato spogliato di tutto? Isolato, fuori dal tempo, privato di qualsiasi stimolo, senza punti di riferimento a cui potersi aggrappare, i suoi stessi sensi incominciano a tradirlo. Ma qualcosa e radicato dentro di lui, qualcosa che nessuno puo’ portargli via: la sua immaginazione – così oggi a Roma il regista – Il progetto ha richiesto un lungo lavoro di ricerca e preparazione, durato oltre quattro anni in cui ho intervistato testimoni, storici, vittime e militari”. E ancora il regista di questo film molto bello e duro – già passato alla 75/ma edizione del Festival di Venezia nella sezione Orizzonti -:”Non volevo fare un prison-movie, ma una meticolosa ricostruzione storica degli eventi e soprattutto un percorso estetico e sensoriale, tale da consentire al pubblico di toccare da vicino l’esperienza di come si possa sopravvivere a una tale lotta interiore”.        [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 03:00 DI MARTEDì 08 GENNAIO 2019

ALLE 01:36 DI MERCOLEDì 09 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Addio William Sheppard, da Star Trek a Criminal Minds
Aveva 86 anni, a dare la notizia il figlio attore Mark

08 gennaio 2019 03:00

Ha interpretato ben 4 personaggi diversi nella saga di Star Trek, è stato Canton Everett Delaware III in Doctor Who, ha recitato in tantissime serie tv da Criminal Minds a Cold Case ed è stato un grande interprete a teatro. Si è spento a 86 anni l’attore britannico William Morgan Sheppard e a darne la notizia con un commovente messaggio sui social è il figlio, a sua volta noto attore, Mark Sheppard.
“Mia madre era al suo fianco, sono grato che non abbia dovuto soffrire più. Grazie per i vostri pensieri gentili, amore e preghiere” scrive Sheppard.

L’ora della verità per Johnny DeppDal 10 gennaio, ma in Usa thriller su detective Poole è bloccato

08 gennaio 201912:18

– In sala dal 10 gennaio, distribuito da Notorius Pictures, arriva in anteprima mondiale il nuovo film di Johnny Depp, City of Lies – L’ora della verità di Brad Furman bloccato in via precauzionale negli Stati Uniti, dopo aver avuto gravi problemi produttivi. Tratto dal romanzo candidato al Premio Pulitzer, Labyrinth di Randall Sullivan, City of Lies – L’ora della verità è un thriller evocativo e provocatorio, basato su fatti realmente accaduti, sul desiderio di giustizia e sulla ricerca della verità sopra ogni cosa.
Johnny Depp interpreta l’ex detective Russell Poole, noto per aver indagato sulla morte dei rapper Tupac Shakur e The Notorious B.I.G., assassinii tuttora rimasti irrisolti. Al suo fianco, nel ruolo di un giornalista che aiuta Poole nelle ricerche, il premio Oscar Forest Whitaker che torna a recitare con Depp a distanza di trent’anni, dopo il cult di Oliver Stone Platoon. Tra i doppiatori del film, che omaggia Tupac prestandogli la voce, Ghali, giovanissimo ma già affermato fenomeno trap.
Margot Robbie sarà BarbieAccordo Mattel-Warner Bros, nell’anno del 60/mo della bambola

08 gennaio 201916:06

– Compie 60 anni a marzo, ma se li porta decisamente bene Barbie e festeggia con un debutto ad Hollywood.
La bambola sarà interpretata in carne, ossia e capelli biondi da Margot Robbie nel primo film Live-action (dopo diversi di animazione). Mattel ha raggiunto un accordo con Warner Bros per la produzione e l’annuncio mette le ali ai titoli Mattel, che salgono all’avvio degli scambi a Wall Street del 4,77%.
Margot Robbie, che lo scorso anno ha sfiorato l’Oscar con l’interpretazione della pattinatrice Tonya, è attesa in sala il 17 gennaio come coprotagonista di Maria regina di Scozia, in cui interpreta la regina Elisabetta I. Nel nuovo atteso film di Tarantino è Sharon Tate in Once Upon a Time in Hollywood, incentrato sugli orribili fatti di sangue avvenuti al numero 10050 Cielo Drive a Los Angeles per mano di Charles Manson. “Nei suoi quasi 60 anni, Barbie ha consentito ai bambini di immaginarsi in ruoli dalla principessa al presidente. Sono onorata” ha detto l’attrice e produttrice australiana, 29 anni.
Un gorilla salva la famiglia di MatanoNel film di Miniero, Cristiana Capotondi, Petrolo e Scianna

08 gennaio 201919:37

– ‘Attenti al gorilla’ di Luca Miniero con Frank Matano e Cristiana Capotondi, film che ricalca il titolo di una famosa canzone di Fabrizio De André (a sua volte ripresa da Georges Brassens), è una rumorosa commedia con protagonista la forza terapeutica degli animali, tanto più se è quella del più umano di loro: il gorilla. Il film, in sala dal 10 gennaio distribuito da Warner Bros, con Lillo Petrolo, Francesco Scianna, Diana Del Bufalo e la voce fuori campo (quella del gorilla) di Claudio Bisio, ha come protagonista Lorenzo (Matano), un avvocato sull’orlo del fallimento professionale e familiare.La moglie Emma (Capotondi) con la quale ha tre figli adolescenti (tra cui due gemelle) vuole solo una cosa da lui: la firma che le permetta il divorzio e la possibilità di sposare la sua nuova fiamma (Scianna). Ma Lorenzo rimanda. Nel frattempo, però, nella sua casa, dove è sempre presente il suo impacciato e mamma-dipendente amico Jimmy (Petrolo), è letteralmente piombato un ingombrante gorilla ‘filosofo’ che lui ha salvato dallo zoo grazie a una causa. Lentamente l’animale, che aspetta come un migrante rifiutato di tornare in Africa, ricucirà tutte le ferite di questa famiglia piuttosto complicata.”Intanto è una storia vera accaduta in America – spiega a Roma Miniero, regista e co-sceneggiatore con Giulia Gianni e Gina Neri -. Il film, girato a Salerno, è sia per i bambini che per i genitori – aggiunge -, insomma è per tutta la famiglia e parla anche di accoglienza e ricostruzione”.”Il gorilla del film – dice Frank Matano, youtuber e personaggio tv confermato per il quarto anno nella giuria di Italia’s Got Talent, – è come il veicolo che scoperchia gli istinti primitivi soppressi ed è anche colui che insegna al mio personaggio a crescere i suoi cuccioli”. Matano, che insieme a Petrolo (il Lillo che fa coppia con Greg) è il vero motore comico di questa commedia, non ha mancato in ‘Attenti al gorilla. Quando la famiglia è una giungla’ (questo il titolo completo), di improvvisare. “Luca Miniero – dice – è molto spiritoso e sul set io e Lillo ci confrontavamo su come fare alcune scene e poi ne parlavamo con lui che era sempre disponibile”.Dice infine Cristiana Capotondi sul valore aggiunto degli animali: “Sono cresciuta con tanti cani che sono molto utili per l’educazione dei bambini. Prendersi cura degli animali domestici – aggiunge l’attrice – è un viatico per una buona educazione ed è certo, come capita nel film, uno stimolo per i figli del protagonista a frequentare di nuovo il loro papà”.

Tiziano Ferro, a novembre il nuovo albumLo sta ultimando insieme al produttore statunitense Timbaland

08 gennaio 201910:32

– Dopo alcune anticipazioni diffuse nei mesi scorsi attraverso i propri social network, Tiziano Ferro annuncia ufficialmente che il 22 novembre uscirà per Universal Music il suo nuovo album di inediti, che sta ultimando insieme al produttore statunitense Timbaland.
Il nuovo lavoro arriva a tre anni di distanza dal precedente Il Mestiere della Vita.
Musenich e Genova, l’ombra del MorandiTra letture cubiste bellezze città, l’incubo del ponte maledetto

GENOVA08 gennaio 201911:17

– Una mostra dedicata “alla genovesità, alla rettitudine dei genovesi”, al loro “saper stare in piedi in una terra complessa, difficile e meravigliosa”. Queste le parole di Enrico Musenich, considerato delfino di Lele Luzzati, che torna a Genova dopo aver assunto l’incarico di direttore allestimenti scenici al ‘Lirico’ di Cagliari e porta in mostra, tra l’altro, un bozzetto del 2013 che, guardato con il senno di poi, sembra premonitore: il ponte Morandi che schiaccia Genova.
La mostra di Musenich ‘Genova Spettacolare’ il cui vernissage è previsto per il 10 gennaio nel centro di Cultura delle attività forensi di Genova, oltre a illustrare la bellezza di una Genova secondo una lettura ‘cubista al contrario’, darà così anche l’opportunità di vedere la tavola sul Morandi realizzata da Musenich nel 2013. Il bozzetto, che non aveva nome, oggi si intitola ‘Come un’ombra nei ricordi’, frase mutuata da un’opera di Friedrich Nietzsche, e mostra un Ponte Morandi incombente.
Un’opera dai toni cupi, così diversa dai colori usati da Musenich per ri-costruire le bellezze di Genova. La mostra resterà aperta fino al 7 febbraio.

Tiromancino, dal 21/1 il tour teatraleSaranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra

08 gennaio 201913:49

– Parte il 21 gennaio “Fino a qui – Tour”, il tour teatrale dei Tiromancino. Federico Zampaglione e soci sono pronti a presentare live, in una versione originale, il loro ultimo progetto discografico “Fino a qui”, prodotto da Trident Music, oltre a molti celebri brani del loro repertorio.
Per la prima volta, i Tiromancino saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra, che vanta collaborazioni con numerosi artisti di fama internazionale (Sting, Kylie Monogue, Robbie Williams, Sam Smith, Luis Bacalov, tra gli altri).
L’orchestra è diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.
Per il concerto di Bologna, il 26 gennaio al Teatro Manzoni, salirà sul palco Luca Carboni che ha duettato con Zampaglione nel brano “Imparare Dal Vento”, contenuto del disco “Fino A Qui”. Queste le date: 19 gennaio, San Benedetto Del Tronto (data zero); 21 gennaio, Firenze; 26 gennaio, Bologna; 27 gennaio, Torino; 28 gennaio, La Spezia; 31 gennaio, Napoli; 3 febbraio, Milano; 14 febbraio, Martina Franca (TA); 1 luglio, Roma.
Turismo: via a progetto Parco Policentrico di Pinocchio

FIRENZE07 gennaio 201917:27

– Prende il via il progetto del Parco Policentrico Collodi Pinocchio, che prevede la realizzazione di nuove attrazioni, oltre alla riqualificazione del parco esistente e dell’intero abitato di Collodi: il progetto vede un forte investimento della Fondazione Collodi, con una prima tranche di circa 3,5 milioni. Il Comune di Pescia sosterrà il percorso attraverso i suoi strumenti di progettazione e pianificazione urbanistica.
“Siamo sulla buona strada, ci è voluto tempo, ma adesso possiamo dire di aver imboccato il giusto percorso grazie anche a un importante lavoro di squadra che diventa fondamentale quando si hanno obiettivi ambiziosi come questo”, ha affermato la vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Toscana, Monica Barni, che oggi ha presentato il progetto insieme al sindaco di Pescia Oreste Giurlani e al presidente della Fondazione Collodi Pier Francesco Bernacchi.
L’intero progetto avrà un costo di 50 mln di euro, e la sua realizzazione è prevista in lotti funzionali: il primo di questi sarà costituito dal nuovo Paese dei Balocchi.

Mengoni, altre 5 date per Atlantico TourPoker a Milano, tris a Roma, doppietta a Torino, Bari, Firenze

08 gennaio 201914:13

– A tre mesi dalle cinque anteprime europee dell’Atlantico Tour di Marco Mengoni che anticiperanno il tour europeo previsto per fine 2019, il live nei palasport che debutterà il 27 aprile a Torino, continua ad aggiungere appuntamenti. Cinque le nuove date che si aggiungono al calendario già annunciato: la quarta data di Milano prevista per il 5 maggio, la terza di Roma in programma l’11 maggio, raddoppiano Torino (28 aprile), Bari (14 maggio) e Firenze (22 maggio). Il tour segue la pubblicazione di Atlantico, l’ultimo album di inediti di Mengoni, uscito il 30 novembre per Sony Music, certificato disco di platino.
Queste le date: 8 aprile Berlino, 10 aprile Zurigo, 12 aprile Monaco, 14 aprile Parigi, 17 aprile Madrid. Dopo la tranche europea il tour girerà l’Italia: 27 e 28 aprile Torino, 1, 2, 4 e 5 maggio Milano, 8, 10 e 11 maggio Roma, 13 e 14 maggio Bari, 16 maggio Caserta, 18 maggio Eboli, 21 e 22 maggio Firenze, 24, 25 e 26 maggio Arena di Verona, 29 maggio Rimini, 30 maggio Bologna.
Una piazza Wanda e Salvatore FerragamoL’annuncio del sindaco di Firenze all’inaugurazione di Pitti

FIRENZE08 gennaio 201914:14

– Una piazzetta del centro storico di Firenze in Oltrarno, accanto a Ponte Vecchio, “sarà intitolata a Wanda e Salvatore Ferragamo”, fondatori della storica maison fiorentina: lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella all’inaugurazione di Pitti Uomo oggi a Palazzo Vecchio.
Wanda Ferragamo, scomparsa nell’ottobre scorso, è stata ricordata alla cerimonia anche da Antonella Mansi, presidente del Centro di Firenze per la moda italiana. “E’ un grande esempio a cui noi ci ispiriamo”, ha affermato.
20 anni senza De André e il suo pensiero liberoIl valore della sua opera resta intatto nel tempo

08 gennaio 201919:40

– Venerdì 11 gennaio è la data che sancisce i vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De André (il 18 febbraio avrebbe compiuto 79 anni). Ciò che colpisce di questa ricorrenza è il sentimento al tempo stesso di perdita e di presenza perché la sua opera e il suo pensiero rimangono intatte nella sfida del tempo rinnovandosi nel passaggio tra le generazioni. Basta pensare al successo che sta incontrando The André, un ragazzo che con la voce praticamente identica a quella di Faber, il soprannome creato dal suo fraterno amico Paolo Villaggio, rilegge con stile cantautorale i brani più celebri della trap italiana. E’ quello che succede ai grandi autori che sono riusciti a dare alla loro opera un valore universale, a interpretare sentimenti collettivi.Certo oggi, in questa epoca così travagliata, la mancanza del suo pensiero si fa più acuta. Resta la grande lezione di un canzoniere che è un simbolo di attenzione per chi di solito attenzione non ha, quegli ultimi della società che sono i veri protagonisti di un canzoniere dal valore inestimabile. Fabrizio De André è stato un intellettuale dotato di una voce straordinaria che si è votato alla musica dopo il successo ottenuto da Mina con “La canzone di Marinella”, (“senza di lei sarei stato un pessimo avvocato” raccontò) e che, come accade appunto solo con i grandi autori, ha portato fino a vette creative mai più raggiunte, il tessuto creativo generato dalla scuola genovese, quella di Tenco, Bindi, Paoli, Lauzi.De André aveva una straordinaria capacità di rielaborare i materiali, fossero le canzoni di Brassens (“Il gorilla”), l’antologia di Spoon River, l’opera di Edgar Lee Master da cui ha tratto “Non al denaro non all’amore né al cielo”, un album del 1971 che ancora oggi rimane tra i capolavori assoluti della musica italiana, le intuizioni di chi gli lavorava vicino. Come quella di Mauro Pagani che, nel 1984, in anticipo sui tempi, e per questo suscitò l’entusiasmo di David Byrne, lo ha portato nei territori della World Music, in un viaggio attraverso le musiche del mediterraneo che ha generato “Creuza de ma”, un album cantato in genovese dal respiro internazionale. E come non dare un significato simbolico oggi a un’opera basata sul concetto del mare come elemento unificante, vitale, di incontro tra culture diverse? Nel momento in cui si ricordano i vent’anni dalla morte, viene da pensare al valore quasi evangelico dei testi di un autore non credente, ma che aveva rielaborato i vangeli apocrifi (“La buona novella”) e che per tutta la vita si è occupato di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”.Meglio di qualsiasi ragionamento è il testo di “Smisurata preghiera”, ultimo brano dell’ultimo album della carriera di De André, “Anime salve”, scritto con Ivano Fossati e pubblicato nel 1996. Il testo è dichiaratamente ispirato al “Gabbiere” di Alvaro Mutis e lo stesso De André sentì il bisogno di fornirne un’interpretazione: “E’ una specie di riassunto dell’album stesso: è una preghiera, una sorta di invocazione… un’invocazione ad un’entità parentale, come se fosse una mamma, un papà molto più grandi, molto più potenti. Noi di solito identifichiamo queste entità parentali, immaginate così potentissime come una divinità; le chiamiamo Dio, le chiamiamo Signore, la Madonna. In questo caso l’invocazione è perché si accorgano di tutti i torti che hanno subito le minoranze da parte delle maggioranze. Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi… dire ‘Siamo 600 milioni, un miliardo e 200 milioni…’ e, approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di poter essere in grado, di avere il diritto, soprattutto, di vessare, di umiliare le minoranze. La preghiera, l’invocazione, si chiama “smisurata” proprio perché fuori misura e quindi probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso”. E intanto restano questi versi: “Coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie la maggioranza sta come una malattia come una sfortuna come un’anestesia come un’abitudine per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità”.

Pitti Uomo, nuovo guardaroba è BritishLinee pulite, velluti e tartan, retrò da gentiluomo di campagna

08 gennaio 201914:49

– Il nuovo guardaroba maschile presentato a Pitti Uomo n.95 viene rinnovato all’insegna del British style, di un rinnovato stile dalle linee pulite, dai nobili tessuti, dai tocchi retrò riletti in chiave attuale, per un maggior confort e un’eleganza contemporanea.
Ma quanto è British il nuovo vestito maschile (parafrasando una canzone della Dark Polo Gang)? E soprattutto quali griffe hanno interpretato il nuovo classico alla maniera dei sarti anglosassoni? Come primo esempio il marchio Gabriele Pasini per l’A/I 2019-2020 punta al tartan, sviluppato partendo da giacche e camicie, per arrivare a cappotti, sciarpe e cappe, per un total look dal sapore decisamente Old England. Tartan anche da Manuel Ritz. Paoloni abbraccia il mondo della maglieria. Luigi Bianchi Mantova interpreta i codici sartoriali mantenendo l’equilibrio fra calore e leggerezza, tema cruciale per la stagione fredda. Da Lardini è il viaggio il fil rouge della collezione. L.B.M.1911 dipinge uno stile da gentleman di campagna.
Calabresi, traditore con Anna FogliettaProtagonista di Bella figura, poi leader Nord sul set con Bisio

08 gennaio 201914:54

– ”Il tradimento? Si affaccia tutti i giorni, almeno in testa. Poi bisogna vedere come reagisci”.
Parola di Paolo Calabresi (”quattro figli, incredibilmente tutti con la stessa moglie”, scherza), con Anna Foglietta imprenditore rampante e traditore incallito di Bella figura, la nuova commedia di Yasmina Reza che con la regia di Roberto Andò è all’Ambra Jovinelli di Roma dal 9 al 27/1, per riprendere poi la prossima stagione. Nel cast, Simona Marchini, David Sebasti e, alternate, Anna Ferzetti e Lucia Mascino. Ancora a teatro a marzo, con Serena Autieri ne La menzogna di Florian Zoeller, regia di Piero Maccarinelli, ma intanto Calabresi torna sul set per Bentornato Presidente, sequel di Benvenuto Presidente con Claudio Bisio, ora diretto da Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, in uscita in primavera. ”Nel film – anticipa – sarò un leader del Nord, non molto contento che l’Italia si popoli di persone di lingua e colore della pelle diversa. Ovviamente, un personaggio assolutamente immaginario…”

Charles Freger all’Armani/SilosEsposte oltre 250 immagini, ricerca antropologica sulle comunità

08 gennaio 201914:57

– Una ricerca antropologica che si focalizza su diverse comunità, gli individui che le compongono e i codici di abbigliamento che adottano per far parte del gruppo: è la retrospettiva ‘Fabula’, dedicata al lavoro del fotografo francese Charles Fréger, che aprirà il 12 gennaio all’Armani/Silos in occasione della settimana della moda uomo di Milano.
In mostra, oltre 250 immagini, dalla serie dei nuotatori di pallanuoto – Water Polo – dell’anno 2000 alle immagini più recenti come quelle della serie Mardi Gras Indians, scattata nel 2016. La selezione include ritratti della squadra di pattinaggio su ghiaccio finlandese (Steps), immagini dei giovani lottatori di Sumo (Rikishi) e degli eserciti europei e delle loro uniformi di rappresentanza (Empire), foto di soldati Sikh (Sikh Regiment of India) e degli elefanti di Jaipur (Painted Elephants), fino alle serie Wilder Mann e Yokainoshima, dedicate alle maschere tradizionali inserite in un contesto rurale.
Dirotta su Cuba, 18/1 esce Good ThingsE’ il primo brano in inglese della band. Da gennaio in tour

08 gennaio 201915:07

– Esce il 18 gennaio “Good Things”, il nuovo singolo dei Dirotta su Cuba. La band che ha portato il Funk in Italia negli anni ’90 si propone per la prima volta con un pezzo in inglese: un brano pop-funk con incursioni gospel ispirato da un viaggio a Londra, fatto dal gruppo dopo oltre 20 anni di carriera, grandi collaborazioni e conferme, alla ricerca delle proprie radici musicali e del proprio sound.
“Good Things è una vera e propria sfida – raccontano i Dirotta su Cuba -. È la prima volta che ci mettiamo alla prova con un brano in inglese, ma possiamo dire che ci rappresenta in pieno. Il ritornello ripete come un mantra ‘Good things take time’: per ottenere grandi risultati nella vita vanno fatte ‘cose buone’ e ci vuole tempo ed impegno. In questa era del ‘tutto e subito’ sembra quasi un concetto romantico, ma per noi in quelle parole c’è la chiave del successo e della serenità nella vita. Diciamo che questa è davvero una Good Thing!”.
Da gennaio la band sarà in tour nei club italiani.
Derrick, 40 anni fa l’esordio in ItaliaFu boom fino alle rivelazioni sul passato nazista di Tappert

08 gennaio 201919:37

– L’11 gennaio di 40 anni fa compariva per la prima volta nelle case degli italiani, sul secondo canale della Rai, “L’Ispettore Derrick”, l’investigatore alto e gentile di Monaco di Baviera, protagonista di una serie televisiva tedesca, che si poneva come alternativa alle fiction poliziesche statunitensi e che sarebbe diventata un cult e un appuntamento fisso per il pubblico italiano. In patria era già un successo dal 1973 e negli anni, oltre che sulla Rai, sarebbe approdata sulle televisioni di 110 paesi.La prima puntata, chiamata profeticamente “Il supercolpo”, non fu per la verità accolta troppo bene dai commentatori italiani. “È un prodotto veramente modesto”, decretò Ugo Buzzolan, il re dei critici televisivi, sulla Stampa, il 12 gennaio 1979. Ed anche Umberto Eco, sull’Espresso, osservò: “A lume di buon senso non ci sono ragioni per cui Derrick dovrebbe piacere”. E invece piacque, eccome, al pubblico italiano che si affezionò a quel poliziotto cinquantenne serio e comprensivo, e continuò a seguirlo, con milioni di telespettatori (dai 3 ai 7) per ognuna delle 281 puntate girate e poi anche nelle repliche, fino al XXI secolo, prima sulla Rai, poi su Sky, e in anni più recenti su TV2000, l’emittente dell’episcopato italiano. E pensare che la prima puntata, ambientata anche in un cabaret, era stata criticata con severità dalla Radio Vaticana nel 1979 per la presenza di ballerine seminude.Derrick, interpretato dall’attore Horst Tappert, non aveva una vita privata o sentimentale, a differenza di tanti altri suoi colleghi eroi di oltreoceano, si muoveva in atmosfere crepuscolari e un po’ grigie, accompagnato dal fido braccio destro, il trentacinquenne Harry Klein (l’attore Fritz Wepper), il quale si rivolgeva al suo capo dandogli rigorosamente del “lei”. La sua missione era “difendere l’ordine” e lo faceva con intelligenza, cultura e compassione sia per le vittime che, talvolta, per gli assassini. Le sue indagini erano tutte ambientate a Monaco o in Baviera, gli attori erano tutti tedeschi e volti poco conosciuti. Con un’eccezione che servì ad adulare il pubblico italiano: ne “L’uomo di Portofino”, la terza puntata mandata in onda in Italia, recitava anche Amedeo Nazzari, nella parte di un medico ricattatore, poi pentito e fatto fuori da una banda di criminali. A contribuire al successo italiano fu, secondo gli stessi produttori tedeschi, l’eccellente doppiaggio. Lo stesso attore protagonista, Horst Tappert, definì la sua voce italiana, quella dell’attore Bruno Alessandro, la migliore di tutte per esprimere le diverse sfaccettature del personaggio.Tappert morì nel 2008, ma la serie di Derrick, con le sue repliche, continuò ad andare in onda ancora per anni. La fine fu però ingloriosa. Nel 2013, il sociologo tedesco Jorg Becker scoprì che il futuro interprete dell’ispettore Derrick aveva fatto parte, quando aveva 20 anni, delle Waffen SS, l’anima più nera del nazismo, la forza armata del Terzo Reich. La serie televisiva fu subito bloccata in Germania, anche perché si apprese che Tappert aveva sempre conservato cimeli di guerra nazisti. Era una seconda vita impresentabile che l’attore aveva sempre nascosto in un’identificazione totale con il suo personaggio, Derrick, così schivo sui suoi affari personali.

Basilica Norcia, servono 700 mila euroPer rimozione da interno chiesa dedicata a San Benedetto

NORCIA (PERUGIA)08 gennaio 201915:57

– Si dovrà procedere a nuova gara per dare continuità alla rimozione delle macerie all’interno della Basilica di San Benedetto a Norcia. E sarà la “Soprintendenza speciale per il sisma 2016” a indirla una volta che le coperture finanziarie saranno accertate. Serviranno circa 700 mila euro. A darne notizia, è la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli.
Mercalli spiega anche quello che si sta facendo attualmente all’interno di quel che resta della “casa” del patrono d’Europa.
“Abbiamo completato – dice – lo svuotamento di un terzo delle macerie, ma sono da terminare la messa in sicurezza della parete di sinistra liberata dai detriti, che si appoggia al monastero, e la gabbia metallica nella contro-facciata”.
La soprintendente si augura che “il cantiere per completare lo svuotamento possa riprendere quanto prima, compatibilmente con i tempi tecnici di una gara pubblica”. “Così da passare poi – aggiunge – alla fase progettuale della ricostruzione”.
Intanto le linee guida per come dovrà essere ricostruita la Basilica sono state individuate dalla commissione ministeriale presieduta dal professore Antonio Paolucci. La Basilica dovrà essere il più fedele possibile a come era prima del 30 ottobre 2016, giorno della forte scossa di terremoto che la danneggiò e in tal senso viene espressa grande soddisfazione dal “Comitato per la Basilica di Norcia”. “La nostra azione di stimolo perché San Benedetto torni ad essere come era prima del sisma ha dato i suoi frutti – dice il portavoce del comitato, Francesco Ferrari – e il 2019 si apre anche sotto nuovi buoni auspici: la Soprintendenza speciale, in risposta a una nostra lettera, ci annuncia l’intenzione di acquisire prossimamente della documentazione video e fotografica che possa aiutare nella ricostruzione della stessa Basilica. Una intenzione – conclude Ferrari – che ci lascia ben sperare”.
Moda: al via in Palazzo Vecchio Pitti1.230 brand in vetrina e oltre 36mila visitatori attesi

FIRENZE08 gennaio 201916:04

– Il primo annullo del francobollo celebrativo dei 30 anni di Pitti Immagine ha aperto a Firenze l’edizione numero 95 di Pitti Immagine Uomo, la rassegna internazionale della moda maschile che quest’anno conta 1.230 brand in vetrina, e 36mila visitatori attesi.
Fra i protagonisti dell’evento inaugurale a Palazzo Vecchio, accolti dal sindaco Dario Nardella e dalla presidente del Centro di Firenze Antonella Mansi, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, secondo cui dal sistema moda “ci aspettiamo molto” per “intercettare mercati, ricchezze, per attrarre nel paese vendendo prodotti e servizi italiani”, in vista del rallentamento dell’economia atteso per il 2019. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci ha promesso “una sorpresa positiva” riguardo alle risorse che il governo destinerà al sostegno del settore.
Virale cover in sardo di PerfectLa firma Soleandro, contest col brano per nuovi talenti

SASSARI08 gennaio 201917:31

– La Sardegna dialoga con il mondo con la sua ballata d’amore: Savitri. La rivisitazione in logudorese (una delle varianti della lingua sarda) e con uno swing tutto sardo del celebre Perfect, della popstar Ed Sheeran, impazza sul web. É il brano di punta dell’omonimo cd firmato da Sóleandro, all’anagrafe Angelo Giovanni Maria Pilo, noto artista di strada, musicista e compositore di Ploaghe (Sassari). Ora col suo nuovo album ha intrapreso un viaggio ideale tra Sardegna e Irlanda, con la mistica India a fare da elemento catalizzatore, attraverso la via tracciata dal maestro spirituale Sri Aurobindo, autore del poema che dà il nome al brano, Savitri, appunto.
Sóleandro lo canta in logudorese, matrice della lingua poetica, con le sue particolari qualità sonore. Il suo sogno è poter eseguire il brano – il video è divenuto virale in brevissimo tempo – assieme a Ed Sheeran. Gli ha già inviato un audio messaggio.
Spacey fermato per eccesso di velocitàDivo tornava da Nantucket dopo incriminazione per molestie

NEW YORK08 gennaio 201918:08

Kevin Spacey è stato fermato per eccesso di velocità all’uscita dal Reagan National Airport di Washington. L’attore due volte premio Oscar era da poco atterrato dopo esser stato a Nantucket, l’isola al largo del Massachusetts, dove gli sono state contestate in tribunale accuse di aver molestato sessualmente nel 2016 un teenager che lavorava in un bar. Spacey si è dichiarato non colpevole.
Al divo, che di recente ha preso casa a Baltimora, è stato dato un avvertimento verbale, ha detto Christian Saull, portavoce della Metropolitan Washington Airports Authority.
L’agente che ha fermato Spacey si è accorto della persona con cui aveva a che fare solo quando ha visto la foto sulla patente.
Hilfiger X Zendaya debutterà a ParigiStilista Usa ha scelto la capitale francese anche per Tommynow

08 gennaio 201917:39

– La collezione dello stilista americano Tommy Hilfiger, Tommynow, per per la prima volta sperimenta il concetto “See Now, Buy Now”, si terrà per la prima volta durante la settimana della moda a Parigi, in primavera e vedrà anche il debutto della collezione “TommyXZendaya” Primavera 2019 disegnata a quattro mani da Tommy Hilfiger e dalla global brand ambassador del marchio americano, Zendaya, l’attrice statunitense che ha recitato nei blockbuster Spider-Man: Homecoming e The Greatest Showman.
Nell’annuncio si precisa che la sfilata si svolgerà sabato 2 marzo a Parigi. Il concept “See Now, Buy Now” di Hilfiger continuerà ad evolversi, prosegue la nota, attraverso esperienze nuove che vogliono coinvolgere il pubblico dal vivo e quello virtuale. Tommy Hilfiger ha deciso dunque di portare Tommynow in nuove città nel mondo, dopo le produzioni presentate a Shanghai per l’Autunno 2018, a Milano per la Primavera 2018, a Londra per l’Autunno 2017, a Los Angeles per la Primavera 2017 e a NY per l’Autunno 2016.
Schneiders Salzburg, parka Walk the dogIspirata a giacca di caccia dell’imperatore Francesco Giuseppe

08 gennaio 201917:44

– Scheneiders Salzburg lancia a Pitti il rifacimento della classica giacca da caccia austriaca su modello di quella indossata dall’imperatore Francesco Giuseppe nelle sue battute. Il marchio austriaco propone per la salutare pratica del “walk the dog”, ovvero portare a spasso il cane, il tradizionale “Schladminger”, il loden declinato in grigio con chiazze irregolari, dell’epoca dell’impero ma più morbido e contemporaneo, in jersey di pura lana cotta dalla texture mohair in bianco, nero e grigio. All’interno la fodera imbottita isola perfettamente dal gelo. Dall’originale nato due secoli fa il nuovo “Walk-the-Dog-Parka” recupera taglio e tasche. Anche nella proposta per la F/W 2019 sono infatti applicate a soffietto quelle in basso, mentre la coppia in alto s’inclina in diagonale, per agevolare l’inserimento delle mani. La linea si allunga, si aggiunge il cappuccio e la proprietà antivento un tempo risolta dal doppiopetto oggi con abbottonatura invisibile sovrapposta alla zip interna in stile retro.
The New Pope, set Sorrentino a VeneziaJude Law arriva con taxi ‘di fiducia’ di Clooney

VENEZIA08 gennaio 201918:02

Set blindato ma atmosfera rilassata per le riprese veneziane di “The New Pope”, la serie tv Sky firmata da Paolo Sorrentino, che a Venezia girerà fino alla metà di gennaio per il sequel del fortunato “The Young Pope”.
In Laguna – oggi caratterizzata da un’atmosfera nuvolosa e cupa – sono giunti il protagonista principale, Jude Law, che torna a vestire la stola di papa Pio XIII, e Silvio Orlando, nei panni del segretario di stato vaticano, card. Voiello. Le riprese si terranno in diversi punti del centro storico. Cappotto scuro, sciarpa grigia, basco in testa e mezzo toscano in bocca, Sorrentino si è concesso brevemente ai fotografi durante la pausa pranzo, consumata assieme alla troupe, scambiando alcune battute ma non rivelando nulla sulla trama e i personaggi del serial tv.
Tra le curiosità, il taxi acqueo utilizzato da Jude Law per spostarsi a Venezia, “Amore” condotto da Sandro Greco, uomo di fiducia in laguna per George Clooney, cui fece da testimone di nozze nel 2014.
Tintoretto al Ducale, 130mila visitatoriRassegna al Ducale ora si trasferisce a Washington

VENEZIA08 gennaio 201918:02

– Si è chiusa con un bilancio di 130mila visitatori la Mostra ‘Tintoretto 1519 – 1594’ a Palazzo Ducale di Venezia. E la Fondazione Musei Civici ricorda che la rassegna sul maestro ora va a Washington mentre al Ducale arriva Canaletto. Le celebrazioni del cinquecentenario della nascita hanno coinvolto l’intera Venezia e le più importanti istituzioni internazionali in un grande lavoro di studio e valorizzazione delle opere e del genio artistico di Jacopo Robusti, detto Tintoretto. Un lavoro che ora troverà forma e sede alla National Gallery of Art di Washington, dove il 10 marzo aprirà “Tintoretto. Artist of Renaissance Venice”. Mentre nelle sale di Palazzo Ducale entreranno le opere di un altro grande veneziano e dei suoi contemporanei, con la mostra “Canaletto e Venezia” che aprirà il prossimo 23 febbraio.
Vinceti e il Leonardo misteriosoOpera dibattuta, il proprietario sarebbe pronto a mostrarla

08 gennaio 201918:18

– Sarebbe custodita in un caveau in Svizzera e per la prima volta potrebbe essere presentata al pubblico proprio nell’anno delle celebrazioni per il 500/esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, La Dama con Pelliccia opera su tavola, da alcuni attribuita al grande genio toscano e rimasta di fatto nascosta per quasi un secolo. A sostenerlo è Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, che in una conferenza stampa a Roma ha spiegato di essere in contatto con l’anonimo collezionista tedesco proprietario dell’opera. Secondo Vinceti, appassionato d’arte che nel 2010 fu protagonista del controverso ritrovamento (mai confermato dalla comunità scientifica) delle presunte ossa di Caravaggio, non ci sarebbero dubbi: l’opera, dipinta su un pannello di pioppo e raffigurante una giovane donna dal viso inondato di luce e dallo sguardo malinconico, sarebbe stata eseguita da Leonardo a Milano tra il 1495 e i 1499.
“Sanremo premi Peppino di Capri”15 festival e 60 anni carriera. Le adesioni da Verdone ad Arbore

08 gennaio 201918:18

– Un premio alla carriera per Peppino di Capri a Sanremo: la proposta, lanciata su Twitter dal giornalista Francesco Troncarelli, sta facendo il giro del web, con adesioni che vanno “da Carlo Verdone a Renzo Arbore, da Maurizio Costanzo a Ivan Zazzaroni, da Edoardo Bennato ai parolieri Alberto Salerno e Carla Visatrini, da Giorgio Verdelli ai giornalisti Paolo Giordano e Michele Bovi, Michele La Ginestra e Lillo e Greg”. “Peppino di Capri – spiega Troncarelli, che da tempo si occupa di spettacolo e conduce un programma su Radio Italia anni 60 – ha vinto 2 volte il festival di cui detiene il record di 15 partecipazioni. Festeggia i 60 anni di attività, un lungo percorso in cui ha regalato emozioni a generazioni con i suoi brani divenuti evergreen del nostro pop. E quest’anno (il 27 luglio, ndr) compie 80 anni”.
L’idea sta funzionando, “perché Peppino è amato da tutti”, dice Troncarelli, che spera che il direttore artistico Claudio Baglioni accolga l’appello, al centro di una pagina dedicata su Facebook.
Da Tagliatore nuovo pattern geometricoDirettore creativo Pino Lerario prende spunto da lettera T

08 gennaio 201918:23

– Tagliatore lancia 4T Four-Leaf Clover, nuovo pattern geometrico disegnato dal direttore creativo della maison Pino Lerario. Tessuti, tagli, la maison Tagliatore pensa al futuro con uno sguardo al passato lanciando il progetto di restyling di loghi ed etichette. 4T Four-Leaf Clover è il nuovo pattern geometrico disegnato da Pino Lerario, che, incrociando per quattro volte la lettera T, simbolo della label, ha formato un quadrifoglio stilistico destinato a diventare icona del marchio.
Per la nuova stagione le proposte variano dal blazer a quadri in colori melange dall’azzurro polvere a mauve, al cappotto tinta unita bluette, sfoderato e destrutturato in velluto rocciatore di cotone, doppiopetto, 6 bottoni con martingala, tasche a filetti con pattina, dettagli sartoriali, asole aperte, bottoni in metallo/silver 4T Four Leaf Clover.
Levi’s rifà il look ai jeans EngineeredA 20 anni da lancio il marchio americano rilegge modello-icona

08 gennaio 201918:30

– Levi’s rilancia il modello di jeans preferito negli anni ’90 per la primavera/estate 2019, rileggendolo con un tocco di modernità. L’iconico Levi’s Engineered Jeans torna con un tocco contemporaneo nel moderno guardaroba basandosi sui loro elementi di design all’avanguardia e attenti allo stile, riletti con la tecnologia.
Quando sono stati lanciati nel 1999, 20 anni fa, i jeans Levi’s modello Engineered riscossero grande successo, non solo per il fit, ma anche per il loro stile. Con un approccio lungimirante al design, sono massimizzati sia il comfort che la libertà di movimento: la tecnologia a maglia 3D e la lavorazione sposano le tradizionali cuciture laterali ritorte ergonomiche.
La ristampa in edizione speciale per la S/S 2019 si basa ancora sul “concept ingegneristico”, facendo tesoro della ricerca e del design moderno.
Gemitaiz pronto a tornare live in estateIl 4 luglio al Rock in Roma, l’11 luglio a Sesto San Giovanni

08 gennaio 201918:31

– Dopo il “Paradise Lost Club Tour” appena concluso con 10 sold out consecutivi e oltre 25.000 biglietti venduti, Gemitaiz è pronto a ripartire. Sono state annunciate le prime due date del “Summer Tour 2019”: il 4 luglio al Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, e l’11 luglio al Carroponte di Sesto San Giovanni (Milano).
Oltre alle canzoni del suo ultimo disco “Davide” (Tanta Roba Label/Universal Music Italia), l’artista porterà live i brani contenuti nel nuovo mixtape “QVC8”, ottavo capitolo della saga cult sul web.
We Will Rock You, ‘Queen mania’ a teatroProsegue il tour della nuova edizione del musical

08 gennaio 201919:02

– E’ ‘Queen mania’ anche a teatro. Dopo il boom di Bohemian Rhapsody, biopic musicale più visto di sempre, al top incassi in Italia nel 2018 e incoronato ai Golden Globe, prosegue con successo in teatro la nuova edizione di We Will Rock You, il musical prodotto da Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May, che ha collezionato oltre 8 milioni di spettatori, 2700 performance e 12 anni di repliche a Londra. Tornato in scena a ottobre nella nuova produzione concepita appositamente per il nostro Paese da Claudio Trotta per Barley Arts, lo spettacolo con 24 dei più grandi successi dei Queen proseguirà per tutto il 2019: a Jesolo (10 gennaio), Bassano Del Grappa (12 gennaio), Bergamo (18 gennaio), Milano (31 gennaio-3 febbraio; 7-10 febbraio; 14-17 febbraio), Genova (21-23 febbraio), Roma (27 febbraio-3 marzo), Napoli (5 marzo), Catanzaro (9 marzo), Reggio Calabria (11 marzo), Catania, (13 marzo), Bari (16-17 marzo), Firenze (22-24 marzo), Padova (29 marzo), Torino (5-6 aprile) e Gorizia (9 aprile). Il calendario completo e aggiornato è disponibile al sito ufficiale https://www.wewillrockyou-themusical.it/date-3/.
Le musiche e le canzoni sono quelle originali, eseguite dal vivo da una band formatasi per l’occasione. Le canzoni sono cantate in lingua inglese mantenendo l’adattamento dei testi concepiti per il musical. La regia è di Tim Luscombe, l’allestimento scenografico è di Colin Mayes, mentre le coreografie sono ideate e curate da Gail Richardson. Nel cast ancora Salvo Vinci nel ruolo di Galileo e Alessandra Ferrari in quello di Scaramouche; Valentina Ferrari è Killer Queen, mentre Paolo Barillari è Khashoggi e Claudio Zanelli interpreta Brit.
Presenti anche nel cast del 2008/2009 Loredana Fadda che interpreta Oz e Massimiliano Colonna che veste i panni di Pop.

Da Sbagliato a Borondo per l’Ex DoganaDal 12 gennaio al via Monotono, artisti a raccolta contro chiusura

08 gennaio 201919:35

– Da Sbagliato a Borondo, da Andreco a Domenico Romeo, Rub Kandy, Canemorto, Angelo Jaroszuk Bogasz, Guido Gazzilli, Tellas, Viviana Berti, Martina Scorcucchi.
Artisti a raccolta, a Roma, per sostenere il progetto dell’Ex Dogana, polo di animazione culturale che ha preso vita nel 2015 nella capitale e che oggi rischia di scomparire.
L’iniziativa, intitolata Monotono, è della factory Studio Volante che da sabato 12 gennaio propone negli spazi di via dello Scalo di San Lorenzo una sorta di invasione artistica che in un mese di esposizioni, organizzate nei fine settimana, punta ad accendere nel pubblico sensazioni inedite all’interno di uno degli ultimi spazi di archeologia industriale della capitale.L’idea alla base della rassegna è raccontare gli ultimi quattro anni di attività attraverso le testimonianze di fotografi e pittori che hanno avuto la possibilità di utilizzare la struttura generando contenuti di arte visiva che hanno avuto un grande impatto sulla città. Tra gli esempi citati le mostre Eterotopia e Roma Arte Aperta. Ora che questo ciclo potrebbe concludersi, Monotono, sottolineano gli organizzatori, rappresenta un’occasione preziosa per raccontare questo percorso.Gli artisti si confronteranno con la bicromia, tutti i lavori saranno presentati in scale di grigio per sottolineare il rapporto tra il giorno e la notte, la gioia e il dolore. Le opere presentate sono inedite e prodotte dagli artisti che hanno lavorato negli studi della factory dell’Ex Dogana Dopo il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, l’opera che vede la produzione di Ex Dogana NON PLUS ULTRA di Gonzalo Borondo sbarca negli spazi di via dello Scalo San Lorenzo.
Apertura dal 12 gennaio alle 19.30. Ingresso libero.
Tv: Giletti a Fiorello, torno in Rai? Vedo una luce a giugnoIl siparietto su Radio Deejay a ‘Il Rosario della Sera’

08 gennaio 201919:49

“Vedo una luce in fondo al tunnel, qualcosa succederà a giugno”: lo dice Massimo Giletti, incalzato da Fiorello sull’ipotesi del suo ritorno in Rai, durante una telefonata semiseria trasmessa nel corso del varietà radiofonico ‘Il Rosario della Sera’, in onda su Radio Deejay. “Stai andando a parlare con il dg Rai Salini?”, chiede Fiorello al conduttore. “Sono in treno, è buio, c’è la nebbia, non capisco dove sono, se sono in Rai o se sono a La7, non si capisce Fiore. Ci vorrebbe un faro illuminante”, risponde ironico Giletti. “Lo so che ci sarai su Rai1 con la tua Arena”, ribatte Fiorello. “L’unico vantaggio che avrei – replica Giletti – è che forse non dovrei pagare tutti i filmati per fare uno speciale su di te. Sono costati tanto, però è stato un successo di ascolti”, spiega a proposito dello spazio dedicato allo showman nella sua trasmissione ‘Non è l’Arena’ su La7.
“Il prossimo speciale lo farai su Fazio?”, ironizza ancora Fiorello. “Potrebbe essere un’idea, ma temo che non avrei lo stesso successo che ho avuto con te”, ribatte Giletti. “A noi fa piacere se torni in Rai – conclude lo showman – già vedo il titolo del programma: ‘Che arena che fa’”.         [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:33 DI LUNEDì 07 GENNAIO 2019

ALLE 03:00 DI MARTEDì 08 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Esce riedizione esordio Pasolini
Centro studi, è rarità del Novecento italiano

PORDENONE07 gennaio 2019 10:33

– Esce la riedizione di “Poesie a Casarsa” il primo libro di Pier Paolo Pasolini, scritto nel 1942. “Il testo, fra i più rari e leggendari del Novecento italiano – afferma il Centro studi Pasolini che ha promosso l’iniziativa con Ronzani Editore – viene edito nuovamente nella sua forma originaria scelta per l’esordio poetico, a soli 20 anni”. In quei versi, l’intatta immaginativa di un ragazzo geniale inventava un misterioso microcosmo contadino attraverso le parole di un dialetto vergine.
Oltre alla copia tipografica, con il Bodoni 135 usato in origine, la riedizione viene proposta anche in una versione anastatica in facsimile con la riproduzione di dettagli e imperfezioni dell’autore. Entrambe accompagnate da “Il primo libro di Pasolini”, a cura di Franco Zabaglioni.
“Poesie a Casarsa” fu pubblicato nel 1942 dalla Libreria Antiquaria Mario Landi a spese dell’autore, in 300 copie, su carta vergata, numerate, oltre a 75 copie su carta uso mano, non numerate e fuori commercio.

Rockstar di Sfera Ebbasta album del 2018Secondo Fimi/Gfk, su podio Irama e Pausini. Boom degli italiani

07 gennaio 201916:35

– È Rockstar di Sfera Ebbasta l’album più venduto nel 2018, secondo le rilevazioni Fimi/GFK che includono fisico, digitale e streaming premium. Conquista la seconda posizione Plume di Irama e chiude il podio Fatti sentire di Laura Pausini, l’unica donna in Top Ten. Classifica fortemente caratterizzata dalla centralità della musica italiana: ben 9 delle prime 10 posizioni sono appannaggio di artisti nazionali. Nelle prime 30 posizioni in classifica si registra un solo artista internazionale: si tratta del decimo posto di ö (Divide) di Ed Sheeran, che ha raggiunto la vetta della chart annuale nel 2017.
Nei singoli (digitale e streaming premium) domina la hit estiva Amore e capoeira di Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri & Sean Kingston, a cui seguono Perfect di Ed Sheeran e Cupido di Sfera Ebbasta feat. Quavo. Anche in questo caso elevata la penetrazione degli italiani, con 7 tracce su 10. Tra i vinili svetta il classico The dark side of the moon dei Pink Floyd, mentre la compilation più venduta è Sanremo 2018.
Incassi weekend Befana, al top RalphSegue Aquaman. Due film italiani tra i primi cinque

07 gennaio 201911:31

– E’ Ralph Spacca-Internet, film di animazione Disney, regia di Rich Moore e Phil Johnston, a dominare il box office degli incassi dei cinema italiani del week end della Befana, con 4.000.639 euro per un totale di 6781.987 in sei giorni di uscita in 677 sale. Segue il supereroe acquatico Aquaman, film di James Wan, ugualmente in 540 sale da 6 giorni con Warner Bros: 3.706.058 nel week end, 6.237.840 totali. Il terzo posto è italiano: La Befana vien di notte, uscito il 27 dicembre, regia di Michele Soavi, con Paola Cortellesi: 1.947.483, 6.803.633 in due week end. Quarto gradino per Bohemian Rapsody vincitore dei Golden Globes. Il biopic su Freddie Mercury e i Queen con Rami Malek ottiene 1.249.419 e arriva a 23.351.240 euro totali. Quinto gradino tricolore con Moschettieri del re. La penultima missione, di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino: 1.241.903, 4.276.706 in due weeK end.
Totale incassi 17.243.534 euro -0,90% rispetto allo stesso periodo 2018 (17.399.316).
A Pitti Y/Project e Aldo Maria CamilloA Firenze il salone del menswear con 1230 marchi dall’8 all’11/1

07 gennaio 201911:33

– Riflettori puntati su Pitti Uomo n.95 il salone della moda maschile al via a Firenze a Fortezza da Basso, dall’8 all’11 gennaio. Ospite per il menswear di questa tornata che vede coinvolti 1230 marchi (542 esteri) il designer belga Glenn Martens, direttore creativo di Y/Project, brand parigino che proporrà in un evento speciale la nuova collezione.
Per Pitti Italics invece ci sarà Aldo Maria Camillo con il brand eponimo Aldomariacamillo fondato dopo le collaborazioni con marchi prestigiosi come Zegna, Valentino, Cerruti, Berluti. Slam Jam, che ha saputo unire arte, musica e moda, celebra 30 anni con un evento in collaborazione con alcuni partner all’interno del Museo Marino Marini, dove sarà presente anche un Museum Shop curato da Slam Jam con oggetti speciali creati per l’occasione.
L’8 gennaio, in apertura del salone, il Gucci Garden presenta il nuovo allestimento di due sale della Galleria, le Period Room, all’interno dello storico Palazzo della Mercanzia in Piazza della Signoria.
Vie Festival, teatro e danza da 10 PaesiA marzo in contemporanea con ‘Atlas of Transition Biennale’

BOLOGNA07 gennaio 201911:55

– Artisti e Compagnie da Uruguay, Messico, Grecia, Ungheria, Belgio, Germania, Francia, Cina, Usa e Italia: dal primo al 10 marzo tornano a ‘Vie Festival’ in sei città dell’Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Carpi, Castelfranco, Vignola e Cesena) creazioni di teatro e danza che condurranno lo spettatore su nuove ‘vie’, artistiche, geografiche e dell’anima.
In questa 14/a edizione l’intreccio e l’interazione si faranno più forti e si arricchiranno della presenza della seconda edizione di ‘Atlas of Transition Biennale’, negli stessi giorni a Bologna. Due sguardi, due percorsi che pur nella loro autonomia si intrecciano e coesistono, offrendo orizzonti più ampi allo spettatore.
La biennale nel capoluogo emiliano, ‘Home’, ospiterà artiste provenienti da Costa d’Avorio, Mali, Estonia, Ruanda, Siria, Palestina, Cuba, per instaurare una relazione privilegiata con le comunità straniere presenti in città, progettare azioni con adolescenti e dare spazio alle ricerche artistiche delle seconde generazioni.

La verità dietro il mito Frank SinatraRenzo Magosso racconta la vita da boss del mitico ‘The Voice’

07 gennaio 201911:58

– Molti hanno affrontato e raccontato il mistero e la leggenda di Frank Sinatra, voce unica e vita complessa con legami mai davvero chiariti con la malavita. Ma forse nessuno come Renzo Magosso è arrivato così vicino alla verità affrontando di petto il passato e gli intrecci dell’inscalfibile mito. E così ‘The Voice’ ne è venuto fuori in molti aspetti sconosciuti: dietro l’innegabile fascino pezzi di realtà compongono un collage ben diverso dal comune sentire.
In questa vera e propria ricerca sul campo, ‘Frank Sinatra.
Una vita da Boss’ (191 pp, 18 euro) edito da Book Time, si capisce che l’autore è un cronista con propensioni da storico: tutto è documentato ed è frutto delle ‘suole consumate’ da giornalista. E così emerge che il buon Frank aveva un timpano fuori uso pur essendo considerato uno fra gli orecchi musicali migliori del Novecento, che mamma Dolly gli ha aperto la strada grazie ai rapporti con la malavita, che ai suoi inizi di cantante si faceva spalleggiare da un gangster.
Ma non non è finita qui, perché il fiuto di Renzo Magosso lo ha portato ad approfondire la querelle Sinatra e a leggere le carte, rimaste segrete per oltre 50 anni, della Commissione Kefauver che ha indagato sui crimini della mafia italo-americana. Ed escono particolari che possono consentire di dare nuova luce ad alcuni misteri della politica, e non solo, statunitense. Con il pregio di una scrittura semplice e gradevole che costringe il lettore a finire il libro in un battibaleno.
Matera 2019: Lezzi, “pronti con ritardi”Il ministro visita la città prima dell’inaugurazione del 19

MATERA07 gennaio 201912:31

– “E’ tutto pronto per il 19 gennaio secondo alcune relazioni, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con ritardi e progetti non ancora realizzati”: lo ha detto, a Matera – città che dal 19 gennaio sarà Capitale europea della cultura – il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, rispondendo alle domande dei giornalisti. Al suo arrivo in città, Lezzi ha visitato il cantiere di un deposito delle Ferrovie appulo-lucane dove sarà realizzato anche un parcheggio per auto e bus riservato ai visitatori attesi a Matera.
Collezione orologi Locman e DucatiDai due iconici marchi quattro modelli sportivi

07 gennaio 201912:40

– Locman e Ducati, due iconici marchi, azienda di orologeria dell’Isola dell’Elba il primo e di moto il secondo, lanciano a Pitti Uomo una nuova collezione di orologi sportivi, tecnologici e performanti, una serie per gli appassionati di made in Italy e due ruote. Anche per il lancio della nuova linea, i centri stile delle due aziende italiane hanno lavorato in team, dando vita alla linea di segnatempo che riassume i tratti iconici delle due realtà: anima sportiva, tecnologia d’avanguardia e passione per il design.
La nuova linea Locman Ducati è composta da quattro modelli, corrispondenti a meccanismi differenti: il Solo Tempo al quarzo, il Cronografo al quarzo a due contatori (24 ore dell’orologio e minuti del crono), il Cronografo al quarzo con tre contatori (secondi continui dell’orologio, ore del crono e minuti del crono) e il Meccanico Automatico Solo Tempo. Nel design di tutti i modelli ricorre il motivo grafico del cerchio, dettaglio che conferisce dinamicità e leggerezza all’orologio.
Morricone, due nuove date dei concerti di addioA Roma, alle Terme di Caracalla, il 18 e 19 giugno

07 gennaio 201913:06

Si allunga, a grande richiesta, l’ultima serie di concerti di Ennio Morricone: il maestro ha deciso di aggiungere altre due date ai ‘final concerts’, il 18 e 19 giugno alle Terme di Caracalla. Il premio Oscar, che ha festeggiato il mese scorso il suo 90/o compleanno, si esibirà quindi in due concerti all’Arena di Verona (18-19 maggio) e in 6 concerti a Caracalla (15-16-18-19-21-22 giugno).
Le date fanno parte del ’60 Years of Music’ World Tour che ha registrato numerosi sold out sia a Verona che a Roma nel 2017 e 2018. Il tour segna il 60/o anniversario della carriera del compositore e direttore d’orchestra e finora ha visto più di 50 concerti in 35 città europee. Più di 650 mila persone hanno assistito ai concerti del tour dal 2016 ad oggi, per vedere il maestro dirigere personalmente un’orchestra e un coro che portano più di 200 persone sul palco. Questi concerti a Verona e Roma saranno l’ultima occasione in cui il maestro riprodurrà le sue amate musiche prima della pensione.
Camera Pop, già oltre 20.000 visitatoriDal 24 gennaio prima mondiale della fotografa americana Skoglund

TORINO07 gennaio 201913:34

– Sono oltre 20.000, a una settimana dalla chiusura prevista domenica 13 gennaio, i visitatori di Camera Pop. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co. La mostra, curata da Walter Guadagnini, direttore di Camera-Centro Italiano per la Fotografia, propone 150 tra quadri, fotografie, collage e grafiche che ripercorrono la storia delle influenze tra fotografia e Pop Art, movimento che ha segnato l’arte e la cultura degli anni ’60. “Dopo Mollino anche la Pop Art supera i 20.000 visitatori. Sono risultati che dimostrano la bontà della scelta di Camera di unire rigore scientifico e divulgazione, di presentare grandi maestri e grandi temi in un contesto accattivante, con allestimenti particolari, che aiutano nella lettura delle opere. E’ la conferma di come la fotografia si presti a diverse interpretazioni e di come dialoghi con l’arte e con la società”, commenta Guadagnini che ricorda il primo appuntamento dell’anno, la ‘prima’ mondiale dal 24 gennaio della grande fotografa americana Sandy Skoglund.

Usa, bene vinili e cassette, crollano cdTre quarti guadagni case discografiche da streaming

07 gennaio 201914:14

– Dischi in vinile e musicassette sono ancora vivi e vegeti nel mercato musicale statunitense, e anzi nel 2018 hanno fatto registrare aumenti delle vendite a due cifre. Lo riporta l’indagine della società specializzata BuzzAngle, che invece registra un declino inarrestabile per i cd, mentre tre quarti degli incassi delle aziende discografiche vengono ormai solo dallo streaming.
Le vendite di dischi in vinile sono cresciute lo scorso anno del 12%, per sfiorare i dieci milioni di pezzi, mentre le audiocassette sono salite del 19% per un totale di quasi 120 mila copie. Oltre il 66% dei dischi e il 52% delle cassette sono di titoli di almeno tre anni fa, con Michael Jackson, Beatles e Fleetwood Mac fra gli artisti più acquistati.
Un cantico per il ponte MorandiLo firma Bernando De Muro ‘viandante della parola’

SASSARI07 gennaio 201914:15

– “È disdicevole prendersela con Riccardo Morandi, che il ponte di Genova lo pensò sessant’anni fa, quando non c’erano i mezzi superpesanti di oggi e anche i flussi di traffico erano diversi, perché in realtà di quel ponte nessuno si è mai preso cura”. Parola di Bernardo De Muro, ex insegnante di filosofia nei licei, sardo di nascita e di origine, una vita in giro per l’Italia: esperto di arte oratoria, in trent’anni ha avuto oltre 4mila allievi tra politici, avvocati, attori e altri professionisti cui ha insegnato a parlare in pubblico.
Subito dopo il crollo del ponte Morandi, il 14 agosto 2017, ha scritto “Genova – Cantico per un ponte”, edito da Edizioni Effetto di Torino. Considerato un curioso caso di letteratura applicata alla realtà, sta conoscendo inattesa notorietà tra gli addetti ai lavori: Bernardo De Muro, che a 80 anni ha deciso di “esiliarsi volontariamente” nel Nord Ovest Sardegna, partecipa da mesi a incontri formativi, seminari e convegni in mezza Italia.
Comicon, Gipi magister edizione 2019Autore al centro dell’attività culturale del salone di aprile

07 gennaio 201915:07

– Gipi, autore di primo piano del fumetto italiano ed europeo, è il Magister dell’edizione 2019 del Comicon e sarà il protagonista di un programma di attività culturali che attraverseranno il Salone dal 25 al 28 aprile, alla Mostra d’Oltremare di Napoli.
Per lanciare il primo passo d avvicinamento alla ventunesima edizione del festival, lo staff di Comicon e Gipi hanno realizzato un teaser video, lanciato online, che segue il viaggio di un pacco spedito da Comicon all’autore, con dentro uan sorpresa partenopea a cui Gipi non riesce a sottrarsi nel video. Con Gipi, la cui opera è da sempre orientata al racconto del presente, diretto o allegorico, il ruolo del Magister si rinnova negli obiettivi e nell’offerta, presentando, si legge in una nota, non più una ma due mostre – una delle quali curata dal Magister stesso – ed un più ampio insieme di attività, caratterizzate da uno sguardo rivolto al futuro”.
Esce riedizione esordio PasoliniCentro studi, è rarità del Novecento italiano

PORDENONE07 gennaio 201915:56

– Esce la riedizione di “Poesie a Casarsa” il primo libro di Pier Paolo Pasolini, scritto nel 1942. “Il testo, fra i più rari e leggendari del Novecento italiano – afferma il Centro studi Pasolini che ha promosso l’iniziativa con Ronzani Editore – viene edito nuovamente nella sua forma originaria scelta per l’esordio poetico, a soli 20 anni”. In quei versi, l’intatta immaginativa di un ragazzo geniale inventava un misterioso microcosmo contadino attraverso le parole di un dialetto vergine.
Oltre alla copia tipografica, con il Bodoni 135 usato in origine, la riedizione viene proposta anche in una versione anastatica in facsimile con la riproduzione di dettagli e imperfezioni dell’autore. Entrambe accompagnate da “Il primo libro di Pasolini”, a cura di Franco Zabaglioni.
“Poesie a Casarsa” fu pubblicato nel 1942 dalla Libreria Antiquaria Mario Landi a spese dell’autore, in 300 copie, su carta vergata, numerate, oltre a 75 copie su carta uso mano, non numerate e fuori commercio.

Nuovi eroi, storie di straordinaria quotidianitàSu Rai3 esempi virtuosi premiati dal presidente Mattarella

07 gennaio 201916:03

Eroi comuni, sconosciuti al grande pubblico, ma eroi veri, esempio virtuoso per tutto il Paese. Tutti loro sono stati chiamati a una prova, a superare ostacoli, remore, paure e anche i propri limiti per compiere un gesto, sposare una causa, indirizzare la propria vita verso ciò che ritenevano giusto. A volte le vicende che li hanno coinvolti sono salite alla ribalta della cronaca, altre volte no. Ma tutte raccontano uno spaccato reale dell’Italia, animata da un profondo senso civico ed esprimono il senso di comunità che definisce una nazione. E tutte hanno meritato l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, conferito direttamente dal Presidente della Repubblica.Sono i ‘Nuovi eroi’, protagonisti del nuovo format originale firmato Stand by me, che arriva su Rai3 dal 7 gennaio, dal lunedì al venerdì in access prime time dalle 20:20: una puntata al giorno per raccontare trenta straordinarie storie raccolte con la collaborazione del Quirinale. Tra queste, nella prima settimana, le storie di Sofia Corradi, detta “mamma Erasmus”, che si è battuta per la mobilità studentesca europea; Daniela Degiovanni, medico oncologo che per prima, a Casale Monferrato, ha scoperto e portato alla luce i devastanti effetti dell’esposizione all’amianto; Rosario La Rossa, che ha voluto aprire la sua casa editrice dentro il quartiere di Scampia; Esa Abrate, giovanissimo direttore di un’orchestra multietnica che raccoglie ragazzi cresciuti in condizioni difficili; Giuseppe Antoci, stimato funzionario di banca che da Presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia si è trovato a lottare contro la mafia.Filo conduttore del format è l’intervista al protagonista, intervallata dalle testimonianze di amici, familiari, colleghi, da immagini fotografiche e video privati dei protagonisti e da repertorio di cronaca, perché le loro vicende s’intrecciano molto spesso con momenti cruciali della nostra storia recente.Il racconto è punteggiato dalla voce fuori campo di Veronica Pivetti, la cui amichevole partecipazione guida il pubblico in ogni storia, mentre i passaggi decisivi della vita del protagonista di puntata sono ricostruiti attraverso re-enactement. Chiude ogni puntata la cerimonia di conferimento dell’onorificenza al Merito Civile svoltasi al Quirinale alla presenza del presidente Mattarella.

Uscito il nuovo singolo di GionnyScandalTi Amo Ti Odio, primo brano che porta genere Emo Trap in Italia

07 gennaio 201916:15

– E’ uscito sulle piattaforme digitali “Ti Amo Ti Odio” (Virgin Records), il nuovo singolo del rapper GionnyScandal che approda ora al genere Emo Trap.
Il brano, scritto dallo stesso Gionata Ruggieri e prodotto da Sam Lover, è la prima canzone che porta il genere Emo Trap in Italia.
“Ti Amo Ti Odio – dichiara GionnyScandal – l’ho scritta durante la mia ultima relazione in quanto continuavo ogni giorno ad amare e ad odiare la stessa persona ed è una delle cose che succedono ad ognuno di noi con la persona con cui si è insieme.
La chitarra è suonata da me, mentre tutto il resto della produzione è a cura del mio produttore. Le sonorità sono un po’ Emo e un po’ Trap, e dato il mio background Emo-core in una band ho deciso di unire per la prima volta il genere Emo con la Trap”.
Rockstar di Sfera Ebbasta album del 2018Secondo Fimi/Gfk, su podio Irama e Pausini. Boom degli italiani

07 gennaio 201916:35

– È Rockstar di Sfera Ebbasta l’album più venduto nel 2018, secondo le rilevazioni Fimi/GFK che includono fisico, digitale e streaming premium. Conquista la seconda posizione Plume di Irama e chiude il podio Fatti sentire di Laura Pausini, l’unica donna in Top Ten. Classifica fortemente caratterizzata dalla centralità della musica italiana: ben 9 delle prime 10 posizioni sono appannaggio di artisti nazionali. Nelle prime 30 posizioni in classifica si registra un solo artista internazionale: si tratta del decimo posto di ö (Divide) di Ed Sheeran, che ha raggiunto la vetta della chart annuale nel 2017.
Nei singoli (digitale e streaming premium) domina la hit estiva Amore e capoeira di Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri & Sean Kingston, a cui seguono Perfect di Ed Sheeran e Cupido di Sfera Ebbasta feat. Quavo. Anche in questo caso elevata la penetrazione degli italiani, con 7 tracce su 10. Tra i vinili svetta il classico The dark side of the moon dei Pink Floyd, mentre la compilation più venduta è Sanremo 2018.
Regio Torino, Oren dirige la ButterflyIl 10 gennaio. Regia poetica e non oleografica di Luigi Pizzi

TORINO07 gennaio 201916:36

– Daniel Oren, tra i più acclamati direttori d’orchestra al mondo, torna il 10 gennaio al Teatro Regio di Torino, dopo vent’anni, per dirigere una Madama Butterfly vicina al sold out in tutte le sue repliche, fino al 20 gennaio. Per la prima volta al Regio viene presentato l’allestimento, proveniente dall’Associazione Arena Sferisterio Macerata, creato da Pier Luigi Pizzi. Nel cast Karah Son (Butterfly), Murat Karahan (Pinkerton), Simone Del Savio (Sharpless) e Sofia Koberidze (Suzuki).
Oren, enfant prodige israeliano (a 13 anni era con Leonard Bernstein) ha sempre amato molto Butterfly, l’opera più commovente di Puccini, qui presentata con un allestimento elegantissimo, ambientato in un Giappone non oleografico e non folkloristico, ma evocato tramite una melanconica poesia.
Per Pizzi, spettacolare regista assente da Torino da 12 anni, la fine di Butterfly rappresenta una sfida alla morale borghese, ed è l’affermazione di una personalità forte che difende fino in fondo le proprie convinzioni.

Scatti ‘scientifici’ di Brizzi a FirenzeFoto vincitrici Wiki science in museo Fondazione Scienza Tecnica

FIRENZE07 gennaio 201916:57

– Gli scatti del fotografo Massimo Brizzi, che gli hanno permesso di vincere l’edizione 2018 del Wiki Science Competition, il più grande grande concorso mondiale di fotografia scientifica, saranno in mostra al museo della Fondazione scienza e tecnica di Firenze dall’8 gennaio al 25 febbraio. Le fotografie, spiega una nota, dedicate soprattutto agli insetti, saranno esposte accanto ai relativi reperti del museo della Fondazione, che offrono il confronto con altre forme, più antiche, di documentazione della ricerca nelle scienze naturali. Brizzi è un appassionato di entomologia e di fotografia, che ha unito queste due passioni, dedicandosi alla macro e microfotografia da ricerca, con particolare attenzione agli insetti. Le foto di Brizzi documentano anche la microfauna presente nel sottobosco e i microrganismi presenti nelle acque dei fiumi, torrenti e laghi, che hanno ruolo importantissimo nelle acque.
Un cast all star per il ritorno alla Banda della Magliana’Non ci resta che il crimine’ tra commedia e fantasy

07 gennaio 201919:15

Ispirato nel titolo e nello spirito al film del 1984 di e con Benigni e Troisi, Non ci resta che piangere, arriva nella sale del nuovo anno dal 10 gennaio con 400 copie distribuite da 01, l’ultimo lavoro di Massimiliano Bruno: Non ci resta che il crimine con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli.Un vero super-cast per raccontare la storia di tre amici di lungo corso (Tognazzi, Gassmann e Giallini) che nella Roma attuale pensano di sbarcare il lunario organizzando un tour sui luoghi della Banda della Magliana. Tutto sta per partire, ma ci si mette di mezzo una porta spazio-temporale che conduce i tre negli anni ’80, proprio nei giorni dei Mondiali di Spagna. Non solo, questo viaggio li porterà a ritrovarsi, faccia a faccia, con alcuni membri della Banda compreso il famoso Renatino (Leo) legato a una esuberante amante molto naif (interpretata da un’inedita Pastorelli in versione erotica).Da qui una commedia dai risvolti fantasy che è anche un’evidente operazione nostalgia: si va dai jeans a zampa d’elefante ai giubbotti di pelle e camicie strizzate, dagli stivaletti alla Beatles ai Ray-Ban specchiati, dalle moto Honda 350 Four all’insuperabile fascino delle Alfa Gt coupè. “Certo questo film, anche nel titolo, è allo stesso tempo un omaggio a Benigni e Troisi e un richiamo ai viaggi nel tempo – spiega a Roma Massimiliano Bruno che nel film interpreta anche il ruolo di Gianfranco, un amico del terzetto che ce l’ha fatta – , ma quello che volevo fare davvero era un genere nuovo, tra ritorno al futuro e romanzo criminale, con uno stile da poliziottesco anni 70”. “Di scemi ne ho fatti tanti – dice invece Gassmann parlando del suo personaggio di Sebastiano molto politically correct -. Ma credo che questo film possa divertire proprio perché ha molte anime. Basti pensare al Renatino interpretato da Leo che, nonostante sia una commedia, sembra un cattivo vero”.”Interpretare il boss della Banda della Magliana? Ho fatto un lavoro sulla gelosia del personaggio e sulla sua violenza e le ho moltiplicate per mille. Insomma è stato molto facile”, risponde, infine, Edoardo Leo.

Fedez annuncia duetto con Zara LarssonSu Twitter, venerdì esce Holding Out For You

07 gennaio 201917:27

– Con un tweet e una foto che lo ritrae insieme alla biondissima Zara Larsson, Fedez annuncia il suo prossimo duetto: è Holding Out For You, che esce venerdì 11 gennaio. Il singolo anticipa la pubblicazione del nuovo disco di inediti Paranoia Airlines, atteso per il 25 gennaio (Sony Music). Già disponibili i brani Prima di Ogni Cosa (dedicato a suo figlio Leone) e Che Cazzo Ridi (con Tedua e Trippie Redd).
Zara Larsson, giovane cantante svedese nota per brani come Lush Life, Uncover e Never Forget You, ha già collaborato con artisti come David Guetta, Tinie Tempah e Clean Bandit.
Laser rimuove scritte dai monumentiDonato da El.En, apparecchio vale 60mila euro

FIRENZE07 gennaio 201917:37

– Un laser Blaster 50W, apparecchio del valore di 60 mila euro che rimuove le più comuni vernici utilizzate per imbrattare le superfici murarie, è stato donato da El.En agli Angeli del bello di Firenze, realtà che si occupa del decoro della città. La donazione è stata presentata oggi con un’iniziativa su Ponte Vecchio, nel corso della quale il sindaco di Firenze Dario Nardella ha rimosso personalmente alcune scritte utilizzando l’apparecchio. “Vogliamo applicare questa tecnologia anche per altri complessi monumentali cittadini”, ha affermato il sindaco. Il laser dell’azienda di Calenzano (Firenze), fra i leader mondiali in questa tecnologia, era stato già utilizzato dalla Fondazione Angeli del bello 2 anni fa sulle superfici della Galleria delle carrozze alla Stazione di S.
Maria Novella di Firenze. “Un momento per dimostrare l’amore per Firenze – ha commentato il presidente della Fondazione, Giorgio Moretti – dei volontari ma anche di aziende famose nel mondo che intervengono al nostro fianco”.
Santa Cecilia, Gatti dirige MahlerSul podio il 10, 11 e 12 gennaio con “la Vita Celestiale”

07 gennaio 201917:43

– Daniele Gatti torna a Santa Cecilia con Gustav Mahler. Il maestro sarà sul podio dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma giovedì 10 gennaio alle 19:30 (repliche venerdì 11 alle 20:30 e sabato 12 alle 18) per dirigere l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale nella quarta Sinfonia “La vita celestiale” con il soprano svizzero Rachel Harnisch. Gatti, che è stato direttore musicale dell’ Orchestra dal 1992 al 1997, è stato nominato poco più di un mese fa direttore musicale del Teatro dell’ Opera di Roma e sarà di nuovo a Santa Cecilia in maggio con un programma interamente dedicato a Brahms. La Sinfonia n. 4 , che conclude il ciclo delle prime sinfonie di Mahler che impiegano testi tratti dalla raccolta popolare di poesie e canzoni ‘Il corno magico del fanciullo’, è caratterizzata dal lied per soprano “La vita celestiale” che conclude il quarto movimento. Fu eseguita per la prima volta a Santa Cecilia nel 1914, sotto la direzione di Willem Mengelberg, amico intimo del compositore austriaco.
Francobollo per 30 anni Pitti ImmagineOrganizzata mostra ‘The fashion mailbox’

07 gennaio 201917:45

– Nasce uno speciale francobollo dedicato ai 30 anni del marchio ‘Pitti Immagine’. Nel gennaio del 1989 fu proprio Pitti Immagine Uomo a inaugurare la nuova denominazione del gruppo, seguito poi dagli altri saloni: Pitti Immagine Bimbo, Pitti Immagine Filati e Pitti Immagine Casa. Per festeggiare questo anniversario viene emesso un francobollo disegnato da Italo Lupi, e organizzata una mostra, The fashion mailbox, sui rapporti che il mondo della moda ha avuto con il mondo dei francobolli (allestita durante i giorni di Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati). L’emissione del francobollo a cura del ministero dello Sviluppo Economico, appartiene alla serie tematica ‘Le eccellenze del sistema produttivo ed economico’.
Alla mostra esposti oltre 80 francobolli, rappresentativi di come le amministrazioni postali di tutto il mondo hanno celebrato la moda, più altri oggetti da tutto il mondo – quali foglietti, annulli, libretti di francobolli – legati al settore, alle aziende, ai marchi e agli stilisti di moda.
Matera, tutto pronto per il 19 gennaioInaugurazione della Capitale della cultura, 135 gli inviati

MATERA07 gennaio 201917:54

ra 135 – fra i quali i corrispondenti di un canale televisivo cinese e di uno statunitense – i giornalisti accreditati per la cerimonia inaugurale di Matera Capitale europea della cultura 2019, in programma nella Città dei Sassi sabato prossimo, 19 gennaio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il dato è stato reso noto nel pomeriggio, a Matera, durante la conferenza stampa di presentazione delle cerimonia, che sarà trasmessa in diretta televisiva su Raiuno in uno show condotto da Gigi Proietti (la Rai presenterà a sua volta la trasmissione il 18 gennaio). Punto di forza dell’inaugurazione saranno 2019 musicisti, componenti di bande provenienti da capitale europee della cultura e dai paesi lucani.
Moda, +1,5% fatturato menswear italianoPer 2019 tendenza a stabilità

07 gennaio 201918:00

– Il fatturato della moda maschile italiana dovrebbe archiviare il 2018 con una lieve crescita, secondo i dati elaborati da Sistema Moda Italia e diffusi oggi, alla vigilia di Pitti Uomo (8-11 gennaio). Il fatturato è atteso sperimentare una dinamica pari al +1,5%, oltrepassando dunque i 9,4 mld di euro. Dopo una prima parte dell’anno particolarmente soddisfacente oltreconfine (il primo semestre si è chiuso con un export in aumento del +5,5%), la performance annua risulta in decelerazione. Il valore della produzione assiste a un’inversione di tendenza, con una contrazione nell’ordine del -2,8% rispetto al 2017. Per l’export si stima una decelerazione che porterebbe a +3,9%, corrispondente a un livello complessivo di vendite estere superiore comunque ai 6,3 mld. Nel caso dell’import la crescita è stimata al 6,4%, per 4,2 mld. Per il 2019 le rilevazioni campionarie condotte dal Centro Studi di Confindustria Moda indicano una “stabilità” delle condizioni congiunturali sperimentate nel corso del 2018.
Spacey in aula, rischia cinque anniIn una dichiarazione giurata si era dichiarato non colpevole

NEW YORK07 gennaio 201918:00

– Kevin Spacey è comparso in un’affollata aula di tribunale a Nantucket per rispondere alle accuse di molestie sessuali nei confronti di un teenager. Il caso risale al luglio 2016. A mettere il divo di “House of Cards” sul banco degli imputati era stata l’anno scorso una ex anchor della tv di Boston, Heather Unruh, a nome del figlio diciottenne sul quale il divo avrebbe allungato le mani durante un incontro casuale in un affollato piano-bar nell’isola del Massachusetts. In una dichiarazione giurata lo scorso dicembre Spacey si era dichiarato non colpevole. La corte è stata riconvocata il 4 marzo.
Demone di Hirst in piscina a Las VegasDa Venezia al Palms Resort dove già “nuota” lo squalo Unknown

NEW YORK07 gennaio 201918:01

– Il monumentale “Demone” di Damien Hirst atterra a Las Vegas. Una versione della gigantesca scultura dell’artista britannico esposta per la prima volta a Venezia nel cortile interno di Palazzo Grassi adornerà dalla prossima primavera la piscina del Palms Casino Resort, lo stesso dove già “nuota” uno squalo tigre sezionato in tre parti e firmato dallo stesso Hirst. I proprietari del casinò, i fratelli Frank e Lorenzo Fertitta, sono emersi su ARTnews come i compratori di una edizione di “Demon With Bowl (Exhibition Enlargement)” per una cifra ancora segreta. Secondo ARTnews il prezzo richiesto era intorno ai 14 milioni di dollari. Una versione in resina della statua alta quasi 18 metri era stata presentata in Laguna nel museo privato di Francois Pinault come parte di “Treasures from the Wreck of the Unbelievable”, la mostra del 2017 curata da Elena Guena di quasi 200 opere di Hirst, più noto fino ad allora al grande pubblico per le carcasse di animali in formaldeide o i teschi tempestati di diamanti.
In radio “vince” Non ti dico noE’ il brano più trasmesso nel 2018 secondo le rilevazioni EarOne

07 gennaio 201918:33

– “Non ti dico no” di Boomdabash & Loredana Bertè è il brano più ascoltato in radio nel 2018, secondo i dati di EarOne nel periodo tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2018. In seconda posizione c’è “Who You Are” di Mihail ed in terza “Una grande festa” di Luca Carboni. “No Roots” di Alice Merton e “Flames” di David Guetta & Sia occupano la quarta e la quinta posizione. A seguire “La cintura” di Alvaro Soler (sesto), “Girls Like You” dei Maroon 5 feat. Cardi B (settimo), “My Life Is Going On” di Burak Yeter & Cecilia Krull (ottavo), “La prima volta” dei Negramaro (nono) e “Amore e capoeira” di Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri & Sean Kingston (decimo).
Nella Classifica Airplay TV 2018, il video di “Le canzoni” di Jovanotti ha avuto la meglio su “Una grande festa” di Luca Carboni, mentre al terzo posto figura Biagio Antonacci feat.
Mario Incudine con “Mio fratello”.
Jova Beach Party farà tappa a CerveteriDopo cancellazione Ladispoli, aggiunta data a Lido degli Estensi

07 gennaio 201918:54

– Sarà Cerveteri, nel Lazio, ad ospitare il 16 luglio il Jova Beach Party, il tour nelle spiagge italiane di Jovanotti nell’estate 2019. La cittadina è stata scelta dopo la cancellazione della data di Ladispoli. Annunciata anche una nuova data: il 20 agosto a Lido degli Estensi. Queste le date: 6 luglio Lignano Sabbiadoro, Spiaggia Bell’Italia (sold out); 10 luglio Rimini, Spiaggia di Rimini Terme (sold out); 13 luglio Castel Volturno, Lido Fiore Flava Beach; 16 luglio Cerveteri, Lungomare dei Navigatori Etruschi; 20 luglio Barletta, Lungomare Mennea; 23 luglio Olbia, Banchina Isola Bianca Molo Bonaria; 27 luglio Albenga, Spiaggia Fronte Isola (sold out); 30 luglio Viareggio, Spiaggia Muraglione (sold out); 3 agosto Lido Di Fermo, Lungomare Fermano; 7 agosto Praia A Mare, Dino Beach Area; 10 agosto Roccella Jonica, Area Natura Village; 13 agosto Policoro, spiaggia Torre Mozza; 17 agosto Vasto, Area Eventi Lungomare; 20 agosto Lido degli Estensi, Arenile Porto Canale; 24 agosto Marebbe, Cima Plan de Corones.
Incassi delle feste, bilancio positivo domina BohemianAnche tre italiani tra i più visti, deludono film d’autore

07 gennaio 201919:21

Finita da tempo l’era dei cinepanettoni, quando ad esempio nel 2002 Natale sul Nilo incassava oltre 28 milioni di euro, durante le feste al cinema si va sempre in famiglia e sempre pensando di divertirsi. Un’abitudine che non tramonta visto che il bilancio del Natale e dintorni 2018 è al momento più che positivo.L’elaborazione ufficiale dei dati arriverà a metà gennaio ma intanto sul Cinetel del periodo si può già ragionare. Su tutti Bohemian Rhapsody (Fox), il film che è il più visto dell’intero 2018: un record polverizzato in un mese. Il film di Brian Singer su Freddie Mercury e i Queen, che ha dominato la notte dei Golden Globe (migliore attore Rami Malek e miglior film comedy), uscito il 29 novembre, ha incassato a ieri 23 milioni 351 mila euro e attualmente è ancora al quarto posto. Buon risultato porta a casa anche Il ritorno di Mary Poppins (Disney) che uscito a ridosso delle feste il 20 dicembre ha superato gli 11 milioni 605 mila euro. Promettono bene le due uscite teen del 1 gennaio: Ralph Spacca Internet, animazione della Disney con spettacolare reunion delle principesse e l’avventura visiva di Aquaman (Warner Bros), che in appena sei giorni hanno incassato oltre 6 milioni di euro (6.781 il primo, 6.237 il secondo).Tra gli italiani al top con oltre 8 milioni c’è il cinepanettone doc con Christian De Sica – Massimo Boldi di nuovo insieme Amici come prima (Medusa). Si piazzano anche La Befana vien di notte con Paola Cortellesi (Lucky Red- Universal) che dal 27 dicembre a ieri ha incassato 6 milioni 800 mila euro con 1 milione di ingressi e Moschettieri del re (Vision) che dal 27 ha incassato 4 milioni 276 mila ed anche nell’ultimo weekend si è ben difeso mantenendo la quinta posizione. Qualche delusione forse tra i film d’autore (Capri-Revolution è a 623 mila spettatori, Cold War miglior film europeo dell’anno e candidato all’Oscar è a 813 mila, l’addio di Robert Redford The Old Man & The Gun è fermo a poco più del milione) ma anche in film per un pubblico potenzialmente più ampio come il cartone Spider-Man: Un nuovo universo, uscito a Natale, e con 2 milioni e mezzo a ieri, la commedia francese 7 uomini a mollo sotto al milione.In attesa del bilancio dati ufficiale dai weekend Cinetel emerge che nel fine settimana immediatamente precedente alle feste c’è stato un promettente balzo + 53% sull’analogo periodo 2017, diventato un +9% sul fine settimana centrale delle feste (27-30 dicembre), una sostanziale parità (-0,9%) per la befana con incasso intorno ai 17 milioni.

Rai Radio1, il palinsesto 2019 tra news, musica e sportArrivano anche Semprini e Liorni, attualità in primo piano

07 gennaio 201920:37

– Un Gr ogni ora e programmi di rete con approfondimenti e fili diretti con il contributo di commentatori, opinionisti ed esperti, senza rinunciare alla musica di qualità. Tra le novità del Gr1 l’allungamento di tre minuti dell’edizione delle 8:00 per rafforzarne il carattere di “ammiraglia” dell’informazione. Si conferma solidissimo il legame con gli ascoltatori rappresentato dallo sport, colonna portante del canale contenitore di diritti sportivi free dalla serie A alla Champions, dalla Formula 1 alla MotoGp, dal Giro di Italia, agli Internazionali di tennis.
Radio 1 ha presentato il suo nuovo palinsesto questa mattina, alle 12, nella sede storica romana di Via Asiago. Ad illustralo nel dettaglio il direttore di Radio1 e del Gr Rai, Luca Mazzà e il direttore di Rai Radio, Roberto Sergio.
“Per la radio, in special modo per una all news – ha fatto notare Mazzà – la mattina corrisponde alla prima serata televisiva. Si comincia presto – dalle 5.00 fino alle 7.00, prime time della radio – con il nuovo contenitore Il mattino di Radio1: notizie, rassegna stampa, anticipazione dei fatti del giorno, collegamenti e musica con la cura di Carlo Cianetti, la conduzione di Giovanni Acquarulo, Francesco D’Ayala, Gianmaurizio Foderaro e la presenza fissa di Dario Salvatori.
Tornerà anche l’oroscopo”. Alle 7 andrà in onda un Gr lungo, seguito dallo storico “Radio Anch’io”. La novità sarà rappresentata dal giornale delle 8. “Una scelta controcorrente per farla diventare l’ammiraglia dell’informazione di Radio Rai”, insiste Mazzà. “Vogliamo riportare nel Gr le voci dei protagonisti già dal mattino”. Alle 9:30 un nuovo contenitore informativo, “Cento città”, dedicato all’informazione dal territorio e realizzato con le redazioni regionali della TgR. Sono sbarcati a RadioRai Gianluca Semprini e Marco Liorni. Alle 10:30 la mattinata di Radio 1 prevede “Giorno per Giorno”, attento alle tematiche sociali e di servizio, con attenzione alle categorie dei consumatori e dei risparmiatori, oltre che ai temi riguardanti la salute. Confermato “Andata e ritorno, viaggio nel paese reale”, mentre dalle 15:30 “Fuori gioco” cambierà nome e diventerà “Radio 1 in viva voce”. Per John Vignola e la sua musica, mezz’ora nella stessa fascia.
Confermato ovviamente anche Un giorno da pecora”. Il fine settimana, novità assoluta: “Si parla di mare, dedicheremo “Radio di bordo” alle persone che amano e vivono il mare”, dice Mazzà. Sul Giornale Radio: “Abbiamo lavorato sulla differenziazione delle identità dei singoli Gr. Il Gr2 vedrà eliminati i titoli di testa e al suo posto ci sarà una sintesi del conduttore che enfatizzi il tema centrale dell’edizione. Per il Gr 3 si è decisa una caratterizzazione per temi. L’edizione delle 13:45 sarà un approfondimento delle notizie economiche, mentre quella delle 18: 45 si concentrerà sulle notizie dall’estero”.
Infine, rileva Mazzà: “Rimane la concentrazione sui grandi eventi. Non solo quelli canonici come Sanremo o il Giro d’Italia, ma tutti quelli che pensiamo debbano avere risalto, che potranno riguardare, ad esempio, la cultura, i diritti dell’infanzia, la violenza sulle donne e così via….
Programmi come “Italia sotto inchiesta”, “Zapping” e “Tra poco in edicola”, rimarranno punti fermi. Così come lo sport: confermati i programmi cult, con un potenziamento di Radio1 Sport, grazie ai diritti di tutti gli sport più popolari”. Per Il digitale, nuovi Gr tematici dedicati ai cinque canali specializzati: Radio Kids, Radio Classica, Radio Live, Radio Tuttaitaliana e Radio Techeté.
Infine una novità anche per quanto riguarda gli annunci di apertura e di chiusura del canale. Roberto Sergio: “Vogliamo rendere più veloce la cosiddetta ‘radio evolution’, concentrandoci sulla tempestività dell’informazione e grazie alla filiera digitale. Le nuove piattaforme come Raiplay Radio – che sarà implementata e verrà arricchita delle dirette video – diventeranno sempre più importanti. Già ora stiamo provando qualcosa di simile: tramite Radio1 Sport abbiamo provato a far evolvere lo streaming con numeri di tutto rispetto”. “Sulla DAB Plus, la nuova tecnologia di trasmissione digitale che risolverà alcuni problemi che abbiamo in FM. La copertura è stata già aumentata, interessando tutte le principali città del centro-nord Italia e fino a Salerno. Lavoreremo per estenderci ancora”. La digitalizzazione passa anche per le attrezzature dei giornalisti. Su questo Sergio annuncia che verranno dati in dotazione ai cronisti nuovi zaini che permetteranno di spostarsi e di trasmettere con agilità in qualsiasi condizione. Entro il 2020 tutti gli studi di Radio Rai saranno studi sia radiofonici, sia televisivi completamente digitalizzati”.        [print-me title=”STAMPA”]

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AGGIORNAMENTO DALLE 06:23 ALLE 10:33 DI LUNEDì 07 GENNAIO 2019

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Bohemian Rhapsody vince i Golden Globes
Malek miglior attore, Close batte Lady Gaga. Vince “Green Book”

LOS ANGELES07 gennaio 2019 06:23

– Il colpo di scena della 76ma edizione dei Golden Globes è arrivato a fine serata, quando la favorita al premio per la migliore attrice drammatica, Lady Gaga, candidata per A star is Born, si è vista soffiare il Globo d’Oro da Glenn Close, per The Wife. Poco dopo Bohemian Rhapsody, che racconta la storia di Freddie Mercury, batteva lo stesso A star is born, dato per vincitore sicuro sino a poche ore prima nella categoria miglior film drammatico. Sono stati quelli finali i pochi momenti memorabili di una serata altrimenti prevedibile. Rami Malek ha vinto anche il Globo al migliore attore drammatico, per la sua interpretazione di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody. A livello di numeri il film che vince di più è Green Book, che racconta il viaggio di un famoso musicista nero, Don Shirley, e del suo autista italoamericano negli Stati Uniti del Sud, profondamente razzisti, degli anni ’60. Il film vince 3 premi: miglior film musical, miglior attore non protagonista Mahershala Ali e migliore sceneggiatura.
Tre Globi d’Oro a Green Book, due a Bohemian Rhapsody e due a Roma, uno solo a A Star is Born. Green book è la miglior “comedy o musical”, mentre il racconto della vita di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody è il miglior film drammatico. Rami Malek è il migliore attore protagonista. Roma di Alfonso Cuaron è il miglior film straniero e Cuaron il miglior regista. Delusione per A star is born, con Lady Gaga che si vede soffiare il premio per miglior attrice da Glenn Close.

La cerimonia dei Golden Globes ha aperto la stagione dei premi decretando i vincitori del premio istituito dall’Hollywood Foreign Press Association, che riunisce i giornalisti stranieri a Hollywood. Green book è la miglior “comedy o musical”, mentre il racconto della vita di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody è il miglior film drammatico. Rami Malek che interpreta Mercury è il migliore attore protagonista mentre il miglior non protagonista è Mahershala Ali per Green Book, film che vince anche per la migliore sceneggiatura. L’acclamato Roma di Alfonso Cuaron è il miglior film straniero e Cuaron il miglior regista.

Delusione invece per A star is born, candidato a 5 premi ma che si deve accontentare di quello alla migliore canzone, Shallow di Lady Gaga, che perde il premio alla migliore attrice drammatica, andato a Glenn Close, per The Wife.

Anche Vice, che aveva dalla sua 6 nomination, vince poco: migliore attore protagonista Christian Bale nei panni di Dick Cheney. Olivia Colman vince il premio per la migliore attrice brillante per il film in costume La Favorita. Sul fronte della televisione il primo vincitore assoluto della serata è stato Michael Douglas per la serie the Kominsky Method che ha vinto anche il Globo per la migliore serie brillante. The Americans, sullo spionaggio sovietico in USA durante da Guerra Fredda, giunta alla sua ultima stagione, ha vinto il premio alla migliore serie drammatica.

Torna in sala restaurato il classico Hitchcock Gli UccelliDal 7 gennaio da Cineteca Bologna film con Tippi Hedren

07 gennaio 201909:45

Il 2019 inizia nel segno del brivido: Gli uccelli di Alfred Hitchcock, è il nuovo classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna nelle sale italiane a partire da lunedì 7 gennaio, grazie al progetto Il Cinema Ritrovato. “Fantasia apocalittica” (come l’ha definita il critico americano Jonathan Rosenbaum) diretta nel 1963, Gli uccelli segna l’esordio, se non consideriamo il musical del 1950 The Pretty Girl, nel quale appare non accreditata, per Tippi Hedren, che Hitchcock vorrà anche nel suo film successivo, Marnie, nel ruolo della protagonista.
“Gli uccelli è il prototipo di un nuovo genere – il film catastrofico (disaster film) – che porterà fiumi di dollari nelle casse della Universal negli anni Settanta”, ha scritto Bill Krohn. “Divenuto egli stesso una star, Hitchcock aveva ragione di pensare che avrebbe potuto fare a meno di attori importanti e di dare spiegazioni in merito agli attacchi degli uccelli. Dopo tutto un lungo trailer in cui si rivolgeva al pubblico per parlare delle relazioni tra gli essere umani e “gli amici alati” avrebbe dato l’idea che gli uccelli, nel film, si stessero vendicando di secoli di abusi. Ma la campagna promozionale aveva creato delle attese che furono disattese nei primi quaranta minuti del film. Quando gli uccelli fanno irruzione in un spasmodico crescendo di violenza, essi sono anche proiezioni del nostro desiderio nascosto. Gli attacchi successivi sono inframmezzati da scene all’interno di un caffè o nella casa di Brenner, dove si alza il sipario sul piccolo teatro di Hitchcock: periodi di tregua che ci consentono di nuovo di fare il pieno di impulsi violenti che ci hanno spinti ad acquistare il biglietto”.
Ma ecco alcuni espedienti studiati da Hitchock per realizzare uno dei film più complessi sul piano tecnico: “Il problema era quello di far scendere in picchiata gli uccelli. Affittammo un’isola lontano dalla costa e piazzammo la macchina da presa su un’alta scogliera. Attiravamo i gabbiani con dei pesci dietro la macchina da presa e gettavamo i pesci dalla scogliera. Un’altra macchina da presa si trovava sulla spiaggia sottostante. Quando vedemmo la pellicola sviluppata ecco cosa ammirammo: una scogliera, onde, una spiaggia e i gabbiani che volavano verso il basso. Poi, due donne, con un lavoro su poco più di cinque metri di pellicola ma che durò tre mesi, dipinsero a mano, fotogramma per fotogramma, ogni singolo uccello su uno sfondo e la silhouette di ogni uccello. In questo modo gli uccelli vennero stampati sulla scena nella quale li si vede scendere in picchiata. Tre mesi di lavoro per poco più di dieci secondi sullo schermo!”.
È Francois Truffat a raccogliere alcune delle più preziose testimonianze dalla viva voce di Alfred Hitchcock: “Mi sono lasciato andare a delle improvvisazioni. Per esempio, tutta la scena dell’attacco esterno sulla casa, dell’assedio della casa da parte degli uccelli, che non si vedono è stata improvvisata sul set. Non mi era quasi mai accaduto, ma non ci ho messo molto a decidermi e ho disegnato rapidamente i diversi movimenti dei personaggi”.
Golden Globes, nei discorsi domina il tema dell’ inclusione razzialeBale vince per interpretazione Dick Cheney e ringrazia “Satana”

07 gennaio 201909:56

Se l’anno scorso il punto focale dei Golden Globes, come delle altre cerimonie di premiazione compresi gli Oscar, furono i diritti delle donne e i movimenti Metoo e TimesUp, quest’anno è stata l’inclusione razziale e la diversità il tema sociale più sentito durante la serata dei 76mi Golden Globes, i premi istituiti dall’associazione che riunisce i giornalisti stranieri a Los Angeles, la HFPA, Hollywood Foreign Press Association. Il tema è stato trattato spesso, ad iniziare dai discorsi di Andy Samberg e Sandra Oh, presentatori della serata. E la diversità ha vinto quando i premi sono andati alla stessa Sandra Oh per la serie tv Killing Eve, a Mahershala Ali, migliore attore non protagonista in Green Book e a Regina King premiata per Se la strada potesse parlare. La King ha fatto uno dei pochi discorsi a contenuto politico della serata, promettendo di produrre, nei prossimi due anni solo progetti con il 50% delle donne impiegate in cast e crew.
L’altro discorso importante è arrivato dall’accettazione del premio del regista di The Green Book, Peter Farrelly, che ha parlato del tema raccontando nel film la storia di un musicista nero che non poteva esprimere la sua musica per via del colore della sua pelle e di un italo-americano la cui integrazione negli Stati Uniti degli anni Sessanta non è stata tanto più facile. “Temi ancora oggi presenti nella nostra società – ha detto il regista -, ecco perché certe storie sono ancora così importanti”.
Ma il discorso più sorprendente della serata è arrivato da Christian Bale, che nell’accettare il Globo per il migliore attore protagonista di un film comedy, con Vice, ha ringraziato niente meno che il diavolo: “Grazie Satana per avermi dato l’ispirazione per interpretare questo ruolo”, ha detto l’attore che con la sua consueta abilità (e anche grazie a una dieta ipercalorica che gli ha fatto guadagnare 30 chili) si è completamente trasformato, fisicamente ma anche psicologicamente, nella controversa figura di Dick Cheney, potente vice-presidente durante l’amministrazione di George W.  Bush.
Camilla Grebe, Animali nel buioUn noir nel bianco della neve svedese, tra paura e intolleranza

07 gennaio 201909:34

CAMILLA GREBE, ANIMALI NEL BUIO (Einaudi, pp.440, 19.50 Euro; traduzione Sara Culeddu). La violenza di un passato lontano che torna per diventare presente.
La memoria che si scontra con l’oblio. La paura del diverso di una piccola comunità ciecamente chiusa nel suo mondo e incapace di vedere l’orrore in casa propria. Camilla Grebe tiene legato il lettore fino all’ultima pagina con il suo Animali nel buio (Einaudi), thriller ambientato nei paesaggi innevati della Svezia che arriva in Italia dopo il successo de La sconosciuta. Siamo a Ormberg, paesino sperduto che fatica a stare al passo con i tempi. Qui, dove la globalizzazione ha portato la chiusura di fabbriche e la perdita di posti di lavoro lasciando la popolazione in preda a solitudine, diffidenza e frustrazione, i detective Peter e Hanna indagano su un ‘cold case’ vecchio di 8 anni, relativo al ritrovamento nel bosco del cadavere di una bambina mai identificata. I due investigatori, che fanno coppia anche nella vita e insieme affrontano la malattia di Hanne che compromette la sua memoria, possono contare sulla collaborazione di Malin, poliziotta nata e cresciuta a Ormberg, e dei suoi colleghi. Ben presto un nuovo delitto dai risvolti inaspettati, che vede implicato suo malgrado anche Jake, un giovane del paese in crisi adolescenziale, sensibile e vittima di bullismo, porta a galla un passato tragico: tutti coloro che in un modo o nell’altro si trovano coinvolti nel caso saranno messi di fronte alle proprie convinzioni e vedranno vacillare non poche certezze. In pagine avvincenti piene di descrizioni accurate (molte anche legate alla natura maestosa della Svezia), è interessante la scelta di restituire al lettore una trama efficace attraverso tre differenti punti di vista: quello della giovane poliziotta Malin, che scappa dalle sue radici e rifiuta di aprirsi all’altro, quello di Jake, delicato adolescente in cerca della propria identità che scopre di avere un inaspettato coraggio, e infine quello dell’investigatrice Hanne, disperatamente in lotta per trattenere la sua memoria ormai annebbiata dalla malattia inesorabile. Di quest’ultimo personaggio l’autrice fa sentire anche la voce più intima, con i brani di un diario che la detective malata decide di scrivere proprio per cercare di mantenere il più possibile intatti i ricordi, sia quelli personali che quelli legati all’indagine. Proprio queste scelte stilistiche lasciano emergere la bravura della Grebe di indagare nell’animo dei suoi personaggi, di mostrarne le relazioni affettive, le ferite e le fragilità, le ambizioni e i desideri, pur senza mai far scemare la suspense del racconto. Ma ciò che arricchisce davvero questo noir è la riflessione attualissima sul tema dell’immigrazione e sui conflitti che essa porta con sé: pensieri e considerazioni che la Grebe lascia trapelare tra le pagine integrandoli direttamente nella trama. Qui risiede il punto di forza del romanzo, nonché il messaggio dell’autrice: con questa sua immaginaria eppure credibilissima Ormberg – che “è più una condizione mentale che un luogo geografico, una condizione che si verifica dopo un grande cambiamento”, scrive nella nota alla fine del libro – Camilla Grebe descrive i tempi bui, di diffidenza e ostilità, che stiamo vivendo, e la nostra incapacità di metterci nei panni di chi fugge dalla guerra e dalla fame.        [print-me title=”STAMPA”]

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1969, storia anno che cambiò la musica
Da Woodstock all’esordio dei Genesis, da ‘Tommy’ agli Stones
06 Gennaio 2019 02:29
PIù AVANTI LA NOTIZIA APPROFONDITA

– La notizia che in agosto si svolgeranno due mega eventi per celebrare i 50 anni di Woodstock, il festival più famoso della storia della cultura popolare, spinge a tornare a guardare a quel 1969 che rimane uno degli anni “magici” del rock. La densità di eventi è impressionante, la cultura giovanile è ancora in piena esplosione, divisa tra istanze di pace, battaglie per i diritti civili, ricerca di metodi alternativi di aggregazione sociale e un dirompente desiderio collettivo di nuovi modi di espressione artistica. Tra i tanti avvenimenti e incredibile uscita di album ed esordi l’ultima performance dei Beatles sul tetto della Apple a Londra il 30 gennaio, le 250 mila persone ad Hyde Park per i Rolling Stones che dicono addio al fondatore Brian Jones, il primo disco dei Led Zeppelin che già a ottobre pubblicheranno il secondo titolo, l’esordio dei Genesis, i Chicago e Joe Cocker, “Crosby, Stills & Nash”, primo album del trio e Tommy, il capolavoro di Pete Townsend e degli Who, prima opera rock della storia

Morricone applaude Bonelli che interpreta Magnani e FerriPrima al Golden di Roma per Vite da Romanzo, regia Stefano Reali

06 gennaio 201917:50

Il maestro Ennio Morricone ha applaudito entusiasta lo spettacolo di Elena Bonelli con la regia di Stefano Reali alla prima il 5 gennaio al Teatro Golden di Roma dello spettacolo dedicato a due miti del cinema e della canzone Anna Magnani e Gabriella Ferri, Vite da Romano. Il Maestro, in un suo commovente intervento sul palco, ha espresso l’apprezzamento per l’artista, per come è riuscita ad interpretare in contemporanea due miti del cinema e della canzone e a far rivivere le due eccellenze della romanità. E’ stato talmente commovente che alla fine il Maestro e la Bonelli hanno pianto insieme. La cosa davvero unica di questo spettacolo, in scena fino al 13 gennaio, è che unisce lacrime e risate, recitato e musica. Un secolo di storia dello spettacolo italiano raccontato attraverso gli aneddoti e le canzoni che hanno reso immortali Magnani e Ferri: da Dove sta Zazzà a Quanto Sei Bella Roma, da Reginella a O Surdato ‘nnammurato. Sul palco il regista Stefano Reali al pianoforte e voce recitante, e regista dell’opera e tre straordinari nomi della musica: Dario Rosciglione al contrabbasso, Gianni Oddi al sax e clarinetto, Giandomenico Anellino alla chitarra.
Tra gli ospiti che hanno affollato la platea della prima illustri nomi dello spettacolo quali: Carla Vistarini, Renato Balestra che ha curato i costumi della piece, Mita Medici, il Manager Andrea Quattrini, Roberta Garcia, Cesare Rascel, Imma Piro, il look maker Aldo Signoretti, Mariano Rigillo, Maria Rosaria Omaggio, Il premio Oscar Gianni Quaranta, Graziella Pera e Pier Francesco Pingitore che al termine esprime i suoi sinceri complimenti all’artista romana, confessando di essersi emozionato e di aver ripercorso con lo spettacolo tutti i meravigliosi anni d’oro del Bagaglino passati con la Ferri.
A Los Angeles – Italia omaggio a CoppolaRetrospettiva su regista nell’anno di Matera capitale europea

LOS ANGELES06 gennaio 201916:46

Sara’ dedicato al regista Francis Ford Coppola, 80 anni il prossimo 7 aprile e alla città di Matera, capitale europea della cultura 2019, il 14.mo Los Angeles Italia – Film Fashion and Art Fest. Dal 17 al 23 febbraio, al Teatro Cinese di Hollywood, la manifestazione sulle eccellenze nazionali ed italoamericane, come da tradizione precederà la notte degli Oscar (domenica 24). “Un’altra favolosa occasione di aggregazione per le nostre culture nel mito del leggendario autore Coppola e di una città-perla italiana, Matera, esaltata dal grande cinema internazionale”, sottolinea Hayma Washington, già presidente degli Emmys, nella sua veste di Chairman di LA-Italia 2019, che per l’occasione sarà affiancata da una madrina lucano-americana: l’attrice Sofia Milos originaria di Picerno (Potenza). “Quale migliore occasione per celebrare Coppola nell’anno in cui la terra di cui la sua famiglia e’ originaria, la Basilicata, è al centro dell’attenzione del mondo?”, dice Pascal Vicedomini, fondatore di LA Italia

Torna in sala Gli Uccelli di HitchcockDal 7 gennaio da Cineteca Bologna film con Tippi Hedren

06 gennaio 201917:54

– Il 2019 inizia nel segno del brivido: Gli uccelli, 50 film di Alfred Hitchcock, è il nuovo classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna nelle sale italiane a partire da lunedì 7 gennaio, grazie al progetto Il Cinema Ritrovato. “Fantasia apocalittica” (come l’ha definita il critico americano Jonathan Rosenbaum) diretta nel 1963, Gli uccelli segna l’esordio, se non consideriamo il musical del 1950 The Pretty Girl, nel quale appare non accreditata, per Tippi Hedren, che Hitchcock vorrà anche nel suo film successivo, Marnie, nel ruolo della protagonista.
Elena Sofia Ricci, suor Angela stavolta è in crisiAttrice, 2018 anno professionale bellissimo ma ho subito perdite

06 gennaio 201912:03

“Come leggiamo nel primo atto del Macbeth, non avevo mai visto un giorno così bello e brutto allo stesso tempo”. Per Elena Sofia Ricci, si è chiuso un 2018 denso di soddisfazioni professionali al cinema (nastro d’argento come miglior attrice per Loro di Sorrentino), ha ricevuto anche il Premio di miglior attrice teatrale della stagione per Vetri rotti di Arthur Miller e lanciato una sua linea di profumo, allo stesso tempo emotivamente doloroso nel privato. Raggiunta a New York dove si trova con la famiglia (in procinto di rientrare in Italia) l’attrice racconta: “Alla morte di mia madre (Ricci Poccetto, scenografa nota sul panorama internazionale) s’è aggiunta quella del mio amico fraterno Ennio Fantastichini, non so spiegare il vuoto, lo smarrimento, non l’ho trovato giusto, ecco mi sono molto rifugiata nella preghiera”. Torna ora come protagonista della quinta stagione della serie tv, Che Dio Ci Aiuti ambientata nel convento più bizzarro del piccolo schermo, con la regia di Francesco Vicario, su Rai1 dal 10 Gennaio, ogni giovedì in prima serata. Una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai fiction prodotta da Matilde e Luca Bernabei.
Elena Sofia Ricci è suor Angela, una religiosa sui generis, scorretta, bizzarra e fallibile, che prima di tutto è una donna piena di difetti, ma anche una mamma insostituibile per le ragazze del Convento. Al suo fianco Valeria Fabrizi (suor Costanza) e Franchesca Chillemi (Azzurra), non ci sarà Lino Guanciale ma tante conferme, new entry come Sergio Romano, guest star tra queste Piera degli Esposti. Nel cast Gianmarco Saurino (Nico), Arianna Montefiori, Simonetta Columbu, Laura Adriani.
“La forza della serie è la capacità di raccontare temi di grande rilevanza sociale con un tono mai giudicante. Si va in profondità, ma con leggerezza e ironia. La violenza sulle donne, le problematicità legate alle fake news su internet, la diffamazione sui social, le sfide Blue Whale, la dipendenza da alcolismo nei giovanissimi e molto altro”. “Non sono mai arrivata a girare una quinta stagione”, racconta Elena Sofia Ricci. “L’unica cosa che mi poteva convincere a continuare è che suor Angela vivesse una crisi profonda. E così è stato. Per questo mi sono confrontata con delle suore, una in particolare che ci affiancano per chiedere se fosse verosimile che si potesse vivere una crisi anche tra le religiose, e mi è stato risposto che è assolutamente normale. In fondo come esistono nei matrimoni, anche chi sposa nostro nostro signore può vivere dei dubbi passeggeri nel proprio cammino, poi le cose si rimettono a posto, ma sempre nella vita ci interroghiamo”.
Così anche quest’anno Suor Angela, insieme all’insostituibile Suor Costanza, non si stancherà di portare avanti la sua missione: confortare, consigliare e guardare con amore tutti coloro che incontrerà sulla sua strada, chi per chiedere aiuto, chi per scappare, chi solo per ricevere quelle attenzioni mai avute prima. Tutti, nonostante le tante difficoltà che si presenteranno nelle loro vite, saranno da lei accompagnati per mano nella scelta più difficile, ma in fondo l’unica possibile: compiere il bene.
Tante le novità al convento degli Angeli Custodi: un neonato che metterà in crisi non solo le abitudini dei nostri personaggi, ma anche le loro scelte; Azzurra che ritorna portando dentro di sé un dolore che le ha stravolto la vita; un incidente che costringe Valentina ad accettare un cambiamento radicale nella sua vita; una nuova novizia e due gemelline che porteranno tanta allegria insieme a tanto scompiglio.
In questa quinta stagione, i nostri personaggi saranno messi definitivamente sotto scacco. Perderanno ogni cosa e arriveranno nel punto più profondo del loro cuore. Tematiche come il male, il dolore, le sconfitte esistono, nella vita come nella narrazione. I nostri personaggi capiranno che a volte bisogna perdere tutto per ritrovare se stessi. “Ma sarà Suor Angela che in questa stagione dovrà affrontare il nemico più grande: la perdita dell’Amore che l’ha sempre guidata. Anche lei, sempre pronta ad accogliere e sostenere chi ha accanto, passerà attraverso la rabbia, la fuga. Per poi tornare a casa”. E Per il 2019? “Sarà un anno intenso- replica Elena Sofia – tanti progetti, per scaramanzia non parlo ma punto a stupire e non deludere il mio pubblico che amo e dal quale mi sento riamata”.
Vite brevi di tennisti eminentiCodignola racconta 20 storie esemplari di vita e sport

06 gennaio 201912:40

– MATTEO CODIGNOLA, ”VITE BREVI DI TENNISTI EMINENTI” (ADELPHI, pp. 290 – 22,00 euro).
Facendo il verso alle ”Vite brevi di uomini eminenti” di John Aubrey, pubblicato quaranta anni fa proprio dalla casa editrice, la Adelphi, per cui ”fa libri”, è editor e traduttore (per esempio di Mordecai Richler), Matteo Codignola ci parla di tennisti celebri e meno, confessando come già altri autori che ”la scrittura ha una valenza terapeutica e raccontare un vizio una volta per tutte sia il modo migliore per lasciarselo alle spalle e girare pagina”.
Il vizio di Codignola è naturalmente il tennis, sport che pratica da quando aveva sette anni e naturalmente, nonostante quella convinzione ”ingenua e pericolosa” per chi fa il suo mestiere, è convinto dell’impossibilità di guarire, come ha capito durante la ”semi di Wimbledon 2018 tra Isner e Anderson” che non ha trovato insopportabile e noiosa, ma si è ”goduto quelle sette ore di servizio e quasi nient’altro” senza soffrire, anzi. In più lui ha l’ossessione per un gioco che ritiene irraccontabile (pur avendo fatto lui pubblicare in italiano ”Levels of games” di McPhee) , perchè se ne descrivono e ricostruiscono i particolari esteriori, cosa invece impossibile per ”la meravigliosa fluidità che rende questa danza con una palla diversa da qualsiasi altro sport”.
Questo sino al momento in cui, vero o espediente letterario che sia, al mercatino di Cormano un suo amico non avesse trovato una valigia di cuoio che conteneva una busta con un centinaio di foto scattate nel circuito amatoriale del secondo dopoguerra, che fino al 1968 corrispondeva al circuito ATP come lo conosciamo oggi. Ne sono uscite venti storie, alcune delle quali già Codignola conosceva, altre che ha ricostruito partendo da un dettaglio e che ora formano questo volume. Storie di vite, di passione, di momenti diventati esemplari, quindi capaci di raccontare e rivelare qualcosa anche ai non appassionati, mentre questi ultimi non si le lasceranno scappare. Del resto il tennis ha sempre avuto una sua storia letteraria che ”Open” di Agassi ha rilanciato alla grande, e solo restando da noi tutti ricordano ”Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani, tennista lui stesso tutta la vita, come i romanzi o i libri storici di un esperto quale Gianni Clerici, ultimo dei quali è un grande volume, ”Il tennis nell’arte” (Mondadori, pp. 338 – 36,00 euro) che parte dalle donne in bikini che giocano a palla nei mosaici romani di Piazza Armerina e arriva a oggi, passando per Tiepolo, Carrà, Campigli e Hopper.
La galleria di Codignola va invece dall’ebreo barone Gottfried von Cramm, spirito libero capace di rispondere a tono anche Goering, giocatore elegante dai ”larghi gesti europei” che non abbandonò mai e forse gli costarono l’essere ”il più forte giocatore a non aver mai vinto Wimbledon”, per arrivare a Dick Savitt che introdusse ”nel mondo fin lì sfrontato wasp del tennis…. il nervosismo ebraico” su cui teatro, cinema e letteratura avrebbero vissuto per decenni ”fino ai limiti della decenza”. Tutti tipi a loro modo eccentrici, esemplari nel loro essere eccezionali e dotati di una propria umanità questi di cui ci parla il libro, passando per Torben Urlich, musicista, suonatore di clarinetto che cercava, in stadi o palazzetti che fossero, di cogliere il suono perfetto della palla sulle corde, tanto da rifiutare per queste ragioni sonore le nuove racchette di metallo, o ‘Teach’ Tennant che cercava di trasformare in ”statue di tennis” due giocatrici come Carole Lombard e Joan Crawford, sino a Whitney Reed, giocatore maledetto dalla vita sregolata, il quale poteva arrivare a un torneo col ritardo di una giornata, che aveva perso appresso a una hostess incontrata in aereo.
Fiorello, tornare a Sanremo? Chi lo saIntanto dal 7 su Radio Deejay con ‘Il Rosario della Sera’

06 gennaio 201916:04

“Tornare ospite a Sanremo? E chi lo sa…”: dopo il picco di ascolti, il più alto di tutto il Festival, lo scorso anno, l’impresa di Fiorello si potrebbe ripetere. Al direttore artistico Claudio Baglioni piacerebbe avere di nuovo l’amico Rosario al teatro Ariston, ma lo showman risponde sibillino con un video postato su Instagram dal bar.
Sfogliando i quotidiani, Fiorello inquadra con il suo smartphone un articolo sul Festival, gioca a mettere filtri divertenti sulle foto di Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele definendoli “un cast fortissimo”. “Presenta una coppia di comici: ecco la differenza con l’edizione dell’anno scorso, condotta da Michelle Hunziker con un attore, Pierfrancesco Favino. Un Festival che iniziò con uno, come si chiamava quello che aprì? Ero io. E andò malissimo, 17 milioni!”, esclama ironico, prima di aggiungere: “Tornare quest’anno? E chi lo sa… È un attimo Roma-Sanremo”. Intanto lunedì alle 19 ripartirà con “Il Rosario della Sera” su Radio Deejay. Ospite Manuel Agnelli”Mica devo avvisare, mica devo avere il pass? Io sono un pass vivente. Mi presento lì e dico: ‘Scusate, devo parlare con Baglioni’. Poi entro e vado sul palco”. E conclude: “Si potrebbe fare, volendo. Certo, sarebbe una ripetizione. Già fatto una volta, è andata bene un anno… Che faccio – conclude – torno di nuovo?”.

Ice Music Festival, concerti sul PresenaFino a marzo, saranno suonati soltanto con strumenti di ghiaccio

06 gennaio 201915:20

– Un igloo come teatro e strumenti di ghiaccio per una serie di concerti sottozero: è l’Ice Music Festival che ha preso il via ieri sera sul Ghiacciaio Presena, a 2.600 metri di altezza. I ‘The bastard sons of Dioniso’, trentini doc, sono stati la prima band a esibirsi. In programma 4 concerti a settimana (il giovedì e il sabato), fino al 30 marzo. Il giovedì sul palco la ‘Ice Music orchestra’, con un cartellone ‘da brivido’ che spazia tra i grandi temi della musica classica: da Vivaldi a Čajkovski, con incursioni nella musica popolare ed alcuni brani inediti ed originali. Il sabato, invece, la musica del ghiaccio spazierà dal jazz, al pop, dal rock con alcuni tra i nomi più interessanti del panorama musicale italiano e internazionale. Tutti i concerti saranno suonati rigorosamente con gli strumenti di ghiaccio dell’artista americano Tim Linhart. Il progetto è a cura di Azienda Turismo Val di Sole, Consorzio Pontedilegno-Tonale e Trentino Marketing.
Auguri Celentano, a gennaio cartoon C5Adrian la serie. Video su blog auguri clan con canzone Morandi

06 gennaio 201919:30

Adriano Celentano compie 81 anni.    L’artista tornerà presto in tv, in questo mese di gennaio, in formato animato: è attesa su Canale 5 la serie Adrian con Milo Manara all’iconografia per una produzione Clan Celentano. Oggi è stato inaugurato il nuovo sito in cui si raccontano i personaggi, in particolare Adrian e Gilda, della serie originale in animazione ideata, scritta e diretta da Adriano Celentano con le musiche del Molleggiato e di Nicola Piovani e che vede la firma di Vincenzo Cerami (scomparso nel 2013) come collaborazione ai testi. Lo staff e il clan per fargli gli auguri hanno pubblicato un video che si rifà al cartoon ma ha come colonna sonora In ginocchio da te di Gianni Morandi. “Quale miglior sorpresa per il compleanno di uno scherzo e l’augurio di mantenersi sempre così: giovane e allegro! Auguri, Adriano, da tutti i tuoi più stretti collaboratori di Adrian.”, c’è scritto.
Un video scherzoso che prende spunto dall’amicizia dei due artisti. Ieri sera su Raidue lo speciale C’è Celentano dedicato all’artista è stato il secondo programma più visto in tv con 2 milioni 907 mila spettatori e il 14,4 di share

Enzo Fusco, mia Blauer sempre più greenPiume e nylon riciclati per imbottire capi. Bilancio 2018 + 18%

06 gennaio 201916:19

– “La mia Blauer diventa sempre più green. Per le imbottiture dei giacconi già da tempo utilizziamo piume riciclate che un’azienda italiana molto seria ci fornisce dopo averle recuperate da vecchi piumini o da coperte usate, lavate, sterilizzate e asciugate. In alcuni capi aggiungiamo imbottiture di nylon proveniente da bottiglie di plastica riciclate che vengono fuse e filate. Anche alle tinture siamo molto attenti che vengano utilizzati prodotti rispettosi dell’ambiente”. Ecco la formula conscious della nuova collezione maschile della Blaur Usa, che Enzo Fusco, il patron del marchio in Italia dell’azienda statunitense che fornisce le divise ai poliziotti americani dal 1936, presenterà nei prossimi giorni a Pitti Uomo. “Sono soddisfatto dei dati economici di Blauer che a fine anno festeggerà 20 anni in Italia. Chiudiamo il bilancio 2018 con un +18%, 52 milioni di euro di fatturato più 6 milioni dalle licenze di calzature, profumi e accessori. Risultati ottenuti al 70% dal mercato italiano il 30% dall’estero”.
Le Monde, Verdone è l’anti cinepanettoneOmaggio per uscita ‘Benedetta follia’, Usa studiano remake

PARIGI06 gennaio 201918:35

“Carlo Verdone, il rovescio del ‘cinepanettone'” ha titolato a tutta pagina Le Monde un incontro con l’attore e regista autore di film di grande successo. Il giornale parla di “Benedetta follia” (Folie benie in francese), che ha presentato a Parigi dopo oltre 9 milioni di euro incassati in un anno in Italia.
Il quotidiano francese si interroga sulle difficoltà del cinema italiano di esportare i “cinepanettoni”. Verdone, ricorda le parole del padre Mario, famoso critico cinematografico e dice: “senza poesia la commedia non serve a niente, diceva papà – racconta Verdone – i cinepanettoni ne sono crudelmente sprovvisti. Sono come cartoni animati semplicissimi e un generee non più praticato. Nei miei film il pubblico cerca di ritrovare le proprie fragilità, i tic”.   Nel ritratto tracciato da Le Monde, l’attore viene paragonato a Nanni Moretti, a differenza del quale però “non osserva i suoi contemporanei dell’alto”.E, interrogato sulla situazione politica del suo paese, dichiara: “gli italiani hanno perso ogni senso civico, si consegnano a commedianti che eccitano le passioni senza mai approfondire né spiegare nulla”   Benedetta follia, venduto in 15 paesi, potrebbe avere un remake Usa.”In questi giorni De Laurentiis è lì per trattare”, dice Verdone.

Ficarra e Picone tornano a StrisciaIl duo comico siciliano per la 15/ma volta al tg satirico Ricci

06 gennaio 201917:50

Da domani, lunedì 7 gennaio, Ficarra e Picone tornano a condurre Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35), prendendo il posto di Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti.
Per il duo comico siciliano, si tratta della quindicesima stagione consecutiva dietro al bancone del Tg satirico di Antonio Ricci, dove resteranno fino a sabato 13 aprile.
Salvatore Ficarra e Valentino Picone hanno debuttato alla conduzione dello storico varietà dell’access prime time di Canale 5 nella stagione 2004/2005 e a oggi hanno condotto 1014 puntate.
Nicoletta Orsomando compie 90 anniPioniera annunciatrici Rai, per 40 anni ogni giorno in tv

06 gennaio 201921:35

La televisione nelle case degli italiani era ancora cosa rara tanto che i genitori per poter vedere il suo primo annuncio andarono in un negozio di elettrodomestici. Era l’ottobre 1953 e la televisione cominciava le sue trasmissioni con lei. Nicoletta Orsomando, la più famosa delle ‘signorine buonasera’ compie 90 anni, è nata a Casapulla(Caserta) l’11 gennaio del 1929. Per 40 anni è entrata ogni giorno nelle nostre case con quel garbo e quella gentilezza che l’hanno caratterizzata e che facevano parte di una tv che non c’è più. ”Signore e signori buonasera” disse la sua prima volta davanti alle telecamere, annunciando un documentario del National Geographic, e quella frase è diventata un marchio di fabbrica. Oggi vive nella sua bella casa a Trastevere. Nelle interviste che ha concesso negli ultimi anni ha raccontato di una televisione cresciuta con lei, molto diversa da quella attuale, di cui rimpiange la trasmissione dei concerti, delle opere liriche e soprattutto delle commedie teatrali.

Anni ’50: il Paese, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, e’ povero dal punto di vista economico ma ricco di vitalita’. Sono anche i tempi in cui la tv irrompe nelle case degli italiani.

Nicoletta Orsomando, all’anagrafe Nicolina, Signorina Buonasera per antonomasia, donna dal volto sereno, dizione perfetta e look rassicurante, nasce a Casapulla l’11 gennaio 1929. E’ quarta di sette figli. Il papa’ musicista, chiamato da Mussolini a dirigere la banda della milizia, si impegna affinche’ i suoi bambini imparino una dizione perfetta.Per lei l’avvento della tv coincide con il nuovo indirizzo dalla sua vita. Il primo annuncio, che ha dato il via ad una carriera da record di 40 anni, risale al 22 ottobre ’53. Nel ’93 va in pensione e da allora e’ considerata un’icona, tanto da essere poi imitata da Fiorello e dai suoi ospiti di Viva Radio 2… minuti su Raiuno. Di recente il ritorno in tv nella trasmissione ‘Hotel Patria’, con Mario Calabresi su Raitre. Orsomando, insignita nel ’93 ‘commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana’ dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, ricorda che negli anni Cinquanta ”c’era solo la tv sperimentale, arrivata a Roma dopo Torino e Milano”.Del giorno del debutto ricorda di essere arrivata all’appuntamento ”molto tranquilla, un po’ perche’ sapevamo poco di televisione noi romani e un po’ perche’ ero presa da un altro lavoro, che pure mi piaceva, l’assistente sociale”, racconta. A spronarla fu il papa’. ”Era presente alla visita che mi fece una collega di un corso per annunciatori radio e mi disse ‘Scusa, che cosa ti costa, vai a vedere, per curiosita’. E cosi’ ho partecipato a questo primo provino, poi ne sono scaturiti altri”, ricorda. Il cambiamento portato dalla tv ”avvenne molto pacatamente – racconta Nicoletta Orsomando – a quei tempi si compravano pochi televisori perche’erano molto costosi. La tv si vedeva piu’ che altro nei bar, che avevano approfittato di questa novita’ e avevano addirittura organizzato delle sale da visione, o al cinema. Quelli che avevano la tv in casa ospitavano gli altri inquilini del palazzo”.Com’era Rai in quegli anni, come si entrava? ”All’inizio – racconta – miravano a prendere persone che potessero diventare qualcuno. C’erano Eco e altri personaggi che poi sono diventati grandi nomi della cultura italiana”. Lei fu la prima donna nella redazione di un telegiornale in Italia? ”Si’ – risponde con orgoglio – addirittura nel ’68, nel primo tg in onda alle 13.30”. Ma Nicoletta Orsomando non era giornalista e, per questo motivo, qualcuno remo’ contro. Un direttore, di cui per delicatezza non fa il nome, le suggeri’ di cercare uno sponsor perche’, anche allora, dice, servivano quelli che lei chiama ‘aiutini’. Torno’ a fare gli annunci.Con una lunga esperienza alle spalle, che include la presentazione di un Festival di Sanremo con Nunzio Filogamo nel ’57 e trasmissioni come ‘L’amico degli animali’ con Angelo Lombardi o ‘Oggi al Parlamento’ con Jader Jacobelli, oggi Orsomando, da telespettatrice, predilige la diretta. ”Non mi piacciono le trasmissioni registrate”, dice, e mostra apprezzamento per ”i dibattiti purche’ siano condotti da personaggi che si fanno capire”.Delle Signorine Buonasera degli anni Duemila dice: ”Quelle di oggi non sono piu’ annunciatrici. Sono signorine carine, che si presentano molto bene, ma non hanno assolutamente l’allure che poteva avere l’annunciatrice”. Si e’ trovata in difficolta’ qualche volta? ”Si’, purtroppo si’ – risponde – puo’ succedere quando uno e’ colpito emotivamente dalla mancanza di una persona o personaggio che ti e’ piaciuto tanto. Parlo di Anna Magnani. Proprio la sera che abbiamo dato la notizia della sua morte andava in onda il suo ultimo film che lei non e’ riuscita a vedere. Mi tocco’ fare l’annuncio e devo dire che mi e’ venuto veramente un groppo”.

1969, la storia dell’anno che cambiò la musicaDa Woodstock all’esordio dei Genesis, da ‘Tommy’ agli Stones

06 gennaio 201919:20 APPROFONDIMENTO

La notizia che in agosto si svolgeranno due mega eventi per celebrare i 50 anni di Woodstock, il festival più famoso della storia della cultura popolare, spinge a tornare a guardare a quel 1969 che rimane uno degli anni “magici” del rock. La densità di eventi è impressionante, la cultura giovanile è ancora in piena esplosione, divisa tra istanze di pace, battaglie per i diritti civili, ricerca di metodi alternativi di aggregazione sociale e un dirompente desiderio collettivo di nuovi modi di espressione artistica. Il 30 gennaio i Beatles, ormai immersi nel loro lungo addio alle scene, suonano per l’ultima volta in pubblico: con intento beffardo si esibiscono sul tetto del palazzo che ospitava la Apple (l’etichetta del gruppo) al numero 3 di Savile Row a Londra. La performance sarà interrotta dalla polizia, come raccontato nel film “Let It Be”. I rapporti tra John, Paul, George e Ringo sono ormai catastrofici eppure la band pubblica “Yellow Submarine”, colonna sonora del cartoon, e, il 26 settembre, il leggendario “Abbey Road”.Eventi simbolici che inaugurano un anno straordinario segnato da raduni di massa di segno diverso: il più celebre è la tre giorni di Woodstock, ospitata dal 15 al 17 agosto alla Max Yagur’s Farm di Bethel, New Jersey: 500mila persone che celebrano amore e musica in una confusione totale e in modo inconsapevole anche la fine della Summer of Love. In un certo senso all’opposto di questo spirito c’è il festival di Altamont, in California. Doveva essere la risposta della West Coast a Woodtsock è passato alla storia come un incubo a causa dell’uccisione di un ragazzo da parte degli Hell’s Angels, chiamati dai Rolling Stones a fare il servizio d’ordine. Proprio gli Stones, il cinque luglio, avevano radunato più di 250 mila persone ad Hyde Park, per un concerto dedicato a Brian Jones, il chitarrista fondatore della band, trovato morto nella piscina della sua villa due giorni prima, poco tempo dopo aver lasciato gli Stones, Al suo posto era subentrato Mick Taylor.Il 15 novembre a Washington 500mila persone sfilano per protesta contro la guerra del Vietnam: ad accoglierli Pete Seeger, Peter, Paul and Mary, Arlo Guthrie, John Denver. Impressionante poi la pubblicazione di album destinati a cambiare la storia della musica: a gennaio esce il primo disco dei Led Zeppelin che in pieno furor creativo già a ottobre pubblicheranno il secondo titolo, Whole Lotta Love. A febbraio, da Detroit arriva “Kick Out The Jams”, leggendario live degli MC5, la band che ha piantato i semi del Punk e della musica come espressione rabbiosa del disagio. I loro fratellini fuori di testa, gli Stooges, guidati da Iggy Pop, debuttano ad agosto. Più o meno nello stesso periodo i Cream, primo super gruppo della storia formato da Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker danno alle stampe “Goodbye”, ultimo titolo in studio della loro abbagliante e tormentata storia. In marzo debuttano i Genesis con quel “From Genesis To Revelation” che sarà ripudiato dalla band. Ad aprile escono “Nashville Skyline” di Bob Dylan e “Songs From a Room” di Leonard Cohen, che contiene “Bird on a Wire”, uno dei brani fondamentali dell’artista canadese. Debuttano i Chicago e Joe Cocker, con l’album intitolato “With A Little Help From My Friend”, proprio il brano che lo trasformerà in un divo a Woodstock. Maggio è segnato da due titoli. “Crosby, Stills & Nash”, primo album del trio, e da “Tommy”, il capolavoro di Pete Townsend e degli Who, prima opera rock della storia. A giugno, con “Empty Sky” inizia la carriera in studio di Elton John, escono “More” dei Pink Floyd e “Beck Ola” di Jeff Beck, in luglio debuttano gli Yes, in agosto i Santana, altri eroi di Woodstock. Ma in luglio con “In A Silent Way” è Miles Davis a indicare la nuova strada per la contaminazione del jazz. Ma proprio a ridosso dell’11 luglio, il giorno del primo allunaggio esce “Space Oddity”, avventura spaziale di Major Tom destinata a rimanere uno dei capolavori di David Bowie, all’epoca ancora in cerca del successo. In ottobre c’è un altro debutto clamoroso. “In The Court of the King Crimson King”, primo album dei King Crimson, la band di Robert Fripp che ancora oggi è un simbolo di ricerca musicale, mentre Frank Zappa dà alle stampe “Hot Rats”, uno dei più riusciti esempi di fusione tra rock e jazz, e i Pink Floyd realizzano “Ummagumma”. A novembre esce il primo titolo degli Allman Brothers e David Bowie dà alle stampe il suo secondo album, destinato a essere ripubblicato nel 1972 con il titolo “Space Oddity”. Sul piano del rock, dicembre chiude questo anno straordinario con “Let it Bleed” dei Rolling Stones, quello con canzoni come “Gimme Shelter”, “You Can’t Always Get What You Want”, “Midnight Rambler”. Due delle più adorate icone della musica popolare tornano al successo. Elvis Presley, dopo una serie di 57 concerti a Las Vegas, pubblica “Suspicious Mind” e “In The Ghetto”. Frank Sinatra addirittura “My Way”, destinata a rimanere uno dei più celebri evergreen del suo repertorio e della storia. Ma anche la musica Black, nel pieno della lotta per il riconoscimento dei diritti civili degli afro americani, produce titoli fondamentali: i Temptations escono con “Clound Nine”, l’album che segna la svolta funk lisergica della Motown, Dusty Springfield, regina del pop rock British, pubblica “Dusty in Memphis”, gioiello del Soul, James Brown “Say It Loud I’m Black and Proud”, manifesto dell’orgoglio Black, Sly And The Family Stone, una delle band più influenti del periodo, produce “Stand”, altro disco manifesto, con “I Want To Take You Higher”, la title track, “Everyday People”, un mega successo amplificato dall’incendiaria performance di Woodstock, debuttano i Meters, band decisiva per il Funk, Isaac Hayes incide “Hot Buttered Soul”, uno dei titoli più importanti della black music (tra l’altro è uno dei primi casi in cui viene usata la parola “rap” per definire un parlato sulla musica), Diana Ross incide l’ultimo singolo numero 1 in classifica con le Supremes “Someday We’ll Be Together”, i Jackson 5 si presentano con il primo album della loro carriera.

Louvre batte Met, 10 milioni ticket 2018’Complice’ video Beyonce-Jay Z. Guggenheim verso i 60 anni

NEW YORK06 gennaio 201918:08

– Grazie a Jay-Z e a Beyonce’ il Louvre batte il Metropolitan: il museo parigino ha accolto oltre 10 milioni di visitatori nel 2018, il 25 per cento in piu’ rispetto all’anno precedente. Sarebbe stata altrimenti una corsa sul filo di lana. Il Met si e’ dovuto accontentare di 7,36 milioni di ingressi nelle sue tre location della Quinta Strada, il Breuer per l’arte contemporanea su Madison e il remoto “monastero” medievale dei Cloisters sulla punta nord di Manhattan. Come spiegare il successo del Louvre? Il direttore Jean-Luc Martinez ha dato credito al video “Apes**t” uscito a giugno e che i Carter, come si sono firmati il rapper e la moglie nel loro primo album in coppia, hanno girato in mezzo ad alcuni dei piu’ famosi capolavori del mondo. Secondo il Louvre, nessun museo al mondo ha mai toccato la magica cifra dei 10 milioni di visitatori. Se Met e Louvre fanno bilanci il Guggenheim guarda al futuro. Il 2019 e’ l’anno del 60esimo anniversario della rotonda di Frank Lloyd Wright.

Serie evento in tv, si comincia con EcoDalla storia di Mia Martini ai nuovi Montalbano

06 gennaio 201919:18

Un 2019 che si apre nel segno delle serie dove non mancheranno quelle che faranno sicuramente parlare, per protagonisti e temi affrontati.Su RAI1 tra le serie evento più attese dell’anno (ancora senza data) arriva la coproduzione internazionale prodotta da Matteo Levi, Carlo Degli Esposti, Rai Fiction e Tmg tratta dal bestseller Il nome della rosa di Umberto Eco (Bompiani). Quattro prime serate con la regia di Giacomo Battiato e un cast internazionale a partire da John Turturro, (è Guglielmo da Baskerville) e Rupert Everett (il grande inquisitore), il diciottenne tedesco Damian Hardung (il novizio Adso da Melk), Sebastian Koch, Roberto Helitzka, Stefano Fresi, Greta Scarano (la tentatrice), Alessio Boni. Martedì 12 febbraio sarà imperdibile su Rai1 Io sono Mia. Serena Rossi nei panni di Mia Martini per ripercorrere le tappe più importanti della carriera dell’artista: gli inizi da bohémienne, il rapporto complesso col padre. La carriera tra alti clamorosi e bassi vertiginosi, il buio e l’apparente serenità ritrovata. Una vita intensa vissuta lottando contro i pregiudizi ma senza mai scendere a compromessi, pagando a duro prezzo le proprie scelte artistiche e personali. Nel cast Lucia Mascino (nel ruolo della giornalista che intervista la cantante che ripercorre la sua vita), Maurizio Lastrico, Antonio Gerardi e Edoardo Pesce nei panni di Franco Califano. Il film uscirà nei cinema solo per tre giorni, il 14, 15 e 16 gennaio e poi sarà in tv. Intanto la ripresa della stagione di fiction su Rai1 è da domani 7 gennaio con la nuova serie di Ivan Cotroneo “La compagnia del cigno”. Tra gli altri titoli C’era una volta Vigata – la stagione della caccia, con Francesco Scianna e la regia di Roan Johnson: a febbraio su Rai1 dopo il successo di La mossa del cavallo, arriva un altro giallo storico firmato da Camilleri ispirato a vicende realmente accadute alla fine dell’Ottocento in Sicilia. Mentre i due nuovi episodi di “Il commissario Montalbano” con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta e Sonia Bergamasco, sono fissati, al momento, per il 18 e 25 marzo.Su RAI2 il 13 febbraio arriva la seconda stagione della serie noir rivelazione ‘La porta rossa’ con Lino Guanciale e Gabriella Pession interpretare rispettivamente il poliziotto morto Leonardo Cagliostro e sua moglie, il PM Anna Piras in attesa di una bambina. A corredare la storia inoltre Ettore Bassi e Andrea Bosca.CANALE 5 – Grande attesa per il ritorno nei panni di attrice di Barbara d’Urso nel ruolo della dottoressa Giò dal 13 gennaio su Canale 5. Sull’ammiraglia Mediaset arriva anche Non Mentire di Gianluca Maria Tavarelli a febbraio: è una serie thriller con Greta Scarano che interpreta un’insegnante, Alessandro Preziosi un celebre chirurgo. Lui la corteggia, una sera escono insieme. Ma mentre il giorno dopo il medico, infatuato, confida agli amici di volerla rivedere presto, la donna denuncia di aver subito violenza. Cos’è successo davvero?NETFLIX – Tra le produzioni originali italiane arriva Suburra 2 la serie di Andrea Molaioli, dal 22 febbraio. Dal libro di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo un affresco nero di Roma con Alessandro Borghi, Giacomo Ferrari e la dark lady Claudia Gerini.Su SKY ATLANTIC Gomorra – quarta stagione, dal 29 marzo torna la produzione originale Sky, Cattleya e Fandango. Dopo l’inaspettata morte di Ciro (Marco D’Amore) che ha chiuso la terza stagione, Genny (Salvatore Esposito) e Patrizia (Cristiana Dell’Anna) devono stabilire un nuovo equilibrio nel sistema, mentre Enzo (Arturo Muselli) e Valerio (Loris De Luna) hanno confermato la posizione del loro clan nel centro di Napoli. Nuove minacce e nemici spietati attendono i protagonisti. Confermati alla regia Francesca Comencini, a cui è affidata anche la supervisione artistica della quarta stagione, e Claudio Cupellini. Esordio alla regia per Marco D’Amore, con due episodi, già protagonista della serie che dal 2014 gli ha dato grande popolarità.        [print-me title=”STAMPA”]

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La casa di carta, il set della terza serie è a Firenze
Riprese in centro tra la folla, trama Netflix top secret

FIRENZE05 gennaio 201906:38

– Aspettative confermate con il bagno di folla a Firenze per gli attori di ‘La casa di carta’, la popolare serie spagnola targata Netflix che racconta la rapina alla zecca di Stato di Madrid. Iniziate all’alba in piazza Duomo, per poi spostarsi al piazzale Michelangelo, le riprese della terza stagione hanno attirato centinaia di curiosi, ma soprattutto giovani fan che, armati di cellulari, hanno sfidato la temperatura sotto zero arrivando prestissimo in zona, e portato qualche disagio a cittadini e turisti. Nonostante l’area occupata dalla troupe fosse transennata, con polizia municipale e agenti della sicurezza impegnati a tenere a distanza la folla, è bastato un attimo a un gruppo di giovanissime per superare le transenne e accerchiare i due protagonisti sulla scena. E’ successo, quando i due attori, µlvaro Morte nei panni del ‘Professore’ e Pedro Alonso, nella serie ‘Berlino’, si sono avvicinati per qualche selfie. Il tutto è durato pochissimi minuti: i fan sono stati allontanati e la troupe ha potuto riprendere a girare. Lo stesso sindaco Dario Nardella, su instagram, ha postato una foto con i due attori, ricevuti poi in Palazzo Vecchio: “Benvenuto a Firenze al cast della Casa di Carta, serie tv di grande successo. Grazie per la bella visita”, ha scritto.
Tanta la curiosità dei fan proprio per la presenza di ‘Berlino’, personaggio morto alla fine della seconda stagione.
La scena, girata tra il Battistero e la Cattedrale di Firenze, anche per questo ha incuriosito gli appassionati e posto loro interrogativi: ‘Berlino’ allora non è morto? Oppure si tratta soltanto di uno dei tanti flashback a cui la serie ha abituato i suoi fan? La produzione mantiene il più totale riserbo sulla trama, ma di certo chi era stamani a Firenze ha visto in anteprima la scena che immortala l’abbraccio tra il ‘Professore’, la mente criminale che architetta la rapina, e ‘Berlino’. Per capire se è solo un flashback bisogna avere pazienza. Sicuramente i due appariranno anche al piazzale Michelangelo dove a fine mattinata tutta la troupe si è spostata per girare una scena a bordo di un suv nero vicino alla copia della statua del David. Anche qui tanti fan accorsi sfidando il freddo e, alla fine, Alvaro Morte ha ringraziato quelli più vicini, e in inglese ha detto: “è stato bello girare con voi”. I nuovi episodi arriveranno su Netflix nel 2019: con le prime due parti lanciate lo scorso anno, ‘La casa di carta’ ha conquistato milioni di fan ed è diventata la serie in lingua non inglese più vista in assoluto sulla piattaforma streaming. Nei mesi scorsi Netflix ha annunciato la terza stagione con un video che mostra tutti i protagonisti, compresi il creatore della serie, Alex Pina, e il regista Jesús Colmenar, che leggono il copione sulle note della canzone partigiana ‘Bella ciao’.
Quattro i nuovi personaggi: Hovik Keuchkerian (Bogotà), Najwa Nimri (Alicia), Fernando Cayo (Tamayo) e Rodrigo de la Serna (L’ingegnere).
Abbagnato a Ballo Opera Roma fino a 2021Etoile confermata nell’incarico

05 gennaio 201911:52

– Eleonora Abbagnato confermata alla direzione del Corpo di Ballo del teatro dell’Opera di Roma fino al 2021. L’annuncio arriva stamattina dalla Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma. La Abbagnato, étoile dell’Opéra di Parigi era stata nominata nel 2015 e ora la conferma che continuerà ad onorare il suo incarico fino al 31 dicembre 2021.
Virginia Raggi, Sindaca di Roma e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma: “Eleonora Abbagnato, grazie al prestigio e alla varietà delle sue esperienze internazionali, ha contribuito a tenere alto il livello della danza del Teatro dell’Opera che è un’eccellenza e patrimonio di tutti i cittadini di Roma. Ha puntato sui giovani, portando avanti un importante lavoro con i suoi ballerini, convinta del fatto che la danza abbia bisogno dei grandi talenti italiani, nei quali ha dimostrato di credere fermamente”.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes nel darne notizia evidenzia: “Il lavoro svolto dalla Signora Abbagnato in questo Teatro è stato eccellente”.
Sanremo, Bisio e Raffaele con BaglioniIl 9 annuncio. Attesi ospiti da Bocelli a Pausini-Antonacci

05 gennaio 201918:22

– Claudio Bisio e Virginia Raffaele saranno sul palco dell’Ariston con Claudio Baglioni. L’annuncio è atteso per mercoledì 9 gennaio, alla tradizionale conferenza stampa pre-festival (5-9 febbraio) ma non ci sono più dubbi sulla nuova coppia di conduttori che affiancherà quest’anno il ‘dirottatore artistico’ dopo il binomio vincente Favino-Hunziker dell’edizione 2018. Una coppia che promette scintille, ironia, genialità. Entrambi sono già stati al festival in veste di ospiti. Bisio sorprese l’Ariston nel 2013, anno delle contestazioni a Maurizio Crozza, con un monologo politico.
Virginia Raffaele, dopo aver lasciato il segno al Sanremo di Carlo Conti con le sue parodie, nel 2018 è tornata a Sanremo nei panni di se stessa. Tra i superospiti rumors su Laura Pausini con Biagio Antonacci, e Andrea Bocelli, che potrebbe cantare con il figlio Matteo o con la star britannica Ed Sheeran, con cui ha duettato in “Sì”, Ligabue, Giorgia, Mannoia, Jovanotti

Hospital Sketches, inedito di Louisa May AlcottLa protagonista Tribulation prototipo ‘femminista’ Jo March

05 gennaio 201911:30

– LOUISA MAY ALCOTT ‘HOSPITAL SKETCHES’ (IGUANA EDITRICE pp 232 E. 17,00) Louisa May Alcott è stata una scrittrice prolifica ma è famosa solo per il libro ‘Piccole donne’, letto da milioni di bambine nel mondo e considerato tra le cento opere fondamentali della cultura americana. E nell’anno in cui il suo best seller che continua a vendere migliaia di copie ogni anno, compie 150 anni e ad un’attenta rilettura mostra un importante substrato femminista, esce un libro inedito in Italia delle stessa autrice.
La Alcott, coraggiosa sostenitrice dei diritti delle donne e tenace abolizionista della schiavitù, appena trentenne prestò servizio, tra il 1862 e il 1863, come infermiera volontaria, durante la Guerra di Secessione americana, presso l’Union Hospital di Georgetown. Racconterà questa esperienza dura e dolorosa in un libro poco conosciuto e ora pubblicato in Italia con la versione originale a fronte, ‘Hospital Sketches’. Il romanzo narra, con toni arguti e spassosi, le avventure di Tribulation Periwinkle, un prototipo di Jo March, che tra efferate amputazioni senza anestesia e il dolore di uomini divenuti eroici loro malgrado ci descrive con commovente intelligenza la guerra. Tribulation non è bella, non è ricca, non è fortunata ma è sveglia, coraggiosa, intraprendente, autoironica. È una resiliente. Un modello per tutte le ragazze, una vera eroina moderna. Una femminista come Louisa May Alcott.
Non esita a spor-carsi le mani, si batte per i feriti sopportando spettacoli crudeli, salta i pasti e perde il sonno, ma non rinuncia mai a una battuta ben assestata quando prende di mira i chirurghi frettolosi, gli uomini di Chiesa e la burocrazia. Fiera e determi-nata, procede a grandi falcate nella sua missione fino a quando, contratta la febbre tifoide, è costretta a tornare a casa. La grave malattia minerà per sempre la salute della scrittrice fino alla sua morte precoce a soli 53 anni. Il libro fu scritto dalla Alcott rimaneggiando le lettere inviate alla famiglia durante quell’esperienza che vennero pubblicate sul giornale Boston Commonwealth tra il maggio e il giugno del 1863.
In ‘Hospital Sketches’, pubblicato da Iguana Editrice con la traduzione e cura di Sara Grosoli e la prefazione di Daniela Matronola, Louisa May Alcott esprime i principi di un’educazione familiare all’avanguradia per l’epoca. Ricordiamo che la Alcott , seconda di quattro sorelle, era figlia di una suffraget-ta Abby May e del filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott.
Dunque, ad esempio, la descrizioni dei soldati è quella di ”uomini zelanti e coraggiosi che combattono per la libertà e la giustizia, autentici soldati del Signore”, compresi ”i soldati di colore che hanno dato prova di diritto all’ammirazione e ai buoni uffici dei loro fratelli bianchi”. Tribulation è molto vicina alla Jo March che tutte noi abbiamo amato da piccole e nella quale ci siamo immedesimate, dunque leggere ‘Hospital Sketches’ sarà per molte come tornare indietro nel tempo.
Pitti Uomo 95 il tecno è eco-sostenibileDopo lo sportswear onda green sul classico, in vetta senza piume

05 gennaio 201915:04

– L’eco-sostenibilità diventa diktat anche nel mondo dell’abbigliamento classico maschile. A confermare la svolta sono gran parte dei 1230 marchi che partecipano alla edizione numero 95 di Pitti Uomo. Ma mentre l’ondata green prima aveva contagiato il settore dello sportswear ora coinvolge nella sua religione salva-ambiente anche il segmento di aziende produttrici di abbigliamento. Alla base di tutto la ricerca, condotta attraverso la sperimentazione tecnologica applicata a materiali provenienti da riciclo. Così Ecoalf è la capsule 100% made in Italy creata con cotone e lane riciclate dalla stylist Ana Gimeno con Tiziano Guardini. Blaur Usa utilizza piume e nylon riciclati. Herno lancia Laminar-Sartorial Engineering evoluzione tecno della linea del 2012. Save the Duck celebra la conquista degli 8516 metri d’altitudine da parte dello scalatore Kuntal A.Joisher, raggiunti con una dieta vegana e una tuta del brand di piumini animal-friendly.
ALessio Boni, ai ragazzi no per crescereProfessore musica nella attesa serie Rai1 La compagnia del cigno

05 gennaio 201915:30

– Di pacche sulle spalle non se ne può più: i ragazzi per diventare grandi hanno bisogno di ‘no’ e non di ‘poverino’. E’ il credo di Luca Marioni, alias ‘Il bastardo’, il temuto e venerato professore del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, interpretato da Alessio Boni, attorno al quale ruotano i sette giovanissimi musicisti protagonisti della nuova serie di Rai1 ‘La compagnia del cigno’, in onda dal 7 gennaio per sei serate. “Luca Marioni è serio, severo, non concede sconti, è uno che crede molto nella materia che insegna – racconta Boni – la musica per lui è un’opera d’arte e l’arte non ammette mediocrità: non puoi arrivare svogliato e suonare il violino con il braccio sinistro perché hai le paturnie o ti sei lasciata con il fidanzato, non puoi dare la metà della metà.
Marioni esige tutto e sempre perché quello che insegna ai ragazzi è che solo così potranno riuscire nella vita reale: questo è Marioni ed è bellissimo, dice i suoi concetti in modo severo e austero, ma sono giusti e meravigliosi”.
Tintin, reporter giramondo fa 90 anniMostre e nuove vignette a colori del personaggio ideato da Hergé

BRUXELLES05 gennaio 201915:50

– Tintin, il celebre giornalista esploratore nato dalla matita del belga Hergé, spegnerà 90 candeline il prossimo 10 gennaio, data che segna la prima pubblicazione, nel lontano 1929, della sua prima avventura (Tintin nel Paese dei Soviet) sul giornale Le Petit Vingtième.
Un successo editoriale per Bruxelles e per il Belgio che sarà ricordato con mostre e nuove vignette poiché l’intrepido viaggiatore resta ancora molto popolare presso il grande pubblico e le sue storie continuano a essere riproposte e a vendere milioni di copie nel mondo. Un successo che ha ispirato anche un vasto merchandising: molti sono infatti i gadget ed i pupazzi che lo raffigurano, da solo o con il suo cagnolino Milou e che vengono esposti nelle vetrine dei negozi del centro della capitale belga. Ciò che attrae è soprattutto il coraggio e la curiosità del personaggio che lo portano ad affrontare avventure esotiche o fantastiche del tutto originali come quando passeggiò sulla Luna nel ’53, 16 anni prima di Neil Armstrong.
Elena Sofia Ricci, suor Angela in crisiAttrice, 2018 professionalmente bellissimo ma ho subito perdite

05 gennaio 201915:50

– “Come leggiamo nel primo atto del Macbeth, non avevo mai visto un giorno così bello e brutto allo stesso tempo”. Per Elena Sofia Ricci, si è chiuso un 2018 denso di soddisfazioni professionali al cinema (nastro d’argento come miglior attrice per Loro di Sorrentino), ha ricevuto anche il Premio di miglior attrice teatrale della stagione per Vetri rotti di Arthur Miller e lanciato una sua linea di profumo, allo stesso tempo emotivamente doloroso nel privato. “Alla morte di mia madre (la scenografa Ricci Poccetto) s’è aggiunta quella del mio amico fraterno Ennio Fantastichini, non so spiegare il vuoto, lo smarrimento, non l’ho trovato giusto, ecco mi sono rifugiata nella preghiera”. Torna ora come protagonista della quinta stagione della serie tv, Che Dio Ci Aiuti ambientata nel convento più bizzarro del piccolo schermo, con la regia di Francesco Vicario, su Rai1 dal 10 Gennaio, ogni giovedì in prima serata. L’attrice è la bizzarra suor Angela, che nella nuova serie entra in crisi religiosa.
Furto quadro Uffizi, c’è lettera nazistaCaporale avvisava la moglie, ‘Ho un bel dipinto, te lo mando’

FIRENZE05 gennaio 201915:50

– Una lettera prova che un soldato tedesco della Seconda Guerra Mondiale, il caporale Herbert Stock, aveva trafugato e poi inviato a casa il quadro ‘Vaso di Fiori’ di Jan van Huysum (1682-1749) tra i capolavori evacuati dagli Uffizi nelle ville della campagna fiorentina e poi rubato dalle truppe naziste in ritirata. E’ quanto svela un reportage del settimanale tedesco Der Spiegel. Il 17 luglio 1944 Stock scriveva alla moglie Magdalena avvisandola che le avrebbe inviato la tela: “Ho un bel dipinto, fiori su tela. Lo spedisco.
Starebbe bene in una cornice dorata”. E così la natura morta degli Uffizi arrivò nella sua città, Halle an der Saale, in Sassonia, vicina a Lipsia. E’ l’ultima traccia certa su dove sia stato il quadro poiché poi, per decenni, pur essendo un’opera certificata, non se ne saprà più nulla. Sulla vicenda c’è un’inchiesta della procura di Firenze e gli Uffizi stanno chiedendo la restituzione alla Germania.
Pedro Alonso in visita Duomo di FirenzeIl ‘Berlino’ di serie Netflix in città per riprese terza serie

FIRENZE05 gennaio 201916:26

– L’attore Pedro Alonso, il famoso ‘Berlino’ della serie tv di Netflix ‘La Casa di carta’, ha visitato la cattedrale di Firenze, le Terrazze del Duomo e il Battistero. L’attore, in città per le riprese della terza stagione, ha deciso di prolungare il suo soggiorno nel capoluogo toscano proprio per visitare il Duomo e il Battistero. La visita, iniziata alle nove di questa mattina, è durata tre ore e, ad accompagnarlo, una guida dell’Opera di Santa Maria del Fiore originaria di Madrid. Pedro Alonso, entusiasta della visita, ha voluto capire profondamente ‘lo spirito’ della città e del tempo e non fermarsi ad una visita nozionistica.
Per Alonso, precisa una nota dell’Opera di Santa Maria del Fiore, è stato il suo carattere cosmopolita, le relazioni intraprese con il mondo, che hanno fatto di Firenze una delle più belle e celebri città.

Helen Mirren, così diventa Caterina IILa diva sarà l’Imperatrice di Russia per Sky-Hbo in serie 2019

05 gennaio 201918:00

Helen Mirren si trasforma nell’Imperatrice Caterina II di Russia, ovvero “Catherine the Great”, come titola la nuova produzione originale targata Sky e Hbo che sarà trasmessa da Sky Atlantic nel 2019. Catherine the Great è ambientata nella sfarzosa e spietata corte russa del XVIII secolo. L’iconica Helen Mirren nella serie avrà accanto l’attore Jason Clarke (Zero Dark Thirty, Mudbound) nel ruolo del suo eterno amante, il generale russo Grigory Potemkin.
Il set è in Russia dove di recente si sono svolte le riprese di quattro episodi, girati anche in palazzi e luoghi storici della Lettonia e della Lituania, alcuni dei quali mai aperti prima d’ora. Scritta da Nigel Williams (Elizabeth I) e diretta dal pluripremiato regista Philip Martin (The Crown) Catherine the Great segue gli ultimi anni di reggenza dell’imperatrice e la sua passionale relazione con Potemkin sullo sfondo di scandali, intrighi e grandi conflitti. Impossibilitati a sposarsi, Catherine e Potemkin vivono una storia d’amore totalizzante.
Superando molte avversità, costruiranno la reputazione della Russia come una delle più grandi potenze europee del XVIII secolo.
Catherine the Great è il nuovo progetto nato nell’ambito della partnership internazionale siglata fra Sky ed Hbo per lo sviluppo di produzioni su larga scala, ed è prodotta da Origin Pictures e New Pictures. La serie verrà trasmessa nel 2019 su Sky Atlantic in Italia, ma anche nel Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Spagna. La distribuzione internazionale è affidata a Sky Vision.
Giorno memoria, musiche donne internateSaranno eseguite in concerto all’Auditorium a Roma il 16 gennaio

05 gennaio 201917:11

– E’ bello pensare che anche là dove la natura umana ha dato il peggio di sè, nei campi di sterminio, nei gulag russi o nei campi giapponesi, qualcuno ha sublimato il suo dramma componendo musica. Lo hanno fatto molte donne internate nei lager tedeschi i cui canti rivivranno in prima assoluta all’Auditorium di Roma il 16 gennaio, in occasione del Giorno della memoria 2019, nel concerto ‘Libero è il mio canto’.
Grazie al lavoro di ricerca del maestro Francesco Lotoro, saranno eseguiti 18 brani creati da compositrici, in cui si alternano sogni d’amore, incitazioni alla resistenza, denunce di crudeltà disumane, ninne nanne per bambini, brani dedicati alla natura e all’arrivo della primavera, ma anche parodie di celebri canzonette, tra cui “Mamma, son tanto felice”, che veniva cantata in polacco nel Stammlager di Auschwitz, con parole struggenti composte per l’occasione. Un repertorio, quello di “Libero è il mio canto”, che copre il periodo fra il 1933 (apertura del KZ Dachau) e il 1953 (morte di Stalin).
Kors a primavera mix glamour e praticoLa top Binx Walton interpreta collezione foto Inez e Vinoodh

05 gennaio 201917:41

– La nuova campagna per la collezione primavera di Michael Kors è firmata dai due fotografi olandesi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, noti come Inez e Vinoodh.
“Volevo che le immagini catturassero la facilità, la fiducia e l’atteggiamento irriverente dei viaggiatori di lusso di oggi” ha spiegato Michael Kors. La nuova campagna è interpretata dalla modella Binx Walton nell’intimità di una suite d’albergo nel famoso hotel Le Negresco, a Nizza, in Francia. Gli interni sontuosi e giocosi dell’albergo sottolineano lo stile Kors che mixa glamour e semplicità. “Ho sempre adorato il modo in cui la moda può sollevare il morale – prosegue Kors – e questa collezione parla di ottimismo, romanticismo e gioia. Gli abiti sono una miscela di rilassatezza e glamour. Colori vivaci e motivi audaci, floreali e stampe animalier si fondono con silhouette ispirate al surf, con broccati metallici e romantici sangalli per creare un guardaroba funzionale e chic. Accessori, borse dipinte a mano adatte alle vacanze e in città.
Teatro, nel cantiere del Piccinni di BariNel 1854 Maria Teresa d’Asburgo negò suo nome per luogo mondano

BARI05 gennaio 201918:52

– A restauro quasi ultimato, dopo quasi otto anni dalla chiusura, con i suoi velluti, gli stucchi dorati e il fastoso palco reale, il teatro Piccinni di Bari ha riaperto le sue porte nel week end della Befana per una visita guidata che consentirà ad oltre 5.000 persone che si sono prenotate di vedere l’avanzamento dei lavori. Il restauro, suddiviso in tre lotti e finanziato nel corso degli anni con fondi europei, regionali e del ministero, sarà concluso in un paio di mesi prima della riapertura prevista per la prossima primavera.
Avrebbe dovuto essere dedicato a Maria Teresa d’Asburgo-Teschen moglie di Ferdinando II, re delle due Sicilie, ma all’ultimo la sovrana non volle che il suo nome fosse associato ad “un logo mondano”. Così il primo teatro di Bari, inaugurato il 4 ottobre del 1854, fu dedicato dalla città al suo più illustre musicista, Niccolò Piccinni, uno dei maestri dell’opera buffa napoletana.        [print-me title=”STAMPA”]

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Mostre: Metlicovitz, pioniere eclettico della pubblicità
Nella sua Trieste manifesti di grandi marchi e opere liriche

04 gennaio 2019 02:51

– Suo il manifesto dell’inaugurazione del Traforo del Sempione scelto, nonostante fosse stato presentato fuori concorso, per l’Esposizione Universale di Milano del 1906; suoi i manifesti di opere liriche celebri come Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot e di film del cinema muto, a cominciare da Cabiria del 1914, l’antesignano dei kolossal sceneggiato da D’Annunzio. Ma, come spesso capita ai fuoriclasse della comunicazione pubblicitaria, il grande pubblico adulto non sa che il suo nome è legato a uno dei marchi più diffusi e radicati nella memoria collettiva: l’aquila del Fernet Branca che vola sul mondo stringendo con gli artigli la bottiglia del famoso amaro digestivo. Quando lo disegnò nel 1899 Leopoldo Metlicovitz era da qualche anno direttore tecnico delle Officine Grafiche Giulio Ricordi di Milano, note all’epoca soprattutto nell’ambito dell’editoria musicale. Il giovane triestino, classe 1868, muoveva in quel periodo i primi passi di un cammino che lo avrebbe portato a diventare uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano. Per i 150 anni dalla nascita la sua città gli dedica la retrospettiva “Metlicovitz.
L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità”, curata da Roberto Curci, al Museo Revoltella e al Museo Teatrale “Carlo Schmidl” fino al I7 marzo, e poi al Salce di Treviso dal 6 aprile al 18 agosto. Proprio dalla ricchissima collezione di grafica pubblicitaria di quest’ultima sede espositiva provengono 68 dei 73 manifesti selezionati per documentare il percorso dell’ artista. In mostra, però, il manifesto del mondo Branca non c’è. Curci ha spiegato che malgrado le ricerche manca all’appello la documentazione che ne certifichi paternità e datazione. Per il museo dell’azienda invece, non ci sono dubbi: l’autore è lui. Leopoldo Metlicovitz aveva cominciato a dipingere paesaggi poi, giovanissimo, era entrato come apprendista litografo in uno stabilimento grafico di Udine. Giulio Ricordi lo convinse a trasferirsi a Milano e insieme con altri artisti – il tedesco Adolf Hohenstein, il polacco Franz Laskoff, l’ italiano Aleardo Terzi e il concittadino Marcello Dudovich, di dieci anni più giovane – lavorò a lungo alle officine grafiche milanesi. Fu proprio Ricordi, un gigante del settore, a dare la svolta ampliando il linguaggio della comunicazione grafica. Dagli ultimi anni dell’Ottocento Metlicovitz poté dare sfogo alle sue capacità espressive, non solo come grande esperto dell’arte cromolitografica, ma anche come disegnatore e inventore degli “avvisi figurati”, così allora venivano chiamati i manifesti pubblicitari. Quelle immagini che tappezzavano le città con il loro colori vivaci segnarono anche in Italia la nascita della pubblicità sintonizzata sulle forme che il “modernismo” internazionale proponeva nelle arti applicate, Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty. In mostra a Trieste anche tre dipinti e una ricca selezione di “grafica minore”, cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali. “La produzione cartellonistica di Metlicovitz come dell’ amico Dudovich fu – sottolinea Curci – particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani e a tutt’oggi largamente citati e riprodotti in ogni studio sull’evoluzione del messaggio pubblicitario del Novecento”. Da pittore e grafico eccellente quale era, Metlicovitz si impegnò con verve ed eleganza stilistica sia per promuovere realtà popolari come i Grandi Magazzini napoletani dei Fratelli Mele sia per descrivere l’universo musicale e teatrale, che gli era congeniale spiritualmente per il suo impegno da scenografo e costumista alla Scala e anche perché conosceva Verdi ed era amico di Puccini. “Al manifesto italiano, che era rimasto attardato rispetto ad altri paesi – osserva Curci – Metlicovitz diede una impronta originale e personale tra grafica e pittura. Fu un grande eclettico capace di conciliare le esigenze di direttore tecnico e la creatività”. A cavallo tra le due guerre, l’ interesse dell’ artista triestino tornò verso la pittura dal vero, il ritratto e il paesaggio, dal quale era partito. Nel 1938, per divergenze con gli eredi di Ricordi, lasciò le Officine chiudendo un rapporto che era durato più di quaranta anni.
Metlicovitz morì a Ponte Lambro (Como) nel 1944.
Golden Globe, ecco chi si gioca vittoriaIn gara A star is born, Black Panther, Green Book, Vice

LOS ANGELES04 gennaio 201920:47

Il New York Times li ha definiti “Il pit stop più importante sulla strada degli Oscar”. Sono i Golden Globes, che domenica 6 gennaio, porteranno premi a forma di globo d’oro nella calza della Befana di Hollywood. A star is born, Black Panther, Green Book, Vice – L’uomo nell’ombra. Un anno fa la cerimonia fu caratterizzata dalle proteste anti Trump e dal #metoo. I giornalisti dell’Hollywood Foreign Press Association, che da 71 anni a questa parte organizzano, hanno espresso le loro preferenze già un mese fa, in sede di nominations. Domenica sera quindi, si tratterà di capire chi, alla fine, porterà a casa il premio. Solitamente un indicatore abbastanza preciso di quelle che saranno le preferenze ai più importanti Academy Awards. Cosa spiazza di più, nelle scelte dei giornalisti stranieri accreditati a Hollywood, è la divisione dei film nelle due categorie, drammatica e commedia/musical. Il racconto della vita di Freddie Mercury Bohemian Rapsody e A star is born, diretto e interpretato da Bradley Cooper, che ha visto Lady Gaga recitare e cantare nel ruolo che fu di Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand, sono stati inseriti fra i drammi, nonostante il peso delle interpretazioni musicali in entrambi i film, mentre Vice, storia dell’ascesa politica di Dick Cheney – vice di George W Bush – alla vita politica americana, è annoverato fra le commedie. Nella prima categoria potrebbe vincere proprio il quarto remake di A Star is born, che aveva debuttato a settembre a Venezia e che ha ottenuto 5 candidature fra cui miglior film, migliore attore e migliore attrice protagonisti (Cooper e Lady Gaga), miglior regista e migliore canzone originale. Fra i drammi invece sarà probabilmente Vice a battere gli altri candidati. Il film di Adam McKay ha ottenuto sei candidature ma vede la concorrenza, fra le commedie di un altro film molto amato: Green Book, che vede protagonisti Mahershala Ali e Viggo Mortensen nei panni, rispettivamente, di un famoso pianista afroamericano e del suo autista bianco, in viaggio nella razzista America del Sud degli anni Sessanta. Mortensen e Ali, entrambi candidati, come miglior protagonista il primo e non protagonista il secondo, hanno discrete possibilità di vittoria ma Mortensen subisce la concorrenza di Christian Bale, meraviglioso interprete di Dick Cheney in Vice. Fra le donne c’è una certezza: Lady Gaga porterà a casa due globi: miglior canzone, “Shallow” e migliore attrice drammatica, lasciando poco spazio alle colleghe nominate, fra cui Nicole Kidman per Destroyer e Rosamund Pike per la storia della corrispondente di guerra Marie Colvin, A private war. Mentre fra le attrici brillanti la sfida è fra Emily Blunt, protagonista di Mary Poppins Returns e Olivia Colman per La Favorita. Minori possibilità avrà Charlize Theron con Tully. Fra i registi Spike Lee per BlacKkKlansman potrebbe dare del filo da torcere a Alfonso Cuaron autore del dramma targato Netflix Roma, che potrebbe vincere nella categoria miglior film straniero. Ospitata nei saloni da ballo del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, la cerimonia dei Golden Globes affascina le star per il suo clima disteso. La tensione degli Oscar è ancora lontana e i protagonisti si godono cibo e vino, che scorre a fiumi durante la premiazione. Al contrario degli Oscar poi, anche la tv avrà i suoi riconoscimenti. Fra le serie drammatiche più quotate c’è Homecoming (Amazon), prodotto da Julia Roberts che ne è anche la protagonista nei panni di un’assistente sociale in aiuto ai veterani di guerra, mentre fra le commedie è facile prevedere la vittoria della serie anch’essa targata Amazon, La fantastica Signora Maisel. Fra gli attori drammatici potrebbe vincere Matthew Rhys per la stagione finale del dramma sulla Guerra Fredda The Americans. Fra le colleghe, buone chance di vittoria hanno la presentatrice della serata Sandra Oh, candidata per Killing Eve e la stessa Roberts per Homecoming. Fra gli attori brillanti i nomi dei favoriti sono importanti: Michael Douglas (The Kominsky Method) e Jim Carrey (Kidding), fra le donne Rachel Brosnahan che interpreta la fantastica signora Maisel ha poche rivali. Molto probabile anche la vittoria dell’ex Fonzie, Henry Winkler, migliore attore non protagonista, per Barry, mentre fra le attrici dovrebbe prevalere Patricia Clarkson per il dramma HBO Sharp Objects. Durante la cerimonia Jeff Bridges riceverà il premio alla carriera cinematogratica intitolato a Cecil B. DeMille e da quest’anno, per la prima volta, è stato istituito un analogo riconoscimento alla carriera televisiva. Lo riceverà Carol Burnett e sarà a lei intitolato in futuro.

Donne in regia Usa, drasticamente pocheStudio,calo 3% rispetto a 2017 in pellicole con maggiori incassi

NEW YORK04 gennaio 201917:41

– Le donne sono ‘radicalmente’ sottorappresentate nella regia di un film. Lo rivela uno studio del Center for the Women in Television and Film della San Diego State University secondo cui su 250 film del 2018 con i migliori incassi solo l’8% dei registi era rappresentato da donne. Un calo quindi del 3% rispetto al 2017. La percentuale è anche inferiore al 9% registrato nel 1998.
Buone notizie invece sul fronte di altri ruoli. Ad esempio aumenta il numero di donne impiegate, tra gli altri, come autrici, produttrici, editrici, direttrici della fotografia, compositrici. In totale un aumento del 2%, dal 18 al 20%, rispetto al 2017.
Vice, la verità su Dick CheneyIl trasformista Christian Bale è l’ex superpotente Usa

04 gennaio 201913:44

Il vero potere? Quello che sta nell’ombra, non compare, non si espone. Questa verità tanto decantata, per fare solo un esempio, da Baltasar Gracián ne ‘L’elogio della prudenza’, sta tutta In ‘Vice – L’uomo nell’ombra’, il nuovo biopic del regista Adam McKay in sala dal 3 gennaio con Eagle Pictures e Leone Film Group. Un film, candidato a ben otto Golden Globe, in cui c’è aria di Michael Moore e dei suoi documentari di denuncia, ma questa volta declinati al passato. Cast straordinario – si va da un camaleontico Christian Bale ad Amy Adams, da Steve Carell a Sam Rockwell -, il tutto per raccontare con ritmo e ironia, Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, considerato da molti e a ragione, il “vero numero uno” della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush. In ‘Vice. L’uomo nell’ombra’, che vede di nuovo insieme Bale e il regista McKay a due anni dal campione d’incassi ‘La grande scommessa’, tanti poi i sotto temi. Oltre l’ascesa dell’uomo “nell’ombra”, c’è quello della redenzione di chi parte male e quello dell’importanza della donna dietro la fortuna di molti uomini.
Si parte, attraversando mezzo secolo, con un giovane Cheney ubriaco nel rurale Wyoming fermato nella sua auto dalla polizia (venne arrestato due volte per lo stesso reato). Insomma una partenza da cattivo ragazzo quella del troppo silenzioso Cheney che poi da stagista del Congresso approda, passo dopo passo, alla carica di vice-presidente degli Stati Uniti, ma in realtà co-presidente vista la chiara incapacità del titolare George W.
Bush (Rockwell) di ricoprire la sua delicata funzione.
E questo in anni cruciali, quello che vanno dal 2001 al 2009, partendo proprio dall’attacco delle Torri gemelle, la madre di tutte le tragedie americane, che in realtà venne gestita dal solo Cheney.
Accompagnato da plurimi infarti, il politico responsabile dell’attacco all’Iraq, di Guantanamo con le sue singolari torture, di disinformazione e bugie e di tanti altre operazioni non troppo politicamente corrette ha avuto però sempre dalla sua, come si vede nel film, un amorevole quanto ambiziosa moglie, Lynne (Amy Adams) e un mentore machiavellico e spavaldo come Donald Rumsfeld (Steve Carell).
“Senza dubbio è stata la natura ambiziosa di Lynne a trasformare Dick – spiega il regista – . Quelli che la conoscevano dicevano che chiunque l’avesse sposata avrebbe fatto molta strada. In caso contrario, Dick sarebbe finito a vivere una vita tranquilla nel Wyoming come i suoi fratelli”.
Infine sullo straordinario ruolo da Oscar di Bale dice sempre Adam McKay: “Bale voleva sapere tutto su Cheney e assorbire tutto di lui. Ha anche incontrato un nutrizionista per prendere peso in modo salutare. Aveva poi un coach vocale, uno per i movimenti. Tutto ciò che poteva aiutarlo a trasformarsi in Cheney: il modo in cui camminava, il modo in cui parlava e si muoveva. Poi il giorno in cui abbiamo iniziato a girare – conclude il regista – è diventato quel personaggio. Abbiamo pensato che Cheney fosse lì davanti a noi”.

Fan a Firenze per ‘La casa di carta’Per la terza stagione riprese in Piazza Duomo e al Piazzale

FIRENZE04 gennaio 201911:22

– Centinaia di fan in Piazza Duomo a Firenze per le riprese della popolare serie Netflix, la spagnola ‘La casa di carta’ che racconta la rapina alla zecca di Stato di Madrid. Iniziate all’alba, le riprese hanno attirato centinaia di curiosi, ma soprattutto giovani fan, e comportato alcuni disagi.
E, nonostante l’area occupata dalla troupe fosse transennata, con polizia municipale e agenti della sicurezza della produzione impegnati a tenere a distanza la folla di giovani, è bastato un attimo a un gruppo di giovanissime per superare le transenne e accerchiare i due protagonisti sulla scena. E’ successo, quando i due attori, il ‘Professore’ interpretato da Álvaro Morte e Pedro Alonso nei panni di ‘Berlino’, personaggio morto alla fine della rapina nella seconda stagione della serie, si sono avvicinati alle transenne per qualche selfie. Il tutto è durato pochissimi minuti: la folla è stata allontanate e la troupe ha potuto riprendere le riprese. In mattinata si sposterà poi al Piazzale Michelangelo.
Fashion Kids Festival al Castello GambaBambini-modelli russi sfilano in Valle d’Aosta

AOSTA04 gennaio 201912:47

– La Valle d’Aosta ospiterà dal 5 all’11 gennaio prossimi il Fashion Kids Festival, evento russo dedicato alla moda bimbo. Il momento clou sarà una sfilata di 18 bambini-modelli russi che indosseranno i costumi tradizionali valdostani e sfileranno, lunedì 7 gennaio prossimo, al Castello Gamba di Chatillon, per poi spostarsi, nel pomeriggio, in centro ad Aosta. Nel corso del loro soggiorno valdostano i protagonisti dell’evento saranno in altre località della Valle per promuovere altri siti e beni culturali.
Il Festival è ideato dalla società Isadora Star Production Centre di San Pietroburgo, che riprenderà la sfilata per trasmetterla su emittenti televisive russe dell’area di San Pietroburgo e Samara, oltre che su numerosi canali social. “Tale iniziativa – spiega l’assessore al turismo Laurent Viérin – rientra tra le attività di promozione della Valle d’Aosta su importanti mercati turistici esteri quali quello russo”.
Dal 29 marzo la quarta serie di Gomorra su Sky Atlantic /TRAILER12 nuovi episodi. Regista tra gli altri Marco D’Amore, è esordio

04 gennaio 201914:04

Debutteranno il 29 marzo su Sky Atlantic in esclusiva per l’Italia, le nuove 12 puntate dell’attesa quarta stagione di Gomorra, la serie originale Sky prodotta da Cattleya, parte di Itv Studios e Fandango in collaborazione con Beta Film, tratta dal romanzo omonimo di Roberto Saviano. Tra i registi c’è anche Marco D’Amore, al debutto dietro la macchina da presa.
I nuovi episodi, come annunciato con il teaser trailer, riprendono la storia dal punto dove si era chiusa la terza stagione, da quello scafo al largo del Golfo di Napoli su cui, morto l’Immortale, Genny è rimasto per la prima volta solo.
Nelle immagini dei nuovi episodi si vedono tutti i protagonisti superstiti: Genny (Salvatore Esposito), Patrizia (Cristiana Dell’Anna), Enzo (Arturo Muselli), Valerio (Loris De Luna) e Azzurra (Ivana Lotito). Ma è da Genny, sempre più solo e per questo in pericolo, che riparte la nuova serie girata tra Napoli e dintorni, Bologna, Reggio Emilia e Londra.
Riconsegnate a “Drigo” chitarre rubateGli strumenti del chitarrista dei Negrita trovati a Perugia

PERUGIA04 gennaio 201914:04

– Sono state riconsegnate a “Drigo”, Enrico Salvi dei Negrita, due chitarre – ritrovate a Perugia – che gli erano state rubate lo scorso dicembre ad Arezzo: l’operazione è stata portata a termine dalla polizia.
Il chitarrista aveva lanciato anche sui social il proprio appello.
Nella tarda mattinata di giovedì, in un negozio di strumenti musicali situato a Perugia, si sono presentati due uomini che proponevano la vendita di due chitarre. Il negoziante si è insospettito e i due sono fuggiti a bordo di un’autovettura, lasciando in negozio le chitarre. L’esercente ha quindi chiamato il 113, fornendo la targa dell’auto. La polizia è così risalita all’intestatario e ha divulgato elementi utili a tutte le forze dell’ordine per la ricerca dei due.
Le chitarre provento di furto, su disposizione dell’Autorità giudiziaria sono state, nell’immediato, sottoposte a sequestro.
Stamani, a seguito del dissequestro, negli uffici della questura di Perugia sono state riconsegnate al musicista.
Teatro 2019, una stagione di best sellerIn scena una pioggia di romanzi da Manzoni a Ferrante

04 gennaio 201920:49

I grandi della letteratura russa, ma anche Elena Ferrante, Manzoni, le ombre scure di Dracula o Napoli a fine ‘800. Sarà una seconda metà di stagione tutta da leggere quella in scena a teatro nelle prossime settimane, tra best seller al debutto o grandi classici riscoperti. Ecco 10 titoli, più qualcuno, da non perdere in libreria e in cartellone. BULGAKOV & CO – Sarà decisamente la stagione dei grandi della letteratura russa, a partire da Michail Bulgakov. Il Maestro e Margherita è in tournée dal 4 gennaio con Michele Riondino e Anna Maria Guarnieri, nella drammaturgia di Letizia Russo. Stefano Massini firma invece l’adattamento di Cuore di cane, romanzo censurato in Russia fino al 1987, ora diretto per il Piccolo di Milano da Giorgio Sangati, con Sandro Lombardi e Paolo Pierobon nei ruoli dello scienziato e della sua ‘creatura’: un cane con ipofisi d’uomo (dal 22 gennaio). Da Dostoevskij arrivano i Fratelli Karamazov di Glauco Mauri con Roberto Sturno (prima nazionale, Firenze, La Pergola 29 gennaio) e il Delitto/Castigo con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio nel febbrile sdoppiamento di Raskolnikov (tournée dal 19 gennaio).I BIMBI GUARDANO – Sette minuti dopo mezzanotte un ragazzo trova morto in giardino il cane della vicina. Christopher ha 15 anni, soffre della sindrome di Asperger e diventa il principale sospettato. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani dirigono la prima versione teatrale italiana della pluripremiata commedia di Simon Stephens Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, dal best-seller di Mark Haddon (fino al 13 all’Elfo Puccini di Milano poi in tournée). Un romanzo nel romanzo, perché il protagonista, che odia essere toccato e non mangia se cibi diversi vengono a contatto l’uno con l’altro, decide di indagare sul delitto e scriverne un libro degno di Sherlock Holmes.FERRANTE’S FEVER – Dopo i 10 milioni di copie vendute nel mondo e il successo della serie tv di Saverio Costanzo, L’amica geniale di Elena Ferrante è a teatro con la Compagnia Fanny & Alexander, alias Luigi De Angelis e Chiara Lagani, in Storia di un’amicizia (30 gennaio a Trento poi Ravenna, Roma, Modena)UN SECOLO DI LEVI – Nel pieno delle celebrazioni per il centenario della nascita di Primo Levi (1919-1987) Valter Malosti traduce in scena Se questo è un uomo, lucida descrizione degli orrori di un lager nazista, interpretata da Paolo Pierobon. (debutto, aprile al Carignano di Torino). Ma l’eroismo quotidiano di chi si oppose alle SS ha spesso volto femminile. Maddalena Crippa, con Debora Villa, Rossana Mola e Marika Giunta, sceglie Matilde e il tram per San Vittore, testo di Renato Sarti dal libro di Giuseppe Valota Dalla fabbrica ai lager, sulle retate che portarono alla deportazione di 570 operai dopo gli scioperi che dal 1943 paralizzarono i grandi stabilimenti del milanese (debutto, 22 gennaio Gobetti di Torino).L’AMORE AL TEMPO DEI CAVALIERI – Stefano Accorsi torna all’Ariosto diretto da Marco Baliani e, tra feroci saraceni, ippogrifi alati, giovani donzelle e paladini cristiani, si cimenta sul tema dell’amore in Giocando con Orlando – Assolo (tournée dal 10 gennaio). Ma c’è anche Alessio Boni con Serra Yilmaz nel Don Chisciotte di Cervantes (in tournée).TREMATE PLATEE – Ancora Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini per l’ultimo grande romanzo gotico, Dracula di Bram Stoker. Un viaggio notturno verso l’ignoto, tra lupi che ululano, banchi di foschia e cavalli dalle narici infuocate, con un giovane procuratore londinese in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra da parte del Conte Dracula (prima nazionale, marzo a La Pergola di Firenze).IL MILIONE – Migliaia di chilometri e pagine tra l’impero romano e quello cinese attraverso Armenia, Persia, Afghanistan, valle del Palmir e deserto dei Gobi. Maurizio Scaparro dirige Pino Micol in Marco Polo – La straordinaria avventura del Milione, dal diario del grande viaggio lungo la Via della Seta del XIII secolo (debutto, marzo La Pergola di Firenze)FUMETTI IN SCENA – Dopo aver già affrontato il Pinocchio di Collodi, Antonio Latella mette in scena L’isola dei pappagalli con Buonaventura prigioniero degli antropofagi, uno dei libri per l’infanzia di Sergio Tofano. Surreale commedia musicale sul tema del razzismo e colonialismo, dove Bonaventura inaspettatamente non riceve il milione finale, il testo vide Latella giovane attore per lo Stabile di Torino (maggio al Carignano).QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO – Dai banchi al palcoscenico, Alessandro Manzoni continua a ispirare. Accanto a testi noti, come I promessi sposi alla prova con Luca Lazzareschi e Laura Marinoni diretti da Andrée Ruth Shammah (da marzo) o La monaca di Monza (febbraio al Franco Parenti di Milano) per Federica Fracassi e Valter Malosti, entrambi da riletture di Giovanni Testori, ecco anche I promessi sposi on air, con Manzoni in vacanza affrontato dai suoi stessi personaggi nel testo di Emiliano Poddi (maggio, Gobetti di Torino).NAPOLI IN SCENA – Uscito prima a puntate su Il Mattino e quindi in volume nel 1891, Paolo Coletta porta in scena Il paese di cuccagna, affresco del capoluogo campano di Matilde Serao. Uno spettacolo ricco di musica, con Peppino Mazzotta, Napoli, la sua gente e il gioco del Lotto (San Ferdinando a febbraio).

Iacona, attualità con lo sguardo all’UeDa lunedì torna Presadiretta, 9 puntate verso il voto europeo

04 gennaio 201920:46

Le aspettative rivolte alle iniziative del nuovo esecutivo, il problema dei conti pubblici, la disuguaglianza e le tensioni sociali, le croniche difficoltà della giustizia, l’emergenza del cambiamento climatico e quella della Sanità pubblica. PresaDiretta, che torna da lunedì 7 gennaio con 9 appuntamenti in prima serata su Rai 3, entra nel vivo delle questioni al centro del dibattito pubblico, con un occhio di riguardo al prossimo, cruciale, appuntamento elettorale, quello delle europee. “Dedicheremo una puntata intera a questo tema, ma è un argomento che in qualche modo sarà sempre presente nelle nostre inchieste”, spiega Riccardo Iacona

. Nella serata incentrata sul futuro dell’Ue, si parlerà della crisi dei valori europei, tra spinte sovraniste e politiche fiscali aggressive con le quali i paesi si fanno concorrenza l’un l’altro. Cercando di rispondere ad una domanda: ci stiamo avvicinando verso la fine dell’Europa? “Il dibattito, in vista delle elezioni, è: Europa sì, Europa no – sottolinea il conduttore -. L’Italia arriva a questo appuntamento con l’esperimento più avanzato in tema di sovranismo. Vedremo il risultato, ma non c’è dubbio che i cittadini siano chiamati a dare un contributo importante: non c’è dossier che non abbia risvolti a livello europeo e cercheremo di dare una visione della complessità delle relazioni che ci legano a questo progetto. E’ il tema dei temi”. Si parte il 7 gennaio con una puntata intitolata “Fossile, il lungo addio”, dedicata al mondo dell’energia. “Cercheremo di capire perché la transizione che ci dovrebbe portare a un mondo senza gas e petrolio faccia tanta fatica a realizzarsi – prosegue Iacona -. Basti pensare, per esempio, che le Eolie, isole dove potrebbe bastare l’energia solare, usano solamente il gasolio. Faremo vedere che, in Europa, i più “indisciplinati” sono i tedeschi e i polacchi, che fanno un uso massiccio del carbone per produrre energia”. Non cambia lo schema delle puntate, con un’anteprima (nella prima puntata intervista a è Walter Ricciardi, ex presidente dell’istituto Superiore di Sanità, che parlerà delle ragioni delle sue dimissioni di poche settimane fa) e un racconto monografico. Le prime tre serate si allungheranno fino a mezzanotte, con una seconda pagina che, nella prima puntata, sarà dedicata al caos nell’amministrazione della giustizia a Bari dopo che la sede del tribunale è stata dichiarata inagibile. Ma la malagiustizia non è solo provocata dalla lentezza: nella seconda puntata Presadiretta indagherà sul mondo dei giudici, sulle correnti della magistratura, sulle pressioni della politica. Tra gli altri temi: la guerra dei dazi, le riforme in arrivo, come quelle che riguardano la famiglia, l’allarme sull’antibiotico resistenza e l’abuso di farmaci, l’ascensore sociale che in Italia non funziona più e chi nasce povero rimane povero. “Partiamo dal buon risultato della prima parte di stagione”, sottolinea Iacona. Uno share medio intorno al 5%, in una giornata dura come il lunedì. “L’approfondimento è il genere nobile della tradizione giornalistica ed è essenziale che trovi spazio nel servizio pubblico – argomenta il giornalista -, il resto lo puoi trovare facilmente sulle reti private o tematiche. La terza rete sta andando bene anche nel daytime, proprio perché tiene aperta una finestra sulla realtà”. Sul futuro della Rai, dopo il cambio dei vertici, il conduttore non si sbilancia: “Gli effetti sul palinsesto ancora non si vedono ma è normale che sia così. La televisione è un animale lento: io sono ottimista, le novità devono essere provate, poi giudicheremo”.

Kate Moss testimonial campagna MetrocityIl marchio di borse ha già collaborato con top e star cinema

04 gennaio 201916:04

– Il marchio di borse Metrocity ha scelto l’iconica Kate Moss come protagonista della video-campagna girata a Londra e in altre città della Gran Bretagna, per il lancio della sua nuova collezione e firmata dal fotografo Miguel Reveriego. Il brand nato nel 1992 ha collaborato in passato con molte celebri top model e star del cinema come Milla Jovovich, Megan Fox, Adriana Lima, Kate Beckinsale, Jessica Alba, Barbara Palvin e Rosie Huntington-Whiteley. Metrocity ha scelto Kate Moss per la nuova stagione ma anche per tutte le altre campagne che lancerà durante il 2019. Lo slogan che rende omaggio alla modella, “I AM KATE”, allude alla sua identità unica e inimitabile.
Insinna e la ‘sua’ felicità, è successoQuasi 6mila spettatori, repliche fino al 6/1 alla Sala Umberto

04 gennaio 201917:12

– Ironia, musica, gioco sulle piccole difficoltà quotidiane, ricordi ma anche temi importanti come femminicidio e guerre, poi, e soprattutto, l’interazione costante con il pubblico: questi gli ingredienti del successo per la ‘Macchina della felicità’ di Flavio Insinna, al teatro Sala Umberto di Roma, fino al 6 gennaio.
Dal 21 dicembre, e dopo 16 repliche, quasi in 6mila hanno assistito allo spettacolo con un crescendo di pubblico fino ai sold out di fine dicembre, del capodanno, e anche per questi primi giorni del 2019, fino all’epifania compresa.
Funziona bene la formula di invitare a esprimere pensieri sulla felicità all’entrata in sala. Un centinaio ogni sera le cartoline scritte di pugno dagli spettatori che poi il mattatore Insinna legge all’inizio dello spettacolo. “Non avrei mai pensato che le persone potessero fidarsi così tanto e giocare con noi in questa ricreazione fin dal primo minuto – ha detto Insinna – E la loro voglia di giocare insieme, di raccontarsi, esprimere i pensieri mi emoziona”.
Louboutin lancia capsule sneakers donnaRun Loubi Run con modelli a tinte flou, con tipica suola rossa

04 gennaio 201917:13

– Louboutin, maison iconica di calzature identificata dai più per i suoi modelli di scarpe femminili con i tacchi a spillo e le inconfondibili suole rosse, lancia Run Loubi Run, nuova capsule collection di sneakers da donna.
L’edizione limitata comprende diversi modelli iper colorati e ironici, con lacci e calzini abbinati, in pelle glitterata, raso e tinte fluorescenti, decorate con borchie, pavé di cristalli oppure con graffiti, in numerose varianti. Tutti i modelli sono però dotati dell’inconfondibile suola rossa che contraddistingue la maison tra le più amate dalle fashion victim. La collezione arriverà nei negozi il 30 gennaio.
Della Gherardesca, mio quiz a domicilioDal 7/1 su Rai 2 ‘Apri e vinci’. ‘Mio futuro su Rai2? Attendo’

04 gennaio 201920:43

Un ritratto itinerante degli italiani, da nord a sud. Questo promette ‘Apri e Vinci’, il nuovo quiz condotto da Costantino Della Gherardesca, in onda su Rai 2 dal 7 gennaio (da lunedì a sabato alle 16.45 e domenica alle 20). L’unicità del format di origine israeliana, prodotto per l’Italia da Rai 2 con Stand By Me, sta nel fatto che il quiz si reca direttamente dai concorrenti. Costantino, infatti, sceglie i partecipanti citofonando casa per casa: “Mi piace la televisione non girata negli studi – racconta il conduttore di Pechino Express – Oltre l’elemento del quiz, c’è una rappresentazione della società italiana nell’era dell’informazione, è un ritratto sociologico: vedi le dinamiche familiari, diverse classi, diverse tipologie, dagli immigrati alle famiglie gay fino agli ultracattolici appena rientrati da Lourdes, un ritratto colorito ma sincero”. Tutti i presenti, parenti o coinquilini che siano, sono invitati a rispondere alle domande, e dopo 10 risposte esatte ci si può fermare o tentare la ‘domanda Porcellino’ per un montepremi di 2500 euro in gettoni d’oro. La casa non fa solo da sfondo: i concorrenti possono chiedere aiuto a un vicino, e una domanda verte su un dettaglio dell’abitazione. “Ho notato che non c’è una correlazione tra come vivono e cosa sanno – aggiunge Della Gherardesca – Il voyeurismo funziona perché mi diverto a vedere la vita altrui, mentre non sto vivendo la mia, nell’esistenza asociale connessa con migliaia di persone. Ma nell’osservare queste vite o le conoscenze degli italiani non c’è cinismo: il mio modello è Corrado. Inoltre qui le persone sono più a loro agio perché sono io l’ospite: negli studi i concorrenti sono cervi davanti ai fari abbaglianti”. A margine, il conduttore ha commentato le dichiarazioni del direttore di Rai2 Carlo Freccero sul mancato rinnovo del suo contratto in esclusiva: “Senza persone come Carlo il mondo sarebbe mesto. Attendo informazioni da lui: mi tengo aperto a tutto, ma da un punto di vista affettivo preferisco la Rai”.

Hit parade, Salmo apre in vetta il 2019Sul podio Mengoni e Maneskin, i Queen volano sull’onda del film

04 gennaio 201918:28

– Si apre all’insegna del rap il 2019.
La prima hit parade dell’anno vede in vetta Salmo che, con l’album Playlist, guadagna una posizione e spodesta dalla vetta Marco Mengoni, ora secondo con il suo Atlantico. Sul gradino più basso del podio i Maneskin con Il Ballo della Vita. A seguire Ultimo con Peter Pan. Volano sull’onda del film sulla vita di Freddie Mercury i Queen che piazzano due album, Platinum Collection e Bohemian Rhapsody, al quinto e sesto posto. Parla italiano il resto della top ten con Sfera Ebbasta, Eros Ramazzotti, Giorgia e Mina. Tra i singoli primo Il cielo in una stanza di Salmo con Nstasia, poi i Maneskin con Torna a casa e il giovane rapper vincitore dell’ultima edizione di X Factor Anastasio con La Fine del mondo.
Tra i vinili, non tramonta la passione per i Pink Floyd, primi con il classico The Dark Side of The Moon, secondi con The Wall e quarti con Wish you were here.
Napoli ricorda Pino Daniele 4 anni dopoFans si ritrovano nel centro antico, tra canzoni e ‘pinucci’

NAPOLI04 gennaio 201920:50

Per due giorni Napoli canta Pino Daniele: in occasione del quarto anniversario della scomparsa del cantautore sono tante le iniziative in città per ricordare un artista sempre presente. Domani mattina presso via Santa Maria La Nova, nei luoghi dove l’artista è nato e cresciuto, appuntamento organizzato dalla pagina Facebook ‘Cresciuti a pane e Pino Daniele’. Oggi emozioni per i fans che hanno letto il commuovente post su Facebook della figlia Sara Daniele (‘Quattro anni senza di te, papà meraviglioso’) e nello storico Caffè Gambrinus per l’evento musicale dedicato ai suoi grandi successi interpretati da Rosaria Mallardo. Per tutti poi degustazione dei Pinucci, i pasticcini creati dal locale per ricordare il cantautore e distribuiti gratuitamente in occasione degli anniversari della nascita e della morte. Ed anche il pianoforte di Vincenzo Danise è tornato sul lungomare per coinvolgere nel canto i passanti. Aspettando il 19 marzo per la quarta edizione del concerto degli amici di Pino al Palapartenope.        [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:43 DI GIOVEDì 03 GENNAIO 2019

ALLE 02:51 DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Premi, i vincitori del Troisi 2018
Sul palco Maurizio De Giovanni, Nino Frassica e Lino Banfi

SAN GIORGIO A CREMANO (NAPOLI)03 gennaio 201910:43

– Conclusa cla diciottesima edizione del Premio Massimo Troisi Osservatorio sulla comicità, il cui direttore artistico per il secondo anno consecutivo è stato Paolo Caiazzo. Vincitori della edizione 2018 del Premio Massimo Troisi sono: Francesco Menichella (attore comico); Casa Surace per la sezione scrittura comica edita con l’opera ‘Quest’anno non scendo’ e Armando Grassitelli con ‘Una famiglia con la emme maiuscola’ per il racconto inedito.
Menzioni speciali sono andate a Karl Mirabelli per ‘Rosario Alcollo, che gran figura di nerd’ e a Gianluca Papadia per ‘Il capello di Diego’. Miglior cortometraggio è risultato ‘Casting die-rector’ di Gilles Rocca. All’attore Nino Frassica è stata attribuita ‘La bicicletta del sorriso’ mentre a Lino Banfi, accompagnato sul palco dalla figlia Rosanna Banfi, il procuratore di Napoli Luigi Riello ha consegnato il ‘Minollo d’Oro’, realizzato dall’artista Lello Esposito. La serata si è conclusa con tutti gli amici di Massimo Troisi.
A Pompei ‘torna’ la Schola ArmaturarumIl ‘disastro’ nel 2010, il direttore Osanna presenta i restauri

POMPEI (NAPOLI)03 gennaio 201913:24

– “A Pompei i crolli negli scavi archeologici sono un capitolo chiuso”. Ad affermarlo è Massimo Osanna, direttore generale della città emersa dalla lava del Vesuvio del 79 d.C. che oggi ha aperto, con non poca soddisfazione, il nuovo percorso tra le mura della Schola Armaturarum per la quale è stato ultimato il restauro. “Qui c’è la somma di tutto quello che abbiamo fatto – ha continuato Osanna – e che ora vogliamo rendere fruibile a tutti”. I visitatori vedranno quel che resta di ciò che fu sede di un’associazione di gladiatori dell’antica Pompei. L’opera del team di restauratori ha consentito di rimettere insieme i pezzi del puzzle degli affreschi, sbriciolatosi per il crollo del novembre del 2010. I colori vividi che hanno riportato a nuovo, con le anfore emerse nei recenti Scavi, testimoniano l’importanza di questo edificio, che potrà essere visitato dai turisti, ogni giovedì, organizzati in piccoli gruppi.

Morta Pegi, ex moglie di Neil YoungSempre impegnata nel sociale, fondò la Bridge School

03 gennaio 201919:52

“Con grande tristezza, confermiamo che il primo gennaio, dopo una battaglia contro il cancro durata un anno, Pegi Young – madre, nonna, sorella, zia, musicista, attivista e cofondatrice della Bridge School – è morta circondata dai suoi amici e dalla sua famiglia nella sua California”. Questo il messaggio con cui si annuncia, sulla pagina facebook dell’artista, la morte di Pegi Young, cantante ed ex moglie di Neil Young, scomparsa a 66 anni. Pegi, oltre ad aver partecipato ai tour con la band dell’ex marito, che le ha dedicato diverse canzoni, ha pubblicato album da solista. L’ultimo, intitolato Raw, è uscito nel 2017. Pegi, che ebbe due figli disabili con l’ex marito, è stata sempre impegnata nel sociale, in particolare con il Bridge School Benefit, un concerto che si teneva ogni anno in California per destinare fondi proprio ai bimbi disabili. Il divorzio con Young, dopo 35 anni di matrimonio, è avvenuto nel 2014, quando il musicista annunciò la sua nuova relazione con l’attrice Daryl Hannah.
Da alluvione pietre storiche BellunoMateriale distrutto nell’800 riemerso da piena del Piave

BELLUNO03 gennaio 201914:19

– Se l’alluvione di fine ottobre nel bellunese ha avuto un merito, questo è nell’aver consentito di rintracciare una serie di importanti resti lapidei di alto valore storico accumulati alla rinfusa, in epoca napoleonica, sul greto del Piave.
Il loro recupero, all’altezza del “Parco fluviale” di Lambioi, è iniziato oggi e riguarderà 89 pietre che si ritiene facessero parte del castello e delle mura medievali della città di Belluno, distrutti nel 1804. Il materiale fu utilizzato pochi anni dopo per realizzare parte degli argini ed è stato riportato alla luce dell’ondata di piena del Piave dello scorso autunno.
Una volta risistemato l’alveo danneggiato a cura del Genio Civile, ha spiegato l’assessore comunale alla cultura di Belluno, Marco Perale, “le pietre recuperate verranno riposizionate nell’identico punto dove sono state ritrovate per creare un percorso storico-archeologico con appositi tabelloni e raccontare così la storia antica di Belluno”.

In radio il nuovo singolo di Amoroso’Dalla tua parte’ dal 4/1. “10” tour al via 5 marzo da Torino

03 gennaio 201914:25

– Dal 4 gennaio arriva in tutte le radio il nuovo singolo di Alessandra Amoroso “Dalla tua parte”.
L’artista con il nuovo album “10” ha già conquistato il disco di platino, dopo aver debuttato direttamente al numero 1 della classifica Fimi – Gfk e aver conquistato il disco d’oro a una sola settimana dall’uscita del disco.
In questi giorni Alessandra Amoroso sta lavorando con il suo team sul progetto del nuovo tour che proprio lei ha voluto speciale e con un concept preciso: arrivare in ogni regione d’Italia per poter andare incontro e cantare con tutta la sua big family. Il tour partirà il 5 marzo da Palalpitour di Torino e terminerà in Sicilia, al Palasport di Acireale (terza tappa dopo il 26 e 27 marzo, entrambe le date in sold out).
Tripla tappa a Roma al Palalottomatica il 20 e 21 marzo e il 3 maggio. Due le date al Milano Mediolanum Forum l’1 e 2 aprile.
La tv in Italia, la ‘spaventosa macchina’ compie 65 anniMike nella prima trasmissione della televisione. E c’era già la Domenica Sportiva

03 gennaio 201917:23

”La Rai, Radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”.E’ il 3 gennaio del 1954, una domenica. Siamo a Milano, in diretta dagli studi nuovi di zecca del Centro di Produzione di Corso Sempione. Ed è con questa frase, affidata al sorriso rassicurante di Fulvia Colombo, che nasce ufficialmente la televisione italiana. O almeno è da questa data che la tv, alla quale in Italia in un modo o nell’altro si lavorava dal lontano 1929, comincia le sue trasmissioni regolari. Per il Belpaese, che ancora si lecca le ferite della guerra, è indubbiamente una rivoluzione, subito fotografata dalla Domenica del Corriere che all’arrivo dell’apparecchio tv nei tinelli della borghesia più agiata dedica una storica copertina firmata da Walter Molino.Allora si trasmetteva in bianco e nero, la qualità del segnale non era entusiasmante. Ma quell’immagine della Domenica del Corriere, con il papà ben vestito che tiene sulle ginocchia il figlio bambino e si appassiona con lui ad una partita di pallone, si rivelerà lungimirante. Dopo un periodo sperimentale, già nei primi mesi dell’anno gli abbonati erano 24 mila, diventati poi 88.118 a dicembre del ’54, quando i ripetitori erano 9 e gli studi televisivi 8 (5 a Milano, 2 a Roma, 1 a Torino). Nel giro di quattro anni si superò ampiamente il milione. E in dieci anni i milioni di abbonati erano cinque.Certamente non pochi, tanto più se si pensa che la particolare conformazione orografica italiana, con la sua prevalenza di picchi e avvallamenti, costringeva la rete non efficientissima di trasmettitori a lasciare in ombra parecchie zone del territorio. Già nel ’58, comunque, la quasi totalità della popolazione era potenzialmente in grado di sintonizzarsi sulle frequenze del Programma Nazionale. Tant’è. Come ricorda Aldo Grasso nella sua ponderosa storia della televisione italiana (Garzanti), il primo programma annunciato dalla dolce Fulvia Colombo, quel 3 gennaio del 1954, fu una breve rubrica settimanale di interviste a ‘note personalità’ in arrivo o in partenza dall’aeroporto di Ciampino.Si intitolava per l’appunto ‘Arrivi e Partenze’ e andò in onda alle 14.30: a fare gli onori di casa c’erano Armando Pizzo e un giovane Mike Bongiorno, già perfettamente a suo agio nel ruolo di intervistatore e intrattenitore. La regia era di Antonello Falqui. In serata, dopo una rubrica dedicata all’arte, il Tg (alle 20.45, più tardi rispetto ad oggi), seguito dal primo talk show della televisione italiana (si intitolava Teleclub), e poi dalla recita ‘in diretta’ di una commedia di Goldoni. In chiusura, nemmeno a dirlo, la gloriosa La Domenica Sportiva, il programma in assoluto più longevo della tv italiana.Da lì un diluvio di palinsesti e di programmi che hanno accompagnato e fatto la storia del Paese, dal mitico Lascia o Raddoppia? sempre con Mike Bongiorno che dal novembre 1955 unificherà l’Italia, catalizzando l’attenzione di tantissimi ogni giovedì sera, fino al teatro d’autore (il 30 dicembre del 1954 esordisce in tv Eduardo De Filippo con Miseria e Nobiltà di cui firma anche la regia) a Il Musichiere di Mario Riva. Senza contare gli sceneggiati, lo sport, i programmi per combattere l’analfabetismo (Non è mai troppo tardi con l’indimenticabile maestro Manzi in onda dal novembre del ’60) e quelli per bambini (il primo programma per i più piccoli ‘Zurlì, mago del giovedì’, con Cino Tortorella, va in onda il 10 gennaio del 1957, lo Zecchino d’Oro arriverà nel ’59).Carosello, con il suo teatrino di ‘reclame’ in onda tutte le sere dopo il telegiornale, arriva il 3 febbraio del 1957, lo stesso anno di esordio di Rin Tin Tin. Il ’58 è l’anno di Canzonissima (vince Nilla Pizzi con l’Edera) e del Festival di Sanremo (la vittoria è di Mimmo Modugno con Nel blu dipinto di blu), entrambi già collaudati dalla radio.Nel giro di pochissimo, insomma, la ”spaventosa macchina”, della tv, come la definisce nei giorni dell’esordio il giornalista de La Stampa Luigi Barzini, dimostra tutto il suo fascino e il suo potere sugli italiani. Le sue, sono parole profetiche: ”Tra breve, senza dubbio, l’apparecchio sarà letteralmente ovunque, dove ora sono radio -riceventi , in parrocchia, nello stabilimento di bagni, nelle trattorie, nelle case più modeste. La capacità di istruire e commuovere con l’immagine unita alla parola e al suono è enorme. Le possibilità di fare del bene o del male altrettanto vaste. L’Italia sarà inun certo senso, ridotta ad un paese solo, una immensa piazza, il foro, dove saremo tutti e ci guarderemo tutti in faccia. Praticamente la vita culturale sarà nelle mani di pochi uomini”.

Fondazione Musica per Roma, nel 2018, +4% incassi2019 apre con Festival flamenco, in arrivo Aurora e Take That

03 gennaio 201915:43

Chiude con segno positivo il sedicesimo anno di attività della Fondazione Musica per Roma.
Il 2018 infatti ha registrato circa 400.000 spettatori in linea con l’anno precedente, il 2017, un incasso lordo da biglietteria di circa +4% per eventi dell’anno 2018 e un +13% di eventi, oltre 700. Il Natale Auditorium inoltre ha segnato 40.000 presenze per oltre 60 eventi confermando il successo di rassegne tradizionali come il Roma Gospel Festival, dove si è aggiunta una data per il tutto esaurito degli Harlem Gospel Choir, e degli appuntamenti con il Maestro Nicola Piovani arrivato a 6 repliche sold out. 32mila le presenze registrate per Il Villaggio di Natale con la Pista di ghiaccio e il Mercatino. Il Natale ha visto protagonisti inoltre Giovanni Allevi, Mario Biondi, Max Gazzè con un triplo concerto per festeggiare il ventennale dell’album La favola di Adamo ed Eva e Tosca e Gigi Proietti per capodanno. Per il 2019 attesi Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Aurora, Take That, Diana Krall, Skunk Anansie, Toto.
Nasce Festival Musica Gospel italianaAlla Gospel House con i più noti artisti del genere

TORINO03 gennaio 201916:50

– Nasce a Torino il primo Festival di Musica gospel italiana, mirato a far conoscere un genere musicale molto praticato e conosciuto all’estero – negli Stati Uniti si tengono concerti con decine di migliaia di persone e alcuni brani sono vere hit – ma ancora poco in Italia.
La prima edizione si tiene domani sul palco della Missione Cristiana Gospel House, vicino

allo stadio della Juventus.
Per l’occasione Rtb, Radio Torino Biblica, che trasmette il concerto sul suo sito in streaming, e Gospel Live hanno riunito i maggiori autori di gospel italiani, 11 artisti (uno è un duo) provenienti da tutta Italia, tutti autori e cantanti dei loro brani di classica musica cristiana gospel. Molti di loro sono più noti all’estero, in nord Europa e in America, che in Italia.
“Vorremmo aiutare gli italiani a scoprire un genere musicale capace di coinvolgere molto il pubblico”, dicono gli organizzatori. Tra gli artisti presenti anche Angelo Maugeri, fondatore di J-factor, e Giuseppe De Chirico.
Ariana Grande protagonista del CoachellaCon Childish Gambino e Tame Impala headliners appuntamento 2019

NEW YORK03 gennaio 201919:55

Ariana Grande sara’ la protagonista del Coachella Festival 2019 insieme a Childish Gambino e Tame Impala. Ad annunciarlo e’ stata Goldenvoice, che produce l’appuntamento musicale in programma ogni anno nella California del sud. Il Coachella Festival 2019 si terra’ nei due weekend del 12-14 e 19-21 aprile. Si era parlato anche della partecipazione di Kanye West, ma secondo i media Usa non ha accettato per disaccordi con gli organizzatori. In particolare le discussioni hanno riguardato le dimensioni del palco, che a parere della star erano “artisticamente limitanti”. L’anno scorso la protagonista della manifestazione, arrivata alla sua ventesima edizione, e’ stata Beyonce.
Obama entra nella classifica del R&B con remix HamiltonAl 22mo posto con One Last Time (44 Remix) tratto da musical

NEW YORK03 gennaio 201917:11

Barack Obama entra nella classifica del R&B. L’ex presidente degli Stati Uniti è infatti al 22mo posto con ‘One Last Time (44 Remix)’, un remix di un brano tratto dal celebre musical ‘Hamilton’. Il brano è uscito lo scorso 22 dicembre e dopo pochi giorni è stato ascoltato in streaming on demand per 307mila volta e scaricato a pagamento per circa 9mila volte. Il brano, pubblicato dal creatore di Hamilton Lin-Manuel Miranda, fa parte di una serie ‘Hamildrops’, con lo scopo di raccogliere fondi per una serie di non-profit. E’ inoltre un ricordo della presidenza Obama, il 44mo presidente. Nella canzone, Obama tiene il discorso di addio di George Washington. Non è la prima volta che l’ex presidente finisce in una classifica musicale o di intrattenimento. Nel 2009 ‘A Moment in History: The Inauguration of Barack Obama’ finì al sesto posto per vendite di dvd mentre, ‘Pop Off’ di JX Cannon featuring Obama nel 2015 arrivò al decimo posto di Billboard + Twitter artisti emergenti.
La Ballata di Johnny e Gill a TorinoProgetto internazionale di Fausto Paravidino al ‘Gobetti’

TORINO03 gennaio 201918:17

– E’ una sorta di rivisitazione delle Sacre Scritture in chiave picaresca per raccontare la natura profonda delle migrazioni e del viaggio ‘altrove’ che tutti i popoli o prima o poi si sono trovati ad affrontare, l’ultima regia di Fausto Paravidino ‘La Ballata di Johnny e Gill’ in prima l’8 gennaio al Teatro Gobetti nel cartellone del Teatro Stabile di Torino.
Si tratta di una coproduzione internazionale insieme con Le Libertè di Toulon, il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, La Crieè-Theatre National de Marseille, Pole Arts de la Scène, Les Théatres de la Ville de Luxemburg.
Partendo dal mito della Torre di Babele, Paravidino, tra i più importanti drammaturghi europei, ha costruito un grande progetto internazionale sulla storia di Abramo, che qui si chiama Johnny, e Sara (Gill) che mescola lingue e linguaggi teatrali, culture, suggestioni, avventure. Si parte dalla New York di Ellis Island per arrivare all’Europa contemporanea “parlando un po’ di Dio e di noi tutti”, dice il regista.

Colosseo, in arrivo il restyling delle aree verdiAl via gara lavori. Sempreverdi, reperti e illuminazione a terra

03 gennaio 201919:58

Restyling in arrivo per le aree verdi intorno al Colosseo. Il parterre sarà caratterizzato da ‘sempreverdi’ con un’unica nota di colore, grazie alla presenza di gruppi di rose antiche. Prevista anche un’illuminazione a terra e una disposizione studiata di alcuni reperti già presenti nell’area.L’obiettivo dei lavori, messi a gara dal Campidoglio per un valore totale stimato di circa 700 mila euro e le cui offerte dovranno arrivare entro fine gennaio, è quello di “valorizzare l’enorme potenziale del sito” migliorandone la “modalità di fruizione, attualmente limitata alla presenza monumentale del Colosseo”.
Nelle relazioni della gara si spiega la ratio dell’ iniziativa: le aree verdi vengono considerate “non solo come ‘coronamento’, ma ‘di completamento’ del sito”, facendo “convergere non solo finalità estetico-ambientali dell’ambito archeologico con l’intorno ma, obiettivi di salvaguardia, decoro e sicurezza di uno dei siti più frequentati al mondo”.
Rivincita del Castello di Rivoli, +7%.5Direttrice, successo è decretato dalla produzione culturale

TORINO03 gennaio 201919:42

– Il Castello di Rivoli-Museo di Arte Contemporanea è uno dei musei torinesi che ha registrato la miglior performance nel 2018, con un incremento di visitatori del 7,5% rispetto al 2017 e del 18,4% sul 2016. Una ‘rivincita’ per un museo molto accreditato nel panorama mondiale dell’arte contemporanea, ma che spesso si è sentito ‘abbandonato’ dal pubblico locale e dalla vita culturale cittadina anche per via dalla lontananza dal centro di Torino.
“Sono felice – dice la direttrice Carolyn Christov-Bakargiev – anche se non sono tanto i numeri a definire il successo di un museo, ma la sua attività, il suo essere centro di ricerca, ente di produzione culturale, soggetto attivo nel territorio, promotore di mostre all’esterno. Stiamo lavorando su questo, inoltre il 29 aprile apriremo al pubblico la Collezione Cerutti, con 600 capolavori che ne fanno una delle collezioni private più importanti al mondo come ha rilevato il New York Times. Nel 2018 il Castello ha registrato 125.134 visitatori e 445.000 utenti.
Da After a Piccole donne, tanti libri arrivano al cinemaBale e Damon in Ford V. Ferrari, letterari Salvatores e Garrone

03 gennaio 201919:47

Biografie di gangster come The Irishman di Martin Scorsese con un cast stellare che comprende Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci; l’avventura on the road di un padre con il figlio autistico in Se ti abbraccio non aver paura di Gabriele Salvatores; le sfida in pista Ford v. Ferrari di James Mangold, con Christian Bale e Matt Damon; Piccole donne di Greta Gerwig e storie young adult, come After di Jenny Gage dalla saga di Anna Todd (oltre 1 milione e 200 mila copie vendute in Italia). Il 2019 proporrà una valanga di titoli che adattano, traggono spunto o rielaborano romanzi, biografie o autobiografie. Tra i film più attesi c’è The Irishman di Martin Scorsese, con un budget di oltre 140 milioni di dollari, di cui 105 coperti dalla vendita dei diritti a Netflix, che garantirà anche la distribuzione in sala. E’ la storia di Frank ‘The Irishman’ Sheeran (De Niro), sindacalista e killer per la famiglia mafiosa Bufalino. Alla base c’è I Heard You Paint Houses, il libro di Charles Brandt costruito su una serie di interviste con Sheeran, che gli confessò anche l’omicidio del sindacalista Jimmy Hoffa (interpretato nella storia da Pacino). Si resta fra i gangster ma nell’Australia del 1870 con The True History Of The Kelly Gang di Justin Kurzel, dal romanzo di Peter Carey, sul fuorilegge Ned Kelly. Nel cast George MacKay, Russell Crowe, Nicholas Hoult e Charlie Hunnam. Il 17 gennaio arriva nelle sale italiane Maria regina di Scozia di Josie Rourke tratto dalla biografia della monarca scozzese scritta di John Guy. A interpretare Maria Stuarda è Saoirse Ronan mentre la cugina Elisabetta I d’Inghilterra ha il volto di Margot Robbie. Stessa data d’uscita per ‘La douleur’ (‘Il dolore’) di Emmanuel Finkiel con Melanie Thierry, dall’omonimo romanzo autobiografico di Marguerite Duras, sulla sua disperata lotta nella Francia del 1944 per la liberazione del marito, Robert Anthelme, deportato a Dachau. I memoriali di David Scheff e suo figlio Nic, sul lungo percorso del ragazzo nella dipendenza dalla droga, hanno ispirato Beautiful Boy di Felix von Groeningen con il giovane premio Oscar Timothée Chalamet e Steve Carell (14 febbraio). L’autobiografia di Garrard Conley, figlio gay di un pastore battista, costretto a seguire un programma di ‘riorientamento’ sessuale, arriva con Boy Erased di Joel Edgerton. Nel cast Lucas Hedges, Russell Crowe e Nicole Kidman (14 marzo).
Fra i classici, torna il piccolo orfano di Senza famiglia di Hector Malot in Remi di Antoine Blossier (7 febbraio).
Anticipato da stroncatore feroci negli Usa, arriva il 14 febbraio la parodia ‘Holmes & Watson’ di Etan Cohen, vagamente ispirato a Conan Doyle. La talentuosa Greta Gerwig, ri-racconta Piccole donne di Louisa May Alcott, affidandosi a Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Timothée Chalamet, Meryl Streep e Laura Dern. Dopo il successo del primo film, Andy Muschietti si reimmerge nel capolavoro horror di Stephen King, per It: Capitolo 2 con Jessica Chastain e James McAvoy (In Italia a settembre). Fra gli incubi del re del brivido, spazio anche a un nuovo adattamento di Pet Semetary diretto da Kevin Kolsch e Dennis Widmyer. Un genio del crimine adolescente alle prese con fate, elfi e gnomi, è il protagonista di Artemis Fowl, saga fantasy di Eoin Colfer, portata sul grande schermo da Kenneth Branagh. Approda al cinema anche la saga ‘amorosa’ young adult ‘After’ di Anna Todd, con l’omonimo film di Jenny Gage (in Italia dall’11 aprile) che ha per protagonisti Josephine Langford e Hero Fiennes Tiffin. Amy Adams in The Woman in the Window di Joe Wright dal romanzo di A.J. Finn è una psicoterapeuta infantile affetta da agorafobia che assiste per caso a un delitto. Ford v. Ferrari di James Mangold, Con Christian Bale e Matt Damon, tratto dal libro di A.J. Baime mette in scena La battaglia fra le due scuderie alla 24 ore di Le Mans del 1966. Cate Blanchett è una mamma anticonformista scomparsa sulle cui tracce si mette la figlia adolescente nella dramedy Dove vai Bernadette? di Richard Linklater dal romanzo di Maria Semple. Non mancano anche titoli italiani: dal ritorno al gotico/horror di Pupi Avati con Il signor diavolo dal romanzo omonimo del figlio Alvise a Se ti abbraccio non aver paura di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino, dal romanzo di Fulvio Ervas, sull’avventura on the road di un padre e il figlio autistico. Aspettando più avanti il Pinocchio di Matteo Garrone e Tre Piani di Nanni Moretti dal romanzo di Eshkol Nevo.
La notte degli Oscar ancora senza presentatoreDopo rinuncia Kevin Hart si cerca celebrity per 91ma edizione

NEW YORK03 gennaio 201917:12

A meno di due mesi dalla cerimonia per la 91ma edizione degli Oscar, Academy è ancora alla ricerca di un presentatore. La cerimonia di consegna delle statuette per il premio cinematografico più prestigioso e antico al mondo si terrà a Los Angeles il prossimo 24 febbraio ma dopo la rinuncia di Kevin Hart a causa di un tweet omofobico di alcuni anni fa ancora non è stata trovata una celebrity che possa mettere d’accordo tutti i tipi di pubblico. Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, Academy e Abc, il network che manderà in onda la cerimonia, non vogliono qualcuno che sia socialmente controverso oppure che sia gradito esclusivamente al pubblico meno giovane. Tra i papabili ci sarebbero Justin Timberlake, Melissa McCarthy, Jerry Seinfeld, Julia Louis-Dreyfus, Tina Fey, tra gli altri, ma tutti hanno fatto sapere perentoriamente che non vogliono presentare la cerimonia. Academy potrebbe a questo punto considerare di nuovo Whoopi Goldberg, Ellen DeGeneres, Tom Hanks oppure Jennifer Lawrence.

Tv: da Luttazzi a informazione la svolta di Rai2 di FrecceroDirettore: “The voice solo se si troverà studio. Con Arbore programma omaggio a Boncompagni

03 gennaio 201918:58

Dalla satira di Daniele Luttazzi (cacciato dalla Rai all’epoca di Satyricon nel 2001) a un programma pensato con Arbore in omaggio a Boncompagni, ma anche Night Tabloid (che a suo dire “è titolo demenziale”) che cambia in ‘Povera patria’ e per rinnovarsi completamente con temi di politica ed economia di stretta attualità”. “Rai2 deve essere complementare a Rai1”, dice Carlo Freccero direttore della seconda rete. Durante la conferenza stampa è un fiume in piena e lancia le sue linee guida. “A febbraio farò un omaggio a Bertolucci, è un obbligo morale”, annuncia tra l’altro.
L’impegno prioritario di Freccero è comunque l’informazione: “Vergogna, vergogna, vergogna che la Rai, il servizio pubblico non abbia un programma di approfondimento”. E illustra il suo progetto di avere una striscia informativa che segua il Tg2 e coinvolge cosi’ l’amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, a cui spetterà – tiene a precisare Freccero – la valutazione finale”.  E ci sono “le elezioni europee…”, ha insistito

il direttore di Rai2  sottolineando che “in questi anni il servizio pubblico si e’ svuotato di una cosa fondamentale come l’informazione di approfondimento, lasciando spazio ad altre realtà, come La7 ad esempio con Otto e Mezzo. Nell’attesa allungheremo il tg2 serale di 10-15 minuti dalla prossima settimana. Inoltre dalle 18 alle 18.50 il Tg dovrà incorporare gli impegni istituzionali. Il lavoro con Gennaro Sangiuliano è stato un gioco intellettuale. Confermato in palinsesto Tg2 Dossier.  “Un problema che ho è il budget. Un altro è il tempo limitato”.
Freccero ha poi spiegato di non aver intenzione di fare “la tv sovranista: io faccio la tv punto e basta. Anche se sovranismo è una parola che non mi fa paura. Amo il pluralismo”. Il direttore di Rai2 ha anche annunciato di voler lanciare una “rubrica anche sulla religione musulmana come ci sono anche per quella ebraica e protestante”.
Altra bomba, lanciata in conferenza: “Voglio riportare Daniele Luttazzi – ha detto Freccero riferendosi alla chiusura di ‘Satyricon’ durante la campagna elettorale del 2001. “Ci mancherebbe che questa nuova epoca vietasse la satira! Luttazzi potrà andare in onda, se va in onda, in autunno: a me sembra essenziale che lui torni in Rai. E’ finita l’epoca di Berlusconi, e’ finita l’epoca di Renzi, e ci mancherebbe che oggi venga penalizzata la satira”. Freccero ha aggiunto che sul progetto Luttazzi “e’ chiaro che dovrà pronunciarsi il Cda. La sua e’ una satira feroce, ma non posso pensare che debba restare nelle nebbie della censura. Persino Celli l’ha di recente rivalutato. Ripeto, persino Celli…”. Il direttore di Rai2 ha quindi detto che “anche se venisse Bertone in persona a dire che non posso farlo, io lo faro’ lo stesso”. Ma sono tanti i progetti in cantiere della Rai 2 di Freccero: “Stimo moltissimo Simona Ventura. Fa audience, ma il programma deve risolvere un problema semplice: non ci sono studi a disposizione. Il talent show The Voice si farà se si trova uno studio”. “Ma – aggiunge poi a margine della conferenza stampa – punto a risolverlo risolverò da me questo problema, senza sprechi”. Resterà ‘Realiti Sciò’ di Enrico Lucci, che immortala l’Italia dei selfie. Mentre un altro programma sarà condotto da Alessandro Sortino che è anche conduttore. “C’è un altro programma – fa sapere – che vorrei fare dal titolo provvisorio ‘L’ottavo Blog’ ma ci sto ancora lavorando”. ‘Nemo’ dunque si sdoppierà e l’autore Sortino diventerà conduttore. Mentre Eva Crosetta è il nuovo volto che curerà la rubrica religiosa di Rai2 ‘Sulla via di Damasco’. Su Il Collegio: “Ci sarà, la mia idea è di ambientarlo nell’epoca del fascismo”. Confermato anche Made in Sud. Sul tema della fiction il direttore spiega: “Rai2 ha un difetto, quello principale: la presenza massiccia di NCIS. Io lo detesto; ma il problema è che c’è un contratto. Quindi bisogna ammorbidirlo, con altri prodotti.  Freccero: “Non capisco perché la Rai abbia perso ‘La casa di Carta’. “Io da fine marzo vorrei un programma comico molto importante, tra le 19 e le 20.30”. La serie The Good Doctor: “Non entro in polemica, ma precisa, fu messa la prima stagione in modo improprio su Rai1, ma è una serie nata per Rai2. Io controprogrammo Rai1? Chi lo dice è un imbecille”. Quindi nessuna incertezza la nuova stagione di The Good Doctor inizierà a marzo su Rai2. Poi ricorda che “bisogna anche concentrare le risorse in una fascia oraria, quella delle ore 19-24”. Infine in merito al day time e a contenitori a rischio come Detto Fatto e I Fatti Vostri, ha replicato “a mio avviso dovrebbero andare su Rai1”. Confermata inoltre la chiusura di B come sabato, “faceva poca audience”.
Schnabel, Dafoe e i tormenti di Van GoghIn sala dal 3 gennaio il film valso all’attore la Coppa Volpi

03 gennaio 201911:22

– “Volevo solo essere uno di loro”: la ricerca della normalità, che ha tormentato tutta la vita di Vincent van Gogh sempre ai confini con la follia, è al centro dell’interpretazione di Willem Dafoe, che dà il volto all’artista nel film di Julian Schnabel ‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, in sala dal 3 gennaio distribuito da Lucky Red in associazione con 3 Marys Entertainment, dopo la presentazione in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Un ruolo che è valso a Dafoe la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e la candidatura ai Golden Globe 2019 come miglior attore in un film drammatico.
Ventidue anni dopo Basquiat, Schnabel, in questo caso in qualità di pittore prima ancora che di regista, ha firmato un’opera-sfida che pone una domanda: si può raccontare davvero un genio assoluto, un mito dell’arte? “Tutto quello che volevo dire sulla pittura, l’ho detto in questo film e molte cose le ho dette per voce di Van Gogh – ha spiegato il regista a Venezia – tenendo conto che ognuno di noi ha la sua personale visione di quest’artista”.
Nel film, che parte in tono minore, didascalico, ma poi lentamente cresce seguendo, più che gli avvenimenti, il flusso di coscienza dell’artista, vengono raccontati gli anni trascorsi da van Gogh nel sud della Francia, il suo complicato rapporto con Paul Gauguin, quello straordinario con il fratello Theo, la dipendenza dall’assenzio e, ovviamente, le sue ripetute permanenze in manicomio a cui si adattava di buon grado. E ancora, in tutto il film, la sua dannata esigenza di dipingere sempre, comunque e nonostante tutto (“è il mio modo di non pensare”).
Ma di una cosa il regista, tornato alla regia a otto anni da Miral, è certo: “Van Gogh, come si legge nelle sue lettere, era lucido, consapevole del suo valore e forse, come si vede in uno dei tanti dialoghi del film, s’identificava davvero in Gesù. Ma ci tenevo anche molto a rappresentare la sua paura di impazzire, di essere sempre ai confini della sanità mentale”.
Dello stesso parere Dafoe: “Van Gogh era lucido, consapevole, e non solo un genio pieno di tormento. Voleva poi farsi prete, questo è certo. Come è vero che per lui la Bibbia era il libro più bello in assoluto e che Van Gogh considerava Gesù un pazzo proprio come lui”. Per entrare nel personaggio, ha spiegato l’attore, “ho dovuto imparare a dipingere, era davvero necessario. In questo ovviamente mi ha aiutato Schnabel e solo allora ho capito meglio quello che avrei dovuto fare”.
Frase cult del film quella che lo stesso artista dice a un prete (Mads Mikkelsen) in manicomio quando gli chiede se è davvero certo del suo valore artistico: “Anche Gesù è stato riconosciuto davvero a venti, trent’anni dalla sua morte”.
Nel cast del film anche: Oscar Isaac, Rupert Friend, Niels Arestrup, Stella Schnabel e Mathieu Amalric.

Singer, la volgarità degli ebrei immaginariNemici, sbandamenti e paure tra sopravvissuti americani a Shoah

03 gennaio 201911:07

ISAAC BASHEVIS SINGER, NEMICI (ADELPHI, pp. 258 – 18,00 euro – traduzione di Marina Morpurgo).
Bisogno d’amore e paura e inettitudine di vivere sono i temi di questo grande romanzo, esaltati dalla realtà piena di incubi ma assetata di vita di chi è scampato all’olocausto e si sente diviso tra la fedeltà al passato, alla sua identità, e il bisogno di ricominciare. Siamo in America poco dopo la fine della guerra, nella New York anni Cinquanta in cui Herman Broder, scampato ai lager dopo l’uccisione di sua moglie e dei suoi figli perché nascosto in un fienile da una contadina cattolica polacca che era a servizio in casa dei suoi, campa praticamente alla giornata incapace ormai di organizzare in qualche modo il suo lavoro e la sua vita sempre più confusa e difficile da gestire, specie senza una lira in tasca e dovendo far continuamente fronte a tutte le menzogne che dice. Sul lavoro, presso un rabbino, non ha il coraggio di dire che convive con una gentile, Jadwiga, la donna che l’ha salvato e ha portato con sé oltreoceano. A quest’ultima, che nella grande città ha paura di muoversi, racconta di essere un venditore porta a porta di libri, così da poterle far credere di doversi assentare per andare a Filadelfia o Baltimora, in realtà per andare a dormire dall’amante Masha, donna ebrea sensuale e bella di cui non riesce a fare a meno, sopravvissuta al lager, di cui porta i segni sulla pelle e nell’anima. Ora fa la cassiera in una tavola calda e dopo lo scambio di fantasie erotiche e giochi sessuali con Herman che da lei ha in affitto una stanza, lo insulta e accusa di stare con quella serva ignorante invece di lasciarla e sposare lei, che però vive con un’anziana madre tutta devozioni che sta sempre chiusa in casa per paura dei tedeschi. Una paura che attanaglia anche Herman, che, pur sapendo di essere oramai in America, in mille occasioni girando per strada immagina di trovarsi davanti i nazisti e fantastica cosa potrebbe fare per sfuggirli, dove nascondersi.
La verità è che Masha, pur con tutto il suo passato, ha conservato istinti normali e vitalità volta al futuro, mentre Herman ”non era una vittima di Hitler, era già una vittima ben prima di Hitler”. A complicare la sua situazione faticosa, boccaccesca e dolorosa, un giorno arriva la sua prima moglie Tamara, rediviva, visto che si sapeva uccisa dalle SS con i figli, e invece riuscita a sopravvivere a loro e a fuggire in Russia e essere internata in un campo di lavoro. L’incontro con lei ha una carica d’umanità, sentimenti, gelosie e dolcezze, una naturalezza poetica e una disperazione ormai sublimata, con il piccolo David e la piccola Yocheved che continuano a venire da lei ”non nei sogni, ma quando sono sveglia”, perché ”le anime esistono; è Dio che non esiste, se è riuscito ad assistere a questi orrori e rimanere in silenzio”. Si apre così per Herman, che rifiuta il divorzio che gli viene offerto, un terzo fronte ricomparso dal passato, che sarà l’unico mosso da vera forza d’amore, fatto di curiosità, comprensione, perché Tamara ”è un angelo abituato ormai a cavarsela” in ogni circostanza, compreso il finale a sorpresa nel segno della solidarietà, più tra sopravvissuti che tra donne.
La narrazione, ricca e avvincente, come è necessità di un racconto comparso a puntate su un giornale yiddish negli anni ’60, serve a Singer per raccontare cosa sia l’ebraismo e cosa fosse in America in quegli anni, con quartieri ebraici connotati dai paesi di provenienza degli abitanti di cui rinfocolavano le rivalità religiose e campanilistiche, mentre c’erano famiglie che avevano ripreso nei particolari tutti gli aspetti della loro vita ebraica in Polonia, sin nei minimi dettagli. Tutto mentre la vita riprende e davanti alla sguaiatezza del quotidiano in un albergo su un lago pieno di ebrei, Herman osserva come ”la volgarità in quella sala negasse il senso della creazione, fosse un insulto alle sofferenze della Shoah”, pur essendo ”alcuni degli ospiti scampati al terrore nazista”. Con tristezza è convinto che a garantire la sopravvivenza sia solo ”la scaltrezza”, era sicuro andasse sempre così, da quando era comparsa la vita sulla terra sino al dramma biologico finale: ”gli animali avevano accettato la precarietà dell’esistenza e la necessità della fuga e dell’astuzia; solo l’uomo cercava la sicurezza e invece riusciva a causare la propria rovina” concludendo che ”la Bibbia, il Talamud, i Commentari avevano insegnato agli ebrei una strategia, una sola: fuggite dal male, nascondetevi dai pericoli, evitate le rese dei conti, tenetevi distanti più che potete dalle forze colleriche dell’universo”.        [print-me title=”STAMPA”]