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Ultimo aggiornamento 21 Aprile, 2021, 17:33:35 di Maurizio Barra

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DALLE 13:01 DI MARTEDÌ 20 APRILE 2021

ALLE 17:33 DI MERCOLEDÌ 21 APRILE 2021

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Superlega, Vezzali: “Preoccupata dallo scontro istituzionale”
Sottosegretario: “Mi auguro si trovi soluzione in tempi brevi”
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19 aprile 2021
18:30
AGGIORNATO
martedì 20 aprile 2021
13:01
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“Sto seguendo con attenzione la vicenda della Superlega di calcio e sono molto preoccupata per le conseguenze che uno scontro istituzionale potrebbe portare alla filiera dello sport che, ricordo, comincia con i campionati giovanili e porta, poi, fino ai campionati internazionali e ai Giochi Olimpici”. Così Valentina Vezzali, sottosegretario allo sport, a proposito della nascita della Superlega.
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“Non entro nel merito della questione per il rispetto dovuto all’autonomia dello sport – aggiunge – ma non posso non sottolineare che lo sport è in grado di coinvolgere miliardi di persone in ogni angolo del pianeta, perché rappresenta i sogni di ogni bambina e bambino e non certo per la pur importante industria economica che lo anima. Mai, nemmeno di fronte agli interessi economici, possono venire meno i principi del merito, della sana competizione, della solidarietà così come i valori educativi dello sport”.
“Ogni bambino italiano, nel momento in cui inizia a praticare sport, deve poter credere che il proprio sogno sia realizzabile solo attraverso il merito sportivo e non influenzato da interessi commerciali e economici. Mi auguro che le autorità sportive interessate possano trovare in tempi brevi una soluzione che non solo risolva la vicenda, ma soprattutto non crei contrapposizioni. Auspico quindi che si abbandonino interessi personali o di parte, a tutela del calcio, dello sport e di tutti gli appassionati”, conclude.   CALCIO

Spionaggio: Biot resta in carcere, nodo competenza tra pm
Verso un conflitto di giurisdizione. “Deciderà la Cassazione”
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19 aprile 2021
19:01
AGGIORNATO
martedì 20 aprile 2021
13:05
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Resta in carcere Walter Biot, il militare di Marina arrestato il 30 marzo scorso mentre consegnava, in cambio di cinquemila euro, documenti classificati ad un funzionario dell’ambasciata russa. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame di Roma che respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dal difensore, l’avvocato Roberto De Vita.
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Il tribunale della Libertà depositerà entro 45 giorni le motivazioni della decisione. Il militare resta recluso nel carcere romano di Regina Coeli. Nei suoi confronti oltre alla misura cautelare in flagranza di reato, gli è stata notificata giovedì anche quella emessa dal gip del tribunale militare, su richiesta della Procura militare capitolina che ha avviato sulla vicenda un procedimento autonomo rispetto a quello della giustizia ordinaria.
I pm militari contestano a Biot una serie di fattispecie tra cui rivelazione di segreti militari a fini di spionaggio, procacciamento di notizie segrete e procacciamento e rivelazione di notizie di carattere riservato, che prevedono una condanna all’ergastolo. Al momento le indagini della procura ordinaria, che contesta a Biot oltre che i reati di spionaggio anche la corruzione, e quella militare viaggiano in parallelo, ma è molto probabile che questa situazione sfocerà prima o poi in un conflitto di giurisdizione.
“La questione della duplicazione dei procedimenti ed oggi delle misure cautelari dovrà essere presto risolta dalla Cassazione – afferma l’avvocato De Vita -, così come la possibilità di potersi difendere conoscendo le prove”. Secondo il penalista “per adesso, più che un processo per segreti rivelati è un processo segreto in cui la difesa non può conoscere la base degli atti di accusa”. Nei giorni scorsi, infatti, il difensore ha chiesto ed ottenuto lo slittamento dell’interrogatorio con il pm “finchè non visionerà i documenti posti sotto sequestro e quanto contenuto nella scheda digitale trovata in possesso del rappresentante dell’ambasciata russa”. E non è escluso che sul contenuto della scheda la Presidenza del Consiglio possa apporre il segreto di Stato. Secondo una prima analisi effettuata dagli investigatori sul supporto digitale si troverebbero almeno 181 documenti classificati e fotografati dall’indagato. Tra questi 9 ‘segretissimi’ e 47 ‘Nato Secret’.
Si tratta, con molta probabilita’ , degli atti fotografati da Biot il 25 marzo dal pc del suo ufficio. Una azione ripresa dalla telecamera nascosta e in cui il militare è immortalato mentre ripone la sim-card in un bugiardino all’interno di una scatola di medicinali e la sistema nello zaino. Il militare era, infatti, munito del Nos, il nulla osta di sicurezza che abilita al trattamento di informazioni classificate dal grado riservatissimo fino al massimo grado segretissimo.
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Il figlio di Grillo posta video del padre su Instagram, critiche su web
Riapre il profilo sul social
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21 aprile 2021
15:16
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Il figlio di Beppe Grillo, Ciro, ha riaperto il profilo Instagram, postando il video in cui il padre lo difende dall’accusa di violenza sessuale. Il primo commento è dello stesso Ciro, che ha scelto come nikname ciruzzolohiil: “Giornalisti o giudici?”.
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Segue una lunga serie di riposte, quasi tutte critiche: “Orrore”, “Vai a lavorare”, “Un’altra pagliacciata”.
Il video sul web di Beppe Grillo con la difesa del figlio accusato di stupro con altri ragazzi scatena dure reazioni anche tra i partiti. “Siamo distrutti. Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante”, il commento della famiglia della ragazza. La Lega accusa il fondatore del M5s di “garantismo a giorni alterni. Il sabato Salvini è colpevole, il lunedì suo figlio è innocente”. Durissimi i commenti degli esponenti del Pd: “non si può colpevolizzare una vittima”.
Il caso irrompe nell’Aula della Camera all’apertura dei lavori. Il centrodestra attacca e chiede chiarimenti ma anche il capogruppo di Leu Federico Fornaro deplora il video del fondatore M5s. La prima a prendere la parola è la deputata di Fratelli d’Italia Lucaselli che chiede la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo sul tema. Molto dure anche le critiche della deputata della Lega Ravetto e di Fi Valentini ma anche Leu critica “il garantismo a correnti alternate” del Garante M5s.
Interviene anche Giulia Bongiorno a L’Aria Che tira su La7. “Questo video lo porterò in Procura – ha detto – perché reputo che sia una prova a carico”. “E’ una prova che documenta una mentalità dell’eufemizzazione, spesso usata dagli uomini per giustificarsi quando sono imputati” afferma Bongiorno che su questa linea di difesa aggiunge: “Si dice alle vittime, state attente. Ma noi non ci facciamo intimidire!”
“Ho avuto modo di parlare con Beppe Grillo in più occasioni e conosco bene la sua sensibilità su temi così delicati. Sono ben consapevole di quanto questa vicenda familiare lo abbia provato e sconvolto. E’ una vicenda che sta affliggendo lui, la moglie, il figlio e l’intera famiglia.
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Comprendo le preoccupazioni e l’angoscia di un padre, ma non possiamo trascurare che in questa vicenda ci sono anche altre persone, che vanno protette e i cui sentimenti vanno assolutamente rispettati, vale a dire la giovane ragazza coinvolta nella vicenda e i suoi familiari che sicuramente staranno vivendo momenti di dolore”. Così Giuseppe Conte.
“C’è un video che testimonia l’innocenza dei ragazzi, dove si vede che lei è consenziente, la data della denuncia è solo un particolare”. Lo ha scritto Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo, in un commento – ripreso dal sito Open – al post su Fb di Maria Elena Boschi dove la deputata di Italia Viva critica il video in cui Beppe Grillo difende il figlio Ciro e i suoi tre amici dall’accusa di stupro.
“Questo modo di concepire la giustizia, giocandola sui social e non nelle aule di tribunale, è aberrante. Ed è ciò che suo marito Beppe ha sempre fatto con i suoi seguaci: si chiama giustizialismo. Io invece aspetto e rispetto le sentenze, come tutti i cittadini”. Così Maria Elena Boschi risponde su Fb alla moglie di Beppe Grillo. “Parvin Tadjik, la moglie di Beppe Grillo, risponde al mio video di ieri dicendo che suo figlio è innocente, che la ragazza era consenziente, che ci sono le prove. Io non faccio il processo sui social, gentile signora. Le sentenze le decidono i magistrati, non i tweet delle mamme” aggiunge.
Non è il solito Beppe Grillo quello che ha parlato ieri sui social: freddure e sfottò lasciano il posto alle urla di un padre che si schiera, platealmente, dalla parte di suo figlio. L’accusa che pende sulla testa del giovane Ciro è pesante: avrebbe violentato insieme ad altri tre ragazzi una studentessa. La difesa del fondatore del M5s è a tutto campo e immediata scatena una durissima reazione politica. Il tutto parte da una domanda (con annessa risposta) di Grillo: “Perché non li avete arrestati subito? Perché vi siete resi conto che non è vero che c’è stato lo stupro”. Quindi, la chiosa disperata, urlata: “Se dovete arrestare mio figlio perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera”. Sono passati quasi due anni da quella notte del luglio 2019 quando, dopo una serata passata al Billionaire in Costa Smeralda, i quattro giovani avrebbero violentato – questa l’accusa – la 19enne milanese di origine scandinava in vacanza nel nord Sardegna con un’amica. Concluse le indagini a novembre 2020, la Procura di Tempio Pausania, competente per il territorio della Gallura, sta per tirare le fila dell’inchiesta. A breve trasferirà gli atti al Gup del Tribunale e si conoscerà la sua scelta: richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. I legali hanno ribadito come i ragazzi si siano dichiarati innocenti “fin dall’inizio dell’inchiesta”. Ora alla loro voce si somma anche quella, altisonante, di Grillo senior: “Una persona che viene stuprata la mattina, il pomeriggio fa kitesurf e denuncia dopo 8 giorni è strano. E poi c’è un video in cui si vede un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si divertono e ridono in mutande”, perché “sono quattro coglioni, non quattro stupratori”. Ma Beppe non è l’unico papà coinvolto in questa storia. Ci sono anche i genitori della studentessa che ha denunciato, i quali, attraverso una nota divulgata dall’avvocato Giulia Bongiorno, si dicono “distrutti. Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante – affermano -. Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore sono strategie misere”.
“Sono e siamo umanamente vicini a Beppe Grillo, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando conclusioni affrettate e la ricerca di sensazionalismi”. Così su fb il capo politico del M5s Vito Crimi.
“Da Grillo garantismo a giorni alterni. Il sabato Salvini è colpevole, il lunedì suo figlio è innocente”. Lo scrive il profilo Twitter della Lega.
“Le parole di Grillo sono inaccettabili, tutta la solidarietà alla ragazza denigrata. Il M5S acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare”, scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Peppe Provenzano.
Quello di Beppe Grillo è “un video scandaloso, non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati ma che Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso”. Così la capogruppo Iv Maria Elena Boschi attacca in un video su twitter il fondatore M5S per la sua difesa del figlio. “Le sue parole – scrive Boschi – sono piene di maschilismo, quando dice che la ragazza è sostanzialemnte una bugiarda perché c’ha messo 8 giorni a denunciare fa un torto a tutte le donne vittime di violenza perché forse Grillo non sa il dolore che passa nelle donne che a volte ci mettono anche settimane per superare dolore angoscia”. E, incalza, “quando Grillo ci spiega che suo figlio è innocente perché non è in carcere né ai domicilairi dice un falso dal punto di vista girudico che non sta né in cielo né in terra”. “E anche – aggiunge l’ex ministro – quando dice che i 4 ragazzi sono dei coglioni, dice lui, deresponsabilizza degli adulti maggiorenni e lo fa solo perché lui è famoso”. Boschi aggiunge: “Mi piacerebbe che qualcuno, magari donna, nel M5s prendesse le distanze da Grillo e non perché io debba condannare il figlio di Grillo, non sta a me farlo e io sono garantista. Ma di che si lamenta Grillo? Vi ricordate cosa ha fatto a me, a mio padre alla mia famiglia, mio padre è stato accusato di ben altri reati, non di stupro, poi archiviati. Ma quanto odio e volgarità spesso inspirati da Grillo e M5s, noi abbiamo aspettato i giudici a differenza sua”. “Oggi – conclude Boschi – Grillo ci spiega che ci sono due pesi e due misure, le regole che valgono per la sua famiglia e quelle che valgono per gli altri. Caro Grillo ti devi semplicemente vergognare”.
“Tutti, ma proprio tutti sono garantisti con parenti e amici e forcaioli con gli avversari. Per la Lega se di mezzo c’è il processo a Salvini, vale la presunzione di innocenza. Se tocca al capo di Gabinetto di Giani è condanna istantanea. Il Pd applica esattamente lo schema opposto, tifando per la condanna di Salvini e difendendo i compagni di partito. Di Grillo abbiamo ascoltato oggi l’appassionato intervento, dopo anni a difendere il giustizialismo più sfrenato. Siamo rimasti in pochi ad essere garantisti senza se e senza ma”. Lo dichiara in una nota Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Azione.

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Religione: Acs, in un Paese su 3 violata la libertà di fede
Califfato è transcontinentale, minoranze discriminate in Covid
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20 aprile 2021
13:01
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La libertà religiosa è violata in quasi un terzo dei Paesi del mondo (31,6%), dove vivono circa due terzi della popolazione mondiale; 62 Paesi su un totale di 196 registrano violazioni molto gravi della libertà religiosa.
Il numero di persone che vivono in questi Paesi sfiora i 5,2 miliardi, poiché tra i peggiori trasgressori vi sono alcune delle nazioni più popolose del mondo (Cina, India, Pakistan, Bangladesh e Nigeria).
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E’ quanto emerge dal Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.
Nell’ultimo anno si sono registrate anche discriminazioni per le minoranze negli aiuti per la pandemia da Covid-19. Si osserva poi in alcuni Paesi una escalation delle violenze sessuali come “arma” per la conversione.
La minaccia jihadista si sposta dai paesi dove era nato l’Isis, Siria e Iraq, soprattutto in Africa ma anche nelle aree del mondo con “lo scopo di creare un sedicente califfato transcontinentale”, ha detto il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro. “In 26 nazioni del mondo si soffre la persecuzione. Nove Paesi per la prima volta si sono aggiunti alla lista: sette in Africa (Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico) e due in Asia (Malesia e Sri Lanka). La causa principale – ha spiegato Monteduro – è la progressiva radicalizzazione del continente africano, specie nelle aree sub-sahariana e orientale, dove la presenza di gruppi jihadisti è notevolmente aumentata. Questa radicalizzazione non si limita tuttavia all’Africa. Il Rapporto 2021 di Acs sulla libertà religiosa nel mondo descrive il consolidamento di un network islamista transnazionale che si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, il cui scopo è creare un sedicente califfato transcontinentale”.
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Usa: è morto Walter Mondale, il vicepresidente di Carter
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NEW YORK
20 aprile 2021
11:54
AGGIORNATO ALLE
14:21
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L’ex vicepresidente americano Walter Mondale è morto all’età di 93 anni. Lo riportano i media americani.
Mondale è stato il vicepresidente di Jimmy Carter dal 1977 al 1981. Nel 1984 tentò la corsa alla Casa Bianca ma perse contro Ronald Reagan, che conquistò 49 Stati. Mondale entrò comunque nella storia per la scelta di Geraldine Ferraro come sua vice: è stata la prima volta che un candidato di uno dei maggiori partiti sceglieva una donna come running mate.
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Enac, nel 2020 crollo traffico aereo, passeggeri -72,5%
Giovannini, tornare viaggiare in sicurezza è obiettivo ripresa
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20 aprile 2021
12:25
AGGIORNATO ALLE
15:03
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Sono stati 52.759.724 i passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel 2020, tra traffico nazionale e internazionale, con un decremento rispetto al 2019 del -72,5%. Emerge dai dati di traffico 2020 pubblicati dall’Enac.
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Il traffico – evidenzia una nota – è stato fortemente condizionato dalla crisi innescata dal Covid che ne ha causato una forte contrazione. “Una diminuzione media del -72,5% con punte di oltre il -90% in alcuni momenti dell’anno – commenta il direttore generale Alessio Quaranta – è un fenomeno mai registrato nell’aviazione civile moderna che, al contrario, ha avuto una crescita più o meno costante nel tempo”.
In particolare, il traffico nazionale, con i suoi 25 milioni di passeggeri ha registrato una diminuzione più moderata, -61,1%, rispetto al traffico internazionale, -78,3%, con un totale di circa 27.700.000 passeggeri.
L’aeroporto di Roma Fiumicino si conferma al primo posto per numero di passeggeri, seguito da Milano Malpensa che, invece, è risultato in prima posizione per il trasporto cargo. E’ quanto emerge dai Dati di traffico 2020 pubblicati dall’Enac. La graduatoria complessiva dei collegamenti nazionali e internazionali di linea e charter vede al primo posto la compagnia Ryanair, seguita da Alitalia e da EasyJet Europe.
Alitalia, invece, si consolida come prima compagnia per il traffico nazionale.
“Tornare a viaggiare in piena sicurezza non è solo un auspicio, ma un obiettivo di ripresa verso il quale devono convergere tutte le categorie interessate”, commenta il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, spiegando che “il governo è al lavoro non solo per riportare i settori colpiti dalla crisi alla normale attività ma per individuare, attraverso l’analisi dei possibili scenari, soluzioni in grado di produrre tassi di crescita elevati e sostenibili nel lungo periodo per rendere il Paese resiliente”.   ECONOMIA

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Recovery: al via incontri Draghi con le parti sociali
Segretari Cgil, Cisl e Uil, poi associazioni imprese e categorie
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20 aprile 2021
12:55
AGGIORNATO ALLE
15:05
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Al via gli incontri del presidente del Consiglio, Mario Draghi, con le parti sociali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. E’ cominciato il confronto a Palazzo Chigi con i sindacati, a cui partecipano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.
Alle 17 sarà la volta delle associazioni di impresa e categorie.
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Ponte Genova: Possetti, “lo Stato paghi il Memoriale”
Bucci: D’accordo al 100% anche per questo attendiamo 88 milioni
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GENOVA
20 aprile 2021
13:02
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“Il memoriale delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi non dovrà essere pagato dagli sponsor privati, dovrà essere pagato dallo Stato, per noi questo è un aspetto fondamentale, determinante”. Così Egle Possetti, portavoce del comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi a margine della presentazione del bando destinato agli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova per ideare un’opera d’arte da inserire negli spazi del futuro parco sotto il ponte.
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“Non vogliamo che nel nostro memoriale ci siano sponsor privati perché è lo Stato che deve dare rispetto alle nostre vittime – continua Possetti – quel memoriale dovrà essere gestito solo con fondi pubblici, è una forma di rispetto verso chi non c’è più”.
Sotto il nuovo viadotto Polcevera, in base al progetto dell’architetto Stefano Boeri, nascerà un enorme parco con aree verdi, spazi per lo sport e la socialità, ma anche per start up e aziende tecnologiche. “Potranno esserci sponsor privati per i giardini e per il parco, ma quel Memoriale deve avere un’impronta pubblica”, conclude Possetti. D’accordo il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Marco Bucci: “Apprezzo la richiesta dei familiari delle vittime. Mi sembra anche un bel segnale, lo Stato si deve occupare di queste cose, concordo al 100% infatti aspettiamo gli 88 milioni avanzati dalla contabilità speciale della struttura commissariale che, appunto, sono fondi pubblici”. Nei giorni scorsi l’annuncio di un emendamento al decreto Sostegni da parte della Lega, ennesimo tentativo per cercare di riportare a Genova quelle risorse.
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Grillo: Marcucci, Conte chiarisca o alleanza più difficile
Aspetto con impazienza parole leader in pectore M5s
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20 aprile 2021
13:24
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“Aspetto con impazienza le parole che dovrà dire il leader in pectore del M5S Giuseppe Conte in merito all’incredibile video del garante. Dopo le parole dell’ex comico, servono chiarimenti urgenti come minimo sulla giustizia e sulla responsabilità della politica.
Il perdurare di questo silenzio renderebbe qualsiasi alleanza privilegiata molto più difficile”. Lo afferma il senatore Pd Andrea Marcucci.
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Grillo:Bongiorno, video è prova a carico, non ci intimidisce
Tipico alcuni uomini imputati dire alle vittime ‘state attente’
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20 aprile 2021
13:31
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“Questo video lo porterò in Procura perché reputo che sia una prova a carico”. Lo ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno a L’Aria Che tira su La7.
“”E’ una prova che documenta una mentalità dell’eufemizzazione, spesso usata dagli uomini per giustificarsi quando sono imputati” afferma Bongiorno che su questa linea di difesa aggiunge: “si dice alle vittime, state attente. Ma noi non ci facciamo intimidire!”.
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Lega: confronto Salvini-ambasciatore Pakistan in Italia
Implementare rapporti, anche commerciali
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20 aprile 2021
13:34
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Videoconferenza tra il leader della Lega, Matteo Salvini e l’ambasciatore del Pakistan in Italia, Jauhar Saleem. Come riferisce il partito, al centro del colloquio i rapporti tra i due Paesi, il tema del Kashmir, la situazione sanitaria, le relazioni bilaterali in seno alle Nazioni unite, i diritti umani e la stabilità geopolitica dell’area sud asiatica.

I due – riferisce ancora la Lega – hanno convenuto che Italia e Pakistan debbano implementare ulteriormente i rapporti, anche commerciali, e si sono ripromessi di vedersi di persona prima possibile, anche per organizzare una visita ufficiale del senatore in Pakistan. Salvini ha anche auspicato, a nome del governo italiano, una visita del primo ministro pakistano in Italia.
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Superlega: Toti, penalizza tifosi e cancella la storia
‘Il calcio è meritocrazia, e deve andare avanti chi vince’
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GENOVA
20 aprile 2021
13:34
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“Il calcio è meritocrazia, chi vince sul campo deve andare avanti. Non so come andrà a finire la storia della Superlega ma la cosa certa è che penalizzerà solo i tifosi cancellando la nostra storia, fatta di passione e di amore per i colori”.
Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti via Facebook attacca il progetto della Superlega.
“Il calcio è di chi lo ama e non di chi vuole guadagnare di più”, aggiunge.
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Recovery:Sbarra(Cisl),a Draghi chiesto coinvolgerci su piano
Vogliamo capire progetti, risultati e ricadute economiche
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20 aprile 2021
13:47
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“Il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia ci hanno anticipato alcuni punti” del Piano nazionale di rilancio e resilienza: “Abbiamo chiesto di non allontanarsi dai contenuti della Commissione, innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale, innovazione energetica, politiche sociali, sanità, scuola, sud. Vogliamo essere coinvolti in una discussione sui progetti, vogliamo capire i risultati attesi e soprattutto le ricadute economiche.

Le parti sociali devono essere coinvolte perché vogliamo seguire passo passo” il Recovery plan. Lo dice Luigi Sbarra, segretario della Cisl, all’uscita da Palazzo Chigi.
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Scuola, Gelmini: in presenza al 100% quanto prima
Bozza dl: superiori in classe almeno al 60% nelle zone giallo-arancione. Regioni: bene, 100% impraticabile
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20 aprile 2021
19:16
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“L’obiettivo del governo è quello di arrivare quanto prima ad una presenza al 100% dei nostri ragazzi a scuola, per quanto riguarda ogni ordine e grado. Con il nuovo decreto diamo un chiaro segnale in questa direzione.
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La nostra volontà politica è quella di far terminare agli studenti l’anno scolastico in aula. Per raggiungere questo obiettivo, naturalmente, lavoreremo fianco a fianco con le Regioni e con gli enti locali, per aiutare gli istituti e per rafforzare il sistema del trasporto pubblico”. Così il ministro Mariastella Gelmini alla riunione del governo con Regioni ed Enti locali, secondo quanto si apprende. L’idea di Gelmini è che si tenda quanto più possibile al 100% partendo da un minimo di 60 per cento, in tutta sicurezza, secondo quanto riferiscono diverse fonti.
Le scuole superiori potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca”. E quanto prevede la bozza del Decreto che dovrebbe approdare in Cdm domani. Le disposizioni, prosegue il testo, “non possono essere derogate da provvedimenti dei presidenti delle Regioni” fatto salvo casi di “eccezionale e straordinaria gravità” dovuti al Covid.
Soddisfazione per la leale collaborazione e apprezzamento al Governo per aver recepito le preoccupazioni dei territori sul ritorno in classe degli studenti delle superiori al 100%, una soluzione “tecnicamente impraticabile” per la capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50% e per i limiti strutturali degli edifici scolastici.
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E’ la posizione delle Regioni espressa, secondo quanto si apprende, dal presidente Massimiliano Fedriga nel corso dell’incontro con l’esecutivo. Fedriga, avrebbe inoltre sottolineato “l’enorme lavoro” svolto dai territori per creare le condizioni per far tornare in classe il più alto numero di studenti.
“Il Governo non ha rappresentato ancora quel cambio di rotta atteso dalla comunità educante, la situazione è rimasta identica sul piano nazionale. Aumentare la percentuale degli alunni in presenza al 100% senza correttivi rappresenta una mossa azzardata”. Lo scrivono Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda di Roma e Lazio. “Trasporti, spazi, dispositivi di protezione individuale, organici inadeguati rischiano di provocare un fortissimo stress organizzativo per lavoratrici e lavoratori, dirigenti, studentesse e studenti, con un impatto enorme a poco meno di due mesi dal termine delle lezioni”.
“Nostro dovere è segnalare le difficoltà perché vengano risolte. Ciò che è cambiato rispetto ai mesi scorsi è che buona parte del personale scolastico ha ricevuto la prima dose di vaccino ma il resto è sostanzialmente rimasto immutato. Queste osservazioni sono ovviamente differenti da zona a zona: nelle grandi città, in generale, nelle scuole superiori, le aule sono affollate, nei piccoli centri no. Si era parlato di un contact tracing che al momento non sembra vedere la luce perché è complesso da organizzare”. Così il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, su Rainews24. “Dentro le scuole i presidi hanno lavorato in modo encomiabile, le scuole al loro interno garantiscono una ragionevole sicurezza, non sono focolaio di contagi. Certo, se poi si prendono per arrivare a scuola vetture molto affollate si possono fare gli scaglionamenti negli ingressi a scuola, ma questo non risolve tutti i problemi. CI sono tante aule piccole e contenere i ragazzi sono all’interno con un distanziamento di 1 metro non è possibile. Se si rientra al 100% il distanziamento non può essere rispettato. Se va rispettato, bisogna consentire ai dirigenti di decidere autonomamente una percentuale di rientro. Io non mi schiero né con gli aperturisti né con i chiusuristi. Se si riapre in queste condizioni ci saranno certi eventi, altrimenti si demanda alla scuola la decisione e allora le condizioni di sicurezza saranno mantenute”, ha concluso Giannelli.
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Ft: Roma punta a portare in Italia la produzione di vaccini mRNA
Colloqui preliminari del governo con Moderna, Novartis, ReiThera
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BRUXELLES
20 aprile 2021
13:57
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Roma cerca di portare in Italia la produzione di vaccini basati sull’mRNA. Lo scrive il Financial Times, secondo cui il governo italiano avrebbe avuto dei colloqui preliminari con la società biofarmaceutica svizzera Novartis, e l’italiana ReiThera per la produzione in Italia del vaccino a mRNA sviluppato dalla tedesca CureVac, attualmente nella fase III di sperimentazione.

Il premier italiano, Mario Draghi, ha anche parlato direttamente con l’ad di Moderna, Stéphane Bancel. I colloqui, scrive il quotidiano della City, non sono andati a buon fine perché l’azienda di biotecnologia statunitense non è in grado di supervisionare il trasferimento della tecnologia necessaria ai siti di produzione italiani o di fornire personale qualificato a tali siti per aumentare la produzione.
Bruxelles, che pare allontanarsi dall’impiego di sieri a vettore, come quelli prodotti da AstraZeneca e Johnson & Johnson, “ha accolto con favore l’impegno di Roma nella produzione dei vaccini”, rivela al Ft un funzionario della Commissione Ue a conoscenza dei contatti italiani con le aziende.
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Embraco: sindacati, il curatore interrompa i licenziamenti
Incontro con Todde, lavoratori Torino e Belluno davanti al Mise
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TORINO
20 aprile 2021
14:22
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“Chiediamo al curatore fallimentare di Embraco di interrompere immediatamente la procedura di licenziamenti, di inoltrare domanda di cassa integrazione al Ministero del Lavoro e di sbloccare l’utilizzo del fondo a suo tempo costituito da Embraco a beneficio dei lavoratori”. Lo affermano i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Uglm dopo l’incontro con la viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde.
Davanti al ministero hanno manifestato i lavoratori dell’ex Embraco e dell’Acc di Belluno per chiedere al governo di riassumere il progetto Italcomp e di agire con la massima urgenza per scongiurare gli imminenti licenziamenti alla Embraco di Torino e la interruzione della produzione alla ACC di Belluno per problemi di liquidità.
“Per quanto riguarda invece il Governo, speriamo che l’incontro di oggi dimostri un rinnovato interessamento da parte del Ministero dello Sviluppo economico dopo un lungo periodo di inerzia e di passaggio di consegne che ha messo gravemente a repentaglio il futuro dei lavoratori sia di Belluno sia di Torino, spiegano i sindacati.   PIEMONTE

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Estate, si andrà in spiaggia con le ‘regole’ 2020
Riunione con le regioni sulle linee guida per l’avvio della stagione balneare
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20 aprile 2021
19:25
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Quest’estate, potremo tornare in spiaggia esattamente con le regole adottate nel 2020. Lo ha detto il coordinatore del tavolo interregionale sul Demanio e assessore ligure Marco Scajola al termine di una riunione con le regioni sulle linee guida per l’avvio della stagione balneare 2021.
Linee che, “secondo il ministro al Massimo Garavaglia – ha detto Scajola – sono quelle da cui ripartire”.

“Lo scorso anno come Regioni avevamo lavorato per realizzare linee guida che il governo recepì e che non ha mai visto spiagge chiuse per covid – ha detto Scajola – Noi per l’estate 2021 ripartiamo da lì”. Scajola ha sottolineato “l’unione tra Regioni che, al di là del colore politico, fanno squadra per affrontare al meglio la situazione che abbiamo di fronte, che coinvolge economia, turismo e sicurezza”, poi ha spiegato che oggi alle 16 incontrerà le associazioni di categoria per condividere con loro queste linee guida.
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Recovery, Draghi: più trasparenza, avrà una piattaforma digitale
Franco: la sfida è l’attuazione rapida, nel dl 56 miliardi per progetti extra
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21 aprile 2021
12:44
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Il Recovery diventa inattuabile se non è comunicato, disegnato, digitalizzato con trasparenza. Ogni progetto ha un cronoprogramma, questa informazione verrà posta su una piattaforma digitale in modo che sia controllabile e monitorabile “da parte di tutti”.
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Lo avrebbe detto, secondo quanto si apprende da alcuni partecipanti, Mario Draghi nell’incontro con le imprese. Ma il miglior modo – avrebbe aggiunto – per controllare l’attuazione nei tempi e modi che saranno decisi è il confronto continuo con voi: il modo migliore di fare trasparenza. Sono molto contento di questo incontro ma immagino ce ne saranno tanti altri nei mesi prossimi. La fase dell’attuazione del Recovery plan sarà “fondata su tre pilastri”. Lo avrebbe spiegato il premier Mario Draghi, a quanto si apprende da alcuni partecipanti, ai rappresentanti delle associazioni datoriali. Il primo pilastro è la semplificazione, di norme, dei tempi politici, inclusi poteri sostitutivi, semplificazione istituzionale. Il secondo pilastro sono le riforme, soprattutto della pubblica amministrazione e della giustizia civile. Il terzo pilastro è la trasparenza.
“Un contributo prioritario alla riduzione del debito” arriverà da “una robusta crescita economica cui contribuirà l’adozione del Pnrr e gli investimenti aggiuntivi: una rapida e completa attuazione del piano è la principale sfida che il Paese deve affrontare”. Così il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione sul Def. “Per il periodo 2022-2033 il decreto in corso di definizione impiegherà ulteriori risorse per 56 miliardi” per i progetti extra Recovery: “si tratta nello specifico di 30,5 miliardi” nel 2021-26 per “realizzare il Piano nazionale di investimenti complementare al Pnrr, circa 10 miliardi da destinare al finanziamento di ulteriori grandi opere nel settore ferroviario” che “potrebbero interessare per la maggior parte le Regioni del Meridione”, di “15,5 miliardi che reintegreranno il Fondo di sviluppo e coesione” utilizzati per realizzare i progetti de Recovery.
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Così il ministro Daniele Franco in audizione sul Def. “La riforma fiscale è una delle priorità del governo, l’dea è di avere una riforma quanto più possibile organica quindi che consideri tutto il sistema. Il parlamento ha effettuato un lavoro molto importante, un patrimonio che va assolutamente utilizzato da parlamento e governo assieme, è qualcosa che faremo nei prossimi mesi”. Così il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione sul Def rispondendo alle domande davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
La riduzione prevista nel Def di 8 punti di deficit/PIL nel 2022-24 è “credibile solo con tassi di crescita sostenuti”, avverte Confindustria. “Per evitare azzardi” bisogna “prevedere interventi per una crescita solida”; “questo obiettivo può essere raggiunto solo con interventi per innalzare la crescita e renderla solida e duratura”: è la posizione espressa dal presidente Carlo Bonomi all’incontro con il premier Mario Draghi sul recovery fund. “Considerato che il debito pubblico dell’Italia è previsto superiore al 150% del Pil per anni, sarebbe auspicabile proporre in Europa un piano B, solido e credibile, di rientro del debito”. Confindustria sottolinea “le necessità più urgenti per le imprese: liquidità, patrimonializzazione, ristori, lavoro” all’incontro del premier Mario Draghi con le associazioni delle imprese sul recovery fund. “Le misure emergenziali varate nel 2020 hanno alleviato i colpi della crisi, ma hanno altresì determinato un forte aumento del debito delle imprese. Sulle imprese industriali grava inoltre la sensibile crescita dei prezzi delle materie prime che riducono ulteriormente i cash flow”, è la posizione sottolineata dal leader degli industriali, Carlo Bonomi. Sul capitolo ristori, dice Confindustria, “registriamo il cambio di passo nell’annuncio di voler superare la logica dei contributi calcolati solo sulle perdite di fatturato, inserendo anche i costi fissi nella valutazione dei sostegni da erogare”. Per quanto riguarda il lavoro, “i numeri delineano un’emergenza assoluta: tra febbraio 2020 e febbraio 2021, abbiamo perso 945 mila occupati, soprattutto giovani, donne, occupati a tempo e autonomi, nonostante il blocco dei licenziamenti assunto solo in Italia”.
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Dalla pandemia al rilancio, il ruolo delle biotecnologie
Le richieste del mondo del biotech al Governo
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20 aprile 2021
18:44
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È passato più di un anno dallo scoppiare dell’emergenza Coronavirus nel mondo. Un anno in cui le biotecnologie hanno posto sotto gli occhi di tutti il ruolo cruciale del settore.
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Con risposte tangibili per studiare, conoscere e poi bloccare la pandemia: dal sequenziamento del virus, alla diagnostica molecolare, ai vaccini, agli anticorpi monoclonali in sviluppo. Ma anche con proposte concrete per una ripresa e ripartenza del Paese capaci di conciliare, per la prima volta, sviluppo economico e sostenibilità.
Secondo le stime dell’Ocse, nel 2030 le biotecnologie avranno un peso enorme nell’economia mondiale: saranno, infatti, biotech l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% dei prodotti agricoli, il 35% dei prodotti chimici e industriali, arrivando a incidere complessivamente per il 2,7% del PIL globale. Un comparto che si dimostra dinamico: l’80% dell’industria delle biotecnologie in Italia è costituito da imprese di piccola e micro dimensione, fra il 2017 e il 2019 sono state registrate oltre 50 nuove startup innovative attive nelle biotecnologie, altre 44 solo nei primi 9 mesi del 2020.
Le richieste del mondo del biotech al Governo è al centro di  ‘Biotech, il futuro migliore: l’importanza dell’ecosistema per il rilancio del Paese’ organizzato da Federchimica Assobiotec, realtà che rappresenta 130 imprese e parchi tecnologici e scientifici operanti in Italia.
Interverranno l’economista Lorenzo Bini Smaghi (presidente Société Générale), l’On. Angela Ianaro (presidente Intergruppo parlamentare Scienza e Salute), Luigi Nicolais (Ministero Università e Ricerca – PNRR e sviluppo della Ricerca nazionale), Elena Sgaravatti (vicepresidente Federchimica Assobiotec), Anna Lisa Mandorino (segretaria generale Cittadinanzattiva), Pierluigi Paracchi (componente board Federchimica Assobiotec – Area Startup e Pmi) e Valentino Confalone (AD Gilead Sciences Italia):

  TECNOLOGIA

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Draghi sente Guterres, tra temi Covid, ripresa e Libia
Condivise valutazioni su principali aree crisi internazionali
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20 aprile 2021
16:59
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Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto questo pomeriggio un colloquio telefonico con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Lo rende noto Palazzo Chigi.
Al centro della telefonata i principali temi globali, anche nel quadro della Presidenza italiana del G20: cooperazione internazionale nella lotta alla pandemia, contrasto ai cambiamenti climatici, ripresa economica e sociale con speciale attenzione verso i Paesi più vulnerabili.
Sono inoltre state condivise valutazioni sulle principali aree di crisi internazionale ed in particolare sulla Libia.
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Recovery: Draghi ai sindacati, 222 miliardi a disposizione
Cifra confermata in incontri con sindacati
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20 aprile 2021
17:00
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Ci sono circa 222 miliardi di euro a disposizione, tra i fondi europei del Recovery e i 30 miliardi del fondo complementare per gli investimenti finanziato con l’ultimo scostamento di bilancio: questa la cifra confermata, a quanto si apprende da alcuni partecipanti alla riunone, dal premier Mario Draghi ai sindacati, durante il confronto a Palazzo Chigi, sul Recovery.
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Covid: Meloni, Lamorgese usi intransigenza a difesa confini
Ministro vuole intimorire imprenditori
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20 aprile 2021
17:02
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“Non bastava la presa in giro delle finte riaperture, adesso il ministro Lamorgese vuole pure intimorire gli imprenditori già stremati dalle insensate misure restrittive decise dal governo. Quando inizierà ad utilizzare la stessa intransigenza nel difendere i nostri confini dall’immigrazione clandestina?” Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in merito all’annuncio del ministro dell’Interno di eseguire controlli rigidi sulle riaperture.
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Alitalia: Santosuosso, vaglieremo piano Ita
Deve essere sostenibile, noi attenti a occupazione
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20 aprile 2021
16:52
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Con la chiusura della trattativa tra governo e Ue il piano industriale di Ita “dovrà essere vagliato dai commissari ai sensi di legge”. Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia, Daniele Santosuosso, alle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera.
“Essendo nei poteri-doveri della terna commissariale quello di scegliere l’acquirente” ha spiegato, “è fondamentale il profilo della sostenibilità del piano”, “tenendo conto della sua affidabilità e dell’affidabilità del suo piano di prosecuzione dell’impresa, anche con riferimento alle garanzie di mantenimento dei livelli occupazionale, che rappresentano un patrimonio umano che la terna commissariale intende salvaguardare come bene primario, con tutti gli strumenti possibili”.
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Def: Corte Conti, cammino finanza pubblica molto stretto
Più spesa buona, contenere quella cattiva. Non rinviare riforme
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20 aprile 2021
16:44
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“Occorrerà seguire un cammino di finanza pubblica molto ‘stretto'”: è quanto prescrive la Corte dei Conti nella memoria Memoria sul Def 2021, presentata oggi alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera. “La crisi ha, infatti, evidenziato l’esigenza di aumentare strutturalmente alcune componenti della spesa sia corrente, sia in conto capitale.
Se la sfida implicita nel DEF è quella di finanziare tali incrementi attraverso una maggiore crescita, si dovrà tuttavia fare il possibile, non appena le condizioni lo consentiranno, per affiancare all’espansione della “spesa buona” anche il contenimento di quella cattiva”.
La Corte dei conti osserva poi che “certamente il Recovery Plan rappresenta un’opportunità unica per effettuare investimenti che aumentino il potenziale di crescita del Paese; ma per raggiungere tale obiettivo sarà necessario non rinviare ancora una volta la stagione di riforme da tempo sollecitate da tutti gli osservatori internazionali”.
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Nasce Women’s Forum G20 Italy, donne al centro della ripresa
Per individuare le priorità post covid da proporre ai leader
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20 aprile 2021
17:17
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Una ‘She-covery for all’ per mettere il mondo femminile al centro della ripresa post pandemia. Nasce con questi obiettivi il Women’s Forum G20 Italy che si terrà il 17, 18, 19 Ottobre a Milano, in collaborazione con il Politecnico di Milano.
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L’Advisory Board Italy è composto da 25 personalità italiane del mondo delle Istituzioni, dell’industria, dell’economia, dell’università e della scienza, che dovranno individuare priorità, linee guida e obiettivi strategici per delineare una Call to Action ai Leader del G20. All’evento di Milano sono previsti 250 ospiti e uno streaming internazionale per oltre 30mila partecipanti con un programma incentrato su tematiche quali: accesso all’educazione STEM, lotta al cambiamento climatico, finanza etica, sistemi sanitari post Covid-19, diplomazia al femminile, nonché l’accesso al capitale, l’intelligenza artificiale, Tech4Good e i programmi di riconversione e riqualificazione, tenuto conto che la pandemia ha colpito in particolare l’occupazione femminile.
Al centro dei lavori della prima riunione dell’Advisory Board, le personalità da invitare e le tematiche intorno alle quali elaborare le proposte da inviare ai Leader riuniti a Roma, in vista del Summit G20 di quest’anno. L’obiettivo è di individuare un insieme di azioni molto concrete ed incisive affinché alle donne sia riconosciuto un ruolo, al pari degli uomini, per il rilancio economico e sociale.
“È una grande sfida e per questo desideriamo ringraziare le donne e gli uomini formidabili che hanno accettato di far parte dell’Advisory Board Italy, credendo in questa iniziativa e sostenendola con impegno e determinazione”, ha sottolineato per il Women’s Forum for the Economy and Society Chiara Corazza.
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Alitalia: Leogrande, marchio vale sui 150 milioni
E’ essenziale per l’azienda
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20 aprile 2021
17:44
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“Il valore del marchio Alitalia si aggira sui 150 milioni di euro”. Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, in audizione alle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera, auspicando che possa rimanere “operativo sul ramo aviation, conservare il valore in quanto è un bene strumentale, essenziale per l’esercizio di questa impresa”.
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Spagna: ordinata restituzione di beni espropriati ai Franco
Un tribunale accoglie un ricorso dei discendenti del dittatore
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MADRID
20 aprile 2021
15:01
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Un tribunale ha ordinato la restituzione alla famiglia di Francisco Franco di beni espropriati ai discendenti del dittatore spagnolo e che si trovavano all’interno di una residenza estiva da lui utilizzata e situata in Galizia. Lo riportano i media iberici.

Si tratta del denominato Pazo de Meirás, la cui proprietà è passata allo Stato lo scorso dicembre in seguito a una sentenza giudiziaria. Allora si aprì una disputa su chi avesse diritto alla titolarità di mobili e altri oggetti ritrovati all’interno del palazzo, come tavoli, sedie, quadri, tappeti o stoviglie.
Questi vennero trasferiti allo Stato come misura cautelare, ma la famiglia di Franco presentò ricorso.
Il tribunale dell’Audiencia provinciale di La Coruña ha stabilito ora che la sentenza dello scorso anno si riferiva solo all’immobile e non ai beni ritrovati al suo interno. Pertanto, lo Stato dovrà aprire un altro procedimento per reclamarne la titolarità.
Per adesso, oltre a restituire i beni espropriati, dovrà anche risarcire la famiglia di Franco “per i danni provocati”.
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Covid: bozza decreto, torna zona gialla. ‘Certificazione verde’ con vaccino o tampone
E’ quanto si legge in una bozza del decreto legge atteso in Cdm
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21 aprile 2021
09:26
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Tornano le zone gialle e arriva la “certificazione verde” per gli spostamenti tra le Regioni. E’ quanto si legge in una bozza, ancora suscettibile di modifiche, del decreto legge Covid atteso in Cdm.
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Le misure, scaglionate a partire dal 26 aprile come anticipato la scorsa settimana dal governo, dovrebbero avere validità fino al 31 luglio. Fino a questa data infatti dovrebbe essere disposta la proroga dello stato d’emergenza Covid.

Arriva la “certificazione verde” per gli spostamenti tra Regioni di colore diverso. Lo prevede la bozza di decreto legge Covid. Il certificato potrà essere cartaceo o digitale e varrà sei mesi per i vaccinati e per chi sia guarito dal Covid: per chi abbia concluso un intero ciclo di vaccinazione sarà rilasciato dalla struttura sanitaria che effettua la somministrazione; per chi sia guarito viene rilasciato dall’ospedale, medico di base o pediatra. Varranno invece 48 ore i certificati per chi abbia effettuato test molecolare o antigenico, rilasciati da strutture sanitarie o farmacie.

Dal 26 aprile riaprono in zona gialla i ristoranti a pranzo e cena “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto” mentre dal primo giugno potranno aprire ma solo a pranzo anche i locali che hanno spazi al chiuso. Lo prevede la bozza del decreto che dovrebbe approdare domani in Cdm nella quale si conferma il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. La bozza prevede inoltre in la zona gialla dal 15 maggio l’apertura delle piscine all’aperto, dei mercati e dei centri commerciali anche nei giorni festivi, dal primo giugno delle palestre, dal 1 luglio delle fiere, dei convegni e dei congressi, dei centri termali e dei parchi tematici.
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Sempre dal 26 aprile in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, cinema, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto” sono svolti solo con “posti a sedere preassegnati” con distanza di almeno un metro: la capienza non può essere superiore al 50% di quella massima, ma al massimo con 1.000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso. Lo prevede la bozza di dl Covid. Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde. Dal primo giugno si potrà andare a eventi sportivi con capienza degli stadi o palazzetti non superiore al 25% e non più di 1000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso.
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Le scuole superiori potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca”. E quanto prevede la bozza del Decreto che dovrebbe approdare in Cdm domani. Le disposizioni, prosegue il testo, “non possono essere derogate da provvedimenti dei presidenti delle Regioni” fatto salvo casi di “eccezionale e straordinaria gravità” dovuti al Covid.

Considerati gli scenari epidemiologici e il sovraccarico dei servizi territoriali e ospedalieri, il Comitato tecnico scientifico ha dato parere favorevole alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio. Proroga necessaria, afferma il portavoce del Cts Silvio Brusaferro “per affrontare al meglio le misure di contenimento e supportare la campagna vaccinale che vede attualmente come target prioritario le fasce fragili della popolazione”.
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Air Italy: nuova fumata nera su Cig, sindacati all’attacco
I liquidatori confermano il no a proroga ammortizzatori
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OLBIA
20 aprile 2021
19:22
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“Proroga degli ammortizzatori sociali almeno al 31 dicembre, per consentire una soluzione imprenditoriale diversa dalla chiusura”. L’hanno chiesto i sindacati ai vertici aziendali di Air Italy e ai liquidatori della società durante il confronto odierno sul licenziamento di 1.383 dipendenti.
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Ma è stata fumata nera. “Prendiamo atto dell’indisponibilità dei liquidatori ad accedere alla proroga”, riferisce il segretario regionale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu. “Indisponibilità ad un altro periodo di cassa integrazione”, conferma Marco Bardini, segretario regionale dell’Anpav.
La motivazioni? “Mancanza di mandato dalla proprietà, risorse per l’eventuale proroga, mancanza di un quadro normativo per accedere alla Cig”, spiega Boeddu che però ricorda: “sottosegretari e viceministri confermano che, se richiesto, un ulteriore periodo di cassa integrazione verrebbe accordato”.
“Senza un atto di responsabilità dell’azienda e della proprietà, dal 30 giugno 1.383 famiglie non avranno alcun sostegno al reddito”, rincara Bardini.
Quanto alle manifestazioni di interesse per acquisire i rami d’azienda aviation e non aviation, “dicono che nessuna si è concretizzata e che loro non ne hanno rifiutato alcuna”, riassume Boeddu.
“Dato che la liquidazione avrà tempi lunghi, chiediamo che non venga formulata istanza all’Enac di cancellazione del Certificato di operatore aeronautico – chiede Bardini – in attesa di manifestazioni di interesse per i residui asset della compagnia”. Boeddu avverte che “senza accordo in sede aziendale, chiederemo il confronto al Ministero del Lavoro”. Bardini sottolinea che “questa vertenza è la principale crisi industriale in atto in Sardegna e Lombardia, perciò il silenzio delle istituzioni locali è inaccettabile”. Ecco perché , ribadisce, “il 26 aprile manifesteremo a Cagliari, davanti a Villa Devoto, chiedendo al presidente Christian Solinas e agli assessori competenti di riceverci”.
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Alitalia: per la Ue la soluzione non è imminente
Serve la discontinuità con la newco
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20 aprile 2021
20:46
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I contatti su Alitalia tra la Commissione Ue e il governo proseguono, ma negli ultimi giorni non si sono registrati particolari passi in avanti e l’accordo per il decollo di Ita non è imminente. Si apprende a Bruxelles da fonti vicine al dossier che evidenziano come gli scogli da superare restino sempre gli stessi – slot, asset, marchio e personale – legati alla discontinuità economica.
In queste ore non sono emersi dettagli nuovi o rilevanti per dare uno slancio ai negoziati e non si prevede una soluzione entro 48 ore, spiegano le stesse fonti. Non è per ora atteso neanche un incontro tra i ministri e la vicepresidente Ue, Vestager.
Nel confronto su Alitalia con il governo italiano, la Commissione Ue non impone diktat – spiegano le fonti – ma evidenzia che il modello della compagnia così com’è non funziona, mentre Ita deve poter stare in piedi da sola. Per questo il fattore della discontinuità è chiave. La sofferenza tra i lavoratori è comprensibile, ma se la newco si presentasse con lo stesso numero di dipendenti, si tratterebbe della stessa società, dimostrando continuità con la vecchia compagnia e il suo modello di business che non regge da tempo.
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Covid, Salvini: da maggio riaperture anche per i locali al chiuso
“La Lega proporrà in Cdm di posticipare l’inizio del coprifuoco alle 23”
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20 aprile 2021
20:52
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“Dopo essere riuscita ad ottenere le riaperture di tutte le attività all’aperto dal 26 aprile, il ritorno alla vita nelle Regioni (gialle e bianche) con situazione sotto controllo e la possibilità di spostarsi fra Regioni, la Lega proporrà in Consiglio dei ministri e in Parlamento, in accordo con Sindaci, Governatori e associazioni, la riapertura dai primi di maggio anche delle attività al chiuso e l’estensione almeno fino alle 23 della possibilità di uscire”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini.
Sul piano di riaperture del governo “siamo a metà dell’opera, visto che secondo qualcuno non si doveva parlare di ritorno a vita fino a maggio-giugno, invece abbiamo ottenuto che si seguano le regole della scienza ma siamo a metà strada.
In altre capitali europee ad esempio a Madrid, rispettando rigidi protocolli, bar e ristoranti sono aperti fino alle 23, oltre a cinema e teatri. Se i dati continueranno a essere confortanti, limitare le aperture solo alle attività all’aperto mi sembra inutile”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini ospite di ’24 Mattino’ su Radio 24.
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Lieve tamponamento ieri a Roma per l’auto di Draghi
L’auto su cui era a bordo il premier ha turtato, a bassa velocità, una vettura che la precedeva
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20 aprile 2021
21:26
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Il presidente del Consiglio Mario Draghi è rimasto coinvolto ieri in un leggero tamponamento, a Roma. L’auto su cui era a bordo il premier ha tamponato, a bassa velocità, una vettura che la precedeva.
Non si sarebbero verificate, viene spiegato, conseguenze gravi. Una foto circola in questi minuti sui social: si vede Draghi, sceso dall’auto, che sembra sincerarsi dell’accaduto.
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Rifiuti: ordinanza Lazio, in altre regioni per ‘tenuta Roma’
‘Mettere in sicurezza gestione, evitando interruzioni servizio’
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ROMA
20 aprile 2021
21:27
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Nuova ordinanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per “mettere in sicurezza la gestione dei rifiuti del Comune di Roma e di altri territori del Lazio, evitando interruzioni del servizio”. Ad annunciarlo Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei rifiuti.
“Dopo l’accordo con l’Abruzzo – dice l’assessore – abbiamo sottoscritto una nuova intesa per sette mesi con la Regione Toscana per garantire il trattamento e lo smaltimento di 13.500 tonnellate di rifiuti raccolte da Ama, mentre i due Tmb E.Giovi di Malagrotta potranno smaltire gli scarti prodotti in un impianto nella provincia di Cesena-Forli’.
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Coraggio: in gran parte inevasi moniti Consulta a Parlamento
Su carcere cronisti a giugno scade anno dato da noi per la legge
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21 aprile 2021
09:14
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“E’ un fatto che i numerosi moniti con cui la Corte ha chiesto al legislatore di intervenire sono aumentati e sono in gran parte rimasti inevasi. Lo sottolinea in un’intervista pubblicata sull’Annuario 2020 della Corte costituzionale il presidente Giancarlo Coraggio, ricordando che il 22 giugno scade il termine di un anno che la Consulta ha dato al legislatore per intervenire sulla legge sulla diffamazione a mezzo stampa che prevede il carcere per i giornalisti ,”sanzione ritenuta incompatibile con la nostra Costituzione e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.
“Sarebbe augurabile che il Parlamento manifestasse una maggiore sensibilità per una questione che tocca uno dei fondamenti della democrazia”, auspica Coraggio.C’è stato un aumento dei moniti, cioè degli inviti a intervenire su una determinata disciplina per porre rimedio a situazioni problematiche, rivolti al Parlamento : nel 2020, secondo i dati contenuti nell’Annuario, sono stati 25, più che nel 2019 (20) e quasi il doppio di quelli del 2017 (14)
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Covid: verso il nuovo decreto.Patuanelli: ‘Il coprifuoco resta alle 22’
Le Regioni ribadiscono la loro proposta. Fedriga: ‘La Conferenza propone di ampliarlo alle 23’
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21 aprile 2021
16:16
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Il nuovo decreto legge Covid, valido dal 26 aprile al 31 luglio, è atteso  al Consiglio dei Ministri convocato, a quanto si apprende, alle 17 per l’esame del provvedimento con le nuove misure per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali.
IL COPRIFUOCO – Dal 26 aprile torneranno le zone gialle, in molti torneranno a scuola e potranno riprendere molte attività all’aperto, ma non sarà un ‘liberi tutti’ e il governo dovrebbe mantenere il coprifuoco alle 22, anche se il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga conferma la proposta di spostarlo alle 23.  “Sul coprifuoco – ha detto a Radio Capital – c’è un’interlocuzione con il Governo. La Conferenza delle Regioni propone, misura assolutamente responsabile, l’ampliamento di un’ora, fino alle 23, per permettere alle attività, nei limiti delle regole, di avere un minimo di respiro”.  Riaprire i ristoranti al chiuso prima del primo giugno “è la nostra proposta – ha spiegato inoltre Fedriga –  dopodiché non decidono le Regioni ma il Governo.
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Stiamo cercando di porci in modo costruttivo”. Parlando di riaperture, Fedriga ha ricordato che, secondo la bozza del decreto legge, dalla prossima settimana nelle zone gialle saranno aperti la sera solo i ristoranti all’aperto: “E’ una forte limitazione, che spero nelle prossime settimane possa essere superata”. La Conferenza ha già presentato “le linee guida per la ristorazione all’interno con regole molto rigide”.
“Il coprifuoco deve essere almeno portato alle 23. Altrimenti è come dire potresti andare a cena in un ristorante all’aperto ma in realtà, di fatto, non puoi”: così la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei rispondendo a una domanda nella conferenza stampa dedicata al Piano nazionale di ripresa e resilienza. “A meno che non si vada nel locale sotto casa” ha aggiunto.
“Il coprifuoco rimane alle 22, come deciso dalla Cabina di regia di venerdì scorso”, ha detto a Studio 24 su RaiNews il ministro delle Politiche agricole, alimentari Stefano Patuanelli. “Vorremo – ha aggiunto – che sulla scuola si tornasse al 100%. Intendiamo porre il tema in Cdm e, come sempre, troveremo una soluzione di equilibrio. Anche se Regioni chiedono limiti per motivi di trasporti, come M5S riteniamo di dover garantire agli studenti delle Superiori per questi ultimi 100 giorni di scuola lezioni in presenza”.
Per la ministra Maria Stella Gelmini, “il coprifuoco evoca brutte cose, in tutti noi c’è la volontà di superarlo, ma ci vuole gradualità per non consentire al virus di ripartire. Abbiamo proposto le ore 22 perché abbiamo ascoltato il Cts. Il Governo è fiducioso che i comportamenti corretti ci porteranno a passare dalle 22 alle 23, poi alle 24 per poi toglierlo, ma non mi sento di dare tempi”, dice a ‘Non stop news’ su Rtl 102.5.
Lo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23 “potrebbe aiutare” ed “essere più funzionale” rispetto all’apertura dei ristoranti, ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Sky Tg24 Timelime.
La Sardegna chiede lo spostamento in avanti dell’orario per il coprifuoco. “Non può coincidere con quello di chiusura dei ristoranti alle 22 perché costringerebbe le persone ad abbandonare i locali in largo anticipo e i ristoratori avrebbero tempi strettissimi per il servizio”, ha spiegato l’assessore della Sanità Mario Nieddu (Lega), intervenendo oggi in Conferenza delle Regioni durante la discussione sul decreto riaperture.
GREEN PASS – Braccio di ferro anche sulla questione del green pass sul quale in Alto Adige hanno anticipatoper i ristoranti. “Ho telefonato a Kompatscher – ha affermato la ministra Maria Stella Gelmini su Rtl 102.5- e l’ho invitato alla prudenza, dovremo impugnare quella legge. Non è ancora tempo per quel provvedimento”. “Il Governo sta pensando al green pass, con i tre criteri (tampone negativo, guarigione, vaccinazione, ndr), ma servono regole nazionali, non regionali. Sapete che non mi piace impugnare le ordinanze regionali. Il green pass sarà una rivoluzione, un cambio di passo”, ha aggiunto Gelmini.
LA SCUOLA – “Nessuna marcia indietro (sulla scuola n.d.r.) – fa sapere la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti –  il governo vuole riaprire le scuole, lo farà e tende al 100 per 100 della presenza di studenti, ma c’è un problema che riguarda i trasporti e che il governo precedente ha un po’ dimenticato”. “Noi abbiamo attivato un tavolo con il ministro Giovannini, Regioni ed Enti locali.
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Si parte dal 60%, ci saranno punte del 75%, qualcuno lo farà al 100%, quell’obiettivo lo raggiungeremo progressivamente”.
“Siamo un Paese che concentra tra le otto e le otto e mezza metà della popolazione. Bisogna che tutti cominciamo a ripensare i tempi della nostra vita, su questo la scuola è presente”. Così il ministro per la Scuola, Patrizio Bianchi, a TgCom 24. Il ministro, rispondendo sul possibile rientro dei ragazzi al 100% negli istituti a settembre ma con nuovi ritmi, ha detto: “dobbiamo imparare che la nostra vita collettiva dev’essere ripensata in maniera più umanamente sostenibile per tutti”.
IL TURISMO – “Ci stiamo adoperando per il complesso problema del riavvio di tutte le attività del comparto turistico tenendo conto delle specificità del settore. Il premier – ha spiegato il ministro del Turismo Massimo Garavaglia alla Commissione Attività produttive della Camera – ha pronunciato date importanti per le attività di ristorazione e spettacoli dal 26 aprile, per le piscine all’aperto e possibilmente gli stabilimenti balneari dal 15 maggio e per convegni e congressi e attività fieristiche dal 1 luglio ma forse ci sarà un’anticipazione al 15 giugno”. E apre anche sui parchi tematici: “Vedremo di accelerare quest’apertura in sicurezza”.
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Covid: braccio di ferro su green pass. Bolzano ‘progetto pilota’ ma Gelmini frena
Kompatscher: “Leale collaborazione vari livelli governo, oggi sento Speranza”
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BOLZANO
21 aprile 2021
11:14
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“Ieri ho avuto un colloquio sereno e cordiale con il ministro Gelmini. Credo di essere riuscito a spiegare le ragioni e le basi scientifiche e giuridiche del nostro progetto che è in linea con i piani del governo per le prossime settimane e può essere visto come un progetto pilota”. Lo ha detto il governatore altoatesino Arno Kompatscher in riferimento all’introduzione del green pass in Provincia di Bolzano.
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“Oggi contatterò il ministro Speranza per un dialogo e confronto. Il nostro approccio è comunque di leale collaborazione dei vari livelli di governo”, ha ribadito Kompatscher.
In mattinata, però la ministra Gelmini aveva ammonito a rispettare le regole nazionali. “Ho telefonato a Kompatscher e l’ho invitato alla prudenza, dovremo impugnare quella legge. Non è ancora tempo per quel provvedimento”, ha detto su Rtl 102.5. “Il Governo sta pensando al green pass, con i tre criteri (tampone negativo, guarigione, vaccinazione, ndr), ma servono regole nazionali, non regionali. Sapete che non mi piace impugnare le ordinanze regionali. Il green pass sarà una rivoluzione, un cambio di passo”, ha aggiunto Gelmini.
E dopo la Provincia autonoma di Bolzano anche la la Regione Valle d’Aosta intende accelerare sull’istituzione di un green pass regionale. Lo ha spiegato oggi il presidente Erik Lavevaz: “Con l’assessore alla Sanità abbiamo in corso alcune valutazioni importanti su iniziative per cercare di anticipare ciò che sta avvenendo a livello nazionale”. Il green pass “dovrebbe essere gestito da una applicazione legata al sistema informatico dell’Azienda Usl – ha detto Lavevaz – che possa permettere di avere i dati aggiornati in tempo reale e che quindi consenta un controllo immediato”.
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Arrivano 1,5 milioni dosi Pfizer. Johnson & Johnson raccomandata a over 60
Figliuolo, inizia la distribuzione delle dosi immagazzinate presso l’hub nazionale vaccini della Difesa di Pratica di Mare
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21 aprile 2021
15:02
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Per il vaccino JANSSEN “si raccomandano le stesse condizioni di utilizzo del vaccino VAXZEVRIA” di AstraZeneca. Pertanto, il vaccino JANSSEN, “il cui uso è approvato a partire dai 18 anni di età, dovrà essere preferenzialmente somministrato a persone di età superiore ai 60 anni”.
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E’ quanto si legge nella circolare del ministero della salute ‘Aggiornamento vaccini disponibili contro SARS-CoV-2/COVID-19’, inviata ad enti e Regioni e firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero Gianni Rezza.
Verranno distribuite a partire da oggi le 184 mila dosi di vaccino Janssen (Johnson & Johnson) immagazzinate presso l’hub nazionale vaccini della Difesa di Pratica di Mare. L’indicazione è stata disposta dal Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, sentito il ministro della Salute, Roberto Speranza, a seguito della comunicazione dell’Agenzia Italiana per il Farmaco, che ha dato via libera all’uso del vaccino dopo la sospensione precauzionale.
“Inizierà intanto oggi la consegna alle Regioni di oltre 1,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer di cui è previsto l’arrivo in mattinata presso gli aeroporti di Ancona, Bergamo Orio al Serio, Brescia Montichiari, Bologna, Malpensa, Napoli, Pisa, Roma Ciampino e Venezia”. Lo rende noto il commissariato all’emergenza Covid. “Le dosi verranno consegnate direttamente alle strutture designate dalle Regioni, per la successiva distribuzione ai punti di somministrazione”.
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Covid: Patuanelli, coprifuoco resta alle 22
M5S chiede ritorno a 100% lezioni in presenza a scuole superiori
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21 aprile 2021
10:24
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Ci sarà oggi il Consiglio dei ministri e il coprifuoco rimane alle 22, come deciso dalla Cabina di regia di venerdì scorso. Lo ha detto a Studio 24 su RaiNews il ministro delle Politiche agricole, alimentari Stefano Patuanelli.
“Vorremo – ha aggiunto – che sulla scuola si tornasse al 100%. Intendiamo porre il tema in Cdm e, come sempre, troveremo una soluzione di equilibrio. Anche se Regioni chiedono limiti per motivi di trasporti, come M5S riteniamo di dover garantire agli studenti delle Superiori per questi ultimi 30 giorni scarsi di scuola lezioni in presenza”.
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Ruby ter: legale, Cav è ancora in ospedale, parola ai medici
Altro possibile impedimento Berlusconi a Siena. A Milano rinvio
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MILANO
21 aprile 2021
10:35
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“La situazione non è cambiata da quella rappresentata la settimana scorsa, Silvio Berlusconi è ancora ospedalizzato, la parola passerà ai medici, sono in attesa dei responsi medici e domani io andrò in udienza e valuteremo di conseguenza come attivarci”. Lo ha spiegato l’avvocato Federico Cecconi, legale dell’ex premier, in relazione all’udienza di domani del processo Ruby ter a Siena nella quale dovrebbe arrivare la sentenza, ma che più volte già è stata rinviata per legittimi impedimenti presentati dalla difesa per le condizioni di salute di Berlusconi.

Cecconi ha parlato coi cronisti a margine dell’udienza del processo milanese sempre sul caso Ruby ter, udienza che è stata rinviata al 28 aprile perché Giuseppe Spinelli, ragioniere di fiducia dell’ex premier, non può testimoniare al momento in quanto ha chiesto di attendere quando avrà ricevuto la seconda dose di vaccino. La sua deposizione che è slittata a maggio.
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Pass verde dura 6 mesi, carcere per chi falsifica
Vale 48 ore con test negativo. Serve per spostarsi tra regioni
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21 aprile 2021
11:13
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Si chiama ufficialmente “certificazione verde” e sarà il pass per potersi spostare tra regioni di colore diverso. Avrà una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti e di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo.
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Pass verde dura 6 mesi, carcere per chi falsifica
Vale 48 ore con test negativo. Serve per spostarsi tra regioni
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21 aprile 2021
11:13
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Si chiama ufficialmente “certificazione verde” e sarà il pass per potersi spostare tra regioni di colore diverso. Avrà una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti e di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo.
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Pass verde dura 6 mesi, carcere per chi falsifica
Vale 48 ore con test negativo. Serve per spostarsi tra regioni
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21 aprile 2021
11:13
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Si chiama ufficialmente “certificazione verde” e sarà il pass per potersi spostare tra regioni di colore diverso. Avrà una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti e di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo.
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Chi lo falsifica rischia anche il carcere. Il funzionamento della principale novità presente nella bozza del nuovo decreto è regolamentato dall’articolo 10 del provvedimento che nelle prossime ore sarà discusso in consiglio dei ministri.
La certificazione viene rilasciata già alla somministrazione della prima dose di vaccino. Sarà in formato cartaceo o digitale e sarà compilato dalla struttura presso la quale è stato effettuato il vaccino. Nel documento, che confluirà poi nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato, oltre ai dati anagrafici sarà riportato anche il numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste. Per le persone guarite, il certificato sarà rilasciato dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente o, per i non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Il pass, però, cessa di avere validità qualora l’interessato risulti successivamente di nuovo positivo al Covid. Le certificazioni di guarigione rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto avranno una validità di sei mesi dalla data indicata sulla certificazione. Chi ha completato il ciclo di vaccinazione prima dell’entrata in vigore del nuovo provvedimento e non ha ricevuto alcuna certificazione, può farne espressa richiesta alla struttura sanitaria o alla Regione o la Provincia.
Chi si sottoporrà a test antigenico rapido o molecolare con esito negativo avrà una certificazione verde della durata di 48 ore che sarà rilasciato dalla struttura stessa che ha effettuato il tampone: strutture sanitarie pubbliche, private e accreditate, farmacie, medici di medicina generale o pediatri.
Il pass resterà in vigore fino all’attivazione della piattaforma europea, nella quale saranno convogliati anche i certificati nazionali. A quel punto entrerà in vigore il cosiddetto DGC-Digital Green Certificate, interoperabile a livello europeo.
Per chi falsifica il certificato c’è il rischio carcere: il comma 2 dell’articolo 13 prevede infatti che per tutti i reati di falso che hanno ad oggetto la certificazione verde Covid-19, le pene previste dagli articoli 476, 477, 479, 480, 481, 482, 489 del codice penale, anche se relativi ai documenti informatici di cui all’articolo 491 bis, sono aumentate di un terzo.
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Dl Covid: ripreso esame in Aula Camera – DIRETTA
Prosegue ostruzionismo FdI, tempi si allungano
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21 aprile 2021
16:15
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Subito dopo il question time, è ripresa alla Camera la dicussione sul decreto legge con le misure per fronteggiare la diffusione del Covid varato a metà marzo dal Cdm. Il documento prevede anche interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena.
Da ieri l’Aula sta analizzando e bocciando a maggioranza numerosi emendamenti di FdI che chiedono in particolare le riaperture:

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Omofobia: Pd-5s-Leu-Iv contro Lega al Senato, ddl va discusso
Scontro in Aula dopo richiesta Lega di ‘archiviare’ discussione
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21 aprile 2021
15:18
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La discussione nella commissione Giustizia del Senato è ancora in standby ma il disegno di legge contro l’omotransfobia scalda il dibattito nell’Aula di Palazzo Madama, dopo la spaccatura di ieri nell’ufficio di presidenza della commissione sull’incardinamento del provvedimento, fino alla decisione del presidente Andrea Ostellari, della Lega, di rimandare la questione alla conferenza dei capigruppo.
Alla richiesta della Lega in Aula (contraria all’avvio del provvedimento) di fare un passo indietro su “temi così divisivi” per una maggioranza allargata, hanno replicato i capigruppo di Pd, M5s, gruppo Misto e Italia viva, chiedendo di avviare la discussione e comunque di far decidere la commissione stessa.
Per Simona Malpezzi, presidente dei senatori Dem, “vogliamo semplicemente discutere in commissione Giustizia dei disegni di legge che riguardano i crimini di odio. Visto che c’è una maggioranza ampia a sostegno del governo, il Parlamento può votare i decreti per l’emergenza e lavorare sui disegni di legge di iniziativa parlamentare.
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Una cosa non esclude l’altra”, sottolineando che su temi come il ddl Zan “credo ci possa essere un consenso trasversale”.
Ettore Licheri del M5s ha replicato dicendo che “non c’è Paese al mondo che possa rinunciare a crescere sul tema dei diritti civili dell’individuo, checché ne dica la Lega. L’Italia vuole una legge che non permetta che una persona possa essere insultata e picchiata semplicemente per il suo modo di essere”.
Il disegno di legge Zan è fermo in Senato ma “io credo che la tutela dei diritti di ogni diversità e ogni eterogeneità dell’uomo debba essere al centro di tutte le politiche. Penso sia importante portare avanti questo disegno di legge che riprende molte proposte fatte dalla senatrice Maiorino in una sua proposta di legge. Chiediamo con urgenza la calendirizzazione di quella norma”, ha detto Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole e esponente M5S in una intervista a RaiNews24.
Contraria alla decisione di Ostellari di ieri anche Loredana De Petris del gruppo Misto: “Nel Parlamento nessuno può avere possibilità di veto ma tutti possono discutere. Qui arrivano provvedimenti dalla Camera, come il ddl Zan o quello sulla commissione d’inchiesta sulle fake news, ed è dovere di questo ramo del Parlamento esaminarli”.
Per Davide Farone di Iv: “Reputo ipocrita chi difende il ddl Zan e non dice una parola contro Grillo in quel video scandaloso. Se fosse stato approvato il disegno di legge Zan, Grillo sarebbe stato cacciato a pedate”. E ha concluso: “Credo che questo ddl vada trattato, ci sono le condizioni per farlo”.
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Covid:Salvini, su coprifuoco spero soluzione prima del Cdm
Spero sia di buonsenso, in tanti chiedono estensione orario sera
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21 aprile 2021
12:39
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“Io chiederei l’estensione dell’orario per uscire la sera, ma non sono richieste di Salvini ma di tanti, come Bonaccini, Zingaretti, De Luca. Mi auguro che prima del Consiglio dei ministri si arrivi a una soluzione di buonsenso”.
Così il leader della Lega, Matteo Salvini portando il suo saluto alla maratona organizzata da Confedilizia “per la libertà, contro il blocco degli sfratti”.
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Omofobia: Pd-5s-Leu-Iv contro Lega al Senato,ddl va discusso
Scontro in Aula dopo richiesta Lega di ‘archiviare’ discussione
(2)
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21 aprile 2021
12:47
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La discussione nella commissione Giustizia del Senato è ancora in standby ma il disegno di legge contro l’omotransfobia scalda il dibattito nell’aula di Palazzo Madama, dopo la spaccatura di ieri nell’ufficio di presidenza della commissione sull’incardinamento del provvedimento, fino alla decisione del presidente Andrea Ostellari, della Lega, di rimandare la questione alla conferenza dei capigruppo.
Alla richiesta della Lega in Aula (contraria all’avvio del provvedimento) di fare un passo indietro su “temi così divisivi” per una maggioranza allargata, hanno replicato i capigruppo di Pd, M5s, gruppo Misto e Italia viva, chiedendo di avviare la discussione e comunque di far decidere la commissione stessa.
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Per Simona Malpezzi, presidente dei senatori Dem, “vogliamo semplicemente discutere in commissione Giustizia dei disegni di legge che riguardano i crimini di odio. Visto che c’è una maggioranza ampia a sostegno del governo, il Parlamento può votare i decreti per l’emergenza e lavorare sui disegni di legge di iniziativa parlamentare. Una cosa non esclude l’altra”, sottolineando che su temi come il ddl Zan “credo ci possa essere un consenso trasversale”. Ettore Licheri del M5s ha replicato dicendo che “non c’è paese al mondo che possa rinunciare a crescere sul tema dei diritti civili dell’individuo, checché ne dica la Lega. L’Italia vuole una legge che non permetta che una persona possa essere insultata e picchiata semplicemente per il suo modo di essere”. Contraria alla decisione di Ostellari di ieri anche Loredana De Petris del gruppo Misto: “Nel Parlamento nessuno può avere possibilità di veto ma tutti possono discutere. Qui arrivano provvedimenti dalla Camera, come il ddl Zan o quello sulla commissione d’inchiesta sulle fake news, ed è dovere di questo ramo del Parlamento esaminarli”. Per Davide Farone di Iv: “Reputo ipocrita chi difende il ddl Zan e non dice una parola contro Grillo in quel video scandaloso (a difesa del figlio, accusato di stupro, ndr). Se fosse stato approvato il disegno di legge Zan, Grillo sarebbe stato cacciato a pedate”. E ha concluso: “Credo che questo ddl vada trattato, ci sono le condizioni per farlo”.
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Roma:Boschi,augurio è sia amministrata da chi le vuole bene
E la aiuti a tornare al suo splendore
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ROMA
21 aprile 2021
12:56
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“Auguri alla nostra Capitale, piena di meraviglie uniche al mondo, la città eterna che mi ha accolto e che accoglie tutti… spero tu possa essere amministrata presto da qualcuno che ti vuole bene davvero e ti aiuti a tornare al tuo splendore, Roma”.
Lo scrive in un tweet Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva.
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Copasir:lettera costituzionalisti, pres.Camere intervengano
Su nodo presidenza e composizione. “Si rispetti legge”
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
21 aprile 2021
13:07
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Una lettera-appello firmata da 37 costituzionalisti e rivolta ai presidenti delle Camere per chiedere di sbloccare l’empasse sulla presidenza del Copasir, non ancora assegnata all’opposizione dopo la nascita del governo Draghi, nonostante lo preveda la legge.
Nel documento, le riflessioni di studiosi di diritto costituzionale, di diritto pubblico e di scienza politica tra cui Gianfranco Pasquino e Piero Ignazi, che saranno illustrate in una conferenza stampa prevista alle 12 al Senato.
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“Nelle democrazie pluraliste contemporanee la separazione dei poteri, uno dei cardini dello Stato di diritto, si declina, necessariamente, anche come garanzia delle opposizioni e del loro ruolo costituzionale”, è l’incipit della lettera. A proposito del Comitato parlamentare di sicurezza, viene citato l’articolo 30 della legge 3 agosto 2007, n. 124, sulla composizione e sull’elezione del presidente del Copasir. E si aggiunge: “In seguito alla formazione del governo Draghi e alla aggregazione dell’amplissima maggioranza parlamentare che sostiene lo stesso esecutivo in entrambi i rami del Parlamento, l’assetto garantista previsto in modo nitido dal legislatore risulta alterato. La legge, i regolamenti e la prassi parlamentare richiedono che alla presidenza del Copasir sieda un rappresentante dell’opposizione, mentre dopo due mesi dall’insediamento del nuovo esecutivo l’organo di controllo e garanzia dei Servizi di informazione e sicurezza continua a essere presieduto da un esponente della maggioranza parlamentare”.
Da qui la richiesta finale con l’auspicio ai presidenti di Camera e Senato che, prendendo atto che l’appello per una soluzione politica non ha avuto, purtroppo, il seguito auspicato, intraprendano, in forza della autorità che gli deriva dal loro ruolo di primi Garanti dell’osservanza delle norme parlamentari all’interno delle Camere, tutte quelle iniziative necessarie, che, anche sulla scorta di analoghi precedenti, possano ripristinare le condizioni di legalità costituzionale nel superiore interesse del buon andamento dell’attività parlamentare”.
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Covid: intellettuali a Draghi, ‘liberi tutti’ insensato
Appello chiede cautela, lettera a Governo e Quirinale
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SIENA
21 aprile 2021
13:13
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“Allo stato attuale dei numeri di decessi, ricoverati in condizioni di emergenza e portatori sani del virus, l’ipotesi che di qui a pochi giorni si possa decretare il liberi tutti, appare insensata”. Inizia così un appello alla cautela promosso dal professor Francesco Domenico Capizzi e dallo storico Adriano Prosperi, sottoscritto da una cinquantina tra docenti, accademici, scienziati e artisti fra cui il filologo Alfredo Stussi , la scrittrice Giancarla Codrignani, Roberto Barzanti ex vice presidente Parlamento Europeo, Giovanni Falaschi professore di letteratura italiana all’università di Perugia e scrittore.
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Nella lettera, indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier Mario Draghi, si spiega il timore per come le riaperture rischierebbero di “farci ripiombare nelle tenebre di una situazione di tipo brasiliano, data anche la capacità del virus di modificarsi continuamente con varianti invadenti e micidiali specialmente nel contesto dell’intensificarsi delle vaccinazioni coi relativi affollamenti”.
“Pur rispettando il dramma di tanti lavoratori – prosegue l’appello – dobbiamo ricordare quanto accaduto meno di un anno fa quando nell’estate del 2020 la riapertura indiscriminata di discoteche e locali pubblici annullò di colpo i risultati positivi raggiunti grazie alla spontanea adesione di singoli e istituzioni alle regole severe del distanziamento e del lockdown”.
“Davanti all’euforia collettiva che si è diffusa, e che ha travolto le cautele contenute nella promessa di apertura del Presidente Draghi- spiegano ancora i firmatari – ci sentiamo in dovere di sottolineare i dati di realtà che purtroppo rischiano, se ignorati, di riportarci alla brusca caduta nella tragica ripresa dell’epidemia”. “Senza tenere conto che non si muore solo di Covid-19 perché, in una fase in cui gli ospedali sono impegnati quasi per intero nell’emergenza virus, altre malattie e altri interventi, pur urgenti e per malattie gravi – conclude la lettera – sono rimandati con risultati facilmente immaginabili”.
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Recovery: riunione Draghi-sindaci città metropolitane
Al via la Conferenza unificata con Regioni e ministri
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21 aprile 2021
14:23
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E’ terminata dopo oltre un’ora la riunione in videoconferenza del premier Mario Draghi con i sindaci delle città metropolitane. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Economia Daniele Franco e la titolare degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini.
Il governo lavorerà per mettere gli enti territoriali nelle condizioni di avere il personale adeguato e le competenze necessarie per poter attuare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
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E’ questo, a quanto riferiscono fonti che hanno partecipato all’incontro, il ragionamento che il premier Mario Draghi ha fatto nel corso del vertice. “Dovere essere messi nelle condizioni di spendere e spendere bene”, ha detto, secondo le stesse fonti, il capo del governo.
“Il presidente Mario Draghi nell’incontro di questa mattina con i sindaci metropolitani ha affermato che le Città metropolitane saranno tra gli enti attuatori più importanti del Recovery Fund. È quello che chiedevo e che auspicavo ed è quindi un passaggio molto significativo”, ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola. “Noi siamo pronti a gestire questo Piano ed accogliamo con favore le parole del Presidente Draghi che – ha aggiunto – per mettere in condizioni le Città metropolitane di assumere questo ruolo affiancherà la realizzazione del Piano con un processo di semplificazione, riforma della Pa e assegnazione di personale adeguato affinché possiamo gestire questi fondi”.
Intanto è iniziata la Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni-Province sul Recovery Plan o Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), secondo quanto si apprende, convocata dal ministro Mariastella Gelmini e che vede la partecipazione dei ministri Roberto Speranza (Salute), Dario Franceschini (Cultura), Massimo Garavaglia (Turismo) e Andrea Orlando (Lavoro). Primo a parlare in videoconferenza Speranza.
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Natale di Roma: Raggi, pazza d’amore per la città, ripartiremo
Meloni: ‘La città va rispettata 365 giorni l’anno’. Fassina: ‘Rinascita possibile e necessaria’
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ROMA
21 aprile 2021
14:26
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“Io sono pazza d’amore per la mia città. Sono orgogliosa di Roma e dei cittadini.
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Questo è un Natale di Roma decisivo, di speranza e di rinascita. Dobbiamo assolutamente restare uniti per uscire fuori, insieme, dalla pandemia. Per rilanciare la città, l’economia, il lavoro. Noi romani lo faremo, perché Roma è una città da amare. Il mio augurio è che presto torneremo a essere sempre di più una Capitale internazionale e che i campionati europei di calcio Uefa Euro 2020, il prossimo appuntamento che Roma ospiterà, siano la dimostrazione che insieme possiamo ripartire”. Così in un post la sindaca di Roma Virginia Raggi oggi intervistata da Rds.
“2774 volte auguri Roma. Che questo sia l’anno della rinascita e di svolta per restituire alla Città Eterna il valore che merita e che la sua grandezza culturale, economica e storica le riconosce. È un impegno solenne che Fratelli d’Italia è impegnata ad onorare ogni giorno con le sue proposte in Parlamento, nelle Istituzioni e sul territorio, mettendo la Capitale e il suo futuro al centro della nostra azione politica. Roma è una città da rispettare non solo il 21 aprile ma 365 giorni l’anno. Continueremo a condurre la battaglia decisiva sui poteri speciali e le risorse e a chiedere che nel Recovery Plan dell’Italia la sua Capitale abbia l’attenzione adeguata, così come accadde in tutte le grandi Nazioni. Sono questioni che abbiamo posto anche durante l’incontro con il Presidente del Consiglio Draghi, perché sono centrali e necessarie per costruire una visione organica di sviluppo e valorizzare i punti di forza di Roma, in Italia e nel mondo”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Celebriamo oggi il Natale di Roma, anche se la maestosità non si può celebrare in un solo giorno, ma è un’occasione per ricordarci una tradizione millenaria. Questo 2774/mo compleanno cade nell’anno del 150/mo anniversario della proclamazione della città a Capitale di Italia. Questo Natale vorremmo regalare ai romani e alle romane una fase costituente per Roma per costruire un città più inclusiva, più vivibile, più sostenibile, orgogliosa della sua identità nazionale. Facciamo appello a tutti i gruppi parlamentari per portare avanti insieme il ridisegno dell’assetto istituzionale della Capitale, con l’elezione diretta del Presidente e dell’Assemblea della Città Metropolitana e la trasformazione dei Municipi in Comuni. Su tale impianto si devono poi attribuire maggiori poteri e maggiori risorse attraverso una revisione costituzionale. Quest’anno più che mai è una festa indispensabile a ricordarci che la rinascita non solo è possibile, ma necessaria. Auguri Roma”. Lo dichiara Stefano Fassina deputato LeU e consigliere di Sinistra per Roma.
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Recovery:Draghi a sindaci,sarete in condizione spendere bene
Governo lavorerà per mettere a disposizione personale adeguato
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21 aprile 2021
14:42
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Il governo lavorerà per mettere gli enti territoriali nelle condizioni di avere il personale adeguato e le competenze necessarie per poter attuare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. E’ questo, a quanto riferiscono fonti che hanno partecipato all’incontro, il ragionamento che il premier Mario Draghi ha fatto nel corso del vertice con i sindaci delle città metropolitane.
“Dovere essere messi nelle condizioni di spendere e spendere bene”, ha detto, secondo le stesse fonti, il capo del governo.
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Superbonus: Crippa, ministro Franco chiarisca su copertura
Fonti di stampa parlano di possibile taglio a dotazione
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21 aprile 2021
14:45
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“Apprendiamo da fonti di stampa di un possibile taglio alla dotazione del Superbonus 110%: chiediamo rassicurazioni immediate al ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco che queste voci siano prive di fondamento. Ci aspettiamo che il ministro ci dica non solo che il Superbonus 110% non sarà depotenziato ma che il governo tenga fede al mandato, ricevuto dal Parlamento, di prorogare la nostra misura almeno fino a fine 2023.
Attendiamo anche di conoscere al più presto le modalità con cui si sosterrà la proroga: se non si può attingere a risorse europee, a nostro avviso va utilizzato il fondo generato dal Governo per sostenere gli investimenti non coperti dal Recovery Plan, dotandolo delle risorse necessarie”.
Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Davide Crippa.
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Roma: primarie centrosinistra il 20 giugno, con 100 gazebo
Deciso ieri in riunione di coalizione
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ROMA
21 aprile 2021
14:50
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Il centrosinistra sceglierà il candidato sindaco di Roma con le primarie, che si svolgeranno il 20 giugno. E’ quanto deciso ieri sera nella riunione organizzativa.
“Questo grande e bel momento di democrazia – viene spiegato sulla pagina Facebook del Pd Lazio – si svolgerà attraverso 100 gazebo, nel rispetto di tutte le norme covid-19 e, per fragili e disabili sarà possibile votare on line”. Alla riunione non ha partecipato Italia Viva, che sosterrà la corsa al Campidoglio del leader di Azione Carlo Calenda.
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Riunione di maggioranza, ok voto sfiducia Speranza il 28/4
D’Incà convoca capigruppo Senato dopo tensioni in Aula
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21 aprile 2021
15:17
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C’è un’intesa politica sul via libera alla calendarizzazione per mercoledì 28 aprile la mozione di sfiducia presentata da Fdi in Senato contro il ministro Roberto Speranza. E’ quanto si apprende dopo una riunione convocata dal ministro ai Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà con i capigruppo di maggioranza in Senato.
D’Incà ha riunito la maggioranza alla luce delle tensioni registrate questa mattina nell’Aula di Palazzo Madama sul calendario, con al centro in particolare il braccio di ferro in corso sul ddl Zan. L’idea in maggioranza era comunque mettere in calendario il voto su Speranza al più presto.
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Presidente Assemblea Umbria a Draghi, togliere il coprifuoco
Squarta, FdI, annuncia invio lettera a presidente Consiglio
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PERUGIA
21 aprile 2021
16:00
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Il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, intende scrivere al premier Mario Draghi per chiedergli di togliere il coprifuoco.
“Imporre un orario di rientro a casa e di sospensione di ogni attività – secondo l’esponente di FdI – è una limitazione inaccettabile delle libertà personali garantite dalla nostra Costituzione”.
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Per Squarta, “parlare ancora di coprifuoco dopo più di un anno dall’inizio dell’emergenza non è tollerabile”. “Il coprifuoco – aggiunge in una nota dell’Assemblea – è una misura del tutto inutile che compromette le riaperture costringendo operatori economici, esercenti di bar e ristoranti, luoghi di svago come cinema e teatri a concentrare ogni attività in un arco di tempo limitato che, anziché contenere gli assembramenti, non farebbe che aumentarli”.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia “non esistono ragioni secondo cui si debba mangiare o godere di uno spettacolo entro le 22”. “Il rischio – sostiene – è solamente quello di contrarre i tempi di offerta dei servizi ammassando i cittadini gli uni sugli altri. Piuttosto dovremo potenziare controlli e vigilanza e garantire l’osservanza dei necessari protocolli indispensabili per il mantenimento delle norme di sicurezza. Nel 2020 hanno chiuso 300 mila imprese in Italia rimuovere ogni ostacolo alla ripresa economica è una necessità. Le regole ci sono, gli italiani hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e adesso meritano di ripartire senza vincoli assurdi dettati solo da logiche che non hanno nulla a che fare con la prudenza”.
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Costruzioni: cresce la produzione, supera livello pre-Covid
Istat, a febbraio aumento dell’1,4% sul mese, +2,4% sull’anno
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21 aprile 2021
10:24
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La produzione delle costruzioni supera il livello pre-Covid. A febbraio 2021 l’Istat registra “il secondo mese consecutivo di crescita congiunturale per l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni” che sale dell’1,4% rispetto a gennaio.
Su base tendenziale, l’indice grezzo aumenta del 2,4% e l’indice corretto per gli effetti di calendario del 3,5%, dopo due mesi di flessioni. “I livelli della produzione – osserva l’Istat – al netto della stagionalità, risultano più elevati rispetto a febbraio 2020, mese antecedente l’inizio di misure generalizzate di contrasto all’emergenza sanitaria”.
Nella media dei primi due mesi del 2021, l’indice grezzo cala del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario cresce dell’1,5%.
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Porti:Federagenti, sui dragaggi forse c’è davvero una svolta
Santi, consentirà di farli diventare attività ordinarie
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GENOVA
21 aprile 2021
11:05
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Soddisfazione per la Direttiva del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili: “Possiamo dire che la nave ha mollato gli ormeggi. È presto però affermare che stia navigando a pieno regime di giri; per intanto facciamo uscire i porti dalla palude”.
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Questo il commento in una nota del presidente di Federagenti, Alessandro Santi, al completamento da parte del ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, delle procedure per la nomina, di cinque Presidenti di Autorità di Sistema Portuale, ma ancor di più per la Direttiva che “finalmente dopo anni di attesa – afferma Santi – dovrebbe consentire lo sblocco delle attività dei dragaggi nei principali porti italiani, facendole diventare attività ordinarie di mantenimento dei pescaggi, nonché di accelerare le procedure per gli investimenti in nuove opere, creare il tanto atteso sportello unico per la semplificazione amministrativa e l’accelerazione dei procedimenti, oltre ad attuare misure per l’efficientamento energetico dei porti e l’impiego di energie rinnovabili”.
“Grande soddisfazione, certo. Ma adesso è il momento – sottolinea il Presidente di Federagenti – di non abbassare la guardia. Soddisfazione per lo sblocco di misure attese invano da anni, ma grande e attenta vigilanza sui tempi, in particolare sulla predisposizione del piano nazionale dei dragaggi”. “Ed è importante – conclude – che il ministro, certo conscio della palude burocratica in cui si sono impantanati i porti, abbia previsto un meccanismo di verifica trimestrale, quasi un tagliando, degli obiettivi e delle procedure avviate”.
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Recovery: Cingolani, sfida procedure è la più importante
“Se le norme fermano la ecotransizione è una sconfitta enorme”
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21 aprile 2021
16:25
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“Per l’idrogeno mancano le infrastrutture, ma quello è ancora il problema minore. Le tecnologie le abbiamo.
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La sfida più difficile è come accelerare i tempi per realizzarle. La sfida delle normative, delle procedure, è quella che conta di più ora. Se le norme fermassero la transizione ecologica, sarebbe una sconfitta enorme”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. L’idrogeno è fantastico per la transizione ecologica, ma non è vero che è pronto adesso – ha spiegato il ministro -. Non è che domani siamo pronti a partire.
Dobbiamo lavorare moltissimo. E ci sono possibilità intermedie accettabili nella transizione, come l’idrogeno blu (prodotto dal metano, ma con la cattura della CO2 prodotta nel processo, per non avere emissioni di gas serra, n.d.r.)”. “Vorremmo tutti arrivare all’idrogeno verde (prodotto a zero emissioni attraverso l’elettrolisi dell’acqua, n.d.r.) – ha continuato Cingolani -. Questo però richiede tanta energia rinnovabile. Il target europeo prevede che arriviamo al 72% nel 2030. Vuol dire installare 60-70 gigawatt di rinnovabili in dieci anni, 6 o 7 all’anno, quando finora installiamo un decimo di quello che progettiamo: solo qualche centinaio di megawatt all’anno, a causa delle procedure”. Secondo il ministro “la Ue ci ha chiesto non solo i progetti, ma anche la riforma dei processi. Con le attuali performance, non saremo in grado di mettere a terra le opere. Quindi lavoriamo ai progetti e a come farli camminare.
Con i ministri Brunetta e Giovannini lavoriamo sulla catena dei permessi, per accelerare le procedure”.
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Stellantis: Bardi, Governo Draghi abbia un ruolo più attivo
Riunione straordinaria del Consiglio regionale della Basilicata
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POTENZA
21 aprile 2021
16:47
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“Il Governo Draghi abbia un ruolo più attivo nella vicenda Stellantis”: lo ha chiesto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (centrodestra), aprendo la riunione straordinaria del Consiglio regionale che ha come unico punto all’ordine del giorno la situazione dello stabilimento di Melfi (Potenza).
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Giustizia: Perantoni, adottato testo base ddl di riforma
Attendiamo parere Csm
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21 aprile 2021
16:36
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“È stato adottato oggi il testo base della riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio superiore della magistratura. Si tratta dello stesso testo del disegno di legge già a suo tempo presentato dall’ex ministro Bonafede a cui è stato abbinato il progetto di legge Costa appena presentato sulla stessa materia.
Intenderei dare ampio spazio di tempo ai gruppi per la presentazione delle proposte emendative; attendiamo inoltre di conoscere il parere del CSM affinché tutti i gruppi abbiano tutti gli strumenti di valutazione”. Così il presidente della commissione giustizia della Camera Mario Perantoni, deputato M5S.
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Grillo: Tinagli (Pd), video inaccettabile, ferita come donna
‘Gettato discredito su ragazza che ha denunciato’
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BRUXELLES
21 aprile 2021
16:31
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“E’ inopportuno che si faccia a indagini in corso, è inappropriato, mi sento ferita come donna per il fatto che abbia gettato discredito sulla ragazza che ha denunciato. E’ inaccettabile”: così la presidente della commissione economica del Parlamento Ue, e vicesegretario del Pd, Irene Tinagli, commenta il video di Grillo a difesa del figlio.
“Non è strano che una donna decida di denunciare dopo giorni o mesi, non può diventare un elemento di colpevolezza e complicità.
Dobbiamo rifiutare questo concetto, poi ci sarà la magistratura a indagare, siamo garantisti per tutti e anche col figlio di Grillo”, ha aggiunto.
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Omofobia: paragonò in video Scalfarotto a Hitler, condannato
Giudice Parma, ‘diffamazione, realtà stravolta e manipolata’
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21 aprile 2021
15:19
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Ritenere che, “promuovendo” un “disegno di legge” per contrastare la omotransfobia, Ivan Scalfarotto “volesse conculcare la libertà di determinazione sessuale dei bambini e irregimentarli in una dittatura ideologica assimilabile, per pericolosità, a quella nazifascista costituisce un inaccettabile stravolgimento e manipolazione della realtà”. Lo scrive il Tribunale di Parma nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato per diffamazione l’autore di un video, pubblicato su YouTube nel 2015, nel quale si accostava l’immagine del parlamentare, anche sottosegretario all’Interno, “a quella di Adolf Hitler in quanto esponente della cosiddetta ‘ideologia gender'”.
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Una condanna a mille euro di multa e a duemila euro di risarcimento. Il video era stato pubblicato nel luglio di 6 anni fa quando Scalfarotto, assistito nel processo come parte civile dal legale del Foro di Milano Davide Steccanella, stava seguendo “l’iter parlamentare” del disegno di legge “da lui promosso”, come si legge nella sentenza del giudice Beatrice Purita. Il filmato si intitolava ‘Stop ideologia gender, colonizzazione ideologica’. Il pm aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato.
Per il giudice, dal video emerge “in modo inequivoco l’associazione di Scalfarotto all’immagine di Hitler” e il “messaggio” che se ne trae “è che egli fosse fautore di un pensiero dittatoriale” che rovina la “libertà di espressione dei bambini”. Non era, quindi, una legittima critica nei confronti della sua attività di promozione di quel disegno di legge, che poi non venne approvato (si discute in questi giorni, tra l’altro, del ddl Zan contro l’omotransfobia).
Nessuna “attenuante”, si legge ancora, anche se l’imputato aveva deciso di rimuovere il filmato e aveva mandato una lettera di scuse a Scalfarotto. Gesti che, a detta del giudice, puntavano solo alla “remissione di querela”.
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Orlando, allo studio incentivi per assumere disoccupati in fase di ripresa
Per assicurare ai lavoratori un percorso di formazione e reinserimento
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21 aprile 2021
16:56
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Per l’occupazione “sono allo studio misure per incentivare le assunzioni di disoccupati con contratti di lavoro stabile nella fase di ripresa delle attività dopo l’emergenza, finalizzati a garantire alle imprese la flessibilità necessaria per gestire la delicata fase della ripartenza e ai lavoratori un percorso di formazione e di reinserimento in grado di accompagnarli nelle transizioni occupazionali verso un impiego stabile, di qualità e rispondente ai fabbisogni professionali delle imprese”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, al question time.
E’ “indispensabile rafforzare le strutture pubbliche dei Centri per l’Impiego, quali punti di riferimento territoriali fondamentali.
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L’obiettivo è quindi di superare eventuali ritardi e criticità, completando il rafforzamento infrastrutturale e tecnologico”, ha aggiunto Orlando.
Con il decreto Sostegni, ha ricordato, i contratti dei 2.680 navigator, in scadenza il 30 aprile, sono stati prorogati fino al 31 dicembre: “La loro attività nei Centri per l’impiego costituirà titolo preferenziale nei concorsi pubblici delle Regioni e di enti e agenzie regionali”, ha detto il ministro. Orlando ha anche sottolineato di aver avviato “incontri bilaterali” con le Regioni “per approfondire le questioni specifiche di ciascun territorio”. Sui Centri per l’impiego Orlando ha rimarcato che “è certamente un’occasione storica l’assunzione di oltre 11 mila operatori” che è previsto venga completata entro il 2021 “e parallelamente ci sono risorse rilevanti, fino a 50 milioni di euro, che le Regioni possono utilizzare per la formazione degli operatori presenti, oltre che dei nuovi”.
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Vaccini, l’indice regionale elaborato da YouTrend: la provincia di Trento in testa, ultima la Sicilia
Negli ultimi 7 giorni salgono soprattutto Basilicata e Puglia, scendono 3 Regioni
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21 aprile 2021
16:36
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La provincia di Trento in testa, ultima la Sicilia: è quanto emerge dall’aggiornamento settimanale dell’indice regionale sui vaccini elaborato ogni settimana da YouTrend. Negli ultimi 7 giorni salgono soprattutto Basilicata e Puglia, scendono 3 Regioni.
Con i dati aggiornati a lunedì 19 aprile, la Provincia Autonoma di Trento è, con 80 punti su 100, la più avanti nell’indice regionale dei vaccini elaborato da YouTrend.
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Seguono, tra 70 e 79 punti, 9 Regioni più la Provincia Autonoma di Bolzano. Al fondo della classifica, sotto 60 punti, troviamo l’Abruzzo a 58 punti, la Calabria a 51 e la Sicilia a 48. Ad essere cresciute di più rispetto a una settimana fa sono Basilicata e Puglia, rispettivamente di 14 e 13 punti.
Ricordiamo che l’indice regionale di YouTrend sintetizza settimanalmente, con un valore compreso tra 0 e 100, lo stato della campagna di vaccinazione in ciascuna delle regioni/province autonome, attraverso la media ponderata di 5 parametri:
1 – La percentuale di dosi utilizzate sul totale delle dosi ricevute (peso: 10%);
2 – La percentuale di ospiti delle RSA vaccinati (peso: 10%);
3 – La percentuale di soggetti over 80 vaccinati (peso: 40%);
4 – La percentuale di soggetti nella fascia 70-79 anni vaccinati (peso: 20%);
5 – L’accelerazione delle vaccinazioni rispetto alla settimana precedente (peso: 20%).
Più per una determinata regione/provincia autonoma l’indice si avvicina a 100, più essa avrà portato avanti la campagna vaccinale con efficacia. L’indice permette quindi di misurare l’andamento della campagna vaccinale non in termini assoluti, ma relativi, permettendo un confronto proprio tra le regioni e le province autonome.
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Istat, +49mila morti marzo-aprile 2020, 60% dovuto a Covid
Report decessi eccesso prima ondata rispetto a 5 anni precedenti. Il coronavirus seconda causa di morte dopo il cancro
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21 aprile 2021
12:25
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Il Covid è la seconda causa di morte nel periodo marzo-aprile 2020, con un numero di decessi di poco inferiore a quello dei tumori e più del doppio di quello delle cardiopatie ischemiche, secondo il rapporto Istat sulla mortalità in eccesso nel periodo della prima ondata. Nel lasso di tempo considerato, oltre al Covid, i decessi aumentano per quasi tutte le principali cause di morte rispetto a quanto osservato nello stesso periodo del quinquennio precedente.
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L’incremento più importante nella frequenza dei decessi si osserva per polmoniti e influenza. Per questo gruppo di cause oltre il 95% è rappresentato dalle polmoniti.
A marzo-aprile del 2020 i decessi in eccesso in Italia sono stati 49 mila rispetto alla media degli stessi mesi nei 5 anni precedenti. Il 60% è attribuibile al Covid (29.210), il 10% a polmoniti e il 30% ad altre cause. Così l’Istat nel report sulle cause di morte nel periodo della prima ondata.
I decessi per polmoniti triplicano e aumentano quelli per demenze, diabete e cardiopatie ipertensive. Sul totale dei decessi per Covid l’85% è di over 70, tra i 50-59enni uno su 5.
L’incremento dei morti è differenziato per luogo: +155% nelle strutture residenziali o socio-assistenziali, +46% negli istituti di cura, +27% in casa.
L’incremento di mortalità si è concentrato soprattutto nelle regioni del Nord-ovest, dove sono esplosi i primi focolai epidemici – si legge nel report – in quest’area i decessi in più sono stati 34.449 decessi con un raddoppio dei casi e un effetto dovuto all’invecchiamento piuttosto contenuto (+1.833 decessi).
Le certificazioni di morte compilate dai medici con le informazioni sul luogo del decesso e sulle malattie che hanno determinato la morte sono raccolte su tutto il territorio italiano e codificate individuando la causa iniziale di morte. Nei due mesi considerati, i decessi direttamente dovuti al Covid-19 ammontano a 29.210, pari al 60% dell’eccesso di mortalità.
Oltre 20mila decessi in più sono invece da attribuire ad altre cause. I 29mila decessi per Covid-19 rappresentano il 18% della mortalità del periodo. L’età media dei deceduti per Covid-19 è di 80,2 anni, un anno e mezzo più bassa dell’età media del totale dei decessi (81,6 anni). Nel Nord-ovest, il Covid-19 è responsabile di un terzo della mortalità totale, quasi 19mila decessi, il 64% dei decessi per Covid-19 di tutta Italia. Circa il 20% (6mila) dei decessi riguarda residenti del Nord-est mentre nel resto del Paese si distribuisce il restante 16%.
I certificati con menzione di Covid-19, sia come concausa che come causa iniziale, sono in totale 31.939: nel 92% dei casi il Covid-19 è la causa direttamente responsabile del decesso, nel restante 8% il Covid-19 è presente, ma il decesso si è verificato per un’altra malattia.

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