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Green pass, Garante Privacy avvia indagine su app pirata
Autorità mette in guardia utenti. L’App C19 è l’unico strumento utilizzabile
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01 novembre 2021
00:36
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“Diversi produttori e sviluppatori, anche di altri Paesi, hanno messo a disposizione sugli store on line app per la verifica del Green pass che consentono a chi le scarica, inquadrando il QR Code, di leggere dati personali e perfino dosi o tamponi effettuati.
In alcuni casi le app richiedono anche una registrazione per il download e trasferiscono i dati a terzi”.
Lo segnala il Garante Privacy ricordando che l’App Verifica C19 rilasciata dal ministero della salute è l’unico strumento utilizzabile per garantire la privacy delle persone. E annuncia l’avvio di un’indagine sulle app green pass non in regola.
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Nei piani di Zuckerberg un orologio per il metaverso
Dettagli dello smartwatch nell’app per gestire i Ray-ban Stories
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02 novembre 2021
15:32
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Meta, la società madre che includerà Facebook e tutte le altre app del gruppo, tra prodotti e servizi, potrebbe sviluppare uno smartwatch con cui scattare foto e video.
Nei giorni scorsi, Bloomberg ha pubblicato un’immagine che mostra un orologio con angoli arrotondati simile all’Apple Watch, ma con una fotocamera frontale ben visibile.
Stando agli esperti, questo sarebbe uno strumento del tutto integrato con il ‘metaverso’ pensato da Zuckerberg, dove le attività social vengono fruite al di là dei classici smartphone, tablet e computer, per approdare anche su dispositivi differenti.
Lo sviluppatore Steve Moser ha individuato l’immagine all’interno dell’app View, con cui si gestiscono i Ray-ban Stories, primo tentativo di Facebook di posizionarsi anche nel mercato dell’hardware, con la collaborazione di EssilorLuxottica.
Moser afferma che il codice all’interno dell’app indica che l’orologio potrebbe chiamarsi ‘Milano’ e che sarebbe connesso nativamente con uno smartwatch, da usare per condividere i contenuti sulle piattaforme del gruppo. Secondo Bloomberg , Meta lancerà uno orologio entro il 2022 anche se non si dice certa possa essere quello individuato dallo sviluppatore. Il sito di The Verge ha riferito dei piani di Facebook di lanciare uno smartwatch già a inizio 2021, dotato di fotocamera, cardiofrequenzimetro e connettività LTE.
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Apple, nuove regole di privacy riducono i ricavi dei social
Meno 10 mld di dollari per Facebook, YouTube, Twitter e Snap
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02 novembre 2021
13:23
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L’aggiornamento anti-tracciamento introdotto da Apple in iOS 14.5 è costato ai giganti dei social media quasi 10 miliardi di dollari.
Si tratta dei mancati ricavi a cui hanno dovuto far fronte Facebook, YouTube, Twitter e Snap in quasi tre mesi dall’introduzione del sistema App Tracking Transparency.
La perdita, analizzata dalla pubblicitaria Lotame, si traduce in circa il 12% in meno per i principali colossi social, anche se è Snap la più colpita.
Lo sviluppatore di Snapchat, alla voce ricavi, fa segnare -13,2% rispetto alla rilevazione precedente. All’inizio di quest’anno, le azioni del gruppo erano già diminuite a seguito di una comunicazione sull’impossibilità di stimare l’impatto delle policy di iOS 14.5 sul business aziendale. Per spiegare gli effetti del sistema , che mostra agli utenti di iPhone e iPad un’opzione per bloccare il tracciamento delle informazioni prodotte da singole app e che sarebbero andate a beneficio degli investitori pubblicitari, Lotame fa l’esempio di un’impresa che vende capi di vestiario e che, prima della modifica, guadagnava un cliente ogni 5 dollari investiti per campagne di marketing online su mille uomini: “Adesso, per raggiungere lo stesso pubblico, devo mostrare l’annuncio a duemila persone, perché
Quindi i costi per rimediare un cliente sono raddoppiati, con una perdita del rendimento del 50%”. A seguito di ciò, molte società hanno deciso di non investire più sulle piattaforme. Una settimana fa, Mark Zuckerberg aveva ulteriormente criticato la nuova politica di tracciamento degli annunci, affermando che i cambiamenti di Apple colpiscono non solo Facebook ma “milioni di piccole imprese in quello che è, per loro, già un delicato periodo economico”.
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Smartphone, crollano le consegne nel terzo trimestre 2021
Idc, calo del 6,7% per carenza di processori. Apple in positivo
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02 novembre 2021
13:23
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Consegne di smartphone in calo, da luglio a settembre 2021, del 6,7%, rispetto allo stesso periodo del 2020.
E’ quanto risulta dal nuovo report trimestrale sull’andamento del mercato degli smartphone pubblicato dalla società di analisi Idc, che lega il crollo alla carenza di processori e di altre componenti hardware per il settore mobile, tali da rallentare ancora oggi le catene di approvvigionamento a livello globale.
“La crescita a due cifre nei primi trimestri del 2021 si è conclusa nel terzo trimestre. Il calo effettivo è stato di oltre il doppio della previsione di crescita del -2,9%” spiegano.
In totale, sono stati consegnati circa 331,2 milioni di smartphone contro i 354,9 milioni dello scorso anno. Nella top 5 spicca Apple, che beneficia di un dato positivo: 50,4 milioni di iPhone spediti, pari al 20,8% in più in confronto a dodici mesi fa. Grazie all’incremento delle consegne, l’azienda di Cupertino ha riconquistato il secondo posto, scavalcando nuovamente la cinese Xiaomi. Questa ha spedito 44,3 milioni di smartphone, con un calo del 4,6% su base annua. Al primo posto sempre Samsung, che non è esente da un dato negativo del -14,2%.
Il produttore coreano ha consegnato 69 milioni di unità e prevede di incrementare le vendite con il consolidamento dei modelli pieghevoli, che proprio in patria hanno fatto segnare un record di prenotazioni a settembre. Le ultime due posizioni sono occupate da Vivo (+5,8%) e Oppo (+8,6%), rispettivamente con 33,3 milioni e 33,2 milioni di smartphone consegnati. Proprio di recente, Oppo ha festeggiato i 2 milioni di smartphone venduti in Italia.
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Cina: dopo Microsoft e Yahoo! anche Epic Games annuncia ritiro
‘Ambiente commerciale e legale sempre più impegnativo’
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03 novembre 2021
17:50
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Yahoo Inc.
ha annunciato la decisione di ritirarsi dalla Cina, citando un “ambiente commerciale e legale sempre più impegnativo”.
La società ha affermato che i suoi servizi non saranno più accessibili dalla Cina continentale a partire dal primo novembre: “Yahoo rimane impegnata nei diritti dei nostri utenti e in un Internet libero e aperto. Ringraziamo i nostri utenti per il loro supporto”, si legge in una nota. Yahoo è la seconda grande azienda tecnologica Usa nelle ultime settimane a ridurre le sue operazioni in Cina, dopo LinkedIn di Microsoft.
Yahoo aveva già avviato un percorso di ridimensionamento delle sue operazioni nel Dragone, tanto che nel 2015 chiuse il suo ufficio di Pechino. Il suo ritiro dalla Cina è in gran parte simbolico poiché diversi servizi di Yahoo e il portale web sono stati bloccati nel Paese dal Great Firewall e sono visibili solo attraverso l’adozione di VPN.
E sta per finire anche l’esperienza cinese di Fortnite: Epic Games, lo sviluppatore del popolare videogioco, ha comunicato che il 15 novembre chiuderà il server che ospita il gioco nel paese. Da ieri, tuttavia, agli utenti è negata la possibilità di aprire un nuovo account. Per i fan cinesi di videogame si tratta di un’altra brutta notizia, parte della repressione della Cina che ha colpito il settore, con i funzionari che a fine agosto hanno lanciato la campagna contro la dipendenza degli adolescenti. Salta Fortress Night, quindi, la versione cinese del videogioco, caratterizzata da alcune differenze rispetto a quella standard.
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Musk, su Twitter antica poesia cinese, virale sui social
I versi si ritiene siano scritti dal principe dello Stato Wei
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02 novembre 2021
15:12
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Elon Musk ha sbancato ancora i social media in mandarino: il patron di Tesla ha postato un criptico tweet intitolato ‘Umanità’ che cita un’antica poesia cinese facendo discutere i netizen sul suo significato.
I versi ripresi sono quelli che si ritiene siano stati scritti dal principe dello Stato Wei, Cao Zhi, nell’epoca dei Tre Regni (220-280 d.C.), fratello minore dell’ imperatore Cao Pi, che lo voleva uccidere perché geloso del suo talento.
Secondo la leggenda, dopo essere salito al trono, Cao Pi cercò di punire con un pretesto il fratello minore, a meno che non fosse riuscito a comporre una poesia nell’arco di sette passi, che è quella citata da Musk, in cinese: “bollire i fagioli bruciandone gli steli, i fagioli piangono in padella, nati dalla stessa radice, perché tanta fretta di finirli…”.
Colpito dai versi e dalla metafora sulla consanguineità, l’imperatore si vergognò e non perseguitò più Cao Zhi. Il post di Musk, finito anche sul suo account Weibo, Il Twitter in mandarino, ha ottenuto milioni di visualizzazioni sulla piattaforma e oltre 15mila retweet su Twitter, oscurato in Cina. Il dibattito scaturito, naturalmente, si è concentrato sul significato che il miliardario ha voluto dare agli antichi versi, popolari in Cina al punto da essere insegnati ai bambini a scuola come esempio dell’importanza della concordia e della collaborazione. Sulla vicenda è intervenuto anche il Global Times, il tabloid del Quotidiano del Popolo, ricordando che su Weibo alcuni utenti si sono chiesti se Musk si riferisse alle tensioni Taiwan-Cina o alle relazioni difficili Usa-Cina o, ancora, se volesse semplicemente fare sfoggio del suo cinese. Tra le altre ipotesi, inoltre, c’è una lettura in chiave criptovalute, in particolare al Dogecoin, sostenuta dallo stesso tycoon, e una polemica sulle donazioni con il World Food Programme dell’Onu.
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I robot imitano i Rolling Stones nel video Start me up VIDEO
Tributo per i 40 anni del brano
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02 novembre 2021
15:31
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Robot non solo sempre più agili, ma precisi nei movimenti e nel tempismo.
Ne è la dimostrazione l’ultimo video della Boston Dynamics che celebra i 40 anni dall’uscita della canzone “Start Me Up” dei Rolling Stones.
Nella clip i membri del gruppo e il cantante Mick Jagger si esibivano sul palco e il team della società di robotica ha mimato la performance con i loro robot Spot, quadrupedi.
Il video originale è poi stato montato mettendo a fianco l’esibizione robotica, perfettamente sincronizzata anche nel ‘labiale’. I robot ricreano sia i movimenti di Jagger mentre canta che di Keith Richards e Ronnie Wood mentre suonano i loro strumenti. Unico assente il ‘mimo’ di Charlie Watts, forse un tributo al batterista scomparso all’inizio di quest’anno:
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La Boston Dynamics, che è stata recentemente acquistata dalla casa automobilistica coreana Hyundai, ha già girato diversi video divertenti dei suoi robot, per promuovere i suoi prodotti e per evidenziare nuovi punti di riferimento nel design e nelle prestazioni dei propri automi.
I primi video mostravano una o più delle loro creazioni a quattro zampe che camminavano in un terreno naturale. I video più recenti hanno mostrato miglioramenti nell’agilità mentre i robot fanno salti mortali e rimbalzano sugli oggetti vicini. La tattica sembra funzionare: Boston Dynamics ha venduto oltre 400 robot a varie aziende, incluso il dipartimento di polizia di New York.
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Musk, 6 miliardi per fame nel mondo, ma Onu mostri come li spende
Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo sostiene che ‘il pubblico deve vedere esattamente come le risorse sono spese’
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NEW YORK
02 novembre 2021
15:31
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Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo con una fortuna di oltre 300 miliardi di dollari, è pronto a spendere 6 miliardi di dollari per aiutare a sconfiggere la fame nel mondo ma a una condizione: l’Onu deve mostrare dove vanno a finire i fondi e deve dimostrare che la cifra può risolvere il problema.
L’apertura del patron di Tesla segue i commenti del direttore del Pam, David Beasley, che in un’intervista a Cnn nei giorni scorsi aveva ‘sfidato’ i paperoni, e in particolare Musk e Jeff Bezos, ad aiutare con una ‘una tantum’ a risolvere il problema della fame nel mondo.
“Sei miliardi per aiutare 42 milioni di persone che rischiano di morire. Non è complicato”, ha detto Beasley. Musk su Twitter ha replicato: “Se il Pam può descrivere qui su Twitter esattamente come 6 miliardi risolveranno la fame nel mondo, vendo immediatamente le azioni Tesla. Ma il pubblico deve vedere esattamente come le risorse sono spese” . POLITICA ECONOMIA MONDO
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Il metaverso anche nel futuro di Microsoft, per le aziende
A conferenza ‘Ignite’, anche potenziamento dell’AI sul cloud
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03 novembre 2021
17:49
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C’è anche il potenziamento del metaverso nella strategia di Microsoft.
La tecnologia, considerata la piattaforma del futuro e su cui sta investendo molto Facebook, secondo l’azienda di Redmond “in uno scenario di crescente digitalizzazione delle aziende può consentire alle persone di incontrarsi in un ambiente virtuale grazie all’uso di avatar, facilitando la collaborazione senza confini a livello globale”.
Microsoft ha spiegato la sua visione nel corso della conferenza ‘Ignite’ dedicata al mondo delle imprese.ù
In particolare, nel corso dell’evento, sono stati annunciati due progetti per l’evoluzione del metaverso: Dynamics 365 Connected Spaces e Mesh per Microsoft Teams. La prima soluzione, ora in anteprima, fornisce “una nuova prospettiva sul modo in cui le persone si muovono e interagiscono con gli spazi e su come gestiscono la salute e la sicurezza in un ambiente di lavoro ibrido”. Il secondo, invece, è una modalità di “comunicazione collaborativa che rende la presenza umana l’ultima frontiera della connessione. Grazie a questa piattaforma, tutti i partecipanti in una riunione possono essere presenti attraverso avatar personalizzati e spazi immersivi a cui si può accedere da qualsiasi dispositivo, senza bisogno di attrezzature speciali”.
Altro campo su cui Microsoft sta investendo è l’Intelligenza Artificiale “con piattaforme sempre più evolute fino a creare ambienti digitali reattivi e consapevoli delle esigenze degli utenti”. In occasione dell’evento Ignite, il colosso di Redmond ha annunciato Azure OpenAI Service, un servizio dedicato al cloud inizialmente disponibile solo su invito, “che darà ai clienti l’accesso ai potenti modelli di OpenAI in aggiunta a sicurezza, affidabilità e privacy”.
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Facebook annuncia: “Non useremo più il riconoscimento facciale”
“Crescenti preoccupazioni sull’uso, da autorità non ci sono regole chiare”
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NEW YORK
02 novembre 2021
18:39
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Facebook non userà più il riconoscimento facciale per le foto e i video sulla sua piattaforma.
Lo afferma Meta in una nota sottolineando di dover valutare i benefici e le crescenti preoccupazioni sulla tecnologia.
“Nelle prossime settimane chiuderemo il sistema Face Recognition su Facebook”, si legge in una nota. “Continuiamo a ritenere la tecnologia del riconoscimento facciale uno strumento” ma ci sono anche “crescenti preoccupazioni sull’uso” e le autorità, spiega la società di Zuckerberg, non hanno ancora offerto regole chiare. Di fronte a questa incertezza “riteniamo che limitare l’uso del riconoscimento facciale sia appropriato”.
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Cina: salta Fortnite, Epic Games chiude il server
Stop dal 15 novembre con la stretta di Pechino sui videogame
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PECHINO
02 novembre 2021
18:40
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L’esperienza cinese di Fortnite sta per finire: Epic Games, lo sviluppatore del popolare videogioco, ha comunicato che il 15 novembre chiuderà il server che ospita il gioco in Cina.
Da ieri, tuttavia, agli utenti è negata la possibilità di aprire un nuovo account.
Per i fan cinesi di videogame si tratta di un’altra brutta notizia, parte della repressione della Cina che ha colpito il settore, con i funzionari che a fine agosto hanno lanciato la campagna contro la dipendenza degli adolescenti. Salta Fortress Night, quindi, la versione cinese del videogioco, caratterizzata da alcune differenze rispetto a quella standard.
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Facebook annuncia, non useremo più riconoscimento facciale
“Crescenti preoccupazioni su uso, da autorità non regole chiare”
(2)
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NEW YORK
02 novembre 2021
19:43
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Facebook non userà più il riconoscimento facciale per le foto e i video sulla sua piattaforma.
Lo afferma Meta in una nota sottolineando di dover valutare i benefici e le crescenti preoccupazioni sulla tecnologia.
“Nelle prossime settimane chiuderemo il sistema Face Recognition su Facebook”,si legge in una nota. “Continuiamo a ritenere la tecnologia del riconoscimento facciale uno strumento” ma ci sono anche “crescenti preoccupazioni sull’uso” e le autorità, spiega la società di Zuckerberg, non hanno ancora offerto regole chiare.Di fronte a questa incertezza “riteniamo che limitare l’uso del riconoscimento facciale sia appropriato”.
Nell’annunciare lo stop all’uso del riconoscimento facciale, Facebook si impegna a cancellare le ‘faceprint’ accumulate finora di più di un miliardo di persone. “Più di un terzo degli utenti attivi giornalieri ha optato per il nostro riconoscimento facciale e ora la sua rimozione risulterà nella cancellazione di più di un miliardo” di faceprint”, afferma la società. La tecnologia ha creato non pochi problemi a Facebook. Quando la Federal Trade Commission le ha comminato una sanzione da 5 miliardi di dollari nel 2019, uno dei motivi era proprio il riconoscimento facciale. Lo scorso anno Facebook ha patteggiato una class action in Illinois, impegnandosi a pagare 650 milioni di dollari per la disputa con cui era accusata di aver violato la legge dello stato che richiede l’autorizzazione dei residenti per l’uso delle informazioni biometriche.
“Tra le prime mosse di Meta la presa di distanza dall’utilizzo del riconoscimento facciale. Vogliamo vederci bene dentro. Ma il segnale è importante. Parlamento italiano e governo hanno gli strumenti per intervenire a tutela della privacy dei cittadini. Non ci sono più scuse”. Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi.
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Zoom si piega alla pubblicità, annunci per gli utenti gratis
Visualizzati solo sul sito e non nelle app: “Privacy tutelata”
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03 novembre 2021
16:36
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Zoom ha confermato l’avvio di un programma pilota che mostrerà annunci pubblicitari agli utenti con un piano gratuito, conosciuto come ‘basic’.
La società afferma che gli annunci supporteranno gli investimenti necessari a sviluppare nuove funzionalità, da offrire anche agli stessi iscritti non paganti.
Come scrive sul blog ufficiale dell’azienda Janine Pelosi, Chief Marketing Officer di Zoom, la pubblicità sarà visualizzata solo sulla pagina del browser che mostra l’accesso alla riunione, alla fine della stessa e solo se l’incontro è stato organizzato da un iscritto di livello basic.
Non vi saranno dunque banner o box all’interno delle applicazioni o durante le videochiamate. “Abbiamo valutato attentamente come implementare il programma e lo abbiamo fatto con l’obiettivo di garantire la privacy dell’utente. Questi vedranno un banner sul sito web di Zoom che fornisce un collegamento diretto al nostro strumento di gestione dei cookie” spiega Pelosi. “C’è una cosa che vogliamo chiarire: come indicato nella nostra Informativa sulla privacy, non utilizzeremo riunioni, webinar o contenuti di messaggistica (in particolare audio, video, file e messaggi) per marketing, promozioni o scopi pubblicitari di terze parti”. Zoom, proprio in queste ore, ha annunciato che oltre 500 mila aziende in tutto il mondo l’hanno scelta come partner. La società è in procinto di acquisire la startup tedesca Karlsruhe Information Technology Solutions o “Kites”, per portare la traduzione automatica e in tempo reale sulla piattaforma. In precedenza, aveva pianificato di acquisire Five9, produttore di software cloud, ma l’accordo era saltato.
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Nintendo produrrà meno Switch per crisi dei semiconduttori
L’obiettivo passa da 30 a 24 milioni entro marzo del 2022
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03 novembre 2021
16:35
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Nintendo è l’ultima azienda tecnologica ad essere colpita dalla carenza globale di semiconduttori.
Secondo un resoconto del quotidiano giapponese Nikkei, il colosso produrrà circa il 20% in meno di console Switch rispetto a quanto previsto, fino al 31 marzo 2022.
La stima passa da 30 milioni a 24 milioni di unità, in un periodo, quello natalizio, fondamentale per i ricavi delle multinazionali hi-tech. Un portavoce di Nintendo ha definito “scarsa” l’offerta di semiconduttori e di elementi hardware in generale, confermando la necessità per Nintendo di abbassare drasticamente la produzione di Switch. Nell’ultimo rapporto finanziario relativo al trimestre conclusosi a giugno, Nintendo aveva già riconosciuto le criticità poste alla catena di fornitura tecnologica. Una problematica che si era aggiunta ad una situazione già di per sé non ottimale, per via dei rallentamenti causati dalla pandemia di Covid e relativi blocchi produttivi.
“L”impatto esteso sia del Covid-19 che della carenza globale di semiconduttori crea uno stato di continua incertezza, con la possibilità di un ritardo futuro sulla nostra produzione. Sebbene esistano questi e altri rischi imprevisti, continuiamo a prendere tutte le misure necessarie per portare avanti il lavoro”. Il mese scorso, Nintendo aveva lanciato una versione aggiornata della Switch, con display Oled. Le unità sono andate subito esaurite, in patria come nel resto del mondo, Italia compresa. Domani, 4 novembre, la compagnia diffonderà il nuovo rapporto sugli utili, relativo al trimestre da luglio ad agosto 2021.
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PoliMi, smart working in crescita nel post pandemia
Il lavoro agile attivo per l’89% dei lavoratori nel privato
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03 novembre 2021
16:34
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La pandemia ha fatto scoprire all’Italia il concetto di smart working, ma qual è il futuro del lavoro agile? Lo raccontano i risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano*, presentata oggi durante il convegno “Rivoluzione Smart Working: un futuro da costruire adesso”.
I dati mostrano come, rispetto all’apice della crisi nel 2020, quest’anno l’utilizzo del lavoro agile abbia visto una netta flessione, dovuta alle vaccinazioni e al ritorno verso una normalità.
Così nel corso del 2021 si è passati da 5,37 milioni di smart worker nel primo trimestre dell’anno a 4,07 milioni nel terzo trimestre, ma è un trend che potrebbe nuovamente cambiare nel post pandemia.
Secondo la ricerca, infatti, le previsioni parlano di 4,38 milioni i lavoratori che opereranno almeno in parte da remoto (+8%), di cui 2,03 milioni nelle grandi imprese, 700mila delle PMI, 970mila nelle microimprese e 680mila nella PA. Lo smart working rimarrà o sarà introdotto nell’89% delle grandi aziende, dove aumenteranno sia i progetti strutturati sia quelli informali, nel 62% delle PA e nel 35% delle PMI. Che vi sia stata, in ogni caso, una crescita del lavoro agile appare evidente dal fatto che esistano oggi progetti di smart working strutturati o informali presenti nell’81% delle grandi imprese (contro il 65% del 2019), nel 53% delle PMI (nel 2019 erano il 30%) e nel 67% delle PA (contro il 23% pre-Covid). “La pandemia ha accelerato l’evoluzione dei modelli di lavoro verso forme di organizzazione più flessibili e intelligenti e ha cambiato le aspettative di imprese e lavoratori, anche se emergono delle differenze fra le organizzazioni che rischiano di rallentare questa rivoluzione” ha dichiarato Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working.
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Bill Gates finanzia il vaccino italiano contro il Covid
A ReiThera 1,4 milioni di dollari per fornire una copertura più ampia per le varianti del virus e l’HIV
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03 novembre 2021
12:46
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Un finanziamento di 1,4 milioni di dollari per lo sviluppo di nuovi vaccini basati sulla piattaforma proprietaria GRAd.
E’ quanto ha ricevuto oggi ReiThera Srl, azienda biotech dedicata allo sviluppo tecnologico, alla produzione GMP e alla traslazione clinica di vaccini genetici e prodotti medicinali per terapie avanzate, dalla Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF).
Due gli obiettivi chiave del programma: sviluppare vaccini di seconda generazione in grado di fornire una copertura più ampia contro le varianti di SARS-CoV-2 che destano preoccupazione, e supportare l’iniziativa contro l’HIV della Fondazione Bill & Melinda Gates per la generazione di vaccini innovativi.
“Siamo entusiasti – dichiara in una nota Stefano Colloca, Chief Technology Officer e co-fondatore di ReiThera – che la Bill & Melinda Gates Foundation abbia deciso di investire nella tecnologia di ReiThera.
Il progetto ci permetterà di accedere alla loro rete di collaboratori scientifici di grande esperienza sfruttando il potenziale della nostra nuova tecnologia del vettore GRAd per lo sviluppo di vaccini necessari sia per le nuove varianti di COVID-19 che per l’HIV, i quali potrebbero avere un impatto molto positivo sulla vita delle persone nei Paesi a basso e medio reddito”.
ReiThera ha già sviluppato GRAd-COV2, un candidato vaccino contro COVID-19 che codifica la proteina spike del coronavirus SARS-CoV-2. Recenti studi di fase 1 e 2 hanno dimostrato che è sicuro e ben tollerato in adulti e anziani, così come nei soggetti con comorbidità, con tassi di sieroconversione contro SARS-CoV-2 superiori al 93% dopo una singola dose e oltre il 99% con un regime a due dosi. Questi risultati supportano un ulteriore sviluppo clinico del candidato vaccino con uno studio di fase 3.
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Ecco i 10 profili su Facebook negazionisti sul clima
“Super inquinatori”, scoperti da ente no profit
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05 novembre 2021
14:01
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Dal sito Breibert, un tempo gestito dal consigliere di Donald Trump Steve Bannon, ad alcuni media russi, ci sono dieci soggetti su Facebook che sono i più attivi a diffondere notizie false sul clima. E’ la disamina fatta dal Center for Counter Digital Hate (Ccdh), un ente no profit che combatte la disinformazione online che li definisce i “super inquinatori” della rete.
Il risultato dello studio può essere spiegato in due cifre: è riconducibile a 10 ‘editor’ il 69% dei contenuti pubblicati sul social network che negano il cambiamento climatico.
Più nel dettaglio, nella lista ci sono Breitbart ma anche Western Journal, sito di notizie conservatore, e Newsmax, già citato in giudizio per la diffusione di teorie cospirazioniste sulle elezioni presidenziali Usa del 2020.
Poi Media Research Center, un think tank finanziato da Exxon, e The Federalist Paper, sito che nei suoi trascorsi ha pure l’aver promosso la disinformazione sulla pandemia di Covid-19; i media di stato russi mediante RT.com e Sputnik News Per la disamina, l’ente no profit ha utilizzato uno strumento di analisi dei social media che si chiama NewsWhip che ha permesso di esaminare 6.983 articoli che negavano la crisi climatica condivisi su Facebook nel corso dell’ultimo anno, con relative interazioni registrate da questi post (oltre 700mila).
Gli autori dello studio puntano l’indice anche contro Facebook che ospita i contenuti e dovrebbe rifiutarli o etichettarli come fuorvianti in maniera più solerte. Il social network nega però l’attendibilità dei risultati di questa ricerca dicendo che la metodologia usata è imperfetta e che la piattaforma si imegna a combattere la disinformazione sul clima.
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Garante Privacy, ok a linee guida su App Io
Predisposte dall’Agenzia per l’Italia digitale
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03 novembre 2021
15:38
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Via libera del Garante per la protezione dei dati personali alle regole che disciplinano l’accesso telematico ai servizi della Pubblica amministrazione, anche attraverso l’uso della App IO.
L’Autorita’ ha espresso parere favorevole sullo schema di Linee guida predisposte dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID).
Il documento – informa una nota – definisce le modalita’ di realizzazione e di funzionamento del punto di accesso telematico per consentire alle pubbliche amministrazioni e ad altri soggetti erogatori di rendere disponibili agli utenti i propri servizi (avvisi di scadenze, pagamenti, certificazioni, ecc.). Il punto di accesso – costituito dall’insieme dei sistemi sviluppati e gestiti da PagoPa – e’ formato da diversi componenti: un front-end (che include la App IO e un’applicazione web), al quale l’utente puo’ accedere tramite SPID o CIE; un back-end, che gestisce anche le interazioni tra il front-end e il back office; un back office (c.d. portale), dedicato ai soggetti erogatori, grazie al quale essi possono aderire al punto di accesso e utilizzare i servizi e le interfacce messe a disposizione per interagire con i cittadini. Lo schema in esame tiene conto delle indicazioni fornite dall’Ufficio del Garante nel corso di numerose interlocuzioni avute con i rappresentanti di AgID e di PagoPa per assicurare opportune garanzie a tutela della privacy. Indicazioni che hanno riguardato innanzitutto i ruoli assunti da PagoPa e dai soggetti erogatori, e le modalita’ di adesione al punto di accesso telematico. Particolare attenzione e’ stata posta sulle misure e sulle garanzie adottate per realizzare il punto di accesso nel rispetto dei principi di privacy by design e privacy by default, con specifico riguardo al trattamento di dati relativi alla salute e di dati personali relativi a condanne penali e reati, e alle modalita’ di integrazione del punto di accesso telematico con altre piattaforme digitali (ad es., Anagrafe nazionale della popolazione residente, Piattaforma notifiche). Nel parere il Garante ha precisato che l’analisi di ulteriori misure di dettaglio che verranno adottate sara’ effettuata nell’ambito della valutazione d’impatto sulla protezione dei dati che sara’ trasmessa da PagoPa. È stata infine rinviata ad altre regole tecniche di AgID la disciplina di altri aspetti tecnici (utilizzo di sessioni di lunga durata nell’App IO e accesso ai servizi di altre Pa con meccanismi di federated identity).
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Società israeliana del software-spia Pegasus in lista nera Usa
‘Ha agito minacciando la sicurezza nazionale degli Stati Uniti’
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03 novembre 2021
17:45
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La società israeliana Nso che produce il software Pegasus al centro dello scandalo dello spionaggio di diversi vip e leader mondiali è stata inserita nella lista nera dall’amministrazione e degli Stati Uniti.
La motivazione è che l’azienda “ha agito in maniera contraria agli interessi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Usa”.
La vicenda era stata svelata da un consorzio internazionale di giornalisti e tra i leader che sarebbero stati spiati figurava anche il presidente francese Emmanuel Macron.
Israele è stato colto di sorpresa dall’inclusione della Nso nella lista nera Usa. Un fonte politica israeliana, citata dalla Tv pubblica Kan, ha affermato: “Abbiamo ricevuto un preavviso solo di una-due ore prima dell’annuncio”. Nel testo diffuso dall’Ufficio del’a industria e della sicurezza (Bis) degli Stati Uniti viene precisato che anche un’altra azienda israeliana di software, Candiru, è stata inclusa nella medesima lista.
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La società israeliana Nso che produce il software Pegasus al centro dello scandalo dello spionaggio di diversi vip e leader mondiali è stata inserita nella lista nera dall’amministrazione e degli Stati Uniti.
La motivazione è che l’azienda “ha agito in maniera contraria agli interessi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Usa”.
La vicenda era stata svelata da un consorzio internazionale di giornalisti e tra i leader che sarebbero stati spiati figurava anche il presidente francese Emmanuel Macron.
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Clubhouse si aggiorna in 13 lingue, anche italiano
Cambia icona, raffigura cantante indiano Anirudh Deshmukh
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05 novembre 2021
14:02
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Ora Clubhouse parla anche italiano.
L’app del live streaming, grazie ad un aggiornamento, ha lanciato la traduzione dell’interfaccia in 13 lingue diverse dall’inglese.
Oltre all’italiano, ora è disponibile in francese, tedesco, hindi, indonesiano, giapponese, kannada (o canarese), malayalam, portoghese brasiliano, spagnolo, tamil e telegu.
L’elenco include diversi idiomi parlati in India, ma non quattro delle dieci lingue più diffuse al mondo come cinese, arabo, bengali (o bengalese) e russo. La distribuzione dell’aggiornamento interessa in un primo momento la versione Android, poi toccherà a quella iOS. “Siamo entusiasti di portare Clubhouse a tutti. Questo è l’inizio di una nuova era: dove l’autentica valorizzazione delle diversità potenzia la portata globale della piattaforma”, dice il Ceo e co-fondatore Paul Davison.
Contestualmente all’aggiornamento arriva una nuova icona per l’app: raffigura il cantante e compositore indiano Anirudh Deshmukh di Mumbai.
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Italia, boom domanda hi-tech, giro d’affari da 6 mld di euro
Dati Gfk, crescita dell’8,4% grazie alla trasformazione digitale
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04 novembre 2021
13:02
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La vendita di dispositivi tecnologici in Italia continua a segnare dati in rialzo.
Secondo le ultime stime della società di analisi GfK, contenute nel nuovo Panel Distributori ICT, nei primi nove mesi del 2021, il fatturato dell’intero settore ha raggiunto quota 6,1 miliardi di euro, pari a un incremento dell’8,4% rispetto al 2020.
Cifre che sarebbero potute essere anche migliori, se nel terzo trimestre dell’anno la crisi dei chip non si fosse ulteriormente acuita.
I risultati, spiegano gli analisti di GfK, sono la conseguenza del processo di trasformazione digitale nel nostro Paese, rafforzato dal lavoro da remoto e dalla didattica distanza durante i periodi di lockdown. In cima alle richieste dei consumatori ci sono monitor e componenti hardware, rispettivamente al +31,7% e +23,7%, a seguire elettrodomestici e computer portatili, al +19% e +14,5%. Più in basso, seppur in crescita, telefonia (+11,1%) ed elettrodomestici (+19%). Andamento positivo anche per i televisori (+12,7), grazie ai nuovi incentivi per lo switch-off.
La domanda relativa ai canali business cresce in media del +6,7%, sostenuta dalla forte richiesta di computer (+8,2) monitor e signage a +31,1%, oltre che della componentistica hardware (+23,7). L’unico settore che mostra un trend negativo è quello dei servizi (-6,5%), il meno rilevante in quanto a fatturato sviluppato.
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Huawei, possibile vendita divisione server per sanzioni Usa
Conseguenza dell’impossibilità di acquistare processori Intel
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04 novembre 2021
16:16
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Secondo un nuovo rapporto di Bloomberg, Huawei sarebbe sul punto di vendere la sua divisione server.
La notizia arriva da fonti vicine al colosso di Shenzen, in difficoltosa ripresa con il protrarsi del bando statunitense sulla fornitura di hardware e software dai partner americani. Stando al report, un informatore di Huawei avrebbe parlato di come le sanzioni imposte dall’ex presidente Usa Donald Trump, abbiano creato numerosi danni alla catena di fornitura di tutte le divisioni, sia quelle dirette alla produzione di beni per i consumatori che per le aziende, inclusi i server.
L’impossibilità di acquistare i processori x86 da Intel ha bloccato di fatto la costruzione di macchine.
da vendere non solo sul mercato cinese ma internazionale. Huawei dovrebbe vendere la sua divisione server ad un consorzio locale, formato da soggetti pubblici e privati, tra cui Henan Information Industry Investment e Huaqin Technology. Solo qualche mese fa, la società era stata costretta a cedere Honor, il marchio parte della compagnia che produceva smartphone principalmente rivolti ai giovani, ad un consorzio di oltre 30 aziende, esenti dal ban degli Stati Uniti.
Questo le aveva permesso di tornare sul mercato con Honor 50, lanciato anche in Italia, il primo con a bordo i servizi di Google e le relative app, rimosse dai telefoni Huawei a seguito della sanzione. Quest’ultima procede verso il consolidamento di HarmonyOS, il sistema operativo al debutto in Europa sulla famiglia dei P50.
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Cop26, per Qualcomm emissioni zero nel 2040
Percorso in tre fasi per ridurre e azzerare la produzione di CO2
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04 novembre 2021
10:51
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Anche Qualcomm, uno dei principali produttori di semiconduttori al mondo, ha sfruttato l’occasione della Cop26, la conferenza sul clima, per comunicare i suoi obiettivi ambientali a lungo termine.
Il gruppo ha spiegato di voler raggiungere, entro il 2040, la neutralità del carbonio, ossia il bilanciamento delle emissioni di CO2 con la loro rimozione o riduzione, ad esempio tramite il maggiore utilizzo di energia rinnovabile.
Il percorso prevede tre fasi. Nella prima, Qualcomm promette di ridurre le emissioni della categoria Scope 1 e 2 del 50%, rispetto ai valori del 2020, entro il 2030.
Le emissioni Scope 1 sono quelle prodotte dalle attività direttamente connesse all’azienda, come gli impianti di riscaldamento e lo spostamento dei veicoli aziendali. Le Scope 2 derivano invece dalla generazione di elettricità, calore e vapore, importati e consumati da Qualcomm. Il secondo passo prevede la riduzione, del 25% entro il 2030, delle emissioni Scope 3, che non sono sotto il controllo diretto di Qualcomm, dovute anche alle operazioni dei fornitori. Infine, l’obiettivo delle emissioni nette zero, entro il 2040. Qualcomm ha inoltre promesso di ‘decarbonizzare’ del tutto la sua sede di San Diego, utilizzando energia rinnovabile e compensando il carbonio emesso. Secondo una stima di Imec, un centro di ricerca sulle nanotecnologie, circa il 75% delle emissioni di gas serra, legate ad un dispositivo hi-tech, vengono prodotte quando viene realizzato, con quasi la metà proveniente dal processo di fabbricazione dei chip.
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#MeToo, in Cina censurate e oscurate sui social le accuse della star del tennis
Peng Shuai aveva denunciato gli abusi l’ex vicepremier Zhang Gaoli, è il caso più vicino al potere a Pechino
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04 novembre 2021
20:12
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Un nuovo scandalo #MeToo è scoppiato in Cina, arrivando a toccare i vertici del potere a Pechino.
La star del tennis nazionale Peng Shuai ha accusato di molestie sessuali in un post sui social l’ex vicepremier Zhang Gaoli, la figura di maggior rilievo nel Partito comunista a essere tirata in ballo finora da denunce di questo tipo.
Nel messaggio l’atleta 35enne – ex numero uno del mondo nel doppio femminile – affermava di aver avuto per diversi anni una relazione extraconiugale con l’alto dirigente del Partito comunista cinese, accusandolo però di aver abusato di lei in diverse occasioni.
Tra gli episodi riferiti dalla tennista c’è quello di un presunto stupro avvenuto quando l’ex vicepremier di Pechino, oggi 75enne, l’aveva invitata a casa sua circa tre anni fa per una partita di tennis insieme alla moglie. “Quel pomeriggio non ero consenziente, ho pianto per tutto il tempo”, ha scritto Peng.
La Cina ha oscurato ogni riferimento a un messaggio attribuito alla star del tennis Peng Shuai, ex numero uno del mondo nel doppio, che ha accusato sui social network un ex leader comunista di averla costretta a una relazione sessuale, per poi farne la sua amante.
L’accusa era stata formulata in un post pubblicato martedì sull’account Weibo ufficiale della 35enne cinese, vincitrice del torneo Roland Garros in doppio nel 2014, oscurato poco dopo. In un lungo testo Peng Shuai raccontava tre anni di sesso forzato con l’ex vicepremier Zhang Gaoli, che dal 2013 al 2018 è stato uno dei politici più potenti della Cina.
Ma mentre la censura cancellava il messaggio dall’internet cinese, le condivisioni oltrepassavano il confine diffondendosi a macchia d’olio. L’autenticità del post non si è potuta verificare e l’entourage dell’atleta ha rifiutato di commentare. Zhang Gaoli, da parte sua, non ha commentato pubblicamente l’accusa. Secondo i dati di Weibo, un post sull’account ufficiale della giocatrice è stato visualizzato più di 100.000 volte ma il contenuto non è specificato. Le imbarazzanti rivelazioni arrivano a pochi giorni da un importante conclave del Partito Comunista Cinese (PCC) convocato a Pechino per i prossimi giorni con i massimi leader del Paese.
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Ad oggi i due account di Peng Shuai e Zhang Gaoli risultano inaccessibili. Zhang Gaoli, oggi 75 anni, è stato fino all’inizio del 2018 un membro permanente dell’ufficio politico del PCC e come tale uno dei sette uomini più potenti della Cina. E’ considerato vicino al premier Li Keqiang.
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Scuola: innovazione e digitalizzazione, si guarda al futuro
‘Stati Generali della Scuola Digitale’ il 26 e 27/11 a Bergamo
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04 novembre 2021
16:36
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Si terranno il 26 e 27 novembre a Bergamo ‘Gli Stati Generali della Scuola Digitale’, iniziativa giunta alla 6/a edizione e che si propone di fare il punto sul tema dell’innovazione e della digitalizzazione della didattica in Italia.
L’evento sarà in forma mista, ovvero in presenza (negli spazi della ex centrale elettrica di via Daste e Spalenga) e in diretta streaming, ed è organizzato dal Comune di Bergamo, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e dell’Associazione Impara Digitale, con la collaborazione di BaseItalia e Copernicani, il patrocinio di ‘Indire’, della Provincia di Bergamo e di Agid.
Main sponsor dell’evento sono Acer, Epson, C2Group; sponsor tecnico AK informatica; media partnership di SkyTg24 e Bergamonews.
Il dibattito sarà introdotto dal ministro Patrizio Bianchi e verterà sull’utilizzo dei fondi della NextGenerationEU, sul ruolo della didattica nel processo formativo dei giovani post crisi, sullo stato attuale e sulle trasformazioni necessarie nelle strutture e infrastrutture per la scuola.
Durante la due giorni interverranno, tra gli altri, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il giornalista Ferruccio De Bortoli, il filosofo Luciano Floridi, il professor Carlo Cottarelli e il direttore di SkyTg24 Giuseppe De Bellis.
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Alphabet lancia Isomorphic Labs, IA per ricerca scientifica
Utilizzerà l’intelligenza artificiale per scoprire nuovi farmaci
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05 novembre 2021
14:00
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La casa madre di Google, Alphabet, ha annunciato la nascita di una nuova startup che ha l’obiettivo di scoprire nuovi farmaci e cure mediche, sfruttando l’intelligenza artificiale.
Isomorphic Labs utilizzerà le piattaforme informatiche di DeepMind, acquisita nel 2014 da Google, per accelerare nella ricerca scientifica.
La base è AlphaFold2, un programma che esegue previsioni sulla struttura delle proteine. Concepito come un sistema di deep learning, nella sua seconda versione, il motore riesce a prevedere la struttura 3D di una proteina, direttamente dalla sua sequenza di amminoacidi.
“Riteniamo che usando metodi computazionali e di intelligenza artificiale possiamo aiutare gli scienziati a portare il loro lavoro ad un livello superiore, accelerando il processo di scoperta di nuovi farmaci” ha affermato Demis Hassabis, fondatore e CEO di Isomorphic Labs, nella nota ufficiale diffusa da Alphabet. Hassabis, che è anche CEO di DeepMind, svolgerà il ruolo di amministratore delegato della startup, che si avvalorerà sia di dipendenti attuali di Alphabet che di scienziati e ricercatori esterni. Isomorphic Labs non è la prima azienda nata con lo scopo di scoprire nuovi farmaci tramite gli algoritmi potenziati dall’IA. Dal 2012 opera a Toronto, Atomwise, una startup universitaria che vuole affrontare il problema dei costi di sviluppo dei farmaci.
Secondo l’ultimo studio della National Center for Biotechnology Information statunitense, il prezzo per creare un nuovo farmaco è, in media, di 1,3 miliardi di dollari. Come spiega il report, allo stato attuale i ricercatori sintetizzano fisicamente ogni singolo componente per poi testarlo in laboratorio in condizioni simili a quelle umane. L’uso dell’IA renderebbe i processi di testing più veloci, sicuri e meno onerosi, dal punto di vista economico.
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Facebook, nuove opportunità di monetizzazione per i gruppi
Dalla vendita di prodotti e servizi ai piani in abbonamento
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05 novembre 2021
09:35
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Durante l’evento annuale Communities Summit, Facebook ha annunciato una serie di nuove funzionalità dirette ai gruppi.
La volontà è quella di dare ai gestori la possibilità di monetizzazione il loro lavoro, sia tramite l’offerta di beni e servizi che attraverso la sottoscrizione di piani in abbonamento a contenuti esclusivi.
Sono tre le novità principali. La prima riguarda i cosiddetti ‘Community Shops’, un’estensione delle funzionalità esistenti di Facebook, per i privati, che consentono agli amministratori di vendere merchandising a tema o altri prodotti. Poi le raccolte fondi, che permettono di finanziare progetti specifici o, come spiega Facebook, “compensare i costi di gestione del gruppo”.
Infine i sottogruppi a pagamento. Si tratta di cerchie più piccole all’interno di un gruppo, per le quali gli iscritti pagano una quota mensile per la loro partecipazione. Se ad oggi, Facebook già integra l’opportunità di creare sottogruppi gratuiti, la versione a pagamento nasce per restituire la sensazione di un’esperienza ‘premium’, con l’accesso a contenuti esclusivi, come ad esempio sessioni di coaching o di discussione su temi verticali. Oltre a queste aggiunte, Facebook ha annunciato ulteriori opzioni di personalizzazione, con cui i gestori possono modificare il colore di sfondo, lo stile di carattere e altri aspetti del gruppo. Poi le ‘chat della community’, per facilitare il contatto tra amministratori e moderatori e una nuova sezione “in primo piano”, per mettere in risalto post, link e contenuti multimediali. Le modifiche sono globali ma verranno rilasciate gradualmente nei vari mercati.
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Banco Bpm: crescita con digitale, rete e fabbriche prodotto
Sostegno a ripresa Paese, impieghi +2,6% annuo a 121 mld in 2024
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05 novembre 2021
10:01
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Il piano industriale di Banco Bpm individua i “tre pilastri fondamentali di crescita” in “un nuovo modello commerciale digital-driven”, con transazioni e vendite da remoto che saliranno, rispettivamente, sopra il 90 e il 50% nel 2024, da una “crescita dei volumi e della redditività del core business” che fanno leva “su digitalizzazione, competenze distintive, valore del franchise e valore aggiunto delle nostre fabbriche specializzate” nonché dalla “messa a pieno regime delle fabbriche prodotto” rappresentate da Anima, Agos e dalla bancassicurazione.
Così i ricavi “core” del segmento Family Banking sono attesi in crescita nel 2021-2024 con un tasso medio annuo (cagr) del 19,2%, le commissioni nette da risparmio gestito del 6,3%, i ricavi “core” del segmento pmi del 5% e quelli dell’investment banking del 5,6%.
La maggior integrazione e contributo di Banca Aletti, specializzata nel private banking, si tradurrè in 123 milioni di commissioni nel 2024. mentre da Banca Akros sono attesi ricavi “core” superiori a 160 milioni.
Banco Bpm parla di “un piano concreto e strutturato per cogliere al meglio tutte le opportunità derivanti dal pnrr e per sostenere la crescita economica del paese”, con l’obiettivo di aumentare gli impieghi netti core alla clientela a 121 miliardi nel 2024 (cagr del 2,6%) e generare flussi netti di raccolta gestita di 14,5 miliardi nell’arco di piano.
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Apple, via l’obbligo delle mascherine per i clienti Usa
Da oggi, in 100 dei 270 Apple Store minori restrizioni
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05 novembre 2021
14:03
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Secondo quanto riferito da Bloomberg, da oggi 100 dei 270 Apple Store negli Stati Uniti non richiederanno più ai clienti di indossare una mascherina all’ingresso.
La modifica si applica, tra gli altri, ai negozi in Arizona, California, Connecticut, Florida, Louisiana, New Jersey e New York mentre l’obbligo resta a Los Angeles e nella Bay Area di San Francisco.
La società avrebbe informato ieri i dipendenti, con una nota in cui spiega che la decisione si basa sulla riduzione dei casi di infezione da Covid-19 e un aumento dei tassi di vaccinazione nelle zone interessate.
Come molti colossi, con sedi in varie parti del mondo, Apple ha cambiato approccio verso i clienti degli store diverse volte. Nel marzo del 2020, la società ha chiuso quasi tutti i suoi negozi al dettaglio, riaprendoli gradualmente a maggio dello scorso anno e, in maniera definitiva, a marzo 2021. Molti di questi avevano già allentato le restrizioni sull’uso della mascherina, riportando l’obbligo quando i casi di Covid-19 sono aumentati.
Se tanti clienti negli Stati Uniti potranno fare acquisti senza dispositivo di protezione personale, i dipendenti degli Apple Store dovranno ancora indossarli, secondo l’azienda a causa delle diverse ore passate nello stesso ambiente e il contatto con centinaia di persone. La società ha aggiunto che “continuerà a monitorare le linee guida locali e i dati sul Covid” durante le prossime festività natalizie, adeguandosi ad eventuali cambiamenti nei vari Paesi.
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Denuncia post odio su social,Procura archivia,non abbiamo Fb
Pm, rete degli uffici non consente accesso a questi canali
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BELLUNO
05 novembre 2021
12:18
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La rete internet della Procura non da’ accesso ai social network, e così non possono essere svolte indagini per denunce di insulti e post di odio su Facebook.
E’ la ragione che ha portato gli uffici giudiziari di Belluno ad archiviare la denuncia di una candidata italo-algerina alle ultime Regionali in Veneto, Assia Belhadj, che dopo aver postato su Facebook la propria foto con il velo era stata sommersa dagli insulti offensivi e violenti degli haters.
La donna era candidata con la lista di Arturo Lorenzoni.
La sua richiesta di giustizia è stata frustrata dalla decisione della Procura, che con il pm Katjiuscia D’Orlando ha chiesto l’archiviazione, confermata poi dalla gip Enrica Marson.
Nel provvedimento i magistrati spiegano innanzitutto che non è stato possibile identificare gli autori dei post in modo chiaro, e inoltre che “la rete in uso all’ufficio non consente l’accesso a Facebook”. In passato, prosegue la Procura, queste indagini “venivano svolte da personale – che ora non c’è più – che usava il proprio computer privato e il proprio profilo Facebook”.
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“È una situazione assurda – dice Assia Belhadj, italo-algerina che opera nel nostro Paese come mediatrice interculturale ,- chi doveva decidere ha deciso che le più di 100 persone che si sono permesse di offendermi, prendermi in giro, minacciarmi, deridere me e la mia religione, non possono essere processate perché non si riesce a risalire alla loro identità”, ha commentato Belhadj, mediatrice interculturale. Contando sul fatto che ogni profilo di un social network deve essere associato ad un indirizzo email pensava che sarebbe stato banale arrivare ai suoi odiatori. E’ stato il procuratore di Belluno, Paolo Luca, a spiegare meglio la dinamica che ha portato ad accantonare il fascicolo.
“Le indagini – dice – non hanno consentito di identificare gli autori di quei post. Mancavano gli elementi per giungere ad identificare gli autori in modo chiaro. A queste indagini hanno lavorato la Digos e la Polizia postale. Il Gip ha accolto la richiesta di archiviazione”.
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Amazon: Alexa compie 3 anni in Italia, 10 mld di interazioni
Nell’ultimo anno 7 milioni volte “ti voglio bene” da utenti
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07 novembre 2021
09:52
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Alexa, l’assistete vocale di Amazon, spegne oggi la sua terza candelina in Italia, la settima negli Stati Uniti.
“Nei primi tre anni dall’arrivo in Italia gli utenti attivi che utilizzano Alexa sono cresciuti oltre l’80% anno su anno e nel solo 2021 si contano oltre 5 miliardi di interazioni tra gli utenti in Italia”, afferma Gianmaria Visconti, Country Manager di Amazon Alexa.
In tre anni ha registrato 10 miliardi di interazioni, 450 milioni di ore di musica ascoltate, 28 milioni di chiamate.
Una curiosità: oltre 7 milioni di volte, solamente nell’ultimo anno, gli utenti le hanno detto “ti voglio bene”. Tra le altre richieste gettonate ad Alexa: cosa c’è in tv, quanti giorni mancano a Natale, il santo del giorno. Sono oltre 140.000 in tutto il mondo i dispositivi per la casa intelligente compatibili con Alexa.
Le funzionalità di Alexa in Italia sono frutto dell’impegno di una community di sviluppatori composta da oltre 54.000 membri. “Non avremmo ottenuto questi risultati senza la combinazione di più fattori – conclude Visconti – in primis il lavoro svolto dal team italiano: 50 colleghi, tra Language Engineer e Data Scientist, del nostro centro di Ricerca e Sviluppo a Torino, che in questi anni hanno migliorato la comprensione linguistica di Alexa del 70% circa”.
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Musk chiede su Twitter se vendere il 10% delle sue azioni Tesla
Una provocazione contro la tassa sui miliardari di Biden
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WASHINGTON
07 novembre 2021
00:15
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Elon Musk non finisce mai di stupire su Twitter.
Stavolta, con un post che farà ancora una volta discutere, sfida la proposta di Joe Biden e dei democratici di una tassa sugli asset dei miliardari americani chiedendo ai suoi 63 milioni di follower se sia il caso di liberarsi del 10% delle azioni di Tesla in suo possesso.
Il post appare come una provocazione, ma Musk ha spiegato di fare sul serio, promettendo che si atterrà al risultato del sondaggio. Finora le risposte al suo post sono oltre 700 mila, e circa il 56% approva la decisione di vendere. Le azioni di Tesla nelle mani del suo fondatore a fine giugno erano oltre 170 milioni. Venderne il 10% significherebbe un ammontare di circa 21 miliardi di dollari.
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Elon Musk non finisce mai di stupire su Twitter.
Stavolta, con un post che farà ancora una volta discutere, sfida la proposta di Joe Biden e dei democratici di una tassa sugli asset dei miliardari americani chiedendo ai suoi 63 milioni di follower se sia il caso di liberarsi del 10% delle azioni di Tesla in suo possesso.
Il post appare come una provocazione, ma Musk ha spiegato di fare sul serio, promettendo che si atterrà al risultato del sondaggio. Finora le risposte al suo post sono oltre 700 mila, e circa il 56% approva la decisione di vendere. Le azioni di Tesla nelle mani del suo fondatore a fine giugno erano oltre 170 milioni. Venderne il 10% significherebbe un ammontare di circa 21 miliardi di dollari.
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Dopo Facebook è corsa al metaverso, anche Microsoft e Nike
Entro 2024 il mercato potrebbe raggiungere 800 miliardi dollari. E Meta pensa a negozi fisici
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07 novembre 2021
09:55
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Il metaverso non è più materia di fantascienza, ma viene considerato il futuro di Internet, un settore che potenzialmente potrebbe diventare un’opportunità di investimento nei prossimi anni.
Tanto che dopo Facebook è partita la corsa di diverse società come Microsoft ma anche, inaspettatamente, di Nike.
E la Cina non sta a guardare. Bloomberg Intelligence stima che il mercato del metaverso entro il 2024 potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di dollari.
Lo scorso 28 ottobre Facebook ha annunciato una grande operazione di ‘rebranding’, con un nuovo nome, Meta. L’obiettivo è quello di essere vista come una società del metaverso, non più solo come un social network e un insieme di app. Secondo Mark Zuckerberg, questo nuovo concetto supportato dalla realtà virtuale consentirà di “teletrasportarci al lavoro, a un concerto o a una riunione di famiglia in forma di ologramma” facendo risparmiare tempo, traffico e non incidendo sull’ambiente. E ha previsto che il metaverso raggiungerà un miliardo di persone nel prossimo decennio. Meta – secondo il New York Times – starebbe pensando anche ad aprire negozi fisici, posti in cui gli utenti potranno fare esperienza con i dispositivi sviluppati dalla sua divisione Reality Labs
Anche Microsoft, in un evento rivolto alle aziende, ha annunciato i suoi piani per questa tecnologia con spazi personalizzati e immersivi per incontrarsi nel lavoro. “Il metaverso è qui e non sta solo trasformando il modo in cui vediamo il mondo, ma anche il modo in cui vi partecipiamo, dalla fabbrica alla sala riunioni”, ha detto il Ceo Satya Nadella. Tra le altre aziende che puntano su questo ambito c’è Nvidia, il colosso americano dei semiconduttori, ma anche la piattaforma di giochi Roblox. E la Cina non sta certo a guardare con ByteDance, Alibaba e Tencent. Quest’ultima, in particolare, ha registrato quasi cento marchi relativi al metaverso e starebbe allestendo un nuovo team internazionale.
In un futuro mondo virtuale diventerà centrale anche il tema della vendita dei beni virtuali già esploso da tanti anni nel settore del gaming e tornato d’attualità di recente con gli Nft, i certificati digitali che negli ultimi mesi hanno conosciuto un vero e proprio boom in tanti settori. Per questo, anche aziende non tecnologiche potrebbero investire nel metaverso. È il caso di Nike: ha registrato alcuni dei suoi marchi per l’uso in contesti virtuali, il che fa pensare che si stia preparando a una presenza massiccia in questo particolare ambito. Altro elemento che potrebbe diventare primario in questo futuro mondo virtuale sono le criptomonete, possibile mezzo di pagamento in questa visione futuristica di Internet.
L’ecosistema che dovrebbe trasformare le nostre vite potrebbe inoltre diventare un mercato multimiliardario e generare milioni di posti di lavoro per i creatori. Facebook, ad esempio, ha già annunciato che nei prossimi cinque anni creerà 10mila nuovi posti di lavoro nell’Unione Europea. Mentre Bloomberg Intelligence prevede che l’opportunità di mercato per il metaverso raggiunga gli 800 miliardi di dollari entro il 2024.
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Una voce scettica sul metaverso è quella dell’ex Ceo di Google, Eric Schmidt. “Chi deciderà le regole? Il mondo diventerà più digitale che fisico. E questa non è necessariamente la cosa migliore per la società umana”, ha spiegato al New York Times.
