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Ultimo aggiornamento 7 Novembre, 2020, 14:05:04 di Maurizio Barra

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Neonato trovato con il cranio fracassato, arrestata madre minorenne
E’ accaduto a Trapani. Un altro neonato era stato trovato, ancora in vita, in un contenitore di rifiuti a Ragusa
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PALERMO
06 novembre 2020
22:38
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Dopo un lungo interrogatorio, spesso interrotto da crisi di pianto, è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario la ragazza di 17 anni che a Trapani ha lanciato dalla finestra della sua abitazione il bambino che aveva appena partorito. La minorenne si trova ancora ricoverata nel reparto di ginecologia dell’ospedale Sant’Antonino abate di Trapani dove era stata portata per accertamenti.
Ieri a Ragusa era stato trovato per caso da un passante un altro neonato ancora in vita, in un contenitore dei rifiuti. Le sue condizioni sono buone.
La polizia sta valutando anche le posizioni della madre della ragazza e della collaboratrice domestica che si trovavano in casa al momento dei fatti. Le due donne hanno sostenuto di non essersi accorte del parto e della soppressione del neonato.
Il neonato è stato trovato a Trapani, all’interno di un sacchetto di plastica nell’atrio di un cortile condominiale in via Francesco De Stefano.
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La minorenne, che è di corporatura robusta, sarebbe riuscita a nascondere la gravidanza ai genitori, i quali hanno riferito di non essersi accorti di nulla.
La giovane, subito dopo avere partorito, avrebbe avvolto il neonato dento un sacchetto di plastica e l’avrebbe poi lanciato dalla finestra. L’inchiesta adesso sarà trasmessa per competenza alla Procura del tribunale dei minorenni di Palermo.
Un passante aveva sentito un lamento indistinto provenire da un contenitore della spazzatura, aveva pensato alla presenza di un cucciolo ed aveva aperto il mastello facendo la scoperta. All’interno, sopra i rifiuti, c’era il neonato, avvolto in una coperta e infilato dentro un sacchetto.
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E’ morto Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh
Sui social “Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita”
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07 novembre 2020
00:10
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E’ morto a 72 anni Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh. La notizia, annunciata su Twitter dall’amico Bobo Craxi, è stata confermata dagli altri componenti della band in un post sui social.
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“STEFANO CI HA LASCIATO! Due ore fa… era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato… oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia”, scrivono. “Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre…”, si legge nel post firmato da Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia, Riccardo Fogli.
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“Ciao Stefano caro e prezioso amico mio. La tua allegria, la tua ironia, la tua profonda sensibilità, la tua Titti, la tua Paola! E adesso come faremo! AMICI PER SEMPRE! E’ una promessa! Ma ci mancherai tantissimo. #stefanodorazio #pooh”: così Emanuela Folliero, per molti anni compagna di vita, saluta su facebook Stefano D’Orazio..
Il batterista dei Pooh, morto ieri a Roma a 72 anni, si era sposato per la prima volta nel 2017, nel giorno del suo compleanno, il 12 settembre. Aveva detto ‘si” a Tiziana Giardoni, sua compagna da oltre 10 anni e 22 anni più giovane di lui. Alla cerimonia a Roma, oltre ad amici e parenti, avevano partecipato i Pooh al completo: Dodi Battaglia, Roby Facchinetti, Red Canzian e Riccardo Fogli.
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Eccolo in uno storico assolo:Enrico Ruggeri: “Persona perbene, sempre sorridente” – “Una persona perbene, sempre sorridente, piena di energia positiva. Una preghiera per lui e un abbraccio ai suoi fratelli di sempre”. Così Enrico Ruggeri ha ricordato su Twitter Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, scomparso a 72 anni.

La sua ultima fatica era stata ‘Rinascerò, rinascerai’, il brano composto dall’amico di sempre Roby Facchinetti per Bergamo, martoriata dal Covid-19, per cui aveva scritto un testo sincero, commovente, pieno di fiducia e rispetto per chi stava soffrendo. Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, è morto in ospedale a Roma ieri sera, all’età di 72 anni.
Già malato, le sue condizioni sono peggiorate proprio in seguito al contagio da Covid.</blockquote>”STEFANO CI HA LASCIATO! Due ore fa… era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato. Oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia”, l’addio in un post firmato dagli altri componenti del gruppo, Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia, Riccardo Fogli.
“Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa.
Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre…”.
Nato a Roma il 12 settembre 1948, muove i primi passi da batterista nei The Kings, poi The Sunshines. “Non sapevo neanche cosa volesse dire quel nome”, raccontava nella sua autobiografia, “Confesso che ho stonato – Una vita da Pooh”, uscita per Kowalski nel 2012. Da lì una galleria di incontri che segnano una vita: Dario Bellezza che abita al piano di sotto; Carmelo Bene, che accompagna a colpi di tamburo al Beat 72; e poi Crocetta, il patron del Piper, che aveva inventato Patty Pravo e che porta D’Orazio dai Pooh, nel 1971. “Mi dissero che Valerio Negrini voleva lasciare il gruppo perché era stanco di fare lo zingaro – ricordava, raccontando il suo ingresso nella band -. In realtà lo cacciarono perché non era in linea con il gruppo che stava crescendo rapidamente. Ero un po’ perplesso, facevo underground, ero capellone, ma poi scoprii che ci davano davvero dentro”.
Per i Pooh è stato strumentista, autore e scrittore, dal 1971 al 2009. Il successo della band è planetario: cinquanta milioni di dischi venduti, stadi da 40mila persone pieni, hit come ‘Noi due nel mondo e nell’anima’, ‘Tanta voglia di lei’, ‘Uomini soli’ con la quale vinsero il festival di Sanremo nel 1990, 14 Telegatti e perfino la nomina a Cavalieri della Repubblica.
Poi l’addio a Roby, Dodi e Red e la svolta di D’Orazio verso il musical, con Aladdin, Pinocchio, Mamma Mia, W Zorro, e la passione per la scrittura. “Dopo 40 anni di lavoro volevo divertirmi. I ragazzi hanno capito che non avrei avuto più l’entusiasmo necessario. Ognuno di noi è come una bottiglia da un litro. Io avevo riempito la mia vita di Pooh e non c’è stato spazio per nient’altro fino al giorno in cui ho deciso di svuotare la mia bottiglia e riempirla di nuovi sapori. Mi rendevo conto dell’improbabilità di avere nuovamente successo. E invece sono arrivati i musical, il libro. Riempire una nuova agenda è stato un attimo”.
Con la storica band tornerà però sul palco, tra il 2015 e il 2016, per la reunion nel cinquantennale della carriera, con un passaggio con tifo da stadio al Festival di Sanremo. Poi l’abbraccio lunghissimo dei fan suggellato il 31 dicembre dal trionfo alla Unipol Arena di Bologna.

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Dodi, Stefano il fratello che non ho avuto
“Aveva scritto il testo di ‘Un vero amico’ su musica mia”
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07 novembre 2020
10:36
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“Stefano D’Orazio era il fratello che io, figlio unico, non avevo. Quando perdi una persona così cara, soffri da morire, ma non ti rendi conto subito di quello che è successo”.
Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, ricorda così lo storico batterista del gruppo, morto ieri sera a Roma. “E’ una tragedia. Le lacrime di questo momento sono solo una minima parte di quelle che verseremo quando andremo nell’ufficio in cui c’era lui, quando vedremo una Jaguar bianca come quella che aveva lui o quando vedremo un altro batterista volteggiare con le bacchette come faceva lui”.
Il dolore è aggravato dal pensiero dell’amico che muore isolato in un letto a causa del Covid-19. “Stefano non stava bene, ma non sembrava niente di così allarmante. Era ricoverato a Roma in una struttura sanitaria. Si era infettato con questo virus, ma come tante altre persone… Fino a tre ore fa aspettavo un messaggio di aggiornamento e invece mi è arrivata questa mazzata che mi ha spezzato le gambe. E’ devastante immaginarlo morire in solitudine. Mi fa indignare chi nega o minimizza il Covid”, confessa Dodi.
“Il legame di questi 50 anni, le cose che abbiamo fatto insieme, ci hanno uniti forse anche più di un vincolo fraterno di sangue”, aggiunge. Con gli altri Pooh, Red Canzian, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, si piange al telefono in questa notte. Tra gli infiniti ricordi che legano Dodi a Stefano c’è una canzone dal titolo ‘Un vero amico’, di cui Battaglia aveva scritto la musica e D’Orazio il testo. “Lui e Valerio Negrini hanno scritto parole bellissime delle canzoni dei Pooh. Per farlo come hanno saputo farlo loro, devi avere una grande profondità. Stefano era romano, trasudava una grande umanità e bonarietà. Conoscendo entrambi i suoi genitori – racconta ancora Dodi – posso dire che aveva preso il meglio da ciascuno di loro: aveva una mamma straordinaria e un papà integerrimo. Stefano era una persona con tante virtù: trasparenza, onestà , sensibilità, intelligenza”.
D’Orazio fu il primo a lasciare i Pooh. “Contrariamente ai miei colleghi – ricorda Dodi – dopo aver tentato in tutte le maniere di farlo rimanere, una decina di giorni dopo rinunciai. Pensai che quella fosse la scelta giusta. Feci questo ragionamento: se lui è mio fratello (e lo fa non per scappare a 60 anni con una ballerina bulgara) evidentemente ha preso una decisione che devo rispettare. Un amico vero fa così. Allora gli dissi ‘se non ti senti bene insieme a noi, sii felice, fai il monaco buddista, apri una gelateria a Torvaianica, fai quello che vuoi'”. Anche quando gli altri Pooh non c’erano, Stefano c’era. “Venne al Dodi day a Bellaria per me. Prese la macchina e mi raggiunse con altri amici come Mario Biondi, Gigi D’Alessio, Il Volo. E’ stato proprio un vero amico, un fratello con me e spero – conclude – di esserlo stato anche io per lui”.
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Per la prima volta una donna vice capo della Polizia
E’ Maria Luisa Pellizzari, nominata dal Consiglio dei ministri
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07 novembre 2020
10:35
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Per la prima volta nella sua storia, la Polizia ha un vice capo donna: è il prefetto Maria Luisa Pellizzari, nominata dal Consiglio dei ministri, vice capo vicario della Polizia. Pellizzari, la cui nomina è stata voluta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal capo della Polizia Franco Gabrielli, è stata anche la prima donna a dirigere il Servizio centrale operativo, l’eccellenza investigativa del Corpo, e attualmente era alla guida degli istituti di istruzione.
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Rowling, L’Ickabog e quello che ci dicono i mostri
10 novembre esce in contemporanea fiaba online nel lockdown
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07 novembre 2020
11:03
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J.K. ROWLING, L’ICKABOG (SALANI, PP 320, EURO 19,80).
Scritta negli spazi tra un libro di Harry Potter e l’altro, L’Ickabog’, la fiaba inedita sul potere della speranza e dell’amicizia che J.K. Rowling leggeva ad alta voce ai suoi figli per addormentarli, arriva finalmente in libreria il 10 novembre in contemporanea mondiale, in edizione differente e unica per ogni Paese. In Italia esce per Salani, nella traduzione di Valentina Daniele, in edizione cartacea e in ebook, in memoria dell’editore recentemente scomparso “Luigi Spagnol, che ha profondamente contribuito a far amare i libri di J.K. Rowling in Italia”.
Finita in soffitta dove è rimasta incompiuta per oltre un decennio, ‘L’Ickabog’ sarebbe ancora lì se non fosse arrivata la pandemia da Covid-19. Durante i giorni del primo lockdown ha invece fatto compagnia a milioni di bambini, costretti a restare a casa, grazie alla decisione della scrittrice di pubblicare online, gratuitamente, i capitoli serializzati della storia. Ed è partito durante l’emergenza sanitaria, anche l’invito della Rowling ai bambini, tra i 7 e i 12 anni, a partecipare a un Torneo per le illustrazioni dell’Ickabog, che si è concluso il 24 luglio 2020. Adesso i vincitori sono gli illustratori del libro che uscirà con i loro disegni colorati, diversi in ogni Paese.
“Ho tirato fuori dalla soffitta la scatola polverosa piena di fogli scritti a mano e a macchina, e mi sono messa al lavoro.
I miei figli ormai adolescenti, che erano stati il primo pubblico dell’Ickabog, ogni sera hanno ascoltato i capitoli quasi ultimati. Di tanto in tanto mi chiedevano perchè avessi tagliato qualcosa che gli piaceva, e naturalmente ho ripristinato tutto ciò che mancava, meravigliandomi di quante cose ricordassero” racconta nella prefazione la Rowling della storia che “non ha mai subito grosse modifiche”. Tutti i diritti d’autore saranno donati dalla scrittrice per aiutare le persone colpite dal Coronavirus in Inghilterra e nel mondo.
Ma ‘L’Ickabog’ che cos’è? Il suo aspetto, a seconda di chi lo descrive, è simile a quello di un serpente, di un drago, di un lupo. Ma tutti concordano, racconta la Rowling, sul fatto che sia un mostro “che viveva nell’estremità nord del paese, in una vasta zona acquitrinosa buia e spesso nebbiosa, troppo pericolosa per gli umani”.
Siamo nel minuscolo regno di Cornucopia, governato da secoli da una stirpe di re dai capelli biondi, adesso dal benevolo Teo il “Temerario” che si sente così per aver, una volta, catturato e ucciso una vespa con l’aiuto di cinque valletti e del lustrascarpe. Il sovrano passa le sue pigre giornate tra banchetti e battute di caccia, con la fida compagnia dei lord Scaracchino e Flappone. Ma un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. L’Ickabog, alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi, sta arrivando. La leggenda dice che sputa fuoco, spara veleno, che mangia i bambini e le pecore e che se cerchi di ucciderlo guarisce magicamente. Tutto inventato per spaventare, secondo il buonsenso, eppure a volte le leggende prendono una loro vita.
“Ho avuto l’idea dell’Ickabog molto tempo fa. La parola ‘Ickabog’ deriva da ‘Ichabod’ che significa ‘senza gloria’ o ‘la gloria se n’è andata’. Credo capirete perchè ho scelto questo titolo quando avrete letto la storia, in cui sono trattati temi che mi hanno sempre interessata. Che cosa ci dicono di noi i mostri che evochiamo? Cosa deve succedere perchè il male si impossessi di una persona o di una nazione, e come si fa a sconfiggerlo? Perchè le persone scelgono di credere alle bugie, anche a fronte di prove esili o inesistenti?” sottolinea la Rowling. Dopo la saga di Harry Potter che ha venduto 500 milioni di copie, è stata tradotta in oltre 80 lingue e trasposta in 8 film di grandissimo successo, con ‘L’Ickabog’ la scrittrice ci regala una fiaba dove a vincere è la gentilezza, oggi sempre più rara.
Storia preferita del figlio Mackenzie Jean “che ha insistito per dieci anni perchè la scrivessi come si deve” e al quale è in primis dedicata, è una fiaba per bambini che piace agli adulti.
Re Teo il Temerario parte per un’improvvisa spedizione per dare la caccia all’Ickabog, “il mostro che non esiste” e i due giovani amici, Margherita della famiglia Di Maggio e Robi della famiglia Raggianti, entrambi del quartiere di Chouxville, vivranno un’incredibile avventura per svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo una volta scoperto speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.
Piena di ironia e fantasia a partire dai nomi dei personaggi, anche minori, come il professor Truffalmacco “con due occhiali così spessi che i suoi occhi sparivano nel nulla”, la vecchia vedova Bottone dalla parrucca rossa o il maggiordomo Otto Balzelli, ‘L’Ickabog’ è una fiaba che fa divertire e pensare con quella leggerezza che è profondità.
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Zaki: legale, udienza rinviata al 21
Per motivi di sicurezza legati alle elezioni in corso
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Zaki: legale, udienza rinviata al 21
Per motivi di sicurezza legati alle elezioni in corso
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IL CAIRO
07 novembre 2020
13:27
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E’ stata aggiornata al 21 novembre l’udienza sul rinnovo della custodia cautelare in carcere per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere al Cairo con l’accusa di propaganda sovversiva su internet. Lo ha riferito una sua legale, Hoda Nasrallah, sottolineando che non si tratta di un “prolungamento” della custodia, ma solo di un “rinvio” dell’udienza cui il giovane peraltro non ha potuto partecipare “per motivi di sicurezza legati alle elezioni politiche” in corso in due fasi in Egitto e oggi e domani anche nel governatorato del Cairo.
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Covid: i detenuti positivi sono più di 400
Garante, valori più alto tra il personale delle carceri
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07 novembre 2020
13:04
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Sono più di 400 i detenuti positivi al Covid e “un valore più alto” si registra tra il personale delle carceri. Lo rende noto l’Ufficio del Garante nazionale, che parla di un’estenzione del contagio “a ritmo sostenuto”.

Nell’ultima rilevazione del 28 ottobre scorso erano 150 i reclusi positivi. “I casi di positività – scrive il Garante – continuano a concentrarsi prevalentemente in sei Istituti, oltre due hub lombardi che funzionano da strutture ricettivo-sanitarie per le zone limitrofe, distribuendosi in numeri piccoli in altri 49 Istituti (molti con un singolo caso). Nessun caso nei rimanenti 135 Istituti. Una, quindi, situazione importante, ma che è tuttora sotto controllo”. .
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Truffe a migliaia di ragazzi su Instagram, sgominata banda
Proponeva in vendita capi mai consegnati, 2400 vittime
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MILANO
07 novembre 2020
11:39
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Gli agenti della Polizia Postale di Bologna e Milano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, hanno denunciato 12 persone di cui cinque arrestate per associazione per delinquere finalizzata truffa aggravata al termine dell’operazione “Safe social” A quanto emerso dalle indagini, offrivano in vendita capi di abbigliamento tramite Instagram, si trattava però di un a truffa ai danni giovani e giovanissimi internauti di tutta Italia, generalmente esperti utilizzatori della rete,.
La ‘banda, che operava dallïhinterland milanese (Rozzano, Buccinasco, San Donato Milanese, Lacchiarella), in un anno ha messo a segno truffe per oltre 250.000 euro.
Le vittime comperavano online capi d’abbigliamento che, però, non sono mai stati consegnati.
Gli utenti, accuratamente selezionati, venivano contattati su instagram e convinti a pagare con ricariche su carte prepagate.
I truffatori, con altri profili social, ricontattavano le vittime persuadendole poi ad effettuare un nuovo pagamento, con giustificazioni pretestuose come spese di dogana o problemi fiscali.
Lïanalisi dei movimenti di denaro sulle 15 carte prepagate utilizzate per raccogliere le somme , incrociati con i tabulati telefonici dei sodali ed ulteriori riscontri investigativi, hanno consentito di identificare 2.400 vittime di cui 1.600 minori.
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Violano coprifuoco e bruciano il tricolore a Cagliari
Raid al Bastione Saint-Remy, indagini Digos. Atto rivendicato
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CAGLIARI
07 novembre 2020
11:57
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Hanno violato il coprifuoco, hanno appeso una grande bandiera italiana sul Bastione di Saint-Remy e l’hanno incendiata. È successo a Cagliari nella prima giornata di coprifuoco.
Due o tre persone hanno raggiunto il monumento più famoso del capoluogo dopo le 22 e hanno dato fuoco al tricolore.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, ma i tre erano già fuggiti. La Digos della Questura di Cagliari ha avviato le indagini sull’episodio, recuperando i video delle telecamere della zona. I responsabili rischiano una denuncia per vilipendio alla bandiera.
Oggi è arrivata una rivendicazione del gesto giustificato con la volontà di protestare per pretendere che vengano fatti “investimenti per la nostra salute e per tutti coloro che stanno soffrendo in questo momento difficile per la nostra terra – scrivono in una mail – dobbiamo pretendere di non essere trattati più come una colonia. Invitiamo sardi e sarde a ribellarsi contro le leggi ingiuste di questo governo”.
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Dpcm: a Milano tanti al parco, centro quasi deserto
Gente a passeggio con famiglia e amici
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MILANO
07 novembre 2020
12:53
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A Milano, complice anche la bella giornata di sole e le temperature miti, sono tante le persone che in tarda mattinata si sono ritrovate al parco di Porta Venezia, dedicato a Indro Montanelli, per correre, portare a spasso il cane, ma anche passeggiare con la famiglia e gli amici. Il parco nel centro di Milano questa mattina appariva molto frequentato, quasi come un normale sabato mattina, nonostante il lockdown scattato da ieri anche in città.
Una scena simile a quella che si era vista anche durante il primo lockdown, a marzo, quando i cittadini nonostante i divieti frequentavano i parchi per passeggiare e non solo per fare sport. Il centro della città, corso Vittorio Emanuele e piazza del Duomo, stamattina verso mezzogiorno erano praticamente deserti, con solo pochissime persone a passeggio.
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Statua del Covid ha 3 richieste
Ad Albisola Superiore opera di Danilo Trogu. Costa 1.000 euro
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SAVONA
07 novembre 2020
13:42
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Una scultura in ceramica a forma di Coronavirus, in vendita a 1000 euro. E’ l’idea di un artista di Albisola Superiore (Savona), Danilo Trogu.
“L’idea mi è venuta durante il primo lockdown – spiega – quando un cliente mi ha chiesto di realizzarla per metterla in giardino. In seguito un altro cliente ha chiesto una replica dell’opera”. E così ora in vendita a 1000 euro c’è il terzo esemplare di virus del Covid-19, dipinto di smalto rosso. “Una scultura che fotografa perfettamente, senza bisogno di ulteriori commenti, il tragico periodo che stiamo vivendo” conclude Trogu. Che in vetrina, anche per “esorcizzare” un po’ il virus, ha circondato la scultura di statue della Madonna.
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Calabria,pazienti a rianimazione per mancanza posti letto
Delegato regione, ‘nessuna manipolazione dati’
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CATANZARO
07 novembre 2020
10:30
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“Dalle analisi effettuate è emerso che, in alcune Aziende ospedaliere, nei primi giorni di novembre si era verificato un aumento considerevole, e non in linea con i mesi precedenti, dei ricoveri in terapia intensiva.
Grazie a una interlocuzione con i responsabili delle unità operative, è stato verificato che, a causa della temporanea carenza di posti letto nei reparti di degenza ordinaria e di terapia sub-intensiva, alcuni pazienti, che non avevano bisogno di ventilazione meccanica assistita, perché non presentavano gravi criticità, erano stati ricoverati in Rianimazione”.
Così il delegato per l’emergenza Covid della Regione Calabria, Antonio Belcastro, in merito alla situazione inerente alla copertura dei posti letto per il Covid. “L’aggiornamento del Bollettino regionale è stato necessario per permettere una più corretta classificazione dei casi”, ha spiegato Belcastro, che definisce “una speculazione priva di fondamento” le ipotesi sulle manipolazioni delle cifre.
“Il trasferimento dei pazienti dalle Terapie intensive ai reparti di Malattie infettive e Pneumologia – ha proseguito Belcastro – ha fatto aumentare il tasso di saturazione (16%) dei posti letto di area medica, mentre il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva (6%) è ancora lontano dalla soglia di allerta, fissata al 30%”.
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Beatrice Venezi, io, le Sorelle di Mozart e la tv
Racconto le musiciste dimenticate. Sanremo? E’ il sogno di tutti
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07 novembre 2020
13:39
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Musiciste geniali, compositrici innovative, interpreti sublimi spesso dimenticate dalla storiografia ufficiale. Sono ‘Le sorelle di Mozart’ raccontate nel nuovo libro di Beatrice Venezi, in uscita per Utet il 10 novembre, mentre la bacchetta di origini lucchesi, 30 anni, lontana dal podio per via delle restrizioni anti Covid, veste i panni del giudice in tv ad AmaSanremo.
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“L’idea di questo libro è nata durante il lockdown: dopo il successo di ‘Allegro con fuoco’ (uscito nel 2019, ndr) con la casa editrice abbiamo pensato di allargare il messaggio a un pubblico ancora più vasto”, spiega Venezi, direttore dell’Orchestra della Toscana e dell’Orchestra Milano Classica, esperta del repertorio pucciniano, che ha calcato il podio in tutto il mondo, dal Giappone all’Argentina, dal Libano al Canada. In una galleria appassionante, tra vite private, talento e determinazione, intraprendenza e tecnica, ecco Ildegarda di Bingen, devota di Sant’Orsola nell’alto Medioevo, monaca geniale che usava il canto per comunicare con Dio. Le grandi compositrici del Barocco, Maddalena Casulana, Barbara Strozzi, Francesca Caccini. E poi nel Sette-Ottocento Nannerl Mozart, la sorella di Wolfgang Amadeus, eccellente compositrice, pianista, insegnante di clavicembalo. La sorella di Mendelssohn, Fanny, prolifica, creativa, instancabile. E ancora Clara, la moglie di Schumann. Fino ad arrivare ai giorni nostri, a Maria Callas, Nadia Boulanger, Martha Argerich, Björk.
Beatrice Venezi ha accettato “con gioia” il ruolo di giudice ad AmaSanremo, il programma condotto da Amadeus su Rai1 per dare spazio ai giovani che si giocano il grande salto verso l’Ariston. “E’ un’esperienza positiva, anche sfidante, confrontarmi con un genere completamente diverso dal mio e formulare un giudizio in 45 secondi davanti alla tv. Mi sento perfettamente a mio agio, grazie ad Amadeus e ai miei compagni di avventura, Luca Barbarossa, Morgan e Piero Pelù: chiaramente il mio orecchio capta aspetti diversi, perché veniamo da background diversi, ma credo che questa ricchezza sia interessante anche per ragazzi”. “Se mi piacerebbe ripetere l’esperienza al Festival? Il palco di Sanremo è il sogno di tutti. Perché no?”.   VAI ALLA POLITICA

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