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Tempo di lettura: 39 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Novembre, 2020, 22:06:13 di Maurizio Barra

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DALLE 01:53 ALLE 22:06 DI LUNEDì 09 NOVEMBRE 2020

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Libia: al via Forum Dialogo politico a Tunisi
Obiettivo arrivare a roadmap per le elezioni
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TUNISI
09 novembre 2020
01:53
AGGIORNATO ALLE

07:21
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Prende il via oggi a Tunisi, sotto gli auspici dell’Onu, il Forum del Dialogo politico libico, che vedrà 75 invitati di varie circoscrizioni e parti politiche della Libia ridisegnare gli assetti futuri del Paese, martoriato da anni di contrapposizioni tra il governo di accordo nazionale di Tripoli, riconosciuto dall’Onu e il potere incarnato dal generale Khalifa Haftar, culminate nel caos con il tentativo fallito del generale di conquistare la capitale.
La rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu e capo ad interim dell’Unsmil, Stephanie Williams ha detto di essere “ottimista” per i colloqui di Tunisi il cui obiettivo è quello di arrivare a una tabella di marcia per le elezioni nel paese preda del caos.
I colloqui riuniscono all’Hotel Four Seasons di Gammarth, 75 partecipanti libici in rappresentanza delle forze rivali: membri dell’Alto Consiglio di Stato (Tripolitania), del Parlamento di Tobruk (Cirenaica), nonché partecipanti selezionati dall’Onu sulla base del criterio di inclusività, al fine di cercare di uscire dalla crisi politica in Libia.
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Covid: Sidney, fuochi Capodanno si faranno ma con limiti
Posti in prima linea riservati a medici e infermieri
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09 novembre 2020
08:51
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Nonostante la pandemia di coronavirus, il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio che si tiene ogni Capodanno nella baia di Sidney si farà ma con delle restrizioni. Lo ha annunciato la premier del New South Wales, Gladys Berejiklian, precisando che all’area potranno accedere solo coloro che hanno prenotazioni in alberghi, ristoranti e locali.

Inoltre, i posti migliori per assistere sulla baia allo spettacolo pirotecnico di 12 minuti saranno riservati a medici e infermieri che hanno lottato in prima linea contro il Covid-19.
L’Australia, che ormai da settimane registra pochissimi nuovi contagi, ha avuto in totale soltanto 27.600 casi di coronavirus e 907 vittime.
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Usa 2020: Cina auspica dialogo con rispetto reciproco
Pechino definisce attese su nuova amministrazione americana
c
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PECHINO
09 novembre 2020
09:29
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“Abbiamo sempre sostenuto che la Cina e gli Stati Uniti dovrebbero rafforzare la comunicazione e il dialogo, gestire le differenze nel rispetto reciproco, espandere la cooperazione sulla base del vantaggio reciproco e promuovere lo sviluppo sano e stabile delle relazioni sino-americane”. Così il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, ha risposto in conferenza stampa a una domanda sulle attese verso la nuova amministrazione americana.
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Cuba: tempesta tropicale Eta, danni ma nessuna vittima
Potrebbe ridiventare uragano attraversando la Florida
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L’AVANA
09 novembre 2020
09:34
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La tempesta tropicale Eta ha attraversato ieri Cuba causando danni alle infrastrutture e alle piantagioni per i venti e le piogge battenti che l’hanno accompagnata, ma nessuna vittima. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa Prensa latina.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha seguito personalmente l’evolversi della situazione, confermando l’esistenza di danni in varie zone centrali e orientali dell’arcipelago, soprattutto a causa di inondazioni e l’ingresso del mare nelle zone costiere.
La Protezione civile cubana aveva preparato nei giorni scorsi la popolazione all’arrivo del fenomeno meteorologico, che nel suo passaggio in CentroAmerica ha causato nei giorni scorsi oltre 100 morti, per cui le misure adottate hanno evitato la perdita a Cuba di vite umane.
Intanto Eta si è addentrato in mare la notte scorsa ed ora evolve sugli Stretti della Florida, vicino alla striscia di isole tropicali conosciute come Florida Keys.
Secondo il Centro nazionale degli uragani (Nhc) statunitense, infine, vi sono possibilità che nella giornata odierna la tempesta tropicale si rafforzi e torni a trasformarsi in uragano come era quando ha attraversato il Nicaragua.
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Usa 2020: Putin, aspetto ufficialità per auguri a Biden
Lo riferisce il portavoce del Cremlino
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MOSCA
09 novembre 2020
10:54
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Putin aspetta i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali Usa per congratularsi col presidente eletto: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ripreso dalla Tass.
“Anticipando una vostra possibile domanda sulle congratulazioni del presidente Putin al presidente eletto degli Usa, voglio dire quanto segue: riteniamo corretto attendere i risultati ufficiali delle elezioni”, ha detto Peskov ai giornalisti.
La vittoria del democratico Joe Biden alle presidenziali Usa è contestata dallo sconfitto Trump.
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Usa 2020: oggi Biden incontra task-force anti-coronavirus
Nel pomeriggio parlerà da Wilmington
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09 novembre 2020
11:06
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Subito al lavoro il presidente eletto Joe Biden che oggi avrà un incontro con la task-force anti-coronavirus, una delle priorità del suo programma. La squadra, che sarà guidata dall’ex ‘surgeon general’ Vivek Murthy e dall’ex capo della Food and Drug Administration (Fda) David Kessler, sarà composta da 12 membri.
Nel corso della giornata, riportano i media americani, Biden ha in programma un intervento da Wilmington, la sua città nel Delaware, su come affrontare la pandemia di Covid che ha già ucciso oltre 237.000 americani.
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Turchia: lira in netta ripresa dopo addio ministro Finanze
Dimissioni genero Erdogan non ufficializzate e ignorate da media
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ISTANBUL
09 novembre 2020
11:12
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I mercati brindano all’addio annunciato dal ministro delle Finanze turco Berat Albayrak, genero del presidente Recep Tayyip Erdogan, che nel tardo pomeriggio di ieri ha reso note le sue dimissioni via Instagram.
Già dalle prime ore di contrattazioni, la lira turca ha fatto segnare massicci recuperi nei confronti delle principali valute internazionali, dopo aver perso circa un terzo del suo valore contro euro e dollaro dall’inizio dell’anno.
Al momento, la divisa di Ankara guadagna quasi il 2,5% su entrambe le valute e viene scambiata nuovamente sotto la soglia simbolica dei 10 lire per un euro (rpt, 10 lire per un euro).
Sebbene la notizia delle dimissioni non sia ancora stata confermata da fonti ufficiali, e non venga neppure riportata dalla maggior parte delle tv e dei media mainstream di Ankara nonostante sia apparsa sui giornali di tutto il mondo, gli investitori sembrano credere alla possibilità di una svolta nella gestione della politica economica turca, anche per effetto del cambio al vertice della Banca centrale, con l’arrivo del responsabile del budget presidenziale ed ex ministro delle Finanze Naci Agbal, avvenuto anch’esso a mercati chiusi nelle prime ore di sabato.
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Merkel, giuste attese Usa su maggior impegno Ue sicurezza
“Europei in cammino da tempo su questa strada”
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BERLINO
09 novembre 2020
11:35
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“Noi tedeschi ed europei sappiamo che, in questa partnership, dobbiamo assumere più responsabilità. L’America è e resta il nostro alleato più importante.
Ma si aspetta da noi, e giustamente, sforzi più grandi sul fronte della sicurezza e nello scendere in campo per difendere le nostre convinzioni nel mondo”. Lo ha detto Angela Merkel dopo la vittoria di Joe Biden alle presidenziali. “Noi europei ci siamo messi in cammino da tempo su questa strada”, ha aggiunto.
L’amicizia fra Usa e Ue è “un tesoro comune” e i due partner devono stare “fianco a fianco” di fronte alle grandi sfide, ha proseguito. “Siamo alleati nella Nato, condividiamo valori comuni fondamentali, dalla dignità dell’individuo a quella della democrazia e dello stato di diritto. E condividiamo interessi – ha detto Merkel -. Gli Usa e la Germania, come parte dell’Europa, devono stare insieme per superare le grandi sfide di oggi. Fianco a fianco nella difficile prova della pandemia.
Fianco a fianco nella lotta al surriscaldamento del pianeta e alle sue conseguenze globali, e nella lotta al terrorismo.
Fianco a fianco per un’economia mondiale aperta e un commercio libero”. “I presupposti del nostro benessere su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha concluso.
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Onu: inizia Settimana internazionale della scienza e pace
Focus su ruolo scienza nella risoluzione delle sfide globali
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09 novembre 2020
12:16
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Inizia oggi la Settimana internazionale della scienza e della pace, indetta per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1986, che coincide con la settimana in cui cade il 10 novembre la Giornata internazionale della scienza al servizio della pace e dello sviluppo. In questo periodo si incoraggiano gli Stati membri, le università, le accademie e gli istituti scientifici ad organizzare conferenze, seminari e dibattiti per diffondere informazioni sui legami tra il progresso scientifico e tecnologico e il mantenimento della pace.

Si incoraggia inoltre la cooperazione internazionale tra gli scienziati. Mai come quest’anno, funestato dalla pandemia, la scienza ha dimostrato il suo ruolo essenziale nella risoluzione delle sfide globali. Per questo nel corso di questa crisi sanitaria senza precedenti, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha cercato di avvicinare la scienza alla società e rafforzare le collaborazioni scientifiche internazionali tanto necessarie.
La risposta dell’UNESCO al COVID-19 è strutturata intorno a tre pilastri principali: promuovere la cooperazione scientifica internazionale, garantire l’accesso all’acqua e sostenere la ricostruzione ecologica. L’Unesco promuove inoltre uno status appropriato per i ricercatori scientifici, sollecita adeguate politiche nazionali in materia di scienza, tecnologia e innovazione e invita la società ad utilizzare in modo responsabile le conoscenze scientifiche e a condividerle.
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Birmania: partito Suu Kyi si proclama vincitore elezioni
Dati interni al partito gli assegnano la maggioranza assoluta
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BANGKOK
09 novembre 2020
11:18
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Il partito di Suu Kyi ha rivendicato una “vittoria a valanga” nelle elezioni legislative tenutesi ieri, e conta di conquistare ancora più seggi di quanti ottenuti nel trionfo del 2015. Lo ha annunciato il portavoce Myo Nyunt, mentre i risultati definitivi non sono ancora stati compilati dalla Commissione elettorale.

Dati interni della “Lega nazionale per la democrazia” di Suu Kyi danno la maggioranza assoluta al partito della “Signora”, ben di più dei 322 seggi necessari per formare un governo e con la possibilità che venga superata anche la quota di 390 seggi di cinque anni fa. In palio ci sono 315 seggi nella Camera bassa e 161 in quella alta. In entrambe, la Costituzione assegna ai militari un quarto dei seggi.
Le elezioni si sono tenute in un clima di forte consenso interno per Aung San Suu Kyi, che guida di fatto il governo, nonostante il precipitoso crollo della reputazione della “Signora” per il suo rifiuto di smarcarsi da posizioni nazionaliste sulla questione del trattamento dei musulmani Rohingya.
Circa 2 milioni di elettori, concentrati nelle zone dove era probabile la vittoria di partiti espressione delle minoranze etniche, non hanno potuto esprimere la loro preferenza dopo l’annullamento del voto per questioni di sicurezza in aree che hanno visto violenze negli ultimi mesi.
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Russia: Putin silura ministri dell’Ambiente e dei Trasporti
Il rimpasto prevede un vice premier in più e spostamenti vari
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MOSCA
09 novembre 2020
12:28
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Rimpasto di governo in Russia. Il presidente Vladimir Putin ha infatti destituito il ministro dei Trasporti Yevgeny Dietrich, quello delle Risorse Naturali e dell’Ambiente, Dmitry Kobylkin, nonché il ministro delle Costruzioni, Vladimir Yakushev.
Nikolai Tsukanov è stato inoltre sollevato dall’incarico di rappresentante plenipotenziario del presidente nel distretto federale degli Urali (sarà sostituito da Yakushev). Il numero dei vice primi ministri è stato poi aumentato da nove a dieci. Lo riporta Kommersant.
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Libia: iniziato Forum Dialogo politico di Tunisi
Obiettivo roadmap per le elezioni,giorni di lavori in programma
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TUNISI
09 novembre 2020
12:32
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E’ iniziato a Tunisi, sotto gli auspici dell’Onu, il Forum del Dialogo politico libico, che vede 75 invitati di varie circoscrizioni e parti politiche della Libia ridisegnare gli assetti futuri del Paese, martoriato da anni di contrapposizioni tra il governo di accordo nazionale di Tripoli, riconosciuto dall’Onu e il potere incarnato dal generale Khalifa Haftar, culminate nel caos con il tentativo fallito del generale di conquistare la capitale.
“Siamo di fronte a una nuova Libia dopo anni di guerra e distruzione”, ha affermato la rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu e capo ad interim dell’Unsmil, Stephanie Williams, in apertura dei lavori aggiungendo “di essere onorata di parlare a nome dell’Onu e di ospitare questo dialogo politico libico”.
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“Ringrazio tutti gli uffici della presidenza tunisina e dei vari ministeri per questa occasione – andiamo avanti insieme sul percorso indicato dalla Missione Onu per dare forza alla volontà del popolo libico. La strada di questo dialogo non sarà semplice, ma abbiamo raggiunto un accordo di cessate il fuoco permanente che ha cambiato il clima in Libia portandoci all’evento odierno”, ha detto Williams.
L’inviata Onu ha ricordato che questo evento avviene mentre “la Libia e la Tunisia, al pari di tutto il mondo, sono colpiti dal coronavirus, ma oggi ringraziamo i presenti a questo dialogo per il loro impegno concreto per arrivare a una soluzione concordata per porre fine alla crisi”. Williams ha detto di essere “ottimista” per i colloqui di Tunisi il cui obiettivo è quello di arrivare a una tabella di marcia per le elezioni nel paese preda del caos.
I colloqui riuniscono all’Hotel Four Seasons di Gammarth, 75 partecipanti libici in rappresentanza delle forze rivali: membri dell’Alto Consiglio di Stato (Tripolitania), del Parlamento di Tobruk (Cirenaica), nonché partecipanti selezionati dall’Onu sulla base del criterio di inclusività, al fine di cercare di uscire dalla crisi politica in Libia.Il Dialogo a Tunisi durerà 6 giorni, ha detto Williams.
Anche se da Tripoli giungono alcune voci di dissenso riguardo alla scelta dei partecipanti al Forum, che comunque si sono anche impegnati a non ricoprire alcun ruolo politico per il prossimo periodo di transizione, dai lavori di Tunisi dovrebbero anche uscire i nomi del nuovo consiglio presidenziale, presidente e due vice presidenti, a rappresentare le tre regioni della Libia.
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Bolivia: Morales torna oggi dopo un anno di esilio argentino
Ha lasciato Buenos Aires ieri pomeriggio
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BUENOS AIRES
09 novembre 2020
12:33
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L’ex presidente boliviano Evo Morales si accinge oggi a far ritorno in Patria dopo un anno trascorso in esilio, prima in Messico e poi in Argentina, a seguito delle tensioni seguite all’annullamento delle elezioni presidenziali del 2019 da lui vinte, ma contestate dall’opposizione e messe in dubbio per presunti brogli dalla Missione di osservatori dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa).
Morales ha lasciato nel pomeriggio di ieri Buenos Aires a bordo di un aereo C130, ed è giunto a Jujuy, nel nord argentino, da dove via terra si è trasferito a La Quiaca, città alla frontiera con la Bolivia.

Qui lo ha raggiunto il presidente argentino Alberto Fernández, con cui ha condiviso una cena di congedo e ringraziamento per l’ospitalità ricevuta.
Da La Quiaca oggi Morales attraverserà il confine giungendo nella città boliviana di Villazon alle 11 (le 15 italiane) dove sarà accolto da militanti del Mas e dei movimenti sociali che lo accompagneranno per due giorni con un corteo di centinaia di automezzi.
In varie tappe il leader ‘cocalero’ arriverà l’11 novembre a Chimoré, nel dipartimento di Cochabamba, che abbandonò esattamente un anno fa e dove presiederà il giorno successivo un incontro delle popolazioni indigene di vari Paesi latinoamericani.
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Gentiloni, sforzo globale per rispettare l’accordo sul clima
Ue e Gb apripista, ‘ma c’è bisogno che altri si uniscano’
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BRUXELLES
09 novembre 2020
12:35
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“A un anno dalla COP26 di Glasgow, dobbiamo tenere a mente che il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi” sul clima richiede “uno sforzo globale”. Così il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni, parlando al summit Green Horizon.

“L’Ue e il Regno Unito hanno aperto la strada” impegnandosi a raggiungere le emissioni zero entro il 2050, “ma abbiamo bisogno che altri si uniscano”, ha detto Gentiloni, che ritiene “incoraggiante che nelle ultime settimane alcuni paesi come Cina, Giappone e Sud Africa, abbiano assunto impegni simili”.
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Covid: in Montenegro rinviata formazione nuovo governo
Positivo al virus il leader di una delle forze di coalizione
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09 novembre 2020
13:09
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In Montenegro la formazione del nuovo governo, prevista per questi giorni, è stata rinviata di un paio di settimane dopo che Dritan Abazovic, deputato, leader di una delle forze di coalizione e che è destinato a un incarico ministeriale, è risultato positivo al coronavirus. Come riferiscono i media regionali, al test sul covid-19 dovranno sottoporsi tutti coloro che sono entrati in contatto con Abazovic, compresi i leader delle altre forze di coalizione, e numerosi deputati.
In Montenegro si è votato il 30 agosto scorso, e le elezioni hanno segnato la fine del dominio quasi trentennale del Partito democratico dei socialisti (Pds) del presidente Milo Djukanovic. A formare il nuovo governo sono le forze che erano all’opposizione, e che insieme hanno conquistato la maggioranza del parlamento di 81 seggi.
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Merkel, giuste attese Usa su maggior impegno Ue sicurezza
“Europei in cammino da tempo su questa strada”
(2)
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BERLINO
09 novembre 2020
12:55
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“Noi tedeschi ed europei sappiamo che, in questa partnership, dobbiamo assumere più responsabilità. L’America è e resta il nostro alleato più importante.
Ma si aspetta da noi, e giustamente, sforzi più grandi sul fronte della sicurezza e nello scendere in campo per difendere le nostre convinzioni nel mondo”. Lo ha detto Angela Merkel dopo la vittoria di Joe Biden alle presidenziali. “Noi europei ci siamo messi in cammino da tempo su questa strada”, ha aggiunto.
L’amicizia fra Usa e Ue è “un tesoro comune” e i due partner devono stare “fianco a fianco” di fronte alle grandi sfide, ha proseguito. “Siamo alleati nella Nato, condividiamo valori comuni fondamentali, dalla dignità dell’individuo a quella della democrazia e dello stato di diritto. E condividiamo interessi – ha detto Merkel -. Gli Usa e la Germania, come parte dell’Europa, devono stare insieme per superare le grandi sfide di oggi. Fianco a fianco nella difficile prova della pandemia.
Fianco a fianco nella lotta al surriscaldamento del pianeta e alle sue conseguenze globali, e nella lotta al terrorismo.
Fianco a fianco per un’economia mondiale aperta e un commercio libero”. “I presupposti del nostro benessere su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha concluso.
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Brexit: Barnier, raddoppiamo gli sforzi per un accordo
Il capo negoziatore a Londra per cercare un’intesa
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BRUXELLES
09 novembre 2020
12:58
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“Sono contento di essere a Londra, raddoppiando i nostri sforzi per raggiungere un accordo sulla partnership futura”. Così il capo negoziatore dell’Ue, Michel Barnier, su Twitter, ricordando le “tre chiavi per sbloccare un’intesa”.
Tra queste: “il rispetto dell’autonomia dell’Ue e della sovranità britannica, con una governance efficace e meccanismi di applicazione efficaci tra i partner internazionali; solide garanzie su una concorrenza ed un commercio liberi ed qui basati su standard elevati condivisi, in evoluzione nel tempo; e l’accesso stabile e reciproco ai mercati e alle opportunità di pesca nell’interesse di entrambe le parti”.
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Continua silenzio Bolsonaro sul risultato delle elezioni Usa
Ma nel suo governo aumenta pressing per posizione ‘pragmatica’
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BRASILIA
09 novembre 2020
13:21
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Il vicepresidente brasiliano, Hamilton Mourao, sta evitando di rilasciare commenti sul risultato delle elezioni negli Usa, mentre anche il presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, fedele alleato politico del repubblicano Donald Trump, non si è ancora espresso sull’annuncio della vittoria del democratico, Joe Biden.
“Bisogna essere prudenti”, si è limitato a dire Mourao.

Secondo Cnn Brasil e il quotidiano Folha de S.Paulo, le pressioni di gruppi interni al governo, compreso un settore delle forze armate, sembrano crescere a favore di una posizione “pragmatica” e del riconoscimento della vittoria di Biden.
Ma sia Bolsonaro, sia il suo ministro degli Esteri, Ernesto Araujo, sarebbero ancora orientati a non parlare fino a quando non ci sarà una risposta giudiziaria alle accuse di frode elettorali mosse da Trump.
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Ambasciatori europei in Egitto incontrano ong di Zaki
Al Cairo per discutere di difesa dei diritti umani
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IL CAIRO
09 novembre 2020
13:26
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Ambasciatori di diversi Paesi europei, tra cui l’Ambasciatore d’Italia Giampaolo Cantini, hanno incontrato al Cairo esponenti di un’organizzazione non-governativa egiziana per la difesa dei diritti umani, Eipr.
L’incontro, avvenuto la settimana scorsa, è stato segnalato nelle ultime ore su Twitter e Facebook dalla stessa “Iniziativa egiziana per i diritti della persona” (Eipr), l’ong per la quale è stato ricercatore in studi di genere Patrick Zaki, lo studente dell’università di Bologna in custodia cautelare da febbraio, in Egitto, con l’accusa di propaganda sovversiva.
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“Nell’incontro si è discusso di questioni di diritti umani e dei modi per sostenere il miglioramento dei diritti umani in Egitto e a livello globale”, riferisce un tweet.
L’incontro assume particolare rilievo in quanto le ong in Egitto sono da anni sotto pressione per via di una legislazione restrittiva che mira ad evitare che il loro operato aiuti più o meno direttamente forze radicali e avverse al governo.
Eipr e’ comunque un’associazione riconosciuta che opera alla luce del sole, in piena trasparenza, e non e’ mai stata messa fuori legge.
Oltre all’Ambasciatore d’Italia a Cairo, hanno partecipato all’incontro anche gli ambasciatori di Germania, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Olanda, Spagna e Svizzera e gli incaricati di affari di Canada, Norvegia e Svezia; il vice-ambasciatore della Gran Bretagna e rappresentanti della Commissione europea al Cairo, riferisce un altro tweet, precisando che la riunione si e’ svolta martedì 3 novembre.
Secondo quanto si apprende al Cairo, nell’occasione e’ stato discusso, su iniziativa dell’Ambasciatore italiano, anche il caso di Zaki.
I paesi europei, tra cui l’Italia, e altri occidentali, dimostrano da tempo attenzione alle ong impegnate nella difesa dei diritti umani in Egitto, come dimostrato da un incontro di diplomatici di quei Paesi con l’Anhri, Arabic network for human rights information, nel febbraio scorso, poco prima che il Covid ostacolasse per mesi simili riunioni.
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India: “Delhi soffoca!”, tweet Licypriya contro smog
La nota attivista ambientalista, 9 anni chiede misure urgenti
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NEW DELHI
09 novembre 2020
14:52
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“Dichiarate l’emergenza sanitaria a Delhi! Stiamo soffocando! I bambini muoiono” è il tweet accorato che Licypriya Kangujam, nove anni, nota attivista indiana del clima ha indirizzato al governatore della capitale indiana. Il tweet conclude: “Vogliamo un’azione urgente adesso per soluzioni permanenti”.

La ragazzina, fondatrice di “The Child movement”, il Movimento dei bambini, è da tempo in prima linea nella battaglia contro l’inquinamento: nel 2019 ha partecipato a Madrid al COP25, la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite e si è rivolta ai leader mondiali, il mese scorso è stata fermata a Delhi dalla Polizia mentre manifestava davanti al Parlamento con un altro giovane attivista Aarav Seth, 12 anni.
Il tweet di Licypriya, divenuto virale, arriva in un momento critico per Delhi, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, sta soffocando per l’aria divenuta irrespirabile, con livelli di inquinamento definiti “molto pericolosi”. Secondo i dati del Central Pollution Control Board ‘indice AQI, che misura le particelle inquinanti nell’aria, ha toccato un livello di guardia, 474.
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Francia: scrittore delle trincee Genevoix entra al Panthéon
In occasione celebrazioni per armistizio della Grande Guerra
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PARIGI
09 novembre 2020
15:52
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Le celebrazioni in Francia per i 102 anni dall’armistizio dell’11 novembre, firmato tra la Germania e gli alleati, saranno segnati quest’anno dall’ingresso al Panthéon – il tempio ‘laico’ dove riposano i grandi uomini della Patria – dello scrittore Maurice Genevoix, che ha raccontato l’orrore delle trincee nella guerra del 14-18.
In una Francia chiusa a causa del coronavirus, la cerimonia di dopodomani a cui partecipa il presidente Emmanuel Macron comincerà con l’omaggio al milite ignoto, sotto l’Arco di Trionfo, poi con l’ingresso al Panthéon delle spoglie di Genevoix, gravemente ferito nel 1914, che finora riposava in un cimitero parigino.
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Putin e Assad preparano conferenza per rientro dei profughi
La conferenza è prevista mercoledì e giovedì prossimi
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09 novembre 2020
15:55
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Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo siriano Bashar al Assad hanno discusso oggi, tramite videochiamata, l’organizzazione dell’imminente conferenza internazionale per il ritorno in patria di oltre 6 milioni di profughi siriani. Lo ha reso noto l’agenzia governativa siriana Sana mostrando stralci video dell’incontro virtuale tra Putin e Assad.

La conferenza, in preparazione da settimane su iniziativa russa, è prevista a Damasco i prossimi mercoledì e giovedì 11 e 12 novembre. E’ definita “internazionale” perché tramite la Russia sono stati invitati i paesi alleati del governo siriano e di Mosca.
La Siria è in guerra dal 2011 e da allora più di dieci milioni di persone, tra sfollati interni e profughi, hanno dovuto abbandonare le loro case.
A questa conferenza si oppongono le Nazioni Unite e i principali paesi occidentali, la Turchia e alcuni paesi arabi, che sostengono che il rimpatrio di milioni di profughi siriani debba avvenire in maniera volontaria e non forzata, e in modi che non ledano ulteriormente la dignità di queste persone fuggite a partire dal 2011.   VAI ALLA POLITICA   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Nagorno: separatisti, non controlliamo più Shushi
Città chiave, collegata al territorio dell’Armenia
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MOSCA
09 novembre 2020
16:17
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I separatisti del Nagorno-Karabakh ammettono di aver perduto il controllo della città chiave di Shushi nel conflitto con le truppe dell’Azerbaigian. Lo riporta il portavoce del presidente dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, ripreso dall’agenzia Interfax, aggiungendo che le truppe azere si trovano nelle vicinanze di Stepanakert, la capitale di fatto della repubblica separatista appoggiata dall’Armenia.

“Purtroppo – ha dichiarato Vagram Poghosyan – per ora siamo colpiti da una serie di sventure e la città di Shushi è completamente fuori dal nostro controllo. Il nemico si trova nelle vicinanze di Stepanakert e l’esistenza stessa della città è già minacciata”.
Shushi è di grande importanza strategica perché sorge su un’altura che domina la principale città della regione, Stepanakert, ed è sulla strada che collega il Nagorno-Karabakh al territorio dell’Armenia, che appoggia i separatisti.
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Covid: Onu, in Siria casi crescono ma cifre poco accurate
Ufficialmente ci sono 492 morti e 19mila casi da inizio pandemia
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09 novembre 2020
16:31
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Crescono i numeri dei contagi e delle vittime per Covid nella Siria in guerra, secondo l’ultimo bollettino diffuso oggi dall’Ufficio dell’Onu per il coordinamento umanitario (Ocha).
L’Onu afferma che sono 492 i morti ufficialmente causati dalla pandemia su un totale di 19mila casi positivi da marzo a oggi.
Per Ocha la difficoltà di condurre test a tappeto e di raggiungere le diverse aree del Paese, travolto da dieci anni di guerra, spiegano come le cifre ufficiali risultino inferiori a quelle di altri Paesi mediorientali.
Nelle aree governative si registrano 317 morti, nel nord-ovest controllato dalla Turchia 42 decessi, e 133 vittime si contano nella Siria nord-orientale, sotto controllo curdo-siriano.
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Usa 2020: gelo Erdogan, ancora non si congratula con Biden
Leader turco in silenzio, presidente eletto lo definì autocrate
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ISTANBUL
09 novembre 2020
16:42
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Prosegue il silenzio della Turchia sulla vittoria di Joe Biden nelle elezioni Usa. Il presidente Recep Tayyip Erdogan, che nel frattempo è intervenuto più volte pubblicamente, non si è ancora congratulato con il presidente eletto dagli americani.
Il commento di più alto livello resta al momento quello del suo vice Fuat Oktay che in un’intervista tv si è limitato a dire che la politica estera di Ankara non cambierà, a prescindere dall’inquilino della Casa Bianca.
Nei mesi scorsi, Biden era finito nel mirino della Turchia per aver definito Erdogan “un autocrate” e aver espresso sostegno per l’opposizione turca.
Tra i nodi principali nelle future relazioni tra i due Paesi ci sono il sostegno americano ai curdi-siriani, che potrebbe riprendere forza sotto l’amministrazione Biden dopo il via libera di fatto di Donald Trump all’operazione militare turca dello scorso anno, e le tensioni sull’acquisto da parte di Ankara del sistema missilistico russo di difesa aerea S-400.
Il governo Erdogan ha inoltre ribadito anche negli ultimi giorni la richiesta di estradizione del magnate e imam Fethullah Gulen, residente in Pennsylvania, che accusa di essere lo stratega del fallito golpe del 2016.
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Funzionaria Trump non firma carte per team transizione Biden
Documenti permetterebbero accesso a spazi uffici e mln dollari
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NEW YORK
09 novembre 2020
16:47
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Un’incaricata dell’amministrazione di Donald Trump ha sinora rifiutato di inviare una lettera che consentirebbe al team di transizione del presidente eletto Joe Biden di iniziare formalmente il suo lavoro questa settimana. Lo fa sapere il Washington Post, secondo cui l’amministratore del General Services Administration, che si occupa degli edifici federali, ha il compito di firmare i documenti ufficiali che permettono al team di transizione l’accesso a funzionari governativi, nonché a milioni di dollari e spazi per uffici.

Sino a ieri sera, tuttavia, Emily Murphy, nominata da Trump nel 2017, non aveva ancora siglato la lettera, un altro segnale del fatto che il Comandante in Capo non ha alcuna intenzione di concedere la vittoria al rivale democratico. Si tratterebbe del primo ritardo nella transizione della storia moderna fatta eccezione per il 2000, quando la Corte Suprema decise a dicembre la controversia sul riconteggio tra Al Gore e George W. Bush.
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Pfizer annuncia: ‘Nostro vaccino anti-Covid efficace al 90%’
L’Oms, notizie incoraggianti. Ue: contratto per 300 milioni dosi
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09 novembre 2020
17:05
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Un vaccino anti-Covid sviluppato congiuntamente dalla Pfizer e Biontech è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. Lo ha annunciato il presidente della Pfizer, Albert Bourla.
La Biontech tedesca ha poi confermato l’annuncio aggiungendo in una pubblicazione di voler chiedere l’autorizzazione per la produzione, insieme alla stessa Pfizer, la settimana prossima all’ente FDA americano.
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“Ottime notizie da Pfizer e Biontech sui risultati positivi della loro sperimentazione clinica per un vaccino contro il Covid-19. La scienza europea funziona! La Commissione presto firmerà un contratto con loro per avere fino a 300 milioni di dosi. Continuiamo a proteggerci a vicenda nel frattempo”, è il commento della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen in tweet mentre il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito “incoraggianti” l’annuncio sul vaccino.
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In Portogallo scattano lo stato d’emergenza e il coprifuoco
Contagi in calo, ma aumenta il numero dei morti
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09 novembre 2020
17:27
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– LISBONA, 09 NOV – Il Portogallo, per far fronte all’aumento dei casi di coronavirus, è da oggi in stato di emergenza che sarà accompagnato da periodi di coprifuoco per la maggior parte della sua popolazione, un provvedimento ritenuto “catastrofico” da ristoratori e commercianti.
“Non potremo affrontare senza dolore questa pandemia”, ha ammesso il premier socialista Antonio Costa, mentre il bilancio giornaliero ha per la prima volta superato la soglia dei 60 morti.
Il numero di nuovi contagi, che era triplicato in meno di un mese fino a raggiungere 6.000 casi sabato, è sceso oggi a circa 4.000.
In serata, 7,1 milioni di portoghesi residenti nei 121 comuni considerati “ad alto rischio” saranno per la prima volta soggetti al coprifuoco in vigore dalle 23:00 alle 5:00.
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Covid: l’Albania torna in lockdown nazionale
Crescita di casi e ricoveri, coprifuoco dalle 22:00 alle 06:00
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TIRANA
09 novembre 2020
17:49
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L’Albania torna in lockdown nel tentativo di arginare la seconda ondata del Covid-19. Il Comitato tecnico degli esperti ha annunciato questa sera che a partire dal prossimo mercoledì scatterà il coprifuoco in tutto il Paese dalle 22 alle 6.
Durante questa fascia oraria bar e ristoranti dovranno essere chiusi. Agli enti pubblici la sollecitazione di far lavorare i propri dipendenti da casa.
Le misure restrittive sono diventate inevitabili dopo la forte crescita dei nuovi casi, +53% nell’ultima settimana, con un tasso di positività salito a 24,8% dal 21,2% per cento della precedente settimana. L’incidenza nelle ultime due settimane è stata di 177.4 contagiati per 100 mila abitanti.
Secondo le autorità sanitarie, sono 13 le municipalità, inclusa Tirana, in cui si è registrata una forte presenza del virus, con un’incidenza che varia da 195-414 casi per 100 mila abitanti.
L’Albania conta attualmente oltre 24.700 casi, di cui quasi la metà sono tuttora attivi e 571 vittime, di cui 12 solo nelle ultime 24 ore, una cifra record mai registrata prima. In progressivo aumento anche il numero dei ricoverati.
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Mosca, un elicottero russo abbattuto in Armenia
Vicino al confine con l’Azerbaigian
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MOSCA
09 novembre 2020
17:49
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Un elicottero russo Mi-24 è stato abbattuto da un sistema missilistico nei cieli dell’Armenia vicino al confine con l’Azerbaigian: lo riferisce il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. Il ministero della Difesa russo riferisce che due membri dell’equipaggio dell’elicottero abbattuto sono morti e un terzo è rimasto ferito.
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India: zia materna di Kamala Harris, ‘saremo al giuramento’
La ‘chithis’ da Chennai: ‘orgogliosa del successo di mia nipote’
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NEW DELHI
09 novembre 2020
17:51
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“Mia nipote è fatta per grandi cose”: a parlare, da Chennai, è Sarala Gopalan, la più giovane delle zie materne di Kamala Harris, la senatrice braccio destro del neoeletto presidente americano Joe Biden.
La signora, medico in pensione, vive nella capitale del Tamil Nadu, dove sua sorella maggiore Shyamala Gopalan, madre della Harris, era nata, e dove è stata cremata, dopo la morte, nel 2006.
In un’intervista al quotidiano The Hindu, Sarala ha raccontato dei giorni passati, con gli altri familiari, “col fiato sospeso, inchiodati al televisore” in attesa del voto necessario per confermare la vittoria della nipote.
“Kamala ha sempre avuto come fonte di ispirazione sua madre, che a 18 anni partì da sola per gli Stati Uniti per approfondire gli studi oncologici”. La storia è nota: all’Università di Berkley la studentessa indiana incontrò il padre di Kamala, lo studente giamaicano Donald Harris. ” Mia sorella ha sempre avuto fiducia in Kamala, era certa che sarebbe riuscita in tutto quello che intraprendeva”. Nel suo discorso di accettazione della nomination, Kamala, che ha un forte legame con il paese d’origine di sua madre, aveva ricordato, in particolare le sue “chithis”, parola tamil per zie. E le “chithis” la ricambiano.
“Da quando mia sorella non c’è più, noi “chithis” siamo la famiglia di Kamala in India. Ci auguriamo di poterla raggiungere a gennaio per la cerimonia del giuramento, quando diventerà la prima donna Vicepresidente nella storia degli Stati Uniti”.
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Biden, indossate le mascherine, non hanno colore politico
Gli Usa hanno di fronte ancora un inverno buio
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WASHINGTON
09 novembre 2020
18:10
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“Gli Usa hanno di fronte ancora un inverno buio e il vaccino probabilmente non sarà largamente disponibile per mesi”: lo ha detto Joe Biden invitando a indossare nel frattempo le mascherine perché esse “non sono una dichiarazione politica”.
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Di Maio negli Emirati, visita al sito di Expo Dubai
Padiglione Italia ispirato a sostenibilità e economia circolare
C
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09 novembre 2020
19:00
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Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, oggi in missione negli Emirati Arabi Uniti, ha visitato il sito di Expo Dubai e ha incontrato i rappresentanti della società organizzatrice dell’Esposizione Universale insieme al Commissario Generale italiano per Expo, Paolo Glisenti.
Il Ministro, rende noto la Farnesina, ha espresso il forte sostegno italiano per un’esposizione di successo, sottolineando come il nostro Paese stia investendo tutte le risorse necessarie per realizzare un Padiglione di grande valore attrattivo, ispirato a principi di sostenibilità ed economia circolare, nonché una perfetta vetrina della tecnologia e del design dell’Italia.

Expo Dubai offrirà una piattaforma importante per rilanciare e rafforzare le relazioni economico-commerciali con tutti i Paesi partecipanti. Le esportazioni costituiscono un pilastro fondamentale per la ripresa economica del nostro Paese: “per questo la Farnesina -prosegue il comunicato – in questi mesi di pandemia ha lavorato senza sosta per mettere in campo un grande sforzo a sostegno delle imprese italiane, il ‘Patto per l’export’, un articolato programma di interventi pensato per offrire alle nostre aziende strumenti di formazione, promozione e supporto finanziario in tutte le fasi del processo di internazionalizzazione”.
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Elisabetta II, Thatcher e Diana per The Crown 4
Da 15/11 su Netflix. Corrin è Lady D e Anderson Lady di ferro
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09 novembre 2020
17:33
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E’ una triade al femminile quella che domina nella quarta stagione di The Crown, il nuovo capitolo (ambientato tra il 1979 e l’inizio degli anni ’90) della pluripremiata serie creata da Peter Morgan, sul regno di Elisabetta II (la sempre magistrale Olivia Colman), in arrivo su Netflix il 15 novembre. In una realtà dove le donne forti non mancano, dalla sorella della regina Margaret (Helena Bonham Carter) alla figlia Anna (Erin Doherty), irrompono nella storia due personalità che hanno segnato la storia della parte finale del ‘900, la principessa Diana (Emma Corrin) e Margaret Thatcher (una straordinaria Gillian Anderson, che sicuramente rivedremo in lizza per tutti i principali premi di stagione) .
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Corrin, già messasi in luce con la serie Pennyworth, si rivela all’altezza della sfida. Aiutata dalla grande somiglianza con la principessa del Galles, riflette il misto di fascino, ingenuità e intelligenza istintiva della Diana 18enne che la porta a conquistare il favore della famiglia reale nel primo incontro ufficiale, a Balmoral. La quarta stagione traccia anche l’evoluzione della personalità di Diana, che comprende ancora prima del matrimonio con Carlo (Josh O’Connor) il pericolo rappresentato da Camilla e fatica ad adeguarsi ad un’etichetta di corte ‘rigida e vetusta’. Tuttavia la giovane principessa non si lascia schiacciare.
Ancora più riuscita, la camaleontica performance di Gillian Anderson, dalla camminata alla parlata alla postura, per Margaret Thatcher. L’attrice incarna con autorevolezza e tracce di vulnerabilità una donna che si sente costantemente messa in discussione da una politica maschilista classista.
Un periodo di trasformazione pronto a culminare negli shock mediatici, tra scandali e lutti collettivi, degli anni successivi, che vedremo raccontati da The Crown 5 e 6. Ultimi due capitoli per i quali si avrà l’ultimo cambio di cast, con Imelda Staunton per la Regina, Jonathan Pryce per Filippo, Lesley Manville per Margaret, Elizabeth Debicki per Diana e Dominic West per il principe Carlo.   CINEMA

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Usa 2020: oggi Biden incontra task-force anti-coronavirus
Nel pomeriggio parlerà da Wilmington
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09 novembre 2020
11:06
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Subito al lavoro il presidente eletto Joe Biden che oggi avrà un incontro con la task-force anti-coronavirus, una delle priorità del suo programma. La squadra, che sarà guidata dall’ex ‘surgeon general’ Vivek Murthy e dall’ex capo della Food and Drug Administration (Fda) David Kessler, sarà composta da 12 membri.
Nel corso della giornata, riportano i media americani, Biden ha in programma un intervento da Wilmington, la sua città nel Delaware, su come affrontare la pandemia di Covid che ha già ucciso oltre 237.000 americani.
Bolivia: Evo Morales rientra in patria dall’esilio
Arrivato dall’Argentina, accolto da una folla di sostenitori
C
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BUENOS AIRES
09 novembre 2020
15:36
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L’ex presidente boliviano Evo Morales è rientrato oggi in Bolivia dopo un anno di esilio trascorso prima in Messico e poi in Argentina. L’ex capo di stato ha attraversato il confine dalla città argentina di La Quiaca ed è giunto nella località boliviana di Villazon, dove è stato accolto da una folla di militanti del suo partito Movimento per il socialismo (Mas) e dei movimenti sociali.

Insieme a Morales, è rientrato in patria anche il suo ex vicepresidente Alvaro Garcia Linera.
Prima di passare la frontiera, Morales ha ringraziato il popolo argentino e in particolare il presidente Alberto Fernandez: “Mi ha salvato la vita”, ha detto l’ex presidente boliviano, che ha ringraziato anche il popolo messicano, sottolineando che “il capitalismo e l’imperialismo esistono” e che “la lotta continuerà”.
Nella sua dichiarazione di saluto, Fernandez ha dichiarato che in questa occasione “garantiamo che il nostro caro compagno e fratello Evo Morales torni nella sua patria, che non avrebbe mai dovuto abbandonare, e non avrebbe dovuto essere maltrattato come è stato fatto”.
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Biden nomina 13 membri della task force anti-Covid
Ex capo Fda e ex surgeon general alla guida. C’e’ italoamericana
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09 novembre 2020
15:32
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Joe Biden e il suo transition team hanno annunciato la creazione della task force anti Covid, che sara’ composta da 13 membri, di cui tre co-presidenti: l’ex capo della Food and drug administration (Fda) David Kessler, l’ex ‘surgeon general” Vivek Murty e la professoressa di Yale Marcella Nunez-Smith. Tra gli altri componenti Rick Bright, l’esperto di vaccini che aveva denunciato le pressioni del governo Trump sull’ idrossiclorochina, e l’italo-americana Luciana Borio, una esperta in biodifesa che ha lavorato nella Fda e nel National Security Council.

Il “Transition Covid-19 Advisory Board” e’ composto di un gruppo di medici e scienziati con lunga esperienza e competenze diverse, che hanno lavorato in gran parte con precedenti amministrazioni e guidato la risposta del Paese a crisi sanitarie nazionali e mondiali. “Gestire la pandemia e’ una della battaglia piu’ importanti che dovra’ fronteggiare la nostra amministrazione e saro’ informato dalla scienza e dagli esperti”, ha commentato il presidente eletto da Wilmington. La task force, ha aggiunto, “contribuira’ a plasmare il mio approccio per gestire l’aumento dei contagi, garantire che i vaccini siano sicuri, efficaci e distribuiti in modo efficiente, equo e senza costi, a proteggere le fasce di popolazione a rischio”.
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Covid: ‘in Germania rischia fino al 40% della popolazione’
Lo ha detto il ministro della Salute
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BERLINO
09 novembre 2020
13:19
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Il 30- 40% della popolazione rischia di contrarre il coronavirus in Germania. Lo ha detto il ministro della Salute Jens Spahn parlando alla Bild.
“Da noi ci sono oltre 23 milioni di persone al di sopra dei 60 anni”, ha spiegato, affermando che la Germania è il secondo paese “più vecchio” al mondo dopo il Giappone. “Siamo un paese che vive nel benessere, con le malattie tipiche della civilizzazione: diabete, pressione alta, sovrappeso. Tutti fattori di rischio per il virus, come per tante altre malattie virali del resto”.
“Se restiamo alla definizione data della fascia a rischio, in Germania le persone che ne fanno parte sono una quota fra il 30 e il 40%”, aggiunge.
“Se dei 20 mila contagiati al giorno, il 2% circa deve ricorrere alla terapia intensiva, si tratta alla fine di 400 pazienti al giorno. Se la terapia dura mediamente 15 giorni, si tratta di 6000. “Questi numeri verranno raggiunti in Germania già a novembre. Questo è già prevedibile”, ha concluso il ministro della Salute tedesco ricordando che “una volta che le terapie intensive sono troppo piene, è troppo tardi”.
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‘Melania conta i minuti per scaricare Donald’
La rivelazione dell’ex assistente: ‘Sta negoziando il divorzio’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
09 novembre 2020
17:44
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Donald Trump ha perso la Casa Bianca e ora potrebbe perdere anche la moglie. Melania starebbe infatti meditando il divorzio.
Nessuna mossa è attesa a breve: fino a gennaio l’ex modella, secondo indiscrezioni, resterà accanto al marito per evitargli “l’ennesima umiliazione” pubblica, lavorando però nel frattempo a definire nel dettaglio i termini della sua uscita. “Sta contando i minuti…”, racconta l’ex consigliera della Casa Bianca Omarosa Manigault Newman.
Non è un segreto che il matrimonio fra Donald e Melania sia in difficoltà da tempo, con la coppia presidenziale che dorme in camere separate alla Casa Bianca così come viveva da separata in casa nella Trump Tower sulla Quinta Strada. La First Lady in diverse occasioni ha mostrato la sua disapprovazione nei confronti del consorte con il linguaggio del corpo e con l’abbigliamento. Non ha mai nascosto con le sue espressioni facciali neanche la sua antipatia per Ivanka Trump, la figlia prediletta del presidente. Ora, con la sconfitta alle elezioni, a Melania viene offerta quella che molti ritengono la sua vera occasione della vita: tagliare i rapporti con il clan dei Trump assicurandosi però quel lusso a cui ormai è abituata da tempo e garantendo un futuro di benessere al figlio Barron.
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Libia: presidente Tunisia, il Forum è un momento storico
No a divisioni e interferenze
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TUNISI
09 novembre 2020
17:43
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“La Tunisia è orgogliosa di ospitare questo storico incontro perché sarà l’inizio di una nuova legittimità derivante dalla sola volontà del popolo libico”. Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, in apertura del Forum di Dialogo politico libico a Tunisi, sotto gli auspici delle Nazioni Unite.
“Il nostro obiettivo è ripristinare la sovranità di tutta la Libia: il popolo libico ha il diritto all’autodeterminazione”, ha detto Saied. Il presidente ha detto che la soluzione, intralibica e senza interferenze straniere, non può che essere pacifica, poiché guerre e spargimenti di sangue non lasciano altro che rancore, che scompare solo dopo lunghi anni.
“Domando ai libici di agire con coscienza, poiché un discorso che porta alla divisione é pericoloso, non solo per la Libia ma anche per tutta la regione”, ha detto il presidente tunisino.
Infine, Saied ha suggerito che le personalità che verranno indicate per guidare il periodo di transizione “si impegnino a non candidarsi alle elezioni presidenziali o politiche” e mettano invece a punto una Costituzione per gestire questa fase transitoria.
Come riferisce l’Unsmil su Twitter, il presidente tunisino ha chiesto ”di concentrarsi su una Libia unificata. Non c’è spazio per una Libia divisa. Alcuni parlano di Oriente e di Occidente, ma il popolo libico è uno solo. La soluzione per il popolo libico è la riconquista della loro piena sovranità’.
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Mozambico: attacchi jihadisti nel nord, oltre 50 decapitati
In 3 giorni di violenze, esecuzioni in un campo di calcio
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
09 novembre 2020
17:24
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Più di 50 persone sono state decapitate durante tre giorni di violenze nel nord del Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado. Lo riporta Bbc Africa citando i media locali.

Jihadisti hanno attaccato villaggi nei distretti di Miudumbe e Macomia uccidendo persone, sequestrando donne e bruciando case. Nel villaggio di Muatide, gli islamisti avrebbero trasformato un campo di calcio in un campo di esecuzioni.
Fonti locali hanno detto infatti che gli islamisti avrebbero catturato persone in fuga dal villaggio, portandole al campo calcistico e facendole a pezzi.
In Mozambico centinaia di persone sono state uccise e centinaia di migliaia sono state sfollate dalle violenze di matrice jihadista iniziate più di tre anni fa.
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Dopo 110 anni ritrovato messaggio di un piccione viaggiatore
In Alsazia, era una comunicazione militare in tedesco
c
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
09 novembre 2020
19:15
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Perso da un piccione viaggiatore nel 1910, un messaggio militare tedesco è riemerso miracolosamente nel 2020 in Alsazia, dove è stato affidato a un museo. Protetto in una piccola capsula di alluminio, il messaggio è stato ritrovato per caso a settembre in un campo di Ingersheim da una coppia che stava facendo una passeggiata e che dopo ha consegnato la capsula e il suo contenuto al Memoriale di Linge d’Orbey, un museo dedicato alla battaglia tra francesi e tedeschi del 1915 sul versante alsaziano dei Vosgi.
All’interno della capsula, c’era un messaggio manoscritto in tedesco, molto ben conservato ma difficilmente comprensibile: fu inviato da un ufficiale di un reggimento di fanteria prussiano a un superiore dello stesso reggimento. Il testo evoca le manovre tedesche tra Bischwihr e Ingersheim, in un’epoca in cui l’Alsazia era tedesca.
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Biden nomina 13 membri della task force anti-Covid
Ex capo Fda e ex surgeon general alla guida. C’e’ italoamericana
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09 novembre 2020
15:32
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Joe Biden e il suo transition team hanno annunciato la creazione della task force anti Covid, che sara’ composta da 13 membri, di cui tre co-presidenti: l’ex capo della Food and drug administration (Fda) David Kessler, l’ex ‘surgeon general” Vivek Murty e la professoressa di Yale Marcella Nunez-Smith. Tra gli altri componenti Rick Bright, l’esperto di vaccini che aveva denunciato le pressioni del governo Trump sull’ idrossiclorochina, e l’italo-americana Luciana Borio, una esperta in biodifesa che ha lavorato nella Fda e nel National Security Council.

Il “Transition Covid-19 Advisory Board” e’ composto di un gruppo di medici e scienziati con lunga esperienza e competenze diverse, che hanno lavorato in gran parte con precedenti amministrazioni e guidato la risposta del Paese a crisi sanitarie nazionali e mondiali. “Gestire la pandemia e’ una della battaglia piu’ importanti che dovra’ fronteggiare la nostra amministrazione e saro’ informato dalla scienza e dagli esperti”, ha commentato il presidente eletto da Wilmington. La task force, ha aggiunto, “contribuira’ a plasmare il mio approccio per gestire l’aumento dei contagi, garantire che i vaccini siano sicuri, efficaci e distribuiti in modo efficiente, equo e senza costi, a proteggere le fasce di popolazione a rischio”.
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Major e Champ,alla Casa Bianca
Alla White House tornano i First Dog
Ripristinata storica tradizione interrotta da Trump
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
09 novembre 2020
14:09
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Nella lunga serie di ‘prime’ della nuova Casa Bianca targata Joe Biden ci sono anche i cani.
Dopo quattro anni di assenza i giardini di 1600 Pennsylvania tornano a ospitare i First Dog, ripristinando una tradizione lunga anni e interrotta dalla famiglia di Donald Trump.
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Major e Champ Biden sono due pastori tedeschi. Champ – il soprannome di Joe quando era bambino – è già abituato ai fasti delle residenze presidenziali. Biden gli aveva infatti dato il benvenuto nel dicembre 2008, quando era vicepresidente eletto e stava per assumere ufficialmente l’incarico. Un a scelta con la quale si era attirato non poche critiche: Champ era stato infatti preso da un allevatore professionista scatenando l’ira delle organizzazioni per la difesa dei diritti degli animali.
Memore della lezione, nel 2018 Biden ha adottato Major, un cucciolo di pastore tedesco che aveva vissuto primi mesi difficili. Parte di una cucciolata esposta a tossine chimiche Major era stato inizialmente in affidamento presso i Biden. Poi la decisione di adottarlo in via definitiva che proietta ora Major nella storia: è il primo cane di un canile a vivere nella Casa Bianca.
Major e Champ raccolgono il testimone di Bo e Sunny Obama riportando alla Casa Bianca la tradizione dei cani. Li avevano John Adams e George Washington e quasi tutti i presidenti.
Durante la sua presidenza Theodore Roosevelt ha avuto una serie variegata di animali, inclusi conigli e maiali: fra i suoi cani c’erano il San Bernardo Rosso, il Fox Terrier Scampa e il Bull Terrier Pete. Con Calvin Coolidge calcò i giardini presidenziali Rob Roy, un Collie bianco. “Chi non ama i cani e non li vuole non merita di essere alla Casa Bianca”, disse una volta Coolidge.
Herbert Hoover promosse il suo King Tu a monitorare il perimetro di 1600 Pennsylvania Avenue. Ci sono poi stati Fala Roosevelt, il terrier di Franklin Delano Roosevelt e Heidi di Dwight Eisenhower. Con Jfk arrivarono invece Charlie, regalo di John Fitzgerald Kennedy a Jackie durante la campagna elettorale, e Pushinka, mentre Lyndon Johnson portò i suoi due Beagle Him e Her. Richard Nixon era invece accompagnato alla Casa Bianca da tre cani, Vicky, Pasha e King Timahoe, ai quali seguì il golden retriever Liberty di Gerald Ford prima e Grits di Jimmy Carter poi. Ronald e Nancy Reagan potevano contare su Lucky e Rex, mentre George W. H. Bush e la moglie Barbara avevano Fred. Buddy era il labrador di Bill Clinton, la cui eredità fu poi raccolta da Barney e Miss Beazley di George W. Bush.
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L’orgoglio di Wilmington e del Delaware per Joe
‘Uno di noi nello studio Ovale’. E’ il primo del ‘First State’
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WILMINGTON
09 novembre 2020
14:05
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“Uno di noi allo studio Ovale, non riesco ancora a crederci”. All’indomani della vittoria di Joe Biden alla Casa Bianca, gli abitanti della sua Wilmington e del suo Delaware si svegliano in una luminosa e pigra domenica d’autunno con la stessa incredulità di Jack, un signore di 73 anni che cammina nel centro semi deserto della cittadina per andare a messa.
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Proprio come il neo presidente eletto, che da buon cattolico praticante, nonostante un corteo d’auto ormai da commander in chief, non rinuncia al rito domenicale di andare nella vicina chiesa di St. Joseph on the Brandywine, con la figlia Ashley e il nipote Hunter. Rendendo omaggio nel cimitero retrostante alle tombe della sua prima moglie Neilia e della loro figlia Naomi, morte in un tragico incidente d’auto, nonché del figlio Beau, deceduto per cancro nel 2015. Un rito che aveva compiuto anche martedì scorso, il giorno delle elezioni.
Quello di Jack è l’orgoglio di una cittadina di 70 mila residenti e di uno Stato con meno di un milione di abitanti che ora fanno la storia: il Delaware ha infatti il suo primo presidente dal varo della costituzione americana, che fu il primo ad approvare, tanto da meritarsi il nickname ‘The first State’. Uno Stato che Biden ha rappresentato come senatore per quasi quattro decenni con percentuali mai inferiori al 58% (58,8% anche alle ultime presidenziali, con una punta del 68% nella sua contea) e dove ha costruito il suo trampolino di lancio tessendo una grande rete di relazioni senza mai dimenticare le radici. Qui tutto parla di lui, soprattutto a Wilmington, la città più grande e popolosa del Delaware, fondale di film celebri come ‘The Wrestler’ e ‘Fight Club’ e da tempo algido centro finanziario grazie alle leggi che hanno trasformato questo minuscolo Stato in un paradiso fiscale attirando oltre il 50% delle società quotate a Wall Street. Ma che resta una delle 100 città più pericolose d’America ed è nettamente divisa tra i ricchi dei sobborghi e i poveri del centro, dove non mancano gli homeless.
Anche Biden abita in periferia, a Greenville: un cottage in stile coloniale con 6 camere da letto, 7 bagni, 5 caminetti e 2 ettari di terreno immersi nel verde. Ed ora c’è chi sogna che ‘zio Joe’ possa aiutare a rilanciare la declinante economia locale e addirittura trasformare la sua casa di Barely Mill, o la villa al mare di Rehoboth Beach, in una sorta di Casa Bianca estiva. “Come il ranch di Bush a Crawford, in Texas, o la Mar-a-Lago di Trump in Florida”, suggerisce l’ex sindaco afroamericano di Wilmington Dennis Williams. Naturalmente senza i lussi di un tycoon, perché Biden resta un uomo semplice, legato alla sua terra, alle sue tradizioni, ai suoi concittadini, cui ha regalato nella sua carriera tonnellate di lettere e selfie sorridenti. Senza mai dimenticare i debiti di gratitudine. Come quando nel 2013 da vicepresidente comparve a sorpresa ai funerali del pompiere Raymond ‘Reds’ Harrington, tra i primi ad accorre sul luogo dell’incidente in cui morirono la prima moglie e la figlia Naomi.
Biden è molto popolare anche nella Little Italy ad ovest di Wilmington e nella larga comunità italo-italiana locale. E ha sempre onorato il festival italiano della chiesa cattolica di San Antonio da Padova, dove sono stati celebrati i funerali del figlio Beau. “Speriamo di averlo qui come presidente il prossimo anno”, auspica Martha, una fedele appena uscita dalla messa.
“Per tutti noi è un onore, sembra incredibile che ora il commander in chief sia quell’uomo che prende la colazione al Kozy Korner diner, che si inginocchia ogni domenica in chiesa o che fa la spesa qui da noi al Janssen’s Market”, si stupisce Liz, una delle commesse. Ma per lei, come per molti altri, continuerà ad essere semplicemente ‘Joe’.
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Chiude l’aeroporto simbolo dei berlinesi a 31 anni dalla caduta del Muro
Partito da Tegel l’ultimo volo della Air France diretto a Parigi, il terminal storico sarà un centro studi
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
09 novembre 2020
10:40
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A solo un giorno dal 31mo anniversario della caduta del Muro di Berlino l’aeroporto internazionale Tegel a Berlino ha chiuso definitivamente dopo il decollo di un ultimo volo Air France con destinazione Parigi, a una settimana dall’inaugurazione, con nove anni di ritardo, del nuovo scalo Willy Brandt.
“Lo dico senza mezzi termini: è un giorno in cui il cuore di molti sanguina”, ha commentato il sindaco della città Michael Müller, citato dall’agenzia Dpa. “Tegel era per noi berlinesi la porta sul mondo”, ha aggiunto.
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Durante la Guerra Fredda, Tegel fu una porta di libertà per molti tedeschi circondati dal Muro. Air France è stata la prima compagnia a inaugurare voli regolari nel 1960 da e per questo aeroporto, allora situato nel settore francese di Berlino Ovest.
Nei piani del comune di Berlino, c’è la costruzione di nuovo quartiere attorno all’area dove sorgeva lo scalo con case per oltre 10.000 persone. Mentre il terminal vero e proprio, considerato monumento storico, ospiterà un centro di sviluppo urbano dell’Università di scienze applicate di Beuth.
LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO IL 9 NOVEMBRE DEL 1989 (di Rodolfo Calo’)- Gioia e picconate, abbracci e idranti, sbarre che si alzano e fiumane di vessati che sfocianonella libertà, l’euforico stordimento prodotto dall’onda d’urto del treno della Storia quando passa sferragliando e fischiando cosi’ sonoramente da rendere impossibile non accorgersene: la notte della caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, fu tutto questo e definirla ‘storica’ e’ quasi riduttivo. Il simbolo della fine della cortina di ferro, del mondo diviso in due blocchi atomici, della riunificazione della Germania era stato preparato e preannunciato dalle fughe estive di tedeschi orientali attraverso Ungheria e Cecoslovacchia. Ma anche, il 18 ottobre, dalle dimissioni del leader della Ddr, Erich Honecker, che ancora a gennaio aveva preconizzato vanamente altri ‘cento anni di Muro’.
Quella notte comincio’ poco prima delle 19 con la conferenza  stampa del portavoce del governo della Ddr, Guenter Schabowski, in cui a Berlino est, Riccardo Ehrman, con una sua domanda ne innescò altre che poi portarono all’annuncio: in pratica, si poteva oltrepassare il Muro. La diretta tv che inquadrava Ehrman seduto ai piedi del tavolone da cui parlava Schabowski spinse decine di migliaia di berlinesi dell’est verso i posti di frontiera fra le due parti della citta’. Le guardie, colte di sorpresa da un afflusso cosi’ massiccio, chiesero ordini su come comportarsi ma comunque alzarono le sbarre bianche e rosse permettendo a tutti di passare senza controlli: una resistenza senza equipaggiamenti anti-sommossa, del resto, era tecnicamente impossibile o sanguinosamente inutile. All’inizio ci fu stupore e incredulita’ per la beffa ai Vopos, gli agenti della Polizia del popolo che per quasi 30 anni avevano sparato contro chiunque tentasse di scavalcare il Muro e che si erano resi responsabili più o meno direttamente della morte di almeno 140 fuggiaschi solo a Berlino. Poi, per tutta la notte, solo festa per il flusso di tedeschi dell’est accolto dagli applausi di tanti concittadini dell’ovest: si urla “liberta'” e ci si abbraccia, anche fra parenti costretti a vivere divisi per decenni. Giovani – giovane era gran parte di chi si mosse quella notte – che vedono luoghi di cui avevano solo sentito parlare dai piu’ anziani, come l’elegante viale Ku’damm. Si stappano bottiglie, si accendono fiaccole, si sventolano bandiere della Germania e prime copie di un tabloid che gia’ annunciava ‘Berlino è di nuovo Berlino’.
L’iconografia scolpita nelle menti e’ fatta anche e, forse soprattutto, dai ragazzi che si arrampicano sul Muro tirandosi su a vicenda; dal piccone che solleva solo polvere dalla granitica e ormai affollata sommita’ della barriera; dal lavorio di martelli grandi e piccoli, dei primissimi ‘Mauerspechte’, i ‘picchi del Muro’. E poi i potenti idranti cui si resiste in piedi o, in maniera irridente, accovacciati dietro un ombrello con una confusa consapevolezza che sono solo schizzi alzati dal debole colpo di coda di un regime ormai agonizzante: in tre giorni, due milioni di persone passarono il confine sancendo la fine di un mondo.
“Il muro era come una macchina del tempo. Si passava Checkpoint Charlie e si piombava nel passato, negli anni Cinquanta. Meno luci, niente insegne, anche l’aria aveva un altro odore, impestata dalle Trabant, le vetturette in plastica simbolo dell’industria nella Ddr”, ha scritto Roberto Giardina, giornalista e scrittore, testimone di quegli anni.
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I Bts trionfano agli Mtv Emas, Lady Gaga best artist
Diodato si è aggiudicato il Best Italian Act
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09 novembre 2020
07:50
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I Bts (la band sudcoreana Bangtan Boys) hanno trionfato agli “MTV EMAs 2020”, in un’edizione particolare con performance registrate a distanza per l’emergenza Covid, aggiudicandosi 4 premi – “Best Song,” “Best Group,” “Best Virtual Live” e “Biggest Fans;” Karol G ha visto nella nuova categoria “Best Latin” e “Best Collaboration” per “Tusa” featuring Nicki Minaj; Lady Gaga ha vinto per “Best Artist” e DJ Khaled per “Best Video.” Yungblud ha vinto il suo primo award degli EMA come “Best Push,” mentre le Little Mix, presentatrici e performer della serata, hanno vinto il premio per “Best Pop.” Tra gli altri vincitori: Cardi B si è aggiudicata “Best Hip-Hop,” Coldplay “Best Rock,” Hayley Williams “Best Alternative.” Diodato si è aggiudicato il Best Italian Act per cui era in nomination con Elettra Lamborghini, Irama, Levante, Random.
Le Little Mix hanno condotto lo show da Londra, offrendo una performance unica di “Sweet Melody,” in abiti di seta bianca e insieme ad una squadra di ballerini e contorsionisti.
Lo show è poi entrato nel vivo del potere della musica con Alicia Keys che ha offerto degli spettacolari vocalizzi sul suo brano “Love Looks Better”.
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L’artista vincitore di molti premi, Sam Smith ha offerto una bellissima interpretazione di “Diamonds,” terminando con un messaggio a favore dell’uguaglianza. DaBaby ha aperto con un suo medley e un messaggio che ha messo in luce le questioni cruciali legate alla giustizia sociale che sono state in primo piano nel 2020 – brutalità della polizia e giustizia razziale.
Lewis Hamilton ha presentato il premio per “Video for Good” vinto da H.E.R. per “I Can’t Breathe”, dopo aver rilasciato un discorso su come la musica rimanga una potente forza unificatrice che offre speranza. La rapper e cantante multiplatino Doja Cat, che si è aggiudicata il premio per “Best New”, ha aperto lo show sgusciando fuori da un televisore per arrivare su un palco di erba e margherite per proporre una performance dal sapore rock della sua hit “Say So”.
David Guetta, che si è aggiudicato il “Best Electronic,” si è esibito per la prima volta live con Raye in “Let’s Love” immersi in una cascata di luci nella piscina dell’ungherese Széchenyi Bath. .
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Trump silura il capo del Pentagono Mark Esper
Lo ha annunciato il presidente Usa su Twitter
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WASHINGTON
09 novembre 2020
19:02
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Donald Trump ha annunciato su Twitter di aver silurato il capo del Pentagono Mark Esper.
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Trump silura il capo Pentagono e pensa alla corsa nel 2024
Offensiva legale e comizi per rilanciare le accuse di brogli
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WASHINGTON
09 novembre 2020
21:42
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La controffensiva di Donald Trump è partita e il clima è da notte dei lunghi coltelli. Così, dopo la sconfitta elettorale, la prima testa a cadere è quella del capo del Pentagono Mark Esper, uno dei nomi in cima alla lista nera del presidente uscente.
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Un lungo elenco di alti funzionari ritenuti infedeli e accusati di averlo tradito. Intanto i ben informati assicurano che Donald valuta già di correre per la Casa Bianca nel 2024, in quella che sarebbe la prima ammissione (seppur in privato) della sconfitta. Dopo la prima purga a tremare sono adesso nomi del calibro di William Barr, ministro della Giustizia, Cristopher Wray, capo dell’Fbi, Gina Haspel, direttrice della Cia. Tutte figure colpite di recente dagli strali del presidente, infuriato soprattutto per il mancato avvio di un’indagine sui Biden e per aver atteso invano l’annunciato rapporto sull’origine dell’inchiesta del Russiagate. Rapporto che a suo modo di vedere avrebbe dovuto svelare il complotto dell’amministrazione Obama nei suoi confronti. Il nuovo segretario della Difesa sarà, con effetto immediato, il capo dell’antiterrorismo Cristopher Miller.
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Intanto Trump è pronto a scendere di nuovo in campagna elettorale. Stando a quanto trapela dal suo entourage, si tratta di più di una suggestione, con The Donald deciso a resistere nel fortino della Casa Bianca e a sabotare la transizione verso l’era Biden. C’è da attendersi, insomma, un mese di fuoco in cui sferrare una controffensiva non solo sul piano legale ma anche tornando sul campo, con blitz negli Stati dove ancora si contano i voti e con veri e propri comizi in stile Make America Great Again. Altro che concedere la vittoria, dunque. Anche se non tutti nel suo inner circle sono convinti che questa sia la strada giusta da percorrere. Mentre tra i repubblicani cresce il timore che scatenare una nuova guerra – e su un terreno così scivoloso come quello dei presunti brogli elettorali – possa alla fine danneggiare ancora di più il partito, con la gara per il Senato ancora aperta e che sarà decisa dai due ballottaggi del 5 gennaio in Georgia. Una partita decisiva che potrebbe finire con l’intero Congresso in mano ai democratici. Ma per Trump  l’unica via di uscita onorevole da questa situazione resta per ora non arretrare di un millimetro. Ecco allora che sarebbe pronto a nuovi bagni di folla in Georgia, Arizona, Pennsylvania, per sbandierare le prove di elezioni truccate e di una vittoria che gli è stata scippata. Tra queste – raccontano fonti della sua campagna – anche i necrologi di americani che, morti da tempo, risulterebbero tra gli elettori che hanno votato. Anche se finora non si hanno notizie di indagini avviate su episodi del genere. Nel mirino del presidente uscente ci sono soprattutto i voti per posta, che a suo dire sono in gran parte illegali. Il ricorso alla Corte Suprema poi resta una delle carte in mano a Trump, anche se i suoi stessi legali frenano sul possibile successo di tale iniziativa. Considerando anche che è stata proprio l’Alta Corte a dire sì in alcuni Stati al conteggio dei voti anche dopo l’Election Day del 3 novembre.
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Biden, appena avremo vaccino sarà distribuito gratis
Processo di approvazione deve essere guidato dalla scienza
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WILMINGTON
09 novembre 2020
19:06
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“Appena avremo il vaccino lo distribuiremo nel modo più rapido ed equo possibile e gratuitamente”. Lo ha dichiarato il presidente eletto Joe Biden, come aveva promesso in campagna elettorale.
Il processo di approvazione del vaccino contro il Covid deve essere guidato dalla scienza in modo che l’opinione pubblica abbia fiducia che sia sicuro ed efficace”, ha detto Biden dopo il primo briefing con la sua task force contro il virus.
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All’asta la pistola usata da Sean Connery nel primo 007
Con una base tra i 150mila ed i 200mila dollari.
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LOS ANGELES
09 novembre 2020
21:35
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La pistola Walther PP utilizzata da Sean Connery nel primo film di James Bond andrà all’asta il mese prossimo a Los Angeles, con una base tra i 150mila ed i 200mila dollari. Il grande attore scozzese, scomparso il mese scorso all’età di 90 anni nella sua casa alle Bahamas, utilizzò la pistola nel film del 1962 “Dr.
No”, che diede inizio alla fortunatissima saga dell’agente segreto britannico.
“La sagoma di 007 che impugna questa pistola diventerà l’immagine più iconica del franchise di James Bond e uno dei riferimenti alla cultura pop più riconoscibili di tutti i tempi”, ha detto Martin Nolan, direttore esecutivo della casa d’aste Julien’s.
In “Dr. No” i capi del servizio segreto britannico ordinano ad un riluttante Bond di abbandonare la sua vecchia pistola Beretta mal funzionante per la Walther, che “colpisce come un mattone attraverso una finestra”. Le versioni della Walther rimarranno l’arma da fuoco caratteristica di 007, per quasi 25 film.
La pistola di Bond sarà uno degli oltre 500 articoli dell’asta “Icons & Idols TRILOGY: Hollywood” che si terrà a Beverly Hills e online il 3 dicembre. Altri cimeli degni di nota includeranno un casco da pilota indossato da Tom Cruise in “Top Gun” e una giacca da motociclista in pelle indossata da Arnold Schwarzenegger in “Terminator 2”.
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Trump contesta voto in Pennsylvania, fatti illegali
‘Nevada una fogna di voti falsi, in Georgia ho vinto’
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WASHINGTON
09 novembre 2020
21:55
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Donald Trump su Twitter contesta il voto in Pennsylvania, lo stato che ha dato la vittoria a Joe Biden. “Ci hanno impedito di osservare il conteggio dei voti.
Impensabile e illegale in questo Paese”, scrive il presidente americano uscente che definisce il Nevada, altro stato in cui va avanti lo spoglio, “una fogna piena di voti falsi”: “Si stanno scoprendo cose che quando verranno rivelate saranno assolutamente scioccanti”. Trump parla poi di “grande vittoria” in Georgia, anche se è ancora in corso il conteggio e Biden risulti in leggero vantaggio.

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