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Ultimo aggiornamento 6 Aprile, 2021, 21:06:07 di Maurizio Barra

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DALLE 02:32 ALLE 21:06 DI MARTEDì 06 APRILE 2021

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Vaccini: Veneto, il 5,7% della popolazione ha completato ciclo
Almeno una dose al 14,8% dei residenti, 75,1% degli over 80
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VENEZIA
06 aprile 2021
02:32
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Sono 279.811 i cittadini residenti in Veneto ad aver completato il ciclo vaccinale anti-Covid, pari al 5,7% della popolazione, mentre 723.868 è il totale delle prime dosi, pari al 14,8%. Il dato emerge dal report quotidiano della Regione, aggiornato alla mezzanotte.
Nel dettaglio, il 75,1% di popolazione sopra gli 80 anni ha ricevuto almeno una somministrazione del vaccino. In totale, le dosi somministrate sono 1.003.679, l’88,3% delle forniture totali.
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Scuola: 1 studente su 2 non fa sport da quando c’è il Covid
Sondaggio ScuolaZoo. Tra chi lo fa, gran parte in solitudine
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06 aprile 2021
08:34
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Il 47% degli studenti non ha mai fatto sport da quando è iniziata la pandemia, mentre tra il restante 53% che non ha abbandonato l’attività fisica, il 16% fa sport una volta a settimana, mentre il 44% addirittura tutti i giorni. A sondare l’opinione di 22.000 studenti è ScuolaZoo, e dallo studio emerge dunque che quasi 1 studente su 2 non ha mai fatto sport dal marzo dello scorso anno.
Nonostante i dati, l’81% degli interessati è comunque convinto che lo sport sia utile e necessario. Il 33% dice di essersi adattato facendo esercizi in casa, mentre il 25% fa sport all’aperto. C’è poi un 11% che ha preso ‘gusto’ con la DAD e ha deciso di seguire corsi online. Il sentimento di solitudine dei ragazzi è una delle costanti da quando è arrivato il Covid, ma lo sport in questo senso non sta aiutando: il 71% fa attività sportiva da solo in camera, mentre solo il 13% riesce a organizzarsi con gli amici a distanza e l’11% lo fa insieme ai familiari.
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Incendio in azienda agricola foggiana, quarto attentato
Distrutti oltre 3.000 cassoni per la raccolta degli ortaggi
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CARAPELLE
06 aprile 2021
09:00
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Un incendio quasi certamente di natura dolosa ha distrutto oltre tremila cassoni in plastica per la raccolta degli ortaggi che si trovavano all’interno dell’azienda “Natura Dauna” a Carapelle (Foggia). Con quello della scorsa notte salgono a 4 gli atti intimidatori subiti dall’azienda agricola specializzata nella lavorazione degli ortaggi: l’ultimo, in ordine di tempo, nella notte del 2 aprile scorso quando sconosciuti hanno piazzato e fatto esplodere una bomba davanti al gabbiotto di ingresso dell’azienda; poi il 29 aprile 2020 quando un incendio, anche in questo caso doloso, distrusse oltre 4000 cassoni in plastica per la raccolta degli ortaggi ed infine a maggio venne fatta esplodere una bomba sotto l’auto dell’imprenditore agricolo.
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“Siamo un’azienda sana che dà lavoro a 400 persone nei picchi di massima produzione. Non ci meritiamo quello che ci sta succedendo”. E’ quanto ha affermato il proprietario di Natura Dauna Matteo Sgarro. “Non sappiamo cosa possa esserci dietro queste intimidazioni, ci sono delle indagini in corso e speriamo che si concludano al più presto – ha aggiunto -. Noi andremo sempre avanti con i nostri progetti e non ci faremo di certo intimorire”.
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Giannelli, vaccinato l’80% del personale scolastico
Presidente Anp,scuola in sicurezza da tempo, problemi sono fuori
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06 aprile 2021
09:06
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“Oltre l’80% del personale scolastico è stato vaccinato”. Ad affermarlo è il presidente dell’Associazione Nazionale dei Presidi (Anp), Antonello Giannelli, durante un’intervista a SkyTg24.
Sul ventilato monitoraggio nelle scuole, ha aggiunto, “credo che il problema sia logistico. I numeri degli operatori non sono ancora sufficienti per condurre questa operazione di grandi dimensioni.
E infatti non si sta portando avanti, se non in pochi casi”.
“La scuola è in sicurezza da tempo” – ha sottolineato Giannelli – “i problemi, come ha detto lo stesso premier Draghi, sono gli assembramenti esterni”. “Bisogna ora capire se gli strumenti adottati come il distanziamento, l’uso delle mascherine, l’igiene e sanificazione delle mani – ribadisce – siano sufficienti con le nuove varianti. Ma secondo il Cts sembra proprio essere così”. “Sicuramente oggi stiamo meglio – ha concluso -, non siamo nelle stesse condizioni di quando abbiamo chiuso”.
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Covid: campagna di controlli dei Nas su bus e treni locali
Quasi 700 veicoli controllati, multe fino a 25 mila euro
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06 aprile 2021
09:46
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Il comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha realizzato, d’intesa con il ministero della Salute, una campagna di controlli a livello nazionale per verificare la corretta applicazione delle misure anti-covid sui mezzi di trasporto pubblico. Gli interventi hanno interessato 693 veicoli, tra autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, scuolabus, collegamenti ferroviari locali e di navigazione, ma anche biglietterie, sale di attesa e stazioni metro.
Tra gli obiettivi controllati, 65 hanno evidenziato irregolarità, principalmente connesse con l’inosservanza delle misure di prevenzione al contagio, quali la mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione, l’omessa cartellonistica di informazione agli utenti circa le norme di comportamento ed il numero massimo di persone ammesse a bordo, l’assenza di distanziatori posti sui sedili e di erogatori di gel disinfettante o il loro mancato funzionamento.
Complessivamente sono stati deferiti alle competenti Autorità giudiziarie 4 responsabili di aziende di trasporto, per non aver predisposto le procedure di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro a favore degli operatori, e sanzionati ulteriori 62 responsabili per irregolarità amministrative, elevando sanzioni pecuniarie pari a circa 25 mila euro.
Tra i tamponi di superficie raccolti, sono stati rilevati 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus, individuati in autobus, vagoni metro e ferroviari operanti su linee di trasporti pubblici di Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto.
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Il riscontro della presenza di materiale genetico del virus sulle superficie dei mezzi di trasporto, seppur non indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dello stesso, rileva con certezza il transito ed il contatto di individui infetti a bordo del mezzo, determinando la permanenza di una traccia virale.
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Banda creava falsi testamenti per intascare eredità, indagini
Sequestrata una eredità, al vaglio altri cinque casi a Milano
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MILANO
06 aprile 2021
10:57
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Sono almeno altri cinque i casi di persone morte senza parenti su cui una presunta banda di truffatori potrebbe aver agito con la tecnica di falsi testamenti creati ad hoc, riferibili ad un finto notaio americano e utilizzati per provare ad intascare le eredità dei deceduti. Su questi sta indagando ora la Procura di Milano che già nei giorni scorsi è riuscita a sequestrare d’urgenza i beni, circa un milione di euro in totale, che il gruppo, di cui farebbe parte l’avvocato calabrese Giuseppe Marra, aveva cercato di sottrarre all’asse ereditario di un 70enne milanese, trovato morto in casa nel novembre 2018, sei mesi circa dopo la sua morte in solitudine.
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Come emerge dagli atti dell’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Maura Ripamonti e che ha portato al sequestro di cui ha dato conto nei giorni scorsi ‘il Corriere della Sera’, la presunta banda, composta da almeno 5 persone, è già indagata per almeno altri due episodi simili, uno nel Mantovano e un altro in provincia di Vicenza. E nelle recenti perquisizioni effettuate dagli investigatori sono stati rintracciati documenti, come articoli di cronaca su persone trovate morte in casa dopo tanto tempo, che fanno suppore che potrebbero essere state commesse altre truffe, anche tentate, dello stesso genere. I casi, in particolare, a quanto si è saputo, si concentrano a Venaria Reale (Torino), in provincia di Genova, a Nogara (Verona), a Castelfranco Veneto (Treviso) e a Aviano (Poredenone).
Dopo la nomina del curatore dell’eredità, si legge negli atti in relazione al caso milanese, “si materializzava improvvisamente l’avv. Marra di Reggio Calabria, il quale riferiva di rappresentare” un “procuratore dell’erede designato”. Finto erede residente negli Usa che “sarebbe stato nominato” con un testamento del ’99 “redatto a New York dal notary public Carmine J. Guadagno”.
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Maltempo:Veneto,pioggia ovunque e spruzzata neve su Dolomiti
Crollo delle temperature minime verso lo ‘zero’
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VENEZIA
06 aprile 2021
10:59
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Pioggia ovunque in Veneto, anche con fenomeni intensi in pianura, e una spruzzata di neve di pochi centimetri sulle Dolomiti. L’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto segnala stamane un drastico crollo delle temperature tanto che le minime in montagna si stanno avviando verso lo zero per scendere ulteriormente nei prossimi due giorni.

A causare lo stop alla primavera è una perturbazione dal nord Europa che sta portando una massa d’aria artica. Un fenomeno che porta le temperature a scendere decisamente sotto le medie stagionali.   METEO

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Autostrada bloccata dai mercatali con furgoni, code sulla A1
Nel tratto casertano. Anche il governatore De Luca nel traffico
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CASERTA
06 aprile 2021
11:29
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Una protesta degli operatori delle aree mercatali aderenti alla sigla Ana-Ugl è in corso sull’autostrada A1 Roma-Napoli, in territorio casertano. Un ampio tratto è stato interdetto alla circolazione dalla Polizia Stradale che invita gli automobilisti a uscire a Caserta Sud per chi viaggia verso Napoli, mentre per chi marcia in direzione Roma l’uscita obbligatoria è sull’asse mediano Acerra-Afragola.
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Notevoli i disagi tra gli automobilisti, con code di chilometri e rallentamenti su tutta la rete. Gli operatori hanno occupato la sede autostradale con i furgoni. “La nostra intenzione – dice Peppe Magliocca presidente dell’Ana-Ugl di Caserta – è arrivare a Roma per protestare contro una situazione assurda, con tanti operatori sul lastrico, che si sentono abbandonati”. Della protesta – come riferito dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra – ha fatto le spese anche il Governatore della Campania Vincenzo De Luca atteso a Santa Maria Capua Vetere per una conferenza stampa sui lavori alla condotta idrica del carcere e rimasto anche lui bloccato in autostrada.
Ambulanti in piazza a Milano, siamo nemici sociali?
Al grido di “lavoro, lavoro” un foto gruppo di commercianti ambulanti si è riunito in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano, per chiedere di poter riaprire “prima possibile ” e “immediati ristori” per il comparto “allo stremo”. “Siamo gli unici ancora chiusi – hanno spiegato-. E’ giusto che riaprano le scuole, molti negozi riapriranno o non sono mai stati chiusi: noi chi siamo? I nemici sociali?”.
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Covid: a Milano la protesta di ambulanti e bus turistici
I primi in presidio alla Centrale, gli altri verso la Regione
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MILANO
06 aprile 2021
12:32
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Sono scesi in strada gli ambulanti che vogliono tornare a lavorare. In piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale di Milano, sono arrivati con cartelli chiedendo di ottenere ristori ma soprattutto di poter riaprire le lore attività.

“I Dpcm sono inutili’, ‘I vostri ristori sono elemosina, noi vogliamo lavorare’ sono alcuni dei cartelli che hanno mostrato mentre occupavano parte di via Vittori pisani e via Vitruvio, la strada che passa davanti alla stazione, bloccando il traffico.
Per questo alcune linee di bus e metro sono state deviate.
Sempre stamattina è però andata in scena anche un’altra protesta, quella degli autobus da noleggio che hanno cercato di arrivare davanti al palazzo della Regione per far sentire le loro ragioni e farsi ricevere dall’assessore ai Trasporti Claudia Maria Terzi, Anche in questo caso le richieste vanno dalla proroga della moratoria sul pagamento dei finanziamenti, a “ristori per sopravvivere” alla possibilità di lavorare.
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Pacco a casa di Bonaccini, due indagati per molestie
Denunciati dai carabinieri di Modena insieme alla Digos
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BOLOGNA
06 aprile 2021
13:33
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I carabinieri del reparto operativo di Modena, in collaborazione con la Digos, hanno denunciato due persone per il pacco consegnato ieri a casa del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. I due sono iscritti nel registro degli indagati per molestia aggravata, nel fascicolo aperto dalla Procura di Modena.
Il pacco, con un foglio con scritto ‘Frode Covid’, conteneva cartacce e pannolini sporchi I fatti al momento non sembrerebbero ricollegabili a contesti violenti, ma continuano le indagini coordinate dalla Procura, guidata dal procuratore Giuseppe Di Giorgio, per una completa ricostruzione dei contorni del gesto.
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Spara e uccide figlio: gip Ancona, padre resta in carcere
Convalidato arresto, pericolo per reiterazione reato e per prove
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ANCONA
06 aprile 2021
15:02
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Il gip di Ancona Sonia Piermartini ha convalidato l’arresto di Loris Pasquini, 72enne senigalliese che il 29 marzo scorso ha ucciso il figlio Alfredo, 26 anni, con un colpo di pistola – non legalmente detenuta – a Roncitelli di Senigallia al culmine dell’ennesimo litigio: le accuse nei suoi confronti sono omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Il giudice ha anche disposto la misura cautelare del carcere ritenendo sussistenti il pericolo della reiterazione del reato e quello di inquinamento delle prove, poiché l’attuale moglie è l’unica testimone dell’accaduto.
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La donna, di origine thailandese è già stata sentita dagli inquirente ma è a disposizione per ulteriori sviluppi che potrebbero emergere dall’esito conclusivo della autopsia.
La salma è ancora sotto sequestro come l’abitazione a Roncitelli, la frazione senigalliese dove è avvenuto il delitto.
Il gip non si è espresso sulla richiesta della difesa, rappresentata dall’avv. Roberto Regni, di una perizia psichiatrica sull’arrestato; si è rimessa alla facoltà del pm di di decidere come procedere con l’indagine e se chiedere approfondimenti. Rispondendo alle domande del gip, Loris Pasquini ha detto di essersi difeso da un’aggressione, di aver mirato alle gambe. L’uomo. ora detenuto nel carcere anconetano di Montacuto, ha riferito che, nel 2013 e 2015, aveva presentato e poi ritirato due denunce per maltrattamenti nei confronti del figlio.
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Covid: ambulanti in corteo a Milano arrivati dalla Prefettura
La protesta per chiedere di tornare a lavorare
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MILANO
06 aprile 2021
15:06
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Si sono mossi in corteo gli ambulanti che hanno organizzato questa mattina una protesta in piazza Duca d’Aosta a Milano per chiedere di tornare a lavorare.
Dopo essere rimasti fermi di fronte alle forze dell’ordine schierate in via Vitruvio hanno poi proseguito fino ad arrivare nei pressi della Prefettura, che è transennata.

Il traffico in zona è bloccato e alcune linee dei mezzi hanno modificato il loro percorso.
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Aggredì l’ex con l’acido, per la donna confermati 2 anni
Anche 2 anni in rems. Avvenne in piazza Gae Aulenti a Milano
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MILANO
06 aprile 2021
15:07
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E’ stata confermata la condanna a due anni di carcere e a due anni da scontare in una Rems, una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, a carico di Tamara Masia, la 44enne che ha aggredito un barista di 29 anni con cui aveva avuto una relazione, gettandogli addosso dell’acido, nel gennaio 2019. Lo ha deciso la terza sezione della Corte d’Appello di Milano, presieduta da Edoardo Veronelli.
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L’accusa è lesioni aggravate. Il gup Manuela Cannavale, nelle motivazioni della condanna in abbreviato, scriveva che la donna è “socialmente pericolosa” e anche “scarsamente critica rispetto alle reali conseguenze di quanto da lei posto in essere”. Dopo l’arresto, infatti, avrebbe anche inviato al ragazzo, parte civile e assistito dall’avvocato Fausto Giannelli, “lettere minatorie o, quantomeno, di carattere persecutorio”.
Dall’indagine dei carabinieri e del pm Alessia Menegazzo è emerso che Masia e il ragazzo si erano incontrati per tre o quattro volte nelle settimane precedenti all’agguato. Dopo che lui aveva interrotto la relazione, la donna lo avrebbe molestato con appostamenti e pedinamenti sotto casa, e minacciato di morte al telefono e con messaggi WhatsApp. La mattina del 4 gennaio 2019, Masia, con indosso occhiali scuri, cappuccio e giaccone, si è appostata in cima alle scale mobili che conducono alla piazza Gae Aulenti dove lui lavorava all’epoca come cameriere, gettandogli addosso una “sostanza caustica e spray urticante” , causandogli ustioni di primo e secondo grado al volto, alla mano e al polso sinistro e ustioni di terzo grado al collo.
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L’impatto del covid sul gioco legale, crolla quello in presenza e cresce l’allarme per i canali illegali
La ricerca della Luiss Business School
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06 aprile 2021
15:58
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Crisi senza precedenti nella pandemia per il comparto del gioco legale, asse portante delle finanze del nostro Paese (11,4 miliardi all’erario nel 2019 contro un gettito stimato di 6,7 miliardi di euro nel 2020, con una contrazione del 41%). A seguito della chiusura dei punti fisici – secondo una ricerca della Luiss Business School – si è registrato un significativo crollo del gioco in presenza (-41%).
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Prima dell’emergenza economico-sanitaria l’industria del gioco legale, infatti, aveva un valore di spesa pari a 19,4 miliardi di euro (dati 2019) che nel 2020 si è ridotto di ben il 33%.
Si osserva, parallelamente, un naturale incremento della fruizione online ma anche dei canali illegali. Per queste ragioni, Luiss Business School e Ipsos analizzeranno congiuntamente le evoluzioni del mondo del gioco legale con un progetto di ricerca sul settore del gioco (nell’ambito dell’osservatorio sui mercati regolati), con l’obiettivo di fornire supporto scientifico ai decisori pubblici, alle società concessionarie di gioco pubblico, agli operatori della filiera, agli stakeholder della società civile, avvalendosi anche del supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Le prime stime della ricerca fanno temere che l’aumento del mercato illegale potrebbe aver coinvolto fino a 4 milioni di giocatori, non tutti pienamente consapevoli di questa scelta. «Per salvaguardare un mercato essenziale per la nostra economia – strumento di contrasto a fenomeni di illegalità ed evasione fiscale – è necessario aggiornare la regolamentazione del gioco legale, rendendolo più funzionale al contrasto di potenziali rischi per gli utenti», commenta Raffaele Oriani, Professore Ordinario di Finanza Aziendale dell’Università Luiss.
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Covid: weekend Pasqua, 325mila controllati ,8.314 sanzionati
Da sabato a Pasquetta 100 locali chiusi, 235 titolari multati
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06 aprile 2021
16:50
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La tre giorni ‘rossa’ da Sabato Santo a Pasquetta ha visto 325mila persone controllate dalle forze dell’ordine nell’ambito dei servizi per il contenimento del Coronavirus: 8.314 sono state sanzionate per il mancato rispetto delle prescrizioni, di cui 35 per violata quarantena.
E’ quanto emerge dai dati del Viminale, che indicano un aumento delle trasgressioni rispetto alle giornate ordinarie.

Gli esercizi commerciali sottoposti a controllo sono stati invece 38.650: 235 i titolari sanzionati, 100 chiusure disposte.
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Covid: crollo test e positivi,421 morti. Guariti oltre 3 mln
Meno di 8 mila casi in 24 ore, record negativo tamponi weekend
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06 aprile 2021
18:06
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Crollano i positivi al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, a fronte di un numero ridotto di test a Pasquetta, comunque più che a Pasqua, ma le vittime giornaliere sono ancora 421. I guariti in compenso superano i 3 milioni da inizio epidemia.

Sono 7.767 i casi, secondo i dati del ministero della Salute.
Ieri erano stati 10.680. I test effettuati oggi sono stati 112.962, a fronte dei 102.795 di ieri. Lunedì le vittime erano state 296.
Il tasso di positività è del 6,9%, ieri era al 10,4%, quindi oggi in calo del 3,5%.
Sono 3.743 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in aumento di 6 unità rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi in rianimazione sono stati 221 (ieri 192). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 29.337 persone, in aumento di 552 unità rispetto a ieri.
In totale i casi da inizio epidemia sono 3.686.707, i morti 111.747. Gli attualmente positivi sono 555.705 (-14.391 rispetto a ieri), i guariti e dimessi 3.019.255(+21.733), in isolamento domiciliare ci sono 522.625 persone (-14.949).
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Mafia: riciclaggio per clan Tagliavia, 29 a processo Firenze
Altri 18 imputati hanno patteggiato, 3 condanne in abbreviato
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FIRENZE
06 aprile 2021
18:50
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Si è conclusa con 29 imputati rinviati a giudizio, 18 patteggiamenti, tre condanne e un’assoluzione in abbreviato, l’udienza preliminare nata da indagini della Dda di Firenze a carico di presunti esponenti di un gruppo criminale che avrebbe riciclato proventi illeciti di Cosa Nostra nell’economia toscana, a Prato e a Firenze. Per i pm Giuseppina Mione e Francesco Sottosanti la presunta associazione a delinquere avrebbe immesso nel circuito economico denaro di provenienza illecita attraverso le creazione di una galassia di 33 imprese con sedi in tutta Italia, in particolare in Toscana, Sicilia e Lazio, tutte aventi per oggetto sociale il commercio dei pallets, le pedane in legno usate per il trasporto e la movimentazione di merci.
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Il gruppo criminale avrebbe riciclato, anche con emissione di fatture false, oltre 48 milioni di euro di proventi illeciti derivanti da affari criminali, tra cui quelli della famiglia mafiosa di Corso dei Mille di Palermo, capeggiata da Pietro Tagliavia. I reati contestati dalla procura sono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, contraffazione di documenti d’identità e sostituzione di persona. A processo, su disposizione del gup Silvia Romeo, va tra gli altri anche Francesco Paolo Clemente, 44 anni, residente in corso dei Mille a Palermo e arrestato nel corso delle indagini, considerato dagli inquirenti il punto di riferimento della presunta associazione a delinquere. Nel corso delle indagini, guardia di finanza di Prato e Dda di Firenze hanno ricostruito un flusso illecito di denaro per circa 150 milioni di euro. Per l’accusa il sodalizio riciclava i proventi criminali della cosca di Corso dei Mille a Palermo, capeggiata da Pietro Tagliavia, condannato con sentenza irrevocabile per associazione mafiosa, e figlio di Francesco Tagliavia condannato all’ergastolo per le stragi di via d’Amelio a Palermo e via de’ Georgofili a Firenze.
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COVID: Sardegna, scoperta una rara variante
Vaccini, al via campagna over 70 ma proteste per sistema in tilt
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CAGLIARI
06 aprile 2021
19:05
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Contagi in calo in Sardegna nelle ultime 24 ore, e una sola vittima, ma l’aumento dei giorni precedenti ha messo in allarme diversi sindaci che hanno adottato ordinanze di chiusura delle scuole o di istituzione della zona rossa. Con Uri (Sassari), che ha prolungato il lockdown sino al 20 aprile, sono 14 i Comuni sardi in zona rossa: Bultei, Soleminis, Burcei, Villa San Pietro, Donori, Pula, Samugheo, Sindia, Gavoi, Golfo Aranci, Bono, Pozzomaggiore e Sennariolo.
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Scuole chiuse, in particolare, a Nuoro e Macomer.
Ed è allarme dopo che il laboratorio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari ha identificato una variante del virus al momento non ancora segnalata in Italia ma già presente in alcuni Paesi europei. La scoperta di A.27, questo il nome tecnico della variante trovata dal team del direttore del laboratorio del Policlinico Ferdinando Coghe in collaborazione con l’equipe del prof. Germano Orrù, responsabile del servizio di Biologia Molecolare, è stata fatta il 18 marzo su quattro pazienti cagliaritani, dei quali uno deceduto, grazie ad una nuova piattaforma per il sequenziamento genico.
Intanto salgono a 47.367 i casi di positività complessivamente accertati dall’inizio dell’emergenza: nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 128 casi (contro i 261 e i 323 dei giorni precedenti). In totale sono stati eseguiti 1.036.300 tamponi, per un incremento complessivo di 6.082 test rispetto al dato precedente e un tasso di positività del 2%. Sono 297, invece, i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+19), mentre sono 47 (+2) i pazienti in terapia intensiva.
Sul fronte vaccini oggi sono arrivate in Sardegna altre 40mila dosi di vaccino Pfizer, mentre la campagna di somministrazione da oggi apre a tutti i sardi dai 70 anni in su, non esenti dal ticket per patologia, ma fioccano già le proteste. “Il sistema – denunciano gli aventi diritto – non funziona, inseriamo il nostro codice fiscale e ci dice ‘inesistente’. E’ la solita politica degli annunci: ‘Oggi si parte’, dichiarano i nostri governanti con enfasi. La verità però è un’altra, almeno oggi non si parte proprio”.
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Lamorgese, inammissibili violenze su agenti
‘Proteste alimentate da situazione delicata Paese’
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06 aprile 2021
19:06
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“Esprimo la mia solidarietà e vicinanza al funzionario della Polizia di Stato rimasto ferito durante la manifestazione in Piazza Montecitorio”. Lo dichiara il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sottolineando che “in questo momento le proteste sono alimentate dalla situazione estremamente delicata per il Paese ma che è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza”.
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Protesta mercatali, rimosso dopo 10 ore il blocco sulla A1
Operatori, attendiamo risposte domani in un incontro a Roma
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CASERTA
06 aprile 2021
19:09
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Dopo quasi dieci ore, è stato rimosso il blocco realizzato nel tratto casertano dell’A1 Roma-Napoli da parte degli operatori mercatali, che hanno ricevuto rassicurazioni dalla delegazione recatasi a Roma su un incontro che si terrà domani nella capitale tra i rappresentanti dei lavoratori e il Governo. “E’ stata una giornata dura – dice Peppe Magliocca, presidente di Ana-Ugl Caserta, sindacato degli ambulanti che ha organizzato la protesta – chiedo ancora scusa a cittadini e forze dell’ordine per i disagi provocati, ma era necessario dar vita ad una protesta di questo tipo per alzare l’attenzione sulla nostra categoria, che non lavora da quasi due mesi, ed è ormai allo stremo.
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Auspichiamo che domani da Roma possano arrivare notizie positive sulla riapertura di fiere e mercati ma anche in relazione al pagamento della tosap, la tassa di occupazione del suolo comunale; pagarla senza aver lavorato è un danno per noi”. A mediare con i manifestanti i funzionari della questura di Caserta e della prefettura. La protesta si è svolta nei pressi dello svincolo di Caserta Sud, con diverse centinaia di furgoni a bloccare il traffico in entrambe le direzioni. Sono state istituite uscite obbligarorie per bypassare il blocco, con code e rallentamenti per l’intera giornata.
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Scambia falso zafferano per aglio, muore avvelenato
In Friuli, aveva raccolto le erbe per farne un condimento
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TRAVESIO
06 aprile 2021
19:25
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Un uomo, di 61 anni, di Travesio (Pordenone), è morto avvelenato dopo aver ingerito del colchico, o croco, conosciuto anche come “zafferano bastardo”, “falso zafferano” o “arsenico vegetale”, confondendolo con lïaglio orsino.
Il decesso è avvenuto all’ospedale di Pordenone dove era stato ricoverato da alcuni giorni.

Secondo una ricostruzione della vicenda, la scorsa settimana l’uomo aveva fatto una passeggiata nei prati attorno a casa per raccogliere dell’aglio da impiegare come condimento.
Inavvertitamente, però, ha raccolto anche il “colchino d’autunno”, specie all’apparenza simile all’aglio ma, a differenza di questo, molto velenosa.
Dopo averla ingerita, l’uomo ha avvertito dolori tremendi, ma non ha chiesto immediatamente aiuto, essendo reduce del Covid e pensando che potesse essere un effetto collaterale tardivo. Il ritardo forse gli è stato fatale, perché quando è giunto in Pronto soccorso non è stato possibile il trasferimento al Centro anti-veleni considerate le condizioni generali già compromesse.
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Vaccini: Veneto e Lazio in testa, ultime Calabria e Puglia
La classifica di YouTrend: negli ultimi 7 giorni balzo della Basilicata, scende la Provincia di Bolzano
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06 aprile 2021
19:38
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La regione più avanti nell’indice regionale dei vaccini elaborato da YouTrend è il Veneto, con 76 punti su 100 (+3 rispetto alla settimana scorsa), secondo i dati settimanali aggiornati a lunedì 5 aprile. Seguono il Lazio (stabile a 73), la provincia autonoma di Trento (a 71, in calo di 9 punti) e la Toscana (a 70, in crescita di 15 punti).
Al fondo della classifica, sotto 50 punti, troviamo la Sicilia a 47, la Sardegna e la Liguria a 46, la Calabria e la Puglia a 45: tutte queste 5, con l’eccezione della Sardegna rimasta stabile, hanno peggiorato il proprio indice rispetto alla settimana scorsa.
YouTrend ha elaborato un indice che sintetizza settimanalmente lo stato della campagna di vaccinazione in ciascuna delle regioni/province autonome, combinando 5 parametri:
– La percentuale di dosi utilizzate sul totale delle dosi ricevute;
– La percentuale di ospiti delle RSA vaccinati;
– La percentuale di soggetti over 80 vaccinati;
– La percentuale di soggetti nella fascia 70-79 anni vaccinati;
– L’accelerazione delle vaccinazioni rispetto alla settimana precedente.
Per ciascuno dei primi 4 parametri viene in seguito calcolata la posizione di ogni regione fra 0 e 100, dove 100 equivale al dato della regione migliore.
Per quanto riguarda il trend settimanale, invece, viene applicata una scala lineare dove 100 corrisponde a un raddoppio delle dosi somministrate (+100%), 50 equivale a una stabilità (+0%) e 0 corrisponde a un azzeramento delle dosi somministrate (-100%).
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Viene poi effettuata una media ponderata dei 5 parametri per ogni regione (10% per ciascuno dei primi due parametri, 40% per il terzo, 20% per ciascuno degli ultimi due): tale media rappresenta l’indice regionale, che va quindi da 0 a 100. Più si avvicina a 100, più una data regione avrà portato avanti la campagna vaccinale con efficacia. Per ogni regione, pertanto, l’indice permette di misurare l’andamento della campagna vaccinale non in termini assoluti, ma relativi, permettendo un confronto proprio con le altre regioni.
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Morti Arezzo: gup,a processo 11 persone per omicidio colposo
Fuoriuscita gas argon uccise due impiegati in Archivio di Stato
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AREZZO
06 aprile 2021
20:09
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Per i due impiegati che morirono all’Archivio di Stato di Arezzo, il tribunale ha deciso 11 rinvii a giudizio per omicidio colposo plurimo. Il processo per la morte di Filippo Bagni e Piero Bruni, i due dipendenti dell’Archivio deceduti per esalazioni di gas argon, inizierà il 7 luglio.
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La decisione è stata presa dal gup Claudio Lara al termine dell’udienza preliminare. Due, tra gli indagati, le posizioni archiviate per le quali il giudice ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Laura Taddei non ritenendo vi fossero profili di responsabilità. Andranno invece a processo, di fronte al giudice Giorgio Margheri, anche il direttore dell’Archivio e il vicedirettore. Tra gli imputati figurano anche incaricati delle ditte di manutenzione alternatesi nel tempo per la cura dell’impianto. Il processo si svolgerà con rito ordinario. La tragedia accadde il 20 settembre del 2018. Filippo Bagni e Piero Bruni corsero a verificare come mai stesse suonando l’allarme antincendio e, secondo i consulenti dell’accusa, in seguito ad una serie concatenata di eventi legati al malfunzionamento dell’impianto, furono vittime di un’uscita di gas argon che tolse loro l’ossigeno in un vano ristretto causando la loro morte in breve tempo.
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Omicidio a Napoli: vittima è un cittadino romeno
Dinamica da ricostruire, al vaglio anche una lite
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NAPOLI
06 aprile 2021
20:10
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E’ un romeno di 51 anni anni la vittima dell’omicidio che si è verificato nel tardo pomeriggio alla periferia di Napoli.
L’uomo è stato accoltellato in strada: la polizia sta verificando se avesse o meno dei precedenti.
Si sta, dunque, cercando di ricostruire la dinamica. Tra le diverse ipotesi, al vaglio anche una lite tra connazionali.
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Apples, la pandemia che attacca la memoria
Dalla Grecia il film di Christos Nikou, sorprendente opera prima
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06 aprile 2021
09:37
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Un virus che non attacca i polmoni, ma la memoria, è il vero protagonista di Apples, film che ci porta in una pandemia mentale in cui non si muore fisicamente, ma come soggetto, come identità. In esclusiva su MioCinema questo debutto alla regia del regista Christos Nikou, già assistente di Yorgos Lanthimos (The Lobster), ci introduce a un mondo distopico dove può capitare, come accade appunto al protagonista Aris (Aris Servetalis), di prendere un autobus e al capolinea accorgersi di non avere più memoria di nulla.
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Un incubo spaventoso, ma abbastanza comune almeno nella città che sembra vuota e grigia come deve essere quasi di default in questo tipo di opere. Ma ciò che meraviglia, facendo un facile parallelo con l’attuale pandemia, è la reattività delle cure anche se con alcuni risvolti oscuri. Subito Aris viene infatti portato in un attrezzato centro di identificazione e cura nel quale viene prima schedato, con foto e numero identificativo, e poi costretto ad affrontare tutta una serie di semplici test da cui esce del tutto sconfitto. Un esempio su tutti: unire un’immagine a una musica. Gli fanno sentire un jingle natalizio e Aris sceglie come immagine quella di un balletto classico. Ma per il cinquantenne di poche parole, e sempre alle prese con una mela da mangiare, si apre in questa efficiente società una cura alternativa: quella cosiddetta della ‘nuova identità’. Ad Aris viene fornita una casa, una somma di denaro, e gli vengono prescritti quotidianamente dei compiti in modo da potersi creare dei nuovi ricordi e documentarli con una macchina fotografica (esattamente una Polaroid). Ora i compiti affidatigli sono a volte inquietanti, come quello di andare in un locale e cercare di fare sesso con il primo che capita, ma Aris non se ne cura ed esegue. A un certo punto sembra che l’uomo stia per tornare a una vita normale, specie dopo aver incontrato Anna (Sofia Georgovasili) una senza memoria come lui, a sua volta inserita in un programma di recupero, ma la verità per Aris sarà un’altra. “L’ultimo giorno prima del lockdown in Grecia abbiamo finito il film – dice il regista di Apples già presentato al Festival di Venezia in apertura di Orizzonti – . Ma è solo una coincidenza. Anche se con l’attuale pandemia molti si riconosceranno in alcuni stati d’animo: solitudine, isolamento, senso di perdita e un po’ di incertezza sul futuro. Nel film si parla anche di ricominciare. E speriamo davvero che tutto ricominci, anche nelle nostre vite”. E ancora Nikou, trentasettenne ateniese: “Ho avuto l’idea del film otto anni fa, quando ho dovuto affrontare la morte di mio padre. Lui mangiava dalle sette alle dieci mele al giorno e aveva una memoria di ferro. Così – continua – ho cercato di tradurre la mia storia privata in qualcosa di universale. Perché le persone dimenticano così facilmente? Quanto è selettiva la nostra memoria? Se cancellassimo qualcosa che ci ha fatto male, perderemmo tutta la nostra esistenza? Alla fine noi siamo quello che ricordiamo? Tutte queste domande mi ronzavano in testa, ed è così che abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura”. Riguardo al titolo, Apples, dice Nikou: “È una distopia, ma il film è tutt’altro che futuristico. È vintage, girato in formato 4:3, ci sono polaroid, audio casette, una specie di ode a tutto quello che è analogico. Non credo che i film distopici debbano essere per forza futuristici, freddi, distanti: è una cosa che non ho mai capito. Abbiamo voluto fare un film interamente analogico, perché credo che l’uso eccessivo della tecnologia ci abbia resi più pigri. Non c’è bisogno di ricordare più nulla, puoi registrare tutto sui device. E spesso computer, tablet, telefoni sono marchiati Apple, che se vuoi è un’altra lettura ironica del titolo”.
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Protesta per le riaperture. Scontri, ferito un poliziotto. Sette i fermi
Protesta di commercianti e ristoratori. “Siamo imprenditori, non delinquenti”
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06 aprile 2021
19:36
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Tafferugli in piazza Montecitorio tra manifestanti e polizia durante la manifestazione di commercianti e ristoratori per chiedere le riaperture. Un poliziotto è rimasto ferito, sono sette le persone fermate per i disordini.
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Si valuta la dinamica di quanto avvenuto in piazza per valutare eventuali ulteriori provvedimenti.
La polizia ha effettuato diverse cariche quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine.
Tra i manifestanti che hanno dato vita al sit in davanti alla Camera si sarebbero infiltrati diversi gruppi di estremisti con l’obiettivo di strumentalizzare il disagio sociale e far salire la tensione. E’ la lettura che arriva da fonti investigative che in queste ore stanno ricostruendo quanto avvenuto in piazza Montecitorio. La situazione, viene fatto notare, non è cambiata da qualche mese fa quando l’allora capo della Polizia Franco Gabrielli, in una circolare inviata a prefetti e questori, segnalava il rischio che gruppi di facinorosi approfittassero del malumore dei settori più colpiti dalle chiusure, per far salire la tensione .
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“Esprimo la mia solidarietà e vicinanza al funzionario della Polizia di Stato rimasto ferito durante la manifestazione in Piazza Montecitorio”. Lo dichiara il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sottolineando che “in questo momento le proteste sono alimentate dalla situazione estremamente delicata per il Paese ma che è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza”.

Tra i manifestanti le bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone, e un uomo vestito come l’appartenente al movimento Q-Anon che fece irruzione al Congresso Usa a Washington.

In precedenza in piazza Montecitorio aveva preso la parola al microfono, tra gli altri, il deputato Vittorio Sgarbi. Molti dei presenti non indossano la mascherina.
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“Siamo imprenditori, non delinquenti”. È quanto urlano ai megafoni in piazza Montecitorio i commercianti e ristoratori che manifestano chiedendo riaperture. Al grido “libertà”, decine di persone si sono avvicinate al cordone delle forze dell’ordine con le mani alzate, intonando cori e chiedendo di potersi avvicinare a Palazzo Chigi. In piazza si alternano momenti di tensione a slogan contro il governo.

Anche tanti militanti di CasaPound in piazza Montecitorio a Roma si sono uniti alla protesta dei ristoratori di #ioapro. “Siamo qui – spiega Luca Marsella, consigliere municipale di Cpi intervenuto dal palco – per dare sostegno a italiani che non si arrendono e che hanno il coraggio di opporsi ad una gestione criminale dell’emergenza sanitaria del governo, anche rischiando in prima persona. Noi siamo al loro fianco e non solo a parole, ed anche se è politicamente scorretto sostenere chi non ha intenzione di sottostare alle folli imposizioni del governo, crediamo che sia assolutamente necessario ed inevitabile ribellarsi a Dpcm, già dichiarati incostituzionali dai giudici, che calpestano il diritto al lavoro. Quella di oggi è una protesta sacrosanta come lo è la loro rabbia. Non intendiamo vedere il nostro popolo – ha concluso Marsella – morire un Dpcm alla volta”.

È venuto a manifestare davanti a Montecitorio indossando lo stesso cappello dello sciamano Jake Angeli, noto per l’assalto al Campidoglio Usa, perché – dice – “bisogna far fare il giro del mondo a questa manifestazione, così come è successo negli States”. Ermes, 51 anni, è un ristoratore modenese che ha una figlia di 20 anni e che dice di essere “aperto da gennaio, perché da un anno non è cambiato nulla, nonostante tutte le chiusure”. E con il volto truccato con i colori della bandiera italiana aggiunge: “Siamo esasperati. Nessuno ci ha mai ascoltato. Mi sono dovuto vestire da pagliaccio per attirare l’attenzione. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti. Ho dovuto pagare gli strozzini per pagare i dipendenti”.
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“Ormai lavoro per un euro all’ora. Gli investimenti di una vita erano nel mio bar”. Lorena, 62 anni, è in lacrime e in ginocchio davanti al cordone della polizia alla manifestazione dei commercianti a Montecitorio e ad un certo punto uno degli agenti si accovaccia vicino a lei per consolarla ed aiutarla a rialzarsi. “Sono qui per me e per i miei figli. Noi siamo come voi – dice la donna agli agenti – Non siamo negazionisti vogliamo solo lavorare e poter riaprire”. Lorena, che ha “investito tutti i suoi soldi nel suo bar a Bologna aperto 15 anni fa” spiega che la sua è disperazione: “ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni, io ci credo ancora ma dovete ascoltarci”, dice dimostrando forza nonostante le lacrime dietro gli occhiali.
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Altri 45 giorni di cella per Zaki, niente cambio giudici
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IL CAIRO
06 aprile 2021
17:41
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La Corte d’assise del Cairo ha rinnovato di altri 45 giorni la detenzione del ricercatore egiziano all’Università Bologna Patrik Zaki. Lo riferisce la sua legale, Hoda Nasrallah, sottolineando che è stata inoltre respinta la richiesta, presentata ieri dalla difesa, di un cambio dei giudici che seguono il caso.
L’udienza si era svolta ieri ma l’esito si è appreso solo oggi.
“Quello che la difesa aveva dichiarato ieri, che c’era un accanimento giudiziario nei confronti di Patrick è confermato dalla decisione di oggi che è crudele, dolorosa. Vorremmo che il Governo italiano facesse subito una cosa, perché può farla subito: convocare l’ambasciatore egiziano a Roma per esprimere tutto lo sconcerto per questo accanimento e chiedere che sia rilasciato”. Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia, dopo il rinnovo di altri 45 giorni di detenzione per Patrick Zaki.   MONDO

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