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Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2021, 13:13:05 di Maurizio Barra

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DALLE 18:41 DI GIOVEDì 14 GENNAIO 2021

ALLE 13:13 DI SABATO 16 GENNAIO 2021

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Fisco:0,8% italiani oltre 120mila euro,paga 16% Irpef totale
In 10 anni sono aumentati del 31%
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14 gennaio 2021
18:41
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I cittadini che dichiarano un reddito lordo oltre i 120mila euro sono appena lo 0,8% degli oltre 41 milioni di contribuenti italiani, percepiscono l’8% del reddito complessivo, ma versano ben il 16%, dell’Irpef nazionale. E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia sui dati fiscali secondo la quale questi cittadini pagano in media oltre 79.000 euro annui, quasi 6.600 euro al mese.
“I dati”, osserva Nicola Cinelli, managing partner di Elexia, “sfatano un mito diffuso: i proventi dei super-contribuenti non derivano dai patrimoni, ma vengono da lavoro e pensioni, che rappresentano la fonte primaria per oltre il 90% dei soggetti.
Dal 2009 al 2018 i contribuenti italiani sopra i 120.000 euro lordi annui, sono cresciuti del 31% passando da 249.313 nel 2009 a 325.424 nel 2018.   ECONOMIA

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Fisco:0,8% italiani oltre 120mila euro,paga 16% Irpef totale
In 10 anni sono aumentati del 31%
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14 gennaio 2021
18:41
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I cittadini che dichiarano un reddito lordo oltre i 120mila euro sono appena lo 0,8% degli oltre 41 milioni di contribuenti italiani, percepiscono l’8% del reddito complessivo, ma versano ben il 16%, dell’Irpef nazionale. E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia sui dati fiscali secondo la quale questi cittadini pagano in media oltre 79.000 euro annui, quasi 6.600 euro al mese.
“I dati”, osserva Nicola Cinelli, managing partner di Elexia, “sfatano un mito diffuso: i proventi dei super-contribuenti non derivano dai patrimoni, ma vengono da lavoro e pensioni, che rappresentano la fonte primaria per oltre il 90% dei soggetti.
Dal 2009 al 2018 i contribuenti italiani sopra i 120.000 euro lordi annui, sono cresciuti del 31% passando da 249.313 nel 2009 a 325.424 nel 2018.
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Bankitalia: debito novembre stabile a 2.587 miliardi
Oltre il 21% detenuto da Via Nazionale
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15 gennaio 2021
11:04
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A novembre il debito pubblico è rimasto pressoché stabile rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.586,5 miliardi di euro. A ottobre il debito aveva segnato un record a 2.586,971 miliardi.
Lo comunica Bankitalia nella pubblicazione ‘Finanza pubblica’, precisando che la quota detenuta da via Nazionale era pari a fine novembre al 21,2% (0,4 punti percentuali in più rispetto al mese precedente).
La vita media residua del debito è rimasta stabile rispetto a ottobre, a 7,4 anni. A novembre, viene specificato nella pubblicazione, è stata erogata un’ulteriore tranche (6,5 miliardi) dei prestiti previsti nell’ambito dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza; alla fine del mese i prestiti erogati dalle istituzioni europee al nostro Paese ammontavano nel complesso a 16,5 miliardi.
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Amb. Usa a Roma, forte leadership Mattarella fondamentale
Messaggio di saluto all’Italia di Lewis Eisenberg
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15 gennaio 2021
11:51
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“In questi anni ho incontrato spesso il presidente Mattarella, un uomo che ammiro molto, la cui forte leadership è stata fondamentale, soprattutto in questo periodo”.
Lo ha detto l’ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisenberg nel suo messaggio di saluto postato sul profilo Twitter dall’ambasciata americana.
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“Ho incontrato anche membri del governo – ha proseguito – dei partiti politici, sindacati, rappresentati della società civile, intellettuali scienziati. Con tutti loro vi è sempre stata l’opportunità di scambiare opinioni, non sempre per condividerle ma sempre per imparare qualcosa di utile”.   POLITICA   MONDO

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Covid: Fontana, Lombardia verso zona rossa
‘Speranza farà altri controlli, punizione che non meritiamo’
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MILANO
15 gennaio 2021
12:41
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La Lombardia dovrebbe entrare in zona rossa. A confermarlo è stato il presidente della Regione Attilio Fontana a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza.

“Ho appena parlato con il ministro Speranza – ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”.
Lunedì, nonostante la sentenza del Tar, quindi, “le scuole non riaprono” ha aggiunto Fontana. “Ho fatto presente a Speranza che c’è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri”, ha detto ancora il governatore.
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Governo: Cei, guardiamo con fiducia a Presidente Mattarella
Card. Bassetti, ‘ore di incertezza per il nostro Paese’
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15 gennaio 2021
12:42
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“Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia.
Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”.
Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, sottolineando che ora “lo sguardo deve puntare a uscire dall’emergenza sanitaria e alle fondamenta di una nuova stagione che non lasci indietro nessuno”.
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Governo: cattolici, crisi deleteria e incomprensibile
Ac, Fuci e Meic chiedono si politici ‘responsabilità’
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15 gennaio 2021
12:49
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Un appello alla “responsabilità” per evitare una crisi “deleteria” e “incomprensibile”. E’ quanto chiedono in una nota congiunta Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.
“Il Paese è allo stremo delle forze” e l’apertura della crisi di governo è “deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini”. “Serve un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno”, sottolineano le associazioni cattoliche.
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Covid: Bergamo chiede deroga, no zona rossa
Più colpita prima ondata ha 61 positivi ogni 100mila abitanti
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BERGAMO
15 gennaio 2021
12:54
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Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo – la più colpita dalla pandemia nella prima ondata – chiede una deroga alla zona rossa in cui dovrebbe entrare nelle prossime ore la Lombardia.
“Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”, scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice della richiesta al Ministero della Salute.
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Covid: Conte ha firmato il nuovo dpcm
Contiene nuove misure di contrasto all’emergenza
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15 gennaio 2021
13:40
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid.
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Renzi, non si sa se Conte ha 161 voti in Senato,vedremo
Noi abbiamo posto problemi merito, non possiamo far finta niente
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15 gennaio 2021
13:42
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“I giornali dicono che il Premier ha già in tasca i numeri.Alla Camera si, li aveva anche prima. Al Senato non sappiamo ancora se ci saranno 161 voti a favore.
Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier. Vedremo se, come dicono, arriva a Quota 161. Noi abbiamo posto dei problemi di merito, non possiamo adesso far finta di niente”. Lo scrive Matteo Renzi, leader di Iv, nella Enews.
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Dpcm:in zona gialla e arancione superiori in presenza al 50%
In zone rosse a casa dalla seconda media
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15 gennaio 2021
14:43
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I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza: è quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza.
Questo fatte salve ordinanze regionali.
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Scuola: Regione Lazio, apertura da lunedì secondo norme
Smentita fake news sul posticipo del rientro in classe
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15 gennaio 2021
14:06
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“La Regione Lazio, come più volte ribadito in questi giorni, da lunedì 18 gennaio sull’apertura delle scuole secondarie si atterrà alla normativa nazionale”. Lo comunica la stessa Regione in una nota nella quale smentisce una fake news “in merito ad un ipotetico posticipo dell’apertura in presenza degli Istituti secondari della Regione”.
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Covid: da domenica Fvg passa in area arancione
Colore sarà in vigore in altre 11 regioni
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TRIESTE
15 gennaio 2021
13:53
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Come prevede la nuova ordinanza del ministro Speranza, in vigore dal 17 gennaio, il Friuli Venezia Giulia, insieme con altre otto regioni (Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta) passa in area arancione, che è già in vigore in Calabria, Emilia-Romagna e Veneto (dove è stata confermata).
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Covid: Tar boccia sindaco, tornano le messe a Bono
“Assenza di presupposti di straordinaria necessità e urgenza”
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SASSARI
14 gennaio 2021
19:08
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Nella guerra a colpi di carte bollate tra Comune di Bono e Diocesi di Ozieri, il Tar dà ragione alla chiesa. La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del vescovo Corrado Melis e del parroco del paese, don Mario Curzu, contro l’ordinanza sindacale del 5 gennaio che tra i molti divieti, motivati dall’emergenza Covid, comprendeva anche quello della celebrazione delle messe in presenza nel territorio comunale.
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Reiterando una analoga ordinanza del 29 dicembre 2020 a firma del vicesindaco Nicola Spanu, per il cui annullamento si era attivata la prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, rilevando vizi formali e sostanziali, sindaco e vice avevano imposto nuovamente il divieto ai fedeli di assistere fisicamente alla messa. Così, vescovo e parroco avevano dato mandato all’avvocato Ivano Iai di opporsi. “Assenza dei necessari presupposti di straordinaria necessità e urgenza e violazione delle disposizioni generali in materia”, sancisce il Tar, sottolineando che i due prelati “hanno affermato di aver dato corretta applicazione alle disposizioni dettate per l’esercizio del culto nel periodo emergenziale” e che per loro “il provvedimento impugnato arreca un danno gravissimo e irreparabile per i fedeli che rappresentano”.
Secondo i giudici amministrativi, “anche ammesso che in casi di straordinaria necessità e urgenza il sindaco possa adottare provvedimenti ulteriori rispetto a quelli nazionali e regionali, devono essere accertate e indicate nell’atto le ragioni di straordinaria necessità e urgenza”. Ma le argomentazioni del vicesindaco, che aveva firmato l’ordinanza della discordia perché il sindaco Elio Mulas era assente per motivi di salute, per il Tar non bastano. Ieri, nel frattempo, il sindaco ha firmato una seconda ordinanza con cui vieta per domenica prossima la caccia nel territorio comunale di Bono, a prescindere dalle decisioni del Governo nazionale e della Regione.
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Covid:Musumeci a governo, Sicilia zona rossa per 14 giorni
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PALERMO
14 gennaio 2021
18:47
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“Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la ‘zona rossa’ in Sicilia”. Lo ha detto il governatore Nello Musumeci.
“L’istanza – ha aggiunto – sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le “zone rosse” in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci”.
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Scuola: Tar Fvg accoglie ricorso contro ordinanza su Dad
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TRIESTE
15 gennaio 2021
21:32
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Anche il Tar del Friuli Venezia Giulia, come già in altre regioni, ha accolto il ricorso presentato da genitori di studenti delle superiori e ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza del 4 gennaio scorso del Governatore Massimiliano Fedriga che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado – con attività solo in didattica a distanza – fino alla fine del mese. Lo ha reso noto il Tgr Rai precisando che il ricorso scaturiva dai problemi sull’efficacia dell’azione didattica a distanza, sottolineando il divario tra le apparecchiature in possesso tra gli studenti e le conseguenze sulla salute psico-fisica dei ragazzi
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Covid: Musumeci firma ordinanza, Sicilia zona rossa
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PALERMO
15 gennaio 2021
20:09
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La Sicilia da domenica sarà zona rossa. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato l’ordinanza con la quale con cui si recepisce il Dpcm sull’emergenza Covid-19 e la decisione adottata col ministro della Salute, Roberto Speranza.
L’ordinanza sarà in vigore da domenica prossima al 31 gennaio.
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Covid, Allarme di Arcuri: ‘Da lunedì Pfizer consegnerà 29% dosi in meno’. In Italia un milione di vaccini
Pfizer conferma che rallenterà le consegne tra gennaio e febbraio. In molte regioni per i richiami usata la riserva del 30%
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15 gennaio 2021
20:58
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Allarme sulle nuove dosi attese di vaccino Pfizer in Italia come in tutta Europa. “Alle 15,38 di oggi – fa sapere il commissario Arcuri – la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura.
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Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura”.
“Il Commissario all’emergenza – ha detto Arcuri – preso atto della gravità della comunicazione nonché della sua incredibile tempistica, ha inviato una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi. Il Commissario ha quindi chiesto a Pfizer di rivedere i propri intenti e auspica di non essere costretto a dover tutelare in altro modo il diritto alla salute dei cittadini italiani”.
Nel frattempo sono in esaurimento in diverse regioni le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati, attualmente si utilizza la riserva del 30%.
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Intanto le vaccinazioni in Italia sono arrivate a quota un milione. “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19. Un sentito ringraziamento ai cittadini e al nostro Servizio sanitario nazionale per la risposta straordinaria. L’Italia è prima in Ue per numero di persone vaccinate. Un dato incoraggiante. Andiamo avanti così mantenendo sempre alta la guardia”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

“Il primo milione di cittadini italiani è stato vaccinato. È un risultato del quale andare orgogliosi: siamo il primo Paese in Europa”, “non potevamo augurarci un inizio migliore, ma dobbiamo ricordare che è solo il primo passo di un lungo percorso che durerà ancora molto tempo e che ci porterà ad uscire da questa emergenza”. È quanto afferma il Commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. “Questo grazie al prezioso impegno e alla dedizione delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, alla determinazione di tutte le Regioni e Province autonome del nostro Paese con le quali lo staff della Struttura del Commissario Straordinario ha lavorato con grande professionalità e passione in queste settimane”, ha ancora affermato Arcuri.

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Scuola: Fedriga, lunedì non riapriranno
Governatore prepara ordinanza che scongiura decisione Tar Fvg
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TRIESTE
16 gennaio 2021
11:16
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“Lunedì le scuole non riapriranno”. Lo ha detto il Governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, riferendosi alla decisione di ieri del Tar Fvg che ha accolto il ricorso di alcuni genitori contro l’ordinanza regionale che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado fino alla fine di gennaio.
Secondo quanto si è appreso, il Governatore starebbe lavorando a una nuova ordinanza che scongiura la decisione del Tribunale amministrativo e che potrebbe essere emessa già oggi.
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Berlusconi dimesso dall’ospedale di Monaco
Dopo alcuni controlli. Ora sarebbe in Provenza, a casa della figlia Marina
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15 gennaio 2021
12:10
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Silvio Berlusconi. a quanto si apprende da ambienti di Forza Italia, è stato dimesso dall’ospedale di Monaco dove era ricoverato da lunedì per alcuni controlli.
L’ex premier è tornato a casa di sua figlia Marina in Provenza.
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Bozza Dpcm, impianti sci chiusi fino al 15 febbraio. Dal 18 superiori in presenza al 50%
Il divieto asporto peri bar sarà dalle 18. In arrivo una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali
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14 gennaio 2021
23:13
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Gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.
A partire da lunedì le scuole superiori di secondo grado “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica…
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in modo che…almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”. E’ quanto prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”.
Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. “Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) – si legge nel testo – l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18”. Nella riunione con il governo di questa mattina le regioni avevano chiesto che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l’asporto in generale.
In arrivo una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali: secondo quanto si apprende sul tavolo del Consiglio dei ministri oltre alla richiesta di scostamento ci sarà anche un decreto legge ad hoc per rinviare a fine gennaio la ripresa dell’invio degli atti della riscossione, in attesa di un provvedimento più complessivo.
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Via libera alle crociere. La bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio afferma che “i servizi di crociera da parte delle navi passeggere di bandiera italiana possono essere svolti nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Anche nelle zone rosse sarà possibile andare a casa di amici e parenti, in massimo due persone. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. “Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata – si legge nella bozza – è consentito nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale”. Chi vive nei comuni con meno di 5mila abitanti, dice ancora il decreto, potrà invece spostarsi per una distanza non superiore ai 30 km dal confine, con esclusione dei capoluoghi di provincia”.
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Le misure indicate nel Dpcm saranno valide dal 16 gennaio al 5 marzo. E’ quanto si legge nella bozza del Dpcm in base al quale continuano a valere fino a quella data anche le misure per gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda del nord.
Riaprono i musei, gli istituti e i luoghi di cultura nelle zone gialle. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. I musei saranno aperti dal lunedì al venerdì “a condizione che detti luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone”.
Sale a 32 miliardi, secondo quanto si apprende a Consiglio dei ministri in corso, la richiesta di scostamento che il governo si appresta a inviare alle Camere. Le risorse serviranno a finanziare il prossimo decreto Ristori.
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Recovery alle Camere. Conte: ‘Piano chiaro e coraggioso’
Progetto condiviso per futuro Paese, massimo impegno governo
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15 gennaio 2021
23:22
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“Per uscire da questa crisi e per portare l’Italia sulla frontiera dello sviluppo europeo e mondiale occorrono un progetto chiaro, condiviso e coraggioso per il futuro del Paese” per “ripartire rimuovendo gli ostacoli che l’hanno frenata durante l’ultimo ventennio”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte nella premessa al Recovery Plan italiano, inviato al Parlamento in queste ore.
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“Abbiamo potenziato le capacità di risposta del sistema sanitario.
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imparato come modulare le restrizioni per fronteggiare il virus senza imporre costi eccessivi. Abbiamo avviato una campagna di vaccinazione di massa senza precedenti nella storia, che ci consentirà nel giro di un anno – sottolinea – di riprendere una vita normale, e questo grazie a uno straordinario sforzo internazionale di ricerca e produzione dei vaccini e a un piano coordinato europeo che garantisce la somministrazione a tutte le persone, iniziando da quelle più fragili e più esposte”.Lo scrive Giuseppe Conte nella premessa al Recovery Plan inviato alle Camere.
Il Pnrr è “il cardine di questo progetto”, ha una “strategia chiara” e “un orizzonte di lungo periodo”. Sul piano ci sarà “il massimo impegno del governo”.
Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una. ‘Impresa verde ed economia circolare’, guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed ‘Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici’, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione Rivoluzione verde a transizione ecologica a 69,8 miliardi). ‘Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA’ aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo ‘Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’ ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.
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Conte-Renzi, il burrascoso rapporto tra il premier e il leader Iv. La posta in gioco
Il nuovo azzardo dell’ex rottamatore
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14 gennaio 2021
18:44
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Se lo strappo di Matteo Renzi fosse per il timore che Conte punti al suo stesso elettorato centrista? E’ la domanda che in queste ore si fanno in molti nella maggioranza per cercare di capire lo showdown del leader di Iv. Nonostante i rumors circolati anche nei giorni scorsi il premier ha però smentito di star lavorando a un proprio partito che secondo alcuni avrebbe anche anche già un nome, ‘Insieme’: non è mai stato registrato alcun marchio, hanno messo a verbale da Palazzo Chigi.
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Il rapporto fra l’ex premier e l’attuale presidente del Consiglio è da sempre stato burrascoso anche se il ‘padrino’ politico del Conte II è stato lo stesso Renzi.
Di mezzo anche questioni caratteriali e il piglio accentratore che li contraddistingue entrambi ha probabilmente giocato un ruolo. Il 5 giugno del 2018 quando il governo gialloverde incassa la fiducia al Senato e nei capannelli fuori dall’Aula, il senatore di Firenze si dice convinto che “Conte e’ uno che alla gente puo’ piacere, ha uno stile suo, diverso da Salvini e Di Maio”. E c’è chi sostiene che questo sia appunto il timore principale di Matteo Renzi.
Se Conte si decidesse a fare un suo partito il rischio sarebbe che insisterebbe sullo stesso consenso elettorale dell’ex leader dem. Nel giorno in cui annuncia, in una lunga conferenza stampa a Montecitorio, le dimissioni delle ministre Iv ufficializzando la crisi gli attacchi che il senatore di Rignano riserva all’inquilino di Palazzo Chigi sono continui: lo accusa di aver recato un vulnus alle regole democratiche e anche se dice di non avere veti sul premier poi si affretta a chiosare che “altri premier siano possibili”.
A chi gli chiede se vi siano stati contatti diretti nelle ultime ore con Conte, Renzi nega: “Nessuno”, dice sorvolando velocemente. Una freddezza che non viene meno però anche nel privato: “Matteo – scrive il premier in occasione delle feste natalizie e mostrandosi più conciliante – ti avevo chiamato stamattina per farti gli auguri. Sia a te che alla tua famiglia, buone festività”. “Un augurio anche a te a ai tuoi, a presto”, risponde laconico Renzi che nella rubrica del telefonino ha registrato il presidente del Consiglio come il “Professor Conte”. Ma al di là dei rapporti personali, la storia di Renzi dimostra che l’ex sindaco di Firenze non teme gli azzardi: ha fatto la sfida sul referendum, l’ha persa e si è dimesso, ha scalato il pd e poi ha fondato un partito suo. Stavolta è pronto a lasciare il governo Conte che ha contribuito a fondare. E in molto si chiedono dove punti.
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Ipotesi scostamento fino a 30 miliardi per nuovi ristori
Un po’ più di un punto e mezzo di Pil ipotizzato finora per poter varare un nuovo decreto con i ristori per le attività colpite dalla pandemia
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14 gennaio 2021
18:46
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Il governo, secondo quanto si apprende, starebbe valutando di chiedere un nuovo scostamento fino a 30 miliardi – un po’ più di un punto e mezzo di Pil ipotizzato finora – per poter varare un nuovo decreto con i ristori per le attività colpite dalla pandemia. La nuova richiesta di extra-deficit, che dovrà poi ottenere il via libera del Parlamento a maggioranza assoluta, sarà in serata sul tavolo del Consiglio dei ministri.
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Nuovo Dpcm. Alto Adige, Lombardia, Sicilia in zona rossa. Fontana: ‘Farò ricorso’
Nove Regioni passano in area arancione. Sei regioni ‘virtuose’ in zona gialla – LE MISURE
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16 gennaio 2021
12:27
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid. La nuova stretta entrerà in vigore nelle prossime ore. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.
REGIONI ROSSE, ARANCIONI E GIALLE  – Intanto due Regioni vanno in area rossa più la provincia autonoma di Bolzano: Lombardia e Sicilia.
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Da quanto si apprende dal Ministero della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Ma la Lombardia è pronta a presentare ricorso contro la decisione del Governo di collocare la regione in zona rossa. “Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso” annuncia il presidente della Regione Attilio Fontana, in una nota. “In Lombardia negli ultimi 15 giorni la situazione è migliorata almeno per classificarci in zona arancione. Attendiamo l’ufficialità dal Ministero (della Salute, ndr) ma siamo pronti a presentare ricorso”, aggiunge.
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Bolzano non chiude e ‘ricorre’ contro zona rossa – La Provincia di Bolzano non chiude e ‘ricorre’ contro la classificazione a zona rossa. “Sono rimasto abbastanza sconcertato, visto che attualmente siamo zona gialla. Anche il ministro Speranza mi ha confessato di essere sorpreso”, ha detto il governatore Arno Kompatscher. Sulla base di una valutazione dell’Azienda sanitaria altoatesina, la giunta provinciale durante una seduta straordinaria ha deciso di non inasprire le limitazioni attualmente in vigore. Kompatscher firmerà in serata un’ordinanza. L’assessore Thomas Widmann ha parlato di una “valutazione sbagliata e inaccettabile” che “penalizza chi, come noi, fa molti test”.
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Speranza, rispetto ordinanze o si perde controllo contagio – “Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio” lo afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.
Nove Regioni passano in area arancione: sono le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.
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La Campania insieme ad altre 5 regioni/PA restano in fascia gialla. Sono Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise.
LA SCUOLA – I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza: è quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza. Questo fatte salve ordinanze regionali.
IL CASO LOMBARDIA – Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana protesta per la zona rossa: “Ho parlato con il ministro Speranza – ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”. Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo – la più colpita dalla pandemia nella prima ondata – chiede una deroga alla zona rossa. “Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”, scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice al Ministero della Salute.
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COSA SI PUO’ FARE E COSA NO – Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.
Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo.

Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.
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Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: “Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori” ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori. Durante la riunione era stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a rispondere sottolineando che l’esecutivo avrebbe mantenuto la norma per evitare casi di movida, ma palazzo Chigi e il Mise si sarebbero messi al lavoro per “limitare al massimo i divieti” alle sole bevande e alcolici. Sempre Boccia ha garantito, nonostante la crisi di governo, “massima priorità” per i ristori a tutte le attività costrette a fermarsi. Tra queste c’è lo sci: gli impianti non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti.
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Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. “E’ un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro. Non l’unico.
Con il decreto viene infatti introdotta la ‘zona bianca’, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.
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La crisi di governo. IV apre. Zingaretti a Conte: ‘Il Pd ha già dato’ IL PUNTO
In salita i ‘costruttori’. Mastella ‘responsabili ma non fessi’
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15 gennaio 2021
18:34
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Nel terzo giorno della crisi, c’è uno spazio che il segretario dem Nicola Zingaretti proprio non può lasciare a Matteo Renzi: quello di chi ha saputo allontanarsi dalle camarille di Palazzo per rappresentare il disagio di un Paese dove la crisi morde e la pandemia dilaga. “Il Pd è stato il primo a porre il tema della ripartenza”, rivendica Zingaretti nella appassionata assemblea dei dem alla Camera.
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E a Conte, che il Pd ha scelto di sostenere tenendo a bada non pochi malumori, il segretario dem anche per questo manda a dire che il sì ai costruttori e ad una maggioranza più ampia, non è fine a se stesso ma serve a fare le cose e a non fare più gli errori del passato. “Abbiamo dato”. Si attui ora l’agenda riformista del Pd e si lasci a Renzi, come dice Delrio, il merito di “aver fatto solo un favore alla destra”, che aspira al governo con il voto anticipato. L’opposizione per questo ripete il suo mantra: Conte non ha i 161 voti che gli servono al Senato.
L’operazione ‘costruttori’ è in effetti delicata ed il premier, mentre ne tira le fila, preferisce cimentarsi nella concretezza dell’azione di governo. “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19” è il conto che fa con il suo pallottoliere, mentre presunti ‘responsabili’ (Conzatti, Vono, Binetti, Pacifico, Masini), si chiamano fuori in vista della conta di lunedì e martedì sulle comunicazioni alla Camera e al Senato del premier Conte.
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Il vicesegretario del Pd Orlando intanto avverte: “La questione dei numeri è seria. Si può evitare la crisi avendo un numero in più, ma non pensare di governare”. Sulle incertezze si incunea Iv che con l’ex ministra Bonetti, Faraone e Nobili fa sapere a Conte “noi ci siamo se si vuole interloquire sui temi e non cercare nuovi Scilipoti”. Intanto Renzi riflette se astenersi nel voto in Aula. Per IV i numeri della maggioranza al Senato, senza i 18 di Italia viva, sono tra i 150 e i 152. E Conte potrebbe dunque ancora ripensarci sulla conta. Così Clemente Mastella a sera preferisce avvertire: “Siamo responsabili ma non fessi. Nessuno pensi di recuperare il dialogo con Renzi alle nostre spalle. Non siamo i polli di Renzi”.
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Amb. Usa in Italia,uniti siamo più forti,sconfiggeremo Covid
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15 gennaio 2021
12:19
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“L’Italia e gli stati uniti condividono una lunga storia di valori libertà, democrazia.
Siamo uniti soprattutto in tempi di crisi.
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Uniti affrontiamo una pandemia terribile e uniti prevarremo. Sappiamo che le nostre nazioni sono più forti quando lavoriamo insieme”. Così l’Ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisemberg saluta l’Italia, a fine mandato, in un videomessaggio postato su twitter.
“Lo abbiamo dimostrato più volte – prosegue – e lo dimostreremo ancora combattendo questa pandemia”. La partnership tra Italia Usa, sottolinea ancora Eisenberg, nel campo di “difesa, commercio, innovazione, spazio, cultura, sono diversi aspetti della nostra cooperazione che ci offre incredibili opportunità”. Eisenberg ricorda la calorosa accoglienza ricevuta in Italia, elogia il cibo, il buon vino e il gusto degli italiani ma sottolinea anche le visite fatte in questi anni, parla di “impianti all’avanguardia”, mentre scorrono le foto della Ferrari, e ricorda l’importante scambio economico tra i due paesi. “L’Italia – prosegue – brilla come una luce nella storia, in cui la democrazia e il senato romano hanno avuto inizio e oggi siamo più uniti che mai, insieme sotto l’egida della democrazia”, prosegue mentre scorrono le immagini degli incontri con il presidente Mattarella. Il videomessaggio si conclude con un saluto dell’ambasciatore che accanto alla moglie assicura, in italiano che non sarà un addio ma un “arrivederci”.
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Governo, Renzi annuncia astensione di Italia Viva. Conte chiude, mai più con loro
La Cei: ‘Guardiamo con fiducia a Mattarella’. Bellanova: ‘Da Conte 2 miliardi di mancette all’opposizione’
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16 gennaio 2021
09:11
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Una guerra di numeri. E’ quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo.
Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane.
Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, lascia uno spiraglio: “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”.
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E in serata fa sapere parlando in tv:”Staremo nell’arena politica lunedì e martedì, vedremo cosa il presidente del Consiglio farà, se arriverà al voto. Se dovessi scommettere oggi su un posizionamento nostro, ovviamente non possiamo votare la fiducia dopo quello che è successo, se cercherà di aprire alla senatrice Lonardo, a pezzi di Forza Italia e al mondo che sta cercando di portare con sé al posto nostro, ci asterremo”.
Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi: “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”. Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo.
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E’ un giorno di trattative e contatti con i ‘costruttori’, che vengono sondati ad uno ad uno. E intanto arriva il secondo ‘contenitore’ che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”. A spiegarne la missione, il presidente Ricardo Merlo (che è anche sottosegretario agli Esteri): “vogliamo essere uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. La nuova componente riceve subito l’adesione dell’ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti.
M5s ribadice il proprio sostegno al premier e Luigi Di Maio sottolinea la propria lealtà al premier: “Io presidente del Consiglio? Questa cosa affiora ogni volta che si vuole mettere zizzania. E’ una cosa che si fa circolare per avere la scusa per non dare la fiducia martedì a Conte in Senato. Io non solo gli sono leale, ma sto anche lavorando con tutti gli altri ministri per superare questo momento difficile. Poi è ovvio che se dobbiamo mettere insieme un governo posticcio o precario, allora sono io a dire che è meglio andare a votare”.
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Il centrodestra boccia le manovre della maggioranza. “Non hanno i numeri” al Senato dice Matteo Salvini e domani si riunirà in un vertice a Milano.
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LE PREOCCUPAZIONI DEI CATTOLICI – “Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia. Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. “Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”. Lo dice il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Gualtiero Bassetti, parlando della crisi politica.
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Legittimo impedimento per la crisi, salta processo Castelli
Viceministro imputata per diffamazione a Torino
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TORINO
15 gennaio 2021
17:44
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La crisi di governo fa saltare l’udienza fissata per lunedì al Palazzo di Giustizia di Torino che vede imputata per diffamazione il viceministro dell’Economia, Laura Castelli. L’esponente dei Cinque stelle infatti si è avvalsa del legittimo impedimento vista la situazione a Roma e quindi non potrà essere nel capoluogo piemontese per essere ascoltata, come invece era previsto.
Il procedimento riguarda un post su Facebook in cui la Castelli criticava una candidata Pd alle amministrative 2016, Lidia Roscaneanu, che nella foto postata dal viceministro compariva insieme all’ex sindaco Piero Fassino.
Castelli aveva scritto che la candidata lavorava nel bar del Palagiustizia affidato ad una ditta poi fallita tre volte, domandando quali legami la Roscaneanu avesse. Sotto il post la candidata venne insulta con frasi razziste e sessiste. Dopo l’inchiesta del pm Barbra Badellino sono stati rinviati a giudizio oltre al viceministro altre 18 persone.   PIEMONTE

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Si dimette anche prorettrice Università Stranieri Perugia
Guidava Ateneo dopo che aveva lasciato rettrice Grego Bolli
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PERUGIA
15 gennaio 2021
18:07
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Si è dimessa la prorettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Dianella Gambini.
Guidava l’Ateneo dopo che aveva lasciato la rettrice Giuliana Grego Bolli, coinvolta nell’indagine sull’esame per la conoscenza della lingua italiana del calciatore Luis Suarez.
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Gambini ha formalizzato la sua decisione dopo avere appreso “con stupore e rammarico” delle dimissioni di un membro del Consiglio di amministrazione dell’Università per Stranieri.
L’Organo – si legge in una nota di Palazzo Gallenga – manca ora del necessario numero di componenti per la sua valida costituzione.
“Avrei sinceramente auspicato – ha affermato Gambini – una maggiore collaborazione interna in ragione del superiore interesse alla tutela dell’Ateneo e degli studenti dello stesso, cui per primi va il mio costante pensiero, e a beneficio dei quali ho sempre orientato la mia attività, sia come docente che come prorettrice. Prendendo atto della radicale impossibilità di proseguire nei compiti e nelle funzioni che ho sin qui espletato, ho rassegnato le mie dimissioni da prorettrice al ministro Gaetano Manfredi e ho rimesso a lui ogni determinazione in merito alla guida dell’Ateneo. Tornerò – ha concluso Gambini – alla mia funzione ordinaria di professore di lingua spagnola, ruolo che svolgo con passione e dedizione da più di trent’anni”.
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Governo: Cattolici: ‘Crisi deleteria e incomprensibile’
La Cei guarda con fiducia a Mattarella,’è tempo dei costruttori’
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15 gennaio 2021
18:15
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Il mondo cattolico guarda con preoccupazione alla crisi politica. Scende in campo la Conferenza Episcopale Italiana ma anche le associazioni perché la crisi, in questo tempo di pandemia, spaventa.
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“Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica”, dice il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. “Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”, sottolinea il Presidente dei vescovi.
La ricerca dunque del premier Giuseppe Conte di possibili ‘costruttori’ per portare avanti l’esecutivo riceve un importante endorsement. A scendere in campo sono anche Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale: “Il Paese è allo stremo delle forze” e l’apertura della crisi di governo è “deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini”.
“Serve un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal Presidente della Repubblica”, dicono le tre associazioni. Parla di “crisi incomprensibile” anche Famiglia Cristiana. Padre Francesco Occhetta, gesuita grande esperto di politica italiana, distingue il “merito” della crisi innescata da Italia dei Valori dal “metodo”: “Nel merito IV ha ‘gridato’ alcuni punti legittimi da chiarire come ad esempio il Mes mentre il Pd li ha solo sussurrati. Nel metodo però la scelta di ritirare la propria rappresentanza di Governo contraddice il merito di migliorare ciò che si chiedeva. Per questo rimane un’incognita comprendere per l’opinione pubblica le intenzioni morali che hanno ispirato la scelta”. E allora i cattolici ora devono rimboccarsi le maniche: possono essere “enzima per ricomporre la crisi”.
Nessuno però negli ambienti cattolici vuol sentire parlare di ritorno alle urne. E anche chi era vicino a Matteo Renzi, cattolico con un passato nello scoutismo, come la sua ex ministra Elena Bonetti, ora prende le distanze. Da lui e anche dalla stessa Bonetti che nel lockdown dello scorso aprile, unica voce del governo fuori dal coro, si era decisamente schierata con la Cei per la riapertura delle chiese.
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Governo: Caccia a responsabili, incognita nuovo gruppo
La trattativa per rimpinguare il numero dei ‘costruttori’ procede a ritmo serrato, anche se con alcune difficoltà
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15 gennaio 2021
23:44
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L’operazione Responsabili a un certo punto sembrava potesse andare in frigorifero per un pò, dopo le aperture di Iv e la possibilità di una astensione in Parlamento di Matteo Renzi. Ma il dubbio è durato l’arco di un pomeriggio.
E, dopo la costituzione della componente Maie Italia 2023, la trattativa per rimpinguare il numero dei “costruttori” procede a ritmo serrato, anche se con alcune difficoltà.
Martedì in Senato, il governo potrebbe ottenere anche la fiducia con una maggioranza semplice, e non assoluta ma, Costituzione alla mano, tanto basta a Conte per andare avanti, lavorando semmai in un secondo momento al rafforzamento della maggioranza parlamentare anche alla luce del rafforzamento della squadra di governo.
La giornata era iniziata con una pioggia di smentite di nomi apparsi sui giornali come già arruolati tra i Responsabili: dalle renziane Donatella Conzatti e Gelsomina Vono, fino all’ex M5s Carlo Martelli e a Barbara Masini di Fi.
Un altro ex pentastellato Gianni Marilotti, oggi nelle Autonomie, pur rifiutando di aderire al nascente gruppo, ha confermato il suo sostegno a Conte, facendo così salire a 148 i voti che questi ha nel cassetto, dopo l’uscita dei 18 di Iv.
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Chi in queste ore tiene i conti aggiunge i due voti dei senatori a vita Mario Monti ed Elena Cattaneo che sono sempre venuti a votare la fiducia.
Quota 152 si raggiunge con altri due ex M5s che hanno dichiarato la propria disponibilità, cioè Gregorio De Falco e Tiziana Drago, e lì ad oggi ci si ferma: infatti molti altri nomi apparsi sui quotidiani già votano per Conte (i tre senatori del Maie, gli ex Fi Fantetti e Lonardo, gli ex M5s Fattori e Nunes, ecc). Ma tanto basta dopo che Renzi ha fatto filtrare l’ipotesi di una astensione di Iv, per evitare l’uscita dal gruppo di qualche suo senatore. Mossa difensiva che però ha anche frenato quanti riflettevano sulla possibilità di aderire subito ai Responsabili per mandare avanti la legislatura. Per ora il passo, per alcuni non sarebbe necessario.
Come ha infatti ricordato Stefano Ceccanti, costituzionalista e capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, “alcuni quotidiani scrivono che al Senato al Governo occorrerebbero 161 voti, ma non e’ affatto vero.Può essere auspicabile, ma non e’ necessaria alcuna soglia numerica. Nelle votazioni fiduciarie è sufficiente che i Si’ battano i No”. E in effetti nelle innumerevoli fiducie poste da Conte in Senato, spesso si è scesi sotto quota 150.
Intanto, nasce la componente Maie-Italia 2023 all’interno del gruppo Misto, sorta dall’abbraccio tra i tre senatori del Maie (Cario De Bonis e Merlo) con l’ex Fi Fantetti, tutti parlamentari che già votavano la fiducia. Non aggiungono battaglioni dietro al generale Conte tuttavia l’iniziativa allude al possibile gruppo che avrebbe anche il nome di Conte nel proprio logo, così da formare in nuce la futura lista Conte per le elezioni, e così da trasformare i possibili Responsabili in Costruttori.
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Conte lavora a rilancio, Iv prova ad entrare in partita
No Pd-M5s, allargarela maggioranza. Nasce nuovo “gruppo” di costruttori
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16 gennaio 2021
09:11
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Una guerra di numeri. E’ quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo.
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Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane. Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, lascia uno spiraglio: “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”.
Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi: “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”.
Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo. E’ un giorno di trattative e contatti con i ‘costruttori’, che vengono sondati ad uno ad uno. E intanto arriva il secondo ‘contenitore’ che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”.
A spiegarne la missione, il presidente Ricardo Merlo (che è anche sottosegretario agli Esteri): “Vogliamo essere uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. La nuova componente riceve subito l’adesione dell’ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti.
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Ancora troppo pochi per dare vita, però, ad un gruppo indipendente. I corridoi di Palazzo Madama sono vuoti ma i contatti sono frenetici, come numerose le smentite di quanti sono stati annoverati nel gruppo dei nuovi responsabili: Conzatti, Vono, Pacifico e Masini mettono in chiaro la loro indisponibilità a qualsiasi tipo di soccorso. Paola Binetti, senatrice Udc, anche, ma con un distinguo: da sola non lascerebbe l’opposizione per traghettarsi nelle fila della maggioranza, ma se tutto il suo gruppo facesse un passo a fianco dell’esecutivo Conte lei seguirebbe. Il partito ufficialmente smentisce di essere pronto a cambiare posizionamento in Parlamento, ma le interlocuzioni sono in corso, secondo quando raccontano diverse fonti parlamentari. Tanto più che anche la Conferenza episcopale dei vescovi ha rotto le righe e ha deciso di appoggiare apertamente i nuovi costruttori: “Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”, ha detto il cardinal Gualtiero Bassetti, parlando della crisi politica.
Lunedì il presidente del Consiglio affronterà l’Aula di Montecitorio, dove i numeri sono dalla sua, mentre martedì sarà in Senato e qui la maggioranza ha sempre corso sul filo ed ora, senza i 18 senatori di Italia viva, è scesa sotto quota 150.
Sarà un discorso per il rilancio dell’azione del governo quello del premier, a cui seguirà un voto di fiducia. Italia Viva, che dopo aver alzato un muro abbassa i toni e fa intendere che uno spazio ancora per il dialogo c’è, sarebbe orientata all’astensione. Una scelta che serve a Renzi per trattenere i suoi ed evitare che tornino tra le fila dei Dem. Ma quello di Renzi potrebbe essere letto anche come il segnale di un’apertura, e che prima o poi potrebbe essere colto.
Movimenti che vengono registrati e che fanno sorgere sospetti nella pattuglia dei costruttori: “Le maggioranze più vaste sono e meglio è… – osserva Clemente Mastella – ma nessuno pensi di recuperare il dialogo con Iv alle spalle dei “responsabili”. Non siamo i polli di Renzi”.
Calcoli numerici e calcoli politici, che chiaramente si fanno anche nel centrodestra. Matteo Salvini scommette sull’arrivo di “tanti” M5S: “vedo più arrivi che partenze”, assicura.
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Recovery sale a 223,9 mld, 700 mln in più ad agricoltura
Più risorse anche a giustizia ed efficienza energetica
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15 gennaio 2021
19:17
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Il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con i fondi del Next Generation Eu sale nell’ultima versione inviata al Parlamento a 223,9 miliardi, un miliardo in più rispetto alla bozza entrata in consiglio dei ministri. Ben 700 milioni sono stati attribuiti all’agricoltura sostenibile.

Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una. ‘Impresa verde ed economia circolare’, guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed ‘Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici’, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione Rivoluzione verde a transizione ecologica a 69,8 miliardi). ‘Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA’ aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo ‘Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’ ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.

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