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Ultimo aggiornamento 3 Maggio, 2021, 08:37:07 di Maurizio Barra

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DALLE 04:04 DI DOMENICA 02 MAGGIO 2021

ALLE 08:37 DI LUNEDÌ 03 MAGGIO 2021

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Maldini, Donnarumma-ultras? Solo Milan decide chi gioca
Dt dopo confronto portiere-tifosi: trattative rinnovi congelate
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MILANO
02 maggio 2021
04:04
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“E’ importante ribadire con fermezza che nessuno al di fuori del Milan puo’ decidere chi gioca e chi rinnova. Certe scelte competono all’allenatore per quanto riguarda il campo e al Club per le questioni contrattuali”: lo dice il direttore dell’area tecnica del Milan Paolo Maldini in riferimento al confronto avvenuto ieri tra Donnarumma e gli ultras della Sud a Milanello, nel quale i tifosi avrebbero detto al portiere di rinnovare, legando la sua presenza in campo con la Juve alla firma del nuovo contratto.
“Da questo momento – aggiunge Maldini – ogni singola trattativa per i rinnovi viene congelata fino alla fine della stagione, per permettere alla squadra di concentrarsi unicamente sul campionato. Nel frattempo, continueremo a tutelare i nostri calciatori come abbiamo sempre fatto”.
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Serie A: Lazio-Genoa 4-3
Biancocelesti ancora in corsa per un posto in Champions
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02 maggio 2021
14:24
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Lazio batte Genoa 4-3 in un incontro della 34/a giornata del campionato di serie A, giocato a Roma. I biancocelesti hanno chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-0 con le reti di Correa al 30′ e di Immobile su rigore al 43′.
A inizio ripresa, il Genoa ha accorciato per una autorete di Marusic, ma la Lazio ha risposto con Luis Alberto e Correa vivendo comunque in finale di sofferenza per i gol di Scamacca su rigore e Shomurodov a 10′ dalla fine.
La squadra di Inzaghi è sesta con 64 punti, il Genoa resta 13/o con 36.
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Inzaghi, ‘Champions? Ci proviamo. Rinnovo alla fine’
Tecnico Lazio, faremo tutto senza nessun problema
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02 maggio 2021
16:16
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La vittoria anche se in sofferenza, la corsa alla Champions ancora viva e il rinnovo dietro l’angolo. Dopo il successo per 4-3 strappato contro il Genoa all’Olimpico, Simone Inzaghi si gode la sesta vittoria della sua Lazio nelle ultime sette partite: “I ragazzi sono stati bravissimi – ammette l’allenatore biancoceleste – abbiamo segnato quattro gol e potevamo farne altri.
Sono contento di essere allenatore di questo gruppo, siamo lì e ci proveremo fino alla fine sapendo che per il quinto anno di fila saremo in Europa. Vogliamo però essere tra le prime quattro e ci proveremo”. Dopo essere guarito dal Covid, ci si aspettava il rinnovo che invece potrebbe slittare ancora: “Finiremo queste partite al meglio e ne parleremo con calma con il presidente, lui ora ha tante cose personali da sistemare – ha affermato Inzaghi -. Faremo tutto senza nessun problema. La nostra stagione è stata meravigliosa come negli ultimi cinque anni”.
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Ballardini, ce la siamo giocata fino alla fine
Allenatore Genoa, tanti errori ma una grande ti induce a farli
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02 maggio 2021
16:20
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Non è bastata la reazione finale al Genoa per evitare la sconfitta all’Olimpico: “Nel primo tempo potevamo essere più compatti contro una squadra che pressava molto – ha ammesso il tecnico dei rossoblù Davide Ballardini – nella ripresa poi quando l’abbiamo riaperta dovevamo essere più bravi per rifare la partita. Anche oggi però abbiamo dimostrato di volercela giocare fino alla fine”.

“All’inizio della stagione facevamo errori meno evidenti ma quando giochi contro una grande squadra è lei a indurti a sbagliare. Oggi – ha concluso l’allenatore del Grifone -, abbiamo fatto errori grossolani ma non siamo preoccupati, i nostri difensori sono stati sempre molto attenti”.
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Torino; centinaia di tifosi davanti al Filadelfia
Cori di incitamento alla squadra e critiche al presidente Cairo
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TORINO
02 maggio 2021
15:31
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Centinaia di tifosi del Torino si sono dati appuntamento all’esterno dello stadio Filadelfia alla vigilia della sfida contro il Parma, forse decisiva per la salvezza dei granata. Cori di incitamento alla squadra, ma anche di contestazione al presidente Urbano Cairo.
Su un muretto esterno è stato affisso uno striscione con il messaggio “Siamo qua per spingervi alla vittoria, non infangate ancora la nostra storia”. La squadra al completo, guidata dal capitano Andrea Belotti e dall’allenatore Davide Nicola, è uscita dall’impianto per incontrare i tifosi.   PIEMONTE

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Lazio; Immobile raggiunge Piola a 149 gol,’Un onore’.

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ROMA
02 maggio 2021
15:32
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Con il rigore segnato oggi al Genoa, Ciro Immobile raggiunge Silvio Piola a 149 gol con la maglia della Lazio, in cima alla classifica dei bomber biancocelesti di tutti i tempi, anche se al partenopeo mancherebbero ancora 10 reti per un record assoluto: le statistiche riconoscono infatti a Piola 10 reti nella Coppa dell’Europa centrale, non riconosciuti pero’ dalla Uefa.A fine match, Immobile ha commentato: “Piola ha fatto la storia di questa società, è un onore poterlo raggiungere. Per me questo è motivo d’orgoglio.

Quando sbagli i rigori ti viene un po’ di paura, l’importante era raddoppiare”.
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Serie A: Sassuolo-Atalanta 1-1, scudetto all’Inter
Le altre partite Bologna-Fiorentina 3-3, Napoli-Cagliari 1-1
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02 maggio 2021
17:05
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L’Atalanta pareggia 1-1 in casa del Sassuolo, e in forza di questo risultato l’Inter e’ Campione d’Italia 2020-2021 con quattro giornate d’anticipo sulla fine del campionato. I nerazzurri, che hanno vinto sabato a Crotone 2-0, sono a 82 punti, 13 piu’ dell’Atalanta e nessuna squadra puo’ piu’ raggiungerla.
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Sassuolo-Atalanta 1-1
Napoli-Cagliari 1-1
Bologna-Fiorentina 3-3
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Il Sassuolo ferma l’Atalanta e permette così all’Inter di festeggiare lo scudetto con quattro turni di anticipo. Doveva solo vincere la squadra di Gasperini per tenere aperto il campionato, ma per l’Atalanta è stata una gara stregata, perché costretta a giocare in dieci dal 22′ del primo tempo per l’espulsione del portiere Gollini. Ma ciò che ha pesato maggiormente ai fini del risultato è stato il rigore sbagliato al 30′ della ripresa da Muriel con la parata di Consigli che di fatto ha inciso non poco sul verdetto.
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Le formazioni

Sassuolo con il 4-2-3-1: Consigli – Muldur, Marlon, Chiriches, Kiriakopoulos – Locatelli, Obiang – Berardi, Traore, Boga – Defrel. A disp.: Pegolo, Ferrari, Peluso, Rogerio, Toljan, Lopez, Haraslin, Magnanelli, Bourabia, Ayhan, Djuricic, Raspadori.
3-4-2-1 per l’Atalanta: Gollini – Toloi, Romero, Djimsiti – Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens – Malinovskiy, Pessina – Zapata. A disp.: Sportiello, Rossi, Caldara, Sutalo, Palomino, Lammers, Maehle, Pasalic, Ilicic, Miranchuk, Kovalenko, Muriel.

Napoli (4-2-3-1): Meret – Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Hysaj – Fabian Ruiz, Demme – Lozano, Zielinski, Insigne – Osimhen.
Cagliari (3-5-1-1): Cragno – Ceppitelli, Godin, Carboni – Zappa, Nandez, Deiola, Duncan, Lykogiannis – Nainggolan – Pavoletti.

Bologna: Skorupski – Tomiyasu, Soumaoro, Danilo, De Silvestri – Svanberg, Soriano – Orsolini, Palacio, Vignato – Barrow.
Fiorentina: Dragowski – Milenkovic, Pezzella, Caceres – Venuti, Amrabat, Pugar, Biraghi – Bonaventura, Ribery – Vlahovic.   SEGUI TUTTA LA SERIE A IN TEMPO REALE: STAGIONE 2020-2021 RISULTATI E CLASSIFICA

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L’Inter è campione d’Italia, festa e folla in piazza Duomo
I nerazzurri approfittano del pareggio dell’Atalanta con il Sassuolo e matematicamente vincono il loro 19/mo titolo tricolore
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L’Inter è campione d’Italia. I nerazzurri approfittano del pareggio per 1-1 dell’Atalanta con il Sassuolo e vincono matematicamente il loro 19/mo titolo tricolore, con quattro giornate d’anticipo sulla fine del campionato.
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I nerazzurri, che hanno vinto sabato a Crotone 2-0, sono a 82 punti, 13 piu’ dell’Atalanta e nessuna squadra puo’ piu’ raggiungerli.

L’Inter vince lo scudetto inizia la festa dei tifosi al Duomo Domenica 02 Maggio 2021 VIDEO:

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Trentamila persone sono scese per le strade di Milano per festeggiare la vittoria dello scudetto. I punti di maggiore concentrazione sono stati largo Cairoli e piazza Duomo, dove in centinaia si sono arrampicati sulla statua centrale. Le forze dell’ordine hanno impedito che la folla si fermasse sul sagrato della Cattedrale e in galleria Vittorio Emanuele, dove gli accessi sono stati chiusi anche grazie alla collaborazione della polizia locale. Poi alle 22 la Polizia con gli agenti in tenuta antisommossa e le camionette è intervenuta in Piazza Cairoli per disperdere la folla. Non c’è stato comunque nessun problema di ordine pubblico dato che, nel momento in cui gli agenti sono entrati in piazza, i tifosi si sono spontaneamente allontanati.
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L’Inter celebra la vittoria dello scudetto numero 19. Lo fa con un post su Twitter, al fischio finale del pari tra Sassuolo ed Atalanta, e un’immagine di squadra al gran completo con Conte e il presidente Zhang. Ovviamente presente la citazione del celebre coro “Siamo noi i campioni dell’Italia” e la scritta ‘I M Scudetto’ a richiamo del nuovo logo della società nerazzurra:

“Ora è il momento della festa: di tutti gli interisti. Una gioia che si sprigiona genuina ma che invitiamo a esprimere nella maniera più responsabile possibile: siamo campioni anche in questo!”: è l’invito alla responsabilità da parte dell’Inter ai tifosi nerazzurri dopo la vittoria matematica del 19esimo scudetto. La società chiede ai propri sostenitori di rispettare il più possibile i divieti e le regole imposte dal Governo per la limitazione della diffusione del Covid-19.
“Questo è di sicuro uno dei mie successi più importanti in carriera. Non era una scelta facile venire all’Inter dove comunque la squadra non era competitiva per vincere qualcosa di importante. Ho accettato la sfida con grande voglia e penso che con il lavoro siamo stati ripagati di tutti i grandi sacrifici che abbiamo fatto”. Sono le prime parole del tecnico neoscudettato, Antonio Conte, intervenuto in diretta a 90′ minuto, condotto su Rai2 da Enrico Varriale.
È iniziata al fischio finale di Sassuolo-Atalanta la grande festa dei tifosi dell’Inter a Milano per la vittoria dello scudetto.

“I campioni dell’Italia siamo noi”, “Chi non salta rossonero è” e “Come mai la Champions non la vinci mai” dedicato alla Juventus, sono i cori che stanno accompagnando la festa delle centinaia di tifosi dell’Inter che si sono già radunati in Piazza Duomo a Milano, in un assembramento in cui tutti, però, indossano la mascherina, tra sciarpe, coriandoli nerazzurri, bandiere e fumogeni.
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In lontananza, invece, proseguono i caroselli di chi ha scelto di festeggiare con la propria auto per le vie del centro.
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“Grazie a tutti”. Oltre alla festa nella sede del club con tutti i dirigenti, Il presidente dell’Inter Steven Zhang ha voluto festeggiare lo scudetto nerazzurro anche con un post sui social, riproponendo l’immagine celebrativa utilizzata dal club: il nuovo logo I M, la scritta I’M Scudetto, e la foto di tutti i giocatori con il ringraziamento a tutti Il numero uno interista ha proseguito i festeggiamenti sul tetto della sede sventolando una bandiera nerazzurra, mentre l’ad Antonello ha lanciato ai tifosi gagliardetti e maglie dell’Inter.
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“Campioni, campioni, alè alè alè”. Così l’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku festeggia, affacciato da una finestra del sul appartamento nel centro di Milano, la vittoria dello scudetto, come si vede in un video pubblicato sui social. Il belga è stato uno dei grandi protagonisti della cavalcata nerazzurra che ha portato l’Inter a conquistare il 19/mo scudetto.

“I meriti di questo scudetto sono in una percentuale altissima di Antonio Conte. Ha dimostrato una tenacia e una continuità incredibile. Ci ha creduto per primo e ha continuato a crederci, sempre”: lo dice l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti, dopo la vittoria della squadra nerazzurra del diciannovesimo scudetto. “Se è entrato nel cuore dei tifosi? Quando metti la passione che lui ha dimostrato, entri nelle simpatie. E secondo me lui è entrato nel cuore dei tifosi dell’Inter”.

“Congratulazioni all’Inter per la vittoria del Campionato 2020/2021!”: questo il messaggio su Twitter da parte della Juventus, poco dopo la certezza del titolo nerazzurro.

Termina così il dominio bianconero, dopo nove anni di scudetti consecutivi, cede il testimone ai nerazzurri.

Tra i primi a complimentarsi con l’Inter campione d’Italia c’è il presidente della Juventus Andrea Agnelli. Lo fa con un tweet rivolto a Steven Zhang, presidente del club nerazzurro. “Ben fatto Steven! – scrive Agnelli – Felice per te e orgoglioso di essere il tuo leale avversario in campo e amico fuori dal campo. Torneremo…”.

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Scudetto Inter: albo d’oro della Serie A
Per i nerazzurri è il 19/o titolo, staccano i ‘cugini’ milanisti
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02 maggio 2021
17:05
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Quello conquistato e’ il 19/o scudetto per l’Inter, che così interrompe il dominio della Juventus, campione d’Italia per 9 volte di fila.

I bianconeri, con 36 scudetti (SONO 38 VINTI SUL CAMPO), precedono proprio l’Inter che ora ne ha 19 e quindi uno più dei ‘cugini’ del Milan, poi più indietro Genoa (9), Torino, Pro Vercelli e Bologna (7), Roma (3), Fiorentina, Lazio e Napoli (2), Cagliari, Casale, Sampdoria e Verona (1).

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Ecco l’albo d’oro del campionato italiano di Serie A: – 1898 Genoa; 1899 Genoa; 1900 Genoa; 1901 Milan; 1902 Genoa; 1903 Genoa; 1904 Genoa; 1905 Juventus; 1906 Milan; 1907 Milan; 1908 Pro Vercelli; 1909 Pro Vercelli; 1909-10 Ambrosiana Inter; 1910-11 Pro Vercelli; 1911-12 Pro Vercelli; 1912-13 Pro Vercelli; 1913-14 Casale; 1914-15 Genoa; 1919-20 Ambrosiana Inter; 1920-21 Pro Vercelli; 1921-22 Pro Vercelli-Novese; 1922-23 Genoa; 1923-24 Genoa; 1924-25 Bologna; 1925-26 Juventus; 1926-27 Torino; 1927-28 Torino; 1928-29 Bologna; 1929-30 Ambrosiana Inter; 1930-31 Juventus; 1931-32 Juventus; 1932-33 Juventus; 1933-34 Juventus; 1934-35 Juventus; 1935-36 Bologna; 1936-37 Bologna; 1937-38 Ambrosiana Inter; 1938-39 Bologna; 1939-40 Ambrosiana Inter; 1940-41 Bologna; 1941-42 Roma; 1942-43 Torino; 1945-46 Torino; 1946-47 Torino; 1947-48 Torino; 1948-49 Torino; 1949-50 Juventus; 1950-51 Milan; 1951-52 Juventus; 1952-53 Inter; 1953-54 Inter; 1954-55 Milan; 1955-56 Fiorentina; 1956-57 Milan; 1957-58 Juventus; 1958-59 Milan; 1959-60 Juventus; 1960-61 Juventus; 1961-62 Milan; 1962-63 Inter; 1963-64 Bologna; 1964-65 Inter; 1965-66 Inter; 1966-67 Juventus; 1967-68 Milan; 1968-69 Fiorentina; 1969-70 Cagliari; 1970-71 Inter; 1971-72 Juventus; 1972-73 Juventus; 1973-74 Lazio; 1974-75 Juventus; 1975-76 Torino; 1976-77 Juventus; 1977-78 Juventus; 1978-79 Milan; 1979-80 Inter; 1980-81 Juventus; 1981-82 Juventus; 1982-83 Roma; 1983-84 Juventus; 1984-85 Verona; 1985-86 Juventus; 1986-87 Napoli; 1987-88 Milan; 1988-89 Inter; 1989-90 Napoli; 1990-91 Sampdoria; 1991-92 Milan; 1992-93 Milan; 1993-94 Milan; 1994-95 Juventus; 1995-96 Milan; 1996-97 Juventus; 1997-98 Juventus; 1998-99 Milan; 1999-00 Lazio; 2000-01 Roma; 2001-02 Juventus; 2002-03 Juventus; 2003-04 Milan; 2004-05 Non assegnato; 2005-06 Inter; 2006-07 Inter; 2007-08 Inter; 2008-09 Inter; 2009-10 Inter; 2010-11 Milan; 2011-12 Juventus; 2012-13 Juventus; 2013-14 Juventus; 2014-15 Juventus; 2015-16 Juventus; 2016-17 Juventus; 2017-18 Juventus; 2018-19 Juventus; 2019-20 Juventus; 2020-21: Inter.

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Serie A: Atalanta pareggia, Inter campione d’Italia
Sassuolo ferma lombardi su 1-1, il Cagliari frena il Napoli
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02 maggio 2021
17:06
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L’Atalanta pareggia 1-1 a Reggio Emilia col Sassuolo e l’Inter si laurea così campione d’Italia 2020/2011 con quattro gare di anticipo. La squadra di Gasperini, a lungo in dieci per l’espulsione di Gollini nel primo tempo per fallo da ultimo uomo, era andata in vantaggio con Gosens ma nella ripresa il Sassuolo ha pareggiato su rigore con Berardi, mentre Muriel ha sprecato il penalty concesso per un fallo subito a opera di Marlon, a sua volta espulso.
Il Napoli a sua volta pareggia 1-1 con il Cagliari con reti di Osimhen e Nandez.
E’ finita 3-3 Bologna-Fiorentina, con doppiette di Vlahovic e Palacio. La corsa alla Champions vede Atalanta e Milan a quota 69 punti, il Napoli a 67 e la Juve, che gioca alle 18 a Udine, a 66.
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Contestazioni antiGlazer a Manchester,tifosi in campo
In duecento, prima di match con Liverpool. Cori contro proprietà
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02 maggio 2021
17:15
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Clamorosa protesta a Manchester da parte dei tifosi dello United: secondo quanto riferisce la Bbc, duecento tifosi dei Red Devils, che oggi alle 16.30 ora locale (17.30 di Roma) devono affrontare il Liverpool, hanno superato le barriere di Old Trafford e, passando anche attraverso il megastore del club allo stadio, hanno invaso il campo di gioco.
Molti hanno sciarpe gialloverdi, colori del club quando ancora si chiamava Newton Heath, cappellino da baseball in testa e mascherina, in modo da non essere riconoscibili.
Tutti hanno intonato cori contro la proprietà americana dello United, la famiglia Glazer e cinque di loro hanno anche scagliato delle sedie che avevano preso da una postazione di Sky Sports. Tanti gli insulti ai Glazer e qualche coro anche contro la Superlega ormai sfumata. Il club fa sapere che nessuno di questi ‘invasori’, provvisiti anche di fumogeni, è riuscito ad avvicinarsi al tunnel che porta agli spogliatoi.
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Suarez: Paratici, parole Agnelli? Fotografano la situazione
“Nulla di strano: su mercato ho piena autonomia”
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02 maggio 2021
17:34
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“Andrea Agnelli ha fotografato benissimo la situazione della nostra societa’: non c’e’ nulla di strano”. Cosi’ Fabio Paratici ha commentato, a Sky prima di Udinese-Juve, le dichiarazioni del presidente bianconero , che nella sua deposizione al pm che indaga sul caso Suarez avrebbe detto di aver saputo poco della vicenda al tempo, poiche’ se ne occupava Paratici.
“La mia posizione non cambia, parlero’ quando sara’ finito tutto – ha aggiunto il direttore dell’area tecnica bianconera – Sul mercato ho un’ampia delega, e di questo ringrazio la societa'”.
Paratici ha fatto i complimenti all’Inter (“in nove anni abbiamo fatto qualcosa di straordinario, oggi complimenti a loro per una vittoria meritata”) e ha parlato di Pirlo. “Parlare con lui? Lo faccio tutti i giorni, piu’ volte al giorno”.
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Scudetto Inter: Lukaku fa la storia a suon di gol
Protagonista e mattatore, è l’uomo in più dei campioni d’Italia
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MILANO
02 maggio 2021
18:43
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Antonio Conte aveva visto giusto quando ha puntato su Romelu Lukaku chiamato nel difficile compite di sostituire Mauro Icardi, il bomber capriccioso e chiacchierato che ha fatto le valigie insieme all’ingombrante moglie Wanda Nara, destinazione Parigi. Una scelta azzeccata: Lukaku, belga dalle origini congolesi, è il mattatore di una nuova Inter, esattamente agli antipodi del suo predecessore.
A suon di gol, conquista un posto nel cuore dei tifosi, un gigante buono, trascinatore e protagonista di una squadra che all’improvviso si scopre vincente. Intelligente, capace, sempre in prima linea nelle battaglie giuste, soprattutto quella fondamentale contro il razzismo negli stadi.
Lukaku ha personalità e carattere in campo e fuori. Il popolo nerazzurro trova finalmente un leader degno di questo nome e non solo per il fiuto del gol. Un combattente travolgente, inarrestabile palla al piede, abile nello smarcarsi e seminare gli avversari, dalla fisicità imponente, Lukaku è l’attaccante dei sogni di ogni squadra.
Una stagione da quasi capocannoniere, con 21 gol, secondo nella classifica solo dopo Cristiano Ronaldo, arriva a Milano nell’afa dell’agosto 2019, grazie a Suning che sborsa al Manchester United 65 milioni più dieci di bonus. Una cifra monstre ma alla fine soldi ottimamente spesi. Umile e generoso, Lukaku ha quell’XFactor che lo rende unico. Esalta il gruppo, pensa ai compagni, gioca non solo per se stesso.
“È un bel momento per me – dice in una intervista pubblicata sul sito dell’Inter – ho fatto una bellissima scelta venendo qua, farò di tutto per aiutare la squadra perché senza i miei compagni non sono nessuno, abbiamo un obiettivo davanti e dobbiamo proseguire così”.
Insomma, un top player un po’ old style, 27 anni, poliglotta, e una carriera già lunghissima e importante alle spalle sempre scandita da gol pesantissimi che ne hanno fatto l’uomo chiave anche della nazionale belga. Ma con il Manchester United qualcosa si incrina e decide di girare pagina. “È stato difficile per me dal punto di vista professionale, perché – dice a Sky – le cose non andavano come volevo. Ho dovuto trovare trovare dentro di me ciò che mancava, quindi ho capito che era il momento di cambiare ambiente”. ” Conte ha rafforzato la mia fiducia e mi ha svegliato. Lo fa con tutti. Tutti sono uguali: lavori sodo, ti alleni duramente e giochi. Altrimenti non giochi”.
E Lukaku lavora sodo, come vuole Conte, ma gioca anche un’altra partita, quella contro il razzismo che lo colpisce durante Cagliari-Inter dell’1 settembre 2019, non una novità per Lukaku. “Dobbiamo educare le persone, l’istruzione è la chiave.
Questa – dice a Sky – è una lezione che insegnerò a mio figlio.
Tutti sono uguali e bisogna rispettarsi. L’Italia è un paese bellissimo ma bisogna tenere gli ignoranti fuori dallo stadio”.
Un tema particolarmente delicato per il belga, tanto da arrivare allo scontro Zlatan Ibrahimovic nel derby di Coppa Italia, dopo le parole dello svedese “vai a fare le tue c… vodoo” con riferimento a voci (smentite) sulla madre e i riti voddo.
Lukaku è molto di più di una macchina da gol (primo giocatore dal 2004/05 con 20 gol e 10 assist in campionato): fa crescere e maturare l’irruente compagno Lautaro Martinez e con lui forma una formidabile coppia d’attacco. Adesso è campione d’Italia, il sogno è trattenerlo all’Inter e probabilmente questa sarà una delle richieste di Conte al club. L’asta per lui è già partita: il Chelsea potrebbe offrire per lui oltre cento milioni di euro che nell’anno del Covid, delle difficoltà del club e del calcio, fanno di certo gola. Ma tenere Lukaku in nerazzurro sarebbe un investimento a lungo termine, pensando al domani, a una Champions che lo aspetta.
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Bologna: Mihajlovic, grande partita di Palacio e Vignato
Tecnico rossoblù, se non si vince l’importante è non perdere
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02 maggio 2021
18:09
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La vittoria avrebbe avvicinato l’aritmetica salvezza al Bologna, ma arrivano invece un punto e una prestazione utile. Il motivo lo racconta lo stesso Sinisa Mihajlovic, che valorizza il talento di Vignato: “Emanuel ha fatto una grande partita, non solo per i tre assist, ma anche per il recupero su Vlahovic lanciato a rete.
Gli avevo detto che da lui non mi aspettavo giocate semplici, ma un match in cui si prendesse rischi”. Elogi ovvi per Rodrigo Palacio, che nonostante i 39 anni è ritenuto fondamentale dal tecnico serbo: “E’ il giocatore più anziano ad aver segnato una tripletta. Sono felice per questa grande soddisfazione, che si è conquistato e si merita. Mi dispiace per la mancata vittoria che avremmo meritato, abbiamo segnato 3 gol con azioni bellissime, ma quando vai sempre in svantaggio e recuperi poi è giusto che finisca così e quando non riesci a vincere l’importante è non perdere.
Per Rodrigo questa partita è un premio al suo lavoro”.
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Semplici, un punto che vale contro un grande Napoli
‘E’ un pareggio che ci deve dare consapevolezza e forza’
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NAPOLI
02 maggio 2021
18:15
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“Lo vedremo in seguito quanto vale questo punto contro il Napoli. In questo momento vale, perché diamo continuità alle tre vittorie delle scorse settimane e diamo continuità di prestazione e di risultato”.
Leonardo Semplici è lo specchio della felicità per il pareggio che il suo Cagliari è riuscito in extremis a trovare al ‘Maradona’. “E’ un punto – dice ai microfoni di Sky – che ci deve dare consapevolezza, forza, ma soprattutto che ci deve far credere in quello che proponiamo. Il Napoli é la squadra più in forma del momento”.
”Abbiamo disputato una grande partita – aggiunge il tecnico dei sardi – giocandocela come l’avevamo preparata. Abbiamo sofferto, ma anche creato tante situazioni per andare in vantaggio o pareggiare molto prima dell’ultimo episodio. Siamo stati bravi a palleggiare. Abbiamo strappato un punto meritatamente al Napoli – conclude – che è una grande squadra”.
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Scudetto Inter, pagelle: Barella super, Lukaku decisivo
Lautaro alla Eto’o, muro in difesa e Darmian uomo del destino
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MILANO
02 maggio 2021
18:49
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Le pagelle dello scudetto nerazzurro, il primo trionfo dell’era Suning e di Conte sulla panchina dell’Inter.
CONTE 10 – anche nei momenti più duri riesce a tenere la barra dritta, lì dove tanti prima di lui avevano fallito.
Spegne le critiche sul bel gioco con un calcio tanto essenziale quanto efficace, riuscendo ad inserire la qualità di Eriksen e facendo crescere tutti i suoi uomini, da Lukaku a Barella fino a Bastoni ed Hakimi.
HANDANOVIC 6 – la media tra il 7 per le diverse partite in cui è decisivo e il 5 per l’ultima parte di campionato, in cui incappa in papere ed errori in serie. A quasi 37 anni, però, alza il suo primo trofeo con l’Inter.
SKRINIAR 8.5 – passa dalle tante panchine nel finale della scorsa stagione ad essere insostituibile. Merito suo, che dopo una annata complicata ha saputo rispondere sul campo con prestazioni sempre solide.
DE VRIJ 8.5 – pianista fuori dal campo, un muro dentro.
Miglior difensore del campionato 2019/20, si conferma a livelli altissimi gestendo la retroguardia nerazzurra al meglio.
BASTONI 8.5 – il difensore del futuro l’Inter lo ha già in casa. Corteggiato da mezza Europa, è stata la stagione della conferma: concreto in marcatura, fondamentale anche in costruzione, con la ciliegina dell’assist a Barella per il gol contro la Juve.
D’AMBROSIO 6.5 – poche presenze, tra infortuni e Covid, ma buone: segna anche tre gol pesanti contro Fiorentina, Genoa e Cagliari.
RANOCCHIA 6.5 – uomo spogliatoio, quando è stato chiamato in causa ha risposto sempre presente.
KOLAROV 5 – doveva portare un po’ di esperienza in campo, si è notato solo per i tanti errori.
DARMIAN 7.5 – il perfetto simbolo del Contismo. Arrivato tra lo scetticismo generale, fa sempre il suo compito al meglio e si trasforma in uomo del destino nelle ultime gare, con i gol decisivi contro Cagliari e Verona.
HAKIMI 8.5 – la freccia sulla fascia che mancava. Dopo un periodo di adattamento, l’acquisto più costoso dell’ultimo mercato ha dimostrato di valere tutti i 40 milioni versati al Real Madrid: devastante in accelerazione, decisivo vicino alla porta con gol e assist.
YOUNG 6 – Partito titolare, a poco a poco ha perso posti nelle gerarchie di Conte a causa di qualche errore di troppo. PERISIC 7 – dalla Champions col Bayern alle diagonali difensive con l’Inter, altro emblema di sacrificio per la causa.
Entrato negli schemi, non ha più perso il posto, mettendo lo zampino in diversi momenti decisivi.
BARELLA 9 – l’anno della consacrazione. Corre, lotta, segna e fa segnare: il Nicola Berti dell’Inter di Conte, capace di esaltarsi nei big match. Un’energia che coinvolge e travolge chi gli sta intorno, un motorino instancabile che diventa trascinatore decisivo, alzando il livello in attesa di esprimersi al meglio anche in Europa.
BROZOVIC 8 – sul mercato sia in estate che a gennaio, ma a lui interessa poco. In campo è l’uomo d’ordine, fondamentale nel far girare al meglio la squadra e si nota soprattutto quando manca. Qualità e quantità, riducendo al minimo anche quelle pause che spesso lo hanno messo nel mirino dei tifosi.
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ERIKSEN 7.5 – il corpo estraneo che diventa centrale. Dopo mesi di tentativi di inserirlo tra i titolari con nuovi schemi, è più lui che si adatta al calcio contiano che non viceversa: trova posto come mezzala nel 3-5-2 e con la sua qualità alza il livello dell’Inter.
GAGLIARDINI 6.5 – cambio prezioso soprattutto per difendere il risultato, un ruolo più secondario rispetto alla passata stagione ma sempre utile.
SENSI 6 – si pensava potesse essere l’annata del riscatto dopo i tanti problemi fisici, ma gli infortuni lo hanno ancora frenato.
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VIDAL 5.5 – doveva essere l’uomo di Conte, fondamentale in campo per alzare il livello. Al netto del gol contro la Juventus (che vale mezzo voto in più), non solo ha avuto un impatto relativo ma è stato spesso dannoso.
LUKAKU 9.5 – sposta a sportellate tutta la Serie A. È lui il simbolo dello scudetto e non solo per i tanti gol. Fulcro centrale del gioco di Conte, a lui si appoggia tutta la squadra nei momenti difficili e non fa mancare mai il suo supporto. La lotta fisica è il suo mestiere, così come le progressioni brucianti: gli era bastato l’anno scorso per cancellare Icardi, ora è già nell’olimpo dei bomber interisti.
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LAUTARO 9 – quando il gol non è tutto. L’argentino con Lukaku si trova alla perfezione, mette a ferro e fuoco tutte le difese italiane. Ma non solo, perché poi si traveste anche da Eto’o, in un lavoro di sacrificio in fase difensiva fondamentale nell’ultima parte di stagione, quando l’Inter inizia a sentire la stanchezza. Le sirene delle big continuano a farsi sentire, ora tocca al club blindarlo.
SANCHEZ 6.5 – si fa trovare pronto da comprimario in alcune gare chiave, come col Parma quando segna una doppietta pesante.
Uno dei pochi che salta l’uomo, non a caso spesso scelto da Conte in momenti complicati, da trequartista o da punta.
Padelli, Radu, Vecino, Pinamonti senza voto.
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Atalanta: Gasperini, rabbia per non aver vinto gara complicata
Abbiamo giocato bene per 50′ in inferiorità numerica
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REGGIO EMILIA
02 maggio 2021
19:33
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La sua Atalanta ci ha provato fino alla fine a cercare di vincere la partita.
Gasperini non è del tutto contento dopo una gara in cui gli episodi hanno pesato parecchio, soprattutto il rigore fallito da Muriel.
“Resta la rabbia per non aver vinto – ha detto il tecnico dell’Atalanta – abbiamo giocato bene per cinquanta minuti in inferiorità numerica e siamo passati in vantaggio.
Dopo il rigore abbiamo rischiato di passare nuovamente in vantaggio. Abbiamo provato a vincere, ma non ci siamo riusciti.
E’ stata una partita complicata. Abbiamo fatto un punto ed ora pensiamo alla prossima”. Il pareggio finale è risultato fondamentale per l’assegnazione dello scudetto: “Vero – dice Gasperini – ma l’Inter lo scudetto lo aveva già vinto. Nel caso lo avrebbe vinto domenica prossima. A me interessa il nostro percorso. Oggi come a Roma c’era la possibilità del bottino pieno. Purtroppo ultimamente ci tocca troppo spesso finire in dieci anche se non mi sembra che siamo così cattivi”.
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Serie A: Udinese-Juventus 1-2
I friulani erano passati in vantaggio con Molina, poi CR7 è andato in gol due volte
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02 maggio 2021
20:03
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Juventus batte Udinese 2-1 in un incontro della 34/a giornata del campionato di serie A di calcio, giocato a Udine.   LA CRONACA, I VIDEO, LE IMMAGINI, LE INTERVISTE, GLI APPROFONDIMENTI SU UDINESE-JUVENTUS 1-2 E TUTTO SUL MONDO BIANCONERO CON TUTTE LE ULTIMISSIME

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Fiorentina: Iachini, il bicchiere oggi è mezzo pieno
Tecnico viola, a Bologna per vincere ma abbiano pagato errori
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02 maggio 2021
18:06
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Un pareggio dopo essere stato per tre volte in vantaggio lascia un po’ d’amarezza all’allenatore della Fiorentina, Beppe Iachini: il successo lo avrebbe portato a sei punti di vantaggio sulla terzultima. “Abbiamo commesso qualche errore – dice – ma il calcio è fatto di momenti e situazioni e queste cose ci stanno.
C’è grande rammarico, perché eravamo venuti qui per vincere la partita, la squadra ha fatto una grande prestazione e avevamo creato tutti i presupposti per centrare l’obiettivo. Ci abbiamo provato fino alla fine, siamo andati tre volte in vantaggio, abbiamo avuto anche le chance per andare in doppio vantaggio, ma abbiamo pagato a caro prezzo alcuni errori dietro. Ma la mentalità e l’atteggiamento sono stati positivi e il bicchiere nonostante tutto non è mezzo vuoto ma mezzo pieno per quanto abbiamo creato e concretizzato”.
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Atalanta: Gollini, ‘mi scuso con squadra e tifosi’
Il portiere espulso dopo 23′ in casa del Sassuolo
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BERGAMO
02 maggio 2021
20:53
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Il portiere dell’Atalanta, Pierluigi Gollini, espulso al 23′ del primo tempo a Reggio Emilia contro il Sassuolo per aver fermato fuori area Jeremy Boga lanciato a rete, ha chiesto scusa tramite una story sul profilo personale di Instagram. “Dispiace di aver lasciato la squadra in 10! I ragazzi sono stati comunque grandi e hanno dato tutto – si legge -.
Chiedo scusa ai miei compagni e a tutti i nostri tifosi! Purtroppo anche questi episodi fanno parte del gioco!”.
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Udinese: Marino,arbitro?purtroppo accadono ancora certe cose
Rabbia ds per episodi che hanno ‘girato’ partita a favore Juve
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02 maggio 2021
21:00
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“Sono arrabbiato perché l’Udinese ha fatto una grande gara e sono qui proprio per tutelarla. Sfugge a tutti che la punizione di Ronaldo che ha determinato il rigore era una punizione a favore nostro e che, invece, è stata concessa alla Juventus”.

Dai microfoni di Sky Sport, il direttore sportivo dell’Udinese Pierpaolo Marino lascia trasparire tutta la propria rabbia dopo la rocambolesca rimonta juventina ai danni della sua squadra.
“Sono un veterano purtroppo, o per fortuna, del campionato di Serie A – dice ancora Marino -, ma accadono ancora certe cose.
Ci si aggrappa al mancato recupero del primo tempo per fare un baccano incredibile con Chiffi sperando di condizionarlo, e poi succede che a 7′ dalla fine prendi un rigore su una punizione fornita su un piatto d’argento a Cristiano Ronaldo, e vorrei farvi rivedere le immagini. È Cuadrado che fa fallo su Stryger, non l’inverso, mandatelo in onda. Sono molto nervoso per questo, abbiamo fatto una grande partita”. “Mi dite dell’ingenuità di De Paul (il ds si riferisce al mani sulla punizione che ha generato il rigore dell’1-1, ndr)? Io dico un’ingenuità di Chiffi, quello è un errore grossolano. E regalarlo alla Juve e a Cristiano Ronaldo non è una cosa che può passare inosservata”.
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Scudetto Inter: questura, 30mila tifosi nelle strade
La maggior concentrazione in largo Cairoli e piazza Duomo
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MILANO
02 maggio 2021
21:24
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Sono 30mila le persone scese per le strade di Milano per festeggiare la vittoria dello scudetto dell’Inter. I dati sono stati comunicati dalla questura al termine di una lunga giornata di festeggiamenti e assembramenti improvvisati.

I punti di maggiore concentrazione sono stati largo Cairoli e piazza Duomo, dove in centinaia si sono arrampicati sulla statua centrale. Le forze dell’ordine hanno impedito che la folla si fermasse sul sagrato della Cattedrale e in galleria Vittorio Emanuele, dove gli accessi sono stati chiusi anche grazie alla collaborazione della polizia locale.
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Calcio: Russia; Zenit campione con due turni di anticipo
Nella sfida decisiva ha battuto 6-1 il Lokomotiv Mosca
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02 maggio 2021
21:41
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Lo Zenit San Pietroburgo ha vinto il terzo titolo consecutivo della Premier League russa dopo aver vinto 6-1 la sfida decisiva col Lokomotiv Mosca. Con due partite da giocare, lo Zenit ha portato a nove punti il vantaggio sulla squadra della capitale e ha potuto festeggiare in anticipo il settimo titolo in Premier.
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Ajax campione d’Olanda, è il 35/o titolo
Decisiva la vittoria di oggi- 4-0 a Emmen, e +15 sul Psv
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02 maggio 2021
21:48
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L’Ajax è campione d’Olanda. La formazione di Ten Hag, fresco di rinnovo con il club biancorosso fino al 2023, ha conquistato il titolo dell’Eredivisie con tre giornate d’anticipo grazie alla vittoria per 4-0 contro l’Emmen.

Alla Johan Cruijff Arena hanno deciso la partita le reti di Timber, Haller, Rensch e Klaassen che hanno dato all’Ajax un vantaggio di +15 sul più diretto inseguitore in classifica, il Psv Eindhoven. Per la squadra di Amsterdam è il 35/o ‘scudetto’ , un record per il calcio olandese.
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Sampdoria-Roma 2-0
Giallorossi sono in caduta libera, Dzeko fallisce un rigore
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02 maggio 2021
23:01
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Sampdoria-Roma 2-0 (1-0) nella partita della 34/a giornata di Serie A giocata questa sera a Marassi. Reti di Adrien Silva al 45′ pt e Jankto al 20′ st.
Al 26′ st Dzeko si è fatto parare un rigore dal portiere doriano Audero. I giallorossi rimangono al settimo posto, ma ora il Sassuolo, ottavo, è a-2.
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Roma: Fonseca, abbiamo preso un gol quasi abituale
‘Troppe partite,non c’è tempo giusto per recuperare infortunati’
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ROMA
02 maggio 2021
23:11
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“Abbiamo fatto un buon primo tempo e abbiamo subito gol quasi abituale per noi, dopo non abbiamo avuto la forza per reagire nel secondo tempo. Il momento è difficile.
La sconfitta con il Manchester è pesante, il momento è duro”. E’ un Paulo Fonseca sconsolato quello che, dai microfoni di Sky Sport, commenta la sconfitta della Roma contro la Sampdoria.
Ma, gli viene chiesto, non può essere stato un errore pensare di risolvere la stagione puntando tutto sulla Europa League? “Fino a marzo puntavamo su tutti e due i fronti – risponde Fonseca -, penso che il problema è che oggi abbiamo giocato senza dieci giocatori. Abbiamo avuto tanti giocatori importanti fuori giocando tantissime partite”.
Intanto anche oggi c’è stato un infortunio muscolare, quello di Villar: da cosa derivano i problemi, in particolare gli infortuni muscolari ripetuti? Problemi di preparazione? “Penso che non sia colpa dell’allenamento. Abbiamo solo due giorni tra una partita e un’altra – replica il tecnico portoghese -. Non abbiamo tempo per preparare i giocatori che tornano da infortunio. Per il Manchester molti li abbiamo inseriti perché avevamo pochi giocatori disponibili. Comunque ricordo che a Sky hanno fatto una previsione ad inizio stagione mettendo la Roma settima. Io penso che potevamo fare di più. Non abbiamo avuto Smalling nei momenti importanti ne Zaniolo, con loro potevamo fare di più”.
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Vittoria e salvezza matematica per la Sampdoria che domina una Roma irriconoscibile, tre giorni dopo la pesante sconfitta di Manchester, conquistando i tre punti grazie ai gol, uno per tempo, di Adrien Silva e Jankto. LA CRONACA DELLA PARTITA
Pesa per i giallorossi anche l’errore dal dischetto di Dzeko che nel secondo tempo avrebbe potuto riaprire la gara. Fonseca ne cambia sette rispetto alla semifinale di Europa League mentre Ranieri si affida a Gabbiadini prima punta supportato da Verre.
Roma che parte bene e dopo appena due minuti sfiora il vantaggio con Mayoral che trova però sulla sua conclusione Tonelli. Un duello che si ripete anche al 13′ quando sempre Tonelli devia, di testa, in angolo una conclusione a botta sicura dello spagnolo. Col passare dei minuti però i giallorossi, dopo una buona partenza, calano mentre cresce la Sampdoria che al 33′ va vicina al vantaggio con Verre il cui rasoterra su assist di Damsgaard termina di poco a lato. Per la Samp è il momento migliore: Thorsby impegna Fuzato,che salva in due tempi, quindi ci prova Damsgaard ma il suo tiro finisce in angolo. Nel finale sussulto giallorosso con Dzeko che supera anche Audero ma si allarga troppo e colpisce l’esterno della rete. L’ultimo minuto è fatale agli ospiti. Rilancio corto di Fuzato per Kumbulla che scivola, Thorsby ruba palla, entra in area e appoggia per l’accorrente Silva che lascia partire un vero e proprio rigore in movimento di destro per il suo primo gol italiano. Al rientro dagli spogliatoi ci si aspetterebbe una Roma arrembante invece la Samp controlla e anzi si propone alla ricerca del raddoppio. Gabbiadini si fa anticipare da Fuzato mentre poco prima intervento rischioso di Smalling per anticipare sempre la punta blucerchiata, il difensore si guadagna un fallo ma aveva toccato il pallone con un braccio in area. La Roma ci prova con Dzeko, il suo scatto con gol è in fuorigioco, ma è la Sampdoria a trovare il raddoppio. Verre inventa un filtrante che lancia Jankto, il ceco brucia Santon, entra in area e batte Fuzato con un preciso sinistro. I giallorossi questa volta rispondono subito ma il gol di Mayoral viene annullato per fuorigioco confermato anche dal Var. Fonseca inserisce Pastore e Karsdorp e al 26′ avrebbe il pallone per accorciare. Cross di Mancini, Silva respinge con la mano e Sacchi indica il dischetto. Dagli undici metri va Dzeko che si fa ipnotizzare però da Audero, bravo a respingere in angolo. L’errore di fatto chiude la gara con la Sampdoria che sfiora con Keita Balde, in due occasioni e Candreva ,una, il terzo gol mentre in casa giallorossa si segnala l’esordio in serie A del giovanissimo centrocampista originario del Gambia Ebrima Darboe, classe 2001, un ragazzo arrivato in Italia (da un campo profughi della Libia) ancora minorenne, su un barcone approdato in Sicilia, e poi affidato un assistente sociale fino al provino con la Roma che, nel 2019, lo prese nella Primavera. Oggi l’esordio nella massima serie: nel crollo di fine stagione della Roma almeno c’è una nota positiva.
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Dalla rincorsa al trionfo, l’Inter interrompe regno Juve
Dal ko nel derby alle 11 vittorie di fila, Conte ritorna al top
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02 maggio 2021
20:43
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Una cavalcata ad alti ritmi per mettere la parola fine al regno della Juventus e tornare in vetta all’Italia. Il primo scudetto del dopo-Moratti, arrivato com oggi con quattro giornate d’anticipo sulla fine del campionato, e’ il diciannovesimo della storia dell’Inter e porta la firma netta ed evidente di Antonio Conte, condottiero capace di riportare i nerazzurri al successo in Serie A undici anni dopo l’ultimo tricolore, vinto da José Mourinho nel 2009/10, chiudendo la striscia inoltre di nove titoli di fila dei bianconeri.

Un trionfo che arriva dopo una annata fatta di qualche balbettamento ad inizio stagione, costringendo Lukaku e compagni ad inseguire il Milan, salvo poi inserire una marcia decisamente più alta nel girone di ritorno, senza le fatiche delle coppe europee, rimontando i cugini e sbaragliando la concorrenza fino al trionfo con il successo sul Crotone e lo stop dell’Atalanta col Sassuolo. Uno scudetto su cui è ben impresso il marchio del Contismo, fatto di efficacia, cattiveria agonistica e ferocia, messa in mostra in particolar modo nella seconda parte di stagione. Quando, va detto, le principali avversarie, dal Milan alla Juventus, si sono sgretolate anche per propri demeriti.
D’altronde, sull’inizio del campionato 2020/21 hanno pesato le fatiche dell’Europa League: sono stati solo 17 infatti i giorni passati tra il ko con il Siviglia (21 agosto) e il primo giorno di ritiro per la nuova stagione (7 settembre), con la prima gara in Serie A il 26 settembre. Poco tempo, in sostanza, per inserire i nuovi arrivi come Hakimi (con Vidal, Kolarov e Darmian sbarcati a Milano negli ultimi giorni di mercato), cercare soluzioni per l’enigma Eriksen o nuove idee di gioco.
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Conte però ci prova, così la prima parte della stagione si trasforma in una sorta di esperimento: il 3-5-2 lascia spazio al 3-4-1-2 per inserire il danese, cercando un calcio più offensivo.
Strategia che funziona in parte, perché l’Inter comincia il campionato battendo la Fiorentina 4-3 in rimonta al 90′ e, dopo una goleada al Benevento, frena con la Lazio e, soprattutto, perde il derby con il Milan, primo ko nella stracittadina dal 2016. Prestazioni sottotono che proseguono anche in Champions League, dove i nerazzurri vengono eliminati già nei gironi per il terzo anno di fila, mentre in Serie A dopo l’1-1 con l’Atalanta si trovano a -5 dai rossoneri capolisti dopo 7 giornate. La prima volta della stagione, però, arriva proprio in Europa: contro il Borussia Moenchengladbach infatti Conte torna al suo classico 3-5-2 e da lì l’Inter torna a fare quello che sa fare meglio. Tra novembre e gennaio così Lukaku e compagni mettono in fila una striscia di otto vittorie consecutive che li riporta a contatto col Milan.
A gennaio, però, sembra arrivare il solito mese maledetto, con la sconfitta per 2-1 contro la Sampdoria il giorno della Befana e il pareggio per 2-2 con la Roma all’Olimpico, risultati che rilanciano le ambizioni rossonere. Quando l’Inter sembra sul punto di sciogliersi, però, arriva la sfida contro la Juventus di Pirlo, che si trasforma nel secondo spartiacque dell’annata interista: Vidal e Barella mettono la firma sul 2-0 in una partita dominata, che fa capire ai nerazzurri che lo scudetto non è più una chimera.
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Gli uomini di Conte da quel momento non si guardano più indietro: con il 4-0 al Benevento l’Inter comincia una striscia di 11 vittorie di fila che portano prima al sorpasso in classifica sul Milan (dopo il 3-1 alla Lazio e il ko dei rossoneri con lo Spezia), poi alla fuga, lanciata proprio dal netto 3-0 a Pioli nel derby. Una serie di successi anche di misura, che mettono in mostra tutta la forza della squadra, tornata solida in difesa ed efficace in attacco: vittorie magari sofferte, come l’1-0 all’Atalanta, ma di quelle che permettono di arrivare allo scudetto. Tanto che le frenate contro Napoli (1-1) e Spezia (1-1) che mettono fine alla striscia non hanno troppo peso sulla classifica, anche perché le inseguitrici non ne approfittano. E all’Inter, così, bastano le vittorie contro Verona e Crotone per completare la propria “opera d’arte” firmata Antonio Conte.
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Barcellona vince a Valencia, doppietta Messi
Blaugrana passano per 2-3 al Mestalla, a segno anche Griezmann
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02 maggio 2021
23:19
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È Lionel Messi il fuoriclasse al quale il Barcellona si aggrappa per mantenere vivo il sogno di vincere la Liga di quest’anno, beffando Atletico e Real Madrid.
E’ infatti una doppietta dell’argentino, con un rigore e una splendida punizione, che assieme al gol di Griezmann permette al Barça di vincere per 3-2 sul campo del Valencia, a segno con Gabriel Paulista e Carlos Soler.
Ora la squadra di ‘Rambo’ Koeman ha 73 punti ed è terza in classifica a -3 dalla capolista Atletico. Il Real è secondo a quota 74.
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Roma ko e Pellegrini a casa per nascita figlio, furia tifosi
Commenti duri sui social, ‘è capitano, doveva partire lo stesso’
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ROMA
02 maggio 2021
23:24
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Il clima intorno alla Roma è rovente.
La sconfitta per 2-0 con la Sampdoria non fa altro che aumentare un malcontento nato dopo il 6-2 con il Manchester e manifestato anche nel pomeriggio dai tifosi giallorossi dopo la notizia che Lorenzo Pellegrini non avrebbe raggiunto Genova.
Il capitano della Roma è rimasto nella Capitale per la nascita del secondo figlio Thomas e sui social la protesta, specie dopo la sconfitta contro la Sampdoria, è stata fortissima. “Felicitazioni alla signora, ma ora lascia la fascia da capitano che non ti compete” è il pensiero di Mik su Facebook. L’accusa di gran parte della tifoseria è quella di aver abbandonato la squadra nel momento del bisogno. “Ora la fascia vada a Mancini o torni a Dzeko” scrivono in tanti. “Non esiste lasciare la squadra in una situazione del genere. Per nessun motivo al mondo” è il commento di un altro tifoso su Twitter. “Lo avrei difeso in condizioni normali, ma da capitano, io non abbandonerei mai la squadra in una partita importante e con così tanti assenti”, il messaggio di un tifoo che si firma Piero. Poi c’è anche chi è più severo e pensa già alla prossima stagione: “Ma si stai a casa, non ti vogliamo più vedere. Prepara le valige”. Insomma, Pellegrini, già nell’occhio del ciclone dopo che pubblicò sui social una sua foto assieme al capitano laziale Curo Immobile, suo amico, e la Roma non sembrano trovare pace.
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Scudetto Inter:Marotta,merito Conte,ora sogno seconda stella
‘Meglio prendere un allenatore bravo che un giocatore in più’
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03 maggio 2021
00:01
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“Il gap che c’era con la Juve era veramente consistente e notevole. L’anno scorso hanno vinto lo scudetto a pochi turni dal termine e noi siamo arrivati ad un punto.
Aver vinto il titolo con quattro giornate di anticipo è merito nostro, non demerito altrui”. L’ad dell’Inter Beppe Marotta, intervenuto in una trasmissione di Sky Sport, commenta così il 19/o tricolore dei nerazzurri aggiungendo di avere “una mia teoria. Meglio un allenatore bravo, che costa tanto, che prendere un giocatore in più con un allenatore scarso. La retribuzione di Conte è in sintonia con il suo palmares. Noi il problema dell’allenatore l’abbiamo risolto con l’arrivo di Antonio Conte”. “Abbiamo preso una decisione impegnativa perché avevamo un ottimo allenatore, che è Spalletti – dice ancora il dirigente dei nerazzurri -. Ma ho proposto alla società Antonio Conte perché credevo fosse l’allenatore giusto nel posto giusto al momento giusto”. E infatti ora lo scudetto “è grandissimo merito di Conte – sottolinea Marotta -. Ha portato quei valori importanti nello sport, li ha trasmessi a questi ragazzi.
Nessuno di loro aveva vinto il titolo tranne Vidal. Anche Lukaku era emozionato in aereo ieri, è un traguardo straordinario per tutti. C’è un sogno per l’anno prossimo. Sarebbe veramente straordinario vincere lo scudettoanche l’anno prossimo perché vorrebbe dire portare all’Inter la seconda stella”.

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