Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 2 minuti

MONDO TUTTE LE ULTIMISSIME

DALLE 21:05 DI DOMENICA 03 FEBBRAIO 2019

ALLE 00:14 DI LUNEDì 04 FEBBRAIO 2019

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Usa: Trump al lavoro dalle 11
Axios rivela agenda, 60% tempo ultimi 3 mesi ‘executive time’

NEW YORK03 febbraio 2019 21:05

– Il presidente Donald Trump trascorre le prime cinque ore della sua giornata nella residenza, guardando la televisione, leggendo i giornali e parlando al telefono. Il suo primo appuntamento non è mai prima delle 11.00 o 11.30, e si tratta di solito del briefing sull’intelligence o di un incontro con il suo capo dello staff.
Lo riporta Axios citando l’agenda del presidente degli ultimi tre mesi, durante il quale il 60% del suo tempo è stato trascorso nel cosiddetto ‘executive time’, ovvero tempo a sua disposizione per le sue attività.
“Trascorre la maggior parte del suo tempo in incontri, eventi e chiamate. Ma c’è anche del tempo che passa in un ambiente più creativo che lo ha aiutato a essere il presidente più produttivo della storia moderna” afferma la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, sottolineando che Trump ha uno “stile di leadership diverso dai suoi predecessori e i risultati parlano da soli”.
Superbowl: arrestato rapper 21 SavageArrivato con visto e rimasto dopo la sua scadenza

W YORK03 febbraio 201923:33

– Le autorità americane arrestano il rapper nominato ai Grammy 21 Savage ad Atlanta, dove è in programma il Superbowl. L’arresto è motivato dal fatto che il rapper è negli Stati Uniti illegalmente da più di un decennio.
Lo riportano i media americani, sottolineando che gli agenti della Us Immigration and Customs Enforcement ritengono che il rapper, nato in Gran Bretagna, sia entrato negli Stati Uniti con un visto nel 2005 e sia poi rimasto nel paese nonostante il visto scaduto. Il rapper 21 Savage ha partecipato negli ultimi giorni alle feste in vista del Superbowl, esibendosi giovedì scorso al Superbowl Music Fest.
Altre 3.750 truppe Usa a confine MessicoLe invierà il pentagono in aiuto alle autorità al confine

W YORK03 febbraio 201923:36

– Il Pentagono invierà altre 3.750 soldati al confine con il Messico. Lo riporta la Cnn, sottolineando che le truppe aiuteranno le autorità al confine.
Trump, carovane verso Usa, serve il muroI repubblicani siano pronti a fare il necessario

NEW YORK03 febbraio 201923:39

– “Con la carovane che stanno attraversando il Messico muovendosi verso il nostro paese, i repubblicani devono essere pronti a fare quello che è necessario per una FORTE sicurezza al confine. I democratici non fanno nulla. Se non c’è il muro, non c’è sicurezza. Traffico di esseri umani, droga e criminali”. Lo twitta il presidente Usa Donald Trump.
Appello Ue a Egitto, fare luce su RegeniL’ambasciatore Ue al Cairo: trovare subito i colpevoli

IL CAIRO03 febbraio 201923:43

– “L’Ue ribadisce i propri appelli alle autorità egiziane a far luce senza ulteriori ritardi sulle circostanze della morte del cittadino italiano Regeni e a identificare e perseguire i responsabili di questo odioso crimine, cooperando pienamente con l’Italia”: lo ha scritto in un tweet il capo della delegazione dell’Unione europea in Egitto, Ivan Surkos, nel terzo anniversario del rinvenimento del corpo martoriato del giovane ricercatore friulano rapito al Cairo.         [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 3 minuti

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 19:57 ALLE 23:54

DI LUNEDì 17 DICEMBRE 2018

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Corbyn, mozione sfiducia contro May
Contro di lei, non il governo. E non sarà legalmente vincolante

17 dicembre 2018 19:57

– Il leader del Labour Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia contro la premier Theresa May alla fine del dibattito ai Comuni. I commentatori politici sottolineano che la mozione non è contro il governo ma solo contro la primo ministro e non sarà legalmente vincolante, anche se avrà un forte valore politico. “Rimandare il voto sull’intesa Brexit a gennaio è inaccettabile”, ha detto Corbyn.
Rifugiati, Onu approva nuovo PattoRafforza responsabilità condivisa, aiuti a Paesi ospitanti

NEW YORK17 dicembre 201820:47

– Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti e dell’Ungheria, l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato a grande maggioranza un quadro globale non vincolante che fornisce un sostegno ai paesi dove risiedono la maggior parte degli oltre 25 milioni di rifugiati al mondo. Il Global Compact on Refugees, da non confondere con quello sui migranti, rafforza la responsabilità condivisa per aiutare coloro che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti o persecuzioni. Il testo è passato con 181 sì, 2 no e 3 astenuti.
Il Patto Globale sui Rifugiati, il cui via libera dall’Assemblea Generale Onu arriva pochi giorni dopo l’adozione a Marrakech del Patto Globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, è stato approvato come parte della risoluzione annuale sull’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. È uno strumento operativo non vincolante che ha lo scopo di rafforzare la cooperazione e fornire un sostegno più solido ai Paesi che ospitano la maggior parte dei profughi.
Regeni, Egitto non richiama ambasciatoreMinistero degli Esteri, ‘voci completamente infondate’

IL CAIRO17 dicembre 201821:02

– Il portavoce del ministero degli Esteri del Cairo, Hamed Hafez, ha smentito informazioni rilanciate da un sito di opposizione egiziano secondo le quali l’ambasciatore egiziano in Italia potrebbe essere richiamato in patria all’inizio dell’anno prossimo nell’ambito del caso Regeni.
“Tutto quello che é stato menzionato é completamente infondato, completamente non vero”, ha detto Hafez alla richiesta di un commento su quanto riferito dal sito Mada Masr.
Il sito, oscurato in Egitto perchè considerato vicino ai Fratelli Musulmani messi al bando nel Paese, aveva citato un’imprecisata “fonte del ministero degli Esteri” per sostenere che “ci sono illazioni secondo le quali Badr potrebbe essere rimosso dal suo posto e rimandato al Cairo all’inizio dell’anno prossimo, circa nel terzo anniversario dell’uccisione di Regeni”.
Usa: Trump vuole creare Comando SpazialeNelle prossime ore previsto l’annuncio

NEW YORK17 dicembre 201823:37

– Donald Trump vuole uno ‘Space Command’, un comando spaziale, e a breve potrebbe firmare un decreto esecutivo per crearlo. Il vice presidente Mike Pence dovrebbe annunciare l’iniziativa nelle prossime ore, nel corso di una visita al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida.
Il Comando Spaziale rappresenta un passo in avanti verso una ‘Space Force’, l’armata spaziale che Trump vuole ma che deve essere approvata dal Congresso. Lo Space Command non richiede alcuna azione da parte del Congresso.

Ex modella, io a 16 anni con Woody AllenIl racconto all’Hollywood Reporter, non ho rimorsi

LOS ANGELES17 dicembre 201820:40

– Era il 1976 e Babi Christina Engelhardt aveva 16 anni. Fu lei a prendere l’iniziativa. Lasciò un biglietto sul tavolo di Woody Allen: “Dal momento che hai firmato abbastanza autografi eccoti il mio”. C’era il numero di telefono e il regista, allora 41enne, la chiamò pochi giorni dopo. E’ il racconto, sull’Hollywood Reporter, di Babi Christina Engelhardt, ex modella che fra il 1976 e l’84 ebbe una relazione di otto anni con il regista newyorkese. Allora l’età della maturità sessuale era fissata a 17 anni ma Allen – racconta la donna – non chiese mai la sua età. “Però sapeva che andavo alle superiori”, dice la Engelhardt che oggi ha 59 anni e che racconta di quella relazione sulla scia del movimento #Metoo e con le successive denunce a esponenti del mondo di Hollywood, una delle quali, pesantissima, coinvolse lo stesso Woody Allen, accusato dalla figlia adottiva Dylan Farrow di averla violentata. “E’ cambiato tutto ora, è come se improvvisamente gli altri si aspettassero da me di parlare male di lui”.      [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 3 minuti

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

AGGIORNAMENTO DELLE 00:24

DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Regeni: la famiglia al contrattacco: ‘Abbiamo 20 nomi’
Fico: ‘Basta parole, dall’Egitto ora servono fatti’

Gilet gialli: Macron via tassa per 2019Lo annuncia l’Eliseo a Le Figaro

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Famiglia Regeni al contrattacco nella querelle giudiziaria con l’Egitto sulla morte di Giulio. “Dalle nostre indagini, i nostri brandelli di verità, sono almeno 20 i nomi delle persone coinvolte nel sequestro e uccisione di Giulio Regeni, “per lo più generali e colonnelli della National Security egiziana”. Lo ha detto l’avvocato della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Fnsi. Secondo la legale “la lista potrebbe allungarsi fino a 40 persone”.
I 5 iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma “sono i nomi più solidi”, ha detto Ballarini. La lista fatta dall’avvocato è lunga. Dal “venditore ambulante Abdal che in realtà era il capo del sindacato degli ambulanti ma anche un informatore e ha tradito Giulio mettendogli addosso una cimice”, a chi ha “organizzato un depistaggio” tirando in ballo una banda di criminali comuni, al “medico legale che ha mentito dicendo che Giulio è morto per un ematoma ed è stato torturato nel corso di una sola giornata mentre le torture sono durate 8-9 giorni”.ß “Non sappiamo se tra questi nomi ci siano gli esecutori materiali dell’omicidio” ha detto l’avvocato, che ha sottolineato come dopo le ultime novità “siamo moderatamente ottimisti, c’è stata – ha detto – una accelerazione delle indagini”.
“In Egitto sappiano che non cederemo neanche in futuro”, hanno detto Claudio e Paola Regeni, genitori di Giulio, durante la conferenza stampa indetta nella sede della Federazione nazionale della stampa, a Roma. “Siamo – hanno sottolineato – in una fase importante, non molliamo. L’iscrizione di cinque indagati da parte della procura rappresenta un grande passo, arrivato perché nessuno ha ceduto. Continueremo la nostra battaglia fino a raggiungere la verità”. I genitori di Giulio hanno ringraziato tutti quelli che hanno dimostrato affetto e vicinanza in questi 34 mesi, tra cui anche tanti cittadini suo social: “Siamo una squadra”, hanno detto.
Intanto torna all’attacco anche il presidente della Camera Roberto Fico. “Le parole ora sono finite. E i fatti sono a zero, -dice al termine del suo incontro con i genitori di Giulio – ma spero che ora dal Cairo arrivino mosse concrete, che finora non ci sono state: da tre anni non si è mosso nulla, e anche nell’ultimo anno registro uno stallo”. “Giulio Regeni è stato rapito, torturato e massacrato da un sistema. Ora l’Egitto deve dire come intende fare giustizia, cosa che sinora non è accaduta. Per questa ragione – aggiunge Fico – non ci sono le condizioni per ristabilire rapporti tra il Cairo e la Camera dei deputati”.

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

L’aumento delle tasse sul carburante è annullato per tutto l’anno 2019, secondo quanto annunciato dall’Eliseo a Le Figaro. Il primo ministro, Edouard Philippe, aveva annunciato ieri che l’ecotassa non sarebbe comunque stata inserita nel progetto di finanziaria 2019, ma aveva parlato di “moratoria” di 6 mesi.
Negli ultimi giorni era emersa fortissima la preoccupazione dell’Eliseo per il quarto sabato di proteste annunciate dai gilet gialli.
La radio pubblica France Info, citando l’Eliseo, ha annunciato in serata che ormai la preoccupazione della presidenza è altissima e l’attenzione è tutta rivolta al 4/o sabato di protesta. Macron e i suoi si aspettano una manifestazione “di grande violenza”, le notizie che arrivano dal territorio sono “estremamente preoccupanti”. Si starebbe preparando un “nocciolo duro di diverse migliaia di persone” che verrebbero a Parigi “per distruggere e per uccidere”. Per questo tutti i membri del governo hanno lanciato appelli alla calma, invitando i “ragionevoli” ad evitare di manifestare ancora. A complicare la prospettiva, un sindacato minoritario di polizia – proclamando addirittura di voler essere “solidale con i gilet gialli” – invita allo sciopero i suoi aderenti a partire da sabato, partendo dai funzionari del ministero dell’Interno.      [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 3 minuti

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 19:50 ALLE 22:38

DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Protesta ambientalisti in ex miniera
Contro il governo polacco che non punta sull’energia pulita

Tripoli, ong italiane devono registrarsi’Per poter coordinare al meglio il lavoro in centri accoglienza’

Clima: Cop24, ‘non c’è un piano B’La presidenza polacca apre i lavori della Conferenza a Katowice

Caso Regeni, l’Egitto respinge l’indagine italiana sugli 007Fonti giudiziarie: ‘Da noi non esiste il registro degli indagati. E l’Italia deve indagare sul visto turistico’

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

KATOWICE (POLONIA)

– Proteste in Polonia, in concomitanza con l’apertura del summit delle Nazioni Unite sul clima, COP24. Decine di attivisti hanno picchettato il sito di una ex miniera di carbone, vicino all’area si svolgono i lavori della conferenza. Le autorità polacche sono sotto accusa perché mantengono il Paese dipendente dal carbone, che è ancora la principale fonte di energia elettrica. E gli attuali piani del governo di Varsavia allontanano l’obiettivo della neutralità climatica (zero emissioni) entro il 2050, che secondo gli scienziati serve a prevenire i cambiamenti climatici ed i loro effetti negativi. La Cop24, in programma fino al 14 dicembre a Katowice, vuole individuare azioni concrete per realizzare gli impegni presi a Parigi nel 2015, alla conferenza Cop21, che ha fissato come obiettivo l’abbassamento di due gradi della temperatura media globale entro la fine del secolo.
– IL CAIRO

– Il sottosegretario all’Immigrazione del ministero dell’Interno libico, Mohamed Al Shibani, ha chiesto alle ong italiane che operano nei centri di accoglienza in Libia di registrarsi presso il ministero degli Esteri per “coordinare e organizzare il loro lavoro”. Lo riferisce il sito Al Awasat, spiegando che la richiesta è arrivata in un incontro presso il ministero dell’Interno a Tripoli tra Al Shibani e l’incaricato d’affari di Italia in Libia.
Pur apprezzando il lavoro delle ong nel dossier immigrazione, Al Shibani ha avvertito che “nessuna organizzazione sarà autorizzata a lavorare nei centri di accoglienza senza l’iscrizione al ministero degli Esteri”.
Il sottosegretario giudica “imperativo stabilire un meccanismo e una strategia di lavoro nella distribuzione di sostegno ai centri”, al quale il governo sta lavorando per il 2019.
– KATOWICE

– “Siamo qui per consentire al mondo di agire insieme sul cambiamento climatico, tutti i paesi devono mostrare creatività e flessibilità”. Lo ha detto il viceministro dell’ambiente polacco, Michal Kurtyka, aprendo i lavori della conferenza Onu sul clima, Cop24, in programma fino al 14 dicembre a Katowice. “Il segretario generale dell’Onu conta su di noi, non c’è un piano B”, ha sottolineato Kurtyka.
Domani inizierà la discussione con i capi di governo ed i ministri. I padroni di casa auspicano che i lavori producano una dichiarazione che garantisca una “giusta transizione” alle industrie alimentate con fonti fossili sulla strada del taglio delle emissioni di gas serra.
Gli inquirenti egiziani del caso Regeni respingono la decisione dei colleghi italiani di iscrivere nel registro degli indagati alcuni agenti dei servizi egiziani, presentata durante l’ultimo incontro al Cairo. Lo riferisce una fonte giudiziaria egiziana all’agenzia Mena.    Analoga richiesta era stata presentata nel dicembre 2017, ma era stata rifiutata perché – si afferma – nella legge egiziana “non esiste” il registro degli indagati. La stessa fonte sottolinea come l’attività di sorveglianza degli agenti rientri nei loro compiti.Gli inquirenti egiziani Regeni – ha detto una fonte giudiziaria egiziana alla Mena, riferendo dell’incontro tra i pm dei due paesi avvenuto mercoledì scorso al Cairo – hanno chiesto ai colleghi italiani di indagare sul perché il ricercatore fosse entrato in Egitto con un visto turistico, e non con un visto per studenti, nonostante avesse in programma di condurre una ricerca accademica.       [print-me title=”STAMPA”]