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DALLE 09:50 DI GIOVEDì 18 APRILE 2019

ALLE 04:58 DI VENERDì 19 APRILE 2019

TECNOLOGIA

Samsung: problemi allo schermo dello smartphone pieghevole
In alcuni modelli di prova si è rotto. L’azienda, ispezioneremo

18 aprile 2019 09:50

Lo spettro di un flop aleggia sul primo smartphone pieghevole, il Galaxy Fold di Samsung. Il telefono, che sarà in vendita a partire dal 26 aprile negli Stati Uniti a 2mila dollari, è stato messo a disposizione dei giornalisti, alcuni dei quali hanno riferito e documentato malfunzionamenti e rotture dello schermo dopo 1-2 giorni d’utilizzo. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che i telefoni coinvolti saranno ispezionati. Il titolo di Samsung, intanto, ha ceduto il 3% alla Borsa coreana, mentre la stampa online richiama alla mente il flop del Galaxy Note 7, ritirato dal mercato a fine 2016 per un problema alla batteria.Dieter Bohn del sito The Verge ha scritto un pezzo dal titolo “Lo schermo del mio Galaxy Fold si è rotto dopo solo un giorno”, in cui mostra le foto del dispositivo con un rigonfiamento in corrispondenza della cerniera e ipotizza che un detrito sia finito sotto lo schermo. Steve Kovach della Cnbc ha pubblicato un video su Twitter in cui fa vedere lo schermo del Galaxy Fold che sfarfalla.

Mark Gurman di Bloomberg News, sempre su Twitter, mostra le foto del display dello smartphone pieghevole “completamente rotto e inutilizzabile in appena due giorni”. Il giornalista spiega che sullo schermo era presente un rivestimento che non avrebbe dovuto rimuovere, ma che questo non era stato specificato da Samsung.
Il problema ha interessato modelli di prova del telefono, che potrebbero essere meno collaudati e più fragili rispetto a quelli che arriveranno il 26 aprile sugli scaffali americani e il 3 maggio su quelli italiani. L’azienda ha assicurato che “ispezionerà accuratamente” i pochi dispositivi colpiti “per determinarne la causa”.

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Facebook lavora ad un suo assistente vocale
Indiscrezioni, progetto in carico alla divisione hardware

18 aprile 201916:34

Facebook potrebbe sfidare Amazon, Google e Apple nel settore degli assistenti vocali. Il social network starebbe infatti lavorando allo sviluppo di un proprio assistente. Lo riferisce il sito dell’emittente americana Cnbc, che cita persone a conoscenza della situazione.Il progetto sarebbe in carico alla divisione di Facebook che si occupa di programmi a lungo termine e di hardware, incluso il visore per la realtà virtuale Oculus Rift.Stando a due ex dipendenti, un gruppo di Facebook con base a Redmond, nello Stato di Washington, sarebbe incaricato della realizzazione di un assistente dotato di intelligenza artificiale. Il team avrebbe contattato alcuni fornitori nel settore degli smart speaker.Al momento – rileva la Cnbc – non è chiaro come Facebook potrebbe sfruttare un proprio assistente vocale. Potrebbe ad esempio essere inserito in Portal, lo schermo ‘smart’ lanciato dal social network, o nel visore Oculus.Per Facebook non si tratta del primo tentativo in questo settore. Nel 2015 la società di Mark Zuckerberg aveva lanciato un assistente intelligente chiamato “M” e dedicato alla sua chat Messenger. Il progetto non ha mai preso piede ed è stato cancellato l’anno scorso.

TECNOLOGIA

Smartphone 5G a quota 5 milioni nel 2019
Analisti, ‘Apple stia attenta a non restare troppo indietro’

18 aprile 201916:23

Le consegne dei primi smartphone compatibili con le nuove reti 5G si attesteranno a 5 milioni di unità su scala globale nel 2019, una cifra pari a meno dell’1% delle consegne complessive. Lo prevedono i ricercatori di Strategy Analytics.Samsung sarà il primo leader del nascente mercato degli smartphone 5G nella prima metà dell’anno, grazie ai lanci iniziali di dispositivi in Corea del Sud e Stati Uniti, spiega l’analista Ville Petteri-Ukonaho. “Stimiamo che Lg, Huawei, Xiaomi, Motorola e altri seguiranno nel corso del 2019″, mentre Apple lancerà il primo iPhone 5G nella seconda metà del 2020.”L’iPhone sembra essere almeno un anno dietro a Samsung nella corsa degli smartphone 5G, e Apple – sottolinea l’esperto – deve stare attenta a non rimanere troppo indietro”.Nel 2019 il mercato dei telefoni 5G sarà ancora marginale, a causa della mancanza di reti e dell’alto costo dei dispositivi.Il settore è ancora in fase di sperimentazione, come dimostra la prima telefonata voce e video tra smartphone 5G e 4G annunciata in settimana dall’azienda cinese Zte. Ma “le opportunità a lungo termine restano molto grandi”, osserva l’analista Neil Mawston, secondo cui nel 2025 saranno un miliardo gli smartphone 5G consegnati nel mondo.
Il 20% del traffico web fatto da ‘bad bots’Ricerca, simulano comportamento umano per cyberattacchi

18 aprile 201916:24

Il 20% del traffico web nel mondo è rappresentato da bad bots, programmi che simulano il comportamento umano ma che hanno intenti malevoli come accaparrarsi un gran numero di biglietti dei concerti o lanciare un attacco coordinato per bloccare un sito. Lo afferma un rapporto della società di sicurezza Distil Network, secondo cui un altro 17% è rappresentato da bot ‘buoni’.”Tre quarti dei bot ‘cattivi’ sono classificati come Advanced Persistent Bots, spiegano gli esperti, programmi molto sofisticati che possono portare attacchi ripetuti cambiando identità. Quasi metà dei bot usa come veicolo il browser Chrome, mentre Amazon è il provider attraverso cui ne passano di più, circa il 20% del totale”. “Nonostante il 53,4% del traffico dei bot abbia origine dagli Usa – aggiungono – Russia e Ucraina insieme assommano il 48% delle richieste di blocco”.Il report, che ha analizzato centinaia di miliardi di richieste da parte di bot, ha anche stilato una classifica delle attività più bersagliate. Al primo posto ci sono i servizi finanziari, con tentativi di avere accesso ad account privati, seguiti proprio dai siti di ticketing e dalle università. Negli Usa sono molto presi di mira anche i siti di registrazione dei votanti, in cui questi programmi cercano profili da bombardare poi con informazioni per influenzare il voto.
Google: in Ue mostrerà una scelta di browser e ricercaSu telefoni e tablet Android gli utenti vedranno alternative

18 aprile 201917:38

Google inizierà a mostrare agli utenti europei di smartphone e tablet Android una scelta di browser e motori di ricerca alternativi a quelli di sua proprietà. La novità, annunciata in un post dal direttore del Product Management Paul Gennai, è motivata dalla necessità di ottemperare alla decisione presa nel 2018 dalla Commissione Ue, secondo cui la compagnia trae un vantaggio competitivo non corretto dal fatto di preinstallare il motore di ricerca Google e il browser Chrome sui dispositivi mobili Android.Gli utenti che risiedono nell’Unione europea visualizzeranno due nuove schermate, quando accederanno al negozio di applicazioni Google Play per la prima volta dopo aver ricevuto un aggiornamento. Una schermata servirà a scegliere la app di ricerca, e l’altra il browser. Ogni schermata proporrà cinque app, che saranno incluse in base alla loro popolarità e mostrate in ordine casuale.Gli utenti che risiedono nell’Unione europea visualizzeranno due nuove schermate, quando accederanno al negozio di applicazioni Google Play per la prima volta dopo aver ricevuto un aggiornamento. Una schermata servirà a scegliere la app di ricerca, e l’altra il browser. Ogni schermata proporrà cinque app, che saranno incluse in base alla loro popolarità e mostrate in ordine casuale.”Gli utenti sono sempre stati in grado di personalizzare i loro dispositivi Android in base alle loro preferenze. A seguito delle modifiche che abbiamo apportato per rispettare la decisione della Commissione europea dello scorso anno, inizieremo a presentare nuove schermate agli utenti Android in Europa con un’opzione per scaricare app di ricerca e browser”, spiega nel post Paul Gennai.            [print-me title=”STAMPA”]

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TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE. SOMMARIO: Safer Internet Day, Twitter lancia emoji speciale La Terra nel palmo delle mani di una persona     Safer Internet day, i consigli di FacebookDall’autenticazione a due fattori alla disattivazione delle notifiche Un menu tutto tracciato dalle appCon Authentico, tutte le informazioni sulla provenienza dei cibi     Copyright: Di Maio, ok direttiva se garantiti gli utentiDa Bruxelles segnali non incoraggianti ma confido in soluzione     Telefono Azzurro, urge legge contro minori su siti pornoAl via petizione online, verifica dell’età come nel Regno Unito Apple supera Microsoft, si riprende scettro regina del mondoSale in Borsa e conquista titolo societa’ che vale di piu’     Bitcoin, muore fondatore di una piattaforma di scambioNessuno sa la password per accedere al sito QuadrigaCX

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 12:50 DI MARTEDì 05 FEBBRAIO 2019

ALLE 07:48 DI MERCOLEDì 06 FEBBRAIO 2019

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Safer Internet Day, Twitter lancia emoji speciale
La Terra nel palmo delle mani di una persona

05 febbraio 201912:50

La Terra nel palmo delle mani di una persona, è l’emoji che Twitter lancia oggi in occasione del Safer Internet Day, si attiva quando viene pubblicato un tweet con gli hashtag #SaferInternetDay, #SaferInternetDay2019 e #SID2019.”Twitter è entusiasta di supportare il #SaferInternetDay che contribuisce alla sensibilizzazione delle problematiche che emergono nel mondo del web. Crediamo che tutti su Twitter dovrebbero sentirsi sicuri nell’esprimere le proprie opinioni attraverso i tweet, ed ènostro compito renderlo possibile”, dice Karen White, a capo della Public Policy di Twitter Emea.In occasione della giornata, il social network ha creato un kit di strumenti utili per la sicurezza che permette di decidere cosa vedere e con chi interagire. E ci sono consigli per personalizzare e migliorare la propria esperienza su Twitter come usare lo strumento ‘unfollow’ con cui smettere di seguire un account; oppure il ‘blocco’, che aiuta a controllare come interagire con gli altri profili e ancora l’attivazione di un ‘filtro per le notifiche’ che quando è attivo rimuove le notifiche per i contenuti di bassa qualità come i tweet spam.
Safer Internet day, i consigli di FacebookDall’autenticazione a due fattori alla disattivazione delle notifiche

febbraio 201913:04

In occasione del Safer Intenet Day, Facebook stila una serie di consigli per gli utenti:Chi vede cosa: Il controllo della privacy
Anche se può sembrare complicato, in realtà è semplice e molto importante: grazie alla guida passo-dopo-passo, puoi controllare e modificare le tue impostazioni sulla privacy ed essere sicuro che i tuoi contenuti siano condivisi solo con chi vuoi tu.Autenticazione a due fattori
Due è meglio di uno: l’autenticazione a due fattori è un’ulteriore protezione della tua password. Ogni volta che qualcuno prova ad accedere a Facebook con il tuo account da un computer o dispositivo mobile non riconosciuto, riceverai una notifica e ti verrà richiesto di inserire un codice di accesso speciale o di confermare il tentativo di accesso.Scegli chi può inviarti richieste di amicizia
“Chi è questo?” Se vuoi evitare che persone sconosciute ti mandino richieste di amicizia, puoi cambiare le impostazioni in modo che, ad esempio, solo gli amici di amici possano aggiungerti.Modifica la lista degli amici
Non vuoi che tutti vedano chi sono i tuoi amici su Facebook? Dalle impostazioni sulla privacy, puoi facilmente scegliere chi può vedere l’elenco degli amici dal tuo profilo e chi no.Disattiva le notifiche
Grazie alle notifiche di Facebook sei sempre aggiornato. Tuttavia, se vuoi prenderti una pausa, puoi scegliere quali notifiche preferisci disabilitare con un semplice click.Disconnettiti in modo sicuro
Se hai usato Facebook sul dispositivo di un’altra persona e ti sei dimenticato di effettuare il logout, puoi farlo in qualsiasi momento nella sezione “Suggerimenti e funzioni di sicurezza”. Basta andare alla sezione “Dove hai effettuato l’accesso” e dare un’occhiata all’elenco dei computer, telefoni e tablet collegati.Portale per i genitori
Spesso i genitori hanno domande o dubbi su Facebook. Che si tratti del proprio account o di quello dei propri figli, il Portale per i genitori offre link e suggerimenti utili per gestire al meglio la loro esperienza su Facebook e aiutare i figli a destreggiarsi con la loro.

Un menu tutto tracciato dalle appCon Authentico, tutte le informazioni sulla provenienza dei cibi

05 febbraio 201914:30

Debutta in occasione di questo festival della canzone tutto italiano il primo menù completo tracciato dalla app che consente di scoprire la provenienza delle materie prime utilizzate per preparare i piatti.Sulle tavole del Roof di Casa Sanremo, il ristorante dell’area hospitality del Festival infatti al posto del classico menù un codice a barre da leggere con l’App Authentico, grazie al quale si accede a un menu digitale dove scoprire i piatti del territorio preparati per gli ospiti e la provenienza delle materie prime utilizzate dagli chef. Si tratta di una nuova funzione della app Authentico la più diffusa applicazione gratuita sul cibo italiano originale. E contro il fenomeno dell’imitazione e della contraffazione dei cibi e delle bevande italiane che produce un giro d’affari più del doppio dell’export italiano ufficiale con circa 100 miliardi di fatturato, rispetto ai 42 generati dall’export.Con Authentico, ideata dall’omonima start up napoletana, i consumatori possono riconoscere i prodotti enogastronomici Made in Italy e a segnalare quelli falsi, i fake, trovare i locali dove mangiare pizze o piatti 100% italiani e conoscere le storie dei produttori, curiosità sul territorio e le ricette originali in qualsiasi posto del mondo ci si trovi.
Copyright: Di Maio, ok direttiva se garantiti gli utentiDa Bruxelles segnali non incoraggianti ma confido in soluzione

05 febbraio 201914:33

“Sono giornate frenetiche sul fronte della direttiva copyright. Da Bruxelles ci arrivano segnali non incoraggianti ma confido che si possa trovare una soluzione che tuteli i diritti degli utenti del web garantendo al contempo i diritti degli autori. Se così dovesse essere l’Italia è pronta a fare la propria parte”. Lo afferma il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.La priorità per l’Italia – prosegue il ministro dello Sviluppo Economico – è l’eliminazione della link tax e dei filtri diretti o indiretti sui contenuti caricati dagli utenti delle piattaforme, insieme ad un allargamento delle eccezioni al diritto d’autore che consenta lo sviluppo della data economy. A queste condizioni l’Italia è pronta ad aderire ad una proposta che dovesse arrivare dalla Presidenza rumena”.”Stiamo chiedendo in sede europea il cambiamento – conclude Di Maio – dei celebri articolo 11 e articolo 13 della direttiva. La rete deve essere mantenuta libera e neutrale perché si tratta di un’infrastruttura fondamentale per la libera espressione dei cittadini oltreché per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea”.
Telefono Azzurro, urge legge contro minori su siti pornoAl via petizione online, verifica dell’età come nel Regno Unito

05 febbraio 201914:38

Telefono Azzurro lancia una petizione online per chiedere alle istituzioni una legge volta a verificare l’età delle persone sui siti pornografici, in modo da impedire l’accesso ai minorenni. La petizione, attiva sul sito Change.org, è stata annunciata nel corso di un evento in Campidoglio in occasione del Safer Internet Day che ricorre oggi.Stando all’indagine condotta da Telefono Azzurro e Doxa Kids su un campione di 600 giovani tra i 12 e i 18 anni, la metà degli intervistati ammette che nel suo gruppo di amici si guardano video porno. E la pornografia è sempre più violenta: l’82% dei contenuti – sottolinea l’associazione – contiene aggressioni fisiche, quasi sempre contro donne o ragazze.”Chiediamo con forza una legge per verificare l’età degli utenti sui siti pornografici, come sta accadendo nel Regno Unito”, ha detto il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo. “Chiediamo alle istituzioni di introdurre un sistema obbligatorio per legge di verifica dell’età online. L’autocertificazione e il parental control non bastano. Connettendo l’autenticazione a carte di credito o altri sistemi tecnologici – ha concluso – si possono garantire gli utenti adulti e allo stesso tempo difendere i diritti dei minorenni”.

Apple supera Microsoft, si riprende scettro regina del mondoSale in Borsa e conquista titolo societa’ che vale di piu’

NEW YORK05 febbraio 201916:31

Apple supera Microsoft e si riprende il titolo di societa’ con maggiore capitalizzazione di mercato al mondo. I titoli Apple salgono dell’1,39% all’avvio delle contrattazioni di Wall Street, mentre Microsoft avanza dello 0,79%. Il rialzo consente a Apple di balzare a 818,85 miliardi di valore, contro gli 811,25 di Microsoft.Apple e Microsoft, insieme a Amazon, si contendono da mesi il titolo di societa’ che vale piu’ al mondo avvicendandosi in testa alla classifica.Una classifica che lo scorso anno Apple ha dominato senza pero’ riuscire a scampare l’ondata di vendite che si e’ abbattuta sui tecnologici negli ultimi mesi del 2018 e ai timori degli investitori sull’iPhone. Pur mantenendo la leadership incontrastata per le societa’ che valgono piu’ al mondo, le aziende tecnologiche hanno perso terreno. Apple solo in ottobre valeva 1.100 miliardi di dollari, mentre Amazon ha toccato i 1.000 miliardi in settembre.
Bitcoin, muore fondatore di una piattaforma di scambioNessuno sa la password per accedere al sito QuadrigaCX

05 febbraio 201916:51

Un nuovo colpo alla stabilità del mercato dei bitcoin, già in calo di fiducia da parte degli utenti. Il trentenne Gerald Cotten, fondatore di uno dei più grandi siti al mondo di scambio di criptovalute, QuadrigaCX, è morto improvvisamente in India due mesi fa portando per sempre con se’ le chiavi di accesso alla piattaforma. Di fatto rendendone impossibile l’accesso e mandando in fumo una cifra pari, allo scambio attuale, a circa 150 milioni di dollari. La notizia è riportata dal sito Cbc che specifica come QuadrigaCX abbia depositato un’azione legale in un tribunale della Nuova Scozia per proteggersi dai creditori dopo settimane di transazioni rimandate. Gerald Cotten è morto per complicazioni del morbo di Crohn.Aveva previsto una serie di protezioni per la piattaforma di scambio, visto che sono state spesso nel mirino di cyberfurti. Una delle barriere prevedeva il passaggio dal suo pc personale, dotato di un sistema di crittografia. “Il computer che Gerry usava per gestire l’azienda è criptato e io non ho idea di dove sia la password ne’ l’ho trovata. Ho assunto un esperto di sicurezza per recuperare le informazioni, ha preso dati dai telefoni e da altri pc ma non è riuscito ad accedere al computer principale”, ha spiegato la vedova Jennifer Robertson. In totale QuadrigaCX doveva ai suoi clienti 260 milioni di dollari canadesi in criptovalute. Alcuni esperti di valute digitali come Crypto Medication, sospettano che quei soldi in realtà non siano chiusi a doppia mandata in cassaforte ma semplicemente non esistano e che alla base di tutto ci sia una truffa. Sarà la Corte Suprema della Nuova Scozia a stabilire presumibilmente la verità.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 09:16 ALLE 12:23

DI MERCOLEDì 30 GENNAIO 2019

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Ricavi e utili in calo ma Apple non delude
iPhone in difficolta’ ma balzo divisione servizi

30 gennaio 201909:16

Utile e trimestre in calo per Apple nell’ultimo trimestre 2018: è la prima volta da oltre dieci anni che Cupertino archivia con una contrazione gli ultimi tre mesi di un anno, quelli delle festività di Natale fra i più importanti in termini di vendite. Nonostante la flessione, i risultati non deludono e questo probabilmente perché le aspettative erano molto basse dopo il taglio delle stime annunciato. I titoli Apple reagiscono infatti positivamente a Wall Street.I conti comunque non nascondono le difficoltà di Apple di fronte al rallentamento delle vendite di iPhone e a una maggiore dipendenza dalla divisione servizi. Il primo trimestre dell’esercizio fiscale, quello che si è chiuso in dicembre, si è chiuso con ricavi in calo del 5% a 84,31 miliardi di dollari ma sopra le attese degli analisti. L’utile netto si è contratto leggermente a 19,97 miliardi di dollari.I ricavi da iPhone sono scesi del 15% a 51,98 miliardi, mentre quelli della divisione servizi sono saliti del 19% a 10,88 miliardi. I ricavi dal Mac sono aumentati del 9% a 7,42 miliardi di dollari, mentre quelli dall’iPad sono cresciuti del 17% a 6,73 miliardi. In forte aumento quelli dagli accessori, incluso l’Apple Watch e l’HomePod, saliti del 33%. I ricavi in Cina sono ammontati a 13,17 miliardi di dollari. Per il trimestre in corso Apple stime ricavi fra i 55 e i 59 miliardi di dollari, con un margine lordo fra il 37 e il 38%.”Anche se siamo delusi di non aver centrato la guidance sui ricavi, noi gestiamo Apple per il lungo termine e i risultati di questo trimestre mostrano la forza del nostro business”, ha detto l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook. “Abbiamo generato un solido cash flow operativo di 26,7 miliardi di dollari durante il trimestre” che si e’ chiuso in dicembre, mette in evidenza il chief financial officer Luca Maestri. ”Abbiamo distribuito ai nostri investitori 13 miliardi di dollari tramite dividendi e riacquisto di azioni”. I risultati di Apple sembrano calmare ma non spazzare via i timori. L’attenzione e’ tutta sulle trattative commerciali fra Stati Uniti e Cina, delle quali in caso di mancato accordo Apple potrebbe restare vittima.
L’automazione ‘ruberà’ il 25% dei lavoriIntelligenza artificiale colpirà più uomini e giovani

30 gennaio 201909:16

Chi lavora in produzione, nella ristorazione e nei trasporti ha un altissimo rischio di perdere il lavoro per colpa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, mentre ‘si salverà’ chi fa mansioni più qualificate, dalla salute agli affari. Lo afferma uno studio della non profit americana Brookings Institution, il pericolo riguarda più gli uomini e i più giovani.Il rapporto si basa sull’analisi degli impatti dell’automazione tra il 1980 e il 2016 e sulla loro proiezione fino al 2030. “Praticamente nessuna occupazione rimarrà invariata con i cambiamenti portati dall’era dell’intelligenza artificiale – si legge -. Quelli più vulnerabili saranno nel settore della produzione, dei trasporti, della ristorazione e dell’amministrazione, con oltre il 70% delle mansioni potenzialmente automatizzabili. Tuttavia i lavori ad alto rischio rappresentano solo un quarto del totale”.Nel dettaglio il settore che verrà più penalizzato sarà quello produttivo, con quasi il 90% delle mansioni rimpiazzabili. A seguire la ristorazione (85%), in cui le azioni più di routine, come il lavaggio dei piatti, verranno fatte da macchine, e i trasporti (78%), che saranno penalizzati dall’arrivo delle auto che si guidano da sole. I più tranquilli saranno invece gli operatori economici, con poco più del 10% delle mansioni che saranno rimpiazzabili, chi si occupa di arte e intrattenimento, gli ingegneri e in generale chi fa lavori che richiedono un’istruzione superiore.Il fenomeno non colpirà indiscriminatamente: secondo l’analisi ad essere più a rischio sono gli uomini, più impiegati nelle mansioni produttive e nei trasporti, e i più giovani, che sono il grosso del personale addetto alla ristorazione.
Poste-Microsot, alleanza sulla trasformazione digitaleSia in ambito retail che business

30 gennaio 201910:09

Il gruppo Poste Italiane amplia la collaborazione con Microsoft a supporto del proprio piano di trasformazione digitale, sia in ambito retail che business. Lo annuncia una nota congiunta delle due società.”Vogliamo avere – commenta l’amministratore delegato di Poste Matteo Del Fante – un ruolo trainante nella trasformazione digitale del Paese e intendiamo dotarci delle soluzioni che permettono di valorizzare la presenza fisica della nostra rete, rendendola ancor più vicina alle esigenze dei nostri 34 milioni di clienti.La collaborazione con Microsoft è dunque coerente con le linee di crescita e gli obiettivi individuati dal nostro Piano industriale”. Per Silvia Candiani, a.d. di Microsoft Italia, “Poste Italiane è parte integrante del tessuto sociale e produttivo del Paese e siamo orgogliosi di mettere la nostra expertise al servizio del loro percorso di trasformazione digitale”.
Amazon guarda al Medio OrienteVuole espandere l’ecommerce

NEW YORK30 gennaio 201910:10

Amazon a caccia di crescita fuori dagli Stati Uniti guarda al Medio Oriente. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana, il colosso di Jeff Bezos avrebbe iniziato a contattare di recente alcuni dei maggiori venditori sulla sua piattaforma informandoli sull’opportunità di vendere i loro prodotti negli Emirati Arabi Uniti prima e in Arabia Saudita poi.Amazon avrebbe spiegato ai venditori di non registrarsi su Souq.com, la società di Dubai per le vendite online acquistata nel 2017, perchè a breve sarà introdotto in Medio Oriente Amazon.com.
Un cyber-attacco globale può causare 200 miliardi di danniEsperti, rischio ransomware per 600mila aziende nel mondo

30 gennaio 201910:16

Un cyber-attacco sferrato su scala globale avrebbe il potenziale di causare danni per quasi 200 miliardi di dollari. A delineare lo scenario è il progetto Cyber Risk Management, un’iniziativa di Singapore specializzata in rischi informatici, di cui fanno parte gli assicuratori Lloyd e Aon. Stando allo studio, un cyber-attacco globale che sfrutta il ransomware – e cioè il virus che “prende in ostaggio” i sistemi informatici per ottenere un riscatto – potrebbe costare 193 miliardi di dollari e colpire oltre 600mila aziende a livello mondiale.Nell’ipotetico scenario delineato, l’attacco è lanciato attraverso un’e-mail infetta, che viene inoltrata a tutti i contatti di chi la apre e che nel giro di 24 ore riesce a diffondersi al punto da sequestrare, criptandoli, i dati contenuti su 30 milioni di dispositivi nel mondo. Le aziende sarebbero quindi costrette a pagare i riscatti o a sostituire i dispositivi infetti.Stando agli esperti, ad essere più colpiti sarebbero il settore sanitario e il commercio al dettaglio, con 25 miliardi di dollari ciascuno, seguiti dal manifatturiero. A livello geografico, l’attacco sarebbe più pesante per gli Stati Uniti, dove metterebbe a rischio 89 miliardi, e per l’Europa (76 miliardi).Nonostante la gravità del rischio – si evidenzia nello studio – l’economia globale non è preparata a un simile attacco. Solo il 14% dei costi complessivi sarebbe infatti assicurato, lasciando 166 miliardi di dollari senza assicurazione.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 09:20 ALLE 13:04

DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

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Microsoft, progetto per il controllo della privacy
Si chiama Project Bali e si basa sul concetto di banca dati degli utenti

10 gennaio 2019 09:20

In un periodo di grande dibattito sulla privacy, innescato dal caso Cambridge Analytica, Microsoft lavora ad un progetto per dare agli utenti il controllo sulle informazioni personali con una sorta di database. Si chiama Project Bali e punta a risolvere il concetto di Inverse Privacy, pubblicato per la prima volta dai ricercatori Microsoft nel 2014: i dati personali sono inversamente privati una terza parte ne ha accesso mentre non ce l’ha il proprietario originale.Il progetto – spiega sito Zdnet – dovrebbe consentire di aggregare i dati personali dei vari siti e memorizzarli all’interno della banca dati che è Project Bali. Gli utenti saranno anche in grado di visualizzare i dati. Project Bali richiede attualmente un codice di accesso per funzionare e al momento è disponibile come beta privata, quindi non ufficiale e in sperimentazione.Un’idea simile l’ha avuta l’inventore del web Tim Berners Lee, che qualche mese fa ha presentato il progetto Solid. E’ una piattaforma che permette di decentralizzare la gestione dei dati, lasciando gli utenti liberi di decidere dove le proprie informazioni vanno, chi le legge e quali app possono accedervi.

Fare pulizia di vecchie mail e foto è stressante, come una malattiaAccumulatori seriali esistono anche nel mondo digitale

10 gennaio 201912:32

Anche nel mondo digitale, come in quello reale, ci sono gli accumulatori compulsivi, persone che non riescono a liberarsi di vecchie mail, foto o documenti ormai in disuso. Lo affermano due ricercatori dell’australiana Monash University in uno studio presentato all’International Conference on Information Systems di San Francisco second cui per qualcuno il ‘digital hoarding’ può essere una vera e propria malattia.I ricercatori hanno sottoposto a questionari simili a quelli usati per diagnosticare gli accumulatori compulsivi circa 850 persone, verificando il livello di stress provocato dal pensiero di dover cancellare dei contenuti. “L’analisi – scrivono Darshana Sedera e Sachithra Lokuge, i due ricercatori coinvolti – ha rivelato che l’accumulo seriale digitale, simile a quello ‘tradizionale’, può causare alti livelli di stress personale”.Il problema, scrivono gli autori, riguarda maggiormente la fascia di età tra 20 e 30 anni e colpisce di più le donne, che sembrano avere maggiori difficoltà nel liberarsi del materiale digitale inutile. A differenza dell’accumulo seriale ‘reale’ peraltro lo spazio a disposizione non è un problema. Il livello di stress infatti è risultato indipendente dalla quantità di memoria a disposizione delle persone.
Da Ibm il primo computer quantistico commercialeE’ inserito in una teca di vetro creata da un’azienda milanese

10 gennaio 201912:38

Al Consumer Electronics Show (Ces), la fiera dell’elettronica di consumo in corso a Las Vegas, IBM mette in mostra il primo computer quantistico per uso commerciale. Si chiama “IBM System Q One” e – spiega l’azienda – “trasforma il computer quantistico da qualcosa che esisteva esclusivamente nei nostri laboratori a un mezzo che ora può essere più ampiamente usato a supporto del business e della ricerca accademica in tutto il mondo”.Il computer è inserito in una teca cubica di vetro dal lato di 2,70 metri, creata ad hoc per eliminare interferenze esterne come vibrazioni, suoni e variazioni di temperatura. A creare il cubo è stata l’azienda milanese Goppion, nata nel dopoguerra come piccola officina vetraria e ora specializzata in allestimenti per musei. L’impresa italiana ha collaborato con i designer industriali dello studio londinese Map Project Office, e agli architetti dell’Universal Design Studio, altra realtà di Londra.Accanto al computer, IBM ha annunciato la creazione del primo centro di elaborazione dati (data center) dedicato al calcolo quantistico, che sorgerà nella città di Poughkeepsie, nello stato di New York.
Avvocato Corte Ue, motori web limitino diritto oblio alla UeRichiesta parte da un caso che riguarda Google

BRUXELLES10 gennaio 201912:34

Limitare all’ambito dell’Ue la deindicizzazione alla quale devono procedere i gestori di motori di ricerca.E’ la richiesta che l’avvocato generale Maciej Szpunar ha proposto alla Corte di Giustizia dell’Unione europea partendo da un caso che riguarda Google dopo che la Commissione nazionale per l’informatica e le libertà francese, (Cnil) aveva diffidato il motore di ricerca ad applicare in tutte le estensioni di nome di dominio del suo motore di ricerca una richiesta di una persona fisica che chiedeva di far eliminare i link verso pagine internet dall’elenco dei risultati visualizzato a seguito di una ricerca effettuata a partire dal suo nome.Nelle sue conclusioni odierne l’avvocato generale Maciej Szpunar precisa che le disposizioni del diritto dell’Unione applicabili alla presente fattispecie non regolano espressamente la questione della territorialità della deindicizzazione. Ritiene quindi che sia necessaria una differenziazione a seconda del luogo a partire dal quale è effettuata la ricerca.-

Ces 2019: amb. Varricchio, qui per emergere non fermarsi mai
A fiera elettronica Las Vegas la ‘Investor night’

10 gennaio 201912:58

“L’Italia ancora una volta è dove c’è innovazione ed è rappresentata tutta, Nord, Sud, isole. Giro molto gli Stati Uniti, Paese che corre sempre, guarda avanti e accetta nuove sfide sempre. Essere qui ci serve per emergere anche nel nostro Paese e scuotere la nostra idea di aver fatto tanto nel corso della storia. Ma non bisogna fermarsi mai”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Armando Varricchio, intervenendo a una conferenza stampa organizzata dai responsabili della delegazione Italia alla fiera.”Siamo nel pieno dello shutdown” ha esordito giungendo al Ces direttamente da Washington e parlando poi della grande vetrina dell’elettronica ricordando i “risultati brillanti” già conseguiti dall’Italia lo scorso anno qui a Las Vegas. Ma “importante è non venire una volta sola ma continuare a venire, dare un segnale di continuità, tanto importante come lo è l’innovazione. Il futuro è davanti a noi”. La parola è poi passata ai promotori, Area Science Park, Teorema, E-novia, sottolineando che l’Italia non deve essere conosciuta negli Usa soltanto per food e fashion. “Spero porteremo indietro molta esperienza, con investors americani e magari qualche bel contratto”, ha auspicato Fabrizio Rovatti di Area Science Park.Gli ha fatto eco Michele Balbi, presidente di Teorema ricordando: “Tre anni fa sognavo di portare qui l’Italia, l’anno scorso abbiamo fatto un piccolo miracolo arrivando, anche se tardi. Quest’anno siamo una realtà consolidata e l’obiettivo è che le startup presenti riescano a fare il loro business”. A margine della conferenza, l’ambasciatore trattenendosi con i giornalisti ha parlato di “risultati straordinari: dei 90 miliardi di dollari che ogni anno costituiscono gli scambi commerciali tra Italia e Stati Uniti, le prime voci hanno a che fare con l’innovazione, macchinari, robotica, farmaceutica”.Si tratta di “prodotti che non parlano soltanto di valori economici ma soprattutto delle capacità di tante aziende italiane di riuscire a competere al meglio. Questo è un mercato non soltanto importante numericamente ma fortemente competitivo. Essere qui vuol dire poter crescere in Italia, vuol dire fare innovazione in Italia , costruire posti di lavoro in Italia”. Varricchio ha spiegato che la sua presenza al Ces “significa grande attenzione da parte delle istituzioni, del Governo. Per essere presenti sui grandi mercati bisogna sostenere il lavoro delle tante nostre aziende. E’ quello che vogliamo fare quotidianamente. Noi chiediamo che l’Italia debba crescere e ce la mettiamo tutta”. Ci vediamo l’anno prossimo? “Potete contarci”, ha concluso.Al termine è cominciata la Investor night, incontri con gli investitori stranieri che, secondo un primo bilancio, sarebbero stati numerosi. Prima ad arrivare è stata una affollata delegazione cinese, ancora prima della conferenza, che si è trattenuta davanti ai banchi di molte startup.-

Amazon Echo Auto, un mln di prenotazioni
Dispositivo è disponibile solo in preordine su invito negli Usa

10 gennaio 201913:00

– Ha superato il milione di prenotazioni, negli Stati Uniti, “Echo Auto”, il nuovo gadget di Amazon che porta l’assistente virtuale Alexa a bordo delle automobili. Il dispositivo, presentato nel settembre scorso e ancora disponibile solo in preordine su invito per gli utenti americani, ha iniziato nelle ultime settimane a essere distribuito ai primi clienti che l’hanno prenotato. Lo ha detto il vice presidente di Amazon Steve Rabuchin al sito TechCrunch.
“Abbiamo avuto oltre un milione di richieste, Ora abbiamo iniziato le consegne”, ha dichiarato Rabuchin, responsabile di Alexa, aggiungendo che alcuni clienti hanno ricevuto il device in tempo per Natale.
Il dispositivo della linea Echo – la stessa degli altoparlanti smart – è un piccolo rettangolo che si collega a una presa di alimentazione come l’accendisigari e si imposta attraverso l’applicazione Alexa sullo smartphone. A quel punto può essere usato per accedere con comandi vocali a musica, notizie, indicazioni stradali e altri servizi.
Nei giorni scorsi Amazon ha reso noto il superamento dei 100 milioni di dispositivi venduti con Alexa a bordo. Molto più diffusa, grazie alla massiccia presenza sugli smartphone Android, è la “voce rivale di Google Assistant, che entro questo mese – ha preannunciato l’azienda al Ces di Las Vegas – raggiungerà il traguardo di un miliardo di dispositivi su cui è presente.

 

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I NUOVI TABLET MICROSOFT ARRIVANO IN ITALIA

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I NUOVI TABLET MICROSOFT ARRIVANO IN ITALIA

AGGIORNAMENTO DELLE 11:02 in “TECNOLOGIA”

DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

I NUOVI TABLET MICROSOFT ARRIVANO IN ITALIA

Microsoft sfida Apple sul terreno dei tablet. Arrivano in Italia i nuovi Surface Pro 6 e Surface Laptop 2 annunciati a ottobre e rivali dell’iPad Pro. Ed è disponibile per la prima volta sul nostro mercato Surface Studio 2, “il più potente di sempre”. I dispositivi arriveranno in Italia a partire dal 7 febbraio e sono già preordinabili attraverso il Microsoft Store.
Il Surface Pro 6, secondo Redmond, “lavora il 67% più velocemente grazie ai processori Intel Quad Core di ottava generazione”. Disponibile nella versione nera e platino. E il Surface Laptop 2, disponibile nella colorazione platino, “garantisce inoltre il massimo della produttività, grazie al processore Intel Quad Core di ottava generazione, alla batteria con autonomia fino a 14,5 ore e alla tastiera più rapida e silenziosa”. Entrambi i dispositivi sono disponibili anche nelle configurazioni business, che offrono opzioni aggiuntive come Windows 10 Pro, processore Intel Quad Core di ottava generazione (8350U) nei modelli i5.
Surface Studio infine “ha prestazioni grafiche aumentate del 50%”, display regolabile Brilliant PixelSense da 28 pollici che “trasforma lo schermo in una tela extra-large”.
Surface Pro 6 è disponibile nella versione consumer a partire da 1.069 euro e nella configurazione business a partire da 1.169. Inoltre, acquistando in prevendita sul Microsoft Store il dispositivo nella configurazione consumer, si riceverà in regalo la Surface Pen. Surface Laptop 2 è disponibile a partire da 1.169 euro per la versione consumer e 1.369 per la configurazione business. Infine, è possibile acquistare in prevendita Surface Studio 2 sul Microsoft Store e presso i rivenditori autorizzati a partire da 4.199 euro.       [print-me title=”STAMPA”]

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TECNOLOGIA: Morto Paul Allen, co-fondatore di Microsoft

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DELLE 00:32

DI MARTEDì 16 OTTOBRE 2018

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TECNOLOGIA: Morto Paul Allen, co-fondatore di Microsoft

Morto Paul Allen, co-fondatore di Microsoft
Aveva 65 anni, complicazioni per un linfoma non Hodgkin, lo stesso tipo di cancro che aveva sconfitto nove anni fa

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Paul Allen, il co-fondatore di Microsoft insieme a Bill Gates, e’ morto all’eta’ di 65 anni. Lo comunica Vulcan, la societa’ che gestisce le sue varie attivita’, anche quelle filantropiche.

Allen e’ morto a Seattle in seguito a complicazioni per un linfoma non Hodgkin, lo stesso tipo di cancro che aveva sconfitto nove anni fa. ”Anche se per molti Paul Allen era un uomo della tecnologia e un filantropo, per noi era il nostro amato fratello e un amico eccezionale. Aveva sempre tempo per la sua famiglia e i suoi amici. In questo momento di dolore, siamo profondamente grati per le attenzioni che ci ha dimostrato ogni giorno” afferma la sorella Jody. Timido figlio di bibliotecari e genio dei computer, nel 1975 insieme a Bill Gates fondò il colosso di Redmond con il ‘sogno’ di portare un computer in ogni casa. Dopo soli otto anni però Allen lascio Microsoft per problemi di salute e per il deteriorarsi della sua amicizia con Gates. Nonostante la sua uscita Allen rimase una vera e propria forza nel mondo della tecnologia e della filantropia, investendo miliardi di dollari nelle avventure imprenditoriali più disparate, dallo scoperta di relitti della Seconda Guerra Mondiale a scommesse in società spaziali. Senza perdere di vista lo sport: Allen era infatti proprietario della squadra di basket NBA Portland Trail Blazers, e di quella di football dei Seattle Seahawks, oltre ad avere una quota di quella di calcio dei Seattle Sounders.
Allen ha dato un “indispensabile”contributo a Microsoft e all’industria tecnologica, afferma Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, sottolineando di aver imparato molto da Allen, che continua ancora a ispirarlo. “Come co-fondatore di Microsoft ha creato prodotti magici ed esperienze nuove, e nel farlo ha cambiato il mondo” aggiunge Nadella. Con la sua morte, “il mondo ha perso un grande pioniere tecnologico” twitta l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai. “E’ stato un grande leader tecnologico” dice Marc Benioff, numero uno di Salesforce. La scomparsa di Allen è stata annunciata dalla famiglia.
“Anche se per molti Paul era un uomo della tecnologia e un filantropo – afferma la sorella Jody – per noi era il nostro amato fratello e un amico eccezionale. Aveva sempre tempo per la sua famiglia e i suoi amici. In questo momento di dolore, siamo profondamente grati per le attenzioni che ci ha dimostrato ogni giorno”.   [print-me title=”STAMPA”]

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MICROSOFT SBLOCCA UPDATE DI WINDOWS 10

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DELLE 10:16

DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

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MICROSOFT SBOCCA UPDATE DI WINDOWS 10

Microsoft sblocca update di Windows 10
Bloccato perché cancellava file di alcuni utenti

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L’ARTICOLO

MICROSOFT SBLOCCA UPDATE DI WINDOWS 10

Via libera da Microsoft a Windows 10 October Update, l’aggiornamento bloccato dopo la scoperta di un bug che poteva determinare la cancellazione dei dati di alcuni utenti. Lo sblocco è stato confermato dalla casa di Redmond sul blog ufficiale sottolineando che, dopo le verifiche, è emerso che il problema ha riguardato un ristretto numero di utenti.
“Abbiamo esaminato completamente tutte le segnalazioni sulla perdita di dati, identificato e risolto tutti i problemi noti nell’aggiornamento ed effettuata la convalida interna”, ha spiegato la società. Per evitare il ripetersi dei problemi, Microsoft ha anche deciso di rendere disponibile la nuova release di Windows 10, comprensiva degli opportuni correttivi, inizialmente solo per gli utenti Windows Insider. Inizia quindi una nuova fase di test, al termine della quale la distribuzione dell’aggiornamento sarà per tutti.   [print-me title=”STAMPA”]