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Ultimo aggiornamento 24 Ottobre, 2020, 13:05:20 di Maurizio Barra

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DALLE 08:10 ALLE 13:05 DI SABATO 24 OTTOBRE 2020

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Covid: Confesercenti, così chiuderemo in 110mila
Nuovo allarme commercianti, a rischio 5,8 miliardi di consumi
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24 ottobre 2020
08:10
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Le nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19 provocheranno un ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie e potrebbero causare la chiusura di altre 20mila attività, portando da 90 a 110mila le cessazioni di impresa previste quest’anno. A rinnovare l’allarme è la Confesercenti secondo cui nell’ipotesi che le chiusure siano imposte anche per la prima settimana di novembre, la riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 potrebbe raggiungere i 95,8 miliardi di euro anche con il ritorno alla normalità in occasione delle festività natalizie .
Inoltre, secondo Confesercenti, nel caso si dovesse tornare a due ulteriori mesi di lockdown, si verificherebbe una caduta immediata della spesa di 40 miliardi. “L’aver evitato il lockdown totale è un fatto positivo, ma le restrizioni imposte potrebbero comunque avere ripercussioni drammatiche sulle imprese, in particolare nei comparti colpiti in maniera diretta dalle nuove limitazioni”, sostiene Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti.
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Previdenza:Lusardi,Covid ipoteca su giovani, siano pronti
Non tornare come prima, agire in fretta
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24 ottobre 2020
11:01
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” La pandemia aumenta il debito creando vincoli sulle generazioni future: a maggiore ragione occorre pensare bene al proprio futuro”. Così Anna Maria Lusardi, a capo del Comitato per l’educazione finanziaria, presentando la settimana per l’educazione previdenziale che si svolgerà da lunedì 26 al 31 ottobre nell’ambito del mese dell’ Educazione finanziaria. Un progetto, spiega Lusardi , che guarda soprattutto alle nuove generazioni “perchè quando si parla di educazione previdenziale bisogna partire dai giovani e bisogna farlo con linguaggi nuovi”. Proprio per questo il Comitato ha lanciato quest’anno “Un’idea per il futuro” un concorso per studenti universitari per la realizzazione di una app per l’alfabetizzazione previdenziale dei ragazzi. “il tempo stringe”, dice Lusardi , perchè tanto più difronte alla crisi provocata dalla pandemia dobbiamo avere maggiori capacità di reazione. Il rischio di longevità ( il protrarsi dell’esistenza in vita dei soggetti che godono di un vitalizio oltre le medie di speranza di vita) diventa maggiore a fronte di una crisi e tutti devono averne coscienza per tempo . ” Gli italiani hanno sui conti correnti l’equivalente del Pil nazionale, ma per investire bisogna sapere. E non possiamo ritornare al normale perchè il normale non andava già bene; le famiglie italiane erano fragili finanziariamente anche prima della pandemia”.
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Previdenza: Lusardi, Comuni siano volano benessere cittadini
Uffici e sovvenzioni comunali per avviare fondi pensione
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24 ottobre 2020
11:03
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Un ufficio ‘Benessere dei cittadini’ in tutti i Comuni italiani che possa aiutarli nel raggiungere una educazione finanziaria adeguata a vivere meglio e proteggersi per il futuro. E’ l’idea lanciata da Annamaria Lusardi, a capo del Comitato per l’Educazione finanziaria , presentando la settimana dell’educazione alla previdenza da lunedi 26 al 31 ottobre nell’ambito del Mese dell’educazione finanziaria che quest’anno ha visto oltre 600 iniziative su tutto il territorio nazionale e si concluderà nella prima settimana di novembre con la World investor week, la Settimana mondiale dell’investitore. I sindaci conoscono il proprio territorio ed i loro cittadini: i Comuni quindi possono essere “un vero e proprio volano per il benessere”, dice Lusardi. “L’Italia deve tornare a puntare sui territori ed i Comuni possono fare molto. Specialmente in un momento come questo la politica si deve indirizzare al benessere dei cittadini, si potrebbe anche pensare ad una sovvenzione dei comuni per avviare i fondi pensione per ciascuno.”Perchè deve essere chiaro- avverte Lusardi- che dopo la pandemia dovremo tornare ad occuparci di lotta alla povertà, che non si fa con i sussidi, ma con gli investimenti sul futuro”.
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Covid: Cgia, se nuovo lockdown ko definitivo per artigianato
Lombardia, Emilia e Veneto il maggior calo di imprese
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VENEZIA
24 ottobre 2020
11:05
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Anche a causa del Covid, l’artigianato è sempre più in affanno. Nei primi 6 mesi del 2020 le imprese del settore sono calate di 4.446 unità; facendo scendere il numero complessivo a quota 1.291.156. Sia nel I (-10.902) che nel II trim. 2020 (+6.456) i saldi sono stati tra i peggiori degli ultimi 10 anni. Lo scrive la Cgia secondo la quale se fosse deciso un nuovo lockdown, “sarebbe il colpo del definitivo KO”, per le imprese.
Osservando i dati relativi alla nati-mortalità delle ditte artigiane, spiega la Cgia, il forte calo registrato dal saldo relativo al I trim. (-10.902) è stato solo in parte recuperato nel secondo (+6.456): trend che si verifica puntualmente quasi ogni anno, anche se va sottolineato che la ripresa avvenuta nel II trim. è in massima parte ascrivibile alle costruzioni che hanno avuto un saldo pari a +3.863 (incide per il 60% sul dato nazionale del II trim,). Se, in questo periodo di Covid, i settori tradizionali dell’artigianato continuano a soffrire, l’edilizia, invece, è in netta controtendenza e ciò potrebbe essere riconducibile all’apporto dato dai neo imprenditori stranieri e all’introduzione del superbonus del 110%. Lombardia (-1.244), Emilia R. (-881), Veneto (-687) e Piemonte (-455) le regioni che nei primi 6 mesi subito i saldi negativi più importanti. In controtendenza gli score conseguiti da Trentino (+118), Campania (+345) e Lazio (+509); regioni che nella primavera scorsa sono state solo sfiorate dal Covid. Milano (-261), Vicenza (-204) e Bologna (-192) le realtà che a livello provinciale hanno sofferto di più il calo del numero delle ditte artigiane, Bolzano (+120), Napoli (+390) e Roma (+629) hanno registarto le situazioni più virtuose.
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Intesa Sanpaolo: al via fondo studio, 50 mln per il Sud
a tasso zero .In partnership con Bei
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24 ottobre 2020
11:11
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Intesa Sanpaolo è partner finanziario della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) per il Fondo StudioSì, il finanziamento a tasso zero messo a disposizione dal ministero dell’Università e della Ricerca in occasione dell’avvio dell’anno accademico 20/21. Il prestito – che ha lo scopo di sostenere le spese di iscrizione e le ulteriori spese vive connesse allo studio (es. trasporto, soggiorno, vitto) – è rivolto ai laureati che risiedono o studiano nel Mezzogiorno, non richiede alcuna garanzia, può arrivare a un massimo di 50.000 euro ed essere restituito in massimo 20 anni.
Il fondo ‘ destinato a studenti che risiedono in otto regioni target del progetto PON, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che frequentano o frequenteranno: gli ultimi due anni di laurea a ciclo unico, i corsi di laurea magistrale, master e scuole di specializzazione, presso qualsiasi ateneo italiano o estero. Possono accedere al Fondo anche gli studenti che risiedono in altre regioni d’Italia e che vogliono frequentare un Ateneo o una Scuola Specialistica nel Mezzogiorno.
“Contribuire alla diffusione di StudioSì significa veder riconosciuta la positiva esperienza di Intesa Sanpaolo con per Merito. Il prestito agli studenti riassume perfettamente la nostra visione di banca di impatto: pari condizioni di accesso al credito a tutti gli studenti di tutte le università per accorciare la scala sociale, premiare merito e responsabilità e per sostenere la categoria di cittadini con maggiori necessità e allo stesso tempo a più alto potenziale”, dice Marco Morganti, Responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo.
StudioSì si affianca a “per Merito”, il prestito avviato da Intesa Sanpaolo nel 2019 che ha già erogato 80 milioni di euro in logica impact a favore di oltre 7.000 studenti iscritti a tutti i corsi della formazione terziaria: triennale, specialistica, master, AFAM, ITS, università all’estero e, di recente, anche dottorati.   VAI ALLA POLITICA

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