Ultimo aggiornamento 3 Novembre, 2020, 08:07:12 di Maurizio Barra
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Rapina e sparatoria nel Nuorese,bottino da oltre 50mila euro
Caccia ai 3 rapinatori, 5 colpi di fucile contro i carabinieri
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NUORO
02 novembre 2020
10:55
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Ammonta a oltre 50mila euro il bottino della rapina all’ufficio postale di Fonni (Nuoro) sabato mattina, in cui è rimasta ferita la carabiniera veneta di 25 anni Ylenia Crivellaro, colpita la polpaccio, dimessa dall’ospedale San Francesco di Nuoro con 20 giorni di prognosi.
Lo rivela la Nuova Sardegna e la notizia è stata confermata dagli investigatori.
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Intanto è caccia all’uomo in tutto il Nuorese. Le indagini dei militari continuano a tutto campo. Al setaccio i filmati di videosorveglianza dell’interno e dell’esterno dell’ufficio postale di via Mannironi, mentre i Ris proseguono negli accertamenti su eventuali tracce lasciate all’interno dell’auto dell’impiegata, utilizzata per la fuga e abbandonata in campagna a qualche chilometro dal paese.
Ormai certa la ricostruzione dei fatti: i tre rapinatori col volto coperto da un passamontagna, hanno agito all’apertura dell’ufficio alle 8 del mattino di sabato 31 ottobre, dopo avere atteso l’arrivo del direttore e dei dipendenti. Uno dei malviventi ha puntato un fucile contro gli impiegati per farsi consegnare i soldi mentre gli altri complici avevano delle borse da riempire con i contanti. Una volta preso il bottino e chiuso in bagno i dipendenti, proprio mentre stavano uscendo dal locale si sono imbattuti nell’auto dei Carabinieri guidata dalla giovane militare e che effettuava un giro di perlustrazione.
Attimi concitati nei quali uno dei banditi ha aperto il fuoco sparando cinque colpi di fucile contro lo sportello dell’autista della Jeep ferendo la 25enne, mentre il collega seduto nel lato del passeggero è rimasto illeso.
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Morto padre Sorge, figura di primo piano della Chiesa
Malore improvviso nella casa di riposo per gesuiti nel Varesotto
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MILANO
02 novembre 2020
11:22
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Padre Bartolomeo Sorge è mancato questa mattina a Gallarate (Varese). Ne hanno dato notizia Aggiornamenti sociali, il giornale di cui era ancora direttore emerito, e la comunità religiosa di San Fedele a Milano. Padre Sorge, figura di primo piano della Chiesa Cattolica e dei Gesuiti, è mancato nella dimora per gesuiti anziani che si trova a Gallarate (Varese) e in cui aveva trascorso gli ultimi anni anche il Cardinal Martini. “E’ accaduto improvvisamente – spiegano a San Fedele – ci ha colti tutti di sorpresa”.
“Nato a Rio Marina (Isola d’Elba) il 25 ottobre 1929, Sorge è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1946 – si legge su Aggiornamenti Sociali – Redattore di Civiltà Cattolica dal 1966, ha diretto questa rivista dal 1973 al 1985, lavorando come membro del consiglio di presidenza, insieme a Giuseppe Lazzati e mons. Bartoletti, all’organizzazione del primo grande Convegno nazionale della Chiesa italiana, nel 1976, sul tema ‘Evangelizzazione e promozione umana’. Dopo un intenso decennio come direttore dell’Istituto Arrupe di Palermo (dove è tra i protagonisti della cosiddetta «primavera», fioritura di iniziative civiche e movimenti per opporsi alla mafia), nel 1997 arriva a Milano per dirigere Aggiornamenti Sociali e, dal 1999 al 2005, il mensile Popoli. Padre Sorge ha al suo attivo anche numerose pubblicazioni sulla dottrina sociale della Chiesa e l’impegno dei cristiani in politica”.
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Covid: Spallanzani; 253 ricoverati, finora 1.038 dimessi
43 sono in terapia intensiva
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ROMA
02 novembre 2020
11:33
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In questo momento sono ricoverati allo Spallanzani di Roma 253 pazienti positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2. Quarantatre pazienti sono ricoverati in Terapia Intensiva. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 1.038.
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Armato si barrica in casa a Verona, preso dai Carabinieri
Reazione dopo contrasto con muratori, centro città ‘blindato’
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VERONA
02 novembre 2020
12:24
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Momenti di tensione stamani a Verona, dove un uomo armato si è barricato in un appartamento del centro storico, in Stradone Maffei.
Sul posto sono arrivati in forze i Carabinieri e dopo circa un’ora, con l’intervento di due negoziatori, l’uomo è sceso in strada e si è arreso. Da quanto si è appreso sembra che avesse minacciato due muratori che si erano presentati a casa sua per esigere il pagamento di alcuni lavori, e avrebbe motivato il suo gesto con il fatto che l’intervento sarebbe stato fatto male.
E’ così scattato l’allarme e l’uomo si è barricato in casa, costringendo le forze dell’ordine a blindare l’ intero isolato, vietando sia il passaggio del traffico, sia dei pedoni, fino a quando l’uomo si è consegnato ai militari dell’Arma.
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Covid: anche personaggi dei videogame contro il virus
Parte la campagna di comunicazione dell’Università di Cagliari
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CAGLIARI
02 novembre 2020
12:29
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Covid 19, il virus più temuto che diventa il personaggio di un vero e proprio videogame disegnato in 8bit. Un nemico da battere attraverso specifiche mosse, all’interno di un percorso animato da diverse azioni e diversi protagonisti. Il tutto in un susseguirsi di citazioni stilistiche ai più noti game degli ultimi decenni: Super Mario, Space Invaders e Street Fighter.
È la strategia adottata dalla campagna di comunicazione dell’Università di Cagliari con l’obiettivo di fronteggiare l’emergenza Coronavirus ricordando i comportamenti corretti da tenere per evitare il contagio. Nelle prossime settimane il video sarà mostrato in apertura delle lezioni di tutto l’ateneo, sarà diffuso sui canali social con una possibile diffusione anche nell’ambito delle scuole superiori di secondo grado e, successivamente, lo sviluppo di un vero e proprio game ispirato alla campagna.
“La comunicazione scientifica è importante per capire la gravità della pandemia in atto – commenta la rettrice Maria Del Zompo – ed è fondamentale che il linguaggio utilizzato sia comprensibile al più alto numero di persone. Per questo il nostro ateneo ha sentito la necessità e l’esigenza di fornire ai propri studenti e alle proprie studentesse, ma anche a tutta la popolazione, il modo più semplice per informarsi sul virus e sulla patologia che innesca. Facciamo questo da sempre: in questo momento storico è anche un modo per rinsaldare la vicinanza tra UniCa e la nostra gente”.
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A Milano Esercito prepara drive-through più grande d’Italia
Operativo da fine settimana, mille tamponi Covid al giorno
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MILANO
02 novembre 2020
12:31
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E’ in via di completamento l’allestimento da parte dell’Esercito, nel parcheggio del Parco Trenno a Milano, del drive through per i tamponi per il coronavirus, il più grande d’Italia come lo ha definito il ministero della Difesa. A quanto si apprende, sarà operativo non prima del fine settimana.
“Sarà possibile effettuare circa mille tamponi al giorno – ha spiegato il capitano Riccardo Luzzi, del I Reggimento Trasmissioni di Milano -. Stiamo realizzando una struttura con otto linee di prelievo: il personale militare sanitario raccoglierà i tamponi che successivamente saranno processati dall’Ats di Milano”.
Nato per i Mondiali di Italia ’90 e possibile sede di una moschea, l’enorme parcheggio di via Novara, alla periferia nord-ovest di Milano poco distante da San Siro, servirà ad alleggerire la pressione sui drive-through attivi negli ospedali. Restando sempre a bordo della propria auto, chi dovrà fare il tampone prima effettuerà l’accettazione con il personale Ats, poi si sottoporrà al tampone rapido eseguito da medici militari in una delle cinque tensostrutture quadrate di 12 metri per lato, e attenderà il risultato posteggiato nel parcheggio.
Se positivo, dovrà infine effettuare il tampone molecolare sotto un’altra tensostruttura.
In mattinata sono cominciati i lavori per allestire un’altra struttura del genere nel parcheggio di Romolo e una terza è prevista nei pressi dell’aeroporto di Linate.
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Scuole chiuse in Puglia, prof fa lezione su prato nel Barese
Con una classe del liceo Pietro Sette di Santeramo in Colle
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BARI
02 novembre 2020
13:08
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Una lezione sul prato per una classe del liceo scientifico Pietro Sette di Santeramo in Colle (Bari).
E’ l’iniziativa del loro docente di letteratura, il professor Giancarlo Visitilli, che in tempi di didattica a distanza per l’emergenza Covid (la chiusura delle scuole in Puglia è stata decisa dalla regione una settimana fa) ha deciso di fare lezione “in presenza”, seduti in cerchio sul prato vicino la scuola. “Ci si incontra per due ore a leggere”, scrive il docente in un post su Facebook. “Proviamo a educare a quel che ci rimane di bello.
Almeno fino a quando ce lo si potrà permettere – scrive – . E in questo grigiore proviamo a renderci l’esistenza un po’ assolata.
Senza distanza, per sentirci, guardarci ancora a busto intero e non come le faccine sulle vecchie mille Lire. Per ridere, mentre si appannano i vetri degli occhiali o piangere per l’emozione e vedere le schifose mascherine luride anche di lacrime.
Respirare”.
Nel lungo post, Visitilli riporta anche la circostanza che una mamma “non ha voluto mandare suo figlio sedicenne, a fare scuola, leggendo ad alta voce e in presenza ‘perché lei diseduca così i ragazzi a disobbedire alle regole'”. “Quelle di vedersi a distanza e tutti i santi giorni e per cinque/sei ore – precisa il professore – alienati, noi e loro, davanti allo schermo. A fare finta di fare scuola. E invece ci siamo seduti in terra, bagnandoci i jeans, sull’erba rugiadosa. A scuola, ma all’aria aperta”.
L’idea del docente è fare lezione in presenza, anche se non in classe, almeno una volta a settimana.
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Altri 13 ricoverati Covid in Umbria
Stabili intensive, cinque morti e 193 nuovi casi (628 tamponi)
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PERUGIA
02 novembre 2020
13:13
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Altri 13 ricoverati per il Covid negli ospedali umbri nell’ultimo giorno, 354, mentre rimangono 46 i pazienti in terapia intensiva secondo i dati aggiornati della Regione. Che riportano cinque nuovi morti, 140.
In calo, come ogni lunedì, i tamponi analizzati, 628, dai quali sono emersi 193 nuovi positivi, 11.140, e 72 guariti, 3.669. Con gli attualmente positivi passati 7.215 a 7.331.
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Beni società fallite a altre aziende per non pagare,indagati
Indagine Gdf, tre ai domiciliari e 4 interdetti da professione
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LAMEZIA TERME
02 novembre 2020
13:26
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Sette tra imprenditori e prestanome operanti nel settore della fabbricazione e commercializzazione del legno e dell’acciaio sono stati raggiunti da un’ordinanza cautelare – 3 ai domiciliari e 4 con l’interdizione all’esercizio di attività professionali e d’impresa – perché ritenuti, a vario titolo, responsabili di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ai danni dell’erario. Nell’ambito dell’inchiesta “Fratelli d’acciaio” sono stati anche sequestrati beni per circa 6 milioni di euro. I finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro, coordinati dal procuratore di Lamezia Terme Salvatore Curcio e dal pm Marta Agostini, hanno eseguito il provvedimento del gip Rossella Prignani, in Lombardia, Piemonte, Puglia e Calabria, ponendo ai domiciliari Alfredo Mercuri, di 56 anni, Antonio De Fazio (52) e Alberto Pietro Banchini (60), di Milano, e notificando l’interdizione a Manny Mercuri (47), Felice Ventura (56), Antonello Villella (46) e Romano Villella (68).
Sequestrate le quote societarie della Dierre Alluminio e della Allmer, per circa 3,5 milioni di euro, e delle somme di denaro, costituenti il presunto profitto del reato, per circa 2,5 milioni. Secondo l’accusa, alcune società del gruppo Mercuri, nota famiglia imprenditoriale Lametina, dopo aver accumulato debiti tributari e contributivi, negli anni precedenti la dichiarazione di fallimento, sono state svuotate dei in favore di altre imprese riconducibili allo stesso nucleo familiare, gestite direttamente dagli stessi o da prestanome. Il sistema è stato nascosto con l’emissione di fatture per prestazioni di servizi o la cessione di beni da parte delle società decotte verso le altre imprese, il cui pagamento era garantito da “effetti cambiari” quasi totalmente non onorati, tanto che le stesse società sono state oggetto di pignoramento mobiliare da parte di Equitalia Sud. Le indagini dei finanzieri del Gruppo di Lamezia avrebbero consentito di accertare che la “cambializzazione” era stata predisposta per lasciare volutamente a carico delle società fallite una consistente esposizione debitoria, per circa 10,5 milioni, nei confronti dello Stato.
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Protestano infermieri Piemonte, subito 3.500 assunzioni
Sciopero fino alle 7 di domani, ma servizi sono garantiti
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TORINO
02 novembre 2020
13:27
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Protesta degli infermieri del Nursing Up, questa mattina in centro a Torino, per chiedere più assunzioni. Con addosso le magliette di Superman, loro che durante l’emergenza Covid sono stati più volte paragonati ai supereroi, gli infermieri del sindacato denunciano “la mancanza di 3.500 figure professionali” in Piemonte e accusano la Regione di “ritardi nelle assunzioni, in particolare dei contratti di pochi mesi”.
I lavoratori sono in sciopero fino alle 7 di domani mattina, “ma i servizi saranno come sempre garantiti”, precisa il sindacato. In piazza con il Nursing up anche il Coima, sindacato delle professioni sanitarie, e l’Adi, l’associazione avvocatura degli infermieri. PIEMONTE VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA POLITICA VAI ALL’ECONOMIA
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Uccise la moglie per vecchio tradimento,condannato a 24 anni
Cagliari, il pm aveva chiesto l’ergastolo
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CAGLIARI
02 novembre 2020
13:34
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La Corte d’Assise di Cagliari ha condannato a 24 anni per omicidio volontario Giovanni Perria, il pensionato di 78 anni di Narbolia (Oristano) accusato di aver ucciso la moglie di origine tedesca, Brigitte Pazdernik, 77enne, scomparsa da casa il 10 ottobre 2018 e ritrovata tre giorni dopo in riva al mare senza vita. Secondo l’accusa, l’uomo lo avrebbe fatto per vendicare un tradimento di 40 anni prima. Difeso dall’avvocato Antonello Spada, Perria si è sempre professato innocente. Alla lettura della sentenza una figlia dell’imputato è stata colta da malore.
L’imputato era in aula, in silenzio, accanto al suo difensore. Non ha aperto bocca nemmeno quando ha sentito la presidente della Corte, Tiziana Marogna, leggere la sentenza che lo condanna a 24 anni di reclusione per l’omicidio della moglie.
È crollato però quando ha visto una delle figlie, l’unica presente in aula, a terra che urlava disperata. Lei non ha retto alla condanna: colpita da un malore è stata soccorsa da cancellieri e dall’avvocato difensore del padre, Antonello Spada.
La Corte non ha comunque accolto la richiesta dell’ergastolo formulata dal pm Armando Mammone. I giudici hanno ritenuto le attenuanti generiche equivalenti con le aggravanti della premeditazione e dell’uxoricidio. I giudici si sono poi riservati di decidere in un secondo momento se rimandare in carcere Perria, come chiesto dall’accusa. La sua misura cautelare è sospesa per il Covid, ma il pm teme per la sicurezza della super testimone, la vicina di casa che con la sua testimonianza ha inchiodato il pensionato. Per questo ha sollecitato il suo rientro in carcere.
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Tifoso ucciso: pm Milano chiede 16 anni per ultrà napoletano
Per omicidio volontario Belardinelli. Morte in scontri nel 2018
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MILANO
02 novembre 2020
14:06
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I pm di Milano Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri hanno chiesto una condanna per omicidio volontario a 16 anni di carcere per Fabio Manduca, l’ultrà napoletano imputato con rito abbreviato, davanti al gup Carlo Ottone De Marchi, per aver travolto e ucciso con il proprio suv Daniele Belardinelli, l’ultrà del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli.
Nell’udienza di oggi, a porte chiuse, hanno preso la parola anche i legali delle parti civili, che rappresentano la figlia, la moglie e la madre di Belardinelli, e poi parlerà anche la difesa. “Non ho investito nessuno, sono solo fuggito spaventato perché intorno all’auto avevo una trentina di persone. E se ho investito qualcuno, non me ne sono accorto”, aveva detto Manduca interrogato in aula nella scorsa udienza. La sentenza non arriverà oggi ma in una successiva udienza.
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Etruria: giudice in isolamento, salta udienza
Al processo relativo al filone di indagini su falso in prospetto
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AREZZO
02 novembre 2020
14:03
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Giudice in isolamento volontario, salta l’udienza del processo sul crac di Banca Etruria relativo al filone di indagine sul falso in prospetto che vede imputati l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex dg Luca Bronchi e il dirigente Davide Canestri. Il giudice, Stefano Cascone, ha fatto sapere di essere in isolamento volontario perchè venuto a contatto con un collega risultato positivo.
Per i due giudici non c’è un un provvedimento di quarantena, solo una scelta prudenziale da parte loro. Il calendario delle loro udienze andrà dunque rielaborato.
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Covid: scuole chiuse a tempo indeterminato a Soverato
Decisione sindaco in attesa tamponi su alunni e per aumento casi
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SOVERATO
02 novembre 2020
14:52
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Il sindaco di Soverato Ernesto Alecci ha disposto con ordinanza la chiusura di tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della città da martedì 3 novembre 2020 e fino a nuove disposizioni.
La decisione è stata presa, da quanto si evince nell’ordinanza del sindaco, a causa “dell’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, dell’incremento dei casi nella città” e ritenuto “necessario, in attesa dell’esito dei tamponi effettuati ad alcuni alunni delle scuole dell’infanzia e scuole primarie e secondarie di primo grado, prevenire una possibile diffusione del virus Covid -19 sospendendo le lezioni in presenza”.
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Presidi, con Dad 100% scuola pagherà alto prezzo sociale
‘Sia il più breve possibile. Rischio divario formativo irrecuperabile’
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02 novembre 2020
15:14
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“La sospensione della didattica in presenza non sarà senza conseguenze. Dobbiamo essere consapevoli del prezzo sociale che pagheremo noi tutti e di quello individuale che pagheranno invece gli studenti: sarà elevato e, purtroppo, ce ne renderemo conto nei prossimi anni”. Così Antonello Giannelli, Presidente dell’Assocazione Nazionale Presidi, ha commentando la possibilità che le scuole superiori possano passare al 100% della didattica a distanza.
“Ora dirigenti e docenti sono chiamati a un ulteriore sforzo riorganizzativo ma, malgrado il loro grande impegno, si rischia un allargamento del divario formativo difficilmente recuperabile”, prosegue Giannelli.
“Chiediamo – è l’appello di Giannelli – con forza che questo periodo, che mi auguro sia breve, venga utilizzato per riorganizzare trasporti e sanità e quindi per permettere, se la situazione dei contagi lo consentirà, una ripresa delle lezioni in presenza anche per le scuole superiori”.
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Covid: ordine medici Milano, lockdown immediato per città
‘Situazione insostenibile per ospedali e medicina territoriale’
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MILANO
02 novembre 2020
15:51
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“Di una cosa siamo certi: la situazione sia nelle strutture sanitarie ospedaliere che anche nella medicina del territorio è diventata insostenibile. È necessario intervenire con un lockdown immediato ed efficace”.
Lo chiede per Milano il Presidente dell’Ordine dei Medici della città (Omceo), Roberto Carlo Rossi.
Non esistono – scrive Rossi – piccoli rimedi a grandi problemi, così come non si può giocare a scaricare su altri ruoli e responsabilità: la situazione è molto seria e senza interventi drastici non può che peggiorare. Soprattutto se inoltre non ci si attrezza seriamente per tutelare quei medici che, ancora adesso, sono impegnati in prima linea, ma senza le necessarie attrezzature e materiali di protezione per svolgere in sicurezza il proprio lavoro”.
Rossi sottolinea infine “la ferma ed unanime decisione di tutto il nuovo Consiglio milanese dell’Ordine nell’avanzare una richiesta di provvedimenti restrittivi immediati”.
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Roma come il mondo, le strade del cuore di Proietti
Nato a via Giulia vissuto al Tufello, il palco dal’ Tenda’ al Globe
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02 novembre 2020
16:51
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Una città che è tutto il mondo. Gigi Proietti, figlio della capitale e del teatro, aveva quel senso di romanità che mischia e rigenera, unisce e riassume tenendo insieme il verso più aulico e la battuta fulminante. La sua Roma era popolare ma già nobile come del resto le sue origini, nomadi tra la strada più rinascimentale della città e i quartieri più lontani dal centro. “Sono nato in una traversa di via Giulia, una strada bellissima, un tempo era il corso papale, ma a 10 mesi già avevo cambiato casa: ci trasferimmo dietro villa Celimontana, a via dei Santissimi Quattro. Poi sono finito in periferia, al Tufello, in una casa popolare”, scrive lui stesso in una mini guida di Roma e dei suoi posti del cuore.
Poi il Liceo Augusto a via Appia, dopo le elementari e le medie alla Vittorino da Feltre, e la Capitale notturna dei locali dove, ad adolescenza conclusa, tentava già la strada istrionica e l’urgenza dello spettacolo sebbene iscritto a Giurisprudenza alla Sapienza. Di quei night dove cantava , anche, con malinconia ricordava “non ne è rimasto neanche uno, sono spariti tutti” ma la voce allenata in quei locali fumosi era già un ferro del mestiere affidabile che lo farà essere persino chansonnier scanzonato e sentimentale all’occorrenza, perchè essere attore è tutto, un po’ come essere romano.
E tra i posti del rimpianto giovanile, dell’età in cui sperimentava cosa sarebbe stato da Grande, Proietti ci mette non solo le serate con i “fagotti” e la famiglia nelle trattorie dell’Appio Latino ma anche il Tevere, ci mancherebbe. Ma quel fiume non è quello di adesso, il fiume di allora viveva con Roma ora invece sembra una ferita che stenta.
“Ora sopravvivono, invece, alcuni barconi sul Tevere: mi ricordo quanto erano affollati, ai romani piacevano molto, andavano, prendevano il sole e facevano il bagno. Oggi ce ne sono alcuni che cercano di rivitalizzare quella tradizione, ristoranti e locali anche molto carini, ma un tuffo non si può più fare, chi nuoterebbe mai in quello che un tempo era il “biondo fiume”? , chiede ricordando poi l’isola dei romani, cioè Ponza dove aveva casa e li sì che andava a farsi tuffi e bagni, spingendosi col suo gommone fino a Palmarola “per alcuni ancora più bella”. Ma poi, siccome è un attore, la topografia personale inizia a confondersi con quella artistica, entrambe mappe sentimentali però e sempre, sempre, con la città policentrica e mai rilegata dentro le mura.
E così è dalla periferia che nasce Proietti, dal Teatro Tenda di piazza Mancini nel ’76, da quel A me gli occhi dove si riversa mezza Roma, ma anche Eduardo, Fellini e l’allora sindaco Argan. E’ il teatro, vero, popolare ma anche colto, da Shakespeare a Petrolini. Perchè, artista e artigiano, Proietti mescola anche il romanesco con i versi, anzi ne fa poesia e proprio nella sua lingua madre che omaggia un altro immenso romano, Alberto Sordi che non era più.
E sulla linea del tempo il Teatro Tenda, dopo il Brancaccio e il Brancaccino, porta dritto al Globe, fatto dopo la folgorazione del fratello londinese, che sboccia a Villa Borgese (dove da bimbo andava al Cinema dei Piccoli) e voluto sulla pianta del tempio shakesperiano: senza tetto, tutto in legno, prezzi pop e chi non sta nei palchetti “si deve portare i cuscini”.
Una visione, anzi “una mandrakata”, come disse lui stesso (altro posto iconico l’ippodromo di Tor di Valle in Febbre da cavallo), che registra sempre il tutto esaurito e si affida a nidiate di attor e attrici giovani. Ma Proietti voleva ancora dare, i suoi progetti non si erano esauriti al Globe. In un’intervista a Gloria Satta al Messaggero confessa la sua inesauribile urgenza di dire e fare partendo sempre dalla romanità universale: l’allestimento di Tosca e la riduzione teatrale di Casotto, il film di Sergio Citti. E non finisce qui.
Pensava anche, e come sempre, ai giovani romani. “Voglio mettere in piedi Radio Raccordo Anulare, un progetto che mi frulla in testa da anni. Un’emittente gestita da giovani per tenere collegate e informate tutte le zone della città, specie le periferie: il problema, in una metropoli come la nostra, è la comunicazione. I romani devono conoscersi, non rimanere distanti come isole”, diceva nella stessa intervista. E ancora per lo strano compleanno in lockdown della Capitale, 21 aprile 2020 in piena clausura causa covid, tornò sulla città stigmatizzando chi descriveva Roma vuota e chiusa come “spettrale”. “Roma è stanca e ha diritto di riposarsi”, scolpì lapidario con quella voce, vissuta ma granitica, che è già un monumento ai Fori Imperiali. La voce di uno di Roma, figlio del mondo.
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Covid: sciopero infermieri, in Sardegna ne servono 4.500
Nursing: siamo allo stremo, inutili nuovi spazi senza personale
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CAGLIARI
02 novembre 2020
17:05
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Infermieri sardi davanti alla Prefettura di Cagliari per lo sciopero nazionale indetto dal sindacato Nursing up. Una delegazione di rappresentanti della categoria ha steso in piazza Palazzo una divisa da infermiere e ha posato accanto decine di fiori. “Una simbolica scenografia in concomitanza con la giornata dei defunti, per denunciare il fatto che siamo allo stremo – spiega il dirigente regionale Diego Murracino – eravamo numericamente con l’acqua alla gola prima della pandemia, ma ora lavorare bene sta diventando impossibile. Anche tra di noi si contano diversi casi di positività. E siamo troppo pochi: occorrerebbero 4.500 infermieri e 9.000 operatori socio sanitari in più”.
Si attende il turno di notte per fare la conta delle adesioni allo sciopero. “Il novanta per cento è stato precettato proprio perché in questa situazione siamo indispensabile. Non è possibile nemmeno esercitare pienamente il diritto di sciopero”, denuncia Murracino. Una protesta anche per i pazienti. “Come facciamo a dare il servizio che meritano se siamo in queste condizioni? – chiede il dirigente del Nursing – Questa seconda ondata pandemica è molto diversa dalla prima, il virus è davvero molto diffuso. È necessario creare accessi e percorsi separati, ma numericamente è impossibile stare dietro a tutti gli accorgimenti previsti. Poi è inutile creare nuove strutture e ricavare nuovi spazi se non c’è il personale, bisognerebbe immediatamente procedere a nuove assunzioni: non possiamo sdoppiarci”. Lo sciopero nazionale è stato indetto anche per l’adeguamento del contratto. “Chiediamo rispetto per il nostro lavoro”, sottolinea Murracino.
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Contagi Covid sopra 22 mila, le vittime sono 233
Ma con 47mila tamponi in meno. Oltre 2mila terapie intensive
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02 novembre 2020
17:17
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Diminuiscono ancora i contagi per Covid in Italia, sono 22.253 (ieri 29.907), secondo il bollettino del ministero della Salute, ma con soli 135.731 tamponi (ieri 183.457), oltre 47 mila test in meno; l’incremento delle vittime è di 233 in 24 ore, in aumento rispetto ai 208 di ieri.
I pazienti in terapia intensiva in Italia superano i 2 mila e sono ora 2.022, in aumento di 83 rispetto a ieri. I nuovi ricoverati in reparti ordinari sono 238, per un numero complessivo di 19.840.
Rimane stabile al livello massimo raggiunto ieri il rapporto positivi-tamponi: nelle ultime 24 ore la percentuale è risultata sempre del 16,3%.
Tra le Regioni con il maggior numer di nuovi contagiati domina sempre la Lombardia con 5.278 (ieri 8.607), poi Campania 2.861 (ieri 3.860), Toscana 2.009 (ieri 2.379), Piemonte 2.003 (ieri 2.024), Lazio 1.859 (ieri 2.351), Emilia Romagna 1.652 (ieri 1.758), Veneto 1.544 (ieri 2.300).
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Sala, ad oggi no lockdown nemmeno lontanamente
‘Da Regione non è previsto nulla di simile a marzo e aprile’
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MILANO
02 novembre 2020
17:43
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“Ad oggi lato Regione Lombardia non si ipotizza nemmeno lontanamente di andare verso un lockdown stile marzo e aprile e io lo condivido”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in Consiglio comunale, riferendo all’aula della riunione che si è conclusa da poco con la Regione Lombardia e i sindaci lombardi sull’emergenza Covid.
“Fontana ha sottolineato, e di questo ne abbiamo parlato anche durante il fine settimana, che a nuove restrizioni deve corrispondere ristoro da parte del governo, indicando quanto e quando rispetto a chi viene chiuso”.
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Covid: focolaio in casa protetta per anziani a Nuoro
Positivi 17 ospiti sui 20 assistiti nella struttura
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NUORO
02 novembre 2020
18:02
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Un focolaio Covid è stato accertato all’interno della casa protetta per anziani di via Trieste, dove sono risultati positivi al virus 17 ospiti sui 20 attualmente presenti. La comunicazione all’amministrazione è arrivata dai responsabili della struttura e della cooperativa Progetto Uomo, che gestisce i servizi, e subito è stata disposta la convocazione urgente del Centro operativo comunale (Coc) per avere il quadro preciso della situazione e mettere in moto le procedure del caso.
Appena riscontrati i primi casi, sono stati richiesti i tamponi per tutti gli ospiti, mentre le persone già accertate positive sono state messe in isolamento nei locali che dal mese di aprile erano stati dedicati per all’emergenza Covid.
All’esito dello screening 17 anziani sono risultati positivi e a breve arriveranno anche quelli relativi agli operatori. La situazione clinica degli ospiti appare stazionaria: alcuni presentano sintomi, ma al momento non sono state segnalate particolari criticità. L’Ats ha avviato le procedure come da protocollo sanitario e le operazioni di tracciamento per arginare il contagio e cercare di capire come si sia diffuso il virus all’interno, considerato che dal 6 settembre la struttura non consentiva più le visite provenienti dall’esterno neanche da parte dei parenti. Gli anziani sono assistiti dagli operatori della cooperativa Progetto Uomo, dal personale infermieristico e oss messo a disposizione dalla Assl.
“In costante contatto con Ats e Assl, stiamo cercando di gestire la situazione al meglio – spiega il sindaco Andrea Soddu – Trattandosi di una struttura particolarmente sensibile, si metteranno in essere tutte le ulteriori procedure di sicurezza necessarie con il supporto dell’Ats che fornirà via via ciò che serve. La raccomandazione a tutti i cittadini è quella di collaborare rispettando tutte le disposizioni anti-Covid e seguendo comportamenti di prudenza».
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Covid: in Lombardia rapporto tamponi/positivi al 21.9%
Sono 46 i decessi, crescono i ricoveri
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MILANO
02 novembre 2020
18:31
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Sono 5.278 i nuovi positivi in Lombardia, con 24.087 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 21,9%, in leggera crescita rispetto a ieri (21,7%). I decessi sono 46 per un totale di 17.635 morti in regione dall’inizio della pandemia. Crescono sia i ricoveri in terapia intensiva (+17, 435), che negli altri reparti (+160, 4.406).
A Milano ci sono 2.242 novi contagiati, di cui 1.025 a Milano città, 879 a Monza e Brianza, 733 a Como e 486 a Varese.
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Torino, su mezzi pubblici affluenza media del 30%
Nel primo giorno a capienza ridotta
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TORINO
02 novembre 2020
18:32
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Nel primo giorno di mezzi pubblici a capienza ridotta in base alle nuove disposizioni anti Covid-19, l’affluenza media di passeggeri su bus, tram e metro è stata di circa il 30%. Il dato è stato registrato da Gtt che da domani potenzierà ulteriormente il servizio passando da 12 mila a 13 mila corse al giorno.
Il monitoraggio di Gtt si è concentrato in particolare sulle linee pù ‘calde’, 4 e 18, entrambe potenziate già da oggi, e sulla metropolitana che, sottolinea l’azienda di trasporto pubblico, “nell’ora di punta non ha registrato punte superiori al 30% e non si sono evidenziate difficoltà”. Gtt annuncia inoltre che “si sta modificando in queste ore la comunicazione a bordo affinché i passeggeri conoscano i reali limiti della presenza”. Quanto al potenziamento del servizio “assumeranno carattere strutturale a partire da domani e saranno tutti a regime entro mercoledì e l’obiettivo principale – spiega Gtt – è quello di potenziare il servizio anche oltre l’ora di punta, ossia dopo le 9 del mattino”.
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Sindaco paese nel Savonese, bar aperti fino alle 23
Camiciottoli, decreto incostituzionale viola libertà personale
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GENOVA
02 novembre 2020
18:52
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Il sindaco leghista di Pontinvrea, piccolo comune del Savonese, Matteo Camiciottoli ha firmato un’ordinanza che permette di tenere aperte le attività di bar e ristoranti sul territorio comunale fino alle 23. “L’ordinanza – si legge nella nota di Camiciottoli – è volta a disattendere il dpcm del 24 ottobre per due motivi principali. Il primo perché il decreto presenta profili di incostituzionalità palesi con evidente violazione dell’inviolabilità della libertà personale.
Il secondo perché non ci sono dati scientifici che provino che nei ristoranti e nei bar dopo le 18 si possa contrarre il virus del Covid-19”.
Queste iniziative, scrive Camiciottoli “se non supportate da evidenze scientifiche dimostrano solamente l’impreparazione del governo a fronteggiare la tanto preannunciata fase 2 nonostante ben sei mesi di tempo mettere in sicurezza il Paese, facendo ricadere con iniziative incostituzionali e che hanno la parvenza di improvvisazione, tutto il dramma sociale ed economico sui territori soprattutto quelli più deboli come l’entroterra”.
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COVID: superati i 10mila casi in Sardegna
Focolaio in casa anziani, proteste carenza medici e infermieri
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CAGLIARI
02 novembre 2020
19:35
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Superati i 10mila casi Covid in Sardegna dall’inizio della pandemia con gli ultimi 324 positivi accertati, mentre si registra una nuova vittima, un uomo di 58 anni residente in provincia di Oristano, che fa salire il numero totale dei decessi a 235. A Nuoro, intanto, esplode un focolaio nella casa protetta per anziani di via Trieste, dove sono risultati positivi al virus 17 ospiti sui 20 attualmente presenti nella struttura. E nel nord Sardegna il contagio ha colpito anche il responsabile dell’Unità di cirisi, Marcello Acciaro, da oggi ricoverato a Sassari.
Sul fronte ospedali, solo tre nuovi ricoveri in reparti non intensivi (339 in tutto), mentre resta invariato il numero dei pazienti in intensiva: 43. I presidi sono in sofferenza: l”Azienda Brutzu ha sospeso sino al 15 novembre tutte le attività ambulatoriali non urgenti al San Michele, Businco e Microcitemico. Il giro di vite riguarda anche l’attività di libera professione intramoenia. All’Aou di Sassari, invece, a fronte di una media di 24 ricoveri al giorno, scatta il piano di maxi-emergenza “Peimaf”, che recluta in massa infermieri professionisti e medici, assegna responsabilità e competenze e coordina le azioni necessarie in proporzione all’impennata di ricoveri e di posti letto Covid. A Nuoro ancora polemiche per l’ospedale da campo montato in tempi record dalla Croce rossa davanti all’ospedale San Francesco ma ancora sprovvisto di medici: ne mancano almeno 130.
Giornata di protesta per gli infermieri del Nursing up. A Cagliari una delegazione ha steso in piazza Palazzo una divisa da lavoro e ha posato accanto decine di fiori. “Una simbolica scenografia in concomitanza con la giornata dei defunti, per denunciare il fatto che siamo allo stremo – spiega il dirigente regionale Diego Murracino – eravamo numericamente con l’acqua alla gola prima della pandemia, ma ora lavorare bene sta diventando impossibile. Anche tra di noi si contano diversi casi di positività. E siamo troppo pochi: occorrerebbero 4.500 infermieri e 9.000 operatori socio sanitari in più”.
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Covid: Marche, Dad università 100% e capienza mezzi Tpl 50%
Ordinanza n. 41 Acquaroli, non sono esclusi altri interventi
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ANCONA
02 novembre 2020
20:51
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Nelle Marche dal 4 novembre al 4 dicembre incluso, didattica a distanza al 100% nelle Università e per la formazione professionale, 50% di capienza consentita nei mezzi del Trasporto pubblico automobilistico locale; il ritiro dei tesserini di caccia, in scadenza, si potrà fare on line. Lo prevede l’ordinanza n.41 firmata dal presidente Francesco Acquaroli che aveva già disposto, dal 3 novembre, la Dad al 100%, salvo bisogni educativi speciali, per le scuole superiori. “L’obiettivo – spiega – è rafforzare le misure di contenimento prese. Le Marche sono per ora sotto controllo secondo i parametri previsti dall’Iss, ma non possiamo permettere che si alzi l’indice di rischio. Monitoriamo ora per ora la situazione e non è escluso che nei prossimi giorni si interverrà ulteriormente”. “Le condizioni che hanno determinato il prolungamento dello stato emergenziale – spiega la Regione – si manifestano ad oggi con rilevante livello di espressione e significatività anche nelle Marche, rilevabile anche dal progressivo aumento dei casi”.
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Proietti: funerali il 5 novembre a Roma, lutto cittadino
Ipotesi corteo funebre nelle sue strade. Ricordo amici al Globe
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ROMA
02 novembre 2020
21:12
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Giovedì 5 novembre saranno celebrati a Roma i funerali di Gigi Proietti. La Sindaca Virginia Raggi proclamerà il lutto cittadino per quel giorno. I funerali religiosi di Proietti si dovrebbero tenere alla Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo. Probabilmente le esequie saranno tenute in forma privata anche per evitare qualsiasi assembramento in ossequio alla normativa anti covid.
La sindaca Raggi, secondo quanto si apprende, è in contatto con la famiglia di Gigi Proietti per condividere insieme l’omaggio di Roma: tra le ipotesi un corteo funebre in auto che partirà dal Campidoglio e toccherà diversi luoghi simbolo della vita di Proietti, come via Giulia – dove è nato l’attore -, il Globe Theatre – il teatro shakesperiano di cui era il direttore artistico. E proprio lì potrebbe esserci il ricordo di alcuni suoi amici – per poi arrivare nella chiesa dove si svolgeranno le esequie. Il tutto è stato pensato per evitare assembramenti e avverrà nel rispetto della normativa anticovid.
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Covid: dopo cena protesta sit-in a Pesaro,”lavoro non bonus”
Un centinaio in piazza contro chiusure, commercianti si smarcano
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ANCONA
02 novembre 2020
21:40
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“Libertà”, “Non siamo untori” e anche frasi contro il sindaco Matteo Ricci che aveva definito una “pagliacciata” la cena di protesta contro il mini-lockdown organizzata la sera del 26 ottobre con 90 persone dal ristoratore Umberto Carriera, durante la quale era scattato un blitz della polizia. Le scritte campeggiavano nei cartelli esposti nella manifestazione promossa a Pesaro in Piazza del Popolo da Carriera sanzionato, anche con la chiusura di 15 giorni del ristorante “La Macelleria”. In piazza un centinaio di persone, in mascherina. Dall’iniziativa di Carriera si sono smarcati commercianti ed esercenti aderenti a Confcommercio in piazza il 7 novembre.
La chiusura di ristoranti e altre attività alle 18, ha detto Carriera al megafono, “è ingiusta e insopportabile, va contro le libertà individuali e d’impresa”. “Mi sento controllato peggio di un criminale – ha lamentato – mentre c’è gente in giro che spaccia e delinque. Chiedo a nome di tanti di avere il diritto di lavorare e non di avere bonus, di tenere aperto, non chiuso”.
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Proietti al cinema, un caratterista di genio
Da Magni a Steno a Garrone, le sue maschere diventate un modello
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02 novembre 2020
16:48
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Se avesse continuato a lavorare con i registi americani che lo adoravano (Sidney Lumet negli anni ’60, Robert Altman e Ted Kotcheff dieci anni dopo), oggi avrebbe anche lui una stella sulla Walk of Fame di Hollyood a celebrarne la gloria nel giorno del suo 80/o compleanno. Gigi Proietti aveva tutto per farsi adottare alla Mecca del Cinema: era bello, aitante, colto ma popolare, dotato per le lingue e gli accenti, padrone di una tecnica verbale senza paragoni, caratterista senza eguali. Invece come i suoi maestri e conterranei (Sordi e Manfredi in primis) soffriva la lontananza da casa e l’insicurezza del provinciale. Se Federico Fellini avesse scelto lui per il ruolo di Giacomo Casanova (per cui alla fine si dovette accontentare di doppiare Donald Sutherland) sarebbe diventato immortale. Invece poche volte il cinema italiano si fidò di lui come prim’attore. La maschera del caratterista gli rimaneva impressa e a lui, in fondo, piaceva così, libero di scatenarsi in scene e controscene per le quali non aveva nemmeno bisogno di un regista: sapeva fare tutto da solo e anche così si è ritagliato un ruolo in fondo unico sul grande schermo.
Debuttò nel 1964 con una particina da poliziotto grazie a Ettore Scola in “Se permettete parliamo di donne” e due anni dopo, grazie alle prime prove televisive, si accorsero di lui a Cinecittà. Lo chiamano vecchi maestri e bravi artigiani come Alessandro Blasetti (“La ragazza del bersagliere”) e Franco Indovina (“La matriarca” con Catherine Spaak); gli dà spazio Tinto Brass con il rivoluzionario “L’urlo” (primo ruolo drammatico in carriera); lo valorizza Mario Monicelli che nel ’74 lo vuole addirittura in tre parti (Pattume, Colombino e nascosto dietro la maschera della Morte) in “Brancaleone alle crociate” (1970). Tre anni dopo ha una grande occasione con “La Tosca” di Luigi Magni in cui veste i panni di Cavaradossi ed è un peccato che il sodalizio tra i due migliori interpreti della “romanità” non abbia seguito per i diversi caratteri di attore e regista.
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In compenso Proietti si confronta con autori più “intellettuali” come Elio Petri (“La proprietà non è più un furto”) o Alberto Lattuada che in “Le farò da padre” lo conferma protagonista drammatico. Ma è grazie alla televisione, e in particolare a Ugo Gregoretti con cui aveva già lavorato nel “Circolo Pickwick”, che dispiega tutto il suo talento: nel 1974, due anni prima di Kabir Bedi, sfoggia il turbante di Sandokan in un memorabile “Le tigri di Mompracem” in cui duetta con le infiammate pagine di Salgari e la cronistoria minuta delle disavventure dello scrittore.
Del 1976 è il suo film di culto: “Febbre da cavallo” di Steno col personaggio dello scommettitore sfortunato Bruno Fioretti detto Mandrake. Per i produttori sarebbe la spalla di Enrico Montesano, ma a svettare è proprio il suo personaggio che (si veda la celebre arringa in tribunale) diventa un modello attoriale, tanto da spingere Carlo Vanzina (figlio di Steno) a riproporgli il ruolo nel sequel del 2002. “Febbre da cavallo” è un titolo emblematico della carriera cinematografica di Proietti. Il film nasce, senza speciali ambizioni, come una pellicola di genere e all’uscita non viene quasi neppure recensito sui giornali: si scava invece una nicchia popolare anno dopo anno fino a diventare un modello della comicità romanesca e universale.
Luigi Proietti in arte Gigi ci lascia una cinquantina di film, molto spesso accettati per puro divertimento come in “Casotto” di Sergio Citti in cui viene preso a schiaffi da Catherine Deneuve (nella scena l’attrice perse l’anello di Bulgari che il produttore le aveva regalato come simbolico compenso) o come quando Bertrand Tavernier lo sceglie per il Cardinal Mazarino in “La figlia di D’Artagnan”, sorridente omaggio al cinema italiano di cappa&spada. Negli anni ha lavorato spesso con Mario Monicelli (che aveva per lui un affetto quasi paterno) e i fratelli Vanzina che lo consideravano uno di famiglia. Il suo ultimo ruolo gli si attaglia a pennello, il burbero Mangiafoco nel “Pinocchio” di Matteo Garrone: quasi irriconoscibile dietro il pesante trucco di scena, lancia sguardi fiammeggianti e bofonchia maledizioni e blandizie, come per l’ultimo scherzo di una maschera da commedia dell’arte.
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Proietti: da Favino una poesia romanesca per Gigi
‘Però ‘n se fa così, tutto de botto – scrive – Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto”
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02 novembre 2020
15:02
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E’ quasi una poesia romanesca quella dedicata da Pierfrancesco Favino a Gigi Proietti su Facebook.
”Però ‘n se fa così, tutto de botto – scrive Favino – Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto. Sentì drento a la panza strignese come un nodo. Sape’ che è la mancanza e nun avecce er modo de ditte grazie a voce pe’ quello che c’hai dato pe’ quello che sei stato, perché te sei inventato un modo che non c’era de racconta’ la vita e ce l’hai regalato così un po’ all’impunita, facendo crede a tutti che in fondo eri normale, si ce facevi ride de quello che fa male, si ce tenevi appesi quando facevi tutto, Parla’, balla’, canta’, pure si stavi zitto”.
”Te se guardava Gi’, te se guardava e basta come se guarda er cielo, senza vole’ risposta. All’angeli là sopra faje fa du risate, ai cherubini imparaje che so’ le stornellate, Salutece San Pietro, stavolta quello vero, tanto gia’ ce lo sanno chi è er Cavaliere Nero” conclude Favino.
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Schmidt, chiudono i musei? Gli Uffizi sono pronti
Il direttore: “In attesa della decisione inauguriamo una mostra”
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FIRENZE
02 novembre 2020
19:37
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FIRENZE – “Agli Uffizi siamo pronti ad entrambe le ipotesi: possiamo chiudere in qualsiasi momento e abbiamo preparato le carte sia per la chiusura, sia per rimanere aperti. Adesso non sappiamo ancora quando è prevista la probabile chiusura dei musei, quindi oggi inauguriamo la mostra dedicata alle donne dell’età imperiale”. Lo ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, a margine della presentazione di ‘Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane’, mostra dedicata alle donne dell’antica Roma.
“Abbiamo le carte pronte per poter chiudere e andare in lavoro agile molto velocemente dedicandoci a progetti speciali – ha spiegato Schmidt -: lo abbiamo fatto a marzo nel giro di pochi minuti, ora siamo ancora più preparati perché il nostro dipartimento risorse umane ha già pronte le carte per mandare tutti in lavoro agile non appena arriverà una comunicazione in questo senso da parte del ministero”. Schmidt ha precisato che alle Gallerie degli Uffizi non si sono visti “assembramenti di nessun tipo, particolarmente in questo ultimo periodo”, ma le chiusure prospettate dal governo, ha aggiunto, “non si riferiscono a quanto avviene nei luoghi stessi, ma piuttosto all’attrattiva che costituiscono per la gente come ragione per uscire di casa. Nell’ambito di una considerazione di questo genere chiaramente seguiremo le indicazioni del ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio”. In caso di chiusura “siamo pronti a rafforzare ancora la nostra comunicazione a distanza con il pubblico”.
Schmidt ha infine spiegato che “l’impatto economico della chiusura sarebbe di poco più di un milione di euro al mese: quindi per i prossimi 4 mesi, che sono di bassa stagione, si potrebbe ipotizzare un impatto da 4-5 milioni di euro”.
