Ultimo aggiornamento 11 Aprile, 2021, 14:58:30 di Maurizio Barra
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DALLE 02:09 ALLE 14:58 DI DOMENICA 11 APRILE 2021
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Vaccini: Regione Puglia, da domani 60enni senza prenotazione
Sindaci critici, “c’è molta disorganizzazione”
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BARI
11 aprile 2021
02:09
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Fermo restando che dovrà essere garantita la priorità ai pugliesi che hanno già aderito alla campagna vaccinale anti Covid, da domani “l’accesso alla vaccinazione per tutte le persone di età superiore ai 60 anni che non si trovano in condizione di estrema vulnerabilità e/o di disabilità grave è consentito senza alcuna preventiva conferma di adesione o prenotazione”. E’ quanto si legge in una circolare firmata ieri dall’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, e il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro.
Gli hub vaccinali dovranno “garantire la somministrazione del vaccino Vaxzevria-Astrazeneca”. Oggi sono in corso delle riunioni, alle 11 il governatore Michele Emiliano incontrerà i sindaci per stabilire l’organizzazione: i primi cittadini sono molto critici rispetto a questa scelta. “C’è molta disorganizzazione e questa disorganizzazione non può ricadere sui sindaci”, dice Domenico Vitto, presidente Anci Puglia.
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Inchiesta mascherine, Arcuri indagato per peculato
Lo anticipa il quotidiano La Verità
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11 aprile 2021
11:12
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L’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri – secondo quanto anticipato dal quotidiano La Verità – sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma per peculato. L’accusa sarebbe contenuta nel fascicolo sulle forniture di mascherine cinesi.
Il 24 febbraio scorso, per l’arrivo in Italia di una parte di queste mascherine senza certificazione, c’erano stati un arresto e quattro misure interdittive. CRONACA
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Ristoratrice Norcia a Draghi, non riusciamo andare avanti
“Nemmeno un centesimo di ristoro” il suo appello
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NORCIA (PERUGIA)
11 aprile 2021
11:23
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“Non riceveremo nemmeno un centesimo di ristoro, nonostante il nostro ristorante sia rimasto aperto solo quattro mesi in questo tempo segnato dalla pandemia e da oltre quattro anni ci troviamo a vivere nell’emergenza terremoto. Presidente Draghi, non sappiamo più come andare avanti”: il grido di allarme arriva da Norcia, dove Stefania Borrini, ristoratrice, racconta “l’ennesima ingiustizia che siamo costretti a subire”.
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“E parlo – sottolinea – a nome di tanti miei colleghi che hanno le proprie attività nel cratere sismico del Centro Italia”.
Borrini gestisce il “Sienti’n puo” assieme al marito Rodolfo, il loro locale si trova nel centrale corso Sertorio ed era stato il primo a riaprire dopo il sisma del 2016. “Non abbiamo diritto a percepire ristori – spiega – per la questione della soglia del 30% di mancato fatturato nel 2020 rispetto al 2019. Non raggiungiamo questa percentuale semplicemente perché nel 2019, così come nel 2018 e nel 2017 abbiamo lavorato a un terzo di prima del terremoto. Il parametro di riferimento per quanto riguarda i nostri bilanci deve essere il 2015, l’anno prima del sisma. Se il confronto si fa con il fatturato di 5 anni fa registriamo un mancato incasso che supera l’80%, altro che 30”.
“Chiedo un aiuto direttamente al presidente del Consiglio – afferma Borrini -perché non saprei più a chi altri rivolgermi.
Tutti gli altri politici conoscono la nostra situazione, qui a Norcia sono passati praticamente tutti”. “Fino ad oggi con mio marito abbiamo onorato tutti gli impegni – aggiunge -, pagando affitto, utenze e fornitori, ma abbiamo dato fondo a tutto.
Adesso davvero non sappiamo come andare avanti, ogni mese per il locale tiriamo fuori 3 mila euro di spese fisse. Chiediamo di poter sopravvivere, veniamo da anni drammatici, non ci siamo arresi, ma se non ci vengono dati aiuti o se non ci permettono di riaprire, il nostro destino è segnato”.
Borrini conclude rivolgendo un pensiero ai suoi collaboratori.
“Sono ovviamente tutti in cassa integrazione – spiega – e da quando abbiamo chiuso non ho più avuto il coraggio di sentirli.
So che stanno passando un brutto momento assieme alle loro famiglie e vorrei tanto aiutare, ma non ho alcuna possibilità”.
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Papa: condividere proprietà non è comunismo, è cristianesimo
Festa Misericordia, Messa con infermieri, detenuti e rifugiati
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11 aprile 2021
11:23
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Condividere la proprietà “non è comunismo, è cristianesimo allo stato puro”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della Messa nella Festa della Divina Misericordia.
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Commentando il passo degli Atti degli Apostoli che racconta che “nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune”, Papa Francesco ha sottolineato: “I discepoli ‘misericordiati’ sono diventati misericordiosi”.
Per loro “condividere i beni terreni è sembrato conseguenza naturale. Il testo dice poi che ‘nessuno tra loro era bisognoso'”. Poi il Papa ha lanciato un appello: “Non rimaniamo indifferenti. Non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà, che accoglie il dono ma non si fa dono. Siamo stati ‘misericordiati’, diventiamo misericordiosi”.
Papa Francesco questa mattina aveva lasciato il Vaticano per celebrare la Messa nella chiesa di Santo Spirito in Sassia.
Presenti alla celebrazione un gruppo di detenuti e di detenute dal carcere di Regina Coeli, Rebibbia femminile e Casal del Marmo di Roma, alcune Suore ospedaliere della Misericordia, una rappresentanza di infermieri dell’ospedale Santo Spirito, alcune persone con disabilità, una famiglia di migranti dall’Argentina, dei giovani rifugiati provenienti da Siria, Nigeria ed Egitto, tra cui due persone egiziane appartenenti alla Chiesa copta e un volontario Caritas siriano appartenente alla Chiesa cattolica sira.
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Covid: Marche, 406 positivi in 24ore, 16,8% nuove diagnosi
62 soggetti con sintomi, 123 casi in provincia di Pesaro Urbino
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ANCONA
11 aprile 2021
12:22
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Sono 406 i positivi al coronavirus rilevati nelle Marche nell’ultima giornata sulle 2.416 nuove diagnosi eseguite (rapporto positivi/testati 16.8%).
Nel Percorso Screening Antigenico effettuati 561 test e riscontrati 28 positivi (da sottoporre a tampone molecolare).
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In questo caso il rapporto positivi/testati è al 5%. Lo fa sapere il Servizio Sanità della Regione. Testati 4.438 tamponi: 2.416 nel percorso nuove diagnosi (561 test Antigenici) e 2022 nel percorso guariti.
Dei 406 casi tra le nuove diagnosi 123 riguardano persone residenti in provincia di Pesaro Urbino, 114 in provincia di Ancona, 93 nel Maceratese, 43 in provincia di Ascoli Piceno e 14 nel Fermano; 19 i casi di persone provenienti da fuori regione.
Tra i contagiati 62 persone con sintomi. Tra i casi ci sono contatti in setting domestico (108), contatti stretti di casi positivi (112), in setting lavorativo (10), in ambiente di vita/socialità (3), in setting assistenziale (1), con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (1), screening percorso sanitario (2) e un caso proveniente da fuori regione. Per altri 106 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
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Covid: IoApro, lunedì nuovo sit-in. Questura, piazza occupata
A pochi giorni dalla manifestazione con disordini davanti alla Camera, il movimento ha lanciato una nuova manifestazione in piazza Montecitorio
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11 aprile 2021
13:36
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A pochi giorni dalla manifestazione con disordini davanti alla Camera, il movimento “Io Apro” ha lanciato un nuovo sit-in in piazza Montecitorio a Roma. “L’ultimatum è scaduto” hanno scritto nei giorni scorsi sulla loro pagina Facebook.
“Vi abbiamo dato 48 ore per legittimare le riaperture di tutte le attività economiche. Nessuno ci ha risposto. Porteremo 20.000 persone davanti al Parlamento”.
Secondo quanto si è appreso, la Questura di Roma ha negato la manifestazione in quanto la piazza quel giorno sarebbe già occupata da un altro sit-in.
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Covid: Regione Marche, 15.852 prime dosi persone 70-79 anni
Vaccinati 96.668 over 80, per 54.579 di loro ciclo completo
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ANCONA
11 aprile 2021
12:32
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Nelle Marche sono state somministrate finora 15.852 prime dosi di vaccino anti-Covid nella fascia d’età 70-79 anni dall’avvio delle vaccinazioni alla categoria a inizio aprile. Il dato – insieme agli altri, aggiornati a oggi – è pubblicato sul sito della Regione Marche che dà conto del trend di somministrazioni di vaccino anche per tipo di ‘categoria’: finora sono state complessivamente 426mila le dosi – dei tre vaccini disponibili Astrazeneca ‘Vaxzevria’, Pfizer-BioNTech e Moderna, in attesa del siero Johnson&Johnson – consegnate alle Marche di cui 348.648 somministrate (81,83%): le prime dosi sono state 241.596 e 107.050 le seconde dosi.
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Tra le categorie più avanti nella vaccinazione gli over 80 (96.668 prime dosi e 34.550 seconde dosi), il personale sanitario e sociosanitario (37.652; 34.550), gli estremamente vulnerabili seguiti dal Servizio sanitario regionale (30.858; 1.551). Seguono il personale della scuola (24.347 prime dosi e 405 seconde) e la fascia d’età 70-79 anni (15.852; seconda dose ancora non effettuabili, inizieranno nell’ultima settimana di aprile). Ci sono il personale non sanitario (operatori sociosanitari Oss, personale di supporto in ospedali e altro) con 6.517 prime dosi (5.139 seconde). Le vaccinazioni inoculate e persone con gravi disabilità sono finora 629 (seconda dose ancora non effettuabile).
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Covid: Solinas, su pranzo con politici presto provvedimenti
Fonti presidente, chi ha partecipato fuori da incarichi pubblici
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CAGLIARI
11 aprile 2021
13:23
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Non si placa la polemica sul pranzo che si è tenuto in un ristorante nei giorni scorsi in una struttura ricettiva termale di Sardara, sud Sardegna, e a cui avrebbero preso parte circa 40 persone tra cui politici, dirigenti e funzionari regionali. Secondo fonti vicine alla presidenza, il governatore Christian Solinas esprime sconcerto e disappunto per una vicenda che si è consumata a sua totale insaputa e resa ancora più grave perché avvenuta in un momento di grande sofferenza per i cittadini sardi, costretti a sacrifici e limitazioni a causa della pandemia.
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Secondo le stesse fonti, il presidente dela Regione giudica inaccettabile l’accaduto e sarebbe in attesa di conoscere ufficialmente le ragioni di questo incontro e i nomi dei partecipanti per adottare i provvedimenti di sua competenza. Al momento, secondo quanto si apprende, nessuno dei commensali avrebbe comunicato la propria partecipazione al governatore.
Inoltre le stesse fonti fanno sapere che Solinas reputa inconciliabile la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia sulle quali i pubblici ufficiali o coloro che sono incaricati di pubblico servizio devono per primi dare il buon esempio.
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Lettera Ue ad AstraZeneca, ’20 giorni per rispettare i patti’
Inviata il 19 marzo, i termini sono già scaduti
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11 aprile 2021
13:30
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L’ultimo capitolo, solo in ordine di tempo, delle ostilità tra l’Unione europea e AstraZeneca è stata una lettera partita da Bruxelles il 19 marzo in cui la Commissione Europea ha chiesto all’azienda anglo-svedese di rispettare i propri impegni contrattuali con l’Europa entro “un periodo di 20 giorni”, termine dunque scaduto l’8 aprile.
Della missiva, sette pagine in inglese firmate dal capo negoziatore dell’Ue sui vaccini anti-Covid, Sandra Gallina, ha dato notizia due giorni fa il francese ‘Les Echos’, ripreso oggi dal Corriere della Sera.
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Il testo elenca una lunga lista di elementi che hanno portato l’esecutivo comunitario “alla conclusione che AstraZeneca non ha rispettato, e continua a non rispettare, i suoi obblighi contrattuali di produzione e consegna” delle 300 milioni di dosi iniziali per l’Ue.
“Vi chiediamo formalmente e vi diamo preavviso di porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali entro venti giorni da questa lettera – prosegue il testo -. Vi diamo preavviso di recuperare senza ulteriori ritardi sull’arretrato nella produzione e consegna delle dosi e di mitigare qualunque danno causato”.
“Sottolineiamo – si legge ancora nel messaggio – che la sostanziale violazione dell’accordo di acquisto da parte della vostra azienda può portare a conseguenze drammatiche per la vita, la salute e la libertà di milioni di cittadini europei nella crisi Covid-19”.
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Vaccini:virologo, poche dosi, così quarta ondata inevitabile
Gentile (Federico II),consorzio aziende per aumentare produzione
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NAPOLI
11 aprile 2021
13:44
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“In Italia abbiamo messo in campo un sistema di vaccinazioni eccezionale, ma senza materia prima non copriamo abbastanza cittadini, avremo quindi la quarta ondata a inizio autunno e l’entità dipenderà da quanto vaccineremo la prossima estate”. Lo afferma Ivan Gentile, direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell’Università Federico II di Napoli e virologo al II Policlinico partenopeo.
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“A novembre e a marzo – spiega – la seconda e la terza ondata sono state terribili. Per la quarta dipenderà da quanto avremo immunizzato, se riusciremo a sfruttare questi mesi andremo meglio, altrimenti saremo punto e capo, e con il ritmo attuale delle vaccinazioni non so se riusciremo a frenare la quarta ondata. Bisogna coprire subito gli anziani sopra i 60 anni e le persone fragili e l’ordinanza nazionale di ieri va nella giusta direzione ma servono le dosi, al Policlinico vacciniamo dal 2 gennaio, potremmo fare anche i turni notturni, somministrare h24, ma non abbiamo dosi e come noi tutti”.
Sulle vaccinazioni, Gentile spiega: “Mi aspettavo un ritmo diverso, ma questo ha a che fare con il ciclo produttivo dei vaccini e col sistema contrattuale. Da medico guardavo la tappa dei test sui vaccini come limitante e invece è stata rapidissima, ma mi aspettavo di poter poi lavorare con numeri più robusti. I brevetti? Sono una garanzia di un’opera di ingegno e in un sistema capitalistico è giusto riconoscerli, ma si potrebbero fare degli accordi per condividere con altre aziende il brevetto, riconoscendo magari delle royalties a chi ha inventato il vaccino ma aumentando di molto la produzione.
Siamo in un momento unico per l’umanità e mi meraviglio che non sia stato ancora fatto”.
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Vaccini: Campania; in totale 1.082.280 somministrazioni
Prima dose per 792.964 cittadini
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NAPOLI
11 aprile 2021
13:51
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Complessivamente in Campania sono stati vaccinati con la prima dose 792.964 cittadini; di questi 289.316 hanno ricevuto la seconda dose. Le somministrazioni effettuate sono state, in totale, 1.082.280.
Sono i dati aggiornati alle ore 12 di oggi secondo quanto fa sapere l’Unità di Crisi della Regione.
Le ultime tre voci del bollettino vaccinazioni (anni 70-79, convivente-caregiver, personale esterno strutture sanitarie) sostituiscono la precedente voce “Altro”. Nella voce “Personale esterno alle strutture sanitarie”, evidenzia l’Unità di Crisi, “vengono compresi, secondo le indicazioni nazionali che puntano agli ospedali Covid free, tutti i lavoratori delle ditte esterne fornitrici di servizi alle strutture sanitarie (a titolo esemplificativo si citano pulizie, guardiania, mensa, lavaggio, manutenzione degli impianti)”.
Si ricorda, inoltre, che per molte categorie è ancora aperta la piattaforma per le adesioni. La percentuale dei vaccinati varia dunque in relazione alle adesioni ricevute.
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Vaccini: Puglia apre a over 60, si parte domani da 79enni
Inoculazioni 79-60enni anche non prenotati in ordine anzianità
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BARI
11 aprile 2021
14:07
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Paralellamente a coloro che si sono già prenotati sulla piattaforma regionale, la Puglia avvia la vaccinazione con AstraZeneca anche ai non prenotati nella fascia di età tra 79 ai 60 anni in ordine di anzianità, e a partire dai 79enni (nati nel ’42) che potranno presentarsi domani, 12 aprile ai punti vaccinali. Il giorno dopo, martedì 13, sarà il turno dei 78enni (nati nel ’43) e così via fino a sbloccare le fasce d’età fino ai 60enni.
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E’ quanto deciso dalla Regione Puglia al termine dell’incontro organizzativo tra il governatore Michele Emiliano e i sindaci poche ore dopo la circolare del dipartimento Salute che ha chiesto alle Asl di dare possibilità di vaccinarsi anche ai pugliesi dai 60 anni in su che non avevano ancora aderito alla campagna.
Ma “per evitare sovrafflusso – spiegano dalla Regione – per la giornata di lunedì 12 aprile verranno vaccinati negli hub della Puglia tutti i cittadini pugliesi senza fragilità di 79 anni (nati nel 1942). Martedì 13 aprile la vaccinazione sarà aperta alla fascia dei 78 anni (nati nel 1943). Ovviamente sino ad esaurimento dei vaccini disponibili. “Man mano che gli slot verranno saturati sarà consentito, a seguito di apposita comunicazione – precisa la Regione in una nota – sbloccare le altre fasce di età per ordine di anzianità per presentarsi agli hub per la vaccinazione. Si prega pertanto i cittadini che non rientrano nelle fasce di età indicate a non presentarsi presso gli hub vaccinali e ad attendere lo sblocco della loro annualità”.
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Scuola: da domani in classe 6,5 milioni di studenti, 8 su 10
Prosegue il rientro degli studenti nelle loro classi. Da domani presente quasi un milione in più della settimana scorsa
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11 aprile 2021
09:55
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Prosegue il rientro degli studenti nelle loro classi. Da domani saranno quasi 6,6 milioni gli alunni presenti a scuola sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie, 8 su 10.
Quasi un milione in più della settimana scorsa, di cui ben 400 mila in Lombardia. L’unica regione in controtendenza la Sardegna, dove 63 mila alunni di seconda e terza media e delle superiori lasceranno le aule e si collegheranno da casa. In tutto saranno quasi 2 milioni quelli ancora a casa in Dad. Saranno tutti a scuola i bambini della scuola dell’infanzia e primaria, saranno l’87% in classe gli alunni della scuola media, mentre solo il 38% dei ragazzi delle superiori potrà frequentare, con la consueta alternanza del 50% e fino al 75% nelle regioni in cui è consentito.
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Primo Levi, 34 anni l’addio. Sopravvissuto ad Auschwitz. Testimone dell’Olocausto
Intellettuale e scrittore. Il suo libro più famoso ‘Se questo è un uomo’
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11 aprile 2021
13:45
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L’11 aprile 1987 Primo Levi si lasciò cadere nella tromba delle scale del suo palazzo, nel centro di Torino. Sopravvissuto ad Auschwitz. Testimone dell’Olocausto. Intellettuale e scrittore.
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Il suo libro più famoso ‘Se questo è un uomo’
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La notizia del suicidio di Primo Levi, era l’11 aprile del 1987
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LO SCRITTORE PRIMO LEVI SI E’
UCCISO QUESTA MATTINA LANCIANDOSI NELLA ‘TROMBA’ DELLE SCALE,
DAL TERZO PIANO, IN CORSO RE UMBERTO 75, DOVE ABITAVA. LEVI E’
MORTO SUL COLPO. (SEGUE).
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11-APR-87 11:46
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SI UCCIDE SCRITTORE PRIMO LEVI (2)
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PRIMO LEVI, CHE AVEVA 72 ANNI,
ABITAVA AL TERZO PIANO DI UN VECCHIO, ELEGANTE STABILE NEL
QUARTIERE SIGNORILE DELLA CROCETTA, INSIEME CON LA MOGLIE
LUCIA E LA VECCHIA MAMMA NOVANTADUENNE, PARALIZZATA (IN CASA
STAMANE C’ ERA L’ INFERMIERA ADDETTA ALL’ ASSISTENZA DELL’
ANZIANA SIGNORA). IN UN APPARTAMENTO ADIACENTE ABITA UN FIGLIO
DI LEVI, RENZO (LA SECONDA FIGLIA, LISETTA, RISIEDE PURE A
TORINO, MA ALTROVE).
POCHI MINUTI PRIMA DI UCCIDERSI, PRIMO LEVI AVEVA RICEVUTO
LA VISITA DELLA CUSTODE DELLO STABILE, JOLANDA GASPERI, CHE –
COME SEMPRE – ERA SALITA A CONSEGNARGLI LA POSTA. LO SCRITTORE
L’ AVEVA ACCOLTA NORMALMENTE, SENZA CHE FOSSE POSSIBILE
RILEVARE ALCUN SEGNO ANOMALO NEL SUO COMPOORTAMENTO.
LA GASPERI ERA DA POCO RIENTRATA NELLA SUA GUARDIOLA QUANDO
HA PERCEPITO UN TONFO, SI E’ VOLTATA ED HA VISTO IL CORPO
SFRACELLATO DELLO SCRITTORE ACCASCIATO SUL PAVIMENTO, ACCANTO
AL CANCELLO DELL’ ASCENSORE. SUBITO DOPO E’ SOPRAGGIUNTA LA
MOGLIE DI LEVI, CHE ERA USCITA IN PRECEDENZA PER FARE LA SPESA
E CHE, TORNATA A CASA, SI E’ TROVATA DI FRONTE AL CADAVERE DEL
MARITO.
I PRIMI SOCCORRITORI HANNO SUBITO CONSTATATO CHE PER PRIMO
LEVI NON C’ ERA PIU’ NIENTE DA FARE: ERA MORTO SUL COLPO.
(SEGUE).
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11-APR-87 12:41
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SI UCCIDE SCRITTORE PRIMO LEVI (3)
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TRA I PRIMI SOCCORRITORI DI LEVI C’
ERA ANCHE UN SUO EX COMPAGNO DI SCUOLA, DEL LICEO ”D’ AZEGLIO”
, IL DOTTOR FRANCESCO QUAGLIA, DI 72 ANNI, ODONTOIATRA, CHE HA
LO STUDIO NELLO STESSO STABILE. LUCIA LEVI, APPENA HA VISTO IL
CADAVERE DEL MARITO, GLI SI E’ BUTTATA AL COLLO. ”E’ STATA
UNA SCENA STRAZIANTE – HA RACCONTATO QUAGLIA – LUCIA MI HA
ABBRACCIATO IN LACRIME E MI HA DETTO ‘ERA MOLTO STANCO,
DEMORALIZZATO”’.
ANCHE LA PORTINAIA HA CONFERMATO AGLI AGENTI DELLA ‘VOLANTE’
QUESTE PAROLE. ”PERO’ – HA DETTO LA DONNA – IL DOTTOR LEVI NON
AVEVA MAI FATTO TRASPARIRE QUESTA SUA TRISTEZZA. ERA GENTILE
COME SEMPRE, ANCHE QUESTA MATTINA, QUANDO GLI HO CONSEGNATO LA
POSTA: DEI DEPLIANTS PUBBLICITARI, UN LIBRO, UNA RIVISTA”.
SECONDO QUANTO E’ STATO ACCERTATO DALLA POLIZIA, POCHI ISTANTI
DOPO, QUANDO LA GASPERI E’ TORNATA AL PIENO TERRENO, LEVI SI E’
LANCIATO NEL VUOTO.
PRIMO LEVI – STANDO AL RACCONTO DI FRANCESCO QUAGLIA ”ERA
MOLTO PREOCCUPATO PER LE CONDIZIONI DELLA MADRE, COLPITA DA UN
ICTUS DA CIRCA UN ANNO”. DI RECENTE LO SCRITTORE ERA STATO
SOTTOPOSTO AD UN INTERVENTO ALLA PROSTATA. ”VENTI GIORNI FA –
HA AGGIUNTO IL DOTTOR QUAGLIA – ERA TORNATO A CASA MA DICEVA DI
NON SENTIRSI BENE”. (SEGUE).
PAU/FCL
11-APR-87 13:53
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SI UCCIDE SCRITTORE PRIMO LEVI (4)
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APPENA SI E’ DIFFUSA LA NOTIZIA
DELLA MORTE DELLO SCRITTORE, LA CASA DI CORSO RE UMBERTO (DOVE
LEVI ERA NATO) E’ STATA META DI UN PELLEGRINAGGIO DI AMICI,
CONOSCENTI, SEMPLICI ESTIMATORI. IN GIORNATA, A TORINO, E’
PREVISTO L’ ARRIVO DELLA SORELLA DI LEVI, ANNAMARIA, CHE ABITA A
ROMA.
LA SALMA DI LEVI E’ STATA TRASPORTATA ALL’ ISTITUTO DI
MEDICINA LEGALE PER ESSERE SOTTOPOSTA AD AUTOPSIA.
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11-APR-87 14:04
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Sono venti anni che Primo Levi non
c’e’ piu’; venti anni da quell’11 aprile 1987, quando si lascio’
cadere nella tromba delle scale del suo palazzo, nel centro di
Torino. Un suicidio, a 68 anni, che addoloro’ i lettori dei suoi
libri, sparsi in tutti i paesi del mondo; ma non sorprese chi lo
conosceva. L’ombra della morte, la sofferenza per quel che aveva
visto e patito nel lager, l’impegno a testimoniare quel male
assoluto che era stata la violenza nazista contro gli ebrei lo
avevano accompagnato tutta la vita. E ne avevano fatto uno dei
piu’ letti e dei piu’ grandi scrittori della sua epoca.
Ancora oggi, per conoscere la tragedia della Shoah si deve
leggere Se questo e’ un uomo, scritto fra il 1945 e il 1947;
ancora oggi per intendere lo smarrimento dei sopravvissuti e la
lunga marcia (quasi sempre a piedi!) per tornare a casa
dall’estremo lembo d’Europa incenerito dalla guerra, bisogna
leggere La Tregua (1963).
Levi era nato il 31 luglio del 1919 a Torino, da genitori di
religione ebraica. Riusci’ a laurearsi in chimica a pieni voti,
nonostante le leggi razziali entrate in vigore nel ’38. Ma sul
diploma di laurea figurava la precisazione: ‘di razza ebraica’.
Comincia cosi’ la sua carriera di chimico, a Milano, fino
all’occupazione tedesca. Il 13 dicembre del ’43 viene catturato
e trasferito al campo di raccolta di Fossoli. Qui comincia la
sua odissea. E’ il 22 febbraio del ’44. Scrivera’ in Se questo
e’ un uomo: ”Avevamo appreso con sollievo la nostra
destinazione, Auschwitz: un nome privo di significato, allora e
per noi”.
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”In meno di dieci minuti tutti noi uomini validi
fummo radunati in gruppo. Quello che accadde degli altri, delle
donne, dei bambini, dei vecchi, noi non potemmo stabilire allora
né dopo: la notte li inghiotti’, puramente e semplicemente”.
Nel campo di sterminio, i prigionieri rasati, tosati,
disinfettati e vestiti con pantaloni e giacche a righe sono al
servizio di una fabbrica di gomma. Ancora non sanno cosa li
aspetta, ne’ l’esatto significato del numero con il quale
vengono marchiati come bestie. Devono lavorare, mangiare,
dormire, obbedire e morire.
Primo Levi e’ tra i pochissimi a far ritorno, dopo un lungo
girovagare nei Paesi dell’est. Quale testimone di tanto orrore
sente il dovere di raccontare, affinche’ tutti sappiano e si
domandino un perché, aiutando cosi’ anche i sopravvissuti a
elaborare il loro dolore. La scrittura nella sua vita andra’ da
questo punto in poi di pari passo al suo lavoro di chimico e ai
suoi interessi scientifici.
Nel ’47 Se questo e’ un uomo viene pubblicato da De Silva,
con esiti modesti. Ma nel 1956, quando Einaudi (che prima lo
aveva rifiutato) lo ristampa, diventa un bestseller mondiale e
il libro simbolo di un’epoca tragica. Successivamente scrive
La Tregua, che vince la prima edizione del Campiello. Poi
raccoglie i suoi racconti in Storie naturali (1967) e Vizio di
forma (1971); quindi con La chiave a stella vince il Premio
Strega. Seguono altri libri, fino al romanzo Se non ora quando?
che vince il Viareggio e il Campiello. Nel frattempo Levi lavora
anche come traduttore. Nellþottobre del ’84 pubblica ‘Ad ora
incerta’ e a dicembre ‘Dialogo’ in cui riporta una conversazione
con il fisico Tullio Regge. Nel novembre dello stesso anno esce
lþedizione americana del Sistema periodico e nel gennaio del ’85
la raccolta di scritti L’altrui mestiere.
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Nel 1986 pubblica I
sommersi e i salvati. Ne’ la creativita’ intellettuale, ne’ i
tanti riconoscimenti e nemmeno quel suo modo speciale di
guardare con umorismo anche le situazioni piu’ serie lo
trattennero da quel volo finale.
