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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 04:48 DI LUNEDì 08 LUGLIO 2019

ALLE 11:07 DI MARTEDì 09 LUGLIO 2019

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Musica, ad Atene ‘Le vie dell’Amicizia’
Riccardo Muti il 9 luglio nell’Odeon di Erode Attico

RAVENNA08 luglio 2019 04:48

– Il viaggio dei viaggi – per una manifestazione che da sempre ha scelto il viaggio come vocazione lungo le rotte della musica e dell’arte, all’incontro fra culture e popoli – approda nel cuore del Mediterraneo. Per la XXX edizione di Ravenna Festival, ‘Le vie dell’Amicizia’ portano ad Atene: nell’Odeon di Erode Attico, il 9 luglio Riccardo Muti dirige artisti italiani e greci nella Nona di Beethoven. L’11 replica a Ravenna.
Il complesso di 200 elementi – spicca anche Francesco Manara, primo violino solista della Scala – è costituito dall’unione dell’Orchestra Cherubini e del Coro Costanzo Porta con formazioni elleniche. Le voci: Maria Mudryak, Anastasia Boldyreva, Luciano Ganci e Evgeny Stavinsky. Se “l’esecuzione musicale è il simbolo della convivenza democratica, dove il singolo concorre al Bene Comune”, come spiega Riccardo Muti, Atene è una città dove il progetto si realizza pienamente: “Come dimenticare che la democrazia nella sua più perfetta ed armoniosa espressione nasce proprio in Grecia?”.

Morto il pittore Domenico FratianniEra ricoverato a Matera dopo malore a inaugurazione sua mostra

CAMPOBASSO08 luglio 201912:55

– Lutto nel mondo dell’arte: è morto all’ospedale di Matera, dove era ricoverato, il maestro Domenico Fratianni, pittore, incisore e disegnatore. L’artista di Campobasso, invitato nella Capitale Europea della Cultura 2019, si era sentito male lo scorso 22 giugno proprio nel capoluogo lucano in occasione dell’inaugurazione della sua mostra, al Circolo ‘La Scaletta’, dal titolo ‘Le voci di dentro’ che ripercorre la sua esperienza pittorica e culturale. Nato a Montagano (Campobasso) nel 1938, ha trascorso gran parte della sua vita a Campobasso. Numerosi i messaggi di cordoglio, tra i primi quello del sindaco di Montagano, Giuseppe Tullo, e dell’ex sindaco di Campobasso Antonio Battista.

Archivio Stato Cagliari più accessibileFinanziamento di 1,5 milioni, 390 giorni di lavori

CAGLIARI08 luglio 201912:57

– Spazi che aumentano. E documenti più facili da consultare. L’Archivio di Stato di Cagliari, un pezzo di storia della Sardegna con nove chilometri di scaffali tra mappe, registri, pergamene eccetera, si rinnova.
I lavori nell’edifico sorto nel 1927 tra via Sonnino e via Gallura riguarderanno il completamento e l’adeguamento degli ambienti da adibire a deposito, la riqualificazione della pavimentazione del chiostro interno, l’ampliamento della sala consultazione e sala lettura anche per renderle accessibili ai disabili. Ancora, sono previsti la ristrutturazione del tetto, da tempo alle prese con infiltrazioni e il restauro della facciata di via Gallura. I lavori sono stati consegnati oggi: il cantiere rimarrà aperto 390 giorni. A disposizione c’è un importante finanziamento del ministero per i beni e le attività culturali con 1,5 milioni del “fondo per la tutela del patrimonio culturale”.
La progettazione è stata curata dalla Sair Geie, gruppo europeo di ingegneria e urbanistica. L’intervento è stato presentato, tra gli altri, dalla segretaria regionale del Mibac per la Sardegna Patricia Olivo, dalla soprintendente dei beni architettonici e paesaggistici Maura Picciau e dal direttore dell’archivio Enrico Trogu.
L’Archivio di Stato di Cagliari è il più importante della Sardegna: custodisce documenti prodotti dagli uffici statali centrali e periferici a partire dal Medioevo e sono alla seconda metà del XX secolo. Fu istituito nel 1332 da Alfonso IV d’Aragona e originariamente la sede era a Castello, all’interno di Palazzo Regio.

A De Cataldo Premio Ischia Truman CapoteWorld Script Market del Global fest presieduto da Erri De Luca
NAPOLI08 luglio 201913:51

– Lo scrittore Giancarlo De Cataldo è il vincitore del premio ‘Ischia Truman Capote’, seconda edizione, assegnato nell’ambito del World Script market del 17esimo Ischia Global Film e Music fest (14-21 luglio), sezione presieduta quest’anno da Erri De Luca.
”Un premio dedicato a scrittori tra cinema, televisione e letteratura omaggio all’autore americano di ‘A Sangue freddo’ che 70 anni fa, per quattro mesi, visse in Forio d’Ischia descrivendo l’isola ‘verde e primitiva’ in libri e reportage – annuncia Marina Cicogna per l’Accademia Internazionale Arte Ischia – Dopo Maurizio de Giovanni e Donato Carrisi un’altra personalità si confronterà con la lezione di Capote e ci parlerà del suo rapporto con il racconto del potere, del crimine e della giustizia”. Tra i tanti lavori anche la serie-tv ‘La squadra’ (2003), ‘Suburra – La serie’ (2017); la miniserie ‘Paolo Borsellino’ , ‘Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti?’ (2012). Il suo ultimo romanzo è ‘Alba nera’ (Rizzoli).

Val di Sole,finite riprese di ‘Din Don 2Film per la tv on Enzo Salvi e Ivano Marescotti

TRENTO08 luglio 201916:54

– Concluse in val di Sole le riprese di “Din Don 2 – Il ritorno”, film per la tv con Enzo Salvi e Ivano Marescotti, che racconta la storia di un finto prete.
Il film, girato interamente in Trentino tra Pellizzano, Ossana e Terzolas, sarà trasmesso in prima serata su Italia 1 durante le prossime festività natalizie. Le riprese sono durate quattro settimane.
Il soggetto del film è di Bruno Frustaci, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Luca Biglione. Prodotto dalla romana Sunshine Production e diretto da Paolo Geremei, il film ha avuto il supporto logistico di Trentino Film Commission e ha visto al lavoro sul set diverse maestranze locali, sottolinea la Provincia di Trento.

Marini confermato guida Museo TessutoBilancio si chiude in pareggio, visitatori cresciuti 38%

PRATO08 luglio 201916:58

– Francesco Nicola Marini è stato confermato alla presidenza della Fondazione Museo del Tessuto di Prato per il quadriennio 2019-2022. Al suo fianco come vicepresidente Giuseppe Moretti. La riforma statutaria entrata in vigore nei primi mesi del 2019 fa sì che il nuovo mandato avrà la durata di quattro esercizi finanziari e non più tre anni. Tra le novità della riforma, l’ingresso ai tre enti che contribuiscono in modo molto rilevante al supporto delle attività ordinarie e straordinarie della Fondazione, Estra spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e Saperi srl, di un rappresentante nel Comitato di gestione che passa così da 6 membri a 9.
Reso anche noto oggi che il bilancio 2018 si è chiuso in pareggio e che i visitatori del museo, complessivamente 27.618, sono aumentati del 39% rispetto al 2017.

Sbarco sulla Luna da Rabanne a Moon BootAtmosfere spaziali, argento, forme ellittiche, vinile paillettes

08 luglio 201917:00

– Paco Rabanne, Courreges, Pierre Cardin, perfino le classiche Sorelle Fontana, sarte delle dive di Hollywood negli anni della Dolce Vita, fino ad arrivare ai nostri giorni a Moncler, Emporio Armani, Blumarine, in molti sono stati e sono tuttora affascinati dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, avvenuto il 20 luglio del 1969, 50 anni fa. C’è perfino chi, come Moon Boot, festeggia lo stesso compleanno nel 2019. Il marchio dei celebri doposci ha infatti celebrato la ricorrenza con una mostra che si è tenuta a Firenze nella ex Stazione Leopolda, durante Pitti Uomo 95. Un viaggio nella moda e nel costume partendo dall’intuizione creativa di Giancarlo Zanatta, che affascinato dall’avventura umana sulla Luna decise d’ispirarsi allo sbarco leggendario. La relativa capsule di 12 modelli è stata realizzata con materiali innovativi. La mostra di 50 pezzi ripercorre tutta la storia del marchio. Ma lo stile Barbarella, mitica eroina galattica interpretata da Jane Fonda e vestita da Paco Rabanne, continua ad avere seguaci.

Al Ravenna Festival un Purgatorio per rinascereChiamata pubblica al secondo imperdibile appuntamento con Dante

RAVENNA08 luglio 201920:25

–  Salire sulla montagna del Purgatorio, lo sapeva bene Dante, è un atto di fatica e di liberazione, un’ascesa tra i mali del mondo di cui liberarsi e ai quali il sommo poeta non si era tirato indietro dando nome e cognome ai problemi da sconfiggere. Realizzare il secondo capitolo della Commedia era sicuramente l’impresa più ardua per il Teatro delle Albe che al Ravenna Festival ha inaugurato nel 2017 il progetto di mettere in scena il monumentale trittico, ovviamente con l’Inferno e che si concluderà nel 2021 con il Paradiso in occasione delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante a Ravenna. Chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri (Coproduzione Ravenna Festival/Teatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019 in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro) è ideata e diretta da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, i due spiriti-guida biancovestiti che accolgono il pubblico davanti alla tomba di Dante (fino al 14 luglio, tutti i giorni tranne il lunedì, alle 20) e lo aiutano con celestiale passo ad attraversare la città deserta per entrare nel mondo del poeta. E ci riescono fino a rapirlo in una spirale di emozioni che è giorno e notte della mente come solo l’arte può fare.
Come sapeva bene Dante la poesia è strumento politico, e anche questo viaggio teatrale affonda le sue radici nell’attualità più stringente. Per questo la Chiamata pubblica per il Purgatorio sembra partire dal più politico dei presupposti, quello di tornare all’idea della collettività intesa come comune sentire, che sia l’idea stessa della rifondazione e della rinascita. Si spiega nelle note di regia che qui la Commedia viene ripensata ”in corto circuito tra sacra rappresentazione medievale e teatro di massa di Majakovskij”, e l’obiettivo è centrato nella sua declinazione più laica, mantenendo intatto lo spirito sacro del rito collettivo, cerimoniale a partire dalla ‘processione’ per le vie della città, dove non si distingue il teatro dal reale e gli spettatori sono momento stesso della messinscena. La città, la sua luce, i suoi silenzi, sono ancora una volta il palcoscenico catartico attraverso il quale lo spettatore si svuota della sua identità per entrare nell’universo dantesco .
Si varca soglia di un grande cancello, questa volta dei giardini del Teatro Rasi, e si entra in Purgatorio, quello di Dante certo ma anche quello di oggi, che tutti noi viviamo inesorabilmente. “Il Purgatorio è la cantica del ricominciare. Si può ricominciare? – si chiedono Marco Martinelli e Ermanna Montanari – Dopo un fallimento, una sconfitta, una delusione? Si può uscire da quell’inferno che è diventata l’esistenza? Certo che si può. È come ritornare sui banchi di scuola, in prima elementare, e apprendere una lingua nuova. Hai sfogliato il catalogo di tutte le violenze e di tutti gli orrori, hai scrutato nel buio di tutti quei volti malvagi che sono il tuo volto, ora apprendi l’alfabeto della compassione”. Perchè, come scriveva Majakovskij: ”Mamma / Vostro figlio ha un incendio nel cuore! / Dite ai pompieri / Che su un cuore in fiamme / Ci si arrampica con le carezze”, questa l’essenza del Purgatorio, solo una strada da salire verso l’amore.

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Ecco Ziklag, dove Davide sfuggì a Saul
Studiosi, scoperte strutture massicce, e anche utensili filistei

TEL AVIV08 luglio 201917:29

– Dopo sette stagioni di scavi nelle estremità delle colline della Giudea, ricercatori dell’Università ebraica di Gerusalemme e dell’Università Macquarie di Sydney (Australia) ritengono di aver finalmente localizzato la località filistea di Ziklag. In quel posto – secondo la narrazione della Bibbia – tremila anni fa Davide trovò protezione mentre cercava di sottrarsi alla cattura ordinata da Saul, primo re d’Israele. In seguito alla morte di Saul, Davide gli sarebbe succeduto al trono.
Secondo quanto riferisce l’Autorità israeliana per la archeologia gli studiosi Yosef Garfinkel, Saar Ganor, Kyle Keimer e Gil Davis ritengono che la antica Ziklag sia da localizzare – nella zona della odierna Kiryat Gat – a Khirbet a-Rai: un villaggio in rovina situato su una elevazione da cui si domina la via maestra che conduce ad Ashkelon, sulla costa mediterranea. Il nome Ziklag è atipico per la Regione e a quanto pare conferma le origini egee dei filistei che vi abitavano. In questa località – che fu distrutta da un violento incendio – i ricercatori hanno scoperto strutture massicce in pietra tipiche della cultura filistea. Sono inoltre tornati alla luce utensili fatti di pietre o di metallo, analoghi ad altri strumenti rinvenuti nelle vicine citta’ filistee di Ashkelon, Ekron e Gath.

Scheletro di donna ritrovato agli UffiziRisale a fine ‘400, perfettamente conservato in area ex chiesa

FIRENZE09 luglio 201909:58

I resti perfettamente conservati di una donna sono stati trovati agli Uffizi di Firenze nell’area di scavo adiacente all’aula di San Pier Scheraggio. Si tratta di uno scheletro rinascimentale, spiega il museo, perfettamente conservato e risalente presumibilmente alla fine del ‘400. Le spoglie sono in un punto dove un tempo c’era una chiesa, esistente prima ancora che gli Uffizi fossero edificati e ne ‘inglobassero’ gli spazi. Era un luogo di culto molto frequentato, tra l’altro anche dal sommo poeta Dante Alighieri.
Gli scavi archeologici effettuati sotto la guida della Soprintendenza da circa 20 anni, hanno riportato alla luce una porzione dei sotterranei dell’antico edificio religioso, che, come usava nel passato, veniva anche usato come luogo di sepoltura. Lo scheletro, indicato con codice identificativo 101, verrà ora portato ai laboratori di archeoantropologia della Soprintendenza per essere sottoposto ad esami ed analisi.

Salieri, dal porno a pièce di De FilippoIl regista si misura con I morti non fanno paura

08 luglio 201917:54

– Tra una commedia di Eduardo De Filippo e un film porno, seppur d’autore, c’è ovviamente una distanza inenarrabile che viene però azzerata da ‘I morti non fanno paura’ di Mario Salieri, film breve del maestro dell’hard italiano e internazionale che si ispira appunto alla pièce omonima e poco nota dell’autore napoletano. Il film, in concorso al Festival Nazionale del Cinema e della Tv di Benevento, ha tutte le caratteristiche della farsa macabra. Macchina fissa e dialoghi coi tempi giusti, il lavoro di Salieri, al secolo Mario Altieri regista e produttore cinematografico italiano di film porno come ‘Depravazione bestiale’, ha solo un attimo erotico con il disvelamento di un seno della vedova Coppola che si mostra non troppo fedele al marito appena morto. Il regista d’altronde ha fatto la sua fortuna con film porno-erotici con una propria struttura narrativa: “Mi misuro con un genere autorale rivolgendomi a un pubblico di nicchia che preferisce più l’erotismo che la pornografia” dice

Salieri.

Gioielli green Officine Talenti PreziosiMateriali di scarto, riuso creativo, filiere certificate

08 luglio 201918:33

– Anche i gioielli possono essere realizzati con criteri di sostenibilità. Lo ha dimostrato “Bijou Green…Verso un mondo migliore”, la mostra abbinata a un tableau vivant con la regia di Rossano Giuppa, che ha diretto alcune modelle dell’Accademia Koefia che hanno mostrato alcune creazioni green, infine un talk show moderato dalla storica del gioiello Anna Fiorelli. Un evento poliedrico, visitato da molti esperti del settore, durato tre giorni dal 5 al 7 luglio. L’esposizione di gioielli è stata accompagnata da una installazione video, intitolata “Politik” ,dell’artista Antonello Matarazzo e un’antologia dei precedenti progetti di Otp. Gli ingredienti del gioiello green: materiali alternativi e di scarto, riuso creativo, filiere certificate, oro etico e buone pratiche, come suggerisce l’associazione Otp fondata nel 2013 dalla docente di design del gioiello e presidente Marina Valli, affiancata dal 2016 dalla vicepresidente, jewelry designer e docente Ied Gioia Capolei.

Museo Cinema,direttore entro fine estateSu 70 partecipanti selezionati in 20 per avere rosa di 8 persone

TORINO08 luglio 201918:34

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino privo di direttore dal dicembre 2016, da quando terminò il suo mandato Alberto Barbera (salvo un periodo coperto pro tempore da Donata Pesenti, conservatore del museo), dovrebbe avere il nuovo direttore entro fine estate.
E’ quanto è emerso nel corso di un incontro alla Camera di Commercio di Torino nel quale è stato sottolineato il ritorno economico positivo del Torino Film Festival sul territorio.
Il bando in corso, per individuare il futuro direttore che dovrà essere uomo di cinema ma anche di marketing, dopo lunghe traversie, legate anche al cambio al vertice della Città, dovrebbe essere a buon punto. Vi hanno partecipato 70 persone tra le quali ne sono state selezionate 20 alle quali è stato chiesto di stilare un programma. “L’11 luglio ci incontriamo per fare il punto – dice Gaetano Renda, del comitato di gestione del Museo – e individuare una rosa di 7-8 persone sulle quali lavorerà poi un’agenzia ad hoc, insieme al comitato a cui spetta la nomina”.

Torna Notre Dame de Paris di CoccianteIl musical da record a settembre in Italia da Pesaro fino a Roma

uglio 201919:13

Dopo aver ottenuto un successo planetario testimoniato da riconoscimenti e premi torna in Italia da settembre Notre dame de Paris, il musical tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche originali di Luc Plamondon, nella versione italiana di Pasquale Panella. Dopo aver appassionato oltre 4 milioni di persone in Italia, la magia di questa opera prenderà nuovamente vita sui palcoscenici di Pesaro, Parma, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino e Roma.
La produzione dello spettacolo è di David e Clemente Zard ed Enzo. Un’ascesa che, soltanto nella stagione 2016, ha superato in Italia 1 milione di spettatori e affollato le 43 tappe, per un totale di 283 repliche a colpi di sold out, in 31 città.
Nello stesso anno, Notre Dame de Paris è diventato un cult, facendo impennare le vendite dei biglietti teatrali, capitanando la classifica dei titoli e superando le presenze dei più grandi live della musica rock e pop. Tanto da essere insignito del BigliettOne d’Oro TicketOne ai Rockol Awards 2016. Sempre nel 2016, la versione italiana continua a collezionare prestigiosi riconoscimenti e ottiene ben tre premi agli Ima (Italian Musical Awards): Migliore Spettacolo Social, Migliori Musiche (Riccardo Cocciante) e Migliore Spettacolo Classico.
Solo in Italia, in 17 anni sono state visitate 47 città per un totale di 145 appuntamenti e 1.246 repliche. Il musical è stato tradotto e adattato in 9 lingue diverse (francese, inglese, italiano, spagnolo, russo, coreano, fiammingo, polacco e kazako) e ha attraversato 23 Paesi in tutto il mondo con più di 5000 spettacoli, capaci di stupire e far sognare 13 milioni di spettatori internazionali.
Notre Dame de Paris racchiude un’alchimia unica, la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante rende le musiche sublimi.
Il magistrale adattamento di un romanzo emozionante, come quello scritto da Victor Hugo, ad opera di Luc Plamondon e di Pasquale Panella, diretto dal sapiente regista Gilles Maheu, si affianca alle coreografie e ai movimenti di scena ideati da Martino Müller. I costumi sono di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz.

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Il made in Italy sbarca a Seoul
28 marchi di abbigliamento e accessori in Corea del Sud

08 luglio 201920:01

La moda italiana a vola a Seoul. Sono 28 i marchi che dal 9 all’11 luglio saranno in mostra nella capitale della Corea del Sud, grazie a Ente Moda Italia (Emi)in collaborazione con Sistema Moda Italia e Assocalzaturifici.
Tante le aspettative per la nuova edizione del progetto che racconta lo stile italiano sul mercato coreano, tra i più dinamici nel panorama internazionale. Con la nuova edizione de “La Moda Italiana @ Seoul”, l’appuntamento espositivo che ormai da quattordici stagioni presenta una selezione di collezioni di aziende italiane sul mercato coreano. saranno protagoniste le loro nuove collezioni per la primavera-estate 2020 di moda donna e uomo, di abbigliamento, accessori, borse e valigeria, calzature, cappelli, capospalla, knitwear e total look. “La nostra presenza a Seoul è un’occasione importante per le piccole e medie imprese italiane che presentano le loro collezioni e valorizzano la qualità del loro prodotto verso i distributori coreani” dice Alberto Scaccioni, ad di Emi.

Vincitori concorso per giovani stilistiFinale con Altaroma XXIX edizione iniziativa di Cna Federmoda

MA08 luglio 201920:02

Sono tutti giovani sotto i 30 anni, specializzati in vari settori della moda, dall’abbigliamento agli accessori e sono i vincitori del XXIX Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti capeggiati da Marco Anzil, dell’Accademia di Costume & Moda, al quale è conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, accordata quale premio di rappresentanza al concorso. A Marco Anzil è andato anche il Premio Sezione Pellicceria, sezione organizzata in collaborazione con Aip (Associazione Italiana Pellicceria) consegnato da Elena Salvaneschi, segretario generale di TheOneMilano,”per aver interpretato con linguaggio fashion la duttilità delle pellicce, declinandole secondo i più moderni concetti di economia circolare e di riuso”. I 30 finalisti del concorso di Cna Federmoda, che dal 1991 offre opportunità ai giovani di entrare nel mondo della moda ed alle imprese di ricaricare il proprio patrimonio creativo, hanno sfilato al Pratibus district in finale di Altaroma.

Michael Cunningham, storie cambiano la realtà
09 luglio 201909:45

Le storie hanno il potere di cambiare la realtà, è anche per quello che esistono. Ogni buon romanzo ha dentro di sé un obiettivo politico”. Racconta così la sua scrittura impegnata e sempre legata all’attualità Michael Cunningham, che è stato ospite a Roma alla Basilica di Massenzio dove leggerà un inedito nell’ambito dell’incontro tra la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi e il festival Letterature di Maria Ida Gaeta.
“Oggi la libertà e i diritti civili sono sotto attacco: penso ai neri a cui la polizia spara, ai gay e ai transgender, alle donne, ai migranti e ai loro bambini. Stiamo tornando indietro, è terribile. Ma le persone che leggono libri provano più empatia: più conoscono le storie di persone che vivono esperienze diverse dalla propria e meno pensano per esempio che sia giusto rinchiudere gli immigranti nei campi”, afferma lo scrittore statunitense, premio Pulitzer per la narrativa per il suo romanzo “Le ore” (Bompiani; dal libro è tratto l’omonimo film di Stephen Daldry), mentre fuma seduto a un tavolino nel giardino dell’albergo che lo ospita. Nell’evento promosso dal Parco Archeologico del Colosseo, Cunningham ha portato la sua riflessione sulla speranza e sui classici, temi delle due manifestazioni: “Oggi abbiamo bisogno della speranza più che mai, ma è difficile averne. È un argomento che mi interessa molto: confesso che ero preoccupato però quando Elisabetta (Sgarbi, nrd) mi ha detto che avrei dovuto scriverne. In Nord Corea per esempio il governo ha cambiato la lingua eliminando la parola libertà. La popolazione non ha più una parola per dire libertà: ma senza la parola cancelli anche l’idea. Così si porta via la speranza”, spiega ancora l’autore. “Sono preoccupato che qualcosa di simile stia accadendo anche in Italia e negli Usa, perché la libertà di espressione è minacciata. Se non possiamo parlare apertamente perdiamo la speranza”, prosegue, “in Italia e negli Stati Uniti vedo una situazione politica analoga, i governi sono simili. E credo che anche i sentimenti delle persone siano gli stessi: c’è chi sostiene il governo e chi no, ma tra le due parti non esiste possibilità di dialogo”. In un presente complesso come quello che viviamo, definire la speranza oggi è difficile, ma Cunningham ci prova: “Io non so cosa sia esattamente, di certo è un sentimento”, dice, “è anche credere nel futuro, nella vita, nei giovani e nei bambini, in un mondo più generoso e libero”. Sui classici afferma che “sarebbe interessante capire quando un autore contemporaneo possa diventarlo: classici sono i testi di Dante e di Shakespeare, ma non so quanto tempo ci vuole perché uno scrittore di oggi sia considerato tale”. Di certo anche gli scrittori sono chiamati a cambiare pelle, in un’evoluzione continua che va di pari passo con la società: “Gli scrittori cambiano insieme alla lingua, che riflette la realtà contemporanea e le nostre vite. Quando scrivo lavoro sulla lingua insieme alla storia, non posso separare le due cose”, spiega, “la lingua ha una sua musica dentro: per questo è importante lavorare con i traduttori, perché le parole sono connesse con la nostra cultura, creano ponti tra persone di diverse parti del mondo e spesso quello che funziona in inglese per esempio può non funzionare nelle altre lingue”. Autore di 7 romanzi pubblicati in Italia da Bompiani e della raccolta di fiabe ‘rielaborate’ “Un cigno selvatico” (La nave di Teseo), al nostro Paese Cunningham è legato da tempo: “Amo molto l’Italia, vengo qui almeno una volta all’anno”, dice, “la prima volta è stato diversi anni fa, forse 15, grazie alla generosità di Beatrice Von Rezzori (della Fondazione Santa Maddalena, ndr) che mi invitò in Toscana come scrittore in residenza: da allora mi invita ogni estate per una settimana”.

Sos Assomusica, con biglietti nominali code e rincariM5S, lavoriamo per stop ai bagarini; Pd, è una follia

09 luglio 201909:43

Con l’introduzione dal primo luglio dei biglietti nominali per gli spettacoli in luoghi con una capienza di 5000 spettatori o oltre “ci saranno rincari del prezzo medio dei biglietti di 8-10 euro e tempi di attesa in coda per entrare raddoppiati”. A lanciare l’allarme è Assomusica, l’associazione che riunisce gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, secondo cui la legge appena approvata non risolve il problema del secondary ticketing, cioè del bagarinaggio online dove i biglietti dei concerti più ambiti si trovano a prezzi lievitati.
Al contrario, secondo l’associazione, si dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni: “Da qui l’aumento dei costi per gli spettatori” che saranno anche “costretti a code molto più lunghe, specie in occasione di grandi manifestazioni”. Non solo: “i consumatori – sostiene sempre Assomusica- non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente; le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio”. E il cambio del nominativo passerà dall’Agenzia delle Entrate. La previsione di Assomusica è che “in questo scenario si perderanno migliaia di biglietti”.
“A giudicare dalla levata di scudi in questa estate infuocata, la legge del M5S per il contrasto al secondary ticketing, entrata in vigore appena una settimana fa, deve aver fatto davvero rumore negli ambienti musicali”, replica il primo firmatario della norma, Sergio Battelli, presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera. “Noi lavoriamo per fermare i bagarini e i truffatori ed appellarsi al costo del biglietto è semplicemente vergognoso” aggiunge chiedendo ad Assomusica di mettere “alla prova” la legge “di favorire questo cambiamento culturale invece di opporgli resistenza”.
Secondo il senatore Pd Roberto Rampi, però, la norma è una “follia che danneggia il settore”. “Abbiamo presentato due emendamenti e li offriamo alla maggioranza per correggere un suo errore – dice – Sbagliare è umano, perseverare diabolico”.
Il settore della musica live, ricorda ancora il presidente di Assomusica Vincenzo Spera, “rappresenta una filiera di circa 1.000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori”. E “quest’emendamento approvato nell’ultima legge di bilancio del Governo come strumento di contrasto al fenomeno del secondary ticketing – ribadisce – rischia di generare soltanto un grande caos”. Intanto, contro l’allarme lanciato da Assomusica si schiera l’Unione Nazionale Consumatori, che chiede invece di applicare la legge: “Considerato quanto già costano agli spettatori i biglietti, ben sopra i costi effettivi dei concerti, qualunque rialzo sarebbe già ingiustificato.- si infuria il presidente Massimiliano Dona- Figurarsi aumenti pari ad 8 euro. Sarebbe una speculazione bella e buona, per la quale ci riserveremmo di fare una segnalazione all’Antitrust, per le opportune verifiche”.

Sermonti, leggere l’Eneide oggiSiamo tutti discendenti del migrante Enea, in un audiolibro

08 luglio 201910:37

– ‘L’ENEIDE DI VIRGILIO – TRADOTTA E LETTA DA VITTORIO SERMONTI’ (Emons Edizioni, due Cd Mp3 19,90 euro) Scappa dalla guerra, da Troia distrutta dall’esercito greco, il ‘pio Enea’ perseguitato dagli dei (Giunone in testa) e i dolori che prova, sopporta e anche apporta da altri come conseguenza dei suoi nel suo lungo viaggio verso le coste del Lazio, tra naufragi, imbarcazioni affondate, compagni perduti sono un grande affresco della sofferenza della condizione umana.
E i versi dell’Eneide di Virgilio non possono oggi non apparirci esemplari, visto quel che accade giornalmente nel Mediterraneo ormai da anni con tanti arrivi sulle nostre coste, sulle coste dell’Europa, ma anche decine di migliaia di morti in fondo al mare. La storia di Enea è poi la nostra storia, tutti figli di emigranti, visto che racconta il suo arrivo e la fondazione dell’Italia, e per Vittorio Sermonti, che la tradusse e la cui voce torna ora in un Audiolibro (Emons Edizioni, due Cd Mp3 19,90 euro) in cui la legge come cominciò a fare pubblicamente nel 2007 in chiese, teatri e piazze come il Campidoglio, “ogni patria è una patria perduta, una patria promessa e una patria degli altri”.Ed è Enea non è solo se se sentiamo la regina Didone che così si presenta all’uomo sbarcato nel suo regno e chiede asilo: “La sorte volle che anch’io, travolta da molti dolori simili, in questa terra infine mi fermassi: non inesperta di mali so soccorrere gli infelici”. Sermonti metteva l’Eneide tra “i dieci grandi libri dell’umanità” e in questa edizione veramente da non perdere e da ascoltare con calma, no davvero di seguito, visto che in tutto si tratta di un ascolto di 18 ore e 45 minuti, ma questo tempo è diviso in 24 parti che durano poco più di un’ora, comprendenti ognuna un prologo per far da guida all’ascolto, che può quindi poi fluire libero, di oltre 400 versi dei circa 900 che compongono ognuno dei XII libri del poema di Virgilio, suddivisi dunque tutti in due parti. “Volendo leggere ad alta voce Virgilio l’ho tradotto io, nonostante esistano tante traduzioni più filologicamente autorevoli, perché volevo ritrovarvi il mio tono, la mia cultura, la mia persona e naturalmente il mio italiano, che evita gli automatismi di tante traduzioni scolastiche e fa le proprie scelte su tanti passi controversi, sulle mille opzioni interpretative”, spiegava a suo tempo Sermonti, aggiungendo che agli esametri di Virgilio ha preferito il verso libero, pur cercando di lasciarvi i sei accenti, di conservarne la musicalità e la cubatura dell’originale”. Di questa affascinante e coinvolgente traduzione esiste anche un’edizione in libro (Rizzoli, pp. 666 – 13,00 euro) che magari può servire da ulteriore guida, da rilettura aggiungendo agli echi dell’ascolto quelli personali, poiché ogni grande classico è un luogo in cui ognuno si ritrova, si riconosce sempre, anche se a suo modo. Si tratta di un libro “terribilmente e enigmaticamente bello”, ma anche “domestico e misterioso” in cui, come “in nessun’altro poema, si sente e si vive l’emozione, la verità della poesia”. Enea, pastore di popoli e fondatore di città, piange sulle sofferenze che infligge e sugli orrori cui è costretto a presenziare. La regina Didone è una Medea in lacrime che da Enea, amante fedifrago, vorrebbe aver avuto almeno un bambino (“quasi una Medea musicata da Puccini”). Il giovane re dei Rùtuli, Turno, ha il feroce candore di una vergine e, “turbato d’amore” per Lavinia, vorrebbe sfondare la corazza di “quella checca di Frigia” (cioè, di Enea). Lavinia arrossisce e si dispera, ma niente pare passare davvero per la sua testa di ragazza spaurita, mentre è chiaro che ad essere profondamente innamorata di Turno è sua madre. E si potrebbe andare avanti raccontando mille figure e mille episodi, ricordando tra l’altro, che c’è una curiosa tradizione medievale che indica in Virgilio un profeta che ha anticipato la venuta di Cristo: la cosa vera è che questo poema, che descrive la morte e il dolore, vive di una pìetas che è molto vicina alla caritas cristiana.

Morto Brauner, sopravvisse a OlocaustoFu tra i produttori del ‘Giardino dei Finzi Contini’

BERLINO08 luglio 201911:14

– Artur Brauner, un sopravvissuto all’Olocausto divenuto uno dei più grandi produttori cinematografici in Germania, è morto ieri a 100 anni. Diversi suoi film erano incentrati sull’Olocausto: tra questi è indimenticabile “Europa Europa”, con cui Agnieszka Holland vinse il Golden Globe. Il cineasta, che era nato in Polonia, coprodusse anche “Il Giardino dei Finzi Contini”, che nel 1972 vinse l’Oscar.

Al top la malefica ‘Annabelle 3’Entrano ‘Restiamo amici’, Escape Plan 3′ e Ti presento Patrick

MA08 luglio 201912:51

Entra subito al vertice della classifica Cinetel del week end, ‘Annabelle 3’, terzo capitolo della saga con protagonista la famigerata bambola malefica dell’universo della serie tv The Conjuring, che incassa 1.466.597 euro in cinque giorni. Il film, che segna il debutto alla regia di Gary Dauberman, già sceneggiatore della serie, scalza al secondo posto ‘Toy Story 4’, il quarto episodio del film d’animazione della Walt Disney che in due settimane ottiene 3.652.321. Nuovo ingresso per la commedia all’italiana ‘Restiamo amici’, nello stile dei modelli amati da Antonello Grimaldi con Michele Riondino e Violante Placido, che è anche una storia di amicizia in cui si riflette l’Italia di oggi, che incassa in 4 giorni 177.029 euro e conquista il quarto posto, preceduta dall’ultimo capitolo dei supereroi ‘Avengers:endgame’ che totalizza 30.043.573 euro in 11 settimane.

Il Giffoni Film Festival punta sull’ariaTra ospiti Harrelson e Natalia Dyere. Attesa anteprima Re Leone

CAPACCIO PAESTUM (SALERNO)08 luglio 201914:37

– Decine di opere, migliaia di giurati provenienti da 50 paesi del mondo, 7 anteprime, 15 eventi speciali, 14 film tra maratone e rassegne, oltre 250 talent, artisti e ospiti tra cinema, musica, tv, web, scrittori, autori e rappresentanti delle istituzioni. Sono alcuni dei numeri della 49esima edizione del “Giffoni Film Festival”, che si terrà a Giffoni tra il 19 e il 27 luglio prossimi. L’edizione di quest’anno è stata presentata questa mattina al Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Presenti il patron del Festival nonché direttore del “Giffoni Experience” Claudio Gubitosi, a fare gli onori di casa è stato il direttore del Parco Archeologico Nazionale di Paestum Gabriel Zuchtriegel. Al centro della kermesse internazionale, ancora una volta, la giuria selezionata formata da 6200 tra bambini e ragazzi. Tra le anteprime, attesissima quella del 24 luglio, con la proiezione del nuovo film Disney diretto da Jon Favreau “Il re leone”.

Noel Gallagher incanta PistoiaIn 3.500 in piazza Duomo per concerto dell’ex Oasis

SAPISTOIA09 luglio 201910:53

Quarta serata dedicata al re del ‘Britpop’, Noel Gallagher, per la quarantesima edizione del Pistoia Blues. Il maggiore dei fratelli Gallagher è salito sul palco di piazza Duomo in perfetto orario con i suoi High Flying Birds collettivo musicale che lo accompagna nella seconda vita da cantante solista, dopo la fine della storica esperienza con gli Oasis. Dopo la breve comparsata sul palco romano del primo maggio, quello di ieri sera è stato il primo vero concerto di Gallagher in Italia per il 2019. Vestito con abiti scuri su un palco allestito in modo spartano, che non lascia spazio a niente che non sia la musica, Noel scalda subito la piazza intonando Fort Knox, opening track di ‘Who Built the Moon?’ ultimo album della band uscito nel novembre 2017. Prima di lui ad aprire la serata del Pistoia Blues i Ramona Flowers, una delle band di punta della nuova scena indipendente britannica, guidata dal frontman Steve Bird. Nella seconda parte Gallagher ha incantato con una serie di brani degli Oasis.

Studenti interrompono concerto CaposselaArtista gli cede il microfono, ‘musica in piazza sia gratuita’

PISA09 luglio 201910:54

– Un blitz di un centinaio di studenti ha interrotto a Pisa il concerto di Vinicio Capossela, nella centralissima piazza dei Cavalieri. I giovani sono arrivati all’improvviso e hanno rimosso le transenne che delimitano l’area della platea raggiungendo il palcoscenico e interrompendo la musica. Tre studenti, appartenenti ai collettivi universitari riconducibili all’area antagonista, sono poi saluti sul palco per un conciliabolo con il cantautore che ha successivamente offerto loro il microfono per alcuni minuti. Gli studenti hanno dunque spiegato il loro punto di vista: “Iniziative culturali come questa, in luoghi pubblici non devono essere a beneficio di pochi e a pagamento ma devono essere gratuite e per tutti”. Il concerto è poi ripreso è giunto al termine senza altri disagi con decine di giovani che si sono posizionati a seguirlo a lato del palco. In nottata sul profilo Fb di Exploit Pisa, una delle sigle antagoniste dei collettivi studenteschi, è comparso una sorta di post di rivendicazione dell’accaduto.

Festival dedicato al didjeridooArte e cultura dall’Australia il 12 e 13 luglio a Forlimpopoli

FORLÌ09 luglio 201910:56

– Un Festival internazionale del didjeridoo, strumento a fiato ad ancia labiale degli aborigeni australiani, in pratica un tubo cavo e con entrambe le estremità aperte: lo ospita il 12 e 13 luglio il Cortile della Rocca a Forlimpopoli (Fc).
L’iniziativa, alla 17/a edizione, prevede la presenza di artisti da tutto il mondo, interpreti della musica suonata con il didjeridoo, ma anche un contest per suonatori e workshop tenuti da musicisti anche su altri strumenti: yidaki, handpan e beatbox. In cartellone, tra gli altri, gli italiani Jacopo Mattii e Andrea Guidetti, la band tribale francese Austraal, il duo giapponese (ma formato nel 2013 a Melbourne) Matzumoto Zoku, i tedeschi Analogue Birds.
Durante le giornate del festival sarà inoltre allestita una mostra di arte aborigena e archeologia locale al Museo civico archeologico. In programma anche una mostra fotografica e l’esposizione di ‘bark paintings’, dipinti tradizionali su corteccia provenienti dall’australiana Arnhemland, nel Territorio del Nord.

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Tony Wheeler, ‘Perché viaggiamo’
Lo racconta il fondatore di Lonely Planet che sarà a UlisseFest

07 luglio 2019 11:32

– TONY WHEELER, ‘PERCHE’ VIAGGIAMO. IN DIFESA DI UN ATTO VITALE’ (EDT, PP. 109, EURO 10) Perché viaggiamo? Per godere dei panorami che si vedono dal finestrino di un aereo, per raggiungere a piedi le vette delle Dolomiti, per entrare nel cuore di luoghi che ci sono stati raccontati nei romanzi, perché se stiamo fermi la terra ci scotta sotto i piedi. Per tutto questo e per tanti altri motivi, primo fra tutti “per capire” ci dice Tony Wheeler, fondatore, insieme alla moglie Maureen, della Lonely Planet, nel suo nuovo libro che si intitola proprio ‘Perché viaggiamo. In difesa di un atto vitale’ pubblicato in Italia da Edt nella traduzione di Bruno Amato. E’ un piccolo trattato di filosofia del viaggio e al tempo stesso una forte e coraggiosa difesa delle accuse che vengono fatte a chi viaggia nell’era del turismo di massa. “Alcune delle cose più belle in assoluto le ho viste da un aereo” dice Wheeler che sarà in Italia per inaugurare ‘Lonely Planet-UlisseFest 2019’, la festa del viaggio, in programma dal 12 al 14 luglio a Rimini, di cui è direttore artistico Angelo Pittro, che dedica la terza edizione proprio al tema ‘Perché viaggiamo?’.”Il World Travel and Tourism Council calcola che il turismo, includendo fattori diretti e indiretti, rappresenti quasi il 10% del Pil mondiale e che in tutto il mondo un posto di lavoro su dodici sia connesso con i viaggi” ci ricorda il fondatore di Lonely Planet, nato nel 1946 in Inghilterra, che ha trascorso buona parte della giovinezza in Pakistan e negli Stati Uniti. In brevi capitoli in cui tocca le questioni fondamentali che riguardano i viaggiatori, dalla “distanza” alla “bellezza”, al “perdersi”, all'”avventura”, alla “velocità” e al “denaro”, Wheeler costruisce a sua volta un viaggio sullo spirito del viaggiare. Incontriamo così i “fanatici” del dappertutto e scopriamo che, per il cofondatore di Lonely Planet, è la francese Alexandra David-Néel la persona che merita il titolo di “viaggiatore più libero del XX secolo”. “Nel 1911 informò il marito che sarebbe partita per il Tibet, dove intendeva trattenersi per i successivi diciotto mesi: non tornò per quattordici anni. Le era stato necessario parecchio tempo per riuscire a intrufolarsi a Lhasa” scrive l’autore del libro secondo il quale la “pericolosità dei viaggi è sopravvalutata”.Wheeler ci fa riflettere anche sul rapporto tra i viaggiatori e la narrativa, mostrandoci come lettura e viaggi siano attività strettamente legate e su come gli scrittori attingano spesso ai luoghi visitati per l’ambientazione dei loro libri. Così William Gibson, l’autore di Monna Lisa Cyberpunk, “ha confessato di aver usato spesso elementi del Giappone contemporaneo come modello per la vita in un mondo futuro”. E poi suggerisce: “C’è forse una guida migliore di San Pietroburgo di ‘Delitto e castigo’ di Dostoevskij?” o per Londra “più esauriente di mezza dozzina di romanzi di Charles Dickens?”. Nella fotografia dei paesi Wheeler ci ricorda che “l’Italia conta 60 milioni di abitanti e i visitatori che ospita ogni anno sono circa 50 milioni. Per alcuni paesi in via di sviluppo, però, il turismo è qualcosa di più che un utile contributo, è il contributo, quello decisivo. In Nepal, per esempio, la vita si basa più o meno esclusivamente sull’agricoltura di sussistenza e sul turismo”. E se turismo e viaggi possono danneggiare direttamente l’ambiente, è vero che possono essere accompagnati da una crescita del benessere, che a sua volta può produrre un più basso tasso di natalità e, di conseguenza, una minore pressione sull’ambiente”. Ma quello che più conta, alla fine, è il vero motivo per cui viaggiamo, “per capire” e quindi aprirci la mente lasciando a casa “i nostri meschini pregiudizi e le certezze”.

Domino, la Cia e l’Isis secondo Brian De PalmaIl film in sala dall’11 luglio

07 luglio 201911:43

– “Siamo americani, leggiamo le vostre email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian De Palma in uscita nelle nostre sale l’11 luglio con la Eagle. Un thriller, in salsa terroristica, con alcune zampate in puro stile De Palma, e momenti, al contrario, più deboli. E questo, non a caso, in un film verso cui lo stesso regista di ‘Vestito per uccidere’ ha preso le distanze più volte.Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da

2 ore si è passati a 90 minuti), tante divergenze creative, una sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan), effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi, olandesi e italiani. Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la lotta internazionale contro il terrorismo internazionale dell’Isis.Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex (Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis.Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire, solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale molto più grande di loro. L’uomo a cui danno la caccia, il radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay).In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento, il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo, riprese chirurgiche e zoom impossibili. Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.

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Eros e Marica, è addio
“Sono stati dieci anni meravigliosi, immutati rispetto e stima”

MA07 luglio 201912:38

“Sono stati dieci anni meravigliosi, insieme abbiamo costruito una famiglia bellissima e siamo stati felici in modo indimenticabile”. Eros Ramazzotti e Marica Pellegrinelli annunciano così, in una nota dell’ufficio stampa, la fine del loro matrimonio. “Siamo tranquilli nella nostra scelta condivisa e continuerete a vederci spesso insieme – hanno aggiunto -. Oggi i rapporti sono sereni, l’amore che è stato si è trasformato e rimane; il rispetto e la stima reciproca restano e resteranno immutati. Preghiamo tutti, soprattutto per la serenità dei nostri figli, di rispettare la nostra privacy, come si conviene in questo momento di separazione”.
Legati dal 2009, Eros (55 anni) e Marica (31) si erano sposati a Milano il 6 giugno 2014. Dalla loro unione sono nati Raffaela Maria e Gabrio Tullio, di otto e quattro anni.

Brano Nomadi rivisitato in chiave ‘trap”Gli aironi neri’ singolo Neklaz e Maschino feat.Luca Anceschi

BOLOGNA07 luglio 201912:40

– Per la prima volta un brano dei Nomadi è stato concesso per una rivisitazione ‘trap’: è ‘Gli aironi neri’, del ’91, scritto da Augusto Daolio, Beppe Carletti e Odoardo Veroli, ora riproposto come singolo da Neklaz e Maskino feat. Luca Anceschi. I musicisti vivono a Reggio Emilia, si sono incontrati nel 2018 e hanno dato vita a un nuovo progetto artistico, aprendo anche vari concerti dei Nomadi.
Dal 2008 Luca Anceschi è ambasciatore dei diritti umani per l’Associazione Diritti Umani e Tolleranza onlus: sostiene i progetti della Onlus per la divulgazione e l’applicazione dei diritti umani nel mondo e si sta facendo portavoce fra i giovani di questo messaggio insieme a Neklaz e Maskino. Il primo, rapper cittadino nato a Rio de Janeiro e cresciuto a New York, ha collaborato con varie realtà musicali in Italia e all’estero; il secondo, reggiano, vive in prima persona la realtà di ‘quartiere’ che trasmette nella sua identità rapper. Luca Anceschi, di Correggio, vanta varie collaborazioni e produzioni.

Jovanotti porta in spiaggia la sua WoodstockIn 45mila a Lignano per la prima tappa del Jova Beach Party

07 luglio 201913:15

LIGNANO SABBIADORO – Un dj-set lungo un pomeriggio. Una notte. Una vita intera. Jovanotti torna alle origini e il suo Jova Beach Party, che stasera ha debuttato sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro davanti a 45 mila persone, diventa una festa, un’esplosione di colori, una Woodstock dei tempi moderni. “Mi preparo al Jova Beach Party da 30 anni! Torno in consolle a fare divertire la gente!”, aveva detto Lorenzo e così è stato. A rovinare l’atmosfera e la voglia di divertirsi non c’è riuscita neanche la pioggia, con un paio di brevi ma intensi rovesci che non hanno fermato la musica. Inizia la festa in riva al mare (costata un milione e mezzo di euro per ognuna delle 17 date in programma), e tutte le polemiche ambientaliste della vigilia vengono spazzate via dalla voglia di divertire, di divertirsi. E allora con Lorenzo alla consolle è carnevale di Rio, con tanto di trenini sotto palco, è un tuffo negli anni Sessanta con Sapore di mare, è un’incursione negli anni Ottanta con Pump up the Jam.C’è spazio anche per un omaggio ai Queen. E’ un remix continuo, un filo unico che va da La mia moto a Pensiero Positivo, passando per L’ombelico del mondo e Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, fino alle più recenti, L’estate addosso e Oh, vita! “Non c’è una scaletta fissa, ogni giornata sarà diversa – avverte Jova -, saliamo sul palco attacchiamo gli strumenti, accendiamo la consolle e partiamo. Non ci fermiamo fino a mezzanotte”. Non c’è un inizio, non c’è una fine. C’è tutta la storia del ragazzo fortunato che corre sul palco su cui troneggiano una sirena da un lato e alte palme sull’altro sfoggiando un gonnellone etnico e una giacca variopinta, e anche la storia di quei 45 mila “tipi da spiaggia” che ballano in costume con la pelle scottata dal sole senza sosta e cantano abbracciati come fosse un rito liberatorio. E anche i telefoni rimangono in tasca. Spuntano solo per il momento più romantico quello di La mia ragazza magica. Samuel è l’artista che sale con lui sul palco, insieme nel 2017 hanno collaborato per tre brani.La festa, sui tre palchi montati sul lungomare, era iniziata nel pomeriggio con i tanti ospiti (in tutto saranno 63 nelle 17 date): a dare il benvenuto ai ragazzi che avevano già invaso la spiaggia è stato lo stesso Jova: “grazie di essere qui, grazie di essere venuti”. A dare il via alla lunga giornata è Paolo Baldini, fondatore degli Africa Unite (2003), poi è la volta dei Mellow Mood e degli Ackeejuice Rockers. Si esibiscono Shantel, Albert Marzinotto, nuovo fenomeno della dance. Con il rapper di origine congolese Baloji si accendono le luci sul main stage.L’atmosfera si scalda, riappare Lorenzo per annunciare, la leggenda dei dj Benny Benassi. Ma il divertimento va di pari passo con il rispetto per l’ambiente. Concerto a impatto zero, era stata la promessa.  Domani si tireranno le somme, ma lo sforzo c’è stato tra installazioni a ricordare che nel 2050, se si continuerà così, in mare ci saranno più plastiche che pesci, e l’invito a non lasciare rifiuti in spiaggia.
“Un inchino per il cielo, uno per la terra, uno per voi”, appuntamento alla prossima spiaggia.

Picasso e la fotografia, un racconto privatoA Roma 90 scatti di Quinn e Villers, amici del maestro

07 luglio 201919:58

– Picasso nella meravigliosa confusione del suo atelier, circondato da tele e pennelli, intento a osservare uno dei suoi capolavori, oppure ritratto accanto alla sua sposa Jaqueline Roque, o ancora mentre gioca come un bambino a interpretare Braccio di ferro. E’ la doppia immagine dell’uomo e dell’artista quella che la mostra di Palazzo Merulana “Picasso e la Fotografia: gli Anni della Maturità. Fotografie di Edward Quinn e André Villers, 1951-1973” rimanda al visitatore.Allestito fino al 25 agosto, il progetto espositivo – a cura di J. Abello Juanpere, J. Fèlix Bentz, M. Ancora – propone un racconto sfaccettato e non comune di Pablo Picasso, che dà al pubblico l’occasione di curiosare in un ambiente privato e familiare, nel mondo segreto di un artista di levatura mondiale, tra i più importanti protagonisti della storia dell’arte. Grande merito è l’aver reso possibile l’esposizione, per la prima volta in Italia, di una selezione di opere appartenenti al fondo di proprietà del collezionista lussemburghese Guy Ludovissy, gestito dal Reial Cercle Artístic de Barcelona e composto da 34 foto di André Villers e 94 opere di Edward Quinn: grazie a queste opere si può aprire anche un confronto inedito tra i lavori dei due fotografi che furono fianco a fianco del grande maestro spagnolo e che riuscirono a catturarne numerosi istanti di vita quotidiana. Del resto Quinn e Villers divennero amici intimi di Picasso e suoi confidenti e poterono così osservare da vicino gli ultimi decenni di vita dell’artista condividendo le sue emozioni e le sue riflessioni. Nata dalla sinergia tra la Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, la mostra offre dunque al pubblico ritratti indimenticabili, curiosi e inaspettati di Picasso, nei quali si riflette anche lo sguardo attento e partecipe di due importanti fotografi.Tanti i temi che emergono in un percorso approfondito, che si snoda lungo 6 sezioni e una novantina di fotografie: i momenti di intimità e gli slanci di creativa ricerca, la personalità di Picasso, il suo estro e l’umanità, i rapporti con la famiglia, il gioco e la parodia attraverso la maschera e il travestimento, lo studio e il lavoro continuo, ma anche il legame con Quinn e Villers. Nella mostra trovano spazio anche le ossessioni del maestro, le manie, la consapevolezza del legame saldo tra i fatti quotidiani, il comportamento e l’esito della propria arte.

Da Bocci-Frassica a Pession, la nuova fiction MediasetTra i volti anche Preziosi e Bova. In vista coproduzioni con Netflix

07 luglio 201920:01

– La nuova fiction Mediaset arruola alcuni degli interpreti più amati delle serie made in Rai, da Cesare Bocci a Nino Frassica e Gabriella Pession – ma senza dimenticare un suo volto simbolo come Raoul Bova – e apre la porta a possibili coproduzioni con Netflix: obiettivo, competere ad armi pari con il servizio pubblico, che fa da sempre di questo genere una punta di diamante del palinsesto per qualità e quantità di prodotto.Dopo l’inedita collaborazione commerciale per Stranger Things 3, disponibile online dal 4 luglio ma lanciata il giorno prima da Italia 1, il dialogo tra il Biscione e Netflix continua: il colosso dello streaming potrebbe partecipare alla produzione di titoli Mediaset riservandosene la programmazione in anteprima. Tra i progetti pilota c’è Made in Italy, la serie con Greta Ferro e Margherita Buy, coprodotta da Taodue Film e The Family per Mediaset e diretta da Ago Panini e Luca Lucini, dedicata alla nascita della grande moda italiana. Greta Ferro è Irene, figlia di immigrati dal Sud che a metà anni ’70 per pagarsi gli studi risponde all’annuncio della rivista di moda ‘Appeal’, dove conquisterà un ruolo di prestigio. Sono gli anni del pret-à-porter, ma anche del divorzio, delle proteste giovanili, dell’emancipazione femminile.E’ un legal thriller, invece, Il processo, quattro puntate targate Lucky Red e dirette da Stefano Lodovichi: siamo a Mantova e il racconto corale ruota attorno all’omicidio brutale di Angelica, una diciassettenne coinvolta in affari più grandi di lei. Protagonisti la pm Elena Guerra (Vittoria Puccini) e Ruggero Barone (Francesco Scianna), avvocato rampante.Si prepara una nuova sfida per Giulia Michelini-Rosy Abate, nella seconda stagione della fiction diretta da Giacomo Martelli e prodotta da Taodue. Dopo sei anni in carcere, la protagonista può finalmente riabbracciare il figlio, ma dovrà salvarlo da un destino criminale che potrebbe costargli la vita.Ancora una figura femminile forte e determinata al centro di Oltre la soglia: Tosca (Gabriella Pession) è la dottoressa di un reparto di neuropsichiatria infantile che con metodi fuori dal comune riesce a capire i giovani pazienti meglio di chiunque altro. Giorgio Marchesi è il volto maschile della serie prodotta da Paypermoon, con la regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca. E’ un procedural, invece, Scomparsi, con Alessandro Preziosi nei panni di Elio Masantonio, investigatore dal passato misterioso che viene messo dal prefetto di Genova alla guida di una piccola task force per risolvere i casi di persone scomparse. La produzione è di Cattleya, la regia di Fabio Monti ed Enrico Rosati.Spiazza la strana coppia dei Fratelli Caputo: Cesare Bocci e Nino Frassica (alias il Mimì Augello di Montalbano e il maresciallo Cecchini di don Matteo) sono Alberto e Nino, due fratelli, figli dello stesso padre, che si ritrovano a distanza di cinquant’anni a convivere nello stesso casale, il primo sindaco del borgo, il secondo agente di spettacolo, all’opposizione. Alessio Inturri dirige la miniserie prodotta dalla Ciao Ragazzi.Mentre è agli ultimi ciak in Sardegna L’isola di Pietro 3 con Gianni Morandi, Francesco Arca, Francesca Chillemi e Caterina Murino, per la regia di Luca Brignone e di Alexis Sweet e la produzione Lux Vide, aprirà a fine luglio il set di Giustizia per tutti, con Raoul Bova nei panni di un ex broker finanziario che torna libero dopo dieci anni di prigione, accusato ingiustamente di aver ucciso la moglie, brillante avvocato. Nel frattempo è riuscito a laurearsi in legge e a far riaprire il suo caso, provando la sua innocenza. Scarcerato, viene assunto nell’ex studio della moglie e comincia ad occuparsi di casi di altre vittime di errori giudiziari. La regia è di Maurizio Zaccaro ed Eros Puglielli, produce Rb Produzioni.

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Grand Hotel, soap prodotta da Longoria
Su FoxLife dall’8 luglio, tra scandali, segreti e passioni
07 luglio 201917:18

– Scandali, debiti, segreti e storie d’amore e passione: su FoxLife arriva dall’8 luglio alle 21 Grand Hotel, nuova soap drama prodotta e diretta da Eva Longoria, basata sull’omonima serie spagnola, che vede protagonista la famiglia proprietaria di un lussuoso hotel a Miami Beach. Dietro le aristocratiche apparenze dell’hotel si nascondono i segreti della famiglia e dello staff. Demián Bichir (Per una vita migliore, interpretazione che gli è valsa una nomination agli Oscar e The Bridge) è Santiago Mendoza, il proprietario dell’albergo, che conduce una vita dissoluta con la seconda moglie Gigi (Roselyn Sanchez) e i figli Alicia (Denyse Tontz), Javi (Bryan Craig), Carolina (Feliz Ramirez) e Yoli (Justina Adorno). L’ex casalinga disperata Longoria, che ha prodotto e diretto alcuni degli episodi, apparirà in un cameo, nei panni di Beatriz, ex proprietaria dell’hotel e prima moglie di Santiago.

Elba Book Festival, trekking con CalvinoIn prima nazionale lo spettacolo all’Eremo di Santa Caterina

07 luglio 201920:25

– Giunto alla sua terza edizione, l’Elba book festival (16-19 luglio) si arricchisce di iniziative che ampliano il calendario della manifestazione ufficiale. Da lunedì 8 luglio, in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e con La città di Isaura, associazione per la gioia della lettura, sono in programma, poco prima del tramonto (dalle 18 alle 20) quattro appuntamenti nel comune di Rio, all’isola d’Elba, presentati come Trekking Book Festival.
Durante le passeggiate letterarie i due attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale leggeranno brani legati ai luoghi delle visite. Tra gli appuntamenti più attesi, giovedì 11 all’Eremo di Santa Caterina, all’interno dell’Orto dei semplici, con “La mia casa è dappertutto, dove posso salire andando insù”, la riduzione de “Il barone rampante” di Italo Calvino a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri. Lo spettacolo, che ha il patrocinio della Federparchi Nazionale, viene rappresentato in prima nazionale. Prevede che il pubblico si muova con gli attori e i musicisti (Eleonora Minerva al violino, Marco Taraddei al fagotto) seguendo la lettura in cinque luoghi diversi dell’Eremo. Teli di canapa lunghi tre metri, ideati e disegnati a mano da Rosaria Torquati penderanno dagli alberi a comporre una scenografia adatta a uno spettacolo pensato per rappresentazioni in parchi, ville e giardini.

Morto nel sonno l’attore Cameron BoyceLa famiglia, ‘era in cura, ha avuto un attacco’

07 luglio 201912:05

– L’attore Cameron Boyce, giovanissima star delle serie televisive di Disney Channel, è morto a 20 anni. “È con un cuore profondamente pesante che riportiamo che questa mattina abbiamo perso Cameron”, ha detto un portavoce a nome della famiglia, citato dalla Abc. Il giovane “è morto nel sonno a causa di un attacco, risultato di una condizione medica in corso per la quale era in cura”. Boyce ha recitato in “Jessie”, un programma televisivo su una ragazza di una piccola città, interpretato da Debby Ryan, che lavora come baby sitter per una famiglia benestante dopo essersi trasferita a New York. Boyce era uno dei bambini della famiglia.

Ischia, premi Vanzina a Fresi e DeutchAnnuncio a un anno dalla scomparsa. Cerimonia il 16 luglio

ISCHIA (NAPOLI)07 luglio 201915:28

– A Stefano Fresi e alla giovane star americana Zoey Deutch (‘Arrivederci Professore’) è stato assegnato il Premio Carlo Vanzina-Prince of Comedy, seconda edizione, istituito dall’Accademia Internazionale Arte Ischia in ricordo del popolare regista, scomparso l’8 luglio del 2018, e del suo legame con l’isola verde e il Global film & Music Fest. Il riconoscimento, che sarà ritirato il 16 luglio, ‘dedicato agli artisti che sanno raccontare la società, il costume, i vizi e le virtù degli italiani con leggerezza e intelligenza’, si arricchisce quindi anche di una sezione internazionale per giovani talenti. “E’ stata una scelta condivisa con la famiglia Vanzina. Fresi è davvero un principe della nuova commedia italiana alla quale sta dando un contributo di grande intelligenza e originalità – dice Tony Renis, presidente onorario del Global festival – creando irresistibili personaggi”. Zoey Deutch, 25 anni, attrice e modella californiana, è anche un’attivista in campo sociale e filantropico.
Il nuovo Spider-Man, tra mito e fake newsSupereroe in gita scolastica in Europa anche tra calli veneziane

07 luglio 201920:03

– Passare dal considerarsi un amichevole Spider-man di quartiere a venerato simbolo pop della lotta al male, ricoprendo il ruolo che era del suo mentore, ora scomparso, Tony Stark – Iron Man, si rivela più complesso del previsto per L’Uomo Ragno versione Tom Holland, in Spider-man: Far From home di Jon Watts, in sala dal 10 luglio con Warner Bros.Per il regista, la chiave è stata trovare il tono giusto. Dopo l’anima epica (e i lutti) di Avengers: Endgame, sulla carta sembrava complicato tornare alla leggerezza del primo film del nuovo corso per il supereroe Marvel, Spider-man: Homecoming. La soluzione è stata far ruotare la storia intorno a un’esperienza tipicamente adolescenziale e giocosa: la gita scolastica in Europa della classe del teenager Peter, che tra visite ai musei, sentimenti all’amica MJ (Zendaya) e il percorso di elaborazione del lutto per la perdita di Tony Stark, viene ‘arruolato’ dal capo dello S.H.I.E.L.D Nick Fury (Samuel L. Jackson). Il compito è affrontare enormi e letali creature venute da un’altra dimensione insieme a un nuovo potente supereroe, il carismatico Mysterio (Jake Gyllenhaal). Una missione che lo porta ad invischiarsi in una rete di quanto mai attuali ‘fake news’.Nella prima parte del film ha un ruolo da protagonista anche Venezia, meta iniziale dei ragazzi, con tanto di acqua alta, combattimenti tra ponti, piccioni e calli veneziane, e il cameo di Mina nella colonna sonora. Watts conferma la capacità di unire gran ritmo con l’approccio a temi seri come l’elaborazione del lutto e la linea sottile tra mito e verità, mantenendosi in equilibrio tra dramedy, commedia e teen movie di formazione. Lo aiutano l’ottimo cast, nel quale ritornano, fra gli altri, Marisa Tomei nella parte della vulcanica Zia May; Jon Favreau (regista di punta di casa Disney e non solo, oltre che attore) per Happy, migliore amico di Tony Stark e ora figura paterna nella vita di Peter; e Jacob Batalon nel ruolo di Ned, amico fraterno/consigliere sempre al fianco di Parker. Watts, che arricchisce il film di omaggi e citazioni (dai classici, vintage e moderni, del fantasy a cult come La signora di Shanghai di Orson Welles), cede a qualche stereotipo nel rappresentare un’Europa da cartolina (fra le altre mete del viaggio, Praga e Londra con una puntatina in Olanda), ma riesce a far prevalere l’ironia e un paio di benefiche virate surreali. Per Tom Holland “Far From Home è anche più divertente del nostro primo film, ma allo stesso tempo gli ostacoli sono più alti, ed è più personale.La dimensione del film cresce, ma è una svolta sempre giustificata da un personaggio o una ragione ancorata alla storia”. Far From Home per l’attore “è più grande e migliore in modo possibile”. Un entusiasmo che il pubblico sta già condividendo. Infatti il film, costato circa 160 milioni di dollari, uscito negli Usa il 2 luglio, non sembra soffrire la ‘fatica da franchise’, che ha colpito ultimamente Men in black e gli X-Men: le sale si riempiono e si punta a un totale negli Stati Uniti alla fine del primo weekend fra i 170 e i 190 milioni di dollari. In Italia è tra i film di punta di Moviement, la rete di uscite che ha come obiettivo allungare la stagione cinematografica anche all’estate.

Incassi Usa, debutto record Spider-manSul podio Toy Story 4 e Yesterday con le musiche dei Beatles

07 luglio 201919:40

– Debutto da record al box office nord americano per Spider-man: Far From Home: con 185 milioni di dollari il film di Jon Watts, con Tom Holland nei panni del supereroe in gita scolastica in Europa, centra il miglior esordio su sei giorni di programmazione per un’uscita di martedì (e la 22/a performance su sei giorni di tutti i tempi). Scivola in seconda posizione Toy Story 4, con un incasso di 34,3 milioni di dollari nel week end (e oltre 306 milioni in totale sul solo mercato Usa), seguito da Yesterday, musical comedy di Danny Boyle sulle note dei Beatles, attesa in Italia a settembre, che rastrella 10,7 milioni di dollari (e sfiora in totale i 37 milioni). Scende al quarto posto l’horror Annabelle 3 (9,7 milioni di dollari nel week end, 50 in totale), al quinto Aladdin (7,6 milioni nel fine settimana, oltre 320 in totale). Da segnalare, in sesta posizione, l’esordio di Midsommar, l’horror di Ari Aster, che con 10 milioni di dollari mette a segno la miglior apertura dell’anno per un film indie.

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DALLE 10:45 DI SABATO 06 LUGLIO 2019

ALLE 11:32 DI DOMENICA 07 LUGLIO 2019

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Santa Cecilia, voci bianche in concerto per l’Europa
L’8 luglio a Roma si chiude il progetto Music Up Close Network
ROMA
06 luglio 2019 10:45

– Un grande concerto, un omaggio alle differenti voci culturali e artistiche che rappresentano l’Europa. È l’appuntamento conclusivo del progetto Music Up Close Network, in programma lunedì 8 luglio alle 20.30 all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un evento gratuito in cui tutti i partner del progetto introdurranno alcune canzoni rappresentative dei propri Paesi d’origine, eseguite dal Coro delle Voci Bianche dell’Accademia di Santa Cecilia diretto dal maestro Ciro Visco.Il programma prevede l’esecuzione di Hia di Tadeja Vulc (Slovenia), dei canti popolari Villanella e Sur le Pont d’Avignon (Francia), El Cant dels Ocells di Bernat Vivancos (Spagna), Djeca su voiska najjaa di Velimir Milosevi (Bosnia ed Erzegovina), Aan de Amsterdamse Grachten di Pieter Goemans (Olanda), Tovenaar di Josef Sercu (Belgio), Oi, Iezero di arko Mirkovi (Montenegro), Stabat Mater dolorosa di Giovanni Battista Pergolesi (Italia) e si concluderà con l’Inno alla Gioia di Beethoven.”Music Up Close Network (MUCN): Connecting Orchestral Music to Young Audiences” è un progetto di cooperazione artistica e culturale transnazionale, finanziato dal Programma Europa Creativa 2014-2020 con l’obiettivo di promuovere la musica sinfonica tra i giovani e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. La Regione Lazio è partner, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è capofila. Il concerto conclusivo sarà preceduto dalla Conferenza internazionale di presentazione dei risultati finali del progetto “MusicUp Close Network” nel Castello di Santa Severa.A Music Up hanno aderito Orchestre Nationale de Lille (Francia); Auditori-Barcelona Symphony and Catalonia National Orchestra (Spagna); Netherlands Philharmonic Orchestra (Olanda); Montenegrin Music Centre (Montenegro); Sarajevo Philharmonic Orchestra (Bosnia ed Erzegovina); Branimir Slokar Academy (Slovenia); International Yehudi Menuhin Foundation (Belgio).

Cefalonia, per una memoria condivisa’L’ultima battaglia per Divisione Acqui’, a cura Caroppo e Vanni

FIRENZE06 luglio 201913:42

– ‘L’ultima battaglia per la Divisione Acqui’: è il nuovo libro (Edizioni Medicea Firenze, 208 pagine, 15 euro) sulle terribili vicende di Cefalonia dopo l’8 settembre del 1943 a cura dei giornalisti Luigi Caroppo e Pierandrea Vanni. Con un obiettivo dichiarato nel sottotitolo: ‘Cefalonia, alla ricerca di una memoria condivisa’.
Filo conduttore è appunto quello di andare al di là delle polemiche e delle contrapposizioni che segnano da sempre le numerose interpretazioni di quanto accadde sull’isola – sull’argomento sono oltre 200 i diari di reduci o loro familiari, ricostruzioni storiche e quanto altro -, e di contribuire ad una memoria veramente condivisa, nella convinzione che solo così si possa rendere giustizia morale e onore alla Divisione Acqui. “Il dolore non va in prescrizione” afferma il procuratore militare generale Marco De Paolis nel libro, che si basa anche su documentazione in parte poco conosciuta se non inedita proveniente dagli Archivi dello Stato maggiore dell’Esercito.
Il volume sarà presentato lunedì 8 luglio alle 17.30 a Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Oltre ai curatori parteciperanno De Paolis, il gen.Fulvio Poli, capo ufficio generale promozione pubblicistica e storia stato maggiore dell’Esercito e Tiziano Zanisi dell’Associazione nazionale divisione Acqui.

80 anni di Batman al Giffoni FilmFestIl 26 luglio l’anteprima nazionale del film

SALERNO06 luglio 201914:28

– Per omaggiare l’80/o anniversario di Batman, DC sta organizzando una serie di festeggiamenti che si svolgeranno nel corso di tutto l’anno, in tutto il mondo, con eventi live, fan celebration, prodotti esclusivi e molto altro.
Il 26 luglio il Giffoni Film Festival (in programma a Giffoni Valle Piana – Salerno), Warner Bros. e DC Comics celebreranno il cavaliere oscuro alle 16 con una masterclass dal titolo #Batman80 – Il Mito del Cavaliere Oscuro che ha illuminato per sempre il mondo dei Comics, moderata da Manlio Castagna e tenuta dal DC artist Carmine Di Giandomenico.
Alle 17 verrà poi presentato, in anteprima nazionale Batman: Hush. Il film sarà disponibile per l’acquisto e il noleggio dal 21 settembre su tutte le piattaforme digitali tra cui Infinity, SKY Primafila, iTunes, Youtube, Chili, Timvision. La giornata dedicata a Batman si concluderà con la proiezione dell’ultimo episodio della quinta e ultima stagione di Gotham.

La casa di carta 3, nuovo colpo nel nome dell’onoreIl Professore si gioca tutto, con lui l’amico ingegnere Palermo

06 luglio 201920:10

– La maschera di Dalí con i baffoni all’insù utilizzata dai rapinatori ha già preso il sopravvento ancora prima della messa in onda ufficiale, per via della diffusione di poster, immagini e trailer, di quella di V for Vendetta nei cortei antagonisti di tutto il mondo. La casa di carta, storia di un gruppo di rapinatori che sotto la regia del Professore mette a punto un colpo memorabile, sta per tornare su Netflix (dal 19 luglio) con la terza, attesissima, stagione in tutti i paesi in cui il servizio è attivo.Dopo essere scappato con un miliardo di euro sottratto alla Zecca di Stato spagnola, il Professore riceve una chiamata: uno dei membri della banda è stato catturato. Ricordate Rio, l’hacker inguaribile romantico perdutamente innamorato di Tokyo? Bene, si fa beccare sull’isola paradisiaca sulla quale ha trovato rifugio insieme alla sua bella. L’unico modo per salvarlo e proteggere il segreto di tutti è riunire la banda per organizzare un nuovo colpo, il più grande mai realizzato. Stavolta insomma i soldi non c’entrano, o perlomeno c’entrano, ma sono per una causa ancora più grande. Stavolta di mezzo ci sono l’onore e la famiglia. E nel frattempo Rio viene torturato per fargli confessare tutto quello che sa sulla banda che ha messo a segno il clamoroso colpo da un miliardo di euro.In un uno dei video diffusi dal colosso streaming, in mare aperto, a bordo di un’imbarcazione, il Professore si rivolge ai compagni: “Signori, siamo in acque internazionali, siamo riusciti a scappare, ma adesso arriva la parte difficile: rimanere vivi”. Il promo della terza stagione riporta sullo schermo tutti i sopravvissuti della banda alla rapina della Zecca di Madrid che si stanno godendo il meritato riposo, su un’isola paradisiaca. C’è Tokyo che esce dall’acqua in bikini, ma con cintura alla vita, Nairobi che balla spensierata, un bacio poi tra Raquel Murillo e il Professore. Ma il video annuncia anche che “la loro vacanza è finita”, mentre le immagini rilassanti lasciano spazio allo sbarco di forze militari. E poi è rivoluzione. L’unico modo per salvare l’amico e proteggere il segreto di tutti è riunire la banda per l’attacco a un’altra fortezza, all’interno dell’impenetrabile Banco de España, reinventato negli studi di Tres Cantos a pochi chilometri da Madrid.Poi c’è un giallo E riguarda Berlino. Lo abbiamo visto nel finale della seconda stagione crivellato di colpi nei corridoi del caveau della Zecca di Madrid, ma nel trailer rispunta nel bel mezzo di piazza Duomo a Firenze. Per quanto ne sappiamo, potrebbe trattarsi di un sogno del Professore che nella clip compare, con un mucchio di cartine e mappe sotto il braccio, e lo chiama per nome. Nello show ideato da µlex Pina, il cast noto annoverava µlvaro Morte (“Il Professore”), Ursula Corbero (“Tokyo”), Jaime Lorente (“Denver”), Miguel Herrán (“Rio”), Darko Peric (“Helsinki”), Alba Flores (“Nairobi”), Esther Acebo (“Stoccolma”), Itziar Ituno (“Raquel Murillo”), Enrique Arce (“Arturo”), Kiti Mánver (Mariví) e Juan Fernández (Colonnello Prieto) e Mario de la Rosa (Suarez). Dalle prime anticipazioni si sa che nella terza stagione si aggiunge anche un nome di una città italiana: a svelarlo è stato il Professore (µlvaro Morte) che ha dà il benvenuto al nuovo membro del gruppo, Palermo (Rodrigo de la Serna, attore argentino noto per i Diari della Motocicletta), un noto ingegnere legato al Professore da un antica amicizia. Le altre new entry si chiamano Bogotà (Hovik Keuchkerian) e Marsiglia (Luka Peros). Stoccolma è il nome scelto da Monica, l’ex segretaria e amante del direttore della Zecca di Madrid (interpretata da Esther Acebo), da quando è diventata la compagna di Denver (Jaime Lorente) e si è unita alla banda. Anche l’ex ispettore Raquel Murillo (Itziar Ituño) ha cambiato schieramento per amore, a causa della sua relazione con il Professore: ora si chiama Lisbona.

Wertmuller, omaggio al Senato aspettando l’OscarDa Casellati il premio Genio ed Eccellenza Italiana nel Mondo

06 luglio 201920:13

– “E un’emozione e un onore, che devo dire, mi fa molto piacere”. Con queste poche parole, accompagnate da un gran sorriso, Lina Wertmuller, nell’aula del Senato, ha ringraziato per il premio “Genio ed Eccellenza Italiana nel Mondo” ricevuto durante il sesto appuntamento di Senato&Cultura. A consegnarlo alla cineasta, che il 27 ottobre riceverà a Los Angeles dall’Academy l’Oscar alla carriera, è la presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati.”Ritengo per tutti noi, per il Senato della Repubblica, un privilegio poter oggi consegnare a Lina Wertmüller questo premio – ha spiegato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha anche dedicato un ricordo a Ugo Gregoretti, scomparso ieri -. Attiva in tutti gli ambiti artistici, ha saputo negli anni coniugare l’impegno cinematografico con il teatro, la musica, l’opera lirica, la televisione, la radio. Una donna straordinaria, un’artista straordinaria che ci ha fatto ridere e sorridere, piangere e pensare, sempre con quell’originalità e quella fantasia che ne hanno caratterizzato l’intera produzione culturale”. La regista, elegante in un completo nero e con gli immancabili occhiali bianchi, al suo ingresso in aula è stata accolta da un’ovazione. Sono intervenuti per rendergli omaggio Riccardo Scamarcio, Lina Sastri (che ha cantato, per la cineasta, Voce ‘e notte, nella versione riarrangiata da Ennio Morricone), Francesca Archibugi, Cristina Comencini, Liliana Cavani. Inoltre gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia hanno realizzato in suo onore una coreografia sulle note di Morricone e hanno recitato alcuni brani da due suoi capolavori, Pasqualino Settebellezze, che ha ottenuto 4 nomination all’Oscar, tra le quali la prima mai attribuita a una donna per la regia, e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.”Grazie per l’opportunità di omaggiare Lina Wertmuller, che forse meglio di chiunque altro ha raccontato, attraverso il paradosso, l’umanità degli italiani – ha detto Scamarcio -. Io l’ho conosciuta a 19 anni al Centro sperimentale ed è stata una mia insegnante. Per me era un mito. Lei ci faceva lezione alla fine della giornata, e io, facendo il vago, mi facevo trovare per caso vicino alla sua macchina. Le avevo detto, anche se non era vero, che abitavo vicino Piazza del Popolo, perché sapevo che lì abitava lei, così Lina spesso mi offriva un passaggio. Grazie a questo piccolo sotterfugio ho avuto l’opportunità di parlarle, di ascoltare i suoi aneddoti. Mi dispiace se ho mentito – aggiunge sorridendo – ma quei passaggi sono stati fondamentali anche per decidere come impostare la mia carriera. Grazie, Lina, ti voglio bene, sei grande”. Per Francesca Archibugi “Lina è talmente unica che non influisce su nessuno, nel senso che è inimitabile. Fa dei film molto personali che riescono a essere popolari e questo è qualcosa di molto raro”. Lina Wertmuller “ha rappresentato l’Italia più di me con le sue storie e i suoi personaggi – dice l’altra regista pioniera nel cinema italiano, Liliana Cavani, che è andata ad abbracciare la festeggiata di oggi dopo la foto di gruppo finale -. Io non so nemmeno dove si comincia nel fare commedia. Le sue invece sono fatte con grande intelligenza e senso psicologico. I suoi film hanno sempre un significato sociale, ma sanno anche divertire molto, sono spettacolo. Lina in questo è la migliore”.Cristina Comencini, unica cineasta italiana, insieme alla Wertmuller, ad avere ottenuto una candidatura all’Oscar per la migliore regia, ricorda che “in un panorama in cui c’erano solo due registe donne, Lina faceva questo mestiere con grandissima libertà, raccontando quello che voleva come voleva. Con lei e con interpreti come Giannini e Mariangela Melato, una donna e un’attrice straordinaria, Lina ha fatto muovere la commedia, con lei si è rinnovata. E giustamente è arrivata in America e in tutto il mondo. Chapeau, Lina, chapeau”.

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Cinema: a Bellocchio il Premio Visconti
15 luglio al Global festival con il produttore Caschetto

ISCHIA (NAPOLI)06 luglio 201915:16

– E’ stato assegnato a Marco Bellocchio il Premio Ischia Luchino Visconti, riconoscimento intitolato al maestro che scelse l’isola verde come sua residenza. Il grande regista che con ‘Il Traditore’ è l’autore più accreditato a rappresentare l’Italia agli Oscar 2020, lo ritirerà il 15 luglio al Miramare & Castello, al 17esimo Global Film & Music Festival.
”Mai come quest’anno l’assegnazione del Premio Visconti ha riempito di entusiasmo tutti i membri della nostra Accademia – dice Marina Cicogna, animatrice della vita culturale della villa La Colombaia di Visconti – dopo una carriera lunga quasi 60 anni e 30 film tra cui capolavori assoluti, da ‘I Pugni in tasca’ a ‘Buongiorno notte’, con ‘Il traditore’ Bellocchio ci ha ancora una volta conquistati regalandoci sequenze da grande cinema americano”. Il Global festival premierà il film interpretato da Favino nel ruolo di Buscetta come ‘Film europeo dell’anno’ e anche nella categoria miglior produttore, il bolognese Beppe Caschetto.

Alla Notte Rosa 2 mln e mezzo di personeDe Gregori a Rimini, ‘questa piazza mi ricorda Fellini sul set’

RIMINI06 luglio 201915:23

– Si accende la Notte Rosa: la 14/a edizione sfiora i due milioni e mezzo di presenze per oltre 400 eventi lungo la Riviera dell’Emilia-Romagna, del Pesarese e nell’entroterra con un giro d’affari stimato in 200 milioni di euro.
Il Capodanno dell’Estate è partito con il concerto gratuito in piazzale Fellini a Rimini di Francesco De Gregori. “Questa è la piazza dedicata a Fellini, forse per voi è normale – ha detto il cantautore rivolgendosi al pubblico – per me è un’emozione che mi ricorda delle immagini straordinarie come quella di Fellini con la frusta che dirigeva il set di 8 e mezzo”. A Riccione la Notte Rosa è cominciata alle 18 con la diretta di ‘Deejay chiama Italia’ condotto da Linus e Nicola Savino. A Bellaria è salito sul palco il vincitore dell’ultimo Sanremo, Mahmood, invece Giusy Ferreri ha fatto scatenare i fan a Marina di Ravenna, mentre The Kolors erano a Misano Adriatico, Gene Gnocchi a Pesaro e Shade e Federica Carta a Cattolica dove oggi sarà la volta dei Tiromancino.

Uomo alato 15 m su palco Teatro SilenzioBocelli si esibirà con il figlio e la cantautrice Dua Lipa

JATICO (PISA)06 luglio 201915:46

– E’ Daniele Basso l’artista scelto da Andrea Bocelli per realizzare l’opera che quest’anno caratterizzerà il concerto del 25 e del 27 luglio sul palcoscenico del ‘Teatro del Silenzio’ a Lajatico (Pisa).
‘Gabriel’, monumentale uomo alato alto 15 metri, realizzato interamente in acciaio, celebrerà il valore universale della libertà. E’ infatti ‘Ali di libertà’ il titolo dell’evento musicale, alla 14/a edizione, che animerà le colline di Lajatico, borgo che ha dato i natali al celebre tenore. Con lui sul palco ci saranno Dua Lipa, cantautrice britannica di origini albanesi vincitrice di due Grammy Awards, e Matteo Bocelli, figlio di Andrea, astro nascente del pop internazionale. A firmare la regia è Luca Tommassini, coreografo e collaboratore di Madonna e Michael Jackson. In attesa che Lajatico si animi con la musica di Bocelli, va in scena l’arte con la rassegna ‘ArtiInsolite 2019’, che fino al 15 settembre si snoderà nel piccolo borgo per culminare sul palcoscenico del Teatro del Silenzio. Oltre alle opere di Daniele Basso, installate nella sala consiliare del Comune e nella centralissima piazza Vittorio Veneto, ci saranno anche installazioni realizzate da numerosi artisti oltre che dalla Compagnia della Fortezza.

Sgarbi, Morgan non a Sutri ma a Nepi”L’opposizione consiliare ha evocato denunce. Ora deciderà lui”

06 luglio 201915:50

– Sfrattato dalla sua abitazione di Monza venduta all’asta dopo il pignoramento, Morgan dovrà rinunciare a trasferire il suo studio-museo a Sutri. Nella cittadina della Tuscia di cui è sindaco Vittorio Sgarbi, che aveva offerto all’artista ospitalità a Palazzo Savorelli, “l’opposizione consiliare ha manifestato una inaudita ostilità contro il musicista, evocando, addirittura, il ricorso a denunce penali”. Ad annunciarlo è lo stesso Sgarbi.
“Purtroppo – spiega – sono prevalsi pregiudizi e ignoranza.
Non si trattava di dare una casa a Morgan dove dormire o mangiare, ma di ospitare il suo studio-museo, cioè strumenti musicali, dischi, libri, spartiti musicali, cimeli della storia del rock, opere d’arte. Invece una opposizione ottusa lo ha ha messo sullo stesso piano di uno che reclama un alloggio popolare, facendolo apparire come un privilegiato”. “Da Nepi – dice ancora Sgarbi – hanno manifestato la disponibilità ad accogliere lo studio-museo di Morgan. A questo punto la scelta spetta al musicista”.

Maestro dell’animazione Ocelot a BolognaPresenta nuovo film ‘Dilili a Parigi’ e svela la sua tecnica

BOLOGNA06 luglio 201916:07

– ‘Sotto le stelle del cinema’, in Piazza Maggiore a Bologna, arriva un maestro francese dell’animazione, Michel Ocelot: lunedì 8 luglio, alle 21.45, il regista introdurrà il suo nuovo film, ‘Dilili a Parigi’, e il giorno successivo, alle 18 al Cinema Lumière, incontrerà il pubblico e svelerà i segreti della sua particolarissima tecnica d’animazione. L’appuntamento rientra nella rassegna promossa dalla Cineteca, fino al 14 agosto, nell’ambito di ‘Be Here-Bologna Estate 2019’.
Nella Parigi della Belle Époque, Dilili, una ragazzina straniera appena arrivata dalla Nuova Caledonia, e il giovane fattorino Orel, iniziano a investigare sul misterioso rapimento di alcune ragazze da parte di un’organizzazione segreta.
L’improvvisata coppia di detective troverà l’appoggio di alcuni dei grandi protagonisti di un’epoca straordinaria, da Proust a Matisse, da Marie Curie a Louis Pasteur. Una gioiosa fiaba animata che indaga senza leziosità le radici del razzismo coloniale e della violenza sulle donne.

John Turturro premiato a LecceL’attore-regista, “ho un’idea per un film in Puglia”

LECCE06 luglio 201916:09

– Un film in Puglia? “Ho già un’idea al riguardo”, la risposta di John Turturro a Neri Marcorè, nel chiostro del Rettorato dell’Università di Lecce. L’attore e regista americano, ormai cittadino pugliese a tutti gli effetti (è cittadino onorario di Giovinazzo, paese d’origine del padre), ha ricevuto il 5 luglio il premio Apollonio che celebra i pugliesi d’eccezione. Turturro ha raccontato del suo rapporto con la Puglia e il Sud Italia (la mamma era siciliana), ma anche del film girato a Napoli e della sua devozione per il cinema italiano e per lo scrittore Primo Levi (“ho letto tutti i suoi libri”), dal cui romanzo è tratto un film del 1997, “La tregua”, diretto da Francesco Rosi e interpretato proprio da Turturro.
“Ho nuotato e mangiato molto, qui in Puglia: ho preso almeno due chili, in questi giorni”, ha scherzato l’attore, giunto a Lecce con il figlio Diego e la moglie Katherine Borowitz, “ma per la verità ne avevo bisogno”. Ha ricevuto anche la maglia numero 15 del Lecce, fresca di serie A.

A Lucca Elton John si congeda da ItaliaUltimo concerto, nel 2019, del tour di addio alle scene
LUCCA06 luglio 201916:55

– Lucca si prepara ad accogliere sir Elton John: il 7 luglio la 72enne pop star sarà nella città toscana per la sesta volta, al Summer festival. Un l’appuntamento speciale: la città accoglie il ‘Farewell yellow brick road tour’, lunghissimo tour di addio alle scene dell’artista inglese che ha deciso di voler fare il papà a tempo pieno.
Concerto sold out spiegano gli organizzatori, la D’Alessandro e Galli, anche dopo la decisione di far traslocare lo spettacolo da piazza Napoleone all’ex Campo Balilla sotto le antiche mura di Lucca, location tenuta a battesimo due anni fa dai Rolling Stones e dove si sono esibiti anche Roger Waters nel 2018 e, sabato scorso, Ennio Morricone, anche lui per il suo tour d’addio. In tutto sono attesi in 20.000 – con oltre il 30% dei biglietti venduti all’estero, si spiega dalla D’Alessandro e Galli -, per uno spettacolo che ripercorre quasi 50 anni di carriera di Rocketman. Sarà anche l’ultimo live di Elton John, almeno per il 2019, in Italia.

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Strega, Missiroli, è stata un’edizione democratica
L’autore di ‘Fedeltà’, ‘ora sparisco, troppa visibilità fa male’

06 luglio 201920:56

Essere stato per oltre un anno il superfavorito per la vittoria in un’edizione del Premio Strega che ha visto per la prima volta in maniera decisiva i marchi di uno stesso gruppo editoriale, Mondadori, correre ognuno per sé e divisi anche al loro interno, con Einaudi spaccata tra Torino e Stile Libero a Roma, non deve essere stato per niente facile per Marco Missiroli. L’autore di ‘Fedeltà’ (Einaudi), vincitore del Premio Strega Giovani, ha però saputo trovare sempre la nota positiva. “Ogni casa editrice ha corso per sé, mi sembra giusto dirlo e non so come mai sia accaduto. E’ una loro logica che dovranno sistemarsi internamente. Questo in ogni caso ha reso più democratico il Premio” dice Missiroli, 38 anni, che è arrivato terzo con 91 voti dopo Benedetta Cibrario con ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), 127 voti, e al Ninfeo di Villa Giulia ha abbracciato e tifato sotto il palco per Antonio Scurati con il suo ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani), super vincitore con 228 voti dopo essere arrivato per due volte secondo.”Sono stato felice per Antonio. Volevo stare sotto il palco quando è stato proclamato vincitore perché avevo visto in lui una sorta di rilassatezza, un non prendersi troppo sul serio, come se gli Strega precedenti e questo libro lo avessero placato. Quando ha vinto ho percepito la liberazione. Voglio bene a Scurati e ho partecipato a uno Strega dove il libro che ha vinto è il più importante perché va a riempire un tassello che è oltre la letteratura, va a coprire un buco del tempo. Perdere con ‘M.’ di Scurati va bene” spiega Missiroli. E poi ammette: “Sicuramente è stato un peso essere stato dato come vincitore preannunciato. Non so se ha fatto bene al libro.Psicologicamente porta male, ti rode. Un libro deve sempre avere una naturalezza, altrimenti diventa artificiale la questione. I preannunciati devono essere quelli che hanno già fatto un percorso di carriera, altrimenti ti si rivolta contro. Ma, vincitore annunciato o no, Scurati avrebbe vinto comunque”.Missiroli al quale il vincitore del Premio Strega 2019 ha raccontato di aver sussurrato all’orecchio mentre si abbracciavano: “vincerai la prossima volta”, aveva detto poco prima al Ninfeo “se non lo vinco tornerò tra 95 anni” e questo “fa capire – sottolinea ora – quanto una persona non possa preventivare se tornerà allo Strega. Io mi sono avventurato, poi valuterò il momento in cui andarci di nuovo”. Per ora Missiroli è fiero di essere il vincitore dello Strega Giovani 2019 con questo suo romanzo sul disincanto e le disillusioni in cui indaga sui tormenti e dubbi dell’animo umano, mettendo in scena il confronto tra una società moderna di infedeli e una vecchia di fedeli, attraverso il malinteso di una coppia che genera un terremoto, non solo matrimoniale. “Allo Strega Giovani votano in oltre 400 e la giuria è composta da studenti tra i 16 e i 18 anni” dice Missiroli e poi guarda all’estero, alla serie da ‘Fedelta’ di cui Netflix ha acquisito i diritti audiovisivi e al film dal suo precedente romanzo ‘Atti Osceni in luogo privato’, vincitore tra l’altro del Premio Mondello. “Spero che ‘Fedeltà’ faccia un suo percorso ancora. La traduzione in 32 paesi è una cifra spaventosa, sono molto contento. Con Netflix stiamo scegliendo i produttori italiani. Alla serie non collaborerò, ma spero di contribuire alla stesura di ‘Atti osceni in luogo privato’ di cui hanno comprato i diritti per farne un film” racconta lo scrittore.  Il Premio Strega 2019 “mostra che la narrativa italiana è in super salute, a partire dai 12 finalisti e dalla cinquina di valore” di cui facevano parte oltre a Scurati, Cibrario e Missiroli, Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La nave di Teseo) e Nadia Terranova con ‘Addio fantasmi’ (Einaudi Stile Libero). Adesso Missiroli è “pronto a scomparire. La troppa visibilità non fa bene allo scrittore” dice.

Una ‘Picciridda’ tra emigrazione e abusiAl Taofest film di Licata con la Sardo tratto da Catena Fiorello

TAORMINA06 luglio 201920:08

TAORMINA – Lucia, graziosa ragazzina siciliana degli anni Sessanta, si ritrova a confrontarsi con una storia, tra emigrazione e abuso, più grande di lei. È quello che accade in ‘Picciridda’ di Paolo Licata, presentato in concorso al Taormina Film Fest che si chiude stasera. Tratto dal romanzo omonimo di Catena Fiorello, il film mette in campo una ‘gigantesca’ Lucia Sardo (nei panni di nonna Maria) che si ritrova a crescere una nipotina, Lucia (interpretata da bambina da Marta Castiglia e, da adulta, da Federica Sarno), nella più solare e mediterranea isola di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi.Di scena nella storia, ma solo sullo sfondo, il fenomeno dell”emigrazione passiva’, che vede coinvolta appunto Lucia, bambina di dieci anni i cui genitori decidono di emigrare in Francia lasciandola in Sicilia con nonna Maria, una donna tanto buona quanto apparentemente anaffettiva. Ma nella famiglia dell’anziana donna, la più brava nel paese a vestire i morti, si scoprirà solo alla fine, c’è un segreto i cui effetti sono ancora pronti a mostrarsi in tutta la loro forza. E sarà proprio Lucia, con la sua curiosa semplicità, destinata a rivelare quell’oscuro mistero che pesa da anni sulla sua famiglia.”Durante la lavorazione del film e nel corso delle riprese a Favignana – spiega il regista, alla sua opera prima – ho avuto modo di convincermi ancor di più di come questa storia sia un racconto attuale, simbolico ed emblematico. Adesso più che mai, ad ogni latitudine e in ogni epoca, l’infanzia, intesa come l’età della vulnerabilità, ma anche della formazione e dell’apertura a tutte le possibilità, può subire violenza e prevaricazione”. E ancora Paolo Licata, raggiunto telefonicamente e già assistente alla regia de “Il sole nero” di Krzysztof Zanussi e “Rosso Malpelo” di Pasquale Scimeca: “Ho voluto in qualche modo rappresentare le atmosfere siciliane di quell’epoca – dice – . Dopo aver letto il libro di Catena Fiorello ho amato, oltre alla storia che trovo ancora molto attuale, proprio quei sapori, quelle atmosfere che vengono così bene rappresentate”. “La mia principale mission – conclude il regista – stata far immedesimare il maggior numero possibile di persone nel micro-universo raccontato dalla storia. Quando giro un film, punto a trasmettere emozioni. Una cosa è certa – conclude – alla proiezione a Taormina la sala era piena. Non solo. Molti a fine film piangevano, una cosa che mi ha reso felice”.

A Lignano è festa per il Jova Beach PartyAttese 45mila persone per il debutto del tour nei lidi

LIGNANO SABBIADORO (UDINE)06 luglio 201920:41

– Dress code d’ordinanza: costume. Mood d’ordinanza: voglia di divertirsi. A Lignano Sabbiadoro è già festa per il Jova Beach Party, il live di Jovanotti sulle spiagge italiane che il 6 luglio debutta dal lido friulano. Alle 16 erano già più di 12mila gli spettatori entrati in spiaggia (sui 45mila attesi per la data record). E sul litorale è un’esplosione di colori, di giochi, di teli stesi al sole. Una Woodstock dei tempi moderni al grido di ‘rispetto per l’ambiente’, dalla collaborazione con il Wwf alle installazioni che ricordano come nel 2050, se si continuerà così, in mare ci saranno più plastiche che pesci, agli addetti, che vicino alla raccolta dell’immondizia indirizzano sul corretto smaltimento dei rifiuti.
A dare il benvenuto alle 16 in punto è stato lo stesso Jova dal palco: “Grazie di essere venuti, grazie di essere qui”, ha detto invitando poi a divertirsi senza dimenticare un atteggiamento rispettoso verso l’ambiente.

Da Bellocchio ad Avati per GregorettiStrapiena la Casa del Cinema per rendergli omaggio

06 luglio 201918:29

– Ad Ugo Gregoretti volevano davvero bene in molti. Alla camera ardente alla Casa del Cinema di Roma del regista di cinema e tv, scomparso il 5 luglio nella sua casa romana, solo posti in piedi, mentre sullo schermo scorrevano discrete le immagini in bianco e nero del suo Circolo Picwick in tv.
Presenti in sala per ricordarlo, oltre alla moglie Fausta, insieme ai figli Lucio, Gian Lorenzo, Filippo, Orsetta e al genero Felice Laudadio che è stato maestro di cerimonia, c’erano, tra gli altri: Marco Bellocchio, Pupi Avati, Milena Vukotic, Italo Moscati, Gianni Amelio, Furio Colombo, Silvia Scola, Gianni Bisiach, Gianfranco Pannone, Vincenzo Vita, Renato Parascandolo e Laura Delli Colli. Alle 18 il funerale di Gregoretti nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.

Machete, primato italiano su SpotifyA 24 ore dall’uscita batte ogni record

OMA06 luglio 201918:30

– A 24 ore dall’uscita, il nuovo album “Machete Mixtape 4” (Machete Empire Records/Sony Music Italy) ha registrato il primato italiano su Spotify per il maggior numero di stream in un giorno, con un totale di 13.081.724 stream.
Inoltre, 9 brani contenuti nel mixtape sono presenti nella Spotify Global Top200 Chart.
Il record assoluto resta in casa Machete/Sony: era stato il “frontman” Salmo ad aver ottenuto, prima di oggi, tale riconoscimento, grazie al suo ultimo lavoro in studio, ‘Playlist’, con il quale aveva collezionato quasi 10 milioni di stream in 24 ore.
Disponibile in streaming, download e fisico al link https://SMI.lnk.to/MACHETEMIXTAPE4, “MACHETE MIXTAPE 4”, il primo album firmato a nome Machete, vanta la direzione artistica di Salmo, Slait e Low Kidd e quella esecutiva di Salmo, Slait e Hell Raton. “I machete mixtape sono diventati con il tempo una consacrazione per gli artisti emergenti. Abbiamo visto passare mode, rapper meteore, arrivisti, figli di papà e approfittatori” racconta Salmo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Altaroma fra contest e digital fashion
Federico Cina vince concorso Who is on next? e premio Sozzani

ROMA06 luglio 201918:44

– Penultima giornata di Altaroma dedicata ai contest, con la sfilata e la premiazione del vincitore della 15/a edizione del contest Who is on next?, Federico Cina, e la Fashion Digital Night, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale, che vede i giovani designer sfidarsi sul terreno della moda intelligente. Ha 25 anni, è romagnolo doc, tanto che dopo aver partecipato a showcase con Altaroma aveva sfilato nel 2018 con una collezione intitolata “Romagna mia” e sulle note dell’omonima hit. Federico Cina si è aggiudicato il titolo di vincitore del 15/o contest di Altaroma e Vogue Italia rivolto ai giovani talenti. Un giudizio unanime da parte della giuria di cui fanno parte la presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa, Raffaello Napoleone, ad Pitti Immagine, il direttore di Vogue Italia, Emanuele Farneti. Federico Cina vince anche il premio Franca Sozzani e il Pitti Tutoring & Consulting Prize che per gli accessori va a Matteo Maiorano.

L’amica geniale, 100 foto di E.CastaldoVisioni tra Madre e Rione Luzzatti. Fino al 9 settembre

NAPOLI06 luglio 201919:12

– Turisti di tutto il mondo appassionati della saga dell’Amica geniale hanno quest’estate un motivo in più per scegliere Napoli: la Film Commission e la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/museo Madre mettono in scena, fino al 9 settembre, ‘L’Amica Geniale. Visioni dal set’, con una dedica particolare ai tanti giovani, atleti e si spera, anche lettori, in città per l’Universiade. La mostra, cento opere di Eduardo Castaldo (fotografo di scena ufficiale dell’omonima serie diretta da Saverio Costanzo), curatori Silvia Salvati e Andrea Viliani, è realizzata in collaborazione con Wildside, Fandango, Rai Fiction, Timvision, Hbo Entertainment e Umedia. Un progetto che coinvolge anche il Rione Luzzatti, periferia est, lo stesso quartiere che fa da sfondo alla saga letteraria firmata da Elena Ferrante e naturalmente anche alla prima stagione della serie tv. Al Rione Luzzatti, dove Eduardo Castaldo ha già realizzato una prima installazione, sono state realizzate altre 10 opere di street art e murales.

Marseglia, pelle di salmone dagli scartiRecuperata da industria ittica per piccole borse e scarpe

06 luglio 201919:22

– Una pagina bianca per riscrivere una nuova estetica all’insegna del riciclo è il racconto di un viaggio tra veglia e sogno, quello descritto nella collezione di Italo Marseglia che ha sfilato al Pratibus Distric con Altaroma.
Lo stilista campano ama le contaminazioni, i materiali inediti come la pelle di salmone ottenuto da scarti alimentari grazie alla partnership di Marseglia con l’azienda islandese Atlantic Leather, leader mondiale nella concia di pellami di recupero provenienti dall’industria ittica alimentare, per piccole borse e scarpe. Marseglia mischia pezzi d’archivio e di recupero, vecchie cartoline e foto d’università come quella proiettata a fine sfilata sul fondo dove uno zoom mette in evidenza ingigantendone i tratti il volto tra tanti ragazzi di un giovanissimo Jack Nicholson. L’obiettivo è quello di restituire ai tessuti nuova vita per reinventare una grammatica della contemporaneità attraverso la funzionalità delle forme, il valore dei tessuti, la ricercatezza dell’arte sartoriale.

Monachesi, tatoo di metalli e frisèeCon piastra dei capelli volumi, goffrature e onde

06 luglio 201919:54

– Paola Emilia Monachesi modella i suoi abiti e li trasforma servendosi di tecniche e strumenti d’uso comune inusuali, come la piastra per i capelli. “Non sono una designer – dice nel backstage -, credo di essere piuttosto una ricercatrice che studia i materiali e le loro possibilità. Mi piace molto tatuare i tessuti con metalli come l’acciaio, l’ottone e il rame. Poi creo goffrature, onde e volumi con la piastra dei capelli per il frisée, portata a 210 gradi di temperatura. Lavoro direttamente i tessuti sul manichino. I miei capi sono a prova di lavatrice e maltrattamenti, non si muovono e non si deformano”.
La collezione Pryvice che sfila con Altaroma al Pratibus district trae ispirazione dal concetto Tech Intencity.
Protagonisti sono abiti futuristici che mixano volumi e tagli lineari, dove le applicazioni di materiali diversi e la luminescenza dei metalli creano una narrazione di leggerezza e libertà d’interpretazione day/night.

Spacey interrogato in Usa da polizia GbLo scorso maggio, per sei accuse dal ’96 al 2013

WASHINGTON06 luglio 201920:05

– L’attore Kevin Spacey è stato interrogato lo scorso maggio in Usa dalla Metropolitan Police, la polizia britannica responsabile per l’area della Grande Londra, in merito a presunti abusi sessuali in Gran Bretagna: si tratta di sei accuse nel periodo dal 1996 al 2013. Lo scrive la rivista americana Variety. Il premio Oscar, 59 anni, è stato direttore al The Old Vic theatre di Londra tra il 2004 e il 2015. La notizia arriva all’indomani dell’annunciato ritiro da parte di un giovane di una causa civile per molestie che risalirebbero al 2016 nell’isola di Nantucket.

Altaroma, chiusura con i batik di KoefiaDomani 7 luglio oriente protagonista gran finale calendario

ROMA06 luglio 201920:34

– Il batik è il tema che ispirato la collezione collettiva degli studenti dell’Accademia Koefia, che il 7 luglio chiuderà al Pratibus District il calendario delle sfilate estive di Altaroma. Il tema del batik è stato scelto per via dell’anniversario del 70/mo dei patti bilaterali tra Indonesia e Italia. Tanto che, alla sfilata intitolata “Memorabilia: guardaroba impossibile”, sono stati invitati ben 12 ambasciatori di altrettanti paesi orientali, dall’Indocina alle Filippine, passando per la Corea.
Nel 2009 l’Unesco ha dichiarato il batik un “Bene Intangibile patrimonio dell’Umanità”. In passerella dunque 50 preziose creazioni realizzate a mano, come da tradizione dell’Accademia Koefia, dagli studenti del terzo anno. Il tessuto è portatore di una memoria storica e culturale fatta di continuità e di innovazione, di gesti, di procedure. Gli stilisti si sono così comportati come curatori museali, rianimando tessuti del passato per farli (ri)vivere, manipolandoli.

Altaroma e i designer from LazioNuovo progetto per mostrare le collezioni di brand locali

06 luglio 201920:46

– Altaroma sempre impegnata nella promozione dei nuovi talenti, stavolta spezza una lancia per i marchi romano-laziali con il nuovo progetto Rome Is My Runaway, due speciali sfilate collettive al Pratibus District con i designer provenienti dalla regione Lazio. In pedana oggi, 6 luglio Antonio Martino, Caterina Gatta, Caterina Moro, Programma (menswear) e Vanta Design Studio (menswear). Domani 7 Luglio i marchi Aroma 30, Gall (menswear), Italo Marseglia (menswear), Morfosis e Roi Du Lac.
A supportare l’immagine di una capitale intesa come scrigno ricco di spunti e creatività, un corto realizzato da Francesca Pietrogrande ed Anna Lottersberger e prodotto da “Willy the Whale”. Il film racconta una Roma senza veli, in tutte le sue stridenti contraddizioni: una città ammaliante, romantica, ricca di fascino, ma al contempo caotica e scomposta. Dalle immagini emerge un luogo caratterizzato da un intreccio di differenti stili che armoniosamente convivono tra loro, oltre a bellezze mozzafiato, scorci, luoghi magici.

Morto Joao Gilberto, uno dei padri della Bossa NovaAveva 88 anni. Lo ha annunciato il figlio Joao Marcelo su Facebook.

06 luglio 201922:30

morto il musicista brasiliano Joao Gilberto, tra i padri della Bossa Nova. Aveva 88 anni. Lo ha annunciato il figlio Joao Marcelo su Facebook.

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Stevie Wonder avrà un trapianto di rene
L’annuncio durante un concerto a Londra. Operazione a settembre

LONDRA07 luglio 201902:30

– Stevie Wonder ha annunciato ieri sera che riceverà un trapianto di rene a settembre.
La leggenda della musica pop ha dato l’annuncio durante un concerto a Londra, all’Hyde Park. Wonder, 69 anni, ha detto che farà altri tre spettacoli e poi subirà l’intervento. Ha spiegato che ha già un donatore e ha assicurato che “va tutto bene”, scatenando gli applausi del pubblico presente.

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DALLE 11:52 DI VENERDì 05 LUGLIO 2019

ALLE 10:45 DI SABATO 06 LUGLIO 2019

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Alla Aleksievic il Credit Agr.FriulAdria
In collaborazione tra pordenonelegge e Marco Luchetta

PORDENONE 05 luglio 2019 11:52

– E’ la scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievič, Premio Nobel 2015 per la Letteratura, la vincitrice del XII Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo 2019, in collaborazione fra pordenonelegge Festa del Libro con gli Autori e il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, su impulso di Crédit Agricole FriulAdria. Il riconoscimento è stato assegnato “per aver raccontato, con partecipazione e sincerità il dramma corale di vittime e carnefici della Grande Utopia comunista. Aleksievič – sono le motivazioni del Premio – con una particolare attenzione all’ epopea delle donne, ci ha fornito uno spaccato della tramontata civiltà sovietica, resa viva dal potente dono della scrittura”. Il premio sarà consegnato sabato 21 settembre (ore 18, Pordenone – Teatro Verdi).
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Esce ‘Più lontano di così’ di LerroRomanzo su amore e ossessione, radici e desiderio

uglio 201912:12

– Un romanzo sulle radici e sul desiderio, un’indagine sulla forza della scrittura, che porta all’unica verità possibile: tutte le famiglie hanno un segreto da nascondere. Mescola amore e ossessione, tra delitti, vendette, passioni e gelosie, ‘Più lontano di così’, il nuovo romanzo di Lucrezia Lerro (La nave di Teseo, Collana Oceani, pp.
184, euro 17) che l’autrice ha presentato a Milano insieme a Massimo Recalcati. Protagonista del libro è Leda, ossessionata fin da bambina dalla fotografia dello zio Luigi, morto prematuramente a diciannove anni. Ripercorrendo le tracce della fine del ragazzo, trova una storia sommersa e affronta le verità che la sua famiglia ha nascosto per tanti anni. Per placare i fantasmi che la perseguitano, inizia un’indagine che la porta a Francesca, la zia di Luigi, la donna che gli ha sparato. Perché la vicenda è stata occultata dalla sua famiglia? Le lettere dello zio, le fotografie, i diari, i proiettili, i verbali l’aiutano a capire.
Così, nell’archivio di Rebibbia a Roma, scopre uno scenario inaspettato, le prove vive dell’omicidio. Con l’avanzare delle ricerche, la vita di Leda sembra intrecciarsi indissolubilmente a quella dello zio: sono due facce del Sud Italia, due giovani poveri e in cerca di fortuna. Una frase, letta sul diario dell’assassina, assilla Leda. Il giorno prima del delitto, Francesca aveva annotato: “Uccideresti un ragazzo di diciannove anni perché ti ama?”.
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Atchugarry, la ‘luce’ al Ducale Genova25 sculture in Statuario di Carrara che si ‘fondono’ col barocco

GENOVA05 luglio 201912:52

– Piegare il marmo per poter creare luce e portarlo verso l’alto, costringendo chi guarda ad alzare gli occhi per comprendere il come il dove il quando questa luce riverbera. Con le sue opere, che compongono la mostra ‘Alla conquista della luce’ nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, lo scultore uruguayano Pablo Atchugarry rende omaggio al barocco. E lo fa con 25 opere straordinarie, alcune in Statuario di Carrara e alcune in bronzo piegate in seducenti drappeggi. Sembra seta, ma è pietra. “La luce è una cosa fondamentale per la vita – ha detto Atchugarry all’anteprima della mostra -: è la luce che racconta il percorso delle sculture. Ho creato questo chiaroscuro per far emergere questa luce” e fonderla con il prepotente barocco del Salone.
Una sala che “viene in qualche modo ‘aiutata’ da questa arte che spinge verso l’alto – ha detto la direttrice di Palazzo Ducale Serena Bertolucci – e aiuta moltissimo questo luogo a essere quello che è”. La mostra resta allestita fino al 25 agosto.

Stranger Things, l’amicizia batte la paura – VIDEOSu Netflix arriva l’attesa terza stagione ambientata anni ’80

MA05 luglio 201920:45

Hawkins torna e non è mai stata così bella. E, a sorpresa, comica, ironica. Sbocciano gli amori, scappa qualche litigio, anche se il pericolo, quello vero è sempre in agguato. I nuovi episodi di Stranger Things, otto in tutto, sono disponibili su Netflix dal 4 luglio (giorno dell’Indipendenza). Ed è forse la migliore edizione di tutte. Gaten Matarazzo (Dustin), 16 anni, ha la famiglia originaria di Avellino, non parla italiano, ma dice di aver appena incontrato “lo zio”. Caleb McLaughlin (Lucas), 17, di New York, è il primo componente della sua famiglia a venire in Italia.
Sono nella capitale per incontrare la stampa in occasione del arrivo della terza stagione dell’amatissima serie fantascientifica dei fratelli Matt e Ross Duffer, diventata un vero e proprio cult per gli appassionati del genere, che ci riporta nel terribile mondo del Sottosopra ed è ambientata negli anni Ottanta. Per entrambi i giovani attori la loro “icona di bellezza” rimane la propria mamma. Otto nuovi episodi, ambientati a metà degli anni ’80, che permetteranno di vedere come proseguirà la vita dei giovani protagonisti, ormai cresciuti e alle prese – oltre che coi mostri – con i problemi e le prime cotte adolescenziali.
Nel giro di pochi mesi tutto è cambiato, è l’estate del 1985 e i ragazzi di Hawkins “non sono più bambini”, la scuola è chiusa e la piscina è aperta, emozioni e sentimenti la fanno da padrone. Le relazioni fra i quattro grandi amici Mike, Will, Lucas e Dustin si complicano ora che le ragazze, Max e Undi, non sono più soltanto amiche, sbocciano le storie d’amore e le dinamiche del gruppo iniziano a complicarsi, i ragazzi dovranno capire come crescere insieme, senza separarsi. Per non sentirsi escluso ad esempio, Dustin (Gaten) parla di una fantomatica ragazza, Suzie, di cui però tutti mettono in dubbio l’esistenza, anche perché il nostro futuro ingegnere preferito ama di gran lunga la compagnia di Steve (Joe Keery). La città è minacciata da nemici vecchi e nuovi, Undici e gli altri si trovano di fronte ad un’inquietante verità: il male non si esaurisce mai, anzi continua ad evolversi. Insomma la serie abbraccia definitivamente la sua anima famigliare, ma nella terza stagione c’è qualche brivido in più: più sangue, più violenza.
“L’amicizia – dicono Caleb e Gaten – è più forte della paura”.Com’è cambiata la vostra vita? Gaten: “In tutti i modi possibili e immaginabili, usciamo e ci riconoscono, è diventato un fatto naturale per noi, fa parte della nostra vita. Mi sono dimenticato com’era prima quando uscivo e nessuno sapeva chi fossi. Ma siamo anche cresciuti: eravamo bambini, abbiamo imparato a recitare, a relazionarci. L’aspetto bello è che tutto questo ci ha dato maggiori opportunità per fare quello che amiamo, parlare delle cose che interessano”. Gli fa eco Caleb: “Ad esempio l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, come essere qui in Italia. Un’altra cosa bella è che ci dà l’opportunità di scoprire chi siamo veramente”. Caleb ha anche lavorato con Soderbergh? “Sì – risponde – è incredibile che mi abbia scelto nonostante non avesse mai visto Stranger Things”. Mentre Gaten è stato voluto da Katy Perry per un suo video. Ai giovani protagonisti viene chiesto perché tanto successo è stato riscosso da questo show (si parla già di quarta stagione, ma non c’è ancora nulla di ufficiale): “Probabilmente perché è una serie multigenerazionale, ognuno si può identificare nel momento che sta vivendo o può ricordare un periodo della sua vita”. L’amicizia il tema portante per Gaten e Caleb, “ma anche la famiglia, la solidarietà, il cameratismo, il fatto di essere insieme e fare barriera contro le avversità: tutti dobbiamo cercare di essere più uniti per far fronte ai momenti difficile della vita”. Cosa vi fa paura? Caleb: “Nella vita mi fanno paura le persone malvagie, la malvagità del’essere umano”. Ma non ci sono soltanto loro: la mamma di Will Joyce (Winona Ryder) e il capo della polizia Hopper (David Harbour) sono sempre all’erta, sanno che qualcosa sta per succedere, e poi ci sono i ragazzi più grandi: Nancy (Natalia Dyer) e Jonathan (Charlie Heaton). Da queste premesse partirà Stranger Things 3: uno dei luoghi chiave delle nuove puntate sarà senz’altro lo Starcourt Mall, il nuovo centro commerciale cittadino, e la storia graviterà anche attorno alla new entry Robin, interpretata da Maya Hawke, figlia degli attori Uma Thurman e Ethan Hawke. Lo show è diventato un vero fenomeno di culto anche per la moda, tanto che alcuni famosi stilisti hanno cavalcato l’onda del successo.

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Aida a Caracalla in un Egitto virtuale
Rilettura di Krief ha aperto stagione estiva dell’Opera di Roma

05 luglio 201920:29

– Un’Aida con poco Egitto, tutta concentrata sul confronto tra i personaggi, lontana dalle rappresentazioni care al pubblico di Caracalla. Il capolavoro di Giuseppe Verdi riletto da Denis Krief con lo spagnolo Jordi Bernacer sul podio ha aperto il 4 luglio la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma nel magnifico scenario delle Terme. Alla vigilia il regista, che firma anche scene, luci e costumi, aveva chiarito di voler mettere in luce l’aspetto intimo della vicenda, lasciando in secondo piano i momenti di circostanza e dimenticando definitivamente “la parte più folkloristica e circense” degli spettacoli del passato.Così è stato, con una scenografia misurata in cui operai in nero si muovono tra cantanti e figuranti per spostare nel cambio dei quadri due grandi parallelepipedi e la piramide dorata che diventerà la tomba per Aida e il suo Radames. Alla fine la platea ha riservato applausi contenuti a direttore e cast, con uno slancio in più per Judit Katasy, una convincente Amneris, e Vittoria Yeo-Aida. Nel nuovo allestimento dell’opera, che torna a Caracalla dopo otto anni, l’Egitto dei Faraoni è solo evocato, virtuale. La staticità dell’azione e i costumi senza gli sfarzi della tradizione contribuiscono alla ambientazione sospesa del dramma. Krief inserisce qua e là “elementi di disturbo”: se il Radames, interpretato da Alfed Kim, nel primo atto sventola con effetto straniante una bandiera come un eroe risorgimentale – una delle “meravigliose incoerenze” verdiane che il regista ha voluto mantenere -, le trombe egizie della marcia trionfale sono affidate a sei musicisti in frac e cilindro, mentre il re e la regina assistono ai movimenti di massa dal palco d’onore di un teatro ottocentesco.La scena stessa del trionfo, con tutti i personaggi, il coro e il corpo di ballo sul palcoscenico evita di cedere all’enfasi. Tutto cambia dal terzo atto. Gli spazi intorno ai protagonisti si restringono. Il duetto tra Amonasro e Aida, in cui il re etiope convince la figlia schiava degli egiziani a farsi dire dall’amato Radames il luogo in cui attaccare le truppe del faraone, e la scoperta dell’inganno da parte del condottiero, accendono il ritmo dello scontro tra i personaggi. Amneris, la figlia del re egiziano che ama Radames non ricambiata, occupa la scena del quarto atto nel tentativo di convincerlo a salvarsi rinunciando ad Aida. Il confronto tra i due avviene su una scala angusta che taglia uno dei parallelepipedi, una gabbia che inchioda i personaggi nei loro ruoli. Radames, che non rinuncia a pagare la sua colpa finendo sepolto vivo, troverà Aida nella sua tomba. Su tutto giganteggia la musica di Verdi che guida i personaggi verso il loro destino. Ma se Aida può decidere di morire accanto al suo uomo, Amneris non ha scelta, condannata a vivere nel dolore il suo sogno d’amore finito in pezzi.Lo spettacolo avrà nove repliche (dopo quella del 5 luglio, sabato 6, domenica 7, il 12, 13, 18, 24 31 luglio e sabato 3 agosto). Due i cast che si alterneranno: Vittoria Yeo e Serena Farnocchia (Aida), Judit Kutasi e Silvia Beltrami (Amneris), Alfred Kim e Diego Cavazzin (Radames); Gabriele Sagona (Il Re); Marco Caria e Adrii Ganchuk saranno Amonasro; Adrian Sampetrean e Alessio Cacciamani impersoneranno Ramfis.

Capsule dedicata a mostra Giulio RomanoLubiam, lavoro a quattro mani con il museo e Assmann

05 luglio 201913:57

– Dal 6 ottobre Giulio Romano torna a Mantova con la mostra “Con Nuova e Stravagante Maniera”. E per l’occasione Lubiam, azienda mantovana leader nel menswear d’alta gamma, ha realizzato una capsule collection ispirata all’artista e disegnata da Giovanni e Giulia Bianchi, quarta generazione della famiglia Bianchi e alla guida del team creativo dell’azienda. “Giulio Romano – afferma Peter Assmann, direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale – è stato davvero un artista eccezionale nella sua capacità di puntare sulla creatività. La sua nuova e stravagante maniera si applicava in tante diverse forme artistiche, dal disegno di un piccolo vaso speciale fino alla riorganizzazione del Palazzo in forma di città, il nostro Palazzo Ducale di Mantova. In questo spirito vediamo con grande gioia l’iniziativa del nostro partner già da molti anni, la ditta Lubiam”. “Questa collaborazione – aggiunge Giulia Bianchi – si traduce in un vero e proprio lavoro a quattro mani con il Museo”.

Paradise Garage, la fuga magica di BarkL’artista, la mia fotografia è nata grazie alla luce italiana

05 luglio 201913:59

– “Tutti possono fare qualcosa di grande e creare il proprio ‘Paradise Garage’. Bisogna solo concentrarsi. Quello che mi fa andare avanti ogni giorno è realizzare qualcosa di alternativo alla realtà”: con passione Jeff Bark racconta se stesso e il lavoro fatto per la sua prima personale italiana, ospitata a Palazzo delle Esposizioni fino al 28 luglio. Per il progetto di “Paradise Garage”, a cura di Alessio de’ Navasques, il fotografo statunitense, che ha incontrato il pubblico nell’Auditorium del museo, ha realizzato un viaggio immaginario nel nostro Paese, una fuga magica talmente costruita da sembrare reale: oltre 50 immagini, in una galleria di still life e ritratti che rievoca in chiave contemporanea le quadrerie conservate nei palazzi nobiliari romani. L’Italia ha avuto un ruolo cruciale nel suo modo di lavorare: “Ho vissuto a Milano, ne ho amato tanto la luce grigia, diversa dal sole della California”, spiega, “posso dire che la mia fotografia è nata con la luce italiana.

Battisti, il 6/9 esce Masters – Vol.248 brani rimasterizzati dai nastri originali

05 luglio 201914:26

– A due anni dall’uscita di “Masters”, si completa il lavoro di restauro e rimasterizzazione dell’opera di Lucio Battisti: il 6 settembre esce infatti “Masters – Vol.2”, la seconda raccolta, targata Sony Music, con 48 brani estratti dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile.
Venticinque anni fa Battisti consegnava il suo ultimo album in studio, “Hegel”, e Sony Music, nei giorni dell’anniversario della scomparsa dell’artista (il 9 settembre 1998) pubblicherà il secondo cofanetto dedicato a quello che è stato universalmente riconosciuto, da tutti coloro che hanno condiviso un percorso musicale con lui, un musicista di genio assoluto, oltre che un inguaribile curioso ed appassionato di musica.
“Masters” è nato con lo spirito e la possibilità di ascoltare uno degli artisti più grandi della storia della musica italiana “come non lo hai mai ascoltato”.

Nff, in 3000 per concorsoAnticipazioni 21esima edizione 23 al 30 settembre a Napoli

NAPOLI05 luglio 201915:06

– Sono oltre tremila le opere pervenute, tra lungometraggi, corti e documentari, per concorrere alla 21esima edizione del Napoli Film Festival che si svolgerà dal 23 al 30 settembre 2019, direttore da Mario Violini, organizzata dall’Associazione ‘NapoliCinema’. Mentre inizia il lavoro di selezione per le varie sezioni, già annunciata in programma come evento speciale l’anteprima mondiale di ‘Dance again with me Heywood!’ di Michele Diomà. Tra i protagonisti del film, l’autore americano James Ivory, Premio Oscar per la sceneggiatura del film di Luca Guadagnino ‘Call me by your name’. Interamente girato a New York, è una favola dedicata al tema del pregiudizio ”ma anche ai diritti civili – spiega Diomà – abbiamo provato a riflettere su quanto sia importante avere sempre il coraggio di dire come la si pensa”.

E’ morto Ugo Gregorettiregista ed attore scompare nella sua casa di Roma

ROMA05 luglio 201915:41

– E’ morto nella sua casa di Roma, Ugo Gregoretti, regista e attore. Era nato il 28 settembre 1930 nella capitale. Autore tv di ‘Controfagotto’, ‘Il Circolo Pickwick’, e ‘Romanzo popolare’, fu assunto alla Rai nel 1954 e iniziò con la realizzazione di inchieste tv originali e spregiudicate che gli procurarono molti problemi all’interno dell’azienda. Nel ’60 vinse, con un documentario sulla ”Sicilia del Gattopardo”, il Prix Italia. Il successo ottenuto lo spinse ad occuparsi di cinema. Dal ’68 fino alla fine degli anni Settanta si dedico’ al documentario politico. Nell’80 inizio’ la carriera teatrale allestendo piu’ di 50 spettacoli e dirigendo dal 1985 all’89 il teatro Stabile di Torino. Ad 84 anni sognava ancora di fare un film, lo annunciò al Bif&st, ”racconto la mia cialtroneria”.

‘Soldi’ brano straniero al top IsraeleHaaretz, Mahmood il vero vincitore dell’Eurovision

05 luglio 201915:48

– TEL AVIV

– Gli israeliani stravedono per Mahmood tanto che la sua hit ‘Soldi’ guida – per la quarta volta – la classifica internazionale dei brani più ascoltati di Galgalatz, la Radio dell’esercito, tra le più seguite del paese.
Il quotidiano Haaretz ha dedicato alla canzone un lungo servizio in cui incorona Mahmood vero vincitore dell’Eurovision Song Contest. Ad un mese e mezzo dalla competizione svoltasi a Tel Aviv – vinta dall’Olanda con ‘Arcade’ e l’Italia al secondo posto ad un pugno di voti – per il giornale c’è solo “una canzone che gli israeliani non si possono togliere dalla testa ed è ‘Soldi’”. Ed in effetti la si sente ovunque: alla radio, nei negozi, nelle feste. Tra i motivi del successo, non c’è solo il fatto che la gara si sia svolta in Israele, ma anche, a giudizio del giornale, “il battito delle mani” che accompagna il ritornello. Poi, che il brano sia in italiano e non in inglese o francese: questo – ha sottolineato – “cattura l’ascolto”.

Con Autieri-Ballantini il Premio TroisiDal 20/7 a S. Giorgio a Cremano, per nuovi attori e autori

05 luglio 201915:55

– Comicità, musica, spettacoli e ospiti come Serena Autieri e Dario Ballantini. Torna a San Giorgio a Cremano (NA) il Premio Massimo Troisi, XIX edizione dell’osservatorio sulla comicità, quest’anno con la direzione artistica di Gino Rivieccio. In programma dal 20 al 27/7 nei diversi luoghi e piazze della città che diede i natali al grande Massimo, il premio sarà palcoscenico per nuovi autori e comici emergenti, votati da una giuria di qualità. “Abbiamo scelto l’estate – spiega il sindaco Giorgio Zinno – proprio per una maggiore partecipazione del pubblico”. “Massimo Troisi – aggiunge Rivieccio – era una maschera unica, nobile, con una napoletanità lontana dagli stereotipi. A 25 anni dalla morte il suo posto è ancora vuoto”.
Il calendario del Premio verrà annunciato nei prossimi giorni, ma anche quest’anno al centro della kermesse saranno i concorsi, con bandi aperti fino al 10 luglio. Il 14, le selezioni per attore comico.  TUTTE LE INFO: QUI.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Geffen compra terreno a LA per 30 mln
L’acquisto del magnate del cinema e della musica a Beverly Hills

NEW YORK05 luglio 201916:01

– Un pezzo di terra che vale 30 milioni di dollari. E’ la cifra che ha sborsato il magnate discografico e cinematografico David Geffen per aggiudicarsi uno degli ultimi lotti di terreno dell’esclusiva ‘Billionaires Row’, la strada dei miliardari, a Beverly Hills.
La proprietà era stata messa sul mercato nel 2018 per 39 milioni, poi il prezzo è stato ridotto. Situato sulla cima di una dorsale, gode di una vista indisturbata dal centro di Los Angeles all’Oceano Pacifico. Il terreno prevede già un piano per la costruzione di una villa con sette camere da letto e 14 bagni, una pista da bowling, bar, cinema, palestra e una maxi-piscina che si estende per tutta la lunghezza della tenuta.

Addio a Ugo GregorettiRegista e attore era nato il 28 settembre 1930 a Roma

luglio 201916:03

E’ morto oggi nella sua casa di Roma, Ugo Gregoretti, regista e attore. Era nato il 28 settembre 1930 a Roma.Autore e regista di programmi e sceneggiati radiofonici e televisivi (da Le tigri di Mompracem a Il conte di Montecristo), esordisce come regista cinematografico con I nuovi angeli (1962), tratto dal libro di M. Guerrini I ventenni non sono delinquenti, opera ibrida fra documentario e finzione che, senza giudizi precostituiti e lasciando lo spettatore libero di trarre le sue conclusioni, narra di un viaggio alla scoperta della vita sociale, affettiva e lavorativa dei ventenni italiani. Dopo una partecipazione non troppo brillante a Le più belle truffe del mondo (1963), nello stesso anno dirige Omicron (1963), storia di un alieno incarnatosi in un operaio che muore per essersi troppo umanizzato, e l’episodio Il pollo ruspante, incluso in Ro.Go.Pa.G. – Laviamoci il cervello (1963), film a episodi il cui filo conduttore è il saggio di W. Packard I persuasori occulti. Finzione e documentario si ritrovano anche in Apollon, una fabbrica occupata (1969), in cui gli operai interpretano sé stessi mentre funzionari del PCI e alcuni intellettuali sono chiamati a impersonare i quadri dirigenti.Autobiografiche, amare, esibizioniste ma allo stesso tempo pudiche, divertenti e malinconiche sono infine le disavventure di un regista impegnato nell’allestimento della Bohème raccontate in Maggio musicale (1989).

Modena, nuova vita salone Palazzo ducaleSopralluogo di autorità accademia militare e soprintendenza

MODENA05 luglio 201916:04

– Partiti a maggio i lavori di consolidamento delle superfici pittoriche della volta del Salone d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia militare. L’intervento si è reso necessario per il distacco dell’intonaco affrescato e per l’esfoliazione della pellicola pittorica ma anche per “fenomeni di ossidazione dei prodotti protettivi applicati in precedenti interventi di restauro”.
In questo primo periodo di attività i tecnici hanno eseguito interventi di velinatura, cioè di consolidamento preliminare al restauro delle parti di intonaco che rischiano di distaccarsi.
Eseguiti anche interventi di pulitura e iniezioni di malta all’interno delle lesioni, dopo aver effettuato una battitura manuale per il controllo dei distacchi. Nella mattina del 5 luglio hanno fatto un sopralluogo sul posto autorità dell’Accademia militare, del Comune, della Soprintendenza e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
L’intervento è frutto di una convenzione sottoscritta nel 2017. La Fondazione finanzia i lavori con 250mila euro, attraverso l’utilizzo dello strumento ‘Art Bonus’ promosso dal ministero per i Beni e le attività culturali. La Fondazione si occupa anche della progettazione, dell’acquisizione dei pareri della soprintendenza, dell’appalto e della direzione lavori.
L’intervento, si legge nella convenzione, è “di ineludibile importanza per riportare il salone d’onore all’antico splendore” e consentirà di rendere agibili e fruibili gli spazi sottostanti per le attività istituzionali, di rappresentanza e di apertura al pubblico.

‘Nespolo fuori dal coro’ a MilanoCirca 200 opere raccontano l’eclettismo dell’artista biellese

MILANO05 luglio 201916:05

– Articolata come un viaggio, apre il 6 luglio a Milano la grande mostra a ingresso gratuito ‘Nespolo fuori dal coro’ dedicata all’anticonformista artista biellese e in programma fino al 15 settembre a Palazzo Reale. Esposte nell’Appartamento dei Principi, circa duecento opere rappresentano la ricerca creativa di Nespolo, il suo eclettismo e la sua particolare attenzione per i materiali: dal legno ai metalli, dalle ceramiche ai vetri.
I primi lavori di Nespolo sono degli anni Sessanta e anticipano il movimento dell’Arte Povera, le cui prime mostre vedono infatti la partecipazione di Nespolo. Nasce in questi anni la tecnica dei “puzzle”, che del lavoro di Nespolo diventano ben presto la più riconoscibile cifra distintiva.
Precoce è anche la passione di Nespolo per il cinema: l’artista dà vita, con Mario Schifano, al Cinema degli Artisti e tra il 1967 e il 1968 realizza film che hanno come protagonisti Enrico Baj, Lucio Fontana, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti.L’attenzione per il design lo ha portato a cimentarsi nei settori più disparati, dall’abbigliamento all’arredamento, dalle copertine di libri e di dischi alla grafica pubblicitaria fino a essere autore di celebri scenografie e costumi per il teatro.

Skunk Anansie, nuovo brano a sorpresa”What you do for love”, è il primo inedito dal 2016

05 luglio 201920:24

– Tornano gli Skunk Anansie, l’iconica rock band britannica con il nuovo singolo What You Do For Love (Carosello Records) fuori in streaming, download e in radio. E’ il primo singolo inedito della band dopo Anarchytecture, album uscito nel 2016. Arriva una settimana dopo l’inizio del tour europeo che celebra i 25 anni di carriera della band (con sei date in Italia) e l’uscita a gennaio dell’album 25LIVE@25.”Le canzoni più difficili da scrivere sono quelle politiche, per questo cerchiamo sempre di evitarle – ha commentato Skin, leader del gruppo -. Si pensa che dovrebbero venir fuori istantaneamente, a causa del fastidio che provi, altrimenti non sarebbero sincere e si rischia di cadere in vecchi cliché. Questo è proprio uno di quei momenti di rabbia! Sembra sempre che l’amore sia la ragione per cui le persone compiono atti d’odio, ed è una cosa che non ho mai compreso”.Le date italiane: 4 luglio Nichelino (TO), 5 luglio Bologna, 7 luglio Legnano (MI), 8 luglio Roma, 9 luglio Napoli, 10 luglio Noto (SR).

Il Quirinale apre all’arte contemporaneaNella casa degli italiani oltre 70 opere dei grandi maestri

05 luglio 201920:19

– Il meglio dell’ arte e del design nazionale dal dopoguerra a oggi entra nella Casa degli Italiani. Ad aprire le porte del Quirinale alla produzione dei maestri della pittura e della scultura contemporanei e al genio creativo dei grandi protagonisti dell’ arredamento degli ultimi decenni è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oltre 70 opere si aggiungono, dunque, ai capolavori del patrimonio storico che abbellisce le splendide sale e gli spazi del palazzo.”Qui non vi è una mostra temporanea o l’ esposizione di un museo – ha detto il Capo dello Stato -. Il Quirinale testimonia non solo la storia, le vicende importanti del nostro paese. L’ arte non si è fermata all’ Ottocento. La Casa degli Italiani è il punto di riferimento del nostro Paese nel testimoniare il rapporto con l’ arte moderna”. Quirinale Contemporaneo è anche il catalogo edito da Treccani che documenta questo insieme di contributi recenti, curato da Renata Cristina Mazzantini con le fotografie di Massimo Listri. Mattarella, nella prefazione, ricorda come dal 2015 il Palazzo sia aperto quotidianamente alla cittadinanza ed abbia accolto finora centinaia di migliaia di visitatori. E allora, sottolinea il Presidente, il luogo “deve risultare al passo con i tempi sviluppando costantemente il legame con l’ arte”. Il progetto presentato oggi “è l’ inizio di una nuova fase, accogliendo l’ arte del presente e guardando a quella del futuro”. Un dialogo tra epoche diverse in cui, ad esempio, nella Cappella Paolina trova posto il Grande Cardinale seduto di Manzù, i mobili d’ epoca sono affiancati a quelli disegnati da Gio Ponti, Piero Fornasetti e Aldo Rossi. Sulle pareti degli ambienti spiccano le opere di Carla Accardi e Antonio Sanfilippo. Il ‘Personaggio Totem’, bronzo del 1956 di Mirko Basaldella, campeggia misterioso nei Giardini. E ancora Boetti, Burri, i bronzi di Pietro Consagra, il bronzo patinato degli Archeologi di De Chirico.Una galleria di pezzi da novanta dell’ arte che arriva fino al richiamo attuale all’ inquinamento che Maria Cristina Finucci esplicita con “Help the Oceans” del 2018, una teca in plexiglass con una rete piena di tappi di plastica, collocata nell’ Atrio dell’ accoglienza visitatori. Ecco, poi, Giosetta Fioroni, i tagli dei Concetti Spaziali di Lucio Fontana, Guttuso, un telaio di Maria Lai, i bronzi di Marino, nel cortile il grande Disco in forma di Rosa del deserto di Arnaldo Pomodoro. Lampade, sedute, divani, tavoli aprono la pagine dei grandi che hanno dato forma alle icone del design. Gae Aulenti, Cini Boeri, Pier Giacomo Castiglioni (la sua mitica lampada Arco spicca nella Palazzina della Fuga), e ancora Aldo Rossi, Tobia Scarpa, Michele De Lucchi, Antonio Citterio, Vico Magistretti, Enzo Mari, Alberto Meda, Piero Lissoni, Gio Ponti… Impossibile citare tutti.Con queste nuove opere, ha spiegato il Presidente Mattarella “non abbiamo turbato l’ equilibrio del Quirinale ma abbiamo integrato il patrimonio artistico rendendolo al passo con il contributo fornito nel tempo, facendo vedere come la vita artistica si arricchisca sotto ogni profilo”. Il Capo dello Stato ha ringraziato gli artisti, le fondazioni e le 22 aziende che “con generosità” hanno donato o concesso in comodato pluriennale le opere. “Insieme – ha concluso – offriamo ai nostri concittadini e agli ospiti stranieri che vengono qui ogni giorno qui una testimonianza di come l’ arte italiana continui la tradizione di secoli di alto livello”.

Ragazzi Cinema America, caro Gregoretti’Ti salutiamo, grazie di tutto, della tua presenza e forza’

05 luglio 201917:33

– 5 LUG – ”I Ragazzi del Cinema America ci tengono a manifestare tutta la loro gratitudine e stima per il maestro Ugo Gregoretti, una delle persone più generose e affettuose incontrate in questi anni”. ”Caro Ugo – scrivono ancora – ti salutiamo, grazie di tutto, della tua presenza e forza. Ricorderemo per sempre le telefonate e giornate passate con te ed Ettore Scola”.

A C.Guzzanti premio Satira politica Riconoscimento anche a Gipi, premiazione il 13 luglio

FIRENZE05 luglio 201917:58

– E’ Corrado Guzzanti il vincitore del 47/o premio di Satira politica di Forte dei Marmi (Lucca).
Il riconoscimento sarà consegnato il 13 luglio, nella serata, condotta da Serena Dandini, che chiuderà la prima edizione del Festival dedicato alla satira politica che si svolgerà dal 9 luglio in piazza del Fortino e villa Bertelli a Forte dei Marmi.
Con Guzzanti, che ritirerà il ‘Satiro’ come premio alla carriera, saranno premiati anche il fumettista Gipi (premio cortometraggio), i The Jackal (per il web), le protagoniste del programma la ‘Tv delle ragazze’ (premio per la tv), Enzo Savastano (per la musica), Fabio Celenza (per il doppiaggio), Zuzu (per il romanzo a fumetti), Francesco De Carlo (per la stand up comedy) e Giacomo Papi (per la letteratura).
Durante i cinque giorni di kermesse interverranno giornalisti, attori, scrittori e fumettisti tra cui Makkox, Stefano Massini e Ascanio Celestini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Funk Off a ‘Jazz in Campo-Jazz in Galdo’
Serata inaugurale della 15/a edizione a Campodipietra

CAMPOBASSO05 luglio 201918:01

– Saranno i ‘Funk Off’, con il loro travolgente sound, ad aprire sabato 6 luglio, alle 21, la 15/a edizione di ‘Jazz in Campo-Jazz in Galdo’. Il festival debutta nella nuova location, il ‘Tratturo dei Re’, nel territorio di Campodipietra, a pochi minuti da Campobasso. L’area ospiterà l’atteso concerto della band diventata il simbolo di ‘Umbria Jazz’ tanto che anche quest’anno, subito dopo il concerto molisano, sarà di nuovo protagonista a Perugia in tutte le serate del festival musicale jazzistico. Dopo oltre 20 anni di attività e oltre 800 concerti la prima funky marchin’ band italiana ha legato a quest’accezione un tipo di musica che unisce il groove della black music ad arrangiamenti di tipo jazzistico, a uno stile e a una melodia italiana, a movimenti e coreografie di grande impatto visivo ed emotivo. Sulla loro scia tanti gruppi sono nati in Italia, ma l’energia, l’affiatamento e l’originalità della loro musica, scritta e arrangiata da Dario Cecchini, fondatore e leader della band, restano inimitabili.

Prima volta di Rossini a SavonlinnaStagione ‘italiana’ festival finlandese, protagonista la Scala

SAVONLINNA05 luglio 201918:35

– Per la prima volta le note di Gioachino Rossini sono echeggiate nel castello medievale di Olavinlinna, anche se il festival di opera più importante della Finlandia ha qui la sua casa dal 1912.
Si è trattato di una versione del Barbiere di Siviglia molto finlandese, terminata con la consegna al cast non di fiori ma di un fascio di rami di betulla per la sauna. Finlandese la regia di Mari Heiskanen, che è anche un famoso attore, la scenografia di Antti Mettila e soprattutto i costumi di Teemu Muurimaki, che dopo anni a lavorare per Dolce & Gabbana e Giorgio Armani è tornato in patria e ha dato un sapore rock ai protagonisti con Figaro (Ville Rusanen), pantaloni stretch variopinti, bomber fantasia o nero e stivali da biker, un Conte di Almaviva (Alexey Tatarintsev) con lungo orecchino pendente e cappotto alla Capitan Harlock e una Rosina (una sorprendente Laura Verrecchia) capace di alternare abiti bustier e volant a un semplice slippino di strass senza null’altro sopra.

Netflix, giro di vite sul fumo”Bionde” vietate in programmi per i giovani, e arriva il rating

NEW YORK05 luglio 201918:39

– Giro di vite di Netflix sulle scene di fumo: il gigante della tv in streaming ha annunciato che d’ora in poi le sue produzioni originali destinate a un pubblico giovane non avranno scene in cui gli attori fanno uso di tabacco. L’annuncio è arrivato sulla scia di uno studio del gruppo anti-fumo Truth Initiative secondo cui le scene in cui appaiono sigarette nei più popolari programmi destinati alla fascia tra i 15 e i 24 anni sono più che triplicate nel 2018. La ricerca ha rivelato che rappresentazioni di sigarette o sigarette elettroniche sono molto più frequenti su Netflix rispetto ad altre reti tv o via cavo. Sul banco degli imputati è risultato soprattutto Stranger Things, e non è un caso che Truth Initiative abbia voluto far coincidere la pubblicazione dello studio con il debutto della terza stagione delle avventure degli adolescenti di Hawkins: l’anno scorso il 100% degli episodi della serie ambientata dai fratelli Duffer nel terribile mondo del Sottosopra includevano l’uso del tabacco.

Altaroma tra freedom style e BauhausI giovani verso la libertà di genere, richiami all’arte e poesia

05 luglio 201919:20

– Mentre l’archi-stilista Sabrina Persechino mette a segno una nuova collezione che sfila nel PratiBus District per Altaroma, ispirata ad una corrente artistica dello scorso secolo a lei desueta, vista la sua laurea in architettura, parliamo della Bauhaus, dove sete, cachemire e pelli vengono incisi geometricamente al laser, in questa seconda giornata di presentazioni di moda nella capitale, il bravo Sylvio Giardina usa la sua capacità di couturier (dieci anni di alta moda in coppia con Antonio Grimaldi) per diventare una sorta d’artigiano sciamanico che legge il colore rosso, trasformandolo in un flusso che circonda il corpo femminile abbracciandolo fin sulla testa, in pieghe e tagli geometrici, esaltati da suture di nastri in velluto. Ma i giovani stilisti che si affacciano sul palcoscenico di Altaroma sono alle prese con tutt’altre problematiche e fonti di ispirazioni. Il duo di stilisti del brand DassùYAmoroso, Stefano Dassù e Pasquale Amoroso, utilizza spunti street-punk, per uno stile a-gender.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Final work per l’ Accademia Altieri
Tema ambiente spunto per collettiva. Vince Giorgia Maggi
05 luglio 201919:51

– “Power of Nature” è il titolo del final work dell’Accademia Altieri Moda e Arte che ha sfilato con AltaRoma, dove una giuria d’eccellenza, ha decretato vincitore dell’edizione 2019 Giorgia Maggi che ha presentato una serie di capi dall’eleganza classica e forse per questo rivoluzionaria. La salvaguardia dell’ambiente, il tema affrontato dagli allievi stilisti del terzo anno. Ad aprire la sfilata un abito-costume che rappresenta tutte le varie specializzazioni offerte dall’Accademia Altieri: stilismo, modellismo e sartoria, vetrinista&visual, trucco ed acconciatura. Sfilano linee avvolgenti e protettive, elementi floreali tridimensionali dai colori leggeri e luminosi. Grande attenzione per il lavoro dagli studenti del secondo anno che prendono spunto dalla zip, un accessorio piccolo ma indispensabile. Il progetto è stato portato avanti grazie alla partnership con la storica azienda “Lampo”, fondata nel 1887, di Giovanni Lanfranchi.

Festival Bellezza,chiude edizione recordIl 26 agosto in Arena prima mondiale di ‘Romeo & Giulietta’

VERONA05 luglio 201919:52

– Con oltre 40 mila presenze, 27 appuntamenti sold-out e numerose prime nazionali, il Festival della Bellezza di Verona si prepara alla conclusione di un’edizione da record, con un bilancio in continua crescita.
La rassegna, promossa dal Comune di Verona e organizzata dall’associazione Idem, ha registrato quest’anno un +32% di spettatori nel corso dei 21 giorni di programmazione. Novità di quest’anno, il coinvolgimento dei teatri di Vicenza, Mantova e Gardone Riviera, oltre alle storiche location scaligere, Teatro Romano, Giardino Giusti e Filarmonico. Tema dell’edizione 2019 è stato ‘L’Anima e le Forme’, con riferimento all’omonimo testo di György Lukács sul rapporto tra uomo e assoluto. Gli ultimi spettacoli si terranno il 6 luglio con Matteo Garrone al Palazzo della Gran Guardia, e il 26 agosto in Arena, con la prima mondiale di ‘Romeo & Giulietta’.
Per il 2020 l’associazione è già al lavoro. Tra le novità, appuntamenti in teatri di altre città italiane, dalla Sicilia al Piemonte, e un evento all’Arena. “Questa edizione del festival è andata ben oltre le aspettative – ha detto il sindaco Federico Sboarina -. Le serate sold-out e le migliaia di persone arrivate anche da fuori Verona, confermano che questa rassegna è entrata nel Dna della nostra città, che sta vivendo un’annata davvero eccezionale. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo alla realizzazione di questa edizione da record”.

Altaroma, stile da toccare sfila con IedRichiamo a vivere il guardaroba come la vita, con tutti i sensi

05 luglio 201920:32

– Una moda che vuole essere vissuta, indossata, toccata. Ecco perché la sfilata collettiva degli studenti dell’Istituto Europeo di Design (Ied) di Roma, presentata al Pratibus District con Altaroma, era intitolata Touch me. I migliori diplomati dei corsi in fashion design e design del gioiello, selezionati da una giuria di qualità composta da esperti del settore e giornalisti, hanno presentato le creazioni elaborate dopo un percorso didattico durato tre anni. Touch me è un richiamo provocatorio, un invito a vivere la vita avvalendosi di tutti i sensi. “La felice combinazione tra alta sartoria e ricerca tecnologica ha dato vita a una selezione di progetti talmente intensa da poter essere sentita in profondità, anche senza poter essere toccata” afferma il direttore Ied Roma Laura Negrini. Touch me è un mix di tradizione e innovazione, di forme e colori in cui nulla è lasciato al caso. A partire dalle lavorazioni sui tessuti, fino ai tagli sartoriali e ai ricami che incontrano armonicamente le nuove tecnologie.

Altaroma, sfila International CoutureTerza edizione collettiva patrocinata da ambasciata libanese

05 luglio 201920:47

Sfila al Pratibus District la terza edizione di International Couture, collettiva di marchi internazionali patrocinata dall’ambasciata del Libano in Italia.
In chiusura della seconda giornata di Altaroma, in pedana salgono le creazioni couture di stilisti che hanno attraversato il Mediterraneo come Missaki dal Libano, A Hummingway dall’India, Patrick Pham dalla Francia, Parigi, e dai Paesi Bassi i gioielli principeschi di BaroQco, abbinati agli abiti della designer polacca Natasha Pavluchenko, A’biddikkia dalla Sicilia e dalla capitale Emmealcubo, accompagnata in passerella dalle borse artigianali di Patty B. Apre la passerella Sevan, collezione del designer libanese Missak Farassian, che esprime la sartorialità attraverso i ricami e racconta la bellezza del lago Sevan, in Armenia orientale. Sono quindici abiti da sera e un abito da sposa reale. Lusso esotico con i gioielli “The Beauty Within” di BaroQco, pezzi unici abbinati agli abiti da sera “Neo-Couture” di Natasha Pavluchenko.

Docufilm su caso di San Luca a VeneziaRegista, preziosa testimonianza di evoluzione positiva

REGGIO CALABRIA05 luglio 201912:10

– “Speriamo che il film ‘Terra Mia’ venga valutato come una preziosa testimonianza di un’evoluzione in senso positivo di una terra martoriata come la Calabria. Una terra che ha voglia, il desiderio, di ribellarsi alla criminalità”. Così, in una nota, il regista Ambrogio Crespi commenta l’iscrizione alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del lavoro della casa di produzione Index Production dedicato al caso del comune di San Luca in Aspromonte tornato ad eleggere un sindaco dopo 11 anni. Gli autori del docufilm sono Klaus Davi, Luigi Crespi e Giorgio Amato. Nel corto, della durata di 60 minuti, le testimonianze, tra gli altri, di Klaus Davi (candidato sindaco), del testimone di giustizia Benedetto Zoccola, del giornalista Michele Inserra e il Comandante dei carabinieri Cosimo Sframeli. Nel film è presente la canzone inedita “Terra Mia” dei rapper Michele Sbam e Kiaman con la partecipazione dell’attrice Ludovica Pedetta.

Abel Ferrara, Siberia a Venezia? Lo speroRegista premio carriera e presidente giuria a Social World FF
05 luglio 201920:22

– La lezione principale del fare film “è parlare alla propria comunità, coinvolgerla socialmente. Non puoi parlare al mondo finché non parli al tuo vicino di casa. L’ho imparato dai grandi registi italiani, che considero miei maestri come Vittorio De Sica”. Parola di Abel Ferrara, che oggi ha ricevuto a Roma il premio alla carriera del Social World Film Festival 2019, La Mostra Internazionale del Cinema Sociale in programma a Vico Equense, dal 27 luglio al 4 agosto, dove il regista de Il Cattivo tenente sarà presidente della giuria. E il festival, che ha come padrino Stefano Accorsi, fra gli omaggi, ne dedica uno proprio a De Sica, attraverso una retrospettiva, incontri e una mostra fotografica Ferrara, che ha presentato all’ultimo festival di Cannes, l’autobiografico Tommaso, è già in fase di postproduzione di un un nuovo film, Siberia.Protagonista il suo attore feticcio, Willem Dafoe, insieme a Isabelle Huppert. Potrebbe debuttare alla Mostra del cinema di Venezia? “Spero di si, ma è un film molto complesso, sto ancora montando, non so farò in tempo, ma mi piacerebbe”. Nella storia, stando alla sinossi ufficiale, Dafoe è Clint, un uomo distrutto che vive in solitudine in una tundra. Un isolamento che non riesce però a dargli né evasione né pace. Una sera inizierà un viaggio in cui dovrà confrontarsi con i propri sogni, i ricordi e le visioni, cercando così di attraversare il buio per raggiungere la luce. Rispondendo ai giornalisti, Ferrara, che vive da cinque anni a Roma, insieme alla moglie Cristina e alla figlia, ancora piccola, Anna (che hanno recitato in Tommaso interpretando se stesse con Dafoe nel ruolo del cineasta), si sofferma anche sul suo rapporto con la Capitale e l’Italia: “Mi sento come un mercenario al soldo di Cesare, nell’esercito romano. Sono nato in un ambiente molto napoletano nel Bronx. Mio nonno là ha fatto fortuna lavorando molto e onestamente. Non ha mai parlato una parola d’inglese, ne’ mangiato un boccone di un cibo che non fosse della sua tradizione, ma amava molto gli Stati uniti. Allo stesso modo io sento molto questa cultura – dice sorridendo e alternando inglese e italiano -. Roma non è il sud ne’ il nord d’Italia, come New York non è gli Stati Uniti e Parigi è Parigi.Roma è una città incredibile. Per me è semplice dire che è un come un caffè. Quando mi sveglio e esco, incontro una barista felice di vedermi e provo un senso di connessione che non ritrovo da nessuna altra parte. Nel mio Paese non importa chi sei ma quanti soldi hai, qui conta quanti soldi hai, ma anche chi sei”. Ferrara commenta anche l’essere considerato uno spirito libero: “Io sono un ribelle e uno schiavo, sempre in battaglia per essere libero. Il mio credo è che si nasce libero e si combatte tuta la vita per mantenere la propria libertà. In qualsiasi contesto politico, militare o sociale ognuno deve provare a definire cosa significhi essere liberi e il proprio lavoro deve riflettere quel percorso. Se sei sincero verso il tuo lavoro, se sei onesto con te stesso, porti la tua libertà al mondo”. E’ anche per questo, “che ogni film, in fondo parla di se stessi”. Il regista è felice di partecipare a un festival che si svolge “nelle terre da cui viene la mia famiglia, che è originaria di Sarno. Mi piace molto quest’abitudine italiana di portare d’estate, il cinema, attraverso i festival, anche in provincia, nei piccoli centri. E’ una cosa molto importante”.

Torna Luché e conquista la hit paradeSul podio Springsteen e Ultimo. Il Boss resta al top tra vinili

05 luglio 201919:33

– Luché, classe 1981, rapper e imprenditore, riesce nell’impresa di debuttare in vetta alla classifica Fimi-Gfk con Potere (Il giorno dopo), riedizione del pluripremiato album del 2018. Scivola in seconda posizione Western Stars di Bruce Springsteen e precede Ultimo che, dopo aver conquistato lo stadio Olimpico di Roma con oltre 60mila spettatori, è terzo con Colpa delle favole.
Guadagna posizioni ed è quarta la Twerking queen Elettra Lamborghini, seguita da Alberto Urso, il vincitore di Amici, con Solo. Sesto Jova Beach Party di Jovanotti, pronto al debutto a Lignano Sabbiadoro del suo tour sulle spiagge d’Italia. Torna poi a riaffacciarsi nella top ten Salmo con Playlist, seguito dall’eterna Madonna con Madame X, da Emis Killa con Supereroe Bat Edition e a Billie Eilish, decima con When we fall asleep, where do we go? Nella classifica dei singoli, dominata dai ritmi estivi, si conferma in vetta Jambo di Takagi & Ketra, con Omi e Giusy Ferreri. Springsteen con Western Stars guida la top ten dei vinili.

Lethem, scrivo per abbracciare la realtàIn Italia con il nuovo romanzo ‘Il detective selvaggio’

06 luglio 201910:33

– JONATHAN LETHEM, ‘IL DETECTIVE SELVAGGIO’ (LA NAVE DI TESEO, PP. 405, EURO 19,00) “Tutto quello che scrivo viene dal desiderio di comprendere, di abbracciare la realtà e quello che accade”: è sempre il bisogno di decifrare il nostro vivere quotidiano a spingere Jonathan Lethem, una delle voci contemporanee più intelligenti e critiche della letteratura statunitense, a misurarsi con la pagina scritta. “Mi ispira la vita reale, incontrare le persone, ascoltare voci diverse: la mia è una guerra costante per cercare di uscire da un mondo di astrazioni e concetti e toccare le cose fisicamente; ma il mio stile è naturale, non è un calcolo: è il risultato della mia personalità, della confusione che ho dentro”, dice lo scrittore che nei giorni scorsi è stato ospite alla Basilica di Massenzio per partecipare all’evento promosso dal Parco Archeologico che ha celebrato l’incontro tra la Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, e Letterature, il festival diretto da Maria Ida Gaeta, dove ha letto un testo inedito.Anche nell’ultimo libro, ‘Il detective selvaggio’, edito da La nave di Teseo, Lethem si dedica a ciò che sa fare magistralmente, mescolare i generi: nel romanzo convivono in armonia un thriller, una storia d’amore, una serie di avventure vissute da personaggi cesellati alla perfezione, il tutto legato dalla consueta scrittura ironica e brillante, ricchissima di potenti immagini e metafore imperdibili. Ad arricchire la storia, non poteva mancare la pungente critica politica (nel mirino c’è l’America all’indomani dell’elezione di Trump): “Questo momento politico è tragico, terribile, c’è paura, violenza, pregiudizio, sta crescendo il populismo in America e in Europa. Ma siamo di fronte a una fantasia inesistente: ossia quella di immaginare che basti chiudere i confini o costruire muri per essere al sicuro, per tornare a un passato con fortezze medievali dietro cui nascondersi”, dice, “noi scrittori non possiamo far altro che dire la verità: dagli artisti o dagli attivisti politici possiamo ricercare le tessere del puzzle che abbiamo davanti, ma nessuno di noi ha in mano le risposte. Non abbiamo mai vissuto in un mondo giusto o misericordioso ma adesso assistiamo al palesarsi dell’ingiustizia”.E parlando del suo testo inedito ispirato a “La Speranza e I Classici” spiega: “È stato difficilissimo scrivere un testo che parli di speranza e di conoscenza. Tutti noi scrittori su questi temi abbiamo la tendenza a non sapere cosa scrivere, perché ci sentiamo impauriti, non vogliamo esporci”. Se la speranza resta indefinibile (“mi rifiuto di rispondere su cosa sia oggi”, dice con un sorriso), sui classici invece Lethem ha le idee molto chiare: “i testi diventano classici quando creano connessioni che permettono di incontrare un essere umano lontano, irraggiungibile. I classici non sono libri appoggiati su una mensola, ma sono amici che ci fanno viaggiare come se fossero macchine del tempo”. Un’esperienza al di là del tempo e dello spazio che lui da grande lettore ha vissuto spesso, anche grazie alla letteratura italiana e ai suoi maestri, come “Calvino e Svevo, Ginzburg e Levi, autori straordinari”.”Amo l’Italia, specialmente Roma. La prima volta che sono venuto in questo paese era per partecipare al Salone del libro di Torino: nel logo c’era una persona che annusava un libro, sembrava volesse mangiarlo. Mi sono chiesto se gli italiani leggessero i libri così”, racconta. “Ecco quello è l’emblema dell’Italia: un paese in cui ci sono persone che danno enfasi alla vita tangibile, che sono consapevoli del proprio corpo e sanno soddisfarlo. Io poi sono cresciuto a Brooklyn accanto a una comunità di immigrati italiani e anche loro erano così”.

Scurati, dopo lo Strega Mussolini torna nel 2020Polemiche dopo sue parole su legge del libro, ‘non sono esperto’

06 luglio 201910:32

– Non ha vissuto “come un riscatto rispetto alle sconfitte precedenti” il suo trionfo al Premio Strega 2019 con ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) e il giorno dopo la vittoria con 228 voti Antonio Scurati pensa già al secondo volume della sua trilogia sul fascismo che vorrebbe “riuscire a pubblicare nell’autunno 2020”. “Non avevo nessun senso di rivalsa. Mi sono rallegrato di questa vittoria trionfale non tanto per me, ma per questo libro che arriverà a tanti altri lettori e mi auguro entri nelle scuole e università. Lo Strega 2019 mi ha riconciliato con la città, con il Ninfeo di Villa Giulia a Roma e con il Premio” dice lo scrittore che nel 2009 arrivò secondo per un voto dopo Tiziano Scarpa e nel 2014 per cinque voti, dopo Francesco Piccolo che alla sua terza volta è stato il sostenitore di ‘M.’, oltre 800 pagine sui primi sei anni di Mussolini in cui entra “nella focale corta” di quello che sarebbe diventato il duce, che ha già venduto 180 mila copie.”Dopo la seconda volta avevo giurato mai più, non solo con lo Strega, ma con questo coté mondano dell’attività di scrittore. Mi sono recluso. Questo libro è figlio di quelle sconfitte” racconta Scurati mentre si scatenano le polemiche per la sua dichiarazione al Ninfeo sulla proposta di legge sul libro che hanno “stupito e rammaricato” Ali-Confcommercio, Adei e SIL – Sindacato Italiano Librai di Confesercenti. “Non conosco la proposta di legge nel dettaglio e non voglio entrare nel merito. Mi ero appena alzato da un tavolo dove alcuni dei più importanti protagonisti della produzione libraria davano giudizi allarmati e parlavano negativamente di questa proposta di legge sul libro. Mi è venuto istintivo riportare la loro preoccupazione” chiarisce Scurati che ora torna a casa “a scrivere M. 2′” dice. “Sto lavorando da molto tempo al secondo volume di cui avevo iniziato ad occuparmi prima che uscisse ‘M. Il figlio del secolo’. Sarà il romanzo che racconta gli anni del Regime. Cosa succede quando inizia la dittatura di Mussolini. Sarà più concentrato sulla lotta per il potere all’interno del fascismo e sul tentativo del duce di modellare, di sagomare come diceva lui, gli italiani” racconta lo scrittore che ha da poco compiuto 50 anni.’M.il figlio del secolo’ è più milanese, il secondo volume sarà più romano e ho già in mente dove farlo terminare. Il regime è durato a lungo e dovrò fare un taglio. Un momento cardine sarà la mostra del decennale nel 1932 in cui il regime si autocelebra e rappresenta” spiega. Il metodo sarà lo stesso, ma per ‘M.2’ Scurati ha fatto “un lavoro più intenso sulle fonti originarie, all’Archivio Centrale di Stato. Utilizzerò documenti in larga parte inediti, noti agli storici ma trascurati da loro perché non rilevanti per la storia politica, che sono invece importanti all’occhio del romanziere perché riguardano il substrato umano, come i carteggi del duce con i suoi gerarchi” sottolinea il vincitore del Premio Strega 2019. “Il terzo volume parlerà dell’abisso, della caduta, ma ci vorrà tempo. L’unico dubbio che ho – rivela – è sulla Repubblica di Salò. Storici e amici mi fanno notare che meriterebbe un libro a parte, ma già la trilogia per me è sufficiente”.Il progetto di una serie tv, di cui ha acquistato i diritti Wildside, intanto procede. “Siamo in fase di prima scrittura. Io collaboro alla sceneggiatura. C’è la proposta concreta di una collaborazione con un pacchetto artistico di respiro internazionale e per ora non posso dire di più” racconta Scurati che nella notte al Ninfeo è stato protagonista di un grande abbraccio con Missiroli, l’autore di ‘Fedeltà’ (Einaudi), arrivato terzo con 91 voti, che ha tifato per lui. “Quando ci siamo abbracciati gli ho sussurrato all’orecchio ‘vincerai la prossima volta’. E’ uno scrittore ancora giovane benché abbia fatto cose notevoli e so che per lui ci sarà una prossima volta. Missiroli ha dovuto subire il prezzo di essere per più di un anno vincitore annunciato, è un arma a doppio taglio e ha reagito bene, ha fatto prevalere l’affetto” afferma. “Che io fossi vincitore annunciato o no, Scurati avrebbe vinto comunque perché il suo libro riempie un tassello che è oltre la letteratura, va a coprire un buco del tempo” dice Missiroli che ha voluto stare sotto il palco al momento della vittoria. Adesso Scurati torna “alle sudate carte” e guarda all’estero. “C’è già un grande dibattito internazionale intorno al libro” che sarà tradotto in oltre trenta paesi.

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DALLE 12:31 DI GIOVEDì 04 LUGLIO 2019

ALLE 11:52 DI VENERDì 05 LUGLIO 2019

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Halle Bailey sarà la sirenetta in live-action Disney
La pellicola includerà brani del celebre film d’animazione
04 Luglio 2019 12:31

Sarà la cantante Halle Bailey, metà del duo con la sorella Chloe X Halle, che si tufferà negli abissi interpretando la sirenetta Ariel nel prossimo adattamento di “La sirenetta”. La bella e brava cantante nera sarà dunque la protagonista della versione live-action che includerà brani originali del celebre film d’animazione del 1989 e nuovi brani del compositore dei brani della versione originale Alan Menken (Menken ha vinto due Oscar con le musiche del cartoon dedicato ad Ariel, miglior colonna sonora e miglior canzone con In fondo al mar) e di Lin Manuel Miranda, attore, compositore e rapper ormai lanciatissimo nel mondo del musical americano, è tra gli autori della colonna sonora di Oceania e ha già lavorato con Marshall interpretando Jack nel Ritorno di Mary Poppins. Nel cast con Bailey ci saranno Awkwafina e Jacob Tremblay rispettivamente nei ruoli di Scuttle il gabbiano e del pesce Flounder. Il film sarà diretto da Rob Marshall, regista del ritorno di Mary Poppins.

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Remo Bianco al Museo del Novecento
Oltre 80 opere dell’artista milanese sempre in anticipo su tempi

04 luglio 2019 12:31

– “Io non vorrei non concludere niente per aver cercato troppo, questo è il pericolo. Più che il pericolo, direi, la mia disposizione, il mio carattere, la mia natura” confessava Remo Bianco, artista milanese sempre in anticipo sui tempi e per questo inclassificabile, cui il Museo del Novecento dedica la mostra ‘Le impronte della memoria’, aperta da domani al 6 ottobre.
L’esposizione presenta oltre 80 opere dell’artista, che si formò nella Milano del boom economico. Dall’incontro con de Pisis, che lo guida verso la pittura francese, al viaggio in America che gli fa incontrare Pollock e l’Espressionismo astratto; dalla frequentazione della Galleria del Naviglio, dove si lega a Carlo e a Renato Cardazzo, a Lucio Fontana, ai giovani spazialisti e agli esponenti del movimento nucleare alla conoscenza di Pierre Restany, mentore del Nouveau Réalisme, Bianco si è trovato sempre al centro dei contesti più stimolanti degli anni 50 e 60, ma la sua è stata una vita da “ricercatore solitario”.

Ed Quarter a Milano per nuovo cd SheeranInstawall, karaoke, preascolto per ‘No.6 collaborations project’

MILANO04 luglio 201912:31

– Nasce a Milano, dall’11 al 14 luglio, l’ “Ed Quarter”, la prima ‘experience room’ dedicata a Ed Sheeran. In occasione della pubblicazione del suo nuovo album NO.6 Collaborations project, prevista per venerdì 12 luglio, gli spazi del Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano si trasformeranno infatti in un luogo di ritrovo con attività interattive, giochi, esperienze musicali, oltre che in un negozio.
L’appuntamento è l’11 luglio con un’apertura straordinaria a mezzanotte per permettere a tutti i fan di acquistare da subito l’album e proseguirà fino a domenica 14 luglio. Per entrare nel mondo di Ed Sheeran sono previsti Photo booth dove scattare foto entrando nel video di “I Don’t Care”, merchandising esclusivi, un instawall dove lasciare una dedica a Ed. Warner Music darà la possibilità ai cantanti emergenti di esibirsi nei brani di Ed Sheeran su un palco creato ad hoc, ma si potrà anche cantare con gli amici grazie a un karaoke.

Street Players 2019 festeggia LeonardoGrande kermesse di graffiti sul muro del celebre impianto

04 luglio 201912:55

– Viene annunciata come “la più grande jam mai organizzata prima in Italia, con 500 graffiti writer e street artist all’opera sui 5 chilometri di muro di cinta dell’ippodromo del galoppo di Milano”: è ‘Street Players 2019’, di Stradedarts Urban Gallery in collaborazione con Ippodromo Snai San Siro, la cui 5/a edizione si terrà intorno al celebre impianto sportivo i prossimi 5, 6 e 7 luglio incentrata sull’anniversario dei 500 anni di Leonardo. Gli artisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, “celebreranno con la loro arte i 500 anni da Leonardo Da Vinci – spiegano gli organizzatori -. Stradedarts Urban Gallery, infatti, collabora con i migliori graffiti writer e street artist italiani che, lavorando sui muri metropolitani, sono riusciti a emergere nel mondo dell’arte creando un vero e proprio riferimento culturale e artistico. Queste forme d’arte contemporanea rappresentano il linguaggio creativo più innovativo e una delle correnti artistiche più alternative e vicine al mondo dei giovani”. Palcoscenico ideale di questa rappresentazione artistica dal respiro europeo sarà l’esterno del muro di cinta dell’Ippodromo Snai San Siro che, realizzato nel 1920, è uno dei più prestigiosi al mondo ed è stato dichiarato monumento nazionale.
Proprio davanti alla tribuna secondaria dell’ippodromo è ubicata una delle statue equestri più grande al mondo, il Cavallo di Leonardo, realizzata dalla scultrice statunitense Nina Akamu, che per il suo lavoro si è ispirata ai disegni originali di Leonardo da Vinci, tema di Street Players 2019: “Lo stile Liberty si unisce all’arte contemporanea e al genio di Leonardo!”.

Architetture dell’immaginario a VignolaLaboratorio di cultura dal 5 luglio ad aprile 2020 con 5 artisti

MODENA04 luglio 201913:18

– Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola (Modena) da artisti contemporanei: è il progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio al 26 aprile 2020, propone – in un’esposizione a cura di Lucia Biolchini – ‘Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario’.
La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri.
Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le ‘Città invisibili’ di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana.
Ad aprire la rassegna sarà ‘Self expression’ di Marina Fulgeri, dal 5 luglio all’8 settembre: l’artista pone l’attenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti.

Paolo Orsi in Calabria e SiciliaAl museo dei Bronzi di Reggio rassegna in sinergia con Siracusa

SAREGGIO CALABRIA04 luglio 201913:

– E’ stata inaugurata al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, la mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’Archeologia tra Calabria e Sicilia”. L’esposizione, aperta fino all’8 settembre, nasce dalla sinergia tra il MArRC e il Museo archeologico nazionale “Paolo Orsi” di Siracusa.
Alla inaugurazione, assieme al direttore del MArRc Carmelo Malacrino, hanno partecipato la direttrice del Museo siracusano, Maria Musumeci e l’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Maria Francesca Corigliano.
“Si deve a Orsi la metodologia di ricerca archeologica che ancora oggi noi usiamo – ha detto Musumeci – quella del metodo dello scavo stratigrafico, che gli inglesi si vantano di avere inventato, ma che Orsi, che fu direttore e ispirò la nascita del Museo archeologico Magna Grecia a Reggio, aveva decisamente posto come base della ricerca archeologica”. “Una mostra – ha sottolineato Malacrino – che rappresenta un atto di omaggio verso questa figura di riferimento dell’archeologia italiana”.

Docu di DiCaprio Ice on fire su SkyTargato Hbo anche su Sky Atlantic e Arte in prima tv il 7 luglio

04 luglio 201914:39

– I cambiamenti climatici distruggeranno la nostra civiltà o è possibile utilizzare le nuove tecnologie per invertire questo processo? A questa domanda cerca di rispondere Ice on fire, il nuovo documentario prodotto per HBO dall’attore premio Oscar Leonardo DiCaprio, che fa anche da voce narrante, diretto da Leila Conners e che in Italia sarà trasmesso domenica 7 luglio alle 21.15 in prima visione assoluta su Sky Arte e su Sky Atlantic per il ciclo “Il racconto del reale”. Ice on fire, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2019, si concentra sulla ricerca scientifica in atto e sulle possibili soluzioni, spesso inedite, pensate per rallentare la crescente crisi ambientale, in particolare per ridurre il carbonio nell’atmosfera e far diminuire le alte temperature responsabili dei maggiori danni del cambiamento climatico in corso. Girato in vari paesi del mondo, dalla Norvegia alla Alaska, dall’Islanda al Colorado, dalla Svizzera al Costa Rica fino al Connecticut invita ad agire al più presto.

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A Venaria viaggio nei Giardini d’Europa
Mostra da domani al 20 ottobre su 4 secoli di storia del verde
VENARIA (TORINO)04 luglio 201915:49

– “I giardini sono luoghi dell’anima, luoghi del ‘fare dell’uomo’ che con le sue mani da forma alla bellezza della natura, giocando con colori, forme e ombre”. Cosi la presidente della Reggia di Venaria, Paola Zini ha presentato la mostra ‘Viaggio nei Giardini d’Europa’, promossa dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, aperta da domani al 20 ottobre.
In tutto 200 opere tra dipinti, disegni, arazzi, volumi, modelli, manufatti che raccontano i giardini d’Europa dal ‘500 all’ ‘800, dalle geometrie di quelli italiani agli ‘infiniti’ di quelli francesi, al ‘pittoresco’ degli inglesi.
La mostra è divisa in 12 sezioni, ognuna dedicata a un ‘viaggiatore, come Montaigne, Andrè Le Notre, Hibert Robert e Fragonard, letterati come Stendhal e Goethe, che nei loro ‘Gran tour’ andavano a caccia delle meraviglie italiche.
Si inaugurano domani, nei Giardini, anche Anafora, la nuova serie di opere di Giuseppe Penone, e il ‘Cavallo leonardesco’ in omaggio ai festeggiamenti per i 500 anni di Leonardo.

A Genova Palazzo Pallavicino si svelaGenova, uno dei Rolli ‘segreti’ si svela, sarà sede esposizioni

GENOVA04 luglio 201915:51

– Palazzo Pallavicino di Genova, tra le 42 dimore storiche dei Rolli patrimonio dell’umanità, per la prima volta si apre per la nascita della Fondazione Pallavicino, inaugurata alla presenza del direttore artistico Vittorio Sgarbi, il presidente Domenico Pallavicino, discendente dell’antica casata che vanta anche tre dogi della Repubblica di Genova, e il sindaco della città Marco Bucci. L’idea della fondazione è di conservare, valorizzare e rendere pubblica la memoria dei Pallavicino, con le importanti opere d’arte della famiglia custodite nel palazzo del Sedicesimo secolo, promuovendo mostre d’arte antica e contemporanea proprio nelle ricche stanze dell’edificio che saranno così visitabili, immaginando pubblicazioni e l’istituzione di borse di studio per giovani studiosi. Nelle intenzioni anche quella di incrementare la collezione con acquisti mirati sul mercato italiano e internazionale.
“E’ il primo segnale di vita nuova dopo il crollo del ponte, che è un crollo dovuto a una situazione di difficoltà strutturale, ma nulla è più grave che l’averlo buttato giù – ha detto con la sua solita verve polemica Sgarbi, presentando la fondazione -. Era un monumento della storia della città. Sarebbe come buttar giù un acquedotto romano perché non funziona più.
Mentre quello diventa polvere qui esce dalla polvere un palazzo straordinario”. “Ho fatto ottenere dal ministero degli Interni la vidimazione e l’inserimento della Fondazione Pallavicino tra le fondazioni di Stato”, ha spiegato Sgarbi. Ci sarà ora da organizzarne l’attività, ma l’ente “potrà avere nel piano inferiore temporaneamente affittato una sede straordinaria, amplissima, piena di straordinari affreschi”.

Omaggio a Dall’Ongaro con ironiaEseguite due composizioni all’Accademia Filarmonica Romana

04 luglio 201916:06

”La mia idea è di trattare le figure musicali come personaggi, da ritrovare anche a distanza di anni, un po’ come accade con i moschettieri di Dumas”, spiega Michele Dall’Ongaro, rivelando subito quel suo sguardo ironico e quella fiducia nella capacità di comunicare, di avere quasi una forma narrativa e farsi chiave per leggere il mondo, della musica. E questo vale per il suo Quartetto n. 5 per archi e per il gioco drammaturgico ”Gilda, mia Gilda” costruito a suo tempo con Vittorio Sermonti sul ”Rigoletto” verdiano, che sono stati i due perni esemplari della serata Omaggio che gli ha dedicato l’Accademia Filarmonica Romana, all’interno della stagione estiva nei giardini di Via Flaminia.
I suoi ”personaggi” sono nati un tempo nei primi 2 Quartetti, ”poi sono cresciuti e hanno fatto nuovi incontri.
Qualcuno si è anche perso di vista: non trovo più tutti quei quarti di tono del terzo Quartetto, credo siano finiti nei computer, siano emigrati nei pezzi di musica elettroacustica.

Premaman couture dall’Accademia MaianiPrima sfilata al Pratibus Distric degli stilisti bando Mestieri

MA04 luglio 201916:55

Abiti premaman ma di haute couture, sulla passerella dell’Accademia Maiani che ha sfilato per prima al Pratibus District aprendo il calendario di Altaroma.
La collezione dedicata alla vita è stata disegnata dagli aspiranti stilisti che partecipano gratuitamente al corso di moda dell’Accademia Maiani grazie al bando Mestieri, promosso e finanziato dalla Regione Lazio, nell’ambito dei progetti sostenuti dalla Comunità Europea. La caratteristica di questi allievi, con un’età che abbraccia giovani e meno giovani, è quella d’intraprendere un differente percorso professionale dopo la perdita del proprio lavoro e avere così una nuova occasione per ricominciare. Un trampolino di lancio quello di Alta Roma, che vede sedici stilisti, non solo italiani ma anche stranieri residenti nel Lazio, solcare per la prima volta con le loro creazioni una passerella di moda. Sfilano abiti bianchi stile impero, decorati con preziose bordure nere e argento che allude al cordone ombelicale e avvolge il corpo.

Docu su Aretha Franklin al Taofest’Amazing Grace’ strappa applausi al Teatro Antico

loTAORMINA05 luglio 201910:13

a già successo all’ultima Berlinale, tutti a pregare e battere le mani in omaggio alla voce divina di Aretha Franklin protagonista di ‘Amazing Grace’ docu sul leggendario album della Franklin, realizzato nel gennaio del 1972 con il Southern Community Choir e il reverendo James Cleveland nella New Temple Missionary Baptist Church a Los Angeles. Ma ieri sera Amazing Grace, ha avuto come palcoscenico il Teatro Antico di Taormina e così i ripetuti applausi, a fine di ogni canzone da parte di un pubblico sotto le stelle, ricordavano in tutto per tutto quelli di un concerto live. Potenza di uno straordinario film – firmato da Alan Elliott, ma i cui materiali furono girati all’epoca da Sidney Pollack – che racconta senza alcun commento, il ritorno della regina del gospel da dove era partita, ovvero da quella chiesa dove Aretha e le sue due sorelle, Carolyn ed Erma, intrattenevano i fedeli del padre, il famoso predicatore battista C.L. Franklin. E questo prima che la cantante diventasse un’icona del soul e del R&B e quando aveva già all’attivo brani come Respect, I Say a Little Prayer, (You Make Me Feel Like a) e Natural Woman. Nel documentario tanti brani di questo album (il disco gospel di più successo di tutti i tempi), tra cui una straordinaria versione di undici minuti di Amazing Grace, ma anche Never Grow Old, la straordinaria Wholy Holy e la corale Climbing Higher Mountains. Oltre la voce straordinaria di Aretha (lo Stato del Michigan l’ha dichiarata “una meraviglia della natura”) nel documentario il contesto della performance parla ancora con più forza. Si vede infatti un pubblico scatenato che si alza, balla, urla e mima le frasi delle canzoni-preghiera al ritmo incessante della musica estatica dell’orchestra e, da contraltare, un coro altrettanto anarchico, stranamente seduto e che, di volta in volta, si muove all’unisono e poi, subito dopo, si ritrova in preda al più sfrenato individualismo.
Nel concerto compare poi il padre della cantante, C.L.
Franklin, predicatore e grande voce gospel e, a sorpresa, due giovanissimi Mick Jagger e Charlie Watts dei Rolling Stones in città per registrare l’album Exile On Main Street. Il docu ‘Amazing Grace’ per ora non ha nessuna distribuzione italiana, un vero peccato perché, oltre al valore del concerto, resta una straordinaria fotografia di un mondo che sembra molto più lontano di quanto sia in realtà. Infine, ecco la prima fulminante strofa di Amazing Grace: “Incredibile grazia, dolce suono che ha salvato un disgraziato come me… Ero perso ma ora mi sono ritrovato. Ero cieco, ma adesso vedo…”.

Rino Gaetano, cofanetto per Ahi MariaAnche una versione inedita del brano e diverse cover

MA04 luglio 201917:41

L’eredità musicale di Rino Gaetano continua a fornire nuovi spunti, soprattutto per la straordinaria attualità delle sue canzoni, a 38 anni dalla sua prematura scomparsa. Domani esce “Ahi Maria 40th”, un cofanetto che celebra i 40 anni di “Ahi Maria”, il brano che fa parte di “Resta vile maschio, dove vai?”. Si tratta di un lavoro da collezione, quattro cd o doppio Lp, più un libretto di 40 pagine in cui le persone che più sono state vicine a Gaetano raccontano aneddoti e particolari biografici che possono dare un’immagine diversa di uno dei personaggi più anticonformisti della canzone italiana. I brani sono 48, compresa una versione demo inedita proprio di “Ahi Maria”, rarità live, chicche da collezionisti e cover firmate da Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Fabrizio Moro, Gianluca Grignani, Giusy Ferreri.

Altaroma A.I. tendenza migrante in scenaThe shape of water tema nuova edizione Artisanal Intelligence

04 luglio 201918:13

– Tendenza migrante per parlare di sostenibilità ambientale e solidarietà è uno degli spunti che fanno riflettere della nuova edizione di A.I. (Artisanal Intelligence) la rassegna di Altaroma in scena al Pratibus District che porta in campo le eccellenze artigianali del territorio. Il titolo scelto stavolta è infatti The shape of the water – sottotitolo reinvenzione, sostenibilità, trend migrante.
In linea con la necessità di dare voce alla realtà, l’attenzione è posta non solo sui materiali di scarto, che vengono reinventati, ma anche sull’importanza di definire e diffondere lo stile migrante come tendenza di moda. La diversità è accolta come uno spunto di crescita, apertura delle proprie vedute, arricchimento personale. Emblematico è il nome scelto per il progetto: A.I. Artisanal Intelligence – The Shape of the Water.
L’acqua è intesa come elemento di trasformazione e metamorfosi.
Nel suo continuo scorrere è simbolo di rinascita e purezza, nonché del legame tra uomo e pianeta.

Al Castello di Rivoli ‘Supercondominio’40 soggetti discutono sul futuro Italia

TORINO04 luglio 201918:51

– Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con il suo dipartimento di ricerca Crri e in collaborazione Combo – concept di ospitalità innovativa, ospita, per il secondo anno, il 6 e il 7 luglio, ‘Supercondominio’, l’assemblea annuale dei nuovi spazi per l’Italia. In tutto 40 rappresentanti di enti ed associazione che si occupano di produzioni artistiche, chiamati ad interrogarsi sui nuovi orizzonti dei grandi eventi e dei luoghi di cultura.
“I protagonisti di Supercondominio2 – dicono i promotori – discutono delle trasformazioni che coinvolgono i luoghi che operano autonomamente in Italia”. L’obiettivo è fare incontrare, in modo anche informale (i partecipanti dormono sotto le stelle, in tende offerte da Combo, nel giardino della Manica Lunga), i maggiori operatori del settore del paese. La seconda giornata di incontri si tiene nell’Ex Caserma dei Vigili del Fuoco di corso regina Margherita, futura sede di Combo destinata a diventare un nuovo hotspot culturale nevralgico di Torino.

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Frank Borzage, da val di Non a Hollywood
Il paese di Ronzone organizza eventi e gli dedica una via

TRENTO04 luglio 201918:54

Per ricordare l’attore e regista Frank Borzage (1894-1962), vincitore di due Premi Oscar, figlio di un emigrato della val di Non, il Comune di Ronzone, con la collaborazione della Provincia autonoma di Trento e di Trentino Film Commission, ha programmato una serie di eventi, il primo dei quali sarà una mostra che si aprirà il 12 luglio a Ronzone, dove gli verrà dedicata una via.
Nel 2020 vedrà verrà inoltre proposta una retrospettiva dei suoi film più significativi e sarà pubblicato un volume biografico. L’esposizione – con il supporto di materiali d’epoca, fotografie, documenti e preziosi manifesti originali – racconta la vita e i successi professionali di questo poliedrico uomo di cinema. Il padre, Luigi Borzaga (il cognome venne modificato all’anagrafe americana), era nato in Trentino a Ronzone, piccolo paese della val di Non da dove partì per tentare la fortuna negli Stati Uniti.

L’Architettura in Festival a RomaDal 10 al 18 ottobre al via Spam-Dreamcity

SAROMA04 luglio 201918:56

Da Mario Bellini a Daniel Libeskind da Massimiliano Fuksas a Manuel Aires Mateus. Roma ingaggia le grandi firme dell’architettura per un Festival che si terrà il prossimo autunno alla Casa dell’Architettura. Presentato oggi nella capitale dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, “SPAM – DREAMCITY”, questo il titolo della manifestazione, si terrà dal 10 al 18 ottobre 2019. Le adesioni stanno ancora arrivando, sottolineano gli organizzatori, ma intanto tra gli studi internazionali che hanno confermato la presenza si contano MVRDV, Mad Architects e UNStudio. Tra gli italiani, il curatore del padiglione Italia alla Biennale Architettura 2020 Alessandro Melis. Numerosi i progettisti romani che hanno aderito come Labics, Nemesi, King Roselli Architetti, Insula e Alvisi Kirimoto. Insieme a loro, rappresentanti del mondo della politica, del cinema e dell’arte. Obiettivo “riaccendere un faro su Roma, come riferimento per lo sviluppo del pensiero architettonico e delle riflessioni sulla città”, spiega Roberto Grio, curatore scientifico dell’iniziativa e Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia. Che aggiunge: “A cosa è legato il futuro di una città vivibile? Salute, mobilità sostenibile, alimentazione e ciclo di produzione virtuoso. DreamCity, la città dei sogni, è quella che ancora non esiste ma che l’architetto prova a immaginare sulla base delle istanze di una società in continua trasformazione”.
Obiettivo dichiarato, “far crescere una rinnovata cultura del progetto, offrendo una panoramica della progettazione su scala internazionale a partire dalla contaminazione delle idee intorno al tema dell’architettura. Una rappresentazione corale nel segno dell’efficienza, la credibilità e la qualità”. In cartellone, secondo un programma articolato dalla mattina alla sera, ci saranno incontri, focus, tavole rotonde. Ma anche dialoghi tra i protagonisti, letture, confronti a due. Non mancano un rassegna cinematografica serale, workshop e laboratori per 60 studenti e giovani architetti.

Generali Italia apre Palazzo BonaparteDopo restauro, il 6 ottobre la mostra ‘Impressionisti segreti’

04 luglio 201919:08

Nasce il primo spazio Generali Valore Cultura a Palazzo Bonaparte a Roma. Ad aprirlo Generali Italia dopo un importante restauro che trasforma lo storico palazzo – da cui Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, osservava dal famoso balconcino verde il via vai tra Piazza Venezia e via del Corso – in un nuovo polo di arte e cultura, grazie alla partnership con Arthemisia. Per celebrare l’evento, la prima apertura straordinaria con #PalazzoinMostra il 9 luglio dalle 14 alle 24.
Ad inaugurare il nuovo spazio, il 6 ottobre, la mostra ‘Impressionisti segreti’ con oltre 50 opere provenienti dalle più importanti collezioni private del mondo, normalmente inaccessibili di artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin e Signac. “Palazzo Bonaparte rappresenta un nuovo passo lungo il percorso tracciato da Generali Valore Cultura in questi ultimi anni” ha spiegato Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia.
“Un progetto – ha detto Sciacca – che nasce proprio con l’idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità offrendo esperienze innovative, coinvolgenti per le persone e rilevanti per l’intera comunità. In 3 anni, gli eventi di Generali Valore Cultura hanno coinvolto oltre 3,5 milioni di persone con molta attenzione ai giovani e alle famiglie” ha spiegato Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia.
“Partecipare alla nascita del nuovo polo culturale Generali Valore Cultura a Palazzo Bonaparte a Roma è per noi un grande privilegio; vi porteremo importanti mostre d’arte, iniziando con uno dei temi più appassionanti per il pubblico, l’Impressionismo. Con Generali condividiamo da anni l’obiettivo di aprire le porte della cultura a quante più persone possibili” ha sottolineato Iole Siena, presidente del Gruppo Arthemisia.
In uno degli edifici storici più preziosi di Generali saranno accolte mostre, eventi culturali e didattici.  Marco Sesana, Country Manager & CEO of Generali Italia and Global Business Lines, ha dichiarato: “Fare azienda in modo moderno vuol dire affiancare l’impegno verso i nostri 10 milioni di clienti con un impegno concreto verso le comunità. Questo per noi è essere Partner di Vita delle persone e in questa nostra ambizione si colloca l’apertura e la valorizzazione dei nostri asset come Palazzo Bonaparte: un bene che, grazie anche alla collaborazione di un operatore importante come Arthemisia, diventa un polo di sviluppo per la comunità.”.

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Giacobini torna con ‘La schiava bianca’
Il romanzo pubblicato da Cairo presentato oggi a Milano

04 luglio 201920:30

– Silvana Giacobini torna alla narrativa con un romanzo ambientato in una Venezia gotica e misteriosa, ‘La schiava bianca’ (Cairo), presentato oggi a Milano nella libreria Rizzoli che ha sede nella Galleria Vittorio Emanuele.
Il romanzo comincia con un incipit di grande impatto, con una giovane donna che giace immobile, sepolta viva, e muore nell’incendio di un palazzo fatiscente di Venezia. La giovane era stata vittima di un sequestro anomalo e aveva indossato per i suoi 18 anni un costume settecentesco da favola. Dieci anni dopo a vestire quello stesso abito è la scrittrice Margot Amati, ospite di uno sfarzoso ballo in maschera, a cui è stata personalmente invitata dalla consorte del marchese Pietro Gradenigo di Soranzo dei Cavalieri. All’evento partecipano ricchi industriali, principesse arabe, imprenditori, magnati della finanza. Margot scopre che l’invito ha un secondo fine: smascherare l’autore delle lettere anonime, firmate l’Occhio della Fenice, che minaccia di morte la marchesa e suo figlio.
Nel frattempo la città lagunare è colpita da una serie di delitti che sembrano legati da un filo conduttore che solo Margot riesce a cogliere.
Silvana Giacobini, romana di nascita e milanese di adozione, è stata direttore di Gioia, e ha progettato e diretto i settimanali Chi (Mondadori) e Diva e donna (Cairo). Ha scritto i romanzi ‘La signora della città’ e ‘Un bacio nel buio’ che sono diventati film per la tv.

Scurati stravince il Premio Strega 2019 con 228 voti Il suo libro ”M. Il figlio del secolo’ pubblicato da Bompiani

05 luglio 201910:18

ionfa Antonio Scurati al Premio Strega 2019. Le oltre 800 pagine del suo romanzo documentaristico ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani) hanno avuto 228 voti stasera al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, con un ampio stacco dagli altri autori della cinquina: 101 voti in più di Benedetta Cibrario, arrivata seconda e 137 in più di Marco Missiroli, arrivato terzo.”Sono felice ma soprattutto contento che molti altri italiani leggeranno questo libro non solo perchè lo ho scritto io ma perchè impareranno a conoscere la nostra storia con la speranza che non si ripeta, anche se in forme diverse”, ha detto Scurati che poco prima era stato abbracciato da Missiroli. “Dedico questa vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che fra loro trovarono il coraggio di combatterlo. E insieme lo vorrei dedicare ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto cent’anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia”, ha sottolineato lo scrittore bevendo dalla bottiglia dello Strega.
Dopo due vittorie perse, per un solo voto nel 2009 e per cinque voti nel 2014, Scurati, che ha da poco compiuto 50 anni, si porta a casa una vittoria schiacciante con un libro, di cui Wildside ha già acquistato i diritti per una serie tv, che fa parte di un ampio progetto: è il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini e il primo volume di una trilogia. L’espediente che lo scrittore ha adottato per trovare “il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente”.
Nell’afa del Ninfeo non è andato in scena nessun duello con Missiroli come era prevedibile alla vigilia della votazione, che è arrivato terzo con 91 voti, dopo Benedetta Cibrario, seconda con il suo ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), che ha avuto 127 voti. Si è riconfermato così l’ordine della cinquina con l’outsider Claudia Durastanti e il suo romanzo rivelazione ‘La straniera’ (La nave di Teseo), che è piaciuto tanto a Nicola Lagioia, al quarto posto con 63 voti e Nadia Terranova con il suo ‘Addio fantasmi’, al quinto posto con 47 voti.L’autore di ‘Fedeltà’, 38 anni, di cui Netflix ha acquistato i diritti audiovisivi per farne una serie, afflitto per un anno dal tormentone del superfavorito con il suo libro che indaga sull’animo umano, “se non lo vinco tornerò tra 95 anni” ha detto mentre si aspettava lo spoglio dei voti e la diretta di Rai3 condotta dalle 23 da Pino Strabioli con letture di Piera Degli Esposti.
La Cibrario, con un abito blu savoia come la copertina del suo libro, che ha raccontato il Risorgimento da un punto di vista molto particolare: attraverso la storia di una ragazza inglese che arriva in Piemonte, che allo spoglio dei primi cento voti sembrava in vantaggio, “e’ un’emozione pazzesca, non credevo. Comunque vada sono felice. E’ stato bello portare il libro ovunque, mi mancherà questa cinquina” ha detto. Mentre la Terranova non guardava la lavagna durante lo spoglio dei voti.
In questa cinquina che ha visto sul podio tre donne, speciale per qualità di libri e armonia tra gli autori, nonostante la presenza di due romanzi di uno stesso marchio editoriale, Einaudi, la tensione della volata finale non ha impedito di prendere le cose anche con un po’ di gioia e sana leggerezza.
Il seggio era presieduto da Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2019 e su 660 votanti hanno espresso le loro preferenze in 556. Al tavolo Bompiani che ha esultato all’annuncio sedevano tra gli altri Sergio Giunti e Mario Andreose. Al Ninfeo bollente c’erano l’ex ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Caterina Balivo seduta al tavolo Bompiani, Dacia Maraini, Fausto Bertinotti e Remo Girone, Carmen Llera Moravia, Corrado Augias al tavolo Einaudi e a quello Mondadori Enrico Selva Codde’, amministratore delegato area Trade Mondadori Libri, e il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi.

Lorenzetto, Chi (non) l’ha dettoUn dizionario contro citazionismo imperante e sciatteria

05 luglio 201909:53

– Una dichiarazione di guerra alla sciatteria, un bonario richiamo all’ordine rivolto ai colleghi più distratti, ma soprattutto un atto d’amore nei confronti di una professione, quella del giornalista, che oggi non se la passa troppo bene: è un vademecum intelligente e ironico l’ultimo libro di Stefano Lorenzetto dal titolo “Chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate”, edito da Marsilio.
Con un tono divertito, ma con grande precisione, l’autore ha compiuto un’indagine volta a smascherare, nell’era delle fake news e della post verità, i detti e le frasi che si sono diffusi in modo errato, e che purtroppo si trovano spesso sulla bocca (e sulla penna) dei giornalisti, così come dei politici, che li attribuiscono a chi non li ha mai pronunciati. Nella convinzione che proprio il citazionismo abbia contribuito a togliere credibilità al giornalismo, Lorenzetto ha tentato di porre fine (ma senza pretesa di essere esaustivo) a questa lunga sequela di pensieri erroneamente attribuiti.

Cagliari, Basilica Bonaria in brick LegoIn mostra nella chiesa domenica 7 per festa religiosa estiva

CAGLIARI05 luglio 201909:54

La Basilica di Nostra Signora Bonaria a Cagliari, uno dei monumenti più importanti della Sardegna, meta di pellegrinaggio di migliaia di fedeli e dei Papi in visita nell’Isola, da ultimo Papa Francesco, sarà riprodotta in mattoncini Lego. Circa 45mila pezzi per un’opera che è stata realizzata in otto mesi, dal novembre 2018 ad oggi, da un appassionato: Maurizio Lampis, agente di commercio di 43 anni con la passione per le “costruzioni” sin da piccolo.
L’installazione – profonda 2,40 metri, per 1,25 di larghezza e 1,70 alla cupola – sarà esposta nel porticato della Basilica domenica 7 luglio, giorno della festa estiva a mare della Madonna di Bonaria. “E’ stato il mio lavoro più complicato – racconta Maurizio – ho dovuto scattare quasi 200 foto per riprendere tutte le varie angolazioni e i dettagli. Ho scelto di riprodurre la Basilica di Bonaria perché penso sia uno dei simboli della Sardegna, equiparato ai nuraghi e al mare”.
Per Lampis, che nasce come costruttore di castelli in mattoncini Lego, l’impresa di realizzare uno dei monumenti dell’Isola non è una novità: qualche anno fa ha realizzato la Torre degli Elefanti di Cagliari, che ha riscosso notevole successo. “Il tutto nasce nel 2009 quando ho cominciato a costruire per conto mio – spiega – non mi interessava cioè seguire le istruzioni che trovano nei set che si possono comprare nei negozi o sul web. Così, ho iniziato a comprare castelli, tre o quattro, e li ho modificati”. La prima mostra alla quale ha partecipato è stata quella di Jesolo nel 2012 e da allora ogni mese per cinque anni ha girato l’Italia: Lucca, Empoli, Torino e Genova. “Nel 2017 ho fondato Karalisbrick, un gruppo di ragazzi che condividono la passione per i mattoncini della Lego – svela – in un anno e mezzo abbiamo fatto 17 manifestazioni in tutta l’Isola raccogliendo complessivamente 80 mila visitatori complessivi”.

Ultimo, re dell’Olimpico per una seraChiude a Roma davanti a 64mila persone Colpa delle favole tour

ROMA05 luglio 201910:23

– L’aria che si respira è quella dell’evento speciale, una di quelle date da segnare sul calendario. Per ricordarla, per dire tra qualche tempo “io c’ero”. Lo Stadio Olimpico, a Roma, è gremito come non mai: il prato è una distesa unica di telefoni accesi a immortalare l’attimo fuggente e anche l’ultimo posto sugli spalti, quello più in alto, quello più lontano, è occupato. E’ la consacrazione di Ultimo tra i grandi della musica italiana. A 23 anni si prende lo stadio per la chiusura del Colpa delle favole tour: è il più giovane artista italiano a raggiungere un traguardo così ambizioso. Lo stadio di casa. Di Roma, della sua Roma, la squadra del cuore, che tifava da quelle stesse gradinate da cui ora gridano a squarciagola il suo nome. Ad attenderlo 64 mila persone, che cantano con lui ognuna delle 34 canzoni in scaletta per due ore e mezzo di show. Senza sosta, senza incertezze, senza saltare una strofa. Ultimo, all’anagrafe Niccolò Moriconi di San Basilio, periferia difficile della capitale, arriva occhiali scuri e canotta nera con il suo nome stampato sopra e con il piglio di chi sa di aver avuto ragione. A crederci, a osare, a voler sbancare. Stasera raccoglie a mani basse il lavoro fatto negli ultimi due anni: la vittoria tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo nel 2018, il secondo posto tra i Big quest’anno, ma soprattutto i tanti concerti sold out in giro per tutta la Penisola e i tre album pubblicati nella top ten dei dischi più venduti nei primi sei mesi del 2019. Il giovane cantautore affronta le due ore e mezzo di concerto con tranquillità, misura a passi sicuri i 50 metri di palco, corre per i 30 metri della passerella che si allunga tra il pubblico, tra due megaschermi che rimandano la sua immagine. “Benvenuti nella favola”, è una delle poche concessioni che fa al suo pubblico perché, aveva detto poco prima di salire sul palco, “non so’ bono a parlare.
Mi incarto”. Ma non ha bisogno di parole: è energia pura, è entusiasmo, è forza, coraggio, gioia. E spariscono in un attimo anche le ultime quattro notti passate insonni. Arrivano, in nome dell’amicizia e della “romanità” che li lega, prima Fabrizio Moro, con cui canta L’Eternità e Portami Via, e poi Antonello Venditti per Roma Capoccia (e spunta un video di Niccolò 14enne al suo primo saggio con la stessa canzone) e Notte Prima degli esami. Ma in scaletta ci sono quasi tutte le canzoni dei suoi tre album: dopo l’intro con la chiave portafortuna che Ultimo esibisce anche al collo, parte, con boato annesso, Colpa delle favole, la canzone che dà il titolo all’ultimo album. Tra effetti di luci blu, gialle, rosse, viola, e fumo, tra visual tridimensionali e immagini dal palco, Niccolò affronta il suo repertorio, accompagnato dagli archi (in Sabbia) o sedendosi al pianoforte come Piccola Stella o Peter Pan. Non possono mancare Il ballo delle incertezze (il brano sanremese che gli valse la vittoria tra le Nuove Proposte, doppio platino) né I tuoi particolari (al Festival di quest’anno). C’è la canzone in romanesco Fateme Canta’, poi Giusy e Pianeti. Per il medley sceglie Buon viaggio, Racconterò di te, Vorrei soltanto amarti. Seduto sul pianoforte con la chitarra imbracciata intona Forse dormirai e Fermo. L’omaggio alla sua città arriva con Poesia per Roma, inedita poesia in musica, prima della carrellata di ricordi per immagini su La Stazione di Ricordi.
Sogni Appesi è il bis che saluta tutti.
Nella calda notte romana niente più colpe, è grazie alle favole che Ultimo si prende tutto: la favola ora è realtà.

favola di Ultimo. Quella iniziata nel quartiere romano di San Basilio, raccontata al Festival di Sanremo, cresciuta in decine di concerti sold out. La favola che è arrivata al capitolo più bello ed emozionante: il live, il primo per lui in uno stadio, all’Olimpico della sua Roma davanti a 64 mila persone, a coronamento di due anni corsi con il piede spinto sull’acceleratore che chiude il tour. E proprio nel giorno che consacra il suo ultimo disco Colpa delle Favole al primo posto della classifica degli album più venduti nei primi sei mesi del 2019 (e con gli altri due pubblicati al quinto, Peter Pan, e al nono, Pianeti). “Mai avrei pensato di essere qui dopo il terzo album – racconta Ultimo nei camerini, emozionato poco prima di salire sul palco -. E’ la soddisfazione più grande per me che ho sempre puntato sui live. Il mio obiettivo è fare concerti, la parte più bella della musica. Quella in cui le canzoni ti ringraziano maggiormente. E poi essere qui, nella mia città, non vale doppio, vale triplo. E’ un’esperienza forte: non mi è mai successo di non dormire per 3-4 notti di seguito. Sento la pressione: è una responsabilità stare davanti a 60 mila persone”. Durante le prove è andato a cercare anche i posti che fino a qualche tempo fa occupava da abbonato alle partite della Roma, con suo padre e i suoi fratelli.
Pensare che due anni fa (“era l’8 luglio 2017 a Testaccio”), si esibiva davanti a 10 persone. “Non lo so come sia successo tutto questo, io ho fatto quello che mi sentivo di fare. Sto bruciando le tappe, mentirei se dicessi il contrario. Ma non penso sia sbagliato provare a fare il passo più lungo della gamba. Ho sempre avuto bisogno di strafare”, dice senza arroganza. L’Olimpico sarà solo l’antipasto per i mesi a venire: è stato già annunciato per l’estate 2020 un intero tour negli stadi. “Ma non farò un album nuovo e non penso di tornare neanche a Sanremo – aggiunge Ultimo, che a febbraio arrivò secondo al Festival non senza qualche polemica -. In questo momento per me la dimensione live è al centro di tutto. Un tour all’anno è la mia ambizione”. Non nasconde neppure l’idea di suonare nei teatri con un’orchestra. Tre i momenti più significativi che hanno segnato questi ultimi anni: il contest lanciato dalla casa discografico Honiro che gli ha permesso di firmare il primo contratto, il primo live alla Santeria di Milano il 19 gennaio 2018. “E oggi”. Ad accompagnarlo anche due colleghi, diventati due amici: Antonello Venditti, con il quale duetta su Roma Capoccia e Notte Prima degli Esami, e Fabrizio Moro (L’Eternità e Portami Via). “Con Antonello ho un rapporto intimo, ma mantengo sempre un passo indietro, perché a prescindere dall’amicizia ho rispetto per lui. Fabrizio, invece, è come fratello, è vicino al mio modo di essere e di fare”. Per lui, poco incline a lasciarsi andare a discorsi durante i live (“Non so’ bono a parlare. Mi incarto e mi perdo”), ci sarà però un momento dedicato a Roma, con la lettura della Poesia per Roma (“scritta alla fine di una vacanza a Capodanno all’estero. Quando ho finito mi sono accorto che una bandiera giallorossa sventolava davanti a me”, racconta ancora Ultimo). Una poesia in musica composta in romanesco in cui il giovane cantautore racconta la bellezza della Città eterna e che sarà disponibile da mezzanotte.

Zeichen al passaggio di secoloesce ‘Diario 2000′ a tre anni dalla morte del poeta il 5 luglio

05 luglio 201910:35

”Per chi avrà trascorso la maggior parte della vita nel secolo scorso, una volta espulso da questo, per comparire nel terzio millennio, con quale mandato o diritto giudicherà ancora il Novecento letterario, essendone così distanziato?” si chiede Valentino Zeichen e questa riflessione è come un po’ riguardasse anche la sua vita che vive ”non solo un mero scatto di date sul calendario, ma pure una presa di distanza dello spirito”. Così, rispetto a un certo sconforto che si trovava evidente nel ”Diario 1999”, nelle pagine di quello del 2000 il poeta appare sempre estremamente critico sul presente, alle prese con affanni quotidiani tra i danni della sua casa a Borghetto Flaminio e malanni fisici, ma più disposto a vivere e lasciarsi vivere con una certa leggerezza, più simile a come lo conosciamo, col suo disincanto.
Il nuovo volume dei suoi Diari esce in concomitanza con i tre anni dalla sua morte il 5 luglio 2016 a 78 anni e ci riporta a una Roma di salotti e cene tra mondanità e cultura in cui ognuno alla fine cerca anche un proprio piccolo tornaconto: il poeta la cena e un po’ di compagnia, gli ospiti magari un po’ di luce, di visibilità sotto la luminosità di certi invitati. A una persona che ha dato un ricevimento in suo onore e poi gli chiede cosa se ne dica, che riscontro abbia avuto lui, un po’ ironico e un po’ paziente, invia una pagina di Repubblica con una sua lunga intervista. Ad amici che lamentano abbia disertato un loro pranzo cui aveva assicurato d’esserci, spiega invece che è stato attratto da un invito dove sapeva che sarebbero corsi fiumi di champagne, per cui ha una debolezza.
Tra una cena, una presentazione di un libro, la vernice di una mostra, la visione di un film (e si legga la divertente pagina su ”Kippur” di Amos Gitai) l’arrivo di un amico c’è, come era spesso in lui almeno apparentemente, un vivere contingente, quotidiano ma con una romana svogliatezza nonostante le origini austroungariche, così come il lavoro, la scrittura, la pubblicazione di un libro sembrano non dargli più appagamento. ”A differenza di molti miei colleghi ho sempre coltivato un’ambizione letteraria leggera, dilettantesca”, afferma, chiedendosi se questo valga anche dopo aver pubblicato otto libri, se possa essere ancora ”un disinteressato attore che interpreta il ruolo di autore in questa commedia della letteratura”. Del resto il gioco del ruolo e delle parti lo avverte sempre e ama chi si maschera come l’artista amico Ontani. O se la prende pacatamente con la recensione ”contraddittoria o incomprensibile” dell’amico Cordelli sul suo libro ”Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio”, uscito proprio nel 2000.
L’atmosfera di queste pagine, di questi appunti quasi quotidiani in prosa e in versi, è del resto molto di ambiente e atmosfera romana, come sono i suoi versi e sentimenti più romani quelli dei versi raccolti in quel libro, con quelle poesie tutte intitolate a luoghi e monumenti della città ma poi così sottilmente e sostanzialmente esistenziali. Si legano, tanto per citarne tre, ”Marco Aurelio”, ”Arancia mondo” o ”Ragazza romana”, visto che Fazi ha giustamente riproposto in appendice a questo Diario l’integrale di quella raccolta. Sono queste, come quelle del volume precedente, pagine ricche di notazioni intelligenti, di curiosità e pensieri, di giudizi anche di un uomo e un artista assolutamente libero che gioca col passare del tempo, lasciandoci mille occasioni per riflettere e meravigliarci (forse non a caso in tedesco Zeichen vuol dire: segno, segnale, marchio, indizio) o, come scrive, per spingerci a ”applicare alle tempie / specchietti retrovisori / e ogni tanto dare / un’occhiata al passato”.

Ti presento Patrick, una commedia all’ingleseCome può cambiare la vita un esuberante e micidiale carlino

04 luglio 201914:06

– La commedia all’inglese si rinnova con Ti presento Patrick di Mandie Fletcher con Beattie Edmondson, Jennifer Saunders, Ed Skrein, Tom Bennett, Emily Atack, Adrian Scarborough, Gemma Jones, Cherie Lunnghi, Emilia Jones, Bernard Cribbins. La triste vita di Sarah, lasciata dal fidanzato e disperata, potrebbe avere una svolta imprevista quando riceve un’inattesa eredità dalla nonna. Peccato che il dono si riveli essere un esuberante quanto micidiale amico a quattro zampe, un carlino. Il nuovo arrivato, Patrick, metterà a soqquadro l’esistenza della sua nuova padroncina, ma alla fine sarà capace di cambiarle davvero la vita, e in meglio.

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Ecco Amici vip e Giochi senza frontiere
Le donne regine dell’autunno Mediaset, aspettando ‘Adriano’

SANTA MARGHERITA LIGURE03 luglio 2019 12:13

La febbre vip contagia anche Amici: la versione celebrity del talent di Maria De Filippi è il piatto forte del menu dell’autunno di Canale 5, insieme con il ritorno della Champions in chiaro il mercoledì. Ed è caccia ai famosi di turno anche per il Grande Fratello, con Alfonso Signorini padrone di casa, e per Temptation Island. Tra le novità Eurogames, ovvero Giochi senza frontiere anni 2000, e una fiction che fa shopping tra i volti Rai. Aspettando ‘Adriano’: archiviato il cartoon ‘Adrian’, “si pensa a un progetto con Celentano in carne ed ossa, showman, cantante”, promette Pier Silvio Berlusconi, che accarezza il sogno proibito Fiorello (“Vieni da noi!”), ma intanto schiera un palinsesto a trazione femminile, con le ‘colonne’ De Filippi, Barbara D’Urso, Ilary Blasi, Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi. Sono i cardini dell’offerta Mediaset per la prossima stagione, presentati tra Santa Margherita Ligure e Portofino, luoghi ‘del cuore’ per Pier Silvio: un evento che si apre con le immagini delle devastazioni della mareggiata dell’ottobre scorso e l’applauso ai sindaci che hanno guidato la rinascita in questo frammento di paradiso e si chiude nella piazzetta di Portofino, restituita alle luci di una calda sera d’estate. Amici formato celebrità è atteso al debutto entro fine settembre: una sfida in sei puntate, su canto e ballo, in onda probabilmente il lunedì. La Fascino produce, ma De Filippi non è in onda: al timone potrebbe esserci Michelle Hunziker, il cast è tutto da definire. Nella stessa collocazione è atteso poi il GF vip, con Signorini (e una squadra di opinionisti). Lascia Ilary Blasi, che va a condurre, affiancata da Alvin, Eurogames: in pista atleti di Italia, Spagna, Germania e Svizzera, in sei puntate in onda da Cinecittà World. Ancora vip – si riuscirà a trovarne a sufficienza? – anche a Temptation Island. In attesa di presidiare la primavera con Amici e C’è posta per te, De Filippi torna nella giuria di Tu sì que vales con Rudy Zerbi, Gerry Scotti e Teo Mammucari, con Sabrina Ferilli giudice popolare. Sempre sul fronte intrattenimento, è confermato Live! Non è la D’Urso (probabilmente la domenica, a sfidare la fiction di Rai1), con la stakanovista Barbara D’Urso che potrebbe però rinunciare a Domenica Live: “Sarà lei a valutare, in totale serenità”, spiega Pier Silvio Berlusconi. Archiviate le vicende Mark Caltagirone (“Abbiamo mostrato i rischi di vivere tra la bolla dei social”) e Riccardo Fogli (“Mi sono inc… come una bestia”), Mediaset rilancia anche nel 2020 L’isola dei famosi (con Alessia Marcuzzi) e All together now. Sul fronte della fiction, le nuove produzioni vedono in campo Gabriella Pession e Giorgio Marchesi (Oltre la soglia), Vittoria Puccini e Francesco Scianna (Il processo), la strana coppia Nino Frassica-Cesare Bocci (Fratelli Caputo), Alessandro Preziosi (Scomparsi), Greta Ferro e Margherita Buy (Made in Italy), e un volto ‘di casa’ come Raoul Bova (Giustizia per tutti). Nuove avventure anche per il pediatra Gianni Morandi con L’isola di Pietro 3 e per Rosy Abate alias Giulia Michelini. Nel preserale, con la consueta alternanza tra Avanti un altro! con Paolo Bonolis a Caduta libera con Gerry Scotti, la novità è Conto alla rovescia, ancora con Scotti che festeggia 35 anni di fedeltà all’azienda. Spazio ai ‘marchi’ Striscia la notizia nell’access prime time, Maurizio Costanzo show in seconda serata, Verissimo con gli ottimi ascolti nel day time: “Silvia – sorride Pier Silvio parlando della Toffanin – ha fatto un ottimo lavoro, potrebbe anche fare altro. Ma ho l’impressione che lei voglia continuare a fare il ‘suo’ programma”. L’autunno di Italia 1 punta sulle produzioni originali: accanto a Freedom di Roberto Giacobbo, che lascia Rete4, arriva Low cost, uno show tutto nuovo con Pio e Amedeo; torna La pupa e il secchione in versione ‘contemporanea’; scende in campo Diego Abatantuono con una sfida tra comici e debutta Social, una nuova proposta di infotainment. Confermate le due puntate in prime time delle Iene, una con Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, l’altra con la squadra di inviati del programma; tornano Colorado e in seconda serata Tiki Taka con Pierluigi Pardo. Dopo la virata sulla news dello scorso anno, Rete4 festeggia il +12% sull’ascolto totale e il +25% sul pubblico dei laureati e lascia sostanzialmente invariato il palinsesto: nel preserale Fuori dal coro con la coppia Mario Giordano-Luisella Costamagna; in access prime time Stasera Italia con Barbara Palombelli (confermatissima anche a Forum); in prime time Quarta repubblica con Nicola Porro, Cr4 La repubblica delle donne con Piero Chiambretti, Dritto e rovescio con Paolo Del Debbio, Quarto grado con Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Un’altra serata appaltata  alle soap di successo, Il segreto e Una vita.

Oliver Stone a Bologna con ‘The Doors’Film ’91 restaurato grazie a laboratorio Cineteca e StudioCanal

BOLOGNA03 luglio 201912:41

– Oliver Stone sarà in piazza Maggiore a Bologna la sera di domenica 7 luglio per presentare il nuovo restauro del suo film ‘The Doors’, realizzato nel 1991, oggi tornato a risplendere grazie a un lavoro nato dalla collaborazione tra il laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna e StudioCanal.
La presenza del regista rientra nel cartellone estivo promosso dalla Cineteca, ‘Sotto le stelle del cinema’. Ma già dalla sera precedente, quella di sabato, si apre l’omaggio a Stone con la proiezione, sempre in piazza Maggiore alle 21.45, di un altro classico diretto nel 1987 dal regista newyorkese, ‘Wall Street’.
In ‘The Doors’ Val Kilmer interpreta Jim Morrison, “una figura culturale dionisiaca, un’icona, un poeta, un formidabile poeta”, commenta il regista.

Accordo biennale con Sky, Champions torna su Mediaset La miglior partita del mercoledì in onda su Canale 5

SASANTA MARGHERITA LIGURE03 luglio 201916:38

Champions League in chiaro torna su Mediaset. “Dalla prossima stagione la miglior partita del mercoledì” della competizione europea “sarà trasmessa free da Canale 5”, grazie a “un accordo biennale con Sky”. Lo annuncia Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei palinsesti autunnali. “Saremo noi a decidere di volta in volta – aggiunge – la miglior partita da trasmettere, speriamo di avere tutti i match delle squadre italiane”, Juventus, Napoli, Inter e Atalanta. “Quello che è certo è che dopo un anno di pausa, e dopo la bellissima esperienza dei Mondiali, il grande calcio torna sulle nostre reti”.L’esborso, precisa l’ad Mediaset, “è notevolmente più basso rispetto alle cifre circolate nei rumors”, 50 milioni di euro all’anno. Si tratta di una cifra “molto più vicina”, dice, ai 40 milioni messi sul piatto dalla Rai, che ha trasmesso la Champions in chiaro nell’ultima stagione: a quanto si apprende, l’assegno staccato da Cologno Monzese oscillerebbe tra i 42 e i 45 milioni.
Skunk Anansie e Weezer a BolognaFestival green ha bandito plastica e mette a disposizione acqua

BOLOGNA03 luglio 201913:09

I concerti degli Skunk Anansie, venerdì 5 luglio, con il tour che celebra 25 anni di carriera della band, e dei Weezer, domenica 7, per l’unica data italiana del tour del nuovo album ‘The Black Album’, sono i prossimi appuntamenti del Bologna Sonic Park, il primo festival musicale in Italia (assieme a quello di Stupinigi) a bandire la plastica monouso e a mettere a disposizione, tutto il giorno e a tutto il pubblico, l’acqua gratuita. Gli organizzatori hanno fornito i numeri ecologici delle prime tre date del Bologna Sonic Park: 40.000 spettatori, zero plastica, l’80% in meno di rifiuti da smaltire e l’area concerti pulita in soli 30 minuti.
Il 2019 di Skunk Anansie, band britannica guidata da Skin, si è aperto con la pubblicazione di ’25live@25′, disco a metà tra hit e live album, che ha anticipato il tour con quattro date in Italia. Per i Weezer anche l’album di cover ‘The Teal Album’, con i brani eseguiti durante il tour estivo sold-out del 2018, da ‘Take On Me’ degli A-Ha ad ‘Africa’ dei Toto.

Madama Butterfly apre estate al MaggioIl 5 luglio, sul podio Diego Matheuz

FIRENZE03 luglio 201915:06

Sarà il giovane ma già affermatissimo Diego Matheuz a dirigere l’Orchestra del Maggio nella Madama Buttefly di Giacomo Puccini che venerdì 5 luglio alle 20 darà il via alla programmazione estiva del Teatro fiorentino (altre recite 9, 11 e 13 luglio alle 20).
Come ricorda la Fondazione del Maggio “Matheuz, talentuoso direttore d’orchestra venezuelano cresciuto artisticamente nel vivaio di Josè Antonio Abreu, inventore del celebre ‘Sistema’ che in Venezuela ha strappato tanti bambini alla strada offrendo loro un’educazione musicale pubblica’ – ha debuttato a Firenze nel 2010 durante il 73/o Festival del Maggio Musicale Fiorentino a soli 26 anni ed è tornato successivamente nel 2012 e 2015, sempre per dirigere concerti sinfonici. Questa dunque è la prima volta che salirà del podio del teatro fiorentino per dirigere un’opera lirica”.

Da asta luminarie Dalla 236mila euroSuccesso per illuminazione con le strofe de ‘L’anno che verrà’

BOLOGNA03 luglio 201915:07

– ‘Caro amico ti scrivo’, il verso più ambito, è stato venduto subito per 10mila euro. Poi, via via, sono piovute offerte per tutte le altre strofe de ‘L’anno che verrà’. Ha raccolto oltre 236mila euro l’asta benefica per le luminarie con i versi di una delle canzoni più famose di Lucio Dalla, che fino a poche settimane fa erano installate in via D’Azeglio a Bologna, la strada dove il cantautore ha vissuto fino alla morte nel 2012. Le luci, un’intuizione felice dei commercianti della zona in occasione dell’ultimo Natale, avevano riscosso un tale successo, diventando virali sui social network, che non erano state rimosse neanche a feste finite.
L’asta benefica si è tenuta ieri sera a Palazzo Re Enzo e battitrice d’eccezione è stata Raphaelle Blanga, responsabile di Sotheby’s Italia. Il ricavato verrà devoluto al reparto di oncologia del Policlinico Sant’Orsola.

Matera 2019 danza nel ‘Paradiso perduto’La compagnia israeliana ‘Vertigo Dance’ in scena il 6 e 7 luglio

SAMATERA03 luglio 201915:46

– Ogni arte inizia da una scintilla di ispirazione che si evolve. Nel metodo “Vertigo” diviene movimento, musica e immagini, ma anche responsabilità sociale, ambientale e comunitaria. Elementi che danno vita allo spettacolo di danza contemporanea “Il Paradiso perduto. Leela” che la compagnia israeliana, “Vertigo Dance Company”, porterà in scena a Matera, in prima mondiale, il 6 e 7 luglio, alle ore 21 alla Cava del Sole.
Lo spettacolo è coprodotto dal Teatro Stabile di Napoli, dal Teatro Nazionale e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la Fondazione Campania dei Festival, Napoli Teatro Festival Italia e con il contributo dell’Ufficio culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia, nell’ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “La più bella delle vergogne”.

Jova, due nuove uscite per Beach Party5/7 Jova Beach (After) Party, il 6 Jova Beach Party Limited Ed.

03 luglio 201915:48

Il Jova Beach Party, la festa in spiaggia di Lorenzo Jovanotti in 15 litorali italiani che parte il 6 luglio da Lignano Sabbiadoro, sarà accompagnato da due nuove uscite discografiche che si affiancano all’EP già fuori: il 5 luglio, giorno della vigilia del debutto, esce Jova Beach (After) Party – Volume 1, la raccolta con 18 brani degli ospiti delle varie tappe e ritmi da tutto il mondo. E dal 6 luglio, in esclusiva per le spiagge dei Party, sarà disponibile Jova Beach Party Limited Edition, una versione speciale di Jova Beach Party EP uscito il 7 giugno scorso. Nella Limited Edition ci saranno due remix inediti di Nuova Era, realizzati dal duo di producer “con le mani in su e la testa fra le nuvole” Merk & Kremont e dal dj e producer Albert Marzinotto, talento del clubbing attuale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Roberto Casalino duetta con Fedez, Emma
Nel nuovo album dal 13/9, primo singolo Diamante Lei e Luce Lui

03 luglio 201916:13

– Autore e cantautore, Roberto Casalino, per i suoi 10 anni di carriera d’autore (2008-2018), raccoglie in un unico album alcuni dei suoi più grandi successi scritti per gli artisti della scena musicale Italiana, riarrangiandoli in un modo del tutto nuovo. Il 13 settembre uscirà Il Fabbricante di Ricordi (Casa Killer/Artist First), che conterrà anche alcuni featuring con gli interpreti per cui Roberto ha scritto le sue canzoni: Fedez, Giusy Ferreri, Emma Marrone e Alessandra Amoroso. Il primo singolo ufficiale, già disponibile, è “Diamante Lei e Luce Lui”, che riaccende i riflettori sul brano interpretato da Annalisa e Disco D’Oro nel 2011, rivisto in una delicata chiave anni ’90.

Todays ad agosto a Torino, apre Beirut21 artisti internazionali tra cui Hozier e Johnny Marr
TORINO03 luglio 201916:32

– Torino ospiterà dal 23 al 25 agosto, uno dei festival più attesi dai giovani, ‘Todays festival’, con 21 artisti internazionali di cui 19 per la prima volta in città.
Tra loro nomi noti come Beirut, enfant prodige della musica folk indie, che inaugura il cartellone il 23 allo sPazio211, Hozier, con la sua voce gospel indie, il compositore berlinese Nils Frahm, il 25 agosto alla ex Incet, Johnny Marr cofondatore degli Smiths, il 25. Giunto alla 5a edizione e promosso dalla Città di Torino, il festival è diretto da Gianluca Gozzi che ha sottolineato come Todays, che ha anche quest’anno partner Eurosonic (Ebu), il più grande network di radio e tv pubbliche al mondo, sia nel circuito mondiale dei grandi festival. “I nostri concerti sono esperienze di vita per i giovani”, dice. In 4 anni lo hanno seguito 100.000 persone. Il suo budget è di 800.000 euro, metà dagli sponsor, 200.000 euro previsti dalla vendita dei biglietti e 200 mila di contributo della Fondazione per la Cultura.

Opera Roma, annullata piece CamilleriAutodifesa di Caino doveva essere il 15 luglio a Caracalla

03 luglio 201917:07

Il Teatro dell’Opera di Roma “in considerazione delle condizioni di salute del maestro Andrea Camilleri ha deciso, con molto rammarico, di annullare lo spettacolo ‘Autodifesa di Caino’ previsto alle Terme di Caracalla lunedì 15 luglio 2019”.
Lo comunica il Teatro cogliendo “l’occasione per inviare al maestro Camilleri i più cordiali auguri di ristabilirsi quanto prima e di tornare presto all’affetto dei suoi moltissimi ammiratori”.

Luna, lo sbarco in 14 puntate su Radio3Collaborano a produzione Sardegna Teatro e Film commission

CAGLIARI03 luglio 201917:13

“Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. La celebre frase dell’astronauta Neil Armstrong riassume lo spirito della rivoluzionaria avventura nello spazio che ha portato l’uomo sulla luna. Un evento di cui ricorrono i 50 anni e che Rai Radio3 celebra con la serie radiofonica “L’uomo è sulla Luna”, a cura di Roberto e Sara Cavosi. Quattordici le puntate che andranno in onda dall’8 al 21 luglio (data dell’anniversario), ogni giorno alle 16 all’interno di Fahrenheit e il sabato e la domenica su Pantagruel.
Al centro della serie uomini e donne che attraverso i mezzi di comunicazione hanno assistito all’avventura. Il progetto di Radio3 è realizzato in collaborazione con Sardegna Teatro e Sardegna Film Commission. Ambientazione sonora di Alessandro Olla. Nel cast: Michela Atzeni, Cristina Maccioni, Luigi Tontoranelli, Marco Spiga, Roberto Cavosi, Miana Merisi, Felice Montervino, Daniel Dwerryhouse, Eleonora Giua, Noemi Medas, Angelo Trofa, Leonardo Tomasi, Daniele Monachella, Angelo Zedda.
L’avventura lunare diventa lo specchio per raccontare il mondo con un focus sull’Italia alla quale sono riservati quattro episodi: uno in Sardegna, uno tra Torino e Riccione, uno a Bologna e uno a Roma. La serie affronterà il corto circuito di senso attivato dall’accostamento tra la missione lunare e gli eventi terrestri: il razzismo, la ricerca di lavoro, il femminismo, la speranza nella vita, il progresso o, ancora, il rapporto tra sogno e realtà.

Benigni, Pinocchio a Natale è meravigliaPrime immagini. Attore, ‘scoop un film di Garrone con lieto fine

03 luglio 201917:18

– “Pinocchio a Natale è un binomio meraviglioso” esclama Roberto Benigni a Riccione sul palco di Cinè dove a sorpresa, in coda alla presentazione agli esercenti del listino di Rai Cinema, è salito con Matteo Garrone portando tra gli applausi le primissime immagini del film in cui interpreta Geppetto. La favola più amata prenderà vita il 25 dicembre, un’uscita pre Zalone (Tolo Tolo sarà in sala il 1 gennaio). Il trailer mostrato per la prima volta sembra rilanciare l’opera di Collodi nella più classica delle trasposizioni. Nel Benigni-show momenti divertenti. “Vi do lo scoop: Garrone, il regista dell’Imbalsamatore, di Gomorra e di Dogman, per la prima volta nel suo cinema si lancia nel lieto fine”, ha detto Benigni-Geppetto. Poi si è rivolto a Garrone: “ma sei sicuro? Non è che arriva la Fata Turchina e gli viene un infarto? O arriva Mangiafuoco e fa una strage? Matteo mettici qualcosa di tuo se no la gente non ti riconosce”. Nel film Pinocchio è Federico Ielapi e Mangiafuoco Gigi Proietti

L’urna storica di Maccari a Villa Giulia3-20 luglio al Museo Etrusco anche 14 foto storiche del Premio

03 luglio 201917:50

– Alla vigilia della finale del Premio Strega 2019, s’inaugura il 3 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma una mostra che ospita la storica urna di voto realizzata da Mino Maccari per la prima edizione del Premio Strega, nel 1947, e utilizzata per molti anni, fino al 1980.
L’esposizione riprende nel titolo la famosa frase di Maccari, ‘Se la strega ha una scopa la letteratura deve avere uno scopo’ che campeggia in stampatello e in colore rosso sull’urna di cui viene valorizzato il prezioso lavoro di restauro, opera dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, che la ha riportata alle sue condizioni originarie.
Si potrà vedere anche il prezioso vaso etrusco Hydria con Delfini tornato in Italia dal Toledo Museum of Art (Ohio, USA).
Fino al 20 luglio, con l’urna sono esposte 14 fotografie storiche del Premio, provenienti dalla Fondazione Bellonci e dalla collezione privata di Giuseppe Garrera, che risalgono al periodo in cui l’urna veniva utilizzata e firmata dai vincitori.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Hirohiko Araki a Lucca Comics & Games
Edizione 2019 dal 30 ottobre al 3 novembre

IRENZE03 luglio 201917:52

– Un manifesto culturale che si basa sul concetto di ‘Becoming human’, la presenza per la prima volta in Europa di Hirohiko Araki, la celebrazione della grande scrittura con Alessandro Bilotta e la voce inconfondibile delle sigle di Giorgio Vanni: inizia a perdere forma il programma del Lucca Comics & Games 2019 che si svolgerà dal 30 ottobre al 3 novembre. Araki, considerato uno dei uno più grandi mangaka di tutti i tempi, sarà uno degli ospiti d’onore della prossima edizione di Lucca Comics grazie alla collaborazione con Edizioni Star Comics: il 30 e 31 ottobre il maestro sarà a Lucca per incontrare il suo pubblico. Tra i partecipanti alla manifestazione anche Luca Carboni, ammiratore di Hugo Pratt, che porterà a Lucca un segno tangibile della propria arte non soltanto musicale. Dopo sette anni di assenza, Vanni torna sul palco del Lucca Comics & Games con uno show tra brani storici e nuove produzioni. Il festival propone anche il Feltrinelli comics show (1 novembre) e una mostra con oltre 200 opere per percorrere la storia dalle ‘origini del Manga – Da Hokusai ai Manga moderni’. Altre mostre si concentrano poi sull’anniversario di Mazinga in Italia e sui mecha dagli albori ad oggi. Non mancherà lo spazio dedicato ai games: 460 tavoli di gioco e una capacità di oltre 2 mila sessioni in contemporanea.
Padrino della 13esima edizione del Torneo Dungeons & Dragons Scatola Rossa sarà Jeff Grubb. Tra gli ospiti internazionali anche John Avon, autore di più di 200 artwork per il famoso gioco di carte della Wizards, lo scrittore Raymond Feist, artefice della celebre Saga di Riftwar e Melissa Benson, fra i primi 25 artisti a far parte del progetto quando la Wizards of the Coast pubblicò il gioco per la prima volta nel 1993. Per quanto riguarda il Lucca junior, ci saranno tra gli altri Thomas Astruc, creatore e direttore della serie tv animata Miraculous e Marco Somà, giovane illustratore italiano.

#Stopmicrofibre tessutai salvino il mareAppello di Marevivo all’Accademia Costume & Moda, alleiamoci

03 luglio 201917:52

Lino, fibra d’ananas, cotone, sono i materiali naturali che potrebbero sostituire le microfibre nell’abbigliamento, mettendo fine allo scempio del mare sommerso dalla plastica e rendendo l’industria della moda competitiva e davvero sostenibile, visto che, le principali responsabili di questo grave problema ambientale, sembrano essere proprio le micro particelle dei tessuti derivati dalla plastica, che arrivano in mare con un semplice carico in lavatrice.
Un lavaggio produce milioni di microfibre di dimensioni inferiori ai 5 mm che si riversano in mare dai tubi di scarico dove vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare. Il 40% delle microfibre non è filtrato dagli impianti e finisce nell’ambiente. Con #Stopmicrofibre Marevivo ha rivolto un appello ai tessutai, davanti a una platea di stilisti in erba dell’Accademia di Costume & Moda a Roma, chiedendo loro di trovare soluzioni alternative all’uso dei tessuti sintetici per salvare il mare dall’invasione della plastica.

Paolini apre stagione Stabile VenetoFino a maggio oltre 50 titoli e 220 serate spettacolo

VENEZIA03 luglio 201918:05

Oltre 50 titoli per più di 220 serate di spettacolo in due città, Venezia e Padova, con la novità in quest’ultima del Teatro Maddalene, ed un grande ritorno: Marco Paolini, che inaugurerà la stagione veneziana (24 ottobre al Goldoni) con “Nel tempo degli dei. Il Calzolaio di Ulisse”, per la regia di Gabriele Vacis. E’ la nuova stagione del Teatro Stabile del Veneto, presentata oggi a Venezia. Nel cartellone 35 spettacoli di prosa, con compagnie italiane e internazionali (Rocío Molina, Ascanio Celestini, Elisabetta Pozzi, Carmelo Rifici, Franco Branciaroli); due stagioni di Danza con 11 spettacoli; due rassegne di teatro brillante e 13 appuntamenti, con, tra gli altri, Nino Frassica, Angelo Pintus, Lillo e Greg e gli Oblivion. Se Marco Paolini aprirà il sipario a Venezia, a Padova, al teatro Verdi, il debutto sarà assegnato a Marcello Veneziani. La stagione si aprirà il 24 ottobre e si chiuderà il 10 maggio 2020.

Chigiana apre con Maggio e ZilbersteinConcerto il 6 luglio al teatro dei Rinnovati di Siena

SIENA03 luglio 201918:16

– Verso il tutto esaurito per il concerto dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino diretta da Fabio Luisi, al pianoforte Lilya Zilberstein, che inaugura la quinta edizione del Chigiana international festival & Summer academy, Out of Nature, sabato 6 luglio, al Teatro dei Rinnovati di Siena. In programma il primo Concerto di Caikovskij per pianoforte e orchestra e la Sinfonia Pastorale di Beethoven.
Il Chigiana festival si dispiega fino al 31 agosto con un cartellone di 60 eventi tra concerti sinfonici, corali, recital e incontri a Siena e in altre suggestive località delle Terre Senesi. Tra gli altri artisti ospiti Salvatore Sciarrino, Mari Kimura, Manu Delago, Kassel Jaeger, Anton e Daniel Gerzenberg, Monica Bacelli, il Quartetto Noûs, il Quartetto Prometeo, Stefano Battaglia, Ernst Reijseger, Ivo Nilsson, Kathleen Tagg, Patrick Gallois, David Krakauer, Alessandro Carbonare, David Geringas, Antonio Meneses, Salvatore Accardo, Elliot Fisk, Christian Schmitt, Pino Ettorre, Bruno Giuranna.

Ecco gli Assiri all’ombra del VesuvioStanza immersiva, realtà aumentata, 45 reperti anche da British
NAPOLI03 luglio 201918:38

– Alla scoperta di una grande civiltà antica, dei suoi capolavori ma anche delle sue atmosfere: ‘Gli Assiri all’ombra del Vesuvio’ (fino al 16 settembre) al Museo Archeologico nazionale di Napoli presenta 45 reperti provenienti, tra l’altro, da British Museum, Ashmolean Museum, Musei Vaticani, Museo Barracco, Musei Civici di Como e Musei Reali di Torino. Ma il fulcro dell’allestimento sono i calchi ottocenteschi, appartenenti alle collezioni del MANN e non esposti da un secolo.
Tre le sale, come tre furono i palazzi del potere: Nimrud, Ninive, Korsabad, dove viene presentata la testa di Sargon II.
”E una mostra fortemente voluta dal MANN con il coordinamento dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale – spiega il direttore dell’Archeologico Paolo Giulierini, che con Simonetta Graziani firma l’esposizione – per fare luce sul patrimonio di calchi di ortostati i cui originali sono ora conservati presso il British Museum.

Mostra in sede Accademia Costume & ModaCon #Plasticfree rinuncia a plastica monouso, un nuovo master

03 luglio 201918:38

Altaroma apre ufficialmente le danze con un mostra delle creazioni degli studenti dell’Accademia di Costume & Moda, nella stessa sede della prestigiosa scuola dove hanno studiato tanti designer divenuti famosi. Sede che in giornata ha ospitato anche l’incontro organizzato da Marevivo per salvare il mare dell’invasione delle microfibre. L’accademia oltre ad essersi impegnata a favore dell’ambiente trasformandosi in istituto #Plasticfree che rinuncia alla plastica monouso, annuncia inoltre per il prossimo anno 2019/2020, il lancio del nuovo master in “Fabrics Innovation Design”, costruito nei distretti e con la filiera italiana a supporto del sistema moda aumentando la competenza nel campo dei materiali dei suoi studenti. Abiti, costumi e accessori, tutti i progetti sviluppati in collaborazione con note aziende e le personali degli studenti dei corsi di formazione e dei master, sono stati mostrati in un allestimento inedito che ha coinvolto tutti e tre i piani della sede e il grande scalone centrale.

Via a Mittelfest. Pasovic, stop a muriDal 12 luglio a Cividale su tema Leadership

UDINE03 luglio 201919:59

– “Il Mittelfest è nato dopo il crollo del Muro di Berlino, e nella sua posizione di confine è oggi il ‘muro’ migliore che si possa avere: un muro fatto di arte, cultura, elementi che servono a costruire ponti più che muri”.
Lo ha detto oggi a Cividale del Friuli (Udine), Haris Pasovic, regista e intellettuale di fama internazionale, direttore artistico del Mittelfest, il festival di musica, danza, teatro e arti visive dai Paesi della Mitteleuropa, la cui 28/a edizione si terrà dal 12 al 21 luglio nella città longobarda Patrimonio Mondiale dell’Unesco sul tema Leadership, declinato in arte, economia, famiglia e politica. Stamani Pasovic, insieme con il presidente dell’Associazione Mittelfest, Federico Rossi, ha illustrato alcune delle novità in programma. In particolare, sono in arrivo 6 forum di approfondimento che si snoderanno negli undici giorni del festival per offrire occasioni di riflessione e confronto su alcuni temi del mondo contemporaneo con protagonisti di levatura internazionale.

Aspromonte, nessuna strada per il SudFilm Calopresti, con Fonte, Bruni Tedeschi e Rubini

TAORMINA03 luglio 201920:01

Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – oggi al Taormina Film Fest, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” (Rubettino Editore) – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.
Qui, in questo paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada, una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva. Gli uomini sono ormai esasperati e vanno così a protestare dal sindaco per avere finalmente un loro medico condotto, ma c’è chi come Peppe (Francesco Colella) che pensa bene di coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada. In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene dal Nord, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è anche chi, come il brigante Don Totò (Sergio Rubini) vero capo della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che questo paese diventi ‘italiano’.
Il film, in sala dal 17 ottobre con IFF, (Italian International Film che lo anche produtto con Rai Cinema) scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento Passi con la collaborazione di Fulvio Lucisano, spiega il regista: “Quando ho cominciato a girarlo il tema mi sembrava lontano dall’oggi, ma poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo”.
E ancora Calopresti: “Questo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo”. “Dopo aver visto questo film – spiega Fonte che interpreta il ‘poeta’, paesano colto e curioso – mi viene voglia di sapere dove ha mai nascosto la zappa mio padre, voglia di zappare e seminare, voglia di piantare un albero”.
E aggiunge l’attore, che rispetto al suo viaggio in America l’otto luglio per recitare in una serie tv firmata da Dereck Cianfrance, non conferma né smentisce : “Quest’opera mi fa pensare a L’albero degli Zoccoli di Ermanno Olmi. Mio padre sarebbe felice di vedermi lavorare in questo film dove, tra l’altro, fa un cameo anche mia madre”.
A fare poi un cameo in ‘Aspromonte’ anche il produttore Fulvio Lucisano e una irriconoscibile Elisabetta Gregoraci che dice: “quando mi ha visto Calopresti mi ha subito detto:’hai i denti troppo bianchi ti devo imbruttire”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Alberto Urso, sei date in autunno
Dopo Roma e Milano, anche Bari, Torino, Firenze e Bologna

MA03 luglio 201920:00

– Salgono a sei le date in autunno del tour di Alberto Urso, l’ultimo vincitore di Amici. Dopo Roma (29 settembre) e Milano (4 ottobre), già annunciate, si sono aggiunte Bari (22 ottobre), Torino (25 ottobre), Firenze (27 ottobre), Bologna (28 ottobre).
Sarà l’orchestra ad accompagnare il giovane tenore e polistrumentista nel suo “Solo Live”.

40 anni del Rossini Opera Festival3 opere in programma, apertura museo, completamento catalogo

03 luglio 201920:07

Il Rof – Rossini Opera Festival compie 40 anni, divenuto oramai uno degli appuntamenti musicali più interessanti a livello internazionale, tanto che il pubblico agli appuntamenti pesaresi è composto al 70% circa di stranieri. Così, presentando il programma 2019, che andrà dall’ 11 al 23 agosto con tre appuntamenti principali, ”Semiramide” per l’apertura, poi ”Demetrio e Polibio” (che era stato sinora portato in scena una sola volta) e infine ”L’equivoco stravagante”, annuncia anche una serie di traguardi importanti, dall’apertura del Museo Nazionale Rossini a palazzo Montani Ataldi, realizzato con i fondi per le celebrazioni 2018 per i 150 anni del musicista, al completamento l’anno prossimo con ”Eduardo e Cristina” (che sarà in scena nel Rof 2021) della pubblicazione in edizione critica e filologica di tutto il repertorio rossiniano, che era il fine per cui era nata la Fondazione nel 1941 per iniziativa di Gianfranco Mariotti, oggi presieduta da Gianni Letta.
Grazie alle risorse e opportunità avute per i 150 di Rossini si sta inoltre lavorando a un’attività che copra tutto l’anno, con tre momenti principali: a febbraio-marzo col ”(Non) compleanno di Rossini”; luglio-agosto con i corsi di perfezionamento per la formazione di nuovi talenti dell’Accademia Alberto Zedda e il Rof ; a novembre anniversario della morte di Rossini, Notte bianca della musica e festa di Santa Cecilia (che quest’anno prevede anche l’esecuzione della Petit Messe Solennelle nella rilettura jazz di Paolo Fresu).
Mentre il sindaco Mattia Ricci ricorda di aver proposto il suo comune come sede 2020 dell’annuale riunione di tutte le Città della Musica Unesco del mondo, di cui Pesaro fa parte. Procede anche, come ricordato dal vicepresidente del Rof Daniele Vimini, il rapporto quinquennale con la Royal opera house di Muscat in Oman per la produzione di cinque farse rossiniane (mancano ancora ”L’inganno felice”, ”Cambiale di matrimonio” e ”Il signor Bruschino”); nasce il rapporto con la storica Compagnia di marionette Carlo Colla per la creazione di una ”Italiana in Algeri” che debutterà questo 12 luglio; c’è stata la prima produzione scenica al di fuori dei giorni del Rof, ”La cambiale di matrimonio” cooprodotta col Teatro Lirico di Cagliari.
Il Festival 2019 sarà dedicato a due personalità da poco scomparse molto legate a Rossini e alle iniziative pesaresi, il musicologo Bruno Cagli e la cantante Monserrat Caballe, come ha sottolineato Ernesto Palacio, sovrintendente del Festival, spiegando poi che l’importante, nel progettare il programma annuale, è puntare sui titoli meno noti di cui favorire il riascolto e la riscoperta, come accaduto l’anno scorso con ”Riccirado e Zoraide” che è apparsa quasi una rivelazione, poi scegliere nomi di rilievo per l’esecuzione, ma anche sfruttando i giovani talenti ospiti dell’Accademia, col supporto importante, oramai per il terzo anno, dell’Orchestra Sinfonica della Rai, oltre che delle due orchestre locali, la Filarmonica e la Sinfonica Rossini.
Con le tre opere, appuntamento di rilievo è il Concerto di gala rossiniano il 21 agosto con un ricchissimo programma, prima del repertorio buffo, poi di quello serio, e tanti interpreti di gran nome. A questo si aggiunge il programma di opere e appuntamenti per i giovani (con un ”Viaggio a Reims” degli allievi dell’Accademia) e giovanissimi, vari concerti lirici, sinfonici e da camera, e incontri con conversazioni di invito all’ascolto. La ”Semiramide” (4 repliche 11, 14,17, 20 agosto) sarà diretta da Michele Mariotti e avrà la regia di Graham Vick con Salome Jicia nel ruolo del titolo; ”Demetrio e Polibio” (12,15,18,23 agosto) direttore Paolo Arrivabeni, regia davide Livermore, cantanti Jessica Pratt, cecilia Molinari, Juan Gatell e Riccardo Fassi; ”L’equivoco stravagante” (13, 16, 19, 22 agosto) direttore Carlo Rizzi, Reagia Moshe Leiser e Patrice Caurier, con Teresa Iervolino, Paolo Bordogna, Davide Luciano.

‘Santarcangelo Festival’ con 150 artistiDal 5 al 14/7 performance e musica, dj set e attività all’aperto

RIMINI04 luglio 201911:11

Circa 60 eventi in programma, tra esibizioni, dj-set, talk e attività all’aria aperta, con più di 150 artisti: una grande comunità temporanea condividerà lo spazio pubblico dal 5 al 14 luglio a Santarcangelo Festival. La 49/a edizione della rassegna, terzo anno della direzione artistica di Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino, prevede una programmazione articolata che, attraverso la sperimentazione di formati “intimi e inediti”, sollecita la comunità del Festival “ad entrare in contatto e ad assumere uno sguardo lento e delicato sul presente, e ad accogliere nuove, profonde prospettive sul contemporaneo”.
Il nuoto sincronizzato incontra la danza contemporanea nella performance di apertura ‘Dragon, rest your head on the seabed’, dei madrileni Pablo Esbert Lilienfeld e Federico Vladimir Strate Pezdirc, il 5 e 6 luglio nella piscina olimpionica di Serravalle, a San Marino, nell’ambito della ‘Notte Rosa’. Torna anche il cinema all’aperto in piazza, con nove proiezioni a tema musicale.

Ossini, in montagna per essere me stessoIl conduttore presenta a Matera Kalipè, inno alla libertà

MATERA04 luglio 201911:40

– “Kalipè dovrebbe essere un mantra ogni mattina quando ci svegliamo. Nasce come detto degli sherpa, che quando ti accompagnano ad alta quota ti consigliano di andare con passo lento e corto perché è difficile raggiungere le vette”. Massimiliano Ossini, volto di Linea Bianca e Mezzogiorno in famiglia (su Rai1 e Rai2), si racconta in “Kalipè – Lo spirito della montagna” edito da Rai Libri. Il titolo rimanda a un augurio in uso nelle zone himalayane, che significa ‘camminare sempre a passo corto e lento’: in questa sorta di ‘diario di vetta’, dove la montagna è una metafora della vita, Ossini coglie l’occasione per celebrare la passione per lo sport, l’ambiente e l’autenticità nei rapporti. Il libro infatti non è una semplice autobiografia, ma un modo per ristabilire le priorità della vita. Mentre il tran tran quotidiano sembra divorare le nostre esistenze, la montagna, con la sua austera severità ma anche con la sua generosità, fa scoprire all’uomo il rispetto del silenzio e la libertà di poter parlare di se stessi senza nascondere le proprie fragilità. “In montagna all’inizio volevo fare tutto, arrivare in ogni dove. Il mio compagno Lino (Zani, maestro di sci, alpinista e guida di Papa Wojtyla, ndr) che ha avuto la fortuna di avere grandi esperienze, anche al fianco di Giovanni Paolo II, mi invitava ad ascoltare, a rilassarmi, ad aspettare, ad apprezzare il profumo della neve, diverso da un luogo all’altro. Ma tutto questo lo devi fare tuo, così ho adottato il kalipè”, racconta Ossini, presentando il libro a Matera. L’autore sceglie di parlare al pubblico con franchezza, raccontando nel libro i passaggi cruciali della propria vita; l’amore e l’amicizia, le gioie della famiglia e il miracolo della paternità, una carriera di successo, un viaggio lungo un crepaccio profondo che sembra non avere via di uscita ma soprattutto il dialogo con il suo io più profondo. Pagine dense emotivamente, nelle quali Ossini spiega quanto sia importante imparare a rialzarsi dopo le cadute inevitabili della vita, essere grati della bellezza che abbiamo attorno e tentare di rinunciare al superfluo per arricchirsi solo di cose essenziali: “Quando ti apri molto di più, quando sei te stesso, quando sei più sensibile non aiuti solo te stesso, aiuti il conseguimento del tuo obiettivo e di quelli degli altri”, afferma, “quando siamo in montagna, in due, tre, o quattro persone, sei molto meno solo di quando sei in città. Con quelle persone parli, comunichi, c’è il anche tuo momento del silenzio, ma hai anche l’occasione per riuscire ad aprirti, a raccontare le tue difficoltà, ad aprire dei cassetti del passato che sono sempre stati chiusi”.

Luca Marinelli sarà Diabolik al cinemaE’ il nuovo film dei Manetti Bros, “fieri del cast italiano”

MA03 luglio 201919:12

Luca Marinelli sarà il volto del Re del Terrore, Miriam Leone quello dell’affascinante Eva Kant e Valerio Mastandrea vestirà i panni dell’ispettore Ginko in ‘Diabolik’, adattamento cinematografico del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, firmato dai Manetti bros.
“Una scelta di cui andiamo orgogliosi” dichiarano Antonio e Marco Manetti “Diabolik è un fumetto italiano, un mito dell’immaginario collettivo, e abbiamo fortemente voluto che il cast fosse al cento per cento italiano. Nello scegliere i protagonisti non ci siamo basati sulla sola somiglianza, ma abbiamo cercato e trovato attori bravi, in grado di comunicare le giuste emozioni: Luca Marinelli, uno degli attori più versatili del nostro cinema, capace di portare sul grande schermo il fascino e la freddezza di Diabolik senza fargli perdere umanità; Miriam Leone, un’attrice di carattere, bella e sensuale, la perfetta Eva Kant e Valerio Mastandrea così empatico, in grado di rendere vincitore anche Ginko, l’antagonista da amare”.

L’anima nera di Trapero e la sorellanzaIn sala dal 4 luglio ‘Il segreto di una famiglia’

03 luglio 201910:15

–  L’anima nera, introspettiva del regista argentino Pablo Trapero torna alle atmosfere plumbee de ‘Il clan’ per raccontare ancora una volta un universo malato nel film ‘Il segreto di una famiglia’ (La Quietud) in sala dal 4 luglio con Bim. Di scena, come rivela anche troppo il didascalico titolo adottato nella versione italiana, un nucleo familiare, i Montemayor, in cui si consuma lentamente una storia tutta al femminile, di sorellanza, peccato e mistero all’ombra della dittatura militare. Dopo lunghi anni di assenza, a seguito di un ictus che ha colpito il padre, Eugenia (Be’re’nice Bejo) ritorna a La Quietud, la ricca tenuta di proprieta’ della sua famiglia vicino a Buenos Aires, dove si ricongiunge con madre e sorella Mia (Martina Gusman). Eugenia e Mia – le due protagoniste – appaiono alquanto simili, quasi non si distinguono ad inizio film, sembrano gemelle ed amanti.
Ridono, scherzano e si masturbano complici in uno dei tanti letti della casa ricordando un idraulico che da ragazze era nei loro sogni erotici. E ora per loro non e’ molto diverso, condividono segretamente lo stesso uomo, ma i veri segreti, le vere sorprese in questo film arriveranno dal passato dei loro genitori.
Tutto si svolge in un’enorme e splendida villa – La Quietud – situata nella vasta e sconfinata campagna nei pressi di Buenos Aires. Una casa piena naturalmente di ricordi pronti a resuscitare con tutta la loro forza.
“I tranquilli paesaggi che abbracciano le donne durante il giorno, mentre si aggirano tra gli alberi e gli animali, sono in netto contrasto con gli scenari notturni, quando un silenzio assordante rivela la storia vissuta tra queste mura – dice Trapero nelle sue note di regia – . ‘Il segreto di una famiglia’ – aggiunge il regista che con ‘Il Clan’ ha ottenuto il Leone d’argento per la Miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia e il premio Goya come Miglior lungometraggio – invita lo spettatore a condividere la singolare profondita’ di ciascun personaggio, il suo percorso e il suo ambiente, e suggerisce al pubblico di immergersi nei labirinti emotivi in cui questi splendidi e disperati individui metteranno in scena la propria storia”.

L’uomo e la Luna, la leggenda PetroneVolume di Renato Cantore, la “tigre” nella stanza dei bottoni

03 luglio 201910:01

– RENATO CANTORE – DALLA TERRA ALLA LUNA, ROCCO PETRONE, L’ITALIANO DELL’APOLLO 11 (RUBETTINO EDITORE, PP 138, 15 euro).
Il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy aveva definito nel 1961, in piena guerra fredda, obiettivo nazionale, prima della fine di quel decennio, “far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare, sano e salvo, sulla Terra”. Missione compiuta otto anni dopo dagli astronauti Niel Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, quelli dell’Apollo 11: proprio 50 anni fa, il 20 luglio 1969, piantarono la bandiera a stella e strisce sul suolo lunare e rientrarono quattro giorni dopo a bordo della navicella spaziale, che ammarò nell’Oceano Pacifico. I sovietici, nella corso allo spazio, erano battuti. Ai nomi di questi giganti, protagonisti della più grande impresa del Novecento, è spesso associato quello, italianissimo, di Rocco Petrone. “Carneade, chi era costui?”, avrebbe detto Don Abbondio. Rocco Petrone fu il direttore del programma Apollo, e, nella “stanza dei bottoni”, guidò migliaia di ingegneri e tecnici che resero possibile quella missione, inflessibile e infaticabile come sempre, al punto da essere soprannominato “la tigre di Cape Canaveral”. Di lui, delle sue origini italiane, della sua vita di scienziato e del suo appuntamento con la Luna che lo ha consegnato alla Storia, racconta il giornalista Renato Cantore nel volume “Dalla Terra alla Luna”, edito da Rubettino, in libreria da pochi giorni. Il libro ha la prefazione di Tito Stagno, il giornalista che raccontò in diretta agli italiani lo sbarco sulla Luna (celebre il suo battibecco via satellite con il collega Ruggero Orlando a proposito dell’istante preciso in cui era avvenuto l’allunaggio).Nato ad Amsterdam, un piccolo villaggio dello Stato di New York, nel 1926, figlio di emigranti italiani originari di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza – racconta Cantore, che è stato vicedirettore della Testata Regionale della Rai ed ha seguito le orme della “tigre” dalla Basilicata fino a Cape Canaveral e Houston, raccogliendo testimonianze e documenti – Petrone non aveva ancora sei mesi quando il padre morì in un terribile incidente, travolto da un treno. Imponente nel fisico e vivace nell’intelligenza, si pagò gli studi lavorando. A diciassette anni fu ammesso all’Accademia militare di West Point, dove fece parte della squadra vincitrice del campionato nazionale di football. Diventato ufficiale dell’esercito americano, completò gli studi al Massachusetts Institute of Technology e fu uno dei maggiori esperti di missili e rampe di lancio. Voluto alla Nasa dal barone von Braun, considerato il capostipite del programma spaziale americano, lavorò alla costruzione del Saturno V e della mitica rampa di lancio 39 da cui partirono gli astronauti verso la Luna. Poi fu promosso direttore del programma Apollo. Con lui era proibito sbagliare o, peggio, divagare. Famose le sue passeggiate per la sala controllo quaranta minuti prima del lancio per controllare che la concentrazione di tutti fosse al massimo anche dopo ore di lavoro, mitiche le sue sfuriate, proverbiali le sue check-list, i controlli che tutti erano tenuti a eseguire con estrema attenzione nei lunghi mesi di preparazione dei lanci: solo quella sul modulo lunare comprendeva ben 30mila operazioni. Era anche un uomo dai forti sentimenti: una volta interruppe il conto alla rovescia di un lancio importante per salvare una coppia di aironi che aveva il nido troppo vicino alla rampa.Fu lui, il 16 luglio 1969, a dare il “go” alla missione che portò l’uomo sulla Luna. Quattro ore prima della partenza dell’Apollo 11 i monitor di controllo segnalarono una pericolosa perdita di idrogeno liquido sul secondo stadio del razzo: senza il suo intervento decisivo la missione sarebbe stata probabilmente annullata, con conseguenze devastanti per il prestigio degli Stati Uniti.  Al culmine della carriera, divenne il numero tre della Nasa, che lasciò nel 1975. Mori a ottant’anni a Palos Verdes Estates, una cittadina costiera della California, dove si era ritirato per dedicarsi ai suoi studi sulla guerra civile americana. Il 23 aprile di quell’anno, intervistato dal Los Angeles Times e forse già pensando a Marte, Rocco Petrone disse: “L’uomo ha bisogno di avventure e di scoperte. Grazie a questo desiderio, alla voglia di provare anche quando l’impresa sembra impossibile, è partito dalle caverne ed è arrivato dov’è oggi, e il cammino non è ancora finito. Io credo che l’avventura dello spazio sia una sfida che serve all’uomo per fare sempre nuove scoperte e, attraverso la conoscenza, diventare migliore”.

Strega off, vince Claudia Durastanti con 241 preferenzeSerata speciale al Giardino di Monk di Roma prima della finale stasera

04 luglio 201910:02

Claudia Durastanti con il suo romanzo ‘La straniera’ (La nave di Teseo) a conquistare, con 241 preferenze, il voto collettivo dello Strega Off che contribuirà a eleggere il vincitore del Premio Strega 2019, stasera al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Il pubblico ha potuto votare, il 3 luglio al Giardino di Monk a Roma, il libro favorito tra quelli in cinquina in una serata speciale che per la prima volta non è stata in contemporanea, ma ha preceduto la premiazione del vincitore della 73ma edizione. Le preferenze del pubblico insieme a quello di riviste letterarie e culturali selezionate sono andate a formare il voto collettivo di Strega Off.
“Vivo un profondo dissidio” ha detto la Durastanti in un’intervista semi seria condotta da Gaja Cenciarelli che ha chiesto cosa c’è di speciale nel sentirsi scrittore ai cinque autori della cinquina guidata dal superfavorito Antonio Scurati e composta, oltre all’autrice de ‘La straniera’ , da Marco Missiroli, Benedetta Cibrario e Nadia Terranova . “Rivendico l’idea che tanti romanzi importanti siano stati scritti fuori dalla consapevolezza del mestiere. Si può essere più gioiosi, si può avere quella libertà che deriva dall’irrilevanza della letteratura oggi. Tu sei pedagogico Scurati, io ho un’altra idea della scrittura” ha affermato la Durastanti in un divertente botta e risposta con l’autore di ‘M.Il figlio del secolo’ (Bompiani) che è durato per tutto l’incontro in un’atmosfera rilassata.
Alla vigilia della volata finale gli autori della cinquina hanno lasciato stemperare la tensione e si sono lasciati andare raccontando anche divertenti episodi del loro lungo tour che li ha portati fra l’altro a Casal di Principe con un pulmino scassato.
Scurati ha raccontato che le oltre 800 pagine del dattiloscritto di ‘M’, “sono conservate in una scatola trasparente dell’ Ikea, che pesa” e tiene accanto alla sua scrivania. Missiroli , l’autore di Fedeltà’ (Einaudi) ha spiegato che nella sua carta d’identità, prima di scrittore “avrebbe potuto esserci edicolante per 11 anni e poi redattore di una rivista di psicosomatica. E mi sarebbe piaciuto”. E la Terranova, autrice di ’Addio fantasmi’ (Einaudi) ha rivelato:
“non volevo stare da sola in casa con il mio libro” e “i fantasmi non si placano neppure scrivendo un libro”.
Tra le confessioni di Scurati quella di “aver cominciato a leggere a 19 anni, poi sono diventato un lettore vorace. Gli adolescenti non devono preoccuparsi se non leggono”. Missiroli allineato ha ironizzato: “mi devo accodare a Scurati. Ho iniziato a leggere a 20 anni. Tengo un diario quotidiano in cui annoto molti numeri. Sono passato da 40-50 romanzi all’anno a 18 perché mi sono appassionato alle serie tv che a volte sono come dei grandi libri”. Scurati concorda e parla de ‘Il Trono di Spade’ come di “un capolavoro assoluto della letteratura mondiale”. La Cibrario, autrice de ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) è convinta che “per ognuno ci sia sempre un incontro con la letteratura” e aggiunge: “cerco di pensare il meno possibile che faccio la scrittrice perché sento il peso e il retaggio romantico”.

Raoul Bova e Manuel Bortuzzo, su Oggi le foto del setIl giovane nuotatore, ora costretto a vivere su sedia a rotelle, con Rosolino, Magnini Brembilla e Bova

03 luglio 201916:05

Sul settimanale ‘Oggi’, in edicola dal 4 luglio, le foto esclusive delle prime riprese del film con Raoul Bova e altri campioni del nuoto azzurro che coinvolge Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore colpito da un colpo di pistola nel febbraio scorso e ora costretto a vivere su una sedia a rotelle.
L’idea è di Raoul Bova, ex campione di stile libero, che attraverso Paolo Barelli, presidente della federazione nuoto, ha incontrato Manuel, ha ascoltato la sua storia, ha definito una sceneggiatura e in tempi brevissimi è arrivato alle riprese.
Nelle foto di OGGI, tuffi e nuotate di Bova oltre a scene di allegria tra Bortuzzo e gli ex campioni Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla

Benigni – Geppetto, le prime immagini di Pinocchio /TRAILERUscirà a Natale. Attore: “ho lo scoop. Un film di Garrone con lieto fine”

luglio 201919:16

Il Geppetto Roberto Benigni e Matteo Garrone. A Ciné – Giornate di Cinema Riccione 2019 per la presentazione dei nuovi film della prossima stagione, sono intervenuti a sorpresa protagonista e regista dell’atteso Pinocchio. Ecco le prime immagini del film che uscirà nelle sale italiane il 25 dicembre 2019 distribuito da 01 Distribution.“Pinocchio a Natale è un binomio meraviglioso” esclama Roberto Benigni a Riccione sul palco di Cinè dove a sorpresa, in coda alla presentazione agli esercenti del listino di Rai Cinema, è salito con Matteo Garrone portando tra gli applausi le primissime immagini del film in cui interpreta Geppetto. La favola più amata prenderà vita il 25 dicembre, un’uscita pre Zalone (Tolo Tolo sarà in sala il 1 gennaio) e contemporanea al nuovo film di Ficarra e Picone. Il trailer mostrato per la prima volta sembra rilanciare l’opera di Collodi nella più classica delle trasposizioni. “E’ un progetto che inseguivo ormai da anni. Il primo storyboard l’ho fatto a sei anni” ha detto Matteo Garrone, “nasce racconto per bambini e poi anche per i grandi. Io ho cercato di fare un film che potesse arrivare a tutti”. Il Geppetto natalizio Benigni, entusiasta ha detto rivolgendosi alla platea degli operatori di cinema: “dopo aver fatto Pinocchio – riferendosi al suo film da Collodi girato nel 2002 – era naturale che 20 anni dopo interpretassi Geppetto. Questo di Garrone è un film meraviglioso, non sta a noi forse dirlo ma sta a voi vederlo”. Nel Benigni-show da Riccione ci sono stati momenti divertenti. “Vi do lo scoop: Garrone, il regista dell’Imbalsamatore, di Gomorra e di Dogman, per la prima volta nel suo cinema si lancia nel lieto fine”, ha detto Benigni-Geppetto. Poi si è rivolto a Garrone: “ma sei sicuro? Non è che arriva la Fata Turchina e gli viene un infarto? O arriva Mangiafuoco e fa una strage? Matteo mettici qualcosa di tuo se no la gente non ti riconosce. Invece no, quello che ho promesso, il lieto fine, lo manterrà e vi consiglio – ha concluso rivolgendosi agli esercenti che dovranno programmarlo in sala – di tenerlo fino a Pasqua perchè è un film che fa bene alla salute, più lo si vede, meglio si sta”. Ecco il cast completo del film: Pinocchio Federico Ielapi, Geppetto Roberto Benigni, Mangiafuoco Gigi Proietti, Il Gatto Rocco Papaleo, La Volpe Massimo Ceccherini, la Fata adulta Marine Vacth, la Fatina bambina Alida Baldari Calabria, Lucignolo Alessio Di Domenicantonio, Lumaca Maria Pia Timo, Grillo parlante Davide Marotta, Mastro Ciliegia Paolo Graziosi Civetta Gianfranco Gallo, Corvo Massimiliano Gallo, Pappagallo Marcello Fonte, Gorilla Teco Celio, Faina Enzo Vetrano e Omino di burro Nino Scardina. Pinocchio, coproduzione internazionale Italia/Francia, è prodotto da Archimede con Rai Cinema e Le Pacte, con Recorded Picture Company, in associazione con Leone Film Group, con il contributo del MiBAC – Direzione Generale Cinema – e di Eurimages, in associazione con Unipol Banca, con il sostegno della Regione Toscana – Toscana Promozione, con il contributo della Regione Puglia, con il sostegno della Regione Lazio.

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450 dipendenti all’hackaton di Moncler
Ruffini, nostra strategia si basa su unicità e innovazione

04 luglio 201912:23

– Lavoreranno sullo sviluppo di progetti innovativi per le aree strategiche per l’azienda: dal prodotto all’IT, alla supply chain, all’Academy interna fino alla sostenibilità. Sono i 450 dipendenti provenienti da tutto il mondo che partecipano oggi all’Hackathon di Moncler, una maratona di 24 ore per proporre soluzioni nuove e distintive.
“La strategia di Moncler – commenta Remo Ruffini, Presidente e Ad di Moncler – si basa sull’unicità̀e l’unicità richiede idee forti e un ambiente lavorativo che sappia accoglierle e stimolarle. Quando esiste una cultura dell’innovazione diffusa le persone sono portate a sperimentare in modo naturale, e l’azienda ad essere più agile e capace di prendere decisioni velocemente. Credo che l’Hackathon sia un ottimo esempio del nostro orientamento al digitale e la dimostrazione che la collaborazione e la contaminazione tra esperienze e punti di vista diversi possano generare grandi idee”.

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Wolf Call, un Caccia a ottobre rosso in versione francese
In sala il film di Baudry, con Omar Sy e Mathieu Kassovitz

02 luglio 2019 10:40

– A bordo di un sottomarino nucleare francese in navigazione segreta tra Finlandia e Russia, ogni rumore può annunciare un pericolo imminente e letale. Per questo da una scuola segretissima e reale (il Cira) arriva a bordo “Orecchio d’oro”, un esperto decrittatore di suoni. E un suo errore può compromettere la vita di molti oltre all’importanza della missione.
E’ arrivato in sala con Adler Entertainment ‘Wolf Call, minaccia in alto mare’ di Antonin Baudry con Francois Civil, Omar Sy, Mathieu Kassovitz, Reda Kateb, Paula Beer, Alexis Michalik, Jean-Yves Berteloot, Damien Bonnard. In piena crisi tra le superpotenze, questo “Caccia a ottobre rosso” in versione francese fa ottima figura anche perché il regista esordiente ha lavorato a lungo nei servizi diplomatici e quindi si destreggia al meglio con le sfumature della politica militare.
“Nel microcosmo di questo sottomarino – spiega Baudry nelle sue note di regia – tutte le questioni della vita vengono esasperate: la fiducia negli altri, il rapporto dell’individuo con la gerarchia, il modo in cui si prendono le decisioni, l’interpretazione dei segni, lì dentro diviene tutto una questione di vita e di morte. L’universo dei sottomarini è poetico, e quindi è anche cinematografico. È caloroso, pericoloso, confortante, uterino. Porta dentro di sé l’origine del mondo – la sofferenza originale dell’uomo – e anche la sua fine. Invisibile e silenzioso io porto la morte, è il motto dei sottomarini nucleari”.
Il film, sottolinea ancora il regista, “esplora un soggetto poco noto: quello della dissuasione nucleare e dei suoi complessi meccanismi. Di base volevo scrivere una storia d’amore. Amare una persona all’estremo significa essere pronti a morire per lei. Che cosa succede quando la ragione vi porta a dover uccidere quella persona per impedirle di commettere un atto terribile? Nessun’altra situazione permette di mettere in scena questo tema così bene quanto due sottomarini tagliati fuori dal mondo, e impossibilitati a comunicare tra di loro”.

Sant’Alessio e il Cristo, l’affresco ritrovato
Scoperto sull’Aventino,è del 1100.”E’ rarissimo”
02 Luglio 2019 12:40

– Il grande mantello color della porpora sulle vesti succinte del pellegrino, la mano alzata quasi a voler presentare la maestà del Cristo che accanto a lui benedice i fedeli. Nascosto da un muro per quasi 900 anni, riemerge a Roma in un’intercapedine nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, un grande affresco medievale dai lucenti colori in incredibile stato di conservazione. “Un ritrovamento assolutamente eccezionale”, illustra l’autrice della scoperta, la storica dell’arte Claudia Viggiani, “anche per l’iconografia rarissima dei due personaggi che si riconoscono nella parte del dipinto al momento visibile, con tutta probabilità proprio Sant’Alessio e il Cristo pellegrino”.
La scoperta, è il frutto di un’indagine lunga anni e un po’ ha il sapore del giallo. “Tutto è partito durante una ricerca d’archivio”, racconta Viggiani, che al lavoro di ricercatrice ha alternato quello di consulente culturale di sindaci e ministri.
Ad accendere la sua curiosità, una lettera scritta nel 1965 dall’Ufficio speciale del Genio Civile per le Opere edilizie della capitale alla Soprintendenza ai monumenti per il Lazio, nella quale si parla di “un affresco in ottimo stato di conservazione” casualmente rinvenuto durante i lavori per il consolidamento di una torre campanaria. Già, ma di quale chiesa? il documento, racconta Viggiani, non lo diceva. L’oscuro funzionario che negli anni Sessanta si era trovato di fronte alla meraviglia di quei colori aveva alla fine richiuso la porta lasciando il dipinto al suo secolare oblio. “C’è voluto un po’, ma alla fine l’ho trovato”, sorride oggi la studiosa. In questa storia, racconta, la determinazione è stata determinante. Qualche mese fa l’opera è stata messa in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto realizzato grazie alla soprintendenza speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti con la direzione lavori di Mariella Nuzzo e Carlo Festa. Il portoncino sul retro di Sant’Alessio che nasconde l’intercapedine del tesoro è però ancora inaccessibile per evidenti problemi di sicurezza. Tant’è. Varcare quella porta con il permesso di don Bruno, storico parroco di Sant’Alessio, è una sorpresa che toglie il fiato, con l’esplosione dei colori, il nero così intenso dello sfondo, il cinabro del mantello, la lucentezza delle aureole. Ma anche lo sguardo penetrante nel volto roseo del Cristo, la serenità ieratica nei tratti del Santo che lo imita e un po’ gli rassomiglia, quasi volesse presentarsi come una copia ‘umana’ del Messia. Riferibile alla metà del XII secolo, il dipinto è inquadrato da una cornice policroma che la restauratrice Sarmati definisce di una “eccezionale raffinatezza”, difficile soprattutto “trovarne di così complete e integre”, spiega, mentre indica sulla parete le pennellate originali che è ancora possibile distinguere. Anche per lei è un’emozione. Perché è vero che a Roma esistono altri affreschi medievali, dice citando tra gli altri le decorazioni pittoriche dell’Oratorio mariano di Santa Prudenziana, quelle della chiesa di San Giovanni a Porta Latina o dell’Oratorio di San Giuliano in San Paolo. “Ma il loro stato di conservazione, nonostante i restauri è mediocre, mentre questo, che pure non è stato mai toccato è quasi perfetto”.
Nella chiesa delle origini, illustra Viggiani, il dipinto occupava la parete della controfacciata, in una posizione di rilievo dovuta anche alla fama che accompagnava in quell’epoca le vicende di Sant’Alessio. E proprio il rispetto devozionale per il santo che si diceva fosse figlio del senatore romano Eufemiano e che in qualche modo sembra aver fatto da trait d’union tra la Roma pagana e quella medievale, sarebbe alla base dell’incredibile conservazione del dipinto. “Chi ristrutturò la chiesa nei secoli successivi murando la controfacciata fece comunque attenzione a proteggere l’affresco”, fa notare. Tanto che probabilmente una piccola parte di questo, con il volto di Sant’Alessio, rimase per secoli a disposizione dei fedeli attraverso una feritoia aperta sull’interno della navata.
Attualmente il dipinto misura 90 centimetri di larghezza per oltre 4 di altezza. Un’altra porzione, grande almeno altrettanto, è ancora nascosta dal muro. Viggiani è decisa a riportarla alla luce: “Lo dobbiamo ai romani – dice – e ci aspettiamo ancora sorprese”.

A Rimini mostra ‘Revolutions 1989-2019’Oltre 60 opere dal 6/7 a Rimini, tra autori Cattelan e Igort

RIMINI02 luglio 201913:21

– Immagini del 1989: un ragazzo abbatte con una mazza il muro di Berlino, il carro armato in piazza Tienanmen fermato da un giovane con le buste della spesa, in Romagna il mare Adriatico ridotto ad acquitrino dall’eutrofizzazione. Ed ancora, tra l’89 e il ’91, il Milan di Sacchi conquista l’Europa e in Italia si giocano i Mondiali, il Pci diventa Pds e finisce l’Unione Sovietica, scoppia la prima Guerra del Golfo e i Nirvana, con ‘Nevermind’, portano al successo il grunge, nasce Internet che abbatte i muri fisici e crea connessioni. Sabato 6 luglio inaugura a Rimini, a Castel Sismondo, la mostra ‘Revolutions 1989-2019. L’arte del mondo nuovo 30 anni dopo’, curata da Luca Beatrice.
Fino al 25 agosto la mostra testimonierà, con oltre 60 opere dell’Italia giovane di allora, la straordinaria vitalità dell’arte, che nel passaggio dei primi anni ’90 si proponeva ancora tra le più vivaci in Europa. Tra gli autori in esposizione Maurizio Cattelan, Igort, Pablo Echaurren, Cesare Pietroiusti, Cuoghi e Corsello. In programma anche momenti musicali, le ‘Music revolutions’, tra cui il concerto di Echo & the Bunnymen (8 luglio) e il dj set di Frankie Hi-nrg (il 25), e appuntamenti cinematografici con ‘Mediterraneo’ di Gabriele Salvatores, ‘Palombella rossa’ di Nanni Moretti e ‘La voce della luna’ di Federico Fellini.
“1989-2019. Muro di Berlino e il ‘mare fermo’ di quell’8 luglio. Un mondo nuovo all’improvviso, nel mondo e sotto casa nostra”, commenta il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi. “A 30 anni di distanza è evidente come molte di quelle speranze siano andate deluse. I muri, ogni tipo di muro, vengono tirati su, la ricchezza è concentrata sempre più nelle mani di una esigua minoranza di persone, la preoccupazione verso l’ambiente viene ignorata se non addirittura pubblicamente sbeffeggiata. Ma Rimini, ancora una volta, dà una scossa in controtendenza. Dopo 30 anni, Rimini non smette la sua leadership, ha strutturato e rinforzato la sua capacità di essere capitale delle vacanze per 12 mesi all’anno”.

Montanari, non mi candido per gli UffiziLo storico

“Musei in mano alla politica, io incompatibile”

02 luglio 201917:12

– “Non mi candido per la direzione degli Uffizi”. Intervistato, lo storico dell’arte Tomaso Montanari smentisce i rumors che lo danno in pole position per la successione a Firenze di Eike Schmidt. Per due ragioni, spiega: “La prima è che disapprovo radicalmente la riforma Franceschini, la seconda è che non sono e non sono mai stato alla ricerca di altri lavori”. Mentre punta il dito sui musei “oggi in mano alla politica” e si dice incompatibile, stante la situazione attuale, a dirigerne uno.Toscano, intellettuale militante, da anni impegnato sui temi della Costituzione, della difesa del paesaggio, della gestione della cultura e la tutela dei beni comuni, il professor Montanari è uno che di solito non si tira indietro. Dalle aule dell’università, dov’è ordinario di arte moderna, esce spesso e volentieri con il pallino di raccontare opere e autori a un pubblico sempre più vasto, dalla tv ai quotidiani. Ama citare un suo grande predecessore, lo storico Roberto Longhi (“Gli storici dell’arte devono essere popolari, condividere la loro conoscenza con tutti”) e in qualche modo lo attualizza, scrive, interviene, twitta. Suscitando consensi, ma anche e di più critiche roventi.Una frase presa da un suo libro è stata scelta quest’anno per il tema della maturità. Quasi contemporaneamente però un suo giudizio fuori dal coro su Zeffirelli e Oriana Fallaci lo ha visto al centro di una polemica feroce, oggetto di un duro botta e risposta con il vicepremier Matteo Salvini ma anche degli strali di molti esponenti pd.Sulla questione degli Uffizi, di cui è da poco uno dei membri del comitato scientifico, è rimasto per settimane in silenzio mentre il suo nome circolava, evocato qua e là, da alcuni dato anche per certo come prossimo direttore al posto del tedesco Schmidt, il cui mandato si conclude in autunno. “Mi pareva francamente assurdo” , risponde lui oggi, “mi sembrava di dover commentare il nulla. Poi però, visto il moltiplicarsi degli articoli sui giornali e visto anche il conseguente moltiplicarsi degli attacchi nei miei confronti, mi sono scocciato”.Da qui la decisione di smentire. Cercando di rilanciare i temi che da sempre gli stanno a cuore: “Il vero fronte su cui è necessario impegnarsi è la partita per la tutela del patrimonio -dice – quel patrimonio diffuso e fuso con l’ambiente di cui parlo nel brano che è stato scelto per la maturità. E che cerco di servire come presidente del comitato scientifico per le Belle Arti: al Mibac, ma di nomina universitaria”. I musei, aggiunge tranchant, “sono in mano alla politica. Lo prova il senso comune che ormai si è consolidato: nei giornali si legge che sarei ‘in pole position’ non per i miei studi di storia dell’arte o per le mie riflessioni sul patrimonio e sui musei, ma perché ‘vicino ai grillini’. A parte il fatto che sono semmai vicino a una sinistra che non c’è, è pazzesco che si dia ormai per scontato che i Beni culturali, come la Rai, siano soggetti a manuale Cencelli e lottizzazione”.Il posto nel consiglio scientifico degli Uffizi, sottolinea, “l’ho accettato perché non ha retribuzione né potere: è un posto dove esprimere motivato e leale dissenso, in scienza e coscienza. Il ministro Bonisoli me l’ha chiesto per garantire una visione opposta a quella di Franceschini-Schmidt”. Contrario alla riforma Franceschini, più che critico sull’accorpamento annunciato da Bonisoli tra Uffizi e Gallerie dell’Accademia, che senza giri di parole definisce “demenziale”. Tant’è, il professore rivendica il dissenso e si ribadisce non interessato a candidature e poltrone: “Si può fare politica fuori dai palazzi, anzi si deve”, ripete. No agli Uffizi, quindi, o ad altri musei. Cita Pasolini quando nel ’74 scriveva “il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili, in Italia”. Nel 2019, sorride amaro, “il coraggio intellettuale della verità è incompatibile anche con la direzione di un museo”.

Al via restauro tela Veronese a Vicenza’Cena di san Gregorio Magno’ al santuario di Monte Berico

VENEZIA02 luglio 201913:51

– E’ stato annunciato al Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza l’avvio al restauro del monumentale dipinto su tela di Paolo Veronese “Cena di San Gregorio Magno”, disposto in occasione dei trent’anni del programma “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo.
Il restauro conservativo dell’opera, che terminerà entro il 2021 e che rientra nell’ambito della serie di Restituzioni “monumentali”, giunge in avvio della 19/a edizione del programma biennale di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico nazionale, curato e promosso da Intesa Sanpaolo.
L’opera è di proprietà del Comune di Vicenza, custodita fin dalla sua realizzazione dalla Comunità dei Servi di Maria di Monte Berico. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza realizzerà le indagini preliminari al restauro e dirigerà l’intervento, con la collaborazione dell’Opificio delle Pietre Dure.
La “Cena”, realizzata nel 1572, adorna la parete di fondo dell’antico refettorio del Santuario di Monte Berico, visitato ogni anno da milioni di pellegrini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Su Sky Atlantic arriva Riviera 2
Nei nuovi episodi anche Poppy Delevingne e Juliet Stevenson

02 luglio 201915:46

Dietro ogni grande fortuna si nascondono spesso oscuri segreti. Le vicende dei protagonisti di Riviera ne sono la prova: fra feste da sogno e sfarzo estremo, gli assolati paesaggi della Costa Azzurra tornano a fare da scintillante cornice agli inganni, ai tradimenti e ai crimini dei personaggi della produzione originale Sky. Arriva il mercoledì dal 3 luglio, su Sky Atlantic, Sky On Demand e in streaming su NOW TV la seconda stagione della serie tv con Julia Stiles. I nuovi episodi vedono il ritorno in grande stile di Georgina (Julia Stiles, Jason Bourne, Dexter), che proverà a farla franca dopo l’omicidio di Adam mentre dovrà continuare a lottare per mantenere il potere all’interno della famiglia Clios nonché la sua posizione in cima all’altera élite del mondo dell’arte. La narrazione degli eventi riprende dal finale della prima stagione. New entry Juliet Stevenson e Poppy Delevingne.

Strega, Scurati verso la vetta4 luglio il vincitore, al secondo posto Missiroli o Cibrario?

03 luglio 201909:42

Al suo terzo Premio Strega, dopo essere arrivato due volte secondo, nel 2009 per un solo voto e nel 2014 per cinque voti, Antonio Scurati questa volta dovrebbe trionfare al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Alla vigilia della votazione, il 4 luglio, del più ambito premio letterario italiano, tutti i venti sembrano favorevoli alla vittoria del suo monumentale ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani), primo di una trilogia in cui ricostruisce la vita di Mussolini, che domina la cinquina e ha scombinato completamente le carte di un’edizione in cui a lungo è stato superfavorito Marco Missiroli con il suo ‘Fedeltà’ (Einaudi). E’ data così tanto per certa la vittoria di Scurati che le previsioni e le combinazioni che si ipotizzano non riguardano più il duello con Missiroli ma ruotano tutte intorno a chi arriverà secondo tra l’autore di Fedeltà e Benedetta Cibrario. A meno che l’autrice de ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) – in cui racconta il Risorgimento da un punto di vista molto particolare, attraverso la storia di formazione di una ragazza inglese che arriva in Piemonte – non riservi un colpo di scena, come quello del secondo posto in cinquina, e arrivi lei in vetta. “Lo Strega è un onore e un senso di responsabilità per quello che farai dopo” dice la Cibrario, già vincitrice del Campiello con ‘Rossovermiglio’. Mentre Missiroli, che ha già vinto il ‘Premio Strega Giovani 2019’ ed è stato penalizzato dalla presenza tra i cinque di un altro romanzo Einaudi, ‘Addio fantasmi’ di Nadia Terranova, potrebbe arrivare addirittura terzo.”Sono zen. E’ il mio terzo Strega, sono vaccinato. La prima idea di ‘M’ mi è venuta 5 anni fa. E’ un libro che ha già generato e restituito moltissimo e questo mi da serenità” dice lo scrittore da poco tornato dalle ultime tappe del lungo tour della cinquina 2019, agli Istituti Italiani di Cultura a Parigi e Lione. “Io non volevo concorrere a nessun premio ma alla fine mi ha persuaso l’idea che lo Strega avrebbe potuto fare di questo romanzo documentario il libro che entra nelle case di tutti quelli che leggono. Noi ci atteggiamo a cinici, guardiamo alle copie vendute, al successo ma nel profondo non lo siamo. Gli scrittori veri, sia che falliscano sia che riescano, quando scrivono lo fanno per la gloria. Come disse una volta Edoardo Albinati non ci sono molte occasioni di guadagnarsi la gloria, forse nessuna. Ma c’è l’illusione che il Premio Strega consegni alla posterità” sottolinea Scurati che ha appena compiuto 50 anni. Oltre 800 le pagine di ‘M’ – di cui Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie – in cui Scurati entra “nella focale corta di Mussolini nell’istante in cui diveniva ciò che sarebbe stato”. “L’espediente che ho adottato per trovare il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente.   Nulla è stato liberamente inventato. E’ un romanzo di invenzione non arbitraria dove ho deciso l’angolo visuale, il dettaglio. E’ un margine ristretto ma decisivo” dice.  Anche Missiroli che in ‘Fedeltà’, di cui Netflix ha acquistato i diritti audiovisivi per realizzare una serie, mette in scena il confronto tra “una società moderna di infedeli e una vecchia di fedeli attraverso il malinteso di una coppia che genera un terremoto, non solo matrimoniale”, in fondo è zen nel senso che non fa alcuna resistenza allo scenario che ha davanti. Piuttosto non ha finora ancora parlato di cosa significhi essere stato per un anno e oltre dato per superfavorito in un gioco perverso che lo ha danneggiato. ‘Fedeltà’ “in fondo è un libro sull’eredità, sui nostri lasciti perché nessuno ci dice che la letteratura è iridescente. Un libro è ciò che uno legge. L’egocentrismo di questa epoca ci porta prima all’io che al noi ma l’importante è arrivare al noi” spiega Missiroli. “L’infedeltà non è solo quella dal punto di vista erotico ma esistenziale. Quanto siamo fedeli agli altri e ai noi stessi?” dice l’autore di Fedeltà.In questo scenario, il quarto e quinto posto se lo contenderanno Nadia Terranova e Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La Nave di Teseo) già contente di essere arrivate fin qui in una cinquina in cui ci sono tre scrittrici, ha prevalso l’armonia e l’antica amicizia tra Scurati e Missiroli non è stata scalfita. La premiazione al Ninfeo, condotta da Pino Strabioli, in diretta dalle 23 su Rai3, sarà preceduta il 3 luglio dalla mostra al museo nazionale etrusco di Villa Giulia, dedicata ai libri in cinquina e al Premio Strega e dallo ‘Strega Off’ al Monk di Roma con la cinquina protagonista di un’intervista semi-seria, dove il pubblico potrà votare il proprio favorito contribuendo al voto collettivo di Strega Off per eleggere il vincitore del 2019.

Woody Allen, regia alla Scala e nuovo filmOpera con gli studenti, le riprese in Spagna fra 2 settimane

02 luglio 201919:36

– In teatro non si usa portare il cappello, ma nessuno osa dirlo a Woody Allen mentre parla con gli studenti dell’Accademia della Scala che devono mettere in scena il Gianni Schicchi di Puccini con la sua regia (in dittico con Prima la musica poi le parole di Antonio Salieri per la regia di Grisha Asagaroff). E’ lui stesso a togliersi il berretto da pescatore che è diventato il suo contrassegno distintivo prima di arrivare in conferenza stampa dove è accolto da un applauso dei giornalisti presenti, che sono cresciuti con i suoi film. Il suo fare dimesso quando si siede con accanto l’interprete, non va confuso con quello di un 83enne pronto alla pensione, abbattuto dalle polemiche per il Metoo# che hanno bloccato per un anno l’uscita del suo ultimo film. Tutt’altro. ‘A Rainy Day in New York’ sta per uscire in Europa (in Italia ad ottobre). E quella di Milano è una “pausa” prima di iniziare le riprese del nuovo film in Spagna. Per questo dopo la prima di sabato prossimo, a cui assisterà, volerà a San Sebastian. “Sono un signore che si tiene molto attivo, però mi fa molto piacere prendermi una pausa e venire qui a mettere in scena un’opera in un luogo così iconico”, spiega. In realtà non si tratta di una nuova regia, ma della ripresa dello spettacolo che Allen firmò alla Los Angeles Opera nel 2008 su insistenza di Placido Domingo e che da allora è stato più volte ripreso, incluso a Spoleto. Questa volta però viene realizzato in quello che Allen paragona al “palazzo di Cenerentola”. “Una cosa da favola, da sogno, il più grande teatro d’opera al mondo, il traguardo più ambito al quale arrivare. Quindi se qualcuno mi avesse detto che avrei diretto un giorno un’opera alla Scala mentre magari passeggiavo per New York o per Brooklyn avrei detto che era pura follia, che non avrei neppure pensato di poterla guardare da fuori, figuriamoci lavorarci”. Gianni Schicchi, d’altronde, è l’opera giusta per lui: breve e divertente. Per fare un’altra regia dovrebbe trovare un’opera altrettanto adatta alle sue corde. E quali sono lo dimostra in un breve sketch alla Woody Allen. Quando spiega che inizialmente aveva pensato di ambientare l’opera in un mondo di topi in cui Gianni Schicchi è una pantegana; oppure di rendere tutti i personaggi “cibi sani e Gianni una sigaretta. Ma mi hanno detto che era una pessima idea”, ride. Così l’ambientazione è quella di un film del neorealismo italiano anni ’50. La versione è in tutto uguale a quella di Los Angeles con la differenza del finale (in cui Allen aveva fatto pugnalare Gianni da Zita). “Il finale non lo ripeto. Qui ne faccio un altro – dice – perché quando ho visto il palco con gli studenti mi sono emozionato e ho avuto una nuova idea. Gliel’ho comunicata proprio poco fa e rappresenteremo questa nuova idea, la vedrete la sera della prima!”. A dir poco soddisfatto il sovrintendente Alexander Pereira che sull’Accademia ha sempre puntato, invitando grandi registi e interpreti a lavorare con i ragazzi. In passato artisti del calibro di Peter Stein, Liliana Cavani e Leo Nucci. Questa volta Woody Allen e il baritono Ambrogio Maestri.

Don Carlo apre la stagione della FeniceSi parte il 24 novembre, tra novità e super classici

VENEZIA02 luglio 201916:52

– Sarà il Don Carlo di Verdi il 24 novembre a inaugurare la stagione lirica e balletto del Teatro La Fenice di Venezia, all’interno di una programmazione di successo di pubblico e di conti – per l’ottavo anno chiusura in equilibrio economico – che alterna novità, come il “Pinocchio” di Pierangelo Valtinoni (13 dicembre) o il balletto “Duse” di John Neumeier, con Alessandra Ferri e l’Hamburg Ballett (5 febbraio), alla ripresa di opere di repertorio come “Traviata” e “Trovatore” verdiani o “Il barbiere di Siviglia” di Rossini.
Sono 21 i titoli, con oltre 150 rappresentazioni, in programma per la prossima stagione e l’opera d’apertura prosegue il progetto di rilettura del catalogo di Verdi portata avanti dal maestro Myng-Whun Chung, disegnando una linea artistica di continuità con le ultime inaugurazioni, con “Macbeth” nel 2018 o “Un ballo in maschera” del 2017. La Fenice presenta, tra l’altro, un dittico novecentesco – “A hand of Bridge” di Samuel Barber e “Il castello del principe Berbablù” di Bartok” – (17 gennaio), “Rinaldo” di Handel, nell’allestimento di Pier Lugi Pizzi (19 giugno), o “Rigoletto” per la regia di Damiano Michiletto.

Vladimir il Santo in opera land artOpera con trattore su campo in occasione incontro in Vaticano

VENEZIA02 luglio 201917:02

– Vladimir il Grande detto il Santo ortodosso è il soggetto dell’ultima opera di land art dell’artista veneto Dario Gambarin. In occasione dell’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e Papa Francesco in Vaticano, per il prossimo 4 luglio, Gambarin ha realizzato un ritratto ‘disegnandolo’ senza traccia di partenza su un campo con un trattore. Il principe Vladimir il Grande, detto il Santo ortodosso, fu l’artefice nel 988, della conversione al cristianesimo dell’allora Stato della Russia, per il quale Vladimir Putin, nell’anniversario dei mille anni dalla sua morte ha inaugurato una statua di 17,5 metri d’altezza, nel cuore di Mosca. Gambarin non è nuovo a simili performance legati ad appuntamenti internazionali con temi politici, economici ed ecologici. L’opera di 24mila metri quadrati (100m per 240m) si trova a Castagnaro (Verona), eseguita a mano libera con trattore e aratro su stoppie di grano trebbiato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Oscar più inclusivi, per metà donne
Anche Lady Gaga in Academy. 842 rappresentanti da 59 paesi
NEW YORK02 luglio 201917:21

– Gli Oscar fanno un ulteriore passo avanti verso l’inclusività. Academy ha invitato 842 nuovi membri da 59 paesi e quasi la metà sono donne. Per la prima volta è stata raggiunta la parità di genere. Il soffitto di cristallo si è rotto anche per quanto riguarda i membri non bianchi, tra i nuovi invitati il 29% è di colore mentre le donne hanno aumentato la loro presenza anche tra i settori della regia, la produzione e la sceneggiatura.
Tra le new entry Lady Gaga, Adele, Sterling K. Brown, Claire Foy, Letitia Wright, Tom Holland.
Academy ha oltre seimila membri in 17 settori dell’industria cinematografica. Sono loro che ogni anno votano per assegnare gli Oscar. Da tempo ormai Academy sta cercando di scrollarsi di dosso l’etichetta #oscarsowhite a causa, fino ad ora, di una ratio sproporzionata tra membri maschili e femminili nonché di etnia tra i suoi membri.

Streetwear dell’ Accademia a RinascenteVenti studenti ispirati dalla pietra in Neever tee stop

02 luglio 201918:20

– Dal kimono in raso al giubbino in denim, dalla felpa alla camicia, capi che nascono dalla contaminazione di stili, tra luxury e streetwear, fanno parte della capsule AI X Never tee stop, in esposizione all’interno della Exhibition Area de La Rinascente del via del Tritone, a Roma, fino al 25 luglio e contemporaneamente in vendita per 60 giorni nell’ e-commerce della piattaforma, realizzata dagli studenti del corso di fashion designer dell’Accademia Italiana di Arte Moda e Design nell’ambito della mostra Stone Design- La pietra che ispira. Il progetto artistico è dedicato al più antico dei materiali ed è realizzato dall’Accademia in collaborazione con La Rinascente e aziende italiane del settore.
Venti studenti hanno proposto gli altrettanti capi che compongono la collezione ispirandosi alla pietra e alla sua rilettura in chiave contemporanea alternando lo stile streetwear a quello luxury per un total look pensato per un pubblico ampio.

Yesterday, chi erano mai i Beatles?In sala dal 26/9 Boyle racconta di un mondo senza i Fab Four

03 luglio 201909:33

-La canzone ‘Chiedi chi erano i Beatles’ degli Stadio trova una vera sponda in ‘Yesterday’, film a firma di Danny Boyle, passato al Taofest e in sala dal 26 settembre distribuito da Universal Pictures. Un musical-comedy che porta ancora una volta sul grande schermo la musica pop-rock, al seguito di film come Bohemian Rhapsody e Rocketman, ma questa volta senza biopic: solo la musica dei Beatles. Boyle più il genio di Richard Curtis (co-sceneggiatore), mettono in campo come protagonista uno sfigato alla Millionaire, ma sicuramente meno svelto e per nulla figo, ovvero Jack Malik (Himesh Patel). Un musicista di scarso successo che per campare fa il commesso in un grande magazzino. In Jack non crede davvero nessuno, neppure i genitori. Solo Ellie (Lily James), manager amica, di cui il ragazzo è segretamente innamorato, gli dà un certo credito. Finché una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica, Jack ha un incidente in bicicletta e perde coscienza durante una sorta di blackout planetario. Al suo risveglio tutto sembra come prima, ma non è affatto vero: sono scomparsi i Beatles e le loro canzoni dalla memoria della gente, scomparsi i loro dischi, scomparso tutto della loro esistenza. Mille ricerche su Google da parte di Jack, ma niente compare, come unica voce, solo quella degli scarafaggi. Il panico del musicista diventa ben presto consapevolezza di poter diventare ricco riproponendo lui quei classici del gruppo di Liverpool una volta ricostruiti musica e parole. Da qui la scalata di Jack in un’industria musicale in cui trova come alleato lo stesso Ed Sheeran, nei panni di se stesso, che a un certo punto, con grande autoironia di fronte a canzoni come Let it be ed Help, si definisce solo un Salieri che si misura con novello Mozart. Il film, che ricalca nella formula ‘The Millionaire’, grazie ad alcune soluzioni narrative che non si possono rivelare, scorre fino alla fine sulle note della canzoni dei Beatles che fa davvero strano ascoltare al cinema. Tra le cose che si possono rivelare è che in questo mondo post-trauma, Jack scopre che a scomparire è anche la Coca cola. Anche li quello che conta per sapere la verità di questo mondo 2.0 è sempre Google. La ricerca fatta, con la dovuta ansia dal musicista ormai famoso e milionario, porta però allo sconcertante risultato: ‘Escobar’. Un altro pezzo del vecchio mondo non c’è più..

Altaroma tra giovani e sostenibilitàVigilia #Stopmicrofibre con Marevivo in Accademia Costume & Moda

2 luglio 201919:11N

– La versione estiva di Altaroma partirà domani 3 luglio all’insegna della sostenibilità. La kermesse della moda romana si svolgerà dal 4 al 7 luglio negli spazi del PratiBus District, location post industriale di 5.000 mq frutto della riqualificazione di parte dell’ex deposito Vittoria dell’Atac, dove saranno presentate le collezioni di 100 designer e di circa 400 studenti delle scuole e accademie di moda. Ma il 4 luglio sarà anche una giornata targata Fendi che renderà omaggio a Karl Lagerfeld, suo direttore artistico per 54 anni, sfilando in una location archeologica che la stessa maison romana del Gruppo Lvmh, si è impegnata a restaurare con un finanziamento di 2,5 milioni di euro: il Tempio di Venere sul Palatino. Domani, vigilia della kermesse, il calendario contempla l’inaugurazione della mostra dei lavori degli allievi dell’Accademia di Costume e Moda, e nella stessa sede, al mattino, la presentazione di #Stopmicrofibre, alleanza per un’industria tessile sostenibile promossa da Marevivo.

A Caracalla l’Aida intima di KriefCapolavoro verdiano apre la stagione estiva dell’ Opera di Roma

02 luglio 201919:26

Niente circo, via gli animali esotici, elefanti e cammelli, e spazio al confronto intimo tra i personaggi che cantano quasi sussurrando, “di una semplicità esagerata, come silhouettes disegnate”. Aida apre il 4 luglio a Caracalla la stagione estiva del Teatro dell’ Opera di Roma nella rilettura di Denis Krief, che firma anche scene, costumi e luci, con sul podio il direttore Jordi Bernàcer. Il capolavoro verdiano, che nella magia dell’ immenso scenario delle Terme affascina da sempre appassionati e turisti, per il regista “è un incubo che non auguro a nessuno, una scommessa perché sinceramente penso che Aida abbia più scene intime che grandiose”. L’ Egitto, quindi, per non deludere le aspettative del pubblico affezionato alle rappresentazioni tradizionali nello straordinario set archeologico, evitando però di “contaminare i momenti più di circostanza con quelli ben più lunghi e numerosi d’intimità umana, di conflitti psicologici acuti e profondi”. Lo spettacolo andrà in scena in dieci recite fino al 3 agosto. “La nuova produzione è una grande sfida, un impegno importante con due cast equivalenti” dice il sovrintendente Carlo Fuortes ricordando che il titolo mancava da Caracalla da otto anni. “Aida è l’ opera più emblematica per le Terme – aggiunge – per questo c’è grande attesa. La programmazione richiede scelte accurate perché il pubblico è eterogeneo, non solo italiano, diverso da quello che frequenta il Teatro Costanzi. E’ una grande storia dell’ opera in Italia, un valore che dobbiamo salvaguardare”. Krief, che a Caracalla firmò quattro anni fa la regia di Turandot, ha le idee chiare. “Quando affronto un’opera di Verdi la considero sempre una prima volta, senza scopiazzare quanto si è fatto in passato. Aida è un grande Oratorio in quattro atti. Per la modernità di oggi forse è un po’ statica. Qui Verdi sperimenta strade nuove. E’ un unicum dopo il quale disse che non avrebbe più scritto altre opere”. Il regista si sofferma sull’ atto terzo dove Aida “diventa seduttrice per carpire un segreto di Stato” e parla del finale “di una semplicità sconvolgente”. Per la scena del trionfo, con tutti gli interpreti e il corpo di ballo sul palco, “non c’è regia possibile – avverte – e allora lasciamolo così questo immenso oratorio. Godiamoci i costumi, i ruderi e la bella musica”. Per il maestro Jordi Bernàcer, che ha debuttato a Caracalla due anni fa con Carmen, “è una prima molto speciale. Aida è molto difficile dal punto di vista musicale. Non c’ è un ruolo semplice. E’ un mix di tensione ed energia, di scene corali e intime”. Il cast vedrà alternarsi Vittoria Yeo e Serena Farnocchia nel ruolo di Aida; Alfred Kim e Diego Cavazzin come Radamès; Judit Kutasi e Silvia Beltrami in Amneris. Il Re è Gabriele Sagona; Marco Caria e Andrii Ganchuck impersonano Amonasro; Adrian Sâmpetrean e Alessio Cacciamani saranno Ramfis. Dopo la “prima” di giovedì 4 luglio, Aida si replica venerdì 5, sabato 6, domenica 7, venerdì 12, sabato 13, giovedì 18, mercoledì 24, mercoledì 31 luglio e sabato 3 agosto. L’opera avrà i sottotitoli in italiano e in inglese. La stagione estiva di Caracalla, in programma fino all’ 8 agosto per un totale di 36 serate, proporrà inoltre La Traviata e il balletto con Romeo e Giulietta e altri appuntamenti extra. “Offerte diverse accomunate dalla qualità – sottolinea Fuortes – la chiave che ci ha permesso l’anno scorso di raggiungere 92.220 spettatori, un record che quest’ anno vorremmo superare”.

Mostra su Balestra a Forte dei Marmi250 capi e disegni nel Fortino, dialogo con opere di Nocera

02 luglio 201920:22

Celeblueation , la mostra antologica dedicata a Renato Balestra è approdata a Forte dei Marmi. Per l’occasione il Fortino che ospita l’esposizione di abiti e bozzetti si colora di blu Balestra, colore preferito del couturier sempre presente nelle sue collezioni.
Organizzata dall’Assessorato alla Cultura, nell’ambito del cartellone “Estate al Forte 2019” in collaborazione con il Comitato Villa Bertelli su interessamento del presidente Ermindo Tucci, prodotta da Armando Fusco productions, la mostra, dedicata all’attività dello stilista, inaugurerà il 4 luglio per aprire il giorno dopo al pubblico e concludersi il 4 agosto. Il nuovo allestimento ripensato per il Fortino con un’esposizione – dialogo con le opere pittoriche e scultoree dell’artista Antonio Nocera, dà vita a un poetico tra sogno, fiabe e un mondo blu, un dialogo speciale in cui i due maestri sembrano affermare che la vera arte esclude ogni fine che non sia la bellezza. Esposti oltre 250 bozzetti, disegni e abiti scelti personalmente da Balestra.

Morto Mago Gabriel, icona tv anni ’90Diventato personaggio televisivo grazie satira, aveva 79 anni

TORINO02 luglio 201920:50

Negli anni ’90 era uno dei bersagli preferiti della loro satira. La Gialappa’s Band dà l’addio a Mago Gabriel, al secolo Salvatore Gulisano, morto a Torino a 79 anni. Di origini palermitane, compariva nelle trasmissioni di alcune tv private, dove il trio lo aveva notato per i modi di dire e di fare assurdi. Si faceva passare per medium, millantando presunti poteri speciali diventati ben presto oggetto di comicità sul piccolo schermo. A dare la notizia è il suo manager, Renato D’Herin, su Facebook: “Ieri purtroppo ci ha lasciato un artista a cui sono molto affezionato, il mago Gabriel, una figura fuori dagli schemi tradizionali… ma con un grande Cuore. Ti ho voluto bene, riposa in pace Gabriello. Ti voglio dare l’ultimo saluto col nome affettuoso con cui ti ho sempre chiamato. Il tuo Reno, come mi chiamavi tu”. Ospite in diverse trasmissioni, era solito pronosticare i risultati di Juventus e Torino, in realtà mai azzeccati, e fare esperimenti della “paragnottica”, come definiva l’arte dell’esoterismo.

Morto Ennio GuarnieriDirettore della fotografia, lavorò a lungo con Zeffirelli

FIRENZE02 luglio 201915:45

E’ scomparso a 88 anni Ennio Guarnieri, direttore della fotografia che lavorò tra l’altro a lungo con Franco Zeffirelli. Guarnieri è morto ieri a Licata (Agrigento): a riferirlo la Fondazione Zeffirelli in una nota nella quale Pippo Zeffirelli, uno dei due figli adottivi del regista recentemente scomparso, esprime le condoglianze.
“Il mondo del cinema perde un grande artista e, personalmente, io perdo un amico – afferma Pippo Zeffirelli -.
Ennio è stato a lungo collaboratore del maestro Zeffirelli condividendo momenti straordinari di lavoro come direttore della fotografia di numerose pellicole, come Fratello sole, sorella luna, che gli procurò il primo Nastro d’argento nel 1972, poi La Traviata (di nuovo premiato con il medesimo riconoscimento) nel 1983, quindi l’Otello nel 1986, Storia di una capinera nel 1993 e fino a Callas Forever, l’ultimo film diretto da Zeffirelli. Ma il suo curriculum è sterminato, avendo lavorato con tutti i più grandi registi. Mancherà a tutto il cinema che lo piange”.

Torino Film Festival ricorda Mario Soldati’Giornata Soldati’ con film, spezzoni e memorie

TORINO02 luglio 201915:46

Durante la 37/a edizione, in programma dal 22 al 30 novembre 2019, il Torino Film Festival omaggerà Mario Soldati, nel ventennale della morte, con una ‘Giornata Soldati’, promossa insieme a Rai Teche e il Dams dell’Università di Torino.
L’evento si terrà nella sala 3 del Cinema Massimo-Museo Nazionale del Cinema e che, dallo scorso anno, è stata intitolata ‘Sala Soldati’.
Verranno proiettati non solo alcuni film di Mario Soldati, ma anche spezzoni ed episodi delle sue serie televisive, delle sue inchieste giornalistiche, delle sue interviste, intervallati, a blocchi, da interventi di familiari, amici, collaboratori, esponenti del mondo della cultura che porteranno la loro testimonianza sull’autore.
Il giorno dopo si terrà un convegno di studi sull’autore che proseguirà all’Università Sapienza, come per ristabilire il ‘legame autobiografico’ Torino-Roma descritto da Soldati in uno dei suoi romanzi più belli, ‘Le due città “.

James Bond a Gravina PugliaDue mesi di riprese per il nuovo film, 25/o episodio della serie

BARI02 luglio 201915:56

– James Bond è atteso a Gravina di Puglia – e nel suo habitat rupestre – dove sono cominciati, annuncia il Comune, “i preparativi per le riprese di B25, il venticinquesimo episodio della famosa serie cinematografica che ha per protagonista l’agente del servizio segreto britannico creato nel 1953 dallo scrittore Ian Fleming. Nel nuovo film, prodotto da Eon Productions per Metro-Goldwyn-Mayer e Universal Pictures, a incarnare l’agente dell’MI6 sarà, per la quinta volta, l’attore Daniel Craig”. Nel cast anche Rami Malek, Naomie Harris, Lèa Seydoux e Ben Whishaw. Alla regia, Cary Fukunaga (Jane Eyre e la serie True detective). Dopo la firma delle relative intese, adesso è “ufficiale: Gravina sarà interessata dalle riprese per due mesi, ad agosto e settembre”, per “la nuova pellicola, ambientata in mezzo mondo”.
In mattinata incontro organizzativo, presenti il sindaco Alesio Valente, uffici comunali, Polizia Locale, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio di Bari e i referenti della Lotus Production srl

Sara Serraiocco al Giffoni Film FestivalIl 20 luglio riceverà l’Explosive Talent Award

SALERNO02 luglio 201917:01

– L’attrice Sara Serraiocco sarà al Giffoni2019 per incontrare i giurati della 49esima edizione, in programma dal 19 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno). Sabato 20 luglio il suo esordio al Festival dove riceverà il riconoscimento assegnato ai migliori artisti emergenti italiani ed internazionali, l’Explosive Talent Award.
La sua Nora di Non è un paese per giovani, travolgente e malinconica, ha mostrato il carisma e la versatilità di un’attrice dal talento indiscusso, mentre con La ragazza del mondo ha conquistato il premio Pasinetti. Accanto a Claudio Santamaria è stata la protagonista di Brutti e Cattivi, mentre attualmente è su Netflix con Lo spietato, diretta da Renato De Maria. Una carriera contraddistinta da premi, la giovanissima attrice dallo sguardo intenso è considerata una delle promesse del cinema internazionale.

A teatro, Guidi, Asti, BranciaroliLa Dante e Sofocle, Riccobono e la Shammah, Lo Cascio e la Luna

03 luglio 201911:24

– Adriana Asti con ”La ballata della zarina” di Broch, il ”Fashion Freak Show” di Jean Paul Gaultier, Emma Dante che firma ”Esodo” dall’Edipo re di Sofocle e la top model Eva Riccobono, diretta da Andrée Ruth Shammah in ”Coltelli nelle galline” di David Harrower, tutti al 62/o Festival dei due mondi di Spoleto (PG). E ancora, Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia con il ”Pirandello pulp” di ”Maurizio IV” e Viola Graziosi con ”Il racconto dell’ancella” dal romanzo di Margaret Atwood, al Napoli Teatro Festival Italia; Franco Branciaroli in ”Moby Dick” di Melville al Festival shakespeariano di Verona e ”Sogno di una notte dimezza estate” secondo Riccardo Cavallo al Globe Theatre di Roma; Luigi Lo Cascio tra ”Storie dell’altro mondo, notte di racconti, miti, favole e allunaggi” alle Orestiadi di Gibellina (TP) fino al ”Dragon, rest your head on the seabed” al 49/o Santarcangelo Festival (RN): sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

A Caracalla l’Aida intima di KriefCapolavoro verdiano apre la stagione estiva dell’ Opera di Roma

02 luglio 201919:19

iente circo, via gli animali esotici, elefanti e cammelli, e spazio al confronto intimo tra i personaggi che cantano quasi sussurrando, “di una semplicità esagerata, come silhouettes disegnate”. Aida apre il 4 luglio a Caracalla la stagione estiva del Teatro dell’ Opera di Roma nella rilettura di Denis Krief, che firma anche scene, costumi e luci, con sul podio il direttore Jordi Bernàcer. Il capolavoro verdiano, che nella magia dell’ immenso scenario delle Terme affascina da sempre appassionati e turisti, per il regista “è un incubo che non auguro a nessuno, una scommessa perché sinceramente penso che Aida abbia più scene intime che grandiose”. L’ Egitto, quindi, per non deludere le aspettative del pubblico affezionato alle rappresentazioni tradizionali nello straordinario set archeologico, evitando però di “contaminare i momenti più di circostanza con quelli ben più lunghi e numerosi d’intimità umana, di conflitti psicologici acuti e profondi”. Lo spettacolo andrà in scena in dieci recite fino al 3 agosto.

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ALLE 10:40 DI MARTEDì 02 LUGLIO 2019

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Bianca Guaccero, mi racconto per mia figlia
L’attrice si mette a nudo in Il tuo cuore è come il mare

01 luglio 2019 08:27

– BIANCA GUACCERO, ‘IL TUO CUORE E’ COME IL MARE’ (RAI LIBRI, euro 16,00) “A 15 anni volevo scrivere un libro, ma avevo troppe domande e poche risposte. Allora mi feci la promessa che lo avrei scritto a 40 anni. L’ho fatto a 38”. E’ stato per sua figlia Alice che Bianca Guaccero ha realizzato il sogno coltivato da adolescente di raccontarsi con la scrittura, mettendo tutta se stessa ne “Il tuo cuore è come il mare”, edito da Rai Libri. “E’ stata la mia bambina di 4 anni a darmi la forza di scrivere”, rivela l’attrice intervistata a Matera, “un figlio ti impone di crescere, di avere coraggio per affrontare se stessi. Io non ho voluto nascondermi, anche nelle mie debolezze”.In questo libro – che “sembra una sorta di romanzo epistolare”, dice -l’attrice e conduttrice (tornerà a settembre su Rai2 con Detto fatto e su Rai3 sarà la protagonista di un docufilm dedicato a Virna Lisi) racconta l’altalena di esperienze, delusioni, gioie e avventure emotive che è stata ed è la sua vita: “Non sento che ci sia nulla di speciale nella mia storia. Io volevo solo trovare un canale profondo per entrare in contatto con me stessa”, rivela, “anche per far capire ad Alice che nessuno è un supereroe”. “Dentro ognuno di noi ci sono un gigante e un nano: vanno amati entrambi, perché la vita è fatta di bellezza, sogni, passioni, benevolenza ma anche di colori più scuri, di sofferenza e fragilità”, racconta ancora, “e io voglio educare Alice a essere coraggiosa, anche a non aver paura di essere diversa”. Usando le fiabe e i cartoni animati, l’autrice trova un linguaggio semplice ma appassionato per costruire un libro che “forse non è proprio per bambini, ma io ho immaginato che mia figlia crescendo lo possa leggere nelle varie fasce d’età”. “Ho voluto superare qualche tabù, anche quello della sofferenza: infatti ho raccontato anche della separazione dal suo papà”, dice, “non perché volessi fare una biografia ma per parlare dell’animo umano, per farle capire che non sempre si può essere al top, e che a volte ci si può concedere il lusso di piangere “.Se nel libro si mette a nudo rivelando i suoi sentimenti più profondi, in tv l’artista rivela una grande carica di ironia e autoironia: “non avevo mai messo a disposizione del mio lavoro questo lato del mio carattere: ma io nella vita sono così, una pagliaccia”, afferma, “in Detto fatto è stato naturale, e le persone mi scrivono per dirmi che le faccio ridere”. “Io sono come un puzzle, in cui le varie forme di comunicazione fanno uscire tante forme di me. Mi sento una disadattata ma nell’arte trovo il mio modo di esprimermi”, dice prendendosi un po’ in giro, “in tv sono autoironica, il libro mi ha aiutato a far uscire fuori le miei paure e ad amarle, la recitazione è la mia parte più drammatica, il canto è la libertà mentre quando ballo è l’unico momento in cui esprimo la mia sensualità”. Tra tante esperienze professionali realizzate, resta un grande sogno per il futuro: “vorrei riportare in tv i vecchi varietà, come Milleluci o Fantastico”, rivela, “ma ho ancora bisogno di studiare. E con Detto fatto sto continuando a imparare”.

Annabelle 3, la bambola horror torna a casaArriva il 3 luglio terzo episodio firmato da Dauberman

01 luglio 201912:55

– In quel binomio perfetto che unisce ogni anno horror e caldo arriva in sala puntuale un film ‘da paura’ come ‘Annabelle 3’, terzo capitolo della saga con protagonista la famigerata bambola malefica dell’universo della serie tv The Conjuring. Gary Dauberman, già sceneggiatore dei film ‘Annabelle’, ‘IT’ e ‘The Nun – La vocazione del male’, debutta alla regia in questo film che sarà in sala dal 3 luglio con la Warner e nel quale c’è il ritorno a casa della demoniaca bambola. Questa la storia. Determinati a impedire ad Annabelle di continuare a seminare il caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola da loro posseduta nella loro casa a Monroe, nel Connecticut. E la chiudono nella stanza cosiddetta dei ‘manufatti’, una stanza blindata dove Annabelle è apparentemente “al sicuro” dietro un vetro consacrato grazie alla benedizione di un sacerdote. Ma, come si sa, i demoni non si perdono mai d’animo e vanno a colpire dove è più facile, ovvero su Judy, la figlia di dieci anni dei Warren e la curiosità delle sue amiche.A quanto comunque i Warren hanno dichiarato nel loro Ghost Hunters e scritto anche in The Demonologist, la vera bambola protagonista di questa saga era stata ricevuta in dono nel 1968 da una ragazza che studiava da infermiera.In seguito ad alcuni inquietanti incidenti e a ritrovamenti bizzarri della bambola, come se si muovesse o si spostasse da un luogo all’altro, la ragazza e il suo fidanzato si recarono da una medium che disse loro che era posseduta dallo spirito di una bambina, Annabelle. In seguito a questo la bambola venne portata dai Warren che la chiusero nel loro museo, dopo averla definita vittima di possessione demoniaca.Nel film di Dauberman la partecipazione di McKenna Grace nel ruolo di Judy; Madison Iseman, in quello della sua babysitter, Mary Ellen, e, infine, Katie Sarife nei panni della sua amica tormentata Daniela. Patrick Wilson (“Aquaman”) e Vera Farmiga (“The Conjuring) riprendono i loro ruoli di Ed e Lorraine Warren.Una curiosità. Il vero e proprio Museo dell’Occulto dei Warren è il più antico e unico nel suo genere, e contiene numerosi manufatti infestati collezionati dai demonologi Ed e Lorraine Warren. Molti di questi che appaiono in Annabelle 3 si ispirano a quelli del museo reale, i quali, per si sicurezza, non possono mai essere rimossi.

Bregovic in ‘prima’ al Ravenna FestivalTarga Presidente Repubblica premia 30/a edizione della rassegna

RAVENNA01 luglio 201912:31

Un concerto per orchestra sinfonica, tre violini solisti e voci: è ‘From Sarajevo’ di Goran Bregovic, in prima italiana il 2 luglio al PalaDeAndrè nell’ambito del Ravenna Festival. L’artista balcanico vi torna dopo vent’anni, di nuovo con la Wedding and Funeral Orchestra, ma ora anche con l’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani, con una band gitana di fiati, un manipolo di voci maschili, due ‘voix bulgares’ e i violini solisti delle tre religioni monoteiste. Tre lettere d’amore per la Gerusalemme dei Balcani, contesa e dilaniata da guerre in ogni epoca, ma anche un legame che si rinnova fra due città già unite dal primo concerto ‘Le vie dell’Amicizia’, nel ’97, progetto che del festival rappresenta, con la guida di Riccardo Muti, la sintesi più alta.
Per l’appuntamento con Bregovic sarà a Ravenna una delegazione da Sarajevo guidata dal sindaco Abdulah Skaka.
A Ravenna Festival è stata consegnata anche quest’anno la targa del Presidente della Repubblica, come riconoscimento per la 30/a edizione.

Correggio dall’Ermitage a Reggio Emilia’Ritratto di giovane donna’ sarà in mostra dal 24 ottobre

REGGIO EMILIA01 luglio 201912:45

– Per cinque mesi, dal 24 ottobre all’8 marzo 2020, i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia accoglieranno uno dei capolavori del Rinascimento: il ‘Ritratto di giovane donna’ del Correggio. L’opera giungerà in prestito dal Museo Ermitage di San Pietroburgo in una delle terre d’elezione dell’artista reggiano, a cinque secoli dalla sua esecuzione, attorno al 1520, grazie a un accordo firmato dalla città di Reggio Emilia e dalla Fondazione Palazzo Magnani con l’istituzione russa.
Il ‘Ritratto di giovane donna’ di Antonio Allegri detto il Correggio (c.1489-1534) è certamente il più importante ritratto eseguito dal pittore. Nulla si sa della committenza e delle successive vicende collezionistiche del quadro: la sua prima apparizione moderna è nella raccolta del principe Jusupov nella Russia dei primi anni del Novecento. “E’ uno dei grandi capolavori della ritrattistica rinascimentale – sottolinea il presidente della Fondazione Davide Zanichelli – equiparabile ai grandi ritratti di Leonardo e Raffaello”.

Due anteprime l’11 luglio per UJ 19Il festival in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio

PERUGIA01 luglio 201912:50

Umbria Jazz 19, in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio, inizierà con due anteprime l’11 luglio.
Alle 18 in Piazza Bellini a Ponte San Giovanni, abbinamento tra musica e gastronomia con la band di Michael Supnick e dalle 21 in Piazza IV Novembre, Wee Willie Walker & The Anthony Paule Soul Orchestra e Con Brio.
Dal Massachusetts di cui è originario Michael Supnick si è trasferito nel 1986 in Italia dove si è accreditato come uno dei più autorevoli interpreti del jazz delle origini, dal Dixieland allo Swing. Una attività intensa, quella del trombettista, trombonista, cornettista e cantante americano, tra cinema, sigle televisive e radiofoniche, jingle, dischi e tour (tra gli altri, con Lino Patruno, Renzo Arbore, Larry Franco e alla guida della sua Sweetwater Jazz Band). L’evento sarà anche l’occasione di dare il benvenuto ai numerosi ragazzi che frequentano le Clinics del Berklee College of Music.

Assomusica, disagi per ticket nominaliPresidente Spera, non si risolvono problemi secondary ticketing

01 luglio 201914:11

– Assomusica continua la sua battaglia contro i biglietti nominativi per i concerti dal vivo e denuncia “i tanti problemi” che determinano nel giorno, oggi, in cui entra in vigore la norma. Non servono a ridurre il bagarinaggio, creano code enormi e lungaggini per gli appassionati di musica, fanno aumentano i costi dei ticket e quelli degli organizzatori, la sintesi dell’associazione alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia.
“Siamo contrari a ogni forma di bagarinaggio, ma i consumatori devono sapere che con i costi dei biglietti aumenteranno, cambiare il nome dell’utilizzatore non sarà una procedura veloce e si creeranno più code agli ingressi per i controlli”, sottolinea il presidente Spera che osserva “nel calcio non sono serviti a ridurre il fenomeno”. Spera chiede “o di chiudere i siti di secondary ticketing o di renderli legali come in Germania dove è previsto un ricarico massimo del 20% ma si potrebbe scendere al 15 o al 10”.

Harrower e il potere delle paroleA Napoli inusuale dramma contadino al femminile, che sarà anche a Spoleto

NAPOLI01 luglio 201919:33

“Devo mettere i nomi in tutto quello che ho davanti come quando metto il coltello nello stomaco di una gallina”: è la battuta chiave della protagonista di questo dramma forte, al femminile, dall’inusuale ambientazione contadina, di aura tragica e primitiva tra lavoro nei campi a cura delle bestie, ma in cui la scrittura ha un ruolo centrale, intitolato appunto ‘Coltelli nelle galline’, dello scozzese David Harrower e presentato al Napoli Teatro Festival da Andree Ruth Shammah e il Teatro Franco Parenti, prima di portarlo al Festival di Spoleto dal 5 al 14 luglio e in tournée la prossima stagione.In un’imprecisata lontana epoca, abitano in un piccolo villaggio i tre personaggi timorati, anzi timorosi di Dio, la donna, appunto chiamata semplicemente ‘donna’ dal marito Pony William che passa le giornate a arare i campi usando i suoi amatissimi cavalli, e il mugnaio Gilbert Horn, di cui sparlano tutti, sempre chiuso nel suo mulino mentre a lavorare è la pietra che macina grano. Appaiono come archetipi, pur delineati nella propria umanità attraverso azioni e dialogo essenziale e talvolta recitano anche le didascalie che li riguardano, quasi per un’ulteriore spersonalizzazione esemplare. E la bella scena di Margherita Palli sembra partire da questo, praticamente nuda, salvo il giaciglio a terra degli sposi e il tavolino del mugnaio, ospita, mossi, messi avanti a seconda delle scene, modellini della casa, della stalla, del mulino, mentre sullo sfondo si proietta una finestra da cui si vede il cielo per alludere a un interno, o campi e boschi per l’esterno.Tutto inizia quando Pony William, rozzo, orgoglioso della propria fatica e della propria mascolinità, paragona la moglie a un campo e lei, che nella sua elementare concretezza non concepisce un uso figurato, metaforico del linguaggio, entra in crisi, chiede cosa voglia mai dire, mentre lui chiude ogni discorso dicendole “tu sei come penso io” portandosela poi a letto. E quando, per un impegno di lui (che tra l’altro lei ha scoperto la tradisce con altre donne) sarà la donna a dover andare al mulino con i sacchi di frumento e scoprire che la diversità del mugnaio che fa paura a tutti è che questi legge e scrive e l’affascina, mettendole in mano la penna e spingendola a scrive il proprio nome, come a rivelarsi quale persona. Le parole diventano così via via protagoniste nel loro legame con le cose, con la realtà, nella loro capacità di cogliere il cambiare ogni giorno delle cose, come in natura, quasi un sortilegio, una magia nella realtà di un’esistenza, di un villaggio praticamente muto, dove quello che ognuno ha in testa, comprese le parole essenziali, ce le ha messe Dio. Il fatto è che con la scrittura e la cultura il mugnaio stesso è passato pian piano da Dio a Io come artefice (e così potrà ideare una propria vendetta verso la cattiveria degli altri) e poi guida un percorso di conoscenza della donna, seducendola, insinuandosi, regalandole la penna attraverso cui metterà in crisi le sue idee preconcette, la solidità e concretezza della sua vita, del suo matrimonio, facendole scoprire che esiste altro e che ognuno può fare scelte personali, arrivando così anche ad azioni rivoluzionarie, estreme.Le parole seducono, le parole liberano, le parole sono coscienza e Harrower vuole dirci che segnano, come la storia della donna nella cui testa germinano come semi in un campo, quella dell’uomo e la trasformazione della società. Un dramma singolare che sembra suscitare echi di atmosfere diverse e lontane, da quelle di Gerhart Hauptmanna a Ugo Betti, a certi noir americani, mentre la scrittura di Harrower appare elementare e assieme molto articolata, capace di sviluppare la propria profondità attraverso una serie implacabile di non facili confronti a due, in cui la brama sessuale si trasforma in brama di conoscenza nella donna, ruvida, istintiva e dolce assieme e come mossa da una forza, una tensione appassionata interiore che avvertiamo vera nella rappresentazione che ce ne dà un’ottima Eva Riccobono, che ha accanto, diversamente umani e reali nei loro caratteri, l’egoistico e orgoglioso William di Alberto Astorri e il prepotente e insinuante Gilbert di Pietro Micci, che hanno meritato e lunghi e calorosi applausi finali.

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Milo, la mia Posta del cuore per le donne
Su Rai1, l’attrice protagonista del programma di Diaco ‘Io e te’

01 luglio 201919:30

“Sono una donna molto emotiva. Mi commuovo, soprattutto davanti alla bellezza e alle emozioni. Ora mi dovrò un po’ controllare o diranno che piango sempre”. Scoppia in una risata Sandra Milo, la diva del grande cinema e della Dolce Vita, attrice prediletta di Federico Fellini, ma anche l’eterna ragazza della tv, ancora oggi che con gioiosa serenità sfoggia le sue 86 primavere. “Il tempo che passa? Una volta facevo un sacco di cure, oggi non più – ammette – Tanto, sanno tutti quanti anni ho. E poi la bellezza fa un lungo viaggio e passa per altri luoghi. Se la mente è sana, se il cuore è sano, anche il corpo lo è”. Lo dice anche a tutte le ragazze e signore, ma anche agli uomini, che le scrivono a ‘Io e te’, il programma condotto da Pierluigi Diaco dedicato alle emozioni, che per titolo prende a prestito un celebre verso di Vasco Rossi, in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì alle 14 su Rai1.Per la Milo, è il frutto di una seconda giovinezza professionale, che le ha portato molto affetto anche da parte del nuovo pubblico. “Credo dipenda dal fatto che sono una persona sincera, che nel bene e nel male non si è mai nascosta. La verità per me paga sempre – riflette – Solo dopo un tradimento non ho detto la verità. Ma quello non è mentire, è tacere – ride – Oggi sono una donna che lavora, responsabile, che non si risparmia. Mi vergognerei se non mi impegnassi ogni volta con tutte le mie forze. Il resto verrà, non verrà, però io devo sapere di aver fatto del mio meglio”. In particolare, Sandra è protagonista con Valeria Graci della Posta del cuore cui risponde in diretta, con la verve e spontaneità che la contraddistinguono. “Quando incontro le persone, per strada o al supermercato – racconta – mi dicono: ‘la ascolto sempre, perché dice cose che sento anche io’. È bellissimo trovare un’eco nel cuore degli altri. Forse mi capita perché riesco a dare più spazio all’istinto che alla ragione. Tutto costa un po’, ma sono fatta così”.Anche nel caso delle sue ultime confessioni in tv, quando qualche mese fa ha ammesso davanti a tutti di avere serissimi problemi economici. “Non sono pentita – commenta – Ho deciso io di raccontarlo. Non sono una donnetta e non importa se gli altri mi giudicano male. È un loro diritto. Oggi devo ringraziare alcune donne come Silvia Toffanin ed Eleonora Daniele e tantissime persone che mi sono state amiche. Le donne hanno finalmente imparato a essere complici fra loro, a essere amiche solidali”, aggiunge con commozione. E allora, alle donne che scrivono a ‘Io e te’ cosa consiglia? “Di smettere di essere ‘cattive’ con gli uomini – dice – Dobbiamo recuperare il nostro ruolo di grandi madri, di protettrici, angeli della famiglia. È il ruolo che può tenere unito il mondo, allontanare la violenza. Abbiamo noi questa responsabilità, non gli uomini”.E nella vita di Sandra Milo, non manca un amore? “Io l’amore ce l’ho – risponde di getto lei – Ho tre figli, cui ho fatto da madre e da padre e che per fortuna mi hanno sempre tenuta con i piedi per terra. Un nipotino stupendo, gli amici. E sul cuscino, la foto di ‘lui'”, dice appena sussurrando il nome di Federico Fellini. “l’uomo più importante della mia vita. Lo è stato e lo è ancora. Rimpianti? Nessuno, grazie a Dio, né rimpianti, né rimorsi”.

Nuovo logo per Galleria dell’AccademiaVolto David tra lettere G e A con colori blu e bianco

FIRENZE01 luglio 201915:44

Il blu ceruleo, quello dei manti di Maria nelle tavole in collezione, e il bianco caldo delle sculture michelangiolesche hanno ispirato il colore del nuovo logo della Galleria dell’Accademia di Firenze: il volto del David stretto tra le lettere ‘G’ e ‘A’. Ad annunciarlo la direttrice del museo Cecilie Hollberg che oggi ha presentato alla stampa anche il nuovo carattere tipografico ispirato agli elementi testuali ricorrenti nei dipinti rinascimentali esposti nel museo, e la segnaletica interna ed esterna. Il nuovo carattere verrà utilizzato per tutte le titolazioni e nelle diverse applicazioni entro la fine dell’anno. Si tratta di un progetto di identità visiva dell’Accademia curato da ‘Mybosswas’ (Torino) e dall’architetto Piero Guicciardini. “Era indispensabile dotare l’Accademia di un logo intelligente, funzionale ed elegante – ha sottolineato Hollberg -. Abbiamo lavorato sul completo ripensamento della segnaletica esterna e interna al museo, sull’area di accoglienza, su un sistema di pannelli esplicativi e didascalie che garantissero a tutti una migliore fruizione”.

Nuovo singolo per Fabio RovazziIl 10 luglio esce Senza Pensieri con Loredana Bertè e J-Ax

01 luglio 201915:59

Fabio Rovazzi annuncia l’uscita di un nuovo singolo: il 10 luglio arriva in radio e in digitale “Senza pensieri” (Viorgin Records/Universal Music), con la collaborazione di Loredana Bertè e J-Ax.
Il brano si annuncia già come possibile tormentone, dopo i precedenti Faccio quello che voglio (di un anno fa) con Emma Marrone, Nek e Al Bano, Volare con Gianni Morandi del 2017, Andiamo a comandare e Tutto molto interessante, entrambi del 2016.

Sting al Forum di Milano il 29 ottobreTappa del tour europeo My Songs, che ripercorre suoi successi

01 luglio 201916:04

Sting farà tappa anche a Milano, il 29 ottobre al Mediolanum Forum, con il suo tour europeo My Songs. Sting: My Songs sarà un tour che si concentrerà sulle canzoni più amate scritte dall’artista durante la sua prolifica carriera come solista e frontman dei Police, costellata di successi e premi tra cui 17 Grammy Awards. I fan avranno modo di sentire hit come Englishman in New York, Fields of Gold, Shape of My Heart, Every Breath You Take, Roxanne, Message in a bottle.
Sting suonerà come sempre accompagnato dalla sua band.

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Arrivano spot per disabili vista e udito
L’iniziativa di Procter & Gamble con l’Unione ciechi

01 luglio 201917:18

Stanno per arrivare anche in Italia gli spot televisivi fruibili da persone con disabilità visive e uditive: incorporano nei messaggi pubblicitari una narrazione audio del contenuto per descrivere le immagini mostrate e i sottotitoli. A lanciare l’iniziativa è Procter & Gamble, in base agli esempio già realizzati in Spagna e Regno Unito, e in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. P&G è in attesa dell’adeguamento tecnologico per la messa in onda di queste pubblicità da parte dei principali network tv italiani.
“P&G crede da sempre nella valorizzazione delle diversità e nell’inclusione”, dice Valeria Consorte, direttore marketing e media Procter & Gamble in Italia. “Già da dieci anni in alcuni paesi del mondo ha introdotto i sottotitoli negli spot e dallo scorso anno ha deciso di rendere la sua pubblicità più inclusiva con audio-descrizioni che rendano gli annunci pubblicitari per la tv accessibili anche ai milioni di consumatori affetti da cecità completa o da disabilità visive”. “In Europa – ricorda – siamo già attivi in Spagna e nel Regno Unito ed ora il nostro desiderio è di iniziare quanto prima anche in Italia con tutti i nostri marchi principali. Alcuni canali italiani stanno già trasmettendo parte dei propri contenuti con modalità accessibile alle persone con disabilità visiva e con sottotitoli, ma questo adattamento non è ancora stato realizzato per gli intrattenimenti pubblicitari, richiedendo un investimento alle aziende per la modifica degli spot e ai network tv per un adeguamento della tecnologia per la messa in onda”.

The Witcher, prime foto serie NetflixFantasy basata sull’omonima saga bestseller: Geralt, Yen e Ciri

01 luglio 201917:42

I mostri peggiori li creiamo noi: Netflix diffonde le prime immagini dei protagonisti dell’attesissima serie originale The Witcher: Geralt (Henry Cavill), Yennefer (Anya Cholatra) e Ciri (Freya Allan). Diffusi oggi anche il logo della serie e il teaser poster.
The Witcher, serie fantasy basata sull’omonima saga bestseller, di Andrzej Sapkows è il racconto epico di una famiglia e del suo destino. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Il suo destino si intreccerà poi con quello di una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto. I tre si ritroveranno ad attraversare insieme un mondo sempre più instabile.
Nel cast anche Jodhi May (Game of Thrones, Genius) – Calanthe Björn Hlynur Haraldsson (Fortitude) – Eist Adam Levy (Knightfall, Snatch) – Mousesac.uscirà in streaming verosimilmente negli ultimi mesi del 2019.

Checco Zalone, arriva la nuova commediaTolo Tolo uscirà il 1 gennaio 2020. Dopo 4 anni il nuovo film dell’attore, per la prima volta anche regista

01 luglio 201920:08

glietta verde, cappello di rafia in testa, l’aria tesa e concentrata e sullo sfondo capanne di paglia e un africano che sorseggia una bevanda: è l’immagine del santino Checco Zalone stampata sul listino di Medusa. Dopo tre anni (che poi saranno quattro visto che uscirà il 1 gennaio 2020) di attesa finalmente il nuovo film dell’attore, questa volta per la prima volta anche regista, intitolato Tolo Tolo e girato in Kenia, è pronto a dominare gli incassi del cinema italiano. L’amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta, con accanto il presidente Carlo Rossella, illustra le dieci uscite per l’anno che verrà e lo stile, al solito, è di understatement ma è chiaro che il terremoto Zalone è quel che loro e gli esercenti attendono da tempo: di un autore capace di fare le file fuori la sala come nessuno più mai e di intercettare la pancia degli italiani con temi importanti facendoci ridere di noi stessi. L’ultimo precedente ha la cifra record di 70 milioni di euro, Quo Vado? I tempi sono cambiati, non c’era l’esplosione delle piattaforme ma la forza comica del pugliese questa volta espatriato a Malindi fa ovviamente sperare.”La ‘vera’ magia è solo in sala.” è lo slogan di Medusa, un messaggio neanche troppo subliminale al pubblico distratto dai device, dai film sullo smartphone e dal binge-viewing sul salotto di casa. “Sarò retorico – dice Letta – ma per noi il cinema è in sala e a prescindere dal fenomeno streaming continuiamo a puntarci”. Medusa ha nel dna la commedia, “questa volta – prosegue l’ad – in tutte le declinazioni possibili”. Rischio ingorgo? “Dopo Zalone abbiamo programmato Odio l’estate con Aldo Giovanni e Giacomo il 30 gennaio, immaginando una tenitura importante per Tolo Tolo e un lancio di AG & G con i trailer durante il film di Checco”. La presentazione del listino è l’occasione di un primissimo bilancio dell’estate al cinema appena cominciata: “ci vorranno tre anni per osservare se c’è stato il cambiamento delle abitudini degli italiani. Intanto mi sembra una buona partenza – spiega Letta – con un grande impegno delle major a distribuire film-evento che al momento stanno funzionando. Il cinema italiano ci sta mettendo un po’ di più perchè gli incentivi del governo sulle uscite estive si sono capiti dopo. La fatica più grande è convincere gli autori stessi a considerare l’uscita d’estate. Ma anche qui è una questione di abitudine, Il traditore di Bellocchio e Ma cosa ci dice il cervello con la Cortellesi ad esempio, usciti in un periodo già ‘critico’ hanno avuto bei riscontri”. L’apertura di stagione per Medusa sarà con un debutto: Tuttapposto, dal 3 ottobre, regia di Gianni Costantino con Roberto Lipari studente universitario che inventa un’App per valutare i professori nell’intento di eliminare i voti raccomandati (peccato lui sia il figlio del rettore). Il 17 ottobre esce Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi con un cast corale guidato da Bisio, Rubini, Insinna, Lucia Ocone tra gli altri. Brizzi ha ben due film in listino: nel 2020 uscirà La mia banda suona il pop con De Sica e Abatantuono. Dal 30 ottobre L’Uomo del labirinto, atteso secondo film dello scrittore Donato Carrisi un thiller mozzafiato con Toni Servillo e Dustin Hoffman. Dal 14 novembre Sono Solo Fantasmi diretto e interpretato da Christian De Sica, con Buccirosso e Gianmarco Tognazzi, dal 12 dicembre il nuovo (senza titolo) film di Ficarra e Picone, un ladro e un prete in viaggio nel tempo (omaggio a Benigni-Troisi?) nell’anno zero della nascita di Gesù con Massimo Popolizio nel ruolo di Erode. Nel 2020 dopo Zalone, Aldo Giovanni e Giacomo escono anche la commedia di Rolando Ravello E’ per il tuo bene con tre coppie Giallini-Ferrari, Battiston-Pandolfi e Salemme-Lodovini, il nuovo film di Guido Chiesa Senza Filtro e Una Femmina di Francesco Costabile ispirato al libro di Lirio Abbate Femmine Ribelli, tra le poche eccezioni alla commedia nel listino Medusa insieme al film di Walter Veltroni “Quando” con Claudio Bisio che si risveglia da un coma che dura dal giorno dei funerali di Berlinguer. Si arriva così al finale di stagione 2020 con due ulteriori assi nella manica: il nuovo atteso film di Paolo Genovese Supereroi (quanti superpoteri deve avere una coppia per resistere al tempo che passa?) e 10 giorni con Babbo Natale, spin off di 10 giorni senza mamma: Alessandro Genovesi alla regia e la conferma del cast acchiappa famiglie Fabio De Luigi, Valentina Lodovini e Diego Abatantuono.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Walkman compie 40 anni, fu rivoluzione
Lanciato sul mercato da Sony nel 1979. Declino con avvento iPod

NEW YORK01 luglio 201918:05

– Il Walkman compie 40 anni. Era il 1 luglio del 1979 quando Sony introdusse sul mercato un dispositivo che avrebbe rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Un piccolo mangianastri portatile da portare con sè con delle cuffie che consentiva di ascoltare musica in qualsiasi parte. Denigrato da Steve Jobs, che lo paragonò ad un mattone, fu in realtà una delle creazioni più di successo prima dell’avvento sul mercato dell’iPod della Apple. Il Walkman sopravvisse anche all’epoca del Cd sotto forma di un nuovo dispositivo, il Discman, dalle misure un po’ più grandi appunto da contenere un compact disc. Entrò sul mercato nel 1984. Il crollo delle vendite iniziò nel 2001 con la musica digitale e l’iPod.

Esce libro ‘Missoni’, 899 pezzi uniciImmagini, testi, disegni, cartamodelli dagli anni 50 a oggi

NO01 luglio 201918:15

– Esce in un’edizione limitata di 899 esemplari numerati a mano, di cui ognuno è un pezzo unico, impreziosito da tessuti originali forniti dalla Maison e applicati artigianalmente, il libro ‘Missoni. La grande moda italiana’ di Massimiliano Capella, professore di Storia del Costume e della Moda all’Università degli Studi di Bergamo. Il coordinamento editoriale del progetto è a cura di Luca Missoni, mentre il volume è edito da Scripta Maneant, con la collaborazione di Archivio Missoni e Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.
Il libro – concepito come un elemento di design in cui dialogano immagini, testi, tessuti originali, disegni, grafiche, prove colore, cartamodelli – celebra il linguaggio e lo stile di un’eleganza che si è fatta espressione artistica, fin da quei primi anni Cinquanta in cui Rosita e Ottavio Missoni hanno dato inizio al loro percorso creativo.

Liam Gallagher apre tour a CollisioniIn anteprima l’album Why me? Whay not? in uscita il 20 settembre

TORINO01 luglio 201918:33

Parte il 4 luglio da Barolo, nelle Langhe, al festival Collisioni, il nuovo tour mondiale dell’ex leader degli Oasis, Liam Gallagher, che presenta in anteprima le canzoni del suo secondo album da solista ‘Why me? Why not’.
Su tutte le radio, nelle scorse settimane, sono già arrivati i singoli ‘Shock-Wave’ e ‘The River’, brani del nuovo album ‘Why me? Why Not’ annunciato il 12 giugno e in uscita il 20 settembre.
Il nuovo album dell’ex ragazzo Oasis arriva dopo i due anni di silenzio che seguirono l’uscita del suo primo fortunato debutto da solista con il disco ‘As You Were’ del 2017. Il concerto di Gallagher apre anche il lungo weekend di concerti per Collisioni che vede sul palco, il 5 luglio, Carl Brave e Max Gazzè con Rkomi e Daniele Silvestri; sabato 6 luglio, Maneskin e Salmo; domenica 7 Thirty Seconds To Mars. Sabato 6, anche le altre piazze di Barolo ospiteranno grandi cantanti quali Ornella Vanoni, Al Bano e Mahmood.

Film in piazza e un docu per VanzinaEnrico a Cinè a Rimini e in Versilia. Su Iris rassegna

MA01 luglio 201918:34

– Le prime visite sul set con il padre Steno, i filmini amatoriali al mare, i tanti ciak insieme al fratello Enrico: scene pubbliche e private per ricordare Carlo Vanzina, scomparso un anno fa l’8 luglio, nel documentario di Antonello Sarno le cui prime immagini sono state presentate da Medusa in occasione dei listini 2019. Tante le iniziative per ricordare il regista. Come quella del canale tematico Iris che all’Italia di Carlo Vanzina dedica da domenica 7 luglio una rassegna con nove pellicole.
Enrico Vanzina lo ricorderà il 2 luglio a Riccione in piazzale Ceccarini in occasione di Ciné – Giornate di Cinema: assieme a Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna, introdurrà la versione restaurata di Sapore di Mare. Tra i film più iconici sugli anni Sessanta, storia di un’estate che cambierà la vita dei protagonisti, la proiezione è in programma anche il 20 luglio a Viareggio con un incontro allo stabilimento balneare Il Cavallone, location del film e il 3 agosto a Bologna a Sotto Le Stelle del Cinema.

Capossela per onlus leccese anti-XylellaEvento unico in un uliveto, in programma sabato 13 luglio

LECCE01 luglio 201918:35

– “Planctum per alberi uomini e bestie”: si chiama così il concerto di Vinicio Capossela per gli ulivi, organizzato dalla onlus ‘Save the olives’, impegnata contro la Xylella fastidiosa nella campagna per gli innesti con varietà resistenti su ulivi monumentali. L’appuntamento è sabato 13 Luglio alle 19 a Tiggiano (Lecce) per raccogliere fondi a favore della onlus. Il presidente di ‘Save the olives’, Pietro Petroni, sottolinea che la onlus, “dalla parte della ricerca scientifica e della buona agronomia”, intende “creare consapevolezza sulla questione della morte degli ulivi. Vinicio Capossela, sensibile alla tematica degli ulivi, suonerà nel nostro oliveto”. Con i proventi della serata (dopo il concerto è prevista una cena, per chi riuscirà a prenotarsi), “continueremo a lavorare sul campo, innestando sempre più ulivi secolari”.
Capossela porterà fra gli ulivi le canzoni del suo ultimo album “Ballate per uomini e bestie”, che guarda “alle pestilenze del nostro presente”, si legge in una presentazione.

Musa di Apollo, la Luna nella fotografiaUna mostra al Met celebra il 50/o anniversario dell’allunaggio

NEW YORK01 luglio 201918:47

– Il primo incontro ravvicinato nel XVII secolo con il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei, poi con la fotografia nel XIX secolo ed ancora nel 1969 con la storica missione spaziale Apollo 11. La storia d’amore dell’uomo con la Luna inizia appunto nel 1610 con Galileo e ha il suo apice con l’atterraggio sulla superficie lunare degli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin il 20 luglio di 50 anni fa.
Per celebrare quella tappa fondamentale il Metropolitan Museum di New York dedica alla Luna una mostra che dal 3 luglio al 22 settembre esplorerà attraverso la fotografia ciò che ha ispirato appunto la storica missione del 1969. ‘Apollo’s Muse: The Moon in the Age of Photography’ (La musa di Apollo: la Luna nell’epoca della fotografia) presenta oltre 170 scatti e una selezione di disegni, dipinti, filmati, installazioni artistiche, strumenti astronomici e macchine fotografiche usate dagli astronauti.

Kidman, io figlia di Fellini e KubrickL’attrice a Taormina, le donne devono aiutarsi da sole

TAORMINA

01 luglio 201920:24

– “Da ragazza andavo a vedere Kubrick e Fellini. A volte non capivo molto dei loro film, ero troppo giovane. Ero toccata dalle loro opere più al livello viscerale che intellettuale. Amo comunque i registi ossessivi che ti spingono sempre più avanti dove non eri mai arrivata prima”.
Così Nicole Kidman alla masterclass tenuta al festival di Taormina, dove ha ricevuto il premio Arte Award al Teatro Antico. Molto bella, quanto algida, in un vestito floreale, l’attrice, 52 anni, con alle spalle un Oscar, quattro Golden Globe e due Emmy, si intrattiene su Italia, cinema (anche in qualità di produttrice) e riscatto femminile. Sul fronte della parità di diritti tra uomo e donna al cinema, i numeri “sono chiari e spaventosi – sottolinea -. C’è solo circa il vento per cento di realtà femminile nel settore. Così a un certo punto io e la Streep, in un incontro a Cannes, ci siamo dette: le donne devono chiamare a lavorare le donne. Una scelta che io faccio sistematicamente in qualità di produttrice”.

Fine riprese per gli Infedeli di MordiniScamarcio e Mastandrea in una storia sull’amore

MA01 luglio 201920:24

– Terminate le riprese del remake del fortunato e omonimo film francese, Gli Infedeli, con la regia di Stefano Mordini. E’ un film a episodi che per stile e toni, si ispira alla tradizione della commedia all’italiana. E’ interpretato da Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Valentina Cervi, Marina Fois, Massimiliano Gallo e Euridice Axen. Attraverso cinque storie brevi, vengono raccontate le peripezie amorose di cinque uomini, ognuno alle prese con mogli, fidanzate, amanti. Uno sguardo irriverente e divertito, ma anche lievemente amaro, sull’amore.

Toy Story 4 debutta al top degli incassiSeguono Depp e Nureyev. Box office totale +15%

01 luglio 201912:52

– Toy Story 4, quarto episodio del film d’animazione della Walt Disney, debutta anche in Italia in testa alla classifica Cinetel degli incassi dell’ultimo weekend (27-30 giugno), segnando 1.596.579 euro, per un totale in 5 giorni di programmazione di 2.025.041 euro. Il cartoon movie che ha esordito anche nel Nord America al vertice degli incassi con 57.9 milioni di dollari, spinge dal podio al secondo posto Arrivederci Professore, film che ha riportato in sala la star Johnny Depp, che registra 263.174 euro, 974.708 in due weekend.
Debutta sul terzo gradino del podio, con 235.825 euro, Nureyev, The White Crow, terza regia di Ralph Fiennes con il ballerino Oleg Ivenko che interpreta la grande etoile russa e lo stesso Fiennes. Quarto posto per Aladdin con 173.900 euro, 14.805.135 in sei weekend. Dalla seconda alla quinta posizione scende Pets 2 – Vita da animali, di Chris Renaud che ottiene 172.229 euro (3.116.785). Totale incassi 3.358.857 euro, +15% sullo scorso week end e +67,51 rispetto al 2018.

Stone, prima o poi giro una comedy su TrumpAl Taofest, informazione e social oggi più violenti della guerra

TAORMINA01 luglio 201919:28

– “Tutti mi chiedono di fare un film su Trump, e chissà, prima o poi lo farò davvero. Cosa sarà? Una comedy buffa che potrebbe ricordare W., il mio film su Bush del 2008”. A parlare così oggi a Taormina è Oliver Stone, presidente di giuria del Taormina Film Fest, che ritirerà il 4 luglio al Teatro Antico il premio Angelo D’Arrigo dopo la proiezione del suo capolavoro ‘Nato il 4 luglio’ con Tom Cruise, vincitore di due Oscar.Com’è cambiata l’America da quel film? “Quando girai il film, nel 1989, era anche un modo per ricordare all’America quella guerra del Vietnam che aveva già dimenticato. Oggi purtroppo la situazione non è cambiata affatto – spiega il regista – anche perché non è cambiata la politica estera americana che ora guarda all’Iran. La gente non sa davvero cosa è la guerra, non sa cosa significa essere feriti in battaglia. Oggi a peggiorare il tutto – sottolinea ancora Oliver Stone – c’è anche il fatto che la medicina è migliorata e così i feriti di guerra si trovano ‘costretti a vivere’. L’invalidità è peggio che morire giovani”. Comunque negli anni Settanta, argomenta il regista di Platoon, Wall Street, JFK – Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere, “c’era un dibattito più attento sulla guerra da parte dei media, oggi invece l’informazione è più violenta della stessa guerra e i social sono una specie di Pravda, guerrafondai. Basti solo pensare a quello che è successo con O J. Simpson, un caso sui cui si sono buttati tutti, anche perché dietro quella morbosità mediatica ci sono i soldi. La violenza dei film – conclude – è ridicola rispetto a quella dei media”.Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione Stone, accompagnato a Taormina dall’affettuosa moglie Sun-jung Jung – che lui chiama ‘la mia Giulietta’ – ha le idee chiare: “So di quello che sta succedendo in Italia, degli sbarchi proprio qui in Sicilia, grazie alle molte immagini che ho visto sulle tv russe e francesi (le sue preferite, dal momento che disprezza i notiziari Usa, ndr). D’altronde – aggiunge Stone – questo fenomeno è un problema mondiale, epocale che c’è ovviamente, come tutti sanno, anche in America. Sono comunque favorevole alla migrazione e ai migranti, ma è un fenomeno complesso, perché se è troppo veloce può avere un effetto dirompente”.

Emma di nuovo nel mirino degli haters dopo post su Sea WatchAl fianco della cantante si sono schierati amici e colleghi

02 luglio 201910:09

Emma Marrone nuovamente nel mirino degli haters della rete. Dopo le polemiche, condite da attacchi anche sessisti, scatenate nei mesi scorsi per una sua dichiarazione a favore dei porti aperti, Emma viene nuovamente travolta dalla rabbia social per un post sulla Sea Watch a difesa della comandante Carola Rackete, oggetto di pesanti insulti all’arrivo a Lampedusa, dopo aver forzato il blocco navale e aver fatto sbarcare il suo carico di disperati.”Solo una parola. Vergogna. Il fallimento totale dell’umanità. L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza” ha scritto la cantante salentina, che non ha mai nascosto le sue idee sulle politiche migratorie. Ma la sua presa di posizione non è piaciuta ai suoi follower che l’hanno pesantemente attaccata, invitandola, nel migliore dei casi e senza risparmiare attacchi denigratori, a tornare a cantare, etichettandola come “buonista”, “ipocrita”, “stronza” e “cogliona”. Al suo fianco si sono schierati subito alcuni amici e colleghi: Fiorella Mannoia (“i vostri insulti sono medaglie”), Paola Turci, 99 Posse, Tommaso Paradiso (“rappresentiamo il punto più basso e infimo della grandiosità dell’universo tutto”), Valeria Graci.

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ALLE 08:27 DI LUNEDì 01 LUGLIO 2019

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Mogol, racconto Battisti in Emozioni
13/7 a Ostia Antica Festival, show con Gianmarco Carroccia

30 giugno 2019 12:01

”La prima volta che ho sentito questo ragazzo è stato tre, quattro anni fa a Sperlonga. Mi aveva invitato a una sua serata e sono rimasto a bocca aperta: c’erano almeno tremila persone ad ascoltarlo”. Così Mogol, al secolo Giulio Repetti, ovvero ”le parole” delle più belle canzoni della musica italiana e metà di quel connubio d’oro celebrato per vent’anni con Lucio Battisti, racconta la scoperta del suo nuovo compagno di viaggio: Gianmarco Carroccia, classe 1988 e un’incredibile somiglianza ”vera”, come dice Mogol, con il cantautore di Poggio Bustone. È da quell’ incontro a Sperlonga che è nato lo spettacolo con cui i due stanno girando l’Italia: ”Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti ”, che torna in scena al Teatro Romano di Ostia antica (RM), sabato 13 luglio. Sul palco, Mogol, a raccontare le avventure con l’amico Battisti – scomparso il 9 settembre del 1998 – e la nascita di canzoni intramontabili come ”Mi ritorni in mente”, ”La collina dei ciliegi”, ”Anima latina”, tutte eseguite dal vivo da un’orchestra di 16 elementi. Al microfono, la voce di Carroccia che non stravolge la versione originale ma ne dà una ”interpretazione perfetta”. ”Ogni volta è sold out con migliaia di persone ad ascoltarci”, racconta Repetti.

”Come mai? Primo, questo ragazzo è davvero molto bravo – risponde – Secondo, è il sosia perfetto di Battisti, sia nel fisico che nella voce, nelle intenzioni, senza bisogno di alcun artificio o trucco. La prima volta che l’ho visto sul palco, mi ha colpito per come la gente lo segue. È straordinario come sia stato il pubblico ad accorgersi per primo di lui, senza grandi promozioni o pubblicità. È bravo anche a scrivere canzoni. Ne ha una in repertorio, Il perdono, bellissima”. Ma lo spettacolo, prosegue Mogol, è anche un’occasione per ”capire cosa dicono le canzoni” scritte per Battisti. ”Alcuni versi si spiegano da se’, altri sono più ostici. Ad esempio ‘che ne sai tu di un amore israelita’ in Pensieri e parole appartiene a vicende mie personali”.
Patrimonio ormai comune, il pubblico non solo le canta come fossero scritte ieri, ma le sente proprie e si commuove, perché quelle note raccontano un pezzo della vita di ognuno di noi.
”Con Lucio eravamo orgogliosi del nostro lavoro – racconta ancora Repetti – Pochi lo sanno, ma ogni volta, prima di far uscire una canzone o un disco, andavamo all’Istituto tumori di Milano. Lui con la chitarra, io a presentare la nuova canzone, davanti a quel pubblico in pigiama, senza capelli. Ci ha sempre portato fortuna. Ed è un gran piacere vedere oggi come quei ritornelli siano diventati titoli di film o modi di dire delle persone e dei giornali: ormai si dice ‘un animale per amico, un frigo per amico’. Per non parlare di ‘lo scopriremo solo vivendo’ o ‘un tuffo dove l’acqua è più blu’, molto di moda ora che siamo in estate”. Lo spettacolo potrebbe forse arrivare anche in tv. ”C’è interesse. Non è escluso – ammette Mogol – Intanto l’idea per i prossimi mesi è di inserire in scaletta una canzone di grande successo di Battisti e una meno conosciuta o inedita, di altri autori, come Gianni Bella o lo stesso Carroccia. Ma l’Italia è piena di giovani talenti”, conclude Repetti, da anni guida della scuola di musica del CET, il Centro Europeo Toscolano.
”Proprio per questi ragazzi – dice – stiamo pensando un programma che dovrebbe andare in onda a maggio del prossimo anno su Rai1 dal titolo l’Università del pop, in cui presenteremo le canzoni più belle scritte in questi anni dagli allievi”.

Uffizi, performance danza in sala NiobeEvento a sorpresa ha inaugurato il Florence Dance Festival

FIRENZE30 giugno 201915:53

Una performance di danza nella sala della Niobe degli Uffizi a Firenze, popolata da antichi marmi classici, e nei corridoi della Galleria: è l’evento a sorpresa che oggi ha inaugurato il 30mo Florence dance festival, che proseguirà fino al 3 agosto. I ballerini della Kibbutz Dance Company, una delle più importanti al mondo, hanno animato lo spazio monumentale della Sala della Niobe con l’evento ‘Meet the dance artists’. Con la loro performance, spiega una nota, i ballerini hanno sottolineato il carattere espressivo e coreografico delle celebri statue ellenistiche presenti nella sala. Nel ballo finale la performance ha coinvolto anche il pubblico.

Leda e il Cigno da Chatsworth a New Yorkda Sotheby’s in mostra 43 capolavori da residenza dei duchi

NEW YORK30 giugno 201916:32

Per l’anniversario dei 500 anni, la “Leda e il Cigno” di Leonardo vola a New York. Il disegno proprietà dei duchi del Devonshire ha lasciato il castello di Chatsworth ed è in mostra, ma non in vendita, fino al 18 settembre nelle nuove gallerie di Sotheby’s assieme ad altri 43 tesori della dimora nel centro dell’Inghilterra abitata dalla stessa famiglia, i Cavendish, dal 1549: 16 generazioni.
Datata al 1506, la Leda fu acquistata dai duchi nella prima meta’ del ‘700 e rischio’ di sparire per sempre durante la seconda guerra mondiale. Spiega il dodicesimo duca, Peregrine “Stoker” Cavendish venuto a New York per l’inaugurazione, che nel 1938 fu chiesto a suo nonno di inviarla a Milano per la grande mostra su Leonardo al Palazzo dell’Arte. Riluttante sulle prime a causa della guerra alle porte, il duca tuttavia accettò dopo aver saputo che re Giorgio avrebbe prestato i “suoi” da Vinci.

Legion 3, stagione finalesu Fox (Sky) dal 3/7 viaggi tempo e reunion tra David e padre

30 giugno 201917:10

Aprite la vostra mente, Legion 3 sta arrivando. La terza e ultima stagione della stupefacente serie creata dal visionario Noah Hawley sta per sbarcare su Fox (Sky, 112) a partire da mercoledì 3 luglio alle 21.00, a pochi giorni dalla partenza negli Stati Uniti. Otto episodi che si preannunciano ancora più folli e psichedelici degli scorsi anni: La terza e ultima stagione trasforma David nel villain, introduce il viaggio nel tempo e rivela una versione più giovane di suo padre, l’iconico mutante Charles Xavier.
Legion si distingue dagli altri show Marvel con la sua estetica audace e surreale.
Se nella prima serie il grande scrittore ci ha raccontato la distorsione della realtà, nella seconda la psicosi e il potere dell’idea ma in quest’ultima si dedicherà alla percezione, o almeno così sembrerebbe guardando uno dei due nuovi promo.
Il creatore Hawley ha promesso ai fan una degna e spettacolare conclusione della sua creatura. Gli eventi del finale della seconda stagione, hanno rivelato che David Haller (interpretato da Dan Stevens) è il vero cattivo della serie e non l’eroe che salverà il mondo. In questa ultima stagione si capirà se David andrà in cerca di redenzione o, più probabilmente, abbraccerà il suo destino di “Distruttore di Mondi”. In Legion la realtà non è mai ciò che sembra, e questa serie non ha come protagonista un supereroe, ma un uomo condannato alla schizofrenia dai suoi stessi straordinari poteri.
Il suo potere mutante di David sembra inarrestabile e i ragazzi di Summerland, insieme al Re delle Ombre, dovranno affrontare un uomo capace di viaggiare nel tempo e capace di avvertire sé stesso di eventuali pericoli futuri. La trama della terza stagione di Legion è assolutamente intricata e piena di misteri, il twist narrativo, che ha visto David diventare il villain, ha sconvolto i fan e i protagonisti della serie. La nuova stagione racconterà della reunion tra David e la sua amica Lenny Busker (Aubrey Plaza), mentre Syd Barrett (Rachel Keller), il Re Ombra (Navid Negahban), e tutti a Summerland lavorano per trovare un modo per sconfiggere il mutante di livello omega prima che sia troppo tardi.
La terza stagione della serie Tv Legion presenterà finalmente il padre di David, il professor Xavier leader degli X-Men che farà il suo debutto durante il terzo episodio. Nell’interpretare il potente mutante, Harry Lloyd (Il Trono di Spade) si unisce agli attori Patrick Stewart e James McAvoy, che hanno assunto il ruolo del professor X nella saga cinematografica degli X-Men.
Questo finale di stagione è nuovamente scritta e prodotta da Noah Hawley, già autore della serie antologica Fargo, ispirata al celebre film dei fratelli Coen. Oltre a Dan Stevens nel ruolo del mutante David Haller, del cast dello show fanno parte Rachel Keller (Sydney Barrett), Harry Lloyd Aubrey Plaza (Lenny/Re delle Ombre), Bill Irwin (Cary Loudermilk), Amber Midthunder (Kerry Loudermilk), Jeremie Harris (Ptonomy Wallace), Hamish Linklater (Agente Clark) e Navid Negahban (Amahl Farouk).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Primo singolo Alessia MacariSonorità latine per la vincitrice del primo Grande Fratello Vip

giugno 201917:19

– É uscito il primo singolo di Alessia Macari dal nome ‘Cambiamo Continente’. Un brano dalle sonorità latine musica di Mario Fanizzi interpretato dalla personalità esplosiva della showgirl italiana nata e cresciuta in Irlanda e già vincitrice del Grande Fratello Vip nella prima edizione.
‘Con questa canzone ho realizzato un sogno – ha detto la Macari, che ha studiato canto all’Accademia di Bono Vox a Dublino – ho sempre desiderato dare voce alla mia passione per la musica e sono sicura che il pubblico ballerà insieme a me!’. Appena rientrata dalla Luna di Miele alle Maldive, la neo signora Kragl è pronta a sfidare i tormentoni delle hit estive.

Il Canada premia il cinema Italiano40 mila spettatori all’Icff, premi anche a Barbareschi, Detassis

NEW YORK30 giugno 201917:28

– Nicola Piovani, Oscar 1999 per la colonna sonora di “La vita è bella”, ha ricevuto il premio alla carriera dell’Icff, il festival canadese del cinema italiano contemporaneo la cui ottava edizione si e’ conclusa a Toronto con un omaggio a Nick Vallelonga, il produttore di “Green Book”.
Tra le altre celebrità premiate, Virginia Raffaele, Luca Barbareschi, Ezio Greggio e Piera Detassis. “L’amica geniale” si e’ aggiudicata il premio per la miglior serie tv, mentre il premio della critica e’ andato a “Figlia mia” di Laura Bispuri.
Il film ispirato alla vita della cantante Mia Martini “Io sono Mia” e “Nati 2 volte”, ispirato alla vera storia di un transessuale italiano e diretto da Pierluigi Di Lallo hanno vinto il premio del pubblico. Piera Detassis, direttrice dei David di Donatello e presidente onoraria della giuria ha ricevuto lo Special Achievement Award per il suo contributo alla promozione del cinema di qualità. A Barbareschi, produttore e attore, il premio ICFF Best Producer Award 2019.

Ischia, aprono Veltroni e CalabresiFino al 6 luglio film in concorso e sezione ‘Best of’

ISCHIA (NAPOLI)30 giugno 201917:31

– Walter Veltroni ha aperto la diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival accompagnando alla proiezione per il pubblico la sua prima opera di fiction, ‘C’è Tempo’. “Mi sono sempre occupato di cinema, ho studiato da ragazzo per fare cinema, e questo film nasce da uno dei bambini che ho conosciuto quando ho girato il documentario Indizi di felicità. Un ragazzino incredibilmente intelligente, che potrebbe essere collocato in qualunque momento della storia”. Per raccontare il film ‘Bentornato Presidente’ sono arrivati a Ischia Paolo Calabresi, Guglielmo Poggi, e i registi Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana. Al festival partecipa anche Vinicio Marchioni, protagonista di ‘Cronofobia’, diretto da Francesco Rizzi, in concorso, e ‘Drive Me Home’, di Simone Catania, nella sezione Best Of. “Ho avuto la fortuna di lavorare in due opere dal respiro europeo – ha dichiarato l’attore romano- Opere anche un po’ folli, ma forse per fare film oggi c’è bisogno anche di un po’ di incoscienza”.

Morgan, non ho paura dormire su panchinaCantautore con Sgarbi a inaugurazione ‘Spoleto Arte’

SPOLETO (PERUGIA)30 giugno 201917:31

– “In questi giorni la mia casa, che è il centro della mia creatività, sotto assedio, mi è stata tolta, ma non mi interessano le quattro mura. Posso dormire anche su una panchina, ma là dentro c’è la mia vita, il mio lavoro, quello che ho fatto negli ultimi 30 anni, documenti, partiture, lettere, scritti, e le chiavi ce le ha la polizia ed entro tre giorni devo sgomberare. Chiedo alla politica di intervenire”: lo ha detto oggi il cantautore Morgan, costretto a lasciare la sua casa di Monza pignorata martedì scorso, durante ‘Spoleto Arte’, la kermesse di arte contemporanea organizzata da Salvo Nugnes.
A sostenerlo è intervenuto il critico d’arte e parlamentare Vittorio Sgarbi: “Il potere si misura attraverso l’arte.
L’artista è quello sempre vivo, non quello che è morto. E mentre è vivo ne è parte integrante, io vedo che Morgan è un bene culturale e lo proteggo perché la sua è una casa d’artista. Il privilegio dell’arte è l’unica cosa che protegge il popolo”.

L’immigrazione ‘felice’ anni ’50Taofest apre con ‘Ladies in Black’ di Beresford

30 giugno 201918:52

arte con una commedia australiana con dentro il tema dell’immigrazione, senza però barconi sul mediterraneo, ma quella legale e controllata anni Cinquanta verso la lontana Australia, questa 65a edizione del Taormina Film Fest. Si tratta di ‘Ladies in Black’ che stasera sarà proiettata al Teatro Antico alla presenza del regista Bruce Beresford e dell’attrice Julia Ormond.
Il regista di “A spasso con Daisy” ci porta a Sydney, durante la stagione natalizia del 1959, ed esattamente nel grande magazzino Goode, una sorta di ‘Paradiso delle signore’ australiano dove quattro commesse vivono quegli anni fondamentali per lo sviluppo e la crescita di quella coscienza femminile divisa tra grande solidarietà e voglia di riscatto.
Tutto parte con Lisa, una ragazza colta quanto ingenua, che, in attesa di iscriversi all’università, viene assunta come nuova assistente al grande magazzino per la sola stagione natalizia. La ragazza prima amicizia con Fay, che inizialmente è diffidente nei confronti degli immigrati, poi con Patty, una donna che cerca più attenzione da suo marito troppo distratto dalle altre donne, e, infine, è la volta di Magda (Ormond), solida e matura immigrata che viene dalla Slovenia che la presenta agli altri suoi amici europei e in qualche modo la adotta. Da qui un’amicizia al femminile che va oltre ogni provenienza nazionale in un’Australia ancora relativamente aperta all’immigrazione grazie alle sue immense risorse ancora tutte da sfruttare. Adattamento del romanzo bestseller omonimo di Madeleine St John, questa commedia drammatica è comunque volutamente piena di leggerezza sullo sfondo del risveglio culturale di un’Australia, quasi priva di classe media, e animata invece dalla voglia di liberazione delle donne. “Ho letto e molto amato Il romanzo di St John che racconta la massiccia immigrazione dall’Europa negli anni Cinquanta che ebbe allora un grande impatto in Australia, ma volevo raccontare tutto questo con leggerezza – spiega a Taormina il regista – .
Comunque un grande amore per questo libro scoperto da me negli anni Novanta e che sono riuscito a far diventare film solo dopo 23 anni”. “Conoscevo il lavoro fantastico di Beresford – dice invece la britannica Ormond (Il curioso caso di Benjamin Button) che dà al film quel tocco di internazionalità in un cast tutto local – e così ho subito accettato questo film con protagonista questa giovane ragazza che cresce in questa comunità femminile. E questo anche per raccontare il suo viaggio verso l’integrazione”.
Comunque, spiega ancora il regista, “l’immigrazione non è cambiata molto da allora. Più che altro sono cambiate le nazionalità allora veniva molta gente dall’Europa ora invece dall’Asia. Questo ha fatto dell’Australia un Paese ancora più cosmopolita di prima e comunque non sempre tollerante. Si calcola – conclude Beresford – che oggi arrivino ogni anno circa duemila persone”.

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Sollima, mi resta grande lezione LeoneRegista al lavoro su ‘Colt’. A inizio 2020 in tv ‘ZeroZeroZero’

TAORMINA30 giugno 201918:53

La grande lezione che resta di Sergio Leone “è poter essere autori anche con uno sguardo specifico, senza avere mai paura di affrontare un genere, il racconto popolare per definizione”. Parola di Stefano Sollima, già regista di serie come Romanzo Criminale e Gomorra, film come A.C.A.B e Suburra da poco entrato anche nell’orbita di Hollywood dove ha da poco diretto Soldado con Benicio del Toro e ha altri progetti: da Call of duty, trasposizione del videogioco sparatutto cult a Senza rimorso, dal romanzo di Tom Clancy, che dovrebbe avere come protagonista Michael B. Jordan. Il cineasta ha appena ricevuto a Taormina nell’ambito dei Nastri d’Argento, il premio Hamilton Behind the Camera: “Voglio vivere Hollywood sempre da outsider, non da regista organico in quel sistema” spiega.
Il legame ideale tra Sollima e Leone si rafforza con Colt, spaghetti western che porterà sul grande schermo uno degli ultimi soggetti scritti dal regista della Trilogia del dollaro.
E a inizio 2020 debutterà ZeroZeroZero, ritorno del regista sul piccolo schermo, con una serie ispirata, come nel caso di Gomorra, da un romanzo di Roberto Saviano.
Stiamo sviluppando Colt – dice -. Lo sta scrivendo un grandissimo scrittore americano, che ancora non posso dire, e abbiamo già fatto dei sopralluoghi in Canada. Ho un’idea di cast ma è troppo presto per svelarlo. Con un film come questo potremo riportare il genere dello spaghetti western a casa sua”.
‘Colt’, che viene prodotto dai figli di Leone, Raffaella e Andrea (Leone Film Group), è diventato nella visione di Sollima, la storia di tre adolescenti cresciuti in un piccolo villaggio montano, vicino a una miniera, dove lavorano con i loro genitori. Dopo una catastrofe, si ritrovano orfani, soli, e con una pistola in pugno, catapultati nel mondo degli adulti, dove vige la legge del più forte. E’ già in fase di postproduzione invece ZeroZeroZero, che ha nel cast fra gli altri, Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Francesco Colella e Tcheky Karyo: “Al libro ci siamo solamente ispirati, abbiamo scritto una storia originale – sottolinea Sollima, affiancato alla regia da Pablo Trapero e Janus Metz -. Il grandissimo legame è nel tema (la produzione e il traffico internazionale di cocaina).
L’uscita, su Sky, Studio Canal e Amazon è prevista tra gennaio e marzo dell’anno prossimo”. Sta andando avanti anche la preparazione di Senza rimorso e “stiamo sviluppando Call of duty, anche se siamo in attesa sul progetto di novità”. A Hollywood sente più pressione? “No le pressioni di questo lavoro sono assolutamente le stesse, anche se quando sei là magari in dei momenti prevale la tua parte infantile, come stare al monitor e ritrovarti a pensare ‘oh, quello è Benicio del Toro’, oppure guardare con stupore gli elicotteri che puoi utilizzare in una scena. Quella è una componente ovviamente affascinante, perché ti ritrovi improvvisamente a gestire il cinema con cui sei cresciuto”. I suoi progetti per Hollywood, Sollima li sceglie “con molta cautela. Cerco sempre gruppi di lavoro che mi consentano di mantenere il mio sguardo, la mia specificità e comunque non vivo là, non sono un ‘organico’ dell’industria cinematografica americana. Continuo a sviluppare i progetti in gran parte in Italia e in Europa”. Quando “ho cominciato a fare grandi racconti di generi in televisione, sono partito esattamente dal nostro passato. Dalla tv e dal cinema con cui sono cresciuto (anche il padre Sergio Sollima, è stato un maestro del genere).
Mi chiedevo perché non si facesse più quel tipo di intrattenimento ‘locale’, che parla della tua realtà, del tuo paese, ma con un linguaggio, un’importanza tale, un modo di espressione, che potesse farlo diffondere nel mondo. Mi sono rifatto esattamente a quello che già c’era. E ora nel mondo è tornato un grande interesse per questa nostra forma di racconto”.

Successo Monet a Dolceacqua e BordigheraTre opere esposte nei luoghi in cui il pittore le dipinse

GENOVA30 giugno 201918:35

L’obiettivo della mostra erano 20.000 visitatori totali, invece a due mesi dall’apertura, “Claude Monet, ritorno in Riviera” supera le previsioni e diventa l’evento dell’estate 2019 di Bordighera e Dolceacqua. Lo dicono gli organizzatori spiegando che a segnare il sorpasso dei 20.000 visitatori, quando manca ancora un mese alla chiusura, sono Valentina e Michael, coppia di Arenzano (Genova) che ha fatto visita alle due sedi, Villa Regina Margherita a Bordighera e Castello Doria di Dolceacqua. “C’è grande meraviglia e apprezzamento da parte dei visitatori sia per la qualità del progetto che per l’occasione unica di ammirare da vicino ‘Le Château de Dolceacqua’ e ‘Vallée de Sasso, effet de soleil’, in prestito dal Musèe Marmottan Monet di Parigi, e “Monte Carlo vu de Roquebrune”, dalla Collezione Privata del Principe Alberto II di Monaco”. Completano il percorso la quadreria della Collezione Civica di Bordighera, fotografie storiche, abiti d’epoca dal Museo Daphné di Sanremo, il patrimonio epistolare di Monet e approfondimenti multimediali con video, audioguide e ricostruzioni virtuali che raccontano l’esperienza dell’artista nel suo soggiorno. La mostra che celebra il ritorno di Claude Monet nei luoghi della Riviera, fonte di ispirazione per la sua arte impressionista alla ricerca della luce e dei colori, dicono gli organizzatori, ha una media di 300 visitatori al giorno, con numeri raddoppiati nei fine settimana, registrando in totale 10.000 visitatori al mese. La mostra è aperta fino al 31 luglio, tutti i giorni con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30.

Toy Story 4 domina box office UsaSegue terzo capitolo horror Annabelle

MA30 giugno 201919:

Toy Story 4 è al vertice degli incassi Usa anche di questo fine settimana. Il film Walt Disney ha incassato nelle sale del Nord America 57.9 milioni di dollari. In totale il film ha raggiunto ad oggi 496.5 milioni.
Al secondo posto il terzo capitolo di Annabelle, che ha debuttato in oltre 3,500 schermi mercoledì. Apre confermando le aspettative della Warner Bros., l’horror con 20.4 milioni e un totale di 31.2 milioni nei primi cinque giorni. Il fine settimana ha visto altre uscite molto attese, come quella di Yesterday, una commedia romantica originale con la colonna sonora dei Beatles, che incassa 7 milioni e si piazza al terzo posto. Aladdin e Pets 2 seguono e si contendono le altre due posizioni.

Favino, Craxi e Buscetta? Un privilegioMasterclass dell’attore al Taofest

30 giugno 201919:33

Una cosa è certa, il carisma unisce due personaggi diversi come Tommaso Buscetta e Bettino Craxi, entrambi interpretati da Pierfrancesco Favino rispettivamente ne ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio e in ‘Hammamet’ di Gianni Amelio. Parola dell’attore. “Ma di Craxi non parlo – dice oggi alla masterclass tenuta al Taormina Film Festival che si apre stasera -. Lo deve fare prima Amelio”. E aggiunge poi a margine: “Non posso in realtà parlare né dell’uno né dell’altro, sono personaggi troppo grandi per me, ma il privilegio di averli interpretati entrambi nello stesso anno con due grandi registi è una cosa davvero meravigliosa”. Questo solo uno dei momenti di una masterclass animata dal talento di quest’attore davvero straordinario per bravura e intelligenza.

In migliaia a Roma per lo show di Panzironi, Nas all’eventoIl guru attacca il mondo scientifico, ‘tanti nemici,tanto onore’

30 giugno 201914:49

In migliaia oggi al Palazzo dello Sport di Roma per il “Life120 Day”, una iniziativa promossa da Adriano Panzironi, controverso giornalista che propone un regime alimentare a base di integratori commercializzati da una sua società e che promette di far vivere fino a 120 anni, oltre che di curare diverse patologie. Evento bocciato da medici e istituzioni, che avvertono come il metodo non abbia alcuna validità scientifica.Lo stesso ministro della Salute Giulia Grillo ha duramente criticato il guru in più occasioni. “In sala oggi ci sono i carabinieri del Nas – dice Panzironi – credo vogliano ascoltare quello che dirò, come è già accaduto per altri incontri su filosofie alimentari lontane dalla dieta mediterranea”. E riferendosi al mondo scientifico afferma: “Essere attaccati sapendo di essere nel giusto è un grande onore. Qualcuno disse ‘tanti nemici, tanto onore’, questo è proprio il caso”.Secondo l’ideatore di ‘Life120′ oggi all’evento ci sono 4.500 persone accreditate e circa 3mila che arriveranno senza prenotazione”.Nei giorni scorsi, quando è stato dato l’annuncio dell’iniziativa, c’è stata una levata di scudi da parte di medici, società scientifiche ed esperti. nei giorni scorsi la Societa’ italiana di diabetologia (Sid) ha invitato le persone con diabete a non abbandonare le terapie nell’illusione di poter curare il diabete con dieta e integratori “come promesso da alcuni personaggi televisivi”.La Sid inoltre ha fatto sapere che “intende denunciare questo flusso di disinformazione e di fake news che puo’ nuocere gravemente alla salute delle persone”.Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Federazione degli ordini dei medici Filippo Anelli che ha annunciato di aver segnalato l’evento di oggi alle autorità competenti, perchè: “non si puo’ strumentalizzare la scienza medica per sostenere false speranze. Non si puo’ giocare con la salute delle persone, specie se questo porta ad abbandonare le terapie per seguire un’illusione”.Anelli ha anche ricordato che l’attività di Panzironi è stata più volte segnata ai Nas dei carabinieri, che fanno capo al Ministero della Salute. Panzironi ha già ricevuto una multa di 264 mila euro dall’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per aver trasmesso sul suo canale televisivo “informazioni pubblicitarie potenzialmente lesive della salute”, una denuncia dell’Ordine dei medici di Roma per esercizio abusivo della professione medica e una sospensione dall’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Sottile, dare voce a chi non ne haDestini che restano al buio nel romanzo Notte fonda

e MATERA30 giugno 201915:50

SALVO SOTTILE, ‘NOTTE FONDA’ (Rai Libri, pag. 256, Euro 18,00).
Essere un megafono per propagare il più possibile voci dimenticate, ma anche un orecchio, per continuare a prestare ascolto: è con questo spirito che Salvo Sottile si è avvicinato alle storie che compongono il suo “Notte fonda”, romanzo pubblicato a giugno da Rai Libri e ispirato all’esperienza “notturna” maturata nella trasmissione Prima dell’alba, condotta su Rai3. Con una narrazione dal ritmo serrato, che accoglie e dà spazio senza giudicare le tante anime scelte come protagoniste, Sottile accende una luce su esistenze che restano al buio, su destini che meritano di essere raccontati: “Nel libro ho cercato di fare un passo indietro, per non esprimere giudizi: mi sono misurato con uno stile più cinematografico, cercando di creare sulla pagina le immagini in una sorta di esperimento per armonizzare una scrittura più ampia rispetto alla tv”, spiega l’autore intervistato a Matera, “la notte non è qualcosa di lontano, è una dimensione altra, una madre per tante persone che hanno bisogno di parlare: la luce del giorno ti spaventa se ti abitui a vivere di notte, se conosci i suoi rumori”. Un mondo spesso mitizzato, quello notturno, in cui si incontrano personaggi felici e altri meno. “Quelli infelici lo sono perché non sono realizzati di giorno e allora di notte provano a essere qualcun altro”, afferma, aggiungendo che la “notte è un bozzolo, un sarcofago, un luogo in cui alcune persone cercano una trasformazione che mai arriva”. Nel libro sono tanti i temi che emergono, dalla difficoltà dell’integrazione alle attività di sostegno alle donne nei centri antiviolenza, dalla solitudine dei corridoi dei magazzini di Amazon in cui si è sempre al lavoro alla ormai storica serata dance romana “Muccassassina” fino alla ludopatia, con le sale bingo aperte h24. Giornalista, volto di Rai3, dove al mattino conduce anche Mi manda Rai3, e scrittore d’esperienza – Maqeda (Baldini Castoldi Dalai 2007), Più scuro di mezzanotte (Sperling Kupfer 2009) e Cruel (Mondadori 2015) – Sottile sente chiara su di sé la responsabilità di fare servizio pubblico “anche aiutando qualcuno a essere più libero. Ci sono tante persone che non hanno voce: le incontro in tv e ne ho scritto in questo libro”, dice, “io voglio raccontare il mondo per come è, il più fedelmente possibile e in modo contemporaneo”. Anche quando dismette i panni dello scrittore per indossare quelli del lettore, il giornalista è attratto dalla verità della realtà: “divoro romanzi, mi piace la letteratura sudamericana e la scrittura dalla struttura agile”, racconta, “sono attratto dai mondi che non conosco bene”. Mai pago sul lavoro, sempre ansioso di cimentarsi in cose nuove – “amo mettermi alla prova, perché tutto fa scuola” – Sottile si sente a casa a Rai3, “perché in questa nuova tv che stiamo facendo già da qualche anno c’è grande voglia di sperimentare. In ogni progetto in cui ho lavorato mi è sempre stata lasciata la massima libertà. Nessun direttore in Rai mi ha mai posto dei limiti, pur nel rispetto delle regole”.

Premi: il Margherita Hack ad Anna FendiAssegnato anche a Bruno Guerri, Boeri, Morgan e Giletti

SPOLETO (PERUGIA)30 giugno 201918:34

– Ha dedicato il premio alla sorella Carla, scomparsa due anni fa, “senza la quale oggi non sarei qui” la stilista Anna Fendi che ha ricevuto oggi il ‘Margherita Hack’, in onore della famosa astrofisica italiana, a Spoleto Arte, l’esposizione di arte contemporanea organizzata da Salvo Nugnes. Con Anna Fendi sono stati premiati il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri per la cultura, Stefano Boeri per l’architettura, Morgan per l’ importanza culturale del suo approccio alla musica, il curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019 Milovan Farronato per l’arte e Massimo Giletti per il giornalismo. Presenti la scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino e la giornalista Silvana Giacobini. “È vero che ci resta il mito cavalleresco, ma alla base delle nostre radici rimane la cultura greca innegabilmente misogina – ha detto Parsi – che illumina ancora di più personaggi straordinari come Margherita Hack”.

Al bano e Diane Warren ‘Legend Award’ a Ischia15 e 19 luglio premi Global festival dedicati a William Walton

NAPOLI30 giugno 201918:59

ono stati assegnati ad Al bano e Diane Warren i premi ‘Ischia William Walton Music Legend Award’ della 17esima edizione del Global Film & Music Festival. Ad Albano il riconoscimento sarà consegnato il 15 luglio al Miramare e Castello mentre la compositrice americana dieci volte candidata agli Oscar, lo ritirerà il 19 luglio ai giardini della Mortella (creati in onore del grande musicista inglese che visse sull’isola). Lo annuncia il presidente onorario del Global fest, Tony Renis: ”Albano è uno degli artisti italiani più celebri ed amati nel mondo, Diane Warren è una autentica leggenda della musica americana”’. Simbolo del bel canto, in oltre 50 anni di carriera l’artista pugliese ha partecipato quindici volte a Sanremo, come solista o insieme a Romina Power è stato protagonista di innumerevoli acclamate tournè internazionali ”Agli esordi è stato anche attore- si legge nella motivazione- in quei film leggeri amati dal pubblico che con i loro incassi conribuivano a sostenere il cinema d’autore”. Diane Warren è stata nominata 15 volte ai Grammys vincendo per la canzone “Because You Loved Me” tema del film ‘Qualcosa di personale’. Nella Songwriters Hall of Fame nel 2001, ha composto brani per 100 film. Cantautrice più prolifica della storia discografica, Warren ha scritto anche per Whitney Houston, Cher, Aerosmith, Celine Dion, Aretha Franklin, Mariah Carey e collabora con artisti più famosi cui Beyoncé, Lady Gaga, Adele, Justin Bieber, Christina Aguilera.
Il massimo riconocimento musicale del Global fest ed è stato assegnato nelle passate edizioni a Luciano Pavarotti, Sting, Burt Bacharach, Andrea Bocelli, Julio Iglesias, Harry Bellafonte, Mike Stoller, Sir Tim Rice e lo scorso anno a Quincy Jones.
Il 14 luglio inaugurazione del Global fest nel segno della musica con un concerto di Eric Lewis, il pianista americano amato dalle star che ha inventato il ‘rockjazz’ Sarà il premio Oscar Steven Zaillian il ‘chairman’ dell’ Ischia Global Festival 2019, l’Humanitarian Award andrà invece a Bob Geldof.
Global fest (14-21 luglio), manifestazione fondata e prodotta da Pascal Vicedomini in associazione con l’Accademia Internazionale Arte Ischia presieduta da Giancarlo Carriero, è promossa con il Mibac-Dg Cinema e la Regione Campania.

Addio a Mordillo, il fumettista argentino aveva 86 anni El Pais, malore mentre era cena con la famiglia a Minorca

30 giugno 201923:02

E’ morto a 86 anni Guillermo Mordillo Menéndez, fumettista argentino che con il suo umorismo e i suoi animali stravaganti ed espressivi – come le giraffe dal collo lunghissimo – negli anni ’70 ha conquistato il mondo. El Pais riferisce che la notte tra venerdì e sabato il noto cartoonist ha accusato un malore mentre cenava con i suoi familiari in un ristorante a Minorca, in Spagna. Nato da una famiglia di emigrati spagnoli in Argentina, Mordillo ha iniziato a disegnare a soli dodici anni.Dopo aver conseguito una laurea in illustrazione si trasferì poco più che ventenne in Perù per poi approdare a New York dove ha lavorato per gli studi della Paramount dedicandosi all’animazione dell’amatissimo Popeye. La la fama internazionale la raggiunse una volta trasferitosi a Parigi. Tanti i premi ricevuti: il Phoenix Prize of Humor nel 1973, il Yellow Kid Award nel 1974, il Nakanoki Prize nel 1977, il Cartoonist of the Year del Salone Internazionale dell’Humor di Montréal nel 1977.

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ALLE 12:01 DI DOMENICA 30 GIUGNO 2019

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Convince Don Giovanni da regia Strehler
Prima al Lirico, diretta da Daniela Zedda con il maestro Korsten

CAGLIARI29 giugno 2019 10:37

– Malizie, giochi di parole, allusioni: rivivono sul palco del Teatro Lirico di Cagliari le seduzioni di “Don Giovanni”. La prima del capolavoro mozartiano, su libretto di Lorenzo Da Ponte, incentrato sulle vicende del “Giovane cavaliere estremamente licenzioso” è andata in scena tra gli applausi. In un carosello di amori, disamori, incontri, abbandoni. Il dramma giocoso, in cartellone fino al 24 luglio, per tredici serate, ritorna sul palco del Lirico di Cagliari dopo 14 anni con la ripresa della regia di Strehler dalla mano di Daniela Zedda che ha alleggerito con garbo.
Un allestimento imponente, evocativo, efficace e raffinato che mette in risalto la meravigliosa complessità di un’opera pienamente settecentesca ma già in nuce capace di evocare i tormenti di uno spirito inquieto. Quello di Don Giovanni, interpretato da Nicola Uliveri. Il suo è un canto sempre preciso, elegante, di gran gusto. Un Don Giovanni sempre signorile e sicuro anche quando il Commendatore lo fa precipitare negli inferi.
Energica la lettura del maestro Gérard Korsten, forte della presenza della compagine orchestrale. Convincono le scene di Cristian Demuro, come i costumi di Marco Nateri, le luci di Alessandro Verazzi e la coreografia di Luigia Frattaroli. Risolve molto bene il ruolo Marco Ciaponi (Don Ottavio), bella voce, morbida e ordinata. Per lui è partito dal pubblico un “bravo” dopo un’aria non di semplice interpretazione. Cantante di grande classe Monica Bacelli (Donna Elvira), bellissima vocalità e ottima presenza scenica. Cristian Saitta è Il Commendatore); Heather Engebretson Donna Anna); Daniele Terenzi (Leporello). Applausi per tutti.
Don Giovanni è un anti-eroe moderno, un archetipo dell’inquietudine e dello spirito libertino, amante delle donne, maestro di seduzione che fino alla fine sfida la morte per poi precipitare in un inferno gelido per l’eternità, tra lo smarrimento e il sollievo dei suoi nemici.

Heti disvela i timori della maternitàIronia e dramma d’una donna che si chiede perché fare un figlio

29 giugno 201915:17

– SHEILA HETI, ‘MATERNITA” (SELLERIO, pp.290 – 16,00 euro – Traduzione di Martina Testa).
Non può non esserci molto di personale in questa lunga riflessione, confessione, autoanalisi che l’io narrante conduce per quasi trecento pagine sul proprio essere giunta a una svolta cruciale della vita, della vita di una donna che, alle soglie dei 40 anni, comincia a interrogarsi ossessivamente se debba cominciare a pensare ad avere un figlio, ma anche lievemente, drammaticamente e ironicamente insieme, sempre si direbbe con una bella dose di sincerità, in cui confluiranno pure confronti, esperienze e confidenze di amiche coetanee, tutte alle prese con tale dilemma se un figlio non l’hanno già fatto.
Tutto quindi abbastanza ‘vero’ se fin dall’inizio si avverte che i risultati di lanci di monete per consultare l’I Ching (è anche questo uno dei modi per cercare di darsi delle risposte su un problema) ”sono tutti derivati da veri lanci di monete”.
Eppure Sheila Heti persona in queste pagine ha poca importanza, qui prende corpo la sua scrittura, ed è questa che procedendo, crescendo su se stessa, prendendosi ora sul serio ora meno, ma senza mai mollare la presa di un equilibrio (precario?) tra ragione e sentimento, riesce a trasmettere anche a un lettore di sesso non femminile una sua urgente verità. Siamo davanti a una donna che (come ha sempre confessato la scrittrice) da giovane si era scelta come modello Henry Miller e aveva deciso di eguagliarne, più che lo stile letterario, quello esistenziale, buttandosi via giorno dopo giorno in una vita dissoluta, in una sfida di sopravvivenza dolorosa ed esaltante, fino al momento che il cosiddetto orologio biologico si fa sentire. Se in precedenza ha abortito o ha preso più volte la pillola del giorno dopo, ecco ora il proporsi dell’interrogativo essenziale, che però non ha una possibile risposta univoca. Anzi. Se in passato l’avere figli era stato un gesto praticamente naturale e necessario, oramai era diventato invece un fatto culturale e sentimentale assieme, e come tale poco chiaro, di difficile risoluzione: ”Se voglio figli o meno è un segreto che nascondo a me stessa: è il più grande segreto che nascondo a me stessa”. A questo rebus si aggiungono una serie di altri candidi interrogativi contrastanti, perché la protagonista, divorziata, si chiede se fare un figlio con l’attuale compagno Miles e si risponde di no, come poi si risponde di sì all’idea che un figlio comunque lo vorrebbe, ma non si sente di lasciare Miles come allora dovrebbe fare. In più lei è ebrea e come tale, dopo quel che è accaduto nel secolo scorso, dovrebbe affrontare positivamente la vita e aiutare a ridar vita al popolo ebraico. O forse invece è il contrario che bisognerebbe fare? Con Miles, che una figlia la ha già e non ne desidererebbe altre, comunque sul problema si confronta (i due si parlano più di quel che fanno tante coppie, che rimandano e evitano i temi scottanti), come fa con le amiche, con vari medici, con l’I Ching e altri strumenti legati al caso e alla sorte, ma senza mollare la presa, senza smettere di essere un povero individuo in un momento di grandi cambiamenti sociali e esistenziali: il controllo delle nascite e la libertà sessuale hanno cambiato molte cose, ma non si sono strutturate in nuove soluzioni e modelli di vita, anzi di modi di essere.
Questo affascinante, non sempre facile, gomitolo di sogni, pensieri, dubbi, incertezze, disillusioni, che tra angosce e esaltazioni avverte la magia della maternità (e alla magia spesso si affida) ma ne è oppressa dalla razionalità del realismo (e le varie realtà e scelte delle amiche) proprio di tutto questo vive, con le sue radici famigliari nel’Novecento e nell’Olocausto e il suo inquieto presente davanti al tempo che passa. E ‘ il caleidoscopico moltiplicarsi delle possibili e impossibili risposte alla domanda ”Perché si fa un figlio?”.
Quindi una guida per perdersi appresso alla narratrice per lettrici alle prese con lo stesso problema e per lettori che vogliono capire cosa stiano vivendo le proprie compagne.

Restiamo amici oltre truffa e tradimentiIn sala film Grimaldi con Riondino, Roja e De Rienzo

29 giugno 201915:18

– L’amicizia resiste a tutto anche alla truffa quando e’ autentica. Questo l’insegnamento di ‘Restiamo amici’ di Antonello Grimaldi in sala dal 4 luglio con 01. Una commedia, che declina in giallo, tratta dal romanzo di Bruno Burbi ‘Si puo’ essere amici per sempre’ (Newton Compton), prodotto da Gianluca Curti per Minerva Pictures Group con Rai Cinema, in collaborazione con Trentino Film Commission e con protagonisti Michele Riondino, Alessandro Roja, Violante Placido, Libero De Rienzo e Sveva Alviti.
Grimaldi, regista del pluripremiato ‘Caos Calmo’, mette in campo la storia di Alessandro Colonna (Riondino), pediatra ospedaliero, che vive con suo figlio adolescente Giacomo, da quando la moglie Maria e’ morta prematuramente.
Tutti lo esortano a rifarsi una vita a quasi 40 anni, ma lui proprio non ce la fa. Una mattina qualsiasi arriva al pediatra una telefonata dal Brasile; e’ Gigi (Roja), il suo migliore amico, che dice di essere molto malato e chiede di vederlo per un ultimo saluto.
E Alessandro, che ha un cuore d’oro, si ritrova, dopo un lungo viaggio, nella sconosciuta isola di Natal. E qui capisce, che dietro quella richiesta d’aiuto da parte dell’amico, c’e’ anche una questione di soldi. Il padre ha infatti lasciato a Gigi una cospicua eredita’ (tre milioni), ma vincolata alla sua paternita’ perche’ destinata solo a un eventuale nipote. Ma Gigi non ha figli e ormai sta morendo.
Unica soluzione sembra essere quella di fingere, con l’aiuto di Alessandro, la sua morte e spacciare suo figlio, Giacomo, come suo erede. Insomma una truffa bella e buona, con in piu’ l’aggravante di dover attribuire a Maria, alla moglie defunta del pediatra, un tradimento che lei ovviamente non ha mai compiuto.
Accettera’ Alessandro un compromesso che getta la vergogna a tutta la sua famiglia? “Restiamo amici e’ fondamentalmente la storia di un’amicizia messa a dura prova da vari tipi di tradimenti, ma che si dimostra la motivazione piu’ importante per trovare la forza per superare gli ostacoli. O forse no…” cosi’ il regista. E aggiunge : “Il plot riserva molte sorprese, costringendo i protagonisti ad adattare il loro carattere alle mutevoli condizioni proposte dal racconto. Racconto che li portera’ ad abbandonare la loro piccola e tranquilla citta’ di provincia per le enormi ed assolate piazze di Roma, per il mare del Brasile con le sue spiagge”.
Pivio & Aldo de Scalzi firmano la bella colonna sonora del film.

Nastri 2019, sbanca Il traditoreSette riconoscimenti tra cui a Favino e Lo Cascio

29 giugno 201915:31

Alla 73/ma edizione dei Nastri d’argento 2019 sbanca Il traditore. Stravince infatti il film di Marco Bellocchio con sette riconoscimenti: miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio, colonna sonora, attore protagonista (Pierfrancesco Favino) e ‘non protagonisti’ Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane. Tra gli attori il voto dei giornalisti ha premiato poi Anna Foglietta (attrice protagonista per Un giorno all’improvviso), Marina Confalone (‘non protagonista’ per Il vizio della speranza) e Paola Cortellesi (migliore attrice di commedia per Ma cosa ci dice il cervello). Ancora, a Stefano Fresi (C’è tempo, L’uomo che comprò la luna, Ma cosa ci dice il cervello) doppio premio con il Nastro per il miglior attore di commedia e il Nino Manfredi. E sempre per quanto riguarda la commedia, come già anticipato ieri, film vincitore è risultato Bangla del giovanissimo esordiente Phaim Bhuyian. A Serena Rossi, Nastro speciale per Io sono Mia.

Mucciante, lettura centro racconto RaiDirettore Rai Libri, avremo spazio a presentazione palinsesti

MATERA29 giugno 201919:27

Un impegno reale nella promozione della lettura, un “nuovo peso dei libri nel racconto crossmediale della Rai, tanto che alla presentazione dei palinsesti il 9 luglio a Milano avremo per la prima volta anche un’area dedicata, con i firmacopie dei nostri autori più rappresentativi”: Flavio Mucciante, direttore editoriale di Rai Libri, racconta i progetti del nuovo marchio con il quale Rai Com, dal dicembre 2018, si posiziona sul mercato editoriale. L’appuntamento per parlare della casa editrice è a Matera, nell’ambito del convegno “Ieri, oggi e domani. Presente e futuro del libro in Italia tra rivoluzione tecnologica e nuovi linguaggi della comunicazione”, organizzato proprio da Rai Libri e dedicato all’analisi del mercato editoriale e delle sue componenti eterogenee, tra carta, digitale e tv. “I libri avranno più visibilità nell’ambito dell’offerta culturale della Rai, aumenta il peso che il settore avrà all’interno del gruppo sia in termini di impegno editoriale che in termini di investimento”, spiega Mucciante, “Rai Libri è andata a regime a gennaio scorso, ma abbiamo cominciato a fine dicembre con l’esperimento pilota della Compagnia del Cigno, nell’ambito del quale abbiamo pubblicato 7 libri con i 7 prequel delle storie dei protagonisti della Compagnia prima del loro arrivo al conservatorio di Milano e poi anche un ottavo libro. E’ stato un esperimento positivo per diversi aspetti non solo commerciali, qualcosa mai fatta prima dalla Rai. Questo tipo di operazione culturale a tutto tondo potrebbe essere uno strumento molto forte per avvicinare ai libri le giovani generazioni. Ci riproveremo con un libro sulla serie tv di Rai2 Il collegio, che ha target molto basso tra gli 8 e i 14 anni”. I primi risultati della casa editrice sono già molto positivi: “Il Salone del libro di Torino è stata la nostra prima grande occasione: lì abbiamo debuttato con 8 nuovi titoli ottenendo un grande riscontro di pubblico e l’incremento delle vendite di oltre il 40% sul precedente anno con Rai Eri. L’obiettivo per quest’anno è un catalogo con una trentina di novità”, dice, “in termini commerciali il traguardo è stato fissato in 700 mila volumi distribuiti nel primo semestre 2019 tra librerie ed edicole, che è pari a circa il doppio del dato 2018: quello che è importante è la coerenza tra comunicazione e prodotto, cioè avere un posizionamento preciso sul mercato in quanto casa editrice di un importante broadcaster”. Per quanto riguarda il piano editoriale non ci saranno solo temi e personaggi legati alla Rai: “Siamo partiti da personaggi riconoscibili del mondo Rai ma poi ci siamo aperti a una serie di ambiti non strettamente radiotelevisivi, come ambiente cultura, musica, approfondimento giornalistico, fenomeni sociali. Si tratta di intercettare i cambiamenti della società e di raccontarli anche al pubblico della Rai”. “La Rai ha un vantaggio e una responsabilità rispetto agli altri editori. Il nuovo piano industriale mette al centro i contenuti non pensati per uno sfruttamento solo lineare. Il libro quindi può diventare un elemento centrale nella narrazione del Paese che la Rai vuole raccontare attraverso la radio, la tv, il web, la parola scritta e sulla piattaforma digitale RaiPlay”, prosegue. “Poi c’è la responsabilità sociale – dice ancora – perché la Rai ha il compito di informare e di sensibilizzare sul valore del libro e anche di promuovere la socializzazione della lettura su cui insiste anche l’Aie”. E proprio sull’Aie e sulla critica che gli editori stanno facendo alla nuova legge sul libro, Mucciante afferma: “riprendendo la felice immagine del Presidente Levi, che parla di un mondo del libro che si muove su lastra di ghiaccio ogni giorno più sottile, la richiesta che si rilancia al governo è quella di una politica culturale e di un piano di investimenti in grado di rafforzare il mercato allargando il perimetro sociale dei lettori. La lettura deve essere un grande impegno civile per il Paese”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna a Firenze quadro rubato da nazisti
Ministri degli Esteri Italia e Germania insieme a palazzo Pitti

29 giugno 201917:19

– Il dipinto “Vaso di Fiori” del pittore olandese Jan van Huysum sarà restituito alla Galleria di Palazzo Pitti a Firenze. I Ministri degli Esteri di Germania e Italia, Heiko Maas ed Enzo Moavero si recheranno a Firenze per l’occasione. Lo fa sapere la Farnesina. La data dell’evento è in via di definizione.
Il dipinto era stato rubato dal museo fiorentino durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale e da allora è rimasto in Germania. Per il ritorno del quadro, Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, alle quali appartiene Palazzo Pitti, si era pubblicamente speso lo scorso mese di gennaio. “Grazie, dunque, alla stretta cooperazione fra i due Ministri Maas e Moavero – afferma la Farnesina in una nota – il quadro, uno dei lavori più importanti del maestro olandese, può ora tornare al posto che gli era stato assegnato, quasi due secoli fa, dal Gran Duca di Toscana Leopoldo II della casa di Lorena”.    “Il ministro Moavero mi ha telefonato stamani, dandomi la bellissima notizia. Con un comunicato congiunto i ministeri degli Esteri di Italia e Germania hanno annunciato la restituzione del Vaso di fiori di Jan Van Huysum a Firenze. Lo ho ringraziato e sono felicissimo di questo risultato, ottenuto in un tempo da record”. Così il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, commenta l’annuncio del rientro in Italia del quadro rubato dai nazisti. “Non sarebbe stato possibile senza l’impegno straordinario del ministro Bonisoli, dell’autorità giudiziaria e del Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. La battaglia è stata dura, oggi c’è una grande vittoria per tutta l’Italia”, ha aggiunto. “Finalmente – aggiunge il direttore – il ‘Vaso di Fiori’ di Jan van Huysum torna a casa sua, dopo 75 anni. Questo capolavoro è un tassello fondamentale nella collezione delle nature morte di Palazzo Pitti, nota per essere unica al mondo sotto il profilo della ricchezza e della varietà geografica delle opere”.
A lanciare alla Germania l’appello per la riconsegna del quadro (anche attraverso un video), trafugato da un militare nazista durante l’occupazione di Firenze nel 1944, era stato lo stesso Schmidt, lo scorso primo di gennaio. Per sottolineare simbolicamente la richiesta, il direttore aveva appeso nella Sala dei Putti di Palazzo Pitti, dove stava un tempo il Vaso di Fiori, una fotografia del dipinto in bianco e nero, corredata con la scritta ‘Rubato’ in italiano, tedesco e inglese.

Conticini ospite Giffoni Film FestivalL’attore romano il 23 luglio incontrerà i giurati

SALERNO29 giugno 201918:11

Paolo Conticini incontrerà i giurati della 49esima edizione del Giffoni Film Festival.
L’appuntamento con l’attore romano è fissato per martedì 23 luglio e sarà l’occasione per ripercorrere i suoi primi venticinque anni di carriera tra cinema, televisione e teatro.
Dagli esordi ai successi che lo hanno consacrato al grande pubblico, lo stesso che oggi lo riconosce come uno degli attori più amati di sempre. E’ riuscito negli anni a calarsi nel migliore dei modi nei ruoli che hanno contraddistinto la sua carriera cominciata nel 1995 con “Uomini uomini uomini” di Christian De Sica. Tra le sue interpretazioni televisive più apprezzate quella del commissario Gaetano Berardi in “Provaci ancora prof”, dove Conticini è alle prese con la scalmanata professoressa Camilla Baudino (interpretata nella serie di Rai 1 da Veronica Pivetti) ed è l’irriverente e simpatico Gus di “Un medico in famiglia”. Successo a teatro con “Vacanze Romane “al fianco di Serena Autieri e soprattutto con il musical “Mamma Mia”.

Serena Rossi, sarò voce Frozen 2 e coach per seduzioneAttrice Nastro Speciale per Io sono mia

29 giugno 201919:26

Interpretare “Mia Martini mi ha un po’ cambiato la vita. L’incontro con questa donna incredibile che ho conosciuto studiandola, ascoltandola, vivendola, mi ha stravolto e continuo a portarmi dietro tante cose belle che mi ha lasciato. Il film è stato un atto d’amore e questo premio è per lei”. Lo dice, commuovendosi, Serena Rossi, Nastro speciale 2019 per la sua interpretazione nel film tv di Rai1 ‘Io sono Mia’. L’attrice torna a Taormina a un anno dai due Nastri d’argento vinti come migliore attrice di commedia e come interprete del brano Bang Bang in Ammore e malavita dei Manetti Bros. Un sodalizio, quello con i due fratelli cineasti, che continuerà anche nel loro film in preparazione, su Diabolik: “non sarò Eva Kant, come i miei colori suggeriscono – spiega sorridendo – ma ci sarò”. A settembre inoltre rientrerà nel mondo Disney con Frozen 2 (in uscita a dicembre), tornando come voce italiana di Anna (“una principessa che si salva da sola, l’amore che vince in Frozen quello per la famiglia”). Sarà anche sul set per l’opera prima dell’amico Giampaolo Morelli Sette ore per farti innamorare: “Interpreto un personaggio tosto, una coach che dà lezioni di seduzione a uomini che non sanno conquistare le donne”. Ha inoltre già finito la lavorazione di Brave ragazze, action comedy di Michela Andreozzi, dove insieme ad Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli e Silvia D’Amico compone una banda di rapinatrici, ed è nel cast di un’altra opera prima, La tristezza ha il sonno leggero, di e con Marco Mario De Notaris “dove sono una figlia dei fiori nostalgica e sempre ‘alterata’”. Fra gli interpreti anche Stefania Sandrelli, nei panni di una capofamiglia sui generis: “è una donna straordinaria, da lei impari tanto anche solo guardandola”. Mamma di Diego, bimbo di due anni e mezzo avuto con il compagno Davide Devenuto, la giovane attrice si fa guidare nelle scelte “dal voler fare cose mai uguali. Voglio trasformarmi, anche cambiando immagine, mettermi costantemente alla prova. Le sfide, anche quando fanno paura, non mi bloccano, ma mi danno la carica, mi esaltano”. L’essere entrata presto nelle case della gente grazie alla TV, da Un posto al sole a Io sono Mia passando per Tale e quale “mi fa sentire da parte delle persone un grande affetto. Ci si aspettano da me cose di spessore e non voglio deludere quel rispetto”. La sua altra grande passione, il canto, la esplora “soprattutto attraverso i film, dove spesso mi chiedono di cantare, come faccio anche in una scena di Brave ragazze. Non penso a un disco mio, e ancora meno ad andare a Sanremo in gara, per quello ci vuole un progetto musicale serio e vero”. Invece, andare al Festival fuori gara (dove è stata quest’anno per promuovere Io sono Mia), “è il mio sogno fin da bambina”. Il cinema intanto continua a regalarle grandi emozioni anche come spettatrice: “Dopo aver visto Il traditore di Marco Bellocchio (vincitore di sette Nastri) ho sentito la spinta ad essere sempre migliore, ci sono così tanta bellezza e bravura in quel film. Ed è bellissimo vedere Bellocchio che cammina qui vicino… anche se non avrò mai il coraggio di andarmi a presentare”.

Al Napoli Festival il teatro cinematografico di Lepage’Kanata’ su storia e realtà autoctoni canadesi

NAPOLI29 giugno 201919:29

– Un nuovo grande romanzo teatrale, spettacolo dal taglio cinematografico di Robert Lepage, ”Kanata – Episode I, La controverse”, arriva in Italia, momento culminante del Napoli Teatro Festival, riproponendone i temi più amati, dalla libertà e l’impegno dell’artista alla questione dell’identità culturale, riportati ancora una volta in un’indagine-memoria che ripercorre la complessa storia del Canada, affrontata in storici spettacoli che vanno dalla grande e affascinante ”La Trilogie des Dragons” al recente ”887”, mentre qui il fuoco è la ricostruzione del tentativo violento di distruzione fisica e dell’identità del popolo dei nativi americani, dei cosiddetti autoctoni. ”Kanata” in irochese vuol villaggio, paese.
Attorno alla figura di una giovane donna, Tanya, senza più radici, sbandata, drogata e incapace di fare i conti con sé stessa, strappata neonata dalle braccia di sua madre, un’indiana Mohawk, affidata in adozione a una coppia di immigrati iraniani oramai ben inseriti, Lepage costruisce una vicenda corale che intreccia la vita appunto di varie persone, esemplari della realtà canadese d’oggi. Si va dai nuovi e vecchi immigrati, come i cinesi dei tempi delle guerre dell’oppio, a autoctoni che sono riusciti a riacquistare un proprio orgoglio, da agenti di polizia poco inclini a occuparsi dei problemi degli autoctoni, spesso ridotti a paria e drogati, ai centri di sostegno per i tossicodipendenti, con la loro igienica assistenza, sino ad artisti che sentono e scoprono l’urgenza creativa e morale di testimoniare il proprio tempo, come implicita denuncia (che è poi quel che fa Lepage stesso), scontrandosi con l’ostilità spesso degli interessati, con i mondi chiusi in difesa sia delle vittime, sia dei persecutori. Del resto sono stati gli stessi autoctoni canadesi a protestare con forza contro lo spettacolo, contestando che qualcuno esterno possa raccontare cosa loro hanno passato e cosa provano. Lepage inserisce così una discussione sulla libertà dell’artista, riguardo alla pittrice francese a Vancouver che lavora a una mostra sul tema della violenza sulle donne autoctone. In scena tante storie, velleità e disillusioni, innamoramenti e abbandoni, egoismi, ipocrisie, gelosie e fraintendimenti di persone in genere prigioniere della propria solitudine. Del resto qui si salvano solo coloro che pian piano riescono, per varie ragioni, ad aprirsi agli altri e scoprirne la fragile ma intensa umanità, così che alla fine molti cerchi si chiudono, le due madri di Tanya si incontrano e accettano dopo che questa è stata vittima di un serial killer che infieriva proprio su sbandate ragazze autoctone disposte a prostituirsi per una dose, e si riuniscono con altri in vario modo legati alla loro vicenda in un finale che pare aprirsi a un segnale di speranza e convivenza.
Il regista-autore con la drammaturgia di Michel Nadeau, qui supportato eccezionalmente dal Thèatre du Soleil di Ariane Mnouchkine di cui utilizza i davvero ottimi e numerosi attori (oltre 30), costruisce un lavoro crudo e impietoso sulle ipocrisie di ieri e di oggi del civilissimo Canada come sempre di grande raffinatezza, che si sviluppa narrativamente col ritmo e il rapido susseguirsi cinematografico di scene, i cui cambio sono un suggestivo spettacolo a sé (firmate e dirette da Ariane Sauvé, mentre le immagini e proiezioni sono di Pedro Pires). E nella leggerezza dell’azione di questa gigantesca macchina, che se ha un limite è nel suo realismo asciutto ma assolutamente poco metaforico, ecco che nascono, accanto a scene simboliche come l’abbattimento di tutti i boschi e villaggi dei nativi, momenti antiretorici di rara intensità, di poesia e commozione, come l’incontro e lo sfiorarsi in un accenno di abbraccio delle due madri. Detto questo e dei meritatissimi e lunghi applausi, bisogna comunque notare che alcuni tagli, a cominciare dalla storia dell’aspirante attore, non avrebbero fatto male alle circa tre ore di spettacolo.

Scatti cinema, assegnati premi ‘Cliciak’Dall’1/7 foto concorso in mostra alla Biblioteca Malatestiana

CESENA29 giugno 201914:29

Stefano C. Montesi (Michelangelo infinito), Mario Spada (Capri Revolution), Angelo R. Turetta (Il nome della rosa), Franco Oberto (Soledad), Anna Camerlingo (I bastardi di Pizzofalcone 2) e Eduardo Castaldo (L’amica geniale) sono i vincitori della 22/a edizione del concorso per fotografi di scena ‘Cliciak-Scatti di cinema’, promosso dal Comune di Cesena con la Fondazione Cineteca di Bologna. I premi sono stati assegnati da una giuria di addetti ai lavori (Marina Alessi, Cesare Biarese, Gianfranco Miro Gori, Paolo Mereghetti e Michele Smargiassi) tra 2.100 foto di scena, presentate da 62 autori, a documentazione di 102 tra film, corti e serie tv. Numeri – sottolineano i promotori – che confermano l’interesse per un’iniziativa unica nel suo genere in Italia, dedicata a valorizzare il lavoro dei fotografi di scena attivi sui set delle produzioni cinematografiche e televisive delle ultime tre stagioni. Le più belle foto saranno esposte dall’1 luglio al 9 settembre alla Biblioteca Malatestiana.

Jane Campion, Metoo come fine Apartheid’Niente come prima, voce artiste su stesso livello di uomini’

BOLOGNA29 giugno 201919:25

on il movimento #Metoo la situazione delle donne non sarà mai più come prima: è stata come la fine dell’Apartheid”. A domanda diretta, in un primo tempo non ha voluto rispondere (“Me la fanno sempre, sono abituata…”), poi Jane Campion sceglie di non tirarsi indietro: “È chiaro a tutti che la voce delle artiste deve essere posta allo stesso livello degli uomini o vogliamo dire che non siamo abbastanza brave? Io non credo proprio”, spiega la regista neozelandese, in visita a Bologna per una serie di appuntamenti al Festival del Cinema Ritrovato, che culmineranno domani sera con la proiezione in piazza Maggiore della versione restaurata di ‘Lezioni di Piano’, Palma d’Oro a Cannes nel 1993. Proprio quel riconoscimento resta l’unico assegnato a una regista donna nella storia del festival francese. “Per molti anni il sistema dei finanziamenti è stato gestito da una struttura patriarcale, impenetrabile fino a poco tempo fa”, attacca la Campion. “Ma ormai nulla sarà come prima, tutto è cambiato anche se, comunque, dobbiamo continuare ad abbattere questo muro con qualsiasi mezzo a disposizione”. Inevitabile, in Italia, l’omaggio a Lina Wertmuller, che a fine ottobre riceverà il premio Oscar alla carriera: “È un’eroina, una rivoluzionaria, sono felicissima che verrà premiata”. Un amore, quello verso la Wertmuller, che arriva da lontano: “Ho visto i suoi film, ‘Pasqualino Settebellezze’ e altre opere in bianco e nero, a Sydney e venne anche a parlare alla mia scuola di cinema – rivela Jane Campion – Si sedette e ci incoraggiò a rubare tutto il possibile per fare un film, con tutti che la guardavano con stupore e meraviglia: ne rimasi davvero impressionata”. Un modello, insomma, insieme a Liliana Cavani, “un’altra regista che amo”. Campion non ha nascosto il suo affetto verso ‘Lezioni di Piano’, che la lanciò sul palcoscenico internazionale: “Mi ricordo il primo giorno di riprese come fosse ieri: mi ero comprata un buffo cappello, delle calze con dei girasoli e gonna blu per apparire un po’ sciocca e permettermi di fare tutto quello che volevo”. Restaurarne la copia originale è stata “una grande esperienza”, perché “rivedendo il dvd, mi sono accorta che non era rimasto nulla del colore originale e così abbiamo preso questo lavoro molto seriamente e siamo riusciti a portarlo a termine”. E ha rivelato che l’iconica immagine del pianoforte in mare nacque per necessità: “Dovevamo girare, ma l’acqua si era mangiata tutta la spiaggia, così ho pensato di metterlo lì comunque”. Quanto ai prossimi progetti in cantiere ora c’è ‘The power of the dog’, che vedrà protagonisti Benedict Cumberbatch ed Elisabeth Moss, tratto dal libro di Thomas Savage: “Me ne sono innamorata e forse perché ormai tante registe raccontano storie per donne, per me è venuto il momento di tracciare un ritratto maschile”. Un uomo diverso però, promette Campion: “Ci sono molti stereotipi nella rappresentazione maschile, ma a nessuno piace un uomo che sia esclusivamente uomo e non lasci trapelare un lato femminile”. E Cumberbatch, “come tutti i grandi uomini, ha questa grande componente in sé e io mi sto divertendo moltissimo, mi sento liberata”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Eccezionale a Roma, spunta affresco medievale intatto
Nascosto da 900 anni in un’intercapedine a Sant’Alessio

29 giugno 201914:57

Il grande mantello color della porpora sulle vesti succinte del pellegrino, la mano alzata quasi a voler presentare la maestà del Cristo che accanto a lui benedice i fedeli. Nascosto da un muro per quasi 900 anni, riemerge a Roma in un’intercapedine nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, un grande affresco medievale dai lucenti colori in incredibile stato di conservazione. “Un ritrovamento assolutamente eccezionale”, illustra la storica dell’arte Claudia Viggiani, autrice della scoperta, “anche per l’iconografia rarissima dei due personaggi che si riconoscono nella parte del dipinto al momento visibile, con tutta probabilità proprio Sant’ Alessio e il Cristo pellegrino”.

Ritrovato dopo una lunga indagine partita da un antico documento, il dipinto, assolutamente inedito, è stato messo in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto finanziato dalla Soprintendenza Speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti. Riferibile alla metà del XII secolo l’affresco è realizzato su sfondo nero e inquadrato da una cornice policroma di “eccezionale raffinatezza e dai colori ancora incredibilmente intatti”. Anzi, come sottolinea la restauratrice Sarmati che in queste ore ha mostrato  l’opera a diversi  esperti del settore, “In nessun affresco medievale si è mai vista una cornice così ben conservata”.

Nella chiesa delle origini, spiega Viggiani, occupava la parete della controfacciata, in una posizione di rilievo dovuta anche alla fama che accompagnava in quell’epoca le vicende di Sant’Alessio.E proprio il rispetto devozionale per il santo, che in qualche modo sembra aver fatto da trait d’union tra la Roma pagana e quella medievale, sarebbe alla base dell’incredibile conservazione del dipinto. “Chi ristrutturò la chiesa nei secoli successivi murando la controfacciata fece comunque attenzione a proteggere l’affresco”, spiega Sarmati. Tanto che probabilmente una piccola parte di questo, con il volto di Sant’Alessio, rimase per secoli a disposizione dei fedeli attraverso una feritoia aperta sull’interno della chiesa.Attualmente il dipinto misura 90 centimetri di larghezza per oltre 4 metri di altezza. Un’altra porzione, grande almeno altrettanto, è ancora nascosta dal muro. La storica dell’arte è decisa a riportarla alla luce: “Lo dobbiamo ai romani – dice – e ci aspettiamo ancora sorprese”