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Ultimo aggiornamento 30 Agosto, 2020, 01:55:16 di Maurizio Barra

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P.a.: Cgia, sprechi valgono il doppio dell’evasione fiscale
Raffronto “non scientifico”, ma da inefficienza danni ai privati
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VENEZIA
29 agosto 2020
07:40
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L’evasione fiscale presente in Italia è stimata in circa 110 miliardi di euro all’anno, un importo paurosamente elevato che, comunque, appare decisamente inferiore agli oneri che i cittadini e le imprese subiscono in virtù degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze presenti nella nostra Pa, che ammonterebbero a oltre 200 miliardi all’anno, una dimensione economica quasi doppia rispetto all’evasione.
Lo sostiene l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, comparando il mancato gettito che la Pubblica amministrazione subisce a causa dell’infedeltà fiscale degli italiani con i costi aggiuntivi che gravano su famiglie e imprese a causa del malfunzionamento dei servizi pubblici.
La Cgia precisa che il raffronto “non ha alcun rigore scientifico” e che “gli effetti economici delle inefficienze pubbliche che gravano in particolar modo sulle imprese sono di fonte diversa, i dati non sono omogenei e gli ambiti in molti casi si sovrappongono”. Tuttavia, per l’associazione artigiani “nonostante ci sia tanta evasione, una Pa poco efficiente causa ai privati dei danni economici molto superiori”. Una conclusione “per nulla scontata, visto che una buona parte dell’opinione pubblica ha una forte sensibilità verso il tema dell’evasione, ritenendo meno allarmanti gli effetti degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze della nostra macchina pubblica”.
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Dl Semplificazioni: Ance, condanna città al degrado
Troppi vincoli su ‘rigenerazione’. Così diventeranno cimiteri
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29 agosto 2020
14:58
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“Dal Dl Semplificazioni ci aspettavamo che andasse verso la direzione della rigenerazione urbana. Ma poi cosa vediamo? Vincoli a livello nazionale che impattano in maniera differenziata e problematica. Una cosa assurda”. Ad affermarlo è il presidente dell’Ance Gabriele Buia.
L’Associazione nazionale costruttori edili è critica sia verso il testo del decreto che verso la riformulazione di emendamenti Leu. “Significherà bloccare tutte le città e condannarle al degrado. Perché – spiega – non si potranno toccare neanche edifici degli anni 50 o 60 che magari si potrebbero demolire perché non belli, inquinanti e spesso insicuri. Le città con questa politica demagogica e irresponsabile rischiano di diventare cimiteri”.
“In particolare -prosegue Buia – in questo momento storico di durissima crisi, in cui le città stanno pagando un prezzo durissimo, avremmo bisogno di strumenti capaci di trasformare e di adeguare alle nuove esigenze spazi abbandonati e fatiscenti.
Così si condanna all’abbandono e all’incuria una grande fetta del nostro territorio e a pagare saranno le nuove generazioni.
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Mediobanca:Bankitalia,nessun ostruzionismo,faro su controllo
Attenzione su voto società se determinante per maggioranza Cda
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29 agosto 2020
15:08
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L’ok all’aumento della quota di Delfin nel capitale di Mediobanca è stato dato dalla Bce “su conforme proposta della Banca d’Italia”, che replica ad alcune “ricostruzioni non corrette” precisando che l’istituto “non ha, per quanto ovvio, aperto alcun ostruzionismo, né rigettato precedente richieste di Delfin, mai formulate”.
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Lo si legge in una nota “fact checking” pubblicata dalla Banca d’Italia sul proprio sito nel quale l’istituto spiega che con l’autorizzazione data dalla Bce “Delfin potrà aumentare la propria partecipazione senza raggiungere o superare la soglia del 20% e senza esercitare il controllo, neppure di fatto, su Mediobanca, facoltà per le quali sarebbe necessaria un’ulteriore e previa istanza autorizzativa”.
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“In ragione della dimensione e della natura dell’acquisto prospettato – aggiunge Bankitalia – Delfin non era tenuta a presentare un piano industriale alle autorità di vigilanza. L’autorità di vigilanza valuterà con particolare attenzione l’eventualità che il voto di Delfin risulti determinante nella nomina della maggioranza degli organi sociali di Mediobanca”.  VAI ALLA POLITICA  VAI ALLA TECNOLOGIA

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