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VENEZUELA IN LISTA NERA USA TERRORISMO

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VENEZUELA IN LISTA NERA USA TERRORISMO

AGGIORNAMENTO DELLE 06:01

DI MARTEDì 20 NOVEMBRE 2018

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VENEZUELA IN LISTA NERA USA TERRORISMO

Terrorismo, Venezuela in lista nera Usa
Lo riporta il Washington Post

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WASHINGTON

– L’amministrazione Trump si appresta ad aggiungere il Venezuela nella lista nera degli Stati sponsor del terrorismo, in quella che rappresenterebbe una drammatica escalation nei rapporti tra Washington e Caracas. Lo riporta il Washington Post.
La lista include Paesi come l’Iran, La Corea del Nord, il Sudan e la Siria.   [print-me title=”STAMPA”]

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DILUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Barriere mobile anti-migranti a Tijuana
Dopo la protesta degli abitanti contro la ‘carovana’

Ebrei Etiopia, ‘Israele ci abbandona’Dopo decisione Netanyahu limitare a 1.000 migranti ebrei etiopi

Arriva albero di Natale alla Casa BiancaTrump e Melania lo accolgono. Gara vinta da vivaio Nord Carolina

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Gli Usa hanno chiuso per diverse ore il traffico verso nord al confine col Messico per installare una nuova barriera di sicurezza, il giorno dopo la protesta di centinaia di residenti della città messicana di Tijuana contro l’arrivo di migliaia di migranti centro americani. Gli Stati Uniti hanno chiuso anche uno dei due attraversamenti pedonali al varco di San Ysidro con una mossa che apparentemente sembra voler prevenire eventuali afflussi di massa attraverso la frontiera.
L’installazione della nuova barriera mobile con reti metalliche nella parte superiore rischia di complicare la vita ai messicani che usano il varco di San Ysidro, dove ogni giorno entrano circa 110 mila persone a bordo di 40 mila veicoli.
Lunghe code si sono formate a Tijuana, dove molte persone devono attraversare il confine per andare a lavorare in territorio americano. Questo inconveniente potrebbe aver alimentato la protesta contro i migranti.
Il presidente Usa, Donald Trump, rivolto alla carovana ha twittato “Go home!”: così Donald Trump. “Il sindaco di Tijuana, Messico, ha appena dichiarato che la città è mal preparata a gestire così tanti migranti, l’arretrato potrebbe durare 6 mesi”. Allo stesso modo, gli Usa sono mal preparati per questa invasione e non la tollereranno. Stanno causando crimini e grandi problemi in Messico”, ha scritto.
– ADDIS ABEBA

– Centinaia di ebrei etiopi sono scesi in piazza ad Addis Abeba per protestare contro la recente decisione del governo israeliano di ammetterne come migranti solo mille: decisione che divide le famiglie di chi è già migrato nello Stato ebraico e contraddice l’impegno israeliano del 2015 di accoglierli. Si stima che in Etiopia siano rimasti circa 8.000 ebrei Falascia. I dirigenti della comunità hanno oggi rivolto un appello agli ebrei etiopi che vivono in Israele a non votare per il Likud, promotore della stretta. “Faccio appello agli ebrei etiopi a pensarci due volte prima di votare il Likud, perché il premier espresso dal partito, Benyamin Netanyahu non sta tenendo fede alla parola data di aiutarci a emigrare in Israele”, ha detto all’Associated Press Neggousa Zemene Alemu, coordinatore della comunità ebraica per Addis Abeba e Gondar. Gli ebrei in Etiopia lamentano di vivere in povertà, di essere marginalizzati, mentre “Israele la tira per le lunghe invece di venire in nostro soccorso”.
– WASHINGTON

– La stagione festiva in Usa è partita oggi con l’arrivo alla Casa Bianca, in una carrozza tradizionale trainata da cavalli, dell’albero di Natale, accolto da Donald Trump e da Melania al portico nord. Quello di quest’anno, alto quasi sei metri, proviene dal vivaio ‘Mountain Top Fraser Fir’ di Newland, North Carolina, il cui titolare Larry Smith è stato nominato ‘grand champion’ nella competizione dell’associazione nazionale alberi di Natale, fornitrice ufficiale della residenza presidenziale dal 1966.
“Mi sento come se avessi vinto finalmente il super bowl (una della maxi lotterie americane, ndr )”, ha commentato Smith, al suo quinto tentativo di aggiudicarsi l’onore di fornire l’albero natalizio alla Casa Bianca. Una tradizione che risale al 1889, quando il presidente Benjamin Harrison mise un albero di Natale nella Yellow room, decorata con candele e giocattoli per i suoi nipoti. Dal 1912 l’albero continua ad essere esposto nella Blue Room.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 15:33 ALLE 19:03

DI DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018

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Khashoggi: Trump, non ho ascoltato audio
‘E’ troppo brutale, violento, orribile’

Brexit: ampio sostegno ambasciatori 27Aperta solo estensione transizione. Non si lavora a piano B

Agli ‘Oscar cinesi’ appello per TaiwanRegista premiata, ‘è il mio più grande desiderio’

Malta: scoperti i mandanti dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana GaliziaSono maltesi, ma inquirenti non svelano l’identità dei sospetti

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Il presidente americano Donald Trump ha detto a Fox News di non aver voluto ascoltare l’audio dell’uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi perché è troppo “violento, brutale e orribile”. “Noi abbiamo la registrazione, non voglio ascoltarla… perché è una registrazione di sofferenza”, ha dichiarato. “Sono stato completamente informato (sull’audio, ndr). So esattamente ciò che è accaduto… è molto violento, molto brutale e orribile”, ha aggiunto Trump. Si tratta della registrazione fornita dalle autorità turche agli Usa e ad altri alleati occidentali.
– BRUXELLES

– I 27 hanno dato ‘ampio sostegno’ al testo dell’accordo sulla Brexit, che è pronto quindi per ricevere l’ok formale domani dai ministri al Consiglio affari generali art. 50. Lo affermano fonti diplomatiche

europee al termine della riunione degli ambasciatori dei 27.
L’unico punto del testo ancora rimasto aperto riguarda l’eventuale estensione del periodo di transizione, che è ancora indicato con ’20XX’. Gli ambasciatori non hanno lavorato su scenari alternativi dipendenti da eventuali sviluppi politici in Gran Bretagna.
– La politica irrompe nella cerimonia di premiazione agli ‘Oscar cinesi’ tenutasi a Taipei, dopo che una regista, Fu Yue, nel ricevere il premio per il miglior documentario, ha lanciato un appello per la totale indipendenza di Taiwan dalla Cina. Immediata la reazione contrariata delle star cinesi, mentre il presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, è intervenuto con un post su Facebook sottolineando le differenze fra Taiwan e la Cina continentale. “Spero che un giorno il nostro Paese verrà riconosciuto e trattato come una entità veramente indipendente. Questo è il mio più grande desiderio in quanto taiwanese”, ha detto la regista Fu Yue – riferisce la Bbc – durante la cerimonia per il ‘Golden Horse’ nel ricevere il riconoscimento per il suo documentario sui giovani taiwanesi e il movimento di protesta ‘dei girasoli’ nel 2014. Ad alimentare la polemica la reazione dell’attore cinese Tu Men, quando ha sottolineato il suo onore nel presentare un premio in “Cina, Taiwan”, una definizione cui molti taiwanesi obiettano.

atoGli investigatori maltesi affermano di aver identificato “più di due” mandanti nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia nell’ottobre 2017. Lo riporta il Times of Malta. Finora erano stati incriminati soltanto tre uomini accusati di aver materialmente innescato la bomba. Le fonti non avrebbero dato alcuna indicazione su chi siano questi sospetti e se provengano dal mondo criminale, economico o politico. La famiglia Caruana Galizia, contattata dal quotidiano, non era stata informata dalla polizia su questi ultimi sviluppi. Gli investigatori, sempre secondo il quotidiano maltese, sostengono di essere in costante contatto con Europol e che nelle ultime settimane il contatto si è intensificato in modo significativo man mano che la polizia si è avvicinata alla soluzione del caso. “Abbiamo una grande quantità di dati che richiedono analisi e partner come Europol hanno l’esperienza e l’esperienza necessarie per facilitare questo processo”, sottolinea una fonte. Caruana Galizia era stata assassinata dall’esplosione di una bomba piazzata nella sua auto a pochi metri dalla sua casa. L’omicidio ha suscitato commozione a livello internazionale e richieste di un’indagine trasparente dalla comunità internazionale.   [print-me title=”STAMPA”]