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DALLE 09:34 DI DOMENICA 28 GIUGNO 2020

ALLE 15:37 DI LUNEDì 29 GIUGNO 2020

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F1: tamponi e porte chiuse, il protocollo del Circus
Il personale di ogni scuderia sarà dimezzato
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28 Giugno 2020
09:34
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La settimana prossima la Formula 1 inizierà il mondiale 2020 al Red Bull Ring in Austria con due Gp il 5 e il 12 luglio. FIA e Liberty Media hanno stabilito dei nuovi protocolli anti Coronavirus che bisognerà rispettare affinché tutti gli addetti presenti nel paddock possano lavorare in totale sicurezza. Come prima cosa tutti coloro che prenderanno parte al weekend di gara dovranno sottoporsi a dei test regolari, in pratica dovranno fare il famoso tampone.
Qualsiasi evento verrà disputato a porte chiuse, quindi senza spettatori, né giornalisti né personaggi famosi (soliti ad essere presenti nei paddock). Il personale di ogni scuderia sarà dimezzato, tutti viaggeranno da soli oppure massimo in piccoli gruppi. La regola fondamentale, sarà quella del distanziamento sociale.
Il personale sarà controllato rigorosamente, sia prima che durante gli eventi, e nei weekend consecutivi sulla stessa pista ci saranno ulteriori misure per far sì che la cosiddetta bolla mantenga tutti in isolamento rispetto al mondo circostante. Di questo e altro ha parlato il direttore sportivo della Ferrari Laurent Mekies: “Tutti dovranno sottoporsi a un controllo medico completo per accedere al paddock austriaco e agli altri circuiti in calendario – ha detto Mekies. Questo significa che dovremo avere un certificato medico che attesti che siamo idonei a partecipare alla gara, ossia avere uno stato di salute tale da entrare nel paddock, previo test Covid-19. Una volta dentro al paddock di Zeltweg staremo lì per un bel po’ di giorni visto che avremo due gare consecutive, quindi saremo testati ogni cinque giorni. Quando tutti saremo nella cosiddetta bolla, pur essendo stati testati nei giorni precedenti, aggiungeremo un ulteriore livello di sicurezza con i test in pista”.
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F1:Ecclestone torna a parlare razzismo’non sono contro neri’
Ex patron a Liberty ‘felice non essere coinvolto nel Circus’
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28 giugno 2020
11:06
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Bernie Ecclestone non ci sta e, dopo la replica di Liberty Media e le duer accuse del campione del mondo Lewis Hamilton alle sue parole sul tema del razzismo, è tornato a prendere posizione e spiegare il suo punto di vista.
Intervenuto al ‘The Mail’, l’ex patron della Formula 1 ha sottolineato: “non sono contro i neri, piuttosto il contrario.
Sono sempre stato molto favorevole. Il padre di Lewis voleva entrare in affari con me, non lo avrei nemmeno considerato se fossi stato contro i neri. Nel corso degli anni ho incontrato molte persone bianche che non mi piacevano, ma mai una persona di colore che non mi piaceva. Sono stato rapinato un paio di volte, una volta da tre neri. Sono finito in ospedale, ma anche dopo non sono mai stato contro nessuno che fosse nero. Non penso a Lewis come ad un nero o altro. È solo Lewis per me. Se a un nero o a un bianco viene rifiutato un posto di lavoro, devi chiederti perché. Era a causa del loro colore della pelle o perché non erano all’altezza del lavoro? Questo è quello che stavo dicendo”.
Infine, Ecclestone ha replicato anche al duro comunicato di Liberty Media: “sono felice che abbiano detto che non sono coinvolto nella Formula 1, almeno non posso essere incolpato di tutte le cose che non hanno fatto. Sono saltati su questa cosa del razzismo all’improvviso a causa degli eventi in America.
Vietarmi le gare? Non consiglierei loro di farlo. Potrebbero provarci in Russia, ma penso che riuscirei a trovare un pass”.
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F1:Wolff come Musk, la Mercedes punta ad andare nello spazio
Boss scuderia tedesca:forniremo servizi a chi vuol fare un razzo
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28 giugno 2020
11:56
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Dopo aver portato alle stelle la Mercedes in Formula 1 dominando i campionati degli ultimi anni, il boss della scuderia tedesca Toto Wolff punta emulare l’imprenditore sudafricano Elon Musk con le missioni spaziali.
Intervistato dal sito ThisisMoney, il team principal della scuderia di Brackley ha rivelato di stare lavorando ad un accordo che potrebbe mettere la Mercedes al centro di una nuova corsa allo spazio, salvando così molti posti di lavoro che si sarebbero persi con il previsto budget cap in Formula 1. “Quella sullo spazio è una discussione molto precoce – ha spiegato Wolff – non è che costruiremo un razzo spaziale. Però potremmo fornire dei servizi a qualcuno che vuole costruire un razzo”. Wolff ha spiegato che un operatore che si occupa dei viaggi nello spazio ha espresso interesse a collaborare con il team per applicare il suo know-how acquisito tramite l’impegno in F1 ad un programma di lancio spaziale. “Ci consideriamo come una sorta di boutique di ingegneria ad alte prestazioni ciò che facciamo è migliorare le prestazioni su terra, mare, aria e possibilmente nello spazio” ha concluso Wolff, che è proprietario del 30% della azioni Mercedes e il cui patrimonio netto stimato si aggira attorno ai 450 milioni di dollari.
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F1: Gp al Mugello più vicino, attesa decisione Fia
Fonti Maranello confermano l’ipotesi della corsa sulla pista toscana
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28 giugno 2020
20:15
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Un nuovo Gp Formula 1 al Mugello già nel 2020? L’ipotesi prende corpo e anche fonti della Ferrari, scuderia proprietaria dell’autodromo di Scarperia (Firenze), si sbilanciano sulla possibile decisione che, secondo rumors insistenti delle ultime ore, potrebbe essere già presa domani o al massimo nei prossimi giorni, dalla Federazione internazionale dell’automobile (Fia) in Place de la Concorde a Parigi.
Il progetto di portare un Gran Premio a porte chiuse sulla pista di Scarperia era noto da mesi e se ne parla almeno dall’annullamento del Gp di Cina a causa del Coronavirus. Il circuito toscano si era subito reso disponibile a sostituirlo ma poi il dilagare della pandemia anche in Italia sembrava far spegnere ogni iniziativa in tal senso. Negli ultimi giorni invece la possibilità sembra farsi più concreta e adesso si aspetta che la decisione venga presa e diventi ufficiale.
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Tennis: Jasmine Paolini campionessa italiana
A Todi toscana vince titolo per il ritiro di Martina Trevisan
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28 giugno 2020
20:06
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Jasmine Paolini è la nuova campionessa italiana di tennis. La toscana, numero 95 Wta, sulla terra rossa di Todi ha vinto per il ritiro per infortunio di Martina Trevisan, quando il punteggio era sul 6-5 nel primo set.
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Moto: spalla Dovizioso ko, subito operato a Modena
Pilota Ducati si infortuna durante gara motocross di allenamento
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28 giugno 2020
19:18
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Domenica da dimenticare per Andrea Dovizioso impegnato in una gara di motocross con l’obiettivo di tenersi in forma in vista del via della stagione di MotoGp post coronavirus. Il pilota della Ducati si è fratturato la clavicola sinistra nel corso della prima manche della gara di motocross del Campionato regionale Emilia Romagna sul circuito di Monte Coralli, a Faenza. Un infortunio che ha costretto il ducatista a operarsi immediatamente per accorciare i tempi per recuperare il prima possibile visto che il primo Gp è stato riprogrammato a Jerez de la Frontera in Spagna il 19 luglio. A tradire il centauro italiano è stato un atterraggio maldestro effettuato con la sua moto da cross. Accortosi dell’infortunio Dovizioso è tornato ai box con il suo mezzo per poi farsi accompagnare all’ospedale di Forlì con una automobile privata. Il pilota forlivese ha effettuato subito una prima radiografia che ha confermato quello che si temeva inizialmente, ovvero la frattura della clavicola. Uno stop che complica inevitabilmente l’avvio di stagione per il pilota della Ducati che si stava allenando per l’appuntamento di Jerez e che era anche in fase di colloquio con la sua squadra per il rinnovo del contratto.
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Tennis: primo titolo post Covid, festa Sonego a Todi
Arnaboldi battuto in finale assoluti, tra le donne vince Paolini
e
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28 giugno 2020
20:14
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Nel torneo della ripresa, del primo evento di tennis dopo lo stop legato al Coronavirus, il grande favorito non stecca: testa di serie n.1 del tabellone, Lorenzo Sonego conquista il titolo tricolore del singolare maschile sulla terra rossa degli Assoluti di Todi. Unico top 100 al via, n.46 del ranking Atp, capace l’anno scorso di raggiungere i quarti di Montecarlo e di aggiudicarsi il torneo di Antalya, Sonego batte Andrea Arnaboldi in due set (6-4, 6-3). Tutto come da pronostico anche tra le donne, dove la campionessa italiana è la testa di serie n.1, Jasmine Paolini (n. 95 Wta): la toscana vince per il ritiro di Martina Trevisan, che si ferma per un problema agli adduttori sul punteggio di 6-5 per la Paolini. Incontenibile la gioia di Sonego: “Ho vinto partite sofferte sin dal primo turno, ho rischiato di tornare subito a casa ma con cuore e grinta ho recuperato (contro Andrea Pellegrino al primo turno ha annullato 3 match point consecutivi, ndr). Volevo far bene e sono riuscito ad alzare il livello partita dopo partita: in finale ho giocato alla perfezione, era necessario per battere Arnaboldi che ha disputato un grande torneo. Questo titolo è il frutto del lavoro delle ultime settimane, sono contentissimo”. Sonego rimane in Umbria per un’altra sfida: “Ora c’è il torneo di Perugia, poi se tutto andrà bene partirò per l’America. Intanto mi godo questo successo che dedico alla mia ragazza, alla mia famiglia, al mio team e a chi ogni giorno crede in me e mi permette di migliorare”. Più contenuta, vista la dinamica della vittoria, l’emozione di Jasmine Paolini: “Sinceramente non me l’aspettavo. È stato un primo set molto tirato, senza break e con molta tensione. Durante il dodicesimo game mi sono girata e Martina mi ha detto di essersi fatta male: mi dispiace, avrei preferito vincere diversamente. Il titolo mi rende felice, soprattutto pensando ai primi match in cui non ho avvertito buone sensazioni in campo. Ora mi sento molto meglio, ho giocato 4 partite: mettere incontri sulle gambe era uno dei miei obiettivi. Da piccola sognavo di vincere i Campionati Italiani: ci sono riuscita da under 16 e sono contenta di esserci riuscita anche qui”.
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Ciclismo: Pogacar nuovo campione di Slovenia a cronometro
Corridore della UAE Emirates più veloce di 8″ del rivale Roglic
e
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28 giugno 2020
18:23
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Tadej Pogacar è il nuovo campione nazionale sloveno a cronometro. Il 21enne dell’UAE Emirates si è imposto su un tracciato lungo 15,6 km con il tempo di 31’10″48.
Alle sue spalle Primoz Roglic (Jumbo Visma), che la settimana scorsa aveva vinto il titolo sloveno su strada proprio su Pogacar e oggi ha fatto registrare un ritardo di 8″. Terzo Jan Polanc (UAE Emirates), a 1’46”. “È davvero entusiasmante riuscire a vincere dopo il secondo posto della scorsa settimana – le parole di Pogacar -. Conoscevo molto bene il percorso, lo abbiamo studiato meticolosamente allenandoci su queste strade molte volte durante la settimana. Anche Polanc ha dimostrato di essere in forma: sono contento che abbia centrato il bronzo dato che, nella prova in linea, aveva lavorato tantissimo per me.
Essere in due sul podio è un fantastico risultato per la squadra”.
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Sport: Obiettivo tricolore al traguardo, la dedica a Zanardi
La staffetta voluta da Alex si è conclusa a Santa Maria Leuca
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28 giugno 2020
20:03
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‘Obiettivo tricolore’, la staffetta paralimpica ideata da Alex Zanardi, è arrivata al traguardo di Santa Maria di Leuca (Lecce). L’evento è giunto all’ultima tappa, ma senza il campione bolognese che da giorni lotta per la vita nell’ospedale di Siena dove è ricoverato in seguito all’incidente in handbike a Pienza. I ‘suoi’ ragazzi, però, sono arrivati all’ultima delle 43 tappe, concludendo la propria fatica dopo 3 mila km. ‘Obiettivo tricolore’ era partito venerdì 12 giugno da Luino (Varese) ed è approdata nel Salento.
L’iniziativa era stata pensata per lanciare un messaggio di rinascita attraverso lo sport. Era questa la finalità della staffetta della manifestazione: un viaggio che, dal 12 al 28 giugno, ha visto oltre 50 atleti paralimpici, tra i quali c’era Zanardi, passarsi il testimone, da nord a sud, per la Penisola. In un momento difficile, Obiettivo Tricolore ha voluto rappresentare l’Italia che riparte, dimostrando che si può resistere e lottare insieme. Gli atleti hanno percorso il tragitto in handbike, bici o carrozzina olimpica. Sono state attraversate 14 regioni e affrontate 44 tappe. Il messaggio di ripartenza ha assunto un significato ancora più importante dopo l’incidente di venerdì 19 a Pienza, che ha coinvolto Zanardi.
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Atletica: Tamberi vola a 2,30 ad Ancona
Azzurro: “Aspettavo questa misura.Ora al lavoro per Golden Gala”
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29 giugno 2020
00:08
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Tutta la grinta di Gianmarco Tamberi.
L’azzurro del salto in alto sfonda quota 2,30 ad Ancona e aggiunge cinque centimetri alla prova della scorsa settimana a Formia. Il primatista italiano trova la misura al secondo tentativo, per una prestazione che eguaglia la miglior misura al mondo della stagione all’aperto appena cominciata, e poi dà l’assalto a quota 2,34, mancata per tre volte. Il saltatore delle Fiamme Gialle termina così il proprio mini-ciclo di test di “riapertura” dopo il lockdown. Entrato in gara quando gli avversari sono già usciti di scena, ma spinto dal calore della propria “crew” di amici che lo applaude al di là della recinzione del campo Italico Conti, Gimbo è pulito a 2,10 e 2,15, poi rischia e deve ricorrere al terzo tentativo per liberarsi della quota di 2,22, quindi gli bastano due prove per domare 2,27. L’appuntamento è di nuovo con il 2,30, come otto giorni fa a Formia, ma stavolta l’asticella resta su. E Gimbo può sorridere.
“Come alle indoor, anche stavolta mi è servita una settimana in più – commenta Tamberi, ricordando il 2,31 arrivato a Siena dopo la delusione degli Assoluti di Ancona – Lo aspettavamo, questo 2,30, e già da Formia avevo dimostrato di poterlo valere.
Dovessi fare un bilancio di queste prime tre uscite, Formia resta la gara in cui sono stato più bravo, perché saltavo con rincorsa da 9 passi. Oggi ne ho messi dentro 11 per la prima volta dall’inizio e ho avuto qualche difficoltà, perché chiaramente si entra molto più veloci”.
Una grossa mano, oggi, gliela hanno data gli amici e la famiglia: “Sono un sostegno enorme, ma mi ha fatto tanto piacere che ci fossero anche i miei nonni materni Marcello e Graziella, con mamma Sabrina. Nonno Marcello ha anche pianto dopo il 2,30, è stato bellissimo”. Finita la prima tranche della stagione, l’arrivederci è per agosto: “A posteriori i risultati mi rassicurano che il lavoro fatto per i Giochi Olimpici era giusto. Saltare 2,30 in queste condizioni è davvero tanta roba.
Adesso bisogna ricaricare un po’ e cominciamo subito a preparare il ‘mondiale dell’anno’: il Golden Gala dello Stadio dei Marmi il 17 settembre”
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F1: rebus Ferrari, Leclerc sfida ‘vecchio’ Vettel
A Maranello scintille in vista tra piloti, tedesco in partenza
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28 giugno 2020
19:04
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La Ferrari che parte in salita con tanti dubbi sulle sue prestazioni e la sfida in casa tra l’astro nascente Charles Leclerc ed il ‘vecchio’ Sebastian Vettel per stabilire la leadership tra i piloti nella scuderia di Maranello, soprattutto ora che il pilota tedesco è in uscita con l’arrivo il prossimo anno di Carlos Sainz. Quella che sta per partire, visti i test di Barcellona e sentite le parole del team principal del Cavallino Mattia Binotto (“non siamo abbastanza veloci per vincere”) prima dello stop per la pandemia da Coronavirus, non sembra una stagione sotto i migliori auspici considerando anche la rivolta, alla vigilia del Gp d’Australia annullato per l’emergenza sanitaria, di sette team in merito all’accordo confidenziale tra la Fia e la Rossa sulla presunte irregolarità del motore usato nel 2019.
Un 2020 che per la Rossa si giocherà sulla voglia dei due piloti di battersi in pista per far vedere chi è il migliore soprattutto adesso che il futuro di Vettel è segnato dall’arrivo al suo posto del pilota spagnolo della McLaren: Leclerc dovrà confermarsi dopo le belle gare del 2019 che lo hanno visto trionfare a Spa e a Monza, mentre Vettel vorrà far edere di essere sempre un quattro volte campione del mondo con la necessità di trovarsi una nuova scuderia per il 2021. I due almeno all’inizio del campionato non avranno a disposizione la macchina che speravano come confermato da Binotto alla fine dei test di Barcellona: “Siamo pronti ad affrontare le gare, ma non siamo veloci abbastanza. Di questo ne sono certo. Non sono ottimista come l’anno scorso. Il voto alla prestazione? Sei o forse anche meno”.
Altra grana per la Ferrari la protesta di sette scuderie, McLaren, Mercedes, Racing Point, Red Bull, Renault, AlphaTauri (ex Toro Ross) e Williams: le scuderie non motorizzate dal Cavallino si sono ‘opposte fermamente all’accordo confidenziale raggiunto fra la Fia e la Ferrari per concludere la questione sulle indagini condotte sulle power unit della Ferrari’. Una levata di scudi a cui ha replicato la Federazione automobilistica internazionale secondo cui l’accordo riservato con la scuderia di Maranello, sulla vicenda relativa alla regolarita’ delle sue power unit nel 2019, è previsto dal regolamento. La Fia ha spiegato che è stato ‘trovato un accordo di transazione efficace e dissuasivo per chiudere il caso, la cui riservatezza è prevista dalle norme’.
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F1: albo d’oro Mondiale piloti
7 titoli per Schumacher, 6 Hamilton, 5 Fangio, 4 Prost e Vettel
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28 giugno 2020
18:53
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Albo d’oro del Mondiale piloti di F1:
1950 Giuseppe Farina (Ita) Alfa Romeo
1951 Juan Manuel Fangio (Arg) Alfa Romeo
1952 Alberto Ascari (Ita) Ferrari
1953 Alberto Ascari (Ita) Ferrari
1954 Juan Manuel Fangio (Arg) Maserati-Merceded Benz
1955 Juan Manuel Fangio (Arg) Mercedes-Benz
1956 Juan Manuel Fangio (Arg) Ferrari
1957 Juan Manuel Fangio (Arg) Maserati
1958 Mike Hawthorn (Gb) Ferrari
1959 Jack Brabham (Aus) Cooper-Climax
1960 Jack Brabham (Aus) Cooper-Climax
1961 Phil Hill (Usa) Ferrari
1962 Graham Hill (Gb) Brm
1963 Jim Clark (Gb) Lotus-Climax
1964 John Surtees (Gb) Ferrari
1965 Jim Clark (Gb) Lotus-Climax
1966 Jack Brabham (Aus) Brabham-Repco
1967 Denis Hulme (Nze) Brabham-Repco
1968 Graham Hill (Gb) Lotus-Cosworth
1969 Jackie Stewart (Gb) Matra-Cosworth
1970 Jochen Rindt (Aut) Lotus-Cosworth
1971 Jackie Stewart (Gb) Tyrrel-Cosworth
1972 Emerson Fittipaldi (Bra) Lotus-Cosworth
1973 Jackie Stewart (Gb) Tyrrel-Cosworth
1974 Emerson Fittipaldi (Bra) McLaren-Cosworth
1975 Niki Lauda (Aut) Ferrari
1976 James Hunt (Gb) McLaren-Cosworth
1977 Niki Lauda (Aut) Ferrari
1978 Mario Andretti (Usa) Lotus-Cosworth
1979 Jody Scheckter (Saf) Ferrari
1980 Alain Jones (Aus) Williams-Cosworth
1981 Nelson Piquet (Bra) Brabham-Cosworth
1982 Keke Rosberg (Fin) Williams-Cosworth
1983 Nelson Piquet (Bra) Brabham-Bmw turbo
1984 Niki Lauda (Aut) McLaren-Tag Porsche turbo
1985 Alain Prost (Fra) McLaren-Tag Porsche turbo
1986 Alain Prost (Fra) McLaren-Tag Porsche turbo
1987 Nelson Piquet (Bra) Williams-Honda turbo
1988 Ayrton Senna (Bra) McLaren-Honda turbo
1989 Alain Prost (Fra) McLaren
1990 Ayrton Senna (Bra) McLaren
1991 Ayrton Senna (Bra) McLaren
1992 Nigel Mansel (Gb) Williams
1993 Alain Prost (Fra) Williams-Renault
1994 Michael Schumacher (Ger) Benetton
1995 Michael Schumacher (Ger) Benetton
1996 Damon Hill (Gb) Williams
1997 Jacques Villeneuve (Can) Williams
1998 Mika Hakkinen (Fin) McLaren-Mercedes
1999 Mika Hakkinen (Fin) McLaren-Mercedes
2000 Michael Schumacher (Ger) Ferrari
2001 Michael Schumacher (Ger) Ferrari
2002 Michael Schumacher (Ger) Ferrari
2003 Michael Schumacher (Ger) Ferrari
2004 Michael Schumacher (Ger) Ferrari
2005 Fernando Alonso (Spa) Renault
2006 Fernando Alonso (Spa) Renault
2007 Kimi Raikkonen (Fin) Ferrari
2008 Lewis Hamilton (Gbr) McLaren-Mercedes
2009 Jenson Button (Gbr) Brawn Gp
2010 Sebastian Vettel (Ger) Red Bull
2011 Sebastian Vettel (Ger) Red Bull
2012 Sebastian Vettel (Ger) Red Bull
2013 Sebastian Vettel (Ger) Red Bull
2014 Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes
2015 Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes
2016 Nico Rosberg (Ger) Mercedes
2017 Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes
2018 Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes
2019 Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes
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F1: tamponi e porte chiuse, protocollo per ripartire
Le nuove norme Covid: personale di ogni scuderia sarà dimezzato
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28 giugno 2020
18:52
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La settimana prossima la Formula 1 inizierà il mondiale 2020 al Red Bull Ring in Austria con due Gp il 5 e il 12 luglio. FIA e Liberty Media hanno stabilito dei nuovi protocolli anti Coronavirus che bisognerà rispettare affinché tutti gli addetti presenti nel paddock possano lavorare in totale sicurezza. Come prima cosa tutti coloro che prenderanno parte al weekend di gara dovranno sottoporsi a dei test regolari, in pratica dovranno fare il famoso tampone.
Qualsiasi evento verrà disputato a porte chiuse, quindi senza spettatori, né giornalisti né personaggi famosi (soliti ad essere presenti nei paddock). Il personale di ogni scuderia sarà dimezzato, tutti viaggeranno da soli oppure massimo in piccoli gruppi. La regola fondamentale, sarà quella del distanziamento sociale.
Il personale sarà controllato rigorosamente, sia prima che durante gli eventi, e nei weekend consecutivi sulla stessa pista ci saranno ulteriori misure per far sì che la cosiddetta bolla mantenga tutti in isolamento rispetto al mondo circostante. Di questo e altro ha parlato il direttore sportivo della Ferrari Laurent Mekies: “Tutti dovranno sottoporsi a un controllo medico completo per accedere al paddock austriaco e agli altri circuiti in calendario – ha detto Mekies. Questo significa che dovremo avere un certificato medico che attesti che siamo idonei a partecipare alla gara, ossia avere uno stato di salute tale da entrare nel paddock, previo test Covid-19. Una volta dentro al paddock di Zeltweg staremo lì per un bel po’ di giorni visto che avremo due gare consecutive, quindi saremo testati ogni cinque giorni. Quando tutti saremo nella cosiddetta bolla, pur essendo stati testati nei giorni precedenti, aggiungeremo un ulteriore livello di sicurezza con i test in pista”.
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F1: da Austria a Monza, Europa si prende la scena
Gp storici per ripartire, novità calendario attese prima del via
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28 giugno 2020
18:39
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‘Vietnam e Olanda le novità, niente Germania, il numero totale di Gran Premi sale da 21 a 22, il maggiore di sempre’. Questo era il programma della Formula 1 2020 ma dopo lo choc di marzo in Australia e l’espandersi globale della pandemia, il circus ha dovuto cedere tempo e spazio al virus, riducendosi per ora a otto gare ‘certe’, tutte su storici circuiti europei, e soprattutto senza pubblico. Si comincia con due appuntamenti in Austria, al Red Bull Ring, con il Gp di domenica prossima doppiato una settimana dopo su un circuito che nelle ultime due stagioni ha sempre premiato l’olandese Max Verstappen alla guida della monoposto di casa.
Nel giro di due mesi, fino al Gp d’Italia in programma il 6 settembre, il circus molto più snello e assolutamente controllato dal punto di vista sanitario si sposterà tra Ungheria (19 luglio), Inghilterra (2 e 9 agosto), Catalogna, (16 agosto), Belgio (30 agosto) e, appunto, Italia. Si sono perlomeno ‘salvati’ tre impianti che sono la storia della Formula 1: Silverstone, Spa e Monza.
Il resto del programma, che dovrebbe prevedere secondo gli organizzatori Usa tra 15 e 18 gare, potrebbe essere annunciato prima della gara di apertura, anche se la situazione in molti Paesi resta difficile da prevedere. Cancellate del tutto per il 2020 le gare in Giappone, a Singapore e in Azerbaigian, non si dispera di poter confermare l’esordio del nuovo impianto di Hanoi per il primo, storico Gp del Vietnam, su un tracciato cittadino progettato dall’ingegnere tedesco Hermann Tilke, “padre” degli ultimi di quel tipo. Niente da fare, invece, per il Gp d’Olanda, atteso al rientro ma che è stato già rinviato al 2021. Si prolungherà ancora un anno quindi l’attesa degli appassionati orange, che dura dal 1985, per tifare dagli spalti del tracciato di Zandvoort riqualificato l’idolo di casa Verstappen. La Cina aveva rinunciato molto presto ad ospitare il suo Gp a Shanghai ma dovrebbe rientrare in pista, forse anche con un doppio appuntamento, mentre gli organizzatori cercano altri approdi. Tra questi ci potrebbe essere il Mugello, tempio della moto di proprietà della Ferrari che ha tutte le caratteristiche per soddisfare il palato fine di Lewis Hamilton e compagnia. Daniel Ricciardo lo ha di recente votato come il tracciato tra i più eccitanti ad aver mai praticato. In fila per entrare in lista c’è anche il circuito del Santerno di Imola, mentre altre possibili sedi europee potrebbero essere nella portoghese Portimao e Hockenheim in Germania, con la prima più probabile.
Le regole tecniche rimangono quasi invariate rispetto alla scorsa stagione, e lo saranno anche nella prossima, visto che si è deciso di rinviare la rivoluzione prevista per il 2021. Sono invece numerosissime e stringenti quelle ‘sanitarie’, che riguardano la vita e il lavoro nei box, la gestione della griglia di partenza e tanti altri aspetti.
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F1: parte Mondiale post Covid, Hamilton insegue Schumi
Inglese leader anti-razzismo, in ginocchio prima via Gp Austria
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29 giugno 2020
00:07
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Sarà ancora l’anno di Lewis Hamilton che punta ad eguagliare il record dei 7 Mondiali di Schumacher oppure l’anno della Ferrari che dal 2007 non vince il titolo piloti, oppure sarà la stagione di Max Verstappen con la Red Bull sul tetto del mondo come ai tempi magici di Sebastian Vettel? Eccoli qui gli interrogativi principali della stagione 2020 di Formula 1 che parte con quattro mesi di ritardo a causa della pandemia da coronavirus che aveva costretto il Circus a lasciare i motori spenti a Melbourne dopo la scoperta dei primi casi.
Via in Austria il 5 luglio che molto probabilmente sarà segnata da una protesta anti-razzismo guidata dallo stesso campione del mondo della Mercedes, leader tra gli sportivi più attivi dopo l’uccisione di Floyd in America e protagonista negli ultimi giorni di una dura polemica a distanza con l’ex patron della Formula 1 Bernie Ecclestone. Riavvolgendo il nastro della stagione a partire dai primi responsi dei test invernali a Barcellona che hanno decretato la Mercedes ancora la più forte di tutti davanti alla Red Bull con la Ferrari in ”dichiarata” difficoltà, i veri rapporti di forza soprattutto dopo un periodo di stop così prolungato si vedranno solo il giorno delle qualifiche sabato 4 luglio in Austria sul circuito di Spielberg nella regione della Stiria. I test di Barcellona non erano bastati per emettere un verdetto definitivo sui reali valori in campo del Mondiale di Formula 1 2020 e a maggior ragione ora che sono passati quattro mesi dal Gran Premio mai disputato a Melbourne. Per quanto riguarda la lotta per il titolo iridato, Mercedes rimane il team da battere alla luce dell’enorme potenziale a disposizione in termini di performance della W11, anche se gli svariati problemi di affidabilità legati alla power-unit hanno fatto suonare un campanello d’allarme all’interno della casa di Stoccarda. Bottas e Hamilton, nell’ultima giornata, hanno girato con un motore decisamente depotenziato proprio per paura di accusare un altro problema, perdendo di fatto molto terreno rispetto ai rivali sul dritto.
La prima alternativa al lungo dominio delle Frecce d’Argento dovrebbe essere almeno inizialmente la Red Bull, apparsa in grande crescita e con la consapevolezza di poter dare molto fastidio al team campione del mondo fin dalle prime gare. Max Verstappen ha fatto vedere a tratti una velocità impressionante, decidendo però di non svelare tutto il potenziale della sua vettura specialmente nel terzo settore del Montmelò, la Ferrari parte in seconda fila, in una eventuale griglia di partenza virtuale del Mondiale, alle spalle di Mercedes ma anche di Red Bull. Le arrendevoli dichiarazioni di Mattia Binotto prima di Melbourne non sono passate inosservate, così come la grande difficoltà della SF1000 in termini di top speed nei rettilinei.
La Rossa sembra poter essere più competitiva in gara rispetto alla qualifica, soprattutto in tracciati da medio-alto carico aerodinamico. La grande rivelazione del pre-campionato prima dello scoppio dell’emergenza era stata indubbiamente la Racing Point, ribattezzata da molti come la Mercedes W10 (del 2019) dipinta di rosa. Alfa Romeo ha destato una pessima impressione dal punto di vista delle performance (soprattutto nelle simulazioni di passo gara), mentre Williams ha compiuto un miglioramento clamoroso rispetto a dodici mesi fa ed ha ormai raggiunto definitivamente la coda del gruppo.
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La novità principale riguardante i team di Formula 1 è da individuare specialmente nel cambio di denominazione di una scuderia: la Toro Rosso. Il team di Faenza, entrato nel Circus nel 2006, cambierà ufficialmente le proprie generalità in occasione del campionato 2020. A partire dalla prossima stagione infatti, il team verrà denominato “Scuderia Alpha Tauri”, al fine di promuovere il marchio di moda di proprietà della Red Bull, da sempre “sorella maggiore” dell’ormai “ex” Toro Rosso.
Una scelta già presa quest’anno a stagione in corso, e che ha suscitato polemiche e malumori tra gli appassionati. Per quanto riguarda tutti gli altri team che hanno preso parte al campionato 2019, la loro presenza ed i loro rispettivi fornitori di power unit sono già state confermate anche per il 2020: nessuna uscita di scena, nessuna new entry.
Dalle scuderie ai piloti: l’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi del 2019 ha visto l’uscita di scena ufficiale dal paddock di due piloti storici ed amati dal pubblico: da una parte Nico Hulkenberg, e dall’altra Robert Kubica. Il primo, presente ininterrottamente in F1 dal 2010 ed impegnato nel campionato 2019 con la Renault, lascia dunque la compagnia dopo aver collezionato 1 pole e 2 giri veloci in carriera, con altrettanti rimpianti per non aver trovato l’opportunità di esprimere il suo talento in un top team. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda Kubica. Il suo rientro in Formula 1 dopo il terribile incidente occorso durante il Rally di Andona 2011 aveva commosso gli appassionati ad inizio 2019, impazienti di rivederlo a bordo di una monoposto. Ma dopo un solo anno, ricco di delusioni dovute anche all’inaffidabilità di una Williams in crisi nera, per il polacco è arrivato il momento dei saluti.
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F1: Leclerc pronto al via “ma piedi a terra,non sarà facile”
Il pilota Ferrari: “Lavoriamo per fare meglio dell’anno scorso”
c
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29 giugno 2020
12:39
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Il mondiale di formula 1 è pronto a partire: nel week end in Austria si corre il primo gp della stagione dopo il lungo stop e Charles Leclerc si prepara ad aggredire il Red Bull Ring. Pensando alla gara sul circuito austriaco di un anno fa. “In quel Gran Premio qualcosa è cambiato – dice il pilota della Ferrari in una intervista a Sky Sport, che andrà in onda completa stasera nello speciale ‘Back On Track’ – I duelli con Verstappen nel finale? Insomma, non sono grandi ricordi perché la vittoria è sfumata a pochi giri dalla fine. Da lì ho imparato molto e cambiato lo stile di guida, che è diventato più aggressivo. Ma non avremmo vinto lo stesso, non eravamo abbastanza veloci”.
Il giovane alla guida della Rossa resta prudente: “Speriamo di fare meglio quest’anno, anche se sarà difficile. Piedi a terra, non è stato un inizio facile con i test invernali. Non dobbiamo dimenticarlo e lavorare”.
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Milano-Cortina: Novari, da Covid no impatto su lavoro
Ad comitato organizzativo Olimpiadi, iniziato alla grande
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MILANO
29 giugno 2020
13:04
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L’emergenza Covid “non ha avuto un impatto, anzi devo dire che l’organizzazione della prima parte del nostro processo, avvenuta da remoto è andata molto bene.
Abbiamo costruito tutti i team, siamo andati avanti su molti aspetti, e quindi il nostro lavoro è cominciato alla grande”.
Così l’amministratore delegato del Comitato organizzativo delle olimpiadi invernali Milano – Cortina del 2026, Vincenzo Novari, ha parlato dell’impatto dell’emergenza sanitaria sull’organizzazione dei Giochi a margine dell’evento Salute Direzione Nord – I discorsi del coraggio che si tiene alla Fondazione Stelline di Milano.
“Stiamo aspettando il decreto legge del ministro De Micheli sulle infrastrutture che è fondamentale per le Olimpiadi – ha aggiunto -, dopodiché a settembre avremo la presentazione, la finalizzazione di tutte le le location di gara, ci attende un’ estate molto attiva”.
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F1: Hamilton “grazie Mercedes è passo importante”
Britannico plaude a iniziativa frecce d’argento contro razzismo
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29 giugno 2020
13:42
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“E’ molto importante capire questo momento e utilizzarlo per educare noi stessi, sia che si tratti di un individuo, di un marchio o un’azienda e che si possano apportare cambiamenti reali e significativi quando si tratta di garantire l’uguaglianza e l’inclusione”. Così Lewis Hamilton commenta l’impegni della Mercedes contro razzismo e discriminazioni. Il britannico, impegnato anche in queste settimane nelle manifestazioni fatte a Londra dal movimento Black Lives Matter.
“Ho vissuto personalmente il razzismo nella mia vita e ho visto la mia famiglia e i miei amici sperimentare il razzismo – ha aggiunto nella nota pubblicata sul sito della Mercedes – E parlo con il cuore quando faccio appello al cambiamento. Quando ho parlato con Toto delle mie speranze sui progetti che avremmo potuto realizzare come team, ho detto anche che è importante rimanere uniti. Vorrei ringraziare enormemente Toto e tutto il Consiglio d’Amministrazione della Mercedes per aver trovato il tempo di ascoltare, di parlare e di capire veramente le mie esperienze, la mia passione, e per aver fatto questo passo avanti così importante”.
“Il razzismo e la discriminazione non hanno posto nel nostro sport o nella nostra società – ha aggiunto Valtteri Bottas – e sono orgoglioso di stare con la squadra, con Lewis e con Mercedes-Benz nel fare questa importante dichiarazione”.
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F1: nuova Mercedes, livrea nera contro il razzismo
Wolff: “Ogni forma discriminazione non ha posto in società”
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29 giugno 2020
13:45
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L’impegno della Mercedes nella lotta al razzismo e alle discriminazione sarà ben visibile: è stata presentata oggi la nuova livrea delle monoposto di Hamilton e Bottas: tanto nero, la stella d’argento e la scritta “End Racism” che sarà presente su entrambe le monoposto, assieme all’hashtag #WeRaceasOne lanciato dalla F1. Chiaro il messaggio del team principal, Toto Wolff: “Razzismo e discriminazione non hanno posto nella nostra società, nel nostro sport, nella nostra squadra: è un principio fondamentale per Mercedes”. VAI AL CALCIO

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