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Ultimo aggiornamento 6 Gennaio, 2021, 15:04:05 di Maurizio Barra

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Maroni dimesso da ospedale, presto ulteriori accertamenti
Era stato ricoverato ieri a Varese dopo un malore in casa
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VARESE
05 gennaio 2021
19:07
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L’ex governatore della Lombardia Roberto Maroni ha lasciato l’ospedale di Circolo di Varese, dove era stato ricoverato ieri dopo che aveva accusato un malore in casa.
A quanto si apprende, il governatore sarà preso in cura all’Istituto neurologico Besta di Milano per ulteriori accertamenti.
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Crisi pilotata, al buio, elezioni. Gli scenari
Senza accordo preventivo, Conte verso dimissioni e crisi al buio
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05 gennaio 2021
20:26
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Tra minacce e bracci di ferro, bozze di Recovery ritirate e tentativi di mediazioni, si trascina ormai da quasi due settimane la tensione dentro la maggioranza.
E ancora non è chiaro quale sarà lo sbocco della crisi, se passerà da un rimpasto concordato o attraverso le dimissioni del premier Giuseppe Conte per una crisi al buio che potrebbe portare ad un Conte ter ma anche ad un nuovo governo istituzionale o alle elezioni.
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Ecco gli scenari possibili.
Crisi pilotata. Caldeggiata dal Pd e da M5S ma, a quanto si apprende ostacolata da Matteo Renzi, la crisi pilotata punterebbe a ricomporre la maggioranza con un rimpasto mirato ma non corposo, un accordo sul Recovery e sulla delega ai Servizi, evitando le dimissioni del premier e con un successivo voto di fiducia con una maggioranza blindata.
Crisi al buio. Matteo Renzi, come ha minacciato, ritira magari già nel consiglio dei ministri del 7 gennaio, le ministre Bellanova e Bonetti. Conte, constatato il venir meno della propria maggioranza, sale al Quirinale e rassegna le dimissioni.
A questo punto il presidente della Repubblica potrebbe, dopo un breve giro di consultazioni, reincaricare il premier uscente che tenta di dare avvio ad un nuovo esecutivo. In questo scenario Conte dovrebbe convincere la maggioranza, e in primis Renzi, della volontà di ridiscutere metodo, merito e squadra del suo governo precedente per dare vita ad un Conte ter che passerebbe a quel punto attraverso un rimpasto sostanziale.
Ma Conte potrebbe anche scegliere la via delle Camere. In caso di rottura definitiva all’interno della maggioranza, il premier potrebbe chiedere un voto del Parlamento per “inchiodare” il partito che ha dato vita alla crisi. “Lo aspettiamo in Senato” ripete infatti da giorni il leader Iv Matteo Renzi. A quel punto o il governo cade perchè viene meno la maggioranza o si salva perchè nel frattempo si è creata una nuova maggioranza, anche se si tratta di una maggioranza solo numerica.
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Si tratta della cosiddetta ipotesi dell’aiuto dei “responsabili” che seppur raffreddata non è mai venuta meno.
Governo istituzionale o elezioni. Se il governo Conte cade, restano solo due strade: un governo istituzionale o di salute pubblica, che però al momento vede indisponibili Pd, M5s e anche Fdi, o la strada delle urne nel più breve tempo possibile.
Con tutta probabilità se il premier Conte fosse sfiduciato dalle Camere il presidente Mattarella formerebbe un governo di garanzia con un diverso premier solo per portare il Paese alle urne.
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Il Recovery arriva a Conte. 18 miliardi per la sanità. Resta il nodo sul Mes
Stallo Conte-Renzi, la crisi sembra più vicina
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06 gennaio 2021
10:56
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Notte di lavoro al Ministero dell’Economia e Finanze sul Recovery Plan. I tecnici del Tesoro guidati da Roberto Gualtieri stanno “modellando” il Piano di Ripresa e Resilienza cercando di venire incontro alle richieste dei partiti e domani mattina il testo sarà consegnato al premier Giuseppe Conte.
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E, come richiesto più o meno da tutti, salgono le risorse per la sanità: si calcola che saranno fino a 18 miliardi rispetto ai 9 previsti inizialmente. Ma, sullo sfondo, resta il nodo Mes. Il timore nel M5S è che infatti un riferimento al fondo salva-stati, tabù dei pentastellati, alla fine possa essere inserito anche se al momento dal governo negano che sia così. Infrastrutture sociali, istruzione e cultura sono i settori su cui gli stanziamenti sono cresciuti. In tutto il Recovery Plan, in maniera trasversale, sono stati potenziati i progetti finalizzati alle donne, ai giovani e al Sud. L’aumento delle risorse per la sanità e per gli altri progetti è stato possibile grazie all’intesa raggiunta col Ministro per il Sud e la coesione territoriale Peppe Provenzano: all’interno del Pnrr, molti progetti destinati alle aree svantaggiate saranno finanziati con una parte dai Fondi europei per la coesione territoriale, che già erano previsti nel tendenziale (dunque non aumentano il deficit) ma non erano ancora stati ancora programmati. Nel documento, quindi, non solo sarebbero stati modificati i saldi, per venire incontro alle osservazioni dei partiti, ma sarebbe stato aggiunto un intero capitolo per inquadrare le possibili interazioni dei progetti del Piano con quelli finanziati con le altre risorse comunitarie e i fondi di coesione.

E il Mes? Convitato di pietra del lavoro sul Recovery Plan il fondo salva stati, nelle scorse ore, sarebbe comparso nelle riunioni sul dossier. Secondo fonti di primo piano del M5S a un certo punto al premier Giuseppe Conte sarebbe stato proposto di inserire un terzo del Mes nel Recovery. Una cifra quindi pari a 12 miliardi. I pontieri pentastellati avrebbero anche sondato diversi parlamentari ottenendo una risposta: è “complicato” che i gruppi tengano sul sì al fondo, anche se fosse un mini-Mes. In caso di inserimento del fondo nel Recovery, così come chiede costantemente Matteo Renzi, il rischio spaccatura del movimento è matematico. E anche per questo, probabilmente, Conte ha frenato. Con il risultato che, al momento, il Mes nel Pnrr non comparirebbe.
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“L’unica novità è che sono passate 24 ore”. Nel settimo giorno di pre-crisi lo stallo totale nel governo acquista improvvisa solidità. Il “rimpastino” sembra già appartenere al passato. E sulle dimissioni di Giuseppe Conte, vero obiettivo di Iv, con conseguente crisi pilotata ed eventuale Conte-ter, da Palazzo Chigi filtra a dir poco scetticismo. “Al momento l’opzione non c’è”, spiega una fonte che ha dimestichezza con il capo del governo. Lo stallo, dopo gli spiragli di trattative dei giorni scorsi, arriva fin su al Colle, dove il presidente Sergio Mattarella vigila con crescente preoccupazione. E al Quirinale si ribadisce un assunto: da un lato c’è l’apertura – pur considerandola rischiosa – a un rimpasto e anche al Conte-ter; dall’altro c’è l’indisponibilità a “governicchi” con maggioranze abborracciate o di salute pubblica. La via maestra in caso di crisi, quindi, non è neppure un governo istituzionale (circola, nei palazzi romani, sempre il nome di Marta Cartabia) ma quella del ritorno alle urne. Anche perchè non bisogna dimenticare che è entrata a regime la riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Ed è una linea che il Pd, di fatto, sembra condividere. “Non è che ci piace votare in piena pandemia ma temiamo che le elezioni siano l’unica strada possibile perché tutte le altre ipotesi ad una soluzione costruita sulla base dell’attuale equilibrio, pur con i necessari ritocchi, non sono perseguibili”, scandisce il vice segretario Pd Andrea Orlando ribadendo che prima di tutto serve “un patto di legislatura”. Patto di legislatura quindi, “no” ad un’alleanza con la destra sovranista e ferma contrarietà ad una crisi al buio sono la stella polare del Pd.
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Al Nazareno si susseguono riunioni, dall’incontro di Zingaretti con il comitato politico a quella di Orlando con i segretari regionali. I Dem chiedono di partire dai contenuti per poi verificare se ci sono le condizioni per una soluzione ‘pilotata’ che faccia nascere un Conte ter. Il tema è che, al momento, un accordo tra gli alleati su come fare il rimpasto, non c’è. Anche perché, se non si passasse per le dimissioni del premier toccherebbe ai singoli partiti convincere i ministri “selezionati” a lasciare l’incarico. Con esiti imprevedibili. Ed è da questo stallo, anche, che nasce lo scetticismo del premier per il Conte-ter. Con un’intesa blindata, una crisi-lampo con dimissioni consegnate al Quirinale e immediato voto di fiducia alle Camere questo scetticismo potrebbe anche scemare, ma la strada è in salita. Anche perché ogni volta che Matteo Renzi va in tv e “bombarda” il governo, a Palazzo Chigi si convincono un po’ di più della sua inaffidabilità. Anche oggi il leader di Iv parla di “problema politico” con il presidente del Consiglio ed elenca tutti i nodi su cui difficilmente cederà: il Mes, il Recovery, la delega ai Servizi, perfino il reddito di cittadinanza. “Se le nostre idee non vi servono, tenetevi le poltrone”, è il suo affondo. E da Iv fanno sapere che non ci sono stati ancora contatti con Palazzo Chigi. Dunque i renziani reputano ancora ogni scenario aperto.. E in Iv non passa inosservata la nota di Cambiamo!, il partito di Toti, che apre a un “esecutivo di salute pubblica”. Qualche renziano la legge come un segnale a Conte, anche se i ‘totiani’ negano. Ma tornano a circolare voci di un lavoro in corso, con contatti anche da Palazzo Chigi, per formare un gruppo di “responsabili” o “costruttori”, al Senato. Da Iv confermano che sarebbero stati sondati anche un paio di senatori renziani e che i due parlamentari avrebbero girato il messaggio a Matteo Renzi. La reazione? “Auguri e tanti, tanti responsabili”, avrebbe detto il leader di Iv. E una fonte qualificata di Iv commenta: “Se così stanno le cose vuol dire che Conte vuole lo showdown, la conta in Parlamento”.
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Usa: Ossoff dichiara la vittoria in Georgia, doppietta dem
Mike Pence ha detto a Donald Trump che non crede di avere i poteri per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden da parte del Congresso
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WASHINGTON
06 gennaio 2021
14:30
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Il democratico Jon Ossoff ha rivendicato la vittoria nel secondo ballottaggio in Georgia per il Senato, quando con il 98% delle schede scrutinate è avanti 50,2% contro il 49,8% del repubblicano Devid Perdue.
La Cnn ha gia’ dichiarato il reverendo dem Raphael Warnock vincitore dell’altro duello nel Paech State per il Senato, quando col 98% delle schede scrutinate e’ in testa sulla senatrice repubblicana uscente Kelly Loeffler 50,5% a 49,5%, con un margine di circa 36 mila voti. E’ il primo senatore afroamericano di questo ex Stato schiavista: un traguardo storico.
Sarebbe così doppietta dem: in tal caso il partito dell’Asinello avrebbe 50 senatori come i repubblicani, ma la vicepresidente Kamala Harris farebbe da ago della bilancia.
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Se invece il Grand Old Party conquistasse almeno uno dei due seggi, manterrebbe la maggioranza e Joe Biden sarebbe costretto a negoziare ogni legge e ogni nomina. Il primo network a proiettare vincitore Warnock paradossalmente e’ stato Newsmax, la tv via cavo conservatrici promosse da Donald Trump contro Fox News. Poi e’ stato lo stesso reverendo a tenere una sorta di discorso della vittoria: “Georgia, sono onorato dalla fiducia che hai dimostrato in me, andro’ al Senato a lavorare per tutti i georgiani”, ha detto il predicatore, che ad Atlanta ha ereditato il pulpito di Marther Luther King. Warnock ha voluto ricordare che sua madre, cresciuta raccogliendo tabacco e cotone durante l’estate, e’ stata in grado di votare per lui: “Le mani di 82 anni che ha usato per raccogliere cotone per altri sono andate al seggio e hanno scelto il figlio piu’ giovane per essere senatore degli Stati Uniti”, ha detto il reverendo, ultimo di 12 figli.
La sua rivale non ha ancora riconosciuto la sconfitta. Nelle prossime ore si attendono i risultati del secondo ballottaggio, dove il 33/enne Ossoff, giornalista investigativo e astro nascente del partito, potrebbe diventare il piu’ giovane senatore dal 1973, dopo il primato proprio di Biden. I due senatori repubblicani uscenti si erano allineati totalmente sulle posizioni di Trump, che nella notte ha evocato nuovi brogli mentre oggi provera’ a ribaltare i voti del collegio elettorale nell’ultima occasione utile, quando il Congresso si riunira’ in seduta plenaria per certificare la vittoria di Biden in un clima d’assedio. Fuori dal Congresso, dove sono attese migliaia di fan di Trump per protestare contro i ‘brogli’ (lui stesso li arringhera’ all’Ellipse, il grande parco a sud della Casa Bianca). E dentro Capitol Hill, dove una dozzina di senatori e decine di deputati repubblicani tenteranno inutilmente l’ultima spallata contestando i voti del collegio elettorali negli Stati piu’ contesi. Il ruolo piu’ difficile sara’ quello di Mike Pence, chiamato a presiedere l’assemblea e a dichiarare la vittoria di Biden. Trump, secondo la Cnn, lo ha minacciato di conseguenze politicamente “dannose” se non ribaltera’ il risultato ma il vicepresidente gli ha detto che non crede di avere i poteri per farlo.   MONDO   POLITICA

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Covid: Lopalco, in Puglia non ci sono numeri da zona rossa
‘Criteri classificazione cambiati, ma non è punizione’
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BARI
06 gennaio 2021
12:00
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“Non abbiamo allo stato attuale numeri da zona rossa” in Puglia, “però i criteri per classificazione sono stati cambiati e quindi sarà molto più facile passare in zona arancione e in zona rossa, ma non è una punizione”. Lo ha sottolineato l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, durante la consegna di giocattoli e dolciumi ai piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

“Non ci sono numeri da zona rossa per la Puglia – ha ribadito l’assessore – ma non dobbiamo essere preoccupati di una classificazione perché la classificazione dipende dal fatto che c’è un rischio: non è una punizione – ha concluso – è semplicemente una questione di prudenza perché il virus sta circolando e lo dobbiamo bloccare”.
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Recovery: riunione di Conte con Gualtieri su nuova bozza
Lungo incontro con ministro Economia, Amendola, Provenzano
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06 gennaio 2021
14:27
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende, ha consegnato al premier Giuseppe Conte la bozza aggiornata di Recovery plan, che recepisce alcune delle osservazioni dei partiti della maggioranza. Gualtieri, a quanto trapela da fonti di maggioranza, avrebbe illustrato la bozza al premier in una lunga riunione a Palazzo Chigi, insieme ai ministri degli Affari Ue e del Sud, Enzo Amendola e Peppe Provenzano, che hanno lavorato insieme al Mef alla stesura del documento aggiornato.
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Mafia: Grasso, P.Mattarella fu ucciso per fermare cambiamento
Fico: Il suo coraggio sia esempio per tutti
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06 gennaio 2021
14:03
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Il 6 gennaio di 41 anni fa la mafia uccise Piersanti Mattarella e oggi lo ricordano in molti tra politici e magistrati. “Piersanti Mattarella – dice il leader di Leu ed ex Pm Pietro Grasso – aveva avviato un rinnovamento politico, culturale e civile; voleva che la nostra terra fosse libera dalle logiche mafiose per sviluppare le sue potenzialità con trasparenza e rigore. Un sogno per tutte le persone oneste.
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Per questo fu ucciso”. “Quel giorno – aggiunge – ero il magistrato di turno e mi precipitai in via della Libertà, a Palermo. Fu la mia prima indagine di mafia. Ricordo la confusione, lo sgomento di tutti e la sensazione che con Mattarella avevamo perso l’occasione di un cambiamento”
“Il suo coraggio – osserva il presidente della Camera Roberto Fico – e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata e costruire così un futuro dove non vi sarà più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini, né per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia”.
“È un dovere per tutti noi ricordare, oggi, il sacrificio di Piersanti Mattarella, un esempio di uomo dello Stato e di politico che ha lottato per un’Italia senza mafie e più libera e che ha pagato con la vita la sua battaglia per la legalità”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “La sua visione riformatrice della politica è ancora oggi un punto di riferimento per tutti noi”, ha concluso Guerini.
Una corona floreale è stata posta a nome del governo regionale guidato da Nello Musumeci a fianco della lapide alla memoria di Piersanti Mattarella, in via della Libertà a Palermo. A rendere omaggio al presidente della Regione ucciso 41 anni fa, questa mattina si è recato il vice presidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao. “La commemorazione del presidente Mattarella – ha detto Armao – ci riporta ai suoi valori, alle sue idee, al concetto di amministrazione moderna e innovativa che, da assessore prima e da presidente poi, condusse da vero riformatore. Per tutti noi rimane un riferimento che deve impegnarci a trasformare l’amministrazione regionale in elemento di modernità, di innovazione e di servizio per tutti i cittadini siciliani, contrastando in ogni modo le infiltrazioni che la mafia e la criminalità cercano di esercitare sulla gestione pubblica”.
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Vaccini: Viminale, rischio infiltrazioni clan su diffusione
Già tentano di accedere a sostegni a imprese e in sanificazioni
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06 gennaio 2021
08:06
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I clan mafiosi sfruttano l’emergenza Covid. Le indagini rivelano che stanno già tentando di accedere alle misure di sostegno all’economia e di infiltrarsi nei servizi di sanificazione per le strutture turistiche e commerciali.
Il pericolo è che ora cerchino di mettere le mani sui vaccini. A lanciare l’allarme è il quarto report dell’Organismo di monitoraggio istituito dal capo della Polizia sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte delle mafie.
La diffusione dei vaccini, segnala il rapporto, potrebbe interessare i gruppi criminali per “l’elevata domanda” e per “la fisiologica bassa offerta iniziale”.
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Scuola: domani in classe 5 milioni di studenti
L’11 rientro per ragazzi superiori ma alcune Regioni rinviano
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06 gennaio 2021
09:59
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Domani, dopo la pausa per le vacanze di Natale, torneranno a scuola 5 milioni di studenti italiani: sono i bambini della scuola dell’infanzia, delle elementari e delle medie. Rientro posticipato a lunedì 11 per gli studenti delle scuole superiori – da diverse settimane in Didattica a distanza – che tuttavia domani riprenderanno le lezioni con la dad.
Numerose Regioni tuttavia hanno deciso date diverse per il ritorno in classe: il Piemonte ha fissato il rientro delle superiori al 18 gennaio; Friuli, Veneto e Marche rimandano la riapertura per le superiori al 1 febbraio, molto probabile anche in Sardegna. La Campania riaprirà lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria; a partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria, e dal 25 gennaio per la secondaria di primo e secondo grado. La Calabria proseguirà con la dad alle elementari fino al 15 gennaio, alle superiori fino al 31. In Puglia didattica integrata per tutti fino al 15 gennaio; didattica a distanza per tutti gli studenti fino al 17 gennaio anche in Molise.
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Bellanova, non chiediamo posti governo ma confronto vero
Dimissioni su tavolo ma problema è qualità azione di merito
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06 gennaio 2021
10:19
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“Non abbiamo posto il problema di avere più spazi o incarichi, ma abbiamo posto il problema della qualità dell’azione di governo: sono mesi che abbiamo attirato su questo l’attenzione del presidente del Consiglio e dei partiti di maggioranza. E’ chiaro che le nostre dimissioni sono lì ma non è quello il punto, il punto è che ancora non si riesce ad avere un momento di confronto di merito vero”.
Lo ha detto Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a Mattino Cinque.
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Mafia: Fico, coraggio P.Mattarella sia esempio per tutti
In prima linea contro lotta a criminalità organizzata
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06 gennaio 2021
11:09
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“Era il 6 gennaio di quarantuno anni fa quando l’allora presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella veniva ucciso in un agguato mafioso. Era in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata e contro l’inquinamento mafioso della politica.
Ispirato da un profondo senso dello Stato e della legalità, aveva sempre inteso la politica come responsabilità e servizio alla collettività, finendo per pagare con la vita il suo impegno per una Sicilia finalmente libera dalle sopraffazioni e dalle violenze mafiose”.
Lo scrive su facebook il presidente della Camera Roberto Fico ricordando Piersanti Mattarella.
“Il suo coraggio – prosegue – e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata e costruire così un futuro dove non vi sarà più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini, né per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia”.
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Maroni, dura ma ora è tutto sotto controllo, faccio accertamenti
L’ex governatore dopo il malore avuto in casa
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MILANO
06 gennaio 2021
11:29
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“E’ stata dura ma ora è tutto sotto controllo”: così ha assicurato Roberto Maroni alla Prealpina, dopo che ieri è uscito dall’ospedale di Circolo di Varese dove era stato ricoverata a seguito di un malore che aveva avuto nella sua casa di Lozza dove è rientrato.
“Mi sto sottoponendo agli accertamenti del caso” ha aggiunto l’ex governatore ed ex ministro.
Accertamenti che saranno fatti, a quanto si apprende, all’Istituto Neurologico Besta di Milano.
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Covid: 259.481 vaccinati, Italia seconda in classifica Ue
Seguono Spagna, Polonia e Danimarca
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06 gennaio 2021
11:58
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Ha toccato quota 259.481 il totale delle vaccinazioni anti-Covid effettuate in Italia secondo l’ultimo aggiornamento del portale del ministero della Salute al 6 gennaio alle ore 00.25. L’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania nella classifica dei Paesi Ue, secondo un’elaborazione Agenas sugli ultimi dati disponibili.
Al primo posto si colloca la Germania con 316.962 somministrazioni effettuate (dato aggiornato al 4 gennaio 2021). Seguono l’Italia, la Spagna (139.339 somministrazioni al 5 gennaio), la Polonia (92.220 somministrazioni al 5 gennaio) e la Danimarca (51.512 somministrazioni al 4 gennaio). Si colloca al sedicesimo posto la Francia, con 5.000 somministrazioni al 5 gennaio.
Ultimo posto per il Belgio con 700 somministrazioni al 2 gennaio.
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Governo:Salvini, esecutivo di inetti si faccia da parte
Fermate questa penosa agonia
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06 gennaio 2021
12:17
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“Questa è quella che diceva di aprire i finestrini sull’autobus d’inverno. Abbiamo un governo di inetti, e non riescono nemmeno ad andare d’accordo tra di loro.

Il tutto sulla pelle degli italiani. Non sapete governare? Fermate questa penosa agonia e fatevi da parte”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, su twitter, postando una foto della ministra Paola De Micheli.
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Governo: Salvini, pronti a tornare in piazza
Non possiamo stare in balia di Conte, Renzi, Zingaretti
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06 gennaio 2021
12:38
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“Stiamo lavorando contro il governo in Parlamento, siamo pronti a tornare in piazza, in maniera educata e ordinata, ma non possiamo ancora stare in balia di Conte, Renzi, De Micheli, Zingaretti”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta su Fb.
“Che il 2021 sia un anno di ripartenza, lavoro, scuola”, aggiunge.
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Vaccini: Regioni, pronti per accordo con medici famiglia
‘E con i pediatri per coinvolgerli in questo sforzo collettivo’
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
06 gennaio 2021
14:08
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Le Regioni hanno manifestato la propria disponibilità a collaborare perché si possa fare un accordo quadro con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta “per coinvolgerli in questo importante sforzo collettivo”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo l’incontro con i ministro Boccia e Speranze e il commissario Arcuri.
“Significativo che i ministri Speranza e Boccia e il Commissario Arcuri abbiano manifestato gratitudine per l’impegno delle Regioni e per la dedizione encomiabile del personale sanitario impegnato in questa primissima fase”.
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Calabria, dad a elementari fino al 15, superiori fino al 31
Ordinanza Spirlì, restano aperti gli asili
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CATANZARO
05 gennaio 2021
19:09
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Scuole superiori chiuse fino al 31 gennaio e tutte le altre, di ogni ordine e grado, fino a 15.
Lo ha deciso il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì con un’ordinanza.
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L’attività proseguirà con la didattica a distanza. Resta fatta salva l’attività didattica ed educativa per i servizi per l’infanzia e per la scuola dell’infanzia, che continua a svolgersi in presenza, e resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso di laboratori o per “mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.
Nella sua ordinanza, Spirlì fa riferimento al Monitoraggio Fase 2 del Ministero della Salute, relativo ai dati della settimana 21-27 dicembre (aggiornati al 29 dicembre 2020) che evidenzia un Rt puntuale pari a 1,09, “compatibile con uno scenario di tipo 2”. Inoltre il presidente ff della Regione sottolinea che “nel periodo 3 dicembre 2020/3 gennaio 2021, si è registrato un cospicuo incremento dei nuovi casi” e che “l’andamento epidemiologico, nell’ultimo mese, ha registrato un trend in crescita”. “La ripresa delle attività scolastiche in presenza – è scritto nell’ordinanza – rappresenta una forte criticità non tanto per il possibile contagio all’interno degli Istituti nei quali si adottino pedissequamente le misure di prevenzione previste, quanto per la movimentazione delle persone che ne deriva, per i possibili assembramenti nei pressi delle istituzioni scolastiche e nelle principali aree cittadine di fruizione dei mezzi di trasporto e, più in generale, per il cospicuo aumento della legittima circolazione delle persone fisiche (popolazione studentesca, docenti, personale, familiari, addetti ai servizi) all’interno delle aree urbane, che in una fase delicata come quella evidenziata, può determinare un aumento del rischio di diffusione del contagio, che può propagarsi anche a livello familiare”.
“Partendo dal parere che il Cts nazionale ha comunicato al Governo a proposito dello stato pandemico in Calabria, ho ritenuto fosse necessario prendere un provvedimento che andasse a tutela della salute dei più giovani in questa fase di contagio caotico” afferma Spirlì.
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Divelta e portata via segnaletica dedicata a Di Vittorio
A Canosa di Puglia. Cgil, rammarico per atto deprecabile
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05 gennaio 2021
19:41
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E’ stato divelto e portato via il palo della segnaletica stradale che indica la via intitolata al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, a Canosa di Puglia, a nord di Bari. A fine gennaio 2020 il palo fu divelto, lasciato lì, e poi venne ripristinato.
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Questa volta, invece, non c’è più traccia della segnaletica.
Il segretario generale della Cgil Barletta-Andria-Trani, Biagio D’Alberto, e il coordinatore della Camera del lavoro, Francesco Di Nicoli, esprimono “rammarico per il deprecabile atto messo in opera da ignoti nell’eliminare l’indicazione della strada in memoria del sindacalista della Cgil la cui vita è stata sempre dedicata alle lotte per il progresso e per la democrazia, fondamenta della nostra vita sociale”. “Un atto indegno – lo definiscono i sindacalisti – che va a colpire la sensibilità dei tanti lavoratori, pensionati e giovani, nonchè dell’intera comunità”. “Chiediamo all’amministrazione comunale, che due anni fa si fece promotrice dell’iniziativa per ricordare il nostro caro Peppino, un impegno per il rafforzamento della sorveglianza – concludono – al fine scoraggiare il ripetersi di simili gesti, e nel contempo che venga ripristinata la targa toponomastica a via Giuseppe Di Vittorio”.
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Covid: messe vietate,nuovo scontro Comune-Chiesa in Sardegna
Il vicesindaco firma un’altra ordinanza, il parrocco la impugna
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SASSARI
05 gennaio 2021
22:24
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Lo scontro a Bono sulla celebrazione delle messe non si placa. A poche ore dall’Epifania, il vicesindaco del Comune in provincia di Sassari, Nicola Spanu firma una nuova ordinanza con cui dispone, tra l’altro, la sospensione di tutte le cerimonie religiose in presenza di fedeli, compresi i funerali se non in cimitero e con massimo 15 persone.
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L’1 gennaio la vicenda aveva varcato i confini comunali e territoriali, coinvolgendo il vescovo di Ozieri, Corrado Melis, che aveva bollato un’analoga ordinanza del 29 dicembre come “un’indebita e grossolana ingerenza nella sfera del culto”, e la prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, che aveva messo fine alla riedizione in chiave Covid della saga di “Don Camillo e Peppone” annullando il provvedimento e adducendo tra le motivazioni la mancanza delle ragioni per cui il documento non veniva firmato dal sindaco ma dal vice. Elencati i riferimenti normativi, Spanu denuncia che “il numero di positivi comunicato dall’Ats è nettamente inferiore rispetto alle segnalazioni pervenuteci, che fanno supporre un dato relativo a circa 300 positivi”. Ma soprattutto il vicesindaco precisa che l’ordinanza sindacale è firmata da lui perché “il sindaco è assente per motivi di salute”.
Ora a contestare la reiterata ordinanza nonostante l’annullamento della Prefettura, è il parroco, don Mario Curzu, che già sulla prima si era espresso nettamente via social, definendola su Facebook “una brutta e triste e pagina”. “Ho ricevuto dal parroco di Bono il mandato di procedere all’immediata impugnazione dell’ordinanza davanti alla competente giurisdizione”, riferisce l’avvocato Ivano Iai. “Il provvedimento è lesivo dei principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di esercizio del diritto di culto – afferma il legale – ed è adottato nonostante sia già intervenuto l’annullamento da parte del prefetto di Sassari di precedente e analoga ordinanza, in contrasto con le disposizioni legislative dello Stato”.
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Vaccini, Speranza: ‘In atto accelerazione, Paese pronto’
‘Maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti’, ha detto il ministro della Salute. 259.481 vaccinati, Italia seconda in Ue. Seguono Spagna, Polonia e Danimarca
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06 gennaio 2021
13:46
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“Ora è in atto quell’accelerazione nella campagna vaccinale necessaria. La grande maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti. Il paese è pronto”.
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Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la riunione con le Regioni. “Siamo secondi per numero di vaccinazioni in Europa, dietro solo alla Germania, e abbiamo tutte le capacità per accelerare. Il Piano sarà incrementato man mano che Ema autorizzerà gli altri vaccini. Sono stati fatti degli sforzi straordinari da parte di tutte le regioni per mettere a regime la macchina, che vuol dire 70 mila vaccini al giorno a livello nazionale finché non si avranno gli alti vaccini autorizzati”.
Per la somministrazione del vaccino Pfizer (modello Freeze) il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, invierà da subito 1.500 operatori tra medici e infermieri, a integrazione dei 3.800 già operativi nelle singole regioni. La suddivisione sarà in base alla popolazione. Entro il 7 gennaio sarà comunicato l’elenco del personale individuato per regione alla Agenzie per il lavoro (sono 5 divise per aree territoriali, in base al numero di popolazione) e a partire dal 20 i primi candidati saranno disponibili. Lo ha garantito – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri, durante il vertice Governo-Regioni. Al momento è stato presentato un programma con 5,9 milioni di vaccinati entro fine marzo, 13,7 ad aprile, 21,5 milioni entro fine maggio e si può completare la vaccinazione volontaria entro agosto, ha detto – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri.
“Tutte le Regioni stanno facendo sui territori un intenso lavoro – ha detto a quanto si apprende il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, al vertice da lui convocato tra Governo e Regioni sui vaccini – per attuare il piano nazionale messo a punto dal Commissario per la campagna di vaccinazione, noi restiamo sempre al loro fianco disponibili per fornire tutto il supporto necessario. Con l’impegno di tutti abbiamo avviato un percorso che ci porterà a uscire gradualmente dall’emergenza entro l’estate”.
Durante il vertice, da alcuni governatori è arrivata la richiesta di ‘dare maggiore personale a quelle regioni che fanno tante vaccinazioni e non a chi tiene le dosi in magazzino, per evitare che con la giacenza vengano sprecate’.
Ha toccato quota 259.481 il totale delle vaccinazioni anti-Covid effettuate in Italia secondo l’ultimo aggiornamento del portale del ministero della Salute al 6 gennaio alle ore 00.25. L’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania nella classifica dei Paesi Ue, secondo un’elaborazione Agenas sugli ultimi dati disponibili. Al primo posto si colloca la Germania con 316.962 somministrazioni effettuate (dato aggiornato al 4 gennaio 2021). Seguono l’Italia, la Spagna (139.339 somministrazioni al 5 gennaio), la Polonia (92.220 somministrazioni al 5 gennaio) e la Danimarca (51.512 somministrazioni al 4 gennaio). Si colloca al sedicesimo posto la Francia, con 5.000 somministrazioni al 5 gennaio. Ultimo posto per il Belgio con 700 somministrazioni al 2 gennaio.
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Scuola: in Lombardia superiori in presenza al 50% dall’11
Manifestazione in piazza Affari di Priorità alla scuola
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MILANO
06 gennaio 2021
13:54
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“Come è ormai noto la ripresa delle attività didattiche in presenza è stata rinviata a lunedì 11 gennaio. In quella data, salvo ulteriori rinvii, potremmo riaprire la scuola limitando per il momento l’accesso in Istituto al 50% degli alunni”: l’avviso sul sito del liceo Volta di Milano è lo stesso per tutte le superiori della Lombardia.

Tutto è pronto ed era pronto anche per il 7 gennaio, con le 12 prefetture della Regione che hanno messo a punto il piano per la ripartenza con orari scaglionati (a Milano questo include l’apertura dei negozi non alimentari alle 10:15) e un potenziamento dei mezzi di trasporto. Ma con la decisione di riaprire le scuole in presenza dall’11, tutto è stato rimandato a lunedì.
Per chiedere il rientro a scuola in presenza, domani Priorità alla scuola ha organizzato una manifestazione a piazza Affari, poi un presidio davanti a Palazzo Marino, che è sede del Comune, e anche un girotondo intorno a Palazzo Lombardia.
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Scuola: Toti, in Liguria lunedì ‘superiori’ in classe
Metà studenti in presenza e l’altro 50% ancora a distanza
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GENOVA
06 gennaio 2021
14:03
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Domani per i ragazzi delle elementari e delle medie sarà il giorno del ritorno a scuola, mentre le superiori cominceranno comunque lunedì prossimo al 50%, ovvero metà alunni in presenza e metà in didattica a distanza”. Lo annuncia su Fb il presidente della Liguria Giovanni Toti.

Il presidente precisa che nei prossimi due giorni verrà valutato in quale colorazione verrà inserita da lunedì prossimo la Liguria in base ai report dell’Istituto Superiore di Sanità, ma pare esclusa la possibilità della zona rossa essendo stato l’Rt, l’indice di contagio, ampiamente sotto a 1 nelle settimane scorse e ora intorno a 1, parametro che non prevede la colorazione rossa che chiuderebbe automaticamente tutte le scuole.
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Scuola: ecco la mappa delle regioni per la ripartenza
Piccoli in classe il 7. Per altri ordine sparso, Governo dice l’11
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06 gennaio 2021
12:22
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Le scuole dell’infanzia elementari e medie riapriranno in tutta Italia – con pochissime eccezioni – in presenza il 7 gennaio. Lo stesso giorno riapriranno in presenza, per metà degli alunni, anche le scuole superiori in Trentino Alto Adige.
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Nel Lazio, Toscana ed Emilia Romagna le scuole superiori riapriranno al 50% della presenza l’11 gennaio. Le altre Regioni vanno in ordine sparso.
Questo il quadro nel dettaglio:
* Valle d’Aosta – era pronta ad aprire le scuole superiori il 7 gennaio, ma la regione si è ora adeguata alle indicazioni nazionale di lunedì 11.
* Piemonte – studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. Elementari e medie in presenza dal 7 gennaio.
* Liguria – situazione fluida il governatore Toti nelle prossime ore renderà nota la decisione della Regione sull’apertura di tutte le scuole.
* Lombardia – è pronta alla riapertura delle scuole, con i piani realizzati dalle prefetture, che riguardano anche i trasporti, tutti definiti. Però, spiegano dalla regione, il buon senso impone di capire cosa succederà nei prossimi giorni.
* Trentino Alto Adige – gli studenti rientreranno a scuola in presenza al 50% il prossimo 7 gennaio.
* Friuli Venezia Giulia – il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l’attività didatticadelle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.
* Veneto – prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
* Emilia Romagna – il 7 gennaio riprenderanno le lezioni a scuola per elementari e medie, l’11 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%: questo l’orientamento che verrà confermato nelle prossime ore quando è prevista una riunione di giunta.
* Toscana – le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l’11 gennaio. Già il 7 in classe tutti gli altri.
* Marche – la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Lo ha deciso la Giunta.
* Umbria – Parte in base alle disposizioni del governo, le superiori il classe al 50% dall’11.
* Lazio – come in Emilia Romagna si riprendono il 7 le lezioni in presenza per elementari e medie, l’11 (ma dal 7 riprendono le lezioni con la dad) in presenza per le superiori.
* Abruzzo e Molise – il 7 gennaio torneranno a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall’11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.
* Campania – riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
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* Calabria – dad alle elementari fino al 15 gennaio, le superiori fino al 31. Lo prevede l’ordinanza del governatore Spirlì, secondo la quale restano aperti gli asili
* Puglia – il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado: ‘Non si sa l’effetto sui contagi dovuto al periodo delle feste’.
* Basilicata – Il governatore Bardi ha spiegato che la Regione sta valutando con il Governo “se far partire le scuole l’11 gennaio oppure a fine mese.
* Sicilia – le superiori non torneranno a scuola prima dell’11 gennaio. Intanto ci sarà un’acquisizione di dati regionali per decidere la presenza al 50%. Resta confermata la didattica in presenza dal 7 per l’infanzia, per la primaria e le medie
* Sardegna – la Regione sta valutando in queste ore un ritorno in classe per le superiori, sempre nel rispetto del 50% degli studenti in presenza, non prima del 18 ma con un’ipotesi concreta che arriva fino al 1 febbraio. Tutti gli altri rientreranno a scuola il 7 gennaio.

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