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Tempo di lettura: 33 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Giugno, 2021, 02:21:07 di Maurizio Barra

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DALLE 22:08 DI LUNEDÌ 07 GIUGNO 2021

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Spazio: anche Bezos su New Shepard per primo volo turistico
La navetta decollerà il 20 luglio
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07 giugno 2021
22:08
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Ci sarà anche Jeff Bezos a bordo della navetta New Shepard, della sua società Blue Origin, in occasione del primo volo turistico nello spazio previsto per il 20 luglio prossimo: lo rende noto la Cnn in un tweet.
Come è noto il viaggio durerà 11 minuti e la navetta porterà sei persone a 100 km dalla superficie terrestre.
Il lancio avverrà dal Launch Site One, in Texas, 15 giorni dopo che Bezos avrà lasciato la carica di amministratore delegato di Amazon.
La Blue Origin ha messo all’asta uno dei sei posti sulla New Shepard (soprannominata ‘RSS First Step Crew Capsule’) e l’offerta attuale, secondo il sito della società, è di 2,8 milioni di dollari.
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App istallata nei cellulari dei criminali, centinaia di arresti
Operazione di polizia tra Ue, Usa, Australia e Nuova Zelanda
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SYDNEY
08 giugno 2021
03:51
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Centinaia di persone sono state arrestate in diverse parti del mondo in una massiccia operazione contro la criminalità organizzata, grazie all’infiltrazione della polizia in un’app utilizzata per scambiare messaggi in codice tra criminali. Lo ha reso noto oggi la polizia federale australiana.
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L’operazione è stata eseguita in diversi paesi di Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ed è riuscita a decodificare in tempo reale e per tre anni migliaia di comunicazioni crittografate all’interno di reti criminali di ogni tipo. La polizia neozelandese dal canto suo ha descritto l’operazione come “la più sofisticata al mondo contro la criminalità organizzata che sia stata condotta fino a oggi dalla polizia”. Questa massiccia intercettazione di messaggi è stata resa possibile da un’applicazione chiamata ‘ANoM’, che i criminali di tutto il mondo usavano per comunicare in modo criptato ma che in realtà era controllata dall’Fbi. Questi messaggi riguardavano in particolare progetti di assassinio e traffico di droga e armi, ha affermato la polizia australiana che ha arrestato 224 persone. E altre “centinaia di persone sono state arrestate” fuori dall’Australia, ha aggiunto.
L’applicazione ANoM era stata installata sui telefoni cellulari che, privi di ogni altra funzionalità, venivano scambiati al mercato nero. Un telefono di questo tipo può comunicare solo con un altro telefono contenente l’applicazione.
“I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta tra i criminali, che avevano fiducia nella legittimità dell’applicazione perché le principali figure della criminalità organizzata ne garantivano l’integrità”, ha aggiunto. “Questi influencer criminali hanno messo la polizia federale australiana nelle tasche di centinaia di sospetti trasgressori”, ha dichiarato il capo della polizia australiana Reece Kershaw nella dichiarazione. “Fondamentalmente, si sono ammanettati l’un l’altro abbracciando e fidandosi di ANoM e comunicando apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando tutto il tempo”, ha aggiunto. L’operazione è stata denominata in codice ‘Ironside’ in Australia e ‘Trojan Shield’ in tutto il mondo.
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Ue, su tassa su giganti web ora ampliare consenso a G20
Ha detto commissario europeo al Bilancio Hahn
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BRUXELLES
08 giugno 2021
17:03
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“Il risultato positivo del G7 ci porta vicinissimi ad un accordo globale sulla riforma delle tasse societarie e quindi dobbiamo cogliere questa opportunità per ampliare questo consenso a tutti i membri del G20 e a tutti i Paesi interessati e che fanno parte del quadro Ocse”. Lo ha detto il commissario europeo per la programmazione finanziaria ed il bilancio Johannes Hahn intervenendo al Parlamento europeo al dibattito sulle risorse proprie.
“La Commissione continuerà a contribuire in maniera attiva a questi dibattiti multilaterali in corso”, ha aggiunto il commissario.   POLITICA   ECONOMIA   MONDO

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Samsung prepara Galaxy S21 FE, smartphone di punta per tutti
Specifiche all’avanguardia a prezzo contenuto, entro agosto
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09 giugno 2021
10:36
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Si aggirerebbe intorno ai 500 euro il prezzo di lancio del Galaxy S21 FE, che Samsung dovrebbe svelare entro agosto. Lo dice un recente report del sito coreano Herald, che segue le indiscrezioni diffuse giorni fa su Twitter da Evan Blass.
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tando al portale, il Galaxy S21 “Fan Edition” dovrebbe ospitare un processore Snapdragon 888, di norma a bordo di smartphone top di gamma, con configurazione da 6 o 8 GB di Ram e sensore principale della fotocamera da 64 megapixel.

Come succede con la famiglia dei telefoni FE, anche il Galaxy S21 dovrebbe seguire le linee estetiche dei modelli già in commercio, che si distinguono per un design posteriore che iscrive il modulo fotografico all’interno di uno spazio senza soluzione di continuità con la cornice frontale. Probabile che qui non sarà incluso il supporto alla S Pen, presente solo sul Galaxy S21 Ultra 5G. Oltre a posizionare il Galaxy S21 FE in una fascia di prezzo estremamente concorrenziale, in rapporto sopratutto alle specifiche hardware, Samsung avrebbe pensato anche ad una forte presenza di personalizzazione, in termini di colori. Per Herald la scelta cadrebbe almeno su quattro varianti: nero, viola, verde e bianco, anche se non è da escludere l’arrivo di ulteriori tonalità per certi mercati.

Samsung ha in programma un prossimo lancio di presentazione dei nuovi pieghevoli, appartenenti alla serie Fold e Z Flip, mentre il Galaxy S21 FE potrebbe essere svelato semplicemente con un annuncio per la stampa, senza eventi online.   ANDROID

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Tlc: governo accelera su cloud nazionale, gara vicina
Presto invito per progetti alle società. Molti big in campo
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08 giugno 2021
17:05
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Il governo accelera sulla realizzazione del cloud nazionale, il progetto per la reazione di un polo strategico sul quale far confluire tutti i dati della pubblica amministrazione. La gara per designare il gestore della nuova struttura, come più volte annunciato dal ministro dell’Innovazione Vittorio Colao, partirebbe a luglio.
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In questi giorni il ministro – secondo quanto riportano oggi in modo concorde alcuni quotidiani – sarebbe pronto ad inviare alle imprese le richieste di manifestazione di interesse per la partecipazione. Sarebbero proposte preventive per poi decidere come procedere.
Si tratta di una partita delicata di interesse strategico per il Paese. “Dobbiamo andare verso il cloud con la creazione del Polo strategico nazionale”, ha detto il ministro Colao parlando domenica al festival internazionale dell’Economia a Trento dove ha lanciato un allarme. “Abbiamo il 93-95% dei server della Pubblica amministrazione non in condizioni si sicurezza. Qui nessuno è sicuro e non possiamo andare avanti così, abbiamo bisogno di cloud più sicuri perché i dati sensibili dei cittadini e quelli meno sensibili siano tenuti in sicurezza”.
L’operazione coinvolgerà molte società. Tim sul tema ha da tempo siglato un accordo con Google. In campo vi sarebbero anche Leonardo, forte sulla cybersecurity, e Fastweb che ha annunciato proprio in questi giorni l’apertura di un data center. Secondo quanto riportano i quotidiani si starebbe anche valutando il coinvolgimento di soggetti pubblici che diano maggiori garanzie, come Cdp o Sogei, magari attraverso la creazione di una newco.
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Da Amazon alla Bbc, in tilt il web mondiale
Si conferma la spiegazione di un incidente tecnico che ha colpito provider Fastly
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PARIGI
08 giugno 2021
21:07
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Un guasto tecnico manda in tilt il web mondiale. Per oltre 60 lunghissimi minuti molti siti di media e non – da Amazon alla Bbc, dal Financial Times al New York Times passando per il governo britannico e gli italiani Corriere della Sera, Repubblica e Gazzetta dello Sport – non sono risultati accessibili facendo temere il peggio, ovvero un cyber attacco su amplissima scala.
Invece lo stop è stato causato da un errore nei servizi di configurazione di Fastly, provider di servizi di cloud computing usati dalle aziende per migliorare la velocità e l’affidabilità delle loro pagine web.
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Il blackout è scattato intorno alle ore 12, quando su molti siti sono iniziati ad apparire i laconici messaggi ‘Error 503 service unavailable’ o ‘connection failure’.
Proprio Fastly dopo i primi segnali di allarme sulla rete è uscita allo scoperto, ammettendo che lo stop era causato da un suo problema. C’è voluta poco più di un’ora per dichiarare l’incidente chiuso: “Abbiamo identificato una configurazione di servizio che ha innescato problemi ai nostri point of presence a livello globale e l’abbiamo disinnescata. La nostra rete sta tornando online”, sono state le parole di Fastly, seguite dal lento normalizzarsi dei siti, alcuni dei quali hanno comunque continuano a sperimentare rallentamenti.
La società californiana fornisce quei servizi dietro le quinte della tecnologia di cui molti non sono a conoscenza ma che invece sono essenziali per il funzionamento di internet, come i cosiddetti Content Delivery Network che riducono la distanza fra il server e l’utente, accelerando la velocità con cui i siti vengono caricati.
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Dalle scorciatoie alla privacy, le novità di macOS Monterey
L’aggiornamento svelato alla WWDC 2021 arriverà in autunno
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09 giugno 2021
18:08
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Apple ha presentato durante l’apertura della WWDC 2021, l’evento online per sviluppatori, le principali novità di macOS Monterey, l’aggiornamento per computer desktop e portatili di Cupertino.

Arriverà in autunno in versione finale mentre già da oggi può essere scaricato dai beta tester.
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Tra le novità principali saltano all’occhio quelle relative alla privacy e alla gestione ottimizzata di certe attività. Ad esempio, con l’app ‘Shortcuts for Mac’ (‘scorciatoie per Mac’) sarà possibile automatizzare le operazioni, affinché vengano eseguite senza l’intervento dell’utente. All’apertura di FaceTime si potrà attivare il microfono oppure abbassare la luminosità dello schermo all’imbrunire.

Secondo Apple, ci sono già centinaia di scorciatoie pre impostate, oltre a quelle personalizzabili a piacimento e compatibili anche con app di terze parti. Sul piano della privacy, il Centro di Controllo mostrerà un elenco di applicazioni che hanno avuto accesso al microfono di recente, con un led sia al fianco della webcam, come già accade ora, che sulla barra superiore di macOS.

La riservatezza dei dati interessa anche il cloud, dove con Cloud+ si potranno nascondere gli account email controllabili via web, mentre con iCloud Private Relay verrà crittografato tutto il traffico in uscita dal dispositivo, in modo che nessuno possa intercettarlo o leggerlo. Le stesse opzioni, una volta abilitate sul Mac, verranno attivate anche sugli altri dispositivi registrati con lo stesso account.
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Siti web in panne, la causa nella rete CDN di Fastly
Piva (Polimi): ‘Progettare le reti con sistemi di ridondanza’
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09 giugno 2021
18:08
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Un errore nei servizi di configurazione di Fastly, società che gestisce tra i più grandi Content Delivery Network al mondo, ha causato un malfunzionamento di internet su scala globale. In Italia, interessati il Corriere della Sera, Repubblica e La Gazzetta dello Sport.
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Non si escludono altri down minori, non del tutto risolti.

All’estero, divenuti irraggiungibili i portali di Amazon, New York Times, Bbc, Guardian, El Mundo, Financial Times, The Verge, Le Monde ma anche di istituzioni pubbliche, come il governo britannico.

I CDN sono le infrastrutture fisiche che gestiscono e distribuiscono i contenuti digitali, principalmente multimediali, a livello internazionale. Compito dei CDN è velocizzare il tempo di risposta alla richiesta di click di un utente verso un sito, usando il concetto di cache, così da visualizzarlo nel minor tempo possibile. “Di fatto questo tipo di incidente pone maggiormente l’attenzione sull’importanza di progettare le reti con sistemi di ridondanza. In un momento in cui si pensa di spostare tanti servizi sul cloud, anche quelli della PA, il tema deve focalizzarsi sulla sensibilità e la stabilità di internet. Eventi del genere, che possono sicuramente succedere, devono essere limitati sia dal punto di vista della portata che della durata”, dice Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano.

Fastly, come dichiarato sul sito ufficiale, ha individuato un bug nel servizio che ha causato interruzioni a livello globale, disabilitando poi tale configurazione: “La nostra rete globale sta tornando online”. Smentito quindi l’attacco hacker. Tra i servizi offerti da Fastly, c’è la protezione dagli attacchi informatici denial-of-service e la gestione dei picchi di traffico. Altre CDN indispensabili per il corretto funzionamento della rete sono quelle di Akamai e Cloud Front, assieme alle strutture di Google e Microsoft.
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Una stagione da smart tv, ben 22 milioni la usano
Studio Frasi, +39% consumo.
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Ascolto in lieve calo ma sopra 11 mln
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08 giugno 2021
15:46
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Gli italiani si preparano a seguire gli Europei di calcio in alta definizione, con possibilità di visione in 4k e HDR con decoder e televisori di ultima generazione. A conclusione della stagione tv, il dato in crescita maggiore nel consumo di televisione è proprio la presenza delle smart tv connesse ad internet.
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Tra il 1 ottobre 2020 e il 31 maggio 2021 ben 22 milioni di persone hanno seguito i programmi televisivi da una smart tv connessa, con un +39% rispetto alla scorsa stagione, in particolare in soggiorno (75%). L’ascolto complessivo ha invece il segno meno (-2,2%), un lieve calo per il totale che resta sopra gli 11 milioni nel giorno medio (11,3 milioni dell’attuale stagione, rispetto agli 11,6 milioni del 2019-2020), mentre nell’ultima stagione prima della pandemia (2018-2019) fu di 10,4 milioni di persone. E’ quanto emerge dall’ultimo numero dell’Osservatorio dello Studio Frasi.
Al top si conferma la Rai, con un ascolto medio 4,2 milioni nei 243 giorni della stagione, pari al 36%, seguita da Mediaset al 32,5%; seguono al terzo posto Discovery con il 7,2% e Sky con il %. Rai1 è ancora la rete più seguita, con 1,9 milioni e il 17%; segue Canale 5 con 1,8 milioni di spettatori medi e il 15,9%. In terza e quarta posizione – rileva ancora lo Studio Frasi – le altre due generaliste del servizio pubblico occupano la terza e la quarta posizione, con Rai3 al 7,6% e Rai2 al 4,8%; dietro di loro Italia1 con il 4,6% e Rete4 al 3,8% che precede La7 al 3,5%. La quarta generalista Mediaset, 20, con 103mila spettatori ed uno share dello 0,91% è preceduta, oltre che da Tv8 (1,8%) e Nove (1,7%) da Rai4, Rai Premium, Real Time, Iris, Rai Movie, Top Crime, Tv2000 e Paramount network.
Quanto ai generi, la tipologia più presente nell’offerta Rai è l’informazione: il palinsesto di Rai1 è composto per il 48% da programmi di informazione. Su Canale 5 domina invece l’intrattenimento leggero (44,3%). Anche per Rai3 l’informazione è al primo posto con il 48% dell’offerta complessiva, mentre Rai2 privilegia la fiction (38,4%), al top anche su Italia 1 (60,3%), Rete4 (65%) e 20 (89%). A tutta informazione la programmazione di La7, con il 64,9% dell’offerta complessiva.
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Leonardo, accordo per acquisto 70% Alea
Società specializzata software di comunicazione mission critical
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08 giugno 2021
17:04
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Leonardo ha firmato un contratto preliminare per l’acquisizione del 70% del capitale sociale di Alea, società specializzata in software di comunicazione mission critical per soluzioni multimediali conformi agli standard internazionali su reti a larga banda Lte/5G. Lo fa sapere la società con una nota.
“Leonardo, grazie all’operazione – si legge -, rafforza il portafoglio d’offerta nelle comunicazioni professionali, settore caratterizzato da una forte evoluzione e integrazione con soluzioni a banda larga.
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L’integrazione delle soluzioni di Alea consentirà di garantire nuove funzionalità e performance avanzate a supporto della gestione delle emergenze, della pubblica sicurezza, delle aziende, delle infrastrutture critiche e dei trasporti”. E’ prevista l’ opzione per una successiva acquisizione del residuo 30% del capitale.
In particolare, l’acquisizione di Alea consentirà di integrare nel portafoglio di Leonardo una nuova soluzione dedicata alle comunicazioni operative del settore ferroviario a standard Frmcs (Future Rail Mobile Communication System) e la suite “Talkway” per le comunicazioni business critical. La nuova tecnologia Frmcs, che sostituirà progressivamente lo standard Gsm-R attualmente in funzione su migliaia di chilometri di ferrovie nel mondo, è un elemento chiave per la digitalizzazione del trasporto su rotaia. La soluzione “Talkway” consente di effettuare da smartphone comunicazioni professionali “PushTo-Talk”, assimilabili alle comunicazioni via radio, gestione video e foto, messaggistica e localizzazione costantemente monitorate dalla sala operativa tramite piattaforma web dedicata.
Il closing dell’operazione è soggetto all’avveramento di determinate condizioni sospensive – incluso l’esperimento della c.d. procedura “Golden Powers” – ed è previsto nel corso del terzo trimestre dell’anno.
Alea, azienda italiana con sede a Pordenone, è una Pmi attiva, principalmente, nella progettazione, sviluppo, manutenzione e commercializzazione delle proprie piattaforme di sistemi applicativi “Push-To-Talk”. Ha registrato un fatturato di circa 900mila euro nel 2020.
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ReWriters, a giugno focus sulla salute
Dal 10/6 covid, differenze di genere e ricerca su nuovo mag-book
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08 giugno 2021
19:04
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E’ dedicato a un tema universale e di stretta attualità, la salute, non solo fisica ma anche psicologica, il nuovo mag-book di ReWriters, il movimento culturale indipendente fondato dalla scrittrice e giornalista Eugenia Romanelli, che uscirà il 10 giugno. Curato da Beatrice Curci, il mag-book riunisce 14 voci di medici, esperti, giornalisti e ricercatori, chiamati ad affrontare da vari punti di vista e differenti linguaggi molteplici questioni: la salute e le differenze di genere, i bambini, la ricerca scientifica e la sua comunicazione, la medicina personalizzata e di precisione oncologica, e poi l’impatto del covid, la cardiologia integrata, il benessere e il diabete, le malattie rare, la robotica, la nutraceutica e la medicina tra Oriente e Occidente.
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A firmare la copertina del magazine lo street artist milanese Ivan, che ha realizzato per l’occasione un’immagine che rappresenta un omaggio alla gender equality: l’opera potrà essere acquistata a partire dal giorno dopo la pubblicazione sul sito rewriters.it. Il 10 giugno il mag-book verrà presentato alle 19 con una diretta streaming sui canali YouTube e Facebook di ReWriters Magazine, alla presenza di curatrice e autori.
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El Salvador legalizza bitcoin, è il primo paese al mondo
Parlamento approva disegno legge presidente
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09 giugno 2021
08:32
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Il parlamento del Salvador ha approvato il disegno di legge del presidente Nayid Bukele, per legalizzare i bitcoin, diventando così il primo Paese al mondo che utilizzerà la criptovaluta come moneta reale.
“La #BitcoinLaw è stata appena approvata a maggioranza qualificata dall’Assemblea”, ha scritto su Twitter il presidente subito dopo il voto.
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L’intenzione di rendere legale la circolazione del bitcoin in El Salvador era stata anticipata giorni fa dal presidente Nayib Bukele in un videomessaggio alla conferenza Bitcoin 2021 di Miami, in Florida. In tempi brevissimi il disegno di legge è stato trasmesso e discusso alla Commissione Finanze dell’Assemblea nazionale, e poi approvato senza dibattito dal Parlamento ampiamente controllato dai partiti che sostengono Bukele.
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Secondo la nuova legge l’uso del bitcoin sarà “libero con potere liberatorio, illimitato in qualsiasi transazione e a qualsiasi titolo richiesto dalle persone fisiche o giuridiche pubbliche o private”. Nella discussione avvenuta nella Commissione Finanze è stato chiarito che il bitcoin non sostituirà il dollaro. Si tratta, ha sottolineato il vicepresidente del partito governativo ‘Nuevas Ideas’, “solo di un valore aggiuntivo”.
E’ previsto che il tasso di cambio fra bitcoin e dollaro sia fissato liberamente dal mercato, che i prezzi possano essere espressi in bitcoin, e che anche tutte le tasse ed imposte possano essere pagate con la criptomoneta. Particolare importante, gli scambi realizzati in bitcoin non saranno soggetti all’imposta sulle plusvalenze come avviene per qualsiasi altra moneta a corso legale.
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Via libera definitivo del Parlamento Ue al Green pass
Testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio
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BRUXELLES
09 giugno 2021
09:21
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Via libera definitivo del Parlamento europeo al al certificato digitale Covid dell’Ue. Gli eurodeputati hanno completato il lavoro legislativo sul documento per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione e contribuire alla ripresa economica.

Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, per l’entrata in vigore e l’applicazione immediata dal primo luglio 2021.
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Parrocchia si lancia nella cripto-arte, crea e vende Nft
A Bologna, il parroco don Davide ‘Noi prima di Britney Spears’
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BOLOGNA
09 giugno 2021
18:08
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Puntano ad essere la prima comunità religiosa in Italia a cavalcare l’onda della tecnologia Nft, ‘Non Fungible Token’, un certificato digitale che usa il sistema della blockchain e sul quale si sono scatenati big come Elon Musk ed Edward Snowden: è una parrocchia del cuore di Bologna, che si è lanciata nella cripto-arte grazie alla passione, e all’intuizione, del parroco 43enne che la guida.
“Non sono un nerd, né un hacker o un programmatore – spiega don Davide Baraldi, parroco della chiesa di Santa Maria della Carità e San Valentino della Grada – ma ho sempre avuto interesse per quello che gli strumenti tecnologici rappresentano come rivoluzione antropologica”. Nell’ultimo periodo è maturata la curiosità nei confronti delle criptovalute, dei Bitcoin, della blockchain.
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Finché non si è imbattuto nel ‘Non Fungible Token’, “ben prima delle vendite milionarie” di Christie’s.
Di qui l’idea di trasformare il patrimonio artistico della chiesa e di renderlo un bene digitale “unico” grazie alla tecnologia Nft. Le cripto-opere sono in vendita su Zillica, acquistabili con questa criptomoneta. L’operazione è partita ad aprile e già ci sono stati i primi acquirenti, collezionisti e appassionati. “Siamo arrivati prima di Britney Spears”, dice orgoglioso don Davide.
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Green pass Ue, già 1 milione di europei ce l’hanno
E sono 9 i Paesi in cui è attivo il sistema per il mutuo riconoscimento
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09 giugno 2021
18:10
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Sono già più di un milione gli europei che hanno ricevuto i primi certificati digitali Covid. I documenti che dovrebbero facilitare i viaggi in estate durante la pandemia cominciano dunque a farsi strada nel Vecchio continente mentre salgono a nove i Paesi nei quali è già attivo il sistema per il loro mutuo riconoscimento.
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Ad annunciare l’accelerazione con quasi tre settimane di anticipo rispetto alla data fissata del primo luglio è stata la Commissione europea, nello stesso giorno in cui il Parlamento europeo ha dato il suo via libera ai pass. La Spagna e la Lituania hanno reso operativa la piattaforma Ue in via ufficiale iniziando a distribuire i certificati che attestano l’avvenuta vaccinazione, il risultato negativo ad un tampone o la guarigione dal virus.
Dunque dopo Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia, sono così nove gli Stati membri nei quali è già attivo il sistema. “Il regolamento” sui certificati Covid digitali “sottolinea l’importanza di test universali e accessibili per tutti i cittadini, soprattutto per le persone che attraversano le frontiere quotidianamente. E per sostenere questi sforzi la Commissione europea si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro per i test necessari al rilascio del certificato”, ha ricordato oggi nel corso della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders.
Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Il sistema si applicherà dal primo luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi.
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Streaming pirata vale 1 mld in Ue, in Italia record di film
I dati dell’ultimo rapporto Euipo
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BRUXELLES
09 giugno 2021
18:08
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A oltre un anno dallo scoppio della pandemia, contraffazione e pirateria dilagano in Europa. Il business dei contenuti illegali sul web vale quasi 1 miliardo di euro nel continente e l’Italia è prima sul mercato dei film pirata, con quasi il 58% della quota di mercato in tutta l’Unione.
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Quanto alle merci illegali, provengono principalmente da Cina e Hong Kong. Sono alcuni risultati dell’ultimo studio dell’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo).
La pandemia e il conseguente aumento degli acquisti e dei consumi online di contenuti digitali hanno fatto nuova luce sui rischi e i danni derivanti dalla violazione dei diritti di proprietà intellettuale in Europa, mettendo in evidenza i pericoli per i consumatori, evidenzia Euipo. In media, un europeo su dieci ha affermato di essere incorso nell’acquisto di merce contraffatta, trovandosi in difficoltà anche nel distinguere le fonti legali di contenuti digitali da quelle illegali, mentre oltre un terzo degli europei si è interrogato sull’originalità di un prodotto acquistato.
La percentuale più elevata di consumatori esposti a indicazioni fuorvianti si registra in Bulgaria (19%), Romania (16%) e Ungheria (15%), mentre Svezia (2%) e Danimarca (3%) fanno segnare le cifre più basse. In Italia, la popolazione che afferma di essere stata indotta con l’inganno ad acquistare prodotti contraffatti si attesta al 6%, sotto la media Ue. I prodotti contraffatti nel complesso rappresentano il 6,8% delle importazioni dell’Unione europea, per un valore di 121 miliardi di euro. L’Italia è una delle prime destinazioni di arrivo di prodotti contraffatti via mare, con una quota sul volume totale del 12,8% di ingressi.
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Apple, nuove conferme per il visore AR entro il 2022
Realizzato con Sony e Genius Electronic Optical per Ming-Chi Kuo
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09 giugno 2021
13:22
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Il visore di realtà aumentata di Apple dovrebbe arrivare entro la prima metà del 2022. Ulteriori conferme giungono da Ming-Chi Kuo, il noto analista esperto di questioni della Mela che, proprio nella settimana della WWDC, la conferenza per sviluppatori di Cupertino, ha rilasciato ulteriori speculazioni sul dispositivo AR.
Kuo ha pubblicato una comunicazione in cui si specifica sia la data presunta di lancio che l’ingresso, nella catena di fornitura del colosso, di Genius Electronic Optical, produttrice di lenti trasparenti al lavoro anche per rispondere alle richieste di Facebook e Sony nel settore dei visori di realtà aumentata.
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L’aggiunta della taiwanese Genius Electronic Optical alla lista dei partner di Apple è, per l’analista, l’indizio cardine su cui basare il tanto atteso progetto dei “glasses”, inizialmente previsto per il 2023.
Stando alle parole di Ming-Chi Kuo: “Apple lancerà dispositivi AR HMD (head-mounted display) nel secondo trimestre del 2022. ll device fornirà un’esperienza AR con schermo trasparente, tramite le lenti fornite da Genius”. Genius Electronic Optical e Apple lavoreranno assieme anche per la prossima generazione di iPhone. L’azienda produrrà infatti la lente grandangolare e il teleobiettivo da montare sui nuovi iPhone 13 Pro e Pro Max. Si prevede che il visore AR utilizzerà un display microLED a marchio Sony, capace di mostrarsi trasparente per i contenuti in realtà aumentata e opaco per quelli in modalità virtuale. A bordo dovrebbero esserci un totale di 15 telecamere, per tracciare e riprodurre fedelmente su schermo i movimenti degli utenti.
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Facebook sfida Apple-Google su contributi chiesti ai creator
Un’interfaccia mostrerà i vantaggi economici sulla concorrenza
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09 giugno 2021
18:12
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Controffensiva di Facebook a Apple e Google. Il Ceo Mark Zuckerberg, ha annunciato l’arrivo di una nuova interfaccia con cui i creatori di contenuti potranno rendersi conto di come le diverse commissioni pagate influiscono sui loro guadagni.
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l social mostrerà ai creator le ritenute dovute per ogni evento pubblicato, in confronto anche a quanto chiede la concorrenza diretta di Apple e Google.
L’interfaccia fornirà dunque una stima del guadagno netto con un evento live o un contenuto programmato, mettendolo in relazione ai ricavi che ogni creatore di contenuti avrebbe ricevuto per lo stesso evento su un’altra piattaforma. Zuckerberg non ha definito un termine per l’arrivo della novità ma ha confermato che, almeno fino al 1 gennaio 2023, Facebook non chiederà ai creator alcuna commissione per i guadagni ottenuti con eventi online, abbonamenti sottoscritti dai follower e i “badge” inviati dai fan, per i quali si pagano quote predefinite. Successivamente anche Facebook introdurrà delle commissioni, anche se Zuckerberg ha promesso di tenerle inferiori a quelle richieste da Apple e Google. “Saremo almeno un 30% sotto a quanto domandano gli altri” ha scritto su un post.
La mossa è chiaramente una controffensiva ai due colossi del web per i compensi sugli store e per la privacy, visto che entrambi hanno aggiunto una funzione che consente di bloccare il tracciamento di app di terze parti, come Facebook, delle attività online a scopi pubblicitari. La funzione App Tracking Transparency è stata introdotta da Apple con iOS 14.5 e qualcosa di simile arriverà con l’aggiornamento ad Android 12 in autunno.
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L’intelligenza artificiale sente la depressione nella voce
Una app aiuterà i terapisti in diagnosi e monitoraggio pazienti
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09 giugno 2021
16:13
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Un software basato sull’intelligenza artificiale ”sente” la depressione nella voce delle persone consentendo di fare diagnosi e avvertire per tempo quando i disturbi depressivi hanno raggiunto livelli eccessivi pericolosi.
È l’innovazione presentata al 180imo Meeting of the Acoustical Society of America, da Carol Espy-Wilson, della University of Maryland.
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L’algoritmo sente la depressione nella lentezza della voce dell’individuo: i disturbi depressivi si associano infatti a un rallentamento psicomotorio della persona che si riversa anche sulla voce, con parole pronunciate più lentamente e con più pause.
Il software potrebbe divenire una app da scaricare sul proprio smartphone per monitorare il proprio umore nella vita reale. Idealmente, spiega Espy-Wilson, i terapisti daranno la app ai propri pazienti con depressione maggiore nei periodi in cui i sintomi sono andati in remissione o si sono molto ridotti, per tracciare il loro stato di salute mentale e le persone appropriate possono essere allertate se la app evidenziasse che la gravità della depressione sta aumentando”. “In questo modo – continua – si potrebbe intervenire per tempo quando la depressione aumenta a livelli pericolosi”.
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Biden revoca veto Trump su TikTok e WeChat ma ordina esame
‘Per valutare i rischi in termini di sicurezza per gli Usa’
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NEW YORK
09 giugno 2021
16:25
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Joe Biden revoca i divieti di Donald Trump per le app cinesi TikTok e WeChat: al loro posto lancia una revisione delle applicazioni software controllate da avversari stranieri per valutare i rischi in termini di sicurezza.
Secondo le nuove indicazioni della Casa Bianca, al Dipartimento del Commercio spetterà la revisione delle app di “proprietà, controllate o soggette alla giurisdizione di un avversario straniero, inclusa la Cina” che potrebbero presentare “rischi alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti e degli americani”.
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Operazione Pangea in 55 paesi, sequestrati farmaci e chiusi siti online
L’attività di controllo si è focalizzata in modo particolare sui farmaci correlati alla cura del Covid-19
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09 giugno 2021
18:05
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Operazione Interpol contro la commercializzazione di farmaci e dispositivi medici illegali o falsificati venduti online. La XIV edizione dell’operazione Pangea, è svolta dal 18 al 25 maggio scorsi e ha portato, a livello globale, alla chiusura di 113.000 siti internet illegali, all’arresto di un considerevole numero di persone coinvolte nel traffico di medicinali potenzialmente dannosi per la salute e al sequestro di 9.089.549 farmaci/dispositivi medici.
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I diversi Paesi che hanno partecipato in tutto il mondo sono stati 55.
L’operazione ha consentito di individuare trend emergenti, come le spedizioni illegali di farmaci provenienti da Singapore, e le spedizioni di farmaci di medicina tradizionale cinese utilizzati per la cura del Covid-19, presumibilmente destinati alle comunità asiatiche residenti in Italia. Nell’Operazione Pangea, l’attività di controllo si è focalizzata in modo particolare sui farmaci correlati alla cura del Covid-19, “consentendo – si legge in una nota dell’Aifa – di individuare e bloccare medicinali che non rappresentano una reale cura per i pazienti affetti dal virus e li espongono invece a seri rischi per la propria salute”. Nel corso della week of action circa 30.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di circa 100.000 euro.
L’operazione Interpol è stata coordinata per l’Italia dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale di Polizia Criminale. Le attività di controllo sono state effettuate presso i maggiori hub aeroportuali dei Corrieri Espresso e delle Poste. Negli hub sono state condotte verifiche congiunte da parte di “squadre miste” composte da personale di ADM e militari dei Nuclei dei Carabinieri Nas, coadiuvati dall’Ufficio Investigazioni della Direzione Antifrode ADM e dal Nucleo Carabinieri-Nas Aifa, con il supporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
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Il ruolo dell’Intelligenza artificiale, ‘Esiste una saggezza digitale?’
Evento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dell’Human Technology Lab. Diretta streaming alle 18 di giovedì 10 giugno
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10 giugno 2021
17:45
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L’intelligenza artificiale cambierà il mondo? Lo smartworking migliora la qualità della vita delle persone? La didattica online permette di migliorare l’esperienza dell’insegnamento? ‘Di solito ad affrontare queste tematiche sono ingegneri, programmatori, esperti di IA e di robotica’, spiega Giuseppe Riva, direttore di Humane Technology Lab, il neonato Laboratorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che fa dialogare le diverse competenze dell’Ateneo per offrire un approccio multidisciplinare alla comprensione e all’attività di ricerca dedicate all’interazione tra nuove tecnologie ed esperienza umana.
Un primo assaggio del contributo scientifico che il nuovo Humane Technology Lab darà alla riflessione culturale su queste tematiche sarà offerto dall’incontro “Esiste una saggezza digitale?”In diretta streaming giovedì 10 giugno, alle ore 18, sui canali social dell’Università Cattolica.
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Moderato dalla giornalista e conduttrice di Radio Uno Rai Annalisa Manduca, interverranno insieme a Giuseppe Riva e a Ciro De Florio, docente di Logica e Filosofia della Scienza in Cattolica, due tra i massimi esperti a livello internazionale di Intelligenza Artificiale: Lucilla Sioli e Nicola Palmarini, entrambi alumni della Cattolica.
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La prima, con alle spalle un dottorato in economia all’Università di Southampton e uno all’Università Cattolica, è direttrice per l’Intelligenza artificiale e l’industria digitale alla Commissione europea ed è responsabile del coordinamento della strategia europea per la digitalizzazione dell’industria e dello sviluppo delle politiche nel settore dell’intelligenza artificiale (IA). Palmarini, laureato in Scienze Politiche in Cattolica, è direttore del National Innovation Centre for Ageing (NICA) del Regno Unito, centro di avanguardia nato dalla collaborazione tra il Governo britannico e la Newcastle University per lo sviluppo di soluzioni innovative dedicate alla longevity economy. Precedentemente, negli Stati Uniti, è stato AI Ethics Lead al Laboratorio congiunto sull’Intelligenza Artificiale di MIT e IBM e Direttore del Centro IBM Human Centric Solution, focalizzato sulle tecnologie emergenti per gli anziani.

Scopo principale di Humane Technology Lab è, dunque, promuovere e valorizzare le attività di ricerca multidisciplinare sulle relazioni che intercorrono fra tecnologie e diverse dimensioni dell’esperienza umana, sia in ambito accademico sia soprattutto in prospettiva di divulgazione culturale presso un pubblico più ampio.
Il Laboratorio si avvale un gruppo di ricercatori che fa a capo a diverse facoltà dell’Ateneo – da Psicologia a Economia, da Giurisprudenza a Scienze politiche e sociali, da Scienze della formazione a Scienze agrarie, alimentari e ambientali, solo per citarne alcune – e già impegnato su diversi ambiti di ricerca: robotica e mondo del lavoro; intelligenza artificiale e questioni giuridiche; machine learning e trasformazione dei modelli educativi; cyberpsicologia; tecnologia e ambiente.
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Nasce un’agenzia nazionale per la cybersecurity, bozza da 19 articoli
Il governo attende il parere del Copasir, poi il Cdm per il decreto
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09 giugno 2021
22:07
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Arriva un’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), organismo pubblico con autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa. E’ quanto prevede una bozza di 19 articoli, con ancora dettagli incompleti e suscettibile di modifiche, del decreto legge sulla cybersecurity atteso in Cdm.
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Il premier ha “l’alta direzione e responsabilità generale delle politiche di cybersicurezza, anche per la tutela della sicurezza nazionale” e nomina il direttore generale dell’Acn. Viene anche istituito un Comitato interministeriale per la cybersicurezza e un Nucleo per la cybersecurity presso l’Agenzia e a supporto del premier.
Il governo stringe sull’Agenzia ad hoc per la cybersecurity, oggetto della cabina di regia a Palazzo Chigi alla quale hanno partecipato, oltre al sottosegretario ai Servizi Franco Gabrielli, i ministri Lorenzo Guerini, Stefano Patuanelli, Maria Stella Gelmini, Giancarlo Giorgetti e Roberto Speranza. La proposta dell’Agenzia per la cybersecurity è stata consegnata nelle ore scorse al Copasir. Il Comitato parlamentare per la sicurezza pubblica, a quanto si apprende da fonti parlamentari, avrebbe chiesto informalmente al governo un po’ di tempo per esaminare la proposta. Una volta arrivato il parere del Copasir sarebbe pronto il decreto che istituisce l’agenzia. Il Consiglio dei ministri chiamato a dare il via libera si terrà nei prossimi giorni.
Intanto è in programma alle 8.45 di domani l’audizione al Copasir dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli. All’esame il decreto che istituirà la nuova Agenzia per la cybersecurity, a breve atteso in Cdm. Il Comitato, chiamato ad esprimere un parere sul testo, potrà chiedere chiarimenti al sottosegretario sul nuovo organo che ridisegna l’architettura della difesa italiana dalla minaccia cyber. Il Paese, per Gabrielli, ha una fragilità “per mancanza dei consapevolezza dei rischi, per un deficit di cultura su questi temi: purtroppo siamo molto in ritardo e dobbiamo camminare a passi molto svelti”.
“Domani approfondiremo nei dettagli il testo” sull’agenzia per la cybersecurity, “pronti a dare il nostro contributo, anche attraverso i 4 seminari che abbiamo organizzato nel mese di giugno e che saranno conclusi direttamente dal segretario nazionale Letta. L’esigenza di una moderna normativa nel campo cyber si pone sia per adempiere agli obblighi europei, sia soprattutto per mettere in sicurezza le infrastrutture connesse con la realizzazione degli investimenti innescati e garantiti dal Recovery Plan. Il fatto che il governo preveda una struttura interamente pubblica in grado di coordinare e realizzare progetti anche in partnership pubblico-privata rappresenta una proposta del Pd che è stata recepita, e costituisce per noi un elemento di valutazione positiva. Per gli altri aspetti rimandiamo ogni ulteriore valutazione all’esame più compiuto del testo”. Lo dichiara Enrico Borghi, deputato del Pd e membro della segreteria Dem, interpellato al telefono.
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Usa: Jbs ha pagato riscatto 11 milioni ad hacker russi
Filiale Usa di colosso brasiliano carne vittima di cyberattacco
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WASHINGTON
10 giugno 2021
02:11
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La filiale americana del colosso brasiliano Jbs, il maggior fornitore di carne al mondo, ha pagato 11 milioni di dollari di riscatto (in bitcoin) ad una gang di hacker russi dopo aver subito un cyberattacco. Lo ha reso noto al Wall Street Journal il chief executive della filiale, Andre Nogueira.

In precedenza la società che gestisce Colonial Pipeline, il più grande oleodotto Usa, aveva pagato 4,4 milioni di dollari ad un’altra banda di pirati russi ma l’Fbi aveva recuperato oltre metà della somma.
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Booking accusata di evasione di 153 milioni di Iva in Italia
Emesse fatture senza Iva
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GENOVA
10 giugno 2021
08:08
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Il sito di prenotazioni Booking.com è accusato di avere evaso in Italia oltre 150 milioni di Iva. È quanto hanno stabilito i finanzieri del Primo gruppo del comando provinciale di Genova e di Chiavari, guidati dal colonnello Ivan Bixio e dal capitano Michele Iuorio, nell’ambito di una inchiesta sulla maxi evasione della società con sede in Olanda.
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Secondo gli investigatori, coordinati dal sostituto Giancarlo Vona e dall’aggiunto Francesco Pinto, Booking avrebbe guadagnato dal 2013 al 2019 circa 700 milioni di euro su oltre 800 mila transazioni.
L’inchiesta è partita nel 2018 da una serie di accertamenti fiscali su gestori di Bed&Breakfast in particolare della zona del Levante ligure. Dall’esame dei documenti fiscali, dichiara la Guardia di Finanza, “è emerso come la società olandese era solita emettere fatture senza Iva applicando il meccanismo del c.d. ‘reverse charge’ anche nei casi in cui la struttura ricettiva era priva della relativa partita, con la conseguenza che l’imposta non veniva dichiarata né versata in Italia”.
I militari hanno consultato le banche dati e fonti aperte e con i dati messi a disposizione dalla multinazionale e relativi alle commissioni applicate a 896.500 posizioni di clienti in Italia si è ricostruito un fatturato per un ammontare di circa 700 milioni di euro; su tale importo la società avrebbe dovuto procedere alla dichiarazione annuale Iva e versare nelle casse erariali oltre 153 milioni di euro di imposta.
E’ invece emerso come la stessa non abbia nominato un proprio rappresentante fiscale, né si sia identificata in Italia e quindi non abbia presentato la relativa dichiarazione “pervenendo così alla totale evasione dell’imposta, che non è stata assolta né in Italia né in Olanda”.
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Cuba lancia smartphone ‘socialista’, fatto in casa
Scelta autarchica anche per i vaccini Covid
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10 giugno 2021
13:12
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Nel 2018 è arrivato Internet sugli smartphone, nel 2021 Cuba si fabbrica da sola i suoi telefoni. Entro fine giugno l’isola avrà il suo primo dispositivo ‘socialista’, così come è stato ribattezzato dagli articoli in rete, fatto interamente in casa. E’ fabbricato dall’azienda di Stato Gedeme e utilizzerà NovaDroid, una versione del sistema operativo Android modificata per soddisfare le esigenze dei cittadini cubani che non possono accedere a tutti i servizi tecnologici.
Un dispositivo che può avere un valore simbolico ed è una tendenza tecnologica autarchica già adottata da alcuni paesi come la Russia.
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Il progetto è rimbalzato negli ultimi giorni grazie alla notizia diffusa da Radio Rebelde: le prime 6.000 unità inizialmente previste saranno distribuite entro fine mese tramite i negozi di Etesca, l’azienda telefonica di Stato, e di Copextel. Gedeme ha pubblicato i disegni di tre modelli di fascia medio-bassa.
Nel 2018 L’Avana ha iniziato a fornire connessione dati che prima era disponibile solo negli hotel turistici dell’isola. La scelta tecnologica autarchica di un paese sotto le sanzioni americane, fa il paio con quella adottata nell’emergenza Coronavirus. Cuba, infatti, ha messo appunto due vaccini autoprodotti con l’isola ancora in piena emergenza per i contagi.
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Big Tech nel mirino Ue per controllo assistenti vocali
Preoccupazioni su pratiche esclusive di Google, Amazon e Apple
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10 giugno 2021
10:32
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La Commissione Ue è pronta a una nuova battaglia contro le Big Tech nel mercato degli assistenti vocali. Se alcune pratiche contrarie alla concorrenza messe in atto da Google, Amazon e Apple, rispettivamente con Assistant, Alexa e Siri, verranno confermate “potrebbero portare all’apertura di nuovi casi antitrust”.
Lo ha annunciato la vice presidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, presentando i risultati di un’indagine preliminare durata un anno sulla concorrenza nel mercato dell’Internet of Things (IoT) in Ue.
A seguito delle indicazioni di oltre 200 aziende di settore attive in Europa, Asia e Usa, a finire nel mirino Ue sono le pratiche esclusive e vincolanti di vendita e uso degli assistenti vocali delle tre Big, il loro controllo delle relazioni con gli utenti grazie alla raccolta massiccia di dati, l’ampio accesso ai dati a proprio vantaggio anche per penetrare i mercati adiacenti e la limitazione delle funzionalità dei servizi di terze parti.
L’indagine preliminare sarà ora oggetto di una consultazione pubblica fino al primo settembre 2021.
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Facebook, entro il 2022 un orologio connesso con fotocamere
Confermato dall’azienda, fungerà da controller degli occhiali smart
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10 giugno 2021
13:11
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Facebook potrebbe lanciare il suo primo smartwatch entro l’estate del prossimo anno. A confermarlo è stato un portavoce dell’azienda, che ne ha parlato con il sito The Verge.
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A differenza degli orologi connessi esistenti, il progetto di Facebook prevede delle particolarità. A partire dalla presenza di due fotocamere e dalla possibilità di staccare il quadrante dal cinturino proprio per un utilizzo in modalità fotografica e ripresa video.
Facebook ha già contattato aziende specializzate per la realizzazione di accessori a cui agganciare il quadrante, come piccoli cavalletti, caschi e zaini, così da simulare l’attuale utilizzo di una GoPro. La volontà di Facebook sarebbe quella di porre lo smartwatch come metodo alternativo per la produzione di contenuti da postare online, non dovendo utilizzare per forza uno smartphone.
Per rendere le cose ancora più semplici, il gadget sarà dotato di connessione LTE, da attivare tramite eSim, oltre che di abbinamento con il proprio cellulare, per inviare e ricevere dati dalla rete. Inoltre, sempre come riportato da The Verge, non mancherà un cardiofrequenzimetro, per il tracciamento dell’attività fisica.
Il Facebook Watch potrebbe essere utilizzato in futuro come controller degli occhialini smart a cui Facebook sta lavorando avvalendosi della partnership di Essilor-Luxottica. In passato, Facebook aveva tentato l’ascesa nel mercato degli smartphone, in partnership con HTC, senza successo.
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Apple, con iOS 15 arriva il testamento digitale
Si potranno designare eredi per l’accesso ai dati dopo la morte
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10 giugno 2021
13:09
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Tra le novità dell’aggiornamento del sistema operativo iOS 15 di Apple, presentato in questi giorni alla conferenza degli sviluppatori WWDC, c’è anche il nuovo programma Digital Legacy. Si tratta di un’opzione che dà agli utenti la possibilità di attivare una sorta di ‘testamento digitale’, per consentire ad un erede di accedere all’account Apple e ad altre informazioni personali, in caso di morte.
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Un servizio che Facebook offre da tempo. La funzione non è ancora attiva, ma Apple fa sapere che presto si potranno designare all’interno del proprio account uno o più eredi, digitando il loro indirizzo email, a cui sarà concesso di accedere ad alcune informazioni, a seguito di un eventuale decesso.
Tali contatti verranno intesi da Apple come ‘Legacy Contacts’, ossia con un vero e proprio potere legale nei confronti dell’ID di cui sono eredi. Ad ogni modo, non si avrà un accesso completo al profilo del defunto. L’eredità comprende gli elementi presenti su iCloud e in nessun modo quelli conservati solo sul telefono, inviolabile se bloccato con codice. Via libera alle foto archiviate, note ed email, ma non alle informazioni di pagamento e i dati di login conservati nel portachiavi di iCloud. Una volta abilitato, e solo dopo il decesso del delegante di cui si dovrà inviare il certificato di morte, il contatto erede riceverà da Apple un apposito ID, temporaneo, con cui visualizzare le informazioni del proprietario dell’account.
Tuttavia, secondo i difensori della privacy, il testamento digitale di Apple pone dei seri rischi sulla riservatezza di alcuni dati personali e comunicazioni, come le email, che non è detto si voglia far conoscere a terzi. Oltre al Digital Legacy, con l’arrivo di iOS 15 in autunno, i possessori di iPhone potranno impostare alcuni contatti per il recupero del proprio account. Anche questa è un’opzione già attiva per molte piattaforme, tra cui Google.
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Covid: cresce il divario digitale tra nord e sud del mondo
Vendita di dispositivi elettronici calata meno nei Paesi ricchi
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10 giugno 2021
13:13
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La pandemia ha accentuato il divario digitale tra Nord e Sud del mondo: nei primi tre trimestri del 2020 le vendite dei dispositivi elettrici ed elettronici è calata del 30% nei Paesi a medio e basso reddito, mentre ha fatto registrare solo una flessione del 5% nei Paesi ad alto reddito. Lo dimostra l’ultimo rapporto redatto dall’Università delle Nazioni Unite (Unu) e dall’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (Unitar).
A livello globale, è stato il settore degli elettrodomestici pesanti (come frigoriferi, lavatrici e forni) a far segnare il calo di vendite più consistente, pari al 6-8%, mentre i piccoli dispositivi per l’informatica e le telecomunicazioni hanno fatto registrare solo una riduzione dell’1,4%.
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Analizzando in dettaglio quest’ultima categoria, emerge come le vendite di computer portatili, smartphone, console e accessori per i videogiochi siano cresciute a livello globale e nei Paesi ricchi, mentre si sono ridotte nei Paesi a medio e basso reddito.
Il trend globale sembra contraddire le aspettative circa un aumento delle vendite trainato dalla digitalizzazione imposta dal lockdown. Alla luce di questi dati, si prevede una riduzione dei rifiuti elettronici pari a 4,9 milioni di tonnellate, circa il 6,4% in meno rispetto a uno scenario normale senza pandemia.
“Il divario digitale sta aumentando”, commenta Ruediger Kuehr dell’Unitar. “In alcune parti del mondo, si sta riducendo la capacità di adattarsi alla digitalizzazione e guadagnarsi da vivere o semplicemente di possedere dispositivi elettronici e trarne beneficio. Covid-19 ha inoltre rivelato un divario digitale nei Paesi ad alto reddito, dove molti poveri vengono lasciati indietro”.
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Green pass, via libera del Garante alla piattaforma per il rilascio
Autorizzato l’uso di Immuni, blocco provvisorio per l’app IO
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10 giugno 2021
20:17
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Il Garante per la Privacy ha dato parere favorevole sullo schema di decreto attuativo che attiva la Piattaforma nazionale-DGC per il rilascio del green pass, prevedendo adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni verdi. In merito alle app per recuperare il green pass, il Garante ha autorizzato l’uso dell’App Immuni, ma ha rinviato l’impiego dell’App IO a causa delle criticità riscontrate.
Ma la società PagoPA, contrastando l’affermazione del Garante per la Privacy secondo cui l’App prevede “un trasferimento verso Paesi terzi (es. Usa, India, Australia) di dati particolarmente delicati”, sostiene che L’App IO “è un’applicazione sicura e affidabile”. PagoPA, insieme al Dipartimento per la Trasformazione Digitale, “sta esaminando i dettagli tecnici e giuridici del provvedimento per ogni opportuna iniziativa e, con spirito collaborativo e determinato, ha avviato un tavolo con le strutture del Garante per portare celermente il Green Pass su App IO”. “A riprova, lo stesso Garante ha dato parere favorevole a tutti i servizi esposti sull’App IO fra cui il Cashback e il Bonus Vacanze, che restano attivi per milioni di cittadini, proprio perché essa opera nel pieno rispetto del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR)”, sottolinea ancora la società. “PagoPA, insieme al Dipartimento per la Trasformazione Digitale, sta esaminando i dettagli tecnici e giuridici del provvedimento per ogni opportuna iniziativa e, con spirito collaborativo e determinato, ha avviato un tavolo con le strutture del Garante per portare celermente il Green Pass su App IO, nell’interesse dei milioni di cittadini italiani utilizzatori della stessa app. L’App IO è un’applicazione sicura e affidabile nonché uno dei pilastri della strategia di trasformazione digitale dei servizi della Pubblica Amministrazione inseriti nel PNRR ed è già stata installata da oltre 11,5 milioni di cittadini.
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La piattaforma pagoPA, integrata sull’App IO, è il moderno sistema di pagamenti per le Pubbliche Amministrazioni e ha registrato nel solo mese di maggio oltre 12 milioni di transazioni per un controvalore economico di circa 2,5 miliardi di euro e rappresenta una best practice italiana a livello europeo”.
Il Garante per la protezione dei dati personali, all’esito di lunghe e proficue interlocuzioni con il ministero della Salute – spiega una nota dell’Autorità – ha dato parere favorevole sullo schema di decreto attuativo, che attiva la Piattaforma nazionale-DGC per il rilascio del green pass, prevedendo adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni verdi.
Il green pass, introdotto dal decreto “Riaperture” per consentire gli spostamenti tra Regioni e l’accesso a eventi pubblici e sportivi, è ora previsto, nelle zone gialle, anche per partecipare alle feste in occasione di cerimonie civili e religiose. L’Autorità, che ha già avvertito il governo sulle criticità dell’attuale versione del decreto “Riaperture”, ricorda la necessità di individuare con chiarezza, in sede di conversione in legge del decreto, i casi in cui può essere chiesto all’interessato di esibire la certificazione verde per accedere a luoghi o locali. Proprio l’attuale indeterminatezza delle circostanze in cui è richiesta l’esibizione del green pass ha favorito l’adozione, da parte di alcune Regioni e Province autonome, di ordinanze che ne hanno imposto l’uso anche per scopi ulteriori rispetto a quelli previsti nel decreto riaperture e nei confronti delle quali il Garante è già intervenuto. L’Autorità sottolinea, inoltre, che anche il Regolamento europeo sul green pass, attualmente in fase di adozione, prevede che lo stesso possa essere utilizzato dagli Stati membri per finalità ulteriori, rispetto agli spostamenti all’interno dell’Ue, ma solo se ciò è espressamente previsto e regolato da una norma nazionale. L’Autorità – pur valutando positivamente, nel complesso, lo schema di Dpcm, che recepisce gran parte delle indicazioni fornite del Garante nel corso delle interlocuzioni con il ministero della Salute – rileva alcuni profili sui quali ritiene necessario un intervento di modifica. In particolare, il Garante chiede chiarezza sulle finalità per le quali potrà essere richiesto il green pass che dovranno essere stabilite con una norma di rango primario. Inoltre, la norma dovrà prevedere che le certificazioni possano essere emesse e rilasciate solo attraverso la Piattaforma nazionale-DGC e verificate esclusivamente attraverso l’App VerificaC19. Tale app infatti è l’unico strumento in grado di garantire l’attualità della validità della certificazione verde, in conformità ai principi protezione dei dati personali, garantendo inoltre che i verificatori possano conoscere solo le generalità dell’interessato, senza visualizzare le altre informazioni presenti nella certificazione (guarigione, vaccinazione, esito negativo del tampone). Altra misura, chiesta e ottenuta dal Garante nel corso delle interlocuzioni con il ministero della Salute, è che i soggetti deputati ai controlli delle certificazioni verdi siano chiaramente individuati e istruiti.
Quanto alle modalità con le quali ottenere il green pass, lo schema di decreto prevede che venga messo a disposizione attraverso diversi strumenti digitali (sito web della Piattaforma nazionale-DGC; Fascicolo sanitario elettronico; App Immuni; App IO) che permetteranno agli interessati di consultare, visualizzare e scaricare le certificazioni. Inoltre gli interessati potranno rivolgersi anche al medico di famiglia e al farmacista per scaricare la certificazione verde. In merito alle app per recuperare il green pass, il Garante ha autorizzato l’uso dell’App Immuni, ma ha rinviato l’impiego dell’App IO a causa delle criticità riscontrate in merito alla stessa. Nella stessa riunione del Collegio, con distinto provvedimento, l’Autorità, in relazione a criticità di ordine generale sul funzionamento dell’App IO, ha ordinato in via d’urgenza alla società PagoPA di bloccare provvisoriamente alcuni trattamenti di dati effettuati mediante la predetta app che prevedono l’interazione con i servizi di Google e Mixpanel, e che comportano quindi un trasferimento verso Paesi terzi (es.
Usa, India, Australia) di dati particolarmente delicati (es.
transazioni cashback, strumenti di pagamento, bonus vacanze), effettuato senza che gli utenti ne siano stati adeguatamente informati e abbiano espresso il loro consenso. Profili sui quali l’Autorità aveva già richiamato l’attenzione con diversi provvedimenti del 2020fornendo peraltro indicazioni per rendere conforme l’uso dell’app alla normativa sulla privacy.
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Garante, ok a green pass, blocco provvisorio app IO
Autorizzato l’uso dell’app Immuni
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10 giugno 2021
15:18
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I
Il Garante per la Privacy ha dato parere favorevole sullo schema di decreto attuativo che attiva la Piattaforma nazionale-DGC per il rilascio del green pass, prevedendo adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni verdi. In merito alle app per recuperare il green pass, il Garante ha autorizzato l’uso dell’App Immuni, ma ha rinviato l’impiego dell’App IO a causa delle criticità riscontrate.
Il Garante per la protezione dei dati personali, all’esito di lunghe e proficue interlocuzioni con il ministero della Salute – spiega una nota dell’Autorità – ha dato parere favorevole sullo schema di decreto attuativo, che attiva la Piattaforma nazionale-DGC per il rilascio del green pass, prevedendo adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni verdi.
Il green pass, introdotto dal decreto “Riaperture” per consentire gli spostamenti tra Regioni e l’accesso a eventi pubblici e sportivi, è ora previsto, nelle zone gialle, anche per partecipare alle feste in occasione di cerimonie civili e religiose.
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L’Autorità, che ha già avvertito il governo sulle criticità dell’attuale versione del decreto “Riaperture”, ricorda la necessità di individuare con chiarezza, in sede di conversione in legge del decreto, i casi in cui può essere chiesto all’interessato di esibire la certificazione verde per accedere a luoghi o locali. Proprio l’attuale indeterminatezza delle circostanze in cui è richiesta l’esibizione del green pass ha favorito l’adozione, da parte di alcune Regioni e Province autonome, di ordinanze che ne hanno imposto l’uso anche per scopi ulteriori rispetto a quelli previsti nel decreto riaperture e nei confronti delle quali il Garante è già intervenuto.
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Arriva l’agenzia per la cybersicurezza, ok dal Cdm
Via libera anche al disegno di legge per riforma Codice dello Spettacolo
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10 giugno 2021
22:05
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Il cdm ha dato il via libera al decreto che, tra l’altro, istituisce l’agenzia per la cybersecurity.
“Soddisfazione” per il riconoscimento del ruolo del Copasir nel testo finale del decreto legge sulla cybersecurity approvato questa sera dal Consiglio dei ministri è stata espressa dal presidente del Comitato, Adolfo Urso.

Via libera anche al disegno di legge per riforma Codice dello Spettacolo.
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Lo annunciano i ministri Franceschini e Orlando che sottolineano: “Completerà, al termine dell’esame parlamentare, l’opera avviata con il decreto legge Sostegni bis per un nuovo sistema di welfare in favore del mondo dello spettacolo e aprirà contestualmente a una importante stagione di riforme”. Tra le principali novità la nascita del registro nazionale dei lavoratori dello spettacolo e l’introduzione del Set (Sostegno economico temporaneo).

Si tratta, spiegano Franceschini e Orlando, di “un insieme organico di misure, capace di rivedere e aggiornare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori di un comparto caratterizzato da prestazioni strutturalmente discontinue e da significative originalità”. E non solo: il rinnovo della delega al governo per la riforma del settore, sottolineano i due ministri, “permetterà di arrivare al varo di un vero e proprio Codice dello Spettacolo, che ridisegnerà il funzionamento del sostegno pubblico alla lirica, al teatro, alla musica, alla danza, al circo e a tutte le arti performative”.

Il Consiglio dei Ministri, in base a quanto si apprende, ha deliberato la nomina del prefetto di Messina, Cosima Di Stani, a commissario straordinario del governo per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento dei materiali di risulta, il risanamento, la bonifica e la riqualificazione urbana e ambientale delle Baraccopoli di Messina. La nomina del prefetto Di Stani fa seguito alla norma inserita nel Dl Covid su impulso del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna.
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Hacker attaccano big videogiochi Electronic Arts
Furto limitato codice sorgente, ‘nessun rischio per la privacy’
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NEW YORK
10 giugno 2021
21:33
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Attacco hacker contro Electronic Arts, uno dei giganti mondiali dei videogiochi. “Stiamo indagando la recente intrusione nella nostra rete con la quale è stato rubato un ammontare limitato di codice sorgente”, afferma la società in una nota, sottolineando che gli hacker non hanno avuto accesso ai dati dei giocatori e “non c’è ragione di ritenere che la privacy” di chi gioca “sia a rischio”.

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