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QUINTO DIBATTITO DEMOCRATICI USA: IL PUNTO

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QUINTO DIBATTITO DEMOCRATICI USA

IL QUINTO DIBATTITO DEMOCRATICI USA NELLA CORSA PER LO SFIDANTE DI TRUMP: IL PUNTO

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 07:23 DI GIOVEDì 21 NOVEMBRE 2019

QUINTO DIBATTITO DEMOCRATICI USA

NEW YORK
– L’impeachment di Trump è il convitato di pietra. E il tema che unisce tutti i candidati democratici alla Casa Bianca: il presidente va messo in stato di accusa perché nessuno è sopra la legge. Ma Sanders avverte: va bene ma “non dobbiamo lasciarci consumare da Trump, altrimenti perdiamo” alle elezioni.
L’allarme è lanciato durante il quinto dibattito fra i 10 aspiranti democratici: sul palco per la prima volta le donne sono le vere protagoniste, anche in termini numerici, fra le quattro moderatrici e le candidate. Il confronto vede affermarsi Buttigieg, il sindaco di South Bend attualmente in testa ad alcuni sondaggi in Iowa, e lo stesso Sanders. Delude invece Biden che, fra diverse gaffe, non brilla. Sotto tono anche Warren: la senatrice non riesce a imporsi nel corso delle due ore di dibattito e non riesce a difendere in pieno tutti i suoi piani per rilanciare l’America. Harris cerca senza grande successo di trovare il tocco magico che aveva all’inizio della campagna elettorale. Booker è defilato. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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RENZI UFFICIALIZZA ABBANDONO PD

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RENZI UFFICIALIZZA ABBANDONO PD

MATTEO RENZI UFFICIALIZZA, CON UN’INTERVISTA SU REPUBBLICA, LE RAGIONI DEL SUO ABBANDONO DEL PD E LE CONSEGUENTI REAZIONI

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA” DELLE 09:27 DI MARTEDì 17 SETTEMBRE 2019

RENZI UFFICIALIZZA ABBANDONO PD

Lasciare il Pd sarà un bene per tutti, anche per Conte, il partito è diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro. Intervistato da Repubblica, Matteo Renzi spiega la sua decisione di lasciare i dem, fa sapere che saranno con lui una trentina di parlamentari e i gruppi autonomi nasceranno questa settimana.
E afferma di voler passare i prossimi mesi a combattere Salvini non a difendersi dal fuoco amico. Alla Leopolda sarà presentato il simbolo: il primo impegno elettorale le politiche, ‘sperando che siano nel 2023’, e le Europee 2024.Amaro il commento del segretario Dem Nicola Zingaretti: ‘Ci dispiace, è un errore’.

Da giorni nei Dem le acque erano agitate e la scissione veniva evocata nei rumors di Palazzo. Poi ieri l’accelerazione con una telefonata al premier Giuseppe Conte al quale Renzi avrebbe garantito il proprio sostegno. In serata, dopo che la notizia che l’ex premier aveva ormai deciso di mollare gli ormeggi il commento amaro del capodelegazione del Pd al governo, il ministro Dario Franceschini.
Che nella chat dei deputati Pd sarebbe sbottato: “Nel 1921-22 il fascismo cresceva sempre più, utilizzando rabbia e paure. Popolari, socialisti, liberali avevano la maggioranza in Parlamento e fecero nascere i governi Bonomi, poi Facta 1 poi Facta 2. La litigiosità e le divisioni dentro i partiti li resero deboli sino a far trionfare Mussolini nell’ottobre 1922. La storia dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori”.