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Tempo di lettura: 24 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2021, 03:09:08 di Maurizio Barra

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DALLE 00:10 DI GIOVEDì 18 FEBBRAIO 2021

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Prima fermata per un Frecciarossa a Terontola nell’Aretino
Su Av Roma-Firenze per Toscana-Umbria,Giani inaugura con sindaci
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TERONTOLA
18 febbraio 2021
00:10
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Prima fermata, stamani, di un treno Frecciarossa nella stazione di Terontola (Arezzo), sulla linea Av Roma-Firenze, sbocco dell’utenza ferroviaria delle popolose zone della val di Chiana, in Toscana, e del lago Trasimeno, in Umbria.
“Pochi minuti ma molto importanti per tutto il territori”, il commento unanime degli amministratori umbri e toscani all’inaugurazione della fermata.
Un Frecciarossa ha sostato alle ore 5.54 a Terontola e poi è ripartito esattamente alle 5.56 diretto a Milano e Torino. “Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati affinché questo potesse accadere, in particolare le Regioni Toscana e Umbria, le amministrazioni della Val di Chiana e del Trasimeno”, ha detto il governatore della Toscana Eugenio Giani, presente all’evento. Gli amministratori indossavano la fascia tricolore e sulla pensilina c’è stato un taglio del nastro nella breve sosta in stazione, quindi il treno è ripartito verso Nord.
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Covid: Regione Fvg,con numeri attuali restiamo zona gialla
Vicegovernatore Riccardi, indice Rt da 0,94 a 0,8
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TRIESTE
18 febbraio 2021
10:28
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“A meno che non si cambi qualche parametro di definizione nella classificazione, non vedo perché noi dovremmo con questi numeri andare in una zona diversa da quella gialla”. Così il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi sulle indiscrezioni circolate ieri su un possibile passaggio in arancione della regione.
“I dati arrivati ieri sera sono tutti in riduzione – ha spiegato Riccardi -: Rt ha una punta più bassa di 0,74 avendo una media di 0,8 contro lo 0,94 della scorsa settimana”.
Secondo indiscrezioni, il Report del Ministero della Salute relativo alla settimana dall’8 al 14 febbraio e aggiornata al 17 febbraio sull’andamento della pandemia in Fvg, presenta, oltre al calo dell’indice Rt, anche altri dati generalmente in discesa.
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Vaccini: mano dura del Vaticano contro i dipendenti no vax
Sanzioni prevedono dal demansionamento fino al licenziamento
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CITTA DEL VATICANO
18 febbraio 2021
10:43
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Mano dura del Vaticano contro i dipendenti che scelgono di non vaccinarsi in caso di pandemie, come è ora il Covid. La vaccinazione è volontaria ma un decreto del Presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano, il cardinale Giuseppe Bertello, prevede per i dipendenti che non fanno il vaccino (che il Vaticano ha messo a disposizione di tutti i lavoratori dello Stato) fino al demansionamento per chi non può farlo per ragioni di salute, con il mantenimento dello stipendio della mansione precedente.

Per chi si rifiuta “senza comprovate ragioni di salute” il decreto rinvia ad una legge vaticana del 2011 che prevede, per chi non si sottopone ad accertamenti sanitari d’ufficio, “conseguenze di diverso grado che possono giungere fino alla interruzione del rapporto di lavoro”.
Il decreto emanato in questi giorni parla delle altre norme da osservare in caso di pandemie, dal distanziamento al divieto di assembramenti, dalle mascherine alla quarantena, e prevede sanzioni pecuniarie in caso di inosservanza delle disposizioni.
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Bose: Bianchi non se ne va, Comunità ‘profonda amarezza’
Su indicazione del delegato del Papa doveva trasferirsi entro 17
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18 febbraio 2021
10:49
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Enzo Bianchi non ha lasciato Bose, in Piemonte, per trasferirsi in Toscana secondo l’accordo che, secondo la Comunità, avrebbe posto fine alle tensioni interne.
Un provvedimento, il trasferimento di Bianchi da Bose a Cellole, che era stato suggerito dal delegato del Papa.
Il trasferimento doveva realizzarsi prima dell’inizio della Quaresima, cioè ieri.
“Con profonda amarezza la Comunità – sottolinea lo stesso monastero di Bose – ha dovuto prendere atto che fr. Enzo non si è recato a Cellole nei tempi indicatigli dal Decreto del Delegato Pontificio dello scorso 4 gennaio. Si trattava di una soluzione messa a punto in questi mesi con l’assenso ribadito per iscritto dallo stesso fr. Enzo e da alcuni fratelli e sorelle disposti a seguirlo per fornirgli tutta l’assistenza necessaria”.   POLITICA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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Debate, al via campionato nazionale per ragazzi
Dal 16/2 al via girone unico; finali a Milano l’8 e 9 maggio
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MILANO
18 febbraio 2021
12:14
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Non solo negli Stati Uniti, ora anche in Italia arriva il Debate agonistico – ovvero gare di dibattito in cui si affrontano due squadre di tre oratori ciascuna – con la prima edizione del campionato italiano giovanile, di cui è iniziato il 16 febbraio il girone unico nazionale, dopo una iniziale scrematura delle 76 squadre in gara provenienti da 16 regioni.
Sono alcuni anni che il Debate si sta diffondendo come metodo per fare acquisire ai ragazzi le cosiddette soft skills, capacità dunque di ascolto e di analisi, che permettano loro un domani di essere cittadini attivi.
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La rete Nazionale We Debate unisce più di 180 scuole, nel 2017 il ministero dell’Istruzione ha avviato il progetto Debate Italia, che realizza le Olimpiadi nazionali, porta di accesso ai campionati mondiali. Nel 2019 è nata anche la Società Nazionale Debate Italia (Sndi) con lo scopo di diffondere questa disciplina anche fuori delle scuole, che quest’anno organizzano i campionati giovanili, di cui è main sponsor Coop Lombardia con il patrocinio della Commissione Europea in collaborazione con il Parlamento Europeo.
“Affinché il debate possa incidere nella formazione di una persona occorre molto più tempo e pratica – ha raccontato il presidente Sndi Manuele De Conti -. E’ nata così l’idea di un “campionato” che duri un intero anno scolastico”. In questo modo “si allenano i giovani al rispetto delle regole comuni e degli avversari, in perfetta sintonia con i valori di Coop Lombardia che – ha spiegato il presidente Daniele Ferré – da sempre investe in progetti etici e di responsabilità sociale”.
Hanno nomi fantasiosi come ‘Bazinga!’ (dall’istituto Tecnico Economico Tosi di Busto Arsizio), ‘Le ragazze di via Panisperna’ (IsIS “Majorana – Fascitelli” di Isernia) o ‘Rinoceronti Blu (Iis Dalla Chiesa di Montefiascone) le 46 squadre arrivate al girone nazionale a eliminazione diretta. Gli ottavi di finale sono in programma il 26 aprile mentre la finale si svolgerà l’8 e 9 maggio a Milano con un evento dal vivo (se sarà possibile) e in streaming. Tutte le informazioni sono disponibili al sito Campionatoitalianodebate.it e sui social del torneo.

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Donna morta a Pavia: 28enne confessa
I due avrebbero avuto una relazione
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PAVIA
18 febbraio 2021
12:18
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Sarebbe stato un giovane sbandato ad uccidere Lidia Pescherera, 49 anni, la donna trovata morta ieri nel suo appartamento a Pavia. Alessio Nigro, 28 anni, originario della provincia di Lodi, che aveva una relazione con la vittima, ha confessato il delitto dopo essere stato fermato nella tarda serata di ieri dai carabinieri di Pavia in un ostello a Milano.
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Sottoposto a fermo per il reato di omicidio volontario, è stato condotto nel carcere di Torre del Gallo a Pavia.
Il 28enne, con problemi di alcolismo e privo di fissa dimora, ha spiegato al procuratore, Mario Venditti, e al sostituto, Diletta Balduzzi, che venerdì 12 febbraio, durante un ennesimo litigio, colto da un raptus, ha strangolato la donna nella vasca da bagno.
Nigro è rimasto nell’appartamento di via Depretis fino a lunedì 15 febbraio; agli inquirenti ha anche spiegato di aver utilizzato il telefonino della sua convivente per inviare dei messaggi al datore di lavoro per non allarmarlo per l’assenza di Lidia Peschechera. Ma è stato proprio il titolare dell’azienda presso la quale lavorava la donna, ad allarmarsi per il fatto che la donna non rispondeva al telefono e anche per il contenuto dei messaggi ricevuti. E’ stato così avvisato l’ex marito della vittima e successivamente le forze dell’ordine che ieri hanno scoperto il cadavere, adagiato nella vasca da bagno, in stato di decomposizione e coperto da un asciugamano.
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Liliana Segre vaccinata a Milano
Accolta da Attilio Fontana e Letizia Moratti
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MILANO
18 febbraio 2021
15:37
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Vaccinazione al Fatebenefratelli e oftalmico di Milano per la senatrice a vita Liliana Segre. L’ultranovantenne milanese, sopravvissuta ad Auschwitz, si è presentata al centro vaccinale verso le 11.30 per la somministrazione programmata. Ad accoglierla anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e il vice presidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti.
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Covid: Veneto, contagi tornano sopra quota 1.000 in 24 ore
Non succedeva da un mese
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VENEZIA
18 febbraio 2021
13:21
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Dopo un mese di calo dei contagi quotidiani il Veneto torna a superare i 1.000 casi di positività al Covid in sole 24 ore. Il report della Regione registra infatti 1.042 contagi in più rispetto a ieri, per un totale di 323.888 infetti dall’inizio dell’epidemia.
Sotto quota mille la regione era scesa esattamente il 18 gennaio scorso (i casi erano stati 998). I decessi sono 30 in più rispetto a ieri, per un dato complessivo di 9.651 vittime. L’incidenza dei positivi sui tamponi – ha detto il presidente Luca Zaia – è del 3,13%. Nei reparti non critici degli ospedali sono ricoverate 1.290 persone (-46), nelle terapie intensive 135 (+1).
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Cutolo: procuratore Salerno, ha influenzato camorra per anni
Borrelli: “Pentimento? Mai chiesto ma su certi casi ininfluente”
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NAPOLI
18 febbraio 2021
13:38
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“Raffaele Cutolo è responsabile della trasformazione che ha avuto la camorra in Campania, e non solo, e gli effetti della sua azione non sono limitati nel tempo ma si protrarranno per molto tempo negli anni a venire”. A parlare è il procuratore di Salerno Giuseppe Borelli, per lungo tempo a capo della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura di Napoli che, pur essendosi, da investigatore, occupato del clan Alfieri, feroce rivale della NCO del “professore”, è stato costretto a confrontarsi anche con la mentalità del boss scomparso ieri all’età di 79 anni.
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“Con tutto il rispetto che si deve, comunque, a una persona deceduta, Cutolo, giuridicamente e moralmente – ricorda il procuratore di Salerno – è responsabile di centinaia e centinaia di omicidi, molti dei quali eseguiti con crudeltà senza pari”.
Riguardo al mancato pentimento di don Raffaele, e sui segreti che si è portato nella tomba, Giuseppe Borrelli, ricorda che parecchi casi “sono stati ampiamente e dettagliatamente risolti anche senza il suo contributo, come, per esempio, quello che riguarda Ciro Cirillo (il politico della DC rapito e poi rilasciato dalle Brigate Rosse, ndr)”.
Per quello che concerne gli anni in cui ha coordinato i magistrati antimafia partenopei, il procuratore di Salerno ci tiene a precisare di non avere mai chiesto a Cutolo di collaborare con la giustizia: “Per certi aspetti, la collaborazione con la giustizia di Cutolo, peraltro mai richiesta quando ero io a capo della DDA, non avrebbe potuto essere utile in quanto determinate vicende che lo vedevano coinvolto erano state ampiamente chiarite dagli inquirenti sulla base di elementi assolutamente certi”.
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Confartigianato a Prefetto Pescara, ristoranti aperti a cena
Consegnate proposte. Anche su estetisti, spostamenti e affitti
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PESCARA
18 febbraio 2021
13:40
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Ristoranti e bar aperti a pranzo e a cena con prenotazione obbligatoria, negozi aperti anche in zona rossa, spostamenti consentiti tra comuni per andare dal proprio artigiano o commerciante di fiducia e rinegoziazione dei canoni di locazione. Sono le proposte avanzate da Confartigianato al Prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, con l’obiettivo di “tutelare il tessuto socioeconomico nel rispetto delle misure anti-Covid”.
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L’incontro si è svolto ieri pomeriggio in videoconferenza. Vi hanno preso parte, oltre al Prefetto, il presidente dell’associazione artigiana, Giancarlo Di Blasio, i vicepresidenti Barbara Lunelli e Paolo Verdecchia ed il direttore Fabrizio Vianale. I rappresentanti di Confartigianato hanno consegnato un pacchetto di proposte al Prefetto, affinché “si faccia portavoce delle richieste presso il Ministero”.
Nel corso del confronto, fa sapere l’associazione, si è parlato anche della sentenza del Tar del Lazio che ha disposto l’annullamento della misura contenuta nel Dpcm del 14 gennaio che escludeva i centri estetici dai servizi alla persona erogabili in zona rossa. Al Prefetto, in tal senso, è stato chiesto di “informare gli organi preposti al controllo su quanto stabilito dai giudici amministrativi”.
Confartigianato propone, inoltre, un protocollo tra le istituzioni locali per la rinegoziazione dei canoni di locazione con l’obiettivo di “superare la crisi di liquidità in atto” e chiede maggiori controlli, al fine di “evitare nuove chiusure, che sarebbero letali per l’economia”, con il “contingentamento degli ingressi nelle piazze e nelle strade ‘calde'”.
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Covid: Lavevaz (Vda), zona bianca non è traguardo stabile
‘Aspettiamo il riscontro, ma situazione è fragilissima’
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AOSTA
18 febbraio 2021
14:12
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“La zona bianca potrebbe essere una boccata d’ossigeno, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che non sarebbe un traguardo stabile: la discesa dei contagi si è già arrestata, e dobbiamo sapere che la zona bianca potrebbe durare anche solo una o due settimane”. Così il presidente della Regione Valle d’Aosta Erik Lavevaz, commenta l’ipotesi di un passaggio della regione alpina in zona bianca.
“Aspettiamo il riscontro ai dati inviati, che da settimane sono buoni, ma sappiamo che la situazione è fragilissima”, spiega.
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Veneto, i contagi tornano sopra quota 1.000 in 24 ore
Zaia, arrivata oggi un’offerta per AstraZeneca
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18 febbraio 2021
17:21
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Dopo un mese di calo dei contagi quotidiani il Veneto torna a superare i 1.000 casi di positività al Covid in sole 24 ore. Il report della Regione registra infatti 1.042 contagi in più rispetto a ieri, per un totale di 323.888 infetti dall’inizio dell’epidemia.
Sotto quota mille la regione era scesa esattamente il 18 gennaio scorso (i casi erano stati 998). I decessi sono 30 in più rispetto a ieri, per un dato complessivo di 9.651 vittime. L’incidenza dei positivi sui tamponi – ha detto il presidente Luca Zaia – è del 3,13%. Nei reparti non critici degli ospedali sono ricoverate 1.290 persone (-46), nelle terapie intensive 135 (+1).
“Stamani il dottor Flor ha ricevuto una disponibilità per AstraZeneca”, Zaia. “Anche il collega Bonaccini – ha aggiunto – ha mostrato che era arrivata una proposta dalla Croazia. Non è colpa nostra se ci chiamano”, ha concluso. Già due giorni fa Zaia aveva detto che gli erano state offerte altri dosi di vaccino “dell’azienda Pfizer”.
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Post antisemita, Amore indagata per diffamazione
Aggravata dall’odio razziale. Procura Torino apre fascicolo
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TORINO
18 febbraio 2021
15:41
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La consigliera comunale di Torino Monica Amore, del Movimento 5 Stelle, è indagata per diffamazione aggravata dall’odio razziale. Titolare dell’inchiesta il procuratore aggiunto Emilio Gatti che ha aperto un fascicolo dopo l’esposto presentato dall’avvocato Tommaso Levi per conto della comunità ebraica di Torino.
La vicenda è quella del post su Facebook in cui associava alle testate del Gruppo Gedi alcune caricature antisemite.   PIEMONTE

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Gup: Gaia e Camilla travolte sulle strisce pedonali
“Elevato il grado di colpa di Genovese”. Le motivazioni della sentenza. Le 16enni romane, travolte nella zona di Corso Francia, attraversavano dopo che il semaforo pedonale era diventato verde
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ROMA
18 febbraio 2021
18:28
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Gaia e Camilla, la tragica notte del 21 dicembre del 2019, non avevano fatto nessun azzardo: stavano attraversando sulle strisce, dopo che il semaforo pedonale era diventato verde. Un comportamento irreprensibile che però non è bastato a salvare dalla morte, dal violento impatto con l’auto guidata da Pietro Genovese che le ha centrate uccidendole sul colpo.
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Per il gup di Roma Gaspare Sturzo, che ha condannato il 19 dicembre scorso il ventenne a 8 anni di carcere per omicidio stradale plurimo “è assai elevato il grado di colpa dell’imputato, sotto il profilo del quantum di evitabilità dell’evento, essendo l’incidente frutto anche di una negligente scelta di mettersi alla guida dopo aver fatto uso di alcol, pur sapendo che era obbligato a non bere qualora avesse voluto condurre un’auto, secondo la sua età e per il tempo in cui aveva preso la patente”.
In 197 pagine di motivazioni il giudice ricostruisce l’intera vicenda delle due 16enni romane affermando che Genovese le ha investite mentre le due erano “sulle strisce pedonali, nel tratto della terza corsia di sinistra di corso Francia, dopo che queste avevano iniziato l’attraversamento con il verde pedonale ma si erano fermate per aver notato alla loro sinistra provenire dal precedente semaforo ad alta velocità tre auto impegnate, di fatto in una gara di sorpassi, che non accennavano a rallentare”. L’imputato ha “effettuato una serie di sorpassi utilizzando al contempo un cellulare con cui mandava messaggi; superando il limite di velocità in ora notturna; iniziando un ultimo sorpasso di un’auto che aveva cominciato a frenare e, poi, si era fermata”.
Genovese non ha attivato “i dovuti doveri di diligenza, nell’avvicinarsi ad un incrocio, notoriamente attraversato da diversi utenti, soprattutto a piedi, ben noto per il pericolo di improvvisi attraversamenti tra gli esercizi commerciali e le abitazioni collocate ai due lati della duplice carreggiata” e “senza verificare il motivo della frenata e dell’arresto dell’auto che lo precedeva, in relazione all’incrocio incriminato, soprattutto quanto alla possibile presenza di altri utenti della strada davanti all’auto che stava sorpassando”.
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Per il giudice Sturzo, l’imputato “è un soggetto capace di intendere e di volere al momento del fatto. Innanzi a questo giudice ha reso dichiarazioni spontanee che hanno mostrato la sua capacità al momento del fatto e quella di comprendere perfettamente la gravità dei fatti e che per questi era sottoposto ad un giudizio penale”. E ancora: “è vero, che nonostante gli arresti domiciliari aveva ricevuto alcuni amici e ascoltato, probabilmente ad alto volume, della musica, infastidendo qualche vicino, ma – prosegue il giudice – anche questo elemento assieme agli altri sopra annotati deve essere inquadrato in un complesso di immaturità dell’imputato, dovuta alla giovane età e al tentativo di sbandierare una goliardia, qualche istinto di bullo, per nascondere le sue insicurezze e qualche eccesso di solitudine”.
Per i legali delle ragazze “la motivazione della sentenza è una conferma netta della piena regolarità di condotta di Gaia e Camilla, così sgombrando definitivamente il campo da fantasiose ipotesi di attraversamento “azzardato” che, in alcuni casi, null’altro hanno costituito che gratuiti e ingiustificati attacchi alla memoria delle due povere ragazze, inizialmente incluse, addirittura, in un inventato gioco di attraversamento con il semaforo rosso che non ha avuto il benché minimo riscontro processuale”.
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Covid: 13.762 nuovi casi, 347 vittime
288.458 tamponi, tasso positività sale al 4,8%
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18 febbraio 2021
17:32
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Sono 13.762 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il bollettino quotidiano del ministero della Salute.
Le vittime sono, invece, 347.
Sono stati 288.458 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, con il tasso di positività rispetto ai nuovi casi (13.762) che sale al 4,8% dal 4,1% di ieri. Ad oggi gli attualmente positivi al coronavirus sono 384.501 (-4.363), mentre i dimessi o guariti sono 2.286.024 (+17.771). Le vittime totali, invece, sono 94.887.
Il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva per coronavirus in Italia sono 2.045, due in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi, invece, sono 17.963, 311 in meno.
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Ponte Genova: periti, su reperto 132 solo 5 trefoli integri
Su 464. Evidenziati diversi gradi corrosione
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GENOVA
18 febbraio 2021
17:44
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Su 464 trefoli, nel reperto 132, la sommità della pila 9 che cedendo avrebbe causato il crollo del Morandi, solo cinque erano perfettamente integri. Gli altri avevano diversi gradi di corrosione.
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E’ quanto emerso nel corso dell’incidente probatorio sulle cause del crollo del viadotto (14 agosto 2018, 43 morti), ripreso oggi. Le udienze erano state sospese per 15 giorni per consentire ai consulenti dei 71 indagati di studiare il software usato dai periti del gip per calcolare la capacità di tiraggio dei cavi degli stralli.
Già nella prima perizia, quella che fotografava lo stato del viadotto al momento della tragedia, era emerso che il 68% dei trefoli del gruppo primario (quello che garantisce la stabilità dell’infrastruttura) e l’85% di quelli secondari avevano una riduzione di sezione tra il 50 e il 100 per cento. Una corrosione dovuta ai difetti di esecuzione del progetto. Con le dovute manutenzioni, secondo i periti, il Morandi non sarebbe crollato.
Nell’udienza di oggi i periti hanno illustrato il momento del collasso attraverso l’analisi del video della ditta Ferrometal e si è anche parlato dei fattori esterni: dal temporale, al vento di quel giorno fino al coil trasportato dal tir. Secondo i super esperti a cedere per primo è stato lo strallo, ovvero uno dei tiranti, lato mare/levante della pila nove. L’udienza proseguirà domani e sabato.
Dopo l’esposizione degli esperti del giudice i legali degli indagati potranno chiedere chiarimenti. Le persone indagate, tra ex vertici di Aspi e dirigenti di Spea e del ministero, sono accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, crollo doloso, falso, attentato alla sicurezza dei trasporti.
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Coletto, cominciamo a pensare di vaccinare ragazzi
Per assessore Umbria “vettore innocente della pandemia”
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PERUGIA
18 febbraio 2021
17:47
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“Per arginare la diffusione del Covid si valuti anche da un punto di vista scientifico la possibilità di vaccinare i ragazzi in età scolare, penso alla fascia 13-20 anni”: è la proposta che avanza Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Umbria. “Spessissimo sono loro il vettore innocente della pandemia” ha aggiunto.
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“Dopo avere immunizzato medici, anziani e le altre categorie previste nella fase iniziale del Piano vaccinale bisogna porsi il problema delle scuole”, ha affermato Coletto.
“I ragazzi in età scolastica – ha aggiunto l’assessore – non possono continuare a essere isolati. Loro si muovono e i più piccoli non possono restare soli. Bisogna proteggerli con un vaccino su misura ed è opportuno che Istituto superiore di sanità e Agenzia del farmaco comincino a porsi la questione da un punto di vista scientifico”.
Coletto ha sottolineato che i ragazzi infettati dal Covid “sono nella maggior parte dei casi asintomatici o pauci-sintomatici”. “Inconsapevolmente – ha aggiunto – possono quindi diventare diffusori del virus. Dei vettori innocenti”.
“E’ uno dei problemi da porsi – ha sottolineato ancora l’assessore – anche per i riflessi socio-economici che tutto questo ha. La diffusione del contagio si riflette poi inevitabilmente in maniera lineare sui ricoveri e sull’occupazione delle terapie intensive da parte di appartenenti a tutte le altre fasce della popolazione”.
“Le scuole chiuse sono uno dei problemi più grandi del Paese – ha detto ancora Coletto – e concordo con il presidente Mario Draghi sulla necessità di riaprirle. Ma bisogna trovare la soluzione per questi ragazzi”.
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Cogne:Taormina,Franzoni iniziato pagare,non sono persecutore
Avvocato a Telelombardia, ‘ci siam messi d’accordo sulla parola’
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18 febbraio 2021
18:30
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“La vendita della villetta di Cogne è sospesa. Con la famiglia Franzoni non stiamo facendo trattative, stiamo ricevendo le somme.
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L’asta stava andando avanti, ma è stata fermata perché i coniugi Franzoni hanno iniziato a pagare”. Lo ha detto l’avvocato Carlo Taormina, ospite della trasmissione “Iceberg Lombardia” in onda questa sera su Telelombardia, in merito all’asta per la vendita della villetta dei Franzoni a Cogne, teatro il 30 gennaio del 2002 dell’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi.
“Non ci siamo messi d’accordo con un piano di rientro, ma – ha aggiunto il legale rispondendo alle domande del conduttore Marco Oliva – sulla parola. Ci ho già pagato le tasse sulla cifra che è arrivata. Una quota è arrivata e siamo già d’accordo, grosso modo, su quando arriverà la prossima, gli ho dato tempo fino a giugno. Ma non faccio il persecutore”.
L’asta, che era in programma domani in Tribunale ad Aosta, è stata sospesa lo scorso 4 febbraio fino al 30 giugno prossimo dal giudice Paolo De Paola dopo che Taormina, in qualità di creditore, non si è opposto alla richiesta di sospensione. In base a una sentenza civile passata in giudicato a Bologna, Annamaria Franzoni deve al suo ex legale oltre 275 mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450 mila nell’atto di pignoramento.
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Lazio, 1 marzo al via vaccinazione 65enni da medici base
Si parte con nati nel 1956, vaccinati con Astrazeneca
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ROMA
18 febbraio 2021
18:37
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Partiranno dal primo marzo nel Lazio le vaccinazioni presso i medici di medicina generale (mmg). La novità, in attesa dell’atto ufficiale del ministero, è che si partirà dai nati nell’anno 1956 (65 anni) con il vaccino Astrazeneca.
E’ quanto fa sapere l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.
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Uccide moglie e si suicida, trovati i corpi in casa
Nel vicentino, tragedia scoperta da un familiare
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VENEZIA
18 febbraio 2021
19:01
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I corpi di due coniugi, lei uccisa e coperta con un lenzuolo, lui impiccato, sono stati trovati oggi all’interno di un’abitazione a Rosà, in provincia di Vicenza. A scoprire i cadaveri è stato un familiare, che aveva le chiavi della casa, e poi ha chiamato la polizia.
La pista seguita dagli investigatori sarebbe quella dell’omicidio-suicidio. Non si conoscono al momento i motivi della tragedia, ne’ la modalità con le quali è stata uccisa la donna. Sul posto gli agenti del commissariato di Bassano.
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Pm Perugia acquisisce documenti Commissario Covid e Aifa
Anche in Regione Veneto, indagine su approvvigionamento vaccini
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PERUGIA
18 febbraio 2021
19:29
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La procura di Perugia ha dato mandato ai carabinieri del Nas del capoluogo umbro di acquisire alcuni documenti presso la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid e all’Aifa. In particolare per accertare le modalità di approvvigionamento dei vaccini, il quadro normativo-contrattuale vigente a livello nazionale ed europeo, le modalità e i criteri per la distribuzione tra regioni, nonché se risultino regioni italiane che abbiano inoltrato istanze ai fini dell’ approvvigionamento diretto.
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Lo si è appreso dal Nas.
L’acquisizione dei documenti è stata disposta dalla procura perugina – guidata da Raffaele Cantone – nell’ambito delle indagini su un tentativo di truffa del quale è accusato un quarantenne incensurato, originario della provincia di Messina.
Questi, a gennaio scorso – in base alla ricostruzione degli inquirenti – “accreditandosi falsamente” come intermediario per conto di Astrazaneca Internazionale proponeva alla Regione Umbria l’acquisto di vaccini anticovid-19. Nel fascicolo non risultano altri indagati oltre al quarantenne.
L’acquisizione di documenti riguarderà anche la sede della Regione Veneto. L’obiettivo – in base a quanto viene riferito – è di accertare presunti proponenti di forniture di vaccino in deroga agli accordi con le Autorità centrali.
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Covid: variante Uk e sudafricana in materna e nido Milano
In totale i casi nella scuola dell’infanzia sono 17
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MILANO
18 febbraio 2021
19:44
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Ats Città Metropolitana di Milano ha individuato 2 casi Covid-19 di variante inglese nella scuola dell’infanzia di via Lope de Vega, a Milano, e una di variante sudafricana nel Nido, situato nella stessa via. Lo comunica la stessa Ats, spiegando che i casi Covid nella scuola dell’infanzia sono 17, di cui 2 di variante inglese (trovata in due educatrici).
Tutte le sezioni sono in isolamento e faranno un tampone molecolare a fine quarantena, compreso tutto il personale scolastico.
Nel Nido, invece, i casi sono 2. Una educatrice (con variante sudafricana) e un bambino della stessa sezione. La sezione è in isolamento e farà il tampone molecolare di fine quarantena. È previsto il tampone molecolare per tutti gli altri bambini del nido e per tutto il personale.
La circolazione di varianti virali nella popolazione scolastica milanese – si legge nella nota – è in linea con quanto atteso in base alla situazione epidemiologica nazionale.
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Nell’anno del Covid più news per Rai, più film per Mediaset
Studio Frasi, il 2020 ha accentuato differenziazione offerte
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18 febbraio 2021
14:32
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La pandemia, la crisi politica, gli eventi economici e sociali hanno avuto un profondo impatto sulla programmazione delle reti generaliste, modificando l’equilibrio dei palinsesti e differenziando ancora di più l’offerta della Rai da quella di Mediaset. Il genere privilegiato dal servizio pubblico nel 2020 è stata l’informazione, cioè telegiornali, rubriche, inchieste, attualità, dibattiti, informazioni parlamentari, con 7.300 ore trasmesse; per Mediaset la fiction (film, serie, miniserie, sitcom, soap e telenovelas), con 9.600 tre.
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E’ il quadro delineato dal nuovo numero dell’Osservatorio dello Studio Frasi che ha analizzato tipologie e generi proposti dalle reti generaliste Rai e Mediaset nell’intero 2020, in base alle classificazioni Nielsen utilizzate da Auditel.
Considerando l’offerta di Viale Mazzini, la differenza più rilevante riguarda le trasmissioni informative di servizio (come Storie italiane e UnoMattina), di cui la Rai ha trasmesso l’anno scorso in totale 112.108 minuti (1.868 ore, oltre 77 giorni); seguono le rubriche dei tg (1.450 ore più per la Rai), i programmi culturali di scienza e ambiente (63.953 ore in più).
Per Mediaset a fare maggiormente la differenza sono film (2.795 ore in più rispetto alla Rai), telefilm (1.655 ore), cartoni animati (789 ore), soap opera (497 ore), rotocalco leggero (come Verissimo o Live non è la D’Urso) con 453 ore di differenza, poi sitcom (425 ore), telenovelas (317 ore) e reality show (312 ore).
“Il servizio pubblico e il polo privato – commenta Francesco Siliato, responsabile dell’Osservatorio dello Studio Frasi – costituiscono due universi separati sia nelle finalità che nella costruzione della propria identità. Il servizio pubblico dà più spazio all’informazione, alla cultura, alla scienza e all’ambiente, senza trascurare le fiction di produzione nazionale; il polo privato ha più programmi scripted anche per l’intrattenimento narrativo e affabulatorio, senza tuttavia trascurare i programmi d’informazione”.
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Amadeus, speriamo di avere gli Extraliscio in gara a Sanremo
Scattato protocollo, ‘per fortuna mancano 15 giorni al festival’
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18 febbraio 2021
11:21
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“Fortunatamente mancano 15 giorni al festival: sono state spostate in avanti le prove degli Extraliscio, ci auguriamo che tutto possa rientrare e che possano essere presenti in gara”. Così Amadeus, a Radio2 Social Club, dopo che Moreno Conficconi degli Extraliscio è risultato positivo il 17 febbraio al tampone rapido prima di entrare al Teatro Ariston per le prove.

“E’ stato attivato il protocollo – ha spiegato Amadeus – con i tamponi agli altri componenti del gruppo: oggi si saprà il risultato. Se risulteranno negativi, dovranno fare una settimana di quarantena. Attendiamo il tampone molecolare della persona risultata positiva”.
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Siae: 2020, per lo spettacolo l’anno più buio
Spesa pubblico giù dell’82,24%. In fumo oltre 4,1 miliardi euro
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18 febbraio 2021
09:44
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Gli eventi ridotti del 69,29%, gli ingressi del pubblico crollati del 72,9%. Arrivano i dati Siae per lo spettacolo 2020 e appaiono come la certificazione di quello che per il settore, dal cinema al teatro, dalla musica alle mostre, il ballo, lo sport, è stato l’anno più buio.
Con la spesa del pubblico che, sempre nel confronto con il 2019, è diminuita dell’82,24% ovvero di oltre 4,1 miliardi di euro. Per il settore “un prezzo altissimo”, sottolinea il presidente Mogol. Mentre il dg Blandini parla di “bollettino di guerra”.
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Addio al maestro Lo Vecchio, scrisse per Mina, Vecchioni, Carrà
Aveva 78 anni, autore anche per la tv. E’ sua Luci a San Siro.
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18 febbraio 2021
14:11
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Addio al maestro Andrea Lo Vecchio, indimenticabile autore di successi della musica italiana come “Luci a San Siro”, “E poi” e “Rumore”, Lo Vecchio, 78 anni, è stato presidente di giuria di tutte le ultime edizioni del premio Augusto Daolio – Città di Sulmona per cantautori e gruppi emergenti. E sono proprio le associazioni Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona e Nomadi Fans Club “Un Giorno insieme” che ne danno la notizia esprimendo il proprio cordoglio.
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Andrea Lo Vecchio, è venuto a mancare la sera di mercoledì 17 febbraio a Roma.
Nato a Milano il 7 ottobre 1942, è stato un cantautore, compositore, paroliere, produttore discografico e autore televisivo italiano, entrato nella storia della musica leggera italiana in qualità di autore di canzoni come “Luci a San Siro” per Roberto Vecchioni, “E poi” per Mina, “Rumore” per Raffaella Carrà ed “Help me” per i Dik Dik. Tra i suoi successi come cantautore ricordiamo “Ho scelto Bach” (Festivalbar 1967) e “Li” (Festivalbar 1978), e numerosi album come “Di avventura in avventura” (1976) e “Luci a San Siro e altri lampioni” (1995).
Ottiene un buon successo come autore nel 1968 con “Sera” che, interpretata da Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci, si classifica all’ottavo posto al Festival di Sanremo 1968. Come autore partecipa al Festival di Sanremo 1970 con “L’addio”, interpretata da Michele e Lucia Rizzi. Ritorna al Sanremo nel 1973 con “Una casa grande”, interpretata da Lara Saint Paul. Nel 1973 stabilisce un sodalizio con Shel Shapiro, ex componente dei Rokes: insieme i due scrivono “E poi…”, successo di Mina di quell’anno e, nel 1974, “Help Me” per i Dik Dik (brano che è stato coverizzato da numerosi artisti, tra cui anche Elio e le storie tese). Dagli anni settanta è autore di programmi televisivi di successo tra i quali “Canzonissima”, “Premiatissima”, “Drive In” ed altri ancora. Tra i suoi programmi più recenti il Festival di Sanremo 2010 (condotto da Antonella Clerici), “I migliori anni” (2013) con Carlo Conti, “Il Festival di Castrocaro” (2013) con Pupo, “Sogno e son desto” (2014) con Massimo Ranieri. Molto conosciuta anche la sua produzione per le sigle dei cartoni animati.
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Fabrizio De Andrè oggi avrebbe 81 anni ma resta un immortale
Da Marinella a Smisurata preghiera, l’opera intatta nel tempo
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18 febbraio 2021
13:49
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Fabrizio De André, scomparso l’11 gennaio di 22 anni fa, oggi 18 febbraio avrebbe compiuto 81 anni. Ciò che colpisce è il sentimento al tempo stesso di perdita e di presenza perché la sua opera e il suo pensiero rimangono intatte nella sfida del tempo rinnovandosi nel passaggio tra le generazioni.
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E’ quello che succede ai grandi autori che sono riusciti a dare alla loro opera un valore universale, a interpretare sentimenti collettivi. Certo oggi, in questa epoca così travagliata, la mancanza del suo pensiero si fa più acuta.
Resta la grande lezione di un canzoniere che è un simbolo di attenzione per chi di solito attenzione non ha, quegli ultimi della società che sono i veri protagonisti di un canzoniere dal valore inestimabile. Fabrizio De André è stato un intellettuale dotato di una voce straordinaria che si è votato alla musica dopo il successo ottenuto da Mina con “La canzone di Marinella”, (“senza di lei sarei stato un pessimo avvocato” raccontò) e che, come accade appunto solo con i grandi autori, ha portato fino a vette creative mai più raggiunte, il tessuto creativo generato dalla scuola genovese, quella di Tenco, Bindi, Paoli, Lauzi.
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De André aveva una straordinaria capacità di rielaborare i materiali, fossero le canzoni di Brassens (“Il gorilla”), l’antologia di Spoon River, l’opera di Edgar Lee Master da cui ha tratto “Non al denaro non all’amore né al cielo”, un album del 1971 che ancora oggi rimane tra i capolavori assoluti della musica italiana, le intuizioni di chi gli lavorava vicino. Come quella di Mauro Pagani che, nel 1984, in anticipo sui tempi, e per questo suscitò l’entusiasmo di David Byrne, lo ha portato nei territori della World Music, in un viaggio attraverso le musiche del mediterraneo che ha generato “Creuza de ma”, un album cantato in genovese dal respiro internazionale.
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E come non dare un significato simbolico oggi a un’opera basata sul concetto del mare come elemento unificante, vitale, di incontro tra culture diverse? Nel momento in cui si ricordano i vent’anni dalla morte, viene da pensare al valore quasi evangelico dei testi di un autore non credente, ma che aveva rielaborato i vangeli apocrifi (“La buona novella”) e che per tutta la vita si è occupato di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”. Meglio di qualsiasi ragionamento è il testo di “Smisurata preghiera”, ultimo brano dell’ultimo album della carriera di De André, “Anime salve”, scritto con Ivano Fossati e pubblicato nel 1996.
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Il testo è dichiaratamente ispirato al “Gabbiere” di Alvaro Mutis e lo stesso De André sentì il bisogno di fornirne un’interpretazione: “E’ una specie di riassunto dell’album stesso: è una preghiera, una sorta di invocazione… un’invocazione ad un’entità parentale, come se fosse una mamma, un papà molto più grandi, molto più potenti. Noi di solito identifichiamo queste entità parentali, immaginate così potentissime come una divinità; le chiamiamo Dio, le chiamiamo Signore, la Madonna. In questo caso l’invocazione è perché si accorgano di tutti i torti che hanno subito le minoranze da parte delle maggioranze. Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi… dire ‘Siamo 600 milioni, un miliardo e 200 milioni…’ e, approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di poter essere in grado, di avere il diritto, soprattutto, di vessare, di umiliare le minoranze. La preghiera, l’invocazione, si chiama “smisurata” proprio perché fuori misura e quindi probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso”.
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E intanto restano questi versi: “Coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie la maggioranza sta come una malattia come una sfortuna come un’anestesia come un’abitudine per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità”.
La morte del camorrista Raffaele Cutolo porta di nuovo ad ascoltare  l’attualità di Don Raffaè: “Io mi chiamo Pasquale Cafiero e son brigadiero del carcere oinè”: è l’attacco di una delle più note canzoni di Fabrizio De Andrè, cantata in napoletano e ispirata alla figura del camorrista, pluriomicida e sanguinario, e alle drammatiche condizioni della vita carceraria. ‘Don Raffaè’ fu un successo e in seguito venne ripresa anche da Roberto Murolo, massimo interprete della canzone napoletana d’autore.
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Donne e hate speech, la rete d’odio
#STAIZITTA giornalista! di Garambois e Rizzi
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18 febbraio 2021
10:22
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”L’anonimato dei post e dei messaggi garantisce ai vigliacchi una probabile impunità. Qui sta parte della spiegazione ma l’odio appare antico, radicato, è il segnale di sentimenti preesistenti che ora paiono esplodere”, e Silvia Garambois e Paola Rizzi li hanno messi in fila, in un elenco impressionante che porta a luce attacchi che nascono da situazioni diverse, ”fatti di cronaca, questioni di rilevante peso politico, atti di autentica criminalità”.
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Vicende che hanno però il comun denominatore di vedere maschi che non sopportano che siano donne ”giornaliste a indagare e informare”. Una criminalità che, come scrive ancora Vittorio Roidi nell’introduzione ”va combattuta con mezzi nuovi” perchè quelli attualmente a disposizione, è chiaro a tutti, non bastano. Una battaglia, continua Roidi, che devono combattere soprattutto gli uomini. Allora un libro è sempre un buon inizio e leggere ”#STAIZITTA giornalista! Dall’hate speech allo zoombombing quando le parole imbavagliano”, di Silvia Garambois e Paola Rizzi (dal 18 febbraio in ebook e dal 26 febbraio in versione cartacea per la collana studi della Fondazione Murialdi, edizioni All Around) è essenziale.
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Come scrive Laura Boldrini nella prefazione ci sono ”tre elementi a fungere da brodo di cottura del virus della misoginia”, ovvero ”il permanere nel nostro paese di una radicata mentalità maschilista e patriarcale”, il secondo ”sminuire la gravità del sessismo derubricandolo a goliardia, a scherzo”, il terzo ”la banalizzazione e la sottovalutazione della pericolosità di ciò che avviene online”. Boldrini conclude quindi che ”se è vero che è auspicabile una regolamentazione internazionale, è pure vero che a livello nazionale non possiamo più aspettare nè lasciare sole le vittime di intimidazioni, minacce e violenze”. Si perchè in questo l’Italia ha la sua peculiarità, come spiega bene Elisa Giomi, commissaria Agcom, nel suo intervento. ”Ciò che ci distingue – scrive – è che ad utilizzare lo slut-shaming come arma contro le donne dal profilo pubblico non sono solo i comuni odiatori on e offline ma anche i personaggi pubblici stessi. Nel corso degli ultimi anni sono stati numerosi i politici e i giornalisti che hanno dato il via a vere e proprie campagne di slut-shaming a colpi di tweet, editoriali, e persino performance su veri e propri palcoscenici del mondo offline”. Lo scopo è ridurre al silenzio.
Le donne chiedono una risposta e questo libro racconta drammaticamente i casi che sono ancora cronaca di oggi.
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Ecco allora la storia di Angela Caponnetto, quella di Nunzia Vallini, o ancora di Monica Napoli, di Marianna Aprile, di Marilù Mastrogiovanni, di Antonella Napoli, di Elisabetta Esposito, che in altrettante interviste raccontano in prima persona le vicende di odio e di violenza che le hanno viste protagoniste. Un libro in cui oltre alle importanti testimonianze ci sono anche momenti di ricerca e di riflessione, dati, tabelle, approfondimenti su linguaggio, normative, reti globali, fenomeni. Tutto ovviamente con la consueta cura di Giulia Giornaliste, un gruppo nato nel 2011 per mettere insieme le donne che fanno informazione e vogliono farla in modo libero e che a partire dal Manifesto inziale promuove studi su questi temi. Silvia Garambois ne è la presidente. ”I tempi sono decisamente maturi – scrivono le autrici – perchè nelle redazioni online e offline si ragioni di moderazione dei social network, di team dedicati, di legislazione e di scorte mediatiche per la salvaguardia del lavoro di tutti e di tutte”.

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