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Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2021, 16:27:25 di Maurizio Barra

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Birmania: decine migliaia in piazza sfidano minacce giunta
Sale a tre bilancio manifestanti uccisi nel weekend
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RANGOON
22 febbraio 2021
06:53
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Decine di migliaia di persone sono scese in piazza stamani in varie città della Birmania per protestare contro il colpo di stato, sfidando la minaccia dei militari di usare ‘forza letale’ per reprimere ciò che definiscono come ‘anarchia’. Nel frattempo si è appreso che è salito a tre il bilancio dei manifestanti rimasti uccisi nella repressione nel fine settimane, durante il quale una grande folla ha preso parte ai funerali della prima vittima, una ragazza di 21 anni.

Molti uffici pubblici e banche sono inoltre paralizzati dalla campagna di disobbedienza civile.
I manifestanti sono particolarmente numerosi a Rangoon (Yangon), la principale città del Paese, ma sono migliaia anche a Naypyidaw, la capitale, molti dei quali in motocicletta.
Proteste di piazza si registrano anche nelle città di Myitkyina e Dawei.
“Siamo usciti di casa per unirci alla protesta e combatteremo fino alla vittoria”, ha dichiarato all’Afp uno studente di 23anni. “Siamo preoccupati della repressione, certo. Ma vogliamo andare avanti. Siamo così arrabbiati!”.
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Guterres, suprematisti e neonazisti minaccia transnazionale
Segretario generale Onu, ‘movimenti di odio sono in crescita’
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GINEVRA
22 febbraio 2021
10:22
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I movimenti suprematisti bianchi e i movimenti neonazisti stanno diventando “una minaccia transnazionale”, ha messo in guardia oggi il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
Tali movimenti rappresentano la più grande minaccia alla sicurezza interna di molti Paesi.
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Ma questi “movimenti di odio crescono di giorno in giorno”, sono più di una minaccia terroristica interna e stanno diventando una minaccia transnazionale”, ha detto Guterres in un discorso davanti al Consiglio Onu sui diritti umani, che a causa della pandemia si svolge in modalità essenzialmente virtuale da oggi al 23 marzo a Ginevra.
Guterres ha lanciato un appello a “intensificare la lotta contro la rinascita del neonazismo, la supremazia bianca e il terrorismo di matrice razziale ed etnica”. Secondo il Segretario generale, questi gruppi, come altri, hanno approfittato della pandemia, così come della polarizzazione sociale e della manipolazione politica e culturale. “Troppo spesso, questi gruppi di odio sono incoraggiati da persone in posizioni di responsabilità, qualcosa che sembrava inimmaginabile poco tempo fa. È solo attraverso un’azione globale concertata che possiamo porre fine a questa grave e crescente minaccia”, ha aggiunto il Segretario generale.
Guterres ha inoltre stigmatizzato la volontà di alimentare il fuoco “del razzismo, dell’antisemitismo, del settarismo anti-musulmano, della violenza contro alcune comunità di minoranze cristiane, dell’omofobia, della xenofobia e della misoginia” che “non è nuovo, ma lo è la possibilità di intraprendere tali atti in modo “più visibile, più facile e più generalizzato”.
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Consiglio Ue valuta sanzioni a Russia, Bielorussia, Birmania
Lo ha detto l’Alto rappresentante Josep Borrell prima dell’incontro
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BRUXELLES
22 febbraio 2021
11:53
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“In risposta al colpo di stato militare” in Birmania, “l’Unione Europea è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili”. Si legge nelle conclusioni adottate dal consiglio Esteri Ue.
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“L’Unione europea cercherà di evitare misure che potrebbero avere ripercussioni negative sulla popolazione della Birmania, soprattutto sui più vulnerabili. Il Consiglio invita l’Alto rappresentante e la Commissione europea a sviluppare proposte adeguate al riguardo”, si spiega nel documento.
“La Russia è su un percorso conflittuale con l’Ue. Nel caso Navalny c’è” anche “un chiaro rifiuto di considerare la decisione della Corte europea dei diritti umani. Avremo un’importante discussione su come reagire.
Spero lo faremo in modo determinato e unito”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, arrivando al Consiglio Esteri, dove oggi è prevista anche una videochiamata col segretario di Stato Usa, Antony Blinken.
Secondo più fonti diplomatiche, dalla riunione si attende la luce verde politica per sanzioni mirate a funzionari o oligarchi russi per il caso di Alexei Navalny e la repressione dei manifestanti. Misure restrittive mirate potrebbero essere decise anche per la Birmania, dove preoccupano le “violazioni dei diritti umani”, e per la Bielorussia, dove “la repressione sta aumentando, con l’intimidazione della popolazione e della società civile”.
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Pakistan: uccise quattro donne che lavoravano per Ong
Vicino a confine afghano. Nessuna rivendicazione
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ISLAMABAD
22 febbraio 2021
12:42
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Almeno quattro donne che lavoravano per una Ong umanitaria sono state assassinate da uomini armati nel nord-ovest del Pakistan. L’agguato è avvenuto questa mattina nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa (Kp), vicino al confine con l’Afghanistan.

Le quattro donne lavoravano per l’organizzazione no-profit Sabawoon e insegnavano ad altre donne lavori artigianali. Il guidatore del veicolo su cui si trovavano è rimasto ferito nell’attacco, che non è ancora stato rivendicato. Ma nella provincia tribale di Kp si sono ripetuti attacchi di terroristi islamici contro le forze di sicurezza pachistane, funzionari governativi e anche contro membri delle ong.
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Germania, dopo due mesi si torna a scuola in 10 Laender
Ma per ora resta il lockdown fino al 7 marzo
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BERLINO
22 febbraio 2021
10:38
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Dopo oltre due mesi di chiusura a causa del lockdown, riaprono oggi le scuole e gli asili infantili in dieci Laender della Germania, fra cui quello di Berlino. Una misura molto discussa nelle ultime settimane, e in particolare al recente vertice Stato-Regioni, che ha visto Angela Merkel su posizioni più rigide a riguardo.
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La cancelliera avrebbe voluto rimandare ulteriormente la ripresa delle lezioni in presenza, vincolandola ai dati sull’incidenza settimanale dei contagi da Covid: la nuova soglia di riferimento per le altre aperture (di negozi e locali, per ora ancora chiusi) è scesa infatti da 50 a 35 nuovi contagi su 100 mila abitanti in sette giorni. La gestione delle scuole è però tornata nelle mani delle amministrazioni regionali, che in molti casi hanno deciso una riapertura veloce.
Le scuole seguono comunque regimi speciali: a Berlino, ad esempio, le classi sono spesso divise in gruppi, le lezioni vengono alternate, e c’è l’obbligo delle mascherine in classe.
La politica sta inoltre valutando al possibilità di dare priorità agli insegnanti per le vaccinazioni.
La Germania resta in lockdown fino al 7 marzo, con l’eccezione di parrucchieri che riapriranno l’1.
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Turchia: blitz anti-Isis, arrestati 14 foreign fighter
Nuovi raid ad Ankara, ricercati altri 7 sospetti jihadisti
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ISTANBUL
22 febbraio 2021
12:41
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Nuova operazione in Turchia contro presunte cellule dell’Isis. Le unità antiterrorismo della polizia hanno arrestato stamani nella capitale Ankara 14 sospetti jihadisti di nazionalità straniera, accusati di essere in contatto con zone di conflitto.
Secondo fonti di sicurezza, altri 7 sono tuttora ricercati.
Negli ultimi giorni, diversi sono stati i blitz compiuti dall’antiterrorismo turca. Ieri, erano finiti in manette al confine con la Siria altri 16 presunti jihadisti affiliati al sedicente Stato islamico e ad Hayat Tahrir al Sham, branca siriana di al Qaeda.
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Riapertura lenta in Gb, l’8 marzo solo le scuole
Governo anticipa piano Johnson, niente revoca immediata lockdown
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LONDRA
22 febbraio 2021
14:49
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Nessuna revoca immediata del terzo lockdown nazionale (in vigore da due mesi), riapertura delle scuole e poco altro dall’8 marzo, alleggerimento limitato delle restrizioni ai contatti sociali rinviato al 29 marzo: e tutto comunque condizionato alla conferma del rallentamento registrato di recente della curva dei contagi e dei ricoveri per Covid, nonché dalla prosecuzione dell’andamento positivo della campagna di vaccini. Sono le indicazioni chiave del piano verso una graduale uscita dal lockdown che il premier Boris Johnson illustrerà oggi al Parlamento e al Regno Unito, secondo le anticipazioni rese note da Downing Street.
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Cina a Usa, via dazi e sanzioni per ritorno a cooperazione
Wang Yi, ‘basta a soppressione irrazionale delle nostre imprese’
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PECHINO
22 febbraio 2021
12:38
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La Cina vorrebbe la rimozione da parte Usa di dazi e sanzioni contro le sue aziende, insieme all’abbandono della “soppressione irrazionale del progresso tecnologico cinese, in modo da creare le condizioni necessarie per la cooperazione Cina-Stati Uniti”: il ministero degli Esteri Wang Yi ha illustrato le aree in cui i due Paesi possono cooperare, sottolineando che Pechino continua a sostenere le imprese americane in Cina. Intervenuto al forum ‘Riportare le relazioni Cina-Usa sulla strada giusta’, Wang è il più alto funzionario cinese a parlare delle relazioni con Washington dopo il G7 tenuto lo scorso weekend.
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Birmania, Ue trova intesa politica per sanzioni
‘Colpire responsabili colpo di Stato, salvaguardare popolazione’
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BRUXELLES
22 febbraio 2021
10:59
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“In risposta al colpo di stato militare” in Birmania, “l’Unione Europea è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili”. Si legge nelle conclusioni adottate dal consiglio Esteri Ue.

“L’Unione europea cercherà di evitare misure che potrebbero avere ripercussioni negative sulla popolazione della Birmania, soprattutto sui più vulnerabili. Il Consiglio invita l’Alto rappresentante e la Commissione europea a sviluppare proposte adeguate al riguardo”, si spiega nel documento.
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Di Maio vede Le Drian, parlato di Libia, Mediterraneo, Covid
Incontro prima del Consiglio Esteri a Bruxelles
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22 febbraio 2021
14:34
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“Prima dell’inizio del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, incontro con l’amico e collega francese Jean-Yves Le Drian per ribadire il comune impegno di Italia e Francia a rafforzare il coordinamento su Libia, Mediterraneo e lotta al COVID-19. Lo scrive stamane su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Scambio fruttuoso con il mio omologo italiano che ha consentito di confermare il nostro auspicio di rafforzare il coordinamento sulla Libia, l’Iran, il Mediterraneo e il coordinamento europeo contro il Covid-19”: lo dice il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, dopo l’incontro a Bruxelles con l’omologo italiano, Luigi Di Maio, secondo quanto riportato sul profilo Twitter della Rappresentanza Permanente di Francia presso l’Unione europea.
Le Drian e Di Maio si sono incontrati prima dell’inizio del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Sul profilo ‘La France dans l’Ue’ sono state pubblicate anche alcune foto dei due ministri al lavoro insieme.
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Incidente Denver, Boeing ferma tutti 777 con stesso motore
Sono 128 che montano motori PW400-112
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22 febbraio 2021
11:46
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La Boeing ha deciso di fermare temporaneamente tutti i 128 suoi velivoli della classe 777 dotati del motore Pratt & Whitney PW4000-112, lo stesso che si è incendiato in aria sopra il Colorado su un volo United Airlines, facendo precipitare pezzi sulla città di Denver, sabato scorso.
Lo ha detto un portavoce dell’azienda di Seattle.
Già ieri la Federal Administration Aviation aveva ordinato che i 777 con motori PW4000 doveva essere “ispezionati di emergenza” e questo vorrà “probabilmente dire che alcuni aerei saranno rimossi dal servizio”. La decisione della Faa segue l’incidente di United Airlines a Denver, quando uno dei suoi velivoli – un 777 con PW4000 – è stato costretto a rientrare poco dopo il decollo a causa di un motore in fiamme che ha causato una pioggia di detriti nell’area circostante la città del Colorado. Un atterraggio di emergenza che non ha causato feriti fra i 231 passeggeri e i 10 membri dell’equipaggio, diretti inizialmente a Honolulu. Nessun ferito neanche a terra, dove molti detriti sono caduti in strade e giardini.
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Congo, uccisi l’ambasciatore italiano e un carabiniere
In un attacco a un convoglio della missione Monusco
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22 febbraio 2021
12:20
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Nell’attacco a Goma, in Congo, sono morti l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere che era nel convoglio con il diplomatico.
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L’ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo.
“E’ con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri”, fa sapere il ministero degli Esteri.
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Germania: sfregiato luogo memoria vittime attentato Hanau
Qualcuno ha strappato foglio coi nomi. Si indaga
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BERLINO
22 febbraio 2021
14:56
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Il foglio dei nomi delle vittime strappato e lanciato in una scarpata, lungo la sponda del Reno. Così qualcuno ha sfregiato la memoria dei morti di Hanau, rimasti uccisi in un agguato di matrice razzista un anno fa.
Un luogo dedicato alla memoria, a Colonia, è stato infatti distrutto nella notte fra sabato e domenica, secondo quanto ha riferito il gruppo locale dei socialdemocratici. Sul fatto si indaga e c’è una denuncia contro ignoti per danni. Tre giorni fa il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier era stato ad Hanau, in Assia, per commemorare le vittime di Tobias R., il 43enne che il 19 febbraio 2020 fa seminò il terrore fra i clienti dei shisha bar della cittadina, con un bilancio di nove vittime, fra cui anche la madre, fatta fuori prima di levarsi a sua volta la vita.
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Covid, Francia rafforza controlli alla frontiera con Italia
Tamponi a stranieri in aeroporti, ‘reciprocità con Italia’
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PARIGI
22 febbraio 2021
13:03
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Il prefetto della regione di Nizza, le Alpes-Maritimes, al confine con l’Italia, ha annunciato oggi il “rafforzamento dei controlli alle frontiere” nell’ambito della stretta che prevede per 15 giorni un lockdown parziale durante il weekend sul litorale.
Il prefetto ha detto che “per i viaggiatori stranieri che arriveranno negli aeroporti del nostro dipartimento, ci saranno test molecolari che potranno essere eseguiti su tutti i passeggeri di voli scelti in modo aleatorio”.
“Rafforzati anche i controlli alle frontiere terrestri con l’Italia”, dove il prefetto ha detto che si “vigilerà” sul rispetto della reciprocità dei controlli.
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Nigeria: liberate 53 persone rapite su un bus da banditi
Ancora dispersi, invece, i 42 ostaggi sequestrati da un collegio
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ABUJA
22 febbraio 2021
14:57
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Uomini armati hanno liberato in Nigeria 53 persone rapite su un bus, tra le quali 20 donne e nove bambini. Lo hanno detto le autorità locali, mentre altri 42 ostaggi prelevati da una scuola in un sequestro separato sono ancora dispersi.
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Una banda la scorsa settimana ha rapito uomini, donne e bambini che viaggiavano su un bus nel villaggio di Kundu, ubicato nello Stato di Niger. “Sono stato felice di accogliere i 53…passeggeri del bus rapiti da banditi armati una settimana fa”, ha affermato ieri sera via Twitter il governatore dello Stato, Abubakar Sani Bello. Non si sa se sia stato pagato un riscatto, ma le autorità locali avevano detto in precedenza che questo non sarebbe avvenuto.
“Abbiamo trascorso una settimana di dialogo, consultazioni, duro lavoro e notti insonni per assicurare la loro liberazione nel più breve tempo possibile”, ha dichiarato in una nota la portavoce del governatore, Mary Noel-Berje, aggiungendo che le persone rilasciate sono sottoposte a dei controlli medici prima di essere riunite ai loro familiari. Ancora dispersi, invece, i 42 ostaggi, tra i quali 27 studenti, rapiti da un collegio la scorsa settimana.
Sempre la scorsa settimana, inoltre, uomini armati hanno ucciso dieci persone, rapendone almeno altre 23 in due attacchi separati nello Stato. “Attualmente assistiamo a questo tipo di attacchi con frequenza quasi giornaliera ed è preoccupante”, ha dichiarato Noel-Berje.
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Birmania: centinaia di migliaia di manifestanti in piazza
Media: corteo disperso con gli idranti a Naypyidaw
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22 febbraio 2021
14:43
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Sono diventati centinaia di migliaia i manifestanti scesi oggi in piazza in Birmania, in quella che la Bbc definisce una delle più grandi marce recenti contro il golpe militare, sfidando la minaccia dei militari ai dimostranti che avrebbero “rischiato la vita”. Oggi molti servizi sono alla paralisi per l’annunciato sciopero generale, che si innesta sulla strisciante campagna di disobbedienza civile, che va avanti ormai da oltre due settimane.
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Una folla enorme sta marciando nelle strade di Rangoon in prossimità della pagoda di Sule, mentre nella capitale Naypyidaw un corte – scrive la Bbc, è stato disperso con gli idranti montati su mezzi blindati.
Fin dal primo mattinoi decine di migliaia di persone sono scese in piazza in varie città della Birmania per protestare contro il colpo di stato, sfidando la minaccia dei militari di usare ‘forza letale’ per reprimere ciò che definiscono come ‘anarchia’. Nel frattempo si è appreso che è salito a tre il bilancio dei manifestanti rimasti uccisi nella repressione nel fine settimane, durante il quale una grande folla ha preso parte ai funerali della prima vittima, una ragazza di 21 anni. Molti uffici pubblici e banche sono inoltre paralizzati dalla campagna di disobbedienza civile. I manifestanti sono particolarmente numerosi a Rangoon (Yangon), la principale città del Paese, ma sono migliaia anche a Naypyidaw, la capitale, molti dei quali in motocicletta. Proteste di piazza si registrano anche nelle città di Myitkyina e Dawei.
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Congo: c’è una terza vittima, è un autista
L’attaacco nella provincia orientale del Nord-Kivu
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GOMA
22 febbraio 2021
14:11
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E’ un autista la terza vittima dell’attacco contro il convoglio della missione Onu (Monusco) nella provincia orientale del Nord-Kivu, in Congo, oltre all’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere, rivela una fonte diplomatica a Kinshasa.
L’ambasciatore, aggiunge la fonte, è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco all’addome ed è arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche.

“Le forze armate del Congo stanno facendo il possibile per sapere chi siano gli autori dell’attacco”, avvenuto a nord di Goma.
La regione del Nord-Kivu è teatro dell’azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati.
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William rassicura, Filippo sta bene, medici sorvegliano
Il nipote minimizza allarmi, ‘resta ricoverato per precauzione’
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LONDRA
22 febbraio 2021
15:16
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Il principe Filippo, consorte della 94enne regina Elisabetta ricoverato sei notti fa in un’ala privata dell’ospedale King Edward VII di Londra in seguito a un malessere di natura imprecisata, “sta bene” e resta per ora in clinica per cautela, affinché i medici possano tenere “un occhio su di lui”. Lo assicura il nipote William, duca di Cambridge e secondo in linea di successione al trono dopo il padre Carlo.

Incalzato dai giornalisti durante una visita a un centro per le vaccinazioni anti Covid a King’s Lynn, nel Norfolk, dopo gli allarmi suscitati dall’inaspettata visita fatta in ospedale sabato dallo stesso Carlo al 99enne duca di Edimburgo, il principe William ha in sostanza ribadito le scarne informazioni ufficiali diffuse da Buckingham Palace nei giorni scorsi: informazioni secondo cui il protrarsi del ricovero di Filippo, non legato al Covid, è stato deciso solo come “misura precauzionale” data l’età del marito di Elisabetta II, che nei mesi scorsi ha celebrato il 73/o anniversario del suo inossidabile matrimonio con l’attuale sovrana e il cui centesimo compleanno è in calendario il 10 giugno 2021.
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Incidente Denver, la Boeing ferma i  777. Sono 128, montano motori PW400-112
Dopo che a un aereo della United Airlines è andato in fiamme un motore mentre era in volo. Parte l’ordine della Federal Administration Aviation per le “ispezioni di emergenza”
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NEW YORK
22 febbraio 2021
12:35
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La Boeing ha deciso di fermare temporaneamente tutti i 128 suoi velivoli della classe 777 dotati del motore Pratt & Whitney PW4000-112, lo stesso che si è incendiato in aria sopra il Colorado su un volo United Airlines, facendo precipitare pezzi sulla città di Denver. Lo ha detto un portavoce dell’azienda di Seattle.
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I 777 con motori PW4000 devono essere “ispezionati di emergenza” e questo vorrà “probabilmente dire che alcuni aerei saranno rimossi dal servizio”. L’ordine della Federal Administration Aviation risuona anche in Giappone, dove le autorità chiedono alle compagnie aeree nazionali di lasciare a terra i 777 con PW 4000 fino a nuovo ordine.
La decisione della Faa segue l’incidente di United Airlines a Denver, quando uno dei suoi velivoli – un 777 con PW4000 – è stato costretto a rientrare poco dopo il decollo a causa di un motore in fiamme che ha causato una pioggia di detriti nell’area circostante la città del Colorado. Un atterraggio di emergenza che non ha causato feriti fra i 231 passeggeri e i 10 membri dell’equipaggio, diretti inizialmente a Honolulu. Nessun ferito neanche a terra, dove molti detriti sono caduti in strade e giardini.
Proprio United ha annunciato la sospensione temporanea dei suoi 24 Boeing 777 con motori PW400 prodotti da Pratt & Whitney, divisione di Raytheon Technologies. “Siamo in contatto con le autorità e continueremo a lavorare con loro per determinare le ulteriori misure necessarie per assicurare che i nostri aerei soddisfino i più rigorosi standard di sicurezza e possano tornare a volare”, afferma United. Per Boeing si tratta di un nuovo colpo dopo lo scandalo del 737 Max, lasciato a terra per un anno. Il caso è anche un test per la Faa, travolta dalle critiche per il 737 Max per la lentezza nell’azione e per non aver condotto i test necessari sul velivolo prima dell’autorizzazione a volare.
Il ministero dei Trasporti giapponese ha ordinato alle aerolinee domestiche, All Nippon Airlines (Ana) e Japan Airlines (Jal), di sospendere temporaneamente i voli che riguardano i Boeing 777. Ana e Jal posseggono rispettivamente 19 e 13 aerei 777-200 all’interno della propria flotta, e hanno detto che si adegueranno alle direttive. Un incidente simile aveva coinvolto un altro Boeing 777 della Japan Airlines lo scorso 4 dicembre durante un volo partito da Tokyo Haneda e diretto a Naha, nell’isola di Okinawa. Anche in quel caso la copertura del motore si era staccata dalla fusoliera lasciando i turboreattori scoperti e l’aereo era stato costretto a compiere un atterraggio di emergenza. Gli analisti adesso si interrogano sul corretto processo di manutenzione da parte dei vettori a livello globale, dopo il prolungato ridimensionamento del trasporto aereo causato dal coronavirus, in una fase di pesanti riduzioni dei costi operativi.
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Militari ai manifestanti in Birmania: ‘Rischiate di morire’
Nuove proteste contro il golpe sono previste anche per oggi. L’Unione Europea è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili
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22 febbraio 2021
10:38
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La giunta militare birmana ha inasprito i toni, dopo un fine settimana di sanguinose violenze, avvertendo i manifestanti che rischieranno la morte. Cosa che non ha scoraggiato tuttavia migliaia di persone dallo scendere in piazza anche oggi.
“I manifestanti stanno esortando le persone, in particolare adolescenti e giovani esaltati, a intraprendere la strada dello scontro, in cui periranno”, recita un comunicato in birmano letto ieri sera sul canale pubblico Mrtv e sottotitolato in inglese.
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Il testo mette in guardia i manifestanti contro la tentazione di incitare la popolazione alla “rivolta e all’anarchia”.
Il relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Birmania, Tom Andrews, si è detto profondamente preoccupato per queste minacce. “Avvertimento alla giunta: a differenza del 1988, le azioni delle forze di sicurezza vengono registrate e ne dovrete rendere conto”, ha detto su Twitter.
“Gli Stati Uniti continueranno ad agire in modo fermo contro coloro che usano violenza contro la popolazione della Birmania mentre continuano a chiedere il ripristino del governo democraticamente eletto. Siamo a fianco della popolazione birmana”. Lo twitta il segretario di Stato americano, Anthony Blinken.
I militari al potere in Birmania rilascino subito la leader democraticamente eletta Aung San Suu Kyi e si “facciano da parte”: lo chiede il ministro degli Esteri del Regno Unito, Dominic Raab, secondo un’anticipazione della Bbc su quanto intende dichiarare nel suo discorso al Consiglio dell’Onu per i Diritti Umani, in programma oggi a Ginevra. In caso contrario, aggiunge Raab, “prenderemo ulteriori provvedimenti, di concerto con i nostri partner, contro coloro che schiacciano la democrazia e soffocano il dissenso”. Raab, riporta Bbc – dichiarerà inoltre che sparare contro pacifici dimostranti è “inaccettabile”.
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“In risposta al colpo di stato militare” in Birmania, “l’Unione Europea è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili”. Si legge nelle conclusioni adottate dal consiglio Esteri Ue. “L’Unione europea cercherà di evitare misure che potrebbero avere ripercussioni negative sulla popolazione della Birmania, soprattutto sui più vulnerabili. Il Consiglio invita l’Alto rappresentante e la Commissione europea a sviluppare proposte adeguate al riguardo”, si spiega nel documento.
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Barcellona brucia, notte di saccheggi e arresti
Il caso del rapper Hasél diventa politico. Il Governo catalano: ‘Vandalismo’
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MADRID
22 febbraio 2021
10:28
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Scene di guerriglia urbana a Barcellona. La quinta notte di proteste dopo l’arresto del rapper Pablo Hasél — quella finora con il più alto numero di partecipanti — si è chiusa con 35 arresti, dopo che, per ore, gruppi di dimostranti hanno impazzato nel centro città lasciando dietro di sé saccheggi a negozi e bancomat, moto rovesciate e cassonetti bruciati.
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Il tutto di fronte a un ampio dispiegamento di mezzi ed effettivi della polizia. Tra gli immobili danneggiati, anche l’emblematico Palau de la Música, sala concerti modernista proclamata patrimonio dell’Unesco.
Già nelle serate precedenti c’erano stati disordini nel corso di proteste a favore della libertà d’espressione, sia nel capoluogo della Catalogna, regione del nordest della Spagna, sia in altre città del paese. Manifestazioni che si sono interrotte allo scattare del coprifuoco imposto in tutto il Paese per la pandemia che obbliga tutti ad abbandonare gli spazi pubblici, mentre la Spagna cerca di lasciarsi alle spalle una durissima terza ondata del covid. La scena si è ripetuta sabato sera, con dimostranti finiti in manette a Tarragona e Lleida, sempre in Catalogna, e anche a Madrid, Pamplona e Granada, rispettivamente al centro, nord e sud. Ieri si è aggiunto un altro arresto a Bilbao, nei Paesi Baschi.
Gli imprenditori catalani chiedono alle autorità regionali e locali un intervento urgente per riportare la situazione sotto controllo, accusandole di aver mantenuto una linea troppo morbida nei confronti dei manifestanti. “Siamo passati da manifestazioni di carattere ideologico ad atti di puro vandalismo”, è il messaggio che ripete da ieri l’assessore all’Interno del governo catalano a guida indipendentista, Miquel Sàmper. Sulla stessa linea si è espressa la sindaca di Barcellona, Ada Colau, sostenuta da una maggioranza di centrosinistra.
Un altro fronte aperto per Sàmper è quello con i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, criticata da più parti per aver fatto ricorso a cariche e pallottole di gomma in risposta ai manifestanti.
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I Mossos hanno denunciato di esser stati lasciati soli ad affrontare le tensioni del momento e hanno chiesto di non essere “strumentalizzati” politicamente. Dopo un incontro avvenuto stamattina tra Sàmper e i rappresentanti dei Mossos, il primo ha dichiarato che c’è una “volontà condivisa” di migliorare i rapporti reciproci e appoggiato l’idea di un dibattito su come riformare la polizia in Catalogna.
La situazione incandescente creatasi dopo l’arresto di Hasél, colpevole secondo i giudici di “apologia di terrorismo” e ingiurie alla monarchia, lascia strascichi anche sui rapporti tra il Partito Socialista e Unidas Podemos, le due forze della coalizione di centrosinistra alla guida della Spagna, non nuova a frizioni interne. Il primo, formazione maggioritaria, è sotto attacco da parte delle destre all’opposizione, che provano a metterlo in imbarazzo per il fatto di non poter fare a meno dei voti di un partito che non nasconde una certa sensibilità verso istanze espresse nelle manifestazioni poi sfociate in disordini.
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Iran, ‘risultato significativo da colloqui con Aiea’
Ispezioni per altri 3 mesi. Zarif, sanzioni costate mille miliardi di dollari
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TEHERAN
22 febbraio 2021
12:39
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I colloqui tra Iran e Agenzia dell’Onu per l’energia atomica (Aiea) hanno prodotto “un risultato diplomatico molto significativo”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, all’indomani della visita a Teheran del direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi.
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L’Iran e l’Agenzia Onu hanno spiegato in un comunicato congiunto che le attività di verifica e sorveglianza sulle attività nucleari della Repubblica islamica potranno proseguire per altri 3 mesi. Secondo Khatibzadeh, l’intesa rispetta la legge approvata dal Parlamento iraniano, controllato dai fondamentalisti ostili al governo moderato di Hassan Rohani, che prevede da domani diverse limitazioni alle ispezioni dell’Aiea, come reazione alla mancata revoca delle sanzioni Usa. Lo stesso rappresentante dell’Aiea aveva annunciato ieri il raggiungimento di accordi per le verifiche parlando di risultati “accettabili”.
L’Iran a aveva annunciato per domani, 23 febbraio, il ritiro dal Protocollo aggiuntivo e la limitazione delle ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Intanto il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha quantificano in mille miliardi di dollari i danni provocati dalle sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti, annunciando l’intenzione di negoziare qualche forma di compensazione o di riparazione dopo che sarà stato ripristinato l’accordo sul nucleare e le stesse sanzioni saranno tolte.
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‘Trump offrì a Kim Jong-un passaggio su Air Force One’
Per riportarlo in Corea Nord dopo summit Hanoi, ma lui rifiutò, secondo la Bbc
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PECHINO
22 febbraio 2021
12:42
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L’ex presidente americano Donald Trump avrebbe proposto al leader nordcoreano Kim Jong-un di riportarlo a casa con l’Air Force One dopo il vertice a tenuto ad Hanoi due anni fa.
Secondo un nuovo documentario della Bbc, il tycoon “ha sbalordito anche i diplomatici più esperti” con la sua mossa dato che se fosse stata accettata, il leader nordcoreano e parte del suo entourage sarebbero entrati nell’aereo ufficiale del presidente Usa, facendolo entrare nello spazio aereo di Pyongyang, sollevando molteplici problemi di sicurezza.
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“Il presidente Trump ha offerto a Kim un passaggio a casa sull’Air Force One”, ha riferito all’emittente britannica Matthew Pottinger, il massimo esperto asiatico del Consiglio di sicurezza nazionale di Trump. “Il presidente sapeva che Kim era arrivato con un viaggio in treno di più giorni attraverso la Cina fino ad Hanoi e per questo il presidente ha detto: ‘Posso portarti a casa in due ore se vuoi’. Kim ha rifiutato”, ha aggiunto Pottinger.
Al primo vertice di Singapore a giugno 2018, Kim usò un aereo di Air China messo a disposizione dalla leadership cinese.
Durante il summit, Trump mostrò al leader l’interno della sua auto presidenziale, la Cadillac da 1,5 milioni di dollari conosciuta anche come ‘The Beast’. Un gesto che fu interpretato come una prova del rapporto amichevole instaurato.
Lo scorso mese, tuttavia, Kim è tornato a definire gli Stati Uniti come il “più grande nemico” della sua nazione dotata di armi nucleari, aggiungendo che “la politica di Washington contro la Corea del Nord non cambierà mai” non importa “chi sia al potere”. I media ufficiali di Pyongyang non hanno ancora fatto menzione a Joe Biden come presidente americano.
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Attacco in Congo, uccisi l’ambasciatore italiano e un carabiniere
APPROFONDIMENTO
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Colpita la vettura con a bordo il diplomatico. Accompagnava un convoglio della missione Monusco
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22 febbraio 2021
14:20
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Nell’attacco a Goma, in Congo, sono morti l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere che era nel convoglio con il diplomatico.
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E’ un autista la terza vittima dell’attacco contro il convoglio della missione Onu (Monusco) nella provincia orientale del Nord-Kivu, in Congo, oltre all’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere, rivela una fonte diplomatica a Kinshasa.
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L’ambasciatore, aggiunge la fonte, è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco all’addome ed è arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche. “Le forze armate del Congo stanno facendo il possibile per sapere chi siano gli autori dell’attacco”, avvenuto a nord di Goma. La regione del Nord-Kivu è teatro dell’azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati.
Attanasio – secondo quanto si apprende – era stato trasportato in ospedale a Goma. La matrice dell’attacco non è ancora chiara. La vettura faceva padre di un convoglio della Monusco che comprendeva anche il Capo Delegazione Ue. Massima apprensione della Farnesina che sta seguendo gli sviluppi.

L’attacco in Congo in cui sono morti l’ambasciatore italiano Luca Attanasio ed un carabiniere era un ‘tentativo di rapimento’. Lo rivelano i ranger del Parco nazionale dei Virunga, citati da vari media tra cui il Jerusalem Post. L’attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane9 presso la cittadina di Kanyamahoro.
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Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco, famoso per i gorilla di montagna.
“Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri”. Lo afferma Luigi Di Maio.
“Abbiamo visto le notizie” dell’attacco e dell’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere nella Repubblica del Congo, “sono notizie estremamente preoccupanti e seguiamo da vicino.
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L’Alto rappresentante ha presentato le sue condoglianze all’Italia. Il ministro degli Esteri condivide le informazioni con i colleghi Ue”. Così il portavoce della Commissione Ue, Eri Mamer.
“Oggi è una giornata buia e molto triste per il nostro Paese. Riferirò il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza su quanto accaduto”. Lo scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, su Fb, in merito all’attacco in Congo in cui sono stati uccisi l’ambasciatore italiano e un militare dei Carabinieri.
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Attacco in Congo, morto l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere
Per i media ‘tentativo di rapimento’. L’attentato è stato compiuto con armi leggere
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22 febbraio 2021
15:39
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Attentato nella Repubblica Democratica del Congo dove sono rimasti uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, che era nel convoglio con il diplomatico. Il militare aveva 30 anni, era in servizio presso l’ambasciata italiana dal settembre del 2020.
L’attacco è avvenuto nel percorso tra Goma e Bukavu da parte, secondo le prime informazioni, di un commando terroristico che ha utilizzato armi leggere. Sulla dinamica e il movente sono ancora in corso accertamenti.
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E’ con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso dell’ambasciatore e di un militare dell’Arma dei Carabinieri: stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo.
Un autista è la terza vittima dell’attacco nella provincia orientale del Nord-Kivu, rivela una fonte diplomatica a Kinshasa.
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L’ambasciatore, aggiunge la fonte, è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco all’addome ed è arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche. “Le forze armate del Congo stanno facendo il possibile per sapere chi siano gli autori dell’attacco”, avvenuto a nord di Goma. La regione del Nord-Kivu è teatro dell’azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati.
L’attacco era un ‘tentativo di rapimento’, rivelano i ranger del Parco nazionale dei Virunga, citati da vari media tra cui il Jerusalem Post. L’attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane). “Prometto al governo italiano che l’esecutivo del mio Paese porrà in atto tutto” il necessario “per scoprire chi sia all’origine di questo ignobile crimine”: lo ha dichiarato la ministra degli Affari esteri congolese, Marie Tumba Nzeza, come riporta il sito Actualite.cd. “E’ con pena e molta tristezza che abbiamo appena appreso del decesso del giovane ambasciatore italiano nella Rdc in un convoglio del Pam”, ha detto la ministra.
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LE REAZIONI, IL CORDOGLIO
Un messaggio di cordoglio è arrivato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo.”.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento esprimendo tutto il suo dolore per la morte del nostro ambasciatore in Congo e del carabiniere, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori del Cae e sta rientrando in queste ore in Italia. “Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri – ha affermato Di Maio -. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri”.
“Oggi è una giornata buia e molto triste per il nostro Paese. Riferirò il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza su quanto accaduto”, ha scriito poi il ministro degli Esteri su Fb.
Profondo cordoglio del Governo e suo espresso dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, e di Vittorio Iacovacci, appuntato dei Carabinieri che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma. Il presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri.
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Israele riapre col ‘Green pass’,l’app va in tilt
Stadi e teatri per i vaccinati, in calo di quasi 99% casi gravi
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TEL AVIV
22 febbraio 2021
12:22
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Prove di normalità in Israele, grazie al Green pass e all’allentamento del lockdown. Dopo mesi di chiusura alternata, gli israeliani hanno ritrovato aperti negozi, centri commerciali, mercati all’aperto, musei, librerie, scuole (fino ad un certo livello) e si sono riappropriati della loro quasi libertà.
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Soprattutto quelli che hanno la tanto agognata certificazione della doppia vaccinazione o che sono guariti dall’infezione: in ebraico ‘tav iarok’ (etichetta verde). Solo per loro si sono spalancate anche le porte di piscine, palestre, hotel, eventi culturali e sportivi. E in tanti sono corsi sull’app che fornisce il lasciapassare, mandandola in tilt quasi subito per il grande numero di richieste. Con il ministero della sanità che è intervenuto dando il permesso di usare la certificazione cartacea per sopperire alla mancanza del codice a barre che testimonia la doppia vaccinazione. L’avvio in questo caso è stato dunque lento anche perchè le strutture devono essere in possesso della strumentazione tecnica per accertare il diritto del cittadino a entrare in palestra o in piscina, andare a teatro, alla gara sportiva o nell’albergo del cuore. Ma l’effetto psicologico di tornare a frequentare i posti chiusi dal lockdown è stato lo stesso decisivo. L’aria che si respira – nonostante l’invito dei medici è a non abbassare la guardia – appare diversa. Il premier Benyamin Netanyahu è stato il primo, all’uscita del riposo sabbatico, a visitare insieme al ministro della sanità Yuli Edelstein, una palestra nel centro di Israele.
“Il Green Pass – ha detto – porterà alla riapertura graduale del paese. Per favore usatelo”. Anche se il governo è stato messo in guardia dai cyber esperti sulla facilità di contraffare la ‘tav iarok’, come offrono alcuni siti sul web. La risposta delle autorità è stata immediata: si rischia il carcere. Bisogna tener presente che in Israele la vaccinazione in atto ha fatto del Paese il primo al mondo in rapporto ai circa 9 milioni di abitanti. Ad oggi sono oltre 4.300.000 gli israeliani (dai 16 anni in su), che hanno avuto la prima dose e quasi 3 milioni quelli che hanno avuto anche la seconda. Di pari numero quelli che invece non possono essere vaccinati per problemi diversi, o perchè al di sotto dei 16 anni oppure guariti dalla malattia. E, dopo una stasi la settimana scorsa, la campagna vaccinale – che si accompagna al calo delle nuove infezioni e dei casi gravi – non accenna a diminuire. Netanyahu ha ripetuto che Israele spera di vaccinare il 95% degli over 50 in 2 settimane. “Andate e vaccinatevi, prendete il Green Pass e ritornate alla vita”. I numeri, straordinari, sull’efficacia della immunizzazione di massa hanno lasciato pochi dubbi sulla strada intrapresa nel Paese. Secondo gli ultimi dati del ministero della sanità la doppia dose di vaccino previene nel 98.9% le forme gravi della malattia e nel 95.8% anche l’infezione stessa. Del resto l’immunizzazione – anche se questa non è obbligatoria e non lo sarà in futuro, come ha spiegato Edelstein – è a portata di mano di tutti e gratuita, residenti stranieri compresi. Ad esempio, il Comune di Tel Aviv per richiamare i giovani distratti o pigri ha inaugurato postazioni mobili vicine ai bar più frequentati.
Con l’incentivo, a dose iniettata, di un bonus da spendere presso lo stesso locale.
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L’ambasciatore Luca Attanasio in Congo dal 2017
Aveva recentemente ricevuto il Premio Nassiriya per la Pace
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22 febbraio 2021
14:01
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L’ambasciatore Luca Attanasio, rimasto ucciso in un attacco in Congo, aveva 43 anni.
Nato a Saronno, in provincia di Varese, era sposato con Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria ‘Mama Sofia’ a sostegno delle donne in Africa. Padre di tre bimbe, con la moglie lo scorso ottobre aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace.
Laureato alla Bocconi con il massimo dei voti, aveva intrapreso la carriera diplomatica dopo una prima esperienza aziendale ricoprendo diversi incarichi, prima all’Ambasciata d’Italia a Berna (2006-2010), poi console generale reggente a Casablanca, in Marocco (2010-2013).
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Dopo essere rientrato nel 2013 alla Farnesina, come Capo Segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali, era tornato nel 2015 in Africa quale primo consigliere presso l’ambasciata d’Italia ad Abuja, in Nigeria. Dal 5 settembre 2017 era capo missione a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, dove era stato riconfermato in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in RDC.
“Quella dell’ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l’esempio”. Erano queste le parole che l’ambasciatore Luca Attanasio rilasciò a Camerota (Salerno) il 12 ottobre scorso, in occasione del ricevimento del premio internazionale “Nassiriya per la pace”, consegnato dalla locale associazione culturale “Elaia”. “In Congo – proseguiva Attanasio – parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di pace, dopo tre guerre durate un ventennio”.
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Congo: Di Maio: ‘Faremo ogni sforzo per fare luce’. Le reazioni
Ministro lascia Bruxelles e rientra a Roma
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22 febbraio 2021
13:31
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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento esprimendo tutto il suo dolore per la morte del nostro ambasciatore in Congo e del carabiniere, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori del Cae e sta rientrando in queste ore in Italia. “Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri – ha affermato Di Maio -.
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Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri”.
“Un convoglio Onu in #Congo. Sono morti il nostro ambasciatore Luca Attanasio e un carabiniere. Uomini dello Stato al servizio della pace e della cooperazione nel Paese africano. Una preghiera li accompagni. Il loro sacrificio non sia vano, la pace vincerà sul terrorismo”, ha scritto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
“Seguiamo con angoscia le notizie che arrivano dal Congo. Dolore per la morte dell’ambasciatore Luca Attanasio e di un carabiniere. Per l’Italia è un giorno di lutto, perdiamo due uomini delle istituzioni. Cordoglio e vicinanza a familiari, Carabinieri e a nostra diplomazia”, ha scritto il segretario Pd Nicola Zingaretti su twitter.
“Sconvolti e addolorati dalla notizia della morte dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e di un carabiniere, rimasti uccisi in un attacco ad un convoglio Onu. Seguiamo con apprensione gli sviluppi e chiediamo al governo di riferire quanto prima in Parlamento”, ha scritto la leader di FdI Giorgia Meloni.
“Gravissimo attentato a un convoglio ONU in Congo, a Goma, sono purtroppo rimasti uccisi sia il nostro Ambasciatore che un carabiniere – ha scritto il deputato Pd Emanuele Fiano su Facebook -. Il nostro cordoglio per loro e per le loro famiglie a cui va il nostro abbraccio. Sto per chiedere in aula che il Ministro Di Maio venga a riferire su questo terribile evento”.
“Abbiamo visto le notizie” dell’attacco e dell’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere nella Repubblica del Congo, “sono notizie estremamente preoccupanti e seguiamo da vicino – così il portavoce della Commissione Ue, Eri Mamer -. L’Alto rappresentante ha presentato le sue condoglianze all’Italia. Il ministro degli Esteri condivide le informazioni con i colleghi Ue”.
“Oggi nell’attacco al convoglio Onu nella Repubblica democratica del Congo hanno perso la vita due servitori dello Stato. Un vile e barbaro agguato che l’Italia, fermamente impegnata con la comunità internazionale, condanna con forza. Alle famiglie dei nostri connazionali e di tutto il personale delle Nazioni unite coinvolto va la nostra incondizionata riconoscenza e affetto. Siamo vicini e condividiamo il dolore delle famiglie per la perdita dei loro cari”: così il ministro della Difesa Lorenzo Guerni.
“È con profondo dolore che apprendiamo della morte dell’Ambasciatore italiano presso la Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e di un carabiniere, uccisi in un attacco armato contro un convoglio delle Nazioni Unite”, ha scritto su Twitter il presidente del parlamento europeo David Sassoli. “I miei pensieri e quelli del Parlamento europeo vanno alle famiglie delle vittime”, ha aggiunto.
“Esprimo profondo dolore per quanto avvenuto oggi a Goma in Congo, dove a seguito di un gravissimo attentato compiuto contro un convoglio delle Nazioni Unite sono morti il nostro ambasciatore Luca Attanasio e un militare dell’Arma dei carabinieri”, ha dichiarato il presidente del Senato Elisabetta Casellati. “L’Italia non dimenticherà mai i suoi ‘costruttori di pace’, caduti mentre cercavano di portare sicurezza e supporto ai popoli oppressi. Occorre però che la condanna nei confronti dei responsabili di questo ignobile atto sia accompagnata dall’impegno della comunità internazionale a combattere con ogni mezzo qualunque forma di violenza in quei territori. Ai familiari delle vittime giunga la mia vicinanza e il mio cordoglio”.
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Congo: la dinamica dell’attacco
Tre le vittime, tra le ipotesi un tentativo di rapimento
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
22 febbraio 2021
13:35
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E’ un autista la terza vittima dell’attacco contro il convoglio della missione Onu (Monusco) nella provincia orientale del Nord-Kivu, in Congo, oltre all’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere, rivela una fonte diplomatica a Kinshasa. L’ambasciatore, aggiunge la fonte, è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco all’addome ed è arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche.
“Le forze armate del Congo stanno facendo il possibile per sapere chi siano gli autori dell’attacco”, avvenuto a nord di Goma. La regione del Nord-Kivu è teatro dell’azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati.
L’imboscata in cui è rimasto ucciso l’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, è avvenuto in una località detta “Tre antenne” dove “due turisti britannici sono stati rapiti da sconosciuti armati l’11 maggio 2018”: lo ha detto “il presidente della società civile del territorio di Nyiragongo”, Mambo Kawaya, in dichiarazioni al sito congolese Actualite.cd.
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Congo: Vittorio Iacovacci il carabiniere ucciso
Aveva 30 anni ed era originario di Sonnino
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
22 febbraio 2021
14:57
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Si chiamava Vittorio Iacovacci il carabiniere ucciso nell’attentato in Congo dove ha perso la vita anche l’ambasciatore italiano. Iacovacci aveva 30 anni ed era originario di Sonnino, in provincia di Latina.
Era effettivo al 13/mo Reggimento Carabinieri ‘Friuli Venezia Giulia’ con sede a Gorizia. Aveva prestato servizio anche alla Folgore.
“La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita. Proclameremo il lutto cittadino”: così il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis. “Era andato a portare la pace ed è stato ucciso – conclude il sindaco- ci stringiamo attorno alla famiglia”.
Vittorio Iacovacci apparteneva al 13º Reggimento carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia. Dalla sede del Reggimento non è stata per ora rilasciata alcuna dichiarazione. Il comandante non è in sede ed è in stretto contatto con il Comando generale dell’Arma, le autorità diplomatiche e i famigliari dello scomparso. Grande dolore è stato espresso dai commilitoni che non hanno voluto aggiungere altri commenti nel rispetto dei congiunti che da poco sono stati avvisati della tragedia.
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Iran, accordo per sblocco 9 miliardi di dollari in Sud Corea
Erano fermi per sanzioni Usa, possibile segnale di distensione
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TEHERAN
22 febbraio 2021
14:56
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Iran e Corea del Sud hanno raggiunto un’intesa sullo sblocco dei circa 9 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati nelle banche del Paese asiatico a seguito delle sanzioni americane. Lo rende noto la Banca centrale di Teheran.
La decisione determina il superamento di un lungo stallo e potrebbe rappresentare un nuovo segnale di distensione in vista delle possibili trattative per un ritorno degli Usa all’accordo sul nucleare.
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Dipartimento New York, Facebook non deve raccogliere dati su salute
Le conclusionii di una indagine iniziata nel 2019
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
22 febbraio 2021
14:43
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Facebook deve prendere misure più stringenti per evitare di raccogliere dati sensibili dalle app di terze parti legate alla salute, come quelle per le diete o che monitorano la gravidanza. Lo afferma il Department of Financial Services dello stato di New York, al termine di un’indagine iniziata nel 2019 a seguito di un’inchiesta del Wall Street Journal che aveva denunciato la pratica.
Secondo il rapporto finale dell’indagine, le app hanno condiviso dati come diagnosi, pressione sanguigna e persino periodi fertili con il social, che li ha raccolti attraverso il proprio Software Development kit, una applicazione condivisa gratuitamente con gli sviluppatori.
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A seguito dell’indagine, il social ha sviluppato un sistema di screening che individua e blocca le informazioni sensibili e ha annunciato l’avvio di procedure per rendere più chiaro agli sviluppatori l’obbligo di prevenire la trasmissione di dati sensibili.
Queste misure sono “un importante primo passo”, spiega Linda Lacewell, a capo dell’indagine, alla Abc, ma devono essere accompagnate da altri provvedimenti. “Facebook ha dato istruzioni a sviluppatori di app e siti di non condividere informazioni personali mediche, finanziarie e di altra natura – spiega -. Continuando a fare affare con chi ha violato le norme, il social si è messo nelle condizioni di approfittare di dati sensibili che non avrebbe dovuto avere. I consumatori meritano di meglio”.
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Navalny: fonti,accordo politico sulle sanzioni alla Russia
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BRUXELLES
22 febbraio 2021
14:05
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I ministri degli Esteri dell’Ue hanno trovato un accordo politico sulle sanzioni alla Russia per il caso dell’oppositore Alexey Navalny e la repressione dei manifestanti. Si apprende da fonti diplomatiche europee.
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BRUXELLES
22 febbraio 2021
15:41
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I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno trovato un accordo politico sulle sanzioni alla Russia per il caso dell’oppositore Alexey Navalny e la repressione dei manifestanti. Si apprende da fonti diplomatiche europee.
Stamani l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell aveva detto che Mosca è su un ‘percorso conflittuale’ con Bruxelles, pertanto è necessaria un’azione unitaria e determinata.

“Sono favorevole ad affidare l’incarico affinché siano preparate le sanzioni” contro la Russia, per il caso dell’oppositore, Alexey Navalny. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas a margine del consiglio Ue.

“La situazione tra l’Ue e la Russia si sta deteriorando, e si sta deteriorando la situazione all’interno della Russia. L’Ue non può restare impassibile, reagiremo uniti”. Così il ministro degli Esteri spagnolo, Arancha Gonzalez Laya arrivando al consiglio Ue.
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Ue aggiunge Dominica a lista paradisi fiscali, via Barbados
Rivisto l’elenco delle ‘giurisdizioni non cooperative’
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BRUXELLES
22 febbraio 2021
15:38
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Il Consiglio Ue ha aggiunto alla lista delle giurisdizioni non cooperative, ovvero i paradisi fiscali, la Dominica. Sono state invece escluse dalla ‘black list’ le Barbados.
La decisioni di aggiungere la Dominica è motivata dal fatto che l’isola caraibica ha ricevuto una valutazione ‘parzialmente conforme’ dal Forum globale per la trasparenza e lo scambio di informazioni dell’Ocse e non si è ancora conformata a tutti gli standard fiscali internazionali.
L’Ue ha invece concesso alle Barbados, aggiunte alla ‘black list’ nell’ottobre 2020, una revisione supplementare dal Forum globale sugli impegni presi per riformare la propria politica fiscale. In attesa dei risultati dell’analisi, le Barbados finiscono nella lista grigia Ue insieme ad altri 8 Stati, tra cui la Turchia. Al momento nella lista dei paradisi fiscali rientrano quindi 12 Paesi: le Samoa americane, Anguilla, Dominica, Fiji, Guam, Palau, Panama, Samoa, Seychelles, Trinidad e Tobago, Isole Vergini americane e Vanuatu.
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Usa: gelo, nonna e tre nipoti morti in Texas
Avevano acceso il camino per riscaldarsi durante blackout
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22 febbraio 2021
15:41
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Tragedia alla periferia di Houston dove una nonna e i suoi tre nipotini sono morti nell’incendio della loro casa. Lo riporta la Cnn.
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Le fiamme sono probabilmente partite dal camino che la famiglia aveva acceso per riscaldarsi dopo che era andata via la corrente a causa del grande gelo che ha travolto il Texas in questi giorni lasciando milioni di persone senza luce, riscaldamento e, in alcuni casi, acqua potabile.
A raccontare la vicenda ai soccorritori è stata la mamma dei tre bambini, Olivia (11 anni), Edison, (8) e Colette (5), unica sopravvissuta. La donna, di origine vietnamita, ha spiegato che la nonna era andata a stare da loro proprio perche’ a casa sua non c’era più elettricità. “Noi ci sentivamo davvero fortunati perche’ avevamo avuto la corrente fino a sera”, ha detto Jackie Pham Nguyen. Quando anche da loro è andata via la luce, ha raccontato la mamma, hanno acceso il caminetto e si sono messi a giocare a carte. Alle 21.30 ha messo i figli a letto. Qualche ora dopo si è svegliata che le fiamme avevano già invaso il piano di sopra, dove si trovavano i bambini e la nonna. Ricorda di aver gridato i nomi dei suoi bambini nella speranza che sbucassero dalle loro stanze e la seguissero fuori, ma non c’è stato nulla da fare. I soccorritori hanno detto che c’è voluto circa un’ora per domare le fiamme.
Per gli inquirenti la causa potrebbe essere stato il camino, ma potrebbe non essere stabilito mai con certezza. Il quartiere è rimasto al buio per circa 8 ore.
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Onu, in Congo attaccati due veicoli, entrambi del Pam
Lo precisa il rappresentante delle Nazioni Unite nel Paese
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22 febbraio 2021
15:53
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Sono due, entrambi del Programma alimentare mondiale (Pam), i veicoli presi di mira oggi nell’attacco nella Repubblica democratica del Congo in cui sono rimasti uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e un autista dello stesso Pam. Lo ha detto il rappresentante aggiunto del segretario generale dell’Onu nel Paese, David McLachlan-Karr, che “condanna con la più grande fermezza” l’episodio.
L’attacco è avvenuto a nord-est di Goma.
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Kenya: due giraffe fulminate da cavi elettrici sospesi
Pali ad altezza inferiore rispetto a quella degli animali
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22 febbraio 2021
15:55
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Due giraffe sono morte fulminate da cavi elettrici sospesi nella riserva di Soysambu, in Kenya. Le autorità del Paese, citate dalla Bbc, hanno confermato i rapporti in cui si parla della morte delle giraffe di Rothschild, una delle specie più a rischio di estinzione, con solo poche centinaia che vivono ancora allo stato brado.

Il Kenya wildlife service (Kws) ha detto che i funzionari della compagnia pubblica di distribuzione di energia, Kenya Power, sostituiranno i pali. “Rapporti preliminari indicano che l’altezza dei pali dell’elettricità che attraversano la riserva di Soysambu è bassa, al di sotto dell’altezza di una giraffa”, si afferma in una parte della dichiarazione di Kws.
L’ambientalista Paula Kahumbu ha detto via Twitter che le morti si sarebbero potute evitare, se si fosse tenuto conto dei consigli degli esperti. “Questi cavi elettrici hanno ucciso giraffe, avvoltoi e fenicotteri. I consigli degli esperti sono stati ignorati. Triste che siano necessarie morti di questo tipo per svegliare alcune persone!”, ha aggiunto.
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Recovery: Istat, possibile impatto 2,3 punti su Pil nel 2025
+275mila occupati e -0,7 punti disoccupazione, prima simulazione
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22 febbraio 2021
15:04
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Una prima valutazione macroeconomica del possibile impatto addizionale del Pnrr indica che “nel 2025 il Pil registrerebbe uno scostamento positivo di 2,3 punti rispetto allo scenario base”. L’aumento del Pil “sarebbe associato ad un miglioramento dell’occupazione pari a circa 275 mila occupati e ad una riduzione del tasso di disoccupazione di 0,7 punti percentuali”.

E’ il risultato della simulazione compiuta dall’Istat e indicato nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea del Senato, sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza. Inoltre, l’aumento degli investimenti “determinerebbe sia il rialzo della loro quota sul Pil, che tornerebbe sopra il 19%, sia una loro ricomposizione a favore di quelli in beni intangibili, con positivi effetti sulla produttività del lavoro”.
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Schiaffo Corte Suprema a Trump, respinto lo stop su tasse
Bocciata richiesta di fermare consegna dichiarazioni tasse a Ny
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NEW YORK
22 febbraio 2021
16:11
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Schiaffo della Corte Suprema a Donald Trump. I saggi respingono la richiesta dell’ex presidente di fermare la consegna delle sue dichiarazioni delle tasse alle autorità di New York.   VAI ALLA POLITICA    VAI ALL’ECONOMIA

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