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Ultimo aggiornamento 7 Febbraio, 2022, 23:36:09 di Maurizio Barra

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Google aumenta giorni di vacanza pagate e congedo parentale
Da 15 a 20 mentre i genitori avranno 6 settimane in piu’
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NEW YORK
30 gennaio 2022
05:04
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Google tende la mano ai suoi dipendenti e aumenta sia i giorni di vacanza pagati sia il congedo parentale.
I giorni di vacanza pagati passano da 15 a 20 mentre il genitore che partorisce può avere fino a 24 settimane contro le precedenti 18.
Per il genitore che assiste le settimane passano da 12 a 18.
Secondo quanto dichiarato da Fiona Ciccone, chief people officer di Google, l’aumento ha lo scopo di “sostenere gli impiegati in ogni stadio della loro vita e questo significa anche dare benefici straordinari”. Benefici estesi anche per i dipendenti si occupano di un familiare malato, per loro ci saranno fino a 8 settimane pagate.   ECONOMIA

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Nuovo rinvio per lancio del satellte Cosmo SkyMed
Per una nave troppo vicina alla piattaforma di recupero del razzo
30 gennaio 2022
05:08
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Il razzo Falcon 9 a Cape Canavera, in attesa per il lancio del satellite italiano Cosmo SkyMed
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Un altro rinvio, il quarto consecutivo, per il lancio del nuovo satellite della costellazione italiana Cosmo SkyMed con un razzo Falcon 9 della SpaceX.
Dopo tre rinvii dovuti alle cattive condizioni meteorologiche, questa volta il conto alla rovescia è stato interrotto quando mancavano 33 minuti al lancio; secondo quanto riporta SpaceX, si è deciso il rinvio di 24 ore perchè una nave era troppo avvicina alla piattaforma di atterraggio nella quale avviene il recupero del razzo. Si ritenta quindi alle 00,11 del primo febbraio.
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Covid, andamento della curva eterogeneo nelle province
Sebastiani, la maggioranza ha superato il picco ma l’incidenza è ancora alta
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31 gennaio 202209:41
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E’ molto eterogeneo l’andamento della curva dell’epidemia di Covid-19 nelle province italiane: la maggioranza ha superato il picco, alcune devono ancora raggiungerlo e, fra quelle che lo hanno superato, alcune sono in fase di stasi, in altre la discesa è debole o sta frenando e in altre ancora, si osserva un aumento.
Ancora alta ovunque l’incidenza settimanale, con picchi con picchi nella provincia di Vicenza, con 3.198 casi su 100.000 abitanti, nella provincia autonoma di Bolzano (3.010) e nelle province di Forlì-Cesena (2.989) e Ravenna (2.904).
E’ quanto rilevano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
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Ecco di seguito la situazione della curva epidemica nelle province:
in debole diminuzione: Chieti, Pescara, Catanzaro, Modena, Reggio Emilia, Genova, Lucca, Pistoia, Prato. in stasi: L’Aquila, Crotone, Bologna, Ravenna, Latina, Imperia, La Spezia, Savona, Arezzo, Verona; picco, poi diminuzione e stasi: Cosenza, Vibo Valentia, Caltanissetta, Catania, Enna, Palermo, Siracusa, Trapani, Siena, Perugia; picco e poi discesa frenata: Reggio Calabria, tutte le province campane, Campobasso, Brindisi, Lecce, Taranto, Agrigento, Terni;
picco e poi diminuzione: Teramo, Forlì Cesena, Parma, Piacenza, Rimini, Rieti, tutte le province lombarde, Isernia, tutte le province piemontesi, Bari, Barletta Andria Trani, Foggia, Cagliari, Oristano, Firenze, Massa Carrara, Pisa, Trento, Aosta; picco, discesa e poi aumento: Sassari, Sud Sardegna, Messina, Ragusa; crescita frenata: Roma, Viterbo;
crescita frenata, vicina al picco: Matera, Potenza, Pordenone, Trieste, Ancona, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino, Grosseto, Bolzano; iniziale diminuzione dopo il picco: Udine, Ascoli Piceno, Livorno, Rovigo, Verona; debole crescita: Ferrara, Frosinone, Nuoro, Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza.
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Ecco di seguito i valori dell’incidenza nelle province negli ultimi sette giorni per 100.000 abitanti:
PIÙ DI 3.000: Vicenza (3.198), Bolzano (3.010): FRA 2.000 E 3.000: Forlì-Cesena (2.989), Ravenna (2.904), Verona (2.904), Treviso (2.858), Rimini (2.835), Padova (2.784), Bologna (2.725), Ferrara (2.654), Pordenone (2.638), Belluno (2.581), Rovigo (2.559), Venezia (2.462), Pesaro e Urbino (2.439), Macerata (2.437), Fermo (2.423), Reggio Emilia (2.371), Trento (2.364), Ascoli Piceno (2.350), Ancona (2.315), Gorizia (2.292), Modena (2.270), Livorno (2.269), Genova (2.234), Imperia (2.221), Trieste (2.198), Udine (2.164), Firenze (2.138), Biella (2.128), Savona (2.122), Pistoia (2.084), Parma (2.032);
FRA 1.000 E 2.000: Prato (1.994), Torino (1.991), Pisa (1.974), Mantova (1.937), Grosseto (1.923), Arezzo (1.893), Piacenza (1.863), La Spezia (1.860), Lucca (1.840), Teramo (1.778), Brescia (1.752), Pescara (1.742), Barletta-Andria-Trani (1.732), Aosta (1.702), Vercelli (1.679), Ragusa (1.671), Cuneo (1.670), Chieti (1.640), L’Aquila (1.624), Foggia (1.623), Pavia (1.605), Roma (1.601), Cremona (1.586), Asti (1.580), Napoli (1.560), Novara (1.558), Bari (1.534), Siena (1.532), Brindisi (1.512), Matera (1.502), Lecce (1.497), Verbano-Cusio-Ossola (1.486), Como (1.476), Monza e della Brianza (1.468), Latina (1.464), Viterbo (1.458), Taranto (1.434), Perugia (1.431), Alessandria (1.421), Massa Carrara (1.408), Lodi (1.376), Varese (1.367), Milano (1.365), Siracusa (1.341), Bergamo (1.335), Sondrio (1.334), Rieti (1.331), Caltanissetta (1.302), Avellino (1.290), Terni (1.280), Caserta (1.263), Frosinone (1.248), Nuoro (1.226), Salerno (1.184), Potenza (1.121), Lecco (1.100), Isernia (1.090), Vibo Valentia (1.044), Benevento (1.008):
FRA 500 E 1.000: Messina (956), Catania (923), Oristano (832), Palermo (823), Campobasso (814), Crotone (757), Agrigento (704), Reggio Calabria (694), Trapani (681), Enna (532): MENO DI 500: Catanzaro (483), Cagliari (398), Sassari (370), Sud Sardegna (346), Cosenza (140)
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Solar Orbiter ha attraversato la coda della cometa Leonard
Raccolte informazioni su particelle e campo magnetico
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31 gennaio 202211:21
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Per la seconda volta nella sua giovane missione iniziata appena due anni fa, la sonda Solar Orbiter di Nasa e Agenzia spaziale europea (Esa) ha involontariamente attraversato la coda di una cometa: dopo aver incontrato Atlas tra maggio e giugno 2020, stavolta a metà dicembre 2021 ha incrociato la cometa Leonard.
Il passaggio era stato previsto in anticipo dagli astronomi dello University College di Londra, permettendo di preparare un dettagliato piano di osservazione per scattare immagini e raccogliere dati sulle particelle e il campo magnetico della coda della cometa. Lo rende noto l’Esa.
L’attraversamento della coda della cometa Leonard è durato diversi giorni intorno al 17 dicembre, quando la sonda si trovava vicina alla Terra: il 27 novembre, infatti, aveva fatto un passaggio ravvicinato per sfruttare la spinta del campo gravitazionale terrestre e correggere la propria traiettoria verso il Sole. Il nucleo della cometa era a 44,5 milioni di chilometri di distanza, vicino al pianeta Venere, ma la sua coda gigante si estendeva fino all’orbita terrestre e oltre.
Gli strumenti Swa e Mag a bordo di Solar Orbiter hanno raccolto informazioni sulle particelle e sul campo magnetico presenti nella coda della cometa, fornendo dati molto preziosi per comprendere le modalità con cui interagisce con il vento solare. L’evento è stato documentato anche tramite l’acquisizione di immagini ottenute da due strumenti a bordo della sonda, l’ Heliospheric Imager (SoloHI) e il coronografo Metis realizzato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) in collaborazione con l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), il Cnr e diverse università italiane e istituti di ricerca di tutto il mondo. Metis ha acquisito immagini della cometa su un intervallo temporale di circa 12 ore, nella notte tra il 15 e il 16 dicembre. “Le immagini riprese nel visibile possono fornirci qualche indizio sulla velocità con cui la cometa sta emettendo polvere, mentre quelle nell’ultravioletto possono indicare la velocità di produzione dell’acqua”, spiega Alain Corso, co-responsabile scientifico di Metis presso l’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr a Padova.
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I microrganismi alleati degli animali che vanno in letargo
Dalla scoperta papplicazioni per le missioni spaziali
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31 gennaio 202214:33
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I microrganismi intestinali sono grandi alleati degli animali che vanno in letargo perchè li aiutano a restare in forma, nonostante il lungo periodo di inattività.
Lo ha scoperto la ricerca condotta sugli scoiattoli dall’Università del Wisconsin a Madison, pubblicata sulla rivista Science.

Coordinata da Hannah Carey, la ricerca ha scoperto che l’insieme dei microrganismi (microbiota) che normalmente vive negli scoiattoli ha un ruolo cruciale nel preservarne il tono muscolare anche nei lunghi periodi di semi-ibernazione. Conoscere il meccanismo con cui questo avviene potrebbe essere utile in futuro per astronauti impegnati in missioni di lungo periodo.
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Alcuni mammiferi, come gli orsi e gli scoiattoli, nei periodi invernali riescono a ridurre notevolmente le loro funzioni vitali e rimanere in una sorta di lungo sonno, uno stato chiamato impropriamente letargo (il vero letargo prevede infatti uno spegnimento praticamente totale del metabolismo, come avviene in alcuni insetti).
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Uno degli aspetti ancora poco compresi della semi-ibernazione è la capacità di questi mammiferi di riuscire a conservare quasi intatto il tono muscolare. Per cercare di capirlo i ricercatori americani hanno studiato il comportamento degli scoiattoli a 13 linee (Ictidomys tridecemlineatus) esaminandone in particolare i meccanismi legati all’azoto, elemento fondamentale per il metabolismo degli amminoacidi necessari a impedire l’atrofizzazione dei muscoli.
Gli scoiattoli usati nell’esperimento sono stati alimentati con cibo in cui l’azoto era stato ‘marchiato’ con isotopi facilmente tracciabili e di questi, una parte e’ stata anche alimentata con antibiotici capaci di abbattere buona parte dei microbi presenti nell’intestino e fondamentali per l’assorbimento degli aminoacidi dal cibo.
Seguendo il percorso degli isotopi i ricercatori hanno cosi’ scoperto che a giocare un ruolo fondamentale nel mantenimento del tono muscolare sono proprio i microrganismi. Una scoperta che potrebbe avere importanti conseguenze nel cercare trattamenti per gli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali durante le quali l’ambiente di microgravita’ comporta una rapida atrofizzazione muscolare.   SCIENZA   MEDICINA SALUTE E BENESSERE

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Tlc: mercato smartphone torna a crescere dopo quattro anni
Analisti, Samsung domina, Apple segue a ruota sostenuta da Cina
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31 gennaio 2022
14:55
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Il mercato della telefonia mobile continua a vivere di alti e bassi, con la carenza di semiconduttori che getta ancora molte ombre sulla catena di approvvigionamento globale.
Nonostante questo scenario, il 2021 si è chiuso con numeri in forte ripresa per i principali produttori.
Samsung resta in cima alla classifica dei più venduti anche se Apple aumenta il passo e tiene a distanza la cinese Xiaomi. Il trend positivo, il migliore degli ultimi quattro anni, è fotografato dall’ultimo report dell’agenzia di analisi Counterpoint Research.
Considerando i dodici mesi alle spalle, gli analisti sottolineano un +4% di smartphone spediti in tutto il mondo rispetto al 2020. Un dato che non viene ridimensionato dal calo dell’ultimo trimestre dell’anno, dove le consegne hanno subito una leggera flessione. Nelle rilevazioni del 2018 e del 2019, le spedizioni globali di telefonini avevano fatto registrare perdite sul 2017, l’anno migliore negli ultimi sette considerati da Counterpoint. Il 2021 si è chiuso invece con un’ascesa, tradotta in 1,39 miliardi di smartphone spediti, meno dei livelli pre-pandemia ma un segnale di ripresa sui precedenti.
Al primo posto dei produttori c’è Samsung, con circa 271 milioni di smartphone consegnati nel 2021 (+6% rispetto al 2020). Apple occupa la seconda posizione, grazie ai 238 milioni di iPhone consegnati. La ripresa della Mela dipenderebbe, per i ricercatori, dagli ottimi risultati ottenuti dal colosso americano in Cina. Anno dopo anno, le vendite di iPhone sono aumentate del 47% nel Paese, mentre quelle di Huawei sono crollate del 68%. Tornando allo scenario generale, il dato migliore è quello di Xiaomi, che ha spedito circa 190 milioni di smartphone, incrementando del 31% il risultato del 2020. Crescono Oppo, con 143 milioni di unità (+28%) e Vivo, con circa 131 milioni di unità (+21%).
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Atari celebra i 50 anni con una collezione di opere digitali
Una serie di Nft a sorpresa, svelati nel corso dell’anno
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31 gennaio 2022
14:56
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Uno dei nomi storici dell’informatica e dei videogame, Atari, lancerà una serie di Nft, le famose opere digitali certificate tramite blockchain, in occasione dei 50 anni dalla sua fondazione.
A sviluppare i lavori sarà Republic Realm, una delle compagnie più attive nell’ecosistema Nft e nella crescita di elementi per il metaverso.
Atari è stata fondata nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney, nell’azienda ha mosso i primi passi nel mondo della tecnologia anche un giovanissimo Steve Jobs.
La collezione è definita come ‘Gft’, con la prima lettera che sta per “gift”, ossia un regalo. La società ha confermato che ogni token rappresenta uno dei momenti cardine della storia di Atari, per la maggior parte legata allo scenario videoludico. I possessori dei Gft potranno competere in gare online su alcuni giochi, con l’opportunità di guadagnare ulteriori premi. Avranno anche accesso ad una stanza speciale sui server della piattaforma Discord, progettata per la comunicazione tra comunità di videogiocatori, dove poter commerciare altri Nft.
“Il marchio Atari è sinonimo di videogiochi e i videogiochi sono la spina dorsale del metaverso. Non c’è modo migliore per commemorare il 50° anniversario che inaugurando una nuova era di innovazione tecnologica, onorando il nome che ha lanciato la moderna industria dei videogiochi”, ha detto il Ceo di Atari, Wade Rosen.
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Ericsson, 1 milione bimbi formati sul digitale entro il 2025
Iniziativa è parte di un programma di sviluppo globale
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31 gennaio 2022
14:57
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Ericsson, il gigante svedese delle telecomunicazioni, tra i principali fautori dello sviluppo del 5G in Europa, ha avviato un nuovo progetto con cui intende formare 1 milione di bambini al digitale entro il 2025.
L’iniziativa fa parte del “World Economic Forum-aligned Edision Alliance 1 Billion Lives Challenge”, un movimento globale formato da quarantacinque aziende leader del settore pubblico e privato.
I membri, tra cui Ericsson, si impegnano a dare la priorità all’inclusione digitale come strumento fondamentale per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in modo che ogni persona possa partecipare pienamente all’economia e alla società digitali.
La “1 Billion Lives Challenge” promuove e valorizza l’impegno in termini di inclusione digitale da parte di governi, aziende e altre organizzazioni in tutto il mondo. L’obiettivo sarà perseguito da Ericsson attraverso il lavoro del team “Connect To Learn”, che ha già formato oltre 200.000 bambini e giovani in più di 25 paesi dalla sua fondazione nel 2010. L’iniziativa consente l’accesso a un’istruzione di qualità per le comunità svantaggiate e non connesse e istituisce una piattaforma digitale inclusiva con l’obiettivo di responsabilizzare la prossima generazione con competenze digitali, essenziali per lo sviluppo socioeconomico. Mira inoltre a migliorare la parità di genere conferendo potere a donne e ragazze attraverso l’ICT.
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WhatsApp al lavoro sull’applicazione per iPad
L’azienda conferma lo sviluppo di un software dedicato
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31 gennaio 2022
15:01
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Il 2022 potrebbe essere l’anno dell’arrivo di un’app di WhatsApp specifica per iPad.
Lo ha confermato l’azienda, attraverso le parole di Will Cathcart, il capo della società parte del gruppo Meta.
Durante un’intervista a The Verge, il manager ha sottolineato l’importanza di un’applicazione che si adatti allo schermo del tablet, soprattutto ora che la tecnologia di base è disponibile.
“Abbiamo lavorato molto sulla tecnologia per supportare più dispositivi. Oggi ci sono già una versione web e una desktop. Se ho più dispositivi attivi, posso spegnere il telefono o perdere la connessione di rete e continuare a ricevere messaggi sul computer. Sarebbe davvero importante un’app per tablet, così da poter utilizzare WhatsApp anche se il telefono non è acceso”. Il motivo principale dell’assenza di un software per iPad era, secondo le stesse ammissioni dell’azienda in passato, la difficoltà di sincronizzare i dati, testi, foto e video, tra più dispositivi, perché crittografati “end-to-end”, ossia con una chiave legata al particolare telefono utilizzato. Attivare lo stesso numero su un secondo device voleva dire scollegare l’account precedente.
Una volta che il team è riuscito a valicare tale limite, senza fare a meno della crittografia, si è aperta la possibilità di utilizzare lo stesso account su smartphone e computer, nello stesso momento. Attualmente, la funzione di multi-dispositivo, attivabile da chiunque nelle impostazioni di telefoni Android e iPhone, consente di chattare sia in modalità browser che tramite l’applicazione dedicata per Pc e Mac, anche se il telefono principale è spento o non connesso a internet.
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L’Fbi comprò Pegasus, software-spia nella lista nera Usa
Nyt: ‘Anni di test ma poi fu bocciato’. L’ira di Israele
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31 gennaio 2022
15:01
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L’Fbi ha acquistato e testato per anni Pegasus, il software spia prodotto dall’israeliana NSO Group ora nella lista nera americana.
Era il 2019 e gli abusi compiuti tramite Pegasus, al centro di uno scandalo di spionaggio mondiale di politici e vip, erano già ben documentati.
Questo – rivale un’indagine del New York Times – non impedì all’Fbi di procedere con l’acquisto e alla Cia di comprarlo per il governo di Gibuti per combattere il terrorismo, ignorando i timori sugli abusi dei diritti umani, inclusa la persecuzione di giornalisti e la tortura di dissidenti.
Nella brochure di vendita di Pegasus presentata all’Fbi e ad altre agenzie americane il software-spia – il cui modello più evoluto è chiamato Phantom – veniva descritto come in grado di “trasformare lo smartphone” di una persona sorvegliata “in una miniera d’oro per l’intelligence”. Pegasus è stato al centro di un ampio dibattito fra il Dipartimento di Giustizia, i legali del governo e l’Fbi per due anni e due amministrazioni: alla fine nell’estate del 2021, prima delle nuove rivelazioni sul suo utilizzo da parte del consorzio Forbidden Stories, gli Stati Uniti hanno deciso di non usarlo. Nel novembre dello stesso anno il Dipartimento del Commercio ha poi inserito NSO nella black list Usa delle entità coinvolte in “attività contrarie agli interessi della politica estera e della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.
L’annuncio ha suscitato l’ira di Israele, che ha considerato la mossa di Washington non solo come uno sfregio ad uno dei suoi gioielli della corona ma come un attacco al Paese stesso. A far infuriare gli israeliani, secondo le ricostruzioni del New York Times, sarebbe stata “l’ipocrisia americana”: l’inserimento nella lista nera arrivava infatti dopo anni di test segreti su Pegasus in casa e dopo averlo messo nelle mani di almeno un paese, Gibuti.   MONDO  POLITICA   CRONACA

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Omicron, l’arrivo della sotto-variante BA.2 visto già in dicembre
Fenga, strumento importante per giocare d’anticipo
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31 gennaio 202216:40
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Era stato visto da dicembre l’arrivo della nuova variante ‘sorella’ della Omicron, la sotto-variante BA.2, grazie a strumenti matematici in grado di scendere così in profondità nell’analisi dei dati, da riuscire a vedere anomalie altrimenti non rilevabili: “la presenza in Italia della nuova variante che si stava diffondendo dalle regioni settentrionali era stata individuata già alcune settimane fa, molto prima dell’identificazione della sequenza genetica”, ha detto lo statistico Livio Fenga, che recentemente si è trasferito dall’Italia in Gran Bretagna, dove è senior lecturer del Centro di analisi, simulazione e modelli dell’università britannica di Exeter. “Strumenti di analisi come questi – ha aggiunto – sono molto importanti per riuscire a giocare d’anticipo sull’arrivo delle nuove varianti”.
Per dare un’idea del loro funzionamento, pensiamo ai consumi elettrici rilevati in un ufficio dove si svolgono lavori di routine (fotocopiatrici, fax, telefoni, aria condizionata).
Ora, “supponiamo che una volta alla settimana, dalle 15,00 alle 16,00, tutte le stampanti debbano funzionare contemporaneamente per esigenze di lavoro: una situazione anomala come questa genera degli shock non facili da rilevare basandosi sull’osservazione della serie storica dei consumi elettrici (tecnicamente si parla di dominio tempo – ampiezza). Ora, noi possiamo paragonare l’insorgenza di una nuova variante come un qualche cosa che si aggiunge (le stampanti dalle 3 alle 4) al lavoro di routine (la dinamica che descrive la situazione pre-variante).
Questi effetti potrebbero naturalmente essere la risultante di fenomeni diversi da quelli di una variante, per cui occorre sempre molta prudenza nell’interpretazione dei fenomeni associati AL Covid.
Rilevare tali anomalie è tutt’altro che semplice: molto spesso sono segnali molto deboli e per riuscire a rilevarne la presenza si utilizzano i cosiddetti ‘spettri’, una sorta di filtri matematici che permettono di evidenziare nei dati picchi che si verificano solo a determinate frequenze.
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“A dicembre, per esempio, l’analisi degli spettri applicata ai dati italiani sulla pandemia evidenziava dei picchi anomali, interpretato come un primo segnale-spia della presenza di una nuova variante”.
Questo non significa che la variante fosse presente allora: previsioni di questo tipo, chiamate ‘nowcast’, “permettono di osservare adesso tutti i dati che si potrebbero vedere in futuro. Utilizzando un modello di questo tipo a dicembre è stato possibile rilevare la possibilità di una nuova variante che stava venendo alla luce”, osserva Fenga.
Ma analizzare gli spettri non basta: per la previsione è stato utilizzato anche un secondo strumento, che afferisce alla teoria delle Wavelet, letteralmente ‘ondine’, piccole oscillazioni il cui comportamento permette di analizzare fenomeni complessi, come quelli meteorologici. “Questo strumento permette di analizzare in dettaglio le anomalie, come una sorta di zoom in grado di ingrandire le variazioni del segnale ad una certa frequenza. “Sono strumenti molto noti agli statistici – ha concluso Fenga – e potrebbero rivelarsi molto utili in futuro, per anticipare l’arrivo di nuove varianti”.
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Covid, una molecola del sistema immunitario blocca anche Omicron
Oltre alle altre varianti note, verso nuove cure
31 gennaio 2022
13:44
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Una molecola attiva nella prima linea del sistema immunitario è in grado di riconoscere e bloccare la proteina Spike di ogni variante nota del virus SarsCoV2, Omicron inclusa: denominata MBL (Mannose Binding Lectin), è funzionalmente simile a un anticorpo e per la sua attività antivirale potrebbe diventare una nuova arma contro Covid-19.
La scoperta è pubblicata su Nature Immunology da un gruppo internazionale di ricerca coordinato da Alberto Mantovani e Cecilia Garlanda di Humanitas ed Elisa Vincenzi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Lo studio ha coinvolto, tra gli altri, Fondazione Toscana Life Science con Rino Rappuoli, l’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona e la Queen Mary University di Londra.
“Anni fa abbiamo individuato alcuni geni che fanno parte di una famiglia di antenati degli anticorpi”, spiega Mantovani. “Concentrandoci sull’interazione tra questi e SarsCoV2, abbiamo scoperto che una di tali molecole dell’immunità innata, chiamata Mannose Binding Lectin (MBL), si lega alla proteina Spike del virus e lo blocca”. Alla comparsa di Omicron, i ricercatori hanno esteso l’analisi sulla struttura della proteina, scoprendo che MBL è in grado di vedere e riconoscere anche la nuova variante, oltre alle precedenti come Delta.
Lo studio è proseguito poi con l’analisi genetica dei dati provenienti dai pazienti dell’ospedale, incrociati con quelli delle banche dati di tutto il mondo. “È risultato che variazioni genetiche di MBL sono associate a gravità di malattia da Covid-19″, aggiunge Garlanda. “Ora si tratterà di valutare se questa molecola può fungere da biomarcatore per orientare le scelte dei medici di fronte a manifestazioni così diverse e mutevoli della malattia”. I ricercatori, inoltre, stanno valutando se MBL può essere un candidato agente preventivo e/o terapeutico, dal momento che è una molecola funzionalmente simile a un anticorpo cui le varianti del virus, almeno quelle note, non possono sfuggire. “Nella nostra valutazione di potenziali farmaci anti-SarsCoV2 – spiega Vicenzi del San Raffaele – MBL dimostra un’importante attività antivirale che potrebbe essere un’arma in più contro le varianti in circolazione, inclusa Omicron”.
Al momento non ci sono dati sull’interazione tra questo meccanismo protettivo della prima linea di difesa e la risposta immunitaria indotta dai vaccini. “Ad oggi sappiamo che questo meccanismo di resistenza innata ‘vede’ anche Omicron – continua Mantovani – e quindi probabilmente contribuisce al fatto che, per quanto questa variante sia riconosciuta in forma minore dagli anticorpi, la prima linea di difesa regge. Ciò non toglie quanto invece già sappiamo grazie ai dati: i vaccini danno una protezione significativa e fondamentale e restano la nostra cintura di sicurezza”.
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Online i dati su 11 milioni di stelle
Per studiare la Via Lattea, progetto a guida italiana con Inaf e Asi
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31 gennaio 202222:37
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Realizzata una banca dati per l’astronomia senza precedenti, con informazioni relative a oltre 11 milioni di stelle della Via Lattea: denominata SoS (Survey of Surveys), mette a disposizione della comunità scientifica internazionale le misure di tutte le principali campagne osservative spettroscopiche pubbliche.
Il progetto, a guida italiana, vede in prima linea i ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).
Il gruppo, guidato da Maria Tsantaki dell’Inaf di Firenze, ha usato come riferimento il catalogo della missione Gaia dell’Agenzia spaziale europea (Esa), con quasi due miliardi di stelle all’attivo, e quindi con molte stelle in comune con ciascuna delle diverse survey da inserire nel catalogo generale. “I dati a disposizione permetteranno di caratterizzare meglio le stelle che ospitano pianeti, in modo da determinare meglio le loro proprietà come massa, raggio e quindi densità, distinguendo per esempio i pianeti di tipo terrestre da quelli gassosi”, spiega Tsantaki.
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Mappa degli 11 milioni di stelle catalogate finora nella Survey of Surveys (fonte: Tsantaki et al., 2022)
Le survey astronomiche in genere comprendono diversi tipi di stelle e usano vari strumenti per ottenere misure che vengono analizzate con metodi diversi e infine presentate in cataloghi con formati e contenuti differenti. Finora mancava dunque un catalogo uniforme di riferimento per le misure spettroscopiche. Attraverso la ricalibrazione di tutte le grandi survey (Apogee, Rave, Galah, Ges, Lamost) su di una unica scala di riferimento, è stato così creato il più grande catalogo di velocità radiali esistente al momento, con i dati di oltre 11 milioni di stelle.
“I dati della Survey of Surveys verranno ospitati e resi disponibili attraverso GaiaPortal, il portale di riferimento della comunità italiana per l’accesso ai dati della missione Gaia”, spiega Silvia Marinoni, tecnologa Inaf presso Ssdc. La pubblicazione del catalogo avviene con un primo parametro stellare, la velocità radiale: in seguito saranno aggiunti altri parametri e soprattutto l’informazione chimica dettagliata, dati utili per studiare come si è formata ed evoluta la Via Lattea e per caratterizzare meglio le stelle che ospitano pianeti.
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Brusaferro, IA e dati aiutano a comprendere evoluzioni Covid
‘Come Iss siamo impegnati in quest’area’
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DUBAI
01 febbraio 2022
11:12
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“Come ricercatori siamo abituati a raccogliere dati e qui l’Intelligenza artificiale può davvero aiutare in termini di facilità, preparazione e nel comprendere alcune evoluzioni della pandemia, ma anche altre patologie.

Questa credo sia l’area nella quale siamo impegnati come istituzione”.
Lo ha dichiarato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in collegamento all’evento internazionale “Artificial Intelligence & Cybersecurity for human health” organizzato da Italia, Israele ed Eau oggi al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai.
Il tema dei dati “è diventato molto attuale e pressante durante la pandemia” e “possedere e raccogliere tanti dati pone molte sfide in termini di privacy e della loro protezione”, ha evidenziato Brusaferro, ma “come scienziati, chiediamo dati aperti, condivisione di informazioni” e “dobbiamo riconoscere che durante la pandemia, l’urgenza e il modo in cui abbiamo condiviso le nostre risorse è stato un grande passo avanti, ma contemporaneamente abbiamo un rischio nel condividere in modo non protetto i nostri dati”.
Il presidente Iss ha sottolineato che “l’intelligenza artificiale ha un ruolo molto importante sia in termini di assistenza sanitaria sia di salute pubblica”. “Una delle prospettive sulla quale dobbiamo lavorare in termini di uso dell’intelligenza artificiale è come mettere insieme diverse informazioni per prevedere l’evoluzione della pandemia ma anche, per il futuro post-pandemia, per l’organizzazione di programmi per promuovere la salute per prevenire malattie e rischi e proteggere la popolazione”.
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Compie 50 anni prima calcolatrice scientifica portatile, sostituì il regolo
Hp 35 Calculator, anche a bordo veicoli spaziali
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01 febbraio 2022
12:15
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Compie 50 anni la prima calcolatrice scientifica portatile al mondo, la Hewlett Packard HP 35, così chiamata perchè dotata di 35 tasti.
Fu lanciata il 1 Febbraio del 1972 e segnò la fine dei vecchi, grandi e costosi calcolatori meccanici manuali.
Ma anche la fine del regolo calcolatore tra gli studenti di scienze e ingegneria.
Il calcolatore HP-35 rappresentò il primo computer palmare al mondo, frutto della visione del manager Bill Hewlett che, nonostante uno studio di marketing avvertisse esisteva solo un piccolo mercato per questo dispositivo, andò avanti nel progetto. Nei primi tre anni dalla sua introduzione, le vendite della calcolatrice scientifica superarono le 300.000 unità.
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L’HP-35 è stata sviluppata in due anni con venti ingegneri, con un costo di circa un milione di dollari. Dotata di un display a Led rossi, che limitavano la durata delle batterie a 3 ore, permetteva di calcolare fino a 10 cifre decimali e di eseguire tutte le funzioni trigonometriche e logaritmiche solo con la digitazione. Il suo funzionamento si basava sulla Notazione Polacca Inversa (Rpn), un sistema di inserimento dei dati basato su registri di memoria e più veloce del Sistema Algebrico, cioè il sistema classico che usano tutte le calcolatrici.
Il calcolatore, nominato da Forbes come uno dei 20 prodotti di tutti i tempi che hanno cambiato il mondo, è stato il primo utilizzato a bordo di veicoli spaziali per calcolare l’angolo esatto di rientro nell’atmosfera terrestre e ha raggiunto la cima del Monte Everest per l’uso in calcoli di altitudine e di navigazione. Nel 2009, HP ha rilasciato un’app di emulazione dell’HP-35 per iPhone e iPad.
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Amazon, programma per aiutare start up con prodotti ‘green’
Avviato con Eit Climate-Kic, 8 settimane per le candidature
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01 febbraio 2022
11:27
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Amazon e EIT Climate-KIC, la principale community a livello europeo che affronta il cambiamento climatico attraverso l’innovazione, hanno annunciato il lancio di Amazon Launchpad Sustainability Accelerator, un programma di otto settimane creato appositamente per sostenere le startup emergenti che stanno sviluppando prodotti sostenibili e desiderano crescere velocemente.
Il programma accoglie da oggi le candidature da parte di startup italiane ed europee.
Le startup selezionate riceveranno, tra l’altro, un incentivo economico, con 12.000 euro di contributo a fondo perduto.
La scadenza per le candidature è il 25 marzo 2022 e i partecipanti selezionati saranno annunciati in primavera. Il programma viene lanciato in un contesto storico in cui i clienti sono sempre più interessati ad acquistare in modo sostenibile, spiega Amazon, nei cui store in Europa, a gennaio, i clienti hanno acquistato più del doppio dei prodotti Climate Pledge Friendly rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.   ACQUISTA SU AMAZON

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Nasce app per controllo delle scadenze di farmaci e alimenti
Prodotti donati andranno in database associazioni volontariato
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TRENTO
01 febbraio 2022
10:45
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Una app per il controllo delle scadenze alimentari, ma anche farmaceutiche o di qualunque altra natura, che si rivolge a tre tipi di attori: consumatori, associazioni ed enti di volontariato, produttori e commercianti.

L’ha sviluppata il gruppo padovano delle etichette sostenibili T-Trade, azienda con sede produttiva a Falconara Marittima e laboratorio di ricerca e sviluppo in Progetto Manifattura a Rovereto, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo.

La app è già scaricabile gratuitamente da tutti gli store Android e iOS. Una volta effettuato il download l’utente ottiene il proprio TT-No Waste Code e può inserire manualmente i prodotti che ha in casa e indicare la scadenza. Il sistema è in continua implementazione e a breve nel circuito entreranno attivamente anche i negozi aderenti, riconoscibili da omonima insegna/logo. A questo punto l’utente che acquista i prodotti nei negozi aderenti esibendo il proprio TT-No Waste Code troverà già caricati nell’app i prodotti acquistati, ivi compresa la data di scadenza, senza doverli inserire manualmente, con notevole risparmio di tempo.
Oltre al controllo e avviso dei prodotti in scadenza, l’app offre la possibilità di inserire ogni prodotto in una specifica dispensa, contrassegnare i prodotti come “consumati”, “buttati” oppure “donati”, consultare statistiche sui consumi, sugli sprechi e sulle donazioni, creare velocemente la lista della spesa in base alle proprie consuetudini, analizzare i costi prima di un nuovo acquisto, donare uno o più prodotti in scadenza. I prodotti “donati” dagli utenti andranno poi a popolare un database accessibile alle associazioni di volontariato che si occupano del ritiro dei prodotti, del loro stoccaggio e della distribuzione alle persone e alle famiglie che ne hanno necessità.
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Nel latte materno cellule utili alla ricerca sul tumore del seno
Facili da prelevare, potrebbero svelare ‘spie’ della malattia
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01 febbraio 202215:36
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Nel latte materno si trovano cellule vitali che potrebbero rivelare non solo i cambiamenti che avvengono nel tessuto mammario durante l’allattamento, ma anche potenziali ‘spie’ del rischio di sviluppare un tumore del seno.
Lo indica uno studio pubblicato su Nature Communications dai ricercatori del Wellcome-Mrc Cambridge Stem Cell Institute (Csci) e del dipartimento di farmacologia dell’Universita’ di Cambridge.

“Credo che studiando le cellule del latte umano saremo in grado di rispondere ad alcune domande fondamentali sulla funzione delle ghiandole mammarie, ad esempio: come viene prodotto il latte? Perche’ alcune donne faticano a produrlo? E quali strategie possono essere impiegate per migliorare gli esiti dell’allattamento per le donne?”, commenta la prima autrice dello studio, Alecia-Jane Twigger del Wellcome-MRC Cambridge Stem Cell Institute.

Il suo gruppo di ricerca ha raccolto campioni di latte materno donato da nove neo-mamme e campioni di tessuto mammario donato da sette donne che si erano volontariamente sottoposte a un intervento di riduzione del seno per motivi estetici. In totale sono state cosi’ isolate piu’ di 110 mila cellule vitali, caratterizzate una per una grazie al sequenziamento delle molecole di Rna.
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In questo modo e’ stato possibile identificare le differenze che contraddistinguono le ghiandole in lattazione. “I nostri dati offrono una mappa di riferimento, aprono una finestra sulle dinamiche cellulari che hanno luogo durante l’allattamento e potrebbero fornire ulteriori indizi sul rapporto tra gravidanza, allattamento e tumore del seno”, scrivono i ricercatori. La facilita’ di prelievo delle cellule contenute nel latte materno, tra l’altro, potrebbe aprire la strada a nuovi studi sulla salute femminile e in particolare sulle prime fasi di sviluppo del tumore della mammella.
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Il New York Times acquista il popolare gioco Wordle
Creato da un ingegnere per la fidanzata, moda esplosa sui social
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01 febbraio 2022
16:11
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Il New York Times rilancia nel mondo dei giochi per diversificare gli introiti stagnanti: ha acquistato Wordle, un gioco di parole da smartphone nato durante la pandemia e diventato viralecon il tam tam dei social in appena tre mesi: ha debuttato online nell’ottobre 2021.
Josh Wardle, un ingegnere informatico britannico, lo aveva creato per divertire la fidanzata nei lunghi mesi del covid.
“Una storia d’amore”, aveva scritto il “Times” un mese fa, dedicando al gioco un servizio quando ancora le trattative per l’acquisto erano top secret.
Il primo novembre Wordle aveva appena 90 giocatori, saliti a 300 mila alla meta’ del mese. Ora sono milioni in tutto il mondo che ogni mattina, come ha detto il responsabile giochi del New York Times, Jonathan Knight, “come me si svegliano pensando a Wordle e assaporando quei preziosi momenti di scoperta, sorpresa e progressi”.
Wordle, che in Italia ha l’imitazione non ufficiale PARoLE, esce con un nuovo rompicapo a mezzanotte chiedendo a chi gioca di individuare una parola di cinque lettere (ce ne sono 12 mila nel vocabolario inglese, ma il repertorio si basa sulle 2.500 più comuni) in solo sei tentativi. Sono sette le cifre della somma ancora non rivelata (oltre un milione di dollari) che il “Times” ha pagato a Wardle e l’informatico ora si crogiola sugli allori. In apprensione sono invece i giocatori di Wordle, per molti dei quali il mini-puzzle è diventato un rito quotidiano i cui progressi e le cui strategie, condivisibili sui social, sono frequente argomento di conversazione con gli amici. “Per ora” si potrà continuare a giocare gratuitamente, ha fatto sapere il “Times”, ma quelle due paroline hanno creato il timore che Wardle sarà presto messo “sotto chiave” alla pari dei leggendari cruciverba del quotidiano e di altri rompicapi del suo parco-giochi: tra questi Letter Boxed, Spelling Bee, Tiles e Vertex, giocati oltre 500 milioni di volte nel 2021.
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Nature, 3 ipotesi sull’origine di Omicron
Non sembra legata alle varianti che l’hanno preceduta
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01 febbraio 202216:12
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Mutazioni che avrebbero potuto essere un campanello d’allarme, ma che sono in qualche modo sfuggite all’attenzione dei genetisti fra le migliaia di sequenze genetiche del virus SarsCoV2 finora depositate, oppure mutazioni accumulate in un individuo durante un’infezione durata molto a lungo, o ancora mutazioni emerse in nuovi animali ospiti del virus, come topi o ratti: sono queste le tre ipotesi principali sull’origine della variante Omicron e sulla sua ‘sorella’ recentemente identificata in Italia, chiamata BA.2.
Le ricostruisce la rivista Nature sul suo sito, rilevando che al momento sono tutte e tre ugualmente valide.
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Non si rileva, infatti, un legame chiaro della Omicron con le varianti che l’hanno preceduta, come Alfa e Delta: “sembra uscita dal nulla”, dice il biologo computazionale Darren Martin, dell’Università sudafricana di Città del Capo, riportato da Nature.

Uno dei pochi elementi finora chiari di questa nuova variante è la grandissima facilità con cui si diffonde: in nemmeno due mesi è già presente in oltre 120 Paesi. E’ evidente anche il suo grande numero di mutazioni: sono così tante che un’ipotesi avanzata da alcuni genetisti e riportata da Nature ritiene che il suo antenato più prossimo possa risalire a oltre a un anno fa, intorno a metà 2020. Capire l’origine della Omicron non è affatto una questione accademica perché sapere come è emersa potrebbe aiutare a capire in quali condizioni potrebbero formarsi nuove varianti e forse a prevenirle. Tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha istituito in gennaio il gruppo di lavoro sulle Origini dei nuovi patogeni, e in febbraio è atteso un primo rapporto.
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Identificata nel novembre 2021 in Sud Africa e Botswana, la variante Omicron stava circolando già da almeno uno o due mesi, ma un’analisi retrospettiva ha permesso di stabilire che dai primi di novembre era già presente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e l’analisi delle centinaia di sequenze della Omicron finora depositate nelle banche dati internazionali, come Gisaid, indica inoltre che la nuova variante stava cominciando a circolare già alla fine di settembre o all’inizio di ottobre dello scorso anno.
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Secondo gli esperti intervistati da Nature, il fatto che la Omicron sia stata individuata in Sud Africa è poco indicativo: considerando l’aeroporto di Johannesburg è il più grande del continente africano, la variante potrebbe essere arrivata lì da qualsiasi altra parte del mondo.
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Un altro rompicapo sono le mutazioni della Omicron, alcune delle quali mai viste prima: più di 50 rispetto al virus originale di Wuhan e, di queste, 30 si trovano sulla proteina Spike, principale bersaglio degli attuali vaccini.

Un’altra curiosità sono le tre sotto-varianti, chiamate BA.1, BA.2 e BA.3, che sembrano essere comparse tutte nello stesso momento, ma viste solo molto recentemente. Questo significa, rileva Nature, che la Omicron è in grado di diversificarsi prima ancora che i ricercatori se ne accorgano.
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Sulla Terra 73.000 specie alberi, 9.000 da scoprire
Pronto il catalogo, lo coordina un italiano
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01 febbraio 202216:33
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Sono 73.000 le specie di alberi nel mondo, delle quali oltre 9.000 sono ancora da scoprire: è quello che emerge dal più grande catalogo del mondo, che si arricchisce del 14% rispetto al precedente.
A guidare il lavoro che ha visto la partecipazione di 150 ricercatori di tutto il mondo e pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) è stato l’italiano Roberto Cazzolla Gatti dell’università di Bologna.

“Gli alberi sono uno dei gruppi viventi più conosciuti, sono fermi e ben visibili, eppure non ne conosciamo tutte le specie”, ha detto Cazzolla Gatti. Proprio per tentare di ridurre il più possibile questa mancanza e mettere ordine a quanto catalogato finora, Cazzolla Gatti, insieme ai colleghi delle università americane Purdue e del Minnesota, ha lanciato un appello a tutti gli esperiti di biodiversità, chiedendo loro di condividere i loro archivi. Circa 150 hanno risposto, nell’ambito della Global Forest Biodiversity Initiative (Gfbi), tra i quali gruppi italiani delle università di Firenze, Trento, Bolzano e Udine.
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I dati arrivati sono stati accorpati in un unico grande ‘schedario’ e analizzati grazie a supercomputer e algoritmi di Intelligenza artificiale. “Conoscere la diversità e la ricchezza in specie degli alberi è fondamentale per preservare la stabilità e la funzionalità degli ecosistemi – ha spiegato il primo autore dello studio – ma finora per ampie aree del Pianeta avevamo dati limitati che impedivano di arrivare ad avere una prospettiva globale”.

La nuova ricerca ha raccolto dati da tutto il mondo, dalla Patagonia alla Siberia, passando dal Sud Est asiatico all’Europa: un totale di circa 40 milioni di alberi schedati appartenenti a 64.100 specie già conosciute e classificate. Ma di queste più del 30% sono rare o rarissime, pochissimi esemplari come ad esempio il Pino noricato che vive solo in un nucleo sul Pollino, poche centinaia di esemplari. Ben il 43% di tutte le specie vive in Sud America, in particolare in specifici ecosistemi definiti come ‘praterie, savane e macchie’ e ‘foreste tropicali e subtropicali’ dell’Amazzonia e delle Ande, e di queste molte sono specie rare la cui sopravvivenza è messa sempre più a rischio a causa delle attività umane. Usando avanzati metodi statistici i ricercatori sono riusciti anche a stimare il numero di alberi che ancora mancano all’appello: sarebbero circa 9.200 le specie ‘mancanti’. La loro assenza è dovuta principalmente al fatto che si tratta di specie di alberi esistenti in pochi esemplari e magari in luoghi remoti e molte di loro potrebbe scomparire ancora prima di essere scoperta. “Incredibile pensare quante cose ancora non sappiamo di un gruppo di viventi così ‘facile’ da conoscere”, ha commentato Cazzolla Gatti. “Può bastare un incendio in Borneo o una nuova piantagione in Amazzonia – ha concluso – per eliminare biodiversità non ancora nota.
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Impressionante se proviamo a proiettare in scala queste perdite ad altri gruppi meno visibili, come insetti, funghi o altri vegetali”.
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L’iPhone potrebbe diventare un Pos con futuro aggiornamento
Bloomberg, Cupertino lavora a sistema dal 2020
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01 febbraio 2022
17:58
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In futuro l’iPhone potrebbe permettere di accettare pagamenti con carta di credito diventando così un Pos a tutti gli effetti.
Apple – secondo Bloomberg – starebbe lavorando ad un nuovo servizio che permetterà alle piccole attività e agli utenti di accettare pagamenti con carta di credito o debito direttamente dal melafonino, senza bisogno di hardware aggiuntivo.
La testata spiega che la multinazionale di Cupertino lavora su questa funzionalità dal 2020, quando ha acquistato Mobeewave, società nota per avere sviluppato una tecnologia per smartphone che consente di accettare pagamenti avvicinando la carta di credito al telefono.
Il sistema in questione sfrutta il sensore NFC (Near Field Communication) di iPhone, già usato da Apple per consentire di pagare nei negozi fisici con Apple Pay.
Apple ha rivoluzionato il settore dei pagamenti mobile con Apple Pay lanciato nel settembre 2014 prima in Usa e poi diffusosi in altri paesi tra cui l’Italia. Questa nuova funzionalità dell’iPhone potrebbe essere rilasciata con un aggiornamento software nei prossimi mesi, forse già con il prossimo iOS 15.4.
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Lanciato il satellite Cosmo SkyMed
E’ il secondo della nuova generazione
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01 febbraio 202218:49
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E’ stato lanciato il nuovo satellite della costellazione italiana Cosmo SkyMed.
Dopo quattro rinvii consecutivi, il lancio è avvenuto dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral (Florida) con un razzo Falcon 9 della SpaceX. E’ il secondo satellite della nuova generazione, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal ministero della Difesa, con il contributo del ministero dell’Università e della Ricerca. Con questo lancio, arriveranno a sei i satelliti Cosmo SkyMed attualmente in orbita e l’Italia potrà avere un sistema per l’osservazione della Terra ancora più all’avanguardia.

I primi satelliti della costellazione Cosmo SkyMed sono attivi da oltre 15 anni e il loro obiettivo principale è fornire servizi duali, ossia per usi civili e militari, grazie ai dati che è in grado di rilevare giorno e notte e in qualsiasi condizione meteorologica, grazie al radar ad apertura sintetica (Sar).
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Nel programma gioca un ruolo importante anche l’industria italiana, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), capocommessa responsabile dell’intero sistema, e Telespazio (Leonardo-Thales), che ha realizzato il segmento di Terra e che nel Centro spaziale del Fucino ospita il centro di comando e controllo della costellazione. Leonardo contribuisce inoltre al programma fornendo i sensori di assetto stellare per l’orientamento del satellite, i pannelli fotovoltaici e le unità elettroniche per la gestione della potenza elettrica. I dati generati dai satelliti COSMO-SkyMed sono commercializzati in tutto il mondo dalla società e-Geos (Telespazio-Asi).
Saccoccia, lancio che consolida l’eccellenza italiana
Per il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, “il lancio del secondo satellite della nuova generazione Cosmo SkyMed rappresenta un ulteriore importante passo per assicurare la continuità e il consolidamento di una straordinaria infrastruttura, un’eccellenza tecnologica italiana riconosciuta a livello mondiale, capace di garantire i più sofisticati servizi di monitoraggio e osservazione del nostro pianeta”. La seconda generazione, osserva, “è infatti caratterizzata, grazie ai significativi investimenti dell’Asi e della Difesa italiana, da nuove funzionalità, migliori prestazioni e maggiore flessibilità di utilizzo che abilitano innovativi servizi ed applicazioni per la crescita economica e sociale del nostro Paese”.
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Messa, programma cruciale per la transizione ecologica
“Uno dei punti di forza del settore spaziale e aerospaziale del nostro Paese è la completezza della sua filiera industriale e della ricerca”, ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, “Questa autonomia strategica ha permesso di sviluppare, negli anni, capacità ed expertise di forte competitività internazionale e proprio in questo contesto è stata concepito e realizzato Cosmo-SkyMed”. Messa rileva inoltre che “grazie ai satelliti di seconda generazione, avremo una qualità dei dati ottenuti ancora migliore e la possibilità, per esempio, di continuare a studiare, con precisione e puntualità sempre maggiori, i trend dei processi naturali e antropici che la comunità scientifica italiana e internazionale stanno monitorando da più di un decennio proprio attraverso questa costellazione. Dovendo affrontare transizioni ecologiche e cambiamenti climatici, agire su questo fronte e investire nella ricerca può rivelarsi determinante”.
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Guerini, risorsa fondamentale per la Difesa
“A livello strategico il programma Cosmo SkyMed consentirà alla Difesa di avere un quadro informativo costantemente aggiornato dei potenziali fattori di rischio e la tempestiva valutazione della situazione operativa, al fine di supportare il processo decisionale per operare le scelte più opportune”, ha detto Lorenzo Guerini, ministro della Difesa. “Con questo programma l’industria nazionale spaziale conferma la propria posizione di leadership nello sviluppo dei sistemi ad alta tecnologia, in particolare radar e sensori ad altissima risoluzione. Questo risultato – ha sottolineato – è frutto della forte sinergia tra università e industria, corroborata dalle competenze dei nostri tecnici civili e militari, nonché dalla proficua osmosi di esperienze e conoscenze tra Difesa e Agenzia Spaziale italiana, patrimonio da mantenere e valorizzare negli anni per presidiare la sovranità tecnologica nazionale”. “Il programma COSMO-SkyMed – ha concluso il ministro- rappresenta, inoltre, una opportunità importante per future ulteriori cooperazioni in ambito internazionale”.
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Colao, esempio di grandi capacità industriali
“Il lancio del nuovo satellite della seconda generazione della costellazione di Cosmo-SkyMed dimostra tutta l’ambizione italiana nel campo dell’Osservazione della Terra e la nostra straordinaria competenza nei payload radar (SAR)”, ha rilevato il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale con delega allo spazio, Vittorio Colao. “E’ una competenza fatta di grandi capacità industriali (quali Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio) ma anche dal contributo di numerose PMI nazionali e un ecosistema di soggetti pubblici e privati estremamente dinamico e competitivo”.
Con i quattro satelliti della prima generazione del programma e i primi due della seconda generazione, aggiunge, “riusciamo a migliorare la qualità delle informazioni critiche e rendere più veloce la trasmissione dei dati. I 5 satelliti in orbita, dal 2008 a oggi hanno acquisito 2 milioni di immagini, monitorando 7 miliardi di chilometri quadrati, circa 14 volte l’intera area del pianeta, riusciamo inoltre a sviluppare un numero maggiore di applicazioni in aree strategiche quali i cambiamenti climatici, l’agricoltura di precisione, il controllo delle infrastrutture critiche, la gestione delle emergenze (incendi, terremoti, inondazioni), la sicurezza marittima e il controllo delle coste e grazie a Telespazio e Asi i dati Cosmo-SkyMed sono commercializzati in tutto il mondo”.
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Profumo, un nuovo successo per l’Italia
“Questo lancio rappresenta un nuovo successo per l’Italia nello Spazio ed è il risultato di investimenti e di competenze frutto dello sforzo comune di istituzioni, comunità scientifica e industria. In prima fila c’è Leonardo, con Thales Alenia Space e Telespazio, alla guida di una vasta rete di piccole e medie imprese”, ha detto l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo.
“La visione lungimirante e di sistema che ha ispirato Cosmo-SkyMed – ha aggiunto – è la stessa che ci deve guidare oggi nell’affrontare, come Paese, le sfide della New Space Economy e trasformarle in opportunità per la ripresa: Leonardo è pronta a fare la sua parte”.
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Covid, donazioni dei vaccini al 46% contro il rischio di nuove varianti
Equità vaccinale conviene a tutti,lo dicono i modelli matematici
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02 febbraio 202209:11
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Portare al 46% la quota di vaccini donati dai Paesi ricchi a quelli poveri e in via di sviluppo potrebbe ridurre sia le morti per Covid-19 sia il rischio di comparsa di nuove varianti: lo indica un modello matematico pubblicato su Nature Human Behaviour dai ricercatori dell’Università di Hong Kong .
Lo studio è accompagnato da un editoriale e da altri otto articoli firmati da funzionari della sanità pubblica, esperti di proprietà intellettuale e attivisti che chiedono una maggiore equità nell’accesso ai vaccini per poter fermare le ondate pandemiche.
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“Covid-19 è un problema collettivo che le azioni egoistiche non risolveranno”, sottolinea l’editoriale commentando i dati inequivocabili che emergono dallo studio di Hong Kong. I ricercatori guidati da Qingpeng Zhang e Daniel Zeng hanno fatto delle proiezioni a cinque anni per vedere come la disuguaglianza nell’accesso ai vaccini potrebbe riflettersi nell’andamento della pandemia, tenendo conto dell’evoluzione del virus e della mobilità globale.
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I risultati dimostrano che i vantaggi per i Paesi ricchi sarebbero solo nel breve termine: dopo un rapido calo della mortalità prevista per il primo anno, infatti, si avrebbe poi un aumento del rischio di nuove ondate di contagi per colpa di varianti che potrebbero svilupparsi nei Paesi più poveri prolungando la durata della pandemia a livello globale. Al contrario, una maggiore equità nell’accesso ai vaccini potrebbe ridurre la mortalità anche nei Paesi più poveri e contrastare la diffusione di nuove varianti a beneficio di tutti.
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L’editoriale sollecita poi le istituzioni e le autorità sanitarie a impegnarsi in nuovi scenari di cooperazione globale. “Il peggio del Covid-19 passerà, ma ci saranno altre crisi sanitarie. Dovremo rinegoziare un nuovo programma Covax da capo? Dovremo dibattere di nuovo di rinuncia ai diritti di proprietà intellettuale? Il mondo ha bisogno di meccanismi di cooperazione che possano tenere il passo della diffusione e dell’evoluzione di un virus, un accordo quadro prenegoziato per la distribuzione di vaccini, strumenti e know-how”.
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Covid: Sebastiani, scendono i casi e gli ingressi in terapia intensiva
Hanno superato il picco anche i decessi
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02 febbraio 202209:18
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Scendono i casi e gli ingressi nelle unità di terapia intensiva, scende anche la curva dei decessi, che ha superato il picco, e ci sono inoltre segni iniziali di decrescita della percentuale dei positivi ai test molecolari: lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
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“Passato il picco del 6 gennaio e il successivo modesto aumento, da tre giorni la percentuale dei positivi ai test molecolari mostra iniziali segni di diminuzione, con un valore medio attuale del 20% circa”, osserva l’esperto. “L’incidenza dei positivi totali continua a scendere – aggiunge – e i dati della settimana scorsa hanno rivelato che il picco è stato raggiunto il 14 gennaio, in accordo col periodo già previsto, ma in disaccordo con le previsioni fatte in ambito medico, che si aspettavano il picco a fine gennaio”.
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Prosegue intanto la discesa della curva degli ingressi giornalieri in terapia intensiva, dopo il picco raggiunto l’11 gennaio, e “l’analisi delle differenze settimanali della curva dei decessi conferma la previsione che il picco sarebbe stato raggiunto la settimana scorsa. Con ì dati aggiornati a ieri, il picco è localizzato al 26 gennaio, e con quelli dei prossimi giorni – conclude Sebastiani – sarà possibile una localizzazione più precisa. La settimana scorsa ci sono stati in media 375 decessi al giorno”.
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All’Accademia dei Lincei un brindisi da Nobel, dedicato alla ricerca
Con il servizio di cristallo di Alfred Nobel, donato per il premio a Parisi
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02 febbraio 202211:28
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Brindisi da Nobel all’Accademia dei Lincei, dedicato alla ricerca: in occasione del conferimento del premio scientifico più ambito al fisico Giorgio Parisi, è stato donato all’Accademia un servizio composto da bottiglia e bicchieri di cristallo appartenuti ad Alfred Nobel.
La donazione è stata fatta da Maria Mercedes Zangari Parodi e da suo figlio, il fisico teorico Gianluigi Zangari del Balzo.
Il servizio, con le iniziali di Alfred Nobel in oro, proviene dalla villa di Sanremo nella quale l’inventore della dinamite si era ritirato nel 1890 per motivi di salute, dove aveva realizzato un laboratorio per le sue ricerche e dove morì nel 1896. La villa venne quindi acquistata con tutti i suoi arredi da Juan Parodi, nonno della donatrice, e negli anni ‘70 del ‘900 divenne proprietà della Regione Liguria, sotto la tutela dell’Ambasciata di Svezia in Italia. In quell’occasione venne ricostruito il laboratorio e ripristinati salotti e biblioteca con i mobili originali.
“L’Accademia è onorata di un dono così prestigioso, testimonianza del sottile legame che unisce menti e spiriti intellettualmente curiosi ed impegnati nella ricerca”, ha commentato Giorgio Parisi, presidente della classe di scienze Fisiche, Matematiche e Naturali e vicepresidente dell’Accademia dei Lincei. “E’ con emozione che brindiamo al futuro della cultura e della ricerca, idealmente vicini a chi volle dedicare loro tutta la sua vita. Custodiremo con riconoscenza questo regalo”, ha ringraziato il presidente dell’Accademia dei Lincei, Roberto Antonelli.
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Google cambia Gmail integrando chat e riunioni da remoto
Più servizi in una sola finestra per semplificare le attività
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02 febbraio 2022
11:33
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Il lavoro da remoto spinge le aziende a integrare nuovi servizi nei loro prodotti.
Dopo l’arrivo su Microsoft Teams della funzione di soppressione dei rumori, Google ha deciso di integrare nella sua piattaforma di gestione della posta elettronica, Gmail, le chat e le video riunioni di Meet.
La novità è parte di un aggiornamento più ampio che vedrà Gmail dotarsi di un nuovo design dall’8 febbraio nell’interfaccia via desktop, ossia quella accessibile via web.
Restano invariate, almeno per il momento, le app per Android e iOS. Lo scopo annunciato è di semplificare l’utilizzo dei vari strumenti senza dover uscire dalla schermata di Gmail. Per questo, verrà introdotto un menu laterale sulla sinistra per passare velocemente dalle email alle chat, Spaces e le riunioni di Meet. Come quest’ultimo, anche Spaces è indirizzato al lavoro da remoto, così come alla formazione, ponendosi come una sorta di lavagna condivisa, uno spazio, su cui incollare testi, link, foto e video, visibili ai membri abilitati.
Ulteriore novità in arrivo su Gmail riguarda le “bolle di notifica”, che indicano il numero di messaggi non letti, così come avviene sugli smartphone. Google ha specificato le tempistiche del cambio di look, che mirano ad una migrazione graduale al restyling, permettendo di tornare a quello attuale se non di proprio gradimento. Dall’8 febbraio chiunque potrà attivare il nuovo layout manualmente, ripristinando l’interfaccia classica dal menu delle impostazioni. Da aprile, il passaggio al nuovo Gmail sarà automatico ma si potrà ancora tornare indietro. Dalla fine di giugno, la rinnovata interfaccia sarà l’unica disponibile, e sarà impossibile tornare a quella classica.
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L’Italia con il Cnr entra nella rete dei computer quantistici di IBM
Per potenziare la ricerca in molti settori dalla fisica ai farmaci
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02 febbraio 202211:51
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Venti computer quantistici tra cui l’innovativo Eagle con un potente processore a 127 qubit: è la rete IBM da oggi a disposizione dei ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) come nuovi potenti strumenti di ricerca scientifica con applicazioni in tanti ambiti, dalla comprensione del mondo fisico alla progettazione di nuovi farmaci.
“Il Cnr è la prima istituzione italiana a partecipare al Quantum Network di IBM”, ha annunciato la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza.
“Questo accordo – ha aggiunto – apre alla possibilità di cooperazione con prestigiosi partner internazionali che svolgono ricerca nel settore delle quantum technologies e mette a diposizione dei nostri ricercatori e dello sviluppo del Paese uno strumento di frontiera avanzatissimo, in grado di segnare una svolta rivoluzionaria in diversi settori, a partire da quello informatico”.
L’accesso alla potente rete composta da 20 computer quantistici, compreso un sistema quantistico Eagle con l’ultimo processore a 127 qubit, è destinato in particolare ai ricercatori dell’Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni (Cnr-Icar) e dell’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) ma in futuro potrà essere esteso a tutti gli altri istituti Cnr. “La computazione quantistica nei prossimi anni consentirà di trovare soluzioni a problemi scientifici ed applicativi ritenuti irrisolvibili con gli attuali sistemi di supercalcolo”, ha detto il direttore di Cnr-Icar, Giuseppe De Pietro.
“Ciò comporterà un cambiamento radicale nel modo di pensare la progettazione di algoritmi e software, aprendo nuovi campi di ricerca”, ha aggiunto De Pietro. Una varietà enorme di possibili applicazioni: “dai modelli per simulare accuratamente il mondo fisico, ed eventualmente progettare farmaci e materiali migliori – ha aggiunto Alessandro Curioni, direttore di IBM Research per l’Europa – agli strumenti per affrontare problemi di ottimizzazione complessi come quelli legati alla modellazione del clima e della finanza”.
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La ricerca italiana, con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), adesso ha a disposizione uno strumento in più, grazie all’ingresso nella rete dei computer quantistici dell’Ibm.
I ricercatori potranno infatti utilizzare i venti computer quantistici della rete, fra i quali l’innovativo Eagle, per applicazioni in numerosi ambiti: dalla comprensione del mondo fisico alla progettazione di nuovi farmaci.
“Il Cnr è la prima istituzione italiana a partecipare al Quantum Network di Ibm”, ha detto la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza.
“Questo accordo – ha aggiunto – apre alla possibilità di cooperazione con prestigiosi partner internazionali che svolgono ricerca nel settore delle quantum technologies e mette a diposizione dei nostri ricercatori e dello sviluppo del Paese uno strumento di frontiera avanzatissimo, in grado di segnare una svolta rivoluzionaria in diversi settori, a partire da quello informatico”.
L’accesso alla rete è destinato in particolare ai ricercatori dell’Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni (Cnr-Icar) e dell’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit), ma in futuro potrà essere esteso a tutti gli altri istituti del Cnr.
“La computazione quantistica nei prossimi anni consentirà di trovare soluzioni a problemi scientifici e applicativi ritenuti irrisolvibili con gli attuali sistemi di supercalcolo”, ha detto il direttore di Cnr-Icar, Giuseppe De Pietro. “Ciò – ha aggiunto – comporterà un cambiamento radicale nel modo di pensare la progettazione di algoritmi e software, aprendo nuovi campi di ricerca”. Per Alessandro Curioni, direttore di Ibm Research per l’Europa, le possibili applicazioni vanno “dai modelli per simulare accuratamente il mondo fisico, ed eventualmente progettare farmaci e materiali migliori, agli strumenti per affrontare problemi di ottimizzazione complessi, come quelli legati alla modellazione del clima e della finanza”.
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Dopo stop telefoni BlackBerry vende anche suoi brevetti
Riguardano dispositivi mobili, messaggistica e reti wireless
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02 febbraio 2022
13:22
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Blackberry smantella gli ultimi asset.
L’azienda – come si apprende da una nota ufficiale – ha deciso di cedere un buon numero di brevetti relativo ai dispositivi mobili, alla tecnologia di messaggistica e alle reti wireless per 600 milioni di dollari, l’acquirente è Catapult IP Innovation.
A gennaio l’ex-colosso del mercato della telefonia ha interrotto il supporto al sistema operativo BlackBerry OS, di fatto staccando la spina ai suoi telefoni. La società resta concentrata sulla fornitura di software e servizi di sicurezza alle imprese, oltre ad essere presente nel mercato automobilistico con la piattaforma Qnx.
Attualmente il marchio BlackBerry è gestito in licenza dalla statunitense OnwardMobility. Secondo un rapporto del sito specializzato AppleInsider la mossa di vendere i brevetti potrebbe causare problemi ad altre società di smartphone come Apple, più volte citata in giudizio per presunte violazioni dei brevetti BlackBerry. Ma cause sono state messe in piedi negli anni anche contro Nokia, Facebook e WhatsApp, Snapchat e Twitter. Catapult IP Innovations, la società che li ha acquisiti, potrebbe seguire le sue orme per capitalizzare il suo investimento. Secondo gli osservatori, infatti, è un cosiddetto ‘patent troll’, ovvero una società che compra brevetti e diritti di proprietà intellettuale senza però produrre né vendere nulla, ottiene profitti esclusivamente dalle cause legali.
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Metaverso, su Facebook e Instagram arrivano gli avatar in 3D
Alter ego digitale da utilizzare su tutte le piattaforme di Meta
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02 febbraio 2022
13:23
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Il metaverso avanza e Meta resta in prima linea nel lancio della piattaforma che promette di rivoluzionare il modo di comunicare, giocare e lavorare sul web.
Con l’obiettivo di ricreare un mondo in tre dimensioni che sia declinazione quasi fedele come quello fisico, Zuckerberg ha annunciato con un post su Facebook il lancio degli avatar in 3D, sia sull’omonimo social network che su Instagram.
A differenza dei precedenti, il nuovo design consente di ricreare un personaggio più simile nell’aspetto all’utente a cui è associato, grazie ad una serie di gadget e partnership uniche, come quella stretta da Meta con la lega di football americano Nfl, che renderà disponibili abbigliamento e accessori a tema in vista del Super Bowl del 14 febbraio.
L’idea espressa da Zuckerberg è quella di dare l’opportunità agli utenti di utilizzare lo stesso avatar, a cui cambiare abbigliamento e all’occorrenza aspetto, sia per le chat di Facebook Messenger che per i messaggi diretti di Instagram e le “riunioni” virtuali su Horizon Worlds, il metaverso presentato a fine 2021, il cui accesso in forma di anteprima è disponibile da qualche settimana per chiunque possegga un visore Oculus Quest 2 negli Stati Uniti e in Canada.
Dalla modifica del personaggio agli eventuali acquisti digitali effettuati su una piattaforma, tutto si potrà spostare da un luogo all’altro, sincronizzando gli aggiornamenti sui vari social. Sempre in tema metaverso, domani 3 febbraio, Snapchat ospiterà un concerto dal vivo di Jennifer Lopez e il cantante colombiano Maluma, sotto forma di Bitmoji, gli avatar supportati già da varie applicazioni, tra cui WhatsApp.
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Apple, nel nuovo software iPhone i dettagli degli occhiali
Sviluppatore individua codice per la realtà virtuale e aumentata
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02 febbraio 2022
17:26
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Nonostante le continue preoccupazioni sulle difficoltà di produzione e di assemblaggio, Apple potrebbe essere in procinto di lanciare i suoi occhiali di realtà aumentata e virtuale.
Un ulteriore dettaglio arriva dal codice informatico di iOS 15.4, l’ultimo aggiornamento del sistema operativo dell’iPhone.
Al suo interno, lo sviluppatore Maximiliano Firtman ha individuato la presenza del cosiddetto WebXR, lo standard informatico che serve a gestire elementi e attività in ambienti VR e AR. Nello specifico, Firtman parla di quattro nuove funzionalità, mai viste sinora sugli iPhone, integrate nel software di navigazione web della Mela, Safari.
Si tratta di “Modalità Realtà Aumentata WebXR”, “WebXR Device API”, “Modulo Gamepad WebXR” e “Modulo di input manuale WebXR” che, per Firtman, rappresentano il preludio al lancio dei visori o degli occhialini. Stando ai ben informati, iOS 15.4 sarà l’ultimo aggiornamento del sistema reso disponibile lo scorso autunno, prima dell’arrivo di iOS 16, questo settembre e dei possibili “smart glass” .
Di recente, l’analista esperto di Apple, Ming-Chi Kuo, aveva riferito di alcune difficoltà incontrate dal colosso di Cupertino nella realizzazione dei dispositivi, in modo particolare rispetto all’eccessivo surriscaldamento nella parte che racchiude il processore e criticità in funzioni che interessano la fotocamera degli occhialini. Lo sviluppatore Firtman sottolinea che i riferimenti a WebXR sono disattivati per impostazione predefinita in Safari con iOS 15.4 e si dovrebbero abilitare in automatico, alla connessione del telefono con un visore esterno o, in alternativa, direttamente dal visore, su cui girerà una nuova versione del sistema operativo. Il suo nome, secondo indiscrezioni passate è rOS, ossia “reality operating system”.
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Alphabet raddoppia profitti nel ’21, ultimo trimestre boom
76 mld di utili lo scorso anno, 20 mld tra ottobre-dicembre
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02 febbraio 2022
18:08
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Ultimo trimestre e annata record per Alphabet, la società madre di Google, che negli ultimi tre mesi del 2021 ha registrato ricavi per 73,33 miliardi di dollari (contro i 56,90 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente), con 20,64 miliardi di dollari di utile netto, mentre i profitti dell’intero anno sono stati di 76 miliardi di dollari, quasi il doppio dell’anno precedente (40 mld).
Tutti risultati al di sopra delle previsioni degli analisti.
Il titolo ha guadagnato circa il 7% negli scambi after-hour. A trainare l’ultimo trimestre una stagione di feste natalizie particolarmente fruttuosa.
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Cybercrime: torna truffa registro imprese Ue, picco in Usa
Ruba soldi e dati, Italia al momento colpita solo all’1%
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02 febbraio 2022
18:14
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Torna in auge da parte dei criminali informatici l’ormai decennale truffa del registro delle imprese dell’Unione Europea che sta prendendo nuovamente di mira migliaia di aziende e organizzazioni in tutto il mondo.
La versione 2022 della truffa, rilevata dai ricercatori di Bitdefender Antispam Lab da qualche giorno, si è diffusa in Nord America, Europa e Asia con picchi particolari negli Stati Uniti (24%), Irlanda (26%), Svezia (18%) Danimarca (14%), Romania, Regno Unito e Germania (2%).
L’Italia fortunatamente è stata colpita solo in minima parte (1%).
Le aziende ricevono una email che le invita a inserire “gratuitamente” la loro società in un registro Ue fittizio. La registrazione viene fatta dal malcapitato in un modulo Pdf che chiede informazioni sulla tipologia di attività, nome, indirizzo, numero di telefono ed email. Ma il testo in piccolo nella parte finale del documento cela il reale intento dei criminali informatici: un accordo di tre anni che obbliga l’azienda a pagare la somma di 995 euro all’anno come tassa di iscrizione al registro dei dati. Chi non legge le indicazioni contenute nel box finale e firma il contratto, riceve immediatamente la fattura per il pagamento della prima rata.
Oltre ad avere ragalato dei dati che potrebbero essere usati per colpire l’azienda. La European Business Registry Association ha anche emesso un avviso per chiarire che non c’è alcuna relazione tra loro e l’associazione Eu Business Register che invia l’email truffa. “La migliore linea d’azione per le aziende minacciate da questa tipologia di truffa è quella di ignorare e cancellare immediatamente questa o qualsiasi altra email simile”, spiegano i ricercatori di Bitdefender Antispam Lab.
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Breton, l’8 febbraio legge sui chip per rafforzare Ue
‘Non siamo protezionisti, serve a compensare dipendenza da Asia’
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02 febbraio 2022
18:15
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La proposta di legge Ue per quadruplicare la capacità di produzione europea dei microchip entro il 2030 (Eu Chips Act) “è finalizzata” e sarà presentata “la prossima settimana, l’8 febbraio”.
Lo ha annunciato il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, al termine del Consiglio Competitività a Lens.
“Non siamo protezionisti”, il disegno di legge servirà a “compensare” la dipendenza dell’Europa dall’Asia, soprattutto dalla zona di Taiwan, con “molti investimenti per rafforzare la ricerca, accogliere mega-fabbriche e avere gli strumenti che garantiscano la sicurezza degli approvvigionamenti”, ha spiegato Breton.
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Mondo social diviso in 3 blocchi, in attesa metaverso
Esperto, domina Facebook-Meta, in Cina WeChat, in Russia VK
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02 febbraio 2022
18:15
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Il mondo diviso in tre blocchi, con Cina e Russia da una parte e dall’altra il resto del pianeta.
Non è uno scenario da guerra fredda ma la geografia del nostro globo ridisegnata dai social media che in oltre tre lustri di vita si sono evoluti e hanno cambiato le nostre vite.
E la configurazione potrebbe ancora mutare con il metaverso, cioè un mondo parallelo nel quale gli utenti potrebbero trascorrere una parte della loro vita.
“La stragrande maggioranza del globo terracqueo è stato conquistato da Facebook che è il social network preferito in 156 dei 167 paesi analizzati (93%). Negli ultimi dodici mesi ha raggiunto i 2,9 miliardi di utenti mensili, di cui 1,9 miliardi connessi almeno una volta al giorno. Il gruppo Meta presidia anche Iran e Giappone con Instagram”, spiega Vincenzo Cosenza esperto di social media e autore da 14 anni di questa mappa social, oltre che del blog Vincos.it.
La Cina e l’ex Unione sovietica procedono però sganciati da Meta. Nella prima la piattaforma preferita è WeChat (Weixin) che ha oltre 1,26 miliardi di utenti attivi al mese. È una “super app, sviluppata dal colosso Tencent, che unisce le funzioni di chat, social e la possibilità di usare mini-app sviluppate da terze parti con le finalità più disparate”, osserva Cosenza. Ad esempio, nel 2021 più di 700 milioni di utenti hanno usato le mini-app dedicate alla prenotazione di tamponi e vaccini per il Covid-19, “un mondo chiuso e fortemente controllato dal governo che rappresenta un modello, forse inarrivabile, per gli instant messenger occidentali”. E l’occhio del governo c’è anche nei territori dell’ex Unione Sovietica, devoti a VK (prima conosciuto come V Kontakte), “un social fotocopia di Facebook lanciato dal fondatore di Telegram e poi passato sotto il controllo di aziende filo governative, dichiara 400 milioni di utenti registrati ma quelli attivi sarebbero poco più di 100 milioni”.
In questa mappa vengono inserite per la prima volta anche le app più popolari di messaggistica poichè gli smartphone “hanno trasformato radicalmente le nostre abitudini”. E la geografia cambia. WhatsApp risulta la chat più utilizzata in 37 delle 61 nazioni analizzate nella mappa (60%) con due miliardi di utenti attivi mensili che coprono anche i territori di Europa dell’ovest, Russia, America Latina, ma pure di India e Africa. La Cina, invece, resta ancorata a WeChat. Infine Giappone e Taiwan amano Line, un’app di messaggistica istantanea con oltre 200 milioni di utenti attivi, mentre in Corea del Sud prevale l’utilizzo di KakaoTalk.
“Nei prossimi 3-5 anni questo scenario potrebbe cambiare se si concretizzerà il metaverso ossia se le aziende tecnologiche riusciranno a creare mondi immersivi nei quali le persone decideranno di trascorrere una parte della propria vita – sottolinea Cosenza – Zuckerberg ci crede molto e sta trasformando il suo impero da ‘social media company’ a ‘metaverse company’. Ha le risorse per riuscire a costruire un ‘Facebook in 3D’, ma dovrà prestare attenzione ad aziende di mercati adiacenti come quello dei videogiochi che già sanno come creare mondi attraenti per le persone. Per esempio Epic Games, famosa per il gioco Fortnite, sta diventando un luogo per socializzare e divertirsi senza per forza dover giocare”.
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Sony rilancia su videogiochi, accordo da 3,6 mld per Bungie
Dopo intesa Microsoft per acquistare Activision Blizzard
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02 febbraio 2022
18:16
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Prosegue la battaglia per dominare il mondo dei video giochi.
Sony ha annunciato un accordo da 3,6 miliardi di dollari per acquisire l’azienda americana di videogiochi Bungie, creatrice di serie di successo come ‘Halo’ e ‘Destiny’.
L’intesa arriva due settimane dopo che Microsoft ha formalizzato un accordo per comprare Activision Blizzard per 68,7 miliardi, in quella che è la maggiore acquisizione della sua storia e dell’industria dei giochi online.
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Spotify corre ai ripari sui podcast no-vax, annuncia misure
Indicherà linee guida per fermare l’informazione fuorviante. Rogan si scusa
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02 febbraio 2022
18:19
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Spotify corre ai ripari nel tentativo di stemperare la controversia sulla sua decisione di sostenere Joe Rogan, il no vax titolare di un popolarissimo podcast che nei mesi della pandemia ha diffuso, secondo molti, informazioni fuorvianti sui vaccini anti-Covid.
La piattaforma di musica in streaming ha infatti deciso indicare le linee guida che seguira’ per fermare l’informazione fuorviante sul Covid sui suoi servizi.
Fra questi e’ incluso un avvertimento che accompagnera’ ogni episodio di podcast dedicato al coronavirus.
Lo riporta l’agenzia Bloomberg. “C’e’ stato molto dibattito sull’informazione sul Covid su Spotify. Abbiamo ascoltato le critiche e stiamo attuando modifiche per combattere la disinformazione”, afferma l’amministratore delegato di Spotify Daniel Ek.
Inanto, Rogan si scusa. “Se vi ho fatto arrabbiare vi chiedo scusa, il mio show è cresciuto in modo incontrollato. Non ero preparato”. In un video di 10 minuti su Instagram il comico no-vax ha fatto mea culpa e assicurato che si impegnerà a offrire diversi punti di vista. Lo riporta il Wall Street Journal.
E dopo Neil Young e Joni Mitchell, anche il chitarrista e rockstar americano Nils Lofgren, membro della E-Street Band di Bruce Springsteen e dei Crazy Horse, ha annunciato il ritiro di “27 anni di musica” da Spotify, in polemica per i podcast del no-vax Joe Rogan.
In un messaggio diffuso sui media, Lofgren, 70 anni, a proposito dei medici e infermieri e degli scienziati impegnati sul fronte della pandemia, ha scritto: “Quando questi eroici donne e uomini, che hanno dedicato la loro vita a curare e a salvare le nostre, chiedono aiuto non si volta loro le spalle per denaro e per potere. Si dà invece loro ascolto e ci si schiera dalla loro parte”.
Contro la piattaforma sono scesi in campo anche il principe Harry e Meghan Markle. La coppia, che con Spotify ha firmato un contratto da 1,8 milioni di sterline, ha espresso “preoccupazione” in un comunicato per i controversi interventi di Joe Rogan sottolineando che è dallo scorso aprile, quando hanno lanciato la fondazione Archewell contro la disinformazione, che stanno combattendo questa battaglia. “Centinaia di milioni di persone possono essere danneggiate dalla cattiva informazione ogni giorno”, si legge nel comunicato. “Lo scorso aprile abbiamo iniziato a esprimere preoccupazione ai nostri partner di Spotify per le conseguenze fin troppo reali della disinformazione sul Covid sulla piattaforma”, sottolineano il principe e la moglie. “Contiamo su Spotify per apportare delle modifiche e continueremo a lavorare insieme se lo farà”, si legge ancora. Rogan è stato pesantemente criticato per le sue opinioni sul vaccino contro il Covid, con molti che hanno affermato che sta sfruttando il suo popolare podcast, intitolato ‘The Joe Rogan Experience’, per diffondere fake news.
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Meta chiude l’ultimo trimestre ’21 con calo utili a 10 miliardi
Sotto le attese. Ricavi a 33,6 miliardi, leggermente sopra le previsioni
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03 febbraio 2022
08:59
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Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, ha chiuso il quarto trimestre del 2021 – il primo da quando ha cambiato nome – con ricavi per 33,67 miliardi di dollari (contro i 28,07 miliardi di un anno prima e i 33,17 miliardi stimati da alcuni analisti) e un utile netto di 10,29 miliardi di dollari (-8%), sotto le attese degli analisti.
Per il trimestre in corso Meta prevede ricavi tra i 27 e i 29 miliardi di dollari, mentre gli analisti si attendevano una cifra intorno ai 34,53 miliardi.
Per la prima volta inoltre Meta ha postato i risultati della sua unità Reality Labs, focalizzata sulla nuova frontiera della realtà aumentata: anche in questo caso i risultati sono stati deludenti, con una perdita di 3,3 miliardi di dollari.
Nelle contrattazione after-hours Meta ha perso circa il 20%. La società ha spiegato la frenata con la minore capacità di trattenere l’attenzione degli utenti a causa della concorrenza, indicando ad esempio che passano più tempo sui ‘reels’, un formato di video corto su Instagram ispirato a quelli di TikTok, che genera tassi di remunerazione meno elevati” rispetto ai formati classici di Instagram.
Il gruppo aveva poi messo in guardia che le regole imposte da Apple l’anno scorso in materia di pubblicità- ossia l’obbligo di chiedere il permesso per raccogliere i dati degli utenti – rischiavano di avere conseguenze negative sui risultati del quarto trimestre. Il modello economico di Meta, infatti, si fonda sulla vendita di pubblicità personalizzata in funzione dei gusti e delle abitudini dei consumatori.
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Nel cielo di febbraio protagonisti i grandi classici invernali
I pianeti abbandonano le notti e si trasferiscono al mattino
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03 febbraio 202209:35
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Tutti i pianeti, ad eccezione di un timido Giove, abbandonano in massa le prime ore della notte nel cielo di febbraio, per comparire in scena solo a ridosso dell’alba.
A prendersi la notte sono allora i grandi classici invernali: le costellazioni di Orione, Cassiopea e gemelli Castore e Polluce. Ma a fine mese Luna, Marte e Venere mettono in campo uno splendido allineamento.

“I pianeti lasciano il cielo della sera e per la maggior parte diventano osservabili al mattino, tra le prime luci dell’alba”, dice Paolo Volpini dell’Unione astrofili italiani (Uai). Mercurio, Marte, Venere e Saturno spostano la loro entrata nel cielo alle ultime ore lasciando solamente Giove ancora visibile la sera, ma solo per pochi giorni e per poco tempo perche’ anche il gigante del Sistema solare si ‘spostera’ ‘ nelle ore che precedono l’alba.

Febbraio sara’ dunque affidato alle classiche costellazioni invernali: verso Sud e’ ben visibile Orione con le tre stelle allineate della cintura (Alnitak, Alnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse e Rigel, piu’ in alto le costellazioni del Toro con la rossa Aldebaran, la costellazione dell’Auriga con la brillante stella Capella e i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. “A sinistra in basso rispetto ad Orione, il grande cacciatore, nella costellazione del Cane Maggiore, brilla la notissima Sirio, la stella piu’ luminosa del cielo – rileva la Uai – e ancora piu’ in alto, verso sinistra, la raffigurazione della caccia e’ completata dal Cane Minore, dove risplende Procione”.
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A fine mese, la mattina del 27 febbraio, i pianeti tornano a riprendersi la scena con uno spettacolare allineamento nella costellazione del Sagittario di Marte, Venere e una falce di Luna Calante. Ad arricchire la scena si affacceranno anche Mercurio e Saturno, molto bassi sull’orizzonte e piu’ difficili da osservare.
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‘Covidum’, il verme predatore scoperto durante la pandemia
Trovato in un giardino del trevigiano, minaccia la biodiversità
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03 febbraio 202209:49
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Scoperta in Italia una nuova specie aliena di verme predatore che potrebbe minacciare la biodiversità del suolo: si tratta di un verme con la testa a martello lungo 30 millimetri, goloso di piccole lumache e caratterizzato da un’insolita livrea di colore nero metallizzato.
L’animale, probabilmente originario dell’Asia e potenzialmente invasivo, è stato trovato in un cortile a Casier, in provincia di Treviso: studiato e descritto durante il lockdown, è stato denominato Humbertium covidum in omaggio alle vittime della pandemia. Il suo identikit è pubblicato sulla rivista PeerJ da un gruppo di ricerca internazionale guidato da Jean-Lou Justine del Museo nazionale di storia naturale di Parigi.
“A causa della pandemia, durante il lockdown molti di noi erano a casa con i laboratori chiusi: non era possibile nessuna spedizione sul campo. Così – ricorda Jean-Lou Justine – ho convinto i miei colleghi a unire tutte le informazioni che avevamo su questi vermi piatti, fare le analisi al computer e infine scrivere questo articolo molto lungo. Abbiamo deciso di denominare una delle nuove specie ‘covidum’ tributando un omaggio alle vittime della pandemia”.
Esemplari di Humbertium covidum sono stati descritti anche in Francia (nel dipartimento dei Pirenei Atlantici), mentre altri avvistamenti sembrano suggerire la presenza della specie in Russia, Cina e Giappone.
Grazie a indagini morfologiche e genetiche, i ricercatori hanno scoperto e descritto anche una seconda specie aliena di verme predatore potenzialmente invasiva: l’hanno chiamata Diversibipalium mayottensis perché è stata individuata nell’isola francese di Mayotte, situata nel Canale di Mozambico nell’Oceano Indiano. La specie, probabilmente originaria del Madagascar, è di piccole dimensioni (30 millimetri) e si contraddistingue per la sua livrea marrone con iridescenze verdi e blu.
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Ecco i microrobot che volano come gli insetti
Sbattono le ali senza usare motori o ingranaggi
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03 febbraio 202211:05
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Sbattono le ali proprio come gli insetti, senza motori o ingranaggi: sono i nuovi microrobot messi a punto da ricercatori dell’università britannica di Bristol e descritti sulle pagine di Science Robotics.
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La nuova soluzione di ali mosse da ‘muscoli’ artificiali apre la possibilità concreta di usare microrobot volanti per il monitoraggio ambientale o l’uso in ambienti pericoli per più tempo e su lunghe distanze.

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Volare replicando in qualche modo le tecniche usate dagli insetti è da sempre una delle grandi sfide della robotica e buona parte delle soluzioni concrete adottate finora si vedevano costrette ad utilizzare motori o ingranaggi, tutti elementi molto complessi e ad alto tasso di usura. Prendendo ispirazione dalle api i ricercatori britannici sono ora riusciti a mettere a punto un microdispositivo che riesce a sbattere le ali senza parti rotanti ma sfruttando solamente campi elettrici e che è stato ribattezzato Laza (Liquid-amplified Zipping Actuator).
Il dispositivo consiste in una aletta metallica che posta tra due elettromagneti viene fatta oscillare in alto e in basso alternando i campi prodotti dai due magneti. Un metodo semplice, molto simile al funzionamento usato degli insetti, che permette di sbattere le ali oltre un milione di volte e far volare microrobot a velocità sostenuta, fino a 70 centimetri al secondo. Prestazioni che, a parità di peso, vengono definite dai ricercatori migliori di quelle prodotte dai muscoli degli insetti. “Con Laza – ha affermato il coordinatore dello studio, Jonathan Rossiter – abbiamo fatto un passo importante verso robot volanti autonomi che potrebbero essere piccoli come insetti ed eseguire compiti di vario tipo”. Applicazioni in moltissimi ambiti, dal monitoraggio ambientale alla ricerca di superstiti in edifici distrutti o disastri ambientali fino addirittura all’aiuto nell’agricoltura come robot impollinatori.
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Addio alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2031
Si tufferà nel Pacifico, per inabissarsi nel cimitero dei satelliti. Il piano della Nasa
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03 febbraio 202211:44
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Si preannuncia un finale spettacolare per la Stazione spaziale internazionale (Iss), che nel gennaio del 2031 concluderà la sua trentennale esistenza con un tuffo nell’oceano Pacifico per poi inabissarsi nel punto più inaccessibile e lontano dalle terre emerse, il ‘cimitero’ dei veicoli spaziali chiamato ‘Punto Nemo’ in onore del Capitano Nemo di Jules Verne.
A scrivere il copione di questo ultimo atto sono i tecnici della Nasa, nel nuovo report che pianifica la transizione verso la nuova era delle stazioni spaziali commerciali.
Il piano è stato aggiornato dopo che l’amministrazione Biden ha deciso di prolungare le attività in orbita fino al 2030. Il pensionamento della Iss, che in precedenza era stato ipotizzato per il 2024, è stato rimandato di qualche anno alla luce delle condizioni ancora sufficientemente sicure della struttura primaria della stazione (che include moduli, radiatori e travatura).
Il piano prevede che una volta raggiunto il fine vita della Iss, verranno distaccati i moduli commerciali. La Stazione spaziale abbasserà l’altezza dell’orbita fino a sfiorare l’atmosfera terrestre e così acquisterà maggiore velocità. Nelle manovre di deorbitamento sarà assistita da alcune navette spaziali senza equipaggio (per l’occasione potrebbero essere inviate tre Progress russe e forse anche una Cygnus). Nel rientro in atmosfera, parte della Stazione spaziale dovrebbe disintegrarsi, mentre i resti finiranno per inabissarsi nel punto più remoto del Pacifico.
La Iss concluderà così una storia trentennale: lanciata nel novembre del 1998, è stata occupata in maniera continua fin dal novembre del 2000, diventando l’avamposto dell’umanità nello spazio nonché il più grande e sofisticato laboratorio scientifico mai costruito dall’uomo. Fino a oggi ha ospitato in orbita più di 3.000 attività scientifiche messe a punto da oltre 4.200 ricercatori di tutto il mondo. Sono quasi 110 i Paesi che hanno preso parte alle attività, incluse quelle didattiche ed educative che hanno coinvolto più di 1,5 milioni di studenti all’anno.
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Mercato intelligenza artificiale +27% in Italia,vale 380 mln
Osservatorio PoliMI, il 95% degli italiani conosce l’AI
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03 febbraio 2022
13:59
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Cresce l’ecosistema italiano dell’intelligenza Artificiale (AI): nel 2021 ha segnato un +27%, raggiungendo quota 380 milioni di euro, un valore raddoppiato in due anni, per il 76% commissionato da imprese italiane per il restante 24% come export di progetti.
Emerge però un divario nell’adozione: sei su 10 grandi aziende hanno avviato almeno un progetto di AI, tra le Pmi sono appena il 6%.
Il 95% dei consumatori italiani ha già sentito parlare di AI, anche se solo il 60% ha realmente capacità di riconoscere funzioni nei prodotti o servizi che utilizza. In generale, l’80% esprime un giudizio positivo sull’Intelligenza Artificiale, anche se emergono preoccupazioni legate a privacy, lavoro e etica. Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.
Secondo la ricerca, un terzo del mercato italiano dell’AI (35%) riguarda progetti di algoritmi per analizzare ed estrarre informazioni dai dati, ambito che con la pandemia ha segnato una delle crescite maggiori, +32% rispetto al 2020. Seguono le soluzioni per l’interpretazione del linguaggio naturale con il 17,5% del mercato (+24%) e gli algoritmi per suggerire ai clienti contenuti in linea con le preferenze con un’incidenza del 16% (+20%). In forte crescita con +34% i chatbot e assistenti virtuali, si aggiudicano l’10,5% degli investimenti e le iniziative di Computer Vision, che analizzano il contenuto di un’immagine in contesti come la sorveglianza in luoghi pubblici o il monitoraggio di una linea di produzione (11% degli investimenti, ma in crescita del 41%).
“La Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento e l’Italia ha lanciato il nuovo Programma Strategico, ora è necessario compiere il passo successivo, la creazione di un piano esecutivo che dovrà prevedere meccanismi di governance e monitoraggio”, osservano Giovanni Miragliotta e Nicola Gatti, Direttori dell’Osservatorio Artificial Intelligence.
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Metaverso, è corsa all’acquisto di immobili virtuali
Un mercato da 500 milioni di dollari che raddoppierà a fine 2022
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03 febbraio 2022
14:00
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Cresce il mercato immobiliare nel metaverso, la realtà virtuale che vede in Meta la principale azienda dietro lo sviluppo di mondi e piattaforme a cui accedere tramite computer, visori e occhialini.
Secondo un rapporto dell’agenzia di analisi specializzata Metametric Solutions, il settore della compravendita di immobili sul digitale ha raggiunto un valore di 500 milioni di dollari nel 2021 e si appresta a raddoppiare entro la fine dell’anno.
Si tratta di un mercato per lo più sconosciuto fino a quando, lo scorso ottobre, Mark Zuckerberg ha svelato il progetto Horizon Worlds, basato proprio sul concetto del metaverso, in occasione del cambio di nome di Facebook in Meta.
Stando a Metametric, le vendite di immobili nelle principali quattro piattaforme del metaverso, Sandbox, Decentraland, Cryptovoxels e Somnium, nel mese di gennaio 2022 hanno superato gli 85 milioni di dollari. Le stime, a questo ritmo, si dirigono verso un giro d’affari da 1 miliardo di dollari entro fine anno. Gli analisti ritengono che il mercato immobiliare sul virtuale abbia rischi molto alti, ma con elevati margini di guadagno. Secondo un rapporto di BrandEssence Market Research, il tasso di crescita annuale composto del settore sarà pari al 31% tra il 2022 e il 2028. A guidare il boom sono principalmente le grandi aziende piuttosto che gli utenti finali. Tokens.com, che investe nel mercato delle criptovalute, ha raccolto finanziamenti per 16 milioni di dollari per l’acquisto di edifici e terreni, partendo dal distretto della moda di Decentraland. L’obiettivo dichiarato è quello di ospitare eventi fashion e negozi per la vendita al dettaglio. Il gruppo ha già vari accordi con marchi di abbigliamento per l’affitto di vetrine virtuali, in vista di un lancio globale nei prossimi mesi.
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Da Google software intelligente che crea codice da zero
L’intelligenza artificiale di DeepMind ancora non supera l’uomo
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03 febbraio 2022
14:01
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Si chiama AlphaCode il nuovo progetto realizzato da DeepMind, l’unità di intelligenza artificiale di Google, che riesce a replicare il lavoro di uno sviluppatore di codice informatico, automatizzandolo.
I ricercatori del Regno Unito sono riusciti a integrare nel software IA le abilità di un essere umano, nel creare linee di codice da zero.
Il tutto finalizzato alla costruzione di programmi per computer o alla risoluzione di problemi che dipendono dai dati. Messo a confronto con sviluppatori in carne e ossa, AlphaCode si è posizionato a metà della classifica di una delle tante competizioni che si svolgono in rete e ospitate sulla piattaforma Codeforces, usata da decine di migliaia di programmatori in tutto il mondo.
“AlphaCode si è posizionato all’incirca al livello del concorrente medio, segnando la prima volta che un sistema di generazione di codice IA raggiunge un tale livello competitivo” scrive il team di DeepMind. Nonostante i buoni risultati, l’intelligenza artificiale non è ancora al livello degli esseri umani nello sviluppare, partendo da zero, codice informatico complesso. “Tuttavia, la sua capacità di risolvere problemi posiziona AlphaCode come uno strumento utile a migliorare la produttività e a supportare le persone che non sanno scrivere codice” continua il gruppo.
Lo scorso giugno, Microsoft ha rilasciato un software simile, sviluppato insieme alla piattaforma GitHub, di cui è proprietaria, e ad OpenAI, una società di intelligenza artificiale con sede a San Francisco che il gigante tecnologico ha finanziato con 1 miliardo di dollari nel 2019. A differenza dell’iniziativa di DeepMind, GitHub Copilot funziona più come un assistente intelligente per professionisti esperti, per l’analisi del codice esistente e la scoperta di bug.
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Smartphone, arrivano in Italia Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro
Novità nel reparto fotografico e gestione della privacy
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03 febbraio 2022
14:02
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Dopo l’annuncio dello scorso autunno, Google ha portato anche in Italia gli ultimi smartphone Pixel 6 e Pixel 6 Pro.
Simili per dimensioni e specifiche, gli elementi di distinguo tra i due sono un sensore fotografico in più e una batteria maggiore sul Pro, oltre ad uno schermo leggermente più grande, che raggiunge una frequenza di aggiornamento elevata.
Ma il focus di entrambi è il processore Google Tensor, sviluppato internamente dal colosso americano. Il chip, affiancato da un co-processore Titan M2, non solo rende più veloci operazioni come lo scatto di foto e la modifica delle stesse ma anche attività legate all’intelligenza artificiale, tra cui la traduzione del testo e l’ottimizzazione dell’autonomia residua. Non da meno la rinnovata gestione della privacy. “Sul vostro telefono c’e gran parte della vostra vita: informazioni finanziarie, dati personali, foto e altro ancora.
Per questo Pixel 6 e Pixel 6 Pro integrano un numero di livelli di sicurezza hardware maggiore di qualsiasi altro telefono – spiega Google – giorno dopo giorno, Pixel vi protegge con 5 anni di aggiornamenti della sicurezza, il Pannello di sicurezza e la protezione da hacker e phishing nelle app di messaggistica”. A livello estetico, Google ha lavorato per rendere riconoscibile il design dei Pixel 6. Sul retro, le fotocamere sono inserite in una barra rialzata, di colore differente rispetto al resto dello chassis. Il software di bordo è l’ultimo Android 12, arricchito di alcune funzionalità votate alla fotografia, come Magic Eraser, per rimuovere oggetti e persone indesiderate dalle foto, Face Unblur per correggere la messa a fuoco sui volti e Motion Mode per enfatizzare il movimento del soggetto inquadrato. Google Pixel 6, con 128 gb di archiviazione e 8 gb di ram, costa 649 euro mentre il Pixel 6 Pro da 128/12 gb costa 899 euro.
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Domini .it crescono anche con pandemia, +2,24%
Cnr Pisa, “giù imprese e liberi professionisti, traino le persone fisiche”
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PISA
04 febbraio 2022
17:14
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Nel 2021 si contano 550.257 nuovi nomi a ‘dominio .it’.
Lo riferisce Registro .it, organismo dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa e anagrafe dei domini a ‘targa italiana’.
La rete italiana cresce del 2,24% e conta ora, in totale, 3.450.337 nomi .it online al 31 dicembre 2021.
“Un risultato ottimo – si commenta dal Cnr di Pisa – soprattutto se rapportato a un biennio monopolizzato dalla crisi sanitaria e dalle evidenti conseguenze sul tessuto sociale e imprenditoriale”. A marzo 2021 c’è stato il record mensile di registrazioni (+60.537) in coincidenza col picco della terza ondata di Covid in Italia e al varo del nuovo Dpcm, con restrizioni in tutto il Paese. Invece, tra gennaio e ottobre sono spariti più di 5.300 (-18,7%) domini .it di liberi professionisti rispetto allo stesso periodo 2020, dato in linea coi rapporti delle associazioni di categoria che parlano di circa 40.000 liberi professionisti in meno nel 2020. Giù anche le imprese: per queste -6,3% di registrazioni sul 2020. L’unica categoria a segno più è quella delle persone fisiche, +12,3% che sono oltre la metà (53,7%) del totale delle nuove registrazioni.
“Analizzare questi numeri ci sta restituendo una panoramica piuttosto puntuale e attendibile di quello che avviene in generale in un Paese fortemente provato da due anni di pandemia – commenta Marco Conti, Responsabile del Registro .it e Direttore dell’IIT-Cnr – Se il 2020 è stato l’anno dell’approdo provvidenziale e necessariamente improvvisato alla rete, di chi correva ai ripari per salvare il proprio business dalle chiusure o per avviarne di nuovi, il 2021 è senz’altro l’anno della consapevolezza e della resilienza, in cui moltissime persone hanno continuato a credere nel digitale come strumento di ripresa e rilancio”.
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Criptovalute: arriva dl, regole e registro per operatori
Sarà gestito dall’ Oam
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03 febbraio 2022
14:45
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Arriva il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze che dà attuazione alle regole che dovranno essere seguite per operare con le criptovalute in Italia.
Il provvedimento prevede, tra l’altro, l’obbligo per gli operatori all’ iscrizione a un registro che sarà gestito dall’Oam, l’organismo degli agenti e dei mediatori creditizi.
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Con la variante Omicron l’epidemia è in una nuova fase
Broccolo, ora semplificare le prescrizioni farmaci e test salivari nelle scuole
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03 febbraio 202215:37
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Con l’arrivo della variante Omicron l’epidemia di Covid-19 in Italia è entrata in una nuova fase, che richiede procedure più semplici per la prescrizione di antivirali e anticorpi monoclonali, anche da parte dei medici di famiglia, e l’introduzione di routine nelle scuole di test salivari, anche antigenici rapidi: lo indica il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca.

“Attualmente i nuovi casi di Covid sono circa 10 volte di più casi rispetto a quelli registrati un anno fa, ma i ricoveri sono ridotti del 50% e clinicamente stiamo vedendo un virus completamente diverso da quello della prima ondata”, ha detto il virologo. Dati recenti, ha aggiunto, “indicano infatti che fra l’80% e il 90% delle infezioni da Omicron è in forma asintomatica, mentre nella prima ondata della pandemia i casi asintomatici erano circa il 40%: a fronte di questa fotografia, sono necessarie nuove regole”.

Le prime, secondo il virologo, dovrebbero riguardare la prescrizione dei nuovi farmaci anti Covid arrivati recentemente. “Gli antivirali e gli anticorpi monoclonali possono essere somministrati anche a casa e, alcuni possono essere utilizzati anche come profilassi in coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute. Di fatto, però, tutto oggi si blocca – ha osservato Broccolo -perché questi farmaci possono essere prescritti solo negli ospedali e non dai medici di base: bisognerebbe sburocratizzare questa procedura e abilitare i medici di base, altrimenti è inutile avere questi farmaci”.

Un altro cambiamento importante, secondo il virologo, dovrebbe riguardare le scuole: “attualmente non è più così utile continuare a mantenere le quarantene nelle scuole, considerando che la quarantena ha senso quando la prevalenza virale è inferiore al 5% e l’infezione è circoscritta in focolai, ma adesso il virus è inarrestabile”.
Di conseguenza, ha aggiunto, “credo che sia necessario fare più tamponi salivari, come si fa in Germania e limitarsi ad isolare i positivi”. I test salivari, ha aggiunto, “sono molto utili perché la variante Omicron si trova soprattutto nella saliva. Inoltre, con i test rapidi eseguiti nelle scuole si riuscirebbe a superare il problema dei tempi di latenza tra l’esecuzione del tampone e la comunicazione dell’esito da parte delle aziende sanitarie territoriali. Finora è stato giudicato costoso e di difficile applicazione, ma utilizzando l’antigenico rapido i costi sono compresi fra 2 e 3 euro e si tratta di un test molto semplice da utilizzare”.
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Covid: Sebastiani (Cnr), l’incidenza scende in 20 regioni su 21
Leggero aumento solo in Sardegna
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03 febbraio 202215:45
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La curva dell’incidenza dei casi di Covid-19 sta scendendo in tutte le regioni e province autonome tranne che in Sardegna, dove si rileva un leggero aumento.
Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
“L’analisi delle differenze settimanali dell’incidenza nelle ultime settimane rivela che tutte le regioni/province autonome mostrano un trend di diminuzione ad esclusione della Sardegna che mostra un aumento percentuale molto piccolo tra le ultime due settimane. Lazio e Sicilia – osserva l’esperto – mostrano diminuzioni percentuali molto piccole”.
Per Sebastiani “non appare esserci correlazione tra l’incidenza nell’ultima settimana e la variazione percentuale rispetto a quella precedente”.
Le regioni che nell’ultima settimana avevano i valori piu’ grandi dell’incidenza, superiori a 2.000 casi per 100.000 abitanti, sono concentrate soprattutto nel Nord Est, con le province autonome di Trento e Bolzano e le regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Liguria. “Questo riflette il livello iniziale di incidenza da cui è partita la massiccia diffusione della variante Omicron, che era più alto in quella parte del Paese per via della diffusione avvenuta a novembre a causa soprattutto dei flussi di persone attraverso la frontiera con Slovenia e Austria”, osserva Sebastiani.
Le regioni che nell’ultima settimana avevano i valori piu’ piccoli dell’incidenza, ossia inferiori a 1.000 casi per 100.000 abitanti, sono concentrati al Sud e sono Calabria, Molise e le due isole. “Ciò rileva il matematico – è verosimilmente spiegabile principalmente con la posizione geografica e i più bassi livelli iniziali di incidenza per via dei poli di origine della diffusione del coronavirus in Italia, storicamente localizzati nel Nord del Paese.
Di seguito i valori approssimati dell’incidenza (casi per 100000 abitanti) nell’ultima settimana nelle regioni e nelle province autonome e, tra parentesi, i valori della variazione percentuale rispetto alla settimana precedente:
Bolzano 2.900 (-19), Marche 2.400 (-7), Emilia Romagna 2.400 (-15), Trento 2.300 (-24), Friuli Venezia Giulia 2.300 (-9), Veneto 2.100 (-19), Liguria 2.100 (-19), Toscana 1.900 (-14), Piemonte 1.800 (-18), Valle d’Aosta 1.700 (-27), Abruzzo 1.700 (-11), Lazio 1.500 (-1), Umbria 1.400 (-11), Lombardia 1.400 (-29), Campania 1.400 (-24), Puglia 1.300 (-51), Basilicata 1.200 (-8), Sicilia 1.000 (-2), Molise 900 (-16), Calabria 500 (-34), Sardegna 500 (+1).
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Meta perde 24% in apertura a Wall Street, dopo trimestrale
Perdita di utenti per la prima volta in 18 anni
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WASHINGTON
03 febbraio 2022
16:10
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Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, ha perso il 24% in apertura a Wall Street, dopo i deludenti risultati della trimestrale di ieri, compresa la perdita di utenti per la prima volta in 18 anni.

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Il Giappone punta al 18% dell’energia dall’idrogeno solare entro il 2050
Nello stesso anno stop a gas e benzina nei trasporti
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03 febbraio 202216:32
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Arrivare nel 2050 a coprire il 18% della produzione energetica con l’idrogeno ottenuto con il solare, eliminando gas naturale e carburanti fossili nei trasporti: è questo l’obiettivo del Giappone, nel percorso verso zero emissioni.
Lo ha detto Ohira Eiji, dell’Agenzia governativa giapponese Nuova energia e organizzazione per lo sviluppo di tecnologia industriale (Nedo), in un evento online per la stampa.

Passa quindi dall’idrogeno la strada del Giappone verso le emissioni zero, in un percorso che parte da Fukushima, dove è nato il più grande impianto di produzione idrogeno solare mai realizzato al mondo.

L’impianto Fukushima Hydrogen Energy Research Field FH2R (fonte: Nedo)
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“Nella sfida verso la transizione energetica l’idrogeno è una tecnologia in fase molto più avanzata di altre, su cui si lavora già da anni e per questo al centro di un crescente interesse”, rilevato Ohira.

L’idrogeno può essere accumulato e trasportato, usato in molti settori come nei trasporti e nell’industria, e soprattutto non produce gas serra: sono molte le sue caratteristiche vincenti nella sfida globale verso la neutralità climatica, ossia le azioni necessarie per abbattere completamente l’impatto umano sulle trasformazioni in atto.

Il Giappone ci crede e punta a coprire il 18% della produzione energetica entro il 2050 con l’idrogeno e abbattere così le emissioni di CO2 di 6 miliardi di tonnellate e “rimpiazzare completamente l’uso di gas naturale e quello dei carburanti fossili nei trasporti”, ha aggiunto Ohira. Le tappe per farlo passano dai sistemi di produzione di idrogeno usando fonti rinnovabili come il solare e l’eolico arrivando nel 2025 a produrre 2 milioni di tonnellate di idrogeno l’anno e nel 2050 a 20 milioni di tonnellate a un costo inferiore a 2 dollari al chilo. Un percorso che è già iniziato a Fukushima, la città simbolo di uno dei maggiori disastri nucleari di sempre, dove è nato nel 2020 il più grande impianto di produzione idrogeno solare mai realizzato al mondo e che si propone come punto di partenza verso la transizione energetica.
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Sull’Everest persi oltre 2 metri di ghiaccio l’anno
Lo indicano dati della stazione meteo più alta del mondo
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03 febbraio 202216:35
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Ben 55 metri di ghiaccio persi in 25 anni, al ritmo di oltre 2 metri l’anno: anche il tetto del mondo si sta sciogliendo a velocità record a causa del riscaldamento globale e a dirlo sono i dati della spedizione 2019 National Geographic and Rolex Perpetual Planet Everest.
I risultati, pubblicati sulla rivista Climate and Atmospheric Science, sono il frutto di una spedizione entrata nel Guinness dei primati per aver installato le due stazioni meteorologiche più alte del mondo (a 8.430 metri e 7.945 metri) e per avere raccolto e analizzato la carota di ghiaccio prelevata nel punto più alto di sempre, a 8.020 metri.
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Ricercatori al lavoro nella spedizione 2019 National Geographic and Rolex Perpetual Planet Everest (fonte: Dirk Collins, National Geographic)
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“Una delle grandi risposte attese dalla nostra spedizione riguardava la conferma o meno se anche i più alti ghiacciai del pianeta subissero l’impatto dei cambiamenti climatici dovuti all’uomo.
La risposta è un netto si – ha detto il glaciologo Paul Mayewski, dell’università del Maine – e questo è stato ancor più vero a partire dagli anni ’50”. I dati ottenuti dalla spedizione indicano infatti che in appena 25 anni alcuni dei ghiacciai della montagna più alta del mondo hanno perso ben 55 metri di spessore, con un ritmo di scioglimento 80 volte più rapido rispetto a quello con cui quello stesso ghiaccio si era formato.
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A far registrare un vero e proprio tracollo è soprattutto la perdita del manto nevoso che normalmente copre i ghiacciai, una sorta di coperta isolante che protegge il ghiaccio accumulato in secoli. Scomparsa la neve, i ghiacciai si trovano esposti direttamente ai raggi solari e si ritiene che questo acceleri 20 volte il tasso di scioglimento.
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Lo scioglimento dei ghiacci riduce sostanzialmente le riserve di acqua potabile e per l’irrigazione, che oggi sono direttamente utilizzate da circa un miliardo di persone; aumenta sensibilmente i rischi di grandi crolli e frane del territorio.
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Meta perde 24% in apertura a Wall Street, dopo trimestrale
Perdita di utenti per la prima volta in 18 anni
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WASHINGTON
03 febbraio 2022
17:42
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Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, ha perso il 24% in apertura a Wall Street, dopo i deludenti risultati della trimestrale di ieri, compresa la perdita di utenti per la prima volta in 18 anni.
La società ha chiuso il quarto trimestre del 2021 – il primo da quando ha cambiato nome – con ricavi per 33,67 miliardi di dollari (contro i 28,07 miliardi di un anno prima e i 33,17 miliardi stimati da alcuni analisti) e un utile netto di 10,29 miliardi di dollari (-8%), sotto le attese degli analisti.
Per il trimestre in corso Meta prevede ricavi tra i 27 e i 29 miliardi di dollari, mentre gli analisti si attendevano una cifra intorno ai 34,53 miliardi.
A pesare potrebbero essere le regole imposte da Apple l’anno scorso in materia di pubblicità, ossia l’obbligo di chiedere il permesso per raccogliere i dati degli utenti.
Il modello economico di Meta, infatti, si fonda sulla vendita di pubblicità personalizzata in funzione dei gusti e delle abitudini dei consumatori.
Per la prima volta inoltre Meta ha postato i risultati della sua unità Reality Labs, focalizzata sulla nuova frontiera della realtà aumentata: anche in questo caso i risultati sono stati deludenti, con una perdita di 3,3 miliardi di dollari.
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India, prime nozze su metaverso con avatar di duemila ospiti
Alla cerimonia virtuale anche la riproduzione del defunto padre della sposa
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NEW DELHI
03 febbraio 2022
19:25
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Celebrare il matrimonio su internet sta diventando una nuova moda in India.
Una scelta dettata dalle restrizioni al numero dei partecipanti imposte dalla pandemia.
Dinesh Sivakumar Padmavathi e Janaganandhini Ramaswamy che vivono in Tamil Nadu, hanno annunciato di avere invitato duemila ospiti alle prossime nozze che si terranno il prossimo week-end, nel metaverso.
I futuri sposi hanno investito 150.000 rupie, circa 1.800 euro, per realizzare una piattaforma che consentirà a tutti gli ospiti di intrattenersi con loro nel giorno della cerimonia. Padmavathi, un entusiasta del web, ha creato un universo in 3D simile a un castello nel quale gli avatar degli ospiti potranno festeggiare assieme agli sposi e porterà anche un ospite speciale: il commovente avatar del suocero, morto qualche mese fa.
Queste nozze seguono di qualche settimana il primo matrimonio online organizzato da una coppia di Delhi, che ha permesso a 450 invitati di seguire la cerimonia nuziale su Google Meet, offrendo un ricco banchetto, recapitato nelle rispettive case.
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Meta perde il 26% e brucia 250 miliardi a Wall Street
Amazon raddoppia l’utile ottobre-dicembre a 15,3 miliardi
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WASHINGTON
03 febbraio 2022
22:57
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Alla chiusura di Wall Street, Meta ha perso il 26,4% bruciando oltre 250 miliardi di dollari della capitalizzazione.
È una delle perdite maggiori nella storia della Borsa di New York.
Il crollo della casa madre di Facebook è dovuto al calo dei profitti nel quarto trimestre 2021 e alla perdita di un milione di utenti del social network, la prima in 18 anni, oltre che alle deludenti previsioni per il 2022.
Amazon chiude invece brillantemente l’ultimo trimestre 2021 quasi raddoppiando i profitti a 14,32 miliardi di dollari e con ricavi per 137,41 miliardi di dollari (+9%), in linea sostanzialmente con le previsioni degli analisti. Per il primo quadrimestre del 2022 il colosso dello shopping online prevede ricavi tra i 112 e i 117 miliardi di dollari, contro i 121 miliardi circa degli analisti.
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Hiv, scoperta una nuova variante più aggressiva e contagiosa
Vella, non è un’emergenza ma una lezione per la pandemia di Covid
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04 febbraio 202216:43
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I cacciatori di virus sono sempre all’erta, non solo per scovare nuove varianti di SarsCoV2.
Lo dimostra la scoperta di una nuova variante più aggressiva e trasmissibile del virus Hiv, responsabile dell’Aids. Descritta per la prima volta su Science, è stata denominata VB (sottotipo virulento B) dai ricercatori dell’Università di Oxford che l’hanno individuata in un centinaio di persone nei Paesi Bassi, dove potrebbe essere comparsa una trentina di anni fa. Fortunatamente è sensibile alle terapie e non rappresenta un’emergenza di sanità pubblica, ma dimostra ancora una volta che i virus non sempre evolvono diventando più buoni.
La variante VB è stata inizialmente identificata in 17 sieropositivi che avevano mostrato una progressione verso la malattia insolitamente rapida. Dato che 15 di loro provenivano dai Paesi Bassi, i ricercatori guidati da da Chris Wymant hanno deciso di estendere l’indagine su 6.700 sieropositivi della stessa nazionalità, individuando così altre 92 persone colpite dalla nuova variante.
“Non è raro trovare nuove varianti del virus Hiv: come tutti i virus a Rna muta facilmente, e lo vediamo dalla sua grande capacità di adattarsi ai farmaci antiretrovirali diventando resistente”, commenta Stefano Vella, docente di Salute Globale all’Università Cattolica di Roma e neo presidente della nuova Commissione nazionale Aids del Ministero della Salute. “I ricercatori di Oxford hanno fatto uno straordinario lavoro di biologia molecolare andando a sequenziare i genomi virali isolati da pazienti sieropositivi che avevano dimostrato di ammalarsi più velocemente di Aids rispetto agli altri. Finora – spiega l’esperto – si dava per scontato che la progressione più veloce dipendesse dalla variabilità individuale del singolo paziente, e invece questo studio dimostra che può essere dovuta a una nuova variante virale più aggressiva”.
Dati dati emerge che VB determina una carica virale da 3,5 a 5,5 volte maggiore rispetto a quella del virus HIV-1 (il più diffuso) ed è due volte più veloce nell’indebolire il sistema immunitario aprendo la strada all’Aids. Le persone contagiate reagiscono alle terapie e hanno la stessa sopravvivenza degli altri pazienti, ma l’aggressività della variante rende ancora più importante l’intervento precoce.
Dalle analisi del genoma virale si deduce che la variante VB sarebbe comparsa nei Paesi Bassi tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta. Dopo un’accelerazione nei primi anni Duemila, la sua diffusione sarebbe poi rallentata nell’ultimo decennio. I ricercatori sostengono che la variante sia comparsa ‘nonostante’ le terapie ampiamente diffuse nei Paesi Bassi, e non ‘a causa’ delle terapie, dal momento che un trattamento efficace può bloccare la trasmissione del virus.
La variante VB “non rappresenta un’emergenza di sanità pubblica – rassicura Vella – però ci dà una lezione importante: sfata il mito che i virus diventino più buoni col tempo. In realtà la loro evoluzione avviene in maniera casuale e non si può escludere che un virus possa diventare anche più cattivo”. Una dimostrazione lampante ce l’ha data anche SarsCoV2. “Dopo la variante Alfa è comparsa la Delta, ancora più virulenta e trasmissibile. La Omicron a sua volta è diventata ancora più trasmissibile, anche se meno virulenta. Questo – conclude l’esperto – ci dimostra che l’evoluzione dei virus è imprevedibile e non va data per scontata”.
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Il baby universo ha ‘sfebbrato’ subito dopo il Big Bang VIDEO
La temperatura misurata grazie a una nuvola cosmica d’acqua
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04 febbraio 202209:46
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La ‘febbre’ del baby universo è passata in fretta subito dopo il Big Bang: lo dimostra la temperatura della radiazione cosmica di fondo a microonde, misurata per la prima volta in un’epoca estremamente remota, pari a 880 milioni di anni dal Big Bang.
Lo si è fatto in maniera inedita, sfruttando l’ombra di una nuvola cosmica d’acqua, grazie all’interferometro Noema (NOrthern Extended Millimeter Array) sulle Alpi francesi. Il risultato è pubblicato su Nature da un team di astronomi guidato da Dominik Riechers dell’Università di Colonia, a cui ha partecipato anche Roberto Decarli dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) a Bologna.

In blu la nuvola di vapore acqueo freddo che proietta un’ombra scura sul fondo cosmico (fonte: ESA & Planck collaboration; D. Riechers, M. Markus)
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La radiazione cosmica di fondo a microonde è ciò che resta dell’energia rilasciata dal Big Bang ed è in continuo raffreddamento sin dalla sua emissione per effetto dell’espansione dell’universo. L’attuale modello standard descrive come dovrebbe avvenire questo raffreddamento, ma ciò è stato confermato direttamente solo in epoche cosmiche relativamente recenti. IL VIDEO:

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Per andare a ritroso nel tempo, è stata fondamentale la scoperta di una nuvola di acqua fredda, associata a una massiccia galassia con un elevato ritmo di formazione stellare (HFLS3) già presente nell’universo giovane, quando aveva 880 milioni di anni. “La nuvola d’acqua proietta un’ombra sullo sfondo cosmico a microonde, che non è mai stata vista prima”, spiega Decarli. “L’ombra appare perché l’acqua, più fredda, assorbe la radiazione a microonde, più calda, nel suo percorso verso la Terra e la sua oscurità rivela la differenza di temperatura. Poiché la temperatura dell’acqua può essere determinata da altre proprietà della galassia in cui si trova, la differenza rivela la temperatura della radiazione fossile del Big Bang”.
La temperatura della nube di acqua equivarrebbe a circa 17 gradi Kelvin (-256 gradi centigradi), mentre il fondo cosmico avrebbe una temperatura pari a 20 gradi Kelvin (-253 gradi centigradi).
“Questa scoperta – sottolinea Decarli – ci mostra che l’universo nella sua infanzia aveva alcune proprietà piuttosto insolite che oggi non esistono più”. Inoltre potrebbe contribuire a far luce sull’energia oscura che influenza l’espansione cosmica e la velocità di raffreddamento dell’universo.
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Il clone di un furetto è diventato adulto, il primo di una specie minacciata
Si chiama Elizabeth-Ann, nato da cellule di 35 anni fa
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04 febbraio 202209:52
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Ha compiuto un anno Elizabeth-Ann, il ‘furetto dai piedi neri’ clonato a partire da un esemplare morto 35 anni fa e che potrebbe aiutare a salvare la sua specie dall’estinzione. I ricercatori della no-profit Revive & Restore, scrive la rivista Science sul suo sito, tenteranno ora di fare accoppiare il clone di furetto con i pochi individui selvatici ancora esistenti per rinforzare il patrimonio genetico di questo esiguo gruppo.
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I furetti dai piedi neri che un tempo popolavano le grandi praterie nordamericane sono praticamente scomparsi dalla meta’ degli anni ’70. Gli unici esemplari, circa 10.000 di cui solo pochi allo stato selvatico, sono tutti discendenti da 7 esemplari provenienti dall’ultima colonia, scoperta casualmente nel 1981, salvati e fatti riprodurre grazie a un programma di protezione. Ma la popolazione di furetti e’ comunque in grave rischio perche’ proprio la consaguineita’ ne rende scarsissima la varieta’ genetica, fenomeno che spiega le tante nascite con deformita’ e la suscettibilita’ ad alcune gravi malattie.

Per arricchire il parco genetico del gruppo di furetti, i ricercatori della Ong nata per aiutare le specie in via di estinzione usando anche le biotecnologie, hanno avuto l’autorizzazione di far accoppiare la femmina clonata con partner selvatici. I nuovi piccoli, si spera, potranno dare un importante contributo alla salvaguardia della specie.

Il successo non e’ affatto scontato, osservano i ricercatori, ma se l’esperimento dovesse riuscire, la tecnica potrebbe essere applicata anche in altre specie a rischio, come i rinoceronti bianchi settentrionali, che, come i furetti, sopravvivono solamente grazie a gruppi nati da pochi esemplari e che quindi soffrono di analoghi problemi di impoverimento genetico.
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Amazon annuncia aumento prezzi sottoscrizioni in Usa
‘Per estensione benefici e incremento costo lavoro/trasporti’
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04 febbraio 2022
09:58
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Nonostante abbia raddoppiato i profitti nell’ultimo trimestre del 2021, Amazon ha annunciato che negli Stati Uniti aumentera’ il prezzo delle sottoscrizioni annuali da 119 a 139 dollari e di quelle mensili da 12,99 a 14,99 dollari.
Il colosso dello shopping online ha spiegato l’incremento con l’estensione dei benefici della membership Prime, come Prime Video e la consegna in giornata, nonche’ con il crescente costo del lavoro e dei trasporti nella rete di distribuzione.
La società ha chiuso brillantemente l’ultimo trimestre del 2021, quasi raddoppiando i profitti a 14,32 miliardi di dollari e con ricavi per 137,41 miliardi di dollari (+9%), in linea sostanzialmente con le previsioni degli analisti.
Per il primo quadrimestre del 2022 il colosso dello shopping online prevede ricavi tra i 112 e i 117 miliardi di dollari, contro i 121 miliardi circa degli analisti.
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Pechino, il doodle di Google dedicato ai Giochi
Si alza oggi il sipario sulla kermesse
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04 febbraio 2022
11:41
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Google dedica il doodle d oggi all’inaugurazione delle Olimpiadi.
Si alza oggi il sipario sulla kermesse stavolta invernale, con 91 delegazioni che faranno passerella nel monumentale stadio pechinese.
L’Italia scenderà nell’impianto per penultima, prima della Cina e si farà notare con una mantella tricolore indossata sulla classica divisa da podio.
E’ l’omaggio di Giorgio Armani che ha realizzato un capo particolare in tessuto tecnico lucido, bianco nella parte centrale, rosso e verde sui lati.   SPORT

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Scarse competenze digitali ragazzi italiani tra 12-17 anni
Studio ySKILLS-Università Cattolica in vista Safer Internet Day
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04 febbraio 2022
10:39
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I ragazzi italiani riportano bassi livelli di competenze informative e di navigazione online (35%).

Anche i livelli di competenze creative e produttive sono piuttosto scarsi (38%), mentre migliorano quelli relativi a competenze tecnico-operative (56%) e comunicative e relazionali (65%).
Sono alcuni dati emersi dal report della prima ondata dell’indagine europea ySKILLS 2021, a pochi giorni dal Safer Internet Day dell’8 febbraio. Il Progetto, che coinvolge sei Paesi in Europa, è stato finanziato nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon2020 dell’Unione Europea.
“Ha adottato un nuovo strumento di misurazione delle competenze digitali, classificate nelle quattro aree: competenze tecnico-operative, informative e di navigazione, comunicative e relazionali, creative – ha spiegato Giovanna Mascheroni, docente di Sociologia dei media digitali in Università Cattolica e coordinatrice del team italiano ySKILLS.
Secondo la ricerca, rispetto all’accesso giornaliero a internet, i dispositivi più utilizzati dai ragazzi italiani sono lo smartphone al 96%, il pc al 52% e il tablet al 24%. Il tempo trascorso online in un giorno di scuola è di 3,4 ore. Di tutti i partecipanti allo studio il 90% ha un profilo social (Instagram, Facebook, Tik Tok), l’82% ha un profilo privato e 7 su 10 accettano richieste di amicizia da persone sconosciute o che non hanno incontrato almeno una volta di persona. Questo vale più per i ragazzi che per le ragazze. Infine, ii rischio più comune è l’esposizione a contenuti d’odio e hate speech (70%), seguito dall’esposizione a contenuti dannosi e nocivi (comportamenti autolesionistici, assunzione di stupefacenti, alcool, prodotti dimagranti pericolosi o alimentazione scorretta) e immagini sessuali (entrambi al 54%).
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Smartphone e tablet, i bimbi li preferiscono ad altri giochi
Kaspersky per Safer Internet Day, 74% li usa anche con amici
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04 febbraio 2022
12:16
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Sette bambini italiani su dieci preferiscono giocare con smartphone e tablet piuttosto che con gli amici e altri divertimenti “tradizionali”.
Emerge da un report commissionato dall’azienda di sicurezza informatica Kaspersky alla piattaforma Educazione Digitale, su un campione di 1.833 bambini italiani, tra i 5 e i 10 anni.
I risultati arrivano in concomitanza del Safer Internet Day dell’8 febbraio, una giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi del digitale, istituita nel 2004 dall’Unione Europea.
Secondo la ricerca, il 74% dei minori utilizza smartphone e tablet anche mentre è in compagnia degli amici, preferendoli ad altri giochi. Una percentuale che innalza anche i rischi legati ad un uso e abuso degli strumenti digitali, soprattutto in assenza di genitori o adulti. Infatti, il 36% degli intervistati afferma di aver ricevuto messaggi da sconosciuti e proposte di giochi e sfide pericolose online mentre il 40% fornirebbe informazioni private e sensibili ad “amici” virtuali conosciuti in rete. Nonostante ciò, la maggior parte (73%) dei bambini parlerebbe con genitori e insegnanti se in situazione di pericolo derivante da internet e solo il 6% si vergognerebbe troppo per poterne parlare con qualcuno. Rispetto all’uso che i bimbi fanno di telefonini e tablet, il 54% ha dichiarato di affidarsi a loro per giocare online e guardare i cartoni animati. Un dato confermato anche da una precedente indagine di Kaspersky che ha rivelato come il gaming sia l’argomento più ricercato dai minori su YouTube.
“Il Safer Internet Day è occasione per sottolineare l’importanza di educare le nuove generazioni ad un uso consapevole e sicuro della rete. I rischi cui possono incorrere sono in continua evoluzione. Per questo è importante che gli adulti si tengano aggiornati, dimostrando interesse e competenze”, ha spiegato Cesare D’Angelo, General Manager Italy di Kaspersky.
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Twitter pensa ad Articles, articoli e contenuti più lunghi
Online gli indizi della funzione per superare i 280 caratteri
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04 febbraio 2022
12:17
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Da microblog a vero e proprio raccoglitore di articoli e notizie.
E’ questa la funzione a cui sta pensando Twitter che già nel 2017 ha portato i caratteri di un post da 140 a 280.
L’utente del microblog Jane Manchun Wong, nota per aver più volte trovato funzionalità sperimentali all’interno dell’app, ha scoperto l’esistenza di una scheda ‘Articles’ nel codice di sviluppo del social network. Il nome indicherebbe l’arrivo di una funzionalità che apre alla pubblicazione di post più lunghi, in qualità di articoli, probabilmente con lo scopo di aumentare le opportunità di monetizzazione per i creatori di contenuti. Si tratterebbe di una novità importante per l’azienda che, qualche mese fa, ha ufficializzato il passaggio di testimone al comando, da Jack Dorsey a Parag Agrawal, nuovo amministratore delegato del gruppo.
Non ci sono dettagli su quando e come ‘Articles’ verrà implementato, a livello globale o prima in versione di test ma, con una nota inviata al sito specializzato Cnet, un portavoce dell’azienda ha ufficiosamente confermato il lavoro, sottolineando che presto arriveranno aggiornamenti a riguardo. Twitter ha aumentato l’originale limite di caratteri da 140 a 280 a novembre del 2017, per offrire agli utenti più margine di manovra sui loro post. Subito dopo, aveva cancellato l’erosione dello spazio occupato, in caratteri, dalle foto e video, allargando ulteriormente le possibilità di “cinguettii”.
Secondo gli esperti, Articles potrebbe essere una funzione dedicata agli abbonati di Twitter Blue – abbonamento mensile che offre agli utenti l’accesso esclusivo a funzioni premium al momento disponibile soloo in alcuni paesi – che per leggere gli articoli più lunghi dovranno sostenere un abbonamento periodico, come già accade, appunto, per accedere ai contenuti esclusivi dei creatori che seguono e che hanno attivato i post a pagamento.
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Iss, distanza 15 cm tra iPhone 12 e pacemaker-defibrillatori
Studio, attenersi a disposizioni produttori, non scendere sotto 1 cm
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04 febbraio 2022
12:17
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“Deve essere mantenuta una distanza di almeno 15 centimetri tra un iPhone12 e pacemaker e defibrillatori impiantabili, è molto importante attenersi alle indicazioni fornite dai produttori di dispositivi medici e da Apple stessa.
In rari casi, se lo smartphone viene tenuto a meno di un centimetro dal cuore, il magnete presente nello smartphone può attivare l’interruttore magnetico”.
E’ il risultato di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato dalla rivista Pacing and Clinical Electrophysiology.
“Nel febbraio 2021 alcuni dati presenti nella letteratura scientifica e ripresi dalla stampa non specializzata indicavano la possibilità che il magnete utilizzato nello smartphone potesse attivare l’interruttore magnetico presente nel defibrillatore, disattivando la terapia prevista in caso di aritmia ventricolare. Questo studio dell’Iss – spiega una nota – è il primo a valutare in laboratorio l’interferenza magnetica dell’iPhone 12 e dei suoi accessori MagSafe su un campione rappresentativo dell’attuale mercato italiano di pacemaker e defibrillatori impiantabili, incluso il defibrillatore sottocutaneo. Inoltre, per la prima volta, i fenomeni di interferenza magnetica sono stati accuratamente correlati ai livelli di campo magnetico misurati attorno all’iPhone 12. I ricercatori – si spiega – hanno valutato i pacemaker e i defibrillatori impiantabili dei principali produttori mondiali (Abbott, Biotronik, Boston Scientific, Medico, Medtronic, Microport), utilizzando un simulatore di battito cardiaco. I risultati hanno mostrato che, in alcuni casi, il magnete presente nell’ iPhone 12 può attivare involontariamente l’interruttore magnetico nel campione di pacemaker e defibrillatori impiantabili che è stato valutato. Il fenomeno è stato osservato fino ad una distanza massima di 1 centimetro”.
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Truffe via sms, arriva in Italia il virus che svuota i conti
Si chiama Brata colpisce smartphone Android e li resetta dopo il furto
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04 febbraio 2022
17:14
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Un nuovo virus prende di mira gli smartphone Android, anche in Italia, con l’obiettivo di rubare i fondi dalle app finanziarie utilizzate dalle vittime.
Si chiama Brata ed era stato individuato per la prima volta nel 2019, dagli esperti di sicurezza di Kaspersky.
Negli ultimi giorni però, la compagnia Cleafy Labs ha rilevato un’impennata importante nella diffusione della minaccia in Europa, dovuta ad un aggiornamento che la rende operativa al di fuori del paese di origine, il Brasile.
Il tutto parte da un messaggio di phishing che millanta di arrivare dalla propria banca. Esso contiene un link che, se cliccato, porta a un sito malevolo che avvia l’installazione di un’applicazione chiamata “Antispam”, “Sicurezza dispositivo” o “Sicurezza avanzata”. Dopo aver accettato le richieste di installazione da origini sconosciute, ci si ritrova su una pagina web, dove l’utente dovrebbe inserire i codici personali dei propri conti bancari. A quel punto, il virus registra tutto e comincia a sottrarre le riserve economiche. E non solo: dopo aver eseguito il lavoro di svuotamento delle finanze, Brata forza un reset del telefonino, che si ritrova completamente azzerato, con un’ulteriore beffa per gli utenti.
I consigli per non cadere in trappole del genere sono sempre gli stessi: evitare di aprire link ricevuti via messaggi e chat, anche se apparentemente inviati dagli istituti bancari, e non istallare applicazioni al di fuori del Play Store di Android.
Google, che gestisce il negozio digitale, oramai da anni mette in pratica un controllo periodico e automatico delle applicazioni ospitate, per verificare la loro autenticità ed eliminare i software che contengono codice dannoso, virus e altre minacce. Durante l’installazione dal Play Store, infatti, noterà, chi possiede un dispositivo del robottino verde, che è presente l’icona di verifica di Google Play Protect.   ANDROID

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Lavoro: Orlando, smart working non va demonizzato
Ministro, è una grande occasione da cogliere
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04 febbraio 2022
13:50
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“Lo smart working può aiutare, è una grande occasione che può essere colta anche dal Mezzogiorno, soprattutto per le aree interna.
Un po’ di demonizzazione fatta va rivista, lo dicono le grandi Company: è un modo per ripensare le nostre città, il rapporto tra lavoro e tempo libero, tra periferie e centro”.
Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenendo all’evento ‘Italia domani” organizzato a Palermo dalla Presidenza del Consiglio.
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Facebook: nuova multa da authority Gb per acquisizione Giphy
Meta annuncia che pagherà sanzione da 1,8 milioni
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LONDRA
04 febbraio 2022
14:25
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La Cma (Competition and Markets Authority), agenzia regolatrice britannica sulla concorrenza e il mercato, ha multato per la seconda volta Meta, la casa madre di Facebook, per nuovi problemi rispetto all’acquisizione di Giphy, strategica start-up specializzata nell’animazione grafica.
La cifra richiesta in questo caso è di 1,5 milioni di sterline (1,8 milioni di euro) rispetto a quella precedente di 50 milioni di sterline (60 milioni di euro).

La Cma aveva già ordinato la cessione di Giphy per non incrementare ulteriormente il potere nel mercato dei social media. Facebook, che aveva avviato un ricorso rispetto alla richiesta di vendita, ha comunicato di voler pagare la nuova sanzione.
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Il cuore della Terra si raffredda più in fretta del previsto
Lo indica lo studio dei minerali posti tra nucleo e mantello
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04 febbraio 202216:03
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Il ‘cuore’ della Terra si starebbe raffreddando più in fretta del previsto: è quanto suggerisce lo studio della conduttività termica di un minerale che si trova al confine tra nucleo e mantello.
I risultati, che potrebbero avere implicazioni per l’evoluzione del nostro pianeta, sono pubblicati sulla rivista Earth and Planetary Science Letters da un team internazionale guidato da Motohiko Murakami del Politecnico federale di Zurigo.
I ricercatori hanno misurato in laboratorio la conduttività termica del minerale bridgmanite, che si trova al confine tra le rocce viscose del mantello e lo strato bollente di ferro e nickel fusi del nucleo esterno. Per eseguire le misure nelle stesse condizioni di temperatura e pressione che si trovano all’interno della Terra, hanno impiegato un nuovo sistema ad assorbimento ottico all’interno di un’unità fatta di diamante e riscaldata con un laser a impulsi. I risultati indicano che la conduttività termica del minerale è 1,5 volte maggiore del previsto: ciò significa che il flusso di calore tra nucleo e mantello potrebbe essere superiore a quanto ipotizzato finora e di conseguenza anche la convezione nel mantello. Ciò implica un raffreddamento più rapido dell’interno della Terra e una più rapida decelerazione della tettonica a placche alimentata dai moti convettivi. Quando la bridgmanite si raffredda, inoltre, tende a trasformarsi in post-perovskite, un minerale che conduce il calore in modo ancora più efficiente: dunque il raffreddamento del mantello potrebbe accelerare ulteriormente.
“I nostri risultati – spiega Murakami – indicano che la Terra, al pari degli altri pianeti rocciosi Mercurio e Marte, si sta raffreddando e sta diventando inattiva più rapidamente del previsto”. Più cauto Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che sottolinea come nessuno sappia esattamente quanta bridgmanite sia presente tra nucleo e mantello né quale sia la temperatura a quella profondità. “Partire dallo studio di un singolo minerale per estrapolare conclusioni sull’evoluzione dell’intero pianeta mi pare azzardato, anche perché non si tiene conto di evidenze emerse negli anni circa la reale capacità di convezione del mantello”.
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Meteora nel cielo tra Corsica e Toscana, ecco le prime immagini
Ha illuminato la notte del 2 febbraio, vista fino in Lombardia
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04 febbraio 202216:45
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Pubblicate le prime immagini della brillante meteora che ha illuminato il cielo tra Corsica e Toscana nella notte del 2 febbraio, venendo avvistata dal Lazio fino alla Lombardia e alla Val di Susa.
Il suo passaggio, intorno alle ore 3:31, è stato ripreso da ben sette camere della rete Prisma (Prima Rete per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), che fa capo all’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
Il bolide, spiegano gli esperti di Prisma, ha solcato il cielo in direzione sud-est nella zona dell’arcipelago toscano. Apparso al largo delle coste della Corsica a oltre 80 chilometri di quota, con una velocità superiore ai 14 chilometri al secondo, il corpo celeste è stato soggetto a numerosi brillamenti e frammentazioni (almeno cinque), e si è spento a una ventina di chilometri a sud-sud-est dell’Isola di Montecristo, a una quota di circa 40 chilometri.
Il suo passaggio è stato intercettato da sette camere di Prisma: quelle toscane di Piombino, Elba, Chianti, Montelupo Fiorentino e Navacchio, quella di Monteromano nel Lazio e quella di Cecima vicino Pavia.

Animazione del passaggio del bolide ripreso dalla camera della rete Prisma a Piombino (fonte: Prisma-Inaf)
“L’evento è stato particolarmente brillante, tanto che è stato avvistato anche dal Lazio, dall’Emilia e dalla Lombardia”, precisa Daniele Gardiol della rete Prisma. “Il bolide è stato rilevato, oltre che dalle due camere corse della rete Fripon, addirittura da tre sensori catalani e valenciani della rete spagnola Spanish Meteor Network e da un testimone d’eccellenza in Val di Susa, il noto meteorologo Luca Mercalli”. Eventuali frammenti residui sarebbero caduti in mare.
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Appuntamento con le stelle d’inverno RIVEDI IL LIVE
L’osservazione con i telescopi e gli esperti dell’Inaf
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04 febbraio 202220:01
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Si parte dalla maestosa costellazione di Orione per tuffarsi nell’omonima nebulosa, passando per lo sfavillante ammasso delle Pleiadi, alla scoperta di come nascono, vivono e muoiono le stelle nella nostra galassia, la Via Lattea, allungando lo sguardo fino alla nostra vicina, la galassia di Andromeda: è il viaggio virtuale alla scoperta delle stelle d’inverno proposto dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
In programma venerdì 4 febbraio, a partire dalle 18:30,l’appuntamento è una nuova diretta della serie “Il Cielo in salotto”, dedicata alle meraviglie del cielo invernale osservate dai telescopi dell’Inaf sparsi sul territorio nazionale.
La trasmissione viene trasmessa sui canali YouTube e Facebook di EduInaf, la rivista di didattica e divulgazione dell’Ente e mostrerà – meteo permettendo – le osservazioni in diretta dalle sedi INAF di Palermo e Trieste, accompagnate dagli ospiti Simone Antoniucci, ricercatore Inaf a Roma ed esperto di formazione stellare, e Luca Orrù, Presidente della Unione Astrofili Italiani (Uai).

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Usa: Zuckerberg rischia di uscire dalla top 10 dei miliardari
Dopo il tonfo di Meta che gli è costato 31 miliardi di euro
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04 febbraio 2022
17:03
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Mark Zuckerberg rischia di uscire dalla top dei 10 più ricchi del pianeta dopo il tonfo di Meta a Wall Street che a lui personalmente è costato 31 miliardi.
Lo riporta la Cnn.
In un giorno il creatore Di Facebook ha infatti perso ben tre posizioni nella lista dei miliardari stilata da Bloomberg finendo all’ultimo posto dietro al co-fondatore di Oracle Larry Ellison e poche centinaia di milioni davanti al magnate indiano dell’energia Mukesh-Ambani, l’uomo più ricco dell’Asia. In testa, e con un ampio margine, resta saldo Elon Musk.
Zuckerberg, 37 anni, possiede il 24,2% di Meta, secondo i dati della Sec del febbraio 2021. Dopo il collasso di ieri della casa madre di Facebook, Instagram, Whatsapp e Messenger, il suo patrimonio personale è ‘sceso’ a 89,6 miliardi di dollari.
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Mark Zuckerberg rischia di uscire dalla top dei 10 più ricchi del pianeta dopo il tonfo di Meta a Wall Street che a lui personalmente è costato 31 miliardi.
Lo riporta la Cnn.
In un giorno il creatore di Facebook  – il social che il 4 febbraio compie 18 anni di vita – ha infatti perso ben tre posizioni nella lista dei miliardari stilata da Bloomberg finendo all’ultimo posto dietro al co-fondatore di Oracle Larry Ellison e poche centinaia di milioni davanti al magnate indiano dell’energia Mukesh-Ambani, l’uomo più ricco dell’Asia. In testa, e con un ampio margine, resta saldo Elon Musk.
Zuckerberg, 37 anni, possiede il 24,2% di Meta, secondo i dati della Sec del febbraio 2021. Dopo il collasso di ieri della casa madre di Facebook, Instagram, Whatsapp e Messenger.
Intanto ,a Cma (Competition and Markets Authority), agenzia regolatrice britannica sulla concorrenza e il mercato, ha multato per la seconda volta Meta, la casa madre di Facebook, per nuovi problemi rispetto all’acquisizione di Giphy, strategica start-up specializzata nell’animazione grafica. La cifra richiesta in questo caso è di 1,5 milioni di sterline (1,8 milioni di euro) rispetto a quella precedente di 50 milioni di sterline (60 milioni di euro). La Cma aveva già ordinato la cessione di Giphy per non incrementare ulteriormente il potere nel mercato dei social media. Facebook, che aveva avviato un ricorso rispetto alla richiesta di vendita, ha comunicato di voler pagare la nuova sanzione.
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Pronto l’identikit delle proteine all’origine della vita
Utile anche per la caccia a Et e per la biologia sintetica
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04 febbraio 202219:46
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Ricostruita la struttura molecolare delle proteine che potrebbero essersi assemblate nel brodo primordiale dando origine alla vita sulla Terra: la scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances da un team guidato dalla Rutgers University (Usa), potrebbe rivelarsi utile nella ricerca di forme di vita nel cosmo così come nello sviluppo di nuove proteine artificiali con la biologia sintetica.
Lo studio parte da un chiaro presupposto: per nascere, la vita aveva bisogno di trarre e usare energia proveniente dal Sole o da sorgenti idrotermali.
Da un punto di vista molecolare, ciò significa che era cruciale il trasferimento di elettroni: dato che gli elementi più idonei per favorire questo processo sono i metalli e la maggior parte delle attività biologiche è mediata da proteine, i ricercatori hanno deciso di prendere in esame le proteine che legano i metalli. Grazie a un nuovo metodo computazionale, hanno scoperto che la maggior parte di quelle attualmente esistenti hanno forti somiglianze, indipendentemente dal metallo che legano, dall’organismo da cui provengono e dalla loro funzione biologica.
“Abbiamo visto che la parte con cui legano i metalli è simile ed è spesso fatta da sottostrutture ripetute, come dei mattoncini Lego”, spiega la bioinformatica Yana Bromberg. “Curiosamente questi mattoncini si trovano anche in altre regioni delle proteine, non solo nella parte che lega i metalli, e pure in tante altre proteine che non abbiamo considerato nello studio. Questa osservazione suggerisce che i loro riarrangiamenti potrebbero aver avuto uno o alcuni antenati comuni da cui avrebbero avuto origine tutte le proteine oggi esistenti, in pratica alla vita così come la conosciamo”.
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Giornalisti NewsCorp sotto attacco hacker, si sospetta Cina
‘Erano interessati a informazioni su attività giornalistica”
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04 febbraio 2022
22:11
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Giornalisti della NewsCorp, che pubblica Times, Sun, Wall Street Journal e New York Post, sono finiti nel mirino di hacker che sono entrati nelle loro email, un attacco che si sospetta sia partito dalla Cina.
Lo scrive il Guardian, sottolineando che ora i reporter temono per la sicurezza delle loro fonti confidenziali.

I giornalisti colpiti sono pochi, fanno sapere dalla News Corp, che inviato una email ai suoi dipendenti nella quale spiega che “analisi preliminari indicano che c’è il coinvolgimento di un governo straniero, e che alcuni dati sono stati rubati”. La società editoriale ha precisato che non sembra siano stati sottratti dati finanziari o relativi agli utenti: gli hacker, afferma, avevano interesse in informazioni legate all’attività giornalistica.
L’attacco risale al 20 gennaio e Mandiant, l’azienda della cybersicurezza chiamata ai investigare ha concluso che gli hacker sono probabilmente legati alla Cina “e sono coinvolti in attività di raccolta di intelligence utile agli interessi cinesi”.
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Bankitalia: aumento pagamenti digitali sostiene gettito Iva
Meno evasione malgrado calo consumi per Covid
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05 febbraio 2022
14:20
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I consumi non si sono ancora riavuti dalla crisi pandemica del Covid ma il gettito dell’Iva nel primo semestre 2021 ha recuperato grazie agli acquisti di beni durevoli che hanno tenuto e all’incremento dei pagamenti digitali che ha compensato le spese nei servizi (negozi e ristoranti) dove l’imposta è più bassa e l’evasione è maggiore.

E’ quanto emerge da un paper pubblicato sul sito della Banca d’Italia (ma le opinioni non rispecchiano quelle della banca) che ricorda come ogni punto percentuale di incremento nella quota di pagamenti digitali risulta in un aumento dello 0,4% dei ricavi Iva.
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Telefono Azzurro ‘aumentati disturbi da iperconnessione’
Nel 2021, ogni mese 26 casi all’attenzione del Centro di ascolto
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06 febbraio 2022
09:19
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In vista del Safer Internet Day, che ricorre la prossima settimana, Telefono Azzurro rende noti i risultati della ricerca su nuove opportunita’ e nuovi rischi per giovani e genitori nel contesto della trasformazione digitale.
Condotta da Doxa Kids, la ricerca offre uno spaccato delle percezioni dei giovani tra i 12 e i 18 anni e dei loro genitori, coprendo anche problematiche emergenti quali gaming, uso del denaro online e metaverso.
Le risposte hanno rilevato una consapevolezza in parte inattesa dei giovani nei confronti dell’online. I risultati saranno approfonditi nel corso del convegno ‘Nel mondo virtuale servono diritti reali’ organizzato da Telefono Azzurro il 7 e 8 febbraio.
In particolare, durante il 2021, il Centro di Ascolto e Consulenza 19696 di Telefono Azzurro – informa una nota – ha gestito 192 casi con problematiche relative all’area Internet, con una media di 16 casi al mese, con una prevalenza di casi relativi a situazioni di cyberbullismo (28%) e sexting (17%). In più di 2 casi su 10, sono state riferite anche problematiche legate alla salute mentale, principalmente ideazione suicidaria (28%), paure, ansia e fobie (26%), atti autolesivi (23%), depressione (19%). Nel 2021, il servizio 19696 ha aiutato 211 minori in difficoltà: quasi uno su due (46%) nella fascia 11-14 anni e il 38 % nella fascia 15-17. Sempre nel 2021, il Servizio 114 Emergenza Infanzia promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e gestito da Telefono Azzurro, è venuto in contatto con 320 casi con problematiche relative all’area Internet, con una media di 26 casi al mese (circa 1 caso al giorno), più del doppio rispetto all’anno precedente, quando erano stati 132. L’ iperconnessione che ha caratterizzato il primo periodo pandemico e i potenziali rischi correlati possono aver verosimilmente inciso su questo dato. Numerosi i casi di sextortion gestiti dal Servizio 114.
In oltre il 25% dei casi, il Servizio 114 ha interessato i servizi territoriali, principalmente le Forze dell’ordine e l’Autorità Giudiziaria, a testimonianza della caratterizzazione emergenziale delle richieste di aiuto poste al Servizio. “Da questa vasta esperienza sul campo, nascono le domande che Telefono Azzurro ha voluto rivolgere ai giovani con la ricerca commissionata a Doxa Kids”, spiega Ernesto Caffo, docente di neuropsichiatria infantile e presidente di Telefono Azzurro. “La grande sfida di oggi è essere vicini a giovani, genitori ed educatori per promuovere e insegnare un approccio corretto al digitale, coinvolgendo anche istituzioni e aziende, chiamate a ripensare regole e approcci al mondo online, come parte integrante del processo formativo e di socializzazione dei minori. Grazie ai suoi 33 anni di esperienza nell’ascolto di bambini e adolescenti, Telefono Azzurro- prosegue Caffo – intende porsi come interlocutore esperto nel cambiamento in atto”.
La ricerca è stata condotta su un campione di 855 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni. Il questionario è stato somministrato tra il 25 Gennaio e il 1 Febbraio 2022. “Globalmente, ciò che salta all’occhio è una consapevolezza dei rischi da parte dei ragazzi che forse non ci aspettavamo e che è spesso maggiore di quella dei loro genitori. Colpisce inoltre il ruolo attivo che i giovani chiedono di poter utilmente giocare nei confronti di istituzioni e aziende per aiutarle a rendere Internet un luogo più sicuro”, conclude la nota di Telefono Azzurro.
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Telefono Azzurro: ‘Servono nuove regole per mondo digitale’
Una riflessione in occasione del Safer Internet Day 2022
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07 febbraio 2022
22:43
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Rafforzare l’educazione al mondo digitale di insegnanti e genitori perché i giovani trascorrono sempre più tempo in rete, soprattutto in assoluta solitudine.
E’ quindi necessaria più formazione e al tempo stesso costruire nuove regole per tutelare i più giovani per affrontare questa “grande sfida del futuro” e per fare in modo che “il mondo digitale venga governato dalle persone” e non il contrario.
Elaborare nuove proposte da sottoporre al Governo e al Parlamento è l’obiettivo che si pone la due giorni di riflessioni organizzata da Telefono Azzurro dal titolo: “Nell’universo virtuale servono diritti reali” in occasione del Safer Internet Day 2022, che si celebra martedì 8 febbraio.
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“Vorremmo che Governo e Parlamento possano prendere atto che questo – ha spiegato il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo – è un tema centrale nelle politiche del Paese e vuol dire investire nell’educazione e nella formazione. E’ necessario creare una forte alleanza tra il mondo della ricerca, dell’accademia, il mondo della società civile e il mondo delle istituzioni che comprenda anche il mondo delle aziende. Un cammino in cui tutti siamo coinvolti”. Caffo ha ricordato i dati dell’indagine Doxa Kids realizzata per Telefono Azzurro che offe uno spaccato delle percezioni dei giovani tra i 12 e i 18 anni e dei loro genitori, coprendo anche problematiche emergenti quali gaming, uso del denaro online e metaverso e da cui emerge che ben il 71% dei giovani intervistati ritiene di aver aumentato il tempo trascorso online negli ultimi due anni (opinione condivisa dal 70% dei genitori, che nel 63% dei casi spesso si chiedono se il tempo che i figli trascorrono online non sia eccessivo).

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Una tematica emergente è il cosiddetto ‘binge-gaming’, ovvero l’uso compulsivo dei videogiochi. Dalla ricerca di Telefono Azzurro, emerge che oltre la metà dei giovanissimi (53%) gioca online da 1 a 3 ore al giorno, che il 35% dei giovani intervistati ha effettuato acquisti mentre giocava e ben il 38% ha dichiarato di conoscere qualcuno che gioca online pur avendo un’età inferiore a quella raccomandata. “Il gioco è uno strumento positivo – ha spiegato Caffo – se usato bene, ma gli adulti devono essere accanto ai ragazzi in questo percorso”. Altro aspetto messo in evidenza da Caffo è che “i ragazzi usano tantissimo il denaro nella rete”: ben il 43% dei giovani intervistati ha fatto/fa acquisti online in autonomia, il 25% usando la carta di credito dei genitori con la loro autorizzazione (cosa riconosciuta dal 28% dei genitori). Caffo ha poi affrontato il tema del metaverso, ovvero la realtà virtuale in cui è possibile connettersi attraverso un ologramma/avatar di sé. “I ragazzi sanno poco di cosa è il metaverso – ha spiegato Caffo – ma lo vivono costantemente”. Alla domanda “sai cos’è il metaverso?”, il 57% del campione giovani ha risposto di no, il 33% di averne una conoscenza generica e solo il 10% ha dichiarato di sapere di cosa si tratta. Solo il 17% dei genitori ha dichiarato di sapere cos’è il metaverso, “Il metarverso è l’occasione nella quale le competenze delle nuove generazioni posso mettersi in gioco pienamente” però ha avvertito Caffo “il problema è come costruire un’identità di solidità vera” e “non sull’immagine che i ragazzi proiettano all’esterno”.
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Aumenta ancora il tempo trascorso dai ragazzi davanti a computer e cellulari
L’87% dei genitori riscontra effetti negativi sui figli
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07 febbraio 2022
09:40
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Da quando è scoppiata l’emergenza pandemica, escluso l’impegno per la Dad, il tempo trascorso da bambini e adolescenti davanti ai device tecnologici è aumentato del 67% (+ 48% nel nord ovest; + 71% nel nord est; + 71% al centro; + 74% al sud; + 76% nelle isole).
L’87% dei genitori ha riscontrato effetti negativi sui ragazzi e il 52% ha segnalato la perdita del contatto fisico con gli altri.
A livello territoriale i giovani delle isole hanno maggiormente risentito dell’aumento di utilizzo di device, addirittura il 94% degli intervistati ne ha riscontrato gli effetti negativi. Il 77%, però, riconosce che l’uso dei device ha compensato la mancanza di relazioni aiutando i figli ad affrontare la chiusura forzata e mantenere così delle relazioni sociali. In controtendenza un dato positivo il 40% dei genitori ha evidenziato che ha trascorso tanto tempo insieme ai figli, dialogando molto.

Sono alcuni dei dati dell’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli sul tema: ”Cyber-risk e pandemia”, per il Moige (Movimento Italiano Genitori) interpellando i genitori sull’utilizzo del digitale da parte dei minori durante il periodo dell’emergenza covid.

In occasione del Safer Internet Day 2022, Antonio Affinita, direttore generale del Moige ha dato il via oggi, in collegamento con oltre 50 istituti scolastici, alla VI edizione del progetto “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale contro bullismo e cyber risk”, promosso in collaborazione con Polizia di Stato, e con ”Un nodo blu” del Miur, Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). La campagna sul cyberbullismo ed altri pericoli del web ha coinvolto finora 587.500 genitori, 325.000 studenti e 11.500 docenti sulle tematiche del bullismo e della sicurezza web. Inoltre, è stata creata una rete nazionale di oltre 1.200 scuole e 5.500 “Giovani ambasciatori”, ragazzi scelti dai docenti per le loro particolari attitudini e sensibilità e formati per “formare” i loro coetanei.

L’iniziativa, quest’anno, coinvolgerà ulteriori 250 scuole primarie e secondarie di I e II grado in circa 200 comuni di tutta Italia, 62.500 studenti, 1.250 Giovani Ambasciatori, 1.250 docenti formati tramite piattaforma online e incontri a scuola e 125.000 genitori degli studenti informati attraverso il materiale didattico dedicato. I 250 plessi scolastici riceveranno kit didattici e formazione su spazio web con contenuti redatti dalla task di psicologi e pedagogisti esperti del Moige. Attivo anche un numero whatsapp 393 300 90 90 ed un numero verde 800 93 70 70.
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Tecnologia green, i Galaxy S22 fatti di plastica riciclata
Samsung ha usato quella oceanica per i suoi nuovi smartphone
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07 febbraio 2022
09:51
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Il 9 febbraio Samsung svelerà, con un evento online, i nuovi smartphone della serie Galaxy S22.

Sebbene si conosca molto dei telefonini, grazie alle indiscrezioni diffuse in rete nelle ultime settimane, dietro alla loro realizzazione ci sono delle chicche particolari, emerse solo oggi.
Tra queste, l’utilizzo da parte del colosso coreano di plastica riciclata derivante dalle reti da pesca abbandonate negli oceani, come materiale principale per la costruzione delle porzioni più dure dei dispositivi, cover posteriore e cornici anteriori. Lo ha spiegato la stessa azienda, sottolineando l’impegno intrapreso per rendere più green la propria catena di fornitura, a favore del riciclo: “Samsung incorporerà la plastica oceanica nella sua intera linea di prodotti, a partire dai nostri nuovi dispositivi Galaxy che saranno rivelati il 9 febbraio. Questi rifletteranno gli sforzi per eliminare la plastica monouso ed ampliare l’utilizzo di altri materiali ecocompatibili, come il materiale riciclato post consumo (PCM) e la carta riciclata. Il tutto per un migliore impatto ambientale”.
Samsung ricorda che ogni anno vengono abbandonate negli oceani circa 640.000 tonnellate di reti da pesca, con conseguenze che si ripercuotono su tutto l’ecosistema marino. La concorrenza non è da meno: Apple ha confermato che entro il 2030 la sua intera linea di produzione sarà a impatto zero mentre, a inizio gennaio, realme ha svelato il suo nuovo Gt 2 Pro, uno smartphone con un corpo posteriore in Sabic, un polimero di derivazione biologica che ha evitato il ricorso a materie prime di origine fossile e che ha ricevuto diverse certificazioni di settore, come l’International Sustainability Carbon Certification, Reach, RoHS ed Epeat.
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DataMediaHub, Sanremo 2022 e l’analisi delle conversazioni online
Conclusa l’edizione dei record del Festival. Quattro milioni di citazioni solo per #Sanremo2022, hashtag ufficiale della manifestazione. Circa 25 milioni di soggetti coinvolti sui social tra like, condivisioni e commenti
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07 febbraio 2022
10:25
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Quella appena conclusa è stata un’edizione da record per il Festival di Sanremo. Ascolti televisivi alle stelle e la finale di sabato 5 febbraio, se si considerano anche i 2,1 milioni di visualizzazioni in diretta streaming è stata la più vista dall’inizio del millennio con quasi 13,4 milioni di telespettatori durante la diretta TV e uno share del 64.9%, inferiore solamente al 65.4% del 2000.
Un boom che, come non poteva essere altrimenti, si è avuto anche sui social.
L’anno scorso le conversazioni online relative all’edizione del 2021 del Festival di Sanremo avevano generato 3,3 milioni di citazioni contro i 2,5 milioni dell’edizione 2020, pari ad un incremento del 32% rispetto all’anno scorso.
Secondo l’analisi di DataMediaHub, l’edizione 2022 sfiora i 4 milioni di citazioni solo per quanto riguarda l’hashtag ufficiale della manifestazione canora: #Sanremo2022. Un’ulteriore crescita del 21.2% rispetto al 2021, come abbiamo visto già in crescita rispetto al 2020. Più di 87mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (like + condivisioni e commenti) circa 25 milioni di soggetti. Numeri che hanno generato una portata potenziale (la cosiddetta “opportunity to be seen”) di 22,56 miliardi di impression, che stimiamo ragionevolmente essere effettivamente pari a 1,12 miliardi di impression, di esposizione da parte delle persone a contenuti online relativi al Festival, al lordo delle duplicazioni.
Per dare un’idea, è come se ciascun italiano avesse visto online mediamente 18 volte a testa qualcosa inerente al Festival di Sanremo. Netta prevalenza nella partecipazione sui social alle conversazioni sull’evento nazional-popolare per eccellenza di soggetti di sesso femminile e di età inferiore ai 34 anni. Non è soltanto questione di intensità d’uso dei social, come si potrebbe pensare, ma è invece un chiaro indicatore di quanto e come Sanremo si sia finalmente ‘svecchiato’, come del resto confermano anche i dati sugli ascolti. Molto positivo il sentiment, cioè le emozioni associate alle verbalizzazioni online delle persone relativamente a Sanremo 2022. Verbalizzazioni che, oltre naturalmente al Festival e agli artisti in gara, hanno riguardato anche FantaSanremo evento nell’evento che ha avuto un grandissimo successo pure sui social. E infatti nella word cloud dei 120 termini maggiormente ricorrenti nelle conversazioni online sul Festival appare anche “papalina”, parola collegata a un bonus che accresce il punteggio del cantante che la pronuncia in diretta, e subito rilanciata sui social.
I tre top post per livello di coinvolgimento sono tutti video brevi su TikTok. Il primo, con 2,7 milioni di visualizzazioni e circa 336mila like è degli Urban Theory, i maghi italiani del tutting, stile di danza interpretativa contemporanea che si focalizza sull’abilità del ballerino di creare posizioni geometriche e movimenti in cui predomini l’angolo retto, sbarcati su TikTok dove ora contano oltre 17 milioni di follower. Al secondo posto il video di Federica Scagnetti, adolescente con più di 250mila follower sulla piattaforma social di video brevi, che racconta il suo Sanremo in famiglia, e il cui video raggiunge ben 2,1 milioni di visualizzazioni e 253mila mi piace. Il trionfo degli user generated content. Medaglia di bronzo per engagement Matteo Morello, tiktoker da due milioni di follower, ma che è anche artista, più precisamente musicista e pianista, il cui video su TikTok ottiene 1,3 milioni di view e più di 202mila mi piace.
Insomma, per l’edizione 2022 del Festival di Sanremo grande successo di pubblico televisivo e la ‘scorpacciata’ video è stata anche su TikTok, e YouTube.
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Il virus SarsCoV2 a volontari sani, i primi dati sulle dosi sicure
I risultati dello studio human challenge condotto in Gran Bretagna
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07 febbraio 202210:06
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Sono pronti i risultati della prima sperimentazione al mondo nella quale il virus Sars-CoV-2 è stato intenzionalmente trasferito in un gruppo di volontari sani.
Condotto in Gran Bretagna, lo studio ha individuato la dose sicura da trasferire ai volontari. Studi del genere, chiamati human challenge trial, hanno l’obiettivo di accelerare la sperimentazione di farmaci e vaccini, ma sollevano anche molti problemi etici. La ricerca è pubblicata sulla piattaforma Research Square, che accoglie gli articoli che non hanno ancora superato l’esame della comunità scientifica e i risultati sono anticipata dalla rivista Nature sul suo sito.

Alla sperimentazione, condotta da Imperial College e University College di Londra, hanno partecipato 36 volontari sani di età compresa fra 18 e 29 anni, ai quali il virus è stato trasmesso per via intra-nasale. Circa la metà di essi che avevano ricevuto una piccola dose del virus non hanno avuto l’infezione, fra chi è stato invece contagiato, alcuni non hanno avuto sintomi e altri hanno avuto mal di gola, naso che cola, perdita di gusto e olfatto.

Lo studio human challenge era stato proposto dagli autori della sperimentazione già all’inizio della pandemia con l’obiettivo di accelerare la ricerca sui vaccini, ma parte del mondo scientifico allora aveva giudicato la sperimentazione troppo rischiosa, consderando le conoscenze ancora molto scarse sul vrus.
Solo nell’ottobre 2020 è iniziato il reclutamento dei volontari e i test sono stati avviati all’inizio del 2021. Secondo quanto riporta il sito di Nature, ogni volontario ha ricevuto oltre 4.500 sterline come rimborso per le due settimane di quarantena trascorse nel Royal Free Hospital di Londra.

I primi volontari hanno ricevuto una dose molto piccola del virus che circolava nel Regno Unito all’inizio del 2020, pari a quella contenuta in una singola gocciolina emessa respirando. Lo stesso gruppo di ricerca, coordinato da Christopher Chiu, dell’Imperial College di Londra, prevede di iniziare un secondo human challenge trial con la variante Delta del virus.
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Per l’infettivologo Matt Memoli, dell’Istituto americano per le allergie e le malattie (Niaid), sentito da Nature, lo studio è stato condotto in modo corretto e sicuro.
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Pagamenti digitali: EY, i trend futuri e le prospettive
Giovedì tavola rotonda sul futuro dei pagamenti innovativi
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07 febbraio 2022
10:08
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La veloce evoluzione tecnologica degli ultimi anni, gli effetti della pandemia sulle abitudini di spesa, ma anche le scelte politiche istituzionali stanno cambiando il rapporto tra gli utenti e i pagamenti digitali.

Sono questi i temi del webinar “Payments (r)evolution: il futuro dell’ecosistema dei pagamenti” di Ey che giovedì 10 febbraio, a partire dalle ore 16 analizzerà e discuterà con alcuni dei principali protagonisti del mondo dei pagamenti i trend futuri del settore.

Dopo la presentazione dei risultati della ricerca effettuata da EY, si confronteranno tra gli altri Gabriele Benedetto, Ceo di Telepass; Giovanni Speranza, vicepresidente di American Express; Laura Grassi, direttrice dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano; Alberto Dalmasso, Ceo di Satispay; Giacomo De Lorenzo, head of partner success Italy di Klarna e Daniele Zini, country manager Italy di Yapily. Per Ey interverranno, Andrea Paliani, Italy Innovation e technology leader; Giuseppe Perrone, Emeia Blockchain leader e Andrea Ferretti, Markets and Business development leader for financial Services.
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Il primo evento Apple del 2022 potrebbe essere l’8 marzo
Attesi iPhone Se 3 e iPad 5 con visori virtuali entro fine anno
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07 febbraio 2022
15:02
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Apple prepara il suo primo appuntamento del 2022.
Secondo Mark Gurman di Bloomberg, che pubblica periodicamente una newsletter dedicata al mondo della Mela, la data scelta dal colosso americano per svelare nuovi prodotti è l’8 marzo.
I probabili protagonisti dell’evento saranno iPhone Se 3, ossia lo smartphone “economico” di Cupertino e l’iPad Air 5, il tablet destinato alla massa e dal prezzo concorrenziale (a differenza degli iPad Pro). Entro la fine dell’anno sono attesi i visori o gli occhialini di realtà aumentata e virtuale. iPhone Se e iPad hanno già ricevuto le certificazioni e autorizzazioni dagli organi di controllo statunitensi, con la produzione di massa che dovrebbe essere partita a inizio anno.
Stando a Gurman, il perdurare della crisi pandemica e l’incertezza sull’andamento dei contagi, soprattutto negli Stati Uniti, avrebbe convinto Apple a procedere, anche questa volta, solo con uno streaming online. Per l’azienda, il ritorno su un palcoscenico fisico e in presenza potrebbe arrivare, almeno in parte, con la Worldwide Developer Conference di giugno, la kermesse dedicata agli sviluppatori. In quell’occasione vi sarà la presentazione di iOS 16 e degli altri aggiornamenti dei sistemi operativi del gruppo, con disponibilità a settembre, in concomitanza all’arrivo degli iPhone 14. Bloomberg prevede che nel 2022 saranno lanciati anche i computer iMac e iMac Pro, i portatili MacBook Air e MacBook Pro, i prossimi Apple Watch Series 8 e gli iPhone 14 con AirPods rinnovati. Oltre all’hardware però anche ulteriori servizi, anche finanziari, e i tanti attesi dispositivi per la realtà aumentata, come occhialini e visori. Nonostante le difficoltà di produzione, gli analisti stimano che l’azienda sia in grado di lanciare già entro l’anno almeno una nuova categoria di prodotto dedicata al metaverso.
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Metaverso, record di incassi per casino virtuale Ice Poker
6 mila utenti hanno speso 7,5 miliardi di dollari in tre mesi
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07 febbraio 2022
14:27
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Cresce giorno dopo giorno il metaverso, la piattaforma di realtà virtuale su cui si stanno concentrando aziende e privati con importanti investimenti “immobiliari” per la replica di abitazioni e negozi.
Il nuovo trend è quello di sfruttare il mondo digitale anche per giocare in veri e propri casino, utilizzando criptovalute consolidate.
Negli ultimi tre mesi, Ice Poker, il casino sviluppato da Decentral Games e ospitato sul metaverso di Decentraland, ha fatto registrare entrate pari a 7,5 miliardi di dollari, frutto di un monte di utenti giornalieri che si avvicina ai 6.000.
L’accesso alle sale da poker è gratuito ma ogni persona, per prendere parte ai tavoli, deve acquistare un lasciapassare Nft, una sorta di invito digitale autenticato, con cui partecipare ai tornei ed, eventualmente, convertire le vincite in soldi reali. Un solo Nft può arrivare, secondo il sito Coindesk che ha riportato la notizia, anche a 6.500 dollari, una cifra decisamente non alla portata di tutti. “In qualsiasi momento, abbiamo almeno 1.000 utenti che giocano a poker” ha detto il fondatore di Decentral Games, Miles Anthony, a CoinDesk. “Non sembra un gran numero ma quando si tratta del metaverso è una buona cifra, considerando che il problema principale in questo momento è che le piattaforme sono sostanzialmente vuote”. Le somme acquisite su Ice Poker possono essere convertite in Ethereum, la valuta su cui si basa Decentraland, uno dei quattro progetti di metaverso disponibili, con Sandbox, Cryptovoxels e Somnium. A fine dicembre 2021 gli utenti registrati su Decentraland erano più di 800.000. Ice Poker approderà presto come videogame per smartphone, con la volontà di unire il pubblico del metaverso con quello, più numeroso, degli appassionati mobili.
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Nasce l’algoritmo che previene le frodi creditizie online
Creato da Crif e Fido mira a facilitare accesso a servizi online
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07 febbraio 2022
12:09
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Favorire l’inclusione finanziaria dei consumatori, facilitando l’accesso ai serivi online, e allo stesso tempo aiutare le banche a prevenire le frodi creditizie.

Con questo obiettivo, Crif e Fido lanciano TrustSCore, un nuovo modello di valutazione del rischio di frode creditizia nella operatività online dei consumatori.
Basato sull’analisi dei segnali digitali, tra cui informazioni legate a indirizzo mail, numero di telefono, indirizzo IP e browser, il nuov algoritmo “migliorerà l’onboarding della clientela, specie nei processi full digital”, spiegano le due società in una nota. TrustScore nasce dalla combinazione tra l’esperienza trentennale di Crif nell’ambito della previsione e del controllo dei rischi finanziari e la piattaforma di Fido che invece sfrutta i digital footprint per valutare l’affidabilità digitale degli utenti.
L’utilizzo di questo strumento “risulterà fondamentale per tutte le aziende che vendono prodotti finanziari online. L’obiettivo è proprio quello di potenziare ulteriormente gli strumenti di verifica grazie all’utilizzo di dati alternativi”, afferma il ceo di Fido, Marko Maras. “Facilitare e velocizzare ulteriormente l’accesso ai servizi finanziari online da parte dei consumatori: questo l’obiettivo della sperimentazione che abbiamo svolto, con ottimi risultati”, aggiunge Enrico Lodi, managing director, digital solutions di Crif.
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Cybersecurity: 10 mln italiani colpiti da attacchi digitali
Unipol-Ipsos, furto identità e clonazione carta i più temuti
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07 febbraio 2022
12:54
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Sono circa 10 milioni gli italiani che hanno subito violazioni digitali, dal furto dell’identità alla clonazione della carta di credito, dalla violazione della privacy al cyberbullismo.
Le violazioni coinvolgono soprattutto i più giovani della Generazione Z (32% delle persone tra 16 e 26 anni) e si verificano in maniera uniforme in tutta Italia.
E’ quanto emerge da una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, in occasione della 19esima edizione del Safer Internet Day, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita dalla Commissione Europea. Il 53% degli italiani si sente esposto alle violazioni digitali, in particolare, tra i baby boomers (58%) che temono in particolare il furto dell’identità e la clonazione della carta. Il cyber bullismo è ritenuto un grave rischio dal 37% degli intervistati, in particolare, dal 43% delle donne. Oltre 1 italiano su 2 cerca di proteggersi dal cyber risk con metodi ‘fai-da-te’: il 55% fornisce nel web solo i dati obbligatori per tutelarsi, soprattutto i baby boomers (64%). In questo scenario di rischi digitali, reali e percepiti, si distinguono l’e-commerce e i pagamenti online: il 77% degli italiani li ritiene sicuri e l’11% molto sicuri. Secondo la ricerca, realizzata su un campione di persone tra 16 e 74 anni, le violazioni diminuiscono con l’aumentare dell’età: spiccano nella Generazione Z, seguita dai Millennials (31% tra i 27 e i 40 anni) e dalla Generazione X (22% tra i 41 e i 56 anni).
Fanalino di coda i Baby Boomers (11% delle persone tra i 57 e i 64 anni).
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Per 40% italiani con pandemia peggiorato livello civiltà web
Ricerca Microsoft in occasione del Safer Internet Day
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07 febbraio 2022
14:27
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Il protrarsi della pandemia continua ad avere un impatto rilevante sulle interazioni online degli Italiani: il 40% dichiara un peggioramento del livello di civiltà, in netta crescita rispetto al 23% dello scorso anno.
E’ uno dei dati che emerge dall’edizione 2022 globale del Digital Civility Index di Microsoft, appuntamento annuale in occasione del Safer Internet Day.
Misura il livello di esposizione delle persone ai rischi online nei diversi Paesi coinvolti, quindi un punteggio basso implica un livello basso di esposizione ai pericoli online e, di conseguenza, una posizione alta in classifica.
Secondo lo studio, a livello globale diminuisce lievemente l’esposizione di giovani e adulti ai rischi online. Il Civility Index globale migliora infatti di 2 punti: in tutto il mondo il web è percepito quindi come un luogo più civile e sicuro rispetto a un anno fa. Trend anche in Italia: guadagna due posizioni in classifica, posizionandosi al decimo posto. In cima alla classifica i Paesi Bassi, seguiti da Germania e Regno Unito. Per la prima volta un paese del Sudamerica entra nella top ten: il Cile, che si posiziona al nono posto.
Secondo la ricerca, i meeting online e la Dad, diventati sempre più comuni sono quelle che più di tutte hanno contribuito a migliorare il livello di civiltà online quest’anno. Lo dichiara l’82% degli Italiani (contro 75,5% a livello globale). In Italia, il 50% dei Millennials e dei giovani della GenZ si dichiara meno preoccupato rispetto al passato quando si trova davanti a un comportamento incivile online (vs. 51,5% nel mondo). A livello globale, fake news e sexting indesiderato restano anche quest’anno i rischi più comuni riscontrati nel mondo, rispettivamente dal 38% 30% e 24% degli intervistati a livello globale. E sono le donne le più esposte ai rischi online: 57% contro il 43% degli uomini.
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Meta potrebbe chiudere Facebook e Instagram in Europa
Lo scenario ventilato da Zuckerberg, al centro il nodo dei dati. La società, nessun piano di ritiro
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07 febbraio 2022
14:59
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Meta potrebbe chiudere Facebook e Instagram in Europa se non sarà risolta la diatriba sui dati personali.
E’ lo scenario ventilato da Mark Zuckerberg nel rapporto annuale della società alla Sec.
Al centro dello scontro c’è il trattamento dei dati personali: se a Meta non verrà concessa l’opzione di trasferire, conservare e usare i dati dei suoi utenti europei sui server americani allora il colosso potrebbe essere costretto a chiudere alcune delle sue attività in Ue.
“Non abbiamo assolutamente alcun desiderio e alcun piano di ritirarci dall’Europa”: lo riferisce un portavoce di Meta, la società sotto il cui cappello sono Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger “Le aziende fondamentalmente hanno bisogno di regole chiare e globali per proteggere a lungo termine i flussi di dati tra Stati Uniti ed Ue, e come più di 70 altre aziende in una vasta gamma di settori, mano mano che la situazione si evolve, stiamo monitorando da vicino il potenziale impatto sulle nostre operazioni europee”. “Semplicemente Meta, come molte altre aziende, organizzazioni e servizi – aggiunge il portavoce della società – si basa sul trasferimento di dati tra l’Ue e gli Stati Uniti per poter offrire servizi globali. Come altre aziende, per fornire un servizio globale, seguiamo le regole europee e ci basiamo sulle Clausole Contrattuali Tipo (Standard Contractual Clauses) e su adeguate misure di protezione dei dati”.
L’annuncio di Meta “è molto recente e non abbiamo commenti da fare al momento”, tuttavia “una cosa deve essere assolutamente chiara: l’Ue stabilisce la sua legislazione tenendo conto dei nostri valori, degli interessi dei consumatori e dei cittadini”. Lo ha detto il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer. L’Ue tiene “ovviamente conto dei punti di vista espressi dagli operatori economici, ma agisce autonomamente quando deve stabilire i suoi regolamenti”, ha ribadito il portavoce.
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Twitter, testa il pollice verso per giudicare le risposte
Un feedback invisibile agli altri ma non al social network
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07 febbraio 2022
19:49
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Con un aggiornamento silente della versione accessibile via web, Twitter ha introdotto la nuova funzione di pollice verso, downvoting.
Attiva anche in Italia, permette di aggiungere il pollice in basso ai commenti che si leggono sui post condivisi sul social network e che, secondo il parere di ognuno, non aggiungono valore alla community o, semplicemente, sono errati o fuorvianti.
Ogni iscritto può apporre un cosiddetto “downvote” solo ai commenti ai propri post e non a quelli delle persone che si seguono. Nessuno, ad eccezione di Twitter, potrà mai vedere i voti negativi, che serviranno alla piattaforma per organizzare meglio i contenuti sulla bacheca, considerando i pollici come una sorta di segnalibro per un elemento indesiderato.
“I tuoi voti non sono pubblici e non saranno condivisi con l’autore del tweet o nella cronologia degli utenti – spiega Twitter – il feedback ci consente di dare priorità, nella tua cronologia e in quella degli altri utenti, ai contenuti di qualità superiore”. Nelle ultime ore ha fatto capolino negli Stati Uniti anche la contrapposizione dei downvote, ossia gli upvote. La funzione è esattamente il contrario del pollice verso; simile al like di Facebook, serve ad assegnare un voto positivo ad una risposta in commento ai post personali. Intanto, Twitter continua a lavorare ad Articles, un nuovo meno che consentirà di scrivere articoli lunghi, andando ben oltre il limite dei 280 caratteri. La funzione potrebbe essere un’esclusiva per gli abbonati a Twitter Blue, il servizio a pagamento del microblog che, a fronte di un canone mensile, permette di accedere a contenuti extra.
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Ragazzi e online, progetto TikTok e Fondazione Carolina
“Genitori in Blue Jeans”, guida e incontri in 9 città
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07 febbraio 2022
16:49
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Un progetto per supportare educatori e famiglie ad accompagnare gli adolescenti nel loro percorso online in modo sicuro e consapevole.
Si chiama “Genitori in Blue Jeans” ed è pensato dalla Fondazione Carolina e TikTok, reso noto nei giorni del Safer Internet Day.
Comprende una serie di incontri in nove città italiane, a partire da venezia il 14 febbraio, e la speciale guida scaricabile dal sito della Onlus dedicata a Carolina Picchio, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo.
“Il benessere dei nostri figli passa necessariamente dalla qualità della loro esperienza digitale che – spiega il segretario generale della Onlus, Ivano Zoppi – dipende non solo dalle loro scelte, ma soprattutto dai genitori e da tutti gli adulti con un ruolo educativo, in termini di ascolto, esempio e presenza”. “Le nostre statistiche – continua – attestano 3 ragazzi su 4 coinvolti, direttamente o meno, in episodi legati all’utilizzo scorretto o inconsapevole del Web”. Un trend che negli ultimi due anni condizionati dalla pandemia, conferma quanto il rapporto dei minori con le nuove tecnologie sia molto più che sbilanciato.
“La sicurezza della community di TikTok, in particolare quella degli utenti più giovani è la nostra priorità assoluta – commenta Giacomo Lev Mannheimer, Head of Government Affairs and Public Policy Sud Europa di TikTok – Il coinvolgimento di genitori e educatori è fondamentale per raggiungere questo obiettivo e per questo siamo orgogliosi di poterli supportare lavorando al fianco di Fondazione Carolina”.
Oltre a Venezia, le città interessante dagli incontri saranno Milano, Roma, Palermo, Perugia, Lecce, Cagliari, Genova, Novara.
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Tre persone paralizzate tornano a camminare, grazie a elettrodi VIDEO
Li controllano con un tablet, fra loro un italiano
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07 febbraio 202220:03
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Tre persone paralizzate sono tornate a camminare, nuotare e pedalare grazie a elettrodi impiantati nel midollo spinale.
Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, si deve al gruppo coordinato dal Politecnico di Losanna (Epfl), al quale l’Italia partecipa, con Silvestro Micera, che lavora fra Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed Epfl.
E’ italiana anche una delle tre persone paralizzate coinvolte nella sperimentazione. Il dispositivo consiste in alcuni elettrodi innestati nel midollo spinale, che inviano ai muscoli di gambe e tronco gli stimoli elettrici generati esternamente da un computer controllato dal paziente.

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L’innovativo sistema di elettrodi morbidi è stato sviluppati sotto il coordinamento di Grégoire Courtine e Jocelyne Bloch, entrambi dell’Epfl. Il dispositivo invia stimoli elettrici, controllabili direttamente dal paziente attraverso un tablet, che attivano la contrazione dei muscoli in forma coordinata. In appena un giorno di addestramento i tre volontari hanno ripreso a camminare e sono stati in grado di controllare movimenti complessi, come nuotare e pedalare, anche al di fuori del laboratorio.
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L’italiano Michel Roccati in piedi al tavolo di un bar a Losanna, grazie agli elettrodi (fonte: EPFL / Alain Herzog 2021)
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“I primi passi sono stati qualcosa di incredibile, un sogno che si avverava”, ha detto l’italiano Michel Roccati, uno dei tre pazienti sui quali è stata condotta la sperimentazione. Quattro anni fa un incidente in moto aveva provocato una lesione della colonna vertebrale, lasciandolo paralizzato. “Ora sono in grado di salire e scendere le scale e punto, entro primavera, di riuscire a camminare per un chilometro”, ha aggiunto Roccati.
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Il risultato arriva dopo numerosi anni di ricerche effettuate dal gruppo in questo ambito da cui è nata anche la startup Onward Medical, il cui obiettivo principale sarà testare questa nuova tecnologia su migliaia di pazienti, per arrivare a commercializzarla entro pochi anni.
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Ultimo saluto al razzo che colpirà la Luna il 4 marzo DIRETTA ALLE 19.00
Visibile anche dall’Italia, diretta online con il Virtual Telescope
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07 febbraio 202218:22
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Ultimi giorni per osservare dalla Terra lo stadio del razzo Falcon 9 che si schianterà sulla Luna il 4 marzo: nelle prossime ore il detrito spaziale passerà per l’ultima volta alla minima distanza dal nostro Pianeta e per l’occasione il Virtual Telescope Project propone si seguirlo in tempo reale con una doppia diretta streaming il 7 e l’8 febbraio, sempre alle ore 19:00:

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“Tra il 5 e il 10 febbraio, particolarmente il 7 e l’8, questo stadio del Falcon 9 potrà essere avvistato al telescopio, mentre sarà per l’ultima volta alla minima distanza dalla Terra”, spiega Gianluca Masi, astrofisico e responsabile scientifico del Virtual Telescope Project.
“La sera del giorno 8, momento migliore per le osservazioni, il razzo sarà perfettamente visibile dall’Italia, a circa 45 mila chilometri dalla superficie terrestre; in quel momento si muoverà in fretta tra le stelle e potrebbe essere visibile anche attraverso piccoli strumenti”, aggiunge l’astrofisico.
Il detrito ha una dimensione di circa 12 metri, pesa quattro tonnellate e si schianterà sulla superficie lunare il 4 marzo alle 13:25 ora italiana con una velocità pari a 2,5 chilometri al secondo. Il cratere creato dalla collisione potrebbe essere rintracciato nelle immagini della sonda Lunar Reconnaissance
Orbiter della Nasa e dalla missione indiana Chandrayaan 2. “Per agevolare questa possibile identificazione ed eventualmente ottenere interessanti dati sulla geologia lunare, sarà importante perfezionare ulteriormente la previsione del sito d’impatto proprio nel corso di questa imminente finestra osservativa”, conclude Masi.
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Computer quantistici, corsa da 25 miliardi di dollari
Scese in campo Amazon, Ibm e Google, accanto a startup
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07 febbraio 2022
19:49
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Oltre 25 miliardi di dollari di investimenti pubblici, colossi tecnologici come Amazon ma anche decine di piccole imprese a start up in tutto il mondo: la ‘corsa’ verso i computer quantistici diventa sempre più globale.
Strumenti potentissimi ancora in fase ‘esplorativa’ che promettono di aprire una nuova finestra sul mondo dei quanti, un ‘ponte’ tra due mondi governati da leggi e logiche differenti.
“I computer quantistici si trovano ancora in una fase che potremmo definire ‘esplorativa'” – ha detto il direttore del Quantum computing di Amazon Web Services (Aws), Simone Severini – e due sono gli indirizzi della ricerca: da un lato migliorarne le prestazioni per renderli pienamente operativi dall’altro comprenderne pienamente le possibili applicazioni”.
Computer quantistici e supercomputer tradizionali sono infatti due tipologie di macchine completamente diverse e che lavorano in due ‘mondi’ differenti. “Difficile dire come evolverà il settore e quali applicazioni concrete se ne avranno”, ha aggiunto Severini. “Come in biologia si eseguono esperimenti ‘in vitro’ replicando fenomeni biologici in laboratorio, forse tra un po’ lavoreremo ‘in silico’, replicando la fisica nel computer”.
“Ritengo che i computer quantistici – ha osservato Severini – debbano essere interpretati prima di tutto come nuovi e potenti strumenti scientifici, come lo sono i telescopi o gli acceleratori di particelle. I computer quantistici ti permettono di accedere a una realtà fisica fondamentale, quella dei quanti: aprono le porte di ‘luoghi’ che non avevamo ancora esplorato”. Proprio i ‘bizzarri’ comportamenti dai quanti usati come unità di informazione del computer (i qubit, ossia i bit quantistici) diventano il ponte tra due mondi regolati da logiche e leggi completamente differenti, quello ‘tradizionale’ della fisica classica e quello dei quanti, e simulare così quel che avviene ad esempio nelle molecole su scale atomiche o durante le reazioni chimiche.
Anche se il settore è ancora pionieristico le tecnologie quantistiche stanno però attirando grandi investimenti: a guidare la classifica di quelli pubblici è la Cina che ha stanziato ben 10 miliardi di dollari nello sviluppo del settore e gli Usa con un piano pubblico oltre 1 miliardo a cui si aggiungono gli investimenti di molti colossi tech. Tra i protagonisti anche l’Europa con una ‘flagship’ da 1 miliardo e le scelte di singoli Paesi come Germania, Francia e Paesi Bassi (complessivamente 5 miliardi) come anche Canada, India e Giappone, fino a Nuova Zelanda e Israele. Complessivamente 25 miliardi a cui vanno sommati gli sforzi di grandi aziende come Google e IBM e decine di start up. A dare una spinta al settore ha contribuito anche il servizio Braket di Amazon Web Service, un servizio cloud di computer quantistici “che in un certo senso fornisce una finestra aperta a tutti quelli interessati a capire e vedere a che punto è la tecnologia evitando la complessità di doversi dotare di queste macchine”, ha spiegato Severini.
Tantissime le realtà che sfruttano questa possibilità: a partire da enti di ricerca, ad esempio in Italia l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Cineca, oppure le startup come QCWare e Qu@Co che stanno sviluppando applicazioni, la prima in ambito finanziario la seconda nella chimica. Braket offre un ‘parco’ macchine diversificato, da computer a superconduttori a quelli a ioni intrappolati, e ora si arricchirà con due nuove tipologie di computer quantistici tra cui quello sviluppato da QuEra che utilizzando atomi di Rydberg ha caratteristiche ideali per lo studio della fisica fondamentale.

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