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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 12:13 DI MERCOLEDì 03 LUGLIO 2019

ALLE 12:31 DI GIOVEDì 04 LUGLIO 2019

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Ecco Amici vip e Giochi senza frontiere
Le donne regine dell’autunno Mediaset, aspettando ‘Adriano’

SANTA MARGHERITA LIGURE03 luglio 2019 12:13

La febbre vip contagia anche Amici: la versione celebrity del talent di Maria De Filippi è il piatto forte del menu dell’autunno di Canale 5, insieme con il ritorno della Champions in chiaro il mercoledì. Ed è caccia ai famosi di turno anche per il Grande Fratello, con Alfonso Signorini padrone di casa, e per Temptation Island. Tra le novità Eurogames, ovvero Giochi senza frontiere anni 2000, e una fiction che fa shopping tra i volti Rai. Aspettando ‘Adriano’: archiviato il cartoon ‘Adrian’, “si pensa a un progetto con Celentano in carne ed ossa, showman, cantante”, promette Pier Silvio Berlusconi, che accarezza il sogno proibito Fiorello (“Vieni da noi!”), ma intanto schiera un palinsesto a trazione femminile, con le ‘colonne’ De Filippi, Barbara D’Urso, Ilary Blasi, Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi. Sono i cardini dell’offerta Mediaset per la prossima stagione, presentati tra Santa Margherita Ligure e Portofino, luoghi ‘del cuore’ per Pier Silvio: un evento che si apre con le immagini delle devastazioni della mareggiata dell’ottobre scorso e l’applauso ai sindaci che hanno guidato la rinascita in questo frammento di paradiso e si chiude nella piazzetta di Portofino, restituita alle luci di una calda sera d’estate. Amici formato celebrità è atteso al debutto entro fine settembre: una sfida in sei puntate, su canto e ballo, in onda probabilmente il lunedì. La Fascino produce, ma De Filippi non è in onda: al timone potrebbe esserci Michelle Hunziker, il cast è tutto da definire. Nella stessa collocazione è atteso poi il GF vip, con Signorini (e una squadra di opinionisti). Lascia Ilary Blasi, che va a condurre, affiancata da Alvin, Eurogames: in pista atleti di Italia, Spagna, Germania e Svizzera, in sei puntate in onda da Cinecittà World. Ancora vip – si riuscirà a trovarne a sufficienza? – anche a Temptation Island. In attesa di presidiare la primavera con Amici e C’è posta per te, De Filippi torna nella giuria di Tu sì que vales con Rudy Zerbi, Gerry Scotti e Teo Mammucari, con Sabrina Ferilli giudice popolare. Sempre sul fronte intrattenimento, è confermato Live! Non è la D’Urso (probabilmente la domenica, a sfidare la fiction di Rai1), con la stakanovista Barbara D’Urso che potrebbe però rinunciare a Domenica Live: “Sarà lei a valutare, in totale serenità”, spiega Pier Silvio Berlusconi. Archiviate le vicende Mark Caltagirone (“Abbiamo mostrato i rischi di vivere tra la bolla dei social”) e Riccardo Fogli (“Mi sono inc… come una bestia”), Mediaset rilancia anche nel 2020 L’isola dei famosi (con Alessia Marcuzzi) e All together now. Sul fronte della fiction, le nuove produzioni vedono in campo Gabriella Pession e Giorgio Marchesi (Oltre la soglia), Vittoria Puccini e Francesco Scianna (Il processo), la strana coppia Nino Frassica-Cesare Bocci (Fratelli Caputo), Alessandro Preziosi (Scomparsi), Greta Ferro e Margherita Buy (Made in Italy), e un volto ‘di casa’ come Raoul Bova (Giustizia per tutti). Nuove avventure anche per il pediatra Gianni Morandi con L’isola di Pietro 3 e per Rosy Abate alias Giulia Michelini. Nel preserale, con la consueta alternanza tra Avanti un altro! con Paolo Bonolis a Caduta libera con Gerry Scotti, la novità è Conto alla rovescia, ancora con Scotti che festeggia 35 anni di fedeltà all’azienda. Spazio ai ‘marchi’ Striscia la notizia nell’access prime time, Maurizio Costanzo show in seconda serata, Verissimo con gli ottimi ascolti nel day time: “Silvia – sorride Pier Silvio parlando della Toffanin – ha fatto un ottimo lavoro, potrebbe anche fare altro. Ma ho l’impressione che lei voglia continuare a fare il ‘suo’ programma”. L’autunno di Italia 1 punta sulle produzioni originali: accanto a Freedom di Roberto Giacobbo, che lascia Rete4, arriva Low cost, uno show tutto nuovo con Pio e Amedeo; torna La pupa e il secchione in versione ‘contemporanea’; scende in campo Diego Abatantuono con una sfida tra comici e debutta Social, una nuova proposta di infotainment. Confermate le due puntate in prime time delle Iene, una con Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, l’altra con la squadra di inviati del programma; tornano Colorado e in seconda serata Tiki Taka con Pierluigi Pardo. Dopo la virata sulla news dello scorso anno, Rete4 festeggia il +12% sull’ascolto totale e il +25% sul pubblico dei laureati e lascia sostanzialmente invariato il palinsesto: nel preserale Fuori dal coro con la coppia Mario Giordano-Luisella Costamagna; in access prime time Stasera Italia con Barbara Palombelli (confermatissima anche a Forum); in prime time Quarta repubblica con Nicola Porro, Cr4 La repubblica delle donne con Piero Chiambretti, Dritto e rovescio con Paolo Del Debbio, Quarto grado con Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Un’altra serata appaltata  alle soap di successo, Il segreto e Una vita.

Oliver Stone a Bologna con ‘The Doors’Film ’91 restaurato grazie a laboratorio Cineteca e StudioCanal

BOLOGNA03 luglio 201912:41

– Oliver Stone sarà in piazza Maggiore a Bologna la sera di domenica 7 luglio per presentare il nuovo restauro del suo film ‘The Doors’, realizzato nel 1991, oggi tornato a risplendere grazie a un lavoro nato dalla collaborazione tra il laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna e StudioCanal.
La presenza del regista rientra nel cartellone estivo promosso dalla Cineteca, ‘Sotto le stelle del cinema’. Ma già dalla sera precedente, quella di sabato, si apre l’omaggio a Stone con la proiezione, sempre in piazza Maggiore alle 21.45, di un altro classico diretto nel 1987 dal regista newyorkese, ‘Wall Street’.
In ‘The Doors’ Val Kilmer interpreta Jim Morrison, “una figura culturale dionisiaca, un’icona, un poeta, un formidabile poeta”, commenta il regista.

Accordo biennale con Sky, Champions torna su Mediaset La miglior partita del mercoledì in onda su Canale 5

SASANTA MARGHERITA LIGURE03 luglio 201916:38

Champions League in chiaro torna su Mediaset. “Dalla prossima stagione la miglior partita del mercoledì” della competizione europea “sarà trasmessa free da Canale 5”, grazie a “un accordo biennale con Sky”. Lo annuncia Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei palinsesti autunnali. “Saremo noi a decidere di volta in volta – aggiunge – la miglior partita da trasmettere, speriamo di avere tutti i match delle squadre italiane”, Juventus, Napoli, Inter e Atalanta. “Quello che è certo è che dopo un anno di pausa, e dopo la bellissima esperienza dei Mondiali, il grande calcio torna sulle nostre reti”.L’esborso, precisa l’ad Mediaset, “è notevolmente più basso rispetto alle cifre circolate nei rumors”, 50 milioni di euro all’anno. Si tratta di una cifra “molto più vicina”, dice, ai 40 milioni messi sul piatto dalla Rai, che ha trasmesso la Champions in chiaro nell’ultima stagione: a quanto si apprende, l’assegno staccato da Cologno Monzese oscillerebbe tra i 42 e i 45 milioni.
Skunk Anansie e Weezer a BolognaFestival green ha bandito plastica e mette a disposizione acqua

BOLOGNA03 luglio 201913:09

I concerti degli Skunk Anansie, venerdì 5 luglio, con il tour che celebra 25 anni di carriera della band, e dei Weezer, domenica 7, per l’unica data italiana del tour del nuovo album ‘The Black Album’, sono i prossimi appuntamenti del Bologna Sonic Park, il primo festival musicale in Italia (assieme a quello di Stupinigi) a bandire la plastica monouso e a mettere a disposizione, tutto il giorno e a tutto il pubblico, l’acqua gratuita. Gli organizzatori hanno fornito i numeri ecologici delle prime tre date del Bologna Sonic Park: 40.000 spettatori, zero plastica, l’80% in meno di rifiuti da smaltire e l’area concerti pulita in soli 30 minuti.
Il 2019 di Skunk Anansie, band britannica guidata da Skin, si è aperto con la pubblicazione di ’25live@25′, disco a metà tra hit e live album, che ha anticipato il tour con quattro date in Italia. Per i Weezer anche l’album di cover ‘The Teal Album’, con i brani eseguiti durante il tour estivo sold-out del 2018, da ‘Take On Me’ degli A-Ha ad ‘Africa’ dei Toto.

Madama Butterfly apre estate al MaggioIl 5 luglio, sul podio Diego Matheuz

FIRENZE03 luglio 201915:06

Sarà il giovane ma già affermatissimo Diego Matheuz a dirigere l’Orchestra del Maggio nella Madama Buttefly di Giacomo Puccini che venerdì 5 luglio alle 20 darà il via alla programmazione estiva del Teatro fiorentino (altre recite 9, 11 e 13 luglio alle 20).
Come ricorda la Fondazione del Maggio “Matheuz, talentuoso direttore d’orchestra venezuelano cresciuto artisticamente nel vivaio di Josè Antonio Abreu, inventore del celebre ‘Sistema’ che in Venezuela ha strappato tanti bambini alla strada offrendo loro un’educazione musicale pubblica’ – ha debuttato a Firenze nel 2010 durante il 73/o Festival del Maggio Musicale Fiorentino a soli 26 anni ed è tornato successivamente nel 2012 e 2015, sempre per dirigere concerti sinfonici. Questa dunque è la prima volta che salirà del podio del teatro fiorentino per dirigere un’opera lirica”.

Da asta luminarie Dalla 236mila euroSuccesso per illuminazione con le strofe de ‘L’anno che verrà’

BOLOGNA03 luglio 201915:07

– ‘Caro amico ti scrivo’, il verso più ambito, è stato venduto subito per 10mila euro. Poi, via via, sono piovute offerte per tutte le altre strofe de ‘L’anno che verrà’. Ha raccolto oltre 236mila euro l’asta benefica per le luminarie con i versi di una delle canzoni più famose di Lucio Dalla, che fino a poche settimane fa erano installate in via D’Azeglio a Bologna, la strada dove il cantautore ha vissuto fino alla morte nel 2012. Le luci, un’intuizione felice dei commercianti della zona in occasione dell’ultimo Natale, avevano riscosso un tale successo, diventando virali sui social network, che non erano state rimosse neanche a feste finite.
L’asta benefica si è tenuta ieri sera a Palazzo Re Enzo e battitrice d’eccezione è stata Raphaelle Blanga, responsabile di Sotheby’s Italia. Il ricavato verrà devoluto al reparto di oncologia del Policlinico Sant’Orsola.

Matera 2019 danza nel ‘Paradiso perduto’La compagnia israeliana ‘Vertigo Dance’ in scena il 6 e 7 luglio

SAMATERA03 luglio 201915:46

– Ogni arte inizia da una scintilla di ispirazione che si evolve. Nel metodo “Vertigo” diviene movimento, musica e immagini, ma anche responsabilità sociale, ambientale e comunitaria. Elementi che danno vita allo spettacolo di danza contemporanea “Il Paradiso perduto. Leela” che la compagnia israeliana, “Vertigo Dance Company”, porterà in scena a Matera, in prima mondiale, il 6 e 7 luglio, alle ore 21 alla Cava del Sole.
Lo spettacolo è coprodotto dal Teatro Stabile di Napoli, dal Teatro Nazionale e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la Fondazione Campania dei Festival, Napoli Teatro Festival Italia e con il contributo dell’Ufficio culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia, nell’ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “La più bella delle vergogne”.

Jova, due nuove uscite per Beach Party5/7 Jova Beach (After) Party, il 6 Jova Beach Party Limited Ed.

03 luglio 201915:48

Il Jova Beach Party, la festa in spiaggia di Lorenzo Jovanotti in 15 litorali italiani che parte il 6 luglio da Lignano Sabbiadoro, sarà accompagnato da due nuove uscite discografiche che si affiancano all’EP già fuori: il 5 luglio, giorno della vigilia del debutto, esce Jova Beach (After) Party – Volume 1, la raccolta con 18 brani degli ospiti delle varie tappe e ritmi da tutto il mondo. E dal 6 luglio, in esclusiva per le spiagge dei Party, sarà disponibile Jova Beach Party Limited Edition, una versione speciale di Jova Beach Party EP uscito il 7 giugno scorso. Nella Limited Edition ci saranno due remix inediti di Nuova Era, realizzati dal duo di producer “con le mani in su e la testa fra le nuvole” Merk & Kremont e dal dj e producer Albert Marzinotto, talento del clubbing attuale.

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Roberto Casalino duetta con Fedez, Emma
Nel nuovo album dal 13/9, primo singolo Diamante Lei e Luce Lui

03 luglio 201916:13

– Autore e cantautore, Roberto Casalino, per i suoi 10 anni di carriera d’autore (2008-2018), raccoglie in un unico album alcuni dei suoi più grandi successi scritti per gli artisti della scena musicale Italiana, riarrangiandoli in un modo del tutto nuovo. Il 13 settembre uscirà Il Fabbricante di Ricordi (Casa Killer/Artist First), che conterrà anche alcuni featuring con gli interpreti per cui Roberto ha scritto le sue canzoni: Fedez, Giusy Ferreri, Emma Marrone e Alessandra Amoroso. Il primo singolo ufficiale, già disponibile, è “Diamante Lei e Luce Lui”, che riaccende i riflettori sul brano interpretato da Annalisa e Disco D’Oro nel 2011, rivisto in una delicata chiave anni ’90.

Todays ad agosto a Torino, apre Beirut21 artisti internazionali tra cui Hozier e Johnny Marr
TORINO03 luglio 201916:32

– Torino ospiterà dal 23 al 25 agosto, uno dei festival più attesi dai giovani, ‘Todays festival’, con 21 artisti internazionali di cui 19 per la prima volta in città.
Tra loro nomi noti come Beirut, enfant prodige della musica folk indie, che inaugura il cartellone il 23 allo sPazio211, Hozier, con la sua voce gospel indie, il compositore berlinese Nils Frahm, il 25 agosto alla ex Incet, Johnny Marr cofondatore degli Smiths, il 25. Giunto alla 5a edizione e promosso dalla Città di Torino, il festival è diretto da Gianluca Gozzi che ha sottolineato come Todays, che ha anche quest’anno partner Eurosonic (Ebu), il più grande network di radio e tv pubbliche al mondo, sia nel circuito mondiale dei grandi festival. “I nostri concerti sono esperienze di vita per i giovani”, dice. In 4 anni lo hanno seguito 100.000 persone. Il suo budget è di 800.000 euro, metà dagli sponsor, 200.000 euro previsti dalla vendita dei biglietti e 200 mila di contributo della Fondazione per la Cultura.

Opera Roma, annullata piece CamilleriAutodifesa di Caino doveva essere il 15 luglio a Caracalla

03 luglio 201917:07

Il Teatro dell’Opera di Roma “in considerazione delle condizioni di salute del maestro Andrea Camilleri ha deciso, con molto rammarico, di annullare lo spettacolo ‘Autodifesa di Caino’ previsto alle Terme di Caracalla lunedì 15 luglio 2019”.
Lo comunica il Teatro cogliendo “l’occasione per inviare al maestro Camilleri i più cordiali auguri di ristabilirsi quanto prima e di tornare presto all’affetto dei suoi moltissimi ammiratori”.

Luna, lo sbarco in 14 puntate su Radio3Collaborano a produzione Sardegna Teatro e Film commission

CAGLIARI03 luglio 201917:13

“Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. La celebre frase dell’astronauta Neil Armstrong riassume lo spirito della rivoluzionaria avventura nello spazio che ha portato l’uomo sulla luna. Un evento di cui ricorrono i 50 anni e che Rai Radio3 celebra con la serie radiofonica “L’uomo è sulla Luna”, a cura di Roberto e Sara Cavosi. Quattordici le puntate che andranno in onda dall’8 al 21 luglio (data dell’anniversario), ogni giorno alle 16 all’interno di Fahrenheit e il sabato e la domenica su Pantagruel.
Al centro della serie uomini e donne che attraverso i mezzi di comunicazione hanno assistito all’avventura. Il progetto di Radio3 è realizzato in collaborazione con Sardegna Teatro e Sardegna Film Commission. Ambientazione sonora di Alessandro Olla. Nel cast: Michela Atzeni, Cristina Maccioni, Luigi Tontoranelli, Marco Spiga, Roberto Cavosi, Miana Merisi, Felice Montervino, Daniel Dwerryhouse, Eleonora Giua, Noemi Medas, Angelo Trofa, Leonardo Tomasi, Daniele Monachella, Angelo Zedda.
L’avventura lunare diventa lo specchio per raccontare il mondo con un focus sull’Italia alla quale sono riservati quattro episodi: uno in Sardegna, uno tra Torino e Riccione, uno a Bologna e uno a Roma. La serie affronterà il corto circuito di senso attivato dall’accostamento tra la missione lunare e gli eventi terrestri: il razzismo, la ricerca di lavoro, il femminismo, la speranza nella vita, il progresso o, ancora, il rapporto tra sogno e realtà.

Benigni, Pinocchio a Natale è meravigliaPrime immagini. Attore, ‘scoop un film di Garrone con lieto fine

03 luglio 201917:18

– “Pinocchio a Natale è un binomio meraviglioso” esclama Roberto Benigni a Riccione sul palco di Cinè dove a sorpresa, in coda alla presentazione agli esercenti del listino di Rai Cinema, è salito con Matteo Garrone portando tra gli applausi le primissime immagini del film in cui interpreta Geppetto. La favola più amata prenderà vita il 25 dicembre, un’uscita pre Zalone (Tolo Tolo sarà in sala il 1 gennaio). Il trailer mostrato per la prima volta sembra rilanciare l’opera di Collodi nella più classica delle trasposizioni. Nel Benigni-show momenti divertenti. “Vi do lo scoop: Garrone, il regista dell’Imbalsamatore, di Gomorra e di Dogman, per la prima volta nel suo cinema si lancia nel lieto fine”, ha detto Benigni-Geppetto. Poi si è rivolto a Garrone: “ma sei sicuro? Non è che arriva la Fata Turchina e gli viene un infarto? O arriva Mangiafuoco e fa una strage? Matteo mettici qualcosa di tuo se no la gente non ti riconosce”. Nel film Pinocchio è Federico Ielapi e Mangiafuoco Gigi Proietti

L’urna storica di Maccari a Villa Giulia3-20 luglio al Museo Etrusco anche 14 foto storiche del Premio

03 luglio 201917:50

– Alla vigilia della finale del Premio Strega 2019, s’inaugura il 3 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma una mostra che ospita la storica urna di voto realizzata da Mino Maccari per la prima edizione del Premio Strega, nel 1947, e utilizzata per molti anni, fino al 1980.
L’esposizione riprende nel titolo la famosa frase di Maccari, ‘Se la strega ha una scopa la letteratura deve avere uno scopo’ che campeggia in stampatello e in colore rosso sull’urna di cui viene valorizzato il prezioso lavoro di restauro, opera dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, che la ha riportata alle sue condizioni originarie.
Si potrà vedere anche il prezioso vaso etrusco Hydria con Delfini tornato in Italia dal Toledo Museum of Art (Ohio, USA).
Fino al 20 luglio, con l’urna sono esposte 14 fotografie storiche del Premio, provenienti dalla Fondazione Bellonci e dalla collezione privata di Giuseppe Garrera, che risalgono al periodo in cui l’urna veniva utilizzata e firmata dai vincitori.

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Hirohiko Araki a Lucca Comics & Games
Edizione 2019 dal 30 ottobre al 3 novembre

IRENZE03 luglio 201917:52

– Un manifesto culturale che si basa sul concetto di ‘Becoming human’, la presenza per la prima volta in Europa di Hirohiko Araki, la celebrazione della grande scrittura con Alessandro Bilotta e la voce inconfondibile delle sigle di Giorgio Vanni: inizia a perdere forma il programma del Lucca Comics & Games 2019 che si svolgerà dal 30 ottobre al 3 novembre. Araki, considerato uno dei uno più grandi mangaka di tutti i tempi, sarà uno degli ospiti d’onore della prossima edizione di Lucca Comics grazie alla collaborazione con Edizioni Star Comics: il 30 e 31 ottobre il maestro sarà a Lucca per incontrare il suo pubblico. Tra i partecipanti alla manifestazione anche Luca Carboni, ammiratore di Hugo Pratt, che porterà a Lucca un segno tangibile della propria arte non soltanto musicale. Dopo sette anni di assenza, Vanni torna sul palco del Lucca Comics & Games con uno show tra brani storici e nuove produzioni. Il festival propone anche il Feltrinelli comics show (1 novembre) e una mostra con oltre 200 opere per percorrere la storia dalle ‘origini del Manga – Da Hokusai ai Manga moderni’. Altre mostre si concentrano poi sull’anniversario di Mazinga in Italia e sui mecha dagli albori ad oggi. Non mancherà lo spazio dedicato ai games: 460 tavoli di gioco e una capacità di oltre 2 mila sessioni in contemporanea.
Padrino della 13esima edizione del Torneo Dungeons & Dragons Scatola Rossa sarà Jeff Grubb. Tra gli ospiti internazionali anche John Avon, autore di più di 200 artwork per il famoso gioco di carte della Wizards, lo scrittore Raymond Feist, artefice della celebre Saga di Riftwar e Melissa Benson, fra i primi 25 artisti a far parte del progetto quando la Wizards of the Coast pubblicò il gioco per la prima volta nel 1993. Per quanto riguarda il Lucca junior, ci saranno tra gli altri Thomas Astruc, creatore e direttore della serie tv animata Miraculous e Marco Somà, giovane illustratore italiano.

#Stopmicrofibre tessutai salvino il mareAppello di Marevivo all’Accademia Costume & Moda, alleiamoci

03 luglio 201917:52

Lino, fibra d’ananas, cotone, sono i materiali naturali che potrebbero sostituire le microfibre nell’abbigliamento, mettendo fine allo scempio del mare sommerso dalla plastica e rendendo l’industria della moda competitiva e davvero sostenibile, visto che, le principali responsabili di questo grave problema ambientale, sembrano essere proprio le micro particelle dei tessuti derivati dalla plastica, che arrivano in mare con un semplice carico in lavatrice.
Un lavaggio produce milioni di microfibre di dimensioni inferiori ai 5 mm che si riversano in mare dai tubi di scarico dove vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare. Il 40% delle microfibre non è filtrato dagli impianti e finisce nell’ambiente. Con #Stopmicrofibre Marevivo ha rivolto un appello ai tessutai, davanti a una platea di stilisti in erba dell’Accademia di Costume & Moda a Roma, chiedendo loro di trovare soluzioni alternative all’uso dei tessuti sintetici per salvare il mare dall’invasione della plastica.

Paolini apre stagione Stabile VenetoFino a maggio oltre 50 titoli e 220 serate spettacolo

VENEZIA03 luglio 201918:05

Oltre 50 titoli per più di 220 serate di spettacolo in due città, Venezia e Padova, con la novità in quest’ultima del Teatro Maddalene, ed un grande ritorno: Marco Paolini, che inaugurerà la stagione veneziana (24 ottobre al Goldoni) con “Nel tempo degli dei. Il Calzolaio di Ulisse”, per la regia di Gabriele Vacis. E’ la nuova stagione del Teatro Stabile del Veneto, presentata oggi a Venezia. Nel cartellone 35 spettacoli di prosa, con compagnie italiane e internazionali (Rocío Molina, Ascanio Celestini, Elisabetta Pozzi, Carmelo Rifici, Franco Branciaroli); due stagioni di Danza con 11 spettacoli; due rassegne di teatro brillante e 13 appuntamenti, con, tra gli altri, Nino Frassica, Angelo Pintus, Lillo e Greg e gli Oblivion. Se Marco Paolini aprirà il sipario a Venezia, a Padova, al teatro Verdi, il debutto sarà assegnato a Marcello Veneziani. La stagione si aprirà il 24 ottobre e si chiuderà il 10 maggio 2020.

Chigiana apre con Maggio e ZilbersteinConcerto il 6 luglio al teatro dei Rinnovati di Siena

SIENA03 luglio 201918:16

– Verso il tutto esaurito per il concerto dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino diretta da Fabio Luisi, al pianoforte Lilya Zilberstein, che inaugura la quinta edizione del Chigiana international festival & Summer academy, Out of Nature, sabato 6 luglio, al Teatro dei Rinnovati di Siena. In programma il primo Concerto di Caikovskij per pianoforte e orchestra e la Sinfonia Pastorale di Beethoven.
Il Chigiana festival si dispiega fino al 31 agosto con un cartellone di 60 eventi tra concerti sinfonici, corali, recital e incontri a Siena e in altre suggestive località delle Terre Senesi. Tra gli altri artisti ospiti Salvatore Sciarrino, Mari Kimura, Manu Delago, Kassel Jaeger, Anton e Daniel Gerzenberg, Monica Bacelli, il Quartetto Noûs, il Quartetto Prometeo, Stefano Battaglia, Ernst Reijseger, Ivo Nilsson, Kathleen Tagg, Patrick Gallois, David Krakauer, Alessandro Carbonare, David Geringas, Antonio Meneses, Salvatore Accardo, Elliot Fisk, Christian Schmitt, Pino Ettorre, Bruno Giuranna.

Ecco gli Assiri all’ombra del VesuvioStanza immersiva, realtà aumentata, 45 reperti anche da British
NAPOLI03 luglio 201918:38

– Alla scoperta di una grande civiltà antica, dei suoi capolavori ma anche delle sue atmosfere: ‘Gli Assiri all’ombra del Vesuvio’ (fino al 16 settembre) al Museo Archeologico nazionale di Napoli presenta 45 reperti provenienti, tra l’altro, da British Museum, Ashmolean Museum, Musei Vaticani, Museo Barracco, Musei Civici di Como e Musei Reali di Torino. Ma il fulcro dell’allestimento sono i calchi ottocenteschi, appartenenti alle collezioni del MANN e non esposti da un secolo.
Tre le sale, come tre furono i palazzi del potere: Nimrud, Ninive, Korsabad, dove viene presentata la testa di Sargon II.
”E una mostra fortemente voluta dal MANN con il coordinamento dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale – spiega il direttore dell’Archeologico Paolo Giulierini, che con Simonetta Graziani firma l’esposizione – per fare luce sul patrimonio di calchi di ortostati i cui originali sono ora conservati presso il British Museum.

Mostra in sede Accademia Costume & ModaCon #Plasticfree rinuncia a plastica monouso, un nuovo master

03 luglio 201918:38

Altaroma apre ufficialmente le danze con un mostra delle creazioni degli studenti dell’Accademia di Costume & Moda, nella stessa sede della prestigiosa scuola dove hanno studiato tanti designer divenuti famosi. Sede che in giornata ha ospitato anche l’incontro organizzato da Marevivo per salvare il mare dell’invasione delle microfibre. L’accademia oltre ad essersi impegnata a favore dell’ambiente trasformandosi in istituto #Plasticfree che rinuncia alla plastica monouso, annuncia inoltre per il prossimo anno 2019/2020, il lancio del nuovo master in “Fabrics Innovation Design”, costruito nei distretti e con la filiera italiana a supporto del sistema moda aumentando la competenza nel campo dei materiali dei suoi studenti. Abiti, costumi e accessori, tutti i progetti sviluppati in collaborazione con note aziende e le personali degli studenti dei corsi di formazione e dei master, sono stati mostrati in un allestimento inedito che ha coinvolto tutti e tre i piani della sede e il grande scalone centrale.

Via a Mittelfest. Pasovic, stop a muriDal 12 luglio a Cividale su tema Leadership

UDINE03 luglio 201919:59

– “Il Mittelfest è nato dopo il crollo del Muro di Berlino, e nella sua posizione di confine è oggi il ‘muro’ migliore che si possa avere: un muro fatto di arte, cultura, elementi che servono a costruire ponti più che muri”.
Lo ha detto oggi a Cividale del Friuli (Udine), Haris Pasovic, regista e intellettuale di fama internazionale, direttore artistico del Mittelfest, il festival di musica, danza, teatro e arti visive dai Paesi della Mitteleuropa, la cui 28/a edizione si terrà dal 12 al 21 luglio nella città longobarda Patrimonio Mondiale dell’Unesco sul tema Leadership, declinato in arte, economia, famiglia e politica. Stamani Pasovic, insieme con il presidente dell’Associazione Mittelfest, Federico Rossi, ha illustrato alcune delle novità in programma. In particolare, sono in arrivo 6 forum di approfondimento che si snoderanno negli undici giorni del festival per offrire occasioni di riflessione e confronto su alcuni temi del mondo contemporaneo con protagonisti di levatura internazionale.

Aspromonte, nessuna strada per il SudFilm Calopresti, con Fonte, Bruni Tedeschi e Rubini

TAORMINA03 luglio 201920:01

Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – oggi al Taormina Film Fest, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” (Rubettino Editore) – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.
Qui, in questo paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada, una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva. Gli uomini sono ormai esasperati e vanno così a protestare dal sindaco per avere finalmente un loro medico condotto, ma c’è chi come Peppe (Francesco Colella) che pensa bene di coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada. In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene dal Nord, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è anche chi, come il brigante Don Totò (Sergio Rubini) vero capo della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che questo paese diventi ‘italiano’.
Il film, in sala dal 17 ottobre con IFF, (Italian International Film che lo anche produtto con Rai Cinema) scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento Passi con la collaborazione di Fulvio Lucisano, spiega il regista: “Quando ho cominciato a girarlo il tema mi sembrava lontano dall’oggi, ma poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo”.
E ancora Calopresti: “Questo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo”. “Dopo aver visto questo film – spiega Fonte che interpreta il ‘poeta’, paesano colto e curioso – mi viene voglia di sapere dove ha mai nascosto la zappa mio padre, voglia di zappare e seminare, voglia di piantare un albero”.
E aggiunge l’attore, che rispetto al suo viaggio in America l’otto luglio per recitare in una serie tv firmata da Dereck Cianfrance, non conferma né smentisce : “Quest’opera mi fa pensare a L’albero degli Zoccoli di Ermanno Olmi. Mio padre sarebbe felice di vedermi lavorare in questo film dove, tra l’altro, fa un cameo anche mia madre”.
A fare poi un cameo in ‘Aspromonte’ anche il produttore Fulvio Lucisano e una irriconoscibile Elisabetta Gregoraci che dice: “quando mi ha visto Calopresti mi ha subito detto:’hai i denti troppo bianchi ti devo imbruttire”.

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Alberto Urso, sei date in autunno
Dopo Roma e Milano, anche Bari, Torino, Firenze e Bologna

MA03 luglio 201920:00

– Salgono a sei le date in autunno del tour di Alberto Urso, l’ultimo vincitore di Amici. Dopo Roma (29 settembre) e Milano (4 ottobre), già annunciate, si sono aggiunte Bari (22 ottobre), Torino (25 ottobre), Firenze (27 ottobre), Bologna (28 ottobre).
Sarà l’orchestra ad accompagnare il giovane tenore e polistrumentista nel suo “Solo Live”.

40 anni del Rossini Opera Festival3 opere in programma, apertura museo, completamento catalogo

03 luglio 201920:07

Il Rof – Rossini Opera Festival compie 40 anni, divenuto oramai uno degli appuntamenti musicali più interessanti a livello internazionale, tanto che il pubblico agli appuntamenti pesaresi è composto al 70% circa di stranieri. Così, presentando il programma 2019, che andrà dall’ 11 al 23 agosto con tre appuntamenti principali, ”Semiramide” per l’apertura, poi ”Demetrio e Polibio” (che era stato sinora portato in scena una sola volta) e infine ”L’equivoco stravagante”, annuncia anche una serie di traguardi importanti, dall’apertura del Museo Nazionale Rossini a palazzo Montani Ataldi, realizzato con i fondi per le celebrazioni 2018 per i 150 anni del musicista, al completamento l’anno prossimo con ”Eduardo e Cristina” (che sarà in scena nel Rof 2021) della pubblicazione in edizione critica e filologica di tutto il repertorio rossiniano, che era il fine per cui era nata la Fondazione nel 1941 per iniziativa di Gianfranco Mariotti, oggi presieduta da Gianni Letta.
Grazie alle risorse e opportunità avute per i 150 di Rossini si sta inoltre lavorando a un’attività che copra tutto l’anno, con tre momenti principali: a febbraio-marzo col ”(Non) compleanno di Rossini”; luglio-agosto con i corsi di perfezionamento per la formazione di nuovi talenti dell’Accademia Alberto Zedda e il Rof ; a novembre anniversario della morte di Rossini, Notte bianca della musica e festa di Santa Cecilia (che quest’anno prevede anche l’esecuzione della Petit Messe Solennelle nella rilettura jazz di Paolo Fresu).
Mentre il sindaco Mattia Ricci ricorda di aver proposto il suo comune come sede 2020 dell’annuale riunione di tutte le Città della Musica Unesco del mondo, di cui Pesaro fa parte. Procede anche, come ricordato dal vicepresidente del Rof Daniele Vimini, il rapporto quinquennale con la Royal opera house di Muscat in Oman per la produzione di cinque farse rossiniane (mancano ancora ”L’inganno felice”, ”Cambiale di matrimonio” e ”Il signor Bruschino”); nasce il rapporto con la storica Compagnia di marionette Carlo Colla per la creazione di una ”Italiana in Algeri” che debutterà questo 12 luglio; c’è stata la prima produzione scenica al di fuori dei giorni del Rof, ”La cambiale di matrimonio” cooprodotta col Teatro Lirico di Cagliari.
Il Festival 2019 sarà dedicato a due personalità da poco scomparse molto legate a Rossini e alle iniziative pesaresi, il musicologo Bruno Cagli e la cantante Monserrat Caballe, come ha sottolineato Ernesto Palacio, sovrintendente del Festival, spiegando poi che l’importante, nel progettare il programma annuale, è puntare sui titoli meno noti di cui favorire il riascolto e la riscoperta, come accaduto l’anno scorso con ”Riccirado e Zoraide” che è apparsa quasi una rivelazione, poi scegliere nomi di rilievo per l’esecuzione, ma anche sfruttando i giovani talenti ospiti dell’Accademia, col supporto importante, oramai per il terzo anno, dell’Orchestra Sinfonica della Rai, oltre che delle due orchestre locali, la Filarmonica e la Sinfonica Rossini.
Con le tre opere, appuntamento di rilievo è il Concerto di gala rossiniano il 21 agosto con un ricchissimo programma, prima del repertorio buffo, poi di quello serio, e tanti interpreti di gran nome. A questo si aggiunge il programma di opere e appuntamenti per i giovani (con un ”Viaggio a Reims” degli allievi dell’Accademia) e giovanissimi, vari concerti lirici, sinfonici e da camera, e incontri con conversazioni di invito all’ascolto. La ”Semiramide” (4 repliche 11, 14,17, 20 agosto) sarà diretta da Michele Mariotti e avrà la regia di Graham Vick con Salome Jicia nel ruolo del titolo; ”Demetrio e Polibio” (12,15,18,23 agosto) direttore Paolo Arrivabeni, regia davide Livermore, cantanti Jessica Pratt, cecilia Molinari, Juan Gatell e Riccardo Fassi; ”L’equivoco stravagante” (13, 16, 19, 22 agosto) direttore Carlo Rizzi, Reagia Moshe Leiser e Patrice Caurier, con Teresa Iervolino, Paolo Bordogna, Davide Luciano.

‘Santarcangelo Festival’ con 150 artistiDal 5 al 14/7 performance e musica, dj set e attività all’aperto

RIMINI04 luglio 201911:11

Circa 60 eventi in programma, tra esibizioni, dj-set, talk e attività all’aria aperta, con più di 150 artisti: una grande comunità temporanea condividerà lo spazio pubblico dal 5 al 14 luglio a Santarcangelo Festival. La 49/a edizione della rassegna, terzo anno della direzione artistica di Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino, prevede una programmazione articolata che, attraverso la sperimentazione di formati “intimi e inediti”, sollecita la comunità del Festival “ad entrare in contatto e ad assumere uno sguardo lento e delicato sul presente, e ad accogliere nuove, profonde prospettive sul contemporaneo”.
Il nuoto sincronizzato incontra la danza contemporanea nella performance di apertura ‘Dragon, rest your head on the seabed’, dei madrileni Pablo Esbert Lilienfeld e Federico Vladimir Strate Pezdirc, il 5 e 6 luglio nella piscina olimpionica di Serravalle, a San Marino, nell’ambito della ‘Notte Rosa’. Torna anche il cinema all’aperto in piazza, con nove proiezioni a tema musicale.

Ossini, in montagna per essere me stessoIl conduttore presenta a Matera Kalipè, inno alla libertà

MATERA04 luglio 201911:40

– “Kalipè dovrebbe essere un mantra ogni mattina quando ci svegliamo. Nasce come detto degli sherpa, che quando ti accompagnano ad alta quota ti consigliano di andare con passo lento e corto perché è difficile raggiungere le vette”. Massimiliano Ossini, volto di Linea Bianca e Mezzogiorno in famiglia (su Rai1 e Rai2), si racconta in “Kalipè – Lo spirito della montagna” edito da Rai Libri. Il titolo rimanda a un augurio in uso nelle zone himalayane, che significa ‘camminare sempre a passo corto e lento’: in questa sorta di ‘diario di vetta’, dove la montagna è una metafora della vita, Ossini coglie l’occasione per celebrare la passione per lo sport, l’ambiente e l’autenticità nei rapporti. Il libro infatti non è una semplice autobiografia, ma un modo per ristabilire le priorità della vita. Mentre il tran tran quotidiano sembra divorare le nostre esistenze, la montagna, con la sua austera severità ma anche con la sua generosità, fa scoprire all’uomo il rispetto del silenzio e la libertà di poter parlare di se stessi senza nascondere le proprie fragilità. “In montagna all’inizio volevo fare tutto, arrivare in ogni dove. Il mio compagno Lino (Zani, maestro di sci, alpinista e guida di Papa Wojtyla, ndr) che ha avuto la fortuna di avere grandi esperienze, anche al fianco di Giovanni Paolo II, mi invitava ad ascoltare, a rilassarmi, ad aspettare, ad apprezzare il profumo della neve, diverso da un luogo all’altro. Ma tutto questo lo devi fare tuo, così ho adottato il kalipè”, racconta Ossini, presentando il libro a Matera. L’autore sceglie di parlare al pubblico con franchezza, raccontando nel libro i passaggi cruciali della propria vita; l’amore e l’amicizia, le gioie della famiglia e il miracolo della paternità, una carriera di successo, un viaggio lungo un crepaccio profondo che sembra non avere via di uscita ma soprattutto il dialogo con il suo io più profondo. Pagine dense emotivamente, nelle quali Ossini spiega quanto sia importante imparare a rialzarsi dopo le cadute inevitabili della vita, essere grati della bellezza che abbiamo attorno e tentare di rinunciare al superfluo per arricchirsi solo di cose essenziali: “Quando ti apri molto di più, quando sei te stesso, quando sei più sensibile non aiuti solo te stesso, aiuti il conseguimento del tuo obiettivo e di quelli degli altri”, afferma, “quando siamo in montagna, in due, tre, o quattro persone, sei molto meno solo di quando sei in città. Con quelle persone parli, comunichi, c’è il anche tuo momento del silenzio, ma hai anche l’occasione per riuscire ad aprirti, a raccontare le tue difficoltà, ad aprire dei cassetti del passato che sono sempre stati chiusi”.

Luca Marinelli sarà Diabolik al cinemaE’ il nuovo film dei Manetti Bros, “fieri del cast italiano”

MA03 luglio 201919:12

Luca Marinelli sarà il volto del Re del Terrore, Miriam Leone quello dell’affascinante Eva Kant e Valerio Mastandrea vestirà i panni dell’ispettore Ginko in ‘Diabolik’, adattamento cinematografico del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, firmato dai Manetti bros.
“Una scelta di cui andiamo orgogliosi” dichiarano Antonio e Marco Manetti “Diabolik è un fumetto italiano, un mito dell’immaginario collettivo, e abbiamo fortemente voluto che il cast fosse al cento per cento italiano. Nello scegliere i protagonisti non ci siamo basati sulla sola somiglianza, ma abbiamo cercato e trovato attori bravi, in grado di comunicare le giuste emozioni: Luca Marinelli, uno degli attori più versatili del nostro cinema, capace di portare sul grande schermo il fascino e la freddezza di Diabolik senza fargli perdere umanità; Miriam Leone, un’attrice di carattere, bella e sensuale, la perfetta Eva Kant e Valerio Mastandrea così empatico, in grado di rendere vincitore anche Ginko, l’antagonista da amare”.

L’anima nera di Trapero e la sorellanzaIn sala dal 4 luglio ‘Il segreto di una famiglia’

03 luglio 201910:15

–  L’anima nera, introspettiva del regista argentino Pablo Trapero torna alle atmosfere plumbee de ‘Il clan’ per raccontare ancora una volta un universo malato nel film ‘Il segreto di una famiglia’ (La Quietud) in sala dal 4 luglio con Bim. Di scena, come rivela anche troppo il didascalico titolo adottato nella versione italiana, un nucleo familiare, i Montemayor, in cui si consuma lentamente una storia tutta al femminile, di sorellanza, peccato e mistero all’ombra della dittatura militare. Dopo lunghi anni di assenza, a seguito di un ictus che ha colpito il padre, Eugenia (Be’re’nice Bejo) ritorna a La Quietud, la ricca tenuta di proprieta’ della sua famiglia vicino a Buenos Aires, dove si ricongiunge con madre e sorella Mia (Martina Gusman). Eugenia e Mia – le due protagoniste – appaiono alquanto simili, quasi non si distinguono ad inizio film, sembrano gemelle ed amanti.
Ridono, scherzano e si masturbano complici in uno dei tanti letti della casa ricordando un idraulico che da ragazze era nei loro sogni erotici. E ora per loro non e’ molto diverso, condividono segretamente lo stesso uomo, ma i veri segreti, le vere sorprese in questo film arriveranno dal passato dei loro genitori.
Tutto si svolge in un’enorme e splendida villa – La Quietud – situata nella vasta e sconfinata campagna nei pressi di Buenos Aires. Una casa piena naturalmente di ricordi pronti a resuscitare con tutta la loro forza.
“I tranquilli paesaggi che abbracciano le donne durante il giorno, mentre si aggirano tra gli alberi e gli animali, sono in netto contrasto con gli scenari notturni, quando un silenzio assordante rivela la storia vissuta tra queste mura – dice Trapero nelle sue note di regia – . ‘Il segreto di una famiglia’ – aggiunge il regista che con ‘Il Clan’ ha ottenuto il Leone d’argento per la Miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia e il premio Goya come Miglior lungometraggio – invita lo spettatore a condividere la singolare profondita’ di ciascun personaggio, il suo percorso e il suo ambiente, e suggerisce al pubblico di immergersi nei labirinti emotivi in cui questi splendidi e disperati individui metteranno in scena la propria storia”.

L’uomo e la Luna, la leggenda PetroneVolume di Renato Cantore, la “tigre” nella stanza dei bottoni

03 luglio 201910:01

– RENATO CANTORE – DALLA TERRA ALLA LUNA, ROCCO PETRONE, L’ITALIANO DELL’APOLLO 11 (RUBETTINO EDITORE, PP 138, 15 euro).
Il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy aveva definito nel 1961, in piena guerra fredda, obiettivo nazionale, prima della fine di quel decennio, “far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare, sano e salvo, sulla Terra”. Missione compiuta otto anni dopo dagli astronauti Niel Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, quelli dell’Apollo 11: proprio 50 anni fa, il 20 luglio 1969, piantarono la bandiera a stella e strisce sul suolo lunare e rientrarono quattro giorni dopo a bordo della navicella spaziale, che ammarò nell’Oceano Pacifico. I sovietici, nella corso allo spazio, erano battuti. Ai nomi di questi giganti, protagonisti della più grande impresa del Novecento, è spesso associato quello, italianissimo, di Rocco Petrone. “Carneade, chi era costui?”, avrebbe detto Don Abbondio. Rocco Petrone fu il direttore del programma Apollo, e, nella “stanza dei bottoni”, guidò migliaia di ingegneri e tecnici che resero possibile quella missione, inflessibile e infaticabile come sempre, al punto da essere soprannominato “la tigre di Cape Canaveral”. Di lui, delle sue origini italiane, della sua vita di scienziato e del suo appuntamento con la Luna che lo ha consegnato alla Storia, racconta il giornalista Renato Cantore nel volume “Dalla Terra alla Luna”, edito da Rubettino, in libreria da pochi giorni. Il libro ha la prefazione di Tito Stagno, il giornalista che raccontò in diretta agli italiani lo sbarco sulla Luna (celebre il suo battibecco via satellite con il collega Ruggero Orlando a proposito dell’istante preciso in cui era avvenuto l’allunaggio).Nato ad Amsterdam, un piccolo villaggio dello Stato di New York, nel 1926, figlio di emigranti italiani originari di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza – racconta Cantore, che è stato vicedirettore della Testata Regionale della Rai ed ha seguito le orme della “tigre” dalla Basilicata fino a Cape Canaveral e Houston, raccogliendo testimonianze e documenti – Petrone non aveva ancora sei mesi quando il padre morì in un terribile incidente, travolto da un treno. Imponente nel fisico e vivace nell’intelligenza, si pagò gli studi lavorando. A diciassette anni fu ammesso all’Accademia militare di West Point, dove fece parte della squadra vincitrice del campionato nazionale di football. Diventato ufficiale dell’esercito americano, completò gli studi al Massachusetts Institute of Technology e fu uno dei maggiori esperti di missili e rampe di lancio. Voluto alla Nasa dal barone von Braun, considerato il capostipite del programma spaziale americano, lavorò alla costruzione del Saturno V e della mitica rampa di lancio 39 da cui partirono gli astronauti verso la Luna. Poi fu promosso direttore del programma Apollo. Con lui era proibito sbagliare o, peggio, divagare. Famose le sue passeggiate per la sala controllo quaranta minuti prima del lancio per controllare che la concentrazione di tutti fosse al massimo anche dopo ore di lavoro, mitiche le sue sfuriate, proverbiali le sue check-list, i controlli che tutti erano tenuti a eseguire con estrema attenzione nei lunghi mesi di preparazione dei lanci: solo quella sul modulo lunare comprendeva ben 30mila operazioni. Era anche un uomo dai forti sentimenti: una volta interruppe il conto alla rovescia di un lancio importante per salvare una coppia di aironi che aveva il nido troppo vicino alla rampa.Fu lui, il 16 luglio 1969, a dare il “go” alla missione che portò l’uomo sulla Luna. Quattro ore prima della partenza dell’Apollo 11 i monitor di controllo segnalarono una pericolosa perdita di idrogeno liquido sul secondo stadio del razzo: senza il suo intervento decisivo la missione sarebbe stata probabilmente annullata, con conseguenze devastanti per il prestigio degli Stati Uniti.  Al culmine della carriera, divenne il numero tre della Nasa, che lasciò nel 1975. Mori a ottant’anni a Palos Verdes Estates, una cittadina costiera della California, dove si era ritirato per dedicarsi ai suoi studi sulla guerra civile americana. Il 23 aprile di quell’anno, intervistato dal Los Angeles Times e forse già pensando a Marte, Rocco Petrone disse: “L’uomo ha bisogno di avventure e di scoperte. Grazie a questo desiderio, alla voglia di provare anche quando l’impresa sembra impossibile, è partito dalle caverne ed è arrivato dov’è oggi, e il cammino non è ancora finito. Io credo che l’avventura dello spazio sia una sfida che serve all’uomo per fare sempre nuove scoperte e, attraverso la conoscenza, diventare migliore”.

Strega off, vince Claudia Durastanti con 241 preferenzeSerata speciale al Giardino di Monk di Roma prima della finale stasera

04 luglio 201910:02

Claudia Durastanti con il suo romanzo ‘La straniera’ (La nave di Teseo) a conquistare, con 241 preferenze, il voto collettivo dello Strega Off che contribuirà a eleggere il vincitore del Premio Strega 2019, stasera al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Il pubblico ha potuto votare, il 3 luglio al Giardino di Monk a Roma, il libro favorito tra quelli in cinquina in una serata speciale che per la prima volta non è stata in contemporanea, ma ha preceduto la premiazione del vincitore della 73ma edizione. Le preferenze del pubblico insieme a quello di riviste letterarie e culturali selezionate sono andate a formare il voto collettivo di Strega Off.
“Vivo un profondo dissidio” ha detto la Durastanti in un’intervista semi seria condotta da Gaja Cenciarelli che ha chiesto cosa c’è di speciale nel sentirsi scrittore ai cinque autori della cinquina guidata dal superfavorito Antonio Scurati e composta, oltre all’autrice de ‘La straniera’ , da Marco Missiroli, Benedetta Cibrario e Nadia Terranova . “Rivendico l’idea che tanti romanzi importanti siano stati scritti fuori dalla consapevolezza del mestiere. Si può essere più gioiosi, si può avere quella libertà che deriva dall’irrilevanza della letteratura oggi. Tu sei pedagogico Scurati, io ho un’altra idea della scrittura” ha affermato la Durastanti in un divertente botta e risposta con l’autore di ‘M.Il figlio del secolo’ (Bompiani) che è durato per tutto l’incontro in un’atmosfera rilassata.
Alla vigilia della volata finale gli autori della cinquina hanno lasciato stemperare la tensione e si sono lasciati andare raccontando anche divertenti episodi del loro lungo tour che li ha portati fra l’altro a Casal di Principe con un pulmino scassato.
Scurati ha raccontato che le oltre 800 pagine del dattiloscritto di ‘M’, “sono conservate in una scatola trasparente dell’ Ikea, che pesa” e tiene accanto alla sua scrivania. Missiroli , l’autore di Fedeltà’ (Einaudi) ha spiegato che nella sua carta d’identità, prima di scrittore “avrebbe potuto esserci edicolante per 11 anni e poi redattore di una rivista di psicosomatica. E mi sarebbe piaciuto”. E la Terranova, autrice di ’Addio fantasmi’ (Einaudi) ha rivelato:
“non volevo stare da sola in casa con il mio libro” e “i fantasmi non si placano neppure scrivendo un libro”.
Tra le confessioni di Scurati quella di “aver cominciato a leggere a 19 anni, poi sono diventato un lettore vorace. Gli adolescenti non devono preoccuparsi se non leggono”. Missiroli allineato ha ironizzato: “mi devo accodare a Scurati. Ho iniziato a leggere a 20 anni. Tengo un diario quotidiano in cui annoto molti numeri. Sono passato da 40-50 romanzi all’anno a 18 perché mi sono appassionato alle serie tv che a volte sono come dei grandi libri”. Scurati concorda e parla de ‘Il Trono di Spade’ come di “un capolavoro assoluto della letteratura mondiale”. La Cibrario, autrice de ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) è convinta che “per ognuno ci sia sempre un incontro con la letteratura” e aggiunge: “cerco di pensare il meno possibile che faccio la scrittrice perché sento il peso e il retaggio romantico”.

Raoul Bova e Manuel Bortuzzo, su Oggi le foto del setIl giovane nuotatore, ora costretto a vivere su sedia a rotelle, con Rosolino, Magnini Brembilla e Bova

03 luglio 201916:05

Sul settimanale ‘Oggi’, in edicola dal 4 luglio, le foto esclusive delle prime riprese del film con Raoul Bova e altri campioni del nuoto azzurro che coinvolge Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore colpito da un colpo di pistola nel febbraio scorso e ora costretto a vivere su una sedia a rotelle.
L’idea è di Raoul Bova, ex campione di stile libero, che attraverso Paolo Barelli, presidente della federazione nuoto, ha incontrato Manuel, ha ascoltato la sua storia, ha definito una sceneggiatura e in tempi brevissimi è arrivato alle riprese.
Nelle foto di OGGI, tuffi e nuotate di Bova oltre a scene di allegria tra Bortuzzo e gli ex campioni Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla

Benigni – Geppetto, le prime immagini di Pinocchio /TRAILERUscirà a Natale. Attore: “ho lo scoop. Un film di Garrone con lieto fine”

luglio 201919:16

Il Geppetto Roberto Benigni e Matteo Garrone. A Ciné – Giornate di Cinema Riccione 2019 per la presentazione dei nuovi film della prossima stagione, sono intervenuti a sorpresa protagonista e regista dell’atteso Pinocchio. Ecco le prime immagini del film che uscirà nelle sale italiane il 25 dicembre 2019 distribuito da 01 Distribution.“Pinocchio a Natale è un binomio meraviglioso” esclama Roberto Benigni a Riccione sul palco di Cinè dove a sorpresa, in coda alla presentazione agli esercenti del listino di Rai Cinema, è salito con Matteo Garrone portando tra gli applausi le primissime immagini del film in cui interpreta Geppetto. La favola più amata prenderà vita il 25 dicembre, un’uscita pre Zalone (Tolo Tolo sarà in sala il 1 gennaio) e contemporanea al nuovo film di Ficarra e Picone. Il trailer mostrato per la prima volta sembra rilanciare l’opera di Collodi nella più classica delle trasposizioni. “E’ un progetto che inseguivo ormai da anni. Il primo storyboard l’ho fatto a sei anni” ha detto Matteo Garrone, “nasce racconto per bambini e poi anche per i grandi. Io ho cercato di fare un film che potesse arrivare a tutti”. Il Geppetto natalizio Benigni, entusiasta ha detto rivolgendosi alla platea degli operatori di cinema: “dopo aver fatto Pinocchio – riferendosi al suo film da Collodi girato nel 2002 – era naturale che 20 anni dopo interpretassi Geppetto. Questo di Garrone è un film meraviglioso, non sta a noi forse dirlo ma sta a voi vederlo”. Nel Benigni-show da Riccione ci sono stati momenti divertenti. “Vi do lo scoop: Garrone, il regista dell’Imbalsamatore, di Gomorra e di Dogman, per la prima volta nel suo cinema si lancia nel lieto fine”, ha detto Benigni-Geppetto. Poi si è rivolto a Garrone: “ma sei sicuro? Non è che arriva la Fata Turchina e gli viene un infarto? O arriva Mangiafuoco e fa una strage? Matteo mettici qualcosa di tuo se no la gente non ti riconosce. Invece no, quello che ho promesso, il lieto fine, lo manterrà e vi consiglio – ha concluso rivolgendosi agli esercenti che dovranno programmarlo in sala – di tenerlo fino a Pasqua perchè è un film che fa bene alla salute, più lo si vede, meglio si sta”. Ecco il cast completo del film: Pinocchio Federico Ielapi, Geppetto Roberto Benigni, Mangiafuoco Gigi Proietti, Il Gatto Rocco Papaleo, La Volpe Massimo Ceccherini, la Fata adulta Marine Vacth, la Fatina bambina Alida Baldari Calabria, Lucignolo Alessio Di Domenicantonio, Lumaca Maria Pia Timo, Grillo parlante Davide Marotta, Mastro Ciliegia Paolo Graziosi Civetta Gianfranco Gallo, Corvo Massimiliano Gallo, Pappagallo Marcello Fonte, Gorilla Teco Celio, Faina Enzo Vetrano e Omino di burro Nino Scardina. Pinocchio, coproduzione internazionale Italia/Francia, è prodotto da Archimede con Rai Cinema e Le Pacte, con Recorded Picture Company, in associazione con Leone Film Group, con il contributo del MiBAC – Direzione Generale Cinema – e di Eurimages, in associazione con Unipol Banca, con il sostegno della Regione Toscana – Toscana Promozione, con il contributo della Regione Puglia, con il sostegno della Regione Lazio.

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450 dipendenti all’hackaton di Moncler
Ruffini, nostra strategia si basa su unicità e innovazione

04 luglio 201912:23

– Lavoreranno sullo sviluppo di progetti innovativi per le aree strategiche per l’azienda: dal prodotto all’IT, alla supply chain, all’Academy interna fino alla sostenibilità. Sono i 450 dipendenti provenienti da tutto il mondo che partecipano oggi all’Hackathon di Moncler, una maratona di 24 ore per proporre soluzioni nuove e distintive.
“La strategia di Moncler – commenta Remo Ruffini, Presidente e Ad di Moncler – si basa sull’unicità̀e l’unicità richiede idee forti e un ambiente lavorativo che sappia accoglierle e stimolarle. Quando esiste una cultura dell’innovazione diffusa le persone sono portate a sperimentare in modo naturale, e l’azienda ad essere più agile e capace di prendere decisioni velocemente. Credo che l’Hackathon sia un ottimo esempio del nostro orientamento al digitale e la dimostrazione che la collaborazione e la contaminazione tra esperienze e punti di vista diversi possano generare grandi idee”.

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Wolf Call, un Caccia a ottobre rosso in versione francese
In sala il film di Baudry, con Omar Sy e Mathieu Kassovitz

02 luglio 2019 10:40

– A bordo di un sottomarino nucleare francese in navigazione segreta tra Finlandia e Russia, ogni rumore può annunciare un pericolo imminente e letale. Per questo da una scuola segretissima e reale (il Cira) arriva a bordo “Orecchio d’oro”, un esperto decrittatore di suoni. E un suo errore può compromettere la vita di molti oltre all’importanza della missione.
E’ arrivato in sala con Adler Entertainment ‘Wolf Call, minaccia in alto mare’ di Antonin Baudry con Francois Civil, Omar Sy, Mathieu Kassovitz, Reda Kateb, Paula Beer, Alexis Michalik, Jean-Yves Berteloot, Damien Bonnard. In piena crisi tra le superpotenze, questo “Caccia a ottobre rosso” in versione francese fa ottima figura anche perché il regista esordiente ha lavorato a lungo nei servizi diplomatici e quindi si destreggia al meglio con le sfumature della politica militare.
“Nel microcosmo di questo sottomarino – spiega Baudry nelle sue note di regia – tutte le questioni della vita vengono esasperate: la fiducia negli altri, il rapporto dell’individuo con la gerarchia, il modo in cui si prendono le decisioni, l’interpretazione dei segni, lì dentro diviene tutto una questione di vita e di morte. L’universo dei sottomarini è poetico, e quindi è anche cinematografico. È caloroso, pericoloso, confortante, uterino. Porta dentro di sé l’origine del mondo – la sofferenza originale dell’uomo – e anche la sua fine. Invisibile e silenzioso io porto la morte, è il motto dei sottomarini nucleari”.
Il film, sottolinea ancora il regista, “esplora un soggetto poco noto: quello della dissuasione nucleare e dei suoi complessi meccanismi. Di base volevo scrivere una storia d’amore. Amare una persona all’estremo significa essere pronti a morire per lei. Che cosa succede quando la ragione vi porta a dover uccidere quella persona per impedirle di commettere un atto terribile? Nessun’altra situazione permette di mettere in scena questo tema così bene quanto due sottomarini tagliati fuori dal mondo, e impossibilitati a comunicare tra di loro”.

Sant’Alessio e il Cristo, l’affresco ritrovato
Scoperto sull’Aventino,è del 1100.”E’ rarissimo”
02 Luglio 2019 12:40

– Il grande mantello color della porpora sulle vesti succinte del pellegrino, la mano alzata quasi a voler presentare la maestà del Cristo che accanto a lui benedice i fedeli. Nascosto da un muro per quasi 900 anni, riemerge a Roma in un’intercapedine nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, un grande affresco medievale dai lucenti colori in incredibile stato di conservazione. “Un ritrovamento assolutamente eccezionale”, illustra l’autrice della scoperta, la storica dell’arte Claudia Viggiani, “anche per l’iconografia rarissima dei due personaggi che si riconoscono nella parte del dipinto al momento visibile, con tutta probabilità proprio Sant’Alessio e il Cristo pellegrino”.
La scoperta, è il frutto di un’indagine lunga anni e un po’ ha il sapore del giallo. “Tutto è partito durante una ricerca d’archivio”, racconta Viggiani, che al lavoro di ricercatrice ha alternato quello di consulente culturale di sindaci e ministri.
Ad accendere la sua curiosità, una lettera scritta nel 1965 dall’Ufficio speciale del Genio Civile per le Opere edilizie della capitale alla Soprintendenza ai monumenti per il Lazio, nella quale si parla di “un affresco in ottimo stato di conservazione” casualmente rinvenuto durante i lavori per il consolidamento di una torre campanaria. Già, ma di quale chiesa? il documento, racconta Viggiani, non lo diceva. L’oscuro funzionario che negli anni Sessanta si era trovato di fronte alla meraviglia di quei colori aveva alla fine richiuso la porta lasciando il dipinto al suo secolare oblio. “C’è voluto un po’, ma alla fine l’ho trovato”, sorride oggi la studiosa. In questa storia, racconta, la determinazione è stata determinante. Qualche mese fa l’opera è stata messa in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto realizzato grazie alla soprintendenza speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti con la direzione lavori di Mariella Nuzzo e Carlo Festa. Il portoncino sul retro di Sant’Alessio che nasconde l’intercapedine del tesoro è però ancora inaccessibile per evidenti problemi di sicurezza. Tant’è. Varcare quella porta con il permesso di don Bruno, storico parroco di Sant’Alessio, è una sorpresa che toglie il fiato, con l’esplosione dei colori, il nero così intenso dello sfondo, il cinabro del mantello, la lucentezza delle aureole. Ma anche lo sguardo penetrante nel volto roseo del Cristo, la serenità ieratica nei tratti del Santo che lo imita e un po’ gli rassomiglia, quasi volesse presentarsi come una copia ‘umana’ del Messia. Riferibile alla metà del XII secolo, il dipinto è inquadrato da una cornice policroma che la restauratrice Sarmati definisce di una “eccezionale raffinatezza”, difficile soprattutto “trovarne di così complete e integre”, spiega, mentre indica sulla parete le pennellate originali che è ancora possibile distinguere. Anche per lei è un’emozione. Perché è vero che a Roma esistono altri affreschi medievali, dice citando tra gli altri le decorazioni pittoriche dell’Oratorio mariano di Santa Prudenziana, quelle della chiesa di San Giovanni a Porta Latina o dell’Oratorio di San Giuliano in San Paolo. “Ma il loro stato di conservazione, nonostante i restauri è mediocre, mentre questo, che pure non è stato mai toccato è quasi perfetto”.
Nella chiesa delle origini, illustra Viggiani, il dipinto occupava la parete della controfacciata, in una posizione di rilievo dovuta anche alla fama che accompagnava in quell’epoca le vicende di Sant’Alessio. E proprio il rispetto devozionale per il santo che si diceva fosse figlio del senatore romano Eufemiano e che in qualche modo sembra aver fatto da trait d’union tra la Roma pagana e quella medievale, sarebbe alla base dell’incredibile conservazione del dipinto. “Chi ristrutturò la chiesa nei secoli successivi murando la controfacciata fece comunque attenzione a proteggere l’affresco”, fa notare. Tanto che probabilmente una piccola parte di questo, con il volto di Sant’Alessio, rimase per secoli a disposizione dei fedeli attraverso una feritoia aperta sull’interno della navata.
Attualmente il dipinto misura 90 centimetri di larghezza per oltre 4 di altezza. Un’altra porzione, grande almeno altrettanto, è ancora nascosta dal muro. Viggiani è decisa a riportarla alla luce: “Lo dobbiamo ai romani – dice – e ci aspettiamo ancora sorprese”.

A Rimini mostra ‘Revolutions 1989-2019’Oltre 60 opere dal 6/7 a Rimini, tra autori Cattelan e Igort

RIMINI02 luglio 201913:21

– Immagini del 1989: un ragazzo abbatte con una mazza il muro di Berlino, il carro armato in piazza Tienanmen fermato da un giovane con le buste della spesa, in Romagna il mare Adriatico ridotto ad acquitrino dall’eutrofizzazione. Ed ancora, tra l’89 e il ’91, il Milan di Sacchi conquista l’Europa e in Italia si giocano i Mondiali, il Pci diventa Pds e finisce l’Unione Sovietica, scoppia la prima Guerra del Golfo e i Nirvana, con ‘Nevermind’, portano al successo il grunge, nasce Internet che abbatte i muri fisici e crea connessioni. Sabato 6 luglio inaugura a Rimini, a Castel Sismondo, la mostra ‘Revolutions 1989-2019. L’arte del mondo nuovo 30 anni dopo’, curata da Luca Beatrice.
Fino al 25 agosto la mostra testimonierà, con oltre 60 opere dell’Italia giovane di allora, la straordinaria vitalità dell’arte, che nel passaggio dei primi anni ’90 si proponeva ancora tra le più vivaci in Europa. Tra gli autori in esposizione Maurizio Cattelan, Igort, Pablo Echaurren, Cesare Pietroiusti, Cuoghi e Corsello. In programma anche momenti musicali, le ‘Music revolutions’, tra cui il concerto di Echo & the Bunnymen (8 luglio) e il dj set di Frankie Hi-nrg (il 25), e appuntamenti cinematografici con ‘Mediterraneo’ di Gabriele Salvatores, ‘Palombella rossa’ di Nanni Moretti e ‘La voce della luna’ di Federico Fellini.
“1989-2019. Muro di Berlino e il ‘mare fermo’ di quell’8 luglio. Un mondo nuovo all’improvviso, nel mondo e sotto casa nostra”, commenta il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi. “A 30 anni di distanza è evidente come molte di quelle speranze siano andate deluse. I muri, ogni tipo di muro, vengono tirati su, la ricchezza è concentrata sempre più nelle mani di una esigua minoranza di persone, la preoccupazione verso l’ambiente viene ignorata se non addirittura pubblicamente sbeffeggiata. Ma Rimini, ancora una volta, dà una scossa in controtendenza. Dopo 30 anni, Rimini non smette la sua leadership, ha strutturato e rinforzato la sua capacità di essere capitale delle vacanze per 12 mesi all’anno”.

Montanari, non mi candido per gli UffiziLo storico

“Musei in mano alla politica, io incompatibile”

02 luglio 201917:12

– “Non mi candido per la direzione degli Uffizi”. Intervistato, lo storico dell’arte Tomaso Montanari smentisce i rumors che lo danno in pole position per la successione a Firenze di Eike Schmidt. Per due ragioni, spiega: “La prima è che disapprovo radicalmente la riforma Franceschini, la seconda è che non sono e non sono mai stato alla ricerca di altri lavori”. Mentre punta il dito sui musei “oggi in mano alla politica” e si dice incompatibile, stante la situazione attuale, a dirigerne uno.Toscano, intellettuale militante, da anni impegnato sui temi della Costituzione, della difesa del paesaggio, della gestione della cultura e la tutela dei beni comuni, il professor Montanari è uno che di solito non si tira indietro. Dalle aule dell’università, dov’è ordinario di arte moderna, esce spesso e volentieri con il pallino di raccontare opere e autori a un pubblico sempre più vasto, dalla tv ai quotidiani. Ama citare un suo grande predecessore, lo storico Roberto Longhi (“Gli storici dell’arte devono essere popolari, condividere la loro conoscenza con tutti”) e in qualche modo lo attualizza, scrive, interviene, twitta. Suscitando consensi, ma anche e di più critiche roventi.Una frase presa da un suo libro è stata scelta quest’anno per il tema della maturità. Quasi contemporaneamente però un suo giudizio fuori dal coro su Zeffirelli e Oriana Fallaci lo ha visto al centro di una polemica feroce, oggetto di un duro botta e risposta con il vicepremier Matteo Salvini ma anche degli strali di molti esponenti pd.Sulla questione degli Uffizi, di cui è da poco uno dei membri del comitato scientifico, è rimasto per settimane in silenzio mentre il suo nome circolava, evocato qua e là, da alcuni dato anche per certo come prossimo direttore al posto del tedesco Schmidt, il cui mandato si conclude in autunno. “Mi pareva francamente assurdo” , risponde lui oggi, “mi sembrava di dover commentare il nulla. Poi però, visto il moltiplicarsi degli articoli sui giornali e visto anche il conseguente moltiplicarsi degli attacchi nei miei confronti, mi sono scocciato”.Da qui la decisione di smentire. Cercando di rilanciare i temi che da sempre gli stanno a cuore: “Il vero fronte su cui è necessario impegnarsi è la partita per la tutela del patrimonio -dice – quel patrimonio diffuso e fuso con l’ambiente di cui parlo nel brano che è stato scelto per la maturità. E che cerco di servire come presidente del comitato scientifico per le Belle Arti: al Mibac, ma di nomina universitaria”. I musei, aggiunge tranchant, “sono in mano alla politica. Lo prova il senso comune che ormai si è consolidato: nei giornali si legge che sarei ‘in pole position’ non per i miei studi di storia dell’arte o per le mie riflessioni sul patrimonio e sui musei, ma perché ‘vicino ai grillini’. A parte il fatto che sono semmai vicino a una sinistra che non c’è, è pazzesco che si dia ormai per scontato che i Beni culturali, come la Rai, siano soggetti a manuale Cencelli e lottizzazione”.Il posto nel consiglio scientifico degli Uffizi, sottolinea, “l’ho accettato perché non ha retribuzione né potere: è un posto dove esprimere motivato e leale dissenso, in scienza e coscienza. Il ministro Bonisoli me l’ha chiesto per garantire una visione opposta a quella di Franceschini-Schmidt”. Contrario alla riforma Franceschini, più che critico sull’accorpamento annunciato da Bonisoli tra Uffizi e Gallerie dell’Accademia, che senza giri di parole definisce “demenziale”. Tant’è, il professore rivendica il dissenso e si ribadisce non interessato a candidature e poltrone: “Si può fare politica fuori dai palazzi, anzi si deve”, ripete. No agli Uffizi, quindi, o ad altri musei. Cita Pasolini quando nel ’74 scriveva “il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili, in Italia”. Nel 2019, sorride amaro, “il coraggio intellettuale della verità è incompatibile anche con la direzione di un museo”.

Al via restauro tela Veronese a Vicenza’Cena di san Gregorio Magno’ al santuario di Monte Berico

VENEZIA02 luglio 201913:51

– E’ stato annunciato al Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza l’avvio al restauro del monumentale dipinto su tela di Paolo Veronese “Cena di San Gregorio Magno”, disposto in occasione dei trent’anni del programma “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo.
Il restauro conservativo dell’opera, che terminerà entro il 2021 e che rientra nell’ambito della serie di Restituzioni “monumentali”, giunge in avvio della 19/a edizione del programma biennale di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico nazionale, curato e promosso da Intesa Sanpaolo.
L’opera è di proprietà del Comune di Vicenza, custodita fin dalla sua realizzazione dalla Comunità dei Servi di Maria di Monte Berico. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza realizzerà le indagini preliminari al restauro e dirigerà l’intervento, con la collaborazione dell’Opificio delle Pietre Dure.
La “Cena”, realizzata nel 1572, adorna la parete di fondo dell’antico refettorio del Santuario di Monte Berico, visitato ogni anno da milioni di pellegrini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Su Sky Atlantic arriva Riviera 2
Nei nuovi episodi anche Poppy Delevingne e Juliet Stevenson

02 luglio 201915:46

Dietro ogni grande fortuna si nascondono spesso oscuri segreti. Le vicende dei protagonisti di Riviera ne sono la prova: fra feste da sogno e sfarzo estremo, gli assolati paesaggi della Costa Azzurra tornano a fare da scintillante cornice agli inganni, ai tradimenti e ai crimini dei personaggi della produzione originale Sky. Arriva il mercoledì dal 3 luglio, su Sky Atlantic, Sky On Demand e in streaming su NOW TV la seconda stagione della serie tv con Julia Stiles. I nuovi episodi vedono il ritorno in grande stile di Georgina (Julia Stiles, Jason Bourne, Dexter), che proverà a farla franca dopo l’omicidio di Adam mentre dovrà continuare a lottare per mantenere il potere all’interno della famiglia Clios nonché la sua posizione in cima all’altera élite del mondo dell’arte. La narrazione degli eventi riprende dal finale della prima stagione. New entry Juliet Stevenson e Poppy Delevingne.

Strega, Scurati verso la vetta4 luglio il vincitore, al secondo posto Missiroli o Cibrario?

03 luglio 201909:42

Al suo terzo Premio Strega, dopo essere arrivato due volte secondo, nel 2009 per un solo voto e nel 2014 per cinque voti, Antonio Scurati questa volta dovrebbe trionfare al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Alla vigilia della votazione, il 4 luglio, del più ambito premio letterario italiano, tutti i venti sembrano favorevoli alla vittoria del suo monumentale ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani), primo di una trilogia in cui ricostruisce la vita di Mussolini, che domina la cinquina e ha scombinato completamente le carte di un’edizione in cui a lungo è stato superfavorito Marco Missiroli con il suo ‘Fedeltà’ (Einaudi). E’ data così tanto per certa la vittoria di Scurati che le previsioni e le combinazioni che si ipotizzano non riguardano più il duello con Missiroli ma ruotano tutte intorno a chi arriverà secondo tra l’autore di Fedeltà e Benedetta Cibrario. A meno che l’autrice de ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) – in cui racconta il Risorgimento da un punto di vista molto particolare, attraverso la storia di formazione di una ragazza inglese che arriva in Piemonte – non riservi un colpo di scena, come quello del secondo posto in cinquina, e arrivi lei in vetta. “Lo Strega è un onore e un senso di responsabilità per quello che farai dopo” dice la Cibrario, già vincitrice del Campiello con ‘Rossovermiglio’. Mentre Missiroli, che ha già vinto il ‘Premio Strega Giovani 2019’ ed è stato penalizzato dalla presenza tra i cinque di un altro romanzo Einaudi, ‘Addio fantasmi’ di Nadia Terranova, potrebbe arrivare addirittura terzo.”Sono zen. E’ il mio terzo Strega, sono vaccinato. La prima idea di ‘M’ mi è venuta 5 anni fa. E’ un libro che ha già generato e restituito moltissimo e questo mi da serenità” dice lo scrittore da poco tornato dalle ultime tappe del lungo tour della cinquina 2019, agli Istituti Italiani di Cultura a Parigi e Lione. “Io non volevo concorrere a nessun premio ma alla fine mi ha persuaso l’idea che lo Strega avrebbe potuto fare di questo romanzo documentario il libro che entra nelle case di tutti quelli che leggono. Noi ci atteggiamo a cinici, guardiamo alle copie vendute, al successo ma nel profondo non lo siamo. Gli scrittori veri, sia che falliscano sia che riescano, quando scrivono lo fanno per la gloria. Come disse una volta Edoardo Albinati non ci sono molte occasioni di guadagnarsi la gloria, forse nessuna. Ma c’è l’illusione che il Premio Strega consegni alla posterità” sottolinea Scurati che ha appena compiuto 50 anni. Oltre 800 le pagine di ‘M’ – di cui Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie – in cui Scurati entra “nella focale corta di Mussolini nell’istante in cui diveniva ciò che sarebbe stato”. “L’espediente che ho adottato per trovare il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente.   Nulla è stato liberamente inventato. E’ un romanzo di invenzione non arbitraria dove ho deciso l’angolo visuale, il dettaglio. E’ un margine ristretto ma decisivo” dice.  Anche Missiroli che in ‘Fedeltà’, di cui Netflix ha acquistato i diritti audiovisivi per realizzare una serie, mette in scena il confronto tra “una società moderna di infedeli e una vecchia di fedeli attraverso il malinteso di una coppia che genera un terremoto, non solo matrimoniale”, in fondo è zen nel senso che non fa alcuna resistenza allo scenario che ha davanti. Piuttosto non ha finora ancora parlato di cosa significhi essere stato per un anno e oltre dato per superfavorito in un gioco perverso che lo ha danneggiato. ‘Fedeltà’ “in fondo è un libro sull’eredità, sui nostri lasciti perché nessuno ci dice che la letteratura è iridescente. Un libro è ciò che uno legge. L’egocentrismo di questa epoca ci porta prima all’io che al noi ma l’importante è arrivare al noi” spiega Missiroli. “L’infedeltà non è solo quella dal punto di vista erotico ma esistenziale. Quanto siamo fedeli agli altri e ai noi stessi?” dice l’autore di Fedeltà.In questo scenario, il quarto e quinto posto se lo contenderanno Nadia Terranova e Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La Nave di Teseo) già contente di essere arrivate fin qui in una cinquina in cui ci sono tre scrittrici, ha prevalso l’armonia e l’antica amicizia tra Scurati e Missiroli non è stata scalfita. La premiazione al Ninfeo, condotta da Pino Strabioli, in diretta dalle 23 su Rai3, sarà preceduta il 3 luglio dalla mostra al museo nazionale etrusco di Villa Giulia, dedicata ai libri in cinquina e al Premio Strega e dallo ‘Strega Off’ al Monk di Roma con la cinquina protagonista di un’intervista semi-seria, dove il pubblico potrà votare il proprio favorito contribuendo al voto collettivo di Strega Off per eleggere il vincitore del 2019.

Woody Allen, regia alla Scala e nuovo filmOpera con gli studenti, le riprese in Spagna fra 2 settimane

02 luglio 201919:36

– In teatro non si usa portare il cappello, ma nessuno osa dirlo a Woody Allen mentre parla con gli studenti dell’Accademia della Scala che devono mettere in scena il Gianni Schicchi di Puccini con la sua regia (in dittico con Prima la musica poi le parole di Antonio Salieri per la regia di Grisha Asagaroff). E’ lui stesso a togliersi il berretto da pescatore che è diventato il suo contrassegno distintivo prima di arrivare in conferenza stampa dove è accolto da un applauso dei giornalisti presenti, che sono cresciuti con i suoi film. Il suo fare dimesso quando si siede con accanto l’interprete, non va confuso con quello di un 83enne pronto alla pensione, abbattuto dalle polemiche per il Metoo# che hanno bloccato per un anno l’uscita del suo ultimo film. Tutt’altro. ‘A Rainy Day in New York’ sta per uscire in Europa (in Italia ad ottobre). E quella di Milano è una “pausa” prima di iniziare le riprese del nuovo film in Spagna. Per questo dopo la prima di sabato prossimo, a cui assisterà, volerà a San Sebastian. “Sono un signore che si tiene molto attivo, però mi fa molto piacere prendermi una pausa e venire qui a mettere in scena un’opera in un luogo così iconico”, spiega. In realtà non si tratta di una nuova regia, ma della ripresa dello spettacolo che Allen firmò alla Los Angeles Opera nel 2008 su insistenza di Placido Domingo e che da allora è stato più volte ripreso, incluso a Spoleto. Questa volta però viene realizzato in quello che Allen paragona al “palazzo di Cenerentola”. “Una cosa da favola, da sogno, il più grande teatro d’opera al mondo, il traguardo più ambito al quale arrivare. Quindi se qualcuno mi avesse detto che avrei diretto un giorno un’opera alla Scala mentre magari passeggiavo per New York o per Brooklyn avrei detto che era pura follia, che non avrei neppure pensato di poterla guardare da fuori, figuriamoci lavorarci”. Gianni Schicchi, d’altronde, è l’opera giusta per lui: breve e divertente. Per fare un’altra regia dovrebbe trovare un’opera altrettanto adatta alle sue corde. E quali sono lo dimostra in un breve sketch alla Woody Allen. Quando spiega che inizialmente aveva pensato di ambientare l’opera in un mondo di topi in cui Gianni Schicchi è una pantegana; oppure di rendere tutti i personaggi “cibi sani e Gianni una sigaretta. Ma mi hanno detto che era una pessima idea”, ride. Così l’ambientazione è quella di un film del neorealismo italiano anni ’50. La versione è in tutto uguale a quella di Los Angeles con la differenza del finale (in cui Allen aveva fatto pugnalare Gianni da Zita). “Il finale non lo ripeto. Qui ne faccio un altro – dice – perché quando ho visto il palco con gli studenti mi sono emozionato e ho avuto una nuova idea. Gliel’ho comunicata proprio poco fa e rappresenteremo questa nuova idea, la vedrete la sera della prima!”. A dir poco soddisfatto il sovrintendente Alexander Pereira che sull’Accademia ha sempre puntato, invitando grandi registi e interpreti a lavorare con i ragazzi. In passato artisti del calibro di Peter Stein, Liliana Cavani e Leo Nucci. Questa volta Woody Allen e il baritono Ambrogio Maestri.

Don Carlo apre la stagione della FeniceSi parte il 24 novembre, tra novità e super classici

VENEZIA02 luglio 201916:52

– Sarà il Don Carlo di Verdi il 24 novembre a inaugurare la stagione lirica e balletto del Teatro La Fenice di Venezia, all’interno di una programmazione di successo di pubblico e di conti – per l’ottavo anno chiusura in equilibrio economico – che alterna novità, come il “Pinocchio” di Pierangelo Valtinoni (13 dicembre) o il balletto “Duse” di John Neumeier, con Alessandra Ferri e l’Hamburg Ballett (5 febbraio), alla ripresa di opere di repertorio come “Traviata” e “Trovatore” verdiani o “Il barbiere di Siviglia” di Rossini.
Sono 21 i titoli, con oltre 150 rappresentazioni, in programma per la prossima stagione e l’opera d’apertura prosegue il progetto di rilettura del catalogo di Verdi portata avanti dal maestro Myng-Whun Chung, disegnando una linea artistica di continuità con le ultime inaugurazioni, con “Macbeth” nel 2018 o “Un ballo in maschera” del 2017. La Fenice presenta, tra l’altro, un dittico novecentesco – “A hand of Bridge” di Samuel Barber e “Il castello del principe Berbablù” di Bartok” – (17 gennaio), “Rinaldo” di Handel, nell’allestimento di Pier Lugi Pizzi (19 giugno), o “Rigoletto” per la regia di Damiano Michiletto.

Vladimir il Santo in opera land artOpera con trattore su campo in occasione incontro in Vaticano

VENEZIA02 luglio 201917:02

– Vladimir il Grande detto il Santo ortodosso è il soggetto dell’ultima opera di land art dell’artista veneto Dario Gambarin. In occasione dell’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e Papa Francesco in Vaticano, per il prossimo 4 luglio, Gambarin ha realizzato un ritratto ‘disegnandolo’ senza traccia di partenza su un campo con un trattore. Il principe Vladimir il Grande, detto il Santo ortodosso, fu l’artefice nel 988, della conversione al cristianesimo dell’allora Stato della Russia, per il quale Vladimir Putin, nell’anniversario dei mille anni dalla sua morte ha inaugurato una statua di 17,5 metri d’altezza, nel cuore di Mosca. Gambarin non è nuovo a simili performance legati ad appuntamenti internazionali con temi politici, economici ed ecologici. L’opera di 24mila metri quadrati (100m per 240m) si trova a Castagnaro (Verona), eseguita a mano libera con trattore e aratro su stoppie di grano trebbiato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Oscar più inclusivi, per metà donne
Anche Lady Gaga in Academy. 842 rappresentanti da 59 paesi
NEW YORK02 luglio 201917:21

– Gli Oscar fanno un ulteriore passo avanti verso l’inclusività. Academy ha invitato 842 nuovi membri da 59 paesi e quasi la metà sono donne. Per la prima volta è stata raggiunta la parità di genere. Il soffitto di cristallo si è rotto anche per quanto riguarda i membri non bianchi, tra i nuovi invitati il 29% è di colore mentre le donne hanno aumentato la loro presenza anche tra i settori della regia, la produzione e la sceneggiatura.
Tra le new entry Lady Gaga, Adele, Sterling K. Brown, Claire Foy, Letitia Wright, Tom Holland.
Academy ha oltre seimila membri in 17 settori dell’industria cinematografica. Sono loro che ogni anno votano per assegnare gli Oscar. Da tempo ormai Academy sta cercando di scrollarsi di dosso l’etichetta #oscarsowhite a causa, fino ad ora, di una ratio sproporzionata tra membri maschili e femminili nonché di etnia tra i suoi membri.

Streetwear dell’ Accademia a RinascenteVenti studenti ispirati dalla pietra in Neever tee stop

02 luglio 201918:20

– Dal kimono in raso al giubbino in denim, dalla felpa alla camicia, capi che nascono dalla contaminazione di stili, tra luxury e streetwear, fanno parte della capsule AI X Never tee stop, in esposizione all’interno della Exhibition Area de La Rinascente del via del Tritone, a Roma, fino al 25 luglio e contemporaneamente in vendita per 60 giorni nell’ e-commerce della piattaforma, realizzata dagli studenti del corso di fashion designer dell’Accademia Italiana di Arte Moda e Design nell’ambito della mostra Stone Design- La pietra che ispira. Il progetto artistico è dedicato al più antico dei materiali ed è realizzato dall’Accademia in collaborazione con La Rinascente e aziende italiane del settore.
Venti studenti hanno proposto gli altrettanti capi che compongono la collezione ispirandosi alla pietra e alla sua rilettura in chiave contemporanea alternando lo stile streetwear a quello luxury per un total look pensato per un pubblico ampio.

Yesterday, chi erano mai i Beatles?In sala dal 26/9 Boyle racconta di un mondo senza i Fab Four

03 luglio 201909:33

-La canzone ‘Chiedi chi erano i Beatles’ degli Stadio trova una vera sponda in ‘Yesterday’, film a firma di Danny Boyle, passato al Taofest e in sala dal 26 settembre distribuito da Universal Pictures. Un musical-comedy che porta ancora una volta sul grande schermo la musica pop-rock, al seguito di film come Bohemian Rhapsody e Rocketman, ma questa volta senza biopic: solo la musica dei Beatles. Boyle più il genio di Richard Curtis (co-sceneggiatore), mettono in campo come protagonista uno sfigato alla Millionaire, ma sicuramente meno svelto e per nulla figo, ovvero Jack Malik (Himesh Patel). Un musicista di scarso successo che per campare fa il commesso in un grande magazzino. In Jack non crede davvero nessuno, neppure i genitori. Solo Ellie (Lily James), manager amica, di cui il ragazzo è segretamente innamorato, gli dà un certo credito. Finché una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica, Jack ha un incidente in bicicletta e perde coscienza durante una sorta di blackout planetario. Al suo risveglio tutto sembra come prima, ma non è affatto vero: sono scomparsi i Beatles e le loro canzoni dalla memoria della gente, scomparsi i loro dischi, scomparso tutto della loro esistenza. Mille ricerche su Google da parte di Jack, ma niente compare, come unica voce, solo quella degli scarafaggi. Il panico del musicista diventa ben presto consapevolezza di poter diventare ricco riproponendo lui quei classici del gruppo di Liverpool una volta ricostruiti musica e parole. Da qui la scalata di Jack in un’industria musicale in cui trova come alleato lo stesso Ed Sheeran, nei panni di se stesso, che a un certo punto, con grande autoironia di fronte a canzoni come Let it be ed Help, si definisce solo un Salieri che si misura con novello Mozart. Il film, che ricalca nella formula ‘The Millionaire’, grazie ad alcune soluzioni narrative che non si possono rivelare, scorre fino alla fine sulle note della canzoni dei Beatles che fa davvero strano ascoltare al cinema. Tra le cose che si possono rivelare è che in questo mondo post-trauma, Jack scopre che a scomparire è anche la Coca cola. Anche li quello che conta per sapere la verità di questo mondo 2.0 è sempre Google. La ricerca fatta, con la dovuta ansia dal musicista ormai famoso e milionario, porta però allo sconcertante risultato: ‘Escobar’. Un altro pezzo del vecchio mondo non c’è più..

Altaroma tra giovani e sostenibilitàVigilia #Stopmicrofibre con Marevivo in Accademia Costume & Moda

2 luglio 201919:11N

– La versione estiva di Altaroma partirà domani 3 luglio all’insegna della sostenibilità. La kermesse della moda romana si svolgerà dal 4 al 7 luglio negli spazi del PratiBus District, location post industriale di 5.000 mq frutto della riqualificazione di parte dell’ex deposito Vittoria dell’Atac, dove saranno presentate le collezioni di 100 designer e di circa 400 studenti delle scuole e accademie di moda. Ma il 4 luglio sarà anche una giornata targata Fendi che renderà omaggio a Karl Lagerfeld, suo direttore artistico per 54 anni, sfilando in una location archeologica che la stessa maison romana del Gruppo Lvmh, si è impegnata a restaurare con un finanziamento di 2,5 milioni di euro: il Tempio di Venere sul Palatino. Domani, vigilia della kermesse, il calendario contempla l’inaugurazione della mostra dei lavori degli allievi dell’Accademia di Costume e Moda, e nella stessa sede, al mattino, la presentazione di #Stopmicrofibre, alleanza per un’industria tessile sostenibile promossa da Marevivo.

A Caracalla l’Aida intima di KriefCapolavoro verdiano apre la stagione estiva dell’ Opera di Roma

02 luglio 201919:26

Niente circo, via gli animali esotici, elefanti e cammelli, e spazio al confronto intimo tra i personaggi che cantano quasi sussurrando, “di una semplicità esagerata, come silhouettes disegnate”. Aida apre il 4 luglio a Caracalla la stagione estiva del Teatro dell’ Opera di Roma nella rilettura di Denis Krief, che firma anche scene, costumi e luci, con sul podio il direttore Jordi Bernàcer. Il capolavoro verdiano, che nella magia dell’ immenso scenario delle Terme affascina da sempre appassionati e turisti, per il regista “è un incubo che non auguro a nessuno, una scommessa perché sinceramente penso che Aida abbia più scene intime che grandiose”. L’ Egitto, quindi, per non deludere le aspettative del pubblico affezionato alle rappresentazioni tradizionali nello straordinario set archeologico, evitando però di “contaminare i momenti più di circostanza con quelli ben più lunghi e numerosi d’intimità umana, di conflitti psicologici acuti e profondi”. Lo spettacolo andrà in scena in dieci recite fino al 3 agosto. “La nuova produzione è una grande sfida, un impegno importante con due cast equivalenti” dice il sovrintendente Carlo Fuortes ricordando che il titolo mancava da Caracalla da otto anni. “Aida è l’ opera più emblematica per le Terme – aggiunge – per questo c’è grande attesa. La programmazione richiede scelte accurate perché il pubblico è eterogeneo, non solo italiano, diverso da quello che frequenta il Teatro Costanzi. E’ una grande storia dell’ opera in Italia, un valore che dobbiamo salvaguardare”. Krief, che a Caracalla firmò quattro anni fa la regia di Turandot, ha le idee chiare. “Quando affronto un’opera di Verdi la considero sempre una prima volta, senza scopiazzare quanto si è fatto in passato. Aida è un grande Oratorio in quattro atti. Per la modernità di oggi forse è un po’ statica. Qui Verdi sperimenta strade nuove. E’ un unicum dopo il quale disse che non avrebbe più scritto altre opere”. Il regista si sofferma sull’ atto terzo dove Aida “diventa seduttrice per carpire un segreto di Stato” e parla del finale “di una semplicità sconvolgente”. Per la scena del trionfo, con tutti gli interpreti e il corpo di ballo sul palco, “non c’è regia possibile – avverte – e allora lasciamolo così questo immenso oratorio. Godiamoci i costumi, i ruderi e la bella musica”. Per il maestro Jordi Bernàcer, che ha debuttato a Caracalla due anni fa con Carmen, “è una prima molto speciale. Aida è molto difficile dal punto di vista musicale. Non c’ è un ruolo semplice. E’ un mix di tensione ed energia, di scene corali e intime”. Il cast vedrà alternarsi Vittoria Yeo e Serena Farnocchia nel ruolo di Aida; Alfred Kim e Diego Cavazzin come Radamès; Judit Kutasi e Silvia Beltrami in Amneris. Il Re è Gabriele Sagona; Marco Caria e Andrii Ganchuck impersonano Amonasro; Adrian Sâmpetrean e Alessio Cacciamani saranno Ramfis. Dopo la “prima” di giovedì 4 luglio, Aida si replica venerdì 5, sabato 6, domenica 7, venerdì 12, sabato 13, giovedì 18, mercoledì 24, mercoledì 31 luglio e sabato 3 agosto. L’opera avrà i sottotitoli in italiano e in inglese. La stagione estiva di Caracalla, in programma fino all’ 8 agosto per un totale di 36 serate, proporrà inoltre La Traviata e il balletto con Romeo e Giulietta e altri appuntamenti extra. “Offerte diverse accomunate dalla qualità – sottolinea Fuortes – la chiave che ci ha permesso l’anno scorso di raggiungere 92.220 spettatori, un record che quest’ anno vorremmo superare”.

Mostra su Balestra a Forte dei Marmi250 capi e disegni nel Fortino, dialogo con opere di Nocera

02 luglio 201920:22

Celeblueation , la mostra antologica dedicata a Renato Balestra è approdata a Forte dei Marmi. Per l’occasione il Fortino che ospita l’esposizione di abiti e bozzetti si colora di blu Balestra, colore preferito del couturier sempre presente nelle sue collezioni.
Organizzata dall’Assessorato alla Cultura, nell’ambito del cartellone “Estate al Forte 2019” in collaborazione con il Comitato Villa Bertelli su interessamento del presidente Ermindo Tucci, prodotta da Armando Fusco productions, la mostra, dedicata all’attività dello stilista, inaugurerà il 4 luglio per aprire il giorno dopo al pubblico e concludersi il 4 agosto. Il nuovo allestimento ripensato per il Fortino con un’esposizione – dialogo con le opere pittoriche e scultoree dell’artista Antonio Nocera, dà vita a un poetico tra sogno, fiabe e un mondo blu, un dialogo speciale in cui i due maestri sembrano affermare che la vera arte esclude ogni fine che non sia la bellezza. Esposti oltre 250 bozzetti, disegni e abiti scelti personalmente da Balestra.

Morto Mago Gabriel, icona tv anni ’90Diventato personaggio televisivo grazie satira, aveva 79 anni

TORINO02 luglio 201920:50

Negli anni ’90 era uno dei bersagli preferiti della loro satira. La Gialappa’s Band dà l’addio a Mago Gabriel, al secolo Salvatore Gulisano, morto a Torino a 79 anni. Di origini palermitane, compariva nelle trasmissioni di alcune tv private, dove il trio lo aveva notato per i modi di dire e di fare assurdi. Si faceva passare per medium, millantando presunti poteri speciali diventati ben presto oggetto di comicità sul piccolo schermo. A dare la notizia è il suo manager, Renato D’Herin, su Facebook: “Ieri purtroppo ci ha lasciato un artista a cui sono molto affezionato, il mago Gabriel, una figura fuori dagli schemi tradizionali… ma con un grande Cuore. Ti ho voluto bene, riposa in pace Gabriello. Ti voglio dare l’ultimo saluto col nome affettuoso con cui ti ho sempre chiamato. Il tuo Reno, come mi chiamavi tu”. Ospite in diverse trasmissioni, era solito pronosticare i risultati di Juventus e Torino, in realtà mai azzeccati, e fare esperimenti della “paragnottica”, come definiva l’arte dell’esoterismo.

Morto Ennio GuarnieriDirettore della fotografia, lavorò a lungo con Zeffirelli

FIRENZE02 luglio 201915:45

E’ scomparso a 88 anni Ennio Guarnieri, direttore della fotografia che lavorò tra l’altro a lungo con Franco Zeffirelli. Guarnieri è morto ieri a Licata (Agrigento): a riferirlo la Fondazione Zeffirelli in una nota nella quale Pippo Zeffirelli, uno dei due figli adottivi del regista recentemente scomparso, esprime le condoglianze.
“Il mondo del cinema perde un grande artista e, personalmente, io perdo un amico – afferma Pippo Zeffirelli -.
Ennio è stato a lungo collaboratore del maestro Zeffirelli condividendo momenti straordinari di lavoro come direttore della fotografia di numerose pellicole, come Fratello sole, sorella luna, che gli procurò il primo Nastro d’argento nel 1972, poi La Traviata (di nuovo premiato con il medesimo riconoscimento) nel 1983, quindi l’Otello nel 1986, Storia di una capinera nel 1993 e fino a Callas Forever, l’ultimo film diretto da Zeffirelli. Ma il suo curriculum è sterminato, avendo lavorato con tutti i più grandi registi. Mancherà a tutto il cinema che lo piange”.

Torino Film Festival ricorda Mario Soldati’Giornata Soldati’ con film, spezzoni e memorie

TORINO02 luglio 201915:46

Durante la 37/a edizione, in programma dal 22 al 30 novembre 2019, il Torino Film Festival omaggerà Mario Soldati, nel ventennale della morte, con una ‘Giornata Soldati’, promossa insieme a Rai Teche e il Dams dell’Università di Torino.
L’evento si terrà nella sala 3 del Cinema Massimo-Museo Nazionale del Cinema e che, dallo scorso anno, è stata intitolata ‘Sala Soldati’.
Verranno proiettati non solo alcuni film di Mario Soldati, ma anche spezzoni ed episodi delle sue serie televisive, delle sue inchieste giornalistiche, delle sue interviste, intervallati, a blocchi, da interventi di familiari, amici, collaboratori, esponenti del mondo della cultura che porteranno la loro testimonianza sull’autore.
Il giorno dopo si terrà un convegno di studi sull’autore che proseguirà all’Università Sapienza, come per ristabilire il ‘legame autobiografico’ Torino-Roma descritto da Soldati in uno dei suoi romanzi più belli, ‘Le due città “.

James Bond a Gravina PugliaDue mesi di riprese per il nuovo film, 25/o episodio della serie

BARI02 luglio 201915:56

– James Bond è atteso a Gravina di Puglia – e nel suo habitat rupestre – dove sono cominciati, annuncia il Comune, “i preparativi per le riprese di B25, il venticinquesimo episodio della famosa serie cinematografica che ha per protagonista l’agente del servizio segreto britannico creato nel 1953 dallo scrittore Ian Fleming. Nel nuovo film, prodotto da Eon Productions per Metro-Goldwyn-Mayer e Universal Pictures, a incarnare l’agente dell’MI6 sarà, per la quinta volta, l’attore Daniel Craig”. Nel cast anche Rami Malek, Naomie Harris, Lèa Seydoux e Ben Whishaw. Alla regia, Cary Fukunaga (Jane Eyre e la serie True detective). Dopo la firma delle relative intese, adesso è “ufficiale: Gravina sarà interessata dalle riprese per due mesi, ad agosto e settembre”, per “la nuova pellicola, ambientata in mezzo mondo”.
In mattinata incontro organizzativo, presenti il sindaco Alesio Valente, uffici comunali, Polizia Locale, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio di Bari e i referenti della Lotus Production srl

Sara Serraiocco al Giffoni Film FestivalIl 20 luglio riceverà l’Explosive Talent Award

SALERNO02 luglio 201917:01

– L’attrice Sara Serraiocco sarà al Giffoni2019 per incontrare i giurati della 49esima edizione, in programma dal 19 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno). Sabato 20 luglio il suo esordio al Festival dove riceverà il riconoscimento assegnato ai migliori artisti emergenti italiani ed internazionali, l’Explosive Talent Award.
La sua Nora di Non è un paese per giovani, travolgente e malinconica, ha mostrato il carisma e la versatilità di un’attrice dal talento indiscusso, mentre con La ragazza del mondo ha conquistato il premio Pasinetti. Accanto a Claudio Santamaria è stata la protagonista di Brutti e Cattivi, mentre attualmente è su Netflix con Lo spietato, diretta da Renato De Maria. Una carriera contraddistinta da premi, la giovanissima attrice dallo sguardo intenso è considerata una delle promesse del cinema internazionale.

A teatro, Guidi, Asti, BranciaroliLa Dante e Sofocle, Riccobono e la Shammah, Lo Cascio e la Luna

03 luglio 201911:24

– Adriana Asti con ”La ballata della zarina” di Broch, il ”Fashion Freak Show” di Jean Paul Gaultier, Emma Dante che firma ”Esodo” dall’Edipo re di Sofocle e la top model Eva Riccobono, diretta da Andrée Ruth Shammah in ”Coltelli nelle galline” di David Harrower, tutti al 62/o Festival dei due mondi di Spoleto (PG). E ancora, Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia con il ”Pirandello pulp” di ”Maurizio IV” e Viola Graziosi con ”Il racconto dell’ancella” dal romanzo di Margaret Atwood, al Napoli Teatro Festival Italia; Franco Branciaroli in ”Moby Dick” di Melville al Festival shakespeariano di Verona e ”Sogno di una notte dimezza estate” secondo Riccardo Cavallo al Globe Theatre di Roma; Luigi Lo Cascio tra ”Storie dell’altro mondo, notte di racconti, miti, favole e allunaggi” alle Orestiadi di Gibellina (TP) fino al ”Dragon, rest your head on the seabed” al 49/o Santarcangelo Festival (RN): sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

A Caracalla l’Aida intima di KriefCapolavoro verdiano apre la stagione estiva dell’ Opera di Roma

02 luglio 201919:19

iente circo, via gli animali esotici, elefanti e cammelli, e spazio al confronto intimo tra i personaggi che cantano quasi sussurrando, “di una semplicità esagerata, come silhouettes disegnate”. Aida apre il 4 luglio a Caracalla la stagione estiva del Teatro dell’ Opera di Roma nella rilettura di Denis Krief, che firma anche scene, costumi e luci, con sul podio il direttore Jordi Bernàcer. Il capolavoro verdiano, che nella magia dell’ immenso scenario delle Terme affascina da sempre appassionati e turisti, per il regista “è un incubo che non auguro a nessuno, una scommessa perché sinceramente penso che Aida abbia più scene intime che grandiose”. L’ Egitto, quindi, per non deludere le aspettative del pubblico affezionato alle rappresentazioni tradizionali nello straordinario set archeologico, evitando però di “contaminare i momenti più di circostanza con quelli ben più lunghi e numerosi d’intimità umana, di conflitti psicologici acuti e profondi”. Lo spettacolo andrà in scena in dieci recite fino al 3 agosto.

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ALLE 10:40 DI MARTEDì 02 LUGLIO 2019

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Bianca Guaccero, mi racconto per mia figlia
L’attrice si mette a nudo in Il tuo cuore è come il mare

01 luglio 2019 08:27

– BIANCA GUACCERO, ‘IL TUO CUORE E’ COME IL MARE’ (RAI LIBRI, euro 16,00) “A 15 anni volevo scrivere un libro, ma avevo troppe domande e poche risposte. Allora mi feci la promessa che lo avrei scritto a 40 anni. L’ho fatto a 38”. E’ stato per sua figlia Alice che Bianca Guaccero ha realizzato il sogno coltivato da adolescente di raccontarsi con la scrittura, mettendo tutta se stessa ne “Il tuo cuore è come il mare”, edito da Rai Libri. “E’ stata la mia bambina di 4 anni a darmi la forza di scrivere”, rivela l’attrice intervistata a Matera, “un figlio ti impone di crescere, di avere coraggio per affrontare se stessi. Io non ho voluto nascondermi, anche nelle mie debolezze”.In questo libro – che “sembra una sorta di romanzo epistolare”, dice -l’attrice e conduttrice (tornerà a settembre su Rai2 con Detto fatto e su Rai3 sarà la protagonista di un docufilm dedicato a Virna Lisi) racconta l’altalena di esperienze, delusioni, gioie e avventure emotive che è stata ed è la sua vita: “Non sento che ci sia nulla di speciale nella mia storia. Io volevo solo trovare un canale profondo per entrare in contatto con me stessa”, rivela, “anche per far capire ad Alice che nessuno è un supereroe”. “Dentro ognuno di noi ci sono un gigante e un nano: vanno amati entrambi, perché la vita è fatta di bellezza, sogni, passioni, benevolenza ma anche di colori più scuri, di sofferenza e fragilità”, racconta ancora, “e io voglio educare Alice a essere coraggiosa, anche a non aver paura di essere diversa”. Usando le fiabe e i cartoni animati, l’autrice trova un linguaggio semplice ma appassionato per costruire un libro che “forse non è proprio per bambini, ma io ho immaginato che mia figlia crescendo lo possa leggere nelle varie fasce d’età”. “Ho voluto superare qualche tabù, anche quello della sofferenza: infatti ho raccontato anche della separazione dal suo papà”, dice, “non perché volessi fare una biografia ma per parlare dell’animo umano, per farle capire che non sempre si può essere al top, e che a volte ci si può concedere il lusso di piangere “.Se nel libro si mette a nudo rivelando i suoi sentimenti più profondi, in tv l’artista rivela una grande carica di ironia e autoironia: “non avevo mai messo a disposizione del mio lavoro questo lato del mio carattere: ma io nella vita sono così, una pagliaccia”, afferma, “in Detto fatto è stato naturale, e le persone mi scrivono per dirmi che le faccio ridere”. “Io sono come un puzzle, in cui le varie forme di comunicazione fanno uscire tante forme di me. Mi sento una disadattata ma nell’arte trovo il mio modo di esprimermi”, dice prendendosi un po’ in giro, “in tv sono autoironica, il libro mi ha aiutato a far uscire fuori le miei paure e ad amarle, la recitazione è la mia parte più drammatica, il canto è la libertà mentre quando ballo è l’unico momento in cui esprimo la mia sensualità”. Tra tante esperienze professionali realizzate, resta un grande sogno per il futuro: “vorrei riportare in tv i vecchi varietà, come Milleluci o Fantastico”, rivela, “ma ho ancora bisogno di studiare. E con Detto fatto sto continuando a imparare”.

Annabelle 3, la bambola horror torna a casaArriva il 3 luglio terzo episodio firmato da Dauberman

01 luglio 201912:55

– In quel binomio perfetto che unisce ogni anno horror e caldo arriva in sala puntuale un film ‘da paura’ come ‘Annabelle 3’, terzo capitolo della saga con protagonista la famigerata bambola malefica dell’universo della serie tv The Conjuring. Gary Dauberman, già sceneggiatore dei film ‘Annabelle’, ‘IT’ e ‘The Nun – La vocazione del male’, debutta alla regia in questo film che sarà in sala dal 3 luglio con la Warner e nel quale c’è il ritorno a casa della demoniaca bambola. Questa la storia. Determinati a impedire ad Annabelle di continuare a seminare il caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola da loro posseduta nella loro casa a Monroe, nel Connecticut. E la chiudono nella stanza cosiddetta dei ‘manufatti’, una stanza blindata dove Annabelle è apparentemente “al sicuro” dietro un vetro consacrato grazie alla benedizione di un sacerdote. Ma, come si sa, i demoni non si perdono mai d’animo e vanno a colpire dove è più facile, ovvero su Judy, la figlia di dieci anni dei Warren e la curiosità delle sue amiche.A quanto comunque i Warren hanno dichiarato nel loro Ghost Hunters e scritto anche in The Demonologist, la vera bambola protagonista di questa saga era stata ricevuta in dono nel 1968 da una ragazza che studiava da infermiera.In seguito ad alcuni inquietanti incidenti e a ritrovamenti bizzarri della bambola, come se si muovesse o si spostasse da un luogo all’altro, la ragazza e il suo fidanzato si recarono da una medium che disse loro che era posseduta dallo spirito di una bambina, Annabelle. In seguito a questo la bambola venne portata dai Warren che la chiusero nel loro museo, dopo averla definita vittima di possessione demoniaca.Nel film di Dauberman la partecipazione di McKenna Grace nel ruolo di Judy; Madison Iseman, in quello della sua babysitter, Mary Ellen, e, infine, Katie Sarife nei panni della sua amica tormentata Daniela. Patrick Wilson (“Aquaman”) e Vera Farmiga (“The Conjuring) riprendono i loro ruoli di Ed e Lorraine Warren.Una curiosità. Il vero e proprio Museo dell’Occulto dei Warren è il più antico e unico nel suo genere, e contiene numerosi manufatti infestati collezionati dai demonologi Ed e Lorraine Warren. Molti di questi che appaiono in Annabelle 3 si ispirano a quelli del museo reale, i quali, per si sicurezza, non possono mai essere rimossi.

Bregovic in ‘prima’ al Ravenna FestivalTarga Presidente Repubblica premia 30/a edizione della rassegna

RAVENNA01 luglio 201912:31

Un concerto per orchestra sinfonica, tre violini solisti e voci: è ‘From Sarajevo’ di Goran Bregovic, in prima italiana il 2 luglio al PalaDeAndrè nell’ambito del Ravenna Festival. L’artista balcanico vi torna dopo vent’anni, di nuovo con la Wedding and Funeral Orchestra, ma ora anche con l’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani, con una band gitana di fiati, un manipolo di voci maschili, due ‘voix bulgares’ e i violini solisti delle tre religioni monoteiste. Tre lettere d’amore per la Gerusalemme dei Balcani, contesa e dilaniata da guerre in ogni epoca, ma anche un legame che si rinnova fra due città già unite dal primo concerto ‘Le vie dell’Amicizia’, nel ’97, progetto che del festival rappresenta, con la guida di Riccardo Muti, la sintesi più alta.
Per l’appuntamento con Bregovic sarà a Ravenna una delegazione da Sarajevo guidata dal sindaco Abdulah Skaka.
A Ravenna Festival è stata consegnata anche quest’anno la targa del Presidente della Repubblica, come riconoscimento per la 30/a edizione.

Correggio dall’Ermitage a Reggio Emilia’Ritratto di giovane donna’ sarà in mostra dal 24 ottobre

REGGIO EMILIA01 luglio 201912:45

– Per cinque mesi, dal 24 ottobre all’8 marzo 2020, i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia accoglieranno uno dei capolavori del Rinascimento: il ‘Ritratto di giovane donna’ del Correggio. L’opera giungerà in prestito dal Museo Ermitage di San Pietroburgo in una delle terre d’elezione dell’artista reggiano, a cinque secoli dalla sua esecuzione, attorno al 1520, grazie a un accordo firmato dalla città di Reggio Emilia e dalla Fondazione Palazzo Magnani con l’istituzione russa.
Il ‘Ritratto di giovane donna’ di Antonio Allegri detto il Correggio (c.1489-1534) è certamente il più importante ritratto eseguito dal pittore. Nulla si sa della committenza e delle successive vicende collezionistiche del quadro: la sua prima apparizione moderna è nella raccolta del principe Jusupov nella Russia dei primi anni del Novecento. “E’ uno dei grandi capolavori della ritrattistica rinascimentale – sottolinea il presidente della Fondazione Davide Zanichelli – equiparabile ai grandi ritratti di Leonardo e Raffaello”.

Due anteprime l’11 luglio per UJ 19Il festival in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio

PERUGIA01 luglio 201912:50

Umbria Jazz 19, in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio, inizierà con due anteprime l’11 luglio.
Alle 18 in Piazza Bellini a Ponte San Giovanni, abbinamento tra musica e gastronomia con la band di Michael Supnick e dalle 21 in Piazza IV Novembre, Wee Willie Walker & The Anthony Paule Soul Orchestra e Con Brio.
Dal Massachusetts di cui è originario Michael Supnick si è trasferito nel 1986 in Italia dove si è accreditato come uno dei più autorevoli interpreti del jazz delle origini, dal Dixieland allo Swing. Una attività intensa, quella del trombettista, trombonista, cornettista e cantante americano, tra cinema, sigle televisive e radiofoniche, jingle, dischi e tour (tra gli altri, con Lino Patruno, Renzo Arbore, Larry Franco e alla guida della sua Sweetwater Jazz Band). L’evento sarà anche l’occasione di dare il benvenuto ai numerosi ragazzi che frequentano le Clinics del Berklee College of Music.

Assomusica, disagi per ticket nominaliPresidente Spera, non si risolvono problemi secondary ticketing

01 luglio 201914:11

– Assomusica continua la sua battaglia contro i biglietti nominativi per i concerti dal vivo e denuncia “i tanti problemi” che determinano nel giorno, oggi, in cui entra in vigore la norma. Non servono a ridurre il bagarinaggio, creano code enormi e lungaggini per gli appassionati di musica, fanno aumentano i costi dei ticket e quelli degli organizzatori, la sintesi dell’associazione alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia.
“Siamo contrari a ogni forma di bagarinaggio, ma i consumatori devono sapere che con i costi dei biglietti aumenteranno, cambiare il nome dell’utilizzatore non sarà una procedura veloce e si creeranno più code agli ingressi per i controlli”, sottolinea il presidente Spera che osserva “nel calcio non sono serviti a ridurre il fenomeno”. Spera chiede “o di chiudere i siti di secondary ticketing o di renderli legali come in Germania dove è previsto un ricarico massimo del 20% ma si potrebbe scendere al 15 o al 10”.

Harrower e il potere delle paroleA Napoli inusuale dramma contadino al femminile, che sarà anche a Spoleto

NAPOLI01 luglio 201919:33

“Devo mettere i nomi in tutto quello che ho davanti come quando metto il coltello nello stomaco di una gallina”: è la battuta chiave della protagonista di questo dramma forte, al femminile, dall’inusuale ambientazione contadina, di aura tragica e primitiva tra lavoro nei campi a cura delle bestie, ma in cui la scrittura ha un ruolo centrale, intitolato appunto ‘Coltelli nelle galline’, dello scozzese David Harrower e presentato al Napoli Teatro Festival da Andree Ruth Shammah e il Teatro Franco Parenti, prima di portarlo al Festival di Spoleto dal 5 al 14 luglio e in tournée la prossima stagione.In un’imprecisata lontana epoca, abitano in un piccolo villaggio i tre personaggi timorati, anzi timorosi di Dio, la donna, appunto chiamata semplicemente ‘donna’ dal marito Pony William che passa le giornate a arare i campi usando i suoi amatissimi cavalli, e il mugnaio Gilbert Horn, di cui sparlano tutti, sempre chiuso nel suo mulino mentre a lavorare è la pietra che macina grano. Appaiono come archetipi, pur delineati nella propria umanità attraverso azioni e dialogo essenziale e talvolta recitano anche le didascalie che li riguardano, quasi per un’ulteriore spersonalizzazione esemplare. E la bella scena di Margherita Palli sembra partire da questo, praticamente nuda, salvo il giaciglio a terra degli sposi e il tavolino del mugnaio, ospita, mossi, messi avanti a seconda delle scene, modellini della casa, della stalla, del mulino, mentre sullo sfondo si proietta una finestra da cui si vede il cielo per alludere a un interno, o campi e boschi per l’esterno.Tutto inizia quando Pony William, rozzo, orgoglioso della propria fatica e della propria mascolinità, paragona la moglie a un campo e lei, che nella sua elementare concretezza non concepisce un uso figurato, metaforico del linguaggio, entra in crisi, chiede cosa voglia mai dire, mentre lui chiude ogni discorso dicendole “tu sei come penso io” portandosela poi a letto. E quando, per un impegno di lui (che tra l’altro lei ha scoperto la tradisce con altre donne) sarà la donna a dover andare al mulino con i sacchi di frumento e scoprire che la diversità del mugnaio che fa paura a tutti è che questi legge e scrive e l’affascina, mettendole in mano la penna e spingendola a scrive il proprio nome, come a rivelarsi quale persona. Le parole diventano così via via protagoniste nel loro legame con le cose, con la realtà, nella loro capacità di cogliere il cambiare ogni giorno delle cose, come in natura, quasi un sortilegio, una magia nella realtà di un’esistenza, di un villaggio praticamente muto, dove quello che ognuno ha in testa, comprese le parole essenziali, ce le ha messe Dio. Il fatto è che con la scrittura e la cultura il mugnaio stesso è passato pian piano da Dio a Io come artefice (e così potrà ideare una propria vendetta verso la cattiveria degli altri) e poi guida un percorso di conoscenza della donna, seducendola, insinuandosi, regalandole la penna attraverso cui metterà in crisi le sue idee preconcette, la solidità e concretezza della sua vita, del suo matrimonio, facendole scoprire che esiste altro e che ognuno può fare scelte personali, arrivando così anche ad azioni rivoluzionarie, estreme.Le parole seducono, le parole liberano, le parole sono coscienza e Harrower vuole dirci che segnano, come la storia della donna nella cui testa germinano come semi in un campo, quella dell’uomo e la trasformazione della società. Un dramma singolare che sembra suscitare echi di atmosfere diverse e lontane, da quelle di Gerhart Hauptmanna a Ugo Betti, a certi noir americani, mentre la scrittura di Harrower appare elementare e assieme molto articolata, capace di sviluppare la propria profondità attraverso una serie implacabile di non facili confronti a due, in cui la brama sessuale si trasforma in brama di conoscenza nella donna, ruvida, istintiva e dolce assieme e come mossa da una forza, una tensione appassionata interiore che avvertiamo vera nella rappresentazione che ce ne dà un’ottima Eva Riccobono, che ha accanto, diversamente umani e reali nei loro caratteri, l’egoistico e orgoglioso William di Alberto Astorri e il prepotente e insinuante Gilbert di Pietro Micci, che hanno meritato e lunghi e calorosi applausi finali.

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Milo, la mia Posta del cuore per le donne
Su Rai1, l’attrice protagonista del programma di Diaco ‘Io e te’

01 luglio 201919:30

“Sono una donna molto emotiva. Mi commuovo, soprattutto davanti alla bellezza e alle emozioni. Ora mi dovrò un po’ controllare o diranno che piango sempre”. Scoppia in una risata Sandra Milo, la diva del grande cinema e della Dolce Vita, attrice prediletta di Federico Fellini, ma anche l’eterna ragazza della tv, ancora oggi che con gioiosa serenità sfoggia le sue 86 primavere. “Il tempo che passa? Una volta facevo un sacco di cure, oggi non più – ammette – Tanto, sanno tutti quanti anni ho. E poi la bellezza fa un lungo viaggio e passa per altri luoghi. Se la mente è sana, se il cuore è sano, anche il corpo lo è”. Lo dice anche a tutte le ragazze e signore, ma anche agli uomini, che le scrivono a ‘Io e te’, il programma condotto da Pierluigi Diaco dedicato alle emozioni, che per titolo prende a prestito un celebre verso di Vasco Rossi, in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì alle 14 su Rai1.Per la Milo, è il frutto di una seconda giovinezza professionale, che le ha portato molto affetto anche da parte del nuovo pubblico. “Credo dipenda dal fatto che sono una persona sincera, che nel bene e nel male non si è mai nascosta. La verità per me paga sempre – riflette – Solo dopo un tradimento non ho detto la verità. Ma quello non è mentire, è tacere – ride – Oggi sono una donna che lavora, responsabile, che non si risparmia. Mi vergognerei se non mi impegnassi ogni volta con tutte le mie forze. Il resto verrà, non verrà, però io devo sapere di aver fatto del mio meglio”. In particolare, Sandra è protagonista con Valeria Graci della Posta del cuore cui risponde in diretta, con la verve e spontaneità che la contraddistinguono. “Quando incontro le persone, per strada o al supermercato – racconta – mi dicono: ‘la ascolto sempre, perché dice cose che sento anche io’. È bellissimo trovare un’eco nel cuore degli altri. Forse mi capita perché riesco a dare più spazio all’istinto che alla ragione. Tutto costa un po’, ma sono fatta così”.Anche nel caso delle sue ultime confessioni in tv, quando qualche mese fa ha ammesso davanti a tutti di avere serissimi problemi economici. “Non sono pentita – commenta – Ho deciso io di raccontarlo. Non sono una donnetta e non importa se gli altri mi giudicano male. È un loro diritto. Oggi devo ringraziare alcune donne come Silvia Toffanin ed Eleonora Daniele e tantissime persone che mi sono state amiche. Le donne hanno finalmente imparato a essere complici fra loro, a essere amiche solidali”, aggiunge con commozione. E allora, alle donne che scrivono a ‘Io e te’ cosa consiglia? “Di smettere di essere ‘cattive’ con gli uomini – dice – Dobbiamo recuperare il nostro ruolo di grandi madri, di protettrici, angeli della famiglia. È il ruolo che può tenere unito il mondo, allontanare la violenza. Abbiamo noi questa responsabilità, non gli uomini”.E nella vita di Sandra Milo, non manca un amore? “Io l’amore ce l’ho – risponde di getto lei – Ho tre figli, cui ho fatto da madre e da padre e che per fortuna mi hanno sempre tenuta con i piedi per terra. Un nipotino stupendo, gli amici. E sul cuscino, la foto di ‘lui'”, dice appena sussurrando il nome di Federico Fellini. “l’uomo più importante della mia vita. Lo è stato e lo è ancora. Rimpianti? Nessuno, grazie a Dio, né rimpianti, né rimorsi”.

Nuovo logo per Galleria dell’AccademiaVolto David tra lettere G e A con colori blu e bianco

FIRENZE01 luglio 201915:44

Il blu ceruleo, quello dei manti di Maria nelle tavole in collezione, e il bianco caldo delle sculture michelangiolesche hanno ispirato il colore del nuovo logo della Galleria dell’Accademia di Firenze: il volto del David stretto tra le lettere ‘G’ e ‘A’. Ad annunciarlo la direttrice del museo Cecilie Hollberg che oggi ha presentato alla stampa anche il nuovo carattere tipografico ispirato agli elementi testuali ricorrenti nei dipinti rinascimentali esposti nel museo, e la segnaletica interna ed esterna. Il nuovo carattere verrà utilizzato per tutte le titolazioni e nelle diverse applicazioni entro la fine dell’anno. Si tratta di un progetto di identità visiva dell’Accademia curato da ‘Mybosswas’ (Torino) e dall’architetto Piero Guicciardini. “Era indispensabile dotare l’Accademia di un logo intelligente, funzionale ed elegante – ha sottolineato Hollberg -. Abbiamo lavorato sul completo ripensamento della segnaletica esterna e interna al museo, sull’area di accoglienza, su un sistema di pannelli esplicativi e didascalie che garantissero a tutti una migliore fruizione”.

Nuovo singolo per Fabio RovazziIl 10 luglio esce Senza Pensieri con Loredana Bertè e J-Ax

01 luglio 201915:59

Fabio Rovazzi annuncia l’uscita di un nuovo singolo: il 10 luglio arriva in radio e in digitale “Senza pensieri” (Viorgin Records/Universal Music), con la collaborazione di Loredana Bertè e J-Ax.
Il brano si annuncia già come possibile tormentone, dopo i precedenti Faccio quello che voglio (di un anno fa) con Emma Marrone, Nek e Al Bano, Volare con Gianni Morandi del 2017, Andiamo a comandare e Tutto molto interessante, entrambi del 2016.

Sting al Forum di Milano il 29 ottobreTappa del tour europeo My Songs, che ripercorre suoi successi

01 luglio 201916:04

Sting farà tappa anche a Milano, il 29 ottobre al Mediolanum Forum, con il suo tour europeo My Songs. Sting: My Songs sarà un tour che si concentrerà sulle canzoni più amate scritte dall’artista durante la sua prolifica carriera come solista e frontman dei Police, costellata di successi e premi tra cui 17 Grammy Awards. I fan avranno modo di sentire hit come Englishman in New York, Fields of Gold, Shape of My Heart, Every Breath You Take, Roxanne, Message in a bottle.
Sting suonerà come sempre accompagnato dalla sua band.

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Arrivano spot per disabili vista e udito
L’iniziativa di Procter & Gamble con l’Unione ciechi

01 luglio 201917:18

Stanno per arrivare anche in Italia gli spot televisivi fruibili da persone con disabilità visive e uditive: incorporano nei messaggi pubblicitari una narrazione audio del contenuto per descrivere le immagini mostrate e i sottotitoli. A lanciare l’iniziativa è Procter & Gamble, in base agli esempio già realizzati in Spagna e Regno Unito, e in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. P&G è in attesa dell’adeguamento tecnologico per la messa in onda di queste pubblicità da parte dei principali network tv italiani.
“P&G crede da sempre nella valorizzazione delle diversità e nell’inclusione”, dice Valeria Consorte, direttore marketing e media Procter & Gamble in Italia. “Già da dieci anni in alcuni paesi del mondo ha introdotto i sottotitoli negli spot e dallo scorso anno ha deciso di rendere la sua pubblicità più inclusiva con audio-descrizioni che rendano gli annunci pubblicitari per la tv accessibili anche ai milioni di consumatori affetti da cecità completa o da disabilità visive”. “In Europa – ricorda – siamo già attivi in Spagna e nel Regno Unito ed ora il nostro desiderio è di iniziare quanto prima anche in Italia con tutti i nostri marchi principali. Alcuni canali italiani stanno già trasmettendo parte dei propri contenuti con modalità accessibile alle persone con disabilità visiva e con sottotitoli, ma questo adattamento non è ancora stato realizzato per gli intrattenimenti pubblicitari, richiedendo un investimento alle aziende per la modifica degli spot e ai network tv per un adeguamento della tecnologia per la messa in onda”.

The Witcher, prime foto serie NetflixFantasy basata sull’omonima saga bestseller: Geralt, Yen e Ciri

01 luglio 201917:42

I mostri peggiori li creiamo noi: Netflix diffonde le prime immagini dei protagonisti dell’attesissima serie originale The Witcher: Geralt (Henry Cavill), Yennefer (Anya Cholatra) e Ciri (Freya Allan). Diffusi oggi anche il logo della serie e il teaser poster.
The Witcher, serie fantasy basata sull’omonima saga bestseller, di Andrzej Sapkows è il racconto epico di una famiglia e del suo destino. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Il suo destino si intreccerà poi con quello di una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto. I tre si ritroveranno ad attraversare insieme un mondo sempre più instabile.
Nel cast anche Jodhi May (Game of Thrones, Genius) – Calanthe Björn Hlynur Haraldsson (Fortitude) – Eist Adam Levy (Knightfall, Snatch) – Mousesac.uscirà in streaming verosimilmente negli ultimi mesi del 2019.

Checco Zalone, arriva la nuova commediaTolo Tolo uscirà il 1 gennaio 2020. Dopo 4 anni il nuovo film dell’attore, per la prima volta anche regista

01 luglio 201920:08

glietta verde, cappello di rafia in testa, l’aria tesa e concentrata e sullo sfondo capanne di paglia e un africano che sorseggia una bevanda: è l’immagine del santino Checco Zalone stampata sul listino di Medusa. Dopo tre anni (che poi saranno quattro visto che uscirà il 1 gennaio 2020) di attesa finalmente il nuovo film dell’attore, questa volta per la prima volta anche regista, intitolato Tolo Tolo e girato in Kenia, è pronto a dominare gli incassi del cinema italiano. L’amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta, con accanto il presidente Carlo Rossella, illustra le dieci uscite per l’anno che verrà e lo stile, al solito, è di understatement ma è chiaro che il terremoto Zalone è quel che loro e gli esercenti attendono da tempo: di un autore capace di fare le file fuori la sala come nessuno più mai e di intercettare la pancia degli italiani con temi importanti facendoci ridere di noi stessi. L’ultimo precedente ha la cifra record di 70 milioni di euro, Quo Vado? I tempi sono cambiati, non c’era l’esplosione delle piattaforme ma la forza comica del pugliese questa volta espatriato a Malindi fa ovviamente sperare.”La ‘vera’ magia è solo in sala.” è lo slogan di Medusa, un messaggio neanche troppo subliminale al pubblico distratto dai device, dai film sullo smartphone e dal binge-viewing sul salotto di casa. “Sarò retorico – dice Letta – ma per noi il cinema è in sala e a prescindere dal fenomeno streaming continuiamo a puntarci”. Medusa ha nel dna la commedia, “questa volta – prosegue l’ad – in tutte le declinazioni possibili”. Rischio ingorgo? “Dopo Zalone abbiamo programmato Odio l’estate con Aldo Giovanni e Giacomo il 30 gennaio, immaginando una tenitura importante per Tolo Tolo e un lancio di AG & G con i trailer durante il film di Checco”. La presentazione del listino è l’occasione di un primissimo bilancio dell’estate al cinema appena cominciata: “ci vorranno tre anni per osservare se c’è stato il cambiamento delle abitudini degli italiani. Intanto mi sembra una buona partenza – spiega Letta – con un grande impegno delle major a distribuire film-evento che al momento stanno funzionando. Il cinema italiano ci sta mettendo un po’ di più perchè gli incentivi del governo sulle uscite estive si sono capiti dopo. La fatica più grande è convincere gli autori stessi a considerare l’uscita d’estate. Ma anche qui è una questione di abitudine, Il traditore di Bellocchio e Ma cosa ci dice il cervello con la Cortellesi ad esempio, usciti in un periodo già ‘critico’ hanno avuto bei riscontri”. L’apertura di stagione per Medusa sarà con un debutto: Tuttapposto, dal 3 ottobre, regia di Gianni Costantino con Roberto Lipari studente universitario che inventa un’App per valutare i professori nell’intento di eliminare i voti raccomandati (peccato lui sia il figlio del rettore). Il 17 ottobre esce Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi con un cast corale guidato da Bisio, Rubini, Insinna, Lucia Ocone tra gli altri. Brizzi ha ben due film in listino: nel 2020 uscirà La mia banda suona il pop con De Sica e Abatantuono. Dal 30 ottobre L’Uomo del labirinto, atteso secondo film dello scrittore Donato Carrisi un thiller mozzafiato con Toni Servillo e Dustin Hoffman. Dal 14 novembre Sono Solo Fantasmi diretto e interpretato da Christian De Sica, con Buccirosso e Gianmarco Tognazzi, dal 12 dicembre il nuovo (senza titolo) film di Ficarra e Picone, un ladro e un prete in viaggio nel tempo (omaggio a Benigni-Troisi?) nell’anno zero della nascita di Gesù con Massimo Popolizio nel ruolo di Erode. Nel 2020 dopo Zalone, Aldo Giovanni e Giacomo escono anche la commedia di Rolando Ravello E’ per il tuo bene con tre coppie Giallini-Ferrari, Battiston-Pandolfi e Salemme-Lodovini, il nuovo film di Guido Chiesa Senza Filtro e Una Femmina di Francesco Costabile ispirato al libro di Lirio Abbate Femmine Ribelli, tra le poche eccezioni alla commedia nel listino Medusa insieme al film di Walter Veltroni “Quando” con Claudio Bisio che si risveglia da un coma che dura dal giorno dei funerali di Berlinguer. Si arriva così al finale di stagione 2020 con due ulteriori assi nella manica: il nuovo atteso film di Paolo Genovese Supereroi (quanti superpoteri deve avere una coppia per resistere al tempo che passa?) e 10 giorni con Babbo Natale, spin off di 10 giorni senza mamma: Alessandro Genovesi alla regia e la conferma del cast acchiappa famiglie Fabio De Luigi, Valentina Lodovini e Diego Abatantuono.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Walkman compie 40 anni, fu rivoluzione
Lanciato sul mercato da Sony nel 1979. Declino con avvento iPod

NEW YORK01 luglio 201918:05

– Il Walkman compie 40 anni. Era il 1 luglio del 1979 quando Sony introdusse sul mercato un dispositivo che avrebbe rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Un piccolo mangianastri portatile da portare con sè con delle cuffie che consentiva di ascoltare musica in qualsiasi parte. Denigrato da Steve Jobs, che lo paragonò ad un mattone, fu in realtà una delle creazioni più di successo prima dell’avvento sul mercato dell’iPod della Apple. Il Walkman sopravvisse anche all’epoca del Cd sotto forma di un nuovo dispositivo, il Discman, dalle misure un po’ più grandi appunto da contenere un compact disc. Entrò sul mercato nel 1984. Il crollo delle vendite iniziò nel 2001 con la musica digitale e l’iPod.

Esce libro ‘Missoni’, 899 pezzi uniciImmagini, testi, disegni, cartamodelli dagli anni 50 a oggi

NO01 luglio 201918:15

– Esce in un’edizione limitata di 899 esemplari numerati a mano, di cui ognuno è un pezzo unico, impreziosito da tessuti originali forniti dalla Maison e applicati artigianalmente, il libro ‘Missoni. La grande moda italiana’ di Massimiliano Capella, professore di Storia del Costume e della Moda all’Università degli Studi di Bergamo. Il coordinamento editoriale del progetto è a cura di Luca Missoni, mentre il volume è edito da Scripta Maneant, con la collaborazione di Archivio Missoni e Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.
Il libro – concepito come un elemento di design in cui dialogano immagini, testi, tessuti originali, disegni, grafiche, prove colore, cartamodelli – celebra il linguaggio e lo stile di un’eleganza che si è fatta espressione artistica, fin da quei primi anni Cinquanta in cui Rosita e Ottavio Missoni hanno dato inizio al loro percorso creativo.

Liam Gallagher apre tour a CollisioniIn anteprima l’album Why me? Whay not? in uscita il 20 settembre

TORINO01 luglio 201918:33

Parte il 4 luglio da Barolo, nelle Langhe, al festival Collisioni, il nuovo tour mondiale dell’ex leader degli Oasis, Liam Gallagher, che presenta in anteprima le canzoni del suo secondo album da solista ‘Why me? Why not’.
Su tutte le radio, nelle scorse settimane, sono già arrivati i singoli ‘Shock-Wave’ e ‘The River’, brani del nuovo album ‘Why me? Why Not’ annunciato il 12 giugno e in uscita il 20 settembre.
Il nuovo album dell’ex ragazzo Oasis arriva dopo i due anni di silenzio che seguirono l’uscita del suo primo fortunato debutto da solista con il disco ‘As You Were’ del 2017. Il concerto di Gallagher apre anche il lungo weekend di concerti per Collisioni che vede sul palco, il 5 luglio, Carl Brave e Max Gazzè con Rkomi e Daniele Silvestri; sabato 6 luglio, Maneskin e Salmo; domenica 7 Thirty Seconds To Mars. Sabato 6, anche le altre piazze di Barolo ospiteranno grandi cantanti quali Ornella Vanoni, Al Bano e Mahmood.

Film in piazza e un docu per VanzinaEnrico a Cinè a Rimini e in Versilia. Su Iris rassegna

MA01 luglio 201918:34

– Le prime visite sul set con il padre Steno, i filmini amatoriali al mare, i tanti ciak insieme al fratello Enrico: scene pubbliche e private per ricordare Carlo Vanzina, scomparso un anno fa l’8 luglio, nel documentario di Antonello Sarno le cui prime immagini sono state presentate da Medusa in occasione dei listini 2019. Tante le iniziative per ricordare il regista. Come quella del canale tematico Iris che all’Italia di Carlo Vanzina dedica da domenica 7 luglio una rassegna con nove pellicole.
Enrico Vanzina lo ricorderà il 2 luglio a Riccione in piazzale Ceccarini in occasione di Ciné – Giornate di Cinema: assieme a Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna, introdurrà la versione restaurata di Sapore di Mare. Tra i film più iconici sugli anni Sessanta, storia di un’estate che cambierà la vita dei protagonisti, la proiezione è in programma anche il 20 luglio a Viareggio con un incontro allo stabilimento balneare Il Cavallone, location del film e il 3 agosto a Bologna a Sotto Le Stelle del Cinema.

Capossela per onlus leccese anti-XylellaEvento unico in un uliveto, in programma sabato 13 luglio

LECCE01 luglio 201918:35

– “Planctum per alberi uomini e bestie”: si chiama così il concerto di Vinicio Capossela per gli ulivi, organizzato dalla onlus ‘Save the olives’, impegnata contro la Xylella fastidiosa nella campagna per gli innesti con varietà resistenti su ulivi monumentali. L’appuntamento è sabato 13 Luglio alle 19 a Tiggiano (Lecce) per raccogliere fondi a favore della onlus. Il presidente di ‘Save the olives’, Pietro Petroni, sottolinea che la onlus, “dalla parte della ricerca scientifica e della buona agronomia”, intende “creare consapevolezza sulla questione della morte degli ulivi. Vinicio Capossela, sensibile alla tematica degli ulivi, suonerà nel nostro oliveto”. Con i proventi della serata (dopo il concerto è prevista una cena, per chi riuscirà a prenotarsi), “continueremo a lavorare sul campo, innestando sempre più ulivi secolari”.
Capossela porterà fra gli ulivi le canzoni del suo ultimo album “Ballate per uomini e bestie”, che guarda “alle pestilenze del nostro presente”, si legge in una presentazione.

Musa di Apollo, la Luna nella fotografiaUna mostra al Met celebra il 50/o anniversario dell’allunaggio

NEW YORK01 luglio 201918:47

– Il primo incontro ravvicinato nel XVII secolo con il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei, poi con la fotografia nel XIX secolo ed ancora nel 1969 con la storica missione spaziale Apollo 11. La storia d’amore dell’uomo con la Luna inizia appunto nel 1610 con Galileo e ha il suo apice con l’atterraggio sulla superficie lunare degli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin il 20 luglio di 50 anni fa.
Per celebrare quella tappa fondamentale il Metropolitan Museum di New York dedica alla Luna una mostra che dal 3 luglio al 22 settembre esplorerà attraverso la fotografia ciò che ha ispirato appunto la storica missione del 1969. ‘Apollo’s Muse: The Moon in the Age of Photography’ (La musa di Apollo: la Luna nell’epoca della fotografia) presenta oltre 170 scatti e una selezione di disegni, dipinti, filmati, installazioni artistiche, strumenti astronomici e macchine fotografiche usate dagli astronauti.

Kidman, io figlia di Fellini e KubrickL’attrice a Taormina, le donne devono aiutarsi da sole

TAORMINA

01 luglio 201920:24

– “Da ragazza andavo a vedere Kubrick e Fellini. A volte non capivo molto dei loro film, ero troppo giovane. Ero toccata dalle loro opere più al livello viscerale che intellettuale. Amo comunque i registi ossessivi che ti spingono sempre più avanti dove non eri mai arrivata prima”.
Così Nicole Kidman alla masterclass tenuta al festival di Taormina, dove ha ricevuto il premio Arte Award al Teatro Antico. Molto bella, quanto algida, in un vestito floreale, l’attrice, 52 anni, con alle spalle un Oscar, quattro Golden Globe e due Emmy, si intrattiene su Italia, cinema (anche in qualità di produttrice) e riscatto femminile. Sul fronte della parità di diritti tra uomo e donna al cinema, i numeri “sono chiari e spaventosi – sottolinea -. C’è solo circa il vento per cento di realtà femminile nel settore. Così a un certo punto io e la Streep, in un incontro a Cannes, ci siamo dette: le donne devono chiamare a lavorare le donne. Una scelta che io faccio sistematicamente in qualità di produttrice”.

Fine riprese per gli Infedeli di MordiniScamarcio e Mastandrea in una storia sull’amore

MA01 luglio 201920:24

– Terminate le riprese del remake del fortunato e omonimo film francese, Gli Infedeli, con la regia di Stefano Mordini. E’ un film a episodi che per stile e toni, si ispira alla tradizione della commedia all’italiana. E’ interpretato da Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Valentina Cervi, Marina Fois, Massimiliano Gallo e Euridice Axen. Attraverso cinque storie brevi, vengono raccontate le peripezie amorose di cinque uomini, ognuno alle prese con mogli, fidanzate, amanti. Uno sguardo irriverente e divertito, ma anche lievemente amaro, sull’amore.

Toy Story 4 debutta al top degli incassiSeguono Depp e Nureyev. Box office totale +15%

01 luglio 201912:52

– Toy Story 4, quarto episodio del film d’animazione della Walt Disney, debutta anche in Italia in testa alla classifica Cinetel degli incassi dell’ultimo weekend (27-30 giugno), segnando 1.596.579 euro, per un totale in 5 giorni di programmazione di 2.025.041 euro. Il cartoon movie che ha esordito anche nel Nord America al vertice degli incassi con 57.9 milioni di dollari, spinge dal podio al secondo posto Arrivederci Professore, film che ha riportato in sala la star Johnny Depp, che registra 263.174 euro, 974.708 in due weekend.
Debutta sul terzo gradino del podio, con 235.825 euro, Nureyev, The White Crow, terza regia di Ralph Fiennes con il ballerino Oleg Ivenko che interpreta la grande etoile russa e lo stesso Fiennes. Quarto posto per Aladdin con 173.900 euro, 14.805.135 in sei weekend. Dalla seconda alla quinta posizione scende Pets 2 – Vita da animali, di Chris Renaud che ottiene 172.229 euro (3.116.785). Totale incassi 3.358.857 euro, +15% sullo scorso week end e +67,51 rispetto al 2018.

Stone, prima o poi giro una comedy su TrumpAl Taofest, informazione e social oggi più violenti della guerra

TAORMINA01 luglio 201919:28

– “Tutti mi chiedono di fare un film su Trump, e chissà, prima o poi lo farò davvero. Cosa sarà? Una comedy buffa che potrebbe ricordare W., il mio film su Bush del 2008”. A parlare così oggi a Taormina è Oliver Stone, presidente di giuria del Taormina Film Fest, che ritirerà il 4 luglio al Teatro Antico il premio Angelo D’Arrigo dopo la proiezione del suo capolavoro ‘Nato il 4 luglio’ con Tom Cruise, vincitore di due Oscar.Com’è cambiata l’America da quel film? “Quando girai il film, nel 1989, era anche un modo per ricordare all’America quella guerra del Vietnam che aveva già dimenticato. Oggi purtroppo la situazione non è cambiata affatto – spiega il regista – anche perché non è cambiata la politica estera americana che ora guarda all’Iran. La gente non sa davvero cosa è la guerra, non sa cosa significa essere feriti in battaglia. Oggi a peggiorare il tutto – sottolinea ancora Oliver Stone – c’è anche il fatto che la medicina è migliorata e così i feriti di guerra si trovano ‘costretti a vivere’. L’invalidità è peggio che morire giovani”. Comunque negli anni Settanta, argomenta il regista di Platoon, Wall Street, JFK – Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere, “c’era un dibattito più attento sulla guerra da parte dei media, oggi invece l’informazione è più violenta della stessa guerra e i social sono una specie di Pravda, guerrafondai. Basti solo pensare a quello che è successo con O J. Simpson, un caso sui cui si sono buttati tutti, anche perché dietro quella morbosità mediatica ci sono i soldi. La violenza dei film – conclude – è ridicola rispetto a quella dei media”.Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione Stone, accompagnato a Taormina dall’affettuosa moglie Sun-jung Jung – che lui chiama ‘la mia Giulietta’ – ha le idee chiare: “So di quello che sta succedendo in Italia, degli sbarchi proprio qui in Sicilia, grazie alle molte immagini che ho visto sulle tv russe e francesi (le sue preferite, dal momento che disprezza i notiziari Usa, ndr). D’altronde – aggiunge Stone – questo fenomeno è un problema mondiale, epocale che c’è ovviamente, come tutti sanno, anche in America. Sono comunque favorevole alla migrazione e ai migranti, ma è un fenomeno complesso, perché se è troppo veloce può avere un effetto dirompente”.

Emma di nuovo nel mirino degli haters dopo post su Sea WatchAl fianco della cantante si sono schierati amici e colleghi

02 luglio 201910:09

Emma Marrone nuovamente nel mirino degli haters della rete. Dopo le polemiche, condite da attacchi anche sessisti, scatenate nei mesi scorsi per una sua dichiarazione a favore dei porti aperti, Emma viene nuovamente travolta dalla rabbia social per un post sulla Sea Watch a difesa della comandante Carola Rackete, oggetto di pesanti insulti all’arrivo a Lampedusa, dopo aver forzato il blocco navale e aver fatto sbarcare il suo carico di disperati.”Solo una parola. Vergogna. Il fallimento totale dell’umanità. L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza” ha scritto la cantante salentina, che non ha mai nascosto le sue idee sulle politiche migratorie. Ma la sua presa di posizione non è piaciuta ai suoi follower che l’hanno pesantemente attaccata, invitandola, nel migliore dei casi e senza risparmiare attacchi denigratori, a tornare a cantare, etichettandola come “buonista”, “ipocrita”, “stronza” e “cogliona”. Al suo fianco si sono schierati subito alcuni amici e colleghi: Fiorella Mannoia (“i vostri insulti sono medaglie”), Paola Turci, 99 Posse, Tommaso Paradiso (“rappresentiamo il punto più basso e infimo della grandiosità dell’universo tutto”), Valeria Graci.

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ALLE 08:27 DI LUNEDì 01 LUGLIO 2019

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Mogol, racconto Battisti in Emozioni
13/7 a Ostia Antica Festival, show con Gianmarco Carroccia

30 giugno 2019 12:01

”La prima volta che ho sentito questo ragazzo è stato tre, quattro anni fa a Sperlonga. Mi aveva invitato a una sua serata e sono rimasto a bocca aperta: c’erano almeno tremila persone ad ascoltarlo”. Così Mogol, al secolo Giulio Repetti, ovvero ”le parole” delle più belle canzoni della musica italiana e metà di quel connubio d’oro celebrato per vent’anni con Lucio Battisti, racconta la scoperta del suo nuovo compagno di viaggio: Gianmarco Carroccia, classe 1988 e un’incredibile somiglianza ”vera”, come dice Mogol, con il cantautore di Poggio Bustone. È da quell’ incontro a Sperlonga che è nato lo spettacolo con cui i due stanno girando l’Italia: ”Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti ”, che torna in scena al Teatro Romano di Ostia antica (RM), sabato 13 luglio. Sul palco, Mogol, a raccontare le avventure con l’amico Battisti – scomparso il 9 settembre del 1998 – e la nascita di canzoni intramontabili come ”Mi ritorni in mente”, ”La collina dei ciliegi”, ”Anima latina”, tutte eseguite dal vivo da un’orchestra di 16 elementi. Al microfono, la voce di Carroccia che non stravolge la versione originale ma ne dà una ”interpretazione perfetta”. ”Ogni volta è sold out con migliaia di persone ad ascoltarci”, racconta Repetti.

”Come mai? Primo, questo ragazzo è davvero molto bravo – risponde – Secondo, è il sosia perfetto di Battisti, sia nel fisico che nella voce, nelle intenzioni, senza bisogno di alcun artificio o trucco. La prima volta che l’ho visto sul palco, mi ha colpito per come la gente lo segue. È straordinario come sia stato il pubblico ad accorgersi per primo di lui, senza grandi promozioni o pubblicità. È bravo anche a scrivere canzoni. Ne ha una in repertorio, Il perdono, bellissima”. Ma lo spettacolo, prosegue Mogol, è anche un’occasione per ”capire cosa dicono le canzoni” scritte per Battisti. ”Alcuni versi si spiegano da se’, altri sono più ostici. Ad esempio ‘che ne sai tu di un amore israelita’ in Pensieri e parole appartiene a vicende mie personali”.
Patrimonio ormai comune, il pubblico non solo le canta come fossero scritte ieri, ma le sente proprie e si commuove, perché quelle note raccontano un pezzo della vita di ognuno di noi.
”Con Lucio eravamo orgogliosi del nostro lavoro – racconta ancora Repetti – Pochi lo sanno, ma ogni volta, prima di far uscire una canzone o un disco, andavamo all’Istituto tumori di Milano. Lui con la chitarra, io a presentare la nuova canzone, davanti a quel pubblico in pigiama, senza capelli. Ci ha sempre portato fortuna. Ed è un gran piacere vedere oggi come quei ritornelli siano diventati titoli di film o modi di dire delle persone e dei giornali: ormai si dice ‘un animale per amico, un frigo per amico’. Per non parlare di ‘lo scopriremo solo vivendo’ o ‘un tuffo dove l’acqua è più blu’, molto di moda ora che siamo in estate”. Lo spettacolo potrebbe forse arrivare anche in tv. ”C’è interesse. Non è escluso – ammette Mogol – Intanto l’idea per i prossimi mesi è di inserire in scaletta una canzone di grande successo di Battisti e una meno conosciuta o inedita, di altri autori, come Gianni Bella o lo stesso Carroccia. Ma l’Italia è piena di giovani talenti”, conclude Repetti, da anni guida della scuola di musica del CET, il Centro Europeo Toscolano.
”Proprio per questi ragazzi – dice – stiamo pensando un programma che dovrebbe andare in onda a maggio del prossimo anno su Rai1 dal titolo l’Università del pop, in cui presenteremo le canzoni più belle scritte in questi anni dagli allievi”.

Uffizi, performance danza in sala NiobeEvento a sorpresa ha inaugurato il Florence Dance Festival

FIRENZE30 giugno 201915:53

Una performance di danza nella sala della Niobe degli Uffizi a Firenze, popolata da antichi marmi classici, e nei corridoi della Galleria: è l’evento a sorpresa che oggi ha inaugurato il 30mo Florence dance festival, che proseguirà fino al 3 agosto. I ballerini della Kibbutz Dance Company, una delle più importanti al mondo, hanno animato lo spazio monumentale della Sala della Niobe con l’evento ‘Meet the dance artists’. Con la loro performance, spiega una nota, i ballerini hanno sottolineato il carattere espressivo e coreografico delle celebri statue ellenistiche presenti nella sala. Nel ballo finale la performance ha coinvolto anche il pubblico.

Leda e il Cigno da Chatsworth a New Yorkda Sotheby’s in mostra 43 capolavori da residenza dei duchi

NEW YORK30 giugno 201916:32

Per l’anniversario dei 500 anni, la “Leda e il Cigno” di Leonardo vola a New York. Il disegno proprietà dei duchi del Devonshire ha lasciato il castello di Chatsworth ed è in mostra, ma non in vendita, fino al 18 settembre nelle nuove gallerie di Sotheby’s assieme ad altri 43 tesori della dimora nel centro dell’Inghilterra abitata dalla stessa famiglia, i Cavendish, dal 1549: 16 generazioni.
Datata al 1506, la Leda fu acquistata dai duchi nella prima meta’ del ‘700 e rischio’ di sparire per sempre durante la seconda guerra mondiale. Spiega il dodicesimo duca, Peregrine “Stoker” Cavendish venuto a New York per l’inaugurazione, che nel 1938 fu chiesto a suo nonno di inviarla a Milano per la grande mostra su Leonardo al Palazzo dell’Arte. Riluttante sulle prime a causa della guerra alle porte, il duca tuttavia accettò dopo aver saputo che re Giorgio avrebbe prestato i “suoi” da Vinci.

Legion 3, stagione finalesu Fox (Sky) dal 3/7 viaggi tempo e reunion tra David e padre

30 giugno 201917:10

Aprite la vostra mente, Legion 3 sta arrivando. La terza e ultima stagione della stupefacente serie creata dal visionario Noah Hawley sta per sbarcare su Fox (Sky, 112) a partire da mercoledì 3 luglio alle 21.00, a pochi giorni dalla partenza negli Stati Uniti. Otto episodi che si preannunciano ancora più folli e psichedelici degli scorsi anni: La terza e ultima stagione trasforma David nel villain, introduce il viaggio nel tempo e rivela una versione più giovane di suo padre, l’iconico mutante Charles Xavier.
Legion si distingue dagli altri show Marvel con la sua estetica audace e surreale.
Se nella prima serie il grande scrittore ci ha raccontato la distorsione della realtà, nella seconda la psicosi e il potere dell’idea ma in quest’ultima si dedicherà alla percezione, o almeno così sembrerebbe guardando uno dei due nuovi promo.
Il creatore Hawley ha promesso ai fan una degna e spettacolare conclusione della sua creatura. Gli eventi del finale della seconda stagione, hanno rivelato che David Haller (interpretato da Dan Stevens) è il vero cattivo della serie e non l’eroe che salverà il mondo. In questa ultima stagione si capirà se David andrà in cerca di redenzione o, più probabilmente, abbraccerà il suo destino di “Distruttore di Mondi”. In Legion la realtà non è mai ciò che sembra, e questa serie non ha come protagonista un supereroe, ma un uomo condannato alla schizofrenia dai suoi stessi straordinari poteri.
Il suo potere mutante di David sembra inarrestabile e i ragazzi di Summerland, insieme al Re delle Ombre, dovranno affrontare un uomo capace di viaggiare nel tempo e capace di avvertire sé stesso di eventuali pericoli futuri. La trama della terza stagione di Legion è assolutamente intricata e piena di misteri, il twist narrativo, che ha visto David diventare il villain, ha sconvolto i fan e i protagonisti della serie. La nuova stagione racconterà della reunion tra David e la sua amica Lenny Busker (Aubrey Plaza), mentre Syd Barrett (Rachel Keller), il Re Ombra (Navid Negahban), e tutti a Summerland lavorano per trovare un modo per sconfiggere il mutante di livello omega prima che sia troppo tardi.
La terza stagione della serie Tv Legion presenterà finalmente il padre di David, il professor Xavier leader degli X-Men che farà il suo debutto durante il terzo episodio. Nell’interpretare il potente mutante, Harry Lloyd (Il Trono di Spade) si unisce agli attori Patrick Stewart e James McAvoy, che hanno assunto il ruolo del professor X nella saga cinematografica degli X-Men.
Questo finale di stagione è nuovamente scritta e prodotta da Noah Hawley, già autore della serie antologica Fargo, ispirata al celebre film dei fratelli Coen. Oltre a Dan Stevens nel ruolo del mutante David Haller, del cast dello show fanno parte Rachel Keller (Sydney Barrett), Harry Lloyd Aubrey Plaza (Lenny/Re delle Ombre), Bill Irwin (Cary Loudermilk), Amber Midthunder (Kerry Loudermilk), Jeremie Harris (Ptonomy Wallace), Hamish Linklater (Agente Clark) e Navid Negahban (Amahl Farouk).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Primo singolo Alessia MacariSonorità latine per la vincitrice del primo Grande Fratello Vip

giugno 201917:19

– É uscito il primo singolo di Alessia Macari dal nome ‘Cambiamo Continente’. Un brano dalle sonorità latine musica di Mario Fanizzi interpretato dalla personalità esplosiva della showgirl italiana nata e cresciuta in Irlanda e già vincitrice del Grande Fratello Vip nella prima edizione.
‘Con questa canzone ho realizzato un sogno – ha detto la Macari, che ha studiato canto all’Accademia di Bono Vox a Dublino – ho sempre desiderato dare voce alla mia passione per la musica e sono sicura che il pubblico ballerà insieme a me!’. Appena rientrata dalla Luna di Miele alle Maldive, la neo signora Kragl è pronta a sfidare i tormentoni delle hit estive.

Il Canada premia il cinema Italiano40 mila spettatori all’Icff, premi anche a Barbareschi, Detassis

NEW YORK30 giugno 201917:28

– Nicola Piovani, Oscar 1999 per la colonna sonora di “La vita è bella”, ha ricevuto il premio alla carriera dell’Icff, il festival canadese del cinema italiano contemporaneo la cui ottava edizione si e’ conclusa a Toronto con un omaggio a Nick Vallelonga, il produttore di “Green Book”.
Tra le altre celebrità premiate, Virginia Raffaele, Luca Barbareschi, Ezio Greggio e Piera Detassis. “L’amica geniale” si e’ aggiudicata il premio per la miglior serie tv, mentre il premio della critica e’ andato a “Figlia mia” di Laura Bispuri.
Il film ispirato alla vita della cantante Mia Martini “Io sono Mia” e “Nati 2 volte”, ispirato alla vera storia di un transessuale italiano e diretto da Pierluigi Di Lallo hanno vinto il premio del pubblico. Piera Detassis, direttrice dei David di Donatello e presidente onoraria della giuria ha ricevuto lo Special Achievement Award per il suo contributo alla promozione del cinema di qualità. A Barbareschi, produttore e attore, il premio ICFF Best Producer Award 2019.

Ischia, aprono Veltroni e CalabresiFino al 6 luglio film in concorso e sezione ‘Best of’

ISCHIA (NAPOLI)30 giugno 201917:31

– Walter Veltroni ha aperto la diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival accompagnando alla proiezione per il pubblico la sua prima opera di fiction, ‘C’è Tempo’. “Mi sono sempre occupato di cinema, ho studiato da ragazzo per fare cinema, e questo film nasce da uno dei bambini che ho conosciuto quando ho girato il documentario Indizi di felicità. Un ragazzino incredibilmente intelligente, che potrebbe essere collocato in qualunque momento della storia”. Per raccontare il film ‘Bentornato Presidente’ sono arrivati a Ischia Paolo Calabresi, Guglielmo Poggi, e i registi Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana. Al festival partecipa anche Vinicio Marchioni, protagonista di ‘Cronofobia’, diretto da Francesco Rizzi, in concorso, e ‘Drive Me Home’, di Simone Catania, nella sezione Best Of. “Ho avuto la fortuna di lavorare in due opere dal respiro europeo – ha dichiarato l’attore romano- Opere anche un po’ folli, ma forse per fare film oggi c’è bisogno anche di un po’ di incoscienza”.

Morgan, non ho paura dormire su panchinaCantautore con Sgarbi a inaugurazione ‘Spoleto Arte’

SPOLETO (PERUGIA)30 giugno 201917:31

– “In questi giorni la mia casa, che è il centro della mia creatività, sotto assedio, mi è stata tolta, ma non mi interessano le quattro mura. Posso dormire anche su una panchina, ma là dentro c’è la mia vita, il mio lavoro, quello che ho fatto negli ultimi 30 anni, documenti, partiture, lettere, scritti, e le chiavi ce le ha la polizia ed entro tre giorni devo sgomberare. Chiedo alla politica di intervenire”: lo ha detto oggi il cantautore Morgan, costretto a lasciare la sua casa di Monza pignorata martedì scorso, durante ‘Spoleto Arte’, la kermesse di arte contemporanea organizzata da Salvo Nugnes.
A sostenerlo è intervenuto il critico d’arte e parlamentare Vittorio Sgarbi: “Il potere si misura attraverso l’arte.
L’artista è quello sempre vivo, non quello che è morto. E mentre è vivo ne è parte integrante, io vedo che Morgan è un bene culturale e lo proteggo perché la sua è una casa d’artista. Il privilegio dell’arte è l’unica cosa che protegge il popolo”.

L’immigrazione ‘felice’ anni ’50Taofest apre con ‘Ladies in Black’ di Beresford

30 giugno 201918:52

arte con una commedia australiana con dentro il tema dell’immigrazione, senza però barconi sul mediterraneo, ma quella legale e controllata anni Cinquanta verso la lontana Australia, questa 65a edizione del Taormina Film Fest. Si tratta di ‘Ladies in Black’ che stasera sarà proiettata al Teatro Antico alla presenza del regista Bruce Beresford e dell’attrice Julia Ormond.
Il regista di “A spasso con Daisy” ci porta a Sydney, durante la stagione natalizia del 1959, ed esattamente nel grande magazzino Goode, una sorta di ‘Paradiso delle signore’ australiano dove quattro commesse vivono quegli anni fondamentali per lo sviluppo e la crescita di quella coscienza femminile divisa tra grande solidarietà e voglia di riscatto.
Tutto parte con Lisa, una ragazza colta quanto ingenua, che, in attesa di iscriversi all’università, viene assunta come nuova assistente al grande magazzino per la sola stagione natalizia. La ragazza prima amicizia con Fay, che inizialmente è diffidente nei confronti degli immigrati, poi con Patty, una donna che cerca più attenzione da suo marito troppo distratto dalle altre donne, e, infine, è la volta di Magda (Ormond), solida e matura immigrata che viene dalla Slovenia che la presenta agli altri suoi amici europei e in qualche modo la adotta. Da qui un’amicizia al femminile che va oltre ogni provenienza nazionale in un’Australia ancora relativamente aperta all’immigrazione grazie alle sue immense risorse ancora tutte da sfruttare. Adattamento del romanzo bestseller omonimo di Madeleine St John, questa commedia drammatica è comunque volutamente piena di leggerezza sullo sfondo del risveglio culturale di un’Australia, quasi priva di classe media, e animata invece dalla voglia di liberazione delle donne. “Ho letto e molto amato Il romanzo di St John che racconta la massiccia immigrazione dall’Europa negli anni Cinquanta che ebbe allora un grande impatto in Australia, ma volevo raccontare tutto questo con leggerezza – spiega a Taormina il regista – .
Comunque un grande amore per questo libro scoperto da me negli anni Novanta e che sono riuscito a far diventare film solo dopo 23 anni”. “Conoscevo il lavoro fantastico di Beresford – dice invece la britannica Ormond (Il curioso caso di Benjamin Button) che dà al film quel tocco di internazionalità in un cast tutto local – e così ho subito accettato questo film con protagonista questa giovane ragazza che cresce in questa comunità femminile. E questo anche per raccontare il suo viaggio verso l’integrazione”.
Comunque, spiega ancora il regista, “l’immigrazione non è cambiata molto da allora. Più che altro sono cambiate le nazionalità allora veniva molta gente dall’Europa ora invece dall’Asia. Questo ha fatto dell’Australia un Paese ancora più cosmopolita di prima e comunque non sempre tollerante. Si calcola – conclude Beresford – che oggi arrivino ogni anno circa duemila persone”.

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Sollima, mi resta grande lezione LeoneRegista al lavoro su ‘Colt’. A inizio 2020 in tv ‘ZeroZeroZero’

TAORMINA30 giugno 201918:53

La grande lezione che resta di Sergio Leone “è poter essere autori anche con uno sguardo specifico, senza avere mai paura di affrontare un genere, il racconto popolare per definizione”. Parola di Stefano Sollima, già regista di serie come Romanzo Criminale e Gomorra, film come A.C.A.B e Suburra da poco entrato anche nell’orbita di Hollywood dove ha da poco diretto Soldado con Benicio del Toro e ha altri progetti: da Call of duty, trasposizione del videogioco sparatutto cult a Senza rimorso, dal romanzo di Tom Clancy, che dovrebbe avere come protagonista Michael B. Jordan. Il cineasta ha appena ricevuto a Taormina nell’ambito dei Nastri d’Argento, il premio Hamilton Behind the Camera: “Voglio vivere Hollywood sempre da outsider, non da regista organico in quel sistema” spiega.
Il legame ideale tra Sollima e Leone si rafforza con Colt, spaghetti western che porterà sul grande schermo uno degli ultimi soggetti scritti dal regista della Trilogia del dollaro.
E a inizio 2020 debutterà ZeroZeroZero, ritorno del regista sul piccolo schermo, con una serie ispirata, come nel caso di Gomorra, da un romanzo di Roberto Saviano.
Stiamo sviluppando Colt – dice -. Lo sta scrivendo un grandissimo scrittore americano, che ancora non posso dire, e abbiamo già fatto dei sopralluoghi in Canada. Ho un’idea di cast ma è troppo presto per svelarlo. Con un film come questo potremo riportare il genere dello spaghetti western a casa sua”.
‘Colt’, che viene prodotto dai figli di Leone, Raffaella e Andrea (Leone Film Group), è diventato nella visione di Sollima, la storia di tre adolescenti cresciuti in un piccolo villaggio montano, vicino a una miniera, dove lavorano con i loro genitori. Dopo una catastrofe, si ritrovano orfani, soli, e con una pistola in pugno, catapultati nel mondo degli adulti, dove vige la legge del più forte. E’ già in fase di postproduzione invece ZeroZeroZero, che ha nel cast fra gli altri, Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Francesco Colella e Tcheky Karyo: “Al libro ci siamo solamente ispirati, abbiamo scritto una storia originale – sottolinea Sollima, affiancato alla regia da Pablo Trapero e Janus Metz -. Il grandissimo legame è nel tema (la produzione e il traffico internazionale di cocaina).
L’uscita, su Sky, Studio Canal e Amazon è prevista tra gennaio e marzo dell’anno prossimo”. Sta andando avanti anche la preparazione di Senza rimorso e “stiamo sviluppando Call of duty, anche se siamo in attesa sul progetto di novità”. A Hollywood sente più pressione? “No le pressioni di questo lavoro sono assolutamente le stesse, anche se quando sei là magari in dei momenti prevale la tua parte infantile, come stare al monitor e ritrovarti a pensare ‘oh, quello è Benicio del Toro’, oppure guardare con stupore gli elicotteri che puoi utilizzare in una scena. Quella è una componente ovviamente affascinante, perché ti ritrovi improvvisamente a gestire il cinema con cui sei cresciuto”. I suoi progetti per Hollywood, Sollima li sceglie “con molta cautela. Cerco sempre gruppi di lavoro che mi consentano di mantenere il mio sguardo, la mia specificità e comunque non vivo là, non sono un ‘organico’ dell’industria cinematografica americana. Continuo a sviluppare i progetti in gran parte in Italia e in Europa”. Quando “ho cominciato a fare grandi racconti di generi in televisione, sono partito esattamente dal nostro passato. Dalla tv e dal cinema con cui sono cresciuto (anche il padre Sergio Sollima, è stato un maestro del genere).
Mi chiedevo perché non si facesse più quel tipo di intrattenimento ‘locale’, che parla della tua realtà, del tuo paese, ma con un linguaggio, un’importanza tale, un modo di espressione, che potesse farlo diffondere nel mondo. Mi sono rifatto esattamente a quello che già c’era. E ora nel mondo è tornato un grande interesse per questa nostra forma di racconto”.

Successo Monet a Dolceacqua e BordigheraTre opere esposte nei luoghi in cui il pittore le dipinse

GENOVA30 giugno 201918:35

L’obiettivo della mostra erano 20.000 visitatori totali, invece a due mesi dall’apertura, “Claude Monet, ritorno in Riviera” supera le previsioni e diventa l’evento dell’estate 2019 di Bordighera e Dolceacqua. Lo dicono gli organizzatori spiegando che a segnare il sorpasso dei 20.000 visitatori, quando manca ancora un mese alla chiusura, sono Valentina e Michael, coppia di Arenzano (Genova) che ha fatto visita alle due sedi, Villa Regina Margherita a Bordighera e Castello Doria di Dolceacqua. “C’è grande meraviglia e apprezzamento da parte dei visitatori sia per la qualità del progetto che per l’occasione unica di ammirare da vicino ‘Le Château de Dolceacqua’ e ‘Vallée de Sasso, effet de soleil’, in prestito dal Musèe Marmottan Monet di Parigi, e “Monte Carlo vu de Roquebrune”, dalla Collezione Privata del Principe Alberto II di Monaco”. Completano il percorso la quadreria della Collezione Civica di Bordighera, fotografie storiche, abiti d’epoca dal Museo Daphné di Sanremo, il patrimonio epistolare di Monet e approfondimenti multimediali con video, audioguide e ricostruzioni virtuali che raccontano l’esperienza dell’artista nel suo soggiorno. La mostra che celebra il ritorno di Claude Monet nei luoghi della Riviera, fonte di ispirazione per la sua arte impressionista alla ricerca della luce e dei colori, dicono gli organizzatori, ha una media di 300 visitatori al giorno, con numeri raddoppiati nei fine settimana, registrando in totale 10.000 visitatori al mese. La mostra è aperta fino al 31 luglio, tutti i giorni con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30.

Toy Story 4 domina box office UsaSegue terzo capitolo horror Annabelle

MA30 giugno 201919:

Toy Story 4 è al vertice degli incassi Usa anche di questo fine settimana. Il film Walt Disney ha incassato nelle sale del Nord America 57.9 milioni di dollari. In totale il film ha raggiunto ad oggi 496.5 milioni.
Al secondo posto il terzo capitolo di Annabelle, che ha debuttato in oltre 3,500 schermi mercoledì. Apre confermando le aspettative della Warner Bros., l’horror con 20.4 milioni e un totale di 31.2 milioni nei primi cinque giorni. Il fine settimana ha visto altre uscite molto attese, come quella di Yesterday, una commedia romantica originale con la colonna sonora dei Beatles, che incassa 7 milioni e si piazza al terzo posto. Aladdin e Pets 2 seguono e si contendono le altre due posizioni.

Favino, Craxi e Buscetta? Un privilegioMasterclass dell’attore al Taofest

30 giugno 201919:33

Una cosa è certa, il carisma unisce due personaggi diversi come Tommaso Buscetta e Bettino Craxi, entrambi interpretati da Pierfrancesco Favino rispettivamente ne ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio e in ‘Hammamet’ di Gianni Amelio. Parola dell’attore. “Ma di Craxi non parlo – dice oggi alla masterclass tenuta al Taormina Film Festival che si apre stasera -. Lo deve fare prima Amelio”. E aggiunge poi a margine: “Non posso in realtà parlare né dell’uno né dell’altro, sono personaggi troppo grandi per me, ma il privilegio di averli interpretati entrambi nello stesso anno con due grandi registi è una cosa davvero meravigliosa”. Questo solo uno dei momenti di una masterclass animata dal talento di quest’attore davvero straordinario per bravura e intelligenza.

In migliaia a Roma per lo show di Panzironi, Nas all’eventoIl guru attacca il mondo scientifico, ‘tanti nemici,tanto onore’

30 giugno 201914:49

In migliaia oggi al Palazzo dello Sport di Roma per il “Life120 Day”, una iniziativa promossa da Adriano Panzironi, controverso giornalista che propone un regime alimentare a base di integratori commercializzati da una sua società e che promette di far vivere fino a 120 anni, oltre che di curare diverse patologie. Evento bocciato da medici e istituzioni, che avvertono come il metodo non abbia alcuna validità scientifica.Lo stesso ministro della Salute Giulia Grillo ha duramente criticato il guru in più occasioni. “In sala oggi ci sono i carabinieri del Nas – dice Panzironi – credo vogliano ascoltare quello che dirò, come è già accaduto per altri incontri su filosofie alimentari lontane dalla dieta mediterranea”. E riferendosi al mondo scientifico afferma: “Essere attaccati sapendo di essere nel giusto è un grande onore. Qualcuno disse ‘tanti nemici, tanto onore’, questo è proprio il caso”.Secondo l’ideatore di ‘Life120′ oggi all’evento ci sono 4.500 persone accreditate e circa 3mila che arriveranno senza prenotazione”.Nei giorni scorsi, quando è stato dato l’annuncio dell’iniziativa, c’è stata una levata di scudi da parte di medici, società scientifiche ed esperti. nei giorni scorsi la Societa’ italiana di diabetologia (Sid) ha invitato le persone con diabete a non abbandonare le terapie nell’illusione di poter curare il diabete con dieta e integratori “come promesso da alcuni personaggi televisivi”.La Sid inoltre ha fatto sapere che “intende denunciare questo flusso di disinformazione e di fake news che puo’ nuocere gravemente alla salute delle persone”.Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Federazione degli ordini dei medici Filippo Anelli che ha annunciato di aver segnalato l’evento di oggi alle autorità competenti, perchè: “non si puo’ strumentalizzare la scienza medica per sostenere false speranze. Non si puo’ giocare con la salute delle persone, specie se questo porta ad abbandonare le terapie per seguire un’illusione”.Anelli ha anche ricordato che l’attività di Panzironi è stata più volte segnata ai Nas dei carabinieri, che fanno capo al Ministero della Salute. Panzironi ha già ricevuto una multa di 264 mila euro dall’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per aver trasmesso sul suo canale televisivo “informazioni pubblicitarie potenzialmente lesive della salute”, una denuncia dell’Ordine dei medici di Roma per esercizio abusivo della professione medica e una sospensione dall’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Sottile, dare voce a chi non ne haDestini che restano al buio nel romanzo Notte fonda

e MATERA30 giugno 201915:50

SALVO SOTTILE, ‘NOTTE FONDA’ (Rai Libri, pag. 256, Euro 18,00).
Essere un megafono per propagare il più possibile voci dimenticate, ma anche un orecchio, per continuare a prestare ascolto: è con questo spirito che Salvo Sottile si è avvicinato alle storie che compongono il suo “Notte fonda”, romanzo pubblicato a giugno da Rai Libri e ispirato all’esperienza “notturna” maturata nella trasmissione Prima dell’alba, condotta su Rai3. Con una narrazione dal ritmo serrato, che accoglie e dà spazio senza giudicare le tante anime scelte come protagoniste, Sottile accende una luce su esistenze che restano al buio, su destini che meritano di essere raccontati: “Nel libro ho cercato di fare un passo indietro, per non esprimere giudizi: mi sono misurato con uno stile più cinematografico, cercando di creare sulla pagina le immagini in una sorta di esperimento per armonizzare una scrittura più ampia rispetto alla tv”, spiega l’autore intervistato a Matera, “la notte non è qualcosa di lontano, è una dimensione altra, una madre per tante persone che hanno bisogno di parlare: la luce del giorno ti spaventa se ti abitui a vivere di notte, se conosci i suoi rumori”. Un mondo spesso mitizzato, quello notturno, in cui si incontrano personaggi felici e altri meno. “Quelli infelici lo sono perché non sono realizzati di giorno e allora di notte provano a essere qualcun altro”, afferma, aggiungendo che la “notte è un bozzolo, un sarcofago, un luogo in cui alcune persone cercano una trasformazione che mai arriva”. Nel libro sono tanti i temi che emergono, dalla difficoltà dell’integrazione alle attività di sostegno alle donne nei centri antiviolenza, dalla solitudine dei corridoi dei magazzini di Amazon in cui si è sempre al lavoro alla ormai storica serata dance romana “Muccassassina” fino alla ludopatia, con le sale bingo aperte h24. Giornalista, volto di Rai3, dove al mattino conduce anche Mi manda Rai3, e scrittore d’esperienza – Maqeda (Baldini Castoldi Dalai 2007), Più scuro di mezzanotte (Sperling Kupfer 2009) e Cruel (Mondadori 2015) – Sottile sente chiara su di sé la responsabilità di fare servizio pubblico “anche aiutando qualcuno a essere più libero. Ci sono tante persone che non hanno voce: le incontro in tv e ne ho scritto in questo libro”, dice, “io voglio raccontare il mondo per come è, il più fedelmente possibile e in modo contemporaneo”. Anche quando dismette i panni dello scrittore per indossare quelli del lettore, il giornalista è attratto dalla verità della realtà: “divoro romanzi, mi piace la letteratura sudamericana e la scrittura dalla struttura agile”, racconta, “sono attratto dai mondi che non conosco bene”. Mai pago sul lavoro, sempre ansioso di cimentarsi in cose nuove – “amo mettermi alla prova, perché tutto fa scuola” – Sottile si sente a casa a Rai3, “perché in questa nuova tv che stiamo facendo già da qualche anno c’è grande voglia di sperimentare. In ogni progetto in cui ho lavorato mi è sempre stata lasciata la massima libertà. Nessun direttore in Rai mi ha mai posto dei limiti, pur nel rispetto delle regole”.

Premi: il Margherita Hack ad Anna FendiAssegnato anche a Bruno Guerri, Boeri, Morgan e Giletti

SPOLETO (PERUGIA)30 giugno 201918:34

– Ha dedicato il premio alla sorella Carla, scomparsa due anni fa, “senza la quale oggi non sarei qui” la stilista Anna Fendi che ha ricevuto oggi il ‘Margherita Hack’, in onore della famosa astrofisica italiana, a Spoleto Arte, l’esposizione di arte contemporanea organizzata da Salvo Nugnes. Con Anna Fendi sono stati premiati il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri per la cultura, Stefano Boeri per l’architettura, Morgan per l’ importanza culturale del suo approccio alla musica, il curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019 Milovan Farronato per l’arte e Massimo Giletti per il giornalismo. Presenti la scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino e la giornalista Silvana Giacobini. “È vero che ci resta il mito cavalleresco, ma alla base delle nostre radici rimane la cultura greca innegabilmente misogina – ha detto Parsi – che illumina ancora di più personaggi straordinari come Margherita Hack”.

Al bano e Diane Warren ‘Legend Award’ a Ischia15 e 19 luglio premi Global festival dedicati a William Walton

NAPOLI30 giugno 201918:59

ono stati assegnati ad Al bano e Diane Warren i premi ‘Ischia William Walton Music Legend Award’ della 17esima edizione del Global Film & Music Festival. Ad Albano il riconoscimento sarà consegnato il 15 luglio al Miramare e Castello mentre la compositrice americana dieci volte candidata agli Oscar, lo ritirerà il 19 luglio ai giardini della Mortella (creati in onore del grande musicista inglese che visse sull’isola). Lo annuncia il presidente onorario del Global fest, Tony Renis: ”Albano è uno degli artisti italiani più celebri ed amati nel mondo, Diane Warren è una autentica leggenda della musica americana”’. Simbolo del bel canto, in oltre 50 anni di carriera l’artista pugliese ha partecipato quindici volte a Sanremo, come solista o insieme a Romina Power è stato protagonista di innumerevoli acclamate tournè internazionali ”Agli esordi è stato anche attore- si legge nella motivazione- in quei film leggeri amati dal pubblico che con i loro incassi conribuivano a sostenere il cinema d’autore”. Diane Warren è stata nominata 15 volte ai Grammys vincendo per la canzone “Because You Loved Me” tema del film ‘Qualcosa di personale’. Nella Songwriters Hall of Fame nel 2001, ha composto brani per 100 film. Cantautrice più prolifica della storia discografica, Warren ha scritto anche per Whitney Houston, Cher, Aerosmith, Celine Dion, Aretha Franklin, Mariah Carey e collabora con artisti più famosi cui Beyoncé, Lady Gaga, Adele, Justin Bieber, Christina Aguilera.
Il massimo riconocimento musicale del Global fest ed è stato assegnato nelle passate edizioni a Luciano Pavarotti, Sting, Burt Bacharach, Andrea Bocelli, Julio Iglesias, Harry Bellafonte, Mike Stoller, Sir Tim Rice e lo scorso anno a Quincy Jones.
Il 14 luglio inaugurazione del Global fest nel segno della musica con un concerto di Eric Lewis, il pianista americano amato dalle star che ha inventato il ‘rockjazz’ Sarà il premio Oscar Steven Zaillian il ‘chairman’ dell’ Ischia Global Festival 2019, l’Humanitarian Award andrà invece a Bob Geldof.
Global fest (14-21 luglio), manifestazione fondata e prodotta da Pascal Vicedomini in associazione con l’Accademia Internazionale Arte Ischia presieduta da Giancarlo Carriero, è promossa con il Mibac-Dg Cinema e la Regione Campania.

Addio a Mordillo, il fumettista argentino aveva 86 anni El Pais, malore mentre era cena con la famiglia a Minorca

30 giugno 201923:02

E’ morto a 86 anni Guillermo Mordillo Menéndez, fumettista argentino che con il suo umorismo e i suoi animali stravaganti ed espressivi – come le giraffe dal collo lunghissimo – negli anni ’70 ha conquistato il mondo. El Pais riferisce che la notte tra venerdì e sabato il noto cartoonist ha accusato un malore mentre cenava con i suoi familiari in un ristorante a Minorca, in Spagna. Nato da una famiglia di emigrati spagnoli in Argentina, Mordillo ha iniziato a disegnare a soli dodici anni.Dopo aver conseguito una laurea in illustrazione si trasferì poco più che ventenne in Perù per poi approdare a New York dove ha lavorato per gli studi della Paramount dedicandosi all’animazione dell’amatissimo Popeye. La la fama internazionale la raggiunse una volta trasferitosi a Parigi. Tanti i premi ricevuti: il Phoenix Prize of Humor nel 1973, il Yellow Kid Award nel 1974, il Nakanoki Prize nel 1977, il Cartoonist of the Year del Salone Internazionale dell’Humor di Montréal nel 1977.

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ALLE 12:01 DI DOMENICA 30 GIUGNO 2019

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Convince Don Giovanni da regia Strehler
Prima al Lirico, diretta da Daniela Zedda con il maestro Korsten

CAGLIARI29 giugno 2019 10:37

– Malizie, giochi di parole, allusioni: rivivono sul palco del Teatro Lirico di Cagliari le seduzioni di “Don Giovanni”. La prima del capolavoro mozartiano, su libretto di Lorenzo Da Ponte, incentrato sulle vicende del “Giovane cavaliere estremamente licenzioso” è andata in scena tra gli applausi. In un carosello di amori, disamori, incontri, abbandoni. Il dramma giocoso, in cartellone fino al 24 luglio, per tredici serate, ritorna sul palco del Lirico di Cagliari dopo 14 anni con la ripresa della regia di Strehler dalla mano di Daniela Zedda che ha alleggerito con garbo.
Un allestimento imponente, evocativo, efficace e raffinato che mette in risalto la meravigliosa complessità di un’opera pienamente settecentesca ma già in nuce capace di evocare i tormenti di uno spirito inquieto. Quello di Don Giovanni, interpretato da Nicola Uliveri. Il suo è un canto sempre preciso, elegante, di gran gusto. Un Don Giovanni sempre signorile e sicuro anche quando il Commendatore lo fa precipitare negli inferi.
Energica la lettura del maestro Gérard Korsten, forte della presenza della compagine orchestrale. Convincono le scene di Cristian Demuro, come i costumi di Marco Nateri, le luci di Alessandro Verazzi e la coreografia di Luigia Frattaroli. Risolve molto bene il ruolo Marco Ciaponi (Don Ottavio), bella voce, morbida e ordinata. Per lui è partito dal pubblico un “bravo” dopo un’aria non di semplice interpretazione. Cantante di grande classe Monica Bacelli (Donna Elvira), bellissima vocalità e ottima presenza scenica. Cristian Saitta è Il Commendatore); Heather Engebretson Donna Anna); Daniele Terenzi (Leporello). Applausi per tutti.
Don Giovanni è un anti-eroe moderno, un archetipo dell’inquietudine e dello spirito libertino, amante delle donne, maestro di seduzione che fino alla fine sfida la morte per poi precipitare in un inferno gelido per l’eternità, tra lo smarrimento e il sollievo dei suoi nemici.

Heti disvela i timori della maternitàIronia e dramma d’una donna che si chiede perché fare un figlio

29 giugno 201915:17

– SHEILA HETI, ‘MATERNITA” (SELLERIO, pp.290 – 16,00 euro – Traduzione di Martina Testa).
Non può non esserci molto di personale in questa lunga riflessione, confessione, autoanalisi che l’io narrante conduce per quasi trecento pagine sul proprio essere giunta a una svolta cruciale della vita, della vita di una donna che, alle soglie dei 40 anni, comincia a interrogarsi ossessivamente se debba cominciare a pensare ad avere un figlio, ma anche lievemente, drammaticamente e ironicamente insieme, sempre si direbbe con una bella dose di sincerità, in cui confluiranno pure confronti, esperienze e confidenze di amiche coetanee, tutte alle prese con tale dilemma se un figlio non l’hanno già fatto.
Tutto quindi abbastanza ‘vero’ se fin dall’inizio si avverte che i risultati di lanci di monete per consultare l’I Ching (è anche questo uno dei modi per cercare di darsi delle risposte su un problema) ”sono tutti derivati da veri lanci di monete”.
Eppure Sheila Heti persona in queste pagine ha poca importanza, qui prende corpo la sua scrittura, ed è questa che procedendo, crescendo su se stessa, prendendosi ora sul serio ora meno, ma senza mai mollare la presa di un equilibrio (precario?) tra ragione e sentimento, riesce a trasmettere anche a un lettore di sesso non femminile una sua urgente verità. Siamo davanti a una donna che (come ha sempre confessato la scrittrice) da giovane si era scelta come modello Henry Miller e aveva deciso di eguagliarne, più che lo stile letterario, quello esistenziale, buttandosi via giorno dopo giorno in una vita dissoluta, in una sfida di sopravvivenza dolorosa ed esaltante, fino al momento che il cosiddetto orologio biologico si fa sentire. Se in precedenza ha abortito o ha preso più volte la pillola del giorno dopo, ecco ora il proporsi dell’interrogativo essenziale, che però non ha una possibile risposta univoca. Anzi. Se in passato l’avere figli era stato un gesto praticamente naturale e necessario, oramai era diventato invece un fatto culturale e sentimentale assieme, e come tale poco chiaro, di difficile risoluzione: ”Se voglio figli o meno è un segreto che nascondo a me stessa: è il più grande segreto che nascondo a me stessa”. A questo rebus si aggiungono una serie di altri candidi interrogativi contrastanti, perché la protagonista, divorziata, si chiede se fare un figlio con l’attuale compagno Miles e si risponde di no, come poi si risponde di sì all’idea che un figlio comunque lo vorrebbe, ma non si sente di lasciare Miles come allora dovrebbe fare. In più lei è ebrea e come tale, dopo quel che è accaduto nel secolo scorso, dovrebbe affrontare positivamente la vita e aiutare a ridar vita al popolo ebraico. O forse invece è il contrario che bisognerebbe fare? Con Miles, che una figlia la ha già e non ne desidererebbe altre, comunque sul problema si confronta (i due si parlano più di quel che fanno tante coppie, che rimandano e evitano i temi scottanti), come fa con le amiche, con vari medici, con l’I Ching e altri strumenti legati al caso e alla sorte, ma senza mollare la presa, senza smettere di essere un povero individuo in un momento di grandi cambiamenti sociali e esistenziali: il controllo delle nascite e la libertà sessuale hanno cambiato molte cose, ma non si sono strutturate in nuove soluzioni e modelli di vita, anzi di modi di essere.
Questo affascinante, non sempre facile, gomitolo di sogni, pensieri, dubbi, incertezze, disillusioni, che tra angosce e esaltazioni avverte la magia della maternità (e alla magia spesso si affida) ma ne è oppressa dalla razionalità del realismo (e le varie realtà e scelte delle amiche) proprio di tutto questo vive, con le sue radici famigliari nel’Novecento e nell’Olocausto e il suo inquieto presente davanti al tempo che passa. E ‘ il caleidoscopico moltiplicarsi delle possibili e impossibili risposte alla domanda ”Perché si fa un figlio?”.
Quindi una guida per perdersi appresso alla narratrice per lettrici alle prese con lo stesso problema e per lettori che vogliono capire cosa stiano vivendo le proprie compagne.

Restiamo amici oltre truffa e tradimentiIn sala film Grimaldi con Riondino, Roja e De Rienzo

29 giugno 201915:18

– L’amicizia resiste a tutto anche alla truffa quando e’ autentica. Questo l’insegnamento di ‘Restiamo amici’ di Antonello Grimaldi in sala dal 4 luglio con 01. Una commedia, che declina in giallo, tratta dal romanzo di Bruno Burbi ‘Si puo’ essere amici per sempre’ (Newton Compton), prodotto da Gianluca Curti per Minerva Pictures Group con Rai Cinema, in collaborazione con Trentino Film Commission e con protagonisti Michele Riondino, Alessandro Roja, Violante Placido, Libero De Rienzo e Sveva Alviti.
Grimaldi, regista del pluripremiato ‘Caos Calmo’, mette in campo la storia di Alessandro Colonna (Riondino), pediatra ospedaliero, che vive con suo figlio adolescente Giacomo, da quando la moglie Maria e’ morta prematuramente.
Tutti lo esortano a rifarsi una vita a quasi 40 anni, ma lui proprio non ce la fa. Una mattina qualsiasi arriva al pediatra una telefonata dal Brasile; e’ Gigi (Roja), il suo migliore amico, che dice di essere molto malato e chiede di vederlo per un ultimo saluto.
E Alessandro, che ha un cuore d’oro, si ritrova, dopo un lungo viaggio, nella sconosciuta isola di Natal. E qui capisce, che dietro quella richiesta d’aiuto da parte dell’amico, c’e’ anche una questione di soldi. Il padre ha infatti lasciato a Gigi una cospicua eredita’ (tre milioni), ma vincolata alla sua paternita’ perche’ destinata solo a un eventuale nipote. Ma Gigi non ha figli e ormai sta morendo.
Unica soluzione sembra essere quella di fingere, con l’aiuto di Alessandro, la sua morte e spacciare suo figlio, Giacomo, come suo erede. Insomma una truffa bella e buona, con in piu’ l’aggravante di dover attribuire a Maria, alla moglie defunta del pediatra, un tradimento che lei ovviamente non ha mai compiuto.
Accettera’ Alessandro un compromesso che getta la vergogna a tutta la sua famiglia? “Restiamo amici e’ fondamentalmente la storia di un’amicizia messa a dura prova da vari tipi di tradimenti, ma che si dimostra la motivazione piu’ importante per trovare la forza per superare gli ostacoli. O forse no…” cosi’ il regista. E aggiunge : “Il plot riserva molte sorprese, costringendo i protagonisti ad adattare il loro carattere alle mutevoli condizioni proposte dal racconto. Racconto che li portera’ ad abbandonare la loro piccola e tranquilla citta’ di provincia per le enormi ed assolate piazze di Roma, per il mare del Brasile con le sue spiagge”.
Pivio & Aldo de Scalzi firmano la bella colonna sonora del film.

Nastri 2019, sbanca Il traditoreSette riconoscimenti tra cui a Favino e Lo Cascio

29 giugno 201915:31

Alla 73/ma edizione dei Nastri d’argento 2019 sbanca Il traditore. Stravince infatti il film di Marco Bellocchio con sette riconoscimenti: miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio, colonna sonora, attore protagonista (Pierfrancesco Favino) e ‘non protagonisti’ Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane. Tra gli attori il voto dei giornalisti ha premiato poi Anna Foglietta (attrice protagonista per Un giorno all’improvviso), Marina Confalone (‘non protagonista’ per Il vizio della speranza) e Paola Cortellesi (migliore attrice di commedia per Ma cosa ci dice il cervello). Ancora, a Stefano Fresi (C’è tempo, L’uomo che comprò la luna, Ma cosa ci dice il cervello) doppio premio con il Nastro per il miglior attore di commedia e il Nino Manfredi. E sempre per quanto riguarda la commedia, come già anticipato ieri, film vincitore è risultato Bangla del giovanissimo esordiente Phaim Bhuyian. A Serena Rossi, Nastro speciale per Io sono Mia.

Mucciante, lettura centro racconto RaiDirettore Rai Libri, avremo spazio a presentazione palinsesti

MATERA29 giugno 201919:27

Un impegno reale nella promozione della lettura, un “nuovo peso dei libri nel racconto crossmediale della Rai, tanto che alla presentazione dei palinsesti il 9 luglio a Milano avremo per la prima volta anche un’area dedicata, con i firmacopie dei nostri autori più rappresentativi”: Flavio Mucciante, direttore editoriale di Rai Libri, racconta i progetti del nuovo marchio con il quale Rai Com, dal dicembre 2018, si posiziona sul mercato editoriale. L’appuntamento per parlare della casa editrice è a Matera, nell’ambito del convegno “Ieri, oggi e domani. Presente e futuro del libro in Italia tra rivoluzione tecnologica e nuovi linguaggi della comunicazione”, organizzato proprio da Rai Libri e dedicato all’analisi del mercato editoriale e delle sue componenti eterogenee, tra carta, digitale e tv. “I libri avranno più visibilità nell’ambito dell’offerta culturale della Rai, aumenta il peso che il settore avrà all’interno del gruppo sia in termini di impegno editoriale che in termini di investimento”, spiega Mucciante, “Rai Libri è andata a regime a gennaio scorso, ma abbiamo cominciato a fine dicembre con l’esperimento pilota della Compagnia del Cigno, nell’ambito del quale abbiamo pubblicato 7 libri con i 7 prequel delle storie dei protagonisti della Compagnia prima del loro arrivo al conservatorio di Milano e poi anche un ottavo libro. E’ stato un esperimento positivo per diversi aspetti non solo commerciali, qualcosa mai fatta prima dalla Rai. Questo tipo di operazione culturale a tutto tondo potrebbe essere uno strumento molto forte per avvicinare ai libri le giovani generazioni. Ci riproveremo con un libro sulla serie tv di Rai2 Il collegio, che ha target molto basso tra gli 8 e i 14 anni”. I primi risultati della casa editrice sono già molto positivi: “Il Salone del libro di Torino è stata la nostra prima grande occasione: lì abbiamo debuttato con 8 nuovi titoli ottenendo un grande riscontro di pubblico e l’incremento delle vendite di oltre il 40% sul precedente anno con Rai Eri. L’obiettivo per quest’anno è un catalogo con una trentina di novità”, dice, “in termini commerciali il traguardo è stato fissato in 700 mila volumi distribuiti nel primo semestre 2019 tra librerie ed edicole, che è pari a circa il doppio del dato 2018: quello che è importante è la coerenza tra comunicazione e prodotto, cioè avere un posizionamento preciso sul mercato in quanto casa editrice di un importante broadcaster”. Per quanto riguarda il piano editoriale non ci saranno solo temi e personaggi legati alla Rai: “Siamo partiti da personaggi riconoscibili del mondo Rai ma poi ci siamo aperti a una serie di ambiti non strettamente radiotelevisivi, come ambiente cultura, musica, approfondimento giornalistico, fenomeni sociali. Si tratta di intercettare i cambiamenti della società e di raccontarli anche al pubblico della Rai”. “La Rai ha un vantaggio e una responsabilità rispetto agli altri editori. Il nuovo piano industriale mette al centro i contenuti non pensati per uno sfruttamento solo lineare. Il libro quindi può diventare un elemento centrale nella narrazione del Paese che la Rai vuole raccontare attraverso la radio, la tv, il web, la parola scritta e sulla piattaforma digitale RaiPlay”, prosegue. “Poi c’è la responsabilità sociale – dice ancora – perché la Rai ha il compito di informare e di sensibilizzare sul valore del libro e anche di promuovere la socializzazione della lettura su cui insiste anche l’Aie”. E proprio sull’Aie e sulla critica che gli editori stanno facendo alla nuova legge sul libro, Mucciante afferma: “riprendendo la felice immagine del Presidente Levi, che parla di un mondo del libro che si muove su lastra di ghiaccio ogni giorno più sottile, la richiesta che si rilancia al governo è quella di una politica culturale e di un piano di investimenti in grado di rafforzare il mercato allargando il perimetro sociale dei lettori. La lettura deve essere un grande impegno civile per il Paese”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna a Firenze quadro rubato da nazisti
Ministri degli Esteri Italia e Germania insieme a palazzo Pitti

29 giugno 201917:19

– Il dipinto “Vaso di Fiori” del pittore olandese Jan van Huysum sarà restituito alla Galleria di Palazzo Pitti a Firenze. I Ministri degli Esteri di Germania e Italia, Heiko Maas ed Enzo Moavero si recheranno a Firenze per l’occasione. Lo fa sapere la Farnesina. La data dell’evento è in via di definizione.
Il dipinto era stato rubato dal museo fiorentino durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale e da allora è rimasto in Germania. Per il ritorno del quadro, Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, alle quali appartiene Palazzo Pitti, si era pubblicamente speso lo scorso mese di gennaio. “Grazie, dunque, alla stretta cooperazione fra i due Ministri Maas e Moavero – afferma la Farnesina in una nota – il quadro, uno dei lavori più importanti del maestro olandese, può ora tornare al posto che gli era stato assegnato, quasi due secoli fa, dal Gran Duca di Toscana Leopoldo II della casa di Lorena”.    “Il ministro Moavero mi ha telefonato stamani, dandomi la bellissima notizia. Con un comunicato congiunto i ministeri degli Esteri di Italia e Germania hanno annunciato la restituzione del Vaso di fiori di Jan Van Huysum a Firenze. Lo ho ringraziato e sono felicissimo di questo risultato, ottenuto in un tempo da record”. Così il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, commenta l’annuncio del rientro in Italia del quadro rubato dai nazisti. “Non sarebbe stato possibile senza l’impegno straordinario del ministro Bonisoli, dell’autorità giudiziaria e del Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. La battaglia è stata dura, oggi c’è una grande vittoria per tutta l’Italia”, ha aggiunto. “Finalmente – aggiunge il direttore – il ‘Vaso di Fiori’ di Jan van Huysum torna a casa sua, dopo 75 anni. Questo capolavoro è un tassello fondamentale nella collezione delle nature morte di Palazzo Pitti, nota per essere unica al mondo sotto il profilo della ricchezza e della varietà geografica delle opere”.
A lanciare alla Germania l’appello per la riconsegna del quadro (anche attraverso un video), trafugato da un militare nazista durante l’occupazione di Firenze nel 1944, era stato lo stesso Schmidt, lo scorso primo di gennaio. Per sottolineare simbolicamente la richiesta, il direttore aveva appeso nella Sala dei Putti di Palazzo Pitti, dove stava un tempo il Vaso di Fiori, una fotografia del dipinto in bianco e nero, corredata con la scritta ‘Rubato’ in italiano, tedesco e inglese.

Conticini ospite Giffoni Film FestivalL’attore romano il 23 luglio incontrerà i giurati

SALERNO29 giugno 201918:11

Paolo Conticini incontrerà i giurati della 49esima edizione del Giffoni Film Festival.
L’appuntamento con l’attore romano è fissato per martedì 23 luglio e sarà l’occasione per ripercorrere i suoi primi venticinque anni di carriera tra cinema, televisione e teatro.
Dagli esordi ai successi che lo hanno consacrato al grande pubblico, lo stesso che oggi lo riconosce come uno degli attori più amati di sempre. E’ riuscito negli anni a calarsi nel migliore dei modi nei ruoli che hanno contraddistinto la sua carriera cominciata nel 1995 con “Uomini uomini uomini” di Christian De Sica. Tra le sue interpretazioni televisive più apprezzate quella del commissario Gaetano Berardi in “Provaci ancora prof”, dove Conticini è alle prese con la scalmanata professoressa Camilla Baudino (interpretata nella serie di Rai 1 da Veronica Pivetti) ed è l’irriverente e simpatico Gus di “Un medico in famiglia”. Successo a teatro con “Vacanze Romane “al fianco di Serena Autieri e soprattutto con il musical “Mamma Mia”.

Serena Rossi, sarò voce Frozen 2 e coach per seduzioneAttrice Nastro Speciale per Io sono mia

29 giugno 201919:26

Interpretare “Mia Martini mi ha un po’ cambiato la vita. L’incontro con questa donna incredibile che ho conosciuto studiandola, ascoltandola, vivendola, mi ha stravolto e continuo a portarmi dietro tante cose belle che mi ha lasciato. Il film è stato un atto d’amore e questo premio è per lei”. Lo dice, commuovendosi, Serena Rossi, Nastro speciale 2019 per la sua interpretazione nel film tv di Rai1 ‘Io sono Mia’. L’attrice torna a Taormina a un anno dai due Nastri d’argento vinti come migliore attrice di commedia e come interprete del brano Bang Bang in Ammore e malavita dei Manetti Bros. Un sodalizio, quello con i due fratelli cineasti, che continuerà anche nel loro film in preparazione, su Diabolik: “non sarò Eva Kant, come i miei colori suggeriscono – spiega sorridendo – ma ci sarò”. A settembre inoltre rientrerà nel mondo Disney con Frozen 2 (in uscita a dicembre), tornando come voce italiana di Anna (“una principessa che si salva da sola, l’amore che vince in Frozen quello per la famiglia”). Sarà anche sul set per l’opera prima dell’amico Giampaolo Morelli Sette ore per farti innamorare: “Interpreto un personaggio tosto, una coach che dà lezioni di seduzione a uomini che non sanno conquistare le donne”. Ha inoltre già finito la lavorazione di Brave ragazze, action comedy di Michela Andreozzi, dove insieme ad Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli e Silvia D’Amico compone una banda di rapinatrici, ed è nel cast di un’altra opera prima, La tristezza ha il sonno leggero, di e con Marco Mario De Notaris “dove sono una figlia dei fiori nostalgica e sempre ‘alterata’”. Fra gli interpreti anche Stefania Sandrelli, nei panni di una capofamiglia sui generis: “è una donna straordinaria, da lei impari tanto anche solo guardandola”. Mamma di Diego, bimbo di due anni e mezzo avuto con il compagno Davide Devenuto, la giovane attrice si fa guidare nelle scelte “dal voler fare cose mai uguali. Voglio trasformarmi, anche cambiando immagine, mettermi costantemente alla prova. Le sfide, anche quando fanno paura, non mi bloccano, ma mi danno la carica, mi esaltano”. L’essere entrata presto nelle case della gente grazie alla TV, da Un posto al sole a Io sono Mia passando per Tale e quale “mi fa sentire da parte delle persone un grande affetto. Ci si aspettano da me cose di spessore e non voglio deludere quel rispetto”. La sua altra grande passione, il canto, la esplora “soprattutto attraverso i film, dove spesso mi chiedono di cantare, come faccio anche in una scena di Brave ragazze. Non penso a un disco mio, e ancora meno ad andare a Sanremo in gara, per quello ci vuole un progetto musicale serio e vero”. Invece, andare al Festival fuori gara (dove è stata quest’anno per promuovere Io sono Mia), “è il mio sogno fin da bambina”. Il cinema intanto continua a regalarle grandi emozioni anche come spettatrice: “Dopo aver visto Il traditore di Marco Bellocchio (vincitore di sette Nastri) ho sentito la spinta ad essere sempre migliore, ci sono così tanta bellezza e bravura in quel film. Ed è bellissimo vedere Bellocchio che cammina qui vicino… anche se non avrò mai il coraggio di andarmi a presentare”.

Al Napoli Festival il teatro cinematografico di Lepage’Kanata’ su storia e realtà autoctoni canadesi

NAPOLI29 giugno 201919:29

– Un nuovo grande romanzo teatrale, spettacolo dal taglio cinematografico di Robert Lepage, ”Kanata – Episode I, La controverse”, arriva in Italia, momento culminante del Napoli Teatro Festival, riproponendone i temi più amati, dalla libertà e l’impegno dell’artista alla questione dell’identità culturale, riportati ancora una volta in un’indagine-memoria che ripercorre la complessa storia del Canada, affrontata in storici spettacoli che vanno dalla grande e affascinante ”La Trilogie des Dragons” al recente ”887”, mentre qui il fuoco è la ricostruzione del tentativo violento di distruzione fisica e dell’identità del popolo dei nativi americani, dei cosiddetti autoctoni. ”Kanata” in irochese vuol villaggio, paese.
Attorno alla figura di una giovane donna, Tanya, senza più radici, sbandata, drogata e incapace di fare i conti con sé stessa, strappata neonata dalle braccia di sua madre, un’indiana Mohawk, affidata in adozione a una coppia di immigrati iraniani oramai ben inseriti, Lepage costruisce una vicenda corale che intreccia la vita appunto di varie persone, esemplari della realtà canadese d’oggi. Si va dai nuovi e vecchi immigrati, come i cinesi dei tempi delle guerre dell’oppio, a autoctoni che sono riusciti a riacquistare un proprio orgoglio, da agenti di polizia poco inclini a occuparsi dei problemi degli autoctoni, spesso ridotti a paria e drogati, ai centri di sostegno per i tossicodipendenti, con la loro igienica assistenza, sino ad artisti che sentono e scoprono l’urgenza creativa e morale di testimoniare il proprio tempo, come implicita denuncia (che è poi quel che fa Lepage stesso), scontrandosi con l’ostilità spesso degli interessati, con i mondi chiusi in difesa sia delle vittime, sia dei persecutori. Del resto sono stati gli stessi autoctoni canadesi a protestare con forza contro lo spettacolo, contestando che qualcuno esterno possa raccontare cosa loro hanno passato e cosa provano. Lepage inserisce così una discussione sulla libertà dell’artista, riguardo alla pittrice francese a Vancouver che lavora a una mostra sul tema della violenza sulle donne autoctone. In scena tante storie, velleità e disillusioni, innamoramenti e abbandoni, egoismi, ipocrisie, gelosie e fraintendimenti di persone in genere prigioniere della propria solitudine. Del resto qui si salvano solo coloro che pian piano riescono, per varie ragioni, ad aprirsi agli altri e scoprirne la fragile ma intensa umanità, così che alla fine molti cerchi si chiudono, le due madri di Tanya si incontrano e accettano dopo che questa è stata vittima di un serial killer che infieriva proprio su sbandate ragazze autoctone disposte a prostituirsi per una dose, e si riuniscono con altri in vario modo legati alla loro vicenda in un finale che pare aprirsi a un segnale di speranza e convivenza.
Il regista-autore con la drammaturgia di Michel Nadeau, qui supportato eccezionalmente dal Thèatre du Soleil di Ariane Mnouchkine di cui utilizza i davvero ottimi e numerosi attori (oltre 30), costruisce un lavoro crudo e impietoso sulle ipocrisie di ieri e di oggi del civilissimo Canada come sempre di grande raffinatezza, che si sviluppa narrativamente col ritmo e il rapido susseguirsi cinematografico di scene, i cui cambio sono un suggestivo spettacolo a sé (firmate e dirette da Ariane Sauvé, mentre le immagini e proiezioni sono di Pedro Pires). E nella leggerezza dell’azione di questa gigantesca macchina, che se ha un limite è nel suo realismo asciutto ma assolutamente poco metaforico, ecco che nascono, accanto a scene simboliche come l’abbattimento di tutti i boschi e villaggi dei nativi, momenti antiretorici di rara intensità, di poesia e commozione, come l’incontro e lo sfiorarsi in un accenno di abbraccio delle due madri. Detto questo e dei meritatissimi e lunghi applausi, bisogna comunque notare che alcuni tagli, a cominciare dalla storia dell’aspirante attore, non avrebbero fatto male alle circa tre ore di spettacolo.

Scatti cinema, assegnati premi ‘Cliciak’Dall’1/7 foto concorso in mostra alla Biblioteca Malatestiana

CESENA29 giugno 201914:29

Stefano C. Montesi (Michelangelo infinito), Mario Spada (Capri Revolution), Angelo R. Turetta (Il nome della rosa), Franco Oberto (Soledad), Anna Camerlingo (I bastardi di Pizzofalcone 2) e Eduardo Castaldo (L’amica geniale) sono i vincitori della 22/a edizione del concorso per fotografi di scena ‘Cliciak-Scatti di cinema’, promosso dal Comune di Cesena con la Fondazione Cineteca di Bologna. I premi sono stati assegnati da una giuria di addetti ai lavori (Marina Alessi, Cesare Biarese, Gianfranco Miro Gori, Paolo Mereghetti e Michele Smargiassi) tra 2.100 foto di scena, presentate da 62 autori, a documentazione di 102 tra film, corti e serie tv. Numeri – sottolineano i promotori – che confermano l’interesse per un’iniziativa unica nel suo genere in Italia, dedicata a valorizzare il lavoro dei fotografi di scena attivi sui set delle produzioni cinematografiche e televisive delle ultime tre stagioni. Le più belle foto saranno esposte dall’1 luglio al 9 settembre alla Biblioteca Malatestiana.

Jane Campion, Metoo come fine Apartheid’Niente come prima, voce artiste su stesso livello di uomini’

BOLOGNA29 giugno 201919:25

on il movimento #Metoo la situazione delle donne non sarà mai più come prima: è stata come la fine dell’Apartheid”. A domanda diretta, in un primo tempo non ha voluto rispondere (“Me la fanno sempre, sono abituata…”), poi Jane Campion sceglie di non tirarsi indietro: “È chiaro a tutti che la voce delle artiste deve essere posta allo stesso livello degli uomini o vogliamo dire che non siamo abbastanza brave? Io non credo proprio”, spiega la regista neozelandese, in visita a Bologna per una serie di appuntamenti al Festival del Cinema Ritrovato, che culmineranno domani sera con la proiezione in piazza Maggiore della versione restaurata di ‘Lezioni di Piano’, Palma d’Oro a Cannes nel 1993. Proprio quel riconoscimento resta l’unico assegnato a una regista donna nella storia del festival francese. “Per molti anni il sistema dei finanziamenti è stato gestito da una struttura patriarcale, impenetrabile fino a poco tempo fa”, attacca la Campion. “Ma ormai nulla sarà come prima, tutto è cambiato anche se, comunque, dobbiamo continuare ad abbattere questo muro con qualsiasi mezzo a disposizione”. Inevitabile, in Italia, l’omaggio a Lina Wertmuller, che a fine ottobre riceverà il premio Oscar alla carriera: “È un’eroina, una rivoluzionaria, sono felicissima che verrà premiata”. Un amore, quello verso la Wertmuller, che arriva da lontano: “Ho visto i suoi film, ‘Pasqualino Settebellezze’ e altre opere in bianco e nero, a Sydney e venne anche a parlare alla mia scuola di cinema – rivela Jane Campion – Si sedette e ci incoraggiò a rubare tutto il possibile per fare un film, con tutti che la guardavano con stupore e meraviglia: ne rimasi davvero impressionata”. Un modello, insomma, insieme a Liliana Cavani, “un’altra regista che amo”. Campion non ha nascosto il suo affetto verso ‘Lezioni di Piano’, che la lanciò sul palcoscenico internazionale: “Mi ricordo il primo giorno di riprese come fosse ieri: mi ero comprata un buffo cappello, delle calze con dei girasoli e gonna blu per apparire un po’ sciocca e permettermi di fare tutto quello che volevo”. Restaurarne la copia originale è stata “una grande esperienza”, perché “rivedendo il dvd, mi sono accorta che non era rimasto nulla del colore originale e così abbiamo preso questo lavoro molto seriamente e siamo riusciti a portarlo a termine”. E ha rivelato che l’iconica immagine del pianoforte in mare nacque per necessità: “Dovevamo girare, ma l’acqua si era mangiata tutta la spiaggia, così ho pensato di metterlo lì comunque”. Quanto ai prossimi progetti in cantiere ora c’è ‘The power of the dog’, che vedrà protagonisti Benedict Cumberbatch ed Elisabeth Moss, tratto dal libro di Thomas Savage: “Me ne sono innamorata e forse perché ormai tante registe raccontano storie per donne, per me è venuto il momento di tracciare un ritratto maschile”. Un uomo diverso però, promette Campion: “Ci sono molti stereotipi nella rappresentazione maschile, ma a nessuno piace un uomo che sia esclusivamente uomo e non lasci trapelare un lato femminile”. E Cumberbatch, “come tutti i grandi uomini, ha questa grande componente in sé e io mi sto divertendo moltissimo, mi sento liberata”.

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Eccezionale a Roma, spunta affresco medievale intatto
Nascosto da 900 anni in un’intercapedine a Sant’Alessio

29 giugno 201914:57

Il grande mantello color della porpora sulle vesti succinte del pellegrino, la mano alzata quasi a voler presentare la maestà del Cristo che accanto a lui benedice i fedeli. Nascosto da un muro per quasi 900 anni, riemerge a Roma in un’intercapedine nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, un grande affresco medievale dai lucenti colori in incredibile stato di conservazione. “Un ritrovamento assolutamente eccezionale”, illustra la storica dell’arte Claudia Viggiani, autrice della scoperta, “anche per l’iconografia rarissima dei due personaggi che si riconoscono nella parte del dipinto al momento visibile, con tutta probabilità proprio Sant’ Alessio e il Cristo pellegrino”.

Ritrovato dopo una lunga indagine partita da un antico documento, il dipinto, assolutamente inedito, è stato messo in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto finanziato dalla Soprintendenza Speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti. Riferibile alla metà del XII secolo l’affresco è realizzato su sfondo nero e inquadrato da una cornice policroma di “eccezionale raffinatezza e dai colori ancora incredibilmente intatti”. Anzi, come sottolinea la restauratrice Sarmati che in queste ore ha mostrato  l’opera a diversi  esperti del settore, “In nessun affresco medievale si è mai vista una cornice così ben conservata”.

Nella chiesa delle origini, spiega Viggiani, occupava la parete della controfacciata, in una posizione di rilievo dovuta anche alla fama che accompagnava in quell’epoca le vicende di Sant’Alessio.E proprio il rispetto devozionale per il santo, che in qualche modo sembra aver fatto da trait d’union tra la Roma pagana e quella medievale, sarebbe alla base dell’incredibile conservazione del dipinto. “Chi ristrutturò la chiesa nei secoli successivi murando la controfacciata fece comunque attenzione a proteggere l’affresco”, spiega Sarmati. Tanto che probabilmente una piccola parte di questo, con il volto di Sant’Alessio, rimase per secoli a disposizione dei fedeli attraverso una feritoia aperta sull’interno della chiesa.Attualmente il dipinto misura 90 centimetri di larghezza per oltre 4 metri di altezza. Un’altra porzione, grande almeno altrettanto, è ancora nascosta dal muro. La storica dell’arte è decisa a riportarla alla luce: “Lo dobbiamo ai romani – dice – e ci aspettiamo ancora sorprese”

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ALLE 10:37 DI SABATO 29 GIUGNO 2019

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Esposta prima volta ‘Summa’ Luca Pacioli
Al Museo Civico di Sansepolcro, fino al 31 agosto

SANSEPOLCRO (AREZZO)27 giugno 2019 17:27

– Nel giorno del 502/o anniversario della scomparsa di Luca Pacioli (19 giugno 1517), l’amministrazione comunale di Sansepolcro rende omaggio al suo illustre cittadino mettendo a disposizione del Museo Civico la copia originale della ‘Summa de Arithmetica. Geometria, Proportioni et Proportionalità’. Per la prima volta l’opera di Pacioli è visibile ai visitatori del Museo dopo essere stata custodita per lungo tempo negli archivi comunali.
L’amministrazione nei giorni scorsi ha provveduto a documentare sui propri canali web e social le operazioni di trasferimento del volume – coordinate personalmente dalla direttrice del Museo Civico Maria Cristina Giambagli – e la sistemazione, all’interno di una teca di vetro, nella sala dedicata a Raffaellino del Colle. L’opera è accompagnata da una copia anastatica per garantire la consultazione ai visitatori. Stampata per la prima volta a Venezia nel 1494, la ‘Summa’ è un’opera di inestimabile valore: ne esistono pochissime copie in tutto il mondo.

Mengoni e Nek a terzo RisorgiMarcheKermesse di Neri Marcorè sui prati, concerti da 11/7 a 7 agosto

ANCONA27 giugno 201917:50

– Marco Mengoni, Nek, Edoardo Bennato, Vinicio Capossela, Tosca, Pacifico e artisti a sorpresa in altre due date. Saranno alcuni dei protagonisti del Festival RisorgiMarche che torna nei ‘prati’ marchigiani del Maceratese, Fermano e Ascolano, colpiti dal sisma 2016, con una serie di concerti a ingresso gratuito tra l’11 luglio e il 7 agosto. A presentare la kermesse, in videoconferenza Youtube, l’ideatore Neri Marcoré e il direttore esecutivo Giambattista Tofoni. Nelle prime due edizioni, ha ricordato Marcorè, la manifestazione ha superato 230mila presenze in 29 concerti ed “è riuscita a veicolare un messaggio di grande portata: vicinanza concreta e solidale verso le popolazioni colpite mediante l’indotto economico generato dal pubblico”. “La Regione Marche – ha detto l’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni in collegamento – accompagnerà come sempre questo Festival; è convinta che i valori siano giusti: cammino insieme, coscienza ambientale volontà di valorizzare i luoghi colpiti mediante la musica”.

Madonna contro le armi, video shockAppello della popstar in lacrime, è ora di svegliarsi

NEW YORK27 giugno 201918:23

– Madonna contro la violenza delle armi da fuoco in America. In un video per il suo nuovo singolo ‘God Control’ la popstar lancia un forte messaggio politico sulle conseguenze che causa il possesso di armi. In un filmato di circa otto minuti Madonna mostra immagini scioccanti dalla strage di Pulse, quando a Orlando in Florida, nel giugno del 2016 un killer fece fuoco in una discoteca uccidendo 49 persone.
Nella clip si sentono colpi di fucile e corpi che cadono a terra insanguinati. Sempre nel video la stessa cantante viene derubata mentre due uomini le puntano una pistola alla testa.
“E’ ora di svegliarsi – si legge sul suo account Instagram -.
La violenza da armi da fuoco coinvolge i bambini, gli adolescenti e gli emarginati delle nostre comunità. Onorate le vittime e chiedete il controllo sulle armi. Ora. Fate volontariato, fatevi sentire”. Alla fine del video Madonna si mostra in lacrime.

A Gam Torino mostra di Nella MarchesiniEsposte 30 opere nello spazio Wunderkammer fino al 29 settembre

TORINO27 giugno 201918:39

– La Gam di Torino omaggia Nella Marchesini, la ‘pittrice del quotidiano e degli affetti’ amica di Carlo Levi e Piero Gobetti, e allieva di Felice Casorati, con una mostra nella spazio Wunderkammer dal 28 giugno al 29 settembre.
La mostra, a cura di Giorgina Bertolino e Alessandro Botta, si intitola ‘La vita nella pittura. Opere dal 1920 al 1953’.
Marchesini (1901-1953) nacque a Marina di Massa, ma visse la maggior parte della vita a Torino dove morì e dove frequentò il mondo intellettuale e artistico. Con le sorelle Maria e Ada Marchesini, fece parte della cerchia intellettuale dei giovani raccolti intorno a Piero Gobetti e alle sue riviste. Fu molto legata ad Ada Prospero, vedova di Gobetti, partigiana, sposata con Ettore, uno dei fratelli Marchesini, a Carlo Levi, non ancora pittore, e ai futuri letterati Natalino Sapegno, Edmondo Rho e Federico Chabod. Fu poi la prima allieva di Felice Casorati.
Sono in mostra 30 opere dal ‘Ritratto del padre’ del 1923 a ‘tre donne’ del 1952.

A NY la barca dei profughi di Yoko OnoProgetto interattivo entra in dibattito su immigrazione

NEW YORK27 giugno 201919:00

– “No al muro e Open Borders. Be kind, sii gentile, l’amore e’ più forte della paura.
Solidarieta’, a lettere cubitali, “non e’ niente senza l’azione”. E poi, all’interno della barca: “sulla barca c’e’ posto per tutti” e “ogni barca di profughi e’ un Mayflower”. A New York va in scena Add Color (Refugee Boat), installazione interattiva di Yoko Ono. All’inizio era una tela bianca: uno stanzone a South Street Seaport dalle pareti candide e in mezzo una barca a remi. Un barattolo di vernice azzurra, il colore del mare, e l’invito al pubblico di dipingere le proprie speranze sulle pareti, il pavimento, sopra e dentro la barca. Via via che passavano i giorni i messaggi si sono confusi trasformando lo spazio in un caos a strati. Il progetto della 86enne vedova di John Lennon viaggia il mondo dal 1961 ed è arrivato a New York mentre il dibattito sull’immigrazione incendia la politica, tra le minacce di deportazioni di massa di Trump e la foto shock di un padre con la figlia annegati al confine con il Messico.

Liam Gallagher, a settembre nuovo albumA febbraio due date italiane, a Roma e Milano

27 giugno 201919:01

“Why Me? Why Not.”, il secondo album di Liam Gallagher, uscirà il 20 settembre su etichetta Warner Records. Il nuovo progetto è anticipato dal singolo “Shockwave”.
L’artista porterà il disco in giro per l’Europa e l’Inghilterra con un tour di 23 date, dalla O2 Arena di Londra alla MEN Arena di Manchester, e tornerà in Italia con due concerti, il 15 febbraio 2020 a Roma (Palazzo dello Sport) e il 16 a Milano (Mediolanum Forum). “Volevo che questo mio secondo disco – spiega Liam Gallagher – fosse superiore a quello precedente. Sarà un album migliore di “As You Were” e questo la dice lunga, perché è stato un disco epico, no?!”. Sabato 29 giugno Liam sarà sul palco piramidale di Glastonbury per poi esibirsi in Italia, a Barolo, al festival Collisioni il 4 luglio.

Restaurato Cristo scuola GiambolognaVisibile sull’altare maggiore della chiesa di S. Egidio

FIRENZE27 giugno 201919:06

– Dopo tre anni e un restauro lungo 18 mesi il Cristo attribuito alla ‘scuola del Giambologna’ ritorna sull’altare maggiore della chiesa di S. Egidio, nel complesso dell’ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze. E una scultura in cartapesta alta 196 cm. che, prima del restauro eseguito da Anna Fulimeni con la direzione della Soprintendenza, era ricoperta da una patinatura scura stesa nell’Ottocento per simulare una statua in metallo bruno. Le operazioni hanno riportato alla luce il colore originale del carnato restituendo una policromia naturale stesa su un corpo morbido e tornito, qualificato dalla finezza del volto contornato dai morbidi capelli sulle spalle. Tac e radiografie sul crocifisso e su quello che il Giambologna aveva realizzato nel 1598 per la sua cappella funeraria in SS Annunziata hanno evidenziato che le due opere, una in bronzo l’altra in cartapesta, sono state realizzate dalla stessa forma approntata dal maestro. Il cantiere è stato finanziato dal Rotary club Firenze Valdisieve.

Regio Torino, Porgy and Bess di GershwinDal 2 al 7 luglio con il New York harlem Theatre

SATORINO27 giugno 201919:24

Arriva al Teatro Regio di Torino, dal 2 al 7 luglio, Porgy and Bess, di George Gershwin, uno dei compositori più eseguiti e incisi di sempre. A portare in scena, per un totale di 7 recite, il capolavoro del 1935, è la compagnia del New York Harlem Theatre con l’Orchestra del Teatro Regio, diretta da William Barkhymer, direttore artistico e musicale della Compagnia. Il coro è diretto da Richard Cordova e la regia è di Baayork Lee.
Così come il linguaggio musicale del suo compositore, nato a New York da immigrati russi, appassionato di Debussy, Ravel e di tutta la grande scuola europea, anche Porgy and Bess rifugge dalla possibilità di essere etichettata all’interno di un genere e di un solo stile. Opera, ma con elementi di musical, jazz, spiritual, folk song, il tutto incastonato nella forma rigorosa e raffinata della cosiddetta musica ‘colta’. Il brano più famoso dell’opera è ‘Summertime’.
I diritti musicali di George e Ira Gershwin per questa opera sono concessi dalla famiglia Gershwin.

Al via tre giorni Celebrazioni LeopardiPremio ad Antonio Moresco scrittore “più leopardiano”

RECANATI (MACERATA)27 giugno 201921:05

– Si apre il 28 giugno a Recanati la tre giorni di poesia, cultura e musica per le celebrazioni Leopardiane: si festeggia il 221/o anniversario della nascita del poeta Giacomo Leopardi (29 giugno 1798). La prolusione, affidata allo scrittore italiano Antonio Moresco, si svolgerà il 29 giugno nell’Aula Magna del Comune di Recanati.
Allo scrittore, che affronterà il tema di “Leopardi insurrezionale”, verrà assegnato il Premio Leopardi perché, come si legge nella motivazione, “è, tra gli scrittori italiani contemporanei, il più leopardiano. Nei suoi libri, Leopardi è presenza costante: nominato e citato spesso, è interlocutore privilegiato e diventa persino personaggio. Leopardi è ‘il primo e l’ultimo amore’, come si legge ne Lo sbrego”. Il 28 giugno è previsto l’arrivo sul Colle de L’Infinito del cammino “Il cuore dell’Italia” partito da Piazza Santa Croce a Firenze il 9 giugno, con oltre cento persone al seguito, ha attraversato i territori della Toscana dell’Umbria e delle Marche. La sera del 29 giugno nella Piazzuola del Sabato del Villaggio l’attore e regista Sergio Rubini si esibirà in un recital sulle opere di Giacomo Leopardi.
“Quest’anno – afferma il sindaco Fabio Corvatta – le Celebrazioni Leopardiane assumono un significato particolare, presidente del Centro Studi Leopardiani – in quanto coincidono con il Bicentenario della scrittura de “L’infinito”, riconosciuto con un decreto del Ministro Bonisoli con l’ istituzione un comitato nazionale per le celebrazioni”.

L’ex Police Stewart Copeland a RavennaIl 29 giugno con l’Orchestra Cherubini in esclusiva per l’Italia

RAVENNA28 giugno 201909:25

Quando suonava la batteria con i Police, che si sono sciolti nell’86, il pubblico si chiedeva come potesse gestire ritmi allo stesso tempo folli e perfetti.
Dopo aver scritto un’importante pagina della storia del rock a 29 anni, in cinque album, con Sting e Andy Summers, Stewart Copeland si è dedicato alla ricerca e alla musica che più ama, senza limiti. Fino a trascinare un’intera orchestra sinfonica nei meandri del ritmo.
Sabato 29 giugno (ore 21) al Pala De André di Ravenna, in esclusiva italiana per Ravenna Festival, con l’Orchestra Cherubini, diretta da Troy Miller, Copeland ripercorrerà i momenti salienti della carriera musicale, prima come rockstar poi come acclamato compositore cinematografico (da ‘Rumble Fish’ di Coppola a ‘Wall Street’ di Oliver Stone, tra i tanti), così come nei mondi dell’opera, del balletto e della musica contemporanea. In concerto – ‘Stewart Copeland Lights Up the Orchestra’ – non mancherà un trittico dedicato ai Police, compresa la hit ‘Don’t stand so close to me’.

Lirica e cinema si cambia, ecco il decreto BonisoliPiù tutele per i lavoratori. Ritoccate quote italiane in tv

28 giugno 201910:05

Norme più stringenti per i contratti precari nelle Fondazioni Liriche e meccanismi che incoraggiano i responsabili dei teatri ad assumere, per concorso, personale in pianta stabile con dotazioni di organico certe. Punta a mettere ordine nel settore, “primo step di una complessa operazione di rilancio”, sottolinea il ministro della cultura Bonisoli, il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri. Che sblocca anche circa 35 milioni per il finanziamento delle attività del ministero. E nell’ultima parte interviene con tre norme importanti per il cinema e l’audiovisivo, che in parte ridimensionano in parte rendono applicabili alcuni punti della Legge Cinema varata dal governo Renzi.
Nato anche sulla scia di due sentenze, una della Corte Costituzionale l’altro della Corte di Giustizia Europea, il provvedimento, applaudito con convinzione dall’associazione nazionale dei sovrintendenti (Anfols), parte proprio dalla questione del precariato nella lirica, stabilendo una serie di limiti per l’applicazione dei contratti a tempo determinato (al massimo 48 mesi, anche non continuativi) imponendo tutele per i lavoratori dello spettacolo con sanzioni severe per gli amministratori che le infrangono. Tutte norme “che mirano ad assicurare diritti e tutele, ponendo un freno al ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato, che per decenni sono stati applicati ai lavoratori dello spettacolo in deroga rispetto alle norme vigenti”, fa notare Bonisoli. Che poi ribadisce: “Pur salvaguardando le specificità tipiche del settore, abbiamo posto un argine ad abusi e discriminazioni prevedendo un tetto massimo di 48 mesi per il ricorso ai contratti a tempo determinato, secondo le indicazioni della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che si prestava a creare discriminazioni e una mole di contenziosi”.
Di “sostanza” per l’attività del ministero fondato nel ’75 da Spadolini e afflitto negli ultimi anni da una costante crisi finanziaria, anche il secondo articolo del decreto che autorizza la spesa di 15 milioni 410 mila 145 euro per il 2019, soldi – precisano i tecnici nella relazione illustrativa – che “serviranno a supportare l’intera struttura ministeriale sia a livello amministrativo sia nella gestione di musei, aree archeologiche, biblioteche, archivi, nonché nelle attività di comunicazione e promozione in tutte le sue forme, anche attraverso la realizzazione di eventi culturali per una maggiore al pubblico”. Mentre altri 19 milioni 400 mila euro derivati dagli utili del Lotto potranno essere destinati alla tutela e la conservazione del patrimonio.
Per il cinema, invece, l’intervento, venendo incontro (dopo un lungo lavoro di concertazione con i protagonisti del settore) alle critiche che accolsero a suo tempo il decreto Franceschini, ridimensiona le percentuali di titoli italiani che le emittenti private sono obbligate a programmare. E in parte anche le aliquote relative agli obblighi di investimento sulla produzione italiana. Confermate le severe sanzioni per chi si sottrae.
Mentre nuovi paletti rivedono gli obblighi degli operatori on demand, come Netflix, disciplinandone la presenza in Italia. Un intervento riguarda infine la “censura” con una modifica della commissione che era stata prevista dalla legge Franceschini (vengono aumentati i componenti e tolta la figura del sociologo). Confindustria Radio Tv applaude: “rende nel complesso più funzionali, graduali e flessibili le modalità con cui i fornitori di servizi media audiovisivi devono promuovere le opere europee e italiane”. Positivo il commento del presidente dell’Anica Francesco Rutelli: “Le misure varate dal governo vanno accolte positivamente”, dice

l’ex ministro dei beni culturali e vicepresidente del consiglio. Che critica il fatto che “l’entrata in vigore degli obblighi di investimenti e programmazione di broadcaster e piattaforme slitta di un anno (a gennaio 2020)”, ma assicura: “l’insieme delle norme può consentire una programmazione per industrie e settori creativi che sono sfidati da enormi trasformazioni globali”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Asinara, premio a La paranza dei bambini
Dal 10 al 14 luglio la 14/a edizione di “Pensieri e Parole”

SAPORTO TORRES28 giugno 201912:14

Al via dal 10 la 14/a edizione di “Pensieri e Parole: libri e film all’Asinara” prima tappa delle “Isole del cinema”, il circuito che si snoda fra Tavolara, Maddalena, San Pietro e che costituisce uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale e turistica sarda.
Per la seconda edizione del concorso che premia la migliore sceneggiatura tratta da un romanzo, quest’anno a ritirare il riconoscimento saranno: Claudio Giovannesi, Maurizio Braucci e Roberto Saviano per il film “La paranza dei bambini” tratto dall’omonimo libro di Saviano. Il film ha vinto l’Orso d’argento per la miglior sceneggiatura alla 69/a edizione del Festival di Berlino. Sino al 14 luglio presentazioni di libri, anteprime cinematografiche e musicali e ospiti del panorama nazionale si svolgeranno nelle quattro isole, sede di parchi e riserve marine, per pensare il mare come possibilità di incontro, laboratorio vivo dove riflettere sul cinema di ieri e oggi, e costruire quel che sarà il cinema di domani.

A Vukotic e Mogol i premi OrtigiaLa rassegna si svolgerà a Siracusa dal 13 al 20 luglio

PALERMO28 giugno 201913:14

– A Milena Vukotic e Mogol va il Premio Speciale alla Carriera di Ortigia Film Festival la cui XI edizione si svolgerà a Siracusa dal 13 al 20 luglio 2019.
Il Festival vuole rendere omaggio al talento di Milena Vukotic, con il Premio Speciale San Gemini alla Carriera che le sarà consegnato sabato 20 luglio a Piazza Minerva. Attrice eclettica e versatile, tra le più apprezzate del nostro cinema, teatro e televisione, ha lavorato in oltre 120 film con maestri quali Monicelli, Fellini, Lina Wertmüller, Lattuada, Lizzani, Dino Risi, Bertolucci, Tarkovskij, Oshima, Buñuel, e nella celebre serie dei Fantozzi accanto all’indimenticabile Paolo Villaggio. Nel 1994 ha vinto il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista per Fantozzi in Paradiso. In teatro ha lavorato con nomi come Strehler, Zeffirelli, Enriquez, Paolo Poli.
L’altro Premio speciale alla Carriera va a Mogol. La consegna lunedì 15 luglio alle 21.00 sul palco dell’Arena Minerva.

Maria Rosaria Omaggio, la mia FallaciSu Rai5 a 90 anni dalla nascita, Le parole di Oriana in concerto

28 giugno 201919:52

La somiglianza è impressionante, così come il modo di camminare sul palco, la voce roca, il gesticolare o tenere tra le mani l’immancabile sigaretta.- “Il mio primo incontro con Oriana Fallaci è stato fortuito risale alla mia giovinezza lei era con sua sorella ed è in quella occasione che mi fu presentata, per me era un sogno avevo 18 anni. Ma la mia storia con Fallaci inizia nel lontano 2003. Lei era ancora in vita. Aveva in mente un progetto per creare l’ audiolibro del suo ‘La rabbia e l’orgoglio’ e aveva pensato a me per interpretarlo”. Sono tanti i ricordi gli aneddoti che scorrono veloci e che in una conversazione racconta l’attrice e regista Maria Rosaria Omaggio: “ho iniziato a leggere i suoi testi, a fare dei reading, l’ho anche interpretata in un film (Walesa, di Andrzej Wajda racconta la storia del sindacalista polacco, che Oriana Fallaci aveva intervistato). “Questo spettacolo è l’ultimo passo di questo viaggio”, dice Omaggio che porta sempre con sè appuntato un suo piccolo portafortuna una spilla, un cammeo appartenuto alla giornalista e scrittrice mi è stato regalato da un suo familiare era in una scatoletta, acquistata a suo tempo in una gioielleria di Ponte vecchio. Nel giorno del 90° anniversario della nascita di Oriana Fallaci, Rai Cultura rende omaggio alla scrittrice e giornalista toscana proponendo lo spettacolo “Le parole di Oriana in concerto”, in onda in prima visione sabato 29 giugno alle 21.15 su Rai5, con la regia e l’interpretazione di Maria Rosaria Omaggio. Il testo è esaltato dal tocco al pianoforte di Cristiana Pegoraro – recente vincitrice del Premio Bellisario – che esegue brani classici amati dalla giornalista, ma anche sue composizioni per lo spettacolo.
Maria Rosaria Omaggio spiega ho letto tutto su Oriana: “per raccontare la vera Fallaci, bisogna farlo usando le sue parole.
Non bisogna parlarne per sentito dire. Bisogna leggere quello che ha scritto lei e non quello che gli altri hanno scritto di lei. Innanzitutto è stata una donna coraggiosa. Una che, con il suo lavoro, non fece mai sconti a nessuno, raccontando la verità. Lei diceva: ‘la libertà non è una scelta, è un dovere’.
Quando ho girato – prosegue Omaggio – il film di Waida il nipote Edoardo è stato prezioso, mi ha dato la sua pelliccia di visone, il registratore che usò per l’intervista a Walesa e il cameo.
Un’emozione. Poi ho trovato su Internet le Lark rosse che fumava. Qui nello spettacolo fumo delle sigarette finte il fumo è vapore”.
E, a oltre dieci anni dalla sua scomparsa, le sue profetiche dichiarazioni continuano a far discutere. “Oriana Fallaci non può che essere raccontata attraverso la sua vasta opera, per avere un ritratto obiettivo della sua complessa e lunga attività congiuntamente alle tante sfaccettature di un carattere forte e fragile, indomito e solitario, determinato ma ironicamente toscano”. Nello spettacolo Oriana racconta Fallaci, Penelope svela Cassandra, presenta se stessa, in una sorta di conferenza, rivelando la natura intima delle sue scelte, perfino delle delusioni amorose che hanno inevitabilmente segnato il suo carattere. “Si parla sempre – svela Omaggio di Alekos Panagulis come il grande amore della sua vita, ma sappiamo che non fu il solo e fondamentale e poi non durò neanche troppo. L’ultimo invece è stato l’astronauta Paolo Nespoli di 28 anni più giovane di lei, che Oriana aveva conosciuto a Beirut era un giovanissimo sergente e le ha fatto da autista per un periodo. Hanno vissuto 5 anni insieme a New York, lui stesso ha ammesso in seguito che a lei deve il fatto di averlo spronato a realizzare il suo sogno”. (Quando Nespoli parte per la Germania infatti ove ha avuto un incarico dall’Agenzia spaziale europea, lei gli comunica di non volerlo più vedere. Così sarà. Questo rapporto ispira alcune pagine del romanzo ‘Inshallah’, che assumono un nuovo significato. Nello spettacolo su Rai5 insomma il ritratto di una donna scomoda, che sorprende per complessità, dimostrandosi aggressiva e fragile, generosa ed egocentrica, cupa e spiritosamente toscana, timida e indomita allo stesso tempo. Un racconto che si avvale, inoltre, di materiale multimediale, quasi a poter vedere i ricordi che scorrono nella sua mente mentre parla. La sequenza fotografica scelta dalla regia e i video a cura di Carlo Fatigoni e Vincenzo Oliva consentono di cavalcare la sua storia, ma anche quella con la S maiuscola, quella che riguarda ognuno e dove la grande giornalista si inserì “come un tarlo nella Storia”. Le immagini a commento dei suoi ultimi libri scuotono.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Steven Adler, ex batterista Guns N’ Roses, si è pugnalato, non sarebbe grave
Secondo Tmz non è in pericolo di vita

28 giugno 201916:26

Paura per Steven Adler, ex batterista dei Guns N’ Roses, finito in ospedale per una pugnalata allo stomaco che si sarebbe autoinflitta: il musicista, comunque, non sarebbe in pericolo di vita. La notizia è stata lanciata dal sito statunitense Tmz, secondo cui nel tardo pomeriggio di ieri i paramedici sono intervenuti a casa di Adler a Los Angeles.Il musicista è stato subito trasportato in ospedale per una ferita allo stomaco, un taglio. Si parla al momento di una coltellata. Non è chiaro comunque cosa sia successo, ma secondo le fonti di Tmz la ferita sarebbe stata autoinflitta.Steven Adler è stato tra i componenti della formazione originale dei Guns N’ Roses con Axl Rose, Slash e Izzy Stradlin. Ha fatto parte della band californiana fino al 1990, quando venne licenziato dal gruppo a causa dei suoi problemi con alcol e droghe. Le forze dell’ordine hanno spiegato a Tmz che qualcuno era presente nella casa di Adler e ha chiamato il 911 alle 6.30 spiegando che c’era un uomo che si era accoltellato.

41/o Asti Teatro chiude con BergonzoniIn finale festival 3 prime nazionali e grande successo pubblico

TORINO28 giugno 201913:35

Tre prime nazionali chiudono la 41/a edizione di Asti Teatro, un festival – promosso dalla Città di Asti – che quest’anno sta ottenendo un notevole successo di pubblico e di critica e che, grazie anche al suo talentuoso direttore, Emiliano Bronzino, sta tornando ad essere un punto di riferimento del teatro contemporaneo nazionale e internazionale.
Debuttano infatti in questo week end, da oggi a domenica, tre tra i più attesi spettacoli tra cui ‘L’uomo più crudele del mondo’ prodotto da Teatro Bellini di Napoli e Teatro Vascello, già sold out da giorni tanto che gli organizzatori stanno pensando a una replica. Gli altri due sono ‘Le confessioni di Monica a Sant’Agostino’ di Loredana Senesto e ‘Moliere e Madelaine’ di Roberto Cavosi.
Tra i grandi nomi è molto atteso domani Alessandro Bergonzoni, al Teatro Alfieri, con ‘Trascendi e sali’. Il festival quest’anno ha voluto toccare diversi temi della contemporaneità, tra cui le migrazioni, la vita frenetica, la famiglia e la solitudine.

Al via la Festa del cinema bulgaro12/a edizione. Si apre con Aga, amore nella Tundra

27 giugno 201917:27

– Torna alla Casa del Cinema la Festa del Cinema Bulgaro, 12/a edizione della rassegna promossa dall’Istituto bulgaro di cultura e dall’associazione “La Fenice” e dedicata al meglio della produzione cinematografica bulgara: cinque film, tre documentari e una serie che il pubblico potrà conoscere assieme ai suoi protagonisti. Filo rosso della rassegna di quest’anno il tema dell’amore, nelle sue diverse declinazioni.
Si aprirà il 27 giugno, alla presenza del suo regista Milko Lazarov, con Aga, proiettato alla chiusura della Berlinale 2018, storia d’amore immersa nella spettacolare bellezza della tundra.
Il 28 in programma Una foto con Yuki, opera prima di Lachezar Avramov, presentato dal protagonista Rushi Videnliev e lo sceneggiatore Dimitar Stoyanovich. Per la sezione documentari: la soprano Sonya Yoncheva in un documentario di Gheorghi Toshev che incontrerà il pubblico (28 giugno); e il regista dell’iconico “Ieri” Ivan Andonov (29 giugno), presentato dalla moglie Lyuba Marichkova.

Dal 18 al 21/7 il Porretta Soul FestivalPremio carriera a Pee Wee Ellis, ‘Award’ a Sergio Mancinelli

BOLOGNA28 giugno 201913:53

– Cartellone ricco di artisti al Porretta Soul Festival, uno dei più importanti festival internazionali di musica soul, la cui 32/a edizione si terrà dal 18 al 21 luglio al Rufus Thomas Park nella cittadina termale dell’Appennino bolognese. Si alterneranno sul palco personaggi come Scott Sharrand, Don Bryant feat.The Bo-Keys, Anthony Paule Soul Orchestra, Willie West, Tony Wilson the young James Brown.
Quattro giorni con una line-up che attinge direttamente da grandi città americane come Memphis, New Orleans, Chicago, ma anche da Australia e Burundi.
Sono previsti anche due premi: quello alla carriera sarà assegnato il 18 luglio al musicista, arrangiatore e produttore Pee Wee Ellis, per il suo contributo a rendere grandi personaggi come James Brown, Esther Phillips e altre icone del soul. Il 20 sarà invece consegnato lo Sweet Soul Music Award 2019 al giornalista e conduttore radio-tv Sergio Mancinelli, “per il contributo che ha dato alla promozione e valorizzazione del soul e rhytm & blues in Italia”.

Lucia Ocone ospite al Giffoni Film FestL’attrice incontrerà i jurors il 24 luglio

SALERNO28 giugno 201914:04

– Poliedrica con i suoi mille personaggi portati al successo in tv, Lucia Ocone sarà ospite della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, mercoledì 24 luglio, per un incontro con i jurors della sezione Elements.
Una prima volta a Giffoni per l’attrice, che ha esordito poco più che ventenne. Dagli inizi in tv, che ha continuato a frequentare con programmi come Mai dire domenica e Mai dire Grande Fratello con la Gialappa’s Band e Quelli che il calcio, sia con fiction di gran richiamo, come I liceali 3, Il commissario Manara, Camera Cafè, la carriera di Lucia Ocone si è consolidata nel cinema. Venier, Brizzi, Genovese, Bruno sono alcuni dei registi con cui ha lavorato in questi ultimi anni.
All’inizio del 2018 protagonista al cinema nella pellicola Metti la nonna in freezer di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi e nell’autunno 2019 ritornerà al cinema nella commedia corale Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi.

101 film al Giffoni Film FestivalDal 19 al 27 luglio a Giffoni valle Piana, 6200 i giurati

SALERNO28 giugno 201914:21

– Il coraggio di superare i confini, la ricerca della propria voce, l’amore che cambia la vita, le difficoltà che formano e sfidano a crescere, la grande storia che non smette mai di insegnare e di far parte del presente sono i temi al centro delle 101 produzioni internazionali provenienti da tutta Europa ma anche da Giappone, Corea del Sud, Iran, Canada e Stati Uniti in concorso alla 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 19 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno).
Oltre 4100 le opere in preselezione – tra corti e lungometraggi – che il team di programmers di Giffoni Experience ha valutato in questi mesi. Storie che spingeranno i 6200 giurati di Giffoni 2019 a riflettere e confrontarsi, a ridere e crescere, a immedesimarsi con i protagonisti e mettersi in discussione. Saranno proprio i giurati, provenienti da 50 Paesi, a decretare i vincitori del Gryphon Award.

Coppola, Megalopolis un nuovo Apocalypse Now’Ho bisogno di finanziatori, di attori, ma manca ancora la fine’

28 giugno 201919:55

Apocalypse Now ha ancora qualcosa da dire, anzi nel ‘Final Cut’ restaurato esprime al meglio il ‘suo’ tema, “la moralità”, con un’eredità cinematografica che il suo papà Francis Ford Coppola vuole infondere anche al progetto personale più ambizioso, più che mai in fieri: la saga Megalopolis che, in cantiere da decenni, è in attesa di coinvolgere nuovi “pionieri” del cinema, attori e finanziatori capaci di affidarsi al rischio e alla scoperta di orizzonti inattesi e imprevisti.Il maestro del cinema parla da Bologna, tra gli ospiti più attesi della 33/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’ dove è intervenuto in prima persona per l’anteprima europea – proiettata in piazza Maggiore – di ‘Apocalypse Now-Final Cut’, che la Cineteca di Bologna distribuirà nelle sale italiane in autunno. Coppola trasmette il suo grande rispetto per quella storia del cinema di cui è uno dei maestri indiscussi e, nonostante gli 80 anni da poco compiuti, mantiene uno sguardo più che mai lucido sulle sfide del momento, da quelle tecnologiche col digitale e i ‘piccoli schermi’ emergenti, al ‘mercificio’ delle major cui riserva stoccate senza indulgenza. Parla di Apocalypse Now, del fatto che il Final Cut sia per lui “la versione migliore” del capolavoro. Ricorda gli anni della produzione, quando i figli gli facevano compagnia sul set con Sofia bambina che già “respirava” cinema e si faceva cucire i vestiti per le bambole dalle sarte. Un film che gli “parlava” e che gli ha permesso di percorrere strade senza conoscere la meta. Operazione “che può spaventare” ma che per Coppola rappresenta l’essenza stessa della vita. E per Megalopolis è un po’ così. “Ho delle idee – dice – vedremo se riusciremo a svilupparle”.Nel cinema come nella vita “cerco tutte le avventure possibili senza necessariamente sapere se ci sarà un ‘happy ending’, anche se la speranza è che alla fine l”happy ending’ arrivi”. I fan, pazientemente, aspettano. Coppola non risparmia critiche al cinema moderno, che definisce “molto industriale” e che al pari di altre industrie – “come quella alimentare” – punta a far soldi con film “distribuiti in tutte le salse, con i soliti supereroi”. Un’arte che il maestro definisce “malata”. Sintomo di quella spinta a cercare la felicità nella ricchezza che contagia anche la società, in particolare quella americana dove c’è “un governo assurdo” e dove oltre ad avere “grossi problemi con le armi” c’è un problema più latente di “salute mentale”. Il futuro però è dei giovani. Sono loro, dice il regista, “capaci di vedere oltre”. Un po’ come fece Xerox con Ibm diventando pioniere delle fotocopiatrici e poi surclassata a sua volta da Apple che con un rampante Steve Jobs scommise sul pc con interfaccia a icone e mouse. La scommessa moderna per il cinema è puntare sulle produzioni indipendenti. “Se non si consente ai giovani di sviluppare dei piccoli film indipendenti, che siano da un milione di dollari o molto meno costosi, magari girati con un iPhone, non riusciremo ad avere qualcosa di davvero significativo”.Il legame con l’Italia è sempre fortissimo. L’amore per Bologna, ma pure quello per Cinecittà, dove Coppola però vorrebbe vedere “meno polizia e più bandiere italiane”. Quanto alla sua, di felicità, la ricetta è semplice: “Sono diventato ricco perché ho fatto il giusto business al momento giusto, ma la mia felicità è la mia famiglia, le persone che conosco”.

Scoperto deposito anfore ad AquileiaE’ frutto della campagna di scavo dell’Università di Venezia

VENEZIA28 giugno 201915:40

Un deposito di anfore utilizzate per il trasporto dell’allume, un fissatore dei colori per tessuti: è il risultato della campagna di scavo attualmente in corso ad Aquileia (Udine) sotto la guida di Daniela Cottica nell’ambito del progetto “Aquileia Porto romano – sponda orientale: indagini archeologiche presso l’ex fondo Sandrigo”.
L’area, che è oggetto delle attività di ricerca e di scavo cafoscarino dal 2010, è un sito demaniale che si colloca sulla sponda orientale dell’antico corso fluviale del Natiso cum Turro, di fronte alle banchine monumentali del sistema del porto fluviale di Aquileia. Si tratta di una zona che rivela un complesso intreccio di cambiamenti ambientali legati all’antico corso fluviale e di interazione costante tra uomo e ambiente che va dal I secolo a.C. – inizi I d.C. almeno fino al VI secolo d.C..
Regio Torino, Graziosi farà selezioneIl dirigente uscente, vorrei continuare il percorso

TORINO28 giugno 201915:41

“Voglio bene a questo teatro e considerato che da un anno ci lavoro a testa bassa e ho imparato a conoscerlo in ogni sfumatura, mi presenterò alla selezione che la Praxi farà per individuare il sovrintendente. Mi rimetto ancora una volta a servizio dell’amministrazione, come ho sempre fatto”. Lo ha detto il sovrintendente pro-tempore del Teatro Regio di Torino, William Graziosi.
Il consiglio di indirizzo e la sindaca Chiara Appendino avevano pensato a una procedura comparativa per individuare la nuova figura, ma considerati i tempi, in una riunione fiume, è stato deciso per una più veloce selezione ad opera della società Praxi che ha già lavorato un anno fa per selezionare il futuro direttore del Museo del Cinema di Torino.
“Conosco bene il piano di sviluppo varato anche dal ministro Bonisoli per mettere in sicurezza il Regio – ha aggiunto Graziosi – perché ho contribuito in prima persona alla sua estensione, mi spiacerebbe abbandonare ora questo percorso”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una statua per Pinketts a Milano
Opera interattiva con sgabelli per immaginario rendez vous

SAMILANO28 giugno 201915:43

– “Seduti a tavola con Andrea” è il tema del concorso lanciato da Le Trottoir, per la realizzazione di una scultura raffigurante lo scrittore Andrea G. Pinketts, scomparso lo scorso 20 dicembre. La statua ritrarrà lo scrittore che, nello storico locale milanese, passava molto del suo tempo.
Il vincitore del concorso sarà svelato il 3 luglio a le Trottoir dove Pinketts, cappello in testa e sigaro in mano, aveva scritto molti dei suoi libri.
L’opera scultorea prevista sarà interattiva, poiché, accanto alla statua dello scrittore, ci saranno due sgabelli su cui le persone potranno sedersi potendo stabilire con lui un immaginario rendez-vous.

Celine Dion, ecco brano Flying On My OwnPrima anticipazione del nuovo disco in uscita a novembre

28 giugno 201915:52

– Celine Dion ha pubblicato “Flying On My Own”, prima anticipazione del nuovo album “Courage” in uscita a novembre per Columbia Records. Scritta da Jörgen Elofsson (Britney Spears, Kelly Clarkson), Liz Rodrigues (Eminem, Pink, Pitbull) e Anton Mårtensson (Rhys), “Flying On My Own” è una canzone dal ritmo allegro che celebra l’energia di un nuovo inizio per la carriera di Celine Dion.
Una versione live di “Flying On My Own” era stata presentata 20 giorni fa, l’8 giugno, quando l’iconica superstar ha detto addio alla sua residency di Las Vegas, i suoi concerti fissi al The Colosseum at Caesars Palace, dopo 16 anni, 1141 show e oltre 4 milioni e mezzo di spettatori. Il 18 settembre Celine Dion inizierà da Quebec City il suo “Courage World Tour” che toccherà più di 50 città in Stati Uniti e Canada.

La guerra dei mondi, le prime foto della serie FoxCon Gabriel Byrne e Elizabeth McGovern. Da romanzo Di H.G. Wells

28 giugno 201919:59

La Guerra dei Mondi racconta il primo contatto extraterrestre grazie all’intercettazione di una trasmissione proveniente da un’altra galassia: è la prova definitiva dell’esistenza di vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Sono state rilasciate oggi le prime immagini inedite della serie tv prodotta da Canal + e Fox Networks Group Europe & Africa: composta da 8 episodi, in onda in Italia entro la fine dell’anno sui canali Fox, è basata sulla rivisitazione del romanzo di H.G. Wells ed è ambientata nell’Europa dei nostri giorni.A guidare il maxi cast il vincitore del Golden Globe e protagonista di Hereditary e In Treatment, Gabriel Byrne, assieme alla candidata all’Oscar Elizabeth McGovern (C’era una volta in America; Downton Abbey). Ad affiancarli anche Léa Drucker, Natasha Little, Daisy Edgar Jones, Stéphane Caillard, Adel Bencherif e Guillaume Gouix, gli altri attori che saranno protagonisti della serie scritta e creata dal vincitore del premio Bafta Howard Overman. Gilles Coulier sarà il regista dei primi quattro episodi, mentre Richard Clark è dietro la macchina da presa per gli episodi dal quinto all’ottavo. Completano il team creativo il direttore della fotografia David Williamson, lo scenografo Richard Bullock, il costumista Jo Slater e Hair & Makeup Designer Melanie Lenihan.Questa nuova versione, dopo gli illustri precedenti di Steven Spielberg e Orson Welles, sarà prodotta da Howard Overman con Julian Murphy e Johnny Capps per Urban Myth Films. La Guerra dei Mondi verrà trasmessa nel 2019 sui canali Fox di oltre 50 Paesi fra Europa e Africa. Mentre l’umanità attende l’evolversi degli eventi, lo scenario diventa presto catastrofico. La Terra viene pian piano invasa dagli alieni e la razza umana rischia lo sterminio.

La Grande Amica racconta l’adolescenzaLe parole illustrate ad acquarello di Sonja Sofia Masiello

28 giugno 201916:39

L’adolescenza diventa immagini con poche parole a suggerire pensieri ed emozioni. Sono le illustrazioni a tutta pagina lavorate con la tecnica dell’acquerello a parlare non solo ai giovani lettori in un libro di 32 pagine, ‘La Grande Amica’ (Edizioni Risfoglia-Gruppo Armando Curcio Editore), scritto e illustrato da Sonja Sofia Masiello, pittrice ed ex manager della comunicazioni per una delle principali società della finanza e della tecnologia italiane, al suo debutto nei libri per bambini. Il racconto è il percorso di una bambina-ragazza, legata alla sua Grande Amica volpe con cui è cresciuta, per raggiungere il Grande Specchio, un lago ghiacciato, metafora della ricerca dell’identità tipica di questa età di passaggio. Attraversarlo è un rito, così come finirci dentro. Ed è al riemergere dal lago che, alla protagonista e a chi legge, il messaggio diventa chiaro: è necessario perdersi per ritrovarsi.

Samuel operato al cuore, tutto beneStasera il 28 giugno apre a Verona il tour dei Subsonica

SATORINO28 giugno 201916:58

– “Piccolo intervento al cuore” per Samuel dei Subsonica. A renderlo noto sui social è lo stesso cantante e giudice di X-Factor. “Non ve l’ho detto per non farvi preoccupare – dice -. Io mi sono cagato sotto… è andato tutto bene quindi non allarmatevi inutilmente”.
La rivelazione a poche ore dal debutto, a Verona, del nuovo tour dei Subsonica. “I medici, che sono stati stupendi, mi hanno detto di non agitarmi troppo in questi mesi estivi (ingenui). E quindi eccoci qui, oggi si riparte per un nuovo viaggio insieme.
L’ennesimo tour Subsonico – scrive su Facebook l’artista -. Le prove sono andate bene e mi sento in forma, ma dovrò chiedervi un po’ di fiato e di energia in prestito. Giuro che ve li renderò con gli interessi. Sarà un’estate fantastica!”.

Unaltrofestival è tutto al femminileA Milano sul palco Anna Calvi, Jane Bird, Videoclub

28 giugno 201917:04

Con una line up quasi tutta al femminile torna a Milano per la sua settima edizione, martedì 2 luglio al Circolo Magnolia, Unaltrofestival, l’evento dedicato alla musica alternativa internazionale.
Da sempre attento alle novità e in grado di spaziare tra i generi più vari, dall’indie al rock, dal pop all’elettronica, sospeso tra mainstream e alternativo, Unaltrofestival 2019 vuole andare oltre, superando ogni limite di genere, visto che da sempre – notano gli organizzatori – la presenza femminile è da sempre una percentuale minima nei festival musicali.
Star della serata la voce ammaliante di Anna Calvi. In scena anche la cantautrice inglese Jane Bird, la giovane cantautrice australiana Julia Jacklin, i francesi Videoclub e gli Eugenia Post Meridiem, con il loro primo album “In Her Bones”.

Elisa Visari al Giffoni Film FestivalL’attrice riceverà l’Explosive Talent Award

SALERNO28 giugno 201917:13

L’attrice Elisa Visari ospite al Giffoni Film Festival dove per la prima volta incontrerà i giurati della 49/a edizione, in programma dal 19 al 27 luglio (Giffoni Valle Piana, Salerno). Sabato 20 luglio racconterà ai jurors come è riuscita a realizzare il sogno di diventare attrice, ma anche della sua passione per il mondo della moda.
Tra le giovani promesse del cinema italiano, Elisa riceverà l’Explosive Talent Award, il riconoscimento assegnato ai migliori artisti emergenti italiani e internazionali.
L’interpretazione di Rebecca nella serie televisiva Don Matteo l’ha consacrata al grande pubblico. L’attrice, che il prossimo settembre spegnerà le diciotto candeline, ha esordito al cinema lo scorso anno con A casa tutti bene di Gabriele Muccino ed attualmente è impegnata con il regista romano sul set del suo ultimo film di cui è protagonista e che vedremo prossimamente nelle sale.

Tycoon NY compra Caravaggio discordiaDiscusso Giuditta e Oloferne venduto alla vigilia dell’asta

SANEW YORK28 giugno 201917:50

Un dipinto attribuito a Caravaggio venduto privatamente alla vigilia dell’asta a Tolosa è stato acquistato da un tycoon newyorchese. J. Tomilson Hill, la cui offerta “era così buona che non poteva esser ignorata”, è il misterioso compratore che ha messo le mani sul “Giuditta e Oloferne” ritrovato in un solaio nel 2014 e da cui la casa d’aste Labarbe sperava di ricavare tra 100 e 150 milioni di euro.
L’identità dell’acquirente è stata svelata dal New York Times. Ancora segreto il prezzo pagato, anche se il gallerista parigino Eric Turquin, che ha autenticato il quadro, ha detto che l’offerta era “eccezionalmente più alta” dei 30 milioni di euro da cui sarebbe partita l’asta. Turquin aveva indicato che il compratore era un collezionista vicino a un grande museo, fatto che avrebbe convinto il venditore ad accettare. Ex vicepresidente del Gruppo Blackstone, Hill è uno dei pochi collezionisti interessati a comprare sia opere contemporanee che “Old Masters”.

Hit parade, resta in vetta SpringsteenSul podio Zoda ed Emis Killa. Il Boss domina anche tra i vinili

28 giugno 201918:29

cima alle classifiche di tutto il mondo, Western Stars, il 19/o album da studio di Bruce Springsteen, domina anche questa settimana la top ten degli album più venduti in Italia secondo Fimi-Gfk. Alle spalle del Boss due sorprese: in seconda posizione la new entry Zoda, la star di Youtube, con il nuovo disco Ufo, e poi Emis Killa, che con Supereroe Bat Edition scala la classifica risalendo dall’85/o al terzo posto.Guadagna posizioni ed è quarto, con Colpa delle favole, Ultimo, che si prepara a conquistare il 4 luglio lo Stadio Olimpico di Roma. Alle sue spalle l’eterna Madonna con Madame X, seguita dalla twerking queen Elettra Lamborghini molto amata dai giovanissimi. In settima posizione Jova Beach Party di Jovanotti, che dal 6 luglio sarà in tournée nelle spiagge d’Italia. Chiudono la top ten la new entry Jamil, con l’album Most Hated, il tenore Alberto Urso con Solo e l’altra finalista di Amici Giordana Angi con Casa.Nella classifica dei singoli, all’insegna dei ritmi estivi, questa settimana Jambo di Takagi & Ketra, con Omi e Giusy Ferreri, conquista il vertice scalzando Ostia Lido di J-Ax. Bruce Springsteen con Western Stars è al top anche tra i vinili.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 21 al 27 giugno:1) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)2) UFO, ZODA (JIVE-SONY)3) SUPEREROE BAT EDITION, EMIS KILLA (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)4) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) MADAME X, MADONNA (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) TWERKING QUEEN, ELETTRA LAMBORGHINI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)8) MOST HATED, JAMIL (BELIEVE-BELIEVE)9) SOLO, ALBERTO URSO (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)10)CASA, GIORDANA ANGI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMI & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME)2) OSTIA LIDO, J-AX (EPIC-SME)3) CALIPSO (WITH DARDUST) (FEAT SFERA EBBASTA), MAHMOOD, FABRI FIBRA)CHARLIE CHARLES (ISLAND-UNI)4) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)5) MAMBO SALENTINO, BOOMDABASH FEAT. ALESSANDRA AMOROSO (POLYDOR-UNI)Questa, infine, la classifica dei vinili:1) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)2) THE DIVISION BELL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MADAME X, MADONNA (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) HELP US STRANGERS, THE RACOUNTERS (PIAS-THIRD MAN-SELF)5) UNKNOWN PLEASURES, JOY DIVISION (LONDON RECORDS-WMI)

Edipo e il nonsenso della vitaTuminas lavora sulla riscrittura di Cappuccio di Sofocle

POMPEI (NAPOLI)28 giugno 201919:57

– “Io sono nienti che rifiata nienti” dice di sé (in siciliano) Edipo giunto a Colono alla fine dei propri giorni, ospite della pietà del Re di Atene Teseo, esprimendo tutto il nichilismo esistenziale del vecchio Sofocle, che nella sua ultima tragedia ne racconta la vita come una sorta di maledizione assurda, espressione del caos del mondo che acquista un senso e una liberazione solo con la morte. ”Edipo a Colono” è quindi testo modernissimo che Ruggero Cappuccio ha riscritto in versi (endecasillabi e settenari) oltre venti anni fa e che oggi viene riproposto alla terza rassegna di “Pompei Theatrum Mundi” nell’area degli scavi archeologici con la regia di Rimas Tuminas, che in chiusura dedica lo spettacolo al suo maestro Eimuntas Nekrosius, improvvisamente scomparso alla fine dello scorso anno e che avrebbe dovuto firmarlo lui.La storia di quest’ultimo pezzo dell’esistenza del figlio di Laio, che uccise suo padre senza averlo mai conosciuto e si unì a Giocasta senza sapere che fosse sua madre, uomo quindi innocente, vera vittima del destino (“io ero l’incatenato, il perno al centro della ruota che gira”), padre e fratello dei suoi figli e figlie, finisce così per essere la storia estrema di un uomo piegato e accecato da quel che ha visto e gli è accaduto, scacciato, vilipeso, maltrattato, cui una profezia ha anticipato che sarebbe morto in quel sobborgo di Atene, dove ancora sarà sino all’ultimo perseguitato dal mal essere della sua esistenza e della sua famiglia, assistito dall’amore e la coscienza che ”non fu lui, non lo volle lui” delle figlie Antigone e Semele, mentre i figli Eteocle e Polinice si scannano l’un l’altro e il Re di Tebe Creonte cerca, anche ricattandolo, di costringerlo a tornare nella sua città per cercare di riportarvi la pace.Cappuccio, nel ricordo della Magna Grecia, ha l’intuizione di far esprimere e cantare il coro di Atene in napoletano e soprattutto di rendere più vero, più genuino e vivo il protagonista e le figlie facendole parlare in una lingua che ha forti echi di siciliano, dandogli ritmi, colori e immediatezza espressiva, oltre che riprendendone una certa ricchezza barocca col suo spirito fantastico, di trascendente decadenza e senso di morte. Ed è in questo che il testo avrebbe incontrato l’arte di Nekrosius con il suo anelito al metaforico assoluto e alla caducità di tutto, gioco di simbli astratti che Tuminas riprende anche se con meno esasperazione, ma sempre con una vena di poesia e impatto emotivo legato a situazioni, invenzioni e grande fisicità. Tranne il vecchio Edipo, anima in pena umanissima col ventaglio delle sue apparizioni e sentimenti, con le sue illuminazioni e smarrimenti confortati dalle figlie, tutti gli altri vivono il loro dramma in una estrema tensione e azione del corpo, Antigone in testa che rende plastica e intensa Marina Sorrenti dai muscoli del viso alla torsione dei piedi nudi. Così il Teseo di Davide Paciolla e il Creonte di Fulvio Cauteruccio che hanno il culmine in un duello a distanza tutto gesti duri come colpi di spada.I costumi, poveri essenziali, arcaici e quotidiani come le parole in dialetto del testo, di Adomas Jacovskis che firma anche la scena, deserto emblematico, tranne lo scheletro sghembo di una torre forse allusione al passato possente di Edipo Re, che ha ora il momento più forte in quella che è quasi una visione nel suo essere oramai cieco, nel ricordo straziato e tenero della morte della doppiamente, tragicamente amata madre e sposa suicida, culmine della grande interpretazione ricca di umana verità e pietà di Claudio Di Palma, che finisce morto coperto dalle scarpe di tutti, segno di un esistenziale e ininterrotto, vano andare, personalmente applauditissimo alla fine, con tutti gli altri.

Ramazzotti, riparte il tour dei recordVita ce n’è World tour ricomincia da Locarno poi torna in Europa

MA28 giugno 201919:01

Riparte da Locarno l’11 luglio il Vita ce n’è World tour di Eros Ramazzotti che, dopo una breve pausa, è pronto a tornare sui palchi con lo show dei record.
Oltre 90 paesi in 5 continenti per il live world tour che nel 2020 sbarcherà anche in America: l’artista è pronto a volare oltreoceano e a portare la sua musica in Nord e Sud America per altre 15 date. Ramazzotti attraverserà l’Europa in estate, per poi calcare i palchi del Teatro Antico di Taormina e dell’Arena di Verona, con tre appuntamenti per città (di cui uno già sold out a Verona il 14 settembre). Il tour approderà in Russia con i concerti a Mosca e San Pietroburgo per proseguire in Finlandia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Danimarca, Svezia e Slovenia e tornare di nuovo in Italia a fine 2019, dove sono state aggiunte nuove e ulteriori date a Roma e Milano. Il 2020 vedrà il cantautore nelle principali città di Nord e Sud America, da Mexico City a New York, da Toronto a Los Angeles, passando per Buenos Aires e Chicago.

Nastri, Bangla miglior commediaCortellesi fa il bis, un anno dopo, come migliore attrice

TAORMINA28 giugno 201919:46

– E’ “Bangla” di Phaim Bhuiyan la commedia dell’anno ai Nastri d’Argento 2019. Un verdetto a sorpresa nel voto dei giornalisti cinematografici che hanno scelto quest’anno il più piccolo e giovane tra i film candidati nella ‘cinquina’ che da oltre dieci anni segnala il miglior film del genere più frequentato dal cinema italiano.
Altra anticipazione sui premi che saranno annunciati il 29 giugno è la vittoria di Paola Cortellesi come migliore attrice di commedia per “Ma cosa ci dice il cervello”, la spy comedy tutta italiana con la regia di Riccardo Milani, prodotta da Wildside in collaborazione con Sky Cinema e distribuita da Vision Distribution. L’attrice fa il bis un anno dopo il premio per “Come un gatto in tangenziale”. E ancora per la commedia, trionfo per Stefano Fresi, Nastro per il migliore attore per ben tre film: “C’è tempo” di Walter Veltroni, “L’uomo che comprò la luna” di Paolo Zucca e, ancora, per “Ma cosa ci dice il cervello” di Milani. Proprio a Fresi va anche il Premio Manfredi.

Levi, l’Italia ignorante, il governo pensa ai sexy shopIl presidente Aie, è emergenza, nuova legge colpirà le famiglie

MATERA28 giugno 201920:07

MATERA – “L’istruzione e il sapere sono un’emergenza nazionale: la costruzione di queste cose parte dai libri. In un Paese come l’Italia che è indietro in tutte le classifiche europee e in cui si legge poco la lettura va sostenuta. Addirittura sono stati inseriti nel decreto crescita gli sgravi fiscali per i sexy shop. Possiamo detrarre dalle spese la palestra e molte altre cose, ma non il libro. Sono queste le priorità del Paese?”. E’ l’affondo contro il governo del presidente dell’Aie Ricardo Franco Levi, intervenuto a Matera nell’ambito del convegno “Ieri, oggi e domani. Presente e futuro del libro in Italia tra rivoluzione tecnologica e nuovi linguaggi della comunicazione” organizzato da Rai Libri. Levi ha parlato anche della nuova legge per il libro ora in discussione che, a suo giudizio, per il sostegno alla lettura “non fa nulla”, ma “alza semplicemente il costo dei libri per le famiglie e i consumatori”. Con l’abbassamento dal 15% al 5% del limite massimo di sconto applicabile, “i libri costeranno di più e se si toglie la leva del prezzo le famiglie decideranno di spendere meno. In un momento in cui i consumi traballano, si dà un colpo al mercato senza che ci sia un investimento di sostegno alla lettura e alla domanda”, ha spiegato, aggiungendo di essere pronto a dare battaglia con l’Associazione italiana editori “perché la legge venga corretta. Ma se sarà approvata il risultato sarà quello di un mercato più piccolo in cui soffriranno tutti, soprattutto i soggetti più deboli e finanziariamente meno attrezzati a sostenere la crisi”.Comprendere le dinamiche del mercato editoriale è questione che va al di là di una mera analisi economica: il tema della lettura è fondamentale “per la crescita democratica, culturale, sociale ed economica del Paese e deve essere portato al centro dell’agenda politica”, ha ribadito Levi, ricordando che in Italia il sistema dell’editoria si regge sul “12% della popolazione, circa 5 milioni di italiani che leggono almeno un libro al mese, ma c’è un 13% che compra un solo libro all’anno: basta poco per perdere questi lettori”. Con i dati del 2018 alla mano, il presidente, pur ribadendo che quella del libro è “la prima industria culturale in Italia, con un fatturato in lieve crescita, che ammonta a circa 3 miliardi di euro”, ha affermato che “siamo su una lastra sottile di ghiaccio perché questa industria ha base fragile”. I numeri relativi all’andamento del mercato dal 2010 al 2019 sono chiari: “Non siamo ancora riusciti a recuperare i dati registrati precedentemente alla crisi, ossia i valori del 2011. I poco più 3 miliardi di stima del fatturato del 2019 sono sotto ai 3,25 miliardi di euro del 2011”.Non manca, comunque, qualche nota positiva: l’aumento “della vendita all’estero dei diritti per le esportazioni di opere italiane” e poi la partecipazione dell’Italia come “paese ospite d’onore alla grande fiera del libro di Parigi nel 2021 e alla Buchmesse di Francoforte nel 2023”. Interessante anche il rapporto proficuo che lega la fiction tv al consumo letterario: “Le serie tv tratte da opere letterarie aiutano i lettori ad appassionarsi non solo ai libri ma a tutto il mondo che vi ruota intorno, dalle librerie agli store online”, ha proseguito, aggiungendo che i prodotti audiovisivi hanno un concreto effetto, come ha dimostrato per esempio “L’amica geniale, in libreria nel 2011, che in corrispondenza con la serie nel 2018 ha avuto un picco di vendita”. La stessa cosa è accaduta con altri prodotti Rai, come “Il nome della rosa” o come la serie di Montalbano. I libri resistono bene, anche rispetto all’e-book: “L’e-book non ha ucciso la carta, è solo un segmento significativo del mercato, che vale il 5 o 6%”. Il mondo del libro vive dunque “con vivacità l’innovazione tecnologica, non ne ha paura. Anche Amazon è partito dai libri e non è un caso” ha aggiunto. “Il libro poggia su un pubblico di fedelissimi, ma il nostro Paese è largamente ignorante”, ha concluso, “se non eleviamo il livello istruzione scivoleremo sempre più in basso.
Abbiamo bisogno di istituzioni che conducano il Paese, la politica deve farsi carico del tema del sapere”.

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Scala, Meyer è il nuovo sovrintendente
Un solo voto contrario in cda. Pereira resta fino a metà 2021

MILANO28 giugno 201921:50

– Adesso è ufficiale: Dominique Meyer è il nuovo sovrintendente del teatro alla Scala di Milano. Lo ha deciso il Cda che ha votato per la sua nomina, come ha spiegato il sindaco di Milano e presidente della fondazione del teatro, Giuseppe Sala. In Cda ci sono stati otto voti favorevoli e uno contrario, quello di Giorgio Squinzi. Meyer arriverà come nuovo sovrintendente “da metà 2020”, ha detto Sala, e Alexander Pereira rimarrà fino alla fine del mandato del sindaco Sala, a giugno del 2021.

L’ultima ora, il lato dark dei ragazzi di GretaIn sala il 4 luglio thriller adolescenziale di Sebastien Marnier

28 giugno 201910:08

Incipit sulfureo per un film in cui si parla di un mondo malato, alla deriva, un mondo “del declino e degli addii”, cosi’ lo definisce uno dei giovani protagonisti de ‘L’ultima ora’, thriller psicologico e politico di Sebastien Marnier.
Presentato all’ultima Venezia fuori concorso, il film che sara’ in sala il 4 luglio con Teodora, mette in campo il lato oscuro di una generazione ammantata sia dallo spirito dei Fridays for Future, quello di Greta Thunberg, che da derive elitarie e suicidarie, insomma una generazione senza futuro.
Inizio agghiacciante. In una scuola superiore, un professore apre lentamente la finestra della sua classe piena di studenti e si getta nel vuoto. L’atletico supplente chiamato a sostituirlo, Pierre (Laurent Lafitte), nota subito qualcosa di strano nella sua classe in un gruppo di sei alunni, quattro ragazzini e due ragazzine, un gruppo molto unito e dotato di un’intelligenza superiore.
Pierre pero’, nonostante il suo ruolo, non riesce a dominare questa piccola squadra che sembra animata da un progetto misterioso. Una vera ossessione la sua anche perche’ Pierre capisce che il destino tragico del suo predecessore e’ senz’altro legato a questi sei anomali studenti dell’Upper class.
‘L’ultima ora’, tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé, pubblicato in Italia da Einaudi e con nel cast Emmanuelle Bercot (Mon Roi – Il mio re) e Luana Bajrami (Portrait de la jeune fille en feu), spiega il regista: “avrei voluto fosse il mio primo film, ma sono felice di averlo girato solo molti anni più tardi, quando la situazione politica e ambientale in tutto il mondo, e in Francia in particolare, si fatta ancora più preoccupante”.
“La realtà diventa sempre più difficile e lo stesso vale per la visione che i ragazzi protagonisti hanno del loro futuro – continua Marnier -. Credo che le nuove generazioni siano diventate più consapevoli del mondo in cui vivono e, come abbiamo capito mentre facevamo il casting del film a oltre 150 ragazzi, anche più pessimistiche”.
E ancora il regista: “Il tema centrale de L’ultima ora resta il fatto che gli adulti non sono quasi mai capaci di comprendere il mistero dell’adolescenza, malgrado siano stati tutti adolescenti a loro volta. So che i ragazzi sanno rendere inaccessibile il loro mondo, lo so anche perchè io stesso ho vissuto esperienze molto dolorose a quell’eta’. Per rendere al meglio nel film questa incomunicabilità generazionale non ho fatto incontrare Laurent Lafitte con gli interpreti più giovani fino al primo giorno di riprese. Sapevo che questo avrebbe creato da entrambi i lati una mancanza di complicità e di fiducia, una tensione e un’elettricità naturali. Per contenere queste interazioni fuori dal set – conclude -, Laurent si è addirittura rifiutato di pranzare con loro per due settimane!”.

Nastri, Bangla miglior commediaCortellesi fa il bis, un anno dopo, come migliore attrice

TAORMINA28 giugno 201919:46

– E’ “Bangla” di Phaim Bhuiyan la commedia dell’anno ai Nastri d’Argento 2019. Un verdetto a sorpresa nel voto dei giornalisti cinematografici che hanno scelto quest’anno il più piccolo e giovane tra i film candidati nella ‘cinquina’ che da oltre dieci anni segnala il miglior film del genere più frequentato dal cinema italiano.
Altra anticipazione sui premi che saranno annunciati il 29 giugno è la vittoria di Paola Cortellesi come migliore attrice di commedia per “Ma cosa ci dice il cervello”, la spy comedy tutta italiana con la regia di Riccardo Milani, prodotta da Wildside in collaborazione con Sky Cinema e distribuita da Vision Distribution. L’attrice fa il bis un anno dopo il premio per “Come un gatto in tangenziale”. E ancora per la commedia, trionfo per Stefano Fresi, Nastro per il migliore attore per ben tre film: “C’è tempo” di Walter Veltroni, “L’uomo che comprò la luna” di Paolo Zucca e, ancora, per “Ma cosa ci dice il cervello” di Milani. Proprio a Fresi va anche il Premio Manfredi.

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Rammstein a Torino nel 2020
Band tedesca annuncia concerto in stadio Olimpico Grande Torino

TORINO26 giugno 2019 10:55 (anche in “Piemonte” DELLE 11:49)

– Tornano in Italia, dopo quattro anni, i Rammstein. Dopo il successo del nuovo album e i numerosi sold out negli stadi europei, la band tedesca si esibirà il 13 luglio 2020 allo stadio Olimpico Grande Torino. I Rammstein porteranno negli stadi un’incredibile produzione con effetti scenografici, fuochi d’artificio e colpi di scena che trasformeranno questo show in un’imperdibile esperienza collettiva.
Per i fan l’attesa è dunque iniziata. La prevendita dei biglietti parte venerdì 5 luglio, alle ore 11, su eventim.com/rammstein.

Morte Caravaggio, rebus in un dipintoRomanzo Brena-Salvini, cold case al via da Martirio di S. Orsola

26 giugno 201913:31

– SILVIA BRENA, LUCIO SALVINI ”L’ULTIMO RESPIRO DEL CORVO. L’OMICIDIO CARAVAGGIO” (SKIRA, PP. 512 – EURO 24,50). ”Reverendissima eminenza, le tribolazioni non sono finite con la partenza da Napoli di Caravaggio”, recitava la lettera. ”Del suo ultimo dipinto, quel Martirio di sant’Orsola destinato ai Doria, pare il Merisi abbia fatto una copia, che è scomparsa. Qualcuno suppone sia ormai in Spagna. Inutile dire che la tela va assolutamente recuperata, poiché, come Ella ben sa, reca in calce l’accusa più infamante”. Michelangelo Merisi (1571 – 1610), il maestro delle luci e ombre, ma anche l’anima tanto geniale quanto dannata, come è morto veramente? E se in realtà fosse stato ucciso, con un piano diabolico la cui rete coinvolge sfere altissime del suo e del nostro tempo? Il mistero più fitto della storia dell’arte degli ultimi quattro secoli si nasconderebbe in un piccolissimo dettaglio della sua ultima opera secondo la scrittrice e giornalista Silvia Brena e Lucio Salvini, giornalista e autore televisivo, per 17 anni direttore generale della Ricordi e per un decennio amministratore delegato alla Fonit Cetra. Oggi i due firmano ”L’ultimo respiro del corvo. L’omicidio Caravaggio” (ed. Skira), romanzo che come un cold case prova a dipanare il giallo. ”Sulla vita di Caravaggio c’è pochissimo di accertato.
Gli storici non sono d’accordo su nulla – racconta Lucio Salvini – Mettendo insieme alcune cose che probabilmente sono accadute e altre possibili, noi siamo partiti dal mistero che si nasconde nel Martirio di sant’Orsola”, l’opera commissionata a Napoli dal banchiere genovese Marcantonio Doria (e a lungo erroneamente attribuita a Mattia Preti). Dopo quattro anni di studi e ricerche, tra Archivi di Stato e visite all’estero alle molte copie che il Merisi usava dipingere dei suoi quadri, protagonista del romanzo è Dante Hoffman, critico d’arte sui generis, gay, tormentato, ipocondriaco e coltissimo, che indaga oggi sulle tracce di uno dei peggiori casi di corruzione e malaffare della storia del Vaticano.
Ritrovandosi lui stesso in una corsa contro il tempo per salvare se stesso.
”Caravaggio, è vero, viveva in maniera sregolata – prosegue Salvini – Era quasi un ragazzo di vita 400 anni prima di Pasolini. Conosceva le pratiche alchemiche, ma perché si ammalò fino a morire? Perché aveva tanti scatti di ira improvvisa? Forse qualcosa, e qualcuno, stava volutamente indebolendo il suo fisico? Il Papa gli stava concedendo la grazia, ma chi era contrario?”.
Il martirio di sant’Orsola, prosegue Salvini, ”fu dipinto da Caravaggio nel 1610, poco prima di imbarcarsi sulla feluca diretta a Porto Ercole e da molti è ritenuta una denuncia del suo assassinio”. Tanto che l’autore, al tempo in fuga verso il feudo degli Orsini, si sarebbe anche ritratto nel volto dolorante trafitto dalla stessa freccia che uccide la santa. Ma non solo. ”Nell’ultimo periodo della sua vita – prosegue Salvini – il Merisi era inseguito da tutti: Cavalieri di Malta, Guardie Pontificie, cacciatori di taglie. Fugge da Malta e poi da Napoli, ma siccome capisce che è in atto una congiura contro di lui, decide di denunciare coloro che riteneva i suoi nemici proprio nel Martirio di sant’Orsola e nel dettaglio di una mano nera e di una piccolissima cicatrice molto difficilmente attribuibile ai personaggi ritratti dietro Attila”. Un particolare celato per secoli, ma tornato prepotentemente alla luce dopo l’ultimo restauro sulla tela, oggi proprietà di Intesa Sanpaolo e conservata a Palazzo Zevallos a Napoli, portando alla fatidica domanda: è questa la mano che uccise Caravaggio? Un giallo da best seller e anche da blockbuster. ”Effettivamente film è stato scritto pensando a una serie tv”, sorride Salvini, già al lavoro su una vicenda della Germania prenazista che arriva a fino a Munch. Ma quello, è un altro mistero.

Tra ulivi malati al piano in legno ulivoIniziativa anti Xylella della pianista Beatrice Rana

LECCE26 giugno 201911:50

– Si chiama “TramontOlive” il concerto che la pianista ventiseienne Beatrice Rana ha in programma il primo luglio alle 19 in un uliveto di Gallipoli colpito dalla Xylella, dove suonerà un pianoforte Fazioli in legno d’ulivo.
Portare questo piano “in un campo di ulivi flagellato dalla Xylella – sottolinea – è un momento di riflessione sull’identità del Salento e dei suoi abitanti, riflessione verso le sorti di questa pianta che ha segnato la storia non solo gastronomica di un territorio”. Il concerto anticipa Classiche Forme, terzo Festival internazionale di Musica da camera (dal 5 al 7 luglio a Lecce), fondato e diretto dalla stessa pianista, annunciata alla tastiera dello stesso piano anche nel Chiostro dell’Antico Seminario di Lecce la sera del 6 luglio, in un concerto con il suo maestro Benedetto Lupo e i percussionisti Simone Rubino e Andrea Toselli. Beatrice Rana girerà inoltre dal 29 giugno nel suo Salento il video del suo terzo album, in uscita in ottobre con brani di Stravinskij e Ravel.

All’Ischia Film Festival torna Best ofDal 29 giugno al 6 luglio con i protagonisti stagione italiana

NAPOLI26 giugno 201914:38

Torna la sezione ‘Best of’ all’Ischia Film Festival, che ripropone il meglio del cinema italiano della stagione dal 29 giugno al 6 luglio. La vetrina, voluta dai direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, porta sull’isola registi, attori, sceneggiatori, produttori che si incontreranno per parlare dello stato di salute della nostra industria e presentare i propri titoli al pubblico del Castello Aragonese.
Tra gli ospiti della 17/a edizione ad accompagnare i 18 film della sezione ‘Best of’, anche Valerio Mastandrea, Alessandro Borghi, Luca Argentero, Michele Placido, Lillo, Violante Placido, Alice Rohrwacher, Walter Veltroni, Massimiliano Bruno, Ilenia Pastorelli, Edoardo De Angelis, Pina Turco, Pietro Marcello, Marina Confalone, Cristina Donadio, Paolo Calabresi.
L’Ischia Film Festival 2019 è realizzato con il contributo del ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania e con il sostegno di Campari, BPER: Banca, Artisti 7607 e Mini.

Bologna Sonic Park si apre con SlipknotFestival diventa ‘green’, mette al bando la plastica monouso

BOLOGNA26 giugno 201914:51

– L’attesa sta per finire: dopo cinque anni tornano i concerti nella storica Arena Parco Nord di Bologna con un festival ‘green’ che mette al bando la plastica monouso e lancia un nuovo modo, sostenibile e consapevole, di ascoltare e vivere la musica. Bologna Sonic Park parte giovedì 27 giugno con l’unica data italiana, dopo tre anni di assenza, degli Slipknot, la metal band di Corey Taylor, tra le più influenti del panorama metal degli ultimi vent’anni, che si presenta sul palco con maschere che ne celano le sembianze.
Venerdì 28 giugno, dopo una prima tournée sold out nei palazzetti, approda a Bologna Salmo con il tour dell’album ‘Playlist’ lanciato sul sito ‘Pornhub’, con un’operazione di marketing fuori dagli schemi e in testa alle classifiche dopo aver infranto tutti i record su Spotify. Sabato 29 giugno sarà il turno di J-Ax: in occasione dei 25 anni di carriera, ritornerà sul palco assieme agli Articolo 31, il gruppo che ha fatto la storia dell’hip hop italiano.

Il regista messicano Reygadas a BariAnnunciato per film Nuestro tiempo,in Puglia dopo Venezia e Oslo

BARI26 giugno 201914:52

– Il regista messicano Carlos Reygadas è annunciato il 4 luglio al Cineporto di Bari per la proiezione del suo film ‘Nuestro tiempo’, che arriva all’ottava edizione della rassegna “Registi fuori dagli sche[r]mi”, per la sua terza visione europea dopo i festival di Venezia e Oslo. Appuntamento alle 20, a ingresso libero. A dialogare con il regista ci saranno Cristina Piccino (Il Manifesto) e il direttore artistico della rassegna e della rivista Uzak.it, Luigi Abiusi.
Reygadas, autore di film come “Luz Silenciosa” (Gran premio giuria a Cannes) e “Post Tenebras Lux” (miglior regia Cannes 2012), descrive sentimenti forti, modi irruenti a volte poetici, questioni sociali che considera, insieme al sesso, gli elementi più rilevanti, in mondi ruvidi e reticenti poco illuminati. In ‘Nuestro tiempo’, ambientato nelle distese del Messico, lo stesso regista interpreta Juan, poeta e allevatore di tori da combattimento, con una moglie che si invaghisce di un addestratore di cavalli mettendo in discussione la loro vita.

Bonisoli, polo unico Uffizi-AccademiaLettera Nardella a ministro per chiedere stop riforma

FIRENZE26 giugno 201915:20

– La Galleria dell’Accademia “viene messa insieme agli Uffizi, viene creato un polo”, per cui “di due direzioni se ne farà una”. Lo ha detto Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali, parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa a Firenze. “L’Accademia – ha spiegato Bonisoli – manterrà un’autonomia di tipo scientifico, quindi ci sarà un comitato scientifico che si occupa in generale dell’Accademia, e ci sarà una regia generale di quello che saranno gli Uffizi più l’Accademia. Abbiamo un posto da direttore, dobbiamo trovare un direttore per questo lavoro”. Il sindaco di Firenze Dario Nardella invierà una lettera a Bonisoli in cui chiede “di sospendere l’iter della riforma e invitare a accettare la richiesta dei sindaci di un incontro”.

Maestro Bosso al ‘Viandanti Festival’Rassegna dedicata alle migrazioni in programma nel Barese

BARI26 giugno 201915:51

“La dedica della mia prima sinfonia diceva questo, ‘Chiamateci tutti migranti se vi pare’, perché di fatto lo siamo, da giovani, da bambini, da anziani e poi cambiamo e poi cerchiamo sempre un posto migliore dove vivere in un modo o nell’altro”. Il maestro Ezio Bosso, musicista e direttore d’orchestra, ha raccontato così la sua idea di ‘Mediterraneo in cammino’, titolo del ‘Viandanti Festival’, che ha per sottotitolo ‘Le migrazioni’, in programma ad Altamura e Santeramo in Colle, nel Barese, il 28 e il 29 giugno e del quale il maestro Bosso sarà uno dei protagonisti. L’evento è stato presentato nella sede della Regione Puglia in una conferenza stampa che è stata l’occasione per donare al maestro Bosso tre tele dell’artista barese Vito Savino raffiguranti un ulivo, San Nicola e Domenico Modugno, tre simboli della Puglia.
Ezio Bosso suonerà ad Altamura alle 20.30 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta con la sua Europe Philharmonic Orchestra.

All’asta a New York l’arte LgbtqDa Sotheby’s il nudo che fece innamorare Allen Ginsberg

NEW YORK26 giugno 201916:40

– Il quadro che fece innamorare Allen Ginsberg va all’asta il 27 giugno da Sotheby’s a New York: Nudo con cipolle, il ritratto di Peter Orlovski che all’epoca era il compagno dell’autore, Robert LaVigne, è il pezzo più importante della vendita organizzata alla vigilia del 50/o anniversario dei moti di Stonewall, una serie di dimostrazioni spontanee di gruppi gay contro la polizia di New York considerate simbolicamente la nascita del movimento Lgbtq in tutto il mondo.
Il quadro, che ha una stima di oltre 150mila dollari, è considerato uno dei dipinti più importanti sia per il movimento gay che per la storia dei Beat. L’asta mira a raccogliere fondi per il movimento gay. “Quel che cominciò il 28 giugno 1969 cambiò la narrativa e la storia continua oggi”, afferma Sotheby’s che ha intitolato la vendita “Bent (piegato). Perché il progresso non è mai una linea retta”: è il titolo del dramma di Martin Sherman che debuttò nel 1979 a Londra sulla persecuzione degli omosessuali nella Germania nazista.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via Fori uniti, il 29 ingresso gratis
Per festa SS. Pietro e Paolo anche Museo di Roma aperto la sera

26 giugno 201916:59

– In occasione della Festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, due grandi iniziative promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per il prossimo 29 giugno. Prende il via sabato 29 la bigliettazione congiunta del nuovo ticket “Forum pass. Alla scoperta dei Fori” per accedere al percorso unificato dell’area archeologica dal Foro Romano ai Fori Imperiali, realizzato grazie all’intesa tra Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e Parco archeologico del Colosseo per conto di Roma Capitale e Mibac. E per festeggiare i patroni della Capitale, questa prima giornata sarà ad ingresso gratuito, con ingressi dalle 8.30 alle 19.15 per cittadini e turisti. Il Museo di Roma a Palazzo Braschi sarà straordinariamente aperto dalle 19 alle 24 (ultimo ingresso alle 23) con la serata-evento Tutt’altra musica. La marchesa Boccapaduli e il suo Cabinet di storia naturale al Museo di Roma, in collaborazione con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

Kidman-Urban, 13 anni di matrimonioLa coppia posta foto romantiche su Instagram

NEW YORK26 giugno 201917:06

– Lui le bacia teneramente la fronte oppure le stringe le braccia intorno alla vita. Attimi di una vita felice che Keith Urban e Nicole Kidman hanno voluto condividere sui social media mentre si scambiano reciprocamente gli auguri per il loro 13/o anniversario di matrimonio con delle foto romantiche su Instagram. Innamorata come il primo giorno, la coppia si è anche scambiata messaggi d’amore. “Tredici anni di magia, musica, sentimento e avventure e la scoperta continua dell’amore puro.
Buon anniversario piccola. xxxx – KU – ha scritto il cantante country sotto la sua foto. “… amore (con il simbolo di un cuore) buon anniversario tesoro” – ha scritto invece la Kidman.
I due si sono sposati nel giugno del 2006 in Australia. Si erano incontrati nel 2005. Hanno due figlie, Sunday Rose, 10 anni e Faith Margaret, di 8 anni. La Kidman ha avuto Isabella, 26 anni e Connor, 24 anni, dal precedente matrimonio con Tom Cruise.

Scamarcio, insospettabile cattivo in Welcome HomeL’attore, voglio battere Sordi e fare un film su Federico II

27 giugno 201913:11

– Un Riccardo Scamarcio davvero stakanovista (“voglio lavorare tutti i giorni sul set” dice l’attore quest’anno già a quota otto film e del tutto intenzionato a battere il record di 12 pellicole stabilito da Sordi nel 1954) e sempre molto a-social quello che ha presentato a Roma ‘Welcome Home’, thriller psicologico girato in Umbria con la modella e star del web Emily Ratajkowski, Aaron Paul, il Jesse Pinkman di Breaking Bad, e Francesco Acquaroli, il Samurai della serie Suburra.Per l’attore pugliese, che nel film di produzione americana è un insospettabile cattivo, insomma tanto lavoro. Sta girando infatti ora a Roma ‘Gli infedeli’ di Stefano Mordini (da lui anche prodotto) e, a marzo, sarà il Caravaggio di Michele Placido. E non finisce qui. Per lui due opere prime da girare in Puglia: un horror, ‘Fascinazione’, di Domenico De Feudis e, ad ottobre, ‘Ciccio Paradiso’ di Rocco Ricciardulli. Nel cassetto dei desideri dell’attore-produttore pugliese anche la voglia di realizzare un film su Federico II: “È stato l’uomo che ha portato la modernità nel nostro Paese e in Europa, un uomo grandissimo che parlava sette lingue e su cui non è mai stato fatto un film”.Welcome Home, in sala dall’11 luglio con Altre storie e Minerva Pictures, ci porta nel cuore dell’Umbria, nelle campagne intorno a Todi. Qui una coppia di giovani americani in crisi, Bryan (Paul) e Cassie (Ratajkowski), prende in affitto un’antica villa in campagna tramite il sito web ‘Welcome Home’. Ma una volta arrivati alla villa, Cassie fa subito amicizia con Federico (Scamarcio), vicino di casa bello e gentile. Una cosa che non piacerà a Bryan che si sentirà subito minacciato dal fascino di Federico, vedendolo come una persona ostile. Nascerà così, non a caso, tra la coppia di giovani americani e Federico uno strano e sottile gioco di potere. E una vacanza da sogno si trasforma, lentamente e inesorabilmente, in un incubo quando Federico si rivelerà non solo essere il vicino sempre disponibile che puoi chiamare quando vuoi a farti da guida. “Il mio è un personaggio ambiguo e pericoloso che passa dalla dolcezza alla violenza senza mezze misure – spiega Scamarcio -. Non amo fare i cattivi sempre e solo veramente cattivi, perché così sono anche peggio. E questo perché voglio che il pubblico si identifichi”. Dall’attore, infine, la conferma della sua rinnovata idiosincrasia verso i social: “Trovo sia infame che qualcuno ti filmi e ti posti mentre stai mangiando. Ci sono tre miliardi di persone che così facendo arricchiscono quattro persone nel mondo che hanno come complessivi guadagni il corrispettivo del Pil italiano”.

Il premio Casanova 2019 a BattistonL’attore pluripremiato riceverà il riconoscimento il 12 luglio

UDINE26 giugno 201917:54

– E’ stato assegnato a Giuseppe Battiston, nato a Udine nel 1968, già Premio Ubu 1997, 2008 e 2009, e David di Donatello 2000, 2009, 2011, nonché Nastro d’Argento 2016, l’edizione 2019 del Premio Casanova, promosso dall’Associazione culturale Amici di Giacomo Casanova con l’Azienda Castello di Spessa di Capriva del Friuli (Gorizia) e Civibank, Banca di Cividale. Lo hanno annunciato la curatrice del Premio, Barbara Borraccia, e la presidente di Civibank, Michela Del Piero. Il riconoscimento ricorda e celebra il passaggio di Giacomo Casanova al Castello di Spessa, dove lo scrittore, diplomatico e avventuriero veneziano soggiornò per un paio di mesi nell’autunno 1773. “Giuseppe Battiston è uno degli attori più amati e più rappresentativi del cinema italiano contemporaneo – ha detto Borraccia – e vince il Premio Casanova 2019 per essere stato un formidabile ambasciatore del Friuli Venezia Giulia attraverso scelte e performance attoriali intense e appassionate”.

Dark, si gira 3/a stagione serie NetflixLa seconda ha debuttato solo il 21 giugno

26 giugno 201918:13

– La seconda stagione di Dark, la serie originale tedesca di Netflix, avrà una terza stagione. Ad annunciarlo è il colosso dello streaming che ha confermato l’inizio della produzione della terza e ultima stagione, di cui sono da poco iniziate le riprese e che sarà prossimamente disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.
Al centro della terza stagione ci saranno nuovamente le famiglie Nielsen, Kahnwald, Tiedemann e Doppler. Tenteranno di svelare i misteri della piccola città di Winden e di trovare finalmente la soluzione alla questione più importante: si può risolvere il tema del tempo e cambiare il destino di tutti i personaggi? La terza stagione sarà composta da 8 episodi di un’ora ciascuno. Location: Berlino e dintorni. La seconda stagione, che ha debuttato il 21 giugno (in tutti i paesi dove il servizio è attivo), era focalizzata sul misterioso gruppo di viaggiatori nel tempo in un mondo sconvolto dall’Apocalisse.
Jantje Friese e Baran bo Odar, gli showrunner di Dark, hanno commentato così il finale della serie: “Dark è stata pianificata sin dal suo inizio come una trilogia di un viaggio nel tempo.
Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal successo che la prima stagione di Dark ha avuto nel mondo. Ora, mentre i fan possono godersi la seconda stagione, abbiamo iniziato la produzione della terza e ultima parte della saga familiare. Risponderemo a tutte le domande che gli spettatori si sono posti nel corso delle varie stagioni”.
Kelly Luegenbiehl, Vice President International Originals Netflix, ha aggiunto: “Iniziare la produzione della stagione finale è qualcosa di più che produrre semplicemente la terza: stiamo per tornare al punto di partenza con la nostra prima serie tedesca originale e non vediamo l’ora di rivelare gli ultimi segreti ai fan di tutto il mondo che hanno accolto Dark con entusiasmo sin dall’inizio.”.
Nel cast Paul Lux, Maja Schöne, Lisa Vicari, Moritz Jahn, Louis Hofmann, Sammy Scheuritzel e Baran bo Odar.

Il mondo visto dalle fotografe di LifeAlla NY Historical Society 70 scatti sei donne in staff magazine

SANEW YORK26 giugno 201918:

– Le sei firme al femminile che definirono il fotogiornalismo: per la prima volta una mostra celebra le fotografe della rivista life. ‘LIFE: Six Women Photographers’ (LIFE: Sei fotografe), alla New York Historical Society dal 28 giugno al 6 ottobre, mostra come il lavoro di queste donne abbia contribuito all’obiettivo di Life di mostrare l’identità americana attraverso il fotogiornalismo.
Margaret Bourke-White, Hansel Mieth, Marie Hansen, Martha Holmes, Nina Leen e Lisa Larsen con i loro scatti hanno definito ciò che il direttore di Life Henry Luce chiamò l”American Century’, il Secolo Americano, ossia quello che secondo lui avrebbe dovuto essere il ruolo degli Stati Uniti durante il XX secolo, una superpotenza in termini in termini politici, economici e culturali. Curata da Sarah Gordon, Marilyn Satin Kushner e Andrew Mellon, la mostra è uno spaccato sulla vita americana tra il 1937 e il 1956 attraverso gli scatti delle uniche donne su un totale di 88 fotografi assunti dalla rivista.

All’asta gli abiti di Claudia CardinaleSotheby’s vende online 130 creazioni, da Capucci a Nina Ricci

PARIGI26 giugno 201920:12

PARIGI – In mostra e all’asta i guardaroba delle dive: il trend sembra inarrestabile e dopo la collezione degli abiti di Catherine Deneuve alcuni mesi fa tocca al guardaroba di Claudia Cardinale, atterrato direttamente dagli anni della Dolce Vita idolatrati dai francesi ai salotti di Sotheby’s. Icona glamour dei francesi degli anni Sessanta, dalla notorietà mondiale, Claudia Cardinale è stata forse meno nota fino ad oggi, rispetto ad altre attrici degli anni d’oro del cinema, come appassionata di moda.La vendita della grande casa d’aste “Claudia Cardinale, la stoffa di una diva” il titolo, rende omaggio alla moda all’italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, quelli in cui gli stilisti italiani cominciarono ad affermarsi e a strappare ai francesi il monopolio delle passerelle. La vendita di Sotheby’s, esclusivamente online, è in programma dal 28 giugno al 9 luglio. Dal 2 al 4, nei locali della celebre casa d’aste al Faubourg Saint-Honoré, saranno in mostra gli abiti della Cardinale in vendita.In tutto si tratta di 130 creazioni di alta moda e di pret-a-porter, disegnati dai principali creatori italiani, da Emilio Schuberth a Roberto Capucci, Irene Galitzine, Rocco Barocco e Balestra ma anche dalla maison parigina Nina Ricci, che vestì regolarmente l’attrice italiana negli anni Sessanta. I pezzi forti annunciati sono: una pelliccia ricoperta di paillettes di metallo, con orlo ricamato con fiori ricamati rosa e blu Nina Ricci che la Cardinale indossò alla consegna dei 37/i Academy Awards a Los Angeles nel 1965; l’abito da cocktail con petali neri (Nina Ricci) che indossava ne “Il magnifico Cornuto” di Antonio Pietrangeli, il mantello di cuoio che indossò in “Ruba al prossimo tuo” di Francesco Maselli, al fianco di Rock Hudson e il costume da bagno che sfoggiò in “Né onore né gloria” di Mark Robson, al fianco di Alain Delon.

Pirandello, carte e taccuini in mostraMaratona di lettura per 152 anni dalla nascita dello scrittore

AGRIGENTO26 giugno 201918:59

– Le carte, un diario di viaggio, abbozzi teatrali di Luigi Pirandello saranno in mostra il 28 giugno nella casa natale del drammaturgo in contrada Caos. I documenti, tra cui appunti molto preziosi, fanno parte del fondo documentario posseduto dalla Biblioteca museo e saranno esposti per un giorno. Dalle 18 a mezzanotte una maratona di lettura racconterà il tema del viaggio in occasione dei 152 anni dalla nascita dello scrittore. Il pezzo più importante è il manoscritto noto come “Taccuino di Bonn”. Il quadernetto ha raccolto le note di Pirandello durante il soggiorno in Germania e restituisce una viva testimonianza sulla sua rielaborazione creativa e sull’origine di tante opere future. Nel taccuino sono annotate, tra l’altro, le “Elegie Boreali” poi date alle stampe con il titolo di “Elegie renane”. In mostra anche numerosi disegni, appunti di viaggio, tracce di opere teatrali e alcune poesie della raccolta “Pasqua di Gea” pubblicata nel 1891.

“L’Unesco tuteli la canzone napoletana”Venturini, “Serve unità artisti per ottenere il riconoscimento”

NAPOLI26 giugno 201920:08

– Chiama a raccolta tutti gli artisti della canzone napoletana classica e dice: “Serve unità della categoria”. L’obiettivo del maestro Bruno Venturini è di quelli ambiziosi: ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. “Ho lanciato un appello a chi, negli anni, si è fatto strada nel mondo della musica con la canzone classica napoletana – dice il cantante – ad ora nessuno ha ancora risposto”. “Andrò, in ogni caso, a Roma a testa alta nella sede Unesco che è nella capitale. Io mi sto battendo, ma nessuno mi affianca in questa battaglia”. Venturini, noto come “The new Caruso” e all’estero anche come ambasciatore della canzone napoletana nel mondo, spiega di aver “apprezzato molto l’interesse nei confronti del grande patrimonio artistico della canzone classica napoletana mostrato dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli”. Ma, tiene a precisare, oltre alle istituzioni, “serve che si crei un senso di comunità tra gli artisti della canzone classica napoletana”.

Harington giovane divo in crisi per DolanIn sala La mia vita con John F. Donovan, con Portman e Sarandon

27 giugno 201910:08

– Un giovane attore di grande fascino, diventato un divo globale grazie a una serie televisiva fantasy (niente draghi come ne Il trono di spade, qui si parla di un ragazzo dotato di poteri ‘magici’): un personaggio non troppo lontano, sotto questo aspetto, dal suo interprete, Kit Harington, protagonista di La mia vita con John F. Donovan, in sala dal 27 giugno con Lucky Red. E’ il primo film in lingua inglese dell’enfant prodige Xavier Dolan, e quello finora che per l’attore/regista canadese, è stato, come lui stesso ha raccontato, il suo più complesso da realizzare. Nel cast fra gli altri, Susan Sarandon, Jacob Tremblay, Natalie Portman e Katie Bates. La storia ruota intorno all’innocente amicizia di penna (non si sono mai incontrati) tra la star Donovan e un suo piccolo fan, Rupert (Tremblay), bambino, ai suoi inizi come attore, cresciuto da una mamma single. Una strada di dialogo onesto da parte del giovane divo, che nel proprio quotidiano, invece, dice molte bugie, per nascondere la sua omosessualità. Una scelta dettata dalla paura di perdere la carriera hollywoodiana, che l’ha anche portato a un matrimonio di facciata a una crescente inquietudine.
Come sempre Dolan (che al contrario di John non ha mai nascosto di essere gay), unisce alla storia elementi autobiografici: dall’aver realmente scritto da bambino una lettera a un divo (era Leonardo DiCaprio e pare non gli abbia risposto), al rapporto primario dei protagonisti con le madri.
Qui ce ne sono due impegnative: quella di Rupert, Sam (Portman) che soffre per aver rinunciato ai propri sogni e l’intensa e a volte incontrollabile Grace (Sarandon), mamma di John. Il nucleo drammatico della trama arriva con la scoperta da parte di una testata di gossip, della corrispondenza fra John e Rupert: una ‘notizia’ che sconvolge il mondo della star. Rupert ormai attore adulto (Ben Schetzner) ripercorre anni dopo la vicenda del suo idolo con una giornalista (Thandie Newton) e pronuncia le tre domande che Dolan rivolge a se stesso e a tutti noi: Cosa dovremo sapere di un artista? Cosa dovrebbe rivelare di se stesso? E perché ci interessa?.
Il viaggio emotivo che qui ci propone il cineasta è discontinuo: montagne russe, tra grande coinvolgimento e passaggi a vuoto, ‘figlie’ dei continui rimaneggiamenti della sceneggiatura e del montaggio, che hanno anche portato il regista eliminare completamente il personaggio dei una ‘cattiva’ interpretata da Jessica Chastain. La critica Usa ha in gran parte demolito La mia vita con John F. Donovan, giudicandolo troppo manieristico e superficiale, ma il regista, pur ammettendo le tante difficoltà in fase di realizzazione è contento del risultato finale: “Il film passa dal tema dello show business a un’analisi più privata della vita quotidiana di un giovane uomo che lotta per diventare una grande star, per essere ricordato come un grande attore, e che allo stesso tempo vuole vivere liberamente il suo sogno e la sua vita – ha spiegato -. E racconta di quanto sia difficile riuscire a fare tutto questo a Hollywood. Fondamentalmente la storia descrive come la celebrità cambia la vita privata delle persone e di come si affronta questa cosa a livello personale. È un film che tratta il tema della celebrità in maniera molta intima”. Fra le curiosità, un bel cameo di un attore (chi sia lo lasciamo scoprire il pubblico), legato alla saga di Harry potter, di cui Dolan è grande fan e di cui ha doppiato per il Canada francese il personaggio di Ron interpretato da Rupert Grint.

Tradurre la Shoah nella Germania 1963un romanzo sulla generazione che scoprì il passato dei genitori

27 giugno 201909:54

– ANNETTE HESS, ”L’INTERPRETE” (NERI POZZA, pp. 316 – 18,00 euro – traduzione diChiara Ujka).
Ecco un bel romanzo che ci racconta una storia che pare incredibile, affascinante e inquietante, perché è davvero difficile oggi rendersi conto che un’intera nazione e popolo, protagonista di quei fatti, per venti anni, sino al 1963, era riuscita a cancellare orrore e memoria dell’Olocausto. I giovani tedeschi nati alla fine e subito dopo la guerra non ne sapevano e non sospettavano nulla perché nessuno, dopo il processo di Norimberga del 1945-46 ne aveva più fatto parola alcuna. Proprio come accade a Eva Bruhns, protagonista di questa opera narrativa di Annette Hess, che conduce una vita normale in una Francoforte in gran ripresa economica e sta fidanzandosi, lei figlia del proprietario di una trattoria popolare, con Jurgen, figlio di un ricco industriale pioniere del commercio per posta.
Questo totale, paradossale occultamento era stato il soggetto tre anni fa de ”Il labirinto del silenzio” film dell’italo-tedesco Giulio Ricciarelli, sul giovane magistrato che contro tutti aveva indagato e scoperto lui stesso quegli orrori e portato a processo una ventina di ex SS che avevano operato nei lager nazisti della ‘Soluzione finale’. Fu l’inizio di un difficile periodo in cui però i tedeschi riuscirono a ripensare e fare i conti col proprio passato, che, piegati dalla sconfitta e dalla distruzione, per ricominciare si erano lasciarti vincere da un’amnesia collettiva. Fin dal 1965 comunque Peter Weiss aveva portato in teatro quel processo con ”L’istruttoria”.
Eva, che fa occasionalmente la traduttrice dal polacco, viene chiamata quasi per caso a quel processo per far da traduttrice ai testimoni. La prima volta quel che sente raccontare delle camere a gas la cosa è così assurda che non riesce a capire e sbaglia traducendo ‘luce’ invece di ‘gas’ e ‘illuminati’ invece che ‘eliminati’. Inizialmente è quindi riluttante, tutti attorno a lei, a cominciare dalla famiglia, le consigliano di lasciar perdere, che è meglio non rinvangare il passato, ma quel che sente e scopre di terribile non riesce a cancellarlo, la sconvolge e le sembra qualcosa su cui non si può soprassedere e accetta l’incarico per bisogno di scoprire e capire, solo dopo anche come un naturale dovere morale di aiutare a far condannare quegli imputati, riconosciuti e confermati colpevoli, che oggi fanno gli agiati professionisti come non avessero alle spalle un passato di sadismo e orrori e per i quali è tutta una montatura.
La Hess racconta il processo dal punto di vista di una giovane ragazza che non immaginava di avere vicino a sé, nella vita quotidiana, dei mostri. Nella prima parte prevale il racconto del privato di Eva, di sua sorella Annagret, dei genitori, del cagnolino Purzel, nella Germania primi anni ’60, tra cene, cinema, divertimenti, l’arrivo in casa di una lavatrice, il lento cambiare dei costumi che vede le donne in prima linea, poi pian piano le cose cambiano. Via via tutto diventa chiaro e incontrovertibile, coi giudici e avvocati si recherà persino a fare un sopraluogo proprio ad Auschwitz, ma questa chiarezza, come è inevitabile, finisce per rendere trasparente il passato di tutti. Sin dall’inizio sappiamo che la madre di Eva vomita quando sente puzza di bruciato e arriveremo a scoprire come mai. Anche i suoi genitori hanno qualcosa da nascondere, essendo stati gestori della mensa delle SS attigua al lager di Aushwitz e ai fumi del famigerati forni. Eva traduce e traduce cose talmente inaudite che comunque le parole non riusciranno a rendere nella loro bruciante verità, anche se cercare di farlo è necessario. Il romanzo è costruito con sapienza e misura, dice tutto con chiarezza ma rendendolo spesso implicito, e ci coinvolge nel vivere quotidiano di Eva in quel mondo che le appare sempre più soffocante, nel suo scoprire che, vicino e lontano, attorno a lei tutti hanno qualcosa da nascondere, eppure continuano ad essere reticenti, timorosi che il processo e la verità sulla Shoah facciano riprecipitare tutto, chiusi e attaccati egoisticamente al po’ di benessere e rispettabilità borghese ritrovati. Mentre per vivere bene bisogna che la prima generazione senza colpa riesca a guardare in faccia i propri genitori, a fare i conti con quel mostruoso abisso per poter andare avanti, magari sbandando o andando a chiedere scusa, come fa Eva, alle vittime, quasi per averne paradossalmente ”conforto”, sentirsi sollevata delle colpe che vive anche come sue. E tutto questo pare poi trovare nuova necessità per i lettori di oggi, davanti a certi rigurgiti di violenza razzista, di negazionismo, di democrazia violata.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Biennale Vallauris omaggia arte ceramica
In Francia opere dalla raccolta contemporanea del Mic di Faenza

FAENZA (RAVENNA)27 giugno 201912:12

– La 25/a Biennale di Vallauris, in Francia, omaggia l’arte ceramica italiana – Paese ospite di questa edizione – con ‘Terra d’Italia’, mostra curata da Claudia Casali, direttrice del Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza. La mostra, dal 28 giugno al 4 novembre, è un omaggio anche al Premio Faenza che lo scorso anno ha celebrato 80 anni e 60 edizioni. In esposizione sono affrontate due tematiche: l’evoluzione della figurazione e la gestualità nella materia.
“La figurazione – spiega Casali – è sempre stato un leit motiv dell’arte italiana, e nella scultura è stata maggiormente trattata da artisti quali Arturo Martini già dagli anni ’30. La materia è stata trattata nella sua declinazione informale soprattutto dalla metà degli anni ’50: artefice massimo di questa espressione è Lucio Fontana, qui rappresentato con una ‘icona’ classica, la ‘Corrida’”. ‘Terra d’Italia’ sarà affiancata da un omaggio al design ceramico che dagli anni ’50 ha avuto in Italia la sua massima espressione.

Due Giuda in affresco, scoperta UmbriaStudioso veneziano, originale doppia raffigurazione a Bettola

NEZIA27 giugno 201912:38

– Una rara e unica versione dell’Ultima Cena di Cristo, con la caratteristica di vedere raffigurati ben due Giuda Iscariota. Un affresco situato nella parete di fondo del refettorio francescano a fianco della chiesa di San Crispolto a Bettona (Perugia), che sembra provenire dalla fine del ‘500.
La scoperta è stata fatta dallo studioso e artista veneziano Guerino Lovato, che sul tema tiene un incontro il 28 giugno proprio a Bettona, e che è giunto alla conclusione del “doppio Giuda” dopo un’analisi di carattere iconografico sull’affresco.
“Le figure – nota Lovato – sono in totale 17: Cristo, 13 apostoli e non 12, due servi, uno addetto a lavare le mani dei commensali e un responsabile trinciante addetto alle carni e, nondimeno, il Demonio in persona”. Il primo Giuda di Bettona si lava le mani, anticipando il gesto di Pilato. Una posizione “ambigua”, per Lovato, visto che a differenza del governatore, Giuda tradisce effettivamente Gesù, “ma qui i francescani di Bettona pongono la variante del libero arbitrio, della libera scelta che potrebbe ancora cambiare la Storia”. Nella seconda raffigurazione Giuda è invece seduto, unico tra gli apostoli senza aureola. Ha sempre lunghi capelli divisi nel mezzo e barba folta e scura, ha una veste rossa.

Leonardo e gli studi navali a CesenaticoAl Museo della Marineria dal 29 giugno all’8 settembre

CESENATICO (FORLI’27 giugno 201912:40

– Al Museo della Marineria di Cesenatico, dal 29 giugno (inaugurazione ore 21) all’8 settembre, una mostra – ‘Barche et navili’ – racconta interessi e studi di Leonardo da Vinci in campo navale: rappresentazioni, disegni, studi riferiti a barche, navi e alle loro attrezzature. La mostra, a cura di Marco Bonino, permetterà di fare un viaggio nella storia della marineria italiana e negli studi di ingegneria militare che Leonardo fece in uno dei momenti più interessanti del Rinascimento a confine tra due mondi: quello medievale ormai alla fine e con lampi di modernità già alle porte.
L’esposizione – che Cesenatico propone nel 500/o della morte – inizia dalle raffigurazioni di navi nell’arte del 400 e dalla tradizione degli ingegneri civili e militari del tardo medioevo, che Leonardo arricchisce con le sue osservazioni sulle imbarcazioni incontrate e con studi originali. Anche in campo militare sono presenti innovazioni, come l’applicazione delle artiglierie e diversi mezzi d’assalto.

Matera 2019, una mostra sulle cisterneLe “Strutture invisibili” a Palazzo Viceconte dal 29 giugno

MATERA27 giugno 201912:42

– Il sistema di cisterne sotterranee risalenti al XV secolo, nel cuore dei Rioni Sassi, parte simbolica del “patrimonio territoriale” di Matera – Capitale europea della Cultura nel 2019 – rivivrà nella mostra “Invisible hyperstructures”, che verrà inaugurata la sera del 29 giugno nei suggestivi sotterranei di Palazzo Viceconte. Sarà un percorso espositivo dedicato all’incontro tra sperimentazioni artistiche e architettura scavata e ipogea, che vedrà all’allestimento delle opere di Riccardo Arena, Andrew Friend, John Bock e Rob Pruitt. La mostra prosegue l’attività del progetto “Padiglioni Invisibili” coprodotto dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea e Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito del programma di Matera Capitale Europea della Cultura.

Elle Fanning al Giffoni Film FestivalL’attrice premiata con il Giffoni Experience Award

SALERNO27 giugno 201913:37

– L’attrice statunitense Elle Fanning ospite alla 49/a edizione del Giffoni Film Festival, lunedì 22 luglio, insieme all’anteprima nazionale di Teen Spirit – A un passo dal sogno. Ispirato alla contemporaneità, in cui a volte basta poco per ottenere il successo, il film sarà presentato proprio dalla sua protagonista, che incontrerà i jurors nella Sala Truffaut. Elle Fanning sarà premiata anche con il Giffoni Experience Award. Teen Spirit sarà distribuito in Italia da Notorious Pictures dal 29 agosto. Il lungometraggio, esordio alla regia dell’attore Max Minghella (The Social Network, The Handmaid’s Tale), che ne firma anche la sceneggiatura e la produzione esecutiva, racconta le aspirazioni di un’adolescente e la caparbietà nel realizzarle.

Anteprima “A ciascuno il suo” restauratoIl 26 luglio a La Maddalena in rassegna La Valigia dell’attore

LA MADDALENA27 giugno 201913:49

– “A ciascuno il suo”, il film di Elio Petri tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia con protagonista Gian Maria Volonté, Irene Papas e Gabriele Ferzetti, sarà presentato in anteprima nella sua versione restaurata a La Valigia dell’Attore, in programma dal 23 al 28 luglio sull’isola di La Maddalena. Il restauro è stato curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e Movietime, realizzata presso il laboratorio Studio Cine di Roma, con il coordinamento tecnico di Luigi Luppi.
Un restauro fortemente voluto da Giovanna Gravina Volonté, fondatrice de La Valigia dell’Attore, oltre che direttore artistico insieme a Fabio Canu, e sostenuto da Paola Petri, vedova di Elio. Sergio Toffetti, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dove sono custoditi e gestiti il Fondo Volonté e il Fondo Petri, ha raccolto l’appello, avviando il processo necessario a restituire il film all’originale splendore. Il modo migliore per ricordare il grande attore italiano nel 25esimo anniversario dalla scomparsa

Harington divo in crisi per DolanIn sala La mia vita con John F. Donovan, con Portman e Sarandon

27 giugno 201914:25

– Un giovane attore di grande fascino, diventato un divo globale grazie a una serie tv fantasy: un personaggio non troppo lontano, sotto questo aspetto, dal suo interprete, Kit Harington, protagonista di La mia vita con John F. Donovan, in sala dal 27 giugno con Lucky Red. E’ il primo film in lingua inglese dell’enfant prodige Xavier Dolan. Nel cast, fra gli altri, Susan Sarandon, Jacob Tremblay, Natalie Portman e Kathy Bates. La storia ruota intorno all’innocente amicizia di penna (non si sono mai incontrati) tra la star Donovan e un suo piccolo fan, Rupert (Tremblay), bambino, ai suoi inizi come attore, cresciuto da una mamma single. Una strada di dialogo onesto da parte del giovane divo, che nel proprio quotidiano, invece, dice molte bugie, per nascondere la sua omosessualità. Una scelta dettata dalla paura di perdere la carriera hollywoodiana, che l’ha anche portato a un matrimonio di facciata a una crescente inquietudine.

A Roma un giardino per Claudio AbbadoLa Fondazione Abbado dona partiture e una bacchetta del maestro

27 giugno 201914:30

Il nome di Claudio Abbado si aggiunge ai grandi della classica ai quali l’Auditorium Parco della Musica di Roma rende omaggio. Al celebre direttore, che con l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia ha diretto pagine significative del repertorio classico e contemporaneo, sono stati intitolati i giardini pensili che circondano le tre sale da concerto ideate da Renzo Piano. Alla cerimonia hanno partecipato i figli del maestro, Daniele e Sebastian, il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, il presidente dell’Accademia di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro, il presidente e l’ad della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina e José Dosal.
La Fondazione Abbado ha donato a Santa Cecilia una copia del catalogo – sul quale la Fondazione e la Biblioteca di Stato di Berlino lavorano da anni – che include partiture, pubblicazioni e registrazioni di proprietà del maestro, materiale che diventerà presto fruibile e consultabile. Daniele Abbado ha poi consegnato a dall’Ongaro una delle tre bacchette usate dal maestro.

Altan illustratore Bologna Jazz FestivalLa prossima edizione si terrà tra ottobre e novembre

BOLOGNA27 giugno 201914:31

Altan è l’illustratore del Bologna Jazz Festival 2019, che si terrà tra ottobre e novembre: una serie di disegni invaderanno la città con le sue creature appositamente ideate.
Dal 2013 il Festival caratterizza ogni edizione avvalendosi della creatività di importanti illustratori, chiamati a interpretare l’iconografia jazzistica e i contenuti artistici del festival con un proprio lavoro originale: da Filippo Scòzzari a Vanna Vinci, poi Manuele Flor, Guanluigi Toccafondo, Lorenzo Mattotti e Andrea Bruno, che lo scorso anno ha coordinato un gruppo di persone con disabilità mentale per creare tutti i disegni realizzati durante il BJF.
Altan, 76 anni, ha fatto i primi studi a Bologna, dove ha mostrato il suo amore per il jazz frequentando il Jazz Festival cittadino e collaborando con Enrico Rava, il più noto jazzista italiano nel mondo. Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica; responsabile del progetto illustratori per il BJF è il giornalista Vanni Masala.

Restaurato monumento Raffaello a UrbinoScultura Luigi Belli fine ‘800. Contributo soci Coop Alleanza

URBINO27 giugno 201914:37

– Presentato a Urbino il restauro del monumento a Raffaello Sanzio: nella sua casa natale sono stati illustrati i lavori e poi è stata svelata l’opera nei giardinetti pubblici di Piazzale Roma (o Pian del Monte). Il monumento, originariamente collocato in Piazza Duca Federico (di fronte al Palazzo Ducale), venne realizzato dallo scultore torinese Luigi Belli tra il 1894 ed il 1897 – ha spiegato il presidente della stessa Accademia Luigi Bravi -, a seguito di una pubblica sottoscrizione promossa dall’Accademia Raffaello.
Il restauro è avvenuto grazie al voto e al contributo dei soci di Coop Alleanza 3.0 per l’edizione 2018 del progetto “Opera Tua” a sostegno della cultura. “E’ facile dire che i soldi non ci sono – ha detto il sindaco, Maurizio Gambini – per poi non fare nulla; oggi abbiamo invece dimostrato che, se ci sono idee e progetti, poi i finanziamenti arrivano”.
“I monumenti all’esterno – ha spiegato il responsabile del restauro, Michele Papi – subiscono tantissimo degrado, ma ora abbiamo ridato nuova vita al monumento, togliendo il pulviscolo atmosferico, le ossidazioni e anche un nido di uccellini sotto la tavolozza”. Cecilia del Prete, presidente della Commissione scientifica dell’Accademia, ha annunciato, nell’ambito delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore urbinate, un evento espositivo, a fine estate del 2020, dedicato alla prima “Mostra internazionale raffaellesca” che si tenne nel 1897, in occasione dell’inaugurazione dello stesso monumento.

Venaria, avanti restauro fontana ErcoleLavori completano più grande recupero bene culturale d’Europa

TORINO27 giugno 201914:44

– Termineranno nell’inverno 2020 i lavori di recupero e restauro del complesso monumentale della Fontana d’Ercole, nel cuore dei Giardini della Reggia di Venaria. Si tratta dell’ultimo tassello del cantiere culturale più grande d’Europa degli ultimi decenni che ha portato al recupero della Reggia, patrimonio Unesco dal 1997, con un investimento complessivo di oltre 300 milioni di euro.
“Quest’ultimo cantiere, del costo complessivo di 3 milioni e della durata di 5 anni, è forse uno dei più difficili – spiega la presidente della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, Adriana Acutis – perché si tratta della ricostruzione di uno spettacolare monumento dedicato ai giochi d’acqua del quale sono rimasti solo alcuni resti emersi 15 anni fa”.
La seicentesca fontana dedicata ad Ercole venne abbandonata nel 1750 con la revisione juvarriana della Reggia secondo i gusti del tempo. Il re Carlo Emanuele III disperse tutte le statue che la ornavano, compreso il mastodontico Ercole recentemente tornato a Venaria. Buona parte delle statue mancanti (circa 250) sono state o recuperate, o copiate o ricostruire con progetti tecnologici digitali.
Sostengono l’intervento, tra gli altri, Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo, Reale Mutua, Consorzio delle Residenze Sabaude.

Liguria-Piemonte, viaggio su orme DoriaTre mostre itineranti, avranno per tema il tradimento

GENOVA27 giugno 201914:58

Dal Palazzo del Principe di Genova fino ai castelli dell’Alessandrino passando per i borghi della riviera ligure in un percorso che si snoderà, tra il 18 luglio e il 26 settembre, tra le Alpi e gli Appennini Liguri, nei luoghi legati alle famiglie Floridi Doria Pamphilj. Tre mostre itineranti sul tema del tradimento, che riporteranno questi borghi alla memoria grazie all’associazione Genius Loci, per la valorizzazione e la promozione del territorio storico e culturale. “Dopo un anno di lavoro abbiamo sintetizzato la nostra presenza con queste attività itineranti – ha detto Massimiliano Floridi di Genius Loci -: due mostre e un concerto che abbiamo iniziato a Genova, aprendo le esposizioni nella zona gratuita di Palazzo del Principe all’ingresso del giardino. La mostra in futuro andrà anche a Roma, con i borghi minori, comuni che in passato avevano dignità di grandi centri e che ora sono borghi montani, anche molto piccoli, ma con un grande valore storico”.

Baby, terminate riprese serie NetflixIn onda in autunno, tra new entry: Max Tortora, Thomas Trabacchi

27 giugno 201915:55

– Sono appena terminate le riprese della seconda stagione di Baby, la serie originale italiana Netflix prodotta da Fabula Pictures che sarà disponibile in autunno in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. Tornano i protagonisti della serie Benedetta Porcaroli (Chiara), Alice Pagani (Ludovica), Riccardo Mandolini (Damiano), Brando Pacitto (Fabio), Mirko Trovato (Brando), Isabella Ferrari (Simonetta) e Claudia Pandolfi (Monica), Chabeli Sastre Gonzalez (Camilla), Lorenzo Zurzolo (Niccolò), Giuseppe Maggio (Fiore), Tommaso Ragno (Fedeli) e Galatea Ranzi (Elsa). Si uniscono al cast Max Tortora (Roberto), Thomas Trabacchi (Tommaso), Denise Capezza (Natalia), Sergio Ruggeri (Vittorio), Filippo Marsili (Carlo).
Novità anche dietro la macchina da presa, accanto ad Andrea De Sica nella seconda stagione troviamo Letizia Lamartire. Alla sceneggiatura ancora i GRAMS, collettivo di scrittori composto dai cinque giovani autori Antonio Le Fosse, Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzarioli.

A Castello Sonnino Trattato VersaillesDal 28/6 al 30/9. In esposizione documenti originali

MONTESPERTOLI (FIRENZE)27 giugno 201915:56

– Il Castello Sonnino di Montespertoli (Firenze) ospiterà dal 28 giugno al 30 settembre una mostra sui cento anni dalla firma del Trattato di Versailles con documenti originali appartenuti proprio a Sidney Sonnino, ministro degli Esteri del Regno d’Italia dalla neutralità fino alla conferenza di pace di Parigi. La manifestazione è promossa dall’associazione nazionale Case della Memoria e sarà inaugurata alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani e di altre autorità, con un concerto del coro e dell’orchestra filarmonica ‘Amedeo Bassi’ di Montespertoli. La mostra, intitolata ‘Memoria d’Autore. I Grandi Personaggi e la Grande Guerra nelle Case della Memoria’, “si propone di ripercorrere le vicende di alcune personalità italiane legate al circuito delle Case della Memoria che, in diversa misura, vennero coinvolte nel conflitto bellico”, come spiega una nota dell’associazione.

Sgarbi trova casa a Morgan sfrattato’Metto a disposizione piano Palazzo Savorelli a Sutri’

27 giugno 201916:37

Vittorio Sgarbi trova casa a Morgan. Lo storico e critico d’arte ha messo a disposizione del musicista il secondo piano di Palazzo Savorelli a Sutri, la cittadina della Tuscia di cui Sgarbi è sindaco dallo scorso anno. Il Palazzo, che ha una storia secolare – spiega una nota -, è immerso in un grande parco ed ospita attualmente le iniziative culturali promosse da Sgarbi.”Ho impartito le necessarie direttive ai miei uffici – spiega Sgarbi – perché, almeno fino alla scadenza del mio mandato (tra 4 anni) Palazzo Savorelli possa ospitare lo studio di Morgan. Qui potrà trasferirsi già nei prossimi giorni. L’arte e la creatività vanno sostenute in maniera concreta. Qui Morgan potrà insegnare il suo magistero ai giovani sensibili alla musica”.Contestualmente Sgarbi chiede al governo di apporre un vincolo sulla casa di Monza andata all’asta e dalla quale Morgan è stato sfrattato alcuni giorni fa: “Quella di Morgan è una casa museo”.

‘Apocalypse now-Final cut’ in autunnoDistribuito da Cineteca di Bologna, Coppola ad anteprima

BOLOGNA27 giugno 201916:39

– Il Final Cut di Apocalypse Now sarà nelle sale italiane il prossimo autunno, distribuito dalla Cineteca di Bologna. L’annuncio è stato dato in occasione della 33/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’ di Bologna, dove domani, venerdì 28 giugno, verrà presentata l’anteprima europea del restauro, realizzato da American Zoetrope, presentato dallo stesso Francis Ford Coppola, alle 21.45 in Piazza Maggiore.
Tra i titoli più iconici della storia del cinema, su Apocalypse Now il regista Francis Ford Coppola è tornato più volte fino ad arrivare a quella che ora considera la “versione perfetta”. “Dato che l’originale di Apocalypse Now non era solo lungo ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca, abbiamo pensato di tagliare ove possibile non solo per questioni di tempo ma anche per tutto ciò che poteva sembrare strano”, dice Coppola.

Spettacolo per Faletti a 5 anni morte’Il Giumbotto di Carlino’ apre festival Monferrato On Stage

ASTI27 giugno 201917:02

– ‘Il Giumbotto di Carlino’ in ricordo di Giorgio Faletti, a cinque anni dalla scomparsa del comico astigiano, è lo spettacolo che apre il festival musicale ed enogastronomico ‘Monferrato On Stage’, che anima l’estate in 17 Comuni del Monferrato fino al 20 settembre. Va in scena domenica 30 giugno proprio nella piazza di Passerano Marmorito, piccolo Comune astigiano di cui il cabarettista parlava spesso nelle sue gag.
La serata, ideata e condotta dal musicista, giornalista e autore Ezio Guaitamacchi, amico di Faletti, ripercorre la carriera di Faletti – spiegano i promotori – “artista poliedrico, comico, attore, cantautore e soprattutto scrittore, attraverso alcuni video delle sue celebri esibizioni, racconti, aneddoti e musica”. Salgono sul palco anche la moglie Roberta Faletti, il cantautore Alberto Fortis, la cantautrice Andrea Mirò e l’attrice Chiara Buratti. Prevista un’esibizione tratta dallo spettacolo teatrale ‘L’ultimo giorno di sole’, andato in scena postumo.

Strega, la cinquina vola in FranciaIl vincitore il 4 luglio in una serata condotta da Strabioli

PARIGI27 giugno 201917:05

– Chi si porterà a casa il Premio Strega 2019? A una settimana dalla proclamazione del vincitore, il 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, rilancia la domanda la scritta sulla locandina all’ingresso dell’incontro all’Istituto italiano di Cultura a Parigi con i cinque finalisti del più ambito premio letterario italiano. Nella loro ultima tappa di un lungo tour che si conclude il 27 luglio all’Istituto italiano di Cultura di Lione, Antonio Scurati, Marco Missiroli, Nadia Terranova, Benedetta Cibrario e Claudia Durastanti si presentano affiatati e contenti di stare in questa cinquina “di alto livello” dicono tutti insieme in una Parigi assediata dalla canicola. Due gli appuntamenti in Francia che mostra interesse per la narrativa italiana e dove tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 saranno pubblicati quattro dei cinque romanzi in corsa per la vittoria dello Strega.
A condurre la serata di premiazione, il 4 luglio, sarà Pino Strabioli, dalle 23 in diretta su Rai3.

Da Coppola a Wenders con Cinema AmericaDopo le aggressioni. Carocci, andiamo avanti senza paura

27 giugno 201912:48

– “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai ragazzi e le ragazze aggredite a Roma, nonché all’esperienza del Cinema America e a tutti quei giovani che creano un dialogo tra il mondo dell’arte e le persone. È inammissibile che ci sia ancora chi pensa di imporre il proprio pensiero con l’uso della violenza. Non si può accettare una ferita del genere, inferta non solo al mondo del cinema e dell’arte ma al mondo tutto”. E’ il messaggio di solidarietà firmato da Francis Ford Coppola, Alfonso Cuarón, Willem Dafoe, Guillermo del Toro, Stephen Frears, Costa-Gavras, Richard Gere, Amos Gitai, Alejandro González Iárritu, Jeremy Irons, JR, Babak Karimi, Mathieu Kassovitz, Spike Lee, John Malkovich, Radu Mihileanu, Keanu Reeves, Paul Schrader, Wim Wenders, Debra Winger.
“Sono state giornate complesse e dolorose – dice Valerio Carocci dell’associazione Piccolo America – ma la risposta del nostro paese, e ora del mondo del cinema internazionale, ci sta dando la forza di andare avanti senza paura”.

Laura-Biagio, negli stadi come se fossimo al pianobarDebutto al San Nicola di Bari “per un concerto che è uno show”

BARI27 giugno 201911:32

lleghi, ma soprattutto amici, di vecchia data. E in nome dell’amicizia, e della voglia di fare un po’ di strada insieme, hanno deciso di incrociare per la prima volta i loro successi e la loro musica. Laura Pausini e Biagio Antonacci debuttano stasera, al San Nicola di Bari (città d’origine della famiglia Antonacci), con il tour negli stadi che li porterà in giro per l’Italia per 11 serate (prossimo appuntamento il 29 giugno all’Olimpico di Roma, poi doppia data a San Siro a Milano il 4 e 5 luglio, qualche biglietto ancora disponibile).
Un vero e proprio show di più di tre ore, con in scaletta 33 brani, dell’uno e dell’altra (che ballano, suonano, si travestono nei video che fanno da cornice al live, si divertono), e una produzione che non sfigurerebbe a confronto con quelle internazionali. “Eppure tutto questo è nato dalla nostra voglia di stare insieme – racconta Laura, poco prima di salire sul palco -. Non c’era una volontà discografica dietro.
Per assurdo, vorremmo che l’attitudine fosse quella di fare pianobar, anche se in uno stadio”.
La sintonia tra Laura e Biagio è nelle battute che si scambiano, nell’affetto che si dimostrano reciprocamente, nel mettersi uno a disposizione dell’altra e viceversa. Mai litigato in questi mesi di lavoro a stretto contatto? “Solo quando durante le prove di un tango Laura mi ha infilzato il piede con il suo tacco 26”, scherza Antonacci che racconta di essersi sentito “libero di muovermi in maniera inedita, anche se è stato difficile essere cantante per la prima volta”. Nessun problema neanche nella divisione degli spazi e della scaletta, costruita ad hoc e con tutti i pezzi riarrangiati. “Due persone che si vogliono bene hanno un equilibrio innato”, dice Biagio e Laura gli fa eco: “In amicizia non c’è uno che prevale sull’altro”.
Solo su una cosa si è imposta la cantante romagnola: “nessun ospite. Eravamo già io e lui, perché invitare altra gente? E non canto neanche brani scritti da altri cantautori: mi sembra una questione di rispetto. Ho ancora tanti anni davanti per cantare il mio repertorio”.
L’unico “ospite” d’eccezione è Luca Tommassini, direttore artistico del tour, che li ha spinti verso mete che neanche loro, forse, pensavano di poter raggiungere. Come Laura nei panni di Freddie Mercury (“ero scettica, ma lui è un riferimento per tutti noi e Luca pensava che avessimo molto in comune”) o Antonacci ballerino (“la cosa più difficile di tutte”, ironizza Tommassini che per la sua direzione ha guardato molto agli Stati Uniti). “Volevamo divertirci e Luca l’ha capito prima di noi. E’ stato un modo nuovo per noi di lavorare”, concordano i due artisti.
Una parte del materiale girato negli otto mesi di lavorazione del tour, è finito in un mini-documentario di 8 minuti che farà da countdown ad ogni live. E si sta ragionando sull’ipotesi di realizzare un film del tour per un evento speciale al cinema.
“Stiamo filmando tutto dal giorno 1 – racconta ancora Laura, che senza essere troppo credibile annuncia uno stop di due anni -.
Anche se non diventa niente, da vecchia lo voglio rivedere. E una cosa ho imparato da Biagio che sento come un fratello: a essere un po’ più tranquilla. Ho sempre esagerato nella ricerca della perfezione”.

Carmen y Lola, coppia gitana da premioEsce domani film debutto regista spagnola Eschevarria

26 giugno 201915:09

po un passaggio al festival MIX di Milano, dedicato alle storie Lgbt, il primo film della spagnola Arantxa Echevarria Carmen y Lola esce domani, 27 giugno nelle sale italiane grazie alla distribuzione coraggiosa di Exit Media. Le credenziali che dovrebbero portare al cinema il pubblico sono di primo livello: nonostante si tratti di un’opera prima, il film risultava tra le migliori scoperte della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes un anno fa. Dopo sono venuti due prestigiosi Premi Goya (i David spagnoli) assegnati alla regista e all’attrice Carolina Yusta, un’uscita in moltissimi mercati mondiali, un franco successo di pubblico sia in patria che in Francia. Basterà per convincere i cinefili italiani, oppressi dalla canicola, ma incuriositi da una stagione estiva mai così ricca di anteprime di qualità? C’è da sperarlo per almeno due buone ragioni. La prima sta nella straordinaria verità del racconto che conserva un tocco lieve e fresco pur affrontando un tema delicato (anche in Spagna) come l’amore tra donne in un contesto chiuso e conservatore come la comunità gitana. La seconda è perché Arantxa Echevarria dimostra un’inattesa maturità di scelte registiche, non si appiattisce mai nello stereotipo, non racconta coi toni della favola e pian piano rovescia i rapporti di forza tra le due protagoniste facendo della timida Lola una ragazza disposta a molto per conservare la propria libertà di scelta e una guida sicura verso l’amore nei confronti dell’esuberante Carmen. Questa è una ragazza gitana piena di vita ma già promessa sposa secondo le tradizioni della comunità in cui è cresciuta e per la quale le donne debbono essere prima di tutto madri e mogli. Quando un giorno al mercato (dove i suoi hanno una bancarella di vestiti) lo sguardo di Carmen incrocia quello di Lola, si avverte che tra loro può nascere una complicità naturale che è anche libero sfogo ai desideri della giovinezza. Da qui all’attrazione e poi all’amore il passo sarà breve, ma pieno di dramma: il fidanzamento di Carmen è cancellato con grave danno per le famiglie; il padre di Lola la caccia di casa, la comunità addita le due ragazze al pubblico disprezzo e si rinserra in un orgoglioso rifiuto di comportamenti che anche la chiesa (i gitani spagnoli sono religiosissimi) condanna. Eppure niente di tutto questo basterà a incrinare un rapporto che ogni giorno diventa più appassionato e sarà proprio la solidarietà femminile a proteggere la giovane coppia. Nonostante Almodovar, nonostante una società in rapida trasformazione, per la Spagna di oggi un soggetto del genere è ancora, a suo modo, rivoluzionario, ma l’abilità della regista sta nel non prendere partito in forma militante, bensì nel mostrare (anche agli uomini) come l’amore quando è condivisione e coraggio non viva di schemi prefissati e vada chiamato amore senza ulteriori specifiche. Le due protagoniste, Rosy Rodriguez e Zaira Morales, non hanno alle spalle una carriera professionistica ma si muovono sulla colorita scena del mondo gitano con sicurezza da veterane. La cinepresa le pedina, spesso con riprese quasi documentarie, alla ricerca delle emozioni e delle incertezze di due ragazze poco più che adolescenti. E suggestiva risulta la puntuale rappresentazione di un mondo sospeso tra tradizioni antichissime (e talvolta poco comprensibili) e modernità obbligata come quello dei gitani che in Spagna sono ormai parte integrante della società. Le famiglie di Carmen e Lola sono modeste ma il cibo in tavola non manca mai e se c’è da organizzare una festa (il fidanzamento di Carmen) non si bada a spese. Eppure sotto la superficie di una solidarietà diffusa permangono antichi pregiudizi e maschilismi contro cui le due protagoniste dovranno combattere. Con coraggio Arantxa Echevarria non sceglie il finale “in rosa” da favola, né sprofonda nelle secche del melodramma: racconta invece la vita dove niente è scontato e tutto è possibile. Con un cinema semplice, quasi umile nelle scelte di regia, Carmen Y Lola indica però una prospettiva ai cineasti debuttanti: inutile rinchiudersi nell’intellettualismo da salotto, scontato appiattire la finzione ai modi del documentario. Esiste una via di mezzo che passa per l’onestà della narrazione come per la cura di scrittura e montaggio.
Caratteristiche troppo spesso sottovalutate dal cinema italiano

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Donatella Versace testimonial Stonewall
Il 28 giugno 50/mo movimento per uguaglianza diritti omosex

25 Giugno 2019 11:04

– Donatella Versace è tra i nuovi ambasciatori di Stonewall, il movimento della comunità LGBTQ+ per l’uguaglianza dei diritti, che ogni anno il 28 giugno celebra il Stonewall Day, la giornata nazionale americana di sensibilizzazione sulle tematiche queer in occasione dell’anniversario dei Moti di Stonewall del 1969.
In occasione del cinquantesimo anniversario, Pride Live – organizzazione no-profit che si occupa di sensibilizzare e supportare la comunità LGBTQ+ attraverso il coinvolgimento della collettività nella lotta per la piena uguaglianza dei diritti – ha coinvolto più di 50 celebrità, tra cui Donatella Versace e Conchita Wurst. Per questa occasione speciale, Versace ha realizzato un’edizione limitata di T-shirt disponibile presso la boutique newyorkese di 5th Avenue e online sul sito americano Versace.com. Una parte del ricavato sarà devoluta allo Stonewall Day e a Pride Live.

Enrico Rava a Umbria Jazz per i suoi 80 anniIl 20 luglio al Teatro Morlacchi

PERUGIA25 giugno 201913:43

rico Rava festeggia i suoi 80 anni (li compirà il 20 agosto) e si fa un regalo d’eccezione: girare per teatri, club e festival di tutto il mondo con una “Special Edition” che raccoglie alcuni dei talenti da lui scoperti e lanciati negli ultimi anni. A Perugia in occasione di Umbria Jazz sarà impegnato il 20 luglio al Teatro Morlacchi. Un ottantenne, Rava, che, come accade per i grandi jazzmen, non perde mai quella freschezza di idee che porta a inventare formule e progetti, costruire inedite partnership artistiche, scoprire e valorizzare musicisti emergenti, come con Rava Under 21 e New Generation.
Nella Special Edition che si esibirà a Perugia ritroviamo alcuni dei giovani da lui lanciati. La formazione è un sestetto di cui fanno parte Francesco Bearzatti, Giovanni Guidi e la sezione ritmica del New Quartet che vinse nel 2015 il referendum di Musica Jazz: Francesco Diodati alla chitarra, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Enrico Morello alla batteria.

Clooney prepara nuovo film, per NetflixGood Morning, Midnight, thiller post apocalittico

25 giugno 201913:42

George Clooney prepara il nuovo film da regista dopo Suburbicon e Monuments Men ed è per Netflix: sarà Good Morning, Midnight, tratto dall’omonimo romanzo di Lily Brooks-Dalton.
Mark L. Smith adatterà la sceneggiatura del thriller fantascientifico, considerato tra i migliori libri 2017 dalla Chicago Review of Books. Il racconto post-apocalittico segue le storie parallele di Agostino (Clooney), uno scienziato solitario nell’Artico, e un astronauta a bordo della nave spaziale, che sta cercando di tornare sulla Terra. Lo stesso Clooney con Grant Heslov figura tra i produttori: “Grant e io non potevamo essere più entusiasti di essere coinvolti in questo incredibile progetto”, ha affermato Clooney a Variety. “Mark è uno scrittore che abbiamo ammirato a lungo e la sua sceneggiatura è ossessionante. Siamo entusiasti di lavorare anche con i nostri amici su Netflix, dice l’artista che sta ospitando nella sua villa sul lago di Como l’ex presidente Usa Barack Obama con Michelle.

Serie tv per l’estate, arriva RivieraSu C5 in chiaro prima stagione, su Sky Atlantic a luglio la 2/a

25 giugno 201913:27

– Riviera la serie che sullo sfondo dell’assolato sud della Francia racconta gli intrighi e gli scandali dell’opulenta e glamour elite della Costa Azzurra, sbarca da domani, in prima serata, per la prima volta in chiaro su Canale 5. Serie crime britannica (che ha già appassionato il pubblico di Sky Atlantic- la piattaforma pay proporrà va detto a luglio la seconda stagione), e che vede come protagonista la celebre attrice statunitense Julia Stiles, è stata ideata dal premio Oscar Neil Jordan (“La moglie del soldato”, “Intervista col vampiro”) che è anche sceneggiatore e produttore esecutivo. La morte del filantropo miliardario Costantine Clios (Anthony LaPaglia), avvenuta durante un’esplosione sullo yatch di un commerciante d’armi russo, rivoluziona la vita della moglie Georgina Marjorie Clios, una curatrice d’arte americana. Si tratta di un incidente o di un omicidio? La donna decide di indagare alla ricerca della verità e questo la porterà alla conoscenza di un lato oscuro e finora nascosto del marito.
Georgine si troverà, così, faccia a faccia con terribili scoperte, fatte di scandali, doppi giochi e violenze e dovrà far di tutto pur di mettere in salvo con coraggio, tenacia e intelligenza se stessa, il suo patrimonio e la sua famiglia.
Un’intricata vicenda nella quale la vita di Georgina si intreccerà con quella di personaggi loschi e poco raccomandabili, con quella della prima moglie di Costantine, Irina, dei suoi tre figli (Adam, Christos e Adriana) e con l’ispettore Karim Delormes, che condurrà le indagini sulla morte dell’uomo. Nel cast anche Lena Olin (Irina Atman), Iwan Rheon (Adam Clios), Adrian Lester (Robert Carver), Anthony LaPaglia (Constantine Clios), Phil Davis (Jukes ), Dimitri Leonidas (Christos Clios), Roxane Duran (Adriana Clios), Amr Waked (Karim Delormes) e Yigal Naor (Jakob Negrescu). La regia di “Riviera” è di Philipp Kadelbach.

Compagnia Cigno premiata a GiffoniPresenti Ivan Cotroneo, insieme ai 7 giovani protagonisti

SALERNO25 giugno 201913:52

– La Compagnia del Cigno al Giffoni Film Festival. Dopo il successo dello scorso gennaio in prima serata su Rai1, la serie “La Compagnia del Cigno”, ideata e diretta da Ivan Cotroneo, arriva alla 49esima edizione del GFF.
Insieme al regista, il 22 luglio, incontreranno i giffoners e i masterclassers CULT anche i 7 giovani protagonisti della serie: Leonardo Mazzarotto, Fotinì Peluso, Emanuele Misuraca, Hildegard De Stefano, Ario Nikolaus Sgroi, Chiara Pia Aurora e Francesco Tozzi.
“E’ con grande felicità – ha spiegato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction – che apprendo del Giffoni Experience Award attribuito a La compagnia del Cigno. Un premio che viene da un Festival che nasce per guardare al mondo dei ragazzi è la migliore conferma per un progetto che ha già ottenuto uno straordinario seguito da parte del pubblico. Abbiamo creduto fortemente, con Indigo Film, nella storia scritta da Ivan Cotroneo e Monica Rametta e diretta da Ivan Cotroneo.

Auditel diventa moderno, ascolti anche sui deviceSistema mapperà pubblicità. La total audience a gennaio 2021

25 giugno 201918:25

Un nuovo sistema di rilevazione degli ascolti tv sui device digitali: è quello presentato questa mattina da Auditel, a Milano, che ‘mapperà’ le perfomance di ascolto su smart tv, smartphone, tablet, computer e consolle di gioco. I dati saranno resi pubblici ogni giorno, insieme a quelli pubblicitari. “Un primato assoluto a livello internazionale”, ha detto il presidente di Auditel Andrea Imperiali. Oggi, in Italia, sono oltre “112milioni gli schermi che possono accedere a contenuti video o tv” di cui “42milioni circa sono tv tradizionali, 43milioni smartphone, 7 milioni i tablet e altrettante le smart tv connesse, 19 milioni i pc, a cui si aggiungono anche le piattaforme per il gaming”. Una rivoluzione quella digitale che ha modificato le abitudini degli spettatori sia in termini di contenuti che di supporti di fruizione utilizzati, e che quindi ha portato a ripensare anche il modello di rilevazione di ascolto che da oggi affiancherà quello tradizionale. “I dati censuari relativi ai device digitali non sostituiscono ma semplicemente si affiancano ai dati tradizionalmente raccolti con il sistema campionario”, ha precisato Imperiali, e, non verranno sommati “perché non siamo nelle condizioni per ora di fare una total audience” visto che “i dati censuari tradizionali sono espressi in device, quelli campionari in individui”. L’obiettivo sarà di arrivare a “gennaio 2021 al traguardo della Total audience della tv, cioè l’integrazione degli ascolti della tv tradizionale con quelli dei device digitali, attraverso metriche univoche e omogenee”. Con il tradizionale sistema campionario, su oltre 16mila famiglie, Auditel rileva gli ascolti di circa 191 editori; con il nuovo sistema censuario rileverà, per ora, gli ascolti di sei editori che rappresentano l’86,5% del totale ascolto televisivo (DeAgostini, Discovery, La 7, Mediaset, RAI e Sky). Gli ascolti sono rilevati su desktop e mobile browser e a breve saranno registrati anche quelli generati attraverso le app. Quattro le nuove metriche messe a punto da Auditel per la misurazione: l’Average Minute Rating-Device, simile al tradizionale ‘ascolto nel minuto medio’, che quantifica però i dispositivi; il Legitimate Stream, che misura il volume di stream erogati e visti per almeno 300 millisecondi; il Total Time Spent, calcolato sommando tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato contenuti editoriali e pubblicitari di un singolo canale e l’Average Stream Duration, ovvero la durata media di uno stream. Non esiste, per quanto riguarda il mondo digitale, lo share. I dati quotidiani degli ascolti verranno diffusi alle 18 di ogni giorno, mentre ogni martedì alle 10 sarà pubblicato un report settimanale. Per il presidente degli Utenti Pubblicità Associati, Lorenzo Sassoli de Bianchi, si tratta di un risultato “all’avanguardia per il mercato degli investitori in pubblicità. La possibilità di misurare i contenuti televisivi su tutti i device digitali consentirà di penetrare nuovi segmenti di consumo, favorendo l’innovazione tanto nella pubblicità quanto nei prodotti editoriali”.

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Marzano,da bimba ero Jo di Piccole donne
La scrittrice, i classici sono finiti in soffitta ma vivi

25 giugno 201914:14

– Caduti in soffitta, finiti nel dimenticatoio, libri come ‘Piccole donne crescono’ di Luisa May Alcott o ‘Ventimila leghe sotto i mari’ di Jules Verne “non sono più dei classici per le nuove generazioni”. Lo dice la filosofa e scrittrice Michela Marzano, a lungo nella classifica dei libri più venduti con il suo ultimo romanzo ‘Idda’ (Einaudi).
“I riferimenti certi che abbiamo avuto noi non sono più gli stessi. I ragazzi e le ragazze di oggi non leggono nulla di quello che abbiamo letto noi. Viviamo in un’epoca in cui c’è un rifiuto verso ciò che è universale e atemporale. Che futuro possiamo immaginare per i classici?” dice

la Marzano che su questo tema ha scritto un inedito per il Festival Letterature di Roma. “Oggi i bestseller e i premi letterari hanno inghiottito tutto” spiega la Marzano che vive da vent’anni a Parigi con il marito al quale immagina di rivolgersi nell’inedito: “gli racconto che da bambina mi sentivo Jo” dice facendo riferimento all’eroina ribelle di ‘Piccole donne crescono’.

The Loudest voice, su scandalo Ailespresto Sky Atlantic con Russell Crowe, Naomi Watts e Miller

25 giugno 201915:09

– Arriverà su Sky Atlantic prossimamente in esclusiva “The Loudest voice” l’attesa serie con il premio Oscar Russell Crowe (nel cast anche Naomi Watts, Sienna Miller) basata sul best-seller di Gabriel Sherman The Loudest Voice in the Room, che a partire dalle testimonianze di più di 600 persone ha inchiodato Roger Ailes, CEO di Fox News scomparso nel 2017, a uno scandalo sessuale che ne ha travolto carriera e reputazione. I sette episodi – uno per ciascuno degli anni e delle tappe cruciali dello scandalo – sono prodotti, fra gli altri, da Tom McCarthy e da Jason Blum.
Accanto a Crowe, quasi irriconoscibile con molti chili in più e quasi completamente calvo, la candidata all’Oscar Naomi Watts nei panni di Gretchen Carlson, anchorwoman di Fox News allontanata dal canale nel 2016 dopo aver intentato – per prima – contro Ailes una causa per molestie sessuali. La donna, sua fiera accusatrice nonché fra le prime paladine del movimento #MeToo, fu capofila di una lunga serie di vittime, più di venti, delle attenzioni indesiderate del potentissimo chairman del canale all news americano, leader de facto del partito Repubblicano e media consultant di tutti gli ultimi Presidenti repubblicani degli Stati Uniti d’America, da Nixon a Reagan fino allo stesso Donald Trump. Nel cast anche Sienna Miller che interpreta Elizabeth, la moglie del mogul, e Seth MacFarlane nei panni di Brian Lewis, ex braccio destro di Ailes a capo delle PR del canale. E ancora Simon McBurney è il tycoon Rupert Murdoch, Annabelle Wallis veste i panni di una delle accusatrici, Laurie Luhn, contabile di Fox News, e Aleksa Palladino (Boardwalk Empire) sarà invece la storica assistente di Ailes Judy Laterza.

WopArt, dove la bellezza è democraticaA Lugano opere su carta da pochi spiccioli a milioni di franchi

giugno 201915:18NE

– Da Picasso a Magritte, da Leger a Chagall e Degas, e poi Botero, Giacometti, Lai, accanto a talenti contemporanei, affermati o ancora poco conosciuti, in una fiera che celebra l’arte di qualità alla portata di tutte le tasche, con un’offerta che accosta opere da pochi spiccioli ad altre del valore di milioni di franchi. Si aprirà il 19 settembre al Centro Esposizioni Lugano la quarta edizione di WopArt – Work on Paper Fair, la fiera internazionale dedicata alle opere su carta fondata da Paolo Manazza e presentata questa mattina a Roma. In programma nella cittadina svizzera fino al 22 settembre, la fiera ha un approccio rivoluzionario al mercato dell’arte, avendo come obiettivo quello di unire i grandi maestri agli artisti del presente seguendo il filo conduttore della qualità per permettere a chiunque di avvicinarsi alla bellezza. Su un’area di 7000 mq, la fiera è suddivisa in 6 aree tematiche e propone 4 mostre dedicate a Dalì, Pericle, Krieger e a 5 papiri dal Museo Egizio di Firenze.

Ngugi, è l’amore che suscita la speranzaAutore kenyota presenta ‘Il mago dei corvi’ alla Milanesiana

giugno 201915:46

– “L’elemento che suscita più speranza nel nostro mondo è l’amore, perché l’amore è espressione, sogni, possibilità e oggi nel mondo dobbiamo osare sognare ed amare”. Questo il messaggio che Ngugi wa Thiong’o porterà domani sera sul palco della Milanesiana, in un incontro dal titolo La speranza e la letteratura, durante il quale gli verrà consegnato il Premio Rosa d’oro e dialogherà con i colleghi Wole Soyinka e John Coetzee, entrambi premi Nobel per la letteratura, riconoscimento di cui si è parlato più volte per lo stesso scrittore kenyota.
Al Piccolo Teatro Grassi Ngugi, imprigionato negli anni ’70 ed esiliato per oltre 20 anni per il suo impegno a favore del suo popolo e del diritto a usare la lingua natia, leggerà brani di uno dei suoi libri più noti, ‘Il mago dei corvi’, uscito nel 2006, ma che arriva solo ora in Italia, grazie a La nave di Teseo.

laFeltrinelli apre libreria a 3466 metriSul Monte Bianco 376 titoli, da best seller a libri fotografici

25 giugno 201916:00

– Apre laFeltrinelli 3466, la libreria più alta d’Europa, sul Monte Bianco, con 376 titoli per un totale di 1726 libri. Sessanta metri quadri a quota 3.466 metri, la libreria che sfiora il cielo si trova all’interno della stazione Punta Helbronner The Sky, la terza dell’impianto Skyway Monte Bianco di Funivie Montebianco S.p.a., ed è un invito a esplorare nuove altitudini, ampliare le proprie vedute e riossigenare mente e corpo, attraverso una proposta letteraria rivolta a tutti i tipi di viaggiatori. “Grazie all’apertura de laFeltrinelli 3466 la nostra tecnologica funivia valorizza ancora di più l’ascesa rendendola un’escursione culturale. La cultura di montagna da valorizzare, le parole degli autori che l’hanno amata e sfidata da tramandare, il Monte Bianco come scenario per fantasticare” dice Federica Bieller, presidente Funivie Monte Bianco Spa. A inaugurare le matinée con lo scrittore sabato 20 luglio sarà lo storico e scrittore Alessandro Vanoli, in uscita con ‘Strade perdute’ (Feltrinelli)

Torna il Gran Paradiso Film FestivalA Cogne dal 22 al 27 luglio, anteprima il 15 luglio

TORINO25 giugno 201916:42

– La 22/a edizione del Gran Paradiso Film Festival, dal 22 al 27 luglio a Cogne (Aosta), e poi in agosto nelle valli del Gran Paradiso, ha un’anteprima il 15 luglio a Cogne con un incontro su biodiversità, efficienza energetica e deforestazione, con il Principe Alberto di Monaco, fan del festival. Il tema dell’edizione di quest’anno, presentata in anteprima al Circolo dei Lettori di Torino dal sindaco di Cogne, Franco Allera, dal direttore del Parco Gran Paradiso Antonio Mingozzi, è ‘Realtà e sogno’, scelto dal Consiglio di Indirizzo composto da Fabio Fazio, Luciano Violante e il direttore Luisa Vuillermoz. Il festival alterna il concorso cinematografico ad incontri con personalità del mondo economico e culturale, tra cui Carlo Cottarelli, Roberto Cingolani, Giuliano Amato e Flavio Caroli.
Per la parte cinematografica sono stati selezionate 135 opere provenienti da 27 paesi di 5 continenti, opere poetiche e di denuncia sui vari temi legati alla natura, all’ambiente e agli animali.

Mietta torna con un nuovo singolo”Milano è dove mi sono persa” dal 28 giugno

25 giugno 201916:42

– “Milano è dove mi sono persa” (Calma Music/Believe Digital) è il titolo del nuovo brano di Mietta, in uscita in radio e in tutti i digital store a partire dal 28 giugno. In contemporanea uscirà anche il videoclip su Youtube.
“Una canzone stralunata, grintosa e passionale, l’ho sentita da subito mia, è arrivata al momento giusto con una ‘nuova’ Daniela, che ha voglia di rimettersi in gioco. Un brano che ricorda come, a volte, per ritrovarsi bisogna perdersi”, racconta Mietta, che si è affidata agli autori Karin Amadori, Valerio Carboni e Vincenza Casati e al produttore artistico Diego Calvetti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A via cantieri Galleria dell’Accademia
Tra principali interventi climatizzazione e risanamento capriate

FIRENZE25 giugno 201916:43

– Interventi sull’impianto di climatizzazione, risanamento delle capriate della sala del Colosso e della gipsoteca Bartolini, lavori sul sistema di illuminazione, nuovo ingresso al museo e nuova segnaletica: sono gli interventi che riguardano la Galleria dell’Accademia di Firenze e che partiranno nel mese di luglio. Già annunciati nei mesi scorsi dalla direttrice del museo, Cecilie Hollberg, i cantieri sono pronti a partire e comporteranno la chiusura della sala del Colosso per circa dieci mesi. Da luglio, inoltre, la Galleria dell’Accademia avrà una nuova identità visiva con il rinnovo del logo. “Dalla mia presa dell’incarico nel 2015 – ha detto Hollberg – mi sto muovendo su tutti i fronti per portare questo museo dall”800 nel 21mo secolo come mi è stato chiesto. Ci sono tanti lavori in parallelo da fare, per prima cosa c’è un impianto di climatizzazione vecchio di 40 anni. Un altro cantiere sarà la messa in sicurezza delle capriate della sala del Colosso.
Inoltre faremo un nuovo ingresso del museo”.

Bond 25, il set è in Giamaica –
VIDEO
Daniel Craig è in vacanza ma…

25 giugno 201916:54

Il set di Bond 25 è in Giamaica. Daniel Craig è un Bond che ha abbandonato gli impegni in prima linea e si gode una tranquilla vita in Giamaica. La sua pace ha vita breve dopo che il vecchio amico Felix Leiter della CIA si palesa con una richiesta d’aiuto. La missione ha l’obiettivo di recuperare uno scienziato rapito e si rivela molto più complessa di quanto atteso: Bond sarà messo alla prova da un misterioso nemico dotato di una nuova arma tecnologica. Diretto da Cary Joji Fukunaga, prodotto da Michael G. Wilson e Barbara Broccoli, con Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes e Rami Malek (il premio Oscar per Bohemian Rapsody) sarà al cinema dall’8 aprile 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fendi sfila sul Palatino il 4 luglio
The Dawn of Romanity. 2,5 milioni per restauro Tempio di Venere

25 giugno 201917:11

– Fendi rende omaggio a Karl Lagerfeld e rafforza il suo legame con Roma, scegliendo la sua città natale con la presentazione dello collezione Couture Autunno / Inverno 2019-2020 nella capitale. Il 4 luglio la maison (gruppo Lvmh) ospiterà un evento di moda sul Palatino.
La collezione, intitolata “The Dawn of Romanity”, presenterà 54 look – uno per ogni anno di direzione artistica del compianto designer tedesco. Un fashion show che presentera’ alcuni dei modelli più iconici della maison assieme a look mai visti prima, incarnando la la tradizione con i capi d’archivio e nuovi orizzonti creativi. In questa occasione Fendi rinnova il suo impegno sostenendo ed eseguendo i lavori di restauro e valorizzazione finalizzati alla tutela e alla fruizione del Tempio di Venere a Roma, finanziato dalla maison per 2,5 milioni di euro.

La nuova collana ‘Reading with Joy’Titoli disponibili on demand su Amazon

25 giugno 201917:45

– Arriva ‘Reading with Joy’, un nuovo brand dedicato a collane di libri che trattano temi sentimentali ed emotivi, di evasione rosa, attraverso filoni differenti. I primi tre sono il sex thriller ‘Missing’ di Annalucia Lomunno, il romance ‘Io all’improvviso’ di Federico Toro e per il filone eros&love ‘Fuoco’ di Roselina Salemi. I libri, di agile formato pocket, con una foliazione fissa di circa 120 pagine (130.000 battute), saranno on demand su Amazon in edizione cartacea a un prezzo massimo di 10 euro o digitale (e-book). Tra le novità il test sul mercato estero con la versione di uno dei romanzi in lingua inglese.
Ideata da Susanna Barbaglia, giornalista e direttrice del magazine ‘Confidenze’ fino al 2017, con la scrittrice Antonella Tomaselli e il video maker e producer Gabriele Bertoli, ‘Reading with joy’ parte dalla constatazione che il mondo dei libri, della lettura e dell’editoria è sempre più al femminile. “Con il progetto ‘Reading with Joy’ abbiamo desiderato unire sostanzialmente due punti di forza nell’universo della letteratura rosa: la qualità della scrittura (autori collaudati attraverso la mia esperienza nella narrativa a Confidenze) e l’indagine coraggiosa dei sentimenti delle donne di oggi. Per coraggioso intendo sentimenti quotidiani e comuni, condivisibili dalla maggior parte delle lettrici, ma spesso non liberamente espressi, sottaciuti. Come l’erotismo, che permea e connota le relazioni a qualunque età” spiega Susanna Barbaglia.
Per Reading with Joy è previsto un forte coinvolgimento della rete sul sito https://readingwithjoy.it/e dei social network.
In luglio saranno disponibili ‘Natalija’ di Tiziana Pasetti e ‘Voglio Amarti’ di Simona Busto.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dieci concerti per Chateaux en musique
A luglio e agosto nei principali manieri valdostani

AOSTA25 giugno 201917:47

Giunta alla 13/a edizione, la rassegna Chateaux en musique propone per l’estate 2019 dieci concerti nei principali castelli valdostani. Gli spettacoli – prenotazione obbligatoria – si svolgeranno i mercoledì sera fino ad agosto. Dopo l’anteprima affidata al Duo Impérial, il programma prevede: il 3 luglio al Castello Reale di Sarre il Quintetto Arsnova; il 10 luglio al Castello di Verrès il gruppo di Torino Lab-Perm; il 17 luglio al Castello Sarriod de La Tour Gli Invaghiti; il 24 luglio al Forte di Bard i musicisti Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Anna Spagnuolo e Patrizia Spinosi; il 31 luglio al Castel Savoia di Gressoney-Saint-Jean l’arpista Anaïs Gaudemard; il 7 agosto al Castello Gamba di Châtillon il cantante valdostano Davide Dugros; il 14 agosto al castello Vallaise di Arnad il Duo Moulin xon Rémy Boniface e Christian Thoma; il 21 agosto al Castello di Introd il duo Bandieri-Mercando; infine il 28 agosto al Castello di Issogne La Rossignol e il progetto “Ars Magica”.

Il Traditore “film europeo dell’anno”All’Ischia Global fest, 15 luglio proiezione speciale

NAPOLI25 giugno 201917:48

– ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Tommaso Buscetta, è il ‘Film europeo dell’anno’ alla 17 esima edizione dell’Ischia Global Film & Music Fest (14-21 luglio).
”L’Accademia internazionale Arte Ischia ha scelto all’unanimità lo straordinario film del maestro Bellocchio – annuncia Marina Cicogna, co-chair del festival – che riteniamo sia l’opera più accreditata per rappresentare l’Italia agli Oscar 2020”. Dopo il concorso a Cannes e il riconoscimento della dell’Associazione della stampa Estera in Italia con il Globo d’oro, ‘Il Traditore’ si conferma molto amato anche dal pubblico: è da cinque settimane in testa al box office dei film italiani ed ha già distribuzione internazionale in circa 50 paesi”. Una proiezione speciale del film è prevista a Ischia Porto il 15 luglio. Il Global fest, fondato e prodotta da Pascal Vicedomini con l’Accademia Internazionale Arte Ischia è promosso con il Mibac-Dg Cinema e la Regione Campania in collaborazione con sponsor.

L’ultima ora, il lato dark dei ragazzi di Greta In sala il 4 luglio thriller adolescenziale di Sebastien Marnier

25 giugno 201920:11

psicologico e politico di Sebastien Marnier (Irréprochable). Presentato all’ultima Venezia fuori concorso, il film che sarà in sala il 4 luglio con Teodora, mette in campo il lato oscuro di una generazione ammantata sia dallo spirito dei Fridays for Future, quello di Greta Thunberg, che da derive elitarie e suicidarie, insomma una generazione senza futuro. Inizio agghiacciante. In una scuola superiore, un professore apre lentamente la finestra della sua classe piena di studenti e si getta nel vuoto. L’atletico supplente chiamato a sostituirlo, Pierre (Laurent Lafitte), nota subito qualcosa di strano nella sua classe in un gruppo di sei alunni, quattro ragazzini e due ragazzine, un gruppo molto unito e dotato di un’intelligenza superiore. Pierre però, nonostante il suo ruolo, non riesce a dominare questa piccola squadra che sembra animata da un progetto misterioso. Una vera ossessione la sua anche perché Pierre capisce che il destino tragico del suo predecessore è senz’altro legato a questi sei anomali studenti dell’Upper class. ‘L’ultima ora’, tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé, pubblicato in Italia da Einaudi e con nel cast Emmanuelle Bercot (Mon Roi – Il mio re) e Luàna Bajrami (Portrait de la jeune fille en feu), spiega il regista: “avrei voluto fosse il mio primo film, ma sono felice di averlo girato solo molti anni più tardi, quando la situazione politica e ambientale in tutto il mondo, e in Francia in particolare, si è fatta ancora più preoccupante”. “La realtàdiventa sempre più difficile e lo stesso vale per la visione che i ragazzi protagonisti hanno del loro futuro – continua Marnier -. Credo che le nuove generazioni siano diventate più consapevoli del mondo in cui vivono e, come abbiamo capito mentre facevamo il casting del film a oltre 150 ragazzi, anche più pessimistiche”. E ancora il regista: “Il tema centrale de L’ultima ora resta il fatto che gli adulti non sono quasi mai capaci di comprendere il mistero dell’adolescenza, malgrado siano stati tutti adolescenti a loro volta. So che i ragazzi sanno rendere inaccessibile il loro mondo, lo so anche perchéio stesso ho vissuto esperienze molto dolorose a quell’età. Per rendere al meglio nel film questa incomunicabilitàgenerazionale non ho fatto incontrare Laurent Lafitte con gli interpreti piùgiovani fino al primo giorno di riprese. Sapevo che questo avrebbe creato da entrambi i lati una mancanza di complicità e di fiducia, una tensione e un’elettricitànaturali. Per contenere queste interazioni fuori dal set – conclude -, Laurent si è addirittura rifiutato di pranzare con loro per due settimane!”.

Bollani all’alba per S.Lorenzo a OtrantoAl piano all’aperto in suggestiva baia del Salento

OTRANTO (LECCE)25 giugno 201918:46

– Un concerto di Stefano Bollani al piano, all’aperto in una suggestiva baia del Salento, è annunciato all’alba che concluderà la Notte di San Lorenzo.
L’appuntamento è nel parco dell’Orte, in una delle baie più incontaminate della zona, nell’ambito del festival “Luce d’Oriente in Jazz”, promosso dall’associazione La Ghironda con il Comune di Otranto.
Le note d’inizio sono previste alle 5.30, al primo chiarore del mattino, ma le porte del parco verranno aperte fin dalle 3.30 per lo spettacolo delle stelle cadenti tipico della notte del 10 agosto.
Il concerto in programma è ‘Piano Solo’, omaggio all’arte dell’improvvisazione, senza scaletta: si può passare così da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con incursioni nel pop o nel repertorio italiano anni Quaranta. Una sola cosa è certa: alla fine del concerto è il pubblico a decidere il brano del bis.

La Guarimba nel segno dell’integrazioneAd Amantea unica tappa italiana per Anno Lingue Indigene Unesco

25 giugno 201918:49

– La Guarimba International Film Festival, co-diretto da Giulio Vita e Sara Fratini, prende il via dal 7 all’11 agosto ad Amantea (CS) e rappresenta l’unica tappa meridionale selezionata per l’Anno Internazionale delle Lingue Indigene UNESCO.
La manifestazione riservata ai cortometraggi è nata con la missione di democratizzazione, integrazione e accessibilità della cultura, con numerose iniziative e ospiti internazionali.
Tra gli oltre 1000 cortometraggi, ne sono stati selezionati 152 che fanno parte della competizione ufficiale, divisi nelle sei categorie in concorso: Fiction, Documentario, Animazione, Videoclip, Film Sperimentali e La Grotta dei piccoli per un totale di 42 nazioni rappresentate. I film europei sono 87, provenienti da 18 diversi paesi, tra cui 11 italiani gli altri titoli arrivano da Asia, Nord America, Sud America, Africa e Oceania.
La Grotta dei piccoli, sezione realizzata in collaborazione con UNICEF Italia, prevede un programma di 80 cortometraggi animati

Sos di Nizzo , lasciate autonomo Villa GiuliaDirettore ‘cancellato’ rilancia con progetto rete musei etruschi

25 giugno 201920:24

– “Una rete che unisca insieme tutti i tanti musei pre romani d’Italia, che faccia capo però al Museo Nazionale Etrusco di Roma messo in grado di gestire il progetto”. Colto di sorpresa dalle novità della riforma del Mibac firmata da Bonisoli, che ha cancellato Villa Giulia dall’elenco dei musei autonomi il direttore Valentino Nizzo,non si arrende. E rilancia tirando fuori un vecchio sogno nel tentativo di convincere il ministero a fare un passo indietro sulle sue decisioni. “Sto scrivendo al ministro per illustrarglielo”. I particolari sono riservati, ma il succo, sottolinea il giovane direttore, “è tutto lì nell’idea di una rete che mantenga in virtuoso collegamento tante realtà diverse e istituti di ricerca sparsi sul territorio dell’Italia centrale”. Natali a Todi, studi a Roma, Nizzo, 43 anni, è uno dei supermanager laureati dal concorso indetto nella passata legislatura dal governo Renzi. Del declassamento del suo museo è stato informato dai giornali, ma rifiuta la polemica. “Quello che mi preme è farmi ascoltare”, sottolinea appassionato. Mentre una petizione lanciata in questi giorni a sostegno del museo ha già raccolto quasi 1500 grandi nomi della cultura dall’archeologa Clementina Panella al topografo Paolo Sommella, da Silvia Ronchey all’ex presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali Giuliano Volpe. Tant’è. Dopo un colloquio al ministero, il direttore spiega di aver ottenuto il via libera a proseguire nei progetti avviati. Si comincia con una gara da 600 mila euro (“tutti fondi interni”) per lavori di ripristino della splendida struttura cinquecentesca che fu la residenza di papa Giulio III, dall’accessibilità per i disabili al Ninfeo (“una cosa alla quale tengo moltissimo”) alla manutenzione dei tetti e delle facciate. Parte di questi fondi, racconta Nizzo, serviranno ad allestire una sala vetrata nella quale “I tecnici dell’Icr potranno restaurare a vista il celeberrimo Sarcofago degli Sposi”, un lavoro per il quale ci sono già 10 mila euro di Fendi. Non solo. Si lavora alla classificazione degli archivi che dovranno essere spostati dagli scantinati umidi in una serie di stanze più adatte. Un altro progetto riguarda l’adiacente Villa Poniatoski, acquistata dallo stato nel 1989, restaurata nel 2010 ed inaugurata diverse volte, ma ancora oggi aperta solo due volte alla settimana per mancanza di custodi: “bisogna rifare gli infissi, metterla in sicurezza, impossibile altrimenti riportarvi le collezione di ori più preziose”. Il progetto più impegnativo, illustrato già un anno fa , riguarda però il restauro e ripristino delle Concerie Riganti, per le quali con i Cantieri della Cultura, sono stati stanziati 1 milione e mezzo di euro: “Solo da pochi giorni abbiamo avuto il 10 per cento di quei fondi, serviranno per la progettazione, ma bisogna correre perché la fine lavori era prevista entro il 2020”. Si tratta del recupero di 500 metri quadrati da destinare a spazio espositivo temporaneo mentre, ancora una volta con fondi interni, si sta recuperando la vecchia Caffetteria dell’Aranciera. E ancora, il museo ha appena vinto un bando per la realizzazione della Macchina del Tempio, una sala multimediale dove il visitatore verrebbe trasportato indietro nel tempo e accolto in un tempio etrusco italico perfettamente ricostruito e preso per mano dal racconto dello storico. Certo non basta. Perché senza pensare ancora al riallestimento della collezione, le necessità pratiche del museo sulla via Flaminia, considerato il più importante museo etrusco del mondi, sono tantissime, a cominciare dal personale (“abbiamo 60 persone sulle 89 previste dal Decreto Ministeriale ma ne servirebbero almeno 108”). In questo quadro, l’incertezza delle sorti rischia di fare danni gravi. E la prima a saltare potrebbe essere la grande mostra sugli etruschi organizzata per l’anno prossimo (novembre 2020- aprile 2021) alla prestigiosa Fondation Canal di Madrid, “Sarebbe stata la più importante mai allestita in Europa”.

A teatro, Solenghi-Pozzi, Pagni-ApreaAl via Spoleto con Proserpine. Cappuccio riscrive Edipo a Colono
26 giugno 201909:58

– La ”Proserpine” di Silvia Colasanti e Marisa Berenson nel ”Berlin Kabarett” di Stéphan Druet ad aprire il 62/o Festival dei due mondi di Spoleto (PG); ”Lisistrata” di Aristofane diretta e interpretata da Tullio Solenghi al Teatro greco di Siracusa per il cartellone dell’INDA ed ”Edipo a Colono” diretto dal lituano Rimas Tuminas nella riscrittura di Ruggero Cappuccio al Pompeii Theatrum Mundi; fino al doppio Shakespeare tra ”La tempesta” diretta da Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea al 71/o Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese e ”Le opere complete di William Shakespeare in 90 minuti (in versione abbreviata)” con la Bignami Shakespeare Company al Globe di Theatre di Roma: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

Nanni Moretti gira al Pigneto

SA25 giugno 201913:58

Una carica di polizia contro giovani antagonisti e migranti che manifestano. È la scena girata al Pigneto, in via Macerata, da Nanni Moretti per il suo nuovo film “Tre piani”. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, e’ costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era Tel Aviv).Nel cast, fra gli altri Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Stefano Dionisi. La sceneggiatura viene da un romanzo qualcosa in più della trama di Tre Piani è nota: ognuna delle famiglie protagoniste riflette una delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalita’. Scamarcio interpreta “un uomo passionale, travolto dal sospetto che qualcosa di terribile sia accaduto alla sua bambina” . Alba Rohrwacher che Moretti su Elle ha definito “una fuoriclasse” e’ Monica, una donna con un marito assente (Adriano Giannini) e una bambina appena nata, che si convince di essere spiata da un corvo.

La parola: gentrificazione

25 giugno 201914:03

Italia il fenomeno della gentrificazione – si legge sul sito dell’Accademia della Crusca – ha avuto una fisionomia prevalentemente sociale (in America invece ha significato anche la sostituzione etnica degli abitanti, dagli afroamericani dei quartieri-ghetto si è passati agli americani benestanti), è stato molto più contenuto e ha interessato solo alcune grandi città: si è parlato di gentrificazione per i quartieri Testaccio, San Lorenzo o Pigneto a Roma, per San Salvario a Torino, per il quartiere Isola a Milano, per San Niccolò a Firenze. Nonostante le dimensioni modeste, ha comunque suscitato un acceso dibattito.L’originale inglese gentrification, letteralmente ‘borghesizzazione’, è stato coniato e utilizzato per la prima volta nel 1964 da Ruth Glass (Introduction: aspects of change. In London: Aspects of Change, ed. Centre for Urban Studies, London: MacKibbon and Kee, 1964, xiii–xlii), mentre il calco italiano è registrato per la prima volta dallo Zingarelli 2013, che data la prima attestazione al 1982

Matt Dillon diventa Premio Nobel CapecchiProvincia Bolzano sostiene anche film su Cagnotto e Dallapè

LZANO25 giugno 201913:58

Diventa un film l’incredibile storia del premio Nobel per la medicina Mario Capecchi, i cui panni vestirà l’attore Matt Dillon. Capecchi durante la Seconda Guerra finì sul Renon, in Alto Adige, e dopo l’arresto di sua madre che era di origine tedesca, morta poi in un campo di concentramento, fu portato in un orfanotrofio. Il film viene sostenuto dalla Provincia di Bolzano, assieme a sette altri progetti cinematografici, come uno sulle campionesse di tuffo Tania Cagnotto e Francesca Dallapè e un altro sull’alpinista e autore altoatesino Robert Peroni.

Si Muore solo da Vivi fine ripreseOpera prima Alberto Rizzi, nel cast Marcorè, Pannofino, Lear

25 giugno 201914:10

– Si sono concluse a Gualtieri (Reggio Emilia) le riprese di ‘Si muore solo da vivi’, il lungometraggio d’esordio di Alberto Rizzi, con Alessandro Roia e Alessandra Mastronardi, scritto con Marco Pettenello (Io sono Li, Zoran, il mio nipote scemo, Finché c’è Prosecco c’è Speranza). Nel cast, tra gli altri, anche Neri Marcorè, Francesco Pannofino, Ugo Pagliai e Amanda Lear.
Orlando ha tutta l’aria del perdente: a quarant’anni vive alla giornata sulle sponde del Po, pigro, solitario e sulla via della resa. Finché il terremoto del 2012 non lo costringerà a rimettersi in gioco, tra nipoti a cui badare, una band da rimettere in piedi e soprattutto un grande amore, Chiara, che si riaffaccia dal passato. “Partendo da un evento drammatico come il sisma che ha colpito l’Emilia – spiega il regista – ho voluto realizzare un omaggio alla forza di questa terra e della sua gente: una commedia sulle seconde occasioni, ambientata in un mondo di musicisti di provincia, pescatori e balere color zafferano”.

Ciak Calibro 9 con Marco Bocci e BoniIn Calabria regia Toni D’Angelo, con Placido, Ksenia Rappoport

25 giugno 201918:30

Sono iniziate in Calabria le riprese del film Calibro 9, la nuova pellicola di Toni D’Angelo, regista del film noir “Falchi”.
Il film si propone come ideale proseguimento del capolavoro di Fernando Di Leo, “Milano Calibro 9” ed è prodotto da Minerva Pictures con Rai Cinema in co-produzione con Gapbusters (Belgio) e con il contributo del Mibac e della Calabria Film Commission.
Le riprese dureranno nove settimane e si svolgeranno tra Calabria, Milano, Roma e Anversa in Belgio.
Marco Bocci, Ksenia Rappoport, Michele Placido, Alessio Boni e Barbara Bouchet sono i protagonisti di questa storia che si propone di tracciare un ponte ideale tra il celebre racconto di Fernando Di Leo sulla malavita organizzata di fine anni ’70 e il contesto criminale della ndrangheta di oggi.
Milano, oggi. Fernando – il figlio di Ugo Piazza – è un brillante penalista cresciuto da sua madre Nelly con l’intento di farne un uomo diverso da suo padre. Ma se in città scompaiono 100 milioni di euro con una truffa telematica.

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Renzo Piano alla ricerca di Atlantide
Scritto col figlio Carlo, riflessioni e curiosità su sue opere

GENOVA24 giugno 2019 06:48

RENZO E CARLO PIANO ‘ATLANTIDE’ (PP 295 FELTRINELLI EURO 19,00) “Nel libro emerge qualche rimorso sulle opere fatte, qualche leggero pentimento ma errori no, errori mai”. L’architetto Renzo Piano ha sorriso mentre raccontava che nelle pagine del libro scritto con il figlio Carlo, ‘Atlantide, viaggio alla ricerca della bellezza’, ci sono tante riflessioni, storie e curiosità sulle opere realizzate in giro per il mondo nella lunga carriera. Gli è venuto da sorridere all’archistar parlando di possibili errori e ha aggiunto: “Ho fatto tante cose ma quella giusta non l’ho fatta ancora”. Da qui la necessità di scrivere il libro a quattro mani con il figlio giornalista dopo un viaggio di due anni sui luoghi dei suo lavori.
“Questo libro è una vendetta, l’ho estorto a mio padre.
Perchè lui per anni quando ero bambino ci ha sempre ‘deportato’ in barca, tutte le estati, senza toccare terra – ha detto Carlo -. Per noi che volevamo giocare e guardare le serie in tv di Furia era bello ma anche difficile. Per cui questa volta l’ho tenuto io segregato per mesi. Il libro è nato in mezzo agli oceani dove lui non poteva scappare”.
Una scusa, le traversate insieme in nave di Atlantico e Pacifico, per riflettere, mettere a punto nuove idee.
L’architetto spiega: “E’ stata un modo per cercare di conoscermi più a fondo, riflettere sul lavoro fatto e, soprattutto guardarmi allo specchio, attraverso mio figlio”. “L’obiettivo era trovare quello che non è riuscito a fare – ha detto Carlo -.
Atlantide è la città perfetta che un architetto ha sempre cercato di fare. Lui ha cercato di farla anche in mezzo al Pacifico, in Giappone”.
“Atlantide, come Itaca, è una scusa per partire. Tutti abbiamo una Atlantide da scoprire”, dice il senatore. “Il mare è lentezza – spiega – invoglia alla riflessione. Siamo stati molto tempo insieme con Carlo. Lui è stato in grado di rovistare nei segreti più segreti ed è anche testimone oculare. Mi ha spinto alla confessione. A capire che la cosa giusta non l’ho ancora fatta, la cerco ancora”.
Nel cuore ha tutte le opere progettate e realizzate, ma il Beaubourg, fatto con Rogers, gli diede la notorietà: “Il Beaubourg non lo posso dimenticare – spiega con un altro sorriso – lo vedo tutti i giorni quando esco dall’ufficio. Ci vado a pranzo come fosse un’osteria. Ancora oggi mi stupisco che ce lo abbiano fatto fare. Eravamo dei ragazzacci. Credo sia l’unica traccia del maggio ’68 rimasta”. Nel libro scrive: “Mi sono sempre chiesto cosa pensasse mio padre del Beaubourg e di cosa combinavo. Quello con lui era un rapporto in cui non si faceva un gran parlare…Cercavo di sapere attraverso la mediazione di mia madre che idea ne avesse. Per lei il mio era stato un colpo di genio, ma lui non fu mai esplicito, in fondo credo che non gli dispiacesse…a me piace pensare che silenziosamente ne fosse fiero”.

Nureyev, nascita di una leggendaFiennes racconta la vita del grande ballerino prima del successo

24 giugno 201909:51

gli anni ’40 del secolo scorso, nella gelida città sovietica di Ufa, di certo in pochi avranno scommesso sul futuro di quel ragazzino solitario nato su un treno in corsa e cresciuto in povertà, non immaginando neppure lontanamente che un giorno sarebbe diventato uno dei più grandi ballerini della storia della danza: è un ritratto appassionato ma anche un interessante affresco storico il film “Nureyev – The white crow”, terza prova alla regia di Ralph Fiennes, nelle sale a partire dal 27 giugno con Eagle Pictures. Il film, tratto dal libro “Nureyev. La vita” di Julie Kavanagh (in libreria lo stesso giorno con La nave di Teseo), offre al pubblico la possibilità di conoscere da vicino la figura del danzatore, interpretato da Oleg Ivenko, nel periodo iniziale della carriera, prima cioè che il ballerino diventasse una leggenda, quando il suo talento si stava ancora affermando. Scontroso, passionale, incline agli eccessi, egoista e spietato prima nei confronti di se stesso e poi degli altri, ma anche perfezionista fino all’ossessione e incredibilmente tenace: è questo il carattere di Nureyev che il film racconta, accanto alle radici della sua storia familiare e ai primi anni difficili della formazione, proprio per svelare ciò che ha reso il ballerino un “white crow”, un outsider destinato a diventare un mito. Ambientato principalmente tra San Pietroburgo e Parigi (luoghi centrali nella vita di Nureyev), il film punta molto sull’autenticità, anche grazie all’utilizzo di ballerini e attori russi, con l’unica eccezione di Adèle Exarchopoulos, che interpreta Clara Saint, amica del ballerino che con lui ebbe un rapporto di grande complicità, e dello stesso regista, nei panni del maestro di danza Alexander Pushkin. La storia inizia a Ufa, nella Russia degli anni ’40, dove Nureyev è un bambino povero, con poche prospettive; poi il racconto arriva agli anni da studente di danza nell’allora Leningrado, fino alla decisione di emigrare in Occidente nel 1961 e di disertare la patria pur di essere libero: proprio quest’ultima parte è il nucleo essenziale del film, con il racconto di quando a 22 anni, a Parigi con la Kirov Ballet Company, era continuamente sorvegliato dagli ufficiali del KGB per le sue amicizie occidentali e il suo anticonformismo. La struttura narrativa in tre tempi scelta dal regista appare funzionale e armoniosa, in un film che, seppure con qualche lentezza, non solo celebra l’artista ma racconta l’uomo, tentando di fotografarne il carattere e la sua evoluzione, senza dimenticare di allargare lo sguardo alla società dell’epoca. Molti i temi che il film affronta, sia sul piano del contesto storico (con il divario ideologico e le tensioni tra Est e Ovest) sia su quello relativo alla figura di Nureyev, dalla decisione di abbandonare il proprio Paese ai chiaroscuri della sua anima, con il contrasto tra la parte maschile e quella femminile.

Incassi, Johnny Depp è sul podioArrivederci Professore in testa in weekend estivo

24 giugno 201910:08

Arrivederci Professore, il film che ha riportato in sala la star Johnny Depp è in testa al box office italiano. Secondo i dati Cinetel, in un weekend di bassa affluenza con 2 milioni 871 mila euro totali (-8% sul fine settimana precedente, ma un +3,13% sull’analogo periodo 2018) Arriverderci Professore, la commedia di Wayne Roberts, ha incassato 515.484 mila euro in 4 giorni e ha la media per copie più alta. Perde il primato e scivola al secondo posto il film d’animazione Pets 2 – Vita da animali con 478.576 mila euro.
Stabile al terzo posto Aladdin con 370.377 mila euro. New entry e subito al quarto posto l’horror La Bambola assassina che ha incassato 302.746 mila euro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Festival Cori ebraici europei a Ferrara
Dal 27 al 30 giugno al Museo dell’Ebraismo e al teatro Comunale

FERRARA24 giugno 201911:09

– Ferrara ospita dal 27 al 30 giugno la settima edizione del Festival dei Cori Ebraici Europei, organizzato dal Coro Ha-Kol di Roma e dalla European Association of Jewish Choirs, su invito del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) e del Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’. Il 27 e il 28 al Meis, il 30 al Comunale, 240 tra musicisti e coristi da cinque Paesi europei presentano musiche liturgiche e della vita quotidiana ebraica, canti delle tradizioni sefardita e askenazita, insieme ad arrangiamenti e a composizioni contemporanee. Oltre ai coristi di Ha-Kol, nel capoluogo estense si esibiranno il Wiener Judischer Chor, Les Polyphonies Hebraiques de Strasbourg, l’Ensemble Choral Copernic di Parigi, The Zemel Choir di Londra e la Shtrudl-Band di Leopoli, mentre l’Accademia Corale ‘Vittore Veneziani’ di Ferrara partecipa al concerto di gala del 30 giugno.

‘Purgatorio’ con 900 cittadini a RavennaLa sfida di trasformare in teatro la ‘Commedia’ di Dante

RAVENNA24 giugno 201911:11

– Debutta martedì ‘Purgatorio’, seconda parte del monumentale trittico con cui Ravenna Festival e Teatro delle Albe hanno accolto la sfida di trasformare in teatro la ‘Commedia’ di Dante. La Chiamata pubblica per la ‘Divina Commedia’, inaugurata nel 2017 con ‘Inferno’, ripensa l’opera tra sacra rappresentazione medievale e teatro di massa di Majakovskij, facendo della città un palcoscenico, dei cittadini la sostanza corale in cui l’opera rivive, dello spettatore Dante stesso in viaggio nei regni ultraterreni. Il progetto si concluderà con ‘Paradiso’ nel 2021, settimo centenario della morte di Dante.
‘Purgatorio’, ideazione e regia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ha coinvolto nella produzione oltre 900 cittadini – da Ravenna ma anche da altre città italiane e da Nairobi, Dakar, Timisoara – cui si uniscono attori, musicisti, studenti, cori. Ogni giorno fino al 14 luglio (lunedì esclusi) si parte dalla Tomba di Dante e si attraversa la zona dantesca per approdare nel giardino del Teatro Rasi.

Accademici Ue per Summer School PasoliniLezioni e incontri con autori a Casarsa della Delizia

CASARSA DELLA DELIZIA (PORDENONE 24 giugno 2019 11:32

– Una Summer School dedicata all’opera di Pier Paolo Pasolini è in programma a Casarsa della Delizia (Pordenone) dall’11 al 14 settembre: un’iniziativa che porterà nella terra del poeta accademici da tutta Europa e non solo, a testimonianza dell’immutato interesse che suscita la figura del poeta, regista e scrittore. L’iniziativa è promossa dal Centro Studi pasoliniani e curata dai docenti Lisa Gasparotto (Università di Milano-Bicocca) e Paolo Desogus (Sorbonne Université Parigi). Fino al 30 giugno sono aperte le candidature per i 25 posti disponibili, destinati a studenti universitari, laureandi o ricercatori italiani e stranieri interessati ad approfondire il tema legato all’opera pasoliniana: “la poesia: temi, forme e lingua”. I docenti arriveranno da vari atenei italiani, oltre che dalle Università di Parigi-Sorbonne e di Ginevra. Previste lezioni frontali e alcuni incontri con autori e critici e studiosi della materia affermati.

Collaborazione Gff-Experience IsIniziativa parla ai Millenials ed alla Generazione Z

SALERNO24 giugno 201912:33

– Prende il via una nuova collaborazione tra Giffoni Experience ed Experience Is, realtà social di Condé Nast Italia. Molto più di un magazine digitale, Experience IS parla ai Millennials e alla Generazione Z delle loro passioni, esperienze e sentimenti, con focus specifici su cinema, serie TV e musica, attraverso il racconto dei talenti più brillanti del momento. Un rapporto che si concretizza con la presenza della giovanissima influencer Maddalena Sarti, da tempo ambassador di Experience IS che racconterà la sua avventura al Festival giunto ormai alla 49esima edizione. Conosciuta dal grande pubblico per aver partecipato al reality Il Collegio, Maddalena Sarti è seguitissima su Instagram con ben 509mila followers e è stata recentemente la protagonista del videoclip di Alfa “Testa tra le nuvole Parte 1”. Experience IS conta 331mila follower su Facebook e 247mila su Instagram. A rappresentare il brand a Giffoni sarà il direttore, Francesca Zaccagnini.

Morgan sfrattato di casa: “Un lutto”L’abitazione di Monza pignorata. La mamma: “Sorridi, la gente ti ama”

25 giugno 201908:46

Dopo il rinvio per motivi di salute del 14 giugno scorso, è previsto lo sfratto di Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, dalla sua casa di Monza, in esecuzione del pignoramento deciso dal Tribunale di Monza a fine 2017. “Per me rappresenta un grande dolore che si aggiunge ad una vita complessa e tragica che trova un senso nella creatività ma è innegabilmente piena di ferite” ha scritto Morgan alla persona che dovrà entrare nella sua casa in una conversazione whatsapp che è stata resa nota dal suo ufficio stampa. “Io devo elaborare questa nuova sofferenza come si elabora un lutto, con forza e statura morale”, dice Morgan. La mamma di Morgan, sempre in una conversazione whatsapp resa pubblica, lo consola “so che la cosa per te ha tanti ricordi ma uno giovane come te ha anche bisogno di cose nuove. Confido in una tua maturità. Sorridi il lavoro ti va bene, hai tanta gente che ti vuole bene, sei un musicista”.

Prada lancia nylon rigeneratoOra capsule, entro fine 2021 tutti capi e accessori in Econyl

24 giugno 201912:55

– Dopo l’addio alle pellicce, annunciato il mese scorso, ora Prada lancia Re-Nylon, un progetto che interpreta le borse del marchio all’insegna della sostenibilità usando Econyl, un filato in nylon rigenerato.
Il prodotto nasce dall’incontro con l’azienda Aquafil, che produce questo filo di nylon realizzato con rifiuti di plastica recuperati negli oceani, come reti da pesca, o destinati alle discariche come scarti di fibre tessili e vecchi tappeti, che vengono rigenerati.
Attraverso un processo di depolimerizzazione e ripolimerizzazione, il filato Econyl può essere riciclato all’infinito senza mai perdere qualità. Re-Nylon – si legge nella nota del brand – rappresenta per Prada un ulteriore passo verso la sostenibilità: l’obiettivo è trasformare in nylon Econyl tutti i capi e gli accessori Prada entro la fine del 2021.

Francesco Lettieri vince MusiculturaSferisterio in tripudio per Ruggeri, finalisti e Angelique Kidjo

MACERATA25 giugno 201909:46

– Francesco Lettieri, 27 anni, napoletano, vince il 30/o Musicultura Festival con la canzone “La mia nuova età”. “Sono contento per me e per la mia squadra – ha detto emozionatissimo, ricevendo la notte scorsa sul palco l’assegno di 20mila euro messo in palio da Ubi Banca – ho provato a immaginare qualcosa da dire ma in questo momento il mio eloquio è scarso. Grazie!”. Il suo brano è stato il più votato tra i quattro finalisti, dai 2.500 spettatori che hanno esaurito l’Arena Sferisterio di Macerata. In una serata magica, condotta da Enrico Ruggeri e Natasha Stefanenko, il pubblico maceratese, per tradizione e cultura, sempre piuttosto controllato, non ha mai smesso di applaudire i protagonisti sul palco, scandendo le loro canzoni e salutando con una standing ovation la formidabile performance della regina della world music Angelique Kidjo in “Pata pata”.

Venezia, l’argentina Lucrecia Martel presiederà la giuriaMostra del cinema dal 28 agosto al 7 settembre

24 giugno 201916:57

Sarà la regista argentina Lucrecia Martel (Zama, La mujer sin cabeza) a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019), che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.

Grandi Navi: Italia Nostra ‘sos Unesco’Associazione chiede iscrizione Venezia e laguna in danger list

24 giugno 201915:07

– Venezia sta morendo, nella miope incuranza delle istituzioni locali e nazionali. È questo l’allarme lanciato dall’Associazione Italia Nostra che oggi a Roma ha annunciato di aver chiesto all’Unesco di inserire la città veneta e la sua laguna nella ‘danger list’, la lista dei siti a rischio. Dopo l’incidente del 2 giugno scorso, arriva la richiesta di un gesto simbolico non più rimandabile: a fine giugno infatti a Baku si svolgerà la riunione annuale del World Heritage Committee, in cui delibererà anche su Venezia. Senza tutela dallo Stato, secondo l’Associazione, che già nel 2011 e nel 2012 aveva inviato 3 lettere all’Unesco ottenendo l’invio nel 2015 dall’organizzazione di una commissione cui sono seguite alcune raccomandazioni rispettate solo in parte dall’Italia, non ha molto senso mantenere Venezia nella World Heritage List. Ecco perché è stato presentato un contro dossier in cui si spiega la reale condizione di Venezia, e che sottolinea le omissioni del report presentato all’Unesco dal Comune.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maggio, Gatti chiude 82/o Festival
Concerto in programma il 26 giugno

FIRENZE24 giugno 201916:18

– Il concerto del maestro Daniele Gatti, in programma il 26 giugno, chiude l’82mo Festival del Maggio musicale fiorentino che ha registrato oltre 120 eventi.
Gatti dirigerà l’orchestra del Maggio nella Sinfonia n. 3 H. 186 Liturgique di Arthur Honegger e Aleksandr Nevskij op. 78, cantata per mezzosoprano, coro e orchestra dalla musica per il film di Sergej Ejzenstejn di Sergej Prokof’ev. Il cartellone estivo del Maggio riprende dal 5 luglio con tre titoli lirici in programma per tutto il mese.

Alla Festa di Roma Murray, Anderson e HowardAnnunciate le prime novità della 14/ma edizione

25 giugno 201910:43

A Bill Murray il premio alla carriera, consegnato da Wes Anderson e, nella selezione ufficiale, il film Pavarotti di Ron Howard presentato dallo stesso regista che sarà al centro di un incontro ravvicinato. Queste solo alcune delle novità della quattordicesima edizione de la Festa del cinema di Roma (17- 27 ottobre) annunciate dal direttore artistico Antonio Monda insieme a Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma e Francesca Via, direttore generale della Festa di Roma. Solo alcune anticipazioni della manifestazione che verrà poi presentata con una conferenza stampa il 4 ottobre. Fra gli Incontri Ravvicinati, annunciate conversazioni con i registi francesi Olivier Assayas e Bertrand Tavernier, con Kore-eda Hirokazu e, infine, con lo scrittore statunitense Bret Easton Ellis. La Festa del Cinema renderà poi omaggio a Gillo Pontecorvo, a cent’anni dalla nascita, con il restauro di uno dei capolavori del regista toscano, Kapò, uscito nelle sale sessant’anni fa (1959) e candidato all’Oscar come Miglior film straniero nel 1961.Il restauro è realizzato da Cineteca di Bologna. Nel programma della quattordicesima edizione anche la versione restaurata di Fellini Satyricon, visionaria reinvenzione del classico di Petronio ad opera di Federico Fellini, arrivato sul grande schermo cinquant’anni fa (1969). Le retrospettive, a cura di Mario Sesti, saranno dedicate al tedesco Max Ophüls e al giapponese Kore-eda Hirokazu. Bene sul fronte dei numeri, nei quattro anni della gestione Monda, il pubblico è aumentato di oltre il 21% passando da 40.000 unità a 60.000. Budget invariato, conferma Monda: 3.419 mln di cui 2mln provenienti da fondi pubblici e 1.4 da privati. Anche sul confronto con il Festival di Venezia il direttore artistico ribadisce la sua filosofia editoriale: “Meglio fare una Roma di serie A che una Venezia di serie B”.La Selezione Ufficiale ospiterà circa quaranta film provenienti da tutto il mondo che concorreranno all’assegnazione del Premio del Pubblico BNL. Fra le opere in programma alla prossima edizione per ora non è stato selezionato nessun film italiano. Precisa però Monda:”E’ anche vero che per ora ne abbiamo visti solo tre”. All’Auditorium Parco della Musica, centro storico della Festa del Cinema, e ad altre location come il MAXXI, si aggiunge da quest’anno anche il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma che ospiterà due nuovi format: “Duel” e “Parola/Immagine”. Nel primo, due note personalità del mondo artistico si sfideranno davanti al pubblico, confrontando opinioni divergenti su temi legati al cinema, ai suoi protagonisti, alle sue storie. Mentre per “Parola/Immagine” alcuni amati scrittori italiani e internazionali commenteranno la trasposizione cinematografica di celebri opere letterarie.

Jova Beach Party sold out 10/7 a RiminiSvelata la line up di ospiti della tappa romagnola

RIMINI24 giugno 201918:04

– E’ già completamente ‘sold out’ la data del ‘Jova Beach Party’ di Jovanotti sulla spiaggia di Rimini Terme, mercoledì 10 luglio. Nessuna disponibilità di biglietti neanche al botteghino il giorno dello show: Trident Music, la società che organizza tutta l’attività live di Jovanotti, sconsiglia perciò di provare a recarsi sul luogo dell’evento. Sono ancora disponibili biglietti per le tappe successive: tra le prime, per il terzo appuntamento a Castel Volturno (sabato 13 luglio) e per il quarto a Marina di Cerveteri (martedì 16 luglio).
E’ stata anche resa nota la line up di ospiti del ‘Jova Beach Party’ che saranno con Lorenzo Cherubini il 10 luglio. Tra i 63 ospiti provenienti da 23 paesi, annunciati ad oggi, sono otto gli artisti che si alterneranno sul palco di Rimini Terme: Ackeejuice Rockers, Dj Ralf, Duo Bucolico, Jupiter e Okwess, Magicaboola brass band, Orchestra Grande Evento, Orkesta Mendoza, The Liberation Project.

Aufreiter lascia Urbino, “Troppe incertezze”

Dal 1/1 dirigerà i Technischen Museum di Vienna

24 giugno 201920:09

– “Che vuole, su questa riforma non si sa nulla di sicuro, ma io ho l’impressione di non essere più molto utile qui”. Classe 1974, una laurea in storia dell’arte e filologia germanica a Vienna, un grande amore per la città di Urbino, che ha conosciuto da studente e dove ha persino trovato moglie, il direttore del Museo nazionale delle Marche Peter Aufreiter, tra i vincitori stranieri del concorso per direttori manager dei musei, non nasconde il dispiacere “Vado via con il cuore che piange”, spiega

scandendo le parole nel suo italiano quasi perfetto. A novembre, quando finiranno i primi tre anni di mandato lascerà il museo di Palazzo Ducale e farà le valige per tornare a Vienna dove il primo gennaio 2020 prenderà servizio come direttore dei Technischen Museums. La decisione definitiva, spiega, è di pochi giorni fa, anche se già da sei mesi si era mosso per cercare un’alternativa alla direzione del prestigioso museo italiano. “Trovare un posto da direttore non è facile ed ero preoccupato- dice – perché anche leggendo i giornali ho capito che qui in Italia in tanti sono convinti che è meglio se i musei sono gestiti da direttori italiani”. A convincerlo a partire però, è stata per assurdo la lettera con la quale il ministero dei beni culturali, dieci giorni fa gli proponeva di rinnovare il suo incarico: “Nella lettera – spiega- c’è scritto che la riforma può prevedere cambiamenti.. ho pensato che c’era troppa incertezza”. Non solo. Già il progetto di Franceschini che lanciava i musei autonomi secondo Aufreiter era da migliorare “Io speravo che nel tempo la nostra autonomia sarebbe aumentata, che avremmo potuto gestire noi il personale, ad esempio. Invece, anche se il testo della riforma ancora non si conosce, mi pare che l’autonomia per i musei diminuirà ancora. Il ministro è giusto che scelga la sua strategia, ma forse io in questa strategia non mi trovo, non mi sento utile al cento per cento e valorizzato. Io sono bravo nella valorizzazione, ma con i bandi e l’amministrazione italiana dopo quattro anni ho ancora qualche difficoltà. Quindi dico che forse è meglio che sia un italiano esperto della pubblica amministrazione a portare avanti questa riforma. Io quello che so fare l’ho fatto”. La coscienza, sottolinea, è a posto: “In questi anni abbiamo organizzato 20 mostre e preparato completamente le iniziative per l’anno di Raffaello che si articolerà in tre importanti esposizioni, vado via senza sensi di colpa”. Anche per i risultati ottenuti curando la valorizzazione, aprendo il museo ai concerti, alle mostre, persino ai matrimoni, lanciando tante iniziative e coinvolgendo tante realtà tanto che in città, raccontano, è molto benvoluto: “I visitatori sono aumentati del 30 per cento, nonostante il terremoto, gli introiti raddoppiati”. Il suo cuore comunque piange: “di Urbino, di questo museo, dello staff, mi sono innamorato”.

Antiche anfore nel mare di BrindisiDatati a partire dal II secolo aC. Anche pezzi nave del Seicento
BRINDISI24 giugno 201920:10

– La Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Brindisi ha trovato, con l’ausilio di propri mezzi subacquei e di sommozzatori del Nucleo di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), diversi frammenti di antiche anfore, oltre a una bigotta con landa (componenti di navi a vela), sul litorale tra Punta del Serrone e l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto. Sono diverse decine i pezzi di anfore ritrovate, con varie forme (anse, colli, pancia, piede) e risalgono ad epoche differenti: i più antichi sono stati datati a partire dal II secolo aC, fino all’epoca tardo imperiale, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia e Belle arti di Brindisi, Lecce e Taranto, che ha varie ipotesi storiche allo studio. La bigotta con landa è invece molto probabilmente riconducibile a un relitto del Seicento. Di particolare importanza è stato giudicato il ritrovamento di pezzi di un’anfora di Forlimpopoli, come testimonianza degli scambi commerciali di quell’antica cittadina con il Salento.

Carmen y Lola, coppia gitana da premioEsce giovedì film debutto regista spagnola Eschevarria

24 giugno 201914:13

– Dopo un passaggio al festival MIX di Milano, dedicato alle storie Lgbt, il primo film della spagnola Arantxa Echevarria Carmen y Lola esce giovedì 27 giugno con Exit Media. Le credenziali che dovrebbero portare al cinema il pubblico sono di primo livello: nonostante si tratti di un’opera prima, il film risultava tra le migliori scoperte della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes un anno fa. Dopo sono venuti due prestigiosi Premi Goya (i David spagnoli) assegnati alla regista e all’attrice Carolina Yusta, un’uscita in moltissimi mercati mondiali, un franco successo di pubblico sia in patria che in Francia. Basterà per convincere i cinefili italiani? C’è da sperarlo per almeno due buone ragioni. La prima sta nella straordinaria verità del racconto che conserva un tocco lieve e fresco pur affrontando un tema delicato (anche in Spagna) come l’amore tra donne in un contesto chiuso e conservatore come la comunità gitana. La seconda è perché Arantxa Echevarria dimostra un’inattesa maturità di scelte registiche

Borghi premio all’Ischia Film FestivalL’attore di ‘Sulla mia pelle’ lo riceverà il 5 luglio

NAPOLI24 giugno 201916:47

– L’Ischia Film Festival premia Alessandro Borghi, già David di Donatello quest’anno per la sua interpretazione di Stefano Cucchi nel film di Alessio Cremonini ‘Sulla mia pelle’, che il festival proietterà come omaggio al suo protagonista. Borghi in questa stagione cinematografica è stato anche Remo ne ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, recitando in latino arcaico. Il premio Alessandro Borghi, 2019 è stato assegnato dai direttori artistici del festival Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, l’attore lo riceverà dalle loro mani il 5 luglio, sui bastioni del Castello Aragonese.
La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019, la manifestazione è realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER Banca, Artisti 7607 e Mini.

Al Pigneto, nelle vie del cinemaDa Roma Città Aperta con Anna Magnani al bar di Accattone di Pasolini

24 giugno 201916:43

Da Roma Citta’ Aperta con Anna Magnani al bar di Accattone di Pasolini

Al Pigneto, parlando d’arteIl regista Jo Amodio racconta gli artisti che qui vivono e lavorano

24 giugno 201916:44

Il regista Jo Amodio racconta gli artisti che qui vivono e lavorano

L’arte al Pigneto? Così non vaParla il jazzista Andrea Alberti, fondatore dell’Orchestra mediterranea

24 giugno 201916:44

Parla il jazzista Andrea Alberti, fondatore dell’Orchestra mediterranea

Al bar Necci nella leggenda urbana di PasoliniParla il titolare del locale noto per Accattone: “Qui il poeta non ha girato alcun fotogramma”

24 giugno 201916:46

Parla il titolare del locale noto per Accattone: “Qui il poeta non ha girato alcun fotogramma”

Un documentario testimonianza dell’arte laboratorio

24 giugno 201917:18

Molti degli artisti che vivono e lavorano al Pigneto  sono i protagonisti di “Parlare d’arte. Al Pigneto” del regista Jo Amodio, per un progetto “nato  dalla volontà di evidenziare l’attuale stato della produzione d’arte e di creare una testimonianza storica dell’importante lavoro svolto dagli artisti che vivono o lavorano al Pigneto. Altro aspetto del documentario è quello di raccontare di artisti che lottano in modo pacifico aspirando a un mondo migliore”. “Parlare d’arte. Al Pigneto” – spiega Amodio – vuol essere un viaggio attraverso le opere e i racconti di alcuni artisti del quartiere romano di cui si presenta il vero volto, fatto di arte, cultura e senso civico. Credo che l’arte sappia intercettare il bisogno di dialogo e integrazione in ogni latitudine del mondo, poiché si esprime con un linguaggio universale” – continua Amodio. “Tanto che il progetto proseguirà in futuro per raccontare le periferie degradate del mondo che, attraverso l’arte, possono sperare in una rinascita e riqualificazione dei tessuti sociali. Allo stesso tempo ritengo che nel nostro Paese e nella nostra epoca sia sempre più difficile produrre arte”, precisa il regista. Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà.

Gli altri artisti protagonisti del documentario sono: Andrea Alberti, pianista e compositore, direttore dell’Orchestra Mediterranea; Carola Susani, scrittrice; Pino Borselli, regista di cinema e di teatro; Laura Scarpa, fumettista e illustratrice; Enrico Astolfi, scrittore e autore di “Casilina. Ultima fermata”; Gina Merulla, regista, attrice e direttrice artistica del “Teatro Hamlet” di Roma; Gerardo Casiello, compositore e cantante; Igiaba Scego, scrittrice; Sukran Moral, artista performer; Mokodu Fall, pittore senegalese; Rino Bianchi, fotografo photonovelist; Michela Lambriola, pittrice; Francesco Impellizzeri, artista performer; Pasquale Restuccia, pittore; Riccardo Mannelli, artista (pittore e vignettista); Antonella Aversa, pittrice e scultrice; Marco G. Ferrari, videoartista.

Toy Story 4, Woody fra crescita e nuovi iniziIn sala il sequel della saga cult Pixar-Disney

25 giugno 201909:53

– Sembrava che la storia del cowboy Woody, l’astronauta Buzz Lightyear e tutti gli altri scatenati giocattoli della saga simbolo della Pixar/Disney dovesse concludersi con Toy Story 3. Invece a 24 anni dal primo film, il racconto continua con la piccola Bonnie, che ha avuto in dono i giochi dall’ormai 17enne Andy, alla fine del precedente capitolo. In Toy story 4 di Josh Cooley, in sala dal 26 giugno con Disney, si fondono comicita’, ritmo da slapstick, a un percorso di crescita sia per la bimba che per i suoi giocattoli, a cominciare da Woody.
Tra le new entry e’ centrale quella del nuovo preferito, Forky (ha la voce di Luca Laurenti), forchetta di plastica in crisi d’identita’, perche’ trasformata in giocattolo da Bonnie all’asilo. E ci sono ritorni potenti nel segno del pink power come quello dell’ex contadinella di porcellana Bo Peep, diventata una guerriera alla Wonder Woman. Il film, riscritto in buona parte dopo l’addio alla Pixar, sull’onda del #metoo, di John Lasseter, prende la forma di un’action comedy on the road ricca di momenti emotivi intensi. Cio’ grazie anche a nuovi incontri, come quelli con la bambola anni ’50, Gabby Gabby, che non ha mai avuto una bambina da fare felice, e lo spericolato ma traumatizzato motociclista anni ’70 Duke Caboom (in inglese lo doppia Keanu Reeves, in italiano Corrado Guzzanti).
Per il pubblico italiano questo e’ il primo film della serie senza Fabrizio Frizzi come voce di Woody (ora c’e’ Angelo Maggi, doppiatore italiano di Tom Hanks, voce originale del personaggio). E al conduttore hanno reso omaggio due compagni d’avventura del primo film, Massimo Dapporto (voce di Buzz Lightyear) e Riccardo Cocciante, gia’ autore e interprete italiano di ‘Hai un amico in me’, dal brano di Randy Newman, “You’ve Got a Friend in Me” (presente anche in una nuova versione di Benji & Fede) e ora anche di una delle due nuove canzoni di Newman per il film, “I Can’t Let You Throw Yourself Away”, diventata ‘Non permetto’. “Fabrizio era una persona incredibile, molto semplice e alla mano – sottolinea il cantautore -. Gli dico grazie per essere stato l’amico di tutti”. Era una persona “cosi’ pulita, e quindi ‘irregolare’ in questo nel nostro ambiente – aggiunge Dapporto -. E’ una perdita che ci ha toccato tutti, ma ci ha lasciato un esempio prezioso e un ricordo rimarra’ con noi e con tutta la generazione che l’ha conosciuto”.
Fra i temi del nuovo film, quello che piu’ ha colpito Dapporto e’ “la ricerca della felicita’, legata anche alla propria liberta’ di scelta”. Laurenti invece ama del suo strampalato Forky “l’essere il frutto di un sogno di una bambina, della sua capacita’ di creare”. Un messaggio importante, commenta Cocciante, “perche’ l’affetto che si puo’ dare alle cose non dipende dal loro prezzo ma dall’emanazione di un certo sentimento”. Il cantautore mette in luce anche l’evoluzione dei personaggi femminili “che riflette la societa’ di oggi, dove le donne stanno prendendo posti sempre piu’ di rilievo”. E’ una delle cose “che piu’ ha colpito anche me – dice Rossella Brescia, che torna come voce della ballerina volante -. Bo Peep qui sembra Rambo, e’ una guerriera. Finalmente, perche’ noi donne alla fine risolviamo sempre tutto, siamo pratiche e concrete ed e’ giusto che si dia anche conto di questo nostro aspetto”.
Guzzanti, che definisce il suo Duke Caboom come “un esibizionista un po’ sbruffone, ma molto sensibile” trova che Toy Story 4 unisca al divertimento “un’anima filosofica piu’ profonda. C’e’ una narrazione molto raffinata”. Tra gli esordienti, sono particolarmente emozionati Benji e Fede, che hanno gia’ incassato i complimenti di Cocciante per la loro versione di Hai un amico in me, rifatta chitarra e voce: “Ci siamo accostati al brano con molto rispetto, cercando di farla nostra”. Hanno anche doppiato due ranocchie giocattolo: “Per noi e’ straordinario partecipare a questo film, quando e’ iniziata la saga avevamo uno e due anni – dicono -. Toy Story e’ un film pieno di messaggi positivi”, e, aggiunge Benji, “Woody qui mi ricorda mia madre. Cerca di non farsi vedere, ma non fa mai mancare il suo apporto”.

Rachel Kushner, le mie vittime-carneficiAutrice americana in Italia con ‘Mars Room’

25 giugno 201909:56

– RACHEL KUSHNER, MARS ROOM (EINAUDI, PP 332, EURO 20,00). Se entri negli ingranaggi crudeli della giustizia non hai più scampo. ‘Mars Room’, il nuovo romanzo della scrittrice americana Rachel Kushner, ci fa entrare in un mondo spietato, ci spinge a chiederci quale sia il confine tra bene e male, tra colpevolezza e innocenza attraverso la storia della spogliarellista Romy Hall che deve scontare due ergastoli.
La conosciamo nelle strade deserte della notte californiana su un cellulare della polizia che sta trasferendo le detenute. Di lei sappiamo che ha ucciso un uomo che la perseguitava.
“Sono sempre stata affascinata da figure come Romy che per me esprimono il massimo del coraggio e della libertà. Persone che si sono distrutte, che hanno vissuto solamente nel presente, mai nel futuro perchè sapevano che non lo avrebbero avuto. E per me in questo tipo di atteggiamento nei confronti della vita ci sono una grande dignità e coraggio. Scrivere questo romanzo è stato un omaggio nei confronti di queste persone che erano quelle che ammiravo di più quando ero ragazza” racconta la Kushner, 51 anni, che è nata in Oregon, è cresciuta a San Francisco dove si è trasferita a 11 anni e vive a Los Angeles.
L’autrice di ‘Braci nella notte’ e ‘I lanciafiamme’, indicata da molti come l’erede di Don DeLillo, è in Italia per il festival internazionale Letterature e il 25 giugno salirà sul palco della Basilica di Massenzio con Tayari Jones, Ayesha Harruna Attah e Michela Marzano in una serata dedicata all’Etica dei sentimenti.
“E’ stato DeLillo a scegliere il titolo di questo romanzo. Io ne avevo in mente uno provvisorio molto diverso e all’inizio non ero sicura che Mars Room andasse bene, poi ho capito che DeLillo aveva ragione: in Mars c’è la componente aliena, sconosciuta, lontana del pianeta Marte e room rimanda a qualcosa di solitario, la stanza in cui uno sta chiuso, è più intimo come concetto” spiega la scrittrice. E aggiunge: “DeLillo è uno dei più importanti scrittori viventi e le sue opere hanno significato molto per me. Gli mandai il mio primo libro e lui mi rispose che apprezzava molto il mio lavoro. E’ stato generoso.
Il suo supporto mi ha incoraggiata, mi ha dato grande forza. Lo considero il mio consigliere. Ora abbiamo la stessa editor e siamo amici. E’ chiaro che non siamo allo stesso livello, lui è molto più avanti di me dal punto di vista artistico, ma ci sono delle cose che ci uniscono come scrittori: siamo curiosi delle dinamiche del mondo e coltiviamo l’humor e l’ironia”, sottolinea la Kushner che conosce bene il panorama che racconta in ‘Mars Room’ dove ha attinto ai suoi ricordi d’infanzia e al suo impegno con i detenuti.
“Romy viene dal mio quartiere, i suoi amici sono i miei amici, non si tratta di un romanzo autobiografico però mi ha dato l’opportunità di capire che cosa è successo a queste persone con cui sono cresciuta e che hanno avuto un percorso di vita tanto diverso dal mio. Anche se non sono mai stata in prigione e sapevo che non ci sarei mai finita perché ho avuto dei genitori che mi volevano bene, mi seguivano ed erano istruiti, sono cresciuta in un contesto in cui tanti dei ragazzi che frequentavo sono finiti in prigione. Scrivere questo libro è stato un po’ come esorcizzare i fattori negativi che hanno fatto parte della mia infanzia a San Francisco che all’epoca era un luogo abbastanza oscuro, provinciale e anche con delle profonde spaccature sociali”. In realtà questo libro non parla solo del carcere: “per capire la realtà della California di oggi bisogna comprendere gli strati più bassi della società. Ci sono tantissime persone che se diventano visibili agli occhi della macchina della giustizia poi non sfuggono più. Conosco bene la situazione perché molto spesso lavoro con degli ergastolani, sono una specie di mentore che li aiuta a iniziare a scrivere”, sottolinea. E annuncia: “un produttore molto noto mi ha fatto un’offerta per realizzare un film da Mars Room e una scrittrice che a me piace molto, Ottessa Moshfegh, ha scritto la sceneggiatura, ma Hollywood è un mondo molto irreale”.
A Letterature leggerà un “breve brano, ‘La grande eccezione’, che riguarda l’epistemologia e la violenza nel nuovo mondo” e poi la Kushner che ha studiato e parla italiano, andrà in Umbria, a Civitella Ranieri, dove lavorerà alla stesura del nuovo romanzo. “Sarà completamente diverso da Mars Room. Ho deciso di andare alla radice dell’uomo, dell’umanità, sarà un romanzo dedicato agli esseri primitivi. Ci vorranno 5 anni per scriverlo”.

Danza, gruppo Nanou applica metodo Miles’Prima’ italiana dopo l’anticipazione in aprile a New York

RAVENNA25 giugno 201910:22

– Dopo l’anteprima a New York in aprile – a La Mama Theatre, una delle scene più importanti per la sperimentazione nel teatro contemporaneo internazionale – ‘we want miles, in a silent way’ del Gruppo Nanou è a Ravenna Festival in prima italiana, mercoledì 26 giugno (ore 21) al Teatro Alighieri.
L’avvicinamento per gradi che il gruppo Nanou fa a Miles Davis è una ricerca di assonanze nel metodo. Dai suoni ai corpi, dal jazz alla coreografia, Nanou affronta Davis per sottrazione, togliendo il suono della tromba. Il confronto si concentra sull’esplorazione condotta da Davis sul tempo, sul ritmo e alla scoperta di nuove sonorità, trasferita dal progetto di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Marco Maretti sui corpi, per indagare nuovi mondi di danza. In scena, oltre a Bracci e Maretti, anche Carolina Amoretti e Chiara Montalbani. Cruciale anche la collaborazione di Daniele Torcellini, docente ed esperto di cromatologia, per la creazione di uno spazio tridimensionale attraverso luce e colori.

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Dieci anni senza Michael Jackson, genio caduto
Nell’epoca del #metoo il privato scandaloso batte il re del pop

23 giugno 2019 11:13

Il decennale della morte di Michael Jackson (martedì 25 giugno) è l’occasione per tornare su una delle più clamorose vicende di ascesa e caduta della storia dello spettacolo. Uno dei geni assoluti del pop, l’incredibile ballerino che ha cambiato il corso della danza, il Peter Pan che non voleva essere nero, è affondato in un gorgo melmoso di incubi da predatore sessuale di ragazzini.
Nell’epoca del Metoo nessuno si azzarda a celebrare le sue gesta nel decennale della morte: neanche il suo amico, mentore, produttore Quincy Jones ha trasformato un concerto in programma a Londra per celebrare Jackson in un generico omaggio alle musiche da film. I grandi Network americani non hanno nulla in programma, si parla di un musical a Broadway per l’anno prossimo ma si dice che la produzione sia in difficoltà.
Dal punto di vista legale, Michael Jackson era stato assolto dalle accuse di pedofilia: i processi erano iniziati nel 1993, l’assoluzione è del 2003, in mezzo ci sono molti accordi extra giudiziali. Ma il documentario “Leaving Neverland”, (Neverland era il nome del suo famigerato Ranch-parco giochi) con le testimonianze di chi ha fatto parte del giro dei “giovani amici” di Michael, ha seppellito sotto un mare di fango qualsiasi accenno alla nostalgia. Anche i particolari della sua morte danno il segno di un disastro esistenziale: Jackson è morto perché il suo medico personale gli ha somministrato l’ anestetico chirurgico cui era assuefatto nonostante avesse già assunto una notevole quantità di farmaci potenti. Era in queste condizioni che cercava di affrontare il suo ritorno sulle scene: basta guardare “This Is It”, il documentario sul dietro le quinte di quel ritorno che non c’è mai stato, per capire del Michael Jackson degli anni di “Thriller” e “Bad” era rimasta l’ombra. E sullo sfondo si intravede pure la storia di Michael bambino abusato da un padre violento e dispotico che gli insegnava le coreografie dei Jackson 5 a suon di botte.
In questo quadro c’è spazio per ricordare la musica? Michael Jackson è stato il re del pop, ha lasciato tre album immortali come “Off The Wall”, “Thriller” e “Bad”, fenomeni commerciali da storia della musica registrata, un’icona che ha travalicato i confini musicali. I suoi funerali sono stati seguiti in tv da una platea smisurata ai quattro angoli del mondo. E in questo momento in cui al cinema fa tendenza il biopic nostalgico – il miliardo di dollari incassato da “Bohemian Rapsody” ha dimostrato che il filone può essere ricchissimo – gli anni ’80 sono pronti a essere sfruttati. E per certi aspetti, gli anni ’80 sono stati Michael Jackson e non solo per quella formidabile trilogia black e pop: basta pensare ai video clip kolossal di “Thriller” e “Bad”, al look e al Moonwalkin’ di “Billie Jean” e all’influenza che ancora hanno sull’immaginario popolare.
E qui sta il punto: ci sono due generazioni cresciute con quella musica, milioni di ballerini, professionisti e non, che danzano imitando Michael Jackson. E poi ci sono quelli che da bambini sono stati nel lettone o in bagno con Michael e i bambini di oggi a cui andrà pure spiegato che tipo fosse il genio di “Thriller”.

Tormentone estivo, la sfida è italianaIn cerca di hit da Ferreri a J Ax, da Thegiornalisti a Mahmood

23 giugno 201915:40

– Le playlist sulle piattaforme sono pronte, le radio stanno mutando programmazione: con il solstizio d’estate arriva puntuale il momento dei tormentoni. Da qualche anno le hit estive, per quanto di ispirazione latina, sono sempre più una questione nazionale. Chi vincerà per l’estate 2019? Principali canzoni sfidanti: Jambo di Giusy Ferreri, Ostia Lido di J-Ax, Calipso con Dardust, Sfera Ebbasta, Fabri Fibra e Mahmood, Mambo Salentino con BoomDaBash e Alessandra Amoroso, Dove e Quando di Benji & Fede, Corazon Morado di Elettra Lamborghini e Sfera Ebbasta, Playa, nuovo singolo di Baby K, Margarita Elodie con Marracash e Maradona Y Pele’ di Thegiornalisti, Arisa “Bum-bum”.

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Corrado Guzzanti, amo le sfide come Toy Story 4 e BarLume
Attore, ho progetti per Sky e Netflix

23 giugno 201919:42

“E’ ancor presto per parlarne, ma sto scrivendo per Sky, ho dei progetti abbastanza comici per Sky e Netflix”. Lo anticipa

Corrado Guzzanti, che sta anche per tornare in sala come voce di una delle new entry di Toy Story 4 di Josh Cooley, in uscita dal 26 giugno con Disney. L’attore, che è anche impegnato nelle riprese della settima stagione (la terza per Guzzanti) de I delitti del BarLume per Sky, nel film doppia Duke Caboom (in originale la voce è di Keanu Reeves), uno spericolato pilota acrobatico canadese. “In questo momento della mia carriera amo divertirmi con cose che non ho mai fatto” spiega.
“Il mio personaggio è molto carino, un motociclista vintage a molla, molto anni ’70, con i baffoni alla Village people, mi ricorda i giocattoli di quando ero bambino. E’ esibizionista e un po’ sbruffone, ma molto sensibile, ha dovuto superare il trauma dell’abbandono da parte di un bambino un po’ carogna, di quelli che buttano i giochi appena non gli piacciono più”. All’opposto c’è “la bambina protagonista, Bonnie, che è ipercreativa, tanto che i giocattoli se li realizza anche da sola. Sento un legame con la mia infanzia. Noi magari avevamo la pista per le automobiline o giochi in scatola come Monopoli, ma pochissimi pupazzi. Nessuno abbandonava un giocattolo, li consumavamo, si creava molto di più, si vivevano molte più avventure. Oggi intorno ai bambini c’è un eccesso di consumismo”.
Per Guzzanti, questo fra tutti i film di Toy Story, oltre che molto comico “è il più filosofico. Racconta il bisogno di trovare il proprio senso nella vita, la ricerca delle propria identità. Parla di chi crede di essere nato per fare una sola cosa, e di tutti noi altri, che andiamo avanti a tentoni, miagolando nel buio”. L’attore che ha già dato la voce a personaggi animati nei Simpson (il vecchio attore di western Buck McCoy) e in ‘I primitivi’ (il saggio Barbo) spiega che “è sempre una gioia, una grande soddisfazione, un gioco divertentissimo, e infatti anche su you tube molte gente si diverte a farlo. La sfida non è trovare solo la voce, ma anche il timbro e la personalità e fare tutti i loro rumori”. Guzzanti ha in comune con Caboom la passione per la moto: “Io io ho un vecchio scassone, ma la amo. L’ho fatta aggiustare e revisionare mille volte. L’unico vantaggio è che non me la ruberà nessuno”. Ora l’attore sta girando la settima serie (per lui la terza) de I delitti del BarLume, che mescola giallo e commedia, dai romanzi di Marco Malvaldi, prodotta da Palomar e Sky: “Avevo già girato altre serie ma quello del BarLume è uno dei set più sereni sui quali sia mai stato, non ho mai sentito nessuno urlare. Poi è un lavoro/vacanza perché giri al mare. Mi è venuto questo personaggio veneto strampalato (Paolo Pasquali, eccentrico assicuratore), assolutamente fuori casa in mezzo a tutti questi toscani. Ora si sta costruendo la sua backstory, c’è una moglie da cui forse è scappato…”.

Torna Lemebel nella settimana del Pride’Edicola’ pubblica le ‘cronache’ dello scrittore cileno

23 giugno 201917:02

– Il 29 maggio è uscito per ‘Edicola’, casa editrice che vive e pubblica tra Italia e Cile, il libro di Pedro Lemebel ‘Di perle e cicatrici’ con la traduzione di Silvia Falorni. “Artista e scrittore cileno, il miglior poeta della mia generazione senza bisogno di scrivere poesie”, come lo definì Roberto Bolao, Pedro Lemebel è stato e continua a essere un personaggio iconico della critica sociale e politica, simbolo internazionale della liberazione omosessuale.
Non a caso Edicola lo propone al pubblico italiano a ridosso della settimana del Pride. Artista complesso dalla prosa al tempo stesso colta e oscena, Lemebel ha saputo raccontare con lucidità e coraggio la profonda oscurità di un paese ferito.
Pubblicato per la prima volta in Cile nel 1998, ‘Di perle e cicatrici’ raccoglie 70 cronache che l’autore compilò per il programma radiofonico Cancionero di Radio Tierra. Celebre il racconto di ‘Margarito’, “lo zimbello della classe”, “l’uccellino sentimentale che annaffiava la terra secca della mia povera scuola”. Dopo la messa in onda di questa storia, trasmessa su Radio Tierra, una vicina di Margarito telefonò all’emittente per raccontare che, anni addietro, dei bambini avevano trovato cadavere l’ex compagno di scuola di Lemebel, assassinato a pietrate. “Le cronache – spiega la casa editrice – raccontano il Cile degli Ottanta e Novanta del secolo scorso e sono probabilmente il modo migliore per comprendere questo ‘paese infranto del Sud del mondo’, ma raccontano anche di noi, perché ci costringono a prendere posizione di fronte alle vanità del potere, alle ingiustizie nei confronti dei più deboli, alla fragilità del nostro tempo”.
Il “cantore degli oppressi” è morto nel 2015 all’età di 62 anni. “In un momento in cui le forze conservatrici si stanno di nuovo risvegliando – afferma Paolo Primavera, editore di Edicola – siamo convinti che leggere Lemebel sia, oggi come allora, un atto fortemente rivoluzionario”.

A Bob Geldof l’Ischia Humanitarian AwardAl Global Festival 17 luglio artista irlandese simbolo impegno

NAPOLI23 giugno 201917:28

É stato assegnato a sir Bob Geldof l’Ischia Humanitarian Award, premio speciale nell’ambito del Social Cinema Forum promosso con il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. Il riconoscimento sarà consegnato all’artista e attivista irlandese, simbolo dell’impegno nel mondo della musica, mercoledì 17 luglio al Miramare e Castello nel corso della 17esima edizione dell’Ischia Global Film & Music Festival (14-21 luglio). ”Siamo orgogliosi di onorare una personalità come Bob Geldof, il creatore del Live Aid, artista e testimone coraggioso del nostro tempo – annunciano Giancarlo Carriero presidente dell’Accademia Internazionale Arte Ischia e Trudie Styler, presidente onorario del Global festival – Quello che Geldof è riuscito a costruire sin dagli anni ’80 per sostenere la lotta contro la fame e le malattie in Africa è incredibile, è stato ed è un faro per tutti noi. Utilizzando il suo carisma a servizio della solidarietà a livello globale è entrato di diritto nella storia della musica”.

Italiano il percorso tattile all’EgizioEmozione per i non vedenti di toccare capolavori arte faraonica

IL CAIRO23 giugno 201917:28

– L’emozione di toccare un capolavoro dell’arte faraonica, di entrare in contatto fisico con 4.000 anni fa smettendo di doverlo solo immaginare sulla base delle parole di altri e senza violare divieti ma, anzi, con la tranquillità di essere autorizzati a farlo in uno dei più celebri complessi museali al mondo: è quanto da oggi, su iniziativa italiana, offre ai non vedenti il museo egizio del Cairo.
E’ stato infatti inaugurato un percorso che consentirà ai non-vedenti di conoscere attraverso il tatto 12 opere celebri del museo di piazza Tahrir, tutti a livello di libri di storia dell’arte, tra cui una sfinge di Amenemhat III risalente al Medio Regno, XII dinastia (quindi circa 1.800 a.C.). L’esperienza è completata da tabelle bilingue (arabo e inglese) in braille e da una speciale penna-audioguida. A disposizione sono opere fatte di pietra dura, come granito e grovacca che possono essere toccate senza subire danni.

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Independent Awards premia il napoletano Mauro Iuliano
Miglior produttore per ep ‘Hidden Roots’

NAPOLI23 giugno 201917:30

Agli Independent Music Awards di New York ha brillato anche un talento napoletano: Mauro Iuliano, del quartiere di Fuorigrotta, ma da anni all’estero, ha vinto il premio come ‘Miglior Produttore nella categoria folk, singer songwriter, roots, americana e country’ per il suo primo ep ‘Hidden Roots’.
A decretarlo la giuria presieduta da Tom Waits e composta da nomi quali Gloria Gaynor, Sananda Maitreya e Robert Smith della band The Cure. Icone della musica indipendente che hanno riconosciuto il talento di Iuliano, il suo essere uno spirito libero lontano dalle etichette. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri (nella notte italiana) a New York al Symphony Space di Broadway.

Temptation Island, al via sesta stagioneSu Canale 5 il docu-reality sulle coppie

23 giugno 201918:22

L’amore che sto vivendo è davvero quello che voglio? Questa è la domanda a cui cercano di dare risposta le coppie non sposate e senza figli in comune, che chiedono di partecipare a “Temptation Island”, il docu-reality in onda dal 24 giugno in prima serata su Canale 5. A guidare il racconto di questa sesta edizione sarà come al solito Filippo Bisciglia. Sarà lui a raccogliere le sensazioni, i sentimenti, i mutamenti e le scoperte che le sei coppie compiranno attorno alla circumnavigazione della loro storia di coppia. Abbandonata la vita frenetica di tutti i giorni, i doveri e le responsabilità, 6 coppie – Arcangelo e Nunzia, Jessica e Andrea, Sabrina e Nicola, Ilaria e Massimo, Katia e Vittorio, David e Cristina – vivranno, per 21 giorni consecutivi, divise all’interno del villaggio e isolate dal resto del mondo. Da una parte, i fidanzati trascorreranno il loro tempo in compagnia di 13 donne single, dall’altra, le fidanzate vivranno la loro esperienza insieme ad altrettanti 13 uomini single. Solo al termine del ventunesimo giorno avranno la risposta alla domanda che li ha spinti a partecipare. Le giornate all’interno del resort saranno caratterizzate da relax e divertimento, tra la vita nel villaggio, visite culturali alla scoperta di bellezze incontaminate, sport e lunghe chiacchierate con nuovi amici. Ma, a scandire le tappe salienti a “Temptation Island”, sarà un appuntamento fisso, ovvero, il Falò. I protagonisti davanti al falò avranno l’opportunità di vedere estratti significativi della vacanza “forzata” che sta compiendo il proprio partner. In questo frangente le coppie avranno modo di capire se quello che scatta, vivendo da “separati”, sia più il desiderio di ritrovarsi il prima possibile o se invece prevarrà la voglia di libertà. Il viaggio di ogni coppia terminerà davanti all’ultimo falò, dove dovranno rispondere alla domanda cruciale di Filippo: “Vuoi uscire da qui con la persona con cui sei arrivato/a?”.

Sorrentino tifoso ci ripensa, via la scena sullo scudetto del NapoliRegista posta la felicità del cardinal Voiello-Silvio Orlando ‘cancellata per superstizione’

23 giugno 201919:25

Cancellata per superstizione. E’ lo stesso Paolo Sorrentino sul suo profilo Instagram ad autodenunciare la censura: una scena di The New Pope che sarà tagliata al montaggio. Raffigura il segretario di Stato Vaticano, interpretato da Silvio Orlando festeggiare, esultare, esagerare per la vittoria dello scudetto del Napoli. Il regista napoletano è tifoso sfegatato della squadra della sua città ed evidentemente ci ha ripensato per scaramanzia.

A Mollica premio alla carriera Cineteca di BolognaRiconoscimento al giornalista, ricordando Fellini

BOLOGNA23 giugno 201917:32

La Cineteca di Bologna ha assegnato a Vincenzo Mollica, giornalista del Tg1, il premio alla carriera in occasione della giornata inaugurale della 33/a edizione del festival il Cinema Ritrovato.
Mollica ha incontrato il pubblico del festival parlando soprattutto di Fellini, del quale anche la Cineteca si prepara a festeggiare, l’anno prossimo, il centenario della nascita.
“Nella vita – ha detto Mollica – ho avuto la fortuna di essere stato vicino a una persona come Federico Fellini, un uomo straordinario, fuori da ogni logica, lì dove la pazzia si sposa con la poesia”.

Incassi Usa, il re è Toy Story 4Sequel del cult d’animazione Pixar debutta con 118 milioni dlr

23 giugno 201918:22

Toy Story 4, l’atteso sequel Disney del film d’animazione Pixar che ha segnato un’epoca, a quasi 25 anni dal primo episodio della saga è uscito nel fine settimana in America (in Italia dal 26) e domina il box office Usa con 118 milioni di dollari. Un risultato importante ma non da record, secondo gli analisti americani del botteghino nonostante recensioni nettamente positive. Al secondo posto, a distanza siderale, l’horror Child’s Play con Aubrey Plaza e Mark Hamill con 14 milioni e al terzo l’action Anna di Luc Besson con Sasha Luss e Helen Mirren con 3,5 milioni di dollari

Quando la teologia incontra il rockUn libro sulla band irlandese, molti riferimenti a fede in testi

23 giugno 201914:48

– Parlare di teologia attraverso il rock: ci prova un frate francescano, Federico Russo, che ha trasformato la sua passione per la musica in uno strumento di evangelizzazione. Nasce così “One. Un modo per avvicinarsi a Dio. Gli U2 tra rock e Bibbia”, pubblicato da Edizioni San Paolo. “Fin da subito – racconta, parlando della band irlandese, il religioso, che suona e scrive canzoni – mi accorsi dei numerosi riferimenti alla fede cristiana presenti nei testi delle loro canzoni e questo contribuì a rafforzare in me l’interesse e la passione per una band che trovavo in sintonia anche con la mia sensibilità spirituale”.