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Ultimo aggiornamento 25 Novembre, 2020, 11:03:18 di Maurizio Barra

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DALLE 13:31 DI MARTEDì 24 NOVEMBRE 2020

ALLE 11:03 DI MERCOLEDì 25 NOVEMBRE 2020

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Confronto Conte-ministri sul Mes, posizioni distanti
Favorevoli Pd e Iv, M5e resta contrario
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24 novembre 2020
13:31
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Restano distanze nel governo sul tema del Mes. Il tema, a quanto si apprende, è stato discusso stamane nel vertice tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione di maggioranza, presente il ministro Roberto Gualtieri. Se n’è discusso, viene spiegato, anche in considerazione della partecipazione di Gualtieri alla prossima riunione dell’Ecofin.
Non si sarebbe però riusciti ancora a fare una sintesi: resta da un lato la posizione favorevole del Pd e la spinta di Iv, dall’altro la contrarietà del M5s.
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Conte,con Von Der Leyen parlato coordinare misure Natale
Ottimo scambio vedute su Health Summit, migranti e Brexit
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24 novembre 2020
14:13
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“Ottimo scambio di vedute oggi con Ursula Von Der Leyen sul Global Health Summit in collegamento con il G20, coordinamento europeo delle misure sanitarie sul #Covid19 in occasione del periodo natalizio, un’azione europea più efficace sul tema migrazione con i Paesi extra-UE, e su Brexit”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
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Mattarella,parità donne ancora non pienamente conseguita
Rafforzare nella società la cultura della parità
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24 novembre 2020
15:00
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Bisogna “rafforzare nella società la cultura della parità non ancora pienamente conseguita”. In un messaggio a Rai Radio1 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime apprezzamento per l’iniziativa “No women no panel – Senza donne non se ne parla” ideata in seno alla Commissione Europea e rilanciata dal primo canale di Radio Rai, per l’equa rappresentanza di genere in convegni, commissioni, eventi pubblici e dibattiti radiotelevisivi.
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Alto Adige, stop a stretta totale. A fine mese riaprono i negozi
30/11 riaprono negozi, parrucchieri. Il 4/12 aprono le scuole. Zaia emette nuova ordinanza, misure valide fino al 4 dicembre
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BOLZANO
24 novembre 2020
14:39
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Dopo lo screening di massa l’Alto Adige revoca il lockdown totale, che andava oltre le misure previste per le zone rosse. “Lunedì 30 novembre riaprono i negozi, i mercati, come anche i parrucchieri ed estetisti.
Riprende la didattica in presenza per la prima media”, ha annunciato il governatore Arno Kompatscher. Il 4 dicembre , ha aggiunto, apriranno tutte le scuole, come anche bar e ristoranti. I dati epidemiologici sono in miglioramento e farà presa l’isolamento dei 3.400 asintomatici trovati con lo screening.
Introduce misure che guardano al tema degli assembramenti la nuova ordinanza della Regione Veneto contro il contagio da Coronavirus, emessa oggi. “E’ in linea con la precedente – ha annunciato il presidente Luca Zaia – non siamo in grado di creare allentamenti. Dura fino al 4 dicembre, in tempo per il nuovo Dpcm. Nel frattempo, se potessimo avere un calo dei parametri, potremmo intervenire per un minimo di allentamento soprattutto per le attività che stanno soffrendo. Non aiuta – ha concluso – che sui ristori non ci sia stata data risposta”.
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato una nuova ordinanza con cui si rinnovano le misure restrittive relative alla Provincia autonoma di Bolzano e alle Regioni Basilicata, Liguria e Umbria. L’ordinanza è valida fino al 3 dicembre 2020
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Violenza donne: Casellati, chi le teme le relega ai margini
Pandemia non deve far arretrare dalla tutela dei diritti
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24 novembre 2020
15:41
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“La storia di questa giornata parla di donne che hanno pagato con la propria vita la violenza. Chi ha paura delle donne finisce per relegarle ai margini. La violenza contro le donne riguarda tutti, di questa degenerazione siamo tutti involontari complici dopo anni di lotta. Neanche una pandemia di portata globale deve fare arretrare dalla tutela dei diritti delle donne. Ognuno di noi può fare davvero molto per ogni donna”. Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati intervenendo all’iniziativa della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio ‘Dalla parte delle donne. Il ruolo fondamentale dei centri antiviolenza’ in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, presso la sala Zuccari del Senato.
“Il contrasto alla violenza sulle donne – sostiene – parte da quelle prospettive di autonomia morale ed indipendenza materiale che sono l’arma più potente contro ogni forma di martirio al femminile. Armi che si costruiscono lottando contro stereotipi e penalizzazioni, battendosi affinché nessuna emergenza, neanche una pandemia di portata globale, possa segnare un arretramento di fronte al cammino di emancipazione femminile. Questo è l’impegno comune che oggi dobbiamo insieme rinnovare. Un impegno che parte dal ruolo delle istituzioni e dal sistema di tutele sociali e penali, ma che al contempo chiama in causa ciascuno di noi. Perché ognuno di noi, come padre o madre, fratello o sorella, amico o amica, può fare davvero molto perché ogni donna possa godere del diritto più grande: quello ad essere libera, ad essere semplicemente donna”.
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Manovra: Upb, struttura indefinita,mancano dettagli Recovery
Ottimistiche stime retroazione fiscale
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24 novembre 2020
15:43
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In un quadro “di forte incertezza” e tenendo conto delle difficoltà di mettere a punto politiche di rilancio in questa fase, “la struttura della politica di bilancio risulta parzialmente indefinita”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, in audizione sulla manovra. La legge di bilancio è sostanzialmente divisa in tre: interventi ancora emergenziali, misure strutturali e indicazioni “di larga massima” sull’utilizzo dei fondi Ue, a cui si aggiungono misure microsettoriali. Proprio sull’utilizzo dei fondi del Recovery non sono però riportati dettagli e questo rende anche difficile valutare il forte impatto della retroazione fiscale previsto dal governo per i prossimi anni. Secondo l’Upb, le stime dell’esecutivo sulla retroazione sono anzi “alquanto ottimistiche”.
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Recovery: Conte, non siamo affatto in ritardo
Stiamo definendo i progetti, in linea con cronoprogramma
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24 novembre 2020
17:03
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“C’e’ un dibattito pubblico sul fatto che l’ Italia sia indietro” sulla presentazione dei progetti per il Recovery: “non è vero. Stiamo definendo progetti e li porteremo all’attenzione delle parti sociali e del Parlamento: siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma” . Così il premier Giuseppe Conte durante un incontro al Senato sui centri antiviolenza per la giornata internazionale.
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Recovery, Conte: ‘Tempo pieno a scuola in tutta Italia’
‘C’è un dibattito pubblico sul fatto che l’Italia sia indietro’ sulla presentazione dei progetti per il Recovery: ‘non è vero’
VIDEO
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24 novembre 2020
18:41
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“C’e’ un dibattito pubblico sul fatto che l’ Italia sia indietro” sulla presentazione dei progetti per il Recovery: “non è vero. Stiamo definendo progetti e li porteremo all’attenzione delle parti sociali e del Parlamento: siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma”. Così il premier Giuseppe Conte durante un incontro al Senato sui centri antiviolenza.
Il premier è poi intervenuto alla presentazione del Rapporto Svimez 2020 “L’economia e la società del Mezzogiorno”. “Al Recovery plan stiamo lavorando assiduamente, siamo nella fase finale di messa a punto dei singoli progetti, per renderli sempre più integrati, perché il Recovery plan esprima obiettivi ben precisi e una direzione strategica, non parcellizzata”.
“Dal punto di vista sociale, vi sarà una riforma per garantire il tempo pieno su tutto il territorio nazionale che possa dare effettiva possibilità alle famiglie – e soprattutto alle donne – di inserirsi nel mercato del lavoro”, ha aggiunto Conte:    “Dal punto di vista industriale a Napoli ci sarà un polo Agritech, per lo sviluppo di tecnologie nel settore agroalimentare”, ha detto poi il premier parlando del Recovery plan italiano, alla presentazione del Rapporto Svimez 2020.   ECONOMIA    TECNOLOGIA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA CRONACA

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Di Maio, nel Mediterraneo c’è una preoccupante fragilità
L’intervento nella sesta edizione della Conferenza Rome MED_Mediterranean Dialogues. Il 4/12 chiude Conte
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24 novembre 2020
18:50
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E’ iniziata oggi la sesta edizione della Conferenza Rome MED- Mediterranean Dialogues, promossa a partire dal 2015 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Ispi, che si tiene quest’anno in formato digitale e prevede oltre 40 eventi virtuali dal 25 novembre al 4 dicembre 2020.
L’intera area del Mediterraneo allargato registra una “preoccupante fragilità per gli equilibri politici, economici e sociali. Lo scenario regionale, da sempre complesso, esprime oggi un elevato tasso di polarizzazione. Essa è il prodotto dell’interazione tra crisi di lungo periodo, alimentate anche dalla cronica frammentazione interna, e l’evoluzione nella competizione geopolitica e ideologica, tra potenze globali e regionali, attori arabi e non-arabi”, con “rinnovate spinte concorrenziali per la sovranità su porzioni di mare e sulle loro risorse, specie quelle energetiche”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio aprendo la sesta edizione della Conferenza Rome MED- Mediterranean Dialogues, promossa a partire dal 2015 dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Ispi, che si tiene quest’anno in formato digitale. “Di questa eterogenea miscela di instabilità sono visibili tracce evidenti in ciascuno degli attuali scenari di crisi con cui ci confrontiamo nella regione”.
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La conferenza si apre con un intervento sulla piattaforma web di Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e di Giampiero Massolo, presidente Ispi. Chiuderà i MED Dialogues venerdì 4 dicembre il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. I giornalisti che intendono seguire i lavori devono accreditarsi, compilando entro il 25 novembre alle ore 9.00 il form al seguente link: https://join.med.ispionline.it/media-accreditation.    La Conferenza vede la partecipazione di esponenti delle maggiori organizzazioni internazionali, accademici, imprenditori nonché studiosi ed esperti da tutto il mondo, con oltre 40 leader politici tra presidenti, primi ministri e ministri di diverse realtà internazionali. Partecipano tra gli altri: Sergey Lavrov, ministro degli Affari Esteri, Russia; Paolo Gentiloni, commissario Ue per gli Affari Economici e Monetari; Ylva Johansson, commissario per gli Affari Interni; Mohammad Javad Zarif, ministro degli Affari Esteri dell’Iran; il principe Faisal Bin Farhan Al Saud, ministro degli Affari Esteri saudita; Ahmed Maitig, vice-presidente del Consiglio presidenziale libico.
MED Dialogues 2020 intende, pur in un’epoca di pandemia, mettere a punto “un’agenda positiva” per il Mediterraneo, elaborando possibili soluzioni condivise ai rischi sanitari, economici e politici che potrebbero dimostrarsi più gravi e pesanti rispetto al resto del mondo. Tra i temi strategici al centro del dibattito le principali sfide per la sicurezza, la difficile gestione del fenomeno migratorio in un periodo di pandemia, il destino delle giovani generazioni, la rivoluzione nel mondo dell’energia, le opportunità poste dalla transizione verso un’economia verde e sostenibile, il ruolo strategico delle donne nell’area mediterranea e il loro contributo alla crescita sociale ed economica. Strategica per l’area mediterranea è senza dubbio anche la riflessione sul partenariato euro-mediterraneo, sul ruolo della Nato nonché sulle strategie nell’area di Paesi come Stati Uniti, Paesi del Golfo, Russia, Cina, India e Giappone.
A rafforzare il contributo di idee e proposte sono stati organizzati nei mesi scorsi 28 incontri in modalità digitale con personalità internazionali di altissimo livello per discutere la realtà di Paesi chiave dell’area come Siria, Libia, Israele, Palestina, Yemen e Iran. Al centro del dibattito anche temi strategici come, tra gli altri, il ruolo dell’Europa, l’energia verde e le migrazioni.
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Regeni, Renzi: ‘Italia mandi inviato speciale al Cairo’
‘Informato 31 gennaio 2016’. La Farnesina: ‘Governo sapeva dal 25′
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24 novembre 2020
20:01
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“Noi abbiamo fatto quello che doveva fare un paese civile per una vicenda atroce ed inaccettabile. Non abbiamo accettato verità di comodo. Ho un solo rimpianto: perché abbiamo saputo questa notizia solo il 31 gennaio? Se avessimo saputo prima avremmo potuto agire prima”. L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ricostruito davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, le azioni messe in campo dal suo esecutivo nel gennaio del 2016, quando la tragica vicenda del ricercatore ucciso al Cairo emerse. Sulla data del 31 gennaio però è intervenuta la Farnesina con una nota in cui precisa che “le Istituzioni governative italiane e i nostri servizi di sicurezza furono informati sin dalle prime ore successive alla scomparsa di Giulio il 25 gennaio 2016” e ricorda che “che tutti i passi svolti con le più alte Autorità egiziane sono stati ampiamente documentati e resi noti alle Istituzioni competenti a Roma dall’Ambasciatore Massari nelle sue funzioni di Ambasciatore d’Italia al Cairo”.
Nel corso dell’audizione Renzi ha affermato che “i vertici del Governo, appena sono stati a conoscenza della vicenda che rischiava di diventare drammatica e seria, si sono messi in moto” mettendo in campo “tutti gli strumenti, lavorando a livello istituzionale come una squadra: abbiamo voluto subito una cooperazione giudiziaria che non era scontata”. L’ex capo del governo è poi tornato sulla decisione di richiamare in Italia l’ambasciatore di stanza al Cairo. “Ho scelto di ritirare l’ambasciatore perché avemmo sensazione che il presidente Al Sisi non avesse colto fino in fondo la nostra risolutezza nel chiedere verità. Fu gesto estremo per dire: noi facciamo sul serio. E’ un gesto che si fa una volta e deve produrre conseguenze. Incontrai Al Sisi nel settembre 2016 al G20, a margine di una cena. Ho avvertito il dovere di dirgli tuto il mio dolore per quello che era avvenuto, le mie scelte e le mie richieste”. Sul punto Renzi ha spiegato che nella situazione odierna, in cui la Procura di Roma sta per chiudere le indagini a carico di cinque appartenenti agli apparati egiziani accusati di essere gli autori materiali del sequestro di Regeni, sarebbe utile “nominare un inviato speciale in modo da sollecitare il regime del presidente Al Sisi a consentire di processare i responsabili individuati dai pm capitolini che hanno fatto in questi anni un lavoro straordinario”.
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Feltri choc su ragazza stuprata, sdegno e polemiche
Pd-Iv, ‘vergognoso’. Murgia e Somma, colpevolizzare è violenza
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24 novembre 2020
20:35
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“I cocainomani vanno evitati. Ingenua la ragazza stuprata da Genovese”: il titolo di Libero parte dalla prima pagina, Vittorio Feltri commenta il caso dell’imprenditore che ha stuprato una 18enne. “Quanto alla povera Michela, mi domando: entrando nella camera da letto dell’abbiente ospite cosa pensava di andare a fare, a recitare il rosario?”. “Sarebbe stato meglio rimanere alla larga da costui (…). Concediamole attenuanti generiche, ai suoi genitori tiriamo le orecchie”, si legge tra l’altro. Alla vigilia del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che aggiorna i dati sui femminicidi, l’editoriale si porta dietro sdegno e polemiche.
Le parole di Feltri sono definite “vomitevoli e disgustose” dalla senatrice del Pd, Simona Malpezzi. “Questa è violenza di genere, è vittimizzazione secondaria, è sessismo”, aggiunge l’altra senatrice del Pd, Valeria Valente. “Disgustoso giustificare uno stupro. Non è libertà di stampa ma offesa a tutta la società”, fa eco la senatrice Laura Garavini, vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi.
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“Fa profondamente orrore, i suoi pseudocommenti volgari, miserevoli, sessisti e violenti, che vellicano gli istinti più bassi dell’animo umano, producono gravissimi danni”, dice il deputato Alessandro Amitrano (M5s), “meriterebbe un’ondata di sdegno di un intero Paese”. Parole “incommentabili”, scrive la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova (Iv). “Il problema non è dove va una donna o come è vestita. Il problema non sono i genitori. Il problema sono i violenti e chi li difende. Il problema sono quelli come Feltri”, twitta la deputata LeU Rossella Muroni.
Feltri non è più nell’ordine dei giornalisti ma il presidente Carlo Verna ha ribadito che “anche se un giornalista è uscito dall’Ordine, ci sono però un direttore responsabile e dei giudici deontologici”. La giovane si è sentita ancora di più “stigmatizzata”. Osserva Nadia Somma attivista presso il Centro antiviolenza Demetra in Emilia Romagna, aderente all’associazione nazionale D.i.Re – donne in rete contro la violenza: “c’è una grande responsabilità sociale dei media nel raccontare la violenza. Bisogna essere chiari: se non c’è consenso è stupro, sempre, che sia in casa, fuori casa, a pagamento, con conoscenti o sconosciuti – sono il 3% -, punto. Tutto quello che con cinismo si aggiunge è una ulteriore inaudita violenza che va a colpevolizzare ancora di più le vittime. Quando si scrivono certe frasi, quando si usa un certo linguaggio bisogna essere consapevoli di quello che provoca. Alle persone che seguo con un percorso doloroso e lunghissimo raccomando sempre di non leggere i fatti relativi ai femminicidi perchè la loro reazione è di amplificarne le colpe che non hanno. E dunque attenzione: quello che ha scritto Feltri non è un’opinione ma è violenza e ne è responsabile”.
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Come cambiare un retaggio antico, così radicato? “Bisogna passare dalla pancia alla testa, anzichè far gorgogliare lo stomaco facendo uscire i peggiori sentimenti bisogna essere intelligenti e aumentare l’empatia per le vittime. E’ il primo grande passo e sta ai media, ai giornalisti compierlo”. Feltri riesce “a far schifo sempre di più, supera se stesso”, commenta Michela Murgia, che tra l’altro sette anni fa con Loredana Lipperini aveva scritto “L’ho uccisa perché l’amavo” Falso! (Laterza). “Le frasi di Feltri sono conseguenza della società patriarcale e maschilista: la donna è colpevole di qualcosa, di come si veste, di chi incontra, ecc dunque il maschio agisce di conseguenza, quella dell’autore della violenza è una reazione non un’azione.
Il mondo dell’informazione ha una enorme responsabilità, per cambiare davvero le cose bisogna essere chiari: questo si questo no. Il nuovo protocollo appena approvato alla Fnsi è un passo avanti”.
L’articolo “era perfetto” dichiara in serata Feltri, “non giustifico lo stupro ho detto che è stata un’ingenua, non una prostituta. Ingenua non è un’offesa. Io non ho detto che se l’è andata a cercare, ho detto che è stata ingenua ad accettare l’invito di questo soggetto che faceva festini di quel tipo – prosegue Feltri. Non fatemi dire cose che non ho scritto e non penso. Non voglio dare un’immagine negativa di nessuno, dico che questa ragazza non poteva non sapere cosa succede in quella casa, un mimino di prudenza doveva adottarla”. E a chi chiede l’intervento dell’Ordine, Feltri replica: “ma io mi sono dimesso dall’Ordine, non posso stare in gabbia. Io me ne fotto dei giornalisti, li disprezzo e se uno mi chiama giornalista lo querelo per diffamazione. Scrivo quello che voglio, se poi al direttore non piace, basta che non lo pubblichi. Io non ho pretese”.
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Ok Cdm a schema nuovi collegi elettorali Camera-Senato
D’Incà, governo imparziale e trasparente, seguito proposta tecnici
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24 novembre 2020
23:10
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Il Cdm ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo che disegna i nuovi collegi elettorali dopo il via libera alla riforma per il taglio dei parlamentari. Lo annuncia il ministro Federico D’Incà. “Sono molto soddisfatto dell’approvazione dello schema di dlgs, da trasmettere alle Camere, per il disegno dei nuovi collegi elettorali. In questo modo consentiremo immediatamente di adeguarli alla riduzione del numero dei parlamentari. Il governo ha integralmente fatto propria la proposta della commissione tecnica – composta da dieci esperti in materia e presieduta dal presidente dell’Istat – senza esercitare alcuna forma di discrezionalità politica perché è necessario assicurare la massima neutralità nella delineazione territoriale dei collegi” e anche trasparenza.
“Tutti i documenti e i dati rilevanti per analizzare il disegno dei collegi uninominali e plurinominali ed il controllo dell’equilibrio delle scelte assunte saranno trasmessi alle Camere e pubblicati sul sito del Dipartimento per le riforme istituzionali, in un’ottica di massima trasparenza”, sottolinea D’Incà. “La tempestiva adozione del decreto legislativo rappresenta un adempimento costituzionale necessario in attesa che sia approvata la nuova riforma elettorale all’esame delle Camere”, conclude.
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Calabria, slitta nomina commissario
Per la Sanità sfumano anche i nomi di Mostarda e Varratta
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25 novembre 2020
01:20
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Nuova fumata nera per la nomina del commissario alla Sanità in Calabria. Dopo una lunga discussione nel Governo, il Cdm si è concluso senza alcuna designazione.
Sembrano sfumare i due nomi che ieri sera si sono contesi il ruolo: per una serie di veti incrociati non sembrano passare il vaglio dell’Esecutivo né il profilo di Narciso Mostarda, medico che dirige la Asl Roma 6, né quello di Luigi Varratta, già prefetto a Reggio Calabria.
La nomina a questo punto slitta a un nuovo Cdm: si starebbero già sondando profili alternativi.
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Violenza donne: Mattarella,è ancora emergenza pubblica
Istituzioni hanno raccolto grido allarme
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25 novembre 2020
10:32
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“La ricorrenza di oggi induce a riflettere su un fenomeno che purtroppo non smette di essere un’emergenza pubblica. Le notizie di violenze contro le donne occupano ancora troppo spesso le nostre cronache, offrendo l’immagine di una società dove il rispetto per la donna non fa parte dell’agire quotidiano delle persone, del linguaggio privato e pubblico, dei rapporti interpersonali”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione in occasione della “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne”.
” Le istituzioni – sostiene Mattarella -hanno raccolto il grido di allarme lanciato dalle stesse donne e dalle associazioni che da decenni sono impegnate per estirpare quella che è, ancora in troppe situazioni, una radicata concezione tesa a disconoscere la libertà delle donne e la loro capacità di affermazione. Per questo resta fondamentale, per le donne che si sentono minacciate, rivolgersi a chi può offrire un supporto e prevenire la degenerazione della convivenza in violenza”.
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Violenza donne:Casellati,è mattanza, fondamentale linguaggio
Fenomeno che si è aggravato durante pandemia
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25 novembre 2020
10:34
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“In questa ricorrenza, come ogni anno, le parole che si potrebbero usare sono tante. Ne scelgo tre: discriminazione, solitudine e dolore. Ma sono i numeri a restituirci la sua immagine più tragica ed eloquente: nel 2019 le vittime di femminicidio nel nostro Paese sono state 96. Una donna uccisa ogni tre giorni. Un caso di stalking o maltrattamento ogni quarto d’ora. Oltre 2 mila gli orfani di madri che non ci sono più. Sono i numeri di una “mattanza” inaccettabile. Sono la fotografia più nitida di un fenomeno drammatico che negli ultimi terribili mesi di pandemia si è ulteriormente aggravato”. Così la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati partecipando alla maratona web del gruppo Qn per la Giornata contro la violenza sulle donne.
” La violenza su una donna e il femminicidio vanno raccontati in tutta la loro crudezza. Non chiamatelo “estremo gesto d’amore” o “amore malato” perché questi crimini sono quanto di più lontano ci possa essere dall’amore. Educazione e istruzione, famiglia e scuola, sono le armi che abbiamo per rovesciare gli stereotipi”
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Violenza donne: Fico, inaccettabile, dobbiamo fare di più
Interventi normativi vanno uniti a azione educativa
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25 novembre 2020
10:36
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“Quella contro le donne è una violenza inaccettabile, a cui bisogna reagire come comunità: cittadini, associazioni, Istituzioni”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico intervenendo alla presentazione dell’iniziativa, ‘Non chiedermelo. Non e’ importante’ sulla giornata contro la violenza sulle donne.
Ricordando gli interventi del Parlamento per la prevenzione e il contrasto, dalla ratifica nel 2013 della Convenzione di Istanbul alle disposizioni per la tutela dei figli delle vittime di omicidio in ambito familiarefino al Codice Rosso”, Fico sottolinea: “Dobbiamo fare di più, consapevoli che la nostra società deve fare passi in avanti dal punto di vista culturale e che occorre porre fine a persistenti situazioni di diseguaglianza. Nessun intervento normativo – ammonisce – però potrà avere successo se non sapremo anche proseguire nell’azione educativa intrapresa per affermare il rispetto pieno ed incondizionato della dignità delle donne e di tutte le persone, rimuovendo stereotipi e pregiudizi persistenti e inaccettabili”.
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Violenza donne, Nardella: drappo rosso su David
Per dire No alla violenza sulle donne
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FIRENZE
25 novembre 2020
10:34
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“Un drappo rosso sul David per dire No alla violenza sulle donne. A tutte le vittime di femminicidio, alle donne che vivono soprusi quotidiani. Gli uomini violenti vanno denunciati: abbiate coraggio, non siete sole! È una battaglia che si può vincere, come Davide contro Golia”.
Lo ha scritto su Twitter il sindaco di Firenze Dario Nardella in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Il sindaco ha postato la foto del drappo rosso sul David di Michelangelo, all’ingresso di Palazzo Vecchio.
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Fontana, Lombardia da zona gialla ma non voglio correre
‘Dal 27 potremo chiedere di entrare in arancione’
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MILANO
24 novembre 2020
19:23
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“Noi dal 27 (novembre ndr.) potremo chiedere di entrare nella zona arancione. I dati oggi addirittura ci accrediterebbero in zona gialla, ma io non voglio precorrere i tempi”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. I dati del Covid in Lombardia, ha spiegato, “sono sicuramente molto incoraggianti, soprattutto in questi ultimi giorni c’è un costante, lento ma continuo miglioramento”.
Il presidente della Lombardia ha aggiunto: “Noi da un punto di vista tecnico da 15 giorni saremmo entrati nella zona arancione, il Dpcm pretende però giustamente che bisogna confermare i dati per due settimane”.
“Quindi – ha concluso – noi dal 27 potremo chiedere di entrare nella zona arancione. Anche perché i dati oggi addirittura ci accrediterebbero in zona gialla, ma io non voglio precorrere i tempi”
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Scuola, ipotesi in classe dal 9 dicembre
Confronto in corso nel governo
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25 novembre 2020
09:11
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Riportare tutti gli studenti a scuola in presenza il 9 dicembre: è l’ipotesi per la quale sarebbero in pressing il M5s e Iv. Una decisione non è ancora presa e di scuola, assicurano più fonti, non si è parlato ieri nel governo: il tema potrebbe essere affrontato – ma non è detto – nel vertice dei capi delegazione in programma per oggi.
Lunedì il premier Giuseppe Conte non ha escluso la possibilità di riaprire tutti gli istituti a dicembre e non è un mistero che la ministra Lucia Azzolina spinga in questa direzione: il 9 dicembre sarebbe la prima data utile. Ma il confronto nel governo è in corsIn corso un confronto all’interno del governoo e i ministri più prudenti non escludono che il via libera arrivi solo a gennaio: tutto dipenderà dall’evoluzione della curva nelle prossime settimane.
“Fare squadra” sulla riapertura, mantenendo aperte le scuole che hanno continuato a lavorare in presenza: questo l’obiettivo di una riunione convocata sempre per oggi
dalla Azzolina coi sindaci della città metropolitane.
“Faremo il possibile per riaprire le scuole in dicembre, dobbiamo vedere il quadro epidemiologico, valutandolo giorno per giorno. Le scuole sono e restano una priorità assoluta per il governo”. Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza intervenendo alla trasmissione di ‘Di martedi’. “Valutazioni in questo senso – ha concluso Speranza – sono previste nei prossimi giorni.
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Conte negativo, tosse nasce da corde vocali
Il presidente del Consiglio si è sottoposto a un tampone molecolare in vista della sua partecipazione al vertice italo-spagnolo di domani a Palma di Maiorca
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24 novembre 2020
21:20
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In merito alle ipotesi sullo stato di salute del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, circolate successivamente alla sua partecipazione alla trasmissione Otto e Mezzo, fonti di Palazzo Chigi precisano che il presidente “da qualche anno ha una sofferenza alle corde vocali, che si acuisce nel periodo invernale, e che non di rado gli provoca tosse”.
Questa mattina, aggiungono, Conte si è sottoposto a un tampone molecolare, in vista della sua partecipazione al vertice italo-spagnolo fissato per domani a Palma di Maiorca. Il test ha dato esito negativo.
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Scuola, Azzolina convoca i sindaci delle città metropolitane
L’obiettivo dell’incontro sarà la riapertura della scuole in generale, con attenzione a come tornare in classe
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24 novembre 2020
19:49
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‘Fare squadra’ sulla riapertura delle scuole, mantenendo aperte quelle che nonostante la pandemia hanno continuato a lavorare in presenza. E’ questo, a quanto si apprende, l’obiettivo di una riunione convocata domani dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, con i sindaci delle città metropolitane, che da sole rappresentano un terzo della popolazione italiana, oltre 21 milioni di abitanti.
L’obiettivo dell’incontro di domani tra la ministra Azzolina e i sindaci delle grandi aree urbane sarà la riapertura della scuole in generale, con attenzione a come tornare in classe e a come mantenere aperta il più possibile la scuola.
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24 novembre 2020
17:13
Così il Presidente del Consiglio giuseppe Conte.

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