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Ultimo aggiornamento 12 Gennaio, 2022, 00:19:12 di Maurizio Barra

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Fed: Powell, possibili più rialzi tassi e riduzione bilancio
L’economia Usa non ha più bisogno di tanto stimolo monetario
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11 gennaio 2022
17:42

AGGIORNATO ALLE

20:10
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La stretta monetaria della Fed si fa sempre più vicina, e potrebbe essere più rapida di quanto atteso.
Il presidente della banca centrale americana Jay Powell ha annunciato oggi che l’economia non ha più bisogno di una politica monetaria tanto espansiva, e che appunto
“se saranno necessari aumenti più aggressivi dei tassi per raffreddare l’inflazione, la Fed li farà. Se l’inflazione persiste” e saranno necessari più rialzi dei tassi “li faremo”.
Nel 2022, ha poi detto Powell durante un’audizione alla Commissione bancaria del Senato Usa, – “normalizzeremo” la politica monetaria: oltre a mettere fine, come già annunciato, agli acquisti di asset a marzo, la la Fed potrebbe iniziare a ridurre il suo bilancio (smettendo di reinvestire i bond che giungono a scadenza) più avanti nel corso dell’anno.   ECONOMIA   MONDO

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Aggressioni Duomo: Sala chiede scusa, saremo parte civile
‘Assumeremo 500 vigili come promesso in campagna elettorale’
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MILANO
11 gennaio 2022
20:54
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“Il Comune di Milano si costituirà parte civile”.
Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala commentando al Tg1 gli sviluppi dell’inchiesta sul branco che ha molestato diverse ragazze la notte di Capodanno.
Il sindaco ha inoltre chiesto scusa a nome suo e della città.
“Non ho parlato fino ad oggi – ha spiegato il sindaco – perché sapevo dell’indagine in corso che seguivo con il questore di Milano”. “Hanno fatto una grande opera perché sono stati individuati in breve” i responsabili, ha aggiunto. “Gran parte del branco arriva da fuori Milano, però queste cose non possono accadere. Sono vicino alle ragazze. Mi scuso a nome mio e della città, e il Comune si costituirà parte civile nel processo, e spero in pene severe”.
Quanto alla sicurezza, secondo Sala sono necessari più uomini e donne in campo e maggiore tecnologia. “Porterò in Giunta nei prossimi giorni una delibera per assumere 500 vigili, lo avevo promesso in campagna elettorale. E spero che lo stesso faccia la polizia di Stato. Serve più gente sul territorio”.
Quanto alla tecnologia, “già quella che c’è aiuta, e infatti sono stati individuati rapidamente i colpevoli, ma serve qualcosa – ha concluso il sindaco – che al momento, non retroattivamente, faccia in modo che certi episodi non avvengano più”.   TECNOLOGIA   CRONACA

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Parlamento europeo alla prova della successione, Metsola in pole
A Strasburgo probabile l’arrivo del Cav. Letta ricorderà Sassoli
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11 gennaio 2022
20:59
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Sarà la plenaria della commemorazione di David Sassoli e del cruciale voto per la sua successione, ma sarà anche il teatro del discorso di Emmanuel Macron per l’inizio della presidenza di turno francese dell’Ue.
La settimana prossima Strasburgo si proporrà come crocevia d’Europa.
E chissà che non lo sia anche di faccende più italiane, con vista sul Quirinale.

Lunedì, infatti, alle 18 sarà il segretario del Pd Enrico Letta a tenere il discorso ufficiale di commemorazione di Sassoli. Ma nella città alsaziana, stando ai rumors più recenti, una manciata di ore dopo è dato come probabile anche l’arrivo del leader di FI – ed europarlamentare – Silvio Berlusconi.
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Il voto dell’Assemblea per il nuovo presidente dell’Europarlamento comincerà martedì. Sarà segnato dal lutto per la scomparsa di Sassoli che, dopo un iniziale tentennamento, a metà dicembre aveva deciso comunque di farsi da parte.

Il candidato forte alla sua successione è l’attuale vice presidente vicaria Roberta Metsola, esponente del Ppe, come previsto nell’accordo di alternanza di inizio legislatura stipulato con S&D. Maltese, paladina della lotta alla corruzione, Metsola sarebbe la terza presidente donna della storia del Parlamento Ue e la più giovane in assoluto. La sua investitura potrebbe avvenire con una maggioranza quasi uguale a quella che elesse Sassoli, fatta di popolari, socialdemocratici e liberali.
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Ma i giochi non sono chiusi e le posizioni conservatrici sull’aborto da parte dell’esponente del Partito Nazionalista maltese hanno fatto storcere il naso a diversi europarlamentari del centro-sinistra. Da S&D a Renew, i vari gruppi si stanno preparando alla votazione con una serie di riunioni. Nel pomeriggio è toccato ai Conservatori e Riformisti – co-presieduti da Raffaele Fitto di Fdi e da Ryszard Legutko – incontrarsi per confermare che il loro candidato allo scranno più alto di Strasburgo sarà il polacco Kosma Zlotowski, esponente del Pis.
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I sovranisti di Id hanno invece appena confermato il leghista Marco Zanni loro presidente e, avvertono, faranno pesare i loro voti. Obiettivo che verrà perseguito anche dai Verdi, che si erano opposti ad una conferma di Sassoli e che puntano a sfruttare il vento favorevole del nuovo governo semaforo a Berlino. Le candidature saranno ufficializzate lunedì sera e tra gli outsider potrebbe esserci anche l’olandese Esther de Lange, anche lei del Ppe ma sconfitta da Metsola nella votazione interna dei popolari. A rendere un unicum la plenaria di questo gennaio ci si è messa anche la nuova emergenza Covid: organizzare le votazioni per oltre 700 europarlamentari sotto la minaccia di Omicron, per il segretariato generale di Strasburgo non sarà certo una passeggiata.
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Quirinale, Letta: “Mattarella? Sarebbe il massimo”. Anche tra i deputati M5s sale l’appello per un bis del Presidente in carica
L’identikit del Pd per il Colle è “un presidente o una presidente di profilo istituzionale, non un capo di partito”. Per il segretario dem “Serve un nuovo patto tra le forze politiche per arrivare al 2023”
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11 gennaio 2022
23:47
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L’identikit del Pd per il Colle è “un presidente o una presidente di profilo istituzionale, non un capo partito, né uno come me o Salvini o Conte o Berlusconi.

Profilo istituzionale, super partes, un po’ come è stato Mattarella, che è stato un grande presidente, e io credo che si debba chiedere al Parlamento di votare un presidente con le caratteristiche di Mattarella…”.
Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a DiMartedì, su La 7. E a Giovanni Floris che lo ha interrotto dicendogli: ‘O Mattarella’, Letta ha risposto: “Sarebbe il massimo, ovviamente”.
“Anche se noi trovassimo l’accordo su un candidato o una candidata” al Colle “che prendesse un largo consenso, è chiaro a tutti che il patto di governo deve trovare nuova energia. E’ chiaro a tutti che in queste ultime settimane ci sia fatica. Credo che la legislatura debba andare a scadenza naturale, allora c’è bisogno di un nuovo patto di governo, in qualunque condizione”, ha detto il segretario del Pd.
Per il Colle lancio “un appello alle altre forze politiche e in particolare al centrodestra: vediamoci domani al tavolo, ma in modo serio. L’unica condizione che ritengo inaccettabile è una parte che si siede e dice: io propongo il capo-partito della nostra fazione e voi ce lo votate. Non credo che porti da nessuna parte, ci si siede e ci si alza”, ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta.
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Berlusconi deve fare prima un passo indietro? “Questo sì, anche perché non è che noi dobbiamo pagare un prezzo per la rinuncia di Berlusconi”.
Un nuovo governo sostenuto da una maggioranza Ursula? “Mi sembra molto improbabile, anche per un motivo molto semplice: stiamo vivendo una fase della vita del Paese complicata, con la gestione dei vaccini, mi fa pensare e dire che la fine della legislatura sia gestita da una maggioranza larga piuttosto che da una maggioranza che deve andare in Parlamento a cercare quattro o cinque voti”. ha detto Enrico Letta.
Anche tra i deputati M5s sale l’appello per un bis di Sergio Mattarella. Sarebbero stati già 5 o 6 gli interventi in assemblea favorevoli a richiedere un altro mandato al capo dello Stato: “Serve una figura di garanzia, serve Mattarella” il senso degli interventi, secondo quanto riferito da chi partecipa alla riunione.
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Papa a sorpresa in negozio di dischi al centro di Roma
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La titolare del negozio ‘Stereosound’ ha parlato di “una visita piena di umanità” e di “un’emozione immensa”
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11 gennaio 2022
23:10
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Uscita a sorpresa di papa Francesco dal Vaticano, questa sera, per recarsi nel centro di Roma, dove alle 19.00 è stato visto entrare in un negozio di dischi nei pressi del Pantheon.
I titolari sono suoi amici di vecchia data, da quando Jorge Mario Bergoglio veniva a Roma prima di diventare Papa.
La Sala stampa vaticana riferisce che l’occasione della visita di oggi era “benedire il locale ristrutturato”. Il Pontefice è rimasto nel negozio poco meno di un quarto d’ora prima di rientrare in Vaticano. I proprietari gli hanno donato un disco di musica classica.
La titolare del negozio ‘Stereosound’ ha parlato di “una visita piena di umanità” e di “un’emozione immensa”, e ha spiegato che l’attuale Pontefice era già cliente del negozio in Via della Minerva da quando veniva a Roma prima come semplice sacerdote e poi come arcivescovo di Buenos Aires.

Francesco aveva più volte promesso che sarebbe tornato a trovare i proprietari e oggi ha colto l’occasione per impartire benedizione al locale rinnovato.
A notare la presenza del Papa nel negozio è stato il vaticanista spagnolo Javier Martínez-Brocal, direttore dell’agenzia Rome Reports, che passava di lì nel tardo pomeriggio e ha filmato l’uscita di Bergoglio con una busta bianca sotto il braccio – il disco regalatogli dai negozianti -, e ha diffuso le immagini su Twitter.

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