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Ultimo aggiornamento 25 Novembre, 2020, 02:33:06 di Maurizio Barra

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ALLE 02:33 DI MERCOLEDì 25 NOVEMBRE 2020

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Omicidio nel Pisano, arrestato presunto assassino
Svolta indagini su morte 53enne a Castelfranco di Sotto
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PISA
24 novembre 2020
03:56
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E’ stato arrestato questa notte dai carabinieri il presunto assassino di Roberto Checcucci, il 53enne di Fucecchio (Firenze), che il 27 settembre scorso fu trovato privo di vita lungo l’argine dell’Arno a Castelfranco di Sotto (Pisa), dove era solito andare a passeggiare. A eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati i miliari del nucleo investigativo pisano insieme ai colleghi della compagnia di San Miniato.
Checcucci fu trovato cadavere da un passante: sulla salma furono rilevate almeno dieci coltellate.
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Immigrazione clandestina, otto misure cautelari
Carabinieri Torino smantellano organizzazione
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TORINO
24 novembre 2020
08:56
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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della permanenza illegale sul territorio nazionale. Sono le accuse nei confronti di sei cittadini stranieri e due italiani. Secondo i carabinieri del Comando provinciale di Torino ospitavano per denaro clandestini, anche minorenni, provenienti da Pakistan, India e Bangladesh, per poi accompagnarli in auto oltre il confine francese o austriaco attraverso i valichi del Monginevro e del Brennero.
I carabinieri stanno eseguendo nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare. Nel corso dell’indagine sono già state denunciate, per gli stessi reati, 67 persone e ne sono state sottoposte 7 a misura cautelare.   PIEMONTE   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA POLITICA   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   PRIME VIDEO CHANNELS: ISCRIVITI! ORA è IN ITALIA, NON PERDERE QUESTA OCCASIONE!

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Covid: riaprono le scuole elementari in Alto Adige
Dopo una stop di poco più di una settimana
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BOLZANO
24 novembre 2020
09:00
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Dopo uno stop durato una decina di giorni in Alto Adige sono state riaperte le scuole elementari.
A causa dell’alto numero di contagi in Provincia di Bolzano il governatore Arno Kompatscher per decreto aveva chiuso tutte le scuole, come anche l’assistenza all’infanzia. Dopo lo screening di massa, al quale ha partecipato il 64% della popolazione, è iniziatala la graduale riapertura. La giunta provinciale oggi dovrebbe stabilire la tabella di marcia per la ripresa della didattica in presenza (almeno per la prima media) e per alcune attività economiche.
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Morti per legionella, sequestro plessi Policlinico Bari
Cinque dirigenti indagati, anche dg Migliore
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BARI
24 novembre 2020
09:48
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I carabinieri del Nas hanno sequestrato, con facoltà d’uso, due interi padiglioni del Policlinico di Bari – Chini e Asclepios – perché “infetti da batteri di legionelle”. Il decreto di sequestro preventivo è stato disposto nell’ambito di una indagine sui decessi di quattro pazienti, avvenuti tra il 2018 e il 2020, morti dopo aver contratto il batterio. Nell’inchiesta sono indagati cinque dirigenti del Policlinico, per i reati di omissione di atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro delitto, tra i quali il direttore generale Giovanni Migliore.
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‘Ndrangheta: sequestrati beni per 2 mln e boss cosca Pesce
Operazione Dia, sigilli a società, immobili e automezzi
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REGGIO CALABRIA
24 novembre 2020
10:02
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Beni per circa due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, sotto la supervisione del procuratore distrettuale Giovanni Bombardieri e del procuratore aggiunto Gaetano Paci e in esecuzione di un provvedimento del Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Vincenzo Pesce, di 67 anni, di Rosarno, esponente di spicco dell’omonima cosca egemone, insieme a quella dei Bellocco, a Rosarno.
Pesce ha riportato 2 condanne definitive per associazione a delinquere semplice e mafiosa per fatti commessi negli anni 1980 e 1989 e a seguito dei quali era già stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di Ps per 3 anni. Nel giugno 2014 è stato coinvolto nell’operazione “‘Ndrangheta Banking”, condotta dal Centro operativo Dia di Reggio insieme ai carabinieri del Ros di Reggio e coordinata dalla Dda, che aveva portato alla scoperta di un sistema creditizio parallelo attraverso cui le cosche erogavano prestiti a tassi usurari a imprenditori calabresi e lombardi in difficoltà. Pesce avrebbe operato come dominus di fatto dell’impresa individuale “Maduli Biagio Francesco”, a cui favore, forte del rapporto con Vincenzo Carmine Barbieri, altro imprenditore considerato colluso, veniva aggiudicato un appalto del Comune di Rosarno per lavori di manutenzione delle strade per 40mila euro. Per questo Pesce è stato condannato a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato la ‘ndrangheta.
Il sequestro è stato disposto per la pericolosità sociale sia “qualificata” per l’appartenenza alla ‘ndrangheta che “generica” in quanto soggetto che vive di proventi illeciti. Dagli accertamenti della Dia è emersa per Pesce la disponibilità di due aziende intestate a prestanome oltre a una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati rispetto agli investimenti effettuati nel tempo. Il provvedimento ha riguardato due società operanti nel settore costruzioni di edifici e smaltimento rifiuti solidi non pericolosi, 8 immobili e diversi terreni agricoli, 10 tra macchine operatrici semoventi, un rimorchio, un semirimorchio, diversi autocarri ed una autovettura e rapporti finanziari aziendali.
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Covid: consigliere Pavia, per pochi vecchi roviniamo giovani
‘Riapriamo. W Darwin ‘ polemica per frasi choc su Facebook
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MILANO
24 novembre 2020
10:05
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“Ormai questo piagnisteo sulle vittime penso che abbia stufato tanti italiani, per salvare poche migliaia di vecchietti stiamo rovinando la vita, nel lungo termine, a un sacco di giovani”. E’ una delle frasi-choc pubblicate su Fb da un consigliere di maggioranza di Pavia, Niccolò Fraschini (Pavia Prima), che hanno suscitato indignazione e polemiche.Lo riporta la Provincia pavese.
Le frasi, apparse su Facebook, chiudevano con un “è ora di riaprire, W Darwin!” . Lui si è difeso parlando di “strumentalizzazione” e dI “frasi estrapolate dal contesto” dichiarando “vicinanza agli anziani”.
Nel marzo scorso era salito agli onori delle cronache per aver stigmatizzato i napoletani “che hanno l’immondizia nelle strade e ci schifano”, i francesi, “che non hanno il bidet” e i romeni “che hanno i bambini che vivono nelle fogne nella capitale”.
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‘Ndrangheta: estradato intermediario cosche con narcos
Arrestato nel luglio scorso in Albania, arrivato a Fiumicino
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REGGIO CALABRIA
24 novembre 2020
10:22
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Nelle carte dell’inchiesta “Magma” veniva chiamato “lo zio” ed era uno degli intermediari tra la cosca Bellocco di Rosarno e alcuni trafficanti spagnoli che dovevano trattare il prezzo, al chilo, della cocaina da fare arrivare in Italia. Bujar Sejdinaj è arrivato ieri notte all’aeroporto di Fiumicino dove si è conclusa la procedura di estradizione dal suo Paese, l’Albania dove l’anno scorso si era nascosto per sfuggire alla cattura.
Arrestato a luglio, grazie a un mandato di arresto europeo, la Dda di Reggio Calabria è riuscito a farlo rientrare in Italia dove gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gaetano Paci e del pm Francesco Ponzetta che hanno coordinato le indagini dell’inchiesta “Magma” condotta dal Goa e dal Gico della guardia di finanza di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma. L’inchiesta ha consentito di destrutturare la cosca Bellocco e le sue articolazioni extra regionali, traendo in arresto tutti i membri apicali del clan appartenente al “mandamento tirrenico” e operante nella piana di Gioia Tauro, in Emilia Romagna, in Lazio e in Lombardia. I Bellocco avevano grosse disponibilità finanziarie e importavano cocaina dal Sudamerica e in particolare dall’Argentina e dal Costarica.
La droga viaggiava nascosta in borsoni che venivano occultati all’interno di container. Ma prima di imbarcare la droga in direzione Europa, gli emissari dei Bellocco si recavano all’estero per visionare la cocaina e contrattare il prezzo con i referenti dei narcos sudamericani. Uno di questi emissari sarebbe stato proprio lo “zio” Bujar Sejdinaj ritenuto dai pm “avamposto della ‘ndrina Bellocco nell’area balcanica”. È lui che si sarebbe occupato dell’acquisto di una partita di 20 chili di cocaina in Spagna a un prezzo “massimo di 29-30mila euro al chilogrammo”.
L’estradizione di Sejdinaj è avvenuta, con il supporto operativo della polizia di stato albanese, e si inserisce nell’ambito del progetto I-CAN, promosso dall’Italia insieme all’Interpol.
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Covid:sorpresi in circolo Bari a giocare a carte,19 sanzioni
Dieci persone multate sono pregiudicate;sequestrate slot machine
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BARI
24 novembre 2020
10:23
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La Polizia ha sanzionato 19 persone per violazione delle norme anti-Covid, perché sorprese a giocare a carte in un circolo ricreativo nel quartiere Poggiofranco di Bari. Le verifiche hanno consentito di accertare che dieci delle 19 persone identificate sono pregiudicati. Per tutti è scattata la sanzione per aver violato le regole su assembramenti e uso delle mascherine.
All’interno del circolo, inoltre, erano presenti 3 video slot, detenute senza autorizzazione, che sono state sequestrate.
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Blitz anarchici a Torino, petardi e uova contro La Stampa
Azione nel giorno sentenza appello maxi processo Scripta Manent
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TORINO
24 novembre 2020
10:45
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Petardi, fumogeni e uova di vernice sono state lanciate questa mattina contro la palazzina di via Lugaro, a Torino, che ospita la redazione della Stampa e quella torinese di Repubblica. Slogan contro i giornalisti e contro i magistrati sono stati scanditi da una ventina di manifestanti, che hanno anche lasciato un volantino di rivendicazione firmato “anarchici e anarchiche”. Sul posto è intervenuta la Digos. Per gli investigatori il blitz potrebbe essere collegato alla sentenza del processo di appello dell’inchiesta Scripta Manent prevista nel pomeriggio.
Il maxi-processo Scripta Manent riguarda le attività delle Fai-Fri, sigle con cui furono rivendicate una quantità di azioni compiute in diverse località italiane fra il 2003 e il 2016. Tra esse, le bombe esplose a Torino nella zona pedonale della Crocetta, gli ordigni esplosivi inviati all’ex sindaco Sergio Chiamparino, al quotidiano Cronaca Qui e al comando di San Salvario della polizia municipale; poi le due bombe fatte esplodere nei pressi dell’ex scuola allievi carabinieri a Fossano e il plico postale incendiario inviato all’ex sindaco di Bologna, Sergio Cofferati.
In primo grado il processo – dove erano contestate accuse di terrorismo – terminò con cinque condanne e diciotto assoluzioni.
Le pene più alte furono inflitte ad Alfredo Cospito (20 anni) e Anna Beniamino (17 anni).
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Eures, 91 donne vittime di femminicidio nel 2020
Sono i dati dei primi 10 mesi, un omicidio ogni tre giorni, gran parte in ambito familiare
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24 novembre 2020
11:28
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Sono 91 le donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020, ancora una ogni tre giorni. Sono i dati del rapporto Eures sul femminicidio in Italia: segnala una leggera flessione rispetto alle 99 vittime dello stesso periodo dell’anno precedente. A diminuire significativamente sono tuttavia soltanto le vittime femminili della criminalità comune (da 14 ad appena 3 nel periodo gennaio-ottobre 2020), mentre risulta sostanzialmente stabile il numero dei femminicidi familiari (da 85 a 81) e, all’interno di questi, il numero dei femminicidi di coppia (56 in entrambi i periodi), mentre aumentano le donne uccise nel contesto di vicinato (da 0 a 4).
Sono 3.344 le donne uccise in Italia nel XXI secolo. Lo rileva il rapporto sul Femminicidio. Le 3.344 le donne uccise in Italia tra il 2000 e 31 ottobre 2020, pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari complessivamente censiti ed elaborati dall’Istituto di Ricerca Eures, anche grazie alla preziosa collaborazione del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno.
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L’incidenza della componente femminile registra negli anni una costante crescita, per effetto di una marcata flessione degli omicidi in alcuni ambiti come la criminalità comune e organizzata dove le vittime sono soprattutto uomini, e una flessione assai più attenuata degli omicidi familiari (dove le vittime sono principalmente donne). Tale dinamica raggiunge il suo apice nel 2020, quando si attesta sul 40,6% dei casi censiti, ovvero la percentuale più alta di sempre. Analogamente i femminicidi familiari (che negli ultimi 20 anni presentano un’incidenza progressivamente crescente), registrano il valore più elevato proprio nell’ultimo anno (89%), a fronte di una percentuale media del 73,5% (pari a 2.458 femminicidi familiari dal 2000 ad oggi). La coppia continua a rappresentare il contesto relazionale più a rischio per le donne, con 1.628 vittime tra le coniugi, partner, amanti o ex partner negli ultimi 20 anni (pari al 66,2% dei femminicidi familiari e al 48,7% del totale delle donne uccise) e 56 negli ultimi 10 mesi (pari al 69,1% dei femminicidi familiari e a ben il 61,5% del totale delle donne uccise).
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Gli autori sono “per definizione” nella quasi totalità dei casi uomini (94%), con valori che nel corso dei singoli anni oscillano tra il 90% e il 95%.
“Alcuni dati mostrano che qualcosa comincia a funzionare meglio che in passato ma siamo consapevoli che il Codice Rosso non è la panacea. I dati sui dati dei femminicidi ci dicono che il percorso da fare è ancora lungo”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un messaggio per la presentazione del rapporto “Un anno di Codice Rosso”. “Il Codice è solo un tassello fondamentale importantissimo che riguarda il momento in cui la violenza è già avvenuta: non basta. Un intervento serio richiede tempo, un approccio sinergico e la consapevolezza che la strada per invertire darà i suoi frutti nel tempo ed è questa la strada che come governo, insieme ai ministri, ci impegniamo a percorrere”.
“A causa delle misure limitative” durante l’emergenza Covid “abbiamo involontariamente creato profondo disagio” che ha contribuito ad un aumento dei fenomeni di femminicidio, “triplicati durante il lockdown”, arrivando ad “un caso ogni due giorni. Anche a fronte di un calo degli omicidi”, ha spiegato il premier Conte durante un incontro al Senato sui centri antiviolenza.
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Auto investe e uccide pedone: conducente si è costituito a Cc
Ieri a Fermo morta 61enne. Investitore è operaio 55 anni
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ANCONA
24 novembre 2020
11:37
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Si presentato nel tardo pomeriggio di ieri alla caserma dei carabinieri di Porto Sant’Elpidio (Fermo) il conducente dell’auto che in mattinata aveva investito e ucciso a Fermo una 61enne di origine albanese che stava attraversando la strada sulla Ss16, allontanandosi poi senza fermarsi a prestare soccorso. Si tratta di un operaio di 55 anni, incensurato, residente in zona; al momento dell’incidente, si stava recando al lavoro al volante della propria utilitaria. La vittima, che abitava con la figlia in contrada San Michele di Fermo, lavorava come badante. Dopo il violento impatto la donna era stata soccorsa dai sanitari ma era morta a causa dei gravi traumi subiti.
Nella giornata di ieri i carabinieri della Compagnia avevano avviato le indagini, sentendo varie persone e analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza nella zona per individuare l’auto pirata e il suo conducente. Forse proprio per la ‘pressione’ degli investigatori, il 55enne ha deciso di costituirsi dai carabinieri e farsi identificare. Ora i militari stanno compiendo accertamenti sull’auto, un’utilitaria, e visionando le immagini delle telecamere per chiarire la dinamica dell’incidente, le cause dell’investimento.
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Revenge porn, in un anno oltre 1000 inchieste
Per punire la ‘Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti’
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24 novembre 2020
12:30
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Sono oltre mille le indagini aperte in tutta Italia per il reato di revenge porn, introdotto dal Codice Rosso – pacchetto di misure introdotte dal Guardasigilli Alfonso Bonafede contro la violenza di genere – per punire la ‘Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti’ (art 612 ter cp). Il dato è contenuto nel report realizzato dal ministro Bonafede a un anno dall’entrata in vigore dello stesso Codice Rosso e presentato in streaming con la partecipazione all’evento del premier Giuseppe Conte, della ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, e di Valeria Valente presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere.
In particolare, sono 1.083 le inchieste aperte per revenge porn, di cui: 121 richieste di rinvio a giudizio 226 richieste di archiviazione 8 sentenze emesse, di cui: 2 condanne con rito abbreviato 3 patteggiamenti 1 condanna in Tribunale 2 proscioglimenti 3 processi conclusi in Tribunale, 13 ancora in corso.
Tra il 1° agosto 2019 e il 31 luglio 2020 (includendo quindi anche i mesi di lockdown), per i 4 nuovi reati introdotti dal Codice Rosso – violazione misure di protezione per le vittime, costrizione al matrimonio, revenge porn, sfregi permanenti – sono state aperte in tutto 3.932 indagini e, per quelle già concluse, in 686 casi è stata già formulata richiesta di rinvio a giudizio. Sono inoltre 90 i processi che si sono già conclusi (65 in fase di udienza preliminare e altri 25 in Tribunale) e nel complesso sono già state inflitte 80 condanne (compresi i patteggiamenti e i decreti penali). Altri 120 processi sono in corso in fase di dibattimentale. “Il dato corposo delle denunce e quello dei procedimenti già approdati alla condanna in primo grado – si legge nel Rapporto del Guardasigilli Alfonso Bonafede sulle nuove misure contro la violenza di genere – consentono di rilevare l’utilità concreta dell’approccio procedimentale, basato sulla corsia preferenziale dell’ascolto, e della introduzione dei nuovi reati. Il dato complessivo delle richieste di rinvio a giudizio appare significativo dell’opportunità dell’intervento normativo del Codice Rosso, in mancanza del quale le gravi condotte tipizzate non avrebbero avuto risposta adeguata”.
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Gestori sci, con stop a Natale a rischio 70 per cento stagione
Allarme Anef che gestisce società italiane settore
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AOSTA
24 novembre 2020
12:33
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Con l’annunciato stop allo sci per Natale i gestori degli impianti di risalita italiani temono di bruciare il 70 per cento del fatturato della stagione invernale.
L’allarme è dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) che riunisce in Italia 1.500 impianti. “Il Natale pesa un terzo della stagione – spiega Valeria Ghezzi, presidente di Anef – però quest’anno, vista la situazione, considerato che non ci saranno gli stranieri e che gli italiani viaggeranno di meno, in ogni caso saltare il Natale e aprire anche solo a metà gennaio vorrebbe dire perdere il 70 per cento della stagione, ammesso che si riesca ad aprire”.
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Istat: Case Rifugio, in Italia 272 hanno accolto 1940 donne
Il 61,2% sono straniere. Il 50,8% ‘fuori da violenza’
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24 novembre 2020
12:36
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Le Case Rifugio per le donne maltrattate attive nel 2018 in Italia sono 272, pari a 0,04 Case per 10mila abitanti, in aumento rispetto alle 232 del 2017 ed 1.940 donne (il 62,1% è composto da straniere); tra queste 1.565 sono state accolte nel corso del 2018. L’offerta è maggiore al Nord, in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, e, al Centro, in Toscana. Sono i dati dell’Istat contenenuti nella seconda edizione dell’indagine sulle Case Rifugio, effettuata tra il 2019 e il 2020 e riferita alle attività svolte nel 2018 per la protezione delle donne sopravvissute alla violenza.
Nel 2018, la metà delle donne che hanno lasciato la Casa Rifugio (50,8%) ha concluso il percorso di uscita dalla violenza e il 7,8% per conclusione del percorso di ospitalità, facendo intravedere un esito positivo per circa 6 donne su 10. Al contrario, a riprova delle molteplici difficoltà incontrate nel percorso, il 21,8% delle ospiti ha lasciato la Casa Rifugio perché ha abbandonato il percorso (9,8%) o perché è ritornata dal maltrattante (12%). La percentuale di donne che sono uscite dalle Case Rifugio per conclusione del percorso di uscita dalla violenza è maggiore nelle Isole (68,8%) e nel Sud (57,9%) mentre la quota di donne che hanno finito il periodo di ospitalità è massima nel Nord-est (13,4%). Tuttavia è sempre al Sud che si riscontra la più elevata percentuale di donne che hanno abbandonato il percorso (19,1%) e al Nord-est che sono ritornate dal maltrattante (16,9%). Quanto alle misure per garantire la sicurezza delle donne ospiti – rileva l’Istat – non risultano del tutto adeguate: l’86,9% delle Case è a indirizzo segreto, ma il 5,9% di esse non ha previsto alcun sistema di sicurezza e misure come la linea telefonica diretta con le forze di polizia, il servizio di portineria, il servizio di sorveglianza notturna.
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Covid e povertà, +45% richieste aiuto alle mense francescane
‘Operazione pane’, 15 realtà distribuiscono 36mila pasti al mese
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BOLOGNA
24 novembre 2020
12:45
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Sono oltre trecentomila i pasti caldi serviti dall’inizio dell’emergenza ad oggi nelle 15 mense francescane sostenute dal progetto solidale dell’Antoniano ‘Operazione Pane’, il 45% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A renderlo noto è il direttore dell’Antoniano frate Giampaolo Cavalli: “Stiamo vivendo un periodo molto duro per tutti, ma non dobbiamo permettere che le difficoltà induriscano anche la nostra anima: solo restando uniti e aiutandoci a vicenda riusciremo a superare questa fase così critica”.
Le realtà francescane sostenute dall’iniziativa si trovano a Roma, Palermo, Catanzaro, La Spezia, Genova, Torino, Verona, Bologna, Pavia, Monza, Milano, Lonigo, Voghera e Baccanello.
Beneficia della campagna solidale anche una realtà francescana ad Aleppo, in Siria. Attualmente distribuiscono quasi 36mila pasti ogni mese, circa 1.200 al giorno.
“Le persone che si rivolgono alle strutture francescane sono in netto aumento – spiega Cavalli – questa situazione di grande emergenza non solo sta peggiorando la condizione di chi si trova nel disagio, ma sta anche mettendo in difficoltà tante famiglie che, in questo momento, stanno attraversando una difficoltà economica a causa della riduzione o della perdita del lavoro”.
Tra i nuovi ospiti, anche diverse persone che hanno perso il lavoro in seguito all’emergenza e che “spesso fanno anche fatica a chiedere aiuto, perché provano vergogna per la loro nuova condizione”.
Per garantire un pasto caldo e un aiuto concreto l’Antoniano ha lanciato una campagna sms solidale attiva fino al 19 dicembre. Per offrire un contributo basta inviare un sms o fare una telefonata da rete fissa al numero 45588. La campagna è il cuore pulsante dello Zecchino d’Oro (trasmissione tv rinviata a maggio 2021 causa emergenza Covid) e ha nel Coro dell’Antoniano il suo primo portavoce.
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Liceo Milano, lezione simbolica aperto
Preside liceo Boccioni, modo per dire ‘vogliamo esserci’
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MILANO
24 novembre 2020
12:51
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Domani gli studenti del liceo Boccioni di Milano torneranno a scuola fisicamente, o almeno lo farà una rappresentanza di loro che si sistemerà nel cortile per seguire le lezioni dal computer, dal tablet o dallo smartphone “I ragazzi – ha spiegato al Giorno la preside Giovanna Mezzatesta – mi hanno chiesto di poter fare lezione all’aperto per lanciare un messaggio: ‘Vogliamo essere a scuola’. E io ho detto sì: li appoggio”. L’istituto ha 760 iscritti e solo una quindicina di loro faranno questo inusuale sit-in seduti in cortile “su una sedia alla giusta distanza” e con mascherina, ha precisato la dirigente scolastica. E da lì seguiranno le lezioni di didattica a distanza.
“Però essendo fisicamente a scuola. È un modo per dire ‘vogliamo esserci’. Con loro, in presenza, ci saranno anche tre professori” rispettivamente di italiano e latino, matematica e fisica, storia e filosofia. E ci sarà anche l’appoggio dei genitori, che porteranno un tè caldo.
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Attacchi informatici a Bancomat, sgominata organizzazione
Bottino di 800mila euro, 6 arresti
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MONZA
24 novembre 2020
12:58
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Trentacinque colpi realizzati, altri 20 sospetti e un bottino di 800mila euro in soli sette mesi: sono questi i numeri di un’organizzazione di moldavi che assaltava gli sportelli Bancomat in Italia e all’estero sgominata dai carabinieri di Monza. Lo ha reso noto il Comando provinciale del capoluogo, che ha indagato 12 persone (6 arrestati, 3 sono attualmente ristretti in Polonia, uno è rientrato in Moldavia prima di essere fermato e 2 potrebbero non essere più sul territorio italiano), nello scorso fine settimana, nelle province di Monza e Brianza, Milano, Bologna, Modena, Vicenza, Mantova e Parma, a seguito di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Monza, per le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati.
L’indagine, avviata dal Nucleo Investigativo di Monza nello scorso mese di settembre, ha consentito di documentare numerosi attacchi informatici denominati ‘black box’ ai danni di sportelli bancomat, consistenti nell'”accreditarsi” come “amministratore di sistema” per poi ottenere l’erogazione di tutto il contante dagli ATM.
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Furgone precipita da soprelevata in parcheggio, grave donna
Ferita gravemente mentre stava posteggiando
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COMO
24 novembre 2020
13:59
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Stava parcheggiando l’auto per entrare al supermercato quando è stata investita da un furgone per il trasporto dei medicinali precipitato dalla strada soprastante. Sono gravi le condizioni di una donna di 45 anni coinvolta questa mattina un incidente stradale ad Albavilla (Como), lungo la provinciale Como-Lecco, trasportata con l’elisoccorso all’ospedale di circolo di Varese. Il conducente è stato ricoverato in codice giallo all’ospedale Sant’Anna di Como.
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Per cause non accertate il conducente del furgone ha perso il controllo del mezzo, diretto verso Erba, che si è spostato sulla destra ed è uscito di strada, nel punto in cui una riva erbosa alta un paio di metri separa la carreggiata dal parcheggio di un discount.
Il mezzo è così piombato dall’alto ed è finito proprio sull’auto, ribaltandola. La donna, in prognosi riservata a Varese, ha subito vari traumi gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.
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Violenza donne: Liguria in campo con cortometraggio d’autore
Finale della Carmen a firma Livermore tra iniziative 25 novembre
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GENOVA
24 novembre 2020
15:15
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La scena finale della Carmen di Bizet ambientata in un garage, ovvero in uno spazio quotidiano, per raccontare e denunciare un orrore quotidiano, in un cortometraggio girato dal regista e direttore del Teatro Nazionale Davide Livermore in occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. E’ una delle iniziative lanciata quest’anno da Regione Liguria sotto l’hashtag ormai noto di #nessunascusa. “Con questo hashtag anche quest’anno la Regione dare segnale, virtuale ma non meno incisivo – dice l’assessore alle Pari opportunità Simona Ferro – sappiamo come in questo momento di pandemia sia importante rimarcare che molte donne, costrette a restare a casa, devono subire ancora maggiormente atti di violenza fisica e psicologica, nonostante le denunce siano in calo perché le donne in queste condizioni non riescono neppure a chiedere aiuto”.
L’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo sottolinea come “sia fondamentale lanciare un messaggio chiaro – afferma – ed è ancora più fondamentale che sia la cultura ad aiutarci a lanciare questo messaggio, mi auguro che questo corto possa diventare “virale” soprattutto tra i giovani, per ricordarci che la lotta contro la violenza sulle donne è anche un tema culturale e che non bisogna mai abbassare la guardia”. A interpretare i ruoli di Carmen e del brigadiere Don José, Alice Arcuri e Sax Nicosia, entrambi attore del Teatro Nazionale. Il direttore Davide Livermore spiega la scelta di servirsi di quest’opera: “L’arte deve fare questo – afferma – mettere di fronte alla società temi urgenti, a volte anche mostrare degli orrori ma anche educare agli affetti, stimolare una relazione tra i cittadini capace di portare a una maggiore coscienza su temi fondamentali come il rispetto e l’uguaglianza”. Il cortometraggio sarà pubblicato domani alle 8 su tutti i canali social istituzionali.
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E’ morto Paolo Gabriele, maggiordomo del caso Vatileaks
Il presunto ‘corvo’ fu poi processato per il furto aggravato dei documenti segreti
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24 novembre 2020
15:30
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E’ morto a Roma Paolo Gabriele, l’ex maggiordomo di papa Benedetto XVI che, con la fuga di documenti riservati del Pontefice, diede vita al primo caso ‘Vatileaks’. Gabriele “aiutante di camera di Sua Santità” dal 2006, fu arrestato dalla Gendarmeria vaticana il 24 maggio 2012 perché trovato in possesso di una quantità di copie di carte riservate della Santa Sede, in gran parte confluite nel libro di Gianluigi Nuzzi ‘Sua Santità’. L’ex maggiordomo è deceduto alle 9.30 al Pronto soccorso del Policlinico Gemelli, dov’era arrivato per le conseguenze di una lunga malattia.
Il presunto ‘corvo’, praticamente il laico più vicino al Pontefice, fu poi processato per il furto aggravato dei documenti segreti e condannato il 6 ottobre 2012 a tre anni di reclusione, ridotti a un anno e 6 mesi. L’ex maggiordomo fu quindi graziato da papa Ratzinger, che gli fece visita in cella il 22 dicembre. Dopo il licenziamento dal suo ufficio, la Santa Sede mantenne comunque a Gabriele, sposato e con tre figli, una casa fuori dal Vaticano e un posto di lavoro in una cooperativa sociale operante per l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.
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14enne morto: pm, archiviare chi caricò video ‘sfide’
Ragazzo fu trovato impiccato. Vide su YouTube filmato ‘blackout’
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MILANO
24 novembre 2020
15:43
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La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’accusa di istigazione al suicidio contestata ad un 26enne che avrebbe caricato il video, che fece quasi un milione di visualizzazioni su YouTube, su “cinque sfide pericolosissime”, tra cui l’auto-soffocamento (cosiddetto ‘blackout’), guardato poco prima di morire da Igor Maj, 14enne trovato impiccato nella sua camera il 6 settembre 2018, nel capoluogo lombardo.
Nella condotta del 26enne, per i pm, non sono state individuate responsabilità penali in relazione alla tragica morte dell’adolescente che rimase soffocato. Con un decreto di sequestro d’urgenza della Procura, dopo la morte, il video era stato oscurato.
Nelle indagini, condotte dalla Polizia postale e coordinate dal pm Cristian Barilli e dall’aggiunto Letizia Mannella, il 26enne di origine indiana, che aveva prodotto e caricato il filmato, venne iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto. Il giovane si era difeso sostenendo che nel video lui sconsigliava di mettere in pratica quelle sfide.
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Covid: Venezia; albergatori, per Natale camminiamo nel buio
Siamo desolatamente vuoti,a maggio e giugno qualche prenotazione
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VENEZIA
24 novembre 2020
15:44
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“Per Natale e Capodanno a Venezia camminiamo nel buio più totale, gli alberghi sono desolatamente vuoti o chiusi e l’incertezza costante non permette la programmazione che in questo mestiere è un passaggio fondamentale”. Lo dice Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione veneziana albergatori, che non vede nulla di buono all’orizzonte anche se “il Governo ci dà costanti rassicurazioni sugli aiuti economici”. “A pesare è anche il fatto che a Venezia – prosegue Scarpa – è praticamente impossibile arrivare, siamo praticamente l’unica regione ‘gialla’ quindi nè dall’Italia e di conseguenza dall’estero non si prospettano arrivi”. Scapa cerca di tradurre in immagini il suo sconforto. “Esco da un cinque stelle – racconta – totalmente deserto e desolante nel suo splendido vuoto, ora andrò in un tre stelle ma sarà esattamente la stessa identica cosa”. “Come si fa a pensare ad un Natale a Venezia – sottolinea – in queste condizioni, e poi chi può immaginare un Capodanno con un veglione.”. Di questi tempi nel recente passato, ricorda, si parlava “con i numeri; quanti arrivi, quante presenze, spesa media dell’ospite e proposte da spingere sul mercato. Ora ci confrontiamo sul chiudere o meno e mandare a casa i dipendenti o se rimanere almeno con le luci accese”.
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Stupratore non indennizza la vittima, ‘paghi lo Stato’
La violenza sessuale era avvenuta in Italia
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24 novembre 2020
16:41
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La violenza sessuale era avvenuta in Italia. Siccome il nostro Paese non ha recepito la direttiva comunitaria 2004/80 che impone agli Stati di corrispondere un indennizzo alle vittime di reati violenti e intenzionali che non siano stati ‘ristorati’ dagli autori degli abusi, la questione era finita davanti ai giudici comunitari su richiesta della stessa Cassazione che voleva ‘lumi’ sulla possibilità di ottenere lo stesso un risarcimento dallo Stato per le vittime non ‘risarcite’ .
A seguito della pronuncia della Corte Ue, la Terza sezione civile della Cassazione ha condannato oggi la Presidenza del Consiglio a risarcire la vittima, in maniera equa ed adeguata rispetto alla sofferenza patita, per aver dato attuazione con ritardo alla direttiva comunitaria 2004/80. “È una sentenza molto tecnica ma importante”, sottolineano gli ‘ermellini’.
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Presa a martellate, Maria e l’incubo lockdown
Vittima di violenza ora torna a vivere, ‘Voglio ricominciare’
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24 novembre 2020
17:49
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“Non è soltanto il dolore fisico che ho provato, ma soprattutto il suo gesto non riesco ad accettare: nessun essere umano può prendere a martellate un’altra persona.
Nessun essere umano può essere così crudele. E’ stata una delusione grandissima: io ero molto innamorata di lui. Mi diceva che non mi avrebbe uccisa in un colpo solo, ma mi avrebbe fatta morire un pò alla volta, picchiandomi, e da sola”. Maria racconta la sua storia costellata di orrore e violenze, e diventata un grumo di ferocia durante la convivenza forzata col suo aguzzino durante il lockdown. Tra le lacrime Maria, nome di fantasia, racconta la vita dura di una donna 44enne, ucraina, da 15 anni residente a Napoli, dove per oltre 12 anni ha lavorato come badante. Fin quando non ha incontrato un uomo, poco più grande di lei, un italiano di 50 anni, e sono andati a vivere insieme. Fin quando un giorno durante il lockdown il compagno ha preso un martello e le ha spezzato una gamba. E’ finita in ospedale, dove è stata operata e le hanno ingessato la gamba. Al termine della degenza la sala operativa sociale del Comune di Napoli ha chiesto un posto alla Cooperativa Eva di Santa Maria di Capua Vetere, nel casertano. “Ho portato per due mesi un tutore alla gamba e proprio oggi – dice – ho fatto una risonanza magnetica di controllo. Tra un mese dovrò andarmene. Mi hanno offerto di fare gratuitamente un corso di make up lo farò. Di sicuro non voglio fare la badante, mi piacerebbe lavorare in fabbrica. Certo l’amore mi ha delusa, ma voglio ricominciare”.
Carmen Festa, responsabile del centro nel casertano, spiega che “per l’uomo è stato disposto il divieto di avvicinamento a lei e sua madre. Ed è stato avviato anche il procedimento penale visto che Maria alla fine si è decisa a denunciarlo anche se all’inizio temeva ritorsioni nei confronti della madre. Con il sostegno del Comune di Napoli grazie al progetto ‘Semi di autonomia’ Maria verrà aiutata a cercare una casa, le sarà pagato per un periodo l’affitto e le bollette ed anche dei corsi di orientamento al lavoro. E’ disillusa dall’amore, lo ripete sempre, ma ha capito che la vita può offrire anche nuove opportunità”.
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Violenza sulle donne: Alleanza 3.0 in campo con “Esci dal silenzio”
A Ferrara all’ipercoop espositori anche per denunciare
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TRIESTE
24 novembre 2020
18:11
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“La violenza è il problema. non tu. Scrivici. Esci dal silenzio” è il titolo dell’iniziativa promossa dall’associazione Centro Donna e Giustizia, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, e che si presenta a partire da oggi nello spazio antistante l’ipercoop Il Castello di Ferrara in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che sarà celebrata domani, con grandi espositori con tutti i contatti informativi e i recapiti del Centro Donna e Giustizia e indicazioni in più lingue e di facile lettura. Sono inoltre predisposti per poter ricevere segnalazioni da parte di donne in difficoltà o liberi cittadini che segnalino situazioni di pericolo. Il desk che compone la struttura infatti è pensato come un’urna in cui poter infilare lettere o biglietti da parte dei passanti in galleria o nel centro commerciale. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Ferrara, con l’adesione di Legacoop Estense e del centro commerciale Il Castello.
Ma l’impegno di di Coop Alleanza 3.0 al fianco delle donne vittime di violenza si concretizza anche attraverso altre iniziative. . Anche quest’anno, infatti, Coop Alleanza 3.0 partecipa con la campagna solidale “Noi ci spendiamo, e tu?”: per tutto il mese di novembre soci e clienti possono sostenere con l’1% degli acquisti di prodotti Coop, in particolare della linea Solidal, il lavoro dei centri antiviolenza e delle associazioni che si occupano di donne vittime di abusi. A Ferrara ne beneficerà l’associazione Centro Donna Giustizia. I centri antiviolenza e le associazioni che si occupano di donne vittime di abusi potranno essere sostenuti anche acquistando le Confetture Frutti di Pace: dal 24 al 30 novembre per ogni vasetto, Coop donerà 50 centesimi a queste realtà presenti sul territorio.
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Covid: 186 decessi e 4886 nuovi casi in Lombardia
Sono 932 i ricoverati in intensiva,8360 in altri reparti
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MILANO
24 novembre 2020
18:21
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Sono 186 le vittime del Covid in Lombardia, dove sono stati fatti 31.033 tamponi, andando a rilevare 4.886 nuovi positivi, per un rapporto del 15,7%, dunque in calo rispetto agli ultimi giorni. Sono 932 i ricoverati in intensiva, 13 meno di ieri, 8360 in altri reparti, 29 più di ieri.
Tra le province, Milano registra 1442 nuovi casi, di cui 633 in città, mentre Varese ne conta 1011. Meglio Como con 428 e Monza e Brianza con 496.
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Alokozay handicrafts vince il Daring Women in Business Prize
Il premio che sostiene l’imprenditoria femminile in Afghanistan
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24 novembre 2020
18:51
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Alokozay handicrafts ha vinto il Daring Women in Business Prize. È un’azienda nata nel 2014 che confeziona abiti della tradizione con tecniche moderne e li esporta sia negli Stati Uniti che in Asia. Fa formazione professionale e dà lavoro a molte donne. Con una larga maggioranza, la giuria ha assegnato all’imprenditrice Laila Alokozay, titolare dell’azienda, il premio nato in risposta alla recessione economica che sta colpendo il Paese. Secondo dati ufficiali, infatti, negli ultimi quattro mesi, il 100% delle attività di proprietà femminile è stato interrotto a causa della pandemia e la metà di queste attività non è più operativa. Per questo Nove Onlus, l’associazione nota per aver dato vita al Pink Shuttle che a Kabul aiuta le donne a spostarsi per la città in sicurezza, ha ideato il Daring Women in Business Prize, che ha riscosso grande interesse nella società afghana.
Dopo aver vagliato decine di progetti, le due giurie – quella italiana e quella afghana del Daring Women in Business – si sono riunite al Shahrara Garden di Kabul per assegnare il premio di 4.000 dollari al progetto vincitore, che è risultato essere quello presentato da Alokozay handicrafts.
La giuria italiana, – composta da Arianna Alessi, vicepresidente Only The Brave Foundation; Stefano Palumbo, direttore della Nando and Elsa Peretti Foundation; Filippo Vettorato in rappresentanza di Anna Fasano, presidente di Banca Etica – si è collegata online con la giuria afghana, composta da Farida Mashal Quraishi, direttrice del Dipartimento degli Affari femminili di Kabul; Sweeta Raheel Tashqurghany, imprenditrice; Shamila Mashal Beigi, dirigente d’azienda; Maryam Azizi, imprenditrice; Ghulam Muhaiuddin, Deputy Branch Manager di Mutahid Bank. Alla proclamazione del progetto vincitore, hanno partecipato: Nove Onlus, sedi di Roma e Kabul; ministry of Women’s Affairs; Departments of Women Affairs a Kabul, partner del Daring Women in Business Prize. ‘Con questa iniziativa di Nove Onlus, grazie alla collaborazione di Only The Brave Foundation, Nando and Elsa Peretti Foundation e Banca Etica – si legge in una nota – si intende lanciare un segnale forte: non c’è sviluppo, non c’è benessere, non c’è ripresa senza le donne, i loro diritti, le loro capacità, il riconoscimento del loro ruolo nella società’.
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Fontana, Lombardia da zona gialla ma non voglio correre
‘Dal 27 potremo chiedere di entrare in arancione’
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MILANO
24 novembre 2020
19:23
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“Noi dal 27 (novembre ndr.) potremo chiedere di entrare nella zona arancione. I dati oggi addirittura ci accrediterebbero in zona gialla, ma io non voglio precorrere i tempi”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. I dati del Covid in Lombardia, ha spiegato, “sono sicuramente molto incoraggianti, soprattutto in questi ultimi giorni c’è un costante, lento ma continuo miglioramento”.
Il presidente della Lombardia ha aggiunto: “Noi da un punto di vista tecnico da 15 giorni saremmo entrati nella zona arancione, il Dpcm pretende però giustamente che bisogna confermare i dati per due settimane”.
“Quindi – ha concluso – noi dal 27 potremo chiedere di entrare nella zona arancione. Anche perché i dati oggi addirittura ci accrediterebbero in zona gialla, ma io non voglio precorrere i tempi”
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‘Ndrangheta: Tallini davanti al gip, negato ogni accusa
Legale, lui considera criminalità causa problemi Calabria
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CATANZARO
24 novembre 2020
20:05
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Quattro ore di interrogatorio davanti al gip per Domenico Tallini, ex presidente del consiglio regionale, finito ai domiciliari lo scorso 19 novembre con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. Ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste dal gip, dal procuratore vicario Vincenzo Capomolla, dal sostituto Domenico Guarascio e dal suo legale Enzo Ioppoli. “Si è dichiarato estraneo a tutte le accuse – ha detto il suo legale -, né nella sua storia personale, né in quella politica ha mai avuto rapporti con la criminalità organizzata. Altrimenti non avrebbe giammai raggiunto le cariche che ha ricoperto”. Tallini ha escluso ogni coinvolgimento con la cosca Grande Aracri, come contestato dalla Dda di Catanzaro.
“Anzi, – ha dichiarato l’avvocato Ioppoli – ha detto che la criminalità organizzata lui la considera la causa principale dei problemi di questa martoriata terra di Calabria, sono sue parole. Ne è stato sempre lontano” .
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Dodicenne contrae il covid e rischia la vita, salvato all’ospedale Meyer
Il virus ha scatenato una infiammazione multi-sistemica. Ora è a casa
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FIRENZE
24 novembre 2020
10:19
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Ha rischiato la vita per le complicanze determinate dall’infezione da Coronavirus: a salvare un dodicenne è stato il lavoro di una equipe multidisciplinare dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Ora, dopo 14 giorni in rianimazione e una degenza in pediatria, il piccolo è tornato a casa. Lo rende noto lo stesso ospedale spiegando che è la prima volta, dall’inizio della pandemia, che i sanitari del Meyer si trovano “a fronteggiare un caso di tale gravità. Di solito, infatti, il virus colpisce in modo più lieve bambini e adolescenti. Nel caso del dodicenne, invece l’infezione ha scatenato un gravissimo quadro infiammatorio, che in termini tecnici è definito Pims: una sindrome di infiammazione multi-sistemica correlata all’infezione da Sars-CoV-2 identificata nell’età pediatrica”.
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Notizie vere e fake, come reagiamo ?
Ecco l’identikit delle persone più propense a credere a quelle false
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24 novembre 2020
10:20
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Nel corso degli ultimi anni la letteratura scientifica ha individuato dei tratti psicologici tipici delle persone che sono spinte a credere alle fake news e che le condividono poi in rete ai loro colleghi o amici. Pensiero non riflessivo ma intuitivo, emotività elevata, dogmatismo, rabbia sono i tratti psicologici che possono descrivere meglio la persona che propende a credere di più a tali notizie.
Nell’ambito della collaborazione fra il laboratorio wavespace di Ernst & Young (EY) a Roma ed il gruppo di neuroscienze applicate di BrainSigns, startup della Sapienza, avente il prof. Fabio Babiloni come responsabile scientifico, è stato messo a punto un esperimento scientifico avente come scopo quello di caratterizzare i tratti psicologici di base come anche la percezione sensoriale di un gruppo di volontari giovani (intervallo di età 20-35 anni) durante la percezione di alcune notizie in rete. Il gruppo sperimentale ha visto 10 notizie su di un computer in successione casuale, di cui 5 vere e 5 falsificate apposta per l’esperimento. Prima della somministrazione delle notizie si sono stimati i tratti psicologici di coscienziosità, apertura mentale e stabilità emotiva dei partecipanti tramite un test remoto di associazione implicita (Implicit Association Test; IAT). I partecipanti osservando le notizie dovevano decidere se queste fossero vere oppure false. Durante tale attività di decisione, è stato possibile misurare quali parti della notizia venivano guardate di più ed è stato possibile misurare alcune emozioni quali sorpresa e perplessità provate durante la fruizione della notizia stessa.
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Queste misurazioni sono state ottenute impiegando le tecnologie di misura dell’attività oculare e di riconoscimento facciale disponibili nel laboratorio wavespace EY.
I risultati ottenuti hanno sottolineato come le persone nello studio che credevano alle fake news somministrate avevano dei tratti caratteristici psicologici più inclini al pensiero intuitivo che non riflessivo, al contrario del gruppo di controllo delle persone che classificavano correttamente le notizie fake come false. Inoltre, tali persone durante la fruizione delle notizie fake avevano dei moti di “sorpresa” maggiori del gruppo di controllo, così come avevano minore “perplessità” sempre rispetto al gruppo di controllo. Infine, sempre il gruppo di persone che credeva alle fake news nell’esperimento soffermava di più lo sguardo su elementi “emotivi” della notizia (in particolare le immagini) rispetto al testo scritto, contrariamente al gruppo di controllo. Questi risultati dell’esperimento suggeriscono che i fruitori di fake news hanno un livello di emotività più elevato del gruppo di controllo e adottano uno stile cognitivo più intuitivo che riflessivo.
Ne consegue che una metodologia pratica per limitare la diffusione delle fake news sarebbe quindi quella di “impedire” la condivisione immediata di notizie sulle diverse piattaforme, ritardandola ed invitando le persone ad una riflessione ulteriore prima della condivisione. In tal modo si potrebbe limitare l’influenza dell’emotività e stimolare un pensiero più critico verso la veridicità della notizia. Questa “riflessione ulteriore” potrebbe limitare, anche in accordo alla letteratura scientifica corrente, la condivisione di fake news in rete fino al 20%.
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Antonio Capuano, la scia di dolore del terrorismo
‘Nel futuro tanti progetti, ma penso all’Edipo Re di Sofocle’
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24 novembre 2020
11:00
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Al Torino Film Festival in cui sono centrali gli ‘anni di piombo’ – basti pensare al bel docu di Monica Repetto 1974 1979 LE NOSTRE FERITE – arriva anche fuori concorso IL BUCO IN TESTA di Antonio Capuano, film ispirato a una storia vera, quella di Maria S. (Teresa Saponangelo) che vive in una località vicino al mare, in provincia di Napoli.
Una donna senza troppe qualità, questa Maria, un gatto randagio pieno di rabbia, senza un lavoro fisso e con una madre praticamente muta e disturbata. Dietro tutti questi disagi, quarant’anni prima, la morte del padre, vicebrigadiere di polizia poco più che ventenne, ucciso da un militante dell’estrema sinistra.
Quando tutto questo è successo in realtà lei non era neppure nata, ma Maria per anni ha vissuto in una casa dove in ogni stanza c’era una foto di questo ragazzo molto bello che, solo crescendo, scoprirà essere il padre.
Un giorno nella vita disordinata di Maria, corteggiata maldestramente da Fabio (Francesco Di Leva), professore di una scuola dove lei collabora gratis, entra un po’ di verità. Ovvero viene a sapere che l’omicida del padre ha un nome: Guido Mandelli (Tommaso Ragno).
Ora l’uomo ha scontato la sua pena e vive in un appartamento a Milano. Finalmente un nemico da odiare, pensa Maria che, senza pensarci su, si taglia e si tinge i capelli di rosso, prende la pistola del padre e corre a conoscere quell’uomo causa di tutti i suoi mali. “Ho sentito la storia di questa donna alla radio – dice Capuano – e l’ho voluta conoscere. Raccontava la morte del padre, vicebrigadiere di Pubblica Sicurezza Antonio Custra di 25 anni con semplicità, in maniera serena e pacata. I media certo – continua il regista – si chiedevano allora giustamente perché mai questa ragazza, dopo 30 anni da quella vicenda, aveva voluto incontrare l’assassino del padre. ‘Lo volevo guardare negli occhi’, diceva. ‘Forse sarei riuscita a liberarmi dall’odio che mi blocca da quando sono nata. Ho un buco in testa, dal quale ancora non riesco a venir fuori'”.
E ancora Capuano: “Io ero incollato alla radio, come sempre succede, quando avverto intorno a me un corto circuito. Subito pensai che quell’emozione, quella storia, dovevo trasferirla, muoverla avanti. La vita di quella ragazza ‘nata morta’ come lei diceva di sé, bisognava farla conoscere, rivivere”.
Il terrorismo? “È una cosa che ho vissuto pienamente, simpatizzavo per i gruppi di estrema sinistra – dice il regista de La guerra di Mario -, ma poi quando hanno cominciato ad ammazzare le persone non ci sono stato più: non si cambia il mondo uccidendo. Certo se penso al mondo di oggi mi vergogno, sento la sconfitta. Che mondo mai abbiamo lasciato ai giovani che alla fine non possono far altro che perdersi nelle spirali tra droghe e altro?”.
Prossimo film per Capuano? “Ho tanti progetti, ma vorrei tanto fare l’Edipo Re di Sofocle”.    CINEMA

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L’Italia corre agli Oscar con ‘Notturno’ di Rosi
L’annuncio delle nomination è previsto per il 15 marzo 2021
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24 novembre 2020
12:30
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L’Italia candida Notturno di Gianfranco Rosi per la selezione agli Oscar per il miglior film straniero. La Commissione di selezione per il film italiano da designare agli Oscar , istituita dall’ANICA lo scorso luglio su incarico dell’ “Academy of Motion Picture Arts and Sciences”, riunita davanti a un notaio e composta da Nicola Borrelli, Simone Gattoni, Paolo Genovese, Carlo Poggioli, Cristina Priarone, Gloria Satta, Baba Richerme ha votato ” Notturno” di Gianfranco Rosi quale film che rappresenterà l’Italia alla 93ma edizione degli Academy Awards nella selezione per la categoria “International Feature Film Award”.
“Notturno” concorrerà per la shortlist che includerà i dieci film internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota il 9 febbraio 2021. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto per il 15 marzo 2021 mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 25 aprile 2021.
La corsa è tutta in salita, la prima tappa sarà entrare nella short list di 10 titoli che sarà annunciata il 9 febbraio, ma intanto si parte: Notturno di Gianfranco Rosi è il film che l’Italia propone agli Oscar per la selezione per il miglior film straniero. La scelta della commissione, istituita dall’Anica lo scorso luglio su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e che si è riunita oggi – composta da Nicola Borrelli, Simone Gattoni, Paolo Genovese, Carlo Poggioli, Cristina Priarone, Gloria Satta, Baba Richerme – è stata tra 25 titoli iscritti dai produttori e per quanto probabile non era scontata la designazione di Notturno che aveva in Pinocchio di Matteo Garrone, La vita davanti a sè di Edoardo Ponti (con protagonista l’86enne Sophia Loren che potrebbe ottenere la nomination come migliore attrice) alcuni rivali importanti. Dopo il debutto alla Mostra del cinema di Venezia (finito a mani vuote, non senza polemiche), Notturno di Rosi è conteso dai festival di tutto il mondo ed ha avuto critiche eccellenti anche negli Stati Uniti, dunque le credenziali per una fortuna presso l’Academy ci sono tutte. “Ho imparato a non aspettarmi niente, ma a sperare si”, dice Rosi che è convinto che “aiuterà l’esperienza fatta con Fuocammare e l’endorsement di stampa come Indiewire e Variety”. Il film – una produzione 21Uno Film – Stemal Entertainment con Rai Cinema – realizzato durante tre anni di viaggio in Medio Oriente, è uno sguardo umanissimo sulla quotidianità di chi vive lungo il confine, quello delle zone di guerra ma soprattutto quello che separa la vita dall’inferno, persone che tentano di sopravvivere, ricucire le loro esistenze, mentre la guerra è lì dietro, una presenza opprimente che impedisce di guardare al futuro. La guerra non appare direttamente: la sentiamo nei canti luttuosi delle madri, nei balbettii di bambini feriti per sempre che disegnano il loro tragico vissuto, nel bracconiere che si muove fra i canneti e i pozzi di petrolio, l’angoscia di una madre yazida per la figlia prigioniera. Alì, adolescente, che fatica per portare il pane ai suoi fratelli. Gli Oscar 2021 saranno all’inizio della nuova presidenza americana di Joe Biden, questo cambierà qualcosa? “Si ne sono convinto, ci sarà più attenzione, rispetto all’epoca Trump, a quello che accade oltre gli Usa”, risponde Rosi che dedica la notizia di oggi a Valentina Pedicini, la regista di Faith scomparsa la scorsa settimana prematuramente. Per antichi clichè il film che concorre all’Oscar straniero è un’opera fortemente legata alla nazione che lo presenta, per storia, stile, colori, Notturno ha un respiro internazionale, potrebbe essere un ostacolo nella corsa? “C’è il mio sguardo che è quello del cinema verità che ha fatto la storia del cinema italiano. Per me il cinema deve essere universale, deve essere proprio quello il suo obiettivo. E poi è una conseguenza di Fuocammare, da Lampedusa abbiamo attraversato il mare per approdare lì di fronte avvicinandoci al cuore della tragedia”. Notturno avrà un duplice percorso: la designazione per l’Italia all’Oscar straniero e la selezione all’Oscar per il miglior documentario. “Cinque Paesi hanno scelto un documentario come opera proposta per la selezione della nomination all’Oscar per il miglior film straniero e questa è una cosa fondamentale: il documentario non è più un tabù e questo mi rende davvero felice”, prosegue Rosi. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto per il 15 marzo 2021 mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 25 aprile 2021. Complimenti a Rosi arrivano dall’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco: “ancora una volta ci ritroviamo accanto in questa sfida, dopo l’entusiasmante corsa verso l’Oscar della sua opera precedente Fuocoammare, a sostenere il cinema di uno degli autori che ci è più caro per la sua particolare visione, per il suo stile e per il suo talento visivo”, mentre la produttrice del film Donatella Palermo sottolinea che “quella di Notturno era una storia che doveva essere raccontata, le persone che Gianfranco ha filmato si sono affidate a lui per far conoscere cosa vivono e che il film cominci il percorso verso l’Oscar è un regalo per loro”. Niente da fare, per la selezione italiana, per Pinocchio di Garrone, Del Brocco lo ricorda e augura comunque successo americano al film che sarà distribuito in Usa da Roadside Attractions.
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Chi è Cufter? Sui social foto inedite dell’Italia primi ‘900
L’archivio ritrovato di un misterioso fotografo triestino
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24 novembre 2020
16:19
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Chi è Cufter? Se lo stanno chiedendo in molti sui social, dove da qualche tempo sono comparsi account che, almeno nel nome, si pongono la stessa domanda: @whoiscufter. Una prima risposta è già nella bio: “Sono un fotografo verascopista triestino. Racconto la mia vita e l’Italia d’inizio Novecento attraverso le mie foto inedite”.
Quasi ogni giorno Cufter – o meglio, il suo alter ego dei giorni nostri – pubblica su Facebook, Instagram e Twitter fotografie dell’Italia dei primi anni del secolo scorso: città, monumenti, musei, eventi storici in immagini scattate dal misterioso fotografo triestino, dall’alluvione di Roma nel 1915 al varo della corazzata Viribus Unitis nel 1911 a Trieste, da uno scorcio di Aci Trezza al trasferimento della statua di Vittorio Emanuele II al Vittoriano.
Nei testi che le accompagnano Cufter fornisce indizi sulla sua vita (“Sono nato a Trieste nella seconda metà dell’800”), a volte mette alla prova i propri follower sfidandoli a riconoscere luoghi o monumenti immortalati 100 anni fa con la sua Verascope Richard che descrive come un’ “ottima macchina robusta con un magazzino che permette di cambiare automaticamente le lastre”.
Ma da dove vengono queste foto inedite di un’Italia che non c’è più? E’ ancora Cufter a raccontarcelo: “Il mio archivio che credevo sarebbe andato perduto dopo la mia morte ha resistito agli anni, è stato ritrovato e finalmente riesco a mostrarvelo”. Resta da svelare anche chi si celi dietro a questo originale e affascinante progetto che – si spera – prima o poi toglierà il velo sull’identità e la storia di Cufter, e perché no, anche sulla propria.
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Alice Urciuolo,c’è molto da fare contro femminicidio
Autrice parla del suo primo romanzo ‘Adorazione’
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24 novembre 2020
20:50
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ALICE URCIUOLO, ADORAZIONE (EDIZIONI 66THAND2ND, PP 337, EURO 18). Esplora le dinamiche delle relazioni amorose, gli stereotipi del rapporto uomo-donna e arriva dritta alle due facce dell”Adorazione’, a cui ha dedicato il suo primo romanzo, Alice Urciuolo, sceneggiatrice e scrittrice, tra le autrici della serie di successo Skam Italia.
La giovane Elena è stata uccisa “per troppo amore” da Enrico, il suo fidanzato, a Pontinia, nell’Agro Pontino e tutti i suoi amici dovranno fare i conti con quello che è successo, che segnerà il loro percorso di crescita. Enrico ha ucciso Elena perchè lei lo voleva lasciare, ma ci sono altre piccoli e sotterranei comportamenti che rispondono ai meccanismi di sopraffazione e che riguardano tutti i personaggi del romanzo.
“Le relazioni tossiche, tutto il male di cui parlo in Adorazione hanno gli stessi germi che hanno portato alla morte di Elena e la base è la cultura patriarcale che vede la donna in uno stato di subordinazione. Una cultura che tutti noi, come i personaggi del romanzo, hanno respirato, conosciuto, introiettato. Si sono fatti molti passi avanti, ma è necessario inquadrare la violenza e il femminicidio come un problema culturale. E se ne deve parlare in questi termini altrimenti il messaggio non arriva. E mi auguro che a sempre più persone possano arrivare le parole giuste” dice la Urciuolo, 26 anni, che è nata e cresciuta nel paesino di Priverno, in provincia di Latina, e dopo il liceo si è trasferita a Roma, dove vive.
“La cultura del possesso è l’opposto dell’amore e per secoli le donne sono state per gli uomini un bene da possedere. Le radici che la cultura patriarcale ha messo nelle nostre coscienze sono profonde e non riguardano solo la provincia, ma tutta la società. Anche persone molto colte e istruite fanno fatica a togliersi un certo tipo di retorica e idee. Si fa fatica ad accettare che una donna possa decidere per se stessa, ancora oggi” sottolinea la Urciuolo che ha scritto buona parte di ‘Adorazione’, pubblicato dalla casa editrice 66thand2nd, durante il lockdown.
“Grazie a Internet e ai social oggi circola molta più informazione però sovvertire uno schema di comportamento consolidato nel corso dei secoli è molto difficile e il lavoro che va fatto è enorme per dare un’educazione sentimentale diversa. Quando ero adolescente e facevo il liceo non si parlava di femminicidio, parità di genere. Poi sono entrati nel dibattito culturale. La situazione è migliorata ma il lavoro da fare è ancora tanto” spiega la scrittrice.
Il personaggio di Elena si ispira al femminicidio di una ragazza di 16 anni uccisa dallo zio, accaduto nel paese della scrittrice quando lei aveva sette anni. “Era un fatto gigantesco per un piccolo paese di provincia che scosse tutta la comunità, ma se ne parlava a mezza bocca, non veniva affrontata la questione ed è rimasta una ferita aperta nel mio paese. Ho ripensato a questa ragazza perchè mentre scrivevo il romanzo mi sono resa conto che c’erano molte affinità con quello che volevo raccontare, le relazioni tra uomini e donne, i rapporti familiari” dice la Urciuolo.
“L’adorazione può essere un sentimento di cura, devozione e una fonte di amore ma può anche degenerare in ossessione e volontà di possesso che, nei peggiori dei casi può portare alla morte. All’interno del romanzo tutte le relazioni vivono questa dicotomia” dice l’autrice. E’ il caso di Vanessa che è amata, venerata, accudita da tutti, genitori e fidanzato, ma ad un certo punto si rende conto che tutta questa enorme attenzione di cui gode è una gabbia per lei. O di Giorgio che pensa di non avere mai fatto del male a nessuno e poi si rende conto che non è così.
L’unico personaggio reale di ‘Adorazione’ è la provincia ed è stata la conoscenza del territorio a consentire alla Urciuolo di dare vita a tutti i personaggi che voleva fossero il più realistici possibile. “Volevo raccontare quel pezzetto di umanità in quel momento e posto, dove anche le architetture non ti permettono di dimenticare il fascismo, e riflettere su tante cose ed eredità culturali che ci pesano sulle spalle. I ragazzi e le ragazze li mettono in discussione nel romanzo pur non avendo gli strumenti per farlo. Si rendono conto dei modelli di donna e uomo che hanno ricevuto e cercano di trovare una strada nuova per loro” racconta la Urciuolo che sta scrivendo nuove serie per piattaforme internazionali e ha già in mente il suo secondo romanzo dopo la buona accoglienza di Adorazione che potrebbe diventare una storia per il cinema o una serie tv.
“Avevo paura, mi chiedevo: ‘si capiranno le cose che mi hanno spinto a scriverlo?’ ‘Le mie intenzioni saranno chiare?’. Mi sembra sia accaduto e sono felice” dice l’autrice che, come nella prima ondata della pandemia sta a casa scrivere , ma nei prossimi anni dovremmo fare i conti con le conseguenze emotive di tutto questo. E nei prossimi libri “ci potrebbe essere un personaggio che parla di quello che è successo nel lockdown”.
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Isa Grassano, debutto nella narrativa romantica
‘Un giorno sì un altro no’ primo romanzo della giornalista
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24 novembre 2020
22:47
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ISA GRASSANO, UN GIORNO SÌ UN ALTRO NO (Giraldi editore, pp. 358, 15,90 euro) Salute, fortuna, soldi, sesso. E soprattutto amore e felicità. Chi sul finire dell’anno non consulta le stelle, sperando che il successivo prenda una svolta? Lo fa anche Arabella, imbranata, sgraziata nei movimenti e disillusa nei sentimenti, nonostante agli oroscopi non abbia mai creduto. Succede che per caso s’imbatte in previsioni astrologiche di giorni felici, e allora perché non essere possibilista e lasciarsi contagiare? «Le configurazioni astrali in atto ti favoriscono in tutti i campi. Avrete giorni felici».
Questo la premessa per Un giorno sì un altro no il romanzo d’esordio di Isa Grassano, giornalista, blogger e autrice di guide (tra cui ‘101 cose divertenti, insolite e curiose da fare Gratis in Italia’ e ‘Forse non tutti sanno che in Italia…’, editi da Newton Compton).
E le stelle sembrano aver ragione quando, a un vernissage di una mostra fotografica, Arabella incontra Ludovico, Ludo per gli amici. Un uomo schivo e riservato, di cui si sa poco o nulla, complicato ma incredibilmente attraente, con un forte magnetismo nelle mani. Ed è attrazione, un fulmine che scatena l’immaginazione erotica, che man mano si trasforma in scene di sesso delicato, passionale, intenso. Arabella, forte dell’incontro inaspettato con Ludovico, si affida all’astrologia come fosse una scienza, diventa dipendente dal transito dei Pianeti. Non c’è scelta, azione, pensiero che sia più svincolato dalla lettura delle pagine delle stelle di quotidiani, settimanali, tv. Ovunque.
Il romanzo emoziona, racconta relazioni labirintiche, ricordi del passato, voglia di amare e di abbandonarsi. E ancora il senso dell’appartenenza di sé al tempo che scorre e l’invito a non sprecare nemmeno un momento. Ma non è tutto “rosa”. Ci sono anche le delusioni, le frasi non dette, gli interrogativi senza risposte, i silenzi. Ogni cosa mescolata, ibridata a istanti, attimi di felicità, da godere nel “per ora”, anziché nel “per sempre”.
I personaggi si muovono sullo scenario di una Roma incantevole «talmente bella da sembrare sempre “nuova”», ma non mancano excursus in altre località, come l’Abruzzo, la Basilicata (Grassano è lucana ed è molto legata alla sua terra), la Puglia, fino a New York.
Ogni capitolo si apre con i versi di una canzone e si chiude con un proverbio che l’autrice ha raccolto nei suoi viaggi di lavoro in giro per il mondo.
Alla fine resta la certezza che nella vita ci sono “giorni sì e giorno no” «giorni alterni, come le targhe quando il livello di monossido di carbonio supera i limiti consentiti», ma insieme quel barlume di speranza che sia un nuovo anno all’insegna di “giorni felici” per tutti. La speranza – in questo periodo più sentita che mai – di tornare presto alla fisicità delle relazioni, ad abbracciarci, perché «gli abbracci sono come un alfabeto. Ci sono parole che solo loro sanno dire».
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Online-Offline, torna la Giornata del Contemporaneo
Il 5/12 , eventi anche nel mondo “è sfida collettiva”
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24 novembre 2020
20:56
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L’ immagine guida affidata ai progetti di 20 artisti, “perché oggi più che mai è importante sottolineare il senso di comunità e collettività” e un’ edizione spostata al 5 dicembre per dare spazio – pandemia permettendo – alla possibilità per qualcuno di un’apertura anche fisica ai visitatori. Torna la Giornata del Contemporaneo, l’iniziativa lanciata da Amaci, l’associazione dei musei italiani dedicati all’arte contemporanea, che ormai da sedici anni apre gratis le porte di musei e studi d’artista, e questa volta si prepara ad accogliere i visitatori con un formato ibrido, in gran parte virtuale ma non solo, sperando che il prossimo dpcm consenta la riapertura dei luoghi d’arte. E comunque con tanta varietà di espressioni e tantissimi appuntamenti anche internazionali, puntando a fare rete in Italia e nello stesso tempo sottolineando il grande ruolo che le espressioni della creatività italiana possono avere nel mondo, da Eugenio Tibaldi con la sua opera site specific ad Adis Abeba fino a Stoccolma, dove sul tetto dello splendido edificio progettato dal grande Gio Ponti che ospita l’Istituto di cultura italiana, sarà montata una installazione di Monica Bonvicini.
Presentata alla stampa dal presidente Lorenzo Giusti, con la vice ministro degli esteri Marina Sereni e il sottosegretario ai beni culturali Anna Laura Orrico, la manifestazione , non si fermerà al 5 di dicembre ma con l’hashtag #giornatadelcontemporaneo, darà vita, fino all’11 ad una settimana di promozione dell’arte contemporanea italiana all’estero. Obiettivo, spiega Giusti, è anche trasformare una necessità in una opportunità con una campagna di comunicazione che coinvolga insieme a musei e atelier “editori, magazine, blog, scuole”. Non quindi una ricorrenza in tono minore, tanto più che sono già più di 500, sottolinea Giusti, “le realtà che hanno aderito”, semmai l’occasione per andare oltre, per raccogliere insieme quella che indubbiamente “è una sfida” e rinsaldare la commuty italiana dell’arte provando, proprio da qui ad immaginare il futuro. Una iniziativa, sottolinea la viceministro Sereni, “che governo e Farnesina sostengono e seguono con grande attenzione” con l’idea di trasmettere il messaggio “che la cultura non si ferma e il mondo degli artisti è attivo e vitale”. Perché se è vero, fa notare il sottosegretario Mibact Orrico, che in Italia “il mondo della cultura in Italia è stato tra i più colpiti dalla pandemia” è vero anche che quello dell’arte e della creatività è tra i settori “che di più hanno saputo reagire e dimostrare quanto la cultura sia importante per il Paese”. Dal 5 all’11 dicembre quindi, tutti i progetti digitali proposti dai Musei Amaci, i video della rete dei Luoghi del Contemporaneo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT l’elenco di tutte le attività organizzate dalla rete estera del Maeci e i nomi di tutti gli aderenti alla Giornata del Contemporaneo saranno su http://www.giornatadelcontemporaneo.org oltre ad essere promossi sui canali social dell’Associazione e su quelli di tutte le realtà coinvolte. Un profluvio di mostre, performance, video. Ma anche incontri, tavole rotonde, lezioni, dibattiti, incontri con gli artisti. Tutti insieme per raccontare e presentare al pubblico italiano e internazionale, la creatività e la visione di futuro di un paese che come i 20 artisti coinvolti nell’immagine guida, da Paola Angelini (Ca’ Pesaro) a Emilio Vavarella (Maxxi) passando per Silvia Giambrone (Museo del Novecento) Nunzio (Istituto Nazionale della Grafica) Marinella Senatore (Centro Pecci) e Justin Randolph Thompson (Madre) solo per citarne alcuni, sceglie di raccontarsi al plurale, rispondendo con l’impegno collettivo alla sfida del virus.   SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA

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Helmut Newton, il fotografo che spogliava le dive
Al Tff “The Bad and The Beautiful” con il racconto delle star
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24 novembre 2020
21:04
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TORINO, 24 NOV-  “Amo la volgarità. Sono molto attratto dal cattivo gusto – è molto più eccitante di quel presunto buon gusto, che non è altro che un modo standardizzato di vedere le cose. Il buon gusto è anti-moda, anti-fashion, anti-foto, anti-ragazza, anti-erotismo! La volgarità è vita, divertimento, desiderio, reazioni estreme!” Così Helmut Newton, il fotografo che ha spogliato tutte le più belle star del mondo, ma ha anche ritratto un pollo con scarpe da donna, si presenta nella biopic di Gero von Boehm: THE BAD AND THE BEAUTIFUL, già al Tribeca e ora fuori concorso al Torino Film Festival.
Una provocazione quella di Newton che ci sta tutta, considerando che le sue foto di corpi femminili hanno creato negli anni più di una polemica.
Per molti i suoi nudi sono troppo aggressivi, militareschi, tanto da intimorire anche i più machi, per altri sicuramente sovversivi, ma anche oggetto di scandalo. Insomma nel ritrarre le donne, il fotografo tedesco, tragicamente scomparso nel 2004 per un incidente d’auto, dava potere ai suoi soggetti o li trattava come oggetti sessuali? A sentire le testimonianze tutti lo difendono: da Grace Jones, a Charlotte Rampling, da Isabella Rossellini ad Anna Wintour, da Claudia Schiffer a Marianne Faithfull, da Hanna Schygulla e Nadja Auermann e lo difende anche ovviamente l’amata moglie: June (alias la fotografa Alice Springs).
Il fatto era che essere chiamate per una foto da Newton, giovane fotografo ebreo cacciato dalla Berlino nazista, era un onore per qualsiasi attrice, una consacrazione, una sorta di Oscar.
Il film, che sarà distribuito da Movies Inspired, presenta anche filmati casalinghi di Newton, riprese d’archivio e, naturalmente, decine di sue fotografie. Newton, va detto, dal documentario esce benissimo: simpatico e mai morboso con le sue prestigiose modelle. “Tutte – sottolinea il regista- hanno parlato dei loro incontri con Helmut con grande franchezza. Grace Jones, per esempio, ricorda che lui l’ha chiamata più volte dimenticandosi che ha un seno molto piccolo e che quindi non è la tipica ‘donna alla Newton’.
La mandava a casa ogni volta. Ma alla fine hanno scattato insieme foto divenute famose. Una storia molto divertente – continua Boehm – è quella di Anna Wintour, che avrebbe dovuto fare con Helmut un servizio fotografico in California, quand’era una giovane fashion editor di ‘British Vogue’. Anna si era data malata il giorno prima perché era semplicemente troppo in soggezione per affrontare il ‘gigante’ Newton. Charlotte Rampling racconta di come ha scattato le sue primissime foto di nudo con Helmut su una scrivania in una stanza d’albergo, ad Arles. Quelle erano anche le prime foto di nudo di Helmut”.
E conclude il regista: “Helmut incarnava una certa tradizione associata all’avanguardia. Era elegante, aveva stile e allo stesso tempo era sfacciato, non si curava del politicamente corretto e aveva una mentalità molto giovane”.
Frase cult del film quella dello stesso Newton di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita: “Sono un voyer professionista, ma le donne che fotografo non mi interessano”.
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Goffredo Fofi si racconta in ‘Suole di vento’
Nel documentario di Pesoli la sua vita tra ideologia e azione
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24 novembre 2020
21:06
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TORINO, 24 NOV – SUOLE DI VENTO. STORIE DI GOFFREDO FOFI di Felice Pesoli, documentario fuori concorso alla 38/ma edizione de Torino Film Festival, ha tanti pregi: uno stupendo materiale d’archivio sull’Italia del dopoguerra, la confessione spesso autocritica di un intellettuale come Fofi da sempre animato da integralismi ideologici e, infine, il racconto puntuale del nostro Paese, quello degli anni Sessanta e Settanta, animato da un permanente dibattito politico.
Tutto questo attraverso il nomadismo di questo intellettuale atipico: da Gubbio a Palermo, da Roma a Torino, da Milano a Napoli, con una lunga parentesi parigina nel Quartiere Latino.
Una vita comunque davvero originale per un intellettuale, – una parola che tra l’altro Fofi non ama – perché alla fine piena di azione, come spiega lo stesso regista: “È un personaggio in cui le idee e le azioni coincidono, una cosa rara in Italia”. Fofi ha fondato decine di riviste culturali, ha scritto altrettanti libri (molti di critica cinematografica), ha recensito migliaia di film, ma ha al suo attivo anche scioperi della fame, volantinaggi ai cancelli della Fiat e la costruzione a Palermo di una mensa per bambini poveri.
Nel film scorrono così i ricordi con Danilo Dolci, compresi quelli dello ‘sciopero al contrario’, la militanza pacifista con Aldo Capitini, l’operaismo con Raniero Panzieri, la riscoperta di Totò (su cui ha scritto più di un libro), l’amicizia complicata con Elsa Morante e Carmelo Bene, l’incontro a Parigi con il regista più amato, Luis Buñuel, l’apprendistato a casa di Ada Gobetti, il sessantotto con Adriano Sofri e Mauro Rostagno, il contrasto e poi l’amicizia con Federico Fellini. Fofi racconta che una volta incontrando Fellini, questi gli chiese: “Ma perché ce l’avevi tanto con me?” E che lui gli rispose: “perché non eri rivoluzionario”.
Il fatto è, sottolinea nel docu, “che io mi sentivo allora colpevolmente vendicatore. E questo valeva anche per Antonioni che non essendo rivoluzionario andava punito”.
Fofi non nasconde, durante tutto il film, la sua critica a una società italiana molto spesso incapace di etica e coraggio.
E lo fa, soprattutto, raccontando le sue momentanee intolleranze. “Quando scrissi ‘Il cinema italiano. Servi e padroni’ – dice con ironia-: ho ricavato solo due amici: Carmelo bene e Mario Schifano. Il fatto è che a quei tempi non potevo vedere, ad esempio, Alberto Moravia e Laura Morante, perché considerati dei borghesi. La Morante una volta si infuriò con me perché avevo detto che un militante proletario era meglio di un poeta anche se grandissimo. Ma oggi penso che lei avesse ragione”. Anche per il presente Fofi ha una sua formula: “Che fare? Resistere, non smettere di studiare e fare rete, ma non intendo certo il web. E, ultima cosa, rompere sempre i co…”. Spiega, infine, il regista in conferenza stampa: “Questo film nasce da cinque incontri con Fofi da cui è uscita un’intervista di dieci ore, di cui ho utilizzato solo una parte”. Fofi, aggiunge Felice Pesoli, “Non ha ancora visto il documentario. Mi ha detto che lo vedrà tra un mese, ma se lo conosco un po’, non credo esprimerà grandi giudizi”.
SUOLE DI VENTO (soprannome che Paul Verlaine diede ad Arthur Rimbaud) è stato prodotto da Avventurosa con Rai Cinema, in associazione con Istituto Luce Cinecittà (che lo distribuirà anche), in collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, Casa delle visioni e Cineteca di Bologna.
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Iata, il Covid costerà 132 miliardi alle compagnie aeree
Quest’anno perdite per quasi 100 miliardi, altri 32 nel 2021
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24 novembre 2020
15:46
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Salgono a 157,2 miliardi di dollari (circa 132,4 miliardi di euro) le perdite in cui incorreranno le compagnie aeree nel biennio 2020-21, secondo le stime della Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo. La revisione dell’outlook per il settore, si legge in una nota, evidenzia che “le pesanti perdite dell’industria proseguiranno nel 2021, anche se si può prevedere un miglioramento della performance” l’anno prossimo. Per il 2020 la previsione è di un rosso di 118,5 miliardi di dollari (99,8 miliardi di euro), rispetto agli 84,3 miliardi stimati a giugno, mentre la perdita 2021 si amplierà a 38,7 miliardi (32,6 miliardi di euro), dai 15,8 miliardi di dollari della precedente stima.
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Effetto Covid su nuovi nati, in 2021 saranno meno di 400.000
Istat, donne tra più colpite da crisi, disoccupazione preoccupa
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24 novembre 2020
12:53
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L’attuale crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia potrebbe influire negativamente, oltre che sul numero decessi, anche sulla natalità. “È, infatti, legittimo ipotizzare che il clima di paura e incertezza e le crescenti difficoltà di natura materiale (legate a occupazione e reddito) generate dai recenti avvenimenti orienteranno negativamente le scelte di fecondità delle coppie italiane”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in audizione sulla manovra davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato. “I 420 mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di unità nazionale, potrebbero scendere, secondo uno scenario Istat aggiornato sulla base delle tendenze più recenti, a circa 408 mila nel bilancio finale del corrente anno – recependo a dicembre un verosimile calo dei concepimenti nel mese di marzo – per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021”, ha aggiunto.
La crisi ha interessato di più il Mezzogiorno e i giovani, “ma questa volta sono state soprattutto le donne – maggiormente impiegate nei servizi (il settore più colpito con 809 mila occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2019) e in lavori precari – a subire gli effetti maggiori: nel secondo trimestre del 2020 si contano 470 mila occupate in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (323 mila in meno tra quelle con contratto a tempo determinato) e il tasso di occupazione femminile 15-64 anni si attesta al 48,4%, contro il 66,6% di quello maschile, collocandoci al penultimo posto della graduatoria europea, appena sopra la Grecia”, ha proseguito il presidente dell’Istat. I dati sull’occupazione femminile in Italia “permangono preoccupanti nonostante il livello di istruzione femminile sia sensibilmente maggiore di quello maschile”, ha concluso.

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