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CANDIDATURE CSM: IL PUNTO

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CANDIDATURE CSM: IL PUNTO

CANDIDATURE CSM: IL PUNTO SUI CANDIDATI, SCENDE IN CAMPO ANCHE DI MATTEO; IN TUTTO SONO 16 PER 2 POSTI VACANTI

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA” DELLE 18:55 DI DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

CANDIDATURE CSM: IL PUNTO

Il pm Di Matteo si candida al Csm: ‘Le correnti usano un metodo mafioso’
Dopo il caso Palamara il pm antimafia scende in campo. ‘Difenderò i giudici fuori dal sistema’
Il pm Antimafia Nino di Matteo presenta la sua candidatura in streaming al Cms alle suppletive del prossimo 6 e 7 ottobre per i due posti rimasti vacanti dopo l’inchiesta di Perugia che ha travolto l’organo di autogoverno dei giudici. “L’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è attaccati e isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso”. Così Di Matteo presentando la sua candidatura contro la “degenerazione del correntismo”. “Al Csm vorrei fare soprattutto il giudice dei magistrati fuori dal sistema, di quei colleghi che sono stati ostacolati nella loro attività”.  “Il caso Palamara rappresenta una situazione di cui siamo tutti responsabili – ha aggiunto Di Matteo – e penso anche a coloro i quali hanno espresso il loro voto con una mentalità clientelare, per ricevere poi un favore”. Nel “momento più buio della magistratura ho sentito il bisogno e la voglia di mettere la mia umiltà e il mio coraggio per dare una spallata a questo sistema”, ha concluso Di Matteo esprimendo anche il suo no al sorteggio e a “riforme punitive”.

Sono sedici in tutto i pm che si sono candidati ai due posti rimasti vacanti al Csm dopo l’inchiesta di Perugia che ha sconvolto l’organo di autogoverno delle toghe. Tra loro anche Fabrizio Vanorio, pm della Dda di Napoli, di Area, la corrente di sinistra dei giudici non toccata dallo scandalo, che ha ricordato di non essere rimasto in silenzio quando Luca Lotti allora ministro dem “assediava a Napoli i magistrati che si occupavano dell’inchiesta Consip”. Per il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, la novità dell’Anm di presentare le candidature in streaming – è la prima volta che i candidati non sono sponsorizzati dalle correnti – è “una concessione al populismo”.

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ARMANDO SPATARO VA IN PENSIONE

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ARMANDO SPATARO VA IN PENSIONE

AGGIORNAMENTO DELLE 19:50

DI MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018

ARMANDO SPATARO VA IN PENSIONE

TORINO

– “Credo di aver dato alla giustizia quello che ero capace di dare. E’ un bilancio che giudico abbastanza positivo. Anche se porto indelebile in me il ricordo delle tragedie che si sono verificate a Milano: l’omicidio di Galli e Alessandrini, miei fratelli maggiori e i miei maestri insieme a Pomarici. Da loro ho imparato tutto”. Dopo quasi 44 anni in magistratura Armando Spataro – a pochi giorni dalla pensione – ha salutato i colleghi della procura di Torino, di cui è a capo dal 2013. “La mia esperienza alla Procura di Torino – ha detto – è stata ricchissima. Mi rammarico per quello che non sono riuscito a fare: per esempio, a dare l’impronta della squadra. Questo è sempre stato un mio mantra. Mi spiace anche di non avere potuto seguire personalmente molte indagini per via delle incombenze amministrative. Ma ci sono tantissime cose di cui sono soddisfatto. A cominciare dall’eccellente rapporto con gli avvocati, con la polizia giudiziaria e con la magistratura onoraria, per noi una forza irrinunciabile”.      [print-me title=”STAMPA”]

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DI GIOVEDì 13 SETTEMBRE 2018

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Centinaio, spesso toghe inventano cose
Ministro, spesso interpretano la legge ma devono applicarla

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“Nessuno è sopra la legge, ma neanche i magistrati sono sopra la legge. Ahimè i magistrati spesso la interpretano o si inventano le cose. Il potere giudiziario deve vedere le leggi ed applicarle, non se ne deve inventare altre e non ci devono essere magistrati che si dichiarano pubblicamente obiettori di coscienza riguardo alle leggi fatte da uno dei poteri dello Stato. Come ci deve essere la responsabilità dei politici ci deve essere la responsabilità dei magistrati. Devono essere responsabili di ciò che fanno”. Così il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, ad Agorà RaiTre.   [print-me title=”STAMPA”]