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Ultimo aggiornamento 12 Ottobre, 2020, 14:08:09 di Maurizio Barra

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DALLE 06:45 ALLE 14:08 DI LUNEDì 12 OTTOBRE 2020

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Rifornivano di droga la movida di Torino, sette arresti
Polizia smantella banda, sequestrati 63 chili di stupefacente
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TORINO
12 ottobre 2020
03:49
AGGIORNATA ALLE
06:45
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Si definivano soci di un’attività agricola dedita alla coltivazione della canapa tessile, meglio nota come marijuana ‘legale’, in realtà vendevano sostanza stupefacente al dettaglio che autoproducevano in un terreno situato nel Torinese. Sette persone sono state arrestate dagli agenti del commissariato Barriera Nizza per detenzione e spaccio di droga. Si tratta di italiani tra i 35 ed i 40 anni, sospettati di rifornire di stupefacente San Salvario, il quartiere della movida di Torino.
L’operazione, coordinata dalla Procura del capoluogo piemontese, ha portato al sequestro di oltre 63 chili di sostanza stupefacente.
I soci della banda utilizzavano una chat Telegram ‘Vidal Pro Loco’ per dividersi le consegne e individuare garage e magazzini per la coltivazione, la lavorazione e lo stoccaggio della droga.   PIEMONTE

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Agguato in pizzeria a Brindisi, grave 23enne
Ferito a pistolettate ad anca e stomaco nel locale di famiglia
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BRINDISI
12 ottobre 2020
09:29
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Restano gravissime le condizioni di Matteo Trane, di 23 anni, ferito ieri sera con due colpi di arma da fuoco, uno allo stomaco e uno all’anca, durante una rapina nella pizzeria della sua famiglia nel rione Paradiso di Brindisi. Il giovane è ricoverato nel reparto di rianimazione.
Indagano i poliziotti della squadra mobile della questura di Brindisi.
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Uber commissariata: chiusa inchiesta per caporalato
Tra indagati una manager. Pm, rider sfruttati,derubati e puniti
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MILANO
12 ottobre 2020
11:50
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Il pm di Milano Paolo Storari ha chiuso le indagini per caporalato sui rider per le consegne di cibo a domicilio e reati fiscali, indagini che, il 29 maggio, avevano portato il Tribunale a disporre, con un provvedimento mai preso prima nei confronti di una piattaforma di delivery, il commissariamento di Uber Italy, filiale del ‘colosso’ americano.
Tra i 10 indagati figura Gloria Bresciani, in qualità di manager di Uber Italy. I rider, si legge nell’avviso di chiusura indagini, erano “pagati a cottimo 3 euro a consegna”, “derubati” delle mance e “puniti”. Stralciata la posizione di Uber Italy, indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa e che il 22 ottobre dovrà affrontare un’udienza alla Sezione misure di prevenzione.
“Davanti a un esterno non dire mai più ‘abbiamo creato un sistema per disperati’. Anche se lo pensi, i panni sporchi vanno lavati in casa e non fuori”. Così si esprimeva, intercettata mentre parlava con un altro dipendente di Uber Italy, Gloria Bresciani, manager della filiale italiana del colosso americano indagata per caporalato nell’inchiesta milanese sullo sfruttamento dei rider nel servizio ‘Uber eats’. Lo si legge nell’avviso di conclusione delle indagini nel quale il pm di Milano Paolo Storari scrive che “i riders venivano sottoposti a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retributivo e trattamentale, come riconosciuto dagli stessi dipendenti Uber”.
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Migranti: sbarco a Crotone, arrivati in 56 su barca a vela
Imbarcazione incagliata rintracciata dalla Guardia costiera
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CROTONE
12 ottobre 2020
12:01
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Sono 56 i migranti sbarcati questa mattina nel porto di Crotone. Si trovavano su una imbarcazione a vela la cui presenza era stata segnalata alle forze dell’ordine la scorsa notte con una telefonata fatta da una delle persone che erano a bordo del veliero.
La Guardia costiera di Crotone ha rintracciato la barca incagliata al largo della costa di Isola Capo Rizzuto. Una volta completate le operazioni per disincagliarla, l’imbarcazione è stata condotta nel porto di Crotone, dove i 56 migranti sono stati fatti sbarcare. Sono tutti uomini e tutti pakistani. Tra loro anche 18 minori.
I migranti sono stati accolti dal dispositivo coordinato dalla Prefettura di Crotone e trasferiti dalla Croce rossa italiana al Cara di Isola Capo Rizzuto dove svolgeranno il periodo di quarantena e verranno sottoposti a tampone.
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Covid:si allenta stretta nei 3 Comuni sardi in semi-lockdown
A Orune, Gavoi e Seui riaprono scuole, bar e ristoranti
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NUORO
12 ottobre 2020
13:15
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Si allentano le misure restrittive nei tre paesi sardi che nei giorni del riacutizzarsi dell’epidemia da Covid 19 avevano decretato il semi-lockdown: a Orune e Gavoi, nel Nuorese, e Seui, nel Sud Sardegna, si prova a tornare lentamente alla normalità.
Dopo l’impennata di persone positive, 110, questa mattina studenti e docenti di Orune sono tornati a scuola. Riaperti anche i bar, ma con la chiusura prevista alle 20. Tra qualche ora il sindaco Pietro Deiana firmerà una nuova ordinanza con le ultime prescrizioni. “Proviamo a tornare alla normalità – conferma il primo cittadino – e lo facciamo sentendoci più sicuri dopo aver sottoposto a screening tutta la popolazione.
Permane l’obbligo di indossare le mascherine h 24 anche all’aperto e quello di evitare assembramenti. Stiamo iniziando a vedere la luce: alunni e docenti stamattina erano entusiasti di tornare in classe. Ne usciremo presto sono sicuro che anche i cittadini seguiranno tutte le regole”.
Riprende l’attività didattica in presenza delle scuole di ogni ordine e grado anche a Gavoi e riaprono sino alle 21 le attività di bar e circoli, mentre ristoranti, pizzerie, osterie e locali assimilati potranno restare aperti sino alle 23. Ancora chiusi i giardini comunali, c’è invece il via libera per i mercati itineranti e per le palestre. La nuova ordinanza ha un limite temporale, fissato per il 20 ottobre.
Allentamento della stretta, infine, a Seui: il sindaco ha riaperto le scuole, le attività commerciali, sportive e musicali e anche il cimitero
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Covid: 4 Guardie Svizzere positive, anche 3 altri casi
Tutti posti in isolamento
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CITTA DEL VATICANO
12 ottobre 2020
13:31
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“Nel corso del fine settimana sono state riscontrate alcune positività al Covid19 tra le Guardie Svizzere. Allo stato attuale si tratta di 4 persone, con sintomi, tutte poste in isolamento”. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni.
Le quattro guardie si vanno ad aggiungere “ad altre tre positività riscontrate nelle ultime settimane tra residenti e cittadini dello Stato, tutti con sintomi lievi e per i quali sono state osservate tutte le necessarie misure di isolamento presso la propria abitazione e verifica delle persone coinvolte”.
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Il Papa ha incontrato il cardinal Pell
Il porporato a Roma dopo l’assoluzione del processo per abusi
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CITTA DEL VATICANO
12 ottobre 2020
13:36
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Papa Francesco ha incontrato in Vaticano l’ex Prefetto per l’Economia, il cardinale George Pell. Il cardinale australiano, che ha affrontato nel suo Paese, un processo per pedofilia dal quale è stato assolto, era da qualche giorno a Roma. La sua presenza in Vaticano si registra nei giorni dei nuovi scandali finanziari che hanno portato il Papa a chiedere al cardinale Angelo Becciu di fare un passo indietro e di dimettersi dalla carica di Prefetto della Congregazione dei santi e di rinunciare anche asi diritti del cardinalato.
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Covid: assembramenti e niente mascherine, 34 multe a Sassari
Sanzionato gestore di un locale e molti giovani in vie centro
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SASSARI
12 ottobre 2020
13:38
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I giovani sassaresi stentano ad utilizzare la mascherina. Emerge dai numeri delle sanzioni comminate nel weekend dalla polizia municipale: multati il gestore di un locale per assembramento e 33 persone, di età media tra i 20 e i 25 anni, perché non portavano la mascherina.
Le contravvenzioni sono rstate elevate prevalentemente nel centro della città.
Venerdì cinque ragazzi sono stati identificati nei giardini dell’emiciclo Garibaldi e altri quattro in piazza Castello.
Quella stessa sera gli agenti sono intervenuti in un locale dove non era rispettata la distanza tra i tavolini, c’erano numerose persone in piedi, tutte senza mascherina, così come il gestore e la cameriera, e lo spazio era talmente ridotto tra una e l’altra che passare non era quasi possibile. Per tutti sanzione da 400 euro. Inoltre per il locale scatterà anche la chiusura.
Sabato sono state sanzionate altre 25 persone, molti delle quali sono studenti di un istituto superiore che davanti alla scuola chiacchieravano senza portare la mascherina. Le altre multe sono state elevate tra via Brigata Sassari, via Carlo Alberto, piazza Castello, viale Dante e piazza Tola. In viale Dante è stato sanzionato un giovane che, privo di mascherina alla fermata dell’autobus, pretendeva comunque di viaggiare a bordo del mezzo pubblico. Gli agenti sono intervenuti, l’hanno fatto scendere dal mezzo pubblico e l’hanno sanzionato.
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Covid: Celentano ai giovani, no alla follia di massa
Pubblica sui social L’INESISTENTE, un testo in video rivolto a quei giovani che non rispettano le regole sul distanziamento sociale
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12 ottobre 2020
10:15
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Celentano pubblica sulle sue pagine IG e Facebook L’INESISTENTE, un testo in video rivolto a quei giovani che non rispettano le regole sul distanziamento sociale e, dove si legge, ringrazia ancora una volta i medici per averci tenuto per mano fino a qui.

 

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Un post condiviso da L’INESISTENTE (@celentanoinesistente) in data:

”Ehi ragazzi…Credo sia arrivato il momento di darci una mossa! Mi rivolgo soprattutto ai giovani. Quei giovani che di giovane hanno soltanto il fisico, ma per il resto: sono troppo vecchi per il mio carattere…dovete scusarmi – continua Celentano – ma è una cosa che ho sempre pensato fin da quando ero fisicamente-giovane come voi….oggi ho 82 anni e voi, per l’età che ho, dovreste portarmi in braccia e accarezzarmi come si fa con i bambini piccoli…perché solo accarezzando me, riuscirete a schivare le colossali stronzate che dicono i negazionisti e non mi riferisco solo a quelli che criminosamente negano lo sterminio ebraico perpetrato dal nazismo e tanto meno di riferisco ai dibattiti medico-televisivi.
Meno male che ci sono i medici, se non ci fossero loro a tenerci per mano in questa drammatica attraversata, saremo ancora più sbandati di quei…quei giovani. Per cui i veri negazionisti siete “quei giovani” che senza mascherina, per esibire una prova di forza, a dir poco insensata, vi radunate in pericolose ammucchiate senza un minimo di distanza, respirandovi addosso qualunque cosa…e questo lo chiamate coraggio? No. Questa è pura follia di massa. Certo non bisogna farsi prendere dal panico, come giustamente dicono i medici, bisogna uscire di casa e socializzare, non smettere di studiare, lavorare, fare tutto come se il virus non ci fosse, perché se l’economia crolla, non moriremo solo di virus, ma anche di fame. Per cui abbiamo un traguardo da raggiungere. Forse il più importante della storia.
Perché sarà quello della vittoria. E il modo per vincere lo conosciamo: dobbiamo rispettare al 100% le regole indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo dobbiamo assolutamente fare. Altrimenti…ragazzi che vi ammucchiate… non avete la più pallida idea di quello che ci potrebbe accadere. Ma io mi fido di voi!”.

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Parrella 4 donne in viaggio nella vita
Amiche che crescono in giro in Turchia, restando un po’ ragazze
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12 ottobre 2020
09:28
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VALERIA PARRELLA, ”QUEL TIPO DI DONNA” (HARPERCOLLINS, pp. 110 – 16,00 euro).
Sembrano due romanzi molto diversi quest’ultimo e ”Almarina”, per limitarci all’ultimo, il precedente di Valeria Parrella, eppure, alla fine, sono più simili di quel che appare.
Il fatto è che questa autrice ogni volta trova la voce, il suono, il linguaggio giusto per la storia e i personaggi che sta raccontando, ma questi personaggi, al fondo, hanno gli stessi problemi, sono un certo tipo di donne, che si mettono in gioco, vitali, che credono nei legami dell’amicizia, la solidarietà e quindi non hanno paura della solitudine e non quel tipo di donna chiusa in ruoli e schemi e che ha paura di restare sola (paura di star male e non aver qualcuno che ti aiuti, paura di aver voglia di sesso e non aver qualcuno).
Allora Dolores, Camilla, Carola e l’Io narrante hanno molto in comune con la professoressa Elisabetta Maiorano e il modo di affrontare i problemi e gli imprevisti della vita. Donne sole per scelta o caso, guardano comunque avanti, si tengono per mano, colgono le occasioni e anzi lottano senza piegarsi, se necessario, per non perderle. Sono sempre in viaggio, metaforicamente e, in questo ultimo racconto, realmente, avendo deciso di partire per portare con sé Dolores e allontanarla dalla tragedia che ha appena vissuto, e comunque loro, le amiche, con lei. E decidono di andare in Turchia, e ci arrivano nel periodo del Ramadaman, che prendono con la giusta serietà, ma anche la capacità di aggirarlo e viverlo secondo le loro necessità, donne occidentali che di continuo si scoprono ”nude”, ovvero poco vestite, tra chi porta il velo e abiti lunghi.
Quattro amiche che hanno coscienza di sé, con loro sanno di avere moltissime altre donne, ”un’intera comunità che principiava dalle nostre madri e le madri delle nostre madri.
Donne che si erano battute per la nostra libertà anche quando ci avrebbero voluto prendere a pantofolate”. Dopo i primi giorni a Istanbul ”fu chiaro che il nostro viaggio non riguardava la superficie degli avvenimenti, la crosta della Terra, bensì il suo rimosso sotterraneo”, sempre in un coincidere di metafora e realtà, con la visita alle città sotterranee della Cappadocia.
Quattro amiche, simili e diverse, due del segno dei Gemelli che agiscono senza mai pensare alle conseguenze e due Capricorni che pensano sempre come affrontare ogni evenienza: ”e così per tutto il viaggio, per tutta la vita. Noi abbiamo salvato le Gemelli dai casini, loro ci hanno salvato dalla noia”. Quattro amiche fanno una famiglia, se così la vogliamo chiamare, perché i loro legami derivano dall’amore, che alle parentele di sangue ”non ci bada proprio. A queste sottigliezze badano i burocrati e quelli che non si innamorano mai”. Una storia di donne che crescono e che racconta molto delle donne, a cominciare dalla citazione messa in apertura del libro: ”Stringiti alla comunità delle donne, perché quando sarai vecchia saranno loro che ti salveranno: no i maschi”. Ma ciò non vuol dire che non ci si innamori e nel libro è viva la presenza di un certo Massimo.
Questo romanzo è forse il più diretto, ironico, leggero, sorridente della Parrella, un vero piacere della lettura con la sua positiva forza coinvolgente di verità (che è anche nella lingua: ”non dovevano darmi da parlare”) e pure di malinconia (come potrebbe non essere per chi guarda l’esistenza negli occhi), ma che la malinconia accetta e reagisce e affronta il dolore, anche il più grande come può essere la perdita di una figlia, stringendosi assieme alle altre e lasciandosi andare alla vita che continua, senza dimenticare tutte assieme, volgendo il buio in luce. ”Insomma, nell’indole e nelle prospettive, nell’ottimismo o nel pessimismo, nel credere, decidere, sperare: noi saremo sempre un po’ ragazze”. E ancora: ”Ecco cosa mi stava insegnando quel viaggio: la forza non è essere forti, ma capire quando non puoi esserlo. Proteggersi più che sfidarsi”.
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Parte prevendita, visioni sicure
Da lunedì 12 le anteprime. Le regole anti-Covid.
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12 ottobre 2020
09:39
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Al via lunedì 12 ottobre, la prevendita dei biglietti per la quindicesima edizione della Festa del Cinema. L’acquisto dei biglietti in prevendita potrà essere effettuato dalle ore 9 esclusivamente online attraverso il sito http://www.ticketone.it. I biglietti per le proiezioni a pagamento in programma nelle sale in città saranno acquistabili soltanto online attraverso lo stesso sito, pertanto non sarà possibile acquistare i biglietti direttamente presso le sale dei cinema. Al Teatro Palladium i biglietti si potranno acquistare anche presso la biglietteria del teatro la sera dell’evento.
Per partecipare alla Festa 2020, basterà seguire alcune regole già adottate nella vita quotidiana: dopo il controllo della temperatura corporea all’ingresso, sarà necessario indossare sempre la mascherina, mantenere il distanziamento minimo di un metro e provvedere a una frequente igienizzazione delle mani presso i punti di distribuzione del gel.
Per evitare assembramenti, il pubblico sarà invitato a presentarsi alle proiezioni con congruo anticipo. In sala non saranno previste sedute contigue per i congiunti, non sarà possibile lo scambio di posto e il consumo di cibi e di bevande.
Per garantire il tracciamento elettronico, il biglietto, l’accredito o la prenotazione andranno esibiti all’ingresso delle sale e degli spazi della Festa.
Per vedere dal vivo il red carpet servirà semplicemente prenotare la propria postazione sul sito web o sull’APP della Festa, accedere alla Cavea superiore dell’Auditorium e occupare i posti contrassegnati.
Le Preaperture della Festa del Cinema 2020 si svolgeranno da lunedì 12 ottobre fino a mercoledì 14, con una rassegna di cinque film che anticiperanno il programma della quindicesima edizione. Le proiezioni in anteprima, che quest’anno avranno ingressi contingentati, si terranno presso la Casa del Cinema, ma il pubblico potrà comunque assistere alle repliche che si svolgeranno nei giorni della Festa fra il MAXXI e il Teatro Palladium.
Il primo appuntamento è fissato per lunedì 12 ottobre alle ore 18 con Era la più bella di tutti noi – Le molte vite di Veronica Lazar di Leonardo Celi e Roberto Savoca. Il film sarà visibile in replica il 18 ottobre al Teatro Palladium alle ore 20 e il 20 ottobre al MAXXI alle ore 16.
Nello stesso giorno alle ore 21 si terrà la proiezione di Earthling: Terrestre di Gianluca Cerasola, primo documentario cinematografico-spaziale che racconta, in esclusiva mondiale, la vita, lo spazio, l’arte e i record dell’astronauta Luca Parmitano. Il film sarà visibile in replica il 21 ottobre al MAXXI alle ore 16 e il 23 ottobre al Teatro Palladium alle ore 20.
Martedì 13 ottobre alle ore 18 sarà la volta de L’amore non si sa di Marcello Di Noto. Il film sarà visibile in replica il 19 ottobre presso il Teatro Palladium alle ore 20 e il 22 ottobre al MAXXI alle ore 16.
Il 13 ottobre alle ore 21 toccherà a Porto Rubino – Storie, canzoni e lupi di mare di Fabrizio Fichera. Il film sarà visibile in replica il 16 ottobre al MAXXI alle ore 16.
Mercoledì 14 ottobre alle 21, la Casa del Cinema ospiterà Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana di Lisa Bosi e Francesca Zerbetto. Il film sarà visibile in replica il 25 ottobre al MAXXI alle ore 15:30.  CINEMA

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Caso Pantani diventa un film. L’omicidio di un campione.
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12 ottobre 2020
11:47
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“Chi ha ucciso Marco Pantani e’ ancora libero”. La battaglia per arrivare alla verita’ sulla morte del grande campione di ciclismo non e’ finita. A 16 anni dalla scomparsa del Pirata, un film porta sul grande schermo la sua storia: “Il Caso Pantani – L’omicidio di un Campione”, diretto da Domenico Ciolfi, sara’ distribuito da Koch Media in oltre 300 sale il 12, 13 e 14 ottobre. Una pellicola che passa dal biopic al dramma fino al cinema d’inchiesta, svelando particolari inediti sulla morte dell’ex ciclista morto a Rimini nel 2004. E che si trasforma in un appello alla giustizia da parte di mamma Tonina, presente ad un’anteprima a Milano. “Spero che qualche magistratura veda il film e si metta una mano sulla coscienza facendo le indagini sul serio”, le sue parole. “Questo film serve per mettere insieme tutte le cose che sono state scoperte in questi anni. È un film duro, per me e’ stato difficile rivedere certe scene, pero’ mi ha preso molto. Purtroppo mio figlio indietro non me lo da’ nessuno ma non vorrei che succedesse ad altri” ha aggiunto.  Il racconto nel film si snoda attraverso due passaggi fondamentali, che dividono la vita di Marco in tre fasi: quella del campione, quella del mito distrutto dopo la positivita’ svelata a Madonna di Campiglio nel 1999 e la vittima che non ha avuto giustizia. Tre momenti che si intrecciano nel film ma ben sottolineati dalla scelta di tre attori diversi per interpretare il Pirata: Brenno Placido e’ il campione a Campiglio, Marco Palvetti e’ Pantani tra le difficolta’ dopo il caso doping, Fabrizio Rongione e’ l’ultimo Pantani, quello che verra’ trovato morto a Rimini il giorno di San Valentino del 2004. A tenere le fila del discorso e’ Francesco Pannofino, che interpreta l’avvocato Antonio De Rensis, legale che ha portato alla riapertura del caso nel 2014 e che nel film ripercorre gli ultimi anni del campione romagnolo partendo tra le carte bollate.Arrivando anche, in un finale in crescendo spinto dalla voce dello stesso Pannofino, a raccontare la versione dei fatti secondo gli atti d’inchiesta, mettendo in fila tutte quelle cose che in questi anni non sono state spiegate. “Chi ha ucciso Marco Pantani e’ ancora libero”, e’ la frase che conclude il film. Ma non la battaglia giudiziaria.
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Romulus, quando i romani erano primitivi
La serie di Matteo Rovere dal 6 novembre, evento Festa di Roma
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ROMA
12 ottobre 2020
11:51
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Quando i Romani erano primitivi, il caos da cui è sorto l’impero, ovvero lo scontro tra le tribù che hanno raggiunto il potere in un mondo fortemente condizionato dalla presenza e dal volere degli dei. Tra storia e leggenda, tra violenza e grandi sentimenti, in una natura selvaggia spesso dominata dalle tenebre, lo racconta lo sguardo di Matteo Rovere, il regista che torna a girare in protolatino come ne Il primo re. E’ Romulus, la serie in dieci episodi che rappresenta il suo primo progetto televisivo, e che sarà presentata in anteprima (i primi due episodi) come evento speciale alla quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgera’ da 15 al 25 ottobre 2020 presso l’Auditorium Parco della Musica.
La serie è prodotta da Sky, Cattleya – parte di ITV Studios – e Groenlandia, e’ creata, diretta e prodotta da Rovere appunto. I dieci episodi, sono girati in protolatino e diretti dallo stesso Rovere insieme a Michele Alhaique ed Enrico Maria Artale,.
Siamo nell’ ottavo secolo a.C, in un mondo nel quale il destino di ognuno e’ deciso dal potere implacabile della natura e degli dei. I trenta popoli della Lega Latina vivono da anni sotto la guida del re di Alba, ma siccita’ e carestia minacciano la pace e la vita di queste citta’ . Al di fuori di esse il bosco, un luogo oscuro abitato da creature crudeli e misteriose.
Romulus e’ il racconto di questo mondo attraverso gli occhi dei tre protagonisti, interpretati da Andrea Arcangeli (Trust, The Startup – Accendi il tuo futuro), nel ruolo di Yemos, principe di Alba, Marianna Fontana (Indivisibili) nei panni della vestale Ilia, e Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini), che interpreta Wiros, un giovane orfano e schiavo. Completano il cast Giovanni Buselli (Gomorra – La serie, L’amica geniale), Silvia Calderoni (Riccardo va all’inferno), Sergio Romano (Il campione, La terza stella), Demetra Avincola (Fortunata, Loro 2), Massimiliano Rossi (Il primo re, Il vizio della speranza), Ivana Lotito (Gomorra – La serie), Gabriel Montesi (Favolacce, Made in Italy, Il primo re) e Vanessa Scalera (Lea, Imma Tataranni – Sostituto procuratore).
La serie e’ scritta da Filippo Gravino, Guido Iuculano e dallo stesso Matteo Rovere. La distribuzione internazionale e’ di ITV Studios. Romulus esordira’ il 6 novembre in esclusiva su Sky e in streaming su NOW TV. La serie avrà una sigla d’eccezione, un evocativo opening theme cantato da Elisa, che aprirà ogni episodio con una reinterpretazione di “Shout” dei Tears for Fears.
In contemporanea con la messa in onda della serie usciranno ROMULUS: IL SANGUE DELLA LUPA, e ROMULUS: LA REGINA DELLE BATTAGLIE, i primi due volumi della trilogia di romanzi che allarga l’universo narrativo di Romulus, scritta da Luca Azzolini e pubblicata da HarperCollins. Azzolini e’ uno dei massimi esperti italiani di fantasy e romanzo storico, autore di numerosi libri per ragazzi, al suo debutto nella narrativa per adulti. Partendo dall’idea originale della serie, ne indaga e racconta gli antefatti, i personaggi minori, la geografia, esplorando gli aspetti che nella serie, per esigenze televisive, erano stati trattati piu’ velocemente. È la prima volta in Italia che viene creato un simile dialogo tra forme espressive diverse, al di la’ del semplice “adattamento”.
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Tifoso ucciso, l’ultrà del Napoli: non ho investito nessuno
Così a gup. Manduca sarà giudicato con il rito abbreviato dal 2/11
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MILANO
12 ottobre 2020
13:14
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“Non ho investito nessuno, sono solo fuggito spaventato dai disordini”. E’ quanto dichiarato, in sintesi, da Fabio Manduca, nell’udienza a porte chiuse davanti al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi, che ha accolto la sua richiesta di giudizio con il rito abbreviato (prima udienza il 2 novembre), per l’accusa di avere travolto e ucciso con il proprio suv Daniele Belardinelli, ultrà del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018 poco lontano da San Siro prima della partita fra Inter e Napoli.
Manduca, accusato di omicidio volontario, ha chiesto di essere nuovamente interrogato oggi e ai pm Bordieri e Stagnaro ha risposto continuando a negare le accuse e sostenendo che quella fosse la sua prima volta allo stadio per vedere il Napoli.
“Ho visto un razzo rosso prima del semaforo – ha sostenuto in sintesi Manduca -. Il Ford Transit davanti a me ha fatto retromarcia, l’ho passato a sinistra con il mio Renault Kadjar, poi la polizia ha fatto segno di andare avanti e ho guidato dritto fino allo stadio senza fermarmi”.
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“Secondo noi non è una versione credibile”, ha spiegato l’avvocato Gianmarco Beraldo, legale della mamma di Belardinelli, una delle tre parti civili che si sono costituite, assieme alla moglie dell’ultrà del Varese e alla figlia maggiorenne. Per il legale è anche “una versione che contrasta con altre da lui rese”. “Non cambia nulla – ha detto, invece, Dario Cuomo, il legale di Manduca, che però nell’udienza di oggi era affiancato da un altro avvocato -. La versione di Manduca è sempre stata che non si è reso conto di aver investito nessuno, e non cambierà”. Manduca, napoletano di 40 anni, è stato arrestato il 18 ottobre del 2019, su ordinanza del gip Guido Salvini. L’accusa di omicidio volontario, secondo i pm, è rafforzata sia da una decisione del Tribunale del Riesame che da un’importante consulenza tecnica firmata da diversi esperti, tra cui la nota anatomopatologa Cristina Cattaneo.
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Covid: ‘trenini’ all’Oktoberfest a Cagliari, polemica su web
Centrosinistra all’attacco, “dove sono i controlli su movida?”
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CAGLIARI
12 ottobre 2020
13:46
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Una serata dedicata all’Oktoberfest (la festa della birra) in un noto locale sulla terrazza panoramica del Bastione di Saint Remy a Cagliari: poche mascherine, spesso calate sul collo, tanta gente ammassata e tra i clienti c’è anche chi ha improvvisato un “trenino” sulla musica del tradizionale “Ein Prosit”. Il tutto ripreso con uno smartphone e postato sui social dove il video è diventato virale suscitando l’indignazione del popolo del web. Scene che hanno convinto l’opposizione di centrosinistra in Consiglio comunale a presentare un’interrogazione al sindaco Paolo Truzzu (Fdi) per chiedere conto sui controlli e il rispetto delle normative sull’uso delle mascherine e sul distanziamento in città.
“La domanda meriterebbe una risposta immediata: se la meritano i cittadini e le cittadine di Cagliari e soprattutto i tantissimi operatori della ristorazione che per rispettare le norme in vigore hanno ridotto drasticamente il numero dei coperti o quelli culturali che lavorano con numeri ridottissimi di spettatori, patendo un grave danno economico – afferma la consigliera dei Progressisti Giulia Andreozzi – Tanto più che anche in questi giorni, in cui i contagi e i carichi ospedalieri continuano a salire, vediamo le immagini di alcuni locali pubblici, che per di più operano all’interno di immobili di proprietà comunale, in cui emerge chiaramente un totale e palese spregio per tutte le disposizioni in vigore”. “Siamo passati dai manifesti in cui si accusava chi faceva una passeggiata di condurre i propri cari in ospedale, a una quasi totale assenza di controlli – denuncia la collega di partito Francesca Ghirra – il rischio è davvero quello di vanificare tutti gli sforzi e i sacrifici fatti fino a ora”.
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Turismo: a Firenze crollo domanda estera ma da Italia +20%
Comune esamina flussi e valuta azioni per puntare a congressuale
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FIRENZE
12 ottobre 2020
13:54
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Nell’anno del Covid crollano a Firenze i flussi turistici internazionali mentre si impenna la domanda interna con un +20% di visitatori italiani in città. E’ quanto emerge dai dati registrati a settembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019: in valore assoluto si tratta di oltre 80mila arrivi in città rispetto ai 66mila registrati a settembre 2019. Un dato in controtendenza rispetto al calo complessivo di arrivi e presenze che si attesta intorno al 62%. “Nell’anno del Covid – ha detto l’assessore al Turismo Cecilia Del Re – e del crollo della domanda internazionale, i turisti italiani sono stati protagonisti di un ritorno a Firenze che ha acceso un piccolo faro in un periodo davvero buio per l’economia cittadina legata al settore turistico. Stiamo lavorando per far ripartire il settore, puntando in particolare sul congressuale e posizionando Firenze come uno dei luoghi più ambiti a livello nazionale e internazionale quale luogo di incontro e di scambio di saperi o nuove tecniche e produzioni”.
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Cinema: box office, Greenland è il più visto del weekend
Incassi languono nonostante le tante nuove uscite
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12 ottobre 2020
13:10
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Il disaster movie Greenland di Ric Roman Waugh con Gerard Butler conquista il botteghino nel fine settimana appena passato. L’ennesima catastrofe naturale che minaccia la Terra con l’eroe della porta accanto di turno debutta al primo posto dei film più visti in Italia, secondo i dati Cinetel, incassando 725mila euro nel weekend.
Al secondo posto regge Lacci, alla seconda settimana di programmazione, film di Daniele Luchetti che ha aperto il Festival di Venezia 2020 e che porta a casa 194mila euro (628mila in totale). Dal film di apertura della Mostra del cinema a quello di chiusura: sul terzo gradino del podio esordisce il noir Lasciami andare di Stefano Mordini con Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa: 178mila euro in quattro giorni. Subito dietro le commedie new entry Un divano a Tunisi con 155mila euro e Divorzio a Las Vegas con 146mila.
Sesto posto per thriller Il giorno sbagliato con Russell Crowe, che segna un incasso di 132mila euro nel weekend e di poco più di un milione in tre settimane di programmazione in sala. Scivola in settima posizione il blockbuster Tenet, ormai sopra i 6,6 milioni in sette settimane. Padrenostro, passato a Venezia con Pierfrancesco Favino, supera di poco i 100mila euro (107.787 e 900mila in totale). Chiudono Creators – The Past con 69mila euro al debutto e Burraco fatale con 67mila (268mila in due settimane).
L’incasso totale si attesta a 2 milioni 326mila euro, in leggera crescita rispetto a una settimana fa (+3%), ma perde il 77% sullo stesso perdiodo dell’anno passato (con il box office a 10,4 milioni).
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Corrin, la mia principessa Diana, tra icona e mistero
Attrice è Lady D in The Crown 4, su Netflix dal 15 /11
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12 ottobre 2020
09:06
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Un sì, quello di Diana Spencer (Emma Corrin) al principe Carlo (Josh O’ Connor), che trasforma in un attimo la vita della ventenne di nobilissime origini, timida quanto empatica, in un costante spettacolo mediatico, dove ogni suo gesto e parola vengono messi sotto lo scrutinio della corte e del mondo intero. Un peso sempre più difficile da sopportare vivendo, da moglie e madre, un matrimonio, definito in una storica intervista tv, da Lady D, “un po’ affollato” per la presenza di Camilla Parker Bowles (Emerald Fennel). E’ una delle parti di racconto centrali in The Crown 4, il nuovo capitolo (ambientato tra il 1979 e l’inizio degli anni ’90) della pluripremiata serie creata da Peter Morgan, sul Regno di Elisabetta II, in arrivo su Netflix il 15 novembre.
E’ il secondo e ultimo tratto della saga (nei prossimi due, che saranno gli ultimi, troveremo Imelda Staunton per la Regina, Jonathan Pryce per Filippo, Lesley Manville per Margaret ed Elizabeth Debicki per Diana) che ha come mattatori fra gli altri, il premio Oscar Olivia Colman per Elisabetta II, Tobias Menziel (Principe Filippo) , Helena Bonham Carter (Principessa Margaret), Erin Doherty (principessa Anne) e un altro debutto da non perdere, quello di Gillian Anderson nei panni di Margaret Thatcher. “Ritroviamo Elisabetta e Filippo che hanno risolto gran parte dei loro principali problemi e ora provano ad aiutare i figli adulti ad affrontare i loro – dice Olivia Colman in conferenza stampa -. Come genitori si mettono in discussione”.
C’era grande attesa sul casting della principessa del Galles. La scelta è caduta sulla 24enne emergente Emma Corrin (già interprete della serie Pennyworth). “Io ho sempre visto Diana come un’icona ma per interpretarla mi sono concentrata sulla sua umanità, il suo mistero” spiega Emma Corrin. Per l’attrice, Diana “non era del tutto inconsapevole di ciò che l’aspettasse a Corte ma niente può prepararti a vivere in quella realtà”. Quando si trasferisce nel palazzo “è come se sentisse di perdere parte della propria identità”.

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