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Ultimo aggiornamento 20 Luglio, 2020, 02:50:11 di Maurizio Barra

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DALLE 16:37 DI DOMENICA 19 LUGLIO 2020

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Fisco, Misiani: ‘Se si rinvia scadenza 20 luglio a rischio il Def’
‘Strumentalizzazione assurda, ci sarebbe un ingorgo fiscale’
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19 luglio 2020
16:37
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“Strumentalizzare politicamente la questione dei versamenti dovuti il 20 luglio e far passare il governo come nemico dei contribuenti è assurdo, se pensiamo a quanto è stato deciso in
questi mesi”. Lo scrive il viceministro dell’Economia Antonio Misiani su Fb, spiegando che “spostare anche i versamenti di giugno (già prorogati al 20 luglio) a settembre creerebbe un
grande ingorgo fiscale, in un periodo nel quale i dati puntuali dei versamenti sono necessari per la stesura dei documenti di programmazione economica e finanziaria del governo”.
“Occorre che si prenda atto di una situazione che, di fatto, vedrà tantissime imprese e tantissimi lavoratori autonomi impossibilitati a procedere ai versamenti nei termini fin qui previsti”, avverte Confcommercio, che già nei giorni scorsi aveva fornito attraverso i numeri (caduta dei consumi del 15% su base annua a giugno e di quasi il 30% nel secondo trimestre) la dimensione della “profonda crisi di fatturato e di liquidità”.
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“Rinnoviamo la richiesta al Governo di prorogare le scadenze dei versamenti fiscali per saldo 2019 ed acconto 2020”, chiede Confcommercio che il mancato rinvio rafforzerebbe “il ‘rischio chiusura’. Ed il suo impatto diretto ed indiretto sulla finanza pubblica sarebbe ben maggiore di quello derivante dalla proroga delle scadenze fiscali”.
In pressing sul governo anche la politica. “Noi sosterremo qualunque forma di protesta fiscale, di sciopero fiscale delle Partite Iva, degli autonomi e dei commercialisti”, avverte il leader della Lega Salvini, definendo “indegno” un governo che “pretende che domani milioni di italiani paghino le tasse che non possono pagare”. O si rinvia la scadenza o non si paga, avverte Maurizio Gasparri di Forza Italia, che di fronte al “banditismo fiscale dello Stato” propone una “giusta rivolta popolare”. Sempre da Fi, Gelmini definisce un “raggiro” chiedere il pagamento delle tasse e Sestino Giacomoni torna a proporre “disobbedienza fiscale”, chiedendo al Governo un decreto che sospenda i tributi fino a fine anno. Sostiene infine la protesta dei commercialisti Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.
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Gli sgravi fiscali decisi finora, evidenzia Misiani, “valgono complessivamente 7,5 miliardi di tasse in meno nel 2020; 21,2 miliardi nel 2020; 28,5 miliardi annui dal 2022. Inoltre, sono stati erogati ad oggi oltre 4 miliardi di contributi a fondo perduto alle aziende in difficoltà”. “Per quanto riguarda le fasi più critiche della crisi, ricordo che abbiamo sospeso i versamenti di marzo aprile e maggio fino a settembre per decine di miliardi. Un termine – aggiunge – che vorremmo riscadenzare con lo scostamento di bilancio che chiederemo nei prossimi giorni al Parlamento”.
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Alitalia: Patuanelli, obiettivo newco operativa ottobre-novembre
Patuanelli, defiscalizzazione per le nuove tecnologie
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19 luglio 2020
20:44
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“L’obiettivo è avere la newco che vola ovviamente per quest’anno ma tra ottobre e novembre.
Sicuramente già nelle prossime due-tre settimane avremo un quadro più chiaro della composizione societaria”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli parlando di Alitalia, aggiungendo che dopodiché bisognerà capire assieme al commissario straordinario e assieme all’Europa come procedere anche in presenza di un bando che è stato sospeso per il Covid.
Per le imprese, inoltre, una delle novità che conterrà il nuovo pacchetto 4.0 Plus, prevede che “chi utilizzerà tecnologie emergenti” come la blockchain, l’intelligenza artificiale e l’internet delle cose, per raggiungere determinati obiettivi come innovazione dei prodotti e ‘green’ “avrà un incremento esponenziale delle percentuali di credito di imposta sull’investimento fatto” e si potrà arrivare anche ad una “defiscalizzazione totale”.
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Conte a Rutte,se crolla mercato Ue risponderai a europei
Anche se eroe in patria per qualche giorno. Partita ti riguarda
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BRUXELLES
19 luglio 2020
20:24
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“Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguarda solo in parte. In realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea”. Lo avrebbe detto il premier Giuseppe Conte al primo ministro olandese Mark Rutte, a quanto filtra da fonti italiane, nel corso di una lunga riunione questo pomeriggio con i leader dei Paesi frugali.
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Vertice Ue: fonti, nuovo braccio di ferro sui sussidi
I Paesi del Sud e la Germania non vogliono andare sotto 400 mld
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BRUXELLES
19 luglio 2020
20:25
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Alla cena dei leader il presidente del Consiglio europeo Charles Michel non ha presentato una nuova proposta perché non è stato ancora trovato un accordo sulla dotazione dei sussidi per il Recovery Fund. Per i Frugali (Olanda, Svezia, Danimarca, Austria) e Finlandia la linea rossa sono 350 miliardi, mentre per Italia, Spagna, Francia, Germania e molti altri Paesi l’asticella si ferma a 400 miliardi. Si apprende da fonti diplomatiche europee, che spiegano: una sforbiciata a 350 miliardi significherebbe tagli a transizione verde, digitale, investimenti. La discussione prosegue ma per il momento Michel non può proporre una cifra.
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Vertice Ue, i punti della discordia
Aiuti a fondo perduto, rimborsi, stato di diritto e bilancio
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BRUXELLES
19 luglio 2020
18:25
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L’ammontare degli aiuti a fondo perduto, le procedure della relativa ‘governance’, l’entità dei rimborsi ad alcuni Paesi, il legame tra erogazione dei fondi europei e il rispetto dello stato di diritto, l’ampiezza del bilancio Ue 2021-2027. Sono questi i principali nodi su cui i leader Ue si confrontano da tre giorni a Bruxelles senza riuscire a trovare un accordo.
* Aiuti a fondo perduto – I 500 miliardi proposti dalla Commissione Ue sono troppi per i Paesi ‘frugali’. Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia vorrebbero scendere ben sotto la soglia dei 400 miliardi ampliando la quota dei prestiti, fissata inizialmente a 250 miliardi, per mantenere l’importo complessivo di 750 miliardi indicato per il Recovery Fund.
* Governance aiuti – I frugali, Olanda in testa, vogliono un meccanismo che consenta loro di porre un veto all’approvazione dei piani che dovranno essere presentati dai singoli Paesi e che saranno esaminati dalla Commissione. Stessa cosa per quanto riguarda lo stop all’erogazione dei fondi nel caso in cui il Paese interessato non rispetti gli impegni indicati nel piano.  Il compromesso potrebbe essere il cosiddetto ‘super freno d’emergenza’ proposto dal Consiglio.
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* Rimborsi (rebates) – Un’ampia maggioranza di Paesi vorrebbe abolire, profittando dell’uscita dalla Ue del Regno Unito, questo meccanismo introdotto in seguito alla battaglia condotta all’epoca da Margaret Thatcher al grido ‘I want my money back’ (voglio indietro i miei soldi). Ma Olanda, Austria, Svezia e Danimarca, ovvero sempre i soliti frugali, vogliono mantenere e anzi ampliare l’entità dei rimborsi che gli vengono dati, in base a complicatissimi calcoli, per compensare i loro versamenti alle casse del bilancio Ue.
* Stato di diritto – Moltissimi Paesi Ue sarebbero d’accordo a introdurre una procedura che possa bloccare l’erogazione dei fondi Ue a quei Paesi – oggi Ungheria e Polonia – finiti sotto esame per il sospetto di non rispettare i principi dello stato di diritto. Budapest e Varsavia non vogliono sentirne parlare.
* Bilancio Ue 2021-2027 – Molti Paesi nordici ritengono che la proposta sul tavolo (stanziamento di 1.074 miliardi per sette anni) sia eccessiva e vorrebbero un ulteriore taglio.
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Borsa: Tokyo, apertura in lieve rialzo
Il Nikkei guadagna nei primi scambi della settimana lo 0,27%
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TOKYO
20 luglio 2020
02:19
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La Borsa di Tokyo apre la prima seduta della settimana con un leggero rialzo: l’indice Nikkei ha guadagnato stamani nei primi scambi 60,52 punti (+0,27%), a quota 22.756,94.  VAI ALLA POLITICA

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