Ultimo aggiornamento 27 Aprile, 2021, 09:29:11 di Maurizio Barra
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Mafia: estorsioni e droga, 99 arresti a Bari
Nell’inchiesta della Dda ci sono 147 indagati e 21 ‘pentiti’
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BARI
26 aprile 2021
06:56
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Capi e affiliati del clan Strisciuglio di Bari accusati di associazione mafiosa, reati di droga, armi, estorsioni, lesioni e rissa, in tutto 99 persone, sono stati arrestai in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare (96 in carcere e tre agli arresti domiciliari).
L’indagine della Squadra mobile della Questura di Bari e dei Carabinieri del Comando provinciale, denominata ‘Vortice Maestrale’, è coordinata dai pm Lidia Giorgio e Marco D’Agostino in collaborazione con la Dna L’inchiesta ha ricostruito gerarchia e attività illecite del clan tra il 2015 e l’attualità per il controllo del territorio nei quartieri baresi Libertà, San Paolo, San Pio-Enziteto, Santo Spirito e San Girolamo e nei comuni di Palo del Colle e Conversano, documentando estorsioni a commercianti, riti di affiliazione, conflitti con altri gruppi criminali, minacce e pestaggi per punire sodali infedeli, cattivi pagatori o risolvere questioni sentimentali.
A capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, c’erano i pluripregiudicati Vito Valentino e Lorenzo Caldarola, oltre ai referenti nei vari rioni e città della provincia (Alessandro Ruta, Saverio Faccilongo, Giacomo Campanale). Tra gli arrestati, a 53 dei quali l’ordinanza è stata notificata in carcere, ci sono i figli del boss Caldarola, Francesco e Ivan, e Antonio Busco, ritenuto quest’ultimo uno dei fornitori di droga. L’ordinanza è firmata dal gip del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Nell’inchiesta che coinvolge complessivamente 147 indagati, sono contenute le dichiarazioni di 21 collaboratori di giustizia.
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Le città in ‘giallo’ ripartono, riaprono bar e ristoranti
A sei mesi di distanza dall’ultima volta, si torna a cenare fuori, anche se solo ed esclusivamente all’aperto
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26 aprile 2021
22:38
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A sei mesi di distanza dall’ultima volta, si torna a cenare fuori, anche se solo ed esclusivamente all’aperto. E si potrà ricominciare a viaggiare liberamente tra regioni gialle per qualsiasi motivo, turismo compreso: era vietato da prima di Natale.
Nella Capitale quasi 9 ristoranti e bar su 10 oggi hanno riaperto al pubblico.
La stima arriva dal presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma, Claudio Pica, che spiega: “a Roma e nel Lazio circa l’88% di bar e ristoranti sono aperti e si dovrebbe arrivare al 95 per cento nel weekend – spiega Pica – c’è un discreto flusso di clienti sia in centro che in periferia”.
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ROMA – Lieve incremento delle corse mattutine della metro a Roma nel primo giorno delle aperture. Situazione tranquilla anche per i bus in strada che sono circa 1500 ai quali si aggiungono 120 bus privati, un affiancamento pensato anche per l’apertura delle scuole che però non hanno inciso particolarmente sul traffico visto che molti istituti superiori sono ancora al 50%. Il traffico di bus e auto dunque non si è intensificato anche per la permanenza di molti impiegati in smart working.
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MILANO – Riparte Milano nel primo giorno di ritorno al ‘giallo’, almeno dal punto di vista degli spostamenti automobilistici. Da ben prima delle 7, infatti, nelle circonvallazioni e sugli assi viari che portano verso il centro si è registrato “un traffico sostenuto – conferma la Polizia Locale – con un deciso aumento del volume rispetto ai giorni precedenti”. Nel lunedì che vede le prime riaperture di locali pubblici e di attività chiuse da tempo, il capoluogo lombardo, complice forse anche i timori sulla capienza dei mezzi pubblici espressi da più parti nei giorni precedenti, torna a spostarsi in auto. Con Area B disattivata ma Area C attiva, e con le linee gialle e blu relative al parcheggio ancora liberamente occupabili. Sembra reggere il sistema dei mezzi pubblici, con tram, bus e metropolitane con tante persone a bordo ma senza particolari criticità. In alcuni nodi di interscambio ci sono state chiusure di tornelli di pochi minuti per permettere alle persone in attesa in banchina di defluire. Nelle metropolitane un annuncio sonoro ha invitato i cittadini che possono viaggiare dopo le 9:30 per permettere agli studenti, che alle superiori oggi potranno andare a scuola in presenza fino al 70%, di spostarsi senza assembramenti. “Per ora il sistema è al limite ma funziona e regge – ha spiegato in mattinata l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, che ha monitorato la situazione a Cadorna -, abbiamo avuto un po’ di blocchi ai tornelli nelle stazioni di interscambio e abbiamo qualche linea critica in superficie su cui stiamo spostando autobus. Il sistema al momento sta reggendo, stamattina c’è stato movimento molto presto, vuol dire che i cittadini hanno anticipato gli spostamenti”. I mezzi pubblici di superficie e le metropolitane “sono state potenziate al massimo – ha concluso l’assessore – e per gli studenti ci sono 120 navette dedicate con bus turistici”.
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FIRENZE – Non si segnalano in mattinata problemi di traffico a Firenze nel primo giorno di zona gialla che vede anche il rientro a scuola di molti ragazzi. E’ quanto ha segnalato la polizia municipale, secondo cui il traffico scorre regolare. Anche il sistema dei mezzi pubblici, con tramvia e bus, vede diverse persone a bordo ma nessuna particolare criticità.
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PIEMONTE – Torna in zona gialla il Piemonte, ad eccezione della provincia di Cuneo, che deve attendere fino a giovedì 29 aprile, in modo da completare il periodo di permanenza in arancione di 14 giorni previsto dalle indicazioni nazionali. In tutte le altre provincie, da questa mattina ci si può muovere liberamente, senza bisogno di autocertificazione. Riaprono bar e ristoranti, anche se per ora solo all’aperto, con il maltempo di oggi che non aiuta. Si torna a scuola al 70% alle superiori, al posto del 60% chiesto dalle Regioni, e riparte la cultura, con i musei, i cinema e i teatri che riaprono i battenti. Torna insomma la vita sociale, con appelli alla prudenza dopo la folla del weekend per le strade e nei parchi.
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CAMPANIA – L’ingresso della Campania in zona gialla non ha portato cambiamenti nella vita scolastica degli studenti delle scuole superiori di Napoli. Sebbene il dl Covid preveda in zona gialla che la didattica in presenza debba essere tra il 70 e il 100 per cento degli studenti, in città sono molti gli istituti che hanno deciso di mantenere la didattica in presenza solo al 50 per cento avvalendosi di tale possibilità fornita dall’ultima ordinanza in materia di scuola della Regione Campania. Tra i ragazzi c’è un po’ di delusione, soprattutto tra chi tra meno di due mesi dovrà affrontare l’esame di maturità. “Fare lezione tutti i giorni in presenza per questo scorcio d’anno – dice uno studente – credo che ci avrebbe aiutato in vista dell’esame, sarebbe importante confrontarsi con i docenti su alcuni temi, magari approfondire meglio alcuni argomenti visto anche che l’esame sarà solo orale. Tutto questo in dad non è possibile”. Ma accanto a chi avrebbe voluto un cambio di passo anche nella scuola, nel giorno in cui anche le attività commerciali e di ristorazione ripartono, c’è anche chi ritiene che si può finire l’anno in Dad. “Ormai un mese non ci cambia nulla – sottolinea uno studente del terzo anno – le scuole hanno effettivamente problemi di spazio, in classe siamo tanti e mantenere le distanze è impossibile. Spero che a settembre sia tutto diverso: che tanti siano stati vaccinati e che chi ha le competenze utilizzi questi mesi per affrontare davvero il tema dei trasporti perché l’anno prossimo non vogliamo nemmeno un giorno in Dad”.
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PERUGIA – Prima giornata da zona gialla dopo tre mesi di rosso e arancione a Perugia. Il centro storico del capoluogo umbro si è svegliato con un nuovo colpo d’occhio. Non più tavoli ammassati chiusi a catena e ombrelloni chiusi per bar e ristoranti. I loro spazi esterni hanno infatti iniziato a rivivere con l’arrivo dei primi clienti dopo il cambio delle disposizione in vigore come misure anti-Covid. I bar fin dalle prime ore della mattina sono tornati così a servire all’aperto, dopo il posizionamento dei tavoli alla dovuta distanza. A seguire ristoratori e camerieri per dare gli ultimi ritocchi a tavolini e “dehor” prima del pranzo. Complici anche le condizioni meteo incerte l’affluenza è stata ordinata, con i clienti che quasi “spaesati” hanno ripreso le vecchie abitudini di un caffè o cappuccino da poter gustare finalmente seduti. Qualche attività, ristoranti soprattutto, sono ancora alla finestra viste le serrande, pur se poche, ancora chiuse.
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ANCONA – Poca gente in centro e seduta nei dehors e nessun assembramento. Complice la giornata nuvolosa e una leggera pioggia, parte fiacca la zona gialla ad Ancona. Le Marche, in arancione dal 6 aprile scorso, sono una delle regioni tornate in giallo da oggi. Nel capoluogo regionale, dopo la giornata di sole di ieri nella quale in molti si sono riversati nella zona del Passetto, al viale della Vittoria e nella baia per una passeggiata, oggi poco movimento in città e scarso flusso di persone nei locali molti dei quali attrezzati con gazebo, ombrelloni e tavolini per accogliere i clienti all’aperto. Nelle vie del centro, sguarnite di passanti, qualche stand di bancarelle e i vigili urbani al lavoro per controllare il rispetto delle attenuate, ma ancora presenti, restrizioni anti-Covid.
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VENETO – “Oggi è una giornata storica, dalla responsabilità in capo alle istituzioni oggi ognuno porta in capo a se stesso una responsabilità individuale”, ha detto il presidente del veneto Luca Zaia, intervenendo a ‘Start’ su SkyTg24. “Questa libertà di movimento – ha ribadito Zaia – non dev’essere un liberi tutti. Oggi abbiamo un trend in discesa, ma nessuno ha la sfera della verità in mano, ricadere in una recrudescenza sarebbe un punto di non ritorno”, ha aggiunto. “Ai cittadini bisogna dire di fare attenzione, non è finita, sperando che la novità della variante indiana non sia così preoccupante”, ha detto ancora Zaia.
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LIGURIA – “Purtroppo si ricomincia con una giornata di brutto tempo in diverse zone della Liguria e questo significherà una ripartenza a metà per tanti baristi e ristoratori, che possono servire i loro clienti solo all’esterno”, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Capisco il rammarico e la frustrazione ed è per questo che avevamo chiesto al Governo non solo di posticipare il coprifuoco ma anche di consentire le consumazioni all’interno dei locali, proprio come avveniva prima in zona gialla. – commenta Toti – Ci batteremo ancora per questo, ve lo prometto”.
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ABRUZZO – L’Abruzzo, dopo due mesi e mezzo, si risveglia in zona gialla. Da oggi la regione inizia gradualmente a ripartire. Tra le novità principali, la possibilità per i ristoranti di aprire a pranzo e a cena, ma esclusivamente con tavoli all’aperto. Resta comunque in vigore il coprifuoco dalle 22. L’Abruzzo era in zona arancione dallo scorso 14 febbraio, anche se in questi mesi gran parte della regione è stata in zona rossa per effetto di ordinanze regionali. Solo a Pescara, ad esempio, le maggiori restrizioni sono andate avanti per 40 giorni. Non mancano territori che per ripartire dovranno attendere ancora. Undici, infatti, i comuni in zona rossa: sette nell’Aquilano e quattro nel Teramano.
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Covid: code a Bolzano per tamponi per il ‘corona-pass’
Da oggi ristoranti aperti anche all’interno per chi supera test
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BOLZANO
26 aprile 2021
09:46
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I centri tamponi a Bolzano questa mattina sono stati letteralmente presi d’assalto in occasione del primo giorno del corona-pass in Alto Adige. Da oggi, infatti, chi ha un test negativo non più vecchio di 72 ore, come anche i vaccinati e i guariti, hanno accesso ai locali interni dei ristoranti.
A Bolzano, come in 90 altri comuni altoatesini, sono stati allestiti centri nei quali possono essere effettuati gratuitamente i cosiddetti “tamponcini”, i test nasali fai da te.
Il test negativo viene registrato dall’Azienda sanitaria in una banca dati e il ristoratore con un codice qr lo può scannerizzare e appare una spuntina verde che dà accesso all’esercizio pubblico. Il tempo oggi a Bolzano è coperto e fresco con una leggera pioggia e vento, probabilmente per questo molti preferiscono fare il test e mangiare al caldo. Numerosi locali apriranno i loro spazi interni comunque solo dal 5 maggio, quando la app corona-pass sarà pienamente operativa.
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Covid: anche a Milano caffè solo al tavolo e non al banco
Ma tanti scelgono ancora l’espresso da asporto da bere in strada
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MILANO
26 aprile 2021
10:07
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Caffè e brioches ma solo seduti al tavolo e all’aperto. Con l’ingresso in fascia gialla per i milanesi cambia il rito del caffè al bar, non più al banco, sempre un po’ di fretta perché c’è da scappare in ufficio, ma seduti al tavolo all’aperto perché così prescrivono le nuove regole.
Chi ha tempo si siede volentieri a gustarsi un espresso, il primo non da asporto dopo tanto tempo, ma tanti scelgono ancora il caffè da asporto da bere per strada o in piedi fuori dal bar. “Queste regole sono un casino – ha sentenziato il cameriere di un bar che si trova accanto alla stazione di Cadorna – le persone qui passano di fretta e vogliono bere il caffè al banco, in pochi si siedono al tavolo. A pranzo la situazione cambierà penso”. In centro lungo corso Vittorio Emanuele, la via dello shopping che costeggia il Duomo, i bar stanno dando gli ultimi ritocchi ai tavolini all’aperto in attesa del pranzo. Ma per quanto riguarda le colazioni non c’è molto via vai. “La vediamo malissimo questa zona gialla perché siamo arancioni dentro il locale e gialli fuori – ha spiegato un dipendente di un bar sul corso -. La gente non si siede al tavolo per bere un caffè ma solo per mangiare, speriamo per pranzo. La colazione è impraticabile”. Tra gli avventori molti, appunto, decidono di prendere il caffè da asporto: “ci manca quello al banco”, hanno spiegato alcuni di loro. Poi c’è chi si sarebbe seduto al tavolo ma ha trovato tutto pieno, come un ragazzo fuori da un bar in piazza San Babila: “Ci sono pochi tavolini e tutti occupati quindi ho deciso di prendere il solito caffè da asporto”, ha spiegato. I clienti “non sanno nemmeno loro cosa fare – ha aggiunto il titolare – queste tegole mandano in confusione e complicano il lavoro”.
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Sud Sudan: agguato a missionario e vescovo italiano, ferito
Padre Carlassare è ricoverato in ospedale in condizioni stabili
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26 aprile 2021
10:33
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Padre Christian Carlassare, missionario italiano e vescovo eletto della diocesi di Rumbek, in Sud Sudan, è stato ferito da due uomini armati; è in condizioni stabili. Lo riferisce la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.
Originario di Schio (Vicenza), è il più giovane vescovo italiano. Nominato da Papa Francesco l’8 marzo di quest’anno dovrebbe essere ordinato vescovo a fine maggio.
“Nella notte abbiamo appreso dell’attentato ai danni del neo-eletto vescovo della diocesi di Rumbek p. Cristian Carlassare. Il missionario comboniano è stato immediatamente trasportato all’ospedale di Juba”, riferisce l’agenzia Fides.
“P. Cristian è stato picchiato, insieme alla suora che era con lui, poi gli hanno sparato quattro proiettili alle gambe. Stando alle prime notizie l’attentato era pianificato pare per spaventarlo in modo che non venga consacrato vescovo”. Proprio nei prossimi giorni, infatti, è prevista la consacrazione del missionario comboniano a vescovo (il più giovane tra gli italiani con i suoi 43 anni) della diocesi di Rumbek che dalla morta di mons. Cesare Mazzolari nel 2011 era rimasta sede vacante. MONDO
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Covid: Appendino, oggi una ripartenza che guarda al futuro
Sindaca, facciamo il massimo per renderla definitiva
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TORINO
26 aprile 2021
10:34
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“Certo, c’è ancora molta strada da fare per il ritorno a una vera normalità. Quella fatta di contatti, abbracci, spazi e tempi vissuti senza limitazioni.
E il pensiero va a chi ancora non riapre. Tuttavia mi piace pensare che questa ripartenza non sia come le altre ma guardi al futuro con una prospettiva che fino ad oggi non avevamo mai avuto, ovvero quella di un piano vaccinale che sta andando avanti, che vede ancora una volta il personale medico in prima linea e che deve accelerare il più possibile”. Così la sindaca di Torino, Chiara Appendino, in un post Facebook dedicato alla zona gialla in cui da oggi si trova il Piemonte, con le conseguenti riaperture.
“La stragrande maggioranza degli italiani ha dato il massimo in questa pandemia, dimostrando buon senso e rispetto delle regole – osserva Appendino -. Sono certa che sarà ancora così finché sarà necessario. Via via sempre meno”. La sindaca ringrazia, dunque, “tutti coloro che con il loro impegno, qualunque esso sia stato, hanno contribuito a questo piccolo grande passo avanti. Per parte nostra – conclude -, come stato fino ad oggi, ci sarà il massimo impegno per fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità al fine di rendere questa ripartenza più forte possibile”. PIEMONTE POLITICA
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Bimbo di 14 mesi muore dopo caduta da balcone
Incidente venerdì a Ponte Gardena
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BOLZANO
26 aprile 2021
10:53
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Un bambino di 14 mesi è deceduto all’ospedale alcune ore dopo essere precipitato dal balcone della sua abitazione a Ponte Gardena, in Alto Adige. L’incidente è avvenuto venerdì sera, come riporta oggi il quotidiano Dolomiten.
Il maschietto, per motivi in via di accertamento, è precipitato dal balcone al secondo piano di un condominio. Le sue condizioni sono subito apparse gravissime. Il piccolo è stato trasportato con l’elisoccorso Pelikan 2 prima all’ospedale di Bolzano, per poi essere trasferito a Verona. Nonostante questa corsa, il bambino è deceduto alcune ore dopo a causa delle gravi ferite. La famiglia d’origine macedone, composta dai genitori e tre bambini, vive da due anni e mezzo a Ponte Gardena. “Tutto il paese è sotto shock e si stringe intorno alla famiglia”, dice al Dolomiten il sindaco Philipp Kerschbaumer.
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Idi: fratel Stablum venerabile, primo tra medici istituto
Ospedale inaugura una mostra dedicata al religioso
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26 aprile 2021
10:56
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Fratel Emanuele Stablum è il primo medico religioso dell’Idi dichiarato ‘venerabile’. Il decreto della Congregazione per le Cause dei santi ha ottenuto qualche giorno fa il via libera da Papa Francesco.
“Si tratta di una notizia di grande importanza per tutta la comunità dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata dal momento che a questo giovane medico religioso e alla sua ‘scuola’ l’Idi deve il suo nome, il fondamento scientifico delle sue storiche terapie e gran parte dei professionisti che hanno segnato la storia dell’Istituto”, sottolinea lo stesso Idi.
Scomparso all’età di 55 anni, Fr. Emanuele Stablum si laureò 1930 a Napoli per poi dedicarsi subito all’attività sanitaria dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma di cui fu direttore per quindici anni. Fr. E. Stablum fu attivamente partecipe alla vita della sua Congregazione – Figli dell’immacolata Concezione – di cui fu vicario generale. La sua carità fu di esempio quando nel 1943-44 aprì le porte dell’ospedale ai perseguitati dai nazisti. Salvò la vita ad un centinaio di rifugiati, tra questi 52 ebrei, salvati dalla Shoah, insieme a perseguitati politici e ad altri invisi al regime.
Per rendere omaggio al suo Venerabile “fondatore scientifico” – ricorda padre Giuseppe Pusceddu, Superiore Provinciale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, “abbiamo organizzato una mostra che descriva, per punti essenziali, il percorso di vita di Fr. Emanuele Stablum”. Verrà inaugurata oggi e sarà visibile a tutti per alcune settimane presso l’Idi di Roma.
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Sud Sudan: agguato a missionario e vescovo italiano, ferito
Padre Carlassare è ricoverato in ospedale in condizioni stabili
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26 aprile 2021
20:47
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Padre Christian Carlassare, missionario italiano e vescovo eletto della diocesi di Rumbek, in Sud Sudan, è stato ferito da due uomini armati; è in condizioni stabili. Lo riferisce la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.
Originario di Schio (Vicenza), è il più giovane vescovo italiano.
“Nella notte abbiamo appreso dell’attentato ai danni del neo-eletto vescovo della diocesi di Rumbek p. Cristian Carlassare. Il missionario comboniano è stato immediatamente trasportato all’ospedale di Juba”, riferisce l’agenzia Fides.
Il Papa “è informato dell’attentato contro padre Christian Carlassare e prega per lui”. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. Era stato Papa Francesco a marzo a scegliere il giovane missionario comboniano come vescovo per la diocesi di Rumbek.
“P. Cristian è stato picchiato, insieme alla suora che era con lui, poi gli hanno sparato quattro proiettili alle gambe. Stando alle prime notizie l’attentato era pianificato pare per spaventarlo in modo che non venga consacrato vescovo”. Proprio nei prossimi giorni, infatti, è prevista la consacrazione del missionario comboniano a vescovo (il più giovane tra gli italiani con i suoi 43 anni) della diocesi di Rumbek che dalla morta di mons. Cesare Mazzolari nel 2011 era rimasta sede vacante. “Nella notte abbiamo appreso dell’attentato ai danni del neo-eletto vescovo della diocesi di Rumbek p. Cristian Carlassare. Il missionario comboniano è stato immediatamente trasportato all’ospedale di Juba”, riferisce l’agenzia Fides. “P. Cristian è stato picchiato, insieme alla suora che era con lui, poi gli hanno sparato quattro proiettili alle gambe. Stando alle prime notizie l’attentato era pianificato pare per spaventarlo in modo che non venga consacrato vescovo”. Proprio nei prossimi giorni, infatti, è prevista la consacrazione del missionario comboniano a vescovo (il più giovane tra gli italiani con i suoi 43 anni) della diocesi di Rumbek che dalla morta di mons. Cesare Mazzolari nel 2011 era rimasta sede vacante.
“Pregate non tanto per me ma per la gente di Rumbek che soffre più di me”. Lo afferma padre Christian Carlassare, il vescovo di Rumbek e missionario comboniano ferito oggi in Sud Sudan, in una dichiarazione riportata dal sito della a Nigrizia. Il vescovo, riferisce il sito dei comboniani, “è fuori pericolo e i medici del Cuamm si stanno prendendo cura di lui nell’ospedale di Rumbek, ma ha perso molto sangue e verrà presto trasferito nella capitale Juba e poi a Nairobi, dove sarà sottoposto a una trasfusione. Cosciente e sofferente padre Christian ha telefonato direttamente alla famiglia per informarla”. L’agguato, secondo quanto riferito dai Comboniani, sarebbe avvenuto trenta minuti dopo la mezzanotte due persone armate. Ad agire due persone armate, che hanno fatto irruzione nella casa di monsignor Carlassare e gli hanno sparato alle gambe. I fedeli di Rumbek, diocesi a maggioranza dinka nata nel 1975, una delle etnie più numerose nel paese, avevano accolto padre Christian lo scorso 16 aprile. “Ma probabilmente – commenta Nigrizia – a qualcuno non andava giù che un giovane venuto da lontano e che avesse lavorato per quindici anni con l’altro gruppo etnico preponderante nel paese, i Nuer, fosse stato scelto proprio per guidare la Diocesi”.
“Con grande dolore questo Dicastero missionario ha appreso dell’attentato al nuovo Vescovo eletto di Rumbek (Sud Sudan) per mano di due persone armate. Voglio assicurare a mons. Christian Carlassare, la mia vicinanza in questo momento di prova e il continuo sostegno nella preghiera per una pronta guarigione”: così mons. Protase Rugambwa, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, si rivolge in un messaggio al vescovo, ferito alle gambe e attualmente trasportato in un ospedale di Nairobi (Kenya) per cure mediche appropriate, esprimendo la vicinanza e la solidarietà della Santa Sede. Lo scrive Fides.
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Nas in supermercati, 18% irregolari. Tracce di virus sui Pos
Per accertare procedure di sanificazione. 12 chiusi
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26 aprile 2021
11:04
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I carabinieri Nas hanno condotto una campagna di verifiche a livello nazionale presso i supermercati per accertare la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione anti-Covid: complessivamente sono stati ispezionati 981 esercizi tra quelli di maggiore afflusso, rilevando irregolarità presso 173 di essi, pari al 18%. Immediata sospensione nei confronti di 12 supermercati.
Gli esiti hanno rilevato la positività alla presenza di materiale genetico del virus in 18 casi riconducibili a carrelli e cestini, tastiere per il pagamento bancomat e POS, tasti delle bilance e dispositivi salvatempo per la lettura automatica dei prodotti.
Sono state contestate, spiega il comunicato dei Nas, 226 irregolarità, delle quali 39 riconducibili a carenze igieniche per mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature ad uso comune, l’omessa indicazione delle informazioni agli utenti sulle norme di comportamento e sul rispetto del numero massimo di presenze contemporanee all’interno dei locali e della distanza interpersonale durante gli acquisti e alle casse.
Sono stati accertati, inoltre, il malfunzionamento o l’assenza dei dispenser per la disinfezione delle mani ed il mancato rispetto delle distanze interpersonali. Al fine di individuare l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione, sono stati eseguiti tamponi per la ricerca del COVID-19 sulle superfici ritenute di maggiore contatto, realizzando 1.060 campioni con il supporto di tecnici prelevatori e dei laboratori delle ASL, ARPA (Agenzie Regionali di Protezione Ambiente), IZS (Istituti Zooprofilattici Sperimentali del Ministero della Salute) e enti universitari.
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“I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività, appartenenti a diverse aziende della Grande Distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari – sottolinea la nota -. Nell’ambito del piano ispettivo, i Carabinieri NAS hanno individuato anche gravi carenze igieniche, gestionali e strutturali che hanno determinato l’esecuzione di provvedimenti di immediata sospensione dell’attività commerciale nei confronti di 12 supermercati, dei quali 3 per violazioni alle misure anti- COVID, ed il sequestro di oltre 2.000 kg di prodotti alimentari risultati non adatti al consumo, per mancanza di tracciabilità e modalità di conservazione non idonea”.
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Sparano da fuoristrada ad auto migranti, uno ferito al volto
Giovane maliano in codice rosso ma non rischia vita
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FOGGIA
26 aprile 2021
11:08
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Un cittadino maliano di 30 anni è stato ferito al volto da un colpo di fucile caricato a pallini la scorsa notte a Foggia mentre era in auto con un connazionale ed un ivoriano a pochi chilometri da Foggia, in località “Borgo La Rocca, I tre erano a bordo di una Opel e stavano facendo ritorno al Ghetto di Rignano quando secondo una prima ricostruzione – sono stati affiancati da un fuoristrada a bordo dal quale alcune persone hanno sparato con un fucile infrangendo il finestrino posteriore del mezzo. A quel punto gli stranieri hanno abbandonato il mezzo e sono fuggiti a piedi per le campagne.
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No mask a cena nel locale dello ‘sciamano’, 57 multati
Protestò a piazza Montecitorio,pizzeria a Modena chiusa 5 giorni
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MODENA
26 aprile 2021
11:35
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Cinquantasette ‘no mask’ sono stati multati sabato sera a Modena per essere andati a cena nella pizzeria di Hermes Ferrari, il ristoratore emiliano noto per essersi presentato durante le recenti proteste davanti a Montecitorio vestito da ‘sciamano’, come Jake Angeli negli Stati Uniti. A riportare la notizia è la stampa locale.
Una cena che ha violato norme anti contagio, nel giorno in cui tra l’altro nel cuore di Modena si teneva la manifestazione ‘No paura day’ finita con insulti alle forze dell’ordine e sanzioni per il mancato utilizzo delle mascherine.
Interpellato, lo stesso Hermes Ferrari ammette: “Mi hanno elevato una sanzione da 400 euro oltre alla chiusura che non rispetterò perché la Costituzione afferma che il lavoro è un diritto”. Sul posto, sabato sera alle 20, si sono presentati agenti della Digos insieme a personale della polizia locale.
Notificata anche la chiusura del locale per cinque giorni.
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Ambiente: esemplare Caravella portoghese su spiaggia Stretto
Biologi, specie molto pericolosa. Sua presenza va segnalata
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PALERMO
26 aprile 2021
11:51
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Un esemplare di Caravella portoghese (Physalia physalis) è stata trovata ieri sulla spiaggia di Capo Peloro, nello Stretto di Messina, dai biologi della società di ricerca Necton. “La specie è particolarmente pericolosa”, spiegano i ricercatori, che invitano chi si imbatte in individui di tale specie a contattare il personale della Necton al 3391249021.
La specie non è comune nel Mediterraneo e il contatto con la pelle risulta molto urticante. In acqua si muove sulla superficie, dunque è visibile, ma i suoi tentacoli filamentosi sono particolarmente lunghi e possono raggiungere i bagnanti a anche a una certa distanza.
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Scala: Giorgio Armani nuovo socio fondatore
Stilista sarà tenuto a versare 600mila euro in 5 anni
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MILANO
26 aprile 2021
12:05
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Giorgio Armani è nuovo socio fondatore sostenitore del teatro alla Scala. La decisione è stata comunicata alla fine della riunione del cda del teatro questa mattina.
Da statuto, un socio sostenitore è tenuto a versare 600 mila euro in cinque anni.
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Covid: rave party a Caltanissetta, 21 persone denunciate
Identificati da Ps, multati e accusati di invasione di terreni
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CALTANISSETTA
26 aprile 2021
12:12
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Sono 21 le persone denunciate dalla polizia alla Procura di Caltanissetta tra i partecipanti individuati al rave party organizzato la notte tra sabato e domenica scorsa nelle campagne Nissene in violazione delle norme anti Covid. Sono prevalentemente di età compresa tra 20 e 30 anni, oltre a un 40enne e a un 50enne, provenienti da diverse parti della Sicilia.
Sono indagati per invasione di terreni oltre che ad essere stati sanzionati amministrativamente per violazione delle misure di contenimento dell’epidemia. Tra i denunciati l’organizzatore dell’evento: un 26enne in passato già denunciato per altri reati e sottoposto alla misura dell’avviso orale emesso dal Questore di Caltanissetta. .Nella notte tra sabato e domenica scorsa equipaggi della polizia sono intervenuti in contrada Stretto Garibaldi, su segnalazioni di cittadini, e hanno scoperto che si stava svolgendo un rave party in un piazzale sterrato nel quale era stato allestiti un mini bar per la consumazione di bevande alcoliche e una postazione con mixer e casse sonore. Durante un’ispezione dei luoghi, ripetuta anche ieri mattina, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato sostanze stupefacenti abbandonate a terra nella fuga: trentatré pasticche di ecstasy, diverse dosi di marijuana e di hashish. Sono in corso indagini per identificare altri partecipanti all’evento.
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Cc ucciso: pm, ergastolo non è un trofeo da esibire
“E’ giusta risposta a fatto di tale gravità”. Sentenza a maggio
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ROMA
26 aprile 2021
12:23
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“L’ergastolo che ho chiesto per i due imputati, non è un trofeo da esibire, come è stato detto dalle difese. Non c’è un trofeo per nessuno.
In questa sede non vince e non si perde perché di fronte a eventi tragici come questi avrei preferito che nulla di quanto è stato ricostruito in aula fosse veramente accaduto”. E’ quanto affermato dal pm Maria Sabina Calabretta nel corso delle sue repliche nel processo per l’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega avvenuto a Roma nel luglio del 2019. Nel procedimento, che arriverà a sentenza nel prossimo mese di maggio, sono imputati per concorso in omicidio volontario gli americani Gabriele Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder.
“Di fronte a una vicenda come questa – ha aggiunto – con quel carico di sofferenza umana che ha provocato il mio compito è stato solo quello di ricostruire i fatti per come si sono svolti. La condanna all’ergastolo sarebbe solo la giusta risposta a un fatto di tale gravità”. Per il pubblico ministero “l’omicidio di Cerciello si è consumato in meno di 30 secondi in cui è stata tolta brutalmente la vita ad un uomo. Andrea Varriale (compagno di pattuglia di Cerciello quella notte ndr) è per me attendibile, la tesi della difesa secondo cui Varriale ha detto solo bugie e menzogne non ha fondamento. Natale ha avuto un ruolo egemonico in questa vicenda, ha attivato Elder: c’è un dolo pieno di concorso in omicidio, Elder e Natale andarono all’incontro con mezzi idonei ad uccidere”, ha concluso il pm.
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Papa: sarà santo Charles De Foucauld
Convocato per il 3 maggio un Concistoro
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CITTA DEL VATICANO
26 aprile 2021
12:26
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Sarà proclamato santo il beato Charles de Foucauld, religioso francese di famiglia nobile che fu tra i pionieri del dialogo con le altre culture e religioni. Lunedì 3 maggio 2021, alle ore 10, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa presiederà il Concistoro Ordinario Pubblico per la sua canonizzazione e di altri beati.
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Inchiesta incidente a Zanardi, procura chiede archiviazione
La magistratura senese aveva indagato il conducente del camion
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SIENA
26 aprile 2021
12:48
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La procura di Siena, in merito all’inchiesta sull’incidente nel quale lo scorso 19 giugno è rimasto gravemente ferito Alex Zanardi a Pienza, ha chiesto al gip l’archiviazione dell’accusa di lesioni colpose nei confronti dell’unico indagato, l’autista del camion contro cui andò a scontrarsi il campione di handbike.
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Covid: Zaia, variante indiana individuata anche in Veneto
‘Si tratta di due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia
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VENEZIA
26 aprile 2021
14:12
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È stata individuata anche in Veneto la variante indiana del Coronavirus. Lo ha reso noto il presidente regionale Luca Zaia.
“Si tratta – ha detto – di due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia, con la variante indiana. Le varianti ormai sono migliaia, e prima o poi arrivano tutte. Affrontiamo giorno dopo giorno questi aspetti, e andiamo avanti”. Padre e figlia erano rientrati da poco dal paese d”origine. La presenza della variante indiana nei campioni dei due è stata individuata dal laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.
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Carlotto, il noir corale del nordest
Una vicenda al femminile di soldi e sangue
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26 aprile 2021
14:26
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MASSIMO CARLOTTO, ”E VERRA’ UN ALTRO INVERNO” (RIZZOLI, PP. 240 – 16,50 EURO) – Un romanzo al femminile con molte donne e tanti marron glacés di cui si scoprirà la stucchevole importanza.
Del resto Carlotto ha sempre dato ai personaggi femminili un bel rilievo e con Marco Videtta è l’autore dei quattro libri su ‘Le vendicatrici’. Qui due protagoniste sono costrette a crescere, a prendere in mano la loro vita e risolverla, affrontando, senza farsi alcuno scrupolo, i problemi creati da una serie di uomini, padri, mariti, amanti. E sono problemi gravi che macchieranno la coscienza di tutti e che fanno di questa storia un noir nello stile e interessi di Carlotto, una cronaca del lato più nero di certa borghesia di provincia del nostro nordest imprenditoriale, ”maggiorenti” locali che cercano di conservare il controllo economico e sociale sul territorio, sfruttando il quale hanno costruito le proprie ricchezze.
Al centro della vicenda, bel personaggio ambiguo, insicuro e con sensi di colpa, è Federica Pesenti, che vorrebbe divertirsi e magari indossare una pelliccia rosa di Prada, mentre si ritrova in breve, oltre che figlia di Jacopo Pesenti, l’imprenditore più potente della valle, vedova di un ricchissimo immobiliarista che lei ha convinto a venire a vivere lì, assassinato in circostanze misteriose (anche se il lettore sa subito cosa è accaduto) e sul quale cominciano a circolare sospetti di traffici poco chiari, con cui il maresciallo Piscopo dei carabinieri sostiene la sua idea che il delitto e gli assassini vengano da lontano. Siamo tra mille villette più o meno lussuose e vecchie cascine del paese centrale di una valle i cui vigneti, sotto i boschi di castagni, sono attraversati come una ferita dalla provinciale dove passano mille Tir a dimostrare che ”quando la merce circola, circola anche il denaro”, come dice la gente in dialetto. Ed è sempre il denaro il motore di tutto, che quando se ne vede molto in giro attira le brame di chi non ne ha. C’è Stefano Clerici, il consulente della banca locale, amore adolescenziale di Federica che è riuscito ora, per avere l’incarico di gestirne i capitali, a diventare l’amante di questa donna delusa e che non ama più il marito anziano, e che è un po’ un ingombrante impedimento da intimidire e costringere magari a tornarsene in città.
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Per questo si può far pressione su due cugini, Michi e Robi Vardanega, deboli, scioperati, il primo un poco più concreto, il secondo ambizioso e incapace di ragionare specie in certi momenti in cui pensa di dover dimostrare chi è, che per pochi soldi si fanno plagiare. I due alle spalle hanno per fortuna le mogli, due sorelle, Sabrina, l’altra protagonista di questa vicenda, che lavora come parrucchiera e ha la testa saldamente sulle spalle, e Alessia, innamorata e con le idee meno chiare.
Tra i personaggi del luogo ci sono ancora Fausto Righetti, detto il Riga, piccolo delinquente locale e ex rapinatore che ora affitta una vecchia pistola a chi ne ha bisogno per spaventare qualcuno, e Manlio Giavazzi, vigilantes della Valle Securitas alla banca locale, orgoglioso della sua divisa che vorrebbe gli desse un potere da poliziotto. Ha un vuoto dentro, dopo che il figlio bulimico Menelao è morto suicida e la moglie lo ha lasciato, fatti che lo hanno reso cattivo e vendicativo verso il mondo ricco e indifferente che ha intorno. E’ lui che coglie castagne e ne fa marron glacés sotto spirito.
Invidie e rancori insomma, ambizioni sbagliate, avidità e pochi scrupoli, ingenuità che finiscono per macchiarti le mani di sangue, perché quando certi sentimenti prendono il sopravvento e i fatti ti trascinano, ci sono persone che diventano come le faine: ”non sono altro che predatori: attaccano al collo le galline fino a staccarne la testa e poi estraggono le interiora. E a volte nemmeno le mangiano. E’ l’istinto, non la fame. E se non le ammazzi non salvi il pollaio”. Per fortuna ci sono le donne, col loro senso pratico e il diventare consapevoli per salvare sé stesse e la famiglia.
Certo è che la scia di sangue, aperta una sera dal ferimento di Manera da parte di Roberto Vardanega per imperizia e arroganza, finisce per coinvolgere e macchiare tutti in un susseguirsi di colpi di scena , finché la vita riprenderà normale in apparenza ma, come si è visto, pronta a scoperchiare il proprio verminaio quasi per nulla, tanto più se quasi tutti covano un senso di colpa che è peso non facile da sopportare.
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Una storia, come si è detto, la cui suspense l’autore non fa nascere dalla classica ricerca di uno o più colpevoli, che il lettore conosce sin da quando, via via, i fatti vengono compiuti, ma da un gioco corale, da come i vari personaggi si manipolano e le due figure femminili li affronteranno, da come una comunità tiri fuori la propria anima nera e cerchi di risolvere ogni cosa nel segno di finti rapporti nel chiuso della valle, che vuole essere il microcosmo di una certa realtà del nostro nordest. Lo stesso Nordest che dava anche il titolo a un romanzo di Carlotto di 15 anni fa, che ne ha costruito l’indagine di romanzo in romanzo, perché la letteratura ha la possibilità di raccontare, anche paradossalmente, quelle verità che la cronaca raramente ha le prove per poterle riferire.
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Variante indiana individuata anche in Veneto. In Lazio test sulla comunità sikh
Zaia: ‘due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia’
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27 aprile 2021
08:49
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È stata individuata anche in Veneto la variante indiana del Coronavirus. Lo ha reso noto il presidente regionale Luca Zaia.
“Si tratta – ha detto – di due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia, con la variante indiana. Le varianti ormai sono migliaia, e prima o poi arrivano tutte. Affrontiamo giorno dopo giorno questi aspetti, e andiamo avanti”.
“E’ in corso a Latina una vasta indagine epidemiologica nei confronti della comunità Sikh. I test sono stati inviati all’Istituto Spallanzani per i sequenziamenti per verificare ipotesi di varianti”. Lo comunica l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. “C’è la massima collaborazione grazie alla straordinaria opera di mediazione del Prefetto di Latina in costante collaborazione e cooperazione con la Asl e le autorità religiose”, spiega l’assessore. “Siamo in attesa dei risultati e sono in costante contatto con la Asl e il Prefetto per valutare l’evolversi della situazione”, conclude D’Amato.
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Presunta diffamazione a Salvini: Zoffili, c’era clima d’odio
Deputato Lega teste a Cagliari, “post Fb era minaccia”
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CAGLIARI
26 aprile 2021
15:34
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“C’era un clima di particolare tensione, quando ho visto il post su Facebook con quella minaccia ho subito informato Matteo Salvini. Si faceva riferimento a Piazzale Loreto ed era una chiara minaccia di morte perché lì sono stati appesi i gerarchi fascisti”.
Così il deputato della Lega e coordinatore del partito in Sardegna, Eugenio Zoffili, testimoniando al processo in Tribunale a Cagliari contro un attivista sardo, Mauro Aresu, 37 anni, accusato di diffamazione, istigazione a delinquere e minaccia nei confronti del leader del Carroccio, Matteo Salvini, per un post su Facebook nel quale evocava piazzale Loreto a Milano, pochi giorni prima di una visita a Cagliari, nel 2017, di Salvini per partecipare al congresso regionale del Carroccio.
Davanti alla giudice Cristina Ornano hanno testimoniato anche un funzionario della Polizia postale e il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Dario Giagoni, che ha confermato il clima di preoccupazione che si respirava in quei giorni. “Quando abbiamo reso noto che avremmo fatto la manifestazione alla Fiera di Cagliari – ha proseguito Zoffili – il clima era diventato teso. Si era creato un clima d’odio. Una situazione che ha poi impegnato le forze di polizia, tanto che era in programma anche una partita del Cagliari e una di basket, e la seconda annullata”.
L’ex ministro dell’Interno, che ha testimoniato nell’udienza dell’1 marzo scorso, si è costituto parte civile con l’avvocata Flavia Eccher di Trento, mentre il giovane imputato è assistito da Marcella Cabras. Nelle sue dichiarazioni in Aula, Salvini aveva chiarito che l’accostamento tra Lega, Mussolini e il fascismo è diffamatorio, annunciando che è disponibile a chiudere la vicenda, ritirando la querela, a patto che l’imputato renda pubbliche scuse e faccia una donazione a un ente benefico cagliaritano. Il processo è stato aggiornato al 9 giugno prossimo.
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Infarto durante la corsa, salvato nel trevigiano
Intervento cardiologi eseguito a meno di un’ora dal malore
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TREVISO
26 aprile 2021
15:39
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Un cinquantenne colto da un infarto mentre correva all’aperto è stato salvato ieri dai sanitari del reparto di cardiologia dell’ospedale di Conegliano (Treviso) grazie ad un intervento eseguito a meno di un’ora dall’evento. L’uomo, soccorso da un passante a Vittorio Veneto (Treviso), è stato trasportato al pronto soccorso con un elicottero e successivamente sottoposto ad un’operazione di riapertura di un’arteria occlusa attraverso l’uso di uno “stent”.
Il paziente è ancora in prognosi riservata ma, sostengono i medici, presenta “chiari segni di miglioramento”.
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#protestaligure tavolini in piazza con l’ombrello
Manifestazione dei ristoratori di #protestaligure
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GENOVA
26 aprile 2021
16:03
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Tavolini in piazza e cappelli e casacche da chef e da cameriere per la manifestazione dei ristoratori genovesi di #protestaligure con e senza dehor (che da due settimane hanno montato una tenda sotto Regione Liguria per sollecitare le riaperture) che protestano contro la decisione di non far riaprire i locali al chiuso.
I ristoratori hanno allestito una quindicina di tavolini ai quali si sono seduti alcuni ‘avventori’ con l’ombrello aperto, vista l’incipiente pioggia.
“Senza voler dare contro ai colleghi che lavorano – ha detto uno degli organizzatori – ma la colpa è della legge, di chi l’ha fatta. Si può tranquillamente mangiare all’interno con le norme che ci hanno dato già l’anno scorso.
Invece ci hanno tolto quel poco che avevamo, penalizzandoci in maniera importante”.
“Voglio ringraziare il sindaco di Genova e la soprintendenza con i quali c’è stato un confronto e sono stati disponibilissimi – ha detto il titolare di un’osteria -. Per quello che è la capacità di intervento molto limitata rispetto a un decreto legge del Governo si stanno dando molto da fare”.
“La situazione paradossale – ha detto un pizzaiolo – è che potevamo aprire a ottobre con un metro di distanza tra i clienti e tutte le norme di sicurezza del caso. A oggi ci troviamo con 5 mln di vaccinati, tanti guariti e non si capisce perché non possiamo fare quello che facevamo nella seconda ondata. E’ una cosa assurda”.
“Sono venuta qui per dare un supporto – ha detto la cliente di un ristorante che ha voluto partecipare alla manifestazione – perché non trovo giusta questa cosa”.
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Covid: nel weekend 4.249 sanzionati, in aumento
Viminale, controllate 206mila persone e 24mila attività
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26 aprile 2021
16:14
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Aumenta la quota dei sanzionati nell’ultimo fine settimana, quello che ha preceduto le riaperture di oggi. Sono state 206.784 – indica il Viminale – le persone controllate dalle forze dell’ordine nell’ambito del piano per il contenimento della diffusione del Covid: 4.151 sono state sanzionate per il mancato rispetto delle misure sugli spostamenti, 98 per violata quarantena.
Nello scorso weekend i trasgressori erano stati 3.082.
Monitorate anche le attività commerciali: 24.198 controllate, 55 titolari multati, 15 chiusure disposte.
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Settore wedding con sposi a Montecitorio, ‘quando riapriamo?’
Sit-in 13 città italiane, ‘ripartire subito adottando protocolli’. In piazza con sposi anche a Montecitorio
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26 aprile 2021
18:58
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Sposi ‘promessi’, oltre a finti preti e infine invitati vestiti di nero, per indicare la situazione del loro settore: è il flash mob in piazza Montecitorio a Roma, messo in scena dalle imprese e dai liberi professionisti del settore matrimoni ed eventi, per protestare “contro la mancata indicazione della data di ripartenza per le feste, nonostante le sollecitazioni giunte da numerosi presidenti di Regione”. I sit-in si sono svolti anche in altri capoluoghi in tutto il Paese, complessivamente in tredici città italiane.
Gli operatori economici presenti nei capoluoghi di regione diversi da Roma hanno consegnatno a vari rappresentanti delle istituzioni “un fascicolo contenente lo stato dell’arte del settore, il protocollo sanitario e le richieste: adozione del protocollo, immediata ripartenza delle attività, incremento del fondo di sostegno al settore e accelerazione nella liquidazione dei ristori”.
Ad organizzare l’iniziativa sono stati Unanime – la confederazione delle associazioni di categoria del settore Matrimoni ed Eventi – in collaborazione con Filiera Eventi Unita, mentre per la piazza di Roma l’organizzazione è di Insieme per il Wedding.
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Ragazzo bloccato a terra da vigili, video innesca polemiche
A Padova, assessore sicurezza, chiesto rapporto a comandante
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PADOVA
26 aprile 2021
16:18
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E’ stato un video amatoriale, divenuto virale, a far esplodere a Padova una polemica su un corpo a corpo ingaggiato da tre agenti della polizia municipale con un ragazzo straniero che, in bicicletta, non si era fermato ad un controllo. Nelle immagini, girate da un passante in Via Umberto I, nel centro città, si vedono i 3 vigili lottare con il giovane, che cerca di divincolarsi, fino a che non va a terra; successivamente uno dei tre gli è sopra la schiena, e con un braccio lo stringe al collo.
In quel momento si sentono le voci di un passante che si ferma e invita gli agenti a fermarsi.
“Quando mi sono state sottoposte le immagini che circolavano in rete ho subito chiesto un dettagliato rapporto su quanto accaduto al Comando della Polizia Locale” spiega l’assessore alla sicurezza del comune di Padova, Diego Bonavina. Il ragazzo stava correndo in bicicletta in senso vietato, e non portava sul volto la mascherina. Quando i vigili gli hanno intimato l’alt non si è fermato, cercando di darsi alla fuga. “Non serve ribadire – aggiunge Bonavina – che la nostra amministrazione, da sempre e coi fatti, ha dimostrato di essere attenta tanto ai diritti quanto ai doveri di tutti. Capisco che questi episodi siano spiacevoli per tutti, agenti compresi, soprattutto dopo i gravi episodi avvenuti negli Stati Uniti, e si chieda una policy di trasparenza e proporzionalità nell’uso della forza. Ma mi sento di escludere che il caso in oggetto nasca da quell’humus culturale sbagliato e correttamente condannato”.
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Tangenti: Sozzani e Caianiello puntano a patteggiare
Codacons escluso da parti civili, si va all’11/6 e all’8/7
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MILANO
26 aprile 2021
16:20
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Ci sono anche l’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello e il deputato azzurro Diego Sozzani tra coloro che hanno preannunciato la richiesta di patteggiamento nel maxi procedimento con 102 imputati e in fase di udienza preliminare scaturito dalla riunione dei quattro filoni dell’inchiesta ‘mensa dei poveri’ su un presunto “sistema” di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia.
Oggi il gup Natalia Imarisio, dopo aver dichiarato la competenza territoriale di Milano e ammesso una decina di parti civili, tranne il Codacons, ha stralciato le posizioni di coloro che hanno scelto il rito alternativo rinviando l’udienza al prossimo 8 luglio.
Da quanto è stato riferito in 4 hanno intenzione essere processati in abbreviato, 3 chiederanno la messa alla prova (un quarto imputato è in forse) e in una quindicina dovrebbero patteggiare. Di questi figurano gli 11 che si sono già visti respingere l’istanza avanzata in fase di indagini preliminari nell’autunno di due anni fa dall’ex gip Maria Vicidomini che aveva ritenuto incongrue le pene tra da 1 anno e 8 mesi e 3 anni concordate con la Procura. E poi, in aggiunta, ce ne sono almeno quattro tra cui Sozzani e Caianiello: per il secondo, ritenuto il “burattinaio” del sistema, la pena ipotizzata dovrebbe essere 4 anni e 10 mesi.
Per tutti quelli – circa 80 – che hanno preferito il rito ordinario, tra i quali l’ex eurodeputata di FI Lara Comi, l’ex vicecoordinatore lombardo azzurro ed ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella, il consigliere lombardo e collega di partito Fabio Altitonante e il patron della Tigros Paolo Orrigoni, si ritornerà in aula il prossimo 11 giugno.
Il giudice Imarisio nel primo pomeriggio ha ammesso tra le parti civili i comuni di Milano, Gallarate, Amsa, Accam spa e Afol Metropolitana, quest’ultima per il coinvolgimento dell’ex dg Giuseppe Zingale, tra gli arrestati di due anni fa.
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Covid: Fvg, 100 nuovi casi su 3033 test e tamponi; 7 decessi
Calano gli isolamenti, stabili le terapie intensive
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TRIESTE
26 aprile 2021
16:33
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Oggi in Friuli Venezia Giulia su 1.852 tamponi molecolari sono stati rilevati 83 nuovi contagi con una percentuale di positività del 4,48%. Sono inoltre 1.181 i test rapidi antigenici eseguiti, dai quali sono stati rilevati 17 casi (1,44%).
I decessi registrati sono 7, i ricoveri nelle terapie intensive rimangono 37, mentre quelli negli altri reparti sono 286. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.
I decessi complessivamente ammontano a 3.671, con la seguente suddivisione territoriale: 779 a Trieste, 1.951 a Udine, 660 a Pordenone e 281 a Gorizia. I totalmente guariti sono 87.295, i clinicamente guariti 5.306, mentre le persone in isolamento scendono a 7.942.
Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 104.537 persone con la seguente suddivisione territoriale: 20.422 a Trieste, 49.942 a Udine, 20.309 a Pordenone, 12.705 a Gorizia e 1.159 da fuori regione.
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Posata la prima pietra della nuova torre della Scala
Firmata dall’architetto Botta, sarà pronta a fine 2022
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MILANO
26 aprile 2021
16:46
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Una nuova torre ‘medievale’ , con sei piani interrati e 11 fuori terra, una passerella che la collega al teatro, una immensa sala prove per l’orchestra con un’acustica talmente accurata che potrà essere usata come sala incisione, una sala prove per il ballo, spazio per gli uffici che ora si trovano in via Verdi: è questo il nuovo edificio della Scala, firmato dall’architetto Mario Botta con Emilio Pizzi, di cui oggi è stata posata la prima pietra alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, dell’assessore regionale alla Cultura Stefano Bruno Galli e del sovrintendente Dominique Meyer.
La nuova costruzione permetterà anche di aumentare il palcoscenico che arriverà a una profondità di 64 metri.
“La Scala non sta solo subendo quanto accade ma sta cercando di rilanciare” ha detto soddisfatto Sala, che è presidente del teatro. Un rilancio che passa dal nuovo edificio ma anche dal progetto della cittadella nell’ex area Innocenti, dove saranno trasferiti laboratori e magazzini”. “I fondi ci sono. Ora bisognerà fare in fretta” ha aggiunto. La palazzina costerà 17 milioni, fondi per la maggior parte scaligeri ma con un contributo di Regione Lombardia e Stato e la previsione è di concluderli entro il 21 dicembre 2022. “Questa palazzina è il risultato di un lavoro lungo iniziato dal sovrintendente Carlo Fontana e sono felicissimo: ora tutti i dipendenti tornano a casa” ha sottolineato Meyer. L’edificio precedente (ora abbattuto) era stato infatti acquistato dal teatro nel 1997 e ospiterà anche uffici che ora sono in affitto in via Torino. Fra le novità possibili con i nuovi spazi, ci sarà anche il ritorno della biglietteria (allargata) in via Filodrammatici.
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Covid: 8.444 positivi e 301 morti. Tasso positività al 5,8%
Tornano a salire nuovi ingressi in terapia intensiva
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26 aprile 2021
17:20
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Sono 8.444 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore mentre le vittime in un giorno sono 301. Secondo i dati del ministero della Salute, sono stati effettuati 145.819 test molecolari e antigenici, quasi 100mila meno di ieri, con un tasso di positività che sale al 5,8%.
In aumento anche i ricoveri giornalieri in terapia intensiva: sono 132 mentre ieri erano 114. Nel saldo tra entrate e uscite sono comunque in calo i pazienti in rianimazione: 2.849, 13 meno di ieri. Nei reparti ordinari sono invece ricoverare 20.635 persone, in calo di 27 rispetto alla giornata di domenica.
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Custode-eremita di Budelli lascia l’isola,addio dopo 32 anni
Mauro Morandi sfrattato e costretto a trasferirsi a La Maddalena
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LA MADDALENA
26 aprile 2021
17:30
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Dopo 32 anni in paradiso, Mauro Morandi, il custode-eremita di Budelli lascia l’isola della spiaggia rosa e prende casa a La Maddalena, in un appartamento in affitto, sempre vicino al mare. Lo annuncia lui stesso sul suo profilo Facebook.
“È una ventina di anni che lotto contro chi mi vuole mandare via, anche se sostenuto, psicologicamente e non solo, da Budelli e da tutti voi che mi sostenete. Ora però mi sono veramente rotto le palle e me ne andrò sperando che in futuro Budelli sia salvaguardata come io ho fatto da ben 32 anni. Ciao ragazze e ragazzi. Vedrete ancora le mie foto da un altro posto, tanto la Sardegna è tutta bella”, scrive l’esule 82enne che aveva scelto la vita solitaria in uno degli angoli più suggestivi dell’arcipelago di La Maddalena, e del mondo.
Poi rivela: “Per ora andrò a La Maddalena”. E in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Resto del Carlino – Morandi è originario di Modena – spiega: “A fine settimana firmerò il contratto di affitto per un appartamentino dove andrò a vivere. Ovviamente ho trovato casa di fronte al mare, nella periferia del paese”. Pochi giorni fa Morandi aveva già anticipato l’addio: “Dovrò andare via, mi hanno detto che devono fare dei lavori nella casa dove vivo”, e così sarà.
In realtà l’ex insegnante di educazione fisica noto come il Robinson Crusoe dei tempi moderni, è in lotta con l’Ente Parco di La Maddalena per quella casetta che lui abita a Budelli, e da cui è stato sfrattato, prendendosi cura dell’isolotto più celebre dell’intero arcipelago. Il suo auspicio?. “Spero che finiti i lavori di ristrutturazione mi facciano tornare qui, ma non so – confessa – se lo faranno”.
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L’81% degli italiani favorevole al vaccino, il 7,5% non lo vuole
Studio di Sociometrica per Fondazione Italia in salute
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FIRENZE
26 aprile 2021
19:28
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Il 7,5% della popolazione italiana è fortemente decisa a non sottoporsi a vaccinazione contro il Covid. Di contro, il 73,3% degli italiani è decisamente a favore del vaccino, e aggiungendo coloro che vorrebbero poter scegliere il vaccino da farsi somministrare la quota sale a un totale dell’80,9%.
C’è poi un 9,9% di perplessi. E’ quanto emerge alla ricerca della Fondazione Italia in salute, realizzata da Sociometrica, per rilevare la propensione degli italiani verso la vaccinazione anti Covid.
Tra coloro che rifiutano il vaccino, si legge in una nota, prevalgono leggermente le donne rispetto agli uomini; hanno tra i 46 e i 55 anni e sono residenti del Nord Est rispetto al resto del Paese (12,2%). Se a questi sommiamo coloro che nutrono perplessità sul vaccinarsi, si ottiene che quasi una persona su quattro nelle classi di età 26-35 anni e 46-55 anni si mostra scettico. Dalla ricerca emerge anche che, dal punto di vista dell’istruzione, chi non intende vaccinarsi ha di solito un livello basso di istruzione, il 12%, mentre tra diplomati e laureati sono fermi intorno al 7%.
“I dubbi ed il rifiuto prevalgono nelle persone in buona salute – commenta il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli -. I risultati dell’indagine dipingono un quadro in chiaroscuro: se è vero che la larga parte degli italiani è decisa e propensa alla vaccinazione, dobbiamo fare i conti un una quota notevole di persone che restano ancora scettiche, se non del tutto contrarie. Convincerle sarà dunque fondamentale per la buona riuscita della campagna vaccinale ed il raggiungimento dell’immunità di comunità”.
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Cirio: ‘Scorte agli sgoccioli, attendiamo consegne’ – “Le nostre scorte sono nuovamente agli sgoccioli. Attendiamo le consegne previste in settimana, perché il Piemonte è pronto a vaccinare 40 mila persone al giorno. Abbiamo bisogno di munizioni”. Così su Facebook il governatore Alberto Cirio, in occasione della visita a Moncalieri del nuovo centro allestito dal Comune con l’Asl To5 all’ex Foro Boario. “Continuiamo a potenziare il nostro esercito del vaccino”, dice a proposito del centro, in cui “i medici di famiglia lavorano insieme al personale sanitario, con la possibilità di arrivare a 900 somministrazioni al giorno”.
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COVID:Sardegna, terza settimana in zona rossa
Contagi in calo, 11 morti. Vaccini, 10mila dosi consegnate oggi
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CAGLIARI
26 aprile 2021
18:35
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E’ iniziata la terza settimana in zona rossa per la Sardegna. E l’assessore della Sanità Mario Nieddu ribadisce: “Abbiamo 119 contagi ogni 100mila abitanti, un dato al di sotto della media del Paese.
Veniamo puniti quando siamo ormai fuori dal pericolo. E’ paradossale con i numeri che abbiamo essere rossi. Secondo me il sistema delle zone funziona male. Siamo in rosso con i numeri migliori della maggior parte delle regioni in giallo”.
Intanto nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 135 nuovi contagi contro i 290 di ieri, ma si contano altri 11 morti (1.363 in tutto). Complessivamente dall’inizio dell’emergenza salgono a 53.590 i casi di positività nell’Isola.
In totale sono stati eseguiti 1.171.672 tamponi, con un incremento di 2.112 test rispetto al dato precedente, con un tasso di positività del 6,3%. Migliora la situazione negli ospedali: sono 362 (-4) i pazienti ricoverati in reparti non intensivi, 47 (-1) quelli in intensiva.
Sul fronte vaccini, la campagna di somministrazione ha subito ieri un rallentamento. Solo 4.148 le persone vaccinate, un calo dovuto non solo al fatto che ieri era domenica ma soprattutto alla chiusura, per tutto il giorno, dell’hub di Sassari alla Promocamera per mancanza di vaccini.
Ma oggi sono arrivate oggi in Sardegna 3.600 dosi di AstraZeneca e 6.500 di Moderna e in settimana sono attese altre 60mila dosi di Pfizer. Salgono comunque a 461.357 le dosi inoculate in Sardegna, a fronte delle 521.650 consegnate sinora alla Regione, con una percentuale dell’ 88,4%(la media italiana è dell’89,3)%.
E questa mattina a Cagliari si è tenuta una manifestazione sotto il Consiglio regionale, del comparto “Wedding”: 17mila addetti in Sardegna, dai fotografi ai ristoratori, sono fermi a causa del Covid. Hanno pacificamente sventolato rose bianche e rosse.
E con rabbia hanno urlato: “Basta, ora vogliamo lavorare. Tranne due mesi estivi siamo fermi da 14 mesi. Sono coinvolte circa trenta tipologie di lavoratori”, ha detto una manifestante.
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Pfas: caso Miteni, Gup Vicenza rinvia a giudizio 15 manager
Processo in Corte d’Assise al via il prossimo primo luglio
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VICENZA
26 aprile 2021
19:02
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Il Gup di Vicenza, Roberto Venditti, ha rinviato a giudizio 15 persone coinvolte nell’inquinamento da Pfas di ampie aree del Veneto da parte della Miteni di Trissino (Vicenza). Si tratta di manager della ditta e di società ad essa legate che, a vario titolo, sono accusati di avvelenamento di acque, disastro innominato, inquinamento ambientale ex articolo 452 -bis e reati fallimentari.
La decisione del giudice è arrivata al termine di tre ore di camera di consiglio. Il processo davanti alla Corte d’Assise di Vicenza inizierà il primo luglio. Gli imputati sono i manager giapponesi della Mitsubishi Corporation, della lussemburghese Miteni Icig e della Miteni stessa. Oggi davanti al giudice hanno parlato le difese sollevando varie eccezioni, tra cui quella di incompatibilità territoriale. Gli avvocati difensori hanno chiesto infatti di spostare il processo a Trento perché i magistrati coinvolti nell’indagine e i magistrati giudicanti, potrebbero essere influenzabili rispetto ai temi d’indagine in quanto tutti residenti nel Vicentino e alcuni nelle aree colpite da inquinamento. L’eccezione è stata respinta dal Gup.
Oltre 200 le parti civili che si sono costituite. “Siamo molto soddisfatti che si sia arrivati a questo punto e che il processo sia stato fissato così presto – hanno detto i legali delle parti civili -, è il segnale che tutti hanno interesse a raggiungere la verità il prima possibile”.
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Assessore Lazio, indagine epidemiologica su comunità sikh
‘test a Spallanzani per verifica ipotesi varianti’
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ROMA
26 aprile 2021
19:06
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“E’ in corso a Latina una vasta indagine epidemiologica nei confronti della comunità Sikh. I test sono stati inviati all’Istituto Spallanzani per i sequenziamenti per verificare ipotesi di varianti”.
Lo comunica l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. “C’è la massima collaborazione grazie alla straordinaria opera di mediazione del Prefetto di Latina in costante collaborazione e cooperazione con la Asl e le autorità religiose”, spiega l’assessore. “Siamo in attesa dei risultati e sono in costante contatto con la Asl e il Prefetto per valutare l’evolversi della situazione”, conclude D’Amato.
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Oscar: Ludovico Einaudi, sento statuette anche un po’ mie
“Mio pensiero non va a premi ma a scrivere altra musica bella”
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26 aprile 2021
19:49
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Né Il Pinocchio di Garrone, né Laura Pausini ce l’hanno fatta, ma c’è comunque un pizzico d’Italia nella Notte degli Oscar. Le musiche di Nomadland (miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista) e The Father (miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale), cinque Oscar in due, portano la firma di Ludovico Einaudi.
“E un po’ quei premi li sento anche un po’ miei – dice il maestro con orgoglio -. Un film è del regista che decide di farlo, ma poi ha bisogno della collaborazione di tante persone per realizzarlo”. Avrebbe voluto un riconoscimento specifico per le sue musiche? “Non posso dire che un premio di prestigio come questo non faccia piacere, ma non ci penso e non ci pensavo neanche questa volta. La mattina quando mi sveglio il mio pensiero non va all’Oscar ma se riuscirò a scrivere altra musica bella da regalare al mondo”, aggiunge.
La cerimonia non l’ha vista (“orari improponibili, ma mi sono svegliato molto presto perché ero curioso”), ma il cuore era a Los Angeles. “È un segno meraviglioso che Nomadland e The Father, due bellissimi film indipendenti che parlano di temi importanti e profondi, siano stati premiati. Mi sento onorato ad aver contribuito con la mia musica a queste due storie”.
In particolare, Einaudi si sente vicino a Nomadland, nonostante le musiche non siano state scritte appositamente per il film di Chloé Zhao (ma appartengano al precedente progetto Seven Days Walking), “perché corrisponde come una specie di visione parallela alla mia, di una dimensione di libertà, di qualcosa che io esprimo attraverso la musica, e che il film con il suo linguaggio esprime con la sua storia e le sue immagini.
Zhao mi ha rivelato che la musica le è servita per montare il film, come fosse una chiave di lettura”. CINEMA
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Laura Pausini, torno in Italia felice
“Esperienza irripetibile, musica non è solo lavoro, ma mia vita”
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26 aprile 2021
21:06
APPROFONDIMENTO
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Non ha vinto l’Oscar, Laura Pausini.
Ma da Los Angeles la cantante torna comunque da vincitrice.
La sua Io sì/Seen era candidata come miglior canzone per il film La vita davanti a sé, prima volta per un brano in italiano (la statuetta, per amor di cronaca è andata a Fight for you di H.E.R., dal film Judas and the Black Messiah).
“Torno in Italia felice di aver vissuto un’esperienza irripetibile nata per un messaggio importante che condivido completamente e per la grande passione che dopo ventotto anni ho ancora per la musica che non è solo il mio lavoro, ma è la mia vita. Torno in Italia felice di riabbracciare la mia bimba che mi aspetta e con la quale festeggeremo di ritrovarci dopo la prima settimana di lontananza della nostra vita. Ma le racconterò il sogno di una notte… incredibile!”. E’ la stessa Laura, sui suoi social, a commentare la lunga ed emozionante serata americana, poco prima di riprendere un volo per tornare in Italia e non senza aver postato la foto della conclusione della serata mentre, con ancora indosso l’elegante abito da sera con il quale ha sfilato sul red carpet, è pronta ad addentare un hamburger (“puoi vedere come finiscono di solito le serate delle mie nomination!”, ha scherzato).
Non sono mancati i ringraziamenti per aver aver “fatto parte di un progetto così speciale come The Life Ahead con Edoardo Ponti e Sophia Loren, è stato per me uno dei regali più grandi che la vita potesse farmi”.
“Aver cantato Io sì sul palco dell’Academy è un sogno che mai avrei potuto mai sperare si avverasse ancora di più in un’edizione così storica. Grazie Academy! Ringrazio Diane Warren, per la nostra canzone e per tutti i traguardi raggiunti, primo fra tutti il Golden Globe, è stata un’esperienza incredibile lavorare insieme! Grazie a Bonnie Greenberg e Niccolò Agliardi! Grazie Palomar, grazie Netflix, mi sono sempre sentita a casa con voi”, ha poi concluso in quella, che come aveva dichiarato qualche giorno fa “sarà una notte indimenticabile..”.
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R. cittadinanza: 76 denunciati, condannati mafia e parenti
Indagini carabinieri Catania,Pm ha disposto sequestro preventivo
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CATANIA
27 aprile 2021
06:02
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Carabinieri del comando provinciale di Catania e del Nil hanno denunciato 76 persone per indebita percezione del reddito di cittadinanza. Venticinque sono persone già condannate per mafia, le altre 51, comprese 46 donne, hanno ottenuto il beneficio omettendo di comunicare che nel proprio nucleo familiare c’era anche un congiunto condannato definitivamente per associazione mafiosa.
La Procura distrettuale ha emesso nei confronti dei denunciati un decreto di sequestro preventivo delle rispettive carte di reddito di cittadinanza.
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Furto e ricettazione auto, 12 arresti nel Cremonese
Operazione dei carabinieri, in campo oltre 100 militari
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27 aprile 2021
05:59
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Una vasta operazione del Comando Provinciale di Cremona, che vede impegnati oltre 100 militari, è in corso in queste ore per l’esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 persone emessa dal gip di Cremona a conclusione di un’indagine su un sodalizio criminale attivo nelle province di Cremona, Piacenza, Pavia e Monza. Furto e appropriazione indebita di autovetture, ricettazione e riciclaggio sono i principali reati accertati, commessi in concorso dai membri dell’organizzazione criminale che si era insediata nel territorio cremonese.
Alle 11, presso la caserma Carabinieri “Santa Lucia” di Cremona, è convocata una conferenza stampa, nel corso della quale verranno illustrati i dettagli dell’operazione.
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Vaccini: 20 milioni di dosi distribuite finora
E’ quanto emerge dal report vaccini sul sito del Governo. Sono invece 18.091.401 le somministrazioni complessivamente effettuate.
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27 aprile 2021
09:05
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Sono 20.263.020 le dosi di vaccino distribuite finora in Italia. E’ quanto emerge dal report vaccini sul sito del Governo.
Sono invece 18.091.401 le somministrazioni complessivamente effettuate. Nello specifico, sono state consegnate finora 13.422.240 dosi di Pfizer, 4.694.980 di Vaxzevria (Astrazeneca), 1.966.000 di Moderna e 179.800 di Janssen.
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A S.Cecilia, tutti in piedi per il concerto solidale
In platea volontari Cri. Pappano, torna feeling col pubblico
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ROMA
26 aprile 2021
22:24
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APPROFONDIMENTO
– I volontari della Croce Rossa italiana spettatori speciali del concerto diretto Antonio Pappano che questa sera ha visto il ritorno degli spettacoli dal vivo di Santa Cecilia con il pubblico in sala nell’ Auditorium Parco della Musica di Roma. A loro l’ Accademia Nazionale ha voluto riservare la serata di questo debutto particolare dopo il lungo stop scattato dallo scorso novembre.
La musica bellissima – la sinfonia Patetica di Cajkovskij e la Sinfonia 1 di Carl Philipp Emanuel Bach – proposta dal maestro angloitaliano sul podio dell’ orchestra ceciliana ha aggiunto suggestioni particolarmente forti alla emozione di vedere nuovamente la sala gremita, anche se solo parzialmente nel rispetto della norme anti covid. Tutti con la mascherina, dal direttore agli orchestrali, ai 500 spettatori ammessi – molti dei quali con la divisa rossa e bianca della Cri – e distanziati tenendo conto che la sala può ospitare 2500 persone, ma tutti accomunati dall’ entusiasmo di poter riassaporare il piacere della musica in presenza. ”Carissimo pubblico – ha detto Pappano prima del concerto accolto da un lungo applauso – finalmente siamo qui insieme.
Grazie di cuore per quello che avete fatto, che fate e farete.
Siamo per sempre in debito con voi”. Il maestro ha aggiunto: “L’atmosfera elettrica dietro il palco è un feeling che mi mancava da un bel po’, condividere emozioni insieme. Finalmente questo giorno è arrivato”. Michele dall’ Ongaro, sovrintendente di Santa Cecilia, ha detto che dopo sei mesi di concerti in streaming “ci mancava tanto il calore del pubblico e abbiamo subito pensato di dedicare questo concerto a chi se lo merita, ai volontari della Croce Rossa. Grazie per quello che fate”.
Questa serata, ha sottolineato, vuole avere anche questo significato: ”si può migliorare anche grazie all’ esempio di una realtà straordinaria come la Cri e a questa musica che parla ai nostri cuori”. Il presidente della Croce Rossa Francesco Rocca, ha ricordato che i 150 mila volontari impegnati a 360 gradi ”non si sono risparmiati dall’ inizio di questa pandemia” non solo per i servizi sanitari ma anche per gli interventi di carattere sociale. ”Questa serata per noi è importante – ha detto – perchè la fatica è tanta. La musica cura l’ anima e noi abbiamo sentito la necessità di essere coccolati.
Questa occasione è utile anche per ricordare che bisogna rispettare le regole: godere di momenti come questo vuol dire non dire non perdere l’ attenzione di osservare le regole, solo questo ci restituirà quel tanto che ci è stato tolto in questo periodo”.
La straordinaria prova dell’ orchestra guidata da Pappano nell’ esecuzione della Sesta sinfonia, l’ ultima composta nel 1893 da Cajkovskij, conclusa dal maestoso e dolente Adagio lamentoso, è stata salutata dall’ omaggio di tutto il pubblico in piedi ricambiato dall’ inchino dei musicisti e del direttore.
