Ultimo aggiornamento 17 Novembre, 2020, 11:54:07 di Maurizio Barra
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Covid: emergenza casa riposo astigiana, oltre 120 positivi
Tra ospiti e personale. Sindaco rifiuta sgombero, è polemica
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ASTI
16 novembre 2020
22:48
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Sono 82, su 96, gli ospiti positivi al Coronavirus nella Casa di Riposo San Giuseppe di Castelnuovo don Bosco, poco più di 3mila abitanti in provincia di Asti.
Positivi anche 40 dipendenti su 50; otto i decessi finora registrati.
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A rendere noti i dati è il sindaco, Antonio Rago, al centro di una accesa polemica con la minoranza proprio sulla gestione della casa di riposo, che è comunale.
Nei giorni scorsi, l’Asl To5 competente per territorio aveva chiesto lo sgombero del Padiglione Cafasso, la struttura della casa di riposo che ospita 13 anziani non autosufficienti, ma il primo cittadino ha risposto di non avere nessun ruolo, se non quello di nominare i membri del CdA. “Mi risulta che i famigliari si sono opposti allo spostamento”, ha aggiunto bollando come “sciacallaggio” le critiche dei consiglieri di opposizione che lo invitavano alle dimissioni.
“Rago ci accusa di sciacallaggio politico, ma chi si fa scudo del Covid è proprio lui per non ammettere di essersi disinteressato del problema – ribatte il capogruppo d’opposizione Luciano Badolisani, della lista Insieme per il Cambiamento -. Per il bene della Casa di Riposo, in qualità di autorità sanitaria locale, chieda alla Regione il commissariamento della struttura prima che sia troppo tardi”. CRONACA POLITICA
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Chiavi in dono a Anita e Lisa, 12enni simbolo lotta dad
Per non farsi ‘chiudere né dentro né fuori’. Prosegue protesta
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TORINO
17 novembre 2020
10:31
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Due piccole chiavi per non farsi “chiudere né dentro né fuori”. E’ il regalo ricevuto questa mattina da Anita e Lisa, le due studentesse di 12 anni che da settimane studiano sedute al banco fuori dalla scuola media ‘Italo Calvino’, a Torino, e che sono diventate il simbolo della protesta contro la didattica a distanza.
Le due chiavi, cui sono stati dipinti sopra un panda e una tigre, erano accompagnate da una lettera. “Avremmo voluto farvi un regalino ma i negozi sono tutti chiusi. – si legge nella missiva firmata Silvano – Con Lella, che è mia moglie, abbiamo trasformato questa chiave, che rappresenta la vostra volontà di non farvi chiudere né dentro né fuori, in un ‘gioiello’ che spero vi piacerà. Dipinto sopra un fiero animale che come voi lotta, senza violenza ma solo con impegno, volontà e speranza.
Avanti così! Brave”.
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Navigazione Lago Maggiore, ripristinate le corse serali
Tra Stresa e Baveno dopo le proteste dei due sindaci
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BAVENO (VCO)
17 novembre 2020
10:31
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Saranno ripristinate sul Lago Maggiore le corse serali dei battelli sulla tratta Stresa-Baveno.
Il nuovo orario invernale della Navigazione Lago Maggiore 2020-2021, per la tratta Stresa – Baveno, aveva visto il taglio di alcune corse serali, creando diversi malumori fra i residenti delle isole, gli operatori turistici e i lavoratori.
Al “Tavolo territoriale per la determinazione delle esigenze effettive per lo sviluppo turistico e di linea della navigazione sui Laghi Ceresio e Verbano” i sindaci di Stresa e Baveno avevano chiesto il ripristino delle corse, ed ora la Direzione generale ha dato rassicurazioni in merito.
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Covid: allarme a Torino, processi di mafia a rischio.
Per l’impossibilità di allestire videoconferenze
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TORINO
17 novembre 2020
11:44
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I grandi processi di ‘ndrangheta sono a rischio per l’emergenza Covid. Questo il senso di un segnalazione che la Procura di Torino, secondo quanto si apprende, vuole inoltrare alla Direzione nazionale antimafia e al Dap.
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Il punto cruciale della questione è l’impossibilità – per quello che sembra essere solo un problema organizzativo – di allestire collegamenti in videoconferenza per gli imputati detenuti positivi al Covid ma asintomatici. Questo comporta lunghi rinvii delle udienze e, oltre ad allungare i tempi dei processi, crea rischi di decorrenza dei termini di custodia cautelare. La procura ha preso l’iniziativa dopo quanto accaduto al maxi processo “Fenice-Carminius”, celebrato dal tribunale di Asti.
Al processo Carminius-Fenice, dove fra gli altri è chiamato in causa l’ex assessore regionale Roberto Rosso con un’accusa di voto di scambio, uno degli imputati, detenuto a Torino nel carcere delle Vallette, è risultato positivo al Covid. Tuttavia, pur essendo asintomatico, non ha rinunciato a partecipare ‘da remoto’ all’udienza: la conseguenza è stata che il tribunale ha dovuto disporre un rinvio (al 16 dicembre) perché non è stato possibile procedere al collegamento video. A quanto risulta, per le carceri non è stato previsto un protocollo che permetta di risolvere situazioni del genere. Il rinvio comporta sospensione della decorrenza dei termini di custodia cautelare per l’imputato interessato, ma non per tutti gli altri.
