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Ultimo aggiornamento 18 Aprile, 2021, 08:07:15 di Maurizio Barra

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DALLE 02:31 DI SABATO 17 APRILE 2021

ALLE 08:07 DI DOMENICA 18 APRILE 2021

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Ambiente: Cei, l’inquinamento è frutto delle nostre scelte
Card. Bassetti, ‘non possiamo essere complici dei briganti’
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17 aprile 2021
02:31
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L’inquinamento, che ha effetti sull’ambiente ma anche sulla salute dell’uomo, è frutto delle “nostre scelte” o anche dell’indifferenza che ci rende “complici dei briganti”. Per questo la Chiesa italiana spinge ad una conversione ecologica che abbracci non solo la cura dell’ambiente ma anche la cura dell’uomo.
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Lo ha detto il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card.
Gualtiero Bassetti, intervenendo con un videomessaggio al convegno ‘Custodire le nostre terre’ trasmesso da Acerra (Napoli).
“La custodia, o la mancata custodia, della casa comune, in quanto siamo tutti parte dell’umanità, incide direttamente sulla nostra salute. Gli effetti ambientali prodotti dalle nostre scelte – ha sottolineato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – hanno una incidenza diretta sulla salute fisica, psichica e sociale di tutti”.
La Chiesa ritiene “suo dovere farsi carico del tema della salute di tutti e di ciascuno”. “Per le responsabilità che abbiamo e che conosciamo, possiamo affermare che può risultare riduttivo, quando non addirittura discriminante, parlare di ‘terra’ e di ‘terre dei fuochi’: perché dobbiamo piuttosto affermare con forza che siamo responsabili della custodia di tutte le terre”, ha sottolineato il card. Bassetti. “Custodire quindi si traduce in un prendersi cura diretto, impegnativo, personalmente coinvolgente, soprattutto indelegabile. Ognuno deve fare la sua parte fino in fondo”.
Occorre dunque tornare “all’essenziale evangelico, tenendo presente che un’ampia parte del territorio italiano è inquinato”. Infine Bassetti ha citato l’enciclica di Papa Francesco ‘Fratelli tutti’ che “ci ricorda che esistono i complici dei briganti, i segreti alleati, coloro che passano e guardano altrove, o sono indifferenti, o soffocano la speranza”.
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Aumenta la pressione fiscale, è al 43,1%
Studio della Cgia, stessa soglia del 2014. Nel 2020 a fisco, Inps e casse previdenziali 48,3mld in meno
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VENEZIA
17 aprile 2021
10:14
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Nel 2020 la pressione fiscale è salita attestandosi al 43,1% , la stessa soglia toccata nel 2014, a soli 0,3 punti percentuali dal record storico che registrato nel 2013. Lo rileva la Cgia di Mestre sottolineando che la pressione fiscale è data dal rapporto tra le entrate fiscali e quelle contributive sul Pil.
L’incremento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2019 è ascrivibile in massima parte al crollo del Pil che l’anno scorso è sceso dell’8,9%.
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Anche le entrate fiscali e contributive hanno subito una forte contrazione del gettito (-6,3%). In termini assoluti il fisco, l’Inps e le casse previdenziali hanno riscosso 711 miliardi di euro, 48,3 miliardi in meno di quanto registrato nel 2019.
Per la Cgia, è evidente che il carico fiscale complessivo che grava sulle famiglie e sulle imprese costituisce un grosso problema. Lo era prima della pandemia, figuriamoci adesso, con moltissime aziende a rischio chiusura e con tantissime persone scivolate verso la soglia di povertà.
Anche per queste ragioni gli Artigiani mestrini tornano a ribadire che l’erogazione dei nuovi sostegni alle micro e piccole imprese che il Governo Draghi sta mettendo a punto in questi giorni deve essere accompagnata da un azzeramento del carico fiscale per l’anno in corso. Altrimenti si rischia che, una volta incassati, questi rimborsi vengano subito restituiti allo Stato sotto forma di imposte, tasse e contributi. Una partita di giro che si è già verificata l’anno scorso che per molti imprenditori ha rappresentato una vera e propria beffa. Questo taglio generalizzato di tasse e imposte erariali per tutto l’anno in corso costerebbe al fisco tra i 28/30 miliardi di euro. Una stima che è stata calcolata ipotizzando di consentire a tutte le attività economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per l’anno in corso l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni. Queste aziende, che ammontano a circa 4,9 milioni di unità (pari all’89% circa del totale nazionale), dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non arrecare problemi di liquidità ai Sindaci e ai Presidenti di regione. Oltre all’azzeramento delle tasse, l’Ufficio studi della Cgia auspica che l’Esecutivo metta sul tavolo almeno altri 50 miliardi di euro entro il prossimo mese di luglio che consentano di rimborsare in misura maggiore di quanto è stato fatto sino a ora le perdite subite dalle aziende e permettano agli imprenditori di compensare anche una buona parte dei costi fissi sostenuti. Modalità, quest’ultima, che la Francia e la Germania hanno applicato da alcuni mesi, avendo recepito le nuove disposizioni introdotte dall’Ue in materia di aiuti di stato alle imprese. Costi, quelli fissi, che, nonostante l’obbligo di chiusura e il conseguente azzeramento dei ricavi, le attività economiche continuano a sostenere. Questo sforzo così importante, per la Cgia, deve essere fatto entro l’estate, periodo in cui, grazie agli effetti della campagna vaccinale e alle condizioni climatiche, si dovrebbe lasciare alle spalle la pandemia.   ECONOMIA

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Nel 2020 persi 40 mld di salari, Italia peggiore in Ue
Eurostat, massa salariale arretra del 7,5%, media europea -1,9%
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17 aprile 2021
10:16
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L’Italia ha perso nel 2020 oltre 39,2 miliardi di salari e stipendi con un calo del 7,47% sul 2019. Lo si legge nelle tabelle Eurostat appena aggiornate sulle principali componenti del Pil, secondo le quali si è passati da 525,732 miliardi nel 2019 a 486,459.
Nello stesso periodo in Francia sono stati persi 32 miliardi (ma su una massa salariale passata da 930 a 898 miliardi) con un -3,42% e in Germania appena 13 miliardi su oltre 1.500 (-0,87%). Nell’Ue a 27 il calo del monte salari è stata dell’1,92%. Il dato è legato ai lunghi periodi di lockdown e alle altre chiusure con la riduzione dell’occupazione e il massiccio uso della cig.   MONDO

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Vaccini:Veneto,somministrate 25.037 dosi nelle ultime 24 ore
87,8% over80 ha già ricevuto almeno una inoculazione
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VENEZIA
17 aprile 2021
10:22
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Sono 25.037 le dosi di vaccino somministrate in Veneto nelle ultime 24 ore, dato che porta il totale a 1.268.680. L’aumento delle prime dosi è di 13.095 unità (902.306 complessive), mentre sono 11.942 i cicli completati in più (366.374).
Il totale delle prime dosi somministrate riguarda il 18,5% della popolazione, quello dei cicli completati il 7,5%.
L’87,8% degli over80 si è già visto somministrare almeno un vaccino.
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Assemblea Pd, Letta: ‘Partito è vivace, elezioni si vincono mobilitando’
Non con costosa squadra comunicazione ma con 100mila militanti
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17 aprile 2021
10:34

“Dobbiamo pensare a una ripartenza che lasci il segno, io vorrei proporre al governo, alle parti sociali, ai partiti, che si faccia un grande patto per la ricostruzione del nostro Paese, con tutti i rappresentanti dei lavoratori, delle imprese, delle pmi, facciamo fra le forze politiche che sostengono il governo Draghi e Draghi avrà la forza di farne un patto europeo che sta dentro il next generation Eu”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta.
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Bisogna fare “come Ciampi nel 1993, una svolta che ci mise in grado di fare grandi scelte, per la tenuta dei conti pubblici, la riduzione del debito, per la tenuta del Paese”.
“Si aprirà un semestre di lavoro, dal primo luglio al 31 dicembre: sarà un semestre di lavoro bello e intenso dal quale vorrei che uscisse la risposta alla mia provocazione: non serve un nuovo segretario ma un nuovo partito”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, all’assemblea del partito, parlando delle Agorà, in videoconferenza.
“Uno dei temi su cui avevo puntato, quello del voto ai sedicenni, è molto divisivo. lo so, io sono convinto della sua importanza, ma è importante sapere che sui temi, quando sono divisivi, va fatto un grosso lavoro per capire come venire incontro alle criticità che vengono segnalate”.
“Mi è stato chiesto: Ti sei pentito? Dopo questo mese sono ancora convinto della scelta che ho fatto di impegnarmi in questa straordinaria avventura collettiva”.
“Ai risultati della consultazione dei circoli attorno al vademecum do una grandissima importanza e hanno ampiamento superato le nostre aspettative”.
“Il partito esiste, è vivo, è molto vivace e questo emerge dal vademecum. Abbiamo visto che il metodo partecipativo è possibile, questa è stata una prova vincente, si può considerare che il rapporto fra il centro e la base non deve essere di controllo dal centro sulla base ma di ascolto e protagonismo della base, per far vincere l’intelligenza collettiva. Che è un po’ la proposta che vi faccio con le Agorà democratiche. Non si vincono le elezioni con una costosa squadra di comunicazione, meglio se americana, ma se abbiamo centomila militanti, testimoni che sul territorio convincono gli italiani.
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Le elezioni non le vinceremo l’ultimo mese con dei messaggi ben articolati, ma se in questi due anni faremo questo lavoro e se queste centomila persone saranno testimoni e protagonisti dell’elaborazione delle nostre idee”.
“Sul tema della cittadinanza italiana a Patrick Zaki il Parlamento ha dato un gesto importante con l’unanimità, chiediamo al governo di dare seguito a quella decisione del Parlamento, sulla cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Mando un saluto affettuoso ai genitori di Giulio Regeni”.
Sulle amministrative, “non siamo un partito che decide i candidati da Roma, perché credo nella forza dei territori, il rispetto delle scelte e l’aiuto ai territori, con la possibilità di usare uno strumento che mi piace, quello delle primarie, per rendere più forte la scelta, con la duttilità necessaria, quando è ritenuto necessario dai territori”.
“Le amministrative saranno un primo test di avvicinamento alle alleanze che poi costruiremo. Sul tema delle alleanze siamo in fase di costruzione di un percorso, l’obiettivo finale è arrivare alla politiche con un nuovo centrosinistra, guidato da noi, che dialoga con il M5s”.
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“Il decreto imprese lavoro e professioni è fondamentale oggi. La scelta di dire sì alle riaperture ma in sicurezza ha fatto sì che” possano respirare “molte attività economiche e commerciali che hanno vissuto una fase di difficoltà. Aiutare questi soggetti vuol dire intervenire con le perdite e aiutarli sul tema dei costi fissi, aiutando soprattutto le pmi”.
“Forte sostegno a Speranza a cui va qualcosa di più del sostegno. Sta facendo un grande lavoro, che è quello di tutti noi”.
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Vaccini: allarme medici in pensione, paghiamo per lavorare
Contratto cococo sospende trattamento previdenziale
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MILANO
17 aprile 2021
10:36
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“Piuttosto che pagare per lavorare, preferisco fare attività a titolo gratuito invece di rinunciare alla pensione”. E’ quanto ha scritto all’Asl di Melegnano (Milano) Carlo Staudacher, già primario di Chirurgia generale del San Raffaele, uno dei tanti medici in pensione che hanno deciso di rimettersi il camice per contribuire alla campagna vaccinale.

Come tanti altri, ha però scoperto che, in base a un emendamento al decreto-legge 2/2021 introdotto il 12 marzo, ai medici in pensione che vengono contrattualizzati per la campagna vaccinale viene sospesa la pensione, con una norma di cui l’Enpam ha denunciato “l’insensatezza”.
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Nel 2020 persi 40 miliardi di salari, Italia peggiore in Ue
Eurostat, massa salariale arretra del 7,5%, media europea -1,9%
(2)
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17 aprile 2021
15:27
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L’Italia ha perso nel 2020 oltre 39,2 miliardi di salari e stipendi con un calo del 7,47% sul 2019. Lo si legge nelle tabelle Eurostat appena aggiornate sulle principali componenti del Pil, secondo le quali si è passati da 525,732 miliardi nel 2019 a 486,459.
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Nello stesso periodo in Francia sono stati persi 32 miliardi (ma su una massa salariale passata da 930 a 898 miliardi) con un -3,42% e in Germania appena 13 miliardi su oltre 1.500 (-0,87%). Nell’Ue a 27 il calo del monte salari è stata dell’1,92%. Il dato è legato ai lunghi periodi di lockdown e alle altre chiusure con la riduzione dell’occupazione e il massiccio uso della cig.
Il dato sula massa dei salari a prezzi correnti nel 2020 in Italia (486,59 miliardi) è inferiore ai livelli 2016 (era a 490,6 miliardi) e di fatto azzera la crescita registrata sui salari a partire dal 2015 con la decontribuzione sulle assunzioni introdotta dal Governo Renzi. Nello stesso periodo nei maggiori paesi Ue la riduzione è stata minore, mentre in alcuni come l’Olanda si è registrato addirittura un aumento della massa salariale a prezzi correnti (+3,29%). Un calo paragonabile a quello italiano lo ha avuto la Spagna con 28,37 miliardi di stipendi in meno pari a un calo del 6,44% ma con una riduzione più sostanziosa dell’occupazione. In Spagna nell’anno della pandemia si sono persi quasi 600.000 occupati a fronte dei 464.000 in meno in Italia (dati che non tengono conto delle nuove regole di calcolo secondo le quali chi è in cassa integrazione da oltre tre mesi non è considerato occupato). La riduzione del tasso di occupazione è stata di 2,4 punti (dal 63,3% al 60,9%) a fronte dei 0,9 punti in meno registrati in Italia (dal 59% al 58,1%). In Italia il calo de complesso delle retribuzioni è stato legato alle restrizioni sulle attività per contenere il contagio da Covid con il crollo dei contratti a termine e il largo uso degli ammortizzatori sociali. I contributi sociali dei datori di lavoro sono diminuiti dai 194,2 miliardi del 2019 a 184 nel 2020 con una riduzione del 5,24%.. Nello stesso periodo in Ue i contributi sociali, sempre a prezzi correnti si sono ridotti dell’1,37%. Tra il 2019 e il 2020 il prodotto interno lordo a prezzi di mercato (prezzi correnti) secondo Eurostat è diminuito da 1.790,94 miliardi a 1.651,59 con un calo del 7,78% (-8,9% la contrazione calcolata invece dall’Istat in volume).
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Vaccini: sit-in sindaci Oristanese, ‘ritardi nella campagna’
Presidio a Simaxis,”luogo simbolo perchè qui manca anche medico”
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ORISTANO
17 aprile 2021
11:01
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Sindaci dei comuni del distretto di Oristano davanti all’ambulatorio di Igiene pubblica di Simaxis per protestare sui “ritardi per le vaccinazioni” e contro lo stato di crisi del sistema sanitario del territorio. I primi cittadini hanno ribadito le richieste già avanzate tra gli altri al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu: partenza immediata della campagna di vaccinazione nei comuni ancora non serviti come Simaxis, Ollastra, Zerfaliu e Solarussa, attivazione convenzioni per garantire il servizio di medicina di base nei paesi dove non c’è, ripristino dell’organico del Pronto soccorso dell’Ospedale San Martino per garantirne il funzionamento, vaccinazione dei soggetti fragili e nel proprio domicilio e attivazione dei centri di vaccinazione nei comuni.
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Nella comunicazione che il presidente del distretto sanitario e sindaco di Oristano Andrea Lutzu ha inviato alla Regione e all’Ats si esprime la massima solidarietà ai colleghi primi cittadini di Simaxis, Zerfaliu Ollastra e Solarussa, comuni che aspettano ancora il via alla campagna di vaccinazione dei cittadini ultraottantenni. Ribadita ancora una volta la richiesta: la priorità massima, compatibile con la disponibilità di vaccini Pfizer, sia l’immediata vaccinazione dei cittadini ultraottantenni delle comunità dove non è ancora stata somministrata la prima dose.
Il distretto sanitario chiede anche che si faccia fronte alla mancata sostituzione dei medici di medicina di base andati in pensione con convenzioni per garantire temporaneamente con personale supplente la carenza e garantire la continuità del servizio. “Proprio ora – ha detto Lutzu – che ci troviamo ad affrontare la pandemia ai cittadini manca un supporto fondamentale. Simaxis in questo senso è un luogo simbolo di quello che sta accadendo: è un ambulatorio in cui manca il medico”.
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Vaccini: record di 347.279 dosi ieri
I dati del Commissariato all’emergenza
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17 aprile 2021
11:14
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Ieri sono state somministrate in Italia 347.279 dosi di vaccino, secondo il Commissariato all’emergenza. Si tratta del nuovo record per un singolo giorno.
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Covid:sit-in sindaci davanti ospedale Cosenza, ‘intervenire’
Occhiuto, qui per smuovere immobilismo che regna sulla sanità
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COSENZA
17 aprile 2021
11:38
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“Siamo qui per smuovere l’immobilismo che regna sulla sanità calabrese e cosentina in particolare. Abbiamo chiesto da tempo al commissario di provvedere ad alcuni atti, ma ad oggi ancora nulla”.
Lo ha detto il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che stamane ha chiamato a raccolta i colleghi sindaci della provincia in un sit-in davanti il Pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata.
All’appello hanno risposto numerosi primi cittadini, tra i quali il sindaco di Diamante Ernesto Magorno, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, Filomena Greco di Cariati e il sindaco di Trebisacce Franco Mundo, tutti rigorosamente hanno indossato la fascia tricolore. I sindaci chiedono lo sblocco del turnover e l’assunzione di personale, la riconversione del centro vaccinale dell’Esercito in ospedale da campo, considerato l’alto numero di accessi in ospedale di queste settimane, e l’apertura dei posti letto Covid e i posti di terapia intensiva come previsto. Infine, viene sollecitata un’accelerazione della campagna vaccinale.
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Open arms: presidio attivisti Sinistra davanti aula bunker
Striscioni, porti aperti
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PALERMO
17 aprile 2021
11:54
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Un gruppetto di attivisti e militanti dell’area di sinistra si è riunito in sit-in davanti all’ingresso dell’aula bunker del carcere Ucciardone, dove è in corso l’udienza preliminare del procedimento a carico di Matteo Salvini per il caso Open Arms. L’area all’esterno del bunker è presidiata dalle forze dell’ordine, i manifestanti si trovano dietro le transenne, a un centinaio di metri.
‘No decreto sicurezza, no guerra, no Frontex’, ‘Porti aperti’ sono alcuni degli striscioni in mostra. Il presidio è organizzato dal ‘Comitato no Muos’, assemblea anarchica palermitana, Rete antirazzista catanese , Cobas scuola, associazione antimafia Rita Atria, Forum antirazzista di Palermo e Partito comunista lavoratori di Palermo.
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Resistenza: morto Leoni Lautizi, sopravvissuto a Marzabotto
Il Comune di Rimini lo ricorda, ‘testimone instancabile’
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BOLOGNA
17 aprile 2021
12:15
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E’ morto a 83 anni Franco Leoni Lautizi, uno dei sopravvissuti alla Strage di Marzabotto. Ne dà notizia il Comune di Rimini, che saluta un “testimone instancabile delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese, grazie alla sua attività con l’Associazione nazionale vittime civili di guerra, per anni dipendente del Comune di Rimini”.

Alla fine dell’estate del 1944 Lautizi, che all’epoca aveva sei anni, vide morire davanti a sé la nonna e la madre incinta, che era riuscita a salvarlo dai nazisti, che in quei giorni sterminarono i civili nelle montagne intorno a Marzabotto sull’Appennino bolognese.
“Mi sono sempre chiesta come una persona con alle spalle un trascorso così drammatico e pieno di sofferenza, costretto a vivere sulla sua pelle l’efferatezza della guerra e a vedere coi suoi occhi come l’odio posso spingere l’uomo alle azioni più impensabili, potesse invece essere così dolce, sensibile, serena”, dice la vicesindaca di Rimini Gloria Lisi.   CRONACA

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Vaccini: appello vescovi Sardegna, più attenzione ai fragili
“Nessuno deve essere dimenticato nei diversi territori”
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CAGLIARI
17 aprile 2021
12:22
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La campagna di vaccinazione deve essere “incrementata nei numeri e attenta alle persone più vulnerabili e fragili, oltre che organizzata territorialmente in modo da non dimenticare nessuno”. Lo sottolineano i vescovi della Sardegna che si sono riuniti nella Conferenza Episcopale Regionale, guidata da monsignor Antonello Mura, manifestando “motivi di preoccupazione per l’ulteriore diffusione del Coronavirus, in particolare per gli effetti drammatici che sta avendo sul lavoro, sull’economia e sull’educazione”.

E’ stata anche evidenziata la vicinanza della Chiesa alle persone in difficoltà, tramite soprattutto le Caritas diocesane: “una prossimità concreta che sta dando risposta ai bisogni primari”, dicono i vescovi, che ricordano come, tra le tante vittime che hanno colpito famiglie e comunità, ci siano stati anche anche i sacerdoti, le religiose e i religiosi”.
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Il primo giugno nuovo sciopero del trasporto pubblico locale
La protesta per il rinnovo del contratto, dopo quelle dell’8 febbraio e del 26 marzo scorsi
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17 aprile 2021
15:16
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“Nuovo sciopero di 24 ore il prossimo primo giugno nel trasporto pubblico locale”. A proclamare la protesta, dopo quelle dell’8 febbraio e del 26 marzo scorsi, sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna “per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto da più di tre anni”.

“Malgrado le consistenti risorse stanziate dal Governo a salvaguardia del settore, a seguito delle possibili conseguenze della pandemia per le aziende e sul servizio – sottolineano le organizzazioni sindacali – le rappresentanze aziendali Asstra, Agens e Anav continuano a sostenere proposte irricevibili e a negare a lavoratrici e lavoratori del Tpl quello che è un loro sacrosanto diritto, ancor più motivato dal fatto di non aver mai interrotto l’attività, garantendo il diritto costituzionale alla mobilità di tutti i cittadini italiani anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria”.
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Medici in pensione: paghiamo per lavorare
Contratto cococo per aiutare nei vaccini sospende il trattamento previdenziale
APPROFONDIMENTO
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MILANO
17 aprile 2021
20:51
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“Piuttosto che pagare per lavorare, preferisco fare attività a titolo gratuito invece di rinunciare alla pensione”. E’ quanto ha scritto all’Asl di Melegnano (Milano) Carlo Staudacher, già primario di Chirurgia generale del San Raffaele, uno dei tanti medici in pensione che hanno deciso di rimettersi il camice per contribuire alla campagna vaccinale.
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Come tanti altri, ha però scoperto che, in base a un emendamento al decreto-legge 2/2021 introdotto il 12 marzo, ai medici in pensione che vengono contrattualizzati per la campagna vaccinale viene sospesa la pensione, con una norma di cui l’Enpam ha denunciato “l’insensatezza”.
Staudacher, 77 anni, figlio di Vittorio considerato il padre della chirurgia d’urgenza in Italia, nonostante abiti a Milano da marzo ha prestato servizio come vaccinatore “ovunque mi abbiano mandato, da Trezzo, a Melzo, a Cernusco, lavorando 8 ore al giorno per 5 giorni, sabato e domenica compresi”. “Sono un medico – spiega – non potevo stare a vedere migliaia di morti senza fare nulla”.
Staudacher ha già visto però “molti colleghi lasciar perdere” e “tanti altri lo faranno – aggiunge – perché in un provvedimento per contrastare l’epidemia hanno messo un vincolo che è gravemente disincentivante”. Conosce da anni Letizia Moratti, assessore al Welfare di Regione Lombardia, “e l’ho contattata per spiegarle il problema. Mi ha detto che chiederanno al governo una modifica ma i tempi sono lunghi”.
“Non è una questione di soldi ma di dignità. Io prendo ora il compenso di 44 anni di attività e ho ovviamente dato la mia disponibilità per un’emergenza così importante. Ma – conclude – se mi ammalo, ora non percepisco nulla e la differenza tra pensione e contratto co.co.co. è un importo che il medico paga allo stato per fare le vaccinazioni”.
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Vaccini a personale studi medici, Campobasso è ‘Cenerentola’
Ordine medici a Commissario sanità, unico caso tra regioni
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CAMPOBASSO
17 aprile 2021
12:42
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“Ad oggi siamo ancora e con sgomento a registrare che nella nostra provincia, stranamente non sembra così nell’altra provincia appartenente alla stessa Regione e alla stessa Azienda sanitaria, la vaccinazione del personale di studio odontoiatrico e medico libero professionale è completamente disattesa”. Così, in una nota inviata al Commissario ad Acta per la sanità, Flori Degrassi, il presidente dell’Ordine dei medici di Campobasso, Giuseppe De Gregorio, e il suo omologo della Commissione albo odontoiatri (Cao), Domenico Coloccia.

“Tale evidente e prolungata trascuratezza, unica tra le regioni italiane – spiegano – lungi dall’essere sottovalutata anche dal punto di vista giuridico determina malumori e costante apprensione nel team professionale e nei rispettivi contesti familiari e causa insicurezze organizzative nella erogazione di prestazioni sanitarie di pubblica utilità e beneficio”. Il documento termina con la richiesta di una “sollecita risposta e impegno istituzionale alla risoluzione di un problema che diventa ogni giorno più pressante”.
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Scuola, dal lunedì quasi 7 milioni di studenti in presenza
Con l’80,5% di alunni in presenza si ritorna al febbraio scorso, quando si erano sfiorati i 7 milioni in classe. Oltre 1,5mln in dad
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17 aprile 2021
22:16
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Da lunedì 19 saranno 6 milioni e 850 mila gli alunni presenti a scuola sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie. 291 mila in più di questa settimana, tutti della Campania che è uscita dalla zona rossa.
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Restano in zona rossa Puglia, Sardegna e Val d’Aosta con 390 mila alunni in DAD. In tutto saranno quasi un milione e 657mila quelli ancora a casa in DAD la prossima settimana, secondo i calcoli di Tuttoscuola.
Complessivamente per la prossima settimana, secondo Tuttoscuola, con l’80,5% di alunni in presenza si ritorna al febbraio scorso, quando si erano sfiorati i 7 milioni in classe .
Nelle tante regioni in zona arancione la percentuale di alunni in presenza oscilla tra l’81% e l’86%, mentre nelle tre in zona rossa si ferma al 51% .
Il quadro sul territorio si fa più omogeneo, secondo le elaborazioni di Tuttoscuola: gli alunni in presenza raggiungono l’84% al Nord, l’83% al Centro, il 76% nelle Isole (con un calo dovuto alla Sardegna), e il 74% nelle regioni del Sud.
Le province autonome di Bolzano e Trento confermano complessivamente la più alta percentuale di alunni in presenza (87%).
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I problemi legati al nuovo ritorno a scuola sono quelli di sempre: i trasporti pubblici locali e lo screening dei contagi. Per il potenziamento dei primi il ministro Enrico Giovannini ieri ha visto gli Enti locali e dato un nuovo appuntamento alla prossima settimana, con un po’ di sorpresa tre Comuni e Province per l’accelerazione del governo nelle riaperture dal 26 aprile. Il premier Mario Draghi ha ricordato che sono stati stanziati 390 milioni. Per il tracciamento invece resta l’ipotesi di tamponi salivari per i bambini e antigenici per gli studenti più grandi, a campione nelle scuole, essendo impossibile per motivi di spesa e logistici effettuarli a tappeto. Si spera che con il personale scolastico vaccinato con la prima dose oltre il 73% e gli anziani over 70 oltre il 50% con almeno una dose, i giovanissimi non siano più un veicolo di infezione pericoloso come prima. I principali sindacati del settore scuola chiedono urgentemente, oltre al tracciamento e al potenziamento dei trasporti, di aggiornare i protocolli di sicurezza, di lasciare autonoma agli istituti su orari e scaglionamento di entrate e uscite e di completare al più presto la vaccinazione del personale.
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Covid: Torino, al BasicVillage primo centro vaccini privato
Insieme Humanitas Gradenigo e BasicNet, 800 al giorno dal 27/4
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TORINO
17 aprile 2021
13:17
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Nasce a Torino il primo centro vaccinale tra aziende private. L’ospedale Humanitas Gradenigo e BasicNet uniscono le forze per vaccinare dal 27 aprile fino a 800 persone al giorno: la sede è il BasicVillage di corso Regio Parco 39, quartiere generale dell’azienda fondata da Marco Boglione, a cui fanno capo brand come Robe di Kappa, Superga e K-Way.
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In un’area di 700 metri quadrati sarà trasferito l’attuale Centro vaccinale di Humanitas Gradenigo, che era stato inaugurato all’interno dell’ospedale il 18 marzo e, in un mese, ha vaccinato 8mila persone, in prevalenza ultra 80enni e pazienti fragili, utilizzando Pfizer BioNTech. La nuova collocazione del Centro, con percorsi autonomi di entrata e uscita, consentirà di passare ogni giorno dalle attuali 500 a un massimo di 800 persone, in uno spazio funzionale, che troverà posto in un’ampia porzione dei locali dello storico negozio aziendale ‘alloSpaccio’. Il Centro sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 con otto box separati.
“Il nostro ospedale si mette ancora una volta al servizio di Torino e della sua gente, estendendo l’attività di vaccinazione contro il Covid a un numero maggiore di persone. L’utilizzo di Pfizer BioNTech è il valore aggiunto che l’ospedale porta con sé”, commenta il direttore sanitario di Humanitas Gradenigo, Domenico Tangolo.. “Abbiamo sentito forte il dovere di rispondere alla chiamata e siamo grati a Humanitas di averci dato la possibilità di farlo. Abbiamo allestito a tempo di record un grande centro vaccinale, dedicando i nostri locali commerciali più prestigiosi e destinando tutte le risorse necessarie”, spiega Boglione.   PIEMONTE

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Milano: Sala, Albertini candidato non sarebbe sorpresa
Sindaco, ho grande rispetto nei suoi confronti
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17 aprile 2021
13:18
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“Se ci fosse una candidatura di Gabriele Albertini non sarebbe una sorpresa, si è candidato già nel 2016 come capolista di Parisi, non sarebbe una sorpresa”.
Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la possibilità che il suo sfidante alle comunali per il centrodestra possa essere l’ex sindaco, Gabriele Albertini, a margine della presentazione della sua lista civica.

“Ho grande rispetto nei confronti di Albertini e di coloro che si sono presi sulle spalle la fatica di fare il sindaco di Milano, nulla da dire sulla persona”, ha concluso.
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Vaccini: senza prenotazione in Sicilia, quadruplicate dosi
Sono 9812 i vaccinati dai 60 ai 79 anni ieri con Astrazeneca
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PALERMO
17 aprile 2021
13:18
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Sono stati 9.812 i vaccini AstraZeneca somministrati ieri ai cittadini siciliani: più del quadruplo di quanto avveniva normalmente. Cresciuto anche il totale giornaliero delle iniezioni con gli attuali 3 sieri a disposizione: 28.949 (rispetto a una media di circa ventimila dei giorni scorsi).
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Il risultato è frutto – dice la Regione siciliana – dell’Open weekend, voluto dal governo Musumeci per accelerare la campagna di vaccinazione contro il covid coinvolgendo, in questo fine settimana, i cittadini dai 60 ai 79 anni, anche senza prenotazione.
Anche stamane, alle 12, nel secondo giorno dell’iniziativa, in tutta la Sicilia con AstraZeneca sono state già vaccinate 3.441 persone.
“Sono contento – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – di come stia procedendo la campagna di vaccinazione nell’Isola. Sia perché inizia a esserci più consapevolezza nella popolazione che il vaccino è l’unica via di uscita dalla pandemia, sia perché stiamo accelerando con le somministrazioni.
Se oggi, a livello nazionale, è stato registrato un ennesimo record di vaccinazioni è anche grazie allo sforzo fatto qui da noi. Al generale Figliuolo voglio ribadire la nostra totale collaborazione: la Sicilia c’è'”.
Fino a domani sono 66 gli Hub e centri dell’Isola dove sarà possibile vaccinarsi anche senza essersi registrati sull’apposita piattaforma di Poste italiane. Queste le strutture disponibili per provincia: Agrigento, 11; Caltanissetta, 2; Catania, 9; Enna, 4; Messina, 5; Palermo, 16; Ragusa, 3; Siracusa, 7; Trapani, 9. Dall’inizio della campagna vaccinale, nell’Isola, sono già state somministrate 1.074.283 dosi.
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Migranti: Balkanroute a Trieste, solidarietà non è reato
Attivisti da tutta Italia contro politiche respingimenti di Ue
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TRIESTE
17 aprile 2021
13:46
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“Mettiamo al confine le barbarie non le persone” e “la solidarietà non è un reato”. Sono alcuni degli slogan scritti sugli striscioni presenti alla ‘Balkanroute calling: mobilitazione a Trieste e sul confine Italo-sloveno!’, la manifestazione iniziata oggi in piazza Libertà a Trieste che ha chiamato a raccolta oltre duecento persone provenienti da tutta Italia.
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Lo scopo della mobilitazione, come spiegano gli organizzatori, è portare “solidarietà a chi tutti i giorni supporta le persone in transito e per questo viene infangato e inquisito” e di denunciare “le politiche di respingimento illegale e di esternalizzazione del confine di Unione europea e Stato italiano”.
Tra i vari interventi susseguitisi in piazza, Francesco Sartori del progetto ‘Lesvos Calling’ (la campagna solidale per la libertà di movimento dei migranti) ha sottolineato la necessità di “portare un diverso tipo di narrazione” rispetto al tema delle migrazioni, ossia “non parlare di mera emergenza, che è un concetto strumentale, ma di canali sicuri, libertà di movimento, permessi di soggiorno e rispetto delle vite umane”.
Secondo Lorena Fornasir dell’associazione triestina Linea d’Ombra molti migranti non riescono ad arrivare a Trieste perché respinti “e riconsegnati alla polizia croata, che li deruba e riporta nell’inferno della Bosnia”.
“La solidarietà è sotto attacco e viene considerato un crimine perché le direttive europee non distinguono tra chi traffica essere umani e chi li aiuta”, ha evidenziato Alfredo Racovelli dell’Ong Mediterranea.
La mobilitazione prevede una successiva tappa in giornata davanti al consolato croato in piazza Goldoni e poi al valico di Pesek, tra Italia e Slovenia.
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Milano: Sala presenta sua lista, logo richiama Olimpiadi
‘Lista giovane senza acchiappavoti, va formata classe dirigente’
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MILANO
17 aprile 2021
15:00
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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che si è ricandidato per un secondo mandato ha presentato la sua lista civica, ‘Beppe Sala sindaco’, che nel logo, un cerchio, richiama i colori delle Olimpiadi invernali che Milano ospiterà nel 2026.
“Il richiamo alle Olimpiadi c’è perché saranno alla fine del mandato del futuro sindaco, a febbraio del 2026”, ha spiegato.
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Sala ha poi aggiunto che spera “di essere rieletto e, se dovesse succedere, mi sentirei in dovere di formare la futura classe dirigente della città, per questo abbiamo scelto di avere una lista giovane. Una lista che non è improvvisata, non ci sono candidati acchiappavoti, i capolista erano con me anche nel 2016, sono persone con una storia di impegno”.
In lista ci sono due assessori che arrivano dall’esperienza in giunta, Roberta Guaineri, allo Sport e Turismo, e Gabriele Rabaiotti, alle Politiche sociali e abitative. I capilista sono Martina Riva, che è stata candidata della lista civica di Sala anche nel 2016 ed è consigliera di Municipio , ed Emmanuel Conte, attuale consigliere comunale. In lista ci sono poi la capogruppo di Milano Progressista Anita Pirovano, l’ex presidente delle Acli di Milano, Monza e Brianza, Paolo Petracca, la consigliera comunale eletta nelle file della lista Sala Marzia Pontone e infine il presidente del Municipio 8 Simone Zambelli.
Tra i punti del programma elettorale c’è quello di realizzare la ‘città a 15 minuti’, con servizi e presidi sanitari territoriali per ogni quartiere. “Al di là delle polemiche sulla gestione della sanità lombarda in pandemia – ha detto Sala – oggi la cosa che contesto è che, se non stai bene, o sei a casa o sei all’ospedale e questo è un problema enorme.
Proporremo qualcosa nell’interesse dei cittadini, il tema è di presidio anche dei medici di base. Può un sindaco chiedere e avere un ruolo attivo? Io penso di sì che sia legittimo chiederlo”.
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Open arms: Salvini lascia aula bunker, attesa decisione Gup
Nessun commento dal leader della Lega
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PALERMO
17 aprile 2021
15:11
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Nessuna dichiarazioni di Matteo Salvini all’uscita dall’aula bunker del carcere di Palermo dell’Ucciardone. L’ex ministro dell’Interno e leader della Lega è andato via in auto accompagnato dall’avvocato Giulia Bongiorno.
Il legale ha tenuto l’arringa difensiva davanti al gup di Palermo, Lorenzo Jannelli, che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per rifiuto di atto d’ufficio e sequestro di persona nel caso della nave catalana Open Arms, che ad agosto di due anni fa salvò 147 migranti. La difesa di Salvini ha chiesto il non luogo a procedere. L’udienza riprenderà dopo le 15 con le decisioni del giudice.
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Vaccini: in serata 400 mila dosi di Moderna a Pratica di Mare
All’aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino a Roma
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ROMA
17 aprile 2021
15:03
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Sono oltre 400.000 le dosi di vaccino Moderna in arrivo come da programma nella serata di oggi all’hub nazionale della Difesa all’aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino a Roma. Il lotto verrà distribuito alle Regioni a partire da domani, ha reso noto il Commissariato all’emergenza.
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Open Arms: Salvini rinviato a giudizio. Leader Lega: ‘È una decisione dal sapore politico’
Il senatore del Carroccio risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio
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PALERMO
17 aprile 2021
15:16
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Il gup di Palermo Lorenzo Jannelli ha rinviato a giudizio il leader della Lega Matteo Salvini. Il senatore del Carroccio risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per avere impedito, secondo la Procura illegittimamente, alla nave della ong catalana Open Arms, con 147 migranti soccorsi in mare, di attraccare a Lampedusa.
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Per giorni i profughi rimasero davanti alle coste dell’isola.
Il processo comincerà il 15 settembre davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Palermo. La Procura di Palermo aveva chiesto il rinvio a giudizio del senatore. In aula per l’ufficio inquirente c’erano il Procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Marzia Sabella e il pm Gery Ferrara. Il caso Open Arms venne sbloccato dall’intervento della Procura di Agrigento che, dopo avere accertato con un ispezione a bordo le gravi condizioni di disagio fisico e psichico dei profughi trattenuti sull’imbarcazione, ne ordinò lo sbarco a Lampedusa.
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La difesa di Salvini nel corso dell’arringa ha sostenuto che la decisione del senatore, dettata dall’esigenza di tutelare i confini nazionali e che comunque fosse stata presa dall’intero Governo. Inoltre, secondo l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore del leader della Lega, alla Open Arms era stata offerta la possibilità di attraccare sia a Malta che in Spagna: la ong avrebbe rifiutato entrambe le opzioni dirigendosi verso Lampedusa. All’udienza preliminare si sono costituite 21 parti civili: oltre a 7 migranti di cui uno minorenne, Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione), Arci, Ciss, Legambiente, Giuristi Democratici, Cittadinanza Attiva, Open Arms, Mediterranea, AccoglieRete, Oscar Camps, comandante della nave e Ana Isabel Montes Mier, capo missione Open Arms.
“È una decisione dal sapore politico più che giudiziario”. Cosi Matteo Salvini commenta il rinvio a giudizio per rifiuto di atti d’ufficio e sequestro di persona nei suoi confronti del gup di Palermo per il caso Open Arms. “Mi spiace per i miei figli, ma non torno a casa preoccupato”, ha detto ancora.
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“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, in un messaggio sui propri profili social:

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“È veramente triste, in termini di giustizia, vedere una richiesta di archiviazione da parte del procuratore a Catania e vedere a Palermo, per fatti sostanzialmente identici, un rinvio a giudizio”. Lo dichiara Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. “Mi spiace per Salvini perché un processo non lo si augura mai a nessuno, ma tanto di cappello per averci messo la faccia sia a Catania che a Palermo e soprattutto per aver rivendicato il suo agire giusto e corretto da ministro degli Interni nella difesa dei confini. Mi spiace che Salvini debba affrontare un procedimento secondo i tempi lumaca della giustizia italiana, un processo che durerà anni, mi spiace per lui umanamente, ma almeno in fase dibattimentale ci sarà l’occasione per far emergere i fatti alla luce in maniera evidente Male che ci sia un processo, bene che ci sia una fase dibattimentale per fare emergere il ruolo del presidente del Consiglio e degli altri ministri coinvolti. Ma non solo – conclude l’esponente leghista – occorre ribadire il ruolo della politica che non può soggiacere a chi deve solo applicare le leggi e non deve fare valutazioni su decisioni che sono solo politiche”.
Il Comune di Barcellona chiederà un risarcimento nella causa contro Matteo Salvini per il blocco della nave dell’ong Open Arms. Lo riporta il giornale catalano El Periodico. “Il Consiglio comunale di Barcellona chiederà i danni patrimoniali causati dal blocco della nave con il conseguente aumento dei costi e la rallentamento della missione e delle attività oggetto di finanziamento comunale” dell’ong catalana. La Giunta – riferisce il giornale – ha precisato che chiederà anche il risarcimento “per eventuali danni ai valori e all’immagine di Barcellona dovuti alle varie false accuse rivolte da Salvini alla città durante il blocco dell’Open Arms”. Nel gennaio scorso la sindaco di Barcellona, Ada Colau, aveva annunciato l’intenzione della municipalità di costituirsi parte civile nel processo.
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Pranzo politici sardi: direttore generale rimette il mandato
Sentito dal pm, sindaco Mandas si scusa per l’accaduto
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CAGLIARI
17 aprile 2021
15:29
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“Da questo momento rimetto il mandato nelle mani del presidente perché voglio evitare che un mio errore possa essere utilizzato per una strumentalizzazione politica verso il presidente Solisas. Non ci sto alla macchina del fango e preferisco fare un passo in dietro”.
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Umberto Oppus, sindaco di Mandas e direttore generale dell’assessorato regionale degli Enti locali è rimasto una quarantina di minuti chiuso nella stanza del pubblico ministero Giangiacomo Pilia che indaga sul pranzo “proibito” organizzato il 7 aprile in uno stabilimento termale di Sardara. Un banchetto interrotto da un blitz della finanza e a cui hanno preso parte manager sanitari, direttori di assessorati e vertici di Enti strumentali della Regione con una quarantina di persone, organizzato in un periodo nel quale vigeva la Zona Arancione che limitava gli assembramenti.
Dopo essere stato sentito dal pm che sta indagando – al momento contro ignoti e senza ipotesi di reato – Oppus ha rimesso il suo mandato di direttore generale nelle mani del governatore Christian Solinas. “Sono stato invitato e non pensavo ci fossero così tante persone – ha detto – è stato un errore grave. Ho detto al pubblico ministero tutta la verità, senza nascondere nulla. Ho spabagliato e chiedo scusa”.
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Aspi: Toto e Apollo riaprono il dossier
Dopo mossa Acs valutano offerta ad Atlantia o per cordata Cdp
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MILANO
17 aprile 2021
16:02
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Toto e Apollo vogliono rientrare in gioco nella partita per il controllo di Autostrade per l’Italia dopo la mossa a sorpresa di Acs che ha manifestato l’interesse a rilevare la concessionaria italiana. Secondo indiscrezioni, il gruppo italiano, che già gestisce le autostrade A24 e A25, e il fondo americano sarebbero pronti a riaprire il dossier per presentare un’offerta per l’intera quota di Aspi detenuta da Atlantia o, in alternativa, a ribadire l’intenzione di far parte della cordata con Cdp.
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Zaki: Della Vedova, governo avvia verifiche per cittadinanza
Mantenere con altri Paesi monitoraggio diplomatico del processo
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17 aprile 2021
16:22
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“Il governo darà seguito all’impegno preso in Parlamento con un ordine del giorno approvato a larghissima maggioranza, e a cui il governo ha dato parere favorevole, avviando le verifiche necessarie per il conferimento della cittadinanza a Patrick Zaki”. Così il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, che aggiunge: “per altro ci stiamo adoperando perché sia mantenuto con altri Paesi dell’ Ue il ‘trial monitoring’, affinché a Zaki siano pienamente garantiti i diritti della difesa”.
Quanto ai tempi , “la prossima settimana cominciamo a lavorare sulle verifiche necessarie”, assicura Della Vedova.
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Vaccini: blocco informatico in hub Fiera Cagliari,lunga fila
Registrazione tessera sanitaria ora avviene su carta
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CAGLIARI
17 aprile 2021
16:43
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Un blocco informatico nel sistema con il quale tutte le vaccinazioni effettuate giornalmente vengono trasmesse in tempo reale sulla piattaforma nazionale, ha creato una lunga fila davanti all’hub della Fiera di Cagliari.
Secondo quanto appreso il problema sarebbe comune ad altre strutture regionali ed è stato riscontrato dalle 14:30.
Le persone in attesa sono state avvisate del disservizio che probabilmente creerà qualche ritardo nelle somministrazioni visto che la procedura viene fatta ora tutta su carta, mentre la tessera sanitaria non viene registrata con il lettore ma registrata manualmente sul registro.   TECNOLOGIA

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Per lotta a evasione nuovo patto con i contribuenti
Def, agevolare pagamenti elettronici, ridurre costi transazioni
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17 aprile 2021
16:44
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Il governo rinnova l’impegno per la lotta all’evasione, considerata un obiettivo prioritario, e punta a semplificare regole e adempimenti “al fine di instaurare un nuovo ‘patto’ con i contribuenti”. E’ la linea indicata nel Def in cui si specifica che il contrasto all’evasione fiscale “sarà, inoltre, perseguito anche agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici e riducendo drasticamente i costi delle transazioni cashless”.
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Agendo contemporaneamente sulle due leve a disposizione – azioni di policy ed efficientamento delle performance dell’Amministrazione finanziaria – sarà possibile aggredire, e auspicabilmente ridurre, il tax gap, precisa il Documento in un focus dedicato al tema.
Il governo ricorda quindi che l’approvazione da parte della Commissione Europea del Pnrr “è subordinata” all’adozione di riforme strutturali, in linea con le Raccomandazioni approvate dal Consiglio. Per l’Italia la prima Raccomandazione sulla politica fiscale prevede proprio di “contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti”.
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Vaccini: 500mila certificati, “Lazio pronto per green card”
D’Amato: “Superata soglia 1 milione e 480mila somministrazioni”
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17 aprile 2021
17:24
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“Sono stati caricati circa mezzo milione di certificati vaccinali nel fascicolo sanitario elettronico per gli assistiti del Lazio che hanno completato il percorso vaccinale. Il 15% ha già consultato il proprio attestato vaccinale che ha un sigillo digitale di garanzia la cui autenticità è verificabile attraverso la app Salute Lazio ed è disponibile anche in lingua inglese.
Il Lazio è pronto per la ‘green card'”. E’ quanto fa sapere l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.
Sul fronte delle vaccinazioni, invece, nel Lazio è stata superata oggi la soglia di 1 milione e 480 mila somministrazioni.
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Mille Bauli in piazza, Zero ‘non abbiamo paura del palco’
Da Mannoia a Silvestri alla manifestazione a Roma
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17 aprile 2021
18:52
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“Ciao ragazzi Sono Renato, sono qui con voi per dimostrare che non abbiamo paura di salire su quel palco. La musica ha sempre guarito i cuori di tutti”.
Così Renato Zero ha salutato tra gli applausi il popolo di lavoratori del mondo dello spettacolo protagonista il 17 aprile a Roma, a Piazza del Popolo, con il flash mob organizzato nel rispetto delle regole precauzionali anticovid di Bauli in piazza, dove artisti si sono mescolati a musicisti, organizzatori, tecnici, del settore per far sentire la propria voce al governo.
Ai piedi del Pincio un mare di bauli, circa 1000, ognuno con una persona davanti, tutti vestiti di nero e con una maschera sul volto a simboleggiare l’anonimato nel quale li ha lasciati la politica e l’unità con cui manifestano. Tra gli artisti in piazza, Max Gazzè, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Emma, Diodato Alessandra Amoroso.   SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA   CINEMA

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Cnh: salta accordo con cinese Faw per Iveco,avanti spin off
Giorgetti, bene stop, governo segue. Sindacati soddisfatti
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TORINO
17 aprile 2021
19:12
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Cnh Industrial non cederà Iveco alla Faw. L’azienda, in una nota, ha confermato di avere terminato le discussioni con l’azienda cinese relative al business On-Highway dell’azienda e di continuare a perseguire i piani esistenti in vista della separazione di queste attività nella prima parte del 2022.

Nel confermare le indiscrezioni sullo stop alle trattative, Cnh Industrial sottolinea di credere “sussistano significative opportunità per sviluppare il proprio business On-Highway come fattore di accelerazione nell’attuazione di soluzioni e infrastrutture per trasporti sempre più sostenibili, in linea con le ambizioni del Green Deal dell’Unione Europea”.
Soddisfatti i sindacati, valuta “positivamente la notizia del mancato perfezionamento della trattativa” il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti: “Il governo italiano ha seguito con attenzione e attiva discrezione tutta la vicenda perché ritiene la produzione di mezzi pesanti su gomma di interesse strategico nazionale – dice -. Il Mise, a questo punto, è pronto a sedersi al tavolo per intervenire per tutelare e mantenere questa produzione in Italia”.
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Terminato corteo Val Susa, No Tav ‘forte risposta popolare’
Per organizzatori 3mila i partecipanti. Nessun incidente
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SAN DIDERO (TORINO)
17 aprile 2021
19:51
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È terminato nell’abitato di San Giorio, dopo essere partito da San Didero e avere attraversato Bruzolo, il corteo organizzato dai No Tav nella Bassa Valle di Susa per protestare contro l’avvio dei lavori del nuovo autoporto, opera accessoria alla realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità Torino-Lione.
Secondo gli organizzatori vi hanno preso parte non meno di 3.000 persone.
“Una fortissima risposta popolare”, hanno detto, sottolineando che nel presidio No Tav di San Didero allestito da tempo nell’area interessata dal futuro cantiere sono ancora presenti sei attivisti. Il lungo corteo ha seguito un percorso che non lo ha portato a contatto con lo schieramento delle forze dell’ordine.
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Il Partito sardo d’Azione, 100 anni di lotte per l’autonomia
Fondato a Oristano, tra i fondatori Bellieni, Lussu, Cova
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17 aprile 2021
21:11
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“Il primo partito laico dei contadini, specie dell’Italia centrale e meridionale”. Così Antonio Gramsci definiva il Partito sardo d’Azione, la formazione politica che oggi compie 100 anni.
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Un partito che propugnava l’autonomia della Sardegna e che è nato ufficialmente il 17 aprile del 1921, circa tre mesi dopo il Partito Comunista (21 gennaio del 1921).
Nell’ex-convento degli Scolopi di Oristano, un giorno prima, il 16 aprile, si apre il Quarto Congresso dei ‘Combattenti Sardi’: formazione nata su iniziativa di alcuni reduci della I guerra mondiale che si erano distinti nell’eroica ‘Brigata Sassari’ (il 16 marzo 1919 Camillo Bellieni fonda a Sassari il settimanale ‘La Voce dei Combattenti’ insieme ad Arnaldo Satta-Branca) e, in questa sede, Bellieni propone 4 punti programmatici per la nascita di un nuovo partito: sovranità popolare; autonomia amministrativa; libertà di commercio; questione Sociale. La sua proposta passa e il 17 aprile 1921 nasce ufficialmente il Partito Sardo d’Azione con Camillo Bellieni alla guida. Tra i fondatori, anche se più scettici sulla forma di partito da dare alla nuova forza politica, ci sono Emilio Lussu, Davide Cova e, successivamente, anche alcune donne tra cui Ignazia e Marianna Bussalai. Quest’ultima, poetessa, sardista, studiosa di Marx e discendente di Giovanni Maria Angioj, l’aristocratico che si ribellò ai Savoia, fu tra le prime a sostenere la causa dell’emancipazione femminile nell’isola.
Ma il fascismo, in Sardegna, dichiara guerra al Partito sardo d’azione e lo sopprime nel 1926. Il giornale che lo sostiene: ‘Il Solco’, diretto da Anselmo Contu, è oggetto di attentati. La sede di Cagliari viene data alle fiamme da un gruppo di fascisti. Molti suoi esponenti, tra cui Lussu, continuano a fare politica anche clandestinamente, mentre altri sardisti decidono di entrare nel PNF. Dopo la caduta di Mussolini, il partito si ricostituisce e nel 1944 convoca il suo primo Congresso. Lussu continua a portare avanti le istanze autonomiste e mai “separatiste” della Sardegna, ma si avvicina sempre di più, soprattutto dopo essere stato in esilio a Lipari con i fratelli Rosselli, insieme ai quali fondò “Giustizia e Libertà”, alla causa socialista.
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Nel 1948, infatti, lascia il partito per costituire quel Partito sardo d’azione socialista che poi sarebbe confluito nel PSI. Ma il PSd’A, grazie al suo Statuto, frutto dell’ elaborazione dei primi 4 Congressi (resterà in vigore fino al 1968) contribuisce all’elaborazione dello statuto speciale sardo, e diventa protagonista in numerose amministrazioni locali e in varie giunte regionali. Alleandosi a volte con la Dc, a volte con il centrosinistra.
Negli anni ’70 il Psd’A assume una connotazione più di sinistra e inizia a collaborare in modo concreto con il PCI. In seguito, privilegia l’istanza autonomistica dell’isola, e nel 1984, alle elezioni regionali, conquista in Sardegna il 13% dei voti. Dopo aver partecipato ad alcune coalizioni di centrosinistra, dal 1999 il Psd’A torna a presentarsi al voto da solo. Nel 2006, però il segretario Giacomo Sanna stringe un accordo elettorale con la Lega Nord nell’ambito del Patto per le autonomie, ma la decisione scatena un aspro e intenso dibattito che divide il partito.
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Verso le riaperture del 26 aprile. Domani 7 milioni a scuola
Arriverà il ‘pass’ per gli spostamenti. Atteso il parere del Cts, si lavora al decreto
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17 aprile 2021
23:58
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L’Italia corre verso le prime riaperture del 26 aprile, annunciate da Draghi. Arriverà il ‘pass’ per gli spostamenti, le cui caratteristiche si andranno meglio delineando nelle prossime ore.
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Attesi maggiori controlli. Da lunedì 19 saranno 6 milioni e 850 mila gli alunni presenti a scuola sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie. Saranno perciò quasi un milione e 657mila quelli ancora a casa in DAD. Rimane per gli studenti il nodo dei trasporti e dei tamponi veloci.
Conto alla rovescia verso le riaperture del 26 aprile annunciate dal premier Mario Draghi, con l’incognita del pass per gli spostamenti tra regioni e l’accesso ad eventi. Sul tema lunedì si confronterà il Cts; tra le ipotesi in campo c’è quella di un’app con un codice Qr sul modello di quella israeliana e quella cui sta lavorando anche l’Unione Europea, ma ci vorrà del tempo per attivarla; dal 26 potrebbe così bastare una certificazione che dimostri una delle 3 condizioni richieste: vaccinazione, test negativo, guarigione. Sarà il Consiglio dei ministri tra martedì e mercoledì prossimo a varare un decreto con le nuove regole ed il ritorno delle zone gialle.
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E non si arrestano le polemiche, con Matteo Salvini che chiede di anticipare le riaperture al chiuso e cancellare il coprifuoco delle 22 e Giorgia Meloni che parla di “passi indietro”, mentre a piazza del Popolo a Roma mille lavoratori dello spettacolo sono stati protagonisti di un flashmob con i bauli ed a Cagliari sono scese in piazza 500 persone al grido “siamo stanchi di non lavorare”. Il pass – è l’indicazione di Palazzo Chigi – servirà a spostarsi tra regioni di colore diverso e ad andare allo stadio, a concerti o altri eventi. Sulle esatte condizioni da rispettare (vaccinazione, guarigione, tampone negativo, ad esempio 48 ore prima prima dello spostamento) si pronuncerà il Cts cui il Governo ha chiesto un parere. Si passerà poi alla realizzazione tecnica, che non si annuncia breve, ma l’intenzione è di procedere in linea con l’app europea che dovrebbe diventare pienamente operativa a luglio. Il pass italiano dovrà essere interoperabile con quello Ue. Potrebbe trattarsi di un codice Qr da esibire sul cellulare o da stampare. Dovrà essere superato il vaglio del Garante della Privacy. Rispetto al precedente dell’app Immuni, che non è decollata, a favorire la diffusione della certificazione tra gli italiani sarà l’interesse ad averla per poter viaggiare o assistere agli eventi. Ma c’è già chi protesta, anche nella stessa maggioranza.
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Blitz dei No Tav, razzi e sassi contro le forze dell’ordine
Al cantiere di San Didero, polizia risponde con lacrimogeni
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TORINO
17 aprile 2021
23:50
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Attacco No Tav al cantiere del nuovo autoporto di San Didero, in Valle di Susa. Un centinaio di manifestanti stanno lanciando dalla ferrovia razzi, sassi e altri oggetti contundenti contro le forze dell’ordine, che stanno rispondendo coi lacrimogeni.
Lo rende noto la Questura di Torino.

L’attacco al cantiere di San Didero, teatro di scontri già nei giorni scorsi, al termine di una giornata di proteste contro la realizzazione del nuovo autoporto, opera connessa alla Torino-Lione, che nel pomeriggio ha visto sfilare per le strade della Val di Susa un corteo pacifico a cui – secondo gli organizzatori – hanno partecipato circa 3mila persone. A Bruzolo un gruppo di circa trenta persone, incappucciate, si è staccato dal corteo e ha issato un cavo d’acciaio ad altezza uomo sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia. La polizia ha sgomberato subito la strada, bloccando il traffico, e la Sitaf, la società che gestisce l’autostrada, ha rimosso gli ostacoli. Col buio l’attacco al cantiere con bombe carta, petardi, fuochi d’artificio e pietre contro le forze dell’ordine a protezione dell’area recintata.

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