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Ultimo aggiornamento 22 Gennaio, 2021, 22:49:17 di Maurizio Barra

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DALLE 13:31 DI MERCOLEDì 20 GENNAIO 2021

ALLE 22:49 DI VENERDì 22 GENNAIO 2021

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Regeni: M5s, bene procura, ora da Egitto domicilio imputati
E basta con gli alibi
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20 gennaio 2021
13:31
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“Se ci riteniamo soddisfatti dell’ottimo lavoro svolto dalla procura di Roma, che ha ufficializzato il rinvio a giudizio per i 4 uomini della National Security egiziana, non possiamo dire la stessa cosa per le autorità del Cairo le quali, al di là degli annunci, non hanno ancora fornito l’elezioni a domicilio degli imputati dimostrando di non voler collaborare con la magistratura italiana. Basta alibi”.
Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri e quelli presenti nella commissione di inchiesta Regeni.
“Già ci eravamo espressi con sdegno a proposito delle affermazioni della procura egiziana secondo cui non ci sarebbero prove certe sui responsabili del rapimento, tortura e uccisione di Giulio Regeni. Adesso le autorità del Cairo hanno l’occasione di collaborare con la giustizia italiana e pretendiamo che lo facciano”, aggiungono i portavoce.
“Intanto come MoVimento 5 Stelle, oltre a ribadire di avere piena fiducia nell’operato della magistratura italiana, continueremo ad agire in tutte le sedi, inclusa l’Unione europea, affinché si faccia finalmente giustizia sul barbaro omicidio di Regeni”, conclude la nota.
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Governo: in corso vertice di maggioranza con Conte
Collegati capi delegazione e leader partiti
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20 gennaio 2021
13:46
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E’ in corso a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, una riunione di maggioranza con il premier Giuseppe Conte. Sono collegati capi delegazione e leader dei partiti.
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Regeni: chiesto processo per 007 egiziani
Quattro accusati delle torture ed omicidio del ricercatore
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20 gennaio 2021
13:54
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La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato privo di vita in Egitto nel febbraio del 2016. Per il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif le accuse variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.

In una nota la Procura capitolina afferma che “nella mattinata odierna, nel procedimento per il sequestro la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni, non essendo intervenuto alcun fatto nuovo dopo la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio negli uffici del Giudice dell’udienza preliminare nei confronti dei quattro cittadini egiziani appartenenti agli apparati di sicurezza”.
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Gualtieri,se tempestivi su interventi,Pil non molto sotto 6%
Nel 2020 48 miliardi alle imprese, 35 al lavoro e 8 alla sanità
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20 gennaio 2021
14:21
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“Sussistono rischi al ribasso per la previsione programmatica 2021 (crescita del 6%). Tuttavia, se la campagna di vaccinazione proseguirà secondo le previsioni e se da un lato gli interventi di politica economica definiti dalla legge di bilancio e integrati dalle misure di sostegno del prossimo decreto, e accompagnati dagli investimenti previsti nel recovery plan, se tutto questo sarà tempestivamente attuato, il risultato di crescita di quest’anno potrà non risultare molto inferiore a quanto previsto nella Nadef”.
Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione sullo scostamento. Il settore delle imprese, “considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”.   ECONOMIA

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Navalny: Di Maio, arresto inaccettabile, rilasciarlo subito
Il ministro a Montecitorio
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20 gennaio 2021
15:10
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“L’Italia ritiene inaccettabile” l’arresto dell’oppositore russo Alexey Navalny e ne “chiede l’immediato rilascio”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel question time a Montecitorio.
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Covid: ricorso Lombardia, ‘zona rossa illegittima’
La Regione chiede di annullare l’ordinanza del ministro Speranza
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MILANO
20 gennaio 2021
16:29
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“Per quanto non sia certamente intenzione dell’amministrazione regionale sottrarre il proprio territorio alle più idonee misure di prevenzione e contenimento del contagio (che costituiscono presidio ineludibile a tutela della salute di tutti i cittadini), quelle – illegittimamente – disposte con l’Ordinanza impugnata costituiscono un vulnus gravissimo (ed ingiustificato) al tessuto economico, sociale e produttivo della Regione: la classificazione nell’ambito della ‘zona rossa’ preclude infatti, come noto, lo svolgimento di una vastissima platea di attività”. E’ quanto si legge nel ricorso di Regione Lombardia al Tar del Lazio.

La Lombardia chiede dunque di annullare, anche con un decreto presidenziale, l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 14 gennaio con cui la Regione è stata inserita in zona rossa e anche il Dpcm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui definisce i criteri per la classificazione di zona arancione e zona rossa così come il Decreto Ministeriale 30 aprile 2020 sul monitoraggio e di ogni altro atto ad essi presupposto, conseguente o comunque coordinato o connesso”.
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Ezio Mauro, dannazione della sinistra da Livorno ad oggi
Sabato su Rai3 docu per 100 anni Pci, inediti e filmati storici
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20 gennaio 2021
16:39
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“Non ha più senso rimettere insieme i cocci. Adesso che ci siamo liberati dall’ideologia, il sogno deve tornare a volare alto”.
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Sono le parole con cui Achille Occhetto chiude il documentario “La dannazione della sinistra – Cronache di una scissione”, realizzato da Ezio Mauro, che andrà in onda sabato 23 in prima serata su Rai3, a 100 anni dalla nascita del Pci. Un lavoro di ricostruzione storica, che proietta lo spettatore al centro del Teatro Goldoni di Livorno dove il 21 gennaio 1921 si compì la grande scissione tra socialisti e comunisti. Analizzando, dai luoghi nei quali si sono svolti gli avvenimenti essenziali di quegli anni, il percorso che ha portato alla nascita del più grande partito comunista d’occidente e alla sua dissoluzione.
“E’ un lavoro sul campo – racconta Mauro -, perché andare sui posti era indispensabile. Prima di tutto a Livorno per riaprire le porte del Teatro Goldoni, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare un documento inedito: il quaderno di un barbiere di 18 anni che andava al teatro per guardare il congresso, sul quale aveva segnato dove erano seduti i leader di allora. Si sapeva in linea di massima dove erano posizionati Turati, Serrati e Gramsci, ma non con questa precisione”. La narrazione del documentario, prodotto da Simona Ercolani per Stand by me e diretto da Cristian di Mattia, si snoda attraverso le interviste a testimoni che hanno caratterizzato la storia della sinistra fino al 1991, l’anno in cui il PCI cambia nome. Tra loro Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Luciana Castellina, Nichi Vendola, Claudio Martelli, Pier Luigi Bersani, Ugo Intini, Ugo Sposetti, ed ancora, nella sua ultima intervista Emanuele Macaluso, la cantautrice Giovanna Marini.
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Governo: Conte alle 18.30 al Quirinale da Mattarella
All’indomani del voto di fiducia alle Camere
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20 gennaio 2021
17:10
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Il premier Giuseppe Conte dovrebbe recarsi, a quanto si apprende, alle 18.30 al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il colloquio avverrà all’indomani del voto di fiducia in Senato sulle comunicazioni del premier sul governo.
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Maturità:Azzolina vede maggioranza, dare certezze a studenti
“Esame terrà conto dell’anno ma sarà serio e completo”
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20 gennaio 2021
21:23
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“Dobbiamo decidere a breve” per “dare certezze” alle scuole e agli studenti e “offrire un quadro chiaro”. La prossima Maturità “terrà conto dell’anno in corso” ma dovrà essere comunque un esame “completo, serio, capace di offrire un quadro adeguato delle competenze degli studenti”.
Lo ha assicurato la Ministra Lucia Azzolina intervenendo stasera alla riunione di maggioranza con gli esponenti delle commissioni competenti di Camera e Senato. “Nessuna decisione definitiva è ancora stata presa, ha spiegato la Ministra”.
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Governo:Tabacci,guardiamo a impegno diretto Conte a elezioni
E’ un problema di obiettivo politico
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21 gennaio 2021
11:07
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“E’ un problema di obiettivo politico generale. Noi non abbiamo fatto mistero che guardiamo anche all’impegno diretto di Conte alla possibilità di presentarsi alle elezioni, che è la cosa più diretta, quando saranno”.
Così Bruno Tabacci, presidente del Centro Democratico, ad Agorà Rai Tre, condotto da Luisella Costamagna, su una Lista Conte.
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Cesa,estraneo a fatti,fiducia giudici, lascio segreteria Udc
Ho ricevuto avviso garanzia per fatti 2017
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21 gennaio 2021
11:27
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“Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente.
Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato”. Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.
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Gualtieri: “Con lo scostamento fondi anche per primavera”
Lettera ai commissari Ue, non esclusa la proroga delle restrizioni
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21 gennaio 2021
14:51
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La richiesta di un nuovo scostamento da 32 miliardi serve per mettere in campo “un nuovo pacchetto di aiuti per attutire l’impatto economico” delle restrizioni anti-Covid, ma si giustifica anche con la volontà del governo di “avere a disposizione risorse sufficienti” se le restrizioni all’attività economica dovessero protrarsi “anche in primavera”. Un’eventualità che “non si può escludere”, scrive il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in una lettera al vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, e al Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni.
“Non si può escludere” una proroga delle regime di restrizioni anti-Covid entrato in vigore il 16 gennaio “in primavera” e “di conseguenza il governo desidera avere risorse sufficienti per rispondere a questa eventualità e prolungare, se necessario, lo schema di integrazione salariale fino all’autunno”, scrive inoltre Gualtieri alla commissione Ue.
“Le misure di sostegno a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi saranno selettive e consisteranno principalmente in crediti d’imposta al fine di promuovere la tax compliance”, scrive il ministro. Le misure dei nuovi ristori, assicura, saranno “temporanee e mirate” e l’itero pacchetto sarà “pienamente coerente con l’approccio raccomandato dalla Commissione”.
Tra le misure elencate da Gualtieri vi sono fondi per il Reddito di cittadinanza e per la scuola, per adattare gli strumenti educativi, e il rinvio della riscossione spostando parte delle entrate al 2022.
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Confermata la proroga della Cig, sostegni alla liquidità delle imprese direttamente o indirettamente interessate dalle chiusure; specifiche misure di sostegno per i settori economici più colpiti; compensazione a regioni ed enti locali per il calo del gettito; fondi per sanità e protezione Civile e uno stanziamento una tantum per Transizione 4.0 nel 2021.
“Stiamo lavorando al primo decreto attuativo per disciplinare il fondo, istituito in legge di Bilancio, per l’esonero del pagamento dei contributi previdenziali di lavoratori autonomi e professionisti più colpiti dalla crisi. Con il nuovo Dl Ristori rifinanzieremo con un miliardo e mezzo questo fondo per garantire loro un ‘anno bianco’ contributivo”. Lo ha detto, secondo quanto riferiscono fonti presenti all’incontro, la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, nel corso del tavolo di confronto con le associazioni dei lavoratori autonomi.
Comincia poi il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan: il premier Giuseppe Conte ha convocato i sindacati per domani mattina alle 11.  All’incontro potrebbe partecipare anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.
“Penso che le autorità italiane siano consapevoli della necessità di rafforzare la proposta presentata finora, servono specialmente due cose: un messaggio chiaro sulle riforme legate alle raccomandazioni Ue del 2019, e i dettagli sui tempi e gli obiettivi dei progetti”: lo ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni.
“La Commissione lavora con il governo italiano e continuerà a farlo con l’obiettivo di avere successo nel piano di Recovery, perché il suo successo è importante per quello generale visto che l’Italia è la maggiore beneficiaria”, ha aggiunto Gentiloni.
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Senato, la prima volta della ‘Var’ in Aula, il precedente di Barani
Il moviolone è stato già usato in ufficio di presidenza anche con il presidente Grasso per comminare sanzioni successive, ma mai nell’immediatezza dell’evento
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20 gennaio 2021
16:27
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Ieri, per decidere sul voto in extremis dei senatori Lello Ciampolillo e Riccardo Nencini al governo Conte, è stata la prima volta che al Senato si è usata la ‘Var’ nell’immediatezza di un evento accaduto in Aula, ma, come ‘strumento’ per decidere eventuali sanzioni nell’Ufficio di Presidenza di Palazzo Madama, il ‘moviolone’ era già stato usato diverse volte. Uno dei precedenti più noti fu quello che nel 2015 riguardò la senatrice del M5S Barbara Lezzi offesa da ‘gesti sessisti’ compiuti nei suoi confronti dal senatore Lucio Barani durante una seduta dedicata alle riforme costituzionali.
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E la sanzione venne decisa dall’allora presidente del Senato, Pietro Grasso.
Nel Consiglio di presidenza, che venne convocato per decidere come punire i gravi disordini che c’erano stati nell’emiciclo della Camera Alta, venne allestito un maxi schermo sul quale vennero fatte passare, alla moviola, tutte le immagini degli scontri. Alla fine della seduta, vennero comminati 5 giorni di sospensione, con effetto immediato, ai senatori verdiniani Lucio Barani (che ne rischiava 10) e Vincenzo D’Anna. Uno al senatore M5s Alberto Airola per aver aggredito verbalmente la senatrice del Pd Angelica Saggese. Gli episodi, dichiarò Grasso, annunciando le sanzioni in aula, sono stati “di tale gravità” che “hanno offeso persone e senatori” ed hanno “minato la credibilità delle istituzioni”.
Ma sempre ‘grazie’ alla moviola vennero comminate altre sanzioni per i disordini avvenuti in altre sedute. Tra le ‘vittime’ della ‘var’ ci furono anche l’allora capogruppo M5s, Gianluca Castaldi e l’intero gruppo della Lega Nord ‘responsabili’ anche loro di tafferugli e disordini avvenuti in Aula il 1 ottobre 2015.
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Le faq del Governo, possibile andare nelle seconde case
Ma bisogna provare di avere avuto titolo prima del 14 gennaio
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21 gennaio 2021
17:57
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E’ possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell’immobile prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. E’ quanto si legge nelle Faq del Governo appena pubblicate. Nelle faq si spiega che si tratta di una possibilità limitata al ‘rientro’ e questo perchè le disposizioni in vigore consentono, dal 16 gennaio 2021, di fare “rientro”, appunto, alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”.
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Il titolo per recarsi nella seconda casa, “per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021”. Sono dunque esclusi, precisano le faq, tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, “la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo”. La sussistenza dei requisiti potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
Sì agli accompagnatori per gli spostamenti tra regioni
Se una persona è giustificata a spostarsi tra regioni di diverso colore ma non ha la macchina o la patente, o non sia autosufficiente o abbia un altro impedimento, può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente) o da una persona incaricata del trasporto, da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici. Lo spiegano le Faq del Governo. Nel caso in cui l’accompagnatore e l’accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi la mascherina. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato.
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Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
Il transito nelle aree con restrizioni agli spostamenti diverse dalla rossa (quindi arancione o gialla) è consentito, come ogni altro spostamento, “esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute”. È inoltre consentito “se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista”. Lo spiegano le Faq del Governo.
Sì ad asporto fino 22, non a bar senza cucina o simili
“La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25)”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nello specifico per tutte le aree. “La consegna a domicilio – si legge ancora – è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti”. Nelle sezioni sulla zona arancione e rossa viene aggiunto che “è consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati”.
Sì a spostamenti tra regioni per funerali parenti
Si agli spostamenti tra regioni di diverso colore per i funerali dei parenti. Lo prevedono le Faq del Governo. “La partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto – si legge nelle Faq – sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19”.
Sì a sport all’aperto nei circoli in zona gialla
“È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area gialla, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
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Sospeso in zona gialla servizio musei e luoghi cultura
Nella zona gialla “il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è sospeso”.
Sì a caccia e pesca in area gialla, vietate in zona rossa
L’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all’interno dell’area gialla; consentite in area arancione solo nell’ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
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Il caso Cesa sulla crisi. Centrodestra al Quirinale, governo finito
Renzi rilancia. Salvini, Meloni e Tajani a Mattarella: ‘Maggioranza  inconsistente, impossibile lavorare’.
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22 gennaio 2021
11:28
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L’inchiesta di Catanzaro lascia senza guida l’Udc e spiazza i negoziatori di Conte. Il leader del partito centrista Lorenzo Cesa è indagato per associazione a delinquere aggravata da metodo mafioso e la sua casa romana viene perquisita di buon mattino: la notizia piomba nei palazzi della politica dove si sta trattando per evitare che la crisi deflagri aumentando i timori di chi vede davanti a sé una partita sempre più difficile da vincere.
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Allargare al centro è un’operazione fallita già in partenza secondo il centrodestra, che sale al Colle a metà pomeriggio per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Con questo Parlamento è impossibile lavorare, la maggioranza è inconsistente”, hanno scritto in una nota congiunta al termine sottolineando di confidare nella “saggezza” del Capo dello Stato.

L’ambasciatore Piero Benassi, attuale consigliere diplomatico del premier Giuseppe Conte, è stato nominato sottosegretario con Delega ai Servizi.
A dire il vero, al Quirinale si presentano solo Lega, FdI e Fi senza i ‘piccoli’. Un segnale di crepe anche all’interno delle opposizioni, dunque non così compatte sulla richiesta di andare al voto. Il lavorio per far salire i senatori a sostegno della maggioranza oltre quota 161 e dare una nuova chance al governo Conte non si ferma. “Se volete confrontarvi nelle sedi istituzionali, noi ci siamo”, dice ancora una volta Matteo Renzi. Ma al momento il leader Iv viene considerato fuori dai giochi: si guarda invece ai suoi, convinti che qualche senatore di Italia Viva possa tornare nell’alveo della maggioranza. Per allargare ai ‘volenterosi’ si deve puntare sul centro e la dote di Bruno Tabacci, che alla Camera lavora alla formazione di un gruppo, non basta. E’ al Senato che occorre rafforzare le truppe ed è lì che si guarda ai tre senatori Udc: Paola Binetti, Antonio Saccone e Antonio De Poli. E c’è chi non esclude che proprio la tegola caduta sulla testa di Cesa, il meno favorevole a lasciare la casa del centrodestra, possa rappresentare anche un insperato aiuto.
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Anche se è vero che bisogna fare i conti con l’imbarazzo del M5S.
Il primo a parlare è Alessandro Di Battista, segue poi Luigi Di Maio: “mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi”. Tra l’altro ufficialmente il partito dello scudo crociato si schiera a fianco del suo capo: Saccone, De Poli e Binetti dichiarano infatti piena solidarietà con una nota non appena la notizia diventa pubblica. Lui, a sua volta, si dichiara “estraneo ai fatti” e poi fa sapere però che “data la particolare fase in cui vive il nostro Paese” rassegna le dimissioni da segretario nazionale. Fatto sta che il tempo a disposizione è poco: il primo appuntamento a cui occorre presentarsi ben armati è per mercoledì 27 gennaio quando nelle aule parlamentari si discuterà la relazione sullo stato della giustizia del ministro Alfonso Bonafede. Italia Viva (che stasera torna a riunirsi) ha già detto che non la voterà ed è difficile al momento immaginare una maggioranza in grado di reggere alla prova a Palazzo Madama. La linea del Guardasigilli è infatti tra le più criticate fuori dal perimetro dell’attuale maggioranza. I giorni a disposizione per dare corpo all’appello ai volenterosi sono davvero pochi: “se riusciamo a consolidare e allargare i numeri avremo maggiore agio nella vita parlamentare e allora bene”; l’alternativa resta il “voto”, dice il dem Goffredo Bettini che vede comunque nel primo caso un Conte ter all’orizzonte. Una via diversa dunque da un rimpasto contenuto, che pure resta ancora un’opzione sul tavolo del presidente del Consiglio.
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Il premier intanto fa una prima mossa e convoca il Consiglio dei ministri per cedere, come promesso, la delega sui servizi segreti. Conte fa anche mostra di non voler lasciare a metà il lavoro intrapreso: convoca a Palazzo Chigi domani i sindacati, imprese e Regioni a inizio della prossima settimana per discutere del Recovery plan. Il grande progetto da oltre 200 miliardi ha bisogno di “essere dettagliato”, mette intanto sull’avviso il commissario europeo Paolo Gentiloni. Ora la parola è alle Camere, dove peraltro in assenza di nuovi equilibri, la maggioranza è in difficoltà in molte commissioni parlamentari a causa dell’uscita dei deputati e dei senatori guidati da Matteo Renzi.
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‘Ndrangheta: blitz in tutta Italia, indagato Cesa
Impegnato personale Dia, Polizia, carabinieri e Guardia finanza
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CATANZARO
22 gennaio 2021
09:50
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E’ accusato di associazione a delinquere aggravata dalle modalità mafiose Lorenzo Cesa, indagato nell’inchiesta della Dda di Catanzaro sulle cosche della ‘ndrangheta. Tredici persone sono state arrestate e portate in carcere e 35 poste ai domiciliari nel corso dell’operazione “Basso profilo” coordinata dalla Dda di Catanzaro. L’operazione ha visto impegnati duecento donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e centosettanta unità tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza con il supporto di quattro unità cinofile e un elicottero. La casa di Roma di Cesa è stata perquisita dalla Dia.
“Mi ritengo totalmente estraneo – ha detto Cesa -.
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Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato. Da una prima lettura sommaria degli atti a me notificati dalla Procura – scrive Cesa in una nota – prendo atto del mio coinvolgimento in una limitata vicenda, contigua all’indagine ben più ampia che ha interessato oltre 40 persone, sarebbe cristallizzata ad una partecipazione ad un pranzo di lavoro organizzato a Roma da Franco Talarico, nel 2017, unitamente ai suoi commensali di cui non ricordo neanche il nome. Ritengo mio dovere rendermi disponibile ad una eventuale richiesta di chiarimento da parte degli inquirenti. Ripongo piena fiducia nell’operato della Magistratura, e sono sereno di fronte alle evidenze documentali”
In particolare, Cesa, che all’epoca dei fatti, il 2017, era eurodeputato dell’Udc, d’intesa con Francesco Talarico – l’assessore regionale arrestato nella stessa operazione e all’epoca segretario regionale dell’Udc della Calabria – avrebbe aiutato due imprenditori, indagati nella stessa inchiesta e ritenuti legati a cosche di ‘ndrangheta del crotonese e del reggino ad ottenere appalti nel settore della fornitura di materiali per l’antinfortunistica.
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I due politici – scrivono i pm nel capo di imputazione – “avrebbero assicurato di intercedere con pubblici ufficiali in servizio presso enti pubblici ovvero con amministratori di società in house a livello nazionale (i cui enti o società avrebbero bandito gare di appalto per forniture di prodotti antinfortunistici ovvero di pulizie), nonché proponendosi di corrompere altri pubblici ufficiali preposti alle stazioni appaltanti ovvero, per le società in house, ai competenti uffici appalti”. Cesa, in particolare, scrivono i pm, “si impegnava ad appoggiare il gruppo per soddisfare le mire dei sodali nel campo degli appalti. Con le condotte in parola contribuivano a salvaguardare gli interessi delle compagini associativa di tipo ‘ndranghetistico di riferimento, in particolare le cosche dell’alto jonio catanzarese e del basso jonio crotonese”, cui era legato un altro indagato, Antonio Gallo, “e le cosche reggine” cui era legato un altro indagato, Antonino Pirrello.
Per sugellare il patto ci sarebbe stato, secondo l’accusa, un pranzo con Cesa in un ristorante romano. A volerlo l’imprenditore Antonio Gallo, attorno a cui ruota l’inchiesta. Gallo, secondo l’accusa, si rivolge a Cesa per ottenere, con modalità illecite, appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e società in house. L’incontro, come documentato dagli investigatori, avviene in un ristorante di Roma il 7 luglio 2017 e vi partecipano, Cesa, Gallo, Talarico, Tommaso Brutto e Saverio Brutto. “L’auspicio dei soggetti calabresi – scrivono i pm – era di potere approfittare della carica di Parlamentare europeo di Cesa per avere entrature in enti pubblici, per appalti, oltre che per gli investimenti in Albania e comunque nell’est Europa”. “Addirittura – scrivono ancora i magistrati – ma questo non è stato riscontrato, Brutto Saverio e Talarico Francesco intendevano remunerare Lorenzo Cesa con una percentuale del 5% sugli affari che grazie ai suoi uffici sarebbero stati agevolati”.
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“Questa indagine è la sintesi di ciò che diciamo da anni: la ‘ndrangheta spara di meno però corrompe sempre di più, ha rapporti con il mondo dell’imprenditoria e politica. Dimostra appieno il rapporto diretto tra ‘ndrangheta, politica ed economia, con la consapevolezza che l’interlocutore è espressione della criminalità”. A dirlo il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.
I senatori dell’Udc Antonio De Poli, Antonio Saccone e Paola Binetti esprimono “piena e totale solidarietà. Siamo scossi. E siamo certi che potrà dimostrare la sua totale estraneità. Confidiamo nell’operato della Magistratura, nell’auspicio che si possa fare chiarezza quanto prima”.
“Chi ha condanne sulle spalle e indagini per reati gravi, perché Cesa non è certo indagato per diffamazione, non può essere un interlocutore”, dice l’esponente M5S Alessandro Di Battista.
Altri dettagli dell’inchiesta
Un’interdittiva è stata emessa a carico del notaio Rocco Guglielmo, di 58 anni, di Catanzaro, uno dei più noti ed attivi notai calabresi.
Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, vi sono molto “molti” colletti bianchi di Catanzaro e provincia. L’operazione  coinvolge i maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura” “Aracri”, “Arena” e “Grande Aracri”, nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l’accusa, con le organizzazioni criminali.
La movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre trecento milioni di euro è stata accertata nel corso dell’indagine. Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali.
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Slitta la decisione sul ricorso della Lombardia per la zona rossa
Rinvio per acquisire nuovi dati epidemiologici, prossima udienza il 25 gennaio
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21 gennaio 2021
19:18
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Nuova audizione lunedì al Tar del Lazio nell’ambito del ricorso della Regione Lombardia contro la zona rossa. Si è conclusa l’audizione di oggi e il giudice ha deciso per l’aggiornamento dell’udienza alla prossima settimana.
Nel frattempo il giudice attraverso un decreto istruttorio acquisirà alcuni dati epidemiologici. Si tratta del “Report fase 2” contenente i dati sull’emergenza da Covid-19 relativi alla scorsa settimana.
Questa è la documentazione richiesta dal Tar del Lazio per decidere – seppure in sede monocratica – in merito al ricorso amministrativo proposto dalla Regione Lombardia contro l’ordinanza con la quale il 16 gennaio scorso il ministro della Salute ha applicato la zona rossa. E’ il contenuto del decreto monocratico a firma del presidente della terza sezione quater, Riccardo Savoia.
Il presidente di sezione del Tar, considerato che “a seguito dell’odierna audizione delle parti … risulta opportuna l’acquisizione del Report fase 2 contenente i dati relativi alla settimana 11 gennaio/ 17 gennaio 2021, la cui pubblicazione è attesa per la giornata di domani, venerdì 22 gennaio 2021”. Le parti in causa “sono invitate a depositare la detta documentazione in tempo utile per il suo esame, differendosi l’audizione a lunedì 25 gennaio”.
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Elisa Isoardi, Salvini la storia più importante della mia vita
Ospite in esclusiva a Verissimo in onda il 23 gennaio su Canale5
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22 gennaio 2021
16:40
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“Con Matteo sono stati cinque anni d’amore bellissimi. Io l’ho amato tantissimo, è stata la storia più importante della mia vita e la porterò sempre nel cuore.
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Adesso ho solo ricordi belli, ma ci sono voluti tre anni per metabolizzare. Quando si ama tanto, si soffre tanto. Bisogna avere rispetto dell’amore che c’è stato”. Elisa Isoardi parla così del suo rapporto con Matteo Salvini nella puntata di ‘Verissimo’ in onda sabato 23 gennaio alle 16.00 su Canale 5.
Ospite in esclusiva di Silvia Toffanin che le chiede se abbia sofferto tanto per la fine di questo amore, la conduttrice risponde: “Sì, ho sofferto. Non importa chi ha lasciato o chi sia stato lasciato, è sempre un fallimento”. La Isoardi commenta anche il discusso selfie che la ritraeva a letto insieme all’ex ministro: “Uno paga per le scelte d’amore, ma anche per quelle di libertà. Ognuno deve fare ciò che si sente. Per me era una foto d’amore con una frase d’amore.
Non lo trovo per niente volgare e assurdo. Mi prendo le mie colpe, ma penso di non aver fatto niente di grave”.
E, dopo la rottura con Salvini, oggi fidanzato con Francesca Verdini, la Isoardi adesso è pronta ad aprire le porte all’amore: “Sono felice per lui, che abbia metabolizzato più velocemente di me. Oggi il mio cuore è pronto a ricevere, ma al momento non c’è nessuno. In questi tre anni non l’ho voluto io, non ero ancora pronta” dice e aggiunge: “Mi piacerebbe diventare mamma”.
La conduttrice racconta anche la sua esperienza nel 2018 alla conduzione de ‘La prova del cuoco’, coincisa con la fine della storia con Salvini: “Non ero in forma, è stato un periodo difficile perché con Matteo c’eravamo lasciati. Ho provato tante volte in questo lavoro a indossare una maschera ma non ce la faccio. Da un lato è bello perché il pubblico ti vede trasparente, dall’altro è disastroso perché qualsiasi cosa tu abbia si vede”. E, infine, alla domanda se veda il suo futuro in Rai o altrove, afferma: “Ricomincio da me, da chi mi sa più apprezzare. Sono pronta ad accogliere anche in questo senso.
Sono stati diciotto anni bellissimi e dico grazie. Adesso sono pronta a tante cose”.
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Anarchici: Appendino tranquilla, continuiamo nostro lavoro
Dobbiamo tutelare sicurezza e fragilità
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TORINO
20 gennaio 2021
14:40
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“L’effetto di ieri è che purtroppo i cittadini dovranno pagare danni fatti da alcune persone. Noi andiamo avanti nel ripristino della legalità, che si accompagna peraltro all’accompagnamento sociale”.
Si dice “tranquilla” la sindaca di Torino, Chiara Appendino, dopo le minacce nei suoi confronti per lo sgombero di ieri. “Dobbiamo tutelare ordine pubblico, sicurezze e fragilità e continueremo a farlo.
Significa dover essere sotto scorta? Ne ero consapevole”, aggiunge rispondendo ai giornalisti all’uscita dal Comune.
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I ‘protagonisti’ della fiducia di ieri al Senato
Il socialista Nencini: ‘Ora conte allarghi la maggioranza’
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20 gennaio 2021
17:49
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Nella giornata di ieri, che ha visto il governo incassare la fiducia al Senato seppur di misura, ci sono diversi protagonisti, anche non diretti, a cominciare dai cosiddetti ‘volenterosi’ o ‘costruttori’ o ‘responsabili’, che oggi fanno il punto della situazione.
Riccardo Nencini – ‘Ora Conte allarghi la maggioranza’ : uno dei protagonisti del voto di ieri è senz’altro il senatore socialista Riccardo Nencini. L’uomo che ha reso possibile a Matteo Renzi la formazione del gruppo di ‘Italia Viva’, mettendogli a disposizione il simbolo con cui si era presentato alle elezioni, è stato anche quello che ha consentito al governo di Conte di avere una maggioranza dignitosa al Senato (156 sì).
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Anche se il suo voto è arrivato in extremis, proprio alla fine della terza chiama, tanto che la sua richiesta di votare, insieme a quella del senatore ex M5S Ciampolillo, si è dovuta rivedere alla ‘var’ prima di consentirla. “Io non sono un singolo, ho un partito di riferimento che valuta la posizione da tenere, per cui ieri sera dopo la replica del presidente Conte al Senato è stata convocata la segreteria del partito socialista per valutare tra l’astensione o il voto a favore della fiducia. Io del resto ero già in maggioranza e quindi è stata una scelta ancor più ponderata”, dichiara oggi per gustificare il suo voto in extremis di ieri. Ma “se fossi in Conte – aggiunge – riunirei subito la maggioranza per cercare di capire come si può allargare, sapendo che questa non è una maggioranza politica. Affinché diventi una maggioranza solida, però, non si va a cercare tizio e caio ma si fa con un progetto politico che riguardi il futuro dell’Italia. Questo progetto c’é? Noi abbiamo fatto un’apertura di credito al governo, ora ci aspettiamo di vederlo all’opera”.
Andrea Causin, Maria Rosaria Rossi – ‘Non escluderei ora la formazione di un gruppo autonomo’ :  “Ho fatto l’unica scelta che potevo fare rispondendo a Mattarella e a Conte perchè di fronte all’ipotesi di far precipitare il Governo e l’Italia in una grave crisi pandemica ed economica non potevo restare con le mani in mano”. “Maria Rosaria Rossi ed io ora passiamo al gruppo misto da Forza Italia, tra quelli che hanno votato la maggioranza. Nei prossimi mesi ci sarà il mio e il nostro impegno per contribuire alle cose che Conte ha profilato nel suo intevento, chiamando a raccolta Popolari, Riformisti: in, una parola sola gli Europeisti”. Causin anmmette che “le decisioni in politica non sono mai indolori”, ma che quella presa è stata l’unica possibile “anche dopo essersi confrontato a lungo con o compagni di partito”. mi auguro che da domani si rafforzi il gruppo di parlamentari che, come me, hanno deciso di dare un sostegno al governo, per cui non escluderei che si possa formare un gruppo autonomo in Parlamento che sia poi embrione di un’iniziativa politica orientata al progetto europeista, cattolico e socialista di cui ha parlato Conte”.
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“Ci sono 8-10 senatori che sono a disagio rispetto a una deriva ‘fascio-leghista’ del centrodestra, ritengono che questo sia il momento della responsabilità”. “Non sentivo la senatrice Rossi da molto tempo – avrebbe commentato Silvio Berlusconi nel vertice di centrodestra di oggi –  ma è stato un fulmine a ciel sereno: una cosa imprevedibile e inaccettabile, che non trova spiegazione. Non so cosa possano averle promesso…”. Alcuni esponenti forzisti, però, sostengono che quella della Rossi fosse “un’operazione concordata” con i vertici del partito.
Lello Ciampolillo – ‘Il Paese ha bisogno di un governo che operi’: ‘Il Paese ha bisogno di un governo che operi e non di queste sceneggiate da Prima Repubblica’. Il senatore Lello Ciampolillo spiega così perchè ha deciso di votare la fiducia al governo Conte dopo aver lasciato il M5S, con il quale era stato eletto, a febbraio dell’anno scorso. Il parlamentare ha votato all’ultimo momento insieme a Nencini e la sua preferenza è stata ammessa solo al termine di un’aspra contesa che si è risolta grazie alla ‘var’ visionata dai senatori questori. Il senatore è oggi duramente attaccato dalla Lega secondo la quale sarebbe davvero  ‘in pole’ per il ministero dell’Agricoltura lasciato vacante dalle dimissioni di Teresa Bellanova. ‘Sarebbe una tragedia’ scrivono in una nota congiunta i deputati della Lega Lorenzo Viviani, Franco Manzato, Marzio Liuni, Martina Loss, Flavio Gastaldi, Guglielmo Golinelli, Fabrizio Cecchetti e Aurelia Bubisutti, componenti della Commissione Agricoltura di Montecitorio.
Tommaso Cerno – ‘Ampliare base? Sì se idee prevalgono su numeri:  “Il Governo non può certo accontentarsi di una partenza con la Var come è stato ieri in Senato, quando gli ultimi due “Sì” sono stati convalidati dall’arbitro Casellati al fotofinish. Fa bene Conte a rinnovare il suo appello di allargamento della base politica e numerica. Ma, a maggior ragione, serve che le idee e i valori portanti del patto Pd-5 Stelle risuonino alti a definire il campo di gioco dei progressisti. Mentre la destra difende Trump e l’assalto al Campidoglio, noi difendiamo la libertà, i diritti e l’ambiente come patrimonio comune del pianeta di domani e immaginiamo di costruire un progetto che parta dall’emergenza per indicare una visione dell’Italia e della nuova Europa nei prossimi decenni e non certo nelle prossime ore. Se parte così, c’è uno spiraglio per fare qualcosa di buono. Se invece sarà la settimana di Babbo Natale, il regalo sarà una crisi politica e di valori che renderà difficile essere creduti dal Paese”, dice Tommaso Cerno, il senatore che è tornato nel Pd (era da mesi iscritto al gruppo Misto) per dire sì al governo Conte.
Sandra Lonardo – ‘Un gesto di responsabilita’ : “Questo Paese richiede, da chi lo ama, non crisi di governo, ma slanci generosi e governabilità” dice la senatrice Sandra Lonardo spiegando il suo voto favorevole al Governo Conte. Sin dall’inizio e in assoluta trasparenza la parlamentare eletta con il centrodestra aveva dichiarato la sua disponibilità a sostenere l’Esecutivo colpito da una ‘crisi incomprensibile’.
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Paola Binetti – ‘Il rafforzamento di Conte è possibile solo con i centristi’:  “Se immagino un’ipotesi di un governo che rafforza la propria posizione, lo immagino con un ampliamento e questo non può che avvenire, esclusivamente, da un’area di centro. Non penso solo all’Udc, ma a un soggetto politico con l’Udc come nucleo aggregatore di persone che ne condividono principi, idee e valori”. A dirlo è la senatrice dell’Udc, Paola Binetti il giorno dopo il suo ‘no’ alla fiducia al governo Conte, in linea con il suo partito. Alla domanda se fra i centristi ‘responsabili’ includerebbe anche Forza Italia, Binetti ha risposto: “Assolutamente sì, ma anche qualche moderato della Lega, di Iv o del gruppo Misto”. E sull’esito del voto di ieri ha chiarito: “E’ un governo indebolito, la fiducia c’è ma è francamente più fragile di prima. Bisogna prenderne atto, così come bisogna prendere atto che andare alle elezioni adesso, non serve al Paese. Non si può perdere tempo ora soprattutto sui vaccini e sul Recovery plan. Sono questioni che richiedono l’impegno di tutte le forze responsabili”.
– Tra i ‘protagonisti’ del voto di due giorni fa alla Camera è stata invece Renata Polverini, anche lei passata dal centrodestra al voto favorevole al governo Conte-
Renata Polverini aderisce al ‘Centro Democratico’ di Tabacci – L’ ex deputata di Forza Italia che ha votato per la fiducia al governo Conte, si accinge ad aderire al Centro democratico, la formazione di Bruno Tabacci. Scomparire? “Vedremo. A volte scompare anche chi resta nello stesso partito”, risponde la parlamentare commentando le parole di Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, che ha detto che chi cambia partito è destinato a scomparire.
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Governo: Bettini, la rottura con Renzi è troppo profonda
Esponente Dem: ‘La maggioranza dovrebbe ‘dialogare con Forza Italia sulla legge elettorale’. Zingaretti? ‘E’ un gatto…’. Di Conte ‘colpisce la tenacia’
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20 gennaio 2021
15:40
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“Matteo Renzi dopo aver aperto la crisi, attraverso Rosato ha detto ‘in due ore si risolve tutto’; lo ha detto dopo, non prima. Ma come? Sei insoddisfatto in modo tale da far cadere il governo e poi con lo stesso governo in due ore risolvi tutto? Non è un modo serio di fare.
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Io penso che la rottura è stata così profonda che non si può far finta di niente. Addebitare a Conte un vulnus alla democrazia italiana non è superabile”. Lo ha detto Goffredo Bettini a Sky Tg24.
Diverso il discorso per i parlamentari di Iv: “Renzi ha fatto astenere i gruppi perché dentro aveva un malessere e molti di loro non hanno condiviso la crisi aperta da Renzi”.
Zingaretti è “innanzi tutto onesto, con senso di responsabilità, e sente la sfida. Poi è un uomo molto per bene e poi è un gatto: ha una sensibilità, un istinto felino. La bonomia la lego al fatto che è responsabile, ma in politica non basta la bonomia, occorre l’istinto”, aggiunge Bettini rispondendo alla domanda sulle tre principali caratteristiche del segretario del Pd e del Premier Conte.
“Di Conte – ha detto il dirigente Dem – mi colpisce la tenacia. Mi disse che era nuovo alla politica, ma ai Consigli Ue incontrava gente che aveva 30 anni di esperienza alle spalle che alla fine gli dava ragione per sfinimento. Poi è un uomo molto umano, semplice, piacevole. E poi è libero e questo dà fastidio. Io ho un feeling perché è avvocato e mio padre era avvocato”.
Alla domanda se fosse amico di Conte, Bettini ha replicato: “Non mi posso permettere, lui è il presidente del Consiglio, io sono un dirigente scosso, galoppo. Ma da parte mia c’è un senso di amicizia, di piacevole rapporto, scherzoso, praticato in territori fuori dalla politica”.
Per quanto riguarda la legge elettorale, Bettini dice che la maggioranza dovrebbe dialogare con Fi.  “Vararla in tempi brevi non so, è una sfida difficile, ma la legge elettorale non è cosa astratta. Abbiamo una crisi della rappresentanza, una distanza tra istituzioni e cittadini. Non c’è stata più qualcosa di simile ai partiti di massa. In un Paese così diviso, sbrindellato, non c’è bipolarismo ma pluralità, e il proporzionale è garanzia di dare voce a tutti. Poi questi partiti devono fare compromessi alti, da fare davanti ai cittadini”. “Penso – osserva il dirigente del Pd – sia uno dei temi che può essere condiviso da Fi. E’ evidente che a una parte grande di Fi non piace stare sotto il tallone di Salvini, di forze amiche di Orban e non di Merkel, perché Fi sta con la Cdu, non con i sovranisti. Poi scelgono con chi stare al governo, e il proporzionale gli permette di avere una voce”.
“Non è che le elezioni non si possono fare, perché si fanno in tutta Europa. Ma se non riusciamo a rafforzare il governo, non c’è un governo della destra o con le destre. Superata la fase acuta dell’epidemia si va alle elezioni”, dichiara Bettini. Secondo il dirigente del Pd, la verifica sulla possibilità di allargare la maggioranza va fatta “rapidamente”, in “poche settimane” dopo di che si potrebbe procedere ad un rimpasto, mentre la sostituzione delle due ministre di Iv andrebbe fatta “subito” con personalità “fuori dalla trattativa” per l’allargamento della maggioranza. “Noi – spiega – abbiamo chiesto la fiducia perché sarebbero state sbagliate le elezioni, fuori tempo, fuori dalla sensibilità dei cittadini, ed ecco perché vogliamo allargare i confini della maggioranza, perché con questi numeri non si può governare fino a fine legislatura”. Bettini giudica impraticabile un governo di unità nazionale: “Un Governo con tutti dentro? Sarebbe incomprensibile, perché abbiamo una destra di un certo tipo. Il Pd non lo voterebbe mai”. In ogni caso o si allarga l’attuale maggioranza oppure “c’è il voto” perché “non è che le elezioni non si possono fare, dato si fanno in tutta Europa”. La verifica sull’allargamento, prosegue, va fatta “in poco tempo, e il tempo si misura in settimane. Si capisce in poche settimane se ci sono le condizioni per un patto di legislatura. Noi del Pd la verifica l’abbiamo chiesta già da prima, ma non in modo distruttivo come ha fatto Renzi, che ha fatto una svolta incomprensibile”. Terza tappa il rimpasto: “Noi abbiamo posto il problema di un rafforzamento, Conte è d’accordo e deve avvenire dopo un chiarimento sul programma. In queste settimane dobbiamo lavorare alle emergenze, sostituendo le ministre che si sono dimesse. Suggerisco di scegliere personalità fuori dalle trattative.
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Poi se in corso d’opera si costruisce una alleanza numerica più ampia e vediamo un programma di legislatura, a quel punto si può pensare a un rafforzamento”, ha concluso Bettini.
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Covid: ricorso Lombardia, ‘zona rossa illegittima’
La Regione chiede di annullare l’ordinanza del ministro Speranza
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MILANO
20 gennaio 2021
16:29
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“Per quanto non sia certamente intenzione dell’amministrazione regionale sottrarre il proprio territorio alle più idonee misure di prevenzione e contenimento del contagio (che costituiscono presidio ineludibile a tutela della salute di tutti i cittadini), quelle – illegittimamente – disposte con l’Ordinanza impugnata costituiscono un vulnus gravissimo (ed ingiustificato) al tessuto economico, sociale e produttivo della Regione: la classificazione nell’ambito della ‘zona rossa’ preclude infatti, come noto, lo svolgimento di una vastissima platea di attività”. E’ quanto si legge nel ricorso di Regione Lombardia al Tar del Lazio.

La Lombardia chiede dunque di annullare, anche con un decreto presidenziale, l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 14 gennaio con cui la Regione è stata inserita in zona rossa e anche il Dpcm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui definisce i criteri per la classificazione di zona arancione e zona rossa così come il Decreto Ministeriale 30 aprile 2020 sul monitoraggio e di ogni altro atto ad essi presupposto, conseguente o comunque coordinato o connesso”.
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Pci: Macaluso inedito, ‘voce dei senza voce’
L’ex dirigente si era raccontato per i 100 anni del partito
e
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SIENA
20 gennaio 2021
18:16
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Intervista inedita a Emanuele Macaluso in un libro sui 100 anni del Pci di cui domani ricorre l’anniversario della storica nascita a Livorno nel 1921. “La vita che ho vissuto mi racconta che ho ancora qualcosa da dire e parla con la voce dei senza voce ancora dentro di me”, diceva Macaluso, storico dirigente del Pci scomparso appena ieri a 96 anni, in un’intervista che uscirà postuma nel libro ‘I capi del Pci, storia di un gruppo dirigente visto da vicino’ (ed. Primamedia, 144 pp, 14 euro) di Gianni Manghetti in uscita il prossimo febbraio.
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“Mi chiedi che cosa ha pesato di più sulla mia vita, niente mi è più chiaro: il mondo dei contadini sfruttati”, raccontava ancora Macaluso. “E pesavano ancora i minatori per i quali ho lottato come sindacalista in tutto il dopoguerra; il mio riformismo nasce da lì”.
“Ogni giorno era buono per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori – ancora pensieri di Macaluso – ogni giorno poneva la necessità di trovare soluzioni coerenti con i conflitti sociali; senza aspettare un domani messianico, perché è nell’oggi che gli uomini soffrono”. Il volume descrive il gruppo dirigente che per lunghi anni governò il Pci, facendone la storia ma contribuendo anche alla profonda trasformazione del Paese: dalle difficili posizioni sulla politica estera al cosiddetto ‘compromesso storico’; dagli anni della solidarietà nazionale alla strategia dell’alternanza democratica; fino ai tentativi compiuti a partire dal 1968 per conseguire l’autonomia dall’Unione Sovietica. Oltre alla figura di Macaluso, il lavoro di Manghetti approfondisce anche quelle di Aldo Tortorella, Alessandro Natta, Pietro Ingrao, Ugo Pecchioli, Alfreedo Reichlin, Giorgio Napolitano, Luigi Longo ed Enrico Berlinguer.
Proprio sul centenario della fondazione Pci domani partono a Livorno iniziative che dureranno tutto l’anno.
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Recovery: Conte incontra sindacati domani mattina
Al via il confronto tra il governo e le parti sociali
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
21 gennaio 2021
13:00
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Al via il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan: secondo quanto si apprende il premier Giuseppe Conte ha convocato i sindacati per domani mattina alle 11. Inizialmente si era ipotizzato un appuntamento lunedì alle 17 che poi è stato anticipato.
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All’incontro potrebbe partecipare anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.
“Siamo stati convocati dal presidente del Consiglio domani mattina per iniziare il confronto sul Recovery plan e penso anche sul decreto Ristori. Il Recovery plan è una occasione straordinaria di cambiare il Paese e in meglio ed è l’ultima di avere risorse così ingenti per far ripartire il Paese, l’economia, il lavoro, la giustizia sociale”. Lo dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ospite di Rainews24, sostenendo la necessità di una cabina di regia con la presenza anche delle parti sociali per monitorare i tempi e gli investimenti per l’attuazione dei progetti. Il piano “non può essere fatto in stanze chiuse senza la partecipazione di chi rappresenta lavoro”, aggiunge Furlan, sottolineando quindi la richiesta del sindacato che “le parti sociali siano in qualche modo presenti nella governace non tanto nella gestione del piano ma nel monitoraggio dei progetti. E’ una opportunità importante – rimarca -, va eseguita e gestita bene”.
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Giustizia: Iv ribadisce il no alla proposta di Bonafede. Il nodo della relazione del 27
Faraone: ‘Il ministro sa che la sua riforma non ci piace’
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21 gennaio 2021
15:18
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“Siamo disponibili a costruire una nuova compagine governativa che affronti i problemi, ma non siamo disponibili a governi raccogliticci che tirano a campare”. Davide Faraone, capogruppo al senato di Iv, a “The Breakfast Club” su Radio Capital, mette per esempio subito in chiaro che “sulla riforma della giustizia di Bonafede non pensiamo nulla di buono. La prossima settimana vediamo cosa ci verrà a dire il ministro, ma sa già cosa pensiamo della sua riforma”.
Iv ribadisce, dunque la propria contrarietà alla proposta di Bonafede. I numeri sono fragili, dunque.
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E c’è una data segnata in rosso sul calendario: il 27, salvo rinvii, si voterà in Parlamento la relazione sulla giustizia del ministro e capo delegazione M5s Bonafede: Renzi ha già schierato Iv per il No e il centrodestra spera di saldare al Senato i suoi 140 voti ai 16 ‘superstiti’ di Iv, per battere il governo, confidando sul fatto che martedì l’asticella si è fermata a 156 e che la maggioranza non può sempre fare affidamento sulla presenza dei senatori a vita. Non accadrà, ribattono dal governo.
Giovedì il ministro Federico D’Incà potrebbe riunire i capigruppo di maggioranza per iniziare a serrare le fila. Mentre i pontieri proseguono il lavoro per allargarle. Franceschini avrebbe spiegato ai capigruppo Pd Delrio e Marcucci, in una videoconferenza in serata con Zingaretti e Orlando, che l’allargamento è la priorità. Non solo per il voto sulla giustizia, ma anche perché ora in quasi tutte le commissioni Iv tiene in scacco la maggioranza e invece se nascesse un nuovo gruppo sarebbe possibile un riequilibrio dei componenti.
“La settimana prossima in Parlamento il ministro della Giustizia porta una relazione che va votata e sappiamo già che Renzi voterà contro. Alla Camera non dovrebbero esserci problemi ma al Senato con questi numeri dipende da cosa fa l’opposizione”. E’ quanto ha sottolineato il deputato del Pd Emanuele Fiano a “TrueShow – Attenti a quei due”, su Telelombardia. “Io penso che ci siano solo due strade, ed è una cosa che si deve risolvere nell’arco di poche ore o pochi giorni”, ha spiegato Fiano: “Se nell’arco di questi giorni la compagine di Governo non realizza o un progetto compiuto più centrista, rivolto a caratteri cattolico-liberali, che è un po’ il progetto a cui sta lavorando Bruno Tabacci, che riesce a coagulare intorno a sé senatori e deputati che l’altro giorno non hanno votato a favore del Governo, o, cosa che vedo veramente difficile, si riapre un dialogo con Italia Viva o con dei parlamentari di Italia Viva, oppure non ci sono i numeri per questo Governo”. Per il deputato dem un governo di larghe intese “sembra molto difficile in questo momento, peraltro Matteo Renzi ha detto sarebbe per le larghe intese ma non per allearsi con la destra, il che non é tanto comprensibile”.
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Conte: ‘Il rientro degli Usa negli accordi di Parigi è una fantastica notizia’
Lavoriamo con Washington per costruire un pianeta sostenibile
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21 gennaio 2021
13:11
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“La ri-adesione del presidente degli Usa Joe Biden agli accordi di Parigi è una notizia fantastica. Come presidente del G20 e co-presidente del Cop26 guarda al lavoro assieme agli Usa per costruire un pianeta sostenibile e assicurare un futuro migliori alle prossime generazioni”. Lo scrive in un tweet il premier Giuseppe Conte.
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Ad Adro polemiche su rifiuto cittadinanza a Liliana Segre
Sindaco della Lega respinge proposta dell’Anpi locale
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21 gennaio 2021
16:17
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E’ polemica per il rifiuto della cittadinanza onoraria a Liliana Segre a Adro, cittadina bresciana assurta agli onori delle cronache undici anni fa, per l’inaugurazione della nuova scuola tappezzata di simboli del Sole delle Alpi, lo stesso riportato su tante bandiere della Lega.
A proporre la cittadinanza, in vista del Giorno della Memoria era stata l’Anpi locale ma – riportano Il giornale di Brescia e Bresciaoggi – il sindaco del Carroccio Paolo Rosa, ha detto di no spiegando che la senatrice a vita non ha alcun legame con Adro.
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“Crediamo che la cittadinanza onoraria abbia senso se la città che la concede ha avuto una parte anche piccola nel percorso di vita di una persona – ha osservato il sindaco – Non abbiamo avuto la fortuna di incrociare la nostra storia con quella di una persona che è integerrima e portatrice di valori, ma con la quale non avrebbe molto senso tracciare un legame che non c’è stato”.
“Come si può dire che il fascismo non ha incontrato il nostro paese? – ha replicato il presidente dell’Anpi Gualtiero Tonoli – Hanno intitolato un polo scolastico a un ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, che nulla ha a che vedere con la storia adriense: che differenza c’è con la nostra proposta?”.
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Governo: Bellanova,vedo odio verso Renzi, ci distruggono e poi?
“Conte ha preferito il voto dell’ex segretaria di Berlusconi che il mio”
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21 gennaio 2021
16:39
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“Io vedo tanta rabbia e tanto rancore: ma una volta che hanno distrutto Italia Viva – e che magari riusciranno le operazioni di smembramento, perché l’odio viscerale che si sta alimentando verso Renzi è qualcosa di incommentabile – saranno in grado di affrontare i problemi di questo Paese? Perché io idee non ne vedo in giro e questo mi preoccupa. In questo anno noi abbiamo dato onore alle questioni di cui ci siamo occupati.
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La filiera agroalimentare è tornata ad essere strategica ed è stata molto sottovalutata dal Presidente Conte e da parte di altri ministri, perché evidentemente pur di fare guerra a Italia Viva non hanno riconosciuto il grande contributo che è stato dato all’Italia”.
Lo ha detto ad RTL 102.5 l’ex ministra di Iv Teresa Bellanova, che conferma di aver ricevuto battute infelici da colleghi del Consiglio dei Ministri: “E’ vero che è successo, ma non è il punto, il problema non sono le questioni personali”.
“Evidentemente era più interessante avere, per il Presidente Conte, il voto dell’ex segretaria di Berlusconi – ha aggiunto Bellanova – di chi non riconosce la scienza, dei no vax piuttosto che quello di un forza responsabile che io ho rappresentato”.
“Conte ha avuto un atteggiamento di chiusura e arroganza, perché io in questi mesi ho lavorato e davvero messo l’anima per le deleghe che avevo e per il contributo che ho cercato di dare come capo delegazione di Italia Viva, non mi sono mai sottratta. Ho svolto con lealtà e onore la mia funzione e mi aspettavo da parte di Conte un maggior ascolto, invece c’è stata chiusura, spesso arroganza fino all’ultimo momento quando gli ho mandato un messaggio per annunciare quello che stavamo andando a fare e non si è degnato neanche di una risposta” ha precisato.
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Segre: post ingiurioso su Fb. Consiglio Fvg, vergogna
Apparso e tolto su profilo gestore luogo eccidio Friuli
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TRIESTE
21 gennaio 2021
17:17
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Un post “ingiurioso” nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre è stato pubblicato oggi, e poi rimosso, sul profilo Facebook di Marino Screm, gestore della Malga Pramosio a Paluzza (Udine), dove avvenne un eccidio perpetrato da nazifascisti nel 1944. A denunciare l’accaduto, in una nota, è il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin.
Nel post anche una foto della senatrice dove si evidenzia lo stipendio mensile e annuo, seguito dal commento “per una firma”.
Si tratta, condanna Zanin, di “un insulto ingiustificabile e vergognoso che non può passare inosservato, a maggior ragione se indegnamente formulato da colui che gestisce un bene regionale ad alto impatto simbolico quale Malga Pramosio e nei cui confronti si devono attivare immediate procedure di verifica”.
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Gualtieri, continuare con politiche espansive fino alla crescita
Per il ministro sono sei le priorità, da salute a clima a fisco equo e green
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22 gennaio 2021
11:57
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22 gennaio 2021
11:57
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“Siamo convinti dell’importanza di continuare a seguire politiche fiscali e monetarie espansive fino a quando non saremo tornati su un sentiero consolidato di crescita”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in un intervento sul Sole 24 Ore dedicato alla presidenza italiana al G20, in cui mette in fila una serie di priorità da perseguire, dalla sanità al Green deal.
“Ritirare anzitempo il supporto all’attività economica sarebbe un grave errore – dice – occorrerà semmai orientare la politica di bilancio verso la spinta agli investimenti; non vogliamo e non possiamo accontentarci di un ritorno alla normalità”.   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Gualtieri,se tempestivi su interventi,Pil non molto sotto 6%
Nel 2020 48 miliardi alle imprese, 35 al lavoro e 8 alla sanità
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20 gennaio 2021
14:21
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“Sussistono rischi al ribasso per la previsione programmatica 2021 (crescita del 6%). Tuttavia, se la campagna di vaccinazione proseguirà secondo le previsioni e se da un lato gli interventi di politica economica definiti dalla legge di bilancio e integrati dalle misure di sostegno del prossimo decreto, e accompagnati dagli investimenti previsti nel recovery plan, se tutto questo sarà tempestivamente attuato, il risultato di crescita di quest’anno potrà non risultare molto inferiore a quanto previsto nella Nadef”.
Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione sullo scostamento. Il settore delle imprese, “considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”.
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Recovery: Conte incontra i sindacati domani mattina
All’incontro potrebbe partecipare anche il ministro Gualtieri
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21 gennaio 2021
12:57
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Al via il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan: il premier Giuseppe Conte  incontra i sindacati . Lundì gli incontri proseguiranno.

Ii segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri, avevano chisto di accelerare, rilanciando la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti oltre il 31 marzo, per tutti e non in maniera selettiva, così come l’estensione della cig Covid.
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Gualtieri, interventi di sostegno per tutto il tempo necessario
Al Senato passa la risoluzione di maggioranza, 291 sì e nessun no
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20 gennaio 2021
21:38
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Via libera alla risoluzione di maggioranza che autorizza lo scostamento dal pareggio di bilancio. Alla Camera i voti a favore sono stati 523, tre contrari, due gli astenuti.
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In base alla Costituzione era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti. Al Senato, 291 sì, nessun contrario e un astenuto.
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha illustrato quelli che saranno gli obiettivi da raggiungere con lo scostamento di bilancio che oggi sarà votato in Parlamento e ha sottolineato che “uno fra i più positivi messaggi che la politica nel suo insieme ha saputo lanciare al Paese nel corso dei duri mesi del 2020 è consistito proprio nella capacità del Parlamento di presentarsi unito, al di là dei perimetri di maggioranza e opposizione, ad appuntamenti come questo”.
L’auspicio, secondo Gualtieri, è che non solo si determini un’ampia convergenza per consentire uno scostamento di bilancio necessario, per predisporre e attuare misure indispensabili ma anche nella predisposizione e nel miglioramento delle misure concrete che saranno oggetto del prossimo decreto”.
Ecco alcuni passaggi del suo intervento alle Commissioni riunite:
“Grazie allo scostamento di bilancio proseguiremo e completeremo gli interventi di sostegno già approvati e riconosciuti finora ai settori più colpiti dalla pandemia, che riteniamo debbano proseguire per tutto il tempo necessario” ha specificato il ministro elencando le misure del prossimo decreto, dalla proroga della Cig “per le imprese in difficoltà” alle risorse per trasporti e sanità fino alla “rimodulazione dell’attività della riscossione” delle cartelle.
Lo scorso anno “complessivamente sono state varate misure pari a circa il 6,6% del Pil, 108 miliardi, a cui si aggiungono 300 miliardi di crediti oggetto di moratoria e 150 miliardi di prestiti garantiti. Si tratta di uno degli interventi più rilevanti d’Europa paragonabile solo a quello messo in campo dalla Germania”.
“Il settore delle imprese, considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”.
“Guardando al deficit, che noi stimiamo tra il 10,5 e il 10,8% nel 2020, sarà di circa 2,5 punti percentuali di Pil inferiore alla somma del deficit ciclico e degli interventi effettuati, una prova che gli interventi anticiclici hanno una loro efficacia, che giustifica interventi così significativi”.
“Sussistono rischi al ribasso per la previsione programmatica 2021 (crescita del 6%). Tuttavia, se la campagna di vaccinazione proseguirà secondo le previsioni e se da un lato gli interventi di politica economica definiti dalla legge di bilancio e integrati dalle misure di sostegno del prossimo decreto, e accompagnati dagli investimenti previsti nel recovery plan, se tutto questo sarà tempestivamente attuato, il risultato di crescita di quest’anno potrà non risultare molto inferiore a quanto previsto nella Nadef”.
“Nelle intenzioni del Governo, questo è l’ultimo scostamento di bilancio che chiediamo al Parlamento di autorizzare per contrastare la pandemia”. L’Agenzia delle Entrate ha erogato “in poche settimane oltre 10 miliardi di euro, facendo partire milioni di bonifici che sono stati accreditati sui conti correnti dei beneficiari”. Con gli ultimi 4 decreti Ristori, ha ricordato Gualtieri, sono stati disposti “interventi che nel complesso ammontano a circa 18 miliardi nel 2020 e circa 9 miliardi nel 2021”.
“Non c’è dubbio alla luce della pandemia che occorre prolungare” la Cig Covid ma “occorre anche introdurre una selettività rispetto alle necessità in alcuni settori più colpiti” valutando anche se prolungare “ulteriormente il blocco dei licenziamenti e tornare alla normalità su settori meno impattati”.
Con il prossimo decreto Ristori ci sarà “anche un intervento sulla Naspi, parte del pacchetto lavoro” e il finanziamento “di un miliardo e mezzo” per la decontribuzione degli autonomi, “è un impegno che il governo ha preso”.
“Questo scostamento coprirà anche un pezzo di Transizione 4.0 che non è coperto dal Recovery, che copre la parte di iperammortamento, parte delle risorse sarà destinato a questo, unico caso di spesa non direttamente legata alla pandemia, ma è una spesa di complemento a quello che abbiamo fatto in legge di Bilancio anche alla luce della interlocuzione con la commissione europea”.
Il rapporto debito/Pil nel 2020 “dovrebbe chiudere su un livello inferiore al 158% previsto nella Nadef probabilmente per circa un punto percentuale. “Abbiamo ben presente anche il tema degli impianti sciistici, quindi qualsiasi sarà il criterio finale è evidente che questi settori dovranno essere sostenuti in modo adeguato perché saranno colpiti anche nei prossimi mesi non siamo di fronte a qualcosa che è alle nostre spalle”.
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Chi è Piero Benassi, da consigliere diplomatico di Conte ai Servizi
Mossa del premier pro-dialogo per risolvere la crisi
e
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22 gennaio 2021
14:48
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Ambasciatore di livello. Capo di Gabinetto dei ministri degli Esteri Emma Bonino e Federica Mogherini.
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Braccio destro di Giuseppe Conte sui delicatissimi dossier affrontati dal premier nei due governi da lui guidati. E’ Piero Benassi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega ai Servizi scelto dal Consiglio dei Ministri. Una scelta che cade su un uomo di massima fiducia del capo del governo ma anche su un profilo che, al Pd, non può dispiacere.
La cessione della delega concretizza la “mano tesa” di Conte al dialogo sul nodo dell’intelligence proprio mentre Matteo Renzi sta riunendo i gruppi Iv. E’ una scelta “politica” che arriva in una giornata di sostanziale impasse nelle trattative per il gruppo di costruttori. Una scelta con cui, tuttavia, Conte non cede su un punto: destinare la delega ad una personalità di massima fiducia. Una fiducia costruita nei due anni e mezzo di lavoro a Palazzo Chigi di Conte con il suo consigliere diplomatico. Ed è nel governo M5S-Lega che Benassi fa valere il suo curriculum europeista e merkeliano. Forte dell’esperienza da ambasciatore italiano a Berlino, Benassi fa da primo collegamento tra il premier di un governo (quello giallo-verde) non certo ben visto a Bruxelles e la cancelliera tedesca. E da lì in poi il sodalizio con Conte non si è mai affievolito.
Un sodalizio fatto anche di una collaborazione strettissima coltivata in questi trenta mesi, ma di certo non di legami politici. Il link fra l’ormai ex consigliere diplomatico di Palazzo Chigi e il M5S è pressoché inesistente, infatti. E la carriera di Benassi, 62 anni, romano d’origine e romanista di fede calcistica, è stata tutta nella diplomazia.
Prima di essere ambasciatore a Berlino (dal 2014 al 2018) e di fungere da capo di Gabinetto alla Farnesina, Benassi è stato ambasciatore a Tunisi, dal 2009 al 2013, ovvero nei turbolenti mesi della Primavera araba. La sua carriera inizia al dipartimento affari economici della Farnesina, per poi fare tappa a Cuba e a Varsavia. Con Conte, invece, è a Bruxelles che Benassi affronta i dossier più delicati, da quello dell’immigrazione, alla manovra – invisa dai falchi – in cui furono varati reddito di cittadinanza e quota 100. Fino all’ultima sfida del Next Generation Ue. A lui, ora, spetterà guidare uno dei rami del governo finito più nel mirino dell’opposizione e di Iv. A cominciare dal caso della missione segreta in Italia del General Attorney dell’amministrazione Trump William Barr per il caso Russiagate.
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Governo: Tensione sui responsabili, ‘Non rimpasto, ma nuovo esecutivo’
Italia Viva, ‘Stallo istituzionale serve una soluzione politica’. Di Battista: ‘Allontanare il renzismo dalla politica’
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22 gennaio 2021
20:09
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Non si scioglie il nodo della crisi. In vista del voto di mercoledì sulla giustizia e il ministro Bonafede, la maggioranza è a caccia dei numeri al Senato.
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Tra i responsabili, anche chi ha votato la fiducia martedì, come la senatrice Lonardo, ora chiede ‘garanzia’ prima di dire sì al Guardasigilli.
Tabacci, che lavora a nuovi gruppi centristi, va da Di Maio a Palazzo Chigi e chiede un Conte-ter: ‘Rafforzare la maggioranza si può, ma serve un governo nuovo, non basta un piccolo rimpasto. Conte è l’unico punto di equilibrio di questa legislatura’, dice. Intanto, Italia Viva apre, ma chiede ‘una soluzione politica di respiro’.
I deputati e i senatori di Italia Viva osservano “con preoccupazione lo stallo istituzionale di questi giorni, la difficile situazione sanitaria e i drammatici dati economici del nostro Paese” e “ribadiscono con forza la necessità, già espressa nel dibattito parlamentare, di una soluzione politica che abbia il respiro della legislatura e offra una visione dell’Italia per i prossimi anni”. E’ quanto si legge in un documento di Iv, che conferma che “si muoveranno tutti insieme in modo compatto e coerente in un confronto privo di veti e pregiudizi, da effettuarsi sui contenuti nelle sedi preposte”.
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Nel documento, approvato al termine della lunga assemblea notturna dei gruppi Iv e che porta la firma di tutti i deputati e i senatori, si ringrazia “Teresa Bellanova, Elena Bonetti, Ivan Scalfarotto per la straordinaria dimostrazione di coraggio, libertà e spirito di squadra che hanno dato e stanno dando in questi giorni lottando per le idee e gli ideali non solo di Italia Viva”.
“Leggiamo dichiarazioni e interviste di esponenti politici ancora convinti che ci sia spazio per ricucire con Renzi. Questo nonostante le mie e le nostre affermazioni nei giorni precedenti siano state chiarissime in tal senso. Allora lo ribadisco, a scanso di ogni equivoco: per il Movimento non ci sono margini per ricucire con Renzi, la porta è definitivamente chiusa”. Lo sottolinea il capo politico M5S Vito Crimi. “Non torneremo con chi è inaffidabile fino a questo punto: con chi si è reso responsabile di una crisi in un momento tanto drammatico per il Paese”, aggiunge.
“Ho sempre ritenuto che la mancata revoca” di Autostrade “durante il Conte I fosse imputabile alla pavidità di Salvini. Al contrario ritenevo che il Conte II avrebbe trovato le stesse identiche difficoltà per la contiguità di taluni esponenti del pd con determinati gruppi industriali italiani. E mi riferivo, soprattutto, alla compagine renziana, trombettieri del peggior establishment del Paese. Oggi che allontanare definitivamente il renzismo dalla scena politica italiana non è affatto impossibile, credo sia un dovere morale andare fino in fondo”. Così Alessandro Di Battista in un editoriale su Tpi.it rilanciato su Fb. “Non dimentico le parole che l’Ing. De Benedetti disse al suo broker il 16 gennaio 2015: “Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle popolari”. E ancora: “Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Poco dopo il governo Renzi fece il provvedimento e l’Ingegnere incassò centinaia di migliaia di euro di plusvalenze. Non dimentico il #Ciaone lanciato dal renziano Carbone per irridere milioni di italiani che si stavano recando alle urne per votare al referendum sulle trivelle. Non dimentico lo strisciante liberismo che si nascondeva dietro le leggi renziane sul lavoro”, ricorda l’ex deputato M5S. “Non dimentico le offensive da borghesucci che si sentono élite contro il reddito di cittadinanza, oltretutto avanzate da chi, nel 2019, ha dichiarato un reddito di oltre un milione di euro. Non dimentico, sebbene la stragrande maggioranza dei media sembra averlo fatto, le indagini che coinvolgono i principali esponenti del giglio magico: Renzi, Boschi, Carrai, l’avvocato Bianchi. Tutti indagati nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la Fondazione Open. L’indagine che coinvolge Bonifazi riguarda un’altra fondazione, la Eyu. Sono tutti, ovviamente, innocenti per queste inchieste ma sono colpevoli le loro politiche.
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Conte ai sindacati: ‘Con il Recovery salto di qualità per l’occupazione’
Quasi tre ore di riunione in videoconferenza con Landini, Furlan e Bombardieri
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22 gennaio 2021
20:25
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“Questo piano ha una valenza trasformativa per il Paese: è un piano che serve a fare un salto di qualità alla nostra capacità produttiva e occupazionale, a realizzare una svolta risolutiva per la modernizzazione del Paese”. Lo ha avrebbe detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte concludendo l’incontro con i sindacati sul Recovery Plan.
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La riunione è durata quasi tre ore. In videocollegamento per Cgil, Cisl e Uil ci sono i segretari generali, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. hanno partecipato i ministri in presenza Stefano Patuanelli, Paola De Micheli e Riccardo Fraccaro. In videocollegamento Roberto Gualtieri, Nunzia Catalfo e Beppe Provenzano.
Si tratta del primo della serie di incontri con parti sociali, categorie produttive e Regioni sul Recovery Plan.
Dopo i sindacati Conte ha incontrato Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri. Sono presenti alla riunione anche i ministri Stefano Patuanelli e Nunzia Catalfo. Subito dopo il premier vedrà l’Alleanza per le Cooperative.
“Il governo ha gestito una fase molto delicata con grande impegno. Stiamo lavorando per rispondere a lavoratori, imprese e famiglie. Non possiamo perdere tempo: dobbiamo spendere presto e bene i 209 miliardi del Recovery plan, è la nostra unica preoccupazione”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, parlando con i giornalisti fuori Palazzo Chigi, prima dell’inizio del confronto.
“Vi vedo con gran piacere”, ha detto Conte aprendo la riunione, secondo quanto riferito da partecipanti all’incontro. “Grazie per il contributo che avete dato al paese in questi mesi difficili rinunciando anche alla vostre legittime rivendicazioni” ha aggiunto.
Il contributo dei sindacati sarà “valorizzato, perché questo passaggio che faremo con voi ci spingerà a modificare ulteriormente, per quanto necessario e opportuno, questo progetto”, ha sottolinato poi il presidente del Consiglio. “Oggi inizia il confronto con le parti sociali. Un confronto che vogliamo intenso e costruttivo. Abbiamo una versione aggiornata, oggettivamente migliorata, del Piano. Questo Piano deve servirci a liberare il potenziale di crescita dell’economia, a dare impulso alla produttività e all’occupazione”. “E lo dobbiamo fare – ha aggiunto il premier Giuseppe Conte – aumentando la capacità del nostro Paese di affrontare queste sfide e le trasformazioni in atto che riguardano anche le modalità organizzative del mondo del lavoro, rafforzando al contempo anche la coesione sociale”.
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“Secondo le prime valutazioni effettuate dal Mef, gli investimenti, gli incentivi e le riforme contenute nel Piano avranno un impatto che nel 2026, l’anno finale del Piano, dovrebbe tradursi in una crescita di 3 punti percentuali più alta rispetto allo scenario a politiche invariate”. Lo avrebbe detto il premier durante il suo incontro con i sindacati. “Ma a noi – ha aggiunto Conte – non interessa solo il Pil. A noi interessa, direi ancor più, che il Piano avrà un impatto positivo anche su tutti gli indicatori di benessere e di sviluppo sostenibile, grazie agli investimenti attivati direttamente e indirettamente, e alle innovazioni tecnologiche introdotte”.
Nel Recovery plan sono previsti investimenti sulle politiche attive del lavoro di 3,1 miliardi a cui si aggiungono i 500 milioni stanziati nella legge di bilancio. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. L’obiettivo del piano – ha detto ancora – è una rete unica per la formazione di tutti i lavoratori rafforzando i centri per l’impiego e con la collaborazione delle regioni e delle agenzie private.
Il ministro Gualtieri ha annunciato che la prossima settimana il Governo incontrerà i sindacati sul decreto ristori e ha precisato che “è stata potenziata la dimensione al sostegno alle politiche attive del lavoro con 4 miliardi: vogliamo riempire questi interventi di contenuti nel dialogo con voi partendo dall’assegno di ricollocazione”. Ci sono poi – ha aggiunto – “una serie di grandi operazioni sulle infrastrutture e sulla mobilità sostenibile, con un investimento massiccio sulle infrastrutture ferroviarie in tutto il paese, sui porti, sul rinnovo del Trasporto locale collegato alla costruzione di una filiera produttiva italiana in questo settore”.
Infine Gualtieri ha ricordato che è stato “potenziato molto il capitolo dedicato all’istruzione e ricerca” e quello delle infrastrutture sociali, dagli asili nido alle infrastrutture per il lavoro di cura; puntiamo a sostenere sia l’indipendenza dei giovani – penso alle case dello studente e ad altre misure di questo tipo – ha concluso – sia la liberazione delle donne dal lavoro di cure, attraverso, appunto, tutta una coerente filiera di infrastrutture sociali.
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Lavoro: ministero, nel 2020 saldo negativo 42.000 posti
Studio con Bankitalia, era stato positivo per 300.000 nel 2019
e
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22 gennaio 2021
11:35
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Nell’intero 2020 i contratti di lavoro attivati sono stati solo 42.000 in meno rispetto a quelli cessati. Lo rileva il ministero del Lavoro in uno studio con la Banca d’Italia sulle comunicazioni obbligatorie sul lavoro privato non agricolo ricordando che il saldo era stato positivo per quasi 300.000 posti di lavoro nel 2019.
Questo andamento risente del calo delle assunzioni (4,78 milioni nel 2020 -28%) e delle cessazioni (4,8 milioni, -24%)) legate al blocco dei licenziamenti e al crollo dei nuovi contratti a termine.
” I dati – afferma la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo – evidenziano la sostanziale stabilità del numero complessivo dei posti di lavoro. Le misure messe in campo dal Governo hanno contribuito ad arginare l’impatto negativo della crisi permettendo di preservare centinaia di migliaia di posti di lavoro che altrimenti sarebbero andati perduti”.
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Mare: appello del Propeller Club, istituire ministero ad hoc
Seguire esempi di Grecia, Cipro, Francia e Spagna
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TRIESTE
21 gennaio 2021
21:23
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L’istituzione di un Ministero del Mare, che sia al fianco del Cluster Marittimo italiano, il quale riveste un ruolo fondamentale per il rilancio dell’economia nazionale. E’ la richiesta fatta dal Presidente del Propeller Club, Umberto Masucci, che sottolinea gli 8.000 chilometri di costa al centro del Mediterraneo a fronte dei 14mila di un Paese immenso come la Cina.
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Se questa è “l’importanza del Mare nel nostro Paese, non può non esserci un dicastero dedicato ad un settore così vitale”, spiega Masucci, convinto che in questo momento “storico così complesso”, l’Italia possa “ricoprire un ruolo di guida e di riferimento per l’Unione Europea valorizzando le conoscenze e facendo del Mediterraneo un centro per rilanciare trasporto, turismo, risorse sottomarine, pesca, industria, gestione integrata delle coste e degli spazi marittimi”.
Segnalando gli esempi di Grecia, Cipro, Francia e Spagna che hanno un ministero del Mare o qualcosa che gli assomiglia, Masucci sostiene che alla “portualità italiana serve una visione d’insieme dove le interconnessioni tra Porti, reti stradali e ferroviarie, supportate da un adeguato sistema di logistica integrata ed innovativa, rivestano un ruolo determinante, anche attraverso lo sviluppo della cosiddetta ‘smart logistic'”. E in questo senso rivolge un appello anche “a tutte le Associazioni del Cluster perché si uniscano nella richiesta”.
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Mattarella chiama Rodano, auguri per i 100 anni
La telefonata del Capo dello Stato a Marisa
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21 gennaio 2021
12:10
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato questa mattina all’onorevole Maria Lisa Cinciari Rodano formulandole gli auguri per il suo centesimo compleanno.
Lo rende noto il Quirinale.
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Scuola: Tar Veneto respinge richiesta sospensiva
Fissata udienza in Camera di Consiglio il 27 gennaio
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VENEZIA
21 gennaio 2021
12:13
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Il Tar del Veneto ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del presidente regionale, Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. Il giudice della prima sezione del Tribunale amministrativo, Maddalena Filippi, ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il giudizio cautelare al 27 gennaio prossimo.
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Cesa: Bernini, solidarietà, certa sua estraneità
Conosciamo sua storia politica e caratura umana
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21 gennaio 2021
12:22
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“Conoscendo la storia politica e la caratura umana di Lorenzo Cesa sono certa della sua totale estraneità all’accusa infamante che gli viene contestata. Le sue dimissioni, immediate e non dovute, da segretario dell’Udc confermano la sua correttezza e la sua comprovata sensibilità istituzionale.
Nell’esprimergli la mia piena solidarietà personale e politica auspico che venga convocato al più presto dai magistrati nella certezza che saprà chiarire rapidamente la sua posizione”. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
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Governo:Salvini, parola torni agli elettori
Basta governi minestrone e parlamentari in vendita
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21 gennaio 2021
12:41
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“Parlamentari in vendita, Var in Senato, governi minestrone, alleanze solo per la poltrona.
Basta, fiducia negli italiani, la parola passi a loro”.
Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini, che tra poche ore salirà al Quirinale insieme agli altri leader del centrodestra.
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Cesa, fiducia nei giudici, non credo a tempi sospetti
Ora sto lasciando il partito, non mi occupo di vicende governo
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21 gennaio 2021
14:08
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“Io sono sempre stato rispettoso della magistratura e lo sono anche ora: non credo a tempi sospetti”. Così Lorenzo Cesa, da poche ore ex segretario dell’Udc, esclude che il suo coinvolgimento nell’inchiesta di Catanzaro possa essere letto come una ‘mina’ sulle interlocuzioni sulla crisi.
“Il centrodestra è unito. Detto questo sono una persona seria e lo sono anche oggi: non mi occupo più di vicende politiche. E’ un momento difficile. L’unica cosa che devo fare – conclude – è prendere le carte e lasciare il mio ufficio nella sede dell’Udc”.
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Iraq: Papa, addolorato per atto brutale e insensato
‘Confido che si continuerà a lavorare per la pace’
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CITTA DEL VATICANO
21 gennaio 2021
14:22
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Il Papa è “profondamente rattristato” per l’attentato a Baghdad di questa mattina. “Nel deplorare questo insensato atto di brutalità, prega per le vittime decedute e i loro familiari, per i feriti e per il personale impegnato nei soccorsi.
Confidando che tutti continueranno a lavorare per superare la violenza con fraternità, solidarietà e pace, Papa Francesco invoca sulla nazione e sul suo popolo la benedizione dell’Altissimo”. E’ quanto si legge in un telegramma a firma del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, indirizzato al presidente dell’Iraq Barham Salih. Il Papa ha in agenda un viaggio in Iraq dal 5 all’8 marzo.
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Governo: Casini, serve governo unità nazionale
Perchè non cambia se governo ha 160 voti invece di 158
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21 gennaio 2021
15:53
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“Può esser che ci siano costruttori, ma cosa cambia se il governo ha 160 voti invece di 158? Non vedo lo spazio per grandissimi allargamenti e mi sembra difficile che Fi possa sostenere questo esecutivo. Purtroppo non si riuscirà a fare quel che serve al paese, cioè un governo di unità nazionale.
Se non lo si fa ora quando?”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il senatore Pierferdinando Casini.
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Governo: Bettini,istituzionale? Mai con antieuropeisti
O si allarga attuale maggioranza o c’è il voto
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21 gennaio 2021
16:59
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“Un governo Istituzionale? ma come facciamo a fare un governo istituzionale con una destra che in Europa è legata a Orban. Noi siamo legati alle forze europeiste, a Macron alla Merkel ai socialisti spagnoli.
Non si puo’ mettere insieme cose che non stanno insieme: forze europeiste ed antieuropeiste, persino che sono negazioniste del virus. Sarebbe ulteriore confusione e precarietà”. Lo ha detto Goffredo Bettini a “Oggi è un altro giorno” su Rai 1, ribadendo che o si allarga l’attuale maggioranza o c’è il voto.
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Scuola: genitori Fvg,Tar respinge secondo ricorso su rientro
Avvocato, “ne usciamo comunque vincitori”
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TRIESTE
21 gennaio 2021
19:42
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Il Tar del Fvg ha respinto – perché non ci sono i tempi tecnici per organizzare il rientro in classe – il secondo ricorso presentato da un gruppo di genitori, contro la seconda ordinanza firmata dal governatore Fvg Massimiliano Fedriga, “che blocca la ripresa della didattica in presenza nelle scuole superiori di secondo grado della regione”.
Lo ha confermato poco fa l’avvocato Filippo Pesce, legale dei ricorrenti.
“Ne usciamo comunque vincitori”, ha dichiarato l’avvocato. Il Tar aveva accolto invece il primo ricorso, analogo nei contenuti.
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Moody’s, da Covid sfide temibili per governo indebolito
Elezioni improbabili ma deve gestire pandemia e fondi Ue
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22 gennaio 2021
13:29
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“Una maggioranza più fragile”, quale quella che è emersa dal voto del Senato, “intensifica le sfide delle politiche post-pandemiche” per l’Italia. E’ quanto afferma Moody’s in un report dedicato alla situazione politica italiana.
“Mentre le elezioni anticipate sono improbabili, questo governo indebolito affronta temibili sfide politiche sia nella gestione dell’attuale fase della pandemia che nell’assicurare un efficace e tempestivo assorbimento dei fondi europei, fondamentali per migliorare il basso potenziale di crescita dell’Italia”.
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Le stelle sul ghetto di Roma e il dovere della memoria
Giulio Base racconta su RaiPlay il 16 ottobre 1943
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22 gennaio 2021
15:11
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UN CIELO STELLATO SOPRA IL GHETTO DI ROMA di Giulio Base mischia passato e presente, anche per mettere in evidenza come certi valori siano inevitabilmente senza tempo. In questo caso nel film – disponibile in esclusiva dal 27 gennaio su RaiPlay e poi in onda su Rai1 sabato 6 febbraio alle 22.50 – i valori sono quelli del ricordo, della memoria, della Shoah partendo da quel 16 ottobre 1943, anche detto il ‘sabato nero degli ebrei’.
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Quel giorno ci fu un massiccio rastrellamento nel ghetto, il quartiere ebraico romano, da parte della Gestapo insieme ad alcuni fascisti. Una caccia all’uomo che comportò la cattura di 1259 persone: 689 donne, 363 uomini e 207 bambini. Da questa tragica vicenda del passato, in cui si vede tra l’altro una suora del convento di Sant’Alessio salvare una bambina dalla cattura, si passa alla Roma contemporanea.
Qui in una soffitta la diciottenne Sofia (Bianca Panconi), figlia di un famoso pianista internazionale (Giulio Base), trova in una vecchia valigia una commovente lettera di una donna che racconta di una bambina ebrea scomparsa proprio quella notte.
Insieme alla lettera c’è anche una fotografia ingiallita della bambina che ha anche un nome: Sarah Cohen. Per la sensibile Sofia quella foto e quella lettera diventano ben presto un’ossessione. Dove è finita Sarah? Insieme con i suoi amici e alcuni ragazzi ebrei la ragazza contatta la comunità ebraica alla ricerca di qualche notizia.
Ben presto Sarah Cohen sarà oggetto di un vero e proprio culto da parte di questi giovani, tanto che a un certo punto si penserà bene, mentre continuano le ricerche, di renderle omaggio con una pièce a lei dedicata. Nel frattempo la realtà, come spesso capita, non mancherà di stupire tutti con il più incredibile dei colpi di scena.
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Governo: Mastella,mia moglie incerta su relazione Bonafede
Senatrice Lonardo “non voterà contro ma non credo a favore”
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22 gennaio 2021
15:32
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“Mia moglie è perplessa su Bonafede”.
Potrebbe votare no? “Non lo so, ma a lei non piace l’idea che (Bonafede, ndr) ha fatto della giustizia, il giustizialismo fino alle estreme conseguenze.
Non vota contro, ma a favore non lo so”. Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento e ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio2, riguardo alla posizione della moglie, la senatrice del Misto, Sandra Lonardo, sulla relazione sulla giustizia che il 27 gennaio il Guardasigilli riferirà al Senato. E su un’eventuale astensione, ha risposto: “Vediamo”.
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Fontana, Lombardia torni arancione, dati sempre corretti
A Roma devono smettere di calunniarci per coprire loro mancanze
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MILANO
22 gennaio 2021
15:53
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“La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita”.
Lo dichiara il governatore, Attilio Fontana. “Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”, aggiunge il governatore.
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Di Battista,allontanare renzismo da politica dovere morale
Compagine ex premier è stata contro revoca Autostrade
e
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22 gennaio 2021
16:51
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“Ho sempre ritenuto che la mancata revoca” di Autostrade “durante il Conte I fosse imputabile alla pavidità di Salvini. Al contrario ritenevo che il Conte II avrebbe trovato le stesse identiche difficoltà per la contiguità di taluni esponenti del pd con determinati gruppi industriali italiani.
E mi riferivo, soprattutto, alla compagine renziana, trombettieri del peggior establishment del Paese. Oggi che allontanare definitivamente il renzismo dalla scena politica italiana non è affatto impossibile, credo sia un dovere morale andare fino in fondo”. Così Alessandro Di Battista in un editoriale su Tpi.it rilanciato su Fb.
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Scuola: Puglia, superiori in presenza al 50% da febbraio
Per elementari e medie lezioni in classe con possibilità dad
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BARI
22 gennaio 2021
16:08
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Dal 25 al 30 gennaio in Puglia tutti gli studenti delle scuole superiori svolgeranno le lezioni con la didattica digitale, mentre gli alunni delle scuole elementari e medie, nonché i bimbi della scuola dell’infanzia, proseguiranno con la didattica in presenza con possibilità per i genitori di chiedere la didattica a distanza.
Dal primo febbraio e sino al 6 febbraio, invece, i ragazzi delle superiori potranno tornare a svolgere le lezioni in presenza, ma con il limite del 50% di presenza di studenti in ogni istituto.
E’ quanto dispone la nuova ordinanza regionale firmata dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
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22 gennaio 2021
14:38
ISS:BOZZA,RT SCENDE A 0,97 DOPO CINQUE SETTIMANE DI CRESCITA.
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Vaccini: Zaia, abbiamo le dosi per fare i richiami
Poi partiremo con vaccinazione over 75
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VENEZIA
22 gennaio 2021
14:03
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“Per la prossima settimana abbiamo i vaccini per fare tutti i richiami previsti”. Lo dice il presidente del Veneto Luca Zaia.
“Sembra che dalla prossima settimana si riparta con la quota di vaccini prevista – aggiunge – quindi dovremmo ripartire in quota, partendo dagli over 75”.
All’esterno della sede della Protezione Civile, dove è in corso la conferenza stampa del governatore, è in corso una manifestazione di genitori di ragazzi delle superiori per i quali non sarà previsto il rientro in aula prima di febbraio.
“Noi non ce l’abbiamo con le scuole – ribadisce -. Siamo chiamati ad applicare piani di sanità pubblica”.
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Ndrangheta stragista: sentenza,non esclusi mandanti politici
Corte Assise Reggio C.:atti trasmessi a Procura per indagini
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REGGIO CALABRIA
22 gennaio 2021
11:15
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“Non può affatto escludersi, anzi appare piuttosto assai probabile, che dietro tali avvenimenti vi fossero dei mandanti politici che attraverso la ‘strategia della tensione’ volevano evitare l’avvento al potere delle sinistre, temuto anche dalle organizzazioni criminali, che erano riuscite con i precedenti referenti politici a godere di benefici e agevolazioni. Si può, quindi, affermare che in tale circostanza si era venuta a creare una sorta di convergenza di interessi tra vari settori che hanno sostenuto ideologicamente la strategia stragista di Cosa Nostra”.
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È quanto si afferma nelle motivazioni della sentenza del processo”‘Ndrangheta stragista” con la quale la Corte d’Assise di Reggio Calabria, su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dell’aggiunto Giuseppe Lombardo, sono stati condannati all’ergastolo lo scorso 24 luglio il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, considerato dalla Dda il referente della cosca Piromalli.
Graviano e Filippone sono ritenuti i mandanti degli attentati ai carabinieri Antonio Fava e Vincenzo Garofalo uccisi il 18 gennaio 1994 sulla Salerno-Reggio Calabria, nei pressi dello svincolo di Scilla. “Le conclusioni cui è pervenuta questa Corte in ordine alla responsabilità degli imputati – è scritto nella sentenza – costituiscono soltanto un primo approdo, dal momento che la complessa istruttoria dibattimentale, ivi comprese le dichiarazioni di Giuseppe Graviano, lascia intravedere il coinvolgimento di ulteriori soggetti che hanno concorso nella ideazione e deliberazione degli eventi in esame. Ciò che si ricava è che dietro tutto ciò non vi sono state soltanto le organizzazioni criminali, ma anche tutta una serie di soggetti provenienti da differenti contesti (politici, massonici, servizi segreti), che hanno agito al fine di destabilizzare lo Stato per ottenere anch’essi vantaggi di vario genere, approfittando anche di un momento di crisi dei partiti tradizionali”.
Per questo motivo, “con riferimento alla identificazione di tali soggetti”, la Corte d’Assise di Reggio Calabria ha trasmesso alcuni atti del processo alla Procura della Repubblica perché continui a indagare.
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Nuovo dpcm, le faq : possibile andare nelle seconde case
Possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione. Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
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22 gennaio 2021
11:36
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E’ possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell’immobile prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. E’ quanto si legge nelle Faq del Governo appena pubblicate. Nelle faq si spiega che si tratta di una possibilità limitata al ‘rientro’ e questo perchè le disposizioni in vigore consentono, dal 16 gennaio 2021, di fare “rientro”, appunto, alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”.
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Il titolo per recarsi nella seconda casa, “per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021”. Sono dunque esclusi, precisano le faq, tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, “la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo”. La sussistenza dei requisiti potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
Ok a non conviventi in auto, ma davanti solo guidatore
Si può usare l’automobile “con persone non conviventi, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo. “L’obbligo di indossare la mascherina – si legge ancora – può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore”.
Sì agli accompagnatori per gli spostamenti tra regioni
Se una persona è giustificata a spostarsi tra regioni di diverso colore ma non ha la macchina o la patente, o non sia autosufficiente o abbia un altro impedimento, può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente) o da una persona incaricata del trasporto, da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici. Lo spiegano le Faq del Governo. Nel caso in cui l’accompagnatore e l’accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi la mascherina. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato.
Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
Il transito nelle aree con restrizioni agli spostamenti diverse dalla rossa (quindi arancione o gialla) è consentito, come ogni altro spostamento, “esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute”. È inoltre consentito “se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista”. Lo spiegano le Faq del Governo.
Sì ad asporto fino 22, non a bar senza cucina o simili
“La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25)”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nello specifico per tutte le aree. “La consegna a domicilio – si legge ancora – è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti”. Nelle sezioni sulla zona arancione e rossa viene aggiunto che “è consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati”.
Sì a spostamenti tra regioni per funerali parenti
Si agli spostamenti tra regioni di diverso colore per i funerali dei parenti. Lo prevedono le Faq del Governo. “La partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto – si legge nelle Faq – sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19”.
In zona rossa confermate visite da parte di due persone
Dal 16 gennaio al 5 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione) ed è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese le seconde case. Lo ribadiscono le Faq del Governo, che confermano come, tra le 5 e le 22, una volta al giorno, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. A chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. Il rientro a casa dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5 e le 22, su tutto il territorio nazionale e indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22 e le 5 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute.
Sì a spostamenti tra zone per assistere non autosufficienti
Le Faq del Governo spiegano che lo spostamento per dare assistenza a parenti non autosufficienti è consentito anche tra Comuni e Regioni in aree diverse, “ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti” in quel Comune o Regione. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria: di norma un solo parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste. All’interno della zona rossa si può andare ad assistere un parente o un amico non autosufficiente perchè è “una condizione di necessità”. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie bisogna però tenere presente “che sono categorie più vulnerabili e quindi occorre cercare di proteggerle dai contatti il più possibile”. Per chi vive in zona rossa, invece, fino al 15 gennaio sono vietati gli spostamenti in un’altra regione per andare a trovare i propri genitori, anziani ma in buona salute.
Genitori separati possono andare sempre a trovare figli. Possibile ma fortemente sconsigliato portarli dai nonni
I separati o divorziati possono andare a trovare i figli minorenni anche in un’altra Regione o all’estero. Lo spiegano le Faq del Governo, secondo cui “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti”. Questi spostamenti dovranno in ogni caso avvenire “scegliendo il tragitto più breve” e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (persone in quarantena, positive, immunodepresse, eccetera). Per quanto riguarda gli spostamenti da e per l’estero occorre informarsi sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o in cui ci si deve recare. E’ invece “possibile ma fortemente sconsigliato” spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro perché “gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone”. Pertanto, questo spostamento è ammesso “solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore”. In questo caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, “percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno”. Ma se possibile, “è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi”.
Sì a sport all’aperto nei circoli in zona gialla
“È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area gialla, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
Musei e gli altri luoghi della cultura in zona gialla
Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre.
Sì a caccia e pesca in area gialla, vietate in zona rossa
L’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all’interno dell’area gialla; consentite in area arancione solo nell’ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
Dog sitting permesso anche in zona rossa, è come attività colf
“L’attività di dog sitting è consentita dal dpcm” perché si tratta “di attività lavorativa assimilabile a quella di collaborazione domestica”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nella sezione che riguarda l’area rossa.
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Covid: proposta delle Regioni, 4,5 miliardi per ristori dello sci
Fondo per operatori e nuovi interventi una tantum per lavoratori
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AOSTA
21 gennaio 2021
17:05
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La costituzione di un Fondo ristori per gli operatori economici del settore del turismo invernale legato alle stazioni sciistiche e ulteriori interventi una tantum a compensazione del mancato reddito per i lavoratori del medesimo settore: sono i due punti contenuti nella proposta condivisa dalle Regioni – su input della Lombardia – per i ristori nel settore dello sci. Sulla base delle stime effettuate, i due interventi – da inserire nel decreto legge “ristori-, richiedono complessivamente uno stanziamento pari a 4,5 miliardi di euro.
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Vaccini: De Luca ad Arcuri, ci tuteleremo in ogni sede
Invito commissario a linea equità ed oggettività assoluta
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NAPOLI
21 gennaio 2021
12:52
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“Invito il commissario Arcuri a procedere sulla base di una linea di equità e oggettività assoluta, a tutela dei nostri concittadini e nel rispetto di uno sforzo organizzativo enorme compiuto dalla Regione Campania, e che non può essere vanificato. Siamo pronti, in caso contrario, a tutelarci in ogni sede”.
Lo sottolinea il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla comunicazione che le forniture di vaccini prevista per la Campania il giorno 25 gennaio è stata dimezzata.
“E’ indispensabile garantire il completamento dei richiami per i primi vaccinati”, aggiunge.
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Scuola: Tar Veneto respinge richiesta sospensiva
Fissata udienza in Camera di Consiglio il 27 gennaio
e
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VENEZIA
21 gennaio 2021
12:13
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Il Tar del Veneto ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del presidente regionale, Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. Il giudice della prima sezione del Tribunale amministrativo, Maddalena Filippi, ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il giudizio cautelare al 27 gennaio prossimo.
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Maturità: Nardelli (Pd), prova scritta pensiamo vada fatta
“Incontro interlocutorio di maggioranza ieri sera”
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21 gennaio 2021
11:43
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Prevedere una prova scritta di italiano all’esame di maturità dà maggiore “dignità” all’esame stesso, non ha l’obiettivo “di rendere più pesante l’esame di Stato ma di renderlo più dignitoso, anche tenendo presente tutte le difficoltà che ci sono e ci sono state. Tenere l’asticella alta favorisce chi non ha altre possibilità.
Nell’incontro di maggioranza di ieri sera sull’esame di maturità si è sottolineato che era un incontro interlocutorio, è stato uno scambio di idee. Noi del Pd abbiamo sottolineato che prendere una decisione così in anticipo è una resa, se poi la situazione epidemiologica peggiora ci si penserà. Soprattutto riteniamo che una prova di italiano scritto vada fatta”. Lo dice Flavia Nardelli capogruppo Pd in Commissione Istruzione alla Camera.
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Maturità: Granato (M5S), orientamento è per maxi-orale
“Ma decisione finale da prendere. Ordinanza entro gennaio”
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21 gennaio 2021
10:48
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“C’è un forte orientamento a lasciare la maturità 2021 come lo scorso anno, ovvero un maxi orale, con una stretta maggiore sull’ammissione all’esame per incentivare gli studenti a ‘stare sul pezzo’. Questo perchè c’è una geografia delle aperture che ci sorprende: non è possibile riuscire a gestirla in modo unitario.
La ministra Azzolina sta comunque procedendo a delle consultazioni. Il pd aveva proposto una prova scritta e una orale ma dobbiamo poter dare certezza al personale scolastico e agli studenti e al momento non è possibile garantire a tutti lo stesso numero di giorni di scuola; il rischio è di dover cambiare le carte in tavola all’ultimo momento”. A dirlo è Bianca Granato, capogruppo M5S in commissione Istruzione al Senato. La decisione finale assunta ieri sera al termine della riunione di maggioranza è che la ministra Azzolina proceda ad altre consultazioni come richiesto anche dai membri delle due commissioni. L’ordinanza sulla maturità deve uscire entro gennaio.
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Maturità:Azzolina vede maggioranza, dare certezze a studenti
“Esame terrà conto dell’anno ma sarà serio e completo”
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
21:23
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“Dobbiamo decidere a breve” per “dare certezze” alle scuole e agli studenti e “offrire un quadro chiaro”. La prossima Maturità “terrà conto dell’anno in corso” ma dovrà essere comunque un esame “completo, serio, capace di offrire un quadro adeguato delle competenze degli studenti”.
Lo ha assicurato la Ministra Lucia Azzolina intervenendo stasera alla riunione di maggioranza con gli esponenti delle commissioni competenti di Camera e Senato. “Nessuna decisione definitiva è ancora stata presa, ha spiegato la Ministra”.
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Belsito non creò danni all’immagine della Lega, assolto
Decisione giudici Genova. Il partito aveva chiesto 500 mila euro
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GENOVA
19 gennaio 2021
18:27
AGGIORNATO IL
20 GENNAIO 2021
ALLE
14:04
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Nessun danno di immagine per la Lega. E’ quanto deciso dai giudici della  Corte di Appello di Genova nel processo d’Appello contro Francesco Belsito e tre imprenditori nel quale il Carroccio ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro all’ex tesoriere perché secondo i legali del partito dopo il deflagrare dell’inchiesta sui fondi della Lega, nella quale era rimasto coinvolto Belsito, ci sarebbe stata una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013.
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I giudici hanno assolto Belsito.
Il partito guidato da Matteo Salvini aveva impugnato la sentenza con la quale nel giugno del 2019 il tribunale aveva assolto i quattro (con Belsito, Romolo Girardelli, Stefano Bonet, Stefano Lombardelli) dall’accusa di associazione a delinquere per un giro di consulenze tecnologiche fasulle per grandi gruppi industriali in cambio di sgravi fiscali. La sentenza è passata in giudicato nell’aspetto penale, perché la procura non l’ha impugnata, ma la Lega, che si era costituita parte civile, lo ha fatto per cercare di avere un risarcimento.
Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorali per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), e sugli investimenti a Cipro e in Tanzania. Il processo ruotava attorno alla Polare, società guidata da Bonet. Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013.
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M5S vara nuovo Statuto, 9-10/2 Assemblea per votazioni
Arriva Comitato Direttivo al posto Capo Politico
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22 gennaio 2021
19:26
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Cambia lo Statuto del M5S e al posto della figura del capo Politico, all’articolo 5, si prevede l’istituzione del Comitato Direttivo, ovvero dell’organo collegiale. Le modifiche allo Statuto saranno votate, annuncia Vito Crimi sul blog delle Stelle,”dall’Assemblea degli iscritti convocata dalle ore 12 di martedì 9 febbraio 2021 fino alle ore 12 di mercoledì 10 febbraio 2021 in prima convocazione e dalle ore 12 di martedì 16 febbraio 2021 fino ore 12 di mercoledì 17 febbraio 2021 in seconda convocazione”.
“Al fine di venire incontro all’esigenza ampiamente manifestata da parte degli iscritti, si prevede inoltre che il Comitato direttivo possa autorizzare, anche emanando linee guida generali, spazi di lavoro fisici e/o digitali per gli iscritti del MoVimento.
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Prima dello svolgimento della votazione delle modifiche allo Statuto, sarà resa nota, da parte del Comitato di Garanzia, la bozza di regolamento per l’elezione del nuovo organo direttivo da adottarsi qualora la modifica abbia il parere favorevole dell’assemblea degli iscritti”, spiega Crimi nel post sul blog che, a un anno dal passaggio di consegne tra Di Maio e il capo politico pro-tempore annuncia quindi il prossimo epilogo dell’attuale reggenza.
“La proposta di modifica prevede il trasferimento di tutte le funzioni di competenza del Capo Politico ad un “Comitato direttivo” di nuova istituzione, composto da 5 membri, eletti dagli iscritti, della durata di tre anni e le cui deliberazioni sono assunte a maggioranza dei membri. Tale Comitato direttivo dovrà prevedere una rappresentanza di genere equilibrata, e al proprio interno non potrà esserci una tipologia di portavoce che abbia all’interno di tale Comitato la maggioranza dei membri. Nessuna limitazione è invece prevista per coloro che non sono portavoce”.
“Il Comitato direttivo elegge e revoca al proprio interno a maggioranza, con rotazione annuale, colui che assumerà le funzioni di rappresentante legale ed istituzionale del MoVimento 5 Stelle e per l’esercizio delle sole funzioni che le leggi pro tempore vigenti richiedono. Il Comitato direttivo è l’organo che ha tutti i necessari poteri di ordinaria amministrazione. Gli atti di straordinaria amministrazione sono subordinati al consenso e/o ratifica da parte dei componenti del Comitato di Garanzia”. E’ quanto si legge all’articolo 7 nel nuovo Statuto del M5S che sarà votato il 9 febbraio prossimo. “Il Comitato di Garanzia, nella definizione del regolamento per l’elezione dei membri del comitato direttivo, individuerà eventuali cause di incompatibilità, e stabilirà che ciascun genere sia rappresentato per almeno i due quinti e che ciascuna delle seguenti tipologie di portavoce: membri del governo, parlamentari europei, nazionali, consiglieri regionali e consiglieri comunali, non sia rappresentato all’interno del Comitato da un numero di membri superiore ai due quinti”, si legge ancora nel testo che aggiunge: “il Comitato direttivo, o uno o più membri dello stesso, può essere sfiduciato con delibera assunta a maggioranza assoluta dei componenti del Comitato di Garanzia e/o dal Garante, ratificata da una consultazione in Rete degli iscritti, in conformità a quanto previsto dal presente Statuto. Il Comitato direttivo delibera a maggioranza dei propri membri”.
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Giorno memoria: Emanuele Filiberto, leggi razziali una vergogna
Lettera alla comunità ebraica di Roma: ‘Non ci riconosciamo in ciò che fece Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile’
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22 gennaio 2021
20:29
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“Condanno le leggi razziali del 1938, di cui ancora oggi sento tutto il peso sulle mie spalle e con me tutta la Real Casa di Savoia e dichiaro solennemente che non ci riconosciamo in ciò che fece Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile, un’ombra indelebile per la mia Famiglia, una ferita ancora aperta per l’Italia intera”. E’ un passaggio della lettera alla comunità ebraica scritta da Emanuele Filiberto di Savoia, che ne parla in una intervista nello Speciale Tg5 Parole dal Silenzio in onda domani in seconda serata, anticipata dal Tg5 delle 20 di stasera.
Emanuele Filiberto di Savoia nella lettera di scuse scrive: “Mi rivolgo a tutti voi, Fratelli della Comunità Ebraica italiana, per esprimervi la mia sincera amicizia e trasmettervi tutto il mio affetto nel solenne ‘Giorno della Memoria’.
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Vi scrivo a cuore aperto una lettera certamente non facile, una lettera che può stupirvi e che forse non vi aspettavate. Eppure sappiate che per me è molto importante e necessaria, perché reputo giunto, una volta per tutte, il momento di fare i conti con la Storia e con il passato della Famiglia che oggi sono qui a rappresentare, nel nome millenario di quella Casa Reale che ha contribuito in maniera determinante all’unità d’Italia, nome che orgogliosamente porto”. “Scrivo a voi, Fratelli Ebrei, nell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, data simbolo scelta nel 2000 dal Parlamento della Repubblica Italiana, a memoria perpetua di una tragedia che ha visto perire per mano della follia nazi-fascista 6 milioni di ebrei europei, di cui 7500 nostri fratelli italiani”, si legge ancora nella lettera. È nel ricordo “di quelle sacre vittime italiane che desidero oggi chiedere ufficialmente e solennemente perdono a nome di tutta la mia Famiglia. Ho deciso di fare questo passo, per me doveroso, perché la memoria di quanto accaduto resti viva, perché il ricordo sia sempre presente”. Quindi il passaggio in cui Emanuele Filiberto afferma di condannare le leggi razziali del 1938, “di cui ancor oggi sento tutto il peso sulle mie spalle e con me tutta la Real Casa di Savoia e dichiaro solennemente che non ci riconosciamo in ciò che fece Re Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile, un’ombra indelebile per la mia Famiglia, una ferita ancora aperta per l’Italia intera. Condanno le leggi razziali nel ricordo del mio glorioso avo Re Carlo Alberto che il 29 marzo 1848 fu tra i primi Sovrani d’Europa a dare agli italiani ebrei la piena uguaglianza di diritti.
Condanno le leggi razziali nel ricordo dei numerosi italiani ebrei che lottarono con grandissimo coraggio sui campi di battaglia dell’Ottocento e del primo Novecento da veri Patrioti. Condanno la firma delle leggi razziali nel ricordo della visita alla nuova Sinagoga di Roma che proprio mio bisnonno Vittorio Emanuele III fece nel 1904, dopo che il 13 gennaio dello stesso anno si disse addirittura favorevole alla nascita dello stato ebraico e così si espresse: ‘gli ebrei, per noi, sono Italiani, in tutto e per tutto'”. “Desidero che la Storia non si cancelli, che la Storia non si dimentichi e che la Storia abbia sempre la possibilità di raccontare quanto accaduto a tutti coloro che hanno fame e sete di verità. Le vittime dell’Olocausto non dovranno mai essere dimenticate e per questo motivo, ancor oggi, esse ci gridano il loro desiderio di essere giustamente ricordate. Anche la mia Casa ha sofferto in prima persona, sebbene per motivi politici, ed è stata ferita profondamente negli affetti più cari: come potremmo dimenticare – osserva nella missiva alla comunità ebraica – la tragica fine di mia zia Mafalda di Savoia, morta il 28 agosto 1944 nel campo di concentramento di Buchenwald dopo un’atroce agonia? Come potrei dimenticare che anche mia zia Maria di Savoia fu deportata con il marito e con due dei loro figli in un campo di concentramento vicino a Berlino? Ed entrambe erano figlie sempre dello stesso Vittorio Emanuele III”. “Scrivo a voi fratelli Ebrei, con viva e profonda emozione nel lancinante ricordo del rastrellamento del Ghetto avvenuto il 16 ottobre 1943. Scrivo a voi fratelli Ebrei, nell’angoscioso ricordo delle troppe vittime che la nostra amata Italia ha perso. Scrivo a voi questa mia lettera, sinceramente sentita e voluta, che indirizzo a tutta la Comunità italiana, per riannodare quei fili malauguratamente spezzati, perché sia un primo passo verso quel dialogo che oggi desidero riprendere e seguire personalmente. Con tutta la mia sincera fratellanza” conclude Emanuele Filiberto di Savoia. Nello speciale ‘Parole del silenzio’, in onda domani in seconda serata e curato da Roberto Olla, le telecamere del Tg5 sono andate a casa di Sami Modiano, a Roma, e al Memoriale Binario 21, a Milano, assieme a Liliana Segre.
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A.Mittal: Arcuri, noi curiamo tutti gli stabilimenti
C’è sviluppo solo con l’acciaio. Obiettivo è Ilva leader
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GENOVA
22 gennaio 2021
18:13
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“L’ingresso dello Stato nel capitale non è avvenuto per preservare, investire in uno stabilimento piuttosto che in un altro”, ma “con la volontà di prenderci cura di tutti gli stabilimenti che ci sono in Italia”.
Lo ha detto l’Ad di Invitalia Domenico Arcuri, intervenendo nello stabilimento Arcelor Mittal di Genova Cornigliano, in occasione della commemorazione di Guido Rossa, il sindacalista dell’Italsider ucciso 42 anni fa dalle Br.
“Tra qualche settimana questo ingresso sarà avvenuto e vi faccio una promessa e chiedo un impegno: dobbiamo metterci a lavorare come fanno le persone normali”.
“Credo che senza industria non ci sia uno sviluppo possibile, neanche in Italia, e senza l’acciaio non ci può essere industria, neanche in Italia e neanche nel 2021”, ha aggiunto Arcuri. “L’obiettivo di questa nuova stagione è far diventare l’Ilva leader di mercato nella produzione dell’acciaio progressivamente sempre più verde”, ha con cluso.
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Berlusconi, “governo nocivo al Paese, Renzi voti contro”
L’ex premier: “La crisi va risolta in fretta, con un nuovo esecutivo o col voto”
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22 gennaio 2021
13:38
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“Questa crisi è pericolosa e va risolta in fretta, con un altro esecutivo o con il voto, secondo ciò che il presidente della Repubblica riterrà più opportuno. Non entreremo mai nella maggioranza del governo Conte e non vedo la disponibilità dei partiti per un’ipotesi Draghi. Chi di noi ha dato la fiducia ha fatto un grave sbaglio”.
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Lo afferma Silvio Berlusconi in un’intervista a La Verità, nella quale invita Matteo Renzi ad andare fino in fondo e a passare ora dall’astensione al voto contro la fiducia al governo che aveva contribuito a far nascere.
“Non vedo come Fi potrebbe sostenere mai il governo Conte, che è espressione di forze politiche incompatibili con noi e del resto non ha ottenuto risultati soddisfacenti – afferma il presidente di Fi – tanto è vero che lo stesso premier ha parlato più volte in questi giorni della necessità di una svolta, di un cambio di passo. Come sarebbe possibile con gli stessi partiti che hanno governato finora?”.
Quanto ai tre parlamentari azzurri che hanno votato la fiducia a Conte (Renata Polverini, Andrea Causi e Maria Rosaria Rossi), Berlusconi esprime “stupore. Non me l’aspettavo e non capisco. Credo che abbiano commesso un grave errore”.
L’ex premier smentisce che Fi sia stata messa sotto accusa nel centrodestra per le tre defezioni: “Se fosse accaduto, non l’avrei tollerato”, afferma mentre saluta l’arrivo in Fi dal gruppo Misto della deputata di Veronica Giannone.
Berlusconi respinge il paragone tra i responsabili che votarono il suo governo nel 2011 e quelli che oggi cerca Conte.
“Quelli di allora mantennero in vita un governo rispettoso del risultato elettorale, il governo Conte di oggi, invece, nasce da forze politiche che alle urne a marzo 2018 si erano combattute ferocemente e che le elezioni le avevano perse”.
Quanto a Renzi, il leader azzurro afferma che “si è ritirato dal governo che lui stesso si era vantato di aver fatto nascere un anno fa. Ha aperto una crisi politica, ma fin qui non ha potuto o voluto andare fino in fondo. Sa al Senato Iv avesse votato no alla fiducia, il governo Conte non esisterebbe più”.
“Fin dai prossimi passaggi parlamentari, Renzi avrà l’occasione di trarre le conseguenze” delle sue azioni. Una risposta anche su quello di cui si parla come il futuro partito di Conte che punterebbe agli elettori di centro: “Non capisco come potrebbe occupare il centro chi ha guidato prima un governo M5s-Lega e poi un governo M5s-Pd. Tutte forze che non si definiscono certo di centro”
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Sala paragona Anna Frank a Greta, polemiche dal centrodestra
‘Strumentalizza’; il sindaco a Comunità ebraica, dramma Shoah è unico
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MILANO
22 gennaio 2021
16:10
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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala paragona Anna Frank a Greta Thunberg e questo fa scattare le polemiche dal parte del centrodestra. Sala ne ha parlato ai microfoni di Rai Documentari durante le riprese al Piccolo teatro dell’anteprima del docu-film #AnneFrank. Vite parallele.
Secondo il capogruppo di Forza Italia in Comune, Fabrizio De Pasquale, così ha banalizzato “la immane tragedia della Shoah” e per questo dovrebbe “chiedere scusa alla comunità Ebraica”. Anche secondo il consigliere regionale leghista Gianmarco Senna “con le sue parole Sala non soltanto insulta la memoria di Anne Frank, ma mette anche in difficoltà la stessa Greta Thunberg, strumentalizzandola”.
“È più che evidente che non ci fosse la volontà da parte mia di fare un paragone, che del resto non avrebbe alcun senso, tra il dramma della Shoah e le vicende politiche dell’oggi – ha scritto Sala a Milo Hasbaini, presidente della Comunità ebraica -. Si parlava di coraggio di giovani donne e il giornalista mi ha portato sull’attualità, facendo un riferimento a Greta. Lo ribadisco con chiarezza: il dramma della Shoah è tragicamente unico e non esiste paragone possibile”.
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Governo, Mastella: ‘Mia moglie incerta sulla relazione di Bonafede’
Senatrice Lonardo ‘non voterà contro ma non credo a favore’
(2)
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22 gennaio 2021
16:38
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“Mia moglie è perplessa su Bonafede”. Potrebbe votare no? “Non lo so, ma a lei non piace l’idea che ha fatto della giustizia, il giustizialismo fino alle estreme conseguenze. Non vota contro, ma a favore non lo so”.
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Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento e ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio1, riguardo alla posizione della moglie, la senatrice del Misto, Sandra Lonardo, sulla relazione sulla giustizia sulla quale il 27 gennaio il Guardasigilli riferirà al Senato. E su un’eventuale astensione, ha risposto: “Vediamo”.
Quello della giustizia potrebbe – del resto – diventare il terreno minato per il governo. Se il primo inciampo dell’ormai fragile esecutivo guidato da Giuseppe Conte ci potrebbe essere mercoledì prossimo, quando il Parlamento dovrà votare sulla relazione del ministro Bonafede sullo stato della giustizia, anche le riforme sembrano destinate a “ballare”, messe a rischio dai numeri risicati della maggioranza nelle Commissioni di Camera e Senato. Il rischio che il governo mercoledì vada sotto è concreto. Soprattutto al Senato.”Alla Camera non dovrebbero esserci problemi ma al Senato con questi numeri dipende da cosa fa l’opposizione”,ammette il deputato del Pd Emanuele Fiano. Intanto anticipa il suo “no” l’ex M5S Mario Giarrusso . E il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che indiscrezioni davano vicino all’appoggio al governo Conte, spiega che non potebbe mai “sostenere un governo che ha come ministro della giustizia Alfonso Bonafede”. L’opposizione non sembra intenzionata ad aiutare la maggioranza.Da Forza Italia, la senatrice Fiammetta Modena, membro della Commissione giustizia di Palazzo Madama, parla di “un anno nero per la giustizia”. Se pure mercoledì il governo dovesse farcela, l’iter delle riforme nelle Commissioni potrebbe diventare un Vietnam.
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Non a caso ieri il presidente della Commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni (M5S) ha lanciato l’allarme: le riforme su processo civile e penale, Csm e ordinamento giudiziario “sono parte integrante del Piano nazionale di resilienza e ripresa, sarebbe un gravissimo errore ostacolarle”. In bilico c’è anche la riforma della prescrizione,da sempre osteggiata da Renzi: il termine per gli emendamenti scade il primo febbraio e non è escluso che Iv possa fare fronte comune con l’opposizione. Così come l’incidente potrebbe essere dietro l’angolo in Commissione Affari costituzionali della Camera sulla legge per la separazione delle carriere in magistratura, a cui il governo è contrario. Di fronte a uno scenario più che problematico, il ministro sceglie oggi la strada del silenzio. Resta la constatazione dell’annuncio del voto contrario di Renzi alla sua relazione, senza nemmeno averla letta e pur avendo concorso alle riforme e agli interventi che saranno illustrati in Aula. Tra l’altro l’impegno per il 2021 si concentra tutto sul rispetto delle scadenze per gli investimenti previsti nel Recovery plan, che ammontano in tema di giustizia a quasi 3 miliardi. Somme che mirano ad azzerare l’arretrato e consentire alla giustizia – ne è convinto Bonafede – di diventare il “motore per la ripartenza del Paese”: “Il recupero di efficienza della giustizia – viene fatto osservare da via Arenula – è condizione essenziale per l’approvazione in sede europea del Recovery plan”.
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Governo: Tabacci vede Di Maio a Palazzo Chigi, Conte-ter per fine crisi
Continua attivismo promotore Costruttori
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22 gennaio 2021
19:57
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“La possibilità di rafforzare la maggioranza c’è ma serve un governo nuovo, non basta un piccolo rimpasto. Io penso che Conte sia l’unico punto di equilibrio di questa legislatura”.
Lo dice Bruno Tabacci uscendo da Palazzo Chigi dove -spiega il presidente di Cd- ha “incontrato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio”. “Per concludere la crisi è necessario aprire a un ventaglio di forze più ampio. Renzi al Senato ha fatto un discorso di rottura ma credo che in Iv ci siano posizioni più concilianti. E poi c’è l’area dei liberal-democratici di FI”, aggiunge.
“Mercoledì c’è una prova di fuoco e si vedrà quali sono le intenzioni reali. L’alternativa sono le elezioni. C’è tempo fino a mercoledì e il Conte-ter favorirebbe” una nuova maggioranza. Lo dice Bruno Tabacci uscendo da Palazzo Chigi tornando sulla possibilità che una parte “liberal-democratica” di FI appoggi la maggioranza. “Loro si arrabbiano, ieri hanno fatto finta di chiedere il voto al Colle, il tema è che restano succubi di Salvini e Meloni si apre uno spazio liberal-democratico nel Paese”, spiega ancora il presidente di Cd.
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Salvini, se Lombardia rossa per errore, governo paghi danni
‘Dieci milioni rinchiusi in casa per mesi’
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MILANO
22 gennaio 2021
16:20
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“Se 10milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, un vero e proprio sequestro di massa”: così sui social il segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato la collocazione in zona rossa la scorsa settimana della Lombardia, che ora dovrebbe tornare arancione.
“Chi ha sbagliato paghi, chieda scusa e ripari al danno causato” ha concluso.
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Governo: Camere ostaggio della crisi, commissioni in bilico
Al Senato nella metà dei parlamentini maggioranza senza numeri
e
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22 gennaio 2021
17:03
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L’esame delle leggi in Parlamento rischia di rimanere bloccato. La maggioranza, dopo l’apertura della crisi da parte di Italia Viva, infatti non ha i numeri per approvare i provvedimenti in due commissioni alla Camera, Giustizia e Difesa, e ben in sette commissioni in Senato, dalla Affari costituzionali alla Bilancio.
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Gli equilibri potrebbero cambiare solo con la formazione di un gruppo autonomo che porterebbe a ridisegnare le presenze anche nei ‘parlamentini’.
Il quadro più difficile è quello di Palazzo Madama: contando in maggioranza i due senatori azzurri che hanno votato l’ultima fiducia al premier, Rossi e Causin, le forze che sostengono il governo sopravanzano le opposizioni solo in 7 commissioni e in alcune delle più importanti a conti fatti si andrebbe a un pareggio, che in Senato è pari ad una sconfitta. “In caso di parità di voti, la proposta si intende non approvata”, recita infatti il regolamento. La speranza, in parte, è dunque appesa alle scelte dei singoli senatori, quelli di Iv in particolare: nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama a fare la differenza potrebbe essere il senatore di Iv Grimani, così come in Bilancio gli occhi sono puntati sul senatore di Italia Viva Comincini.
Più difficile spuntarla in commissione Giustizia sia alla Camera che al Senato, dove peraltro la guida è leghista: a Montecitorio al momento il tabellone consegna il pareggio, insufficiente a portare a casa i provvedimenti, e al Senato il risultato è addirittura 12 a 13 a favore del centrodestra.
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Alla Camera la maggioranza soffre nella commissione Affari costituzionali, dove si esamina tra l’altro la legge elettorale: anche se Iv si saldasse con la minoranza, potrebbe farcela per il rotto della cuffia qualora Riccardo Magi votasse con i partiti di governo (si finirebbe 24 a 23). Uno scarto di un voto anche in commissione Finanze, dove però il presidente è il renziano Luigi Marattin, che per prassi però non vota. Sempre a guida di un’esponente renziana, Raffaela Paita, anche la commissione Trasporti dove per riuscire nell’impresa la maggioranza deve poter contare su 4 voti del gruppo Misto, tra esponenti di Centro democratico ed ex 5S.
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Conte nomina Massagli e Della Volpe a Aise, De Donno a Aisi
Tutti con la carica di vicedirettori
e
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22 gennaio 2021
18:54
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Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti qualificate, ha nominato i due vicedirettori dell’Aise e il vicedirettore dell’Aisi: all’Aise vanno il suo consigliere militare Carlo Massagli e il generale della Guardia di Finanza Luigi Della Volpe, mentre all’Aisi va il generale dei Carabinieri Carlo De Donno. Il decreto di nomina è stato firmato nel pomeriggio.
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Covid: il Fvg rimane in zona arancione
Seconda settimana. Rt cala, regione non più ad alto rischio
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TRIESTE
22 gennaio 2021
21:18
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Il Friuli Venezia Giulia resta regione in zona arancione, come si attendeva visto che è in questa fascia soltanto da una settimana. Tuttavia, seppure rimanga forte la pressione sugli ospedali, è in ulteriore abbassamento l’indice rt e non si è più tra le regioni ad alto rischio.
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Covid: Giani, per terza settimana Toscana gialla
‘Siamo comunità attenta rispetto regole, avanti così’
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FIRENZE
22 gennaio 2021
22:25
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“Ho appena parlato con il Ministro Speranza: la Toscana per la terza settimana di fila sarà zona gialla”. Lo ha scritto il governatore toscano Eugenio Giani su Fb.

“Siamo una grande comunità, consapevole e attenta al rispetto delle regole come abbiamo ampiamente dimostrato in queste settimane. Adesso continuiamo così, manteniamo la responsabilità che ci appartiene e impegniamoci per diminuire sempre più i contagi. La #ToscanasiCura dipende da ciascuno di noi, forza!”.

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