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Ultimo aggiornamento 12 Maggio, 2020, 23:40:07 di Maurizio Barra

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DALLE 03:46 ALLE 23:40 DI MARTEDì 12 MAGGIO 2020

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Droga a Potenza: 23 misure cautelari
L’operazione della Polizia denominata “Trilogy”
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POTENZA
12 maggio 2020
03:46
Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza sullo spaccio di eroina e cocaina nel capoluogo lucano, questa notte la Polizia sta eseguendo 23 provvedimenti cautelari.
Nell’operazione denominata “Trilogy” sono coinvolte in particolare persone originarie del Nord Africa.
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Morto in prigione per il coronavirus ‘El Gordo May’, capo del clan narcos dei Los Zetas
Ricoverato da una settimana scontava l’ultimo dei 37 anni di carcere in Messico per aver decapitato 12 persone
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CITTA’ DEL MESSICO
12 maggio 2020
08:43
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Moisés Escamilla May, leader del clan di narcotrafficanti denominato ‘Los Zetas’, è morto per problemi respiratori causati dal coronavirus nel centro di reclusione federale di Puente Grande, nello Stato messicano di Jalisco.
Il decesso del boss che aveva 45 anni, riferisce la tv Televisa, è avvenuto l’8 maggio nell’infermeria della prigione dove era stato ricoverato una settimana prima, ma è stato reso noto solo ora per motivi di sicurezza. Conosciuto col soprannome di ‘El Gordo May’ (Il grasso May), Escamilla stava scontando l’undicesimo di 37 anni di carcere a cui era stato condannato per avere decapitato 12 persone nella città di Cancún.
Al momento del suo arresto nel 2008, insieme a otto dei suoi uomini, ‘Los Zetas’ erano considerato l’organizzazione criminale più terribile della regione di Cancún dove aveva il monopolio della distribuzione della cocaina proveniente dal Centro America. La pandemia da coronavirus è in pieno sviluppo in Messico. Nell’ultimo rapporto delle autorità sanitarie diramato dal sottosegretario per la Prevenzione e la promozione della salute, si indica che i casi di contagio dall’inizio della crisi sono 35.022, con un bilancio di 3.465 morti.
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A Napoli detenuti sanificheranno carcere
Osapp, scelti protagonisti di un recupero educativo
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NAPOLI
12 maggio 2020
09:28
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Saranno i detenuti “di buona condotta”, opportunamente preparati, a sanificare gli ambienti di lavoro del carcere di Napoli Poggioreale, istituto penitenziario tra i più grandi d’Europa. Lo rende noto Luigi Castaldo, vice segretario regionale del sindacato Osapp.
L’iniziativa prenderà il via a breve, su decisione del direttore Carlo Berdini e del dirigente medico Vincenzo Irollo. I detenuti, protagonisti di un recupero educativo, saranno dotati di idonea attrezzatura e le operazioni più complesse, così come è avvenuto finora, saranno eseguite da ditte esterne specializzate. Inoltre sarà regolarizzata la distribuzione dei dispositivi protezione individuale e aggiornato il protocollo di sicurezza locale in funzione alle nuove disposizioni dipartimentali inerenti la ‘fase 2’ della lotta al coronavirus.
Castaldo loda l’operato dei dirigenti “competenti e di spessore” che gestiscono la casa circondariale “nell’interesse del Corpo di Polizia Penitenziaria e per tutelare i ristretti la collettività”.
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Intasca pensione madre defunta, denuncia
Scoperto dalla Guardia di finanza che ha sequestrato 32mila euro
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LAGANADI (REGGIO CALABRIA)
12 maggio 2020
09:38
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Ha intascato indebitamente dall’Inps per diversi mesi la pensione intestata alla madre defunta. Nei confronti di un uomo di Laganadi la Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 32 mila euro. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura reggina.
Secondo quanto emerso dalle indagini dei finanzieri, l’uomo, per oltre un anno e mezzo, ha riscosso la pensione della donna, accreditata mensilmente su un conto corrente cointestato, anche dopo che questa era venuta a mancare nell’ottobre del 2017.
All’esecuzione della misura si è giunti a seguito di accertamenti, anche di carattere bancario, che hanno consentito di verificare la riscossione della pensione malgrado non ce ne fossero più le condizioni.
L’uomo è stato denunciato per il reato di truffa e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
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A Milano inchiesta su minacce a Silvia
Per insulti e frasi sui social
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MILANO
12 maggio 2020
10:31
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Per gli insulti sui social e le frasi minacciose rivolte sui social a Silvia Romano, Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, ha aperto una indagine. L’ipotesi, contro ignoti, è di minacce aggravate.
Attorno a Silvia Romano, la giovane cooperante rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e liberata in Somalia sabato scorso, già da domenica, al suo arrivo in Italia, è sorta una campagna di odio.
Per questo il palazzo del Casoretto in cui abita è già presidiato dalle forze dell’ordine. Ora dopo gli insulti e le minacce anche di morte (vicino a casa della ragazza è stato trovato anche un volantino) legate in particolare alla conversione all’Islam, maturata dalla ragazza durante la prigionia, il pm Nobili ha aperto un’inchiesta.
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Silvia Romano, la madre: ‘Chiunque tornerebbe convertito’
Inchiesta per minacce aggravate. Consigliere choc: ‘Impiccatela’
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MILANO
12 maggio 2020
22:08
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“Come vuole che stia? Provate a mandare un vostro parente due anni là e voglio vedere se non torna convertito”. Lo ha detto la mamma di Silvia Romano, uscendo con il cane dalla sua casa in via Casoretto, a Milano. “Usate il cervello”, ha aggiunto la signora rientrando e ribadendo di non voler rilasciare altre dichiarazioni. “Vogliamo stare in pace, abbiamo bisogno di pace”.

“A me non risultano riscatti” per la sua liberazione, “altrimenti dovrei dirlo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla trasmissione ‘Fuori dal Coro’ su Rete 4. “Perché la parola di un terrorista che viene intervistato vale più di quella dello Stato italiano?”, ha aggiunto riferendosi all’intervista di oggi al portavoce degli Shabaab che parlava del pagamento di un riscatto da parte dell’Italia. “Non voglio fare la morale” ma “nessuno di noi sa cosa significa restare un anno e mezzo in mano ad una cellula terroristica che arruola i bambini, dei criminali. Aspettiamo che questa ragazza possa ritrovare una sua serenità: si sono invece scatenate una serie di minacce che rischiano di farle avere una scorta in Italia dopo che l’abbiamo liberata da una cellula terroristica”, ha sottolineato Speranza. “Non sappiamo cosa c’era dietro il suo sorriso quando è scesa dall’aereo”, ha aggiunto.
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Intanto a Milano aperta un’inchiesta – Per gli insulti sui social e le frasi minacciose rivolte sui social a Silvia Romano, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, Albero Nobili ha aperto una indagine. L’ipotesi, contro ignoti, è di minacce aggravate. Il profilo Facebook di Silvia Romano non è più visibile, è stato chiuso.
Attorno a Silvia Romano, la giovane cooperante rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e liberata in Somalia sabato scorso, già da domenica, al suo arrivo in Italia, è sorta una campagna di odio. Per questo la Prefettura di Milano, città in cui lei vive con la famiglia e dove ieri è rientrata, sta valutando misure di protezione e il palazzo del Casoretto in cui abita è già sorvegliato dalle forze dell’ordine.
Ora dopo gli insulti e le minacce anche di morte (vicino a casa della ragazza è stato trovato anche un volantino) legate in particolare alla conversione all’Islam, maturata dalla ragazza durante la prigionia, il pm Nobili ha aperto un’inchiesta.
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Un consigliere del Comune di Asolo (Treviso) ha postato una foto di Silvia Romano e sotto ha scritto “impiccatela”, Nico Basso, un ‘venetista’ capogruppo della civica “Verso il futuro”, ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano. Un post su Facebook che ha subito cancellato, ma che era accompagnato da altri messaggi di odio e offese volgari alla giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia.
Sotto la lente anche un post di Sgarbi – Al vaglio dei pm di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce a Silvia Romano, c’è anche un post di Vittorio Sgarbi, il quale ha scritto che la giovane “va arrestata” per “concorso esterno in associazione terroristica”. Del post, tra l’altro, ha parlato, da quanto si è saputo, la stessa 24enne nell’audizione di oggi pomeriggio, come persona offesa, davanti al pm di Milano Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo, e agli investigatori del Ros dei carabinieri.
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Sequestrati 40 kg cocaina a Gorizia
Arrestato camionista, valore sostanze dieci milioni di euro
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GORIZIA
12 maggio 2020
10:37
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I carabinieri hanno scoperto e sequestrato 40 chilogrammi di cocaina per un valore di circa dieci milioni di euro. la sostanza era nascosta in un serbatoio di carburante montato su un camion il cui autista, un cittadino sloveno, di 46 anni, è stato arrestato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo era entrato poco prima in Italia alla guida di un autoarticolato, attraverso il confine di Sant’Andrea, a Gorizia.
La sostanza rinvenuta ha dimostrato un alto grado di purezza che porta a valutarne il valore sul mercato finale, dopo il “taglio”, a una cifra vicina ai dieci milioni di euro.
Secondo i primi accertamenti dei militari dell’Arma del Nucleo investigativo di Gorizia, la droga proverrebbe dal mercato del Nord Europa ed era forse destinata a piazze di forte consumo come Milano e il Nord Italia in genere.
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Mascherine e medicinali da Cina, sequestro in Piemonte
La Gdf denuncia due imprenditori cinesi. Giro d’affari da 5 milioni di euro
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TORINO
12 maggio 2020
17:16
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Importavano illegalmente mascherine, senza certificazione, per un giro d’affari di oltre 5 milioni di euro. Due imprenditori cinesi sono stati denunciati dalla guardia di finanza di Torino, che ha sequestrato 600 mila mascherine e centinaia di medicinali. Questi ultimi, destinate alla popolazione italiana nell’ambito del progetto ‘Anti-Epidemic Supplies from Zhejiang to Italy’, erano stipate in un magazzino di Novi Ligure (Alessandria) dove i finanzieri hanno anche trovato 40 carte di credito utilizzate per le presunte frodi commerciali. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA POLITICA VAI ALL’ECONOMIA

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Sequestrata azienda ai fratelli Zagaria
Usata dal boss per ‘riappropriarsi’ di quella sottratta a madre
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NAPOLI
12 maggio 2020
10:42
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La Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato a Grazzanise (Caserta) un’azienda bufalina del valore di circa 2 milioni di euro ritenuta nella disponibilità Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del “boss” del clan dei casalesi Michele Zagaria, detto “capa storta”. L’azienda, costituita da stalle, locali per la mungitura, depositi per i mangimi, attrezzature agricole e per la mungitura e circa 350 capi di bestiame, secondo il Gico e la DDA sarebbe stata impiegata dai fratelli Zagaria come “schermo” per “reimpossessarsi”, in maniera occulta e fraudolenta, dell’azienda bufalina di proprietà della madre Raffaela Fontana, da tempo affidata alla gestione di un amministratore giudiziario in quanto già colpita da diverse misure giudiziarie, per soli 100 mila euro, attraverso l’acquisto in un’asta giudiziaria.
Al disegno criminoso hanno preso parte anche i fratelli Antonio e Fernando Zagaria, omonimi e non parenti del boss, che hanno messo a disposizione della famiglia mafiosa le loro aziende.
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Silvia Romano: choc su Fb, ‘impiccatela’
Un ‘venetista’ capogruppo lista civica di Asolo
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TREVISO
12 maggio 2020
11:39
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Ha postato una foto di Silvia Romano e sotto ha scritto “impiccatela” un consigliere comunale di Asolo (Treviso), Nico Basso, un ‘venetista’ capogruppo della civica “Verso il futuro”, ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano. Un post su Facebook che ha subito cancellato, ma che era accompagnato da altri messaggi di odio e offese volgari alla giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia. Il post, riferisce la stampa locale, è stato duramente condannato anche dal sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, che ora sta valutando le richieste di dimissioni di Basso arrivate da più parti. L’uomo non è nuovo ai messaggi d’odio contro politici e rappresentanti delle istituzioni e, sempre sulla liberazione di Silvia Romano, ha pubblicato commenti offensivi anche verso il premier Giuseppe Conte e il ministro Luigi Di Maio.
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L’Esercito sanifica le chiese di Roma
Da domani in azione i Reparti Nbc
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ROMA
12 maggio 2020
16:52
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A partire da domani, l’Esercito italiano, su specifica richiesta del Vicariato di Roma, darà il via alle attività di sanificazione delle aree esterne ed interne delle Chiese capitoline attraverso le proprie squadre specializzate nel campo Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare (Cbrn) equipaggiate con specifici dispositivi di bonifica. L’attività, spiega lo Stato maggiore dell’Esercito, “in collaborazione con il Comune di Roma Capitale, procederà secondo uno specifico calendario per blocchi di Municipi e prevede la sanificazione di oltre 337 chiese parrocchiali che insistono sul territorio della Diocesi di Roma e avrà inizio presso la Basilica Don Bosco nella mattinata di domani mentre nel pomeriggio verrà sanificata la Parrocchia del Divino Amore”.
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Zaia,da 18 riaprire tutto il possibile
Detto a Conte, ‘adesso è spartiacque tra ordine e disordine’
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VENEZIA
12 maggio 2020
13:27
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“Considero positivo il confronto con il Governo di ieri sera. E’ passata la linea che io e altri colleghi abbiamo proposto: il Governo per il 18 faccia scelte di base, standard per tutti, poi deleghi alle Regioni”. Lo ha detto il governatore Luca Zaia. “Al presidente Conte – ha aggiunto – ho detto: siamo lo spartiacque tra l’ordine e il disordine; fare il percorso assieme vuol dire ordine, non farlo assieme il disordine. La nostra idea, se saranno rispettati i presupposti sanitari dell’Iss e del Comitato tecnico scientifico, è aprire da lunedì tutto quello che è possibile aprire: negozi, le palestre e le piscine (anche qui, calma, devo vedere le ‘carte’) i servizi alla persona, parrucchiere, estetisti, e tutte le categorie legate al turismo”.
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Bimba indiana adottata da mesi ma bloccata
Per Tribunale è figlia coppia barese da gennaio ma viaggi sospesi
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BARI
12 maggio 2020
14:59
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La loro figlia adottiva ha sette anni e vive a Kanpur, a 500 chilometri da Delhi (India), ma a causa della pandemia non possono andare a prenderla per portarla a casa, in Italia. Una sentenza del Tribunale indiano, a fine gennaio, ha stabilito che quella bambina è figlia loro, di Pino Moramarco e Angela Calvi, una coppia di Modugno (Bari), da anni residente a Genova. Pino e Angela, lui ingegnere, lei tecnico di laboratorio ma da alcuni anni casalinga sono alla loro seconda adozione. Hanno un figlio di origini cambogiane che oggi ha 12 anni, adottato nel 2010. A giugno 2017 hanno avviato nuovamente le pratiche per adottare un altro bambino. Due anni dopo hanno saputo che sarebbero diventati genitori di una bambina indiana di 6 anni. Siamo a giugno 2019. Il 16 gennaio 2020 mamma, papà e figlio sono andati in India per conoscere la loro bambina e presentarsi all’udienza di adozione davanti al Tribunale. La sentenza è arrivata a fine gennaio. Il passaporto a fine febbraio, ma il lockdown ha bloccato tutto.
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Mascherine anche dai tabaccai. Arcuri: prezzo resta e resterà 61 centesimi
Il commissario: ‘Critiche sì ma le accetto solo dai cittadini. Non sono io a dover rifornire le farmacie’. Tensione con farmacisti
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12 maggio 2020
22:17
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Mascherine chirurgiche a prezzo calmierato presto in vendita anche dai tabaccai, in confezioni da venti, come le sigarette. E ora si aggiunge l’interesse di cartolerie e ferramenta, con i supermercati che annunciano nuovi arrivi e già 19 milioni di dispositivi venduti.
Dopo lo scontro tra il Commissario per l’Emergenza e le categorie dei distributori di prodotti medici e i farmacisti sulla carenza di mascherine nei propri negozi, si aprono scenari alternativi per uscire da questa empasse.
Per Arcuri, Federfarma, Asf e Federfarma Servizi, è stata un’altra giornata di trattative. Ma il prezzo delle chirurgiche non cambia. “E’ 50 centesimi + Iva, ovvero 61 centesimi, e resterà quello. Purtroppo gli speculatori e altre categorie simili se ne dovranno fare una ragione”, ha tuonato il Commissario.
Nella conferenza stampa settimanale, Arcuri ha sottolineato che per una distribuzione, quella dei supermercati, la rete funziona ma per l’altra, quella che approvvigiona i farmacisti, non funziona. “I cittadini vanno al supermercato e le mascherine le trovano – ha precisato il Commissario respingendo ancora le accuse delle ultime ore – Non sono io a dover rifornire i farmacisti né i loro distributori. Qualche volta faccio degli errori, per i quali mi aspetto critiche e se serve reprimende, ma solo dai cittadini. Certo non posso togliere le mascherine dagli ospedali per darle ai farmacisti”, spiega Arcuri ricordando di essere riuscito a creare un ‘tesoretto’ di 55 milioni di mascherine nei magazzini delle regioni, un surplus rispetto al fabbisogno che garantisce al momento una certa serenità sulle disponibilità di enti e strutture sanitarie.
Ma in serata arriva la replica dei farmacisti. “In questa crisi – dice il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti Andrea Mandelli – abbiamo pagato un pesante tributo in termini di colleghi contagiati e uccisi dalla COVID-19, mentre lavoravamo per i pazienti, e voglio credere sia stata messa la parola fine a illazioni e sospetti assolutamente intollerabili sul nostro operato”. Mandelli evidenzia di “prendere atto della precisazione del Commissario Arcuri, che ha confermato come la responsabilità della emergenza mascherine non possa essere in alcun modo attribuita ai farmacisti”.
Con i farmacisti ancora a secco, penalizzati dalle difficoltà per i loro distributori di reperire i dispositivi sul mercato, si fanno avanti i tabaccai, che vantano una diffusione capillare in tutto il Paese, presenti con 50mila negozi in oltre il 90% dei Comuni italiani.
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L’accordo – annunci Arcuri – potrebbe essere perfezionato nelle prossime settimane. Per la Federazione Italiana Tabaccai “l’idea è quella di vendere le mascherine a prezzo calmierato in pacchi da dieci o venti, come si fa con le sigarette. Contiamo di affidarci ai distributori di tabacco”. Ma ora l’interesse arriva anche da cartolerie e ferramenta, che si rivolgono alle associazioni come Confcommercio per entrare nella vendita.

Speranza, da agosto produrremo 30 mln mascherine – “Da agosto avremo una produzione nostra di 30 milioni di mascherine e questo ci renderà autonomi”. Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza a Di Martedì su La7. Il fatto di “avere una produzione nostra va nella direzione giusta”. Speranza ha poi rilevato che “è giusto avere un prezzo congruo” e che con il dl Rilancio “verrà azzerata l’Iva”. “Arcuri sta facendo un lavoro difficilissimo- ha concluso- oggi le compravamo perche’ l’Europa aveva lasciato la produzione ad altri paesi”.
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Ipotesi mascherine obbligatorie a scuola a settembre – Mascherina obbligatoria in tutte le scuole italiane. E’ una delle ipotesi sul tavolo degli esperti che stanno lavorando al piano per consentire di tornare sui banchi a settembre. Oltre al distanziamento sociale nelle classi – con i banchi separati di almeno un metro e mezzo – l’altra ipotesi è che la mascherina sia obbligatoria per tutti gli studenti sopra i sei anni, i docenti e tutto il personale della scuola.
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Razzie su auto e bancomat, presa coppia
63 colpi tra Marche ed Emilia Romagna. Operazione Norm Osimo
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OSIMO
12 maggio 2020
15:06
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Marito e moglie arrestati dai carabinieri del Norm di Osimo (Ancona) per una raffica di furti (63) su auto in sosta tra le Marche e l’Emilia Romagna tra dicembre 2018 e agosto 2019. Le province marchigiane prese di mira sono Ancona (29 episodi di cui 16 a Osimo), Pesaro Urbino (4 tutti a Fano) e Macerata (20 di cui 6 a Recanati), in E-R Rimini (10): la donna, 35enne, fungeva da palo, e il marito 43enne, entrambi di origini rom, si introduceva nelle auto, asportando borse, portafogli contenenti denaro, smartphone e carte di credito; poi utilizzavano il bancomat sottratto con prelievi fraudolenti in Atm in località vicine. I due, piemontesi ma residenti ad Ancona, secondo il pm Rosario Lioniello, colpivano in particolare nei pressi di scuole, cimiteri, capanni agricoli, parchi o percorsi pedonali ove praticare jogging.
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Con l’operazione “On the road” i militari hanno eseguito misure di custodia in carcere emesse dal gip Carlo Masini per concorso in furti aggravati, e indebito utilizzo di carte di credito.
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‘Parà Scieri ucciso’, chiuse indagini
Procura militare chiude cerchio su caporali ‘Gamerra’ di Pisa
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12 maggio 2020
15:07
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Emanuele Scieri, il giovane allievo paracadutista della Folgore, originario di Siracusa, morto il 13 agosto 1999 nella caserma ‘Gamerra’ di Pisa, fu ucciso da tre caporali che, nell’intenZione di punirlo perché stava telefonando, lo percossero, lo costrinsero a salire su una torre da cui lo fecero cadere e lo lasciarono agonizzante a terra. Ne è convinta la procura militare di Roma, diretta da Marco De Paolis, che ha emesso un avviso di conclusione indagini per il reato di “Violenza ad inferiore mediante omicidio pluriaggravato, in concorso”.
I tre ex caporali della Folgore sono Andrea Antico, 41 anni, originario di Casarano (Lecce) ed attualmente in servizio presso il 7/o Reggimento Aves (Aviazione dell’Esercito) di Rimini; Alessandro Panella, 41 anni, nato a Roma e residente a San Diego, in California, ma domiciliato a Cerveteri (Roma); Luigi Zabara, 43 anni, nato in Belgio, a Etterbeec, e residente a Castro dei Volsci (Frosinone).
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Antico è l’unico ancora in servizio nella Forza armata.
La ricostruzione della procura militare (sulla stessa vicenda è in corso anche una parallela inchiesta della procura ordinaria di Pisa) è agghiacciante. I tre caporali, effettivi al Reparto corsi del Car (il Centro Addestramento Paracadutismo) della ‘Gamerra’, sono accusati di aver “cagionato con crudeltà la morte dell’inferiore in grado allievo-paracadutista Emanuele Scieri”. Tutto comincia la notte del 13 agosto 1999, “tra le 22.30 e le 23.45”, quando i tre incontrano Scieri mentre stava per fare una telefonata col suo cellulare, poco prima di rientrare in camerata. Lo fermano e, qualificandosi come caporali del Reparto corsi e suoi superiori, prima gli contestano di aver violato le disposizioni che gli vietavano di utilizzare il cellulare e, subito dopo (“abusando della loro autorità”), lo costringono a “effettuare subito numerose flessioni sulle braccia”. “Mentre le eseguiva – si legge nell’avviso di conclusione indagini – lo colpivano con pugni sulla schiena e gli comprimevano le dita delle mani con gli anfibi, per poi costringerlo ad arrampicarsi sulla scala di sicurezza della vicina torre di prosciugamento dei paracadute, dalla parte esterna, con le scarpe slacciate e con la sola forza delle braccia”. Mentre Scieri stava risalendo, “veniva seguito dal Caporale Panella che, appena raggiunto, per fargli perdere la presa, lo percuoteva dall’interno della scala e, mentre il commilitone cercava di poggiare il piede su uno degli anelli di salita, gli sferrava violentemente un colpo al dorso del piede sinistro; così facendo, a causa dell’insostenibile stress emotivo e fisico subìto, provocato dai tre superiori, Scieri perdeva la presa e precipitava al suolo da un’altezza non inferiore a 5 metri, in tal modo riportando lesioni gravissime”: fratture alla sesta vertebra dorsale, traumi vari alla testa e ad altre parti del corpo.

Immediatamente dopo la caduta, ricostruisce la procura militare, Panella, Antico e Zabara – “constatato che il commilitone, sebbene gravemente ferito, era ancora in vita” – invece di soccorrerlo “lo abbandonavano sul posto agonizzante” e, così, “ne determinavano la morte”. Morte che, sempre secondo la procura, “il tempestivo intervento del personale di Sanità militare, da loro precluso, avrebbe invece potuto evitare”.
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Coronavirus, Papa Francesco prega per gli infermieri, ‘esempio eroicità’
Oggi la giornata degli infermieri. Il Pontefice gli ha reso omaggio durante la messa a Santa Marta. ‘E’ una vocazione, una dedizione’, ha detto
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CITTA’ DEL VATICANO
12 maggio 2020
10:57
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“Oggi è la giornata degli infermieri: ieri ho inviato un messaggio, e preghiamo oggi per gli infermieri, le infermiere, uomini, donne, ragazzi, ragazze, che hanno questa professione, più di una professione, è una vocazione, una dedizione. Il Signore li benedica. E in questa tempo della pandemia hanno dato esempio di eroicità. E alcuni hanno dato la vita. Preghiamo per gli infermieri e le infermiere”. Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta.
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Mia Martini, venticinque anni fa ci lasciava Mimì
Su RaiPlay un docufilm, una fiction e un programma tv
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12 maggio 2020
16:28
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Venticinque anni fa ci lasciava Mia Martini, per tutti Mimì. La carriera discografica di Mia Martini inizia nel 1962 quando, quindicenne e con il nome di Mimi’ Berte’, incide il singolo ”I miei baci non li puoi scordare”. Perche’ arrivi il successo Mimi’ deve aspettare 10 anni. L’estate del 1972 lancia due giovani stelle: una e’ Marcella Bella con ”Montagne verdi”, l’altra e lei con ”Piccolo uomo”, frutto di una collaborazione con Bruno Lauzi, che si aggiudica il Festivalbar.
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L’anno prima Mimi’ Berte’ aveva cambiato nome in Mia Martini e con un brano d’avanguardia, il trasgressivo ”Padre davvero”, tratto dall’album ”Oltre la collina” (tra gli autori c’e’ Claudio Baglioni) e censurato dalla Rai, aveva vinto a sorpresa il primo festival d’Avanguardia di Viareggio.
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La consacrazione giunge nel 1973 con ”Donna sola”, ”Minuetto”, scritta per lei da Califano e ”Inno”. Nel 1974 la critica europea la premia come cantante dell’anno e le hit parade ospitano il suo ‘Donna con te’. Inizia una triennale collaborazione con Charles Aznavour sugellata, nel 1977 da un memorabile concerto all’Opera di Parigi. Poi gli anni difficili, in cui la Martini e’ emarginata dall’ambiente con la fama di menagramo.
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‘MINUETTO’ ASCOLTA:Un primo rientro la Martini lo tenta al Sanremo 1982 con ”E non finisce mica il cielo” di Ivano Fossati. Il secondo, e definitivo, si deve alla grinta di Adriano Aragozzini, che la convince a partecipare al Sanremo 1989 (il primo della sua gestione) con ”Almeno tu nell’universo”, premiato dalla critica e secondo assoluto dietro a ”Ti lascero”’ del duo Oxa- Leali.
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Va meno bene l’anno dopo, quando la Martini torna a Sanremo da favorita con ”La nevicata del ’56” ma non ottiene il successo sperato. A Sanremo e’ anche nel 1991 con l’appassionata ‘Uomini’ e nel 1993 in coppia con la sorella Loredana Berte’. Sono parteciupazioni non memorabili, che non la lanciano in vetta alle classifiche di vendita. Ma ormai la voce roca e grintosa di Mia Martini e’ tornata di moda, e lei, discreta compositrice e grande interprete, e’ contesa da autori vecchi e giovani.
A fine 1993, da’ vita con Roberto Murolo a una appassionata intepretazione in dialetto napoletano a ”Cu me” di Enzo Gragnaniello. E’ l’ultimo grande successo commerciale di una cantante che non ha mai derogato dalla ricerca della musica di qualita’ anche a scapito della notorieta’ e della rinuncia alla vetta delle hit parade.
C’e ‘ sempre stato un qualcosa di drammatico attorno alla vicenda umana di Mia Martini. E la sua scomparsa prematura, purtroppo, e’ un evento che sembrava scritto nel destino di un’ artista che con la fortuna e’ sempre stata in largo credito. Mia Martini e’ stata una delle voci migliori della canzone italiana, un’ interprete che solo in qualche occasione ha avuto la possibilita’ di esprimere al meglio il suo talento e che solo di rado ha avuto il successo che meritava. Probabilmente se fosse nata in un Paese dove la musica e’ trattata con meno superficialita’ sarebbe entrata nel novero dei grandi: in Italia, invece, ha dovuto fare i conti con un repertorio quasi mai all’ altezza dei suoi mezzi e con una mentalita’ provinciale che le ha quasi distrutto la carriera.
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Per anni Mia Martini ha vissuto ai margini del mondo musicale perche’ le era stata assegnata una fama di iettatrice: la superstizione e’ stata piu’ forte del suo talento e cosi’ per un lungo periodo nessuno le ha offerto l’ occasione di tornare ad occupare quel posto da protagonista che meritava. Una vicenda assurda che ha inciso profondamente su una personalita’ fragile e facile alla depressione. Mia Martini era registrata all’ anagrafe di Bagnara Calabra il 20 settembre del 1947, il suo vero nome era Domenica Berte’ ed era la sorella piu’ grande di Loredana con la quale ha sempre avuto un rapporto difficile.
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Aveva cominciato la sua carriera all’ inizio degli anni ’60, come cantante ”ye-ye”’ sotto la guida di Carlo Alberto Rossi. Ma i suoi primi successi risalgono agli anni ’70, quando, dopo aver vinto il Primo festival d’avanguardia e nuove tendenze di Viareggio, ha pubblicato il suo album d’ esordio ”Oltre la collina” e ha raggiunto per la prima volta la hit parade con ”Piccolo uomo”, che rimarra’ uno dei titoli piu’ celebri del suo repertorio. Da allora, fino alla fine del decennio, la sua carriera e’ stata costellata di successi: grazie soprattutto al suo temperamento drammatico, Mia Martini si e’ imposta come uno dei pochi personaggi della musica italiana capaci di conciliare la qualita’ con le esigenze del mercato. Nel suo repertorio, oltre a canzoni firmate da Baglioni, Venditti e Fossati, comparivano ottime versioni italiane di brani di John Lennon, Elton John e i Queen.
Tra i suoi successi di allora ”Minuetto”, ”Inno”, ”Donna con te”. Al 1977 risale una trionfale tournee’ con Charles Aznavour. Sono questi gli anni del suo sodalizio con Ivano Fossati e di album come ”Per amarti” e ”danza”. Poi e’ arrivata la storia della sua fama sinistra, che l’ ha costretta praticamente al ritiro. Mia Martini e’ tornata sulla scena nell’ ’81 con il bellissimo ”Mimi”’ e con la sua prima partecipazione a Sanremo con ”E non finisce mica il cielo”.
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Nell’ 83 ha inciso uno degli album piu’ belli della sua carriera, ”I miei compagni di viaggio”, un ”live” con le canzoni piu’ belle del suo repertorio inciso con la partecipazione della sorella e di Ivano Fossati. Il suo delicato equilibrio interiore e’ stato turbato da tormentate. vicende personali che hanno fatto assumere alla sua carriera un andamento altalenante: un primo volontario esilio e’ stato interrotto da una sfortunata partecipazione al Festival di Sanremo nel 1985, poi, dopo un nuovo ritiro, nell’ 89 e’ tornata a richiamare l’ attenzione generale con ”Almeno tu nell’ universo”, una delle sue interpretazioni piu’ intense presentata sul palco di Sanremo. Grazie a questo brano l’ album ”Martinimia” ha segnato anche il suo ritorno in classifica.
Negli ultimi anni e’ stata piu’ volte a Sanremo, nel 1990 con ”La nevicata del ’56”, l’ anno successivo con ”Gli uomini”. Poi la non felice partecipazione insieme alla sorella e, l’ anno scorso, la sua esclusione che ha suscitato non poche polemiche. L’ ultima impennata creativa la sua carriera l’ ha conosciuta nel ’93, grazie a ”Vieneme”, un duetto con Roberto Murolo firmato da Enzo Gragnaniello. Negli ultimi anni Mia Martini stava recuperando i crediti che aveva con la fortuna: ma evidentemente era scritto nel destino che la sua doveva rimanere la storia di un grande talento sfortunato.
E su RaiPlay il ricordo di Mia Martini. Un docufilm, una fiction e un programma tv permettono nuovamente agli utenti di apprezzare il talento e l’umanità della grande cantante.
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Coronavirus: Tornano a salire i contagiati I guariti sono quasi 110mila
Continuano a diminuire i ricoverati in terapia intensiva
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12 maggio 2020
21:07
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Dopo giorni in calo, torna a crescere l’incremento dei contagiati totali dal coronavirus in Italia, vale a dire gli attualmente positivi, le vittime e i guariti. Attualmente sono 221.216, con un incremento rispetto a ieri di 1.402.
Ieri l’aumento era stato di 744. Nell’aumento vanno però considerati 419 casi della Lombardia che, sottolinea il Dipartimento della Protezione Civile, “ha comunicato che si tratta di casi riferiti alle settimane precedenti e non alle ultime 24 ore”.
Sono 81.266 i malati di coronavirus in Italia, in calo rispetto a ieri di 1.222. Nella giornata di ieri la diminuzione era stata di 836.
I pazienti guariti dal Covid 19 in Italia sono 109.039, con un incremento di 2.452 rispetto a ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Ieri l’incremento era stato di 1.401.
Continuano a diminuire i ricoverati in terapia intensiva per coronavirus in Italia: sono 952 i pazienti, 47 in meno rispetto a ieri, quando il calo era stato di 28. Di questi, 322 sono in Lombardia, 19 meno di ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 12.865, con un decremento di 674 rispetto a ieri. Sono invece 67.449 le persone in isolamento domiciliare, 501 in meno rispetto a ieri.
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Morte investite, 8/7 Genovese a processo
Gip dispone giudizio immediato. Accusa omicidio stradale plurimo
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12 maggio 2020
15:45
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Il gip di Roma ha disposto il giudizio immediato per Pietro Genovese, il giovane che la notte tra il 20 e il 21 dicembre scorso ha investito ed ucciso due ragazze di 16 anni a mentre attraversavano Corso Francia. Il processo è stato fissato per il prossimo 8 luglio davanti alla ottava sezione penale. Il giovane e’ accusato di omicidio stradale plurimo.
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Ipotesi mascherine obbligatorie a scuola a settembre
Per docenti, personale e studenti sopra i sei anni
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12 maggio 2020
15:46
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Mascherina obbligatoria in tutte le scuole italiane. E’ una delle ipotesi sul tavolo degli esperti che stanno lavorando al piano per consentire di tornare sui banchi a settembre. Oltre al distanziamento sociale nelle classi – con i banchi separati di almeno un metro e mezzo – l’altra ipotesi è che la mascherina sia obbligatoria per tutti gli studenti sopra i sei anni, i docenti e tutto il personale della scuola.
Raccomandazioni dell’Oms per riapertura delle scuole – Igienizzare gli ambienti, separare i banchi nelle aule di almeno un metro, sviluppare la sensibilità di tutti ad indossare le mascherine a scuola: queste alcune delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ai Paesi che stanno organizzando il ritorno in aula degli studenti.
In tutti i casi, la decisione di far rimanere chiuse o di riaprire le scuole, secondo l’Oms, deve essere guidata da un approccio equilibrato tra i benefici educativi e quelli sanitari per gli studenti, gli insegnanti e la comunità in generale. “La cosa più importante è comunque prevenire nuovi focolai di Covid-19 nella comunità”, conclude l’OMS.
Dunque, in caso di riapertura delle scuole l’Oms sollecita innanzitutto un’adeguata igiene delle mani e raccomanda i saluti senza contatto. Nelle aule e all’ingresso delle scuole, prosegue l’Organizzazione, devono essere presenti i dispensatori di gel idroalcolico o sapone e acqua pulita. Si tratta anche di garantire una pulizia quotidiana regolare con disinfettante dell’ambiente scolastico, compresi i servizi igienici.
“Le superfici più usate, come le maniglie delle porte, i giocattoli, il materiale didattico, gli interruttori, le attrezzature per il gioco, gli ausili educativi utilizzati dai bambini e le copertine dei libri devono essere pulite e disinfettate regolarmente”, afferma l’Oms.
A scuola è inoltre raccomandato l’uso della mascherina e la sorveglianza di chi, sia studente che membro del personale scolastico, presenti i sintomi del raffreddore. E’ inoltre importante mantenere la distanza fisica a scuola e per questo secondo l’Oms per quanto riguarda i pasti, è meglio evitare la mensa e in alternativa far pranzare gli studenti in classe.
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Così come è sconsigliato riunire varie classi insieme: saranno, dunque, gli insegnati a spostarsi da un’aula all’altra, mentre i ragazzi rimarranno sempre nella stessa. Le aule dovranno inoltre essere quanto più arieggiate. Per garantire il distanziamento sociale l’Oms ipotizza anche la possibilità di prevedere vari turni e considerare l’aumento degli insegnanti in modo da ridurre il numero di studenti per classe.
Per l’OMS, è anche necessario informare e responsabilizzare i genitori delle misure messe in atto dalle scuole e chiedere la loro cooperazione per segnalare eventuali casi di Covid-19 che si verificano in casa. Infine, l’Organizzazione raccomanda ai governanti di considerare vari elementi prima di riaprire o lasciare chiuse le scuole. Si tratta di tenere conto della situazione locale e dell’epidemiologia del Covid-19 nel Paese in cui si trovano le scuole, ma anche della capacità di mantenere le misure di prevenzione e controllo.
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Stupro mentre fa jogging, arresto 16enne
La Maddalena, migrante ospite del centro per richiedenti asilo
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SASSARI
12 maggio 2020
15:56
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Un 16enne di nazionalità tunisina, ospite di un centro di accoglienza per richiedenti asilo di La Maddalena, è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione col supporto del nucleo operativo radiomobile del reparto territoriale di Olbia. È accusato di aver violentato una donna di 40 anni, del posto, che stava facendo jogging in una zona isolata poco fuori dal centro abitato. Il giovane, che nel centro stava scontando una pena detentiva, ha individuato la sua vittima, l’ha raggiunta e aggredita alle spalle. Le urla della donna, che ha cercato di sottrarsi alla violenza con tutte le sue forze, hanno destato l’attenzione di due persone che stavano facendo attività fisica poco più in là e hanno subito allertato il 112. Il trauma subito ha provocato alla vittima un gravissimo stato di choc. Sentendo le urla dei primi soccorritori, il giovane è scappato e si è nascosto in una zona impervia. E’ stato braccato fino alle prime ore del mattino, quando è stato arrestato e trasferito a Sassari.
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Toti, regole su spiagge inapplicabili
Così impossibile riaprire, Pd lo dica al suo Governo
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GENOVA
12 maggio 2020
16:43
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“Il Pd ci chiede di confrontarci con i balneari? Vergogna, vergogna, vergogna. Sa il principale partito di Governo a Roma che le linee guida nazionali per le spiagge prevedono distanze tra gli ombrelloni tali da ritenere unanimemente impossibile aprire gli stabilimenti balneari?”. Lo dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in una nota. Non è prevista una proroga della Bolkestein, sottolinea, mancano aiuti ai sindaci per le spiagge libere. “Ma un euro dei 75 miliardi che dite di voler spendere – chiede – ce lo vogliamo mettere? Sa il Pd, a proposito di linee guida, che la distanza prevista tra i tavoli dei ristoranti non consentirà la riapertura della maggior parte di questi?” Come Regione, “cercheremo ancora una volta di risolvere i guai fatti dal loro partito a Roma”. “Amici del Pd – conclude -, basta sproloqui: guadagnatevi lo stipendio e dite al vostro Governo di fare cose serie”.
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Condannato somalo,progettava attentato
Pena di otto anni ed otto mesi di reclusione a Bari
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BARI
12 maggio 2020
17:33
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Per terrorismo internazionale il gup di Bari ha condannato a 8 anni e 8 mesi il 22enne somalo Mohsin Ibrahim Omar. L’imputato era stato fermato a Bari nel dicembre 2018. Secondo la Digos barese, in passato aveva avuto contatti con i terroristi di Al-Shabaab, la stessa organizzazione che ha tenuto prigioniera Silvia Romano.
Ibrahim Omar – emerge dalle indagini – progettava un attentato nella Basilica di San Pietro a Roma, cuore della cristianità, una bomba – si legge nelle intercettazioni – nella “chiesa più grande” d’Italia nel giorno di Natale o poco dopo, quando in quel luogo ci sono “il Papa e tanta gente, è pieno, pieno, pieno”.
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Covid, in E-R 53 nuovi casi e 18 morti
Numero positivi 26.929. 274 nuove guarigioni, 16.243 in totale
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BOLOGNA
12 maggio 2020
17:54
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Salgono a 26.929 – complessivamente – i casi di positività al coronavirus, in Emilia-Romagna: rispetto a ieri l’incremento è di 53 unità, uno fra gli aumenti giornalieri più bassi registrati finora. I test effettuati hanno raggiunto quota 239.178 (+4.559) e le nuove guarigioni 274 (16.243 in totale), mentre i casi attivi sono calati di 239 unità passando dai 7.040 a 6.801, per un differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi di 9.442 unità.
Le persone in isolamento a casa – spiega la Regione Emilia-Romagna – sono complessivamente 4.694 (-37 rispetto a ieri), i pazienti in terapia intensiva sono 136 (-5), mentre le persone complessivamente guarite salgono a quota 16.243 (+274).
Tra ieri e oggi si registrano 18 nuovi decessi: 13 uomini e 5 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna le vittime sono arrivate a 3.885.
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Coronavirus: ‘Senza aiuti non riapriamo’, la protesta dei commercianti a Piazza di Spagna
La manifestazione questa mattina nella Capitale
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12 maggio 2020
17:56
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Centinaia di commercianti, negozianti e i protagonisti del mondo del lavoro della capitale si sono trovati questa mattina a Piazza di Spagna per manifestare la propria posizione sulla fase due dell’epidemia da Coronavirus: “Senza aiuti da parte del governo, il 18 maggio non potremo riaprire”, si legge sui manifesti esposti dai partecipanti al presidio che ha percorso la scalinata di Trinità dei Monti: “E migliaia di dipendenti sono a rischio”, aggiungono i protagonisti dell’economia del Tridente, la zona a più alto valore aggiunto e internazionalizzazione di Roma, con valori di affitto da 6mila euro al mq per via del Corso, 6500 euro al mq per piazza di Spagna e oltre 11.500 al mq per via dei Condotti: importi ovviamente relativi al mercato pre-Covid e di cui oggi è purtroppo impossibile stimare una riconferma.
“I commercianti stanno cercando di mostrare a tutti che il governo non è abbastanza vicino. Parliamo della spina produttiva della città, persone e imprenditori che investono milioni e milioni di euro e soprattutto tempo ed energie per costruire una capitale sempre migliore ed è giusto che l’esecutivo faccia un passo verso di loro”, dichiara Raffaele Rubin, founder e partner di Josas Immobiliare: “Sono diversi i temi da far emergere: dalla cassa integrazione ancora non arrivata ai dipendenti, ai contributi insufficienti – se non quando inesistenti – sugli affitti dei locali commerciali; per non parlare della grande difficoltà di ottenere i prestiti garantiti dallo Stato. Purtroppo con questi presupposti e senza garanzie di sostegno il 18 Maggio molti commercianti non apriranno le serrande delle loro attività”, continua Rubin.
“Il primo punto urgente su cui insistiamo è la decontribuzione totale per quanto riguarda i nostri dipendenti, i quali sono il nostro patrimonio. Abbiamo costruito aziende solide e forti ma se lo stato non ci aiuta su questo punto saremo costretti a licenziare”, spiega Daniele Raccah, amministratore delegato e fondatore di Dan John: “Piuttosto che cassa integrazione o reddito di cittadinanza sarà meglio finanziare le imprese, questo farà circolare davvero tutto il sistema produttivo”.
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Spiagge: in Liguria si perde 75% posti
Se applicate linee guida dell’Inail
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GENOVA
12 maggio 2020
18:19
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Con l’applicazione delle linee guida dell’Inail per la sicurezza anti Covid sulle spiagge la Liguria perderebbe il 75% delle postazioni. Lo sottolinea la Fiba Confesercenti ricordando la misura principale indicata: distanza di almeno 5 metri tra una fila di ombrelloni e l’altra, e 4 metri e mezzo tra due ombrelloni della stessa fila.
“L’applicazione di simili disposizioni significherebbe la perdita del 75% delle postazioni disponibili sulle spiagge liguri, libere comprese, e renderebbe difficile l’andare al mare, per non parlare, naturalmente, di eventuali turisti in arrivo da fuori regione”, è il commento di Gianmarco Oneglio, presidente di Fiba Liguria. “Abbiamo manifestato all’assessore regionale al Demanio, Marco Scajola, tutte le nostre perplessità e le nostre paure. Ad oggi non saremmo in grado di assicurare l’apertura degli stabilimenti in economicità e sicurezza: queste linee guida non ce lo permettono”, sottolinea Oneglio.
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Coronavirus: 2.452 guariti in 24 ore
I dati della Protezione Civile, contagiati +1.402
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12 maggio 2020
18:39
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I pazienti guariti dal Covid 19 in Italia sono 109.039, con un incremento di 2.452 rispetto a ieri.
Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Ieri l’incremento era stato di 1.401. Le vittime per coronavirus sono salite a 30.911, con un incremento di 172 in un giorno (ieri l’aumento dei morti era stato di 179). Dopo giorni in calo, torna invece a crescere l’incremento dei contagiati totali dal coronavirus in Italia, vale a dire gli attualmente positivi, le vittime e i guariti. Attualmente sono 221.216, con un incremento rispetto a ieri di 1.402. Ieri l’aumento era stato di 744.
Nell’aumento vanno però considerati 419 casi della Lombardia che, sottolinea il Dipartimento della Protezione Civile, “ha comunicato che si tratta di casi riferiti alle settimane precedenti e non alle ultime 24 ore”. Sono 81.266 i malati di coronavirus in Italia, in calo rispetto a ieri di 1.222.
Continuano infine a diminuire i ricoverati in terapia intensiva: sono 952 i pazienti, 47 in meno rispetto a ieri.
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Regeni: Fico, ancora nulla di nuovo
Non posso pensare che ancora non sia iniziato il processo
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12 maggio 2020
11:30
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Sul caso Regeni “in questo momento non c’è nulla di nuovo. Ci dispiace. La Procura di Roma ha fatto delle rogatorie internazionali verso l’Egitto cui non è stata data alcuna risposta. Non è possibile”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico ad Al Jazeera. “Non posso pensare che dopo un fatto così grave e spietato in Egitto non sia neanche cominciato un processo. Non me lo riesco a spiegare. Se non dobbiamo pensare male vogliamo il processo e la verità. Uno Stato che non fa verità su se stesso non può essere definito democratico fino in fondo”.
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Benzina: da stasera sciopero, impianti chiusi in autostrada
Fegica e Figisc, senza risposte governo protesta si estenderà
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12 maggio 2020
11:21
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A partire dalle ore 22.00 di questa sera, le aree di servizio autostradali chiuderanno per 48 ore per lo sciopero proclamato per il 13 e il 14 maggio da Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio, per denunciare “la condizione di emergenza economica e sanitaria nella quale continuano ad essere lasciate le imprese di gestione”.
“Davvero incomprensibile – denunciano in una nota congiunta le organizzazioni di categoria – l’atteggiamento indifferente e sordo del Governo, rispetto ad impegni rimasti lettera morta, assunti all’interno di un tavolo negoziale che non si riunisce colpevolmente da oltre un mese.
Non è certo chiudendosi al confronto o sperando che ciascuno – individuo o categoria – se la cavi da sé, con ogni mezzo trovi a sua disposizione, più o meno consentito, che si può contribuire a costruire per il Paese una uscita governata dalla crisi. Per quel che riguarda la categoria -conclude la nota sindacale – in assenza di un cambiamento di rotta del Governo, la protesta e le chiusure per sciopero sono destinate ad estendersi nelle prossime settimane anche al resto della rete distributiva”.
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Liguria, domani linee per balneari
Toti, da Inail solo parere tecnico, come Regione nostre regole
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GENOVA
12 maggio 2020
18:45
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Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore al Demanio marittimo Marco Scajola annunciano in una nota che domani verranno varate delle linee guida regionali per il settore balneare. “Per noi, come per altre regioni, le linee guida dell’Inail sono un documento, ma non sono legge, è solo un parere tecnico – affermano -. Come Regione adotteremo nostre linee guida, che in parte abbiamo già concordato e condiviso con le categoria, ma che definiremo nella giornata di domani con i balneari, per fare in modo che in Liguria le imprese del settore possano aprire nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, ma con norme di buon senso che permettano loro di lavorare”.
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Cipriani non riapre lunedì a Venezia
Patron Harry’s bar contro linee guida.’Se restano così, chiudo’
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12 maggio 2020
19:27
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“Lunedì non riapro, con quelle linee guida è impossibile. Sono condizioni demenziali scritte da gente senza idee e se resteranno così, non si riapre né lunedì né mai più”. E’ arrabbiato Arrigo Cipriani, patron dell’Harry’s Bar di Venezia, lo storico locale a due passi da piazza San Marco fondato 89 anni fa dal padre e mai chiuso tranne una parentesi nel ’43. “Allora fu requisito dai repubblichini. Adesso sta per essere chiuso dalle menti sublimi dell’Inail”, tuona il gestore che contesta gran parte delle linee guida previste per la riapertura dei locali dal 18 maggio. Il locale è chiuso dall’inizio di marzo per l’emergenza sanitaria.
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Con un bar e ristorante definito “monumento nazionale” dal ministero, meta di artisti come Charlie Chaplin, Arturo Toscanini e Ernest Hemingway, conta 27 ‘filiali’ nel mondo. Arrigo Cipriani se la prende con le norme “decadenti che neanche nel Medioevo..” e fa qualche esempio: “Ci dovrebbero essere 4 metri quadrati attorno ai commensali e dovrò chiedergli l’autocertificazione, per sapere in che rapporti sono tra loro. E’ pazzesco. Sulla prenotazione, scrivono che è ‘preferibilmente obbligatoria’, ma o è un obbligo o no?”. Di speranze ne ha poche: “Purtroppo temo che non verrà nessuno, il mondo si è fermato”. Il Cipriani ha due sale di 40 mq l’una e normalmente ci stavano 90 persone. “Non ho contato quante dovrebbero starcene ora, ma so che dovrei licenziare almeno 50 dipendenti (sui 75 attuali) se volessi aprire così. Io ho 88 anni, posso anche andare in pensione a questo punto”.
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Morto Alpino più anziano d’Italia
Gianni Pettinà aveva 107 anni e risiedeva nel vicentino
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VENEZIA
12 maggio 2020
19:37
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“Come dicono gli Alpini, Gianni Pettinà è andato avanti. Oggi non perdiamo solo la Penna nera più vecchia del Veneto alla veneranda età di 107 anni. Per la nostra Regione e per tutto il Paese si chiude una vera pagina di storia, un testimone della nostra vita dalla prima guerra mondiale a questi tristi giorni del Coronavirus”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, saluta l’Alpino più anziano d’Italia, Gianni Pettinà, un veneto di Malo (Vicenza), morto oggi.
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Sale a 6 bilancio vittime suore Sanremo
Anche lei ospite di casa di riposo per religiose
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SANREMO
12 maggio 2020
20:16
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Sale a sei il bilancio delle vittime del Coronavirus tra le suore Figlie della Sapienza a Sanremo. Dopo alcune settimane di terapia intensiva, infatti, è mancata anche suor Grazia, ultraottantenne, ex insegnante, che come le altre sue consorelle – Lorenza, Ernesta, Eugenia, Ines e Giuliana – era domiciliata presso l’Istituto Sedes, un’ex scuola adibita a casa di riposo per religiose. “La conoscevamo tutti come una storica e assidua partecipante ai pellegrinaggi di Lourdes – ha detto il vescovo diocesano, Antonio Suetta -. Era una persona dotata di ottime capacità di relazione e amicizia, sapeva stare vicino alle persone e per questo motivo era molto apprezzata”.
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Maltrattava anziani, operatrice sospesa
Indagini Cc a Fano dopo segnalazione struttura, due denunce
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FANO
12 maggio 2020
20:46
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Sarebbero 16 i distinti episodi di maltrattamenti ai danni di anziani non autosufficienti ad opera di una 62enne operatrice socio sanitaria dipendente dalla residenza fanese “Cante di Montevecchio”, alla presenza e in concorso con una collega di reparto più giovane. A rilevarli, con l’ausilio di intercettazioni ambientali anche video, i carabinieri di Fano a cui la stessa struttura per anziani aveva fatto una segnalazione cautelativa. I militari hanno denunciato la donna e nei suoi confronti hanno eseguito un’ordinanza di sospensione di sei mesi dal pubblico servizio, emessa dal gip di Pesaro Giacomo Gasperini. La posizione dell’altra operatrice socio sanitaria è ritenuta più marginale dagli inquirenti: è stata denunciata a piede libero senza misura cautelare.

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