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Tempo di lettura: 27 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Marzo, 2021, 14:37:06 di Maurizio Barra

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DALLE 14:47 DI DOMENICA 28 MARZO 2021

ALLE 14:37 DI LUNEDì 29 MARZO 2021

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Presidente Cei, periodo di vera povertà spirituale
“Morsi pandemia non solo per morti ma anche gravissima crisi”
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PERUGIA
28 marzo 2021
14:47
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“Stiamo ancora attraversando un periodo di vera povertà materiale e soprattutto spirituale”: lo ha sottolineato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia, celebrando la Domenica delle palme nella cattedrale del capoluogo umbro. “La pandemia – ha aggiunto – sta facendo sentire i suoi morsi non solo con più di centomila persone decedute, ma anche per la gravissima crisi che a dismisura cresce tanto per le famiglie quanto per tutte le persone più fragili”.
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“Accanto al numero dei decessi c’è un calo a picco delle nascite, un inverno demografico davvero impressionante e la nostra Umbria è tra le prime regioni in Italia per mancanza di nascite” ha detto ancora Bassetti. “Assistiamo poi – ha aggiunto – a imprenditori, operai, ristoratori, lavoratori dello spettacolo viaggiante e quant’altri che non riescono più ad andare avanti”.
“Dico continuamente, soprattutto ai giovani – ha affermato il presidente della Cei -, di non arrendersi, che la pandemia passerà. Certo, la situazione preoccupa… Ha suscitato in me tanto sgomento l’episodio di un padre che si è tolto la vita perché non aveva la possibilità di assistere la figlia gravemente ammalata. Sono cose che ti toccano dentro, ma dobbiamo sostenere in questo momento oltre gli anziani soprattutto i ragazzi e i giovani. E’ importante che li sosteniamo con grande amore, ma direi anche con altrettanta saggezza, perché in questo periodo non basta l’amore, bisogna essere molto saggi con i nostri figli. E papa Francesco ci ha additato in questo senso la figura di san Giuseppe definito ‘l’ombra di Dio'”.
Il cardinale Bassetti ha poi parlato di “un rischio ancora più grande, quello di diventare incapaci di ascoltare la voce di Dio e dei fratelli e il pericolo è che si indurisca il nostro cuore”.
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“C’è il pericolo – ha detto ancora – che la nostra povertà spirituale diventi così grande da non avvertire più la mancanza di Dio, la cosa più grave che possa capitare nella nostra vita. Se smarriamo il senso delle paternità di Dio noi finiremo per sentirci più soli e legittimati a prendere qualsiasi decisione nel bene e nel male, perché metteremo noi stessi al posto di Dio”.
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Il Pd cerca tregua. Madia: ‘Debora non autonoma? Mai detto’
Pollastrini: ‘Ora rispetto e limpidezza’.
28 marzo 2021
18:10
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“Non mi è difficile intuire quanto il nostro gruppo sia attraversato da qualcosa che si definiva pudicamente disagio, sempre le incomprensioni e le tensioni lasciano segni brucianti. E allora mi chiedo se martedì prima del voto Debora e Marianna vogliano e possano offrire la propria proposta al gruppo”.
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Lo scrive in una lettera ai parlamentari la deputata Pd Barbara Pollastrini, parlando del voto per la capogruppo. “Serviranno profondo rispetto, una nuova reciprocità e limpidezza – aggiunge – Sto molto dalla parte delle donne e delle ragazze più giovani. Vedo il talento, il grande impegno delle colleghe e le troppe insidie maschili mescolate a qualità. Ho compagne e compagni di banco preziosi e di Del Rio una sincera considerazione. Il segretario ha prodotto una scossa forte. Ed Enrico stesso la definisce una premessa, una precondizione”. “Allora – continua – dico in punta di piedi a Marianna e Debora e ognuna, ognuno di noi dopo l’albero scosso e qualche ferita, vediamo come immetterci nella faticosa battaglia per cambiare le logiche e l’agenda del potere, perché di potere si può anche morire”.
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“Grazie per le vostre risposte” risponde Marianna Madia, che sottolinea di non aver mai detto della Serracchiani che ha mancanza di autonomia. “Non l’ho mai detto, mai scritto, mai neanche pensato.     Ringrazio Barbara per le sue sapienti parole che mi portano a ulteriori riflessioni e per il suo invito al dialogo e alla limpidezza. Un abbraccio a tutte e tutti, Marianna”.
“Marianna Madia e Serracchiani – incalza su Twitter la deputata Pd Susanna Cenni, della segreteria nazionale dem, elencando alcune priorità della legislatura, come lavoro, lealtà al Governo Draghi, donne, ripartenza del Paese. proviamo ad azzerare i giochi correntizi e maschili e discutiamo di questo?”.
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“Io ci sono”, risponde sempre su Twitter Madia.
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Covid: ristoratori protestano a Milano, al via ‘Io aproTour’
Obiettivo riaprire tutte le attività il 7 aprile
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MILANO
28 marzo 2021
19:01
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E’ partito da Milano oggi ‘Io Apro tour’, una serie di manifestazioni per chiedere la riapertura di tutte le attività dal 7 aprile, nuova iniziativa dopo quella di gennaio che aveva portato alla riapertura di diversi ristoranti, quando le norme anticovid non lo permettevano.
Il tour.
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Toccherà fra l’altro Napoli, Bologna, Palermo e Roma il 6 aprile.
Si sono trovati con cartelli emblematici, un tricolore che forma una finestra con le persiane aperte e al centro, ma anche scritte che inneggiavano all’apertura di estetiste e parrucchieri, o annunci di morte della costituzione “La voglia di tutti è una – ha spiegato dal palco allestito vicino alla Galleria Momi Tito El Hawi, uno degli organizzatori -riaprire al più presto le attività, in sicurezza, come volete, perché altrimenti non si va più avanti perché così non si può andare avanti”. “Ora stiamo pagando noi – hanno aggiunto – ma poi la ruota gira. Arriviamo a Roma e riprendiamoci quello che è nostro”.
“Non è irresponsabilità è pura sopravvivenza” ha aggiunto Umberto Carriera, proprietario di sei ristoranti a Pesaro.
“A noi dicono riaprirete a maggio, ma chi ci arriva?” ha chiesto, fra gli applausi del centinaio di persone presenti, un altro degli organizzatori, Antonio Alfieri.
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F1: Renzi nel paddock in Bahrain
Scatto di Jean Todt. Polemiche sui social, leader Iv ribatte: ‘I miei viaggi non costano al contribuente’
28 marzo 2021
19:01
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Matteo Renzi ha assistito al Gran Premio del Bahrain. Il leader di Iv è stato inquadrato in diretta Tv nel paddock.
Il presidente della Federazione internazionale dell’automobile (Fia) Jean Todt ha pubblicato una foto su Twitter insieme a “sua Altezza Reale il Principe Salman ben Hamad Al Khalifa, Principe Ereditario e Primo Ministro del Bahrain e Matteo Renzi”. Sui social sono arrivati commenti critici: “Un intero Paese in zona rossa mentre lui si gode il Gran Premio di Formula 1 in Bahrein”, scrive qualcuno. Oppure: “Sarà là per motivi di lavoro”, ironizza un altro utente.
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Con una nota del suo ufficio stampa “Matteo Renzi fa sapere che è abituato alle polemiche contro di lui ma che ha come sempre rispettato tutte le norme e martedì sarà in aula a fare il suo lavoro per intervenire sul Family Act. Inutile dire che i viaggi di Renzi riguardano Renzi e non costano un centesimo al contribuente”.
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Torino: Versaci pensa dimissioni, traballa maggioranza M5s
Ex presidente cinquestelle Consiglio critico su alleanza con Pd
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TORINO
29 marzo 2021
10:55
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Fabio Versaci, 5 Stelle della prima ora, già presidente del Consiglio comunale di Torino, valuta le dimissioni e la maggioranza della sindaca Chiara Appendino traballa. Motivo del disappunto di Versaci la discussione sulle alleanze in vista del voto.
“Sto faticando a sostenere una sindaca che non si confronta più con la sua maggioranza – scrive su Fb -. Mi permetto di chiederle di essere trasparente e dirci come vuole costruire questa convergenza con un Pd locale che le sbatte sempre la porta in faccia. Oppure spera che i vertici romani di Pd e M5s ci impongano un alleanza? Procedere in questa situazione è diventato impossibile”.   PIEMONTE

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Pd: Letta, scelta capogruppo sia fatta con “serenità”
Il segretario Dem: ‘Mai pentito di essere tornato. Siamo tutti democratici, non ci sono ex’
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29 marzo 2021
13:20
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“Se posso permettermi di usare questo termine credo che la scelta di domani alla Camera, per scegliere la nuova capogruppo, vada fatta in grande serenità”. Lo ha detto, ironizzando, il segretario del Pd, Enrico Letta, a Forrest, su Rai Radio1 che ha aggiunto: “Mi stupisce come venga trattata la questione Madia-Serracchiani sui media: se fosse stato un confronto tra due uomini si sarebbe usato ben altro linguaggio”.
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Per Letta quella del ricambio “non è una battaglia, è la precondizione per stare in una società in cui uomini e donne devono avere le stesse opportunità”.
“Sulla capogruppo decideranno domani i deputati: i gruppi sono autonomi, per me l’unica cosa essenziale è che fosse una donna”, ha aggiunto. “Il problema – ribadisce – è che il Pd ha una storia recente tutta al maschile”, ed è “un problema strutturale. Negli ultimi 3 congressi ci sono state 9 persone candidate alla guida del Pd ed erano tutti uomini”.
“No, non mi sono pentito del ritorno. Ho fatto una scelta di amore – ha detto in un altro passaggio – e talvolta in amore si fanno anche scelte irrazionali. E il mio è un gesto di amore per il mio Paese e per il mio partito”. Letta ha ribadito: nel Pd “promuoverò anche una classe di giovani che mi porto e che lavoreranno come me. E che non sono ex…”.
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Nel Pd ci sono pezzi di un altro partito? “Non non è vero: con la scissione, che per altro io ho guardato da fuori, chi è rimasto lo ha fatto con convinzione. Siamo tutti democratici e democratiche, non ci sono ex”.
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Covid: Figliuolo e Curcio mercoledì in Lombardia
Bertolaso, ‘vedranno cosa facciamo, non nasconderemo problemi’
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MILANO
29 marzo 2021
13:27
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Mercoledì prossimo, 31 marzo, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid, e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, saranno in Lombardia. Lo ha detto il commissario lombardo Guido Bertolaso al termine della visita al nuovo hub vaccinale nell’ex tribunale di Crema (Cremona).
“Verranno a vedere che cosa stiamo facendo – ha detto Bertolaso – verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto e stiamo affrontando e risolvendo”.
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Recovery: la relazione della Camera, 16 richieste al governo
Fissare target anche intermedi e costi delle riforme. Più al Sud
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28 marzo 2021
17:41
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Indicare espressamente gli obiettivi misurabili di ogni missione ma anche i target intermedi; definire tempi, modalità e costi delle riforme richieste dall’Ue; valutare i fabbisogni di nuovo personale considerando anche il costo a regime quando finiranno i fondi europei; fornire maggiori informazioni sulla governance; utilizzare per il riparto delle risorse tra aree un criterio che consenta di superare il 34% delle risorse per il Sud. Sono alcune delle 16 richieste contenute nella stesura, non definitiva, della relazione della commissione Bilancio della Camera sul Recovery che evidenzia le criticità da superare del vecchio piano.
Se la valutazione del testo delle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è “complessivamente positiva”, la relazione della commissione non nasconde che vi siano criticità legate soprattutto alla necessità di arricchire molti dati.
“Le componenti che figurano all’interno di ciascuno missione dovrebbero dettagliare gli investimenti e le relative riforme, nonché il contributo previsto, i relativi traguardi, obiettivi e tempistiche e il loro finanziamento e costo, nonché fissare target intermedi e finali e un cronoprogramma che rifletteranno i progressi compiuti”.
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Ma nonostante questo “meno del 30% delle 48 linee di intervento del piano definisce un obiettivo quantificato precisamente, come ad esempio il numero dei beneficiari dar aggiungere, di edifici da ristrutturare o impianti da istallare. Inoltre, solo il 20% delle linee di intervento delinea tempistiche entro cui s’intende raggiungere i proprio obiettivi e solo in 6 casi su 498 vengono posti obiettivi intermedi con le relative tempistiche”.
Questo non riguarda solo i progetti del Recovery plan, ma anche le riforme sulle quali tanto batte la commissione Ue, sulle quali “le informazioni disponibili non appaiono ancora esaustive”, in particolare sui costi di realizzazione che hanno indicazioni generiche. Appare chiaro anche il timore che parte delle risorse non finanzino investimenti ma spesa corrente (che non può superare il 30%), punto sul quale viene chiesto una esplicita ripartizione.
Viene chiesto di effettuare una “ricognizione degli effettivi fabbisogno di nuovo personale connessi all’attuazione del Piano nei diversi settori, il cui costo, in quanto di natura corrente, non appare finanziabile a regime”. Ci sono poi tre priorità trasversali – giovani, parità di genere, Sud e riequilibrio territoriale – sui quali si chiede di introdurre “indicatori volti a misurare i principali aspetti, in particolare sulla qualità di genere”. Viene poi suggerita l’applicazione di un diverso criterio di riparto delle risorse tra aree, che tenga conto di popolazione, pil pro-capite e tasso di disoccupazione, “superando in maniera significativa la quota del 34% degli investimenti al Mezzogiorno”, un modo per ridurre le disuguaglianze. Una delle richieste specifiche riguarda anche le aree terremotate, prevedendo risorse aggiuntive. Per una “efficiente allocazione delle risorse” si mette poi in risalto “la necessità di una semplificazione degli adempimenti burocratici indispensabili per l’assegnazione di fondi, anche attraverso la previsione di forme dirette di negoziazione con gli enti locali”. Già perchè gli enti locali e in particolar modo i comuni – che si chiede di coinvolgere anche nella modifica della governance – “rappresentano i principali investitori pubblici, nonchè i principali destinatari delle politiche di efficientamento e rigenerazione, coesione sociale e territoriale individuate dal piano”.
Lo schema di relazione è ricco di valutazioni e suggerimenti. È composto di 66 pagine, con una parte iniziale che riporta le 16 richieste generali, e da circa 46 pagine fitte con le indicazioni raccolte dalle diverse commissioni della Camera e inserite con la formula “valutare se”. Tra queste molte sono di dettaglio e altre raccolgono le richieste avanzate durante l’esame dei diversi provvedimenti economici, come quella di estendere al 2023 il superbonus del 110% sull’efficientamento energetico degli edifici. Tra le moltissime proposte – dalla sanità ai trasporti, dalla digitalizzazione alla Pa – c’è anche quella di di “ripensare il ruolo dei medici di medicina generale, anche attraverso il loro percorso formativo” oppure la richiesta di “puntare risorse per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti”.
Il testo sarà ora all’esame della commissione Bilancio della Camera e contemporaneamente, con una relazione diversa, approderà a conclusione anche il documento della commissione Bilancio del Senato. Saranno votate martedì in commissione per passare mercoledì in aula a Montecitorio e tra mercoledì e giovedì a Palazzo Madama. La palla passerà poi di nuovo al governo. La scadenza finale per avviare il piano è il 30 aprile.   ECONOMIA

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Pd: Letta, scelta capogruppo sia fatta con “serenità”
Il segretario Dem: ‘Mai pentito di essere tornato. Siamo tutti democratici, non ci sono ex’
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29 marzo 2021
13:20
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“Se posso permettermi di usare questo termine credo che la scelta di domani alla Camera, per scegliere la nuova capogruppo, vada fatta in grande serenità”. Lo ha detto, ironizzando, il segretario del Pd, Enrico Letta, a Forrest, su Rai Radio1 che ha aggiunto: “Mi stupisce come venga trattata la questione Madia-Serracchiani sui media: se fosse stato un confronto tra due uomini si sarebbe usato ben altro linguaggio”.
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Per Letta quella del ricambio “non è una battaglia, è la precondizione per stare in una società in cui uomini e donne devono avere le stesse opportunità”.
“Sulla capogruppo decideranno domani i deputati: i gruppi sono autonomi, per me l’unica cosa essenziale è che fosse una donna”, ha aggiunto. “Il problema – ribadisce – è che il Pd ha una storia recente tutta al maschile”, ed è “un problema strutturale. Negli ultimi 3 congressi ci sono state 9 persone candidate alla guida del Pd ed erano tutti uomini”.
“No, non mi sono pentito del ritorno. Ho fatto una scelta di amore – ha detto in un altro passaggio – e talvolta in amore si fanno anche scelte irrazionali. E il mio è un gesto di amore per il mio Paese e per il mio partito”. Letta ha ribadito: nel Pd “promuoverò anche una classe di giovani che mi porto e che lavoreranno come me. E che non sono ex…”.
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Nel Pd ci sono pezzi di un altro partito? “Non non è vero: con la scissione, che per altro io ho guardato da fuori, chi è rimasto lo ha fatto con convinzione. Siamo tutti democratici e democratiche, non ci sono ex”.
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Covid: Figliuolo e Curcio mercoledì in Lombardia
Bertolaso, ‘vedranno cosa facciamo, non nasconderemo problemi’
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MILANO
29 marzo 2021
13:27
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Mercoledì prossimo, 31 marzo, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid, e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, saranno in Lombardia. Lo ha detto il commissario lombardo Guido Bertolaso al termine della visita al nuovo hub vaccinale nell’ex tribunale di Crema (Cremona).
“Verranno a vedere che cosa stiamo facendo – ha detto Bertolaso – verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto e stiamo affrontando e risolvendo”.
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Recovery: la relazione della Camera, 16 richieste al governo
Fissare target anche intermedi e costi delle riforme. Più al Sud
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28 marzo 2021
17:41
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Indicare espressamente gli obiettivi misurabili di ogni missione ma anche i target intermedi; definire tempi, modalità e costi delle riforme richieste dall’Ue; valutare i fabbisogni di nuovo personale considerando anche il costo a regime quando finiranno i fondi europei; fornire maggiori informazioni sulla governance; utilizzare per il riparto delle risorse tra aree un criterio che consenta di superare il 34% delle risorse per il Sud. Sono alcune delle 16 richieste contenute nella stesura, non definitiva, della relazione della commissione Bilancio della Camera sul Recovery che evidenzia le criticità da superare del vecchio piano.
Se la valutazione del testo delle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è “complessivamente positiva”, la relazione della commissione non nasconde che vi siano criticità legate soprattutto alla necessità di arricchire molti dati.
“Le componenti che figurano all’interno di ciascuno missione dovrebbero dettagliare gli investimenti e le relative riforme, nonché il contributo previsto, i relativi traguardi, obiettivi e tempistiche e il loro finanziamento e costo, nonché fissare target intermedi e finali e un cronoprogramma che rifletteranno i progressi compiuti”.
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Ma nonostante questo “meno del 30% delle 48 linee di intervento del piano definisce un obiettivo quantificato precisamente, come ad esempio il numero dei beneficiari dar aggiungere, di edifici da ristrutturare o impianti da istallare. Inoltre, solo il 20% delle linee di intervento delinea tempistiche entro cui s’intende raggiungere i proprio obiettivi e solo in 6 casi su 498 vengono posti obiettivi intermedi con le relative tempistiche”.
Questo non riguarda solo i progetti del Recovery plan, ma anche le riforme sulle quali tanto batte la commissione Ue, sulle quali “le informazioni disponibili non appaiono ancora esaustive”, in particolare sui costi di realizzazione che hanno indicazioni generiche. Appare chiaro anche il timore che parte delle risorse non finanzino investimenti ma spesa corrente (che non può superare il 30%), punto sul quale viene chiesto una esplicita ripartizione.
Viene chiesto di effettuare una “ricognizione degli effettivi fabbisogno di nuovo personale connessi all’attuazione del Piano nei diversi settori, il cui costo, in quanto di natura corrente, non appare finanziabile a regime”. Ci sono poi tre priorità trasversali – giovani, parità di genere, Sud e riequilibrio territoriale – sui quali si chiede di introdurre “indicatori volti a misurare i principali aspetti, in particolare sulla qualità di genere”. Viene poi suggerita l’applicazione di un diverso criterio di riparto delle risorse tra aree, che tenga conto di popolazione, pil pro-capite e tasso di disoccupazione, “superando in maniera significativa la quota del 34% degli investimenti al Mezzogiorno”, un modo per ridurre le disuguaglianze. Una delle richieste specifiche riguarda anche le aree terremotate, prevedendo risorse aggiuntive. Per una “efficiente allocazione delle risorse” si mette poi in risalto “la necessità di una semplificazione degli adempimenti burocratici indispensabili per l’assegnazione di fondi, anche attraverso la previsione di forme dirette di negoziazione con gli enti locali”. Già perchè gli enti locali e in particolar modo i comuni – che si chiede di coinvolgere anche nella modifica della governance – “rappresentano i principali investitori pubblici, nonchè i principali destinatari delle politiche di efficientamento e rigenerazione, coesione sociale e territoriale individuate dal piano”.
Lo schema di relazione è ricco di valutazioni e suggerimenti. È composto di 66 pagine, con una parte iniziale che riporta le 16 richieste generali, e da circa 46 pagine fitte con le indicazioni raccolte dalle diverse commissioni della Camera e inserite con la formula “valutare se”. Tra queste molte sono di dettaglio e altre raccolgono le richieste avanzate durante l’esame dei diversi provvedimenti economici, come quella di estendere al 2023 il superbonus del 110% sull’efficientamento energetico degli edifici. Tra le moltissime proposte – dalla sanità ai trasporti, dalla digitalizzazione alla Pa – c’è anche quella di di “ripensare il ruolo dei medici di medicina generale, anche attraverso il loro percorso formativo” oppure la richiesta di “puntare risorse per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti”.
Il testo sarà ora all’esame della commissione Bilancio della Camera e contemporaneamente, con una relazione diversa, approderà a conclusione anche il documento della commissione Bilancio del Senato. Saranno votate martedì in commissione per passare mercoledì in aula a Montecitorio e tra mercoledì e giovedì a Palazzo Madama. La palla passerà poi di nuovo al governo. La scadenza finale per avviare il piano è il 30 aprile.
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‘L’Anm sapeva la linea sui vaccini e della proroga dell’emergenza’
Lo spiegano fonti di via Arenula. Cartabia aveva ribadito la linea del governo sulle classi d’età
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29 marzo 2021
13:46
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L’Anm già sapeva che sarebbe stato prorogato lo stato di emergenza per l’attività giudiziaria (domani per decreto il termine sarà portato al 31 luglio), così come conosceva la scelta del governo di procedere alle vaccinazioni per classi di età . Temi che erano stati al centro del colloquio con la ministra Marta Cartabia del 18 marzo scorso.
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E’ quanto si apprende da fonti di via Arenula. In quella occasione l’Anm aveva chiesto l’inserimento dei magistrati tra i soggetti da vaccinare con priorità, ma Cartabia aveva ribadito la linea del governo, in nome del principio di uguaglianza e per evitare la competizione tra le categorie.
Procedere per classi di età, è stata dunque la linea ribadita dalla ministra della Giustizia in quell’incontro, linea seguita anche per le vaccinazioni del capo dello Stato e del presidente del Consiglio. E a proposito delle categorie più a rischio Cartabia aveva citato in quell’occasione i cassieri dei supermercati. Insomma la posizione del governo i magistrati la conoscevano già e sembravano averla compresa, racconta chi ha partecipato a quella riunione.
“Nessuna minaccia di sospensione dell’attività giudiziaria” da parte dell’Associazione nazionale magistrati.  “Non ne ha il potere, non ha mai pensato di farlo. Abbiamo rappresentato a chi ha compiti organizzativi di valutare se ruoli stracarichi di procedimenti, udienze affollate possano oggi convivere con il problema drammatico di una recrudescenza del virus”, ha precisato il presidente della stessa associazione, Giuseppe Santalucia, a RaiNews 24.
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Istat: economia eurozona in recupero dal secondo trimestre
Outlook con Ifo e Kof
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29 marzo 2021
11:18
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“Nel quarto trimestre del 2020, l’attività economica nell’area dell’euro è diminuita meno del previsto ma il recupero dei ritmi produttivi è previsto a partire dal secondo trimestre 2021”. Lo comunica la nota congiunta di Istat, Ifo e Kof ‘Eurozone economic outlook’.
Nel quarto trimestre 2020, il Pil dell’area dell’euro è diminuito dello 0,7%, osservano gli istituti di statistica, mentre la caduta dell’attività economica nel 2020 è stata del 6,6%.
Secondo questa analisi la ripresa delle misure di contenimento in alcuni paesi dall’inizio di marzo per far fronte al peggioramento della situazione pandemica per il Covid-19 avrà “effetti negativi” che “sono attesi avere solo un impatto transitorio sull’economia”.
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“Il quadro macroeconomico è caratterizzato da una elevata incertezza che accompagna sia l’evoluzione della pandemia e la velocità della campagna di vaccinazione, sia i tempi di realizzazione del programma Next Generation EU”, si legge nel testo. Un aiuto potrebbe arrivare anche dalla “fase di ripresa” del commercio internazionale che è “attesa proseguire, sostenuta dal deciso rafforzamento dei ritmi produttivi in Cina e negli Stati Uniti”.
Sul fronte dell’inflazione, i prezzi al consumo sono previsti in aumento nel corso del 2021. Quanto alla produzione industriale è “prevista segnare un aumento congiunturale dell’1,6% nel primo trimestre 2021 per poi decelerare tra aprile e giugno (+1,2%) quando il tasso di crescita su base annua risulterà superiore al 24%, rispetto agli stessi mesi del 2020 contraddistinti dalla presenza del periodo di lockdown, che aveva caratterizzato quasi tutti i paesi dell’area”, continua la nota. Nel terzo trimestre del 2021, la dinamica congiunturale registrerebbe aun nuovo miglioramento dell’1,3% mentre “la ripresa degli investimenti seguirebbe un ritmo più lento”.
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Vaccini: Toti, entro 9 aprile 13 mila al giorno in Liguria
Contagi in crescita, con più vaccinazioni virus sotto controllo
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GENOVA
28 marzo 2021
19:02
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“Ho sentito il generale Figliuolo, la Liguria entro l’8-9 aprile deve arrivare a 13 mila vaccini somministrati al giorno, loro devono essere bravi nel trovarli, noi nella capacità di somministrarli, sarà una Pasqua di intenso lavoro”. Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti a margine di un sopralluogoall’hub vaccinale della Fiera del mare che sarà unaugurato domani.
“L’hub da domani avrà un potenziale di duemila vaccini al giorno ed è in grado di salire fino a 5000 man mano che i vaccini arriveranno in Liguria”, sottolinea il presidente.
“Da martedì mattina inizieranno le vaccinazioni nelle prime 52 farmacie liguri coinvolte nella campagna e un nuovo hub gestito da privati sarà aperto a Genova San Benigno con un potenziale di altri mille vaccini al giorno”, ha detto Toti.
“I contagiati dal virus sono in crescita, soprattutto nel Ponente ligure. Ma la situazione degli ospedali è sotto controllo. Sono certo che accelerando con i vaccini fronteggeremo la diffusione del virus”, conclude il presidente.
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Covid: da oggi altre tre Regioni in rosso. Atteso vertice con Draghi
All’incontro parteciperanno anche il ministro Gelmini, il generale Figliuolo e il capo della protezione civile Curcio
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BOLOGNA
29 marzo 2021
09:25
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BOLOGNA
28 marzo 2021
19:14

Lavorare “tutti insieme” per imprimere il cambio di passo alla campagna di vaccinazione e raggiungere le 500mila somministrazioni al giorno, visto che nella prossima settimana arriveranno quasi 3 milioni di dosi.
Il governo e il premier Mario Draghi incontreranno le Regioni superare divisioni e incomprensioni, dopo la strigliata del presidente del Consiglio ai territori per i ritardi e le differenze nelle somministrazioni, “difficili da accettare”.
Un vertice che arriva con l’esecutivo impegnato a mettere a punto il decreto legge con le misure che saranno in vigore dopo Pasqua: un provvedimento che dovrebbe essere pronto a metà settimana e potrebbe prevedere una sorta di verifica a metà aprile per valutare la possibilità di riaprire, se la situazione epidemiologica lo consentirà, alcune attività prima di maggio, a partire da bar e ristoranti a pranzo.
L’incontro tra Draghi, i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e le Regioni servirà dunque a ribadire le priorità indicate dal piano nazionale e a mettere a punto la mosse per i prossimi giorni, seguendo la strategia del doppio binario indicata da Figluolo: hub e punti vaccinali nelle città, postazioni mobili per raggiungere in maniera capillare i paesi e le zone più isolate.
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Con l’arrivo di oltre un milione di dosi di Pfizer, oltre 500mila di Moderna e 1,3 milioni di Astrazeneca, i territori avranno quei vaccini che chiedono da settimane per poter far decollare la campagna. Ma proprio per questo non si può sbagliare e dunque, è il messaggio del governo, lo Stato è pronto ad intervenire con militari e volontari in caso di difficoltà.
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Senza “mettere divieti e minacciare misure”, come ha detto Draghi venerdì scorso, ma lavorando tutti insieme e seguendo un unico criterio che è quello dell’età.
Le Regioni porteranno le loro richieste, prima tra tutte la redistribuzione delle dosi in base alla popolazione, e ribadiranno che governo e territori hanno gli stessi interessi e gli stessi obiettivi. “C’è bisogno di stringere i bulloni” dice il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che poi stoppa quei governatori – De Luca in testa – che si sono spinti in avanti annunciando di voler acquistare per proprio conto i vaccini, a partire dallo Sputnik. “Siamo una nazione, non siamo 20 piccole patrie. Se una Regione da sola acquistasse dei vaccini autorizzati da Ema e Aifa andrebbero ripartiti tra tutti gli italiani”.
Con le dosi di vaccino, in settimana arriverà anche il decreto con le nuove misure. Nelle prossime ore è in programma una riunione del Cts e il testo dovrebbe essere pronto mercoledì: oltre alle norme ad hoc per il personale sanitario, l’obbligo di vaccinarsi per medici e infermieri a contatto con il pubblico e lo ‘scudo penale’ per chi somministra le dosi limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave, potrebbe prevedere la verifica della situazione epidemiologica a metà del mese per valutare, in caso i dati del contagio siano in discesa e la pressione sulle strutture sanitarie allentata, l’allentamento di alcune restrizioni.
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Si pensa, in particolare ai bar e i ristoranti, ai quali sarebbe consentito aprire a pranzo, cinema e teatri ma anche al ritorno in classe per gli studenti delle superiori. Un punto di mediazione tra l’ala rigorista del governo e chi, Lega in testa, spinge per riaprire il paese. Della verifica parla esplicitamente Forza Italia con i capigruppo Occhiuto e Bernini e l’ipotesi non dispiace alla Lega che, dice Matteo Salvini, “lavora con e per Draghi” e ha l’obiettivo “di riaprire dopo Pasqua le attività nelle città italiane con la situazione sanitaria sotto controllo”. Ecco perché fonti del partito invitano a “non dare per scontata” la chiusura dell’Italia per tutto il mese di aprile” e ribadiscono che ogni decisione sarà presa “valutando i dati”. Che è poi quello che ripete Speranza da giorni e che ha detto anche Draghi.
E visto che da oggi più di mezza Italia sarà in zona rossa, con Calabria, Toscana e Valle d’Aosta che si vanno ad aggiungere alle 8 regioni e alla provincia di Trento, e i dati dicono che ci sono ancora 20mila contagi e 300 vittime al giorno, quasi 3.700 malati in terapia intensiva, al momento parlare di riaperture è prematuro. Il decreto dunque rinnoverà di fatto tutte le misure attualmente in vigore: cancellazione della zona gialla, niente visite a parenti e amici in zona rossa, spostamenti ancora vietati tra le regioni, chiusi bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, piscine e palestre.
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La novità più importante è quella che riguarda le scuole: si tornerà in presenza fino alla prima media anche in zona rossa, come era previsto nel precedente decreto, mentre nelle zone arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori. Quanto alle seconde case, si potranno sempre raggiungere anche in zona rossa, purché siano di proprietà o con un affitto precedente al 14 gennaio e non vi siano ordinanze dei presidenti di Regione che ne vietano l’uso ai non residenti.
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Covid: virus tra i giovani, sindaci Sardegna chiudono scuole
Stop ad altri 3 istituti a Cagliari, Dad dal Sulcis alla Gallura
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CAGLIARI
29 marzo 2021
10:29
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Diverse scuole chiuse a Cagliari, stop alle lezioni in tutti gli istituti a Domusnovas (nel Sulcis) e Tempio Pausania (in Gallura) e tre classi in quarantena al Liceo Fermi di Nuoro per casi accertati di positività al Covid. Il virus viaggia veloce tra i giovani e i sindaci corrono ai ripari sospendendo le lezioni in presenza e ripristinando la didattica a distanza.
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Nel Capoluogo sardo, dove sono già state chiuse quattro scuole sino al 6 aprile, il sindaco Paolo Truzzu ha disposto la sospensione delle lezioni in presenza all’Istituto Secondario di Primo Grado “Vittorio Alfieri” e la chiusura del plesso sino all’11 aprile compreso, al Liceo Scientifico “L. B. Alberti” nella sede centrale di viale Colombo sino al 10 aprile compreso e alla Scuola Primaria Giovanni Lilliu, nei due plessi di via Garavetti e via Caboni sino al 7 aprile compreso. A Domunovas, il sindaco Massimiliano Ventura, ha invece scelto la strada dello stop per tutte le scuole, mnetre a Tempio, il primo cittadino, Gianni Addis, ha firmato un’ordinanza per la chiusura di tutte le classi del Liceo Dettori sino a mercoledì 31 marzo, salvo proroghe dopo la fine delle vacanze pasquali. Qui sono stati accertatiti due casi di positività di cui uno appartiene alla variante inglese, mentre altri due casi sono in osservazione.
Infine a Nuoro sono oltre una decina gli studenti del Liceo scientifico Enrico Fermi positivi: tre classi sono state poste in quarantena in attesa dello screening che riguarda insegnanti e ragazzi.
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Raggi, al via sistemazione sanpietrini in piazza Pantheon
Ottima notizia per commercianti, turisti e romani
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ROMA
29 marzo 2021
11:40
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“Sono iniziati i lavori di riqualificazione in una delle piazze più belle del mondo: Piazza della Rotonda. Davanti al Pantheon, una delle meraviglie di Roma, verranno risistemati tutti i sanpietrini”.
Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su fb.
“Abbiamo anticipato il cantiere, previsto inizialmente a giugno, approfittando della zona rossa e degli spostamenti limitati in città. Nei giorni scorsi sono iniziate le operazioni, coordinate dal Municipio I, di riqualificazione dei sanpietrini. Quest’intervento è un’ottima notizia per i commercianti di tutta la zona. E non solo: restituiremo a cittadini e turisti una piazza ancora più bella. Così come abbiamo fatto con Piazza Venezia”, conclude.
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Zingaretti,nel Lazio pronte 1500 farmacie ma mancano vaccini
Rete capillare per somministrazioni,anche nei comuni più piccoli
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ROMA
29 marzo 2021
12:44
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“Noi siamo pronti con 1.500 farmacie per le somministrazioni, servono i vaccini”. Così il governatore del Lazio Nicola Zingaretti su Radio Rai 1.
“Appena arriverà Johnson & Johnson, che è monodose, anche nei Comuni più piccoli questa rete è pronta. Noi siamo pronti, quello che manca sono i vaccini”, ha aggiunto.
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Covid: Crisanti, verosimile ritorno a normalità a fine agosto
Siamo nella giostra evolutiva del virus, irrealistico eliminarlo
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29 marzo 2021
12:52
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Un ritorno alla normalità per fine agosto “è finalmente una previsione realistica” ma è “irrealistico pensare di eliminare” il Sars-cov-2. Lo ha detto il microbiologo di Padova Andrea Crisanti, intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai 3, sottolineando che “ormai siamo entrati nella giostra evolutiva del virus, possiamo solo cercare di inseguirlo come è stato fatto con quello dell’influenza”.
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“Per fine agosto inizio settembre – ha precisato – saremo vicino all’immunità di gregge, che non significherà trasmissione bloccata ma che possono essere eliminate alcune restrizioni tenendo l’indice di trasmissione basso”. Finora, ha sottolineato l’esperto, “siamo riusciti a eliminare un solo patogeno, il vaiolo, e siamo vicini a farlo con la polio ma ci sono voluti decenni e decenni di vaccinazioni. Non è realistico pensare di poter eliminare questo virus, possiamo solo pensare di controllarlo abbattendo la letalità e mantenendo la sorveglianza delle varianti”. Mentre un calo importante dei decessi, ha precisato, “arriverà quando avremo vaccinato l’85-90% degli over 65enni e avremo raggiunto un equilibrio di accettabilità sociale della malattia”.
Quanto al rapporto tra Governo centrale e periferico ha detto: “le Regioni hanno dimostrato tutta la fragilità di questo sistema, di fronte a un’epidemia che è un problema nazionale non si può fare ognuno come vuole: chi usa i test antigenici e chi i molecolari, chi vaccina dei gruppi e chi altri. E’ un casino senza fine. In Inghilterra o Germania non sarebbe stato possibile”. Per vaccinare mezzo milione di persone al giorno, ha concluso Crisanti, “in una situazione di drammaticità come questa, bisogna prendere esempio dagli inglesi: unirsi, superare le difficoltà e dopo fare i conti”.
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Covid: Curcio, siamo in guerra, servono norme da guerra
Figliuolo conferma l’arrivo di tre milioni di vaccini
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29 marzo 2021
13:53
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“Non fermiamoci ai numeri ma utilizziamoli per fare un salto in avanti”. Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile oggi a Genova per l’apertura del maxi-hub vaccinale della Fiera.
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“Non siamo qua – ha detto facendo riferimento anche alla presenza del Commissario Francesco Figliuolo – a fare classifiche. Non ci interessa. A noi interessa che ci si vaccini”.
“Noi – ha sottolineato – siamo in guerra. Servono norme da guerra. E mi pare che qui lo si stia facendo, a cominciare dall’impiego delle farmacie che vedrà in Liguria uno dei punti di prima attivazione, così come la norma che sblocca l’operatività degli infermieri e tante altre cose fatte e recepite per favorire sia la parte tecnica che politica”. “Fateci vedere cosa sapete fare – ha concluso – così che noi possiamo trasferirlo a livello nazionale come best practice da mettere in atto tutti insieme”.
“Il piano vaccinale – ha detto il commissario Francesco Figliuolo – non deve cambiare ogni due settimane: le Regioni hanno la programmazione bimensile delle aziende più grandi. Di Pfizer e AstraZeneca sanno già cosa arriva fino a fine aprile. Di Pfizer sanno addirittura le date”. Il generale ha confermato l’arrivo di circa tre milioni di dosi per fine mese, che “ci porteranno a un totale da inizio campagna di 14 milioni e 170.000 dosi, rispetto allo stimato iniziale di 15,6 milioni, ma che è di più rispetto ai cali che inizialmente avevano paventato le aziende. E di questo ritengo si debba dare atto all’intervento del nostro primo ministro”. “E’ chiaro – ha aggiunto il commissario – che le aziende produttrici, che si stanno allineando, non lavorando con scorte ma mettono sul mercato tutto ciò che producono. Hanno difficoltà oggettive a dare un calendario che abbia un orizzonte superiore alle due settimane. Anche perché – ha concluso – una volta infialati i vaccini hanno più di 180 controlli e se uno non va a buon fine, tutto il lotto viene fermato. Nelle ultime settimane, non abbiamo avuto alcun ritardo di questo tipo”.
“Le Regioni hanno i loro modelli, a me interessa che raggiungano i numeri e per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità”. Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo oggi a Genova rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul coinvolgimento della sanità privata nella campagna di vaccinazione. “Certamente questa è una buona pratica – ha detto – e ne abbiamo anche altre”.
Mercoledì prossimo, 31 marzo, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid. e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, saranno in Lombardia. Lo ha detto il commissario lombardo Guido Bertolaso al termine della visita al nuovo hub vaccinale nell’ex tribunale di Crema (Cremona). “Verranno a vedere che cosa stiamo facendo – ha detto Bertolaso – verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto e stiamo affrontando e risolvendo”.
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Lavoro: a marzo risale numero posti ma -88mila su 2019
Unioncamere: saranno 292 mila (+59 mila su 2020)
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29 marzo 2021
11:08
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Sono 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo 2021 e 923mila per il trimestre marzo-maggio. Sono 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19.
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E’ quanto emerge dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.
Sensibile la riduzione della domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Soltanto costruzioni e ICT sembrano dare chiari segnali di ripresa superando il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019.
I settori industriali prevedono oltre 110mila entrate (+39mila rispetto a marzo 2020). Maggiori opportunità di lavoro si registrano in quei comparti manifatturieri per i quali le imprese segnalano prospettive positive per la domanda estera, soprattutto da Cina, Stati Uniti e Germania: Metallurgia e prodotti in metallo (+6.800 le entrate programmate rispetto a marzo 2020), meccatronica (+4.800), moda (+3.000) e farmaceutica e biomedicale (+2.000).
Si mantiene elevata la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (32%), in particolare nella ricerca di profili per le aree aziendali Sistemi informativi (58,7%), Progettazione e R&S (48,3%) e Installazione e manutenzione (44,1%).
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Covid: Meloni, Draghi lavori per programmare stagione estiva
Clamoroso paradosso denunciato da Federalberghi
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29 marzo 2021
11:30
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“Mentre Nazioni come Grecia e Spagna si organizzano da mesi per far ripartire il turismo in sicurezza, in Italia il Governo continua a navigare a vista e impedisce agli operatori di avere prospettive e programmare la stagione estiva. Con paradossi clamorosi denunciati da Federalberghi e che finiscono per avvantaggiare i nostri competitori: per Pasqua è vietato spostarti tra regioni in Italia, ma puoi andare in vacanza all’estero.
Non mi posso muovere fuori dal mio Comune ma posso volare alle Canarie. È inaccettabile. Fratelli d’Italia chiede al Governo Draghi di segnare una netta discontinuità con Conte: basta con i lockdown, le chiusure generalizzate e misure contrarie al buon senso.
Chiediamo al Governo di lavorare da subito per programmare la stagione estiva e far sapere a italiani e stranieri come prenotare in sicurezza le vacanze. Le proposte di FdI, a partire dal certificato verde digitale, sono a disposizione”. Lo dichiara in una nota il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Governo: Tajani, non è momento polemiche dentro maggioranza
Fi è per via pragmatismo
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29 marzo 2021
10:22
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“Ora non è il momento di polemiche all’interno della maggioranza. Lo dico anche al Pd che oggi è più preoccupato a fare la guerra a Salvini che a lavorare.
Le polemiche all’interno di una maggioranza frutto di un accordo per salvare il Paese non servono. Ora servono proposte e buon senso”. Così Antonio Tajani a Agorà su rai3.
“Il governo Draghi – afferma Tajani – nasce dalla volontà di Forza Italia di aiutare gli italiani ad affrontare l’emergenza coronavirus. Noi non siamo aperturisti ma non siamo neanche per il rigore. Noi siamo realisti. L’esempio è quello delle palestre chiuse per i giovani, che però potevano stare davanti ai pub a bere senza mascherina come accaduto ai Navigli”.
“Noi – sostiene l’esponente azzurro – siamo per la via del pragmatismo. Siamo favorevoli a ripristinare le zone gialle.
Riaprire con grande prudenza. Per le scuole la soluzione è organizzare il sistema dei trasporti che riduce le presenze sugli autobus e favorire accordi con le scuole non statali per avere maggiori spazi per gli studenti. Oggi stiamo pagando gli errori del governo Conte”.
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Pd: Letta,mai pentito di essere tornato,è stata scelta amore
Promuoverò classe giovani che porto con me
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29 marzo 2021
10:20
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“No, non mi sono pentito del ritorno! Ho fatto una scelta di amore e talvolta in amore si fanno anche scelte irrazionali! E il mio è un gesto di amore per il mio paese e per il mio partito”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a Forrest, su Rai Radio1 dove ha ribadito: nel Pd “promuoverò anche una classe di giovani che mi porto e che lavoreranno come me.
E che non sono ex…”.
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Michel-von der Leyen in Turchia il 6 aprile da Erdogan
Lo annuncia portavoce presidente Consiglio europeo
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BRUXELLES
29 marzo 2021
14:11
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“La prossima settimana, martedì 6 aprile il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si recheranno in Turchia per un incontro con il presidente Erdogan”. Lo annuncia su Twitter il portavoce di Michel.
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Australia: rimosso ministro Giustizia accusato stupro
Ma resta con altro incarico. Cambia anche ministra Difesa
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29 marzo 2021
13:15
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Dopo settimane di polemiche, pressioni e imbarazzi il premier australiano, Scott Morrison, ha deciso di rimuovere dal suo incarico il ministro della Giustizia Christian Porter, accusato di stupro quando aveva 17 anni. Lo riporta la Bbc.
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Porter rimarrà tuttavia nel governo ma al ministero della Scienza e della Tecnologia. Al suo posto una donna, Michaelia Cash.
L’ex procuratore generale ha negato con forza la violenza di cui viene accusato e avviato una causa per diffamazione contro la Abc che per prima aveva diffuso la notizia. L’accusatrice di Porter aveva denunciato l’anno scorso lo stupro, avvenuto nel 1988, ma poi era morta. I suoi amici e parenti hanno cercato di portare avanti la sua battaglia.
Rimossa dall’incarico un’altra figura di peso nel governo, la ministra della Difesa Linda Reynolds. Nelle settimane scorse era stata accusata da una sua ex assistente di averle fatto pressione affinché non denunciasse alla polizia lo stupro subito da un collega nell’ufficio della ministra in Parlamento due anni fa.
E’ stato proprio il racconto di Brittany Higgins a gettare luce sul clima tossico di abusi e violenze per le donne nel mondo politico australiano provocando una mobilitazione generale in tutto il Paese.
Anche Reynolds resterà nel governo nel ruolo di sottosegretario del governo. Sia lei che Porter sono stati difesi pubblicamente da Morrison.
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Alitalia: gli stipendi ancora non sono stati pagati
Lo si apprende da fonti sindacali
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29 marzo 2021
14:20
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Gli stipendi dei dipendenti di Alitalia al momento non sono ancora stati pagati. Lo si apprende da fonti sindacali, che precisano di non avere nemmeno ricevuto dall’azienda indicazioni su quando arriveranno le buste paga (solitamente vengono pagate il 27). Mercoledì i sindacati hanno in programma una riunione con i commissari.

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