Ultimo aggiornamento 26 Settembre, 2020, 07:52:23 di Maurizio Barra
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Lauree Venezia tornano all’aperto in Piazza San Marco
Manfredi, grande privilegio parlare in luogo così simbolico
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VENEZIA
25 settembre 2020
12:38
AGGIORNATO ALLE
16:41
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“Per me è un grande privilegio poter parlare a questi ragazzi in un luogo così simbolico per il nostro Paese: farlo in Piazza San Marco, a Venezia, significa parlare in uno dei luoghi che rappresenta il senso di un’Italia che è leader nel mondo, che è stata un pezzo fondamentale della storia del nostro mondo, che ha costruito il mondo moderno. E’ davvero un’emozione grande poter parlare, se pur in modo virtuale, in questo luogo”. Così il ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi, in diretta streaming sul grande schermo allestito nel ‘salotto buono’ della città lagunare, attraverso il canale YouTube dell’Università Ca’ Foscari ha parlato via streaming alla cerimonia di consegna delle lauree.
E’ la prima volta che le cerimonie tornano all’ombra del campanile di Venezia dopo il periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus. All’aperto ma con tutta una serie di precauzioni: nessun parente in platea e sedie vuote tra i 520 laureati – il numero di presenti concordato con le autorità – per garantire il distanziamento sociale, accessi contingentati e messaggi vocali dagli altoparlanti e sui grandi schermi che invitano a indossare la mascherina, a rispettare la distanza di un metro, prendere posto e non alzarsi.
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Scuola: oggi manifestazione a Piazza del Popolo a Roma
Promossa da Priorità alla scuola, sindacati, studenti
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26 settembre 2020
00:05
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FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams, Cobas saranno presenti nel pomeriggio di sabato a Roma, in piazza del Popolo, insieme ad altre espressioni associative delle famiglie e del mondo scolastico, alla manifestazione indetta dal comitato “Priorità alla scuola”.
“Mentre Governo e Parlamento si apprestano a compiere scelte importanti da cui dipendono le prospettive di rilancio della crescita del Paese- affermano -, diventa più che mai urgente intervenire sui tanti nodi che attanagliano da anni la scuola italiana, resi ancor più evidenti e intricati dall’emergenza pandemica. Nodi che restano purtroppo irrisolti in avvio del nuovo anno scolastico, essendosi rivelata del tutto insufficiente l’azione di governo, contrassegnata da incertezze e ritardi anche nella finalizzazione delle risorse stanziate per rafforzare le dotazioni organiche, insieme a una gestione del reclutamento segnata da limiti e contraddizioni evidenti, con grave pregiudizio della stabilità del lavoro. Non è il momento di ricorrere ad azioni di sciopero in questa fase, nella quale l’impegno si indirizza soprattutto a favorire il ritorno in sicurezza alle attività in presenza”.
Parteciperanno docenti, ATA, genitori e studenti provenienti da tutta Italia. i sindacati garantiscono la massima sicurezza possibile: la piazza sarà transennata, ci saranno 4 ingressi (due dalla parte di Piazzale Flaminio e due da Via del Corso), si entrerà uno/a per volta dopo essere passati/e al termo-scanner per rilevare la temperatura e indossando la mascherina. Un servizio di autotutela si impegnerà, con il contributo di tutti/e i partecipanti, ad assicurare il distanziamento.
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Non si potranno introdurre nella piazza camioncini o auto e dunque i sindacati, le strutture partecipanti, i collettivi e comitati dovranno organizzarsi, nel caso vogliano introdurre striscioni, bandiere o cartelloni, senza far ricorso a veicoli.
Per chiedere che il diritto allo studio sia garantito a tutti, bambini e ragazzi in ugual misura, dall’asilo all’università, alle ore 15.30, in piazza del Popolo, sul palco si alterneranno molti interventi e ci sarà anche la musica dal vivo della storica band “Assalti Frontali” e della cantautrice olandese Merel Van Dijk.
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Giungeranno a Roma le delegazioni di cittadini e cittadine aderenti ai Comitati locali di Priorità alla Scuola, provenienti da 30 città italiane: Arezzo, Bologna, Catania, Chieti, Faenza, Firenze, Genova, Imola, Livorno, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Pisa, Pistoia, Pontedera, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Salerno, Siracusa, Terni, Torino, Verona, Vicenza.
Sarà possibile seguire la manifestazione in diretta streaming dalle 15.30 su Collettiva.it
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Covid: obbligo mascherine anche all’aperto in Calabria
Ordinanza Santelli, copertura per tutto l’arco della giornata
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CATANZARO
25 settembre 2020
17:45
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Torna la mascherina obbligatoria all’aperto per tutto il giorno anche in Calabria. La presidente della Regione Jole Santelli ha firmato una nuova ordinanza che “per la prevenzione e la gestione dell’emergenza Covid-19” istituisce l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto per tutti i cittadini, esclusi i bambini al di sotto dei 6 anni e le persone con disabilità non compatibile con l’uso del dispositivo di protezione. L’ordinanza è valida sino al 7 ottobre. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 400 a mille euro.
Sono esentati dall’obbligo bambini sotto i sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina, “ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti e le persone durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva”.
Nell’ordinanza sono poi “confermati il divieto assoluto di assembramento, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale e delle misure igieniche di prevenzione; è disposto, a modifica di quanto previsto” in una precedente ordinanza, “per tutte le attività economiche, produttive e ricreative e per gli uffici pubblici ed aperti al pubblico, l’obbligo di rilevazione della temperatura corporea per dipendenti ed utenti, impedendo l’accesso nei casi in cui venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 C° e comunicando la circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente per gli adempimenti di consequenziali”.
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Coronavirus: certificato e doppio tampone per rientrare a scuola
La circolare ministero della Salute
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26 settembre 2020
00:05
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Il Ministero della Salute riassume le linee guida per la scuola in caso di positivita’ al Coronavirus per alunni ed operatori scolastici. Se il test risulta positivo – si legge – per il rientro in comunità bisognerà effettuare, come prevedono i criteri vigenti, due tamponi (test di biologia molecolare) a distanza di 24 ore l’uno dall’altro con un contestuale doppio negativo, l’alunno o operatore scolastico – spiega la circolare – rientrerà a scuola con attestazione di avvenuta guarigione e nulla osta all’ingresso o rientro in comunità. In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19, la persona rimarrà a casa fino a guarigione clinica. POLITICA
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Coronavirus: oltre 1.900 i contagi, record del post lockdown
Venti vittime. Per nuovi positivi guidano Lombardia e Campania
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25 settembre 2020
18:06
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Salgono ancora i positivi al coronavirus in Italia. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, nelle ultime 24 ore è stato registrato un incremento di 1.912 casi, il massimo del post lockdown (ieri erano stati 1.786). I tamponi restano su livelli da record, oltre i 107 mila. Le vittime giornaliere sono 20, in leggero calo rispetto alle 23 di ieri. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 306.235. Le vittime totali sono ora 35.801. Gli attualmente positivi sono cresciuti di 938 unità arrivando a 47.718, i guariti sono 222.716 (+954).
Anche oggi non ci sono regioni a zero casi quotidiani, per nuovi positivi trovati guida la Lombardia con 277 davanti alla Campania con 253 e al Lazio con 230. I pazienti in terapia intensiva invece calano di due unità. da 246 a 244. I ricoverati con sintomi sono 2.737 (+6), quelli in isolamento domiciliare 44.737 (+934).
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Maltempo: cade albero in liceo a Livorno
Per precauzione il Comune aveva deciso scuole chiuse per allerta
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LIVORNO
25 settembre 2020
18:19
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Caduto un albero per il maltempo nel cortile di un liceo a Livorno. Le forti raffiche di vento hanno spezzato il tronco di un albero nel giardino del liceo Niccolini-Palli. Il fatto è avvenuto intorno alle 14.45 e, come confermano dalla Provincia in una nota, non ci sono stati danni a persone o cose. La scuola era chiusa per l’ordinanza emanata dal sindaco di Livorno per l’allerta meteo. La Provincia ha subito inviato sul posto una ditta incaricata della rimozione.
La pianta, un ligustro, “era perfettamente sana”, riporta la stessa nota, ma la violenza del vento ha troncato in due il fusto facendo cadere la chioma sul marciapiede, oltre l’inferriata della recinzione.
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Cucchi: pm, dopo 11 anni ancora inquinamento prove
“Un Giuda tra cc passa atti a imputati”. Verso nuova inchiesta
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25 settembre 2020
18:23
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Una talpa, “un Giuda”, all’interno dei carabinieri di Roma che “passa gli atti a qualche imputato” proseguendo “l’inquinamento delle prove”. Il nuovo, clamoroso, colpo di scena nella vicenda di Stefano Cucchi, il geometra romano morto nel 2009 ad una settimana dall’arresto per droga, arriva per bocca del pm Giovanni Musarò. All’apertura dell’udienza del processo che vede imputati otto appartenenti all’Arma accusati, a vario titolo, di avere messo in atto depistaggi sulla vicenda Cucchi, sgancia una vera e propria bomba che fa intendere come la Procura sia pronta ad avviare nuovi accertamenti per individuare chi sta consegnando ad alcuni imputati atti di cui non c’è mai stata, da parte dei difensori, richiesta formale. Un’attività di depistaggio che starebbe proseguendo anche in questi mesi. “Ancora oggi, nel 2020, nel reparto operativo – ha detto Musarò – c’è qualcuno che passa gli atti a qualche imputato. Siamo stanchi di questi inquinamenti probatori che vanno avanti da 11 anni”. Il riferimento è ad alcuni documenti depositati la scorsa udienza dal difensore di Tiziano Testarmata, all’epoca dei fatti in servizio presso il nucleo investigativo”. Il magistrato ha usato l’immagine del “Cavallo di Troia” e ha annunciato che lavoreranno per “identificarlo”. Potrebbe quindi esserci un quinto processo sulla vicenda del geometra romano. Su quanto affermato in aula dalla pubblica accusa è intervenuta Ilaria Cucchi che in un post su Facebook ha affermato di “continuare a nutrire profondo rispetto per l’Arma dei carabinieri. Ritengo lo meriti assolutamente. Oggi pero’, di fronte ai nuovi fatti, alzo le braccia: il lupo perde il pelo ma non vizio”.
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Maltempo:albero cade durante festa laurea,due ragazzi feriti
E’ accaduto a Padova per il forte vento
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PADOVA
25 settembre 2020
19:41
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Un pioppo cade per il forte vento durante una festa di laurea e ferisce due ragazzi che finiscono al pronto soccorso. E’ accaduto nel pomeriggio al parco dei Faggi del quartiere di Padova di Voltabarozzo. Sul posto è intervenuta la polizia locale, che ha chiuso l’area verde.
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Covid: piccolo Comune Sardegna in lockdown sino al 2/10
Aidomaggiore, autocertificazione per spostarsi e stop negozi-bar
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ORISTANO
25 settembre 2020
21:14
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Dopo Orune, nel Nuorese, un altro paese della Sardegna, Aidomaggiore, in Provincia di Oristano, si chiude in lockdown, ma stavolta lo stop è totale. Da domani e sino al 2 ottobre compreso i cittadini potranno uscire solo per motivi di estrema necessità e urgenza: “spostamenti casa – lavoro, acquisto e quanto altro necessita per le esigenze familiari, recarsi in farmacia o dal proprio medico curante”.
Chiuse anche tutte le ;attività commerciali del territorio, fatta eccezione per le rivendite di generi alimentari e di prima necessità, come farmacie, parafarmacie, edicole e tabacchini. Lo ha deciso la vice sindaca Maria Lourdes Pala, che sta sostituendo il sindaco positivo al Covid e in isolamento.
L’ordinanza firmata dalla vicesindaca che scatta alla mezzanotte di domani e che demanda i controlli a tutte le forze di polizia presenti sul territorio, è stata prese in considerazione del “peggioramento della situazione epidemiologica e la crescente diffusione del Covid-19 – si legge nel provvedimento – che ha fatto registrare, alla data odierna, due casi nel Comune di Aidomaggiore e, numerosi cittadini sono in attesa di effettuare il tampone naso-faringeo, poiché venute a contatto con soggetti positivi”.
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Maltempo: chiude per neve il colle del Gran San Bernardo
Circolazione già vietata al Passo del Piccolo San Bernardo
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AOSTA
25 settembre 2020
21:43
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A causa della nevicata in corso è stato chiuso al traffico il colle del Gran San Bernardo, lungo la strada statale 27, a monte del Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, al confine tra Valle d’Aosta e Vallese (Svizzera). “La riapertura del valico – fa sapere Anas – avverrà in esito alla valutazione delle condizioni e delle previsioni meteorologiche e in accordo con il gestore elvetico”.
In vista delle nevicate attese, il colle del Piccolo San Bernardo, al confine con la Francia, era già stato temporaneamente chiuso nel pomeriggio.
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Della Valle, è un momento di cambiamento straordinario
Film a Villa Necchi per collezione Tod’s di Walter Chiapponi
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25 settembre 2020
17:33
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“Questo è un momento di cambiamento straordinario, un’occasione che capita ogni tot anni, è come se fosse un chinese wall tra quello che c’era ieri e che ci sarà domani. O stai di qui o di là, non non ci sarà più posto per stare in mezzo” prevede Diego Della Valle, a Milano per la presentazione – virtuale – della nuova collezione Tod’s.
Proprio partendo dal nuovo formato di presentazione pensato per questa fashion week, Della Valle si dice convinto che oggi “bisogna pensare a quello che si vuole essere e tenere conto di come cambiano i consumatori. C’è un cambiamento mondiale epocale e io, che non sono uomo di tecnologia, trovo molto interessante ciò che si può fare con i nuovi modi di comunicare mescolati a quelli tradizionali”. E questo “sarà un grande aiuto per le aziende piccole e gli stilisti giovani, sarà un modo di farsi vedere a basso costo perché ciò che conta è la capacità delle persone di creare e comunicare, non sono necessari grandi budget”.
Il direttore creativo Walter Chiapponi “ha capito che l’azienda aveva bisogno di saltare nella modernità”. E lo ha fatto, per questa fashion week, con un piccolo film girato a villa Necchi, accompagnato dalla performance della cantante Okay Kaya, dove “sono gli abiti – racconta il creativo – a trasmettere emozioni”.
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Sinfonie di rinascita, l’Italia riparte da Muti a Piovani
Docu in anteprima al Prix Italia, in prima tv l’1/10 su Rai5
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25 settembre 2020
17:46
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Dai cori sui balconi e dai concerti ‘da casa’ di grandi ensemble, alla ripartenza di orchestre, opere, teatri lirici, per ritrovare quella che la violoncellista Ludovica Rana, tornata in scena con la sorella Beatrice al Lerici Music Festival, descrive come “la necessità della musica”. E’ il percorso che traccia “Sinfonie di rinascita” di Roberto Giannarelli, viaggio nell’Italia che riparte con la musica dal vivo, da Riccardo Muti al Ravenna Festival, a Antonio Pappano con l’Orchestra di Santa Cecilia a Roma, dal Rigoletto messo in scena al Circo Massimo da Damiano Michieletto a Nicola Piovani nel teatro Greco di Siracusa. Il film non fiction, presentato in anteprima al Prix Italia, debutterà il 1 ottobre in prima visione su Rai5 alle 21.15.
Questo documentario è una “bellissima testimonianza, molto toccante, che resterà e sono orgoglioso sia un prodotto interno realizzato con mezzi Rai – spiega Piero Corsini, Responsabile di Rai5 -. Noi continuiamo su questa strada, che è quella della televisione da conservare. Questo resterà come documento di cosa sia stato rinascere dopo questa violenza della chiusura dei mesi per il lockdown. Fa impressione sapere che siamo ancora sospesi, ma il nostro auspicio è che sia un vero augurio per ripartire”.
L’impegno di Rai5 per raccontare la musica e il teatro che tornano in scena proseguirà con “dirette o registrate di quelle che saranno le vere e proprie riaperture, a cominciare dal concerto d’apertura dell’Orchestra sinfonica della Rai, poi l’Opera di Roma, il Maggio musicale Fiorentino, la Scala il 7 dicembre” sottolinea Corsini.
“Sinfonie di rinascita” è un percorso tra prove, soluzioni originali per la messa in scena e il pubblico, riflessioni di artisti e direttori artistici che hanno avuto il coraggio di ripartire ‘in presenza’ e soprattutto momenti di grande spettacolo. “Una situazione come questa con la pandemia – dice Michieletto – deve portarci a trovare uno sguardo più originale e creativo”.
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Hit parade, Emis Killa e Jake La Furia in vetta
Buon debutto anche per Annalisa che si piazza al secondo posto
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25 settembre 2020
18:42
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La coppia rap inedita di Emis Killa e Jake La Furia conquista al debutto la classifica dei dischi più venduti della settimana (anche tra i vinili) secondo le rilevazioni Fimi/Gfk, con 17, il progetto discografico a quattro mani per celebrare la scuola che ha reso il rap il genere più ascoltato e di successo in Italia oggi, fondendo le tecniche, lo stile e il flow di entrambi. Anche la seconda posizione registra una new entry ed è Annalisa con Nuda, l’album in cui la cantautrice savonese ha voluto raccontarsi senza nascondere nulla.
Alle loro spalle, troviamo ancora i protagonisti delle scorse settimane: al terzo posto il gruppo trap dei FSK Satellite, primo una settimana fa, con il nuovo e secondo lavoro Padre Figlio e Spirito. A seguire Guè Pequeno, che con Mr. Fini si mantiene da settimane nella zona alta della hit parade (anche se perde due posizioni), e Ernia con Gemelli. Scivola dal terzo al sesto posto Gigi D’Alessio con Buongiorno, il disco che rivisita in chiave rap e trap le hit della carriera del cantautore in duetto con i giovani artisti della scena urban napoletana. In discesa di due gradini anche Irama, ora settimo con Crepe.
Stabile ottavo Marracash con Persona.
Chiudono la top ten Tha Supreme con 23 6451 e Geolier con Emanuele.
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Moravia, trent’anni dopo ci manca l’intellettuale
Dacia Maraini, oggi sarebbe saggio e profondo su paura pandemia
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25 settembre 2020
18:13
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Alberto Moravia, di cui il 26 settembre ricorrono i 30 anni dalla scomparsa (a 83 anni, il 26 settembre 1990), “certamente oggi saprebbe dirci qualcosa di saggio e di profondo sulla paura che la pandemia sta suscitando e sull’ironia e lo spirito critico con cui andrebbe affrontata questa minaccia”, sottolinea Dacia Maraini, che fu a lungo suo compagna. Ed è proprio questo, senza dimenticare lo scrittore, che più ci fa sentire la sua mancanza: la sua capacità di intervenire e avere delle idee sui fatti del mondo. Molti lo criticavano per questo, per il suo dire quel che pensava un po’ su tutto a 360 gradi, ma non erano interventi tecnici, erano interventi di un intellettuale ancora, potremmo dire, umanista, capace di riflettere su cose e uomini in modo di rara intelligenza e lucidità.
Oggi quindi sono da rileggere certamente molti dei suoi saggi, ed è sempre la Maraini che ci dice: ”Dovremmo ricordare le parole profetiche che si trovano nel saggio ‘L’uomo come fine’, in cui tratta i pericoli di una società del mercato in cui tutto si compra e si vende, comprese le persone e le idee, pericolo che lui vedeva molto vicino”, e che oggi è diventato purtroppo di pressante attualità. Saggio che dà il suo titolo esemplare a una sua raccolta di interventi, cui seguono quelli di ”Impegno controvoglia” e ancora ”L’inverno nucleare”, legato alla sua battaglia pacifista per il ”tabù della guerra” e contro la bomba atomica, e il ”Diario europeo” della sua esperienza da europarlamentare eletto nel 1984 come indipendente nelle liste del Pci. Poi ci sono i suoi libri di viaggio, a cominciare da quelli sull’Africa. Da ricordare, infine, le sue particolari e stimolanti recensioni cinematografiche.
A questo punto, senza assolutamente metterla in secondo piano, è doveroso sottolineare la sua opera di narratore citando, tra la ventina di suoi romanzi, quelli che certamente ci parlano ancora più direttamente e conservano il loro senso per stile e contenuti, da ”Gli indifferenti” a ”Agostino” e poi ”La noia”, cui si potrebbero aggiungere per la ricerca linguistica e di un punto di vita femminile ”La romana” e ”La ciociara”. Ma a restare particolarmente vivi e costruire un ritratto realista e critico di un’epoca e una società sono certamente i suoi Racconti (con essi vinse nel 1952 uno dei primi Premio Strega). ”Dovremmo tornare a leggerli, sono racconti che stanno nella grande tradizione Italiana della narrazione breve, da Basile a Mattia Bandello, da Boccaccio a Verga, raccontando il nostro paese con ritmo di trotto, uno sguardo di falco e due occhi da lince”, invita Dacia Maraini, sintetizzando con tre metafore incisive la loro qualità.
Alberto Moravia, nato nel 1907 e il cui vero nome era Alberto Pincherle, convalescente per un attacco di tubercolosi ossea da giovanissimo, che lo costrinse a letto per 5 anni e gli impedì studi regolari, cominciò ventenne, ancora in convalescenza, a scrivere quello che forse resta il suo romanzo più importante, ”Gli indifferenti”, aspro e poetico scritto nel 1925 su quella borghesia romana indolente, melensa e corrotta che covava e viziava il fascismo, che oggi ci appare come un’anticipazione dell’esistenzialismo francese. Così, nel 1960 anticipa con ”La noia” (Premio Viareggio) un certo sentimento e inadeguatezza a rapportarsi con la realtà e passare all’azione che crescerà col tempo nella società del boom economico e verrà etichettato come alienazione. Del resto tutta l’opera di Moravia nel dopoguerra, specie dopo il sottile, delicato e intenso ”Agostino”, uscito nel 1943, ha un fondo ideologico tra marxismo e psicanalisi, che in molti romanzi sarà sin troppo evidente e preponderante, giocando sui temi principalmente appunto dell’alienazione in una società consumista e in particolare della sessualità come dato rivelatore, suscitando spesso scandalo nell’Italia democristiana e provinciale del tempo.
Insomma, la sua fu una figura centrale della cultura italiana e europea del secondo Novecento, articolata e complessa, che lo vide impegnato come narratore, ma anche come drammaturgo (”Il mondo è quello che è”, ”Il dio Kurt”, ”L’angelo dell’informazione”), come sceneggiatore di film, come critico e giornalista, sempre appunto pronto a prendere posizione, a analizzare una situazione da intellettuale, in anni in cui questo poteva avere ancora un ruolo, aiutando gli altri a capire e interrogarsi, sapendo che ”dovunque l’uomo non sia il fine, bensì il mezzo e il fine non sia l’uomo ma qualsiasi risultato materiale, noi abbiamo la pazzia. Ma di questa pazzia, appunto, è tessuta tutta la trama del mondo moderno”; ammonendo: ”Il trionfo della ragione non significa il trionfo dell’uomo. Al contrario: il trionfo della ragione, comportando l’impiego della violenza, ossia dell’uso dell’uomo come mezzo, significa la sconfitta, la distruzione, la scomparsa dell’uomo”.
