Ultimo aggiornamento 24 Ottobre, 2020, 12:20:02 di Maurizio Barra
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Covid: pasionaria antimovida, a Torino una serata civile
Chierici, ieri sera è stato tutto corretto
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TORINO
24 ottobre 2020
07:15
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“Tutto corretto, tutti seduti, mascherine ok, distanze rispettate, no svacco, non urla selvagge, no ammassi di folla, la gente si gode la serata civilmente. Ci voleva il covid? Vedremo se più tardi la situazione cambierà ma certo che se continuasse così forse si potrebbe pensare che si sta andando verso una trasformazione finalmente civile del divertimento”. E’ quanto scrive su Facebook la torinese Simonetta Chierici, da anni promotrice di iniziative per la regolamentazione della movida in città. Il post è corredato da una fotografia di uno dei luoghi solitamente più frequentati scattata alle 23 di ieri.
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Covid: Appendino in zone movida, stretta Torino funziona
Sindaca, grazie a cittadini che rispettano disposizioni
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TORINO
24 ottobre 2020
11:19
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La sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha voluto rendersi conto di persona di come la città abbia reagito alla prima serata di ordinanza per limitare gli assembramenti da movida. Ieri sera è passata “a vedere la situazione delle piazze – spiega su Facebook – che prevedono un contenimento degli accessi durante questo weekend”. Misure che riguardano la zona di piazza Santa Giulia, via Matteo Pescatore e via Montanaro. “Lasciatemi innanzitutto ringraziare le forze dell’ordine e la polizia municipale – scrive – per il grande lavoro che stanno facendo e tutte le cittadine e i cittadini che comprendono e rispettano le disposizioni. Sappiamo che si tratta di restrizioni e nessuno le dispone volentieri. Purtroppo, però, sono necessarie per il contenimento del contagio. I numeri li stiamo vedendo tutti e, ancora una volta, dobbiamo lavorare insieme per frenare questo andamento”. POLITICA
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Droga: il pusher era il vicepresidente del circolo, preso
A Torino da polizia. Hashish nascosto fra le spezie sul bancone
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TORINO
24 ottobre 2020
09:52
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Vicepresidente di un circolo privato e spacciatore di stupefacenti. Un ventottenne è stato arrestato dalla polizia, a Torino, dopo una serie di accertamenti su quanto avveniva all’interno del locale, in via Cuneo. Nel corso di una perquisizione gli agenti hanno trovato un panetto di hashish nascosto fra le spezie sul bancone della cucina e, infilati in un forno a microonde, cinquemila euro in contanti (più qualche frammento di marijuana e un bilancino).
Dietro il banco di mescita c’erano quattro telefonini.
Il ventottenne aveva nelle tasche dieci chiavi e un telefomando.
Nonostante fosse senza patente (mai conseguita) utilizzava un’auto di proprietà di un’altra persona, cui era stata precedentemente sequestrata per mancanza di copertura assicurativa. Dopo avere esaminato la documentazione relativa alla vettura gli agenti hanno individuato uno stabile in zona Barriera Milano: le chiavi hanno permesso l’apertura del cancello principale d’accesso e di alcuni box. In uno di questi, grazie al cane antidroga Evan, gli agenti hanno trovato un borsone contenente 16 confezioni di marijuana per un peso di oltre 17 chili, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.
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Covid: movida con coprifuoco a Torino, ‘che tristezza’
Prima sera con restrizioni. Ma tutto fila liscio
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TORINO
24 ottobre 2020
11:13
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“Non sembra neppure Santa Giulia.
Non sembra niente, che tristezza”. Moreno, 24 anni, da Messina studente lavoratore, non nasconde la sua amarezza davanti agli agenti di polizia che gli chiedono dove sta andando. A Torino è la prima sera di coprifuoco a macchia di leopardo: questa riguarda alcune zone intorno al quartiere Vanchiglia, uno dei centri della movida. L’accesso è consentito dalle 22.30 alle 5 ma solo a residenti, a chi va a trovarli a casa, per chi fa le consegne e per chi va nei locali per il tempo della consumazione. Così dice l’ordinanza della sindaca Appendino.
La presenza delle forze dell’ordine si fa sentire, ma non ci sono check point in stile Belfast anni 70-80 come temeva qualcuno. Poca gente ai tavolini recintati da corde, nessun assembramento. “Colpisce il silenzio – dice Renè che lavora in uno dei locali – C’è da chiedersi se a questo punto non abbia più senso chiudere tutto e tornare al lockdown”. Non ci sono tensioni. Anzi. All’altezza con via Balbo sono anche spariti i pusher che di solito si appostano nell’angolo della strada per chiederti se hai bisogno di qualcosa. Un agente confessa che a preoccupare è il vicino centro sociale Askatasuna perché non si sa mai che queste restrizioni portino gli antagonisti a qualche azione ma per fortuna, a Torino, tutto fila liscio, nella prima notte di coprifuoco.
