Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2020, 11:27:05 di Maurizio Barra
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DALLE 17:57 DI DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
ALLE 11:27 DI LUNEDì 16 NOVEMBRE 2020
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Roma: 8mila controlli, multe anche per il mancato rispetto del coprifuoco
Non avevano giustificato motivo. In campo nel weekend 350 vigili oltre a Carabinieri e Polizia
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ROMA
15 novembre 2020
17:57
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Sono stati oltre 8mila nel weekend a Roma i controlli svolti dai vigili urbani per verificare il rispetto delle norme anti-covid. Particolare attenzione sia alla formazione di possibili assembramenti nei parchi e nelle zone di interesse commerciale e turistico, sia all’osservanza delle altre disposizioni per il contenimento dell’emergenza epidemiologica, con verifiche mirate anche nelle ore serali e notturne. Oltre 350 gli agenti impegnati nel weekend per le attività di controllo anti-covid: dal litorale romano al Centro Storico.
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Durante il coprifuoco sono stati più di 500 i veicoli fermati dagli agenti della Polizia Locale nelle notti di venerdì e sabato: una decina i casi per i quali è scattata la sanzione in quanto privi di un giustificato motivo a circolare, secondo quanto disposto dal DPCM del 3 novembre.
Una vigilanza anti-assembramenti finalizzata anche a verificare il rispetto delle regole da parte dei locali pubblici e delle attività commerciali. Una ventina le violazioni riscontrate nel corso dei controlli serali, soprattutto da parte di minimarket, per la vendita di alcolici fuori orario, e di alcuni esercizi che hanno continuato a somministrare cibo e bevande sul posto oltre l’orario consentito. Altri illeciti hanno riguardato il mancato uso dei dispositivi di protezione da parte dei dipendenti dei locali e l’assenza di prodotti igienizzanti. Una decina invece le persone sanzionate per il mancato uso della mascherina.
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Gino Strada: ‘Per la Calabria disponibile ma nessuna proposta’
‘Il governo scelga chi vuole ma sia chiaro che non c’è una mia indecisione’
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15 novembre 2020
20:21
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“Una settimana fa ho ricevuto la richiesta da parte del Governo di impegnarmi in prima persona per l’emergenza sanitaria in Calabria. Ho chiesto alcuni chiarimenti sul mandato e sulle modalità di lavoro, ponendo una condizione fondamentale: non sono disponibile a fare il candidato di facciata né a rappresentare una parte politica, ma metterei a disposizione la mia esperienza solo se ci fossero la volontà e le premesse per un reale cambiamento.
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Dopo quei primi colloqui non mi è stata fatta alcuna proposta formale”. Così in un post su Facebook il medico e fondatore di Emergency Gino Strada.
“Sia chiaro: non ho nulla da recriminare nei confronti del governo che ha ovviamente facoltà di scegliere il candidato che ritiene più adatto a questo incarico. Non voglio però neanche alimentare l’equivoco di una mia indecisione: da medico, ritengo che in un momento di grave emergenza sanitaria per il nostro Paese, tutti debbano dare una mano e con questo spirito avevo messo a disposizione il lavoro mio e di EMERGENCY che già opera da 15 anni in molte regioni italiane, Calabria inclusa -aggiunge- Nel frastuono delle tante voci di questi giorni, ho avuto anche l’occasione di sentire la fiducia e la voglia di fare di tanti cittadini, calabresi e non, infermieri e medici e rappresentanti delle istituzioni, che ringrazio per il sostegno e per l’apprezzamento che hanno dimostrato per il lavoro mio e di EMERGENCY”.
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Toscana ‘zona rossa’, primo giorno strade subito vuote
Firenze e le altre città deserte,pochi a passeggio o a far sport
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FIRENZE
15 novembre 2020
20:54
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Effetto ‘vuoto’ a Firenze e in modo simile in tutte le principali città della Toscana per il primo giorno della regione declassata a ‘zona rossa’ causa peggioramento degli indicatori relativi alla diffusione del Coronavirus. A Firenze fin dal mattino poca gente in giro se non per acquisti di necessità in bar, fornai, edicole, rosticcerie e nelle poche attività che hanno potuto tenere aperto, o per andare alla messa (si sono celebrate comunioni già rinviate da primavera).
Ridotte le attività sportive amatoriali: rispetto alle domeniche ‘normali’ sono state viste poche le persone in tuta da ginnastica sui lungarni a praticare footing e pochi quelli che sono usciti in bicicletta. Immancabili, invece, i proprietari di cani al guinzaglio per la doverosa passeggiata fuori casa. Il centro storico era deserto. All’aperto persone, senza assembramenti, rilevate dai vigili urbani quasi solo nei giardini pubblici. Traffico ai minimi termini sulle autostrade (A1, A11, A12 e A15) e sulle Sgc Firenze-Pisa-Livorno, Firenze-Siena e Siena-Bettolle. Da Forte dei Marmi a Viareggio, da Livorno al Grossetano lungomare quasi deserti e tutti in casa.
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++ Covid: de Magistris, posti letto? Dati non corrispondono ++
Sindaco Napoli su sanità campana, si stanno alterando anche ora
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NAPOLI
15 novembre 2020
21:24
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”I numeri di posti letto non corrispondono a quelli che anche oggi sono stati forniti come dati ufficiali”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a ‘Non è l’Arena’ su La7, parlando della situazione della sanità campana.
”Il ministro ha fatto gli accertamenti – ha aggiunto – e rapidamente si è passati dal giallo al rosso.
Quindi che c’era qualcosa che non andava e che non va a me sembra assolutamente evidente”. Il sindaco ha affermato: ”si stanno alterando i dati anche in questi giorni perchè tra le terapie intensive che curiosamente aumentano ci sono quelle delle cliniche convenzionate che De Luca sta in qualche modo ‘requisendo'”.
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Mafia: maxioperazione polizia-cc a Foggia, decine arresti
Colpiti i vertici dei clan mafiosi foggiani,presi anche due boss
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BARI
16 novembre 2020
09:09
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Dalle prime ore della notte è in corso una maxi operazione antimafia nel cuore di Foggia, convenzionalmente denominata “Decimabis”, da parte della cosiddetta “Squadra Stato”. Centinaia di agenti della Polizia di Stato e di militari dell’Arma dei Carabinieri stanno eseguendo una misura cautelare emessa nei confronti di decine di soggetti affiliati e contigui all’organizzazione criminale di matrice mafiosa nota come società foggiana.
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Si tratta dell’operazione antimafia più importante eseguita nel capoluogo pugliese nei confronti delle tre batterie “Moretti/Pellegrino/Lanza” – “Sinesi/Francavilla” e “Trisciuoglio/Tolonese/Prencipe”, operanti nel settore delle estorsioni ai danni dei commercianti ed imprenditori locali. Si tratta della prosecuzione della precedente operazione contro la criminalità mafiosa foggiana del 2018, denominata “Decima Azione”. Colpita questa volta anche la cosiddetta “zona grigia” della città. Tra gli arrestati ci sono anche due capo clan, i foggiani Federico Trisciuoglio e Pasquale Moretti. Federico Trisciuoglio è ritenuto capo storico della malavita foggiana ed era già detenuto ai domiciliari mentre Pasquale Moretti era tornato in libertà da pochi mesi ed è il figlio di Rocco Moretti, al vertice dell’omonimo clan.
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Natale che verrà: regole per shopping, cenone, parenti
Il prossimo Dpcm affronterà il tema, ipotesi revisione ora del coprifuoco
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16 novembre 2020
10:40
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Il primo Natale nell’epoca del Covid inizierà in un certo senso il 3 dicembre, quando scadrà l’ultimo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) e saranno fissate le nuove disposizioni anti-virus valide anche per il periodo delle feste. Ministri ed esperti ripetono il mantra del “Natale responsabile e rigoroso” e il ruolo decisivo dei dati dell’epidemia nelle prossime settimane per le decisioni politiche.
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Ma l’importanza della condivisione familiare in un Paese come l’Italia e il peso degli interessi economici e commerciali in giorni propizi al consumo come quelli a cavallo del 25 dicembre potrebbero spingere a qualche allentamento, se i numeri dell’epidemia saranno incoraggianti.
Lo shopping per gli acquisti di Natale sarà sicuramente contingentato come sta già avvenendo in questi giorni specialmente in alcune grandi città e nel weekend, anche nelle zone gialle a rischio moderato. Per il cenone in casa ci saranno raccomandazioni e non divieti virtualmente inapplicabili: plausibile che non si possa essere più di sei a tavola, quindi solo conviventi e parenti stretti. Ma potrebbe essere portato a sei anche il numero di commensali nei ristoranti delle zone gialle, secondo quanto trapela.
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Quanto agli spostamenti, interdetti nelle zone rosse e limitati in quelle arancioni, anche tra regioni sarà sempre consentito il ritorno alla residenza o al domicilio, ma non si prevede un esodo dal nord al sud paragonabile a quello di marzo scorso prima del lockdown Italia. Ciò anche grazie al massiccio impiego di smart working e lezioni universitarie a distanza introdotto nel frattempo, Infine il coprifuoco fissato alle 22 in tutta Italia, che potrebbe essere spostato alle 23 o a mezzanotte la sera del 24 dicembre e magari un pò più in avanti a Capodanno per poter brindare in compagnia anche alla prospettiva di un vaccino che nel 2021 liberi dall’incubo.
La speranza di alcuni presidenti di Regione è di vedere il territorio che governano di nuovo promosso da rosso ad arancione o da arancione a giallo. E’ il caso del toscano Eugenio Giani, che da oggi fronteggia il livello di massima allerta e che spera di tornare in zona arancione a metà dicembre, anche se il sindaco di Firenze Dario Nardella, come Giani del Pd, vede difficile un ritorno a misure meno stringenti per Natale.
Uno degli spauracchi è l’Rt, l’indice di contagiosità, che va riportato al livello più rassicurante inferiore a 1 (è a 1,4 nell’ultimo rilevamento nazionale), come ha ricordato il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli.
“Se ci riusciremo nei prossimi 10 giorni e se vedremo calare la presenza di malati nelle corsie di ospedale e l’affollamento nei pronto soccorso, chiederò al governo di farci uscire dalla zona arancione”, dice il presidente della Liguria Giovanni Toti.
Per l’Emilia Romagna, passata da gialla ad arancione, si spende la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, esponente dem come il presidente della Regione Stefano Bonaccini. “Ha tutte le carte in regola per tornare gialla”, dice, per poi però ammonire rivolta all’intera Italia: “Natale e Capodanno non può essere un liberi tutti o ci ritroviamo la terza ondata”. E tra gli esperti restano sempre numerose le voci a invocare un lockdown proprio nelle feste di Natale, invece di un allentamento.
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Cala pressione su ospedali Piemonte, scesi i ricoveri
Cibinel, in ultima settimana media 79. Pronto soccorsi respirano
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TORINO
16 novembre 2020
10:04
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“La pressione sugli ospedali piemontesi sta diminuendo. Un dato che lo testimonia non è solo il calo dei ricoveri ordinari, scesi a 79 come media giornaliera nell’ultima settimana, ma anche la riduzione del numero di pazienti in Pronto soccorso in attesa del ricovero”, il cosiddetto ‘boarding’.
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Lo afferma Gian Alfonso Cibinel, coordinatore Dea/Pronto Soccorso dell’Unità di crisi della Regione Piemonte.
“Dopo le 632 persone in coda nella giornata di picco massimo del 5 novembre, di cui 514 covid positive, negli ultimi tre giorni abbiamo registrato una flessione con una media giornaliera in attesa di 450 persone – spiega Cibinel -. Nella prima fase della pandemia proprio il calo dei numeri del boarding dei pronto soccorso era stato il primo segnale di una inversione di tendenza che ha portato alla progressiva diminuzione della pressione ospedaliera complessiva e in generale della curva del contagio”.
“In un periodo di normalità non emergenziale le persone in boarding nei pronto soccorso del Piemonte sono mediamente circa 250 – osserva ancora Cibinel -. A fine marzo, in uno dei momenti più acuti della pandemia, il picco dei pazienti in attesa di ricovero era stato di circa 450 persone (quasi tutti affetti da Covid). Un dato che confrontato al picco degli oltre 600 in attesa il 5 novembre testimonia la maggiore pressione che il sistema ospedaliero piemontese ha subito in questa seconda fase della pandemia”. PIEMONTE VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA POLITICA
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Migranti: risse e lancio di oggetti al Cpr di Monastir
Allarme del Sap, “non vengono fatti i tamponi da 15 giorni”
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CAGLIARI
16 novembre 2020
10:25
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Notte di violenza al Centro di accoglienza per migranti di Monastir (Cagliari), dove attualmente sono ospitate circa 200 persone.
Un gruppo di algerini si è scontrato, arrivando più volte alle mani e lanciandosi contro anche alcuni oggetti.
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Quattro persone sono rimaste lievemente ferite.
“La tensione è alle stelle – denuncia Luca Agati, segretario provinciale del Sap Cagliari – abbiamo dovuto gestire violenti scontri”.
I responsabili delle risse sono stati identificati e denunciati, ma quello che preoccupa di più il sindacato, che ha inviato una lettera al Questore, è il problema legato al Coronavirus. “Sono più di quindici giorni che non vengono effettuati i tamponi ai nuovi sbarcati – evidenzia ancora Agati – abbiamo stipate più di duecento persone, giunte in momenti diversi, che vivono in totale promiscuità senza conoscerne le ipotetiche cariche virali. Monastir è un potenziale covo di malati, un ipotetico focolaio di infetti che ogni giorno entra in contatto con tutti gli operatori delle forze di polizia. Ogni giorno che passa senza i dovuti accertamenti sanitari, è un giorno di rischio in più, una terribile scommessa con il fato”.
E il sindacalista rincara la dose. “I migranti come accaduto stanotte si armano, rompono tutto, si propongono con spavalderia, scavalcano in continuazione uscendo dalla struttura. Cosa deve accadere affinché si ponga rimedio a questa vergogna?”.
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Direttore di Radio Maria, ‘Covid complotto elites’
‘Una dittatura sanitaria per costruire il mondo di Satana’
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15 novembre 2020
18:55
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“Un progetto volto a fiaccare l’umanità, metterla in ginocchio, instaurare una dittatura sanitaria e cibernetica, creando un mondo nuovo che non è più di Dio Creatore, attraverso l’eliminazione di tutti quelli che non dicono sì a questo progetto criminale portato avanti dalle élites mondiali, con complicità magari di qualche Stato”. Tutto per creare “il mondo di Satana”.
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Questa è la pandemia da Coronavirus secondo don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, che ne ha parlato in un intervento che sta facendo discutere, l’11 novembre scorso, nella sua rubrica “Lettura cristiana della cronaca e della storia”.
Obiettivo di questo “progetto”, secondo il sacerdote, sarebbe quello di “costruire un mondo nuovo senza Dio. Il mondo di Satana. Dove saremmo tutti degli zombie. È un progetto, non una cosa campata per aria. Vorrebbero realizzarlo entro il 2021, a mio parere”.
“A livello religioso si è già detto che la pandemia non viene da Dio. Dal punto di vista umano non si è voluto approfondire da dove venga, questa epidemia”, ha argomentato, “ho insistito sul fatto che la Cina abbia testato un’arma tecnobiologica, che sarebbe proibita, ma la Cina non ha firmato la Convenzione di Ginevra”.
A detta di don Fanzaga, “questa epidemia è un progetto che io ho sempre attribuito al demonio che agisce attraverso menti criminali che l’hanno realizzato con uno scopo ben preciso: creare un passaggio repentino, dopo la preparazione ideologica, politica e mass mediatica, per un colpo di Stato sanitario o massmediatico”. Per quanto riguarda infine l’elezione negli Usa del neo-presidente Joe Biden, questa, per il direttore di Radio Maria, sarebbe “la ciliegina sulla torta”.
