Ultimo aggiornamento 9 Dicembre, 2020, 13:14:06 di Maurizio Barra
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Covid: Fornaro, pericolose le fughe in avanti
Servono unità e collaborazione
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07 dicembre 2020
07:20
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“In questa fase della pandemia serve come non mai unità e collaborazione istituzionale tra regioni e stato. Le fughe in avanti come quelle del Presidente dell’Abruzzo non solo non servono ma sono pericolose.I cittadini, infatti, non possono essere quotidianamente raggiunti da messaggi contraddittori ma al contrario si deve ribadire a ogni livello che occorre ancora la massima prudenza nei comportamenti individuali e collettivi.
Soltanto con prudenza e responsabilità si può contrastare la diffusione di Covid 19”. Lo afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.
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Recovery: Bellanova, Iv non vota testo al buio
Ricevuto alle 2 di stanotte ma 209mld non sono fatto privato
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07 dicembre 2020
11:55
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“209 miliardi non sono un fatto privato. Ho ricevuto alle 2 di stanotte un testo, senza avere il tempo di un approfondimento puntuale.
Una pratica inaccettabile e discutibilissima, soprattutto se è in gioco il futuro del Paese. Equivale a chiedere di votare al buio. Italia Viva non lo ritiene possibile”. Lo dichiara Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv al governo.
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Il Papa sarà in Iraq dal 5 all’8 marzo 2021
Tappe a Bahadad, Erbil, Mosul, Qaraqosh
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CITTA DEL VATICANO
07 dicembre 2020
12:04
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“Accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa cattolica locale, Papa Francesco compirà un viaggio apostolico nel suddetto Paese dal 5 all’8 marzo 2021, visitando Baghdad, la Piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, la città di Erbil, così come Mosul e Qaraqosh nella Piana di Ninive”. Lo riferisce il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni precisando che “a suo tempo sarà pubblicato il programma del viaggio, che terrà conto dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria mondiale”.
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Cashback, difficoltà per registrare le carte sulla app Io
Sistema si blocca, errore nel caricamento. PagoPa si scusa
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07 dicembre 2020
12:07
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“Si è verificato un errore temporaneo nel salvataggio di questa carta”. “Non siamo riusciti a recuperare la tua carta PagoBancomat’ “Non è stato possibile caricare i tuoi metodi di pagamento, riprova per piacere”.
Sono alcuni dei messaggi cui si sono trovati di fronte gli utenti che hanno cercato di iscriversi al Cashback sulla app Io. Il sistema si blocca al momento di indicare i sistemi di pagamento elettronico con cui si intende partecipare al programma. PagoPa, che gestisce l’infrastruttura, si è scusata per i disservizi e garantisce di essere al lavoro per risolvere tutti i problemi.
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Sala, ho deciso di ricandidarmi a sindaco di Milano
Sindaco, sento che posso, anzi che voglio farlo
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07 dicembre 2020
13:06
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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, correrà per un secondo mandato. “Alla fine di questa lunga riflessione ho deciso di ricandidarmi alla carica di sindaco di Milano – ha spiegato Sala in un video sulle sue pagine social – In più riprese ho sottolineato che volevo essere totalmente sicuro e di avere le energie fisiche e mentali indispensabili per impegnarmi per un altro quinquennio Ora sento che posso farlo, anzi sento che voglio farlo”.
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Recovery: Gentiloni, aspettiamo dettagli piano italiano
Molti paesi non lo hanno ancora presentato
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BRUXELLES
07 dicembre 2020
13:11
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Le linee guida del Recovery plan italiano “sono coerenti con l’impostazione Ue ma non abbiamo ricevuto ancora il piano, il governo comincerà a discuterlo oggi a Roma quindi ci potremo pronunciare su aspetti specifici quando lo riceviamo”: lo ha detto il commissario all’economia paolo Gentiloni rispondendo alle domande degli eurodeputati. Gentiloni ha precisato che anche molti altri Paesi non hanno ancora presentato il piano di ripresa alla Commissione.
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Inchiesta per corruzione, 8 arresti, anche sindaco Lunigiana
‘Vantaggi a coop centri per minori in cambio assunzioni’
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FIRENZE
07 dicembre 2020
13:31
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Otto persone sono state messe agli arresti domiciliari per un’inchiesta dei carabinieri di Massa (Massa Carrara) su presunti vantaggi a una cooperativa, la Serinper che gestisce strutture protette per l’accoglienza di minori e nuclei familiari disagiati, in cambio di “assunzioni di parenti e amici di funzionari pubblici e di coloro che, per qualche ragione, erano reputati ‘utili alla causa'”. Tra i destinatari delle misure di custodia cautelare il sindaco di Villafranca in Lunigiana, tre dirigenti della cooperativa, tre dipendenti pubblici e un ex giudice onorario presso il tribunale dei minori di Firenze.
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L’inchiesta, coordinata dalla procura di Massa, avrebbe svelato, spiegano gli inquirenti, “un collaudato sistema corruttivo” che avrebbe permesso ai dirigenti della coop di ottenere “l’accumulo di ingenti profitti economici massimizzati dall’inserimento di utenti all’interno delle strutture in numero notevolmente superiore a quello consentito per legge, e dalla sistematica elusione dell’osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con i vari enti della P.A.”. Gli investigatori spiegano che sarebbero emerse “gravissime violazioni degli standard minimi richiesti”, consistete nel dare agli ospiti delle strutture, anche minori, “cibo di scarsa qualità e in quantità insufficienti”, nel “non garantire le condizioni igienico-sanitarie adeguate e assistenza di personale qualificato”, “nel far dormire i minori in giacigli di fortuna, nonché nel vessarli con continue minacce e sottoporli a manovre di costrizione fisica denominati ‘contenimento'”.
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Covid: Zaia, vogliamo campionare popolazione
Governatore, trovo strano non sia imposto nella sanità pubblica
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VENEZIA
07 dicembre 2020
13:42
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Vogliamo campionare la popolazione del Veneto per capire come il virus si è stratificato”. Lo annuncia il presidente Luca Zaia, spiegando che lo studio toccherà tutta la regione.
“Trovo strano – aggiunge – che il campionamento non si sia imposto nella sanità pubblica”. Il governatore ha poi riferito che in Veneto attualmente sono occupati negli ospedali 572 posti in terapia intensiva, tra malati Covid e non; sono 50 in più rispetto a marzo, ma il potenziale della regione – spiega — “è di mille terapie intensive”.
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Recovery: bozza, 125 pagine con obiettivi e riforme
Riforme da giustizia a transizione ecologica
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07 dicembre 2020
15:10
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E’ di 125 pagine ed è divisa in quattro parti la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza su cui è al lavoro il governo. Il testo traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti, l’attuazione e il monitoraggio del piano e la valutazione dell’impatto economico.
Le riforme e gli investimenti mirano a “una transizione ‘green, smart and healthy’. E riguardano: riforma della giustizia; digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca, parità di genere, coesione sociale e territoriale; e salute.
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Bozza Recovery Plan da 196 mld, Green primo per risorse
48,7 mld a digitalizzazione, 27,7 per mobilità, 9 a sanità
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07 dicembre 2020
15:13
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Ammontano a 196 miliardi le risorse che, secondo la bozza del Recovery plan – testo sul quale non c’è ancora il via libera del Cdm – il governo metterà per le sei macro-aree del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Alla digitalizzazione e innovazione saranno destinati 48,7 miliardi, all’area “rivoluzione verde e transizione ecologica” andranno 74,3 miliardi, al settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi.
Il capitolo “istruzione e ricerca” può contare su 19,2 miliardi, quello sulla Parità di genere su 17,1 miliardi, secondo la bozza. L’area sanità, infine, conterà su 9 miliardi.
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Fisco: Mef, con Covid entrate 10 mesi -22,4 mld
-12 mld solo per gettito Iva
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07 dicembre 2020
15:23
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Nel periodo gennaio-ottobre 2020, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 337.368 milioni di euro, segnando una riduzione di 22.462 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-6,2%). Lo comunica il Mef.
La variazione negativa riflette sia il peggioramento congiunturale sia le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria e, in particolare, quelle che hanno sospeso o hanno ridotto i versamenti di alcuni tributi per specifiche categorie di contribuenti.
Per il solo gettito Iva la riduzione è di 12.333 milioni di euro (pari a -12%) ed è in particolare riconducibile alla componente degli scambi interni (-9.020 milioni di euro pari a -9,9%), per effetto del rinvio dei versamenti dell’Iva.
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Mes: Gelmini, mediazione dentro FI per voto coeso
Lavoriamo a risoluzione che unisca sensibilità
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07 dicembre 2020
15:25
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“Ad oggi stiamo lavorando perché, attraverso una risoluzione che tenga conto di tutte le sensibilità” di Forza Italia “ci sia un voto coerente con le indicazioni di Berlusconi”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, su Rai Radio1 al Giornale radio, parlando della posizione di forza Italia sul voto di mercoledì sulla risoluzione per la riforma del Mes.
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Papa: vicino a medici e infermieri, grazie per tenerezza
Il messaggio in un tweet
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CITTA DEL VATICANO
07 dicembre 2020
15:36
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“Voglio essere vicino a tutti i medici e gli infermieri in questo momento in cui la pandemia ci chiama ad essere vicini agli uomini e alle donne che soffrono. Grazie per la vicinanza, grazie per la tenerezza, grazie per la professionalità con cui vi prendete cura degli infermi”.
Lo dice Papa Francesco in un tweet.
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Covid: Emiliano, zona arancione per venti comuni in Puglia
Nelle province Foggia e Bat, e Murgia Barese. Ci saranno ristori
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BARI
07 dicembre 2020
18:05
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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo l’assenso del ministro Speranza, ha istituito con ordinanza la zona arancione per venti Comuni. Si tratta di Andria, Barletta, Bisceglie e Spinazzola per la provincia Bat; Accadia, Ascoli Satriano, Carapelle, Cerignola, Lucera, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta, Foggia e Monte Sant’Angelo della provincia di Foggia; Altamura e Gravina nella Murgia barese.
L’ordinanza sarà in vigore da domani 8 dicembre e fino al 14 dicembre.
Dopo l’area gialla decretata domenica per tutta la Puglia, questi 20 comuni sono stati segnalati dal dipartimento Salute della Regione – spiega il governatore Michele Emiliano – perché vi “permangono situazioni di rischio epidemiologico'”. La Regione, “nei limiti dello stanziamento disposto dal Governo con il decreto Ristori quater, farà fronte ai ristori per le categorie interessate”.
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Di Maio in autoisolamento fiduciario
Lo si apprende dallo staff del ministro
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07 dicembre 2020
18:10
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Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio è in autoisolamento fiduciario e continuerà a lavorare in videoconferenza seguendo i principali dossier internazionali e di governo. Lo si apprende dallo staff del ministro dopo la notizia della positività della ministra degli Interni Luciana Lamorgese.
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Covid: Chiappani, raccolti elementi su inizio emergenza
Sentito a Bergamo epidemiologo Merler
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BRESCIA
07 dicembre 2020
21:24
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Stefano Merler, ascoltato per cinque ore in procura a Bergamo come persona informata sui fatti, “ha offerto elementi per ricostruire la storia dei piani pandemici, o simili, e per inquadrare la gestione all’inizio dell’emergenza. È ciò che ci interessa capire”.
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Lo afferma il procuratore Antonio Chiappani, che ha interrogato l’epidemiologo con l’aggiunto Cristina Rota e i pm titolari del fascicolo.
Merler aveva realizzato la prima proiezione italiana dei dati cinesi sul Covid-19, una ricerca intitolata ‘Scenari di diffusione di 2019-NCOV in Italia e impatto sul sistema sanitario nazionale’ poi utilizzata dal Governo italiano per stilare un piano pandemico dopo che nel 2017 il direttore dell’OMS, Ranieri Guerra, aveva indicato al Ministero della Salute la necessità di rifare il piano, che era vecchio del 2006.
La ricerca di Merler venne prima ‘secretata’ dal Governo e poi usata per stilare le misure per fronteggiare la pandemia.
L’esperto è stato sentito proprio sul capitolo relativo all’esistenza o meno di un piano pandemico, per fare chiarezza su quanto accaduto tra febbraio e marzo e valutare così l’operato dei dirigenti della sanità lombarda, dei medici e degli operatori in Provincia di Bergamo, durante la prima ondata dell’epidemia di Covid che ha visto morire migliaia di persone.
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Il Papa a Piazza di Spagna e a Santa Maria Maggiore
A sorpresa alle 7 di mattina, ha reso omaggio all’Immacolata
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CITTA DEL VATICANO
08 dicembre 2020
10:26
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Il Papa a sorpresa si è recato questa mattina presto a Piazza di Spagna e a Santa Maria Maggiore per un omaggio alla Madonna nel giorno dell’Immacolata.
Aveva annunciato nei giorni scorsi che non sarebbe andato per evitare assembramenti.
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E invece lo ha fatto in un momento in cui nella piazza centrale di Roma c’era solo poca gente e i vigili del fuoco pronti a portare fin sopra la colonna l’omaggio floreale. “Alle ore 7.00 di questa mattina, nella Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre si è recato in Piazza di Spagna per un atto di venerazione in forma privata a Maria Immacolata”, riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. “Alle prime luci dell’alba, sotto la pioggia, ha deposto un mazzo di rose bianche alla base della colonna dove si trova la statua della Madonna e si è rivolto a Lei in preghiera, perché vegli con amore su Roma e sui suoi abitanti, affidando a Lei tutti coloro che in questa città e nel mondo sono afflitti dalla malattia e dallo scoraggiamento. Poco prima delle 7.15 Papa Francesco ha lasciato Piazza di Spagna – riferisce ancora Bruni – e ha raggiunto Santa Maria Maggiore dove ha pregato davanti all’icona di Maria Salus Popoli Romani e celebrato la Messa nella Cappella del Presepe.
Ha poi fatto ritorno in Vaticano”.
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Via al cashback ma app Io ancora intasata
Sistema si blocca nel registrare carte e app di pagamento
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08 dicembre 2020
11:05
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Cashback di Stato al via a partire da oggi sulle spese con carte di credito, app e bancomat ma la app dei servizi pubblici Io è ancora intasata e in molti casi non permette proprio di registrare le carte. L’iscrizione, a prova empirica, è filata liscia durante la notte, ma già nelle prime ore del mattino l’applicazione si bloccava nel tentativo di registrare i metodi di pagamento con cui partecipare al programma di rimborsi.
Il servizio è quindi attivo appieno per chi si era già registrato alla app prima del Cashback.
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Recovery: Weber, Ungheria-Polonia? C’è opzione piano B a 25
‘Budapest e Varsavia isolate’
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BRUXELLES
08 dicembre 2020
11:32
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“Per il Parlamento europeo non si rinegozia nella sostanza l’accordo che è stato raggiunto nei triloghi” con il Consiglio e la Commissione Ue sul pacchetto economico che comprende il Recovery fund ed il Quadro finanziario pluriennale. Lo ha detto il presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber conversando con i giornalisti.
“I 25 sono uniti, mentre Polonia e Ungheria sono isolate e dobbiamo a questo punto sostenere un piano B a 25, l’idea di Ursula von der Leyen, che è una opzione sul tavolo anche se nessuno la vuole, ed è un chiaro segnale per i nostri partner”, ha aggiunto.
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Papa: indulgenza plenaria per un anno,sguardo a malati Covid
Il 2021 dedicato a San Giuseppe
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CITTA DEL VATICANO
08 dicembre 2020
13:05
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“Nell’attuale contesto di emergenza sanitaria, il dono dell’Indulgenza plenaria è particolarmente esteso agli anziani, ai malati, agli agonizzanti e a tutti quelli che per legittimi motivi siano impossibilitati ad uscire di casa”: è quanto si legge nel decreto che stabilisce, per volere del Papa, un anno dedicato a San Giuseppe. L’indulgenza è concessa a chi “distaccato dal peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene”, reciterà un atto di pietà in onore di San Giuseppe.
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Fisco: addizionali Irpef +52% in 10 anni, top Roma e Lazio
Studio Elexia, nel 2018 onere medio 568 euro
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08 dicembre 2020
13:07
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È boom per il gettito delle addizionali Irpef regionali e comunali: +52% in un decennio. Nel 2018 l’incasso ha raggiunto i 17,3 miliardi di euro, pari al 10,6% dell’intera torta Irpef.
L’onere medio su chi è soggetto a questo tributo aggiuntivo è così balzato a 568 euro annui (367 nel 2009). Le addizionali riguardano 30 milioni di contribuenti, tre quarti del totale. E’ quanto emerge da un’analisi del network Elexia realizzata su dati Mef, anno di imposta 2018 che ha calcolato la media riferendosi ai soli contribuenti soggetti alle addizionali. Il record spetta a Roma e Lazio .
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Conte a maggioranza, serve coesione per battersi in Ue
Bene dialettica ma sia costruttiva e non distragga da obiettivi
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09 dicembre 2020
09:45
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“Il governo ha bisogno anche della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Ue. Il confronto dialettico è segno di vitalità e ricchezza ma è senz’altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo e che non ci distragga dagli obiettivi”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni alla Camera.
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Mes: Conte, riconsiderare radicalmente struttura e funzione
Sia trasformato in strumento diverso
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09 dicembre 2020
09:46
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“Devono essere riconsiderate in maniera radicale struttura e funzione del Mes affinchè sia trasformato in uno strumento diverso”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un passaggio del suo intervento alla Camera.
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Mes: Iv firma risoluzione maggioranza
Dopo aver ascoltato comunicazioni premier Conte in Aula
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09 dicembre 2020
09:57
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Iv, dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera, firmerà la risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes. E’ quanto si apprende da fonti Iv, appena terminato l’intervento del presidente del Consiglio.
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Bonetti: pronta a dimettermi se Conte non ritira task force
Boccia, se ne assumerà la responsabilità
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09 dicembre 2020
10:05
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“Io sarei pronta a dimettermi nel momento in cui non avrei più la possibilità di rispondere al giuramento che ho fatto. Ho giurato sulla Costituzione Italiana che prevede un processo democratico che deve essere tutelato e mantenuto.
Nel momento in cui non fossi messa nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, sì sarei pronta anche a dimettermi”. Lo ha detto la ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia Elena Bonetti a Radio Capital rispondendo alla domanda: “Se Conte non ritira la task forse lei sarebbe pronta a dimettersi?”.
“Se ne assumerà le sue responsabilità, come il suo partito”, ha replicato il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.
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Ok Verdi Ue a ingresso 4 ex eurodeputati M5S
Nel Gruppo ambientalista al Pe, Corrao Pedicini, D’Amato e Evi
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BRUXELLES
09 dicembre 2020
10:25
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Il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo ha appena deciso per acclamazione di ufficializzare l’ingresso dei quattro ex eurodeputati del M5S che hanno lasciato la delegazione pentastellata europea. Si tratta di Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi.
Lo si apprende a Bruxelles.
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Mes: risoluzione c.destra, serva a sostenere settore sanità
Documento impegna Italia a non firmare termini ratifica accordo
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09 dicembre 2020
11:10
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La risoluzione del centrodestra impegna il governo a non firmare a nome dell’Italia i termini dell’accordo sulla ratifica della riforma del MES raggiunti il 30 novembre dall’Eurogruppo, proponendo di mettere le risorse del MES nella disponibilità della Commissione europea secondo gli indirizzi del Parlamento Europeo per misure di sostegno delle filiere economiche maggiormente colpite dalla crisi da Covid 19 e per finanziare investimenti specifici in ambito sanitario. E’ un passaggio della risoluzione unitaria del centrodestra depositata a Montecitorio e sottoscritta dai capigruppo Riccardo Molinari (Lega), Maristella Gelmini (Fi), Francesco Lollobrigida (FdI) e Maurizio Lupi (Noi con l’Italia).
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P.a si ferma. Sciopero per contratto, sicurezza e assunzioni
Dadone, non ridurre tutto a risorse. Sindacati, inaccettabile
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09 dicembre 2020
11:11
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I lavoratori della pubblica amministrazione scioperano oggi a sostegno del rinnovo del contratto, scaduto a fine 2018, per un piano di assunzioni e per una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella scuola scioperano solo i lavoratori impegnati nei nidi e nelle materne.
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Negli altri comparti (sanità, enti locali, e servizi centrali) sono garantiti i servizi essenziali. Potranno quindi saltare le visite specialistiche ambulatoriali e le prestazioni non urgenti mentre sono garantiti gli interventi urgenti e in generale l’assistenza in ospedale.
Per domani la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha convocato i sindacati sul rinnovo del contratto. “Per me se la questione si riassume soltanto in dare più risorse o non dare più risorse – ha detto Dadone in un’intervista a Radio anch’io – trovo che sia riduttivo anche l’effetto dello sciopero stesso. Allora si cala la maschera. Per me il punto dovrebbe essere sulla valorizzazione del personale”.
Parole giudicate dai sindacati “inaccettabili”. “La ministra Dadone non comprende la gravità delle sue affermazioni”, affermano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa. “Rispetto alla convocazione, ricordiamo alla ministra che la responsabilità dello sciopero è di chi non ha trovato tempo dal 20 ottobre, giorno della proclamazione dello stato di agitazione, per incontrare i sindacati. Convocarci per il 10, quando c’erano molti giorni per avviare il confronto prima, è stata una sua scelta”, sottolineano.
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Mes: Calenda,Iv fa sul serio?Voti risoluzione +Europa-Azione
“Noi non voteremo la risoluzione di maggioranza”
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09 dicembre 2020
11:11
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“Azione e Più Europa non voteranno la risoluzione della maggioranza sul Mes in quanto ridicola e indefinita nei contenuti. Se Italia viva fa sul serio, può votare la nostra, altrimenti dopo tanti strepiti, tarallucci e vino.
As usual”. Lo scrive su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda.
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Governo: D’Incà,follia farlo cadere, dopo ci sarebbero urne
Ci sono tecnici bravissimi che rispondono a paese
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09 dicembre 2020
11:51
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“Sarebbe una follia far cadere in questo momento il governo. Il passo successivo sarebbero solo le urne”.
Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’incà in un’intervista a radio 1.
Parlando della task force per il recovery, il ministro aggiunte: “Ci sono tecnici bravissimi che rispondono al nostro paese. Per il resto occorre fare come sul ponte Morandi: correre”.
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Ambasciatore Perrone,Iran colga nuove possibilità di dialogo
Incontro con il presidente conservatore del Parlamento Qalibaf
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09 dicembre 2020
12:04
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L’ambasciatore italiano a Teheran, Giuseppe Perrone, è stato ricevuto ieri dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, esponente di punta dello schieramento conservatore. Lo fa sapere in un comunicato l’ambasciata italiana, riferendo che durante il colloquio Perrone ha auspicato “che la Repubblica islamica possa cogliere a pieno le possibilità di dialogo che si creeranno nei prossimi mesi” con l’insediamento del nuovo presidente Joe Biden negli Usa.
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Qalibaf, prosegue la nota, ha confermato all’ambasciatore italiano il perdurante interesse al pieno ripristino dell’accordo nucleare con l’arrivo della nuova amministrazione americana. Ma allo stesso tempo, come indica il resoconto dell’incontro fornito dall’agenzia iraniana Irna, il presidente del Parlamento ha rivolto critiche a Francia, Germania e Gran Bretagna, i tre Paesi europei firmatari dell’accordo sul nucleare del 2015, per una loro dichiarazione che inviterebbe “il governo a non applicare una legge ufficiale dello Stato”. Si tratta della legge appena approvata dal Parlamento iraniano che impegna il governo ad ulteriori passi di disimpegno dall’accordo nucleare.
Durante l’incontro è stato sottolineato il rilievo dei rapporti bilaterali tra Italia e Iran, che il prossimo anno celebreranno i 160 anni dal loro avvio ufficiale. Qalibaf, ex sindaco di Teheran ed ex generale delle Guardie della rivoluzione, ha sottolineato l’amicizia nei confronti dell’Italia e l’importanza che essa svolga un ruolo di primo piano nel sostenere il dialogo con la Repubblica islamica.
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Mes: Meloni, sì di Gualtieri è disprezzo democrazia
Mes sanitario è una fregatura
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09 dicembre 2020
12:09
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“Gualtieri ha già preso l’impegno di dire si alla riforma, il segno del disprezzo verso il Parlamento e la democrazia di questo governo. Il Mes sanitario è una fregatura che vuole essere presa solo da chi vuole la benevolenza della Merkel”.
Lo afferma la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervenendo nell’aula di Montecitorio. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA CRONACA VAI ALLA TECNOLOGIA VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE
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Recovery: Polonia, compromesso con Ungheria e Germania
Lo annuncia il vice premier di Varsavia citato da Bloomberg
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09 dicembre 2020
12:26
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Polonia e Ungheria hanno trovato un compromesso con la Germania per sbloccare il Recovery e il bilancio Ue, finora tenuti in ostaggio dalla minaccia di veto posta da Budapest e Varsavia per il dossier sullo stato di diritto . Lo riferisce il vice premier polacco Jaroslaw Gowin citato dall’agenzia Bloomberg.
“Per ora abbiamo un accordo tra Varsavia, Budapest e Berlino. Credo che l’intesa possa includere le altre 24 capitali europee” entro venerdì, al termine del Consiglio europeo, ha detto Gowin ai giornalisti.
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Recovery: Alt Iv, ‘Non votiamo testo al buio’
Faraone: “Conte freni e riveda la sue posizioni”
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07 dicembre 2020
19:17
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Lungo Cdm sul Recovery Plan, avanti fra successive sospensioni. E domani si replica, in un clima ancora teso con Iv che – oltre a non firmare una risoluzione di maggioranza sul Mes – minaccia di non votare se venisse inserito nella manovra un emendamento sulla governance del piano: si va verso un decreto ad hoc.
“Abbiamo impedito i pieni poteri a Salvini non per consegnarli nelle mani di Conte, a cui comunque è stata data la più grande libertà di azione mai vista da un premier in democrazia , così come era giusto fare durante la pandemia.
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Fin qui si è governato con i dpcm, oggi si vuole commissariare anche il Cdm, tra l’altro composto, secondo chi lo guida, dai migliori ministri del mondo, con una struttura e un piano di interventi che non abbiamo nemmeno visto. L’auspicio è che Conte freni e riveda le sue posizioni”, lo ha detto il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone a Omnibus. Quanto al voto di mercoledì sulla riforma del Mes, “spero – sostiene il capogruppo Iv al Senato – che il M5S voti si alla riforma del Mes, sarà un voto decisivo quello di mercoledì per confermare lo spirito convintamente europeista del nostro governo. L’appello che faccio poi a Forza Italia è di evitare lo strappo contro l’Europa , proprio loro che sono nel Ppe. C’è un tema di solidarietà tra paesi europei e un tema di governance che non va sottovalutato. Vorrei che sul Mes ci fosse in Parlamento la stessa maggioranza che ha eletto a Bruxelles Ursula Von der Leyen “.
Intanto il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, a Radio 24 afferma che sulla condivisione dello schema del Recovery Plan “ci sarà la maggioranza. Il premier non può andare in Europa senza un mandato chiaro di una maggioranza parlamentare. Non si tratta in questo caso dell’utilizzo del Mes, perché su quello deciderà il Parlamento”. Sulla task force del Recovery Fund e le ipotesi di crisi per le divisioni nella maggioranza, Provenzano ha aggiunto: “chi si assume questa responsabilità ne trarrà le conseguenze. Ma credo che tutte le forze politiche stiano capendo. Vedremo cosa succederà dopodomani”.
“Costruire una struttura parallela di cui il Parlamento non sa nulla è evidente che è un modo per esautorare il Paese dalla progettazione del proprio futuro”. E’ quanto sottolinea, prima di entrare a Palazzo Chigi, la ministra per le Politiche per la famiglia, esponente di Iv, Elena Bonetti. “Italia Viva entra in questo Consiglio dei ministri con una preoccupazione che è l’Italia, gli italiani che hanno perso il lavoro. Noi ci preoccupiamo di questo e non di moltiplicare poltrone e consulenze. C’è una sanità che ha bisogno di investimenti quindi il Mes va usato”, aggiunge.
“209 miliardi non sono un fatto privato. Ho ricevuto alle 2 di stanotte un testo, senza avere il tempo di un approfondimento puntuale. Una pratica inaccettabile e discutibilissima, soprattutto se è in gioco il futuro del Paese. Equivale a chiedere di votare al buio. Italia Viva non lo ritiene possibile”. Lo dichiara Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv al governo.
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Covid, riunione Governo-Regioni sul piano vaccini. Boccia e Speranza a Marsilio: “Revocare ordinanza sull’Abruzzo”
Il Molise verso una zona gialla ‘rafforzata’
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CAMPOBASSO
08 dicembre 2020
10:50
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Un hub per la distribuzione dei vaccini in ogni Regione, oltre 28 milioni di dosi a disposizione entro la fine di marzo, un’indagine sierologica per valutare qualità e durata della risposta del vaccino sulla popolazione, quasi 6,5 milioni di italiani che rientrano nelle categorie ‘prioritarie’ da vaccinare, la possibilità che anche i medici in pensione possano dare un contributo per sgravare il personale degli enti locali. Il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri ha illustrato gli ultimi aggiornamenti del piano vaccini alle Regioni nella riunione convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.
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A partire proprio dallo screening su un “campione rappresentativo” di vaccinati “stratificati per area geografica, età, genere e stato di salute” che verrà realizzato sul campo dall’Istituto superiore di Sanità. L’obiettivo è quello di valutare la “specificità della risposta immunitaria, la durata della memoria immunologica e identificare i correlati di protezione”.
L’Italia si avvia a non avere più zone rosse ma resta il “caso Abruzzo”. I ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza hanno scritto una lettera congiunta al Governatore dell’Abruzzo per invitarlo a sospendere l’ordinanza con la quale ha decretato il passaggio della Regione da zona rossa a quella arancione. “La invitiamo e la diffidiamo – si legge – a revocare ad horas l’ordinanza regionale ricordandole le gravi responsabilita’ che potrebbero derivare dalle misure da lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini”.
Speranza, trovare equilibrio tra poteri di Stato e Regioni – “Dobbiamo capire come si costruisce un equilibro tra poteri dello Stato e delle Regioni. In questi anni, nel nostro Paese spesso abbiamo oscillato tra posizioni ultra federaliste e ultracentraliste”, ma “entrambe sono sbagliate. Dopo l’epidemia sarà importante aprire una discussione serena per trovare un punto di vista corretto tra competenze dello Stato e funzioni, molto rilevanti, delle autonomie territoriali. Questo è valido in particolare per la salute”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, durante la presentazione dell’Osservatorio sul Federalismo in Sanità di Cittadinanzattiva
MOLISE – Sospesa l’attività di didattica in presenza anche per le scuole primarie e secondarie di primo grado e disposto il divieto di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico per motivi diversi da esigenze di lavoro, salute o di comprovata necessità. E’ quanto prevede, tra l’altro, la nuova ordinanza del presidente della Regione Molise, Donato Toma, in vigore da oggi e fino al 7 gennaio. Reiterato anche, in considerazione del probabile esodo nel periodo natalizio, l’obbligo di isolamento fiduciario per le persone che dovessero rientrare in Molise senza aver eseguito, con esito negativo, un tampone antigenico.
PUGLIA – “Chiederemo a Speranza nuove misure restrittive per alcune aree della Puglia. Con il passaggio da zona arancione a zona gialla si scatena un sentimento di liberi tutti. Ma non funziona così, siamo in piena seconda ondata. Alcuni sindaci ci parlano di gente che scende in strada a festeggiare come se avessimo vinto un campionato”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, a ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. Ieri la Puglia è passata da zona arancione a zona gialla.
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Per Lopalco “non è una buona idea questa distinzione delle regioni per colori. Fino a metà dicembre serve prudenza”.
IL ‘CASO’ ABRUZZO – Questa mattina l’Abruzzo si è risvegliato in zona arancione dopo la contestata (dal Governo) Ordinanza emanata ieri sera dal presidente Marsilio che permette la riapertura dei negozi di abbigliamento, calzature e articoli di gioielleria che avevano dovuto abbassare le saracinesche con l’avvio della zona rossa. La riapertura c’è stata in un clima di confusione per gli eventi accavallatisi nella serata di ieri. Il Direttore Regionale di Confesercenti Lido Legnini: “Con l’Ordinanza in vigore chi vuole oggi ha potuto riaprire. Auspicavamo una riapertura in accordo fra Regione e Governo ma va bene lo stesso perché si può tornare ad una apertura completa del commercio fisso. Abbiamo anche però chiesto alla Prefetture che in caso di cambiamenti di Ordinanze ci sia una comunicazione tempestiva alle associazioni di categoria e ai commercianti”. Marina Dolci, titolare del centralissimo negozio di via Roma a Pescara: “Con l’Ordinanza della Regione possiamo riaprire come abbigliamento e calzature e lo facciamo a ridosso dell’8 dicembre sperando di poter riprendere a lavorare dopo due settimane durissime”. Oggi nel capoluogo adriatico, complice anche il ponte dell’Immacolata Concezione e le scuole (quelle che hanno continuato in presenza) chiuse, non si vede molta gente in giro. Anche a Chieti chi ha voluto ha potuto riaprire anche se nel capoluogo teatino il lunedì mattina è giorno di chiusura settimanale.
In Abruzzo, a differenza delle altre regioni è stato lo stesso presidente Marsilio a firmare in queste ore il passaggio di colore dopo “aver avvisato il ministro Speranza”. Il Governatore aveva lui stesso sottoscritto un’ordinanza per entrare in zona rossa lo scorso 18 novembre ed ora ha annullato di fatto quel provvedimento con quello nuovo. Ma fonti di governo hanno precisato che “la cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì. Quindi non c’è avallo su questa ulteriore anticipazione”. Ma dall’Abruzzo si conferma il cambiamento di colore per oggi.
“Non cerco lo scontro istituzionale: collaboro e continuerò a collaborare con correttezza con il governo. Penso che il governo abbia fatto una interpretazione sbagliata delle norme e delle tempistiche che non tengono conto dei dati reali. Non sono un irresponsabile. Ho anticipato la zona rossa. Penso che bisogna essere seri: quando c’è pericolo si adottano soluzioni di salvaguardia, anche le più drastiche. Quando però i dati ci dimostrano che la situazione è sotto controllo torniamo ad aprire in sicurezza. Non credo che 48 ore di anticipo nell’apertura dei negozi possano stravolgere la situazione sanitaria del nostro territorio. La nostra regione è nella media nazionale.” Così Marco Marsilio, presidente della regione Abruzzo poco fa su Rai Radio1 all’interno del programma “Che giorno è”.
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Covid: Lega, screening di massa in Sardegna parta da Bitti
Il paese più colpito dall’alluvione del 28 novembre scorso
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CAGLIARI
07 dicembre 2020
12:02
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E se la campagna di screening di massa annunciata dal presidente della Regione Sardegna Christian Solinas partisse da Bitti? E’ l’idea del gruppo della Lega in Consiglio regionale che condivide la validità del progetto e rilancia. “Diamo il via nel centro più colpito dall’alluvione del 28 novembre che ha causato la morte di tre persone, ripartiamo dal cuore della nostra terra – scrive in una nota il capogruppo Dario Giagoni – diamo mostra di essere coscientemente capaci di affrontare quest’emergenza nell’emergenza”.
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Da questa settimana inizieranno le consegne dei test antigenici rapidi orofaringei acquistati dall’Ats mediante gara Invitalia: 1,1 milioni più l’opzione per un altro milione. Per la campagna la Regione si avvarrà della collaborazione del virologo Andrea Crisanti, che dovrebbe sbarcare nell’Isola dopo l’Epifania. In questo modo la Sardegna intende attuare il modello applicato in Corea e a Singapore per agevolare il rilevamento dei positivi anche asintomatici, isolare i focolai e consentire un rapido abbassamento della curva del contagio.
Si tratta di “un progetto ambizioso e unico nel suo genere che ci riempie di orgoglio – sottolineano gli esponenti del Carroccio – purtroppo la considerazione del Governo centrale circa le necessità e le richieste dell’Isola sulle modalità di lotta al Covid-19 sono state spesso disattese, ma dinanzi a quest’iniziativa siamo certi di poter ottenere un risultato importante”
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Morta Menapace: Kompatscher,simbolo lotta contro ingiustizia
“Se ne va un pezzo di storia della nostra società”
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BOLZANO
07 dicembre 2020
14:05
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“Con Lidia Menapace se ne va un pezzo di storia, una testimone del secolo e dell’impegno contro l’ingiustizia e per il progresso, civile e morale, della nostra società”. Così il governatore altoatesino Arno Kompatscher esprime il suo cordoglio per la morte di Lidia Menapace.
“Un impegno – prosegue il presidente – che, dopo la seconda guerra mondiale, ha portato avanti in politica, sia a livello provinciale che nazionale, senza mai far mancare il suo spirito energico e combattivo”.
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50 anni fa il Golpe Borghese, la notte della Repubblica
Blitz neofascista fu sospeso in extremis, ispirò film a Monicelli
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07 dicembre 2020
20:27
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Erano tempi in cui i pieni poteri non si chiedevano, ma si prendevano con la forza. Era successo con il colpo di Stato dei colonnelli in Grecia nel 1967, sarebbe poi avvenuto nel 1973 in Cile con il generale Augusto Pinochet.
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Anni duri, di contrapposizione tra i blocchi capitalista e comunista, tra Usa e Urss, e nel 1970 sembrò che qualcosa di simile potesse avvenire anche in Italia. Il golpe Borghese fu un pericoloso e in parte ancora oggi oscuro tentativo di rovesciare la Repubblica democratica, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre di 50 anni fa. In un Paese difficile da immaginare ora, che dopo lo scossone della contestazione studentesca del Sessantotto, l’Autunno Caldo operaio, aveva visto esplodere il terrorismo stragista di matrice fascista a piazza Fontana, a Milano nel ’69. Ma anche l’approvazione della legge sul divorzio il 1 dicembre del ’70.
Fascista e monarchico era il principe Junio Valerio Borghese, leader dei congiurati, nobiltà nera romana, celebre nell’estrema destra e negli ambienti militari per essere stato capo della famigerata Decima Mas, incursori di Marina in audaci azioni con i sommergibili contro gli alleati e poi spietati nei rastrellamenti di partigiani e di civili nella Seconda Guerra Mondiale e per la Repubblica Sociale di Benito Mussolini.
Il piano del golpe della notte di dicembre prevedeva di occupare a Roma alcuni ministeri chiave come gli Interni e la Difesa e la sede della Rai in via Teulada, ma anche di rapire il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e di uccidere il capo della Polizia Angelo Vicari. Per farlo si erano mobilitati 187 forestali e alcune decine di militanti neofascisti di Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo e del Fronte Nazionale di Borghese. Un reparto militare regolare al comando del colonnello Amos Spiazzi avrebbe dovuto occupare Sesto San Giovanni, roccaforte comunista vicino a Milano. Ma il colpo di Stato non fu portato mai a termine, per qualche motivo mai chiarito, neppure nelle numerose inchieste giudiziarie e nei processi che ci furono negli anni successivi.
Borghese diede l’ordine di sospendere l’operazione e i reparti coinvolti tornarono nelle caserme, poi fuggì in Spagna per evitare l’arresto, protetto dal regime fascista di Francisco Franco. “”Con il mio Fronte Nazionale siamo contro il caos, contro il disordine, contro l’anti-nazione e contro il comunismo”, dirà in un’intervista alla tv Svizzera. Borghese morirà pochi anni dopo a Cadice, tra sospetti di avvelenamento, a 68 anni. Venne sepolto nella cappella di famiglia nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
Del fallito o meglio sospeso tentativo di rovesciare la democrazia si saprà solo nel marzo 1971 con i primi arresti e lo scoop del quotidiano Paese Sera. Emergeranno in seguito depistaggi di settori deviati dei servizi segreti, contatti tra l’estrema destra e la mafia, connessioni con ambienti dell’intelligence statunitense, un presunto ruolo della loggia massonica segreta P2, in un intreccio quasi inestricabile dal quale non fu possibile estrarre una verità compiuta.
Del golpe si formerà anche una narrazione farsesca, secondo la quale sarebbe stato la fantasia di un gruppo di attempati nostalgici del Duce o un velleitario tentativo annullato perché quella notte pioveva troppo. Mario Monicelli ne farà nel 1973 un film esilarante ‘Vogliamo i colonnelli’, con Ugo Tognazzi maschera grottesca che allude a Borghese e l’ufficiale dei servizi segreti greci Automatikos (per il braccio meccanico), riferimento a una possibile ‘pista greca’, un ruolo del regime di Atene nei fatti italiani tra Piazza Fontana e il progettato golpe (con la presunta presenza di uno 007 ellenico). In anni in cui all’estrema destra si invocava di “Fare come in Grecia!” Una pista che in realtà ebbe consistenza per un periodo ed è stata ripresa alcuni anni fa nel documentario ‘Trame nere’ di Massimo Bongiorno, prodotto dalla Rai e mai trasmesso.
In realtà gli storici sono concordi che il golpe Borghese fu una cosa seria, “la cartina di tornasole del neofascismo in Italia” dopo la fine di Mussolini nel 1945, come lo definì Sergio Zavoli nella storica inchiesta tv ‘La notte della Repubblica’. A 50 anni di distanza quasi tutti i protagonisti principali sono morti. Ne resta uno, Gianadelio Maletti, all’epoca generale dei servizi segreti, da decenni rifugiato in Sudafrica. Ha 99 anni e chissà che non sia ancora in grado di raccontare la verità su quelle ore di pioggia battente in cui l’Italia rischiò di tornare a essere una dittatura.
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Mes: depositata la risoluzione di maggioranza, senza firma Iv
Il documento sarà messo ai voti mercoledì in Aula
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07 dicembre 2020
19:15
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Secondo fonti parlamentari di maggioranza, una risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes è stata depositata al Senato e il documento ha le firme dei capigruppo del Pd, del Movimento 5 stelle e di Leu. Manca quella del capogruppo di Italia viva, Davide Faraone.
Nel testo il documento, che sarà messo ai voti mercoledì in Aula dopo le comunicazioni del premier Conte in vista del prossimo Consiglio europeo, si conclude con la formula per cui si prende atto delle comunicazioni del presidente del Consiglio e si approvano. In ogni caso il testo, che sarà messo ai voti per primo, può essere cambiato durante la seduta.
Come avete potuto ben leggere sopra, la risoluzione è stata votata da IV.
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Affreschi Giotto proiettati su facciate per Natale Assisi
Nel presepe una statua raffigurante un’infermiera
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ASSISI (PERUGIA)
08 dicembre 2020
19:43
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Rivive il Natale di San Francesco negli affreschi di Giotto proiettati sulla facciata della Basilica Superiore di San Francesco: tradizione e modernità si incontrano nella spiritualità francescana. L’evento si è tenuto oggi ad Assisi e celebra simbolicamente il lavoro degli operatori sanitari svolto durante la pandemia covid19.
Per l’occasione, infatti, è stata posta, nel Presepe a grandezza naturale, una statua raffigurante un’infermiera. Un gesto in sintonia con il messaggio di Papa Francesco che oggi ha ringraziato coloro che si adoperano per gli altri nella pandemia, paragonandoli proprio a San Giuseppe: “l’uomo che passa inosservato”.
Presenti all’inaugurazione tra gli altri il cardinale Mauro Gambetti, il Custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, e Gianni Morandi che ha cantato “Bianco Natale”. Il Presepe attraversa le piazze e le strade della città di Assisi da parte a parte per trasformarla in una nuova Betlemme.
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Conte alla maggioranza: ‘Serve coesione per battersi in Ue’. Iv firma la risoluzione sul Mes – DIRETTA
Il premier parla in Aula alla Camera in vista della riunione del Consiglio Europeo e ribadisce le aperture all’opposizione. Resta alta la tensione sul Recovery
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09 dicembre 2020
12:43
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“Il governo ha bisogno anche della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Ue. Il confronto dialettico è segno di vitalità e ricchezza ma è senz’altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo e che non ci distragga dagli obiettivi”.
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Lo dice il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni alla Camera. Intanto Iv, dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera, ha firmato la risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes.
Ieri le tensioni di ieri sul Recovery Fund. La ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, oggi è arrivata a mettere sul piatto le proprie dimissioni sulla questione. “Io – ha detto a Radio Capital replicando sulla questione della task force -sarei pronta a dimettermi nel momento in cui non avrei più la possibilità di rispondere al giuramento che ho fatto. Ho giurato sulla Costituzione Italiana che prevede un processo democratico che deve essere tutelato e mantenuto. Nel momento in cui non fossi messa nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, sì sarei pronta anche a dimettermi”.
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“Spesso ho rivolto appello all’opposizione e in alcuni passaggi ho trovato ascolto. Il tavolo del confronto rimane sempre aperto”, ha detto ancora il premier
“I cittadini dei 27 Paesi – dice Conte – non perdonerebbero un segnale che contraddica” quella che è stata una svolta “irreversibile delle politiche dell’ Ue”. Il premier sottolinea la necessita di “superare i veti ungheresi e polacco” sul Recovery plan. “Sosteniamo gli sforzi della presidenza tedesca per una soluzione rapida dello stallo”, aggiunge.
Sulla riforma del Mes “resta la responsabilità delle Camere sulla ratifica” del trattato. Ma “per cambiare l’Ue è decisiva ben altro percorso. L’Italia si farà promotrice di una proposta innovatrice per integrare il nuovo Mes nell’intera archietettura europea. Il modello a cui ispirarsi lo abbiamo già adottato, è il Next Geeneration Eu”. “Com’è noto la riforma del Mes conteneva il backstop che è obiettivo cardine per il nostro Paese. Grazie al contributo italiano l’Eurogruppo ha trovato un’intesa per introdurlo con due anni di anticipo”.
Aula quasi al completo a Montecitorio durante le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio Europeo. Tutti i posti disponibili nell’emiciclo di Montecitorio, al netto di quelli necessariamente vuoti per garantire il distanziamento, sono occupati dai deputati. Vuote, invece, le tribune ed il transatlantico. Conte parla accanto ai ministri Gualtieri, Amendola, D’Incà e Speranza.
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“La lotta al cambio climatico è priorità per l’Italia. E’ essenziale che gli obiettivi di Cop 26, che ospiteremo l’anno prossimo, siano accompagnati da incentivi economici per la transizione verde”, è un altro passaggio dell’interveno di Conte.
Il governo di Conte sempre più stretto da un lato dalle proteste degli ‘ortodossi’ dei Cinque Stelle, dall’altro dalle richieste dei rappresentanti di Italia Viva.
Lo scoglio del voto sulla riforma del Mes di oggi a Palazzo Madama, sembra essere ormai superato, grazie a un’intesa su una risoluzione unitaria. Ma la tensione resta, con Iv sulle barricate contro la cabina di regia proposta da Conte. Matteo Renzi, intervenendo a un convegno su zoom organizzato da Eureca, l’ha detto apertamente: “Sulla task force Conte si fermerà, ma se si impunta il Parlamento è sovrano”. Come dire, escludendo il ricorso alle urne, di cui nessuno vuole sentir parlare, alla fine vale il detto celebre usato per i Papi, morto un governo se ne fa un altro. Sì, ma come? Già questa legislatura è nata all’insegna delle variabili più diverse e tutti e due esecutivi sono nati all’interno del Parlamento. Ora ci si chiede se ciò possa essere possibile per una terza volta. Sinora i due governi, del tutto diversi, hanno avuto però un elemento costante: la presenza dei Cinque Stelle, primo gruppo sia alla Camera che al Senato.
Numeri alla mano, non è per nulla facile solo pensare una maggioranza al Senato senza i 92 senatori pentastellati . i 35 del Pd e i 18 di IV. Un’alleanza ipotetica – e comunque negata da tutti gli attori – tra Fi (54 senatori), Pd (35), Iv (18), Autonomie (9), e alcuni del Misto (una quindicina), sarebbe ferma attorno ai 131 voti. Alla quota minima dei 161 consensi mancherebbero almeno una trentina di senatori. Si potrebbe già escludere che Fratelli d’Italia, forte di 18 senatori, possa appoggiare un governo con il Pd. Per le stesse ragioni, uguali ma opposte, difficilmente i 4 senatori LeU starebbero al governo con il partito di Silvio Berlusconi.
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Covid: Boccia annuncia un’impugnativa su ordinanza dell’Abruzzo
Il presidente della Regione Marsilio aveva autorizzato un cambio di status da ‘rosso’ a ‘arancione’
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09 dicembre 2020
10:10
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“Stamattina presentiamo l’impugnativa”, contro l’ordinanza della regione Abruzzo. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ad Agorà, su Rai3.
“Serve a tutelare gli abruzzesi”, ha aggiunto. “Quella scelta unilaterale del governatore Marsilio – ha sottolineato – ha messo in difficoltà l’intero sistema a partire dai sindaci, agli amministratori, ai dirigenti scolastici. Qualcuno deve preoccuparsi ed occuparsi del rispetto delle regole”.
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Note stonate a New York per Mussolini
Noir storico del musicista Leveratto attorno al Metropolitan
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09 dicembre 2020
09:45
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PIETRO LEVERATTO, ”IL SILENZIO DELLA FINE” (SELLERIO, pp. 306 – 15,00 euro).
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Arturo Toscanini, dopo essere stato violentemente aggredito da un masnada di fascisti, abbandona l’Italia per lavorare solo all’estero, stabilendosi dal 1938 negli Stati Uniti, senza mai smettere di professare le proprie idee e dare pubblicamente duri giudizi sull’Italia di Mussolini. Nel romanzo di Leveratto, musicista Jazz, compositore e docente al Conservatorio di Santa Cecilia, siamo anni prima, nel 1932, ma questo non toglie che il personaggio del celebre direttore italiano Andrea Bergallo appaia ispirato dal grande maestro. Del resto tutto il libro e il racconto hanno una precisa base storica, documentata, che ne è il fascino, anche se talvolta spiegata con il rischio che il tutto appaia un po’ didascalico. Naturalmente sono d’invenzione i fatti principali e i tre protagonisti della vicenda, a cominciare dal gran musicista ebreo austriaco David Weissberg di pessimo carattere, e per questo ormai allontanatosi da Bergallo un tempo suo amico fraterno e oggi direttore artistico del Metropolitan, e poi Bruno Gaetz, stretto collaboratore di Wissberg, e la camicia nera antemarcia e un tempo compagno di esilio di Mussolini Gaspare Tiralongo, oltre a tanti altri personaggi, comprimari o solo apparizioni, i cui destini si intrecciano in una trama da noir politico che mette in rilievo l’approssimazione, la presunzione, la stupidità e ignoranza destinata al disastro di tanta parte dell’azione fascista.
Il fatto è che Tiralongo infastidisce il Duce con l’insistenza di volerlo incontrare perché riconosca da vecchio amico i suoi meriti di camerata della prima ora e questi lo fa allora spedire oltreoceano con un po’ di soldi e un incarico indefinito di mettere ordine nella Lega fascista dell’America del nord con le sue infiltrazioni mafiose che macchiano il nome dell’Italia. A New York così si spaccia per personaggio influente in missione importante e coinvolgerà tutti in un piano assurdo personale che immagina gli darà nuova credibilità a Palazzo Venezia con un glorioso ritorno in patria. Il progetto avrà esiti imprevisti e tragici, tra trame, rapimenti, cadaveri, sparizioni e l’intervento di un cinese di pochi scrupoli, il tutto non senza una bella storia d’amore, forse la cosa migliore del romanzo, tra un gran personaggio, che ammorbidirà così le proprie asprezze, e una povera e bella cameriera nera, Julia, che sa bene il fatto suo.
La vicenda è inserita nella realtà americana di allora, quella del proibizionismo con i suoi speakeasy, bar clandestini dove bere alcolici, e il clamoroso avvenimento di quell’anno, il rapimento del baby Lindberg, cui è dedicata tutta l’attenzione dell’FBI e dei media, con i nostri che si spostano per le strade e le diverse zone di Manhattan, tra il Metropolitan col suo direttore De Dominicis e lo Sugar Cane dove lavora Julia ad Harlem. Una ricostruzione curata, piena di notizie e situazioni, di realtà storiche ben spiegate e ricostruite (con una serie di note finali che ne spiegano la veridicità), di interessi politici, tra criminalità italiana e diffidenze Usa verso le idee socialiste, interessi internazionali reali e di facciata, con attenzione naturalmente alla musica, dalle grandi opere liriche al successo popolare del jazz, musica che è arte salvifica e aldilà di allontanamenti contingenti, ha sempre unito profondamente Bergallo e Weissberg cui hanno dedicato tutta la loro vita.
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Il Governo ricorre contro l’Abruzzo. La Svizzera ferma i treni con l’Italia
Il Mit: ‘Sentiremo il ministro elvetico’. L’Upi: ‘Dare l’ok agli spostamenti tra Comuni nella stessa provincia’
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08 dicembre 2020
22:13
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Nuove proposte per circolare liberamente tra Comuni all’interno delle province nei giorni delle feste, proteste dei sindaci delle città arancioni in Puglia, riapertura delle scuole nel Basso Molise. E poi l’anticipazione dello shopping natalizio in Abruzzo nonostante le disposizioni del governo che ora porterà la Regione ribelle davanti al giudice.
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Contro la stretta anti-Covid di dicembre proseguono iniziative e malumori dai territori. E la Svizzera da giovedì interrompe i collegamenti ferroviari con l’Italia a causa delle nuove misure del Dpcm e per il drastico calo dei passeggeri. L’annuncio ha mobilitato la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che nelle prossime ore sentirà la sua omologa elvetica “per una soluzione condivisa affinché siano garantiti almeno i servizi minimi essenziali tra i due Paesi”. Non solo trasporti e commercio. A chiedere “una correzione alle ultime disposizioni sul Natale” ora è anche l’Unione delle Province, che suggerisce di “concedere gli spostamenti tra Comuni nella stessa provincia nelle giornate delle festività”. Un’esortazione che al momento non viene accolta, ma senza essere del tutto esclusa nel caso di un drastico calo dei contagi. Non si tratterebbe in quel caso di rinnegare il Dpcm, ma di una modifica legata ad eventuali emendamenti al Decreto legge dello scorso 2 dicembre, che passerebbe comunque sotto il voto del Parlamento.
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Covid: Mattarella si sottoporrà a vaccino appena possibile
Senza ovviamente scavalcare l’ordine delle precedenza delle categorie a rischio, secondo le disposizioni delle competenti autorità
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09 dicembre 2020
10:42
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Sergio Mattarella si farà somministrare il vaccino “non appena possibile” senza ovviamente “scavalcare l’ordine delle priorità delle categorie a rischio”. L’annuncio del presidente della Repubblica ha un forte valore simbolico ed è chiara la sua intenzione di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di vaccinarsi.
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Il capo dello stato ha infatti fatto sapere che è pronto, “per una questione educativa” a dare riscontro mediatico alla sua vaccinazione”. Non è un caso che il presidente si sia mosso proprio nella giornata in cui la Gran Bretagna, primo fra tutti i Paesi occidentali, ha dato il via alla campagna di vaccinazione per la popolazione. Proprio mentre si avvicina la tanto attesa possibilità di vaccinarsi tanto più, anche in Italia, cresce la diffidenza e la paura verso il vaccino anti-Covid. I sondaggi mostrano infatti una tendenza preoccupante con quasi due terzi della popolazione riluttante all’idea dell’inoculazione. Un problema generale tanto che nel mondo sono già diversi i capi di Stato o i presidenti ex e futuri che hanno annunciato l’intenzione di vaccinarsi, alcuni anche in diretta televisiva con l’obiettivo di dare un segnale ai cittadini. E’ il caso degli Stati Uniti dove il presidente eletto Joe Biden si è detto pronto a farsi vaccinare in pubblico per fugare potenziali preoccupazioni sulla sicurezza del farmaco della Pfizer. Anche tre ex inquilini della Casa Bianca si sono resi disponibili a farsi vaccinare in diretta televisiva: Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton. Nel Vecchio Continente invece la 94enne regina Elisabetta potrebbe essere tra i primi a ricevere il vaccino in questi giorni, così come suo marito il 99enne principe Philip e, secondo quanto fatto trapelare, “faranno sapere” una volta che avranno fatto il vaccino.
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Mes: intesa maggioranza-governo su testo risoluzione
Iv dà l’ok all’ intesa ma firmerà solo dopo l’intervento di Conte
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08 dicembre 2020
19:47
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Intesa raggiunta sul testo della risoluzione sulla riforma del Mes al vertice di maggioranza appena conclusosi. L’accordo, spiegano fonti di governo è “soddisfacente per tutti i gruppi”.
Via libera da Iv, ma la firma dei capigruppo renziani in calce al testo sarà messa solo dopo aver ascoltato l’intervento del premier Conte in Aula.
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È quanto si apprende da fonti di maggioranza al termine della riunione con il governo sulla risoluzione. Via libera politico all’intesa sulla bozza, dunque, ma i capigruppo di Iv hanno fatto sapere che non firmeranno subito il testo, reputando determinante quello che dirà nella sua relazione del premier.
La maggioranza impegna il governo a “finalizzare l’accordo politico raggiunto all’eurogruppo e all’ordine del giorno dell’eurosummit sulla riforma del trattato del Mes”. Lo si legge nella bozza di risoluzione su cui si è raggiunto l’accordo in maggioranza in cui si legge anche che il Parlamento impegna il governo “a ribadire che questa riforma non può considerarsi conclusiva, vista la logica di pacchetto già ribadita dal Parlamento, proprio alla luce delle ultime scelte realizzate in seno alla Ue che descrivono una nuova stagione di necessarie modifiche. A sostenere la profonda modifica del patto di stabilità e crescita prima della sua reintroduzione, la realizzazione dell’Edis”.
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Lamorgese positiva al Covid, Bonafede e Di Maio in autoisolamento
Tutti i membri del Cdm saranno sottoposti a tampone
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08 dicembre 2020
14:35
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La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è risultata positiva al test Covid 19. Ha lasciato anzitempo la riunione del Cdm.
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La positività della titolare del Viminale è stata accertata in seguito ad un tampone molecolare al quale la ministra si sottopone di routine ogni dieci giorni: prima di quello di stamattina ne ha fatti almeno altri dieci.
In auto-isolamento i ministri della Giustizia, Alfonso Bonafede, e degli Esteri, Luigi Di Maio.
Lamorgese si è sottoposta al tampone in tarda mattinata e poi è andata a palazzo Chigi per partecipare al Cdm. Appena ricevuta dal medico la comunicazione della positività, la ministra – che è asintomatica – ha lasciato il palazzo del governo rispettando tutte le misure precauzionali e si è posta in isolamento. Il Consiglio dei ministri è poi ripreso e, successivamente, è terminato dopo una manciata di minuti.
Bonafede è in autoisolamento fiduciario dopo che, nel corso del Cdm, è emersa la positività della titolare dell’Interno. Bonafade rientra nella casistica dei “contatti stretti” visto che era tra i ministri seduti accanto a Lamorgese.
La misura, spiegano fonti di governo, è “a scopo precauzionale visto che, nella sala del Cdm, ciascun ministro è comunque seduto a distanza di sicurezza”.
Di Maio è in autoisolamento fiduciario e continuerà a lavorare in videoconferenza seguendo i principali dossier internazionali e di governo. Lo si apprende dallo staff del ministro dopo la notizia della positività della ministra.
Dopo la notizia della positività di Lamorgese i membri del Consiglio dei ministri, spiegano fonti di governo, saranno sottoposti tutti a tampone.
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Covid: Mattarella non terrà cerimonia scambio auguri Natale
Per limitazioni imposte dal perdurare della pandemia
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09 dicembre 2020
12:44
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L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica che quest’anno, per le limitazioni imposte dal perdurare della pandemia, non avrà luogo al Quirinale la tradizionale cerimonia di scambio degli auguri di fine anno tra il Presidente della Repubblica e i rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile.
