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Ultimo aggiornamento 7 Aprile, 2021, 17:55:08 di Maurizio Barra

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Mosca multa TikTok, ‘non ha cancellato inviti a protestare’
Sanzione 28mila euro per ricerca adesioni a cortei pro-Navalny
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MOSCA
06 aprile 2021
15:59
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Il tribunale distrettuale Tagansky di Mosca ha inflitto una multa di 2,6 milioni di rubli (circa 28.000 euro) a TikTok accusando il social network di non aver cancellato presunti inviti ai minori a partecipare alle proteste contro la detenzione dell’oppositore numero uno di Putin, Alexiei Navalny, a fine gennaio. Lo riporta l’agenzia Interfax.

La sentenza arriva in un momento in cui Mosca sta aumentando le pressioni sui social network stranieri. Alcuni giorni fa, il tribunale Tagansky di Mosca ha inflitto a Twitter tre multe per un totale di 8,9 milioni di rubli (circa 100.000 euro) con l’accusa di non aver rimosso quelli che le autorità russe ritengono “contenuti vietati” e gli appelli “ai minorenni a partecipare a manifestazioni non autorizzate”.
A marzo, le autorità russe hanno inoltre ordinato il rallentamento di Twitter accusandolo di non aver rimosso 3.168 post che – a dire di Mosca – contenevano istigazioni al suicidio di minori, materiale pedopornografico e informazioni sull’uso di stupefacenti. Ma molti sospettano che dietro ci sia in realtà la volontà di mettere a tacere il dissenso e controllare sempre più il web.   POLITICA   MONDO

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Toshiba: offerta di acquisizione da 15,3 mld di euro da Cvc
Sconta un premio del 30% su attuale capitalizzazione di mercato
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TOKYO
07 aprile 2021
08:59
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Il fondo d’investimento britannico Cvc Capital Partners ha avanzato un’offerta di acquisizione da 2.000 miliardi di yen, pari a 15,3 miliardi di euro, per Toshiba. Lo confermano i vertici del conglomerato giapponese, aggiungendo che il consiglio di amministrazione si riunirà per considerare la proposta.
Il valore commerciale dell’operazione equivale a un premio del 30% dell’attuale capitalizzazione di mercato di Toshiba, e ha l’obiettivo della rimozione del titolo dal listino di Borsa, per velocizzare il processo decisionale delle varie divisioni che compongono il colosso nipponico.
Negli ultimi anni, infatti, Toshiba è stata duramente danneggiata da scandali contabili e dalle perdite sugli investimenti realizzati nel settore nucleare, in particolare negli Stati Uniti, fattori che hanno portato l’azienda a vendere a fine 2017 la divisione redditizia delle memorie dei semiconduttori al consorzio Bain Capital.
Dopo una lunga fase di ristrutturazione e il graduale miglioramento dei conti, Toshiba è tornata ad essere quotata sul listino principale del Tokyo Stock Exchange (Tse) a inizio anno.
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Bezos sostiene piano opere di Biden, anche aumento tasse
Patron Amazon ha patrimonio 177 mld dollari
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NEW YORK
07 aprile 2021
09:04
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Jeff Bezos, il patron di Amazon e l’uomo più ricco del mondo, appoggia il piano per le infrastrutture da 2.250 miliardi di dollari di Joe Biden. “Sia i democratici sia i repubblicani hanno appoggiato le infrastrutture in passato, e questo è il momento giusto per lavorare insieme” e realizzarle, afferma Bezos dicendosi a favore anche dell’aumento delle tasse per le società.
“Ammettiamo che gli investimenti” nelle infrastrutture “richiederanno concessioni da tutte la parti, sia sulle specifiche incluse sia su come vengono finanziati (sosteniamo un aumento delle tasse per le aziende)”.
Jeff Bezos si conferma – secondo Forbes – l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 177 miliardi di dollari.
Dalla 35ma classifica annuale s registrano 493 nuovi ingressi, circa uno ogni 17 anni, di cui 210 dalla Cina e da Hong Kong. La medaglia d’argento va a Elon Musk, con i suoi 151 miliardi.
Il 2021 anno record per i ‘paperoni’. Il numero dei miliardari nel mondo è balzato a 2.755, ovvero 660 in più rispetto all’anno precedente.
Complessivamente valgono 13.100 miliardi, 8.000 in più del 2020.
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Furto dati Facebook, Garante ‘occhio ad anomalie’
A rischio dati 36 mln di italiani. I consumatori, ora sanzioni
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07 aprile 2021
13:22
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Occhio alle anomalie sul cellulare, come l’improvvisa assenza di campo in luoghi in cui normalmente la ricezione è buona: potrebbe essere il segnale che un criminale si è impossessato del nostro numero di telefono per usarlo a scopo fraudolento. In tal caso bisogna contattare subito il call center del proprio operatore per verificare che qualcun altro non abbia chiesto e ottenuto il trasferimento dei nostri numeri su un’altra Sim.
E’ l’invito del Garante per la Privacy rivolto agli utenti – circa 36 milioni soltanto in Italia – coinvolti nel furto dati su Facebook: con una violazione dei sistemi del social network sono finiti online in molti casi numeri telefonici e indirizzi mail.
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Un ‘data breach’ che ha spinto l’Autorità a chiedere alla piattaforma di Zuckerberg di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se il proprio numero di telefono o l’indirizzo di posta elettronica siano stati oggetto della violazione. Il Garante avverte anche che l’eventuale utilizzo di questi dati, anche per fini positivi, è vietato dalla legge, in quanto frutto di un trattamento illecito. In caso di coinvolgimento nella violazione, ricorda il Garante, “il numero di telefono potrebbe essere utilizzato per una serie di condotte illecite, che vanno da chiamate e messaggi indesiderati sino a serie minacce come il cosiddetto ‘Sim Swapping’, una tecnica di attacco che consente di avere accesso al numero di telefono del legittimo proprietario e violare determinate tipologie di servizi online che usano proprio il numero di telefono come sistema di autenticazione”. Il Garante chiede anche a tutti gli utenti di “diffidare di eventuali messaggi di testo provenienti dal numero di telefono di persone che conosciamo, con i quali vengano chiesti soldi, aiuto o dati personali, perché potrebbe trattarsi di una truffa azionata da malintenzionati che si sono impossessati della nostra numerazione”.
Plaude all’intervento del Garante l’Unione nazionale consumatori: “Le truffe sul cellulare – sottolinea il presidente Massimiliano Dona – sono diventate sempre più insidiose e pericolose, come il cosiddetto Sim Swapping. A rischio anche i nostri soldi, se forniamo le credenziali di accesso al nostro conto corrente online, cosa da non fare nemmeno se la richiesta ci sembra pervenire dalla nostra banca per motivi di sicurezza. Occorre, però, che anche i negozi di telefonia prestino più attenzione quando ad esempio viene richiesta una sim card sostituiva, controllando in modo più accurato i documenti presentati”.
L’associazione Consumerismo No Profit chiede “al governo di intervenire con urgenza – dice il presidente, Luigi Gabriele – perché quanto accaduto alimenta il rischio di truffe a danno degli utenti coinvolti, e potrebbe portare al furto di dati bancari con operazioni non autorizzate su conti correnti e carte. Serve inoltre una sanzione esemplare contro Facebook, società a cui i cittadini, sempre più considerati alla stregua di un prodotto commerciale, hanno ceduto i propri dati personali accettando le condizioni del servizio, dietro la garanzia che tali dati sarebbero stati protetti”.
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Su cloud l’analisi in tempo reale delle immagini satellitari
Grazie alla collaborazione tra Thales Alenia Space e Microsoft
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07 aprile 2021
13:24
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Arriva su cloud l’elaborazione automatica e in tempo reale delle immagini satellitari: questo grazie al sistema di intelligenza artificiale DeeperVision di Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), che sarà aggiunto alla piattaforma Microsoft Azure Orbital per la gestione dei satelliti. Lo prevede il nuovo progetto di innovazione nel campo delle tecnologie cloud per lo spazio annunciato da Thales Alenia Space e Microsoft.
L’obiettivo di questa iniziativa è permettere agli utenti di focalizzarsi sul contenuto realmente rilevante delle immagini satellitari, in cui l’esperienza umana è fondamentale.
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Tutto ciò è reso possibile da DeeperVision, un sistema che sfrutta l’intelligenza artificiale per processare e analizzare grossi volumi di immagini dell’osservazione della Terra in modo da rilevare automaticamente come gli elementi evolvono nel tempo e monitorare aree di interesse. Le informazioni vengono estratte in modo automatico e continuo dalle immagini in tempo reale, mentre i risultati vengono immagazzinati come metadati in un più ampio catalogo.
“L’elaborazione di immagini satellitari su scala cloud è un elemento rivoluzionario per i nostri clienti che hanno bisogno di questi approfondimenti, basati sull’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, per poter prendere rapidamente decisioni critiche per il successo delle le loro missioni”, afferma Tom Keane, Corporate Vice President di Azure Global in Microsoft. “I clienti potranno beneficiare di tutte le funzionalità della soluzione DeeperVision di Thales Alenia Space per processare il flusso dei dati e fornire informazioni tempestive con le funzionalità cloud di Azure Orbital”, aggiunge Clarence Duflocq, Vicepresidente Strategia & Innovazione di Thales Alenia Space.
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WhatsApp lancia sticker dedicati ai vaccini insieme all’Oms
Vaccines for all, per esprimere gioia e sollievo
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07 aprile 2021
13:15
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Un traguardo tagliato, un abbraccio finalmente ritrovato dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia, uno scudo che protegge. Sono alcune delle immagini di “Vaccines for All” (vaccini per tutti), un nuovo pacchetto di sticker per IOS e Android che arriva su Whatsapp creato in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
“Questi sticker – spiega Whatsapp sul proprio blog – sono stati ideati con lo scopo di aiutare gli utenti a comunicare in modo creativo e divertente e ad esprimere gioia, sollievo e speranza riguardo le possibilità offerte dai vaccini anti Covid-19, con privacy.
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Può inoltre diventare un’ulteriore occasione per mostrare riconoscenza agli operatori sanitari, che hanno lavorato incessantemente per salvare vite in questo lungo e difficile periodo”. Dall’inizio della pandemia Whatsapp evidenzia di aver avviato collaborazioni “con più di 150 governi statali, nazionali e locali, nonché organizzazioni come Oms e Unicef, per costruire canali di assistenza volti a fornire informazioni accurate e risorse riguardo al Covid-19 a oltre 2 miliardi di persone”.
Lo scorso anno, in questo periodo, WhatsApp aveva diffuso un pacchetto di adesivi simile sempre in collaborazione con l’Oms, chiamato “Insieme a casa” che includeva riferimenti al lockdown e al distanziamento fisico, allo smartworking e ad esercizi aerobici indoor.
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Clubhouse lancia Payments, si possono dare soldi ai ‘creator’
App non chiede commissioni, ma bisogna registrare carta credito
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07 aprile 2021
15:02
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Clubhouse, in attesa di allargare la propria base di utenti, si lancia nei pagamenti. Testa la funzione Payments per far monetizzare ai ‘creator’ con i loro contenuti.
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“Siamo entusiasti di lanciare Payments, la nostra prima funzione di monetizzazione per i creator di Clubhouse”, spiega la piattaforma solo audio che ha da poco compiuto un anno di vita e il cui valore ha superato il miliardo di dollari a fine gennaio.
Payments, attualmente in versione beta cioè di prova, verrà esteso nelle prossime settimane solo ad un numero ristretto di iscritti: permetterà ai creatori delle stanze sonore, in gergo ‘room’, di ricevere denaro per il loro lavoro. Tutti potranno inviare somme ma solo alcuni saranno in grado di riceverle, proprio in vista di una sperimentazione al momento di nicchia.
Per trasferire il denaro, servirà aggiungere al proprio account una carta di credito o di debito, necessità che ha già sollevato dubbi sulla sicurezza informatica. Un eventuale furto di dati potrebbe infatti esporre anche informazioni bancarie, con evidenti problemi su larga scala.
Una volta abilitata l’opzione, basterà cliccare sul profilo di un utente e selezionare “Invia denaro”. Il totale della cifra versata dagli ascoltatori andrà ai creator, con una piccola tassa in percentuale dovuta agli oneri sostenuti da Stripe, partner dell’iniziativa e piattaforma a cui spetta elaborare le transazioni. “È bello vedere la crescita di una piattaforma social che pensa prima a retribuire i partecipanti piuttosto che monetizzare grazie alla pubblicità”, ha scritto in un tweet Patrick Collison, Ceo di Stripe.
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Il 4 maggio chiuderà Yahoo Answers
Dal 20 aprile sarà in sola lettura: era online dal 2005
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07 aprile 2021
13:16
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Dopo circa 16 anni di attività chiude Yahoo Answers, il sito gratuito di domande e risposte su qualsiasi argomento. Dal 20 aprile non si potranno più inserire domande mentre la chiusura finale sarà il 4 maggio, giorno che vedrà scomparire globalmente la piattaforma, non più consultabile nemmeno in modalità di sola lettura.
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Fino al 30 giugno ogni iscritto potrà scaricare i propri contenuti, ovvero l’elenco delle domande e delle risposte formulate nel tempo, oltre a tutte le immagini caricate.
La conferma della chiusura arriva dopo una serie di indiscrezioni, seppur a sorpresa, come spiega un testo visibile direttamente dalla homepage del portale.
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Qui si legge: “Il sito di Yahoo Answers verrà chiuso il 4 maggio 2021 e dal 20 aprile 2021 sarà in modalità di sola lettura. Non verranno apportate modifiche ad altre proprietà o servizi di Yahoo o al tuo account Yahoo. Puoi trovare maggiori informazioni sulla chiusura di Yahoo Answers e su come scaricare i tuoi dati dalla pagina di aiuto”. La chiusura di Answers fa seguito a quella di Yahoo! Gruppi avvenuta a fine 2019.
L’azienda non ha spiegato il motivo dietro la volontà di cancellare il popolare servizio, peraltro in forte ascesa con il Covid-19 e le domande relative alla pandemia. Probabilmente, proprio la difficoltà di moderare contenuti di qualsiasi genere, tra cui quelli più delicati inerenti virus, vaccini e teorie complottiste, ha spinto il team a lasciare il passo a piattaforme più in voga, come i social network, maggiormente allenati a gestire commenti e dibattiti, in via testuale e non solo.
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YouTube, nuovo parametro per i video che violano le policy
Tasso di visualizzazioni inappropriate in calo del 70% dal 2017
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07 aprile 2021
13:17
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Google ha introdotto un nuovo parametro con il quale analizza se il suo lavoro di rimozione dei video sta effettivamente riducendo il numero di visualizzazione di filmati che violano le regole della community. Il ‘tasso di visualizzazioni inappropriate’ o VVR (Violative Video Rate) indica la percentuale delle visualizzazioni ottenute dai video che sono contro le policy del gruppo, prima di essere rimossi.
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Secondo la società, il trend è in calo, in parte grazie agli investimenti nel campo degli algoritmi di machine learning.
La piattaforma ha iniziato a monitorare il dato del VVR nel 2017 e oggi, con l’impiego di una maggior moderazione e degli algoritmi autonomi, su 10.000 visualizzazioni su YouTube, quelle relative a contenuti in violazione sono circa 18. Quattro anni fa erano il 70% in più. “Ora siamo in grado di rilevare il 94% di tutti i contenuti violativi su YouTube tramite segnalazione automatica, con il 75% rimosso prima di ricevere anche 10 visualizzazioni” ha affermato Jennifer O’Connor, direttrice della sezione Trust and Safety di YouTube. In sostanza, il tasso di visualizzazioni inappropriate aiuta a stabilire in che percentuale le visualizzazioni su YouTube sono attribuibili a contenuti che violano le norme.
“Immaginiamo un video in violazione che ha totalizzato 100 visualizzazioni, ma è rimasto sulla piattaforma per più di 24 ore, e confrontiamolo con un altro video che ha ottenuto migliaia di visualizzazioni nelle primissime ore, prima della sua rimozione. Quale dei due ha un impatto maggiore? Crediamo che il VVR sia il modo migliore per comprendere l’impatto che i contenuti dannosi hanno sugli spettatori e per identificare le aree che necessitano di miglioramenti”. Il tasso di visualizzazioni inappropriate sarà aggiornato ogni trimestre nell’ambito del Rapporto sull’applicazione delle Norme della community.
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Chiude sito ‘open source’ che verificava violazione dati Facebook
Dopo intervento del Garante Privacy che ha chiesto al social di Zuckerberg un servizio ‘ad hoc’
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07 aprile 2021
15:02
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Dopo l’intervento di ieri del Garante per la Privacy sulla violazione dei dati di Facebook, chiude lo strumento open source ‘HaveIBeenFacebooked’, che era stato messo in piedi da due italiani e serviva a capire se i nostri dati erano stati sottratti.
“HaveIBeenFacebooked chiude temporaneamente come misura precauzionale a seguito del comunicato del Garante Privacy. Speriamo di aver aiutato qualcuno”, scrive su Twitter Marco Aceti, uno dei due promotori dell’iniziativa:

Ieri il Garante Privacy ha chiesto a Facebook “di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione”.
Nei giorni scorsi è circolata la notizia di una violazione per 533 milioni di profili Facebook, di cui 35 milioni di utenti italiani, risalente al 2019: era stata già resa nota due mesi fa, ma la notizia ha ripreso a girare negli ultimi giorni perché prima il database era a pagamento, ora è consultabile gratis.
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Disservizi a registro elettronico scuola, colpa di un ransomware
Virus rende inaccessibili i dati e chiede un riscatto
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07 aprile 2021
16:03
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Il disservizio del registro elettronico della scuola è dovuto ad un ransomware, un virus informatico sempre più diffuso che rende inaccessibili i dati e per ripristinarli chiede il pagamento di un riscatto, solitamente in bitcoin.
“A seguito delle approfondite verifiche tecniche messe in atto da sabato mattina in parallelo con le attività di ripristino dei servizi, abbiamo avuto conferma che il disservizio creatosi è inequivocabilmente conseguenza di un attacco ransomware portato alla nostra infrastruttura. Dagli accertamenti effettuati, al momento, non ci risultano perdite e/o esfiltrazioni di dati”, scrive sul suo sito Axios, la società che rifornisce il servizio al 40% delle scuole italiane e che dal 3 aprile segnalava malfunzionamenti alla piattaforma.
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Il ransomware – che secondo il Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, sono stati usati nel 42% degli attacchi mondiali gravi – solitamente si prendono attraverso e-mail di phishing che invitano a cliccare su un determinato link o a scaricare un certo file.
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Oppure i cybercriminali si riservano di sfruttare delle vulnerabilità presenti nei vari programmi o diversi sistemi operativi. In quest’ultimo caso, il software malevolo si propaga in maniera autonoma senza che l’utente debba compiere alcuna azione.

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