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Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2021, 20:49:06 di Maurizio Barra

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DALLE 12:34 DI SABATO 20 MARZO 2021

ALLE 20:49 DI DOMENICA 21 MARZO 2021

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Piattaforma Logistica Trieste: approdata prima nave
Ha ormeggiato alla Hhla Plt Italy la turca Ulusoy-14
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TRIESTE
20 marzo 2021
12:34
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La turca Ulusoy-14 è la prima nave ad essere approdata, nel primo pomeriggio, alla Piattaforma Logistica di Trieste (HHLA PLT ITALY), inaugurando nella pratica la nuova infrastruttura, il cui taglio del nastro è avvenuto nel settembre scorso.
La nave, carica di circa 273 unità, effettua un servizio che collega Trieste al porto turco di Çeşme, gestito dall’armatore Ulusoy, e che fino ad ora era attivo al Trieste Intermodal Maritime Terminal (Timt) tra Molo VII e Molo VI del Porto Nuovo.

D’ora in avanti, invece, la Ulusoy Sealines, rappresentata in Italia dall’agenzia marittima Samer & Co. Shipping, opererà esclusivamente agli accosti del nuovo terminal multipurpose della Piattaforma Logistica, con una toccata settimanale, ogni sabato.
La Piattaforma ha come primo azionista il colosso tedesco Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla).
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A.Mittal: dietrofront,azienda comunica ripartenza impianti
Un passo indietro rispetto alle anticipazioni
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TARANTO
20 marzo 2021
19:40
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ArcelorMittal va in pressing su Invitalia contestando il mancato versamento dei 400 milioni pattuiti nell’accordo di partnership del 10 dicembre scorso e annunciando una “riduzione dei livelli di produzione e un rallentamento temporaneo dei piani di investimento”, fino a quando l’Agenzia controllata dal ministero dell’Economia “non adempierà agli impegni presi”. Poi, dopo qualche ora, fa un parziale dietrofront e comunica alle organizzazioni sindacali la ripartenza di alcuni impianti dello stabilimento: la ripresa a pieno regime dei tre Altiforni, il riavvio di ‘Treno nastri 2’ e ‘Acciaieria 1’, e il richiamo del personale necessario dalla cassa integrazione.
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I reparti ‘Pla/2’ (Produzione Lamiere) e ‘Tubificio Erw’ sono attualmente fermi, spiegano i sindacati, e nei prossimi giorni sarà valutata dall’azienda la possibile ripartenza.
Il nodo della questione riguarda l’impegno di Invitalia che avrebbe dovuto versare entro il 5 febbraio la somma dovuta per l’aumento di capitale, e rispettare “una serie di altre misure per sostenere gli investimenti della società”, spiega Am Invest Co Italy, la società di veicolo di ArcelorMittal che ha in gestione gli impianti dello stabilimento siderurgico. Ciò non è avvenuto, denuncia la multinazionale che già nei giorni scorsi aveva manifestato l’intenzione di rivolgersi per un arbitrato alla International Chamber of Commerce. Ora la presa di posizione si è fatta più netta e mina alla base l’accordo che prevede, con il versamento dei 400 milioni, l’ingresso della società del Mef al 50% (per poi salire al 60%) nella compagine azionaria di Am Invest Co Italy.
Il matrimonio tra pubblico e privato sembra avviato verso una crisi. Le sigle metalmeccaniche parlano di “azienda nel caos” e invocano un intervento del governo per fare chiarezza. Quanto al rallentamento degli investimenti, le aziende dell’appalto hanno appreso di una “possibile fermata dei cantieri per i lavori ambientali nel Siderurgico”. Lunedì prossimo una delegazione di Confindustria Taranto incontrerà il prefetto Demetrio Martino per fare il punto sui ritardi nel pagamento delle fatture, ed è previsto un sit-in sotto Palazzo del Governo. Fonti vicine al dossier ex Ilva riferiscono inoltre che ArcelorMittal a febbraio non ha versato ad Ilva in amministrazione straordinaria il pagamento anticipato della rata del canone di fitto impianti per il trimestre febbraio-aprile, circa 25 milioni di euro.
Per il segretario generale della Fim, Roberto Benaglia, “i comportamenti di Governo, azienda ed enti locali stanno portando alla chiusura il polo siderurgico di Taranto”. Sono “chiare – afferma Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil – le responsabilità di Invitalia e del Governo per i ritardi sul completamento degli assetti societari e sul rilancio industriale e ambientale del sito, ma ciò non legittima il comportamento di ArcelorMittal”. Come si “può continuare – attacca il leader della Uilm, Rocco Palmbella – a giocare così sulla pelle di migliaia di lavoratori e lasciare allo sbando un settore così strategico per la produzione di acciaio in Italia? La situazione sta diventando insostenibile e certamente noi non resteremo a guardare”.
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Pasqua: Assoturismo, turismo perde 1,4 mld fatturato
La seconda ondata ha fatto sparire 19 miliardi di consumi
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21 marzo 2021
12:04
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La Pasqua perduta a causa del Covid costerebbe alle strutture ricettive ufficiali 11,3 milioni di presenze, con una perdita di fatturato di 1,4 miliardi. Sono le stime di Cst per Assoturismo Confesercenti.
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Una perdita importante, soprattutto se si considera che le festività pasquali, quest’anno, sono di fatto l’unica occasione per un ponte primaverile, visto che il 25 aprile da calendario coincide con la domenica e il 1 maggio è sabato. Lo stop pasquale – spiega Assoturismo – arriva dopo una partenza d’anno disastrosa: la debacle della stagione invernale ha bruciato circa 4 miliardi di fatturato.
“Per il turismo, il 2021 – dice il presidente di Assoturismo Vittorio Messina – assomiglia sempre di più ad un nuovo 2020. Lo stop di Pasqua è l’ennesima ‘ripartenza svanita’ dall’inizio dell’anno: tra le restrizioni di capodanno, la cancellazione all’ultimo minuto della stagione sciistica e le nuove zone rosse, la seconda ondata ha fatto sparire 19 miliardi di consumi turistici. Un grave colpo per tutta l’economia, non solo per il turismo”.
“Le imprese – conclude – non lavorano ormai da un anno, e non vedono una via d’uscita. E il Dl Sostegni si è dimostrato deludente: le risorse messe a disposizione basterebbero a malapena a coprire le perdite di Pasqua. Gli interventi a favore delle imprese devono essere adeguati alla crisi che sta vivendo il settore: ci rincuora la promessa di Draghi di nuovi stanziamenti”.
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Con dl Sostegni stop 3mila euro contributi a 820 mila autonomi
Taglio per circa 820mila professionisti con perdite 33%
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21 marzo 2021
12:49
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Un taglio dei contributi per professionisti e autonomi da 3.000 euro: lo ipotizza la relazione tecnica al decreto Sostegni che aumenta la dote per il cosiddetto ‘anno bianco’ degli autonomi di 1,5 miliardi, portando le risorse complessive a 2,5 miliardi. La misura riguarderà circa 820mila soggetti (330mila iscritti alle casse private e 490mila tra artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni Inps) con redditi entro i 50mila euro e perdite del 33%.
Ipotizzando che “la quasi totalità dei beneficiari accederà” e che “la misura massima dell’esonero” sia fissata “in 3.000 euro annui per professionista” si rende necessario, spiega la Rt, l’aumento delle risorse rispetto al finanziamento di 1 miliardo previsto in manovra.
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Aramco,crolla utile -44% ma mantiene maxi dividendo
Pesa crisi Covid ma ok a cedole per sostenere bilancio governo
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21 marzo 2021
13:02
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Il gigante petrolifero saudita Aramco vede crollare l’utile netto del 44% a causa della crisi del Coronavirus ma mantiene l’obiettivo di pagare 75 miliardi di dollari in dividendi, linfa vitale per il bilancio del governo saudita. La compagnia ha riportato un utile di 184 miliardi di ryal (circa 49 miliardi) e flussi di cassa di circa 49 miliardi di dollari che la costringono così ad aumentare l’indebitamento per il pagamento delle cedole.
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Castelli, prossimo passo proroga misure per liquidità imprese
Già con Def di aprile, interventi mirati per ripartenza
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21 marzo 2021
19:07
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Ora bisognerà “favorire l’accesso al credito, prorogando anche quelle misure, introdotte lo scorso anno con il Decreto “Liquidità”, che sono state più proficuamente accolte dal sistema, sia per la parte prestiti che per la parte di sostegno alle ricapitalizzazioni”. Lo afferma il viceministro all’Economia Laura Castelli su Fb.
Il decreto Sostegni è “un primo passo, a cui ne dovranno seguire altri. Lo faremo già con il prossimo Def, ad aprile” per mettere in campo “interventi ancora più mirati per fare ripartire il sistema produttivo”: Serviranno anche interventi “sul lato fiscale, perché il debito fiscale delle imprese sta crescendo moltissimo”.
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Orlando, denunce anonime chi viola codice pari opportunità
Stop alle discriminazioni delle donne con domande personali pre-assunzione
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21 marzo 2021
19:12
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Bisogna “costruire meccanismi di piattaforme anonime che denuncino chi viola l’articolo 27” del codice delle Pari opportunità che prevede il divieto di fare “domande sulla vita personale alle donne al momento dell’assunzione”, perché “questo è il momento in cui impresa decide se assumere un uomo o una donna. E’ mia intenzione promuovere una azione che incida su questo passaggio”.
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Lo afferma il ministro del Lavoro Andrea Orlando.
“Io sul tavolo ho due questioni che credo siano di incredibile attualità rispetto ai numeri della pandemia, politiche attive lavoro e ammortizzatori: avere un buon sistema aiuta tutti e prevalentemente le donne, che sono quelle progressivamente marginalizzate all’interno del mercato del lavoro”. Bisogna individuare “misure specifiche che favoriscano l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro” a partire da “infrastrutture di prossimità” per sollevarle dai carichi familiari e di cura e superamento del divario salariale tra uomini e donne”.
“C’è una questione non più eludibile che riguarda la possibilità di costruire in tutto il paese standard che valutino i livelli essenziali sul fronte dell’erogazione del welfare, perché abbiamo due Italie e in una le infrastrutture sociali non ci sono e lavorare per una donna è praticamente impossibile”. “Avere standard unici è una risposta potente per evitare l’impraticabilità del lavoro per milioni di donne o la scelta” di lasciare “con la nascita del primo figlio”. Al Nord e nelle grandi aree urbane dove ci sono i servizi, ha osservato “l’occupazione femminile è più alta”.
“A me piacerebbe che ogni sito di ogni azienda di ogni ente, in alto a destra abbia una piramidina” “non usando il rosa” che indichi le percentuali dei ruoli ricoperti dalle donne “a tutti i livelli”. Lo afferma il ministro per l’innovazione la transizione tecnologica Vittorio Colao nel webinar “Obiettivo 62% – l’occupazione femminile come rilancio nazionale. Le donne come priorità trasversale. “E’ facile infatti avere 50% di donne ,magari tutti in basso o tutti in alto”.
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Condono: esperto, poco efficace per platea di chi è in crisi
Bevilacqua, misura solo apparentemente sociale, serve a P.a.
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21 marzo 2021
19:54
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“Più che misura sociale oggi quantomai necessaria e tantomeno condono, che presupporrebbe sostanziali benefici ai cittadini contribuenti, così com’è strutturata la misura sembra ‘sistemare’, più agevolmente di come altrimenti si sarebbe dovuto fare, una situazione di fatto: l’inesigibilità sostanziale di molte posizioni, facendola passare come favore ai piccoli contribuenti” E’ quanto afferma Nunzio Bevilacqua giurista di impresa.
“In primis – spiega – il non arrivare all’anno di imposta 2015, fermandosi al lontano 2010, fa percepire l’intenzione di voler abbondantemente recuperare, ciò che ancora lo sia, anche dai piccoli contribuenti under 30 mila euro che con la situazione Covid avranno anche aggravato la loro posizione, in secundis la doppia limitazione del reddito e dell’importo fino al 2010 fa comprendere, in modo abbastanza palmare, la grande occasione, non per il cittadino, di eliminare i molti crediti non più esigibili con una procedura molto più semplice per l’Amministrazione.” E conclude l’esperto “se si volesse davvero venire incontro alle esigenze dei cittadini come sostenuto, anche con le limitazioni di importi globali in sommatoria per singolo contribuente, si dovrebbe non solo arrivare almeno al 2015 ma prevedere importi maggiori per talune causali commerciali e persone operanti in comparti particolarmente colpiti dalla crisi COVID-19, a prescindere dal generico dato Irpef”.   POLITICA

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