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MASHROU’: CONCERTO SOLIDALE IN LIBANO

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MASHROU’: CONCERTO SOLIDALE IN LIBANO

MASHROU’ leila: concerto SOLIDALE tenuto in libano A FAVORE DELLA BAND CHE DOVEVA ESIBIRSI AL FESTIVAL DI BIBLOS, PERFORMANCE PERò ANNULLATA

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 03:52 DI SABATO 10 AGOSTO 2019

MASHROU’: CONCERTO SOLIDALE IN LIBANO

Circa mille persone hanno assistito ieri sera ad un concerto a Beirut in solidarietà con la band Mashrou’ Leila, che stasera avrebbe dovuto esibirsi al festival di Byblos, ma la cui performance è stata annullata a causa di pressioni – e in qualche caso minacce – di gruppi religiosi cristiani che considerano blasfemi alcuni loro testi. Lo scrive il quotidiano libanese Daily Star.
Il cantante dei Mashrou’ Leila è apertamente gay e le liriche del gruppo spesso toccano temi considerati tabù nel mondo arabo, dove i loro concerti sono spesso stati oggetto di controversie. Il concerto, chiamato ‘La musica è sempre più forte’, ha visto musicisti eseguire brani dei Mashrou’ e in discorsi dal palco studenti, accademici ed attivisti hanno difeso la libertà di espressione e i diritti delle persone Lgbt. I componenti della band non sono intervenuti.
E’ stato anche proiettato per la prima volta il video di animazione che accompagna l’ultimo singolo del gruppo, ‘Radio romance’.

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DALLE 03:22 DI SABATO 03 AGOSTO 2019

ALLE 12:43 DI MERCOLEDì 07 AGOSTO 2019

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The Cal 2020, cercando Giulietta
Da Kristen Stewart a Emma Watson per gli scatti di Roversi

03 agosto 2019 03:22

– S’intitola Looking for Juliet il Calendario Pirelli 2020 scattato da Paolo Roversi. Il progetto del fotografo, che coinvolge attrici e cantanti di diverse culture e paesi, prende spunto dal dramma di Shakespeare e dall’incontro tra amore, forza, gioventù e bellezza rappresentato dalla sua protagonista femminile. “Sto ancora cercando la mia Giulietta e la cercherò per tutta la mia vita. Perché Giulietta è un sogno”, ha detto il fotografo durante la preparazione. Roversi ha chiamato a interpretare il ruolo di Juliet nove personaggi, tra cui le attrici britanniche Claire Foy e Mia Goth, l’attrice e attivista britannica Emma Watson, le attrici statunitensi Indya Moore, Yara Shahidi e Kristen Stewart, la cantante cinese Chriss Lee, la cantante spagnola Rosalia, l’artista franco italiana Stella Roversi. Una settimana di lavorazione tra Parigi e Verona a maggio.

Servillo sicario per film a fumetti”5 è il numero perfetto” esordio Igort alle Giornate autori

03 agosto 201912:08

– Fumettista e romanziere, ma anche sceneggiatore, saggista, Igor Tuveri in arte Igort, artista a tutto tondo, debutta a 60 anni con la prima regia per il cinema.
‘5 è il numero perfetto’, da un suo stesso bestseller, è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) e tra i più attesi.
L’autore di Cagliari ha adattato la graphic novel pubblicata 17 anni fa (Coconino Press) e il film – in sala dal 29 agosto distribuito da 01 – è un noir pulp, ambientato negli anni Settanta, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento. In una piovosa e notturna Napoli, protagonista è Peppino Lo Cicero, interpretato da Toni Servillo, guappo e sicario in pensione che l’improvvisa morte del figlio riporta al centro della scena criminale. L’amante di sempre Rita (Valeria Golino) e l’amico e complice Toto o’ macellaio (Carlo Buccirosso) saranno al suo fianco nella resa dei conti finale.

Vasco Rossi in un campo di cannabis lightReportage del rocker via Facebook nel Modenese, ‘è anche bio’

BOLOGNA03 agosto 201914:06

“Adesso vi faccio visitare una piantagione di cannabis legale. Quella senza Thc, senza effetti collaterali di sballi strani”. Il ‘reportage’ è di Vasco Rossi, condiviso con milioni di follower su Facebook da una coltivazione della sua città natale Zocca, nel Modenese, ed è segnalato oggi anche dalla stampa locale. Il rocker cammina tra le piantine, ‘sono anche bio’ osserva, e conversa con i coltivatori che lo ospitano e che auspicano di non essere penalizzati dalla nuova legge nazionale, con Vasco che risponde: ‘Tira aria oscurantista… e bigotta’.I coltivatori gli raccontano il lavoro di depotenziamento per rendere legale la cannabis, quindi sotto una certa soglia di Thc, al massimo dello 0,2%. Gli imprenditori esprimono qualche preoccupazione dopo che a maggio la Cassazione ha messo al bando marijuana e hashish light, a prescindere dal livello di principio attivo.

Pordenonelegge, 65 anteprime per i 20 anniFalcones, Ben Jelloun, Guccini, Corona, padre di Malala, Spirito

PORDENONE03 agosto 201920:06

– Oltre 600 protagonisti e centinaia di incontri dal 18 al 22 settembre, in una quarantina di location del centro storico cittadino: festeggia così pordenonelegge i 20 anni di attività, a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, e con 65 anteprime editoriali di grandi autori stranieri e italiani. E’ il caso dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, che torna al festival con “Il pittore di anime” (Longanesi), fra i misteri e il fascino della Barcellona modernista e le prime rivolte operaie. A pordenonelegge torna anche Tahar Ben Jelloun con un incalzante noir psicologico, “Insonnia” (La nave di Teseo), e poi ancora David Szalay con “Turbolenza”; Timur Vermes con “Gli affamati e i sazi” (Bompiani), e Fritjof Capra che firma con Stefano Mancuso il “Discorso sulle erbe”; l’antropologa malese Long Litt Woon presenterà “La via del bosco” (Iperborea), caso editoriale alla fiera di Francoforte 2017.Tra gli ospiti anche Simone Buchholz, Jacques Rupnuk, il gesuita nigeriano Agbonkhianmeghe Orobator; Ziauddin Yousafzai, il padre del Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai con “Libera di volare. Il viaggio di un padre” (Garzanti), backstage autobiografico. Tra le anteprime italiane: Michela Murgia che firma con Chiara Tagliaferri “Morgana” (Mondadori), dieci storie di donne anticonformiste, Corrado Augias con “Il grande romanzo dei Vangeli” (Einaudi), e Mario Calabresi con “La mattina dopo” (Mondadori); lo storico Luciano Canfora, Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone, con “Peccati immortali” (Mondadori). Mauro Corona e Matteo Righetto raccontano la montagna con un poetico “Sillabario alpino” e Pino Roveredo duetta con Ornella Vanoni per presentare il suo “Ci vorrebbe un sassofono” (Bompiani). Francesco Guccini presenta “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Giunti) “mèmoire” che ci riporta la voce poetica dell’artista e il suo racconto delle radici a Pàvana. A pordenonelegge anche il libro di Enrico Vanzina: “Mio fratello Carlo” (HarperCollins); Jacopo Fo propone l’eterno tormentone della sua vita: “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo?” (Guanda), e poi lo scrittore e documentarista triestino Pietro Spirito.

A Linate chiude il Jova Beach PartyConcerto sul pratone 21/9. L’annuncio sui social, si vooola!!!

04 agosto 201911:31

Il Beach Party di Jovanotti oltre alle spiagge italiane atterrerà anche all’aeroporto di Linate il 21 settembre: una location a dir poco inusuale in considerazione del fatto che lo scalo milanese è chiuso per restauri e lo sarà fino al 27 ottobre.

E’ stato lo stesso cantante a confermare la data sui suoi social con la scritta “Jova Beach Party Milano. Si vooola. Ultima chiamata volo Jbp 2019” e con l’illustrazione del Duomo e dello stesso Jovanotti che volano.

Il concerto – finale del tour nelle spiagge – dovrebbe svolgersi nell’area erbosa fra i due terminal (quello commerciale e quello privato) vicino dove è atterrato il Papa.

Notte Taranta, Avitabile a MelpignanoIn un cast che conta già Elisa, Gué Pequeno e Salif Keita

LECCE03 agosto 201914:04

– Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna saranno tra gli ospiti dell’Orchestra Popolare diretta da Fabio Mastrangelo nel concertone per La Notte della Taranta il 24 agosto a Melpignano (Lecce). Completano un cast che conta già Elisa, Gué Pequeno e Salif Keita. Il concertone, per la prima volta in diretta su Rai2 e Rai Radio2, organizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta, è una lunga maratona di musica dal vivo per la quale sono attesi oltre 150mila spettatori, con la direzione artistica di Daniele Durante.
Il partenopeo Avitabile porterà suoni tra Salento e Napoli in un brano mai eseguito nei 22 anni della Notte della Taranta, “U Pecuraru”, per celebrare l’amore che non è mai violento. Attesa l’esibizione di Quarta in “Pizzica indiavolata” di Luigi Stifani, violinista-barbiere di Nardò, un inedito che celebra il Salento. E “Taranta” è il brano che il virtuoso della chitarra Colonna suonerà con l’Orchestra Popolare.

Bignardi, metterò tutti sotto assedioDa ottobre sul Nove torna alla passione per le interviste

03 agosto 201920:02

– Dopo l’invasione, l’assedio. “Noi barbari siamo cresciuti’, scherza Daria Bignardi riferendosi al talk show, e alla squadra di lavoro, delle ‘Invasioni barbariche’, in onda su La7 fino al 2015 e ultima sua esperienza da conduttrice televisiva. A quattro anni di distanza Discovery Italia l’ha convinta a tornare in tv con un programma inedito da lei ideato, ‘L’assedio’, la novità della prossima stagione del gruppo guidato da Alessandro Araimo.La giornalista e scrittrice (ed ex direttore di Rai3), 58 anni, debutterà il 16 ottobre sul canale Nove con la prima di un ciclo di 16 puntate, raccontando la realtà e il tempo in cui viviamo attraverso le sue interviste. “E’ un tempo di ansia questo – dice -, ci sentiamo o crediamo tutti di essere sotto assedio, c’è l’urgenza di essere felici, quella di restare giovani, ci sono le paure”. Ma l’assedio a cui Daria sottoporrà i suoi ospiti sarà un pressing gioioso e giocoso. Un po’ come quello che ha subito lei da parte di Discovery Italia. “Quando un anno fa mi hanno chiesto di fare una cosa con loro, io in realtà pensavo di fare altro”, racconta Bignardi, che in questi anni ha scritto sei romanzi e nel novembre scorso ha esordito a teatro con lo spettacolo ‘La coscienza dell’ansia’, ispirato in parte anche ad uno dei suoi libri, ‘Storia della mia ansia’. “Poi hanno pronunciato due parole irresistibili, ‘carta bianca’ – continua – e di fronte a questo come si fa a dire di no? Sono così tante le cose da inventare”. Così l’autrice di programmi come ‘Tempi moderni’ ha cominciato a pensare a cosa di nuovo si potesse fare nel mondo del talk, ma ancora non aveva alcuna intenzione di rimettersi davanti una telecamera. “Ho pensato di fare dei documentari in cui si sentiva solo la mia voce, oppure mi si vedeva solo da dietro o da lontano – racconta – poi mi convinceva questo titolo e la voglia di raccontare la realtà, insomma quello che ho sempre fatto. Mi sono detta che quello che voglio è capire: e il modo migliore non far parlare me, perché io non ho nulla da dire, ma dare spazio alle persone, facendo io da medium”. Insomma intervistando. “Quello che ho sempre fatto – conclude – perché sono curiosa, mi piace ascoltare, mi piacciono le storie”.Ed ecco ‘L’assedio’ dove saranno intervistati personaggi noti e non, e in diretta. “Un aspetto fondamentale per il nostro lavoro – spiega – perché fino ad un minuto prima di andare in onda può accadere qualcosa e di quel qualcosa hai voglia di parlare con le persone che intervisti, che siano star o persone comuni dentro grandi storie o nuovi protagonisti”. Un lavoro artigianale, lo definisce, ma con grande cura per i dettagli, vero segreto perché tutti fili liscio e al meglio.

In mostra a Londra l’arte di BlahnikWallace omaggia la ‘Mente Curiosa’ dello stilista spagnolo

LONDRA03 agosto 201915:36

– La scarpa come forma d’arte: la Wallace Collection di Londra ospita la mostra ‘An Enquiring Mind, Manolo Blahnik’, visitabile gratuitamente fino al 1 settembre. Le più belle calzature del famoso creatore di scarpe spagnolo possono essere ammirate in esposizione nel museo, seguendo un percorso ideato dallo stessa stilista, insieme con i curatori, anche per spiegare ai visitatori il legame con i capolavori artistici che ne sono state la fonte d’ispirazione.
Raffinato, colto, Manolo Blahnik in quasi 50 anni di carriera non ha mai smesso d’abbeverarsi, per disegnare le sue calzature, al richiamo di quadri, sculture, opere d’alto artigianato. Cosa che appare evidente in modelli iconici presentati alla Wallace Collection, come nel caso dei tacchi indossati da Kirsten Dunst nel film ‘Marie-Antoinette’ di Sofia Coppola. Esempio fra i tanti a ricordare l’influenza esercitata su Blahnik dall’eredità ‘nobile’ di grandi maestri quali Rubens, Velasquez o Watteau. E, soprattutto, dalla Commedia dell’arte italiana.

A Guccini la targa ricordo Paolo VolponiTorna a Bologna la rassegna della Casa Dei Pensieri

BOLOGNA03 agosto 201915:42

– Saranno Francesco Guccini, gli scrittori Valerio Evangelisti e Paolo Valesio e gli artisti Eva Marisaldi e Mirta Carroli a ricevere la targa ricordo ‘Paolo Volponi’, il riconoscimento della ‘Casa dei pensieri’, la rassegna culturale organizzata ogni anno nell’ambito della Festa dell’Unità di Bologna, che nel corso degli anni ha premiato personalità del mondo della cultura come Alda Merini, Camilleri, Sepulveda, Monicelli e Jannacci.
La rassegna sarà quest’anno dedicata a Francesco Berti Arnoaldi Veli, partigiano recentemente scomparso, il cui titolo riprende una frase di Andrea Camilleri: “Chi ha il sapere lo deve seminare, come si semina il grano”.
Guccini sarà premiato il 13 settembre, mentre gli appuntamenti con Evangelisti e Valesio sono il 15 e il 19 settembre. Verranno poi assegnate le targhe biennali, quest’anno dedicate alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, con la premiazione di Bruno Tognolini e Mino Milani.

Domingo in Arena, 50 Anniversary NightCelebra 50 anni anfiteatro con Nabucco, Macbeth,Simon Boccanegra

VERONA03 agosto 201915:43

– Placido Domingo celebra il 4 agosto, con una serata-evento, i 50 anni dal debutto in Arena di Verona con uno spettacolo che lo vedrà in scena in tre dei principali titoli verdiani, Nabucco, Macbeth e Simon Boccanegra. “Plácido Domingo 50 – Arena Anniversary Night” è il titolo dello show, uno degli eventi speciali del cartellone areniano 2019, che ha già visto Domingo direttore d’orchestra per Aida. Sarà un allestimento interamente nuovo per tre atti operistici in forma scenica completa, con i complessi artistici e tecnici areniani al gran completo, attorno alla grande star della lirica che a Verona debuttò nell’estate 1969, con Turandot e Don Carlo. Per domenica 4 agosto l’Arena è già sold out.
Domingo, sotto la direzione del maestro Jordi Bernàcer, interpreterà tre ruoli baritonali: Nabucco, nella celebre Sinfonia iniziale e le parti III e IV, l’intero atto finale di Macbeth, e concluderà il gala con ampi brani dagli atti II e III di Simon Boccanegra, capolavoro che manca in Arena 1973.

Tarantino, tutta la mia opera è violenzaRegista a Roma, il cinema non cambia la storia ma la influenza

04 agosto 201918:23

– “La conferenza stampa più intellettuale che abbia mai fatto”. Si chiude così, tra le rumorose e sincopate risate di Quentin Tarantino, la conferenza stampa di ‘C’era una volta… a Hollywood’ che sarà in sala dal 18 settembre con la Warner Bros. Insieme a lui, che indossava un’emblematica t-shirt nera con la scritta Brutalism, Leonardo DiCaprio e Margot Robbie, due dei protagonisti del film che sono stati oggetto di vero tifo da stadio all’anteprima romana.Nessun accenno alle molte polemiche che accompagnano il film – da quella degli animalisti per il trattamento del pitbull Sayuri a quella della figlia di Bruce Lee per la rappresentazione, fino alla ricostruzione del caso Sharon Tate senza aver neppure consultato Polanski – che tra l’altro va forte al box office. Comunque un Tarantino ‘tarantolato’ quello che si è visto oggi a Roma. A un certo punto parlando della sua passione per gli spaghetti western dice: “Un critico inglese, Laurence Staig, anni fa ha scritto il libro ‘Italian Western. The Opera of violence’ ed è in fondo, almeno per quanto riguarda la violenza, quello che sto facendo io con tutta la mia opera”.Tre gli interpreti principali di questo film, passato al Festival di Cannes in concorso e ambientato nella Hollywood di fine anni Sessanta, Leonardo DiCaprio nei panni di Rick Dalton, attore di western tv di serie B pieno di fragilità, e Brad Pitt (Cliff Booth), suo stuntman e amico di lunga data che è come la parte mancante di Dalton, una persona che potrebbe ucciderti con un cucchiaio. Infine, a completare il quadro, la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Charles Manson) che, guarda caso, è una vicina di Rick Dalton. “Credo ci sia un elemento di nostalgia in questo film – ammette Tarantino – . Hollywood era diversa allora, il cinema stesso era diverso. La prima cosa che mi viene in mente quando mi fanno questa domanda sono i set meravigliosi che c’erano allora. Tutto veniva costruito da zero e servivano un sacco di soldi. Ora neppure le grandi produzioni – spiega il regista di Pulp Fiction – se lo possono permettere. E tutto questo a danno dell’artigianato che sta scomparendo”. Dice invece della sua storica passione per il cinema italiano: “Adoro i film di genere, i cosiddetti B-movie, e ho sempre amato quelli italiani, western o commedia sexy, cappa e spada, peplum o polizieschi. Va detto che gli italiani hanno reinventato questi generi, parlo di registi come Sergio Leone, Sergio Corbucci, Sergio Sollima e Duccio Tessari. Anche perché molti di loro avevano iniziato come critici o come grandi appassionati di cinema”.In ‘C’era una volta… a Hollywood’ un ennesimo tentativo, da parte di Tarantino, di cambiare la storia verso il meglio, proprio come aveva fatto in ‘Bastardi senza gloria’ e ‘Django Unchained’: “È vero, con questo film chiudo una trilogia. Non posso dire però che il cinema abbia il potere cambiare la storia, ma certo può avere la sua influenza”.

Petizione per mantenere Dante a RavennaIniziativa di una lista civica contro ipotesi approdo a Firenze

RAVENNA03 agosto 201917:02

– Dalle 14.38 del 2 agosto è formalmente attiva la petizione online lanciata dalla lista civica ‘Per Ravenna’ per chiedere al sindaco della città romagnola Michele de Pascale che ‘le ossa di Dante non si muovano da Ravenna, dove Fiorenza l’ha gittato’. Secondo il primo firmatario, il segretario di Lista per Ravenna Nicola Grandi, alle 11 del 3 agosto la petizione aveva raccolto 238 firme.
L’iniziativa giunge sull’onda di ipotesi formulate nei giorni scorsi su un possibile viaggio dei resti del Sommo Poeta, che riposano a Ravenna, fin nella sua città natale, Firenze, nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte che cadranno nel 2021. E addirittura di possibili trattative in corso per spostare i resti nel capoluogo toscano.
“Raccogliendo le sollecitazioni di moltissimi concittadini – si legge in una nota della lista civica ravennate – ritenendo che il rispetto dei resti del Sommo Poeta stia a cuore non solo alla comunità che li custodisce dalla sua morte, dopo averlo ospitato da esule negli ultimi anni di vita, bensì molto oltre i suoi ristretti confini”. Nel testo, si chiede in particolare al sindaco ravennate di chiudere ogni eventuale trattativa per spostare Dante a Firenze.

Pontedilegnopoesia, inaugurato totemCustodisce poesia “Cavalier del vento” di Mario Rondi

PONTEDILEGNO03 agosto 201918:08

– Nell’ambito del Pontedilegnopoesia 2019, il premio nazionale riservato alla poesia edita, è stato inaugurato, alla presenza del sindaco Ivan Faustinelli, nella località della Val Camonica il 9/o “totem” di poesia. Il 2 agosto l’inaugurazione dell’installazione era stata rinviata a causa del maltempo. Il totem 2019 custodisce i versi di una poesia di Mario Rondi, intitolata “Cavalier del vento”. Nel frattempo proseguono le serate riservate ai sei finalisti. La prima serata ha visto per protagonisti i poeti Pasquale Di Palmo (Venezia), Maria Lenti (Urbino) e Beppe Mariano (Cuneo). La seconda serata i poeti Massimo Migliorati (Brescia), Emilio Rentocchini (Sassuolo) e Norma Stramucci (Recanati). Domenica 4 agosto la proclamazione del vincitore del PontedilegnoPoesia 2019, che assegna anche un premio alla “carriera” a Giampiero Neri, considerato oggi il decano della poesia italiana.

No Borders Music, record di pubblico in alta quotaNote tra boschi e laghi in Friuli con Capossela e Levante

TRIESTE04 agosto 201919:26

– Record assoluto per gli organizzatori: ai Laghi di Fusine (Tarvisio, Udine) il XXIV ‘No Borders Music Festival’ ha registrato 12mila presenze nei 4 concerti con star nazionali e internazionali, svoltisi nell’arco della giornata secondo lo spirito di una “rassegna senza confini in mezzo alla natura in alta quota”. I Laghi di Fusine sono stati scelti perché al confine tra Italia, Austria e Slovenia.
Il festival è cominciato alle 8:30 con “Lake Sound”, Concerto del Risveglio su una zattera al centro del Lago Superiore e il pubblico seduto attorno (Trilok Gurtu percussioni, Roy Paci tromba, Jacques Morelenbaum violoncello e Carlo Cantini violino, per la prima volta insieme). Alle 12 è cominciato “Al Pascolo.
Concerto per bestie e uomini”, atto unico di Vinicio Capossela, opera che si è aggiudicata la Targa Tenco 2019 per il “Migliore Disco dell’Anno”. A seguire è stata la volta di Levante, star del nuovo pop italiano che ha eseguito, tra l’altro, Lo Stretto Necessario, il brano realizzato con Carmen Consoli.

Amadeus, vorrei un festival piacevolmente imprevedibile”Primo obiettivo i giovani. Lavoro di squadra e trasparenza”

04 agosto 201912:32

– Il progetto di Sanremo 2020 “è ancora tutto da costruire: mi godo ancora qualche giorno di gioia, poi avrò il piacere di metterlo insieme a tutta la squadra Rai”, risponde Amadeus all’indomani dell’investitura ufficiale da conduttore e direttore artistico. Ma una speranza ce l’ha: “Mi piacerebbe realizzare un festival piacevolmente imprevedibile: vorrei che il pubblico si sedesse davanti alla tv incuriosito da quanto sta per accadere”. “Sono ancora incredulo, forse perché mi trovo in vacanza in Spagna”, confessa. “Mi sento emozionato, ma sereno”. Più agitato è sicuramente Fiorello, sponsor di Amadeus dalla prima ora, che ha già confermato la sua presenza al festival: “Mi ha chiamato e mi ha detto: ma come mai sei più calmo di me? Per me è un fratello, è come se avesse le mie chiavi di casa e quindi anche quelle dell’Ariston: venga quando vuole, magari entrando dal retro”, scherza il conduttore. Approdare al festival resta il “sogno di una vita” che si avvera: “Ho 56 anni e quando inizi a fare il mio mestiere non puoi che sognare di condurre Sanremo, è come la maglia della Nazionale per un giovane calciatore. Avrò visto una cinquantina di festival, è tra le tradizioni irrinunciabili che si tramandano per generazioni”. Un traguardo centrato dopo una carriera ricca di successi, ma anche punteggiata da momenti difficili: “Ci sta”, ammette Amadeus. “E a volte penso che le cose più belle siano proprio figlie dei sacrifici, degli errori commessi, dei momenti bui che ti danno la carica per ricominciare, rendendoti più forte e consapevole”.Al rientro, subito dopo la pausa estiva, “il primo obiettivo sarà pensare ai giovani”. Ma è presto per parlare di doppia gara o di eliminazioni: “Non ci abbiamo ancora pensato”. Quello che è certo è che l’ex dj Amadeus, che ogni mattina come primo gesto accende la radio, non vede “l’ora di poter ascoltare centinaia di canzoni, con la commissione che andrò a formare. Pippo Baudo, che è un maestro, mi ha detto: ‘Devi ascoltare i brani talmente tante volte che quando arrivano sul palco devono sembrarti dei motivi già consolidati. Devi cogliere in anticipo se quella canzone è in grado di durare’. E’ questa, in fondo, la mission del festival, al di là dello show, del varietà che pure è importante”. E la missione quest’anno sarà ancora di più puntare ad allargare il pubblico dei giovani, intercettando le nuove tendenze del mercato musicale: “E’ un lavoro già intrapreso – sottolinea Amadeus -. Fortunatamente ho una figlia di 22 e un altro di 11 anni, sono loro spesso a segnalarmi quanto di buono c’è nella nuova musica, un’esperienza di cui faccio tesoro. E poi non dimentichiamo che ho fatto radio per tanti anni: ho l’orecchio allenato”.Una responsabilità in più per un direttore artistico, ruolo finito in passato al centro delle polemiche per i presunti conflitti di interessi: “Con la sincerità e la trasparenza che riconosco alla mia carriera – sottolinea – ascolterò tutto quello che mi viene proposto e sceglierò con onestà, indipendentemente dall’etichetta. Certo, non ho la bacchetta magica, spero di avere a disposizione i pezzi giusti”. In quest’ottica sarà fondamentale “il contributo della commissione e del gruppo degli autori: credo molto nel lavoro di squadra”. A settembre, intanto, lo aspetta l’impegno con Soliti ignoti: “Lo spazio quotidiano è irrinunciabile, perché ti fa entrare in confidenza con la gente. Come lo concilierò con la preparazione del festival? Mi conforta il consiglio dell’amico Carlo Conti, che ci è già passato: ‘Ama, ce la possiamo fare’. Ho tanti amici, so di poter contare su di loro”. E sull’appoggio dell’azienda: “Mi hanno chiamato tutti, l’ad Salini, il presidente Foa, il direttore di Rai1 De Santis, il numero uno di Rai Pubblicità Marano, per darmi piena fiducia. E io la voglio condividere con loro, con il massimo senso di responsabilità”.

Un carro armato sbarca sulle DolomitiVecchio Sherman fa parte museo bunker della linea ‘non mi fido’

DOBBIACO (BOLZANO)04 agosto 201912:13

– Un vecchio Sherman americano è ‘sbarcato’ sotto le Dolomiti appena fuori Dobbiaco per raccontare con la sua presenza curiose storie di guerra mai accaduta. Lo Sherman è entrato da questa estate a far parte del progetto ‘Bunker museum’ che vede volontari al lavoro per recuperare una cintura di fortificazioni tra Alto Adige e Veneto. Fanno parte della cosiddetta linea “non mi fido”, voluta, dopo la conquista dell’Austria da parte dei soldati di Hitler, da Vittorio Emanuele III che mal sopportava il ‘caporale’ nazista e temeva che, nonostante l’amicizia con Benito Mussolini, la Germania scendesse le valli da Lienz ed entrasse in Italia da conquistatrice. Proprio fuori Dobbiaco c’è uno dei bunker della linea ‘non mi fido’, recuperato ed attrezzato così come è stato alle origini e come si è evoluto successivamente. Cambiati gli scenari il bunker di Dobbiaco entrò a far parte, fino al 1992, della linea determinata dalla Guerra fredda a difesa da una possibile invasione dei Paesi filosovietici.

Banco del Mutuo Soccorso in tourAnteprima il 2 settembre a Verona, poi da novembre nei teatri

04 agosto 201912:45

– Nuovo tour per il Banco del Mutuo Soccorso. Dopo la pubblicazione dell’album “Transiberiana” (Inside Out Music/Sony Music Group) e la nomination ai Progressive Music Awards nella categoria “Best International Band/Artist Of The Year”, la storica band è pronta per presentare dal vivo i nuovi brani. Il Teatro Romano di Verona ospiterà il 2 settembre l’anteprima estiva. In questa occasione Gianni Nocenzi, membro originario del Banco, salirà sul palco insieme alla band guidata da Vittorio Nocenzi. Dopo l’abbandono nel 1985, sono rarissime le occasioni in cui il compositore e pianista si è esibito insieme al Banco. Il tour invernale inizierà a novembre e andrà avanti nel 2020. Queste le prime date annunciate: 1 novembre Velletri – Roma (data zero), 7 novembre Brescia, 8 novembre Milano, 16 novembre Torino, 14 dicembre Martina Franca – Taranto, 11 gennaio Chiasso, 31 gennaio Roma, il 1 e 2 febbraio Campobasso, 5 febbraio Genova, 27 marzo Avezzano, 31 marzo Bologna.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Victoria’s Secret, prima modella trans
La brasiliana Valentina Sampaio tra testimonial campagna Pink

NEW YORK04 agosto 201914:05

– Victoria’s Secret infrange un tetto di cristallo: per la prima volta il brand di lingerie ingaggia una modella transessuale. Si tratta della brasiliana Valentina Sampaio. Lo ha annunciato la stessa modella, 22 anni, con un post su Instagram. “Scatto dal backstage @vspink” – ha scritto con indosso un accappatoio, riferendosi alla linea Pink, lanciata nel 2002 e rivolta alle giovani donne.
La decisione di ingaggiare una modella trans segue di alcuni mesi la polemica suscitata dal chief marketing officer Ed Razek che aveva detto che lo show degli angeli di Victoria’s Secret non è per Lgbt o donne formose perché queste categorie non rappresentano la ‘fantasia’ che Victoria’s Secret cerca di vendere. Qualche giorno fa, inoltre, l’azienda ha anche annunciato che quest’anno, dopo 23 edizioni, non ci sarà un fashion show con le celebri modelle ‘angeli’.
La Sampaio nel 2017 è stata la prima modella trans su una copertina di Vogue, sull’edizione di Parigi, in Brasile e in Germania nello stesso anno.

Cinema e musica a Venezia, aspettando ElvisIl Lido celebra Waters e spera in Jagger. In arrivo Yesterday

04 agosto 201919:31

– Dopo l’inatteso ma travolgente successo di “Bohemian Rhapsody” culminato nella sera degli Oscar, la caccia al soggetto musicale capace di portare spettatori al cinema è diventata frenetica. Il cinema, si sa, vive anche di leggende e pregiudizi: per anni si è detto che calcio e musica non portano soldi ai produttori, ma il 2019 sembra spazzare via questi dubbi e, dopo Cannes che riceveva Elton John con il biopic sulla sua carriera, anche la Mostra di Venezia si allinea per celebrare il ritrovato feeling tra musicisti, attori e registi.Alberto Barbera ha anticipato tutti assegnando uno dei due Leoni d’oro alla carriera a Julie Andrews, indimenticabile Mary Poppins dei tempi andati, ma anche regina del musical in stile anni ’50 da “Tutti insieme appassionatamente” a “Victor Victoria”. Poi ha continuato a giocare la carta delle rockstar che amano il cinema riservando uno spazio speciale a Roger Waters dei Pink Floyd (“Us+Them” galoppa attraverso le sue migliori esibizioni) e tendendo la mano a Mick Jagger in veste di “bad guy” per il film di chiusura, “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi. Riuscisse nell’intento di avere Jagger, potrebbe vantarsi di aver riunito sul tappeto rosso del Lido tre decenni di musica pop. Per la Mostra di Venezia non è una novità assoluta (basti pensare alla rivelazione di “Nico” un anno fa e in tempi più lontani a una folgorante apparizione di Patti Smith), ma certo adesso suona come sigillo dell’anno e anticipazione della stagione che verrà.L’attesa globale è tutta per Baz Luhrmann alle prese con il biopic su Elvis Presley. Distribuito nel mondo dalla Warner Bros e ancora senza titolo, il film avrà Austin Butler nel ruolo di “The Pelvis” e al suo fianco ci sarà Tom Hanks nella parte del suo manager, l’enigmatico Colonnello Parker. Le riprese – si apprende – cominceranno a inizio d’anno nel Queensland in Australia e il film potrebbe essere già da ora nel mirino di Venezia 2020. Per Luhrmann si tratta di un ritorno alla sua più autentica passione dopo la rivelazione ai tempi di “Ballroom”, il lisergico pastiche di “Romeo+Juliet” e il trionfo di “Moulin Rouge”. Ma il regista australiano non è il solo che adesso può sfruttare l’onda: a fine settembre arriva sugli schermi italiani Danny Boyle con l’esilarante “Yesterday” con le peripezie di un cantante che, dopo essere finito in coma, si risveglia in un mondo che non ha mai conosciuto i Beatles e sfrutta la situazione a proprio vantaggio. Il film, dopo il debutto al Tribeca Film Festival, sta uscendo un po’ ovunque e, se non ha prodotto risultati travolgenti, conferma però la sensibilità di un regista che piacerà al pubblico italiano.Sugli schermi italiani da fine estate arrivano anche il musical anglo-indiano “Blinded by the Light” di Gurinder Chada (“Sognando Beckham”) ispirato alle canzoni di Bruce Springsteen, la versione per il grande schermo di “Cats” (un musical ormai senza tempo) e “Teen Spirit” di Max Minghella con Elle Fanning in veste di aspirante pop star. Poi sarà la volta di biopic ispirati alle storie di Motley Crue e Lynyrd Skynyrd, ma nessuno di questi film promette di essere un vero “caso”, perché la popolarità multimediale di Freddie Mercury rimane unica nel mondo degli adolescenti che mai lo avevano visto dal vivo. Così, aspettando Elvis, ci si potrà consolare con la versione “live action” de “La sirenetta” diretta da Rob Marshall, il ricordo di capolavori memorabili come “Quadrophenia”, “Sid and Nancy”, “Bird”, “Io non sono qui”, oppure, restando al Lido di Venezia, con le performance a sorpresa di grandi musicisti innamorati di cinema quali il compositore Riccardo Sinigallia, la cantante maliana Inna Modja, il cantore di musica popolare Ambrogio Sparagna, tutti ospiti alle Giornate degli Autori.

Woodstock, 50 anni fa il concerto del secolo”Tre giorni di pace e musica rock”. Ma è flop delle celebrazioni

06 agosto 201911:37

ROMA –  La notizia del disastroso fallimento dell’organizzazione dell’edizione del cinquantenario di Woodstock lascia cadere un velo malinconico sull’imminente ricorrenza. “The Times They Are a Changin'”, cantava Bob Dylan ai tempi in cui era ancora possibile sognare e vivere l’estate dell’amore. Oggi i tempi sono proprio cambiati e sono stati la finanza e i tribunali a decidere che l’edizione che avrebbe dovuto celebrare i cinquant’anni del più celebre festival musicale della storia non ci sarà. O meglio ci sarà: si svolgerà negli stessi giorni, dal 15 al 17 agosto, e nella stessa località, Bethel, dove c’è un museo e un auditorium da 15mila posti dove suoneranno alcuni dei reduci, come Johnny Winter, Santana, John Fogerty e i Blood, Sweat and Tears, oltre a Ringo Starr, la Tedeschi Trucks Band, i Doobie Brothers.Michael Lang, l’unico dei quattro organizzatori dell’evento originale ancora in attività nel settore (gli altri tre erano John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld), si è dovuto arrendere: a mezzo secolo di distanza non è neanche immaginabile mettere in piedi un mega raduno all’insegna dell’improvvisazione e del caos logistico come avvenuto nel 1969. All’epoca i quattro, che erano partiti da un annuncio sul New York Times, pensavano a un raduno da 50mila persone: ne arrivarono 500mila che si trovarono di fatto senza alcun supporto, senza cibo né acqua e sostegno medico nella fattoria di Max Yasgur, un contadino di Bethel che affittò il suo terreno per 75mila dollari. Bethel è una cittadina nei dintorni di Woodstock, dove allora vivevano Bob Dylan e la Band. Poteva essere un disastro e invece si creò un mito.Come viene raccontato dal leggendario documentario di Michael Wadleigh, al quale lavorò un giovanissimo Martin Scorsese, l’organizzazione andò in tilt quasi subito: buona parte dello staff era fatta di acido e l’arrivo, del tutto imprevisto, di 500mila persone, rese impossibile l’accesso alla zona. L’unico modo per raggiungere la Max Yasgur’s Farm era l’elicottero. Ci si mise anche una pioggia torrenziale che interruppe le performance sul palco ma generò un’incredibile festa tra il pubblico sostenuto da gigantesche dosi di stupefacenti. Furono davvero “tre giorni di pace e musica rock”: l’unico gesto violento ha avuto per protagonista Pete Townshend, notoriamente nemico della cultura hippy, che colpì con la chitarra Abbie Hoffman, storico leader della controcultura che, incautamente, aveva cominciato a parlare della liberazione del poeta pacifista John Sinclair (in carcere per aver tentato di vendere alcuni spinelli a un poliziotto in borghese) durante il set degli Who.Sul piano musicale alcune delle performance leggendarie furono animate da artisti addirittura al primo disco come Joe Cocker e Santana che trovarono in quel palco il trampolino di lancio per la loro straordinaria carriera. I Ten Years After di Alvin Lee conobbero proprio grazie a Woodstock il successo mondiale, Richie Havens entrò nella leggenda con un brano improvvisato, “Freedom”, un inno ancora oggi, i Grateful Dead si trovarono ad affrontare una performance funestata da problemi tecnici tanto da rifiutare di concedere i diritti per l’album e il film, Janis Joplin (morirà poco più di un anno dopo) stabilì il suo ruolo di mito del rock al femminile, Sly and The Family Stone erano all’apice della creatività. E poi Joan Baez (incinta di sei mesi), Crosby, Stills, Nash & Young, i Creedence Clearwater Revival, The Band. Su tutti Jimi Hendrix, che chiuse la tre giorni suonando quando il sole del lunedì era già alto: la sua versione di “Star Spangled Banner”, l’inno americano, resta uno dei momenti più alti della storia del rock. Buona parte del pubblico era tornata a casa: il campo di Max Yasgur era una distesa di cartacce e spazzatura. Anche Jimi morirà un anno dopo. La tre giorni di Woodstock segna il punto più alto dell’estate dell’amore e del sogno hippy che aveva il suo epicentro dalla parte opposta degli Stati Uniti, sulla West Coast.Proprio sulla West Coast, a Monterey, dal 16 al 18 giugno del 1967, di fronte a 200mila persone, si era svolto il primo mega raduno rock. Dal 26 al 30 agosto del 1970, andò in scena la terza edizione del festival dell’isola di Wight, in Inghilterra, con, tra gli altri, Jimi Hendrix, i Doors, Joni Mitchell, che aveva rinunciato a Woodstock per partecipare al Dick Cavett Show (un Letterman ante litteram), Miles Davis, Jethro Tull (che avevano respinto l’invito di Michael Lang e soci per l’odio nutrito da Ian Anderson contro gli hippy), Leonard Cohen. Questi mega raduni finirono per sancire la fine di un’epoca: il tentativo di celebrarla in grande stile si è tristemente arenato in tribunale.

Houellebecq tra viaggio e erotismoTorna Piattaforma, per lettore confronto fisico con il racconto

05 agosto 201910:48

– MICHEL HOUELLEBECQ, PIATTAFORMA (La Nave di Teseo, pag. 379. euro 13,00) Provare a prendere l’opera di Michel Houellebecq dalla gola, come lui fa con te ad ogni libro, può essere una sfida interessante soprattutto d’estate quando ti sembra di avere più energie e più tempo per portare a termine e vittoriosamente un confronto impegnativo e fisico come quello con i libri di questo scrittore che ora La Nave di Teseo sta ripubblicando uno per uno.Il confronto con la pagina di Houellebecq è infatti fisico prima che intellettuale, almeno per me. Ti prende e ti colpisce negli istinti più bassi, ti spiazza, ti porta da una parte all’altra sbattendoti contro le pareti della sua scrittura ruvida. Ne esci tramortito fisicamente ed intellettualmente che sia la prima volta che lo leggi o la milionesima perché mette a nudo senza mezzi termini gli istinti peggiori, le debolezze del tuo essere bianco ed occidentale del tuo appartenere ad una civiltà antica e dominante, inesorabilmente destinata alla scomparsa. A partire dalla trama per esempio. Come in questo Piattaforma, libro del 2001, per niente datato, non tra i suoi più famosi, eppure proprio per questo per me assolutamente significativo. Qui non tanto per quello che racconta, in fondo poco, ma per come lo fa e la scrittura appunto è più nuda ed efficace che altrove, come in Sottomissione in cui sei catturato dalla sfida tematica.Qui si parte stancamente e ti sembra di essere in un romanzo familiare, introspettivo. Poi dopo poco ti ritrovi in un giallo, forse un thriller. Ma non hai nemmeno finito di pensarlo che sei in viaggio, in un romanzo di viaggio che però diventa subito erotico al limite della pornografia e poi ancora altro di pagina in pagina come fossero tanti libri diversi uno dentro l’altro eppure no, non lo sono. Non lo sono perché il protagonista è sempre lui, quell’uomo bianco occidentale insopportabilmente antipatico nella sua decadenza, capace di provare sentimenti insospettabili nella sua apatia e di creare senso nella sua insensatezza. Lui come il protagonista di Piattaforma. Michel, parigino, quarantenne che si sente vecchio, anonimo funzionario ministeriale che si occupa del futuro dell’arte, solitario egoista apatico fissato con il sesso che si distrugge per amore quasi come avesse un cuore che non ha. Tu sei lì con lui, insopportabilmente antipatico e soprattutto lo odi perché ti porta a fondo in tutte le sue perversioni e quasi ti senti soffocare perché alla fine, ogni volta, si ti rendi conto che si così tanto e maledettamente ti somiglia.

A Migliorati il PontedilegnoPoesia 2019Premiati anche Emilio Rentocchini e Maria Lenti

PONTE DI LEGNO (BRESCIA)04 agosto 201917:16

– Il bresciano Massimo Migliorati con “Il perdono delle cose” (Giuliano Landolfi editore) ha vinto il PonteilegnoPoesia 2019, riservato alla poesia italiana edita. Premiato anche Emilio Rentocchini (Sassuolo) per “44 ottave” (Book Editore) e Maria Lenti (Urbino), per “Elena, Ecuba e le altre” (Arcipelago Itaca).
Il riconoscimento del pubblico è andato al piemontese Beppe Mariano (Cuneo) per “Attraversamenti” (Edizioni Interlinea).
Premi per gli altri due finalisti: Noma Stramucci (Recanati) per “Soli 3 + (quell’altro)” (Arcipelago Itaca), e Pasquale Di Palmo (Venezia) per “La carità” (Passigli Editori). Il premio, al suo decennale, è stato consegnato a Ponte di Legno alla presenza del sindaco, Ivan Faustinelli, dal presidente, Andrea Bulferetti.
Due riconoscimenti speciali: alla carriera al decano dei poeti italiani, Giampiero Neri, e premio Pontedilegno-MirellaCultura 2019 all’ex presidente lombardo e di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti.

Incassi Usa, in vetta Fast & FuriousSeconda piazza per Il re leone, chiude il podio Tarantino

04 agosto 201918:50

– E’ Fast & Furious – Hobbs & Show, primo spin off della saga, diretto da David Leitch, con Dwayne Johnson e Jason Statham ex acerrimi nemici costretti ad allearsi, a imporsi subito in vetta al box office Usa: il film – che in Italia arriva in sala l’8 agosto – rastrella nel week end 60,8 milioni di dollari. Al secondo posto Il re leone versione live action, con 38,2 milioni di dollari (per un totale di 430 milioni solo sul mercato nord americano e di quasi 1,2 miliardi a livello globale). Chiude il podio Quentin Tarantino con C’era una volta… a Hollywood, con il supercast formato da Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie (poco più di 20 milioni di dollari nel fine settimana, 79 milioni in totale).
Scivola in quarta posizione Spider Man: Far From Home, che raccoglie altri 8 milioni di dollari nel week end, seguito da Toy Story 4 con 7,1 milioni di dollari.

Dati Ebu, l”efficienza’ della RaiA confronto con concessionarie di Spagna, Francia, Gb, Germania

04 agosto 201918:26

– Efficiente, con il canone più basso e e con meno dipendenti rispetto alle altre ‘cugine’ europee. E’ la fotografia della Rai scattata dall’European Broadcasting Union (Ebu), l’unione delle radiotv pubbliche europee, che ha messo a confronto in particolare le concessionarie di Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Italia.
In termini comparativi, la Rai, secondo i dati Ebu, dispone di risorse pubbliche inferiori alle altre concessionarie: nel 2017 Viale Mazzini ha beneficiato di 1.776 milioni di euro contro i 4.729 milioni della Bbc, i 3.378 milioni delle concessionarie francesi e gli 8.122 milioni delle tv e radio pubbliche tedesche. In Italia il valore del canone, 90 euro, è il più basso se comparato a quello di altri grandi paesi come Regno Unito, Francia e Germania, dove è di circa 166 euro, 138 euro e 210 euro. Quanto ai dipendenti, i 12.917 della Rai (dati 2017) sono meno della metà di quelli delle radiotv tedesche (33.959) e meno delle concessionarie francesi (16.915) e spagnole (13.601).

Teatro, Leone d’Oro carriera a Hillje”Deve essere umanistico e universale o non sarà più arte”

VENEZIA04 agosto 201919:07

– E’ stato consegnato, al teatro Goldoni di Venezia, il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Teatro a Jens Hillje, condirettore del Teatro Gorki di Berlino.
Da parte sua Hillje, nel ringraziare la Biennale, ha detto: “Per me il teatro è sempre la collaborazione di un gruppo di artisti che nel migliore dei casi diventa una famiglia per scelta, magari con tanti contrasti ma fondata sul rispetto reciproco”.
“A volte riusciamo a lavorare insieme per creare arte in un’atmosfera di amore priva di paure – ha rilevato -. Questi sono momenti di felicità pura, ‘Arbeitsglück’, momenti di un’Utopia che diventa realtà, il teatro deve essere umanistico e universale o non sarà più arte”. “Mi considero un amministratore drammaturgo – ha detto Paolo Baratta, presidente della Biennale – il che significa elaborare riflessioni e scelte di composizione nella sequenza delle diverse biennali. Drammaturgia è una parola di casa alla Biennale, è la parola per eccellenza di chi organizza mostre e festival”.

Black Mountain in tour a CerviaConcerto il 9 agosto per promuovere nuovo album ‘Destroyer’

RAVENNA05 agosto 201910:34

– Considerati tra i massimi esponenti del nuovo sound psichedelico mondiale, i canadesi Black Mountain saranno in tour a Cervia (Ravenna) venerdì 9 agosto per presentare, al Rock Planet, il nuovo disco ‘Destroyer’. È il sesto album in studio della band di Vancouver e ha avuto collaboratori di prestigio come Kliph Scurlock (Flaming Lips), Kid Millions (Oneida) e John Congleton (St.Vincent, Swans). I componenti sono Stephen McBean (voce-chitarra), Amber Webber (voce), Matt Camirand (basso), Jeremy Schmidt (mellotron-organo) e Joshua Wells (batteria).
I Black Mountain riprendono, con uno sguardo al presente, le sonorità psichedeliche e sperimentali di gruppi come Pink Floyd o The Velvet Underground, l’hard blues degli anni Settanta con richiami a band come Led Zeppelin e Black Sabbath, unite ad un incedere ipnotico e cupo con echi folk e stoner rock. Dopo la tappa romagnola il tour proseguirà in Svizzera e Ungheria, poi dal 17 agosto negli Stati Uniti e in Canada.

Fast & Furious, Hobbs e Shaw alleati nello spin offJohnson e Statham nel nuovo capitolo in sala dall’8 agosto

05 agosto 201911:16

– Dopo otto film e quasi 5 miliardi di dollari incassati in tutto il mondo, arriva Fast and Furious – Hobbs and Show, primo spin off della saga – diretto da David Leitch e in sala dall’8 agosto con Universal – in cui Dwayne Johnson e Jason Statham tornano a vestire i panni di Luke Hobbs, dell’agente di sicurezza diplomatica degli Stati Uniti, e di Deckard Show, ex veterano delle forze speciali, poi diventato un fuorilegge.
Già acerrimi nemici, protagonisti di durissimi scontri nel settimo film, i due dovranno dare vita a un’improbabile alleanza per sconfiggere un pericolo ancora più terribile di quelli visti finora. Il problema è il nuovo terrorista internazionale Brixton Lore (Idris Elba, new entry nel cast), un anarchico geneticamente potenziato, una sorta di superuomo, trovatosi in possesso di un’arma biologica che potrebbe alterare il genere umano per sempre. E per di più, in grado di aver la meglio sull’affascinante e impavida agente dell’MI6 Hattie Shaw (Vanessa Kirby, altro volto nuovo della saga), sorella di Deckard. Di qui un’azione incalzante che spazia da Los Angeles a Londra, passando per le tossiche e desolate terre di Chernobyl fino alle lussureggianti isole Samoa. La sceneggiatura del film è di Chris Morgan, architetto narrativo di lunga data di Fast & Furious.

Kessler, vogliamo riposare in un’unica urnaLo ha detto a Bild Alice, “ceneri con quelle di nostra madre”

BERLINO06 agosto 201911:06

Le loro gambe lunghe e affusolate sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla Rai, stravolgendo la storia della tv e facendo perdere il sonno a milioni di telespettatori. Eleganti, aggraziate e garbate, sono state l’emblema del glamour. Le gemelle Ellen e Alice Kessler, storiche soubrette del varietà degli anni ’60 e ’70, vogliono essere conservate un un’unica urna. E’ questa la disposizione che le due signore di 82 anni hanno lasciato scritta nel loro testamento.”Io e Ellen vogliamo che le nostre ceneri vengano mischiate un giorno con quelle di nostra madre e possano essere conservate tutte e tre insieme” ha detto Alice Kessler a Bild. “Ne abbiamo dato disposizione nei nostri testamenti” ha aggiunto. “L’urna comune fa risparmiare spazio. Al giorno d’oggi si dovrebbe risparmiare spazio ovunque. Anche al cimitero”, ha proseguito Alice Kessler. L’urna della madre delle gemelle si trova nel cimitero di Gruenewald, nei pressi di Monaco. Le Kessler sono sbarcate in Italia nel 1961, a 24 anni, conquistando il Paese con i loro balletti. Hanno ottenuto un posto nella storia della televisione partecipando a programmi di grande successo come Studio Uno, nel quale cantavano la sigla d’apertura “Da-da-un-pa”, e Canzonissima, lavorando con tutti i maggiori protagonisti dello spettacolo tricolore: da Mina ad Alberto Sordi a Raffaella Carrà.Il loro successo è proseguito anche negli anni ’70, quando – tra le altre cose – hanno accettato di posare per Playboy. Alla fine degli anni ’80 sono poi tornate nel Paese natale, la Germania (dove sono molto note), pur continuando a lavorare e viaggiare spesso in Italia. Nate il 20 agosto nel 1936 a Nerchau, cittadina che a quel tempo si trovava in Germania est, fuggono con la famiglia nella Germania Ovest. A 19 anni sono tra le fila delle mitiche Blubell Girls, a 40 sulla copertina di Playboy. Biondissime, coordinate, ballerine, cantanti, attrici al cinema per Dino Risi ne Il giovedì, con Alberto Sordi ne I complessi e in teatro per Garinei e Giovannini, per molti le gemelle sono ancora il Carosello dei collant, il ritornello de La notte è piccola e gli sketch di Studio Uno, Milleluci e Canzonissima.Si tengono in forma allenandosi con la ginnastica e vivono in una casa a Monaco di Baviera in due appartamenti confinanti. Dopo una lunga assenza nel 2011 sono tornate a calcare i palcoscenici dei teatri con lo spettacolo Dr Jekyll e Mr. Hyde. Tedesche e biondissime, le gemelle più amate della tv si sono esibite sul palco dell’Ariston di Sanremo nel 2014 in uno dei loro storici brani, ‘Quelli belli come noi’. Ellen lei è stata la più longeva nei rapporti sentimentali: vent’anni con Umberto Orsini. Alice invece ha amato Enrico Maria Salerno, per 4 anni, ma ha avuto molte storie. Ora sono sole ma piene di amici.

Incassi, resta in vetta Men in BlackAl secondo posto Spider-man, debutta al terzo Jodie Foster

05 agosto 201911:17

– E’ ancora Men in Black International, spin off della saga, con Chris Hemsworth e Tessa Thompson, a dominare la classifica degli incassi del week end secondo Cinetel, con 427mila euro che portano il totale a sfiorare 1,9 milioni. Al secondo posto si conferma Spiderman: Far From Home, che rastrella 368mila euro nel fine settimana, toccando quota 10,7 milioni. Terza piazza per la new entry Jodie Foster con Hotel Artemis: 243mila euro in quattro giorni in sala. Scivola in quarta posizione un altro thriller, Serenity (125mila euro), seguito da Toy Story 4 (113mila euro). In sesta e settima posizione ancora due nuovi ingressi in classifica: l’horror psicologico Isabelle – L’ultima evocazione (112mila euro) e la commedia Dolcissime (79mila euro). Chiudono la top ten Midsommar – Il villaggio dei dannati (70mila euro), Edison – L’uomo che illuminò il mondo (61mila euro) e la new entry, Una famiglia al tappeto (48mila euro).
Box office totale a quota 2 milioni, dimezzato rispetto a una settimana fa (+8% sul 2018).

Uffizi, boom apertura serale del martedìPrimo bilancio iniziativa. Schmidt, le sale sono meno affollate

FIRENZE05 agosto 201911:39

– Agli Uffizi di Firenze boom di presenze con l’apertura serale del martedì, con quasi 10.000 persone negli otto appuntamenti effettuati a giugno e luglio, +22% rispetto all’edizione 2018. E’ La quarta edizione della speciale apertura dalle 19 alle 22 dal 4 giugno ed in corso fino al 24 settembre. La serata col picco di affluenza è stata il 9 luglio, con 1.567 persone. “L’iniziativa della Galleria visitabile la sera è in continua crescita – spiega il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – ed è comprensibile perché consente di vivere un’esperienza diversa, un viaggio differente e più rilassato da quello consueto. Le sale sono meno affollate, anche la luce cambia; in più, è possibile, volendo, concedersi un romantico aperitivo o un rinfrescante gelato al crepuscolo sulla terrazza affacciata su piazza Signoria”.

Versace acquista Villa MondadoriSul camino le firme di grandi scrittori come Montale e Mann

MILANO05 agosto 201912:41

– Durante il loro soggiorno Thomas Mann, Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti apportarono la loro firma sul muro sopra al camino: oggi Villa Mondadori passa a Donatella Versace, che per una cifra intorno ai cinque milioni di euro si è comprata “La Verbanella”, una delle ville più prestigiose e famose del Lago Maggiore, a Meina.
La Villa fu acquistata dalla famiglia Mondadori negli anni Venti e ospitò personalità come Walt Disney e George Simenon.
La proprietà di 1400 metri quadri, precedentemente gestita da Engel & Völkers Lago Maggiore, si affaccia direttamente sul lago ed è circondata da un grande giardino con piscina. Distribuiti sui quattro piani ben cinquanta locali, di cui venti sono camere da letto e dodici bagni.

A Brera il profumo dell’arteCollaborazione con Lorenzo Villoresi per didascalie olfattive

05 agosto 201913:17

– Che profumo ha l”Adorazione dei Magi’ di Gaudenzio Ferrari? Quali note olfattive stuzzica la ‘Madonna della Candeletta’ di Crivelli? A Brera l’arte è annusabile, grazie alla collaborazione con Lorenzo Villoresi, uno dei “nasi” più famosi al mondo e fondatore a Firenze del primo museo italiano del profumo.
Raggiungendo l’Adorazione dei Magi di Gaudenzio Ferrari si possono ora incontrare, accostandosi a un apposito diffusore, le note acri dell’esotica mirra, mentre le dolci note del Lilium candidum sono a disposizione tra le didascalie dedicate alla Madonna della Candeletta. Il coinvolgimento sensoriale del visitatore a Brera passa anche dal connubio di note e dipinti proposto con il programma Brera/Musica e dalla percezione tattile offerta da alcune didascalie tessili che permettono di accarezzare dal vivo i tessuti dipinti nelle opere, come i damascati di Crivelli e presto il raso di seta della fanciulla in blu dipinta da Hayez nel suo famosissimo bacio.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Urbino caccia al tesoro tra i dipinti
Evento abbina arte e divertimento al Palazzo Ducale

URBINO05 agosto 201913:36

– Si chiama ‘Trama degli Sguardi’ ed è una caccia al tesoro decisamente originale: le squadre in gara si devono sfidare nella ricerca di minuscoli particolari celati nelle opere d’arte della Galleria Nazionale delle Marche, nel Palazzo ducale di Urbino.
La caccia al tesoro è in programma giovedì 8 agosto e sarà replicata il 15, il 22 e il 29. Le squadre devono essere composte da un minimo di 3 a un massimo di 6 concorrenti e hanno la possibilità di chiedere aiuto a misteriosi personaggi del passato.
L’evento, organizzato dall’associazione ‘Caccia al Teshorror’ assieme alla Galleria Nazionale delle Marche e all’associazione ‘Rievocazioni Storiche’, dopo aver coinvolto 300 concorrenti nel 2018, punta anche quest’anno a unire il divertimento con l’arte e la cultura. Gli sponsor? Una gelateria (‘Raffaella’), una libreria (‘Montefeltro’) e una degusteria (‘Raffaello’). A dimostrazione che basta poco per dare vita a eventi culturali originali e coinvolgenti.

I Maya e la ‘guerra totale’Su Nature Human Behaviour i risultati di studi in corso dal 2013

05 agosto 201913:40

– Una nuova, importante scoperta archeologica potrebbe aiutare a fare luce su uno dei misteri dell’umanità, la fine del popolo Maya. Un recente studio, i cui risultati saranno pubblicati questa settimana in un articolo online su Nature Human Behaviour, ha rivelato che l’antico popolo precolombiano ricorreva alla guerra totale anche in un periodo di prosperità e raffinatezza culturale, ovvero nel cosiddetto periodo classico (250-950 d.C.), e non solo per motivi religiosi, ma per desiderio di conquista: a quanto emerge i Maya si impegnarono in una guerra violenta che portò alla distruzione diffusa di una città molto prima di quanto si pensasse in precedenza. A condurre le ricerche, iniziate nel 2013, un team composto da David Wahl, Lysanna Anderson, Francisco Estrada-Belli e Alexandre Tokovinine: interpretando i risultati, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non è dunque la pratica bellica del periodo classico terminale (800-950 d.C.) il motivo della fine di questa grande civiltà.

‘Meraviglioso Modugno’ premia Al BanoIl 6 agosto il premio Modugno 2019 a Ermal Meta

BARI05 agosto 201914:41

– Il Premio Città di Polignano a Mare 2019 sarà consegnato ad Al Bano nella serata evento ‘Meraviglioso Modugno’, promossa da Comune, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese/Puglia Sounds e dedicata al cantante Domenico Modugno a sessant’anni da ‘Piove’. L’appuntamento è per il 6 agosto in piazza Aldo Moro. Sarà anche consegnato il Premio Modugno 2019 a Ermal Meta. Sul palco si alterneranno, in ordine di apparizione: Shade, Luca Barbarossa, Dimartino, Anna Tatangelo, Cordio, Ermal Meta, Giordana Angi, Avion Travel, Alberto Urso, La scapigliatura e Al Bano. La serata è presentata da Maria Cristina Zoppa, conduttrice di EraOra su Rai Radio Live media partner dell’evento, il cantautore Diodato e l’attore e cantante Marco Cocci. ‘Meraviglioso Modugno’ raddoppia con una seconda serata, il 7 agosto nella stessa piazza con Clementino.
Il sindaco Domenico Vitto ha anche annunciato la creazione di uno spazio museale e interattivo dedicato alla musica d’autore, nel vecchio museo Pascali nel centro storico.

Jova Beach Party chiude il 21 settembre a LinateScalo milanese chiuso per lavori, sostituirà data cancellata ad Albenga

05 agosto 201919:51

“Cercheremo di rendere i biglietti validi per un’altra occasione più vicina possibile ad Albenga che possa comunque accontentare il pubblico ligure, lombardo e piemontese”. Jovanotti l’aveva assicurato e ora la promessa è mantenuta. Dopo l’annullamento della data ligure (colpa delle mareggiate che si sono mangiate 12 metri di spiaggia, rendendo impossibile di fatto la realizzazione del Jova Beach Party), è arrivata la conferma di una nuova data: il 21 settembre all’aeroporto milanese di Linate (chiuso per lavori i ristrutturazione). Certo, la vicinanza con Albenga è relativa, e spiaggia e mare bisognerà un po’ immaginarli, ma il pubblico tra Liguria, Piemonte e Lombardia ora avrà la sua occasione per partecipare alla festa dell’estate. Il Jova Beach Party dunque abbandona i litorali e chiuderà così la sua stagione, che forse si è rivelata più impegnativa del previsto, tra polemiche ambientaliste, mareggiate, perplessità delle amministrazioni comunali, con un vero e proprio happening nell’ultimo giorno d’estate. “JBP è la cosa più bella del mondo perché rompe gli stereotipi, abbatte steccati, apre passaggi, mostra possibilità e costruisce un racconto spontaneo e complesso, vero e molto vitale”, aveva detto l’artista, sempre pronto a offrire qualcosa di nuovo al suo pubblico.
Quella del 21 settembre sarà una lunga giornata di musica, con il via già dal primo pomeriggio e fino a notte fonda, nel prato, tra torre di controllo e pista di decollo.
E’ la prima volta che lo scalo milanese ospita un evento musicale, “la città invisibile” di Jovanotti (in Italia, sono passati alla storia gli show degli U2 all’aeroporto di Reggio Emilia e in quello dell’Urbe a Roma nel 1997, e i tre di Ligabue sempre al Campovolo di Reggio Emilia nel 2005, 2011, 2015).
I biglietti della tappa ligure (il cui rimborso è già stato attivato) saranno validi per questo ultimo appuntamento. Per i bambini è previsto il biglietto gratuito con capienza limitata (info a milanojovabeachparty@tridentmusic.it). I biglietti saranno disponibili dal 6 agosto.

James Bond a Matera, set sarà nei SassiTutto coperto dal segreto, primo ciak previsto dopo ferragosto

MATERA05 agosto 201914:44

– Cresce a Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – l’attesa per “Bond 25” (titolo provvisorio) il film con James Bond, l’agente 007 di sua maestà britannica ideato dallo scrittore Ian Fleming, che sarà girato dopo ferragosto, per una ventina di giorni e fino a settembre, nello scenario unico dei rioni Sassi e nel parco rupestre. A confermarlo la realizzazione di uno dei set del film in corso di allestimento a “Calata Ridola”, l’area del Sasso Caveoso sottostante il belvedere di piazzetta Pascoli, uno dei punti panoramici più fotografati dai tanti turisti che, in questi giorni, immortalano gli scorci del cuore antico della città. E proprio fra loro c’è già un pizzico di suspense, di avventura da intrighi internazionali che accompagneranno il film diretto dal Cary Joji Fukunaga.

Nannini, 15 novembre arriva nuovo album”La differenza” esce a due anni di distanza da “Amore gigante”

05 agosto 201915:49

– Il 15 novembre esce “La differenza” (Sony Music), il nuovo album di inediti di Gianna Nannini. È il diciannovesimo album in studio della rocker italiana, che arriva a distanza di due anni da “Amore gigante”.
La Differenza è stato realizzato nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, Tennessee, nel regno dell’analogico, sede di grandi produzioni artistiche blues-rock. A Nashville hanno mosso i primi passi importanti star negli anni ’50 e ’60 e ancora oggi ospita eccellenti studi di registrazione, in cui sono passati artisti come Bob Dylan, Elvis Presley, Paul McCartney o, più recentemente, Jack White e Kings of Leon.

Zingaretti saluta Sironi, gran parte successo è tuoAttore su Instagram, piango ancora un complice, un anno di merda

05 agosto 201916:08

“Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato, Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l’unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi”.Luca Zingaretti affida al suo profilo Instagram – postando anche una foto che li ritrae insieme sulla spiaggia, mentre camminano in abiti primaverili – il suo commovente e sentito addio ad Alberto Sironi, regista di tutti gli episodi della serie tv Il Commissario Montalbano sin dal 1999, morto ad Assisi a 79 anni. “Quanti bicchieri di vino, quante chiacchierate – prosegue Zingaretti, che fu scelto per interpretare il commissario di Vigata proprio da Sironi – quante confidenze. Quante volte abbiamo fatto fronte comune. E che sapienza! Tanta parte del successo tv dei nostri film è tuo. E non lo dico adesso che non ci sei più, l’ho sempre urlato. Non te lo hanno detto abbastanza, non te lo hanno riconosciuto abbastanza. Ma lo sapevano tutti”.”Che sapienza, che cultura – prosegue l’attore – che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto ‘ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tu’ senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perché ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura – sottolinea ancora l’attore, alludendo alla scomparsa di Andrea Camilleri, morto il 17 luglio scorso – che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio!”.

Nuove scoperte archeologiche a P.TorresScavi per rete gas riportano alla luce antica colonia romana

SASSARI05 agosto 201916:52

– A Porto Torres gli scavi per la posa della rete del gas riportano alla luce la Turris Libisonis di duemila anni fa. Le ruspe di Medea, la società del Gruppo Italgas che sta costruendo le reti di distribuzione del gas, durante il loro intervento tra via Carducci e via Colonia romana, hanno ritrovato nel sottosuolo il basamento di una colonna in calcare ed è stata individuata una struttura muraria in opus incertum.
Oltre a quest’ultima gli archeologi della Soprintendenza, grazie agli scavi, hanno potuto esaminare diverse sepolture monumentalizzate, plinti a base quadrata, una sepoltura con copertura in laterizi a cappuccina, un ambiente in opus latericium e un mattone con bollo di fabbrica che si trova ora nel Centro di restauro di Li Punti, a Sassari.
I ritrovamenti sono stati illustrati a Porto Torres nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco Sean Wheeler, il suo vice Marcello Zirulia, l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Derudas, il soprintendente per i Beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro, Bruno Billeci, la funzionaria responsabile di zona, Gabriella Gasperetti, l’assistente tecnico-scientifico della sede operativa di Porto Torres, Franco Satta, l’archeologa Daniela Deriu. “Le opere pubbliche servono a rendere più moderna una città, ma diventano spesso occasioni anche per approfondirne la conoscenza e per raccontare il nostro passato ricco di storia”, ha sottolineato il sindaco.
“I resti di interesse archeologico sono di particolare rilievo. Sono stati individuati elementi architettonici e strutture di ottima fattura, purtroppo già in parte danneggiate e obliterate da precedenti lavori per sottoservizi e piani interrati”, ha spiegato la direttrice delle indagini archeologiche, Gabriella Gasperetti. “Nonostante le limitate dimensioni della trincea di scavo, sono state documentate le strutture, recuperati i reperti mobili e consolidati gli intonaci di rivestimento”.

Senigallia, in mostra foto di GalimbertiRitratti di Giacomelli, Eco, Altman e Dalla esposti fino al 31/8

SENIGALLIA (ANCONA)05 agosto 201916:53

– Il massimo esponente italiano della corrente artistica basata sulla fotografia istantanea, Maurizio Galimberti, è in mostra in questi giorni alla Rocca Roveresca di Senigallia. Per tutto il mese di agosto è esposta nel monumento una raccolta di fotografie dell’artista di fama internazionale, noto al pubblico per i suoi ‘collage’ di polaroid.
Originale e ad effetto lo stile dell’artista comasco, classe ’65, che si esprime con mosaici realizzati attraverso numerosi scatti di polaroid dello stesso soggetto. Composizioni realizzate da tante tessere, tutte della stessa dimensione ma di numero variabile tra un’opera e l’altra, che mettono in evidenza i tratti più significativi del personaggio ripreso. Tra questi il fotografo Mario Giacomelli, il filosofo Umberto Eco, il regista Robert Altman, l’attrice Barbara Bouchet e il cantautore Lucio Dalla. In mostra anche i ‘ready made’ e le fotografie di viaggio: dalla grande mela alle pianure dell’Emilia Romagna.

Ad Assisi i funerali di Alberto SironiIl regista scomparso viveva in Umbria con la moglie

ASSISI (PERUGIA)05 agosto 201916:56

– L’Umbria piange Alberto Sironi. Il regista della serie tv ‘Montalbano’ è morto infatti ad Assisi, dove si svolgeranno anche i funerali (mercoledì 7 agosto a San Rufino), città che lo aveva accolto e dove viveva con la moglie assisana Lucia Fiumi, sposata nel 2016.
Sironi, 79 anni, aveva scelto l’Umbria sia per amore ma anche per viverci. La scintilla per entrambi (Lucia Fiumi è l’organizzatrice della stagione della musica d’autore Tournè e dell’evento Suoni Controvento) è scoccata mentre i due erano coinvolti in una giuria per il Calendimaggio ad Assisi.
“Quello che non è stato ancora raccontato – diceva Sironi parlando dell’Umbria – è la sua gente. Bisogna raccontarla perché questo ancora nel cinema non c’è. Gli umbri sono un popolo particolare che sembra chiuso, ma non è vero. Ho trovato gente meravigliosa tanto da aver conosciuto una donna umbra e la vita per me è poi cambiata”.
“Ciao amore mio”, è il commento lasciato dalla moglie per un saluto su Facebook con una foto insieme.
Sempre attraverso il social è arrivato subito anche il saluto del sindaco di Assisi, Stefania Proietti. “La scomparsa di Alberto Sironi – afferma – lascia un grande vuoto nella comunità di Assisi e nel mondo della cultura italiana”.

Domenico Modugno, 25 anni fa l’addio a Mr. VolareCon Nel blu dipinto di blu rivoluzionò la musica italiana

06 agosto 201915:21

Venticinque anni senza Domenico Modugno. Mr Volare, come lo conosceva mezzo mondo, è morto il 6 agosto del 1994, a soli 66 anni. Era un caldo pomeriggio d’estate, davanti ai suoi occhi che si sono chiusi per l’ultima volta c’erano l’amato mare di Lampedusa e il tramonto. Già provato da tempo nel fisico, lasciò un segno indelebile nella musica italiana, ma non solo. Portò il “bel canto”, il talento e il fascino del Belpaese dove nessuno si era mai spinto fino a quel momento: Nel blu dipinto di blu, che tutti – indistintamente – hanno cominciato a chiamare Volare, è diventato una sorta di inno nazionale.Carismatico e versatile, Modugno è stato il cantante italiano più conosciuto all’estero con oltre 60 milioni di dischi venduti: era nato il 9 gennaio del 1928 a Polignano a Mare (Bari). Poco più che ventenne si trasferì a Roma per seguire la sua vena artistica, cinematografica agli inizi. La musica arrivò solo in un secondo momento, quasi per caso: una ninna-nanna cantata nel film ‘Carica eroica’ di De Robertis (1953) fu il lasciapassare per la trasmissione radiofonica ‘Trampolino’. Il successo arrivò 5 anni dopo con la vittoria al Festival di Sanremo del ’58 con Nel blu dipinto di blu. Un successo mondiale che gli fece vincere tre Grammy, disco dell’anno, canzone dell’anno e interprete dell’anno.L’anno dopo bissò con Piove, che quest’anno festeggia i 60 anni. Come una sorta di Re Mida, ogni brano che le sue corde vocali affrontavano si trasformava in un successo: altre due vittorie a Sanremo (nel ’62 e nel ’66), una al Festival di Napoli (nel ’64 con Tu si’ ‘na cosa grande) e la fama mondiale. Dal suo cilindro escono gioielli come “L’uomo in frac” e “Resta cu me”.Intanto diventò anche attore di cinema e teatro (memorabile il suo Rinaldo in campo), regista, volto tv. La sua carriera subì una brusca interruzione quando, nel 1984, durante la registrazione della trasmissione La luna nel pozzo in onda su Canale 5, fu colpito da un ictus, con gravi conseguenze.Nell’ultima parte della sua vita si dedicò anche alla politica e nel 1987 fu eletto deputato per il Partito Radicale. Il 26 agosto 1993 tiene il suo ultimo concerto, una festa di riconciliazione con la sua Polignano a Mare, “tradita” all’inizio della carriera quando si spacciò per siciliano.”Mr. Volare” continua a rappresentare un punto di riferimento e fonte d’ispirazione, se si pensa al gran numero di omaggi e al fatto che la versione francese di “Io mammeta e tu”, cantata da Karl Zero, è finita nella colonna sonora di “X Files”.: da Mina a Roberto Murolo al Fabrizio De Andrè che lo cita in “Don Raffae'”, dai Negramaro di “Meraviglioso” (la canzone scartata nel 1968 al festival di Sanremo) ai Folkabbestia di “Tre briganti e tre somari” incisa con Caparezza ed Erriquez della Bandabardo’; dai Radiodervish che hanno realizzato lo spettacolo “Amara terra mia” con Giuseppe Battiston, inciso l’album e fatto il video della “title track” diretto da Franco Battiato; da Ginevra Di Marco e Roy Paci che incidono “Malarazza” agli Avion Travel che portano in scena, con il contributo di alcuni dei migliori jazzisti italiani, “Uomini in frac” fino a Diodato che ha inciso “Piove” per non dire di “Volare”, la fiction di Rai1 con protagonista Beppe Fiorello che ha poi portato in tournée lo spettacolo “Penso che un sogno così” dedicato all’artista.Dal 2013 Polignano gli rende omaggio con la serata “Meraviglioso Modugno” e quest’anno è stato anche annunciato il progetto per un museo Domenico Modugno.

JovaBeach a Policoro? Dubbi LegambienteL’organizzazione ambientalista, in pericolo la flora e la fauna

POTENZA05 agosto 201919:21

– Per garantire “la difesa della flora e della fauna” sulle dune a ridosso della spiaggia di Policoro (Matera), Legambiente ha chiesto che la tappa del Jova Beach Party di Jovanotti in programma nella zona di “Torre mozza” il prossimo 13 agosto sia “spostata in altro luogo”.
L’organizzazione ambientalista ha chiesto, in alternativa, che la data del concerto sia rinviata a dopo la fine di agosto; un’altra proposta riguarda la riduzione dell’area riservata allo spettacolo.

Francia, a ottobre inediti di ProustIn arrivo una raccolta composta da nove scritti

PARIGI05 agosto 201919:39

– Racconti e testi inediti di Marcel Proust verranno pubblicati il 9 ottobre in Francia: secondo quanto annunciato dalle Editions de Fallois, si tratta di una raccolta composta da nove scritti e intitolata “Le mystérieux correspondant et autres nouvelles inédites”. In un primo tempo avrebbero dovuto rientrare nella sua prima raccolta, ‘I piaceri e i giorni’, ma il grande scrittore francese decise poi di scartarli. A rispolverare gli inediti, è stato l’editore nonché specialista dell’opera di Proust, Bernard de Fallois, scomparso lo scorso anno. “Con questa raccolta di racconti e altri testi inediti di Marcel Proust – si legge in una nota diffusa dall’editore – risaliamo alle fonti di ‘Alla ricerca del tempo perduto'”. Pagine inedite, dunque, che “non hanno la perfezione della Ricerca ma che ci aiutano a comprenderla meglio svelandoci i suoi inizi”.

Placido Domingo re a Caracalla dopo 30 anniNoche española con arie da zarzuelas, ‘è la musica dei miei genitori’

06 agosto 201911:52

“Forse non tutti sanno che sono figlio d’arte, i miei genitori erano entrambi cantanti di zarzuela. La serata di musica spagnola è nata per questo”: è un omaggio pieno d’amore per la sua famiglia e le sue origini la “Noche española” che Placido Domingo regalerà al pubblico di Caracalla il 7 agosto, nel cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma.
“Mia madre cantava pochi giorni prima che io nascessi e per me fare il cantante resta un privilegio: si crea una tale comunione con il pubblico che si riescono a cancellare tutti i problemi quotidiani”, afferma oggi a Roma il maestro, reduce dai successi all’Arena di Verona dove ha appena festeggiato i 50 anni dal suo debutto (dirigendo l’Aida e cantando ne La Traviata). In un grande concerto composto da canzoni della tradizione spagnola e arie da celebri zarzuelas, accompagnato dall’orchestra del teatro capitolino diretta da Jordi Bernàcer, Domingo sarà dunque di nuovo indiscusso re a Caracalla, a 29 anni dalla storica serata de “I tre tenori”, quando fu protagonista tra le rovine romane con Luciano Pavarotti e José Carreras: “tornare dopo tanti anni è una grande emozione, sono felicissimo”, dice, ricordando l’amicizia con i due colleghi, e il divertimento di “scegliere il programma di quel concerto e sorteggiare i brani che volevamo cantare tutti e tre. Siamo stati tanto insieme e non abbiamo mai avuto un problema”. In questo concerto romano, dal titolo Gala Placido Domingo “Noche española”, sarà la Spagna protagonista, grazie a un repertorio dal sapore popolare: “la zarzuela è la sorella o la cugina dell’opera: non ha solo la musica ma anche il dialogo”, spiega Domingo, “non si raccontano drammi troppo grandi, le cose infatti alla fine si risolvono sempre. Le storie delle zarzuelas sono ambientate nelle diverse regioni spagnole, ognuna caratterizzata da una propria musica”. Sul palco delle Terme di Caracalla saliranno anche il soprano di origini cubane Ana Maria Martinez e il tenore messicano Arturo Chacón Cruz, oltre alla Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid, perché, spiega ancora l’artista, “nel nostro spettacolo la danza è essenziale”. Con una carriera di oltre mezzo secolo alle spalle, la star spagnola non ha nostalgia del passato: “Non ho mai pensato che i miei tempi fossero migliori, ci sono sempre stati maestri, grandi interpreti e registi”, dice, “prima la lirica in Europa si faceva solo nelle capitali, adesso ogni grande città ha un teatro d’opera. Ci sono compagnie ovunque e finalmente si sta formando un pubblico giovane”. “Per me questo è un momento positivo. Alcuni dicono che l’opera sia passata. Io non lo credo”, prosegue, “penso però che si debba lavorare sulla regia, oggi con una stessa scenografia si fanno 10 opere. Invece si deve raccontare la storia al pubblico giovane che ha bisogno di un pizzico di tradizione”. Sulle opere a cui è legato maggiormente, Domingo non ha dubbi, Otello e Tosca: “le ho interpretate entrambe più volte, ben 225 repliche per ognuna”, racconta, “con la Tosca ho iniziato e poi ho avuto l’onore di dirigerla per il centenario nel 2000, con Luciano (Pavarotti, ndr) che cantava Cavaradossi”.

Matera: Capossela inaugura TrenodiaDal 18 al 29 agosto nel Mezzogiorno un pianto rituale collettivo

MATERA06 agosto 201912:54

– Sarà il Casino Padula della Città dei Sassi ad ospitare il 7 luglio, dalle 17.30, la prima “chiamata pubblica” rivolta ai cittadini che vorranno diventare protagonisti dell’opera d’arte pubblica, Trenodia, ideata e curata da Mariangela e Vinicio Capossela, e coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme a Sponzfest Sottaterra 2019, nell’ambito di Matera Capitale europea della Cultura 2019.
Un pianto rituale collettivo, sonoro e rigenerante, quello “rielaborato” della performance itinerante Trenodia, dal 18 al 29 agosto, attraverso alcuni comuni del Mezzogiorno, dalla passando per Calabria e Campania e finendo in Basilicata.

Orazi lascia Teatro Lirico di CagliariSovrintendente via dal 30/9, “motivi personali e familiari”

CAGLIARI06 agosto 201914:23

– Claudio Orazi lascia l’incarico di soprintendente dell’Ente Lirico di Cagliari. Una scelta motivata da ragioni di carattere personale e familiare, come ha spiegato lo stesso Orazi nell’annunciare la decisione. “Ho interpretato e svolto il mio ruolo con l’onore e il piacere di porre il Teatro Lirico di Cagliari e la terra di Sardegna al centro di un ampio progetto culturale – ha detto Orazi – che da un lato ci ha visti più radicati sul territorio dall’altro aperti al mondo con una attività di internazionalizzazione, penso al rapporto con gli Stati Uniti d’America, che, nel docufilm a firma del grande Martin Scorsese, trova la punta di diamante della mia azione che è stata al servizio di una idea di come la cultura e il patrimonio musicale italiano possano imporsi mantenendo le prerogative di impegno sociale e a beneficio di tutti”.
Ora l’amministrazione comunale provvederà alla nomina del suo successore dopo il 30 settembre, data della decorrenza delle dimissioni.
“Un ringraziamento particolare al Soprintendente Claudio Orazi – sottolinea il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu – che lascia un Teatro Lirico efficiente, con un bilancio positivo, un’istituzione che ha aumentato notevolmente la sua presenza nelle scuole, ha accolto studenti di ogni ordine e grado, ha perseguito politiche di radicamento sul territorio, ha dialogato con istituzioni e associazioni locali”.

Un viaggio nella ‘Bella Vergogna’Per Matera 2019 con Pesce e la compagnia La Fura dels baus

POTENZA06 agosto 201914:23

– Il viaggio è cominciato alcuni mesi fa, accompagnato da una domanda: “La vergogna può diventare bellezza?”. Ora, dopo incontri e laboratori attraverso la Basilicata, si è trasformato in uno spettacolo nel quale, tra fughe e arrivi, tra situazioni vergognose e luoghi meravigliosi, il teatro di azione si mescola con quello di narrazione. “La bella vergogna”, scritto da Ulderico Pesce per la regia di Pera Tantià della compagnia catalana La Fura dels baus, debutterà il 10 agosto (con repliche l’11 e il 12 agosto) al Banxhurna di San Paolo Albanese (Potenza), nel Parco nazionale del Pollino. In scena ci saranno lo stesso Pesce, Maria Letizia Gorga e altri 30 artisti. Lo spettacolo, realizzato nell’ambito dell’omonimo progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, è coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Centro Mediterraneo delle Arti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Boom di visite alla Cappella Scrovegni
308.419 presenze nel 2018, i musei di Padova aperti a Ferragosto

PADOVA06 agosto 201914:52

– Dal 2008 al 2018 la Cappella degli Scrovegni ha visto aumentare i visitatori da 215.308 a 308.419 (+43,2%). Lo ha reso noto Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, sottolineando anche che nei primi sei mesi dell’anno gli affreschi di Giotto hanno richiamato 171.471 persone (+3,35% rispetto allo stesso periodo del 2018) e che dunque la Cappella potrebbe chiudere il 2019 attorno alle 320mila presenze. Secondo Colasio, “ci sono le condizioni per far sì che il sistema culturale di Padova possa attrarre nei prossimi dieci anni oltre un milione persone”. Intanto, il Comune ha deciso che tutte le sedi del sistema museale civico e numerose mostre resteranno visitabili anche a Ferragosto.

Mibac, Giubbe Rosse ‘bene culturale’Sancita tutela locale Firenze che animò cultura primo Novecento

FIRENZE06 agosto 201914:53

– Su proposta della soprintendenza di Firenze, il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha riconosciuto il caffè storico letterario ‘Giubbe Rosse’ come bene culturale ed ha emesso in merito un decreto ministeriale che ne sancisce la tutela. Le Giubbe Rosse, fondate nel 1897, sono state grande riferimento culturale del primo ‘900: sede fissa dei futuristi fiorentini, tra cui Giovanni Papini, Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi, divenne anche punto di ritrovo per numerosi intellettuali gravitanti attorno a riviste letterarie come Lacerba, La Voce, Il Selvaggio, Solaria. Giubbe Rosse, motiva il decreto, “rappresenta testimonianza tangibile dell’atmosfera e del fervore intellettuali che animavano Firenze nel corso del Novecento. Lo storico caffè letterario costituisce per questa sua natura un forte valore identitario e luogo di aggregazione a tutti i livelli sociali”.

Tredici vira sul mystery, nuovo omicidio al liceoLa terza stagione in arrivo su Netflix dal 23 agosto

07 agosto 201911:22

La nuova stagione di Tredici trasforma la serie in un mistero, spostando l’attenzione dalla morte di Hannah a un nuovo omicidio. La seconda stagione era già passata a esplorare la cultura tossica del bullismo e della violenza sessuale nella Liberty High School. Qui si va oltre definitivamente, c’è un’altra vittima e il giallo si infittisce. La polizia indaga. Siamo alla stagione 3 di Tredici, la serie tv Netflix tra le più controverse ma anche seguite di sempre, creata da Brian Yorkey (Tony Award, Premio Pulitzer) che andrà in onda dal 23 agosto in tutti in paesi dove il servizio streaming è attivo. E il numero 3 ricorre come un mantra. Da ricordare che la famosa scena del suicidio di Hannah Baker nella prima stagione a due anni dal debutto della serie è stata eliminata. L’annuncio a luglio da parte dello stesso colosso. Il motivo? Evitare possibili emulazioni da parte dei ragazzi che, vedendo una scena così cruda, potrebbero cercare di imitarla. La scena finale, di circa tre minuti, non sarà più quindi disponibile sulla piattaforma di streaming online.
In Tredici 3 le forze dell’Ordine si vedono costrette a diramare a tappeto locandine con il seguente messaggio: “Chi ha ucciso Bryce Walker?”. Si segue una pista criminale per la morte del maturando della Liberty High School. Il dipartimento di polizia della contea di Evergreen sta raccogliendo informazioni da studenti, testimoni o altre fonti che potrebbero avere indizi sulle circostanze della sua morte: “Se sei in possesso di qualsiasi informazione vai su chihauccisobrycewalker.com”.
Questa volta tra gli inquisiti del nuovo omicidio c’è Clay Jensen. Era lui l’amico di Hannah Baker: ossessionato dalla morte della giovane, voleva trovare il colpevole ad ogni costo.
In sintesi, otto mesi dopo aver impedito a Tyler di compiere un atto estremo durante il ballo di primavera, Clay, Tony, Jessica, Alex, Justin e Zach cercano in tutti i modi di proteggere il segreto del giovane, mentre lo aiutano a riprendersi dall’accaduto. Una tumultuosa partita di football di inizio anno culmina con la scomparsa di un giocatore e come si diceva ora è Clay a ritrovarsi tra gli indagati dalla polizia. Sarà una figura esterna al gruppo a guidarli nel corso delle indagini, approfondimenti che potrebbero mettere a nudo i loro segreti più profondi. La posta in gioco è sempre più alta, anche le azioni nate con le migliori intenzioni possono cambiare una vita per sempre.
Il trailer della terza stagione di Tredici trasforma la serie da una provocatoria riflessione sulla salute mentale e sul suicidio adolescenziale in un sensazionale dramma omicida.
Mostra gli adolescenti di Liberty High in vari momenti che culminano nel funerale di Bryce. “Agente Stendall c’è una cosa sui ragazzi al Liberty High”, dice una voce fuori campo. “Sono legati dai loro segreti. Legati e cambiati per sempre. La verità è, date le giuste circostanze, la giusta motivazione: chiunque avrebbe potuto farlo”.
Nel cast troveremo: Dylan Minnette (Clay Jensen), Brandon Flynn (Justin Foley), Justin Prentice (Bryce Walker), Alisha Boe (Jessica Davis), Christian Navarro (Tony Padilla), Miles Heizer (Alex Standall), Kevin Druid (Tyler Down), Ross Butler (Zach Dempsey), Timothy Granaderos (Montgomery de la Cruz), Anne Winters (Chloe), Steven Weber (Preside Bowen), Brenda Strong (Mrs. Walker), Amy Hargreaves (Mrs. Jensen) e Grace Saif (Ani).
Produttori esecutivi: Brian Yorkey, Mandy Teefey, Kristel Laiblin, Selena Gomez e Joy Gorman.

Addio Toni Morrison, prima afroamericana a vincere NobelSmascherò la banalità del razzismo. Obama, “Un tesoro nazionale”

NEW YORK07 agosto 201911:20

– Prima scrittrice afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, insignita nel 2012 da Barack Obama della Presidential Medal of Freedom, il più alto riconoscimento civile negli Stati Uniti, Toni Morrison ha smascherato banalità e luoghi comuni sulla razza e il razzismo di cui non riusciamo più a comprendere il vero significato e di cui ci ha mostrato quanto fosse necessario tornare ad occuparsi. “Che regalo respirare la sua stessa aria, anche se solo per poco” dice ora l’ex presidente americano Obama, appassionato del suo ‘Canzone di Salomone’ che parla della scrittrice, morta il 6 agosto a 88 anni a New York, come di un “tesoro nazionale” e in un tweet definisce la sua scrittura “bella e una sfida significativa alla nostra coscienza e alla nostra immaginazione morale”. “Quando e’ stato eletto Obama si pensava fossero finiti certi pregiudizi ma il passato continua a ripresentarsi”, diceva la scrittrice nel 2012 al Festivaletteratura di Mantova. E spiegava: “Non siamo una società post razziale. Il razzismo è un cancro che non si può estirpare con diverse medicine. Per trovare una risposta deve cambiare qualcosa dentro di noi”.Entrati nella storia della letteratura americana i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Frassinelli, esplorano la paura dell’altro, la questione dei confini, dei movimenti di massa delle popolazioni e ci mettono davanti a questioni irrisolte che sono tutt’ora al centro del dibattito politico internazionale. E nell’autunno del 2019 arriverà nelle nostre librerie ‘L’importanza di ogni parola’, una raccolta dei saggi della Morrison degli ultimi quarant’anni, con i testi più importanti tra cui il discorso di accettazione del Nobel per la letteratura. Molte delle sue storie si ispirano ai racconti orali della tradizione orale afro americana o a fatti di cronaca. Come il suo capolavoro del 1987 ‘Amatissima’, un invito a non dimenticare che le valse il premio Pulitzer l’anno successivo. Dedicato agli schiavi morti durante il Middle Passagein, il romanzo trae spunto da un fatto realmente accaduto che vede una schiava fuggita da una piantagione di cotone uccidere la figlia quando sta per essere ricatturata. Mentre ne ‘Il dono’, ambientato due anni prima dei processi alle streghe di Salem, la Morrison ci mostra come schiavi non siano soltanto i neri. Originaria di Lorain, in Ohio, dove era nata nel 1931, Chloe Anthony Wofford, vero nome di Toni Morrison, veniva da una famiglia operaia. In Ohio i suoi genitori erano arrivati dall’Alabama per sfuggire al razzismo. Docente di letteratura inglese e scrittura creativa in diverse università e per molti anni editor della casa editrice Random House di New York, la Morrison è stata nel 1974 l’editor dell’autobiografia di Angela Davis. Dopo la separazione dal marito, l’architetto giamaicano Harold Morrison, aveva cresciuto da sola i due figli.Nel suo ultimo libro uscito in Italia nel 2016, ‘L’origine degli altri’ la Morrison spiegava: “mi interessava la rappresentazione dei neri attraverso la cultura piuttosto che attraverso il colore della pelle”. Nel volume, che raccoglie un ciclo di conferenze tenute ad Harvard nel 2018, con la prefazione dello scrittore Ta-Nehisi Coates e l’introduzione all’edizione italiana di Roberto Saviano, la scrittrice aveva compiuto un lungo viaggio, che in parte è anche un suo ritratto, in cui s’interrogava su che cosa è la razza, e perché le diamo tanta importanza, su che cosa spinge gli esseri umani a costruire “un altro” da cui differenziarsi e su perché il colore della pelle abbia avuto nella storia un peso così negativo. E come dice nella prefazione Ta-Nehisi Coates non si occupava “direttamente dell’ascesa di Donald Trump. Ma è impossibile leggere le riflessioni dell’autrice sull’appartenenza, su chi è protetto dall’ombrello della società e chi invece non vi trova posto, senza considerare il momento presente”.Nella narrativa aveva esordito nel 1970 con ‘L’occhio più azzurro’ in cui ha raccontato il desiderio di una bambina nera di assomigliare ai bianchi cui sono seguiti ‘Sula’, ‘Jazz’, ‘L’isola delle illusioni’, ‘Giochi al buio’, ‘Canto di Salomone’, ‘Paradiso’, ‘Amore’, ‘A casa’ e ‘Prima i bambini’ del 2016. E con il figlio Slade Morrison ha scritto la storia per ragazzi ‘Chi ha più coraggio? La formica o la cicala?, una “favola ideale” con il finale aperto come lei la aveva definita. Poetica e visionaria, ma anche molto lucida nella sua visione della realtà, la Morrison era convinta che le donne debbano essere forti e “andare contro le regole, soprattutto in una societa’ patriarcale. Non credo che le donne afro-americane siano senza potere, lo hanno sempre avuto lavorando in casa e fuori, hanno sviluppato un grande senso di indipendenza” diceva la scrittrice guerriera che finché ha potuto non si è fermata anche quando un problema all’anca la aveva costretta alla sedia a rotelle.

Lavoratori Regio, Galoppini è utileLettera aperta maestranze chiede intervento neo sovrintendente

TORINO06 agosto 201916:10

– “Nessuno è indispensabile, però talvolta capita che persone utili e capaci, oltreché oneste, si trovino al posto giusto. È questo il caso del maestro Alessandro Galoppini, già direttore dell’area artistica del Teatro Regio di Torino, a cui per ragioni di formalità contrattuale non viene ora rinnovato il rapporto di collaborazione”. Così i lavoratori del Regio di Torino in una lettera aperta al nuovo sovrintendente Sebastian Schwarz.
Le maestranze, nel documento, osservano che “i processi decisionali di questi giorni riguardo alla direzione dell’area artistica e alla direzione di produzione non l’hanno visto coinvolto nonostante il Sovrintendente, secondo la legge, sia l’organo di gestione del Teatro e quindi abbia piena titolarità nella scelta dei propri collaboratori”.
Secondo i firmatari, oltre 200 su un totale di 300 contattati uno ad uno benché in ferie, “le vie formali per risolvere la questione si possono trovare, un professionista e una persona del valore del Maestro Galoppini difficilmente”.

Festivaletteratura, record di stranieri e arriva la AtwoodA Mantova 4-8 settembre, oltre 300 appuntamenti

07 agosto 201910:36

– E’ record assoluto di grandi autori stranieri, con oltre 70 ospiti internazionali tra cui per la prima volta Margaret Atwood di cui esce il 10 settembre ‘I testamenti’ (Ponte alle Grazie), attesissimo seguito de Il racconto dell’Ancella, e il ritorno del premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, al Festivaletteratura di Mantova. Nella 23/ma edizione, dal 4 all’8 settembre, una grande attenzione viene riservata al destino dell’Europa in una serie di incontri che saranno aperti da Amin Maalouf.Oltre trecento gli appuntamenti – con molti eventi in lingua originale per favorire una maggior vicinanza agli autori – che vedranno protagonisti anche i fotografi Lorenzo Tugnoli, vincitore del Pulitzer e del World Press Photo 2019 e Marco Gualazzini. Per la prima volta saranno a Mantova lo scrittore statunitense Dave Eggers, fondatore del centro di lettura e scrittura per ragazzi 826Valencia, del quale esce in Italia il 29 agosto per Feltrinelli ‘La parata’, Manuel Vilas, l’autore di ‘In tutto c’è stata bellezza’ (Guanda) tra gli scrittori di punta della letteratura spagnola contemporanea; la scozzese Ali Smith, più volte candidata al Nobel, l’egiziana Nawal al-Sa’dawi, icona dell’impegno per i diritti delle donne nel mondo musulmano e la messicana Valeria Luiselli, astro nascente della letteratura latino-americana. Tra i più importanti ritorni a Mantova quello di Ian McEwan e Abram B. Yehoshua, fra le stelle che hanno tenuto a battesimo il Festival nel 1997 e di Pilar del Rio, la vedova di Josè Saramago, che parlerà del Nobel portoghese morto nel 2010 e del libro che comprende alcuni inediti ‘Diario dell’anno del Nobel’ (Feltrinelli). E poi la turca Elif Shafak, Jonathan Safran Foer e Howard Jacobson, già vincitore del Man Booker Prize.Nei cinque giorni del festival anche Gail Honeyman, l’autore di ‘Eleanor Oliphant sta benissimo’ (Garzanti), David Nicholls con ‘Un dolore così dolce’ (Neri Pozza) e lo sperimentatore di stili e forme Eric Chevillard con ‘Sul riccio’ (Prehistorica Editore). Gli approfondimenti sull’Europa aperti dall’intellettuale di origini libanesi e accademico di Francia Maalouf vedono al centro le nostalgie autoritarie che sembrano conquistare il cuore nero della rabbia europea con interventi di narratori, saggisti e artisti come Donald Sassoon, Uwe Timm, il premio Goncourt Eric Vuillard e il Premio Strega 2019 Antonio Scurati a cui si aggiungono i reportage di David Kermani sulle regioni orinetali dell’Europa, le indagini di Francesca Mannocchi e Lorenzo Tondo sui traffici di esseri umani che solcano il Mediterraneo e quelle di Agnes Heller ed Ece Temelkuran. A guidare la pattuglia degli autori italiani Dacia Maraini ed Erri De Luca con il nuovo ‘Impossibile’ (Feltrinelli), Marco Malvaldi con una lettura/spettacolo e Gianrico Carofoglio con Massimo Gramellini e Arianna Porcelli Safonov in una riflessione sugli usi e abusi delle parole, insieme a Neri Marcorè.Tirana è la città dei libri scelta da Festivaletteratura per questa edizione e sarà protagonista della biblioteca temporanea curata da Luca Scarlini allestita a Piazza Sordello. Spazio anche al giallo con tra i protagonisti Jeffery Deaver e il suo fortunato ciclo di romanzi con Lincoln Rhyme e il tedesco Harald Gilbers con i suoi gialli ambientati nella Germania hitleriana e tra gli italiani Marcello Simoni; alla poesia con il Pulitzer Philip Schultz e fra gli italiani Patrizia Valduga, Anna Maria Farabbi, Umberto Fiori e Antonio Prete. Tutta la comunità del festival è chiamata a mobilitarsi per la creazione di un museo della lingua italiana che secondo il disegno di Giuseppe Antonelli si dovrebbe sviluppare in un percorso espositivo di oggetti che rimandano a un momento significativo della nostra storia linguistica. Nei giorni del Festival Rizzoli festeggia i 70 anni di Bur con una mostra alla Biblioteca Comunale Teresiana in cui saranno esposte le edizioni del tascabile più famoso d’Italia.

The Quake, l’incubo terremoto arriva dalla NorvegiaIn sala dall’8 agosto l’action thriller di John Andreas Andersen

07 agosto 201910:59

– Se il rischio ‘big one’ in California è un incubo ricorrente a Hollywood, stavolta le devastazioni arrivano direttamente dalla Norvegia. Esce in sala l’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures, The Quake – Il terremoto del secolo, il film diretto da John Andreas Andersen ispirato al sisma che ha colpito Oslo nel 1904.
Sequel ‘spirituale’ di The Wave di Roar Uthaug del 2015, The Quake è un action thriller ricco di emozioni che mette ancora una volta al centro la brutale e mortale forza della natura, riuscendo a combinare gli elementi più adrenalinici dei film di genere con la realtà produttiva cinematografica norvegese, per un mix di tensione ed emozioni miscelato ad arte. Una storia di sopravvivenza ricca di azione e di effetti speciali mozzafiato, ma anche un racconto umano fatto di coraggio e altruismo. Nel cast Kristoffer Joner, Ane Dahl Torp, Jonas Hoff Oftebro e Edith Haagenrud-Sande, già protagonisti di The Wave, affiancati questa volta dalla new entry Kathrine Thorborg Johansen.
“La mia speranza – ha detto il regista – è che questo film conduca lo spettatore in un viaggio pieno di azione, avvincente sotto il punto di vista emotivo e visivo”.
Questa la trama: il geologo Kristian Elkjord è un uomo la cui vita privata è appesa a un filo: l’ossessione verso il suo lavoro lo ha portato a separarsi dalla moglie Idun (Ane Dahl Torp) e a trascurare i due figli, lo studente universitario Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Julia (Edith Haagenrud-Sande). La sua grande esperienza e il suo intuito lo portano a scoprire che Oslo è minacciata da un catastrofico terremoto, abbastanza potente da distruggere l’intera città.
Convincere di questo le persone che gli stanno intorno sarà un’impresa difficile, ma non abbastanza da scoraggiarlo a tentare di salvare la sua famiglia intrappolata in uno dei grattacieli più alti di Oslo, duramente colpito dallo sciame sismico che violentemente sta demolendo ogni cosa.

Borgna, La follia che è anche in noiSaggio su psichiatria gentile, che si nutre di umanità e dialogo

07 agosto 201911:03

– EUGENIO BORGNA, LA FOLLIA CHE È ANCHE IN NOI (EINAUDI, PP.136, 12 EURO). L’ascolto e la gentilezza, l’immaginazione e la solidarietà, la capacità di abbracciare il dolore altrui, provando a sentirne il peso; e il coraggio di capire la genesi e la direzione della sofferenza per contrastarla con la sensibilità: la certezza che la psichiatria sia una scienza umana e non solo naturale è il fulcro del saggio di Eugenio Borgna dal titolo “La follia che è anche in noi” (Einaudi). Una lettura illuminante, che rinfranca il cuore, nell’ambito di un tema, quello della fragilità e del disagio mentale, che riguarda moltissime persone, e di cui spesso si fa fatica a parlare, per vergogna per lo più o per timore di non essere compresi. “Sì, in psichiatria le ragioni del cuore sono non meno importanti della ragione calcolante, e in essa ci sono condizioni così dolorose, e così strazianti, che la comunità di cura non possa talora non sconfinare in una comunità di destino”, scrive il professore. Con precisione, fermezza, ma anche con uno sguardo sereno e gentile, Borgna mette a disposizione del lettore la sua grande esperienza di psichiatra, spiegando il suo approccio alla mente umana, parlando dei suoi pazienti, indicando anche quali strade (a volte sbagliate) la psichiatria ha seguito fino a oggi.Dagli anni trascorsi al manicomio di Novara – prima come primario poi come direttore dei reparti femminili – al grande spartiacque che è stata la legge Basaglia del 1978, con la chiusura dei manicomi e l’opportunità di avere un servizio psichiatrico ospedaliero e territoriale, dalla psichiatria come è oggi (con alcune parti della legge 180 non attuate e diverse criticità, come il problema non superato della contenzione dei pazienti più aggressivi) fino alle prospettive per il futuro, Borgna delinea un quadro che al tempo stesso è personale e collettivo: le sue sono riflessioni che di certo partono dal vissuto personale (più volte lascia intendere che l’essere medico è stato molto più di una professione, ma anche un modo per conoscere se stesso e le proprie emozioni) e dalle storie delle sue pazienti, ma riescono ad avere uno sguardo ampio, capace di abbracciare molti aspetti di che cosa è stata (ed è) la psichiatria e quale sia l’approccio italiano alla malattia.Pur considerando “doverosa la chiusura dei manicomi, regrediti in Italia a livelli di intollerabile inumanità”, luoghi spesso di indifferenza quando non di abuso, violenza e assenza di rispetto della dignità della persona, Borgna afferma che la sua esperienza nel manicomio di Novara è stata del tutto differente, ricordando di aver avuto la preziosa opportunità di una cura amorevole, rigorosa e appassionata delle pazienti: una cura che partiva proprio dal dedicare a ognuna di loro tutto il tempo necessario (risorsa rarissima ieri ma anche oggi, negli ospedali con il servizio psichiatrico) e che non prevedeva contenzioni o porte sbarrate. E nel futuro, dove sta andando la psichiatria? In un contesto caratterizzato da mancata attenzione dalla politica e indifferenza della società nei confronti del disagio mentale, non basta migliorare le strutture e i modi di fare psichiatria “se, come ancora oggi avviene, si dà esclusiva importanza ai farmaci, e se la cura non si nutre di attenzione e di ascolto, di sensibilità e di passione, di vicinanza emozionale, e di capacità di cogliere il senso che si nasconde nella sofferenza psichica, nella follia, e se non si è consapevoli della enorme importanza che nella cura hanno le parole”, scrive Borgna. E lascia, alla fine del libro, una profonda verità: “La follia non è qualcosa di estraneo alla vita, ma è una possibilità umana che è in noi, in ciascuno di noi, con le sue ombre e con le sue incandescenze emozionali”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A teatro, Papaleo, Caprioli, Giusti
30 anni dopo, torna in scena Se devi dire una bugia dilla grossa

07 agosto 201912:03

– Rocco Papaleo in chiusura delle Orestiadi di Gibellina con ‘Invettiva lunare’ e ‘Molto rumore per nulla’ di Shakespeare a Roma con la regia di Loredana Scaramella; ‘Se devi dire una bugia dilla grossa’ riportato in scena, trent’anni dopo, da Gianluca Guidi al Festival di Borgio Verezzi (SV) e Anita Caprioli a Fano (PU) per TAU – Teatri Antichi Uniti 2019 con ‘La storia di Antigone. Favola in musica per cornacchie cani selvatici, maledizioni, tiranni sepolcri e fanciulle in fiore’, ovvero la versione della tragedia di Sofocle della scrittrice scozzese Ali Smith. E ancora Antonio Salines ed Edoardo Siravo al XIX Festival dei due mari di Tindari (ME) con ‘Doctor Faust’ di Cristopher Marlowe e Max Giusti all’Anfiteatro Albano Estate (RM) con il suo ‘Cattivissimo me’: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

Arena, Bosso debutta con Carmina BuranaGasdia, maestro è un indiscusso artista e grande divulgatore

VERONA06 agosto 201917:53

– Domenica 11 agosto atteso debutto all’Arena di Verona per il maestro Ezio Bosso, che nell’ambito del Festival areniano 2019 dirigerà i Carmina Burana di Carl Orff. Protagonisti della serata l’Orchestra dell’Area, le voci del soprano Ruth Iniesta, del controtenore Raffaele Pe e del baritono Mario Cassi, il coro diretto da Vito Lombardi e il doppio coro di voci bianche “A.d’A.MUS” diretto da Marco Tonini e “A.LI.VE” diretto da Paolo Facincani.
Repertorio tra i più trascinanti ed evocativi del panorama classico, molto noto anche al grande pubblico, i Carmina Burana furono presentati la prima volta in Arena nel 2014 e 2015 e tornano oggi in stagione. Per la soprintendente Cecilia Gasdia “per l’Arena è importante proseguire la propria vocazione garantendo la presenza di un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti, e che è al contempo un grandissimo divulgatore, capace di ampliare il pubblico della classica in uno dei momenti storici più difficili per essa”.

DiCaprio, io e il sogno del cinema”Attore di serie B per Tarantino”. A Roma anche Margot Robbie

04 agosto 201911:30

– “Non è stato difficile interpretare un attore di serie B al tramonto come è appunto Rick Dalton, la sceneggiatura era perfetta come il rapporto con il suo amico stuntman. Rick era uno che non lavorava neppure più tanto volentieri, un personaggio bipolare, angosciato per il fatto che il mondo continuasse ad andare avanti nonostante lui”. Leonardo DiCaprio racconta così a Roma, in una conferenza stampa strapiena, il suo personaggio di ‘C’era una volta… a Hollywood’, il film di Quentin Tarantino che, dopo essere passato in concorso a Cannes, approda in sala il 18 settembre con la Warner Bros.”La mia responsabilità di attore affermato? È solo quella di lavorare con registi che possono migliorare la mia recitazione perché in questo lavoro dipende sempre da loro” dice poi l’attore, vincitore dell’Oscar nel 2016 per l’interpretazione in The Revenant. Da DiCaprio poi solo parole di ammirazione per Tarantino: “È lui che mi fatto conoscere Ralph Meeker, l’attore a cui si ispira il mio personaggio e per il quale nutre un grande rispetto, lo stesso che ha per tutte le molte cose che conosce del cinema”. E, infine, un atto di umiltà: “Sono cresciuto guardando film e non avrei mai pensato di fare un giorno quello che facevano allora i miei eroi”.La bellissima Margot Robbie, che nel film è Sharon Tate, uccisa dalla setta di Charles Manson nella strage di Bel Air, racconta invece il fascino di girare la scena in cui la moglie di Roman Polanski entra in un cinema per vedere il suo film: “Girare quella sequenza è stata una gioia immensa – ha detto l’attrice -. Fin dalla lettura della sceneggiatura mi sono sentita trasportata nella Hollywood del 1969, perché Tarantino sul set ricostruisce davvero tutto e non lascia nulla al caso, tiene conto di ogni dettaglio”. Da parte dell’attrice e produttrice australiana nessuna nostalgia del cinema di una volta: “Sotto molti aspetti sono felicissima di lavorare oggi e non in quegli anni Sessanta pur pieni di fascino. Va detto che oggi molte cose sono cambiate in meglio per noi donne”, aggiunge alludendo chiaramente al movimento #metoo, pur senza citarlo.

Giornate Autori, Bellocchio premio Siae”Analisi introspettiva e anticonformismo”. Cerimonia il 2/9

05 agosto 201916:50

– Il Premio Siae, assegnato ogni anno nel quadro delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia, va quest’anno a Marco Bellocchio che raccoglie il testimone di Mario Martone, premiato nel 2018.
La motivazione del premio, che sarà consegnato alle 17.30 del 2 settembre alla Villa degli Autori, segnala la “figura unica di regista, intellettuale e organizzatore culturale” di Bellocchio, “uomo di cinema che ha sempre saputo connotare con una cifra originale e personale la sua arte. Il suo lavoro riflette un pensiero di respiro internazionale erede di una riflessione politica e storica che ha radici nella migliore cultura italiana. Ribelle lucido e osservatore critico, viaggiatore curioso e testimone del suo tempo, Marco Bellocchio sa coniugare l’analisi introspettiva di sé con quella di una nazione, senza fare sconti all’individuo e alla società civile, ma indicando una consapevolezza che contrasta, ieri come oggi, ogni tipo di conformismo”.

Ultimi ciak film Ponti con mamma LorenLa vita davanti a sé, è anziana ebrea che accudisce un ragazzino

06 agosto 201912:14

– Madame Rosa è un’anziana ebrea ed ex prostituta che, seppur riluttante, accetta di prendersi cura di Momo, un turbolento dodicenne di strada di origini senegalesi.
I due sono diversi in tutto e all’inizio il loro rapporto è molto conflittuale, ma inaspettatamente la loro relazione si trasforma in una profonda amicizia. Ben presto si renderanno conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre.
Rosa è un’intensa Sofia Loren nel film La vita davanti a sé, diretto dal figlio dell’attrice, Edoardo Ponti. Nel cast anche Renato Carpentieri, Massimiliano Rossi, Babak Karimi, Abril Zamora e il piccolo Ibrahima Gueye nel ruolo di Momo. Le riprese, svoltesi in Puglia principalmente tra Bari e Trani, sono appena terminate. Scritto da Ugo Chiti ed Edoardo Ponti, è prodotto da Palomar Spa, Impact Partners Film Services LLC, Artemis Rising Foundation, Foothills Productions LLC, Another Chapter Productions LLC, Scone Investments Pty Ltd, in collaborazione con Macaia Film.

I film che vedremo, 20 big rilanciano l’ItaliaDa Comencini a Muccino, da Amelio a Verdone, aspettando Zalone

07 agosto 201910:27

– In un’estate in cui spesso le notizie dai set sono calamitate da una singolare “Hollywood sullo Stivale” con grandi nomi a spasso per il Belpaese, da Christopher Nolan a Terrence Malick, dallo 007 di Daniel Craig alla coppia Abel Ferrara/Willem Dafoe, il cinema italiano non sta a guardare. Anzi, dopo la messe di film che prenderanno il volo dalla Mostra di Venezia, rilancia con una varietà di talenti, generi, storie che sulla carta promettono una stagione da record. Sorprese certo ci saranno, e non solo in positivo, ma tra set estivi aperti in mare e in montagna, sale di montaggio e studi di registrazione in frenetica attività, titoli in rampa di lancio tra i festival autunnali e i “botti” natalizi, ecco una ventina di titoli da tenere d’occhio.La postazione del cinema d’autore è riccamente presidiata. Ci sta di diritto Cristina Comencini con le suggestioni di un mystery sullo sfondo dell’alta società napoletana come “In buona compagnia” con Giovanna Mezzogiorno e Vincenzo Amato; le fanno compagnia Giorgio Diritti con “Volevo nascondermi” con Elio Germano, Ferzan Ozpetek che ritorna ai suoi temi favoriti per “La dea fortuna” che riunisce Stefano Accorsi e Edoardo Leo insieme a Jasmine Trinca. E sopra tutti un maestro come Gianni Amelio, atteso da un appuntamento cruciale ad “Hammamet” con Pierfrancesco Favino che ridà vita a un leader della politica con le sfaccettature e le contraddizioni che in anni recenti avevano nutrito la ricerca espressiva di un altro “grande” come Marco Bellocchio.Novità dell’anno è senz’altro il ritorno in grande stile del cinema di genere, sia pure con l’impronta e la personalità di registi ormai più che emergenti. C’è già grande attesa per un’icona come “Diabolik” che finalmente diventa film grazie ai fratelli Manetti con Luca Marinelli bel tenebroso, Miriam Leone nella tuta di Eva Kant e un ineffabile Ginko col volto di Valerio Mastandrea. Cerca conferma, dopo un debutto dorato e la notorietà acquisita come scrittore, Donato Carrisi che per “L’uomo nel labirinto” ha avuto a disposizione una vera coppia d’assi come Dustin Hoffman e Toni Servillo. E’ destinato a stupire Tony D’Angelo che con “Calibro 9” ritorna sui passi di un maestro del “B Movie” come Fernando Di Leo e lancia in pista un trio d’attori ben calibrato come Marco Bocci, Ksenia Rappoport e Michele Placido. La vera sorpresa potrebbe essere il debutto di Marco D’Amore con “L’immortale” che supera di slancio l’etichetta di spin off di “Gomorra” e cerca una consacrazione personale pur senza rinnegare il proprio passato personale e artistico. E anche in questo settore produttivo (assolutamente determinante per un rilancio del cinema italiano come industria popolare) c’è un outsider: Marco Lombardi firma “Ladro di giorni”, un road movie in stile noir che ha in Riccardo Scamarcio un “bad guy” carismatico, forte di una sceneggiatura a orologeria e di un cocktail tra tradizione italiana e stile all’americana davvero originale.Il territorio della commedia non può che fare spazio a Carlo Verdone, questa volta alla testa di una band di solisti come Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora per “Si vive una volta sola”. Ma dietro di lui c’è un Christian de Sica in gran spolvero con “Sono solo fantasmi”, un esperto del genere come Fausto Brizzi già in attesa della sala con “Se mi vuoi bene” interpretato da Claudio Bisio e Sergio Rubini, un ambizioso Gabriele Muccino che con “I migliori anni” punta al fascino del racconto corale con uno spaccato di storia italiana che si affida a un cast di stelle: Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff. E infine i “Supereroi” di Paolo Genovese, tornato a sorpresa sul set proprio in queste settimane.E poi ci sono i film difficili da collocare sulla carta. Questa classifica non può che aprirsi all’insegna del “bambino prodigio” Gabriele Mainetti alle prese con il montaggio di “Freaks Out”, suggestivo salto nel tempo per il regista di “Jeeg Robot” chiamato a una difficile conferma. E’ un ritorno pieno di promesse anche quello di Giorgia Farina con “Guida romantica a posti perduti” che ha portato a Londra l’astro nascente Andrea Carpenzano a misurarsi con protagonisti internazionali come Jasmine Trinca, Irène Jacob, Clive Owen. Torna invece nel suo piccolo-grande mondo romano Gianni Di Gregorio con “Cittadini del mondo” che lo vede alla ricerca di una tardiva felicità insieme a Giorgio Colangeli e al rimpianto Ennio Fantastichini. E torna a dirigere una storia tutta sua, dopo anni dedicati al documentario, anche Giuliana Gamba con un racconto tutto al femminile (protagoniste Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti) dal titolo accattivante, “Burraco fatale”, in cui si rivede una indimenticata Loretta Goggi.Infine i nababbi del Natale, quelli destinati a contendersi la vetta del box office a suon di milioni, nonostante un guastafeste dalla lunga storia. Parliamo di Aldo, Giovanni e Giacomo con “Odio l’estate” (perché a Natale mette allegria vedere le traversie di tre vacanzieri con rispettive famiglie) e di Checco Zalone, pronto a riprendersi il suo pubblico con “Tolo Tolo”. Ma tra i litiganti già spunta il lungo naso di “Pinocchio” con cui Matteo Garrone corona il suo sogno assoluto, oggi intinto nell’inchiostro di una favola nera.

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ALLE 03:22 DI SABATO 03 AGOSTO 2019

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Claudia e Stephanie in copertina Vogue
Schiffer torna dopo 25 anni, Seymour dopo 32

01 agosto 2019 11:50

– Claudia Schiffer, la cui ultima copertina risale a 25 anni fa (febbraio 1994), e Stephanie Seymour, che torna dopo un’assenza di 32 anni (giugno 1987), sono le cover girl del nuovo numero di Vogue Italia, in edicola dal 2 agosto. Per l’occasione, le due super-modelle si sono ritratte “da sole”, in un doppio scatto con e senza abiti, sotto la supervisione della fotografa Collier Schorr.
Le immagini sono infatti un omaggio al “female gaze”, lo sguardo femminile con cui la fotografa newyorchese ha scelto di ritrarre due icone nella bellezza della loro maturità. Si tratta di una citazione esplicita degli autoritratti di Helmut Newton, nei quali il maestro posizionava sul set uno specchio dove le modelle potessero guardarsi per essere poi loro stesse a scattare la foto, con l’ausilio di un cable release.

Cinema America, oltre 100mila spettatoriDopo le aggressioni, appelli da Gere a Irons a Debra Winger

ROMA01 agosto 201913:04

– Più di 100mila spettatori di ogni età, 104 serate di proiezioni gratuite e all’aperto sotto le stelle di Roma, 41 incontri e dibattiti con autori, attori, esordienti e maestranze del cinema, 7.100 t-shirt bordeaux diffuse a offerta libera, 40 ragazzi contrattualizzati per tutta la stagione, oltre 40 volontari tra i 18 e i 30 anni e pubblicazioni stampa da tutto il mondo. Con questi numeri si chiude a Roma “Il Cinema in Piazza”, la manifestazione organizzata dal Piccolo America: un evento che per due mesi ha animato le notti estive romane che hanno spinto nuovi spettatori a fare centinaia di chilometri per seguire un incontro con Jeremy Irons, JR, Mathieu Kassovitz, Debra Winger, Paul Schrader e tantissimi loro colleghi italiani o semplicemente per poter prendere una T-shirt color amaranto. Un’edizione, quella del 2019, che ha visto alcuni momenti difficili a causa delle aggressioni ricevute da alcuni sostenitori del Piccolo America, seguiti da una reazione di solidarietà senza confini.

Da Ronaldo a Neymar, debutto serie DaznDal 9 agosto ‘The Making Of’, il racconto dei match ‘storici’

01 agosto 201913:05

– Anche Dazn fa il suo debutto nelle serie tv: il primo servizio internazionale di streaming live e on demand interamente dedicato allo sport presenta The Making Of, una serie originale con protagonisti le stelle del calcio mondiale Cristiano Ronaldo, Neymar Jr e l’allenatore José Mourinho. Composta da nove episodi di 25 minuti ciascuno, racconta le partite che, secondo questi grandi campioni, hanno segnato la loro carriera. Sarà su Dazn dal 9 agosto nei nove mercati in cui il servizio è disponibile. Ciascuno dei protagonisti si racconta attraverso tre incontri particolarmente significativi, svelandone aspetti inediti, rivelando le emozioni di quelle serate e quale impatto hanno avuto sulla propria vita personale e professionale. Le interviste sono accompagnate dalle testimonianze di altri giocatori scesi in campo durante quella partita specifica, tra cui John O’Shea, Rafael Alcántara, Fernando Santos, Roberto Carlos e Julio Cesar.

Restauro Madonna cappella dogale GenovaVolotea e Palazzo ducale, via a operazione su simbolo città

GENOVA01 agosto 201913:48

– La statua della ‘Madonna Regina di Genova’, il capolavoro settecentesco opera dello Schiaffino che sovrasta l’altare nella Cappella dogale di Palazzo Ducale a Genova considerata simbolo della città, verrà restaurata grazie alla partnership tra Palazzo Ducale e la compagnia aerea Volotea. L’annuncio è stato dato stamani dal direttore di Palazzo Ducale Seren Bertolucci e dalla commercial country manager Italy di Volotea Valeria Rebasti. “Coinvolgere partner privati in importanti progetti di valorizzazione e conservazione del nostro patrimonio culturale – ha detto Bertolucci – diventa ogni giorno più necessario e non solo per una mera questione economia. E’ importante soprattutto perchè è un forte segnale di partecipazione della società civile, è il riconoscimento che il bene culturale è di tutti e come tale va accompagnata con l’impegno in prima persona”. La Cappella del Doge è uno straordinario esempio di barocco genovese: sopravvissuta all’incendio del 1777 e ai bombardamenti, è completamente decorata: dal pavimento, risolto con la barocca tarsia di marmi policromi, alle pareti e alla vota dipinte, fino alla parete di fondo con le architetture e le decorazioni in marmi pregiati dell’altare dove la Madonna campeggia nella volta con i santi protettori della città.

Da settembre a Napoli Mirò in mostraEsposizione al Pan con riflettori sul linguaggio dei segni

NAPOLI01 agosto 201914:28

– Arriva a Napoli una mostra dedicata a Joan Mirò. Dal 25 settembre al 23 febbraio 2020, al Pan, Palazzo delle Arti Napoli, in via dei Mille 60, sarà possibile visitare l’esposizione dal titolo “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con Cor, Creare Organizzare Realizzare, si configura come il più importante evento culturale della stagione autunnale napoletana.
A cura di Robert Lubar Messeri, professore di Storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, e sotto la guida di Francesca Villanti, direttore scientifico Cor, il percorso espositivo riunisce ben ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto. La mostra sarà inaugurata il 24 settembre.

Notte Taranta, via festival a CoriglianoCantori Francavilla, Jazzabona, Corpo Ballo e Orchestra Popolare

CORIGLIANO D’OTRANTO (LECCE)01 agosto 201915:56

– Saranno i Cantori di Francavilla Fontana (coro polivocale dell’Alto Salento) e Jazzabanna (canti di lavoro tra Bassa Murgia, Murgia dei Trulli e Salento) a dare il via – il 3 agosto a Corigliano – alla prima delle venti notti del festival itinerante per La Notte della Taranta, alla 22/a edizione tra musica, tradizione, percorsi guidati ed enogastronomia.
Poi, alle 22 al Castello De’ Monti, per “Pizzica in scena” arriva una delle principali novità di questa edizione: il Corpo di Ballo del festival proporrà il primo dei sei interventi inediti che ha in programma, in un mosaico di immagini, visioni, racconti, saperi.
Il primo concerto Ragnatela, anima del festival, è alle 22.30 in piazza Vittoria e non poteva mancare l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, oggi composta da musicisti di tutto il Salento, che a Corigliano saranno sul palco con il locale gruppo degli Argalìo (dal grico telaio), scaldando così i muscoli in vista del Concertone finale a Melpignano il 24 agosto.

Omaggio a Tognazzi al Festival MantovaIn programma dal 20 al 25 agosto, con Pupi Avati e Lo Cascio

MANTOVA01 agosto 201915:58

– Si terrà dal 20 al 25 agosto a Mantova la dodicesima edizione di Mantova Film Festival, presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Mantova. La sei giorni prevede la proiezione di oltre 35 film tra lungometraggi, documentari e corti, opere prime e grandi classici del cinema italiano. Si terrà anche un concorso dedicato alle Opere prime italiane e internazionali (in gara rispettivamente 10 e 5 film). Una retrospettiva omaggerà l’attore Ugo Tognazzi. Previsto l’intervento di numerosi ospiti tra cui il regista Pupi Avati, l’attore Luigi Lo Cascio e il produttore esordiente Chef Rubio. Confermato il regista Mimmo Calopresti alla direzione artistica del Festival.

Italy Bares, nudi a teatro contro l’AidsA Milano esordio ad ottobre format con show ‘La prima volta’

01 agosto 201916:13

– Si ispira ai Broadway bares, gli spettacoli in cui i ballerini danzano quasi completamente nudi, nati 27 anni fa in America come risposta artistica della comunità teatrale alla violenta crisi provocata da HIV e Aids, lo spettacolo ‘La prima volta’, che andrà in scena a Milano il prossimo 12 ottobre al Teatro Principe di Milano.
Grazie ai Broadway Bares, in America sono stati raccolti oltre 285 milioni di dollari per la lotta all’Aids. La stessa iniziativa è stata poi adottata anche a Londra, dando origine a West End Bares, e oggi arriva da noi con il progetto Italy Bares, voluto dall’attore e danzatore Giorgio Camandona, che debutterà con lo spettacolo in scena a ottobre, di cui saranno protagonisti l’attore Guglielmo Scilla, il conduttore Diego Passoni, lo scrittore Jonathan Bazzi, la cantante e attrice Francesca Taverni. A dirigere la piece Mauro Simone, già alla direzione di spettacoli come Grease con Compagnia della Rancia, Tre metri sopra il cielo e Robin Hood.
In scena cantanti, scrittori e ballerini, che danzeranno quasi completamente nudi come nel primo spettacolo di Broadway Bares e si confronteranno sul tema dell’Aids. L’intero ricavato dello show, che ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Milano, sarà devoluto ad Anlaids Sezione Lombarda e ad Anlaids Sezione Liguria.

Mei, intitolare Ariston a ModugnoIn occasione dei 70 anni del Festival

01 agosto 201916:15

– In occasione del 70/o Festival di Sanremo nasce la proposta di intitolare il Teatro Ariston a Domenico Modugno. La proposta è stata fatta da Giordano Sangiorgi, patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e organizzatore della Festa della Musica dei Giovani del Mibac, al Tavolo della Musica e di Sanremo, indetta dall’Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini.
Tra i primi ad aderire il cantautore e musicista Franco Fasano, storico autore di grandi successi del Festival: “Se la Canzone Italiana è diventata così importante nel mondo e con lei Sanremo, lo deve a Domenico Modugno che con Nel blu dipinto di blu ha saputo conquistare ogni angolo del pianeta. Ruppe la tradizione musicale dell’epoca diventando uno straordinario volano per la musica italiana all’estero”. La proposta ha preso vita ad Anacapri in occasione della XII edizione del premio dedicato a Bruno Lauzi, la manifestazione diretta da Marino Bartoletti e condotta da Francesca Ceci grazie al sostegno del Comune di Anacapri.

Schwarz, tramandare l’opera ai tempi di NetflixIl neo sovrintendente del Regio si presenta

TORINO01 agosto 201919:18

“Essere un sovrintendente di un teatro come il Regio di Torino è per me un onore perché lo vedo come un servizio pubblico e perché mi consentirà di lavorare a ciò che mi sta più a cuore, tramandare 420 anni di storia della lirica alle giovani generazioni ai tempi di Netfix e Youtube. Ovviamente rispettando il pubblico che ancora oggi riempie i teatri e che chiede il repertorio più classico”. Occhiali rotondi e giacca azzurro fluo alla Elton John, Sebastian Schwarz si presenta col sorriso e i modi di fare gentili nel suo primo incontro con la stampa da sovrintendente del Teatro Regio di Torino.Il consiglio di indirizzo lo ha scelto tra le centinaia di curriculum arrivati per la sua preparazione internazionale e la grande apertura al mondo. Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, il 45enne parla sette lingue, tra cui un italiano perfetto. “Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare un nome così prestigioso, corteggiato da molti, ai vertici del nostro teatro – dice soddisfatta la sindaca Chiara Appendino – adesso andiamo avanti e cerchiamo di superare il tempo perduto”. Il tedesco subentra a William Graziosi, decaduto in seguito alle dimissioni del Consiglio d’indirizzo dell’ente lirico non senza polemiche. Sulla sua nuova scrivania troverà tanti problemi da affrontare, a cominciare dal rinnovo dei contratti di almeno 60 dipendenti, tra cui quello del direttore dell’area artistica Alessandro Galoppini, molto amato in teatro ma in rotta con il nuovo corso voluto da Appendino.Il lavoro di Schwarz ripartirà inevitabilmente dal piano industriale messo a punto da Graziosi, che il nuovo sovrintendente ha tenuto a incontrarlo per ringraziarlo. “Il suo piano – spiega – sarà la base del nostro lavoro futuro”. “L’opera lirica piace e appassiona chi la conosce – osserva illustrando la sua concezione di lirica – ma come fare a farla amare da chi non l’hai mai vista e magari non ne ha mai sentito parlare neppure a scuola? Bisogna aprire le porte dei teatri, cercare forme di narrazioni contemporanee, con coraggio, coinvolgendo giovani, università e scuole. Bisogna formare i formatori perché ne tramandino la passione”. Va in questo senso il suo progetto, già avviato con la English National Opera di Londra e Sky Uk di produrre una grande opera sul calcio per i mondiali del 2022. Un progetto che ora potrebbe coinvolgere anche il Regio di Torino. “Il calcio è un veicolo di energia pazzesca, capace di coinvolgere tutti i tipi di persone – sostiene – ne sapete qualcosa voi qui a Torino dove lavora uno dei calciatori più noti al mondo, Ronaldo. Una città bellissima, barocca, antica e modernissima dove ho già trovato casa insieme a mio marito”. Unica cosa di Torino che non gli piace è la cancellata di Umberto Mastroianni davanti al Regio: “è sempre chiusa, non va bene, bisogna tenerla aperta alla città”.

Arrestata stalker MannoiaL’artista su FB, “Mai voluto succedesse, era ossessionata da me”

01 agosto 201916:23

– “È successo quello che non avrei mai voluto succedesse, ma la ragazza non mi ha dato scelta. Sono anni che cerco di arginare questa sua ossessione, non c’entrano i concerti, né i biglietti, eccetto il giorno in cui è venuta a casa mia cercando di buttare giù la porta, non me li aveva mai chiesti. La sua ossessione era entrare nella mia vita. Sono cose dolorose, che non avrei mai voluto rendere pubbliche, perché derivano da un disturbo. Mi dispiace per lei, per me, per la sua famiglia e per la mia e per tutti quelli coinvolti in questa triste storia”. Fiorella Mannoia, su Facebook, commenta così l’arresto di una donna a Roma, ossessionata dalla cantante.
La vicenda è riportata dal Messaggero. Nella notte tra lunedì e martedì (dopo un concerto) la trentunenne, per la quale già lo scorso anno era scattato un divieto di avvicinamento all’artista di sei mesi, si è presentata a casa della cantante, provando a sfondare la porta. A quel punto Fiorella Mannoia ha chiamato la polizia e la ragazza è stata fermata.

Premio Città del diario a Pupi AvatiIl Tutino a Borrometi,8 i finalisti del festival Pieve S.Stefano

PIEVE SANTO STEFANO (AREZZO)01 agosto 201916:51

– Va a Pupi Avati l’edizione 2019 del premio Città del diario, assegnato dall’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano (Arezzo): la consegna il 15 settembre, a conclusione del festival. Altro riconoscimento è il premio Tutino giornalista in ricordo del fondatore dell’Archivio: quest’anno lo ritirerà, il 13 settembre, Paolo Borrometi, presidente dell’associazione Articolo 21, che dal 2014 vive sotto scorta perché minacciato dalla mafia.
Titolo di quest’anno del festival, in programma dal 12 al 15 settembre a Pieve Santo Stefano, è ‘Trentacinque di noi’: sono trascorsi appunto 35 anni dall’istituzione del premio Pieve per i diari: 8 le storie finaliste. La rassegna sarà anche l’occasione per riscoprire 35 diari, memorie o epistolari, tra gli oltre 8000 custoditi a Pieve S.Stefano, torna anche Dimmi, concorso dedicato ai migranti che hanno raccontato le loro storie, tra le mostre ‘Il tesoro dell’archivio’, con 35 manoscritti tra i più belli depositati nell’ultimo anno.

Pompei punta su lotta a saccheggi scavi’Modello pilota contrasto anche a traffico reperti e opere arte’

TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI)01 agosto 201916:53

– E’ ritenuto più di un semplice protocollo d’intesa quello firmato negli uffici della Procura di Torre Annunziata (Napoli) dal procuratore facente funzioni Pierpaolo Filippelli e dal direttore generale del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna: “È un modello pilota di contrasto al fenomeno criminale di saccheggio dei siti archeologici e di traffico dei reperti e delle opere d’arte” spiegano i due sottoscrittori. Obiettivo, rendere ancora più solida la collaborazione già avviata da tempo tra il parco archeologico e la Procura.
Il territorio di competenza del parco archeologico di Pompei è stato interessato negli anni da diversi episodi di danneggiamento e furto. “Scopo del protocollo – è stato spiegato – è l’attivazione di un costante e rapido canale di scambio di informazioni e notizie e l’attuazione di procedure condivise, nel rispetto delle reciproche attribuzioni e competenze, volte ad interrompere l’azione criminale e arrestare la spoliazione di siti archeologici”.

Jodie Foster e il suo criminal hospitalL’attrice premio Oscar in sala con Hotel Artemis

01 agosto 201916:56

– Un pronto soccorso molto esclusivo, riservato ai soli criminali e con l’iscrizione che si paga in anticipo. A gestire la struttura una donna tutta d’un pezzo conosciuta come l’Infermiera e interpretata da una Jodie Foster che torna sul grande schermo dopo cinque anni (Elysium) opportunamente invecchiata. Tutto qui ‘Hotel Artemis’, ospedale per soli criminali e titolo del film di Drew Pearce con Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry e Jenny Slate.
Il film, distribuito dal 1 agosto da 01, racconta di un mercoledì notte del 2028 in una Los Angeles con tutte le strade bloccate da tafferugli e manifestazioni. Le forze di polizia stanno infatti respingendo violentemente i manifestanti che si sono tinti di blu a sostegno della loro battaglia: acqua pulita e gratis. In questo inferno si aggirano quattro uomini, con i volti coperti da maschere a teschio, che hanno appena fallito un colpo in banca finendo in uno scontro a fuoco con la polizia.

Matera 2019, ‘Abitare l’opera nei Sassi’Dal 2 agosto ‘Cavalleria Rusticana’ in piazza San Pietro Caveoso

MATERA01 agosto 201918:44

– Venerdì 2 e sabato 3 agosto si alza il sipario sul progetto “Abitare l’opera”, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Teatro San Carlo di Napoli nell’ambito del programma di Matera Capitale europea della cultura del 2019. Un progetto diviso in due parti: il prologo “I sette peccati capitalisti” con inizio alle ore 18 da piazza San Pietro Barisano, e “Cavalleria Rusticana”, dalle 21, in piazza San Pietro Caveoso.
L’ufficio stampa della Fondazione spiega inoltre che grazie a RaiCom ‘Cavalleria rusticana’ andrà in onda in diretta differita il 3 agosto alle 21.15 su Rai5, con introduzione alle 20.45.

Da Sky ad Amazon a Dazn, la sfida delle serie tv è sul calcioTotti la star con più progetti, arrivano Ronaldo, Neymar, Messi

01 agosto 201919:15

– Raccontare il calcio da un punto di vista emotivo, per descrivere la forza unificatrice a livello mondiale capace di imprese che forse la diplomazia può solo immaginare. Da Sky ad Amazon, ora anche Dazn, puntano sulle serie sportive, ma anche sui docufilm per il cinema, attraverso le storie e le imprese di grandi campioni, da Totti a Messi, da Cristiano Ronaldo a Neymar Jr o al leggendario allenatore José Mourinho ma non solo.Dal 2 agosto su Amazon Prime Video sbarca This is football, serie che esplora il fenomeno unico che rapisce e unifica miliardi di persone in ogni angolo del globo. Attraverso gli episodi vengono esplorati temi universali dell’esperienza umana: Redemption – il ruolo esaltante del calcio nel ricostruire l’anima del Ruanda dopo il genocidio; Belief – l’ascesa ispiratrice del calcio femminile e di due squadre che hanno dato tutto per renderlo possibile; Chance – l’agonia e l’estasi dei destini che rende umili i campioni e fa in modo che ogni fan creda nell’impossibile; Love – quattro storie da ogni angolo della terra dove l’amore per il gioco trascende le avversità; Pride – come i vichinghi del calcio islandese conquistano il mondo e danno speranza a ogni perdente e Wonder – svelando i segreti del genio di Lionel Messi e la gioia globale nel vederlo giocare. La serie è scritta e creata dal giornalista corrispondente dall’estero e autore di libri sportivi John Carlin (Invictus) ed è basata su un’idea originale di Carlin e Raimon Masllorens. Gli episodi sono diretti da un team di registi e produttori guidati dal direttore creativo James Erskine e dal produttore esecutivo Jos Cushing. La colonna sonora della serie è creata dal compositore Lorne Balfe, già premiato ai Grammy e nominato agli Emmy. Girata in tutto il mondo dall’Islanda all’Argentina, intervistando da giocatori leggendari a presidenti, passando per poeti e preti, manager e matematici, This is Football delinea un ritratto unico e senza tempo del gioco e dell’uomo.Anche Dazn punta sulle stelle del calcio per debuttare nelle serie tv: dal 9 agosto arriva The Making Of, con protagonisti Cristiano Ronaldo, Neymar Jr e José Mourinho. Composta da nove episodi di 25 minuti ciascuno, racconta le partite che, secondo questi grandi campioni, hanno segnato la loro carriera. Le interviste sono accompagnate dalle testimonianze di altri giocatori scesi in campo durante quella partita specifica, tra cui John O’Shea, Rafael Alcántara, Fernando Santos, Roberto Carlos and Julio Cesar, di giornalisti che hanno seguito l’evento e di tifosi che hanno vissuto quei momenti allo stadio. Tra i vari episodi, si vedrà Ronaldo rivivere la sua celebre apparizione nel match tra Sporting Lisbona e Manchester United nel 2003, partita che ha segnato la sua ascesa destinandolo a diventare una delle più grandi stelle del calcio; Mourinho ripercorre la sua leggendaria vittoria in Champions League con il Porto contro il Manchester United nel 2004, match che ha fatto passare alla storia la sua corsa all’Old Trafford per festeggiare il gol con i suoi giocatori. Neymar Jr racconta invece della sua performance con la maglia del Santos nella sfida contro il Flamengo nel 2011, dove ha segnato il gol che gli è valso il Fifa Puskas Award.Francesco Totti star senza tempo. Serie, documentari, perfino una sit-com dal vero: sono numerose le celebrazioni dell’ex n. 10 della Roma, 42 anni e una carriera leggendaria. Sono iniziate in queste settimane le riprese di Casa Totti, la sit-com interpretata dalla celebre coppia composta da Francesco e Ilary Blasi nella vita quotidiana: gag, amici, risate, battibecchi. Intanto la Wildside progetta con Sky una serie sulla vita di Francesco. Inoltre, co-prodotto sempre dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani con Fremantle Documentaries, Capri Entertainment di Virginia Valsecchi e Vision Distribution che lo distribuirà al cinema, è stato appena girato un documentario sul calciatore, con la regia di Alex Infascelli, vincitore del David di Donatello per S is for Stanley: Un capitano, dal libro omonimo scritto da Totti con Paolo Condò (Rizzoli), un successo da 100mila copie.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gentileschi, luce e silenzi a Fabriano
Sono 52 i capolavori esposti in Pinacoteca a Fabriano

FABRIANO (ANCONA)01 agosto 201919:27

– E’ stata inaugurata il 1 agosto a Fabriano (Ancona), nei locali della Pinacoteca civica, la mostra ‘La luce e i silenzi. Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento’ a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori, che coinvolgerà anche il Duomo di San Venanzio e la Chiesa di San Benedetto.
L’esposizione fa parte del progetto ‘Mostrare le Marche’, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibac, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. La senatrice Liliana Segre era presente al taglio del nastro.
Complessivamente sono 52 le opere esposte e ci si aspettano fra i 20 e i 30 mila visitatori. La mostra riunisce i capolavori realizzati da Orazio Gentileschi ad Ancona e nel fabrianese quali la Circoncisione, La Vergine del Rosario e la Visione di Santa Francesca. C’è anche una stanza tematica in cui viene messo a confronto con Guerrieri, il grande caravaggesco marchigiano cui è riservata una mostra nella mostra, Baglione, Turchi, De Boulogne, Vouet, Cagnacci e Carlo Bonomi, la cui pala realizzata per il monastero delle clarisse cappuccine fabrianese e oggi a Brera, torna per la prima volta in città dopo le spoliazioni napoleoniche del 1811.
La mostra fabrianese sarà visitabile fino all’8 dicembre prossimo, orari di apertura: agosto-settembre dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 19:30; da ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Con il biglietto della mostra inoltre sarà possibile visitare fino al 3 novembre anche un’altra esposizione in corso a Camerino Dalla polvere alla luce: l’arte recuperata.

Sam Mendes racconta il 1917 /TRAILERGeorge MacKay e Dean-Charles Chapman protagonisti film

02 agosto 201911:57

Sam Mendes, il regista premio Oscar di Skyfall, Spectre e American Beauty, porta al cinema la sua singolare visione dell’anno cruciale della prima guerra mondiale, il 1917. Uscirà in Italia da 01 (ancora senza data) e si intitola ‘1917’, scritto (e prodotto) dallo stesso Mendes con Krysty Wilson-Cairns. Al culmine della prima guerra mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield (George MacKay di Captain Fantastic) e Blake (Dean-Charles Chapman di Game of Thrones) ricevono una missione apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui il fratello di Blake. Nel cast anche Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden e anche Colin Firth e Benedict Cumberbatch. E’ un’esclusiva per l’Italia di Leone Film con Rai Cinema

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Miss Italia, finale torna su Rai1
Annuncio a La Vita in Diretta. Il 6 settembre 80 anni concorso

01 agosto 201919:39

– La finale di Miss Italia 2019 si svolgerà a Jesolo (Ve) e sarà trasmessa da Rai1 venerdì 6 settembre in occasione degli 80 anni del Concorso. Vi prenderanno parte 80 candidate in rappresentanza di tutte le regioni.
L’annuncio è stato dato durante La Vita in Diretta, il programma di Raiuno nel quale è stata ospite Patrizia Mirigliani. Non è stato ancora ufficializzato invece il conduttore della serata della finale sull’ammiraglia Rai.

Miss Italia compie 80 anni e torna sulla Rai. La finale 2019 si svolgerà a Jesolo (Ve) e sarà trasmessa su Rai1 venerdì 6 settembre con 80 candidate in rappresentanza di tutte le regioni. L’annuncio è stato dato durante La Vita in Diretta, il programma di Rai1 nel quale è stata ospite Patrizia Mirigliani. Madrina della serata sarà Gina Lollobrigida, storica concorrente del 1947, anno in cui vinse Lucia Bosè. Per la conduzione ancora non ci sono nomi, “ci potrebbero essere uno o più conduttori, la scelta spetterà alla Rai”.
“Miss Italia è un grande sogno per tante ragazze italiane.
Oggi realizzo il mio, quello di tornare sul palco di Rai1 per festeggiare gli 80 anni del concorso. Anche mio padre avrebbe voluto così, tornare nel luogo che ci ha ospitati per 25 anni”, ha detto la Mirigliani.
Il concorso di bellezza torna sulla tv pubblica dopo sei anni a La7. Il ritorno era nell’aria dopo che alla presentazione dei palinsesti, l’editore di La7 Urbano Cairo aveva annunciato che il rapporto con Miss Italia era arrivato al capolinea.
In questi anni il concorso si è adeguato al cambiamento dei tempi, ha aperto alle donne curvy, è diventato più inclusivo, ha alzato l’età mentre ad attaccarlo con clamore nel 2013 era stata la presidente della Camera Laura Boldrini (“e’ una scelta moderna e civile rinunciare a trasmettere le fasi finali di Miss Italia”, disse a proposito dell’allora scelta Rai di chiudere con il concorso di bellezza).
Sono cambiate le condizioni per tornare sulla tv pubblica? “Miss Italia – ha risposto – è sempre stata al passo con i tempi riuscendo a raccontare l’evoluzione della bellezza femminile, senza aver paura di ribaltare alcuni canoni, riuscendo a promuovere anche la disabilità. Abbiamo vissuto – ha rivendicato – gli 80 anni della nostra storia con grande onore.
Questo concorso ha attraversato le vicende d’Italia esaltando il ruolo delle donne e aiutando a cambiare la percezione della bellezza”, conclude.
A “La Vita in Diretta” sono state date alcune anticipazioni: le Prefinali, con 185 candidate, si svolgeranno a Mestre (Venezia) dal 26 al 28 agosto; il 29 è prevista la tappa nella città lagunare per il tanto atteso red carpet della patron e delle concorrenti alla Mostra del Cinema. Le Finali si terranno invece a Jesolo, dal 30 agosto al 6 settembre.
La Miss Italia degli 80 anni sarà eletta dal pubblico: infatti la vincitrice sarà scelta soltanto tramite il televoto, senza l’intervento della giuria. Non sarà facile la scelta perché quest’anno le 40 miss di un anno fa raddoppiano, proprio in onore dell’anniversario del concorso. “Il filo conduttore – ha aggiunto la patron – sarà la valorizzazione delle regioni e del territorio inteso come diversità di mestieri, tradizioni, eccellenze locali”.

A Pietrasanta i soldati di EisenhowerIn mostra sculture Eylanbekov per memorial di Washington

PIETRASANTA (LUCCA)02 agosto 201910:33

– I monumentali soldati in bronzo dell’artista russo-americano Sergey Eylanbekov, destinati al The Dwight D.Eisenhower Memorial di Washington D.C., imponente costruzione progettata dall’architetto Frank Gehry la cui inaugurazione è prevista l’8 maggio 2020, saranno in mostra in anteprima in piazza Matteotti, davanti al Municipio, a Pietrasanta. Visitatori e turisti, durante questo mese, potranno ammirare 7 delle 12 opere monumentali, alte 3 metri, realizzate da Eylanbekov, residente a New York ma che da diversi anni crea a Pietrasanta. In particolare Eylanbekov lavora presso il laboratorio di Giancarlo Buratti, con la Fonderia Mariani e il laboratorio Cervietti.
Tra le opere che domineranno l’ingresso del Municipio anche quella che raffigura il generale Eisenhower nell’incontro con i paracadutisti in procinto di lanciarsi nella notte dietro le linee nemiche, nel famoso sbarco alleato in Normandia. Le sculture resteranno in mostra da domani al 26 agosto a Pietrasanta. L’inaugurazione è in programma il 6 agosto: attesi tra gli altri il console generale degli Stati Uniti a Firenze Benjamin V.Wohlauer e Anne Eisenhower.

Invischiati nella notte di Concita De GregorioPolitica, economia ma soprattutto potere in racconto ammaliante

02 agosto 201910:41

– CONCITA DE GREGORIO, ‘NELLA NOTTE’ (FELTRINELLI, PAG. 236, EURO 16,50) – Definirlo un romanzo non è esatto, non ha inizio non ha fine, esattamente come la materia di cui si compone può prendere forme diverse a seconda della necessità. La politica è la sua forma: una materia a dir poco magmatica, scivolosa spesso indecifrabile. La protagonista, Nora, vorrebbe racchiuderne il senso in una tesi di laurea ma presto sarà lei, la politica, a tentare di catturare la sua vita in un intreccio di fili incomprensibili ai più.Tutto parte da un capitolo che nella tesi doveva esserci ma non c’era, da un presidente della Repubblica che doveva esserci e non c’era stato. Tutto in una notte. Ma il fatto è, come recita il titolo del nuovo, avvincente, libro di Concita De Gregorio, tutto rimane Nella Notte. La cronaca, il giornalismo, l’economia, la storia, l’arte e tutti i loro rivoli, in una sola parola, il potere. Tutto in una stessa volontà che è incomprensibile ai più. Nora la insegue, ne rimane invischiata, la sfugge, Probabilmente senza capirla perché non c’è neanche molto da capire.Non ha fine, non ha inizio. Ma Concita De Gregorio è capace di raccontare tutto questo universo assolutamente sfuggente dando un senso a qualcosa che è difficile immaginare ne abbia. I suoi sono personaggi reali, ma pirandellianamente Uno nessuno centomila perché ti sembra di capire di chi si sta parlando quando racconta di quel sindaco che però nel libro non è un sindaco, ma era così outsider da essere considerato fuori controllo per la politica. O di quel (forse) presidente di Regione che qui è un sindaco, che aveva avuto un brutto scandalo sessuale dai contorni irrisolti, oppure quel politico che aveva un enorme archivio e quell’altro che era fissato con gli errori degli altri. Tutti riconoscibili, nessuno riconoscibile. Perché in fondo non è importante, sono loro ma non in quanto persone, piuttosto quanto parte di un meccanismo che la scrittrice e giornalista vuole raccontare nella sua anima più profonda e in questo il libro si fa romanzo senza volerlo.E la meraviglia di Nella Notte è nella fascinazione della scrittura perché pagina dopo pagina si rimane ammaliati dal vuoto del reale e dal pieno della letteratura come le due cose coincidessero. ”Che donna tua nonna da lei ho imparato questo essere all’altezza di ciò che desideriamo. Essere semplici essere illimitati. Rischiare, cambiare punto di vista” e mai rimanere prigionieri, come riesce a fare Nora.

Parco di Sibari tra siti più in pericolo UeItalia Nostra chiede inserimento in rosa 7 Most Endangered

CATANZARO02 agosto 201911:58

Il Parco archeologico di Sibari in Calabria va inserito nella rosa dei sette siti culturali più in pericolo d’Europa, i 7 Most Endangered, che verrà resa nota a marzo del 2020. E’ quanto segnala a Europa Nostra che si occupa di stilare la rosa, Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra.
“La scelta di Italia Nostra di accendere i riflettori sul sito di Sibari – afferma Signorini – è motivata dai ricorrenti e irrisolti problemi di allagamento del Parco, dalle difficoltà della gestione ordinaria del sito, una per tutte, la scarsità di fondi per operazioni basilari come il taglio dell’erba, dalla recente inchiesta della magistratura sulle spese per le trincee drenanti e, infine, dalla scarsa accessibilità del sito: nessun collegamento tra la stazione ferroviaria e il Parco e segnaletica stradale poco efficace”.
La finalità dell’iniziativa è quella di aumentare l’attenzione mediatica e la consapevolezza del valore dei beni culturali tra i cittadini europei.
Tra i siti già segnalati negli anni passati il Monastero di San Benedetto Po nel 2013 (su segnalazione di Italia Nostra), la Cittadella di Alessandria nel 2014 (su richiesta del FAI) e Venezia e la sua Laguna (sempre su suggerimento di Italia Nostra). E anche il Castello di Sammezzano di Reggello (Firenze), già inserito nella Lista Rossa dei siti più in pericolo di Italia Nostra, è stato segnalato dal comitato Save Sammezzano ai 7 Most Endangered 2020.

Omaggio a Dalla da Tiromancino-SangiorgiDurante concerto della band di Zampaglione a Lecce

LECCE02 agosto 201912:46

– Doppia sorpresa al concerto dei Tiromancino ieri sera a Lecce, un omaggio a Lucio Dalla dal palco e, per l’occasione, Federico Zampaglione ha duettato a fine concerto con Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Il brano scelto è stato “Chissà se lo sai”, di Dalla e Ron.
Il duetto ha emozionato il pubblico del parco Belloluogo di Lecce, momento clou di un concerto durato all’incirca due ore e perdipiù con un artista di casa. Salentini i Negramaro, Sangiorgi ha salutato la platea dicendo: “Ciao Lecce, ciao casa”. Poi ha fatto una dedica speciale per questo brano, alla figlia Stella, di pochi mesi. I due cantanti si sono esibiti insieme anche in “Liberi” dei Tiromancino. Poi Sangiorgi ha salutato la sua band, incluso Lele Spedicato, colpito da un malore lo scorso settembre. Nella scaletta del concerto, i Tiromancino hanno proposto anche un ricordo di Franco Califano, con il testo “Un tempo piccolo”.

Chiuso a Cagliari Laura Biagio StadiOltre i due cantanti sul palco anche Fiorello e Paola Cortellesi

CAGLIARI02 agosto 201912:49

– Laura Pausini e Biagio Antonacci.
Ma anche Fiorello e Paola Cortellesi. Sì è concluso così a Cagliari, con una grande festa e due ospiti speciali, l’intenso tour che portato i cantanti di “Iris” e “La solitudine” in giro per un mese tra penisola e isole. Trascinando sotto il palco decine di migliaia di fan.
Ieri in Sardegna erano circa ventimila. Tra loro anche Eleonora, la ragazza “speciale” che ha potuto cantare, immergersi nei pezzi di Laura e Biagio e godere di una serata magica grazie all’interessamento di Insula Events che rinnovando la collaborazione con Friends& Partners ha organizzato il concerto a Cagliari.
Un concerto curato nei minimi dettagli, dalla intro con i segreti e i rituali del backstage ai bis. Uno spettacolo che è scivolato via, intenso e senza soste, per oltre tre ore. D’altra parte bisognava accontentare tutti gli appassionati con i loro pezzi preferiti, magari anche in versione medley con i due protagonisti che si alternavano o cantavano insieme.

Matera 2019 e i ‘Quadri plastici’La sera del 4 agosto, ad Avigliano, con una ventina di figuranti

POTENZA02 agosto 201916:36

– È dedicata al tema “Capitali della cultura” l’edizione 2019 dei Quadri plastici di Avigliano (Potenza), con una ventina di figuranti che domenica 4 agosto, dalle ore 21.30, faranno vivere sul palco tre quadri del Pietrafesa (“Crocefissione”, del 1653), del Correggio (“Martirio di quattro santi”, 1524) e di Francesco Giordano (“Santa Chiara mette in fuga i saraceni”, 1727): le tre tele sono conservate a Matera, Capitale europea della Cultura per il 2019, Parma (Capitale italiana della cultura per il 2020), e Avigliano (che oggi, 2 agosto, è Capitale europea per un giorno, e città “natale” dei Quadri plastici). Le iniziative sono state presentate stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa.

100mila spettatori per l’estate di Musica per Roma85mila spettatori per Auditorium e oltre 18mila Casa del Jazz

ROMA02 agosto 201916:38

– Si conclude con oltre 100mila spettatori la doppia stagione della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica e Casa del Jazz. Il Roma Summer Fest, in cui la cavea del Parco della Musica è stata per più di un mese palcoscenico di 30 concerti, ha registrato 85mila spettatori. Nove i sold out: dalla doppietta dei Maneskin che da soli hanno totalizzato 10mila spettatori a quelli de Il Volo, Take That, Toto, Gazzelle, Tears for Fears, Thom Yorke e Fiorella Mannoia. Alla Casa del Jazz gli spettatori di Summertime 2019 sono quasi raddoppiati rispetto a un anno fa: oltre 18mila, segnando il record assoluto di presenze estive. La rassegna di 31 concerti e spettacoli, dei quali 11 all’interno della XXIX edizione del Festival I Concerti nel Parco Estate 2019, si è aperta con il sold out storico di Gary Clark Jr. seguito da quelli di Incognito, Paolo Fresu, Neri Marcorè e Edoardo Ferrario, Orchestra di Piazza Vittorio, 6 sold out in tutto.

Drake pubblica raccolta Care PackagePensata per i fan, contiene tracce mai pubblicate ufficialmente

02 agosto 201914:09

– Sorpresa per i fan di Drake. Dopo “The Best In The World Pack”, pubblicata in occasione della vittoria dei Toronto Raptors alle NBA Finals 2019, il rapper canadese ha pubblicato “Care Package”. Si tratta di una raccolta di brani dell’artista incisi nel corso della sua carriera e particolarmente amati dai fan, ma che fino a oggi non erano mai stati pubblicati ufficialmente. La pubblicazione avviene a pochi giorni dall’OVO Fest (4-5 agosto), festival organizzato dal rapper, che si tiene tutti gli anni nella sua città natale, Toronto. Drake ha dato l’annuncio a sorpresa con un post su Instagram, scrivendo ai propri follower “Alcuni dei nostri momenti più importanti passati insieme sono adesso disponibili in un unico pacchetto. Care Package.” “Care Package” segue il successo di “Scorpion”, l’album che ha battuto ogni record: nelle prime ore di uscita ha raggiunto oltre 132 milioni di stream e in una sola settimana ha superato il miliardo di stream globali.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Notte Taranta: Salif Keita a Melpignano
Il 24 agosto sarà sul palco con Elisa e il rapper Gue Pequeno

LECCE02 agosto 201914:10

– E’ Salif Keita l’ospite internazionale del concertone della 22/a Notte della Taranta, in programma il 24 agosto a Melpignano (Lecce). Poeta del Mali e ambasciatore della cultura del suo Paese, è considerato, con la sua voce potente, uno dei grandi talenti musicali del continente africano. Cantore contro la discriminazione degli albini in Africa, vissute sulla propria pelle, è impegnato con la sua Fondazione a denunciarne i continui rapimenti e uccisioni, in diversi Paesi, frutto spesso di superstizioni. Sarà “accompagnato dall’Orchestra Popolare e attraverso i canti della nostra tradizione lancerà un messaggio d’amore per tutte le diversità”, sottolinea il presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Manera: “L’incontro della pizzica con la musica del mondo celebra l’Africa con l’artista tra i più rappresentativi della world music”. Salif Keita sarà sul palco di Melpignano insieme a Elisa e al rapper Gue Pequeno, per il concertone in diretta su Rai2 e su Radio2 Rai a partire dalle 22:40.

A settembre l’autobiografia di Snowden”Errore di sistema” esce in contemporanea mondiale

02 agosto 201914:26

– Uscirà in Italia il 17 settembre, in contemporanea mondiale, ‘Errore di sistema’, l’autobiografia di Edward Snowden (titolo originale ‘Permanent Record’), ex analista della National Security Agency e ‘gola profonda’ del Datagate esiliato a Mosca. A pubblicarla sarà Longanesi, che ha acquistato i diritti dall’editore americano Macmillan Publishers.
Nel 2013 Snowden, ex agente Cia e consulente Nsa, sconvolse il mondo rompendo con l’establishment dell’intelligence americana e rivelando che il governo degli Stati Uniti cercava segretamente mezzi per raccogliere ogni telefonata, messaggio o email inviata. Il risultato sarebbe stato un sistema di sorveglianza di massa senza precedenti, in grado di introdursi nelle vita privata di chiunque. Nell’autobiografia, Snowden racconta la sua storia per la prima volta, guidando il lettore attraverso la creazione di questo sistema di sorveglianza e poi la crisi di coscienza che lo ha spinto alla denuncia. “Edward ha deciso all’età di 29 anni di rinunciare completamente al suo futuro per il bene del suo Paese”, ha detto John Sargent, ceo di Macmillan Publishers. “Ha dimostrato un coraggio enorme e, piaccia o no, la sua è un’incredibile storia americana. Non c’è dubbio che grazie a lui il mondo sia un posto migliore e più ‘privato'”. ‘Errore di sistema’ sarà pubblicato in più di venti Paesi.

In Italia un autunno di grandi maestriDa Raffaello agli Impressionisti fino ai giganti del ‘900

02 agosto 201914:31

– Sarà un autunno di grandi maestri, dall’antico al ‘900, quello che attende in Italia gli appassionati d’arte. A Roma al Chiostro del Bramante arriverà a settembre “Bacon, Freud, la Scuola di Londra. Opere della Tate”, mentre dal 9 ottobre Palazzo Braschi ospiterà la mostra evento “Canova eterna bellezza”. A Milano c’è attesa per “Guggenheim.
La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Picasso” a Palazzo Reale dal 17 ottobre. A Firenze il 28 settembre Palazzo Strozzi accoglierà la rassegna “Natalia Goncharova tra Gauguin Matisse e Picasso”. Dal 3 ottobre ecco “Raffaello e gli amici di Urbino” alla Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino, mentre la Fondazione Cini a Venezia accoglierà dal 14 settembre una grande antologica dedicata a Emilio Isgrò. A Mantova, dal 6 ottobre a Palazzo Ducale, “Con nuova e stravagante maniera”: in primo piano, i capolavori di Giulio Romano dal Louvre. A Palazzo Blu a Pisa spazio al “Futurismo!” in oltre duecento opere.

A Napoli i più importanti papirologiOsserveranno Officina Papiri Ercolanesi e rotoli Villa Pisoni

NAPOLI02 agosto 201914:35

– I più importanti papirologi del mondo, studiosi e scienziati internazionali che si occupano di ricerca, conservazione, studio di testi antichi su papiro, saranno a Napoli alla Biblioteca Nazionale il 6 e 7 agosto per visitare l’Officina dei Papiri Ercolanesi e osservare da vicino i sorprendenti rotoli carbonizzati ritrovati nella famosa Villa dei Pisoni, nella Baia sommersa di Cuma, che serbano importanti testi di autori della cultura classica, da Epicuro a Filodemo di Gadara, a Lucio Anneo Seneca.
Si tratta di una folta delegazione proveniente dal congresso internazionale di papirologia, che si sta svolgendo quest’anno in Italia a Lecce e che ha accolto oltre 400 partecipanti da tutto il mondo (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria, Polonia, Olanda, Egitto e Israele).

Arena, nuovo cast e regia storica AidaSul podio Francesco Ivan Ciampa, protagonista Maria José Siri

VERONA02 agosto 201914:51

– Nuovi interpreti salgono domani sul palcoscenico dell’Arena di Verona per Aida di Giuseppe Verdi: un cast internazionale con attesi ritorni e debutti nello storico allestimento di Gianfranco de Bosio, ispirato alla prima serata d’opera in Arena nel 1913, e il direttore Francesco Ivan Ciampa.
Dopo aver diretto la recita domenicale del capolavoro verdiano, Placido Domingo cede nuovamente la bacchetta di Aida al maestro Ciampa, forte dei consensi ottenuti nelle ultime settimane a Verona e a Macerata, e qui di nuovo alla guida dell’Orchestra dell’Arena di Verona e del Coro preparato da Vito Lombardi.
Per la recita di domani, la numero 708 dalla prima notte del 10 agosto 1913, Aida si conferma “regina” dell’Arena di Verona non solo per numeri ma anche per qualità degli interpreti. È la volta infatti del soprano Maria José Siri, che torna ad Aida dopo successi in ruoli pucciniani alla Scala di Milano, a Genova e a Berlino. Con lei debutta nei panni di Radamés il tenore Martin Muehle.

Machiavelli ‘a processo’ in RomagnaOmaggio a 550 anni dalla nascita. Politologi per accusa e difesa

FORLÌ02 agosto 201915:16

– FORLÌ-CESENA

– Niccolò Machiavelli ‘torna’ in Romagna dopo oltre cinque secoli. La circostanza è il tradizionale Processo del 10 agosto a San Mauro Pascoli promosso da Sammauroindustria. È lui infatti l’imputato della 19/a edizione dell’evento (ore 21, ingresso libero), che quest’anno metterà di fronte due politologi: Carlo Galli, dell’Università di Bologna, nei panni dell’accusatore, e Maurizio Viroli, dell’Università di Princeton (Usa), in qualità di difensore.
Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo e presidente di Sammauroindustria. Il verdetto sarà emesso dal pubblico presente munito di paletta.
L’evento è un omaggio a 550 anni dalla nascita del grande pensatore politico, un riportare indietro le lancette della storia, quando a inizio ‘500 Machiavelli si recò in Romagna per conto della Repubblica Fiorentina per trattare con Cesare Borgia, figura della quale rimase talmente affascinato da ispirare il celebre Principe.
Già battaglieri i due contendenti, che in parte hanno anticipato le loro tesi. Secondo Galli, “Machiavelli è il primo a percepire la politica moderna come crisi, conflitto, distruzione e creazione di ordinamenti. La sua visione però è più utopistica che realistica”. Per Viroli è il momento di stabilire una volta per tutte la grandezza di Machiavelli: “Nei secoli Machiavelli è stato accusato di essere maestro del male, fautore della tirannide, teorico del primato della forza sul diritto e dell’autonomia della politica dall’etica… Ad un esame attento dei suoi scritti nessuna accusa regge”.
Il Processo negli anni passati ha messo alla sbarra – per citare le ultime edizioni – Giulio Cesare (2016), Rivoluzione Russa (2017), le 5 Marce su Roma (2018).

Edoardo Pesce, Albertone aiutami tutv movie Rai1 di Luca Manfredi su Sordi, set tra Roma e Tivoli

02 agosto 201920:18

“In occasione dell’anniversario della sua nascita ho preso la mia moto e sono andato al cimitero del Verano. Dopo aver parcheggiato, ho cominciato a cercare la tomba dove sapevo che era sepolto Alberto Sordi, avevo fatto una ricerca su internet, avevo portato con me dei fiori, e l’ho trovata”. A raccontarlo, durante una pausa delle riprese a Roma (“non posso mangiare, vede, sono dimagrito, sto a dieta, allora fumiamoci ‘sta sigaretta”), è Edoardo Pesce, sul set a Valle Giulia di ‘Alberto’, film tv prodotto da Sergio Giussani per Ocean Productions, che racconterà la vita di Sordi dal ’37 al ’54 la messa in onda su Rai1 è prevista in occasione del centenario della nascita dell’attore. In una calda giornata di inizio agosto si gira davanti all’Accademia Belgica (Villa Borghese ndr).La regia è di Luca Manfredi. Pesce interpreta la difficile parte di uno dei volti italiani più amati di tutti i tempi.Che ha fatto davanti al loculo di Sordi?: “Io sono ateo confesso, ma una preghierina si l’ho fatta dai!… poi ho parlato”, ammette. Ma a chi, mi perdoni?  “A lui: ‘Signor Sordi non mi faccia fare brutte figure, lei che nella sua carriera non le ha mai fatte ed è amatissimo ancora a distanza di tanti anni”, risponde. Pesce aggiunge: “Non è tutto: vede, porto sempre con me un amuleto, me lo ha dato Luca Manfredi, apparteneva a sua madre ed era stato proprio Sordi a regalarglielo. Un portachiavi. Insomma spero mi porti fortuna”. Si tratta di una nuova importante interpretazione per Pesce che quest’anno abbiamo apprezzato nei panni di Franco Califano nello straordinario e commovente biopic ‘Io Sono Mia’ con Serena Rossi, dopo averlo visto nel fil Dogman di Garrone, con cui si è aggiudicato il David di Donatello.Parlando poi con il resto della stampa, Pesce spiega: “Quando mi hanno contattato per questo progetto ho detto: va bene, ma Sordi chi lo fa? Nel senso che mi sembrava una scommessa talmente enorme, ho pensato a ‘sto giro mi gioco tutto, anche se il faccione c’è”. Per quanto riguarda la voce, quella di Albertone “era inconfondibile bassa, la mia più baritonale, non la imito certo. Mi sono limitato a vestire una maschera, ho fatto il mio Sordi. Mi sono buttato, non mi sono messo a studiare com’era, non volevo imitarlo. Ovvero indossando la maschera di Alberto Sordi come un napoletano indosserebbe quella di Pulcinella, senza andare direttamente verso Alberto Sordi che è un’impresa titanica”.
“Quando Edoardo ha fatto il provino, un anno fa – assicura Manfredi – è stato eccezionale. Non era un provino, ha girato tre scene: era Sordi”. “Cerchiamo di dare al pubblico un Sordi riconoscibile, senza fare la macchietta – aggiunge il regista – sveliamo il suo lato privato. Molti amici di mio figlio, che ha diciotto anni, non sanno chi fosse mio padre, o lo conoscono poco. Era bello e doveroso rendere omaggio a un grande artista.
Come è stato nel caso di In arte Nino con Elio Germano perfetto nel ruolo di papà, anche in questo film abbiamo trovato l’interprete perfetto. Edoardo è diventato Sordi, con le sue fragilità e i suoi complessi”.
“Mi sono fatto guidare dalla pancia”, sottolinea ancora Pesce. “Penso che sia importante l’umanità. Non avendo avuto la fortuna di conoscerlo, cerco i punti in comune. Riconosco una certa romanità, le espressioni che ho sempre sentito in casa, è il modo di parlare dei miei nonni. Il film di Sordi che preferisco è Il vedovo. Sto crescendo insieme al personaggio”. Scritto da Manfredi con Dido Castelli, ‘Alberto’ si concentra sul periodo dal 1937 al 1954: diciotto anni alla conquista del pubblico e della fama, con il giovane Sordi che diventa la voce di Oliver Hardy, è sul palco con l’avanspettacolo, poi incontra Fellini. Diventa una sorta di stalker di Vittorio De Sica (Francesco Foti) perché spera di poter lavorare con lui. Ma ‘Alberto’ racconta anche il Sordi meno conosciuto, quello privato, la lunga storia d’amore con Andreina Pagnani (interpretata da Pia Lanciotti), che aveva 15 anni più di lui, il rapporto profondo con la madre Maria (Paola Tiziana Cruciani) e col padre Pietro (Massimo Wertmuller). Nel cast anche Lillo Petrolo che vestirà i panni di Aldo Fabrizi. La storia inizia quando Sordi viene espulso dall’Accademia di recitazione dei Filodrammatici a Milano e termina col trionfo di Un americano a Roma di Steno. La scena di “Maccarone m’hai provocato e io te distruggo” si vedrà sui titoli di coda ma sarà quella autentica. Teme giudizi? “Si, certamente quello di Carlo Verdone: è capace di stroncarmi, guai a chi gli tocca Sordi, speriamo bene”, conclude l’attore.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema d’animazione d’autore nel Barese
Più di 100 film in concorso, fuori concorso e retrospettive

BARI02 agosto 201915:48

– Il Festival internazionale del cinema d’animazione d’autore ‘Imaginaria’ torna a Conversano (Bari) per la 17/a edizione, dal 19 al 24 agosto. Saranno proiettati più di cento tra film e cortometraggi in concorso, fuori concorso e retrospettive di autori di tutto il mondo, oltre a eventi collaterali con laboratori per bambini e letture animate nell’ambito di ‘Imaginaria Kids’, masterclass, incontri con gli autori e mostre, come quella dedicata ai 25 anni del cinema di animazione degli artisti portoghesi Regina Pessoa e Abi Feijó, per la prima volta in Italia. Sarà conferito il ‘premio alla carriera’ a Fusako Yusaki, autrice di origini giapponesi ma residente in Italia ormai da quasi 50 anni, specializzata per la tecnica della plastilina (claymation) e nota per gli short pubblicitari del Fernet Branca e per la sigla dell’Albero Azzurro.

Roma: neve d’agosto, dedica a Notre DameIl 5 agosto all’Esquilino si rinnova il miracolo del 358 d.C.

ROMA02 agosto 201915:49

– Per il 36/o anno consecutivo la sera di lunedì 5 agosto la neve tornerà a cadere a Roma imbiancando la cupola della chiesa di Santa Maria Liberiana e piazza Santa Maria Maggiore, sul Colle Esquilino, così come, si narra, avvenne in modo miracoloso nello stesso giorno del 358 dopo Cristo. Con una dedica davvero speciale: alla rinascita di Notre Dame de Paris e alla figura di Leonardo da Vinci.
L’evento, firmato anche quest’anno dall’architetto Cesare Esposito, avrà inizio alle 21 e sarà accompagnato da musiche, suoni, luci, raggi laser, letture, canti, espressioni artistiche e apparizioni celesti di sicuro effetto scenico, in un crescendo che arriverà al culmine a mezzanotte, quando candidi fiocchi di neve scenderanno sul pubblico e imbiancheranno tutta la piazza.
“E’ proprio vero – spiega ‘l’architetto della neve’ – come diceva Leonardo che l’amore può vincere ogni cosa, come il miracolo di questa nuova edizione dedicato sia alla rinascita di Notre Dame de Paris e di tutta l’architettura, sia a Leonardo da Vinci che, come me, lo dico con umiltà, ha dedicato un suo progetto alla Madonna della Neve. Che onore per me e per la Madre di Gesù che Leonardo evochi il miracolo”.
Anche la scrittrice Dacia Maraini apprezza molto l’iniziativa che ha commentato così: “L’architetto Cesare Esposito ha avuto la bella idea di ricordare quel fiabesco avvenimento, ricreando l’atmosfera magica di quell’agosto, lontano facendo nevicare piccolissimi granelli di ghiaccio sulle strade soffocate da una Roma asciugata dall’estate”.

George Jackson su podio del Carlo FeliceNasce collaborazione tra il teatro genovese e il giovane maestro

GENOVA02 agosto 201916:40

– “Nella mia famiglia non ci sono musicisti, ma attori. I miei ascoltavano soprattutto i Beatles e i Rolling Stones. Io ho iniziato ad amare la musica studiando il violino. Però poi mi sono accorto che non mi bastava, volevo entrare dentro le partiture e così mi sono dedicato alla direzione d’orchestra approfondendo il repertorio classico senza rinnegare i Beatles, i Rolling Stones e il blues americano”.
Parole di George Jackson, trentaduenne direttore inglese che domenica 4 agosto (ore 21,30) dirigerà al Porto Antico il concerto sinfonico conclusivo della stagione del Teatro.
“Questo concerto – spiega il direttore artistico del Carlo Felice Giuseppe Acquaviva – chiude una stagione molto impegnativa. La prossima non sarà da meno e ci conforta verificare che la campagna abbonamenti sta andando benissimo, a dimostrazione che il pubblico ha apprezzato la nostra proposta.
Questo concerto, però, ha anche un altro significato: è l’avvio di una collaborazione con George Jackson”.

Ariana Grande-Social House in boyfriendNuovo singolo per la popstar con il duo di produttori

02 agosto 201916:41

– E’ uscito “boyfriend” (Schoolboy Records/Republic Records), nuovo singolo di Ariana Grande insieme al duo di cantanti, autori e produttori di Los Angeles Social House. Contemporaneamente è stato pubblicato anche il video ufficiale. “Ci siamo sempre divertiti così tanto a lavorare con Ariana, siamo quindi davvero entusiasti che questa canzone sia stata finalmente pubblicata nel mondo e che i nostri fan possano ascoltarla! Speriamo che tutti la adorino tanto quanto lo facciamo noi”, hanno commentato i Social House (Michael “Mikey” Foster e Charles “Scootie” Anderson). I due pubblicheranno l’EP d’esordio “Everything Changed…” venerdì 9 agosto, che conterrà anche il singolo “Haunt You”.

Universal vs Disney, parco in FloridaA Orlando Epic Universe farà concorrenza a Star Wars

NEW YORK02 agosto 201916:50

– Universal sfida Disney e aggiunge un altro parco tematico alla sua rosa in Florida. La casa madre Comcast ha annunciato infatti che costruirà Epic Universe a Orlando e comprenderà anche hotel, ristoranti e negozi. L’annuncio arriva quando Disney sta per aprire, sempre a Orlando e dopo la California Star Wars, il secondo parco dedicato alla saga cinematografica di Guerre Stellari. “Epic Universe – ha sottolineato in una nota Brian Roberts, amministratore delegato di Comcast – sarà il quarto parco tematico di Universal in Florida ed è il più grande investimento singolo che Comcast NBCUniversal abbia mai fatto nel business dei parchi di divertimento”.

Molise Cinema, Sergio Leone con fucileOspite speciale del festival Alba Rohrwacher

02 agosto 201917:13

Un piccolo gioiello inedito, ma purtroppo incompleto, sul regista Sergio Leone è quello che si vedrà alla 17/a edizione del Molise-Cinema (6-11 agosto), presentato alla Casa del cinema di Roma. Si tratta di ‘C’era una volta Sergio Leone a Castelpetroso’ di Mario Notte che racconta, attraverso le testimonianze di alcuni abitanti, le originali vacanze del regista a Castelpetroso nei primi anni Sessanta. Sembra che il padre dello ‘spaghetti western’ camminasse per il paese con tanto di fucile sotto il braccio per sparare agli uccellini o ad ogni cosa si muovesse. Una passione, la sua, che preoccupava gli abitanti: “Le galline non facevano più le uova per la paura degli spari” dice una signora. E così, come rivela Pommier Vincelli, ci fu chi chiamò la guardia comunale che impedì al regista di sparare. A Molise-Cinema, in programma a Casa Calenda, ci sarà, come ospite speciale, Alba Rohrwacher.

Katy Perry sborserà 3 mln dlr per plagioRapper cristiano Markus Gray aveva chiesto 20 milioni di dollari

NEW YORK02 agosto 201917:21

– Katy Perry e il suo entourage dovranno pagare due milioni e 800mila dollari in danni al rapper cristiano Markus Gray per il plagio della canzone Dark Horse. Un tribunale di Los Angeles ha infatti riconosciuto che il brano è simile a Joyful Noise scritto nel 2009. Dark Horse, del 2014, è stato uno dei maggiori successi della cantante. Per il plagio i legali di Gray avevano chiesto un risarcimento da 20 milioni di dollari. In realtà dei quasi tre milioni Katy Perry sborserà di tasca propria ben poco, solo 500mila dollari. Il grosso sarà a carico della casa discografica Capitol Records, il resto sarà pagato dagli autori. I legali di Perry hanno tuttavia annunciato che ricorreranno in appello.

Galoppini lascia Regio Torino,no rinnovoSecondo l’ente inopportuno dare direzione a un non dipendente

TORINO02 agosto 201917:28

– Alessandro Galoppini lascia, dopo dieci anni, la direzione artistica del Regio di Torino. Dopo la nomina a sovrintendente di Sebastian Schwarz, il Consiglio d’indirizzo del Teatro ha deciso di non rinnovargli l’incarico.
A comunicargli la decisione è stata la sindaca Chiara Appendino.
Il rinnovo, si legge in una nota, sarebbe stato ritenuto “inopportuno” in quanto Galoppini è un consulente e, in base alle osservazioni ministeriali, la direzione artistica non può essere assegnata a un non dipendente.

Al via 10/a edizione PontediLegnoPoesiaLo scorso anno è astato vinto da Giancarlo Pontiggia

PONTEDILEGNO (BRESCIA)02 agosto 201917:48

– E’ stata rinviata al 3 agosto, causa maltempo, l’inaugurazione a Pontedilegno del nono “totem poesia 2019”, l’installazione che caratterizza il PontedilegnoPoesia 2019. Il premio, aperto il 1 agosto dal presidente Andrea Bulferetti, accoglie intorno a sé alcuni dei principali autori italiani di poesia edita e prevede che ogni anno venga collocato in paese un “totem”, una installazione-monumento appositamente realizzata per custodire i versi di una poesia dedicata alla montagna. Il totem della decima edizione custodisce i versi di Mario Rondi “Cavalier del vento”. Lo scorso anno il PontedilegnoPoesia è stato vinto da Giancarlo Pontiggia. Gli altri vincitori dal 2010: Franco Loi, Milo De Angelis, Franca Grisoni, Maurizio Cucchi, Giuseppe Grattacaso, Franco Buffoni, Umberto Piersanti, Vivian Lamarque. I poeti finalisti 2019 sono: Pasquale Di Palmo, Maria Lenti, Beppe Mariano, Massimo Migliorati, Emilio Rentocchini, Norma Stramucci. Premio speciale alla “carriera” a Giampiero Neri.

Clerici, no a Miss Italia ma sì allo ZecchinoSui suoi profili social, “poi vedremo… il pubblico è sovrano”

02 agosto 201917:50

– “Ho pensato molto e ho deciso di credere ancora a una lunga storia d’amore che dura da 33 anni con la Rai. Con la mia consueta schiettezza ho detto no a Miss Italia perché non c’erano le condizioni per preparare l’evento adeguatamente avendolo saputo solo qualche giorno fa. Invece farò lo Zecchino d’oro per amore dei bambini, dei frati dell’Antoniano, delle tagliatelle di nonna Pina e del mio amico Carlo Conti. Così come onorerò l’impegno sociale con Telethon”.
In un messaggio sui social, Antonella Clerici sembra mettere da parte i malumori per il mancato inserimento nei palinsesti autunnali Rai e annuncia i prossimi impegni.
Quanto al futuro, “poi vedremo… so che il pubblico, per me sovrano, mi è vicino. Conto su di voi per affetto e sostegno, fiducia e lealtà maturata in tanti anni insieme. A presto, aspettatemi”, conclude con un cuoricino.
Festeggia lo Zecchino su Facebook: “Antonella Clerici condurrà su Rai1 lo #Zecchino62!!! Con lei garantiamo un’edizione dall’#effettovitamina!”. “E speriamo di rivedere anche Francesca Fialdini che ci ha accompagnato per tanti anni!”.

Hit parade, un mese in vetta per Machete Mixtape 4Pochi movimenti in classifica, Elettra rientra in top ten

02 agosto 201918:53

– Per la quarta settimana consecutiva Machete Mixtape n.4, progetto di una delle crew più longeve d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, si conferma in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Inalterato il resto del podio rispetto a sette giorni fa con Ultimo stabile al secondo posto con Colpa delle Favole (è poi quarto con Peter Pan e ottavo con Pianeti) e con Ed Sheeran al terzo con No.6 Collaborations Project, il nuovo album del cantautore inglese, con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti del calibro di Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Justin Bieber, Stormzy. In lieve risalita Salmo con Playlist, davanti ad Elettra Lamborghini che rientra in top ten con Twerking Queen. Stabile in settima posizione Bruce Springsteen con Western Stars (primo tra i vinili). Chiudono la classifica Jovanotti, con l’ep Jova Beach Party, che sta portando in giro per le coste italiane la sua festa in spiaggia, e il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Tra i singoli, il più venduto è il brano Dove e quando della coppia idolo delle teenager Benji & Fede.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 26 luglio al 1 agosto:1) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)2) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE) ù3) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI)4) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)6) TWERKING QUEEN, ELETTRA LAMBORGHINI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)8) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)9) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)   Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)2) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)3) SEÑORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO (ISLAND/SONY-UNI)4) YOSHI, MACHETE, DANI FAIV & THA SUPREME FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME)5) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMI & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME)   Questa, infine, la classifica dei vinili:1) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO, FRANCO BATTIATO (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) AHI MARIA 40TH, RINO GAETANO (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Amadeus a Sanremo, sarà padrone di casaRai scioglie riserve su festival 2020 che compie 70 anni

02 agosto 201921:36

La Rai ha sciolto le riserve: sarà Amadeus il padrone di casa e direttore artistico di Sanremo 2020, edizione che celebrerà i 70 anni del festival. Assieme a lui, nel corso delle cinque serate, volti che hanno costruito la storia del Festival. “Un Festival di Sanremo all’insegna della coralità e della celebrazione, un Festival con sorprese, un Festival nel segno della storia della Rai che vedrà impegnata l’intera l’azienda.

Sarà questo – spiega una nota di Viale Mazzini – Sanremo 70, un ambizioso evento multipiattaforma ideato e costruito dalla Rai che culminerà con le 5 serate al Teatro Ariston. Padrone di casa di Sanremo 70 – sottolinea ancora la nota – sarà Amadeus, volto Rai, esperto di musica, storico dj, che sarà anche Direttore Artistico dell’edizione. Assieme a lui, nel corso delle 5 serate, volti che hanno costruito la storia del Festival, per un racconto che si intreccerà con quello di compagni di viaggio di Amadeus, sorprese e un DopoFestival che sarà costruito all’insegna dell’innovazione”.Con Amadeus padrone di casa, Sanremo 2020, edizione numero 70, punterà ad avere sul palco i volti che hanno fatto la storia della Rai e del festival: si pensa a incursioni di Fiorello per tutte e cinque le serate del festival, ma anche a Jovanotti. Lo showman siciliano, anche in coppia con Jovanotti, aveva scherzato qualche giorno fa sui social, lanciando di fatto l’investitura di Amadeus, promettendo che sarebbe stato volentieri suo ospite. E naturalmente si pensa anche a Pippo Baudo, Fabio Fazio, Carlo Conti e Piero Chiambretti.”Ho avuto oggi la notizia che uno aspetta da una vita quando fa il presentatore: il sogno, da quando si è ragazzi, è quello di poter condurre da grandi il Festival di Sanremo”. Emozionato, Amadeus commenta così l’investitura ufficiale. “Sono felicissimo”, continua il conduttore. “Ringrazio innanzi tutto la Rai, veramente tutta la Rai, partendo dall’amministratore delegato Fabrizio Salini, il mio direttore Teresa De Santis, e tutti quanti hanno voluto fortemente che fossi io a condurre il prossimo festival di Sanremo. E adesso, dopo qualche breve giorno di vacanza – conclude Amadeus – ci metteremo subito al lavoro, perché non dimentichiamo che sarà la 70/a edizione, è un numero importante. Sarà il Sanremo di tutti quanti e quindi: viva Sanremo”.”Che dire?!? Felicissimo per #amadeus un po’ meno per me! Ansia doppia @RaiPlay e @SanremoRai !!! Non ce la posso fare… AIUTOOOO… solo per Ama…#sanremo2020″. Così, su Twitter, Fiorello esulta per l’ufficializzazione del nome di Amadeus come conduttore e direttore artistico della prossima edizione del Festival e insieme conferma la sua presenza (per quante serate?) all’Ariston.

Toni Servillo sicario per film a fumetti di Igort

L’esordio con “5 è il numero perfetto” alle Giornate autori

02 agosto 201918:46

Fumettista e romanziere, ma anche sceneggiatore, saggista, Igor Tuveri in arte Igort, artista a tutto tondo debutta a 60 anni con la prima regia per il cinema.
E fa centro: ‘5 è il numero perfetto’, da un suo stesso bestseller, è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) e tra i più attesi.
L’autore di Cagliari ha adattato la graphic novel pubblicata 17 anni fa (Coconino Press) e il film – in sala dal 29 agosto distribuito da 01 – è un noir pulp, un affresco napoletano ambientato all’inizio degli anni Settanta, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento, di una seconda opportunità e di una rinascita. In una piovosa e notturna Napoli, protagonista è Peppino Lo Cicero, interpretato da un irriconoscibile Toni Servillo.
Chi è Peppino? Un guappo e sicario in pensione che l’improvvisa morte del figlio riporta al centro della scena criminale. Apre la scatola bianca in cui riponeva la pistola e torna torna in azione, pronto a chiudere tutti i conti perché “sangue chiama sangue”. L’amante di sempre, la dark lady Rita (interpretata da Valeria Golino), e l’amico e complice di tutta una vita (Toto o’ macellaio, Carlo Buccirosso) saranno al fianco di Peppino Lo Cicero anche nella resa dei conti finale. Dopo sarà pronto per ricominciare una nuova vita.
“Per me ‘5 è il numero perfetto’ non è solo una storia noir.
È la storia di una sete di potere che porta a calpestare sentimenti antichi, ma è anche la storia di un’attesa, quella di Rita, e di una caparbia visione del mondo. E’ la storia di una rinascita al di fuori di quella città magica e brutale, poetica e violenta, nella quale genio e miseria convivono in quell’equilibrio così ben evocato dai più grandi narratori partenopei”, dice l’artista presentando il suo lavoro. Amato dagli appassionati di fumetti, Tuveri ama molto il cinema, ma non aveva pensato di dirigere un film prima d’ora: “E’ la nuova frontiera per me, una sfida che completa le mie altre attività di narratore e musicista, che unisce nella visione l’ipotesi di una drammaturgia di attori, di movimenti, di luci e di suoni”.
A fargli cambiare idea è stato proprio Toni Servillo con cui è cresciuto “un sodalizio artistico e amicale attraverso una comune visione non naturalistica, ma lievemente ‘visionaria’ di Napoli, distante dalla Napoli oleografica e codificata. Cercavo una Napoli diversa dall’immagine classica, volevo una città notturna, piovosa, metafisica. Deserta”, dice. ‘5 è il numero perfetto’, prodotto da Propaganda Italia e da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, coproduzione con Belgio e Francia, s’inserisce in un filone di ‘cinema a fumetti’ alimentato in questi anni da film come Ammore e malavita, dal prossimo Diabolik sempre dei Manetti Bros.
Da Linus a Frigidaire, dagli anni Ottanta i fumetti di Igort appaiono nelle riviste internazionali. Nel 1983 è tra i fondatori di Valvoline. I suoi lavori sono pubblicati in 26 paesi ma è con il Giappone, dove si è anche ad un certo punto trasferito, che ha un rapporto particolare. Nel ’94 ha esposto suoi lavori plastici alla Biennale di Venezia e nel 2000 ha fondato una fondato la casa editrice Cocoino Press. Uno dei suoi personaggi, Yuri, è diventato nel ’92 un orologio swatch.

Luca Manfredi, il mio Sordi inedito e privatoCiak a Roma, con Edoardo Pesce. Anche grande amore con Andreina

02 agosto 201920:16

Il 27 febbraio 2003, partecipando ai funerali di Alberto Sordi, Ettore Scola disse: “Sordi non ci ha mai permesso di essere tristi”. “Questo film tv è prima di tutto un omaggio al suo talento, alla sua ironia, all’artista finissimo, ma anche all’uomo con i suoi difetti e le sue virtù”.Vero mito del cinema italiano nel mondo, Sordi sul piccolo schermo in quella che si preannuncia una delle opere più attese dei prossimi palinsesti Rai con la regia di Luca Manfredi. Sono iniziate da tre giorni le riprese tra la Capitale e Tivoli del film tv ‘Alberto’, dedicato alla vita di Sordi e prodotto da Sergio Giussani per Ocean Productions, che andrà in onda in occasione del centenario della nascita dell’attore (nato il 15 giugno del 1920) e morto il 24 febbraio del 2003.Oggi, in una calda giornata di inizio agosto, si gira a Roma, a Valle Giulia davanti all’Accademia Belgica (Villa Borghese ndr). A vestire i panni dell’indimenticabile attore romano è Edoardo Pesce. Il regista spiega: “Racconteremo i primi 18 anni della carriera di Sordi dal ’37, quando inizia a muovere i primi passi, frequenta l’Accademia dei Filodrammatici, ma a causa del suo spiccato accento romano viene espulso dalla scuola, anzi gli viene detto che non potrà mai fare l’attore. E arriviamo al 1954, con la consacrazione di Un americano a Roma”. Il figlio di Nino Manfredi, che ha già portato sul piccolo schermo grandi prodotti come “In arte Nino”, dedicato alla vita del padre interpretato magistralmente da Elio Germano, con ottimi ascolti aggiunge: “Non ci saranno scene con mio padre anche se Alberto era di casa, perché hanno iniziato a lavorare insieme anni dopo”. Ma soprattutto Manfredi racconterà un Alberto Sordi giovane e inedito, “con un lato della sua vita personale che pochi conoscono oggi: la sua grande storia d’amore, con Andreina Pagnani, diva del teatro di posa e doppiatrice. Sordi era giovanissimo, aveva 22 anni, è stato una sorta di ‘toy boy’ ante litteram e questa relazione durò per nove anni facendo scalpore all’epoca, perché la Pagnani aveva 15 anni più di Alberto. Ha anche ‘sfruttato’ le conoscenze della Pagnani per farsi largo nel mondo dello spettacolo. Poi narreremo l’amicizia tra Sordi e Fellini, quando entrambi erano ancora due giovani determinati a diventare qualcuno, Fellini era arrivato a Roma ma nessuno lo conosceva: per mantenersi faceva il disegnatore”. E ancora il forte rapporto di Alberto “con sua madre: era lei che portava i pantaloni in casa. Un rapporto al limite quasi edipico”.Perché ha scelto Edoardo Pesce come protagonista? “Perché lo ritengo un ottimo attore – risponde il regista – ma anche per la sua romanità: si è perfettamente calato nel ruolo. E’ adatto a vestire i panni di Sordi”. La sceneggiatura è la sua? “Si è una mia idea sin dall’inizio del progetto, poi l’ho sviluppata e scritta insieme a Dido Castelli”.E Pesce racconta: “Quando mi hanno chiamato ho detto: accetto. Ma poi ho chiesto: ma Sordi chi lo fa? Per quanto riguarda la voce quella di Albertone era inconfondibile bassa, la mia più baritonale, non la imito certo. Mi sono limitato a vestire una maschera, ho fatto il mio Sordi, ma non è una macchietta”. Attore istintivo (cominciò a 16 anni), Sordi fu presto protagonista sullo schermo e sulla scena, costruendosi una meticolosa professionalità anche come doppiatore e personaggio radiofonico. Solitario, schivo, molto diverso nella vita privata rispetto al cliché, fiero della propria origine e delle proprie convinzioni, disposto a convivere con le proprie debolezze “aveva il problema del faccione era consapevole di non essere Amedeo Nazzari” aggiunge Manfredi. Certo, la sua arte rende difficile tracciare un confine sicuro tra il personaggio e la persona. Dal 1936 al 1954, diciotto anni vissuti alla conquista del pubblico, alla ricerca della qualità attoriale e all’insegna di un impegno tenace: l’arte prima di tutto! Diciotto anni attraverso i quali Alberto Sordi diventa la voce di Oliver Hardy, calca i palcoscenici dell’avanspettacolo, inizia con piccole particine nei film dell’Italia fascista, inventa Mario Pio alla radio, il compagnuccio della parrocchietta e poi l’incontro con Fellini, lo Sceicco Bianco (un flop) e i Vitelloni (oggi si gira la scena dell’attesa del responso del pubblico alla prima del film dopo la pernacchia più famosa d’Italia). Ma il film racconta anche la perdita irreparabile della madre. E poi la famiglia, le sorelle, gli amici. La speranza è di aggiungere un pezzettino alla conoscenza dell’Albertone nazionale e far sorridere il pubblico come lui sapeva fare.

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The Nest, un Truman Show horror
L’opera prima di Roberto De Feo sarà a Locarno

01 agosto 201919:11

– Una casa horror perfetta, vera protagonista del film, e poi tutto l’armamentario del genere, bambole, mostri, un mad doctor, rumori, musica giusta e anche una mater dolorum. Non si può dire che l’opera prima di Roberto De Feo, The Nest (Il nido), in sala dal 15 agosto in 200 copie con Vision Distribution, non abbia attinto a piene mani al genere e questo fino a un finale sorpresa.In questo film, selezionato al prossimo Festival di Locarno, tutto si svolge nella straordinaria Villa dei Laghi (reposoir di caccia per volere di Re Vittorio Emanuele nel comune di Druento). Qui vive Samuel (Justin Korovkin), un ragazzo costretto su una sedia a rotelle, insieme alla sua arcigna madre Elena (Francesca Cavallin). Il ragazzo, come d’altronde la servitù, è supercontrollato anche grazie all’opera oscura di Christian (Maurizio Lombardi), medico di famiglia. Tutto a Villa dei Laghi sembra ingessato da rigide norme che nessuno può trasgredire: ‘regola delle regole’ è quella di non poter uscire da quella casa e dal parco che la circonda. Samuel cresce così protetto in una sorta di Truman Show, ma insoddisfatto e irrequieto anche per gli strani avvenimenti che accadono intorno a lui fino a quando arriva a Villa dei Laghi l’adolescente Denise (Ginevra Francesconi) che scardinerà gli equilibri della famiglia, dando a Samuel la forza di opporsi alle restrizioni imposte da sua madre e di cercare la verità sul mondo che lo circonda.”Fare The Nest per me era il sogno di una vita e anche un privilegio. È un film dell’orrore atipico – spiega oggi a Roma il regista – non giocato su facce mostruose, ma piuttosto con un impianto narrativo internazionale perché volevo che questo lavoro fosse poco riconoscibile come film italiano”. E ancora Roberto De Feo, nato a Bari nel 1981: “Il cinema a cui mi ispiro è quello che gioca con lo spettatore: adoro scaraventare il pubblico in un universo opposto a quello in cui credeva di trovarsi, come in ‘The Others’ di Amenábar e ‘The Village’ di Shyamalan”.

Capossela porta lo Sponz fest “Sottaterra”Dal 19 al 25 agosto in Irpinia,ospiti Avitabile, Morgan, Young Signorino

01 agosto 201919:00

“Questi dell’Alta Irpinia sono luoghi di frontiera, dove è il paesaggio naturale e umano a parlare. Un luogo dove ogni mattina si rinnova la creazione del mondo. C’è però anche un mondo del sottosuolo fatto da grotte, cunicoli e caverne scavate da millenni dall’uomo per trovarci riparo. E qui, abbiamo deciso di rifugiarsi per questo Sponz Fest.
Sottaterra! Quando i tempi si fanno duri, quando le minacce si fanno più cupe, allora bisogna ritirarsi e fortificarsi per venire nuovamente alla luce”. Al riparo in una grotta, in diretta Facebook, Vinicio Capossela ha presentato l’edizione 2019, la settima, dello Sponz Festival, che ha ideato e dirige, in programma – come di consueto – in Alta Irpinia dal 19 al 25 agosto. Tema di quest’anno è “SottaTerra”, “perché Sottaterra – spiega un Vinicio con tanto di mascherina a nascondergli parte del volto – è la cura, il luogo delle radici, del riparo, della fertilità sotterranea, della conservazione della memoria.
Ronzeremo come api laboriosi nel centro di Calitri e dei Paesi affiliati. Un centro storico come un cervello ronzante per sfuggire alla dittatura della semplificazione, così in voga, e concedersi il lusso della complessità”. Quasi un documento programmatico, quasi l’azione di rivoluzionari.
Sottaterra, ma anche peste e pianto rituale: sono i tre fuochi dello Sponz Fest. Temi antropologici che hanno a che fare col ciclo della morte e della vita, tanto più in ambito di festa popolare che è da sempre rito di dissipazione e rigenerazione, e dunque di ri-creazione.
Fra gli ospiti confermati della settimana tra Calitri, Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia e Villamaina, ci sono Almamegretta Dub Box, Ars Nova Napoli, Enzo Avitabile & Bottari, Mario Brunello, Chef Rubio, la compagnia teatrale Clan H, Livio Cori, Grazia Di Michele, ‘E Zezi, Goffredo Fofi, Elio Germano & Le Bestie Rare + Dj Amaro, Micah P. Hinson, Mimmo Lucano, Flaco Maldonado, Neri Marcorè, Micol Harp, Dimitri Mistakidis, Morgan, Michela Murgia, Alberto Nerazzini, ‘Ntò, Manolis Pappos, Michele Riondino, Enzo Savastano, Sergio Scarlatella, Daniele Sepe & Bassa Banda, Asso Stefana e Peppino Tottacreta, The Andrè, Young Signorino.
Musica, dunque, ma anche teatro, performance, reading, proiezioni, escursioni di trekking e in bici, happening, laboratori per bambini. E per un giorno, il 24 agosto, Calitri sotto l’egida di Matera ’19, sarà anche Capitale europea della cultura. Sponz Fest si aprirà con il tradizionale concerto all’alba, quest’anno sul monte Calvario di Calitri, dopo una introduzione di temi e programmi la sera precedente in Villamaina. Momento clou il concerto di Capossela del 24 agosto, che chiuderà una tre giorni di live (22, 23 e 24 agosto).
Sensibilità particolare anche verso i temi della sostenibilità e dell’innovazione: lo Sponz Fest 2019 sarà plastic free e per pagare si potranno usare gli “sponzini” di terracotta, una moneta di terra che omaggia la secolare tradizione ceramica di Calitri.

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Katy Perry colpevole di plagio per Dark Horse
Perde la causa contro il rapper Marcus ‘Flame’ Gray

NEW YORK30 luglio 2019 15:02

Katy Perry è colpevole di plagio per uno dei suoi singoli di maggiore successo. Un tribunale di Los Angeles ha infatti stabilito che per ‘Dark Horse’ la cantante avrebbe copiato un brano, ‘Joyful Noise’, scritto dal rapper Marcus ‘Flame’ Gray. Il rapper fece causa alla cantante americana nel 2014, anno di uscita di Dark Horse, diventato poi una delle sue hit, nominato ai Grammy e considerato il secondo singolo più venduto a livello mondiale nello stesso anno. Nel 2015 è stato anche parte dell’Half Time Show al Super Bowl. Il video della canzone ha avuto 2 miliardi e 600 milioni di visualizzazioni su YouTube.Ad essere coinvolti nella causa, oltre alla cantante, che tra le altre cose ha detto di non aver mai sentito Joyful Noise, anche i co-autori e alcuni produttori. Non è ancora stato stabilito quanto la Perry dovrà pagare al rapper, ma visto il successo del brano dovrebbe trattarsi di una cifra milionaria.

Chaplin apre Giornate del MutoAl via il 5 ottobre. Rassegna chiuderà con Hitchcock

PORDENONE30 luglio 201916:10

– Sarà The Kid (Il monello) di Charles Chaplin, accompagnato dall’orchestra, ad aprire la 38/a edizione delle Giornate del Cinema Muto, in programma al teatro Verdi di Pordenone dal 5 al 12 ottobre. Orchestra anche in chiusura di festival per un altro titolo leggendario: The Lodger (Il pensionante, 1927) di Alfred Hitchcock, film ad alta tensione ambientato nella nebbia di Londra, con un ambiguo e affascinante Ivor Novello. Il terzo evento orchestrale, in programma mercoledì 9 ottobre, è Oblomok imperii (Un frammento d’impero), capolavoro del 1929 del regista sovietico Fridrikh Ermler, metafora dei mutamenti avvenuti nell’Urss degli anni ’20. Il più grande divo del western muto, William S. Hart, sarà invece al centro della personale, e tornano protagoniste le Nasty Women con nuovi titoli all’interno della sezione dedicata alle origini dello slapstick europeo. Protagoniste, saranno poi le due vedette francesi, Suzanne Grandais e la mitica Mistinguett.

‘Estate da re’ nella Reggia di CasertaAnche Bollani ed Ezio Bosso nella rassegna al via il 28 agosto

30 luglio 201916:11

– Ezio Bosso, David Garrett, Stefano Bollani, Zubin Mehta. Sono alcune delle star che animeranno la quarta edizione di “Un’estate da re”, la rassegna di musica classica che riempirà di suoni la Reggia di Caserta dal 28 agosto al 29 settembre. Un mese di eventi quest’anno spostati a fine estate “per la concomitanza delle Universiadi”, spiega il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha lanciato e sostiene la rassegna di musica classica, lirica e sinfonica con la direzione artistica affidata al maestro Antonio Marzullo. Sei i concerti in cartellone con una proposta che piacerà ai più esigenti della classica ma anche al pubblico più giovane, con i concerti di Ezio Bosso e David Garrett. Punta di diamante della programmazione 2019 del Festival sarà la presenza del maestro Zubin Mehta che, sul podio dell’Orchestra del Teatro San Carlo, dirigerà uno tra i pianisti più amati della scena contemporanea: Stefano Bollani. Si parte il 28 agosto con il concerto sinfonico di Bosso.

25 anni di Friends, a Ny apre negozioSpazio a Soho per celebrare anniversario della fortunata serie

NEW YORK30 luglio 201916:16

– Friends compie 25 anni e per celebrare l’anniversario a New York apre un pop up store. Lo spazio verra’ inaugurato a Soho e avrà due ingressi, uno dedicato ad un’esperienza a 365 gradi in una delle serie più fortunate della storia della televisione mentre l’altra è un negozio. Lo store, curato dalla Warner Bros., aprirà i battenti il 7 settembre e sarà aperto per un mese. La parte dedicata alla full immersion ricrea anche il set, ossia l’appartamento a New York di Joey e Chandler e il bar Central Perk. Friends fu creata da David Crane e Marta Kauffman e trasmessa su NBC dal 22 settembre 1994 al 6 maggio 2004 per un totale di dieci stagioni. La serie ruota attorno a un gruppo di sei amici a Manhattan, i ragazzi Ross, Chandler e Joey, e le ragazze Rachel, Monica e Phoebe.

A Grado rassegna fotografica su PasoliniDove 50 anni fa furono girate alcune scene di ‘Medea’

30 luglio 201916:18

– Da Fellini a Bertolucci, a Grado una rassegna fotografica illumina aspetti poco conosciuti di Pier Paolo Pasolini. La mostra antologica, ideata da Salvo Nugnes, è composta dagli scatti esclusivi di Roberto Villa, fotografo e amico dell’intellettuale. Racconta un Pasolini forse meno noto come le sue esperienze nella pittura e il rapporto con Federico Fellini. Inaugurata lo scorso 5 luglio, alla Casa della Musica di Grado fino al 18 agosto, la mostra affronta anche il rapporto di amicizia con Bernardo Bertolucci, aiuto regista di Pasolini nel film Accattone. Entrambi erano appassionati di calcio e questo lì portò a giocare assieme. “Cadono quest’anno i 50 anni del film Medea – spiega Salvo Nugnes -. Alcune scene esterne sono state girate proprio a Grado e proprio nel 1969 si strinse un rapporto intenso tra Pasolini e Maria Callas”. Nella mostra viene mostrato anche il dolcissimo rapporto con la madre, Cecilia Colussi “che l’ha guidato e gli ha insegnato cosa fosse la sensibilità nell’arte” conclude Nugnes.

Civiltà etrusca in mostra a BolognaMille oggetti da 60 musei ed enti in esposizione dal 7 dicembre

BOLOGNA30 luglio 201917:06

– A distanza di 20 anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il Museo Civico Archeologico di Bologna annuncia un ambizioso progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca, in cui saranno riuniti circa mille oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali.
‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’ è una mostra progettata da Istituzione Bologna Musei-Museo Civico Archeologico, in collaborazione con la Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Bologna, e realizzata da Electa.
L’esposizione, aperta dal 7 dicembre al 24 maggio 2020, vuole essere un viaggio nelle terre degli Etruschi tra archeologia e paesaggi sorprendenti e metterà in risalto le novità di scavo e di ricerca sulla storia di uno dei più importanti popoli dell’Italia antica. La mostra dialogherà anche con la ricchissima sezione etrusca del museo, che testimonia il ruolo di primo piano di Bologna etrusca, costituendo, quindi, l’ideale appendice al percorso di visita dell’esposizione temporanea.

Talenti danza a Rimini su passi NureyevDal 7/8 concorso internazionale celebra arte coreografo russo

RIMINI30 luglio 201917:07

– “Finché i miei balletti saranno danzati sarò vivo”: così amava ripetere Rudolf Nureyev, il più celebre danzatore del XX secolo. Per cinque giorni tanti giovani talenti della danza – da Italia, Corea del Sud, Belgio, Polonia, Francia e Svizzera – terranno viva la fiamma del coreografo russo grazie alla prima edizione del Concorso internazionale che porta il suo nome, presentato da Art Fest con il patrocinio della Fondation Rudolf Nureyev e in programma dal 7 agosto al Teatro Galli di Rimini.
I candidati lavoreranno su due variazioni, una di Nureyev e una libera; i vincitori – solo maschile, solo femminile e passo a due – si aggiudicheranno borse di studio. L’appuntamento dedicato alle promesse della danza internazionale culminerà domenica 11 agosto con una speciale serata di premiazione nella quale i ballerini in gara e ospiti onoreranno il repertorio del grande danzatore coreografo. Per l’occasione al Teatro Galli sarà presente anche Carla Fracci, insieme al marito e regista Beppe Menegatti.

Premio Caccuri, sfide del contemporaneoFinalisti VIII edizione Cottarelli, D’Aquino, Franco, Letta

30 luglio 201917:34

– Le sfide del contemporaneo, l’impegno nel giornalismo, lo sport come strumento di diffusione di valori positivi, la valorizzazione dei territori partendo dal sapere culinario: sono alcuni dei temi al centro dell’8/a edizione del Premio Letterario Caccuri, il principale riconoscimento di saggistica in Italia, che si svolgerà dal 6 al 10 agosto a Caccuri (Kr). Quattro (e non tre come da tradizione) i finalisti del concorso selezionati dall’Accademia dei Caccuriani, Associazione di promozione sociale e culturale che organizza la manifestazione: Carlo Cottarelli con “I sette peccati capitali dell’economia italiana” (Feltrinelli), Emma D’Aquino con “Ancora un giro di chiave. Nino Marano: una vita fra le sbarre” (Baldini+Castoldi), Massimo Franco con “C’era una volta Andreotti. Ritratto di un uomo, di un’epoca e di un Paese” (Solferino), Enrico Letta con “Ho imparato. In viaggio con i giovani sognando un’Italia mondiale” (il Mulino). I quattro saggi saranno votati da una giuria popolare e da una nazionale.
Tra appuntamenti di letteratura, musica, arte e teatro, il concorso si concluderà con la serata finale condotta da Massimo Giletti e Mary De Gennaro nel corso della quale sarà assegnato il Premio e che vedrà la partecipazione di Milena Bertolini, la coach della Nazionale di calcio femminile con il suo “Quelli che il calcio e…” ( Ed.Aliberti), Jan Slangen, (già) Capitano delle Frecce Tricolori, con “Volare alto. Appunti sulla felicità di un pilota delle Frecce Tricolori” (Ed. La Nave di Teseo) e Sigfrido Ranucci (Report) che si confronterà con il giornalista Michele Cucuzza sul ruolo del giornalismo di inchiesta nel nostro Paese.
La serata del 6 agosto sarà dedicata all’incontro tra sapore e sapere, nella quale gli chef stellati e gli autori, tutti calabresi, dialogheranno tra loro: Emanuele Strigaro con Filippo Veltri, Caterina Caraudo con Mimmo Gangemi, Emanuele Lecce con Antonio Chieffallo, Antonio Biafora con Mario Caligiuri. Tra gli ospiti dell’edizione 2019 del Premio anche Rita Dalla Chiesa, Nicola Gratteri, Gianluigi Nuzzi, Paolo Pagliaro, Cataldo Calabretta.

Dior al V&A, visite private per pochiIl Museo di Londra prolunga l’omaggio allo ‘Stilista dei Sogni’

LONDRA30 luglio 201917:49

– Una mostra e un percorso tagliati su misura per pochi eletti, come alcuni dei capi d’abbigliamento dell’uomo a cui il Victoria and Albert ha voluto in questi mesi rendere omaggio ai suoi massimi livelli. E’ l’iniziativa avviata dal celebre museo di Londra per dare un seguito, dopo il tutto esaurito dell’esibizione ‘Christian Dior: Designer of Dreams’, apertasi al pubblico il 2 febbraio e chiusasi il 15 luglio. Si tratta di un’opportunità disponibile su prenotazione fino al primo settembre per i fortunati in grado di mettersi in lista per speciali visite private fra la dieci sale riservate alle opere del celebre creatore di moda francese. Opera sintetizzata dallo stesso maestro alla stregua di una forma di “architettura effimera, dedicata alla bellezza del corpo femminile”.
Le prime due sezioni raccontano le origini di Christian Dior, a partire dalla prima sfilata che inaugurò il “New Look” della donna del dopo-guerra, secondo le parole di Carmel Snow di Harper’s Bazaar.

Italiani disinteressati a sostenibilitàSondaggio ong, 56% non si fa domande, 79% mai comprato usato

30 luglio 201918:04

– Si parla tanto di sostenibilità, ma poi ai consumatori interessa davvero sapere come sono stati prodotti i capi che indossano? Sono risultati sconfortanti, che vedono gli italiani poco interessati o addirittura disattenti, quelli che emergono dal sondaggio realizzato da Mani Tese durante l’installazione interattiva “The fashion experience – la verità su quello che indossi” sottoposto a oltre 4200 visitatori e visitatrici prima del loro ingresso all’evento.
Dall’indagine emerge che il 56% dei consumatori si chiede poco o per nulla in che modo siano stati prodotti i capi. C’è tuttavia un maggiore interesse per la provenienza, a cui pone attenzione il 60% del campione. Ben il 79% non acquista capi usati mentre, per quanto riguarda le motivazioni d’acquisto, solo il 35% degli intervistati cita la sostenibilità. La maggior parte delle persone compra un capo perché gli sta bene (82%), perché è economico (56%) o perché è alla moda (42%).

Nevermind, cinque storie paradossaliEsce il film a episodi di Puglielli con Sassanelli e Michelini

30 luglio 201918:08

– Una volta c’erano i film a episodi per raccontare l’Italia con ironia, si rideva, ma ci si riconosceva anche, oggi c’è invece ‘Nevermind’ di Eros Puglielli. Ovvero quasi la stessa formula, ma con un’anima irriverente, surreale, grottesca, un’anima comunque senza troppa speranza più aderente ai tempi di oggi.
Il film, già presentato alla Festa di Roma, con Paolo Sassanelli, Andrea Sartoretti, Giulia Michelini, Massimo Poggio e Alberto Molinari, in sala dal primo agosto con Minerva Pictures segue le vite di cinque persone, cinque protagonisti che vivono appunto nel segno del paradosso. Tra questi un facoltoso avvocato con un’abitudine ‘molto’ particolare quanto intima; una babysitter alle prese con un nuovo inquietante lavoro, accudire un bambino che non c’è; un vecchio amico d’infanzia dal torbido e ottuso presente; un cuoco con un’ossessione che non gli da tregua e, infine, uno psicologo perseguitato da un carro attrezzi e dalla smemoratezza.

Sciopero troupe, fermi set cinema e tvCgil-Cisl, stop il 31 luglio, il 7 e l’8 agosto

30 luglio 201919:11

Scioperano le troupe, si fermano i set di film e serie tv: lo annunciano Slc-Cgil e Fistel-Cisl. La mobilitazione si terrà il 31 luglio, il 7 e l’8 agosto.
“Troppe le distanze nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro – spiegano i sindacati – in merito ai minimi sindacali richiesti dal sindacato ed ai livelli inquadramentali richiesti per alcune figure, considerati essenziali dai lavoratori stessi”.
Tra i set che si fermeranno, quelli delle serie ‘Vite in fuga’, ‘Sei bellissima’ di Andrea Molaioli, ‘Nero a metà 2’ di Marco Pontecorvo, ‘Summertime’ ispirata a ‘Tre metri sopra il cielo’ di Federico Moccia, ‘La guerra è finita’ di Michele Soavi, ‘Il commissario Ricciardi’ di Alessandro D’Alatri e ‘Tutto un altro mondo’ di Gianluca Tavarelli e dei film ‘Odio l’estate’ di Massimo Venier (con Aldo Giovanni e Giacomo), ‘I migliori anni’, ‘E’ per il tuo bene’ di Rolando Ravello. “Ulteriori tre giornate di sciopero verranno effettuate ad agosto e verranno comunicate successivamente”. In una nota congiunta, Anica, Apa e Ape ribadiscono che tutti i componenti della delegazione datoriale hanno fino a questo momento “operato per trovare soluzioni e punti di mediazione su tutti in temi in discussione. Ribadiamo quindi che, al fine di approfondire tutti i dati oggettivi senza assumere posizioni che appaiano più corporative che sindacali, manteniamo la massima disponibilità a proseguire il confronto inspiegabilmente interrotto dai sindacati”.

Salini, prima metodo, poi nomi SanremoMega riunione tra Roma e Milano di tutti i soggetti coinvolti

30 luglio 201919:42

– “Prima il metodo, poi il concept, la direzione artistica e infine i nomi”: l’ad della Rai, Fabrizio Salini, ha sintetizzato così il percorso che intende portare avanti per la realizzazione di Sanremo 2020, l’edizione numero 70 del festival alla quale la tv pubblica tiene particolarmente.
“Vogliamo mettere al centro il progetto, il racconto di Sanremo, poi verranno i nomi”, ha ribadito poi ai microfoni di Rainews 24.
Per questo ha riunito, tra le sedi di Viale Mazzini a Roma e di Corso Sempione, i rappresentanti dell’industria e di tutta la filiera musicale coinvolta nel festival. Sul tavolo, alcune questioni centrali: la selezione dei cantanti e il meccanismo di gara; le giurie e le votazioni; il potenziale conflitto di interessi del direttore artistico; la lunghezza dei brani.
Obiettivo, realizzare un “Sanremo migliore”, ascoltando il punto di vista dei principali interlocutori, con esperienze e sensibilità diverse.
Oltre a Salini, hanno partecipato alla riunione il direttore di Rai1 Teresa De Santis, il vicedirettore Claudio Fasulo, la direttrice di Radio2 Paola Marchesini; e ancora il ceo di Fimi Enzo Mazza; Filippo Sugar (Sugar) e Dario Giovannini (Carosello) in rappresentanza delle case discografiche indipendenti; il presidente della Pmi Mario Limongelli; il presidente Assomusica Vincenzo Spera; il presidente Afi Sergio Cerruti; il presidente del Mei Giordano Sangiorgi; Enrico Capuano dell’Associazione italiana artisti; il distributore Claudio Ferrante; gli organizzatori di eventi Francesco Barbaro e Massimo Bonelli; il sondaggista Antonio Noto; l’esperto del settore Stefano Senardi; il dirigente di Audiocoop Marco Mori; Christian Perrotta della Rete dei Festival; il giornalista musicale Andrea Spinelli presidente della sala stampa a Sanremo, la responsabile dell’Italia Music Export della Siae, Nur Al Habash.
Tra gli spunti emersi, la richiesta di un maggiore spazio ai giovani; l’apprezzamento per l’assenza di eliminazioni dalle ultime edizioni; l’importanza della trasparenza per evitare possibili nuove polemiche in tema di conflitto di interessi del direttore artistico.

A Ermal Meta il premio Modugno 2019Omaggio promosso dalla Famiglia Modugno a Polignano

POLIGNANO A MARE (BARI)31 luglio 201911:23

– Il cantautore Ermal Meta si è aggiudicato il Premio Modugno 2019, istituito dalla Famiglia Modugno, che sarà consegnato il 6 agosto nel corso della serata-omaggio ‘Meraviglioso Modugno’ a Polignano a Mare, dove per altro è nato lo stesso Meta. Il premio verrà assegnato per la prima volta durante la serata-omaggio che, giunta alla nona edizione, ha visto protagonista proprio Meta nel 2016, anche come co-conduttore.
Quest’anno l’omaggio a Domenico Modugno, con i suoi brani più significativi, celebra i sessant’anni della canzone ‘Piove’. A Polignano sono attesi anche Giordana Angi, Avion Travel, Luca Barbarossa, Cordio, Dimartino, La Scapigliatura, Shade, Anna Tatangelo, Alberto Urso. La serata è promossa da Comune di Polignano, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese/Puglia Sounds, con la direzione artistica di Stefano Senardi e Maria Cristina Zoppa (Rai Radio Live).

A teatro, Marchesi, Rigillo, PlacidoNatalino Balasso ripensa Goldoni. Guanciale e Ulisse

31 luglio 201913:24

– Giorgio Marchesi e l”’Asinara” al Plautus Festival di Sarsina (FC) e ”I due gemelli…
veneziani” da Goldoni per Balasso-Ferrini a Borgio Verezzi (SV); Mariano Rigillo-Shylock nel ”Mercante di Venezia” di Shakespeare diretto da Giancarlo Marinelli e Lino Guanciale mattatore di ”Itaca… il viaggio”, entrambi a Ostia Antica Festival; Michele e Brenno Placido per ”Achille e Pentesilea” alla Versiliana di Pietrasanta (LU) e Mascia Musy in ”Preghiera per Chernobyl” della Premio Nobel Svetlana Aleksievic al XXXIII Radicondoli Festival (SI); fino ”Labirinto d’Amore – Orlando Furioso” per Fantastiche Visioni 2019 ad Ariccia (RM): sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

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Dopo 23 anni stop show Victoria’s Secret
Brand di lingerie cerca di ridefinirsi in epoca #metoo

NEW YORK31 luglio 201913:50

– Dopo 23 anni cala il sipario sullo show di Victoria’a secret. Questo autunno non ci saranno più ‘angeli’ in passerella con indosso capi di biancheria intima. Lo ha detto la modella di origini australiane Shanina Shaik durante un’intervista. “Sfortunatamente – ha detto la Shaik, 28 anni – quest’anno non ci sarà uno show. Sono un po’ delusa perchè non è qualcosa a cui sono abituata. Di solito durante questo periodo faccio le prove come ‘angelo'”. Riguardo ai motivi dell’annullamento di una delle sfilate più attese dell’anno, la modella ipotizza che probabilmente il brand sta cercando di ridefinirsi. Victoria’s Secret non ha rilasciato alcun commento, tuttavia negli ultimi anni e soprattutto in epoca #metoo sono state sollevate diverse questioni sull’utilizzo del corpo femminile da parte dell’azienda. Inoltre spesso il franchising è finito sotto accusa per il messaggio che trasmette mandando in passerella o usando nella campagna pubblicitarie modelle troppo magre.

Oltre 40mila a Jova beach partySpiaggia ripulita in nottata e stamani fruibile per bagnanti

VIAREGGIO (LUCCA)31 luglio 201914:08

– Sono oltre 40mila le persone che hanno partecipato, alla spiaggia del Muraglione a Viareggio (Lucca), al Jova beach party, l’evento che ha trasformato la spiaggia in un vero e proprio villaggio della musica in riva al mare. Soddisfazione per la riuscita della manifestazione è stata espressa anche dal sindaco Giorgio Del Ghingaro. Stamani la spiaggia era già stata pulita e pronta per essere fruita dai bagnanti.
Sul palco sono saliti anche Giorgio Panariello, Gianni Togni che insieme con Jovanotti ha cantato Luna, e Federico Zampaglione dei Tiro Mancino con cui Lorenzo Cherubini ha cantato ‘Com’è profondo il mare’. Durante la serata sono inoltre stati lanciati diversi messaggi sul rispetto dell’ambiente e, come a ogni tappa del Jova beach party, celebrato un matrimonio.
Impiegati nei servizi di ordine pubblico più di 100 uomini delle forze dell’ordine. Efficaci anche i presidi garantiti dal 118.

Raf-Tozzi, gran finale il 25/9 all’ArenaIn scaletta più di 30 pezzi, da Gloria a Self Control

31 luglio 201916:35

– E’ iniziato tutto due anni fa, nel 2017, dall’Arena di Verona, quando Raf e Umberto Tozzi, amici da una vita, si sono ritrovati sul palco dell’anfiteatro in occasione del concerto-evento di Tozzi “40 Anni Che Ti Amo”, e sull’onda dell’entusiasmo hanno deciso di tornare a collaborare e di cantare insieme. Proprio su quello stesso palco torneranno il 25 settembre per la festa che chiuderà il tour a due che, nei mesi scorsi settimane, li ha visti protagonisti nei palasport.
In scaletta più di 30 pezzi, da Gloria a Self Control, da Si può dare di più a Cosa resterà degli anni 80, da Infinito a Ti amo, ma anche Ti pretendo, Gli altri siamo noi, Il battito animale, Immensamente, il loro nuovo brano a due Come una danza e molti altri, tra cui l’immancabile hit Gente di Mare.

Bata, scarpe nuove ogni week endBrand lascia anche nuovo sito e-commerce per i 125 anni

31 luglio 201916:35

– Una festa inaspettata o un week end di relax e nessuna voglia di mettere le scarpe già indossate tante volte? Da agosto il brand di calzature Bata, che proprio quest’anno ha festeggiato i 125 anni di storia, ogni fine settimana, sia nei negozi che online, metterà in vendita nuovi arrivi. Dalle sneakers alla pump, altri modelli si aggiungeranno a quelli già disponibili. “Siamo sempre alla ricerca di novità, avendo come priorità la comodità a prezzi imbattibili”, ha detto Isabelle Sakai, Chief Marketing Officer di Bata, che proprio in questi giorni ha lanciato in Italia un nuovo sito e-commerce, il primo step in un progetto di trasformazione e-commerce strategico multi-mercato.

Tre finaliste per Premio ReiterIn settembre palma ad attrice italiana under 35 ultima stagione

MODENA31 luglio 201916:37

– Giulia Mazzarino, Marina Occhionero e Giulia Odetto sono le finaliste selezionate dalla giuria di esperti, presieduta da Ennio Chiodi, che domenica 22 settembre al Teatro delle Passioni di Modena si contenderanno il Premio Virginia Reiter, destinato alla più apprezzata attrice italiana under 35 dell’ultima stagione teatrale.
L’appuntamento, giunto alla 15/a edizione, omaggia la grande interprete modenese nata alla fine dell’Ottocento e prima capocomica italiana, coeva di Eleonora Duse e di Sarah Bernhardt, da cui era ammirata, interlocutrice di D’Annunzio e prima interprete della ‘Lupa’ di Verga.
Nel corso della serata sarà inoltre assegnato il settimo Premio Giuseppe Bertolucci alla migliore attrice europea tra le nuove generazioni e il Premio Virginia Reiter alla carriera a Maria Paiato, che sabato 21 settembre terrà una Lectio magistralis sul ruolo dell’attrice.

‘LiricoStruiamo’, l’arte in zona rossaTorna il tour solidale nei centri colpiti dal terremoto

FABRIANO (ANCONA)31 luglio 201916:40

– Torna LiricoStruiamo, progetto solidale dedicato alle comunità colpite dal terremoto del Centro Italia. Un tour che va nel cuore di paesi e città a ridosso della ‘zona rossa’ per diffondere e condividere un sentimento di speranza e di rinascita delle comunità attraverso una delle espressioni più alte dell’arte, l’opera lirica. Il tour, che nelle due scorse edizioni ha raggiunto già 12 località, abbraccerà quest’anno idealmente le tre Regioni ferite: Lazio (Cittaducale e Configni), l’Umbria (Castelluccio di Norcia) e le Marche (Muccia, Fabriano e Sassoferrato).
Anima dell’iniziativa è la Camerata Musicale del Gentile, associazione fabrianese presieduta dal professor Fausto Patassi con la direzione musicale del maestro Lorenzo Sbaffi, in collaborazione con l’associazione ARTeM Rieti, il Conservatorio ‘P. Mascagni’ Livorno, il Festival della Piana del Cavaliere di Configni, il patrocinio del Comune di Fabriano. Sponsor sono il Pio Sodalizio dei Piceni e la Fondazione Cariverona.

Scatta ad Aosta tour estivo Renzo ArboreCon Orchestra italiana fino alla fine di settembre

AOSTA31 luglio 201916:43

– Scatta da Aosta il 2 agosto, nello scenario del Teatro Romano, il tour estivo di Renzo Arbore e della sua Orchestra Italiana con uno show dedicato alla valorizzazione e al rilancio della Canzone Napoletana Classica.
Le altre tappe: il 12 agosto all’Aqualand di Vasto (Chieti), il 14 agosto nel Teatro dei Ruderi di Cirella a Diamante (Cosenza), il 17 agosto al campo sportivo di Jenne (Roma), il 20 agosto sul lungomare di Rocca Imperiale (Cosenza), il 24 agosto all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro (Udine), il 30 agosto alla Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lucca), il primo settembre alla banchina di San Domenico di Molfetta (Bari), il 7 settembre al teatro di Verdura di Palermo, il 21 settembre alla Nuova stazione marittima di Salerno e il 28 settembre alla festa della Pasta di Gragnano (Napoli).

RisorgiMarche: in 25mila per MengoniConcluso nelle Marche il Fuori Atlantico Tour del cantante

ANCONA31 luglio 201916:44

– Si è concluso ieri, con la partecipazione a RisorgiMarche, Fuori Atlantico Tour, il nuovo viaggio live di Marco Mengoni alla scoperta delle bellezze del nostro Paese. Sono stati 25 mila i coraggiosi che ieri hanno sfidato il caldo e hanno fatto anche 8 km a piedi per immergersi nello spirito di questo viaggio e raggiungere la spianata che ha ospitato il concerto per il festival ideato da Neri Marcorè a favore delle popolazioni terremotate, che con Marco ha visitato anche il vicino Comune di San Ginesio.
Il gran finale di ieri conclude questo viaggio in cui la musica e la natura si sono fuse, assieme alla straordinaria partecipazione del pubblico, per dar vita a spettacoli unici e suggestivi, come al Labirinto più grande del mondo a Parma e il live acustico nell’atmosfera intima del Teatro Andromeda ad Agrigento con solo 108 posti.

Quattro matrimoni diventa serie tvSu Hulu. Basata sul film inglese del 1994 con Hugh Grant

NEW YORK31 luglio 201921:04

Da film a miniserie tivù.
‘Quattro matrimoni e un funerale’ passa a nuova vita e diventa una mini serie su Hulu Tv, una piattaforma di streaming online.
Il nuovo formato, che ha debuttato il 31 luglio, si basa sempre sulla pellicola inglese del 1994 con Hugh Grant. La serie è stata creata da Mindy Kaling e Matt Warburton e ha come protagonisti Nathalie Emmanuel, Nikesh Patel, Rebecca Rittenhouse e John Paul Reynolds.
Four Weddings and a Funeral (titolo in inglese) in 12 episodi segue le vicende di quattro amici americani Maya, Craig, Ainsley e Duffy, che si riuniscono per un favoloso matrimonio a Londra.
Ma dopo una notizia bomba appresa sull’altare, le loro vite vengono scombussolate. Devono resistere ad un anno tumultuoso di amori e strazi. Le relazioni si formano e si rompono, vengono esposti scandali politici, la vita sociale di Londra viene ridicolizzata e in tutto questo naturalmente ci sono quattro matrimoni ed un funerale.

Meghan madrina linea charity disoccupateIniziativa lanciata in Gb con l’amica stilista Misha Nonoo

LONDRA31 luglio 201917:45

– La moda al servizio del sociale: è il messaggio di un’iniziativa che Meghan Markle si appresta a lanciare in partnership con la sua amica stilista Misha Nonoo e con la collaborazione delle catene britanniche di grande distribuzione Marks & Spencer, John Lewis e Partners and Jigsaw con l’obiettivo di sostenere un’organizzazione di beneficenza, Smart Works, che aiuta le donne disoccupate nel Regno.
L’annuncio arriva dall’anticipazione di un articolo in uscita sull’edizione speciale di settembre di Vogue Uk che la stessa duchessa di Sussex è stata chiamata a impostare come guest editor. L’ex attrice americana, consorte del principe Harry, scrive che la collezione sarà fatta di modelli esclusivi e che per ciascun capo venduto ne sarà donato un altro alla charity: in modo da “essere ciascuno parte della storia dell’altro” e da ricordarci “che siamo in questo progetto insieme”.
Smart Works fornisce apprendistato e vestiti adatti a presentarsi a colloqui di lavoro a donne rimaste senza impiego.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bicentenario Melville, Moby Dick ancora in viaggio
Il capolavoro ispira spettacolo-evento del Teatro dei Venti

31 luglio 201920:07

La balena bianca di Herman Melville continua a farci viaggiare tra inquietudine e sogno e a portare nuove ispirazioni. A 200 anni dalla nascita dell’autore di ‘Moby Dick’, il capolavoro dello scrittore e poeta nato il 1 agosto 1819 a New York, va in scena in un maestoso spettacolo del Teatro dei Venti, il 18 agosto in uno scenario particolare per il Festival delle Colline Geotermiche: a Larderello, nell’area di Pomarance, in provincia di Pisa, dopo il successo ottenuto a Londra e in Germania.
La caccia del capodoglio Moby Dick che ossessiona il capitano Achab al comando della baleniera Pequod diventa, nella messa in scena ideata e diretta da Stefano Tè con adattamento drammaturgico di Giulio Sonno, l’inseguimento di un’illusione.
“Moby Dick è un’illusione. Tutti credono di sapere cosa sia eppure nessuno lo sa. Se ne parla. E’ una balena? Un capodoglio? Un mostro bianco?” viene sottolineato nelle note di drammaturgia in cui la furia del capitano Achab “esonda – secondo gli autori – i sentimenti della vendetta, la sua caccia impossibile assume un respiro metafisico, e il lettore, confuso, si smarrisce: qualcosa non torna. Cosa? La meta di questa impresa”. Tra i fondatori della letteratura americana, Melville che trascorse una giovinezza avventurosa su mercantili e baleniere, non ebbe in vita il successo che meritava come scrittore. Quando morì nel 1891, in condizioni finanziarie piuttosto disastrose, il suo Moby Dick, dedicato a Nathaniel Hawthorne, uscito in America nel 1851, tradotto e fatto conoscere in Italia da Cesare Pavese all’inizio degli anni Trenta, aveva venduto poco più di tremila copie ed era fuori stampa. Ora nel particolare scenario all’interno di una vecchia torre di raffreddamento, ristrutturata da Enel Green Power, lo spettacolo-evento del viaggio della baleniera Pequod, con una grande macchina teatrale e un cast di 20 artisti, ci porta a riflettere sui temi ambientali e sulla “contaminazione tra i linguaggi da oriente a occidente” dicono le note della compagnia Teatro dei Venti che vede la consulenza alla regia di Mario Barzaghi e l’assistenza di Simone Bevilacqua. Come scriveva Pavese nella introduzione al romanzo “Moby Dick è l’allegoria della spasmodica ricerca, della sete di conoscenza e di vendetta, del rapporto tra bene e male, della ferocia e forza devastante della natura e dell’uomo”. Nell’adattamento del romanzo si riconoscono anche echi della Bibbia e del Faust di Goethe.
Oltre all’immaginaria balena Moby Dick che ha ispirato film, brani musicali dal Banco del Mutuo Soccorso a Vinicio Capossela, opere artistiche e fumetti tra cui il Moby Duck della Disney, Melville – che ha esordito nel 1846 con Taipi, un lavoro in parte autobiografico – è autore di racconti, romanzi e raccolte di poesia tra cui ‘Bartley lo scrivano’ del 1853 e ‘Billy Budd’, pubblicato postumo nel 1924, che a sua volta ha ispirato film e canzoni. E per chi volesse approfondire la grandezza di Melville poeta il suo canto viene riproposto nella traduzione di uno dei nostri maggiori poeti, Roberto Mussapi, in ‘Poesie di guerra e di mare’, pubblicate negli Oscar Mondadori

Nuovo film Allen in sala dal 10 ottobre /TRAILERUn Giorno di Pioggia a New York con Jude Law, Timothée Chalamet

31 luglio 201921:05

Woody Allen torna alla commedia romantica e lo fa in grande stile. Sullo sfondo di una poetica New York, una coppia di giovani fidanzati è alle prese con improbabili incontri che cambieranno il corso di un weekend romantico, mandandolo in fumo. Lucky Red, che distribuirà il film in Italia a partire dal 10 ottobre 2019, ha rivelato il poster ufficiale italiano del film. Tra i protagonisti il candidato all’Oscar Jude Law, il candidato all’Oscar Timothée Chalamet, le giovani star Selena Gomez ed Elle Fanning. Dopo Cafè Society e La ruota delle meraviglie – Wonder Wheel, Woody Allen torna a scrivere e dirigere una nuova commedia che racconta la storia di due fidanzatini del college, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning), i cui piani per un weekend romantico da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo a New York, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Due inediti di Francisco Goya in Maremma
Visibili per la prima volta dopo attribuzione a pittore spagnolo

FIRENZE31 luglio 201919:33

– Una mostra dedicata al grande pittore spagnolo Francisco Goya con due inediti, di recente attribuzione, sarà inaugurata il 10 agosto a Castiglione della Pescaia (Grosseto). L’esposizione, dal titolo, ‘Goya in Italia.
Due capolavori tra luce e ombra’, consentirà al pubblico di ammirare per la prima volta due opere recentemente attribuite al pittore. Sono un dipinto ispirato al verso 61 del VI libro dell’Eneide di Virgilio, che rappresenta lo sbarco di Enea sulla costa laziale, e uno che ritrae l’uomo politico spagnolo Don Miguel Cayetano Soler. Le opere saranno poi esposte dal 13 agosto al 7 settembre al Museo civico archeologico ‘Isidoro Falchi’ di Vetulonia (Grosseto) e dall’8 al 30 settembre al Polo espositivo Clarisse Arte di Grosseto. L’esposizione è resa possibile grazie a Viveterna, brand impegnato attraverso la progettazione di residenze di lusso per la valorizzazione del paesaggio toscano.

Addio a Hal Prince, principe di BroadwayProduttore e regista di West Side Story e Il Fantasma dell’Opera

NEW YORK31 luglio 201920:06

Broadway piange il suo principe. E’ morto a 91 anni Harold Prince, meglio conosciuto come Hal Prince, produttore e regista di show di successo a Broadway come West Side Story, Il Fantasma dell’Opera e Cabaret. Secondo quanto scrivono i media americani, Prince è morto a Reykjavik in Islanda dopo una breve malattia.
Definito il principe dei musical, Al Prince aveva ricevuto 21 Tony Award (l’Oscar del Teatro) diventando l’artista che ha ricevuto più volte questo premio. Newyorkese di nascita, iniziò la sua carriera neanche ventenne. Agli inizi degli anni ’50 avviò una proficua collaborazione con il produttore Robert Griffith, con il quale produsse numerosi musical tra cui West Side Story. Negli anni ’70 invece strinse un sodalizio artistico con il compositore Stephen Sondheim, dando vita a musical come Sweeney Todd che diresse anche. Fu inoltre regista di Evita e Il fantasma dell’Opera, entrambi di Andrew Lloyd Webber. L’ultimo lavoro risale al ’17 quando diresse ‘Prince of Broadway’ sulla sua carriera

Fast food a Caracalla, dal Mibac stop al cantierePlauso della Raggi, “Le meraviglie di Roma vanno tutelate”

ROMA31 luglio 201920:16

Dal 1 agosto il cantiere a ridosso delle Terme di Caracalla dove si stava lavorando alla realizzazione di un gigantesco fast food della catena McDonald’s si ferma. Il ministero per i Beni e le attività culturali con un atto firmato dal direttore generale della Direzione Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Gino Famiglietti, ha disposto la sospensione dei lavori. Il provvedimento è già stato notificato dai militari dell’Arma alla ditta esecutrice.
Una decisione ferma che raccoglie il plauso generale. Il Mibac era già intervenuto “prontamente” per annullare, in autotutela, la procedura autorizzativa per la costruzione. Ora il vero e proprio stop. E già nei giorni scorsi, il ministro Alberto Bonisoli aveva fatto capire l’aria che tirava sul tema: “Non mi piace l’idea così come non mi piaceva l’idea di una ruota panoramica davanti agli scavi di #Pompei. Il nostro patrimonio culturale merita di essere trattato bene, in modo dignitoso, con garbo, attenzione e tanto rispetto”.
Immediato anche il plauso della sindaca Virginia Raggi: “Avanti con Mibac per stop costruzione fast food nell’area archeologica delle Terme di Caracalla. Le meraviglie di Roma vanno tutelate” twitta.
La decisione del Ministero è stata preceduta da una serie di contatti telefonici tra il Campidoglio e il Mibac che hanno condiviso la necessità di una valutazione politica del progetto, prima che burocratica o amministrativa. E hanno manifestato le stesse preoccupazioni per un progetto che rischiava di impattare in modo irrimediabile su un’area archeologica e storica unica al mondo.
Il progetto aveva già suscitato perplessità da parte dei residenti della zona, una delle più belle della Capitale. In molti trovavano improprio installare il fast food vicino ad uno dei siti archeologici più importanti dell’antica Roma. Certo dei 10 mila metri quadri destinati al Mc solo 800 avrebbero dovuto essere dedicati alla ristorazione (circa 250 posti), con tanto di McDrive, e 180 metri quadri, invece, occupati da una serra per mantenere il legame con l’ex vivaio Eurogarden che si trovava in quel punto. Soddisfatto il Codacons che rivendica il via alle proteste. Dice il presidente Carlo Rienzi: “Ora rimane da capire chi ha fornito autorizzazione ad un progetto così assurdo e in violazione delle stesse disposizioni del Comune, ed elevare le dovute sanzioni nei confronti dei funzionari responsabili”. Slow Food Roma con oltre 60 associazioni e gruppi in rappresentanza della società civile accoglie con sollievo e soddisfazione la notizia e si impegna: “a non abbassare la guardia per evitare che un luogo storico, un patrimonio culturale che appartiene a tutta la collettività, sia sfregiato dalla presenza di un McDrive. Oltre trent’anni fa una analoga battaglia per evitare l’apertura di un locale con il marchio della M dorata in piazza di Spagna ha dato l’impulso alla nascita di Slow Food”.

Muccino, racconto ‘I ‘miei’ migliori anni’Un omaggio a C’eravamo tanto amati e all’Italia

01 agosto 201910:37

“Certo racconto i miei anni come Scola raccontava i suoi in ‘C’eravamo tanto amati’ e Sonego in ‘Una vita difficile'”. Così oggi un torrenziale Gabriele Muccino racconta il suo nuovo film ‘I migliori anni’, ormai a fine riprese (mancano quattro giorni), che sarà distribuito da 01 dal 13 febbraio 2020. Di scena la storia di quattro amici: Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo(Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta. “È vero, si può dire che questo mio lavoro sia liberamente ispirato a ‘C’eravamo tanto amati’, un film di cui ho comprato anche i diritti per evitare il plagio, ma va detto che I migliori anni è pieno di citazioni. In fondo non siamo tutti noi figli dei film che abbiamo visto?”.Muccino all’incontro a cui hanno partecipato i produttori Paolo Del Brocco (RaiCinema), Marco Belardi(Lotus) e Raffaella Leone (Leone Film Group) aggiunge: “Il film racconta la vita in tante sfumature e anche la sua ciclicità attraverso la storia di tre amici e di una ragazza che diventerà un po’ il centro della coesione del gruppo”.’I migliori anni’ è anche un film politico “ma solo in quanto siamo comunque tutti governati dalla politica anche quando non pensiamo di esserlo. I miei protagonisti però non sventolano nessuna bandiera, né sono portatori di un pensiero politico, sono solo egocentrici e si limitano a stare alla finestra”. E aggiunge il regista: “La mia generazione è comunque figlia minore di quella che aveva la verità politica in tasca ed è cresciuta con questa inferiorità”. Tra le poche sequenze di girato viste in anteprima stamani, quella degli scontri tra studenti e polizia a Trastevere nel 1977: “Tutto parte dal centro di Roma – spiega Muccino – dove ai miei tempi potevi incontrare il figlio di un meccanico e quello di un professionista”.Ecco quello che rivela infine dei protagonisti: “Favino è figlio di un gommista e poi diventa un avvocato; Kim Rossi Stuart, il più etereo dei personaggi è invece figlio di una barista e orfano di padre; mentre Santamaria viene dalla borghesia con un padre che fa l’illustratore. La Ramazzotti è invece orfana di madre ed è così costretta a trasferirsi a Napoli da una zia. È lei – spiega il regista – il personaggio più complesso e il collante di tutto. È una donna che non ha mai conosciuto il padre e così cerca negli uomini questa figura maschile e a volte crede anche di amare più persone per colmare questa sua debolezza”.Nel cast anche due figli del regista e la cantante Emma Marrone: “L’ho conosciuta tramite Instagram e poi l’ho incontrata in un ristorante e mi ha affascinato”. Per quanto riguarda i miei figli, conclude Muccino: “Ilan, il mio primogenito sedicenne, interpreta il figlio della Ramazzotti mentre Penelope, dieci anni, farà la figlia di Favino. Insomma – dice con un sorriso – la storia de I migliori anni continua anche con i miei figli”.

Fusco, a fine viaggio i conti sono pariUna nuova sfida per il commissario Casabona

TRIESTE01 agosto 201910:38

– ANTONIO FUSCO, ‘ALLA FINE DEL VIAGGIO’ (GIUNTI, euro 16, pag.223) Samael, letteralmente “Castigo di Dio”, secondo le credenze escatologiche musulmane Azrail o Israfil, suonerà la tromba per annunciare il momento della resurrezione e del giudizio universale. Ma nella religione ebraica è un arcangelo che ha il ruolo di accusare gli uomini innanzi al Signore. E’ una specie di ‘angelo della morte’, inflessibile nell’infliggere la punizione divina e per questo ritenuto buono e cattivo allo stesso tempo. E’ in quest’ultima accezione che Samael si ritaglia un ruolo da protagonista libro di Antonio Fusco, ‘Alla fine del viaggio’.Ma cosa c’è alla fine del viaggio? Sicuramente una sortA di giustizia sociale, dove a pagare sono coloro che sbagliano, in una visione egualitaria della vita. Perché, come descrivono gli ultimi due versi della bella poesia che apre il libro, “Non ci sarà rimborso perché tutto va sempre in pari / alla fine del viaggio”.L’ultimo viaggio è quello che fa l’uomo legato a una sedia a rotelle e messo sui binari: quando passerà il treno di lui non resteranno che brandelli di carne e di metallo. È solo il primo di una serie di morti su cui dovrà indagare il commissario Tommaso Casabona e la sua squadra. Una serie di delitti e suicidi che probabilmente mai nella sua storia il piccolo centro di Valdenza aveva visto. E che gli uomini della polizia riescono a collegare tra loro in un rompicapo complesso e con molti protagonisti.Da un punto di vista personale, non tutti i mali vengono per nuocere: tra tanto sangue e violenza, dark e deep web e il palio di San Jacopo, Casabona sarà talmente impegnato da distrarsi dell’abbandono di Francesca, sua moglie, che decide di lasciare la casa per riflettere sulla propria vita (o forse vivere con rinfocolato entusiasmo una giovanile storia d’amore). I figli, Alessandro e Chiara, viaggiano e si stanno costruendo la propria esistenza: per Casabona è la condanna a una (momentanea?) solitudine.Il noir prosegue ordinatamente e con dignitoso equilibrio in una vicenda che si fa di giorno in giorno più intricata. In commissariato si passa dallo smarrimento alla inquietudine mentre all’esterno la tranquilla collettività si chiede cosa stia mai accadendo. Poi, a poco a poco, un investigatore trova un indizio, un altro l’estremità di un filo che porta lontano, e comincia a delinearsi una situazione plausibile, di senso, una ragnatela composta da vari casi sui quali sta lavorando il gruppo. Casabona e l’autore della fortunata serie, Fusco (napoletano che nella polizia lavora), è sbirro esperto e di fiuto, sa come gestire il caso, e chissà che non riesca ad arrivare alla fine del viaggio alla destinazione della soluzione. Che per il lettore potrebbe essere la soddisfazione di aver letto un buon giallo sotto l’ombrellone.

Serge Pizzorno, cinema e contaminazioni in ‘The S.L.P.’Il chitarrista dei Kasabian presenta il suo spin-off solista

01 agosto 201910:40

Un racconto in canzoni sulla contemporaneità, un disco di contaminazioni, ma soprattutto uno sfogo di libertà creativa. Così Serge Pizzorno introduce ‘The S.L.P.’, primo progetto solista per il chitarrista e autore dei Kasabian in uscita il 30 agosto, quasi uno spin-off. “Non ci ho pensato troppo a fondo – dice Pizzorno, presentando il lavoro alla stampa a Milano – Avevo queste tre composizioni nel cassetto da quasi dieci anni, e mi sembravano un bell’inizio, una bella fine e un bell’intermezzo mezzo per una storia. Allora ho pensato, riempiendo i vuoti tra questi pezzi posso fare un album nel mio anno libero, piuttosto che stare con le mani in mano”.Nei tre interludi ‘Meanwhile’ (“Come le didascalie nei fumetti”, spiega) Pizzorno allude alle sue radici genovesi ma soprattutto si concentra sulle suggestioni delle colonne sonore di Ennio Morricone e John Barry. L’effetto cinematografico è ribadito dall’intreccio delle canzoni, accomunate da approcci narrativi intriganti: come ‘The Youngest Gary’, storia immaginaria sull’ultimo ragazzo inglese chiamato Gary; o ‘Lockdown’, racconto di una serata che inizia in un bar e finisce in un palazzone (“Ti chiedi, come sono finito qui? Fa paura, ma è un’avventura”). In ‘Soldiers 00018’ Pizzorno tocca a modo suo anche l’attualità: “Ero in un taxi e avevo notato che l’autista era spaventato e arrabbiato: nel suo sguardo vedevo la paura sul futuro della Gran Bretagna. Volevo cantargli che ero al suo opposto, ma rispondendo con l’amore e la compassione, non con l’odio”.La sperimentazione è narrativa e stilistica, dalla dance di ‘Nobody Else’ all’hip-hop di ‘Favourites’ con Little Simz, indagine sull’identità virtuale nell’epoca digitale. “Lavorare con Simz e slowthai è stato facile, sono pieni di talento e sono all’avanguardia della scena inglese: in futuro farò più collaborazioni così, più diverse e ambiziose. Voglio tornare all’attitudine di quando sei bambino, quando non pensi troppo alle cose: disegni per disegnare, giochi per giocare”. E se il riferimento al rap corre anche tra le righe di ‘The Wu’, allusione al Wu Tang Clan, gli spunti new wave, elettronici, jazz ampliano ulteriormente la tavolozza di Pizzorno, sempre con un approccio strumentale minimale.Quanto al live, che arriverà a Milano il 12 settembre (Circolo Magnolia, Segrate), la direzione sarà diversa da quella dei Kasabian: “Voglio che sembri come un film di David Lynch, eccitante ma misterioso. Però mantenendo un’energia grezza. Lo immagino molto euforico, come un rave”.

Pillole di Fellini a VeneziaNel 2020 il centenario della nascita, il Luce porta al Lido

30 luglio 201919:12

L’idea è terapeutica e chissà che non divenga una prassi medica così come i 30 minuti di camminata al giorno che ormai si prescrivono nella ricetta al posto dei farmaci: una pillola di Fellini al giorno per stare meglio.
La Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 8 settembre) gioca d’anticipo: il 20 gennaio 2020 saranno 100 anni dalla nascita del maestro. Il festival lo celebra e con questo celebra lo stesso cinema, perché i film di Fellini sono sogno e magia su pellicola.
S’intitola Federico Fellini in frames il progetto speciale che l’Istituto Luce Cinecittà porta a Venezia, pillole da quell’immenso tesoro che è il suo Archivio Storico. Quest’anno l’omaggio tocca al regista di Rimini e piace pensare che a lui una biografia in pillole sarebbe piaciuta: cronache cinematografiche, prime di gala, premiazioni, backstage, lui al lavoro, sul set e lui al doppiaggio. Gli spezzoni si vedranno in sala prima dei film della selezione ufficiale, ma Fellini è anche altrove: c’è il restauro dello Sceicco Bianco (1952) curato dalla Fondazione Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto Fellini 100 con Rti-Mediaset e Infinity, il suo primo film in assoluto, con Antonioni coautore del soggetto e Flaiano della sceneggiatura, musiche di Nino Rota e un fantastico Alberto Sordi protagonista (a proposito, nel 2020 sono 100 anni anche dalla sua nascita). E nel documentario in concorso a Venezia Classici ‘Fellini fine mai’ con cui Eugenio Cappuccio omaggia in modo non convenzionale il maestro dei maestri con i materiali di archivio delle Teche Rai.
Fellini a Venezia presentò il secondo film I Vitelloni nel ’53, premiato con il Leone d’argento così come l’anno successivo fu per La Strada. L’accoglienza tiepida nel ’55 per Il Bidone lo convinse a non presentare più al Lido i suoi film (e ad andare a Cannes: La Dolce Vita vinse la Palma d’oro) fino a Fellini Satyricon nel ’69 e poi a La Nave Va.
In Federico Fellini in frames, nei 18 pezzi d’archivio, si ritrovano le cronache della Mostra per I Vitelloni e La Strada, poi i ciak in Via Veneto a Roma per le Notti di Cabiria con Giulietta Masina e Amedeo Nazzari (1956). Poi la Dolce Vita dal set alla Fontana di Trevi con Anitona Ekberg (1960), all’anteprima al cinema Fiamma, agli applausi di Cannes. Ci sono l’America con l’Oscar a 8 1/2 nel ’64 e Cinecittà con le prove con Giulietta Masina e Sandra Milo per Giulietta degli Spiriti, le prove tecniche sul set della Città delle Donne (1980), il doppiaggio con Oreste Lionello e Gigi Proietti per Casanova (1977). C’è la chicca dell’annuncio del film mai realizzato, Duet Love (1969) con Fellini e Ingmar Bergman. In ordine cronologico chiude Venezia: l’arrivo in motoscafo nel 1983 per E la nave Va

Efebo d’oro alla carriera a Fatih AkimProiezioni di suo opere a Palermo dal 13 al 19 ottobre

PALERMO31 luglio 201914:39

– A Fatih Akin va il Premio Efebo d’oro alla carriera. Con una decina di lungometraggi, diversi documentari e cortometraggi, Fatih Akin è uno dei più interessanti registi tedeschi contemporanei: è nato ad Amburgo da genitori emigrati dalla Turchia. Di Fatih Akin, durante la 41/a edizione dell’Efebo d’Oro, saranno proiettati il cortometraggio Geturkt (1996) e sei lungometraggi legati al suo tema più caro: sentirsi stranieri anche in patria. Si comincerà con Solino (2002), film mai uscito in Italia, dove, a rappresentare gli “stranieri” sono due fratelli emigrati dalla Sicilia. Tra le opere presentate, non mancherà il suo ritratto del panorama musicale contemporaneo di Istanbul, “Crossing the Bridge: The Sound of Istanbul” (2005).
L’Efebo d’oro, Premio internazionale di cinema e narrativa, si terrà a Palermo al Cinema De Seta dal 13 al 19 ottobre e avrà due sezioni a concorso: film tratti da opere letterarie, in competizione per l’Efebo d’Oro; opere prime o seconde per l’Efebo speciale.

Star lirica per ciak film Il Boemocentinaia di attori e musicisti in abiti settecenteschi a Como

31 luglio 201916:58

– La star della lirica Philippe Jaroussky, il direttore d’orchestra Václav Luks, un film dal cast internazionale per la regia Petr Vaclav in una coproduzione Italia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Più di 150 tra troupe attori, cantanti e musicisti vestono costumi settecenteschi in questi giorni a Como per girare al Teatro Sociale gran parte delle scene musicali del film “Il Boemo” con la regia di Petr Vaclav, un cast internazionale con l’orchestra dal vivo. Un gran dispiego di energie per una coproduzione Italia – Repubblica Ceca, che sarà destinata ai festival del cinema più importanti nel 2020. Un’invasione di Settecento a Como che arriverà tra più di un anno sul grande schermo. Il film ricostruisce le avventure del grande compositore settecentesco Josef Mysliveček, noto in Italia come Il divino Boemo, e al tempo più ricercato di Mozart da corti e teatri. La star della lirica Philippe Jaroussky, interpreterà le arie sotto la guida del direttore d’orchestra Lucks, mentre l’attore protagonista è Vojtěch Dyk

Nevermind, cinque storie nel segno del paradossoEsce il film a episodi di Puglielli con Sassanelli e Michelini

31 luglio 201911:34

Una volta c’erano i film a episodi per raccontare l’Italia con ironia, si rideva, ma ci si riconosceva anche, oggi c’è invece ‘Nevermind’ di Eros Puglielli. Ovvero quasi la stessa formula, ma con un’anima irriverente, surreale, grottesca, un’anima comunque senza troppa speranza più aderente ai tempi di oggi.
Il film, già presentato alla Festa di Roma, con Paolo Sassanelli, Andrea Sartoretti, Giulia Michelini, Massimo Poggio e Alberto Molinari, in sala dal primo agosto con Minerva Pictures segue le vite di cinque persone, cinque protagonisti che vivono appunto nel segno del paradosso. Tra questi un facoltoso avvocato con un’abitudine ‘molto’ particolare quanto intima; una babysitter alle prese con un nuovo inquietante lavoro, accudire un bambino che non c’è; un vecchio amico d’infanzia dal torbido e ottuso presente; un cuoco con un’ossessione che non gli da tregua e, infine, uno psicologo perseguitato da un carro attrezzi e dalla smemoratezza. “Nevermind – dice il regista – è un film a episodi in cui persone comuni sono costrette a subire situazioni ed eventi estremamente singolari e paradossali, difficili da decodificare.
Per quanto i fatti narrati in questo film possano sembrare a prima vista estremi, in qualche modo lo spettatore li troverà familiari e catartici perche in realtà esplorano i lati oscuri, scomodi e inconfessabili che si annidano nel nostro quotidiano”.
E ancora Puglielli: “Gli episodi sono collegati tra loro narrativamente attraverso una sorta di passaggio di testimone, mediante il quale un personaggio secondario di un episodio diventa protagonista di quello successivo. Il tono è quello della commedia, ma si tratta di una comicità scomoda e corrosiva, quasi sempre politicamente scorretta. Ogni episodio di Nevermind è un piccolo irriverente cult!”.
Ma, conclude il regista romano, classe 1973, non manca in Nevermind la funzione catartica: “Sì c’è – dice – per il fatto stesso che ci troviamo tutti sulla stessa barca. Ognuno di noi si è trovato più o meno nelle condizioni dei personaggi: da qui la ricerca del contatto con lo spettatore, a cui diciamo che in fondo siamo tutti umani e, dunque, siamo tutti in queste condizioni. Uno dei protagonisti (quello di Giulia Michelini, ndr) dice una frase chiave affermando che nessuno sa in realtà ciò che sta facendo. Questo appartiene sia alle persone che hanno fatto il film che a quelle che lo guarderanno”.

Sammezzanno candidato monumenti rischioConcorre a ‘7 Most Endangered’, l’esito si conoscerà nel 2020

FIRENZE01 agosto 201911:14

– Il Castello di Sammezzano di Reggello (Firenze), raro esempio di architettura orientalista dell’800 per iniziativa di Ferdinando Panciatichi Ximenes, è stato nuovamente candidato al ‘7 Most Endangered’, il programma comunitario promosso da Europa Nostra che ha l’obiettivo di individuare i luoghi in pericolo presenti sul territorio europeo e mobilitare soggetti pubblici e privati affinché ne venga assicurato il recupero. La candidatura di Sammezzano, il cui esito si saprà nella primavera del 2020, è avvenuta nell’ambito di Save Sammezzano, campagna di sensibilizzazione internazionale per ottenere tutela, valorizzazione e fruibilità pubblica del castello e, spiega una nota, ha ottenuto il supporto ufficiale tra gli altri del ministero dei Beni culturali, della Regione Toscana e del Comune di Reggello.
Malgrado negli ultimi anni sia divenuto uno dei monumenti più amati e discussi – ha vinto l’8/o censimento ‘I Luoghi del Cuore’ del Fai ed è stato l’unico sito culturale italiano giunto nella fase finale della precedente edizione del ‘7 Most Endangered’ – il Castello di Sammezzano è tuttora chiuso e in stato di semiabbandono da quasi un trentennio, con un conseguente aggravio della sua già drammatica situazione strutturale. “Dopo l’affidamento a Kairos Srl su decisione del tribunale di Firenze, poi annullato dal tribunale di Arezzo in seguito al fallimento della proprietà italo-inglese avvenuto a dicembre 2017 – si ricorda -, nessun acquirente si è presentato alle successive aste indette per la sua vendita. La partecipazione al ‘7 Most Endangered Programme 2020′, oltre ad esortare le autorità italiane a identificare quanto prima una proprietà definitiva che possa finalmente risanarlo e renderlo fruibile, potrebbe attirare l’interesse di potenziali investitori disposti a collaborare ad un futuro progetto di recupero”.

Bastianich approda a Italia’s Got TalentLo chef prende il posto dopo quattro stagioni di Claudio Bisio

30 luglio 201915:32 (anche 14:18)

– Joe Bastianich è il volto nuovo della prossima edizione di Italia’s Got Talent, prossimamente su TV8.
Lo chef prende il posto che nelle ultime quattro edizioni era stato di Claudio Bisio. Al suo fianco, confermati, Federica Pellegrini, Mara Maionchi e Frank Matano. Alla conduzione del talent show, per il quarto anno consecutivo, torna Lodovica Comello.
Joe Bastianich, imprenditore e ristoratore di fama internazionale, già giurato di MasterChef Italia e noto al pubblico televisivo anche per trasmissioni come Top Gear Italia e On the Road, impreziosisce il programma con la sua esuberanza e il suo fiuto per i talenti. “Sono molto contento di entrare a far parte della famiglia di Italia’s Got Talent. Sarà una nuova sfida piena di sorprese e… buzzer. – ha dichiarato – Sono certo che ne vedremo delle belle”.

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Sul set di The New Pope, Sorrentino “meglio che realtà non superi fantasia”
I due papi Law e Malkowich, personalità opposte sfida è su look
27 Luglio 2019 23:02

Il teatro 5 di Cinecittà, il teatro di Federico Fellini sta a Paolo Sorrentino, come la Cappella Sistina al Papa e il parallelo non è casuale. Qui si gira The New Pope, la seconda serie ambientata in Vaticano dopo il successo di The Young Pope venduto in 154 paesi. Qui il premio Oscar della Grande Bellezza continua a misurarsi con i tempi dilatati della serialità portando la stessa creatività e irriverenza del suo cinema ad un livello di ennesima potenza. Poi si tornerà al cinema: il prossimo film di Sorrentino è Mob Girl con protagonista Jennifer Lawrence.
The New Pope comincia dove finiva The Young Pope: il papa Pio XIII, il tormentato Lenny Belardo (Jude Law) non si è sentito bene, è entrato in coma, sta tra la vita e la morte e così il segretario di Stato il Cardinal Voiello Silvio Orlando decide che va eletto un nuovo papa. La scelta ricade su un cardinale sui generis, quasi un dandy, John Malkowich. Ma il vecchio Papa non è morto, è in coma e potrebbe svegliarsi: “Ci sembrava costoso pagare una star come Jude Law per dormire e infatti ad un certo punto si sveglierà”, dice ironico Sorrentino nell’immensa sala del teatro 5 con accanto il suo cast in una pausa delle riprese dei nove episodi della serie originale Sky con Hbo e Canal+ prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianiani per Wildside.
“Lenny in Lenny out”, scherza il sardonico Jude Law sottolineando come “siano le contraddizioni a definire questo personaggio”, un papa a dir poco sui generis e che in The New Pope “va in direzioni inaspettate, nuovi luoghi, nuovi sviluppi, nulla di ripetitivo”. Il papa nuovo è John Malkovich che racconta: “sono stato un grande fan della prima serie, non sono un cattolico nè esperto di cose papali, ma sono affascinato dalla filosofia, dalla teologia, dalle vicende del Vaticano”. Accanto a loro il cardinale Silvio Orlando, “un personaggio – dice – che porta un elemento di concretezza in questa storia di fantasia, un elemento disgraziato, di ineleganza – ironizza – ecco nell’estetica grandiosa della Chiesa io sono questo. Paolo Sorrentino? Con lui è sempre un grande viaggio, ogni giorno una sorpresa, ma sempre piacevole”.
La trama dei nuovi episodi è top secret. Capiterà qualcosa di clamoroso Oltre Tevere? “Sul Vaticano non ho scoperto niente, il mio – risponde Sorrentino – non è un lavoro di investigazione, sono curioso proprio perchè non conosco le cose. Dal non conoscere fai il salto mortale per creare una realtà parallela”. Dunque è tutto inventato? “Il Vaticano sa custodire molto bene i propri segreti”, risponde. La realtà però spesso supera la fantasia: “E’ capitato spesso, anche durante la prima stagione che qualche idea frutto di invenzione accadesse poi veramente. La realtà gareggia costantemente con la fantasia. In questa seconda serie siamo andati molto oltre – dice misteriosamente – speriamo di restare fantasiosi stavolta se no sarebbe pericoloso. Quello che capita, meglio che resti all’interno di una serie tv”.
Il regista, che definisce la serie “un luogo ideale di racconto” e di essere affascinato dalla narrazione seriale per la possibilità “di sviluppare i personaggi” spiega così i due papi, Jude Law The Young e John Malkovich The New. “Lenny Belardo, Pio XIII ha una visione reazionaria, conservativa, dogmatica. Sembrava, quando è stato scritto da me con Stefano Rulli, Tony Grisoni e Umberto Contarello, un personaggio anacronistico. Ora sembra molto attuale, corrisponde molto all’umore dei tempi, a certe forme di intransigenza che hanno preso molto piede. Il nuovo Papa, John Malkovich, è a favore del compromesso, ferma gli estremismi, vuole che le forme estreme non prendano piede in Vaticano e questo di colpo è diventato un personaggio molto moderno”. I due papi “non sono in sfida ma in confronto. L’unica competizione – scherzano i due attori – è sulle scarpe, sugli abiti”.

Sul set di New Pope, Cinecittà è un inedito VaticanoGara di eleganza tra Law e Malkovich. La Pietà è nel teatro 5

28 luglio 201912:24

San Pietro confina con la casa del Grande Fratello, sacro e profano sono a pochi metri. Accade a Cinecittà Studios dove si gira The New Pope, la serie creata e diretta da Paolo Sorrentino, la seconda ambientata in Vaticano dopo The Young Pope vista in 154 paesi.
Abituati ad antichi romani e a scene belliche, gli abitanti dei palazzi dietro la Tuscolana non ci hanno fatto caso più di tanto a questa nuova costruzione sulla collinetta in fondo agli stabilimenti fondati dal Duce. La vista da sotto invece è impressionante: la ricostruzione della facciata con il balcone è proprio come ti aspetti che sia il set di un film, vera nel dettaglio, finta nell’impostazione e infatti dietro è vuota, anzi confina con un altro set ora dismesso (Assisi).
Si sale su una scala di ferro, si spostano lunghissime tende bianche svolazzanti e improvvisamente ci si immerge in un’atmosfera religiosa e sembra di essere sul balcone dell’Angelus. La Cappella Sistina, ricostruita nel teatro 16, è in scala reale – 40 metri per 13.50 – e il pavimento cosmatesco è impressionante, il controluce esalta gli innumerevoli tipi di marmo riprodotti, stampati su linoleum. La produzione originale Sky con Hbo e Canal+ realizzata da Wildside non ha potuto girare nei luoghi veri, “cosi – racconta sul set la scenografa Ludovica Ferrario – siamo andati al Vaticano armati di strumenti per misurare le proporzioni ma ci hanno cacciati. Ci siamo tornati in incognito, mescolandoci ai turisti”. Nel teatro 5, il più grande d’Europa, la Pietà di Michelangelo è perfetta, a grandezza naturale, solo il calore del materiale (resina) esclude la verità perlomeno del marmo. “Le nuove tecnologie aiutano, simulano in 3d in fase progettuale per le copie dei modelli, poi certo il resto è artigianato, una tradizione cinematografica vanto mondiale e che è possibile solo in produzioni grandi come questa”, aggiunge la Ferrario che guida un team di decine di persone tra falegnami, stuccatori, pittori, arredatori che hanno lavorato per oltre 6 mesi solo alla preparazione. “La nostra missione è la verità architettonica, mentre la finzione è mescolare interno di un posto ed esterno di un altro come sempre nel cinema”, spiega. Interni ed esterni di San Pietro, interni ed esterni della Cappella Sistina, interno della Biblioteca Papale: tutto è maniacalmente ricostruito in migliaia di metri quadri.
Il reparto dei costumi, con tutto quel rosso cardinalizio, sembra un museo vaticano: “abbiamo avuto il permesso di visitare i magazzini dei tessuti del Vaticano” racconta orgoglioso dei complimenti Carlo Poggioli, costumista della serie con Luca Canfora. 4500 costumi, 1100 paia di scarpe sono alcuni dei numeri kolossal della produzione internazionale prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside in nove puntate.
“Tutto è ricamato a mano, e su misura per il cast”, spiega Poggioli indicando le file ordinatissime e numerate (“altrimenti la mattina qui è il caos”): di qua le suore di clausura in bianco, di là in nero, più avanti in grigio. John Malkovich ha, nel corso della serie, 64 cambi con velluti e broccati, “Paolo Sorrentino è maniacale, bisogna essere perfetti anche su orli e stiratura”. Oltre al laboratorio della produzione ci si appoggia a eccellenze italiane esterne come la sartoria napoletana Attolini che veste i Windsor e collabora da anni con il regista: “abbiamo incontrato Malkovich a Parigi una prima volta per dargli un’idea, lo abbiamo conquistato con queste stoffe meravigliose, poi a Napoli ha scelto personalmente accessori, sciarpe, cravatte. Anche Jep Gambardella-Toni Servillo della Grande Bellezza era vestito da loro. La sartoria vaticana Ety Cicioni è un’altra delle aziende esterne eccellenti: ha fornito i vestiti clericali di Malkowich e Jude Law. Tra i due una gara (“con gelosie – confessa Poggioli) di eleganza: lo young pope Law vanta anche un abito Armani e scarpe di Louboutin.
“L’idea – spiegano i costumisti – è di restituire al cinema una magia particolare che solo l’artigianalità e la qualità possono dare, sono cose eccezionali, non per tutte le produzioni ma qui sono la regola”. Ecco così che il papa dandy Malkovich ha per gli abiti borghesi le scarpe di Church’s e le vestaglie da gran signore come quelle di Rubelli, che utilizza ancora antichi telai. Altre pregiate stoffe sono state recuperate tra le più famose aziende di Como. Alcune vestaglie sono invece della ditta inglese New e Lingwood. Inoltre, per una vestaglia in particolare, è stato usato un velluto in seta su cui due artigiane di Venezia, le sorelle Adriana e Aglaia Minelli, hanno impresso stampi in legno realizzati apposta seguendo un disegno di Poggioli e Canfora, utilizzando un metodo antico fatto completamente a mano. Metodo che utilizzava Maria Monaci Gallenga, artista dei primi del ‘900. L’antica ditta Pieroni, e anche Borsalino, hanno realizzato i cappelli.

La cucina, storia del cuore della casaAutrice Imma Fiorino docente Architettura interni Politecnico Mi

28 luglio 201912:33

IMMA FIORINO – LA CUCINA – STORIA CULTURALE DI UN LUOGO DOMESTICO (EINAUDI, 488 PP, 36 EURO).
“Uno sbuffo di farina si solleva nella torrida cucina nel momento in cui Cora Smith in Papadakis si appoggia supina sul bordo del consunto tavolo da lavoro, tra le forme di pane da infornare, che con impellente gesto della mano lancia lontano.
‘Come on…come on…’. La scena madre del quarto remake del postino suona sempre due volte, filmato nel 1981 e interpretato da Jessica Lange, è l’incipit del saggio di Imma Fiorino, La cucina – Storia culturale di un luogo domestico. Un inizio non convenzionale per la docente di Architettura degli interni del Politecnico di Milano, che in quasi 500 pagine approfondisce l’evoluzione di questo importante luogo della casa, cuore pulsante della vita famigliare di ogni epoca.
Prendendo in considerazione la cucina quale luogo in cui si materializza l’Eloge du quotidien, dal titolo del noto testo di Tzvetan Todorov, il saggio non indaga la cucina di tutti gli esseri umani nè solo quella di pochi eletti, ma cerca di tracciare una storia del suo progetto in occidente. Organizzata cronologicamente e per paradigmi culturali, la struttura narrativa connette contributi provenienti dall’architettura, dal design, dalle arti visive, a quelli derivanti dalla storia sociale e dal pensiero manageriale, dalla storia dell’alimentazione e della letteratura gastronomica, per delineare immagini e stereotipi culturali della mentalità dell’epoca, ovvero i suoi costumi sociali, economici e alimentari.
Se è vero che da puro nutrimento il cibo si è presto trasformato in complessa e raffinata operazione che convoca gusti e intelligenze per assurgere allo status d’imprescindibile “linguaggio”, il luogo domestico a esso dedicato, in adesione al codice culturale percepito come egemone, viene a rivestire un ruolo di non comune interesse. Dalla scoperta del fuoco in epoca preistorica fino alle modernissime realizzazioni della tecnologia e della domotica, queste pagine ne seguono l’evoluzione privilegiando lo studio dell’architettura e del design su scala europea e nordamericana e verificandolo nella lunga durata, negli studi sociologici, antropologici e di genere, nei riflessi letterari e cinematografici, nello sviluppo sorprendente del gusto e dei suoi artefici attraverso i secoli.
È un perfetto microcosmo, lo spazio che chiamiamo cucina, contesto sempre in bilico tra stabilità e cambiamenti la cui vicenda, qui raccontata con ricchezza di fonti e affabilità narrativa, si intreccia significativamente alla storia delle gerarchie sociali e familiari, ai ruoli definiti e alla loro eloquente messa in discussione. Ogni società, ogni epoca, ogni geografia ha la propria cucina da narrare, soprattutto nel privilegiato rapporto “ordinario” con la vita. Ciascuna rappresenta un’affascinante microstoria: giustapposta o cucita alle altre, simboleggia il più ampio racconto antropico, in cui siamo emotivamente quanto culturalmente coinvolti.

Ramones, 40 anni da primo live album, a settembre nuova versioneUltimo album in cui compaiono tutti e quattro membri della band

29 luglio 201909:40

Il primo live album dei Ramones festeggia il suo 40esimo anniversario in una nuova versione, con il suono rimasterizzato ed esteso e con tre concerti inediti dello stesso tour. Originalmente registrato a Londra nel capodanno 1977 e finalmente pubblicato come doppio album nel 1979, It’s Alive: 40th Anniversary deluxe edition (etichetta Rhino) sarà disponibile dal 20 settembre. Prodotto in edizione limitata e numerata di 8000 copie, il cofanetto 4CD/2LP 180 grammi si presenta in un libro con copertina rigida. Le note di copertina sono scritte dal leggendario produttore e musicista Steve Albini e da Ed Stasium, il quale ha prodotto e assistito It’s Alive e rimasterizzato tutta la musica inclusa nella raccolta. E’ la prima volta che viene pubblicato su vinile negli Stati Uniti.
Prendendo il nome da un film horror del 1974, It’s Alive è l’ultimo album in cui compaiono tutti e quattro i membri della band: Dee Dee Ramone, Joey Ramone, Johnny Ramone e Tommy Ramone.

Gianni Togni torna con Futuro improvvisotre anni di lavoro per il nuovo disco in uscita il 20 settembre

28 luglio 201917:45

Dopo tre anni di lavoro, Gianni Togni è pronto a pubblicare il nuovo album: il 20 settembre esce “Futuro improvviso” (etichetta Acquarello), distribuito da Self (CD e LP) e da Believe in digitale.
“Futuro improvviso” contiene 10 canzoni di pop alternativo e altre tracce speciali, registrate in analogico. La colorata grafica di copertina è realizzata da Federico Romanazzo.

Giffoni: differenza e integrazione vincono tra cortometraggi

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 2019 23:02

– Nessun confine geografico, nessun pregiudizio, nessuna differenza può limitare il confronto tra culture, realtà ed esistenze diverse.
I giurati della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, attraverso i premi assegnati ai cortometraggi, hanno scelto un messaggio forte e chiaro.
Il primo a essere premiato con il Gryphon Award è “The Most Magnificent Thing” di Arna Selznick (Canada) per gli Elements +3, storia di una bambina determinata e caparbia che, nonostante la giovane età, è decisa a costruire, contro ogni pregiudizio, qualcosa di grandioso. Il film è tratto da un libro di Ashley Spires, edito in Italia da Erickson con il titolo La cosa più grandiosa. Il valore della diversità è, invece, il messaggio scelto dagli Elements +6 con “Zibilla” di Isabelle Favez (Svizzera).
Protagonista una zebra, una diversa e una discriminata in un paese di magnifici cavallini. Ma un’eccitante avventura, condivisa con i suoi compagni, e l’incontro con un leone selvaggio farà capire a tutti il vero valore della piccola Zibilla. È del regista italiano Salvatore Allocca “The School Trip”, il cortometraggio scelto dagli Elements +10. Megalie, 14 anni, è figlia di genitori immigrati dal Senegal ma è nata e cresciuta in Italia. La ragazza ha un sogno: andare in gita a Parigi con i suoi compagni tra i quali Marco, il ragazzo che ama. A distruggere l’illusione c’è però la burocrazia. Per i Generator +18 il corto vincitore è “Song Sparrow” di Farzaneh Omidvarnia (Danimarca). Persone di diverso colore, razza e cultura, vecchi e giovani, intraprendono viaggi alla ricerca di un luogo sicuro in cui vivere. Troppo spesso, come racconta il corto tratto da una storia vera accaduta in Austria nell’agosto 2015, questo percorso si trasforma in una discesa all’inferno. Doppia premiazione per Parental Experience. La competizione internazionale ha visto la vittoria di “Skin” di Guy Nattiv (USA), già premiato con l’Oscar come Miglior Cortometraggio lo scorso febbraio. Nel piccolo supermercato di una cittadina operaia, un uomo di colore sorride a un ragazzino bianco di 10 anni mentre sono in fila alla cassa. Questo innocuo episodio scatena una serie di drammatici eventi che avranno uno scioccante epilogo. Mentre per la competizione nazionale di Parental Experience vince “Brother” di Beppe Tufarulo. Quando sono costretti a separarsi, Ali, un bambino di 10 anni, e suo fratello Mohammed, 18 anni, sono già in viaggio da molto tempo.
Tre anni prima, una bomba ha distrutto la loro casa a Kabul e ucciso i loro genitori.

Acciaroli,cultura per contaminare movidaNel Cilento dal 2 al 4 agosto Festival di letterature resistenti

ACCIAROLI28 luglio 201914:46

– ACCIAROLI-POLLICA (SALERNO)

– Un appuntamento per dare un contributo “ad una indispensabile ricostruzione culturale e di rapporti veri” contro il “decadimento complessivo che si registra in ampi strati della società e la pervasività dei nuovi media. Vogliamo che la cultura contamini la movida estiva”. Così, nelle parole del sindaco di Pollica (Salerno), Stefano Pisani, la kermesse ‘Immaginare il futuro’, prima edizione dal 2 al 4 agosto del festival letterario internazionale che ha come carattere quello di essere un “festival di letterature resistenti” e che si terrà nella frazione di Acciaroli, sulla costa cilentana. Un progetto nato da un’idea del gruppo di Left Wing e del Comune di Pollica, prodotto e finanziato dalla Regione Campania con la Scabec per la direzione artistica di Flavio Soriga, Alessandro Mazzarelli e Nicola Muscas. Tre giorni con Mario Martone, Karina Sainz Borgo, Valeria Parrella, Massimo Cirri, Roberta Scorrenese, Elvira Mujčič, Annalisa Camilli, Christian Raimo, Luca Restivo.

The Quake, disaster movie scandinavoTragedie naturali ed esistenziali nel film di Andersen

28 luglio 201917:46

I disaster movie non sono affatto monopolio del Usa. A misurarsi con questo genere va forte anche la Scandinavia, almeno se si considera ‘The Quake – Il terremoto del secolo’ di John Andreas Andersen nelle sale italiane dall’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures.
Ispirato al terremoto che ha colpito Oslo nel lontano 1904 e sequel “spirituale” del bellissimo The Wave di Roar Uthaug del 2015, il film è un action thriller che unisce agli annunciati disastri naturali propri al genere, quelli esistenziali dei personaggi. È il caso del protagonista di questo film, il geologo Kristian Elkjord (Kristoffer Joner), un uomo introverso e dalla faccia perennemente triste, la cui vita privata sembra essere appesa a un filo. Motivo di questa sua malinconia? Proprio l’ossessione di un terremoto a venire di cui lui solo sembra essere il testimone. Un’ossessione verso il suo lavoro, quella di quest’uomo, che lo ha già portato a separarsi dalla moglie Idun (Ane Dahl Torp) e a trascurare i due figli: lo studente universitario Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Julia (Edith Haagenrud-Sande). Ma ora la sua grande esperienza e il suo intuito di geologo lo rendono sempre più convinto che Oslo è minacciata da un imminente catastrofico terremoto che potrebbe coinvolgere anche la sua famiglia e che ha la potenza di distruggere l’intera città. Per Kristian è ormai solo una corsa contro il tempo per convincere le autorità di Oslo delle sue ragioni, ma è troppo tardi e uno sciame sismico colpisce la città devastandola poco a poco. E in uno dei grattacieli più alti sua figlia è in pericolo. “La mia speranza è che questo film conduca lo spettatore in un viaggio pieno di azione, avvincente sotto il punto di vista emotivo e visivo” dice il regista norvegese. E ancora Andersen:”L’idea di realizzare un film su un terremoto in Norvegia mi sembrava in qualche modo assurda. Ma con il tempo ho capito le basi sulle quali si fonda questa storia: la Norvegia e in effetti la zona sismica più attiva del nord Europa. Nel 1904 ci fu un forte terremoto che colpi la regione di Oslo. Questo tipo di eventi si ripeterà nuovamente. E nessuno puo’ dire con esattezza quando”

Tancredi e Clorinda tra Monteverdi e AmbrosiniAl Cantiere di Montepulciano vicenda del Tasso rivisitata a 4 secoli di distanza

MONTEPULCIANO (SI)28 luglio 201917:42

Ecco che con ricercati effetti sonori Claudio Monteverdi riproduce all’inizio il galoppo del cavallo di Tancredi in arrivo e lo stesso accade con altri suoni contemporanei nel lavoro di Claudio Ambrosini che a quello si ispira e ne propone una sorta di sequel a quasi quattro secoli di distanza. I due lavori sono stati proposti ora in un’unica serata al Cantiere Internazionale d’Arte al Teatro Poliziano di Montepulciano sotto la direzione di Roger Hamilton con gli archi dell’RNCM di Manchester e l’aggiunta di un cembalo, un arciliuto, una tiorba e le percussioni.
”Il combattimento di Tancredi e Clorinda” è una pietra miliare del teatro musicale, madrigale rappresentativo in cui vengono appunto sperimentate soluzioni musicali nuove, effetti sonori mimetici realistici oltre a usare e per la prima volta segnare esplicitamente in partitura il tremulo, rapida ripetizione dello stesso suono detto ‘stile concitato’, e del pizzicato per ottenere effetti speciali nelle scene drammatiche.
E’ questo, ma non solo, che fa dell’opera di Monteverdi (1567 – 1643) una pietra miliare nella storia della musica drammatica, composta per il Carnevale di Venezia del 1624 su commissione di Girolamo Moncenigo segna il passaggio tra la musica vocale pura e la vocalità concertante, ovvero con strumenti d’accompagnamento e con autonoma identità melodica.
Il lavoro musica ottave di Torquato Tasso della ”Gerusalemme liberta”, ma anche della ”conquistata” con una nuova, moderna aderenza al testo con la musica che trova immediato riscontro nella parola. Il racconto è quello di Tancredi eroe di Gerusalemme che arriva e sfida un cavaliere dall’armatura araba di cui, a un certo punto chiede l’identità sotto l’elmo senza ottenere soddisfazione, e quindi combatte e l’uccide per scoprire (”la vide e la conobbe”) che sotto la corazza si celava la sua amatissima Clorinda. Questa lo perdona e chiede che la battezzi prima di spirare, concludendo ”s’apre il ciel; io vado in pace”, lasciando l’altro nel più terribile dolore e senso di colpa.
E’ tale strazio il tema del ”Tancredi appresso il combattimento” di Claudio Ambrosini, compositore classe 1948, diplomato a Venezia, studioso della musica elettronica, vincitore nel 1985 del Prix de Rome, primo compositore non francese, e nel 2007 del Leone d’Oro della Biennale Musica. Nel 1979 ha fondato a Venezia l’Ex novo ensemble e nel 1983 il CIRS, Centro internazionale per la ricerca strumentale, componendo musica lirica, strumentale, sinfonica e da camera, elettronica e non.
La sua musica per questo lavoro vive di vibrati, di dissonanze e suoni concreti in una sorta di delicato continuum, di tessuto sonoro si fa protagonista con e in alternanza al testo, strofe tassesche di Vincenzo De Vivo tutte rammarico, sogno, desolazione cui le voci danno potenza dolorosa, a cominciare da quella narrante di Christian Federici, mentre Tancredi è Claudio Zazzaro e Clorinda Ginevra Schiassi. Nell’allestimento, con praticamente la stessa scena a astratta ( che per Monteverdi si focalizza su una poltrona e un leggio) in cui teneramente all’inizio i due amanti giacciono accasciati e scomposti, quindi lui si rialza tenendo lei abbracciata ormai esanime. Tancredi vive il suo lutto straziante e Corinda, fantasmatica, onirica in una leggera tunica bianca illuminata da sotto, cerca quasi di consolarlo. Insomma un lamento funebre tragico, intriso di dolore e tenerezza. Il classico lavoro di Monteverdi vede invece quale unico interprete, che narra e dà voce ai due personaggi, Alvaro Lonzano, dal bell’impegno musicale ma che lo porta a una dizione non sempre chiara dei versi del Tasso, sino a una chiusura in cui il personaggio si chiude in sé stesso e nel suo dolore, abbracciandosi le ginocchia e dondolandosi in maniera sofferente, mentre cala la luce.

Incassi Usa, Il Re Leone ruggisce al topApertura record per Tarantino con Pitt-DiCaprio supera i 40 mln

28 luglio 201919:38

Il Re Leone ruggisce al top del box office americano per il secondo weekend consecutivo: gli incassi del fine settimana, stimati da Box Office Mojo, sono di circa 75 milioni 524 mila dollari solo per il mercato domestico. Il nuovo adattamento live-action del film classico Disney, diretto da Jon Favreau a 25 anni di distanza dal primo cult, sfiora con gli incassi globali il miliardo di dollari e sale l’attesa per il pubblico italiano che dovrà aspettare il 21 agosto. Al secondo posto con un’apertura record per lui, C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con il supercast Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie: nel weekend ha esordito con 40 milioni 350 mila dollari (in sala in Italia dal 19 settembre). Terzo posto per Spider Man: Far From Home che aggiunge 12 milioni di dollari al suo incasso che globalmente ha superato il miliardo di dollari.

Morto il venezuelano Cruz-Diez, maestro Op ArtViveva dal 1960 a Parigi. Sue opere al MoMa Ny e Tate Modern

CARACAS28 luglio 201919:39

L’artista venezuelano Carlos Cruz-Diez, una delle figure eminenti dell’arte cinetica e della ‘Op Art’, è morto ieri a Parigi all’età di 95 anni.
Considerato un ‘Maestro del colore’ e delle linee è stato autore di esperienze visuali fluide e partecipative con l’esplicito intento, hanno rilevato i critici, di stimolare di fronte all’opera una conversazione filosofica sull’ontologia e la percezione.
In un comunicato da Parigi, dove risiedeva dal 1960, i famigliari hanno reso nota la notizia del decesso avvenuto “per cause naturali”.
Oltre che in vari luoghi del Venezuela (come la ‘Cromointerferencia de Color Aditivo’ nell’aeroporto Maiquetia di Caracas), grandi opere di Cruz-Diez si trovano in musei di rilievo di tutto il mondo, fra cui il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, la Tate Modern di Londra ed il Centre Pompidou di Parigi.

Rossa, potere ai PiccoliRapaccini firma distopia che disturba e fa riflettere

29 luglio 201910:38

La paura e la speranza, la cieca crudeltà e il miracolo del perdono, la natura dirompente che nessuna tecnologia potrà mai eguagliare, la vita che nonostante tutto batte la morte: è un piccolo gioiello, in cui ogni elemento è dosato alla perfezione, l’ultimo libro di Chiara Rapaccini dal titolo Rossa, edito da La nave di Teseo. Con una penna eccellente, un’intelligenza acuta e un sottofondo di poesia, l’artista, illustratrice e scrittrice fiorentina confeziona una fiaba oscura per adulti che disturba, ma che è necessaria nella sua capacità di parlarci del nostro presente: una distopia in cui il lettore si scoprirà appassionato, incuriosito, ma anche impaurito e sì, forse proverà anche un po’ di vergogna perché il libro ci sbatte in faccia quello che rischiamo di diventare, un triste mondo per vecchi. In un futuro prossimo, la miseria dilaga, la tecnologia ha messo la natura sotto scacco, gli uomini si nutrono solo di cibi liofilizzati e i robot svolgono ogni attività. Ormai comandano i malvagi Vecchi, che sono alla continua ricerca di bambini ed adolescenti per sterminarli e nutrirsi del loro sangue vivo. In questo desolato contesto, l’autrice ambienta la vicenda di Rossa, quattordicenne che viene abbandonata dai genitori, desiderosi solo di avere una bocca in meno da sfamare, e che rimane sola alla mercé di ogni pericolo. Dalla sua però ha personalità e coraggio da vendere: così si aggrappa alla vita in ogni modo per sopravvivere, lottando con le unghie e con i denti. Nella sofferenza e nelle privazioni diventerà donna, scoprirà la tentazione della vendetta e l’atto liberatorio del perdono, e forse, in mezzo all’odio troverà l’amore. Anche Rossa, dopo una serie incredibile di avventure dolorose, si unirà all’esercito dei Piccoli che ancora resistono e non vogliono rinunciare alla loro umanità: insieme combatteranno per liberare il mondo dal sadismo e dall’avidità dei Vecchi. Un linguaggio accattivante e fluido, 49 capitoli snelli, una storia avvincente, la capacità di descrivere la profondità dei sentimenti e la bellezza della natura con pennellate vivide: così Rapaccini conquista il lettore, lo provoca, lo spinge non solo a girare pagina ma anche a stimolare il pensiero. Abbiamo dimenticato che “non siamo creature virtuali che fluttuano nel web, senza radici, senza storia”? Siamo davvero così diversi dai temibili Vecchi del libro che vogliono “distrarci dalla nostra natura umana più autentica, dal pensiero, dalla cultura, dalla storia, dalla consapevolezza di esistere con corpo e mente e di essere mortali”? Nel dipanare la storia di Rossa, l’autrice ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, parlandoci di cibi genuini, del profumo delle stagioni, della semplicità dello stare insieme, del potere dell’immaginazione; e poi di libri preziosi più dei gioielli, di film da vedere rigorosamente insieme, di valori veri da non perdere e da condividere. In poche parole, della bellezza fragile del nostro essere umani.

I segreti della Piccola BossIn sala black comedy con Marsai Martin e Regina Hall

29 luglio 201910:38

– La piccola boss del titolo è Jordan Sanders, potente donna in carriera a guida di un’azienda con tanti dipendenti. Lo stress è la sua dimensione quotidiana: pressioni da sopportare, decisioni da prendere, iperattivismo e il risultato apparente è di un capo dispotico e prepotente, persino manesco, temuto da tutti.
La black comedy di Tina Gordon Chism, con Issa Rae, Regina Hall, Justin Hartley e la baby attrice Marsai Martin, è in sala dal 25 luglio con Universal. Ci si diverte con il delirio delle giornate di Jordan Sanders che nasconde un passato drammatico.
Tutto cambia all’improvviso quando un giorno una bambina con una bacchetta magica, la trasforma in una tredicenne. Jordan torna così nel suo vecchio corpo: occhiali da nerd ma soprattutto una montagna di capelli ricci indomabili, con cui non passa inosservata nonostante tailleur eleganti. Alcune caratteristiche che l’avevano resa un bersaglio facile per i bulli ai tempi della scuola sono tornate a galla. A conoscere il segreto è la sua assistente April, alla quale deve affidare le redini dell’azienda a pochi giorni da un’importantissima presentazione. Jordan si ritroverà a frequentare nuovamente la scuola media, rivivendo così l’anno disastroso che ha segnato per sempre la sua vita. Dentro però è una persona diversa, un’adulta consapevole delle proprie capacità. Si cimenterà così in un lungo viaggio, alla scoperta del suo vero io, facendo pace con i suoi demoni.
Il cast è azzeccatissimo: Jordan ragazzina è Marsai Martin, diventata a 14 anni la più giovane produttrice esecutiva della storia del cinema. Qui è un’attrice di talento. Il ruolo da adulta è affidato all’attrice americana Regina Hall. Fa parte del cast inoltre Justin Hartley (Smalville).

Tutte le danze popolari a TerreinazioneAnagni 1-4 agosto festival di tarantelle mediterranee

29 luglio 201910:49

– La musica popolare dai primi anni del 2000 a oggi è balzata al centro degli eventi estivi coinvolgendo i grandi nomi del rock e del pop mondiale. Ma non è stata “raccontata” tutta, se la più fortunata è stata la taranta, sono tante altre le danze, accompagnate da suoni e ritmi dei nostri antenati, che vanno ancora ri-scoperte.
Tarantella Garganica, la Pizzica Bassa Murgia e Alto Salento, il saltarello di Amatrice, la Ballarella Ciociara: sono solo alcune delle tarantelle meno conosciute dello stivale, quelle non ancora cavalcate e trasformate in “pop contemporaneo” nell’ultimo decennio, protagoniste di una 4 giorni no-stop che si prepara a invadere la nota città dei Papi, Anagni, in provincia di Frosinone con Terreinazione, dal 1 al 4 agosto. La Ciociaria fa da palcoscenico a musicisti e cantanti del mediterraneo, una orchestra popolare multietnica che nasce da un’idea dell’associazione di promozione sociale Cotula, con il coordinamento del direttore artistico musicale e musicista Giuliano Gabriele.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Abito Claudia Cardinale a Museo Cinema
Indossato in Il magnifico cornuto, arricchisce collezione abiti

TORINO29 luglio 201911:27

– Dopo il costume di scena di Sophia Loren in Una giornata particolare di Ettore Scola, il Museo Nazionale del Cinema di Torino si è aggiudicato all’asta di Sotheby’s il vestito realizzato dalla couturière Nina Ricci per Claudia Cardinale nel film Il magnifico cornuto, diretto da Antonio Pietrangeli nel 1964.
Capolavoro della commedia all’italiana, il film – tra i primi ad affrontare il tema della corruzione nella gestione degli appalti pubblici – si arricchisce della presenza di due grandi protagonisti: Ugo Tognazzi e una splendida Claudia Cardinale, che nella celebre scena finale del Magnifico cornuto sfoggia questo abito da cocktail di shantung nero, poi indossato dall’attrice anche in vari eventi fuori dal set.
Il vestito verrà collocato nel riallestimento della sede espositiva del Museo Nazionale del Cinema, che l’anno prossimo compie vent’anni, presso la Mole Antonelliana di Torino.

Adorazione Gentileschi arriva a MilanoAl Museo Diocesano dal 29 ottobre tela da cattedrale Pozzuoli

MILANO29 luglio 201911:46

– Arriva a Milano per la prima volta, al museo Diocesano, ‘L’adorazione dei magi’ di Artemisia Gentileschi, conservata nella cattedrale di Pozzuoli. Il dipinto, di grandi dimensioni (310×206 cm), fa parte di un ciclo realizzato per la cattedrale di Pozzuoli fra il 1636 e il 1637, e sarà esposto dal 29 ottobre al 26 gennaio 2020.
Realizzato nel periodo napoletano di Artemisia Gentileschi, il quadro è parte di un ciclo commissionato dal vescovo spagnolo di Pozzuoli Martìn de Lèon y Cardenas dopo il 1631, anno dell’eruzione del Vesuvio che risparmiò la città puteolana; ad Artemisia furono affidate ben tre tele che eseguì fra il 1635 e il 1637, anno della sua partenza per l’Inghilterra. Artemisia, arrivata da poco a Napoli, fu immediatamente incaricata dell’esecuzione di due opere: il dipinto l’Annunciazione, oggi a Capodimonte, e la pala d’altare L’Adorazione dei Magi. Oltre a essere la sua prima importante commissione pubblica, questa rappresenta anche il massimo riconoscimento della sua carriera.

20 anni di Summer Jamboree con Los LobosRassegna dedicata a musica Usa anni ’40-’50 a Senigallia

ANCONA29 luglio 201911:58

– Venti anni di Summer Jamboree concentrati in 12 giorni di Rock and Roll, dal 31 luglio all’11 agosto, con tre giorni di prefestival (31, 1, 2). Sta per iniziare il XX Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50 che come ogni estate richiama nella città di Senigallia (Ancona) migliaia di appassionati da tutto il mondo.
Tra le stelle dell’epoca che hanno scritto la storia del Rock and Roll, quest’anno spiccano Jimmy Gallagher (7 agosto) e Jimmy Clanton (8 agosto). Attesi anche i Los Lobos, gli autori della celebra ‘La Bamba’: saranno la punta di diamante del Big Hawaiian Party on The Beach, la più attesa festa a piedi nudi in spiaggia, che si svolgerà il 5 agosto. Tra i must del Festival c’è il Burlesque Show and Cabaret che quest’anno torna al Teatro La Fenice la notte del 9 agosto. Protagonista, la più prestigiosa artista burlesque d’Inghilterra, Miss Betsy Rose UK.

Tribunale riconosce bozzetto ModiglianiQuadro raffigurante Jeanne Hèbuterne esposto al Met di New York

VENEZIA29 luglio 201912:20

– Il tribunale di Venezia ha riconosciuto autentico un bozzetto di Amedeo Modigliani a olio su tavola raffigurante Jeanne Hèbuterne, la donna del noto quadro esposto al Metropolitan di New York, realizzato dal maestro livornese. Lo annuncia l’avvocato Pierpaolo Alegiani di Jesolo, precisando che l’opera è stata esaminata da un collegio di periti nominato dal Tribunale che si è espresso per “l’indubbia attribuibilità del dipinto a Modigliani e l’autentica posta sul retro di indubbia mano del mecenate Leopold Zborowski”. Il proprietario dell’opera, tramite il legale, si era rivolto al Tribunale con una richiesta di accertamento tecnico preventivo. L’opera era stata acquistata negli anni Settanta per 55 mila lire. Oggi potrebbe valere 10 mln di euro. L’opera sembra identica al famoso olio su tela esposto al Met. “Il collegio dei periti – spiega Alegiani – ha confermato l’autenticità sia dell’opera sia della scrittura posteriore di Zborowski”. L’opera fa parte di una collezione privata e non è in vendita.

Biennale Muro Dipinto di Dozza dal 9/9’Emozioni urbane’ su muri e volte del borgo medievale imolese

BOLOGNA29 luglio 201912:42

– Ripensare gli spazi cittadini come luoghi emozionali, trasformare muri e volte in punti pubblici di ricarica per le ‘batterie emotive’ prosciugate quotidianamente da ritmi di vita forsennati: è l’obiettivo della 27/a Biennale del Muro Dipinto di Dozza Imolese, dal titolo #EmozioniUrbane, in programma dal 9 al 15 settembre nel borgo medievale sulle colline imolesi.
Confermata anche per l’edizione 2019 la nomina di una Commissione Inviti, composta dagli esperti Enrico Maria Davoli, Sabina Ghinassi, Claudio Spadoni, Ivan Cavini e Francesca Grandi: a loro gli organizzatori – Comune e Fondazione Dozza Città d’Arte – hanno affidato il compito di selezionare gli artisti che realizzeranno le loro opere sui muri di Dozza e Toscanella. La valutazione di artisti e opere è in corso e l’esito sarà noto a fine agosto.
Intanto la Rocca di Dozza ospita, fino al 29 settembre, la mostra ‘Muri d’autore. Gerardo Masini da Dozza a Dakar’, un assaggio dell’atmosfera del Muro Dipinto.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Aida ‘nera’ in Arena, Wilson si ammala
Sostituita da Maria Josè Siri con trucco scuro tradizionale

VENEZIA29 luglio 201913:07

– E’ stata sostituita perché ammalata la soprano americano Tamara Wilson, l’artista che aveva manifestato il proprio rifiuto a farsi truccare di nero, ritenendolo razzista, per interpretare l’Aida sul palco dell’Arena di Verona. Per l’ultima recita in cartellone è stata scelta alla fine Maria Josè Siri, entrata in scena col trucco scuro di tradizione.

Morto George Hilton, volto degli spaghetti westernFunerali nella Chiesa degli Artisti a Roma martedì alle 16.30

ROMA29 luglio 201919:33

E’ morto domenica sera in una clinica romana l’attore George Hilton. Lo comunica l’amica Carlotta Bolognini, al quale l’attore aveva dato mandato di dare l’annuncio. Nato a Montevideo, in Uruguay, il 16 luglio 1934, Hilton aveva preso parte a decine di film ma è noto in particolare per gli spaghetti western. Dalle 11 alle 17 sarà aperta la camera ardente nella clinica ‘Villa Verde’, in zona Torrevecchia, a Roma. I funerali martedì alle 16.30 nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.Tanti i film cult da lui interpretati, come Vado, l’ammazzo e torno!, Di Tresette ce n’è uno tutti gli altri son nessuno, C’è Sartana vendi la pistola e comprati la bara, Il tempo degli avvoltoi e Ognuno per sé. Da lui, che nei primi anni ’60 aveva partecipato ai caroselli dei fratelli Taviani, anche ruoli da protagonista in grandi gialli italiani a fianco di Edwige Fenech in film come Lo strano vizio della Signora Wardh, Tutti i colori del buio, Il dolce corpo di Deborah. Ma forse il lungometraggio che alla fine gli ha dato più celebrità resta Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro di Lucio Fulci con nel cast Franco Nero e Nino Castelnuovo. “Devo tutto al ruolo dell’ubriacone da me interpretato, è stato determinante per la mia carriera in Italia” ha detto lo stesso Hilton in un’intervista. Nel 1977 fa coppia prima con Edwige Fenech nella commedia sexy Taxi Girl e poi con il pugile Carlos Monzon in El Macho. Il film, a detta dello stesso Hilton, era stato fatto per sfruttare l’immagine di Monzon e lui faceva il cattivo che a un certo punto picchiava anche il campione di pugilato. George Hilton, comunque, è rimasto attivo fino all’ultimo, basti pensare che nel 2007 aveva partecipato anche a un cinepanettone di Neri Parenti come Natale in crociera.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Laurea honorem Camilleri dalla Stranieri
Il 26 settembre era atteso a Perugia. Evento si farà in memoria

PERUGIA29 luglio 201913:58

– Il 26 settembre Andrea Camilleri sarà ricordato all’università per Stranieri di Perugia che prima del suo ricovero in ospedale, il 17 giugno scorso, aveva deliberato di attribuirgli la laurea honoris causa. “Dopo la scomparsa di Camilleri – spiega la rettrice, Giuliana Grego Bolli – abbiamo deciso di non comunicare la notizia, ma solo ora, a distanza di una settimana, riteniamo sia giusto far sapere che il nostro ateneo aveva voluto rendere omaggio allo scrittore e all’uomo di cultura conosciuto e letto in tutto il mondo”.
Le motivazioni per l’attribuzione del riconoscimento erano state lette a Camilleri durante un incontro avvenuto nella sua casa di Roma, il primo giugno scorso. “In quell’occasione – aggiunge Giovanni Capecchi, docente di Letteratura italiana e promotore dell’iniziativa – abbiamo manifestato a Camilleri anche la volontà di dedicare una giornata di studio alle sue scritture il prossimo 26 settembre” e lo scrittore aveva manifestato la volontà di partecipare all’iniziativa.

A Pitti copia Cattura Cristo CaravaggioE’ coeva opera Merisi, prima snobbata ora dedicato anche libro

FIRENZE29 luglio 201914:21

– Per molto tempo ignorata e ‘snobbata’ dagli studiosi tanto da essere allontanata all’inizio del Novecento dalle raccolte di Palazzo Pitti e consegnata in deposito esterno, torna visibile dal 30 luglio, nella sala di Berenice all’interno della Galleria Palatina a Firenze, la copia coeva del capolavoro di Caravaggio esposto alla National Gallery of Ireland di Dublino, ‘La cattura di Cristo’. La replica, restaurata, è diventata anche protagonista di un libro, curato da Gianni Papi e Maria Sframeli (Sillabe), che ne ricostruisce la storia e racconta i dettagli del suo recupero.
La tela originale, spiegano Le Gallerie degli Uffizi, fu eseguita dal Merisi nel 1602 per il nobile romano Ciriaco Mattei: a lungo considerata perduta, in anni recenti è stata riconosciuta da molti nel dipinto ora esposto alla National Gallery of Ireland. La copia tornata a Pitti fu realizzata con tecnica sopraffina da un ignoto contemporaneo del maestro. A Firenze, secondo le ricerche, è arrivata dal castello lorenese di Commercy.

‘Honolulu’, si balla con gli YEYBrano d’esordio del duo electro-pop, tra Hawaii e sound anni ’80

29 luglio 201914:38

– Un pop elettronico tra richiami al beat anni ’80 e suggestioni hawaiane, per un mix che porta tutti in pista. Si balla con ‘Honolulu’, il brano d’esordio del duo YEY, la nuova band dell’etichetta discografica Night Vibez Records, cantato metà in italiano e metà in inglese da Chiara Cerchice, anche autrice del testo e della musica. Il nome YEY nasce dall’espressione di gioia ‘yay’, trasferita in un soubd spontaneo che mira a far ballare la gente. E il singolo, molto hit estiva, sta girando il mondo: il progetto discografico si è sviluppato in Svezia, è cresciuto ad Amsterdam, trasferito a Berlino con la pre-produzione di Cristiano Nicolini, per poi tornare in Italia nelle stesse mani di chi lo ha visto nascere, ovvero da Riccardo Schippa (in arte Ricc Frost). La post-produzione di Ricc, ora parte integrante del gruppo, ha reso YEY il progetto compiuto che si presenta oggi. Il 2 agosto la band sarà in concerto all’Hempiness Music Festival di Norcia.

Incassi, Men in Black debutta in vettaQuattro milioni di incasso nel weekend, +75% sul 2018

29 luglio 201914:46

– Nell’estate cinematografica che per la prima volta non conosce soste, Men in Black International esce e conquista la vetta dei film più visti nel weekend con 1 milione 102mila euro di incasso, “rubando” la scena al nuovo capitolo Spiderman: Far From Home, che guadagna poco più di un milione e vola oltre i 10 milioni in tre settimane. Scivola di una posizione anche Serenity – L’isola dell’inganno, thriller che registra 373mila euro (920mila euro in 5 settimane), davanti a Toy Story 4 con 328mila (5.5 milioni in totale) e in discesa di due posizioni. Edison – L’uomo che illuminò il mondo, biopic di Alfonso Gomez-Rejon, è quinto con 218mila euro (774mila in 2 settimane). Seguono due horror: il debutto di Midsommar – Il villaggio dei dannati, che porta a casa 217mila euro nel fine settimana, e Annabelle 3 con 166 mila euro (3.3 milioni in un mese). Chiudono i film formato famiglia Birba – Micio Combinaguai, Pets 2 e Aladdin. Totale box office 4 milioni, +19% rispetto a una settimana fa e +75% sul 2018.

Romics celebra Scarpelli disegnatoreAntologica con oltre 200 opere originali, tra fumetti e vignette

29 luglio 201915:25

– Una mostra antologica di oltre 200 opere originali tra fumetti, disegni, sceneggiature disegnate, vignette, ritratti dedicata al talento di disegnatore dello sceneggiatore Furio Scarpelli sarà uno degli eventi di punta della XXVI edizione di Romics in programma alla Fiera di Roma dal 3 al 6 ottobre. Organizzata per i 100 anni dalla nascita dell’artista, la mostra dal titolo “Furio Scarpelli: pennello, china e macchina da scrivere” nasce per valorizzare un patrimonio praticamente inedito: non tutti sanno infatti che l’artista, noto al grande pubblico come sceneggiatore per il cinema, per lo più in coppia con Age, iniziò la sua carriera proprio come disegnatore di fumetti e vignette satiriche per i giornali. Il percorso – un lavoro coordinato dal figlio Giacomo Scarpelli, Sabrina Perucca, direttore artistico di Romics e in collaborazione con Gallucci Editore – sarà arricchito dalle testimonianze di registi, attori, personaggi del mondo della cultura e dell’arte che hanno lavorato con Scarpelli.

Milano donna, apre Prada, chiude GucciTra le novità di settembre anche i debutti di Boss e Pilotto

29 luglio 201916:00

– All’annuncio sono seguiti i fatti.
La Camera della moda lo aveva detto a inizio mese: il calendario della fashion week di settembre sarebbe stato più equilibrato, grazie a un tavolo di lavoro costituito insieme ai big della moda italiana “per dare un peso equilibrato a tutte le giornate della fashion week a vantaggio dell’intero sistema e della città di Milano”. E a vedere il calendario provvisorio delle prossime sfilate, così è, con qualche altra novità, come i debutti milanesi di Peter Pilotto, Boss, Simona Marziali-MRZ, vincitrice di Who’s on Next 2018, DROMe e Shuting Qiu.
Sarà infatti Prada a dare il via sostanziale alla kermesse, nel pomeriggio di mercoledì 18. A tenere gli addetti ai lavori a Milano fino all’ultimo o quasi, perché il lunedì rimane non presidiato, la passerella di Gucci domenica 22 settembre. Lo stesso giorno, in mattinata, la prima volta di Hugo Boss e in serata il Green Carpet Fashion Awards Italia, gli oscar della moda sostenibile, che sigillerà la settimana.

Giappone superstar alla Pinacoteca AgnelliEsposizione di circa cento xilografie dal 19 ottobre

TORINO30 luglio 201908:56

TORINO – La Pinacoteca Agnelli di Torino, in collaborazione con il Boston Museum of Fine Arts, propone un ‘Viaggio nel Giappone che cambia’. Protagonisti della mostra, in programma dal 19 ottobre al 16 febbraioi, i due grandi maestri ottocenteschi Katsushika Hokusai (1760 – 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 – 1858), in dialogo con Kawase Hasui (1883-1957), pittore attivo fino a metà degli anni Cinquanta del Novecento, nominato ‘Tesoro nazionale vivente’ nel 1956.L’esposizione è curata da Rossella Menegazzo, docente di storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università di Milano, e Sarah Thompson, curatrice del Boston Museum of Fine Arts, ed è organizzata dalla Pinacoteca Agnelli in collaborazione con il Museo di Boston. Main partner è Fiat. La mostra presenta una selezione di circa cento xilografie. Al centro, il mondo artistico di un Paese che tra fine Ottocento e inizio Novecento subisce un’enorme trasformazione sotto l’influenza dell’Occidente. Così il ‘mondo fluttuante’ dei primi due maestri scivola in una società che aspira ai canoni artistici europei, di cui è testimone il terzo. Si parte da Hokusai e Hiroshige, straordinari paesaggisti che contribuirono a rivoluzionare il linguaggio pittorico della Parigi di fine Ottocento, e si arriva a Hasui, che fa evolvere quelle immagini traslandole in epoca moderna. Per la prima volta il Novecento è in confronto diretto con le opere più importanti dei pittori classici della tradizione giapponese.

Il premio Troisi a Stefano De ClementeRiconoscimenti anche a Mandelli, Moscardelli, Di Majo, Lercio

29 luglio 201916:02

– E’ il campano Stefano De Clemente il vincitore come miglior attore comico del XIX premio Massimo Troisi, l’osservatorio sulla comicità che con la direzione artistica di Gino Rivieccio per sette giorni ha trasformato San Giorgio a Cremano (Na), paese natale del grande Massimo, in un palcoscenico diffuso.
Consegnati nel Gran gala di sabato sera anche i riconoscimenti alla Migliore Scrittura Comica a La storia lercia del mondo – I retroscena dell’umanità (ed. Shockdom, 2018), opera collettiva della categoria Opera Edita, e due menzioni speciali a Mia figlia è un’astronave di Francesco Mandelli (DeA Planeta, 2018) e Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli (Einaudi, 2019). Premio speciale con il Pulcinella di Lello Esposito per master di II livello in Drammaturgia e cinematografia della Federico II di Napoli a Ippolita Di Majo, autrice, tra le altre, delle sceneggiature dei film de Il giovane favoloso e di Capri Revolution. Opiti della serata, Giorgio Panariello, Dario Ballatini, Michele Zarrillo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

D’Alessio, 2 date prima di tour mondiale
Nei palazzetti di Milano (20 gennaio) e di Roma (il 24)

29 luglio 201916:54

– Due eventi speciali per Gigi D’Alessio: il cantante partenopeo sarà il 20 gennaio al Mediolanum Forum di Milano e il 24 gennaio al Palazzo dello Sport di Roma.
I concerti anticipano la tournée mondiale del 2020 e saranno un’occasione per presentare dal vivo i brani del nuovo disco in uscita in autunno.

Nuova vita per Castrocaro, con Belen e De MartinoFinalisti sul palco il 3/9 su Rai2, Simona Ventura guida giuria

29 luglio 201919:26

– Una serata “di grande musica, ma anche di spettacolo, con tanti ospiti, tanti volti giovani, una giuria presieduta da Simona Ventura, la conduzione affidata a Belen Rodriguez e Stefano De Martino, per la prima volta in coppia in uno show di prima serata, che canteranno e balleranno insieme”: Lucio Presta presenta così la finale della 62/a edizione del Festival di Castrocaro, che andrà in onda martedì 3 settembre in diretta su Rai2 e in contemporanea su Radio2 con Ema Stokholma.Sono stati annunciati, intanto, i nomi dei 10 finalisti: Alfredo Bruno (26 anni, di Rende-Cs), Anita Guarino in arte Anita (20 anni, di Pomezia-Rm); Debora Manenti (21 anni, di Cazzago S. Martino-Bs); Gaia Gemmellaro (18 anni, di Nicolosi-Ct); Giovanni Arichetta (25 anni, di Torino); Michele Sechi in arte Mike Baker (21 anni, di Vico Pisano-Pi); Nicole Frendo (17 anni, di Malta); Riad Souala (23 anni, di Vicenza); Roberto Tornabene in arte Berna (17 anni, di Mascali-Ct); Rosario Canale in arte Kram (27 anni, di Reggio Calabria).”In giuria ci saranno anche Elodie, Andrea Delogu e il maestro Bruno Santori”, spiega Presta, che organizza l’evento con la sua Arcobaleno Tre, in collaborazione con il Comune di Castrocaro Terme e Terra Del Sole. “Daremo spazio a tanti generi musicali, avremo grandi ospiti e naturalmente l’orchestra perché le esibizioni saranno dal vivo”, spiega ancora il manager, che rilancia così un festival storico, antesignano dei talent musicali, che ha visto nascere star come Eros Ramazzotti, Zucchero, Fiorella Mannoia, Nek e Laura Pausini. Tutte le iscrizioni da parte dei partecipanti alle selezioni sono state gratuite. “I ragazzi, che sono davvero in gamba, passeranno attraverso un meccanismo di selezioni successiva a cinque, a tre e infine sarà decretato il vincitore”, conclude Presta.

Ex-Otago, festa a Genova il 15 febbraioBelìn che bravi, il loro live più importante di sempre

29 luglio 201917:09

– Il 15 febbraio a Genova sarà festa.
Gli Ex-Otago celebreranno il loro anno d’oro, partito dal Festival di Sanremo, con “Belìn che bravi”, il loro live più importante di sempre all’Rds Stadium della loro città.
“Questa di Genova è una tappa obbligata, perché la musica degli Ex-Otago parla da sempre di questi luoghi: non vediamo l’ora di far vivere Corochinato (l’ultimo album della band, ndr) nella sua città di nascita, assieme a tutte le persone che ci hanno ispirato e che ne fanno parte. Sarà uno spettacolo unico, in cui uniremo tutte le meravigliose esperienze del tour primaverile ed estivo. Promettiamo di regalarvi uno splendido ricordo!”, dicono i cinque ragazzi.

Morto Paolo Giaccio, tra musica e tvIl debutto in radio con Renzo Arbore

29 luglio 201917:28

– Addio a Paolo Giaccio, giornalista musicale, autore e dirigente televisivo, per decenni infaticabile aggregatore di talenti. Aveva 69 anni. Ha debuttato alla radio nella redazione di Per voi giovani, ideato da Renzo Arbore, alla fine degli anni Sessanta; poi aveva lavorato come autore, collaborando al programma di Rai2 Odeon – Tutto quanto fa spettacolo e contribuendo all’innovazione della radiofonia italiana. Giaccio era nato alla radio alla fine degli anni ’60 in una delle storiche trasmissioni Rai, pensate per catturare l’attenzione delle nuove generazioni cresciute nella stagione dei cantautori: era stato Arbore a metterlo davanti al microfono del programma Per voi giovani insieme a tutta una generazione di nuovi conduttori-dj, Carlo Massarini, Mario Luzzatto-Fegiz, Raffaele Cascone, Mariù Safier e molti altri. Negli anni ’70 era passato alla tv e aveva firmato, insieme a Brando Giordani, la trasmissione settimanale Tv Odeon e il programma Mister Fantasy con Carlo Massarini e Mario Luzzatto-Fegiz. Negli anni ’90 si era spostato come responsabile editoriale sui canali satellitari della Rai.

Ad Alessandria un monumento per EcoScultura in plexiglass di Marco Lodola

TORINO29 luglio 201919:19

Sarà inaugurato mercoledì 31 luglio alle 19.30 il monumento a Umberto Eco nella città di Alessandria. La scultura in plexiglass, led luminosi e pellicole adesive – 300 x 200 x 20 centimetri – è stata realizzata dall’artista Marco Lodola e concessa in comodato d’uso alla Città dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Sarà simbolicamente collocata in piazza Vittorio Veneto, vicino all’ingresso della Biblioteca Civica Francesca Calvo, “come doveroso omaggio all’illustre scrittore alessandrino”.
L’evento è inserito nel programma del festival La Milanesiana, momento di incontro tra le arti ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che, per la prima volta, farà tappa in città proprio per rendere omaggio a Eco che ne è stato l’anima per molti anni. Presenti il critico d’arte Vittorio Sgarbi e l’alessandrino Roberto Cotroneo, amico e biografo del professore, autore di Niente di Personale, pubblicato dalla casa editrice La Nave di Teseo, fondata nel novembre 2015 da alcuni autori tra cui Eco.

Premio Marineo a Giampiero Ingrassia”Protagonista del musical italiano”. La cerimonia l’8 settembre

29 luglio 201917:57

– Va a Giampiero Ingrassia, uno dei protagonisti del musical italiano, il Premio internazionale di poesia città di Marineo, giunto alla 45/a edizione. “Figlio d’arte – si legge nella motivazione – sin da piccolo ha respirato aria di cinema e di palcoscenico con il padre, l’indimenticabile Ciccio, ma è nel musical che Giampiero Ingrassia ha ottenuto, nel 1997, un grandissimo successo su tutti i palcoscenici italiani con lo spettacolo Grease, in coppia con Lorella Cuccarini, e poi Jesus Christ Superstar, nel 2001 con Carl Anderson e Cabaret nel 2016 per la regia di Saverio Marconi”.
La cerimonia di premiazione, curata dal Circolo Culturale, si terrà a Marineo domenica 8 settembre alle 18.00.
Nell’ambito della sezione edita in lingua italiana la giuria, presieduta da Salvatore Di Marco, ha attribuito il primo premio a Corrado Calabrò con la raccolta “Quinta dimensione” (Mondadori). Per la sezione edita in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato a Ermanno Mirabello con la raccolta “Vagabunnu di la notti” (Edizioni Nuova Ipsa). Per gli inediti in lingua siciliana il primo premio è andato ad Emanuele Insinna per la lirica “Cu sugnu?”. La giuria ha inoltre assegnato la targa “Francesco Grisi” al poeta e saggista Aldo Gerbino, docente di Istologia ed Embriologia nella facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Palermo, “per rendere omaggio alla figura di un intellettuale che ha dimostrato, con il suo quotidiano impegno culturale e la sua creatività, la stretta relazione che intercorre tra arte, vita e letteratura”.

Chiara Ferragni, la vita fuori dai postAttesa per film di Elisa Amoruso su imprenditrice influencer

30 luglio 201912:01

– Tappeti rossi ne ha fatti tanti, invitata in prima fila alle sfilate di moda più importanti, questa volta forse avrà un’emozione in più Chiara Ferragni, appena 32 anni, imprenditrice italiana di successo oltre che top influencer da 17 milioni di follower su Instagram. Le ragazze la adorano e si capisce perché: si è costruita da sola, con grande intelligenza e talento e, all’estero più che in Italia, è di gran lunga più importante del marito (Fedez) sposato con matrimonio show a Noto, in diretta social, giusto un anno fa. L’ambiente del cinema, invece, all’annuncio che il film sulla sua vita era parte del cartellone della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) ha alzato il sopracciglio con aristocratico snobismo all’idea che durante il festival ci sarà un giorno monopolizzato da lei, e non c’è autore da Leone d’oro che tenga.S’intitola Chiara Ferragni Unposted il film documentario di Elisa Amoruso che è tra i titoli più attesi, seppure fuori dal concorso (è in Sconfini): non c’è sito internazionale che non lo abbia citato negli highlights 2019 tra un Polanski e un Soderbergh. Del resto, per quanto a lei stessa pare non piaccia il termine, Chiara Ferragni, nata a Cremona nel 1987, studi di giurisprudenza (non conclusi) alla Bocconi è globalmente considerata, e non solo per i numeri, la prima fashion influencer al mondo capace di ispirare la moda delle donne, orientare all’acquisto (ci sono ricerche specifiche su quanto sposta una sua indicazione in termini di vendita) e fare imprenditoria digitale al massimo livello, chiamata ad esempio per come ha saputo cavalcare la transizione web del settore. Il film, prodotto da Francesco Melzi di MeMo Films con Rai Cinema, sarà in sala in Italia come evento speciale subito dopo il festival (17-18-19 settembre) distribuito da 01 Distribution. Bisogna chiarire che è autobiografico: Chiara voleva riuscire a far emergere “il vero me, senza filtri” ossia “la mia storia, quella di una ragazza che ha fatto un sogno e che ci ha davvero creduto”, ha detto la Ferragni a The Hollywood Reporter. Essendo Instagram un social speciale (non a caso amato dalle star) in cui è la persona stessa a scegliere come mostrarsi, valutando bene angolazioni, pose e commenti, l’idea della Ferragni era di raccontarsi senza troppe sovrastrutture e filtri se non quelli della regista Elisa Amoruso (Strane Straniere, Bellissime e presto l’opera prima di finzione Maledetta Primavera con Micaela Ramazzotti).”Mi ha filmato in così tanti momenti diversi, ed è tutto molto naturale e autentico”, ha aggiunto a ThR. L’idea era di mostrare più di quello che brevi storie di Instagram da 15 secondi documentano di lei, del figlio Leone, del marito cantante, della sua moda (un piccolo impero con boutique monomarca a Milano, Parigi, Shanghai e 400 punti vendita e innumerevoli collaborazioni) e dei suoi gusti. Sembra che tra Ferragni e Elisa Amoruso sia stato amore a prima vista, una alchimia femminile, un confronto sincero. “Tutti online pensano di conoscerla, ma non sanno davvero chi sia la vera Chiara Ferragni. Ha affrontato tutte le difficoltà e le fragilità che una donna può affrontare, come madre, moglie, donna d’affari”, ha detto la Amoruso a ThR. Il titolo “Chiara Ferragni, Unposted” non è casuale: storia della blogger fuori dai post.

L’Aprile spezzato di Ismail KadareUn classico senza tempo della letteratura europea

30 luglio 201910:34

“I suoi piedi erano freddi e, ogni volta che muoveva un poco le gambe intorpidite, sentiva sotto le scarpe un lamentoso scricchiolio di ciottoli. In realtà, il lamento era dentro di lui. Non gli era mai capitato di rimanere immobile così a lungo, steso lungo l’argine, lì nella strada maestra, aspettando che qualcuno passasse. Il giorno stava per finire. Impaurito quasi spaventato, avvicinò l’occhio al fucile per guardare nel mirino. Con il sopraggiungere del crepuscolo, il mirino si sarebbe offuscato.
‘Passerà sicuramente prima che l’oscurità ti entri nel mirino del fucile’, gli aveva detto il padre. ‘Devi solo essere paziente e aspettare'”.
In Aprile spezzato, capolavoro senza tempo di Ismail Kadare, considerato uno dei più grandi autori europei (La Nave di Teseo pubblica in italiano con la traduzione dall’albanese di Liljana Cuka Maksuti), il Kanun si abbatte sulla vita di Gjorg, un giovane sul quale pesa il dovere di vendicare il fratello.
Compiuta la vendetta ottiene la besa, una tregua di trenta giorni durante i quali potrà circolare liberamente, protetto dalle leggi dell’onore; alla scadenza di questa sorta di limbo dovrà correre a chiudersi nella kulla, la casa-torre familiare, e trascorrervi nascosto il resto della vita, pena la morte. Nei trenta giorni di libertà il suo destino si incrocia con quello di Besi Vorpsi, un noto scrittore di Tirana che ha fatto fortuna scrivendo racconti sulla vita dei montanari dell’altopiano, esaltando la forza del Kanun, e che ora visita quelle terre a bordo di una carrozza elegante, in compagnia della bellissima e sensibile moglie Diana. L’incontro con la realtà dell’altopiano – interi villaggi deserti, perché tutti gli uomini sono chiusi nelle case-torri dopo aver compiuto la loro vendetta, ed i campi restano incolti – farà vacillare la sua idealizzazione, mentre l’incontro con Gjorg cambierà per sempre la vita della moglie.
All’inizio del romanzo – ambientato in un tempo imprecisato, ma prima dell’avvento del comunismo – scopriamo che Gjorg vive nel nord dell’Albania, tra montagne e villaggi fermi nel tempo.
Quando il fratello viene ucciso da un vicino di casa, la vita del giovane muta radicalmente: secondo appunto l’antico codice del Kanun, Gjorg dovrà̀uccidere il colpevole dell’omicidio del fratello e accettare di essere poi, di lì a un mese, assassinato a sua volta da chi vorrà̀vendicarsi di lui.
Diventerà preda lui stesso. Questi giorni che Gjorg ha davanti, fino alla metà di aprile, potrebbero essere gli ultimi della sua vita, cosi decide di allontanarsi per cercare di viverli il più pienamente possibile.
Nel frattempo una giovane coppia èpartita da Tirana in viaggio di nozze: Besian e Diana vogliono raggiungere gli altopiani settentrionali per studiare le tradizioni e le leggi rimaste intatte dal Medioevo, a dispetto della modernizzazione.
Lungo il loro percorso incrociano il cammino del fuggitivo; la sposa, al primo sguardo, si innamora di Gjorg. “Aprile Spezzato” è un libro poetico e disincantato e anche la morte violenta viene trattata con garbo e delicatezza. La trama scorre con dialoghi meravigliosi, descrizioni dolci del paesaggio, della neve, e delle persone. La denuncia di Kadare rispetto al fenomeno della vendetta è decisa, ma non è mai pregiudiziale. Il libro è una riflessione sulla vita, la morte e le tradizioni ancestrali delle montagne albanesi. Un tuffo nel passato nella storia.
“Avrebbe sempre camminato solo nella direzione sbagliata, fino a consumare quella manciata di giorni che gli erano rimasti pellegrino sulla luna, nel suo aprile spezzato”.
Aprile Spezzato è stato scritto nel 1978. Kadare nato e cresciuto in Albania, ha lasciato il paese nel 1990, in contrasto con la dirigenza comunista, e ha chiesto asilo politico in Francia. La sua opera va dalla poesia alla narrativa alla saggistica. Ha vinto il Prix Méditerranée per stranieri con La Pyramide. Nel 2005 gli è stata riconosciuta la prima edizione dell’International Booker Prize mentre nel 2009 vince il premio Principe delle Asturie. È stato più volte candidato alla selezione finale per il Premio Nobel ed è membro d’onore dell’Académie française.

Martin Scorsese apre il New York FestivalPremiere il 27 settembre per The Irishman con De Niro e Pacino

29 luglio 201919:41

Non è pronto per la Mostra del cinema di Venezia, ma per l’apertura del New York Film Festival uno dei film più attesi: The Irishman di Martin Scorsese che per la nuova saga criminale ha riunito tutti i suoi attori: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. La premiere è per il 27 settembre a New York, in autunno si vedrà su Netflix. Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa.

Il cartoon Leo da Vinci sbarca in AmericaIl film d’animazione made in Italy sarà presto anche un serie tv

28 luglio 201917:45

Il film d’animazione, Made in Italy, “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” è pronto a volare oltreoceano e a sbarcare negli States. Dal 2 agosto il cartoon, prodotto da Gruppo Alcuni di Treviso, per la regia di Sergio Manfio, anche coautore della sceneggiatura insieme al fratello Francesco Manfio, con la collaborazione di Anna Manfio e Davide Stefanato, sarà in 18 città di 9 stati americani: da Denver (Colorado) a Portland (Oregon), passando per Portsmouth (Ohio) e Houston (Texas).
La storia è quella del grande scienziato toscano, prima che il mondo conoscesse il suo straordinario ingegno. Il Leo immaginato da Manfio, è un adolescente alle prese con le sue idee geniali ancorché strampalate, con l’amico Lorenzo ad aiutarlo e con Lisa (la giovane Monna Lisa) ad osservarli senza troppa convinzione. Di ritorno da una gita al lago, dove Leo ha provato la sua ennesima invenzione, i tre ragazzi scoprono che la casa di Lisa e i campi hanno preso misteriosamente fuoco. Per aiutare Lisa e suo padre che hanno perduto tutto, Leo e Lorenzo vanno alla ricerca di un tesoro nascosto, contro un gruppo di temibili pirati. Tra avventura e commedia, il film si rivolge alle famiglie.
Dopo il grande schermo, uscirà in dvd e anche sulle televisioni via cavo e pay Tv. La distribuzione negli Stati Uniti è solo un altro tassello del successo dell’opera, per il quale sono stati già firmati accordi in oltre 60 Paesi. “Nell’ideare e produrre Leo da Vinci eravamo consapevoli che il genio toscano godeva di una grande fama – racconta il regista – ma non pensavamo che fosse così vasta e capillare in tutto il mondo. Soprattutto siamo colpiti dal successo che sta ottenendo il nostro giovane Leo, che è stato apprezzato proprio perché non abbiamo proposto un “piccolo genio” bensì un ragazzino a tutto tondo con i suoi dubbi, i suoi limiti e le sue difficoltà. Siamo felici anche per i giudizi positivi che abbiamo ricevuto per il personaggio di Lisa che, pur in una avventura ambientata nel 1466, si è rivelata una ragazza moderna e reale”.
Il successo ottenuto è stato di stimolo ad accelerare i tempi per la produzione della serie televisiva (52 episodi da 13 minuti) ideata da Sergio e Francesco Manfio e coprodotta con Rai ragazzi, Cosmos Animation Singapore e All Rights Entertainment.
Le prime 13 puntate di “Leo da Vinci” andranno in onda su Rai Gulp dal 10 settembre.

Ferrari, miei registi Vanzina a OzpetekAttrice si racconta al Magna Graecia, torna a marzo con Ravello

28 luglio 201916:32

– “Vengo da una famiglia umile di campagna e non avrei mai pensato che un regista come Carlo Vanzina mi notasse per Sapore di mare”: i racconti di Isabella Ferrari, cominciano sempre da qui, il ricordo del film che le ha cambiato la vita, girato a neppure 20 anni. Il ruolo di Selvaggia nel film cult dei primi anni ’80 è stato il trampolino di una carriera ricca, complessa e con tanti riconoscimenti. La masterclass al Magna Graecia Film Festival di Catanzaro è occasione per ricordare quei tempi e rivolgere un pensiero affettuoso a Carlo Vanzina. Cita tra gli altri i registi che l’hanno diretta come Ettore Scola, Marco Tullio Giordana che le ha offerto il primo ruolo drammatico, Ferzan Ozpetek, il marito Renato De Maria. Se il 2019 è stato l’anno di Euforia di Valeria Golino, il 2020 sarà quello dell’atteso E’ per il tuo bene, la commedia corale di Rolando Ravello, in sala a marzo, con Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi e Vincenzo Salemme.

Muti dirige ‘Nozze di Figaro’ a RavennaUna selezione di brani con Orchestra Cherubini e cast cantanti

RAVENNA30 luglio 201911:35

– “Un regalo che Mozart fa al repertorio italiano”: ‘Le nozze di Figaro’ è protagonista del concerto del 31 luglio al Teatro Alighieri di Ravenna, quando Riccardo Muti dirigerà la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il cast di cantanti in una selezione di brani del titolo mozartiano.
A questo caposaldo della letteratura musicale è stato dedicato l’intenso percorso di studio, aperto al pubblico e ai giovani direttori e maestri collaboratori selezionati, della quinta edizione dell’Italian Opera Academy. Il concerto, proposto anche al Teatro Galli di Rimini il 3 agosto alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, vuole testimoniare – dice Muti – “quanto Mozart non solo parlasse e conoscesse l’italiano, ma avesse capito fino in fondo l’incedere tipico della nostra pronuncia, la melodia e il ritmo delle parole, il filo espressivo che attraversa le frasi”.
Il 2 agosto all’Alighieri saranno invece i giovani direttori ad alternarsi sul podio per il secondo dei concerti finali.

Paoli e Bubola a Festa nazionale UnitàA Ravenna dal 23/8 al 9/9. Anche Rancore e omaggio a Daolio

RAVENNA30 luglio 201912:39

– Da Gino Paoli ai Dik Dik, da Paola Turci a Paolo Cevoli, poi Bandabardò, Rancore, un omaggio ad Augusto Daolio: sono tra gli appuntamenti in cartellone dal 23 agosto al 9 settembre alla Festa nazionale dell’Unità a Ravenna, nell’area del PalaDeAndrè.
Ad aprire la rassegna sarà la cantautrice Paola Turci (23), poi sarà di scena la comicità di Cevoli (24). Il 26 parata di concerti ‘Canta Indie’, con Piotta e band emergenti del territorio, il 27 Massimo Bubola, storico collaboratore di Fabrizio De Andrè, il 28 omaggio al leader e fondatore dei Nomadi. Poi due protagonisti rap: Rancore, anche sul palco di Sanremo con Daniele Silvestri (29), e Murumbutu (30). Quindi la live band rock e folk Bandabardò (31), gli storici Dik Dik (1/9), i Ragazzi di strada con Ricky Portera, ex chitarrista di Lucio Dalla e Stadio (2).
Il 4 settembre ‘Paoli canta Paoli’, il 6 l’Orchestra dei Braccianti, il 7 la tribute band Effetto Vasco e l’8 il cabarettista Maurizio Lastrico. Chiusura con i ‘Clarini sotto le stelle’.

Pinocchio, ecco Federico IelapiPrima foto protagonista. Regista, “onorato lavoro Mark Coulier”

30 luglio 201913:01

Dopo la prima foto di Roberto Benigni nei panni di Geppetto, e la diffusione del teaser trailer ecco diffusa la prima immagine di Federico Ielapi nel ruolo di Pinocchio.
Spiega il regista e produttore Matteo Garrone: “Sono molto felice di aver avuto modo di collaborare con un grande artista come Mark Coulier, già impegnato nella realizzazione dei personaggi di Harry Potter e vincitore di due premi Oscar per Grand Budapest Hotel e The Iron Lady. Sapevamo di non voler ricorrere a tecniche digitali nella creazione dei personaggi di Pinocchio, e per questo motivo ci siamo affidati a Mark, che grazie allo special make-up è riuscito a restituire la magia e insieme il realismo delle creature immaginate da Collodi, sorprendendoci e trasportandoci in un’atmosfera fiabesca.
Speriamo che quello stesso stupore arrivi al pubblico, e soprattutto agli spettatori più piccoli”. Coproduzione Italia/Francia, prodotta da Archimede con Rai Cinema e Le Pacte, Pinocchio uscirà nelle sale italiane a Natale da 01 Distribution.

Il Papa, “il sesso con prostitute vizio schifoso, atto criminale”Nella prefazione a un libro con netta condanna all’ipotesi di legalizzazione

CITTA’ DEL VATICANO30 luglio 201913:41

CITTA’ DEL VATICANO – “Serve una presa di coscienza a livello individuale e collettivo, anche come Chiesa, per aiutare veramente queste nostre sfortunate sorelle e per impedire che l’iniquità del mondo ricada sulle più fragili e indifese creature. Qualsiasi forma di prostituzione è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l’amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna inerme”. Non lascia spazio all’interpretazione la durissima presa di posizione di papa Francesco sul racket della prostituzione contenuta nella prefazione dello stesso Pontefice al nuovo libro di don Aldo Buonaiuto “Donne crocifisse. La vergogna della tratta raccontata dalla strada”, che l’Editore Rubbettino ha appena lanciato in libreria.”È una ferita alla coscienza collettiva, una deviazione all’immaginario corrente. È patologica la mentalità per cui una donna vada sfruttata come se fosse una merce da usare e poi gettare. È una malattia dell’umanità, un modo sbagliato di pensare della società. Liberare queste povere schiave è un gesto di misericordia e un dovere per tutti gli uomini di buona volontà. Il loro grido di dolore non può lasciare indifferenti né i singoli individui né le istituzioni”, rincara il Papa.Il Pontefice, elogiando nel suo scritto il lavoro di don Aldo, inscritto nel solco fecondo di don Oreste Benzi, si sofferma sulle cause di quella che egli stesso definisce “malattia dell’umanità” e che sono da ricercare, per Francesco, in una mentalità patologica che vede le donne unicamente come merce di scambio, oggetto di compravendita. La posizione è fortemente sostenuta dall’autore del libro, don Aldo, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, che compie una disamina approfondita di questa enorme piaga, legata inestricabilmente all’altro grande dramma dei nostri giorni: l’immigrazione.Il libro racconta le storie di tante “donne crocifisse” che la Comunità Papa Giovanni ha raccolto dalla strada, ridonando loro libertà e dignità. Storie terribili, testimonianze di una crudeltà impensabile da parte di uomini che si accaniscono con ferocia su altri esseri umani, storie che hanno commosso lo stesso papa Francesco e il presidente Sergio Mattarella.Ma il libro non è fatto solo di testimonianze, bensì anche di analisi e denunce. È un’indagine intorno alle molteplici vie del sesso a pagamento, dall’online al marciapiede, vie che quasi mai incrociano chi fa l’amore per scelta o per noia, come la ‘Bocca di Rosa’ cantata da De André, ma sono quasi sempre gremite dai frutti dello sfruttamento e dell’oppressione. Buonaiuto non teme di affrontare la questione anche dal punto di vista politico, bocciando la “riprovevole” proposta di quei parlamentari e consiglieri che propongono di aprire un albo delle prostitute rendendo la prostituzione un “lavoro” come tutti gli altri.”È semplicemente disdicevole, oltreché affatto risolutivo – afferma l’autore – ipotizzare che un Paese come l’Italia pensi di risolvere il problema del mercato delle schiave del sesso trasferendole in ambienti legalizzati e trasformando lo Stato nel grande ‘protettore’ ovvero nel pappone ufficiale di queste figlie. Sì, perché di questo si tratta e desidero ribadirlo perché si sveglino le coscienze: donne che hanno la stessa età delle nostre figlie e nipoti e che in tal modo sarebbero libere di scegliere il lavoro di prostituta”. “Ma quale genitore vorrebbe mai vedere una figlia o un figlio prostituirsi, vendersi per tante volte al giorno, rilasciando un regolare scontrino per la prestazione sessuale fornita? – aggiunge – Il governo che sostiene chi fa diventare le donne prostitute rivela la decadenza profonda del diritto e della giustizia prestando il fianco a una nuova forma di barbarie senza precedenti”.

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Bastianich approda a Italia’s Got Talent
Lo chef prende il posto dopo quattro stagioni di Claudio Bisio

30 luglio 201914:18

– Joe Bastianich è il volto nuovo della prossima edizione di Italia’s Got Talent, prossimamente su TV8.
Lo chef prende il posto che nelle ultime quattro edizioni era stato di Claudio Bisio. Al suo fianco, confermati, Federica Pellegrini, Mara Maionchi e Frank Matano. Alla conduzione del talent show, per il quarto anno consecutivo, torna Lodovica Comello.
Joe Bastianich, imprenditore e ristoratore di fama internazionale, già giurato di MasterChef Italia e noto al pubblico televisivo anche per trasmissioni come Top Gear Italia e On the Road, impreziosisce il programma con la sua esuberanza e il suo fiuto per i talenti. “Sono molto contento di entrare a far parte della famiglia di Italia’s Got Talent. Sarà una nuova sfida piena di sorprese e… buzzer. – ha dichiarato – Sono certo che ne vedremo delle belle”.
La new entry Bastianich affiancherà Federica Pellegrini, fresca vincitrice in Corea del Sud della sua quarta medaglia d’oro nei 200 stile libero ai Mondiali di nuoto, Mara Maionchi, icona dell’industria discografica giudice anche di X Factor, e Frank Matano, il veterano del gruppo al suo quinto anno dietro al bancone.
La nuova edizione prenderà il via dal Teatro Carlo Gesualdo di Avellino il 6, 7, 8 settembre. Le audizioni proseguiranno poi al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 16, 17 e 18 settembre per concludersi, infine, al Teatro Comunale di Vicenza il 30 settembre e l’1 e 2 ottobre. Come nelle passate edizioni, il palco sarà territorio di conquista per maghi, ballerini, contorsionisti, funamboli, comici e cantanti.
Italia’s Got Talent ringrazia Claudio Bisio, protagonista di quattro edizioni. L’attore resta comunque in famiglia ed è, attualmente, impegnato nelle riprese della nuova commedia Sky “Cops – Una banda di poliziotti”.

Capolavori Orazio Gentileschi a Fabriano’La luce e i silenzi’ in Pinacoteca dal primo agosto

FABRIANO (ANCONA)30 luglio 201914:22

– “La luce e i silenzi.
Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento” è il titolo della mostra che sarà inaugurata a Fabriano (Ancona) il primo agosto alle 18.30 nei locali della Pinacoteca civica.
La mostra vuole raccontare l’attività marchigiana di Gentileschi con importanti scoperte, confronti, anche inediti, e un ulteriore approfondimento del rapporto dell’artista con Caravaggio e l’influenza che questo suo caravaggismo ebbe nella regione Marche. L’esposizione non coinvolgerà solo la Pinacoteca Civica, ma anche due evidenze storico-artistiche molto importanti della città, il Duomo di San Venanzio e la Chiesa di San Benedetto che conservano capolavori del Gentileschi.
Inoltre per l’occasione saranno esposti i maggiori rappresentanti del caravaggismo nelle Marche: Giovan Francesco Guerrieri, Giovanni Baglione, Alessandro Turchi, Valentin de Boulogne, Bartolomeo Manfredi, Giovanni Serodine, Carlo Bononi.
Giovedì alle 12 preview della mostra alla presenza dell’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Marche Moreno Pieroni, del sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli, dell’assessore fabrianese alla Cultura Ilaria Venanzoni e dei due curatori Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori. Dal pomeriggio, l’apertura al pubblico della mostra che rimarrà a Fabriano fino al prossimo 8 dicembre.

Marchioni, da Cechov ai Soliti IgnotiNei panni di Peppe er Pantera, debutta a dicembre cult Monicelli

30 luglio 201914:42

– “Dopo quattro anni di Cechov, prendo una boccata di ossigeno con una sana commedia”. A raccontarlo è Vinicio Marchioni che per il ritorno a teatro nella prossima stagione ha scelto di dirigere e interpretare un vero e proprio cult come I soliti ignoti, caposaldo della commedia all’italiana, che nel 1958 mise insieme Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Claudia Cardinale (ancora giovanissima e sconosciuta) con Tiberio Murgia e Memmo Carotenuto e Mario Monicelli dietro la macchina da presa.
Debutto, il 18 dicembre all’Ambra Jovinelli di Roma e poi in tournée, Marchioni vestirà i panni di Peppe er Pantera con anche Augusto Fornari, Vito Facciolla e Antonio Grosso. “Finalmente porto in scena la mia balbuzie e ci scherzo su”, confessa l’attore, che sarà anche nel film L’uomo del labirinto di Donato Carrisi con Dustin Hoffman e Toni Servillo. Quasi finito Il terremoto di Vanja, suo documentario che porta Cechov nei luoghi d’Italia colpiti dal sisma.

Scuola: Cassazione, no in mensa a panino portato da casa

30 luglio 201913:29

– Il caso si riferisce a un contenzioso tra il Comune di Torino e Miur e un nutrito gruppo di genitori.
In primo grado, il tribunale aveva dato ragione all’amministrazione, ma la Corte d’Appello di Torino ha rovesciato il verdetto, affermando che i genitori possono scegliere il tipo di pasto, ma non dettare “le modalità pratiche” e organizzative, dove cioè consumarlo, anche perché ci sono da valutare degli aspetti igienico/sanitari da valutare. “L’istituzione scolastica – sottolineano le Sezioni Unite della Cassazione, dando ragione a Comune e Ministero sulla libertà delle scuole di organizzare il servizio mensa – non è un luogo dove si esercitano liberamente i diritti individuali degli alunni né il rapporto con l’utenza è connotato in termini meramente negoziali, ma piuttosto è un luogo dove lo sviluppo della personalità dei singoli alunni e la valorizzazione delle diversità individuali devono realizzarsi nei limiti di compatibilità con gli interessi degli altri alunni e della comunità”, con “regole di comportamento” e “doveri cui gli alunni sono tenuti”, con “reciproco rispetto, condivisione e tolleranza”. Peraltro, spiegano i giudici, “i genitori sono tenuti anch’essi, nei confronti dei genitori degli alunni portatori di interessi contrapposti, all’adempimento dei doveri di solidarietà sociale, oltre che economica”. E la questione posta “non è comparabile”, come sostenuto dai genitori, con la scelta di non avvalersi dell’insegnamento di religione.
In conclusione la Suprema Corte, formula un principio di diritto, secondo cui “un diritto soggettivo e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile” e i genitori degli alunni non possono rivolgersi al giudice per “influire sulle scelte riguardanti le modalità di gestione del servizio mensa, rimesse all’autonomia organizzativa” delle scuole.

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Madonna della Gatta torna Palazzo Pitti
Dopo dieci anni in deposito, ora in mostra in Galleria Palatina

FIRENZE24 luglio 2019 17:57

– Dopo un decennio passato in deposito, torna esposta a Palazzo Pitti di Firenze la Madonna della Gatta, capolavoro dell’artista urbinate del ‘500 Federico Barocci. Il grande olio su tela, spiega una nota, è da oggi la protagonista della sala di Berenice, nella Galleria Palatina, insieme ad altre opere di Barocci riallestite in questo spazio per l’occasione. La tela giunse a Firenze nel 1631, insieme ai beni dell’eredità di Vittoria della Rovere, per effetto del matrimonio con Ferdinando II de’ Medici, e fu originariamente collocata nel suo appartamento d’inverno, al primo piano di Palazzo Pitti, dove oggi viene nuovamente esposta. “Quella che il pittore ha immaginato per questo dipinto, eseguito intorno al 1598, è una delle più delicate e teatrali interpretazioni della maternità – spiega Anna Bisceglia, curatrice della pittura del cinquecento degli Uffizi – Giuseppe solleva la tenda e introduce subito lo spettatore tra le mura domestiche, dove la Vergine sta cullando il suo bambino”. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, spiega che “il grande ritorno della Madonna della Gatta fa parte della strategia di valorizzare di più Palazzo Pitti, facendoci tornare dei capolavori che in passato vi erano esposto, ma successivamente furono trasportati in altri musei e talvolta finirono nei depositi. Il nuovo allestimento nella sala di Berenice rende evidente l’importanza dello stile di Federico Barocci per la pittura seicentesca”.

Torna Celebrity Fight Night di BocelliDue concerti a Lajatico poi cena con asta beneficenza al Forte

FIRENZE24 luglio 201918:35

– Nuovo appuntamento in Toscana per la Celebrity Fight Night, la manifestazione benefica che Andrea Bocelli ha voluto portare in Italia che quest’anno sarà a luglio. Beneficiari ancora una volta la Andrea Bocelli Foundation e il Muhammad Ali Parkinson Center. La Celebrity Fight Night 2019 si articola in tre serate: le prime due, gemelle, 25 e 27 luglio a Lajatico (Pisa) al Teatro del Silenzio dove il tenore darà vita a un inedito spettacolo, ‘Ali di Libertà’, dedicato al genio di Leonardo e alla metafora del volo, preceduto da una speciale cena. Tra gli ospiti Matthew McConaughey, Dua Lipa, Mika e poi ancora Elisabetta Canalis, Tony Renis, Luca Tomassini, Massimiliano Finazzer Flory, Giovanni Caccamo. Il 28 luglio la maratona benefica al Forte dei Marmi, nella sua residenza, con una cena di gala e l’asta benefica con lotti selezionati grazie anche ai tanti sponsor: annunciati tra gli altri, Matt Dillon, Carol Alt, Jo Champa, Katherine Kelly Lang, Juanes, Salvatore Esposito, Catrinel Marlon.

Dalla Siria a Roma pianista Aeham AhmadArtista in fuga dalla guerra racconta dramma del suo paese

24 luglio 201918:47

– Arriva a Roma, unica data italiana, la musica piena di speranza di Aeham Ahmad, pianista siriano in fuga dalla guerra. Il concerto a “Notti di Musica al Castello”, giovedì 25 luglio a Castel Sant’Angelo è Music For Hope in un mix che fonde la musica classica con il canto arabo. La storia di Ahmad è densa di avvenimenti. Lavora nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Porta il suo pianoforte in strada con un carretto e canta per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad diventa il pianista di Yarmuk, campo profughi palestinesi alle porte di Damasco. I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie fanno il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia. Ma il giorno del suo compleanno arrivano i miliziani dell’Isis e bruciano il suo pianoforte, in quanto “haram”. A quel punto Aeham decide che è giunta l’ora di partire e percorre le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino.

Concerti nei borghi d’Appennino’L’importanza di essere piccoli’, con Massimo Volume e Baraldi

BOLOGNA24 luglio 201918:47

– Torna, dall’1 al 4 agosto, ‘L’importanza di essere piccoli’, il festival di concerti, letture, passeggiate e laboratori, organizzata dall’associazione Sassiscritti, in piccoli paesi dell’Appennino tosco-emiliano.
Giovedì 1 agosto l’avvio è nel primo pomeriggio nei pressi di Bargi con un cammino per sentieri ombrosi, per poi trasferirsi a Camugnano (Bologna) per il live di Angela Baraldi, seguito dai Massimo Volume. Venerdì 2 ci si sposta a Sasso, vicino a Lizzano in Belvedere, dalle 18.30 con Gigi Giancursi (ex Perturbazione), dalle 21 spazio alla poesie e i racconti di Chiara Carminati, insieme all’arpista e cantautrice Cecilia. Sabato 3 si varca il confine e al Mulino di Chicon, nella Pavana di Guccini, saranno di scena Laura Pugno e Daniele Celona. Ultima giornata domenica 4 a Castiglione de Pepoli, con la poetessa Antonella Anedda e il cantautore Antonio Di Martino, che presenterà il disco ‘Afrodite’ in versione Acustica.

Tre giorni dedicati a Primo LeviIniziativa Tessere dal 26 al 28 luglio in rifugio nel Fiorentino

FIRENZE24 luglio 201918:54

– Una tre giorni dedicata a Primo Levi per il centesimo anniversario della sua nascita che cade il 31 luglio. E’ l’iniziativa ‘Questo è un uomo. ‘Il peggio che ci possa capitare è di assaggiare la carne dell’orso”, organizzata dall’associazione, casa editrice e rivista culturale Tessere dal 26 al 28 luglio nel Rifugio Gualdo sul monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino (Firenze). In programma spettacoli teatrali, letture e musica dedicati al grande scrittore torinese. La tre giorni ha il contributo della Regione Toscana, il patrocinio della Comunità ebraica di Firenze e del Comune di Sesto Fiorentino, ed è promossa d’intesa con il Gruppo Gualdo e l’associazione corale Sesto in Canto.
Sul palcoscenico saliranno gli attori Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni del gruppo teatrale Archivio Zeta, Francesca Mazza, Alessandro Congeddu, Pippo Mazza e Lorenzo Degl’Innocenti. Quest’ultimo, oltre a ripercorrere il racconto ‘Ferro’ pubblicato ne ‘Il sistema periodico’ – da cui è tratta la frase che dà il titolo all’iniziativa – leggerà, alla presenza dell’autore, un’inedita lettera dello scrittore Marco Vichi alla famiglia Levi. Il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei terrà invece un’insolita lezione sulle relazioni tra letteratura e chimica. In programma anche interventi musicali con Lorenzo Mascilli Migliorini al pianoforte, Stefano Aiolli al violoncello, Emanuele Braca al contrabbasso, Sebastian Scimé all’oboe e Leopoldo Giachetti alla chitarra. Chiuderà l’iniziativa il coro della Comunità ebraica di Firenze che eseguirà un repertorio di musiche tradizionali.

Croce a tre donne, lettera di MattarellaCantarella, Ottieri, Levi. Sabato 27 premiazione a Pescasseroli

24 luglio 201919:24

– Congratulazioni dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle tre vincitrici del Premio Croce che saranno premiate sabato 27 Luglio a Pescasseroli (AQ), in una lettera inviata al sindaco. Quest’anno il Premio giunge alla XIV edizione e nel pomeriggio di venerdì 26 luglio si terrà un convegno dedicato al trentennale della caduta del Muro di Berlino. Vince il premio per la saggistica Eva Cantarella, con il libro “Gli amori degli altri”, editore “La Nave di Teseo” – Trenta storie d’amore per conoscere meglio i greci e i romani.
Per la letteratura giornalistica vince Maria Pace Ottieri, con il libro “Il Vesuvio Universale” Edizione Einaudi. Per la narrativa vince il premio Lia Levi, con il romanzo “Questa sera è già domani”, edizioni E/O. Il Premio Croce è diventato ormai un appuntamento fisso a Pescasseroli, luogo di nascita di Benedetto Croce, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise quest’anno la manifestazione dedicata alla cultura si terrà nei giorni 25, 26 e 27 luglio 2019.

Leo-Timon e Fresi-Pumba, Re Leone trionfa a GiffoniIl sontuoso rifacimento grande classico del ’94 incanta i jurors

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201909:44

A Giffoni è il giorno della grande anteprima de Il Re Leone, il nuovo film Disney del regista Jon Favreau, in sala dal 21 agosto, rifacimento realistico ad altissima tecnologia che riporta sul grande schermo i protagonisti del classico Disney del 1994. A raccontarlo tra risate e parole che dimostrano una grandissima sintonia e anche un bel valore aggiunto della versione “tricolore” sono due dei doppiatori italiani, ovvero Edoardo Leo e Stefano Fresi che hanno incontrato i ragazzi e i bambini del 49/o Giffoni Film Fest. Se, infatti, Marco Mengoni è la voce di Simba ed Elisa della coraggiosa leoncina Nala, Leo è il suricato Timon e Fresi il vulcanico facocero Pumbaa. Con loro anche Luca Ward, Massimo Popolizio (che tra l’altro per i piccoli è anche la voce del potteriano Voldemort) e Toni Garrani.
Un film che all’unisono definiscono “dal punto di vista visivo incredibile”. “E’ fatto – spiega Leo – in un ambiente di grafica computerizzata dove c’era un operatore che si muoveva all’interno come nei film tradizionali. Hanno poi mandato anche troupe di 15 persone in Kenya a fare dei safari e gli animali sono stati ricreati con una veridicità impressionante”” “E’ il nostro primo doppiaggio ma ci siamo divertiti così tanto che vogliamo doppiare tutte le coppie possibili da Stanlio e Ollio in poi…” attacca Fresi, che oltre ad essere un attore, è anche un esperto di musica, compositore e sassofonista. E infatti spiega: “Da appassionato di tutti i film Disney, conoscevo anche Il Re Leone, anche se non ero piccolissimo quando è uscito. La partitura è pazzesca, le canzoni sono stupende. E essendo anche papà di un bambino piccolo cantare Hakuna Matata è stato davvero bellissimo. Certo cantarlo con Mengoni ed Elisa è un po’ come fare l’amore davanti a Rocco Siffredi ma…”. Fresi sottolinea anche come nella nuova versione la Disney abbia scelto di puntare anche sull’ambiente e sulla lotta al bullismo: “Proprio Pumba a un certo punto dice di non voler essere bullizzato per il suo peso. E’ un fenomeno che è sempre esistito ma adesso è molto aumentato anche a causa della diffusione del cyberbullismo. Va assolutamente combattuto”. Anche per Edoardo Leo, attore in tv, cinema e teatro e regista (ha anche diretto lo stesso Fresi), è la prima volta al doppiaggio. “Ho chiesto che mi mettessero in contemporanea la voce di Stefano, che aveva registrato prima di me – spiega – e così abbiamo creato la giusta alchimia. Ci conosciamo da 10 anni ma il tempo passato sul set, specie se a dirigere sei tu, è moltiplicato.
Arrivi a detestarti o a diventare amico per sempre”. Leo parla anche del primo doppiatore italiano di Timon: “Quando arrivi dopo un grande come Tonino Accolla, il confronto è schiacciante.
Ho dovuto pensare che questa era un’altra cosa e fare il meglio che potevo”. Molto profondo il pensiero dell’attore – che vedremo a novembre anche nella comedy noir “Gli uomini d’oro” di Vittorio Alfieri con Fabio De Luigi e poi con Stefano Accorsi ne La dea della fortuna (“ringrazio Ferzan Ozpetek che mi ha regalato uno dei più bei ruoli che abbia mai interpretato”) – sulla sua partecipazione a Giffoni: “Rapportarsi con i giovani ti mette in una condizione di responsabilità enorme. Io mi ricordo quando incontravo qualche attore o personaggio famoso da piccolo, erano una specie di faro”. Le risate continuano quando si parla delle proverbiali “puzzette” di Pumba: “Si dà un sacco di arie ma non sempre escono dal posto giusto2 scherza Fresi. Infine Leo si accorge del fatto che il pupazzo Disney del suricato Timon è molto più piccolo di quello Pumba. “Mi lamenterò con la Disney” dice Leo. “Ma che non lo sai – gli risponde Fresi, vantandosi del fatto di non essere magrissimo e scatenando le risate di tutti – ci hanno anche pagato a peso…”.

Rai: Piero Marrazzo sospeso dalla sede di Gerusalemme presunte irregolarità nella gestione dell’ufficio di corrispondenza

25 luglio 201911:47

Nuovi guai per l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo. Il giornalista Rai è stato sospeso – secondo quanto si apprende – dalla sede di Gerusalemme per presunte irregolarità nella gestione dell’ufficio di corrispondenza. Sarebbe stato inoltre licenziato il producer della stessa sede.

Palazzo Blu racconta il FuturismoDall’11 ottobre al 9 febbraio a Pisa esposte oltre 100 opere

PISA25 luglio 201913:50

– Il Futurismo protagonista a Palazzo Blu: dall’11 ottobre al 9 febbraio prossimi saranno in mostra i picchi più significativi del movimento artistico.
L’esposizione, intitolata ‘Futurismo’, organizzata da Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre e curata da Ada Masoero, attraverso più di cento opere tra dipinti, disegni e oggetti d’arte dei maestri del movimento, da Boccioni a Carrà, da Balla a Severini, da Depero Benedetta Cappa Marinetti tra gli altri, oggetti d’arte, “si propone di provare – spiegano i promotori – come i più grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle riflessioni teoriche enunciate nei manifesti, traducendole in immagini dirompenti, innovative e straordinariamente felici sul piano artistico”. L’esposizione è scandita in sezioni intitolate ognuna a un manifesto del movimento, per attraversare poi trent’anni di arte futurista, muovendo dal 1910.
La mostra, prosegue il museo pisano, è stata resa possibile “dalla qualità e quantità dei prestatori, ben 29, tra i quali la Gam di Roma, Museo del Novecento, Galleria d’arte moderna e Castello Sforzesco di Milano, Mart di Rovereto, Museo Caproni di Trento.

Per autunno LaF (sky) offerta ampia da serie anteprima a culturada attese Victoria 3 e Guerra de Mondi a Stockholm Requiem

25 luglio 201919:26

Dalle prime TV assolute delle attesissime Victoria 3 e La guerra dei mondi targata BBC, all’inedita serie crime Stockholm Requiem; ma anche produzioni originali e documentari italiani come Prof – La scuola siamo noi con Marco Balzano. La ricerca di un’offerta inedita di intrattenimento culturale, insieme alle più attese serie internazionali ispirate alla grande letteratura classica e contemporanea, guida la ricca proposta autunnale di LaF, la pay TV di Feltrinelli – Sky 135, Sky on Demand e Sky Go.
Tra le produzioni originali italiane da segnalare dalla fine dell’anno, “Fuoco Sacro – Il talento e la vita”: le vite di 4 grandi autori del Novecento italiano – Alda Merini, Luciano Bianciardi, Cesare Pavese ed Elsa Morante – interpretati dagli attori Federica Fracassi, Paolo Sassanelli, Pietro De Silva e Sonia Bergamasco con la narrazione dallo scrittore Paolo Di Paolo.
LE SERIE IN PRIMA TV ASSOLUTA. Dopo il successo delle prime 2 stagioni, a settembre arriva “Victoria 3”, il costume drama che racconta la storia pubblica della leggendaria Regina inglese, ma anche e soprattutto la sorprendente e inedita vita privata emersa grazie all’accurato studio dei diari originali realizzato dalla sceneggiatrice Daisy Goodwin. Nella nuova stagione, che vede nel cast conferme come gli amati protagonisti Jenna Coleman e Tom Hughes e nuovi ingressi come Kate Fleetwood, Laurence Fox e Lily Travers, la Regina e il suo amato Albert sono alle prese con le rivoluzioni che stanno scuotendo le monarchie europee e con l’esposizione universale del 1851, mentre la loro famiglia si allargherà fino ad accogliere il loro settimo figlio.
A ottobre prende il via “La guerra dei mondi”, il nuovo adattamento in 2 puntate del classico della fantascienza di Herbert George Wells firmato Bbc, già venduto in oltre 169 Paesi. La prima storia in letteratura a raccontare un’invasione aliena rivive ora sugli schermi con un mix di fantascienza, costume drama e horror fedele allo scenario europeo originale e ambientato in epoca edoardiana con Rafe Spall, Eleanor Tomlinson, Robert Carlyle e Rupert Graves. Per il ciclo Bestseller in Tv, a novembre arriva “Stockholm Requiem”, basata sulla trilogia bestseller di Kristina Ohlsson. Protagonista la criminologa Fredrika Bergman, che dovrà faticare per risolvere il mistero di alcuni bambini scomparsi: 5 casi da 90 minuti, ognuno conclusivo ma con un’indagine più grande che li coinvolge tutti. La serie, prodotta da Piodor Gustafsson, già all’opera con i film Border – Creature di confine e L’Uomo Di Neve (tratto da Jo Nesb›), è interpretata da Liv Mjönes (Modus), Jonas Karlsson (L’Uomo Di Neve) e Alexej Manvelov (Chernobyl).
Produzioni originali e i documentari italiani: A settembre, in concomitanza con il “back-to-school”, arriva “PROF – La scuola siamo noi” con lo scrittore e insegnante Marco Balzano (vincitore del Premio Campiello 2015 con “L’ultimo arrivato”): un nuovo viaggio in Italia per scoprire i più innovativi insegnanti della scuola pubblica (scuole materne, elementari e superiori), capaci di ideare e applicare modelli di educazione e di formazione nuovi, che possano ispirare le future generazioni e la scuola di domani.
A ottobre la seconda stagione di “Voglio vivere in Italia”: con i travellers Simone & Anna che a bordo del loro camper rosso continuano a riscoprire la provincia italiana attraverso il punto di vista originale e inedito degli stranieri che hanno scelto di viverci e realizzare in questi territori i loro sogni.
Da novembre invece “Fuori la voce”: un microfono aperto: lo scrittore Stefano Massini e le voci di 24 ospiti, 2 a puntata.
Un incontro di visioni, opinioni e storie, per riscoprire il valore dell’ascolto anche in Tv. Tra i protagonisti, Lella Costa e Massimo Temporelli, Daniele Silvestri e Chiara Della Libera, Beppe Severgnini e Federica Angeli.
– Il racconto del nostro Paese attraverso il cinema delle realtà: a settembre “Alla salute!” di Brunella Filì la storia di Nick, food performer pugliese,nonostante la battaglia contro il cancro trova una sua personale ricetta per la felicità; nello stesso mese “Freud 2.0”, di Claudio Poli e Matteo Moneta, un documentario-evento dedicato al fondatore della Psicanalisi e alla sua eredità contemporanea a 80 anni dalla morte, narrato dalla pronipote Esther Freud, con interviste e contributi, tra gli altri, di Massimo Recalcati, Michela Marzano, Marco Bellocchio, Massimo Cacciari ed i premi Nobel Eric Kandel e Denis Mukwege; a novembre arriva “Le avventure del lupo – Storia quasi vera di Stefano Benni” in cui lo scrittore si svela: accompagnato da artisti e amici come Alessandro Baricco, Daniel Pennac e Angela Finocchiaro; a fine anno infine arriva “La scomparsa di mia madre – Story of B.” di Beniamino Barrese, dedicato a Benedetta Barzini, top model musa di Andy Wharol e Salvador Dalì. Culture dal mondo: arriva in esclusiva l’inedito “The Wonder List” con Bill Weir (CNN), un racconto che sostiene, e divulga l’idea di un pianeta sostenibile e condiviso da salvare.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Borghi: non sarò Totti, farò Suburra 3
L’attore, “Ora c’è l’obiettivo più difficile: un po’ di vacanza”

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201915:14

– “Il mio prossimo progetto? Il più difficile. Andarmene un po’ in vacanza”. A dirlo è Alessandro Borghi che è al 49/o Giffoni Film Fest e racconta come gli ultimi tempi siano stati densi di lavoro e progetti. “Dopo soli 8 giorni dalla fine delle riprese di Sulla mia pelle – racconta – ho cominciato Il primo re. Per fortuna nelle prime scene avevo la pelliccia perché per interpretare Stefano Cucchi ero dovuto dimagrire 21 chili…”.
Ma nel futuro di Borghi non c’è senza dubbio un progetto riguardante Totti: “Se girano voci a proposito, non c’è nulla di meno vero. Io non ho mai pensato di interpretare Francesco Totti e tanto meno credo che Totti abbia mai pensato di farlo interpretare a me, né penso che nessuno stia facendo una serie su Totti. C’è qualcosa ma è più un documentario”. “Quel che è certo – dice – è la terza stagione di Suburra che però comincerò tra un po’ e ‘tra un bel po’ tanto di tempo’ anche la seconda stagione di Diavoli”.

Borghi, giovani hanno problema FacebookL’attore, “Per non parlare del clima, oggi a Londra 39 gradi…”

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201915:17

– “I giovani di oggi hanno un problema enorme, che si chiama Facebook. E’ il problema più grave della nostra generazione. Dovrebbe implodere in se stesso perché ha sviluppato delle cose brutte degli esseri umani”. A dirlo è Alessandro Borghi che è al 49/o Giffoni Film Fest. “Fb è concepito in modo tale che se tu dici una cosa, dopo tre mesi si sta ancora a discutere sulla stessa cosa. Ha completamente eliminato – spiega l’attore – quella cosa bellissima che era il contatto con le persone. Se prima tu volevi dire a qualcuno che era un cretino, dovevi averci il coraggio per andarglielo a dire. Invece adesso da dietro la tastierina sono capaci tutti, sono diventati tutti supereroi.
Questo mi spaventa molto. E’ una cosa che si è insinuata nelle nostre vite”. Continuando a parlare dei giovani Borghi ammette: “Avranno molto più problemi di noi. A partire dal fatto che oggi a Londra ci sono 39 gradi e abbiamo un leggero problema di surriscaldamento globale”.

Cavallero, a editoria serve sperimentareAd Sem, settore refrattario ma ci vuole innovazione

25 luglio 201915:29

– “L’editoria libraria è il settore più refrattario all’innovazione, ma invece è importante fare degli esperimenti e anche questo è un contributo per innovare un mercato che sembra sempre più arroccato a difesa di un mondo che non può più essere”. Lo ha detto Riccardo Cavallero, uno dei fondatori e Ceo di Sem, casa editrice nata a Milano nel 2017, presentando il nuovo esperimento narrativo con Federico Moccia che aprirà il suo prossimo libro al contributo dei lettori e di scrittori aspiranti e non.
“Certo non è semplice trovare scrittori disponibili ad aprirsi al contributo esterno ma noi vorremmo andare avanti, cominciamo con Federico e poi vediamo cosa riusciamo a fare – ha aggiunto – Noi siamo abbastanza contenti dei nostri risultati, combattiamo in questo mercato, pensiamo sia inutile lamentarsi, ci piace raccontare storie e soprattutto tentare progetti nuovi”.

Federico Moccia, cerco chi scriva storia con meCon Sem bando per 8 ‘contributori’ a romanzo

26 luglio 201911:01

E’ una storia d’amore tra due ragazzi, ma è anche un inedito esperimento narrativo. Federico Moccia, 56 anni, scrittore di bestseller come ‘Tre metri sopra il cielo’ e ‘Scusa ma ti chiamo amore’ amatissimi dai lettori più giovani, per il suo prossimo romanzo ha deciso di cercare coautori per aiutarlo a completare il racconto. Un progetto lanciato insieme a Sem, la casa editrice di Milano nata nel 2017, dove è stato presentato oggi, aperta a sperimentazioni pionieristiche come le ha definite il ceo e fondatore Riccardo Cavallero.
“L’editoria libraria – ha spiegato Cavallero – è il settore più refrattario all’innovazione, invece è importante fare degli esperimenti per innovare un mercato che sembra sempre più arroccato a difesa di un mondo che non può più essere”. Il romanzo di Moccia uscirà a gennaio e si intitola ‘La ragazza di Roma Nord’. Il protagonista è un giovane che parte da Napoli per fare una sorpresa alla sua fidanzata a Verona e scopre invece che lei lo tradisce. In quel momento di tristezza si accorge che l’unica cosa che vorrebbe è rivedere una passeggera incontrata sul treno nel viaggio di andata, salita a Roma e scesa a Firenze. Di lei (‘una bellezza, irrequieta, distratta, serena’, la descrive Moccia) non sa nulla tranne questi pochi elementi. Così decide di sistemarsi nella stazione del capoluogo toscano con un cartello sperando di vederla ripassare. Una presenza che diventa virale sui social (‘la parte mediatica è molto interessante’ ammette lo scrittore’) e nella sua attesa sarà avvicinato da diversi personaggi che gli racconteranno una storia, un pezzo della loro vita. Proprio queste sono le storie, in tutto 8, che Moccia ha deciso di lasciar scrivere ad altrettanti aspiranti scrittori e non, selezionati da una squadra editoriale capitana da lui, tra quelli che parteciperanno al bando pubblicato sul sito http://www.semlibri.com/cantieredellestorie,​da oggi 25 luglio al 31 ottobre. L’unico limite sono le 6000 battute, non ce ne sono altri, né anagrafici, né di contenuto. I vincitori saranno annunciati il 16 novembre.
“Questo è un romanzo a tutti gli effetti, con il il suo arco narrativo, totalmente disegnato da Federico, quasi interamente scritto da lui, a parte questi 8 contributi – ha detto il direttore editoriale Antonio Riccardi -. E’ un esperimento connaturato allo spirito di Federico che già da molto tempo gira attorno all’idea di un coinvolgimento del suo enorme lettorato direttamente in fase creativa”. Una comunità di lettori, ha aggiunto Riccardi, che già aveva dimostrato il suo enorme potenziale con la storia dei lucchetti da attaccare a ponti e altre strutture in segno di amore eterno, una moda nata sulla scia del successo di ‘Tre metri sopra il cielo’. “Questo progetto è anche un modo per ringraziare il pubblico che ha decretato il mio successo – ha spiegato Moccia – Quando scrissi quel primo romanzo nessuno volle pubblicarlo a parte una piccola casa editrice e il libro cominciò a girare attraverso le fotocopie”. “E oltre al successo del libro quello che mi colpì – ha concluso – fu la sensazione e la scoperta dei giovani che leggevano, tanti in seguito mi hanno detto ‘tu sei stato il primo che mi ha portato a leggere'”

Jazz torna a risuonare in Terre SismaDal 24 agosto al 1 settembre in Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo

25 luglio 201915:51

– La rinascita dei territori martoriati dal terremoto non passa solo dalla ricostruzione materiale, ma anche da quella culturale. E con questa convinzione torna Il Jazz italiano per le terre del sisma, la manifestazione voluta e diretta da Paolo Fresu, che da 5 anni porta arte e speranza nei territori colpiti dal terremoto negli ultimi 10 anni. Dal 24 agosto al 1 settembre Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo risuoneranno delle note jazz di centinaia di artisti da tutta Italia.
Novità di quest’anno la declinazione al femminile del programma concertistico dell’Aquila il 31 agosto e il 1 settembre, con protagoniste tra le altre Ornella Vanoni e Nicky Nicolai, e l’ampliamento dell’offerta con una settimana di concerti e camminate, alla scoperta dell’entroterra delle Regioni del Centro Italia. In programma anche la Partita del Cuore tra la Nazionale Jazzisti e la Nazionale terremotati e la mostra fotografica “i fotografi italiani per le terre del Sisma”.

Larson, IGIST apre Capalbio LibriScrittore a Capalbio con romanzo di formazione collegato ad app

25 luglio 201916:33

– “Ho voluto essere fonte di ispirazione per le mie figlie, creando un’eroina in grado di infondere loro fiducia in se stesse”: è per amore e per un’incrollabile visione positiva del mondo che Luke S. Larson ha creato “IGIST”, un romanzo di formazione rivolto al pubblico dei ragazzi che apre il festival di Capalbio Libri (26 luglio – 4 agosto). Ambientato in un futuro non troppo lontano, IGIST (che Larson ha pubblicato creando una omonima piattaforma editoriale) narra la storia di Emi, protagonista che fa di tutto per essere ammessa alla prestigiosa accademia scientifica Intergalactic Institute of Science and Technology (IGIST). Ma IGIST è più di un libro, è un’esperienza immersiva: collegato a una app (inventata da Larson e scaricabile gratuitamente) che consente al lettore di diventare un ologramma, farsi i selfie con i personaggi e intervenire sulla trama, è infatti uno strumento con cui “rivoluzionare l’esperienza di lettura tradizionale”, afferma oggi a Roma.

Acquistato caffè Giubbe Rosse a FirenzeCgil: comprato da Gruppo Scudieri, si riaccende una luce

FIRENZE25 luglio 201916:37

– Alla quarta asta è stato acquistato lo storico caffè letterario fiorentino Giubbe Rosse, nella centralissima piazza della Repubblica a Firenze, luogo di incontro, nel corso del ‘900, di poeti, artisti e intellettuali tra i quali Marinetti e i futuristi, e poi Montale, Quasimodo, Saba, Gadda e Vittorini. Lo rende noto la Filcams Cgil Firenze spiegando che “finalmente l’omissione di soccorso, che avevamo denunciato alla stampa per la mancata partecipazione alle precedenti aste, è terminata: un importante marchio fiorentino del gruppo Scudieri acquista, alla quarta asta il Caffè Giubbe Rosse”.

Aiano, scoperto ‘quartiere’ villa romanaA San Gimignano, trovate 3 grandi stanze risalenti IV-V sec.d.C.

SAN GIMIGNANO (SIENA)25 luglio 201916:38

– Tornato alla luce, nel sito archeologico di Aiano a San Gimignano (Siena), un ‘quartiere’ della villa romana risalente al IV-V secolo d.C., composto da 3 ampie stanze per un totale di circa 80 metri quadrati. La scoperta è avvenuta giorni fa durante la 13esima campagna di scavi. “La ricerca archeologica – commenta Marco Cavalieri, ordinario di archeologia romana e antichità italiche dell’Università belga di Louvain e direttore scientifico degli scavi -.ha così confermato quanto già ipotizzato sulla grande estensione della villa, circa 10mila metri quadrati (di cui riportati in luce 3.000), indagata dal 2005 dall’Uc Louvain” in collaborazione col Comune di S.Gimignano. In una delle stanze, aggiunge Cavalieri, è stato anche rinvenuto un dolium, ovvero una grande giara “ma ad oggi non è ipotizzabile risalire alla funzione di questi spazi”.
Proprio il nuovo rinvenimento, insieme all’avanzamento della ricerca e degli scavi, saranno al centro dell’open day in programma per sabato 27 luglio.
La campagna sta coinvolgendo una ventina di studenti belgi ed italiani: tra gli obiettivi il proseguimento dei rilievi tramite fotogrammetria con drone e laser-scanner, oggetto dall’anno scorso di rielaborazione da parte del Cnr-Itabc di Roma al fine di una ricostruzione 3D del sito. Al contempo si prosegue con un terzo intervento di restauro al mosaico che decora la sala centrale della villa, in vista di una sua futura apertura al pubblico in concomitanza con il riallestimento delle nuove sale consacrate alla villa d’Aiano al Museo archeologico di San Gimignano. Infine, un ulteriore campo di ricerca e valorizzazione avanza nella collaborazione con il Cnrs di Orleans sullo studio delle decorazioni in pasta vitrea della villa, con particolare riferimento alle tarsie a soggetto marino rinvenute sul sito e prodotte nel IV sec. d.C. ad Alessandria d’Egitto.

Rock in Roma, oltre 200mila presenzeOrganizzatori, apprezzata l’intuizione di raddoppiare l’offerta

25 luglio 201918:17

– Rock in Roma saluta la sua #11 edizione con numeri da record e pubblico in crescita a Capannelle: oltre 200mila le presenze al momento, eventi sold out ed apprezzamento per l’offerta differenziata e triplicata su tre grandi location, tra le più affascinanti venue della Capitale e d’Italia: l’Ippodromo delle Capannelle (che ha ottenuto uno straordinario afflusso di spettatori), il Teatro Romano di Ostia Antica e la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. “E’ stata apprezzata l’intuizione di raddoppiare l’offerta con una line up ricca e diversificata – affermano i fondatori del Festival Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani -, dal rock vera essenza del Festival (con i Thirty Seconds To Mars, Skunk Anansie, Nick Mason’s Saucerful Of Secrets, solo per citarne alcuni) fino alla nuova scena musicale italiana: 25.000 gli spettatori accorsi alla data evento di apertura, Roma Liberata; stessa considerevole cifra per i concerti di Carl Brave e Ozuna, con Salmo poco distante (20.000 presenze per il rapper dei record)”.

Mostre: ‘Pasolini e le donne’ in 90 fotoDal 27 luglio al 15 settembre scatti originali e rari a Berceto

PARMA26 luglio 201910:26

– Oltre 90 foto originali per indagare il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e le donne, cioè cosa significa vivere e celebrare la diversità, e quella condizione di inadeguatezza nei confronti dei poteri e dei soprusi. Dal 27 luglio al 15 settembre il Museo Piermaria Rossi di Berceto (Parma) ospita la mostra ‘Pasolini e le donne’, curata da Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi con opere provenienti dalla collezione privata di Garrera.
Le foto originali, prime edizioni, manoscritti e documenti ripercorrono la speciale genealogia di donne di Pasolini: la madre Susanna, Giovanna Bemporad, Silvana Mauri, Elsa Morante, Laura Betti, Anna Magnani, Silvana Mangano, Maria Callas, Amelia Rosselli, Anna Maria Ortese, Elsa De’ Giorgi, Oriana Fallaci.
Amori e amicizie che hanno costituito esempi di resistenza al mondo corrente, insegnando una poesia coraggiosa, fieramente diversa, sempre in rivolta. La mostra permette di ‘vedere’ questi legami e spiare il rapporto e l’intimità di Pasolini con ognuna di queste donne.

Amber Heard, le donne ancora valgono meno dei maschiUn onore essere a Giffoni, sopraffatta da energia dei ragazzi

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)26 luglio 201910:37

Il tacco a spillo e il vestito frou frou non devono ingannare. La giovane e bellissima Amber Heard ha un animo da vera guerriera e paladina dei diritti delle donne e di tutte le categorie discriminate. “Ancora l’opinione delle donne non vale come quella degli uomini. E questa cosa mi fa infuriare tremendamente e al tempo stesso mi ispira all’azione” dice. “Un tempo in America – aggiunge – c’era una legge ‘orribile’ per cui in tribunale se a deporre c’erano ‘non bianchi’ ne servivano almeno due perché la testimonianza fosse considerata attendibile, mentre ne bastava uno solo ‘bianco’. La stessa cosa accade ancora oggi alle donne. Pensiamo al MeToo. Prima di venire credute – dice arrabbiata la Heard – in quante hanno dovuto denunciare cosa era successo? 25, 35, 45 donne? Laddove la parola di un solo uomo viene presa sul serio…”. L’attrice texana, per due anni moglie di Johnny Depp, continua: “La storia del MeToo – sottolinea – è cominciata a emergere già 16 anni fa e uno dei primi argomenti era proprio la “gender equality” e davvero ritengo ‘criminale’ il fatto che sia passato in sordina per tutto questo tempo e sia ancora non del tutto emerso. I cambiamenti sono avvenuti solo in questi ultimi mesi”.
“Sono milioni – dice accalorandosi – le storie di donne da raccontare… Mi vengono in mente ma solo per fare qualche nome come Lee Miller, Anita Hill oppure Caterina la Grande. Donne che hanno cambiato il corso della storia e ne sappiamo poco e niente. Di Caterina qualcosa sappiamo ma quello che non si dice baastanze è che tutti i suoi predecessori (maschi) erano dei mediocri esercitatori di potere, lei ha cambiato il corso della storia. Sono come gemme, pietre preziose che sono ancora nascoste ma anche le meraviglie di Petra erano nascoste prima che un archeologo trovasse i primi reperti”.
“Sono stati tanti negli ultimi anni – dice ancora – i movimenti contro le diseguaglianze, le ingiustizie, le discriminazioni delle donne, razziali e delle tendenze sessuali.
Adesso è il momento di fare quello che finora non abbiamo fatto perché non avevamo in mano la penna, non eravamo dietro la telecamera, non creavamo le storie. Adesso lo possiamo fare, lo facciamo e lo dobbiamo fare condividendo il più possibile. Non per una mera lotta tra uomini e donne: dobbiamo condividere gli obiettivi remando tutti nella stessa direzione perché uomini migliori fanno donne migliori e donne migliori fanno uomini migliori”. E a chi le chiede se è contenta di essere a Giffoni risponde: “Sono onorata. Alla fine di tutto perché facciamo il nostro lavoro? Per raccontare delle storie. E chi meglio dei ragazzi può giudicare una buona storia? Sono loro, i giovani, il motore. Non vedo l’ora di incontrarli perché sono certa che sarò sopraffatta dalla loro energia. Sono loro che devono salvare per noi questo benedetto mondo…”.

Giffoni: Borghi, attenti Fb ha eliminato contatti umaniNon sarò Totti ma girerò Suburra 3 e Diavoli 2, e poi vacanze

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)26 luglio 201910:37

Un messaggio forte per i ragazzi (attenti a Facebook, meglio i rapporti umani), il racconto ‘senza filtri’ dei tanti e così diversi esseri umani interpretati sullo schermo e il suo sguardo verace e passionale sul mondo. Al 49/o Giffoni Film Fest è sbarcato Alessandro Borghi e il pubblico l’ha accolto con un calore davvero speciale. Non si può non partire dall’accorato messaggio ai giovani sull’utilizzo dei social: “Non li demonizzo tutti per carità ma in particolare penso che i giovani oggi abbiano un problema enorme che si chiama Facebook. Ha completamente eliminato – spiega l’attore – quella cosa bellissima che era il contatto con le persone. Se prima tu volevi dire a qualcuno che era un cretino, dovevi avere il coraggio per andarglielo a dire.
Invece adesso da dietro la tastierina sono capaci tutti, sono diventati tutti supereroi. Continuando a parlare dei giovani il 32enne ammette: “Avranno molto più problemi di noi. A partire dal fatto che oggi a Londra ci sono 39 gradi e abbiamo un leggero problema di surriscaldamento globale”. Parole di incoraggiamento anche per i diritti e l’eguaglianza con le donne: “Figuriamoci, a casa mia comandava mia madre….”. Sulla sua carriera Borghi scorre i tanti ruoli che ha avuto spiegando: “Non mi preparo mai. Non siamo come in America dove gli attori hanno il tempo di vivere con il personaggio rappresentato per mesi o leggere di tutto o avere un acting coach. Io leggendo il copione mi faccio delle idee che quasi sempre sono quelle che segue recitando. Dentro di me ci sono 5 o 6 Alessandro e uno dà ragione all’altro…” E racconta: “Dopo soli 8 giorni dalla fine delle riprese de Il primo re ho cominciato Sulla mia pelle. Per fortuna nelle ultime scene del primo avevo la pelliccia perché per interpretare Stefano Cucchi ero dovuto dimagrire 21 chili… Ma il personaggio lo avevo trovato prima o lui aveva trovato me, sono convinto che in questo lavoro più ci pensi e più sbagli. E’ un po’ come far scorrere l’acqua dal rubinetto”. Sempre sul film sulla vicenda Cucchi, nato “senza nessuna velleità politica ma solo per restituire la verità umana di Stefano”, aggiunge: “Per Sulla mia pelle ho litigato con tutti gli esercenti d’Italia, li ho proprio chiamati al telefono.
Boicottare questo progetto non aveva senso perché pur, essendo andato su Netflix, penso che al botteghino avrebbe fatto 5 milioni. La gente è rimasta fuori dalle sale, lo ha guardato sui prati…”.
“Un altro personaggio che mi sarebbe piaciuto è Giulio Regeni – aggiunge – ma voglio smentire chi ha scritto che non trovo un produttore. Non è vero ma dietro questa vicenda ci sono problemi diplomatici seri e soprattutto c’è una volontà della famiglia di non fare un film”.
A chi gli chiede se vorrebbe passare dietro la cinepresa ribatte: “No, quello no. Ma voglio fare il produttore. Per uscire da questa cosa senza senso del prendere tutti nomi famosi e non fare provini ai tanti bravi attori che attendono solo per questa logica sbagliata del box office. Se non ci fosse stato Sollima, sarei ancora ad aspettare anche io”.
Nel futuro di Borghi non c’è senza dubbio un progetto riguardante Totti: “Se girano voci a proposito, non c’è nulla di meno vero. Io non ho mai pensato di interpretare Francesco Totti e tanto meno credo che Totti abbia mai pensato di farlo interpretare a me, né penso che nessuno stia facendo una serie su Totti. C’è qualcosa ma è più un documentario. Poi dico con sincerità che il calcio mi interessa poco”. “Quel che è certo – dice – è la terza stagione di Suburra che però comincerò tra un po’ e ‘tra un bel po’ tanto di tempo’ anche la seconda stagione di Diavoli (la serie in lingua inglese accanto a Patrick Dempsey). Poi ho un paio di progetti su cui sto facendo dei pensieri ma ho un problema di incastri”. Ma conclude il mio prossimo progetto è il più difficile: “Andarmene un po’ in vacanza”.

Larson, in IGIST eroina per mie figlieScrittore a Capalbio con romanzo di formazione collegato ad app

26 luglio 201911:04

“Ho voluto essere fonte di ispirazione per le mie figlie, creando un’eroina in grado di infondere loro fiducia in se stesse e coraggio per superare le avversità”: è per amore e per un’incrollabile visione positiva del mondo che Luke S. Larson ha creato “IGIST”, un romanzo di formazione rivolto al pubblico dei ragazzi che apre il festival di Capalbio Libri (26 luglio – 4 agosto). Ambientato in un futuro non troppo lontano, IGIST (che Larson ha autonomamente pubblicato creando una omonima piattaforma editoriale) narra la storia di Emi, giovane protagonista che fa di tutto per essere ammessa all’accademia scientifica più prestigiosa dell’universo, l’Intergalactic Institute of Science and Technology (IGIST): solo così infatti la ragazza potrà trovare un antidoto per arginare la terribile epidemia che minaccia l’umanità intera. Ma IGIST è molto più di un libro, è un’esperienza immersiva: collegato a una app (inventata da Larson e scaricabile gratuitamente) che consente al lettore di diventare un ologramma, farsi i selfie con i personaggi e intervenire sulla trama, è infatti uno strumento con cui “rivoluzionare l’esperienza di lettura tradizionale e avvicinare anche coloro che non amano leggere”, afferma oggi l’autore di passaggio a Roma prima di raggiungere la Toscana. “I bambini non leggono, consultano lo smartphone. Ecco perché ho pensato di reinventarne le funzionalità immaginandolo come uno strumento per leggere”, spiega, “prima del libro ho inventato la app: ho avuto un feedback talmente positivo che poi ho deciso di scrivere il libro. Così si può procedere con una doppia lettura: quella tradizionale e quella aumentata”. In IGIST i lettori di tutto il mondo (il libro è disponibile oltre all’inglese e all’italiano, anche in spagnolo, francese, cinese e giapponese) troveranno un pezzo d’Italia: “l’estetica spaziale del libro è ispirata alle architetture della Roma antica, perché io amo il vostro Paese e soprattutto questa città”, afferma. Un passato da marine, ora a 37 anni presidente di una multinazionale (la Axon, produttrice di Taser), Larson ha progetti in grande anche nel mondo della scrittura: “il mio obiettivo è veicolare messaggi complessi al pubblico dei più giovani: per questo nel team che ho creato per IGIST ci sono anche psicologi”, dice, “IGIST offre nuovi modelli, anche alle minoranze che non hanno esperienza di letture né visioni. Negli Usa diciamo che non puoi diventare quello che non hai mai visto.
Voglio far capire che tutti possono riuscire a fare quello che vogliono”. “In futuro voglio scrivere altri 5 libri IGIST e reinventare classici come Il Conte di Montecristo per trasformarli in una lettura immersiva – prosegue – inoltre stiamo lavorando alla possibilità di creare libri su misura: compilando un modulo con i propri dati, si potrà ottenere una storia personalizzata”. “Sono un ottimista per natura. Molti pensano che il mondo in cui viviamo sia terribile: io invece penso che sia eccezionale.
E del futuro non ho una visione distopica: mi piace pensare che la tecnologia sconfiggerà le malattie e aiuterà tutti e che magari l’uomo colonizzerà lo spazio”, dice, “50 anni fa l’uomo è andato sulla Luna. Nell’azienda dove lavoro e che dirigo ci sono alcuni ingegneri che lavorarono alla missione Apollo: da ragazzi furono ispirati da una science fiction. In passato però la sfida di cambiare il mondo interessava solo gli uomini: ora invece io mi rivolgo a tutti, alle donne ma non solo. Coloro che atterreranno in futuro su Marte potranno dire di essere stati ispirati dal mio libro”.

Da Firenze al Cadore, 2 ritratti TizianoPoco conosciuti, in una mostra su “L’enigma dell’Autoritratto”

VENEZIA26 luglio 201913:37

– Due ritratti provenienti dagli Uffizi di Firenze riportano il volto di Tiziano Vecellio nella sua casa natale, a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno. I due dipinti raffiguranti il Maestro, finora non esposti al pubblico, sono stati ottenuti in prestito dalla Magnifica Comunità di Cadore per essere collocati nella quattrocentesca dimora del pittore, dal 28 luglio al 29 settembre.
La mostra, intitolata “Tiziano. L’enigma dell’autoritratto”, proporrà ai visitatori le due opere, che da un lato restituiscono un’immagine dell’artista classica e riconoscibile da tutti (sono filiazioni del celebre Autoritratto custodito a Berlino), dall’altro evocano una terza opera, il “ritratto cadorino” di cui era in possesso il cugino del pittore, Tiziano Vecellio detto L’oratore, e di cui si sono perse le tracce.

Pession, io dottoressa eroina “imperfetta” e umanaA Giffoni la fiction Mediaset Oltre la soglia contro tabù malattie mentali

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)26 luglio 201914:54

Un pizzico della Carrie Mathison di Homeland, una spruzzata del dottor House ma soprattutto l’istinto e la gran voglia di mettere in scena un’eroina “antieroica” e imperfetta di Gabriella Pession che sarà la protagonista della nuova fiction Mediaset Oltre la soglia in onda su Canale5 diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca nella prossima stagione (a novembre o a gennaio). “Mi sono innamorata perdutamente – spiega l’attrice che oggi è tornata per la terza volta al festival di Giffoni – del personaggio che interpreto, la dottoressa Tosca che è una neuropsichiatra infantile, e sono stata felicissima di poterlo presentare ai giffoners proprio per il messaggio fondamentale che porta: anche se siamo imperfetti, con delle difficoltà e delle malattie la vita comunque vale la pena di essere vissuta. E si può vivere felicemente nonostante questa nostra società intrisa di narcisismo”.”Bisogna solo parlarne, sviscerare quello che è il tabù legato alle malattie psichiatriche – aggiunge – e parlarne senza vergogna e anzi con una grande energia. La serie Oltre la soglia fa proprio questo: è piena di umanità, i pazienti dentro l’ospedale sono come a casa, si crea come un nucleo familiare dove non si rincorre uno stereotipo di perfezione. Al giorno d’oggi è un dovere sempre essere all’altezza, sempre essere giusti, sempre alla rincorsa di modelli di riferimento inarrivabili e frustranti”.Con la Pession a Giffoni c’è anche Laura Ippoliti ideatrice e scrittrice della serie che spiega: “Qui è stato fatto un vero miracolo: in un luogo imprevedibile si semina la passione e si formano le persone fin dalla più tenera età per avere un pubblico critico ed esperto che poi chiederà prodotti importanti e di qualità. E per noi è fondamentale. Oltre la soglia è una serie che parla ai ragazi e alle famiglie e punta un faro su un angoli oscuri. Rischiarandolo rimuoviamo la paura. Perché ce lo insegnano i film horror: il mostro non è mai così brutto come lo abbiamo immaginato”. La Ippoliti svela anche le armi segrete usate per scrivere la serie: “Una figlia adolescente che ho da sempre trattato come una persona, non come una bambina o altro, e una squadra di sceneggiatori fantastica a partire da Michela Straniero. E poi devo dire anche i ricordi che ho molto definiti di quel periodo della mia vita”. Cosa confermata anche dalla Pession: “So che sembro solare ed esplosiva ma ho avuto un’adolescenza problematica e dentro di me ancora ribolle tutto un mondo…””La nostra serie – dice ancora la Pession – parla di esseri umani, di ragazzi che sono il nostro futuro, e poi della dottoressa Tosca che a sua volta ha una malattia psichiatrica (una schizofrenia paranoide). Lei stessa, quindi, è controversa, spigolosa e anche politicamente scorretta ma nonostante questo lotta con passione de empatia e si aggrappa alla vita perché questi i suoi giovani pazienti non vadano oltre la soglia da cui non potranno tornare”.Tra i modelli a cui si è ispirata per il suo personaggio la Pession cita sia la protagonista di Homeland (“che adoro”) ma anche e soprattutto una sua amica neuropsichiatra: “Una vera eroina, che ne ha passate di tutti i colori anche perché era una donna. Eppure – spiega – è sempre stata un modello per il suo spendersi per le sue giovani pazienti e il suo essere anticonvenzionale: una volta portò in reparto addirittura un asino…”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Jams, prima serie teen su molestie ai minori
Aiuta ragazzi a riconoscere i rischi, ogni domenica dal 28/7

26 luglio 201920:08

Aiutare i ragazzi a decifrare i comportamenti ambigui degli adulti, a non farsi manipolare, a riconoscere i rischi e soprattutto a parlare superando la paura e la vergogna è l’obiettivo della serie tv “Jams” arriva su Rai2 da domenica 28 luglio alle 7.50 per 5 settimane. Coprodotta da Rai Ragazzi e Stand by Me con la consulenza scientifica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ha seguito il lavoro in fase di scrittura e di ripresa, “JAMS” è la prima serie per ragazzi ad affrontare il tema delle molestie sessuali sui minori. Jams sono Joy (Sonia Battisti), Alice (Giulia Cragnotti), Max (Andrea Dolcini) e Stefano (Luca Edoardo Varone) quattro amici, ragazzi che frequentano la prima media come tanti altri, che vivono le esperienze tipiche della loro età, come i primi amori, le amicizie e le piccole rivalità.

Raffaello e gli amici di UrbinoLa Galleria Nazionale delle Marche omaggia il genio a ottobre

26 luglio 201915:17

– La fioritura di un genio, la conquista della modernità e di uno stile rivoluzionario, alla luce di una rete di incroci generazionali e scambi culturali: è la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” che la Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino accoglierà dal 3 ottobre al 19 gennaio, in occasione dell’anno raffaellesco che celebra i 500 anni dalla morte dell’artista urbinate.
A cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, l’esposizione in 80 opere documenta quanto le relazioni personali di Raffaello Sanzio con un gruppo di artisti che operavano a Urbino abbiano contribuito alla nascita della sua eccezionale personalità.
Analizzando il ruolo di Pietro Perugino nella formazione e nella prima attività di Raffaello e il rapporto tra quest’ultimo e i concittadini artisti Girolamo Genga e il più anziano Timoteo Viti emerge nella mostra il grande salto qualitativo che il genio urbinate riuscì a compiere, dando il proprio contributo all’evoluzione del linguaggio pittorico tra ‘400 e ‘500.

Montalbano, Zingaretti video fine ciak”Felicità e anche tristezza, il sole di Sicilia ci saluta”

26 luglio 201915:23

– “In questo momento abbiamo finito il film. Felicità e anche tanta tristezza. Tanta. Il sole e il cielo di Sicilia ci saluta così. Ciao”. C’era la luce del tramonto, quando Luca Zingaretti ha postato il video sul suo profilo Instagram della fine delle riprese di Montalbano. Pur senza mai menzionarlo, è evidente il riferimento ad Andrea Camilleri.
Il set siciliano era stato riaperto lo scorso aprile quando il cast e la produzione avevano cominciato le riprese dei tre episodi che compongono la quattordicesima stagione de Il Commissario Montalbano e che vedremo nel 2020 su Rai1. Il set con la regia di Sironi era stato sospeso per lutto il giorno della morte di Andrea Camilleri il 17 luglio 2019 a Roma (in quei giorni aveva preso il comando della regia lo stesso Zingaretti per una indisposizione di Sironi). Per i tre nuovi episodi sono stati adattati sul piccolo schermo i seguenti racconti e romanzi di Camilleri: La rete di protezione; Il metodo Catalanotti; Infine c’e’ Salvo amato Livia mia

Gemitaiz e Madman,due date nei palasportI due rapper dal vivo il 10 marzo a Roma, il 16 a Milano

26 luglio 201916:11

– Gemitaiz & Madman torneranno a esibirsi insieme il prossimo anno. I due rapper saranno i protagonisti di due live nei palasport: il 10 marzo a Roma, il 16 a Milano. Un’occasione per ripercorrere la storia musicale dei due artisti. Prevendite al via dal 29 luglio.
“Veleno 7”, il nuovo singolo di Gemitaiz & Madman, uscito a giugno e certificato oro da Fimi/Gfk Italia, è l’ultimo tassello della collaborazione tra i due: con 1,824,280 stream per “Veleno 7” in sole 24 ore, hanno battuto il record nazionale di stream giornalieri per un singolo brano su Spotify, contando a oggi oltre 18,5 milioni di ascolti. Veleno 7 è il settimo capitolo della saga partita nel 2009 e che nel 2016 ha dato vita a “Veleno 6”, brano che dalla sua uscita su Spotify non ha mai lasciato la classifica Top200 Italia, conquistando anche una certificazione doppio platino.

Brasiliana Anitta al Latin FestivalDomenica 4 agosto unica tappa italiana del tour mondiale

26 luglio 201916:12

– Domenica 4 agosto, nell’unica tappa italiana Anitta, ritenuta la più famosa cantante brasiliana del momento, approda in concerto al Milano Latin Festival. All’ artista – sottolineano gli organizzatori – è stata dedicata una docu-serie su Netflix, ha quasi 40 milioni di follower su Instagram e oltre 12 milioni su YouTube. Ha appena lanciato il singolo ‘Muito Calor’ con Ozuna, ‘Faz Gostoso’ con Madonna e il suo ultimo album ‘Kisses’.
Il tour ‘Anitta Europe Summer 2019’ è cominciato il 27 giugno in Belgio per proseguire in Svizzera e Spagna. Dopo il concerto ad Assago al confine del capoluogo lombardo prosegue in Inghilterra e in Portogallo per poi concludersi, con molte date, in Brasile. In Italia “dopo una settimana esatta dal lancio del singolo ‘Muito Calor’ le visualizzazioni su YouTube sfiorano i 29 milioni; il brano anglo-portoghese con Madonna con oltre 6 milioni di visualizzazioni ha superato tutte le altre tracce dell’album”.

A Lajatico Bocelli e ospiti incantanoMika canta in anteprima mondiale “Tiny Love”

LAJATICO (PISA)26 luglio 201920:06

Mentre cala il tramonto sulle colline di Lajatico (Pisa), sovrastate dall’uomo alato in acciaio alto 14 metri realizzato da Daniele Basso, si accendono per il 14esimo anno consecutivo le luci del Teatro del Silenzio.
E lo fanno al ritmo del suono delle campane che scandiscono l’ingresso di coro, ballerini e figuranti per chiudere con l’arrivo a cavallo del tenore Andrea Bocelli che si esibisce nell’Inno alla Gioia. Stefano Accorsi è la voce narrante dello spettacolo. Opere d’arte contemporanea adornano strade e piazze della cittadina mentre nell’aperta campagna ci pensa il tenore, con l’orchestra e tanti colleghi artisti, ad incantare il pubblico. Undicimila le persone presenti. ‘Ali di libertà’, il tema di questa edizione, prende spunto dal cinquecentesimo anniversario leonardesco. L’acuta e intensa voce di Bocelli incanta il pubblico. E’ magia quando con Mika canta ‘Ali di libertà’. Mika si prende la scena poi con ‘Tiny Love’ che canta a Lajatico in anteprima mondiale ed ‘Happy Ending’.

Scala, De Niese sarà Cleopatra’Onorata di debuttare in una parte tanto cara al mio cuore’

26 luglio 201920:19

Cecilia Bartoli non torna indietro sulla scelta di lasciare il progetto Haendel alla Scala in polemica con la decisione di non confermare alla guida del teatro Alexander Pereira e questo anche se il contratto del manager sarà prolungato fino a giugno 2021.
E quindi dopo la sua scelta, annunciata il 21 giugno, di non cantare nel Giulio Cesare che andrà in scena dal 18 ottobre con la regia di Robert Carsen, la Scala annuncia la sostituta: Danielle De Niese, al debutto scaligero, ma che è stata un’acclamata Cleopatra insieme a Sarah Connolly come Cesare, della produzione di Sir David McVicar nel 2005 a Glyndebourne.
“Sono onorata di debuttare alla Scala in una parte tanto cara al mio cuore e che è stata per me fonte di gioia e tante opportunità. Avere la fortuna di riviverla – ha detto – con la regia di Robert Carsen, con cui ho avuto il piacere di una lunga collaborazione, è un grande dono e non vedo l’ora di lavorare con il Maestro Antonini, i colleghi del cast e l’orchestra nel prossimo autunno”.

Fotografia: ‘Cibo’ di McCurry a ForlìOttanta scatti dal mondo ai Musei San Domenico dal 21 settembre

FORLI’26 luglio 201918:17

– Arriva in prima mondiale ai Musei San Domenico di Forlì, dal 21 settembre al 6 gennaio, la mostra ‘Cibo’ di Steve McCurry, un’esposizione inedita con 80 scatti del fotografo americano quattro volte vincitore del World Press Photo. Un racconto per immagini sul cibo come elemento universale, pur così diverso da Paese a Paese, ponte di conoscenza tra i popoli. Un giro del mondo sui modi di produrlo, trasformarlo e consumarlo, mettendo in evidenza il suo valore, l’attenzione al non spreco.
Il progetto scenico si sviluppa in cinque sezioni che seguono il ciclo di vita del cibo: le foto, scattate tra America Latina, Asia ed Europa nella sua ultratrentennale carriera, sono accompagnate da strutture scenografiche e video per un’esperienza “immersiva dal punto di vista fisico ed emozionale”. “Ogni fotografia di Steve McCurry – commenta la curatrice Monica Fantini – cerca l’universale nel particolare.
E’ paradigmatica di una persona o di un’intera comunità”.

Padova, restaurate 40 statue Prato ValleCompletati primi tre lotti, lavori per quarto fino a ottobre

PADOVA26 luglio 201918:27

– E’ stato completato il restauro delle prime 40 statue e 4 obelischi che circondano l’isola Memmia in Prato della Valle, a Padova. Intervento realizzato grazie soprattutto alle donazioni dei privati, che possono usufruire dell’Art Bonus per ottenere un credito d’imposta del 65% sulle somme sostenute. L’importo complessivo dell’investimento per il quarto lotto è di 540 mila euro, 350 mila dei quali assicurati proprio dall’art-bonus. Il completamento dei primi tre lotti ha consentito di restaurare 25 statue, ora invece sono in corso i lavori del quarto lotto per un totale di 33 monumenti, di cui 19 già restaurati. In totale quindi restano da restaurare 24 statue, 4 obelischi e 2 basamenti. I lavori del quarto lotto continueranno fino a ottobre. Tra gli sponsor si segnalano Fondazione Cariparo, Fischer e Luxardo.

‘Radio Bruno Estate’ in piazza a ModenaNek, Renga, Bertè, Pezzali, Gabbani, ma anche Lp e Ofenbach

MODENA26 luglio 201918:31

– Da chi ‘gioca in casa’, Filippo Neviani in arte Nek, agli ospiti internazionali come Lp e Ofenbach. In mezzo, il top della musica leggera e pop italiana: Francesco Renga, Max Pezzali, Loredana Bertè, Baby K, Francesco Gabbani, Annalisa, Emis Killa, Paola Turci, Mr.Rain, Emma Muscat e Biondo. E uno sguardo al futuro, con due talenti: Roberta Francomano e Matteo Camellini. E’ il cast di ‘Radio Bruno Estate 2019’, in programma lunedì 29 luglio in piazza Roma a Modena, iniziativa nata in collaborazione fra l’emittente più ascoltata in Emilia-Romagna e il Comune, nell’ambito dell’Estate Modenese 2019.
Ideatore è l’editore Gianni Prandi che, dal ’93 ad oggi, lo ha fatto diventare uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’estate italiana. La tappa modenese del tour (lo scorso anno in totale circa 100mila spettatori) arriva dopo le date di Cesenatico, Mantova e Cremona; conclusione il 6 settembre in Toscana, per la prima volta a Prato. Radio Bruno ha oltre 700mila ascoltatori nel giorno medio.

Eugenia Romanelli, oggi l’autore sia ‘ibrido’Dedicata a Le Guin, prima scuola che interconnette le scritture’

26 luglio 201919:46

”Il professionista della scrittura, l’autore, oggi deve essere ibrido. Un giocoliere della parola. E’ il mercato che lo chiede” Parola di Eugenia Romanelli, giornalista, scrittrice (Mia, La donna senza nome, ed. Castelvecchi), ora fondatrice della Writers Factory Scuola delle Scritture Ursula Le Guin, intitolata all’autrice americana scomparsa un anno fa e ”prima in Europa a interconnettere tutti i tipi di scrittura”.
”Anche in un mondo sempre più digitale – racconta la Romanelli – la parola la fa sempre da padrona. Dai georoglifici ai social network, tutto è scrittura. E l’importanza della scrittura segna l’importanza di scrivere pensieri”. I numeri però raccontano uno scenario desolante: in Italia solo il 24% degli adulti partecipa ad attività di istruzione o formazione, a fronte di una media Ocse del 52%, e l’inaccessibilità del costo dei corsi è la principale causa della mancata formazione per il 62% delle donne.
”La scuola nasce anche come ‘movimento’ per dare una risposta a questo impoverimento culturale”, prosegue l’autrice che ha coinvolto il gotha degli scrittori (in ogni ambito) del nostro tempo, da David Riondino come vicedirettore a Edoardo Albinati, Lucia Annunziata, Giulio Anselmi, Stefano Benni, Bianca Berlinguer, Stefano Bollani, Massimo Bray, Margherita Buy, Ascanio Celestini e poi ancora in un elenco difficile da riassumere anche Marco Damilano, Martina Dell’Ombra, Niccolò Fabi, Peter Gomez, Giancarlo Leone, Vladimir Luxuria, Valerio Magrelli, Milo Manara, Melania Mazzucco, Laura Morante, Mario Morcellini con Michela Murgia, Antonio Padellaro, Sergio Staino, Elena Stancanelli, Vauro, Sandro Veronesi, Paolo Virzì. Tutti ”a tariffe accademiche internazionali”.
Una battaglia culturale, ma anche una risposta al mercato. ”Il professionista della scrittura – spiega – oggi deve essere ibrido. Non è più sufficiente l’autore specializzato in un’unica materia della scrittura, che sia poeta, cantautore, sceneggiatore di fumetto o giornalista. L’importante non è più il mestiere verticale, ma la trasversalità. Un vero autore oggi deve essere capace maneggiare lo storytelling in tutta la sua complessità. Non ha più senso, ad esempio, che un giornalista scriva un buon articolo senza poi saperlo viralizzare sui social media”.
Promossi dalla Fondazione Allori, con il patrocinio dell’Istituto Italiano Enciplopedia Treccani, i corsi partiranno a ottobre con 420 ore sulle tecniche base di scrittura in tutte le applicazioni tipiche della contemporaneità, dai social ai fumetti. A marzo la seconda fase da altre 80 di specializzazione. I 60 allievi previsti a fine anno saranno in grado di sceneggiare un fumetto, scrivere un romanzo, una poesia, una canzone, un’inchiesta o una sceneggiatura.
Conosceranno i trucchi dei SEO copywriter, influencer, blogger e social media strategy. I migliori elaborati verranno subito immessi nel mercato, con pubblicazioni Castelvecchi, blog su L’Espresso o videoclip. ”Sarà una vera e propria fucina per provare a ripensare questo mondo ”, dice ancora la Romanelli.
Capitolo fondamentale, anche quello dedicato alle donne, non solo con ”molte docenti ma anche incontri per sul linguaggio sessista”. Non a caso la scuola rende omaggio a Ursula Le Guin, regina del thriller e fantasy. ”Era un’autrice capace di ambientare nel futuro le utopie – conclude la Romanelli – La possibilità di scrivere un nuovo mondo secondo lei c’era”.

In libro 100 anni Bagno Silvio a ForteSempre gestito dalla stessa famiglia dal 1919

FORTE DEI MARMI (LUCCA)26 luglio 201918:56

– Un libro per raccontare 100 anni di storia del Bagno Silvio, stabilimento balneare al Forte dei Marmi (Lucca), gestito dalla stessa famiglia che lo creò, e che tra i suoi ospiti ha annoverato anche Ugo Tognazzi e Tony Renis. E’ ‘Dalle dune alla tenda’, scritto da Umberto Cecchi (Gruppo editoriale, 160 pagine, 28 euro). E’ stata la stessa famiglia Dazzi, che da 5 generazioni manda avanti il Bagno Silvio, a voler mettere nero su bianco la storia centenaria, iniziata nel 1919 fra le dune, allora, di Forte dei Marmi. A curare i trenta metri di sabbia che costituiscono il bagno fu Pietro Dazzi, guardiano del cavalier Susini che aveva una villa antistante. Poi la proprietà fu ceduta al figlio di Pietro, Silvio, che con l’aiuto della moglie Concetta, si adoperò per attrezzarla, iniziando la trasformazione che ha reso un arenile con solo un piccolo capanno lo stabilimento odierno con 35 tipiche cabine in legno e 38 tende, ora gestito da Gianluca Frediani, figlio di Vanna Dazzi, e la moglie Laura.

Hit parade, Machete Mixtape 4 in vettaSeorita primo tra i singoli, tra i vinili s’impone Battiato

26 luglio 201919:45

Pochi movimenti al vertice della hit parade settimanale. Machete Mixtape n.4, di una delle crew piu’ longeve d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, si conferma in vetta alla classifica dei dischi piu’ venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Perde una posizione dal secondo al terzo posto, No.6 Collaborations Project, il nuovo album di Ed Sheeran, con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti del calibro di Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Justin Bieber, Stormzy. E’ Ultimo ora a occupare la seconda posizione con Colpa delle favole, il disco piu’ venduto dei primi sei mesi del 2019 e in risalita. Il cantautore romano è anche quinto con Peter Pan e ottavo con Pianeti. Salto in avanti dalla ventesima alla quarta posizione per Marco Mengoni con Atlantico. Salmo resta sesto con Playlist. Bruce Springsteen con Western Stars perde due posizioni ed e’ settimo. Jovanotti, con l’ep Jova Beach Party, che sta portando in giro per le coste italiane la sua festa in spiaggia, è ora nono, in discesa. Chiude la top ten il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Tra i singoli primo Seorita di Shawn Mendes & Camila Cabello.
Tra i vinili, il piu’ venduto e’ L’era del cinghiale bianco di Franco Battiato. Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dal 19 al 25 luglio: 1) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY) 2) COLPA DELLE FAVOLE (ULTIMO-HONIRO-BELIEVE) 3) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI) 4) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY) 5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE) 6) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY) 7) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY) 8) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE) 9) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC) 10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC) Questa la classifica dei singoli digitali piu’ venduti: 1) SEORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO (ISLAND-UNI) 2) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI) 3) YOSHI, MACHETE, DANI FAIV & THA SUPREME FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME) 4) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMY & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME) 5) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI) Questa, infine, la classifica dei vinili: 1) L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO, FRANCO BATTIATO (USM-UNIVERSAL MUSIC) 2) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY) 3) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI) 4) ANIMA, THOM YORK (EBB (XL REC.)-SELF) 5) AHI MARIA 40TH, RINO GAETANO (RCA RECORDS LABEL-SONY).

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Muselli, da Gomorra a La vita promessa
A Giffoni 36enne famoso per ruolo di Sangue Blu in fiction Sky

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201912:33

Niente tatuaggi, niente capelli rasati, niente aria da boss come in Gomorra ma baffetti anni ’40 e un cappello nero di paglia come il pubblico lo vedrà ne La vita Promessa a incorniciare due occhi azzurri che scrutano l’interlocutore e non stanno mai fermi. Al festival di Giffoni è arrivato Arturo Muselli, 36enne attore, regista e fotografo, sulle scene come lui stesso racconta da quando aveva 16 anni fino alla consacrazione televisiva nel ruolo del boss Sangue Blu in Gomorra.Passando per ruoli in film come Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino e La tenerezza di Gianni Amelio e in molte serie tv (da La Squadra a Carabinieri, da Un posto al sole a Provaci ancora Prof.). “Una grandissima esperienza quella della fiction di Sky – spiega – che non vedo l’ora di ricominciare nella nuova stagione. Ma sto lavorando anche su altre cose. Adesso ad esempio vengo direttamente dalla Romania, dove stiamo girando La vita promessa di Ricky Tognazzi con Luisa Ranieri. Non voglio svelare al pubblico il mio ruolo esatto per aumentare la curiosità. Posso dire che l’ambientazione e i costumi sono così diversi che quasi non mi sono riconosciuto quando mi sono rivisto”.Ma nel futuro di Muselli c’è anche Ozpetek. “Sarò anche nella versione teatrale di Mine Vaganti nel ruolo che al cinema fu di Riccardo Scamarcio. Sono molto felice di ritornare al teatro anche se io in verità non l’ho mai lasciato. Però devo dire che non ho cominciato con il teatro ‘tradizionale’ ma con quello sperimentale ad esempio di Strindberg. Mi ricordo il mio primo spettacolo era dentro una cripta…”. Muselli, che grazie all’insistenza dei genitori si è anche laureato (“avevano paura che fare l’attore come volevo io non fosse troppo ‘sicuro’, ma poi gli studi mi sono serviti”) e che ha fatto anche una lunga esperienza di educatore teatrale volontario dentro al carcere minorile di Nisida, racconta come si prepara ad affrontare un nuovo personaggio.”Cerco di essere molto metodico e ordinato. Ho studiato a Londra – spiega – e gli inglesi si danno molte regole. Insomma quando bisogna fare la pasta – dice da buon napoletano – prima bisogna far bollire l’acqua. Devo capire dove acchiappare il personaggio, liberandomi dai cliché e dalle cose già viste altrimenti mi annoio e propongo cose vecchie. Non è un discorso di presunzione, è un discorso di muovere delle cose e capire quale metodo studiato si può ‘adagiare’ meglio su un personaggio. Non mi piace riconoscere me stesso in un personaggio che interpreto, io non credo di essere molto interessante per il pubblico. Mi metto al servizio del personaggio. E’ l’atteggiamento meno vanitoso e più onesto”. Su Giffoni Muselli si entusiasma: “Sono molto contento di essere qui, ho già visto i ragazzi, è un festival unico. Basta guardare un po’ di video in rete, ci sono tanti tanti sorrisi. Anche se so che ogni anno a un certo punto piove, è come se ci fosse sempre il sole. Sono convinto che potrebbero farlo anche a dicembre ma è una manifestazione che ha il sole dentro perché si nutre dell’energia di chi è qui”.

Esperimento misura le emozioni dell’arteTermocamere rilevano sensazioni pubblico a esposizione Charrière

BOLOGNA27 luglio 201911:24

– Un esperimento partecipato per misurare le emozioni dell’arte è in programma il 30 luglio al Mambo di Bologna, collegato alla mostra di Julian Charrière ‘All we ever wanted was everything’. I visitatori saranno parte integrante dell’installazione artistica attraverso la mappatura delle reazioni emozionali suscitate dalle opere.
La tecnologia, fornita e progettata dall’Università Tecnica di Vilnius, utilizzerà termo-camere capaci di rilevare le sensazioni del pubblico in un processo di “sentiment analysis”, per comprendere la capacità del patrimonio culturale di essere apprezzato e percepito dagli spettatori, acquisendo dati relativi al gradimento e agli stati d’animo suscitati durante la visita. La sperimentazione rientra nel progetto ‘H2020 Rock-Regeneration and Optimisation of Cultural heritage in creative and Knowledge cities’, che si prefigge l’obiettivo di supportare la rigenerazione dei centri storici attraverso il patrimonio culturale come motore di sviluppo sostenibile e di crescita economica

Miniera Argentaria museo a cielo apertoInterazioni con la realtà aumentata visibile con smartphone

SASSARI27 luglio 201911:35

– Tre giorni di festa e visite guidate per ribadire come la memoria dei luoghi possa rappresentare un potente veicolo turistico. Dal 27 al 29 luglio il borgo minerario dell’Argentiera, avamposto del territorio comunale di Sassari lungo la costa nordoccidentale della Sardegna, risorge e diventa meta di nuovi flussi di visitatori grazie a “Mar – Miniera Argentiera”. È il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata ed è un progetto sostenuto dal Comune di Sassari per valorizzare la memoria storica e identitaria di un’area che, protagonista per decenni sul piano produttivo, economico e occupazionale, da tanto cerca di inserirsi tra le mete del turismo culturale internazionale, forte di un patrimonio davvero unico.
Si parte dall’antica laveria, con la visita alla mostra permanente e il racconto storico dell’ex borgo minerario, e si prosegue tra edifici e ruderirigenerati dalla presenza di installazioni artistiche che omaggiano la memoria, pensate per rielaborare il racconto in realtà aumentata. Il tutto è visibile all’occhio umano grazie alla tecnologia dell’app per smartphone, scaricabile gratuitamente. L’operazione propone e rilancia dall’Argentiera un nuovo modello di turismo interattivo e una modalità innovativa di fruizione, aperta al territorio e accessibile gratuitamente, rivalutando il territorio e sperimentando nuove e suggestive modalità di narrazione dei luoghi.
Mar è frutto di LandWorks Plus, partenariato che ha usufruito del sostegno finanziario di Culturability, bando di Fondazione Unipolis, e di Fondazione di Sardegna. Realizzato da LandWorks e Bepart col sostegno del Comune e il contributo del Parco geominerario della Sardegna, il museo propone itinerari lungo i luoghi più significativi del borgo e della sua storia, attraverso percorsi artistici inediti e affascinanti. È la possibilità di scoprire un luogo che, mettendo in dialogo spazi pubblici e privati, chiusi e aperti, racconta in modo inedito la propria storia: quella di uno dei maggiori esempi di archeologia mineraria nell’isola, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

I Clean Bandit illuminano la C.SmeraldaLe hit della band inglese a bordo piscina al Cala di Volpe

PORTO CERVO27 luglio 201911:36

– Non solo un concerto, quello dei Clean Bandit al Cala di Volpe, uno degli hotel di lusso di Marriot Costa Smeralda, ma un vero e proprio evento che ha illuminato la notte in questo angolo di paradiso, in Gallura, da oltre 50 anni regno del jet set internazionale.
Dalla cena esclusiva a bordo piscina ai fuochi d’artificio finali, sino al dj set di Anfisa Letyago che ha fatto ballare i 500 fortunati ospiti della serata. Un evento riservato ai facoltosi turisti che frequentano la Costa Smeralda, questa volta con meno vip dello spettacolo rispetto agli anni precedenti, attesi però ad agosto, quando il 12, sullo stesso palco, si esibiranno Rita Ora e Jess Glynne.
Loro, i Clean Bandit, entrano in scena alle 23 in punto, per l’unica data italiana del tour a dieci anni dalla nascita. La Band inglese che ha raggiunto il successo mondiale con le ballatissime hit come Rather be e Rockabye, sale sul palco con i tre componenti storici Jack Patterson, Luke Patterson, Grace Chatto.

A giovane soprano Guida premio ClipPremio internazionale a siciliana Guida e irlandese Summerfield

GENOVA27 luglio 201911:38

– Le due giovani soprano Federica Guida, palermitana di 22 anni e Gemma Summerfield, irlandese di 28 anni sono le vincitrici ex aequo della quinta edizione del Concorso lirico internazionale di Portofino (Clip). Le due soprano si sono esibite al termine della premiazione con due difficili pezzi dal Die Zauberflote di Mozart: accompagnate dalla Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti diretta da Aldo Salvagno, Guida ha cantato l’aria della Regina della Notte ‘Der Hölle Rache’, mentre Summerfield ha eseguito l’aria di Pamina ‘Ach, ich fühl’s’. Il premio speciale della Giuria Media presieduta dal direttore di Rai3 Stefano Coletta è andato all’unanimità a Federica Guida.

Cavalleria Rusticana dal vivo nel SassiSpettacolo “en plein air” in collaborazione col Teatro San Carlo

MATERA27 luglio 201911:40

– L’opera lirica, i Sassi come teatro naturale e i cittadini materani protagonisti di un processo creativo inedito. Elementi che danno vita allo spettacolo “Cavalleria Rusticana nei Sassi”, nell’ambito del progetto “Abitare l’Opera”, parte del dossier di candidatura di Matera 2019, Capitale europea della Cultura, coprodotto da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Teatro di San Carlo di Napoli con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. L’opera sarà in scena il 2 e 3 agosto a Matera è si offrirà al pubblico in due momenti: nel primo, un Prologo sui Sassi itinerante, con partenza da Piazza San Pietro Barisano, dal titolo “I sette peccati capitalisti”, accesso ore 17:30 con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione.
Il secondo momento dello spettacolo, sarà la messa in scena dell’opera lirica “La Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni nel suggestivo scenario di Piazza San Pietro Caveoso e presso la Chiesa di Santa Maria di Idris, con accesso ore 20:30 con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione.

Dolcissime, l’adolescenza è una sfidaIn sala dal 1 agosto la storia di tre amiche e i chili di troppo

27 luglio 201911:45

Il difficile tema delle difficoltà dell’adolescenza, con tre insperabili amiche, eternamente in lotta con i chili di troppo, che sfidano insicurezza, cyberbullismo e complessi rapporti con i genitori e soprattutto il giudizio altrui, partecipando a un campionato di nuoto sincronizzato è al centro di un film, Dolcissime, in sala dal 1 agosto. Scritto da Marco D’Amore con il regista Francesco Ghiaccio, prodotto da Indiana Production e La piccola società, al cinema con Vision Distribution vede protagonisti Valeria Solarino, Vinicio Marchioni insieme a Giulia Barbuto, Costa Da Cruz, Alice Manfredi, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino, Licia Navarrini.
“Mi sono sempre interrogato sul dare voce alle minoranze, alle persone che vengono facilmente giudicate male”, racconta D’Amore, che con Ghiaccio collabora dal 2003, in teatro (“quando pensavamo fosse l’unico luogo deputato”), poi con corti. “Questo è il secondo film insieme dopo ‘Un posto sicuro’, ma in realtà era nato prima”, dice. “Stavamo scrivendo dei radiogrammi sportivi – spiega il regista che vedremo ne ‘L’immortale’, il film di cui è regista e interprete sul boss di Gomorra Ciro Di Marzio- Ne avevamo da poco concluso uno sul ciclismo e pensammo di scrivere una storia completamente al femminile, qualcosa che avesse i toni della commedia, ma anche della favola. Così abbiamo pensato alla storia di queste ragazze che si cimentano con il nuoto sincronizzato. Poi a Monferrato, la terra dove abito, è scoppiato un grave incidente, e così abbiamo messo da parte il progetto e abbiamo realizzato ‘Un posto sicuro’. Finito il film siamo tornati a guardare questa storia con uno sguardo diverso. Non era più solo un esercizio di divertimento, ma siamo andati alla ricerca delle emozioni sotterranee, profonde, sotto la superficie”. Fondamentali anche un centinaio di incontri nelle scuole per presentare il primo film e la conferma, dice D’Amore, che “i giovani non sono apatici, semplicemente hanno cambiato sguardo e linguaggio sulla realtà. Da quegli incontri, le donne risultavano sempre più coraggiose dei maschi”. Ecco allora la scelta di provare a “raccontare il femminile attraverso i toni della favola. Oggi – riflette ancora D’Amore – sembra che tutti siamo liberi di parlare di tutto, ma non è così. Il film non vuole essere una pellicola sulla bulimia o l’anoressia, il bodyshaming, ma una storia che racconta una fase della vita. L’adolescenza è un’età delicata, spesso legata a modelli che richiedono la perfezione”. Ma, sottolinea, il film, scritto anche in collaborazione con Renata Ciaravino e Gabriele Scotti, non vuole lanciare messaggi. “Non ho mai preteso da un libro o da un film che mi suggerisse qualcosa – sottolinea – Questo è un compito dello spettatore. Piuttosto spero di dare delle suggestioni, in un periodo un cui l’altro, il diverso, è visto sempre più come un pericolo e appare sempre più spaventoso. E questa è la deriva dell’umanità”.

Matera 2019: “Ars Excavandi” fino al 1/9Finora oltre 15 mila visitatori, proroga per turisti in arrivo

POTENZA27 luglio 201912:39

– “Ars Excavandi”, la prima delle quattro grandi mostre di “Matera Capitale europea della cultura 2019”, è stata prorogata a primo settembre: la decisione è stata presa “per consentire ai numerosi visitatori in arrivo a Matera nel mese di agosto di poter fruire di una ricca offerta culturale”. “Ars Excavandi”, aperta all’indomani dell’inaugurazione di Matera Capitale europea della cultura, il 19 gennaio scorso, ha registrato fino ad oggi oltre 15 mila visitatori.
La mostra, coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Polo Museale della Basilicata, è curata dall’architetto Pietro Laureano, autore del dossier che ha portato all’iscrizione dei Sassi e della Murgia materana nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco nel 1993, nonché membro del comitato scientifico della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019.

250 anni nascita Napoleone, mostra ElbaSoldatini piombo e stampe d’epoca esposti in Museo Portoferraio

PORTOFERRAIO (LIVORNO)27 luglio 201914:10

– I soldatini di piombo di ambiente napoleonico della collezione Alberto Predieri della Fondazione CR Firenze e le stampe d’epoca, sempre napoleonica, della collezione della Fondazione Livorno, sono protagonisti della mostra ”Napoleone 1769-2019: un ‘Grande’ di Francia in Toscana nel 250° anniversario della nascita’.
L’esposizione è allestita dal 29 luglio al 31 ottobre a Portoferraio (Livorno), nella Palazzina dei Mulini, sede del Museo delle Residenze Napoleoniche dell’Elba.
I soldatini fanno parte di una raccolta di circa 1.500 esemplari, unica al mondo, riproducenti soggetti di un periodo storico che va dal XVIII secolo al Risorgimento Italiano, con particolare attenzione al periodo napoleonico. Le incisioni sono prevalentemente di produzione italiana della prima metà del XIX e raccontano, in particolare, la carriera militare di Napoleone, dai primi successi del giovane generale a Tolone nel 1793 fino all’esilio a Sant’Elena e alla morte il 5 maggio 1821. Ad accompagnare stampe e soldatini anche video, luci ad hoc e audio che evocano emozioni e suggestioni del periodo di riferimento.
Saranno inoltre esposti documenti d’epoca della permanenza di Napoleone all’Isola d’Elba: copie anastatiche di lettere autografe di Napoleone.
La mostra, a cura di Giuseppe Adduci, nasce dalla volontà di celebrare i 250 anni della nascita di Napoleone e rientra nell’ambito della legge regionale per la valorizzazione di grandi personalità che si sono distinte nella costruzione dell’identità toscana. Tra queste rientra anche il Bonaparte, sia per le origini toscane della sua famiglia (nativa di San Miniato di Pisa), sia per gli eventi che ne hanno segnato, sempre in terra toscana, la parabola discendente. L’esposizione è stata promossa da Consiglio regionale della Toscana, Fondazione CR Firenze, Fondazione Livorno-Arte e Cultura, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, Comune di Portoferraio, Università La Sorbonne-Villa Finaly Firenze, Fondazione Cesifin Alberto Predieri e con la partecipazione del Polo Museale della Toscana.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Elena Sofia Ricci, mamma “ruvida” per Corsicato
A Giffoni lancia messaggio, giovani siano influencer di cultura

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201914:19

Da Veronica Lario in Loro di Paolo Sorrentino a Suor Angela di Che Dio ci aiuti. Ci sono tanti volti e cuori di donne diverse nella lunga e fortunata carriera di Elena Sofia Ricci che è stata protagonista oggi al 49/o Giffoni Film Fest. E se ne sta per aggiungere uno da mamma “ruvida e che fa scelte estreme per proteggere i propri figli” per la serie Rai “Vivi e lascia vivere” diretta da Pappi Corsicato. Una donna assai diversa dalla mamma Cesaroni. “E’ – continua – una serie piena di segreti, un family drama con anche suspence e giallo. E Laura è una mamma pragmatica, senza smancerie, non proprio una campionessa dell’affettività, che deve piuttosto darsi da fare, che va al sodo e che cerca di proteggere i figli da un dolore enorme, un lutto molto grave nella famiglia. Lei custodisce un segreto piuttosto importante che quando sarà scoperto farà deflagrare la famiglia e metterà tutti in crisi.
Prende delle decisioni forti, nel momento in cui tutto crolla lei si rialza in piedi e si rimette in gioco. Io credo che sia la parte più interessante degli esseri umani il momento della crisi che non è per forza solo negativa, è l’attimo in cui devi riemergere”. La Ricci parla anche di Napoli dove si stanno svolgendo le riprese (“una città che ha fatto un grande passo in avanti, dove c’è un grande fermento culturale”) confrontandola amaramente con Roma, (“fa male vederla così”). A teatro la Ricci sarà in Vetri Rotti di Arthur Miller, con cui farà tappa anche all’Eliseo di Roma: “E’ un autore straordinariamente contemporaneo che racconta della Brooklyn degli anni ’30 in cui si riverberano gli echi della Notte dei Cristalli. C’è una battuta che dimostra tutta la forza di parlare ai giorni nostri: è della sorella della protagonista Sylvia Gellburg, rimasta paralizzata dopo aver sentito gli orrori della persecuzione nazista agli ebrei, che si domanda ‘Ma perché si preoccupa tanto Silvia? E’ lontano! C’è un Oceano di mezzo. Ecco c’è sempre un mare di mezzo tra noi e l’orrore che capita da qualche altra parte”. Sulla sua carriera racconta: “Sono stata tra le prime a fare la televisione pop e fui messa immediatamente in castigo dal cinema. Ora tutti fanno serie perché vanno più del cinema. Io me ne sono sempre abbastanza fregata di questa cosa. Volevo fare questo lavoro, farlo con passione e raccontare quante più donne possibile, diventare altro da me”.
L’attrice ha le idee molto chiare anche sul prossimo ruolo di donna: “La storia ce l’ho. Ho un soggetto da autrice (ma non da regista) che spero di poter scrivere e interpretare, ma che da 13 anni a questa parte ha trovato solo porte chiuse. Quindi mantengo il segreto perché sono scaramantica. Qui siamo in Campania e mi capiscono…”.
Su Giffoni spiega: “Volevo venire a tutti i costi, è il più bel festival e, come è stato detto, il più “necessario”. E’ un festival che insegna a individuare dentro di sé una passione, che sia nello spettacolo oppure altrove nella musica, nella medicina, e cercare di viverla e di farla coincidere con il proprio destino. Io credo che sia l’augurio più grande che si possa fare a qualcuno”. E ai ragazzi dico: “Studiate, leggete, preparatevi e fate gli influencer sì ma di cultura, letteratura, teatro… E non guardate solo la bellezza esteriore, anche perché quella interiore e così forte che a volte fa sembrare anche più belli fuori”.

Al San Carlo a Napoli ciak per Il Commissario RicciardiNuova serie con Lino Guanciale dai gialli anni ’30 di De Giovanni

27 luglio 201919:40

A Napoli tra i palchi del San Carlo, uno dei teatri più belli e antichi del mondo, che ammalio’ Stendhal nel suo Grand Tour, si gira in questi giorni la nuova serie Rai Il Commissario Ricciardi. Tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni (Einaudi) e diretta da Alessandro D’Alatri, è ambientata nel 1932 e segue le indagini di Luigi Alfredo Ricciardi, commissario di Napoli, interpretato da Lino Guanciale. Coprodotta da Rai Fiction e Clemart, andrà in onda nella prossima stagione su Rai1. Per le riprese il Teatro si è trasformato in un set: nella prestigiosa sala e sui palchi tutti rigorosamente in costume anni ’30 e sul palcoscenico le scene pittoriche, come si usava al tempo, di Cavalleria Rusticana.
Dice il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta: “Si è spostato a Napoli – da Taranto ndr – il set de Il commissario Ricciardi e mi pare simbolico e benaugurante che si cominci nella bellezza antica del Teatro San Carlo di Napoli. Non si può immaginare il commissario se non nei luoghi – e nel tempo – in cui lo ha fatto vivere la fantasia di un narratore originale e coinvolgente come Maurizio de Giovanni, che ha seguito il suo personaggio dal libro alla sceneggiatura. Napoli è un paesaggio e uno spirito troppo spesso consegnati ai luoghi comuni, al contrario un commissario come Ricciardi, per certi versi misterioso e arcaico, ne è un fedele interprete che ne svela il complesso fascino e le contraddizioni”.
Protagonista è Lino Guanciale, uno degli attori più promettenti del panorama italiano, amato per le popolari serie La porta rossa e L’allieva. Con il commissario Ricciardi arriva per il 40enne attore abruzzese il ruolo di svolta della carriera. “Interpretarlo – ha detto in un’intervista – e’ un onore e una grande responsabilita’ per tutti noi rendere al meglio possibile lo spirito e la complessita’ dell’architettura costruita da Maurizio De Giovanni attorno a questi personaggi tutti ricchissimi. L’impegno e’ tanto e tutti quanti stiamo lavorando perche’ il risultato sia degno”.
Sottolinea la fedeltà alla trasposizione immaginata da De Giovanni il direttore artistico di Clemart Gabriella Buontempo: “Orgogliosi di cominciare le riprese napoletane del Commissario Ricciardi nello storico Teatro Lirico San Carlo, fedeli alla trasposizione immaginata da De Giovanni nei romanzi che legano la realizzazione della Fiction ai siti napoletani e grati della collaborazione di Regione Campania Film Commission e città di Napoli”.
La fiction è scritta dallo stesso giallista napoletano che con ‘Il pianto dell’alba – Ultima ombra per il commissario Ricciardi’, uscito un mese fa, ha chiuso il ciclo del personaggio che da 15 anni vive nei suoi romanzi. Con lui hanno lavorato gli sceneggiatori Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff. Nel cast anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (il dottor Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Nunzia Schiano (Rosa), Peppe Servillo (Don Pierino), Mario Pirrello (Garzo), Adriano Falivene (Bambinella), Massimo De Matteo (il padre di Enrica), Susy Del Giudice (la madre di Enrica) e Marco Palvetti (Falco).
La Sovrintendente del Teatro Rosanna Purchia conclude: “Sono felice di questa nuova collaborazione con Rai, il fil rouge di Cavalleria ci unisce ancora e ci vedrà tra qualche giorno assieme per la diretta televisiva dai sassi di Matera”.

Aida ‘nera’, soprano protesta a VeronaTamara Wilson parla di razzismo, Fondazione Arena non gradisce

VERONA27 luglio 201918:29

Il tema del razzismo fa irruzione nel bel mezzo della stagione lirica a Verona, complice lo storico ruolo di ‘Aida’, la schiava etiope, e un soprano, l’americana Tamara Wilson, che ha minacciato il rifiuto del trucco ‘nero’ sul volto, parlando – con post su Instagram – di una visione razzista nel mondo dello spettacolo. Una interpretazione spiegata dettagliatamente – “conosco colleghi che non vogliono che il colore della loro pelle sia un costume, perchè se lo rinforzi per specifici ruoli questo non aiuta ad abbracciare la diversità” – con l’ammissione che “nessuna opinione è più giusta o corretta, perchè è personale”.
Il compromesso tuttavia è stato trovato: nella prossima rappresentazione di Aida, 28 luglio, con Placido Domingo sul podio d’orchestra, Wilson avrà un trucco “alleggerito”, cioè meno scuro. La cantante ha abbozzato, “ho vinto una battaglia, non la guerra”. Ma questo sarebbe il massimo che la Fondazione Arena si è detta disponibile a concederle, pena chiamare un sostituto per il ruolo.

Fillippo Nigro, ho detto sì a Ozpetek senza neppure il copione”Mi manca personaggio un po’ schizofrenico o cavalcare un drago”

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201919:40

“Ho detto di sì a Ferzan al buio, senza sapere nemmeno quale fosse il mio personaggio, tendi a fidarti di uno come lui. Ero nel parcheggio della mia palestra sotto il sole e mi è arrivata la sua telefonata: ‘Vuoi fare una parte nel mio film?’ e io ho detto subito sì. Ho fatto bene perché mi sono divertito tantissimo”.
Lo racconta Filippo Nigro, nell’incontro con la platea del Giffoni Film Festival, parlando della sua partecipazione al film di Ozpetek La dea Fortuna, con Stefano Accorsi e Edoardo Leo, di prossima uscita. E aggiunge: “E’ la mia terza volta con lui. Non ci lavoravo da La finestra di fronte, che considero il ‘mio’ film”.
Nigro, che sullo schermo ha interpretato tanti ruoli diversi dal politico corrotto Amedeo Cinaglia nella serie Netflix “Suburra” a Ponzio Pilato in “Barabba” e ricorda in modo assai onesto anche tutti i provini cui non è stato preso, parla anche di come vorrebbe interpretare un personaggio molto diverso da quello che finora gli è stato chiesto: “Vorrei fare qualcosa di meno posato, lavoro quasi sempre sulla sottrazione e invece vorrei farlo di più sull’eccentricità e la follia. Chi mi conosce mi dice spesso che nella vita reale sono una mitraglia, sul set ho sempre interpretato personaggi pacati, vorrei qualcuno un po’ schizofrenico…”. Quando poi qualcuno gli ricorda un suo recente tweet su Il trono di spade dice ridendo: “Ecco me lo ero perso e poi qualche mese fa ho recuperato vedendo le stagioni tutte assieme. Bellissime! Ecco sullo schermo mi sarebbe piaciuto anche fare qualche battaglia epica di quelle. Oppure cavalcare un drago…”.
Su “Suburra”, la cui produzione della terza stagione inizierà a breve, Nigro non si sbilancia: “Non so davvero nulla, a parte il fatto che saranno 6 puntate invece che 8. Proprio niente, Cinaglia per quanto ne so potrebbe anche essere ammazzato durante la prima puntata”.
Sul festival di Giffoni, Nigro che ricorda di essere stato un ragazzino molto introverso, nerd, un po’ strano (“ero anche sonnambulo”), spiega: “Mi piace molto incontrare i ragazzi.
Nonostante il momento politico, le crisi, i problemi vari, io sono ottimista e penso che la loro età sia ‘una figata’. Hanno tanti mezzi più di noi, basta guardare come possono usare il telefono anche per fare film e altro… Ma non dirò loro ‘dovete fare quello e quell’altro’ perché mi fa sentire vecchio”.

Gubitosi, per 50/mo Giffoni invitiamo MattarellaDirettore del Festival, vorrei anche De Niro, Streep e Benigni

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201919:39

Vulcanico e sempre in cammino. E’ difficile persino fermarlo per chiedergli un bilancio di questa 49/a edizione del Giffoni Film Fest perché Claudio Gubitosi, il direttore del festival, è perennemente circondato dai giffoners che gli chiedono spiegazioni e consigli, gli danno suggerimenti. Il più insistente è: “Direttore, l’anno prossimo il festival fa 50 anni, perché non lo fai durare 20 giorni?”. “Non lo faccio, per farvi rimanere un po’ di voglia di tornare” ribatte lui. E comunque i progetti e i desideri per la 50/a edizione sono tanti. “A cominciare dal più importante: che venga dai nostri ragazzi il presidente Mattarella e che l’Italia grazie a lui abbracci Giffoni. E poi anche David Sassoli e le istituzioni europee. Vorrei chiamare anche i primi giffoners: sono stato a molti dei loro matrimoni, mi hanno mandato le loro tesi di laurea. Ora sono imprenditori, anche famosi, medici, avvocati, magari anche qualche nonno o nonna. Molti hanno portato qui i loro figli… Ecco non voglio perdere le origini locali, popolari. Qui da noi il glamour non c’è e non lo vogliamo”.
“E’ davvero difficile – dice – spiegare Giffoni. Bisogna venire qui e stare in mezzo a questi bambini, ragazzi e giovanotti. Che hanno adottato e fatto diventare famoso in tutto il mondo un piccolo paese campano. E’ diventato la piazza del mondo perché qui c’è una generazione che finalmente viene ascoltata dagli adulti, le persone che hanno fatto qualcosa di buono nella vita vengono e hanno il dovere di trasferire la loro esperienza ai ragazzi”. “Giffoni – continua Gubitosi – è una democrazia, che mette insieme 52 Paesi diversi del mondo grazie agli oltre 6 mila giurati, 250 talent, sempre più film e anteprime. Ma non dobbiamo fermarci perché si può fare ancora di più. Truffaut diceva che ogni cosa che si fa per i ragazzi è sempre poco. E’ stato un mantra della mia vita. Dobbiamo dargli tutto quello che la società non gli dà durante l’anno. I primi giorni qualcuno veniva con il musetto lungo e mi diceva: ‘Io sono triste’. ‘E perché non ti diverti?’ chiedevo. ‘Perché tra 10 giorni finisce Giffoni!’. Qui concretizzano il desiderio di essere adulti consapevoli, di avere una società meno brutta di quella che loro vedono tutto l’anno, fatta di pericoli sul web, di intolleranza sociale, di femminicidi, di cyberbullismo. Qui a Giffoni se ne discute ma con serenità, assieme a tutti gli altri”. “E’ una bella storia italiana – spiega – che il mondo ci invidia. Abbiamo fatto una cosa straordinaria a Giffoni, un paese di 12 mila persone dove 49 anni fa non c’era nemmeno un ristorante. Non c’era Internet, non c’era niente. Ora c’è la Cittadella del cinema e la Multimedia Valley, fatte con i finanziamenti europei”. “Tornando ai 50 anni – spiega Gubitosi – non voglio fare cose tradizionali, potremmo far ritornare i grandissimi che ci hanno onorato da De Niro a Meryl Streep fino a Benigni. Qualcuno mi ha anche consigliato di far fare delle enormi torte a dei grandi chef stellati. Ma quando mai? Io voglio chiamare 50 famiglie, che facciano ogni giorno 50 torte fatte in casa. E stiamo pensando anche tante altre cose con la regione Campania e con il Comune”.
“Se dobbiamo fare calcoli precisi – aggiunge – per ogni milione di soldi pubblici che si investe su Giffoni noi ne restituiamo 2.8. Però mi interessa di più il bilancio umano, sociale, sentimentale e cioè lo sguardo e il sorriso di questi ragazzi.
“Dopo tutti questi anni, viene voglia anche a me di fare per una volta il blue carpet di Giffoni…” conclude ridendo. E poi chiede ai due ragazzini che gli sembrano più timidi del gruppo che ha davanti: “Dai, venite con me a farlo che chiediamo al cameramen di riprenderci come delle star…”.

Nigro, sì a Ozpetek senza copione”Mi manca personaggio un po’ schizofrenico”

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201920:01

– “Ho detto di sì a Ferzan al buio, senza sapere nemmeno quale fosse il mio personaggio, tendi a fidarti di uno come lui. Mi è arrivata la sua telefonata: ‘Vuoi fare una parte nel mio film?’ e io ho detto subito sì. Ho fatto bene perché mi sono divertito tantissimo”. Lo racconta Filippo Nigro, al Giffoni Film Festival, parlando della sua partecipazione al film La dea Fortuna, con Stefano Accorsi e Edoardo Leo, di prossima uscita.
“E’ la mia terza volta con lui. Non ci lavoravo da La finestra di fronte, che considero il ‘mio’ film”.
Nigro, che sullo schermo ha interpretato tanti ruoli diversi dal politico corrotto Amedeo Cinaglia nella serie Netflix “Suburra” a Ponzio Pilato in “Barabba”, parla anche di come vorrebbe interpretare un personaggio molto diverso da quello che finora gli è stato chiesto: “Vorrei fare qualcosa di meno posato, lavoro quasi sempre sulla sottrazione e invece vorrei farlo di più sull’eccentricità e la follia, vorrei un personaggio un po’ schizofrenico”.

Giffoni: Accorsi, in 1994 Notte è più vivo che maiNon sarò in The New Pope, onorato per 3/o film con Ozpetek

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201909:19

Erano 20 anni che Stefano Accorsi non tornava a Giffoni. Vent’anni in cui il festival è cresciuto tantissimo, come del resto anche l’attore dal punto di vista professionale ma anche esistenziale (è diventato papà di tre figli). E oggi è stato acclamato e ricercato da tutti i partecipanti della 49/a edizione. “I piccoli e i giovani – dice Accorsi – hanno un modo bellissimo di fruire le cose che è quello non sovrastrutturato. Se una cosa gli piace, lo capisci. Se li catturi, stanno attenti. Se li diverti, ridono. Sono un ottimo banco di prova. Io gli ho portato dall’Orlando Furioso al Decamerone e mi hanno detto: ‘Non me l’aspettavo così’. Allora capisci che li hai fatti appassionare perché gli hai fatto capire che quell’opera parla di loro”.    Ma Accorsi non può non placare la grande curiosità dei tanti fan delle serie televisiva, nata da una sua idea e da lui interpretata, in onda in autunno su Sky ovvero 1994, parte finale della trilogia dedicata a Tangentopoli e alla discesa in campo di Silvio Berlusconi. Il suo personaggio Leonardo Notte, nella scena finale di 1993 infatti, giace esanime sull’asfalto colpito da un proiettile che sembra mortale. Una scena da brivido pari solo alla morte di Marco D’Amore-Ciro in Gomorra.
Ma Leonardo Notte è davvero immortale: “Non solo torna in 1994 – spiega Accorsi – ma sarà più vivo che mai. Cambierà? Cambiare totalmente lo stile di un personaggio così, non è possibile. Nel teaser che sta girando in questi giorni gli chiedono: ‘Ma non eri morto?’ e lui risponde beffardo: ‘Ti piacerebbe…'” racconta Accorsi. “All’inizio delle riprese – aggiunge – ci siamo detti: Notte è uno che è morto e non solo sopravvive alla morte ma addirittura torna mentre Berlusconi vince, con il 25%, da un’idea di Leonardo Notte. Poi nelle serie precedenti c’era un progetto riservato, quello della ‘discesa in campo’, Berlusconi aveva ancora dei dubbi. Ora non più e Notte diventa, ma lo era già, un personaggio ‘liberatorio'”.
Spazio anche all’altro grande ruolo che Accorsi ha appena avuto nel film di Ferzan Ozpetek: “Con Ferzan abbiamo finito il terzo film insieme. Le Fate ignoranti, poi Saturno contro e ora La Dea Fortuna. E’ stato molto interessante perché si cresce, ci si perde, ci si trova diversi. Siamo amici, non abbiamo una frequentazione assidua ma rimane sempre un filo. E’ davvero un fuoriclasse e anche una persona molto spiritosa” dice Accorsi.
L’attore coglie l’occasione per dire la sua anche sui figli delle coppie omosessuali: “La famiglia è dove c’è l’amore! Conosco tanti figli di amici omosessuali, se i genitori sono contenti, stanno bene anche loro. Tutto il resto sono pregiudizi e frasi fatte. Quando sento dire è contro natura o addurre ragioni religiose, penso sempre: ma di cosa stiamo parlando? Anche il Vecchio e Nuovo Testamento sono stati scritti da uomini…”.
Accorsi risponde anche a chi gli chiede se sarà anche nel seguito della serie di Paolo Sorrentino con Jude Law: “Non sarò nella nuova stagione di The New Pope, so che è uscita questa notizia ma non sarà così” dice Accorsi che spende parole lusinghiere sul regista: “La sua zampata si riconosce, è davvero padrone del suo set”. E a chi gli chiede se sogna un futuro dietro la cinepresa ribatte: “Pochi attori ci riescono, da De Sica a Eastwood. E’ un ruolo molto diverso. Io voglio essere ben diretto come attore, perché è la cosa che so fare meglio”.
Infine uno sguardo al futuro dei giovani: “Quando diventi genitore ti vengono delle ansie. Però a volte le ansie sono solo nostre. Oggi è dura trovare lavoro, è un momento difficile dal punto di vista della gestione di questo Paese, dal punto di vista della crisi, c’è molto scontento e molta infelicità. Ecco credo che un festival come Giffoni ci dice una cosa importante per i nostri giovani. La passione è importante. Le passioni vanno alimentante perché ci danno energia e poi possono diventare anche un lavoro”.

– “Leonardo Notte torna in 1994 e sarà più vivo che mai”. A tranquillizzare i fedelissimi della serie 1992 e 1993 che hanno visto il personaggio principale colpito da un proiettile ed esanime sull’asfalto è Stefano Accorsi che lo interpreta e dalla cui idea è nata la serie di successo che sta per tornare su Sky e che è tornato, dopo 20 anni, al Giffoni Fim Fest.
“Innazitutto possiamo dire che è vivo. Cambierà? Mah, cambiare lo stile di un personaggio così non è possibile. Nel teaser che sta girando in questi giorni gli chiedono: ‘Ma non eri morto?’ e lui risponde beffardo: ‘Ti piacerebbe…'” racconta Accorsi. “All’inizio delle riprese – dice – ci siamo detti: Notte è uno che è morto e non solo sopravvive alla morte ma addirittura torna mentre Berlusconi vince, con il 25%, da un’idea di Leonardo Notte. Poi nelle serie precedenti c’era un progetto riservato, quello della ‘discesa in campo’, Berlusconi aveva ancora dei dubbi. Ora non più e Notte diventa un personaggio ‘liberatorio'”.

Re Leone a Giffoni con Timon e PumbaIl sontuoso rifacimento grande classico del ’94 incanta i jurors

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201910:51

– A Giffoni è il giorno della grande anteprima de Il Re Leone, il nuovo film Disney del regista Jon Favreau, rifacimento ad altissima tecnologia che riporta sul grande schermo i protagonisti del classico Disney del 1994. A raccontarlo tra risate e parole che dimostrano una grande sintonia e anche un bel valore aggiunto della versione “tricolore” sono due dei doppiatori italiani, ovvero Edoardo Leo e Stefano Fresi che hanno incontrato i ragazzi e i bambini del 49/o Giffoni Film Fest. Se, infatti, Marco Mengoni è la voce di Simba ed Elisa di Nala, Leo è il suricato Timon e Fresi il facocero Pumbaa. Un film che all’unisono definiscono “dal punto di vista visivo incredibile”.
“Da appassionato di Disney, conoscevo anche Il Re Leone, anche se non ero piccolo quando è uscito. La partitura è pazzesca, le canzoni sono stupende” dice Fresi. Leo parla del primo doppiatore italiano di Timon: “Quando arrivi dopo un grande come Tonino Accolla, il confronto è schiacciante. Ho fatto del mio meglio”.

Marcello, Maresco e Martone in concorso a VeneziaTre registi italiani in gara alla 76ma mostra del Cinema. Salvatores e Archibugi fuori concorso. Prima mondiale per serie tv Sorrentino e Sollima

25 luglio 201919:59

Un romanzo di formazione totalmente reinventato nell’ambientazione (lì la California, qui Napoli) ma non nella potenza politica – MARTIN EDEN di Pietro Marcello con un camaleontico Luca Marinelli – un classico di Eduardo De Filippo riportato alla Napoli contemporanea di Gomorra – IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Mario Martone con Francesco Di Leva – e la lettura grottesca della Sicilia a 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino – LA MAFIA NON E’ PIU’ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco con Letizia Battaglia e Ciccio Mira.
Il tris italiano in gara alla 76/ma Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) ha un filo rosso nel racconto sguincio e a suo modo realistico del nostro paese travagliato nella dialettica bene/male, nonostante storie di fantasia o riferimenti letterari. “Film italiani – dice il direttore Alberto Barbera – scelti dopo aver visto tutti i film disponibili e valutati decidendo di mettere in concorso quelli con ambizioni più alte e sfide più radicali”.
Marcello, Martone (al secondo anno consecutivo in concorso), Maresco guidano idealmente una pattuglia italiana numerosa composta da registi amati dal pubblico e giovani emergenti disseminando i talenti in ogni sezione senza i ghetti di qualche anno fa. Ecco così che il direttore Alberto Barbera può permettersi di puntare per il concorso su tre opere forse ruvide e lasciare al Fuori Concorso il nuovo film di Gabriele Salvatores TUTTO IL MIO FOLLE AMORE on the road sulla diversità con un adolescente che trascina i tre adulti più importanti della sua vita Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono (dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non avere paura) e VIVERE di Francesca Archibugi, storia familiare con la coppia Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. In prima mondiale arrivano due episodi ciascuno di altrettante attese serie tv internazionali, di Sky Studios: THE NEW POPE di Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich e ZEROZEROZERO di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano sul traffico di cocaina. Ma c’è molto altro come il racconto “più vero” dell’imprenditrice influencer Chiara Ferragni in CHIARA FERRAGNI – UNPOSTED di Elisa Amoruso nella sezione Sconfini che propone anche EFFETTO DOMINO di Alessandro Rossetto sulla crisi economica in nord est, il “sorprendente e indefinibile” IL VARCO di Federico Ferrone e Michele Manzolini. Fuori Concorso nella sezione fiction oltre a Salvatores e Archibugi è italiano anche il film di chiusura THE BURNT ORANGE HERESY di Giuseppe Capotondi mentre nella non fiction IL PIANETA IN MARE di Andrea Segre racconta Marghera, CITIZEN ROSI di Didi Gnocchi e Carolina Rosi è un film sulla storia italiana attraverso il cinema civile di Francesco Rosi, I DIARI DI ANGELA 2 di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. In Orizzonti c’è l’esordio autobiografico di Nunzia De Stefano (ex moglie di Matteo Garrone, conosciuta sul set di Gomorra, cresciuta in un container di Ponticelli per sfollati dal terremoto dell’80) NEVIA, l’esordio di Carlo Sironi con SOLE.
Biennale College fa debuttare Chiara Campara con LESSONS OF LOVE, mentre tra i documentari di Venezia Classici ci sono FELLINI FINE MAI di Eugenio Cappuccio, BOIA, MASCHERE E SEGRETI: L’HORROR ITALIANO DEGLI ANNI SESSANTA di Steve Della Casa, SE C’E’ UN ALDILA’ SONO FOTTUTO. VITA E CINEMA DI CLAUDIO CALIGARI di Simone Isola e Fausto Trombettta, LIFE AS A B-MOVIE: PIERO VIVARELLI di Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli, FULCI FOR FAKE di Simone Scafidi. Infine un corto italiano a Orizzonti: SUPEREROI SENZA SUPERPOTERI di Beatrice Baldacci.

A Venezia serie Sorrentino e SollimaThe New Pope e ZeroZeroZero proiettate in anteprima mondiale

26 luglio 201909:31

– Le serie The New Pope di Paolo Sorrentino e Zerozerozero di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano, saranno proiettate in anteprima mondiale come eventi speciali fuori concorso alla 76/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Al Lido sono in programma due episodi per ciascuna delle due serie targate Sky Studios.

Venezia top, da Polanski a SoderberghIn gara anche Ad Astra con Brad Pitt alla 76ma Mostra del cinema

25 luglio 201917:42

Ad Astra con Brad Pitt, J’accuse di Roman Polanski, Joker di Todd Philips con Joaquin Phoenix, The Laundromat di Steven Soderbergh con Gary Oldman, Banderas, Meryl Streep sui Panama papers sono tra i titoli top in concorso alla 76/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). L’annuncio oggi a Roma.

Hedy Lamarr, star che inventò wirelessProtagonista dello scandaloso Estasi. Restauro a Venezia

TORINO27 luglio 201912:36

– La versione restaurata di Estasi, successo del ’34 con lo scandalo della sequenza in cui Hedy Lamarr, appare completamente nuda è il film in pre-apertura alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Nata a Vienna nel 1914, Hedwig Eva Maria Kiesler, non fu solo una star di Hollywood – interpretò Sansone e Dalila, lavorò con Spencer Tracy, Clark Gable, Robert Taylor, fu diretta da King Vidor, ma una geniale inventrice: i suoi brevetti sono alla base delle tecnologie wireless. Lo raccontano Cinzia Ballesio e Giovanna Giordano in ‘L’Informatica al femminile. Storie sconosciute di donne che hanno cambiato il mondo’ (Neos). Nel 1941 l’attrice e il compositore George Antheil idearono un sistema di segnalazione basato sulla variazione di frequenza. Il lavoro è alla base della tecnica di trasmissione usata nella telefonia mobile per la trasmissione di dati Bluetooth e nelle reti wireless. Nei Paesi di lingua tedesca il 9 novembre, data della sua nascita, viene celebrato l’Inventor Day in suo onore.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Giffoni: ecco i film vincitori da Teacher a Blinded by the Light
Premiati anche Rocca, Giant Little Ones, Place of no Words e il doc In the Name of your Daughter

GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201913:42

ROCCA CHANGES THE WORLD di Katja Benrath (Germania, 2019) nella sezione Elements +6, TEACHER di Siddharth Malhotra (India, 2018) per gli Elements+ 10, BLINDED BY THE LIGHT by Gurinder Chadha (UK/Regno Unito) per i Generator +13, GIANT LITTLE ONES di Keith Behrman (Canada, 2018) per i Generator +16, THE PLACE OF NO WORDS di Mark Webber (USA, 2019) per i Generator +18. Il vincitore per la sezione Gex Doc è IN THE NAME OF YOUR DAUGHTER di Giselle Portenier. Sono i vincitori del Giffoni Film Festival 2019.Dopo giorni intensi tra proiezioni e dibattiti gli oltre 6200 jurors hanno deciso quali sono i sei lungometraggi vincitori del Gryphon Award 2019. Una selezione appassionata che ha messo a confronto oltre 100 opere in concorso, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, scelti tra 4100 produzioni (provenienti da tutta Europa ma anche da Giappone, Corea del Sud, Iran, Canada e Stati Uniti) ricevute in preselezione.In ROCCA CHANGES THE WORLD, distribuzione internazionale Beta Cinema, Rocca vive da sola in una grande casa: impavida e piena di curiosità, trova in Caspar un amico insolito che si rivelerà il prepotente della classe, ma la cosa più importante per la bambina è conquistare il cuore di sua nonna.
In TEACHER, distribuzione internazionale Yash Raj Films, si racconta la storia di Naina Mathur, un’aspirante insegnante affetta dalla sindrome di Tourette. Dopo diversi colloqui e numerosi rifiuti, ottiene il lavoro dei suoi sogni come insegnante a tempo pieno in una delle scuole più esclusive della città. Tuttavia, comprende presto che all’interno della sua classe ci sono studenti che le daranno problemi.BLINDED BY THE LIGHT è una storia di coraggio, amore, speranza e famiglia, intrisa della capacità che ha la musica di sollevare lo spirito umano. La regista è nota al pubblico per Sognando Beckham. Il lungometraggio, nelle sale italiane a partire dal 29 agosto distribuito in Italia da Warner Bros. Pictures, racconta di Javed, un adolescente britannico di origine pakistana, che vive nella città di Luton, in Inghilterra, nel 1987. Nel tumultuoso clima razziale ed economico dell’epoca, Javed scrive poesie per sfuggire all’intolleranza della città natale e all’inflessibilità del padre tradizionalista ma, quando un compagno di classe lo introduce alla musica di Bruce Springsteen, il ragazzo trova nei potenti testi del cantautore dei parallelismi con la sua vita e comincia a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce. In GIANT LITTLE ONES, distribuzione internazionale Mongrel International, Franky Winter e Ballas Kohl sono amici fin dall’infanzia. Rappresentano l’élite del liceo: belli, star della squadra di nuoto e popolari con le ragazze, vivono una perfetta vita da adolescenti, fino alla memorabile festa del diciassettesimo compleanno di Franky, quando entrambi vengono coinvolti in un incidente che cambierà le loro vite per sempre.A metà tra immaginazione e realtà THE PLACE OF NO WORDS, distribuzione internazionale Wide Awake Cinema. Protagonista è Bodhi Palmer e la sua famiglia.  Al centro del film il modo in cui affrontiamo la morte e l’amore, le risate e il dolore, raccontato attraverso gli occhi di un padre e di suo figlio.Il doc IN THE NAME OF YOUR DAUGHTER, distribuzione internazionale DR TV, c’è Rosie Makore che è scappata dalla sua casa nel nord della Tanzania per salvarsi dall’infibulazione e dal matrimonio che i genitori hanno pianificato per lei. Ad aiutarla è Rhobi Samwelly, una delle donne più carismatiche d’Africa, che accoglie ragazze di ogni religione in una casa rifugio e gira per le campagne per combattere questa tradizione millenaria.

Jennifer Lawrence ‘mafiosa’ per Paolo SorrentinoE’ Mob Girl, adattamento del romanzo di Teresa Carpenter

24 luglio 201918:34

Jennifer Lawrence sarà la protagonista di Mob Girl, il nuovo film di Paolo Sorrentino, adattamento del libro di Teresa Carpenter, vincitrice del Premio Pulitzer. L’annuncio di Variety è confermato dalla produzione. Sorrentino produrrà il progetto insieme a Lorenzo Mieli di Wildside e anche l’attrice americana entrerà nella produzione. Il film segue la vera storia di una delle rare donne gangster d’America. Arlyne Brickman, cresciuta nel Lower East Side di New York City, fu attirata dallo stile di vita appariscente dei mafiosi di New York e pur provenendo da tutt’altro ambiente iniziò a frequentarli, a fare ‘commissioni’ per loro, a infiltrarsi nell’organizzazione e solo molti anni dopo decise di cambiare vita e diventare informatrice della polizia. La sua testimonianza portò alla cattura e alla condanna di boss come Anthony Scarpati e della famiglia criminale Colombo. Con Sorrentino, Angelina Burnett lavora all’adattamento della biografia della Brickman scritta da Teresa Carpenter.

Kevin Spacey festeggia 60 anniAncora nubi a Londra e LA per premio Oscar “American Beauty”

NEW YORK26 luglio 201911:04

Kevin Spacey festeggia il 26 luglio 60 anni preparandosi alla riscossa. Il divo premio Oscar nel 2000 per “American Beauty” e’ arrivato al giro di boa della terza eta’ mentre almeno una delle nubi giudiziarie che si sono addensate sulla sua carriera a partire dall’ottobre 2017 si e’ dissolta. La procura del Massachusetts ha da poco lasciato cadere le accuse di aver molestato un barista diciottenne di un locale dell’isola di Nantucket. Pena a rischio, cinque anni di reclusione, ma Kevin se l’e’ cavata dopo che la giuria ha accettato la versione del suo avvocato secondo cui l’accusatore avrebbe cancellato messaggi e fotografie scambiate con l’attore. Il caso era l’unico a livello penale contro il divo e l’archiviazione ha fatto suonar campanelli d’allarme per i procuratori che stanno cercando di incastrarlo negli Usa come in Gran Bretagna, dove il protagonista di “House of Cards” e’ stato direttore artistico dell’Old Vic dal 2004 al 2015. “Il modo con cui si e’ concluso il caso e’ sintomatico di come cambia un movimento di opinione pubblica come #MeToo una volta messo alla prova in un’aula di tribunale”, ha detto Mark Geragos, un avvocato specializzato nella difesa delle celebrità tra cui Michael Jackson e Wynona Riders. Di diverso avviso l’avvocatessa femminista Gloria Allred che rappresenta molte vittime di Harvey Weinstein, del rapper R Kelly e del finanziere Jeffrey Epstein: “Assurdo. Non dovrebbe avere alcun impatto. Il caso contro Spacey era molto specifico e non c’era modo in cu avrebbe potuto andare avanti”. Se adesso “potrebbe tornare a lavorare”, come ha pronosticato “Variety” secondo cui ci sarebbe almeno uno sceneggiatore candidato agli Oscar che vorrebbe l’attore nel cast, i guai con la giustizia per Spacey non sono comunque finiti. Continuano le inchieste sul suo conto in Gran Bretagna e in maggio Scotland Yard e’ volata negli Usa per interrogarlo su sei casi di molestie, mentre Kevin e’ finito sotto inchiesta anche a Los Angeles. Si tirano intanto le somme delle conseguenze delle accuse su una carriera che ha visto anche un Oscar da non protagonista nel 1996 per “Usual Suspects”. Il presidente Frank Underwood da lui memorabilmente interpretato in “House of Cards” e’ stato “ucciso” all’inizio dell’ultima stagione mentre il regista Ridley Scott e’ tornato a girare scene di “All The Money in the World” mettendo Christopher Plummer nella parte del petroliere J. P. Getty in precedenza affidata a Kevin. Lo scorso agosto poi “Billionaire Boys Club”, un thriller basato su una truffa che fece le prime pagine nella California degli anni Ottanta, fu un flop senza precedenti con un incasso totale di 126 dollari nel venerdì di apertura: meno di un biglietto venduto a sala. Era stato l’ultimo film girato da Spacey prima delle accuse e la produzione aveva rischiato il tutto per tutto facendolo uscire in dieci sale di provincia dopo un’uscita ugualmente sfortunata come “video on demand” un mese prima.

Venezia: in concorso donne, storia e il tris ItaliaAttesi Joker, Polanski, Ad Astra. Scorsese? “Non è pronto”

25 luglio 201920:00

Donne in tutte le declinazioni, ma anche rivisitazione storica e cinema del reale, queste le tre anime, almeno secondo Alberto Barbera, di questa 76/ma edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica (28 agosto – 9 settembre) presentata oggi a Roma dal direttore artistico insieme a Paolo Baratta presidente della Biennale di Venezia.
Tre i film in corsa per l’Italia: MARTIN EDEN di Pietro Marcello con Luca Marinelli; LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco e IL SINDACO DI RIONE SANITÀ di Mario Martone (che torna in concorso solo un anno dopo CAPRI-REVOLUTION).
‘Effetto timing’ anche quest’anno sulla presenza del cinema nord americano al Lido (un vantaggio di Venezia su Cannes che a maggio trova pochi lungometraggi pronti per la sala), che fa sì ci siano, proprio come l’anno scorso, ben 5 film, sui 21 in concorso, con relative potenziali star sul tappeto rosso. Un quintetto così composto: MARRIAGE STORY di Noha Baumbach con Scarlett Johansson, Adam Driver e Laura Dern; GUEST OF HONOUR del canadese Atom Egoyan; AD ASTRA di James Gray con Brad Pitt, Tommy Lee Jones e Donald Sutherland; JOKER di Todd Philliphs con Joaquin Phoenix e Robert De Niro e THE LAUNDROMAT di Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas e Sharon Stone.
Tornando al concorso, il tema del femminile compare in più di un film. E’ il caso di THE PERFECT CANDIDATE di Haifa Al-Mansour, prima regista donna dell’Arabia Saudita, con la storia di una giovane donna con ambizioni politiche che a un certo punto si candida alla carica di sindaco (”un film che indaga con intelligenza sulla condizione femminile nel paese di Haifa Al-Mansour” dice Barbera); c’è poi EMA di Pablo Larrain (”un diario incendiario, e non solo metaforicamente, di una donna”) con Bernal nei panni di un coreografo di una compagnia di danza e Mariana Di Girolamo la moglie, in quelli di un’insegnante scolastica e, infine, MARRIAGE STORY di Noah Baumbach con Scarlett Johansson e Adam Driver, coppia problematica di genitori alle prese con il divorzio tra New York e Los Angeles.
Sul fronte invece ‘rivisitazione storica’ e ‘cinema del reale’ al primo posto c’è, in concorso, l’atteso J’ACCUSE di Roman Polanski (”al meglio delle sua bravura in questo film”, dice Barbera) con una nuova lettura di uno dei casi più analizzati della storia di inizi Novecento, quel caso Dreyfus scoppiato in Francia sul finire del XIX secolo, che divise il Paese dal 1894 al 1906- E questo a seguito dell’accusa di tradimento e intelligenza con la Germania mossa al capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus. Nella produzione del film, con protagonista Jean Dujardin, anche Luca Barbareschi.
Ancora sul tema storico c’è poi il film di Soderbergh THE LAUNDROMAT, meticolosa ricostruzione storica dello scandalo dei Panama Papers. Una mega produzione Netflix con un cast all star composto da Meryl Streep, Antonio Banderas e Gary Oldman. La vocazione del festival di Venezia, tra film di nicchia e mainstream, si rinnova tutta anche quest’anno. Troviamo in questo senso film come AD ASTRA, film di James Gray con Brad Pitt che si pone al seguito di altri titoli «spaziali» veneziani, da GRAVITY a THE FIRST MAN, e c’è poi quel JOKER di Todd Philips con Joaquin Phoenix nel ruolo di quella maschera nemica per eccellenza e questo in una storia «ultra-dark», come l’ha definita Barbera.
Nel cartellone due assenze: The Irishman di Martin Scorsese (“è un sogno che tutti abbiamo accarezzato ma non è pronto – dice Barbera – gli effetti speciali per ringiovanire Robert De Niro hanno richiesto più tempo e ora l’uscita è slittata a novembre) e A rainy day in New York di Woody Allen (“lo avrei voluto ma hanno preferito un’uscita senza i clamori di un festival”).

Cinema: A Midsommar nel villaggio dei dannatiIn sala l’horror di Ari Aster. Jordan Peele lo acclama

25 luglio 201909:52

– Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Hereditary – Le radici del male”, Ari Aster torna dietro la macchina da presa con uno degli horror più attesi di tutta la stagione dai fan del genere. E’ Midsommar – Il villaggio dei dannati, in sala dal 25 luglio con Eagle. Il regista ci porta in un piccolo villaggio della Svezia dove ogni novant’anni in piena estate si svolge un leggendario Festival.
Ma per un gruppo di amici quella che doveva essere una vacanza idilliaca si trasforma ben presto in un incubo terrificante. Protagonista l’attrice Florence Pugh (già apparsa in “The Falling”, “Lady Macbeth”, “L’uomo sul treno – The Commuter” e attualmente impegnata sul set di “Black Widow”, film sull’eroina Marvel interpretata da Scarlett Johansson), qui nei panni della giovane Dani che, insieme al fidanzato Christian (Jack Reynor) e a un gruppo di amici, decide di recarsi in Svezia per partecipare a un famoso festival di mezza estate del luogo: da rifugio idilliaco, questo remoto villaggio di campagna si trasformerà rapidamente in un luogo da incubo.
Completano il cast Will Poulter, William Jackson Harper e Julia Ragnarsson. Il regista premio Oscar Jordan Peele, autore degli acclamati horror “Scappa – Get out” e “Noi (Us)”, è rimasto profondamente colpito da “Midsommar”, elogiando la seconda opera del collega Ari Aster con queste parole: “Penso che Ari Aster abbia realizzato l’horror più idilliaco di tutti i tempi – ha dichiarato il cineasta – Si è trattato delle immagini più atroci e inquietanti mai viste sul grande schermo. Eppure me le sono godute con la bocca spalancata e gli occhi sgranati. (…) Questo film è letteralmente unico. Nessuno ha mai visto le cose che ci sono in questo film, e qualsiasi altro horror che uscirà dopo ‘Midsommar’ dovrà affrontare il paragone”.

Fausto Coppi rivive al Teatro CarignanoIn ‘L’affollata solitudine del campione’ di Gian Luca Favetto

TORINO26 luglio 201920:19

– A cento anni dalla nascita Fausto Coppi rivive nel reading ‘Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione’, di Gian Luca Favetto, andato in scena questa sera, in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino.
Sul palco, lo stesso regista e scrittore Gian Luca Favetto, Michele Maccagno, Fabio Barovero e l’allieva della Scuola del Teatro di Torino Letizia Russo. Si tratta di una produzione del Circolo dei lettori e del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale che verrà replicato domani in occasione agli European Master Games in corso a Torino.
Lo spettacolo è un omaggio al legame d’amore che Coppi aveva con il territorio piemontese, ma anche allo sport e allo spirito sportivo che caratterizzò tutta la vita del grande campione del ciclismo amatissimo da tutti gli italinai.

Servillo sicario da fumetto per IgortL’attore in ‘5 è il numero perfetto’ in corsa a Giornate Autori

24 luglio 201917:57

– ‘5 è il numero perfetto’ di Igort è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Adattamento dell’omonima graphic novel di Igort, pseudonimo di Igor Tuveri, fumettista e romanziere al debutto alla regia, il film – in sala dal 29 agosto con 01 – è un affresco napoletano dell’Italia anni ’70, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento.
In una piovosa e notturna Napoli di scena nel film le vicende di Peppino Lo Cicero, un irriconoscibile Toni Servillo con abnorme naso adunco, un guappo e sicario in pensione costretto dagli eventi a tornare in azione, in guerra con altri malviventi nel segno di “sangue chiama sangue”. Nel cast anche Valeria Golino (Rita) e Carlo Buccirosso (Totò o’ Macellaio). ‘5 è il numero perfetto’, prodotto da Propaganda Italia e da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, è una coproduzione con Belgio (Potemkino Film) e Francia (Mact Productions e Cité Film).

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Elle Fanning, cantare è la mia passione
L’attrice a Giffoni per Teen Spirits di Max Minghella

GIFFONI VALLE PIANA (SA)22 luglio 2019 17:14

– ”Cantare è sempre stata la mia segreta passione. Non ho mai davvero studiato, ma cantavo in giro per casa sin da ragazzina. Il primo film che ho amato è stato Grease: conoscevo a memoria tutte le canzoni, ogni battuta di Sandy”. Capelli biondissimi, abito quasi da bambola a fiori e righine, ma tacchi altissimi rosso fuoco, così Elle Fanning, 21 anni e già una carriera da star, arriva al 49/o Giffoni Film Festival per l’anteprima Teen Spirits – A un passo dal sogno, opera prima di Max Minghella, nei cinema italiani dal 29 agosto, in cui la vediamo (e sentiamo) per la prima volta cantare. Per lei, infatti i panni di Violet, sedicenne di origine polacca sull’isola di Wight, che sogna di fare la cantante e vive da sola con sua madre che ha difficoltà ad arrivare a fine mese. Le audizioni per un talent show, Teen Star, potrebbero essere la sua grande occasione.
Prodotto da Fred Berger, già ‘papà’ di La la land, nel cast anche Zlatko Buric, Agnieszka Grochowszka, Rebecca Hall, Clara Rugaard

Machete Mixtape 4 è disco d’oroPlatino a Maradona y Pelè di Thegiornalisti, J-Ax doppio platino

2 luglio 201917:35

– Dopo aver conquistato il primo posto della classifica dei dischi più venduti per la seconda settimana consecutiva, Machete Mixtape 4, il nuovo album firmato Machete, ottiene anche il disco d’Oro. Certificazione Oro anche per i singoli “Yoshi” e “Ho paura di uscire 2”.
Per quanto riguarda i singoli, Ostia Lido di J-Ax conquista il doppio platino, Maradona y Pelé dei Thegiornalisti è Disco di platino, e il brano Il Coraggio di Andare di Laura Pausini e Biagio Antonacci è Disco D’Oro.

Mentana nel nuovo video di Fabio RovazziClip di Senza pensieri, giornalista si aggiunge a Fazio e Biaggi

22 luglio 201918:08

– Dopo Fabio Fazio e Max Biaggi, anche Enrico Mentana dice sì a Fabio Rovazzi e sarà nel nuovo video del brano “Senza Pensieri”. L’annuncio lo ha fatto lo stesso Rovazzi durante il programma di Rtl “The Flight”, condotto da la Zac e Fabrizio Ferrari.

Le Vibrazioni, dall’11 novembre in tourIn orchestra, spettacoli di e con Beppe Vessicchio

22 luglio 201918:09

– Partirà l’11 novembre da Palermo “Le Vibrazioni in orchestra di e con Beppe Vessicchio”, il nuovo tour de Le Vibrazioni nei teatri d’Italia. Per la prima volta, il rock di Francesco Sarcina e soci incontra la musica classica: uno spettacolo unico, in cui Le Vibrazioni presenteranno tutti i loro successi in una chiave inedita, con nuovi arrangiamenti ideati e realizzati per l’occasione dal Maestro Beppe Vessicchio. Le date: 11 novembre Palermo, 12 novembre Marsala (TP), 13 novembre Catania, 15 novembre Cosenza, 18 novembre Bari, 20 novembre Napoli, 27 novembre Firenze, 29 novembre Torino, 2 dicembre Bologna, 5 dicembre Padova, 10 dicembre Milano, 12 dicembre Roma.
Tra i brani che saranno proposti nei concerti de “Le Vibrazioni in orchestra di e con Beppe Vessicchio”, anche l’ultimo singolo “L’amore Mi Fa Male”, prodotto da 432 e distribuito da Artist First, attualmente in radio. Prosegue, intanto, anche il tour estivo della band.

Shannen Doherty in Riverdale per PerryLa Brenda di Beverly Hills in un episodio dedicato all’attore

22 luglio 201918:38

– NEW YORK

– Shannen Doherty parteciperà come guest star al primo episodio della quarta stagione di Riverdale, che renderà omaggio a Luke Perry. L’attore, scomparso a marzo a 52 anni, interpretava nella nota serie il ruolo di Fred Andrews, padre del protagonista Archie Andrews. L’annuncio della partecipazione dell’attrice, che tornerà a interpretare il ruolo di Brenda Walsh nel revival di ‘Beverly Hills 90210’ previsto ad agosto su Fox negli Usa, è stato dato dallo showrunner di Riverdale, Roberto Aguirre-Sacasa, al Comic-Con in San Diego. “Perry avrebbe voluto Shannen nel cast sin dalla prima stagione della serie”, ha aggiunto Aguirre-Sacasa. “Sono profondamente onorata di rendere omaggio a Luke in Riverdale”, ha commentato l’attrice su Instagram.

Mattia Torre, il 26 ricordo degli amiciAll’Ambra Jovinelli a Roma

22 luglio 201919:44

– Saranno tanti gli amici, come Valerio Mastandrea e tutta la squadra di Boris, a ricordare con affetto e tristezza Mattia Torre, lo scrittore, autore, regista sette giorni dopo la sua scomparsa prematura a 47 anni dopo una lunga malattia. L’appuntamento, a ingresso libero, è al teatro Ambra Jovinelli a Roma venerdì 26 luglio dalle 17.30.
Noto per essere stato con Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico uno degli autori di Boris, era stato anche autore di lavori teatrali di successo. Su Rai3 nel 2018 era andata in onda La linea verticale, tratta dal suo omonimo libro autobiografico, in cui aveva raccontato la propria esperienza con la malattia.

Venezia: chiude Capotondi, ultimi rumors sugli italiani25 programma ufficiale, si parla di Martone, Diritti e Marcello

22 luglio 201919:46

Con la chiusura, fuori concorso, del film ‘americano’ di Giuseppe Capotondi The Burnt Orange Heresy con Mick Jagger attore, si arricchisce ulteriormente la pattuglia italiana a Venezia (28 agosto-7 settembre) se le voci della vigilia dell’annuncio della 76/ma Mostra, giovedì 25 a Roma, troveranno conferma ufficiale. In concorso (e sarebbe la sesta volta) dovrebbe esserci il nuovo film di Mario Martone che dopo averlo portato con successo in teatro affronta per il cinema, in una chiave contemporanea coraggiosa e in uno stile cui siamo abituati per serie tv come Gomorra, il dramma del grande Eduardo, Il Sindaco del Rione Sanità, interpretato da Francesco Di Leva, Roberto De Francesco, Adriano Pantaleo, Massimiliano Gallo. Probabile anche il nuovo atteso film di Giorgio Diritti Volevo Nascondermi dedicato alla vita tormentata del pittore Antonio Ligabue per il quale si è trasformato sullo schermo Elio Germano. Ipotesi forte per il concorso riguarda anche il secondo film di finzione del pluripremiato documentarista Pietro Marcello, Martin Eden che anche Cannes avrebbe voluto. E’ la libera trasposizione del romanzo di Jack London su un giovane marinaio americano che lotta per diventare uno scrittore e lo traspone in un ambiente napoletano del XIX secolo: il protagonista è il grande attore Luca Marinelli. Ci sarà spazio per altri titoli italiani nel concorso? Si parla anche di Effetto Domino, opera seconda del padovano Alessandro Rossetto (Piccola Patria), mentre fuori dalla gara sono date per altamente probabili le anteprime mondiali di due eventi televisivi: la serie di Paolo Sorrentino The New Pope con John Malkovich accanto allo young Pope Jude Law e quella di Stefano Sollima Zero Zero Zero dal best seller di Roberto Saviano sul traffico di cocaina. A proposito di papi, a Venezia si rischia l’affollamento se giovedì a Roma il direttore Alberto Barbera confermerà uno dei titoli su cui maggiormente si vocifera: The Pope di Fernando Meirelles con Jonathan Pryce nel ruolo di Bergoglio e Anthony Hopkins in quello di Ratzinger. Tra i titoli internazionali resta alta l’attesa (e anche l’incertezza però) per il nuovo film (Netflix) di Martin Scorsese The Irishman con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, dopo una lunga gestazione e altrettanti costi. Variety nella line up veneziana include l’odissea nello spazio di Brad Pitt Ad Astra di James Gray, il dramma familiare di Noah Baumbach con Scarlett Johansson, Adam Driver e Laura Dern, il Joker con Joaquin Phoenix, The Aeronauts di Tom Harper (Amazon) che riunirà dopo i fasti della Teoria del Tutto Eddie Redmayne e Felicity Jones e Against All Enemies con Kristen Stewart nei panni dell’attrice Jean Seberg controllata dall’FBI per il suo sostegno al movimento Black Panther. E a Venezia potrebbe riuscire anche il colpo del nuovo film di Roman Polanski An Officer and a Spy con il premio Oscar Jean Dujardin impegnato sul dossier Dreyfus, un noto caso di antisemitismo in Francia.
L’arrivo di Polanski – scrive Variety – rischia di provocare scalpore in seguito alla sua espulsione dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Così come non passerebbe inosservata la première di Woody Allen, con A Rainy Day in New York, pronto e bloccato per le note vicende.
A pochi giorni dalla conferenza ufficiale della 76/ma mostra organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta restano gli annunci ufficiali: i Leoni d’oro alla carriera a Pedro Almodovar e Julie Andrews, la presidentessa della giuria la regista argentina Lucrecia Martel, il film d’apertura La Vérité, il primo di Hirokazu Kore-eda girato fuori dal Giappone (con Catherine Deneuve, Juliette Binoche e Ethan Hawke). E ora anche la chiusura con Giuseppe Capotondi The Burnt Orange Heresy, tratto dal romanzo di Charles Willeford, un noir ambientato sul lago di Como in cui si scontrano il mondo dell’arte e quello della malavita: il carismatico critico d’arte James Figueras (Claes Bang) seduce l’affascinante turista Berenice Hollis (Elizabeth Debicki), i due nuovi innamorati raggiungono la lussuosa proprietà del potente collezionista d’arte Cassidy (Mick Jagger), questi rivela di essere il mecenate dello schivo Jerome Debney (Donald Sutherland), ma niente è come sembra.

“Dolcissime” sbarca a Giffoni

Adolescenti, amicizia, cyberbullismo e voglia di riscatto

23 luglio 201910:39

Arriva al festival di Giffoni l’anteprima assoluta di “Dolcissime”, l’opera seconda di Francesco Ghiaccio, sceneggiata con Marco D’Amore. Insieme a loro incontreranno i giffoners anche Valeria Solarino e le giovanissime protagoniste del film Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Alice Manfredi, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino. I giurati si immergeranno in alcuni tra i temi più sensibili dell’adolescenza, tra body-shaming e cyberbullismo. Il film uscirà nelle sale il prossimo 1 agosto distribuito da Vision Distribution.Mariagrazia, Chiara e Letizia sono tre amiche inseparabili costrette a fare i conti ogni giorno con gli odiati chili di troppo, tra sguardi di disapprovazione dei compagni e risatine nei corridori della scuola. Mariagrazia soffre il confronto con la madre (Valeria Solarino), ex campionessa sportiva. Chiara ha una chat con un coetaneo, ma tanta paura di svelarsi in foto. Letizia un talento per la musica ma troppa vergogna per esibirlo. Dopo l’ennesima presa in giro, un’inattesa occasione di riscatto arriva dalla popolare e bellissima Alice, capitano della squadra scolastica di nuoto sincronizzato, costretta da un ricatto ad allenarle in gran segreto. Le tre ragazzine si lanciano in un’impresa impossibile spinte in acqua dalla gran voglia di rivincita. Finiranno per immergere la loro vita in quella della rivale, avvicinandosi le une alle altre giorno dopo giorno, esercizio dopo esercizio, sorriso dopo sorriso. Una storia tutta d’un fiato fino all’ultimo tuffo, sull’incredibile forza dell’amicizia oltre gli inciampi, gli imprevisti e qualsiasi diversità.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La famiglia Manson, 50 anni dalla strage
Ricostruzione caso degli eccidi in cui morì anche Sharon Tate

23 luglio 201913:32

– MARIOPAOLO FADDA, ‘LA FAMIGLIA MANSON – DALL’ESTATE DELL’AMORE ALL’ESTATE DELL’ORRORE ‘ (ODOYA Editore – 272 pp, 18 euro) – Il 9 agosto 1969 gli “adepti” della Manson family idearono ed eseguirono gli eccidi di Cielo Drive, sulla collina di Bel Air, a Los Angeles, in cui persero la vita l’attrice e moglie di Roman Polansky Sharon Tate, il suo amico e parrucchiere Jay Sebring, Abigail Fogler, Wojciech Frykowski e Steven Parent e quelli di Waverly Drive in cui le vittime furono Rosemary LaBianca e suo marito Leno.
Mariopaolo Fadda ricostruisce l’efferato “caso” diretto dal diabolico Charles Manson a cinquant’anni dagli eccidi di Cielo Drive, che fanno anche da sfondo al nuovo film di Quentin Tarantino C’era una volta Hollywood.
Con verve cronachistica Fadda ripercorre la dinamica dei fatti partendo dalla complessa verità giudiziaria, dall’ambiente degli hippy californiani e dalle biografie dei protagonisti.
Primo tra tutti il principe del male: un ragazzo cresciuto in una famiglia che per i propri tornaconti mise assieme una comune di assassini, Charles Manson, carismatico e ipnotico capo della setta, che plasmava le menti del suo entourage, facendogli praticava sesso libero e ascoltando musica e assumendo devastanti collettive di lsd.
Stupisce pensare che Manson nel variegato ambiente della Los Angeles quel periodo frequentò artisti del calibro di Michael Caine, Dennis Wilson (Beach Boys) e Neil Young. Proprio grazie a questi “giri di amicizie” conobbe il produttore Terry Melcher che gli promise un posto al sole nello star system. Probabilmente, pensa l’autore, proprio a causa della frustrazione delle sue ambizioni da rock star, Manson scatenò in quella particolare casa di Cielo Drive l’inferno: la villa al n.
10050 era stata fino al febbraio del 1969 la casa di Melcher.
Il sostituto procuratore Vincent Bugliosi è l’eroe di questa vicenda: durante il lungo e sfiancante processo dimostrò l’influenza che Manson aveva sul suo gruppo (soprattutto sulle ragazze, recentemente raccontate nel romanzo di Emma Cline) e riuscì a collegare i suoi “sermoni” tra il disprezzo per l’establishment e il razzismo nei confronti degli afroamericani che a detta di Manson avrebbero scatenato una guerra ai simboli tracciati sulle pareti delle ville con il sangue delle vittime .
Una storia incredibile, tutta da riscoprire.
L’architetto Mariopaolo Fadda ha vissuto e lavorato per vent’anni a Los Angeles, in California. Ha scritto un libro sull’architettura della Disney Concert Hall di Frank Gehry e numerosi articoli e saggi, non solo di architettura, per riviste online e cartacee. I temi affrontati spaziano dall’architettura alla contro-storia, dal positivismo scientifico alla fede religiosa, dall’ambientalismo alla storia degli insediamenti umani.

In vendita villa D&G a StromboliDa anni ’90 dimora estiva stilisti dove ospitato anche star

FIRENZE23 luglio 201911:30

– E’ in vendita la villa che Dolce e Gabbana possiedono a Stromboli, dimora estiva dei due stilisti fin dagli anni Novanta, dove vi hanno ospitato star come Madonna e Naomi Campbell, e grandi feste.
La proprietà di D&G su una delle più belle e selvagge tra le isole dell’arcipelago delle Eolie in Sicilia, divenuta famosa negli anni ’50 quando Roberto Rossellini vi girò ‘Stromboli terra di Dio’ con Ingrid Bergman, ha una posizione unica sul mare, con vista mozzafiato sull’isolotto di Strombolicchio e sul vulcano conosciuto per la sua ‘Sciara di fuoco’. La dimora – la cui vendita è stata affidata in esclusiva a Lionard Luxury Real Estate -, nasce dalla fusione di tre abitazioni tipiche delle Eolie e segue l’andamento della costa frastagliata di rocce vulcaniche. E’ circondata da terrazze e giardini, con piante tipiche della macchia mediterranea. Complessivamente la proprietà si estende su oltre 500 metri quadrati, di cui 235 di interni con sette suite, ognuna di un colore diverso, e 300 di verde.

Meraviglioso Modugno e 60 anni di PioveTra ospiti IX edizione Avion Travel, Tatangelo, Angi e Shade

POLIGNANO A MARE (BARI)23 luglio 201911:36

– La nona edizione dell’ appuntamento musicale ‘Meraviglioso Modugno’, in programma il 6 agosto prossimo a Polignano a Mare, celebrerà i 60 anni di ‘Piove’ e per l’occasione radunerà sul palco Giordana Angi, Shade, Alberto Urso, Anna Tatangelo, Luca Barbarossa, Dimartino, Avion Travel, Cordio , La Scapigliatura. Il concerto sarà coordinato da Maria Cristina Zoppa (Rai Radio Live), Diodato e Marco Cocci.
Meraviglioso Modugno ogni anno celebra Mister Volare nella sua città natale, Polignano a Mare. A sessant’anni da Piove, il grande cantautore pugliese sarà ricordato in una serata che ha come tema ‘Una goccia nel mare’ proprio per celebrare una delle sue canzoni più significative. Nata nel 2011 come evento inaugurale del Medimex, a Bari, l’iniziativa si tiene dal 2013 a Polignano a Mare, dove l’amministrazione comunale ha deciso di creare “un palco naturale, uno studio virtuale, un archivio della memoria e un laboratorio di giovani talenti”.

Cartoon club premia corto ‘Widdershins’Proiettati più di 300 film d’animazione, oltre 160 mila presenze

RIMINI23 luglio 201912:26

– E’ stato assegnato a ‘Widdershins’ di Simon P.Biggs (Regno Unito-2018) il Premio Cartoon Club dedicato ai cortometraggi realizzati dai professionisti del cinema d’animazione. La motivazione: “Per l’originalità della scrittura e l’utilizzo di una tecnica 3D per un’estetica steampunk che richiama l’incisione ottocentesca. Il film mostra con ironia come il sentimento ci salvi dall’aridità della tecnologia”.
La 35/a edizione del Festival internazionale del cinema d’animazione, fumetto e games, che si è conclusa a Rimini, ha registrato oltre 160 mila presenze in 9 giorni, con più di 300 lungometraggi e cortometraggi da 50 Paesi, un centinaio di autori, sceneggiatori e disegnatori di fama internazionale, oltre 2.000 cosplayer (circa 500 i gruppi in gara da tutt’Italia) per la ‘Cosplay convention’. “Ottimo riscontro anche per i progetti speciali di questa edizione – commenta Sabrina Zanetti, direttore artistico – come ‘Super@bility’, dedicato a fumetti e disabilità, e la mostra diffusa ‘A me gli occhi'”.

Pompei, emergono ex voto di epoca romanaIl direttore Osanna pubblica foto dei reperti sui social

23 luglio 201912:27

– Il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, pubblica su Instagram nuovi reperti di rara e delicata bellezza: dal Foro Triangolare emergono gli ex voto della Pompei romana. “Scavi in corso nel santuario di Atena, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli – scrive Osanna – dalla terra affiorano una antefissa che decorava il tempio dorico (fine IV sec. a.C.) e terrecotte figurate offerte come ex-voto nello spazio sacro (III sec. a.C.)”.

Laura Morante madrina di ‘Mangiacinema’A Salsomaggiore ritira premio e presenta film Bertolucci

RMA23 luglio 201912:39

– Laura Morante sarà la madrina della sesta edizione di ‘Mangiacinema-Festa del cibo d’autore e del cinema goloso’, che si svolgerà a Salsomaggiore Terme (Parma) dal 25 settembre al 2 ottobre e sarà dedicata a Bernardo Bertolucci.
L’attrice sarà ospite nella giornata inaugurale, racconterà la sua carriera e ritirerà il premio Mangiacinema-Creatrice di Sogni, nato nel 2016 e consegnato tra gli altri, nelle precedenti edizioni del Festival diretto da Gianluigi Negri, a Pupi e Antonio Avati (di cui sono stati festeggiati i 50 anni di cinema nel 2018 con un evento speciale), Milena Vukotic, Elio Pandolfi, Maria Grazia Cucinotta, Carlo Delle Piane, Enrico Vanzina e Maurizio Nichetti. Laura Morante presenterà inoltre al cinema ‘La tragedia di un uomo ridicolo’ di Bertolucci, di cui è stata interprete nel 1981 al fianco di Ugo Tognazzi e Anouk Aimée.
Il programma di ‘Mangiacinema’ prevede “degustazioni gratuite, show cooking, proiezioni appetitose e incontri con artisti del gusto e dello spettacolo”.

Salone Libro, 13 grandi autori a TorinoTra i nomi Isabelle Allende e David Grossman. Dal 10/9 al 19/11

TORINO23 luglio 201912:39

– Tredici grandi autori da tutto il mondo – tra i quali Isabelle Allende, David Grossmann e Bret Easton Ellis – arriveranno a Torino, dal 10 settembre al 19 novembre. E’ il ricco calendario di Aspettando il Salone, percorso ideale fino al più grande evento editoriale italiano, il Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio 2020.
Arriveranno a Torino anche Jonathan Safran Foer, Salvatore Scibona, Valeria Luiselli, Daniel Saldaña París, David Nicholls, Eshkol Nevo, Samanta Schweblin, Leiji Matsumoto, Amitav Ghosh, André Aciman. Il progetto è della Fondazione Circolo dei lettori in collaborazione con Associazione Torino, La Città del Libro e con la partecipazione di Scuola Holden, Colti – Consorzio Librai Torinesi Indipendenti, Biblioteche Civiche Torinesi, TorinoReteLibri, Rete delle Case del Quartiere.

I 50 anni di “Jenny from the block”J.Lo, il mio tour è la mia festa. Festeggia anche 20 anni musica

NEW YORK23 luglio 201919:36

– Compie 50 anni ma ne dimostra trenta. La Dorian Gray in questione è Jennifer Lopez che il 24 luglio varca la soglia del mezzo secolo. La sua festa? Sarà la sua tournée, come lei stessa ha detto, e ‘It’s my Party’ tour, come non a caso è stato chiamato, è iniziato lo scorso 7 giugno e si concluderà il 27 luglio, almeno per quanto riguarda le date in nord-America. Jennifer probabilmente festeggerà in Florida, tra la tappa di Orlando e Miami.Jennifer ‘from the block’, (del quartiere) dall’omonimo singolo del 2002 è nata nel Bronx nel 1969 da genitori di origini portoricane e in barba all’età biologica sfoggia un fisico tonico e scolpito, addominali che fanno invidia ad una body-builder, una pelle da adolescente, per la regina della musica pop ispanica, quindi, l’invecchiamento è solo un fatto di opinione. “Non penso a me dal punto di vista dell’età – ha detto in un’intervista – penso solo a ciò che ho fatto, questo è ciò che faccio e continuo a farlo”. La sua splendida forma tuttavia non è solo un dono di madre natura. Jennifer ha un appuntamento fisso con la palestra e segue una rigida dieta senza zuccheri e non-dairy (senza prodotti a base di latte).Al suo ringiovanimento contribuisce anche un grande entusiasmo per la vita in generale. “Cerco di entusiasmarmi delle cose – continua – cosi anche gli altri possono entusiasmarsi, non mi piace ripetere”. Un entusiasmo e una voglia di rinnovarsi che l’hanno portata ad essere, oltre che cantante, anche attrice, ballerina, produttrice e imprenditrice. Il suoi inizi nel mondo dello spettacolo sono prima da ballerina nel 1991 e poi nel 1993 da attrice nella serie tivù trasmessa dalla Cbs ‘Second Chances’. E il 2019 segna anche un altro importante anniversario per J.Lo, i vent’anni di carriera musicale, con l’uscita del primo album ‘On the 6’ nel 1999. Madre di due gemelli nati nel 2008, Jennifer sembra vivere anche una favola d’amore con l’ex giocatore di baseball Alex Rodriguez. La loro relazione è iniziata nel 2016 e lo scorso marzo durante una vacanza alle Bahamas è arrivata anche una proposta di matrimonio. La coppia vive a Miami cone le due figlie di lui e i gemelli di lei.I suoi trascorsi amorosi sono con il cameriere cubano Ojani Noa, sposato nel 1997 e divorziato l’anno dopo, il secondo matrimonio è nel 1998 con il ballerino Cris Judd da cui divorzia nel 2003. Ha anche una relazione turbolenta con l’attore Ben Affleck che avrebbe dovuto sposare nel 2004 ma invece la coppia scoppia. Nello stesso anno si sposa per la terza volta, con il cantante e attore Marc Anthony, il padre dei suoi gemelli. Il divorzio arriva nel 2014. Per relazioni fallite, i media americani l’hanno ribattezzata una moderna Liz Taylor. Nonostante ciò, Jennifer è un’icona globale e tra le donne più influenti al mondo. Us Weekly l’ha inoltre nominata ‘icona di stile degli anni duemila’ e sempre nel 2000 il famoso Jungle Dress, disegnato da Donatella Versace e indossato per la cerimonia dei Grammy, è diventato l’abito più ricordato della storia dei Red Carpet. Grazie al successo del vestito e alla ricerca della foto nel web, Google decise di lanciare Google Images.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: ‘Mondo sexy’ alle Giornate degli Autori
Viaggio nel mondo erotico degli anni 60′

23 luglio 201915:05

Mondo sexy. Il documentario erotico italiano degli anni ’60, per la regia di Mario Sesti, sarà l’evento speciale delle Giornate degli Autori alla 76esima Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia. Grazie al montaggio fitto e incalzante di sequenze tratte dai documentari erotici degli anni ‘60, il cosiddetto genere ‘mondo’, con titoli come Notti e donne proibite, 90 notti in giro per il mondo, Super sexy 64, il film propone un viaggio nel mondo dello strip tease e nella vita notturna degli anni ‘60 di città come Parigi, Londra, New York, Hong Kong, Tokyo e altre località esotiche, mappate dall’immaginario popolare di questo cinema che nella forma del reportage evocava l’universo del proibito, del nudo, del desiderio.Attraverso l’analisi e la decostruzione di stereotipi culturali, discriminazioni etniche, figure ricorrenti e clichè visivi , il film, con il supporto della testimonianza di esperti, autori dell’epoca, giornaliste, studiose, critici, traccia la distanza che ci separa da quello sguardo sul corpo femminile e il modo in cui questo, oggi, è capace di rovesciare dinamiche e relazioni che sembravano connaturate alla rappresentazione stessa del sesso. “Il film setaccia e decostruisce figure, narrazioni e modi di produzione di questi film a basso costo che realizzavano grandi profitti (fino a quattro volte il loro costo) – dice il regista – ma soprattutto passa a raggi X le modalità di discriminazione e adozione di stereotipi sessuali, sfruttamento e abuso dell’immagine del corpo femminile che oggi appaiono altamente controverse e che in questi film sembrano messi sotto una lente d’ingrandimento “involontariamente” rivelatrice.Attraverso le testimonianze di critici ed esperti del genere, di giornaliste e studiose contemporanee, di terapeute e protagoniste del burlesque, ho cercato di mappare e ricostruire il set dell’immaginario di quel cinema, il modo in cui riflette società, ritualità, idee e comportamenti dominanti e traccia, da quella scena, la distanza che, dopo la rivoluzione del Me Too, in tutto il mondo, ci separa nettamente da uno sguardo di cui abbiamo imparato a riconoscere i limiti, l’inadeguatezza, l’odioso potere. Proseguendo un lavoro che ho iniziato ad amare con gli altri due film selezionati dalla Mostra del Cinema (La voce di Berlinguer, 2014, e La voce di Fantozzi, 2017), ho cercato di usare le grandi potenzialità visuali del lavoro della CGI (Computer Generated Image) sul found footage e sul materiale di repertorio fondendo la ricerca, la documentazione, il film-saggio, con la creatività di un design cinematografico capace allo stesso tempo di leggere, interpretare e dare nuova forma a materiale in pellicola preesistente”

Auditorium, il 26 luglio arriva Queen At The Opera Nella cavea il grande concerto show in veste rock sinfonica

23 luglio 201915:24

“I Queen sono per me semplicemente il modo più bello di emozionarmi e vorrei trasmettere queste emozioni agli spettatori. Specialmente ai giovanissimi”. Sono le parole di Simone Duncan, direttore artistico di Queen At The Opera, primo e unico concerto show in veste rock sinfonica basato sulle musiche dei Queen, che andrà in scena il 26 luglio, a Roma, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Su https://www.queenattheopera.com/ tutte le informazioni.
Quaranta performer sul palco, un’orchestra dal vivo e una rock band, per uno spettacolo che dal 2015 riscuote un grande successo. Nato da un’idea di Simone Scorcelletti, prodotto da Duncan Eventi, Queen At The Opera è interamente basato sulle leggendarie musiche dei Queen arrangiate dal maestro Piero Gallo. Talentuose le voci in scena: Luca Marconi, Alessandro Marchi, Valentina Ferrari e Giada Maragno già noti al pubblico per spettacoli come “Notre Dame de Paris”, “Romeo e Giulietta”, “Priscilla la Regina del deserto”, “Hair”.
Si confrontano con i più grandi capolavori di Freddie Mercury, Brian May, John Deacon, Roger Taylor. Classici senza tempo come We are the Champions, Barcelona, Bohemian Rhapsody, We will rock you, The Show must go on, Radio Ga Ga, A kind of magic, Under pressure, Another one Bites the Dust. Ci sarà anche un visual show, che renderà l’atmosfera dello spettacolo ancora più emozionante e coinvolgente.
Il tour prevede tappe in molte arene italiane: dopo Roma sarà il 6 agosto a Roccella Jonica, l’8 agosto a Diamante, l’11 agosto a Tindari, il 13 agosto Marina di Modica, il 16 agosto a Pescara, il 20 agosto a Sanremo, il 21 agosto a Cinquale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tutti i libri da portare in vacanza, da Scurati a Simenon
Il Mussolini del vincitore dello Strega e il ritorno di Carrere

23 luglio 201915:34

– Recuperare i libri che non si è riusciti a leggere durante l’anno, tuffarsi nelle storie di suspence, mistero, avventura o nelle romantiche e spietate saghe d’amore e familiari arrivate in libreria. Le vacanza al mare, in montagna o in giro per il mondo possono essere l’occasione per dedicarsi finalmente con relax anche alla lettura.    Nonostante la mole di oltre 800 pagine, tra i titoli top dell’estate 2019 c’è sicuramente il romanzo documentaristico del Premio Strega 2019 Antonio Scurati, ‘M.IL FIGLIO DEL SECOLO’ (Bompiani) sui primi sei anni di Benito Mussolini, in cui l’autore entra “nella focale corta” di quello che sarebbe diventato il duce. Primo titolo di una trilogia diventerà una serie di cui ha acquistato i diritti Wildside. Ma tutti i libri della cinquina di alta qualità di questa edizione del più ambito premio letterario italiano meritano di diventare i compagni di viaggio di questa estate. Da ‘FEDELTÀ’ (Einaudi) di Marco Missiroli, un romanzo sul disincanto, che indaga sui tormenti e dubbi dell’animo umano, sul confine tra l’essere fedeli a se stessi o agli altri, a ‘IL RUMORE DEL MONDO’ (Mondadori) in cui Benedetta Cibrario racconta il Risorgimento attraverso la storia di una ragazza inglese che arriva in Piemonte. A ‘LA STRANIERA’ (La nave di Teseo) di Claudia Durastanti, che è piaciuta molto all’estero e ai giovani con questa educazione sentimentale contemporanea che vede al centro sua madre e racconta cosa significa sentirsi sempre stranieri, ad ‘ADDIO FANTASMI'(Einaudi) di Nadia Terranova con la storia di Ida che torna nella casa d’infanzia, a Messina, si confronta con i condizionamenti di tutta la sua vita e con la sparizione del padre, 23 anni prima.    Oltre agli “stregati”, per chi ama i grandi autori, i gialli e la suspence è imperdibile ‘MARIE LA STRABICA’ (Adelphi) di George Simenon (Adelphi) – tutto giocato sul rapporto tra la bella Sylvie, pronta a sedurre il mondo, e la bruttina e strabica Marie, che si perdono e si ritrovano – e ‘IL CUOCO DELL’ALCYON’ (Sellerio) di Andrea Camilleri in cui torna, a 25 anni dal suo esordio, un Montalbano più avventuroso che mai in una intricata vicenda che comprende anche lo smantellamento del commissariato di Vigàta. Perfetto per l’estate il thriller d’avventura ‘IL SIGILLO DEL CIELO’ (Nord) di Glenn Cooper con un docente di storia delle religioni che deve risolvere il mistero di una pietra trafugata e ‘L’ENIGMA DELL’ABATE NERO’ (Newton Compton) di Marcello Simoni che ci porta nell’estate del 1461 sul Mar Ligure con il ladro Tigrinus che scopre una verità sconvolgente. La regina del giallo nordico Camilla Lackberg ci regala nel primo titolo della sua nuova serie noir, ‘LA GABBIA DORATA’ (Marsilio), una nuova eroina, Faye, che apparentemente ha tutto e invece è determinata a compiere la sua vendetta contro il marito che la ha tradita. E Luca Di Fulvio, l’autore italiano più venduto in Germania, ci porta nella Buenos Aires del 1912 in ‘LA FIGLIA DELLA LIBERTÀ’ (Rizzoli). Chi ama la fantascienza non sbaglia se sceglie ‘RESPIRO’ (Frassinelli) di Ted Chiang che in una serie di racconti immagina mondi diversi e cosa significhi vivere nell’incertezza.    Tra i grandi ritorni ‘VITE CHE NON SONO LA MIA’ (Adelphi) di Emmanuel Carrere, nella nuova traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, in cui lo scrittore ‘Premio Hemingway Letteratura 2019’ racconta la vita, la morte, la giustizia e l’amore. La vincitrice della prima edizione del Premio DeA Planeta 2019, Simona Sparaco stravolge ogni prospettiva nel romanzo ‘NEL SILENZIO DELLE NOSTRE PAROLE’ (DeA Planeta) in cui ci confrontiamo con situazioni estreme. Tra i titoli sulla famiglia, l’amore, l’amicizia intramontabile ‘IN TUTTO C’È STATA BELLEZZA’ (Guanda) di Manuel Vilas che percorre a ritroso la sua vita rispolverando la memoria di chi erano i suoi genitori, i suoi nonni ed esplora il legame tra generazioni. A raccontare i chiaroscuri dei rapporti oggi è invece ‘SIGNORAMIA’ (Feltrinelli) di Elena Dallorso e Francesco Nicchiarelli, un romanzo epistolare ricco di colpi di scena. Nell’anniversario dei 50 anni dello sbarco sulla luna arrivano gli undici racconti di ‘MOON’ (LiscianiLibri), a cura di Divier Nelli con un pensiero di Tito Stagno, con 11 storie di autori italiani tra cui Mariano Sabatini e Leonardo Gori, ‘LUNA’ (Mondadori), in cui Bruno Vespa racconta cronaca e retroscena e guarda al futuro e ‘IL SOGNO DELLA LUNA’ in cui Roberto Mussapi ci mostra la profezia e la poesia della missione. Infine, per chi non può stare tanto a lungo senza muoversi c’è ‘PERCHÈ VIAGGIAMO. IN DIFESA DI UN ATTO VITALE’ (Edt) del mitico fondatore della Lonely Planet Tony Wheeler.

Servillo sicario da fumetto per IgortL’attore in ‘5 è il numero perfetto’ in corsa a Giornate Autori

23 luglio 201915:48

– ‘5 è il numero perfetto’ di Igort è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Adattamento dell’omonima graphic novel di Igort, pseudonimo di Igor Tuveri, fumettista e romanziere al debutto alla regia, il film – in sala dal 29 agosto con 01 – è un affresco napoletano dell’Italia anni ’70, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento.
In una piovosa e notturna Napoli di scena nel film le vicende di Peppino Lo Cicero, un irriconoscibile Toni Servillo con abnorme naso adunco, un guappo e sicario in pensione costretto dagli eventi a tornare in azione, in guerra con altri malviventi nel segno di “sangue chiama sangue”. Nel cast anche Valeria Golino (Rita) e Carlo Buccirosso (Totò o’ Macellaio). ‘5 è il numero perfetto’, prodotto da Propaganda Italia e da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, è una coproduzione con Belgio (Potemkino Film) e Francia (Mact Productions e Cité Film).

Torino omaggia Farassino con una targaChansonnier autore di brani cult, fu anche parlamentare europeo

TORINO23 luglio 201915:51

– Torino ricorda Gipo Farassino con una targa. Verrà posta sulla facciata di via Cuneo 6, l’edificio dove il famoso chansonnier visse per molti anni. Lo ha deciso la Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Toponomastica, Paola Pisano.
La targa sarà corredata dall’epigrafe: “Monsù! Ma a lo sa chiel che sì al ses d via Cuni, i son naje mi?”, che in dialetto piemontese significa “signore lo sa che qui al 6 di via Cuneo sono nato io?”.
Giuseppe Farassino, detto Gipo, nato a Torino l’11 marzo del 1934, cominciò a cantare giovanissimo nelle balere del Piemonte, ma anche in locali all’estero, soprattutto nella vicina Francia.
Negli anni ’80 entrò in politica e nel 1994 venne eletto al Parlamento europeo nelle liste della Lega. Fu anche assessore nella Giunta regionale presieduta da Enzo Ghigo.
E’ morto nella sua Torino l’11 dicembre 2013. Ha lasciato in eredità brani cult come ‘Matilde Pellissero’, ‘L’6 ‘D via Cuni’, ‘Sangon Blues’ e ‘Serenata Cicatna’.

Ciak si gira in casa Totti per sitcom’Chi’: registrate due puntate zero, tra ospiti Mammucari e Emma

23 luglio 201916:13

– Ciak si gira in casa Totti: ecco svelato il motivo per cui l’ex capitano della Roma e la moglie Ilary Blasi, da sempre gelosi della loro privacy, da qualche giorno hanno iniziato a svelare sui social la loro vita privata.
“La coppia ha iniziato a girare la loro sitcom formato famiglia Casa Totti”, rivela in esclusiva il settimanale Chi nel numero in edicola da mercoledì 24 luglio. “Amici, risate, gag (compresa quella con il sacerdote durante il matrimonio della sorella di Ilary celebrato nei giorni scorsi) e momenti di riflessione, questi gli ingredienti delle due puntate zero finora registrate”. Il settimanale svela quali saranno i primi due ospiti di Casa Totti: Teo Mammucari, collega della Blasi (insieme hanno condotto Le iene) e la cantante Emma Marrone, molto amata dai figli di Francesco e Ilary. Al momento non c’è ancora una data di messa in onda precisa, ma la voglia di finire il prodotto – conclude l’anticipazione di Chi – e poi offrirlo in primis a Mediaset è tanta.

Frizzi, serata ricordo 25/8 a CinqualeCon Paolo Belli e Daniele Battaglia, all’insegna solidarietà

MONTIGNOSO (MASSA CARRARA)23 luglio 201916:35

– Si intitola ‘Ciao Fabri’ la serata evento dedicata a Fabrizio Frizzi che si svolgerà il 25 agosto nell’Arena della Versilia di Cinquale, nel comune di Montignoso (Massa Carrara). Una festa, spiega una nota, condotta da Paolo Belli e Daniele Battaglia, all’insegna della musica, della comicità e soprattutto della solidarietà. Il ricavato dell’evento sarà devoluto alla ‘Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro Onlus di Candiolo’. Durante la serata verranno assegnati i premi Fabrizio Frizzi per cinque diverse categorie, che riassumono le grandi passioni del conduttore televisivo scomparso il 28 marzo 2018: tv, cinema, musica, sport e teatro. Tra gli ospiti della serata Valeria Solarino, Paolo Vallesi, Andrea Mingardi, Marco Marzocca e Stefano Nosei. La serata nasce da un’idea di Simone Barazzotto, fondatore della Nazionale Basket Artisti, condivisa con Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale Italiana Cantanti e con la supervisione di Fabio Frizzi. “L’anno scorso abbiamo dedicato una partita evento a Fabrizio, per quindici anni appassionato presidente della Nazionale Basket Artisti – spiegano Simone Barazzotto e Barbara Vannucci, presidente di Asd Basketartisti -. Quest’anno abbiamo deciso di puntare ancora più in alto organizzando una grande serata con lo scopo innanzitutto di riunire tutti i suoi amici e di aiutare la ricerca sul cancro”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Rocco Hunt, 30 agosto esce disco LibertàSolo pochi giorni fa aveva annunciato l’addio alle scene

23 luglio 201916:38

– Altro che addio alla musica. Rocco Hunt, dopo la marcia indietro sull’annuncio a sorpresa in cui diceva di abbandonare le scene, è pronto a pubblicare il suo nuovo disco di inediti. Il 30 agosto esce “Libertà” (Sony Music Italy), che arriva dopo tre anni dal suo ultimo lavoro in studio.
“Libertà” segna il ritorno alle origini dell’amato rapper napoletano, che con questo disco sale di nuovo sul ring dell’urban italiano.

La Farnesina e la collezione d’arteMostra per i 20 anni del patrimonio di capolavori del ministero

23 luglio 201916:52

– Tempio della diplomazia e galleria di capolavori straordinari dell’arte italiana contemporanea da far invidia ai grandi musei. Il ministero degli Esteri festeggia i 20 anni della sua raccolta di opere aggiungendo venti lavori di autori entrati tra i classici del ‘900 e di giovani impegnati nel fondere ricerca estetica e nuove tecnologie, tradizione e innovazione, tendenze attuali e linguaggi del futuro. E così con le prove di Campigli, Burri, Greco, Marini, Paladino, Pomodoro e Capogrossi saranno in mostra le installazioni di “sculture di dati” provenienti dal web di Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, le sperimentazioni tra arte e scienza di Luca Pozzi e la video esperienza immersiva di Carola Bonfili. Ad illustrare i nuovi arrivi è il catalogo “Oltre i confini”, con l’introduzione dell’ambasciatore Umberto Vattani, che nel 1999 ideò e realizzò la Collezione, e i contributi di Greta Alberta Tirloni, Paolo Serafini e Cesare Biasini Selvaggi.

Aldo, Giovanni, Giacomo e i disguidi delle vacanzeRisate e umanità sul set di Odio l’estate. Dirige Massimo Venier

BARI24 luglio 201909:36

‘Odio l’estate’, il film diretto da Massimo Venier e interpretato da Aldo, Giovanni e Giacomo, è un film estivo che racconta di una vacanza che fa dimenticare le difficoltà e rende l’atmosfera lieve. Ed è un’atmosfera lieve quella dell’incontro con i giornalisti – organizzato a Bari, dove sono in corso le riprese – per presentare la pellicola che vede riuniti dopo 17 anni il regista Venier con il trio di comici. Aldo, Giovanni e Giacomo, al loro decimo film, nel 2016 hanno anche fatto esperienze separate, ma ora sono di nuovo sul set perché, dice Aldo, “nella vita c’è la voglia di lavorare insieme”. La conferenza stampa è diventata subito un incontro tra amici, un susseguirsi di battute, finte timidezze, ironie.La trama del film: raccontare le regole per una vacanza perfetta, i preparativi necessari per non avere sorprese. Ma, per un disguido, tre famiglie che non potrebbero avere vite più diverse, lontanissime tra loro, si incontrano su una piccola isola, quindi stesso mare, stessa spiaggia ma soprattutto stessa casa. Le camere del set allestito a Bari, un soggiorno-salotto e una camera da letto che riproducono la casa vacanza, assomigliano ad un deposito di mobili, valigie, attrezzi da spiaggia, abiti, tutto ammassato in una gran confusione. Ed è la stessa confusione che regna tra le tre famiglie costrette a quella abitazione coatta. Lo scontro è inevitabile e spassosissimo ma la vacanza trasforma tutti, le differenze sociali e caratteriali vengono smussate e superate. Giacomo sottolinea: “E’ la prima volta che ci troviamo ad affrontare questo tipo di difficoltà, ma è una storia che parla di problemi che riguardano tutte le nostre famiglie” e Lucia Mascino aggiunge: “E’ una commedia che si sviluppa con struggimento, una grande dolcezza”.Gli attori non hanno smesso mai i loro panni. Durante l’incontro hanno continuato a essere i protagonisti della storia, mariti, mogli, figli. E forse l’aspetto più significativo è stato comprendere che la storia di amicizia e di buoni sentimenti che il film vuole trasmettere al pubblico, durante la lavorazione ha ‘preso’ gli interpreti e ha amalgamato il ‘trio’ con gli altri attori: Aldo, Giovanni e Giacomo, pur con tutta la loro ironia, sono strettamente legati agli altri interpreti. La conferenza è stata anche l’occasione di mostrare i capannoni con opere scenografiche che consentono le lavorazioni. “Grazie alla Regione Puglia – ha sottolineato il regista Venier – l’essere venuto a girare in Puglia, mi ha consentito di conoscere questa regione quasi dal di dentro. E’ un luogo perfetto per questa storia, ma non c’è solo la natura in tutta la sua bellezza, ci sono anche le sovrastrutture cinematografiche che hanno raggiungo un altissimo livello”.Il film è stato girato in Salento, nel tarantino, e ora a Bari, seguendo una filiera di lavorazione che sta diventando sempre più efficiente, anche se – ha scherzato Venier – “la prossima volta, per piacere, fateci trovare una temperatura un po’ più bassa”. Tutti gli interpreti, e molti avevano già lavorato in Puglia, si sono trovati a loro agio per l’affetto della popolazione, il cibo, l’atmosfera della regione. Tra loro Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria De Biase e i giovanissimi Davide Calgaro, Ilary e Melissa De Marzo, Sabrina Martino e Edoardo Vino. Il film, prodotto da Paolo Guerra per Agidi Due (distribuito da Medusa Film), uscirà nelle sale il 30 gennaio 2020. E’ stato realizzato con il sostegno della Regione Puglia e di Apulia film Commission.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna il festival di Capalbio
Dal 26 luglio al 4 agosto, con un’anteprima teatrale

23 luglio 201917:52

– Ecosostenibilità, letture tecnologiche e made in Italy tra i focus della tredicesima edizione in programma a Piazza Magenta per dieci serate.
Raddoppiati gli incontri con gli autori. Anteprima teatrale con una produzione sul piacere di leggere. Torna per la tredicesima volta nel borgo medioevale di Capalbio la rassegna dedicata al “piacere di leggere”, ideata e organizzata da Zigzag, in collaborazione con il Comune di Capalbio, in programma dal 26 luglio al 4 agosto.
“Parlare di libri e attualità è diventata una felice tradizione – afferma il sindaco di Capalbio Settimio Bianciardi – e merito di Capalbio Libri è non solo quello di offrire ogni anno un programma eterogeneo ed interessante di qualità, ma anche quello di saper coinvolgere le eccellenze locali”.
“Capalbio Libri – sottolinea Andrea Zagami, direttore del festival – è qui per dare il suo contributo ad una comunità che cerca sempre di interpretare in anticipo lo spirito del tempo: leggerezza e sostenibilità”.

Con Mengoni al via No Borders FestivalDa sabato nel Tarvisiano concerti ‘senza confini’

TRIESTE23 luglio 201918:26

– Partirà con i concerti di Daniele Silvestri, sabato, e Marco Mengoni, domenica, il No Borders Music Festival, la rassegna artistica “senza confini” totalmente immersa nella natura del Tarvisiano, a pochi passi da Austria e Slovenia. Appuntamento ai Laghi di Fusine, raggiungibili a piedi o in bici. Giunto alla 24/a edizione, il festival – promosso dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo, in collaborazione tra gli altri con Regione Fvg e PromoTurismoFvg – celebra la natura e la musica, intesa come forma culturale e mezzo di comunicazione in grado di essere compreso da tutti, oltre i confini etnici, linguistici, sociali e geografici.
Protagonisti del secondo weekend del festival saranno, tra gli altri, Vinicio Capossela, Roy Paci, Carlo Cantini, Levante e Plaza Francia Orchestra, che si esibiranno ai Laghi di Fusine e sull’Altopiano del Montasio a Sella Nevea. Appuntamento infine il 14 agosto con il “concerto in alta quota” di Max Gazzè.

Allevi, masterclass per giovani talentiDal 22 al 29 settembre a Nova Siri, in Basilicata

23 luglio 201918:34

– Il compositore “classico ribelle” Giovanni Allevi dal 22 al 29 settembre a Nova Siri (Matera) accoglie e prepara giovani musicisti di talento in un ritiro accademico gratuito. Il compositore, direttore d’orchestra e pianista Giovanni Allevi lo ha annunciato durante un incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, rivelando i dettagli del suo progetto formativo “Allevi MasterClass” rivolto a giovani talentuosi musicisti e professori d’orchestra under 30. L’appuntamento celebra il decimo anniversario della “sua” Orchestra Sinfonica Italiana. I giovani talenti individuati per la masterclass si uniranno infatti ad una delle più consolidate esperienze orchestrali italiane, sotto la direzione e guida di Allevi, di fronte a migliaia di persone, nella prossima tournée del compositore. Superata la selezione, e la settimana di formazione, li attenderà un contratto da professionisti per unirsi alla tournée di Natale 2019 in cui potranno esibirsi, da professori d’orchestra, nei teatri d’Italia.

Evan Peters, sogno un film d’amoreIl divo di ‘Pose’ sbarca al Festival. Sarà in ‘I’m a woman’

GIFFONI VALLE PIANA (SA)24 luglio 201909:45

– “Sin da piccolo ho divorato un sacco di film. Me ne stavo seduto sulla poltrona e guardavo tutto il cinema che passava in tv. Avevo 14 anni e c’erano Shia Labeouf, Forrest Gump e poi i telefilm con tantissimi ragazzi che avevano la mia età. Li guardavo e mi sono detto: voglio essere come loro, voglio farlo anche io. È lì che ho deciso che volevo fare l’attore”. Così Evan Peters, classe 1987, il divo di serie come American Horror Story e Pose, ma anche il mutante Quicksilver di X-Men, sbarca al 49/o Giffoni Film Festival, per incontrare i giovani delle masterclass e ricevere il Giffoni Experience Award.”Sono incredibili questi ragazzi – racconta – Mi hanno davvero stupito per le loro domande. Si – sorride – pensare che per loro potrei essere un idolo, un pochino mi spaventa”. Camicetta a fiorellini, pantaloni verde chiaro, sneakers leopardate e aria un po’ grunge, in realtà Peters rivela un animo da gentleman, alzandosi ogni volta che entra una signora nella sua stanza o ringraziando sempre tutti, i giffoners per seguirlo, i giornalisti per ascoltarlo. “Il film italiano che amo di più? Otto e mezzo”, risponde senza pensarci un attimo. “Il mio superpotere? Non credo di averne uno – sorride – però come il mio personaggio in X-Men ogni tanto mi sono sentito ai margini. Ad esempio quando mi sono trasferito in California (a 15 anni ndr). Ogni tanto anche un po’ per il lavoro che ho scelto: sul set si stringono amicizie per due-tre mesi, ma poi ci si saluta, non sono mai davvero veri amici. Ma è spettacolare quando grazie a un film puoi sperimentare qualcosa che non avresti mai immaginato. Un po’, sì, sono eccentrico anche io, ma mai quanto i miei personaggi. Con loro amplifico tutto”.Poi si passa al futuro. “Mi piacerebbe provare a interpretare una storia d’amore – racconta – e un personaggio un po’ meno cupo di quelli fatti finora”. Non sarà invece nella nona stagione di American Horror Story. “Non so se l’espressione ‘ho rinunciato’ sia corretta – commenta -. Diciamo che non ci sarò. Serve molta forza di volontà per una serie tv e avevo bisogno di una pausa. Questa nuova stagione la guarderò sdraiato sul divano”. Rumors dicono che in realtà Peters abbia lasciato per dedicarsi di più alla sua musica, ma lui smentisce. “Ma no, quella è solo una passione, un divertimento tra amici. Una gioia che mi rilassa e che forse sparirebbe se dovessi trasformarla in una professione, ammesso che io ne abbia le capacità”. Lo vedremo invece presto in ‘I’m woman’, il film di Unjoo Moon sulla cantante e attivista americana degli anni ’70 Helen Reddy, interpretata da Tilda Cobham-Hervey. “È un biopic musicale – dice Peters – Io sono suo marito e manager Jeff Wald. Un uomo che le è stato sempre accanto, dietro le quinte. È un bel film su una donna molto forte – conclude – Sì, spero sia importante per la mia carriera”.

Giornate degli Autori, l’Italia in gara con Igort11 film in concorso e 8 eventi, Purgatori alla presidenza

24 luglio 201909:41

– Alla Mostra del cinema di Venezia sedicesima edizione delle Giornate degli Autori (28 agosto-7 settembre), diretta da Giorgio Gosetti e quest’anno, per la prima volta, presieduta da Andrea Purgatori: undici i film in concorso (per l’Italia in corsa ‘5 è il numero perfetto’, debutto alla regia del maestro del graphic novel Igort, con Toni Servillo), otto eventi speciali compresi i ‘Miu Miu Women’s Tales’ e il film di chiusura ‘Les chevaux voyageurs’ dedicato al ‘Re dei cavalli’, il poliedrico e carismatico Bartabas. Sette poi le Notti Veneziane alla Villa degli Autori, cui si aggiungono gli incontri, gli omaggi, i progetti speciali promossi dalle associazioni Anac e 100autori.Diciotto le nazionalità rappresentate in questa edizione, presentata stamani alla Casa del cinema di Roma, dall’Asia agli Stati Uniti, dall’Africa al Sud America fino all’Europa e all’Italia; quattro le opere prime in concorso e sei le registe.’Filo rosso’, il ritorno alla spiritualità e alle culture ancestrali. Nella selezione competitiva delle Giornate (20.000 euro di premio per il miglior film, giudicato da 28 giovani spettatori provenienti da tutti i paesi dell’Unione Europea), troviamo Dominik Moll (il suo ‘Only the Animals’ aprira il programma mercoledì28 agosto), Jayro Bustamante (con La Llorona, inedito esempio di cinema civile in cui fantasmi e morti viventi si prendono la scena), la grande star giapponese Jo Odagiri (alla sua prima prova nel lungometraggio con They Say Nothing Stays the Same), Fabienne Berthaud (che ritorna, dopo Sky, con un suggestivo viaggio iniziatico in Mongolia, in Un monde plus grand).Sul fronte Italia, unico film in concorso ‘5 èil numero perfetto’ con Toni Servillo nei panni di Peppino Lo Cicero, un sicario in pensione costretto dagli eventi a tornare in azione, Carlo Buccirosso (Totò o’ Macellaio) e Valeria Golino (Rita): adattamento dell’omonima graphic novel di Igort, arriverà poi in sala il 29 agosto con 01 Distribution. Ed evento speciale fuori concorso ‘Mio fratello rincorre i dinosauri’ di Stefano Cipani dal romanzo di Giacomo Mazzariol.Tra gli altri film italiani, ‘La legge degli spazi bianchi’ di Mario Caputo, ultimo atto della trilogia dedicata a Giorgio Pressburger; ‘Scherza con i fanti’, film di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna sul problematico rapporto tra Italia e mondo militare. C’è poi ‘Mondo sexy’, documentario erotico italiano degli anni ’60 scritto e diretto da Mario Sesti.Da segnalare, infine, ‘House of Cardin’ di P. David Ebersole e Todd Hughes, evento speciale fuori concorso, omaggio alla leggendaria casa di moda.Tra i premiati di questa edizione Margarethe von Trotta, che riceverà il premio Edipo Re alla carriera, e Marco Bellocchio, anche per lui premio alla carriera e masterclass al Lido moderata da Purgatori.

The Two Popes, ecco Pryce e HopkinsDiretto da Fernando Meirelles, il film a Toronto poi su Netflix

24 luglio 201909:47

– Seduti su un divanetto si sussurrano all’orecchio qualcosa: uno vestito con l’abito bianco da pontefice ma con ai piedi le scarpe rosse, l’altro con quello da cardinale ovvero nero con i bordi e i bottoni rosso porpora. Jonathan Pryce e Anthony Hopkins, che interpretano rispettivamente Benedetto e Bergoglio, sono nella prima immagine di The Two Popes, film diretto da Fernando Meirelles. Il regista nominato all’Oscar per “City of God”, e lo sceneggiatore tre volte candidato all’Oscar Anthony McCarten, raccontano la storia intima di uno dei passaggi di potere più drammatici degli ultimi duemila anni. The Two Popes, dopo la presentazione in anteprima al Toronto International Film Festival (5-15 settembre 2019), sarà disponibile prossimamente solo su Netflix.Frustrato dalla direzione intrapresa dalla Chiesa, il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins). Di fronte al rischio di scandalo e al dubbio, Papa Benedetto convoca invece il suo critico più duro, nonché suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa Cattolica. Dietro le mura Vaticane, inizia una lotta tra tradizione e progresso, senso di colpa e perdono. Questi due uomini molto diversi affrontano il loro passato per trovare un terreno comune e costruire il futuro di un miliardo di fedeli in tutto il mondo. La pellicola è ispirata da eventi reali, si legge e piè di pagina nella nota ufficiale.

Stuntman ferito sul set di Fast & FuriousLa controfigura di Vin Diesel è caduta da 9 metri di altezza

23 luglio 201920:13

Nuovo incidente sul set di Fast & Furious, dopo la morte del protagonista Paul Walker nel 2013 a causa di un incidente in auto. La controfigura di Vin Diesel, Joe Watts, è in coma indotto dopo essere precipitata da un’altezza di circa 9 metri nello studio della Warner Brothers nell’Hertfordshire, durante le riprese del nono episodio della saga. Lo riporta il Sun, spiegando che l’attore, 52 anni, sarebbe scoppiato a piangere, in “stato di shock totale”, dopo la caduta dello stuntman che stava eseguendo un’acrobazia al suo posto.Si teme che si sia spezzato un cavo di sicurezza quando Watts è saltato da un balcone sul set, subendo gravi lesioni alla testa nell’impatto con il terreno. La fidanzata di Watts, Tilly Powell, ha scritto su Facebook che il suo “cuore è in frantumi” per le devastanti notizie. “Joe ha subito un grave trauma cranico ed è in coma indotto – ha spiegato -. È stabile e viene monitorato da vicino”. Le riprese sono state interrotte immediatamente dopo l’incidente.

Serenity, sull’isola delle verità nascosteIn sala il thriller di Knight con McConaughey e Hathaway

24 luglio 201909:49

Un thriller mozzafiato che gira intorno a un triangolo amoroso e a una verità nascosta: è Serenity – L’isola dell’inganno, il film diretto dal regista e sceneggiatore candidato all’Oscar Steven Knight e interpretato dai premi Oscar© Matthew McConaughey e Anne Hathaway, di nuovo insieme dopo il successo di Interstellar.
È la misteriosa storia del capitano Baker Dill, un uomo che si è lasciato alle spalle il passato trasferendosi in una bellissima isola tropicale e iniziando una nuova vita. La sua tranquilla esistenza viene nuovamente sconvolta quando ricompare l’ex moglie, mai dimenticata, con una terribile richiesta d’aiuto: uccidere il suo violento e sadico marito. Il capitano Dill dovrà fare i conti con attrazioni e segreti sepolti e con una verità tutta da scoprire. Nel cast anche Diane Lane, Jason Clark, Jeremy Strong, David Butler.
McConaughey ha capito subito di voler fare questo film. “Mi ricordo di aver scritto a Steven ‘Per favore non fare cambiamenti. Non cambiare una sola parola’”. L’attore è stato attratto dai diversi livelli presenti nella storia.
Apparentemente è solo il racconto di un uomo ossessionato dalla cattura di un pesce, ma sotto questa semplice storyline si nasconde il dubbio fondamentale di cosa sia la realtà. “Ho dovuto dare una direzione alla mia volontà, mantenere la rotta fino alla fine. Nel film sono il detective che indaga sulla sua stessa vita per capire cosa sia reale”, sottolinea.
Pur non essendo un noir o un thriller tradizionale, Serenity rende certamente omaggio ai classici del cinema e della letteratura di genere, cosa della quale Knight è pienamente consapevole. “Per quanto riguarda i dialoghi, gli ambienti e le atmosfere, ci sono riferimenti voluti a Ernest Hemingway e a Graham Green. Ci sono anche dei riferimenti ad alcuni classici del cinema degli anni ’40 e ’50”, spiega il regista.

Manolo Blahnik acquisisce Re MarcelloLo stabilimento di Pavia produce scarpe per la maison dal 1990

24 luglio 201910:35

– Manolo Blahnik (Blahnik Group Limited) ha annunciato l’acquisizione del Calzaturificio Re Marcello S.r.l., leader italiano nella produzione di calzature da donna. Fondato nel 1938 dalla famiglia Re, lo stabilimento situato a Vigevano (Pavia), produce scarpe da donna di lusso per il marchio Manolo Blahnik dal 1990. L’ingresso nel Gruppo Blahnik dei 77 artigiani altamente qualificati di Re Marcello rafforzerà il marchio Manolo Blahnik, spiega una nota dell’azienda “per favorire lo sviluppo del talento artigianale e per coltivare l’arte di produrre calzature per le generazioni future”.
Nell’ambito dell’acquisizione e in quanto parte della stessa, l’attuale management composto da Bruno Re e Giuse Galazzi resterà in carica per il prossimo futuro, collaborando con il management della maison per garantire la continuità.

ovaMostre, a Venezia 50 anni di Luna nuovaQuattordici artisti interpretano il mutato rapporto uomo-luna

VENEZIA24 luglio 201910:51

– L’anniversario dello sbarco sulla luna è l’occasione a Venezia di una mostra unica nel suo genere, “50 anni di Luna nuova”: 14 artisti tra scultori, pittori, fotografi e performer indagano come da quel giorno di 50 anni fa sia cambiato per noi il senso dell’essere sulla Terra e guardare la Luna. “Prima del 20 luglio 1969 la luna era contemplazione e basta – spiega la curatrice, Anna Caterina Bellati -. Dopo quel giorno è divenuta anche riferimento tecnologico”.
Curata da Antonella Nota e dalla Bellati Editore, la mostra propone a Palazzo Tito (Dorsoduro, fermata Zattere, dal lunedì al venerdì dal 28 luglio al 30 agosto) una serie di opere che interpretano il mutato rapporto dell’uomo con la Luna. “Da luogo del sogno – spiega Bellati – la Luna è divenuta anche riferimento tecnologico e non è improbabile stia per trasformare la sua condizione di cosa luminosa da guardare a spazio fisico da abitare”. Tra gli artisti in mostra, Ettore Greco, Donato Frisia jr, Tania Zanotto, Marialuisa Tadei.

Made in Italy alla conquista saloni UsaAccordo Ente Moda Italia e Liberty Fashion Fairs Group per NY

24 luglio 201911:37

– Primi passi alla conquista dei saloni espositivi americani per il made in Italy. Ente Moda Italia (Emi) si allea infatti con il player fieristico Liberty Fashion Fairs Group (LFFG) per la promozione delle aziende italiane ai saloni moda di New York. A partire dal 2020 Emi organizzerà la partecipazione di collezioni italiane di moda uomo, donna e swimwear rispettivamente nelle aree speciali “Italian Fashion” all’interno dei saloni Liberty, Capsule e Cabana. Alla collaborazione avviata da Emi con Liberty Fairs prende parte anche Sistema Moda Italiana (Smi) con la volontà di contribuire ad ampliare le attività promozionali per le aziende italiane più creative e orientate alle nuove tendenze, su un mercato come quello americano. “Siamo felici di annunciare questa nuova collaborazione con Liberty Fashion Fairs Group- dice Stefano Festa Marzotto, presidente Emi e comitato internazionalizzazione Smi – Liberty organizza da qualche stagione progetti espositivi tra i più innovativi nel panorama fieristico in Usa”.

Bocelli e Camerino, via a raccolta fondiCampagna attiva da oggi per ricostruire l’Accademia Musicale

CAMERINO (MACERATA)24 luglio 201911:40

– E’ attiva da oggi e fino al 3 agosto la campagna di Numerazione Solidale 2019 promossa dalla Fondazione Andrea Bocelli (ABF) e denominata ‘Con Te, ripartiamo’, destinata alla ricostruzione dell’Accademia Musicale di Camerino (Macerata). E’ in programma invece domani al Teatro del Silenzio lo show intitolato quest’anno ‘Ali di libertà’, che si svolge nel paese natale di Bocelli, a Lajatico (Pisa), con il bis previsto per il 27 luglio.
La campagna ‘Con Te, ripartiamo – ABF per Camerino’ è attiva con il numero 45580: si possono donare 2 euro (sms da cellulare Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali) oppure 5 e 10 euro (da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile, TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali).
Lo show del Teatro del Silenzio sarà ripreso dalle telecamere di Rai1 e messo in onda in prima serata sabato 14 settembre.
Contestualmente, dal 9 al 22 settembre, sarà nuovamente attiva la campagna ‘Con Te, ripartiamo’, sempre con il numero 45580.

Riapre giardino Palazzo Giaconìa a LecceComplesso di fine Cinquecento limitato dalle Mura Urbiche

LECCE24 luglio 201911:44

– E’ stato riaperto ai visitatori il giardino di Palazzo Giaconìa a Lecce, dopo il completamento del restauro del secondo lotto delle Mura Urbiche. Si tratta del complesso che il monsignore leccese Angelo Giaconìa, vescovo di Castro, cominciò a costruire nel 1546, un palazzo signorile che si delineò nel corso di alcuni decenni successivi, con un importante giardino limitato dalle mura della città.
Il giardino di Palazzo Giaconìa sarà ora visitabile ogni giorno, dalle 16 alle 21. Si potrà accedere sia da Piazzetta dei Peruzzi che dalla passerella del Parco delle Mura Urbiche.
“Rendere accessibile il Giardino di Palazzo Giaconìa e il camminamento di questa parte delle Mura era un impegno assunto all’insediamento al quale oggi diamo concretamente seguito”, commenta l’assessora comunale alla cultura, Fabiana Cicirillo, annunciando ulteriori iniziative: “È necessario che questi straordinari monumenti entrino a far parte dell’identità culturale della città di Lecce, visitati e vissuti dalla cittadinanza”.

Mostra su Garibaldi a San MarinoOggetti, immagini, documenti e libri esposti fino al 20 gennaio

SAN MARINO24 luglio 201911:58

– Inaugura sabato 27 luglio (ore 18) al Museo Pinacoteca San Francesco la mostra ‘Chiediamo asilo e un po’ di pane. Garibaldi a San Marino’, a cura degli Istituti Culturali (Archivio di Stato, Biblioteca di Stato, Musei di Stato). L’esposizione rientra in un progetto sulla valorizzazione della trafila garibaldina in occasione del 170/o anniversario e ripercorre le fasi dello scampo garibaldino attraverso oggetti, immagini, documenti, libri che rimarranno esposti fino al 20 gennaio 2020. Una possibilità di ammirare le testimonianze tangibili di uno dei momenti più celebri del periodo risorgimentale italiano.
Luglio 1849: alla caduta della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi con la moglie Anita e un cospicuo gruppo di combattenti tenta di raggiungere Venezia per mettersi in salvo.
In questa fuga avventurosa, inseguito dall’esercito austriaco, il 31 luglio Garibaldi entra a San Marino, incontra i Capitani Reggenti e chiede loro “asilo e un po’ di pane”. La Repubblica si trova ad affrontare un compito gravosissimo: nell’arco di un solo giorno deve salvare la propria tradizionale libertà e, al tempo stesso, Garibaldi e le sue truppe. I Sammarinesi prestano soccorso ai fuggitivi. Il Generale scioglie l’esercito sul sagrato della Chiesa dei Cappuccini, fuori dalla città di San Marino. Nella notte del 31 luglio, accompagnato da una guida locale, Garibaldi tenta di raggiungere il mare presso Cesenatico con Anita e pochi fedelissimi. Nel frattempo, dopo la fuga, la diplomazia sammarinese continua la sua mediazione, riesce a sventare il pericolo dell’occupazione della Repubblica da parte degli Austriaci e a disarmare e far fuggire i garibaldini ancora a San Marino.

Paestum, secondo mandato per ZuchtriegelNegli ultimi cinque anni incassi +142%, visitatori +45%

SALERNO24 luglio 201912:12

– Sono state avviate le procedure per la riconferma del direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel. A renderlo noto è la stessa struttura. Dopo il primo quadriennio, che scade ad ottobre 2019, il suo contratto da dirigente di II fascia del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali prevedeva una valutazione dei risultati ottenuti che, se positiva, avrebbe determinato il rinnovo per un ulteriore mandato di quattro anni.
Zuchtriegel, classe 1981 e originario della Germania del Sud, ha partecipato a importanti ricerche nel Lazio, in Sicilia e in Magna Grecia. Il suo progetto di gestione a Paestum ha previsto nuovi scavi e ricerche, restauri e interventi di manutenzione finanziati in parte utilizzando importanti donazioni e sponsorizzazioni da imprese e cittadini privati.
Negli ultimi cinque anni, il Parco Archeologico di Paestum ha aumentato gli incassi della biglietteria del 142%, mentre i visitatori sono cresciuti del 65%, arrivando a 427mila nel 2018.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venditti e Mannoia al Follonica Summer
Dal 3 al 13 agosto, anche show Panariello-Conti-Pieraccioni

FOLLONICA (GROSSETO)24 luglio 201912:12

– Cristiano De André, Fiorella Mannoia, Antonello Venditti e lo show Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. Sono alcuni dei protagonisti del Follonica Summer Festival, rassegna alla terza edizione in programma dal 3 al 13 agosto a Follonica (Grosseto).
L’obiettivo è superare i risultati dello scorso anno, quando le presenze furono oltre 33mila. Ad aprire il festival lo spettacolo ‘Up&Down’ che vedrà protagonisti sul Paolo Ruffini e gli attori con sindrome di Down della compagnia Mayor Von Frinzius. Cristiano De Andrè si esibirà il 5 agosto, il giorno successivo sarà la volta di Fiorella Mannoia e il 9 agosto di Antonello Venditti. In cartellone anche Myss Keta & Ivreatronic, Le Vivrazioni, Carl Brave introdotto da La Municipal, e i rapper Tedua, Rkomi e Ernia. A chiudere la rassegna il trio Panariello, Conti e Pieraccioni.

Cirque du Soleil, show con sbandieratoriGruppo storico Combusta Revixi di Corinaldo da giugno in Canada

ANCONA24 luglio 201912:16

– Il Cirque du Soleil ha presentato il nuovo spettacolo ‘Joyeux Calvaire’, dedicato alla band Cowboy Fringants originaria del Quebec. Nel cast anche alcuni sbandieratori del gruppo storico Combusta Revixi di Corinaldo (Ancona). Palcoscenico di questa nuova produzione è l’Amphiteatre Cogeco di Trois-Rivieres, a metà strada tra Montreal e Quebec City, che ospiterà lo spettacolo fino al 17 agosto.
Gli sbandieratori di Corinaldo sono in Canada dal giugno scorso insieme a ballerini, acrobati e circensi provenienti dai quattro angoli del mondo. Combusta Revixi e il progetto Teatro delle Bandiere continuano dunque la collaborazione con il Cirque du Soleil, cominciata con la positiva esperienza dello spettacolo ‘Allavita!’ per Expo Milano 2015.
A Corinaldo, intanto, l’attenzione e la curiosità è alta, si cerca di seguire e di farsi un’idea dello spettacolo tramite i social network, gli articoli online e le recensioni positive che hanno seguito la premiére di mercoledì scorso.

Musica: Einaudi al teatro greco SiracusaConcerto domani chiude iniziative fondazione Inda

SIRACUSA24 luglio 201912:43

– Ludovico Einaudi arriva a Siracusa con il progetto Seven days walking. Il compositore torinese, che si esibirà domani sera alle 21 per la prima volta in carriera al Teatro Greco di Siracusa, sarà accompagnato da Federico Mecozzi al violino e da Radi Hasa al violoncello, in una produzione Ponderosa music&art.
Il concerto chiude le iniziative collaterali nell’ambito della stagione 2019 della Fondazione Inda. Il tour mondiale di Ludovico Einaudi nel corso del 2019 toccherà le principali città d’Europa e Stati Uniti e in questi giorni vedrà il compositore esibirsi in teatri e anfiteatri greco-romani: Verona e Fiesole, Napoli e Roma.
Seven days walking è il progetto musicale più ambizioso e visionario che il compositore classico più ascoltato di tutti i tempi nello streaming abbia finora realizzato: sette dischi che verranno pubblicati nell’arco di sette mesi consecutivi.

Jova party a Olbia con Fiorello e SalmoVentimila fan in delirio per l’eterno “ragazzo fortunato”

BIA24 luglio 201912:43

– Era annunciato come l’evento clou dell’estate in Sardegna e così è stato. Il Jova Beach Party ha fatto il botto. L’unica data isolana dell’inedito e originalissimo tour di Lorenzo Jovanotti Cherubini è stata una grandissima festa. Una giornata dedicata alla musica, all’ottimismo e alla gioia, al pacifismo e all’ambiente, tutti temi di cui lo sbarbatello di “È qui la festa” – ormai 53enne – è diventato una sorta di profetico ambasciatore. Al di là della musica, al di là della passione per un genere o l’altro, Jovanotti l’ha fatta davvero grossa: un party di oltre otto ore, tre palchi, gruppi, dj, selecter ad alternarsi. E lui sempre lì, on stage, a saltare saltare come un ragazzino in cerca di consacrazione. Un’energia irresistibile, che ha trascinato gli oltre 20mila spettatori, per i quali è stato come passare una giornata in spiaggia in compagnia dell’idolo che ha accompagnato, tra impegno sociale e ballate d’amore, oltre trent’anni delle loro esistenze. Con l’idea di essere “un ragazzo fortunato”.

Lo Sceicco Bianco a Venezia ClassiciGiuria presieduta da Costanza Quatriglio. Tra restauri anche doppio Bertolucci

24 luglio 201914:37

Lo sceicco bianco di Federico Fellini, che ebbe la première alla Mostra di Venezia del 1952, presentato in vista del centenario della nascita del regista nel 2020 e un “doppio” Bernardo Bertolucci con La commare secca, esordio del regista alla Mostra del 1962, e Strategia del ragno, presentato alla Mostra del 1970 sono tra i restauri di Venezia Classici che si vedranno al Lido nel corso della 76/ma Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta. La regista e sceneggiatrice Costanza Quatriglio presiederà la Giuria di studenti di cinema che assegnerà i premi Venezia Classici per i rispettivi concorsi, miglior film restaurato e miglior documentario sul cinema. Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni mondiali.

Omaggio al Circeo in otto dipintiVernissage venerdì 26/07 alla Porta del Parco

luglio 201913:35

– Otto dipinti inediti per rendere omaggio a una terra, il Circeo, a cui è particolarmente legata, ai suoi miti, ai suoi colori e alla sua luce. Sono le opere della personale di pittura del magistrato-artista Cinthia Pinotti, intitolata “Colori e magia nel sogno di Circe”, che sarà inaugurata a San Felice Circeo (Lt) venerdì prossimo 26 luglio 2019 (ore 19) presso la Porta del Parco (piazza Luigi Lanzuisi).
La mostra, visitabile da sabato 27 (ore 9) all’11 agosto, rientra nel progetto “Il Mare di Circe” ed è ospitata dal Comune nell’ambito delle iniziative che coinvolgono san Felice Circeo come città della cultura della regione Lazio per il 2019.
Pur essendo astratte, le opere sono di grande forza visiva e suggestione. Attraverso le 8 tele – Circe, Ulisse, Il sogno di Circe, Artifici, Alourgos, Tèssera, Aiku, Metamorfosi – l’artista rappresenta pulsioni, sensazioni, percezioni di luce e colore legate ad immagini, ricordi o forse all’inconscio.
Oltre agli 8 dipinti inediti, la mostra ospita il dipinto Viola Tricolor, esposto al Vittoriano, e Mediterranea, tela esposta a Venezia che ha dato il titolo alla mostra. Per Cinthia Pinotti si tratta della terza personale dopo “Il colore del sé” (Vittoriano 14-28 gennaio 2015) e “Luce Mediterranea” (Venezia – Fondazione Ca’ Foscari Zattere 17-30 luglio 2015).
La mostra resterà aperta fino all’11 agosto anche nei festivi e osserva i seguenti orari: 9-13; 16-20; 21-24.

A teatro, Rigillo, Rubini e Lo CascioPaolini racconta Ulisse. Iacchetti-Quartullo in Hollywood Burger

24 luglio 201913:36

– ”Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione” di Gian Luca Favetto a Torino per i 100 anni dalla nasciat del ”campionissimo” e ”Il mercante di Venezia” diretto da Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo-Shylock a Verona; Enzo Iacchetti, Pino Quartullo e Fausto Caroli con ”Hollywood Burger”, al festival di Borgio Verezzi (SV) e il ”Macbeth solo” di Sergio Rubini a Macerata; Marco Paolini con ”Nel Tempo Degli Dei – Il calzolaio di Ulisse” alle Orestiadi di Gibellina (TP) Luigi Lo Cascio con ”Ogni ricordo un fiore” al XXXI CivitaFestival: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

Ingrassia, torna La Bottega degli orroriNel 1989 il ruolo di Seymur segnò il suo debutto nel musical

24 luglio 201914:36

– Dopo 30 anni esatti Giampiero Ingrassia torna nel ruolo di Seymur ne La Piccola Bottega degli Orrori – il primo musical italiano prodotto dalla Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi – che ha segnato nel 1989 il suo debutto in un genere che negli anni lo ha visto con successo protagonista. Sarà in scena con lui Fabio Canino, già attore nel teatro di prosa, che affronta per la prima volta il musical, interpretando il ruolo di Mushnik. Ad affiancarli nel ruolo di Audrey l’esplosiva Belia Martin che torna in Italia dopo il successo di Sister Act prodotto da Alessandro Longobardi. Questa quarta edizione italiana, diretta da Piero Di Blasio, vedrà nel ruolo della pianta Audrey 2 una Drag Queen. A completare il cast Orin il dentista, tre strepitose coriste e l’ensemble composto da 4 performer. Le date principali: 15 e 16 novembre FERMO – Teatro dell’Aquila; 22 e 23 novembre GENOVA – Politeama Genovese; 30 novembre 1 dicembre CIVITAVECCHIA – teatro Traiano; dal 3 al 22 dicembre ROMA – Sala Umberto.

Littizzetto e Covatta in Romolo + Giuly”La guerra mondiale italiana”, serie comedy Fox da settembre

24 luglio 201914:36

– Dopo Carlo Conti, il cast della serie Fox Romolo + Giuly si arricchisce con la partecipazione di Luciana Littizzetto che interpreta Dio e Giobbe Covatta nei panni di Carlo Marzo. La Guerra mondiale italiana non si ferma e continua ad arruolare importanti guest star per la sua nuova stagione. Sono in onda, sui canali Fox, i promo della seconda stagione di Romolo + Giuly – la guerra mondiale Italiana, la serie comedy prodotta dalla Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli con Lorenzo Gangarossa e da Zerosix Productions per Fox Networks Group Italy, in onda in prima visione assoluta dal 16 settembre alle 21.15 su Fox (canale 112 di Sky). Nei promo, Romolo, (Alessandro D’Ambrosi), durante la sua fuga da Roma, si imbatte in Carlo Marzo, l’ultimo dei comunisti, interpretato da Giobbe Covatta. Mentre un’ironica Luciana Littizzetto è Dio, che nonostante i suoi poteri, ammette dispiaciuta davanti a un Romolo disperato che neanche lei sarebbe in grado di salvare l’Italia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tutti i pani del mondo a Matera 2019
Coinvolti 45 artisti per una panetteria in tutto il pianeta

MATERA24 luglio 201914:40

– “Mi affascinava l’idea che i ‘Pani del Mondo’ si potessero incontrare a Matera. L’allestimento delle opere dei 45 artisti coinvolti, evoca l’idea di una infinita ‘panetteria’ rappresentativa dell’intero pianeta”.
Nelle parole del curatore, Andrea Del Guercio, prendono vita “i sapori” e “i saperi”, contenuti nella mostra “Tutti i pani del mondo” che sarà inaugurata venerdì 26 luglio, alle ore 18.30, negli ipogei della Fondazione Sassi nel rione Sasso Barisano a Matera, la Capitale europea della cultura 2019. La mostra è parte integrante del Festival “La Terra del pane”, progetto per Matera 2019 relativo al tema “Radici e Percorsi”, organizzato e promosso da Fondazione Sassi, in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019. Sculture, installazioni e performance, pittura astratta e figurativa, fotografia e video, sono le modalità con cui artisti di Benin, Cina, Francia, Georgia, Germania, Italia, Olanda, Svezia e Svizzera hanno espresso e rappresentato la loro personale idea di pane.

Bobbio Festival apre con ‘Il traditore’Si chiude il 10 agosto con ‘Polvere di Stelle’ restaurato

PIACENZA24 luglio 201915:57

– La 23/a edizione del Bobbio Film Festival si apre sabato 27 luglio con ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio, vincitore di sette Nastri d’Argento. Ospiti della serata, oltre al regista, che quest’anno ritorna anche a dirigere lo storico corso ‘Fare Cinema’, sarà Pierfrancesco Favino. Gli appuntamenti andranno avanti fino al 10 agosto nel Chiostro di San Colombano con tredici serate e ospiti prestigiosi che incontreranno il pubblico nel confronto post-proiezione: registi, attori e produttori converseranno in un dibattito moderato dai critici cinematografici Enrico Magrelli, Anton Giulio Mancino, Giona Nazzaro.
Il calendario del Festival prosegue con domenica 28 con Valerio Mastandrea, insieme alla protagonista Chiara Martegiani, con il suo ‘Ride’. Gran finale sabato 10, con ‘Polvere di stelle’ in versione restaurata dalla Cineteca Nazionale. Prima della proiezione, cerimonia di premiazione con l’assegnazione del Gobbo d’Oro a un protagonista del cinema.

Recuperati rostri e spada in mare EgadiMusumeci, scoperta dedicata all’assessore Tusa

PALERMO24 luglio 201915:58

– Recuperati altri due rostri e una spada dai fondali delle Egadi. I reperti sono stati ritrovati grazie alla cooperazione tra la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, la Rpm nautical foundation e i subacquei della Global underwater explorer. Le ricerche sono state condotte con la nave oceanografica Hercules. Nelle tre settimane di indagini, sono state individuate sessantotto anfore greco-italiche, due Dressel, quattro puniche e quattro piatti.
I micidiali strumenti da guerra, montati sulla prua delle navi per speronare le imbarcazioni nemiche, rappresentano la prova evidente che i fondali di Levanzo, sono certamente il teatro della battaglia navale che sancì la fine della Prima guerra punica. “La scoperta di queste armi antiche – dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – arricchisce il nostro patrimonio di conoscenza sulla battaglia delle Egadi. Una storia riscritta recentemente dal compianto assessore Sebastiano Tusa”.

Cineteca a Venezia, Fellini-BertolucciAlla Mostra i due film restaurati e cortometraggi iraniani

BOLOGNA24 luglio 201916:00

– Alla 76/a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, in programma dal 28 agosto al 7 settembre, sarà protagonista anche la Cineteca di Bologna con i restauri de ‘Lo sceicco bianco’ di Federico Fellini e de la ‘Strategia del ragno’ di Bernardo Bertolucci. La sezione Venezia Classici ospiterà i due film: il primo che anticipa il 2020, anno in cui verrà celebrato il centenario della nascita di Federico Fellini e di Alberto Sordi protagonista del lungometraggio; il secondo, quarto film diretto da Bertolucci, che ritorna così alla Mostra dopo la partecipazione all’edizione del 1970 quando non vennero assegnati premi per le contestazioni del Sessantotto. La Cineteca di Bologna alla kermesse veneziana porterà anche due cortometraggi iraniani di cui ha curato i restauri: ‘The Hills of Marlik’ diretto nel 1964 da Ebrahim Golestan e ‘The House is Black’ diretto nel 1962 da Forough Farrokhzad.

Genitori quasi perfetti per feste figliIn sala dal 29 agosto con Foglietta, Calabresi, Mascino

24 luglio 201916:26

– ‘Genitori quasi perfetti’, opera seconda di Laura Chiossone, in sala dal 29 agosto con Adler Entertainment, mette in scena con leggerezza l’inferno delle feste di compleanno dei figli: le compulsive chat genitoriali sull’evento, i lunghi preparativi, la selezione degli animatori, le torte di solidarietà, i costumi dei bambini, gli inevitabili imprevisti e, soprattutto, la dialettica genitoriale durante queste feste che si scatena tra gelosie, vanità e competizione. Tra commedia, farsa e musical, il film segue la storia di Simona (Anna Foglietta), mamma single abbastanza stressata, legata da un amore profondo al suo bambino di otto anni, Filippo (Nicolò Costa). Insicura e inadeguata al suo ruolo, Simona organizza la più bella festa di compleanno per suo figlio. A cerimonia iniziata, mentre i bambini tra alti e bassi giocano nel salone, i cosiddetti ‘grandi’ non solo si ‘studiano’ in cucina, ma si provocano, si giudicano, si vantano. Nel cast anche Paolo Calabresi e Lucia Mascino, coppia vegan.

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Arti e letteratura a Corciano festival
Antico borgo umbro trasformato in opera arte a cielo aperto

PERUGIA24 luglio 201917:23

– Torna dal 3 al 15 agosto il Corciano festival, manifestazione culturale, giunta alla 55/a edizione, dedicata ad arti visive, teatro, musica, letteratura, rievocazioni storiche ed enogastronomia.
L’antico borgo – è stato ricordato a Perugia nel corso della conferenza stampa di presentazione – si trasforma in un’opera d’arte a cielo aperto grazie a “Stendale. L’abbraccio delle Muse”, un progetto artistico “unico”, curato da Gabriele Perretta, articolato in più segmenti. Come “Stendale”, un’installazione che attraverserà per 1000 metri le mura di Corciano con oltre 70 opere originali, e “XD3.0 InsideExpo”, una serie di opere, performance ed happening realizzati negli ambienti della città.
Tra i tanti appuntamenti in programma, il concerto dell’inglese Steven Mead, considerato tra i più grandi virtuosi di Euphonium del mondo, e lo spettacolo interattivo “Teatro e musica con il cappello” del gruppo milanese Teatro Officina.
La sezione letteraria, curata dal giornalista e scrittore umbro Giovanni Dozzini, come novità prevede delle residenze letterarie con gli scrittori Debora Omassi, Valerio Aiolli e Matteo Cavezzali che saranno a Corciano per presentare i loro ultimi romanzi e scrivere dei racconti originali ispirati da luogo e abitanti.
Tornano infine i “Salotti dell’Umbria nel cuore”, il format che premia chi ha scelto l’Umbria come ‘luogo ideale’. Tra gli ospiti il cardinale Gualtiero Bassetti, il regista e conduttore Pino Strabioli, l’ex pallavolista Giacomo Sintini.

D’Amore, vorrei scomparire sempre di piùL’attore accompagna a Giffoni ‘Dolcissime’ come sceneggiatore

GIFFONI VALLE PIANA (SA)23 luglio 201916:46

– “Mi sono sempre minato da solo. Ogni volta che qualcuno mi ha fatto dei complimenti su qualcosa, ad esempio ‘reciti bene’, ho smesso di farlo. Vorrei essere invisibile, scomparire sempre di più ed essere dimenticato. Reagisco agli stimoli che mi hanno cambiato la vita e di cui non ho bisogno. Continuerò a defilarmi fino a diventare un puntino”. Così Marco D’Amore racconta la sua nuova fase di vita e carriera, in veste non di interprete (e sembra lo sarà sempre meno), ma di sceneggiatore di Dolcissime, il film scritto con il regista Francesco Ghiaccio, in anteprima al 49/o Giffoni Film Festival e in arrivo al cinema dall’1 agosto per Vision Distribution. Con Valeria Solarino, Vinicio Marchioni, Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Alice Manfredi, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino, Licia Navarrini, il film racconta le difficoltà dell’adolescenza, con tre insperabili amiche, eternamente in lotta con i chili di troppo, che decidono di iscriversi a un campionato di nuoto sincronizzato.

Delli Colli presidente Cinema per RomaEletta all’unanimità a guida Fondazione

24 luglio 201915:02

– Laura Delli Colli è stata nominata Presidente della Fondazione Cinema per Roma. Lo ha deciso all’unanimità il Collegio dei Soci Fondatori composto da Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Fondazione Musica per Roma, Istituto Luce Cinecittà – MiBAC.
“Ringrazio il Collegio per una decisione che conferma la fiducia al lavoro di quest’ultimo anno – dice Laura Delli Colli – Poter contare su un Consiglio di Amministrazione che prosegue nel suo impegno e sul lavoro consolidato della Direzione Generale è un segno importante di continuità della Fondazione tutta verso la prossima Festa del Cinema e anche nell’attività che tutto l’anno dà supporto e promozione al cinema nella sua capitale”. Giornalista e scrittrice, Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), già membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cinema per Roma dal 2015, aveva ricevuto le deleghe per la guida dell’Ente, come vice Presidente, nel maggio 2018.

I 99 di Franca Valeri, sempre avantiLontana dal palco ma lucida e autoironica come sempre

24 luglio 201915:06

Franca Valeri compie 99 anni il 31 luglio, attrice, scrittrice, raffinata umorista con una verve indomita. In ”Bugiarda no, reticente” ha scritto: ”La nostra generazione era preparata. La preparazione non e’ solo forza fisica, l’esercizio e’ soprattutto di genere morale. Aspettare. Riscuotere. Amare e riamare, riderci sopra, ricordare con la giusta proporzione dei sentimenti. Insomma, non e’ proprio semplice, ma noi siamo quelli li’…”. E in queste parole c’è tutta la distanza dalla generazione legata ai social, che aiuta a capire la peculiarità di questa donna. Tutti la ricordano ancora come la Signorina Snob o la Sora Cecioni. La sua grandezza è nella raffinatezza del suo umorismo, come della sua satira, capace di sedurre gli intellettuali e assieme di conquistare il pubblico popolare. Una carriera senza steccati che va dal teatro ai film, come quelli celebri con Sordi, come Il Vedovo alla tv dei varietà di Antonello Falqui alle sitcom, prima e spesso unica vera comica donna, ai libri.

Simone Leigh conquista New YorkSua la Mammy sulla High Line. Sue opere in mostra al Guggenheim

24 luglio 201917:43

– Le donne, la ceramica, l’etnografia, il nero e il politicamente scorretto per dire attraverso l’arte quello che non era mai stato detto prima. Sono alcuni degli spunti del lavoro di Simone Leigh, artista donna, nera, nata nel 1968 a Chicago da genitori giamaicani (ora vive a New York) e laureata in filosofia, che sta conquistando prepotentemente la scena dell’arte americana per diventare una vera e propria star. La sua opera ‘Brick House’, è al centro della nuova ‘piazza’ di New York, quella che si apre sulla High Line, il parco lineare della grande mela realizzato su una sezione in disuso della ferrovia sopraelevata chiamata West Side Line. Ma in questo momento l’artista, dopo aver vinto il premio Hugo Boss 2018 (nel 2019 Guggenheim Fellowship), è anche protagonista al Guggenheim di una piccola personale ed è anche tra gli artisti di punta delle Biennale 2019 del Whitney Museum, curata da Rujeko Hockley e Jane Panetta. Rimarrà aperta fino al 22 settembre.

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Applausi per prima di Macbeth a Macerata
Ovazioni a Ciampa e Hernandez, entusiasma la regia di Emma Dante

MACERATA21 luglio 2019 12:06

– E’ stato accolto da 15 minuti di applausi il Macbeth di Verdi andato in scena ieri sera all’Arena Sferisterio di Macerata, che ha regalato al pubblico uno spettacolo di grande spessore sia nella parte musicale e vocale che in quella registica e scenografica.
A ricevere le ovazioni della platea sono stati soprattutto il direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa, che alla guida della Form ha saputo esplicitare tutte le pieghe della partitura verdiana collegando alla perfezione musicisti cantanti e coristi, e il soprano spagnolo Saioa Hernandez che ha dato al personaggio di Lady Macbeth cuore, voce ed estro interpretativo, ricevendo continui applausi a scena aperta.
Ma molto apprezzati sono stati anche il baritono Roberto Frontali, un Macbeth perfettamente in ruolo, Alex Esposito al debutto nelle vesti di Banco, come pure il Macduff di Giovanni Sala e il Malcom di Rodrigo Ortiz. Entusiasmo anche per la regia di Emma Dante.

Successo per Bohème con regia SignoriniSerata speciale a Torre del Lago per la prima rappresentazione

TORRE DEL LAGO (LUCCA)21 luglio 201915:11

– Ancora una Serata speciale in riva al lago di Puccini dove ieri sera è andata in scena la prima rappresentazione del capolavoro pucciniano la Bohème per la regia di Alfonso Signorini.
Applausi a scena aperta per tutti gli interpreti. Apprezzata dal pubblico la prova del soprano cinese He Hui al debutto nel ruolo di Mimì. Tanti gli ospiti presenti che hanno applaudito anche la regia di Signorini.

Avengers: Endgame, più visto di sempreDopo 10 anni scalza da vetta degli incassi Avatar, capolavoro di Cameron

22 luglio 201911:41

Ci sono voluti dieci anni ma alla fine, grazie anche ad un lavoro di strategia della Disney, Avatar ha perso la vetta di campione del box office: è stato detronizzato da Avengers: Endgame. Gli incassi di questo weekend infatti bastano per scavalcare il totale di 2.7897 miliardi di dollari portati a casa dal capolavoro di fantascienza di James Cameron. Ad annunciarlo è stato il presidente della Marvel Kevin Feige durante il Comic-Con a San Diego dedicato agli studios. Avengers: Endgame ha accumulato 853 milioni di dollari al botteghino nazionale, diventando il secondo film di maggior incasso in Nord America dietro Star Wars: Il risveglio della forza (936 milioni). A livello internazionale, ha raccolto un importante cifra di 1,9 miliardi, di cui in Cina (629 milioni), Regno Unito (114 milioni), Corea del Sud (105 milioni), Brasile (85 milioni) e Messico (77 milioni).La Disney, sempre determinata a raggiungere la gloria del botteghino, ha ripubblicato Avengers: Endgame nei cinema il mese scorso con riprese aggiuntive nel tentativo di battere Avatar, e l’operazione strategica ha avuto successo. Del resto le premesse c’erano tutte. Si tratta infatti di uno spettacolare capitolo finale per una saga aperta nel 2008 da Iron Man, e capace di incassare nel mondo in 11 anni, oltre 19 miliardi di dollari. Il racconto riprende dallo scioccante finale di Avengers: Infinity War dove il despota Thanos (Josh Brolin) era riuscito, grazie alle gemme dell’Infinito, nel suo piano di sterminare meta’ degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Con l’umanita’ dimezzata e immersa nel lutto globale, gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) cui si aggiungono le new entry strategiche di Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita e varie dimensioni dello status di reduce. Un cast stellare per un film che ha tutti gli ingredienti per raggiungere la vetta: mostra il lato umano dei supereroi, e tutto in un vortice di sentimenti, a tratti molto complesso, che sa anche commuovere, in attesa di nuove avventure in prequel, sequel e debutti cinematografici di supereroi della casa fondata da Stan Lee (qui al suo ultimo cameo).Tra i prossimi film Marvel/Disney ad arrivare, dopo Spider-man – Far from home: Vedova Nera, The Eternals, Doctor Strange 2, Black Panther 2 e I Guardiani della Galassia 3. A San Diego comunque sono state annunciate le ultime novità. In futuro Thor sarà una donna interpretata da Natalie Portman nel quarto capitolo della serie sul dio del tuono. Lo ha annunciato il regista Taika Waititi. Portman ha interpretato il personaggio di Jane nei primi due film di Thor. Anche Chris Hemsworth, Tessa Thompson e Waititi hanno rivelato il titolo e il logo. “Thor: Love and Thunder” è pronto per l’uscita il 2 novembre 2021. ”Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli” sarà il secondo film principale della fase quattro dei Marvel Studios. Il film uscirà nelle sale il 12 febbraio 2021. L’attore sconosciuto Simu Liu è stato scelto per interpretare il film al fianco di Awkwafina. Regia di Destin Daniel Cretton. Infine Angelina Jolie ha sorpreso i fan al San Diego Comic-Con insieme al cast del film in uscita “The Eternals”. Il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige dice che arriverà nei cinema il 6 novembre 2020

Vallelonga e Pantoliano, sognando ItaliaL’Oscar per Green Book e l’attore de I Soprano a Ischia Global

ISCHIA (NAPOLI)22 luglio 201909:57

“Non ero mai stato in Italia, ora spero di poter girare qui un film”. Il premio Oscar Nick Vallelonga, sceneggiatore e produttore di ‘Green book’, riscopre a Ischia Global film & music festival le sue radici. E si incrocia sul palco con Joe Pantoliano, uno dei più celebri caratteristi di Hollywood (Emmy per il Ralph Cifaretto de I Soprano) che porta in anteprima il film ‘From The Vine’, girato in Lucania. Storie di grandi successi e piccoli preziosi film che raccontano lo sguardo affettuoso degli italoamericani verso un’Italia che sembra ferma nel tempo.
Raggiante per i riconoscimenti ricevuti sull’isola dal festival diretto da Pascal Vicedomini, Vallelonga, 60 anni a settembre, oltre ad essere il figlio del personaggio interpretato da Viggo Mortensen (Tony Lip) si racconta come un attivo protagonista del cinema americano, regista, produttore e attore in oltre 50 film. “Il mio primo ruolo? a 11 anni ne ‘Il Padrino’, cercavano dei bambini italiani e io ero già nell’ambiente” racconta ricordando che nella sua vita ha sempre respirato cinema (il papà è stato anche attore ne I Soprano, fa lo stesso lavoro il fratello Frank). Ma è lui l’artefice del successo dell’anno (3 Oscar e 3 Golden Globe) diretto da Peter Farrelly con Mortensen e Mahershala Ali.
In Green Book come è noto si ricostruice la storia vera di suo padre, che nel 1962 accompagnò come autista il celebre pianista afroamericano Don Shirley in un tour di concerti nel sud degli Stati Uniti. “Vivo a New York, la mia famiglia è di origini calabresi, sono nato nel Bronx. L’Italia l’ho sempre solo immaginata. Poi sono arrivato a Ischia e ho scoperto che era tutto vero quello che ho sempre creduto fosse lo spirito italiano. Qui c’è tanta gioia di vivere e tanta bellezza. Ho già promesso a me stesso che tornerò presto per un viaggio alla scoperta dei miei luoghi d’origine”.
E’ vero che non era convinto di Mortensen nel ruolo di un tipico italiano? ”Inizialmente avevo dubbi. Poi ho pensato al più grande ruolo di personaggio italiano che io ricordassi. Era il Padrino di Coppola, e neppure Marlon Bando era italiano…”.
L’hanno toccata le polemiche di chi sostiene che l’immagine dei protagonisti di Green Book sia troppo legata agli stereotipi? “Confesso di si, ne ho sofferto, ma il successo del film mi ha ripagato. Io volevo raccontare solo una storia di amicizia”.
Vallelonga attualmente sta girando Black Antenna, in cui interpreta il ruolo del proprietario di un negozio di animali, ed ha in cantiere molti progetti tra cui il film musicale That’s Amore!. “Proiettare Green Book in uno schermo sul mare in questo posto meraviglioso è stato un sogno, l’accoglienza è stata bellissima. E al festival ho avuto anche l’occasione per vedere Il Traditore di Marco Bellocchio. In molti mi hanno chiesto se potrà piacere all’Academy nel caso che l’Italia lo designasse per rappresentarla. A me è piaciuto moltissimo, complimenti al regista e a Favino. E’ un film da Oscar, sono convinto che avrebbe molte chances”.
Ed ecco Pantoliano, figlio di un autista e di una sarta del New Jersey, che la sua storia italiana l’ha già vissuta, protagonista del film di Sean Cisterna. “Racconta una avventura quasi mistica, sicuramente romantica – dichiara ricevendo il premo alla carriera e ricordando le difficoltà delle comunità italiane- la nostra vita non è stata facile, penso spesso che gli immigrati di seconda generazione non parlano più la lingua dei loro avi. Ma questa è l’America e ti devi adeguare”. Ha commosso il pubblico di Ischia la storia del dirigente di un’azienda automobilistica canadese che fa ritorno nel piccolo paese potentino di Acerenza, trovando abbandonata la fattoria e la vigna del nonno. Ma dalla sua crisi personale e dalla delusione nascerà una sfida: e ancora una volta il sogno italiano si avvererà.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Donna scrittrice Rapallo a Leone
‘Dedico la vittoria al Mediterraneo, che sia mare di pace’

RAPALLO (GENOVA)21 luglio 201916:03

– Cinzia Leone, con ‘Ti rubo la vita’ (Mondadori), ha vinto la 35/ma edizione del premio letterario per la donna scrittrice di Rapallo. La giuria, presieduta da Elvio Guagnini, le ha attribuito 29 voti sui 46 espressi. Al secondo posto Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La nave di Teseo), che ha preceduto Nadia Fusini con ‘Maria’ (Einaudi). Il libro di Leone racconta la storia di tre donne.
“Tre donne che fuggono, che affrontano le difficoltà della vita cercando l’amore. Dedico il premio al mar mediterraneo, che sia mare di pace dove ci si può incontrare”, ha detto Cinzia Leone.
Il premio alla carriera è stato assegnato a Susanna Tamaro, mentre quello per l’opera prima, dedicato a Anna Maria Ortese, è andato a Cristina Marconi con ‘Città irreale’ (Ponte alle Grazie).

Vukotic, mollai la danza per FelliniMai fatto ruolo da maledetta e neppure Shakespeare, peccato!

22 luglio 201909:34

Se gli chiedi cosa sia la gentilezza, neppure ti risponde. O meglio, non capisce neppure la domanda, perché per lei essere gentili è una cosa naturale, ma di coraggio Milena Vukotic, 84 anni, all’Ortigia Film Festival dove ha ricevuto un premio alla carriera, ne ha avuto da vendere: “Vengo da una famiglia di artisti, mia madre era musicista, e mio padre letterato. Sono cresciuta così tra teatro e musica ed educata alla danza che a Parigi diventò poi la mia professione a livello internazionale, ma dopo aver visto ‘La strada’ mollai tutto, tornai in Italia con un solo bisogno, quello di conoscere Federico Fellini”. E continua l’attrice: “Avevo anche una lettera di presentazione per lui, ma me la tenni ben stretta in tasca, mi vergognavo. E poi non ce ne fu bisogno si creò subito tra me e lui un rapporto speciale, ma di fatto mi ritrovai a Roma in cerca di un nuovo lavoro”. Per l’attrice – che ha poi lavorato con Fellini in ‘Giulietta degli spiriti’ e poi nell’episodio Toby Dammit (inserito in Tre passi nel delirio) – il cinema aveva preso il primo posto: “un’attrazione fatale che mi ha permesso poi di lavorare con Risi, Monicelli, Zeffirelli, Tarkovsky e Bunuel, ma resta Fellini quello che ha cambiato davvero la mia vita artistica. E questo grazie alla sua forza poetica, in fondo grandi registi, come lui e Bunuel, non sono diversi dai poeti”. Nonostante il volano della sua partecipazione a ‘Ballando con le Stelle’ su Raiuno dove ha stupito tutti per bravura e scioltezza, nel futuro della Vukotic, nessuna novità nell’immediato: “continuerò a novembre lo spettacolo di teatro ‘Autunno di Fuoco’ di Marcello Cotugno, mentre sul fronte tv, nulla: il Medico in famiglia l’ho lasciato tre anni fa”. Il rapporto con Villaggio/Fantozzi, di cui è stata per anni la grigia moglie Pina, non nasconde l’attrice “sia stato complicato, ma anche arricchente. E poi va detto che lui, contro tutto e tutti, ha costruito una maschera universale”. L’amore? “Per ognuno è una cosa diversa – dice -. Mi sono sposata molto tardi e credo che per me l’amore si leghi al rapporto molto profondo che avevo con mia madre. È lei che mi ha dato la base per affrontare questo sentimento con la giusta serenità e consapevolezza”. Il suo sogno nel cassetto? “Fare cose a contrasto. Ad esempio un ruolo maledetto che non mi hanno mai dato. E poi non ho mai fatto un ruolo shakespeariano, un vero peccato!”. Infine, un ultimo ricordo di Fellini:”Un Natale mi regalo a sorpresa I Ching, il libro divinatorio cinese. Entrambi amavano certe cose”.

My name is Sara, la Shoah a 13 anniIn concorso film di Oritt con giovane Zuzanna Surowy

GIFFONI VALLE PIANA (SA)22 luglio 201909:42

Giovani, carini e adorati. Anche innamorati, pare, non solo in scena. In un tripudio di grida e applausi dei ragazzi delle masterclass, sbarcano al 49/o Giffoni Film Festival Charlie Heaton e Natalia Dyer, ovvero Jonathan Byers e Nancy Wheeler di Stranger Things, la serie drama-fantasy di Netflix ambientata negli anni 80, ormai vero e propria ”febbre” da un lato all’altro dell’oceano. ”Quando mi hanno chiamato perché avevo vinto il provino – racconta lui – quasi non ci credevo. Ero in Inghilterra e per via del fuso era piuttosto tardi. Ho finto un certo contegno al telefono, ma poi sono corso a svegliare mia sorella”. ”Io stavo facendo jogging, proprio per smaltire l’ansia dell’attesa – fa eco lei – Ho cominciato a gridare dalla gioia in mezzo alla strada. La gente ha pensato fossi pazza”. La terza stagione, appena rilasciata su Netflix si chiude con un finale amaro che già si rincorrono i rumors sulla quarta. Gli stessi fratelli Matt e Ross Duffer, creatori della serie, avrebbero annunciato un inizio riprese a ottobre. ”Davvero? Non ne sappiamo nulla – rispondono i due – Noi attori siamo sempre gli ultimi a sapere le cose”. ”I registi non si aprono neanche con noi – dice Natalia – I nostri personaggi sono partiti da contesti molto diversi e si sono ritrovati uniti per combattere un mostro esterno. È bello che siano cresciuti insieme a noi. Ora subentrano altre paure, più personali, e grandi domande come: cosa farò dopo la scuola? Cosa voglio dalla vita? Questa è la sfida che dovranno affrontare andando avanti”. E la loro sfida, affrontando un mondo così impresso nella mente di chi lo ha vissuto, ma a loro così distante, come gli anni ’80? ”Per me è stata una vera scoperta – risponde Charlie – Conoscevo la musica, ma è stato pazzesco vedere come si viveva, comunicava o si scoprivano le cose quando non esisteva tutta la tecnologia che abbiamo oggi”. ”Per me la scoperta è stata la permanente ai capelli – sorride lei – E poi l’abbigliamento, così colorato, divertente. Ne ho subito l’influenza”. A far da guida, nel cast, anche Winona Ryder, ”un’attrice così generosa, quasi una lifeguide, una guida anche nella vita”. E quando un giorno Stranger Things arriverà davvero all’episodio finale? ”La fortuna di un attore è affrontare sempre esperienze diverse”, risponde Natalia. ”Spero di poter fare in futuro cose di altrettanto valore”, aggiunge Charlie per il quale si parla anche di un Elephant man con la BBC. ”È un progetto molto ambizioso. Ci stiamo lavorando per verificare se sia fattibile”, conferma lui. Per Natalia, nell’era del #metoo, oltre alla popolarità, c’è anche la responsabilità di essere un modello per milioni di ragazzine nel mondo. ”Quello che più mi è piaciuto del personaggio di Nancy – racconta – è l’idea che compia un percorso di emancipazione. Riesce a superare le sue fragilità. La lotta al sovrannaturale la rafforza nella sua lotta contro l’ingiustizia. Io ho solo 20 anni – aggiunge – ma so che ci sono molte giovani che mi seguono. È un momento importante per le donne, per riconoscere il loro valore, far sapere ciò che pensano. Rendere chiare alcune questioni, il dialogo, aprirsi e parlare è fondamentale. Mi piacerebbe ci fossero più donne registe, più ruoli per attrici, più storie di donne, per andare più a fondo su alcuni temi, ad esempio, il rapporto madre-figlia. Se il cinema ha un potere, è mettere sul tavolo le questioni, raccontarle e affrontarle”

Box office Usa dominato dal Re LeoneNessuno lo sfida. Secondo Spider man, terzo Toy Story 4.

22 luglio 201911:42

La Walt Disney Co. sta dominando di nuovo il botteghino Usa con il debutto da record del Re Leone di questo fine settimana. Il remake ha divorato all’incirca 185 milioni di dollari in vendite di biglietti nel Nord America. È un record per il mese di luglio e per i film targati PG, e la nona apertura di tutti i tempi. Globalmente ha già incassato 531 milioni di dollari e nessuno ha osato sfidarlo con una nuova uscita. Nel suo terzo fine settimana, Spider-Man: Lontano da casa è sceso al secondo posto con 21 milioni. Toy Story 4 è arrivato terzo con 14,6 milioni. E con un ulteriore 1,5 milioni guadagnati nel weekend, Avengers: Endgame ha ufficialmente superato Avatar come il più grande film di tutti i tempi con 2,79 miliardi di dollari di incasso totale.

Il mondo di Fantalà, contro il bullismoSecondo capitolo della saga per ragazzi di Michela Tilli

21 luglio 201912:10

– Michela Tilli, “Il mondo di Fantalà Libro 2. Il segreto di Ben e Grimm” (Gallucci, pp.112, 12.90 Euro). “I ragazzi di oggi sono molto avanti, sembrano sapere già tutto del mondo ma non dobbiamo farci ingannare. È una sapienza apparente: se fossero dei grandi saggi il bullismo non esisterebbe, e invece il problema c’è”. È per affrontare il tema attualissimo del rispetto tra i giovani e, specularmente, della violenza dilagante che Michela Tilli ha deciso di cimentarsi nella scrittura per ragazzi, accantonando momentaneamente quella per adulti e creando quella che chiama la “piccola saga” de “Il mondo di Fantalà”, il cui secondo volume è appena stato pubblicato da Gallucci. Al centro del romanzo (dagli 8 anni in su) c’è ancora una volta Simone, un bambino di 10 anni che ha degli amici speciali, Ben e Grimm, due folletti invisibili provenienti da Fantalà, luogo magnifico “con le sue città dorate, il lago di cioccolata calda che profumava, ma se provavi ad assaggiarla ti scottavi, e gli alberi ballerini che si scrollavano di dosso chiunque provasse a scalarli”. E’ con loro che Simone affronta piccole grandi avventure, che gli faranno scoprire i lati belli e brutti del suo carattere e la complessità del vivere in mezzo agli altri, tra sopraffazioni, amicizia e coraggio. “La voglia di scrivere per un pubblico di bambini e adolescenti è nata e cresciuta con i miei figli che ora hanno 13 e 17 anni”, spiega la scrittrice intervistata, rivelando di star già lavorando al terzo e ultimo capitolo della serie. “Sento personalmente il tema del bullismo e ritengo che sia ‘la’ questione di oggi”, prosegue, “ogni nuova generazione si ritrova nelle mani e nella testa percorsi già fatti da chi è venuto prima. I ragazzi hanno tante informazioni ma non le hanno elaborate, per farlo devono toccare il mondo con mano. Per questo ho deciso di abbandonare le mie paure davanti a questi ‘superbambini’ e di raccontare una storia che avrei voluto leggere io alla loro età”. In questo secondo capitolo il protagonista Simone passa da debole a eroe: “è diventato popolare e questa cosa gli piace però non sempre si comporta bene”, dice Tilli, “inoltre impara a sfruttare a suo vantaggio le liti tra i suoi genitori: anche in questo libro gli adulti non riescono a raccogliere i segnali che arrivano dai loro figli”. Ma ci sono anche valori positivi su cui la storia si concentra: “l’amicizia prima di tutto, e poi l’immaginazione che è alla base di Fantalà e che rappresenta uno strumento indispensabile per stare al mondo e trovare una direzione”, spiega Tilli. “Per i ragazzi, che hanno poco passato alle spalle, il futuro è una scatola vuota ma in fondo è tutto: hanno bisogno di grande fantasia, anche per scoprire se stessi”, prosegue, sottolineando la necessità per i più giovani anche di “affrontare la propria parte più oscura, che non deve essere repressa e che deve trovare un modo per venire fuori perché nessun essere umano è totalmente buono”. Grande il lavoro fatto dalla scrittrice sul fronte del linguaggio: “pur amando i periodi molto lunghi e complessi ho lavorato molto sulla semplificazione sintattica, ma senza trattare i ragazzi come parlanti diversi”, dice, “bambini e adolescenti vanno infatti sfidati e stimolati con una lingua che sia il più possibile alta e corretta. Io lavoro con le parole e come scrittrice sono attaccata alla trama ma soprattutto alla lingua: è da lì che nasce il contenuto”. Dopo “Fantalà” continuerà a scrivere per i ragazzi? “Penso di sì. A marzo prossimo intanto debutterà un mio spettacolo teatrale per adolescenti”.

Scuola: Cassazione conferma, diplomati fuori dalle graduatorieSezioni Unite, ‘ok sentenza Consiglio di Stato sulle maestre’

22 luglio 201915:31

Le Sezioni Unite civili della Cassazione hanno respinto il ricorso di un nutrito gruppo di maestri diplomati, confermando la sentenza del Consiglio di Stato, che a fine 2017 ha escluso dalla graduatorie a esaurimento per le scuole materne ed elementari gli insegnanti in possesso del solo diploma magistrale che non avessero partecipato alle sessioni di abilitazione o ai concorsi.Una decisione che all’epoca gettò nello sconforto migliaia di persone inserite nelle graduatorie per l’immissione in ruolo nella scuola. I ricorrenti, una trentina, tutti diplomati magistrali, contestavano che il Consiglio di Stato avesse ecceduto nei suoi poteri togliendo valore abilitante al diploma magistrale e denunciando una lesione dei diritti fondamentali, visto che avevano lavorato nella scuola per oltre un ventennio e non erano stati tutelati dai giudici “contro l’arbitrio della Pubblica amministrazione”. Motivi ritenuti inammissibili dalla Suprema Corte: la decisione “rimane entro l’ambito di interpretazione e ricostruzione di una complessa normativa”.

Il thriller di Capotondi chiude VeneziaThe Burnt Orange Heresy, Jagger e Sutherland nel cast

22 luglio 201914:25

Il thriller The Burnt Orange Heresy diretto da Giuseppe Capotondi è il film di chiusura, fuori concorso, della 76/a Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. Il mondo dell’arte e quello della malavita si scontrano nel nuovo film del regista di Corinaldo, ambientato nell’Italia odierna. Sarà proiettato in prima mondiale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, a seguire la cerimonia di premiazione. Nel cast anche Donald Sutherland e Mick Jagger.
Tratto dal romanzo di Charles Willeford, il film racconta di un carismatico critico d’arte James Figueras (Claes Bang) che seduce l’affascinante turista Berenice Hollis (Elizabeth Debicki). I due nuovi innamorati raggiungono la lussuosa proprietà sul Lago di Como del potente collezionista d’arte Cassidy (Mick Jagger) che rivela di essere il mecenate dello schivo Jerome Debney (Donald Sutherland), sorta di J.D. Salinger dell’arte. E avanza ai due una strana richiesta: rubare a qualsiasi costo uno dei capolavori di Debney dallo studio dell’artista. Ma appena la coppia inizia a conoscere il leggendario Debney, comprende che nulla di quel personaggio e della loro missione è ciò che sembra.

Incassi, Spider-Man ancora primoSeguono esordi di Serenity ed Edison. +59.10% rispetto al 2018
22 luglio 201911:43

In Usa è il Re Leone il re del box office, in Italia è Spider-Man Far From Home, con protagonista Tom Holland, a dominare per la seconda settimana la classifica Cinetel dei film più visti dell’ultimo weekend, con 1.485.131 euro, per un totale di 8.423.322 euro. Seguono due debutti: Serenity – L’isola dell’inganno, thriller diretto da Steven Knight, con Matthew McConaughey e Anne Hathaway che registra 388.747 euro; Edison – L’uomo che illuminò il mondo, biopic di Alfonso Gomez-Rejon, con Benedict Cumberbatch e Katherine Waterston, che ottiene 384.233 euro.
Seguono il film di animazione Toy Story 4, sceso dal terzo al quarto gradino con 258.274 euro, 5.114.388 in quattro settimane e l’horror Annabelle 3 con 231.470 euro (totali 3.045.153).
Totale box office 3.363.720 euro, +59,10% rispetto al 2018, 2.114.222.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Arisa, vorrei interpretare una cantante
Cantautrice ospite al festival con masterclass Aris is present

GIFFONI VALLE PIANA (SA)21 luglio 201919:40

– ”Avete presente quei ragazzi, Adamo ed Eva? Ecco, io sono di quell’epoca. Mia nonna mi diceva ‘fa’ la ciota’ e ‘fa’ la femmina’. Non ho fatto nessuna delle due”. Così Arisa incontra i ragazzi delle masterclass intitolata proprio “Arisa is” present, “come quando rispondevi a scuola”, ospite del 49/0 Giffoni Film Festival, per il quale sarà anche in concerto questa sera.
”Jovanotti è stato un mentore per me – si racconta – In Lorenzo 1994 dice ‘Cerca di essere uomo prima di essere gente’ e io così faccio. Sono prima di tutto una persona e cerco di costruire il mio repertorio sui contenuti. Non metto al primo posto la mia dote di interprete, ma la possibilità che mi è stata data di comunicare con le persone”. Un ritorno al cinema? ”Vorrei interpretare una cantante – risponde lei – Non per forza un biopic. Mi piacerebbe anche interpretare l’insuccesso”.

Dalla Vedova Nera agli Eterni, la Marvel a San DiegoAl Comic-Con cast stellare per presentare la ‘quarta fase’

21 luglio 201920:29

Al Comic-Con di San Diego la Marvel Studios ha dato il via alla quarta fase presentando film e serie tv in programma. Tra i prossimi film Marvel/Disney ad arrivare, dopo Spider-man – Far from home: Vedova Nera, The Eternals, Doctor Strange 2, Black Panther 2 e I Guardiani della Galassia 3.

Scarlett Johansson tornerà definitivamente nel ruolo di Black Widow nel film a lungo atteso. A soli 30 giorni dall’inizio della produzione, Johansson ha presentato il teaser footage di un combattimento corpo a corpo a Budapest. Black Widow sarà anche la star di “Stranger Things” con David Harbor, Rachel Weisz e Florence Pugh.Angelina Jolie ha sorpreso i fan al San Diego Comic-Con Saturday insieme al cast del prossimo film

‘The Eternals’

annunciato per il 6 novembre 2020. Jolie è stata raggiunta sul palco da altri membri del cast Richard Madden, Kumail Nanjiani, Bryan Tyree Henry e Salma Hayek, oltre alla regista Chloe Zhao. Jolie ha detto di avere già cominciato l’allenamento per un film 10 volte più difficile delle altre pellicole d’azione che ha interpretato.”Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli”, nelle sale il 12 febbraio 2021, sarà il secondo film principale della fase quattro dei Marvel Studios. L’attore Simu Liu è stato scelto per condurre “Shang-Chi” ide Awkwafina. L’attore cinese Tony Leung interpreta il mandarino mentre il regista e Destin Daniel Cretton è alla regia. Annunciato anche il sequel di Doctor Strange “Doctor Strange in the Multiverse of Madness” per il 7 maggio 2021. Scott Derrickson sta tornando a dirigere le stelle di Benedict Cumberbatch e Elizabeth Olsen. Il pubblico ha anche cantato tanti auguri a Cumberbatch.In futuro Thor sarà una donna interpretata da Natalie Portman nel quarto capitolo della serie sul dio del tuono. Lo ha annunciato il regista Taika Waititi. Portman ha interpretato il personaggio di Jane nei primi due film di Thor. Anche Chris Hemsworth, Tessa Thompson e Waititi hanno rivelato il titolo e il logo. “Thor: Love and Thunder” è pronto per l’uscita il 2 novembre 2021.Infine il due volte vincitore del premio Oscar Mahershala Ali sarà “Blade”. Nessuna indicazione sulla data del film nè sul regista. Sul palco anche altre stelle della Marvel Cinematic Universe  come Tom Hiddleston, Sebastian Stan, Elizabeth Olsen e Jeremy Renner per ricordare le imminenti serie tv di Disney + “Hawkeye”, “Falcon e il soldato d’inverno”, “WandaVision”, “Loki” e la serie animata “What If … ”

Musica: a Cesena arriva Peter DohertyUscito tre mesi fa l’album d’esordio con The Puta Madres

CESENA22 luglio 201909:46

– The Libertines, Babyshambles, poi The Puta Madres. L’artista inglese Peter Doherty approda con il suo nuovo progetto artistico in Italia per una data in programma martedì 23 luglio alla rassegna ‘Acieloaperto 2019’, alla Rocca Malatestiana di Cesena. A fine aprile è uscito l’album d’esordio, anticipato dal singolo ‘Who’s been having you over’.
Nato nel 2016 durante un tour dei The Libertines nell’America del Sud, il progetto mira a ricercare un sound garage rock caratteristico delle prime avventure musicali di Doherty, mediato però da una maggiore raffinatezza dei suoni derivata dalle numerose esperienze artistiche del frontman.
La band è composta, oltre che da Doherty, dal chitarrista Jack Jones (membro anche dei Trampolene), dalla tastierista Katia DeVidas, dal violinista Miki Beavis, dal bassista Michael ‘Miggles’ Bontemps e dal batterista Rafa. Dopo Cesena, Doherty proseguirà la tournèe in altri Paesi europei.

Premio Bancarella, vince GazzolaCerimonia a Pontremoli, omaggi a Camilleri e De Crescenzo

NTREMOLI22 luglio 201911:48

– E’ Alessia Gazzola a vincere la 67/a edizione del Premio Bancarella con il romanzo Il ladro gentiluomo, edito da Longanesi. Con un totale di 149 voti su 160 schede pervenute, la scrittrice messinese si è aggiudicata il premio conferito dai librai indipendenti, in una cerimonia affollatissima di pubblico che si è svolta il 21 luglio, come da tradizione, a Pontremoli in Piazza della Repubblica. “Sono felicissima, piena di gratitudine, nei confronti dei librai per un onore così grande e del mio editore per il sostegno immancabile”, ha detto Gazzola, che si è imposta su Marco Scardigli, arrivato secondo con Évelyne (Interlinea) con 88 voti e Marino Magliani, classificato terzo con Prima che te lo dicano altri (Chiarelettere) con 68 voti. A chiudere la classifica dei 6 finalisti Giampaolo Simi autore di Come una famiglia (Sellerio) con 66 voti, Tony Laudadio, Preludio a un bacio (NN Editore), con 57 voti e Elisabetta Cametti, Dove il destino non muore (Cairo), con 49 voti.
Nel corso della serata non sono mancati gli omaggi allo scrittore Andrea Camilleri e al filosofo Luciano De Crescenzo, entrambi vincitori del Premio Bancarella (Camilleri nel 2001 con La gita a Tindari edito da Sellerio e De Crescenzo nel 1984 con Storia della filosofia greca, pubblicato da Mondadori).

Morta la scrittrice Giuliana MorandiniVincitrice dei premi Viareggio e Flaiano, aveva 81 anni

22 luglio 201912:27

– E’ morta a Roma la scrittrice e saggista Giuliana Morandini, 81 anni, di Udine, vincitrice del Premio Prato per la narrativa nel 1978 per I cristalli di Vienna, del Viareggio Saggistica 1977 per E allora mi hanno rinchiusa e del Viareggio per la narrativa 1983 con il suo Caffè Specchi, del Flaiano nel 1992 per Sogno a Herrenberg. Nata nel 1938, viveva tra Venezia e Roma. Nelle sue opere un’attenzione particolare va alle atmosfere mitteleuropee, alla cultura triestina, alla letteratura femminile. Giuliana Morandini si è dedicata anche all’attività critica, occupandosi soprattutto della letteratura in lingua tedesca e del teatro.
Oltre ad aver curato la pubblicazione di opere di Euripide e di Beckett, si è occupata dell’edizione tedesca dei lavori teatrali di Pasolini.
Nel 2007 è stata nominata Commendatore della Repubblica Italiana.

Pappano a Santa Cecilia fino al 2023Direttore musicale è da 15 anni nell’istituzione romana

22 luglio 201913:07

– Il maestro Antonio Pappano, che quest’anno festeggerà i suoi quindici anni all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha accettato l’invito dell’istituzione romana a confermare la carica di Direttore musicale fino a dicembre 2023. Il rapporto tra Pappano e Roma, cominciato nel 2005, è costellato da importanti traguardi e soddisfazioni sia personali che per le compagini ceciliane: dai riconoscimenti e premi internazionali, dalle tournée nei principali templi della musica di tutto il mondo, alle prestigiosissime incisioni discografiche con le etichette più importanti del settore. La notizia è stata comunicata, a Pappano e all’Orchestra, dal presidente-sovrintendente Michele dall’Ongaro proprio durante l’ultima seduta di registrazione dell’album La trilogia Tudor di Donizetti, che Pappano, Coro e Orchestra stanno realizzando per Warner Classics.

Musica: Tiziano Ferro raddoppia a S.SiroAggiunta la data del 6 giugno 2020

MILANO22 luglio 201913:38

– Tiziano Ferro raddoppia a San Siro: Live Nation Italia ha aggiunto infatti la data del 6 giugno 2020 al TZN2020, il nuovo tour del cantautore negli stadi italiani. I biglietti per il nuovo show saranno disponibili in anteprima per i titolari di carte Intesa Sanpaolo dalle 10 di mercoledì 24 luglio 2019 (per 48 ore) sul sito http://www.ticketone.it/intesasanpaolo. La messa in vendita generale partirà invece dalle 11 di venerdì 26 su http://www.ticketmaster.it, http://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati. Il TZN2020 prenderà il via sabato 30 maggio dallo Stadio G.
Teghil di Lignano Sabbiadoro e farà tappa a Milano il 5 e il 6 giugno allo Stadio San Siro, l’11 a Torino, il 14 a Padova, il 17 a Firenze, il 20 ad Ancona, il 24 a Napoli, il 27 a Messina per poi trasferirsi il 3 luglio a Bari (ancora non in vendita i biglietti, in attesa di poter annunciare la sede), il 7 luglio a Modena, l’11 a Cagliari e si concluderà mercoledì 15 luglio allo Stadio Olimpico di Roma.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nuove muse in campagna Versace di Meisel
Lusso urbano, grunge e rock in collezione dai colori brillanti

22 luglio 201913:43

– La campagna Autunno-Inverno di Versace fotografata da Steven Meisel, riprende la dicotomia tra il lusso e il grunge presentata per la prima volta durante le sfilate Autunno-Inverno 2019. I caratteri iconici della maison vengono esaltati in un contesto urbano e allo stesso tempo sofisticato. Le eco-pellicce dalle tonalità intense, i gioielli appariscenti e i colori accesi che caratterizzano questa collezione, sono accostati ad acconciature dai toni brillanti e ad uno stile audace che enfatizza lo spirito rock&royalty.
I modelli di questa campagna sono ritratti come muse ispiratrici di Versace. La Campagna Autunno-Inverno 2019 rappresenta l’interpretazione di Steven Meisel del significato di essere una musa Versace in un periodo in cui il voyeurismo ha raggiunto il suo apice.

Giulierini sarà confermato al MannDirettore Mibac, ‘è stato al top delle performances’

NAPOLI22 luglio 201914:01

– ”Per i direttori di seconda fascia come Giulierini è stato avviato il procedimento e a breve arriverà la riconferma, attendo il passaggio amministrativo”: lo ha detto il direttore generale musei del Mibac Antonio Lampis, nel corso della conferenza stampa di presentazione del report annuale del museo archeologico nazionale di Napoli. ”Il direttore del Mann si è dimostrato al top delle performance sia sul piano annuale che quadriennale e ciò giustifica pienamente la riconferma. Qualsiasi istituzione ha bisogno di un lasso di tempo di otto anni per poter cambiare qualcosa, questo è l’orizzonte temporale se si vuole lasciare il segno. La previsione del 4+4 prevista dal legislatore non è un caso” ha detto Lampis. Paolo Giulierini fa parte del primo gruppo di direttori dei musei autonomi nominati per effetto della riforma.
Il loro mandato e’ in scadenza ad ottobre.

Branduardi al festival dei sentieri OrmeSeconda edizione al Fai della Paganella dal 13 al 15 settembre

22 luglio 201914:17

– Si svolge interamente sui sentieri, portando nel bosco musica, spettacoli ed arte, il festival Orme, la cui seconda edizione si terrà al Fai della Paganella dal 13 al 15 settembre. Tra gli eventi in programma, sabato 14 settembre, il concerto gratuito di Angelo Branduardi, le cui note faranno da contrappunto al silenzio del bosco, a pochi passi.
La performance “Resonant Trees”, una creazione del sound artist Federico Ortica, trasformerà invece il bosco in una installazione sonora e luminosa, dove saranno gli alberi stessi a diventare strumenti. E poi le Letture in Cammino per grandi e piccoli, le passeggiate all’alba e la tradizionale Desmontegada, dove ad essere protagoniste sono le mucche del paese che attraversano il centro storico addobbate con fiori e decorazioni fino a Piazzetta Orme, dove il Festival dei Sentieri si chiuderà con il concerto dei Die Esel’n e con l’elezione della mucca più bella.

Lauricella, Il codice del disonoreLauricella racconta le donne che sfidano la ‘Ndrangheta

22 luglio 201916:07

– DINA LAURICELLA, IL CODICE DEL DISONORE. DONNE CHE FANNO TREMARE LA ‘NDRANGHETA (Einaudi, pp.168, 17 Euro). Vivono in prigione, pur essendo apparentemente libere, in case in cui vige il controllo assoluto del maschio e che sono teatro di privazioni, botte, stupri, umiliazioni e isolamento. Se alzano la testa per ribellarsi ad attenderle c’è la morte, e allora vivono così, zitte, col capo chino, nella paura e nell’indifferenza generale. Poi però a volte basta la scoperta di un mondo diverso, conosciuto magari attraverso lo smartphone, o ancora di più il desiderio di impedire che i propri figli vadano incontro a un destino di criminalità, per far sì che inizino a prendere consapevolezza. E’ alle donne coraggio capaci di sfidare la ‘Ndrangheta che la giornalista Dina Lauricella ha dedicato il libro “Il codice del disonore”, edito da Einaudi, per svelare uno dei fenomeni più interessanti che negli ultimi anni sta riguardando la terribile mafia calabrese. In pagine intense, dolorose, ricche di dettagli (sulle indagini e sugli atti processuali) ma anche di emozioni, l’autrice infatti racconta la storia di alcune donne che hanno scelto, pagando a volte con la vita, di collaborare con la giustizia, e che hanno fornito con la propria testimonianza informazioni utili a colpire i traffici criminali delle famiglie di ‘Ndrangheta. Ormai cominciano a essere tante (madri soprattutto) quelle che sono entrate nel programma di protezione testimoni macchiandosi agli occhi dei mafiosi del crimine più odioso, ossia di aver disonorato la famiglia: alcune purtroppo ci ripensano (in particolare le donne che non sono riuscite a portare i figli con sé) e tornano sui propri passi, nell’inferno dei loro familiari aguzzini, altre invece vanno fino in fondo. La strada è ancora lunga, ma una speranza si è accesa: “Tutte queste donne sono la prova dell’apertura di un nuovo capitolo.
Sono loro che stanno scardinando il sistema e proprio come una slavina potrebbero mettere a repentaglio gli ingranaggi più intimi, antichi e radicati della malavita calabrese”, scrive Lauricella. L’antefatto del libro è la richiesta di essere intervistata arrivata alla giornalista da una di queste collaboratrici: un’intervista che mai si farà, ma che ha permesso a Lauricella di conoscere ancora più da vicino la condizione femminile nella mafia calabrese e il sistema criminale che regola gli affari delle ‘ndrine con il loro codice tribale. Un’occasione imperdibile per rivelare le storie tragiche anche di altre donne, nate e cresciute nel sistema parastatale mafioso, tutte vittime del codice del disonore, quello degli uomini di ‘ndrangheta che per difendere il proprio onore non esitano a compiere a danno delle proprie mogli, madri e figlie i peggiori delitti, compreso l’omicidio. L’autrice scava nelle storie, cerca di capire le scelte di queste donne, i loro valori morali, se esiste un pentimento o se agiscono per opportunità, senza giudizi, ma prestando ascolto. A leggere quello che le protagoniste (i cui nomi nel libro sono di fantasia) hanno vissuto si resta senza parole: quando scompaiono nessuno le cerca, cadono nell’oblio, sebbene tutti nel loro paese sappiano cosa sia successo. “D’altra parte, la riconquista dell’onore perduto, che passa dal sangue del proprio sangue, che senso avrebbe se non avvenisse sotto gli occhi di tutti?”, si chiede l’autrice, descrivendo un contesto agghiacciante, “Tutti devono vedere, affinché quel sacrificio umano possa restituire l’onore perduto alla famiglia che ha ricevuto l’offesa e tutti devono sapere, affinché la paura attanagli quelle figure mitologiche, metà bestie metà donne, come sono spesso percepite e trattate le figlie e le mogli dei boss di ‘Ndrangheta”.

A Bari il gran finale di Battiti LiveDa Amoroso a Renga, Max Pezzali, Ofenbach, Moro, Lauro, Elodie

BARI22 luglio 201915:11

– Alessandra Amoroso, Francesco Renga, Ofenbach e Lp, Maneskin, Fabrizio Moro, Achille Lauro, Elettra Lamborghini, Boomdabash, Max Pezzali, Francesco Gabbani, Elodie, Annalisa, Gabry Ponte e Dark Polo Gang. Sono i protagonisti annunciati sul palco del concertone finale del Radionorba Battiti Live, in programma a Bari domenica 28 luglio dal molo San Nicola, condotto dal direttore artistico Alan Palmieri e da Elisabetta Gregoraci.
Il gran finale dello show della radio del sud – dopo il successo delle prime quattro tappe a Vieste, Brindisi, Trani e Gallipoli – domenica 28 andrà in onda in diretta su Telenorba e RadionorbaTv oltre che a Radionorba e in streaming su radionorba.it e norbaonline.it. Il 7 agosto, inoltre, sarà in differita su Italia1. Lo show, con il patrocinio del Comune di Bari e della Regione Puglia, inizierà alle 21 circa, ma le attività in piazza cominceranno nel primo pomeriggio, con il sound check e un pre show pomeridiano condotto dai dj della radio. L’ingresso è come sempre gratuito.

Si lavora a sequel Compagnia del cignoCotroneo e il cast a Giffoni. Confermato il maestro Alessio Boni

GIFFONI VALLE PIANA22 luglio 201916:17

– “Ci sarà una seconda stagione della Compagnia del cigno e il maestro Luca Marioni sarà interpretato ancora da Alessio Boni”. Ad annunciarlo è Ivan Cotroneo, autore e regista della serie di Rai1, ospite al 49/o Giffoni Film Festival insieme al giovane cast. “Siamo rimasti molto sorpresi e felicissimi del successo che ci ha permesso di portare in prima serata un mondo a molti sconosciuto come quello del conservatorio, raccontato da giovani e con cinque esordienti assoluti – dice Cotroneo – È una scommessa vinta in termini di ascolti e gradimento”. Con Monica Rametta, aggiunge, “abbiamo ipotizzato un nuovo scenario dove i ragazzi potessero muoversi. La loro amicizia ora è consolidata.
Il loro maestro era e sarà Boni”. “Neanche loro sanno cosa accadrà – sorride -. Prevediamo possano incontrare altri giovani musicisti come loro, provenienti da altri luoghi. E torneremo a cercarli nei conservatori. Ma le loro avventure si svolgeranno prevalentemente al Conservatorio di Milano”.

Edoardo Leo, ora vi racconto una storiaChiuso set di Ozpetek, il 26/7 sarà a Ostia Antica Festival

22 luglio 201916:51

– Tutto è cominciato con nonno Checco.
”Mi raccontava della seconda guerra mondiale, del ritorno a piedi da Fiume dove era stata deportato. A volte anche solo della campagna o della caccia, quella che si faceva per sopravvivere. Non aveva studiato, era un contadino. Ma gli bastava poco per tenermi lì, completamente affascinato. E’ allora che ho cominciato a capire quanto è potente sapere raccontare le cose”.
Quarant’anni dopo è Edoardo Leo a tenere incollate a una sedia le platee con ”Ti racconto una storia (letture semiserie e tragicomiche)”, spettacolo che lo vede solo in scena, con le note di Jonis Bascir, in arrivo il 26/7 sul palcoscenico all’Ostia Antica Festival – Il mito e il sogno (poi il 28 a Cerveteri-RM e il 2 agosto a Falerone-FM). Appena terminate le riprese de La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek, in autunno Leo sarà sempre al cinema ne Gli uomini d’oro di Vincenzo Alfieri con Fabio De Luigi e Giampaolo Morelli, mentre sta già scrivendo la sua ”nuova commedia romantica, sul set nel 2020”.

Il signor Diavolo di Avati fa pauraIn sala dal 22 agosto il suo ritorno al film gotico

22 luglio 201916:57

– Il signor Diavolo di Pupi Avati, in sala dal 22 agosto in 200 copie distribuite da 01, fa paura ed è davvero un gran bel film che racconta, con la precisione dei dettagli (passione demoniaca per eccellenza), un’Italia che non c’è più: quella degli anni Cinquanta dove “i bambini erano immersi tra paura e sacralità”, dove la Democrazia Cristiana dominava e le automobili avevano ancora curve e carattere. Siamo nell’autunno del 1952 in Veneto. Qui è in corso l’istruttoria di un processo per l’omicidio di un adolescente, considerato un demonio, ucciso da un coetaneo. Una cosa non da poco che vede coinvolta la Chiesa proprio alla vigilia delle elezioni politiche. ‘Il signor Diavolo’ tratto dall’ultimo romanzo omonimo (Guanda) di Pupi Avati, scritto, oltre che da lui, dal fratello Antonio e dal figlio Alvise e prodotto da Videa e Rai Cinema, è un ritorno ai demoni del passato del regista, al romanzo gotico e a quel ‘La casa delle finestre che ridono’ (1976) che è rimasto sempre nel suo cuore.

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ALLE 12:06 DI DOMENICA 21 LUGLIO 2019

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E’ morta a 90 anni la filosofa Agnes Heller
Si era tuffata nel lago Balaton per fare una nuotata 19 Luglio 2019 20:13

La filosofa ungherese Agnes Heller è morta a 90 anni durante una nuotata nel lago Balaton. Lo riportano i media ungheresi. Nata a Budapest il 12 maggio del 1929, l’intellettuale era sopravvissuta ad Auschwitz e alla persecuzioni del regime comunista. Allieva del filosofo marxista Goerg Lukacs, era diventata una dei principali esponenti della “scuola di Budapest”, corrente critica del socialismo. Negli ultimi anni era entrata in aperto conflitto con il premier sovranista Viktor Orban che l’aveva estromessa dall’università. Secondo quanto hanno raccontato testimoni al sito 444.hu, Heller si è tuffata nel lago per fare una nuotata. Non vedendola tornare dopo qualche ora gli amici hanno dato l’allerta.

De Crescenzo, folla per l’ultimo salutoNapoli, in chiesa anche Renzo Arbore e Marisa Laurito

NAPOLI20 luglio 201911:58

– “Luciano ha rappresentato una pagina straordinaria della Napoli dell’affetto, della Napoli del sorriso”. Così Renzo Arbore, intrattenendosi brevemente con i giornalisti prima dell’inizio delle esequie di Luciano De Crescenzo nella gremitissima basilica di Santa Chiara a Napoli.
In chiesa, con la figlia di De Crescenzo, Paola, e gli altri familiari, anche l’attrice Marisa Laurito, l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sociologo Domenico De Masi, la delegata alla Cultura della Città metropolitana Elena Coccia.

La Madonna veste couture a Festa NoantriAbito realizzato da Luigi Borbone rosso granata, ricamatissimo

20 luglio 201913:17

– E’ forse il primo caso di una statua della Vergine Maria vestita con un abito di alta moda, perlomeno in tempi moderni: sabato 20 luglio, la Madonna della Fiumarola, patrona della Festa dè Noantri, sfilerà per le vie di Trastevere a Roma, vestita con un capo di haute couture realizzato dallo stilista Luigi Borbone.
Come da tradizione che si ripete da circa 500 anni, la statua della Madonna sarà mostrata per le vie del Rione Trastevere nel giorno di apertura della festa, e come una modella, indosserà un prezioso vestito lungo in shantung rosso granata, impreziosito da un ricamo dal sapore artigianale in cristalli e perle Swarovski. “Ho scelto questo colore – spiega Luigi Borbone – perché richiama il melograno, frutto simbolo di fratellanza e condivisione. Questa, come da tradizione è la Madonna di tutti, anche degli ultimi. Il ricamo riprende il simbolo mariano e un sole dorato attorno al quale gravitano altri soli a sottolineare fertilità e abbondanza”.

The Boys, se i supereroi sono bastardiArriva su Amazon la irriverente serie tratta da un fumetto

20 luglio 201914:02

– La verità è che i soliti supereroi, pieni di poteri e virtù, sono venuti ormai a noia e sono anche poco credibili. E così perché non farne dei bastardi pieni di vanità, dei super influencer divinizzati, ma senza alcuna etica ‘The Boys’ la serie tv di Evan Goldberg, Eric Kripke e Seth Rogen, in onda dal 26 luglio su Amazon Prime Video, racconta proprio questo. E lo fa in otto puntate che mettono in campo un irriverente anti-superhero drama, basato sull’omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, che segue la più umana, filosofica delle idee: poteri e virtù non vanno affatto d’accordo. Cosa succederebbe, dunque se questi vanitosi supereroi usassero i propri poteri e il proprio status per corrompere, accordarsi con aziende di poco rispetto o perpetrare abusi di ogni tipo? Servirebbe comunque qualcuno per tenerli a bada. Ed è qui che entrano in gioco i Boys del titolo, un gruppo di persone che unisce le forze per contrastare i Seven, i sette supereroi-canaglia pagati dall’agenzia Vought International.

Silent concerto Orbetello Piano FestivalSerata sorprendete Wifi apre ottava edizione

ORBETELLO (GR) 20 LUG20 luglio 201914:03

– Tra il corso di Orbetello, il sagrato del Duomo e la riva della laguna con sullo sfondo le luci di Poro Santo Stefano si muovono nel buio come lucciole decine di persone con le orecchie illuminate di blù da un paio di cuffie ad alta fedeltà: sono tutti in collegamento Wifi col pianoforte silenzioso che Andrea Vizzini sta suonando sul sagrato della chiesa, sui cui scalini è seduta la maggioranza degli strani ascoltatori: è il Silent Wifi Concert che apre in modo inusuale l’edizione 2019 dell’Orbetello Piano Festival, come sempre curato dal direttore artistico Giuliano Adorno, dopo la serata col duo Schiavo-Marchegiani nei giardini della fattoria La Parrina. Una serata dedicata alla luna e la notte, tra “O graziosa luna io mi rammento” di Leopardi e “la luna di mezzanotte/tesse una trama lucente sul mare” di Byron, passando per versi di Petrarca, Foscolo, Baudelaire e altri che introducono i vari brani musicali iniziando con il Chiaro di luna di Beethoven per finire con il Clair de lune di Debussy.

Thom Yorke sold out per Summer FestNella Cavea dell’Auditorium, ottavo sold out stagione

0 luglio 201914:42

– Arriva domenica 21 luglio a Roma Thom Yorke, il frontman dei Radiohead che salirà sul palco della cavea dell’Auditorium Parco della Musica regalando al Roma Summer Fest l’ottavo sold out della stagione. Il cantautore inglese, tra gli artisti più influenti del nuovo millennio, eseguirà brani dalle sue opere da solista The Eraser, Tomorrow’s Modern Boxes e Atoms For Peace’s Amok con il produttore/collaboratore di lunga data Nigel Godrich e il visual artist Tarik Barri. Dopo l’uscita di Tomorrow’s Modern Boxes a settembre 2014, Yorke, Godrich e Barri hanno intrapreso, per tutto il 2015, il loro primo tour, coprendo Regno Unito, Europa e Giappone. Dopo la ristampa di Tomorrow’s Modern Boxes nel dicembre 2017 su XL Recordings, il trio ha debuttato negli Stati Uniti, esibendosi nei teatri di Los Angeles e Oakland e ha preso parte al Day For Night Festival di Houston. La combinazione di suoni di Thom e Nigel e le straordinarie immagini di Tarik Barri hanno generato elogi in tutto il mondo.

Numeri boom e sold out, Roma Summer FestBene anche Casa del Jazz, spettatori in crescita già oltre 50%

20 luglio 201917:42

Numeri boom e sold out per Roma Summer Fest iniziato il 22 giugno all’Auditorium Parco della Musica: al momento 73.000 spettatori in cavea (di cui 8 sold out con due date dei Maneskin, Il Volo, Take That, Toto, Gazzelle, Tears for Fears e Thom Yorke che si esibirà domani sera).
In più dall’anno scorso la Fondazione Musica per Roma gestisce anche la programmazione di Casa del jazz. Il Summertime 2019-Casa del Jazz ha già totalizzato 4 sold out: Gary Clark ed Incognito, Marcorè e Ferrario. Si tratta già di oltre il 50% in più di spettatori rispetto all’anno precedente.

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Umbria Jazz verso il gran finale
Domenica la conferenza stampa di bilancio dell’edizione 2019

PERUGIA20 luglio 201915:07

– Si avvia verso il gran finale l’edizione 2019 di Umbria Jazz. Domenica a Perugia è in programma l’ultima giornata di appuntamenti. Nella Galleria nazionale dell’Umbria il cartellone di nicchia arriva a conclusione con l’atteso doppio concerto di John Patitucci; al Teatro Morlacchi, luogo per il jazz più puro, toccherà all’accoppiata Mauro Ottolini e Fabrizio Bosso, mentre il palco principale dell’Arena Santa Giuliana avrà come protagonisti i due set finali di Christian McBride e Lauryn Hill.
Senza dimenticare i concerti gratuiti nei due palchi del centro storico. Ultimo giorno quindi per il festival, dopo che ieri è stata accolta con partecipazione la riapertura di San Francesco al Prato – auditorium chiuso dal 1997 per il terremoto – anche se temporanea e solo per un concerto, con l’esecuzione del progetto ‘Seven Dreams’ commissionato ad Uri Caine.
Domenica, alle ore 11, all’Hotel Brufani, è in programma la conferenza stampa di bilancio. Si parla di una media vicina ai 4 mila paganti al giorno.

Parte restauro delle scalinate di VasariFirenze, sono usurate dal tempo e dall’uso e saranno ripulite

FIRENZE20 luglio 201915:33

– Iniziato il restauro degli scaloni vasariani di Palazzo Vecchio, maestose scalinate gemelle che conducono dal Cortile di Michelozzo al Salone dei ‘500. L’ultimo intervento risaliva ad oltre 20 anni fa. Gli scaloni apparivano usurati dal tempo e dall’uso e pertanto, spiega il Comune di Firenze, si è reso necessario un intervento, dal costo di 150 mila euro, che durerà sei mesi. Piccoli cantieri avanzeranno via via per creare meno disagi. Saranno ripuliti e restaurati i soffitti, le scalinate e le pareti.

Addio a Marisa Merz, donna arte poveraAveva 93 anni. Nel 2013 Leone d’oro alla carriera

TORINO20 luglio 201919:21

È morta Marisa Merz, artista torinese di fama internazionale, considerata l’unica donna esponente della corrente dell’arte povera, gruppo nel quale non fu inclusa e dal quale mantenne un certo distacco. Aveva 93 anni. Moglie di Mario Merz, compagno di vita e di lavoro, e madre di Beatrice, presidente della Fondazione Merz, esordisce negli anni Sessanta esponendo a Torino lavori che anticipano il suo ingresso nel movimento dell’Arte Povera. Sono sculture di lamine di alluminio mobili e irregolari e fragili tessiture di nylon e filo di rame, che oppongono al rigore del minimalismo un’immagine enigmatica, aerea. Nel 1967 partecipa alla prima mostra dell’Arte Povera, curata dal teorico della corrente Germano Celant, alla Galleria La Bertesca di Genova e poi riproposta all’Ica di Londra, a Berna e ad Amalfi: tra i partecipanti ci sono Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Gilberto Zorio, Jannis Kounellis, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Pierpaolo Calzolari. Nella collettiva ‘Arte Povera + Azioni Povere’ ad Amalfi del 1968 Marisa Merz espone sulla spiaggia coperte arrotolate e imballate con filo di rame o scotch (Senza Titolo, 1966), e opere legate all’infanzia della figlia Beatrice fatte di filo di nylon, rame o lana. Con queste opere introduce nel linguaggio della scultura tecniche considerate artigianali, dando così dignità “artistica” a materiali e pratiche usualmente considerati poveri. Intorno agli anni Settanta la ricerca di Marisa Merz, rispetto alla corrente dell’Arte Povera, diventa più eccentrica: l’artista raccoglie, combina e ridefinisce proprie opere precedenti come Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti (1975), che intitola la seconda personale all’Attico accostando le sculture in filo di rame, la Scodella di sale (1967), Bea e Scarpette (1968). Dalla metà degli anni Settanta gli interventi di Merz acquistano un carattere compiutamente ambientale, con la serie di stanze che l’artista allestisce in spazi complementari: quello aperto e pubblico della galleria o quello sotterraneo e segreto di una cantina o del proprio studio. Presente alla Biennale di Venezia nel 1980, partecipa a Documenta a Kassel nel 1982 ed espone in numerose personali e collettive in Italia ed Europa. Tra il 2017 e il 2018 realizza una mostra itinerante inaugurata al Metropolitan Museum di New York. Nel 2013 la Biennale di Venezia le ha conferito il Leone d’Oro alla carriera.

A Giffoni Men in black con women powerNuovo capitolo saga, con Tessa Thompson e Chris Hemsworth

GIFFONI VALLE PIANA (SA)20 luglio 201917:35

– ”Benvenuta nei Men in black”. ”Men?”. ”Lascia stare. Non sai quanto ci ho provato. Sono troppo attaccati al quel nome”. È forse in tutto in questo fulmineo scambio di battute e nel sopracciglio alzato di Emma Thompson alla giovane nuova star Tessa Thompson (ogni omonimia è casuale), il futuro della saga degli acchiappa alieni sulla Terra, in anteprima al Giffoni Film Festival con il suo nuovissimo quarto capitolo, Men in black International, che arriverà in sala il 25 luglio distribuito da Warner Bros Entertainment Italia. Alla base sempre il fumetto Malibu Comics di Lowell Cunningham, ma stavolta la sceneggiatura di Art Marcum e Matt Holloway (la coppia di Iron Man) con la regia di Felix Gary Gray (Fast & Furious 8, Friday e Straight Outta Compton), segue il tempo del cambiamento e apre tutto al women power potere e consapevolezza femminili e all’Europa. Ormai salutato Will Smith, primo indimenticabile Man in black, stavolta protagonista è la giovane Thor, Chris Hemsworth.

Cancellato Jova Beach Party di AlbengaA causa processo erosione della spiaggia. Era previsto il 27 luglio

20 luglio 201919:22

E’ stata cancellata la data di del 27 luglio ad Albenga del Jova Beach Party, tour nelle spiagge di Jovanotti. I tecnici del Jova Beach Party che hanno effettuato i rilievi per il posizionamento delle strutture hanno scoperto che il fenomeno dell’erosione delle spiagge in Liguria, che ha già colpito altre cittadine, si è esteso anche sulla spiaggia prescelta per il Jova Beach Party ad Albenga. Dai rilievi ortofotografici risulta una riduzione di 10/12 metri, forse causata dal maltempo. Il fenomeno, rispetto ai primi rilievi effettuati a novembre, si era già evidenziato durante la primavera ma si è ulteriormente accentuato nel corso delle ultime settimane, probabilmente a causa dell’ultima ondata di maltempo.
La produzione sta cercando una possibile location alternativa che possa soddisfare gli spettatori dell’area nordovest. Nel giro di qualche giorno saranno date ulteriori comunicazioni. In alternativa il rimborso dei biglietti sarà da lunedì 29 luglio fino al 31 agosto.

Fuqua, più coraggio per i diritti umaniIschia, regista Usa al Social Forum annuncia nuovo progetto

ISCHIA (NAPOLI)20 luglio 201918:15

– ”Sto pensando ad un film contro lo schiavismo e i danni all’ambiente, un’ opera potente, importante, con una narrazione molto realistica, non quella consueta di Hollywood”. Regista di film d’azione e block buster, da Training Day a The Equalizer 2, Antoine Fuqua è anche un campione d’impegno e da anni un punto di riferimento per la comunità artistica afroamericana statunitense. Premiato a Ischia Global Film & music festival come regista dell’anno, Fuqua ha portato il suo contributo al Social cinema Forum ‘Respencting the human rights e Diversity’.
”Troppo presto per anticipare altro su questo progetto – racconta – posso solo dire ce per me è straziante vedere ancora oggi in America pestaggi e uccisioni di afroamericani motivati solo da razzismo, dal colore della pelle. Sicuramente per i diritti umani negli Usa siamo a un bivio – ragiona Fuqua – E’ un momento difficile cosi come in altri paesi: dobbiano capire e decidere che tipo di persone siamo e che popolo vogliamo essere”.

Harrelson, scritto nuova sceneggiaturaIo un modello? Solo per la mia famiglia

GIFFONI VALLEPIANA (SA)20 luglio 201918:45

– ”Ho scritto una nuova sceneggiatura, è pronta. S’intitola ‘Le disavventure di Mr. Fitz e mi piacerebbe girarla”. Ad annunciarlo è Woody Harrelson, il divo di Hollywood, oggi protagonista di un lungo pomeriggio con i ragazzi del Giffoni Film Festival. La pellicola sarebbe così il suo secondo film da regista, dopo l’autobiografico Lost in London e in attesa di vederlo nei panni di un ammiraglio nel nuovo film di Roland Emmerich sulla seconda guerra mondiale, Midway.
”Il ruolo che più mi è piaciuto interpretare? Mi sono davvero divertito con Benvenuti a Zombieland”, risponde ai ragazzi l’attore, arrivato insieme alla moglie Laura e alle figlie Zoe e Makani. ”Abbiamo girato un secondo capitolo, che uscirà a ottobre. Non l’ho ancora visto, ma pare sia davvero molto divertente. E poi certo, è stato fantastico Hunger Games. Ni, non penso di essere un modello da seguire, anche se sono al centro dell’attenzione. Cerco di esserlo per la mia famiglia e i miei ragazzi”

”Truffaut diceva che questo è il festival più necessario. Oggi posso dire che è anche il più divertente. Però, no, non penso di essere un modello da seguire, anche se sono al centro dell’attenzione del pubblico.
Cerco di esserlo solo per la mia famiglia e i miei ragazzi”.
Cappello di paglia in testa, abito di lino chiaro, piedi spesso nudi sotto al tavolo, Woody Harrelson, il divo di Natural born killers, il Larry Flynt di Oltre lo scandalo e il mentore Haymitch Abernathy di Hunger Games, arriva al Giffoni Film Festival, protagonista di una lunga giornata a tu per tu con i ragazzi.
Sbarca (letteralmente) da Ravello, ”la città più bella del mondo”, che frequenta ormai da ”17 anni” e si porta dietro un piccolo gruppo di amici italiani, ”Peppe, Emiliano, Cesare”, oltre alle figlie e la moglie Laura. Proprio nel giorno in cui si festeggiano i 50 anni dell’arrivo dell’uomo sulla Luna.
”Ricordo molto bene quella sera – racconta – ero seduto con mia nonna e la mia bisnonna. E ricordo la loro grandissima paura che accadesse qualcosa agli astronauti. Continuavano a gridare: ‘è terribile, è terribile!”’. Le prime domande dei ragazzi sono tutte per Lost in London, il suo primo, autobiografico film da regista, uscito nel 2017. ”Ho scritto una nuova sceneggiatura – dice loro – Si intitola ‘Le disavventure di Mr. Fitz e mi piacerebbe girarla”. ”Si ambienta – aggiunge poi ai giornalisti – in Irlanda, uno dei miei paesi preferiti, anche se l’Italia è il primo. È una storia d’amore, con il protagonista che a un certo punto viene cacciato di casa dai genitori. C’è anche molto slapstick. Lo farò, devo solo diventare un po’ meno pigro”. Classe 1961, vegano convinto (”hai molta più energia, sei solo noioso per i camerieri dei ristoranti”), appassionato di tennis, ogni anno sugli spalti di Wimbledon, si professa fan di Paolo Sorrentino. ”Vorrei essere diretto da lui. È uno dei registi migliori al mondo”, dice, citando anche The Young Pope.
Intanto lo vedremo a ottobre in Zombieland 2. ”Il primo capitolo – racconta – è uno dei ruoli che più mi ha divertito interpretare, insieme ad Hunger Games”. E si attende anche Midway, il film di Roland Emmerich sulla seconda guerra mondiale. ”È una storia importante – riflette l’attore – Forse della seconda guerra mondiale ne sapete di più voi. Il film racconta la storia di una fondamentale battaglia nel Pacifico.
Per la prima volta i Giapponesi subirono una sconfitta, che avrebbe portato agli esisti finali della guerra. Interpreto l’ammiraglio Nimitz, capo della flotta americana. Se i Giapponesi avesse avuto dalla sua parte un uomo così, forse avrebbero vinto loro”. Qualcuno, tra la stampa, gli ricorda la recente assoluzione di Kevin Spacey, dopo esser stato allontanato dal cast di House of cards in seguito alle accuse di molestie. ”Negli Stati Uniti si dovrebbe essere innocenti fino a prova contraria. Non sempre accade. Della vicenda non so altro”, replica, scansando altre eventuali domande sull’attualità, più felice di immaginare un ruolo ancora mai sperimentato: ”Oprah (Winfrey) – sorride – Sarebbe una sfida con me stesso”. O di prendersi in giro sulla libertà di espressione a Hollywood. ”Forse a volta dico cose che non dovrei. Poi tocca alla mia press agent gestire le cose”.
”Ma a un giovane che volesse seguire la sua strada, cosa direbbe?”, domanda una ragazza. ”Innanzitutto buona fortuna – risponde Harrelson – E poi, ‘resta concentrato, perché incontrerai un sacco di no”’.

“Salviamo i mari”, nel Canal GrandeA Venezia le maxi bottiglie d’acciaio di Xhixha e Braglia

VENEZIA20 luglio 201920:09

– “Salviamo i mari del mondo dalla plastica”. È affidato a due grandi bottiglie d’acciaio che galleggiano nel Canal Grande l’appello che due artisti, lo scultore albanese Helidon Xhixha e il giovane fotografo svizzero Giacomo Braglia lanciano da Venezia contro l’inquinamento degli oceani. Il progetto “Twin bottles: message in a bottle” è sostenuto dalla Fondazione Braglia, che promuove mostre d’arte e da tempo è schierata sui temi ambientali tanto da aver finanziato una campagna per la riproduzione e la difesa tartarughe.
La prima bottiglia, lunga quattro metri, è firmata da Xhixha, 49 anni di Durazzo, che da anni lavora l’acciaio inossidabile.
La seconda, più piccola e accartocciata come uno scarto di plastica, è stata rivestita da Jack Braglia, 22 anni di Lugano, con le sue foto di denuncia dell’inquinamento scattate in giro per il mondo. “È giusto far partire proprio da Venezia questo grido di allarme dell’arte – hanno detto i due artisti -.
Dobbiamo salvare il nostro futuro”.

The Quake, il disaster movie dell’estateIl terremoto del secolo al cinema l’8 agosto

20 luglio 201911:03

Quest’estate, direttamente dalla Norvegia, arriva sul grande schermo un nuovo disaster movie. Dopo aver conquistato pubblico e critica internazionali THE QUAKE – IL TERREMOTO DEL SECOLO,

ispirato al terremoto che ha colpito Oslo nel 1904, sarà nelle sale italiane dall’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures.
Sequel “spirituale” di The Wave di Roar Uthaug del 2015, The Quake, diretto da John Andreas Andersen, è un action thriller ricco di emozioni che mette ancora una volta al centro la brutale e mortale forza della natura, riuscendo a combinare gli elementi più adrenalinici dei film di genere con la realtà produttiva cinematografica norvegese, per un mix di tensione ed emozioni.
Una storia di sopravvivenza ricca di azione e di effetti speciali, ma anche un racconto umano fatto di coraggio e altruismo, che pone lo spettatore di fronte ad una serie di domande spaventosamente attuali

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Mussapi e il sogno della luna
A 50 anni dall’allunaggio tanti volumi celebrano l’impresa

20 luglio 201912:05

ROBERTO MUSSAPI, IL SOGNO DELLA LUNA (PONTE ALLE GRAZIE, PP 132, EURO 13). Il sogno dei poeti, degli scienziati, degli astronauti, dei viaggiatori dello spazio. Il sogno dell’umanità che ha prefigurato e funzionato da carburante all’impresa di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, il 20 luglio 1969 alle 15.17 di Houston, 22.17 ora italiana. A 50 anni dalla memorabile impresa dell’Apollo 11, l’allunaggio e l’attrazione verso la luna vengono raccontati in saggi, racconti, graphic novel, approfondimenti sui retroscena dell’avventura e sulle visioni future, ma a distinguersi è la voce di uno dei maggiori poeti contemporanei, Roberto Mussapi che, ne ‘Il sogno della luna’, pubblicato da Ponte alle Grazie, ci racconta tutta la profezia e poesia di quella missione.
“La missione di Armstrong, degli statunitensi, dell’uomo, sigillava un decennio di sogni, di speranza, aspirazione alla pace, all’amore. Non è un caso che negli anni della crisi, prima d’anima e poi economica, le spedizioni sulla Luna non susciteranno più alcun interesse. Se non senti l’anima non guardi il cielo, se non guardi il cielo perdi l’anima” spiega Mussapi nell’introduzione al libro che si apre con la domanda del pastore di Leopardi – che “vede la Luna come una creatura femminile, divina, regnante silenziosa e solitaria nel cielo”, e si chiude con Li Po, il grande poeta cinese che amava la Luna per la quale, si racconta, morì affogato nel fiume. In mezzo ci sono il discorso profezia di John Kennedy, il 12 settembre 1962 a Houston-Texas, Il volto della Luna di Plutarco, il viaggio di Jules Verne ma anche il grande tenente dell’aviazione sovietica Jurij Gagarin, la cagnolina Laika e, come spiega l’autore, “parte di un mio passaggio sull’Allodola di Shelley”. Tra i libri che Mussapi cita più spesso ‘Dalla Terra alla Luna’ di Umberto Guidoni e uscendo dal campo letterario, si trovano resoconti di giornali, televisioni, Wikipedia. Da cinquant’anni Mussapi sognava questo libro, da quando a 17 anni seguiva alla tv in bianco e nero Tito Stagno che documentava l’impresa, con Ruggero Orlando in collegamento dagli States. Allora pensava che qualcuno avrebbe scritto un poema o un grande romanzo sulla missione dell’Apollo 11 e ora, a mezzo secolo di distanza, lo ha scritto lui anche se ‘Il sogno della luna’ “non è certo paragonabile” dice adesso a quell’idea.
Mescolando cronaca, storia, visione e mito, Mussapi, che vive a Milano ma è nato a Cuneo il 21 luglio del 1952, ci fa sentire quanto la luna sia parte di noi, basta pensare a come muove le maree e a come si sono rivolti a lei scrittori, poeti, registi da Andersen a Luigi Pirandello e il suo ‘Ciaula scopre la Luna’.
E “poiché il rapporto con la Luna è congenito, come il senso del sacro e l’aspirazione alla bellezza, (che possono essere dimenticati e cancellati, ma sono nel nostro dna), ogni repertorio in merito è necessariamente limitatissimo” dice l’autore che nel libro si sofferma anche sui problemi tecnici che ci furono nella fase immediatamente precedente all’allunaggio quando gli astronauti eccitati per l’arrivo sulla Luna volevano anticipare di qualche ora l’uscita e il portello del modulo lunare non si apriva.
La cronaca e i retroscena delle missioni che hanno cambiato per sempre i sogni dell’uomo vengono approfondite da ‘Luna’ (Rai Libri), di Bruno Vespa, con una testimonianza di Tito Stagno, in cui non ci si ferma alla missione dell’Apollo 11. Vespa spiega perchè i sovietici, nonostante fossero più avanti degli americani, vennero sconfitti e perchè la nostra Samantha Cristoforetti stia studiando il cinese, visto che i prossimi protagonisti dello Spazio verranno dalla Cina. Tanti i tanti libri che celebrano l’ anniversario della missione lunare spicca anche l’originale antologia ‘Moon’ (LiscianiLibri), a cura di Divier Nelli con un pensiero di Tito Stagno, che raccoglie undici storie di autori italiani affermati ed esordienti tra cui Mariano Sabatini Leonardo Gori, Giulio Leoni e Giada Trebeschi, che raccontano, dalla fantascienza al fantastico e allo storico, passando per il complottismo, la luna. C’è spazio per la letteratura lunare e le attuali esplorazioni cinesi sul dark side of the moon anche nei saggi de ‘La luna nell’immaginario’ (Odoya) di Gruppo Maelstrom, con la collaborazione di Michele Tetro, con molte illustrazioni. In libreria anche ‘Geopolitica dell’esplorazione spaziale’ (Rubbetino) dell’ingegnere aeronautico Marcello Spagnuolo, con la prefazione dell’astronauta Luca Parmitano e la postfazione dell’economista Carlo Pelanda, l’audiolibro ‘Quando la luna ero io’ (Emons) di Luigi Garlando, letto da Alessandra Mastronardi e il nuovo graphic novel a colori ‘Poliziotto lunare’ (Mondadori) di Tom Gauld, con l’introduzione di Susanna Basso e la traduzione di Claudia Durastanti.

E’ morta Ilaria Occhini, 85 anniHa lavorato con i più grandi registi di cinema, teatro, tv

21 luglio 201910:36

– E’ morta ieri pomeriggio Ilaria Occhini, attrice di teatro cinema e tv, nata a Firenze 85 anni fa, aveva recitato con i più grandi registi da Visconti, a Ronconi, a Patroni Griffi. Creatura esile e romantica di straordinaria intensità, figlia dello scrittore Berna Occhini, moglie di Raffaele La Capria, ha vinto il David di Donatello con Mine Vaganti di Ozpetek nel 2008. Tra i tanti premi anche il nastro d’argento per Benvenuti in casa Gori del 1992.

“La mia bellezza e’ come se fosse una cosa, una borsetta, un foulard che porto con me, non ne parlo con nessun vanto”, scriveva Ilaria Occhini, l’ultima diva, una delle piu’ note e versatili attrici italiane, nel libro autobiografico Una vita senza trucco, con cui festeggiava i 60 anni di carriera, e in cui tratteggiava il profilo della sua famiglia fuori dal comune, dei compagni di viaggio, di amici e amori che hanno attraversato la sua vita densa e appagante.La vita di una donna dal fascino senza tempo e di un’attrice tra le piu’ intense. “Non mi abituero’ mai a pronunciare la prima battuta. Cerco di modulare, ritmare, impostare. Ma ogni volta e’ morire” svelava nel libro, dove raccontava che il cinema l’aveva scoperta tardi, perche’ dopo l’esordio televisivo negli sceneggiati Jane Eyre, L’Alfiere, Graziella, si era dedicata anima e corpo al teatro, lavorando, tra gli altri, con Luchino Visconti, Luca Ronconi e Giuseppe Patroni Griffi.Un amore totale quello per il palcoscenico, che aveva tradito negli ultimi anni con il cinema d’autore, dove le sue interpretazioni sono state premiate anche con il Pardo d’oro al Festival di Locarno per Mar Nero di Federico Biondi. Poi il David di Donatello nel 2010 per Mine vaganti. La sua e’ una vita fatta di sentimenti da custodire.Fin dall’amore di bambina per il nonno Giovanni Papini, un amore forte e privato, che non potra’ non intrecciarsi con la storia d’Italia, con le sue pagine piu’ buie e con i voltafaccia piu’ offensivi del costume nostrano. E poi gli esordi della carriera, che sara’ sempre segnata dalla sua bellezza folgorante.”Forse chi la incontra non la vede neanche bella. Per me invece piu’ bella di Ilaria non c’e’. Nacque in casa mia, figliola della mia figliola, in una di quelle mattine di marzo umide e quasi bianche che il sole, ogni tanto, rallumina con prepotenza fugace. Eppure, non riusciro’ mai a dire perche’ Ilaria a me sembra bella…”. “Il resto si trova nelle antologie di letteratura italiana – scriveva l’attrice nel libro -. “E’ il ritratto di me bambina che fece il nonno Papini, dove dimostrava tutto il suo amore e la sua ammirazione. Ne sono sempre stata orgogliosa. Ho voluto confrontare le sue parole con la mia foto di allora. Lo riconosco ero davvero bellina, con quel sorriso disarmante e la frangetta impertinente”.Ma per una bambina cresciuta nell’ambiente letterario fiorentino e con un padre raffinato collezionista che le ha insegnato ad amare l’arte, la bellezza va trattata con riguardo e disinvoltura. Nel suo lavoro e’ passata con altrettanta disinvoltura dagli sceneggiati tv, che le hanno dato la notorieta’, all’impegno teatrale piu’ coraggioso.

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Film del giorno: Sbarca Men in black e incontra women power
Nuovo capitolo saga, con Tessa Thompson e Chris Hemsworth

GIFFONI VALLE PIANA (SA)21 luglio 201912:02

– ”Benvenuta nei Men in black”. ”Men?”. ”Lascia stare. Non sai quanto ci ho provato. Sono troppo attaccati al quel nome”. È forse in tutto in questo fulmineo scambio di battute e nel sopracciglio alzato di Emma Thompson alla giovane nuova star Tessa Thompson (ogni omonimia è casuale), il futuro della saga degli acchiappa alieni sulla Terra, in anteprima al Giffoni Film Festival con il suo nuovissimo quarto capitolo, Men in black International, che arriverà in sala il 25 luglio distribuito da Warner Bros.
Entertainment Italia. Alla base, sempre il fumetto Malibu Comics di Lowell Cunningham, ma questa volta la sceneggiatura di Art Marcum e Matt Holloway (la coppia di Iron Man) con la regia di Felix Gary Gray (Fast & Furious 8, Friday e Straight Outta Compton), segue il tempo del cambiamento e apre tutto al women power, il potere e la consapevolezza femminili. E all’Europa. Ormai salutato Will Smith, primo, indimenticabile Man in black, questa volta protagonista è infatti la giovane eroina di Thor, che per l’occasione ritrova sullo schermo Chris Hemsworth. Per lei i panni di Molly, (ex) bimba che per un caso fortuito ha visto in azione i Men in black senza che le venisse cancellata la memoria. Cresciuta, ha un solo scopo: trovare l’organizzazione e farsi assumere, piena di perché sull’universo (”Pensi che indossare quest’abito ti offra tutte le risposte?”, le chiede provocatoriamente l’agente veterana Emma Thompson. ”No, ma indosso sta molto bene”, risponde ironica lei). Per la prima volta, cuore della vicenda diventa così l’Europa, tra la tour Eiffel e la base di Londra. Molly, ora in prova come agente M, com scaltrezza si procura un ruolo accanto al bello quanto arrogante agente H, celebre per aver salvato il mondo grazie alle sue doti personali ed al suo Deatomizzatore.
Insieme, devono intrattenere un alieno reale, Vungus il Brutto, durante la sua permanenza sul pianeta Terra. Ma in un elegante nightclub, Vungus viene assassinato ed H ed M scoprono che stava nascondendo un’arma capace di distruggere intere galassie.
Bramata dai The Hive, pericolosissima razza aliena. Ma attenzione, perché tra corse in motoscafo, lussuose ville rinascimentali sulle isolette della costiera amalfitana e rocambolesche fughe nelle Medine del Marocco, nulla è davvero come sembra. Anzi, nell’organizzazione sembra esserci una talpa.
A salvare l’universo, questa volta, però non è più la forza o (non solo) armi futuristiche. Questa volta è l’intuito, femminile. E la capacità di trovarsi ”al momento giusto, nel posto giusto dell’universo”.
Grandi omaggi agli episodi precedenti e citazioni cult, con auto inglese capace di nascondere insospettabili armi in ogni accessorio e dettaglio.
Il vento però sembra davvero cambiato. Sono i bellocci a dover ricorrere alla seduzione per farsi largo o salvare la pelle.
Mentre le donne, buone o cattive, con apparente serenità decidono il mondo.
È iniziata la nuova era degli Uomini – e ora anche delle Donne – in Nero.

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Parole Camilleri illuminano la sede Rai
Viale Mazzini sottolinea così l’eredità dello scrittore

18 luglio 2019 12:39

– La Rai rende omaggio a Andrea Camilleri illuminando il palazzo di Viale Mazzini con le parole del maestro. Il 18 luglio, dalle 21.30 e fino alle prime luci dell’alba, la facciata sarà illuminata con alcune frasi di Camilleri: un’iniziativa volta a sottolineare, nel giorno del funerale dello scrittore, la grande eredità che ci ha lasciato, le sue parole. Il servizio pubblico ha da ieri una programmazione dedicata iniziata sin dalle ore seguenti la notizia della scomparsa.
Queste le frasi di Camilleri che illumineranno la Rai. “Mi piacerebbe che ci rincontrassimo tutti quanti in una sera come questa tra cento anni! Me lo auguro, ve lo auguro!”. “Non basta leggere, bisognerebbe anche capire. Ma capire è un lusso che non tutti possono permettersi”. “Devo dirvi, e non vi sembri un paradosso, che da quando io non ci vedo più, vedo le cose assai più chiaramente”. “Non vedo, ma sogno!”. “Noi siamo ciò che sentiamo e ciò che diciamo”. E ancora: “Ascoltate sempre le ragioni degli altri, fino in fondo, anche quando non coincidono con le vostre’. ‘La fine della vita va vissuta senza disperazione, fa parte del prezzo del biglietto”. “La mia voglia di conoscere non finirà mai, neanche quando chiuderò gli occhi”.

Io ti cercherò, fiction con GassmannUn ex poliziotto indaga sulla morte del figlio. Con Maya Sansa

18 luglio 201913:13

– Un ex poliziotto che segue un’indagine non ufficiale sulla morte del figlio: è Alessandro Gassmann, protagonista della nuova serie crime ‘Io ti cercherò’, scritta da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Massimo Bavastro e diretta da Gianluca Maria Tavarelli, sul set in questi giorni a Roma. La fiction in quattro serate, una coproduzione Rai Fiction-Publispei, prodotta da Verdiana Bixio, andrà in onda prossimamente su Rai1.
In una Roma notturna e sconosciuta, l’indagine sulla morte del figlio Ettore (Luigi Fedele, ‘Quanto Basta’, ‘Piuma’), rappresenta per Valerio (Gassmann) l’ultima possibilità di recuperare un legame con quel ragazzo che non vedeva da anni, affrontando i fantasmi del passato e i troppi errori che li hanno allontanati. Una morte sospetta – quella di Ettore – archiviata come suicidio ma che secondo Valerio nasconde qualcosa di losco. Accanto all’ex poliziotto c’è Maya Sansa che interpreta Sara, un’ex collega di Valerio. Nel cast anche Andrea Sartoretti nel ruolo di Gianni, fratello di Valerio, e Zoe Tavarelli, nelle vesti di Martina, fidanzata di Ettore, che accompagna Valerio nel doloroso viaggio alla riscoperta del figlio e alla ricerca della verità.
Dopo ‘E’ arrivata la felicità’ e ‘Un medico in famiglia’, con ‘Io ti cercherò’ continua la collaborazione tra Rai Fiction e Publispei, che questa volta co-producono una crime story che racconta la forza dei legami e dei sentimenti, il sottile confine tra il bene e il male e le tante sfaccettature e difficoltà che la vita può metterci di fronte.

Da Twinset capsule di abiti a noleggioCeo, è futuro acquisti soprattutto per le nuove generazioni

18 luglio 201913:19

– Twinset lancia una nuova capsule di abiti che saranno in vendita ma esclusivamente a noleggio per pochi giorni. Si chiamerà Pleasedontbuy e sarà disponibile da settembre in 8 negozi italiani. Lo ha annunciato il ceo dell’azienda Alessandro Varisco. “Gli abiti per eventi speciali realizzati con tessuti e materiali preziosi sappiamo che hanno costi per forza molto elevati e in genere vengono usati solo una volta – ha detto Varisco -. Offriamo la possibilità a tutte di indossare capi che costerebbero dai 900 ai 3000 euro ad un costo variabile dal 40 ai 90 euro”. Negli otto punti vendita (due a Milano, due a Roma, Bari, Firenze, Verona e nell’Orio Center vicino Bergamo), saranno allestiti spazi appositi. Previsti anche i servizi sartoria e lavaggio. “Obiettivi sono anche attirare le nuove generazioni tra i 19 e i 25 che rappresentano solo il 5% della nostra clientela”, ha aggiunto Varisco.

A’Fly to the moon’ Nat Geo Society PrizeA Cortona on the move. Lavoro su missioni Nasa di Alcazar Duarte

CORTONA (AREZZO)18 luglio 201913:24

– La fotografa messicana-britannica Monica Alcazar-Duarte, con il lavoro ‘Fly to the Moon’, progetto che completerà la trilogia dell’artista sull’esplorazione spaziale e che segue la preparazione delle missioni della Nasa nel 2025 e nel 2030, ha vinto la prima edizione del National Geographic Society Prize.
Il riconoscimento è nato nell’ambito di Cortona on the move, festival internazionale di fotografia in corso a Cortona (Arezzo) fino al 29 settembre, ideato dall’istituzione non profit per premiare uno dei 17 progetti presentati all’Arena Reviews. Quest’ultima, si spiega, è “un’occasione per fotografi e registi italiani ed europei di presentare in una sessione di 30 minuti i loro progetti video, cinematografici, interattivi e immersivi ad un gruppo di esperti, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione della fotografia in mercati che vanno oltre la fotografia, incluso quello dei film, delle trasmissioni e dei video-on-demand.

Da Clarks nuova capsule con Wu-TangDa tradizione e innovazione nasce la nuova Wallabee

18 luglio 201913:33

– Clarks prosegue la collaborazione con Wu-Tang. Per il secondo anno consecutivo Clarks Originals firma con il collettivo newyorkese una nuova Wallabee capsule collection. Il modello, simbolo del brand, si piega a un’edizione da collezione impreziosita dallo stile caratteristico di Wu-Tang che ha rivoluzionato il mondo dell’hip hop e ha creato un nuovo approccio al lifestyle. Il risultato di questa unione sono scarpe realizzate con le caratteristiche chiave di Clarks Originals: dalla pelle scamosciata della conceria storica Charles F.Stead alla suola in crepe naturale per arrivare alle finiture in pelle che si tingono dei colori e della fantasia di Wu-Tang in tre differenti varianti cromatiche, con l’aggiunta del suo logo sul tallone. Modelli resistenti all’acqua e alle intemperie e che reinterpretano gli influssi lirici dei testi del collettivo newyorkese.
Una scarpa che sarà disponibile con la collezione FW 2020 del brand. Il lancio ufficiale nei negozi è previsto per il 20 luglio.

Da Xi’an a Roma, Italia vista dalla CinaSu colosso CCTV, documentario in 100 puntate in 4k

18 luglio 201914:26

– Lo stupore davanti alla collezione della Galleria Borghese. ”E’semplicemente magnifico, inimitabile”. O per la Scuola di Atene di Raffaello. ”Questo modo di dipingere ti fa entrare dentro il quadro”. È l’Italia raccontata attraverso lo sguardo della Cina in ”Da Xi’an a Roma: due città, un solo mondo”, programma tv che la Repubblica Popolare Cinese dedica a Roma, capitale d’Italia e del mondo antico occidentale. Un documentario lungo 100 puntate in 4k, in vista anche del 50/o anniversario dell’inizio dei Rapporti diplomatici tra i due paesi, che sarà in onda da settembre sul colosso internazionale Cctv-China Central television, facendo poi il giro del mondo anche in Italia, Inghilterra, Sudafrica ed Emirati arabi. Con Paolo Carrino e il suo collega cinese Zhao Weidong che attraverso lo sguardo di esperti, ma anche di blogger o influencer, ripercorrono meraviglie e parallelismi tra i due imperi millenari, quello cinese e quello romano, e le rispettive capitali, legate per sempre dalla via della Seta

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‘One man show’ Mollica, al centro cecità
Anteprima a Barletta, aneddoti di un giornalista tra divi e star

BARLETTA18 luglio 201915:21

– Il giornalista del Tg1 Vincenzo Mollica ha fatto un ‘one man show’ della sua condizione di cecità quasi completa, scegliendo Barletta e il circolo culturale Corte Sveva per l’anteprima nazionale, domenica 28 luglio sulla spiaggia del Brigantino 1.
In “A occhio nudo-L’arte di non vedere”, ripercorre la sua carriera ricca di aneddoti, tra divi del cinema e interviste a star di tante arti, spartiti musicali e film commentati. Al centro – si legge in una presentazione – “il suo viaggio verso la cecità, raccontato con il tratto delicato della sua penna”.
Una condizione portata nello Speciale Tg1 del 23 settembre 2018, ospite anche Andrea Camilleri morto il 17 luglio scorso, “l’Omero del nostro tempo” secondo Mollica, che con lui ha condiviso proprio “l’arte di non vedere”. “Ho visto sempre con un occhio solo, e fino a 62 anni – sottolinea – con quest’occhio mi sono arrangiato”. Il ricavato, in collaborazione con l’associazione Barletta in Rosa, sarà devoluto all’adozione a distanza della Fondazione Avsi.

Gina Carano,io da lottatrice a Star WarsA Ischia Global la star che sarà Cara Dune in ‘The Mandalorian’

ISCHIA (NAPOLI)18 luglio 201915:43

– Eccola Cara Dune, ribelle e solitaria, uno dei personaggi protagonisti della prima stagione di ‘The Mandalorian’, l’attesissima serie tv Disney e Lucasfilm sulla saga di Star Wars: ha il volto solare e sorridente di Gina Carano. Premiata all’Ischia Global festival, la diva cresciuta a Las Vegas ed ex celebre lottatrice (“fino a 10 anni fa, ora mi alleno soltanto”) si definisce “americanissima” ma si è scoperta anche molto italiana. “So poco sull’origine della mia famiglia, credo venga dal Nord del vostro paese, mio nonno è morto due anni fa. Ma appena ho messo piede qui ho capito di essere italiana dentro, una cosa di cui non mi ero mai resa conto. Ho visto intorno a me tanta bellezza e un modo di vivere che ho sempre amato. Voglio tornare in Italia ogni anno e studiare la vostra lingua’ dice la bruna star 37enne.

Nuovi spazi per il museo di AquileiaInvitalia, previsto percorso visita omogeneo e senza barriere

TRIESTE18 luglio 201915:44

– Un percorso più omogeneo e senza barriere architettoniche che permetterà di visitare il complesso museale al coperto fino a raggiungere il nuovo padiglione che ospiterà bookshop e biglietteria: è l’obiettivo a cui mirano i lavori di adeguamento e risanamento del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, la cui procedura di gara vale oltre 2 milioni di euro. Lo annuncia Invitalia, Centrale di Committenza per il Mibac-Direzione Generale Musei, Polo Museale del Fvg.
Il complesso comprende la palazzina del Museo, il sistema delle Gallerie Lapidarie con i giardini interni e i magazzini. Il nuovo percorso – spiega Invitalia – verrà realizzato con la creazione di un collegamento tra l’edificio principale e le Gallerie. Verranno realizzati nuovi servizi igienici e uno spazio polifunzionale per eventi, presentazioni e ristoro dei visitatori. Questo collegamento permetterà di creare un nuovo spazio separato, fruibile anche autonomamente dalla visita.
Verranno inoltre ristrutturati e rifunzionalizzati i magazzini.

Città creative Unesco, Biella candidataGovernatore Cirio,è grande opportunità.

Mole si illumina con logo

TORINO18 luglio 201916:44

– Il Piemonte candida Biella a Città creativa Unesco. La candidatura, presentata oggi in conferenza stampa, si inserisce “nel progetto di valorizzazione dell’economia, della cultura e del turismo” della regione, spiega il governatore Alberto Cirio. E punta a rilanciare un territorio “dalle grandi potenzialità”, aggiunge il sindaco Claudio Corradino.
Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unuesco ha deciso di sostenere la candidatura di Biella per l’artigianato, insieme a quella di Como, di Bergamo per la gastronomia e di Trieste per la letteratura. “Il riconoscimento Unesco è un esempio dei risultati importanti che un territorio può ottenere”, sostiene il presidente della Regione Piemonte, che vanta già due Città creative Unesco, Alba (Cuneo) per la gastronomia e Torino per il design. E proprio Torino, per sostenere la candidatura di Biella, illumina questa sera la Mole Antonelliana con il Terzo Paradiso di Pistoletto, logo della candidatura.

La luna nell’arte,opere a Palazzo MadamaA 50 anni dallo sbarco del primo uomo sull’astro d’argento

TORINO18 luglio 201916:47

– Dalla Terra alla Luna. L’arte in viaggio verso l’astro d’argento: è la mostra – unica in Italia sul tema – che Palazzo Madama dedica, da domani fino all’11 novembre, al corpo celeste a cinquant’anni esatti dallo sbarco del primo uomo sulla Luna. Realizzata in collaborazione con il Museo Civico d’Arte Antica e Gam, con il contributo della Regione Piemonte, propone oltre 60 opere: dipinti, sculture, fotografie, disegni e oggetti di design, che raccontano l’influenza dell’astro d’argento sull’arte e sugli artisti dall’Ottocento al 1969.
Si parte dai pittori romantici per arrivare alle atmosfere fiabesche di Marc Chagall, alla metafisica rigorosa di Felice Casorati, a Paul Klee, al surrealismo di Max Ernst e Alexander Calder, fino ai lavori di Lucio Fontana. In mostra anche alcune immagini della Nasa e oggetti del design degli anni ’60.
In mostra anche un corposo nucleo di una delle più importanti collezioni internazionali di questi materiali, appartenente al piemontese Piero Gondolo della Riva.

Cristicchi e Marcoré a Anfiteatro EstateDal 20/7 ad Albano Laziale 4 titoli, con Giusti e Barale

18 luglio 201917:34

– È con Riccardo Rossi in ‘Così Rossi che più Rossi non si può e l’esilarante carrellata su 20 anni di carriera e incontri, che torna in scena Anfiteatro Estate, 8/a edizione della rassegna di teatro, danza e musica, dal 20/7 al 10/8 ad Albano Laziale (RM), con la direzione artistica di AB Management. In tutto 12 appuntamenti, tra il Balletto di Roma con Io Don Chisciotte del coreografo Fabrizio Monteverde e Simone Cristicchi in Abbi cura di me, dalla prima raccolta dei suoi più noti e amati brani. Per la prosa, ecco Se devi dire una bugia dilla grossa, cavallo di battaglia della Ditta Dorelli, Quattrini, Guida, oggi con (ancora) Paola Quattrini, Gianluca Ramazzotti, Antonio Catania e Paola Barale. Complotti e intrighi internazionali nel giallo 39 scalini delle Cattive Compagnie e risate con Lillo e Greg, Teo Mammucari, Max Giusti e Antonio Giuliani. E poi ancora note, tra La vedova allegra della Compagnia italiana di operette, Neri Marcoré con Le mie canzoni altrui e l’Orchestraccia in concerto

Camilleri: Bonisoli, faremo qualcosa per il 6 settembreMinistro cultura, ci manca l’intellettuale e la persona libera

18 luglio 201917:48

– Anche il ministro della cultura Alberto Bonisoli ha voluto portare il suo saluto oggi pomeriggio alla tomba di Andrea Camilleri, nel Cimitero Acattolico di Roma. “Mi manca”, ha detto Bonisoli, “sapere che non c’è più non è una bella sensazione. Sto discutendo con il sindaco di Porto Empedocle che cosa fare per il 6 settembre (data di nascita di Camilleri, ndr) perché manca l’intellettuale, la persona libera e che non te lo mandava a dire, quello che ti diceva cose che ti piacevano e che non ti piacevano, ma quando parlava aveva una rettitudine morale che non è così comune trovare”. “Camilleri riusciva a parlare con un codice comunicativo che superava le differenze di educazione, di ceto e geografiche”, ha aggiunto, “Non sono siciliano ma mi arrivava un messaggio molto forte sia nei romanzi sia quando si esprimeva su temi di quotidianità. Oggi però è la giornata in cui lo dobbiamo ricordare in silenzio”.

Annullata anteprima spettacolo MollicaEra stata programmata a Barletta

BARLETTA18 luglio 201918:13

– Annullata l’anteprima del 28 luglio a Barletta per lo spettacolo di Vincenzo Mollica “A occhio nudo – L’arte di non vedere”. Lo comunicano gli organizzatori di Corte Sveva, che hanno diffuso una breve nota: “Mollica ci ha comunicato un impegno lavorativo sopravvenuto per quella data. Dunque l’evento è rinviato a data da destinarsi. Ci scusiamo per il disguido”.

al via riprese serie Guadagnino Sky-HboWe Are Who We Are con Chlo Sevigny, Jack Dylan Grazer

MA18 luglio 201918:25

Partiranno a fine luglio, in Italia, le riprese di WE ARE WHO WE ARE, la serie Sky-HBO in otto episodi scritta e diretta da Luca Guadagnino (la cui filmografia comprende, tra gli altri, Io sono l’amore, A Bigger Splash, Suspiria e Chiamami col tuo nome, nominato a 3 Golden Globes, 4 Bafta Awards e a 4 Oscar incluso Miglior Film). WE ARE WHO WE ARE è una storia di formazione con protagonisti due adolescenti americani che, insieme alle loro famiglie composte da militari e civili, vivono in una base militare americana in Italia. La serie parla di amicizia, di primi amori e di tutti i misteri dell’essere un adolescente. Una storia che ogni giorno si ripete in ogni parte del mondo, ma che in questo caso avviene in un piccolo scorcio di Stati Uniti in Italia.
Nel cast: Chlo Sevigny, Jack Dylan Grazer, Alice Braga, Jordan Kristine Seamón, Kid Cudi, Faith Alabi, Spence Moore II, Francesca Scorsese, Ben Taylor, Corey Knight, Tom Mercier e Sebastiano Pigazzi.

Lo Cascio, io palermitano tra le AlpiL’attore è il protagonista del Mangiatore di pietre

19 luglio 201911:51

“Quando mi hanno proposto di fare il protagonista de ‘Il mangiatore di pietre’ mi sono detto, tra me e me, certamente si sono sbagliati: che ci fa un palermitano come me in mezzo alle montagne del Piemonte?”. Luigi Lo Cascio raggiunto telefonicamente parla così del thriller notturno pieno di natura e poche parole di Nicola Bellucci, tratto dall’omonimo romanzo di Davide Longo, già alla 36/ma edizione del Torino Film Festival e ora in sala con Achab film.
Ambientato nelle valli piemontesi tra vecchi passeur e nuovi trafficanti il film con Elena Radonicich, Peppe Servillo e Vincenzo Crea, ha come attore principale proprio Luigi Lo Cascio nel ruolo di Cesare, vedovo di una moglie molto amata, ex contrabbandiere e spallone di clandestini che trova a un certo in una valle remota il corpo del figlioccio Fausto assassinato. Era stato lo stesso Cesare ad aver introdotto il figlio al contrabbando. Ma i due avevano perso i contatti, dal momento in cui Fausto aveva deciso di accettare di occuparsi anche del trasporto di droga.
Cesare è sotto sorveglianza quando la polizia inizia ad indagare sull’omicidio, ma per lui c’è una sola volontà: smascherare i trafficanti di droga convinto, come è che siano gli assassini del figlioccio.
“Il mio Cesare vive ritirato dal mondo sembra quasi un monaco, l’arredamento della sua casa sembra quello di una grotta di un eremita. È un uomo dal carattere solitario – dice l’attore – che si capisce ha accumulato molte disgrazie che stanno tutte concentrate nei suoi molti silenzi”. Lo Cascio alle prese con sceneggiatura del suo secondo film, dopo La città ideale, è ancora impegnato nella promozione del suo libro ‘Ogni ricordo un fiore’ pubblicato da Feltrinelli. “Protagonista – dice – Paride Bruno, cinquantenne affetto dalla sindrome di incompiutezza cronica. Ovvero un uomo pieno di fantasia capace di fare trecento inizi di romanzo e di non portarne avanti neppure uno”. Tra i rimpianti di Lo Cascio quello di non aver portato avanti un film sulla figura della zio materno Luigi Maria Burruano dal titolo ‘Come sta lo zio Gigi’. “Lui è stato per me un riferimento quando ero ragazzo. Andavo la domenica con tutta la famiglia a vedere il suo cabaret. La sua figura così importante ed esuberante mi ha in qualche modo bloccato nella scelta di fare l’attore, ma poi alla fine è una cosa che ho superato”. Infine, per quanto riguarda il teatro due le piece nel prossimo futuro: Dracula con Sergio Rubini e poi, al Teatro Astra di Torino, Il sistema periodico di Primo Levi.

Elisa, un onore essere alla Notte della TarantaSu instagram stories, ‘ci vediamo con la pizzica’

LECCE19 luglio 201911:04

– “Ciao ragazzi, sto per farvi un super annuncio. Quest’anno a La Notte della Taranta ci sarò anch’io. Sono molto, molto contenta di esserci. Sta diventando un evento globale. Sarete in tantissimi. Per me è un grandissimo onore esserci e non vedo l’ora. Ci vediamo a La Notte della Taranta a Melpignano il 24 agosto con la pizzica”. Così Elisa ha annunciato ai fan su Instagram stories la sua partecipazione alla 22/a edizione del Concertone finale del 24 agosto a Melpignano (Lecce), che vedrà sul palco tra artisti chiamati a reinterpretare alcuni brani della tradizione popolare salentina, compresa Elisa, oltre al rapper Guè Pequeno. Maestro concertatore di questa edizione, Fabio Mastrangelo, direttore musicale della Russian Philarmonic di Mosca. L’evento sarà trasmesso in diretta su Rai2 a partire dalle 22.30.

Capannina di Franceschi, mito da 90 anniIn programma tanti eventi e tantissimi ospiti per celebrarlo

FIRENZE19 luglio 201912:40

– Era il 15 agosto del 1929 quando Achille Franceschi inaugurò un locale in un vecchio capanno sulla spiaggia di Forte dei Marmi diventato negli anni simbolo della riviera versiliese: il volume ‘La Capannina di Franceschi – da Achille Franceschi a Gherardo Guidi. 90 anni di un mito’ (Gruppo Editoriale, pagg.144, 25 euro) nasce proprio per celebrare i 90 anni del locale più longevo d’Europa, protagonista anche di un film cult di Carlo Vanzina, ‘Sapore di Mare’, con quel Jerry Calà poi diventato uno dei nomi più legati allo stesso locale e al Forte. Il libro sarà in vendita nelle librerie della Toscana, ma anche di Milano, Roma, Napoli e Torino. Con oltre 130 fotografie e documenti, il volume ripercorre i momenti più rappresentativi di questi primi nove decenni di attività che hanno fatto la storia dell’intrattenimento e del divertimento in Italia. Il compleanno della Capannina sarà celebrato anche con un programma di eventi e tanti ospiti.

Workshop per recupero chiesa CasciaS.M. della Neve, della fine del ‘500 distrutta dal sisma del ’79

CASCIA (PERUGIA)19 luglio 201913:41

– Un capolavoro dimenticato da 40 anni e ormai ridotto a cumulo di ruderi che ne fanno solo intravedere la bellezza e la maestosità dell’opera. E’ la chiesa ottagonale, risalente alla fine del Cinquecento, di Santa Maria della Neve di Cascia, distrutta dal sisma del 1979 e mai recuperata. I successivi terremoti, del 1997 e quello di tre anni fa, ne hanno compromesso ulteriormente la stabilità e fatto crollare anche l’adiacente casolare di fine Ottocento. Adesso c’è un gruppo di lavoro, coordinato dal professor Stefano D’Avino – docente presso il dipartimento di Architettura dell’università “D’Annunzio” di Pescara – che ha dato vita a un workshop internazionale con l’intento di arrivare alla progettazione della ricostruzione della chiesa. Ne sono coinvolti 16 tra studenti laureandi e architetti specializzandi provenienti dall’università abruzzese e dall’ateneo di Bucarest, seguiti da tre tutor.
“Abbiamo terminato il primo dei tre “step” previsti, vale a dire quello dell’analisi, del rilievo e della riflessione su come arrivare a un progetto cantierizzabile che possa, finalmente, portare alla ricostruzione di un autentico gioiello dell’arte che nasce su una croce greca iscritta in un ottagono”, racconta, l’architetto D’Avino. “Il secondo passo lo compieremo a settembre – aggiunge – quando andremo a mettere nero su bianco tutte le considerazioni che stiamo portando avanti, per poi arrivare in dicembre e presentare il progetto vero e proprio, concludendo così il nostro lavoro”.
Poi arriverà la parte più complicata, la realizzazione del progetto che passa attraverso la ricerca di fondi. “Dato che per questa chiesa non ne sono mai stati chiesti dopo gli eventi sismici del ’79 e del ’97 – spiega il docente – credo che non ci siano ostacoli per farne richiesta oggi, anzi, credo che sia doveroso destinare i soldi necessari al recupero di questo capolavoro”.

A Locarno ‘Maternal’ e Ginevra ElkannQuasi 250 opere proposte, la star Hilary Swank fra gli ospiti

19 luglio 201911:37

Con Maternal (Hogar) della regista Maura Delpero – film, coproduzione con l’Argentina, che si presenta molto interessante perché racconta la convivenza di suore che hanno fatto o devono fare voto di castità in un centro per ragazze madri a Buenos Aires -, l’Italia prende parte al Concorso internazionale del 72 Locarno Film Festival che si svolgerà dal 7 al 17 agosto nella città svizzera.Una rassegna che punta – nelle parole del presidente Marco Solari e nelle scelte della neo direttrice artistica francese Lili Hinstin – ai giovani, alla massima libertà espressiva e indipendenza e che non nasconde un budget intorno agli 11 milioni di euro (“meno della metà dei nostri competitor, Venezia, Cannes, Berlino, Sundance, Toronto e così via”) il quale non impedisce, però, di occupare uno spazio importante in particolare nel cinema ‘altro’. Numeri importanti sono lì a dimostrarlo: 128 film della selezione ufficiale fra i 246 complessivi scelti fra oltre 4.000 proposti.Al Pardo d’oro concorrono 17 lungometraggi di cui 14 in prima mondiale. In Piazza Grande, sala cinematografica all’aperto da 8 mila posti, Magari di Ginevra Elkann, nipote di Gianni Agnelli, con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher, aprirà la manifestazione, prima mondiale e opera prima. Il film – nella sezione ne vengono proposti 19 – sarà introdotto dalla regista: è una produzione italo-francese. In sintesi ripercorre l’infanzia di tre fratelli figli di genitori divorziati all’inizio degli anni Novanta, una storia che potrebbe disvelare intrecci psicologici importanti anche grazie a due attori di spessore. Fra le star Hilary Swank che riceverà il Leopard Club Award: la sua presenza, il 10 agosto incontra il pubblico, sarà accompagnata dalla proiezione di Boys Don’t Cry di Kimberly Peirce (1999) e Million Dollar Baby di Clint Eastwood (2004), i due film che le sono valse l’Oscar come miglior attrice protagonista. A John Samuel Waters, indimenticabile regista e attore di Grasso è bello (Hairspray), va invece il Pardo d’onore. Il critico e autore Enrico Ghezzi, creatore della trasmissione notturna Fuori Orario su Rai 3, ottiene il nuovo Premio Utopia.Tra i film cosiddetti blockbuster vengono proiettati, dopo Cannes, ‘Once Upon a Time…in Hollywood’ di Quentin Tarantino e ‘Diego Maradona’ di Asif Kapadia ovviamente con il grande ex calciatore. Attesa, fra le tante pellicole valide, anche per le opere prime The Nest (Il Nido) di Roberto De Feo, l’ austro-tedesco 7500 di Patrick Vollrtah e l’olandese Instinct di Halina Reijn. La retrospettiva Black Light rappresenta – ha spiegato Lili Hinstin, in conferenza stampa a Milano – l’impegno di una riflessione politica contemporanea sulla rappresentazione delle minoranze: “Da Pam Grier ad Ousmane Sembène, da Jean Rouch a Melvin Van Peebles e con la presenza eccezionale di Euzhan Palcy incarna la volontà – ha sottolineato – di ripensare la Storia del cinema al di là dei canoni occidentali che l’hanno santificata”.

Arriva il film “Roger Waters. Us + Them”In sala il 7, 8 e 9 ottobre l’ultimo tour dell’ex Pink Floyd

18 luglio 201916:04

– Dopo il successo di Roger Waters. The Wall, arriva in più di 2500 cinema di oltre 60 paesi il nuovo film-concerto “Roger Waters. Us + Them”, con riprese realizzate nel corso dell’ultimo tour di Waters.
Nel corso degli ultimi due anni, Waters ha suonato in un totale di 156 concerti davanti a 2,3 milioni di persone, viaggiando attraverso Nord America, Australia, Nuova Zelanda, Europa, Russia, America Latina e Messico. È partito nel maggio 2017 da Kansas City, in Missouri, per concludere con l’ultimo concerto del tour, tenutosi nel dicembre del 2018 a Monterrey, in Messico. L’evento speciale “Roger Waters. Us + Them” sarà al cinema solo il 7, 8 e 9 ottobre per rivivere in 4K e Dolby Atmos la potenza del tour con in scaletta brani tratti dagli album di successo dei Pink Floyd (The Dark Side of the Moon, The Wall, Animals, Wish You Were Here) e canzoni tratte dal nuovo album di Roger Waters, Is This The Life We Really Want?

Lollo a al Teatro Antico dopo 50 anniAttrice, emozionata per premio che mi ricorda Rondi

18 luglio 201917:23

– Gina Lollobrigida dopo 50 anni ritorna domenica 21 luglio al Teatro Antico di Taormina per un’occasione speciale: il Nation Award alla carriera, il riconoscimento ideato da Gian Luigi Rondi e in sua memoria.
“Sono molto emozionata di tornare a Taormina dopo cosi tanti anni di assenza” – dichiara Gina Lollobrigida, 92 anni – “Il Teatro Antico è uno luogo che conservo nel cuore e che ha segnato momenti importanti nella mia carriera, tornarci mi rende felice, cosi come ricevere il Premio delle Nazioni che mi avvicina al ricordo del mio caro amico Gian Luigi Rondi”.
L’ultima apparizione della diva a Taormina risale al 1969, quando vinse il prestigioso David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista per il suo ruolo nel film Buonasera, signora Campbell, diretto da Melvin Frank. Il film si aggiudicò anche tre nomination ai Golden Globe, oltre ad ispirare alcuni musical come Carmelina e Mamma Mia!

Paola Minaccioni tra la satira e OzpetekRegista di ‘Offro io’, corto sui vezzi Roma Nord

19 luglio 201911:40

Nessuno prenda sotto gamba Paola Minaccioni, perché dietro le sue molte maschere, Melania Trump, Giorgia Meloni, la giornalista Giovanna Botteri, la romena e l’inviata Ilenia Pimpini Pimpozzi c’è di più. Ovvero, un corto da regista, ‘Offro io’, il ritorno a settembre a Radiodue al Il ruggito del coniglio con nuovi personaggi e poi due film in uscita: ‘Tutta un’altra vita’ di Alessandro Pondi con Enrico Brignano, Ilaria Spada e Paolo Sassanelli e ‘Burraco fatale’ di Giuliana Gamba commedia brillante con al centro l’amicizia tra quattro donne interpretate da Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Caterina Guzzanti e la stessa Minaccioni.E ancora nel futuro dell’attrice romana oggi all’Ortigia Film Festival dove è nella giuria dei lungometraggi, la tournée in autunno con Ozpetek di ‘Mine vaganti’. Quel regista che gli ha regalato due ruoli drammatici vincenti: quello della malata terminale Egle, in ‘Allacciate le cinture’ (con il quale ha vinto il Nastro d’argento) e, nel 2012, un Globo d’oro come miglior attrice per il ruolo di Maria in ‘Magnifica presenza’. “C’è poca satira politica oggi in Italia – dice l’attrice -. I pochi autori che ci sono sono più al servizio del sistema che della satira di vera rottura. Certo io faccio la Meloni, ma è più che altro una maschera. Il fatto è che per fare una buona satira politica bisogna conoscere bene l’argomento, essere davvero informati come fa Crozza”.Voglia di ruoli drammatici? “Li ho fatti e mi piacciono, ma la mia passione alla fine è far ridere la gente. Non potete immaginare cosa si prova quando ti ritrovi in una sala piena di persone che ridono”. Bacino della sua satira? “Principalmente attingo da me stessa e dalle persone che mi ruotano intorno – dice l’attrice ad Ortigia – . Poi ci sono i libri, i film, i quadri. Ma prima di tutto prendo spunto dalla vita e dalla famiglia. Per farvi capire meglio, l’imitazione di cui sono più fiera resta quella antichissima di mia nonna”. Tra i sogni della Minaccioni: “Fare una poliziotta alla Happy Valley, o anche un film in costume, un western”. Ma, sempre tornando alla sua doppia anima, spiega poi come in ‘Tutta un’altra vita’, dove interpreta una parrucchiera sposata con Brignano, questi due generi si confondano: “pur essendo una commedia c’è un dialogo tra me e Brignano in cucina pieno di intensità”. L’attrice ed autrice è comunque pronta a tornare in tv se solo trovasse un bel varietà da fare ed è più che fiera del suo corto da regista (dieci minuti) dal titolo ‘Offro io’. “Ispirato al filone ‘i nuovi mostri’ racconta delle manie di due coppie della Roma nord – spiega -. Quelli che vanno solo in locali esclusivi e vedono film altrettanto esclusivi, ma tutto questo aplomb si perde di fronte a chi deve pagare il conto. Nel cast, oltre me, Carolina Crescentini, Paolo Calabresi e Maurizio Lombardi”.

Giffoni al via in marcia For futureBandiere da tutto il mondo per festival cinema ragazzi

GIFFONI VALLE PIANA (SA)19 luglio 201915:30

– Una grande festa di ragazzi da ogni parte del mondo e la passeggiata Giffoni for future hanno invaso, ieri, la anteprima della 49/a edizione del Giffoni Film Festival (19-27 luglio), che anche quest’anno rinnova la sua vocazione per l’ambiente sposando il tema dedicato all’aria. Dalla Palestina alla Colombia, dalla Grecia alla Russia, Giffoni for Future, guidata dal direttore di Giffoni Experience Claudio Gubitosi e dal Presidente Pietro Rinaldi, Giffoni for future ha sfilato con le bandiere e la gioiosa energia dei 6200 giurati provenienti da 50 nazioni e da tutta Italia, attraversando a piedi la città, dalla Multimedia Valley fino a Piazza Lumiere.

Voci su Gaga e Bradley, ‘vivono insieme’InTouch, “per ora nessun matrimonio”. Ma dubbi sui rumors

NEW YORK19 luglio 201919:07

– Nuove indiscrezioni sulla presunta coppia Lady Gaga-Bradley Cooper. Secondo il magazine InTouch, i due vivrebbero insieme nella casa di Cooper a New York: l’attore avrebbe liberato rapidamente i cassetti e l’armadio occupati dall’ex compagna, la modella Irina Shayk.
Lady Gaga, sempre secondo il magazine, si sarebbe trasferita proprio in casa con Cooper poco dopo l’addio con Shayk.
“Non hanno perso tempo. Lady Gaga ha trasferito anche i suoi mobili” scrive InTouch, secondo il quale la coppia vive nel West Village e per il momento non sarebbe intenzionata a sposarsi.
“Non vogliono troppa attenzione. Non hanno bisogno di rendere la loro relazione ufficiale” dicono fonti al magazine.
I rumors su una possibile relazione fra la cantante star e il divo di Hollywood si susseguono da quando i due hanno girato insieme a A Star is Born. Indiscrezioni smentite in varie occasioni ma che continuano a rincorrersi. Solo nelle scorse settimana sempre InTouch riportava che Lady Gaga aspettava un figlio da Cooper.

Venezia, apre La verité di HirokazuIn concorso il film con Deneuve, Binoche e Ethan Hawke

VENEZIA18 luglio 201914:03

VENEZIA – La vérité (The Truth), diretto da Kore-eda Hirokazu (Un affare di famiglia; The Third Murder; Like Father, Like Son) e interpretato da Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, è il film di apertura, in concorso, della 76. Mostra di Venezia (28 agosto-7 settembre) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.”Apprendo con gioia immensa – ha detto Hirokazu – che il mio nuovo film è stato selezionato in apertura della Mostra di Venezia. Sono estremamente onorato. Desidero esprimere la mia sincera gratitudine a tutto lo staff della Mostra. Le riprese si sono svolte lo scorso autunno a Parigi in 10 settimane. Come già è stato annunciato, il cast è prestigioso, e il film racconta una piccola storia di famiglia che si sviluppa principalmente in una casa. È all’interno di questo piccolo universo che ho provato a far vivere i miei personaggi con le loro menzogne, orgogli, rimpianti, tristezze, gioie e riconciliazioni. Spero sinceramente che il film vi piaccia”.

Sexting poco diffuso tra adolescenti, lo fa spesso il 2% Un terzo lo ha fatto solo una volta, più diffuso tra adulti

19 luglio 201918:41

Il ‘sexting’, la pratica di scambiarsi via internet immagini e messaggi espliciti, non è così diffuso tra gli adolescenti come si tende a pensare. Lo afferma uno studio condotto negli Usa dalla University of Wisconsin-Eau Claire e pubblicato dagli Archives of Sexual Behavior, secondo cui è comune per solo il 2% dei teenager.Lo studio ha indagato sulle abitudini di circa 6mila ragazze e ragazzi tra i 12 e i 17 anni. In generale, scrivono gli autori, approssimativamente il 13% degli studenti ha dichiarato di aver mandato qualche volta contenuti a sfondo sessuale, mentre il 18,5% ne ha ricevuti.Circa un terzo lo ha fatto solo una volta nella vita, mentre il 2% ha dichiarato di farlo ‘molte volte’. La probabilità di ricevere una foto o un messaggio esplicito da persone con cui non avevano una relazione è risultata uguale per ragazzi e ragazze, mentre in generale i ragazzi hanno una maggiore propensione sia a inviarli che a riceverli. “L’età in cui si fa più sexting sembra essere 15 anni – scrivono -, e dopo questa l’abitudine cala con gli anni”. Almeno oltreoceano la pratica è molto più diffusa tra gli adulti. Secondo una ricerca della Drexel University l’87% degli adulti lo ha fatto almeno una volta nella vita.

Hit parade, Machete Mixtape 4 resta primoEd Sheeran secondo. Tra i vinili primo Rino Gaetano con raccolta

19 luglio 201919:05

– Machete Mixtape n.4, di una delle crew più longeve d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, si conferma in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Machete Mixtape 4 si aggiudica anche il primo posto tra i singoli con il brano Yoshi.
Entra al secondo posto, unica new entry della settimana, No.6 Collaborations Project, il nuovo album di Ed Sheeran, con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti del calibro di Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Justin Bieber, Stormzy. Ultimo occupa la terza posizione con Colpa delle favole, il disco più venduto dei primi sei mesi del 2019 e in risalita, la quarta con Peter Pan e l’ottava con Pianeti. Bruce Springsteen con Western Stars perde due posizioni ed è quinto.
Salmo passa dall’ottava alla sesta posizione con Playlist, davanti a Jovanotti, con l’ep Jova Beach Party, che sta portando in giro per le coste italiane la sua festa in spiaggia. Chiudono la top ten Potere (Il giorno dopo) del rapper Luché e il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Tra i vinili, il più venduto è la raccolta dei successi di Rino Gaetano Ahi Maria 40TH, nel 40esimo anniversario dall’uscita della celebre canzone che dà il titolo al cofanetto.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 12 al 18 luglio:1) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)2) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI)3) COLPA DELLE FAVOLE (ULTIMO-HONIRO-BELIEVE)4) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)6) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)7) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)8) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)9) POTERE (IL GIORNO DOPO), LUCHE’ (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)   Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) YOSHI, MACHETE, DANI FAIV & THA SUPREME FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME)2) SEÑORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO (ISLAND-UNI)3) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)4) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMY & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME)5) HO PAURA DI USCIRE 2, MACHETE, SALMO & LAZZA (EPIC-SME)   Questa, infine, la classifica dei vinili:1) AHI MARIA 40TH, RINO GAETANO (RCA RECORDS LABEL-SONY)2) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI)3) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) THE DIVISION BELL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI).

Luca Argentero è Leonardo per SkyArmi mai realizzate e opere da toccare nel film d’arte in anteprima a Giffoni

GIFFONI VALLE PIANA (SA)19 luglio 201919:25

GIFFONI VALLE PIANA (SA) – Una luce fortissima, bianca, che sale dal fondo nero. Poi ecco i profili: Pietro, Giuda il traditore, Giovanni, Gesù al centro. Così L’ultima cena di Leonardo diventa quasi viva, ”da toccare”. Ma ecco poi che irrompe la guerra, il fumo, il sangue della Battaglia di Anghiari. Mentre dai fogli ingialliti, un cuore, disegnato così fin nei minimi particolari, inizia a battere. O in un ventre materno, assume ”corpo” il disegno di un feto. Sono le prime sorprendenti immagini di ”Io, Leonardo”, il nuovo film d’arte prodotto da Sky con Progetto Immagine, al centro della masterclass sugli effetti speciali al 49/o Giffoni Film Festival. E in arrivo al cinema per i 500 anni della scomparsa del Maestro, distribuito da Lucky Red dal 26 settembre.Lunghi capelli castani, giubba rosso porpora, il volto (che mai invecchia) di Leonardo è quello di Luca Argentero, al suo primo film d’arte biografico, mentre dietro la macchina da presa è Jesus Garces Lambert, che per Sky ha già diretto ”Caravaggio – l’anima e il sangue”, il documentario d’arte più visto al cinema in Italia nel 2018. ”Abbiamo voluto raccontare Leonardo come un uomo che è anche un genio – spiega il regista, presentando le prime immagini del backstage insieme al produttore esecutivo Sky Dimitri Cioffi – Non era stato riconosciuto dal padre e per questo non gli era concesso di studiare il latino. Non poteva quindi leggere i libri più importanti: un trauma enorme per lui. Così con Luca Argentero, non siamo partiti dal copione, ma dal suo mondo. ‘Come camminava Leonardo?’, gli ho chiesto. ‘Come parlava secondo te?’. Poi siamo passati a creare il suo universo”.Un viaggio di 90 minuti in 4k dentro la mente del genio, dove, raccontano le prime immagini, ogni scena ha pareti che ruotano a svelare tre spazi diversi: quello del ricordo, quello della natura e poi quello della mente, dove il Maestro della Gioconda è solo e da vita alle sue creazioni. Come lo studio dell’uomo vitruviano o la camera degli specchi, oggi ricostruita per rifletter la bellezza di Cecilia Gallerani, futura Dama con l’ermellino, interpretata da Angela Fontana. E se dell’arte di Leonardo (quasi) tutto si conosce, per la prima volta, con la consulenza scientifica di Pietro C. Marani, la direzione artistica di Cosetta Lagani, guidati dalla voce narrante di Francesco Pannofino, nel film prende vita anche tutto ciò che è dietro o dentro le sue opere. Il Cenacolo, certamente, dove la sfida, racconta l’art director Sky Vincenzo Cilurzo era ”dare la sensazione di essere immersi nell’opera, fino quasi a toccarla, come non sarebbe mai possibile nella vita”.E poi, tra tecniche avanzate di modellazione, sculpting digitale e animazione 2d e 3d, ecco i Grotteschi, l’Annunciazione o gli studi anatomici. Ma soprattutto, ”questa volta abbiamo realizzato anche le invenzioni che Leonardo non riuscì a costruire”, rivela Giuseppe Squillaci, art director per Galactus (già candidato ai David di Donatello per Michelangelo – Infinito). Come il monumentale cavallo di bronzo per Ludovico il Moro o le armi: la Nave falciatrice, il carroarmato e la Bombarda, una gigantesca macchina spara bombe. L’opera più complessa? Non ha dubbi Cilurzo. ”La battaglia di Anghiari. Lì sopra – dice – tra fumo, uomini e sangue, c’è tutto il pensiero sulla guerra di Leonardo. E dietro ogni dettaglio, c’è sempre qualcosa da vedere, che non ti aspettavi”.

Il Vaso di Fiori restituito dopo 75 anniEra stato rubato dalle forze di occupazione tedesche

FIRENZE19 luglio 201918:59

Il Vaso di Fiori, opera del pittore olandese Jan van Huysum rubata nel 1944 durante la ritirata delle forze di occupazione tedesche, è tornato a Palazzo Pitti a Firenze, nel luogo esatto in cui il dipinto si trovava 75 anni fa. A consegnarlo all’Italia è stato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas nel corso della cerimonia di restituzione che si è svolta nella Sala bianca di Palazzo Pitti.
La cerimonia ha visto la partecipazione del ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, del direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

Cruise riveste panni Maverick in Top GunLa pellicola cult degli anni ’80 arriverà in sala nel 2020

19 luglio 201918:58

Sono state svelate al Comic-Con di San Diego le prime immagini di Top Gun – Maverick, con la regia di Joseph Kosinski, nelle sale italiane nell’estate del 2020.
Il film riporta sul grande schermo Tom Cruise nei panni del celebre Pete “Maverick” Mitchell, già protagonista della pellicola cult degli anni ’80, Top Gun.
Oltre a Tom Cruise nella nuova pellicola, sono protagonisti Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell, Lewis Pullman e Ed Harris.

Umbria Jazz torna a S.Francesco al PratoCon progetto ‘Seven Dreams’ commissionato al pianista Uri Caine

PERUGIA19 luglio 201914:16

– Quella di stanotte per Umbria Jazz sarà l’occasione per rinnovare vecchi ricordi e lasciare immaginare nuove emozioni. Il ritorno di San Francesco al Prato tra le location del festival, con l’esecuzione del progetto ‘Seven Dreams’ commissionato al pianista Uri Caine, è una delle principali novità dell’edizione 2019 del festival in programma a Perugia ancora fino al 21 luglio. In questo luogo dal fascino unico, infatti, sono andate in scena notti indimenticabili del festival. Tra i concerti che hanno fatto la storia della musica quelli con la Gil Evans Band, la Liberation Music Orchestra, la Very Big Band di Carla Bley e l’orchestra di George Russell. La prima volta che San Francesco al Prato ospitò i concerti di Umbria Jazz fu nel 1987. L’ultima volta nell’edizione 1997, con l’interruzione a causa dei danni riportati dal terremoto.
Un solo concerto all’auditorium quest’anno: si tratta infatti di una riapertura momentanea in attesa della restituzione completa a partire dal 2020.

Fendi lancia capsule con Jackson WangPanda artistico firmato dal cantante a Chengdu (Cina) e a Roma

19 luglio 201915:13

– Fendi lancia una speciale capsule collection creata in collaborazione con Jackson Wang, noto cantautore di Hong Kong e ambasciatore della maison in Cina.
Realizzata sotto la direzione creativa di Silvia Venturini Fendi, la capsule combina lo stile cool di Jackson Wang al dna della maison. Il colore nero e il logo FF ton sur ton utilizzato all over o sotto forma di striscia, sono i tratti distintivi della collezione che presenta una selezione di capi ready to wear, l’iconica borsa Baguette, che ha appena debuttato in versione maschile, una clutch, un cappello, delle sneakers e sandali. Infine uno speciale logo “Fendi Team Wang” sui capi.
Velluto e ciniglia neri impreziosiscono abiti formali, maglioni, T-shirt, pantaloni. Per festeggiare il lancio, dal 19 al 28 luglio, all’ingresso di Shamao Street, shopping center Ifs di Chengdu, dove ha sede un’importante riserva naturale centro ricerche sul panda gigante, sarà visibile un’installazione che rappresenta un panda appunto, ideato da Wang per Fendi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Jazz, Joshua Redman a Pescara
Sul palco adriatico con Ron Miles, Scott Colley e Dave King

PESCARA19 luglio 201915:29

– Un sax imperdibile, quello di Joshua Redman: il Pescara Jazz apre le porte ad uno dei concerti più attesi, con Still dreaming. Appuntamento all’auditorium D’Annunzio il 20 luglio.
Redman è uno dei migliori e più carismatici sax tenore in circolazione, nonché compositore: americano, classe ’69, schiera sul palco tre esponenti di spicco dell’attuale scena jazz, che la critica definisce “assolutamente fantasiosi”: Ron Miles alla tromba, Scott Colley al contrabbasso e Dave King alla batteria. Joshua è anche figlio di quel Dewey Redman che in carriera è stato al fianco di artisti del peso di Ornette Coleman, Keith Jarrett e Pat Metheny, riuscendosi a farsi strada grazie alla propria voce sassofonistica. L’intero concerto, omonimo del disco, è dunque un sentito omaggio al papà di Joshua. Il gruppo ripercorrerà le orme del quartetto e del disco Old and New Dreams, attivo degli anni ’70 e ’80, nel quale presero parte, oltre a Redman padre, anche Charlie Haden, Don Cherry, Ed Blackwell.

Piero Angela, così la Luna mi stregòDi nuovo in coppia con Alberto dopo 20 anni per speciale su Rai1

19 luglio 201915:33

– “Mettere il naso sulla Luna? Certo che mi sarebbe piaciuto! Negli anni in cui seguivo le missioni spaziali, mi rivolsi al progettista dello Shuttle per sapere se anche i giornalisti avrebbero potuto puntare ad andare lassù. Mi rispose di sì, e allora chiesi di essere messo in lista”. A 90 anni Piero Angela, la divulgazione fatta persona, non ha perso la curiosità e il gusto di incuriosire generazioni di spettatori. Perciò ha accettato l’invito del figlio Alberto a tornare insieme in tv, per la prima volta dopo Viaggio nel cosmo del 1998, per la serata evento Quella notte sulla Luna, in onda il 20 luglio in prime time su Rai1 a 50 anni dall’allunaggio. Da Cape Canaveral, nel punto dove partì il razzo, inizierà la ricostruzione dello speciale, tra uno studio virtuale, le immagini ridigitalizzate della Nasa, docufiction e interviste agli astronauti Buzz Aldrin e Michael Collins e a Gene Kranz, che diresse le operazioni di volo. Infine, il collegamento con la missione Beyond con Luca Parmitano.

Tra i Sassi la magia di Stefano BollaniNella Cava del Sole il 25/7 il concerto con Hamilton De Holanda

MATERA19 luglio 201915:34

– “Matera è un posto magico che trasmette una fortissima energia. Non a caso é una delle prime città in cui l’uomo ha scelto di vivere ormai diecimila anni fa.
Torno a Matera, questa volta insieme a Hamilton De Holanda: per me è una gioia suonare insieme, tutto avviene in modo spontaneo sia che si tratti di rileggere l’eredità della musica brasiliana che di proporre composizioni originali”. Nelle parole del maestro Stefano Bollani c’è tutto il suo legame con la Città dei Sassi, nella quale tornerà a esibirsi giovedì 25 luglio, alle 21, sul palco della Cava del Sole, nell’ambito del programma di Matera Capitale europea della Cultura 2019.

Giallini, ridere su temi difficiliPremiato con Golino e Gassmann da Groupama a Roma

19 luglio 201915:54

– Da Marco Giallini a Valeria Golino, da Alessandro Gassmann a Valerio Mastandrea, fino ad Anna Ferzetti e Chiara Martegiani e al giovane attore Filippo Scicchitano, in una serata dedicata ad interpreti, registi e film capaci di raccontare al pubblico storie fatte di grandi emozioni: si è svolta ieri sera la cerimonia di premiazione del concorso Opera Prima e Seconda organizzato da Groupama Assicurazioni nell’ambito dell’Isola del Cinema, manifestazione dell’estate capitolina di cui la Compagnia è main partner da 11 anni. Il primo riconoscimento assegnato è stato quello per Valeria Golino, che ha ottenuto il Premio della Giuria per “Euforia”. Il palco si è animato con la verve comica di Marco Giallini, che ha ritirato il Premio Miglior Interpretazione Maschile per il film di Simone Spada “Domani è un altro giorno”.
Premio del Pubblico a “Ride” di Valerio Mastandrea e al Premio l’Isola del Cinema Attrice Rivelazione per Chiara Martegiani.

Solarino, dal tennis a Dissenso comuneL’attrice a Ortigia nella giuria lungometraggi

ORTIGIA19 luglio 201919:22

ORTIGIA – La bellezza discreta di Valeria Solarino, anche nel vestire, all’Ortigia Film Festival neppure si nota. L’attrice, silenziosa e un po’ filosofa (è la materia che ha studiato all’università di Torino), al festival siciliano in qualità di giurata dei lungometraggi, si lascia andare solo un po’ all’ex Convento San Francesco d’Assisi. Nessuna parola, però, da parte sua su ‘Dolcissime’ di Francesco Ghiaccio, una storia di adolescenti, cyberbullismo e voglia di riscatto in cui interpreta una madre, ex campionessa sportiva, che non accetta che la figlia sia diversa (fisicamente e non solo) da come l’aveva sognata.Valeria Solarino, nata a El Morro de Barcelona in Venezuela il 4 novembre 1979, da padre siciliano e madre torinese, racconta della sua passione per il tennis, dell’impegno in Dissenso comune e anche del rapporto, professionale e privato, con il marito, il regista e sceneggiatore Giovanni Veronesi. “La mia passione per il tennis – dice – è nata leggendo un’estate la autobiografia di Andre Agassi (Open). Mi incuriosiva questo sport che è anche molto disciplina. È stato subito amore a prima vista e così ho cominciato a giocare e non ho più mollato – rivela la Solarino -. Quando non lavoro gioco anche tutti i giorni, il fatto è che il tennis è uno sport non solo atletico, ma una forma d’arte come la danza. Una cosa che evidenzia anche David Foster Wallace nel suo libro dal titolo ‘Il tennis come esperienza religiosa’”.Del marito Giovanni Veronesi racconta: “Ci siamo conosciuti nel 2004 sul set di ‘Che ne sarà di noi’. E devo ammettere che è molto difficile lavorare con il proprio compagno, gestire il privato. Quando stiamo insieme sul set – continua – lui non mi dirige, ne ha pudore. Io preparo così i personaggi da sola. Insomma, un meccanismo strano, perché sul set Giovanni è il capo, mentre a casa non ci sono capi”. E ancora l’attrice: “Ora Giovanni, che è sempre in movimento, fa anche dei monologhi a ‘Non è un Paese per giovani’ su Rai Radio2. Fin qui tutto bene, ma il fatto è che i suoi monologhi alla radio li scrive la mattina prestissimo e, a volte, mi sveglia per leggermeli”. La cosa che apprezza di più in un film “sono gli interpreti, forse perché guardo con l’occhio da attrice. Sono colpita soprattutto dalle trasformazioni, quando un attore che conosco diventa irriconoscibile”. La cosa bella lavoro del lavoro di attrice? “È appunto lavorare, mentre il brutto è il ‘non lavoro’ o quando si aspetta una telefonata. Sembrerà incredibile, ma a volte all’ultima replica a teatro ti capita di pensare: e se ora nessuno mi chiama più?”.Infine sul Manifesto Dissenso comune, di cui è firmataria, sottolinea: “Con questa iniziativa è come cambiata la consapevolezza femminile. A me, per fortuna, non è capitato nulla, ma le donne devono capire che non dobbiamo mai più sottostare a nessun ricatto”.

Tv: è morto Mattia Torre, sceneggiatore anche di BorisAttore e scrittore, aveva 47 anni

19 luglio 201918:58

È morto oggi a Roma Mattia Torre, attore, scrittore, autore e sceneggiatore di teatro cinema e tv. Tra l’altro della fortunata serie Boris. Aveva 47 anni ed era malato da tempo. Nato Roma nel 1972 aveva frequentato l’ambiente teatrale della capitale dove, dall’incontro con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, era nato un multiforme sodalizio artistico. Insieme a Giacomo Ciarrapico è autore, negli anni ’90, delle commedie teatrali Io non c’entro, Tutto a posto, Piccole anime e L’ufficio. È tra gli autori del programma Parla con me di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie TV Buttafuori e, dal 2007, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris, per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori, scrive e dirige “Boris – il film”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Ravello Bizzarri legge Melville
Domenica sul Belvedere di Villa Rufolo, dirige Wayne Marshall

RAVELLO (SALERNO)19 luglio 201916:38

– Inedito mix al Ravello Festival dove l’attore, comico, cabarettista e conduttore televisivo Luca Bizzarri si cimenterà come voce recitante nel ‘Concerto dell’albatro’ di Giorgio Federico Ghedini. L’occasione per assistere al ‘Bizzarri sinfonico’ è domenica 21 luglio (ore 20) sul Belvedere di Villa Rufolo a Ravello quando a salire sul palco sarà l’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.
A guidare l’orchestra la bacchetta di Wayne Marshall. Il maestro inglese, di ritorno nella Città della Musica dopo la sua applaudita conduzione del 2012 a capo dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, per completare il programma ha scelto i cinque pezzi infantili per pianoforte a quattro mani ispirati alle antiche fiabe di Charles Perrault, che Maurice Ravel trasformò nella suite Ma mère l’Oye, e Tombeau de Couperin, omaggio a tutta la musica francese del XVIII secolo, suite in stile antico in quattro movimenti.

Dopo Luna,obiettivo Nettuno con Ad AstraIl 26 settembre esce film con Brad Pitt

19 luglio 201916:38

– Sono trascorsi 50 anni dal 20 luglio 1959, dalla storica missione dell’Apollo 11, quando il razzo Saturn V con a bordo gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins compì il primo allunaggio della storia e Neil Armstrong diventò il primo uomo a mettere piede sulla Luna.
Un evento mediatico enorme: 20 milioni di persone in Italia e 900 milioni nel mondo assistettero alla diretta tv, per uno dei momenti più importanti per la storia dell’umanità. In occasione dell’anniversario dell’allunaggio e dell’uscita del nuovo film ambientato nello spazio, Ad Astra, dal 26 settembre al cinema, con Brad Pitt nel ruolo dell’astronauta Roy McBride, 20th Century Fox ha voluto chiedere agli italiani cosa si ricordano di quel giorno e quali sono le loro aspettative per il futuro. Riusciranno i nostri astronauti ad approdare su Marte? E Perché no su Nettuno? È proprio in questo pianeta che Brad Pitt va alla ricerca di suo padre, astronauta anche lui, che da vent’anni risulta disperso in una missione top secret.

Settimana della Critica, occhi sul presentePetrini unico italiano, con Tony driver farà arrabbiare Salvini

19 luglio 201919:29

– È Ascanio Petrini con il suo “Tony driver” l’unico italiano selezionato alla 34esima Settimana Internazionale della Critica – Sic, la sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 76esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto-7 settembre).Accanto al lavoro del regista barese, che racconta la vicenda del tassista italoamericano Pasquale detto Tony tra Italia e Stati Uniti e dedicato al tema dell’immigrazione (una storia che secondo il delegato generale della Sic Giona A. Nazzaro, alla guida della nuova commissione appena insediatasi per il prossimo triennio, “farà arrabbiare Trump ma anche Salvini”), sono stati scelti per la rosa delle 7 opere prime del 2019 film che si interrogano sulle sfide del presente e sui segni più inquietanti che il mondo ci rimanda.Ecco i titoli annunciati a Roma, tutti presentati a Venezia in anteprima mondiale: “All this victory” di Ahmad Ghossein, che narra la guerra tra Libano e Israele in modo visionario; l’astratto “Parthenon” di Mantas Kvedaravicius, ambientato tra Africa, Sudan, Grecia, Turchia e Ucraina; “The prince” di Sebastian Munoz, che trasporta nel 1970 in Cile, durante l’ascesa al potere di Salvador Allende; il thriller “Psychosia” di Marie Gratho, una vicenda ambientata in un ospedale psichiatrico; la commedia sentimentale, divertente e ‘cattiva’ “Rare beasts” di Billie Piper e “Scales” di Shahad Ameen, film in bianco e nero su una comunità di pescatori che si confronta con un mare popolato da sirene. Ad aprire il concorso, che assegnerà il Premio del Pubblico e il Gran Premio Settimana Internazionale della Critica (oltre al Premio Circolo del Cinema di Verona e al Premio Mario Serandrei), sarà “Bombay rose”, film d’animazione disegnato a mano di Gitanjali Rao; in chiusura invece l’apocalittico “Sanctorum” di Joshua Gil.Al centro della selezione dei critici, impegnati nel difficile ruolo di individuare e segnalare i registi di domani, c’è dunque la realtà, declinata attraverso la verosimiglianza ma senza paura di incursioni nell’onirico e nel fantastico. Un approccio dialettico e al tempo stesso orientato alla fiducia e alla speranza verso un cinema che possa con i suoi tanti linguaggi e la molteplicità degli sguardi far riflettere su ciò che stiamo vivendo: a rispecchiarlo anche la bellissima locandina della Sic disegnata dalla libanese Christelle Halal, che raffigura corpi galleggianti in viaggio verso una luce splendente, e la nuova sigla, con una fiamma che non si spegne tratta dal film “Eerie” (omaggio all’opera di Kevin Jerome Everson). Torna quest’anno anche la sezione Sic@Sic, dedicata ai cortometraggi italiani e realizzata in collaborazione con l’Istituto Luce. Tre le donne selezionate con il loro lavori, Maria Chiara Venturini con “Fosca”, Veronica Spedicati con “Il nostro tempo”, Chiara Marotta con “Veronica non sa fumare”, accanto a “Los oceanos son los verdaderos continentes” di Tommaso Santambrogio, “Monologue” di Lorenzo Landi e Michelangelo Mellony, “Ferine” di Andrea Corsini, “Amateur” di Simone Bozzelli: una selezione di corti che Nazzaro definisce “promettenti, e tutti radicalmente diversi tra loro, per tono, forma e racconto”. La sezione sarà aperta e conclusa da due corti d’autore, “Passatempo” di Gianni Amelio e “Destino” di Bonifacio Angius.

Ed Sheeran, 69 mln di ascolti su SpotifyTraguardo raggiunto con uscita di “No.6 Collaborations Project”

19 luglio 201916:40

– Nuovo record su Spotify per Ed Sheeran. Il cantautore inglese, che ha ottenuto successo mondiale con “Shape of you”, ha raggiunto i 69 milioni di ascolti al mese. Il traguardo è stato raggiunto con l’uscita del nuovo album “No.6 Collaborations Project”, realizzato in collaborazione con artisti come Justin Bieber, Stormzy, Eminem, 50 Cent, Camila Cabello, Chance The Rapper, Travis Scott, Cardi B e Khalid.
Il primo giorno di lancio dell’album (12 luglio 2019), cinque dei brani di “No.6 Collaborations Project” sono stati tra i più ascoltati nella Top 10 mondiale di Spotify. Il singolo “I Don’t Care” (con Justin Bieber), che ha anticipato il disco, è diventato il numero due al mondo più ascoltato su Spotify proprio il giorno del suo rilascio ufficiale.

A Parma arriva ‘Cittadèlla’Ci saranno Salmo, Venditti e ‘Notre Dame de Paris’

PARMA19 luglio 201916:43

– Saranno i cantanti Salmo e Antonello Venditti e gli artisti del ‘Notre dame de Paris’ i protagonisti della della prima edizione di ‘Parma Cittàdella Musica’, in programma nel mese di settembre nel parco della Cittadella della città ducale. Aprirà il festival l’11 settembre Salmo, artista che con il suo ultimo album ‘Playlist’ ha raggiunto il record di ascolti su Spotify. Il 12 settembre sarà la volta di Antonello Venditti che porterà il suo spettacolo in occasione del 40/o anniversario dell’album ‘Sotto il segno dei Pesci’. Chiuderanno il festival il 19, 20 e 21 settembre gli artisti, acrobati e ballerini del celebre show ‘Notre Dame de Paris’.
La manifestazione è organizzata da Puzzle Concerti di Parma ed Intersuoni di Torino, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio di Parma, con il Patrocinio e coorganizzazione del Comune di Parma, il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e di ‘Parma, io ci sto!’ ed il sostegno di Chiesi Farmaceutici.

Camilleri: Fiorello,ora fumerà le nuvoleShowman, quando rideva usciva fumo della sigaretta precedente

CAGLIARI19 luglio 201917:32

– “Quando Camilleri rideva gli usciva il fumo della sigaretta precedente”. Così Fiorello rievoca la figura del grande scrittore siciliano scomparso due giorni fa luglio. Lo ha fatto al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Cagliari) dove domani sera andrà in scena lo spettacolo “Fiorello”, che ha debuttato a Mantova e ripensato per la Forte Arena per l’unica replica prevista quest’estate. Davanti ai giornalisti, Fiorello ha improvvisato un mini show, ricostruendo dei dialoghi surreali dalle finestre degli studi di via Asiago con Andrea Camilleri. “Gli chiesi Maestro dove va? ‘Sto facendo il giro dell’isolato, faccio motto e così accontento il medico’, mi rispose. A proposito del fumo gli ho chiesto ma ha mai provato a smettere’? ‘Sì, una volta, ma svenni'”, racconta Fiorello con una perfetta imitazione dell’inconfondibile timbro di Camilleri.
Rispondendo alla domanda di un giornalista “Dove immagina ora Camilleri?, ha risposto: “A fumare le nuvole”.

In Egitto con Berni e il giovane faraoneFilm girato a Museo egizio, in sala dal 20 al 22/7

GIFFONI VALLEPIANA19 luglio 201917:43

– Un faraone adolescente che si risveglia dopo migliaia di anni, una ragazza coraggiosa ma dal cuore tenero e un’antica profezia. È l’avventura contro il tempo dei due giovani protagonisti di Berni e il giovane faraone, il film prodotto da Piero Crispino per 3Zero2 e co-prodotto da The Walt Disney Company Italia, presentato in anteprima alla 49/a edizione del Giffoni Film Festival e in sala come evento speciale dal 20 al 22 luglio. Diretto da Marco Chiarini e interpretato da Jacopo Barzaghi ed Emily De Meyer, insieme a Gigio Alberti e Alessandra Faiella, il film è girato in parte all’interno del Museo Egizio di Torino, tra luoghi come la Galleria dei Re e il Tempio rupestre di Ellesija. Favola tutta italiana, protagonisti sono Ram, ragazzo di tremila anni figlio della potente dinastia di faraoni Ramsete, catapultato nel mondo contemporaneo; e Berenice, adolescente, che si ritrova coinvolta in una misteriosa profezia egizia quando risveglia una mummia nel museo Egizio di Torino.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rocco Petrone: un italiano a Cape Canaveral
Un docu su questo ignoto direttore lancio Apollo

19 luglio 201918:11

he ci fa quella faccia da italiano a Cape Canaveral? In molti si saranno posti questa domanda nel vedere, nelle molte foto d’epoca, il volto di Rocco Petrone prima e dopo l’allunaggio il 20 luglio del 1969. Ora su questo personaggio davvero poco conosciuto c’è un documentario, Luna italiana, diretto da Marco Spagnoli e prodotto da Istituto Luce-Cinecittà per A+E Networks Italia con il patrocinio di Agenzia Spaziale Italiana e in collaborazione con la Nasa. Un film che ricostruisce vita e personalità di quello che fu il direttore delle operazioni di lancio dell’Apollo 11 e collaboratore chiave di Wernher Von Braun, numero uno dell’agenzia spaziale americana.
Il docu, che andrà in onda in esclusiva domani su History (canale 407 Sky), è ispirato al libro di Renato Cantore, Dalla Terra alla Luna, Rocco Petrone, l’Italiano dell’Apollo 11, edito in Italia da Rubbettino. Al centro di Luna italiana, la vita appunto di questo figlio di emigranti della Basilicata, nato negli Usa, che frequentò l’Accademia di West Point, laureandosi in ingegneria al MIT.
Entrato nel leggendario gruppo di ingegneri che ad Hunstville in Alabama fondarono il nucleo di quella che nel 1958 sarebbe diventata la Nasa, Petrone realizzò con loro la promessa di John Fitzgerald Kennedy di portare l’uomo sulla Luna prima della fine degli anni Sessanta. “Nessuno potrà mai dire abbastanza bene di Rocco Petrone. Non saremmo mai arrivati sulla Luna in tempo o, forse, non ci saremmo mai arrivati senza Rocco”. Con queste poche parole Isom “Ike” Rigell, ingegnere capo del Kennedy Space Center e addetto alle operazioni di lancio, ci dà il senso di una figura rimasta a lungo in ombra, ma che ha avuto un ruolo centrale nel lungo e difficile percorso che ha portato, il 20 luglio del 1969, alla discesa dell’uomo sulla Luna.
Rocco Petrone (1926-2006), come si vede puntualmente nel documentario, era insomma un uomo timido e ombroso, inflessibile, infaticabile, ma si guadagnò il soprannome di “tigre di Cape Canaveral”. Tra gli intervistati: Tito Stagno, Piero Angela, Oscar Cosulich, l’astrofisico Amedeo Balbi, l’ingegnere aerospaziale Roberto Somma, ed altri. A dare la voce a Rocco Petrone è, infine, Francesco Montanari, mentre Laura Morante è la voce narrante del documentario.

Il racconto del tecnico Rai: noi che demmo “voce” allo sbarco50 anni dopo parla addetto audio che lavorò alla grande maratona

19 luglio 201918:12

“L’uomo sulla Luna? Ancora oggi, nessuno ha capito davvero quanto lavoro c’è stato dietro quella diretta. Le immagini in bianco e nero, Tito Stagno, le frasi celebri: tutti conoscono tutto, è patrimonio dell’umanità. Ma come si è arrivati a quel momento, per noi, è stata la vera sfida”. A parlare, cinquant’anni dopo quel fatidico 20 luglio 1969 e le 27 ore di trasmissione sul Primo Canale Nazionale della Rai, è Antonio Lepone, oggi 75 primavere, in pensione già da qualche anno, ma allora giovane aiutante del primo tecnico audio della celebre maratona Rai che raccontò agli italiani l’arrivo dell’uomo sulla Luna.
“Al tempo ero proprio un ragazzo di bottega – racconta Lepone – Avevo 24-25 anni ed ero in Rai da tre. Ricordo come fosse oggi tutta la preparazione per arrivare a quella diretta.
Fu un impegno enorme: un mese di lavoro. Per la prima volta dovevamo far lavorare due studi insieme, in parallelo. E poi ci fu l’idea di quegli schermi giganteschi, che all’epoca non esistevano. Tanti materiali li dovemmo inventare perché non c’erano ancora. Bisognava adattare tutto. Una volta arrivati alla diretta, per noi era solo un lavoro. Sinceramente, non ci pensavamo alla Luna, tanto eravamo preoccupati che tutto andasse bene”.
Nel suo comparto, ricorda ancora Lepone, “eravamo in tre e ci siamo alternati dividendo le 24 ore. Ma a casa non c’è mai andato nessuno. Si rimaneva a controllare che tutto filasse. In quei due giorni di fuoco abbiamo sudato davvero, senza mai dormire”. Qualche intoppo? “Continuavo a correre da uno studio all’altro per tirare i cavi – racconta ancora – Al tempo non esistevano le radiofrequenze e i microfoni difficilmente si potevano mimetizzare. Né c’era l’abitudine a stare in tv, come oggi. Così capitava che gli ospiti andando via si strappassero le cuffie e quelli che arrivavano subito dopo non sentivano nulla. Oppure i microfoni cadevano a terra. E noi di corsa sotto al tavolo a cercare di sistemare tutto senza farci vedere. Si faceva per lo spirito di squadra, per la Rai che era una grande famiglia. Certo, anche qualche straordinario in più a fine mese ci faceva comodo. Ci rilassammo solo quando il Lem toccò finalmente terra”. In quel momento, prosegue Lepone, “ero in alto, in cabina di regia”. Per un attimo il fiato sospeso.
“Eravamo coscienti della portata di quel momento – dice – Ma un attimo dopo eravamo già a recuperare tutto il materiale”. In 35 anni di carriera in Rai, “quella fu la prima grande maratona televisiva – conclude – L’altra che ricordo fu l’elezione del presidente americano Jimmy Carter. Anche lì una notte intera, ma fu solo lavoro: nulla a che vedere con l’emozione del 20 luglio 1969”.

Ghali vs. Salvini in Vossi Bop RemixNuova versione della hit di Stormzy che canta contro la Brexit

19 luglio 201918:49

– Ghali contro Salvini in “Vossi Bop Remix feat. Ghali”, nuova versione della hit di Stormzy, arrivata al n.1 nella classifica inglese e con oltre 74 milioni di streaming.
Nel brano il rapper britannico lancia un attacco al parlamentare Boris Johnson, uno dei politici più schierati a favore della Brexit (Fuck the government and fuck Boris), mentre nella sua strofa Ghali si riferisce a Matteo Salvini (Salvini dice che chi è arrivato col gommon, Non può stare .it ma stare .com) a cui aggiunge altri riferimenti nel ritornello che canta in italiano, inglese, francese, arabo.
Stormzy è il rapper più importante della scena UK, vincitore, a soli 24 anni, di 2 Brit Awards per l’album e come artista dell’anno nel 2018 e primo artista inglese di colore ad essere headliner a Glastonbury Festival 2019. Si è fatto portavoce dell’attivismo sociale e della lotta contro le discriminazioni e proprio questa sensibilità avvicina Stormzy a Ghali.

Anastasio, entro l’anno il nuovo albumVincitore di X Factor a tu per tu con i ragazzi e in concerto

GIFFONI VALLE PIANA (SA)19 luglio 201918:53

– “Entro l’anno arriverà il mio nuovo album”. Lo annuncia Anastasio, il vincitore di X Factor, ospite al 49/o Giffoni Film Festival, dove ha risposto alle domande dei giffoners. “C’erano ragazzi dai 15 anni fino a miei coetanei. Il bello è che sono davvero attivi, svegli, molto attenti a chiedere spiegazioni sui brani che ho scritto”, racconta. “Quest’anno è accaduto davvero di tutto. La vita sta andando bene, sto macinando terreno. Ma la popolarità ha stravolto la mia routine quotidiana, non credo me”.
Ad attenderlo quest’estate, alcune date in tour, ma soprattutto, “c’è un nuovo album che ho praticamente scritto. Mi manca pochissimo per chiuderlo. Entro l’anno uscirà”.
Al cinema ha mai pensato? “Mi piacerebbe fare l’attore.
Chiaramente dovrei studiare, sarei un principiante. I miei miti, tra gli italiani Marco Giallini, tra gli americani Kevin Spacey.
Sanremo? “Quest’anno sono andato come ospite: un’esperienza indescrivibile. In gara? Non lo so. Non escludo niente”.

Regio Torino, Schwartz sovrintendenteScelto dal consiglio di indirizzo, ultima parola a Bonisoli

TORINO19 luglio 201919:43

– Sebastian Schwartz, tedesco, direttore artistico della Vienna ChamberOpera fino al 2016, sarà il nuovo sovrintendente del Teatro Regio di Torino. E’ il nome scelto – secondo quanto si apprende – dal consiglio di indirizzo per la successione a William Graziosi. Spetta ora al ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, ratificare la nomina.
La decisione è arrivata dopo una lunga giornata durante la quale sono stati esaminati i profili scelti dalla Praxi, che ha effettuato la preselezione compilando una ‘short list’ delle persone con i requisiti migliori.