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Ultimo aggiornamento 17 Ottobre, 2020, 19:43:08 di Maurizio Barra

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DALLE 08:46 ALLE 19:43 DI SABATO 17 OTTOBRE 2020

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Coronavirus: terapie intensive ‘sparite’ e caos test, cosa non va
Arcuri, ne mancano 1.600. Medici senza dispositivi , molti non vaccinano
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17 ottobre 2020
08:46
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Contagi al record storico e il Paese a corto di munizioni nella battaglia contro il Covid. Crolla sotto i colpi dei nuovi numeri a cinque zeri la strategia delle cosiddette ‘tre T’ (tracciabilità, test e trattamento) in Italia annunciata e percorsa in questi mesi dai leader del sistema sanitario nazionale. L’ultima falla emerge dal confronto tra le Regioni e lo stesso Commissario per l’Emergenza: il numero delle effettive terapie intensive nei vari ospedali, uno degli indicatori principali delle criticità legate all’emergenza, rischia di essere ‘falsato’ a causa della mancata attivazione dei posti in rianimazione.
“In questi mesi alle Regioni abbiamo inviato 3.059 ventilatori polmonari per le terapie intensive, 1.429 per le subintensive. Prima del Covid le terapie intensive erano 5.179 e ora ne risultano attive 6.628 ma, in base ai dispositivi forniti, dovevamo averne altre 1.600 che sono già nelle disponibilità delle singole regioni ma non sono ancora attive – spiega Arcuri, chiedendo ora a gran voce alle regioni di attivarle – Abbiamo altri 1.500 ventilatori disponibili, ma prima di distribuirli vorremmo vedere attivati i 1.600 posti letto di terapia intensiva per cui abbiamo già inviato i ventilatori”.
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Uno degli esempi riguarderebbe la Campania, che ha disposto le ordinanze più restrittive: prima del Covid aveva 335 posti letto di terapia intensiva. Il governo ha inviato 231 ventilatori per le terapie intensive e 167 per le sub intensive. Oggi risultano attivati 433 posti, ma dovrebbero invece essere 566.
Al di sotto delle aspettative anche il funzionamento della ‘T’ dei tamponi. Sono meno di 50 i laboratori specializzati che processano i tamponi per individuare il Covid, troppo pochi per il carico da sostenere in questi mesi. Su di loro ricade la maggior parte del lavoro diagnostico. Ci sono poi altre centinaia sezioni che fanno parte di laboratori misti non dedicate esclusivamente all’analisi del Covid ma impegnate in tutte le altre analisi. Lo ha spiegato Maurizio Sanguinetti, presidente di Escmid e Direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche, dell’IRCCS Policlinico Gemelli di Roma durante un convegno di Fondazione Menarini. “Per incrementare diagnosi rapide ed efficaci serve ora più che mai aumentare il numero dei laboratori di microbiologia autonomi e specifici sul territorio e costruire l’alleanza con i medici di famiglia per l’interpretazione dei casi dubbi”.
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In diverse città si assiste a file di auto in coda ai ‘drive through’, a volte anche per più di otto ore. Diversi laboratori non sono preparati a contenere le migliaia di richieste degli utenti, molti dei quali si presentano senza prenotazione pur non essendo obbligati a fare il test perché non sospetti. “Sui tamponi – suggerisce il ministero Boccia – sarebbe opportuno utilizzare lo schema utilizzato da alcune regioni, Veneto, Lazio o Emilia Romagna che indicano chiaramente sul proprio sito i luoghi e i laboratori in cui è possibile effettuare tamponi, molecolari, antigenici e quelli rapidi validati dalle autorità sanitarie del G7 autorizzati la settimana scorsa”. Finora sono stati somministrati oltre 13 milioni di test ed è stata inoltre inviata due giorni fa una lettera alle stesse Regioni in cui si chiedeva di comunicare il fabbisogno di tamponi e reagenti per poter chiudere la nuova offerta. Arcuri ora attende dai governatori indicazioni per poter procedere ulteriormente, mentre altri 5 milioni di tamponi sono già acquistati.
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Si riaffaccia anche l’incubo della mancanza di mascherine tra i sanitari, che incide sulla prevenzione dei pazienti: le dosi di vaccino antinfluenzale “sono nella disponibilità della maggioranza dei medici di famiglia (che hanno chiesto agli italiani di mettersi in autolockdown) e sono arrivate nelle Asl, ma molti medici non le stanno acquisendo e dunque non stanno procedendo alla vaccinazione delle fasce di popolazione a rischio poichè stanno scarseggiando i dispositivi di protezione individuale dpi come mascherine, guanti e camici monouso”, denuncia Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg.
Tra i combattenti anti-Covid più in difficoltà c’è anche la ‘T’ dei cosiddetti ‘tracciatori’, circa 9mila igienisti delle Asl che hanno il compito di scovare, testare e isolare le persone contagiose e che oggi si trovano di fronte ad un oceano di positivi attualmente in circolazione, oltre 107mila. Troppi malati per pochi cacciatori di virus. Il Governo ne aveva previsti all’inizio dell’emergenza almeno uno ogni 10mila abitanti, ma oggi quella cifra è irrisoria di fronte ai dati degli ultimi bollettini: per ogni nuovo contagiato bisogna rintracciare in media 20 suoi contatti stretti, quindi ogni giorno c’è da inseguire oltre 170 mila persone a rischio. E se in Basilicata (7,6 tracciatori ogni 10mila abitanti) Veneto (2,8), Trento (2,7) Lazio (1,8), Lombardia (1,3), Emilia (1,3) e Campania 623 (1,1) si rispetta ancora quel minimo, in Abruzzo, Calabria e Friuli si scende sotto quella soglia, già di per sé insufficiente.
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A confermare la situazione è anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della salute per l’emergenza Covid: “le Asl non sono più in grado di tracciare i contagi, quindi la strategia di contenimento del virus non va. Il contact tracing non sta funzionando nè manualmente, con le interviste ai positivi al virus sui loro contatti, nè tecnologicamente con Immuni”. Nonostante la massiva campagna pubblicitaria, stenta a decollare infatti anche la app: si segnala un aumento di oltre un milione e centomila download nella settimana dal 6 al 13 ottobre (+15%). Finora si tratta però ‘solo’ di nove milioni registrazioni rispetto alla possibile platea di 50 milioni di italiani che usano abitualmente il telefonino.
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Santelli: note silenzio accolgono feretro alla Cittadella
Aperta camera ardente. Picchetto d’onore carabinieri e gonfaloni
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CATANZARO
17 ottobre 2020
11:26
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Le note del “Silenzio”, intonate dal maestro Alessandro Silvestro dell’Orchestra sinfonica della Provincia di Catanzaro, hanno accolto, questa mattina, il feretro della presidente della Regione Calabria Jole Santelli nella piazza San Francesco di Paola alla Cittadella regionale a Catanzaro dove è stata allestita la camera ardente. A fare da cornice al feretro un picchetto d’onore in alta uniforme dei carabinieri, i Gonfaloni del Consiglio regionale, delle cinque Province della Calabria e della Città metropolitana di Reggio Calabria All’arrivo del feretro erano presenti il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini e l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio. Accanto alla bara le sorelle della presidente, Paola e Roberta, assessori consiglieri regionali.
Amministratori, dipendenti e anche semplici cittadini sono in fila per porgere un ultimo saluto alla governatrice. La camera ardente rimarrà aperta fino alle 13.30, poi il presidente della Conferenza episcopale calabra e arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, benedirà la salma del presidente Santelli. Quindi il feretro muoverà verso il cimitero di Malito, paese di origine della presidente Santelli.
Il servizio d’ordine è garantito dalla Protezione civile regionale e dalla Croce rossa.
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Covid: un caso a Santa Marta, la residenza del Papa
‘Il malato ha lasciato la sede ed è in isolamento’
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CITTA DEL VATICANO
17 ottobre 2020
13:22
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Si registra un nuovo caso di Covid in Vaticano, questa volta a Santa Marta, la residenza del Papa. “Il malato, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento, come anche coloro che sono venuti in contatto diretto con lui, e ha lasciato temporaneamente Casa Santa Marta, dove abitualmente risiede”, riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni.
“Nei giorni scorsi i tre casi positivi tra residenti e cittadini dello Stato della Città del Vaticano sono guariti. Nel frattempo – riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni – è stato individuato un altro caso di positività al Covid-19 tra i residenti dello Stato, a cui si aggiungono i positivi riscontrati tra le Guardie Svizzere. Il malato, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento, come anche coloro che sono venuti in contatto diretto con lui, e ha lasciato temporaneamente Casa Santa Marta, dove abitualmente risiede”.
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Opposizione chiede stop lavori Aula Camera in settimana
Molinari, capigruppo in quarantena, non esaminare legge omofobia
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17 ottobre 2020
15:29
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L’opposizione chiede di fermare i lavori dell’Aula alla Camera la prossima settimana. Lo si apprende da fonti di maggioranza, secondo le quali la richiesta sarebbe legata alla contrarietà a introdurre un meccanismo di voto a distanza.
“Noi capigruppo di opposizione – precisa Riccardo Molinari, della Lega – siamo tutti in quarantena fiduciaria, anche io che ho tampone negativo. Per questa ragione abbiamo chiesto di non esaminare la prossima una legge importante come la legge Zan sull’omofobia, per consentire un dibattito ampio quando saremo presenti. Non è una richiesta di fermare tutto ma di non esaminare un provvedimento di legge così rilevante”.
“I gruppi di opposizione, contrari ai lavori a distanza, hanno chiesto di sospendere per la prossima settimana i lavori di Aula alla Camera. Poi come pensano di riprendere?”. Se lo chiede Stefano Ceccanti (Pd).
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Manovra: fonti, ripartono cartelle ma stop atti esecutivi
Blocco ingiunzioni e procedure esecutive. Riaperta rateizzazione
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17 ottobre 2020
15:49
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Blocco delle ingiunzioni di pagamento e delle procedure esecutive ma resta confermata la ripartenza delle cartelle esattoriali. E’ l’accordo raggiunto la scorsa notte, a quanto si apprende, nel corso del vertice di governo a Palazzo Chigi sulla manovra. Dopo la sospensione delle cartelle legata all’emergenza Covid, Iv e M5s chiedevano un nuovo blocco, fino a gennaio. Ma la soluzione di compromesso trovata è non bloccare le cartelle ma la fase esecutiva. Inoltre dovrebbe essere riaperta la rateizzazione per chi è decaduto.
“Per noi – dice una fonte di Iv – è una follia far ripartire le cartelle la settimana prossima con tutto quello che sta accadendo ma questo è il compromesso raggiunto”.
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Atlantia: cede 49% Telepass a Partners Group
Per oltre 1 mld euro. Gruppo punta su piattaforma europea
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17 ottobre 2020
16:19
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Atlantia ha firmato oggi il contratto per vendere il 49% di Telepass al private equity Partners Group per 1,056 miliardi di euro. Lo si legge in una nota, che spiega che “a valle della transazione, Partners Group e Atlantia lavoreranno a stretto contatto insieme a Telepass su una serie di iniziative strategiche per accelerare la crescita del business attuale e per sviluppare la piattaforma a livello paneuropeo”
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Scontro Confidustria-sindacati su blocco licenziamenti
Stirpe, non vogliamo divieto di licenziare. Furlan,è disastro sociale
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17 ottobre 2020
13:54
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“Ci aspettiamo che alla parole di Patuanelli sui licenziamenti seguano i fatti. Il divieto di licenziare infatti era stato detto essere una misura emergenziale”, dice il vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, dal palco del convegno dei giovani imprenditori di Confindustria riferendosi alla possibilità di uno stop al blocco dei licenziamenti dal 2021, prospettata dal ministro dello Sviluppo economico. “Non vogliamo la Cassa Covid, vorremmo piuttosto poter utilizzare la Cassa integrazione ordinaria ma non essere soggetto al divieto di licenziamento”, ha spiegato Stirpe. Su fronte opposto la leader della Cisl, Annamaria Furlan secondo cui chi vuole lo sblocco dei licenziamenti vuole un disastro sociale”. Per il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo “Se non si è in una fase di lockdown e se riusciamo a gestire in sicurezza i luoghi di lavoro è chiaro che se si utilizza l’ammortizzatore sociale, quindi solo nel caso che si utilizzi la Cig covid, ha un senso che ci sia un blocco dei licenziamenti”. “Se questo è lo scenario – ha ribadito – potremmo inserire il blocco solo nel caso di utilizzo della cassa. Stiamo parlando di una fase di non lockdown, per me in fase di lockdown è necessario”.
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Manovra: governo a sindacati, proroga Cig Covid con dl
Fino a 31/12. Poi in L.Bilancio altre 18 settimane per 2021
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17 ottobre 2020
18:19
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Subito la proroga della Cig Covid fino alla fine dell’anno per garantire la copertura a chi dovesse esaurirla già da metà novembre, anticipando la misura con un decreto legge collegato alla manovra. E’ questo, secondo quanto si apprende, lo schema di intervento sugli ammortizzatori annunciato dal governo nel corso dell’incontro con i sindacati. Con la legge di Bilancio si dovrebbero poi prevedere altre 18 settimane, da utilizzare nel 2021, che potranno richiedere anche le imprese che finora non hanno usufruito degli ammortizzatori di emergenza, e che si applicheranno con il meccanismo attuale, che prevede la gratuità dello strumento per le imprese che abbiano registrato perdite oltre il 20%.
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Per quanto riguarda poi le cartelle esattoriali si ipotiza il blocco delle ingiunzioni di pagamento e delle procedure esecutive ma resta comunque confermata la ripartenza delle cartelle.Dopo la sospensione delle cartelle legata all’emergenza Covid, Iv e M5s chiedevano un
nuovo blocco, fino a gennaio. Ma la soluzione di compromesso
trovata è non bloccare le cartelle ma la fase esecutiva. Inoltre
dovrebbe essere riaperta la rateizzazione per chi è decaduto.
“Per noi – dice una fonte di Iv – è una follia far ripartire le
cartelle la settimana prossima con tutto quello che sta
accadendo ma questo è il compromesso raggiunto”.
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Covid: Caritas, aumentano i ‘nuovi poveri’, sono il 45%
In maggioranza donne, famiglie con minori, italiani
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17 ottobre 2020
15:17
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Nel periodo maggio-settembre 2020, confrontato con gli stessi mesi del 2019, l’incidenza dei “nuovi poveri” per effetto dell’emergenza Covid passa dal 31% al 45%: “quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta”. Lo afferma la stessa Caritas nel Rapporto Povertà. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa.
Nei tre mesi più difficili dell’emergenza Covid, da aprile a giugno di quest’anno, la Caritas ha assistito 450mila persone; una su tre era la prima volta che si rivolgeva all’ente di beneficienza.
Tra le file degli assistiti sono arrivati anche i piccoli commercianti e i lavoratori autonomi: oltre 2mila di loro sono stati aiutati da Caritas.
Di Maio, senza reddito sarebbe stata rivoluzione sociale – “Se durante questa pandemia non avessimo avuto il reddito di cittadinanza ci saremmo ritrovati davanti a una rivolta sociale, perché la fame crea rabbia. E l’aiuto alle persone in difficoltà è un gesto di pace”. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post su Facebook in occasione della giornata internazionale per la lotta alla povertà. “Durante queste settimane, girando per l’Italia, ho avuto modo di ascoltare molte storie di vita reale. Di chi ha davvero sofferto. In molti ci hanno ringraziato per aver introdotto il reddito di cittadinanza così come il reddito di emergenza durante il lockdown”, ha sottolineato Di Maio.
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Cgia, rischiamo di bruciare 160 mld di ricchezza – A causa degli effetti negativi del Covid rischiamo di ‘bruciare’ 160 miliardi di Pil: lo sostiene la Cgia di Mestre, secondo la quale nella più rosea previsione il Pil italiano di quest’anno dovrebbe scendere, rispetto al 2019, del 10% circa. Per dare l’idea della dimensione della contrazione, è come se il Veneto fosse stato in lockdown per tutto l’anno. “La gravità della situazione emerge in maniera ancor più evidente se paragoniamo l’attuale situazione economica con quanto accaduto nel 2009, annus horribilis dell’economia italiana del dopoguerra – sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi degli Artigiani di Mestre, Paolo Zabeo – .Allora, il Pil scese del 5,5% e il tasso di disoccupazione, nel giro di 2 anni, passò dal 6 al 12%. Quest’anno, invece, se le cose andranno bene, il Pil diminuirà del 10%”.
Sangalli, necessario evitare un nuovo lockdown – “Questa nuova emergenza sanitaria, con coprifuochi e chiusure anticipate dei pubblici esercizi, aumenta l’incertezza e mette a rischio decine di migliaia di imprese”. A lanciare l’ allarme è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Sono prioritarie misure efficaci anti Covid e con una economia già in ginocchio va assolutamente evitato un secondo lockdown – spiega sangalli in una nota – Il Governo deve sostenere con maggiori e più veloci indennizzi le imprese in difficoltà, altrimenti a fine anno rischieremo gravi, gravissime conseguenze per l’occupazione”.
Confcommercio: futuro nero per turismo e ristorazione – Per ristorazione, tempo libero e turismo si profilano giorni bui per la recrudescenza dei contagi da Covid-19. E’ quanto emerge dal rapporto sulla congiuntura elaborato da Confcommercio in cui si prevede che il “quarto trimestre si apre all’insegna di una rinnovata e profonda incertezza alimentata dalla dinamica dei contagi” con il risultato che i settori della “convivialità” e del turismo “non verranno coinvolti dalla ripresa del Pil”. Per il mese di ottobre Confcommercio stima un incremento dello 0,9% congiunturale dep prodotto che si traduce in una decrescita su base annua del 5,1%.
Lavoro in fumo per 219.000 di autonomi in un anno – Tra il II trimestre 2019 e quello di quest’anno, su 841.000 posti di lavoro perduti, 219.000 son stati quelli degli autonomi, comparto “passato da 5,4 a 5,1 milioni di occupati (-4,1%)”. Per il 79% dei professionisti, nei mesi bui dell’emergenza Covid (aprile e maggio), le entrate sono scese, ma per il 35,8% il calo è stato “superiore al 50%”. Lo scrivono i consulenti del lavoro.
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Santelli: in migliaia a camera ardente per ultimo saluto
Salma benedetta dall’arcivescovo di Catanzaro
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CATANZARO
17 ottobre 2020
15:29
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Migliaia di cittadini, autorità politiche, civili e militari, centinaia di sindaci con le fasce tricolori, organizzazioni di categoria hanno dato l’ultimo saluto a Jole Santelli, alla camera ardente allestita nella piazza San Francesco di Paola della Cittadella regionale.
Accanto al feretro i parenti e gli amici della governatrice, mentre migliaia di persone – nel rispetto delle norme anti-Covid – hanno sfilato davanti al feretro per l’ultimo saluto. Presenti anche centinaia di sindaci in fascia tricolore, che – con il coordinamento dell’Anci – hanno dato vita a un lungo corteo.
Sulla piazza i gonfaloni del Consiglio regionale della Calabria, delle cinque Province, della Città metropolitana di Reggio Calabria e della Regione Campania. Tra gli altri hanno portato il loro saluto anche gli ex presidenti della Regione Mario Oliverio, Agazio Loiero, Giuseppe Chiaravalloti e Guido Rhodio, il sottosegretario di Stato Anna Laura Orrico, i prefetti, i parlamentari, i presidenti delle Province della Calabria e il governatore della Puglia Michele Emiliano.
La camera ardente è stata chiusa dalla parole del presidente della Cec e arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, che ha benedetto la salma del presidente Santelli.
“Jole – ha detto il presule – è stata strappata precocemente a questa vita da una malattia che non perdona, ma di fronte a questa morte inaspettata ci sentiamo ancora più uniti. La Calabria, in questi giorni commossa e in lacrime, trovi la forza di unirsi per apporre un argine a chi vuole farne una terra di facili conquiste e di divisioni. Jole ha scelto prima la Calabria, prima i calabresi, poi la salute”.
Alle ore 13.50, il feretro di Jole Santelli ha lasciato la Cittadella per raggiungere Cosenza. Dopo la cremazione del corpo, la governatrice riposerà accanto ai genitori nella cappella di famiglia nel cimitero di Malito, in provincia di Cosenza.
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Roma: Raggi, serve ‘modello Genova’ e più poteri ai sindaci
“Semplificare Codice appalti per opere rapide”
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ROMA
17 ottobre 2020
15:42
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“Ci siamo spesso confrontati coi sindaci. Il modello Genova dimostra che con una normativa fatta bene si è demolito e ricostruito un ponte, che è cosa ben più difficile che rifare una strada. Servono più poteri ai sindaci, che agiscono nell’interesse della città e dei cittadini”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi intervenendo al Convegno dei giovani imprenditori di Confindustria.
“Le città sono uno snodo fondamentale per far atterrare gli investimenti, ma servono strumenti snelli perché non passino due o tre ere geologiche tra la gara e l’opera. Su Roma abbiamo sbloccato opere precedenti al 2000, cioè che nascono già vecchie – ha anche osservato – La metro C – ha fatto un esempio – è già in parte superata, e vi stiamo dunque mettendo tecnologie più moderne. Però serve anche rapidità. Il codice degli appalti è estremamente complesso e nella complessità proliferano interpretazioni contrastanti anche per noi amministrazioni, e favorisce ‘sacche’ da evitare. Servono norme chiare e semplici.
Inoltre il limite di 5 milioni di investimento per noi a Roma non va bene: non ci finanzio neanche una derattizzazione. Le città non possono essere bloccate per anni. Io la semplificazione del codice degli appalti l’ho chiesta da subito, nel M5s non erano d’accordo mai io l’ho criticata lo stesso. E poi c’è il tema dei ricorsi che bloccano i lavori e paralizzano gli investimenti. È meglio dire: i lavori vanno avanti, sui ricorsi lavora la magistratura, e poi se un imprenditore ha ragione scatta il risarcimento. Perché altrimenti le città si paralizzano. Poi si può dare una stretta sui controlli: nessuno vuole la deregolamentazione. Voglio aumentare la qualità dei lavori ma dare anche certezze alle imprese – ha concluso la sindaca – Io non posso aspettare 4-5 anni che una gara vada a buon fine”.  VAI ALL’ECONOMIA

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