Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2021, 16:05:14 di Maurizio Barra
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Lo Giudice torna a casa, non smetterò di chiedere giustizia
L’uomo con la famiglia, chiede tranquillità
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AMELIA (TERNI)
22 aprile 2021
13:32
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È tornato nelle sua abitazione di Montecampano di Amelia Roberto Lo Giudice, scarcerato questa mattina dopo l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti il 30 marzo scorso per l’omicidio della moglie Barbara Corvi al quale si è sempre proclamato estraneo.
L’uomo è chiuso in casa con le figlie e la compagna, con le quali ha chiesto di essere lasciato in tranquillità in queste prime ore di libertà.
All’esterno dell’abitazione, affacciata sulla strada principale che porta al paese, è stato fissato un grande drappo dove si scorge la scritta ‘Roberto libero’.
“Questa vicenda ci ha colpito molto a tutti, in particolar modo a me personalmente e ai miei figli tutti. Sono 12 anni che non hanno fatto altro che puntare il dito contro un marito onesto e lavoratore, infangando la mia persona in tutti i modi” ha detto Lo Giudice in una dichiarazione rilasciata a Klaus Davi – che ne ha poi fornito il testo – collaboratore di ‘Fatti e misfatti’. “Fatto resta – ha aggiunto – che a me è scomparsa una moglie che ho sempre amato. Non smetterò di chiedere giustizia.
Come ben si nota la giustizia ha fatto il suo corso e chiederò con tutte le mie forze che si faccia piena luce su questa vicenda triste che ci ha colpito, senza escludere nessuno. Non sono un assassino, come sono stato dipinto. Non sono un mafioso e non appartengo a nessuna famiglia di ‘ndrangheta. Io sono Roberto Lo Giudice un padre di famiglia, un uomo onesto che ha pagato fino a ieri le tasse, quindi è un mio diritto chiedere giustizia per tutto”.
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Una bottega rinascimentale in Val Pusteria
L’arte della tessitura ‘raccontata’ da Michaela Pircher
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22 aprile 2021
17:28
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Una bottega d’arte rinascimentale in piena val Pusteria. A realizzarla è stata Michaela Pircher, discendente di una nota famiglia di albergatori della zona, che ha passato buona parte della sua vita a studiare l’arte della tessitura in Toscana.
Dopo aver vissuto anni tra Livorno e Firenze, Michaela, 57 anni, complice anche il Covid, ha deciso di tornare nel suo paese di origine, Villabassa, piccolo centro nel cuore della Val Pusteria, in Alto Adige, a una manciata di km da Dobbiaco, per aprire una sorta di ‘santuario-laboratorio’ dedicato al tessuto.
E lo ha creato, dandogli la struttura dell’antica bottega d’arte tipica del periodo rinascimentale, cioè una parte dedicata all’insegnamento e una alla produzione, ricavandolo dai locali di quello che, tra la fine degli anni ’70 e inizio degli anni ’80, fu il più famoso ristorante della zona: ‘Il Friedlerhof’. Grazie all’aiuto della sorella Barbara e del cognato Gunther, ha ripulito ogni ambiente di questo locale, chiuso da oltre 20 anni, di proprietà del Comune, e lo ha trasformato in un luogo di culto dell’arte della tessitura. Alle pareti, pannelli realizzati con cura per spiegare come dal singolo filo di canapa o dal vello di una pecora sia possibile ricavare mirabili manufatti. E sui mobili del piano terra, ex bancone compreso, tutti i vari oggetti che Michaela è riuscita a produrre e a far realizzare dai suoi giovani allievi con il feltro, la lana e la seta “rigorosamente sfarfallata”. Già, perché questa artista della tessitura è molto attenta alla ‘sostenibilità’ delle materie prime e già da quando viveva a Livorno allevava bachi da seta dopo aver piantato “oltre 15 gelsi”. Ma ha sempre scelto di lavorare il prezioso filato solo dopo che il baco si è trasformato in farfalla, per evitare un’inutile strage.
Michaela Pircher, infatti, dall’allevamento del baco fino alla creazione del tessuto, segue con la perizia di vera artigiana, ogni tappa dell’iter della tessitura. E stessa cosa fa con la lana. Lei acquista il vello appena tosato della pecora, lo lava con cura, lo tinge solo con colori naturali estratti da piante e pigmenti antichi, come la robbia, la rezeda, le foglie d’ulivo o le bucce di cipolla, la carda e la fila con l’arcolaio. Esattamente come si faceva un tempo, senza alcun ausilio di macchine o tecnologia. Quasi un miracolo nell’era dell’intelligenza artificiale. E i risultati sono notevoli. Basta guardare alcune delle stoffe da lei create e tessute. Indimenticabile quella che lei chiama con semplicità “un campione” composta inizialmente da un impalpabile strato di chiffon color avorio sul quale è riuscita a ‘innestare’, con il suo telaio, un vero ‘velo’ di cachemire, seguito da un leggerissimo pannello di feltro, realizzato anch’esso con lana morbidissima, il tutto caratterizzato da disegni geometrici armonici che imprimono all’insieme una notevole magia di trasparenze e tonalità. Al piano superiore, i banchi per i giovani allievi che impareranno a cardare e tessere la lana e, in una sala accanto, con grandi finestre, il suo grande e antico telaio in legno con il quale dà vita a ogni sua singola creazione. Quello che ha realizzato, insomma, è anche un piccolo museo… “In realtà – osserva Michaela – è un sogno. Il mio sogno. Quando ti innamori di quest’arte ti rendi conto che non smetterai mai di imparare.
Più sai e più ti rendi conto di non sapere. Così ho deciso di tirare fuori ogni singolo oggetto accumulato in anni di attività e di esporlo qui dentro, come per tirare fuori anche da me tutto ciò che ho imparato e che intendo condividere con gli altri. Per continuare anche io a crescere e migliorare, grazie al confronto e all’approfondimento quotidiano”. Ma questa elegante signora altoatesina, che ha studiato anche negli atelier di Graziella Guidotti a Firenze e di Paola Besana a Milano e ha tenuto corsi sul baco da seta all’Università del capoluogo toscano, racconta che è riuscita a coltivare per tutta la vita questa sua passione anche “grazie al sostegno del marito Giuseppe”. “Alla fine – spiega sorridendo – è sempre a lui che mi rivolgo per avere un consiglio. Anche sul singolo colore da dare a un tessuto. E devo dire che difficilmente sbaglia”. E’ anche “grazie al suo gusto e alla sua capacità di ascolto – assicura Michaela Pircher – che ho trovato la forza di imbarcarmi in questa nuova, straordinaria avventura”.
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A Milano intitolata una piazza a Piersanti Mattarella
‘Tributo permanente a vittime innocenti criminalità organizzata’
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MILANO
22 aprile 2021
14:36
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Milano da oggi ha una piazza dedicata a Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione Sicilia e fratello dell’attuale capo dello Stato, assassinato dalla mafia nel 1980.
Il Comune di Milano ha scelto di dedicare all’uomo politico che si è battuto per una cultura della legalità una piazza centrale della città “per rimarcare la ferma volontà di contrasto a tutte le mafie da parte dell’amministrazione”: si tratta infatti della piazza compresa tra i civici 26 e 28 di via della Moscova, a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri.
All’intitolazione c’erano, tra gli altri, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, insieme al nipote di Piersanti Mattarella, Giovanni Argiroffi.
“Piazza Piersanti Mattarella vuole essere un tributo permanente a tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata”, si legge in una nota del Comune. Piersanti Mattarella venne ucciso a Palermo il 6 gennaio 1980 a colpi di pistola, mentre era in auto e si stava recando a messa con moglie e figli. Nel 1995 vennero condannati all’ergastolo i mandanti dell’omicidio, i boss della cupola: Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci. Le condanne vennero confermate in Cassazione. POLITICA
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Papa: mai perdere la dimensione amatoriale dello sport
Il Pontefice sottolinea, ‘sconfitta sportivo è giocare da solo’
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CITTA DEL VATICANO
22 aprile 2021
15:04
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“Mai perdere la dimensione amatoriale dello sport”: lo ha detto il Papa ricevendo in udienza la squadra di pallanuoto Pro Recco Waterpolo 1913.
“Il vostro sport, la pallanuoto, non è facile, ma è interessante, ci vuole una disciplina per andare avanti.
Io mi ripeto quando parlo con la gente dello sport. Dico due cose.
Lavoro in squadra, la prima cosa. Nello sport – ha sottolineato Papa Francesco – la sconfitta più grande di uno sportivo è lavorare, giocare da solo, come diciamo noi in Argentina: ‘morfarse la pelota’, quando il pallone è solo per me. È ‘mangiare il pallone’. Questo non va. Questo distrugge. Sempre in équipe”.
“E la seconda cosa: non perdere mai – ha proseguito il Papa – la dimensione amatoriale che è quella della ‘mistica dello sport’. Quel pezzettino di amateur che ci deve sempre essere.
Non perderlo, perché da lì viene la mistica. Sono le due cose che sempre dico: lavoro in squadra e dimensione amatoriale”.
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Turismo nel mirino delle mafie, giro affari 2,2 miliardi
Demoskopika, con crisi Covid 4.500 imprese a rischio riciclaggio
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22 aprile 2021
15:19
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Supera i 2,2 miliardi, di cui quasi il 40% concentrati nel Mezzogiorno, il giro d’affari della criminalità organizzata derivante dall’infiltrazione nell’economia legale del settore turistico. Lo calcola una ricerca realizzata da Demoskopika elaborando dati ufficiali o da fonti autorevoli.
Alla sola ‘ndrangheta si attribuisce il 40% del giro d’affari complessivo, e sono quasi 4.500 le aziende a maggior rischio di riciclaggio associato a crisi di liquidità causata dalla pandemia. “Il turismo in ginocchio per il Covid fa gola ai sodalizi criminali”, dice il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio.
Sono sei i sistemi turistici regionali a presentare i rischi più elevati di infiltrazione criminale nel tessuto economico: Campania, Sicilia, Lazio, Calabria, Lombardia, Puglia. Sul versante opposto, sono quattro le regioni a presentare una minore vulnerabilità, presenti nel cluster delle realtà con un rischio “basso” di infiltrazione economica: Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.
Se ammonta a 2,2 miliardi di euro la stima dei proventi della criminalità organizzata derivante dall’infiltrazione economica nel comparto turistico italiano, la parte del leone la fa la ‘ndrangheta con un giro d’affari di 810 milioni, pari al 37% degli introiti complessivi. A seguire la camorra con 730 milioni (33%) e la mafia con 440 (20%) e criminalità organizzata pugliese e lucana con 220 (10%). Osservando il livello territoriale emerge, inoltre, che nelle realtà del Mezzogiorno si concentrerebbe il 38% degli introiti criminali, pari a 825 milioni. A seguire il Centro con 515 milioni (23%), il Nord Ovest con 490 milioni (22%) e il Nord Est con 370 milioni (17%).
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Garavaglia, preoccupa infiltrazione mafie su turismo
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22 aprile 2021
15:24
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“L’indagine di Demoskopika sulle infiltrazioni mafiose nel turismo è preoccupante. E’ un fenomeno che danneggia pesantemente il comparto composto da imprenditori seri, danneggiati dalla pandemia.
Che soffrono così 2 volte il Covid, sugli affari e sulla concorrenza mafiosa. Il governo sta elaborando formule di finanziamento trasparente in grado di sostenere gli operatori colpiti dall’impatto economico del virus, al fine di renderli impermeabili dalla contaminazione mafiosa. La ministra Lamorgese ha chiaro il quadro e credo stia già adottando iniziative volte a frenare questo tipo di infiltrazioni”. Così il ministro del turismo Massimo Garavaglia.
Secondo l’indagine di Demoskopika supera i 2,2 miliardi, di cui quasi il 40% concentrati nel Mezzogiorno, il giro d’affari della criminalità organizzata derivante dall’infiltrazione nell’economia legale del settore turistico. Alla sola ‘ndrangheta si attribuisce il 40% del giro d’affari complessivo, e sono quasi 4.500 le aziende a maggior rischio di riciclaggio associato a crisi di liquidità causata dalla pandemia.
“Il turismo in ginocchio per il Covid fa gola ai sodalizi criminali”, dice il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio.
“Oltre il 13% delle imprese del comparto turistico a rischio default a causa del Covid – spiega Rio – potrebbe subire le strategie aggressive di infiltrazione economica della criminalità organizzata. La prolungata emergenza, causata dalla pandemia, ha generato una preoccupante crisi di liquidità rendendo le imprese ancora più vulnerabili all’ingresso nel capitale sociale di ingenti quantità di denaro dei sodalizi criminali che necessitano di un rinvestimento legale ad alto valore aggiunto”. E continua: “In questa direzione le mafie provano a piegare gli imprenditori con allettanti strumenti di welfare criminale capaci di garantire la sopravvivenza aziendale, la copertura dei lievitati livelli di indebitamento, una maggiore solidità finanziaria con il loro ingresso nelle compagini societarie fino all’acquisizione totale della realtà imprenditoriale”.
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Papa: telefona al cappellano dell’ospedale di Schiavonia
A don Marco: ‘non si avvicini mai per abitudine a chi soffre’
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PADOVA
22 aprile 2021
15:39
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Papa Francesco ha telefonato nei giorni scorsi a don Marco Galante, cappellano agli ospedali riuniti Padova sud-Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia (Padova), impegnato da novembre nel reparto Covid a sostenere e incoraggiare i malati nelle sue visite ai reparti. Lo riferisce oggi la Diocesi di Padova.
Qualche tempo fa don Marco ha scritto una lettera a papa Francesco per condividere la preghiera e il sostegno che i malati hanno trovato nel momento di sofferenza. E il Pontefice ha risposto.
“È successo mercoledì mattina – racconta don Marco – alle 11.37. Ero in canonica e avevo appena terminato un collegamento di formazione con un gruppo di preti e mi preparavo a uscire per tornare in ospedale. Sento vibrare il telefono e vedo la scritta ‘sconosciuto’ sul display. Rispondo e mi sento dire: ‘Pronto, parlo con don Marco Galante? Sono papa Francesco’. Mi è sfuggito un ‘oh mamma mia’ ma dall’altra parte mi sono sentito dire sorridendo ‘no, non sono la sua mamma, sono papa Francesco'”. La conversazione è proseguita per quattro minuti: “Mi è sembrato un tempo surreale – racconta il cappellano – mi tremavano le gambe e mi sentivo confuso interiormente. Ho ascoltato più che parlare. Papa Francesco mi ha detto di aver ricevuto la mia lettera e mi voleva ringraziare per quello che sto facendo a nome della Chiesa, che ha raccolto anche la fatica di fronte al dolore di tante persone e mi ha ricordato che è molto importante stare accanto a chi soffre. Si è informato sulla situazione in ospedale e poi mi ha esortato con queste parole: ‘Non si avvicini mai per abitudine accanto a chi soffre'”. Al termine della telefonata il Pontefice ha dato la propria benedizione all’ospedale di Schiavonia, per gli ammalati e tutte le persone che ci lavorano e spendono la loro vita accanto a chi soffre.
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Cei, politica migliore è lontana da populismi e sovranismi
Il card. Bassetti,’ non sia assoggettata alla finanza’
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22 aprile 2021
16:09
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La politica “migliore” non può identificarsi con “populismi o sovranismi”. Lo ha detto il Presidente della Cei, il card.
Gualtiero Bassetti, in un evento con Missio sulla ‘Fratelli Tutti’ del Papa. “La politica migliore è quella non sottomessa agli interessi della finanza” ma “in grado di porre al centro la dignità di ogni essere umano” e “di assicurare il lavoro a tutti”. “Una politica che, lontana dai populismi o sovranismi, sappia trovare soluzioni a ciò che attenta contro i diritti umani fondamentali e che punti ad eliminare ogni forma di esclusione sociale: inedia, pandemie, per non parlare dell’ignobile tratta di esseri umani”, ha sottolineato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
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Giudice non pagò conti ristoranti, ‘mi pento e lascio toga’
Così magistrato milanese Piero Gamacchio dopo post Nuzzi su Fb
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MILANO
22 aprile 2021
16:42
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“Quanto letto sui social e taluni media in questi ultimi giorni corrisponde ahimè alla verità (…) questi fatti mi impongono di chiedere da subito di essere messo in aspettativa. Si è trattato di comportamenti di grave leggerezza di cui mi pento profondamente e ai quali porrò al più presto rimedio”.
Sono le parole del giudice milanese Piero Gamacchio, riportate sul profilo Facebook del giornalista Gianluigi Nuzzi, il quale in questi giorni proprio sul social network ha raccontato la vicenda, ripresa da Dagospia e di cui molto si è parlato nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Milano, del magistrato della Corte d’Appello milanese che ha lasciato in sospeso conti in alcuni bar e ristoranti nelle vicinanze del Palagiustizia.
Gamacchio, molto vicino alla pensione e che avrebbe dovuto presiedere il processo di secondo grado a carico di Giuseppe Mussari e altri ex vertici di Mps, ha dichiarato anche che “mai, in alcun modo mai, questi fatti possano aver influito nelle mia attività di giudice”. Nei post di Nuzzi prima d’ora non era mai stato fatto il nome del magistrato che oggi ha deciso di replicare così al giornalista.
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Sindaci Lazio, “basta rifiuti da Roma, serve il commissario”
Civitavecchia-Frosinone-Viterbo, situazione non più accettabile
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ROMA
22 aprile 2021
16:22
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”Il modello del trasferimento di rifiuti di Roma, voluto dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, non è più accettabile sia per il rispetto dell’autosufficienza dei territori sia per la salvaguardia della salute dei cittadini, costretti a subire un’emissione spropositata di polveri sottili come ha certificato anche l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (Acos)”. Così, in una nota congiunta, i sindaci di Civitavecchia, Frosinone e Viterbo, rispettivamente Ernesto Tedesco, Nicola Ottaviani e Giovanni Maria Arena.
“Riteniamo opportuno – aggiungono – che sia l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) sia la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio si attivino nelle sedi competenti non solo per richiamare alle proprie responsabilità la Regione Lazio, la cui emergenza rifiuti è ingigantita dalla chiusura dal 1 ottobre 2013 della discarica di Malagrotta senza un’alternativa a svantaggio delle province del Lazio, ma anche per affidare la gestione del ciclo integrato dei rifiuti ad un commissario ad acta, colmando così una crisi impiantistica che persevera da anni”.
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Covid: Zingaretti, da lunedì Lazio zona gialla
Riapriamo ma non al virus, stiamo attenti
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ROMA
22 aprile 2021
17:00
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“Da lunedì saremo zona gialla.
Riapriamo finalmente, ma non riapriamo al Covid e quindi stiamo attenti”.
Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ospite di “Oggi è un altro giorno” su Rai 1.
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Covid: 16.232 positivi, 360 vittime
Eseguiti 364.804 test, tasso positività al 4,4%
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22 aprile 2021
17:54
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Sono 16.232 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 13.844.
Sono invece 360 le vittime in un giorno (ieri 364). In totale i casi dall’inizio dell’epidemia sono 3.920.945, i morti 118.357. Gli attualmente positivi sono 472.196 (-3.439 rispetto a ieri), i guariti e dimessi 3.330.392 (+19.125). In isolamento domiciliare ci sono 447.081 persone (-2.694). Sono 364.804 i tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore. Ieri i test erano stati 350.034. Il tasso di positività è del 4,4%, in aumento rispetto al 3,9% di ieri.
Infine, sono 3.021 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia, in calo di 55 unità rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 174 (ieri 155). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 22.094 persone, in calo di 690 rispetto a ieri.
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Reithera, pronti a produrre anche vaccini mRna
Sia nel sito di Castel Romano che con collaborazioni esterne
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22 aprile 2021
18:06
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Parallelamente allo sviluppo del vaccino Reithera e “nel quadro di uno sforzo stimolato e sostenuto anche dal Governo Italiano affinchè sia più ampia e solida la capacita produttiva di vaccini nel nostro paese, Reithera può mettere a disposizione il proprio know how e la propria capacità produttiva per rispondere positivamente ad eventuali richieste di produzione di uno dei vaccini Covid-19 già approvati (di tipo mRna e adenovirus) e distribuiti anche in Italia, sia nel sito di Castel Romano sia attraverso collaborazioni esterne, così come già fa da tempo per altri vaccini”. Lo comunica la stessa azienda. “A testimonianza del forte impegno nello sviluppo del proprio vaccino GRAd-COV2, spiegano ancora, la Società ha investito, già dal 2020, nell’espansione della officina farmaceutica di Castel Romano attraverso la realizzazione di una nuova area di produzione su larga scala equipaggiata con bioreattori con una capacità complessiva di 3000 litri con un potenziale produttivo annuo tra 50 e 100 milioni di dosi”.
“ReiThera, del resto, ha per vocazione e modello di business la produzione di prodotti biofarmaceutici per terze parti. Uno dei principali collaboratori di ReiThera – conclude il gruppo – è il Sabin Vaccine Institute, un’organizzazione non-profit statunitense che sta sviluppando e producendo il vaccino contro Ebola proprio nella struttura romana.
Fase 3 potrebbe concludersi dopo l’estate – Reithera conferma di essere fortemente impegnata nella fase 2-3 della sperimentazione clinica, avviata lo scorso mese, del vaccino GRAd-COV2 contro COVID-19 basato sulla tecnologia proprietaria dell’adenovirus isolato dal gorilla, una tecnologia simile a quella di altri vaccini già approvati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e, se la sperimentazione procederà secondo i piani, stimiamo di portarla a termine dopo l’estate”. E’ quanto dichiara in una nota la Presidente di Reithera Antonella Folgori sottolineando che “il disegno dello studio di fase 3 dovrà adattarsi ad un contesto sanitario, epidemiologico e sociale in rapida evoluzione e ReiThera si avvarrà del parere e delle linee guida dettate dalle agenzie regolatorie. ” “La sperimentazione procede a pieno ritmo – sottolinea la Folgori- con l’obiettivo di proseguire lo sviluppo del vaccino GRAd-COV2. Abbiamo riscontrato una forte adesione e partecipazione allo studio di fase 2, grazie all’impegno dei numerosi centri clinici e sperimentatori coinvolti, al supporto di Invitalia e dell’INMI Spallanzani, oltre alla dedizione del team di ReiThera”. L’arruolamento dei 900 volontari- prosegue – si è infatti completato in pochi giorni, e la vaccinazione così come il monitoraggio dei volontari stanno andando avanti come da protocollo nei 26 centri clinici su tutto il territorio nazionale. I dati preliminari di sicurezza ed immunogenicità generati nelle prime settimane dopo la vaccinazione – conclude la Presidente – saranno valutati da un comitato indipendente al fine di promuovere l’espansione alla successiva fase 3″.
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COVID: Fedriga, possibile revisione decreto
Riccardi, si possono anticipare appuntamenti dopo 10/5
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TRIESTE
22 aprile 2021
18:15
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Mentre sale la tensione tra la Conferenza delle Regioni presieduta da Massimiliano Fedriga e il Governo sull’orario del coprifuoco e soprattutto sulla percentuale di studenti in presenza in aula – Fedriga ha parlato di “incrinata collaborazione Stato-Regioni”, l’arrivo in Fvg di nuove dosi di vaccini spingono l’assessore alla Salute e vicegovernatore Riccardo Riccardi a dire che, “da domani le persone con più di 80 anni, i vulnerabili e i caregiver e conviventi che hanno l’appuntamento per la somministrazione della prima dose di vaccino già fissato dopo il 10 maggio potranno chiedere di anticiparlo”. Si tratta di 8mila persone.
Riccardi ha evidenziato che “la maggiore disponibilità di dosi di vaccino preannunciata dal generale Figliuolo consente di accelerare la campagna anticipando le somministrazioni già prenotate”. Nelle mire, dunque, un possibile ampliamento “dell’adesione della popolazione”.
Tornando alle riaperture, comunque, al di là delle polemiche, lo stesso Fedriga non ha escluso, in una delle numerose interviste odierne, “che nelle prossime settimane ci potrebbe essere una revisione di questo decreto. Ci auguriamo che i contagi siano in miglioramento. Già oggi i numeri vanno in questa direzione”.
Oggi in Fvg su 5.620 tamponi molecolari sono stati rilevati 166 nuovi contagi con una percentuale di positività del 2,95%.
Sono inoltre 1.822 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 44 casi (2,41%). I decessi sono 9, i ricoveri nelle terapie intensive scendono a 43 così come si riducono quelli in altri reparti che risultano essere 319. Nel dettaglio dei dati odierni sul Covid-19 in Fvg, nel settore delle residenze per anziani non sono stati rilevati casi di positività tra le persone ospitate nelle strutture regionali, mentre risulta un contagio tra il personale che vi lavora.
Giornata di dati anche per Gimbe: dal 14 al 20 aprile migliora in Fvg l’indicatore relativo ai “casi attualmente positivi per 100.000 abitanti” (sono 743) e si registra una diminuzione dei nuovi casi, pari al 25,4%, rispetto alla settimana precedente.
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Omicidio Sacchi: Anastasya,accusata essere una assassina
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ROMA
22 aprile 2021
14:30
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“Oltre al lutto che non mi hanno fatto vivere ho dovuto combattere con persone che mi accusavano di essere l’assassina e l’amante di Giovanni Princi”. Lo affermato in aula Anastasiya Kylemnyk, in aula al processo per l’omicidio dell’ex fidanzato, Luca Sacchi, nel quale è imputata per il presunto tentativo acquisto di droga.
La morte di Luca “è stata un colpo talmente forte che io non volevo neanche più vivere. Io mi vedevo accanto a lui, volevo vivere con lui e creare una famiglia”, ha aggiunto la ragazza.
“Il giorno dopo sono andata sotto casa di Princi perché volevo parlare con lui, volevo guardarlo negli occhi, volevo che mi dicesse cosa era successo e se conosceva chi ci aveva aggredito.
I responsabili avrei voluto averli tra le mani prima io dei carabinieri perché mi avevano strappato la persona che amavo di più a questo mondo”.
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COVID: la Sardegna vuole l’arancione
Ancora focolai e casi sopra i 300, ma è record di vaccinazioni
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CAGLIARI
22 aprile 2021
19:30
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La Sardegna vuole il cambio di colore e punta a passare da lunedì 26 dal rosso all’arancione: “Abbiamo l’indice di contagiosità R(t) a 0,98 – ha detto l’assessore della Sanità Mario Nieddu a margine di una seduta della commissione Sanità del Consiglio regionale sull’emergenza Covid – Ci troviamo in una situazione di rischio moderato determinato dalla presenza dei focolai, ma basso come impatto perché le strutture non sono sotto stress”. Quindi, “i nostri dati sono da arancione”, è il messaggio in vista della cabina di regia di domani.
E se la curva epidemiologica non scende sotto i 300 casi (oggi 328), cala al 7,6% il tasso di positività, ma si registrano ancora sette decessi. La percentuale di posti letto occupati da pazienti covid resta però sotto la soglia critica, come evidenzia anche la Fondazione Gimbe, anche se dal 14 al 20 aprile risulta in peggioramento l’indicatore relativo ai casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (sono 1.116), seppure con una diminuzione del 4,5% dei contagi rispetto alla settimana precedente. Nel frattempo si regsitra un’accelerazione nella campagna di vaccinazione: ieri sono state somministrate nei vari hub dell’isola 13.662 dosi (circa 2500 in più rispetto al giorno precedente), un record per l’Isola. Un’ulteriore scatto in avanti dovrebbe arrivare con l’arrivo di oltre 60mila dosi: 43.290 di Pfizer, 5.500 di Moderna, 12.650 di AstraZeneca e, per la prima volta, del farmaco Janssen, della Johnson&Johnson, con 4.950 dosi. Il governatore Christian Solinas tiene fermo “l’obiettivo di immunizzare l’intera popolazione nei tempi più rapidi, per garantire all’Isola la piena ripartenza in sicurezza”, mentre parte la vaccinazione delle persone fragili e si completa quella degli over 80. Attualmente, sempre secondo Gimbe, la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 7,3% a cui bisogna aggiungere un ulteriore 10,7% solo con la prima dose. Ma non mancano le polemiche: prosegue, infatti, ad oltranza lo sciopero della fame dell’ex sindacalista di Selargius Ignazio Cordeddu che da 4 giorni non si alimenta più per protestare contro i ritardi nella vaccinazione dei soggetti fragili.
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Omicidio Sacchi, Anastasya: ‘Io accusata di essere una assassina’
“Colpita alla nuca, lo vidi vicino a me steso a terra”. La ragazza ascoltata per la prima volta nel processo per l’omicidio del 25enne personal trainer avvenuto a Roma nell’ottobre 2019.
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ROMA
22 aprile 2021
19:33
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“Mi hanno fatto passare per un’assassina, per l’amante del migliore amico del mio fidanzato, ma Luca era tutto per me, volevo costruire una famiglia con lui”. Non ha trattenuto le lacrime Anastasya Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi, ascoltata per la prima volta nel processo per l’omicidio del 25enne personal trainer avvenuto a Roma nell’ottobre 2019.
Nel processo sono imputate cinque persone tra cui la stessa ragazza, accusata del tentativo di acquisto di droga. “Oltre al lutto che non mi hanno fatto vivere ho dovuto combattere con persone che mi accusavano di essere l’assassina e l’amante di Giovanni Princi”, ha detto la ragazza davanti ai giudici della prima corte d’assise. La morte di Luca “è stata un colpo talmente forte che io non volevo neanche più vivere. Io mi vedevo accanto a lui, volevo vivere con lui e creare una famiglia”, ha aggiunto la ragazza.
Nel corso dell’esame Anastasya ha raccontato le drammatiche fasi dell’aggressione, avvenuta davanti ad un pub, per mano di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. “Ho sentito una pressione alla nuca e una voce che mi diceva ‘dammi lo zaino’. Sono caduta, mi sono rialzata e ho visto Luca a due metri da me a terra, non capivo cosa era successo. Pensai fosse svenuto, cercai di svegliarlo, intorno non c’era più nessuno, eravamo solo noi”. E ancora: “quella sera Princi (già condannato a 4 anni per cessione di droga con il rito abbreviato) ci disse che doveva fare un “impiccetto” per una moto, forse rubata. Mise nel mio zaino una busta marrone, come quelle del pane, con il bordo superiore arrotolato, mi disse che c’erano un po’ di soldi dentro”.
L’imputata ha affermato che nella prima denuncia, fatta quando non sapeva ancora che Sacchi era morto, “aveva affermato di essere andata a piedi al pub e non con la mia auto perché ero convinta che Princi avesse fatto qualcosa nella mia macchina. E ho pensato che se era successo quel casino c’era qualcosa che non andava e volevo che io e Luca rimanessimo fuori da questa storia”.
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Musei, l’urlo dell’Egizio: “La cultura conti di più”
Dal 26 aperture anche nel weekend. Greco e Melandri, serve fondo
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22 aprile 2021
20:57
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Basta con l’idea della cultura come accessorio, “come valore aggiunto del turismo”. Per ripartire davvero l’Italia “ha bisogno anche di ripensarsi”.
E di farlo cominciando dai suoi musei e dalle sue città, dai monumenti, i parchi archeologici, gli archivi, le biblioteche, “che sono la spina dorsale di questo Paese ma non sono percepiti come tale”.
Prende voce dall’Egizio di Torino e dal suo direttore Christian Greco l’urlo dei musei, che dal 26 aprile potranno finalmente riaprire nelle zone gialle, su prenotazione anche nei weekend.
Ma che dopo un anno e mezzo di pandemia si trovano con le sale vuote e le casse svuotate, punta dell’iceberg di tanti problemi che la pandemia, in fondo, ha solo portato a galla più in fretta.
Una crisi nera, sottolinea l’egittologo, che chiama a raccolta i colleghi delle altre città e lancia l’idea di un’azione collettiva per chiedere al ministero guidato da Franceschini l’istituzione di “un fondo di finanziamento ordinario, come hanno le università. Da garantire con risorse pubbliche e private per prendersi cura delle collezioni”. Perché dalla crisi, ribadisce lo studioso, “si può uscire solo con un patto interistituzionale”. Nel suo ragionamento Greco parte dallo scollamento tra gli italiani e il patrimonio: “Solo 26 su 100 dichiarano di aver visitato almeno un museo nell’arco di un anno”, sottolinea citando dati Ocse pre Covid, “impossibile anche per noi operatori culturali non chiederci dove abbiamo sbagliato”. Un distacco che ora bisogna colmare. Per sopravvivere i musei “devono riuscire a conquistare un posto di rilievo nella società”, devono puntare ad essere percepiti “come il luogo in cui è custodita la memoria collettiva e dove si lavora per l’innovazione della società”.
La soluzione? Per il direttore dell’Egizio, che su questi temi ha appena scritto un libro con la presidente della Fondazione Evelina Christillin (uscirà a maggio con Einaudi) e che oggi ha raccolto l’assist della presidente del Maxxi Giovanna Melandri e del direttore degli Uffizi Eike Schmidt, la ripresa parte da un patto tra istituzioni, da un lavoro comune, anzi “un’osmosi” con le università e gli enti di ricerca.
“Allargando lo sguardo, condividendo i dati, rendendo i processi più trasparenti – insiste appassionato – si possono trovare progetti comuni capaci di attrarre finanziamenti pubblici e privati”. Una cosa è sicura: per preservare l’immenso patrimonio italiano e per farne un asset del futuro, servono “fondi certi e costanti che permettano di intraprendere programmi di innovazione”, non ci si può basare sui biglietti venduti, sugli eventi, sulle mostre blockbuster. E l’assistenza dello Stato da sola non basta. La politica però è determinante, perché “mettendo la ricerca al centro delle politiche di sviluppo, si potrà accrescere il valore aggiunto che i musei portano alla società” e a catena “ci saranno più soggetti interessati a sostenere il comparto del mondo culturale” e più occupazione.
Tant’è, non tutto il male viene per nuocere, ragiona, dai limiti imposti dalla pandemia possono arrivare idee vincenti, per esempio per ripensare ai musei come luoghi di formazione: “Per gli studenti e per i loro professori ma non solo”. Cita esempi virtuosi da tutto il mondo, il caso dell’Olanda dove i ragazzi hanno fatto scuola nelle sale dei musei e in quelle da concerto dove “hanno studiato a contatto con i professori d’orchestra”. Mentre il blasonato Rijksmusem, sempre ad Amsterdam, è diventato un luogo di formazione culturale per la classe politica. “Nessuno è tuttologo, la formazione serve a tutti”, ribadisce. Basta pensare al museo “come un posto dove andare in gita. Nelle nostre sale si scopre il mondo, si capisce la storia, all”Egizio si potrebbero studiare la matematica e la fotografia, la storia e l’arte, la chimica e la fisica “.
Siamo ancora in tempo per farlo, dice, “come dovremmo usare questi mesi per portare i ragazzi a studiare nelle nostre sale, a scoprire ‘dal vivo’ con passeggiate a distanza di sicurezza il patrimonio delle nostre città”. Per guardare al futuro, insomma “serve cambiare approccio”.
L’archeologia , per esempio, “è fondamentale per la transizione green alla quale guarda oggi il governo Draghi, ” ma dovrebbe essere materia di insegnamento dalle elementari con lezioni sul campo, solo così si può cambiare anche l’atteggiamento degli adulti”. I musei potrebbero avere un ruolo fondamentale in questo cambiamento, aiutando a formare le nuove generazioni con un modello di didattica nuovo “che sappia far dialogare la cultura materiale con quella immateriale”, che insegni a comprendere in uno sviluppo diacronico i cambiamenti della società, che aiuti a leggere il paesaggio e a trovare soluzioni per preservarlo. “La rinascita della cultura, ma anche la ripresa del Paese, partono da qui”.
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Covid: consegnate chiavi Sciacca dal sindaco a Fauci
Immunologo in video”sono profondamente commosso nell’accettarle”
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SCIACCA
22 aprile 2021
21:12
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“Ringrazio il sindaco di Sciacca (Ag) Francesca Valenti per l’illustre onore che simbolicamente da lei ricevo delle chiavi della sua città; sono profondamente commosso nell’accettarle, lo faccio a nome dei miei nonni paterni Antonino e Calogera, che all’alba del Novecento, proprio da questo comune emigrarono negli Stati Uniti”. Sono state queste le parole pronunciate oggi pomeriggio in videoconferenza dall’immunologo statunitense Anthony Fauci in occasione dell’apertura dell 23° convegno nazionale della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica).
In collegamento da Sciacca, invitata appositamente dagli organizzatori del convegno medico, anche la prima cittadina, che ha conferito al professor Fauci la cittadinanza onoraria, rimandando naturalmente alla fine della pandemia la cerimonia ufficiale da tenersi al comune, alla presenza fisica dell’illustre neoconcittadino.
“E io – ha detto Fauci – non vedo l’ora di venire a Sciacca, non appena questo sarà possibile”. Lo scienziato si è detto orgoglioso delle sue origini siciliane, aggiungendo di avere concentrato nella scienza medica tutti i suoi sforzi, attribuendo a questi lo spirito di gratitudine per i valori trasmessi dai nonni ai suoi genitori e da questi a lui. “Il mio impegno nel servizio pubblico e nella ricerca scientifica – ha concluso – è stato il mio modo di ricambiare i valori che ho ricevuto dai miei predecessori”.
Valenti, dal canto suo, ha manifestato soddisfazione per il senso di appartenenza dichiarato da Fauci nei confronti della comunità di Sciacca, sottolineando come l’immunologo “sia oggi un personaggio di straordinaria rilevanza all’interno della comunità scientifica internazionale”.
Durante il suo intervento, a proposito del Covid, Fauci ha messo in guardia chi pensasse che la sola campagna di vaccinazione sarà sufficiente a sconfiggere il virus: “nonostante i vaccini siano essenziali, e malgrado occorra vaccinare quante più persone possibili, dobbiamo comunque continuare a seguire le misure di prevenzione almeno fino a quando non acquisiremo un vantaggio netto nei confronti della malattia”.
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Ucciso per un parcheggio, fermate 4 persone nel Napoletano
Carabinieri notificano nella notte decreto emesso dalla Procura
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NAPOLI
23 aprile 2021
06:28
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Quattro persone, ritenute responsabili dell’omicidio del 61enne Maurizio Cerrato, custode del Parco archeologico di Pompei assassinato lunedì sera a Torre Annunziata (Napoli), sono state fermate e portate in carcere dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, che hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il decreto è stato notificato nel corso della notte.
Cerrato è stato ucciso in una aggressione scattata dopo una lite per motivi di parcheggio.
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Bianchi, direzione marcia è scuola al 100%
“Tutti concordiamo su necessità di riportare ragazzi in classe”
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23 aprile 2021
09:17
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“Credo che tutti concordino sulla necessità di riportare in presenza anche tutti i ragazzi delle superiori, su questo tutti concordavamo, vi era una divergenza sul 60%; l’indicazione del governo lascia una ampia flessibilità per giungere al 100% nei tempi e nei modi che i territori potranno riconoscere. Non avevamo concordato il 60%, era stato definito in Conferenza questo margine 60-70% ma la direzione di marcia è sempre stata 100%.
Il Cdm ha ritenuto di prevedere il 70% ma non c’è divergenza sull’idea che si debba andare al 100%”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Radio 24.
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Covid: Crisanti,coppia turisti cinesi ‘pazienti zero’ di Vo’
Studio dell’Università di Padova, il ceppo virale è lo stesso
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PADOVA
23 aprile 2021
10:03
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Il ceppo virale circolante a Vo’ a inizio pandemia è identico a quello di due turisti cinesi.
L’università di Padova guidata da Andrea Crisanti ha scoperto i pazienti zero del Veneto.
Proprio a Vo’ risiedeva Adriano Trevisan, il 77enne prima vittima italiana della pandemia. I ricercatori sono certi che si tratta dei due turisti cinesi, un 66enne e la moglie 65enne provenienti da Wuhan, che a gennaio dello scorso anno sbarcarono all’aeroporto di Malpensa con una comitiva di connazionali per una vacanza in Italia.
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Naufragio battelli sul Po a Torino, chieste 3 condanne
Nei confronti dei dirigenti GTT responsabili della sicurezza
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TORINO
23 aprile 2021
10:08
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Tre condanne a 8 mesi di reclusione sono state chieste dal pubblico ministero Vincenzo Pacileo oggi in tribunale a Torino per il naufragio di Valentino e Valentina, i due battelli per la navigazione turistica sul Po travolti dalla piena del novembre 2016. La proposta riguarda tre dirigenti della società di trasporti pubblici GTT – l’azienda del trasporto pubblico locale che gestisce anche il servizio di navigazione sul Po – che in tempi diversi ebbero la responsabilità della sicurezza del servizio.
Inizialmente il pm procedeva per la violazione di un articolo del Codice della navigazione che però non può essere applicato al caso specifico: ha così riqualificato l’accusa in “delitto colposo di pericolo”. PIEMONTE
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Falsi prodotti griffati, sgominata banda
Vendevano online, eseguite tre misure cautelari
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MILANO
23 aprile 2021
10:13
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Tre misure cautelari sono state eseguite dalla Polizia di Milano nei confronti di un 23enne (ai domiciliari), di un 22enne (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) e di un altro 22enne. Secondo le accuse farebbero parte di un’associazione per delinquere finalizzata all’introduzione nel territorio dello Stato di prodotti con marchi contraffatti, soprattutto scarpe, truffa, ricettazione, indebito utilizzo di carte di pagamento intestate a terzi e autoriciclaggio.
Le indagini sono state condotte dal commissariato Greco -Turro e dalla Polizia postale e hanno principalmente riguardato la vendita online di falsi prodotti griffati, si stima per un giro da 300mila euro. Altri quattro giovani di età tra i 22 e 23 anni risultano indagati.
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Carceri:lancio bomboletta, agenti feriti
E’ accaduto a Brescia, i due non sono gravi
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BRESCIA
23 aprile 2021
10:14
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Due agenti della polizia penitenziaria del carcere di Canton Mombello di Brescia sono finiti ieri sera in ospedale feriti da una bomboletta fatta scoppiare da un detenuto. L’uomo ha prima incendiato la propria cella e poi lanciato addosso agli agenti la bomboletta di gas, che è scoppiata.
Gli agenti accuserebbero problemi agli occhi e all’udito, ma non sarebbero gravi. “È ora che vengano presi provvedimenti seri contro questi detenuti”, ha commentato il sindacalista della Cgil Calogero Lo Presti.
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Covid, oltre 50 milioni di italiani alla ricerca di news
Studio Ital Communications-Censis. prime sono ancora tv, radio e stampa
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23 aprile 2021
10:40
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Oltre 50 milioni di italiani, pari al 99,4% degli adulti, hanno cercato informazioni sulla pandemia da diverse fonti, informali e non, creando un proprio personale palinsesto informativo in cui media tradizionali e social media hanno avuto uno spazio rilevante. A farla da padrone, ancora i media tradizionali, ma con web e social che avanzano.
A raccontarlo è il Rapporto Ital Communications-Censis, “Disinformazione e fake news durante la pandemia: il ruolo delle agenzie di comunicazione”, presentato oggi alla Sala Zuccari del Senato.
Al primo posto, 38 milioni di italiani hanno cercato informazioni sul Covid-19 sui media tradizionali, come televisione, radio, stampa. Seguono i siti internet di fonte ufficiale, primi tra tutti quelli della Protezione Civile e dell’Istituto Superiore della Sanità, cui 26 milioni di italiani si sono rivolti per un’informazione attendibile su contagi, ospedalizzazioni, decessi. Al terzo posto, circa 15 milioni di italiani hanno consultato i social network. Al medico di medicina generale si è rivolto invece un italiano su quattro, (12,6 milioni in valore assoluto), mentre oltre 5,5 milioni hanno chiesto aiuto a un medico specialista e 4,5 milioni a un farmacista di fiducia. Dalla potenza informativa dei media tradizionali e del web sono rimasti esclusi solo 3,7 milioni di italiani, il 7,4% del totale: di questi, 3,4 milioni hanno consultato altre fonti e 300mila sono rimasti completamente fuori da qualunque informazione.
L’eccesso di flussi di informazione al tempo del Covid, a volte anche contraddittori fra loro, non ha fatto bene. Anzi, la comunicazione confusa sul virus, invece di rendere consapevoli, ha veicolato paura: a pensarlo è il 65% degli italiani secondo il Rapporto. La quota cresce tra i soggetti più deboli, arrivando al 72,5% tra gli over 65enni e al 79,7% tra chi ha al massimo la licenza media.
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Tra i più giovani sono molti coloro che ritengono che la comunicazione durante la pandemia sia stata sbagliata (14,1% per i 18-34enni e 3,7% per gli over 65enni, a fronte di una media del 10,6%), e addirittura pessima (14,6% tra i millennials, 3,2% tra i longevi). Cosa fare? Per arginare la proliferazione delle fake news servono misure che pongano in primo piano la responsabilizzazione dei diversi attori che si muovono sul web: il 52,2% degli italiani pone l’accento sull’obbligo da parte delle piattaforme di rimuovere le false notizie, mentre il 41,5% ritiene che i social media debbano attivare dei sistemi di controllo (fact checking). Prioritario, poi, avviare campagne di sensibilizzazione e prevenzione sull’uso consapevole dei social.
Boom di domanda di informazione durante la pandemia. Per il 49,7% degli italiani, però, la comunicazione sul Covid-19 è stata confusa, per il 39,5% ansiogena, per il 34,7% eccessiva e solo per il 13,9% equilibrata. Pericoloso il rischio disinformazione: 29 milioni di italiani hanno trovato su web e social notizie che poi si sono rivelate false o sbagliate. Sono i dati emersi dal Rapporto Ital Communications-Censis, “Disinformazione e fake news durante la pandemia: il ruolo delle agenzie di comunicazione”, presentato oggi alla Sala Zuccari del Senato. Obiettivo della ricerca, evidenziare il ruolo essenziale svolto in Italia dai professionisti delle agenzie di comunicazione nel garantire qualità e veridicità alle notizie e mantenere, così, un sistema dell’informazione libero e pluralista. Per la prima volta, i media, vecchi e nuovi, hanno avuto difficoltà a governare un contesto di improvvisa moltiplicazione della domanda, a causa della pandemia, confermando di avere sempre più bisogno di figure esterne affidabili e competenti.
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25 aprile: rifugiati creano corone alloro per Partigiani
Coop di Genova, abbiamo spiegato loro radici della nostra storia
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GENOVA
23 aprile 2021
11:14
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I ragazzi rifugiati accolti dalla coop Il Cesto di Genova, tutti provenienti dal Nord e Centro Africa, hanno contribuito a realizzare, in collaborazione con la sezione Anpi ‘Teresa Mattei’, le corone d’alloro che il 25 Aprile andranno ad ornare le lapidi dedicate ai partigiani che hanno combattuto tra il ’43 e il ’45 la lotta di Liberazione dal nazifascismo. Una in particolare sarà affissa alla lapide in ricordo dei giovani partigiani che vivevano nei vicoli di Genova, lapide che sarà scoperta ai Giardini Luzzati.
“Abbiamo spiegato loro cos’è stata la Resistenza – ha detto Marco Montoli, presidente della coop il Cesto – perché è giusto che conoscano la nostra storia e le nostre radici. E adesso questi ragazzi chiamano i loro coetanei che hanno combattuto durante la Resistenza ‘eroi'”. La cerimonia di apposizione della corona andrà in diretta streaming su Goodmorning Genova.
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Raptus con coltello e fuga per Milano
E’ un giovane che si trovava in fila a mensa per i poveri
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MILANO
23 aprile 2021
11:28
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Un giovane migrante che si trovava in fila a una mensa per i poveri, a Milano, ha avuto un raptus di follia e ha cominciato a minacciare i presenti con un coltello, una posata di metallo. L’uomo, all’arrivo della polizia – chiamata dalle altre persone in coda – ha dato vita a una rocambolesca fuga prima su un bus e poi per le vie della città, minacciando anche una bimba davanti a una scuola, prima di venire arrestato.
Intorno alle 8, secondo la ricostruzione della polizia, ha dato in escandescenze per futili motivi, mentre si trovava in fila alla mensa di Pane Quotidiano. Quando ha cominciato a minacciare i presenti con un coltello (in realtà una posata di metallo), le altre persone hanno chiamato il 112. All’arrivo di una volante l’uomo è fuggito, riuscendo a salire su un autobus della vicina linea 91, ma è stato intercettato da una pattuglia che ha bloccato il mezzo. A quel punto è fuggito a piedi, correndo inseguito dagli agenti fino ad arrivare in via Tertulliano, dove ha incrociato una bambina di 7 anni in bicicletta davanti a una scuola, che si trovava con il padre, e l’ha strattonata tirandole i capelli: il genitore è intervenuto allontanando l’uomo ma cadendo a sua volta per terra. Lo straniero ha ripreso la sua corsa ma poco dopo è stato bloccato.
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Covid: flash mob di ristoratori nei luoghi di Montalbano
Proteste Corisicilia davanti casa commissario, lasciateci aprire
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SANTA CROCE CAMERINA
23 aprile 2021
13:31
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Circa duecento ristoratori siciliani hanno partecipato al flash mob a Punta Secca, anche davanti l’abitazione del ‘Commissario Montalbano’, resa famosa dalla serie Tv di Raiuno, per chiedere la riapertura dei locali in Sicilia. L’iniziativa, realizzata nella frazione marinara di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, è stata promossa dal CoRiSicilia, movimento nato nell’isola degli operatori del settore.
Tra i partecipanti anche lo chef Ciccio Sultano, due stelle Michelin, che parla di “aria di persecuzione”. “Che pazzia è – osserva – permettere a un cinema di aprire al chiuso e vietarlo a un ristorante?”.
Tante postazioni organizzate lungo il tragitto , simbolo di ciascuna di un’attività colpita. Si è formato anche un corteo dietro una bara, simbolo, per i manifestanti, “della morte delle partita Iva”. A fare da corollario i ristoratori, con a fianco tanti operatori di altri settori colpiti dalla crisi, compresa anche la compagnia teatrale Godot che ha mostrato le sedie girate di spalle. Presenti anche operatori turistici, titolari di campeggi o di B&B, parrucchieri, estetisti, fotografi, fiorai, fieristi, operatori della cultura, di palestre e strutture ludiche, di strutture ricettive e agenzie di viaggi, dello spettacolo e dell’animazione, del wedding e delle cerimonie. “Abbiamo scelto i luoghi di Montalbano perché hanno un forte contenuto simbolico – spiega Giuseppe Fiaccavento, responsabile dei ristoratori di Santa Croce Camerina – e non ci fermiamo: vogliamo incontrare a Palermo il presidente della Regione, Nello Musumeci. Chiediamo che il governo dell’isola si faccia carico delle difficoltà atroci di un settore che è trainante per l’economia dell’isola e che sta pagando un prezzo più alto degli altri”.
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Covid: vetrine a lutto a Nuoro per la crisi da pandemia
“Non una protesta ma un momento di riflessione e di speranza”
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NUORO
23 aprile 2021
12:59
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“Una città in lutto” è il titolo della rappresentazione teatrale andata in scena oggi a Nuoro, con 350 attività in crisi per la pandemia, nelle cui vetrine tappezzate di nero fa capolino un cartello bianco con la scritta “chiuso” e più in basso un cuore rosso e una frase della speranza: “teniamo viva la nostra città”. Un esperimento sociale organizzato da 400 cittadini nuoresi molti dei quali commercianti e gestori di attività, per rappresentare attraverso il silenzio e la desolazione delle immagini, il momento buio che il tessuto economico del capoluogo barbaricino sta vivendo.
“Oggi da questo palcoscenico che è la città di Nuoro ci esprimiamo con il silenzio e con le immagini – ha detto Alessandra Lai una degli organizzatori – Ci sono 350 attività che sono gli attori protagonisti e 37mila cittadini spettatori.
Non abbiamo voluto abbassare le serrande, ma far percepire il senso di vuoto con le vetrine tappezzate di nero ma con un cartello nel quale abbiamo voluto anche lanciare un messaggio di speranza, un cuore rosso a simboleggiare che dietro a ogni attività c’è un cuore pulsante, c’è la storia di una persona, di una famiglia e spesso anche un pezzetto di storia della città di Nuoro. Il nostro obiettivo non è la protesta – conclude Alessandra Lai – ma un momento di riflessione”.
Ma c’ è anche un altro cartello che gira in rete e spiega : “Venerdì 23 aprile le attività si vestiranno di nero. Lavoriamo insieme per sconfiggere il virus”. “La Nuoro che produce si ritrova con una espressione apparentemente negativa e drammatica, ma che disvela una gran voglia di resistere e di ripartire – ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio comunale Sebastian Cocco – Le difficoltà di questi operatori non possono essere più ignorate”.
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Meteo:25 aprile quasi estivo, ma da lunedì di nuovo maltempo
Temperature domenica oltre 25 gradi, poi previsto ancora crollo
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23 aprile 2021
15:02
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Fine settimana della Festa della Liberazione all’insegna del sole prevalente e di temperature in aumento e quasi estive, ma da lunedì i termometri crolleranno nuovamente. Il team del sito http://www.iLMeteo.it informa che domani, fatta eccezione per le ultime piogge al Sud, il tempo sarà soleggiato e il clima già mite sul resto delle regioni.
I valori termici raggiungeranno facilmente i 22 gradi su molte regioni.
Domenica, grazie all’influenza dell’anticiclone africano, spiegano i meteorologi, l’Italia vivrà la Festa della Liberazione con il bel tempo da Nord a Sud, ma soprattutto con un clima quasi estivo. Le temperature sono destinate a salire ulteriormente raggiungendo picchi di 23-24 gradi in Piemonte, Lombardia, Veneto, fino a 25 in Emilia e Toscana e oltre questa cifra in Sardegna. Questa fase stabile, soleggiata e calda è destinata a terminare già da lunedì 26, quanto meno al Nord. Con l’inizio della prossima settimana, concludono gli esperti de iLMeteo.it, una serie di perturbazioni atlantiche minacceranno dapprima le regioni settentrionali e poi parte di quelle centrali, facendo crollare ancora una volta oltre che i termometri anche le speranze di una primavera più stabile. METEO
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Vaccini: Figliuolo, superate 380mila dosi in un giorno
Recuperate inoculazioni e tarata la macchina. Il piano è fatto in maniera scientifica
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BARI
23 aprile 2021
15:36
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“Gli obiettivi che assegniamo alle Regioni sono congruenti con le capacità vaccinali di ciascuna regione e l’afflusso che c’è in quel giorno e in quella settimana. Il piano è fatto in maniera scientifica.
Ieri era previsto fare 325 mila somministrazioni, abbiamo superato probabilmente le 380 mila, perché alcune regioni hanno chiesto di recuperare vaccinazioni che non si erano potute fare in passato e anche per tarare la macchina”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo in visita a Bari. L’ultimo record di somministrazioni giornaliere risale al 16 aprile scorso ed era di circa 372mila inoculazioni.
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Fedez, raccolti 4 milioni per i lavoratori dello spettacolo
Con il fondo “Scena Unita”, distribuiti quasi 2 milioni di euro
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22 aprile 2021
17:15
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“Scena Unita”, il fondo a sostegno dei lavoratori dello spettacolo, fermi da oltre un anno a causa dell’emergenza sanitaria, ha raccolto ad oggi più di 4 milioni di euro. Ad annunciarlo è Fedez, promotore dell’iniziativa, sui profili social, spiegando appunto che si tratta di “uno sforzo nato dall’idea di un gruppo di artisti che ad oggi conta più di 100 adesioni” per dare sostegno a “un settore che conta più di 300 mila lavoratori”.
“A oggi oltre un milione e 800 mila euro sono stati distribuiti per aiutare lavoratori e imprese in difficoltà”, ha aggiunto, spiegando che nei prossimi mesi “ci sarà la sfida più grande: mettere a disposizione finanziamenti a fondo perduto per le realtà in difficoltà”.
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‘Corpo di ballo’, dietro le quinte della Scala
Docuserie RaiPlay su vita dei ballerini nell’anno della pandemia
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MILANO
22 aprile 2021
13:34
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Il risveglio di un paese, alla fine del primo lockdown, nei passi di danza dei ballerini. L’emozione di ricominciare una vita normale, ritrovarsi sul palcoscenico anche se davanti ad un teatro pieno a metà, accogliendo applausi, sorpresi dai bagliori delle mascherine nel buio della platea.
Per scivolare poi di nuovo nell’emergenza e in un altro stop. Non è solo la storia di un teatro dietro le quinte e dei suoi protagonisti, la docuserie ‘Corpo di Ballo. L’Avventura di Giselle alla Scala’, 12 puntate in onda dal 30 aprile in anteprima esclusiva su RaiPlay, ma anche la parabola di un anno drammatico e senza precedenti, tra paure e aspettative ma soprattutto di speranza e fiducia.
Dodici puntate che coprono un arco temporale di sei mesi, dallo scorso anno quando, finito il primo lockdown, la Scala stava per riaprire in autunno la sua stagione con uno degli appuntamenti più attesi, il Gala di Balletto, per mettere poi in scena ‘Giselle’. In quei mesi le telecamere hanno seguito i ballerini, nella loro vita privata e professionale, mentre escono da casa e attraversano una Milano ancora incredula, i loro volti, come quelli di tutti, nascosti dalle mascherine, per raggiungere il Teatro alla Scala, tornare agli esercizi, le prove, fino a ritrovarsi sul palcoscenico.
“Partecipare a questo progetto è stata una esperienza molto emozionante anche se non semplice – ha raccontato Claudio Coviello, 29 anni, primo ballerino del Teatro alla Scala, uno dei protagonisti della docuserie -. Noi siamo abituati ad esprimerci con il corpo, con le parole è stato un po’ più difficile, ma alla fine non facevamo più caso alle telecamere”. “Sono contento che questa docuserie faccia arrivare al grande pubblico cosa c’è dietro un balletto, i sacrifici, le ore di esercizi – ha aggiunto -. Non ci sente mai arrivati, perché per noi ogni successo è un nuovo punto di partenza”. ‘Corpo di Ballo. L’Avventura di Giselle alla Scala’ è prodotto da Panamafilm con RaiPlay in collaborazione con Il Teatro alla Scala di Milano e Intesa Sanpaolo.
